Io e Casanova

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IO E CASANOVA

Saverio Siciliano

sicilianosa@gmail.com

Tel. 3381659061

Tutelato dalla S.I.A.E posizione N. 206203

PERSONAGGI


Stefano

Alfredo

Casanova

Elisa

Genoveffa

Rossana


Ragazzo timido

Condivide casa con Alfredo

Fantasma e in persona

Amica di Stefano

Vicina di casa bruttissima

Amica di Alfredo


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Interno di un appartamento. Fondale deve essere nero per l‟attore che si mimetizzerà. Un divano, una poltrona, una libreria e qualche altro mobile a scelta del regista o del scenografo.

All‟apertura del sipario Stefano è sdraiato sul divano che legge un libro, mentre Alfredo sta spolverando i mobili e vari oggetti. Indossa un grembiule con la pettorina. Alfredo nasconde la sua omosessualità, ma viene scoperto dal comportamento e da piccoli gesti femminili.

Alfredo: Cos‟è che stai leggendo di così interessante?

Stefano: (Continuando a leggere)Le avventure e gli amori di Casanova.

Alfredo: Come mai l‟interesse per queste letture?

Stefano: (Buttando il libro verso il fondale nero e sedendosi)Come mai, come mai, come mai.Quando incontro una ragazza non riesco a mettere quattro parole insieme. Non so cosa mi succede, mi blocco. Non mi viene in mente nessuna frase accattivante. L‟unica cosa che mi viene in mente: ”Oggi è una bella giornata”. C‟è qualcuna che mi prende per i fondelli e quando mi vede chiede: “Oggi come sarà la giornata?” Mi sono dato a queste letture per prendere qualche idea su cosa dire, come iniziare un discorso, essere galante, dire parole ricercate. Insomma cerco di non dire cose banali.

Alfredo: (Nervosamente).C‟è qualche ragazza che ti interessa in particolare?

Stefano: Siè la mia amica dell‟università.

Alfredo: La conosco? Come si chiama?

Stefano: Si chiama Rossana.

Alfredo: Ah, si la conosco.…Hai scelto bene, è veramente una bella ragazza.Seppure un po‟smorfiosa. … Ma hai incominciato ad avere qualche approccio con lei?

Stefano: Ho tentato, ma mi va sempre male. Oltre a impappinarmi nel parlare, capitano anche ledisgrazie.

Alfredo: Perché cosa ti è successo?

Stefano: L‟altro giorno l‟ho incontrata per caso in centro e per tornare a casa abbiamo preso untaxi. Quando siamo arrivati a casa sua, io per fare il gentiluomo, sono sceso è ho aperto la portiera. È scesa ed ho chiuso subito la portiera e l‟autista è partito di corsa.

Alfredo: Bene, bravo cosa c‟è di male in tutto questo.

Stefano: Solo che un lembo di gonna è rimasto nella portiera ed è rimasta in mutande.

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Alfredo: (Scoppia a ridere)Ah, ah, ah. Chi sa che spettacolo. Immagino la scena come sarà stata.Lei cercava di coprirsi e tu non sapevi cosa fare. Ah, ah, ah … Si è arrabbiata?

Stefano: Moltissimo! Fortunatamente avevo il maglione e l‟ho coperta.

Alfredo: Non dirmi che con questa occasione sei entrato in casa!.

Stefano: Macché! Non mi ha fatto nemmeno avvicinare al portone. Il maglione me lo ha restituitolanciandolo dalla finestra. Fortunatamente, il giorno dopo si è calmata.

Alfredo: Allora, leggere quel libro di Casanova non ti è servitoa niente? … Ma cosa vai a leggerequelle stupidate, quelli erano altri tempi. … E poi chissà se quel Casanova le avventure che racconta le ha avute veramente. (A questo punto il libro si solleverà e verrà scagliato conto Alfredo) Ma sei scemo? Perché mi hai tirato il libro?

Stefano: Sei andato fuori di testa? Come faccio a tirarti il libro se sono qui?

Alfredo: Adesso vuoi vedere che lo scemo sono io?. Siamo qui io e te, mi arriva il libro in testa enon sei stato tu. Allora dammi una spiegazione plausibile, come ha fatto ad arrivarmi il libro in testa?

Stefano: Te lo giuro non sono stato io, sarà caduto.

Alfredo: Va bene diciamo che è caduto(facendo un grande gesto eloquente).…Ti perdono perchéti voglio bene.

Stefano: Non ho nessuna ragione di tirarti il libro.

Alfredo: Senti lasciamo perdere, non vorrai stare a parlare tutto il giorno di questo? … ComunqueCasanova ha scritto le sue avventure, ma sono frutto della sua fantasia, altrimenti ci sarebbe stato qualche scrittore o qualche storico di quell‟epoca che avrebbe riportato qualche gossip.

Stefano: Forse non ti rendi conto che a quell‟epoca non c‟era “Novella 2000” o altri giornali digossip. Non c‟erano i paparazzi a ogni angolo di strada che ti fotografavano. Non c‟erano giornalisti a caccia di notizie piccanti. L‟unico mezzo che aveva Casanova per passare alla storia, era quello di scrivere le proprie memorie. Le avventure sono belle quando le puoi raccontare e lui l‟ha fatto scrivendo. Certamente, per paura della vendetta di qualche marito cornificato, non poteva scrivere esplicitamente i nomi delle dame che si sono a lui concesse. Alcuni storici, hanno anche dato un nome e un volto alle dame sconosciute.

Alfredo: E tu che ci credi. Questo è tutto frutto della sua fantasia. Gli sarebbe piaciuto che la damapresa di mira concedesse le sue grazie, ma probabilmente non osava nemmeno avvicinarsi (Alle spalle d„Alfredo, un piatto si alza vola e va a colpirlo). Ma sei scemo? Hai deciso di mandarmiall‟ospedale?

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Stefano: Che cosa è successo? Perché hai rotto il piatto?

Alfredo: Cosa fai adesso, giri la frittata? Fai lo gnorri? Prima il libro, adesso il piatto. Oggi sei unpo‟ strano è meglio che esco prima che ti venga in mente lanciarmi i coltelli.

Stefano: Oggi hai le allucinazioni! Io non ho lanciato assolutamente nulla!

Alfredo: E allora gli oggetti si mettono a valore da soli? … Ma fammi il piacere di non negarel‟evidenza.

Stefano: Te lo giuro, non riesco a capire come sia potuto accadere.

