JAVOL SACRANON!
di
Nicola Pegoraro
Musica n 1
Laboratorio chimico, una lavagna con formule, alambicchi vari, provette
colorate, un tavolo con carte varie, in piedi, con una vistosa provetta, lo
scienziato Albert Scandola Ghetomaezenzive figlio di padre veneto e madre
tedesca
Musica prima roboante poi terrorizzante, luci piene
Scena 1 Albert
Albert- (in scena e parla a se stesso) go da riuscire, devo, se ghe rieso
lumanit intera se ricordar
de m. Mi sar el pi grande, JA! limmenso, lincommensurabile, il maestro
JA!!, lunico, dopo de
ti (guardando il cielo), o al to fianco JAVOL!!. Devo riuscirghe. Siii, cosiii
ecco. Gaspare, Gaspare
presto ndemo qua, scattare, snell!
Scena 2 Entra a destra Gaspare assistente con gobba sulla schiena, muto.
Albert- Gaspare ecco, la formula, ecco bevi, bevi e cus dopo te parli, bevi!
Gaspare non vuole bere
Albert- bevi! Te lo ordino, o vuto diventare anca soto visto che te s muto?
(d calcio a Gaspare)
Gaspare- beve, subito non succede niente, Gaspare contento poi comincia a
muoversi in preda ad una colica.
Albert- sii, ecco, Ja, il filtro le drio lavorare, (lo ausculta) deso le drio
traversare el gargato ja, deso le riv nea pansa, ja e desoparla, parch non
te parli, parla, parla!!, Perch non te parli?
Garpare- non parla, si contorce sempre di pi e corre via (esce a sinistra) in
preda ad un forte mal di pancia.
Albert- shaize, a te go dito de parlare no de corare! Nol funziona gnancora,
nol parla (mette la provetta sul tavolo accanto ad una caraffa di acqua)
Scena 3 entra al centro Eva (parla con forte accento tedesco)
Eva Albert, mio picolo genio, che hai donato giuvent a tua madre, Albert,
dove sei?
Albert- so ch mama dove vuto che sia?
Eva- oh! Albert guarda mio volto, dopo tua operazione sono tornata pampina.
Albert- par fora ma dentro.
Eva- Albert, zilenzio non rispondere alla tua mama, controlla il tuo sangue
veneto.
Albert- S mama, ma parch non te me ghe fato tuto ariano come t.
Eva- caro mio picolo Albert, io ero giovane, picola, inesperta e tuo padre
Beppe Scandola detto Nane, zporco traditore italiano ha portato m sopra un
prato e mi ha uzato violenza 1 volta
Albert- ja
Eva- 2 volte
Albert- ja!!
Eva- 3 volte
Albert- jaa!!
Eva- 4 volte
Albert- jaa!
Eva- 5 volte
Albert- jaaa!!!
Eva- maledetto italiano, e poi zcapato, niente 6 volta, catifo!! E cozi zei
nato t. Picolo filio mio, picolo cuciolo, per met filio di veneto bastardo e
per meta filio di pura ariana, e per questo ora tu sei Albert Scandola con nome
di tuo padre ma sei anche Albert GHETOMAEZENZIVE.
Ma ora tu mi picolo zienziato defi trovare modo per togliere tuoi sporchi geni
veneti e diventare cos puro ariano javol?
Albert- javol sacranon! Mama te si forte te si la meio ja. Eco qua mama, vedito
ste formule, questo l el progetto della macchina par trasformare i geni
veneti in geni tedeschi, ma ghe se on problemino.
Eva- quale picolo problema?
Albert- La formula la se sbagli, e la v sistem, e dopo ghe voe dele cavie,
per gli esperimenti, ghe voe dele persone venete da trasformare in raza ariana
heil.
Eva- javol mio genio. Non ezere grozo problema faciamo uno picolo campo di
conzentramento
Albert- no mama non i te asa pi farli
Eva- maledetto progresso, ma coza tu folere, uno uomo forte, una dona bela,
coza cercare tu?
Albert- me serve onomo semplice, che el lavora sui campi o, meio, nee stae
Eva- uno contatino!
Albert- no mama mi vui ...on boaro ja!
Eva- alora ze tu vuoi picolo boaro noi procureremo e quando tua picola
testolina di genio far pura razza ariana noi due conquisteremo
Albert- il mondo
Eva Javol!
Albert- sacranon!
Eva- e ora andiamo.
Scena 4 escono Eva e Albert dal centro; entrano a destra Cecilia e Clarinda,
donne delle pulizie.
Musica n2
Cecilia- sienzati, tuti sienzati in sta fameia.
Clarinda- ma varda chi che casin che i asa.
Cecilia- tanto dopo pasa le femene a snetare.
Gaspare- effetto wc n 3 tira lacqua e dopo entra da sinistra in scena
sfinito.
Cecilia- Gaspare come vala, la se dura onc vero?
Gaspare fa cos e cos
Clarinda- beato ti che non te parli, chiss cosa che te dirisi sen.
Cecilia- Non l mia st stupido el genio a torse on asistente muto
Clarinda- cus non parla e nesuni sa gnente vero.
Cecilia- Caro el me sorseto da laboratorio, cuci cuci, varda cosa che te dago.
(e d un pezzo di formaggio a Gaspare)
Scena 5 Entra il maggiordomo Ambrogio centrale
Ambrogio- Cecilia, Clarinda allora vogliamo lavorare? Mi raccomando cerchiamo
di mettere in ordine senza toccare nulla.
Cecilia- come femo a metare in ordine senza tocare gnente,
Clarinda- ghemo da zolare?
Cecilia- serto noialtre semo i angeli de sta casa.
Gaspare- imita unangelo
Ambrogio- mai visti degli angeli cosi sciocchi
Cecilia- gha parla el sienzato
Clarinda- e s che el sienzato l pena nd via, non lo savevo mia che i jera in
d
Ambrogio- non mi perdo in queste discussioni, con voi servitori, io s di
essere colto e non mi abbasso al vostro livello, io ho prestato servizio presso
i migliori casati
Cecilia- o i migliori casari
Scena 6 entra Alka Heniken centrale
Alka- her capitenen
Clarinda- o eco che riva Alka Heineken la cuoca
Cecilia- La regina della scartoffen.
Ambrogio- non ascoltarle Alka, non hanno rispetto.
Alka- er capitain coza cucinare per occi, forze una picola pozione di kanederli
mit scartoffen?
Cecilia- ne toca sempre magnare scartoffen, mai na volta che la cambia modo de
cusinare
Alka- forse a te non piacere kanederli, volere suppen mit wustel o spazle mit
crauti?
Cecila- ma on piatin aio e oio tanto pa stare leggeri?
Alka- cibo tetesco non essere grasso, noi cuziniamo su strutto e non su olio di
olifa
Clarinda- le patate di Alka Heineken pi le mandi gi pi ti tornano s.
Alka- ho capito cuziner come foglio io, come fuole grande cucina tedesca (esce
centrale)
Scena 7 esce Alka Heineken al centro
Ambrogio- dovete smetterla di trattare male la signora Alka Heineken
Cecilia- pi che Alka Heineken dovarisimo ciamarla Alka Selzer
Ambrogio- finitela voi due, che mi state facendo passare lappetito
Celilia- se non te gh p fame te gaver sen.
Clarinda- Garpare, daghe da bere che el g sen.
