Io sono di sinistra

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Associazione   Culturale    “Sic   et    Simpliciter”

 


Io sono di

Sinistra

di Orazio Mercuri

Associazione Culturale “Sic et Simpliciter”  Codice Fiscale n° 91077260593

Sede Legale: Sezze (LT)  Vicolo del Duomo n° 20 Tel 335 7734445 e-mail: assezze@libero.it

A mia Madre e a mio Padre

 Personaggi:                                               Interpreti:

 Funzionario                                              Gino Costantini Simpatizzante                                             Gianluca Caetani Lì Mperatore                                            Orazio Mercuri Lindo                                                           Francesco Ciotti Popò                                                             Peppe Novelli Gigia                                                            Anna Maria Bovieri Paueromm                                                  Filiberto Fioretti Cantore                                                      Ignazio Gori           Mentore                                                     Francesca Palombi Fox                                                               Simone Arcese Amichetto                                                 Matteo Mercuri

Musiche di                                       Bruno Cifra

                                                           Gianluca Palmieri

Costumi                                           Mimmi Manzoni

Grafica e Scene                            Paola Caetani

Regia di

Orazio Mercuri

La scena e formata da una poltrona coperta da un drappo bordeaux che si trova al centro della scena circondata da altre sedie. Ai lati del palco sono posizionati il Funzionario con il suo leggìo e il Simpatizzante con la sua scrivania. Il Mentore sarà stagliato in fondo alla scena su un parallelepipedo molto alto e sarà sempre in penombra.

Parte sottofondo musicale

Luci soffuse sul Mentore

Mentore – Brano tratto dall’Antigone) “… Chi guida una città e non prende le decisioni migliori, ma tiene la bocca chiusa per paura, è un vile ed un pessimo governante: così penso, così ho pensato sempre. E non ho alcuna stima e considerazione di colui che ama un amico più della sua patria. Io non potrei tacere – mi sia testimone Zeus a cui nulla sfugge – se vedessi che la sciagura minaccia i cittadini; e non vorrei per amico chi è nemico della patria: la patria è la nostra salvezza, è la nave che ci porta in salvo e su questa nave, se la rotta è giusta, troviamo i veri amici. …”

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Sottofondo musicale

Luci a crescere sul Funzionario e il Simpatizzante fino a illuminarli nelle rispettive posizioni.

Entrano il Funzionario e il Simpatizzante con un leggìo in mano)

Funzionario) Io sono di sinistra, sinistra sinistra, non troppo sinistra però non vorrei che qualcuno mi fraintendesse. Anche perché io sono un cittadino che vota, ogni volta vota e, nel suo piccolo cerca di non rompere (frastuono)… Ch’è successo!? La sinistra è una cosa seria e ciò lo dimostra, in modo evidente e inconfutabile già il solo fatto che non sta mai destra. E’, la sinistra, la forma di aggregazione civile … politica … e basta, più coerente che esista sul nostro pianeta. Nasce a sinistra e muore a sinistra. Vi sembra che io stia dicendo un qualcosa che non corrisponda a verità!? Vi è forse mai capitato di vedere una persona che è nata con la mano sinistra attaccata a sinistra e quando è morta la sua mano si trovava attaccata a destra, avendo spodestato la mano destra!? No, appunto. E allora cosa vuol significare questo?

Simpatizzante) Cosa vuol significare?

Funzionario) Almeno due cose: Primo – che la sinistra è coerente, come abbiamo già detto e dimostrato e, secondo,  che non è prepotente. Ovvero non si appropria mai di cose che non gli competono, non scende ai livelli infimi di lotta di potere per il potere. No. La sinistra è nobile! Per questo, io, io ho scelto, fin da ragazzo di MI-LI-TA-RE nella sinistra. Ho scelto di stare dentro tutti i processi e di combattere per rafforzare e far DE-FI-NI-TI-VA-MEN-TE affermare la Giustizia, l’Onestà, la Libertà, la Libertà, il POTERE, il Potere inteso  ESCLUSIVAMENTE come Servizio verso gli altri, ho scelto di militare nella sinistra, con la sinistra, per la sinistra proprio perché solo la sinistra (e questo lo sanno bene anche quelli di destra) ha sempre avuto, da sola, il coraggio di affermare, sia con le parole che con i fatti, e soprattutto oggi più con i fatti che con le parole, questi ideali Saggi e Nobili! E questa sua nobiltà la porta sempre più spesso a fare Centro! Centro!

Simpatizzante) Centro?

Dal leggìo

Funzionario) Centro! Io sono di sinistra perché non sono di destra. No. Sono di sinistra. Ed essendo io di sinistra anch’io sono sicuro di fare centro. Centro. E voto! E, nel mio piccolo cerco di non rompere … (frastuono) Ch’è successo! Pensa, il mio maestro …

Simpatizzante) Di sinistra?

Funzionario) Ovviamente, fin da quando io ero ragazzo mi ha insegnato l’eleganza e la nobiltà! Insegnamenti dati sia verbalmente che, soprattutto, con l’esempio. Anche perché è l’esempio quello che più insegna. Questo, però, lo sanno bene anche quelli di destra. Anche loro, veramente, per essere giusti votano. E, sempre per essere giusti, nel loro piccolo cercano di non rompere (frastuono)… Ch’è successo!? Ed io la lezione l’ho appresa in un batter d’occhio.

Simpatizzante) Giustizia, Libertà, Onestà. Anch’io vorrei stare con la sinistra. Ma cosa dovrei fare per essere uno di sinistra, come te?

Funzionario) Innanzitutto un uomo di sinistra deve parlar male di quelli destra. Per chiarire a tutti che è di sinistra.

Simpatizzante) Come si fa a sapere e come si fa a parlar male di un uomo di destra se dovesse dire e fare cose giuste?

Funzionario) Semplice, prima gli chiedi se è di destra o di sinistra e poi, in tutta libertà, dai il tuo giudizio! Quindi, parlar male di quelli di destra, dialogare con quelli di centro e, cosa fondamentale, acquisire una “cultura di governo”. Ma di questo poi ne parliamo. Anzi no, sulla “cultura di governo” facciamo un esempio proprio ora: (Sottofondo musicale) Buio sul Funzionario e sul Simpatizzante e luci sulla scena de Lì Mperatore.

