Insieme a te non ci sto più

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INSIEME A TE NON CI STO PIU’


di Adriano Bennicelli

via G. B. Morgagni 50, Roma

06.4403929 – 338.6543031

adriano@opusincertum.it


Personaggi:

ANDREA.Architetto.

ARIANNA.Sua moglie.

ERNESTO.Muratore rumeno.

LACLIENTEdi Andrea

Lo spettacolo si svolge in due ambiti temporali: l’oggi del 1992 e quello degli eventi raccontati, 1989. La scena è suddivisa in due: a destra ci troviamo nel salone della casa della coppia (C), che prevede una scrivania con una poltroncina; al centro scena, un divano che verrà illuminato per la metà che rappresenta il periodo che intendiamo raccontare (è il nostro trade union tra passato e presente). A sinistra c’è lo studio di Andrea (S), che riconosciamo grazie al tavolo da disegno; sono previsti inoltre due calendari: quello del 1992 con l’immagine di Eros Ramazzotti e quello del 1989 che raffigura Che Guevara. Dietro il velatino, una pedana rialzata ospita il giardino di casa.

giardino

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ANDREA:

ERNESTO:

1992 – (C)

(Arianna, seduta sulla poltrona, parla con Ernesto seduto dietro la scrivania – A sinistra Andrea sta con una cliente al buio)

ARIANNA:…come ti ho già detto, l’anno del terremoto è stato un momento della nostra vitain cui Andrea credeva seriamente di essere Peter Eisenman, il maestro del decostruttivismo americano, una corrente architettonica la cui comprensione è tra le più ostiche in assoluto, che comportava che si rapportasse con gli altri con frasi tipo…

ANDREA:(luce su(S))“…la sintesi del metodo è la decostruzione del costruito, ladisarticolazione della geometria stabile, che si rappresenta attraverso l’immagine del frammento, l’insieme dei volumi deformati, tagli, asimmetrie….” (buio) ARIANNA:(ad Ernesto) …pure se stava a parla’ con la portiera!

(con taccuino in mano, prende appunti) Ma perché? signora …è aportiera?

ARIANNA:Ma no, dico per dire, la signora è la cliente tipo, ricordi?

ERNESTO:E no ricordo no, ogni tre minuti me cambi riferimenti, ci hai quindisci-sedisciossessioni diverse! io prendo appunti, ma, apsicanalisi…. mica so’… fiaschi che se abbottonano!

ARIANNA:E infatti, s’abbottano, i fiaschi. Dai, te ne ho parlato: la sua “cliente tipo”…

ANDREA:(luce su(S))(entusiasmandosi)…controsoffitti diafani, superfici minimal,colorazioni zen…

CLIENTE:Bello. Minimal. Si, però in cucina… me la po’ fa’ una bella colonna?

A’ colonna?

CLIENTE:Una bella colonna!

ANDREA:Una bella colonna. Senta… ma perché voi clienti siete tutti attratti dall’avere stabella colonna in cucina?! Io progetto case disarticolate… decomposte… (crescendo) dove veramente… non se può vive’! E lei, davanti al mio tavolo decostruito, al mio letto destabilizzato, al mio water disarticolato, che fa!?

CLIENTE: …che faccio? mi chiedo: perché tanta cattiveria?

ANDREA:(fa uno sguardo paterno ed un sorriso comprensivo, poi)… ma che te spiego a fa’!…che poi colonna è un termine improprio! la colonna la erigevano i romani, i greci… oggi, si chiamano pilastri e sono di cemento armato. (pian piano va al buio) La colonna invece era di marmo e serviva per…

ARIANNA:a proposito, te che hai studiato, perché sono tutti attratti da ‘sta colonna?

ERNESTO:  E che te digo… napsicanalisi moderna, acolonna ci ha significado tutto suo,

acapito?

ARIANNA:Non lo voglio sapè! Immagino, immagino…(luce su(S))


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CLIENTE:Allora un bell’arco!

ERNESTO:Narco?

ANDREA:N’ arco?!

CLIENTE:Una bella colonna che sostiene un bell’arco.

ANDREA:… e l’arco, che sostiene…?

CLIENTE:Niente.

ANDREA:Niente!?

CLIENTE:Per bellezza!

ANDREA:ma che bellezza! … in architettura ogni elemento ha una funzione, il pilastrosostiene la trave, che sostiene il solaio, che confina lo spazio orizzontalmente, per dare sostegno agli spostamenti al proprio interno.

CLIENTE:Ah…(dapprima sembra convinta, poi…)però una bella colonna…veste!

ANDREA:(scomposto)Ma che veste! E’ una colonna mica un cappotto!

ARIANNA:(urlando insieme a Andrea)Ma se ne vada…vada dal sarto…

ANDREA: ignorante! Le do quattro in composizione architettonica! (buio)

ARIANNA: (c.s.) e domani torni accompagnata dai genitoriiii!

ERNESTO:Eeee! Carma! Vabbé che vabbé… ma che davero davero? Carma! E’ naproiezione!Naproiezione damente. Acapito?

ARIANNA:(si calma)lo so! Solo che ogni volta che proietto… io sbrocco!

ERNESTO:Ooh, me stai accapì. E’ er conflitto interiore…

ARIANNA:(sconfortata) che poi alla fine, dato che l’architetto deve sempre accontentare il

cliente…

ANDREA:(luce su(S)) (rivolto alla cliente, conciliante) ma su, non faccia così, vengaqua…scherzavo…Certo che gliela metto la colonna…e pure l’archetto. CLIENTE:(entusiasta) Al centro della sala?

ANDREA:(sbotta di nuovo) Ma che cazzo… (cambiando tono) di idea magnifica… al centrodella… sala … che poi, al secolo, si chiama salone…una chicca! (Andrea e la cliente escono – buio a sinistra)

ARIANNA: (ad Ernesto) gli diceva di si, ogni volta. Solo… che stava male, Erne’, e questo

disagio se lo portava a casa. Si sentiva solo…come un cane. (un cane abbaia, lui cerca dietro

il divano) Erné! Ma dove sei?

ERNESTO:Sto qua Arià…

ARIANNA:Ma no Ernesto tu, Ernesto il cane… oddio, lo vedi? Sono passati tre anni e ancorame lo immagino! Ma quanto so’stata male? Ernè… ERNESTO:Dime Arià…


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ARIANNA:Mi devi parlare sinceramente.

ERNESTO:Fidate Arià…

ARIANNA:ma sta psicanalisi… serve o non serve?!

ERNESTO:Te devi da fidare Arià…te devi da lasciare andà…liberati dii ricordi, butta fòri tutto…

ARIANNA:Si? Devo buttare fuori? …vabbé. Allora. Era il 1989.

ERNESTO:E moo ricordo.

ARIANNA:E te lo ricordi si, era l’anno della caduta di Ceausescu, siete arrivati in massa! … luipensava di essere Peter Eisenman, ma i suoi clienti…

ERNESTO: miga ce ‘o sapevano di come dovevano essere i clienti di Peter Eisenman!

ERNESTO: (alla cliente) e vattene, non è er momento! (la visione scompare)

ARIANNA:io facevo finta di niente, nella convinzione che la situazione fosse sotto controllo.Salda. Immutevole. Colonne che sostenevano archi, archi che sostenevano soffitti. Tutto saldo, tutto solido…invece…

1989 (luce su(S))

ANDREA: (entrando seguito dalla cliente) nooo!

CLIENTE:ma come no! La greca! Ar bagno ‘na bella greca ce ‘sta…come coronamento dellepiastrelle!

ANDREA:no, no, no …e no!

CLIENTE:allora architetto, in fondo alla sala…

ANDREA:Oddio…

CLIENTE:Vorrei l’ingresso alla panic room!

ANDREA:A cosa?!

CLIENTE:La panic room! La camera di sicurezza! Che in caso di assalto armato all’abitazione,tutta la famiglia può rifugiarvisi all’interno della quale. Non mi dica, architetto, che non me la progetta! Tutte le mie amiche ce l’hanno… con tutti questi zingari che girano!

ANDREA:Vabbé, gli zingari… mica i khmer rossi! Che gli zingari fanno gli assalti armati?

CLIENTE:Ma scherza? Rubano nelle case! Lo sa da che si capisce se è stato derubato dazingari? Dall’argento! Se le è rimasto dell’argento in casa… sono stati loro! L’argento non lo prendono perché pensano che porta sfortuna. E poi bisogna controllare la bolletta del telefono, se ci sono delle telefonate in Romania… so’ zingari!

ANDREA:Si, vabbé. Senta, se insiste io la panic room gliela progetto, solo che… sacrificare15 mq così… tutta casa sua è di 35!


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CLIENTE:Calpestabili! Di superficie lorda so’ almeno 40! E voglio anche la dotazione per tuttala famiglia di maschere antigas compresse di iodio e potassio contro gli attacchi biologici e nucleari.

ANDREA:Sempre degli zingari.

CLIENTE:No, pure dei khmer rossi, non si sa mai, architetto!

1989 – Casa - sera (musica, rumore di cancello, clacson, allarme, urla da fuori)

ANDREA:(inizia a parlare da fuori scena) Ma porca miseria! Questa è l’ultima volta che facciolavorare i nordafricani! Giuro che è l’ultima! Ma posso avere solo tre secondi per disinserire l’allarme?!!!