Gaspare- versa da bere la purga e la porta ad Ambrogio
Ambrogio- e comunque o grazie Gaspare ( Ambrogio beve) state attente a come
parlate, che ora di finirla con questo modo di trattare i vostri superiori
i.iiiiooooo.....uuuu (comincia ad avere problemi di stomaco) scusate ma devo
andare o tante cose da fare ( ed esce a sinistra)
Gaspare- lo imita correndogli dietro.
Clarinda- curi,curi,curi.
Cecilia- Gaspare, ghe gheto d loio?
Gaspare- si dimena contento
Clarinda- Deso per la butemo via sta roba.
Cecilia- Caro el me sorseto da laboratorio a teo gh fato corare onc vero.
Clarinda- Dai che ghemo da metare in ordine prima che torna i siensiati.
Cecilia- Via sta roba ma varda quanta polvare.o signore .Gaspare, Clarinda a
gh cancella on toco de sta formulae deso?
Gaspare- aggiunge dei pezzi di formula.
Cecilia- bon bon, cus va ben, la se longa come prima.
Clarinda- e no ci, anca mi so on siensiato, varda qua (e aggiunge altri pezzi
alla formula)
Scena 8 entra Albert al centro
Albert- (fuori scena) basta lavorare deso, (in scena) via done via che go da
pensare.
Cecilia- alora ghe serve tempo.
Albert- e s a gh sta formula chi che non la gira.per, la ma pare diversa da
prima
Clarinda- noialtre se meio che ndemo vero!
Albert- si, si ve pure.
Cecilia- el ciama pure se el ga bisogno de noialtre. Gaspare ndemo dai che el
dotore el g da laorare.
Albert- javol, stemo dacordo cus.
Scena 9 escono a destra Clarinda, Cecilia e Gaspare
Albert- La macchina trasgenica mi la go fata anca vardea l (indica un
tavolino coperto con un lenzuolo) ma se st formula che non va ben, ma la s
diversa.questo qua jaa, questa la va l jaaa, e questa che roba sea, ma chi se
stama certo se mete questo chi e questo l e se sonta on toco e scartoffen
ghe so, ma s, ghe so riusio, ma alora se vero che so on siensiato! La macchina
transgenica il futuro ghe s riuscio, devo provarla devo provarla gh bisogno
de na cavia jaaa. ma deso devo festeggiare Ambrogio, Ambrogio
Scena 10 effetto wc n 4 entra da sinistra Ambrogio provato
Ambrogio- il signore ha chiamato?
Albert- sicuro che te g ciam, dove jerito nd a finire? Asemo perdare,
Ambrogio bisogna festeggiare, linvenzione pi importante la se fatta ciama
tuti curi javol! Sacranon
Scena 11 esce Ambrogio a destra ed entra Eva al centro
Eva- coza ezzere tuto questo cazino, ziamo tuti difentati mati?
Albert- no mati no mati ma genii, mama ghe s riuscio, gho invent la machina
trasgenica jaa.
Eva- Ma alora tu essere genio sul serio, incredibile. Entrate voi e ascoltate
parole di mio filio, di grande siensiato Albert Ghetomaesensive.
Scena 12 entrano Gaspare Clarinda, Cecilia da sinistra; Alka e Ambrogio da
sinistra
Albert- voialtri si qua parch onc go fato la scoperta p granda del secolo
heil
Eva- javol
Alka- avete scoperto nuovo tipo di scartoffen?
Eva- silenzio!
Albert- el mondo nol sar pi queo de deso heil!
Eva- javol! ( tutti insieme e tutti con il braccio alzato)
Alka- javol!
Cecilia- javol!
Clarinda- javol!
Ambrogio- javol!
Gaspare- si soffia rumorosamente il naso
Albert- signori podemo ricostruire la razza ariana.
Alka- questa essere grande cosa molto interessante.
Cecilia- a ti te intaresa qualcosa?
Clarinda- a mi n
Albert- un novo mondo ne speta, el mondo Ariano, heil sacranon!
Eva- javol, zacranon !
Alka- javol zacranon!
Cecilia- javol, sacranon !
Clarinda- javol, sacranon!
Ambrogio- javol, sacranon!
Gaspare- si risoffia rumorosamente il naso
Albert- signori ecco questa la se la grande macchina (toglie il lenzuolo e si
vede un cassone pieno di luci lampeggianti collegato con un tubo ad un casco
colorato) e questa la se la formula che solo el me genio xe riuscio a fare.
Cecilia- el so genio, ma se semo sta noialtre (guardando Clarinda sbalordita)
Eva- o mio picolo cuciolo i tuoi geni tedeschi hanno finalmente avuto
sopravvento, tu sei piccolo zienzato.
Albert- di pi
Alka- tu sei grande zienzato
Albert- di pi
Eva- tu sei immenso
Albert- di pi
Alka- tu sei un dio. ( musica n 5 )
Albert- javol sacranon!! Per ghe se ancora on piccolo problema
Eva- ohhhh (sviene cadendo nelle braccia di Alka).
Albert- me serve na cavia
Alka- io defo andare in cucina, sento piccolo odore di bruciato (getta Eva
nella braccia di Gaspare)
Scena 13 esce centrale Alka Heineken
Albert- mi me serve na cavia, la vuio subito.
Albert guarda Gaspare e Gaspare si spaventa , getta Eva nelle braccia di
Ambrogio e tenta di nascondersi.
Albert- no Gaspare grazie ma ti non te ve mia ben, con tuti gli esperimenti che
te go fato a non so p gnanca mi che geni che te gh. Ghe voria on omo
Cecilia- mi so na femena
Clarinda- mi so come ea. Ambrogio l onomo o sbaglio.
Ambrogio- se il signore comanda (getta Eva nelle braccia di Albert)
Albert- grazie Ambrogio ma ghe voe onomo, de campagna, onomo semplice (getta
Eva nelle braccia di Ambrogio)
Eva- (Eva si sveglia un po rintronata) aine boaro heil
Albert- ja.
Scena 14 entrano al centro Bortolo e Primo Masato i giardinieri
Bortolo- scuseme paroni ma a ghemo prov sonare ma non ne gh risposto nisuni, vaca
onta.
Primo- Con rispeto parlando, a ghem port el luame par lorto.
Cecilia- distinti i signori.
Clarinda- raffinati diria.
Bortolo- el me scusa seo l el sior Scandola?
Eva- n, Ghetomaezenzive!
Bortolo- no grazie sto puito, i me gha pena fato on ponte, varda!
Primo- pop varda che non i se gai ferm fare i bisogni soto chel ponte l.
Albert- lodore se queo giusto
Bortolo- el poe dirlo le me vache le trato da signore
Primo- e con rispeto parlando par fare el luame bon bisogna anca magnare ben.
Bortolo- co rispeto parlando vero fiolo
Cecilia- che classe.
Clarinda- dei cittadini
Eva- caro mio signore bucolico non ci ziamo prezentati io zono signora Eva e di
cognome Ghetomaezenzive
Bortolo- a lera el cognome, la me scusa siora, mi son Bortolo Masato, e questo
l me fiolo Primo
Primo- mi par mae che vaga a sar sempre primo, vero pop?
Cecilia- me parea che i se someiase
Clarinda- ma sio veri o seo on esperimento nd a mae?
Primo- a semo veri, toca po
Bortolo- Primo, so con le man cha nialtri a semo gente raffinata, noialtri a
semo i profesionisti del luame.
Cecilia- se sente che si dei profesionisti, e se vede da come el g slev so
fiolo.
