INPS Inganni Napoletani Per Sopravvivere

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iN fuga CON IL CATETERE

INPS

INGANNI  NAPOLETANI PER               SOPRAVVIVERE

Commedia brillante in due atti

di

Eva De Rosa e Massimo Canzano

Numero SIAE: 215040

INPS

INGANNI NAPOLETANI PER               SOPRAVVIVERE

    

Personaggi:

Nando      - imbroglione, farabutto e manipolatore della moglie

Diana        - moglie di NANDO costretta dal marito ad indossare le vesti di diversi personaggi

Teresa       - portiera impicciona

Nuajen      - allevatore di canguri Australiano

Santo            - uomo cattolico e pio Ispettore dell’INPS

Lo Cicero   - donna che si rivolge al medium per comunicare con il cane morto

Clemente    - paziente del finto dott. Nando

Note di scenografia:

Nando e Diana vivono in un appartamento che ha sulla destra bagno e ripostiglio, sulla sinistra cucina ed ingresso vicino al quale c’è un citofono. Al centro della parete sul suo davanti c’è una colonna o parete larga un metro e mezzo sulla quale c’è una vistosa targa con la scritta I.N.P.S. che nasconde le stanze del retro e che servirà durante la commedia agli attori, di nascondersi al pubblico per cambiare personaggio, quindi per entrare nelle camere poste dietro la colonna si può andare indifferentemente sia dal lato destro sia da quello sinistro. Su qualche ripiano una palla di cristallo servirà per la seduta medium. Un abito da “illuminata medium” per lei è piegato sul divano. In scena un tavolo con 2 sedie, sopra un monitor di pc, con archetto e qualche parrucca di vari colori.

ATTO PRIMO

All’apertura del sipario mentre si ascolta una musica sul tipo “oggi le comiche” in cui Diana (con in testa una parrucca bionda e con un microfono da centralinista) è intenta a parlare davanti ad un computer portatile, mentre suo marito Nando (vestito con un pantalone sulle cui ginocchia escono cucite le punte di un paio di scarpe da fachiro si capirà poi il perché), cammina e finge di sistemare oggetti nelle stanze attigue in modo da mostrare la scena. Allo scemare della musica Diana con classico accento inglese esordirà

SCENA 1: DIANA E NANDO

DIANA: Oh yes … faccio tutto quello che vuoi tu …

NANDO: (facendo il gesto con le mani come per dire vai al sodo) Stringi, stringi

DIANA: … yes married you, ti sposo e poi io venire da te a …

NANDO: Chiedigli dove vive?

DIANA: Yes … where you live, dove vivere tu? … ahhh …. Wodonga?

NANDO: (interdetto cercando in un atlante) Wo-donga? Aspetta vedo dov’è

DIANA: Ok

NANDO: (continuando a cercare) Chiedigli pure dei soldi

DIANA: Darling… hai mandato tu - me dollar, money?

NANDO: (soddisfatto) Wodonga bene un’altro austaliano … Hai chiesto se ci ha accreditato i soldi?

DIANA: (delusa) Not jet?

NANDO: L’ha jettate(buttati)?

DIANA: (come se spiegasse il termine) Non ancora …

NANDO: (fraintendendo) E nun c’è ffà jettà

DIANA: Why why

NANDO: Sta passanne e guai?

DIANA: (a Nando coprendo con la mano il microfono) Isso non ancora, ma tu sicuramente si nun a fernisce(finisci) …  (al microfono) Hallo baby …

NANDO: E chiedi quando te li manda?

DIANA: (a Nando) Aspetta… (al microfono) Darling?  Quando mandare tu-me dollar? Oh Yes … yes … Thank you …

NANDO: Te li manda?

DIANA: (al microfono) Ok ok … Bye bye (abbassa il monitor e toglie la parrucca e l’archetto)

NANDO: We scè, quale  bye, bye … Che ti ha detto? Te li ha manda sti soldi?

DIANA: (scocciata) Ha detto (indicando) Tomorrow

NANDO: A isso e tutta a razza soja … Sto australiano e niente …

DIANA: Ignorante … tomorrow è inglese vuol dire domani

NANDO: Ahhhh domani? (imbarazzato) e  speriamo bene

DIANA: (togliendo la parrucca) Basta Nando, non ne posso più … Non so se mi fai esaurire più tu o quelli, come li chiami tu i “clienti”

NANDO: Appunto so clienti, qui mica stiamo a pettinare le bambole

DIANA: (mostrando qualche parrucca che ha in bella mostra vicino al pc) E chi scrive che la vuole bionda, chi bruna, chi rossa senza poi dimenticare che hai dato anche l’opzione dell’accento … Francese, Inglese, tedesco … Basta hai capito B A S T A

NANDO: Ma dai ci divertiamo un mondo io e te (seducente), io Diabolik e tu Eva … Kant.

DIANA: (scostandolo) Wè, non mettere altre cose in mezzo sà,ci manca solo che adesso mi devo mettere pure a cantare.

NANDO: (riflettendo) Bhe … se servisse alla causa perché no.

DIANA: Ma stai scherzando, togliti questo pensiero da testa che io l’unico posto dove riesco a cantare, al massimo, è la mattina sotto la doccia.

NANDO: (ironico) E che problema ci sta? Io ti monto una bella doccetta sopra al computer con sette metri di tubo ed abbiamo risolto il problema.

DIANA: Stai peggiorando tesò … Tu devi ringraziare Iddio che ti amo e l’unico motivo per il quale assecondo questi tuoi raggiri, è che mi hai promesso che presto la finiremo con questa vita e potremmo avere la gioia di un figlio.

NANDO: (fingendo di avallare il patto e sdolcinato) Ma si mio bocciolo adorabile, delicatamente piantato sul giardino del mio cuore … certo che avremo una creatura tutta nostra … e sai come la chiameremo? Come te … Diana

DIANA: (delusa) Io però avrei voluto un maschietto

NANDO: Allora Diano!

DIANA: Diano? ... Ih che fantasia che tieni. Lasciamo perdere và. Comunque, te l’ho detto cento volte, non devi parlare quando io video-chatto, altrimenti mi fai confondere con gli accenti … quelli scoprono la truffa e ci fanno arrestare

NANDO: Esagerata amore mio … Guarda per farti stare più tranquilla (incrociando le dita sulla bocca come una croce) … Giurin giurello lo prometto non sarò più un monello

DIANA: (guardandolo profondamente ed ironica) A mò si che sto tranquilla … Nando, sono stufa di fare queste cose, ogni volta mi dici che è l’ultima ed invece poi trovi altre imbrogli da attuare

NANDO: E che vuoi da me sono un vulcano di idee

DIANA: Idee, sempre più complesse e pericolose … io ancora non mi spiego, ma come ti è venuta in mente quest’ultima del sito internet www.inps.org?

NANDO: Scusa, prima di noi in questo appartamento chi ci stava?

DIANA: L’INPS

NANDO: (indicando la targa sulla colonna-parete) Appunto, noi tenevamo la fortuna di avere già una targa alla porta, che faceveme(facevamo) la buttavamo?

DIANA: E così usiamo sempre la stessa sigla per tutti i tuoi loschi “affarucci”

NANDO: E certo. Quando mi venne in mente di aprire un’agenzia che organizzava incontri internazionali, a scopo matrimonio, tra single e stranieri di tutto il mondo, INPS diventò

DIANA: Italiane, Nubili Pronte Spose

NANDO: Meraviglioso … eruttai un’altra genialità …

DIANA: Un’idea così assurda che però … mi dispiace ammetterlo, ma funziona

NANDO: E certo che funziona, (alzando il monitor e mostrando a Diana) guarda, guarda qui, anche questo mese decine di mail da single di tutto il mondo: da Shangay,Uruguay, Paraguay

DIANA: … Solo guai … e nuje llà jamme a fernì … miezz e guaie

SCENA 2: NANDO, DIANA E TERESA

SUONANO INSISTENTEMENTE ALLA PORTA

NANDO: (allarmato) E chi è mò? E’ troppo presto per il mio appuntamento. Vedi chi è …

DIANA: Non t’allarmà … Questa è Teresa … riconosco la bussata

NANDO: Ed aprila prima che me scassa ò campanello

DIANA: (va ad aprire) Un momento

TERESA: (l’attrice per il tutto il tempo che sta in scena ha come caratterizzazione il tremore forsennato del braccio sinistro) Buongiorno

NANDO: Buongiorno? Ma quante volte te lo devo dire che il dito sul campanello si appoggia una volta

TERESA: E voi che vulite(volete) a me? Io volontariamente, una volta l’aggio(l’ho) appoggiato

NANDO: E tutte le altre volte che ha suonato?

TERESA: Nun è colpa mia è stato isso (mostrando il braccio che si muove)

NANDO: E allora, perché non usi la destra?

TERESA: E comme faccio, io so mancina

DIANA: Ah ecco perché fai tutto con la sinistra. Che tragedia

TERESA: Signora mia, la vera tragedia è quando mangio ò brodo, mò mengo(butto) tutto pè ‘nguollo(a dosso) …

DIANA: Vabbè Teresa, che sei venuta a fare?

TERESA: (estrae da una borsa una lettera piegata a mò di aereoplanino e la porge con la sinistra a Nando ovviamente tremando) Vi ho portato questo

NANDO: (tentando di prenderla) Ma me lo vuoi dare o no?

TERESA: (cs) E lo dovete prendere a volo

NANDO: (strappandogliela di mano) Ecco fatto … E che devo fare con questo coso?

TERESA: Ed io che ne sò, è una lettera

NANDO: Una lettera?

DIANA: E sarà arrivata per via aerea

TERESA: Noo quanto mai, l’ha portata la settimana scorsa il postino, io non c’ero e l’ha consegnata a mio figlio Catello … E voi lo sapete chille comme vede nu poco e carta fà gli aereoplanini 

NANDO: E tu mò me l’hai portata?

TERESA: E chillo sulo mò l’ha fatto atterrà(atterrarre) … e mò facitamenne ji(fatemene andare) ccà forse cchiù tarde, ffà atterrà la pensione d’ò vicchiarello d’ò quarto piano, ccà ha fernuto(finito) e solde e so tre giorni ccà sta mangianne a casa mia (esce)

SCENA 3: NANDO E DIANA

DIANA: Va bene grazie

NANDO: (cercando di ricomporre il foglio per leggerlo) E meno male che al figlio piace fare gli aeroplani, perché se gli piacevano i puzzle, mò comme, la leggevo sta lettera, a piezze(pezzi)?

DIANA: Non cambiare discorso, hai capito che io queste truffe non le voglio fare più

NANDO: (lasciando il foglio sul tavolo in mostra) Sei pazza, ma come non vuoi farlo più? L’agenzia INPS rende. Non ti fanno gola i 2.000 euro che i “pollastri” ci inviano?

DIANA: Certo, i soldi sono importanti ma … io penso sempre a quell’australiano ….

NANDO: Ancora con quel australiano?

DIANA: Io ho ancora i brividi … si paralizzò davanti al monitor

NANDO: (ridendo) Ah si quello … Aspè come si chiamava?

DIANA: Nuajen, Alex Nuajen … e chi se lo dimentica …

NANDO: E quant’era brutto ….

DIANA: Ti ricordi? Prima di inviarci i soldi voleva …

NANDO: … voleva una prova d’amore …

DIANA: E tu mi dicesti: “Dià, fargli vedere la scollatura”

NANDO: Si appunto, solo la scollatura … (superficiale) che poi il bottone della camicetta si aprì di botto, mica era colpa mia

DIANA: E intanto però si vide tutto

NANDO: Eh eh eh è vero! Il poverello è rimasto talmente sconvolto che (mimando una faccia che si blocca su un’espressione buffa) … pareve(sembrava) che aveva avuto una paresi facciale …

DIANA: E per forza, quello era un povero pastore che viveva con il padre sperduto tra le dune ed i deserti … Allevatore di canguri … Le uniche femmine che aveva visto in vita sua, erano di razza koala e cangura …

NANDO: Vabbè, che vuol dire, intanto i 2.000 dollari poi, ce li ha inviati …

DIANA: Si, ma prima di farlo, ad ogni video-chattata dovevo mostrare (indicando il seno)

NANDO: E cosa vuoi che sia, al massimo vedeva un reggiseno … ma perché quando andiamo al mare non lo metti il costume?

DIANA: Era diventato un incubo … continuava a cercarmi, non vedeva l’ora di sposarmi, ogni giorno mi chiedeva se, con i soldi che mi aveva mandato, avevo fatto il biglietto aereo per raggiungerlo e sposarlo in Australia

NANDO: E vabbè e come sei pesante … Ma poi si è arreso, da quanto tempo non ci video-chatti più?