ARIANNA:(con un sorriso molto ampio, e parannanza da cucina) Come è andata al lavoro?

ANDREA:(entrando in casa) ‘Na merda! La gente ha preso l’architetto per uno psicologo. Lecoppie vengono a litigare nel mio studio, sperano di risolvere incompatibilità che non risolvono a casa loro. Litigano sui sanitari a terra o sospesi, litigano sugli arredi classici o moderni…

(luce su (S))

CLIENTE:Guardi, architetto, lei nel gabinetto ha carta bianca…

ANDREA:(affranto) E basta…

CLIENTE:…noi siamo gente semplice e ci fidiamo ciecamente di lei, ci mancherebbe… però…

ARIANNA:(preoccupata) Però?

CLIENTE:Su una cosa, assolutamente, non lo esigo…

ANDREA:(è percorso da un brivido)

CLIENTE:Le finestre del bagno. Che sono il cuore della casa.

ANDREA:Le finestre del bagno? Mo’ so’ il cuore della casa?!

CLIENTE:Primo: le voglio rigorosamente a svastica.

ANDREA:A svastica?!

ARIANNA:Un rigurgito neonazista!

ANDREA:Un rigurgito e basta, il mio!

CLIENTE:Ah, si, mica mi va di stare in pubblico nei momenti di intimità… arieggiare si (mimal’apertura), ma senza, come dice lei?... introspezione. Almeno in bagno, la finestra rigorosamente a svastica! Zac! (mima l’apertura dall’alto in basso) ANDREA:(eccitandosi) A vàsista! Ad anta ribalta!

CLIENTE:secondo… voglio il marmo di carrara per la sogliola…

ANDREA:(mima spavento solo con la faccia, a bocca aperta)

ARIANNA:che sogliola?!


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CLIENTE:quella sotto la finestra del bagno. De che stamo a parla’?

ANDREA:La soglia! ( buio sulla cliente, passa dalla rabbia alla disperazione) Si chiama soglia,si chiama…!

ARIANNA:Ti prego, calmati. (lo accarezza) Mi dispiace tanto, caro.

ANDREA:(quasi in lacrime) è sempre più spesso così. Ed io non ce la faccio più…ma lasciamostare…dimmi di te, piuttosto… Come è andata la giornata?

ARIANNA:La giornata, bene. E’ la notte che… sai quando si avvicina… mi prendeun’ansia…stanotte ne ho sognato uno enorme… ANDREA:Enorme …quanto?

ARIANNA:(mima staccado la lunghezza sul suo braccio) Così! (Andrea fa la facciaimpressionata) Apro il frigorifero… e lui sta lì che mi guarda! Ma mi guarda con aria di sfida, capito? Come a dire… guarda che so’ tosto… ‘gna pòi fa!

ANDREA:Lo so, lo so, ti capisco. Però ‘sto problema… tocca che lo risolviamo. Mica puoipassare tutte le notti così… che dice l’analista? Ha trovato la chiave? Ormai sono due mesi che ci lavorate…

ARIANNA:Lui dice che la cosa può essere riconducibile ad episodi dell’infanzia… carenze…minitraumi rimossi… lo stesso concetto di freddo, di ibernazione…sto frigorifero…che si apre… freddo… è una metafora, capito?

ANDREA:Boh! Il freddo vabbè, ci può stare…la metafora del distacco, il letargo invernale… ilsonno… e va beh… ma …sto sarago!!!… è la metafora de che?! ARIANNA:Il sarago? Beh, l’analista dice che è come la colonna…

ANDREA:Non lo voglio sapere! (togliendosi la giacca) Ma è bravo ‘st’analista?

ARIANNA:è bravo, è bravo…ed è stato pure chiaro, l’incubo ricorrente è un campanellod’allarme, da non sottovalutare…

ANDREA:E io non sottovaluto! Però qualcuno mi deve spiegare il motivo per cui mia moglie,da due mesi, dorme agitata perché … ha l’incubo di dover scongelare alimenti ittici! Mia moglie, mentre io dormo, scongela! Io capisco sognare di volare, è metafora di voglia di libertà… scalare una montagna altissima, come metafora di un’impresa da raggiungere… ma sognare di scongelare un sarago… perché?! Io ce vorrei parlà co’ sto sarago! Tu, maccarello ibernato, sei metafora, de che?! Che me rappresenti?! Questo l’analista te l’ha detto? a proposito ma questo analista… di che scuola è? ARIANNA:In che senso?

ANDREA:Junghiana… Freudiana….

ARIANNA:Ha importanza?


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ANDREA:E certo. E’ come in architettura, tu te la faresti rifare casa da un architetto, che

so’… neoclassicista? Peggio: postmoderno!

ARIANNA:Beh? Se è bravo…

ANDREA:Ma che c’entra se è bravo? Siamo nel 1989! Nella contemporaneità! Se arriva unarchitetto pincopallo che pretende di progettarti la colonna al centro della sala… tu che fai? ARIANNA:Gli dico che la colonna me lo progetta mio marito. Ce l’ho in famiglia l’architetto!Chiamo uno che manco conosco?

ANDREA:Ma neanche per sogno! L'organismo deve poter esplorare l'ambiente e deve, percosì dire, posizionare il messaggio che riceve sullo sfondo di quella elementare attesa di regolarità che sottende ciò che chiamiamo “senso dell’ordine”! No? ARIANNA:(Lunga pausa. Lo guarda senza parlare) Oh… so’ tu’ moje!

ANDREA:(Ancora pausa. Continuano a guardarsi senza parole) … vabbé (piegando la giaccanota qualcosa che non va) Ma dove ho messo il portafoglio?

(Andrea in piedi zona studio, e Arianna si è seduta sulla destra del divano)

(luce su (C) - 2009-Calendario Eros)

ERNESTO:(rientrando) Ammazzaò! Ma qui tutto cambiato, proprio! So ito a fa apipì ar bagnoe quando ho finito me so’ guardado intorno… ma nèra acuscina? Acambiato! ARIANNA:Ma che m’hai pisciato in cucina?!

ERNESTO:Sto affà scherzo. Ce sei cascada. Nsomma no trovava er portafoio. Vabbé, magarilo aveva lasciato ao studio.

ARIANNA:No… diceva che in metropolitana ce l’aveva, l’aveva preso per tirare fuori i

biglietti… si ricordava perfettamente…

ERNESTO:Non sarà che je era caduto?

ARIANNA:… all’improvviso ebbe un flash … la zingara!

ERNESTO:Che zingara?

ARIANNA:La zingara sulla metro, erano giorni che Andrea diceva di incontrarla. Avevo notatoche lo fissava strano, faceva finta di essere una profuga rumena, parlava che manco si capiva….

ERNESTO:Beh, si era de Ruménia, nse capiva no, a volte manco io me capisco, me digoproprio… ma che stai addì? Po ripete? Fa o spelling… noccapito! ARIANNA:(solo lo guarda, interrogativo)

ERNESTO:Sto affà scherzo. Ce sei cascada nantra vorta. Eppoi?

ARIANNA:Poi, proprio quel giorno, addirittura pretende di leggergli la mano, dice che a chinon vuole conoscere il suo futuro, il futuro riserva sempre brutte sorprese…


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ERNESTO:E Andrea?

((luce su(S)) – buio su (C) -1989 – calendario Che)

ANDREA:Io? Me so’ dato una grattata.

ARIANNA:Andrea!

ANDREA:Aoh,a guera è guera…Intanto quella mi si è strusciata, e chissà dove mi ha infilato

le mani….

ARIANNA:Andrea, aspetta, cerchiamo di non finire vittime dei luoghi comuni, che non èproprio da noi. Anni fa, quando ti ho conosciuto ragionavi in maniera diversa. E mi sono innamorata di te anche per quello…

ANDREA:In quegli anni facevamo l’università e il nemico vestiva diversamente, i tempi sonocambiati, lo dice pure Occhetto…

ARIANNA:Lo dice Occhetto? (pausa) Vabbé, s’è fatto tardi… (si incammina verso l’uscita)

ANDREA:(inseguendola) Questi sono stati cacciati pure dal loro paese. Ceausescu sarà pure

il compagno che sbaglia, ma lì ci ha visto bene, ci ha visto bene Ceausescu, ci ha visto.

ARIANNA:Ceausescu, Occhetto (guarda il poster di Che Guevara al muro) … è proprio vero…

non ce so’ più i miti de una volta!

ANDREA:Io comunque la smetto di lasciare la macchina ad Anagnina ed andare al lavoro inmetro. Per condividere il discorso della mobilità sostenibile ogni giorno rischio il borseggio! Macchissenefrega dell’ecologia! Domani mi tocca pure andare al commissariato a fare la denuncia, in banca a bloccare le carte… Eh, ma se questi si credono di entrarmi pure dentro casa si sbagliano di grosso…. Ah! Impareranno a conoscermi! Vieni un po’ qua… (la porta verso un’uscita) che vedi?

ARIANNA:La palestra. O meglio, una stanza piena di attrezzi da palestra, che l’unico eserciziofisico che hanno indotto al tuo corpo è stato quando gli hai tolto il cellophane da sopra. ANDREA:Eee… ho capito, che è colpa mia? Con il lavoro….i clienti che mi stressano…

ARIANNA:E chi dice niente? Tra l’altro a me piacevi pure così, con la pancetta daintellettuale…

(guarda la pancia, la tira in dentro e prosegue a parlare con un filo di voce) ANDREA:Si… comunque, ti dicevo, sarebbe mia intenzione… ARIANNA:Respira.

