Ironia della sorte

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IRONIA DELLA SORTE

IRONIA DELLA SORTE
Omaggio a Pablo Neruda

di

Massimo Bologna


scena prima

IO: Prima ero fermo in quel punto, poi mi sono ritrovato qui…Cosa è successo?
Mi sono spostato?…Mi sono incamminato verso…Mi sono ritrovato.

E nel mentre, cosa è successo? Non ricordo nulla.
Non posso essermi solamente: ritrovato. Ci sono andato, questo è il punto. 
Ho speso del tempo prima di arrivare fino a qui, l'ho deciso.
Calma, calma…un attimo. Cosa ho detto?

Ecco ora ricordo: L'ho deciso…

(pausa)

Io sarei un punto?
Ma chi? E quando sono diventato un punto?

(pausa)

Ma no, che cosa mi viene in mente.
Io sono! ecco cosa mi dovevo ricordare 
io sono,
io sono "in",
tu…
Io sono in un punto. Tu sei in un altro…ora tutto quadra
Straordinario
Quindi non sono un punto.

E allora, chi è che è un punto?
Tu. Tu, chi? Ma no, tu è in un altro punto,
un punto che non è quello dove sono io ora.

(guarda innanzi a se vede "tu")

…e no che non sono solo.
Tu, chi sei?

Tu: Stavo passando qui vicino.
Disturbo?

Io: No, figurati!
Anzi, ti dirò, cominciavo a sentirmi solo.
Sai, un po’ perso nei miei pensieri.

Tu: Chi sei?

(pausa)

Io: Chi io?

(pausa)
Buio. 
Luce. "Io" è avanzato di un passo verso "Tu"
"Io" e "Tu" uno di fronte all'altra
i loro visi increduli, hanno realizzato di non essere più soli…

Io: Allora rispondo io.
Appare un bocciolo di rosa di un colore rosso fuoco

Io sono: Melisandra "l'amore"
Tu? sei…

Tu: Pelleas "La furia Omicida"

(pausa)

Io: Dici sarebbe meglio stare lontani?

Tu: Si, meglio. Sarebbe meglio.
Sempre che non passi qualcun'altra?

Io: Scusa, cos'hai detto?

Tu: Dico che se arrivasse un terzo…

Io: Non capisco…Un terzo? …
Io si prende la testa fra le mani

Tu, mi fai scoppiare il cervello.
Pensavo di essere solo, prima ero…
Stavo fermo in quel punto lì…
Lo vedi?

Tu: Certo che lo vedo. Io è una vita che mi sposto da punto in punto…

Io: …appunto, quindi sei arrivato tu e ho accettato anche questo ma…
Devo ammettere che l'ho trovato abbastanza naturale.
Tu arrossisce, sorride…
Tu: Dici sul serio?

Io: Cosa?

Tu: Che mi hai trovato, naturale?

Io: No! Ho trovato naturale che tu ci fossi.
Dico, tu ed io è naturale che siamo insieme.
Ma…un terzo?
chi?

Tu: Egli.

Io: Che verso hai fatto?

Tu: Ma quale verso. Ho detto: Egli.
Volevo dire che se arrivasse uno come noi ad interrompere questo naturale momento che si è venuto a creare, quel qualcuno sarebbe…"Egli": sarebbe il terzo.

Io: Davvero eccezionale.
Si guarda dietro le spalle…
Poi lo guarda incuriosito e stupefatto…
Tu da dove sei vedi tutte queste cose?

Tu: C'è un esteso paese nel cielo
Con i superstiziosi tappeti dell'arcobaleno
E con vegetazioni vesperali:
verso laggiù mi dirigo, (pausa) non senza alcuna fatica,
calpestando una terra smossa di sepolcri ancor freschi,
io sogno tra quelle piante di legumi confusi.

Il giorno degli sventurati, il giorno pallido s'affaccia
Con uno straziante odor freddo, con le sue forze in 
Grigio,
senza sonagli, gocciolando l'alba da ogni parte:
è un naufragio nel vuoto, con un contorno di pianto.

Anche tu. Amore non sei diverso da me. Cosa vedono i tuoi occhi?

Melisandra guarda lo spazio in torno a se

Io: Io sogno,
Tutto appare formarsi con povertà evidente,
la luce della terra esce dalle sue palpebre
non come suono di campane, ma come lacrime:
Io allora mi sono spostato. 
Ora ricordo, ti ho visto mentre ti spostavi. Stai cercando il "terzo": Egli?"

Tu: Immancabilmente. Vago da un punto all'altro, assorbo illusioni,
converso con i sarti nei loro nidi:
essi, sovente, con voce fredda e fatale
cantano e allontanano i malefizi.

Io: Egli non arriverà. Ne sono sicuro.
Annusano entrambi l'aria…

Tu: (idea) E se arrivasse? Se si mettesse proprio in quel punto…
Indica un punto tra loro due…
Cosa potremmo fare?

Io: Semplicissimo. Invece di spostarti, potresti 
Venire verso di me.
Passerà in un altro punto, vedrai.

La luce che li illumina lentamente si dissolve.
Tu: Non sai quello che mi stai chiedendo…
Buio. Musica del tempo.

scena seconda
buio…voci fuori tempo
Luce. I due sono sempre negli stessi punti

Tu: Ora basta parlare.
Facciamo come hai detto tu, vengo verso di te.
Se mi mettessi in quel punto…egli non passerebbe fra noi due?

