Intrigo a Villa Sansevero

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Intrigo a Villa Sansevero

commedia in due atti

di

Domenico e Massimo Canzano

Posizione S.I.A.E. n° 152925

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Personaggi


Geraldina Beneduce

Attilio Sansevero

Gertrude

Giuseppe

Annuccia

Gennaro

CarloMancini

Duca  Antonio Boffa

Duchessa Boffa

Contessa Dusè

Monsieur Lefete

Dottor Ferrante


Marchesa Sansevero

Marchese Sansevero

serva

servo e marito di Gertrude

figlia di Gertrude e Giusep

giardiniere

maestro di musica

ospite dei Marchesi

moglie del Duca

ospite dei Marchesi

ospite dei Marchesi

medico di paese


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Primo Atto

E’ il pomeriggio del 25 Gennaio 1793, siamo nella villa dei Marchesi Sansevero, situata nelle campagne di un generico paese dell’entroterra della città di Napoli. E’ il pomeriggio che precede il giorno del compleanno della Marchesa Geraldina Benedice in Sansevero, che per l’occasione ha invitato alcuni amici di famiglia.

Guardando la scena questa sarà costituita da un salone, con al centro una comune, adornata da una tenda pomposa, che da accesso a destra al giardino e a sinistra al resto degli ambienti della villa, ancora a destra della scena un’altra uscita che da accesso alle cucine.

L’arredamento è composto a destra da un divanetto, a sinistra da un tavolo con sedie, sulla parete di destra in particolare è posto un quadro e poi vari suppellettili sparsi.

All’apertura del sipario, sulle note di una leggiadra composizione musicale suonata da un immaginario quartetto, i presenti, tranne i servi, sono intenti a danzare con maestria e manifesta allegria.

Dopo poco la musica si interrompe e comincia la nostra storia…….

NOTE: a quei tempi i nobili napoletani non parlavano un perfetto italiano, inserivano nei discorsi qua e la qualche frase e parola in francese, mentre si rivolgevano alla servitù spesso in dialetto

Scena 1°

Personaggi : Marchesa, Marchese, Duca, Duchessa, Contessa,Mancini,Giuseppe e Gertrude

Marchesa: (AL      MAESTRO) gradite ancora un cognac?

Mancini: no per carità, ancora uno e non potrò più farla volteggiare

Marchesa: si, ma adesso fermiamoci, ho i miei ospiti a cui dare soddisfazione(LASCIA IL MANCINI E RIVOLTO ALLA CONTESSA) contessa vedo che vi state divertendo

Contessa: (VEDOVA E ASSETATA DI UOMINI)certo, il Marchese vostro maritonon è solo aitante, ma è soprattutto un favoloso cavaliere

Marchese: mi lusinga, mia cara….non sono io e lei contessa che si muove come

una libellula

Contessa :     adulatore

Marchesa:      (RIVOLTA ALLA DUCHESSA) duchessa è di suo gradimento la serata?

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Duchessa: e come potrebbe essere altrimenti, le vostre feste sono semprememorabili, di quelle che se ne parla poi per giorni e giorni. E non oso nemmeno immaginare cosa avete mai organizzato domani per il vostro compleanno

(IL MARCHESE PRONTAMENTE INTERVIENE)

Marchese: rimarrà nella storia duchessa..nella storia….. il 26 Gennaio 1793 sarà

ricordata dai posteri come una data da non dimenticare

Marchesa: il marchese mio marito come suo solito esagera sempre,comunque…è un segreto mia cara….(POI VEDE IL DUCA UN PO ALTICCIO) ma a quanto pare anche vostro marito il duca è entusiasta della serata

Duca: marchesa di questi tempi, con l’aria che tira, non ci rimane altro cheriunirci noi nobili e stare tutti insieme

Marchesa: (SODDISFATTA) come dice bene….lo gradite un altro cognac?

Duca:    certo….non  sia  mai  detto  che  il  Duca  Antonio  Boffa  rifiuti  da  bere,

soprattutto se è la marchesa Geraldina Beneduce ad offrirglielo

(LA MARCHESA CHE FINO A QUEL MOMENTO ERA APPARSA UNA PERSONA SQUISITA SI RIVOLGE AI SERVITORI CON UN TONO DI SUPERIORITÀ EVIDENTE, QUASI CON DISPREZZO)

Marchesa: allora Giuseppe…quante volte ti ho detto che i bicchieri dei miei ospitinon devono restare mai vuoti, su fai presto vieni qui e versa da bere al Duca, forza muoviti

(GIUSEPPE PRIMA DA LONTANO GUARDA LA MOGLIE GERTRUDE, POI DOPO CHE LEI CON UN GESTO ELOQUIENTE GLI FA’ CAPIRE CHE DEVE ESEGUIRE GLI ORDINI SI AVVIA VERSO IL DUCA PER RIEMPIRGLI IL BICCHIERE)

Duca: bravo (PORGENDOGLI IL BICCHIERE) su…su abbonda e non tirisparmiare

Giuseppe: comm’ gradite voi illustrissimo…(DOPO AVER SERVITO SI RIVOLGEALLA MOGLIE E SENZA FARSI SENTIRE DAI PRESENTI) ma manc’ s’affog’ chist’ (nemmeno si affoga questo)

Gertrude: ma ch’ s’addà affugà, sta bevend’ da quant’è arrivat’ (ma che si deve affogare, quello sta bevendo da quando è arrivato)

Giuseppe: se n’è bevut’ talmet’ tant’, c’a cchestt’ora l’essa avuta ascì’ a dint’ e’rrecchie (se n’è bevuto talmente tanto, che a quest’ora gli sarebbe dovuto usciredalle orecchie)

(CON LE MANI MIMA UNO ZAMPILLO D’ ACQUA DALLE ORECCHIE)

Gertrude:       (QUASI  A  RICHIAMARLO)e  tu  rignangell’  tutt’  quant’….ma  ch’è  do

tuoie (e tu riempigli tutto il bicchiere, mica è tuo)

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Giuseppe: do miie?…si era do miie, aropp’ o’ sest’ bicchier’ cia schiattav’ ncap’sta butteglia (mio? Se fosse stata mio, dopo il sesto bicchiere ce l’avrei rotta in testala bottiglia)(SI SENTE CHIAMARE DAL DUCA)

Duca:    (CON TONO AUTOREVOLE E PERENTORIO)Giuseppe !!!!

Giuseppe:(SI VOLTA E CON FINTA CALMA RISPETTO A PRIMA) comandateillustrissimo

Duca: (MOSTANDOGLI IL BICCHIERE)        è vuoto

Giuseppe: (GUARDA LA MOGLIE, GUARDA LA BOTTIGLIA E PARTE COME SEVOLESSE ANDARE A ROMPERGLIELA IN TESTA) ci’ ‘o facc’ (ce lo faccio)

Gertrude: (GLI TOGLIE LA BOTTIGLIA DA MANO) addò vai (AL DUCA) signorDuca lassat’ ca’ vo’ serv’ io (lasciate che ve lo serva io)

Marchesa: ma cosa fai Gertrude questo è compito di Giuseppe, spetta a luiservire gli ospiti….lui sa cosa fare in questi casi

Gertrude: (GUARDA IL MARITO) appunt’…..ma mia signora nun dat’ arett’ è

meglio ca stavot’ o’ facc’io (non date retta che è meglio che questa volta lo faccia io)

Marchesa:(LA RIPRENDE) Gertrù (tralasciando il suo italiano) statt’ o’ post’ tuoie(INTIMA) Giusè fà chell’ che a fa’ !(Gertrude stai al posto tuo. Giuseppe fai quello

che devi fare)

(GIUSEPPE PRENDE LA BOTTIGLIA DALLE MANI DELLA MOGLIE DALLA PARTE DEL COLLO COME SE DOVESSE COLPIRE, POI GUARDA LA MOGLIE CHE CON SGUARDI ELOQUIENTI GLI FA’ CAPIRE DI NON FARE FESSERIE. COSI’ LUI CAMBIA LA PRESA E VERSA IN MODO GARBATO DA BERE AL DUCA)

Giuseppe: illustrissimo….stong’ cà tutt’ ‘e vot’ ca’ me chiammat’ (sono qui tutte le

volte che mi chiamate)

Marchesa:(RIVOLTA AI SUI OSPITI E RITORNANDO A PARLARE IN ITALIANO,CON QUALCHE ACCENNO ANCHE IN FRANCESE) Mon Dieu..non capisco…ma è da un pò che i domestici non li capisco più....e come se vivessero di vita propria…

Marchese: hai ragione mia cara…ma sta tranquilla so io come fare con questiinetti …la sferza ci vuole (serve il bastone)

Marchesa: proprio accussì ’anna capì c’anna stà o’ post’ lor’ (proprio così, devono capire che devono stare a loro posto)

Contessa: cara Marchesa, sarà l’aria che tira…da quando dalla Franciacontinuano ad arrivare notizie così tremende…di rivoluzione..di repubblica, anche qui tutti si vogliono sentire uguali..

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Marchesa: e già come se la casta si cancellasse cosi…di botto (GUARDANDO INMALOMODO I SERVITORI). Cu’ ‘na rivoluzion’ (con una rivoluzione)

Duchessa:     ma  quale  rivoluzione…e  che  stiamo  a  Parigi…questa  è  Napoli….

capitale      delle     Regno     delle     due     Sicilie….e      Ferdinando…il        nostro      beneamato

sovrano non permetterà mai che ciò accada

Duca: zac!(FACENDO IL GESTO DELLA GHIGLIOTTINA) sai quante testeriempiranno le ceste…giacobini e repubblicani …insieme..in egual numero..cosi saranno contenti....avranno l’uguaglianza (E SOGHIGNA SODDISFATTO PER LA BATTUTA)

(I DUE SERVI RIMASTI IN SCENA ASCOLTANO E SI SCAMBIANO SGUARDI DI INSIDDISFAZIONE, COMMENTANDO TRA LORO)

Gertrude: (AL MARITO) a primm’ adda esser’ a soia (la prima deve essere la sua)

Giuseppe: e l’ aggia piglià pur’ a cavec’ (e la devo prendere anche a calci) (FA ILGESTO CON IL PIEDE COME SE FACESSE ROTEARE UNA PALLA)

Mancini:(INSERENDOSI NELLA DISCUSSIONE TRA I NOBILI) mio caro Duca nedovranno procurare tante allora …dimenticate che c’è il popolo !

Duca:(CON ARIA DI DISPREZZO, MA IRONICO) il popolo…si....il popolo …..lascia

fare      a      quei       quattro        lazzaroni         ….     sono       buoni       solo      a      lamentarsi…

(SOTTOLINEANDO) come se lamentarsi poi fosse un loro diritto

Mancini:(SPECIFICANDO)ma è proprio per quello che si lamentano elamentandosi possono diventare pericolosi …(AMMONENDO) …riempire le piazze

Duca: ma che pericolosi …non vi preoccupate, sono solo degli scansafatiche …equesto sarà la loro condanna

Mancini: in che senso?

Duca: (SORSEGGIANDO IL COGNAC) nel senso che fare una rivoluzione èfaticoso ..e a questi …vagli a proporre di lavorare …e se ne torneranno tutti a casa loro e così le piazze resteranno (MOSTRANDO SODDISFATTO IL BICCHIERE VUOTO) …..vuote

Gertrude: (AL MARITO) appriparat’ ca mo t’ chaimm’ (preparati che ora ti chiama)

Giuseppe: (MOSTRANDO LA BOTTIGLIA) e’ vist’ ch’era megl’ si cia scassav’ ncap’(hai visto che era meglio se ce la rompevo in testa)

Mancini: (CONTINUANDO E ACCUSANDO IL COLPO MA SENZA DARLO AVEDERE) ma hanno fame …e non solo quella fisica ..hanno fame di libertà

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Marchese:(SI INSERISCE NELLA DISCUSSIONE) e non gli diamo già tantalibertà? (ELENCANDO) Sono liberi di camminare …di saltare …(A MO’ DÌ SFOTTO’) di respirare ….

Mancini: si! ma solo fino a quando il “RE” non gli metterà una tassa sopra …

Contessa:(COME SE FOSSE LA COSA PIU’ NORMALE DEL MONDO) e’ vero ..hosaputo che sua Maestà si vuole fare una nuova residenza estiva a Capri

(TUTTI A RIDERE)

Marchesa: caro maestro (RIVOLTA AL MANCINI) finiamola … e poi non so perchého l’ impressione che è come se abbracciaste la causa del popolo… voi non vi definite un illuminato? Dovreste essere superiore!

Mancini:      marchesa..il  punto  è  .…che  non  mi  sento  di  essere  superiore  ……

questo è il punto!

Marchesa: ma come, un artista come voi…(ADULANDOLO) Siete un modesto…mava…..ma va…finiamola qui…anche perché è giunta quasi l’ora dell’arrivo del mio gradito ospite

Contessa:(ENTUSIASMANDOSI)allora              è      vero….il       francese        sarà        qui      con

noi……quel vostro affascinante amico francese

Marchesa: si mia cara....Monsieur Lefete

Giuseppe     :  sol’iss’  c’  mancav’  stasera…..mo  stamm’  a  completo  (solo  lui  ci

mancava stasera…ora siamo al completo)

Gertrude: (PERENTORIA)         ma  sta vot’ nun faccio niente…..

Giuseppe: chissà qual’ ata strunzat’ a purtat’ (chissà quale altra stupidaggine ha portato)

Marchesa:(ENTUSIASTA PER L’ARRIVO DEL SUO OSPITE) chissà quante buonenuove avrà da raccontarci su Parigi e sicuramente poi…(SOTTOLINEANDO) avrà portato con se qualche nuova diavoleria....qualche nuova invenzione da mostrarci

Gertrude: (A DIMOSTRAZIONE DEL FATTO CHE AVEVA RAGIONE ERIVOLGENDOSI AL MARITO) e vist’…je me ne vac’…(hai visto..io me ne vado)

Giuseppe : addo vai…te piacess’ e me lascia miez’ e’ guai …ciuncat’ locc’ a fianc’a me…(dove vai..ti piacerebbe lasciarmi in mezzo ai guai….fermati affianco a me)

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Scena 2°

Personaggi : Marchesa, Marchese, Duca, Duchessa, Contessa, CarloMancini,Giuseppe, Gertrude, Annuccia e poi Monsieur Lefete

Annuccia: (ENTRA IN SCENA PROROMPENTEMENTE) signora marche’....signora

marche’ !

Marchesa:ne weh! Annù....(RIVOLTA ALLA GIOVINE IN MODO SGARBATO)... ma

ch’e’ passat’ e so mod’ chisticcà…..nu poc’ e maniera (ma cosa ti è successo e che

modi sono questi…un po’ di maniera)

Annuccia: signora marche’.....è arrivat’ chillu strano signor’…. c’aggia fa’ ‘o faccio

trasì (è arrivato quel strano signore..che devo fare..lo faccio entrare)

Marchesa: ma comm’ nun o’ fai trasì....muoviti fai presto, fallo accomodare..e

m’arraccumand’ ...trattamill’              buon’ (e mi raccomando..trattamelo bene) ....(AGLI

OSPITI) miei cari..è giunto...è giunto ed ora ci divertiremo (POI SI RIVOLGE HAI SERVITORI SEMPRE SENZA FARSI NOTARE DAGLI OSPITI)....Annuccia sta

caccian’ tropp’ a cap’ a dint’ o’ sac’ (Annuccia sta tirando troppo la testa fuori dalsacco)

Gertrude:       ma chell’ è guagliona…(ma quella è ancora una ragazza)

Giuseppe : non ‘o capisc’ l’ educazione (non capisce ancora l’educazione)

Marchesa: e vedit’ ‘e cia fa capì’ .....(MINACCIANDO) io ve ne caccio a tutt’ e tre..ci

simm’ spiegato (e vedete di farglielo capire..altrimenti vene caccio a tutti e tre..misono spiegata)

(ENTRA IN SCENA MONSIEUR LEFETE CHE PARLERÀ IN ITALIANO, MA CON UN EVIDENTE E INEVITABILE ACCENTO FRANCESE)

Marchesa: (IN MODO CORDIALE IN CONTRAPPOSIZIONE ALL’ATTEGGIAENTOIRRUENTE AVUTO POCHI ISTANTI PRIMA) bienvenue monsieur Lefete

Giuseppe: (LEFETE GLI PASSA DAVANTI E RIVOLTO ALLA MOGLIE) e se sent’ca fet’ (e si sente che puzza)

Nota: Fet’ in dialetto napoletano indica qualcuno/qualcosa che puzza, cheemana un lezzo

Marchesa: che piacere avervi di nuovi qui…..la mia casa si illumina con la vostra

presenza

Lefete: madam.... la mia venuta a Napoli è inutile se prima non passo qui da voi

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Marchesa:(RIVOLTA AI PRESENTI)vi presento monsieur Lefete ..un mio carissimoamico...conosciuto a Parigi qualche anno fà durante un mio soggiorno li con il marchese mio marito ( A LEFETE) venite vi presento ai miei ospiti

Lefete:(SEMPRE CON ACCENTO FRANCESE ED OGNI TANTO QUALCHEVOCABOLO) avec vrai plaisir……con vero piacere

Marchesa: ho il piacere di pesentarle il Duca Antonio Boffa e la Duchessa suamoglie

Lefete: enchautè madame…e voi Duca la vostra fama vi precede

Giuseppe:(SEMPRE ASCOLTANDO) o’ sann’ pur’ a’ Francia che è nu piezze embriacon’ (lo sanno pure in Francia che è un ubriacone)

Marchesa: il marchese mio marito ...lo ricorda?

Lefete     :  certainement…e  come  potrei  dimenticare  il  suo  consorte  .....sempre

ospitale

Marchese: il piacere di averla qui è solo nostro monsieur Lefete

Marchesa: la contessa Durè...mia carissima amica.....

Contessa:      (SI INTROMETTE PERCHE’ SEMPRE ALLA RICERCA DI UOMINI) si!

contessa....e vedova!

Lefete: un fiore bello come voi...lasciato appena sbocciato…solo in ungiardino...che disdetta!

Gertrude: nu fior’ appena sbocciato...chell’ puzz’ comm’ si foss’ perut’ (un fiore appena sbocciato…quella puzza come se fosse marcio)

Marchesa: ed infine il nostro maestro di musica e compositore Carlo Mancini

Lefete: compositore? ...allora ci delizierà con una sua opera stasera

Mancini: staserà proprio no ...non si può…il pianoforte è mal funzionante, lostiamo accordando

Lefete: peccatòòò….sarebbe stato un vero piacere…..Ah! A proposito di maestro e

i suoi splendidi e bellissimi figli?

Marchesa: grazie per i bellissimi, ma a dir il vero sono anche birbantissimi, cosìabbiamo pensato bene di spedirli da parenti….Ma…monsieur la vedo un pò cupo in volto...non è brillante come al solito

Lefete: marchesa ...brutte nuove da Parigi..il mio paese è caduto in disgrazia

Marchesa: cos’è successo....raccontate...su raccontate

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Lefete:qualche          giorno     fa....eprecisamente           il   21     gennaio....Luigi        XVI   è    stato

ghigliottinato

(TUTTE LE DONNE TRANNE LA SERVA GERTRUDE SI FANNO IL SEGNO DELLA CROCE VELOCEMENTE )

Tutte : Gesù ....Giuseppe... Sant ’Anna e Maria

Marchesa: (DISGUSTATA) tanto che hanno fatto                  ce l’hanno tagliata

Marchese: non gli bastava di averlo ingabbiato...l’hanno voluto eliminarefisicamente

Duca: è finita...la monarchia è finita........

arriveranno pure qui.......

solo gli Inglesi

ora potranno salvare noi ed il nostro re

Mancini:non  vi  preoccupate..il  re  si

salverà  di  certo....partirà

e  se  ne  andrà

….magari in Sicilia...come fa quando qui le cose si mettono male....

abbandonando

il popolo e la città

Marchese:Ferdinando  non  consentirà  mai

una  cosa  del  genere

....a  Napoli

nessuno è in grado di fare la rivoluzione...

e quei quattro intellettuali che

stanno  qui.....non  riusciranno  mai  ad  aizzare  il  popolo  contro

il  re  e  la

monarchia

Mancini: (UN PO’ INFASTIDITO, PER FAR SALIRE LA TENSIONE E SEMPRE

ALLA PRESENZA DELLA SERVITÙ) intanto

ho sentito fare strani discorsi in

alcuni salotti napoletani..... contro il re e la monarchia....