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Mix a introdurre il brano

Lindo, Popò, Gigia ) E io mi chiamo Pe

E io mi chiamo Co

E io mi chiamo Ra

Pe - Co  - Ra

E io mi chiamo Po

E io mi chiamo Po

E io mi chiamo Lo

Po - Po - Lo (rit.)

Ognuno viene qua

Alla corte viene qua

E resta sempre qua

Perché ci piace qua

Qua qua qua

(Rit.)

Accanto al nostro Lì

Seduto sempre Lì

Resta sempre Lì

Lì Lì Lì

Paueromm) I policandri brillavano nei boschi

una pietra prese fuoco

il castello prese fuoco

la foresta prese fuoco

gli uomini presero fuoco

le donne presero fuoco

gli uccelli presero fuoco

i pesci presero fuoco

l'acqua prese fuoco

la cenere prese fuoco

il fumo prese fuoco

il fuoco prese fuoco

tutto prese fuoco

prese fuoco, prese fuoco.

Entra Lì) Omini, femmine e maschi!

Gigia) Bravo, bravo.

Lì) Grazie, grazie. Io so Lì Mperatore che ve osserva a tutte….

Gigia) L’ore!

Lì) E che cominciamo a fa le rime mò! Io dicevo soltanto che Ve osserva a tutte, a tutte tutte, ma proprio a tutte, nel senso che non se ne lascia sfuggì nessuna. Care le pollastrelle del popolino mio.

Popolo,  popolino, popolone, popolacchio miio, miiioioioio io ti amo, io ti adoro, io ti bramo! (mentre parla lancia qualche avanzo al popolo)

Gigia) Bravo.

Lì) Grazie. Si ma mettete un po’ decente addosso, altrimenti si proprio vede che sei un popolo morto de fame! Dicevo, ti sbrano.

Gigia) No, ti bramo.

Lì) Che popolo attento, puntiglioso, … che popolino “sottile”… che ciò! Ma proprio sottile! Eppure qualcosa da magnà, sempre, io glie lascio. Sempre, io glie lancio. Sempre, io glie dò. Al popolo! Sempre io…glie do! E nonostante ciò, ancora è così sottile. Così me sembra che sia un po’ esagerato. Mo, quasi quasi, (con sguardo severo verso il popolo) m’arrabbio…èh!

Gigia) Come è simpatico, come parla bene. Bravo.

Lì) Grazie! Che popolo amoroso che ciò, glie basta uno sguardo, una parola…

Gigia) Una filastrocca.  Dicci una filastrocca... E…a chi tocca, tocca!

Lì) Subito. Già scritta. Titolo “Sesterzo cò quer fiorino me ritrovo da ‘na lira sonato e pe…nn’euro co li matti internato”. Dedicata, al popolino mio! Paueromm alzati dalla cuccia e fai il tuo dovere!

Gigia) Divino, divino!

Lì) E vorrei vede che adesso mi dovessi accontentare pure di sola acqua! (rivolto a Paueromm) Sto cavolo de popolo!

Paueromm -parte il brano. Luci su Paueromm. Altri in penombra.)

Se sterzo col fiorino mi fracasso il collo,

ma se dritto vado me scapicollo

e dopo che ho fatto una vita da ramingo,

non mi rimane che levarmi da torno.

M’hanno detto de fa la vita bella,

e poi m’hanno ridotto a pane e ‘na livella,

ogni sacrificio se n’è svanito,

e non mi rimane che ciucciamme er dito,

certo è che sto rimedio è antiquato,

ma questo ho, dopo che m’han sonato.

Gigia) Evviva Lì Mperatore…

Lì) Grazie grazie! Popolino mio, non ti preoccupare che ai soldi tua ci penso io, Lì Mperatore tuo, er papà tuo.

Gigia) Mperatò, noi te volemo bene, qua però non si vive più.

Lì) Quant’ è caro sto popolo mio, come se lamenta bene! Ti fà innamorare del modo che ha di lamentarsi! Lamentati pure che io sto sempre qua, accanto a te, per ascoltarti! Lamentati pure popolino mio. La…mentati, la…mbiccati, la…vora. Ecco! Lavora, che a spendere i soldi ci penso io. Non ti pigliare tutte le brighe. Facciamo una cosa a testa. Tu lavori e io spendo.

Gigia) Grazie.

Lì) Bravo.

Gigia) Bravo.

Lì) Grazie. Per dimostrarti che ti amo, ti regalo pure la costituzione con tutti gli articoli, per preservarti da tutti quelli birbanti che stanno lì, sempre pronti pe magnà. Acchiappano con la mano destra e accusano con l’indice della sinistra!

Gigia) Giusto!

Lì) Giusto…per distogliere l’attenzione. Poi sfrugugliano un po’, guardano e strillano…

Lindo) Aò, qua ce sta un buco grosso così! Bisogna dì al popolo che qua s’ha da coprì!

Lì) Lasciano passare un po’ di tempo e cambiano mano. Acchiappano con la mano sinistra e accusano con l’indice della destra!

Gigia) Giusto!

Lì) Giusto…per distogliere l’attenzione. Poi sfrugugliano un po’, guardano e strillano…

Lindo) Aò,  qua ce sta un buco grosso così! Bisogna dì al popolo che qua s’ha da coprì!

Lì) E avanti così…ad libitum.

Gigia) E la morale qual’è? Forse quella che cambiano mano ma non certo la bocca!?