DIANA: E che saranno? Due settimane

NANDO: Ecco vedi, si sarà rassegnato … Del resto dopo aver incassato i 2000 dollari, gli hai raccontato come facciamo sempre, che tua nonna si era ammalata, quasi in fin di vita, che quei soldi, ti sarebbero serviti per pagare le cure mediche e che non saresti partita più

DIANA: Certo … ma mi è dispiaciuto ingannarlo

NANDO: (rimproverandola) Ma che fai ti affezioni? Mai, mai mischiare i sentimenti con il lavoro

DIANA: Io questo “lavoro”, non lo voglio fare più, come te lo devo dire

NANDO: Hai ragione, hai ragione cambieremo affari … troppo tempo sulla stessa truffa è pericoloso

DIANA: Ecco bravo !! Accontentiamoci solo della truffa che facciamo sulla pensione di tua madre, quella è già sufficiente ai nostri fabbisogni

NANDO: Ma che sei pazza? Semmai quella è la prima che devo eliminare

DIANA: E perché … quella rende bene

NANDO: Si lo so, ma oramai con questo sono trent’anni che la mamma è trapassata e noi, continuiamo a prendere la sua pensione, prima o poi potrebbero insospettirsi …

DIANA: Giusto, oramai dovrebbe avere, se fosse ancora in vita 120 anni

NANDO: (guardando verso il cielo) Già, la mamma, la cara mamma … (risoluto) anche se però mi dispiace perché mi ero affezionato … E’ stata la nostra prima truffa insieme … E poi dici che non sono romantico 

DIANA: Me stai facendo venire ò friddo ‘nguollo(i brividi di freddo per tutto il corpo) …Tu devi ringraziare Iddio che hai trovato una moglie come a me, vorrei proprio vedere se un’altra avesse accettato di travestirsi tutti i santi mesi da anziana spacciandosi alla posta per tua madre, (enfatizzando) “mammina”

NANDO: Ma tu la fai tale e quale, poi ultimamente con tutte queste belle rughette che ti sono uscite, anche il fatto che ti sei ingrassata e che cammini come dire un po’ sciancata … sapessi come assomigli a “mammina”

DIANA: (piagnucolosa) Ecco vedi? Appresso a te, mi sono fatta vecchia, grassa, sciancata e morirò senza il piacere di diventare pure io mamma

NANDO: Ma dai stavo scherzando, dammi qualche altro mese di tempo per accumulare denaro il più possibile ed in una botta, ti faccio fare un parto quadri gemellare

DIANA: (risata scandita sarcastica) Ah ah ah ah quanto sei spiritoso. Non ce la faccio più con questa vita … La notte non dormo … incubi su incubi. Ed ogni volta che bussano quella porta (indicando la comune) … tremo … penso sempre che ci prendono pèsole(di peso) pèsole e ci portano in galera

NANDO: E va bè tesoro, sono le controindicazioni del mestiere, qualche incubetto ci può stare … ma è tutto calcolato, siamo in una botte di ferro…

DIANA: Ma sei sicuro?

NANDO: Nessuno potrà mai bussare a quella porta senza che noi non sappiamo in anticipo chi è

DIANA: E come fai ad essere tanto sicuro

NANDO: (ironico) Perché mia cara, prima di bussare, avessero citofonà?

SCENA 4: NANDO, DIANA E SIGNORA LO CICERO

BUSSANO AL CITOFONO

DIANA: (allarmata) Oddio il citofono … Eccoli sono loro …

NANDO: Ma quanto mai, (guardando l’orologio) sono le 12,00 questo dev’essere il mio appuntamento da medium …

DIANA: Ah già è vero, oggi è mercoledì, me ne stavo dimenticando

NANDO: (rispondendo al citofono camuffando la voce) Pronto? Si il medium è qui … terzo piano (a Diana) Presto, presto … dov’è la tunica?

DIANA: Dietro la porta della camera, con tutto il resto

NANDO: (uscendo) E fai presto, cambiati pure tu

DIANA: (Mentre parla stesso in scena indossa un abito lungo e largo rosa con tanti fiocchetti e fiori, posto piegato sul divano) Ho già tutto qui … Questa è l’ultima volta che me lo metto, (guardandosi) me paro Peppa Pig prima che cominciava a fare la dieta …

NANDO: Non ti preoccupare la prossima volta l’abito, te lo faccio fare da Rocco Barocco

DIANA: Si sfutte tu(prendere in giro)  … (prende la palla di vetro e la metterà sul tavolino)

NANDO: (entra camminando in ginocchio facendo comprendere al pubblico, il perché delle scarpe cucite sulle ginocchia, indossa una tunica corta da medium ed un turbante) Come sto?

DIANA: Na chiavica(si intende il luogo lurido in cui convergono le acque piovane presenti nelle strade.)

NANDO: E grazie tante

DIANA: Ma comme se pò fà, tu pur di non rifare i volantini che avevano sbagliato, ti fingi nano

NANDO: E per forza, quell’idiota del tipografo invece di scrivere INPS Indovino NANDO Potere Soprannaturale, ha scritto INPS Indovino Nano

DIANA: E te li facevi rifare

NANDO: (si mette al centro scena) E già, chillo m’à cercato cinquanta euro, e che stevamo(stavamo) a società io ed isso?

DIANA: Sei talmente tirchio, che zio Paperone a confronto era un generoso

BUSSANO ALLA PORTA

NANDO: Vai ad aprire

DIANA: Nun la voglio fare questa cosa, fallo tu

NANDO: Ma quanto mai si è visto che un Indovino non ha la sua “illuminata”

DIANA: Te serve un’illuminata?

NANDO: Si!

DIANA: E allora vai dinto a stanza è lietto e pigliate l’abat journ

NANDO: Fai poco la spiritosa, apri la porta e mi raccomando sii leggiadra

DIANA: Così (guardandolo e poi imitando la ballerina sulle punte)

NANDO: Ma no, leggera e svolazzante

DIANA: Ah allora così (finge di volare)

NANDO: Ma no, che cacchio sta facendo? Diana devi sembrare come dire … mistica

DIANA: (allargando le braccia e guardando in alto come se avesse visto una visione) Che ti sembro?

NANDO: A Madonna Immacolata … (RIBUSSANO ALLA PORTA) Nun dà retta Dià … vai e sii normale che è meglio

SCENA 5: DIANA, NANDO E LO CICERO

DIANA: Non sei mai contento, non sei (apre la porta con fare ecclesiastico) Accomodatevi

LO CICERO: Dove sta?

DIANA: (indicandolo) Sta là, vi stava aspettando

LO CICERO: (superandola) Dov’è non lo vedo

DIANA: Signò, si acalate(abbassate) à capa ò vedite

LO CICERO: Ah siete voi? (guardandolo) Come nano mi aspettavo che eravate molto più alto

NANDO: (per tutto il tempo avrà un linguaggio pacato) Non temete che sotto, sotto … ne sono all’altezza

LO CICERO: E pure voi, (a Diana) parite(sembrate) na bomboniera

DIANA: (a Nando) Addò me l’à viste chesta e cunfiette(dove ha visto i confetti)?

NANDO: (intervenendo) Calma Ermengarda, calma

DIANA: (indicandosi) Ermengarda?

NANDO: Si … Fa che Ella si accomodi

DIANA: (scocciata, indicando la sedia) Prego

LO CICERO: (sedendosi) Dunque …

NANDO: Dunque se permettete lo dico io … Dunque, per prima cosa …

LO CICERO: … per prima cosa siete voi che parlate con i morti?

NANDO: Questa è la seconda, mia cara. La prima invece, avete portato i (superficiale) danari?

LO CICERO: (estraendo dalla borsa e porgendo) E certo 50 euro tenite ccà(tenete)

NANDO: (inorridendo) No, per carità, allontanate queste carte impure … Non a me, io non sò che farmene del vile danaro, dateli ad Ermengarda è Ella che si occupa di queste meschine cose terrene

DIANA: (fra sé) Quant’è bugiardo

LO CICERO: (porgendo e sbagliando il nome) E menale là  

DIANA: Addò scusate?

LO CICERO: (risbagliando il nome)Emenalolà

DIANA: Ma addò l’aggia menà(buttare)

LO CICERO: Da nessuna parte io vi stavo chiamando per nome … Emenalelà

NANDO: Ma no signora Ermergarda … Ermergarda

DIANA: (ironica) La colpa non è vostra, è il nome che mi hanno dato, che fa schifo

LO CICERO: Un po’ di pazienza, tenete tanti difetti, uno più uno meno (porgendo) Tenete

DIANA: Mò a chesta c’è metto doje dita ‘nganna(a questa l’affogo)

NANDO: Calma … Stiamo calme … Gli spiriti sentono l’aria fredda e non parlano

LO CICERO: No, no per carità … Accendete il riscaldamento …

NANDO: Fate fare a me … Dunque io di mio non accetto mai del denaro

LO CICERO: Scusate non volevo offendere … Me li ridate

NANDO: Ma … Ermengarda li accetta per farne opere pie a persone che ne hanno veramente bisogno cioè

DIANA: Noi

NANDO: Qua noi, i poveri, i poveri ed i bisognosi … (a Diana che li sta contando) … So giuste?

DIANA: Sine (ripone nel reggiseno)

NANDO: Allora possiamo procedere … Dunque

LO CICERO: Ehhh mò accumminciamme(ricominciamo) nata vota ccò dunque? Io vado di fretta … Siete voi che parlate con i morti?

NANDO: Eh che modi … Certo sorella (PAUSA) chi vi è morto

LO CICERO: Chi t’è stravivo

NANDO: Ma no mia cara, intendevo chi vi è venuto a mancare, un defunto o una defunta

LO CICERO: Ah ah, allora si … un defunto

NANDO: Bene. E come si chiamava la buon’anima

LO CICERO: Gennarino

NANDO: Suo marito?

LO CICERO: No, no

NANDO: Suo figlio?

LO CICERO: No, no

NANDO: Suo padre?

LO CICERO: No, nessuna parentela

DIANA: Indovino …

LO CICERO: Ecco brava indovinate …

DIANA: Ma che avete capito, io parlavo al maestro che è indovino (con intenzione) volevo dire … maestro indovino, sarà l’amico

LO CICERO: Ecco brava, n’amico fedele. (toccando insistentemente Nando) Domandategli, domandategli dove ha nascosto a Nennella

NANDO: E chi è Nennella?

LO CICERO: Ma scusate, ma vuje non siete maestro-indovino?

NANDO: E certo?

LO CICERO:  Embè, ve lo devo dire io che Nennella è la mia  bambola

NANDO: No, no volevate dire  quella Nennella … Quindi, la buon’ anima v’a nascosto la bambola?

LO CICERO: E mica solo la bambola… Tutto quello che gli capitava a tiro, chillo disgraziato, ogni vota che gli davo il permesso di entrare in casa, comme me distraevo un momento … nascondeva sotto agli occhi

DIANA: Ma che tipo strano

LO CICERO: Non ho capito ...

NANDO: (ammonendo con lo sguardo Diana) Non è rilevante questo Ermengarda, l’importante è mettersi subito in contatto con lui …

LO CICERO: Bravo, (sempre toccandolo con ripetizione)  facimme ambressa(presto)

NANDO: (staccando la mano) Fatemi concentrare … Bisogna essere precisi … Ora

LO CICERO: Sono le 12,00

NANDO: Nossignora, ora

LO CICERO: Sono le 12,00 e 2 secondi

NANDO: Ma no, dicevo … Ora per evocare Gennarino, avrei bisogno di un oggetto che gli apparteneva

LO CICERO: Si, me lo avevate detto pure al cellulare … l’ho tenuto tutto sto tempo nel congelatore … così non si perdeva … Emmengà … guarda quant’è bello (estraendo un osso che dà a Nando) … E’ ancora fresco

DIANA:Mamma mia bella ha portato le ossa, ha portato

LO CICERO: (porgendo a Diana) E questa è la fotografia … quant’era bello

DIANA: Non la voglio vedere mi fà impressione

LO CICERO: Non dite così, mi fate prendere collera, un poco poco l’avita guardà(lo dovete vedere) o me ne vado

NANDO: (a denti stretti) Ermengarda … Prendi la foto … e dagli una guardata … la signora si offende e se ne và

DIANA: (guardando la foto) Ma … ma … maaa

NANDO: Ma cheddè?

DIANA: Ma questo è un cane

LO CICERO: Si Gennarino, il mio cane, un bel mastino napoletano

DIANA: (calmandosi) Signora qua c’è un equivoco, il Veggente parla con i cristiani e non con gli animali

LO CICERO: Ma perché, che differenza ci sta quando sono morti?

DIANA: Con i cani non si può parlare da vivi, figuriamoci da morti, mi sa che vi devo ridare i soldi (estraendoli dal reggiseno)

NANDO: (a denti stretti a mò di rimprovero) Emergà … Calma, calma… Ermengarda metti via quel danaro che offusca la mia visione nell’aldilà … Anzi miettele(mettilo) proprio di là, di là

DIANA: (riponendo nuovamente) Ma maestro pensateci bene … mi sembra improbabile che il cane risponda … Non vi sembra il caso di fermarsi?

NANDO:Abbi fede, so io come fare, altrimenti che ci stanno a fare le palle?

DIANA: Ma hanna(devono) essere belle grosse per convincere …

NANDO: (prendendo la palla di vetro dal tavolo)  Ecco la mia magica palla di vetro … (a Diana)è abbastanza grossa no? … (guardando nella palla di vetro e mostrando l’osso, simula il tipico richiamo di chi utilizza bacetti per chiamare un cane) …smuch … smuch  smuch vieni qui

LO CICERO: Lo vedete? Lo vedete?

DIANA: (tra sé ) Cose e pazze

NANDO: (ammonendola) Shhhh silenzio, chille sente la voce vostra e se distrae … Qua, quaGennarino vieni da me … Eccolo qua … Lo vedo … Sta venendo verso di me …

LO CICERO: (cercando di vedere) Dove, io non vedo nulla

NANDO: Shhh e vi ho pregato … Non parlate … E’ naturale che non potete vederlo … Sono io il veggente no voi …  Ecco lo tengo qui davanti a me … chiedetegli cosa volete sapere

LO CICERO: Posso parlare?

NANDO: Certo … Ora potete chiedere … sta qui davanti a me

LO CICERO: (emozionata) Overo? Gennarino sta ccà dinto, davanti a voi, io ci parlo ed isso me risponde?

NANDO: E’ certo sorella cara … 

LO CICERO: (tipo sceneggiata) Gennarinooooo addò e mise a Nennella?

DIANA: (di nascosto dicendolo a Nando)  … Tu devi ringraziare Iddio che i scemi sono assai

LO CICERO: Pecchè m’è fatto stu dispietto?

TUTTI IN SILENZIO … NANDO E DIANA GUARDANO LO CICERO CHE PERPLESSA

LO CICERO: E mò? Chè ffà, che ffà?

