Io ho ucciso
IO HO UCCISO
TITOLO ORIGINALE DELL'OPERA: POWER WITHOUT GLORY
Commedia in tre atti
di MICHAEL CLAYTON HUTTON
VERSIONE ITALIANA DI ADA SALVATORE
Rappresentata dalla Compagnia di Tatiana Pavlova anche con il titolo: ANIME IN TUMULTO
PERSONAGGI
FLO
MAGGIE
EDITH
EDDIE
ANNA
JOHN
Commedia formattata da
ATTO PRIMO
PRIMO QUADRO
Il sipario si alza sulle prime battute della musica di Sibelius per la Tempesta . Soverchianti la musica, mentre questa svanisce, si odono le note decise del segnale acustico di un barcone fluviale. Per un momento la scena rimane buia. Si ode passaggio di motori; poi nuovamente, cupo, il segnale del barcone. Quindi la scena si illumina lentamente. la stanza di soggiorno nel retrobottega di un negozio di commestibili e generi vari nellEast End. Scala che va al piano superiore dov' l'abitazione. Una porta mette nella bottega di cui si scorge parte degli scaffali e del bancone quando la porta aperta. Altra porta mette in cucina.
(Sono le cinque e mezzo di un pomeriggio invernale. Attraverso il finestrino della scala si scorgono gli ultimi bagliori del giorno, lunica luce data da una comunissima lampada collocata a destra della scena. Nella stanza soltanto Fio, la quale in questo momento si dedica a quella che la sua ultima e pi ardente ambizione: diventare attrice. Bitta sull'ultimo gradino della scala, con una mano appoggiata alla ringhiera, tiene nell'altra un grosso libro che regge con una certa difficolt. Durante le prime battute costretta a ricorrere al libro che tiene - quando non lo consulta - dietro al dorso. un'edizione completa di Shakespeare; la scena quella della morte di Giulietta).
Flo - (leggendo) Chi l? . (Muove teatralmente verso la tavola che in centro e prende una tazza incrinata che osserva attentamente) Una tazza stretta nella mano del mio amore ... (Mette il libro dietro a1 dorso e solleva la tazza) Veggo che il veleno ha compiuto l'opera sua rapidamente ... (Fa il gesto di bere e poi sputa) Ahim, tutto ha bevuto, senza lasciarne una goccia amica per me! . (lascia cadere libro e tazza e corre ad inginocchiarsi accanto a una seggiola a destra) Bacer le tue labbra. Forse un po' di veleno vi rimasto... . (Si sente il campanello d'entrata della bottega) Bottega! (Grida questo da sopra alla spalla, conservando il suo atteggiamento teatrale. Poi seguita, o cerca di seguitare) ...vi rimasto per aiutarmi a morire... . (Di nuovo il campanello) Ufff! Bottega! ...a morire col farmaco... . (Entra vivamente Maggie dalla porta che sul ballatoio. Porta una bracciata di biancheria da stirare. Passando davanti al finestrino della scala tira la tendina. Poi continua a scendere).
Maggie - Che diamine stai facendo, Fio?
Flo - (dolcemente) Sto morendo, mamma. Taci. Le tue labbra sono ancor calde... .
Maggie - (posa i panni sulla tavola in centro) Prima che tu sia accolta nel grembo degli angeli, potrei pregarti di andare a servire a un cliente un pacchetto di soda, o sarebbe chiederti troppo?
Flo - (si alza desolata) Oh, mamma! Non hai nessun sentimento.
Maggie - Non ho mai avuto tempo. Non si possono avere tre bambini e per soprappi anche del sentimento. (Va in bottega. Si odono voci mentre parla col cliente).
Flo - (ormai non pi immedesimata della sua parte. Si alza, va lentamente verso la radio, la apre a gran voce e saltella per la stanza a suon di musica, cantando) Mamma non vuole... .
Maggie - (rientrando) Spegni quell'affare. (Fio non le bada. Maggie attraversa e va a chiudere bruscamente la radio) Era la signora Scott. La sua Milly nuovamente negli impicci.
Flo - Chi stato, questa volta. Un canadese?
Maggie - Non mi stomacare, Fio. A proposito, un'altra cosa...
Flo - Smettila, mamma. Possibile che tu debba sempre brontolare?
Maggie - (sta scegliendo la biancheria) Sai quello che ti ho detto a proposito di quel libro...
Flo - Shakespeare. Credo di poterlo leggere, no? Del resto, me lo ha regalato Eddie. E non vedo...
Maggie - Vedi o non vedi, non me ne importa niente. Alla tua et, cosa vuoi vedere? Ti ho detto quello che penso e non c' altro da aggiungere.
Flo - Sempre lo stesso, quando voglio fare qualche cosa.
Maggie - Vuoi sempre fare qualcosa di nuovo, tu.
Flo - Non sono stata io a volere andare a fare l'impiegata.
Maggie - Forse avrai la bont di dirmi chi ha piagnucolato giornate intere a proposito di Connie Lacey e delle sue lezioni di dattilografia. Connie Lacey ha tutto quello che vuole. Ora prende lezioni di dattilografia. Perch non ne fai prendere anche a me... . Ti ho accontentata; e appena hai ottenuto quello che volevi, ti sei incapricciata di qualcos'altro. E la signorina Lacey che cosa ha intenzione di fare adesso?
Flo - Lascia l'impiego perch troppo malinconico. E non posso darle torto. Del resto, tante ragazze...
Maggie - Tante ragazze che cosa fanno?
Flo - Si danno al teatro.
Maggie - E c' anche tanta gente che muore d'influenza, ma cosa che non ci riguarda. Dunque, adesso la signorina Lacey va a fare l'attrice?
Flo - Ha vinto il premio del Venerd sera all'Odeon e ora le daranno...
Maggie - Senti, Fio: se credi che io permetter a mia figlia di andare due volte il giorno a mostrar le gambe a una quantit di vecchioni, sbagli di grosso.
Flo - Non esagerare, mamma. C' da fare ben altro, sulla scena, che mostrare le gambe.
Maggie - Io so quello che dico; ad ogni modo tu non ne farai nulla. Sono cose adatte per la signorina Lacey, la quale non altro che una piccola...
Flo - Ti prego di ricordarti che Connie Lacey la mia pi cara amica... qualunque cosa tu pensi di lei.
Maggie - E questo il peggio. proprio ora che tu la smetta di andare in giro con lei e di frequentare l'Odeon. Ogni volta che ci vai torni a casa con qualche idea strampalata. Non so cosa abbiate, tutti quanti, da un po' di tempo in qua; c' Eddie che ormai congedato da tre mesi e continua a bighellonare come uno che non sia capace di far nulla; tu che vuoi cambiare occupazione ogni due minuti, e tuo padre che butta alle corse e alle partite di calcio il denaro guadagnato con tanta fatica. Se non ci fosse Cliff...
Flo - Oh, eccoci a parlare di Cliff! Non so perch lo lasci uscir di casa. troppo prezioso per andare attorno.
Maggie - Non dire stupidaggini.
Flo - Il tuo Cliff! Sgarbato e vizioso. Domandalo a Connie.
Maggie - Figurati se mi prendo il disturbo di attraversare la strada per parlare con lei. E tu, madamigella, ricorda quello che ti dico: quella ragazza presto o tardi si trover nei guai; e se tu non smetti di andare con lei, nei guai ci troverai anche tu. E senza nemmeno saperlo.
Flo - Potrebbe essere qualcosa di nuovo.
Maggie - (piegando qualche capo di biancheria) E quando non sono i miei figli, la zia Edith.
Flo - Colpa tua. Sei stata tu che l'hai fatta venire qui.
Maggie - Bisognava pure che andasse in qualche luogo, no ?
Flo - Ce ne sar qualcuno pi adatto.
Maggie - Dio mio, magari un po' stramba ma una buona donna.
Flo - E forse questo il male.
Maggie - A volte, Fio, quando ti sento parlare...
Flo - (voltandosi di scatto) Per carit, mamma, finiscila! Non so perch fai tante storie senza motivo. Io continuo ad andare in quel maledetto ufficio, pap fuori, a lavorare tutto il giorno, Eddie avr presto un impiego e tu hai ancora il tuo preziosissimo Cliff. Dunque, perch te la prendi tanto?
Maggie - Bel modo di parlare a tua madre! Che direbbe tuo padre se ti sentisse?
Flo - Direbbe: Maggie, sta zitta . soltanto perch tu...
Maggie - (in fretta) Soltanto perch io... che cosa?
Flo - Niente, mamma. Lascia andare. (Va verso la tavola da stiro e attacca il ferro).
Maggie - Te lo dir io quello che stavi per dire, ragazza mia...
Flo - (alzando la voce) Non farla tanto lunga, mamma. Ti ho chiesto scusa. Che altro vuoi?
Maggie - Essendomi rovinata la vita, non c' motivo che rovini anche le vostre. questo che volevi dire, vero?
Flo - (gridando) Beh, e anche se fosse? Non vero, forse? Hai forse vissuto in modo cos brillante...
Maggie - Non affatto vero. Ho passato la maggior parte della mia vita...
Flo - Lo so, lo so... Ho lavorato e sgobbato per riuscire a dare a voialtri ragazzi una vita possibile e decente, e non voglio che le mie fatiche vadano in fumo ogni volta che uno di voi si mette in testa un'idea stupida .
Maggie - Questo s che vero.
Flo - E va bene, mamma. Visto che lo dici tu... Ma ora non pensarci. Ad ogni modo, se vuoi tanto bene a Cliff... mi stupisce che tu non abbia tenuto gli occhi pi aperti. ( Un breve silenzio durante il quale si sente nuovamente il barcone).
Maggie - (tranquilla) Posso chiedere che cosa significa questa profonda osservazione?
Flo - Oh, niente. Proprio niente.
Maggie - Avanti, parla. Fuori.
Flo - (con malizia) Ma no, niente, davvero. Voglio dire... niente di male. Non potrebbe davvero esservi qualcosa di male... trattandosi di Cliff.
Maggie - Se non la smetti, ti manca poco ad avere un ceffone.
Flo - (come incidentalmente) Se vuoi proprio saperlo... Anna.
Maggie - Che cosa, Anna?
Flo - Nient'altro che questo: Anna e Cliff.
Maggie - Non parlare di quella ragazza. buona, onesta e lavoratrice.
Flo - E chi dice il contrario? Difatti la trattengono fino ad ora cos tarda, la sera... Per lo meno, in questi ultimi tempi. S, credo che lavori proprio molto. Ma non stata un po' strana l'idea di farla venire a stare qui? Prima della partenza di Eddie non veniva mai...
Maggie - Che c' di strano? Sai benissimo che sua madre se ne torn a Birmingham durante le incursioni. Bisognava che quella ragazza avesse un tetto per continuare a lavorare. Non tutti cambiano mestiere ogni due e mestiere ogni due minuti. E per di pi, era fidanzata di Eddie.
Flo - (innocentemente) quello che dicevo anch'io...
Maggie - Senti, Pio: se continui a fare della malignit, ti dar una lezione che ricorderai per un pezzo.
Flo - (e. g.) Ma non ho fatto che dire quello che dicevi tu. Che era fidanzata di Eddie.
Maggie - Lo era... e lo ancora.
Flo - Davvero? Allora tutto va bene, no?
Maggie - Chi sa che altra cattiveria dirai adesso... Ho persino paura di pensarlo.
Flo - Non prenderti la pena di pensare. Domanda a Cliff. (Una pausa. Maggie va rapidamente verso Fio).
Maggie - Perfida canaglietta, come se non avessi gi combinato abbastanza pasticci, ora cerchi di metter male tra i due fratelli.
Flo - Pasticci? Cliff un bel ragazzo, lo sai. O forse non te ne sei accorta. Ma Anna lo ha notato.
Maggie - Esci da questa stanza prima che io dimentichi che sei mia figlia.
Flo - Non sarebbe la prima volta che te ne dimentichi. Hai sempre trascurato Eddie e me per il tuo Cliff.
Maggie - Finiscila! Via di qua! (Si sente sbattere la porta della cucina a sinistra. Una voce borbotta qualcosa. Poi entra zia Edith in cappello e mantello).
Edith - Dio mio!
Flo - (che aveva cominciato a salire la scala) Che ti successo?
Edith - Non si pu dire Dio mio senza che sia successo qualche cosa?
Maggie - Vai disopra, Pio; e non tornare gi finch non avrai cambiato condotta. Ti sei divertita, Edith?
Flo - Quando mai si diverte?
Edith - (siede e si toglie le scarpe con un calcio) Ti divertirebbe pagare quasi due scellini per vedere Veronica Lke e un documentario sui piselli in iscatola?
Maggie - C'era anche il notiziario, no?
Edith - S, ma quello non si pu chiamare un divertimento. Soltanto disastri in Cina e qualche vecchio soldato che vi invita a dare l'ultima goccia di sangue non si sa per cosa. (Il campanello della bottega).
Maggie - Va a vedere, Fio.
Flo - Non mi avevi detto di andare disopra?
Maggie - Vai prima a vedere chi .
Flo - Va bene. (Va in bottega. Voci).
Edith - Dicevo: quasi due scellini per...
Maggie - Basta, Edith. A sentirti, si direbbe che hai preso un palco! Vai a fare un po' di t. (Fio rientra e sente).
Flo - Oh, lei lo avr gi preso fuori.
Edith - L'ho preso fuori? Sicuro. Uno scellino e quattro pence per un bricco di t grande come un guscio d'ovo e un pezzettino di torta all'anice. Si chiama aver preso il t fuori?
Maggie - Questo affar tuo. Potevi venire a prenderlo a casa.
Edith - Giustissimo. Ora me lo rinfaccerai per un'ora o due. Bella cosa, quando...
Maggie - Vuoi smetterla una buona volta con questa lagna continua? Ne ho avuto abbastanza di Fio, oggi. (A Fio) Che volevi?
Flo - Dov' il succo d'uva?
Maggie - Terzo scaffale. Vicino alla vaniglia.
Flo - Bene! (Via in bottega. Edith canterella fra s mentre infila le pantofole).
Edith - (cantando) la solita storia o l'amore o la gloria o si vive o si muore...
Maggie - Per l'amor di Dio, Edith, taci.
Edith - Ma... siamo o no, in un paese libero?
Maggie - Pensa che non lo siamo e sta tranquilla!
Edith - Non capisco... Da quando sono venuta qui non hai fatto che raccomandarmi di essere allegra e di non rammaricarmi. E ora che mi sforzo per essere come tu vuoi, mi dici di tacere!
Maggie - Forse il tuo cambiamento troppo rapido.
Edith - Come sei insolente, Maggie!
Maggie - Va, va a fare il t...
Edith - S, s, vado. Ah, mi pareva di avere qualcosa da dirti.
Maggie - (stancamente) Che altro c'?
Edith - Se fai cos, non ti dico niente.
Maggie - Avanti, dimmelo.
Edith - Beh: stamattina, quando sono andata all' ambulatorio...
Maggie - Che cosa ti faceva male, oggi: il fegato, i piedi o la testa?
Edith - Sono andata per la pressione. La pressione del sangue. Dice che troppo bassa. E dice che non difficile farla aumentare; ma il difficile, poi, conservarla a quell'altezza.
Maggie - Ed era questo che mi dovevi dire?
Edith - No. Ma credo che dovresti impedire che Fio continui ad andare in giro con quella Connie Lacey.
Maggie - (aspra) Che c'entra Connie con la tua pressione?
Edith - Se non continui ad interrompermi, te lo dir. Stavo dunque dicendo che mentre ero nella sala d'aspetto dell'ambulatorio, chi ti vedo? La piccola signorina Lacey!
Maggie - Non ci trovo niente di strano.
Edith - Come sai, non parlo mai con quella ragazza. Non mi mai piaciuta, dal primo momento che l'ho vista. Ma oggi mi parsa cos pallida e sconvolta che le ho rivolto la parola; anche perch non c'erano riviste da sfogliare.
Maggie - Ebbene?
Edith - Ebbene, la prima cosa che mi ha detto mi ha sbalordita.
Maggie - Perch? Che ha detto?
Edith - Mi ha guardata, con aria dolce infantile, dicendomi: Salve, zietta .
Maggie - Oh... e a che proposito?
Edith - Gliel'ho chiesto; e mi ha risposto con un tono malizioso e pieno di sottinteso: Oh, non tarderete a capirlo .