Marchese: so quatt’ gatt’ (sono quattro gatti)....

anarchici, giacobini e fanatici

Mancini: intanto non vorrei che sull’onda delle notizie che provengono dallaFrancia, qualche capa (testa) pazza pottesse fare una fesseria, contro qualche nobile e sapete che in giro di cape pazze ce n’è sono nu cuofan (parecchie) altro che quattro gatti

Duchessa:     (COPRENDOSI  LA  BOCCA  CON  LA  MANO)  Mon  Dieu  e  la  regina

.....pure a lei ?

Lefete:       no     lei     no…..è      ancora       imprigionata….ma          tira     una      brutta       aria      a

Parigi.......non si sa se si riuscirà a salvarsi

Marchesa: nun’ o’ farran’ mai .... a essa nun a tuccarrano..nun o’ farran’ stu

sacrileggio...e femmen’ nun se toccano (non lo faranno mai..a lei non latoccheranno..non lo faranno questo sacrilegio..le femmine non si toccano)

Marchese: e la nobiltà ...che fine ha fatto...non si sono opposti

Duca: non hanno potuto fare niente per evitarlo?

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Lefete: io non ero a Parigi in quei giorni, ero a Firenze, ma sembra che tuttisiano rimasti nelle loro case…...scomparsi....in giro non se ne vedono...anzi è

come se non fossero mai esistiti....

Contessa: Mon Dieu…ed ora cosa succederà                     qui a Napoli

Marchesa: niente che vuoi che succeda...Ferdinando ..non andrà via..rimarrà quia custodia del suo regno...verranno gli Inglesi e tutto rimarrà tale e quale

Marchese: hai ragione mia cara.....qui non accadrà mai..(BACIANDOLA SULLA

FRONTE) e poi ci sono io….ti proteggerò...lo sai ti amo e non permetterò a niente

e nessuno di farti del male

Marchesa:      è vero ca me vuò bene?

Marchese : certo amore mio

Gertrude: (AL MARITO) e ndiss’ c’hann ditt’....hann tagliat’ a’ cap’ o’ re di Francia

(hai sentito cosa hanno detto…hanno tagliato la testa al re di Francia)

Giuseppe: tropp’ tard’ però... primm’ ‘ra cap c’eran taglià ‘e man’ , accussì’ ‘afernev’ e spremmer’ o’ popol’ (troppo tardi però..prima ci dovevano tagliare le mani,

così la finiva di spremere il popolo)

Gertrude: na’ poc’..Giusè..na’ poc’ e pur’ ca s’accunciarran’ e’ cos’ (un altro po..Giuseppe…un altro po e poi anche qui si aggiusteranno le cose)

Giuseppe: a tutt’ quant’ c’anna taglià ‘a cap’…a tutt’ quant’.....accummincian’ da

marchesa (a tutti ci devono tagliare la testa.. a tutti quanti…incominciando dallamarchesa)

Marchesa: e voi quindi (RIVOLTO A LEFET) siete venuto via...perché le cose sisono messe male

Lefete:naturalmont...........

sono comunque partito lasciando tutto li

Marchesa:  allora  non  ci  ha  portato  nessuna  novità  stavolta

...nessuna  nuova

diavoleria eccentrica da mostrarci

.....(DISPIACIUTA) al dire il vero ne resto un po’

dispiaciuta

Lefete: ma no......

ma no....

come avrei mai potuto deludervi...

venire qui è non

portarvi niente di nuovo...

Marchesa: (ENTUSIASTA) davvero dite

Lefete:e  certo  che  ho  una  nuova  invenzione  da  mostrarvi...

e  questa  vi  farà

impazzire.. è una cosa fantastic.....

a Parigi ne sono entusiasti e ne vorrebbero

tutti una

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Marchesa:

avete

sentito   (RIVOLTA

AGLI

OSPITI)   l’ha   portata..l’ha

portata.....(RIVOLTO A LEFETE) e ditemi che cos’è

...su non fatemi rimanere sulle

spine

Lefete :

cos’è ...cos’è

non siate impaziente....

farò prima a mostrarla che a

spiegarla...

ora vado a prenderla (LEFETE

ESCE)

Marchesa:

su...su

andate

.....(RIVOLTA AGLI OSPITI) rimarrete sbalorditi...ogni

volta Lefete ci meraviglia.. vedrete rimarrete a bocca aperta

(TUTTI PARLOTTANO TRA LORO CHIEDENDOSI COSA MAI SARA’)

Scena 3°

Personaggi : Marchesa, Marchese, Duca, Duchessa, Contessa, CarloMancini,Giuseppe, Gertrude, poi Monsieur Lefete, poi Gennaro e poi Annuccia

Marchesa: (CHIAMA GIUSEPPE IN DISPARTE)           Giusè....vieni qua

Giuseppe : comandate signora marchesa

Marchesa: Giusè mettiti vicino la porta ed appena vedi spuntare monsieur Lefeteannuncialo

Giuseppe: comm’ vulit’ vuie (come volete voi) (SI AVVIA VERSO LA COMUNE)

Marchesa: in francese (ALZANDO LA VOCE PER FARSI SENTIRE E FAR BELLAFIGURA) ..mi raccomando

Giuseppe: (SI BLOCCA TORNA INDIETRO) in francese...e chi o’ sap’ (e chi lo conosce)


Marchesa:comm’ chi o’ sap’.....(LO SCUOTE SORRIDENDOGiuseppe..in francese ......devi dire Monsieur Lefete ......è qui!


IMBARAZZATA)


Giuseppe: l’inizio o’ saccio e o’ riest’ ca nun saccio addicere (l’inizio lo conosco e il resto che non so dire)

Marchesa: (SPINGENDOLO VERSO LA COMUNE) ....Et ici...(RIPETE) Et ici... così

si dice

(GIUSEPPE SI AVVIA VERSO LA COMUNE SEGUENDO LA MARCHESA E RIPETENDO TRA SE LA FRASE. GIUNTO ALLA SOGLIA SI FERMA POI LO VEDE SPUNTARE ED ESORDISCE CON L’ANNUNCIO)

Giuseppe : o’ vi loc’........................ (SI IMPETTISCE ED AD ALTA VOCE)......... Monsieur.. ........

Lefet.................. assaie (eccolo qua…Monsieur che puzza…assai)

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Marchesa: iiiiiiih! (CHE GLI STA ACCANTO GLI DA UN FORTE SPINTONEAPPENA GIUSEPPE FISISCE LA FRASE)

(ENTRA LEFETE IN POMPA MAGNA SEGUITO DAL GIARDINIRE GENNARO CHE PORTA CON SE IN BRACCIO UNA SPECIE DI BICICLETTA COSA CHE NATURALMENTE DESTERA STUPORE AI PRESENTI CHE NON IMMAGINANO COSA POSSA ESSERE) (sotto: foto di una riproduzione)

Lefete: madam e monsieur.....e con sommo piacere che vi mostro la nuovainvenzione del Conte Mede di Sivrac.......Les “Celerifero”

Tutti : oooohhhh!

Contessa : bella (GIRANDOGLI INTORNO ) che cos’è?

Duchessa: io la conosco ..(DESTANDO CURIOSITA’ NEI PRESENTI E FACENDO

GIRARE UNA RUOTA CON UNA MANO) l’ho vista in campagna...

(FIERA PER

QUELLO CHE DIRA’) serve per filare il cotone.......

sapete è di un aiuto !

Lefete:  ma  no  mia

cara!...non  vorrei  mai

contraddirla...  ma  questa  è  un

Celerifero......un mezzo di trasporto umano

Duca: (RIPRENDENDO LA MOGLIE) dovevi fare per forza la saputa....

mettiti li e

zitta...Prego monsieur

.......illuminateci!

Lefete: ecco, ora vi faccio vedere (SI METTE SU UN LATO SINISTRO DELSALONE, MONTA SUL CELERIFERO E DANDOSI UNA SPINTA CON LE GAMBE RAGGIUNGE L’ALTRO CAPO FERMANDOSI DI FRONTE AD UN QUADRO E RIMANE FERMO COME SE LO STESSE GUARDANDO, PERCHE LA BICI IN QUESTIONE NON HA IL MANUBRIO, NON E STATO ANCORA PENSATO. I PRESENTI APPALUDONO ALLA ESIBIZIONE )

Gertrude: (NOTA CHE LEFETE RIAMANE FERMO RIVOLTO AL MURO E CHIEDEAL MARITO) ma che de’ se ìncantat’ (ma cosa è successo, si è incantato)

Giuseppe : se ver’ ca le piacciarria assai chillu quadro (si vede che gli piace molto quel quadro)

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Gertrude:       e pecché?

Giuseppe: e che ne saccio io

Marchese:      (CURIOSA) ed ora cosa fate monsieur Lafete ...come tornate indietro

Lefete: (ESEGUE) semplice bisogna                 scendere....voltare ...puntare e..

Giuseppe : e fuoco.......comm’ a nu cannone allora

Lefete: …e il gioco è fatto

(LEFETE INVERTE LA DIREZIONE AL MEZZO E RIESEGUE IL TRAGITTO INVERSO)

Mancini: Monsieur..è una cosa sensazionale...però deve essere molto difficoltosocome attrezzo da trasporto ..credo che non riscontrerà molto gradimento

Lefete: ma no! cosa dice! E’ semplicissimo...ci vuole solo un po di pratica

..è  talmente  semplice  che  lo  possono  provare  tutti...anche  le  madame

se  lo

vogliono....(LE INDICA) allora vediamo chi di voi signore ci vuole provare...

venga

lei (ALLA CONTESSA)

Contessa: ma no! cosa dice! ..io una cosa cosi pericolosa….mai e poi mai

Lefete: ma è facilissimo.....madame...venga lei allora (ALLA DUCHESSA)

Duchessa: se era una filatrice ci avrei provata...ma un marchingegno delgenere...no! Mai e poi mai

Lefete: marchesa….lei proprio come padrona di casa non può esimersi nel fareuna prova......su! che è facilissimo

Marchesa: ( CI PENSA SU) va bene......(TUTTI LA GUARDANO) proprio perchésono la padrona di casa.......le darò soddisfazione......(CHIAMA GERTRUDE) Gertrù...vieni qua

Gertrude: comandate marchesa...

Marchesa: (CON DISINVOLTURA) Gertrude facci vedere come è facile usarlo

Gertrude: (PRESA IN CONTROPIEDE) C’aggia fà? (cosa devo fare?)

Marchesa: su! non fare storie...fai vedere ai miei ospiti che monsieur Lefete haragione....pure una donna può condurre facilmente il .il...(NON RICORDA IL NOME)

Lefete: (SUGERISCE) les celerifero

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Marchesa: appunto...Gertrude hai capito come si chiama?.......(SOTTOLINEA) il

Celerifero!

Gertrude: comm s’ chiamm...s’ chiamm (come si chiama..si chiama)...signoraMarchesa…non se ne parla proprio

Marchesa: Gertrude....non fare la difficile….su! Facci vedere

Gertrude: con rispetto parlando signora marchese...ma pecchè nun o’ facit’ vuie?(ma perché non lo fate voi?)

Marchesa: io....ma che dici ..io sono una signora....una donna

Gertrude: e pecchè ie nun song’ na donna comm’ e vuie!

Marchesa: si!...(ABBRACCIANDOLA FINTAMENTE PER DIRGLI UNA COSANELL’ORECCHIO SENZA FARSI SENTIRE DAGLI ALTRI) ...ma io so’ pure a padrona....(L’INVITA AD ESEGUIRE) su..su..non ci far rimanere sulle spine...facci vedere com’e facile

Gertrude: Giusè….(DESOLATA GUARDANDO IL MARITO)..e tu non dici niente?

Giuseppe : Gertrù’....vid’ e i’ addiritt’ (Gertrude…vedi di andare dritto)

Lefete: madame...venga si accomodi…deve solo sedersi

Gertrude: (COME SE FOSSE UN AUTOMA DROGATA ESEGUE LE SPIEGAZIONI)

accussiii....(così) (SIBILLANDO A VOCE BASSA)

Lefete: mettere le mani qui (INDICA LA PARTE ANTERIORE DEL MEZZO)

Gertrude: accussiii...(COME SOPRA)

Lefete: e con i piedi darsi una bella spinta (COSI DICENDO SENZA AVVERTIRESPINGE DA DIETRO GERTRUDE CHE PARTE VELOCE)

Gertrude: (GRIDA PER LO SPAVENTO)               accussiiiiiiiiiiiii.......( PROCEDE DRITTA

GRIDANDO, ATTRAVERSA LA SCENA E NE ESCE FUORI INFILANDO LA PORTA A DESTRA. SI SENTIRA’ UN FORTE RUMORE DI COSE ROTTE PERCHE’ EVIDENTEMENTE E’ CADUTA URTANDO E ROMPENDO QUALCOSA)

Gennaro : uhhhh! Mamm’ do’ Carmine (Madonna del Carmine)

Giuseppe : è mort’ Gertrude.....!

(COSI’ DICENDO I DUE SI DIRIGONO DA LEI CORRENDO, USCENDO DI SCENA. DOPO UN ATTIMO DI SILENZIO ESORDISCE LA CONTESSA)

Contessa: però (MERAVIGLIATA)... subito ci è riuscita!

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(RIENTRANO IN SCENA I TRE GIUSEPPE SORREGGE LA MOGLIE MENTRE GENNARO PORTA CON SE IL CELERIFERO CON UNA RUOTA SGANCIATA)

Giuseppe: (PREOCCUPATO) Gertrù...è parla…dic’ coc’ cos’ (parla..dici qualcosa)

(GERTRUDE IN EVIDENTE STATO DI SHOCK NON RISPONDE, MA IN COMPENSO SOBBALZA COME SE AVESSE IL SINGHIOZZO. ORA, DA UN LATO SI RITROVERANNO TUTTI I NOBILI INTORNO AL CELERIFERO, MENTRE DALL’ ALTRO LATO CI SARA’ GERTRUDE ACCUDITA PRIMA SOLO DA GIUSEPPE E POI ANCHE DA GENNARO)

Gennaro:     (MOSTRA LA RUOTA STACCATA) Marchesa...s’è rotta!

Marchese:(PRENDE LA RUOTA) Monsieur ne sono desolato....non so come possa

essere accaduto

Lefete: merde! .....si è rotto...

(DALL’ALTRO LATO, GENNARO CHE HA RAGGIUNTO GERTRUDE E GIUSEPPE) Gennaro : Gertrù….vuò nu bicchiere d’acqua

(GERTRUDE  NON RISPONDE MA EMETTE UN SINGHIOZZO)

Duca: forse si puo aggiustare (CERCANO DI MACCHINARE CON L’ ATTREZZO)

Lefete: (RIPETE )merde!....si é rotto ...

Giuseppe: (VEDE CHE LA MOGLIE CONTINUA) e fernisc’ e zumpà (e finiscila di saltare)

(GERTRUDE  NON RISPONDE MA EMETTE UN SINGHIOZZO)

Mancini:      credo sia da buttare

Lefete: (RIPETE )merde!.....si è rotto ...

Gennaro: ma te ‘nghiuttut’ a lengua...arap’ fa vedè (ma ti sei inghiottita la lingua…apri la bocca fammi vedere)

Lefete: è inutilizzabile

(GERTRUDE SINGHIOZZA)

Giuseppe: e ‘mpazzuta............. ! (è impazzita)

Marchesa: Gertrù........... (RIMPROVERANDOLA) che è cumbunat’............ ma nun si proprio

buon’ a fa nient’................ (cosa hai fatto, ma non sei propria buona a fare niente)

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Gertrude: (SALTELLANDO E SINGHIOZZANDO SUL POSTO NON RISPONDE MA

EMETTE SOLO UN SINGHIOZZO) sigh......sigh......sigh...

Marchesa: Annuccia....addo stai vieni subito qua

Annuccia: (ENTRANDO DALLA COMUNE) stog’ ca’...che bulit’ ..c’aggia fa (sono qui, che volete..cosa devo fare)

Marchesa: che a fà...guard’ a mammat’ (INDICANDOLA) puortatell’ a là, ch’ cacumbin’ solo guai (cosa devi fare…soccorri tua madre e portala di là, che qui

combina solo guai)

Annuccia: (VEDE LA MAMMA MALANDATA) mammà ...che stat’, che t’è succiess’(cosa è stato, cosa ti è successo) (NOTA LE CONDIZIONI DELLA MAMMA E RIVOLTA AL PADRE)...papà..ma ca passat’ (che ha passato)

Giuseppe: piccerè...nun o’ saccio..ma a me pare che s’è ‘nghiuttut’ nu siscariello (piccola mia, non lo so…ma a me mi sembra come se si fosse inghiottito un fischietto)

Annuccia: vien’ mammà....vien’ te port’ dint’ a cammera toia (vieni mamma....vieni

che ti porto in camera tua)

Marchesa: fai buon’..chiurel’ dint’ a’ cammera soia, ca me fa fa sol’ brutti figur’(fai bene..chiudila nella sua camera, che mi fa fare soltanto brutte figure)

(ANNUCCIA ACCOMPAGNA LA MAMMA FUORI, LA QUALE CONTINUA A SINGHIOZZARE, A TAL PUNTO CHE PRIMA DI USCIRE SULLA SOGLIA, EMETTE UN ULTIMO FORTE SINGHIOZZO CHE FA SOBBALZARE DALLO SPAVENTO TUTTI I PRESENTI)

Duchessa: (VISTA LA REAZIONE DI GERTRUDE) Mon Dieu Monsieur! ma havisto...non sarà mica colpa di questa cosa..(INDICANDO IL CELERIFERO) che non sia un aggeggio indemoniato

(A QUESTE PAROLE LE TRE NOBILDONNE SI GUARDANO, FANNO IL SEGNO DELLA CROCE E COMINCIANO ALL’UNISONO CON UNA LITANIA)

Tutte: Santa Maria.....caccia lo spirito da casa mia...Santa Beatrice mia.....prendi il diavolo e portalo via ...Santa Lucia mia.....fa che scompaia e cosi sia...!

Lefete: ma cosa dite..che macchina infernale...questa è un invenzione strepitosa,ed ora si è rotta!

(A QUESTO PUNTO TUTTI GLI UOMINI SI METTONO AL CENTRO DELLA SCENA INTORNO AL CELERIFERO NEL TENTATIVO DI AGGIUSTARLO)

Mancini:      mi faccia vedere ..se mi posso permettere.. vediamo cosa si può fare

Marchese: credo che questa vada qui

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Duca: si e qui bisogna stringere

Lefete : no! ...non tirate che si puo spezzare

Gennaro: ma ch’ stann’ facenn’ (ma che stanno facendo)

Giuseppe : (COMMENTENDO) è ghiut’ a’ cart’ e music’ man’ e cecat’..(è finita lacarta da musica in mano ai ciechi)

(RIESCONO A MONTARE LA RUOTA)

Lefete : e voilà....tornata come nuova...chi vuole provare?

(A QUESTA FRASE TUTTI QUELLI CHE ERANO IN CERCHIO INTORNO AL CELERIFERO PARTONO A RAGGIO IN DIREZIONE OPPOSTA, LASCIANDO MONSIEUR AL CENTRO DEL PALCO DA SOLO. GIUSEPPE E GENNARO ESCONO DI SCENA)

Marchese: (CAPISCE IL MOMENTO ED INTERVIENE) monsieur Lefete ...forse peroggi abbiamo avuto già troppe forti emozioni....lo faremo domani...c’è tempo ..

Marchesa:       (RIPRENDENDO     E    SOTTOLINEANDO)....e       poi….sicuramente          per

domani Gertrude si sarà ripresa......