NANDO: Eccolo, sta rispondendo

LO CICERO: Sta rispondendo? Ma io non sento niente

NANDO: Solo io lo posso sentire, sono io il veggente e lo sento forte e chiaro

LO CICERO: E che ha detto? Che ha detto?

NANDO: Ha detto: (PAUSA) Bau bau, bau, bauuu

DIANA: (tra sé) Che faccia e corno che tiene

LO CICERO: Ha detto? … E che vuol dire?

NANDO: Ah non lo so, il cane è il vostro, siete voi che lo dovete capire

LO CICERO: Io lo devo capire? Scusate, ma allora qui che ci sono venuta a fare?

NANDO: Voi volevate delle risposte? 

LO CICERO: E si capisce, ma accussì, nun aggio risolto niente

NANDO: Come niente? Forse, non avete capito dove Gennarino ha nascosto a Nennella, ma in compenso ha sentito la vostra voce

LO CICERO: Ih che bella consolazione

NANDO: Sorella, adesso andate … è arrivato per me l’ora

DIANA: … del pranzo …

NANDO: L’ora di andare in meditazione … Ermengarda … accompagna Lo Cicero (e scompare nella camera dietro la colonna)

DIANA: Venite con me, il maestro si deve riposare, dopo questa seduta, si è impoverito nel corpo …

LO CICERO: O maestro si è impoverito? E c’aggia dicere io, che aggio refuso(rifuso) 50 euro … Arrivederci

SCENA 6: DIANA E NANDO

DIANA: (alla quinta) Sei stato capace di prenderti i soldi da quella poverella

NANDO: (riuscendo) Solo in pochi ci sarebbero riusciti …

DIANA: Sei un imbroglione nato

NANDO: La mia è arte, le mie truffe sono come il Monopoli, tutte ben congeniate a prova di imprevisti e probabilità.

DIANA: Pazzia tu! Nuje ccà, jamme a fernì ‘ngalera(noi qui andiamo a finire in galera) senza manco passà per il Via

NANDO: Come siamo frizzanti stamattina

DIANA: Hai visto? … Sai che faccio vado a preparare un aperitivo

NANDO: Bell’idea che aperitivo ti prepari?

DIANA: La Vedova (va in cucina)

NANDO: (perplesso) Non so perché ma ho il sospetto che abbia voluto dirmi qualcosa. Valle a capire le donne

SQUILLA IL TELEFONO

NANDO: Pronto? Chi volete? La signora Somma? Mia mamma non c’è, ma voi chi siete? L’INPS … Siete proprio dell’INPS? E dite pure a me, io sono il figlio? Mi avete mandato una lettera? Chi deve venire qui alle 13,00? Un ispettore dell’INPS per accertamenti su mia mamma? Scusate ma a chi l’avete data sta raccomandata? A Catello? Il figlio di Teresa la portiera del mio palazzo … E quello oggi me l’ha fatta atterrare … Aspettate … Non mandate nessuno … Ha riattaccato (riattacca) Dove l’ho messa? (trovandola) eccola (leggendo) …. Bla bla bla … e sarà da voi alle 13.00 … (verso il cielo come se parlasse con la mamma defunta) Mamma mia bella, mò te vulesse(vorrei) ccà, mancano solo 30 minuti

DIANA: Eccomi … (porgendo il bicchiere) anche se non lo meriti, ne ho portato uno anche a te

NANDO: (prendendolo frastornato) … non è questo il momento … Siamo in pericolo

DIANA: Che succede?

NANDO: Tiene presente il fatto degli imprevisti e delle probabilità?

DIANA: (lei annuisce) Si !!

NANDO: Ecco so asciute tutte quante ‘nsieme(insieme)!! Presto vai di là e travestiti da mammina …

DIANA: Ma perché?

NANDO: Sta arrivando l’ispettore dell’INPS

DIANA: Disgraziato, ò sapevo che prima o poi ci scoprivano

BUSSANO ALLA PORTA

NANDO: E’ in anticipo … non restare lì impalata … (andando ad aprire con il bicchiere) vai a vestirti da mammina, io nel frattempo lo trattengo il più possibile

DIANA: Vado, ma dopo facciamo i conti (esce)

SCENA 7: NANDO E NUAJEN

NANDO: (apre la porta e senza volerlo, porge il bicchiere a Nuajen) Prego

NUAJEN: (con evidente accento inglese) Thank you … sempre ospitale voi Italiano

NANDO: Scusate ma perché, voi da dove venite?

NUAJEN: Australia

NANDO: Ma perché l’INPS tiene uffici pure in Australia?

NUAJEN: No understand

NANDO: Dint e stend?

NUAJEN: No capire

NANDO: Scusate ma voi chi siete?

NUAJEN: Alex … Alex da Wodonga … Australia … Thank you Italia (cercando di bere)

NANDO: (riprendendosi il bicchiere) Nuajen? Datemi qua (bevendo d’un fiato) E tu che ci fai ccà?

NUAJEN: Sono venuto prendere Katiuscia, noi sposare e fiuuuu partire Australia … Tu chi sei?

NANDO: (a mò di domanda non sapendo cosa rispondere) E … eee chi sono io?

NUAJEN: I know …

NANDO:  A nonna?

NUAJEN: No,Con questa faccia, paro proprio ò frato do …

NANDO: Dò che?

NUAJEN: Do Katiuscia

NANDO: Ah ecco bravo, hai indovinato sono il fratello

NUAJEN: Molto piacero, vai chiamare leo, io portato surprice-sorpresa (aprendo un grosso marsupio messo in vita a mò di canguro, estrae un boomerang) look

NANDO: (guardandolo perplesso) Luk? Ma qua ci manca un pezzo … E come si appende questa stampella?

NUAJEN: Questo essere vecchia usanza nostro villaggio, da dare a futura sposa per tenere sempre marito vicino a lea

NANDO: (perplesso) La stampella?

NUAJEN: (mostrando) Appena moglia vedero marito parlare con altra donna, uno lancio e lo coglie giusto qui (indicando il centro fronte) in mezzo fronte

NANDO: Ma come hai fatto a trovarci

NUAJEN: Banca dove io dato soldo, io chiedere indirizzo, lei subito trovare

NANDO: All’anima d’à privacy

NUAJEN: Avanti frato do Katiuscia, chiama Katiuscia

NANDO: (improvvisando) Lei ora non c’è, torna domani (cacciandolo) Arrivederci

NUAJEN: Impossible … stanotte, this night noi avere (mostrando 2 biglietti aerei) fiuuuu volo Australia, devo tornare a slegare mio cangure

NANDO: E perché li avete legati?

NUAJEN: Perché noi allevare cangure, ma no tieno recinto e per non fare scappare noi legare gambe e code ‘nzieme, cosi loro dopo primo salto, BUM cadene. Sono passati two days, duo giorno e adesso loro tutti faccia pè terra 

NANDO: Si ma qua non potete restare, non so quando torna mia sorella, appena la vedo gli do la stampella … adesso andate

NUAJEN: Ma dove andare, io non potere andare via prima di vedere leo, ancora davanti my eyes-mio occhio suo wonderfull mamela(detto con una m ed una l) non dormire notte, non dormire giorno, non dormire maio …

NANDO: Facite è nuttate?

NUAJEN: Io essere come canguro ‘ngrifato(eccitato) ! Sapere tu come fare canguro quando essere ‘ngrifato?

NANDO: No!!

NUAJEN: Tu no, ma mie cangure sà, appena vede me con lengua de fuori, subito mettere coda vicino albero e non saltare più

NANDO: Embè e tu mò che intenzione tenisse e fà cu sorema, ò ‘ngrifato?

NUAJEN: Questo fare dopo in Australia, ora mi basta solo vedere mamela poi noi stanotte fiuuuu partire e …

NANDO: … eeeee e  addo vai co ciuccio? … mamela … partire … ‘ngrifato … mia sorella ora come ora non può proprio andare da nessuna parte

NUAJEN:Why-perché?

NANDO: E perché … (temporeggiando) e perché, lei deve accudire la nonna

NANDO: (perentorio) E io portare pure nonna (estrae altro biglietto aereo) fatto pure leo biglietto

NANDO: Pure a nonna? … (cs) ma troppo di fretta … non ci siamo ancora organizzati … e poi … ah ecco … e poi i vestiti, i vestiti che ha, non sono adatti per l’Australia

NUAJEN: Ma questo no problema … io avere con me quattro milo dòllar per piccole spese … io dare leo … cosi leo comprare tutto in aeroporto

NANDO: Tieni quattro milo dòllar?

NUAJEN: Yes … (indicando il marsupio sul davanti) tutto qui stipato

NANDO: E dammi qua … che appena la vedo glieli do io

NUAJEN: No tu dare, io dare dopo che io vedere mamela

NANDO: Ma te si fissato cu sta mamela, dammi sti soldi non ti preoccupare

NUAJEN: No, adesso io sedere qui (sedendosi sul divano imbronciato) … e aspettare Katiuscia

NANDO: (tra sé) Guarda llà, quattro mila dollari seduti sul mio divano … E comme aggia ffà pè me ffà a chisto(come devo fare per imbrogliarlo)? (improvvisando fraterno) Ascolta amico mio … tu vuoi vedere mamela di katiuscia prima di partire?

NUAJEN: Yes!

NANDO: Ed allora, dobbiamo fare come si usa fare in Italia la prima volta che si vede la futura sposa

NUAJEN: E come fare voi in Italia?

NANDO: Semplice, lo sposo prima di vedere la sposa … si deve fare la doccia

NUAJEN: Doccia???

NANDO: La doccia, lavare dalla testa ai piedi …Deve fare la doccia, così elimina tutto il suo passato e si purifica

NUAJEN: Che usanza strana avere qui in Italia

NANDO: Azz è strana à nostra? … e vuje allora, che alla sposa regalate le stampelle? … (accompagnandolo alla porta del bagno) Jamme(andiamo) venite con me

NUAJEN: Ma io non avere come asciugare

NANDO: (spingendolo dentro) E non ti preoccupare, di fronte sta l’accappatoio pulito (chiude la porta a chiave mentre Nuajen a soggetto improvvisa, poi fra sè) E chi glielo dice a Diana che l’australiano sta qua

SCENA 8: DIANA E NANDO

SOMMA: (vestita da vecchia con una vestaglia lunga, un bastone, la parrucca grigia e gli occhiali. China, imita la nonna pensando di trovare l’ispettore) Figliolo, chi era alla porta, ho sentito bussare

NANDO: Contrordine

DIANA: (drizzandosi) Che altro è successo?

NANDO: Nuajo

DIANA: Addò sta l’ispettore?

NANDO: Nuajen

DIANA: Aggio capito che è un guaio, ma che guaio è?

NANDO: L’originale … L’australiano sta qua

DIANA: Tu che stai dicendo? Qua dove?

NANDO: Tranquilla tutto sotto controllo, l’aggio chiuso dint’ò bagno

DIANA: L’hai chiuso dint’ò bagno? E perché non lo hai cacciato?

NANDO: Calma, non ti agitare, non è pericoloso … (felice) tesò non sai niente? … ha portato quattro mila dòllar

DIANA: E io c’aggia fà!

NANDO: Niente … (con leggerezza) gli devi solo far vedere un pò di mamela

DIANA: Che l’aggia ffà vedè?

NANDO: (indicando) La mamela

DIANA: (innervosendosi) Ma tu stisse(stai) dando i numeri?

NANDO: (risoluto) Ma si, sai che devi fare? Ti sbottoni un po’ la camicetta e gli fai vedere il reggiseno …

DIANA: Ah chest’è? Allora sai che faccio? Aizo ‘nguollo(mi alzo) e me ne vado (si avvia)

NANDO: Ma dove vai, vieni qui noi ci dobbiamo prendere i soldi

DIANA: E tu per quattro mila dòllar fai vedere il seno di tua moglie?

NANDO: No, ma che sei scema?

DIANA: Ah ecco mi credevo

NANDO: Tu gli fai vedere solo il reggiseno, lui ti dà i soldi e poi con una scusa lo fai ritornare in Australia dicendo che lo raggiungi tra qualche giorno

DIANA: Oinè, io nun faccio proprio niente, una cosa è via chat, un’altra è da vicino, io ho paura … lasciamo perdere questi soldi, a me non servono

NANDO: A te no, ma ò creaturo(creatura) si.

DIANA: O criaturo? Quale criaturo?

NANDO: (fintamente amorevole per raggiungere lo scopo) Diano il nostro bambino !! Questa è l’occasione che aspettavamo, con questisoldi possiamo comprare la culla, il passeggino, o port-enfant e se ci rimane coccosa(qualcosa) ò carillon cu a musichetta d’O’ surdato ‘nammurato, perchè ammore mio, l’unica condizione è che me l’è a ffà, tifoso del Napoli

DIANA:  (addolcita) Ma allora veramente lo facciamo un figlio? (guardinga) Nando t’avviso, questa è l’ultima volta che ti faccio da complice, e non appena chisto se ne và, nuje jamma à llà(andiamo di là) (idicando la quinta che porta alla camera da letto) e mettimme ò criature in cantiere(mettiamo la creatura in cantiere)

NANDO: (baciandola) E’ certo … lavori in corso e (indicando lei e lui) personale al completo. Ora sbrigati vai, travestiti da Katiuscia e sii convincente

DIANA: Stai tranquillo, sarà la mia ultima e migliore interpretazione (esce)

SCENA 9: NANDO E NUAJEN

NANDO: Stai fresca, appena recupero i quattro mila dòllar, (guardando le parti basse) chiusura del cantiere per crollo impalcatura … SI SENTE BUSSARE DAL BAGNO (avviandosi al bagno) … Ed ora facimme ascì(facciamolo uscire) a chisto (girando la chiave, apre la porta) Avete fatto?