Maggie - E che cosa pu voler dire?
Edith - Insomma, Maggie, sono io che racconto o sei tu?
Maggie - E ti ha detto che cos'aveva?
Edith - (sorride acida) Me lo ha detto. Aspetta un bambino.
Maggie - Come ha potuto?
Edith - quel che le ho detto. Connie Lacey le ho detto, dovreste vergognarvi! Come avete potuto? . E allora mi ha strizzato l'occhio e mi ha risposto: Oh, nel solito modo, zietta! .
Maggie - Ma non sposata.
Edith - Questo non ha mai impedito di mettere al mondo dei figli, Maggie.
Maggie - E ha detto di chi ?
Edith - (tirando su col naso) Non facile saperlo, con quel tipo. andata con tanti...
Maggie - E non ha nessun'idea?
Edith - Ha detto di no; ma io credo che l'abbia. Non tipo da confondere i padri uno con l'altro.
Maggie - Beh, affar suo.
Edith - Ho creduto bene che tu lo sapessi; soprattutto perch abbiamo sempre pensato che sarebbe andata a finir male. Ora vado a fare il t. (Esce verso la bottega. Maggie comincia a salire ma si ferma al primo gradino).
Maggie - Edith?
Edith - (soffermandosi nel!'uscire) Che vuoi?
Maggie - Niente di importante. Pensavo...
Edith - Che cosa?
Maggie - Se avevi osservato niente di speciale in Anna, in questi ultimi tempi.
Edith - Che vorresti dire con niente di speciale ?
Maggie - Con Eddie. Vanno sempre d'accordo, che tu sappia?
Edith - Mi pare di s. Ma con la giovent d'oggi non si pu mai dire. Si comportano in un modo cos curioso... Ai miei tempi quando ci si voleva bene lo si diceva e basta. Magari lui poi tagliava la corda... Oggi pare che non si curino molto uno dell'altro. Dev'essere a cagione di quello che si mangia.
Maggie - Non volevo dir questo. Anna e Cliff... a volte...
Edith - Non saprei, mia cara. Con tutti i miei malanni...
Maggie - (con impazienza) Lo so, lo so. Non ha importanza. Dicevo cos... (Esce dalla porta che alla sommit della scala. Edith va in cucina. Dalla bottega entra Eddie. E alto e simpatico. Si muove con lentezza, come se fosse sempre stanco. Ha evidentemente cercato di migliorarsi, la qual cosa, mentre impressiona Fio, d fastidio al resto della famiglia).
Eddie - (parla di sopra alla spalla con Fio che ancora in bottega) No, grazie, davvero non ne voglio.
Flo - (entra mangiando un biscotto) Sono buoni.
Eddie - No, davvero. Anna non tornata? (Va a sedere sul sof).
Flo - Non ancora. (Lentamente) Mi pare che venga sempre in ritardo, da qualche tempo; vero, Eddie?
Eddie - Ti pare?
Flo - Hm. Per, certamente sa quello che fa. Sei stato al concerto? ( vicina alla tavola in centro).
Eddie - S.
Flo - Bello?
Eddie - Magnifico.
Flo - (all'improvviso) Eddie, credi che io sia malata?
Eddie - (sorridendo) Che tu sia che cosa?
Flo - Malata. Mamma dice che lo sono.
Eddie - Perch?
Flo - Perch ti voglio tanto bene. Dice che non normale. Lo credi anche tu?
Eddie - No, affatto.
Flo - Bene. Questo volevo sapere. Dammi un fazzoletto. Sono piena di briciole di biscotti. (Eddie le porge un fazzoletto turchino) Che cosa hanno suonato al concerto?
Eddie - Sibelius. La musica di scena della Tempesta .
Flo - (agitata) nel mio libro.
Eddie - Che cosa? (Flo prende il volume di Shahespeare dalla tavola e balla intorno alla stanza. a braccia aperte davanti alla porta della cucina quando zia Edith entra).
Flo - Ah! Ecco il mio grazioso Ariele! .
Edith - In questo caso, chi ha toccato il semolino di Ariele? Salve, Eddie.
Flo - (piegandosi sulla spalla di Eddie) Rammenta che Temperanza era una delicata fanciulla .
Edith - C'era il segno di un cucchiaio in mezzo, Chi stato?
Eddie - Io no. Non mi piace.
Flo - Zia Edith, te ne accorgi quando sei in presenza della grandezza?
Edith - Io mi accorgo soltanto che non si pu lasciare niente nella dispensa senza che qualcuno vada a metterci le mani. Non ho mai visto una famiglia come questa, per sbafare. La settimana scorsa, sono stati i piedini di montone, domenica il miele e oggi il semolino. Vuoi una tazza di t?
Eddie - Questa casa vive di t.
Edith - vero. un vizio. Quando non sanno che fare, fanno il t. Certo ti ricorda l'esercito.
Eddie - Si vede che non hai mai assaggiato il t dei soldati.
Edith - Invece s.
Flo - Quando?
Edith - Durante l'altra guerra.
Eddie e Flo - (insieme) Quando lavoravo nell'Arsenale Woolwich .
Edith - Sicuro, proprio cos. E vi dico che ne avevamo del lavoro. Non come adesso: smorfie, aria d'importanza, belle uniformi e regali. Un fazzoletto in testa per ripararsi i capelli dalla polvere e poi una lettera di Lloyd George, che Dio l'abbia in gloria.
Eddie - (sorridendo) E da Kitchener, niente?
Edith - No, povero diavolo. Aveva troppo da fare con gli uomini. Insomma, lo vuoi o non lo vuoi il t? Non posso restare qui tutta la sera ad aspettare. (Si sente il barcone).
Eddie - (volge il capo verso la finestra) Che noia, sempre questo ululato!
Edith - Lo vuoi o non lo vuoi?
Eddie - No, grazie. Scusami.
Edith - E tu, Fio?
Flo - Vengo a prenderlo in cucina.
Edith - Meno male.
Flo - Si direbbe che lo paghi tu, col can-can che fai.
Edith - Io so a chi tocca, poi, lavare le tazze.
Flo - Non c' pericolo che le lavi tu, se puoi svignartela. (Entra in cucina).
Edith - (chiamando) Maggie.
Maggie - (da destra) Che c'?
Edith - Il t. Cosa credi che sia? champagne? (Rivolgendosi a Eddie) Anna non rincasata?
Eddie - Non ancora.
Edith - Mi pare che rientri ogni giorno pi tardi.
Eddie - Pare anche a me. (Mentre Edith, esce, Maggie scende la scala).
Maggie - Salute, Eddie.
Eddie - Hello, mamma.
Maggie - Un bel concerto, caro?
Eddie - Bellissimo, grazie.
Maggie - Anna riuscita a venire anche lei?
Eddie - (calmo) No, mamma. Non deve avere avuto il permesso.
Maggie - Non ci badare, caro. In questi ultimi tempi ha avuto tanto da fare.
Eddie - quello che mi dicono tutti. (Sembrano imbarazzati quasi fossero estranei l'uno allaltro. Eddie finge di leggere un giornale e Maggie fruga in un cassetto del tavolino sotto alla scala. Si sente l'ululo del barcone. Eddie si volge lentamente).
Maggie - Dove diavolo ho messo l'arcolaio?
Eddie - (va verso la finestra) Mamma...
Maggie - (guardinga) Che vuoi, Eddie?
Eddie - Hai intenzione di dirmelo o debbo scoprirlo da me?
Maggie - Dirti cosa?
Eddie - Di Anna.
Maggie - (ancora vicino al cassetto) Di Anna?
Eddie - Non te l'ho mai chiesto prima: ma ti dispiaciuto che sia venuta qui?
Maggie - Perch avrebbe dovuto dispiacermi? A volte, Eddie, dici proprio delle sciocchezze.
Eddie - Ho semplicemente domandato; nient'atro. A me era sembrato che fosse giusto... che venisse a stare con voialtri mentre io non c'ero.
Maggie - Infatti era giusto. Non deve diventare mia figlia?
Eddie - Sicuro.
Maggie - Ma che hai stasera, Eddie?
Eddie - Niente. Sono stanco. Una specie di ubriacatura.
Maggie - Ma non devi bere! Lo sai quello che ti ha detto l'altro giorno il dottore!
Eddie - No, non ho bevuto. Sibelius.
Maggie - E chi ?
Eddie - Un compositore di musica. La musica che ho sentito suonare stasera.
Maggie - (disinteressandosi) Ah, quello? Senti, Eddie, io non voglio ripetere sempre le stesse cose, lo sai; ma non sarebbe ora che tu trovassi qualche cosa da fare? Certo non sei il solo, vero? Sono migliaia e migliaia...
Eddie - (in fretta) Lo so.
Maggie - ...che sono tornati a casa...
Eddie - ...e si sono rimessi a posto. questo che vuoi dire, mamma?
Maggie - Non cos, forse?
Eddie - Perch hanno voluto o perch hanno dovuto farlo?
Maggie - Perch hanno dovuto, immagino. Ma tu sei diverso dagli altri, credo.
Eddie - Forse cos.
Maggie - Cio? Parli sempre per indovinelli, Eddie.
Eddie - Ho detto che forse proprio quello il male. Che non sono punto diverso... (Si volge violentemente verso la finestra) Non vedi che... (Si interrompe e ride brevemente) No, no, naturalmente, no. (Va a metterle un braccio attorno alle spalle).
Maggie - (perplessa) A volte mi spaventi, Eddie.
Eddie - Spavento anche me stesso. (Maggie lo bacia sulla guancia).
Maggie - Povero Eddie. Hai mangiato?
Eddie - No.
Maggie - Vado a prenderti qualche cosa. (Oli accarezza un braccio e si avvia alla cucina) Vorrei sapere dov' Cliff...
Eddie - Non preoccuparti. A momenti sar a casa.
Maggie - Ah, senza dubbio. (Fa per uscire).
Eddie - Mamma.
Maggie - Hm?
Eddie - Vuoi molto bene a Cliff, non vero?
Maggie - (lo guarda schietta) Voglio molto bene a tutti e tre, Eddie.
Eddie - Ma un briciolino di pi a Cliff?
Maggie - Un briciolino di pi a tutti e tre... quando ne avete bisogno. Quando si hanno dei figli si vuol bene nello stesso modo a tutti. Non si hanno preferenze.
Eddie - Tutti quelli che hanno dei figli e dicono come te, vogliono sempre bene a uno pi che agli altri.
Maggie - Non ti capisco, Eddie.
Eddie - (sorridendo) Mamma impostora.
Maggie - Vado a prenderti da mangiare. (Via in fretta in cucina. Si ode il tramesto; Eddie, in mezzo alla stanza, segue con lo sguardo sua madre. Scuote le spalle e sta per muovere verso la finestra quando il campanello della bottega suona con violenza. Toma verso il centro della stanza, e Cliff compare sulla porta della bottega. Generalmente di bell'aspetto, il giovine ora in disordine e coi capelli scompigliati che gli ricadono sul viso. L'abito gualcito e per traverso, del sangue su una guancia. Respira con affanno e si appoggia allo stipite cercando di riprender fiato. Nell'attimo in cui entra l'ululato risuona forte. Eddie va verso di Imi, si ferma a guardarlo mentre l'ululato continua).
Eddie - Cliff! (Ancora l'ululato. Cliff sobbalza violentemente).
Cliff - Cristo!
Eddie - Vai disopra e non ti muovere. (Cliff comincia a diventare isterico) Ti ho detto di andare disopra e di non muoverti.
Cliff - (lo guarda fisso, poi esce. Il barcone ulula ancora. Eddie va alla porta della bottega. Ritorna nel mezzo mentre Anna entra dalla bottega. vestita da passeggio).
Eddie - (sorridendo) In che posso servire la signorina?
Anna - Nel far s che i miei piedi non mi dolgano. (Una pausa. Poi Eddie va verso Anna).
Eddie - Anna...
Anna - (con stanchezza) Ora no, Eddie. Ora no. (Piomba sul sof) Oh, i miei piedi! Mi pare di essere come Edith, con tutti i suoi dolori e i suoi malanni.
Eddie - (dolcemente) Perch non sei venuta, Anna?
Anna - (evasiva) Le file diventano sempre peggio, invece di migliorare. Era poco bisogner fare la fila per mettersi in fila. C'era uno, stasera, nella ferrovia sotterranea...
Eddie - Lascia questi discorsi, Anna. Sono inutili.
Anna - Che vuoi dire? Perch inutili?
Eddie - Perch ti capisco benissimo. Non hai voglia di ascoltarmi. Sei imbarazzata perch non puoi pi rimandare questo momento. Non vuoi darmi retta, perci parli a vanvera. Non continuare, Anna. inutile.
Anna - Ma che hai stasera?
Eddie - Perch non sei venuta al concerto con me? Avevi detto che eri libera. Che avevi chiesto il permesso...
Anna - (con impazienza) Difatti, l'ho chiesto.
Eddie - E allora perch non sei venuta?
Anna - Non ricominciare con le domande. Chi ti sentisse crederebbe che ti appartengo.
Eddie - Sarebbero ben pochi a crederlo.
Anna - Beh, devi scusarmi, non ho potuto. Ti ho detto che mi dispiace; non posso fare altro.
Eddie - Non stato lo stesso, senza di te.
Anna - Non dirmi che la musica pi bella se ci sono io.
Eddie - Per quanto ti possa sembrare strano, proprio cos.
Anna - Ma via, Eddie! Mi sembra un po'... (Edith si affaccia dalla cucina).
Edith - Oh, madama tornata? Vuole un po' di t?
Anna - (aspra) No, non ne voglio.
Edith - Allora non valeva la pena che facessi la teiera grande...
Anna - Che colpa ne ho, io?
Edith - Nessuno ha detto questo. Chiedevo soltanto...
Anna - Ma s, ho capito; adesso vengo. Lasciatemi il tempo di entrare.
Edith - Non c' bisogno di rispondere con quel tono. Ho cercato soltanto di fare una cortesia. Certo non morir di nessuna delle mie malattie; sar la gratitudine che mi mander all'altro mondo. (Torna in cucina).
Eddie - Che successo?
Anna - Per carit, finiscila di domandarmi che cosa successo. Non accaduto nulla.
Eddie - E allora perch sei cos suscettibile?
Anna - Non sono suscettibile.
Eddie - Perch le hai risposto a quel modo?
Anna - Sono stanca. Ecco tutto.
Eddie - Non una buona ragione per...
Anna - Ma s; ma s, basta. Ho avuto torto. Ma lasciami in pace. Scusami, Eddie; ma non occuparti di me. (Va verso il camino. Breve pausa. Pi calma) Cliff non ancora tornato?
Eddie - Che c', Anna?
Anna - Niente; soltanto... soltanto...
Eddie - (con bont) Che cosa?
Anna - Soltanto questo: che la vita una gran porcheria. Non che sudiciume, maremme. Son quelli cose di cui non si pu parlare. Si vorrebbe, ma noi si pu: le parole vengono a mancare tutte in un momento.
Eddie - Non mancano quando si sinceri.
Anna - Credo di aver imparato che la sincerit la cosa pi difficile del mondo.
Eddie - E se cercassi di spiegare quello che vuoi dire? (Lieve pausa durante la quale Anna lo guarda),
Anna - soltanto... insomma, Eddie... ... ma inutile, no?
Eddie - Che cosa?
Anna - Continuare a fingere. (Il barcone ulula debolmente).
Eddie - Fingere?
Anna - Di amarti. Ho finto...
Eddie - Da quando sono tornato?
Anna - S. Venni alla stazione ripetendo continuamente a me stessa... Non posso farglielo accorgere, non bisogna che se ne accorga. Devo fingere e continuare a fingere. Probabilmente per tutta la vita .
Eddie - Ad ogni modo, ti ringrazio per la finzione,
Anna - (un po' avvilita) Non volevo che accadesse; veramente non volevo. Non lo avrei mai creduto.., Proprio a noi...
Eddie - Credevi che fossimo diversi dagli altri!
Anna - Lo eravamo. Credo che questa sia stata una delle ragioni per cui ti amavo tanto.
Eddie - Credevi di amarmi. Beh, vai avanti.
Anna - Oh, non c' molto da dire... Soltanto che quando cominci, pi cercavo di impedirlo e peggio era. Ma non abbiamo fatto nulla alle tue spalle. Volevo dirtelo...