Io: Ma non si era detto che sarebbe meglio tenere le distanze?
Ti ricordi?

Tu: E questo ti sembra naturale?
Prima tutto ti sembrava naturale, poi con l'ipotesi che egli …
Insomma, ancora non è arrivato …

Io: Ma cosa dici egli non centra…
Lo hai detto anche tu che…

Tu: …che "sarebbe" stato meglio rimanere ognuno al proprio posto…

Io: le distanze…

Tu: Mi hai chiesto tu di venire verso di te.
Lo hai già dimenticato?

Io: Le circostanze erano diverse.

Tu: Tu eri diverso.

(pausa)

Io: Non mi sono spostato.

Tu: Io si.
Buio.
La Rosa illuminata ha aperto il suo bocciolo.
Un raggio di luce illumina una falce dal manico di legno.
Buio.
Luci nel buio. Amore seduta vicino alla rosa,
La furia omicida con in mano il suo falcetto.
Tu: Melisandra! Ho passato il mio tempo.
Dico che ho passato il mio tempo.

Io: Cosa vuoi dire? Tu.

Tu: Era il mio ultimo spostamento.
L'ultimo trasloco.
Ho finito le mosse, una pedina ferma sulla scacchiera della vita…

Io: (Ride, e lo guarda) Mi stai dicendo che stai per morire?

Tu: Tutto il contrario.
La mia attesa è terminata, ora che sono vicino a te, amore (tu guarda io)

Io: Sai che io non guarderò i tuoi occhi. Tu lo vorresti?
Se io lo facessi nessuno di noi due sopravviverebbe.

Tu: Io non ho nulla da perdere.
Come vedi sono sincero.

Io: Anch'io lo sono, infatti, non vedrò mai l'iride dei tuoi occhi e non conoscerò mai il profilo del tuo viso e non assaggerò il tuo sapore…mai, mai…

Tu: Crudele. Non poterti vedere è come morire…

Io: Allora Chiudi gli occhi; Ora, prova ad immaginarmi e sii sincero.(pausa)
Prima eravamo lontani, non puoi avere già un ricordo di me.

Tu: Mi sottovaluti.
Non uso solo la vista, non ho bisogno di lenti.
Non ne ho bisogno, vado a naso…

(pausa)

Io: (Lo sguardo perso nel vuoto) 

Tu: Fiuto. Setaccio l'aria in cerca di informazioni. Sai …ogni odore è un colore, dal colore passo alla forma, e non c'è distanza che io non possa raggiungere, barriera che io non possa attraversare; non c'è una forma che io non possa ricostruire.
La tua lo è già stata…

Io: Mi fai schifo!
Ti insinui.
Ti sei insinuato in me stravolgendo la mia intimità.

Tu: Questo è il mio istinto.
Non puoi giudicarmi.

Io: Comunque mi mai schifo

Tu: …nelle tue fessure,
odore di…

Io: Il mio odore?

Tu: …latte, latte bianco.
Tu ha la testa china…sul viso un ghigno.
Io si alza. La un espressione seria sul viso…cammina con forza verso Tu.
La luce si dissolve in buio pesto. 


Terza scena:


Luce. Al centro dello spazio una palla di luce; "La furia omicida" e L'Amore riversa sulle sue ginocchia immersi in una pozza li latte bianco.
Nella pozza un falcetto, 
i petali di rosa sparsi
che galleggiano,
i resti di una rosa.
Le lacrime che brillano. 
La notte.
Il Buio.
Luce.

Tu: Dal mio punto di vista basta alzare lo sguardo…
Inimmaginabile.
Il cielo di giorno e di notte…
Di giorno come in una scatola colorata e la notte,
nessuna catena, lo sguardo proiettato nell'universo, lo spazio e le profondità del tempo.


Io apre gli occhi



La prima cosa che vidi furono
Alberi, burroni
Decorati di fiori di selvaggia bellezza,
umido territorio, boschi che si incendiavano
e l'inverno dietro al mondo, straripato.
La mia infanzia sono scarpe bagnate, tronchi spezzati
caduti nella selva, divorate da liane
E scarabei
luce sul viso di Io


Io: io andavo per il sentiero, tu venivi per esso,
il mio amore cadde tra le tue braccia, il tuo amore tremò
nelle mie.
Da allora il mio celo di notte ebbe stelle
e per raccoglierle la tua vita si fece fiume.
per te ogni roccia che toccheranno le mie mani
dev' essere sorgente, aroma, frutto e fiore.

Tu: Per te ogni spiga deve stringere il suo grano
E in ogni spiga deve sgranarsi il mio amore.

Io m'impedirai, in cambio, di guardare la strada
Quando verrà la morte per lasciarla tronca.

Tu Ti copriranno i miei occhi come una doppia benda.

Io Mi parlerai di una strada che non finirà mai.
La musica che occulto per incantarti fugge
lungi dalla canzone che gorgoglia e rimbalza;
come una via lattea dal mio petto fluisce.

Tu Tra le tue braccia si impigliano le stelle più alte.
Ho paura. Perdona se non sono giunta prima.

Io Un tuo sorriso cancella tutto un passato;
conservino le tue dolci labbra ciò che è ormai distante.

Tu In un bacio saprai tutto ciò che ho taciuto.

Io Forse non saprò allora conoscere la tua carezza,
perché nelle mie vene il tuo essere si sarà fuso.

Tu Quando morderò un frutto tu saprai la sua delizia.

Io Quando chiuderai gli occhi resterò addormentato.

Musica…



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