NUAJEN: (è in accappatoio) Frato, pecchè tu chiuso dentro?

NANDO: Io chiuso, per non far scappare il vapore … perché è quello che ti deve purificare

NUAJEN: (annusandosi) Ed io essere purificato adesso?

SI SENTE BUSSARE DALLA COMUNE

NANDO: (preso dal panico perché si ricorda dell’ispettore, lo annusa) No, fieto(puzzi) ancora!! (Spingendolo in bagno e chiudendo nuovamente a chiave) Fatte nata doccia …

RIBUSSANO DALLA COMUNE …

NANDO: E chi è mò? (apre la comune)

SCENA 10: NANDO E SANTO

SANTO: Piacere sono Santo

NANDO: Beato a voi … a me, me manca ancora l’aureola

SANTO: Ma che avete capito? (dando la mano) Santo Natale

NANDO: (stringendo la mano) E felice anno nuovo pure a voi. Azz avete cominciato in anticipo quest’anno. Sentite io mò nun tengo spicce(spiccioli), passate un’altra volta (sta per chiudere)

SANTO: (bloccando la porta) Ma che dite buonuomo? Avete voglia di scherzare? … Io ho un appuntamento con la signora Somma Speranza alle ore 13,00 in punto … io sono …

ENTRAMBI: … l’ispettore dell’INPS??!!!

SANTO: Precisamente. !!

…………………  BUIO ………………….

FINE PRIMO ATT0

SECONDO ATTO

La scena si riapre esattamente con le ultime parole e posizioni fatte con la chiusura del primo atto e precisamente

SCENA 1: NANDO E SANTO

SANTO: (bloccando la porta) Ma che dite buonuomo? Avete voglia di scherzare? … Io ho un appuntamento con la signora Somma Speranza alle ore 13,00 in punto … io sono …

ENTRAMBI: … L’ispettore dell’INPS

SANTO: Precisamente. !!

NANDO: (guardando l’orologio) Marò è già l’una? Siete proprio puntuale

SANTO: Figliolo, il merito non è mio ma dei miei genitori, vedete mia mamma, era svizzera e mi ha insegnato la puntualità

NANDO: E vostro padre?

SANTO: Vendeva gli orologi

NANDO: Ih che mazzo che ho avuto …

SANTO: Posso entrare?

NANDO: Ma è proprio necessario? Vedete oggi sono un pò impegnato e …

SANTO: Non vi preoccupate, si tratta di una cosa veloce, chiamatemi la signora Somma

NANDO: (girando lo sguardo verso la porta) Mia mamma? Vedete adesso non è possibile sta dormendo e …

SANTO: … (entrando ed andandosi a sedere) ed io aspetto. Sicuramente la mia visita renderà tutti felici

NANDO: (ironico) Non potete immaginare quanto

SANTO: Questo vedete (estrae da una valigetta una sorta di trofeo) è il riconoscimento che l’INPS gli ha voluto attribuire per i suoi 120 anni di vissuto. Non capita tutti i giorni di incontrare anziani di questa età.

NANDO: (alzandolo per portarlo fuori casa e continuando a parlare con le battute del copione i due faranno il giro del divano) Grazie, molto bello. Sentite non credo che si svegli presto, mia mammastanotte non ha proprio chiuso occhio

SANTO: Come mai … come mai …

NANDO: E come mai? … (Improvvisando) … e …. E’ incontinente e per non farsela addosso durante la notte si alza continuamente e va in bagno (compiuto il giro completo del divano, Santo si è riseduto)

SANTO: Povera signora, certo l’età è quella che è … Bisogna portare pazienza … ma io non ho fretta aspetto, devo consegnare questo, LA RUGA D’ORO

NANDO: (cs rigirano sempre intorno al divano) Voi forse non avete fretta, ma io sono molto indaffarato, quindi se non vi dispiace, lasciatemi LA RUCOLA ...

SANTO: … ehhh la rucola e l’insalata … LA RUGA D’ORO ambitissimo premio che …

NANDO: … si bellissimo (prendendo il trofeo e mollando Santo) appena si sveglia glielo darò personalmente …

SANTO: (risedendosi) … ma lasciatemi finire … ambitissimo premio che l’INPS gli riconosce. Questa è la dimostrazione, a tutti coloro che vogliono evadere le tasse, che l’INPS è assolutamente vantaggioso.

NANDO: (cs rigirano in torno al divano) Ma noi questo lo sappiamo e ne siamo immensamente grati all’INPS … (mostrando) Vedete teniamo pure la targa sempre appesa per non dimenticarlo

SANTO: Tutti sanno quando si nasce, ma nessuno può sapere quanto tempo il buon Dio ci farà gioire su questa terra …

NANDO: (Tra se)Me sa che a vuje, si nun ve ne jate(andate), ce manca poco po’ sapè …

SANTO: (risedendosi) Come?

NANDO: Sentite ispettore, non voglio approfittare della vostra educazione (cs ricomincia il giro del divano) … quindi se non vi dispiace lasciate la RUGA D’ORO, un vostro numero e appena mia madre si sveglia vi faccio chiamare

NUAJEN: (dal bagno) Open the door

SANTO: (che ha raggiunto nel giochetto del divano la porta del bagno) Chi ha parlato? Chi c’è qui dentro?

NANDO: (preso dal panico ed improvvisando) Dove...Io non sento nulla

SANTO: … Eppure mi era parso …

NANDO: (rispingendolo verso la comune) … e vi era parso male, quindi vi accompagno …

NUAJEN: (cs) Open the door please

SANTO: (ritornando alla porta) Buonuomo, ora ne sono certo, qui dentro c’è qualcuno … Non sarà mica la Speranza?

NANDO: No, quella è l’ultima a morire …

SANTO: Come?

NANDO: No dico, non è lei

SANTO: Santa Vergine, la porta è chiusa a chiave, aprite immediatamente voglio vedere chi c’è

NANDO: (Cadendo dalle nuvole) Ahhhhh ma voi dite qui, dentro al bagno?

SANTO: Si certo, e dove se no

NANDO: Ah allora ...qui dentro c’è … (improvvisando) il pappagallo di mia mamma

SANTO: Il pappagallo della Speranza? E perché lo avete chiuso lì dentro?

NANDO: (Perentorio) sta in castigo …

SANTO:Gesù, ma che ha fatto quel povero animale

NANDO: Cosa non ha fatto …. E’ un pappagallo che non ripete

SANTO: Ma io l’ho sentito parlare

NANDO: Appunto parla, ma non ripete

NUAJEN: (cs) Open the door

NANDO: (ripetendo alla porta) Open the door … Lo vedete cosa mi tocca fare, prima lui parla ed io poi devo ripetere … prima o poi addà capì(deve capire), che nun l’aggia(non lo devo) fa io ... ma che è isso cadda(che deve) ripetere

SANTO: Che modo strano di insegnare che avete

NANDO: E’ un metodo nuovo, australiano … la prossima volta che venite ve lo spiego, ora andate

SANTO: Va bene, me ne vado

NANDO: Santa decisione

SANTO: Però l’unica cosa che mi dispiace e che dovrò dire ai miei superiori che non ho potuto consegnare (estraendolo dalla giacca) questo assegno alla cara nonnina (avviandosi)

NANDO: (trattenendolo) Assegno? Quale assegno?

SANTO: E’ una differenza di 5,65 al mese che vostra madre deve avere …

NANDO: E vabbè teneteveli voi, pigliatevi un bel caffè … (stringendo la mano) arrivederci

SANTO: …che moltiplicato per 12 mesi all’anno fanno 67,80

NANDO: (riflettendo a voce alta) Azz bella cifretta … però adesso non è il momento facite na cosa, metteteci una pizza vicino e mangiate alla nostra salute … (cs) arrivederci

SANTO: … che moltiplicato per i 59 anni di pensione accumulati fanno 4.000 euro … (dando la mano) Arrivederci

NANDO: (mantenendo la presa) Arriv … Ma qua arrivederci … aspettate un momento … datemi questo assegno, penserò io a darlo a mia mamma

SANTO: E questo non è proprio possibile, deve firmare la ricevuta personalmente a me

NUAJEN: Ok frato, adesso io sfondare the door

SANTO: Ha detto frato?

NANDO: Avete visto? Ogni volta mette una frase nuova … (Fingendo di ripetere al pappagallo) Sfondare the door

NUAJEN: (da dentro fraintendendo) Ok sfondare insiemo a mio tre … one, two …

NANDO: (a Nuaien)Aspetta … (a Santo) Sentite accomodatevi un momento sul divano, entro un attimo qui dentro, il tempo di insegnare a  chisto comme se fà o pappagallo, che poi torno e vi chiamo mammina (entra nel bagno)

SCENA 2: KATIUSCIA E SANTO

DIANA:(entrando come Katiuscia, parla ogni tanto con qualche accento inglese, vede una persona di spalle, lo scambia per Nuajen e tra sè) Eccolo lì, anima e coraggio, vuttamme stu capo ‘nterra !! KATIUSCIA: (a Santo) Darling … how are you?

SANTO: (In tutto questo tempo Santo ha posizionato lateralmente al divano la sua valiggetta che rimarrà lì finchè non andrà via poi al richiamo di Katiuscia si gira ed indicandosi) Dice a me?

KATIUSCIA: (guardandolo con sorpresa) Ma lo sai che dal vivo sembri un’altra persona? (Abbracciandolo suadente) Come stanno i cangurini?

SANTO: (imbarazzato e accennando un inizio di asma) Sentite i cangurini non lo so … Ma io sto che è una meraviglia

KATIUSCIA: (con finto imbarazzo e un po’ di schifo perché sente qualcosa di duro) E si sente, eccome se si sente … sei molto felice di vedermi

SANTO: (comprendendo l’equivoco accentuando l’asma) Ah si, no cioè … forse è meglio che ve lo faccio vedere è pronto per l‘uso (cercando di estrarre la bomboletta)

DIANA: (bloccandogli le mani e fra sè) Ma tu vire che zuzzuso … KATIUSCIA: (finta dolce) E no, no piccolo Koala, non correre, non sei manco entrato e già lo vuoi usare …

SANTO: (ancora più asmatico) E quando il momento arriva, arriva

KATIUSCIA: Capisco che vedermi ti ha fatto questo effetto … ma un po’ di contegno sù

SANTO: (cs) Basta, non ne posso più, (liberandosi dalla presa) fatemelo prendere

KATIUSCIA: No per piacere, questo no (voltandosi di spalle) DIANA: Mamma mia bella e comme sta appizzato chisto

SANTO: (estraendo la bomboletta e dopo qualche spruzzata alla gola) Ah ora mi sento meglio, mi si stava mancando l’aria … meno male che ne ho sempre con me una bomboletta spry

DIANA: Bomboletta? (girandosi) Ahhhh mò si … e mi pareva una cosa esagerata

SANTO: è per l’asma …

KATIUSCIA: Tieni pure l’asma?

SANTO: Ogni tanto, ma solo quando mi emoziono, sapete appena l’ho vista …

KATIUSCIA: Ma dammi del tu, oramai ci conosciamo da vicino, anzi (dando la mano) ufficializziamo eh? Katiuscia, benvenuto a casa mia (riabbracciandolo)

SANTO: (imbranato) Pia-ce-re

KATIUSCIA: Ma Nando dov’è?

SANTO: Nando, tuo fratello presumo, giusto?

KATIUSCIA: (riflettendo)Si lui, Nando, mio fratello

SANTO: E’ in bagno

KATIUSCIA: In bagno?

DIANA: (fra sè) Vuole darmi campo libero per agire

 KATIUSCIA: (a Santo) Darling, ma la sai una cosa? Devo farti i complimenti per l’italiano lo parli proprio bene

SANTO: Grazie, sono laureato, sono dottore in economia

KATIUSCIA: Economia? (facendo moine) Ahhhh a proposito di economia, prima che viene Nando ti dispiace darmi quei 4.000 …

SANTO: (imbarazzato e confuso) Veramente io … prima dovrei vedere …

KATIUSCIA: Si lo so … però facciamo presto … una sbirciata veloce, veloce e mi raccomando nun tuccà (aprendo un po’ la camicetta)

SANTO: (sbarrando gli occhi e facendo cadere la bomboletta) Mamma mia bella do Carmine e cheste cheddè? (stringendola a se con impeto)

KATIUSCIA: Piano, piano che mi fai male, non sono mica un cangurina io

SCENA 3: DIANA, SANTO E NANDO

SI APRE LA PORTA DEL BAGNO

NANDO: (a Nuajen) E non me lo fare ripetere più … qui si usa così … (girandosi) questo pappagallo tiene la testa dura (sbalordito assiste alla scena amorosa) Fermate à giostra

DIANA: (continuando l’abbraccio e facendo segno a Nando di andare via) Aspetta, sei entrato troppo presto, stiamo ancora alla prova d’amore

SANTO: Gesù, Giuseppe, Sant’Anna e Maria sono in paradiso

NANDO: (cercando di dividerli) We Titò, me pare nu purpo(polipo) cu sti mmane, lasciala o a botte e pacchere(schiaffi) te faccio vede l'inferno

DIANA:Nando ho tutto sotto controllo, ancora una presa e me li faccio dare

SANTO: (infervorito) Si dare … Dare un bacio

NANDO: (bloccando la testa di Santo) Zuzzuso fermate !! (a Diana) Ma tu che sangue d’à miseria stai cumbinanne? 

DIANA:Sto dando la prova d’amore a Nuajen

SANTO: (ansimando x l’asma) Amore, si amore

NANDO: Ma qua amore? Chiste nun è Nuajene, è n’ato guaine

DIANA: (scostandolo da dosso) E che guaien è?

NANDO: E’ Natale …

DIANA:Ma che dici?

NANDO: E’ quell’altro

DIANA:Come?

