IO

IO

(o della vita)

di Paola Ponti

PERSONAGGI

JUSTIN, medico. E boia.

JESSE, assassino. E assassinato.

CORO, cronaca. E opinione.

La "stanza della morte".

Jesse seduto su una grossa sedia al centro della stanza. Justin, con il camice bianco, sta sistemando gli oggetti sopra un tavolino: siringhe, alcool, cotone... Un terzo uomo, vestito di nero, seduto su una sedia appesa dall'alto, a un paio di metri da terra: il coro.

I personaggi non parlano mai l'uno con l'altro, ma le loro parole sono la voce dei loro pensieri.

CORO:(canta)

"Povera patria, schiacciata dagli abusi del potere. Di gente infame che non sa cos' il pudore. Si credono potenti e gli va bene. Quello che fanno e tutto gli appartiene. Non cambier. Non cambier.

Fra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni. Questo paese devastato dal dolore. Ma non gli danno un po' di dispiacere. Quei corpi in terra senza pi calore.

Me ne vergogno un poco e mi fa male, vedere un uomo come un animale..."

JUSTIN:

Chiss perch Justin. Mio fratello si chiama Abramo, come il nonno, mia sorella Saundra, come la sorella piccola della mamma, e l'altra, Theresa, come la nonna, quella che diceva a tutti: "Fai giudizio". Sempre. Io, Justin. New Jersey, Atlantic City, 350 Christopher street, 4B, periferia... come tutte le periferie del mondo. Il New Jersey sembra tutto una grande periferia. Cammini, grigio. Ovunque. Grigio. "Prima o poi la citt si apre!", ma niente, non accade niente. "E allora scatter fuori un coltello!, improvviso, dalle rocce!" Nulla. Non accade nulla. Non accade mai nulla. Noia. Noia. Una lunga, larga noia.

CORO:

La Corte d'appello di New Orleans, pur riconoscendo le apparenti contraddizioni tra il primo processo a carico di Jacobs e quello istruito contro la sorella, ha deliberato che non rientra nelle competenze della Corte affermare che in almeno una delle due giurie sia stato commesso un errore.

JUSTIN:

Pranzo da Dennis. E' la prima volta che il giudice mi chiede un incontro. Ordino un t, lui due cheesecakes. Poi il terzo. Sembra una donna siciliana in lutto, penso, e fa domande. Domande, domande, domande veleno, veleno, veleno. Io lo guardo. E basta. I capelli grigi, corti, la riga di fianco, grigia, le sue mani, da prete, le unghie lunghe, gialle, congiunte. Grasse e sudate, con i buchi sulle nocche, come i bambini. Penso. I gomiti nell'aria, la camicia ovale, le macchie ovali, sotto le ascelle. (Pausa) Il veleno? S, indolore, indolore il veleno.

CORO:

Medico. Medicu. Maschile. Da mederi: curare, aiutare.

JUSTIN:

Brooklyn, dopo il New Jersey e prima del Texas, stavo a Brooklyn, New York City, appena dopo il ponte. Prima del ponte uomini e Ventiquattrore. Dopo il ponte, colori, molleggi, stereo sulle spalle e gradini di case colorate. Come Harlem? Mm, non abbastanza pericoloso. Avevano detto di una citt di colpe... Da dove si entra, signori?

CORO:

La Corte d'appello di New Orleans, pur riconoscendo le apparenti contraddizioni tra il primo processo a carico di Jacobs e quello istruito contro la sorella, ha deliberato che non rientra nelle competenze della Corte affermare che in almeno una delle due giurie sia stato commesso un errore.

JUSTIN:

Indolore, indolore. Ma non dico una parola. Lui continua, allora? Allora? Si alza in piedi, punta il dito, instabile, si asciuga la bocca, che schiuma, allora? cos'ha Justin? A che cosa sta pensando, Justin? Cos'ho? A cosa penso? Ad una sola cosa penso. Penso. Come entrare nella vita. A dieci anni il New Jersey mi sembrava un nonluogo, una nonvita, un nonqualunquecosa, scappavo dalla scala antincendi e mi nascondevo nel sotterraneo: sottoterra pareva pi semplice.

JESSE:

NO! Anch'io! Anch'io! Aspetta! NO!

JUSTIN:

Ma New York non cos violenta. Meglio il Sud, pi a Sud, s, devo andare pi a Sud. Il pau de arara, gli elettroshock ai testicoli dei prigionieri politici Passo dal Texas, intanto. Huntsville, penitenziario di massima sicurezza.