Lì)Forse ho parlato … esageratamente … chiaro. Forse mi conviene abbrancare il popolino mio come da tradizione, ovvero, parlando, chiacchierando e se proprio serve, riparlando, facendo un po’ di zibaldone, un po’ di confusione, un po’ di groviglio un po’ di guazzabuglio Bisogna stare attenti! Caro il popolino mio. Bisogna stare attenti che questi si magnano tutto! E a sto popoluccio mio che gli dò più!? Una volta gli chiedo i soldi perché s’è allungata la destra…, un altra volta perché s’è allungata la sinistra… e a queste mie povere fasce sociali più disagiate, meno abbienti, bisognose, necessitanti, dimesse, spoglie, infelici, misere, sfortunate, disgraziate, sventurate, prive - di - agi… chi ci pensa?! Lì! … (compiaciuto) Azz…!  Come so parlare bene! Quando io, Lì, parlo qui, così, tutti permangono! Affascinati! Ad ammirarmi! Proprio così (fa moine)… con ammirazione! Mi guardano e mi ammirano con ammirazione! Mi ammirano e mi assolvono, mi assolvono e mi riveriscono, mi riveriscono e godo … e godo,  e godo e magno … e magno e magno e … magno … (tarantella)

Popò) Aò, ma … qualcosa per me ci uscirà!?

Lì) Magno! Magno! Quanto magno! Neanche Carlo magnava così tanto!

Popò) Chi Carlo?

Lì) Magno! Magno e bevo! Bevo e Magno! Che il popolo mio possa mangiare e possa bere e possa vivere bene, e possa avere … e possa avere … e possa avere … quanto è giusto che abbia!

Gigia) E quanto è giusto?

Lì) Giusto quello pe campà e pe potè lavorà! Popolino mio! Noo, nooo. Tu non ti preoccupare popolino mio che già troppo ti stai a sacrificare per l’amore de Lì Mperatore tuo che tanto t’è riconoscente per quello che fin qui, de qua, per Lì, hai fatto. Basta, basta ora non far soffrire ancor di più il cuor mio che tanto ti ama e tanto si duole ole ole

Gigia) Olé!

Lì) Olé!

Gigia) Olé!

Lì) Il cuore! Mi scalda il cuore questo popolo mio. Er foco, er foco me fa venì, er foco ar petto e quasi quasi pure alle mani, un foco che m’infiamma pure il pensiero, un pensiero infiammato capace di accendere … tutta Roma!

Popò) I policandri brillavano nei boschi

una pietra prese fuoco

il castello prese fuoco

Lì) Zitto Paueromm! Zitto! A cuccia. (Paueromm si accovaccia accanto a Lì). Non mi infiammare così popolino mio, potrebbe essere pericoloso per l’incolumità di tutto Lì Mpero mio! Come mi scalda il cuore il popolo mio, non me lo scalda neanche l’Italgasse! Neanche l’Italgasse!

Paueromm – Sottofondo musicale. Mentre declama luci su di lui. Altri in Penombra. Poi torna tutto illuminato.)

Er monno è un foco

Te brucia er core

Non me bruciate pure stò pio loco

Gia ci’avemo la Centrale Nucleare

Che po’ fa scoppià stò Carnevale.

(Voltandosi verso Lì) Tutto er popolo è tuo Mperatò, mica è poco

Te po’ portà ‘ntrionfo o

Assalì er petto come un grande sfogo.

Popò) Ma … qualcosa per me non ci esce!? Una consulenza … un appaltuccio … niente!?

Sottofondo musicale. Buio sulla corte mentre il Mentore è sempre in penombra e luci sul Funzionario e sul Simpatizzante.

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Funzionario -  dal leggìo) Altra regola, una persona di sinistra deve sempre dare risposte intelligenti!

Simpatizzante) A quali domande?

Funzionario) In che senso a quali domande?

Simpatizzante) Bella domanda! Tu sei proprio di sinistra!

Funzionario) Eh!

Simpatizzante) Pure io voglio essere di sinistra!

Funzionario che inizia ad abbandonare il leggìo) In che senso?

Simpatizzante) Ma che mi fai sempre la solita domanda?

Funzionario) No, no. Volevo dire … quali domande … intelligenti ti fai da … da uomo di sinistra per aiutare la nostra ascesa e quindi la nostra guida nell’ambito della “cultura di governo”?

Simpatizzante portandosi al leggìo) Giusto, anch’io debbo impegnarmi! Ci vediamo privati dei diritti più elementari e ciò che avremmo potuto avere per merito ci viene “gentilmente” concesso! Come a voler dire “Ora, però, china la testa e TACI!!!” E non è questo l’inizio del disfacimento!? Con buona pace della tua dignità, della tua integrità e del tuo senso di giustizia. Anch’io, anch’io voglio MI-LI-TA-RE nella sinistra! Per farti vedere che ne sono degno inizio a formulare qualche domanda.

Funzionario che si allontana dal leggìo) Si ma non esagerare per favore e, soprattutto, non t’infervorare! Non esagerare! Io sono di sinistra e voto. Te l’ho già detto. E, nel mio piccolo cerco di non rompere … (Frastuono) Ch’è successo!

Simpatizzante) No, no anch’io voglio dare il mio contributo. Dunque:

Un politico deve essere un buon manager? Che cosa intendiamo per “uomo politico”? Il clientelismo lo riteniamo ancora valido e di supporto per  l’affermazione dei nostri ideali?

Funzionario) Ueh! Mah!

Simpatizzante) No no, ascolta! Dicevo: Il clientelismo lo riteniamo ancora valido e di supporto per  l’affermazione dei nostri ideali?

Cosa intendiamo per evoluzione sociale: più parcheggi, più feste e più sagre, belle vetrine, possibilità di possedere una bella casa, possedere una bella macchina, un bel televisore, poter stare in pantofole la sera …? Chi si propone alla guida della comunità si è mai chiesto da che cosa è mosso: altruismo, senso civico, interesse economico, ambizione …? E poi, deve essere un uomo di cultura, di scienza? Cosa intendiamo per cultura?

Funzionario dal leggìo, sentenzioso) Aaah, ma queste domande non danno nessun aiuto, nessun sostegno a che si trova a gestire la “cultura di governo”. Anzi, sono sterili e fanno solo perdere tempo. Tempo prezioso!

Popò) I policandri brillavano nei boschi

una pietra prese fuoco

il castello prese fuoco

Lì) Paueromm! Vieni qua! Subito! A cuccia.

Simpatizzante) No scusa, ascolta, penso che se riflettiamo un po’ la nostra azione potrebbe beneficiarne. Ascolta, ascolta …

Se una persona adopera le sue conoscenze per condurre al degrado una società possiamo ritenerla di cultura, di scienza?