Alfredo: Senti facciamo una bella cosa, io esco così ti calmi. Nel frattempo, riavvolgi il filmato diquello che hai fatto in questi cinque minuti e vedi quello che è successo.

Stefano: Quale filmato? Stai farneticando. … Poi quello strano sarei io.

Alfredo: (Prende il suo borsello a tracolla e uscendo). Torno più tardi quando sarai rientrato in te.

Stefano, rimasto solo, prende il cestino dell‟immondizia, la paletta e la scopa, inizia a raccogliere i cocci del piatto e parlando da solo.

Stefano: Quello è impazzito, chi sa cosa avrà oggi. Meno male che è andato via, altrimenti sarebbefinito a botte. Chi sa perché ha rotto un piatto dandomi la colpa? Sarà forse geloso di Casanova? (Prende il libro da terra e guardandolo). Caro Casanova, sai cosa ti dico? Probabilmente Alfredonon ha tutti i torti. Da te non imparerò mai niente.

Così dicendo, butta il libro nel cestino. Immediatamente una nuvola di fumo si alza. Il libro volando torna tra le braccia di Stefano e quando si dirada il fumo, appare Casanova con gli abiti del 700.

Stefano: Oh! Mamma che cosa sta succedendo? Chi sei?

Casanova: Insolente di un somaro, hai anche l‟ardire di chiedere chi sono? Sono colui che hascritto quel trattato d‟amore che stringi tra le mani. Hai letto quelle pagine, ma non hai capito nulla perché sei soltanto un somaro! Se lo leggerai più attentamente, scoprirai la vera arte della seduzione.

Questo personaggio gesticola molto, non sta mai fermo, si continua a sedere ed ad alzarsi dalle poltrone o divano, è molto irrequieto. Deve dare l‟impressione che stando racchiuso da lungo tempo in un libro, approfitta della situazione per rimettere in movimento tutti i suoi arti e il corpo.

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Stefano: (Spaventato, balbettando)Tu, tu sei un fantasma? Non farmi del male. Non volevobuttarlo via, lo avrei ripreso e messo nel posto d‟onore. Si, si hai ragione tu, dovrei leggerlo più attentamente.

Casanova: Taci coniglio! Altrimenti ogni parola che esce da quella sgradevole bocca, aggrava latua posizione. Sei tremante come una foglia, balbetti come uno stolto e pretendi che le donzelle si avvicino a te? Nemmeno sugli eunuchi faresti colpo col tuo fare.

Stefano: (Prendendo coraggio)Signor Casanova è per questo che ho acquistato il suo libro perapprendere le sue tecniche amorose e per vincere la mia timidezza. Ora che si è mostrando spero che mi darà qualche lezione di seduzione.

Casanova: Caro giovanotto, a questo ci devo pensare.…(Subito dopo)Ecco, sì ho già pensato. Lamia mente non si è arrugginita col tempo. Posso ancora esaminare la situazione, in un breve lasso di tempo. … Il mio ragionamento è questo: Se stavi leggendo il mio libro, vuol dire che hai avuto fiducia in me. Vuoi carpire i miei segreti. Vuoi calcare le mie orme. Or bene, è per questo che ti aiuterò ad essere un vero seduttore. … Ma …

Stefano: Ma?

Casanova: A patto che manterrai le dovute distanze e mi chiamerai maestro.

Stefano: Si maestro farò tutto quello che vuole;l‟importanteè che abbia fine la mia verginità.

Casanova: (Scoppia a ridere)Ah , ah, ah …Ancora vergine? Incredibile alla tua età sei ancoravergine? Quanti anni hai, fanciullo?

Stefano: Ne ho solo 21.

Casanova: Non mitigare la tua colpa con quel “solo”. Io, alla tua età, avevo già sollazzato più di 21dame e damigelle.

Stefano: Beh, adesso, caro maestro non esageri! Altrimenti devo credere a quello che ha detto ilmio amico, che le sue avventure sono frutto della sua fantasia.

Casanova: Di chi parli? Forse di quel cialtrone che è appena uscito? Mi piacerebbe sapere conquante fanciulle ha giaciuto. Tu hai questa informazione in merito?

Stefano: Ora che ci penso non abbiamo mai parlato della sua vita amorosa. … Non saprei dire.

Casanova: Al momento ha qualche contatto?

Stefano: Ha tante amiche, ma nulla di serio.

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Casanova: Bando alle ciance. Non perdiamo tempo a parlare di quel cialtrone. Torniamo al tuocaso. (Gli gira intorno) Ora che ti guardo bene, sei proprio messo male! … Ma guarda che strano abbigliamento. Hai solo questi cenci o altri più consoni a un nobile uomo?

Stefano: Questi sono abiti moderni. Siamo nel terzo millennio. Non ci vestiamo più con le trine emerletti.

Casanova: Terzo millennio? … Come passa il tempo. Comunque, avete degliorrendi gusti nelterzo millennio. … Al momento tralasciamo questo dettaglio e passiamo alla prima lezione. … Dunque, le donne più facili da conquistare sono quelle più vecchie o quelle più giovani di noi. Le prime quando un giovane presta le sue attenzione, la dama torna all‟età di quando era donzelletta. Sulle prime fa una velata resistenza, ma poi s‟avvinghia e ti mostra tutto il suo repertorio nell‟arte dell‟amore. Le più giovani, all‟apparenza, sono più delicate. Vedono in te una figura protettiva. Ai tuoi occhi appare come un fiore da cogliere, ma quando l‟hai colto t‟accorgi che è un fiore già sbocciato. … A queste donne non è necessario dire molte parole, è sufficiente il tuo sguardo, i tuoi gesti. Fare attenzione a piccoli accorgimenti. … Come baciare la mano, cedere il passo, avvicinare la sedia quando si siede. Senza tralasciare di lanciare sguardi languidi e qualche sfuggevole carezza.

Stefano: Si, questo riesco a farlo, ma bisogna dire anche qualcosa, non voglio essere banaleparlando del tempo o della salute. Leggevo il suo libro, per imparare qualche frase d‟amore senza che inciampi alla prima parola. Davanti a una bella ragazza vorrei essere brillante, fluente nel linguaggio, avere la battuta pronta. Non so se tutto questo si può imparare, ma io ci tento.

Casanova: Hai già in mente qualche donzella da conquistare?

Stefano: Si ne avrei una.

Casanova: Che età ha questa tua dama..

Stefano: Ma, veramente è una mia compagna d‟Università.