JESSE:

Ma in campagna i rumori non conoscono ostacoli, soprattutto la notte, cos il colpo volato nitido, solido, la saliva diventata calda, sotto la lingua, densa, la sentivo avanzare agli angoli della bocca, che si apriva e la lingua premeva circoli sul palato... come una donna ... le sue labbra...come baciare le labbra di una donna...

JUSTIN:

Pap, io rido forte quanto mi pare, pensavo, e non dicevo. Mai. E lui "Come on, shut up, Justin, la nonna dorme!", lui s che riesce a dire: urla, sempre, e io lo odio, in silenzio, tanto i pensieri sono solo miei e non li tocca nessuno, e posso arrivare dove voglio, e la mia voce resta cosa lontana, segreta, forse un giorno diventer muto. Se un giorno incontro il mondo, io lo cambio.

JESSE:

E corro, corro come un matto, tra gli alberi fitti,con gli occhi sbarrati, per sentire mia sorella, con la pistola in mano, davanti al corpo di Etta, che piano piano perde calore. Che gran sorriso sulla faccia, sotto i capelli. La invidio... il piacere umido e caldo del trasportare morte, dal centro di te in tutto il corpo e speri che non finisca mai, e preghi che duri di pi, sempre di pi e che il cuore non si fermi, che non la smetta di pompare vita. La vita e la morte sono cos vicine.

JUSTIN:

E il giudice parla, parla, parla.

E io ho sete. Un'altra birra! Ho sete. Acqua, mare, pioggia.

Ho sete, e lui parla, parla. Acqua, mare, pioggia. Sudore, sperma.

Sudore, sperma, saliva. Lingua. Calda.

E io ho sete.

E il giudice, quinto comandamento: non uccidere.

E io, onora il padre e la madre, pensavo, e se non ti amano?, onora il padre e la madre, e se ti violentano?, onora il padre e la madre, e se ti uccidono?, onora il padre e la madre. Pensavo.

CORO:

La Corte d'appello di New Orleans, pur riconoscendo le apparenti contraddizioni tra il primo processo a carico di Jacobs e quello istruito contro la sorella, ha deliberato che non rientra nelle competenze della Corte affermare che in almeno una delle due giurie sia stato commesso un errore.

JUSTIN:

Adesso parlo io: la giustizia ti giustizia, dico, ma il giudice non ascolta, prende tempo, dice qualcosa, un film, uno slogan, una battuta, un sorriso, chiss da quale angolo del cuore, chiss da quale cuore.

CORO :

"Virt": Amore attivo del bene che induce l'uomo a perseguirlo.

Giustizia: Virt per la quale si giudica rettamente.

Giustiziare, unico significato: Punire eseguendo una condanna a morte."

JUSTIN:

Assassino-assassinato. E io non trovo pi il mio respiro, i baffi di allora, le notti in riva a mare, ad aspettare il coraggio. A sperare che qualcuno da qualche parte mi chiami e mi riconosca. Che qualcuno mi chiami, per favore. Perch nessuno mi chiama?

JESSE:

Fuori di noi c' sempre inganno, falsit, incoscienza, giudizio. Nella nostra anima invece, siamo tutti... Eppure noi siamo l fuori. E possiamo cercare la giustizia nella libert. Aspetta, come ho detto? Giustizia nella libert.

JUSTIN:

Parla lui, non si ferma mai, il giudice continua a fare domande, e io in silenzio. Lui pieno di s non se ne preoccupa e continua, con trasporto, a parlare, parlare. Il New York Times ha poco da scrivere, dice. Si dimenticano che qui si processato un delinquente non un bambino. Non di questo mondo il perdono, Ges Cristo, tutti gli uomini sono uguali davanti a Dio. Ma cosa ci racconta? Non ha premuto il grilletto? Ma quanti altri omicidi saranno nascosti in quel fascicolo? E poi sembra lui la mente che concep il piano, no? Questo si chiama cospirazione in Texas sufficiente per una condanna a morte. Prese anche 500 dollari dalla sorella per architettare il piano. Ges Cristo, vale cos poco la vita? I giornali parlano di un innocente condannato a morte. E la ragazza che stata ammazzata, allora? Etta Ann Urdiales allora? Di lei, eh, non si dice niente. Un cadavere seppellito in giardino: chi se ne fotte. Non si parla pi di lei! E' un criminale, altro che innocenza. La vita, la deve finire guardandola a strisce!"

JESSE:

Male? Non so. Bene? Non so, non c' separazione. C' solo cose che esistono. Come quando al cinema vedevo le scene di stupro. A quel tempo mi vergognavo di essere uomo nel sentire che mi diventava duro. Ancora adesso non so spiegare... sono fatti della carne.