Eddie - E perci ti sei sentita in obbligo di continuare a fingere?
Anna - Questo stato dopo. Ma da principio volevo dirtelo. E quando ti vidi, quando scorsi il tuo viso mentre scendevi dal treno, quando mi abbracciasti come se fossi stato assente solo un paio di giorni, compresi che non potevo dirtelo. Ma Cliff non mi ha insidiata alle tue spalle.
Eddie - Non ne ha avuto bisogno, vero?
Anna - Devi credermi. Nessuno dei due immaginava... stato...
Eddie - Per caso?
Anna - S. Proprio per caso.
Eddie - Capisco.
Anna - Davvero?
Eddie - Per forza!
Anna - Mi dispiace molto...
Eddie - Non avevo altro che te, Anna!
Anna - Che vuoi dire?
Eddie - Precisamente quello che ho detto. Tu eri tutto per me. Non posso vivere senza il pensiero di te. Non trovo altra ragione di vita. Non posso rinunciare... cos.
Anna - Ma temo che tu non possa far nulla!
Eddie - Forse. Ma posso sempre tentare!
Anna - Riuscirai solo a farti del male.
Eddie - Del male? Pi di cos... No, Anna; non puoi lasciarmi solo cos.
Anna - Solo?
Eddie - S. So che ti sembrer egoista, ma non mi importa quello che pensi in questo momento. Tornerai indietro abbastanza facilmente, fra breve. accaduto soltanto perch Cliff era sempre qui. Lo vedevi, lo sentivi continuamente... la sua voce, il suo riso sempre vicino a te... Era qui, vivo e reale mentre io ero un'ombra che si andava allontanando sempre pi. Devi lasciare che io mi riavvicini a te. Lo devi.
Anna - Non posso.
Eddie - Perch non vuoi tentare? Io non ho nessun torto. L'unica cosa che ho fatto stato di andare... insomma, di non essere qui. Nient'altro.
Anna - Non soltanto questo. Ti prego, non parliamone pi.
Eddie - Bisogna parlare. Lo stiamo rimandando da troppo tempo.
Anna - Ora no, Eddie, ti prego.
Eddie - S, ora. Tu eri mia e nulla poteva toglierti a me. Nulla. Io non ho altro. Ho bisogno di forza, Anna. Solo un pochino di forza. Tutti ne abbiamo bisogno in qualche momento. Ed ora io ne ho bisogno disperatamente. Mi occorre per riprendere coraggio. E sei tu che puoi darmela. Che devi darmela.
Anna - Come vuoi che ti dia della forza, Eddie, se non ne ho per me?
Eddie - Una volta il mio amore ti bastava.
Anna - S, vero; ma era... una volta.
Eddie - Non vuoi tentare? Solo per un po' di tempo. Un mese o due.
Anna - Non posso. Non potremmo che farci ancora del male, sempre pi male.
Eddie - Aiutami, Anna, te ne prego!
Anna - Non so come...
Eddie - Tenta!
Anna - Non posso pi darti nulla. Ho dato tutto quello che avevo a Cliff. Non ho pi nulla, Eddie. Pi nulla, neanche per te.
(Si sente di nuovo il barcone, mentre la sua voce si spegne, ecco il campanello della bottega. Anna si alza come per andare a rispondere, ma Eddie lo trattiene).
Eddie - Lascia, vado io. (Va in bottega. Anna si volge lentamente mentre Maggie entra dalla cucina).
Maggie - Stanca, Anna?
Anna - (dolcemente) S, mamma. Molto stanca.
Maggie - Hai mangiato qualche cosa, cara?
Anna - No, mamma. (Breve pausa) Non so perch vi chiamo mamma.
Maggie - (incerta) Lo sono quasi, no? Almeno, lo sar fra breve, non vero?
Anna - S... certo... presto. (Va in cucina. Eddie si affaccia dalla bottega).
Eddie - Mamma... Dov' l'acetone?
Maggie - Oh, Dio, aspetta... Sotto al banco, vicino alle saponette. No, no... Sul primo scaffale, dietro al ritratto di Churchill.
Eddie - Bene.
Maggie - Quando vuoi mangiare, pronto. sulla stufa.
Eddie - (occhiata verso il ballatoio) Debbo uscire un momento, mamma. Manger quando torno.
Maggie - Dove vai, figliolo? A far due passi in strada?
Eddie - (calmo) S, mamma, due passi in strada. (Esce nuovamente attraverso la bottega. Anna torna lentamente con una tazza di t. Apre la radio e siede accanto alla finestra. Maggie prende qualcosa da rammendare).
Anna - Fio fuori?
Maggie - S, uscito, quel demonietto. Le avevo detto di restare in camera sua finch non mutava contegno, ma se l' svignata dalla porta di dietro. Sar corsa certamente a trovare la sua Connie. (Sollevando il calzino che sta rammendando) Vorrei che Cliff si cambiasse le calze prima che cadano a pezzi.
Anna - Non so che cos'ha da un po' di tempo in qua...
Maggie - Da un po' di tempo?
Anna - S. Da qualche settimana.
Maggie - (sulla difensiva) Non avr niente... Cosa vuoi che abbia?
Anna - Perch lo difendete sempre?
Maggie - Che diamine stai dicendo? Chilo difende? Ho detto soltanto...
Anna - So quello che avete detto. (Fa qualche passo e prende l'altra calza. Gira per la stanza tenendola in mano).
Maggie - In fin dei conti, non c' niente di male. mio figlio.
Anna - Ne avete altri due.
Maggie - Che cos'hai, Anna?
Anna - Niente. Soltanto, vedo che cercate sempre di scusarlo. Quasi come se cercaste di nascondere qualche cosa.
Maggie - Che vuoi che ci sia da scusare o da nascondere?
Anna - Mi piacerebbe saperlo. Ogni volta che si pronuncia il suo nome, voi vi mettete subito in guardia.
Maggie - Quante stupidaggini stai dicendo! Ti immagini nuovamente Dio sa che cosa.
Anna - E allora perch siete cos nervosa? Che cosa accaduto?
Maggie - Perch dovrebbe essere accaduto qualche cosa?
Anna - E chi lo sa? (Breve pausa).
Maggie - Vedi, che... Ecco, non ne ho mai parlato prima... Ma Cliff non come gli altri ragazzi.
Anna - Perch? Mi sembra tal e quale agli altri e parla come tutti quanti. Qual la differenza?
Maggie - Lo ami, non vero? Gi, non avrei dovuto chiedertelo.
Anna - Come fate a saperlo?
Maggie - Non me ne ero resa conto finch Fio non ha fatto un accenno.
Anna - (in fretta) Che ha detto Fio?
Maggie - Oh, ha accennato a Cliff e Connie.
Anna - Cliff e Connie?
Maggie - Niente di preciso. Veramente, so che Cliff non vorrebbe aver nulla a che fare con quella l, ma...
Anna - Lo ha detto Fio?
Maggie - No. Ma lo sai com'. Vuol tanto bene a Connie e direbbe qualunque cosa per attirare l'attenzione sopra di lei.
Anna - Potrebbe esser questa la ragione per cui Cliff viene cos tardi a casa.
Maggie - Ma che? Cliff con quella sgualdrinella...
Anna - Tutto pu essere.
Maggie - Ma dimmi di Eddie. Gli hai parlato?
Anna - Lo sapeva. Gli ho fatto un gran male.
Maggie - Gli passer. Gli uomini sono fatti cos. Eddie poi uno che ha sempre dimenticato facilmente qualunque cosa. Quando erano bambini, era sempre lui il primo a far pace.
Anna - (quasi senza ascoltarla) Ma ha sofferto tanto...
Maggie - Cliff invece sempre stato tutt'altro. E sempre stato un ragazzo strano. Ho cercato di parlarne con suo padre ma inutile: John non capisce. Per ho sempre avuto il presentimento che debba succedergli qualche cosa.
Anna - Di che genere?
Maggie - Non so. Non potrei dirti, ma ho quell'idea. E quando ci penso mi vengono i brividi.
Anna - Chi adesso che si mette in mente delle idee bizzarre?
Maggie - (con lieve disperazione) Non portarmelo via completamente, Anna!
Anna - Non sarebbe possibile. Lo sapete. Cliff ha per voi quel sentimento che un uomo deve avere. Voi rappresentate quello a cui pu attaccare il suo cuore... non il suo cappello...
Maggie - Lo ha detto lui?
Anna - (ridendo) Siete peggio di una ragazzina! Vedrete che a Cliff tutto andr bene!
Maggie - Vorrei che Eddie si mettesse sulla buona via.
Anna - Ci si metter. Dategli tempo.
Maggie - Spero che tu abbia ragione. (Il campanello della bottega suona con violenza. Si sente qualcuno che corre ansimando. Fio appare sulla soglia. Ha gli abiti in disordine, i capelli sul viso. Respira affannosamente. Trema. In questo momento somiglia molto a Cliff. Fissa sua madre. Maggie e Anna hanno entrambe la sensazione di una catastrofe. Anna fissa Fio, ma Maggie fissa lo sguardo nel vuoto) Che diamine succede, Pio?
Flo - Connie...
Maggie - Ti ho detto di non andare con lei!
Flo - (gridando) mia amica. So che la odiate tutti, ma mia amica!
Maggie - (con fermezza) Lo so, ma...
Flo - No, non sai niente. Ma non devi pi darti pensiero, perch in riva al fiume, rannicchiata sui gradini che scendono dall'argine. E non potr pi vederla perch morta! (Il barcone ulula parecchie volte mentre Anna lascia cadere la calza che ha in mano e Maggie stringe quella che stava rammentando. La musica della Tempesta riprende e aumenta di volume).
SECONDO QUADRO
Mezz'ora dopo.
(In scena c' soltanto Anna, accanto alla finestra. in attesa di qualcuno che dovrebbe venire dalla strada verso la bottega. Il barcone ulula; Anna sussulta lievemente; poi torna a guardare. Maggie appare sul ballatoio e si sofferma a guardare Anna per qualche istante, prima di parlare. In una mano ha le scarpe di Fio).
Maggie - (tranquillamente) Anna! (Anna si volge sgomenta. Poi si rimette. Maggie scende) Che hai?
Anna - Niente. Mi avete fatto paura, cos...! Che dicevate?
Maggie - (vicino alla tavola) Domandavo se aspettavi qualcuno.
Anna - (prudente) Ma s... aspettavo...
Maggie - Cliff?
Anna - No, no. Neanche per sogno. Suo padre.
Maggie - John? Oh, ancora presto, per lui.
Anna - (tanto per dire qualcosa) Allora inutile che continui ad aspettarlo, vero?
Maggie - Direi. Se fossi in te tirerei le tende, per lasciar fuori tutta quell'oscurit.
Anna - Ma credevo che... (Si interrompe bruscamente) S, s va bene. (Fa per tirare le tende ma pare che esiti. Si volta e vede Maggie che la osserva. Allora tira le tende con violenza) Ecco. Va bene cos?
Maggie - Molto meglio. (Una pausa. Sembra che esse abbiano paura una dellaltra. Si decidono a parlare nello stesso tempo).
Anna - Mamma!
Maggie - (contemporaneamente) Anna! (Pausa) Dimmi...
Anna - Chiedevo... se Fio pi calma...
Maggie - S. L'ho messa a letto. Si addormentata. Ci vorranno due o tre giorni per rimettersi dalla scossa, ma poi star bene come prima.
Anna - Non credo che si rimetter tanto presto. '
Maggie - Perch?
Anna - Mi ricordo una cosa detta da Eddie tanto tempo fa.
Maggie - Sarebbe meglio dimenticare almeno la met di quello che dice Eddie. Che cos'era, dunque, questa perla di saggezza?
Anna - Disse che credeva che Connie fosse qualche cosa di pi di una semplice amica. E di questo aveva paura.
Maggie - Paura? Che significa questa sciocchezza?
Anna - Non so se siano sciocchezze. Disse che Connie rappresentava tutto quello che Fio desiderava. Era carina, allegra, corteggiata ed aveva attorno una quantit di giovanotti che la conducevano fuori.
Maggie - Ce ne sono tante ragazze che la sera escono in compagnia. (Con impazienza) Ma dove diamine sar Cliff?
Anna - Non state in pensiero per lui! Non il caso...
Maggie - E allora perch anche tu sei preoccupata?
Anna - Io? Ma no. Perch?
Maggie - (lentamente) Ma Cliff non doveva vedere Connie, stasera, che tu sappia?
Anna - Pare che supponiate che dovesse vederla...
Maggie - (accorgendosi del suo errore) No, affatto. Dicevo cos.
Anna - (aspra) Beh, non dovete dire n pensare tante cose. Non l'ha vista stasera n altre sere.
Maggie - Oh, lo credo.
Anna - Perch mai... (Il campanello della bottega suona forte. Entrambe si volgono in fretta verso la porta. Una pausa durante la quale si guardano).
Maggie - (in fretta) Sar lui.
Anna - S? E perch non entra? (Una voce femminile chiama signora Lord dalla bottega. Maggie si irrigidisce immediatamente e va lentamente verso la bottega).
Maggie - meglio che vada a vedere chi . (Via. Anna va verso il divano. Nel voltarsi per mettersi a sedere vede Cliff ritto sul ballatoio. Ora calmo ed in ordine).
Anna - Cliff!
Cliff - (tranquillo, sorridendo) Proprio io, Anna. (Anna tace) Che hai? Pare che tu abbia visto uno spettro.
Anna - (dolcemente) Forse l'ho visto.
Cliff - Che significa?
Anna - Non lo so. Scendi; che stai a fare lass? (Cliff ha un lieve sorriso e comincia a scendere. Intanto Maggie rientra).
Maggie - Era quella seccatrice della Gedeon che voleva ancora del miele. (Arriva in centro e vede Cliff ) Oh, Dio!
Cliff - Che hai, mamma?
Maggie - Niente, niente. Mi hai fatto paura, ecco tutto. Stai bene figliolo?
Cliff - Benissimo, mamma. Perch?
Maggie - Per niente... ma sei venuto cos tardi che pensavo...
Cliff - Tardi? Pu darsi. Sono entrato al Leone Rosso e mi sono fermato a discorrere con alcuni amici.
Maggie - Ti avevo pregato di non andare in quel locale, Cliff. Non adatto per te.
Cliff - (carezzevole) Perch? Non sono maggiorenne?
Maggie - Non mi piace che tu vada in giro per le osterie.
Cliff - Non andavo in giro. Ero entrato per bere qualcosa.
Anna - (lo ha osservato attentamente durante queste battute. Tranquilla e con studiata indifferenza) Quanto tempo ti ci sei trattenuto?
Cliff - Non so. Circa...
Anna - Non ho chiesto circa .
Maggie - (in fretta) Lascialo in pace, Anna. Oramai in casa, no? Ti ho preparato qualcosa da mangiare, Cliff. Non hai preso niente, immagino?
Cliff - (osservando Anna) No, mamma.
Maggie - (felice) Vado a prendertelo subito. (Via in cucina. Cliff sembra imbarazzato e sorride pallidamente ad Anna. Questa non gli ha mai tolto gli occhi dosso da quando entrato. Cliff si avvicina alla tavola e prende un giornale. Scorre la pagina sportiva).
Cliff - Se avessi scommesso su quel maledetto... Che c', Anna? Neanche un bacio?
Anna - Per il momento no.
Cliff - Perch sono venuto tardi?
Anna - S, perch sei venuto tardi.
Cliff - Non fare la stupida, e vieni a darmi un bacio. Devi scusarmi. Davvero. (Va verso di lei).
Anna - (sembra ritrarsi).
Cliff - Perch ti sei spaventata quando mi hai visto sulla scala?
Anna - Non lo so nemmeno io. Improvvisamente, ho avuto l'impressione di trovarmi davanti ad un estraneo.
Cliff - Bel modo di accogliermi! Pare che sia andata anche tu al Leone Rosso.
Anna - Non stai dimenticando qualche cosa, Cliff?
Cliff - Che cosa?
Anna - Che ti amo.
Cliff - Mi pare che lo dimentichi tu. Ma che c'entra ora?
Anna - Niente. Soltanto, quando si ama si vorrebbe sapere tutto dalla persona amata.
Cliff - Che cosa c' di me che non sai?
Anna - (calma) E chi lo sa? quello che cerco di scoprire. Forse per questo ho avuto paura.