Primo- i me g tir su ben vero?
Clarinda- on campion, ma come gavio fato?
Bortolo- lo ghemo fato a palpo e tir s a naso.
Albert- Ambrogio offri da bere a ste brave persone, che la se quee che
spetavimo.
Bortolo- grasie, on goto lo paro so de gusto.
Primo- basta che non teo bevi par Primo parch el mio lo bevo m
Clarinda- mama mia che simpatico.
Cecilia- da morire dal ridare, pec che ghemo but via la purga.
Clarinda- chiss sen con cosa che i concimava lorto sti ch.
Albert- mama, ghemo trov la cavia che sercavo.
Eva- naine, due cavie non una mio cuciolo.
Bortolo- grazie pal goto ma a vurissimo spandare el luame
Primo- e anca spandare on gioso con rispeto parlando
Albert- sicuro, Gaspare porta fora i siori Masato che i fasa el so lavoro.
Bortolo- bon arivederci ( escono al centro )
Cecilia- e a risentirci (tappandosi il naso)
Clarinda- veri profesionisti del luame, almanco dallodore.
Albert- bene ghemo trov le cavie, per deso me serve un donatore, una mente
raffinata che doni volontariamente dei geni sani vero Ambrogio ?
Ambrogio- io, ma non sono proprio sanissimo, ho un piccolo raffreddore
Clarinda- Ambrogio, onomo grosso come ti, cosa vuto che sia on pochi de geni
(insidiosa e vipera)
Cecilia- te ghine tanti
Clarinda- se parch mi non ghe servo sen ghin daria na sporta.
Ambrogio- ma da piccolo ho avuto gli orecchioni
Cecilia- ma no varda che se vede appena (guardando le orecchie) te si guario
ben
Eva- zu, zu adezzo basta chiaccherare, zederzi su sedia zenza fare capricci
javol!
Albert- heil bene Ambrogio no sta preocuparte, non te sentir gnente,... forse
Clarinda- se serve lo tegnemo fermo noialtre vero Cecilia
Cecilia- con piacere Clarinda.
Albert- e ora signori e signore via con il primo prelievo de geni tentato nella
storia del mondo.
Si aziona la macchina effetto macchina n 6
Albert- ecco, questi che ved i se i geni de Ambrogio la so cultura, la so
classe el so stile, tutto qua dentro.
Cecilia- savevito che el gaveva tute chee robe l?
Clarinda- a non me so mai acorta.
Albert- Ambrogio sveiate, dai che se ora sveiate javol
Eva- heil
Albert toglie il casco ad Ambrogio, il quale si sveglia lentamente poi si alza
con leggeri tic
Albert- Ambrogio come steto, tuto ben!
Ambrogio- si certo, signore ai suoi ordini signore quando vuole signore poti,
poti. (ed esce a sinistra saltando come un canguro. Eva salta sulla sedia)
Cecilia- ci paron, teo ghe conci pae feste.
Clarinda- sa prima el jera ciap con le bombe, ma deso el fa pec
Albert- on piccolo effetto temporaneo (Ambrogio sfila da sinistra a destra
saltando)...spero. Comunque lesperimento l riuscio (Ambrogio sfila da destra
a sinistra saltando)... forse. Deso gho i geni de Ambrogio, e deso me serve la
cavia heil
Eva- ne abiamo giusto, giusto due....
Cecilia- noialtre qu a ghemo finio, ndemo vanti de sora (escono al centro)
Clarinda- e de corsa anca nel caso che i signori Masato non i ghe bastase
Scena 15 rimangono solo Eva e Albert
Albert- semo a posto, ghemo i geni de Ambrogio e anca le due cavie.
Eva- bene mio picolo cuciolo, vieni in bracio a tua mama. (seduta sulla sedia)
Albert- ma si mama fame on poche de cocole.
Eva- ma zertamente mio picolo genio kate, kate, kate....(canta: unde raifiz,
therazenne, undermitten skartofanten.)
Albert- o cara mama, quanto che te si bea, e chel slandron de me pap che el te
gh mol
Eva- non ricordami tuo padre vigliacco, che ze io afere lui in praccio ora, una
orechia gli strapperei
Albert- aia!
Eva- uno braccio gli morderei
Albert- aiaaa!!
Eva- uno ciuffo di calpelli gli strapperei
Albert- aiaaa!
Eva- e poi con queste mie mani strapperei picola parte di suo corpo...
Albert- mama se meio che m me alza fich so tuto intiero..
Eva- o scuzami picolo cuciolo, ma quando penzo a tuo pap io difento catifa
heil!!
Albert- javol mama, me so acorto.
Eva- ma torniamo a coze serie, cuando poziamo fare ezperimento?
Albert- lesperimento tra poco, ma me serve naltra roba mama e da t.
Eva- ma dimmi mio picolo cuciolo coza poso dare per te, forze mia vita? (si
alza dalla sedia)
Albert- no, me basta manco, scolta: ti vuto che mi diventa ariano come t?
Eva- con tuto mio animo!
Albert- alora me serve i to geni heil!
Eva- solo uno poco di geni ?
Albert- per la scienza mama e par to fiolo!
Eva- io donare a te tuti i geni che vuoi, per trasformare te in grande ariano e
per conquistare il mondo!
Albert- heil ma prima devo far vegnere qu uno dei d Masati
Eva- e miei geni?
Albert- dopo mama, dopo, so m el siensiato!
Scena 16 entra al centro Alka Heineken con un grosso pollo morto in mano, un
grembiule bianco sporco di sangue ed un grande coltello in mano.
Alka- heil signori penzavo di cucinare aine picolo pollo su forno mit kartoffen
cosa dire?
Albert- ma Alka sempre con le kartoffen, magari con du zermuii e un fileto de
olio extravergine?
Alka- naine olio, fa molto male a fegato, molto meglio kartoffen mit strutto
mooolto pi leggere un digeribili, cosa dire signora Eva?
Eva- o nobile cuoca tetesca, il mio palato zente il richiamo dela tua cuzina,
perdona mio filio, non colpa zua ma di zuo sangue italiano veneto
Alka- capisco, alora tuti dacordo per picolo pollo mit kartoffen o Albert vuole
cualcozaltro magari taliato a pezi?
Albert- no no va ben el polastro con le Kartoffen e magari on pochi de crauti,
cara Alka Alka Selzer.
Eva- coza avere deto tu Alka Selzer? Filare via, schnell! Avere rizpeto per
nostra cuoca pura tetesca di germania Heil
Scena 17 musica n 7 escono al centro prima Albert poi, a braccetto, Eva ed
Alka. Entrano a destra Ada e Marta Masato moglie e figlia di Bortolo.
Ada- a te si na fiola mata, ndare in giro pa sta casa che la pare on casteo, e
se i ne cata?
Marta- chieta sta chieta, se meio che i ne cata, a se unora che a sonemo e
nesun ne risponde.
Ada- ma non bisogna ndare drento cus nee case.
Marta- chieta mama sta chieta, no sta agitarte, cosa me gao dito chelomo la
vestio da becamorto?
Ada- queo che jera tuto on tremaso e che el tirava la boca?
Marta- mama a ghinemo visto solo uno omo o sito rimbambia
Ada- co se vien veci cara se xe rimbambii e co se se sovani se s sensa
giudisio
Marta- s cus almanco nasemo semi e morimo ochi.
Ada- fala finia te digo, e dime dove che te me gh port, che chi non ghe se
nesun.