CORO: (canta)

"Riportami nelle zone pi alte, in uno dei tuoi regni di quiete.

E' tempo di lasciare questo ciclo di vite. E non mi abbandonare mai.

Difendimi dalle forze contrarie, la notte, nel sonno quando non sono cosciente.

(2 volte) Come non sprecare il tempo che mi rimane. E non abbandonarmi mai."

JESSE:

Mia sorella ha condannato a morte Etta e io sono condannato a morte dallo Stato. Da condannato capisci subito tutto. Ricordo, da piccolo, le urla strazianti del maiale preso dal recinto, lui lo sa gi, che stanno per ammazzarlo, e io scappavo, non nella mia stanza, tra i campi, non per fuggire, per tenere dentro di me il pi a lungo possibile tutto quel sangue. E poi fame, mi veniva una gran fame.

JUSTIN:

Perch proprio il Texas? Vere periferie: pericolose! Cancelli, bidoni della spazzatura, metallo, acciaio, stridere. L ho trovato quello che cercavo. Stridere.Stridere.Stridere. Acciaio. Stridere. Sono medico, ad Huntsville, nel Texas, nel carcere di massima sicurezza.

JESSE:

La stessa fame che sento quando arriva alle celle la colazione. Alle tre del mattino. Tac! Mi sveglio subito, con il tintinnio delle chiavi, e bevo il caff perch se aspetto l'alba, poi, diventa tutto freddo. Spesso sto ancora sognando e il cigolio del carrello che passa nel corridoio mi entra nel sogno e non distinguo pi nulla.. Mi accorgo solo dopo di aver mangiato...la bocca impastata... Non ero sonnambulo, prima. Lo sono diventato in carcere. Sogno maiali, solo maiali, di tutte le forme, di tutti colori. Passo le mie notti con i maiali. E spesso non distinguo pi la realt dal sogno. A volte mi sorprendono rifare tutto ci che mi successo durante il giorno, o quello che mi deve succedere domani, gli altri mi sfottono e le guardie lo usano come pretesto per picchiarmi. Mah! Io credo sia solo una gran voglia di non sprecare il tempo.

JUSTIN:

Da piccolo speravo nel fegato, per cena. Mi piaceva stare in cucina mentre lo friggevano, mentre adesso non sopporto pi nemmeno l'odore. Adesso sono vegetariano. E ho smesso di trasferirmi di citt in citt. E di interessarmi al dopo. Ora ho capito, del futuro, ho capito che arriva sempre un po' prima.

JESSE:

Ieri li ho sentiti parlare mentre camminavo i soliti sei passi verso la finestra e i sei e mezzo fino alla porta. Erano Jack e Johnny, hanno sempre il turno insieme, la notte, Jack, ma non ci pensi mai? Cosa glielo portiamo a fare il caff caldo a questi qui? Non vorrai mica che ci vengano a dire che li facciamo morire di fame!

CORO:

La Corte d'appello di New Orleans, riconosciuto che ad esplodere il colpo di pistola stata la sorella, Bobbie Jean Jacobs, non ritiene di avere il potere di cambiare il dispositivo della sentenza che condanna Jesse Jacobs alla pena di morte.

JESSE:

Niente fotografie di noi stessi in cella? Tanto io mi guardo in sogno! Voi restate l seduti? Sicuri? Ah, aspettate che mi dimentichi di me. Mah! Io mi vedo tutte le notti, una volta anche di giorno, nel cortile, non so come stato, che mi addormentassi l, con tutte quelle urla. Forse perch in lontananza, nella striscia tra l'isolamento e la cucina, riesci a vedere qualche albero. E da l ti immagini il mondo, l'acqua del mare, la luna che si nasconde tra gli alberi, in campagna, il tramonto rosso fuoco passeggiando sul Brooklyn Bridge. E corro, corro come un matto, tra gli alberi fitti, lo sparo, la faccia sconvolta di mia sorella, la pistola. Il corpo inizia a raffreddarsi.

JUSTIN:

Il giorno qui. Sono vicino, io, nella cella della morte, tutti e due vicini nella cella della morte. Sei sdraiato sul tuo letto, gli occhi chiusi, immobile. Il tuo respiro pesante, non possibile che tu ti sia addormentato! Jesse! Svegliati, ti parlo!, penso. Tu ti giri, mi guardi, ti rivolti, verso il muro.