SANTO: (cs) Come sei bella

NANDO: (a denti stretti) L’ispettore

DIANA:L’ispettore? (prendendolo a schiaffi) Che t’anna accidere(che ti possano uccidere), e levammello(toglimelo) a ‘nguollo(di dosso) a chisto

SANTO: Hai! (cercando di proteggersi ed andando in convulsione d’asma) Aiuto … aiutatemi

NANDO: (trattenendo Katy) Smettila, questo è l’ispettore dell’INPS e si chiama Natale, Santo Natale …

DIANA: (imbarazzat) E quando me lo dici …

SANTO: (cs) Chiamate il 118

NANDO: Tranquillo è un equivoco, mia … sorella è …  è quasi cieca senza occhiali e vi ha scambiato per il fidanzato (facendo segno a Diana) … e pure oggi hai dimenticato le lentine … E’ vero Katiuscia?

DIANA:Ahhh tengo pure le lentine? …

 KATIUSCIA: Difatti, che sbadata scusate Signor Santos

NANDO: Eh, l’a pigliato pè nu pallone … Santo, Santo Natale

SANTO: (aumentando l’attacco d’asma) Aiutateme …Lasc ..

NANDO: Lascialo … E lo vuoi lasciare

DIANA:Ma chi ò stà facendo niente

SANTO: (cs) Lasccc ….

NANDO: Miettete(mettiti) chiù luntana

SANTO: (cs) Lasccccccc …

NANDO: E te vuò ffà cchiù luntana?

DIANA: (indietreggiando e spalle alla parete) Ma caggia menà(menare) ò muro pè terra

SANTO: L’asc …maaaaa … Datemi la mia bomboletta

DIANA:Ahhh la bomboletta,

KATIUSCIA: Nando dagliela sta lì per terra

NANDO: (prendendola) Eccovi servito

SANTO: (cs) Graaaa …

NANDO: Non vi sforzate … spruzzate spruzzate (avvicinandosi a K. in disparte) Presto vai di là e rivestiti da mammina ci lavoriamo prima l ' ispettore

DIANA: Nata vota? Ma Nuajen addò stà?

NANDO: Sta sempre chiuso dint ò bagno … Dai sbrigati

DIANA:Ma perché a questo non gli dici di tornare un’altra volta

NANDO: E’ troppo complicato da spiegare, pure chisto ha portato quattro mila euro e se non vede la nonna, non ce li dà …

DIANA:Ma veramente io …

NANDO: Niente ma, Diana a te ò criaturo, te piacesse d’ò parturì dint’a na clinica privata?

DIANA:Si !

NANDO: E chisto ce paga ò cunto … Fidati di me che già so come fare … vai

DIANA: Vado, vado … E pure và a fernì(a finire) ca stu criature, ò parturisco ‘ngalera (esce)

SCENA 4: NANDO E SANTO

SANTO: (ripreso) E dov’è?

NANDO: Chi? Mammina? Adesso viene

SANTO: No, no io intendevo vostra sorella

NANDO: Ah mia sorella? E’ andata a svegliare nostra mamma

SANTO: Ma dopo torna?

NANDO: Non credo, a quest’ora sveglia mammina, la fà alzare e se cocca o posto suojo

SANTO: Nello stesso letto?

NANDO: Si. Questa casa è piccolina … ci dobbiamo arrangiare

SANTO: Che peccato, mi sarebbe piaciuto che fosse stata presente al momento della consegna dell’assegno …

NANDO: E non vi preoccupate … glielo faccio vedere io dopo

SANTO: Ma perché, dorme molto?

NANDO: Almeno due o tre ore

SANTO: E vabbè, io non ho fretta, posso aspettare, non ho nessun problema

NANDO: Voi non avete problemi ma io si. Mia sorella è troppo emotiva, sicuramente alla bella notizia si emozionerebbe troppo e potrebbe farle male, sà soffre di cuore.

SANTO: Ah questo mi dispiace, anche se a prima vista non l’avrei mai detto, è così esuberante

NANDO: E certo, e poi voi l’avete conosciuta in quel modo così solare

SANTO: Eccome, per quei pochi secondi che mi è stata vicina, era così solare che mi sono tutto avvampato, anzi forse è meglio che mi vado a mettere un po’ d’acqua fredda in faccia, così abbasso un po’ la temperatura. (avviandosi) Permettete?

NANDO: (distratto) Prego … (ricordandosi di Nuajen nel bagno) Aspettate, addò jate, vi siete scordato il pappagallo

SANTO: Tranquillo, giovanotto, io urino ancora in piedi

NANDO: Ma che avete capito, ò pappagallo australiano ve lo siete dimenticato?  Vuje comme arapite a porta, chillo se ne fuje

SANTO: Ah già, il famoso pappagallo che non ripete

NANDO: Venite con me in cucina, per questo tipo di vampate ho io un rimedio formidabile, me lo ha insegnato mammina

SANTO: E sarebbe?

NANDO: Il famoso acqua fresca e zucchero a velo

SANTO: Ma scusate, acqua e zucchero non si prende per tirare su?

NANDO: Con l’acqua fredda … con l’acqua calda invece … Vedrete che risultati, il famoso rimedio di mammina. Prego faccio strada

SANTO: Buona idea, andiamo. Magari nel frattempo vostra sorella rinuncia a dormire e me la ritrovo in salotto

NANDO: E meglio di no, va a finire che la vedete, v’accaurate(riscaldate) e nuje passamme(trascorriamo) la giornata ad andare avanti e dietro dalla cucina (escono)

SCENA 5: NUAJEN E SOMMA

POCHI SECONDI DI SILENZIO, POI SI SENTE NUAJEN CHE DA DENTRO MANOVRA SULLA MANIGLIA E AD UN TRATTO SI VEDE GIRARE LA CHIAVE NELLA TOPPA E CONSEGUNTEMENTE LA SI VEDE CADERE PERCHE’ AGGANCIATA AD UN VISTOSO FIOCCO. ESCE NUAJEN IN ACCAPPATOIO E CONTEMPORANEAMENTE RITORNA IN SCENA SOMMA

NUAJEN: Finally, ancora 5 minuti sotto doccia e dietro recchia uscivano branchie come merluzzo

DIANA: (tra sé) Maronna Nuajen!

SOMMA: (a lui) Scusate, giuviò, ma vuje nun stiveve(non stavate) chiuso dint ò bagno?

NUAJEN: Io liberato! Metodo aborigeno, come diceva mio padre, “ quando se chiude na porta … ”

SOMMA: …”sarape nu purtone” …

NUAJEN: ..”No … quando se chiude una porta, prima di sfondare girare chiave dentro buco” (stringendogli a lungo la mano) Piacere Alex, tu essere nonina (leggerlo con una sola n)?

SOMMA: Nonnina? Guardate qua, capelli grigi, bastone in mano, a vestaglia e vecchia … chi songhe?

NUAJEN: A befana

SOMMA: Mo to schiatto ò bastone ‘ncapo … Sono la nonnina di Katiuscia

NUAJEN: (indicando in sequenza) Certament tu no befana … tu stesso occhio di Katiuscia, tu stessa bocca di Katiuscia … (sbarrando gli occhi) tu stessa mamela di Katiuscia

SOMMA: (chiudendosi le mani in petto) Na vota bello d’à nonna, mò nun se possono proprio guardà

NUAJEN: Come sono felicio di vedere te, ma tu non stave morendo?

SOMMA: (come Diana) All’ossa toja!

NUAJEN: Katiuscia dire me tu molto malata …

SOMMA: Appunto, stave malata e stave pure murenne ma pò mi ho ripigliato

NUAJEN: Vai chiamare Katiuscia (dandole uno schiaffo al sedere)

DIANA: Chiano, tu accussi me mine ‘nterra …

SOMMA:Giovanò, io so vecchiarella …

NUAJEN: Sarai pure vecchiarella, ma io sentito sotto mano ancora tosto, come dicio vecchio detto aborigeno “cangura vecchia fà … buon brodo”. Vai chiamare Katiuscia

SOMMA: A cangura? Aspettate un momento prima dovete …

NUAJEN: Già fatto. Nando fatto fare me, due doccia, mai lavato tanto in vita mia. Io mai fare doccia

DIANA:Nun t’è maje fatto na doccia?

NUAJEN: Mai fatto

SOMMA: E perché?

NUAJEN: Sempre come dice vecchio detto aborigeno “‘mparate l’arte e mettila da part”

SOMMA: E sarebbe?

NUAJEN: Esperienza sopravvivenza con animali feroci in Australia. Puma naso fino sentire me e fermare a 30 metro, serpento naso poco fino, fermare a 5 metro, zanzara niente naso appena vicina, aggiungere puzzetta e leo, non fermare, ma ricordare me per tutta sua vita.

SOMMA: Che finezza, sai comme sarà cuntenta Katiuscia

NUAJEN: E questo essere niente, tu non sapere noi dove mettere queste mani, per togliere …

SOMMA: A mano che m’è dato a me? (pulendosela addosso) Nun dà retta nun ò voglio proprio sapè!

NUAJEN: Come tu vuole … A nò (come per dire nonna in napoletano), vai a prendere mia Katiuscia

DIANA: (tra sé) Mamma d’ò Carmine, meno male ccà nun mo sò spusate, ih che fuosse me sò scanzata …

SOMMA:Ma dimmi una cosa, ma tu che vai trovando da mia nipote? In Australia non tenete donne?

NUAJEN: Noi tante donna femmina, ma io volere Katiuscia

SOMMA: Ma perché proprio lei?

NUAJEN: Leo avere grande mamela

DIANA: T’è pigliato anziria(capriccio) cu sta mamela

NUAJEN: Io con Katiuscia volere fare tanti piccoli (mangiandosi la N iniziale) Nuajen

DIANA: Pure tu? Nun l’abbastane chelle che che ce sta facenne passà Nando?

SOMMA: (arrabbiata) Bello d’à nonna, e tu si venuto fine e ccà, pè ffà passa ati uaje a mia nipote? Là sta a porta, tuornatenne(ritornatene) o paese tuojo e nun turnà … và

NUAJEN: Perché tu arrabbiare, io non avere detto niente di malo. Katiuscia, avere tanta mamela, fare tanto latto e dare mangiare tanta piccoli Nuajen

SOMMA: Ahhh piccoli nuajen, mò aggio capito, tu insieme a Katiuscia vuò fà è criature?

NUAJEN: All right, criature tanta assaje, io già vedere zompettare tutti davanti a me dentro capanna, sotto caverne, sopra alberi, … tutte felice zompettare ‘nsieme canguri

DIANA: ‘Nsieme ai canguri?

NUAJEN: Unico problema, poi io non sà, come riconoscere piccolo Nuajen da piccolo cangurino.

SOMMA: E chille se pigliano d’ò pate sarrà difficile …

NUAJEN: Spero tanto Katiuscia dare me tanto criature, tu sa se Katiscia piace criature?

SOMMA: Comme, chella jesce a ‘mpazzì pè criture

NUAJEN: (girandogli in torno) Nonnina, io più guardare te e più venire mente idea …

DIANA:Nun te fa venì niente …(coprendosi bene)

SOMMA:Qua non c’è pane per i vostri denti?

NUAJEN: Tu ancora buona per fare criature

DIANA:Zuzzuso, vide addò edde ij(vedi dove devi andare)  …

 SOMMA:Nuà me state lusinganne(lusingando) ma vuje site troppo giovane pè mme

NUAJEN: (spingendola) Ah aha ah … tu terribbile … ah ah ah … (aprendo la mano) five, five … five

DIANA: (veloce) Schifo !

NUAJEN: No, no give-me-five … (cs) dammi cinque

DIANA: ( aprendo a sua volta la mano come per schiaffeggarlo) Io te ne dongo 55 si nun à fernesce

NUAJEN: Nonina, no fare creature con me

DIANA:E con chi?

NUAJEN: Old father … mio padre … isso ancora many ‘ngrifato … Io già sà appena luio vedere te, prendere per capello, trascinare dentro capanna e tu sentire Monte Vergine australiana

SOMMA: (PAUSA) Nu romanticone …

NUAJEN: (braccia aperte) Io felice, noi partire tutti insieme, vai nonina, corra chiamaro Katiuscia (tentando di sculettarla, Somma scansa, Nuajen perde l’equilibrio cade e Somma gli dà un calcio)

DIANA: Come dice vecchia italiana “ccà nisciuno è fesso”

SANTO: (dalla cucina) Ma che mi avete dato? Pigliatemi la bomboletta

NANDO: (dalla cucina) Non vi agitate, l’abbiamo lasciata in salotto, adesso la vado a prendere

SOMMA: (improvvisando temendo che i due si incontrano) Si vado, ma prima ti devi vestire (dandogli i vestiti ed lo accompagna verso il bagno) Entra in bagno ed aspetta

NUAJEN: E katiuscia?

NANDO: (da dentro) Ve la prendo io, voi aspettatemi qua

DIANA: (presa dal panico sbaglia porta e parlando scaraventa Nuajen nella porta vicina lo sgabuzzino) Ve la prendo io, tu aspetta qua, così gli facciamo una sorpresa

SCENA 6: NANDO E SOMMA

NANDO: Diana, presto, presto la bomboletta

DIANA: Ma che è successo all’ispettore?

NANDO: E c’adda essere, tutta colpa tua, l’è fatto vedè ò pietto(il seno)?

DIANA: Io l’aggio fatto vedè ò pietto?