Marchese: ora perché non andiamo fuori in giardino, nonostante stiamo inGennaio è una splendida serata e non fa nemmeno freddo, vi voglio mostrare la maestria del nostro giardiniere


Marchesa:si!......(LUSINGATA         DELLA  COSA)  un  bellissimo


giardino


che


mio


marito..il marchese ha fatto realizzare per me...è vero mio caro


Marchese:e certo mia cara...ma quel giardino diventa completo solo quando adarricchirlo ci sei tu nel mezzo…che come un fiore di rara bellezza lo rendi speciale

Marchesa: su andiamo ...è una bellissima giornata

Lefete: ecco perché amo tanto Napoli... a differenza di Parigi dove di questi tempifa un freddo insopportabile....qui anche in Gennaio si può godere di una temperatura meravigliosa

(COSI DICENDO SI AVVIANO TUTTI FUORI CON ARIA FESTAIOLA)

Scena 4°

Personaggi : Mancini, Giuseppe, Gertrude e poi Gennaro

(MANCINI RIENTRA  HA DIMENTICATO UN LIBRICINO)

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Mancini: dove l’avrò messo (CERCA IN GIRO QUALCOSA CHE NON TROVA)forse è finito sotto il divano (LO INTRAVEDE SOTTO AL DIVANO) eccolo qui....( SI

CHINA DIETRO IL DIVANO PER PRENDERLO SCOMPARENDO COSI INVOLONTARIAMENTE DALLA VISTA DI CHI DA LI A POCO ENTRERA‘ IN SCENA. SONO GERTRUDE E GIUSEPPE CHE COMINCERANNO A LAMENTARSI DELLA LORO PADRONA. MANCINI COSI RIMMARRA’ NASCOSTO LI DIETRO ED ASCOLTERA’ QUELLO CHE VERRA DETTO)

(ENTRANO IN SCENA E SI RENDONO CONTO CHE LA STANZA E VUOTA)

Giuseppe: (PRECEDENDO LA MOGLIE) trass’..non ce stann’..... sarran jut’ dint’

o’ ciardin (entra non ci sono, saranno andati nel giardino)

Gertrude:(INNERVOSITA PER QUANTO ACCADUTO PRECEDENTE) e là annarimanè ....seppellut’ (seppelliti) tutt’ quant’.......se l’hanna mangià e vierm (vermi)

Giuseppe: (PREMUROSO) comm’ te sient’ mo (come ti senti adesso)

Gertrude: e comm’ maggia sentì’...me fa mal’ a cap’ e teng’ stu denucchioabbuffat’ (mi fa male la testa e ho il ginocchio gonfio)

Giuseppe : ma mo te a calmà ...a si no te sagll’ tutt’ o’ sang’ ncap’ (calmati..se no ti sale il sangue in testa)

Gertrude: maddà sagli ancora?...je teng’ ‘na cimm’ e’ scirocc’..ca si a chellazoccola da marchesa a teness’ dint’ e man’ ..a mettess’ doie ret’ ngann’ (mi deveancora salire?…io ho un nervoso..che se avessi tra le mani quella zoccola della marchesa la soffocherei)

Giuseppe: (RIMPROVERANDOLA) tu ti e’ a calmà e capito?

Gertrude: Giusè...ma e’ vist’ che m’ha fatt’ fà primm’?.....(MASSAGGIANDOSI IL

GINOCCHIO) ma fatt’ ciaccà...( ma hai visto che botta che mi ha fatto prendere)

Giuseppe : (MERAVIGLIATO) ma po pecchè l’ha fatt’ fa a te..essa nun o’ sapev’ fa?

Gertrude:(COME SE FOSSE OFFESA)o’ sai ca ma ditt’ dint’ a rechhia (lo sai cosa mi ha detto nell’orecchio)... ma ditt’ ca’ essa era a padrona.....(GRIDANDO) a

padrona do ca…( VIENE FERMATA DA GIUSEPPE CHE GLI METTE UNA MANO AVANTI ALLA BOCCA)

Giuseppe : zitta...ti e’ a sta zitt’ e capit’ ..nun alluccà (non urlare) (GUARDANDOVERSO LA COMUNE E SCORGENDOLI) stann’ for’ o’ giardin’ ce’ ponn’ sentì’

Gertrude: e che me ne fott’ (importa) a me ...anna sapè tutt’ quant’..quant’è ‘nachiavica (devono sapere tutti quanto fa schifo)

Giuseppe : ma chi e nobbil’?.................. chill’ song’ e....... nata pasta.......... ma mo te a’ calmà .e

stamm’ a sentì’ a me................... (L’ABBRACCIA) Gertrù..... amma avè n’atu poc e’ pacienz’......... ...

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‘e cos’ stann’ cagnan’...e ndiss’ chell’ che è succies’ a Parigi.....ann’ tagliat’ a cap’

o’ re (ma chi i nobili? Quelli sono fatti di un’altra pasta. Ma ora ti devi calmare estammi a sentire. Gertrude dobbiamo avere un altro po di pazienza, hai sentito quello che è successo a Parigi, hanno tagliato la testa al re)

Gertrude: aggio ntiss’...(SCONSOLATA)              ma Giusè ca stamm’ a Napul’....e Parigi è

luntan (lontana)

Giuseppe: (RINCUORANDOLA)        pure ca succedarà......so sicuro....e quand’ verra

chillu juorn.(giorno).(CON SODDISFAZIONE).ce’ levamm’ tutt’ quant’ a ncopp’ o’ stommac’..(ce li togliamo dallo stomaco)

Gertrude: (SODDISFATTA)         e mannamm’ a ghigliottina

Giuseppe: ce ne tagliamm’ e cape....(SI FERMA POI RIPRENDE) loro perdarrann’

a cap’ e nuie guadagnamm’ o’ rispett’

Gertrude: (TOCCANDOSI LA TESTA DOLORANTE E CON ARIA CATTIVA ) si! maessa (la marchesa)adda esser’ a primm’..... e io sott’ a ghigliottin’ me vogl’ spurca

do sangue suoie...... .(RIFLETTENDOCI) ma quann’ po                       ...quan’ succeraria?(ma

quando succederà?)

Giuseppe :Gertrù..a gent’ parla...o popolo se sfastriat’(stufato)....

Gertrude: ma sol’ o’ popol’ che po fa...nuie simm ngnurant’ (ignoranti)


Giuseppe: stamm’ a senti’...(CERCAstrano...chill’ ca nun se capiscen’ ‘ntellettuale...loro....stann’ co popolo


DI   SPIEGARSI)...chill’   che   parlano quand’   parlano   .(SI   SPIEGA).e


Gertrude:       over’ dic’? (dici davvero?)

Giuseppe:e si loro stanno cu nuie(noi)....vo dicere ca putimm’ tenè                                 na guida....na

ment’ (una mente) ‘ca ce po dicere comm’ se fa na rivoluzione

(ENTRA GENNARO)

Gennaro: (SI INFORMA) addò stann’ tutt’ quant’?(dove stanno tutti)

Giuseppe: dint’ o’ giardin’

Gennaro: Gertrù         e tu comm’ t’ sient’? (come ti senti)

Gertrude: (PERENTORIA) na chiavica.!(una schifezza)


Giuseppe: Gennà...dincell’ pur’marches’....raccontancell’ chell’


tu a ca me


muglierm’......quand vai a Napul’…po cuntat’ a me...........o’ popol che dic’?


(Gennà racconta a mia moglie a Napoli cosa dice il popolo)

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Gennaro: che dic’?….ca’ nun cia fa chiù..... chest’ dice o’ popolo…..ca aspettn’

sol’ nu signal’..o’ mument buon p’ fa scuppià a rivoluzion’ (il popolo è stufo easpetta solo il momento per far scoppiare la rivoluzione)

Gertrude: si! ma sarrà com’ dicit’ vuie ..ma ie nun voglio chiu aspettà

Giuseppe: ma che stai dicenn’ ..nun te capisco

Gertrude: je nun voglio chiu aspettà....m’ sò sfastriat’ (stufata) a essere trattata

comm’ a na schiavuttella (schiava)..Giusè c’avimma mover’ (ci dobbiamo muovere)

Gennaro : ma mover’ a fa che...nun te capisc’ ...fanci capì’?(facci capire)

Gertrude:       pecchè  amma  aspettà  o’  revuot’......e  si  po  nun  succer’?  (perché

dobbiamo aspettare la rivoluzione, e se poi non succede?)

Gennaro:     succed’ ..(RIPETE) succed’

Gertrude: (INCALZA) e si po nun succed’.?...(SOTTOLINEA ) ca rimma tut’ costale e quale (qua rimane tutto uguale)

Giuseppe: e allor’?

Gertrude:allor’!Pè

primma

casa

c’avimm’

fotter’

e

denar’

de

marchesi..........

primm’ ca cocc’ d’ uno fa a stessa penzata nost’ e pò.....

(CON

CATTIVERIA)...

dopp’

se fa  chel’l c’amma fa (per prima cosa ci dobbiamo fottere i

soldi dei marchesi, prima che ci pensa qualcun altro..dopo vediamo)

Gennaro:e denar’? Gertrù...ma pecchè tu sai addò e’ ten’ annascus’?( sai dove li tiene nascosti?)

Gertrude:no..nun ho sacccio ancor’...ma a cas’ chest è ..e ca anna stà (no, ma qui devono stare)

Giuseppe:chest’è (COME SE FOSSE UNA COSA FACILE)...chell’ è gross’...e’ post’p’.annasconder’ e denar’ so assai....(la casa è grande..i nascondigli sono molti)

Gertrude: (SICURA DI SE) e nuie e controllamm’ tutt’ quant’ (li controlliamo tutti)

Gennaro : ma comm’ facimm’ e si po ce scopron’

Gertrude: weh..ma simm’ o nun simm’ a servitù...e nui putimm’ cammena pe’tutt’ a casa senza fall’ ‘nsospettì’...(siamo la servitù..possiamo camminare ovunque)

Giuseppe: allor’...io guardo dint’o studio do Marches’.......po’ esser’ ca st’anno là

Gennaro:     (ACCONSENTENDO)  va  bbuon’           ....  io  invece  guardo  dint’  ......(MA

VIENE INTERROTTO DA GERTRUDE CHE FINISCE LA FRASE AL POSTO SUO)

Gertrude: ....a cammera da marchesa

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Gennaro: (MERAVIGLIATO)a cammera daguarda..... tu si a cammerera...(SPECIFICA)


Marchesa?...ma           che       dic’...tu            ci         a

tu si femmen’ (ci devi guardare tu che


sei la sua cameriera)


Gertrude:       (ALLUSIVA) appunto ..e tu si homm(uomo).....te chiù facil’ (ti è facile)

Gennaro:(COME SE CADESSE DALLE NUVOLE) ma ch’ stai dicenn’?...e quant’ ceriesc’ a trasì’ dint’ a chella cammera (e come riesco a entrare in quella camera?)

Giuseppe: (CON UN SORRISO IRONICO) Gennà nun ce fa avutà o’ stommac’...mache te crir’ ca nun ce ne simm’ accort’ ca Marchesa sa mis’....(RIFERENDOSI A

GENNARO)...... o’ spassa tiemp’ vicin’ ( ma cosa credi, che non ci siamo accorti che

la marchesa si è messa vicino il passatempo?)

Gennaro:(PERPLESSO) e foss’io o spassa tiemp’?....oi Pè...ma ch’ te stai sunnann’ (stai sognando)


Giuseppe:(SEMRE             IRONICO)jamm’.....ca               te


da


pur


e


denare......pe


l’accuntentà.....(SOTTOLINEA) tien’ chistu fisic’......

Gertrude: (SOTTOLINEANDO)         tale e quale a chillu viecchio do marit’......

Gennaro :      ma si a marchessa a me manc’ me guard’


Gertrude:(ALLUSIVA CON UN GESTO DELLA MANOGennà...chell’ nun te vo guardà....te vo sentì!


E RIDENDO SGUAIATA)


Gennaro : ferniscel’ e rider’........ vuie ve statt allumman..(vi state sbagliando)


Giuseppe: (PRENDENDOLO IN GIRO) siiii......

ce stamm’ allumman!(COME SE

GLI CREDESSE)..sarria comm’ dic tu

.....(A MO DI COMANDO)......

pe’ trament’ sai

chell’ ca e a fa....!(per il momento fai quello che devi fare)

Gertrude:(RIFERENDOSI  A  LORO

TRE)  mo

tennimm  l’uocchie    e  recchie

apert’....

e appen scuprimm’ addo tenen’ e denar’

...ce futtimm’

Giuseppe  : va bbuò...

mo m’avvia....

(HA FRETTA) aggia priparà

coccos’  pe l’

invitat’ ....

è meglio ca me mov’ (vado a preparare qualcosa per gli invitati)

Gennaro: vac’ pur ‘io..teng’che fa

Giuseppe : e ghiamm’...

vien’ (SI ACCINGE AD USCIRE)

Gennaro: (LO SEGUE MA NELL’ USCIRE AGGIUNGE UN ULTIMA COSA SULLEALLUSIONI DI PRIMA) o’ spassa tiemp’....ma comm’ te venut’ cap’ na fesserie e chest’ (come hai potuto pensare una stupidaggine del genere)

Giuseppe:(INVITANDOLO      A   USCIRE)    Gennà..(RIPETE)...Gennà.....(COME             PER

DIRE: IO SO TUTTO)

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Scena 5°

Personaggi : (Mancini), Gertrude, poi Annuccia

(MENTRE MANCINI E’ ANCORA NASCOSTO ACCOVACCIATO DIETRO AL DIVANO, ENTRA IN SCENA ANNUCCIA)

Annuccia : (HA CON SE DELLE LENZUOLA PIEGATE IN MANO) mammà addòl’aggia stipà sti lenzol’ (dove devo mettere queste lenzuola)

Gertrude:(DISTRATTA PER LA DISCUSSIONE PRECEDENTE RISPONDE INAUTOMATICO) miettel’...dint’ o’ stipo (mettile nel comò)

Annuccia: o stip’ da signora?

Gertrude: (DISTRATTA) si..

Annuccia: o gruoss’? (quello grande?)

Gertrude:       (DISTRATTA) si..si chillu là

Annuccia : vabbuò...(VA PER ESGUIRE PASSANDO DAVANTI ALLA MAMMA)

Gertrude: (GUARDA LA FIGLIA COME SE LA VEDESSE PER LA PRIMA VOLTA)piccerè a Mammà...vien’ nu poc’ ca

(LA RAGAZZA ESEGUE TORNA INDIETRO E SI FERMA DAVANTI ALLA MADRE CHE LA GUARDA CON INSISTENZA COME SE STESSE PENSANDO A QUALCOSA, LA RAGAZZA SI IMBARAZZA)

Annuccia : mammà che re’ ..nun te sient’ ancor’ bon’...pecche me guard’accussì?

Gertrude:       Annuccia a mammà..ma o’ sai a te fatt’ na bella piccerell’?

(LA RAGAZZA NON CAPISCE ANCORA LE INTENZIONI DELLA MADRE)

Gertrude:(ACCAREZZANDOLE LA TESTA) te si fatta gross’.(sei cresciuta)).o’sai....grossa e bella assai

Annuccia: mammà..ma che de..me fai mpression’.....fammenn je (fammi andare

via)... teng’ che fa..a si no chi a sent’ a Marchesa

Gertrude:(AGGANCIANDOSI AL PROGGETTO PRECEDENTE)lass’ sta aMarchesa...nui mo amma pensà o marchese (non pensare alla marchesa, ora noi

dobbiamo pensare al marchese)

Annuccia : (NON CAPISCE) o marchess’..e pecchè aggia pensà o marchess?

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Gertrude: o’ marchese...si o’ marchese.....!

Annuccia : ma a chill’ ce pens’ papà

Gertrude: o’ saccio ca ce pens’ patet’.(tuo padre)..ma non ce po pensa comm’ o’può fa tu (ma non lo pensa come lo puoi pensare tu)

Annuccia : mammà..me fa specie (mi colpisce) chell’ ca me stai dicenn’..

Gertrude:Annuccia...tu             mo  me  sta  a  sentì’....o’  sai  che  e  a  fà...ti  a’  metterr'

attuorn’ o marches’.(ti devi mettere attorno al marchese)...(CERCA DI FARGLIELO CAPIRE MA SENZA DIRGLIELO) .....chill’ è viecchio...ma e femmen’ le piacciono ancora...sopratutto si so belle comm’ a te

Annuccia : c’aggia fà...? e pecchè l’ aggia fà?

Gertrude:(CON IMPOSIZIONE) li a fà ..pecchè to dic’io do fa.......tu le a fa alluma(illudere) nu poc’...e quant’ o’ viecchio è pront’...te fa dicer’ addò ten’ annascus’ e denar’ (quando il vecchio è pronto ti devi far dire dove nasconde i denari)

Annuccia : e denar’?

Gertrude: e denar’...a bisciuttaria (gioielli)...si....tutt’ cos’..e appena le saput’ vien’e’ corz’ e mo dice a me

Annuccia  : ma pecchè me l’essa dicer’ ......comm faccio? (ma perché dovrebbe

dirmelo..come faccio?)

Gertrude:Comm fai a mammà?...tu non e’ a fa nient’....(SCOPRENDOLA UN PO

DI PIU IL VESTITO CHE INDOSSA)...bast’ ca le girr’ attuorn’...chill’ po farrà ‘ cos’ iss (tu non devi fare niente, basta che gli giri un po intorno, quello poi fa tutto lui)

Annuccia : mammà ma nun se fa ...è peccatt.!

Gertrude:e peccat’.?..e nun è peccato ca iss ten’ e denar’ e chella fresegna(scrofa) da mugliera se l’ addà magnà (se li deve mangiare)

Annuccia : ma esse e a marchesa

Gertrude:        e nun importa…...

Annuccia : (RIFIUTANDOSI)        io nun o’ faccio..mammà...io nun ho voglio fà

Gertrude: tu o’ farrai...a si no io t’arap’ a cap’ e capit’.....mo vien’ cu me

(COSI DICENDO LA PORTA DI FORZA CON LEI VIA)

(MANCINI CHE HA ASCOLTATO TUTTO ESCE DA SUO NASCONDIGLIO E CON SGUARDO GUARDINGO E SODDISFATTO SI AVVIA IN GIARDINO)

Mancini:      e capit’....!!!!!!!!!!

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Scena 6°

Personaggi : Mancini, Marchesa, Gennaro, Gertrude e poi Giuseppe

Marchesa:(ENTRANDO INCONTRA IL MANCINI)maestro dove eravate...vi stannoaspettando

Mancini:(MOSTRANDO UNO SPARTITO)avevo smarrito questo spartito..eracaduto dietro il divano

Marchesa: vada faccia presto la sta aspettando la Contessa...vuol cantare un’ariae gradirebbe che cantasse con lei

Mancini:        e lei non viene?

Marchesa: subito vi raggiungo ...il tempo di chiamare Giuseppe

Mancini: allora vi precedo

(MANCINI ESCE E LA MARCHESA COMINCIA A CHIAMARE)

Marchesa:Giuseppe...Giuseppe....Giusè...ma addò staie....?

Giuseppe: (ESCE DI FRETTA ) marchesa...comandate...sto qua

Marchesa: (ARRABBIATA) mo fai ascì’ a dint’ a ll’anim’....quanta vot’ t’aggio ditt’

ca quand’ te chiamm’ subbit’ te a ciuncà annaz’ e pier’ miei (quante volte ti hodetto, che quando ti chiamo devi correre da me)

Giuseppe : (CERCA DI SCUSARSI)           ma marchesa ..nun v’aggio ntiss’ ...stev’ dint’

a cucina e o sapit’ .......chell’ sta a chill’atu lato (non vi ho sentito, la cucina sta

dall’altro lato)

(ENTRA IN SCENA GENNARO PORTANDO UNA PIANTA E DI LATO ALLA SCENA E NON VISTO)

Marchesa: (ACERBA) nun me ne fott’.......addo sta a cucin’ .......io ve chiamm’ e

muort’ e subit’ ata correr’ (non mi interessa, dovete correre quando vi chiamo)

Giuseppe : (REMISSIVO) comandate

Marchesa: (A MO DI RIMPROVERO) t’ev ditt’ e priparà coccos’ pe mangià e p’ber’...me stai facend’ seccà ncann all’ ospit’ miei (ti avevo detto di portare qualcosada bere)

Giuseppe : a servirvi........subbet’ ciò port’ (ESCE PER ESEGUIRE)

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(LA MARCHESA SI VOLTA E SCORGE GENNARO)

Marchesa:      ah, tu stai loc’.....! (ah, tu stai qua)

(GENNARO NON RISPONDE LA MARCHESA COSI DICENDO GLI PASSA DAVANTI COME SE VOLESSE ANDARE FUORI AL GIARDINO DAGLI OSPITI GENNARO RIPONE LA PIANTA A TERRA, E AFFERRÀ LA MARCHESA, CINGENDOLE LA VITA DALLE SPALLE, RIVOLGENDO ENTRAMBI IL VOLTO AL PUBBLICO)

Marchesa:(TENTA DI DIVINCOLARSI) ma ch’ faie......lassame si pazz’...... si cevede coccheduno (lasciami.. se ci vede qualcuno)

Gennaro : (CINGENDOLA) nisciun’ ce po vedè...stannè dintè o giardin’

Marchesa: (RITENTA MA IN FONDO SENZA CONVINZIONE) lassame ..e capit’ mea lassà ......e serv’ nun e pienz’ ( lasciami.. ai servi non li pensi)

Gennaro: lass’ perder’ e serv’.,.ca chill li la ...nu veden’ e nun sentn’nient’...(COME SE SAPESSE GIA LA RISPOSTA) so soprammobbil’ ..ovè?(LA STRINGE A SE) ( i servi non vedono e non sentono, sono soprammobili, e vero?)