Funzionario) La persona di cultura non è forse quella che si dedica alla conoscenza, all’osservazione scientifica dei fenomeni, siano essi esteriori che interiori, per trovare nuovi strumenti utili per sé e per la comunità?

Simpatizzante) E non è forse questo il compito principale di chi si pone al governo di una comunità?

Funzionario) A cosa conduce la conoscenza di sé?

Simpatizzante – Le luci iniziano a far luce verso il centro scena dove si dirigeranno il Funzionario e il Simpatizzante) Alla Libertà?

Funzionario) Se si, non è forse questo ciò che tutti cercano?

Non è forse per questo che stiamo scatenando guerre nel nostro piccolo come in tutto il pianeta? Oggi come ieri. Battaglie e rivoluzioni. Rubando e uccidendo. Disprezzando e assumendo droghe. Facendo acquisti e rinnegando il nostro essere. Tutto per un malinteso senso di Libertà!

Simpatizzante) Pensiamo che esiste qualcuno o qualcosa che può liberarci?

Funzionario) Un tecnico?

Simpatizzante) Un saggio?

Funzionario) Un santo?

Simpatizzante) Un dio?

Funzionario) Dove vogliamo andare?

Simpatizzante) Dove vogliamo andare?

(Silenzio. Il Funzionario sbigottito resta a guardare, immobile, il Simpatizzante che ormai si trovano entrambi al centro scena. La scena è ora illuminata solo al centro. La luce resterà bassa sul Funzionario e Simpatizzante mentre andrà ad illuminare il Cantore.)

Cantante)

Possiamo andare dove vogliamo

In lungo e in largo

Ma la libertà è solo un altro modo di pensare

Dio disse che la libertà

È solo dentro di noi

Il Re disse che la libertà si consegue ubbidendo

E stando sempre alle regole del popolo e della

Sua Volontà

Un bambino disse che la libertà non si può toccare,

è diversa negli occhi di ognuno

Io dico che la libertà è sentirsi liberi.

Funzionario – riprendendosi - torna la leggìo. Le luci, dopo aver accompagnato il Cantore verso l’uscita, vanno ad illuminare completamente e nuovamente il Funzionario e il Simpatizzante che ritornano nelle loro rispettive postazioni.)

No, no. Ma cosa mi fai dire, cosa mi fai fare! Farsi tutte queste domande non serve veramente a nulla e a nessuno! Anzi, ai fini della “cultura di governo” sono inutili se non, scusa ma è ciò che si rivela, sono veramente ridicole! Ri-di-co-le! E poi ti infervori troppo, troppo! E il bello è che trascini anche a me, facendomi mettere a repentaglio tutto … tutto … tutto! Governare il popolo è la cosa più difficile che possa esistere!

Simpatizzante) Ma è anche la cosa più entusiasmante, più avvincente, più accattivante, è la cosa che da più prestigio di qualunque altra cosa al mondo …

Funzionario) Ecco già quest’ultima cosa che hai detto è sicuramente tra quelle che più riesce a motivare i nostri umili e disinteressati servitori.

Simpatizzante) Umili e disinteressati servitori!

Funzionario) Certo! Comunque ascolta, ascolta, ascolta con attenzione cosa ti dico e impara … perché … visto il fervore che ci metti tu! Se tu dovessi, un giorno, governare il popolo e nel vortice di questo tuo impeto dovessi … diciamo così … inciampare … diciamo così … in qualche banconota o cose di questo genere, ricorda sempre una regola fondamentale per la realizzazione del progetto.

Simpatizzante) Cosa? Quale regola dovrei ricordare?

Funzionario) Questa: anche di fronte all’evidenza tu nega! Sempre! E poi Taci! Silenzio! Di Tomba! Lascia scorrere! E vedrai che tutto si riassorbe! Che tutto passa!

Simpatizzante) Scusa ma questo non è di sinistra, no, non è di sinistra! Questo è di destra, anzi, solo di destra. Io sono di sinistra e non posso …

Funzionario) Ma … ma senti a me, ascolta, ascolta! Qua non è più un problema di sinistra o di destra! No! È un problema … è un problema .. di … di “cultura di governo”!

Simpatizzante) Cultura di governo?

Funzionario) Si, “cultura di governo”. Però, sono circa trent’anni che rifletto su questa “cultura di governo”. “Cultura di governo”, “cultura di governo”, “cultura di governo”, “cultura di governo”, “cultura di governo”, “cultura di governo”, “cultura di governo”, “cultura di governo”, “cultura di governo”, “cultura di governo”, “cultura di governo”… Trent’anni, trent’anni! “Cultura di governo”. Dopo trent’anni … mi SOVVIENE! “Cultura di governo!”. Ovvero …

Simpatizzante) Ovvero!?

Sottofondo musicale

Buio sul Funzionario e sul Simpatizzante e luci sulla scena de Lì Mperatore.

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Lì) Ovvero, noi viviamo in mondo bipolare, ovvero, noi ci orientiamo sempre di più al bipolarismo, ovvero, un mondo dove chi sta di qua, sta di qua e chi sta di la, sta di la e chi sta di qua deve essere ben sostenuto …

Lindo) Da chi sta di la!

Lì) Giusto! E, soprattutto, non deve essere in alcun modo im-por-tunato…

Lindo) Da chi sta di la!

Lì) Giusto!E qualunque cosa da noi asserita, sia essa considerata bella

Gigia) Sia essa considerata brutta

Lì) Sia essa considerata buona

Gigia) Sia essa considerata cattiva

Lì) Sia essa considerata giusta

Gigia) Sia essa considerata in-giusta

Lì) Ebbene questa sarà, comunque, considerata - LEGGE! INDISCUTIBILE! Ma, cosa basilare, di vitale importanza per il procedere  spedito dell’impero mio è lasciare piena libertà di espressione, di parola. Parla popolo, parla!

Lindo – invitato da Lì) Tanto chi lo sente.