NANDO: Si prima quando facevi Katiuscia

DIANA: Embè e che colpa ne ho io, si l’aggio scambiato per quell’altro

NANDO: Se appezzato sano sano, voleva andare in bagno a lavarsi la faccia con l’acqua fredda, ma siccome là dinto ce steve chill’ato, mi sono inventato, che per farglielo passare si doveva pigliare l’acqua con lo zucchero a velo in cucina

DIANA: Acqua e zucchero? E chillo s’appizza ancora e cchiù

NANDO: E che ne so … Ho improvvisato … Gli ho dato l’acqua, poi aggio pigliato nu cucchiaino con lo zucchero a velo per farglielo sciogliere dint o bicchiere, nu colpo d’asma, se l’à zucato(risucchiato) tutto dint ò cannarone(la trachea) e mò sta schiattanne(strozzandosi) a parte e dinto …

SANTO: (dalla cucina) La bombolettaaaaa

NANDO: Nun te movere a ccà, ò vago a piglià e m’arraccumanne(mi raccomando), appena ti incontri con lui, fatti dare subito i soldi.

DIANA: Tu sei un criminale, ma ti rendi conto di quello che stai combinando? A questo per prenderti i soldi o stai accidenne … e chill’to ccà tenive sequestrato dint ò gabinetto, se non era per me, te lo trovavi che girava per tutta la casa

NANDO: Ma perché l’hai fatto uscire dal bagno?

DIANA: Io no, s’era liberato isso sulo e ce’è voluto ò bello e ò buono po’ fa trasì nata vota llà dinto

NANDO: Non ti preoccupare Diana è tutto sotto controllo … (guardandola dalla testa ai piedi) Come sei bella … Tale e quale a mammina

DIANA: (dandogli uno spintone) Finiscila tu e mammina, pace all’anima sua

SANTO: (entrando barcollando, ha la camicia sbottonata, i capelli arruffati e in fin di voce) Ma quanto tempo ci vuole per prendere la mia bomboletta?

DIANA: Sotto controllo? E mò comme t’appare cu chisto?

NANDO: Un momento (porgendo la bomboletta a Santo) Eccola qua, faciteve na bella sniffata (poi a Diana mentre Santo si spruzza molte volte) Questo è il momento fatti dare i soldi

DIANA: Non ti fermi davanti a niente. (avvicinandosi a Santo ritornando a fare Somma) Piacere giovanotto, sono Somma Speranza, ha detto mio figlio che mi dovete dare qualcosa

SANTO: Adesso non è il momento, poco fa, mi sono quasi strozzato, con il vostro famoso rimedio per i bollori

NANDO: Ma adesso state bene

SOMMA: E quello mio figlio è cretino, sbaglia sempre, ma voleva salvarvi

SANTO: E non tanto, vostro figlio per salvarmi, ma fatto bere quasi due litri d’acqua ed ora se permettete avrei un’urgenza (avviandosi alla porta del bagno)

NANDO: Addò jate, ce sta ò pappagallo

SANTO: Non vi preoccupate, non lo faccio scappare (apre e chiude velocemente la porta dietro di sé)

DIANA: Madò, se so ‘ncontrate(incontrati)

NANDO: (terrorizzato, parla senza convinzione) Non preoccuparti risolvo tutto io

A QUESTO PUNTO SI SENTE BUSSARE RIPETUTAMENTE IL CAMPANELLO COME SE FOSSE LA CLASSICA BUSSATA DELLA PORTIERA

DIANA: E chi è mò?

SCENA 7: NANDO, DIANA E CLEMENTE

NANDO:E chi vuoi che sia, non hai riconosciuto la bussata? Questa è Teresa, mò a piglio subbeto a cavece(subito a calci) sotto a porta e la faccio andare via carica di meraviglia (apre la comune)

CLEMENTE: (entrando come una setta) Buongiorno Dott. Nando diretto, si và a sdraiare sul divano)

NANDO: Signor Clemente? E che ce facite ccà? Oggi non è giovedì, non abbiamo appuntamento

CLEMENTE: Si lo so, ma è un consulto d’urgenza, mi bastano 30 minuti

NANDO: Ma io non tengo manco 30 secondi

CLEMENTE: Mi stanno bene 30 secondi e comunque ve li pago come se fosse una seduta intera (estraendo 100 euro e tenendole ben in vista con un braccio alzato). Ecco 100 euro

DIANA: Ma chisto chi è?

NANDO: (in disparte a Diana) Amore, non te lo avevo ancora detto, ma visto che il giovedì lo avevamo libero, io sempre dalla targa mi sono inventato un nuovo mestiere INPS… Infondiamo Nostra Psicologia Spicciola

DIANA: Infondiamo Nostra Psicologia Spiccia? Ma tu veramente stai facenne?

NANDO: Signor Clemente (afferrando i soldi) date qua

DIANA: Mò te lascio e me ne vado (avviandosi)

NANDO: (bloccandola) Addo vaje vieni qua, 30 secondi passano ambressa e poi con questi, tenimme a scorta degli omogenizzati assicurata

CLEMENTE: Dottò, ma la vecchia può sentire?

DIANA: (recuperando il bastone in scena) Nooo, io mò overe me ne vago

NANDO: Statte ferma llà (bloccandola) Signor Clemente, tranquillo è sorda

DIANA: (tra sé) Pure sorda …  (a Nando) Taggia ffà piezzo piezzo e a parte cchiù grossa adda essere à recchia(ti devo fare a pezzi talmente piccoli che la parte più grossa dovrà essere l’orecchio)

NANDO: Dite pure, signor Clemente, di che si tratta

CLEMENTE: Dunque Dottò …

SOMMA: (interrompendolo) Ma nuje, tenimme primma chill’ate duje

CLEMENTE: Avete altri due pazienti prima di me?

NANDO: Si stanno di là, in sala di attesa e …

CLEMENTE: E che problema ci sta? Questa è un’urgenza, (cacciando la banconota) eccovi altre 100 euro

SOMMA: (cs)Ma quelli sono più urgenti, dottò dincitancelle(diteglielo) pure vuje che se ne deve andare

NANDO: E quando ò chiappo cchiù nu caso (mostrando i soldi) accussì urgente …Signor Clemente cominciate a parlare che il tempo scorre

DIANA: Mò te faccio scorrere  ò sangue pè tutte parte

CLEMENTE: Ma quale sangue dottore?

NANDO: Non l’ascoltate alla sua età dà di testa, come si dice, è sorda ma non è muta …

CLEMENTE: Ma è pericolosa???

SOMMA: Vulite pruvà?

NANDO: Non datele corda, che è peggio, continuate il racconto, dite

CLEMENTE: Dunque, come vi ho già detto al telefono, mia moglie ha strane fantasie erotiche, tutto quello che si sogna, poi mi costringe a metterle in atto

DIANA: Ih che schifo

NANDO: (incalzando per coprirne la voce) Schifrenesia … Si dice … E quindi?

CLEMENTE: Fino ad oggi, ha sempre sognato personaggi dei cartoni animati, Pippo, Pluto, Paperino … tutti personaggi facili, bastava la maschera e fin lì senza offese, mia moglie è rimasta sempre soddisfatta.

DIANA: Figurate …

NANDO: Andate avanti

CLEMENTE: Si certo, il problema è che adesso ha incominciato con i super eroi, vada per Batman e mi sono cucito le ali di pipistrello sopra al pigiama, vada per l’uomo ragno e sono stato tutta la notte appeso al lampadario … il problema e che ieri sera si è sognata Mister Fantastic dei Fantastici quattro

NANDO: E qual è il problema?

CLEMENTE: Dott. Nando, quello si allunga, ed io là come faccio?

SOMMA: E metteteci un mezzo chilo appeso sotto

CLEMENTE: Mezzo chilo appeso sotto? E se poi quello mi si stacca?

NANDO: Eeeeee gli dite che vi state incominciando a trasformare nell’uomo invisibile. (alzandolo dal divano e buttandolo fuori la porta) Arrivederci alla prossima … (guardandosi l’orologio ed orgoglioso a Diana) Wuà, 28 secondi e mezzo … record mondiale

SCENA 8: NANDO, SOMMA E NUAJEN

DIANA: Bravo e con il secondo e mezzo che è rimasto, tengo justo ò tiemp e me ffà(farmi) le valigie e me ne ij (fa per andare)

NANDO: Diana, smettila di dire sciocchezze, ricordati quello che ci disse il prete quando ci sposò, sempre uniti, nel bene e nel male e nella buona e cattiva sorte

DIANA: E lo so, ma mi pare che le spartenze sono tutte da un lato, o bene a te e o male a me

NANDO:(fintamente cercando di intenerirla) Tesoro, noi lo stiamo facendo per la creatura

DIANA: Ma quanto m’adda venì a costà sta criatura(quanto deve costarmi sta creatura)?

NANDO: Quatto e quatto otto … ottomila euro

DIANA: Quanto sei meschino, pensi sempre e solo ai soldi, io intendevo costare in senso metaforico, come morale, come rischio, come inganno

NANDO: Per quelli, a furfait, ti bastano (mostrando facendo ironia) sti 200 euro?

DIANA: Questa è la goccia che ha fatto traboccare il vaso, me ne vado

NANDO: (mettendosi in ginocchio cercando di impietosirla) Non mi puoi abbandonare proprio adesso che si sono incontrati quei due, non mi lasciare in mezzo ai guai, senza di te sarebbe un’impresa impossibile uscircene da questo casino, ti giuro che è veramente l’ultima volta … SI GUARDANO NEGLI OCCHI … Giurin giurè

DIANA: (bloccando la solita litania) Zitte, statte zitte, nun dicere niente cchiù, ccà si no me fai cambiare idea … E’ l’ultima hai capito … ULTIMA

SI SENTONO DUE BUSSATE A PUGNO CHIUSO DI MANO PROVENIRE DALLA PORTA DEL RIPOSTIGLIO

NANDO: E cheddè stu rumore?

DIANA: Io non ho sentito nulla

SI RISENTONO ANCORA DUE BUSSATE

NANDO: (alzandosi da terra ed avvicinandosi alla porta del bagno) Chiste songhe chilli due che vonnò ascì(vogliono uscire) ... (mantenedo la maniglia per non far aprire la porta)  Presto pensiamo ad una soluzione

SI RIASCOLTANO CINQUE BUSSATE

NANDO: (spostandosi sull’altra porta) Ma non è il bagno, è il ripostiglio, e chi ci sta qua dentro?

DIANA: E lo vuoi sapere da me? Che ne saccio io … (illuminata) Aspè … ma vuoi vedere che prima per sbaglio ho chiuso l’australiano llà dinto?

NANDO: L’è chiuso dint ò ripostiglio? Ma tu sei un genio, la mia degna compagna, con questa tua trovata siamo di nuovo in ballo. (stringendo i pugni a mò di vittoria) Ce la possiamo ancora fare … Presto vai di là e ritorna come Katiuscia, prima ci lavoriamo a Nuajen e poi l’ispettore (raccoglie le chiavi da terra e chiude con mandata la porta del bagno)

DIANA: (frastornata) Me staje talmente ‘mbruglianne e cervelle ca pure si vulesse, a dint stu burdello, nun sapesse proprio comme me ne putesse ascì

NANDO: Da Katiuscia, (spingendola) devi uscire da Katiuscia vai …

DIANA: Si ho capito, ma tra quanto tempo aggia ascì

NANDO: Nun te preoccupà te chiammo io (spingendola fuori)

DIANA: Nun vuttà, sto andando

SCENA 9: NANDO E NUAJEN

QUESTA VOLTA LE BUSSATE SONO NUMEROSE POI NUAJEN DA DENTRO DIRA’

NUAJEN: Open the door … (ribussando) ok nonina, ora io sfondare the door … one, two (Nando apre la porta)

INSIEME: Treeee (Nando resta con la porta aperta e Nuajen con impeto entra talmente veloce che inciampa e cade a terra)

NANDO: Mamma d’ò Carmine, chisto s’è acciso

NUAJEN: (velocemente si rialza e ripulendosi dalla polvere) Be quite, all right, no fatto niente … tutto ok

NANDO: Ma sei sicuro? Io mi sono morto di paura

NUAJEN: Azz tu t’è miso paura? Allora è vero quello che dice vecchio detto aborigeno

NANDO: Perché che dice?

NUAJEN: “O’ struzzo fa l’uovo e ò canguro l’abbrucia ò mazzo”

NANDO: Ma nun era la gallina? Del resto, paese che vai animale che trovi, però pure siete strani voi australiani

NUAJEN: Noi essere strani? My friend, da quando sono atterrato in questa casa, non fate altro che chiudermi dentro porta

NANDO: Ma ve l’ho spiegato, la doccia serviva per purificarvi

NUAJEN: E per mettere vestito, perché dentro stanza buia?

NANDO: Come state arretrato, stanza buia perché …. Perché … perché, serve per abituare lo sposo al buio, deve capire che dopo il matrimonio più nero della mezzanotte non può venì

SANTO: (dal bagno si sente come se qualcuno volesse uscire) Presto, aprite ho bisogno del mio spray

NUAJEN: Chi ha parlato?

NANDO: Io non ho sentito nulla (questo lo dice mentre prende lo spray dal mobile vicino al bagno e con disinvoltura, apre la porta chiusa a chiave e lancia violentemente la bomboletta)

SANTO: (da dentro) Ahai !!!

NUAJEN: (indicando) Ecco sentito ancora

SANTO: (cs) Ma che fate, mi avete preso in testa

NUAJEN: Ho sentito testa

NANDO: (richiude la porta a chiave) Nuajen e non insistete. Questo dev’essere, l’effetto del Jet lag, è quello che vi ha preso in testa!!

NUAJEN: Tu dicio? Forse you right, allora sai tu come dire vecchio detto aborigeno?

NANDO: Ancora? Ma, st’aborigeno manco s’è faceva e fatte suoje … avanti come dice

NUAJEN: (estraendo dalla tasca un cilindretto scuro, posto in un fazzolettino) Dire: “Una cacca di pitone al giorno, toglie l’allucinazione di torno” (ingoia)

NANDO: E che schifo … Mò pure a cacca e pitone te mange

SCENA 10: NANDO, NUAJEN E KATIUSCIA

KATIUSCIA: (uscendo) Dov’è, dov’è il mio piccolo cangurino australiano

NUAJEN: (scattando in piedi, visibilmente emozionato, imita il classico saltello del canguro) Essere qui, (spostandosi ad ogni esclamazione) poi essere qui, poi essere qui, poi essere qui …

KATIUSCIA: Ma comme se stuta ò giocattolo?