Marchesa: (UN PO PIU REMISSIVA)  ma

accussì’

.... m’ fai male

Gennaro: (INSISTENTE E SPAVALDO)

ma

che dic’ ...mo t’ faccio male?......

ma

quand’  l’ata  (altra)  sera..  stevem’  sul’..........

e

o  vecchie

(RIFERENDOSI

AL

MARCHESE)) se  ne ghiut’ a Somma a controllà e poder’.....

tant’....nun te facev’

mal’ (quando il vecchio se n’è andato a controllà e poderi, non ti facevo male)

Marchesa:(CERCA NUOVAMENTE DI OPPORSI MA SEMPRE CON MENOFERVORE)e lassameeeeee

Gennaro     :  (INSISTENTE  CON  ARDORE)  vien’  a  ca  .....astrignm  e  damm’  nu

vas’(vieni qua, stringimi e dammi un bacio)

(LEI SI DIMENA MA LUI CONTINUA A STRINGERLA FORTE A SE FINO A QUANDO LEI SI GIRA E LO ABBRACCIA)

Marchesa:(CEDENDO ALLA PASSIONE) siiiiii! siiii!.... astregname fort’....nunpozz’ sta senz ‘e te......ormai le capit’......

Gennaro:(STRINGENDOLA) me fai ‘mpazzi’

(ENTRA IN SCENA GERTRUDE E NON VISTA SI FERMA SUBITO DOPO LA SOGLIA DELLA PORTA ZITTA A GUARDARE LA SCENA)

Marchesa: io................ io so na pazz’..(CONFERMA)e pazz’ vogl’ essere.................. ma mo no.... ....

mo... stammec’ accort’ ca nce ponn’ vedè (ma stiamoci attenti che non ci veda

nessuno)  (L’HO  ALLONTANA  MA  DOLCEMENTE,  MA  POI  SI  VOLTA  E  VEDE

GERTRUDE)

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Marchesa: (RIMANE INTERDETTA E SPERANDO CHE GERTRUDE NON AVESSEVISTO LA SCENA DELL’ABBRACCIO CERCA DI ANDARSENE)..Gennaro...(CON ARIA SUPERIORE) vado in giardino a vedere dove devi sistemare questa pianta (PASSANDO D’INNANZI A GERTRUDE)

Gertrude:(INTUENDO CHE PUO’ APPROFITTARE DELLA COSA PER SAPERE ILNASCODIGLIO DEI DENARI LA FERMA TENENDOLE UN BRACCIO) ma addò

iat’...e pecchè ve ne vulit’ j .... venit’ a ca......addo currit’....?(dove andate perché

ve ne volete andare)

Marchesa:(CON DISPREZZO) acal’ sti man’ (abbassa queste mani)....e che de sta

cunfrenzia...io song’ a marchesa.(SOTTOLINEA).....a padrona toia


Gertrude:(A      MO  DI  SCHERNO)..aaaaaaahhhhh!.....e


che


bella


padrona.......na


padrona ca se fott’ o ciardinier’ (si scopa il giardiniere)


Marchesa:(COMPRENDE CHE E’ STATA VISTA ABBRACCIATA MA CMQREAGGISCE COME SE NON FOSSE VERO SFERRANDOGLI UN FORTE SCHIAFFO IN PIENO VISO) ne zambracca (SERVA)..ma che stai dicenn’..io co ciardinier?......mo cio dic’ o’ marchese e t ne faccio caccià...(MINACCIANDOLA).ma

Gertù...te ne facci ire che carn’ lazzariate a bott’ e frustat’ (ma che stai dicendo, iocon il giardiniere? Ora ce lo dico al marchese e te ne faccio cacciare a botte e frustate)

Gertrude:(SPAVALDA)      ah!  Minacciam’  pur’...i  che  facc’  e  corn’  ca  tenit’.....(IN

MODO OFFENSIVO) a padrò.....ci vac’ io a do marchese .....e ce cont’ ie tutt’

cos’..accusi vedim chi se ne va a dint’ a sta cas (vado io dal marchese e ci raccontotutto, così vediamo chi se ne và da questa casa)

Marchesa: (AGGRESSIVA)ma che cunt’...che tien’ a cuntà (ma cosa hai da raccontare)

Gertrude:(TOCCANDOSI GLI OCCHI) chell’ ca chist’ uocchie hann’ vist’ (quello che questi occhi hanno visto)

Marchesa: e ch’hann’ vist’?

Gertrude:(ENTRA IN CONTEMPORANEA ANCHE GIUSEPPE PORTANTO UNVASSOIO CON L’ABBEVERAGGIO E SENTE QUELLO CHE LA MOGLIE HA APPENA DETTO) ca stiv abbracciat’ a Gennar’

Giuseppe : (SODDISFATTO DELLA NOTIZIA) Gertrù...le ngucciat’ ?(l’hai scoperta in flagrante?)

Gertrude:(MUOVENDO LE BRACCIA A MO DI DIMOSTRAZIONE) e cert’...e a vedècomm’ so maniav’ ( e dovevi vedere come lo accarezzava)

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Marchesa:(RIDE SGUAITA COME SE FOSSE TUTTO RISOLTO) a chest l’ cunt...eva ...va .....famm’ vede comm’ fernesc’ sta storia.. (LA INVITA AD ESEGUIRE)

va....so curiosa (va, fammi vedere cosa racconti)

Gertrude : (NON CAPISCE LA REAZIONE ) che..... nun ve mettit’ paura?

Marchesa:e pecchè..e che cosa.?.(A GERTRUDE)tu t’ si mpressiunat’...(INCALZA)e pigliat’ chella botta primm’..che t’ si già scurdata? (ti sei impressionata, hai

preso quella botta prima, te ne sei già dimenticata?)…e po…

Gertrude :…e po’?

Marchesa:…e  po’..(SICURA

DI  SE  RIVOLGENDOSI  A  GENNARO)....

Gennaro

negarrà

tutt.’    cos’....è

over’?...........

hahahahhaahah(RIDE

DI

GUSTO

GUARDANDO   GENNARO   E   ASPETTANDOSI   LA   CONFERMA   PAUSA

IMBARAZZANTE  GENNARO  GUARDA  MA  NON  RISPONDE)

.....ma  ch’  fai  nun

rispunn’...

nun t’ discolp’.......

(DIVENTANDO ACIDA)...nun o sput’ nfaccia a sta

zantraglia

(ma che fai non parli, non la sputi in faccia a questa stronza)

(GENNARO LA GUARDA ANCORA IN SILENZIO)

Gertrude:ma c’adda sputà.....

Gennaro è sazio.....(SPECIFICA)...

è sazio abbastanz’

eì carn’.....

mo ten’ famm’ e coccatta cos’.(a fame di un’altra cosa)

..... ten’ famm’ e

denar’ …(SOTTOLINEA) e denar’ vuost’

(MARCHESA GUARDA ALLIBBITA GENNARO E SI RENDE CONTO CHE E’ STATA TRADITA DAL SUO AMANTE )

Giuseppe:(IRONICO)...pirciò...(CON UN INCHINO)signora Marchesa,(ORA SERIO

E MINACCIOSO)..vedit’ vuie comm’ ata fa...ma primm’ ca scoppia a rivoluzion’.....ata fa mangià pure a noi

Marchesa: (REMISSIVA) che vulit’?

Gertrude:(CON ESTREMA FRANCHEZZA) ciavit’ addicer’ addò tenit’annascunnut’ e denar’ e a bisciuttaria ca va regalat’ chillu chin’ e corn’ do Marhese pe ogni figl’ ca l’at dat....semp’ si so figl’ a iss’..nun è over’ (ci dovete

dire dove nascondete i denari e i gioielli che il marchese vi ha regalato per ogni figlio che gli avete dato, sempre se i figli sono i suoi, non e vero?)

Marchesa: (LI GUARDA CON ODIO, SOPRATTUTTO A GENNARO, PENSANDOCHE LUI L’ABBIA FATTO APPOSTA ATTIRANDOLA IN UN TRANELLO) pirciò primm’ m’e’ abbracciat’...! (per questo prima mi hai abbracciata)

(SI SENTONO DEGLI APPLAUSI E  DELLE VOCI DAL GIARDINO)

Lefete:(DA FUORI) contessa siete un usignolo

Contessa:(DA FUORI) merito del maestro

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Marchesa:(TERRORIZZATA

RIESCE SOLO A DIRE A GENNARO)......

si nu

spuorc’....nu  pover’omm..(ESCE  PER

ANDARE

INCONTRO  ALLE

PERSONE

CHE DI LI A POCO ENTRERANNO)

Gertrude: Giusè...

stamm’ a cavall’.....

si nun e truvamm’ primm’ nuie .... cio

diciarrà esse addò stann’ annascus’

e danar’

(GENNARO CONTINUA A NON

PARLARE, PERCHÉ SOTTO SOTTO È INNAMORATO DELLA MARCHESA)

Giuseppe:(ALLA  MOGLIE)  Gertrù..ma  tu  o

vir’  a

chist’

.....(A

GENNARO

SCUOTENDOLO

PER

UN

BRACCIO)...ma  che  fai....

over’

nun

parl’...(RIDE

SCHERNENDOLO) t’e nnammurat’ da marchesa?

.....ahahahhah

Gertrude: miezu scè’......

ne so passat’ ciardinier dint’ a sta cas’ (mezzo scemo, ne

sono passati d igiardinieri in questa casa) (RIDENDO CON IL MARITO EFACENDOGLI INTENDERE CHE NON E’ IL PRIMO NE L’ULTIMO)

Marchese:(DA FUORI) Geraldina dov’eri....ti sei persa un vero spettacolo

Marchesa:      (DA FUORI)  ero di la ......organizzavo la servitù

Giuseppe:(ALLA MOGLIE) mo vatten’...rest’io ca...ne parlamm’ aropp’ (adessovattene resto io qua, ne parliamo dopo) (GERTRUDE ESCE)

Gennaro: (STORDITO E COME SE SI VOLESSE TIRARE INDIETRO) Giusè...mache stamm’ facenn’?

Giuseppe : va ..va pure tu...mo nu è o’ mument....va ..(E MENTRE GENNARO

STA PER ANDARE VIA LO FERMA CHIAMANDOLO E FACENDOLO FERMARE SULLA SOGLIA DELLA PORTA) Gennà.....(MINACCIANDOLO) ...je t’arap’ a cap’...!

Scena 7°

Personaggi : Giuseppe, Marchesa, Marchese, Duca, Duchessa, Contessa, Lefete,Mancini, poi Gertrude

(RIENTRANO TUTTI)

Marchesa: (INCALZA SUBITO GIUSEPPE PER PRENDERLO DI CONTROPIEDE)Giusè..tu stai ca’?....noi t’ stevam’ aspettann’ dint’ o’ giardin’..e fatt’ fa

tard’.(RIMPROVERANDOLO) te l’avev’ ditt’ pur..(RIPETE) Giusè dint’ o’ giardin’...(SOTTOLINEA CON FERMEZZA) dint’ o’ giardin’……tu chissà addò a

tien’ a cap’.......

Marchese:su          mia      cara...non         prendertela....Giuseppe              pure       è     stanco...sta

lavorando da strammattina

Marchesa: jamm fa ambress’...(FA SEGNO CON LA MANO COME PER DIRESERVI) quantu timp’ ce miett’ (fai presto, quanto tempo ci metti)

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Giuseppe: (GURADANDOLA IN MALO MODO) signora marchesa....(INTENDENDO

:NON CI METTO NIENTE A SPIFFERARE TUTTO AL MARCHESE)                  je nce mett’

n’attim’ !( A MO DI MINACCIA COME PER DIRE: ORA GLIELO DICO).....accummenc’ do marches’ ?(SI AVVIA VERSO IL MARCHESE )

Marchesa : (VEDE CHE GIUSEPPE SI DIRIGGE VERSO IL MARITO COMPRENDECHE FORSE E’ MEGLIO NON TIRARE LA CORDA ) .....addo vai....(COME PER

DIRE:NON FARE FESSERIE)  il marchese deve essere l’ultimo....prima gli ospiti

Giuseppe:(CAPIDSCE CHE HA VINTO IL RAUND ED ESEGUE CON ARIASODDISFATTA) comm’ vulit’ vuie....(SOTTOLINEA) signora...o marchese sarà l’ultim’...

(COSI’ DICENDO SERVE DA BERE AGLI OSPITI CHE GRADISCONO, MENTRE LA MARCHESA AMMUTOLISCE FACENDOSI D’IMPROVVISO CUPA IN VISO)

Duca:    allora monsieur ...si tratterrà molto a Napoli

Lefete : non lo so..ma non credo di partire molto presto...sino a quando le cose aParigi non prenderanno la giusta piega ..mi sa che resterò qui in questa bellissima città

Marchese: allora perché non comincia da qui...resti con noi almeno stanotte ..lacasa è grande

Lefete: non voglio disturbare ..

Marchese: ma quale disturbo...(ALLA MOGLIE)....e vero?

Marchesa:      (CUPA IN VOLTO)  si ..comm’ vuò tu

Marchese:(NOTA CHE LA MOGLIE LO RISPONDE UN PO PENSERIOSA MACONTINUA A PARLARE) ne sarei onorato

Duca: certo rimanga…..i marchesi sono così ospitali

Contessa:(ALLUMMATA COME AL SOLITO) su...su..che se non rimane ..miprendo collera (mi dispiaccio)

Duchessa: ( A MO DI SFOTTO VERSO LA CONTESSA PERCHE’ A CAPITO CHE ILFRANCESE GLI PIACE) su e che fa...la vuole far pigliare collera alla contessa?

Lefete:non sia mai detto ...se poi (RIVOLTA ALLA CONTESSA) me lo chiedecosi...non posso proprio resistere......e va bene stasera ..ma solo stasera sarò dei vostri

Duca:(AL MANCINI) e quello una notte basta (ALLUDENDO ALLA POSSIBILITA’CHE IL FRANCESE POSSA ACCOPPIARSI CON LA SCAZA)( I DUE RIDONO)

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Marchese : va bene cosi...ora si è fatto tardi...vi faccio accompagnare nelle vostrecamere (A GIUSEPPE) Giuseppe accompagna i signori

Giuseppe : certamente ..signor marchese

Marchese :      Gertrude....Gertrude!......(CHIAMA LA SERVA)

Gertrude:       (ENTRA )  comandate

Marchese : le signore...(INDICANDOLE ) le devi accompagnare nelle loro camere

Gertrude: comm’ vulit’ vuie!

(ESCONO TUTTI AUGURANDOSI LA BUONANOTTE, RIMANGONO N SCENA SOLO IL MARCHESE E LA MARCHESA)

Scena 8°

Personaggi : Marchesa, Marchese

Marchese:(IN MODO AFFETTUOSO) neh Geraldì’... ma ch’ re..che ti succede?

Marchesa:(CAPISCE CHE IL MARITO LA VEDE STRANA) nient’ che mi devesuccedere

Marchese:(PREMUROSO) hai visto li ho subito liquidati tutti... prima mi sonoaccorto da come mi hai risposto che c’è qualcosa che non va......ma nun te sient’ bon’ ( ma non ti senti bene)

Marchesa: (SEMPRE PREOCCUPATA E CUPA)              nient.... t’ dic’ ca nun teng’ nient’

can nun va

Marchese :        ma io te vec’ stran’

(COME SE IN UN LAMPO GLI FOSSE VENUTO IN MENTE IL MODO PER RISOLVERE LA SITUAZIONE CERCA DI PORTARE IL MARITO DALLA SUA PARTE E SPINGERLO AD ESSERE SUO COMPLICE)

Marchesa : (ABBASSANDO GLI OCCHI E TEMPOREGGIANDO) nun saccio si topozz’ dicer’ (non so se te lo posso dire)

Marchese: (RINCUORANDOLA) ma io song’ tuo marito…cu me te può confidà

Marchesa:(LO ABBRACCIA MA SOLO PER I SUOI SCOPI ) ammor’ mio...so inapprenzion’ assai (sono in apprensione)

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Marchese: (LUI CHE NE E’ VERAMENTE INNAMORATO) piccerè..dimm’ che re cate preoccup’ dimmell’..ca io te risolv’ tutt’ cos’ (io ti risolvo tutto)

Marchesa:(CERCA DI INCUTERGLI CURIOSITA’) to pozz’ dicer’? (te lo posso dire)

Marchese :        tu me le adicer.’..!(me lo devi dire)

Marchesa: va buò...to dic’.......

(SI PREPARA) primm’ so trasut’ dint’ o’ salon’…. ce

stevan’ e serv’ nuost’... (prima sono entrata nel salone e c’erano i nostri servi)

Marchese :  e allora?

Marchesa : steven’ parlann’ ..

e non m’ann’ vist’ e trasi’.....(stavano parlando e non

mi hanno visto entrare)

Marchese :      (CURIOSO) e allora?

Marchesa :parlavan’ e noi e io pe senti’ meglio me so annascusa aret’ a statenda..(mi sono nascosta dietro la tenda)..(MOSTRA LA TENDA DELLA COMUNE)

Marchese :      (INCALZA) e allora?

Marchesa:      (DA   GRANDE   MENZONIERA    CHIAMANDOLO  PER     NOME    ED    IN

MODO PERENTORIO)  Attilio

.....ce vonn’ accidere.! (ci vogliono uccidere)

Marchese :  (SBALORDITO DALLA NOTIZIA) che vonn’fa?.....

ce vonn’ accidere!

Marchesa: (DA GRANDE ATTRICE PER RAFFORZARE QUELLO CHE HA DETTO

COME  SE  AVESSE  PAURA  INCALZA)...ca  scusa  da

rivoluzione....ce  vonn’

accider’...pe se fotter’  tutt’ e sord’ nuost’

...e dopp’ daranno la colpa ai Giacobbini

Marchese:  (INCREDULO)  ma  tu  sei

sicura....non  ci

posso  credere..c’hanno

sempre servito con dovizia......

(RIPETE)...

ma tu sei sicura

Marchesa: l’aggio ntiss’ cu sti recchie (l’ho sentito con le mie orecchie)

(RIMANE IN SILENZIO PERPLESSO, NON SA SE CREDERE O MENO ALLA MOGLIE. LEI GLI GETTA LE BRACCIA AL COLLO)

Marchesa: nun me crir’? (non mi credi)

Marchese  :(PERPLESSO  MA  INNAMORATO)  certo  ca  te  credo...mo

chiamm’

subbit’ a Giuseppe e gli chiedo spiegazione.....(CHIAMA) Giuseppe!

Marchesa:(LO FERMA) zitt’ che fai...nun chiammà  a nisciun’.. si pazz’...

ce vuò fa

accidere e subbit’...nun e pienz’ e figli nostri

Marchese : (DA PADRONE) m’adda rà soddisfazione (mi deve dare soddisfazione)

Marchesa: (CERCA DI SPIEGARGLI) e secondo te chill’ te dice che è over’

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Marchese: è giusto...(PENSA)....allora mo vac’ a gendarmeria e li denuncio


Marchesa:accussì’....           senza  una  prova..te


vuò


fa


cuffià


aret’...vuò  diventà  o’


zimebell’ e tutta a nobiltà napulitana (ti vuoi rendere ridicolo agli occhi dellanobiltà napoletana)

Marchese : (QUASI INNERVOSITO PERCHE NON SA COME RISOLVERE) e allorac’avimma fa (che dobbiamo fare)

Marchesa:(LO       GUARDA   NEGLI    OCCHI    E    FULMINEA)    c’amma      fa?....l’amma

accidere..!(dobbiamo ucciderli)

Marchese :      (COME SE NON AVESSE CAPITO) a chi?

Marchesa:      a tutt’ quant’!

Marchese : (SBALORDITO) ma tu fuss’pazza?

Marchesa:e l’unica soluzione...(RAFFORZA QUELLO CHE HA DETTO) soanimal...l’avimma accidere

Marchese :      a tutte e due?

Marchesa:       (RIPETE COME PER DIRE : COSI DEVE ESSERE) a tutt’ quant’!

Marchese :      pur’ a Gennaro

Marchesa: (IMPONENDO DEFINITIVAMENTE IL DAFARSI) t’ aggio ditt... atutt’ quant’!