ANDREA:Ffffffff…. Si, insomma, domani faccio portare via tutto. Ci faccio costruire… una

panic room! (esce a sinistra)

ARIANNA:(lo guarda perplessa) Che fai?!


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(2009 – Calendario Eros)

ERNESTO:((luce su(C))) Vabbé, guarda che da noi in Romania tutta a famija de Ceausescuciaveva…. Io stesso ciò lavorado, se fascieva una camicia di cemento aa parede, se metteva

a ventilazione forzada, er bagno chimico, deumidificatore, frigo, tv. Così in caso di assalto armado… me staccapì.

ARIANNA:Assalto armato?! Ma de chi? E’ che Andrea era andato in paranoia. Erne’, quelgiorno del 1989, negli annali della mia casa entrò come il giorno dell’entrata in guerra di Andrea con il mondo “extra”. Extracomunitario, extracittadino, ormai anche solo extra cancello di casa nostra!

ERNESTO:Ostudiata micanò… se chiama mania de perseguzione… si, però i testi parlenoghiaro Arià, qui ncesò estremi, ncesò prove… Andrea voleva solo a tua incolumità, mestaccapì?

ARIANNA:Chiudendomi in un bunker?

ERNESTO:In Giappone ciavevano tutti… (tra se) ‘mazza che fame… lì pe terremoti (esce a

destra).

ARIANNA:Eh, in Giappone! Ma a Roma abbiamo fatto la figura dei coglioni!

((luce su(S)) - 1989 – Calendario Che)

ANDREA:(rientrando) Roma è zona sismica tre! E ripeto: tre! I terremoti arrivanoall’improvviso. Nella notte!

ARIANNA:Vabbè, è tardi. Io vado a letto, magari leggo un po’. Ti ho lasciato la cena sultavolo.

ANDREA:Mi apparecchio davanti la tivvù, butto un occhio al tg tre. Pare che a Berlino cisiano dei cambiamenti in atto, che la Germania est abbia permesso ai cittadini il passaggio nella parte ovest, la situazione ancora non è chiara…però ci sono movimenti … c’è un’aria nuova… fermento….

ARIANNA:Si, ma non mi fare alzare tra un’ora per spegnere la tivvù e riaccendere il maritoper portarlo a letto…

ANDREA:Notte. Ricorda che dopo domani alle otto arrivano gli operai…

ARIANNA:Nordafricani pure questi?

ANDREA:Italiani! Dell’Alto Adige. Con la barba! La camicia a quadretti!

ARIANNA:La svastica al braccio ce l’hanno? Se no, non li faccio entrare. Senti, ricordati di

fargli aggiustare le crepe.

ANDREA:Che crepe?

ARIANNA:Le crepe. (indica qui e la distrattamente) La casa è piena di crepe.


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ANDREA: (guarda qua e la ma non vede nulla) Crepe?

ARIANNA:(andando in camera da letto) E ricordati di portare via la spazzatura.

ANDREA:Si

ARIANNA:E ricordati di telefonare al veterinario, per la sterilizzazione di Ernesto.

ANDREA:Occhei.

ARIANNA:E paga le bollette, che stanno li da giorni…

ANDREA:Nient’altro?

ARIANNA:(distrattamente, dall’altra camera) Si…. L’analista ha detto….che forse è meglio se

giovedì prossimo vieni anche tu.

ANDREA:(pausa di sconcerto) Io? E perché?

ARIANNA:(mettendo la testa all’interno) Credo ci sia un momento … fondamentale, saifermenti…aria nuova.. (riprendendo quello che ha detto prima lui sulla rivoluzione culturale) movimenti, assestamenti..

ANDREA:(quasi preoccupato dell’apparente vaneggiamento) Movimenti o assestamenti?Sono due cose…

ARIANNA:Movimenti di assestamento (sparisce in camera).

1989 (luce su(S))

CLIENTE:(al telefono. Attende il fischio della segreteria) Architetto? ma lei non sa che ideache mi è venuta per la parete della sala! Siccome che lei non vuole farmi l’arco vero, pensavo…un enorme trompe l’oeil pompeiano pieno di archi dipinti! E su un lato? Questa è spiritosissima! …l’immagine di Priapo, capito? …quello col… non è simpaticissimo, architetto? (la segreteria fischia di nuovo) Architetto? Ma che è finito il nastro?

1989 – casa (Calendario Che)

(luce su (C))

ANDREA:(addormentato sul divano col televisore acceso. Arianna, entrando con una tazza dicaffè in mano, spegne la tv e lo sveglia)

ARIANNA:L’ho sognato di nuovo, questa volta era un maccarello. E questa volta mi sonodocumentata, su wikipedia: i maccarelli sono come gli sgombri, sono sessualmente maturi a partire da una lunghezza di 24-30 cm. La maturità sessuale dei pesci si misura in centimetri, non come quella delle donne che si misura in anni. Anni gettati al vento, prevalentemente. E tu capisci che buttare anni non è propriamente come buttare centimetri… ANDREA:ti seguo e non ti seguo…


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ARIANNA:Lo immaginavo. Hai pensato a quello che ti ho detto ieri? L’analista dice chesarebbe importante che alle sedute venissi anche tu… il mio problema notturno potrebbe essere collegabile a qualche situazione irrisolta all’interno della casa…

ANDREA:(rialzandosi) Io non ho bisogno di un analista. E la casa è perfetta, a giorni saràcompleta anche la panic room…

ARIANNA:Per casa si intende coppia….

ANDREA:Ah. Così si intende? No, perché per me casa normalmente è muri più tetto piùpavimento… (sarcastico) sai, la deformazione professionale…

ARIANNA:E basta co’ sta professione! Lavoro, lavoro e ancora lavoro! Ma per te non esistealtro? Pare che lavori solo te!

ANDREA:E infatti! Lavoro solo io.

ARIANNA:Che vuoi dire? Perché, io a casa non lavoro? Tu invece a casa non fai nulla, arrivi,apri il giornale e chiudi i giochi!

ANDREA:Ah, io non faccio nulla? E allora…?. Quando ho fatto ….(non gli viene) quando ho

messo tutte le cose che … di solito sono io che ….

ARIANNA:Allora?

ANDREA:No, dico, e allora… chi è che dentro casa … fa….(gli sovviene) I piatti!

ARIANNA:Ma quando?

ANDREA:Giovedì scorso.

ARIANNA:E grazie, stavi a casa da solo! Io, per la prima volta dopo anni, stavo al cinema conle mie amiche! L’ho sentito io un cucchiaio che faceva alla forchetta “ma questo mo’ chi è?” ANDREA:Ah, ah. Divertente. E, sentiamo, la forchetta che ha risposto? ARIANNA: “E’ il marito della sguattera!!”

ANDREA:(Ironico) Ah, ah! Ironici, siamo… facciamo dell’avanspettacolo,.

ARIANNA:... arrivi a casa dall’ufficio che è già ora di andare a letto!… da quanto tempo è chenon ceniamo insieme?

ANDREA:Forse sarebbe il caso di chiedersi da quanto tempo non facciamo più l’amoreassieme! Se fa eccezione quella cosetta così che mi concedi il sabato sera.

ARIANNA:Aaaaa! E qui ti volevo! Il sesso! Perché per te i rapporti si tengono interi solo colsesso, no? Mi fai capire che importanza dai tu al sesso nella vita?

ANDREA:E te lo dico! Io sono seguace del grande Adriano Celentano … “chi non lavora nonfa l’amore!”

ARIANNA:Lo diceva Claudia Mori.

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ANDREA:Ah, lo diceva la Mori? Vabbé, però lui concordava sul fatto che… senza amore…Selavora male!

ARIANNA:A questo siamo arrivati? Ti servo come pausa dal lavoro?

ANDREA:No, che c’entra… però il sesso è, proprio come nell’architettura, il legantecementizio…. Che addizionato ad un buon inerte…

ARIANNA:E basta co’ ste metafore edilizie! Me le hai fatte a spicchi! Io non ci ho ilbottoncino, che arrivato a sera premi e “via, annamo, famo…” innanzitutto bisogna tener vivo il rapporto, in qualche modo…

ANDREA:Ma perché? Siamo sempre stati vivi, uniti… vicini l’uno all’altra…

ARIANNA:Io…sono stata vicina a te,io… attenta alle tue necessità,io… a tenere vivo ilrapporto… che giorno è oggi?

ANDREA:Sabato. (si anima) Ta-ta-ta-ta-tatà!

ARIANNA:E’ il mio compleanno. (pausa)

ANDREA:E infatti. (tira fuori, furbetto, un regalo)

ARIANNA:(presa piacevolmente in contropiede) Ah. Un… pensiero… (lo prende e scarta) nonpensavo te lo saresti ricordato, ero certa che…Il nome della rosa? ANDREA:Un best seller, non nuovissimo ma molto accattivante …

ARIANNA:Me lo hai regalato il compleanno scorso. (Glielo da indietro con forza)

ANDREA:Ma che mi dici? Ammappelo. Comunque è un ottimo romanzo, sai… un po’ storico…un po’ giallo… vale la pena leggerlo due volte…da due volumi diversi, per non fossilizzarsi e analizzarlo da diverse angolature… sto fatto proprio non me lo ricordavo.