Marta- chieta , el me g dito de ndare in fondo, sol laboratorio; el sar sto
chi el laboratorio, se vede che el paron el fa el laboratore.
Ada- cosa mi intaresa m del paron de sto posto, serchemo de portarghe da
magnare a to pop e to fradeo che ghemo le vache da monsare in stala.
Marta- chieta si le monsemo si...ci mama ma el paron de sto posto cosa falo?
Ada- ghin so qualcosa mi, i omeni i vien chi a portarghe el luame; bruscarghe
la siesa, non so miga cosa chel fasa, i dise chel fa invension.
Marta- speremo che non linventa el luame finto se no la se fa magra par
nialtri.
Ada- no sta preocuparte, par quante invension che i fasa non i far mai el
luame compagno de queo dee nostre vache.
Marta- cio ma varda quante robe che ghe s, ci e sta machina cosa sarisea?
Ada- asa stare non sta tocare in giro.
Marta- non la rompo no, seto cosa che la pare, la pare na machina par la
permanente.
Ada- la permanente, quea che fa le paruchiere ae signore de cit.
Marta- proprio, i ghe mete sto capeo chi in testa e la machina la fa tuto.
Ada- si val, tuto?
Marta- sicuro sta tenta che te mostro, le se senta qu, dopo le se mete sta
bareta in testa
Ada- varda che non te vai a far dani
Marta- sta chieta che non faso gnente, speta m, dame che roba l, el ga da
esare el sciampo..
Ada- varda che non te fai dani
Marta- vito sto buso qua, li dentro ghe va el sciampo, gho capio tuto
Ada- almanco una che gai capio; e cosa vurisito fare, vuto farte la permanente?
Marta- ma dai mama, non ghe se nesun, ghe metemo poco e dopo tea faso a ti.
Ada- mi no cara, teo se che a too pap ghe piase lodore dei me cavei, i ghe
ricorda tanto lodore dea Giselda, la vaca p vecia che ghemo in stala.
Marta- sta tenta t fa queo che te vui, mi vuio la permanente, quando s che
poso farmea sen?
Ada- b vanti dai ma femo in presa, cosa goi da fare?
Marta- mi me meto sta bareta in testa, ti te struchi chel boton l e dopo te
buti dentro el sciampo so sto buso ch (si mette il casco in testa).
Ada- chis che me ricorta, varda ti cosa che te me fe fare, eco che lo gho
impis, el fa on rumore che el pare on ventolon
Effetto macchina n 8 A fatica e con varie esclamazioni di Ada la macchina
viene messa in funzione e vengono versati i geni di Ambrogio su Marta e vengono
prelevati i geni di Marta in una bottiglia.
Ada- bon val che la se gh ferm, Marta, Marta scantate fora!! Sta chi la gha
ciap sono, varda varda ci, el sciampo el g cambi colore, meio che lo rimeta
al so posto. E sta ch la continua dormire, Marta te svejto sucona che non te
si altro.
Marta- buongiorno signora, posso esserle utile in qualcosa
Ada- me sa che sta machina chi non la g mia lav solo i cavei ma anca soto.
Ci inseminia, me toito pai figi?
Marta- scusi ma non capisco, io non la prendo per i fichi.
Ada- moeghea de parlare italian, che se te sente to pare
Marta- ma io parlo solo italiano, e pap arrivato mio padre? (si alza)
Ada- a signore, la permanente me g rovin la tosa, deso la parla italiano, e
pensare che la jera inteigente.
Marta- come rovinato la ragazza, dov la ragazza? Ma e queste cosa sono?
Ada- ma cosa credito che le sia, do scudee de cafelate?
Marta- ma cosa succede, perch ho le gonne, ma i capelli, non capisco pi
niente.
Ada- m gho capio na roba, gho capio parch i citadini i parla italian, parch
i se fa la permanente. Deso basta ndemo da to pare che le fora drio spandare el
luame.
Marta- luame, luame la cacca delle mucche?
Ada- ciamalo come che te voi basta che ndemo via e serca de movarte
Marta- si certo mi appropinquo subito
Ada- apr.. app..appro...apposto semo, se te sente to pare dire chee porolase
l, ndemo movate.
Scena 18 escono a destra Ada e Marta ed entrano a sinistra Cecilia e Clarinda,
circospette.
Cecilia- bon, non ghe se nesuni, Clarinda te poi vegnere dentro.
Clarinda- sito sicura, che el nostro paron el sia nda via, parch queo l el
ne dopara tuti come dei sorseti da laboratorio.
Cecilia- l nda via s, vardea l la so invension.
Clarina- E la dovaria cambiare el mondo
Scena 19 entra a destra Ambrogio tutto pieno di tic
Ambrogio- si signore, prego signore, desidera signore.
Cecilia- varda ch come che lo g ridotto Ambrogio, el v in giro che l tuto
on tremaso e nol se ricorda pi come che el se ciama, se come se el fus sensa
serveo.
Clarinda- nol ghin mai vudo tanto ma cus el fa pec.
Ambrogio- si signore desidera, pop, pop, done popi popi
Clarinda- tien so le man, Cecilia, el gavar perso la testa ma no le man. Curi
curi caro
Ambrogio- signore popi, popi, desidera te caf, m, popi, popi?
Clarinda- el sar sensa serveo ma le man le ghe se cres
Scena 20 Ambrogio esce a sinistra
Cecilia- e se ghe rifasesimo lesperimento e ghe butemo dentro queo che i ghe
g cav magari el torna come prima
Clarina- te s mata t, non semo mia siensiate noialtre.
Cecilia- parch secondo t el nostro paron seo un siensiato? Te ricordito chi
che g fato la formula, semo sta nialtre
Clarinda- par scrivare du stramboti a caso
Cecilia- per i gha funsion
Scena 21 entra Gaspare a sinistra
Cecilia- eco qua uno dei esperimenti del paron
Clarinda- poro sorseto da laboratorio
Gaspare fa le fusa a Clarinda
Cecilia- varda che p che on sorseto el me pare on pantegan
Gaspare si risente e si allontana
Clarinda- dai poareto non sta tratarlo mae, to val, varda cosa che te dao, on
tocheto de fomaio
Gaspare tutto contento
Cecilia- scusa Gaspare, non te trato p da pantegan. Lo gheto visto Ambrogio?
Gaspare annuisce ed imita Ambrogio con i tic (popi, popi)
Clarinda- de tuti i tic che ga Ambrogio te ghe tolto s i peso per.
Cecilia- noialtre pensavimo che se ghe fasevimo denovo lesperimento magari el
tornava come prima, cosa ghin disito?
Gaspare dimostra che non gli interessa molto
Cecilia- cusi non te intaressa gnente de Ambrogio?
Clarinda- poareto el me sorseto, nol g gnanca tuti i torti, Ambrogio lo g
sempre trat mae, ci e se lesperimento gheo fasesimo a Gaspare?
Gaspare fa capire a Clarinda che impazzita
Clarinda- sicuro no Ambrogio el jera savio e deso l inseminio
Ceciliea- Gaspare l insiminio..
Clarinda- l muto, cus dopo el parla
Gaspare non molto daccordo
Cecilia- par mi si tuti mati, ma dato che semo dei siensiati anca noaltri tanto
vae provare, basta che el paron nol se incorsa, cosa disito Gaspare?