Cliff - Ma che hai, Anna?
Anna - Quanto tempo ti sei trattenuto al Leone Rosso ?
Cliff - Ti ho detto che... (Maggie entra frettolosamente con un vassoio di cibarie).
Maggie - Ma senti, quella zia Edith! Se continua cos, bisogner che se ne vada! Ecco, Cliff, mangia finch caldo. (Posa il vassoio sulla tavola centrale).
Cliff - Che cos', mammina?
Maggie - Spezzatino di vitello. Vieni, altrimenti si raffredda. (Cliff siede alla tavola e prende coltello e forchetta. Maggie torna ai suoi panni che sono sulla credenza) Perch stai l come una statua, Anna?
Cliff - (ride incerto) Non so che cosa le capitato, stasera.
Anna - Cliff! Perch Fio ha detto domanda a Connie Lacey ? (Udendo il nome della ragazza, Cliff lascia cadere il coltello che sbatte sul vassoio. Lo riprende e cincischia il cibo).
Maggie - (in fretta) Non ricominciare, Anna! Ti ho gi detto che non c'era niente, assolutamente. Ormai Cliff in casa e...
Anna - Perch lo ha detto, Cliff?
Cliff - (impaziente) Che cosa ha detto? Perch non mi lasci cenare in santa pace?
Anna - Ha detto a tua madre di chiedere qualche cosa a Connie.
Cliff - (ridendo) Per esempio? (Si sente la voce di Fio).
Flo - (forte) Mamma! Mammina? Dove sei? (Maggie guarda Anna).
Cliff - Chi che chiama?
Maggie - Fio.
Cliff - E perch grida cos?
Maggie - Non si sente bene. L'ho messa a letto.
Cliff - Oh!
Maggie - Sar meglio che vada a vedere, prima che venga gi. Mangia intanto. (Mentre si affretta per le scale, il barcone ulula. Ella si ferma un attimo. Poi continua ed esce).
Anna - (calma) Perch non fai quello che ti ha detto!
Cliff - Cio?
Anna - Mangiare.
Cliff - Non ho fame.
Anna - Cinque minuti fa l'avevi.
Cliff - Veramente neanche allora.
Anna - Potresti mangiare lo stesso...
Cliff - (cocciuto) Non mi va.
Anna - Ti ho aspettato pi di mezz'ora. Perch non sei venuto?
Cliff - Mi hanno trattenuto allo stabilimento.
Anna - Hai detto che sei stato al Leone Rosso .
Cliff - Dopo. Tornando a casa.
Anna - Mentre ti aspettavo ho visto passare Connie. Poi ho visto te. Camminavi lungo la banchina.
Cliff - Ti sbagli.
Anna - Quando si innamorati, Cliff, non ci si sbaglia. Volevo attraversare la strada per fermarti, ma andavi talmente in fretta...
Cliff - Ti dico che ti sei sbagliata.
Anna - No. Ti ho seguito.
Cliff - (lentamente) Ed io ti ripeto che ti sei sbagliata.
Anna - (in fretta) Davvero? Non volevo seguirti, Cliff. Ma l'ho fatto. Ti ho visto attraversare la strada. Ero nell'ombra e ho visto che ti guardavi attorno. Poi ti ho visto scendere e scomparire dietro al muragliene.
Cliff - (violento) Anna, io...
Anna - (calma) Non mi stupisce che tu non abbia fame. Credo di aver capito allora quello che stavi facendo, ma ho cercato di non crederlo. Continuava a dire a me stessa: una cosa indegna, Anna, una cosa indegna . Ma questo non mi ha impedito di venire fino alla sommit dei gradini. E vi ho visti. Prima Connie. La luce del lampione faceva scintillare quella spilla di metallo che le aveva regalato quell'aviatore americano. Ti teneva un braccio intorno al collo. Non ti vedevo bene. Lei ha tirato il suo viso vicino al tuo... In quel momento passato un tram e mi sono messa a correre.
Cliff - Ora ti spiego tutto...
Anna - Non necessario che spieghi. Per lo meno, non a me.
Cliff - Ma una storia cominciata molti mesi fa. Molto prima che tu ed io ci fossimo intesi.
Anna - Non importa quando cominciata. la fine che importa.
Cliff - Ho dovuto andare da lei. Altrimenti...
Anna - (calma) Stava bene quando l'hai lasciata?
Cliff - Certamente.
Anna - Ne sei sicuro?
Cliff - (irritato) Te l'ho gi detto!
Anna - S. Hai detto molte cose...
Cliff - Non il caso di esser gelosa.
Anna - Gelosa? Vorrei esserlo. Sei dunque sicuro che stava bene?
Cliff - Ma ti ho gi detto di s! Stava benissimo.
Anna - Allora perch non mangi? Perch sei tanto irritabile? Avanti, parla. (Gli si avvicina, prende un pezzetto di carne con la forchetta, glielo porge. Cliff le toglie la forchetta dalla mano. Poi si alza e va al camino).
Cliff - (irritato) Lasciami in pace.
Anna - Io posso lasciarti in pace... Ma gli altri!
Cliff - Smetti di parlare a enigmi. Dove vuoi! arrivare?
Anna - Connie stata trovata morta circa mezz'ora fa, in fondo alla scala. (Cliff non si muove) Era morta da pochi minuti. Non vi era stato il tempo che altri potesse vederla.
Cliff - Vorresti insinuare che...
Anna - L'hai uccisa. (Il barcone ulula. Maggie scende).
Maggie - Sta meglio. Aveva fatto un sogno che l'aveva spaventata. (Si sofferma sulla scala) Che successo? State litigando?
Cliff - (calmo) Anna ha detto che io ho ucciso Connie.
Maggie - (si irrigidisce) Perch dice una cosa simile?
Anna - Perch Cliff l'ultima persona che stata con lei. L'ultima che l'ha vista viva.
Maggie - (calma) vero?
Cliff - L'ho vista, s. Non lo nego. Ma perch avrei dovuto ucciderla?
Anna - Non lo so. Tu lo sai.
Maggie - Anna, non sai quel che dici. Come fai! ad essere cos calma?
Anna - Agitarsi non serve a nulla. Se si trattasse di un altro, probabilmente ne farei un dramma. E magari godrei di quest'emozione. Ma si tratta di Cliff. Nel momento in cui Fio entrata, ho capito; quello che era accaduto. Non so come n perch, ne ho avuto la certezza.
Maggie - Cliff, ragazzo mio, vai disopra e...
Anna - No. Lasciatelo qui finch avremo saputo la verit.
Maggie - Ti prego, Anna...
Anna - inutile diventare isterica.
Maggie - Cliff, dille che non vero! (Cliff voltato di spalle. Maggie va a mettergli una mano sulla spalla).
Cliff - (si volta di scatto. Gridando) S, s s! Ei questo che volete sentire? (Un silenzio. Cliff sale e scompare).
Anna - (calma) Non questo ci che volevamo sentire. quello che voi, mamma, avete sempre temuto. Che non avete mai compreso completamente.
Maggie - (disperatamente) Ma perch? Perch, lo ha fatto, in nome di Dio?
Anna - Non serve a nulla chiederglielo. Bisogna piuttosto sapere che cosa dobbiamo fare adesso.
Maggie - (disperatamente) Che cosa dir a suo padre?
Anna - A suo padre?
Maggie - (senza badarle) Lo mander da Elsa; ecco quello che far. Lo accoglier volentieri; lo so di sicuro.
Anna - (con fermezza) No. (Va verso la scala I guarda in alto).
Maggie - Ho un po' di denaro da parte. Ho messo via qualche cosa ogni settimana, per un caso di bisogno. Non avrei mai immaginato fosse un caso simile.
Anna - Ho detto di no. (Maggie si precipita alla credenza e tira fuori il denaro da un vecchio cestino da lavoro. Lo posa sulla tavola).
Maggie - Par un telegramma a Elsa. Nessuno andr a cercarlo l. Elsa dir, se sar interrogata, che in casa sua da una settimana.
Anna - Rientrate in voi e smettete di dire sciocchezze. Sapete benissimo che andato a lavorare allo stabilimento fino ad oggi.
Maggie - Ma dobbiamo fare qualche cosa. Non pu rimanere qui...
Anna - Perch?
Maggie - Perch verranno a cercarlo.
Anna - Ragione di pi perch rimanga, allora.
Maggie - (sprezzante) E dici che gli vuoi bene?
Anna - Anche voi; eppure vorreste fargli fare il peggio: scappare.
Maggie - Ma non possibile che rimanga qui ad aspettarli. troppo nervoso. Se fosse Eddie...
Anna - (voltandosi di scatto) Ma non Eddie: Cliff, mettetevelo in testa una buona volta. Cliff, il mio Cliff.
Maggie - Ma Anna... verranno a cercarlo!
Anna - Non continuate a dire che verranno! Si sa che verranno. E in quel momento bisogner che io sia con lui. Porse ci sar una via d'uscita.
Maggie - Quale?
Anna - Non lo so. Non lo so. Ma deve restare qui; non c' altro da fare. Preferite che sia braccato; che non osi uscire altro che di notte perch di giorno pericoloso; che abbia il terrore di ogni colpo che bussano alla porta; che pensi che chiunque - l'uomo che incontra, la donna che gli siede accanto in autobus - sappia che lui? Che vita sarebbe la sua? No, che resti qui.
Maggie - Ma verranno!
Anna - Lasciateli venire. Io so come si deve parlare con quella gente. Io so quello che Cliff ha fatto; mentre loro lo immaginano soltanto. Voi lo amate perch vostro; io lo amo perch non sono mai ben sicura se mio. Non potremo tenerlo qui per molto tempo; forse un paio d'ore, forse fino a domattina. Ma deve essere qui con noi: con voi e con me. E voi dovete aiutarmi.
Maggie - (raddolcendosi) E come posso aiutarti? Una parte di me riconosce che hai ragione; ma un'altra parte continua a dirmi di farlo andar via.
Anna - Datemi retta e... (Il campanello della bottega).
Maggie - (sobbalza violentemente. Anna va verso la folla della bottega dopo aver dato un'occhiata alla scala).
Anna - Se sono loro... diremo che disopra da un'ora. Non si sentiva bene ed rincasato presto. Lasciate che parli io.
Maggie - Ma se viene gi...
Anna - Allora dovremo... (John Lord torna a casa dal lavoro. un uomo grosso, lento, sciatto. Sotto la sua apparente ottusit nasconde una semplicit che probabilmente lo rende pi comprensivo di quanto non lo sia sua moglie. Per lui i suoi figli rappresentano una responsabilit che non riesce a comprendere completamente. Nell'entrare si toglie il soprabito).
Maggie - (con sollievo. Sedendo) Oh, John.
John - Salve, mamma. Ho fatto tardi, stasera. Hello, Anna.
Anna - Hello. Vado a prendervi la cena. (Va verso la cucina).
John - Un momento, Anna. Voglio prima dare un'occhiata al giornale.
Maggie - Sar meglio che tu vada di sopra a lavarti.
John - Eh, a momenti! Lasciami entrare. (Va a sedere sul davanti a sinistra. Trae dalla borsa che ha con s un giornale e si accinge a leggere).
Maggie - Non cominciare. Lo sai come sei quando hai in mano un giornale! (Gli va vicino e cerca di tirarlo su dolcemente).
John - (sorridendo) La casa di un cittadino inglese...
Maggie - Lo sappiamo. Su, via alzati.
John - E va bene. Si esce?
Maggie - (in fretta) Pensavo di andare a passare un paio d'ore al cinema.
John - Come vuoi. (Si avvicina alla scala. Anna va in cucina) A proposito, Maggie, che cos' tutta quella folla?
Maggie - (mentre sgombra la tavola) Polla? che folla, John? (Anna rientra con un vassoio che posa sulla tavola).
John - Sono tutti in istrada. Corrono di qua e di l come una muta di cani.
Anna - Non ho visto nessuno, mentre ero fuori.
John - Beh, se vedessi adesso.
Maggie - (cercando di sviarlo) Se ci sono tanti stupidi che hanno voglia di andare in giro a bighellonare, affar loro. Vatti a lavare, adesso. Altrimenti ti diventa tutto freddo.
John - (salendo) Ho soltanto domandato, cos. (Fio appare sul ballatoio. in vestaglia di lana).
Maggie - (senza vederla) Non so davvero come la gente non abbia altro da fare che andare di qua e di l...
Flo - (tranquilla) Lo sai benissimo, mamma. (Anna lascia quasi cadere il vassoio. Maggie si volta di scatto. John si fermato e guarda Fio).
Maggie - Pio, torna subito...
Flo - Perch hai detto cos, mamma? Perch hai detto a babbo che non sai il motivo per cui la gente del quartiere tutta per le strade?
Maggie - Torna a letto fa la brava bambina. A momenti vengo da te.
John - Che cos'ha stasera madama? Perch andata a letto cos presto?
Maggie - (in fretta) Non si sentiva bene, caro; perci l'ho fatta coricare.
Flo - (calma) Ma ora sto bene, babbo. (Fissa sua madre) Sto molto meglio.
John - Beh, torna a letto ad ogni modo.
Anna - S, Pio, ubbidisci. Da brava.
Flo - (si volta per rientrare. Poi si volge di nuovo) Babbo!
John - Che vuoi?
Flo - Io so perch c' tanta gente per la strada.
Maggie - Ti ho detto di tornare a letto, Fio. Prenderai freddo.
Flo - No, mamma. Mi sono messa questa vestaglia pesante.
John - E allora, Fio?
Anna - Via, signor Lord, siete peggio di vostra figlia! Andate a lavarvi: non posso stare qui tutta la sera ad aspettare.
John - Lasciala parlare, Anna. Perch, dunque, c' tanta gente in giro? Su, racconta. (Cliff entra dal ballatoio e scende le scale).
Flo - Connie Lacey stata assassinata. (Una breve pausa. Alla parola assassinata Cliff, che sceso, tira violentemente una delle tende. Anna lascia cadere una posata. Maggie va al caminetto).
John - vero, Maggie?
Maggie - Veramente non so, John, ma credo di s.
John - E dov' accaduto?
Flo - Sui gradini che scendono al fiume, in fondo alla strada.
John - Quando?
Flo - Circa un'ora fa, credo.
John - E si sa chi stato?
Flo - (in fretta) Oh, no, non ancora. Si saputo, mamma?
Maggie - (calma) Vuoi tornare a letto adesso?
Flo - S, ora vado! (Sporgendosi dalla ringhiera) Buona notte, Cliff.
Cliff - Buona notte, Flo. (Flo via).
John - (a met della scala) Bene, bene, bene... Povera Connie!
Maggie - (aspra) Cosa stai l a dire bene, bene, bene ? Vatti a lavare. Ad ogni modo, non c' da stupire, abbiamo sempre detto che sarebbe andata a finir male.
John - Lo so; forse era un po' leggera... Ma essere ammazzata un'altra faccenda. Ti pare, Cliff?
Cliff - (aspro) Che cosa, babbo? Scusami, non stavo ascoltando.
John - Dicevo che essere assassinata un'altra faccenda.
Clifp - Mah, credo anch'io.
Anna - Volete. cenare o no ?
John - Cosa? Ah s, s. Mi sbrigo in un momento. Povera Connie. (Si ferma sul ballatoio) Beh, ora inutile che ci scervelliamo. Leggeremo tutto nel giornale. (Via).
Anna - Sicuro. Nei giornali c' sempre tutto. (Cliff presso la finestra. Maggie davanti al caminetto. Anna al centro, mentre il barcone ulula fortemente).
Fine del primo atto
ATTO SECONDO
La stessa scena del primo atto.
(Sono passati pochi minuti: i personaggi sono nella identica posizione della fine dell'atto precedente, come se il sipario non si fosse abbassato, ma nel mentre questo si alza, Anna va al caminetto e Maggie si aggira per la stanza. Cliff rimane alla finestra dov'era. Si sente la pioggia che picchia contro i vetri. Una pausa d'imbarazzo).
Maggie - (improvvisamente) Che avevi detto, Anna!
Anna - Non ho parlato.
Maggie - Ah, mi pareva... (Volendo sembrai vivace) Senti come piove! (Altra pausa) Si contenti di avere un tetto, no? (Nessuna risposta) Povero Eddie, sar inzuppato fino alle ossa. uscito senza, soprabito. Ma senti come piove.