Casanova: Allora è una tua coetanea. Questo complica il mio insegnamento perché abbiamo unaforte concorrenza d‟affrontare. … Ma io sono Casanova, con la pazienza e perseveranza, sono riuscito a conquistare le donne più restie. Nessuna donna è indifferente di fronte a un uomo innamorato. Bisogna avere solo costanza.

Stefano: Si, ma lei non si chiama Costanza, si chiama Rossana.

Casanova: Ti ho definito un asino e tale ti dimostri. In questo caso costanza non è un nome, ma èun sinonimo di pazienza. … Hai detto che si chiama Rossana?

Stefano: Sì maestro è il suo nome.

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Casanova: Codesto nome non suona del tuttonuovo alle mie orecchie. Lasciami pensare. … Eccosì ora mi sovviene. Codesta dama è la donna amata dal mio amico Cyrano Conte de Bergerac. Fine dicitore, Poeta dell‟amore. Come dimenticare la frase: “Cos‟è un bacio? È un apostrofo rosa tra le parole t‟amo”. Con questa frase ho conquistato tante dame. … Ma lui, poverino, a torto si vergognava della sua protuberanza. Se avessi avuto io quel dono della natura, l‟avrei mostrato con fierezza perché le Signore vedendo l‟enorme naso, incuriosite avrebbero voluto vedere anche la dote nascosta. Invece, poverino, del suo amore è rimasto insoddisfatto. … Dimmi amico, non avevi detto che era una tua coetanea? Come mai l‟interesse di questa donna d‟altri tempi? Va bene che ho detto che le donne mature sono più facili, ma qui si sta esagerando. … (Non avendo risposta, vede Stefano spossato sul divano) Cosa fai, asino sdraiato sul divano? Ti sto forse annoiando? Sei tu chemi hai evocato per darti degli insegnamenti e tu non mi ascolti nemmeno.

L‟attore che impersona Stefano, mentre Casanova recita il suo monologo, cerca in tutti i modi di fermarlo con gesti ampi per dire la sua. Alla fine non ottenendo nessuna attenzione, stanco, si accascia sul divano. Quando viene interpellato; è infuriato, e inizia a fare il suo monologo. Mentre parla va minaccioso verso Casanova il quale indietreggia.

Stefano: Senti damerino dei miei stivali, è da mezz‟ora che cerco di fermarti per dirti che la ragazzain oggetto si chiama Rossana e non ha nulla a che fare con la mummia dei tuoi ricordi. Da ora in poi, cerca di frenare la tua lingua altrimenti sarò costretto a rimetterti nel libro e rimandarti da dove sei venuto. Un chiacchierone come te non mi è d‟aiuto.

Questa volta è Casanova che va minaccioso verso Stefano che indietreggia.

Casanova: Ragazzo, ti ho già detto di portarmi rispetto e non usare quel tono con me. Sei tu che mihai invocato e io per dovere ti sono apparso. Ora se vuoi l‟aiuto che hai richiesto, io sono ai tuoi voleri, ma attento, sono un fantasma e posso sparire a mio piacimento.

Come un balletto, Stefano minaccioso fa indietreggiare Casanova.

Stefano: Non ti ho invocato ma sei tu che mi sei apparso spontaneamente.

Casanova: Allora se non hai bisogno di me, toglierò il disturbo così resterai vergine per tutta lavita. Non starò qui un minuto in più a subire degli insulti da parte tua.

Stefano: (S‟arrende)No aspetta, hai ragione. Perdonami non volevo offenderti. Ho bisogno dei tuoiinsegnamenti.

Casanova: Benissimo! Ora ripristiniamo le distanze e da ora in poi farai quello che ti dico.

Stefano: Va bene maestro, dimmi quello che devo fare che lo farò.

Casanova: Bene siediti e iniziamo.(Casanova passeggerà su e giù, mentre Stefano sarà adascoltarlo come se pendesse dalle sue labbra.) Caro amico, come ti dicevo, per conquistare le

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damigelle, non è necessario dire mille parole, parole non tue, parole vuote senza significato, parole prese in prestito di qui o di la. Ma basta solo un sorriso, un alzata di sopracciglia, un gesto d‟intesa, un bacio soffiato. … E‟ ovvio che questo è solo un approccio, poi devi parlare. Quando inizi a parlare non devi mai iniziare con parole come: “Dal primo momento che ti ho visto, ecc. ecc. ecc.”

…Oppure con: “cuore, amore, luna, mare” e altre banalità. … Devi sapere che le donne sono tutte vanitose, inizierai a parlare della loro eleganza, del loro buon gusto nel scegliere l‟abbigliamento, gli accessori, il trucco. Non bisogna mai essere volgare. Alla fine, esprimi il desiderio di essere accompagnato da lei a un ballo, o al teatro od a un ricevimento elegante. Vedrai che si concederà spontaneamente e tu, senza indugio, penetrerai nelle stanze proibite perdendo la tua verginità.

Stefano: Maestro, Lei fa tutto facile perché ha una certa esperienza, ma io ho bisogno diun po‟ dipratica magari con una ragazza in carne ossa. Il mio problema è proprio l‟incapacità d‟aprir bocca al cospetto di una ragazza.

In questo momento entra in scena Alfredo con Elisa. Elisa è una ragazza carina, indossa un abito estivo senza maniche, largo e chiuso da un solo bottone automatico posto dietro al collo in modo che sbottonandolo, l‟abito scivolerà facilmente da dosso all‟attrice lasciandola in reggiseno e mutandine. Naturalmente Casanova è invisibile agli ultimi arrivati.

Alfredo: Entra Elisa. Ti posso offrire qualcosa da bere?

Elisa: Si grazie,ho sete se c‟èun buonbicchiere d‟acqua, preferisco.

Casanova: Chi è costui con questa deliziosa fanciulla?

A questo punto ci sarà un accavallamento di domande e risposte tra i personaggi. Le risposte che darà Stefano vanno bene sia a Casanova che Alfredo.

Alfredo: (Rivolgendosi ad Elisa, da la risposta a Casanova)Lui èl‟amico con cui condividolacasa. (Ad Alfredo) Sei ancora con quel libro in mano? Ma buttalo via che non serve a nulla.

Alfredo sta per andare a versare l‟acqua, Casanova a sentire “buttalo via” il libro, sta per dare un calcio ad Alfredo, e Stefano prontamente a Casanova:

Stefano: No, non farlo.

Alfredo: Bè! Non ti scaldare molto, se vuoi versare tu l‟acqua, fallo pure.…E già, stai leggendoquel libro che t‟insegna le buone maniere.

Casanova: Puoi fare l‟esperimento con questa donzella.