Gaspare scappa non convinto
Clarinda- fidate se pal to ben
Clarinda- non me pare mia che el se fida tanto, se meio che endemo a
convinsarlo.
Scena 22 entrano dal centro Albert, Eva e Bortolo
Bortolo- a non capiso cosa che serva vegnere drento in casa che semo drio
finire de sluamarare in giro.
Eva- mio picolo contatino, tu esere stanco e magari ai uno poco di fame
Bortolo- a dirghe el vero a g un slanguorio doso, parch a spetaimo le femene
che le ne portase do ciope de pan con la sopresa e on goto de clinto ma non le
vedemo. Che co le brinco a ghe indriso i rissi con la baila co rispeto
parlando.
Albert- le sar qua tra poco, intanto ghe piaseo el me laboratorio?
Bortolo- belo l belo, ma tute ste robe cosa sele.
Albert- se el voe acomodarse onatimo ja.
Eva- su quella poltrona comoda
Bortolo- (sta per sedersi ma quando sente la parola comoda si ferma e si
alza). A ma mi stao ben anca in pi che so la comoda non me sento par gnente
Eva- prego zi zieda su bella poltrona
Bortolo- a non so mia stufo, magari dopo.
Eva- zi zieda zubito su quella poltrona!! E unordine ja!
Bortolo- se se par farla contenta, a so mi cosa che ghe voria par calmarla.
Eva- Albert, mio picolo siensiato preco.
Albert- sior Bortolo, amicone, a voevo farghe provare on capeo Ja
Eva Javol!
Bortolo- se meio che meo prova parch la se drio incasarse de novo, bon el me
pare largheto.
Albert- nol staga preocuparse che el ghe sta ben jaa
Albert- bene, adesso che l sent sulla macchina podemo procedere sito pronta
mama?
Eva- javol!
Albert- heil inserire casco transgenico
Eva- javol! (attacca un cavo dalla macchina al casco)
Albert- accendere macchina.
Bortolo- sio mati, cosa feo!
Eva- zito tu esere picola cavia da esperimento javol!
Bortolo- basta che non la se irabia se dopo non femo in tempo a vangare lorto.
Eva- macchina funziona heil! (si accendono varie luci nella maccina e nel
casco)
Albert- butarghe dentro i geni de Ambrogio, ma i me pareva de naltro colore
prima e attivare
Eva- javol (svuota una un liquido colorato con i geni di Marta )
Albert- heil!
Effetto macchina n 8 la macchina si riattiva e cos Bortolo assume i geni di
Marta e dona i propri.
Albert- eco fato, deso qua dentro ghe se Bortolo (mostra un contenitore
colorato), e qua dentro (batte sulla testa di Bortolo) ghe se Ambrogio.
Bortolo, come stemo?
Bortolo- chieto, sta chieto che sto ben bel moreto.
Eva- esperimento riuzito, tu zei mio piccolo zienziato
Albert- non so mama, ghe se qualcosa che non v.
Eva- piccolo problema di assestamento.
Bortolo- steo chieti, varda ci che bel posto
Albert- speremo che i sia effetti temporanei.
Eva- non ti preoccupare non ti far male
Bortolo- cosa male che sto da papa me sento na principessa
Albert- qu ghe se da preocuparse
Bortolo- ha signore mio, speta che me alzo da sta carega, proprio na giornata
impegnativa onc, e non la se gnoncora finia, si parch pena che rivo casa go
da monzare le vache, semo sempre soto nialtre femene.
Albert- ho ho, mama credo che ghe sia on problemino
Eva- vedo, forze deve adattarsi ai nuovi geni, chissa quale guerra dentro di
lui, chiss quali nuove scoperte.
Bortolo- proprio bella ci sta casa, come i so paroni, ciao, bel moreto.
Albert- le so scoperte le me preoccupa,
Bortolo- beh scuseme cari ma mi gh de andar vanti, speta che me meto a posto
(si accorge che non ha pi il seno) ci, ma me manca qualcosa, ma dove see nd,
e deso che sento puito a gho qualcosa in pi (in mezzo alle gambe), ma cosa
sucede, deso me ricordo, a voevo farme na permanente ma se resto cus a so
rovin. La me bea pee morbida, senti che ruspia. Cosa ma gavio fato, bruti
cativi.
Eva- non avere paura, bel signore signora, bella cosa. Mio picolo genio
sistema tuto
Bortolo- ghe convien se no a lo sistemo m. Varda cosa che i me combina sti
siensiati.
Albert- non sta preocuparte ti che a me preocupo m. Se trata de spetare, on
po de assestamento spero e dopo i geni de Ambrogio i vinsar.
Bortolo- be voialtri ste qu a pensarghe sora, che mi go da ndare dai omeni
che i se drio sluamarare, con rispeto parlando.
Albert- no, no movarse, se meio che el staga fermo signorina Masato
Bortolo- ste chieti, ste chieti che mi faso queo che vuio e se vuio ndare fora
dai omeni mi vao
Eva- coza tu volere fare, picolo italiano veneto, scnell zeduta e zilenzio heil
Albert- javol
Eva- adesso noi andiamo, tu zeduta e non muoverzi javol?
Bortolo- val cara, sto chieta si ma sorate che non me movo no.
Eva- Cozi va bene ora noi andiamo come picoli soldatini a studiare la formula;
an sfai.trai.(escono a sinistra)
Bortolo- speremo che riva gli alleati a salvarme. (si siede sulla poltrona)
Scena 23 Escono Eva e Albert a sinistra - Entrano a destra Primo Masato e Ada
Masato
Ada- onc non ghin v drita una ci. La tosa che deso la parla italian parch
la se g fato la permanente e dopo sercavo to pare e non lo cato
Primo- mama, se giusto che te me cati mi par Primo
Ada- moeghea de fare el stupido e dame na man sercare to pap
Bortolo- steo chieti che so qua m
Ada- vardate qua dove che te s ma cosa fasevito qua?
Primo- anca parch a ghe se ancora da finire de vangare.
Bortolo- ci mi so qu parch i paroni i ghavea bisogno de m.
Primo- me se semo drio lavorare fora cosa feto qu
Bortolo- cosa ghin soi mi, i me g fato sentare so chea carega l
Ada- i te gha fato la permanente anca a t, intanto te s senza cavej, e po la
permanente la se fa solo ale femene
Bortolo- parch mi cosa soi?
Primo e Ada si guardano
Ada- onomo te s, vuto che non lo sai gnanca, con tute le volte che te me
dopari
Primo- ma te vedito come che te s ?
Bortolo- a sar omo par fora ma mi dentro a so na dona (si alza)
Ada- varda cosa che la fa la permanente, to fiola la parla italian, e ti te te
movi come come
Primo- on diverso
Ada- i sar anca diversi ma m i me pare tuti precisi.
Borolo- ste chieti ste chieti, e ndemo sercare meo p
Ada- ma se too p le morto da ventani?
Bortolo- meo p el ga da esare fora drio vangare
Primo- mama mi non capiso p gnente.
Ada- mi na roba la go capia, farse la permanente fa mae.
Bortolo- ste chieti ste chieti e ndemo sercare meo p.
Musica roboante
FINE PRIMO ATTO
Musica roboante
SECONDO ATTO
Scena 24 musica n 9 entra a sinistra e cammina verso destra Marta Masato
vestita come Ambrogio
Marta- finalmente ho trovato degli abiti adatti a me, ora sono a posto, o quasi
(sistemandosi la camicia si tocca il seno) e a questo ci penso dopo. Farmi portare
in giro la cacca delle mucche, a me che ho servito nei migliori casati? Sono
impazziti questi quattro bifolchi, i professionisti del letame, ma guarda cosa
mi doveva capitare.