ARIANNA:Questo è il motivo per cui io non ho più voglia di fare l’amore con te! Quandosiamo in prossimità del sabato, a me comincia a venire il terrore! Preferirei leggere un buon libro…per l’appunto.

ANDREA:Un buon libro?

ARIANNA:Anche uno brutto … un libro qualsiasi… lo stradario!

ANDREA:Come, lo stradario? Il tuttocittà?

ARIANNA:Si! Via della Bufalotta… tavola 47, d5!

ANDREA:Come? (perplesso) …. Via Palmiro Togliatti…

ARIANNA:tavola 35, b2!

ANDREA:(faccia incredula) E da quando?

ARIANNA:Da quando tu hai problemi di sogliole. E io di saraghi!

ANDREA:Senti ascolta…

ARIANNA:Ce so’ le crepe, Andre’. Fai l’architetto… e neanche te ne accorgi.

ANDREA: (si guarda attorno) Ma ‘ndo stanno ste crepe?


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CLIENTE:((luce su(S)) (entrando) …allora dicevamo dell’abatjour, vogliamo parlarne?

ANDREA:(avvicinandosi al tavolo da disegno) No… non ne ho voglia.

CLIENTE:Scusi?

ANDREA:dicevo: “hai voglia!”, parliamone, ma mi permetto di correggerla: si chiamavaabatjour negli anni ’20, ora è più pertinente chiamarlo “punto luce per il letto”… una definizione più dinamica…

CLIENTE:(lo blocca) Guardi. Io dormo con la luce accesa perché ho degli incubi ricorrenti.

ANDREA:Pure lei?!

CLIENTE:L’abatjour per me è importante, è terapeutica contro gli incubi, guardi… dorata!

ANDREA:E’ incredibile! Alimenti ittici anche lei? Mia moglie di sarago!

CLIENTE:Ma che?

ANDREA:L’incubo ricorrente! Mia moglie di sarago!

CLIENTE:Ma no, dicevo… d’orata… l’abatjour! Invece, la soiola… di marmo!

ANDREA:Basta. So’ stanco.

CLIENTE:No, che stanco? Proprio ora che siamo arrivati alle rifiniture della stanza da letto?

Per il soffitto… pensavo… una bella cornicetta che mi riquadra il tutto…. Dorata! Pure lei!

ANDREA:No… è troppo… le cornicette non le faccio!

CLIENTE:Come? Veste tantissimo! Una bella cornicetta!

ANDREA:No! Mi rifiuto! Non siamo in prima elementare! (con fare infantile) La cornicetta nonla faccio, non la faccio… e non la faccioooooo!!!

CLIENTE:Quanto mepiascionoa me l’architetti …vabbè poi ne riparliamo… (esce)

ANDREA:(tra se e se)Bisogna essere duri senza mai perdere la tenerezza.

(luce su(C)) 1992 – Calendario Eros)

ERNESTO:E’ belo... sto afrocisma.

ARIANNA:Aforisma.

ERNESTO:Aforisma. E’ suo? (alludendo ad Andrea)

ARIANNA:No. E’ suo. (indicando il calendario)

ERNESTO:(esterefatto) Che canzone? No conosco. Più bela cosa? Adeso tu? Cuore con ali?

ARIANNA:(guardando il calendario) Ah, no… è che lì c’è sempre stato un calendario di Che

Guevara…

ERNESTO:Anche io grande ammiratore.

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ARIANNA:Del Che?

ERNESTO:De Erose! (accenna a cantare con aria funerea)

Nato a bordi di periferia, dove tram non vanno avanti più, dove aria è popolare

èpiù fascile sognare, che guardare in faccia a realtà (sembra fermarsi compiaciuto, poi riparte) quanta gente giovane va via….

ARIANNA:La sai tutta?

ERNESTO:Si. Ma torniamo a nostra psicanalisi. (butta un occhio al taccuino) Sto aforisma deSceghevari…

ARIANNA:Bisogna essere duri senza perdere la tenerezza.

ERNESTO:(leggendo) che c’entra cò fatto di zingara… co’ costruzione de panic room…

ARIANNA:è che le crepe in casa avanzavano… i clienti ignoranti avanzavano…e anche glizingari avanzavano…!

ERNESTO:E’ sindone de accerchiamento… so troppo forte! Oh. Come avemo cominsciado, me

so detto: vòi vedé che è sindone de accerchiamento?

ARIANNA:Con la ‘ndr.

ERNESTO:accerchiamendro?

ARIANNA:(lo guarda perplesso)

luce su (C) 1989 – interno casa (calendario del Che)

ANDREA:(entrando in casa) L’allarme.

ARIANNA:Si?

ANDREA:L’allarme non ha suonato.

ARIANNA:(sbarazzina) Si. L’ho disattivato io.

ANDREA:(sorpreso) E non va bene. (ci pensa) Eh, no. E’ pieno di zingari.

ARIANNA:Ancora?! Senti, preferisco così… non so… la casa, con tutte queste blindature… miopprime! Ah, ha chiamato una tua cliente. Dice che oggi non eri su studio… ANDREA:Mamma mia. Non mi danno tregua…Sono venuti gli operai?

ARIANNA:Si. Rigorosamente bianchi!

ANDREA:E lo credo! Gliel’ho detto chiaro al capomastro… mandami una squadra di It-ta-liani! Per carità, mica per razzismo… però ‘sti africani con le costruzioni… stanno ancora alla paglia e al fango, capito?

ARIANNA:(ironica) no, mica sei razzista…

ANDREA:Ma no! E’ che il genio italico, anche nell’edilizia, lo vedi!

ARIANNA:ah, questi so’ geni? Pensa che so’ i sottosviluppati…. Lo senti ‘st’odorino che viene

dalla palestra?


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ANDREA:Di cucinato?

ARIANNA:De sepolto!

ANDREA:Vabbé… un po’…. pesante, aglio… cipolla…sai quei bei sughi…si so’ portati la

gavetta…

ARIANNA:Eh no… questi si so’ portati proprio la cucina da casa! Pentole, padelle e coperchi.

ANDREA:Eeee ….vabbé il pranzo è sacro per i muratori, lo sai… (entra fumo) Ma che è?

ARIANNA:Il sacro pranzo. Deve essere un sacrificio umano! (rivolgendosi oltre la porta) Buonappetito, eh!

ANDREA:Aoh! Ma qui va a fuoco la casa! Chiama il 115!

ARIANNA:Ma no… te l’ho detto, è uno spuntino… Ernestoooo!

ANDREA:Ma che stai a chiama’ er cane?

ARIANNA:No, che cane…E’ il genio italico! C’ha una fiatella che ci stucca le pareti!

ERNESTO:(entra con un mestolo in mano) Favoriri signò? Robba genuini…!

(Arianna mette un fazzoletto davanti al naso)

ANDREA:(Ad Arianna) Mortacci! Ma non è che s’è cucinato er cane? Ernesto…

ERNESTO:(Guarda in giro pure lui) Sto qua dottò! Favoriri pure lei …nostra cugina?

ANDREA:(Ad Arianna) S’è magnato la cugina! Ecco che era!

ERNESTO:(ride) No… no cugina! Cugina! Cugina de rumenia! Favoriri…

ANDREA:Rumenia??! Mario mi ha mandato dei rumeni??! (si riprende in un secondo) Beh,ma so’ bravi i rumeni, sa’? Famoso… il genio… Rumanico… e poi hanno tutte le loro tradizioni….

ARIANNA:Eh si, sono tradizionali. Usano ancora fare il fuoco in cantiere per scaldarsi ilpranzo….

ANDREA:In cantiere? Cioè nella mia palestra??

ARIANNA:Evvabé, ma sarà una panic room, no?

ANDREA:Eh, ma stamattina era ancora una palestra! (ad Ernesto) A Nerone… dove l’haiacceso il fuoco? Non sul parquet…vero?

ERNESTO:Nooo, dotto’, pecchì ma’preso.. pe’ piroscafo!

ARIANNA: piromane!

ERNESTO:Nooo, dotto’, pecchì ma’preso.. pe’ piromane! Tranquilo. Er foco bruscia… su queapanchetta…

ANDREA:la macchina per gli addominali! Ma costa un milione!!! Io t’ammazzooooooooo!!!!

FINE PRIMO TEMPO


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SECONDO TEMPO

(luce fuori scena - c’è la cliente al telefono)

CLIENTE:Architetto! ma che s’è preso un giorno libero? No, perché sono ore che la chiamoastudio… ma lei a studio non c’è… infatti la segreteria telefonica dice: salve, non sono a studio, lasciate pure un messaggio. A proposito… ma perché voi architetti dite a studio e non in studio? Cioè… tutti dicono: vado in ufficio… vado in fabbrica… vado in ospedale… micadicono: vado a ufficio… vado a fabbrica… vado a ospedale… certo che voi architetti siete proprio sfiziosissimi! Vabbé, sa che faccio? Ora la cerco a casa. (ci pensa) La cerco in casa (ci pensa) …magari sta lì…pe’ casa! Tu-tu-tu? Ma che è finito il nastro?

1989 – Casa (Calendario del Che - Andrea assorto nella lettura. Ernesto è imbavagliato elegato su di una sedia)

ARIANNA:(entrando) E’ pronta la cena. (Andrea non risponde) Mi hai sentito? (si avvicina)Che leggi?