JESSE:

I maiali se ne sono andati. Hanno ceduto il posto alla realt. Credo. Non che ne sono proprio sicuro. Le voci arrivano amplificate. Qualcuno mi ha parlato. Cammina nella mia stanza. Sento degli echi arrivare dalle altre celle. Sento le guardie, danno il pane al 209, la cella di fronte alla mia. Non li vedo. Posso vedere solo gli avambracci di una guardia. O sono solo ombre?

JUSTIN:

Il suo sguardo fisso, al muro, dietro le punte dei piedi che escono dal lenzuolo. Non mi guarda, meglio cos, lascia che le nostre vite restino una cosa sottintesa, non detta. Vite sottintese.

JESSE:

Le mani, le braccia, del 209, sono nude, scarne. Come due aste parallele spuntano dalle sbarre nel corridoio. Tiene il pane con le dita larghe, e lo porta allo bocca, svogliato. Ho paura. Il pane, tra le sue mani, svogliate. Ho paura. Qui al mio fianco, l'uomo vestito di bianco prepara la siringa. Il 209!, non vedo pi la guardia, non vedo pi il pane, gli avambracci, dov' il 209, non lo sento pi il 209. Duecentonove!!! Niente, solo echi, il cigolio della porta, il ferro che stride, si apre, stride, un altro cigolio, tanti cigolii. E poi passi, sempre pi pesanti, voci forti, arrabbiate. Litigano, urlano, forte, corrono. E' l'ora di libert. Mi giro, ci sono quattro guardie alla mia porta. L'uomo si muove nella mia cella. O solo un'ombra?

CORO:

Jesse de Wayne Jacobs. 44 anni. Bianco. Chiuso nel braccio della morte da sette.

JESSE:

Basta sognare sveglio. E' tempo di smetterla. Non vita, il sogno. Eppure io sono ancora vivo, come lo ero fuori di qui. Sette anni: chi era che correva, nel bosco, dopo lo sparo, che sognava il sangue, la morte, il corpo di Etta che perdeva calore? Dov', chi era? Dov'? Che qualcuno mi chiami, per favore. Perch nessuno mi chiama? Che qualcuno mi riconosca. Io non so pi quale sia il mio nome.

CORO:

Jesse de wayne Jacobs. 44 anni. Bianco. E' stato giustiziato mediante iniezione letale nel penitenziario di massima sicurezza di Huntsville, Texas. Per l'assassinio di una giovane, Etta Ann Urdiales. La procura statale ha gi riconosciuto da tempo che a uccidere Etta non fu Jacobs ma sua sorella Bobbie Jean. E' stato comunque giustiziato.

JUSTIN:

Silenzio in questa stanza. Dentro di me, invece, il sangue grida. Una sensazione di piacere, di terrore. Vorrei urlare. Strano, per uno che ha vissuto di silenzi. Prendo la siringa. Aspiro il veleno. Conto i milligrammi. Giusti. I milligrammi sono giusti. Alzo la siringa verso l'alto. Spingo fuori l'aria. L'ossigeno iniettato nel corpo pu provocare danni. La appoggio sul tavolo. Un battufolo di cotone, lo imbevo d'alcool. Riprendo la siringa. Mi rilasso.

JESSE:

Torno da te, Katia, un giorno torno da te e questa volta al semaforo ti bacio e ti porto al parco e ti bacio e tocco la tua pelle bianca. Torno, cos posso ricominciare a guardare le tue labbra e tu le mie, ai semafori rossi, al cinema, i gomiti vicini, quando ogni scusa era buona per sfiorare le tue spalle. E parlavi che al mare, d'estate, stavi sempre sola e che se qualcuno si preoccupa di darti un porta-fortuna, ti fa cambiare la visione del mondo. E continuavi a parlare diritta alle mie labbra. E io ci passavo sopra la lingua. Aspettami, Katia.

JUSTIN:

Mi avvicino a lui. Mi guarda, alza la schiena. Prendo il suo braccio, lo volto, lo chiudo nel laccio. Le sue vene si ingrossano, sono pronte. Sento la sua pelle, liscia, infilo l'ago. Spingo. Piano. Il liquido si fa largo nel sangue. Lento, entra nel corpo. La voce della nonna, "fai giudizio, Justin". Indolore. Il veleno indolore.

JESSE:

"Questa non sar un'esecuzione: questo omicidio premeditato."

JUSTIN:

Qualcuno mi chiami. Che qualcuno mi chiami.

JESSE:

"Questo omicidio premeditato".

CORO:

5 Marzo 1995. New York City. Il governatore George Pataki pronto a firmare. New York diventer il 38esimo stato dell'Unione ad ammettere per legge la pena capitale mediante iniezione letale. Indolore.

(canta) "E il mio maestro mi insegn come difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire. E il mio maestro mi insegn come difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire."