Stefano: (A Casanova)No, non posso farlo.

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Alfredo: Allora ti vuoi decidere? … Lascia perdere lo faccio io.(Stefano e Alfredo, si avvicinano almobile dove ci sono i bicchieri con alcune bottiglie).Elisa, Vuoi l‟acqua liscia o gassata?

Casanova: Perché non vuoi farlo?

Alfredo: Stefanovuoi anche tu un bicchier d‟acqua?

Stefano: (Brusco a Casanova) No, non voglio e basta!

Alfredo: Sei nervoso oggi, volevo farti solo una gentilezza.… A già, dimenticavo. Sei impacciatoquando è presente una bella ragazza.

Stefano: Scusami non stavo rispondendo a te.… E poi io non ho nessun problema alla presenza diuna ragazza.

Alfredo: Oggiti vedo un po‟ nervoso e un po‟ strano. Se non rispondevi a me con chi staviparlando?

Casanova: Il soggetto è ideale.

Stefano: No, lasciami stare! …(Ad Alfredo)Oh scusa non parlavo con te.

Alfredo: (Portando il bicchiere d‟acqua ad Elisa)Stefano, se non ti conoscessi bene, direi che oggiti sei fumato qualcosa.

Casanova: Uno è di troppo.

Stefano: (A Casanova)Quello sei tu. … Scusami, scusami, scusami. È vero oggi sembro matto manon sono io è qualcuno che si è impossessato di me.

Elisa: Sei stato impossessato? Ci sono gli spiriti qui?Io sono appassionata dell‟occulto.

Stefano: (Balbettando)No, no, mi sono sbagliato, non sono stato impossessato,ma c‟èunapresenza che mi disturba.

Elisa: Se sono io quella presenza, posso andare anche via.

Casanova: Non farla andare via, inizia il tuo percorso, digli “se vai via, mi spezzi il cor”.

Stefano: (c.s.) Se vai via mi spezzi il coll.

Elisa: (Ad Alfredo)Ma cosa sta farfugliando? Per me è stato impossessato.

Casanova: Sei proprio un asino! Non sai ripetere nemmeno quello che ti suggerisco.

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Alfredo: Stefano, sarai mica geloso. Elisa è una cara amica non c‟è nulla tra di noi.

Stefano: Cosa centra questo? Figuriamoci se sono geloso.  Stai tranquillo servoio l‟acqua.

Alfredo: Lascia stare, altrimenti chi sa che altro mi combini.

Si avviano contemporaneamente a versare l‟acqua. A questo punto Casanova si smaterializza, quello visibile rimane immobile in scena. Arrivati nelle vicinanze, il bicchiere viene sollevato dall‟attore sul fondo e versato addosso ad Alfredo. Stefano quando vede il bicchiere che si solleva da solo, intuisce quello che sta succedendo e cerca di seguirlo, inutilmente, con la mano. Alfredo pensa che sia stato Stefano.

Alfredo: Ma sei proprio scemo. Guarda cosa mi hai fatto, mi ha bagnato tutto. Che cosa ti salta inmente oggi, sei veramente strano. Ho ragione a dirti che sei fuori di testa. Ora devo cambiarmi. (Così dicendo esce).

Casanova: (Rientra nel suo corpo. Questo movimento deve essere come se si stia a infilare unacamicia di forza). Sono rientrato nel mio involucro. (A Stefano) Che cosa fai li in piedi? Siediti,continua la lezione, approfitta che non c‟è il tuo amico. Comincia a mandare i segnali d‟amore.

Stefano imbarazzato si siede alla poltrona con lo sguardo basso. Elisa incuriosita lo guarda con un certo timore.

Casanova: Alza lo sguardo, non vedi che ti sta osservando? Guardala negli occhi, fai lo sguardolanguido, alza una sopraciglia, manda un segnale d‟intesa, fai qualcosa.

Stefano cerca di eseguire gli ordini, ma il risultato sono solo delle ridicole smorfie. Elisa lo guarda con un certo terrore.

Casanova: Alza il tuo delicato sederino e vatti a sederle di fianco. Su, su, su, muoviti.

Casanova si smaterializza, Stefano si alza per andare a sedersi sul divano. Elisa vedendo che Stefano si alza, butta il bicchiere che ha in mano e corre dietro al divano.

Elisa: Cosa mi vuoi fare. Sei un maniaco, mi stai spogliando con gli occhi.

A Questo punto l‟attore invisibile sbottona l‟unico bottone e fa scivolare verso il basso l‟abito lasciando Elisa in reggiseno e mutandine. Elisa, naturalmente, grida spaventata e Alfredo rientra di corsa.

Alfredo: Cosa sta succedendo.

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Elisa: Il tuo amico è un maniaco, mi stava spogliando con gli occhi e non so come ha fatto, ci èriuscito.

Alfredo: (A Stefano)Non pensavo che eri un maniaco. Va bene che sei affamato di donne, maarrivare a spogliarle così mi sembra che hai esagerato.

Casanova: (Rientrando in se)Mai visto una fanciulla di tale fattezze.

Stefano: Taci tu!

Alfredo: Ah, adesso devo anche tacere. Elisa è meglio che andiamo, mi scuso per lui, non si è maicomportato in questo modo.

Alfredo prende Elisa per il braccio e s‟avvia verso l‟uscita. Stefano cerca di parlare, ma le parole non gli escono dalla bocca e cerca di farsi capire a grandi gesti.

Stefano: (Finalmente si sblocca)No,non sono stato io, è stato Casanova.

Alfredo: Ma fammi il piacere racconta un‟altra favola.Ti ho già detto che quel libro ti stamandando in confusione. Se fossi in te, quel libro lo brucerei! (Esce).

Stefano sbarra la strada a Casanova che stava per colpire Alfredo.

Stefano: Mi hai fatto fare la figura da cretino. Poi mi vieni a raccontare di buone maniere, leattenzioni. … Guarda cosa hai combinato a quella ragazza.

Casanova: A te viene spontaneo mostrarti da cretino, non hai bisogno di lezioni…sei nato così.(Parlando tra se). Certo che ora basta poco per denudare una donna; basta un bottone e hai tutto aportata di mano. Con le donne dei miei tempi, prima di arrivare all‟obbiettivo, c„erano mille ostacoli con corsetti, nastrini, lacci e laccetti … e così via. … (A Stefano) Bene, continuiamo la lezione che abbiamo interrotto.

Stefano: Ora che ci penso forse sarà meglio che interrompiamo le lezioni caro maestro dei mieistivali. I suoi metodi non sono più validi per i tempi moderni.