Scena 25 musica n 10 esce Marta ed entra al cantro Bepi Scandola padre di
Alberto Scandola
Bepi- varda che casa che la se g fato la signora Eva Ghetomaezenzive, muri
xalo caca, colone de piera bianca, on casteo el pare. Certo che la servit la
asa desiderare, tuto sto afare de casteo e nesuni che me vegna versare, porca
eva.
Scena 26 esce Bepi a sinistra ed entra Bortolo Masato a destra
Bortolo- chietete, chietete i continua dirme, e intanto varda ch come che so
vestia, ti dime se le signore de citt le va in giro cus dopo che le se gh
fato la permanente, insomma, nol sar miga on vestito da done questo, bisogna
che cata i me vestiti, i gha da esare da qualche parte, e speremo da catare
anca el resto (ed indica il seno mancante) che me jero afesion. Se la prima e
lultima volta che me faso la permanente.
Scena 27 musica n 11 esce a destra Bortolo ed entra Ambrogio al centro, poi
Bepi a sinistra
Ambrogio- cuci cuci
Bepi- Almanco uno che gai cat dentro sta casa porca eva
Ambrogio- il signore desidera popi popi, vuole qualcosa geee. (Ambrogio molto
rintronato a causa della macchina)
Bepi- e sto chi el saria on cameriere. Varda come che l vestio. A non capiso
i siori, i se f servire da gente vestia come i becamorti, mi se me servise on
bechin a non saria mia contento.
Ambrogio- prego popi popi, serve qualcosa cuci cuci?
Bepi- qualcosa me serve ma go pensiero che te serva qualcosa anca a t.
Ambrogio- desidera?
Bepi- varda chi che i g asunto pa sparagare soa servit, bon val
contentemose, mi so el signor Scandola, serco la signora Ghetomaesensive dove
sea par piasere?
Ambrogio- Scandola... Scando..la...la. (indica a destra)
Bepi- a bon le par de l?
Ambrogio- Scandolalaaaa, Scandolaliiii (indica a sinistra)
Bepi- ma come deso l l, ma se el jera l, deso l l me disito dove che l o
me toito in giro?
Ambrogio- Scandolalla, Scandolalli, scandolasu, scandolaso poti pite poti pito
(Ambrogio esce cantando e ballando. Ruba il cappello a Bepi)
Bepi- El me toe pai fighi. Sto ch a furia de servire la signora Eva
Ghetomaesensive l and fora de testa, ma insoma ge se nessun in te sta casa?
Scena 28 entra al centro Eva Ghetomaesensive
Eva- inzomma, zi pu zapere chi f tuto questo cazino? (da fuori scena)
Bepi- sta vose mi la conoso porca eva..
Eva- zono qu chi che mi vuole?
Bepi- ma non poe esare, la se tae e quae a come che la jera 40 ani fa, almanco
par fora. Scusi sea la signora Eva Ghetomaezenzive?
Eva- sicuro io sono Eva figlia di capitano SS Gunter Ghetomaezenzive Javol!!!
Bepi- ma eva, porca eva, non te me riconosi?
Eva- ma chi zei tu, tua faccia non esere nuova, togliere ochiali, jaa, metere
capelli (eva adopera una sciarpa di piume di struzzo e la appoggia sulla testa
di Bepi) tu, sporco italiano traditore, tu abusato di me su prato per cinque,
zole cinque volte poi scapato, tu sei Bepi Scandola.
Bepi- ebbene si te me ghe scoperto so mi eva, porca eva.
Eva- questa coza catifa non dire pi.
Bepi- te ghe rason vaca eva, scusa eva, porca ...vacca.... come steto?
Eva- pene grazie, ma tu sporco viliacco perch sei zcapato
Bepi- par to pap Eva, el me gaveva dito che se el me vedeva insieme a ti el me
gavaria tai a fetine col peapatate porca...eva..rista.
Eva- e tu per paura di mio padre sei scapato?
Bepi- te capir, el jera capitano delle SS.
Eva- e allora prezo paura di SS, ma le SS sono solo Servizi Segreti
Bepi- cosa Servizi Segreti le SS ma credito m che Sia Semo? Quando che jero l
insieme a t nell'erba...
Eva- questi ricordi feriscono mio cuore
Bepi- e te gho stretta una volta...
Eva- jaaa.
Bepi- e un'altra volta...
Eva- jaaa
Bepi- E ancora..
Eva- jaaa,.....e poi jaaaa e ancora jaaaaa!
Bepi- o fermate jaaaa, jaaa, mi me sos ferm da on toco
Eva- ma ti sbagli Bepi, mi hai stetta altre due volte
Bepi- No solo tre volte parch el me amico Toni el faseva la guardia par vedare
se rivava to pap, infatti el me g ciam e mi so scap parch jera drio rivare
to pap
Eva- ma mio padre non ezzere arivato
Bepi- ma ti te ghe sentio che mi so and via vero?
Eva- io avevo ochi chiusi travolta da passione, ho zentito come rumore di
picolo cerbiatto correre veloce su prato, e poi, con nuovo vigore, con nuova
forza tu hai amato me per altre due volte, con tutto tuo sex-appeal.
Bepi- el sar anca sta sesso a pile ma le me pile le jera scariche, me sa che
te ghe dopar le pile de qualcun altro. Deso me spiego parch non gho p visto
Toni. Quel fiolo de un cerbiatto, fru, fru, fru.
Eva- cos tuto il mio dolore per tua fuga ztato zolo un malinteso, o mio
piccolo bricconcello, io me avevo giurato di prendere tua orecchia e tirare
forte...
Bepi- hai
Eva- dare grosso morso a tua mano...
Bepi- haii!
Eva- dare un grande calcio a tuo retropancia...
Bepi- haiii!
Eva- e poi con grande forbice (imita una forbice) tagliare tua macchinetta
Bepi- e no h! Lassa stare mia grande, mia imensa machineta!
Eva- ma ora tuto pasato, la rabbia scomparsa e ti perdono
Bepi- pa fortuna che te me perdoni sen cosa me fasevito
Eva- ma tu non zai che quella notte di pazione ha portato dei frutti.
Bepi- cosa intendito?
Eva- picola sorpresa.. Albert vieni qui snell, muoversi heil!
Scena 29 entra Albert al centro
Albert- Javol sacranon, ecome che rivo.
Eva- questo Bepi e picolo fruto di nostra pasione.
Bepi- ciamalo picolo, porca eva.
Eva- bepi, sta atento a come parli, non dire pi cuezte coze catife, cuezto
nostro filio, non vedi come ti somilia?
Bepi- a dire el vero el ghe someia de p al me amico Toni.
Albert- ma cosa vuto dire mama, che questo l' meo p, queo che se scap?
Bepi- no chealtro, mi so queo che se torn, queo che se scap l' el me amico
Toni, chel slandron.
Albert- a te si ti meo p, me mama la gavea dito che quando che la te trovava
la te gavaria ciap par na recia.
Bep- aii!
Albert- e dopo la te gavaria morseg n man
Bep- haia, no da novo n
Albert- e dopo na gran pe..
Bepi- aiii!
Eva- no Albert, non fare pi male a tuo padre noi abiamo fato pace.