Lì) Schhht! Inoltre, non si deve assolutamente dimenticare, mai, di “scri-ve-re” che il popolo venga sostenuto! Aiutato!

Lindo) Giusto il popolo deve essere aiutato! Sostenuto! … Ma … Mperatò, chi lo sostiene, chi lo aiuta?

Lì) Io non ho detto che … bisogna … sostenere e aiutare il popolo, ho solo detto di … scrivere che il popolo venga sostenuto e aiutato! Poi … insomma … c’è bisogno di approfondire, di esaminare … c’è bisogno di analizzare, considerare, vagliare, sceverare, trattare, parlare, ragionare, riflettere … ecco, riflettere bene su quale cosa va fatta prima.

Lindo) Ovvero?

Lì) Ovvero, ad esempio, se è giusto che in “quel momento” venga sostenuto il popolo …

Lindo) Che sta di la …

Lì) Giusto!O che venga aiutato chi ha preso tutta la responsabilità sulle sue spalle …

Lindo) E che sta di qua.

Lì) Giusto! Poi, se ci si dovesse rendere conto che, nello stesso, uguale, medesimo, identico momento il popolo dovesse avere gli stessi, uguali, medesimi identici bisogni di chi sta di qua, bene, allora bisogna aiutarlo! Aiutarlo ad essere più, come dire, slanciato. Ecco slanciato. Bisogna educarlo, condurlo! Bisogna condurlo a superare il problema di farsi il problema di chiedere qualche deroga. Ecco, deve imparare ad apprezzare non solo le regole, ma anche le …

Lindo) Deroghe?

Lì) Bravo! Deroghe! Deve saper apprezzare, “chie – de - re” e “va – lo – ri - zzare” le de-ro-ghe! Slancio!

Lindo - con aria un po’ dubbiosa) Slancio!

Lindo e Popò) Slancio!

Lì) Slancio! Bisogna plasmare il popolo! Forgiarlo!

Lindo) Slancio!

Lì) Slancio! Bisogna realizzare tutti i presupposti affinché il popolo venga incanalato a chiedere deroghe. Come dire … un popolo slanciato è un popolo addomesticato. Ricorda, slancio. Perché, se il popolo si slancia, chi lo governa “Vola”! Se il popolo si slancia a chiedere UNA piccola deroga, chi governa “vola” a 1.000 grandi deroghe! Non so se rendo l’idea! Non dimenticare che il popolino è portato ad ossequiare il potere e a rispettare le leggi. Ergo, chi sta di qua deve porre estrema attenzione, quando si trova alla presenza del popolo, nello scegliere la legge che più lo aiuti a far comprendere al popolo quanto egli è ligio e fedele alle leggi.

Popò) Saper scegliere!

Lindo) Alla presenza del popolo!

Lì) Giusto! Per apparire ligio, fedele! Alla presenza del popolo. Anzi, dirò di più!

Popò) Dillo Mperatò dillo!

Lì) Deve anche saper scegliere, tra le tante leggi, quella che più aiuta il popolo a comprendere la forza e la severità della legge quando questa viene applicata su di loro.

Popò) Su di loro!

Lì) Giusto! La legge! La legge! Debbono sentirsi così impregnati dalla legge al punto da bramare qualche deroga!

Lindo) Concessa!

Popò) Qualche!

Lindo) Qualche!

Lì) Qualche, qualche. Quel tanto che basta a non permettere di poter accusare chi sta di qua qualora gli dovesse capitare di fare qualche piccola deroga. Quel tanto che basta ad evitare di essere additato, accusato, incolpato! Infatti, questa sarebbe la fine della mitezza! La fine della pace! Il caos! La rivoluzione! Non so se mi spiego!

Lindo – quasi terrorizzato) Ti spieghi si! Una rivoluzione!

Lì) Il caos, la collera, gli uni contro gli altri, i ricchi contro i poveri! Tutto l’ordinamento sociale sovvertito! Bisogna fare attenzione! I principi debbono essere chiari, giusti! I principi. Non le regole! Non le leggi! Con le leggi ci vuole buon senso! Bisogna fare attenzione! Slancio! Chiaro!?

Lindo) Chiaro.

Lì) Allora possiamo anche procedere.

Lindo) Procediamo!?

Lì) Procediamo. (Rivolgendosi ora al popolo) Popolino mio, mo la costituzione te la regalo per davvero! Io ti ‘costituisco’! Ma tu aiutami. Chiudi un occhio! L’altro, quando sei stanco di faticare riposalo pure, ma … mi raccomando, non mi lasciare a digiuno! Io so che di te mi posso fidare e così per ricompensarti, d’articolo, te regalo anche il 53 e lo faccio recitare …, si, proprio come fosse un attore, lo faccio recitare … così; 

Lindo) Due punti.

Lì – portandosi accanto a Gigia) “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche, in ragione della loro capacità di contribuire”. Oh, e questo recita proprio così, mica sto scherzando sà “in ragione della loro capacità di contribuire”. E siccome della patria nostra sempre in alto porti il nome, come pochi altri popoli, effettivamente …

Gigia) Oolé! (Coinvolge il popolo-pubblico.)

Lì) concretamente …

Gigia) Oolé!

Lì) tangibilmente …

Gigia) Oolé!

Li) indefessamente …

Gigia) Oolé!

Lì) inequivocabilmente …

Gigia) Oolé!

Lì) inconfondibilmente …

Gigia) Oolé!

Lì) eeemente …

Gigia) Oolé!

Lì) alalamente …

Gigia) Oolé!

Lì) eeente …

Gigia) Oolé!

Lì)  Tté! (gesto)

Gigia) Oolé!

Popò) Ma … qualcosa per me non ci esce!? Una consulenza … un appaltuccio … niente!?

Lì) Che popolo sveglio, reattivo e intelligente che ciò! Popolo mio, hai tutte le qualità del co …

Gigia) Mperatò!

Lì) Che c’è!?

Gigia) Eh!

Lì) Sto solo dicendo che come pochi altri popoli “hai tutte le qualità del … compagnone”, e come ricompensa, per aiutarti, ti ho messo pure l’Istituto che te aiuta pure a fare i conti della spesa!