Casanova: E no! Non puoi licenziarmi in codesto modo, hai chiesto aiuto e io porterò fino in fondoil mio compito. Ti dimostrerò che i tempi non sono cambiati. Le dame gradiscono sempre essere corteggiate ed ascoltare frasi romantiche. … Se mi ritiro, non onoro il mio nome. Ho deciso che conquisterai la tua dama, e così sarà fatto.

Stefano: Va bene, a condizione che non combini altri guai.

Casanova: Ho una curiosità: mi sai spiegare come i giovani moderni conquistano le loro donne?Penso che sarà facilissimo dato la facilità di denudarle.

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Stefano : Beh! Non è così facile come tu pensi. …Ecco, faccio  un esempio: Io vedo una ragazza.

Mi avvicino e le dico: “ciao sono Stefano e tu come ti chiami?” Lei mi dice il suo nome, parliamo di cosa piace come musica, cinema, teatro, quali sono le nostri passioni, e poi l‟invito ad uscire.

Casanova: Perché l‟inviti a uscire? Adesso quelle cose si fanno in strada come i cani? Ai mieitempi eravamo più riservati. Lo facevamo in casa. Lo si faceva sull‟ottomano, sul pavimento, sul tavolo della cucina. Insomma lo facevamo dappertutto, ma sempre in casa.

Stefano: Anche oggi lo facciamo in questi luoghi, ma è un modo per avere un approccio piùconfidenziale. Nel 700 lei mandava alle donne, per conquistarle, lettere o bigliettini con frasi d‟amore. Oggi portiamo le ragazze in discoteca, al bar, in pizzeria, al pub o altri ritrovi, Insomma uscire insieme vuol dire andare in qualche locale per un rapporto più confidenziale e conoscersi meglio.

Casanova: Questi luoghi sono a me sconosciuti. Ai miei tempi bastava serrare la porta della camerada letto e assicurarsi che i mariti non fossero in casa.

Suonano alla porta.

Stefano: (Alla porta)Chi è?

Genoveffa: Sono io Genoveffa. Puoi aprire un attimo, ho bisogno di una cosa.

Stefano: Ora ci mancava anche questa.

Casanova: Cosa odono le mie orecchie! Una voce di fanciulla che chiede di entrare. Il fatobenevolo ci manda giù dal cielo questa creatura. Apri non indugiare.

Stefano: Forse sarà meglio rinunciare. Con questa fanciulla, come la chiami tu, ti farà mancare lafavella e non riuscirai a dire nulla.

Casanova: Cosa intendi dire che è talmente bella che non avrò parole da suggerirti perconquistarla? Apri, non vedo l‟ora di dimostrare la mia dialettica con le donne.

Stefano: Io apro, ma non chiedermi di ripetere quello che dirai tu. Va bene tutto, ma non voglioilludere una ragazza col pericolo che mi rimanga attaccata.

Casanova: Ecco perché alla tua età sei ancora vergine. Perché ti fai mille scrupoli con le donne. Ledonne si devono conquistare, amare e poi farsi desiderare. … Prendi nota, di queste ultime parole, è un insegnamento. … Ed ora apri!

Stefano: Va bene, io apro, ma sotto la tua responsabilità.… Anzigirati, non vorrei che ti spaventi.E dai girati!

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Casanova esegue e Stefano apre la porta. Entra Genoveffa. Il personaggio dovrà essere interpretato da un attore imbruttendolo.

Stefano: Entri Genoveffa.

Casanova: Oh che dolce nome Genoveffa. Questo nome mi evoca Lancilotto. Il nome faimmaginare una bellez … (Si gira lentamente e la vede) Ooooh, ma che cosa è questo sgorbio della natura. Quasimodo al suo cospetto era mister universo.

Genoveffa: Non mi avevi mai fattaentrata qui … che bella casa!

Stefano: (A Casanova)Te l‟avevo detto io!

Casanova e Genoveffa: (In coro)Si ma non me la sarei mai immaginata così.

Stefano: E‟ sempre stata così.

Casanova: Io ho sempre guardato il lato buono di una donna, ma questa presumo che non abbianulla di buono.

Genoveffa: Si ma con due ragazzi soli, l‟immaginavo in disordine.

Stefano: (A Casanova)E adesso cosa facciamo?

Genoveffa: Fammi quello che vuoi. Sappi che sono ancora signorina.(Incomincia a seguireStefano che gira intorno al divano).

Stefano: (Seguito da Genoveffa)No, Genoveffa c‟è un equivoco.Non siamo da soli.

Genoveffa: So che sei timido e non fare il furbo con me. Ho visto Alfredo che andava via.

Casavova: Smettila di girare e mandala fuori.

Stefano: Ma tu aiutami:

Genoveffa: Non ti preoccupare, ti aiuto io, mi sono documentata con i filmini a luci rosse.

La prossima scena deve essere mimata da Casanova e Genoveffa, mentre Stefano continua a correre. Gli attori non si dovranno mai toccare. Il primo mimerà di dare calci nel sedere, spinte, schiaffi, alla fine presa per il colletto e sbattuta fuori di casa. Genoveffa asseconderà i movimenti di Casanova e mimerà di subire tutte le violenze descritte.

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Genoveffa: (Riceve dei calci)Si dai mi piacciono gli uomini violenti, maltrattami(viene spinta suldivano) Ecco si così fammi quello che vuoi. (Schiaffeggiata) Aaaah, come sei violento, come seiuomo. (Mima di essere presa da dietro al collo del vestito e spinta fuori) No, aspetta, cosa stai facendo? Non mandarmi via.

Casanova: (A Stefano)Apri la porta. Uno, due e tre.(Spinge con violenza fuori dalla porta).

Chiudi, presto. (Sbatte le mani come se li ripulisse dalla polvere). Non farla più entrare.

Chiusura sipario.

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SECONDO ATTO

All‟apertura del sipario, Stefano è seduto al divano che sta leggendo il libro di Casanova, mentre Alfredo sta facendo pulizie. Ha un grembiule da cucina, in una mano un detersivo da spruzzare e nell‟altra uno straccetto.

Alfredo: Che brutta figura mi hai fatto fare con la miaamica. … La prima volta che porto a casauna mia amica per fare quattro chiacchiere, tu fai il cretino. È una settimana che stai leggendo quello stupido libro e non hai ancora imparato nulla della galanteria. (Dalla libreria, cadono dei libri) Cosa succede? Stefano quante volte ti devo dire di mettere bene i libri nello scaffale! Li mettiin bilico e cadono. (Raccoglie i libri e li mette a posto).