IO

E' finito il sogno.

La citt verticale si dispersa.

Volatilizzata.

Il cielo forte e glorioso rimasto solo onesto ricordo

dentro il mio cuore, che mi sussurra

parole di amore, la notte. Quando,

spenta la luce, l'occhio inizia a distinguere Ritorno

(nel filo naturale che passa dietro le tende).

Vecchio grigio cielo depresso. Mi sei di nuovo davanti

e, sorpresa, ti ascolto e ti lascio cullare la mia malinconia,

padrona di tante notti di una volta,

dove, dal quarto banco della fila centrale,

piangevo e consumavo le mie interperanze liceali.

Ho amato cos tanto New York che non posso soffrire

nemmeno ora che mi sono separata.

Ho scoperto e accolto senza tregua

per mesi lunghi un'ora; e adesso come se

non fossi mai volata. Donna nuova

I am another woman, though.

Stronger in her consciousness. Free in her strenght.

The sparrows take care of me now,

flying over my head.

And my soul.

And clouds are white and pure.

E non posso sentire colpa.

Per un amore ingenuo, esploso come un bimbo

davanti al suo cucciolo. Insicuro

sulle sue gambe. E felice nell'esserlo. Illuminazione

Nessun filtro n barriera n scudo n gioco.

Solo orgoglio e rispetto per un uomo (?) meraviglioso

che si diede senza ombra di pretesa.

Che mi concesse lo spazio e il tempo

per trovarmi ed esprimermi in un'aria di purezza.

E non finisce mai.

E queste cose non finiscono mai.

E te le tieni accanto per tutta la vita.

Come il divampare di un camino di mattoni rossi

in un'orgia di onde magnetiche

che ti rapiscono e ti restituiscono

senza che tu ne sappia Amore

dell'origine n del sentiero.

Here and now.

Walking steps over the waves of love.

Thinking I'll be remembered

In the sculpture of time.

No thieves. No fadings.

No you and me. No others.

Just love.

Voglio che la vita sappia sempre accompagnarmi cosi.

Sorridente come il sole di mezzogiorno

(nelle campagne umbre).

Voglio che mi prenda per mano

come (fece) la mamma il primo giorno di scuola. Fiducia nella vita

Voglio annullarmi dentro di lei.

Per trovarmi davvero.

Spoglia delle costrizioni

che chiss chi, da qualche parte, in qualche modo

mi ha inflitto come armatura stagnante.

Voglio sia sempre cos.

come nel tramonto del Brooklyn Bridge,

quando il rosso infuocato delle Gemelle

mi sollev cos alta da dimenticarmi Libert

l'attaccamento della terra pesante.

E la Borghesia, il Puritanesimo e il Cattolicesimo

erano spazzatura per l'East River.

Da dispergere.

Instancabile amante (sincera).

Dalle gambe sempre pronte all'accoppiamento

dove i gratta-cielo ti portano all'immensit,

e il sesso resta solo una conseguenza.

Un dopo. Un forse. Un non-importa.

Mai uno scopo. E forse nemmeno un mezzo. Sesso

Solo uno scorrere naturale e sereno

portato dai venti del cielo terso che ti aiuta

a non ritrovarti, per caso, tutto a un tratto,

vecchio.

No you and me. No others.

Just here and now

No rushing

Just holding

And feeling

the instants changing your skin.

Molecola per molecola. Qui e ora

Voglio Essere sempre cos.

Per non trovarmi, per caso, tutto a un tratto,

vecchia.

Ma con una vita vissuta.

E la citt verticale mi ha donato l'ascolto.

Taking care of any step

thanking to be alive

and to feel like.

Thanking to be alive

Alive

Alive

Alive

in una vita

Alive

in questa vita.

Aggiungi: 1) Non esiste Bene e Male

Meglio e Peggio (magari al "Brooklyn Bridge")

Giusto o Sbagliato

2)

Inizio: "a sorpresa ti ascolto" =N.Y.C. mi ha insegnato ad amare in generale, anche ci che non ho mai amato.

-Vedi Pessoa: "Sii tutto in ogni cosa.

Poni quanto sei nel minimo che fai."

-Fiducia nella vita: vedi inizio "Francesco e Alessandra"

(Cercato un dopo che ricordasse un prima. Le periferie, per esempio. Ma da poco ho capito che il futuro con noi. Prima ancora che accada. E il presente non pi sfuggito. Credo che lo si debba, il futuro dico, assorbirlo nel qui. Hic et nunc. Mi piaceva il latino all'universit, sapeva di oriente, di esotico, di Italia, di grande passato.

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