Anna - (calma) La sento.
Maggie - Come dici, cara?
Anna - Ho detto che la sento.
Maggie - Ah! (A Cliff) Non mangeresti qualche cosa? Non hai toccato la tua cena...
Cliff - No, grazie.
Maggie - Magari soltanto...
Cliff - (in fretta) Ho detto no, grazie .
Maggie - Ma almeno...
Cliff - (si volta con impeto gridando) No, no, noi Ti ho detto che non voglio niente. (Si accorge I aver esagerato e, subito calmo, domanda scusa) Scusami, mamma. Ma non potrei mandar gi un boccone. (Viene sul davanti e nel passare le accarezza un braccio) Non potrei inghiottire, te lo assicuro. Mi sento la gola arida come un pezzo di legno.
Maggie - Allora una tazza di t?
Cliff - (siede) No... beh, come vuoi.
Maggie - (contenta) Faccio in un momento. C' gi l'acqua che bolle. (Dopo una rapida occhiata i Anna, va in cucina. Pausa).
Cliff - (intensamente) Non posso guardarla, 1 cos addolorata... Mi sembra come se fosse morta, Deve odiarmi.
Anna - Credo che vorrebbe poterti odiare. Ma non pu. Perci soffre. Una sigaretta?
Cliff - (scuote il capo. Anna prende una sigaretta pei s e l'accende. Improvvisamente Cliff comincia a singhiozzare. Anna lo osserva con fredda compassione per un istante).
Anna - (dura) Non fare cos. (Cliff continua.; Irritata e con fermezza) Ti ho detto di no. (Si pentii subito del suo tono aspro e gli si riavvicina in fretta, raddolcita) Cliff, Cliff, ti prego, tesoro, non far cos! Sopporto qualunque cosa, ma non questo. (Cliff sii calma un poco) Sssst, Cliff. (A poco a poco Cliff sii calma. Lei gli siede accanto accarezzandogli la testai Cos va bene.
Cliff - (rauco) Hai un fazzoletto?
Anna - (sorridendo) Dov' il tuo?
Cliff - Non lo so. (Fruga in tasca) Lo avevo. Devo averlo perso.
Anna - Sei sempre lo stesso. Tieni. (Gli d il suo) Non credo che ti servir molto... tanto piccolo.
Cliff - Grazie. (Breve pausa) Ora vorrei quella sigaretta... (Mentre Anna va a prenderla e l'accende; si sente tuonare in lontananza).
Anna - Ecco. (Gliela porge accesa. Cliff trae una boccata) Va meglio, ora? (Cliff accenna di s) Vorrei spegnere quella luce: fastidiosa. Non trovi?
Cliff - Un poco. (L'interruttore vicino alla porta della cucina. Anna va a girarlo, poi si avvicina alla finestra) Non stare cos lontana, Anna. Vieni qui,] vicino a me. (Anna si avvicina e siede ai piedi di lui) Lo sai... vero?
Anna - Che vuoi raccontarmi tutto? S, lo so.
Cliff - Ho bisogno di dirlo a qualcuno. come se uno provasse la necessit di tornare indietro e vedere quello che ha fatto. Non posso tenere tutto per me.
Anna - Prima di tutto... prima di parlare... dimmi perch...
Cliff - Perch l'ho fatto?
Anna - No. Non questo... Perch eri con lei?
Cliff - Perch mi aveva detto che era... (8i interrompe).
Anna - Che cosa? Che ti aveva detto?
Cliff - Ti ricordi quella lite che abbiamo avuto, tu ed io, circa due mesi? Per il ritorno di Eddie?
Anna - Quando uscisti infuriato. Seppi dopo che non eri rincasato tutta la notte.
Cliff - Dormii sui gradini. Ero irritato con te. Per essere esatto, non dormii affatto. Rimasi l a sedere, fumando e guardando il fiume. Era cos calmo e... (Anna comincia a ridere) Perch ridi?
Anna - Perch credevo che fossi andato da lei.
Cliff - No. Rimasi l tutto il tempo. Parola.
Anna - Ma perch l'hai vista stasera?
Cliff - Perch... perch... la vidi la sera seguente. Veramente non ne avevo alcun desiderio, non ci pensavo nemmeno: ma ero in collera e avevo bisogno di compagnia.
Anna - E dove vi vedeste? Sui gradini? Dove ci trovavamo sempre tu ed io?
Cliff - S. (Una pausa) Beh, sai che specie di donna era...
Anna - Vai avanti.
Cliff - Insomma... io ero adirato e... e lei fu buona con me... e poi... puoi immaginare quello che accadde.
Anna - Lo immagino.
Cliff - (sollevato, ora che ha vuotato il sacco cos facilmente) Fu parecchie settimane fa... e da allora non l'avevo pi vista. Ma pochi giorni or sono mi lasci un biglietto allo stabilimento, dicendo che aveva bisogno di vedermi. Non me ne curai... e oggi nel pomeriggio ne ha lasciato un altro.
Anna - Dov'?
Cliff - L'ho buttato nel fiume, stasera, mentre l'aspettavo. venuta tardi. Quando tu mi hai visto, ero gi stato una volta laggi. Poi sono tornato e l'ho trovata che mi aspettava. Sembrava che stesse poco bene... e da principio non volle dirmi che avesse. Allora le ho detto che non avevo tempo da perdere e di non fare la stupida. Si arrabbi e disse che se non volevo ascoltarla, ci sarebbero state molte persone che le avrebbero dato retta. Cos rimasi.
Anna - E poi?
Cliff - Poi si calm e mi raccont...
Anna - Che cosa?
Cliff - Che aspettava un bambino.
Anna - Tuo?
Cliff - Cos ha detto. (Si scorge una figura indistinta- sul ballatoio).
Anna - Ebbene?
Cliff - Dopo un poco sembrata meno aspra. Siamo rimasti a sedere sul muricciolo, fumando e chiacchierando. Io l'avevo circondata con un braccio.
Anna - Ed era tranquilla?
Cliff - S, finch non le ho detto che dovevo andarmene. Allora ha cominciato a fare delle storie, dicendo che ormai non potevo pi lasciarla. Ho cercato di persuaderla, ho tentato di accarezzarla, ma mi ha detto di smettere. Ho smesso per un momento, poi ho ricominciato e questo l'ha resa furiosa. Ma credevo che fngesse e la scossi afferrandola per un braccio; credo di averle fatto male perch improvvisamente balz in piedi dicendo che doveva andare.
Anna - E perch non se ne and, in nome di Dio?
Cliff - Non lo so. So ohe continuai a parlare e lei torn a sedere. Allora mi irritai e cominciai ad alzar la voce.
Anna - Perch, poi, seguitavi a tormentarla?
Cliff - Non ne avevo l'intenzione. Avevo un po' paura di lei; volevo tenerla tranquilla. E quando incominci ad alzare anche lei la voce, avrei voluto farla tacere. Ad un tratto la luna apparve da uno squarcio di nubi e le illumin la nuca; mi ricordai che aveva un neo proprio in quel punto. L'avevo abbracciata e lei s torceva fngendo di non volere essere stretta. E allora commise un errore...
Anna - Che errore?
Cliff - Volt il viso verso di me e disse con tono beffardo: Che cosa direbbe adesso Anna, se ci vedesse? . Ero rimasto calmissimo fino a quel momento. Non volevo farle alcun male, ma quando ha pronunciato il tuo nome, ho sentito di odiarla. Ed ho provato l'impeto irresistibile di picchiarla. (Balza in piedi e comincia a camminare per la stanza. Anna siede su un bracciolo della poltrona e lo osserva. Un tuono che sembra ora pi vicino) Bicordo che fece una risatina stupida, e le posi una mano sulla bocca per farla tacere... E lei cominci a dibattersi. (Un lam.po illumina parzialmente la stanza. Ma Cliff in quella parte che rimane oscura e quasi non lo si vede).
Anna - Non voglio sentire altro, Cliff.
Cliff - (come se non l'avesse udita) E quasi senza che me ne accorgessi, le avevo messo l'altra mano intorno alla gola. Intorno alla gola; e cominciai a stringere. Ad un tratto una voce - non era veramente una voce - mi disse: Se continui cos, l'ammazzi . La lasciai. La sospinsi contro il muro. Bimase l ansimante, cercando di riprender respiro. Mi aveva graffiato una mano... Guarda, ecco il segno. (Tende la mano dall'ombra. Anna indietreggia raccapricciando) Credo che capisse che l'avevo quasi strozzata. Ma non parve spaventata. Sorrideva. Non distinguevo altro che quella miserabile spiUetta che brillava alla luce del lampione. E poi disse: Che cosa dir Anna di questo? . E allora... prima di comprendere quello che facevo, la percossi. Non cadde perch dietro c'era il muro; ma la colpii nuovamente in viso. Aveva cercato di offenderti; avevo voglia di farle del male e continuai a picchiare. Ad un tratto sentii ululare un barcone... e mi fermai. Pareva che sorridesse ancora, appoggiata al muro, e il luccichio della spilla seguiva il respiro. Alzai la mano per picchiarla ancora ma ad un tratto vidi che scivolava. Lentamente, dolcemente, scivol lungo il muro adagiandosi a terra. Senza rumore; solo una specie di sospiro un po' strano. Mi inginocchiai per guardarla. Non sanguinava: solo un lato del viso era un po' livido. Aveva gli occhi spalancati; e vidi che aveva un dente con la corona d'oro. La toccai. Era ancora calda. Mi aspettavo che improvvisamente si sollevasse e si mettesse a ridere, quasi come se tutto fosse stato uno scherzo. Ma non si mosse. Una ciocca di capelli le era caduta sulla fronte; e una scarpa le era sfuggita dal piede. (Un barcone urla forte) Uno di questi maledetti barconi mi pass vicino, e ad un tratto mi sentii piccolo, freddo e pieno di paura. Mi ricordai che doveva trovarsi con un soldato, in quello stesso luogo, dopo il colloquio con me... pensai che poteva arrivare da un momento all'altro. Balzai in piedi e mi misi a correre, a correre, a correre finch arrivai a casa. Eddie era...
Anna - Come, Eddie ti ha visto? E sa?
Cliff - No. Non credo che sappia. Ma ha visto che c'era qualcosa di strano, in me, e mi ha mandato disopra. Mi sono buttato sul letto; e continuavo a sentire la sua risata e la. sua voce ripetere ancora e poi ancora: Che cosa direbbe Anna, povera Anna ; e quel maledetto barcone cos cupo.
Anna - Siediti. Mettiti qui, sulla poltrona; ti medicher la mano.
Cliff - Non sapevo di averla uccisa, Anna. Non volevo...
Anna - Ora ascoltami bene. Nessuno ti ha visto, vero?
Cliff - (piano) No.
Anna - E non hai incontrato nessuno nel tornare a casa? Proprio nessuno?
Cliff - Soltanto Eddie, quando sono entrato.
Anna - Bene. Ora, se venisse qualcuno, voglio che tu... (Entra Edith).
Edith - Vi avevo avvertiti.
Anna - Di che?
Edith - A proposito di quella Connie. Guarda che fine.
Anna - Che cosa volevate?
Edith - Non pretenderai che passi la vita in cucina?
Anna - No, no, scusatemi.
Edith - Non una cosa spaventosa?
Anna - Certo.
Edith - Che modo di rispondere? Hai sentito, Cliff? Si tratta di una morta e non trova altro da dire che certo! .
Cliff - Non hai mai avuto una buona parola per quella ragazza, zia.
Edith - Ma allora era viva. diverso.
Anna - Che differenza c'?
Edith - Che vuoi, ho parlato con lei proprio stamattina...
Anna - Siete un'ipocrita, Edith.
Edith - Nessuno ha mai potuto accusarmi di far due facce. Comunque, lo piglieranno. Li pigliano sempre.
Cliff - Prenderanno chi?
Edith - Quello che l'ha ammazzata, si capisce. Li trovano sempre. Gli assassini commettono sempre qualche errore. Magari una piccolezza... Questa volta c' il fazzoletto.
Anna - (calma) Il fazzoletto? Che fazzoletto? (Cliff si alza lentamente).
Edith - Quello che hanno trovato vicino al corpo. Lo ha trovato il mio amico Swallow, agente di polizia. Era sotto al suo corpo. Deve esserci caduta sopra.
Anna - E sanno di chi ?
Edith - (tirando su col naso) Non ancora. Ma lo sapranno. Scoprono sempre tutto. Io potrei dirtelo! fin da ora, di chi . del soldato. E bada a quello; che ti dico: fra non molto quello l sar appeso una corda.
Anna - Che soldato?
Edith - Ma che fate voi due, andate attorno con gli orecchi e gli occhi chiusi?
Anna - Non siamo usciti.
Edith - stato cos. Il signor Pitt - lo sai, quello del Leone - stava guardando dalla finestra il lampeggiare ed ha visto un soldato che veniva su dai gradini. Dice che non era alto e aveva la giubba dai campo. Non lo ha visto in faccia. Ma dice che comportava in modo strano. Guardava a terra cornei se cercasse qualcosa! perci lo ha notato. Ed hai notato che non aveva l'impermeabile n soprabito, con l'acqua che veniva gi.
Anna - E non hanno idea di chi sia?
Edith - No. Ma non tarderanno a saperlo. Bel, ora vado.
Anna - Dove?
Edith - Al Leone , si capisce. Non capita tutti i giorni un delitto nel quartiere dove si abita! (Esce, Una pausa).
Cliff - (calmo) Stai pensando quello che penso io, Anna?
Anna - Non lo so, Cliff.
Cliff - A proposito del soldato.
Anna - Vuoi dire che se lo trovano, non cerche, ranno un altro colpevole...
Cliff - S.
Anna - L'ho pensato anch'io. Ma... il fazzoletto,
Cliff - Oh Dio, non lo ricordavo.
Anna - E il tuo, vero?
Cliff - Credo.
Anna - Non sei sicuro? Non ti ricordi se lo avevi o no quando sei uscito?
Cliff - Ho una confusione in testa... Non ricordo,
Anna - Lo avevi mentre eri in fabbrica?
Cliff - Ti ho detto che non ricordo.
Anna - (irritata) Devi ricordarti. La tua vita (pi dolce) la nostra vita pu dipendere da questo,
Cliff - Non prendertela con me, se ti dico chi non lo ricordo.
Anna - (si volge altrove con impazienza. La vidi alla finestra e siede voltando il dorso alla stanza).
Cliff - (accendendo una sigaretta) Che fai l?
Anna - Niente. Guardo la pioggia. E ascolto,
Cliff - Che cosa?
Anna - Il fiume.
Cliff - Hai paura, Anna, non vero?
Anna - No, sono...
Cliff - Ti dico che hai paura.
Anna - (con violenza) S, s, ho paura. Ma noi di te. Non per quello che hai fatto. Ho paura che portino via, che ti tolgano a me. Penso...
Cliff - Non stare cos lontana, finch possibile,
Anna - (torna al sof) Eccomi, Cliff. Sono accanto a te. Lo sono sempre stata. E lo sar sempre, qualunque cosa potr accadere.
Cliff - (tende una mano e trae a s la donna) Anna...
Anna - Cliff?
Cliff - Sei convinta che stata una disgrazia, vero!
Anna - S. Qualunque cosa possano dire gli altri, s.
Cliff - E sei sempre la stessa con me?
Anna - Ti amo, Cliff. Come sarebbe possibile? (Il barcone ulula all'improvviso).
Cliff - (violento) Maledizione! Non posso sopportare quell'ululato! Non resisto...
Anna - Non ci badare. Chiuder la finestra, cos non si sentir pi tanto. (Fa per muoversi).
Cliff - No. Non muoverti adesso. (Il barcone emette ancora il suo suono rauco) Ecco. Vedi? Ora sto bene. Ti ricordi come ci piacevano? Stavamo per ore ed ore ad ascoltarli. Ci sembravano queti e tranquilli quei barconi, come... come il fiume stesso. Guardando nel mezzo, vedevamo l'acqua grigia e pigra e poi guardando in basso, proprio ai nostri piedi, la vedevamo nera e avida, come se fossero stati tanti denti coperti di velluto nero che si avventavano a mordere.
Anna - Ma poi mormorava e cantava.
Cliff - Dolce e tranquillo. Dimenticavamo che a volte era cattivo e impetuoso. Ti dissi per la prima volta che ti volevo bene mentre il fiume cantava. Laggi... su quegli stessi gradini.