Marchese : (SUPPONENDO CHE LA MOGLIE VOLESSE ALLORA UCCIDERETUTTI) ma pure a Annuccia?

Marchesa:         (DECISA E CON PUGNO FERMO) pure a essa!

Marchese : (AVENDO UN ATTIMO DI COMPASSIONE PER LA RAGAZZA) machella è ancora na creatura.......e a figl’

Marchesa:       (CON DISPREZZO ASSOLUTO)         si!....ma è figl’ e zoccola

(cala il sipario)

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Secondo Atto

E’ il mattino dopo, stesso ambiente.

Scena 1°

Personaggi : Giuseppe e Gertrude e poi Mancini

Gertrude:(INTENTA A CONTROLARE DEI PIATTI) guard’ ca so tutt’ nzevat’…chin’e cipria..nient’ nun se lev’ …nient’ …...aggio voglia e sciorinà (sono tutti sporchi di

cipria, non si riescono a pulire)

Giuseppe : (ENTRA) addò stà a scop’ ca pezz’ (dov’è la scopa)

Gertrude: aret’ a port’ (dietro la porta)

Giuseppe: aggia fa na lavata pe terra primm’ ca se scetan’ (svegliano) nun ce staancora nisciun’?

Gertrude:no stann’ ancora durmenn’…(PUNTUALIZZANDO) so nobbil’..se scetanochiù tard’

Giuseppe: Annuccia addò stà?

Gertrude:sta allà lucidando l’argenteria po pranz’ do compleanno da (ESEGUEUN INCHINO SARCASTICO) marchesa…..(LAMENTANDOSI)essa festeggia e io lavo i piatti

Giuseppe: nun te piglià collera…natu poc’ l’e a supportà…mo ca trovammo edenare …te faccio fa a nobbile pur a te

Gertrude: ma a chi? Io e’ schif’ e nobbil…so fetient’ e superbius’…trattan’ e serv’comm’ si fosser’ animal’ (io li schifo i nobili, trattano i servi come animali)

Giuseppe: hai ragion’…l’ausan’ comm’ pezz’ pe pied’…Gertrù…n’aggio scaurat’chiavec’…ma e nobbil’ aescen’ ch’ pied’ a for’ da caurar’ (hai ragione, li usano come pezza per i piedi)

Gertrude: però.!

Giuseppe: però?

Gertrude: però…voglio fa a signora…(SOTTOLINEA) si…voglio fa a signora.

(DIMENTICANDO CHE SONO SERVI ANCHE LORO COMINCIANO A PENSARE COME I NOBILI)

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Giuseppe: (ORGOGLIOSO) Gertrù…t’accatt’ na bella carrozza ..e te faccio viver’dint’ a nu bellu palazzo

Gertrude: (SOGNANDO AD OCCHI APERTI) cient’ stanz’ adda tenè…..una pe ogni

stagione

Giuseppe: e io .m’aggia accattà (comprare) nu bellu campaniello

Gertrude: e che ne a fa? (e che ne devi fare)

Giuseppe:(AUSTERO) aggia chiammà e serv’…anna correr’ e’ subbito…addòstann’….stann’…(SPECIFICA) anna scattà pur’ si stann’ pisciann’ (devo chiamare

i servi e devono correre)

Gertrude:       sett’    damme      e   cumpagnia  aggia          tenè…..una  pe’         ogni    ghiurn’  da

semman…e quand’ me so sfastriat’ (scocciata) de sentì…..(COME SE FOSSE LA

COSA PIU NORMANLE DEL MONDO)  ne caccio (le mando via)

Giuseppe:(AMMONENDO LA MOGLIE ALLUDENDO AGLI EVENTUALIAMANTI)però senza giardinier’

Gertrude: (CON SODISFAZIONE)m’abbast’ tu e me soverchi (mi basti e avanzi tu)

Giuseppe: (CON ORGOGLIO ABBRACCIANDOLA) t’assoverchio’..e ovè? (ti basto e vero?)

Gertrude: (PROMETTENDO) t’ ‘o giur’…quand’ tenimm’ assai denar’..a matin’appena scetat’ s’arraggio semp’ na Pasqua (quando mi sveglierò sarò sempre felice)

Giuseppe: Gertrù…(AMMONENDOLA) arricuordate però…e danar’ nun fann’campà felic’!

Gertrude: Giusè…nun fann’ campa felic’…o saccio..però te fann’ fa coc’ resat’ echiù (però ti fanno ridere di più)

(RIDONO ALL’UNISONO ACCORGENDOSI SUBITO DOPO DELLA PRESENZA DI MANCINI CHE E’ APPENA ENTRATO IN SCENA)

Giuseppe: (RIDENDO) buon giorn’ maestro….ma sit’ carut’ a capp’ o liett’(siete

caduto dal letto)

Gertrude:(SEMPRE SORRIDENDO) Giusè..’o maestr’ nun è nobbil..se sceta chiùambress’ (il maestro non è nobile, si sveglia prima)

Giuseppe: (ANCORA CON IL SORRISO SULLE LABBRA) accomodatevi…vulit’ facolazion’…ce stann’ e pastarell’ appena sfornate…ve port subbet’ (ve le porto

subito)

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Mancini: (CHE INVECE SI E’ SVEGLIATO PRESTO PROPRIO PER PARLARE CONLORO DI QUELLO CHE HA ASCOLTATO IL GIORNO PRIMA, SENZA MEZZI TERMINI ESORDISCE)….e così volete fottere i denari e i gioielli alla marchesa?

(I DUE SMETTONO DI SORRIDERE, SI GUARDANO SBIGOTTITTI ALL’UNISONO PERCHE NON CAPISCONO COME EGLI POSSA SAPERE DELLE LORO INTENZIONI)

Giuseppe: (ESORDISCE IN MODO PALESEMENTE IMBARAZZATO) maestro mache dicit’…vossignoria si sta sbagliann’ (sbagliando)

Gertrude: (SI INTROMETTE) nuie nun e’ facimm sti cos’..e vulimm’ ben’ e padron’nuost’ (li vogliamo bene i padroni nostri)

Mancini      : (SICURO DI SE) no! che non mi sbaglio…e lo sapete bene…..e so pure

che volete ricattarla

I due : (INSIEME) ….nuie?

Mancini:si!…volete dire al signor marchese che Gennaro è l’amante dellamarchesa… e non solo….(RIVOLGENDOSI A GERTRUDE) tu….vuoi buttare

Annuccia come esca nelle braccia del marchese..per scoprire dove tiene nascosto i denari

Giuseppe: (ALLA MOGLIE) che e’ pensat’ e fa’? (cosa  hai pensato di fare)

Gertrude: (ARRONZANDO IL MARITO E DIVENTANDO DURA) nient’ c’aggiopensat’ e fà….nient’…nun o da rett’ (niente..non gli credere)

Giuseppe: ma e ntiss’ ca ditt’? (ma hai sentito cosa ha detto)

Gertrude:       e tu o stai pur’ a senti a stu musicant’ e merd’

Mancini:weh… bada a come parli…che io vado a raccontare tutto almerchese…gli dico che vi siete inventati tutto..che non è vera la relazione della moglie..che sono tutte fesserie

Gertrude: appunt’ so tutt’ fessarie chell che stat’ dicenn’ cu sta vocc’…..ma                                           chi

va cuntat’ sta strunzat’ (ma che ve l’ha detta questa stronzata)

Mancini: chi me l’ha raccontata…(INDICANDOLI) voi..tutti e due…io stavoaccovacciato dietro al divano, quand avete architettato tutto

Giuseppe:(ALLA MOGLIE) allora a ndiss’(CERCANDO UNA SCAPPATOIA)vossignoria…p’ammor e iddio…..nun ce denunciat’

Gertrude: nun e’ vulimm’ chiù e denar lor’ (non li vogliamo più i loro denari)

Giuseppe:.nui simm’ brava gent’…cert’….l’amm pensat’ ..ma nun e vulimm’ e

danar’ …dico seriamet’…

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Mancini: (CON ARIA DI CHI VUOLE FAR CAPIRE QUALCOSA DI LOSCO NEISUOI PENSIERI) e perché non dovreste avere i loro soldi…quelli vi spettano

(CAPISCONO DA QUESTA AFFERMAZIONE CHE MANCINI ALLUDE A QUALCOSA, MA A COSA?)

Giuseppe:       ma allora ch’ vulit a nuie se po sapè

Mancini : a volte la vita è strana….quando vuoi raggiungere uno scopo…. o ti

blocca definitivamente…. o ti da na mano… un colpo di fortuna

(I DUE SI GUARDANO)

Gertrude: io nun capisco

Giuseppe : e nemmen io nce stò capenn’ nient’

Mancini : e voi niente dovete capire,…dovete solo fare fuori a marchese omarchese e tutto il resto…. poi vi aiuto io a far credere che sono stati i giacobini

Giuseppe      :   ma     fusevv’    asciut’      ampazzi’      (ma    siete    uscito    pazzo)…..nui       nun

facessem mai na cosa e chest’…(GUARDANDO GERTRUDE) l’amm’ accider.!

Gertrude: c’amm spurcà e man’ e sang’? ( ci dobbiamo sporcare le mani di sangue)

Mancini      : e vorreste farli sporcare ad altri…. statevi zitti… che voi già le tenete

le mani sporche..so sporche di arraggia (rabbia)…..Quante volte pe come vi

tratta …vorreste mattere le mani alla gola della marchesa e soffocarla Giuseppe : ma chill’ so sol’ mument’ d’arraggio

Mancini         : e allora facciamo che oggi è giunto il momento…..e l’ora della

rivoluzione…e l’ora di fare fuori tutti questi nobili…che mangiano e fottono alle spalle del popolo…loro e quello squilibrato del Re

Gertrude: e l’amma fa nuie…(e dobbiamo farlo noi)

Mancini: da qualche parte si deve cominciare…da qualche parte dobbiamo farscattare la scintilla della rivoluzione…dobbiamo fare fuori a questa massa di nobili ignoranti, che schiacciano e affogano la nostra cultura…..(LI GUARDA E

CAPISCE CHE COMUNQUE LO STANNO SEGUENDO POCO ANCHE PERCHE ‘INCREDULI DI QUELLO CHE HANNO ASCOLTATO)…ma che vi dico…voi non potete capire…voi capite solo la legge del più forte…di quelli che vi schiacciano comm’ a na pimmc’ (come un pidocchio)

Giuseppe :ma nuie..

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Mancini:(L’INTERROMPRE RIPETENDO L’ULTIMA PARTE) ma nuie….nient’…dovete fare fuori a tutti quanti…francese compreso

Gertrude:(SI RIPRENDE E CERCA DI CONTRABBATTERE PER TIRARSIINDIETRO) Oine!…ma pe’ chi nc’at pigliat’….chi o’ purtass’ stu scrupol’ (ma per

chi ci avete preso…che lo porterebbe questo scrupolo)

Mancini : (RIDE) lo scrupolo…e per rubarvi il denaro…per ricattare lamarchesa…..lo scrupolo non l’avevate?

Gertrude: (SOTTOLINEANDO L’IMPORTANZA) ma e denar’..so e’ denar’

Mancini:allora se solo quello capite, ci penso io al denaro, ve ne do talmentetanto, che non ve l’immagginate (COSI DICENDO TIRA FUORI UN SACCHETTO ) se portate a fine questa faccenda vi do 200 ducati... 50 subito, adesso….e il resto

a cosa fatta …..altrimenti….(A MO DI MINACCIA) il marchese crederà più a me

che a voi

(MANCINI RIMANE FERMO CON LA MANO PROTESA I DUE HANNO UN ATTIMO DI ESITAZIONE POI GERTRUDE ROMPE IL GHIACCO STRAPPANDO IL SACCHETTO DALLE MANI DELL’UOMO)

Giuseppe: Gertrù ma che fai puos’ st’ sord….nun o’ da rett’..nuie appena avimm’

truvat’ e denar’ da marchesa ce ne jamm..e nun turnamm chiù (ma che fai posaquesti soldi, che non appena abbiamo trovato i denari della marchesa ce ne andiamo e non torniamo più)

Gertrude:Giusè….e           si    po    nun     e    truvamm’…..(AL       MANCINI)   ch’         facimm’     e

scannam’ dint’ o suonn’? (cosa facciamo li soffochiamo nel sonno)

Mancini : ma che dici..l’avveleniamo……oggi a pranzo… mettiamo un veleno nella

torta di compleanno della marchesa…un veleno che provocherà una morte lenta e indolore….accussi lo festeggeranno con tutti gli onori il compleanno della

marchesa.(GLI PORGE UNA BOCCETTINA CHE HA CON SE)…..non ne mettete

assai…ne basta poco…..non s’accorgeranno di niente

Giuseppe : e vuie comm’ facit’ a nun’ va magnà ( e voi come fate a non mangiarla)

Mancini: la marchesa lo sa bene che non ne posso mangiare…. che mi fa male il

dolce…(A GERTRUDE) Gertrude..mi raccomando….la devi dare a tutti quanti

Gertrude:(GUARDANDO PRIMA IL CONTENUTO E POI NASCONDENDO ILSACCHETTO IN PETTO IN MODO FURTIVO) pe chell’ ca c’ate promiss’…cia facess’ mangià pur’ o’ Re…(per quello che ci avete promesso la farei mangiareanche al re) (POI A MO DI MINACCIA)……Mancì (FACENDO UN ELOQUENTE

GESTO CON LA MANO ) jo ve lev a cap…..ci simm’ spiegat’ (io vi taglio la testa, ci

siamo capiti)

Mancini:(RASSICURANDOLA)         sarranno         duecento…..(COSI         DICENDO      ESCE

DALLA SCENA)

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Gertrude: (GUARDA IL MARITO) e mo che facimm’?

Giuseppe: e che ne saccio….tu le miss’ miez’ e mo vir’ c’omm’ e a risolover’ sta

situazion’….si no at’ ca’ rivoluzion’…..c’a tagliano                     nuie a cap (tu l’hai messo in

mezzo e tu vedi come risolverla, altrimenti altro che rivoluzione, a noi due taglieranno la testa) (RIFLETTE) a chis’t a rivoluzion’ le ghiut’ ncap’ ( a questo gli è andata in testa la rivoluzione)

Gertrude: Giusè pe duecento ducati ce crer’ pur io

Giuseppe:(LA GUARDA) hai ragione…ci sistemmam’ a vita(RIFLETTE)e a Gennaroc’ ‘o dicimm’? (e a Gennaro ce lo diciamo)

Gertrude:cert’         ca    c’    ‘o   dicimm’……ma       nun     adda     sapè     ca    l’avvelenamm’       a

pranzo…..ce dicimm’ che…..l’accerimm’ dint’ o’ suon’ (certo che ce lo diciamo, ma

gli diciamo che li uccidiamo nel sonno)

Giuseppe      :    e    cert’…manc’io       me     fid’….    ‘o    vecc’     tutt’     allummat’        a    chillu

strunz’…..c’essa tradi’……iamm’ mo appriparammec’ po pranz’ ( e certo, neanch’io

mi fido, lo vedo tutto innamorato a quel fesso, non sia mai che ci tradisse, ma ora andiamo e prepariamoci per il pranzo (ESCONO)

Scena 2°

Personaggi : Duca, Duchessa, Contessa, Lefete, Marchesa, Marchese

Duca : (ENTRANDO CON LA MOGLIE PER PRIMI) Non si vede ancora nessuno

Duchessa:te l’ho detto …(RIPETE) te l’ho detto che era presto…ecco…mi hai fattofare la prima…che brutta figura…adesso che lo si saprà in giro

Duca : ma       entra su e fa poche storie…. e poi chi vuoi che lo vada a raccontare in

giro

Duchessa: come chi….loro no..(INTENDENDO GLI ALTRI OSPITI) quest’aspettano

per metterci in ridicolo….già tu  sei rozzetto…poi ci svegliamo presto come i plebei

…ecco lo so ci terranno fuori da tutti i salotti buoni di Napoli

Duca:ma      basta      ora….e     fammi     assaggiare       queste      pastorelle…hanno         un     aria

squisita

Duchessa : ecco lo sapevo tu o mangi o bevi

(ENTRA CONTESSA CON LEFETE SONO EUFORICI PER LA NOTTE TRASCORSA)

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Contessa: monsieur…lei è un burlone….ma come fa a trovare sempre frasi adatte

a far si che io sorrida

Lefete: madame…è l’ispirazione…e siete voi la mia ispirazione

Contessa:.e quando l’ispirazione è buona (MOSTRANDOSI) esce fuori la vena

Lefete:io direi…(ALLUSIVO) una grossa vena (I DUE RIDONO INSIEME)

(ENTRANO MARCHESA E MARCHESE NON HANNO L’ARIA DI CHI HA DORMITO BENE)

Duchessa:(ALLA MARCHESA CERCANDO CON UNA SCUSA DI FAR CAPIRE CHEE’ RARO CHE SI SVEGLINO PRESTO) ho dormito divinamente …tanto che mi è bastato pochissimo per riposarmi e cosi sono scesa un po prima per godermi questa bellissima giornata…è vero caro

Duca:(INTENTO A STRAFOGARE PASTICCINI) e certo cara (MASTICANDO) e certo

Duchessa: anche voi ..avete fatto un buon sonno?

Marchesa:non tanto…(ALLUDENDO ALLE SUE FACCENDE) avevo qualcosasullo stomaco …e non sapevo come toglierlo….ma la notte mi ha portato consiglio ed ora so quello che devo da fare

Duchessa: sarà che da oggi avete un anno in più

Marchesa: (CHE PENSA AD ALTRO) e perché?

Duchessa: marchesa! Oggi è o non è il vostro compleanno

Marchesa:oh             duchessa!               Ha           ragione….ma                dove           ho           la           testa

stamattina….(RIPRENDENDOSI          E    SOTTOVOCE)     forse      è    che     non     voglio

ammettere che sono più vecchia di un anno…ahahahaha (LE DUE RIDACCHIANO)

Duchessa:(NOTANDO LA CONTESSA E LEFETE APPARTATI E SORRIDENTI) lavede com’è euforica….non se ne lascia scappare nemmeno uno

Marchesa:(RISPONDE MA GIUSTO PERCHE LO DEVE IN FONDO STAPENSANDO AD ALTRO)e vabè? Lo faceva quando la buon’anima del marito era vivo …figuriamoci ora che ha campo libero

Duchessa : svergognata…io non lo farei mai (SOTTOLINEANDO GUARDANDO ILMARITO CHE MANGIA) e pure mio marito se lo merita ……e pensare che ne ho tanti di spasimanti

Marchesa : ma chi voi?

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Duchessa: e chi se no…voi mi vedete così..ma in realtà in intimità io so nadiavola scatenata..e il duca ne sa qualcosa

Marchesa:(SARCASTICA)voi siete una diavola? ..nell’intimità?..chissa allora comene godrà il duca

Duca : godere..di cosa avrei dovuto godere…(SEMPRE MASTICANDO)

Marchesa:no niente….dicevo alla duchessa… chissà come godrete                                          mo che

vede la colazione che ho fatto preparare in giardino Duca: (SEMPRE MASTICANDO) ah…!C’è dell’altro?

Marchesa:      e certo…. c’è di tutto ogni ben di Dio…..perché io ai miei ospiti non

faccio     mancare        niente….       gli     faccio      togliere      tutti      gli     sfizi(ALLUDENDO

RIVOLGENDOSI AL FRANCESE)….non è vero messie Lefete?

Lefete:certamont...(ALLUSIVO ALLA NOTTE PASSATA INSIEME ALLACONTESSA)le posso assicurare che la permanenza qui stanotte…mi ha sollevato….e di molto

Marchesa : (ALLUSIVA ALLA CONTESSA) e voi…pure voi vi sentite sollevata?

Contessa:(DI CONTRAPPOSIZIONE) mia cara..io non ho chiuso occhio tutta lanotte

Lefete:forse perché era troppo duro                         è non eravate più abituata……(TUTTI SI

GUARDANO SCONCERTATI PER QUELLO CHE HANNO UDITO POI IL FRANCESE SPECIFICA)….il giaciglio…intendo

Contessa:certo…erano           anni  ….che  dico  ….da  quando  la                 buonanima  mi  ha

lasciata per miglior vita …che non usavo un…….giaciglio del genere….me n’ero

un tantino…disabituata…....

Marchesa: allora non vi è piaciuto!

Contessa: ma no ..al contrario..e solo che non me lo aspettavo così…diciamorigido

Marchesa: bene…allora visto che siamo tutti qui possiamo accomodarci ingiardino per rifocillarci con una sostanziosa colazione……Attilio fa tu gli onori di

casa che io (ALLUDENDO ALLA SUA FACCENDA) ho da organizzare per il pranzo di oggi…

Marchese: lo devi organizzare tu mia cara?