Stefano: Io non metto mai i libri in bilico, so benissimo che cascano.

Alfredo: Allora il pazzo sono io. Ora i libri cadono da soli, senza ragione.

Stefano: Ecco, si, hai ragione.

Alfredo: Che sono pazzo?

Stefano: (S‟avvicina allo scaffale)No, che il libri cadono da soli! Ho sentito che i personaggidescritti nei libri, alcune volte si animano. È probabile che in uno di questi libri, si sia animato qualche personaggio.

Alfredo: Ad esempio, chi secondo te?

Stefano: Beh, ad esempio … Casanova.

Alfredo: Ma che fregnacce stai dicendo! Tu mi vuoi spaventare?(Un altro libro cade dalloscaffale). Ma che cosa sta succedendo?

Stefano: Ho appena finito di dirti che qualche personaggio si è animato (Alzando la voce ealludendo) …Casanova, adesso basta! Smetti di rompere le scatole.

Alfredo: E‟ inutile che fai queste scene, io non ci casco. Oggi hai deciso di spaventarmi, ma io noncado nella tua rete! Ti ho visto quando hai buttato il libro.

Stefano: Come fai a dire di aver visto, quando eri girato di spalle.

Alfredo: Anche se non ti ho visto, ma vicino allo scaffale ci sei tu…e non ci vuole una grandeimmaginazione per scoprire chi è stato. (Da ancora le spalle).

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Stefano: Adesso sono sicuro che non succederà più.(Minaccioso)Altrimenti …(Dallo scaffalecade tutta la fila di libri).

Alfredo: Altrimenti, cosa? Mi butti giù la casa? Se non sei stato tu, allora chiama l‟esorcista(togliendosi il grembiule con una certa rabbia. Lo appallottola e lo getta via). Nel frattempo io vado via e quando torno voglio trovare in ordine. Non sono il tuo schiavo. (Prende il suo borsello e va verso la porta).

Stefano: Ma no, non sono stato io, se te lo racconto non ci crederesti.

Alfredo: Non raccontarlo, è sufficiente quello che ho visto.(Esce)

Stefano: Vieni fuori, fatti vedere. …Se continui così, mi prenderanno per pazzo.…Dai vienifuori, non fare il codardo.

Casanova: (Apparendo)Ragazzo, non dire mai più che sono codardo! Io ho duellato con i migliorispadaccini infilzandoli tutti. Molti sono passati sul filo della mia lama per molto meno. Tu mi accusi di essere codardo quando tu sei timido come un coniglio. Non sei capace nemmeno di fare la corte a una dama.

Stefano: Mi hai chiamato coniglio? Mi hai chiamato coniglio? … Ora ti faccio vedere se sono unconiglio. (Prende il libro di Casanova).

Casanova: (Con sfida)Che cosa vorresti farmi? Asino che on sei altro!

Stefano: E smetti di chiamarmi asino! Tu sei un buono a nulla.…Vedi questo libro?

Casanova: (Con non curanza)Lo conosco benissimo, l‟ho scritto io.

Stefano: … E io lo brucio. Così tu brucerai con lui.(Prende l‟accendino e accende).

Casanova: No! Non farlo. Va bene, va bene non dirò più le parole a te indesiderate. Farò quello percui mi hai invocato.

Stefano: Aaaa? Finalmente ho travato il modo da farmi rispettare. Fino adesso sei stato inutile epoco rispettoso verso di me. In più mi hai fatto fare la figura da deficiente.

Casanova: E‟ tua natura essere così, io non ho aggiunto nulla.

Stefano: Cosa fai, ricominci?

Casanova: Va bene, rincominciamo da capo. Tu porterai rispetto a me. Io non sono avvezzo aessere trattato in modo sgarbato.

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Stefano: Tu sei avvezzo a non essere trattato in modo sgarbato, però sei avvezzo a umiliare ilprossimo.

Casanova: Non volevo umiliare nessuno, ma è il mio comune linguaggio parlando con i subalternie la servitù.

Stefano: Io nonsono né l‟uno e nemmeno l‟altro. Stai attento a come parli, altrimenti ti arrostiscocome un pollo.

Casanova: Terrò presente questa eventualità, cercherò di tenere a freno la mia lingua.

Suona il telefonino. Stefano vede chi chiama.

Stefano: (Si agita immediatamente).Oddio, è Rossana. Mi sta chiamando, chissà cosa vorrà? Omamma cosa le dico? Perché mi sta chiamando? (Il telefono continua a trillare). Forse è meglio che rispondo.

Casanova è incuriosito dal telefonino e continua a girare intorno a Stefano per osservare meglio quell‟oggetto a lui sconosciuto.

Stefano: (Decide di rispondere. Con timore).Prontoooo. … A, sei tu Rossana? … Si sono Stefano.

…Cosa vuoi fare? … Venire qui? Ma qui, qui da me? … Mi vuoi portare la lezione di oggi? … Va bene t‟aspetto. (Riprende la sua agitazione). Adesso arriva, e io cosa faccio, cosa le dico? E tu non stare li impalato dimmi quello che devo fare. Sei qui per questo.

Casanova: (Affascinato dal telefonino)Che cosa è quella trappola? È forse una sfera magica chevedi chi è? Perché si è messo a trillare senza motivo? Perché parli con qualcuno che non c‟è? Forse c‟è un altro fantasma? Impossibile, io lo vedrei.

Stefano: E‟ solo un telefonino, ora non ho tempo di spiegarlo. … Dai dimmi come mi devocomportare, cosa devo dire, cosa devo fare?

Casanova, è incuriosito dal  telefonino che lo strappa di mano a Stefano e in quel momento suona.

Casanova: Perché trilla? Non ho fatto nulla. Non sono stato io.(Butta il telefono sul divano. Cosìfacendo si sente la voce di Alfredo che continua a ripetere: “Pronto, pronto, sono io. Rispondi”.) Aiuto è intrappolato un uomo! Dove sarà non lo vedo. Bisogna aiutarlo.

Stefano: Dammi qua è Alfredo:(Ad Alfredo)ti chiamo io più tardi, ora ho da fare.

Suonano alla porta.

Stefano: E‟ già qua! E ora cosa faccio, cosa faccio.

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Casanova: Con eleganza, aprirai la porta, le prenderai la mano e la bacerai.

Stefano esegue, ma sull‟uscio appare ancora Genoveffa, la quale si è cambiata d‟abito, si è truccata pesantemente ed ha un ridicolo cappellino con la veletta.