Anna - Pass una barca e quelli che c'erano sopra risero. (A un tratto) Dimmelo adesso, Cliff. Dimmelo. Voglio sentire che mi ami. Dimmelo, presto.
Cliff - (con molta semplicit) Ti amo, Anna. A dirlo sembra una frase vuota di senso. Non spiega affatto quello che uno sente.
Anna - S che lo spiega. Mi fa sentire che io ti appartengo... Tu non puoi capire. Gli uomini non capiscono questo. Ma noi s. L'unica cosa che desideriamo appartenere all'uomo che amiamo. (Una pausa).
Cliff - Anna, pensavo... A quel soldato...
Anna - Ebbene?
Cliff - Solo noi due sappiamo che non stato lui.
Anna - Ma no, non si pu.
Cliff - (duro) Perch no? Se il fazzoletto non il mio... Solo noi due e mamma sappiamo la verit. Se non diciamo nulla...
Anna - E lui? Non ha fatto niente, lui! Devi essere impazzito, Cliff!
Cliff - Impazzito? Perch ti amo e desidero rimanere con te?
Anna - Ma i biglietti che ti ha mandati. E pu anche aver detto a qualcun altro che era incinta...
Cliff - Connie non era il tipo. E i biglietti potrei spiegarli in un modo qualsiasi. E poi sono nel fiume: nessuno pu leggerli.
Anna - No, non potrei. Non potrei vivere con te e sapere che fra noi vi questo... No, non questo il modo di uscirne. Dev'essercene un altro. Dobbiamo trovarlo!
Cliff - Non ce n' un altro e tu lo sai.
Anna - Ma non possiamo far questo, Cliff. No. Lo impiccherebbero...
Cliff - Anna, mi ami o no?
Anna - Lo sai che ti amo, ma...
Cliff - Allora, se mi ami, devi accettare tutto da me; anche questo. E siccome io ti amo, tu farai quello che ti chiedo; starai tranquilla e ce la caveremo... (Si sente un lieve movimento in cima alla scala).
Anna - (balza in piedi e va in fretta ai piedi della scala. La porta del ballatoio viene spalancata ed illumina il ballatoio stesso su cui si vede Fio in vestaglia).
Cliff - Pio!
Flo - (quasi scherzosa) Sai, Cliff. Ti senti meglio?
Anna - Da quanto tempo sei l?
Flo - (scendendo) Ci sono da un pezzetto. Quanto basta...
Anna - Sarei capace di ammazzarti, Fio.
Flo - Non credi che per una sera si sia gi ucciso abbastanza?
Cliff - E che pensi di fare?
Flo - Prima di tutto ( accanto al sof) sedermi. Cos sto meglio.
Cliff - (comincia ad essere preso dal panico) Pio... che cosa vuoi?
Flo - Dov' la mamma?
Anna - andata a fare un po' di t.
Flo - Beh, meglio parlare chiaro e breve, no?
Anna - Avanti, piccola strega: che vuoi?
Flo - Che cosa potrei volere? Non sono di quelle che vanno a ripetere tutto quello che sentono... anche se sono cose che occorrerebbe ripetere.
Cliff - Davvero, Flo?
Anna - naturale! E comunque, chi potrebbe dar retta a una ragazzina?
Flo - Ah, non darebbero retta? Direbbero: Va l, sciocchina, hai sognato . Ma io insisterei per raccontare tutto il mio sogno... Che Cliff e Connie dovevano avere un bambino... che lei gli ha mandato dei biglietti. Che lui l'ha picchiata... che lei caduta... che morta. Che Cliff ha perso il suo fazzoletto... che...
Anna - Era una sgualdrina e meritava la sorte che ha avuta.
Flo - Almeno ha avuto il coraggio di essere una sgualdrina. Non passava da uno ad un altro fingendo di amarli...
Cliff - A che serve difenderla? Se perfino Eddie...
Flo - Non permetterti di pronunciare il nome di Eddie.
Cliff - Perch? Non bisogna forse pronunciarlo insieme a quello di Connie? Credi che Eddie sia un santo da tenere al muro? Non lo . debole e timoroso.
Flo - Lo saresti anche tu se avessi fatto quello che ha fatto lui.
Cliff - Che cosa ha fatto? N pi n meno di quanto hanno fatto tutti gli altri. Non andato ad arruolarsi: andato sotto le armi perch ha dovuto andarci per forza. Ce ne sono molti come lui. Gente che non sa affrontare la vita, e per i quali la guerra una specie di salvezza, perch mette qualche cosa nella loro esistenza. Eddie uno di questi. E anche lui ha cercato di distoglierti da Connie.
Flo - Senza riuscirvi. Nessuno di voi ci riuscito. Pu anche darsi che fosse tutto quello che non avrebbe dovuto essere, ma almeno aveva una qualit: era sincera.
Anna - Non molto difficile, quando si costretti ad esserlo.
Flo - Tu non puoi saperlo. Che cosa hai fatto a Eddie? Gli hai detto: Sai, ti amavo ma mentre eri assente ho cambiato idea .
Anna - Questo adesso non c'entra.
Flo - Non c'entra? Immagini che voglia continuare a vederti ordire altri inganni? Non importa, vero, che si sospetti quel soldato? Ma un soldato! e non giusto che muoia impiccato. Anche Eddie stato soldato! e guarda come lo hai ridotto.
Anna - Finiscila di dire stupidaggini. Eddie si rimetter. questione di un po' di tempo.
Flo - Tempo, tempo. E non sai dire altro? Non lo vedi in che stato ? No, non te la caverai in questo modo. Cliff l'ha uccisa! soltanto Cliff. Lo sai e ben presto lo sapranno anche gli altri.
Anna - Non l'ha uccisa. E niente pu provarlo, una disgrazia.
Flo - Ma ci sono io, che dir quanto ho sentito.
Anna - Ma Cliff tuo fratello.
Flo - E Connie era mia amica.
Cliff - Ma non capisci che era malvagia e perversa? Che voleva soltanto farmi del male?
Flo - Sono le persone come te che l'avevano resa cos. Se tu fossi stato buono e l'avessi trattata bene, non sarebbe diventata perversa. Era intelligente. Aveva capito perch io odiavo questo ambiente. Perch odiavo il sudiciume e il tanfo della bottega. Sapeva perch aspiravo ad essere graziosa e allegra; sapeva tutto. E tu me l'hai tolta. E perch lo hai fatto? Perch volevi Anna, che non ti apparteneva. Che apparteneva a tuo fratello Eddie.
Cliff - E che vorresti fare?
Flo - Andare a dire la verit.
Anna - E se la dicessimo prima noi?
Flo - Non lo farete.
Anna - Non puoi andare al commissariato a quest'ora, di sera.
Flo - No? Prova a trattenermi. Ti far pentire di tutto ci che hai fatto soffrire a Eddie.
Anna - Oh, basta con Eddie. Non uscirai da questa stanza. Te lo dico io.
Flo - Non credo. (Entra Maggie dalla cucina),
Maggie - (con vivacit) Scusami se ci ho messo tanto tempo, caro. Mi ha chiamata la signora Wood, la nostra vicina, e non finiva pi di parlare. (Vede Fio) Perch sei scesa, tu? Ti avevo detto di restare a letto.
Flo - Non riuscivo a dormire, mamma.
Anna - Fio sa.
Maggie - (spaventata) Sa che?
Flo - So di Connie e di Cliff; s.
Anna - Ha ascoltato mentre Cliff mi raccontava com' stato.
Flo - Cio, come immagina che sia stato!
Anna - Com' stato, ho detto. E andr a riferirlo, mamma.
Maggie - A chi?
Anna - Alla polizia.
Maggie - No! Non far una cosa simile.
Flo - Nooo!
Maggie - No, anche se dovessi ammazzarti con le mie mani! Ora torna a letto; fra poco verr su; e parleremo...
Flo - (riscaldandosi). Credi dunque di potermi mettere a letto e impedirmi di fare quello che voglio!; Come hai sempre fatto? Beh, questa volta non ci riuscirai. Questa volta io ho ragione e voialtri avete! torto.
Maggie - Noi non abbiamo torto...
Flo - Questa volta ho ragione; e non potrete far nulla, nessuno di voi, Per quanto tempo credete di potermi costringere a tacere? Per questa sera; e forse per domani. Ma dopo? Presto o tardi uscir e andr a dire la verit.
Maggie - Sar inutile, perch l'avremo detta noi.-Ora vai disopra.
Flo - Non vado, no.
Maggie - Ti ho detto di andar disopra.
Flo - (sfidandola) E io ho detto di no.
Maggie - Fio, se non ubbidisci...
Flo - Non mi picchierai. Non oserai toccarmi, E sai perch? Perch ho nelle mani quello che tal vorresti...
Maggie - Non avrei mai creduto di dover odiare uno dei miei figli.
Flo - Davvero? Io invece vi ho sempre odiati, tutti quanti. Tu credi che questa casa sia tutto il mondo e che non si debba desiderare altro. E sic-J come io non la pensavo come te, mi hai sempre odiata. E per la stessa ragione hai odiato Eddie. Sei stata contenta quando andato a fare il soldato. Almeno se ne andava lontano... Che bellezza, un figlio nell'esercito. Ma quando tornato a casa, lei cose sono mutate. Non riuscivi pi a comprendere, Eddie. Non avrebbe dovuto tornare con tutte quelle idee strane, non vero?
Maggie - Come ti azzardi?...
Flo - Parlo perch per una volta tanto ho ragione e tu lo sai. Sai che la verit; altrimenti non saresti cos odiata. Sai che Eddie molto migliore di noi..
Cliff - come gli altri.
Flo - Almeno non va ad ammazzare la gente? che gli d fastidio.
Cliff - Se dici un'altra volta questo...
Maggie - Taci prima che io dimentichi che sei mia figlia.
Flo - Non lo dimenticherai, questa volta! Non ne avrai il coraggio. Connie gli era d'ostacolo e lui l'ha ammazzata. Questa la verit, ti piaccia o no. L'ha assassinata. Fa male questa parola, vero?
Maggie - L'ho sempre detto che Eddie ti avrebbe fatto girare la testa con le sue stupide idee e le sue letture.
Flo - Certo ogni libro che entra in casa allontana sempre pi Eddie e me da tutti voi. E che te nel importa? C' il tuo diletto Cliff che invece ti sempre. pi vicino. quello che desideri, no? Lo hai sempre desiderato. Hai soltanto paura che qualcuno lo tocchi, che te lo portino via.
Maggie - Non c' bisogno di gridare. Non sono sorda. E neanche i vicini lo sono.
Flo - Cosa vuoi che m'importi dei vicini? Anzi,, spero che sentano. Che tutti, tutti sentano ogni parola che dico. Odio questa casa e... (Entra John Lord dalla bottega. Per un momento ascolta, sconcertato).
John - Che cos' tutto questo chiasso? Si sente gridare dalla strada.
Maggie - Meno male che sei venuto, John. Fio ha perso la testa.
Flo - Niente affatto. Pio ha tutto il suo buon senso.
John - Di che si tratta?
Anna - (in fretta) Si messa in mente delle sciocchezze a proposito... a proposito di... (La sua voce si spegne).
John - A proposito di che?
Maggie - Sai, pare che fra Cliff e Connie...
John - Fra Cliff e Connie?
Flo - Avanti mamma, diglielo. Nessuno mi creder; perci che importa?
John - Taci, Pio, e lascia che parli tua madre.
Maggie - Ecco... Pare che Cliff e Connie... hm... si conoscessero... molto bene.
John - Tutti noi conoscevamo bene Connie.
Maggie - S, ma... Ecco, Cliff l'ha vista stasera.
John - E che cosa c' in questo d misterioso?
Maggie - Sai bene che tipo era. Bastava che uno fosse un bel ragazzo e subito lei cercava di attirarselo.
John - E lo ha fatto anche con te, Cliff?
Cliff - Ma,., s, babbo.
John - Per ancora non capisco la ragione di tanto chiasso. Pu benissimo averla vista senza averla ammazzata, no?
Flo - Credi?
John - (severo) Che vorresti dire?
Flo - Precisamente quello che ho detto. Bisogna che nostro padre non sappia, vero?
John - Non sappia che cosa?
Cliff - Ti prego, Pio...
John - Su, parla. Che cosa non debbo sapere? (Ora che giunto il momento, Flo non tanto pi sicura di s. Vi un silenzio. Si sente la pioggia) Sto aspettando, Pio.
Flo - Ecco...
Anna - Non ti perdoner mai, bada!
Maggie - Va a letto, Pio!
Cliff - (con impeto) Ma lasciala parlare! Tanto a chi vuoi che importi?
Flo - Ah, non importa a nessuno? Nessuno mi dar retta, vero? E tu vuoi saperlo, vero, babbo? Anche se loro non vogliono dirtelo... Lo sai chi ha ucciso Connie?
John - Si sta cercando un soldato.
Flo - E tu lo credi?
John - Senza dubbio. Perch non dovrei crederlo? Il signor Pitt lo ha visto dalla finestra del Leone .
Flo - E sei sicuro che sia stato lui?
John - Lo si suppone. Aveva la giubba da campo.
Flo - E invece no. Giubba da campo o da parata, soldato o non soldato, pu interessarti di sapere... chi stato...
Cliff - (sulla scala) Sono stato io. (Un silenzio).
John - Che hai detto, Cliff?
Flo - Lo hai sentito benissimo.
John - (volgendosi a lei) Tieni a posto quella maledetta lingua.
Flo - Neanche a te piace la verit?
Cliff - (gridando) Basta, basta, tacete! Sono stato io. Inutile continuare a parlarne. Ho ucciso Connie. L'ho uccisa. Assassinata.
John - (sbalordito) Ma che cos' questa storia, Maggie? Che sta dicendo il ragazzo?
Maggie - vero.
John - (a Fio) Ed questo che volevi dirmi? (John di fronte alla figlia la quale volge le spalle al sof. Dopo un breve silenzio) E intanto non me lo hai detto; stato lui stesso... (Le d un ceffone) Me lo ha detto lui, no? (La schiaffeggia ancora. Fio non si muove) Adesso vattene su. Uscirai domattina.
Flo - Uscir e andr alla polizia perch vi odio tutti. Vi ho sempre odiati. Siete meschini e miserabili e meritate tutto quello che vi capita. Siete fatti per il sudiciume, per le immondizie. Ma Eddie no, ed io neppure.
John - Ho sempre conosciuto la mia meschinit. Se tu odii questo ambiente, puoi andartene anche subito.
Flo - Stai tranquillo: me ne andr e non torner. E in quanto a te, Cliff, ricordati che ci sono i biglietti di Connie ad accusarti. (Con un balzo in bottega. Si sente subito dopo il campanello. Maggie va in fretta alla porta).
Maggie - Torna indietro, Fio. John, raggiungila. Impediscile di andare.
John - Non capisco, mamma. Non vero, non pu essere accaduta una cosa simile, in casa nostra... Cliff, perch... E che cosa sono i biglietti di cui ha parlato Fio?
Cliff - Me li lasci alla fabbrica.
John - E che ne hai fatto?
Cliff - Mentre l'aspettavo, li ho buttati nel fiume.
John - E sono caduti nell'acqua?
Cliff - Credo di s.
John - Come, credo? Li hai visti cadere o no?
Cliff - Non lo so, non ricordo.
John - Devi ricordarti. Se fossero rimasti sull'argine... Pensa che un assassinio.
Maggie - Non usare questa parola, John.
John - Ti piaccia o no, la sola parola giusta. Dunque?
Cliff - Non sono sicuro. Mi pare di s...
Anna - Lasciatelo tranquillo.
Maggie - inutile tormentarlo; John. Piuttosto cerca di raggiungere Fio e riconducila a casa.
John - Taci, mamma. (A Cliff) La vide qualcuno, quando lasci i biglietti?
Cliff - Devono averla vista. Li lasci al portone.
John - Perch non mi hai detto tutto prima? Perch hai aspettato fino ad ora?
Maggie - Non volevamo che tu lo sapessi, John. Speravamo di potercela cavare senza metterti al corrente.
John - solo figlio tuo, Maggie?
Maggie - Ti prego, John, raggiungi Fio. Se non vai adesso, sar troppo tardi. Ti prego, vai subito!
John - Va bene, vado. (Via dalla bottega. Si sente il campanello).