Marchesa: e certo….ne abbiamo parlato ieri sera…..e sono cose che solo io posso

e devo fare

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(LA GUARDA UN ATTIMO INTERDETTA POI SI AVVIA)…venite….(INDICANDO IL

GIARDINO) vi faccio strada (COSI DICENDO TUTTI ESCONO MENTRE IL MARCHESE SI FERMA SULLA SOGLIA)…vi raggiungo subito…(SI AVVICINA ALLA MOGLIE) ma sei sicura di sentirti bene stamattina

Marchesa : (PERENTORIA) certo che mi sento bene…mai stata meglio!

(IL MARCHESE LA GUARDA PERPLESSO POI ESCE)

Scena 3°

Personaggi : Marchese, Annuccia e poi Gennaro

(ENTRA ANNUCCIA, PORTA CON SE UN VASSOIO CON SU LE POSATE D’ARGENTO LUCIDATE PER L’OCASIONE)

Annuccia : signò….l’aggio lucidat’ l’argenteria addò le mett’?(LA MARCHESA E’

SOVRAPPENSIERO E NON LA SENTE, ANNUCCIA RIPETE)….signò…(RIPETE

CON INSISTENZA)….signò …addò l’aggia mettere?

Marchesa:(INFASTIDITA SIA PER IL MODO POCO GRADEVOLE DELLARAGAZZA MA SOPRATTUTTO PERCHE’ LE RICORDA I GENITORI, COSI’ LE RISPONDE IN MALO MODO)addò e vuò metter’ …meza scè……le a’ purtà a là

…servon’ p’ dopp’ (POI CI PENSA SU)…anz’..puos’ loc’ (INDICANDO IL TAVOLO) chest’ è argeteria….è robb’ e’ luss’ …è robba mia…e tu nun le a’ tuccà chiù …e

capit’..(dove le vuoi mettere, mezza scema, la devi portare di la, servono dopo, anzilasciale qua, questa è argenteria, è roba di lusso, è roba mia e tu non la devi toccare)

Annuccia:(LA GUARDA STRANITA) signò..o saccio che è robba vostra…e chi votocc’…io ve l’aggio sol’ lucidat’…mo facit’ semp’ fà

Marchesa: e mo nun le a’ fà chiù…ce simm’ spegat’….(SOTTOLINEA)è robba mia

e mo vattenn’ annanz’ a l ‘uocchie miei (togliti dai piedi)

Annuccia :(SEMPRE PERPLESSA ESCE DI SCENA BORBOTTANDO QUALCOSA)ma ca passat’ a signora?

(LA MARCHESA RESTA IN SCENA PENSIEROSA, ANDANDO SU E GIÙ PER LA SCENA ,TORCENDOSI LE MANO E PARLANDO TRA SE)

Marchesa: a robba mia…. s’ vonn’ fotter’…e sord’ miei…v’ann truvand’….hann’

truvat’ buon’….zoccole so……e comm’ è zoccol’ e facc’ fà a stessa fine…( è roba

mia, si vogliono prendere la roba mia, zoccole sono e come zoccole gli faccio fare la stessa fine)(E’ DI SPALLE ALLA PORTA DOVE ENTRA GENNARO E NON LOVEDE)

Gennaro: (ENTRA E SI FERMA AD UN PASSO DALLA SOGLIA) Geraldì…!(LA MARCHESA SI VOLGE DI SCATTO)

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Marchesa:(A       DENTI     STRETTI     E     SCHIFATA)     nun      me     chiammà…….nun

annummenà chiù o’ nomm’ mio…si sul’ n’omm’ e nient’ (non mi chamare, nonnominare più il mio nome, uomo di niente)

Gennaro: Gerardì…..aspiett’…te stai sbagliann’ (ti stai sbagliando)

Marchesa: (SI METTE LE MANI ALLE ORECCHIE) zitt’… statt’ zitt’…. e io ca

comm’ a na fess’ m’era nammurat’ (innamorata)e’ te …comm’ so stata scem’. L’aveva capì…. l’aveva immaginà….eppur’ o’ sapev’ a che feccia

apparteniv’......addò nun valen’ e sentiment’ ma sul’ a forza da famm’

Gennaro:(CERCA DI SCUSARSI) no nun è accussì…ti stai sbagliann’….. io t’ vogl’

bene overament’

Marchesa: ma statt’ zitt’

Gennaro:(RAFFORZANDO)e accussi…t’o giur’…me so truvat’ d’int’ a stu ‘mpicc’(imbroglio)senza sape manc’ o’ pecchè….ma io te voglio ben’ overament’

Marchesa:       Gennà….      si    me    vuliv’    ben’     overamente’       o   stutav’      (lo    zittivi)          a

chill’omme      nient’ …. a iss’ e a chella zambratta da mugliera’…allor sì.. ca vulev’

dicer’ ca me vuliv’ ben’

Gennaro: (DOPO UN ATTIMO DI SILENZIO PRENDE CORAGGIO E RISPONDECOME SE AVESSE LA SOLUZIONE PER FARSI PERDONARE) ammor mie ..stong’ ancor’ a timp’ pe to’ dimostrà …. te dic’ na cos’ ca nun to’ può mai immaginà (sono ancora in tempo per dimostrarti che ti amo)

Marchesa:(LO GUARDA ED IN MODO SARCASTICO) e c’aggia sapè chiù….oltre

e danar’ vonn’ pur’ o’ sang’ mio? (cosa vogliono anche il mio sangue)

Gennaro: (PERENTORIO) Geraldì..tien’ a n’atu nemic’ dint’ a sta casa…o’ maetr’e’ musica (hai un altro nemico, il maestro di musica)

Marchesa: (SBALORDITA) o’ maestr’ e music de figli miei?

Gennaro:(CONFERMA)si…proprio iss’..e pur’ o chiù peggio (il peggiore) e tutt’quant’….pecché noi ausamm’ l’istint’… iss’ ausa a cap’ (noi usiamo l’istinto, lui la testa)

Marchesa :      ma pecchè…. ch’ vuò dicere…. ca fatt’?

Gennaro : ca fatt’?...ch’ bo fà..! (cosa vuole fare)

Marchesa:(INFASTIDITA PERCHE NON RIESCE A CAPIRE)e allor’...e parl’…..p’ammor e Iddio ..vuò parla? …nun me tenè ncopp’ e’ spin’

Gennaro: (CON CORAGGIO PER QUELLO CHE STA RIVELANDO) a nomm’ darivoluzione (con la scua della rivoluzione) …a convinto a Giuseppe e a Gertrude a v’accider’(uccidere) a tutt’ quant’ e nobbil’

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Marchesa:(SOSPETTANDO CHE SIA UN TRANELLO) che vo fa?…nun ce poss’credere’…. e loro… o’ sann’ ca tu stai cà…. annanz’ a me….. ca me stai sburugnann’ tutt’ cos’? (loro sanno che mi stai dicendo tutto)

Gennaro :(STUPITO PER LA DOMANDA) ma ch’ si pazza? Me vuò fa accider’ pur’a me

Marchesa : e quand’ o’ vulessen’ fa? (e quando vogliono farlo?)

Gennaro:(PERENTORIO) stanott’ ve vonn’ scannà dint’o suonn’ (soffocare nel sonno)..comm’ a tanta maial’ …..ecc’ te l’aggio ditt’…mo so muort’ o stess’ (COME

PER DIRE ADESSO SE LO SAPESSERO CHE HO SPIFFERATO MI UCCUDEREBBERO)

Marchesa:(PAUSA POI D’IMPULSO ABBRACCIA GENNARO)ammor’mio…ammor’ mio..comm’aggio putut’ dubbità e te…..ma mo vatten’ nun

ce facimm’ vedè aunit’….putessen’ suspettà e coccos’…..tu fa fint’ e nient’ (vai

via, non facciamoci vedere insieme, potrebbero insospettirsi, fa finta di niente)

Gennaro (MERAVIGLIATO) ma tu e capit’ buon’ chell’ ca’ vonn’ fa’? (hai capito bene quello che vogliono fare)

Marchesa:(RINCUORANDOLO) aggio capit’…lass’ fa a me..ce pens io..saccio iochell’ c’aggia fà…nun te preoccupà (COSI DICENDO LO INVITA AD ANDARE) va…va … ne parlamm aropp’…va (GENNARO ESCE DI SCENA)

Marchesa: (RITORNA AD ESSERE CINICA) chist’ è pericoloso…… l’aggia fa fa’ a

stessa fin’ (questo è pericoloso, gli devo far fare la setssa fine) ( E RESTA FERMA E MUTA A PENSARE)

Scena 4°

Personaggi : Marchesa e poi Marchese

(ENTRA IL MARCHESE DAL GIARDINO)

Marchese: Geraldina…ma che fai…gli ospiti ti stanno aspettando…vuoi venire?(LA MARCHESA LO GUARDA MA NON RISPONDE) ma che ti succede? Stai ancora pensierosa.? Tieni la stessa faccia di ieri sera

Marchesa: (COME SE STESSE PROSEGUENDO UN DISCORSO GIA NOTO) o’maestro e musica..!

Marchese: Mancini? Sta di là in giardino con tutti gli altri

Marchesa: (SUBITO DI BOTTO) …l’avimm’ accidere..!(dobbiamo ucciderlo)

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Marchese: (COME PER DIRE : MA CHE STAI DICENDO?)…pur’ a iss?(pure a lui)

Marchesa:(PERENTORIA MA SEMPRE COME SE STESSE PENSANDO AL DAFARSI) si!…. Pur’ a iss’.!

Marchese:(CHE COMINCIA A PENSARE CHE LA MOGLIE NON STA BENE CONLA TESTA) ma nun ti pare che stai un poco esagerando…manca solo che uccidiamo pure al Re, e avimm’ fatt’ o’ quadro complet’. Tu starrai nu poco stanca ammore mio…saranno stati i preparativi della festa …il caldo strano di questi giorni d’inverno…poi avrai bevuto un pò di più e hai fatto la frittata

Marchesa :(GLI OCCHI DI CHI SA QUELLO CHE DEVE FARE MA CHE ALLAVISTA DI CHI L’ASCOLTA POSSONO SEMBRARE DA PAZZA) ma qua frittata..nun so’ mai stata accussì’ lucida

Marchese: (ABBRACCIANDOLA        PER RINCUORARLA) vieni qua……ma che ci

stà in questa testolina… ma com’ aggia fà cu te (COME PER RIPROVERARLA MA IN MODO SCHERZOSO ED AMOREVOLE) per fortuna che mi sei stata a sentire…. E visto che abbiamo fatto bene con le creature(bambini)…..ca

l’avimm’ mannata da mia sorella a Napoli… solo loro ci mancavano co burdell’ (confusione)ca fann’,..accussì po stevme a completo.

Marchesa:(LO ALLONTANA DALL’ABBRACCIO) ma che stai dicendo..quastanchezza e creature…..io sto parland’ seriamente..chill’ veramente nce vo accidere

Marchese: (COME PER STARE AL GIOCO) ah è accussì?..e allora fammisentire..te l’ha detto lui direttamente..perchè se non te l’ha detto lui….comm’ le saput’? (come lo hai saputo)

Marchesa : (PRESA ALLA SPROVVISTA UN PO CONFUSA, SAPENDO DI NONPOTER DIRE CHE GLIELO HA DETTO GENNARO): eeeh…comm’ l’aggio saputo…so passat’ a ca e stevan’ o ‘maestr’ …Giuseppe e Gertrude parlann’ e io pe nun me fa sentì’ me so annascus arret’ a tend’ (mi sono nascosta dietro la

tenda)

Marchese : n’ata vot? (COME PER DIRE GIA ME LO HAI RACCONTATO IERI)

Marchesa:(RISPONDE SCOCCIATA COME PER DIRE ..E ALLORA?)….si …n’ata

vota

Marchese :      e quale tenda sempre quella là? (INDICANDO LA COMUNE)

Marchesa : (COME SOPRA) si …..sempre quella là

Marchese : (COME PER SDRAMMATIZZARE LA SITUAZIONE PERCHE’ ORMAICREDE CHE LA MOGLIE ABBIA LE TRAVVECOLE) uuuh! Allora mo ci vado ..accussì vedo se sento qualche cosa pure io

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Marchesa  : fa poco lo spiritoso….nc’e sta poc’ a pazzia……chist’ nce vonn’

accider’ p’ nomm’ da rivoluzion’ e’ capit’?..(LUCIDAMENTE SA GIA QUELLO CHE DEVE FARE).Intant’ mo vaco dint’ o’ giardin addò stann’ gli ospit’..aropp’ te faccio sapè comm’ l’avimma fà for’(come ammazzarli) a tutt’ quant’….! (ESCE

DI SCENA PER ANDARE IN GIARDINO LASCIANDO IL MARITO INTERDETTO LI NEL SALONE)

Scena 5°

Personaggi : Marchese poi Annuccia

Marchese:(TRA SE E CMQ UN TIPO PAUROSO) a marchesa non sta bene(SQUOTENDO LA TESTA)..nun sta proprio bene….ma stesse uscendo

pazza…l’è venut’ a smania d’uccidere a tutti quanti….(RIFLETTE) non è che

dint’ o’ burdell’ m’accide pure a me…..magari dint’ o’ suonn’…….(PAUSA) sai

che faccio…..domani che vanno tutti via …con la scusa che non mi sento

bene..mando a chiamare il dottore e così faccio visitare la marchese…si domani faccio prorpio così…domani………(PAUSA) se c’arrivo a domani..forse è meglio se lo faccio venire dopo

(ENTRA IN SCENA ANNUCCIA, CHE ACCORGENDOSI DELLA PRESENZA DEL MARCHESE, E RICORDANDOSI DI QUELLO CHE LE HA DETTO/IMPOSTO LA MADRE, PRIMA SI SCOPRE DI PIÙ IL DECOLTÉ, POI COMINCIA AD ATTIRARE L’ATTENZIONE DEL MARCHESE PASSANDOGLI AVANTI E INDIETRO, PER CERTI VERSI IN MANIERA UN PO’ GOFFA. IL MARCHESE FORSE PER LA PRIMA VOLTA LA GUARDA CON UN PO’ DI ATTENZIONE)

Annuccia : buongiorno vossignoria

Marchese : buongiorno Annuccia….sient’ ma mo quant’anni tien’ (quanti anni

hai)

Annuccia : m’ par’ sedici anni

Marchese: è passat’ tutt’ stu tiemp’…. tu mo pigliav’ a zizz’ (ora prendevi il

seno)….. vo dicere ca m’ sto facenn’ viecchio

Annuccia: (SUBITO DIVENTA MALIZIOSA) ma quann’ mai vossignoria…. vuie

sit’ ancora accussì giovane….. quala femmen’ nun s’ vuless’ accumpagnà cu

vuoie

Marchese: (ANCHE SE UN PO’ PERPLESSO, PRENDE A VOLO L’OCCASIONE)quala femmena?.....allora pur’ tu.!

Annuccia : e s’ capisc’…pur’ io so’ fatta femmina….

Marchese : e che bella femmen’ te fatt’

Annuccia : e po’…..

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Marchese : e po’?

Annuccia : e po’…ogni desiderio vuost’                e n’ordin pe me

Marchese: (CERCANDO CONFERME DI QUELLO CHE HA CAPITO) over’ fai?

Annuccia: e cert…. mammà me dic semp’ cà a vuie nun v’aggia mai fa piglià

collera.. (CON MOLTA MALIZIA) aggia dicer semp’ che si

Marchese: (ACCARREZZANDOLA UNA SPALLA) t’ha mparat’ buon mammet’…..

tien’ na brava maestr’….ma mo nun è cos’ (ma adesso non è cosa)

Annuccia: mo dicit’ vuie …allor’?(INSISTENDO SULLA STESSA LINEA) quant’tenit’ coc’ desiderio (me lo dite voi, quando avete qualche desiderio)

Marchese:mo no..piccerè ..mo no… ci stann’ tropp’ uocch’ in giro…chiu tard’però

Annuccia :chiu tard’ allor?

Marchese  :si bella do marchese tuoie(ABBRACCIANDOLA) inta a contror’….

aspiettm’ into o’ stanzin’ aret’ e scal’…… Si te mparat’ ati cos’ oltr’ a lo parlà

…..t’ facc’ nu bellu regal’…… mo và vattenn’ (nel pomeriggio, aspettami nellostanzino dietro le scale e se oltre a parlare, hai imparato altre cose, ti faccio un bel regalo)

Annuccia : grazie vossignoria ….comm’ vulit vuie (STA PER ANDARE)

Marchese:      anz’  no  apiett’….(GLI  RITORNA  IN  MENTE  LA MOGLIE  QUINDI

PREOCCUPATO ANTICIPA I TEMPI)… fa na cosa…. va o’ paes’ a cas’ do mierc’

Ferrante e dicc’ ca dopp’ pranz’ veness’ ca                  ……nun m’ sent’ buon’ agg’ bisogn’

e na visit’….anz’ tu l’aspiett’ e o’ puort’ ca ( va in paese dal medico e poi ti

assicuri che venga dopo pranzo, lo accompagni tu direttamente)

Annuccia : o mierc’ Ferrante?

Marchese:      si…ma  m’arraccomand’….  nun  dicer’  nient’  a nisciun’  (non  dire

niente a nessuno)…. soprattutto alla signora marchesa…..va e fa amress’..e

capit’

Annuccia     :(STUPITA PER LA RICHIESTA) nun c’aggia dicer nient?

Marchese :no ..adda esser nu segret’ …… nu segret’ tra me e te, cumma a chill’

e primm’, e capit’

Annuccia : (PREOCCUPATA) ma nun ve sentit’ buon’? ma ch’ ve sentit’

Marchese : nient’, ch’ maggia sentì…

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Annuccia : ma pecchè nun aggia dicer’ nient’ a marchesa?


Marchese statt’ zitt’.!


: ueh….tu te a fa e fatt’tuie..e capit’...... va a chiammà o’ mierc e


Annuccia : (ACCUSA IL COLPO)…comm’ vulit’ vuie ( VA VIA E VOLGENDO LESPALLE PRIMA DI USCIRE ESCLAMA) j ch’ viecchio schifus’ (che vecchio

schifoso)

Marchese : (RIFERENDOSI AD ANNUCCIA)e vid’ nu poc’…a sta gent’ appen’ edaie nu poc’ e cunferenz’..se piglian’ o’ dit’ cu’ tutt’ a man’ (vedi un po a sta

gente,    non    appena     gli    dai    un    po    di    confidenza     ne    approfittano)…..(POI

TORNANDO ALL’APPUNATAMENTO DEL POMERIGGIO) ogg’ a faccio capì je buon’..chi è o’ padron’….( RISISTEMANDOSI E LUSINGANDOSI)…so semp’ nu

giovanuttiell’ però (sono sempre un giovanotto, però)…… (SI AVVIA VERSO IL

GIARDINO) fammi andare dagli ospiti..si sentiranno abbandonati senza la mia presenza….e po’(ALLUDENDO)…stann’ sulo cu muglierem (sono soli con mia

moglie)  (ESCE)

Scena 6°

Personaggi : Gertrude, Giuseppe e poi Gennaro

(ENTRANO GIUSEPPE E GERTRUDE PER PREPARARE LA TAVOLA PER IL PRANZO. PORTANO UN CARRELLO CON TUTTO L’OCCORRENTE: TOVAGLIA BIANCA, BICCHIERI, PIATTI, TOVAGLIOLI, CENTROTAVOLA, VINO, BROCCA DELL’ACQUA, PARLANO A VOCE BASSA COME PER NON FARSI SENTIRE)

Giuseppe: ma pecché t’agg’ aiutà ie a fa a tavol’…nun so capace….l’ha semp’

fatt’ Annuccia

Gertrude: Annuccia!...nun cè stà

Giuseppe:e addò sta?

Gertrude:       è  asciut’…anz’  se  n’è  fiuta  (anzi  se  n’è  scappata)….ma  ditt’  sol’

c’aveva i’ o’ paese a fa nu servizio po’ Marchese

Giuseppe: (A MO DI INTERROGATORIO) E ch’ aveva fa?

Gertrude: (SCOCCIATA)e ch’ ne sacc’, se n’è fiut’ t’agg’ ditt’

Giuseppe:Gertrù m’aggia preoccupà? (mi devo preoccupare)

Gertrude: e che te a preoccupà?