ANDREA:(senza togliere gli occhi dal libro) L’ultimo di Umberto Eco, Il pendolo di Focault.

ARIANNA:Ed è bello?

ANDREA:(c.s.) Due stellette e mezzo.

ARIANNA:in che senso?

ANDREA:nel senso che sto a pagina 115 di un libro e ancora non ho capito…. di che parla!

ma de che cazzo parla? I templari, il complotto cosmico…Ma Umberto Eco li legge i libri che

scrive?!

ARIANNA:(seria) Andrea, che c’è? Sei distante… Sei freddo…

ANDREA:se dormi accanto a una che passa le notti a scongela’ i merluzzi…se pija freddo!

ARIANNA:Ah. E’ per quello…

ANDREA:(a Ernesto, che si agita) Ooooh! E per piacere! Sto parlando con la mia signora! Unpo’ di educazione! … si, l’educazione… ci avrai la quinta elementare…

ARIANNA:ma che sei diventato? lo capisci da che deriva il mio disagio? Questo cristiano avràanche sbagliato ma ti pare il modo…d’altronde, visto come ti comporti con me… ANDREA: come mi comporto?

ARIANNA: sono anni che mi lasci tutto il giorno da sola, in una casa che casca a pezzi, pienadi crepe sui muri. E quando ci sei… sei un altro… Andrea, questa casa è insicura!

ANDREA:Ma come fa ad essere insicura? Ci ho montato le pareti doppie, i doppi vetri, i doppiservizi!


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ARIANNA:I doppi servizi? Che sicurezza è?

ANDREA:…. la sicurezza di trovare il bagno libero. La paghi nelle case, sa’?

ARIANNA:(perplessa) Bene. Credo che tu non voglia capire, allora sarò più esplicita:l’analista, appurato il tuo rifiuto di condividere con me il percorso di analisi, mi ha consigliato di prendere una pausa … nelle relazioni della casa… e mi ha consigliato…

ANDREA:Il consiglio te lo do io: cambiamo analista. Perché uno che da ‘sti bei consigli…. (a

Ernesto, che si agita) Ancora?! (gli abbassa parzialmente il bavaglio) Forse non hai capito… tu devi solo ringraziare che ti trovi in un paese in cui la polizia, quando la chiami… non arriva! Perché in America, a quest’ ora, stavi già ad Alcatraz! ERNESTO:(a stento, con il bavaglio) Io! Io picologo!

ANDREA:…Ti pare un paese civile quello in cui un cittadino è costretto, da solo, a ridurre

all’impotenza un piromane che…

ARIANNA:Che ha detto?

ANDREA:Che ha detto? E che ne so’… parla tutto strano…. (con voce goffa) … lui binocolo…

ARIANNA:a me sembrava psicologo.

ANDREA:Ma che dici? Questo… binocolo… cioè con due occhi

ERNESTO:(Arianna gli toglie il bavaglio) Piacere, dottor Ernesto Codreanu, laurea inpsicologia daa familia, presso sozialista università de Bucuresti. ANDREA:E nei ritagli de tempo… fai il piromane!

ARIANNA:e perché fai il muratore?

ERNESTO:Qui muratori guadagna più meliore che psicologu in Bucuresti.

ARIANNA:(sciogliendolo) Ci perdoni dottore, è che mio marito ha appena disseppellito lascure di guerra contro il pianeta…

ERNESTO:No te preocupa’! Solo che se me posso da permette’… voi solo bisogno di ferma’ eriflette. Ferma’ e guarda dentro. Ferma’ e pensari. ANDREA:e tu pensari affari tuoi, occhei?

ARIANNA:Aspetta, Andrea, io penso che il dottore abbia ragione….

ANDREA:Ma che dottore? Arianna, ma te stai a rimbambi’?! Questo dipinge le pareti!

ERNESTO:Pausa de riflessione. Solo pausa de riflessione, pe’ capi’… coppia: dove andari?

ARIANNA:A me sembra così sensato! Geniale…

ANDREA:ma che geniale?! Ma l’ha detto pure l’analista tuo! (tra se e se) che poi è un altroche dovrebbe fa il muratore… (forzandosi a restare calmo) Occhei. Ci sto. Pensiamoci… appena ‘sto rompicojoni se lo carica la polizia, ci pensiamo intensamente! Ma diamoci una scadenza… che so’… domattina. Ecco stanotte ci pensiamo tutti e due, magari io dormo sul


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divano, che fa molto più riflessione! Poi, domani, a colazione, ci salutiamo con un bel bacio e si riparte.

ERNESTO:Eeeee… no è proprio così che se fa quando coppia se separa…

ANDREA:Ma chi si separa?! Io non lo voglio e mia moglie non lo vuole! (pausa, si guardanegli occhi con Arianna) No, dico, io non lo voglio… (pausa, c.s. non ottenendo un risposta rassicurante…) Sai che penso? Che sei …complessa! Troppo! Come tutte le donne.

ERNESTO:Ecco. Invece testa uomo più elementari. Solo due interruttori: on-off, on-off…

ANDREA:Ma che te intrometti? Aoh! Ma io, ti pago pure i contributi, ti pago…e tu tiintrometti!

ARIANNA:Ma lo sai che il dottor Ernesto c’ha proprio ragione? Hai una testa elementare: on-off. E allora sai che ti dico? Mettiti on, che sto per darti una comunicazione importante… ANDREA:Alt! Le otto. C’è il tiggitré. (accende la tv)

ERNESTO:Se posso permette, quello de scongelamento de notte è ‘na proiezione di quelloche testa vive de giorno, me staccapì?

ANDREA:Ma senti questi…Achille Occhetto annuncia "grandi cambiamenti" …

ERNESTO:E che tu no vole collaborari, Andre’, e questo, certo, no aiuta a terapia…

ANDREA:… un nuovo corso che preluda al superamento del PCI

ERNESTO:… e gelo così pija sopravvento, sia de notte, sia de giorno…

ANDREA:….e alla nascita di un nuovo partito della sinistra italiana.Ma questo è pazzesco,

questo è il terremoto!

ERNESTO:E così, Aria’, a’ coppia diventa como ghiacciaia. ‘A coppia, mestaccapì, no ‘a casa.

Anfatti, mica è ‘a casa che te opprime. Siete voi stessi.

ANDREA:(si rivolge ad Arianna, incredulo e preso) ‘na svolta epocale. Hai capito Arià,abbiamo svoltato.

ARIANNA:Abbiamo chi? Ma sticazzi di Occhetto!!! Hai capito o no che ci stiamoseparando??!!

ANDREA:(come sintonizzandosi) Ma chi? Ma da quando?

ARIANNA:Io ho bisogno di stare sola. Per capire. E farà bene anche a te, mi sembriabbastanza confuso. Ti prego di lasciare la casa.

ERNESTO:Ma si, Andre’, io pure penso che è ‘a cosa meliore, serve tempo pe’ guarda’dentro… mestaccapì?

ANDREA:Aoh, ma te che vuoi?! (ad Arianna) Ma che dici, tesoro? Questa casa siamo io e te!Siamo io, te e le nostre piccole cose a cui siamo affezionati! Siamo io, te… (guardando in un angolo) ed Ernesto!

ERNESTO:Io?


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ANDREA:Er cane! Er caneeee! (il cane ringhia) Ma che ci ha? Ernesto… Ernestino… diglielo tua mamma che siamo una famiglia! (il cane ringhia più forte) ARIANNA:Non puoi rimanere qui.

ANDREA:Ma io dove vado?

ARIANNA:Non so. Chiama tua sorella, senti se ti ospita per i primi giorni… (gli offre iltelefono, esce, musica)

1989 –(GIARDINO)

ANDREA:(entrando da sinistra) Eccola, casetta mia bella… mai più ti rivedrò! Sono solo! Solocome John Rambo nella prima fantastica pellicola dell’82. Solo come un pedalino spaiato. Più solo di Bobby Solo. Insomma, solo come un cane! (Ernesto abbaia) Sto stronzo... sto traditore… (si toglie una scarpa, fa per tirargiela) CLIENTE:Architetto!

ANDREA:Aaah!

CLIENTE:Finalmente la acciuffo! Scusi, ma è da ieri che la cerco! Sono stata fino ad ora adaspettarla qui, nel suo giardino… aspettando che rientrasse in casa!

ANDREA:ma che è matta? Mi fa le poste? Ha rischiato grosso, sa? Ho un cane da guardia! CLIENTE:Ah, era un cane? Ho pensato fosse un coniglietto da giardino… una stranezza daarchitetto!

ANDREA:Ma no, che coniglio… è un bassotto a pelo lungo… Ernesto. Ci ha pure il pedigree…

CLIENTE:(euforica) Architetto!

ANDREA:Aaah! Che è?

CLIENTE:I sette nani! Che pensata! Come li ho visti, li ho amati immediatamente! Genialitàd’architetto!

ANDREA:genialità di mia moglie… li ha presi in Umbria… una fiera… uno squallore…

CLIENTE:Ma lei se lo ricorda come si chiama il settimo? Oh, lei non ci crederà, ogni volta chetento di elencarli mi fermo sempre a sei… che poi è facile, finisce in uomm-olo, vruoff-olo, so’ tutti in mmm-olo, capisce?