Gigia) Evviva Lì! (Applausi) Mperatò, io ho visto una tabella attaccata fuori dall’Istituto e c’era scritto che, per sopravvivere, si spendono da un minimo di 17.000 virgola 00 sesterzi l’anno, se si tratta di una persona che vive da sola, a un massimo di 34.000 virgola 00 fiorini l’anno se si tratta di una famiglia di quattro persone.

Lì) E che fai Gigia, figlia del popolino mio, vai a vedere quello che appendono?! Eh, eh! Sta attento sa, attento popolino mio che così t’impicci eh!

Gigia) No, no ... Mperatò l’ho visto proprio con questi occhi. Dunque…mo perdo il filo, dicevo…

Lì) Gigia, figlia del popolino mio, mo t’impicci!

Gigia) Mperatò se mi interrompi perdo proprio il filo e poi non mi ricordo più quello che devo dire! Allora dicevo…

Lì) Tu, Gigia, figlia del popolino mio, tu insistisci ma mo t’impicci!

Gigia) Mperatò! Ma che lo fai apposta!?

Lì) Io!? No!

Gigia) E allora fammi parlare sennò…

Lì) Va bene Gigia, figlia del popolino mio, parla però guarda che t’impicci, io t’ho avvisato.

Gigia) Dunque dicevo: devono spendere da diciassettemila a trentaquattromila

Lì) Gigia, figlia del popolino mio, c’è scritto!

Gigia) Eh!

Lì) E dillo!

Gigia) L’ho detto!

Lì) A scusa non l’avevo sentito.

Gigia) Se c’è bisogno lo ripeto più forte.

Lì - preoccupato) No no, Gigia, figlia del popolino mio, no per carità non c’è bisogno, continua pure.

Gigia) Eeee…

Lì) Eeee?!…Eeee?!… E mica si può accusare così senza un minimo di contegno!

Gigia) Mperatò! Che ho detto!? Ho detto solo  …e…

Lì) Solo … e… solo … e… Gigia, figlia del popolino mio, subito dopo però ci attaccate sicuramente qualcosa

Lindo) Lei non può trattare così il popolo! Il popolo sta, soffrendo, tanto … eee … tanto … eee …

Lì) Tanto. Abbiamo capito. Abbiamo capito!

Lindo) Il popolo deve essere rappresentato in tutte le sue parti, in tutte le sue forme, in tutte le sue potenzialità! Il popolo ha il diritto di esprimersi senza che nessuno tenti di cintarlo, di recintarlo, di delimitarlo, di limitarlo nel suo libero esercizio di rendere noto, di far sapere,  di far conoscere, di palesare tranquillamente e senza nessun limite di sorta …

Lì) Aò, a Lindo, vedi di stringere. Non ti allargare troppo altrimenti ti riduco pure lo stipendio!

Lindo impaurito e sottovoce a Lì) Mperatò, ma io sto facendo quello duro, per aiutarti un po’! Anche se è un po’ pericoloso. Io mi preoccupo per Lì.

Lì) Aaah! Questa è un’ottima idea! Debbo ammettere che questa è un’ottima idea! Talmente bella che lo stipendio non te lo riduco più. Però contieniti.

Lindo) Mperatò, giusto. Giusto Mperatò! Io mi preoccupo e mi sacrifico per Lì. Però … Mperatò … io mi preoccupo … però .. a me … che mi tocca! Un incarico, oddio … inizialmente pure in paese limitrofo.

 

Lì) Tu fai il tuo dovere, fai il duro, senza esagerare ovviamente e vedrai che qualcosa per te ci uscirà sempre.

Popò – rivolgendosi a Lindo) Ma … qualcosa per me non ci esce!? Una consulenza … un appaltuccio … niente!?

Lì) Qua sento puzza di altri “commensali”! Alla tavola mia! Tutti qua vogliono venire, tutti qua. Qua mi puzza! Bisogna mettere in atto qualche espediente per contenerli un po’ (pensa un attimo) … trovato! (rivolgendosi a Lindo) Lindo, per ricompensarti della premura che hai avuto verso Lì Mperatore tuo, lascio che sia tu ad annunciare al popolo mio il nuovo diritto che avrà a partire da oggi.

Lindo) Quale!?

Lì) Il diritto di votare, di scegliere chi dovrà stare qui, insieme a Lì!

 

Lindo) Si può votare!? Ma davvero Mperatò!

Lì) Certamente! Però sbrigati che non ci vedo più dalla fame!

Lindo) A chi lo dici Mperatò! Pure io ho una fame! Popolo, per gentile concessione de Lì Mperatore nostro da oggi potrai anche votare e scegliere chi dovrà andare lì con Lì!

Gigia) Evviva Lì! Evviva Lì!

Lì) Grazie, grazie. Vota popolo vota!

Popò) Votare!? Si può votare!?

Lì) Certo.

Popò- tra se) Qua chi parla mangia e fa festa. (Rivolgendosi a Lì) E chi prende tanti voti può venire …

Lì) Si, si può venire … a tavola! Vota popolo vota! Ne hai la facoltà! Io, Lì ti do … come sempre … ti do … facoltà perché io ti adoro, ti rispetto! Vota, vota popolo vota e cerca di non … (frastuono)

Popò) Ch’è successo!?

Lì) A buon intenditore poche parole! (Lì riprende con aria solenne) Dunque, che diceva, che dice il mio popolo?

Lindo) Il popolo diceva di aver visto una tabella attaccata fuori dall’Istituto. Ora il popolo continui pure a parlare! Tanto chi lo sente! (ridendo sottovoce con Lì. Lindo – assumendo nuovamente un aria austera) Il popolo continui a parlare liberamente altrimenti qua facciamo una rivoluzione!

Gigia) Mah! … Lindo … scusa … ma la rivoluzione non potremmo farla in un altro momento!? Con tanto tempo che hai avuto proprio adesso la devi fare!?

Lindo) Perché proprio adesso? Che c’è adesso che non va?

Gigia) Fra poco inizia 2.603esima puntata di “Vento Inebetente”! Io non me ne sono persa neanche una! Capisci!?