Giuseppe: (DA PADRE ) nun’è ca ten’ già o’ piezz’ e lignamm’ (non è che ha l’innammorato)

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Gertrude: e t’ par’ ca je nun o’ sapess’…. chell’ m’ dic’ tutt’ cos’ ( e ti pare che

non lo saprei, quella mi dice tutto)

Giuseppe: arrassosia (E COSÌ SIA)

Gertrude: jamm….damm’na mann…. facimm’ ambress’ a priparà sta tavola….

primm’ ca torn’ a strega…e. va fernì ca acchiappamm’ pur’ l’utima cazziat’ (prima che prendiamo l’ultima ramanzina) (RIFERENDOSI AL FATTO CHE TRA UN PO LA MARCHESA MORIRA’)

Giuseppe: (SOTTOVOCE) Gertù...(GERTRUDE NON RISPONDE PERCHE NONHA SENTITO, POI ANCORA SOTO VOCE) Gertrù……(POI PIU FORTE) Gertrudeeee

Gertrude: che passat..c’alluc a fa (cosa urli)

Giuseppe: e tu nun sient’

Gertrude: e tu parl’ dint’ e rient’ ..che bbuò (e tu parli nei denti)

Giuseppe: addò le annascus’ e cinquanta ducati ca cia dat’ Mancini (dove li hai nascosti i cinquanta ducati che ci ha dato Mancini)

Gertrude:po mument’ stann’ cà (SI TOCCA IL SENO) po aropp’ o’ fatt’,…appenaMancini c’ da o riest’ de sord’…. damm’ a part’ ch’ spett’ a Gennaro e c’ n’ scappamm’ ognun’ pa strada soia

Giuseppe:(COMPLIMENTANDOSI) Gertrude mia..(BACIANDOLA IN TESTA)tien’ na cap’ ca val’ pe doie…… e avut’ proprio na bella pensata…..o’ fatt’ e ce

ne j a Campobasso a du soreta cuguna Angelina (il fatto di nasconderci da tuacugina Angelina)……(SOTTOLINEA) miez’ a chelli campagn’ …e chi c’ trov’ chiù(in mezzo a quelle campagne e chi ci trova più)

Gertrude: (SODDISFATTA)accussì a chella figlia nostra a facimm’ fa a vita dasignora

Giuseppe:(GUARDANDOLA CON SGUARDO DI RIMPROVERO) e no chell’ cavuliv’ fa fà tu co’ marchese (e non quello che volevi farle fare con il marchese)

Gertrude: (OFFESA)          ma che c’entra…….passm’ a tuvagl’ pà….. invece e parlà

(passami la tavaglia, invece di parlare)

Giuseppe: tiecct’ a tovaglia (I DUE METTONO LA TOVAGLIA)

Gertrude: passam’ e piatt’…(GIUSEPPE GLI PORGE IL PIATTO SBAGLIATORIPRENDENDOLO)….. primm’ chill’ schian, po e piccrill’ e po e funn’ (prima

quello piano, poi il piccolino e poi i fondi)

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Giuseppe: ueh!….che te ncazz’a fa (perché ti arrabbi)..t’aggio ditt’ ca nun a

sapev’ metter’…

Gertrude:e mo te’ ‘mpar’

Giuseppe:e       pecche      m’essa      mparà….n’atu         poc’    è    addivent’      signor’……ma

metten’ l’ata a tavol’ (perché dovrei imparare, un altro po e divento signore, cosìme la preparano gli altri la tavola)

Gertrude:(STRAPPANDOGLI IL PIATTO GIUSTO DALLE MANI) pe mo…si ancor’serv’…ancor’ è a passà a nobile…e si a’ signora( DETTO IN MODO IRREVENZIALE) .. nun trov’ a tavola apparecchiata come si deve….st’ultimo

juorn’ e fatic’…mo fa ascì’ a dint’ e recchie (per il momento se la signora nontrova la tavola apparecchiata, mi fa uscire questo ultimo giorno di lavoro dalle orecchie)

Giuseppe: (GLI PORGE UN ALTRO PIATTO STAVOLTA GIUSTO)…anna esseresett’, e accussì (devono essere sette, è vero)

Gertrude:(CON DEDIZIONE)           aspè facimm’ nata vota e cunt’…. vedimm’ e nu

sbaglià. (CONTANDO SULLE DITA) “‘a lumagiorn” è uno “…….o’ piecher’ e so’

doie…” ’ a verol”        so tre…..(COMMENTANDO) ca pò sarrà pur’ verol’…. ma a

ten’ ‘nfucat’ comma a na furnac’ …. (la stronza è uno, il cornuto è due e la

vedova è tre, che poi sarà anche vedova, ma la tiene infuocata) (CONTINUAGIUSEPPE)

Giuseppe:(SULLO STESSO TONO CONTANDO SULLE DITA ANCHE LUI)

“’o mbriacon’” so quatt’…….” ’ a ciacion’”. so cinc’……(CHIEDENDO) po chi nc’

stà…(GLI SOVVIENE)..ah!         o francese ca fet…’e so’seì

Gertrude: (CONTINUANDO E COLLEGANDOSI A GIUSEPPE)ch’ adda passà nuguaie nir’...iss e chelli strunzat’ ca port’ ogni vot’…(INDICANDO IL GIARDINO)…ca si esist’ o Patatern’…po esser’ ca cad’ dint’ a nu rov’ d’ortiche (che deve passare un guaio, e se esiste il Padreterno deve finire in un cespugliodi ortiche)

Giuseppe:(RITROVANDOSI CON L’ULTIMO PIATTO IN MANO) e sett? ….nc’ stà

un e chiù….. e chi è mo chistat’ (ce n’è sta un in più, e chi è quest’altro)

Gertrude: (BURLANDOSENE) io l’ho dic’ ca si nu babbà ca crem’….. manc’ o

chiù mpurtant’ miezu sce’…… o’ diavol’…

Giuseppe: (NON GLI SOVVIENE) e chi foss’?

Gertrude: o’ maestro Mancini..!

Giuseppe:      (SI   DA   UN   COLPETTO     SULLA   FRONTE)…hai      arraggion’….      ma

cumm’ agg’ fatt’ a mo scurdà (CONTINUANDO AD APPARECCHIARE MA RIFLETTENDO SULLA SITUAZIONE) je po’ nun capisco…

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Gertrude: ch’ cos’?

Giuseppe: chist’ (SPECIFICA).. sto parlann’ do maestr’… p’ na rivoluzione semett’ a spenner’ tutti sti danar’ tenèndo‘ ncopp’ a cuscienz’ a tutti sti muort’?

Gertrude:(CINICA)po mument’ ie nun vec’ niscun’ muort’… fa ambress’,passam’ sti piatt’..ca già m’ so scucciat’… aggia fernì dint’ a cucina

Giuseppe:(PREOCCUPANDOSI)..aspiett’ nata                cosa…. ma  nun è ca Mancini,

aropp’ o’ fatt’ …. nun c’ dà o’ riest de denar’..!(non è che Mancini dopo il fatto

non ci da più i soldi)

Gertrude: (DI BOTTO)             e io….c’dong’ una curtullat’ dint’ o’ stommac’ …. co

facc’ j all’atu munn’ ….senza manc’ farlo fernì e alliggerì..( e io ci d’ho una sola

cortellata nello stomaco, che lo faccio andare all’altro mondo senza digestione)

Giuseppe:(UNENDO LE DITA A MO DI CROCE VERSO LA MOGLIE)Mamm’ doCarmine…. e tu m’ fai paur’ .. addò o’ teniv’ astipat’ tutt’ stu fele (dove lo tenevi

conservato tutto questo odio)…(POI RICORDANDOLE SARCASTICAMENTE CHELUI E’ SUO ALLEATO)…Gertrù…je sto’ cu te ….

Gertrude: (COME SE VOLESSE DARE UNA MOTIVAZIONE A TUTTO CIO)Giusè…o’ fel’ ca teng’ è assai…(SPECIFICA E SI VEDE CHE E’ RISENTITA)..ma a’ colp’ è a soia(LA MARCHESA)…..si mess’ trattat’ cu nu poc’ chiù e rispett’…si

cocc’ vot’…(SOTTOLINEA).. quand stevam sul io e essa… foss’ stat’ nu poc’ gentil’….l’esse servut’ e riverit’ comm’ sol’ io s’accio fà…..invec’ …(A MO DI

DOMANDA) ha vulut fa a padron?…..(CON MOLTA CALMA SI RISPONDE DA

SOLA PRECISANDO) …e oggi mor’..! (io ho l’odio in corpo, se solo la Marchesam’avesse trattato meglio e invece no, e dunque oggi morirà)

Giuseppe: (CHE HA ASCOLTATO)….tiè ….tiè ca stann’ e pusat’

Gertrude: e ch’ me dai a fa a me……si ciunc’….. abbia a metter’ (mettile tu)

(I DUE FINISCONO DI SISTEMARE LA TAVOLA)

Giuseppe:(METTENDO LE POSATE)e un’… doie…tre……e quatt’ ..e a marchesa

a facimm ‘o pacc’(GERTRUDE INTERROMPENDO QUELLO CHE STAVA FACENDO, LO GUARDA CON SGUARDO TRA IL SERIOSO E UN SORRISO SOTTO I BAFFI),…cinc’… sei… sett’ e ott’…e o marches’ ten’ a bott’( I DUE GUARDANDOSI, PARTONO IN UNA FRAGOROSA RISATA)

Gertrude: (RICHIAMANDOLO E RIDENDO)a vuò fernì’ e fa o’ strunz’?

(NEL FRATTEMPO ENTRA IN SCENA GENNARO, PORTANDO DELLE COMPOSIZIONI DI FIORI DA METTERE COME CENTRO TAVOLA E ABBELLIMENTO PER LA SALA)

Gennaro: (GUARDANDO I DUE CHE RIDONO) ma ch’ tenit’ a rider’? (cosa ridete)

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Gertrude: nient’…. nu fatt’ do nuost’ (niente, una cosa nostra)

Gennaro: ca c’ stann’ e fior’…. addò e mett’…(A GIUSEPPE CHE CONTINA A

RIDERE NON SI MUOVE) GIUSE’ e damm’ na man’…. nu bir’ ca m’ sta carenn’

tutt’ cos’(dammi una mano, che mi sta cascando tutto) Giuseppe: (IRONICO) subbit’ vossignoria Gennaro: weh, chill’ sfott’ pur’

Gertrude: (RIPENDENDO LA SITUAZION IN MANO) iamm’ facit’ ambress’…invec’ e pazzià… ch’ ca’ nc’ sta poc’ a pazzià…. chist’(andiamo fate presto invece

di scherzare e che c’è poco da scherzare) (INDICANDO UN CESTO DI FIORI)miettel’ a centro tavola…. o’ riest’ …uno là e n’at’ là… (INDICANDO VARI PUNTI

DELLA SALA). …Gennà…po’ tu intant’ va for’ a dicer’ a Marchesa ca a tavol’ è pront’ e ponn’ venì a metter’ o mazz’ ncopp’ e segg’ (va a dire alla Marchesa che

la tavola è pronta e possono mettre il culo sulle sedie)

Gennaro: (SORRIDENDO) proprio accussì c’agg’ addicer’?(proprio così devo dire?)

Gertrude:(RISPONDE COME PER DIRE:MA SI SCEMO.DIGLIELONORMALE)…è..si..si… prorio accussì…. Va… va, fa ambress’ (va, fai presto)

(GENNARO ESCE DI SCENA ANDANDO IN GIARDINO, MENTRE I DUE SISTEMANO LA TAVOLA I BICCHIERI E I TOVAGLIOLI)

Giuseppe: Gertù…..secondo me amm’ fatt’ buon’ e ce dicer’ na bucia …….ca

l’accrimm’ indo o’ suonn’…… quand’ invece c’ mettimm’ o’ velen’ dint’ a tort’ a

pranz’ (abbiamo fatto bene a dirgli una bugia)

Gertrude: Giusè…. e vot’ l’ammor’ t’ fa adddiventà cecat’ e…(SOTTOLINEA)

strunz’…. E siccom’ a marches’ e cart’ soie se sap’ iucà….. nun vuless’ ca

Gennaro avess’ cocc’ scrupol’ all’urdim’ mument’ (l’amore fa diventare ciechi, esiccome la marchesa le sue carte se le sa giocare, non vorrei che a Gennaio gli viene qualche scrupolo)

Giuseppe: e mo ca succer’ o’ fatt’…. e Gennaro capisc’ o’ gioc’? ( e ora che

succede e Gennaro capisce che non è così)

Gertrude: e nun t’ ncaricà…. chill’ po quann’ s’ ver’ e sord’ man’…..(SICURA DI

SE) s’acquiet’(non ti preoccupare, che appena vede i soldi in mano, si capacita)Giuseppe: tu accussì dic’

Gertrude:       e’,  accussì  dic’…mo  iammuncenn’  dint’  a  cucina…..ca  tra  poc’

avimma servì a tavola

( I DUE ESCONO)

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Scena 7°

Personaggi : Mancini, Duca, Lefete, Contessa,Duca, Duchessa, Marchesa,Marchese, poi Giuseppe e Gertrude

(ENTRANO TUTTI E STANNO RIDENDO PERCHÉ GUARDA CASO, COMBINAZIONI DELLA VITA, LEFETE È INCESPICATO CADENDO SU UN CESPUGLIO DI ORTICHE. LEFETE SI MASSAGGIA IL DERETANO)

Mancini: (RIDENDO PER L’ACCADUTO) Monsieur…è vero che è un estimatoredella botanica….ma non era il caso di sedercisi sopra

Duca : evidentemente voleva un contatto diretto…al posteriore

Mancini : c’erano tanti fiori…e lei che fa….si accomoda su un rovo di ortiche

Lefete : io non l’ho visto proprio..

Duca :in compenso l’avete sentito…( E GIU’ A RIDERE)

Contessa : (PREOCCUPANDOSI) ed ora come vi sentite?

Lefete:madame…mi brucia….come se mille aghi mi pungessero il derrière

Contessa: (NON CAPISCE) cosa le brucia?

Duca: l’abbrucia o cul’ ( E GIU A RIDERE)

Duchessa : (DOPO AVER DATO UNA SPINTA AL MARITO PER LA VOLGARITA’DETTA) il deretano….gli brucia il deretano

Lefete : (ALLA MARCHESA, PER USCIRE FUORI DALLA DISCUSSIONE DELLEORICHE APPROFITTA PER DARLE UN PRESENTE)…. mia cara…non sarà mica

qualche  ortica  che  mi  impedirà  di  donarle  il  mio  presente…..  è  giunto  il

momento dei regali…ecco ..(PORGENDOGLI UNA BOTTIGLIA DI SCHAMPAGNE) è schampagne …prodotto nei miei vigneti

Marchesa : (GRADISCE)oh!.. grazie monsieur …la berremo alla fine del pranzo

Marchese : (AVVICINANDOSI ALLA MOGLIE) amore mio come ti senti?

Marchesa : teng’ nu fort’ mal’ e’ cap’ (ho un forte mal di testa)

Marchese : no dic’..a part’ o’ mal e cap’…e tien’ semp’ chilli brutt’ pensier’ perla testa? ( a parte il mal di testa, hai sempre quei brutti pensieri)

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Marchesa:e      cert’!….e       s’accio  pur’  comm’  aggia  fa  (certo  e  so  anche  come

fare)…..(COSI DICENDO SI ALLONTANA INFASTIDITA DALLE DOMANDE DEL

MARITO)

Marchese:(TRA SE)a marchesa nun sta proprio bene…speramm’ co mierc’arriv’ ambress’ (speriamo che il medico arrivi in fretta)

Contessa (PORGENDO ANCHE LEI UN PRESENTE) questo è il mio?

Marchesa:(APRENDO E SPECCHIANDOSI ) un portacipria conspecchio…..utilissimo…grazie..grazie tante

Mancini : (DONANDOGLI UNO SPARTITO) questo l’ho composto espressamenteper voi

Marchesa: (ALLUDENDO MA GIUSTAMENTE NON CAPITA) vedo che sono neivostri pensieri

Mancini : (RISPONDE A TONO MA NON IMMAGINA CHE LEI SA)…come maipotete immaginare

Marchesa : oh!..... non lo dite questo…io ho una fervida immaginazione

Duchessa :     (DONANDOGLI UN PORTA GIOIE)…questo è il nostro

Marchesa : un porta gioie….stupendo(LO APRE E GUARDANDO IL MARITO) ma è

vuoto? (CON FINTA SORPRESA PERCHE’ IMMAGINA CHE IL MARITO GLI ABBIA REGALATO UN GIOIELLO)

Marchese:       amore      mio..a      questo      ci    penso      io…..ecco….(DONANDOGLI       UNO

SPLENDIDO GIOIELLO)

Marchesa : amore mio….è bellissimo

Marchese : sei tu che con la tua bellezza …lo rendi speciale (MARCHESA L’INDOSSA E TUTTI APPREZZANO) ora accomodiamoci che tutti questi regali mi hanno messo appetito (E RIDE)

(UNA VOLTA SEDUTI IL MARCHESE CON UNA FORCHETTA TINTINNA UN CALICE ATTIRANDO COSI L’ATTENZIONE DI TUTTI)

Marchese : (ALZANDOSI IN PIEDI) amici miei voi tutti sapete che mi diletto nelloscrivere poesie…..

Contessa : oh! Che bello…avete messo in versi l’amore che provate per lamarchesa vostra moglie

Marchese : no…..in realtà…...ho messo in versi il menù del pranzo di oggi

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Marchesa : (RINGRAZIANDOLO MA NON GRADENDO TROPPO L’IDEA SORRIDEA DENTI STRETTI) …amore mio….quanto sai essere originale

(IL MARCHESE PRENDE DALLA SUA GIACCA UNA PERGAMENA ARROTOLATA CON UN FIOCCO, L’APRE STENDENDOLA PER BENE E COMINCIA A LEGGERE QUELLO CHE HA SCRITTO)

Marchese :                                                      .

“ Nu compleanno accussì bell’ quello della signora Marchesa nu puteva non cominciare che con una sorpresa.

Pure sì stamm’ nella campagna

l’addore e mare nun si’sparagna,

s’accummenc’ co’ ostriche  e fasulare

pe’ finire coi datteri di mare.

Poi nce sta nu vermicell’

che vongol paesan’

vullent e sapurit’

ch’ v’alleccat e man.

Si passa poi alla carne

ch’è a specialità da cas’

caprett’ a brace che patan’

e carciuf ‘astipat dint’a nu vas.

Pò p’accuntentà tutt’e palat’

nun putevan nun mancà

purpetiell’ affogat’

co mussillo e baccalà.

Tra nu piatt’ e chill’ aropp’

a fa cumpagnia all’acqua cristallina

e’ frat’ chiù nobbil’ da cantina

Gragnano Solopaca e Taurina.

Poi nce sciacquamm a bocca

cu frutta di stagione

e co Nocillo e o Fragolino

p’accummincia a digestione.

E dopp’ tutt’ stu ben di Dio,

p’ a festa e Geraldina

na torta doce e saporit’

ca è degna e na (A BASSA VOCE)regina”

(FINISCE BACIANDO LA MANO DELLA MOGLIE)

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(FRAGOROSO APPLAUSO DI TUTTI I PRESENTI, ENTRANO IN SCENA GERTRUDE E GIUSEPPE CON IL CARRELLO DEGLI ANTIPASTI, E SISPENGONO LE LUCI PER QUALCHE SECONDO, UNA MUSICHETTA ALLEGRADI SOTTOFONDO, GIUSTO PER DARE IL TEMPO AI SERVI DI METTERE SUL CARRELLO LA TORTA)

Scena 8°

Personaggi : Mancini, Duca, Lefete, Contessa,Duca, Duchessa, Marchesa,Marchese, poi Giuseppe e Gertrude e poi Gennaro

(SI RIACCENDONO LE LUCI, SIAMO ALLA FINE DEL PRANZO, TUTTI SONO INTENTI A PARLARE TRA LORO, ENTRANO GERTRUDE E GIUSEPPE SPINGENDO IL CARRELLO CON SU LA TORTA, I DUE SONO SORRIDENTI MA SI VEDE CMQ UN PO DI APPRENZIONE PER QUELLO CHE STANNO PER FARE)

Marchese: (LI VEDE ENTRARE)        E per concludere …..come promesso….la torta

(GERTRUDE E GIUSEPPE SERVONO LA TORTA A TUTTI I PRESENTI POI GIUSEPPE SI TROVA CON IL PIATTO D’INNANZI A MANCINI IL QUALE DECLINA )

Mancini : no grazie Giuseppe…questo pranzo è stato cosi buono ed abbondante.Che sono pieno come un uovo e poi i dolci mi fanno male

Marchesa : (AL MARITO) grazie amore …è quella che mi piace tanto…hai pensatoproprio a tutto…come farei senza di te

(TUTTI MANGIANO LA TORTA TRANNE LA MARCHESA CHE INVOLONTARIAMENTE VIENE BLOCCATA DAL MARITO CHE L’OMAGGIA DI ACCORTENZE)

Marchese : mia cara…(FERMANDOGLI LA MANO INTENTA AD IMBOCCARSI)io…. senza di te cosa sarei…(LA MARCHESA CI RIPROVA LUI LA RIFERMA).tu

hai arricchito il mio cuore donandomi il tuo amore……..(COME SOPRA) .ed io non

faccio altro che  ricambiarlo….(COME SOPRA)…

Gertrude:(CHE NOTA LA SCENA ED E’ IN APPRENSIONE PERCHE’ LAMARCHESA NON MANGIA SI RIVOLGE AL MARITO) e vir’ si c’a fa magnà sta sfacett’ e tort’ (e vedi se gliela fa mangiare sta torta)

Giuseppe: statt’ calm’ ……mo sa magn’

Marchese : e cos’ è una torta comparata al tuo amore (COME SOPRA)…… niente!