Cliff - ( salito; sul ballatoio) Mamma, io...
Maggie - Ora no, figliuolo. Pi tardi, quando saremo soli. Ora non dire altro. (Via in cucina).
Cliff - (in fretta) Anna, non lasciarmi anche tu.
Anna - No, Cliff, non ti lascer. Non ti lascer mai. (Si ode lo scoppio di un tuono; la pioggia intensifica di violenza. Cliff esce lentamente. Anna si muove; in questo momento si sente il campanello della bottega. Anna si volta in fretta, mentre s'ode un nuovo scoppio di tuono. Sulla soglia apparso Eddie, fradicio di pioggia. Non dice nulla; ma in giubba da campo. Anna, con voce appena percettibile) Eddie, non sei stato tu... (Un altro scoppio di tuono mentre cade rapido il sipario).
Fine del secondo atto
ATTO TERZO
PRIMO QUADRO
La medesima scena. Un'ora dopo.
(Si alza il sipario che Maggie presso la credenza e si avvia verso la cucina. Ha in mano delle tazze vuote. In questo momento entra John dalla bottega. Maggie si volge agitata a guardarlo. John la guarda senza dir nulla).
Maggie - Non l'hai raggiunta, vero?
John - Non sono riuscito a trovarla.
Maggie - Oh! (Esce silenziosa e torna quasi subito senza le tazze) Che faremo adesso, John?
John - Non so. Vorrei saperlo, ma non ho idea...
Maggie - Ma stata proprio una disgrazia?
John - Senza dubbio, Maggie.
Maggie - Ma com' stato, John, com' stato?
John - Credo che non lo sappia nemmeno lui. Sembra quasi che tutta la sua vita doveva condurlo a questo; almeno cos dice.
Maggie - Non credi che sia...
John - Pazzo, vuoi dire? No, Cliff non pazzo. I pazzi non fanno queste cose.
Maggie - Disgrazia o assassinio...
John - (alzando la voce) Non dire questa parola.
Maggie - Qualunque parola adoperi, la ragazza morta. Ed un assassinio. Non c' scusante.
John - Porse s e forse no. Se fosse stata una ragazza per bene, forse la penserei diversamente. Ma non lo era.
Maggie - E questo giustifica l'averla uccisa?
John - Non l'ha uccisa. L'ha picchiata e lei caduta.
Maggie - Forse cos, John.
John - E la cosa pi tremenda che siamo noi che siamo cambiati; nient'altro. Stamattina ci siamo alzati, siamo usciti, abbiamo fatto quello che facciamo per consuetudine... e stasera non siamo pi gli stessi. Siamo diversi, completamente diversi.
Maggie - Dobbiamo tornare indietro, John; essere nuovamente quelli di prima.
John - Non pi possibile. Nulla di ci che ci circonda sar pi per noi com'era prima.
Maggie - Ma se stata una disgrazia? Lo ascolteranno. Dovranno ascoltarlo, e lui racconter cornei sono andate le cose.
John - Dev'esserci sempre stato qualche cosa,! nel fondo della sua anima, come avrebbe potuto; essere in fondo a qualunque altro di noi. Lo abbiamo! sempre conosciuto, sappiamo quello che pensa, quello che gli piace... ma nessuno pu conoscere quello che1 c' nel fondo della sua anima. Si ride e si scherza! con lui, gli si vuol bene... e improvvisamente mi giorno vien fuori una cosa orribile. E ci rendiamo! conto che non lo abbiamo mai conosciuto.
Maggie - Non ti ho mai sentito parlare cos, John.
John - Non abbiamo mai avuto modo di conoscerei molto, vero mamma?
Maggie - Cerca di tranquillizzarti. Dev'esservi! una via d'uscita. Se ne trovano sempre. (Una breve! pausa) Vado in cucina... Se ti occorre qualcosa..,| John... non colpa nostra, vero?
John - No, Maggie. Non colpa nostra. (Maggie va in cucina. John rimane solo un istante. Poi Eddie scende lentamente la scala. Si asciuga i capelli con m asciugatoio e indossa la sua giubba. Nello stesso momento entra Anna dalla bottega. Ha sulle spalle un impermeabile) L'hai vista, Anna?
Anna - No, sono stata fuori dell'ufficio di polizia, mi pare che non vi sia andata.
Eddie - Chi?
Anna - Pio. andata per denunciare Cliff.
Eddie - Che diamine stai dicendo? Perch?
Anna - Per causa tua.
Eddie - Mia? Che c'entro io?
Anna - Non ci badare. Vatti a togliere quegli , abiti bagnati.
Eddie - Preferisco andare di l dalla mamma. Non l'ho mai vista cos tranquilla. Non mi piace. Dov' Cliff?
Anna - Di sopra, credo.
Eddie - Quando scende, digli che ho qualche cosa da chiedergli.
Anna - Glielo dir. (John va in cucina. Una pausa),
Eddie - ( ancora sulla scala e sternutisce. Anna andata vicino alla finestra).
Anna - Fa quello che ti ho detto, Eddie. Vatti a levare quella giubba.
Eddie - (sorridendo) La mia gloriosa uniforme! Perch?
Anna - Perch... perch prenderai un raffreddore.
Eddie - Se per farti piacere... (Va verso a \ centro della stanza togliendosi la giubba che mette sullo spalliera del sof).
Anna - (va in fretta a toglierla) No, qui no. Bagna tutto il divano. (Va ad appenderla dietro la porta' della bottega. Lentamente) Ma come hai fatto a bagnarti in questo modo?
Eddie - Ho preso un rovescio di pioggia mentre ritornavo
Anna - Perch non ti sei riparato in qualche posto!
Eddie - Mi sono riparato. Sono entrato al Leone Rosso .
Anna - E allora come mai ti sei bagnato cos!
Eddie - stato dopo. Dopo che ero uscito dal locale.
Anna - Ma a pochi passi da qui. Non potevi inzupparti cos.
Eddie - Eppure mi sono infradiciato. (Breve pausa) Anna, che cos' questa storia? Ho sentito parlare di un soldato che stato visto sui gradini del fiume. Pure non vi sono soldati da queste parti. E perch uno di fuori avrebbe dovuto ucciderla?
Anna - Chi lo sa? Ma perch lo domandi?
Eddie - Cos. Volevo sapere se a volte immaginavi chi potesse essere.
Anna - Come vuoi che sappia?
Eddie - E allora perch mi hai guardato a quel modo quando sono entrato?
Anna - Perch sei entrato improvvisamente. Nient'altro.
Eddie - E allora, perch hai detto: Oh, Eddie, non sei stato tu... ?
Anna - Perch ero nervosa e sconvolta e mi hai spaventata. Avevo avuto un colloquio penosissimo con Cliff, e la tua entrata improvvisa mi ha fatto impressione...
Eddie - Ma perch quella frase? Che hai pensato, nel momento che mi hai visto?
Anna - Ma niente.
Eddie - Che hai pensato quando hai visto la mia giubba?
Anna - Te l'ho detto: niente!
Eddie - Menti, Anna. Vedendomi entrare hai pensato: 11 soldato Eddie ! non vero? Hai pensato: L'ha uccisa Eddie. Eddie l'ha uccisa.
Anna - (alzando la voce) Taci, Eddie. Non voglio ascoltarti.
Eddie - Ascolterai, perch questo quello che hai pensato, non vero? Mentre Cliff ti parlava, non hai pensato ad altro che a cercare una scusa. A un modo di aiutarlo; e vedendomi su quella porta, ti sei detta che avevi trovato quello che desideravi. E cos?
Anna - Io credo che tu sia impazzito. Non hai mai avuto niente a che fare con Connie. La conoscevi poco. Ti era antipatica.
Eddie - Davvero?
Anna - Lo sai benissimo. Hai sempre fatto il possibile per allontanare da lei Fio, appunto per questo. Perch avresti dovuto toccarla? (Breve pausa. Poi Anna si volge nervosamente verso di lui) L'hai vista stasera?
Eddie - S, l'ho vista.
Anna - Non ti credo.
Eddie - Perch? Non domandi di meglio. Se mi credessi, Cliff sarebbe salvo, no?
Anna - (pausa) A che ora l'hai vista?
Eddie - Subito dopo... dopo che lui l'aveva lasciata.
Anna - Ma perch?
Eddie - Perch avevamo appuntamento.
Anna - Ma che stai dicendo? Perch avresti dovuto avere un appuntamento con lei? A momenti mi dirai che sei tu il soldato che...
Eddie - (calmo) S, Anna, sono io.
Anna - Non dire sciocchezze! Perch avevi appuntamento con lei?
Eddie - Perch... perch ci vedevamo gi da qualche tempo.
Anna - Da quanto tempo?
Eddie - Da quando compresi di averti perduta.
Anna - Non vero. Ti capisco quando dici la verit, Eddie. Non vero che vi vedevate.
Eddie - No, non vero. Ho mentito. Ma stasera l'ho vista.
Anna - Non raccontarmi altre bugie. Non lo sopporto. Dimmi la verit.
Eddie - Cliff ti ha mentito?
Anna - Non lo so. Forse continua. Stasera dovevi vederla... perch?
Eddie - Perch sapevo che Cliff aveva avuto una relazione con lei per un certo tempo. Questo lo sai anche tu, non vero, Anna?
Anna - S, lo so.
Eddie - Li avevo visti in giro assieme, parecchie volte. Ma stasera, quando l'ho visto irrompere qui come un animale inseguito, ho capito quello che era accaduto.
Anna - Ed io l'ho immaginato appena ho saputo che era morta. Ho pensato subito a Cliff.
Eddie - E hai creduto che l'avesse uccisa... invece io ho pensato soltanto che doveva essere accaduto qualche cosa di tremendo; e ho voluto andare a vedere che cos'era.
Anna - Perci sei andato l?
Eddie - S. Direttamente. Era buio e pioveva a dirotto. Non c'era un'anima in istrada; e nessuno gi, sull'argine. Da principio non sapevo neanche dove cercarla. Sono corso lungo il fiume, verso la scaletta. Forse perch sapevo che di solito si vedevano in quel luogo.
Anna - E l'hai vista?
Eddie - S. Era coricata... (John entra dalla cucina con un piatto di sandwiches al pomodoro che porta di sopra, a Cliff).
John - Ce ne sono degli altri in cucina, se ne volete anche voi due.
Eddie - Ne vuoi, Anna? (Anna non risponde) Non vuoi un sandwich?
Anna - No, grazie.
John - Beh, se ne volete, sono di l.
Eddie - Okay. (John sale ed esce. I due aspettano che sia scomparso).
Anna - Continua, Eddie. Era coricata...
Eddie - Giaceva immobile sull'ultimo gradino, ma prima che avessi avuto tempo di guardarla bene, ho visto questo. (Le porge un pezzo di carta sgualcita) Era quasi nell'acqua. Vedi che ancora bagnata; l'inchiostro ha fatto delle macchie. Dev'essere caduto l quando Cliff l'ha buttato nel fiume. il biglietto che lei gli aveva scritto oggi.
Anna - (calma) Allora il bimbo era suo.
Eddie - Pu darsi. Ma non ha importanza. Lei lo desiderava talmente che era come se lo fosse.
Anna - E non c'era nessuno?
Eddie - Nessuno.
Anna - E allora che hai fatto?
Eddie - Appena l'ho vista, la mia prima idea stata di correre a cercare aiuto. Ma non l'ho fatto. Mi sono inginocchiato accanto a lei. Aveva la testa sul gradino e l'acqua aveva cominciato a lambirle i capelli. Il fermaglio dell'aviazione americana che portava sempre luccicava ai riflessi del lampione.
Anna - strano che lo abbiate osservato tutti e due. Anche Cliff lo ha notato.
Eddie - Allora le ho ascoltato il cuore.
Anna - Non batteva pi? (Eddie non risponde) Eddie, rispondi! era morta, vero? (Eddie non risponde ma la fissa. Anna va lentamente verso di lui e gli si ferma dinanzi, calma) Era morta, Eddie, non vero? Connie era morta quando tu sei arrivato?
Eddie - Anna...
Anna - Dimmi, era morta?
Eddie - No, Anna. (Anna lo fissa un attimo inorridita. Poi si scosta).
Anna - (comincia con calma. A poco a poco alza la voce) Connie era morta. Doveva esser morta. Dimmelo, dimmelo. So che era morta.
Eddie - Vorrei potertelo dire.
Anna - Era viva?
Eddie - S, respirava ancora. E allora, ad un tratto, per la prima volta dopo tanti mesi, ho visto chiaro. Ero nuovamente capace di pensare; e mi son detto che dovevo farlo.
Anna - Non dirlo... non dirlo! Non reggo pi... E che hai fatto?
Eddie - Doveva aver picchiato la testa nel cadere. Era incosciente. Allora...
Anna - Che hai fatto?
Eddie - Ti ho detto che l'acqua le lambiva i capelli... L'ho spinta ancora un poco, in modo che la sua testa stata completamente sommersa.
Anna - Oh Dio, no! terribile.
Eddie - E poi l'ho lasciata.
Anna - Proprio tu, Eddie!
Eddie - Ho voluto levar di mezzo qualcosa che poteva farti soffrire, Anna. Ora non potr pi farti del male. Non potr pi... far male a nessuno di noi. Ora mi credi?
Anna - S. Tutto in me si ribella... ma ti credo. Ma non capisco ancora...
Eddie - Anna, io sono... (Entra Cliff) Voglio parlare un momento con lui.
Anna - Vieni qui, Cliff.
Cliff - (le si avvicina e prende la mano che Anna gli tende) Che cosa successo?
Anna - Ecco... Sai, Cliff... Eddie vuole che io ti dica una cosa.
Cliff - Perch non pu dirmela lui?
Anna - Per molte ragioni. Ascoltami...
Cliff - Ti ascolto. Di che si tratta?
Anna - Cliff... tu non hai ucciso Connie... ($i| chiude rapidamente il velario).
SECONDO QUADRO
Un quarto d'ora dopo. In iscena sono Anna e Glifi. (Anna si interrompe e svia lo sguardo da Cliff).
Cliff - Ma non capisco, Anna. Non pu essere Eddie... Eddie incapace...
Anna - (alzando la voce) Oh, basta! Finiscila di dire che incapace, che non avrebbe mai potuto...
Cliff - E vuole che noi due si vada via?
Anna - S.
Cliff - Perch?
Anna - Non chiedermelo, Cliff. Ne so quanto te.
Cliff - Ma non possiamo andarcene e piantarlo! Sembrerebbe... s, darebbe da sospettare.
Anna - (in fretta) Sospettare?
Cliff - Non precisamente. Ma tutto sembra...
Anna - Capisco quello che vuoi dire, Cliff. Ma Eddie desidera che facciamo cos.
Cliff - Ti rendi conto, Anna, di quel che significa?
Anna - Certamente.
Cliff - Non per Eddie. Per noi.
Anna - Taci. Come puoi dire una cosa simile?
Cliff - Mi sembra tanto strano di potere avere l'unica cosa che desidero: te!
Anna - Non potresti smettere di pensare a te stesso per un momento?
Cliff - Sto pensando a te...
Anna - Ebbene, non ci pensare. Non hai...
Cliff - (interrompendola) Un po' di sentimento? S che ne ho. Ma pensa: ti avevo quasi perduta ed ora ti ho di nuovo. Non vedi...
Anna - (istericamente) No, non vedo. Non vedo niente. E non capisco pi niente.
Cliff - No, Anna, non far cos. Non serve a nulla.
Anna - E che dobbiamo fare? Fare dei progetti assieme? Ti pare che questo migliorerebbe la situazione?
Cliff - Taci, Anna.
Anna - Non voglio tacere. Non posso. Non resisto pi! (Comincia a piangere. Eddie entra dalla cucina).
Eddie - Anna! Che c'?
Anna - (gridando) Che vuoi che ci sia? C' che non so pi che cosa credere! Che non so pi dove sono.
Cliff - (andando verso di lei) Ti prego, Anna...
Anna - (respingendolo) Lasciatemi in pace! Lasciatemi in pace, tutti e due, lasciatemi! (Corre su per la scala sempre piangendo. Appena scomparsa si sente rumore dalla bottega. Edith entra agitata).
Cliff - Che cos'hai adesso anche tu?
Edith - Quella tua sorella...
Eddie - Fio? Che ha fatto?