Bepi- speta ancora dirgheo che el me copa del tuto
Albert- pace, alora gnente taiare la machinet?
Bepi- sta so con le man, che a qualcosa la serve ancora.
Eva- su basta fate picolo scambio di baci come familia ritrovata.
Albarte- papa, pap mio!
Bepi- fiolo, fiolo mio, o de Toni, fru, fru, finalmente se riunise la famiglia
Scandola.
Eva- no Bepi, non famiglia Scandola, ma familia Ghetomaezenzive
Albert- Javol!
Bepi- se te permeti a s m l'omo dea fameia.
Eva- no tu zei il solo italiano veneto dela familia, in noi scorre sangue
ariano.
Bepi- vedo che te s ancora razzista.
Eva- io non esere razzista, io odio i razzisti, non sono io a ezere razzista,
sei t ad esere italiano veneto.
Bepi- va ben va ben ma come feto farme diventare ariano, sito forse na maga?
Eva- non io, tuo filio ti far diventare ariano perch tuo filio un genio,
guarda mia facia ha fatto un miracolo.
Bepi- on genio davero, a proposito de miracoli, visto che te si on genio a
vuria parlarte dea me machineta non la gira p come na volta, che metevo la
prima, la seconda e anca la terza, deso si e n che meto la prima ma sempre pi
spesso a meto la retromarcia.
Albert- mi giusto tuto, mi go fato on mucio de invension
Scena 30 entra a destra ed esce a sinistra scappando Gaspare, inseguito da
Clarinda e Cecilia.
Clarinda- fermate Garpare, ierimo drio scherzare, non te diventi mia come
Ambrogio.
Cecilia- fermate dai sorseto che te d on toco de formaio...scuseme n'demo via
suito.
Gaspare- fa capire con un gesto eloquente la sua ferma intenzione a non
fermarsi
Scena 31 entra a destra ed esce a sinistra Ambrogio tutto rintronato
Ambrogio- scandollall, scandollall popi, popi (finge di toccare macchinetta
di Bepi)
Bepi- aia!
Scena 32 entra a destra Bortolo Masato vestito con gli abiti di Marta
Bortolo- o bene, i vestiti i me sta proprio ben, i se on poco larghi sol
davanti ma le cotoe le me fa do bee gambete (alza le gonne contemplandosi le
gambe, poi si accorge della famiglia Ghetomaezenzive che lo guarda) ma cosa
gavio da vardare, a ve faso voia ha bruti luamari, so i oci dal banco che la
merce la costa cara, anca par ti seto bel moreto (rivolto a Bepi) scuseme ma
gho da andare a sercare dei tochi che me manca.
Scena 33 esce a sinistra Bortolo
Bepi- ci ma sele queste le to invension? Parche a g pensiero che la me
machineta se meio che la tegna come che la s!
Albert- no pap, questi i s esperimenti
Bepi- nda a mae a ocio
Eva- sono esperimenti in corso, ma io vi lasio zoli, chiss quante cose avrete
da dirvi.
Bepi- te ghe rason porca eva!
Eva- cuesta coza catifa non dire pi heil!
Albert- javol!
Scena 34 esce a destra Eva entra al centro Alka battendo il gong
Alka- zignori e pronto in tavola
Bepi- Oh ma sio mati batare in sto modo?
Alka- solo uno modo per informare che cibo cotto
Albert- questo s me pap, e questa la s la coga Alka
Bepi- bene bene e cosa se magna onc
Alka- una picola cosa cota su forno
Bepi- mi magno de tuto fora che i polastri e le patate
Alka- oggi c pollo, o vuole spezzatino?
Bepi- magno polastro.
Alka- mit kartoffen?
Bepi- le patate non le me piase ma le kartoffen v mato!
Alka- allora stasera pollo mit kartoffen
Scena 35 esce al centro Alka
Bepi- simpatica la coga
Albert- non ghin poso p, va finire che diventar na kartoffen anca m
Bepi- asa perdare le patate e tornemo ala me machineta
Albert- caro pap, par la to machineta, a go na roba
Bepi- sar ma se la funsiona come i to esperimenti
Albert- non sta preocuparte, sto siroppo qua l na bomba, se teo bevi la to
machineta la diventa na ferrari.
Bepi- cio saria on bel colpo, da na skoda a na ferari, el salto l longo
Albert- sicuro e deso bevi.
Bepi- speremo in ben (e beve lo sciroppo)
Eva- (da fuori scena) Albert, Bepi prezto in zalotto che pronto snell!
Bepi- deso rivemo e pareciate che gho na ferari in meso le mudande
Scena 36 escono al centro Albert e Bepi, entrano a sinistra Ada e Primo
Ada- insoma non ghin va drita una onc, a molo la tosa par catare so pare e
perdo anca ea, a te aso ti con to pare e te lo perdi
Primo- cosa vuto che te diga, el me se scap el g dito che l el se vergogna a
ndare in giro vestio in chele condision l
Ada- lamentarse che lo go sempre vestio cus ben che el pare el principe dei
boari.
Scena 37 entra a destra e sfila verso sinistra Marta Masato
Marta- finalmente mi sento a mio agio
Primo- mama ma sea me sorea cheal, vestia da omo?
Ada- a vedarla la pare ea, ma a scoltarla non se diria mia.
Marta- posso esservi utile?
Primo- Marta, ma come parlito, in italian?
Ada- se st la permanente, ghelo disevo m che la fa mae. E varda come che la
se vestia, dove i gheto mesi i to vestiti?
Marta- la signora forse intende quei quattro straccetti?
Ada- quatro straseti, che gh vend on sciapo de faraone par comprarteli!
Marta- signora bisogna evere cura della propria immagine.
Ada- limmagine, a me immagino cosa che te f too p col te vede.
Primo- la g rason mama, continuo dirteo che coi tempi che core limmagine la
se tuto, ciapa internet
Ada- inter cosa? Ma se te gh sempre tif pal milan?
Primo- la tecnologia mama, immagine vol dire internet e internet vol dire
mercato e mercato vol dire schei.
Ada- e cosa centra linter coi schei?
Primo- mama scoltame, a podarisimo versare un sito tuto nostro par vendare el
luame.
Ada- ma sito mato?
Primo- sarisimo i primi a vendare el luame virtuale, www. boasa. com, cosi
diventemo i primi boari della rete.
Marta- suo figlio un genio complimenti signora.
Ada- a g du fioi mati ma cosa sio drio dire.
Primo- on sito mama voio un sito.
Ada- sito semo, che se te sente to pare.
Scena 38 entra a sinistra Bortolo vestito come Marta
Bortolo- (da fuori scena) senti che i parla, forse go cat la me fameia.
Ada- o par fortuna che riva uno con la testa a posto.
Bortolo- chieti chieti, che so qua m.
Ada- vardeo qua questa se limmagine che conta in fameia, altro che sito
sito..(solo adesso Vede Bortolo) ci sito rimbambio?
Bortolo- chieta, chieta, non te piaso mia che so on figurin?
Primo- mi p che on figurin me pare che te fasi na figurasa.
Marta- devo riconoscere che i suoi abiti per quanto aggraziati non le confanno.
Bortolo- ci becamorti te star ben t vestio da lutto.
Ada- ma cosa sio drio dire voialtri e come parlito ti, e parch te vestito da
femena.