(A QUESTO PUNTO FINALMENTE LA MARCHESA SI IMBOCCA GUSTANDO LA TORTA ED IN CONTEMPORANEA DI SPALLE E NON VISTI PEPPPINO E GERTRUDE MIMANO IL GESTO DELL’IMBOCCAMENTO E DELLA MASTICAZIONE)

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Giuseppe: (CONTENTO) e vist’          s’  l’ha  magnat’ pur essa (l’ha mangiata anche lei)

Gertrude: tutta se l’ addà magnà…tutt’…sino all’uldim’ piezz’ (la deve mangiare tutta, fino all’ultimo pezzo)

(E QUI IL VISO DEI DUE DA TESO COMINCIA AD ESSERE PIU SERENO E SODDISFATTO PERCHE’ HANNO QUASI RAGGIUNTO IL LORO SCOPO)

Duca: (HA GIA MANGIATO DI TUTTO E DI PIU POI MANGIANDO VORACEMENTELA SUA FETTA E PARLANDO SEMPRE CON IL BOCCONE ANCORA IN BOCCA) è squisita…non se ne potrebbe gustare ancora un altro pezzo?

Giuseppe: (ALLA MOGLIE) a chist’ nun ce stev’ bisogn’ e ce metter’ o’ velen’….mo

schiatt’ direttament’ p’e tutt’ chell’ ca sa magnat’ ( e questo non c’era bisogno delveleno, muore direttamente perchè schiatta)

Duca:(CON SUPEBIA)Giuseppe?...un’altra fetta

Gertrude: (AL MARITO) dangenn’ doie (dagliene due)

(GIUSEPPE DA UNA FETTA AL DUCA ED INVITA GLI ALTRI A FAR IL BIS)

Lefete: è sublime…..ha anche un retrogusto speciale come se fosse …(DEGUSTA)

zenzero

Contessa:     ha ragione…si è proprio zenzero

Giuseppe: (ALLA MOGLIE) ma quant’ ce ne miss’? (ma quanto ne hai messo)

Gertrude: e zenzero?…..manc’ nu’ poc’ (e zenzero? neanche un po)

Giuseppe: e velen’? (di veleno)

Gertrude: ah….! Tutt’ quant’ so ghiut’ po’ sicur’ (tutto, sono andata sul sicuro)

Marchese : a questo punto ….non manca altro che fare un brindisi in onore della

mia adorata consorte…….la festeggiata

Marchesa:(SI ALZA E PRENDE LA PAROLA) mio adorato consorte…mie squisitiospiti…oggi è il mio compleanno ed è sì vero che sono qui con le persone che amo…ma è pur vero che……….sia giusto che io lo festeggi insieme anche con chi

mi serve devotamente da anni senza mai lamentarsi…..i miei adorati servitori… Io

sono una nobile è vero..ma in questa casa ..io è mio marito il marchese abbiamo sempre trattato i nostri servitori come persone della famiglia

(TUTTI LA GUARDANO UN PO STRANITI PER QUELLO CHE HA APPENA DETTO SOPRATTUTTO I DUE SERVI) (CHIAMANDOLA DOLCEMENTE) Gertrude? Chiama a Gennaro e Annuccia e fall’ e venire subbit’ ca’

(GERTRUDE GUARDA LA MARCHESA PERPLESSA POI IL MARITO)

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Gertrude: (UN ATTIMO DI TITUBANZA POI) Annuccia e asciut’ e nun s’accio addòstà

Marchesa:(ESITA UN ATTIMO E POI TAGLIANDO CORTO) va fa ambress’..favenì’…a Gennaro (va, fai presto e chiama Gennaro)

(GERTRUDE ESCE )

Marchesa: Giuseppe..stappa la bottiglia di champagne che mi ha regalatomonsieur Lefete

(GIUSEPPE ESEGUE UN PO STRALUNATO ED IL SUO GESTO E’ SEGUITO DA UN FRAGOROSO APPLAUSO POI MENTRE STA PER VERSARE VIENE FERMATO DALLA MARCHESA )

Marchesa: aspetta Giuseppe, se dobbiamo fare le cose..dobbiamo farle perbene…(GLI TOGLIE LA BOTTIGLIA DA MANO E LA POGGIA SUL MOBILE DIETRO LA TAVOLA ) io sono la festeggiata e lo devo servire io…siediti a tavola con noi…..(TUTTI GLI ALTRI GUARDANO …LO FA ACCOMODARE DI SPALLE

ALLA BOTTIGLA E I CALICI IN MODO CHE NON POSSA VEDERE COSA ACCADE ALLE SUE SPALLE NELLO STESSO MOMENTO RIENTRANO GERTRUDE E GENNARO)……Gertù..Gennaro..assettatevi pure voi qua....( E LI FA

ACCOMODARE CON GIUSEPPE IN MEZZO OVVIAMENTE MANCINI ANCH’EGLI E’ SEDUTO DI SPALLE E SI RITROVA CON I TRE AL SUO FIANCO…OVVIAMENTE GLI ALTRI OSPITI HANNO TUTTI L’ESPRESSIONE IN PO INFASTIDITA)

(ORA ACCADE LA COSA PIÙ IMPORTANTE: LA MARCHESA DI SPALLE, NON VISTA DAI COMMENSALI, MA DAL PUBBLICO, DOPO AVER VERSATO LO CHAMPAGNE, TIRA DAL SENO UN ASTUCCIO E VELOCEMENTE VERSA IL CONTENUTO IN QUATTRO CALICI…QUELLI SULLA DESTRA DEL VASSOIO MA PER NON FAR CAPIRE NIENTE, STANDO BENE ATTENTA, DARÀ I CALICI AI PRESENTI, PRIMA OVVIAMENTE AGLI OSPITI, MAGARI PER PRIMA AL MANCINI, POI PER ULTIMO AI TRE SERVI.CHIAMANDOLI PER IL NOME OGNI VOLTA CHE PORGE IL CALICE) (DOPO AVER SERVITO TUTTI SI PONE AL CENTRO ALLE SPALLE DI TUTTI, FACCIA LA PUBBLICO)

Marchesa :Gertrù..si cuntenta..stai a tavola con noi….e t’aggio servut’ comm’ a

na regina (ti ho servita come una regina)

Gertrude:(CHE A DIFFERENZA DEGLI ALTRI DOPO UN ATTIMO DISBALORDIMENTO E’ CONTENTA DI QUELLO CHE STA ACCADENDO TANTO LEI HA AVVELENATO LA MARCHESA) e comm’ nun so’ cuntent’…e chi so scord’ chiù stu’ juorn’ (e certo che sono contenta, chi se la scorda sta giornata)

Marchesa:(MOSTRANDOGLI IL CALICE MA NON SORRIDENDO QUASISERIAMENTE) …Gertrù…..Addo va (BEVE D’UN SORSO)

Gertrude:        (RISPONDENDO     ALL’INVITO)  addò.và….(E      BEVE    D’UN   SORSO

SEGUITO                                                             DA TUTTI GLI ALTRI SOTTO LO SGUARDO ATTENTO DELLA 58


MARCHESA CHE SODDISFATTA ALLA FINE RILASSA IL VISO CON UN SORRISO) (SEGUONO MOMENTI DI RILASSATEZZA PER IL BRINDISI AVVENUTO, IL MARCHESE PRENDE LA BOTTIGLIA E RIVERSA DA BERE AGLI OSPITI)

Duca : proprio quello che ci voleva…quasi quasi mi ha fatto digerire tutto

Duchessa : caro…non ti buttare avanti ..per oggi hai gia mangiato l’impossibile

Lefete :monsieur lei andrebbe studiato…è un pozzo senza fine

Contessa: duca…ma non avrà il verme solitario nello stomaco?

Les Feite: mia cara…io credo che abbia più un pitone qui dentro …( E GLITOCCA LO STOMACO, CAUSANDO L’ILARITA’ DEI PRESENTI)

(QUELLO CHE SEGUIRA’ ORA E’ TUTTO MOLTO VELOCE E CONCITATO)

Gertrude:(EMETTE UNO URLO)Ahhhhhhh! Mamm do Carmine (POIPIEGANDOSI SUL VENTRE CON ANCORA IL CALICE TRA LE MANI STRAMAZZA A TERRA. MOMENTI CONCITATI. ACCORRONO SUBITO GIUSEPPE E GENNARO, TRA LO STUPORE DEI PRESENTI)

Giuseppe: Gertrù che stat’?

Gennaro:     Gertrù parl’, pecchè nu parl?

Giuseppe: Gertrùùùùù?

Marchese : ma che stà succedendo?

Contessa : presto chiamate un dottore

Duca : e dove lo si trova un dottore adesso

Marchesa : (FINTEMENTE PREOCCUPATA) pigliate un bicchiere d’acqua ( MANON SI MUOVE, LEGGENDOLE IN VOLTO UN MOTO DI SODDISFAZIONE)

Giuseppe:ammor mio…(STRINGNDOLA A SE) dimm’..coc’cos…parl’.! (POI LALASCIA SI STRINGE FORTE LE MAMI SULLO STOMACO) a panz’…m’abbruscia a panz’…(la pancia mi brucia la pancia)( E COSI DICENDO STRAMAZZA A TERRA PURE LUI)

Gennaro: Aaaaah!...(CHE GLI ERA VICINO E GIA’ AVEVA LE MANI ALLOSTOMACO CON UNA SMORFIA DI DOLORE SI ACCASCIA ANCHE LUI E MUORE)

Duchessa: (CHIEDE PREOCCUPATA) sarà mai lo champagne che è andato amale?

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Contessa : Mon Dieu..l’abbiamo bevuto anche noi

Lefete: (COME OFFESO) non può essere….viene da una delle mie cantine..l’ho

selezionato io di persona

(Il MARCHESE A QUESTO PUNTO LANCIA UNO SGUARDO FUGACE ALLA MARCHESA COME SE AVESSE INTUITO LA TRAGEDIA)

Marchese: (COME SE VOLESSE TRANQUILLIZZARE GLI OSPITI) ma no vedeteche è successo solo a loro ..sarà qualcosa che avranno mangiato di la in cucina da soli

Mancini : (CHE ERA GIA’ IN PIEDI E CON IL VISO GIA’ SOFFERENTEGUARDA IL QUADRO POI PRENDE IL CALICE PASSA UN DITO SUL CALICE ASSAPORA E RICONOSCE IL SAPORE DEL VELENO POI CON VOCE SOFFERENTE ALLA MARCHESA)..ci hai avvelenati……assassina… si solo

un’assassina… c’hai ucciso a tutti e quattro… si… un’assassina come lo era tua madre…..una lavannara (una lavandaia))

Marchese : maestro..ma che state dicendo?

Mancini: (IN UN ULTIMO ATTO DI VENDETTA SVELA A TUTTI IL VEROMOTIVO DEL SUO ODIO PER LA MARCHESA E RIVOLTO AL MARCHESE) Si!

visiete sposato la figlia di una lavandaia che ha ucciso la vera Geraldina Beneduce che non conoscevate perché sposata per procura

Marchesa: (PRESA DI CONTROPIEDE E GUARDANDO I PRESENTI) ma ch’ stadicenn’, chist’ è pazz’… adda essere a pazzaria primm’ da mort’ (ma che sta

dicendo deve essere la pazzaria prima della morte)

Mancini:(SEMPRE PIÙ DOLORANTE E ORMAI IN GINOCCHIO, TRA ILSILENZIO DI TUTTI) no! non sono pazzo.. io…io sono il fratellastro di Geraldina… e mi sono introdotto in casa tua per smascherarti!

Marchese: (GUARDANDO LA MARCHESA) Geraldì..ma che sta dicenn’chist’(ma che sta diocendo questo)

Marchesa (PRESA IN CONTROTEMPO) nient’..nun sient’ ca nun sape chell’ cadic’ pecchè sta murenn’ (non sa quello che dice, perché sta morendo)

Mancini: (PIEGATO SU SE STESSO) si! sto morendo..ma morirai pure tu etutti questi nobili di merda ( SI ACCASCIA DEFINITIVAMENTE A TERRA MORENDO)

Marchesa:ahahahhhaha(ESPLODE IN UNA FRAGOROSA RISATAAVICINANDOSI AL MANCINI E AVENDO GLI ALTRI INVITATI ALLE SUE SPALLE, RIPETE L’ULTIMA BATTUTA DEL MANCINI)) vuie murit’ accis’…..tutt’

quant’ vuie…(voi morite uccisi tutti quanti, voi) (RIDE)..”o maèèè’” ….(RIDENDO)

chi vo a mort’ e l’at….a soie stà aret’ aport’ (maestro, chi vuole la morte degli

altri, la morte sua sta dietro la porta) (CONTINUA A RIDERE …UNA RISATA60


CHE SA PIU’ DI PERSONA CHE HA PERSO IL LUME DELLA RAGIONE , MA ALL’IMPROVVISO VOLGENDOSI NOTA CHE GLI ALTRI NOBILI, TUTTI, COMPRESO SUO MARITO SONO ACCASCIATI FACCIA SUL TAVOLO…SENZA VITA, QUINDI SI FERMA NELLA RISATA LI GUARDA UN ATTIMO POI SI

AVVICINA                  SQUOTENDOLI)…ch’at’passat’                          tutt’quant’…c’at’passat’.

Attiliooooo..rispunnm’’’…(GRIDANDO)..rispunnm’….

(SI RENDE CONTO CHE IL MANCINI HA DETTO IL VERO CHE HA AVVELENATO TUTTI E CHE LEI SARA’ LA PROSSIMA A MORIRE QUINDI CON TUTTE E DUE LE MANI CONTEMPORANEAMENTE SI SCHIAFFEGGIA IL VISO)…m’aggio fatt’ fa…(mi sono fatta fare)(ACCASCIANDOSI COSI SU UNA SEDIA, POI RIVOLTA ALLA MADRE DEFUNTA CON UN ULTIMO SFORZO PRIMA DI MORIRE)….Mammà…è stat’ bell’ a fa’ a “Marchesa”…(mammà è statobello a fare la marchesa)…(POGGIA LA TESTA SUL TAVOLO E MUORE)

(SI SENTIRÀ’ UNA MUSICA DRAMMATICA DOVRÀ ESSERE UNO STACCO MUSICALE MOLTO BELLO, CHE COINVOLGERÀ IL PUBBLICO, DURERÀ TRA I CINQUE/DIECI SECONDI AL MASSIMO)

Scena 9°

Personaggi : Mancini, Duca, Lefete, Contessa,Duca, Duchessa, Marchesa,Marchese, Giuseppe, Gertrude, Gennaro, Annuccia e poi Dott. Ferrante

(ENTRA IN SCENA ANNUCCIA SEGUITA DAL DOTTORE)

Annuccia : trasit’ dottò… venit’ appriess’ a me (entrate dottore, seguitemi)

(LA SCENA CHE GLI SI PRESENTA D’INNANZI E A DIR POCO APOCALITTICA, IN UN PRIMO MOMENTO I DUE RIMANGONO SENZA PAROLA, SCORRENDO CON LO SGUARDO TUTTA LA SCENA, FINO QUANDO ANNUCCIA NON VEDE IL CORPO DELLA MADRE )

Ferrante :Piccerè..ma che è succies’?

Annuccia : (PORTANDOSI LE MANI IN VOLTO) ahhhhhhhh mammààààààà ( SIPRECIPITA VERSO IL CORPO DELLA MADRE) mammàààà che st’ato… che t’hann’ fatt’… mammmààààà(NELLO STESSO ISTANTE SI RENDE CONTO CHE ACCANTO AL CORPO DELLA MADRE C’È ANCHE QUELLO DEL PADRE) papà paàààà (SCOPPIA IN UN PIANTO DISPERATORIO) pure tu si muort’, parlat’, ch’è stat’ ahhhhhhhh

(CONTEMPORANEAMENTE IL DOTTORE IN SUCCESSIONE SI AVVICINA A TUTTI I CORPI VERIFICANDONE LA MORTE)

Annuccia :dottò’…. ma ch’è succies’?…..facit’ cocc’ cosa

Ferrante  :ma che devo fare……. qua sono tutti i morti.. tutti… non se n’è

salvato nemmeno uno.. il marchese…. la marchesa.. tutti quanti morti…(NOTA

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I CALICI) Qualcuno tiene ancora il calice tra le mani. (ALLA RAGAZZA) Si stava festeggiando qualcosa?

Annuccia :(SEMPRE TRA LE LACRIME) si..o’ compleanno da signora Marchesa

Ferrante: (SI AVVICINA AL CORPO DI GERTRUDE E GIUSEPPE EPERPLESSO NOTA CHE I DUE HANNO I CALCI VICINO) e pure tua madre e tuo padre stavano brindando? Mi pare un fatto così strano (POI SI ACCORGE DI UN ALTRO CORPO, QUELLO DI GENNARO) pure il giardiniere stava brindando?

Annuccia:( CHE NON SI ERA ACCORTA DI GENNARO, SI FA IL SEGNO DELLACROCE) Madonna Mia… pure Gennaro…so muort’ proprio tutt’ quann’…(PAUSA)… so rimast’ ie sola (SI PORTA LE MANI IN VOLTO E SEMPRE RIVOLTA VERSO IL PUBBLICO SI CHINA SUL CORPO DELLA MADRE)

(IL MEDICO FERRANTE GIRA PER LA SCENA QUASI CERCANDO DI INVESTIGARE SU COSA POSSA ESSERE ACCADUTO, PENSANDO TRA SE. NEL MENTRE FA CIO SI DEVE SENTIRE LA VOCE REGISTRATA DEL DOTTORE, CHE IN SILENZIO VAGA PER LA SCENA IN CERCA DI INDIZI)

Voce di Ferrante fuori campo : ..e che può essere stato… vediamo un po’…tutti stavano festeggiando…(CONTA I CALICI) uno..due.. tre ..quattro.. cinque.. sei ..sette..otto…nove….e dieci… stavano brindando tutti… pure i

servi…. La cosa mi fa specie…servi e nobili insieme…. aveva essere una grande

femmina sta marchesa…. una vera signora.. (POI IL SUO SGUARDO CADE

SULLA BOTTIGLIA DI CHAMPAGNE ORMAI VUOTA, CORRE LA VA A PRENDERE E LA ALZA IN CIELO QUASI A GUARDARNE IL CONTENUTO, ANNUSA) Ecco deve essere stata lei l’assassina… una bottiglia di Champagne…. deve essere andata a male ed è diventata veleno….. Può

succedere….Quasi         da    non     credere…      un     vino    che     viene     dal    paese      della

rivoluzione….  ha  portato  la  morte  in  una  casa  dove  non  c’èra  bisogno  di

rivoluzione       per     avere      l’uguaglianza….perchè           qua     erano      già    tutti     quanti

uguali…nobili e servi…servi e nobili

(FERRANTE VOLGENDO LO SGUARDO AL PUBBLICO E ANDANDO A PROSCENIO RITORNA A PARLARE, DICENDO LE ULTIME BATTUTE)

Ferrante :….come è strana la vita…a volte la giustizia divina è cieca…..bahh…vo

dicer’  ca  accussì  adda  ie(vuol  dire  che  così  deve  andare)….e  cosi  sia!  (fa  un

inchino di saluto verso il pubblico)

(CHIUDE IL SIPARIO)

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