Stefano: Sei tu? Cosa fai ancora qui? ... vai via subito!

Genoveffa: Non puoi rifiutare, mi sono fatta bella per te.

Stefano: Se tu conoscessi il significato della parola “bella” non la useresti indicando te. Ora vai viaimmediatamente che sto aspettando una persona.

Mentre Geoveffa si avvicina a Stefano cercando di afferrarlo, Casanova la prende per il collo dell‟abito e la spinge fuori con una pedata. (Questo deve essere tutto mimato)

Casanova: Ma questa è appiccicosa proprio come una cozza.

Fuori campo si sentirà un tonfo con dei rumori di un rotolamento di un corpo sulle scale.

Genoveffa: (Fuori campo)Aiuto, aiuto. Ahia, oh, ahi, ahia mi sono rotta una gamba!

Casanova: Finalmente, almeno per un po‟ ce la siamo tolta dai piedi. … Dunque stavamodicendo?Ah, già. La prossima volta prima d‟aprire, chiedi chi vuole entrare nella tua dimora. Poi apri la porta e baci la mano.

Stefano: No, non può funzionare il baciamano. Tutte queste smancerie non funzionano più.

Casanova: Taci uomo di poca fede, vedrai che funzionerà, perché alle donne piacciono questegalanterie. … piuttosto, descrivimi com‟è questa fanciulla.

Stefano: E‟ una meravigliadella natura. Per me è una madonna. Ragazze come lei non ce ne sonoal mondo. Io per lei andrei in capo al mondo.

Casanova: Quante volte ho detto anch‟io tali sciocchezze. Promettevo mari e monti, ma quando ilmio dardo centrava il bersaglio, in un baleno tutto andava nell‟oblio. … Allora il baciamani l‟hai capito, ora passiamo oltre. Una volta entrata le dirai: “La tua presenza ha illuminato questa casa, entra mio sole illumina anche il mio cuore.” … Ripeti!

Stefano: (Svogliatamente)La tua presenza ha illuminato questa stanza, entra mio sole illuminaanche il mio cuore.

Casanova: Con più energia, con più vigore, con più entusiasmo. Dal modo con cui lo dici sembrache stai facendo un omelia.

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Stefano: (Questa volta con più veemenza, quasi gridando).La tua presenza ha illuminato questastanza, entra mio sole illumina anche il mio cuore.

Casanova: Ma tu vai sempre agli estremi, non potresti trovare una via di mezzo?

Stefano: Sono troppo agitato non posso continuare.

Casanova: Hai per caso qualche rimedio per calmarti?

Stefano: Si dovrei avere del “Valium” in qualche cassetto.(Cerca in un cassetto e lo trova)Eccolo,si ora ne prendo una pillola.

Casanova: E‟ meglio che ne prendi due, sei troppo agitato.

Stefano prende le pillole tremante. Poi si risiede al divano.

Stefano: Lascia che le pillole facciano il loro effetto, poi ricominciamo.

Una gamba di Stefano nervosamente continua a saltellare, poco dopo diminuisce fino a fermarsi.

Stefano: Ecco, si, mi sono calmato. … Allora cosa devo dire?

Casanova: La tua presenza ha illuminato questa stanza, entra mio sole illumina anche il mio cuore.

Stefano: Bella questa frase, mi piace! Sembra una frase scritta su un bigliettino che si trova nelcioccolatino.

Casanova: Uffa quante storie che fai, se vuoi ti aiuto, altrimenti, usa il tuo lessico volgare. Sonoimmortali le belle frasi o belle parole, chiunque può imparare.

Stefano: E dopo questa bella frase cos‟altro devo fare.

Casanova: La farai sedere sul divano, le cingerai le spalle, e con voce suadente le mormorerai:“Dal nostro primo incontro, la tua immagine è rimasta indelebile nei miei occhi. Ovunque guardo tu mi appari. Ora che sei qui, dammi la certezza che non sto sognando, posa le tue rosse labbra sulle mie. Le mie labbra sono aride, aspettano di abbeverarsi alla fonte del tuo amore.”

Stefano: Bravo, Casanova! Ecco perché eri irresistibile con le donne.

Casanova: Con la mia centenaria esperienza non c‟è nessuna donna che mi possa resistere. …Basta un cenno per conquistare le donne più facili, invece adotti le sdolcinate parole per conquistare quelle restie.

Nella tranquillità della scena, suona il telefonino. Non abituato a questi suoni Casanova si spaventa.

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Casanova: Oddio,perché continua a trillare quell‟apparecchio infernale?

Stefano: Sei molto coraggioso, ti spaventi al solo trillo del telefonino.

Casanova: Mi spavento perché questo infernale aggeggio trilla senza motivo e senza preavviso.

Stefano: (Vede il nome di chi chiama e si agita)Oddio, è Rossana. Cosa faccio? Rispondo?

Mentre il telefono continua a trillare, Casanova guarda il telefono.

Casanova: M‟incuriosisce, come fai a vederechi è? Sei forse un mago?

Stefano: (Nel frattempo risponde con voce suadente)Pronto … si … ti aspetto. … Ciao, ciao, ciao.(Chiude la comunicazione e immediatamente incomincia a percorrere tutto il palco avanti e indietro con una frenetica agitazione) Sta arrivando, sta arrivando. Mi devo calmare, dov‟è ilValium … eccolo! (Prende il tubetto del Valium e lo svuota direttamente in bocca).

Casanova: Calmati, calmati, che diamine chi  mai sarà questa donna  che ti  fa questo effetto.

Ricordati che è l‟uomo il dominatore. Comportati da uomo.

Stefano: Vorrei, ma sono molto emotivo.(Smette di agitarsi troppo)Ecco forse il Valium stafacendo effetto. … Dai dimmi ripetimi quello che devo dire.

Casanova: Ora non abbiamo tempo, sarò io a suggerire le parole.L‟importante è che quando apri laporta fai il baciamano. Questo gesto sarà da lei apprezzato e con quello che dirai dopo, lei cadrà ai tuoi piedi.

Suonano alla porta.

Stefano: E‟ lei, è lei.Che cosa faccio, apro?

Casanova: Con tranquillità, apri la porta, prendi la sua mano e la baci. È semplicissimo.

A Rossana le scappa la pipì, entra con una certa fretta e cerca di stringere le gambe per non fare scappare la pipì. Ha i libri dell‟università in mano. Appena Stefano socchiude la porta, Rossana spinge con forza l‟anta che colpisce la testa di Stefano che si stava chinando per baciare la mano. Stefano crolla a terra. Rossana entrando camminando con le gambe strette.