Lindo) Ah scusa, scusa non lo sapevo! Però, se la rimandiamo a dopo, veramente, sto impegnato pure io.

Gigia) Che devi fare?

Lindo) C’è la partita, è la finalissima, capisci!

Gigia) Ah. Va bene, non ti preoccupare, la rivoluzione allora la faremo un’altra volta, la faremo dopo “Vento Inebetente” e dopo la partita. Allora, dicevo, c’è scritto che le famiglie  spendono, per sopravvivere, da 17.000 sesterzi a 34.000 fiorini all’anno mentre una famiglia media, mediamente guadagna circa 24.000 virgola 00 Euri l’anno. Insomma, per finire, dicono all’ISTATTE, dicono che se guadagna meno di quello che s’è costretti a spendere per campare! Quindi, in base all’articolo 53 che Lì ci ha regalato, non avendo noi la capacità di contribuire non dobbiamo concorrere alle spese pubbliche, anzi, questo non c’è scritto ma sicuramente sarà così, Lì ci darà un anche un sostegno economico. Così più nessuno avrà il pensiero del necessario per la sopravvivenza.

Lì) Te lo detto, popolino mio, te l’ho detto “così t’empicci”! E te sei impicciato! Eppure quell’Istituto se chiama l’I … STATTE. E invece tu che fai!? Ci vai! Ascolta a me, popolino mio, che sono Lì Mperatore tuo, il papà tuo. Non ti preoccupare perché tu sei come la fenice. Risorgi dalle ceneri. Sei passato indenne ai sesterzi, ai fiorini, alle lire e vuoi che, nell’epoca delle tele promozioni, del prendi uno e paghi due, in quest’epoca vuoi che con un po’ di impegno come solo tu ce lo sai mettere, non passi indenne anche attraverso l’euro? La moneta che sa riconoscere che chi sta sotto ha la forza di sostenere chi sta sopra! La moneta del sottosopra! La moneta dell’infinito! La moneta bipolare! La moneta dove la somma fa sempre otto e chi ce la fa ad arrivare a fine mese è come se avesse vinto al super ena … lotto! La moneta dei gagliardi, degli eroi che sono capaci di stare a fronte alle difficoltà più impensabili della vita! A me mi tocca di sta sempre a magnà, a contà e a parlà. Popolo, dammi retta, non ti privare senza motivo delle virtù che hai e che financo io te invidio! Tiettele strette! Dammi retta! Tiettele strette! Dunque, popolino mio, onde indi a dirsi che a pagare le tasse sarà chi ci ha la capacità di stare a digiuno e di vivere senza vizi e senza stravizi! Ergo chiaro est, chi senza soldi in tasca rest! (Lì canta)

Luci solo su Lì

Tu lavora che…

A regge li sordi tua ce penso io

pè magnà … tiette quarcosa

Che nun posso pensà mica…

A tutto io!

Io penso a educatte

A ’nsegnatte l’arte d’arangiatte

A condurti ar bisogno

così te s’aguzza…pure l’ingegno.

Un giorno tu me ringrazierai

D’avette insegnato l’arte de nun dormì mai

D’avette insegnato l’arte de rimedià,

L’arte de cammuffà

E pur’anco quella de rubà.

Cosìssì, cosìssì, cosissia

Cosicchecresceraipropriobene

Cosicchettussaraisemprepronto

Senza pretese riconoscente e

Pure un poco to…nto!

Io,  t’adoro, io te amo io te penso

Pe te m’engegno, io m’encanto, io m’envento

Perché senza de te

Nun me so vedè

Popolino mio senza te

Io…chemmenvento!?

Luci nuovamente su tutta la scena de Lì.

Gigia) Viva Lì Mperatore.

 Lì) Grazie!

Tutti) Bene! Bravo!

Lì) Grazie, grazie!

Tutti) Bene!

Lì) Grazie! Gra-zie. Come mi ama questo popolino mio!

Vfc - Sottofondo musicale) Popolo, popolino mio, figlioli del popolino mio ricordatevi sempre dell’amore che io nutro per voi tutti. Perciò, vi dico, se proprio non ce la fate a sbarcare il lunario trucidatevi pure tra di voi, ma non siate esibizionisti, fatelo con contegno, usate armi etiche. Non offendete la morale pubblica anche perché dopo il popolacchio vuole essere informato e io, ormai, le cosce che avevo a disposizione le ho fatte scoprire tutte e, veramente, anche qualche cosa di più! A chi fa la voce grossa, qualcosa io gli faccio magnà e qualche volta lo faccio venire anche da questa parte. E, v’assicuro, io ci soffro, oh quanto ci soffro! Qualche guerricciola qui e la, così, per distrarre un po’, ve l’ho sempre organizzata e concessa. Una boccata de roba bona per farvi dormire meglio non ve l’ho mai negata. Un’annusatina per tenervi allegri non ve la faccio mancare mai! Adesso però, sinceramente, non so più che cosa mi debbo inventare. Perciò, contegno! Contegno figlioli, contegno! Siate discreti! Perché, ricordatevi sempre, io vi amo! Io vi adoro! Io vi Sssbramo!

Fox, che fino ad ora è stato a giocare insieme agli altri bambini) Mperatò ma a me che me tocca?

Lì - compiaciuto) Apprende proprio Lì per Lì questo popoluccio mio!

Tutti) Evviva Lì Mperatore! Evviva Lì Mperatore! Evviva! Scusa Mperatò!

Lindo e gli altri cantano)

Io sto sempre qui

Insieme al mio Lì

E resto sempre qui

Accanto al mio Lì

Insieme al mio Lì.

Lì Lì Lì.

Sottofondo musicale.

Buio su tutta la scena. Luce piena sul Mentore.

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Mix con sottofondo musicale Mentore.

Da “La Repubblica” di Platone

(Voce fuori campo)

Mentore) “Se i saggi non governano le città o se quelli che ora chiamiamo re o governanti non coltiveranno davvero e seriamente la saggezza e se il potere politico e la saggezza non coincideranno nelle stesse persone, è impossibile che cessino i mali delle città e anche quelli del genere umano.”