ANDREA:Senta, piuttosto… dovrei parlarle…

CLIENTE:(lo blocca) No, senta lei… e se invece dell’affresco di Priapo in salone, mettessimo

…una statua di Priapo in giardino? (Lui tenta di interromperla) Sempre una cosa di gusto, però, eh! (pausa) Priap-olo!

ANDREA:(sbrigativo) … Sto fuori casa,

CLIENTE:Lo vedo.


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ANDREA:No, dicevo… sto proprio fuori casa. Fisicamente e moralmente. Non so dove andarea dormire. Sono venuto a prendere qualcosa perché … ho momentaneamente spostato la mia abitazione in auto…

CLIENTE:In auto? Ma lei è un genio!

ANDREA:Un genio?! So’ uno sfigato! Piuttosto, mi chiedevo… a casa sua…

CLIENTE:Casa mia?! Ma non so se la mia dimora è all’altezza…

ANDREA:Non lo è! Ma meglio de ‘na Ford Fiesta sarà!

CLIENTE:Mi sento inadeguata … lei avrà una casa stupenda…

ANDREA:Non più. E’ arrivato il terremoto e la casa s’è aperta come una cozza.

CLIENTE:Il terremoto? Qui non si è sentito niente. (intuisce) Non mi dica nulla! Ma che… sua

moglie…?

ANDREA:Mia moglie ora ha un analista rumeno con un curriculum de intonaci a calce… unastoria complessa… morale: mi ha buttato fuori…è impazzita …o è rinsavita, mica ho capito bene… decostruzione femminile, lei sicuramente capisce.. CLIENTE:Intuisco. Sono femmina anche io…

ANDREA:Madavero? (si corregge) Cioè, no, dicevo: è vero! … non c’avevo pensato.

CLIENTE:Comunque, se lei pensa che la mia casa sia all’altezza, architetto, io sarei onoratata

di…

ANDREA:No. Non penso minimamente che sia all’altezza. Io vorrei solo tornare a casa mia.

Rivoglio l’allarme che scatta quando cerco di aprire la porta, capisce?

CLIENTE:Certo. So’bei momenti…

ANDREA:Rivoglio le corse in giardino col mio cane.

CLIENTE:Giusto! Il cane… Scusi se mi permetto, ma… di tutto quello che ha lasciato, la cosache le manca sono l’allarme e er cane?

ANDREA:Ma no, è un’immagine figurata… è chiaro. Mi manca tutto della mia vita. Tornare a

casa dopo il lavoro e trovarla là.

CLIENTE:Sua moglie…

ANDREA:La casa! Lasciare la macchina nel box, prendere un vino dalla cantina, aspettarel’ora di cena davanti al tiggì, i libri di Umberto Eco… CLIENTE:E sua moglie?

ANDREA:E mia moglie, certo. Lei sta là, fa parte della mia vita, ne è la colonna portante…pilastro, volevo dire pilastro portante… la colonna è un’altra cosa… degli antichi rumeni… romani!

CLIENTE:Della sua vita o della sua casa?


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ANDREA:Vabbé, è uguale. Per un architetto la casa è la placenta della vita, il liquidoamniotico…

CLIENTE:Wow!

ANDREA:Ascolti. Io non vorrei che lei misinterpretasse…

CLIENTE:Misi?

ANDREA:‘nterpretasse. Che pensasse che non ho un amico a cui chiedere ospitalità… una

sorella…

CLIENTE:Invece?

ANDREA:(pausa) Ce l’ho. Però dice che casa sua è piccola… che i bambini sono cresciuti…oooh, d’amico però ci avrei ‘sto muratore rumeno con cui ho passato una bella serata di fronte a una birra gelata…persona interessante, eh! Solo che divide una stanza con altri quattro… poi questi mangiano pesante… non è cosa.

CLIENTE:Certo… comunque, per me va bene… quanto vuole, io… attualmente… non miaccompagno.

ANDREA:Aaah. Sarebbe?

CLIENTE:So’ single.

ANDREA:No, vabbé… che c’entra… ma solo un appoggio… il tempo di organizzarsi… poi,magari, torno pure a casa…. Le pare che Arianna non capisce che tutto questo è di un’idiozia…

CLIENTE:Allora… siamo d’accordo… l’aspetto!

ANDREA:Si. Occhei. Cioè… grazie. Allora… il tempo di raccogliere qualche carabattola…vabbé. Vado e torno. (esce a destra, cioè entra in casa)

1992 – Interno casa (calendario Di Eros – Arianna è in posa teatrale)

ARIANNA:(con tono grave) Che sei venuto a fare?

ERNESTO:(perplesso) aaa… psicanalisi… ma si nu è momento…

ARIANNA:Ma non tu! Quella sera mi ritrovai Andrea davanti… s’era introdotto in casafurtivamente… (si sente l’antifurto) vabbé, furtivamente… s’era introdotto. Io me lo guardo e faccio: (stesso tono) “che sei venuto a fare…?”. (rimane in attesa di risposta) ERNESTO:(timido) si può sapè che era venuto a fare?

ARIANNA:…a prendere un po’ di vestiti, dei libri…era vago, strano, taciturno…per esempionon mi ha detto niente della sera prima…di quello che aveva fatto… Dove era andato a dormire?…tu sai niente?

ERNESTO:Ma nu o so… quea sera ‘o portato a pià ‘na biretta co amichi mia de er cantiere…avevo visto un po’ giù, me staccapì come?


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ARIANNA:E ti sto a capì, si. C’eravamo appena lasciati! Ma che vi siete detti tutta la sera? Melo figuro… quello snob di Andrea con dei muratori …e la birretta! ERNESTO:Maaaah… e solite cose… ‘a Roma… o Steaua Bucuresti…

ARIANNA:Cioè? Avete parlato di calcio? Ma se ad Andrea non interessa!

ERNESTO:Anfatti! Ma manco amichi mia de Umberto Eco! Amo cercato de fa’ incontro deculture…E quindi, siccome era sconvorto, amo fatto sfogà… amo fatto parlà de sto terremoto che javeva distrutto… ‘a vita, proprio!

ARIANNA:Immagino. Avrà parlato tutta la sera di me…

ERNESTO:No, tutta ‘a sera a parlà …de Occhetto! Sempre sto occhetto… occhetto… tanto cheamichi mia se so’ meravigliati, e alla fine me hanno detto: “possibile tanto importante piccolo marito de’ oca??!”…vabbè, amichi mia so’ muratori muratori… no co’ laurea!

ARIANNA:Occhetto?! Ma io ho passato la notte in bianco! … e questo s’era sconvolto per leuscite di Occhetto?!!

ERNESTO:Ma no… Andrea stava a cerca’ de capi’… entità de terremoto! Me staccapì?

ARIANNA:poteva cercare di capire prima, invece di tornare a casa sempre dopo le 9 di sera! ERNESTO:…a ‘n certo punto Andrea piglia e fa: “sapete che differenza c’è tra ‘a Magnitù e ‘aScala Mercà?”

ARIANNA:magnitudoe Mercalli…

ERNESTO:(serio) ‘a magnitudomisura ‘a potenza de terremoto…

ARIANNA:e la scala Mercalli i danni che produce alle cose. Embé?

ERNESTO:Dice: se terremoto piccolo colpisce zona abitata, po’ anche ave’ scala Mercallisuperiore a terremoto fortissimo, ma che vie’ ner deserto… ARIANNA:Vabbé, e allora?

ANDREA:allora… lui voleva di’ che vostro terremoto no’ era grande… ma ha fatto dannigrandi perché colpito zona molto abitata… colpito coppia viva, speciale… ARIANNA:(colpita) Così ha detto?

ERNESTO:è a metafora sismica, me stai accapì?

ARIANNA:(perplessa) la metafora simsica?…vabbè, e poi?

ERNESTO:E poi prende parola amico mio Alexandru, e fa:Quando terra trema, a’ avè freddoso’ omini! Capito? (scandisce) Quando terra trema…. ad avere freddo so’ uomini!ARIANNA:E che voleva dire?

ERNESTO:Boh! stava aa sesta bira… no è che proprio… ce stava co’ ragionamento…


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Musica - 1989 – (Giardino)

(Andrea entra da destra)

CLIENTE:Architetto!

ANDREA:Aaah! Ma che è… un’imboscata?!

CLIENTE:Ma quanto ci ha messo a prendere le sue cose? Mentre l’aspettavo qui nel suogiardino, mi è venuta un’illuminazione, proprio… per arredare il mio! Ascolti bene: lei è mai stato a villa D’Este? Quei faccioni che buttano acqua… (fa la faccia)

ANDREA:No, ascolti lei! Me ne rendo conto, sono io che le ho chiesto ospitalità … però non

lei non deve approfittare della mia debolezza! Forse lei non ha colto bene il particolare

momento storico.

CLIENTE:Il barocco?

ANDREA:Questo! Questo momento storico. I muri crollano, la famiglia si dissolve… (animato,in crescendo) Ma lei lo sa che ho un incubo ricorrente? Stiamo in tre, bloccati dentro una panic room: io, Achille Occhetto e Giuseppe Mercalli, quello della scala. Occhetto subdolamente mi blocca da dietro, mentre Mercalli infierisce selvaggiamente su di me con calci e pugni di grande magnitudo. Allora io strillo: reazionari… fascisti… nani! E stranamente Occhetto, invece di offendersi per il fascista, urla… a chi lo hai detto nano?! E giù botteee! (si placa per un attimo) Mia moglie mi ha cacciato di casa. E’ il terremoto! (abbraccia la cliente) CLIENTE:(imbarazzata) Mi creda, non avevo capito la sua fragilità… mi ascolti, venga dame… veramente. Senza problemi, magari si accomoda in sala… ANDREA:(minaccioso) In sala?!