Edith - Che ria fatto? Stavo parlando col signor Swallow, davanti agli uffici della polizia, quando la vedo arrivare di corsa. Prima che io l'avessi riconosciuta mi aveva vista; e allora continu a correre per la strada. Piangeva e singhiozzava e, figuratevi, era in vestaglia. Deve aver perduto il cervello, sapete? Colpa tua e dei tuoi maledetti libri, Eddie. Ho sempre detto che era troppo per lei.
Cliff - Non ce ne importa niente di quello che hai detto sempre. Da che parte andata?
Edith - venuta in qua. Credevo che arrivasse a casa prima di me. Dov' la mamma?
Eddie - In cucina.
Edith - (avviandosi) Gliel'ho sempre detto che quella ragazza un giorno o l'altro avrebbe passato i limiti...
Cliff - Si scoperto altro?
Edith - Che altro c' da scoprire? Non ne sappiamo abbastanza?
Cliff - E il soldato? Lo hanno trovato?
Edith - Non ancora. (Sulla porta) Non so proprio come vada il mondo, adesso! Non si pu pi nemmeno uscire di casa senza correre il pericolo di essere strangolati.
Eddie - Strangolata?
Edith - E come credi che sia stata ammazzata? Ma dov' questa benedetta donna? Non c' mai quando uno la vuole! (Chiamando) Maggie! Maggie! (Esce sempre chiamando).
Eddie - Strangolata... ma... (Cliff non lo guarda ma va verso la finestra. Una pausa imbarazzante, interrotta da Cliff).
Cliff - Dunque, Eddie?
Eddie - Non capisco, Cliff. Che significa?
Cliff - Significa che so quello che pensi.
Eddie - Perch hai mentito con Anna?
Cliff - Mentito a proposito di che?
Eddie - Le hai detto di aver picchiato Connie...
Cliff - Hai mentito anche tu...
Eddie - Ma io non l'ho picchiata quella disgraziata.
Cliff - Per hai mentito. E chi sa chi di noi due ha mentito di pi. E ora che intendi fare?
Eddie - Io non posso far nulla. Ma tu...
Cliff - Che potrei fare?
Eddie - Ascoltami un momento!
Cliff - E se non volessi ascoltarti, che cosa succede?
Eddie - Per la prima volta in vita tua dovrai darmi retta.
Cliff - Hai dimenticato quello che hai detto ad Anna?
Eddie - Non di quello che ti voglio parlare.
Cliff - Non ti ascolter. So perch glielo hai detto. Ti sembrava il modo pi sicuro per riprenderla. Sapevi che non possono toccarti, sapevi che, facendo questo gesto generoso, Anna sarebbe ritornata a te di corsa.
Eddie - Anna non sarebbe mai tornata a me, Cliff. Lo sai benissimo.
Cliff - Non so niente, io.
Eddie - Credi che la vita abbia cosi poca importanza per me?
Cliff - Credo che non ne abbia molta. Se ne avesse, l'avresti spesa meglio.
Eddie - E se per me fosse impossibile spenderla meglio? Se uno non si sente adatto; se si sente stonato con tutto e tutti, anche con la persona che ama di pi al mondo?
Cliff - Questo perch chiedi troppo alla vita.
Eddie - Lo so. Pi di quanto tu non creda. Perci ti prego di fare quanto ti chiedo. proprio perch chiedo - o meglio chiedevo - tanto, che ho rinunciato.
Cliff - Non ti capisco. A che proposito tutto questo? Se per il gran gesto, dillo; almeno sapremo come stanno le cose.
Eddie - Devo metterlo in parole povere per fartelo comprendere? Non un gesto, Cliff! devi crederlo.
Cliff - E va bene. Ti credo. Va avanti.
Eddie - Ognuno di noi desidera dalla vita un certo numero di cose. Non pi di quelle che desideravamo da bambini, perch col crescere mutano bisogni e desideri. Ma pi tardi ne desideriamo altre, e quelle di prima rimangono con noi.
Cliff - Ma di quali cose parli?
Eddie - Non hai idea di ci che voglio dire?
Cliff - Io so quello che desidero. L'ho sempre saputo. Un buon impiego, una moglie, una casa mia.
Eddie - Gi. Credo che a molta gente questo basti.
Cliff - Deve bastare. La vita troppo breve per poter desiderare altro.
Eddie - breve se limiti a questo le tue aspirazioni. Ma se credi e desideri qualche altra cosa, e non riesci mai ad avvicinartici, allora la vita troppo lunga. Non hai proprio mai desiderato altro?
Cliff - Mah... quando avr realizzato queste aspirazioni, potr pensare a qualche altra cosa. Ma che c'entra tutto questo con Connie?
Eddie - C'entra benissimo. Porse ho avuto torto. Non lo credo, ma pu darsi che io abbia avuto torto. Ho avuto torto tentando di elevarmi. Credevo che uscendo da questa meschinit avrei visto l'altro lato della vita... quello che da quaggi non possiamo vedere.
Cliff - E l'hai visto?
Eddie - S, l'ho visto. Ed ho capito che esistono cose pi importanti di un buon impiego.
Cliff - Per esempio?
Eddie - Per esempio, l'onest e la sincerit.
Cliff - E quello che desidero io disonesto?
Eddie - No. Ma disonesto pretendere che la vita non significhi altro. Io sono andato troppo in alto, Cliff; ho desiderato troppo. Ho creduto che, potendo ragionare, sarei riuscito a far ragionare nello stesso modo tutti quanti, spiegando loro il mio modo di vedere. Ho cercato di spiegarlo; lo cerco ancora, ma nessuno capisce quello che io intendo dire. Ebbene, se non posso avere quello che vorrei per me, posso avere quello che desiderano gli altri. Tutti vogliamo essere qualcuno, sostenere qualche cosa. A volte desideriamo amore, altre volte rispetto, qualche volta forza. 0 potere. Il potere di rappresentare qualche cosa di importante nella vita di un'altra persona.
Cliff - Intendi dire che... moriresti per me1? Moriresti per Anna?
Eddie - S. Pu sembrarti una follia. Ma tu appartieni alla vita; puoi lottare con essa e vincere. Potresti rendere felice Anna in questo modo. Perch tu sei quello che Anna ama. Ed io potrei dare tutte queste cose a Anna.
Cliff - proprio questa la tua idea?
Eddie - S, Cliff. Proprio questa! (Cliff si volge improvvisamente altrove. Anna appare alla sommit della scala).
Cliff - Cristo!
Anna - Scusami, Cliff... (Si interrompe) Che c', Eddie? (Eddie non risponde) Eddie, Cliff, che stato?
Cliff - (violento) Domanda a lui. a lui che credi. Non ti dice mai menzogne, vero?
Anna - Menzogne a proposito di che, Cliff? Su che cosa dovrebbe mentire?
Cliff - Diglielo, Eddie. Potrai cos innalzarti con lei. il tuo scopo, no?
Anna - (di scatto) No, Eddie, non dirmelo.
Cliff - (in fretta) Forse lo hai gi indovinato.
Anna - Taci!
Cliff - Ti fa male sentirlo mentire?
Anna - Non la menzogna, Cliff; ma il risultato della menzogna. Porse a questo nessuno dei due ha pensato.
Eddie - Volevo aiutarti, Anna. ,
Anna - E hai creduto veramente di poterlo fare?
Eddie - Lo credo tuttora.
Cliff - Voleva terminare una vita opaca ed inutile in una suprema dedizione.
Anna - Non parlare cos, Cliff.
Cliff - Ti fa male?
Anna - Non le tue parole, Cliff, ma l'espressione del tuo viso mentre le pronunci. Torci la bocca, i tuoi occhi diventano duri; diventi cos diverso che quasi vorrei cessare di amarti. (Maggie viene dalla cucina. nervosa e agitata).
Maggie - Ho sentito qualcuno alla porta.
Eddie - Non c' nessuno.
Maggie - C' qualcuno. Ho sentito, vi dico. Ho sentito camminare e poi i passi si sono fermati alla nostra porta.
Cliff - Non c' nessuno, mamma.
Maggie - Ed io vi dico di s.
Anna - Vi siete ingannata.
Maggie - (tranquillizzandosi) Vi ho sentiti che litigavate nuovamente. Perch non la finite?
Cliff - Eddie che cerca di fare il superuomo.
Anna - Ti ho detto di non parlare cos.
Maggie - Non essere tanto sgarbata, Anna. Abbi un po' di riguardo.
Anna - Non ne manco davvero. Cliff che pare abbia dimenticato di averne. Oh, ti disprezzo!
Maggie - Anna, cos fai male a te stessa... Non parlare pi, per ora.
Anna - Ma debbo dirlo. Tutta la sera non ho fatto che chiedermi perch lo amo. E non lo so ancora.
Maggie - Ti ho detto di tacere adesso. Ti prego.
Anna - Debbo parlare. Ah, non sapete che cos' amare una persona e nello stesso tempo disprezzarla. una lotta interna estenuante. Quando penso perch lo amo, subito dopo mi si affacciano le ragioni per odiarlo. L'ho amato perch era giovane e non molto sicuro di s... e poi, per tutte le ragioni per le quali ci si innamora. Ma non pi un ragazzo. In una sera mi sembra diventato un uomo; un uomo che noni conosco e non comprendo. E bench sappia di doverlo odiare, vi una parte di me che non pu dimenticare il ragazzo. Oh! possibile che nessuno di voi mi capisca!
Maggie - Non si ama una persona quando non la si ama malgrado quello che .
Eddie - Io ho capito quello che vuoi dire, Anna.
Cliff - Per carit, non discutete. Piuttosto fate qualcosa.
Maggie - Ma credi che sia facile starsene l sapendo che non si pu far nulla? Si direbbe che secondo te aver dei figli cosa da nulla. Ma hai mai riflettuto! Pensa: per tutta la vita ho sempre sentito che un giorno o l'altro a Cliff sarebbe accaduto qualche cosa di questo genere. L'ho sempre aspettato. Ed ora chi il fatto accaduto, tu dici che non ti voglio bene.
Cliff - Se mi volessi cos bene come dici, m aiuteresti.
Maggie - Ma quello che cerco di fare! Sei tu che non vuoi. Vedi, Cliff, ora capisco che hai paura. Hai tanta paura che ti rivolti perfino contro di me.
Cliff - Tutte queste chiacchiere stupide non servono a nulla.
Maggie - Anche le chiacchiere stupide, a volte, possono essere utili. Intanto ti impediscono di pensare alla tua paura. Ed io sono qui per questo. Tu dovrai uscire da questa casa senza gridare; dovrai mostrarti calmo ed io verr con te.
Cliff - Non voglio. Credi che possa sopportare di vederti qui quando verranno a prendermi?
Maggie - Nemmeno io potrei sopportarlo... Ma andremo via insieme e senza far chiasso. E nessuno dovr dir nulla.
Eddie - Sta tranquilla, mamma. Sappiamo tutti che cosa per te Cliff.
Maggie - Lo so, Eddie. Tu hai sempre creduto che io volessi pi bene a lui che a te ed a Fio.
Anna - Non vero, forse?
Maggie - No, Anna. Voi tutti credete che io non comprenda Eddie e ohe non mi occupi di lui. Lo stesso per quanto riguarda Fio. Ma avete torto. Non mi sono mai dovuta preoccupare per loro. Non so neppur la met di quello che Eddie pensa e dice; ma so che sa ragionare e per questo capace di badare a se stesso. Invece Cliff ha sempre cercato di avanzare troppo in fretta; ha sempre tentato di essere in pari con la vita, e a volte l'ha oltrepassata. La vita non vuole che uno faccia questo, e quando uno lo fa, la vita stessa lo rimanda indietro. Questo quello che accaduto a Cliff. (Il campanello della bottega. Per un attimo Maggie sembra presa dal panico ma si domina subito. Calma) Vedete che avevo ragione. C' qualcuno. Non vi muovete: vado io... (Balla bottega entra Fio. Sempre in vestaglia. Tutta inzuppata e si vede che ha pianto. Si rimessa dalla ma crisi isterica ma evidente che questa pu ricominciare al pi piccolo pretesto).
Eddie - Lascia che parli io, Cliff.
Maggie - Flo.
Flo - Mamma, non ho detto nulla.
Maggie - (sollevata) Ne ero sicura, cara. Non l'ho creduto neanche per un momento. Ora vai su, a momenti verr da te.
Flo - Mamma, avevo l'intenzione di dirlo.
Maggie - S, cara. Tante volte si ha l'intenzione di fare una cosa, e poi, quando il momento, una forza oscura ce lo impedisce.
Cliff - Perch non hai parlato! Eri andata via di corsa...
Eddie - Lasciala in pace, ora. tornata e non c' stato niente di male.
Flo - Volevo, Cliff. Sono entrata nell'ufficio di polizia, sono andata da quello che sta seduto dietro a una scrivania, ho cercato di parlare, e lui mi ha chiesto che cosa volevo... Ma non ho potuto dir mente. Poi entrato un altro. Si avvicinato a quello che era seduto e glielo ha dato. Io sono rimasta con gli occhi fissi. E quando l'ho visto, ho capito che non avrei mai parlato. (John apparso in cima alla scala).
John - Che cosa ha portato l'altro agente, Flo? (Una pausa) Che cosa ha portato quell'altro uomo, Flo ?
Flo - (con sforzo) Il fazzoletto. Il fazzoletto di Cliff. Lo aveva lasciato cadere laggi... (Si sente bussare)
John - Nessuno va ad aprire?
Maggie - Un momento, John. Lascia che aspettino un momento.
Cliff - E sei tornata qui direttamente, Fio?
Flo - S... ed ora vorrei dire che mi dispiace tanto e non so come...
John - Non occorre, Fio. Lo sappiamo. vero, Cliff, che lo sappiamo?
Cliff - Va bene. Lo sappiamo. (Bussano dinuovo).
Maggie - meglio che qualcuno vada a vedere chi .
John - Vado io. (Via in bottega. Anna si alza).
Cliff - Non voglio essere accompagnato da nessuno.
Anna - Ti prego, Cliff.
Cliff - Qualunque cosa tu possa pensare di me, Anna, una cosa certa; che ti amo.
Anna - Lo so. E qualunque cosa io possa averti detto, ti amo, Cliff.
Maggie - Probabilmente vorranno soltanto interrogarlo.
Cliff - Mamma...
Maggie - Che vuoi, figliolo?
Cliff - Avevi ragione, mamma. Ho paura.
Maggie - (con fermezza) Hai avuto paura, Cliff. Ora non pi.
Cliff - Ho paura. Ho...
Maggie - No, ti ho detto. Non pi.
John - (rientra) Vogliono che tu vada con loro, Cliff. Debbono rivolgerti alcune domande.
Maggie - Va bene, John. Siamo pronti. Vero, Cliff?
Cliff - Non voglio che tu venga, mamma.
Maggie - Come? Vorresti che lasciassi andare uno dei miei figli solo in un luogo come quello...
Cliff - Va bene, mamma. Arrivederci, Anna... (Si avvia ed esce).
Anna - (si avanza in fretta. Quasi con un grido) Cliff!
Maggie - (con fermezza) Anna. No, cara, non fare chiasso. Sii calma. Staremo poco. (Con queste parole uscita. Un silenzio. Poi si sentono le voci degli agenti di polizia. Il campanello della bottega suona, le voci svaniscono. Silenzio. Anna va in fretta alla porta che mette in bottega).
Anna - (calma) Cliff. (Breve pausa. Fio sulla scala).
Eddie - Pu darsi che lo trattengono poco.
Anna - Hai ragione. Non lo terranno molto. Vai su, Flo; ti porter un po' di latte caldo. (Va in fretta in cucina).
Eddie - Va', Fio. (Va verso il caminetto).
Flo - Non volevo fargli del male. Ero cos adirata...
Eddie - Lo so.
Flo - E ti voglio tanto bene.
Eddie - Davvero? (Pausa).
Flo - Mi pare di essere cresciuta, di essere diventata improvvisamente una donna. In poche ore.
Eddie - Forse tutti siamo diventati pi grandi in queste poche ore. (Fio gli d un'occhiata. Sale ancora, si ferma in cima alle scale. Il barcone ulula debolmente. Fio sembra ascoltarlo).
Flo - Eddie...
Eddie - Che vuoi?
Flo - Oh, niente. Te lo dir domattina.
FINE