Penombra  sul Mentore e luci sul Funzionario e il Simpatizzante.

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Mix Sottofondo musicale

Funzionario – dal leggìo) Io sono di sinistra. Io sono sempre stato di sinistra eccetto all’età di otto anni quando la mia povera nonnina mi faceva fare il segno della croce con un bigliettino dello scudo crociato tra le mani. Giustamente gli avevano insegnato che la croce si rispetta e si segue ovunque viene collocata. E lei da buona fedele l’ha sempre seguita, senza farsi troppe domande. Peccato che adesso me le debbo fare tutte io. Se mi dava una mano …

Io sono di sinistra, comunque io sono di sinistra.

Io insieme ai miei compagni dalle 10,30 alle 12,30 dopo, naturalmente, andavamo a pranzo e dalle 16,30 alle 19,30 dopo, naturalmente, andavamo a cena io ho sempre lottato, insomma, mentre stavamo in piazza e mentre si parlava noi, i compagni di lotta, parlavamo più forte, ci mettevamo a strillare.

Simpatizzante) E chi non strillava?

Funzionario) Non era un compagno di lotta! Uno addirittura strillava e zompava mentre parlava! E’ diventato il più compagno di tutti, di sinistra sinistra! Sinistra sinistra! E potete pure fraintendere!

Simpatizzante) In che senso?

Funzionario) Che fai, ricominci a fare domande?

Simpatizzante) No no. Inizierò a controllarmi per il bene del popolo e della “cultura di governo”.

Funzionario) Ecco, bravo. C’è stato un fatto però.

Simpatizzante) Quale? A scusa, non faccio altre domande.

Funzionario) Beh, dopo trent’anni mi sono accorto che mentre io ancora strillo, parecchi della cricca hanno imparato a parlare con tono misurato, mah, sarà perché lavorano dentro gli uffici o perché dentro gli uffici ci hanno messo a lavorare altri compagni di lotta per non essere disturbati mentre sono concentrati nella “cultura di governo”. Hanno anche ragione. Sennò è difficile fare centro!

Simpatizzante) E tu?

Funzionario) Ogni tanto cerco di farlo pure io ma, come dire, è come se mi sentissi strappare l’anima, la “cultura di governo” richiede forza e sangue freddo. Devi allenarti a non sentire più dolore anche se una lama, simbolica ovviamente, ti trapassa.

Simpatizzante) E loro, questi tuoi compagni che hanno imparato a parlare a bassa voce?

Funzionario) Loro, per la causa, hanno acquisito una solida, solidissima “cultura di governo”! Loro sono dei pragmatici, sono realisti, non si mettono lì a farsi tutte quelle domande come fai tu, tutte quelle congetture tipo se il clientelismo lo riteniamo ancora valido e di supporto per  l’affermazione dei nostri ideali o cose di questo genere. No. Loro sono persone competenti, navigate nella “cultura di governo”! Sanno anche come gestire e orientare le finanze!

Simpatizzante) Le finanze!? Quelle loro?

Funzionario) No. Quelle loro non le toccano. Sono altruisti. Quelle delle masse!

Simpatizzante) Ah! Quelle delle masse!? Sanno come orientarle!?

Funzionario) Sanno come orientarle. Loro sono realisti!

Simpatizzante) Ma, se vogliamo essere obiettivi, persone così, realiste le troviamo anche nella destra.

Funzionario) Questo è vero.

Simpatizzante) Allora perché fino ad ora hai guardato ed esaltato solo quelli di sinistra?

Funzionario) Perché io, appunto, sono di sinistra ed ho il dovere di osservare e valorizzare tutto ciò che sta dentro casa mia. Per il bene e l’evoluzione delle masse. Ad osservare ed esaltare la destra, se qualcosa c’è da esaltare, ci pensassero quelli di destra! Io ho visto, quindi so e, quindi, testimonio che ormai la sinistra ha acquisito una solida, solidissima cultura di governo, hanno acquisito quella forza e quel sangue freddo che li rende uomini, oserei dire, eroici! Gagliardi! Scaltri! Lungimiranti! E proprio per questo hanno fatto e, ormai, fanno sempre “Centro!” Alla grande!

Simpatizzante) E riescono a non sentire più nessun dolore?

Funzionario) Non sentono nulla! E nessuno!

Buio.

Sottofondo musicale

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Luci sul Mentore.

Mix con altro sottofondo musicale

Mentore) …“Fin quando avrò respiro e sarò capace non smetterò mai di amare la Sapienza, di esortare e ammonire voi e chiunque incontri sulla strada, facendo le solite domande: “O tu che eri il migliore degli uomini, tu che sei Ateniese, cittadino della città più grande e rinomata per sapienza e potenza, non ti vergogni di darti pensiero delle ricchezze e di ammassarne il più possibile, e di non pensare invece alla tua coscienza, al tuo spirito, alla tua verità e al modo di farli progredire?” e se qualcuno di voi dirà che non è vero e sosterrà che se ne prende cura, io non lo lascerò andare via, ne io me ne andrò, ma lo interrogherò, lo studierò, lo scruterò, e se mi parrà ch’egli non possegga la virtù, ma solo dica di possederla, io lo riprenderò dimostrandogli che esalta le cose scadenti e non considera quelle di maggior pregio. E questo lo farò con chiunque mi capiti, giovane o vecchio, forestiero o cittadino, ma più con gli Ateniesi perché a me più strettamente congiunti. Penso che per voi non possa esistere bene più profondo, qui in Atene, di questa mia devozione al dio. Ne altro in verità io faccio con questo mio peregrinare che convincere voi, giovani e vecchi, che non dovete avere cura in particolare del corpo e delle ricchezze o delle altre cose, ma soprattutto dell’anima e del fatto che essa divenga sempre più virtuosa e perfetta; infatti non dalle ricchezze nasce la virtù ma dalle virtù nascono le ricchezze e tutte le altre cose che rappresentano un bene per gli uomini, intesi come privati cittadini ma anche come Stato. Se dunque parlando io in questo modo corrompo i giovani, sta bene, vorrà dire che queste mie parole sono rovinose.”…

Buio

Sipario
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