CLIENTE:Se si accontenta di dormire su un grande puffo…

ANDREA:Il grande puffo?! Il grande puffo???! Sa che le dico? Che io, piuttosto che dormirecoi puffi in una casa del genere… vado a dormi’ coi muratori rumeni! (escono)

1989 (interno casa)

(Buio, musica, trillo di telefono. Risponde Ernesto.)

ERNESTO:chi è apparecchio?

CLIENTE:Cercavo l’architetto, per caso è … su casa?

ERNESTO:No, architetto no su casa. Suu… nantra parte, proprio.

CLIENTE:Ah. Tu chi sei, il filippino? Posso lasciare detto?

ERNESTO:Lascia che te pari, però io no filippino…

CLIENTE:(incredula) e allora chi sei??

ERNESTO:Eee… un po’ difficile spiegari… allora, aricominsciamo. Architetto, no su casa.

Amoje, no su casa. Io so murato… o psicoterapeuta daa coppia.


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CLIENTE:(pausa. risatina divertita) Ma che me stai a di? … sei il filippino!

ERNESTO:Eeee… dicevo che difficile spiegari… Disciamo… quanno a coppia va in crisisubentra na sorta de sindon… de sindron… Vabbé, sò er filippino. CLIENTE:Ci hai l’accento strano però... che latitudine delle Filippine?

ERNESTO:Num me staccapì. Io sò filippino … ma de Rumania.

CLIENTE:rumania?! (mano sulla cornetta, faccia terrorizzata) Sono arrivati gli zingari!

ERNESTO:Signo’? Pronto?

CLIENTE:(cs) Sono arrivati! Mò se rubano l’oro! E fanno le telefonate in Romania!

ERNESTO:Hallo? Mestaccapì signo’?

CLIENTE:Oddio, e ora? (le viene un’idea. Si chiude il naso per contraffare la voce) Questo èun antifurto elettronico: nel villino dell’architetto Rufo è in atto un tentativo di furto… ripeto, nel villino dell’architetto Rufo è in atto… (uscendo)

ERNESTO:E’ natto? Pronto? Macché ancora rotto antifurto? Io detto Andrea… metti grata defero … como prigione de Ceasuescu… grata de fero, poi grata de fero, essepo’ vo’ sta tranquillo… grata de fero…

ANDREA:(emergendo da sotto una coperta sul divano) Ma che è sta caciara?

ERNESTO:Aaah! Un ladro! Un furto natto!

ANDREA:Macché natto! Sta zitto che svegli Arianna… (parlando sottovoce) Mi sono infilato disoppiatto ieri sera quando mia moglie è andata a letto… Ma che ora è? ERNESTO:‘E sette, André.

ANDREA:Le sette? E te che ci fai a quest’ora qui?

ERNESTO:Ernesto …muratore, attacca ‘e sette. Poi ‘e cinque attacca dotto’ Codreanu. Paapsicanalisi. Comunque a’ fatto bene a venì. Ospitalità per noi dovere, chi bussa porta, benvenuto.

ANDREA:(sbotta) Ma ospitalità de che?! Sto a casa mia!! (si tacitano a vicenda) Sssssst!

ERNESTO:Comunque, tranquillo André, che Arianna pe’ dormi’ piglia tranquillanti de cavallo,io entro co’ chiavi…

ANDREA:C’hai pure le chiavi? Sono vittima di un terremoto…

ERNESTO:Terremoto è evento naturale, Andrea. Forse, dico forse… no è che digo siguro… tucostruito male. Se tu muro non costruiri co’ tutti cristi… muro crolla! ANDREA:Ah, io ho costruito male?

ERNESTO:sarvognuno.

ANDREA:Non sarà che il terremoto è arrivato quando sei entrato te dentro questa casa?Certe idee in testa gliele hai messe te ad Arianna.


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ERNESTO:No prendere co’ me e co’ terremoto! Muro crolla se non fatto co’ cristi… tu messo

cristi?

ANDREA:Io messo cristi? (ci pensa) E che ne so’... pensavo di si.

ERNESTO:Forse no. Proverbio di rumània dice: omo sciocco costruiri casa co’ legno e paglia,omo saggio costruiri casa co’ mattoni.

ANDREA:Che me stai a racconta’? I tre porcellini? La conosco…

ERNESTO:Fari esempi: Tu portari fiori quando donna chiede fiori co’occhi?

ANDREA:I fiori cocchi?

ERNESTO:Chiede fiori co’occhi! Co’ occhi!

ANDREA:Ah, co’ occhi! E che ne so … dici fiori cocchi! Me sa de no… no. Effettivamente i fiorinella cultura materialista su cui fonda il mio background …

ERNESTO:Andrea… parlari como mangiari… mo’ che è bergaund?

ANDREA:Oddio… (lasciandosi cadere sul divano) Ma che è successo? Volevo invecchiare conmia moglie e mi sono fatto buttare fuori di casa. Volevo migliorare il mondo con i miei ideali e sono più razzista di un repubblicano del texas… Volevo essere un bravo architetto e mi trovo a vendere sogliole in travertino… manco fossi il pescivendolo degli antenati! Stanno crollando tutti i miei muri!

ERNESTO:Eeeeh, ‘o fa…’o fa…è crollato pure mure de Berlino!

ANDREA:Eee?! ma che me stai a dì?!

AISHA:No io, detto ‘a televisione!

ANDREA:(con un filo di voce) Il mu…ro di Berli..no (la guarda incredulo) Sei stato tu! Haifatto crollà pure il muro di Berlino?! Ma che sta succedendo?!!! Devo pensare, devo riflettere. Nel terremoto è fondamentale mantenere la calma… La luce! Si punta la luce, uno spiraglio tra le macerie.. e da lì… si grida con forza… aiutoooo!!!!!

ARIANNA:(dall’altra stanza, con voce impastata) Ma che succede? Ma chi è? (Ernesto eAndrea si zittiscono a vicenda)

ERNESTO:Niente, Arià, so’ io, so’ Ernesto… (ad Andrea) Allora, domanda sorge … come diri?

ANDREA:e che ne so? …spontanea?

ERNESTO:…spontanea! Tu …capito il motivo di vostra separazione?

ANDREA:Mi hai preso per un cretino?! (ci pensa) No, non l’ho capito mica. Io e Ariannastiamo insieme da quando avevamo quindici anni. Ma come si può pensare che dopo tutto questo tempo si possa ancora vivere come quando abbiamo cominciato? Ma tu, tu pensi veramente che tra dieci anni sarai ancora qui in Italia a fare il muratore?

ERNESTO:Psichiatra… pare improbabili. Benché vostro paese tanti possibili pazienti…


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ANDREA:Ecco. (ci pensa, un po’ sconsolato) Allora facciamo così, cominciamo qui e adesso.(si sdraia sul divano) Dottore, mia moglie mi ha lasciato, ma io la amo e vorrei scavare in profondità la mia psiche per intraprendere un nuovo percorso subconscio che mi dia maggiore consapevolezza nel rapporto di coppia.

ERNESTO:(pausa) Capito ncazzo. (pausa) Ma che te digo… soluzione è semplice. Vai, esci,

compra fiori e torna da Arianna.

ANDREA:I fiori cocchi?

ERNESTO:(sorride) Vai, che devo finì intonaco.

ANDREA:Si. (esce)

1989 – giardino

(Andrea esce furtivamente dalla finestra – da destra – mentre si allontana irrompe la cliente) CLIENTE:Settete!

ANDREA:Aaaah! Ma lei è una pazza! Ma sono le sette del mattino!

CLIENTE:E infatti ho detto …settete! Se erano le otto dicevo … ottete! Perché io so’ essereanche simpatica. Lei ora mi conosce come cliente ma se avremo occasione di approfondire il nostro rapporto, vedrà, io ho tante sfumature…

ANDREA:…che mi rimarranno ignote! Perché noi, occasione di approfondire, non ne avremo! CLIENTE:Ma architetto, non si ricorda? Ieri sera lei mi aveva aperto il cuore, io le avevoaperto la mia casa…

ANDREA:E mo’ aprono i fiorai… devo andare.

CLIENTE:Ma lei mi aveva lasciato intendere che avremmo costruito un rapporto attorno allapassione comune per l’architettura…

ANDREA:L’architettura ha regole spietate, dettami chiari e non fraintendibili. Il rapportopedata-alzata in una scala? 2A + P = 64 cm. L’altezza di un piano da lavoro? Cm 82. Il bagno? (ci pensa un attimo) In fondo a destra! CLIENTE:La vedo un attimino confuso…

ANDREA:E invece non ci ho mai visto cosi chiaro. Io, ora, vado in centro a procurarmi deifiori cocchi, torno, e ricostruisco con mia moglie il meccanismo psichico che mi ha portato ad allontanare dalla coscienza i nostri desideri comuni, chiaro? CLIENTE:insomma...

ANDREA:Fa niente! Quando i muri crollano, non è detto che non possano essere ricostruiti!