Rossana: Mi scappa la pipì. Dov‟è il bagno?(Non vedendolo)Dove sei? Dai non fare il cretino.(Lovede per terra) Cosa fai li per terra? Dimmi subito dov‟è il bagno altrimenti te la faccio qui.

Stefano: (Strofinandosi la testa)La prima porta a destra.

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Rossana esce

Casanova: Ottima scelta ragazzo. Veramente una donna di rango.

Stefano: (Toccandosi la testa)Tu e il tuo baciamani. Guarda che bernoccolo mi è venuto.

Casanova: La colpa non è mia, ma della tua goffaggine.

Stefano: La colpa è delle tue smancerie. … e adesso quando torna cosa faccio, cosa dirò.

Casanova: Ti suggerirò io e tu ripeterei esattamente quello che ti suggerirò … hai capito?

Rossana rientra senza i libri.

Rossana: Scusami Stefano, ma mi scappava tantissimo…

Casanova: Cosa fai li impalato inizia ad ammiccare

Nel frattempo che Rossana continua a parlare, Casanova fa fare gli ammiccamenti a Stefano che incapace fa solo smorfie.

Rossana: … Ero da queste parti e visto che non sei venuto all‟università, ho pensato bene di venireda te, anche per dirti le lezioni che abbiamo fatto. … Sai a me non piace andare nei bagni pubblici perché sono sempre sporchi e non sai mai chi ci va. … Ma, stai bene?

Stefano: Chi io?

Rossana: Chi altro? Qui siamo solo in due.

Stefano: No, no sto bene non ho niente.

Rossana: Fai certe facce! Hai forse qualche tic?

Stefano: Ah si, è solo unpo‟ d‟acqua che mi è andato tra i denti e mi da fastidio.

Stefano sollecita Casanova a suggerirgli le frasi galanti e lo fa storcendo la bocca cercando di non farsi sentire da Rossana.

Stefano: (A Casanova)Dimmi cosa devo dirle.

Rossana: Sei un po‟ strano oggi. Sei sicuro di stare bene?

Casanova: Dal nostro primo incontro.

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Stefano: (Fraintendendo)Si, si tutto bene, ma volevo dirti che dal nostro primo riscontro.

Rossana: Quale riscontro?

Casanova: La tua immagine è rimasta indelebile nei miei occhi.

Stefano: Immagina che mi è rimasto in debito nei miei occhi.

Rossana: Stai farneticando.… No, no tu non stai bene!

Casanova: Ovunque guardo, tu mi appari.

Stefano: Ovunque guardo, tu mi spari.

Rossana: Se avessi la pistola lo farei volentieri! Oggi mi sembri più rintronato del solito.

Casanova: Ora che sei qui, dammi la certezza che non sto sognando.

Stefano: Ora che sei qui dammi la stitichezza che sto spurgando.

Rossana: Basta non dire una parola in più, altrimenti quel poco di simpatia che ho per te, svaniscecompletamente.

Stefano: (A Casanova)Cosa mi fai dire?(A Rossana)No, non erano quelle le parole che volevodirti, ma volevo dirti parole gentili.

Rossana: Senti, lascia stare, so che hai un debole per me e sei molto timido, ma io ho bisogno di unragazzo più deciso. Quando diventerai tale, mi dirai quello che vorrai. Ora sono qui, e ti dirò la lezione di oggi. (S‟accorge di aver lasciato i libri in bagno) Oh, ho dimenticato i libri in bagno. Li vado a prendere e ne approfitto per mettermi a posto. Nel frattempo schiarisci le tue idee.

Stefano: Vai, io nel frattempo ripasso.

Rossana esce.

Casanova: La mia prima impressione di te è stata giusta. Ti ho classificato come asino e tale ti seirivelato. Non sei capace nemmeno di ripetere quello che ti viene suggerito.

Stefano: Non sono io l‟incapace, ma sei tu che non pronunci bene le parole. … Comunque, nonperdiamo tempo e dimmi come mi devo comportare al suo rientro.

Casanova: Ora ti dirò le frasi che dovrai dire, e tu lo ripeterai senza sbagliare una virgola. Dirai:

“Siediti! Dal nostro primo incontro, la tua immagine è rimasta indelebile nei miei occhi. Ora che sei

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qui, dammi la certezza che non sto sognando. Posa le tue rosse labbra sulle mie. Le mie labbra sono aride, aspettano di abbeverarsi alla fonte del tuo amore.” Hai capito? … Ora ripeti!

Alla parola “siediti”, Alfredo rientrerà mentre Stefano è di spalle e non s‟accorge della sua presenza. Pertanto Alfredo penserà che tutto quello che dice Stefano, sia diretto a lui.

Stefano: Ho capito, ho capito, ora la ripeto senza sbagliare. … Allora le dirò: “Siediti! Dal nostroprimo incontro, la tua immagine è rimasta indelebile nei miei occhi. Ora che sei qui, dammi la certezza che non sto sognando. Posa le tue rosse labbra sulle mie. Le mie labbra sono aride, aspettano di abbeverarsi alla fonte del tuo amore.”

Alfredo: No caro non stai sognando, finalmente ti sei accorto di chi sta vicino. Ti poserò volentierile mie labbra sulle tue, è da tanto che aspettavo questo momento.

Stefano, sorpreso, si alza di scatto e si trova Alfredo di fronte . Nel frattempo rientra Rossana che guarda la scena quando Alfredo sta per baciare Stefano.

Rossana: Che schifo a pensare che mi saresti piaciuto, invece sei gay. Come è difficile, oggigiorno,trovare dei veri uomini.

Stefano: No aspetta Rossana c‟è un equivoco.

Rossana: Ho visto bene, non c‟è nessun equivoco.(Esce)

Alfredo: Ma lasciala andare a quella, noistiamo bene da soli, non hai bisogne di donne … ci sonoio qui con te.

Casanova: Che vergogna. Io il più grande conquistatore di donne, stavo insegnando a conquistarel‟amore di un uomo. E‟ meglio che torno dov‟ero. Se questi sono i tempi moderni, è meglio che torno al passato. (Sparisce di scena nella stessa maniera di quando era apparso per la prima volta).

Stefano: (A Casanova)No, non abbandonarmi anche tu.

Alfredo: No caro, non ti abbandonerò mai, staremo sempre insieme per l‟eternità.

Alfredo tenta d‟abbracciarlo, mentre Stefano corre per non farsi prendere.

FINE

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