NANDO: Piglia na mazza e abbattilo!!

NUAJEN: E poi essere qui … e pò

NANDO: (bloccandolo) … e po’ c’è acciso a salute

NUAJEN: Scusa frato, essere troppo, very happy … Katiuscia, sei proprio come io ricordare, gira, gira uno poco per vedere

KATIUSCIA: M’aggia girà?

NANDO: Assecondalo …

KATIUSCIA: (lo asseconda girando su sé stessa) Così va bene?

NUAJEN: All right … (fissando con intenzione) granda mamela

KATIUSCIA: Mamela? E tutto ò riesto ò jettamme?

NANDO: (tirando da parte Katiuscia) Presto presto fatti dare i soldi

KATIUSCIA: Dammi il tempo. (a Nuajen) Allora coaluccio mio, che mi devi dare?

NANDO: (all’orecchio) E dollar

NUAJEN: Io portare te in Australia

KATIUSCIA: Si lo so, ma prima che mi devi dare?

NANDO: (spingendola) E sorde

NUAJEN: A present

NANDO: (cs) Presto digli come ti chiami

KATIUSCIA: O’ sape già … Katiuscia

NUAJEN: A present

NANDO: Scè, vo sapè pure ò cugnomme

KATIUSCIA: Cretino, ha detto  present  … Un regalo per me … (a Nuajen) che mi ha portato darling

NUAJEN: (prende nuovamente il boomerang dalla borsa a sacco e mostrando) Mia Katiuscia ecco mio present

KATIUSCIA: Na stampella scassata?

NANDO: (cs) Ignorante, è nu boomerang, non perdere tempo, fatte dà e sorde

KATIUSCIA: (spingendolo) Nata vuttata e chesta e me ne vago … (a Nuajen ironica) grazie mi serviva proprio.

NANDO: (dolce all’orecchio) Chiedi se ti ha portato dei soldi per le piccole spese

KATIUSCIA: Nuajen, ma poi per le piccole spese, non mi hai portato niente?

NUAJEN: Sure!

NANDO: Fiori? Per carità io sono allergico

KATIUSCIA: Ma stai zitto

NUAJEN: 2000 dollare

NANDO: Ah i scure sono le banconote … Fatteli dare

KATIUSCIA: Ah grazie hai fatto bene, dammi qua (allungando la mano)

NUAJEN: Yes darling, ma prima tu dare me prova d’amore, io volere vedere your wanderfull mamela

KATIUSCIA: (indicando innervosendosi) e stanno qui non si vedono?

NUAJEN: No così, please tu fare vedere me, come prima volta

KATIUSCIA: (a Nando) Ma chisto fosse juto a fernì ca capa ‘nterra?

NANDO: (spingendo) Jamme veloce veloce … e chiudiamo l’affare

KATIUSCIA: (cs) Se non la finisci, a vide sta stampella? Te la schiatto ‘ncape fincè nun  s’adderezza

NANDO: Mamma mia bella e quante storie stai facendo, o povero homme nu poco e mamela vò vedè

KATIUSCIA: Vò vedè a mamela? (prendendolo per un orecchio) Scusa un momento Nuajen ò tiemp e dicere doje parole a mio fratello …

NUAJEN: Pechè preso con orecchio?

KATIUSCIA: Così sente meglio

NUAJEN: Ok. Fare presto aereo fiuuuuu, no aspettare

KATIUSCIA: Nun te preoccupà subbeto faccio (spingendo di là Nando) ...

NANDO: Ma addò me puorte?

KATIUSCIA: Di là … Primma e ce fa vedè a mamala a isso, t’aggia ffà vedè a (portandolo fuori) doje forme e pacchere

SCENA 11: NUAJEN E NANDO:

NUAJEN: (sedendo sul divano) Torna presto katiuscia io aspettare te … dopo mamela … Australia arrivoooo …

SANTO: (si sente manovrare dalla porta del bagno Santo vuole uscire) Ooooo

NUAJEN: (ripete)Oooooo

SANTO: Oooooo

NUAJEN: Mia voce qui come eco mia montagna Austria … Olalajuju

SANTO: (ripetendo) Olalajuju aprite la porta …

NUAJEN: (guardandosi intorno e credendo che si ancora il jeg lag prende altre cacche dalla borsa) Sentire malo … Forze una non fare effetto, io fatto stagionare poco, meglio prendere altra cacca di pitone …

SANTO: (battendo i pugni sulla porta) Si è bloccata la porta … aprite

NUAJEN: Questo non essere dentro mes, questo essere dentro cess

SANTO: (da dentro) Signor Nando … aiutatemi ad uscire …. signorina Katiuscia …

NUAJEN: Katiuscia? Io sentire Katiuscia … chi dicio Katiuscia (avvicinando l’orecchio alla porta del bagno) … Chi vuole Katiuscia

SANTO: Sono io Santo, si è bloccata la porta, fatemi uscire      

NUAJEN: (aprendo girando la chiave) Tu … cosa essere tu

SANTO: Santo

NUAJEN: Fatto doccia?

SANTO: No, perché?

NUAJEN: Allora perché dire katiuscia? Cosa volere tu Katiuscia? Conosce tu Katiuscia?

SANTO: Katiuscia? La sorella del signor Nando? Certo che l’ho conosciuta, anzi a dire il vero ne sono rimasto folgorato

NUAJEN: Foggorato? No capire

SANTO: Non è da me confidarmi alla prima persona che incontro, ma voi siete un uomo e potete capirmi, casualmente ho avuto il piacere di ammirare della signorina Katiuscia il gran bel seno

NUAJEN: Katiuscia fatto vedere mia mamela? Come dice vecchio aborigeno (prendendolo per petto) “dallo ‘nguollo e aroppe ce spieghe ò pecchè” (gli dà una testata e Santo cade a terra e portando le mani, che ha preventivamente sporcato con qualcosa di rosso, finge un sanguinamento dal naso)

SANTO: Aiuto … aiutatemi … mi ha rotto il naso

NUAJEN: Questo è niente ora con morso staccare recchia (si butta a dosso a soggetto)

SCENA 12: NUAJEN, SANTO E NANDO

NANDO: Tutto a posto, l’ho convinta (vedendo la scena e cercando di dividerli) Nuà ma che stai facendo molla l’ispettore

SANTO: (gridando)Toglietemi sto pazzo di dosso

NANDO: Calmatevi, ma che sta succedendo qua?

NUAJEN: Luio volere fottere puppeta da mio piatto

SANTO: Ma quale polpetta, io sono vegetariano

NANDO: Ispettore e pure voi, che modi sono questi, venire a litigare in casa mia.

SANTO: Ma che colpa ne ho io, questo energumeno, appena ho nominato vostra sorella mi ha preso a testate sul naso

NANDO: Vabbè è cosa e niente, mò vi chiamo a mammina

SANTO: Qua mammina, portatemi in ospedale, qui mi sto dissanguando

NANDO: (improvvisando per non farlo andare via) E proprio per un primo soccorso che ve la chiamo, lei da giovane faceva la croce rossina

KATIUSCIA: (da fuori) Nando sono pronta abbassa un po’ le luci che inizia lo spettacolo per Nuajen

NUAJEN: Stop, occhio di merluzzo non potere vedere mia Katiuscia

NANDO: Infatti ha ragione, non la può proprio vedere adesso, (a Katiuscia) aspetta un momento non uscire ancora

SANTO: Sentite, dite a vostra madre, di ritirare il tutto all’INPS, arrivederci (avviandosi)

NANDO: Un momento, mò per pochi minuti, facciamo stancare mia mamma per venire all’INPS? 

KATIUSCIA: (da fuori) Ma quanto tempo ci vuole?

NANDO: (andando verso la porta) Adesso vi chiamo a mia mamma (esce ma si sentirà tutte le battute che diranno)

SCENA 13: SANTO, NUAJEN E NANDO

SANTO: Grazie era ora

NANDO: (da dietro la quinta) Cambio di programma, spogliati e vestiti da mammina

DIANA: (da fuori) Ma tu fusse scemo … io mò nun faccio niente cchiù

SANTO: Signor Guaio

NUAJEN: Nuajen e basta

SANTO: Che siete un guaio si era capito, non dico che mi dovete chiedere scusa, ma almeno datemi una mano a fermare l’emorragia

NUAJEN: Io dare mano a te, ma tu pò, cu Katiuscia, lieve mano?

SANTO: Io non sto capendo niente? Quale mano?

NUAJEN: Questa mano che se non molli Katiuscia, come pitone ti astregne(stringe) il cannarone (fa per avvicinarsi)

SANTO: (fermandolo) Vi siete fissato … cu sto pitone, io non voglio nessuno, aiutatemi sto dissanguando

NUAJEN: All right, ok !! Allora io adesso aiuto te …(facendogli il segno di sdraiarsi) Pè mò …  let down

SANTO: Qua letto? Mi devo stendere?

NUAJEN: Yes oh corse

SANTO: Eh se di corsa, caso mai piano piano … (sdraiandosi sul divano) Ecco così va bene?

NUAJEN: Yes. Come dice vecchio aborigeno “quando ò tubbo scorre … (alzandogli velocemente le due gambe insieme) lià piegà!”

SANTO: (gridando dal dolore) Aaaaaaahh

DIANA: (da fuori) Basta …Non c’è niente che puoi dirmi che possa farmi cambiare idea

SCENA 14: SANTO, NUAJEN E NANDO

NANDO: (esce) Tu dici? Allora aggiungo fasciatoio, seggiolone e carrozzina

KATIUSCIA: (sempre dietro la quinta lanciandogli il boomerang lo colpisce)

NANDO: (dolorante) Azz ma allora stu coso funziona (rilanciandolo a Katiuscia) Chisto è buono per i mariti non per i fratelli … Dunque tutto a posto, (vedendoli) ma che state facendo?

SANTO: Aiutatemi, vuole piegarmi come un tubo

NUAJEN: (continuando ad alzare ed abbassare le gambe, ogni volta ad ogni alzata, Santo dirà Ahhhh) Io appilare tubo che scorre

NANDO: Ma che fai? Tu accussì si nun a fernisce e pumpà, m’ò svacante

SANTO: Fermatelo

NANDO: (dividendoli e facendoli sedere) Nuà, tu vuoi vedere a mia sorella?

NUAJEN: Sorella e mamela

NANDO: Ed allora, vai di là in cucina e prendi una pezza bagnata per questo povero disgraziato così non perdiamo tempo

NUAJEN: Io poco tempo … aereo fiuuuuu parte … vado prendere pezza (esce)

NANDO: E pure voi signor Santo, state aspettando a mammina? E dissanguatevi in silenzio e che modi sono questi, fate l’uomo

SCENA 15: NANDO, SANTO, SOMMA E NUAJEN

SOMMA: (entrando) Cà se pozza appiccià l’INPS cu tutte gli ispettori

NANDO: Signor Santo, chillo ve vò dissanguà, mammina ve vò appiccià(incendiare) me sa, me sa ccà ogge pè vuje s’è schiarata na brutta jurnata

SANTO: E me ne sono accorto

SOMMA: Allora, signor Santo che mi dovete dare

SANTO: Un momento, nonnina prima mi potete fare una medicazione?

SOMMA: Medicazione? Mi dispiace ma non la so fare

SANTO: Ma vostro figlio ha detto che da giovane lavoravate per la croce rossa?

SOMMA: Accussi va ditto mio figlio?

SANTO: Si

SOMMA: Da giovane lavoravo per la croce rossa, mò come croce tengo sulo a isso, ccà si nun a fernesce, rosso sangue ò faccio addiventà

NUAJEN: (rientrando con una pezza per lavare a terra e lanciandola su Santo)Tieno pezza bagnata … appilate naso

SANTO: Che puzza … sono proprio …

NANDO: Una mappina

SANTO: Pure mappina mi chiamate?

NANDO: No dicevo a  Nuajen …

NUAJEN: Chi essere mappina?

NANDO: (indicando per errore Somma) Questa è na mappina

SOMMA: A mappina e mammeta

NANDO: (sollevando lo straccio da Santo) Ma che avete capito? Mi state facendo confondere … Un momento …Nuà, questa che hai dato all’ispettore, a Napoli si chiama mappina … Hai portato lo straccio per lavare a terra e non una pezza

NUAJEN: Ma era bagnata … Quanta vuommeche … come dice vecchio aborigeno … “tu vuluto mappina e mò pedala”

NANDO: Nuà, ma si sicure ccà o nonno e chisto aborigeno nun era di Napoli?

NUAJEN: Adesso basta chiaccheraro … io vado da Katiuscia

NANDO: (sbarrando il passaggio) Acchiappa a chisto. Ma addò vaje? Mia sorella adesso esce (a Somma) Adesso mia mamma, qui presente, va di là e la fa venire  … E’vero che adesso la vai a chiamare?

SOMMA: Non credo proprio … qua si stà imbrogliando troppo la situazione, al massimo posso andare llà vedi? Verso la porta di uscita e andarmene … ( con finto dispiacere) sapete tengo e vicchiarelle d’ò spizio ccà me stanne aspettanne

SANTO: Signora Speranza ma io sono venuto per darvi un premio

NUAJEN: Io volere Katiuscia

SOMMA: O’ premio? Katiuscia? Ed io proprio per questo me ne vado

NUAJEN: Mio aereo fiuuuuu andare via

NANDO: Fermi tutti … Come disse Superman “a nu fess a vota me faccio a tutti quanti” Nuà, vai in bagno e lavati

NUAJEN: Ancora lavare? Io fatto doccia

NANDO: Ma tu mangiato cacca di pitone e toccato mappina … ora tu fetere troppo

NUAJEN: Altra doccia?