(si ode un rumore fragoroso dall’interno) Oddio, che altro c’è?!


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1989 – casa (calendario del Che)

ANDREA:(Antifurto che suona. Entrando, vede Arianna, seduta ad un angolo del divano)

Arianna?

ARIANNA:(visibilmente scossa) Andrea! E’ terribile!

ANDREA:Ma che succede? Arianna, che c’è?

ARIANNA:(scoppia) E’ caduto il muroooo!

ANDREA:(perplesso) Si, ho sentito… ma è una bella cosa, no? E’ inevitabile, anzi, necessario,che i muri cadano, le situazioni evolvano…è la libertà!

ARIANNA:sarà pure la libertà, ma il muro della palestra! E’ crollato!

ANDREA:Eeeeeh?

ARIANNA:Ernesto deve averlo appesantito troppo, metteva mattoni, metteva mattoni…. Alla

fine è crollato con tutto il solaio!

ERNESTO:(entra sporco di polvere) Eeee… in mio paese muri so’ solidi… strado de mattoni,poi strado de mattoni, poi…. Strado de mattoni! Almeno così ho visto fare, eh!

ANDREA:Ma come “visto fare”? Ma va a fa’ lo psicologo… Maledizione! Ma che altro devesuccedere?! E’ crollato il comunismo…È crollato il mio matrimonio... ma il crollo della casa era una metafora …o no??!!! (si getta in ginocchio) Dio! Quale altra maledizione ci stai lanciando?! Le cavallette? Il fuoco della Geenna?! (ci pensa) sto a esagerà?! (i due gli fanno cenno di si; lui si rialza) Arianna… tu come stai piuttosto?

ARIANNA:Bene, eravamo in salone, per fortuna. Stavamo facendo la seduta di analisi…

quando a un certo punto Ernesto, senza motivo, si è alzato ed è corso verso la palestra…

ANDREA:Ernesto?! (indicando il rumeno)

ERNESTO:No io, sempre piccolo cane…

ARIANNA:Allora mi sono preoccupata. Ho fatto per alzarmi, quando ho sentito un gran bottoe tutta polvere che veniva dal corridoio…

ANDREA:Ma allora è vero che i cani avvertono in anticipo i terremoti… (ci pensa su)ammazza, sta sempre in mezzo alle scatole… mica mi ha avvertito del terremoto nostro! ARIANNA:(guardandosi attorno) Ernesto?

ANDREA:Si, Ernesto nostro. Quel grande omertoso, quell’infame che fiuta le catastrofi che glipare a lui…ma dove sta?

ARIANNA:Ernesto! Ernesto… dove sei?

ERNESTO:Ernesto! Ernesto! (ci pensa) Sto a comincià de esse vittima de doppia personalità!

Forse schizofrenichi?!

ARIANNA:Oddio, Erni…. Andiamo di là… corri!

ANDREA:Io corro, per carità….(escono di corsa)


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ARIANNA:Erniiiiii… Vallo a cercare di là… corri!

ANDREA:Io corro, per carità….(esce di corsa)

(trascorrono alcuni secondi, poi rientra)

ARIANNA:Allora?

ANDREA:(imbarazzato) Tu non avevi lasciato un doposci di quelli col pelo in giro per casa,

vero?

ARIANNA:Aaaah!!! Ernesto!!

ANDREA:No, mi sa che non era il doposci. (con le mani nei capelli)

(musica) 1992 – interno casa (Calendario con Eros)

ERNESTO:(togliendosi la tuta da muratore, come parlasse con Arianna fuori) Arià, tuttoapposto, te l’ho aggiustato il water, non butta più …ma te l’avevo detto che nella mia tesi de spezializzazione in psicologia de famiglia “Como terremoti non se prevedono ma se prevengono” ci avevo messo pure la storia del piccolo Ernesto? Lì spiego che dopo de crollo de casa, l’omo, Andrea pè intendese, comincia a capì che: “chi se inchina tropo, se scopre culo!” Solo che questo ultimo è proverbio sbajato. E quindi Andrea capito cosa inutile. Sempre On-off, On-off! (gesto di disdetta). Arianna invece, tu hai capito da subito che per dormì a’notte, bisogna confrontà cò altro de cu te fidi…così hai cominciato a terapia cò dottori Codreanu di Università sozialisti de Bucuresti…

ARIANNA:(entrando) dottore…dottoreCodreau… ah, ma non te l’ho detto…lo sai che sognodi nuovo saraghi e maccarelli?

ERNESTO: (sbiancando) noooo, i maccarelle no…

ARIANNA: anche totani, mazzancolle, merluzzi. Solo che adesso, magicamente… siscongelano da soli! non troppo duri, non troppo teneri... io poi li metto in forno su un lettino di patate. Il segreto sta nell’emulsionare a parte due cucchiai di olio con il succo di mezza arancia e poi versare questa salsa nella teglia e irrorare con vino bianco. (con aria estasiata) Erné, non sai che te magni!

ERNESTO:Ma o sa che noi in Rumania famo più o meno uguale? E’ strano, du paesi lontaniche però se parlano quasi uguale. E che cianno e stesse riscette! Si, nsomma, quasi e stesse. Noi presempio al posto dell’oio doliva sce mettemo quello de fegato de merluzzo. E ar posto dell’arancia sce mettemo na testa d’aio grossa come arancia. E ar posto di lettino de patate, lettino de scipolla…Vabbé, è nantra riscetta.

ARIANNA:Ernesto… grazie. In questi tre anni mi hai aiutato tantissimo. Sono stati anche annidifficili, di solitudine… però… che ti devo dire, sarà che dopo un terremoto le città rinascono più belle di prima… mi spiace che oggi finisca la nostra terapia.


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ERNESTO:Dispiasce pure a me. Quando uno te sfonna ‘a casa… poi s’affezziona! Ma orasono convinto che ce la poi fare da sòla…

ARIANNA:me la sento pure io…fammi andare, aspetto una persona a cena e ho tutto inforno!

ERNESTO:anfatti c’era ‘n profumo…e che ce sarei rimasto volentieri a cena… (occhiataccia diArianna)...ma visto che è finita a terapia…non è professionale! Buona fortuna, Arianna (esce)

1992 – Giardino

CLIENTE:Architetto! Finalmente l’acciuffo! Le ho dovuto fare le poste in giardino, seaspettavo di trovarla… a studio…! è che voi architetti siete proprio dei senzatetto! Ho fatto una battuta… architettonica!

ANDREA:Ha ragione, dovevo chiamarla, ma è che torno or ora dalla mia ultima seduta

dall’analista. Ho passato un periodo un po’…

CLIENTE:Come ultima? Vuol dire che è guarito?

ANDREA:Beh, vabbé, “guarito”… mica so’ malato…

CLIENTE:Ammazza se non è malato! Mi ha disegnato “il tavolo da pranzo a due gambe”,d’accordo che interpretava meglio la labilità della gastronomia moderna… ma con mio marito ce tocca a fare a turno: uno regge e l’altro inforchetta!

ANDREA:Le dicevo… è stato un particolare momento di instabilità nella mia vita…

CLIENTE:E il bidet con le rotelle?

ANDREA:Sono tendenze, sono periodi… il design va avanti…

CLIENTE:E allora la poltrona ergonomica a forma di suora svedese inginocchiata?

ANDREA:Oggettivamente… era brutta…

CLIENTE:Eh, ma tutte le mie amiche me la invidiavano! La sa una cosa, architetto? Io, graziea lei, mi sento una donna nuova, moderna, una donna… del mio tempo, si! Lei mi ha dato un nuovo senso estetico, grazie a lei io ho rimosso dalla mia vita ogni inutile ornamento, ho rimosso ogni inutile …orifizio!

ANDREA:(sgrana gli occhi) Che ha rimosso?

CLIENTE:…orfizio.

ANDREA:Orpello! Gli orpelli si rimuovono, gli orifizi…no! Senta, è arrivato il momento che iole dica una cosa…

CLIENTE:No! Sono io che devo dirle qualcosa. Solo ora trovo il coraggio…

ANDREA:non mi dica che … (ridacchiando) si è innamorata di me…

CLIENTE:(lo guarda dolcemente, senza parlare)

ANDREA:Ma che, davero davero?!


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CLIENTE:Devo sembrarle una sciocca…

ANDREA:No, che sciocca! Lei va molto oltre!

CLIENTE:(delusa) Una pazza?

ANDREA:Macché… ce l’ho qui… sulla lingua… mi aiuti…

CLIENTE:Meschina?

ANDREA:Una specie! Però più tipo… inutile…

CLIENTE:Miserabile…!

ANDREA:ecco! Miserabile! Aoh, quando non ti viene la parola…

CLIENTE:(scoppia a piangere, scappa a sin)

ANDREA:Mi scusi! Ma è la terapia! Lo dice il mio analista… la dovevo allontanare per creare…(cenno “te saluto”) vabbé. (guarda l’orologio) Ma è tardissimo! Devo andare! E’ quasi l’ora di cena!

(Escono di scena. La scena del salotto di casa si illumina, Arianna è seduta sul divano leggendo un libro. Scatta la sirena, abbaiano cani, lei sorride. Appare dalla porta Andrea col mazzo di rose in mano. Si lanciano l’uno verso l’altra e si abbracciano. Musica.)

FINE


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