NANDO: (accompagnandolo verso il bagno) Nun c’è bisogno d’à doccia, in basso a destra al gabinetto, c’è uno spazzolone, con quello te fai na sciacquata è denti … Cu chille di sicuro te fetono cchiù poco

NUAJEN: E poi vedere Katiuscia?

NANDO: E’ certo

NUAJEN: Ok frato … spazzolone (entra in bagno)

NANDO: Signor Santo date quello che dovete a mia mamma

SANTO: Signora Somma, (estraendo) Eccolo qua, il premio LA RUGA D’ORO

SOMMA: (sentendone il peso) E dategliela a mio figlio, che più tardi gli può servire per difendersi

SANTO: Non capisco

NANDO: E vide se a fernesce, mia mamma voleva dire, di darla a me per difenderla, conservarla … e poi dategli l’assegno …

SANTO: E mica è così semplice

NANDO: Ma allora, ci state pigliando in giro?

SANTO: Come vi permettete, io sono una persona seria … eccolo l’assegno … Non è semplice perché, la signora deve prima mettere una firma … (andando a prendere una cartellina con dei fogli che aveva nella borsa appena entrato e che era rimasta al lato del divano)

NANDO: Mammina facimme ambressa, metti una x e vuttamm(buttiamo)  stu capo ‘nterra

SOMMA: E che songhe analfabeta ccà nun saccio mettere manco na firma?

NANDO: Mammà se fa per dire …

SOMMA: Dove devo firmare?

SANTO: (porgendo) Qua sotto, ecco la penna (portandola alla tavola)

SOMMA: Sssssssssss

NANDO: S’è sgonfiata una ruota?

SOMMA: ( girando in torno)  oooooooooo                               

NANDO: Se sta facenno ò giro ‘ngopp o gioco

SOMMA: Mmmmmmmm

NANDO: E’ buono si?

SOMMA: Mmmmmmmm

NANDO: E’ buono è buono, le piace

SOMMA: Aaaaaaaaa

NANDO: Assà fa a madonna, ce l’abbiamo fatta ed ora Ispettore, l’assegno

SANTO: (controllando la firma) Non posso ancora … ci vuole la firma di un testimone

NANDO: E che problema ci sta? Firmo io

SANTO: No, questo no, non potete siete il figlio … troppo di parte

NANDO: E chi lo deve fare?

SANTO: Un estraneo. Un testimone che assiste alla consegna e poi ve lo dò

NANDO: E dove lo prendo un testimone

SCENA 16: NANDO, SANTO, SOMMA E NUAJEN

NUAJEN: (uscendo) Big Ben ha detto stop. No più tempo fiuuuuuu aereo parte Australia … Vado da Katiuscia

NANDO: Cioncati un momento … Adesso non puoi andare

NUAJEN: Why?

NANDO: Appunto so sempre guai … Mi devi fare da testimone e mettere una firma

NUAJEN: Testimone? … qua testimone?  … io non firmo niente

NANDO: Ma è una cosa di nulla, devi solo testimoniare che la nonnina ha ricevuto un assegno

NUAJEN: Come disse vecchio aborigeno (in siciliano) “niente vidi … niente senti … niente sacci”

NANDO: (rivolto ai presenti) O’ nonno nun ò saccio, ma di sicuro à nonna veniva dalla Sicilia

NUAJEN: (gridando verso la quinta a mò di bambino capriccioso) Katiusciaaaaa …

NANDO: Mamma mia bella Nuà e site peggio e nà cambiale, (convincente) mammina per pietà, vai di là e fammi uscire katiuscia che adesso si può fare ….

SOMMA: Figliolo si sicuro che è l’ultima? … Mi stai facendo andare avanti e dietro … E togli e metti, e sotto e sopra … io tengo un’età … se perdo la pazienza, me la prendo con te e qui succede la tragedia

NANDO: Calma mammina … vedo che ti sta salendo un po’ troppo la pressione … nun vulesse ccà pè colpa mia, te se schiattasse cocchecosa e po’, passe a vicchiaia ‘ngoppa a na seggia a rutelle

SOMMA:  E non succede … non succede … ma caso maje avessa succedere, tu, si ò primme ccà io metto sotto e rote !!! Signor Santo allora se non avete più bisogno di me … mi vado a coricare per l’ultima volta

SANTO: Andate, andate e buon riposo

SOMMA: Caso maje non ci vediamo più, vi aspetto dall’altra parte (indicando il cielo, esce)

SANTO: (toccandosi) Fate con comodo, non ho fretta

NANDO: Che ci tiene … a quell’età … ma è una soddisfazione … avete visto quanto mi vuole bene? … Allora … Signor Santo … vi và bene l’australiano come testimone?

SANTO: Se non ce ne sono altri … vada per l’australiano … ora preparo l’incartamento … l’importante però è che me lo tenete a distanza (si siede sul divano ed inizia a compilare un modulo)

NANDO: State tranquillo … ve lo mantengo io …  firma

NUAJEN: Prima Katiuscia poi firma

NANDO: Ma Katiuscia ora viene, mammina è andata a chiamarla

NUAJEN: Io non crede te … mia Katiuscia andata via … tu non vuole dire

NANDO: Ma quando mai sta di là

NUAJEN: No crede, no crede te

NANDO: Come non crede? … mò te la faccio sentire (domanda verso la quinta) Katiuscia rispondi è vero che ci sei?

NESSUNO RISPONDE 

NUAJEN: Visto non c’è ?

NANDO: Katiuscia, Katiusciaaaa … E rispondi … chi te bivo!!

KATIUSCIA: (da dentro) Sto qua … E che modi, tenevo la parrucca in bocca … ci sono, ci sono

NUAJEN: Parrucca? Cosa essere parrucca?

NANDO: Cose di donna … Hai visto che c’è, ora firma

SANTO: Santo cielo … nella confusione mi sono sbagliato

NANDO: Che atro è successo?

SANTO: La nonnina ha dimenticato di firmare anche qui … mi dispiace ma la dovete richiamare 

NANDO: E non credo oramai si sarà già cambiata … (capendo l’errore improvvisa) per andare a dormire

SANTO: E mi dispiace ma dobbiamo svegliarla … per piacere chiamatela

NANDO: Impossibile, la conosco, se la chiamo non viene … ha il sonno pesante

SANTO: E quante storie, allora adesso invalido l’assegno 

NANDO: Qua invalido? (gridando verso la quinta)  Mammina se non ti sei ancor addormentata puoi tornare un attimo questo ci invalida

NON RISPONDE

NANDO: (cs) Mamma mamminaaaa … me siente? O sei svenuta?

SOMMA: (da dentro) No, no sto quà … sto quà … Ma figliolo bello, non posso venire, mi sono già spogliata

NANDO: Mammina, rivestiti e ghiette ò sangue ccà fore ...

NUAJEN: Io andare via

NANDO: Aspetta nu momento mò a vire a Katiuscia … Katiuscia esci fuori

DIANA: (da dentro usando una voce da vaiassa ) We we … Ccà stamme tutte surate …Mo me state proprio sfasterianne … e cheste cheddè …  Mettiteve d’accordo … A chi vulite vedè pè primma a katiuscia o a chella ‘nzallanuta d’à nonna? 

SANTO: Ma chi ha parlato?

NUAJEN:Cosa essere?

NANDO: E chi può essere, chi ha parlato?

DIANA: (cs) E facite ambressa ccà tengo sti pile … pè tutte parte

NANDO: (a Diana) Un momento vaiassa … (agli altri) L’avete sentita? Fa sempre questo … E’ una vicina di casa … che non si fa mai gli affari suoi … sta sempre ad origliare dietro le porte … a volte entra pure di nascosto in casa nostra, sapete per aiutare mammina … (alla quinta) Signora Diana … signora Diana mi sentite?

DIANA: (cs) Forte e chiaro … Ditemi c’aggia ffà?

NANDO: V’avita stà zitta … turnatavenne dint ò vascio e pensate e corna vostre

DIANA: (cs) Me ne devo andare?

NANDO: Voi si, ma Katuscia e Mammina no … (prendendo in mano la situazione ingarbugliata) Cerchiamo di stare TUTTI tranquilli …

SANTO: Io tolgo il disturbo, vedo che ci sono problemi

NUAJEN: Io pure, fiuuuuuuu aereo partire

NANDO: Calma e sangue freddo … Nessun problema … Ho trovato, facciamo così ( alla quinta) Katiuscia caccia solo nu poco a capuzzella ccà fore così Nuajen si tranquillizza, poi però fai uscire la nonna che deve firmare dove manca

DIANA: (cs) Sulo a capa?

NANDO: Certo Katiuscia fatti vedere dal tuo futuro sposo Nuajen

KATIUSCIA: (facendo capolino solo la testa e sorridente) Eccomi qua

NUAJEN: Finalmente … mia mamela … (tirandola a sé) fai vedere mia prova d’amore

KATIUSCIA: (esce con la parrucca di Katiuscia, la vestaglia di Somma ed in mano la parrucca di Somma) Ma che fai, statte fermo, lasciami …

NUAJEN: Wonderful Katiuscia … (tenendogli le mani ed ammirandola) fai vedere me … cosa fare tu con gatto morto in mano

SANTO: Signorina mi scusi … ma perchè avete messo la vestaglia della nonna?

DIANA: (al limite della pazienza, togliendosi la parrucca e la vestaglia ora è Diana) E basta mò … Ma  non l’avete ancora capito? … Katiuscia … nonnina … io sono la …

NANDO: Vicina … Diana, la vicina di prima … che gli piace fare le imitazioni … (cercando di cacciarla) brava … brava … a sapite fà bona a mammà … mò andatevene a casa vostra che ccà se stanne ‘mbriacann e lengue(si stanno ubriacando-imbrogliando le lingue) (spingendola)

DIANA: (scostandolo) Siente Nando … basta … davvero basta … è finita la sceneggiata

SANTO: Sceneggiata quale sceneggiata

DIANA: Sentite io purtroppo sua moglie e Somma Speranza so quasi trent’anni che ci ha lasciato  … pace all’anima sua

SANTO: E’ defunta?

DIANA: Si … e pure Katiuscia … era una finzione

NUAJEN: Frizione?

DIANA: Eh nu freno a mano. Ero io travestita da Katiuscia … Mi dispiace ma vi abbiamo ingannati

NUAJEN: E  mamela?

DIANA: E la mamela … m’è tengo per me

NUAJEN: (si accascia sul divano) “No mamela … no party”

SANTO: Truffa, appropriazione indebita e cambio di identità … io, vi vado a denunciare (si avvia alla comune)

DIANA: (a tono) E facite buono … se lo merita … anzi ce lo meritiamo … pure io, mi sono fatta trascinare da questo imbroglione che mi ha usato per i suoi loschi affari

SANTO: (non credendola) Usato? E chi vi avrebbe obbligato a farlo?

DIANA: Non chi … ma cosa … l’amore … diceva di amarmi, che presto avremmo finito con questa vita e che avremmo avuto anche un bambino … ma ho capito ed oggi ne ho avuto la conferma … ccà chisto ò vedite? E’ un’egoista …

NANDO: Egoista  io?

DIANA: Si, tu piense sulo a te! … Ispettore voi ci andate a denunciare? … E nun v’affaticate … Ci vado prima io, lo denuncio e poi mi costituisco

SANTO: Ed allora vi accompagno, da quello che mi dite … dopo tutto … potreste essere considerata pure voi una vittima …

NANDO: Ma addò vai? … Quale questura … Diana, nuje fernimme in galera …

SANTO: E non solo, dovete pure restituire, con gli interessi, tutti i soldi all’INPS

DIANA: (a mò di sfida) E sia … e poi, forse, posso avere anche qualche attenuante …  hai sentito l’ispettore? Potrei essere considerata una vittima …

NANDO: Tu vedi troppi CSI, quale vittima, vuoi passare per una pazza scema?

DIANA: E si capisce, pazza e scema d’amore … Ispettò non perdiamo tempo, tanto non capirebbe mai … andiamo

NANDO: Ma vai, vai … io non ho bisogno di nessuno … posso andare avanti anche da solo

DIANA: E certo che me ne vado e … voglio vedè da solo, che ti metti a fare dietro le sbarre della prigione (con la mano disegna nell’aria il classico gioco del tris, due righe verticali e due orizzontali ed escono Santo avanti e Diana dietro)

NANDO: (tracciando in diagonale come se avesse completato il tris) O’ tris

NUAJEN: Come diceva vecchio aborigeno “gira gira il banano e sempre in culo finire all’australiano”

NANDO: (sedendosi al tavolo e pensandoci) E che me ne importa di finire in galera, dopo tutto dove li trovi di questi tempi vitto e alloggio gratis (pausa) ma quello ccà proprio nun se ne scende, è che devo restituire i trent’anni di pensione … me sa che è giunto il momento di scomparire

NUAJEN: E ora chi dire cangurini, che non tornare con Katiuscia

NANDO: (geniale) Ma dimmi una cosa, ma tu il biglietto di Katiuscia lo hai ancora?

NUAJEN: (estraendolo dalla sacca) Yes … look

NANDO: (infilandosi la parrucca e avvicinandosi) E allora vengo io, tanto cu sta parrucca ‘ncapa, nun se ne accorgene

NUAJEN: Ma quelli accorgere ccà tu non tenere mamela, so cangurini mica so strunze

NANDO: Tu dice? (riflettendo e poi con fare gay ed abbracciandolo) Allora facciamo uno scalo a Casablanca e risolviamo il problema.

RIMANGONO FERMI IN SCENA PLASTICA

                                              … Cala la tela …

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