Primo- limmagine mama, limmagine, boasa on line e ghe metemo la foto de pap
la valchiria dei boari, e me sorea che deso la parle italian la f ufficio
affari esteri
Ada- ma cosa disito afari esteri, questi i se afari de fameia, e po a vo fora
ciapare n sbocon de aria che me vien le anfe, me vien le scaldane.
Primo- speta che te spiego cosa che g in mente, le robe le cambia, bisogna
butarse nella rete
Ada- ma butate anca sensa e chiss che te te neghi.
Scena 39 escono a destra Ada e Primo
Marta- che gente, che zoticoni
Bortolo- chieta chieta, zoticoni, boari par piasere, la se sempre la me fameia
a go el steso sangue nee vene
Marta- e si vede, io e lei non abbiamo niente da spartire
Bortolo- epure pi che la vardo pi me pare de conosarla, e dopo me pare che la
gai qualcosa che a mi me manca.
Marta- ma cosa guarda, e stia gi con le mani
Bortolo- e no cara, questa se proprio roba mia, e deso te me le d
Marta- ma mi lasci, se ne vada
Bortolo- vien chi e dame le me robe
Marta- aiuto aiuto
Bortolo- chieta, sta chieta che tanto te brinco.
Scena 40 escono a sinistra Marta e Bortolo ed entra al centro Albert
Albert- cosa sio drio fare voialtri chi?
Cecilia- gnente gnente on poche de puisie
Clarinda- eco qu che ghemo finio (pulendo la testa di Gaspare)
Gaspare parecchio contrariato si alza e se ne v parecchio arrabbiato
Cecilia- se vero te ghe rason Gaspare, deso ghemo finio e ndemo via tuti
quanti
Albert- meio che go da fare deso
Ambrogio- poti poti gira gira el mondo
Scena 41 escono a destra Ambrogio, Cecilia e Clarinda.
Albert- bon finalmente so da solo, pap ndemo dai movate, e dime come vala la
machineta?
Scena 42 entra al centro Bepi con una folta capigliatura bionda
Bepi- (da fuori scena) a dire el vero la machineta la se come prima, (in scena)
ma ghe se degli effetti collaterali.
Albert- beee, si i sar effetti momentanei, comunque non te st mia male cus.
Bepi- sar, a to mama ghe piaso (e scuote la testa)
Albert- dai metate el camice che deso ghe cavemo i geni a me mama, mama,
noaltri semo pronti.
Scena 43 entra al centro Eva
Eva- o mio picolo genio grazie per avere donato nuovi capeli a tuo padre, ma io
desideravo altra coza....io volevo grande machineta non grande capelli,
birichino comunque ora posso dare mio contributo a nobile causa
Albert- si mama, te cavemo i geni e dopo femo la razza ariana
Bepi- e la fameia Scandola governer el mondo
Eva- non Scandola ma Ghetomaezenzive regner zu mondo.
Bepi- ma a s m lomo de casa
Eva- tu zei picolo uomo veneto io zono grande dona tetesca, regina di impero
Ghetomaezenzive.
Bepi- par mi contenta t, me basta restare come ca s.
Albert- no papa dopo te diventi ariano anca t, vito qu ghe se i geni del
boaro, e qua ghe metaremo i geni tedeschi.
Eva- adezo basta, fare picolo esperimento.
Albert- va ben mama, ti sentate qu e ti papa impisa la machina, te struchi ch
e dopo te giri l capio, pronti uno, due eee eee deso me spet che gho da un
impegno urgente
Eva- ooohh! lemozione.
Scena 44 esce Albert a sinistra
Albert- (da fuori scena) no le scartofen heil.
Eva- ma tu Bepi hai capito come fare?
Bepi- sicuro, cosa ghe voe?
Eva- e alora faciamo picola sorpreza ad Albert
Bepi- alora sentate so, dunque se gira ch, se struca l e cusi semo pronti par
limpero dei Ghetomaezenzive.... a dire el vero mi staria puito anca cos,
quasi quasi ghe faso mi el scherseto, dove sei i geni del boaro
Eva- alora ziamo pronti?
Bepi- de boto, ghe manca poco uno due e tree...
Effetto macchina n 12 parte la macchina
e deso ciapate sti geni veneti cus femo la fameia Scandola...
La macchina si ferma ed entra da sinistra Albert
Albert- ma gavio fato tuto sensa de m, ma sio mati mama, mama, steto ben? Non
la me parla p
Bepi- la voeva farte na sorpresa
Albert- ciamea sorpresa, non la parla p
Eva- cosa gavio vaca onta, a non se poe gnanca poejare in pace che suito gav
da rompare i totani
Bepi- jera meio se non la parlava
Albert- mama ma come parlito, in veneto, t?
Eva- ci so le man dal banco ti, e come vorisito che parlase in italian, varda
che m a so un boaro rispet, noaltri ndemo in giro a sluamarare da
generasion, parlare in italian, ma soi semo?
Bepi- Albert la to invension se incredibie.
Albert- ma cosa sucede, come se posibie.
Eva- a ghin so qualcosa m vaca onta, e cossa xea sta coa de pantegan? E p
aseme ndar fora che go lomo drio spetarme pa vangare lorto, e po varda chi come
che me gav vestio, tratare cos la gente come m, m che s un boaro de onore,
speta che vaga tore na baila dopo ve faso vedare mi litalian dove che ve lo
meto
Albert- ma dove veto fermate ch, papa jutame ciaparla prima che la fasa dani
Bepi- cori cori che tea ciapi, p dani de t nol la ghin fa de sicuro
Scena 45 musica n 13 escono a sinistra Albert, Eva e Bepi entrano a destra
Gaspare Clarina e Cecilia, Gaspare svenuto
Cecilia- bon se nd via tuti, podemo vegnere dentro
Clarinda (trascinando Gaspare)- vito che con le bone se otien tuto.
Cecilia- a te ghe ghe mol na paca.
Clarinda- tanto peso de come che el jera ridoto nol poe diventare, e deso
jutame chel pesa.
Cecilia- per a furia de formaio el se ga ingras
Gaspare fa un mucchi di vesi e si agita
Cecilia- senti che casin chel f par fortuna che l muto
Clarinda- basta deso, serchemo de movarse prima che riva gente
Cecilia- ma seto come fare?
Clarinda- non sar mia difisie, meteghe in testa chea piana l, bon e deso gira
chel boton l, bon quando che te la impisi te ghe buti dentro ...eco, sto brodo
chi, chi dentro ghe se queo che ghe manca ad Ambrogio.
Cecilia- meo ricordavo pi ciaro sto brodo ch, comunque te si ti la siensiata.
Clarinda- bon semo pronti alora via
Effetto macchina n 14 si accende per lultima volta la macchina e Gaspare
assume i geni di Eva
Scena 46 entrano da destra Ada e Primo Masato
Ada- te go dito de molarghea con sta rete
Primo- la tecnologia mama, ha non te capisi gnente
Ada- a te capir tuto t
Cecilia- ghe mancava solo che rivase sta fameia de mati
Clarinda- proprio deso che somo sol pi beo
Scena 47 entrano da sinistra Marta e Bortolo Masato
Marta- insomma tenga gi le mani, la vuole smettere
Bortolo- sta chieta cara, sta chieta, mi vuio solo queo che se mio
Cecilia- varda cosa che me toca vedare, el ghe core drio a so fiola
Clarinda- e vestio da femena
Ada- Bortolo cosa feto ghe metito le man doso a to fiola?
Scena 48 entrano da sinistra trafelati e correndo Albert e Bepi
Albert- via via che la se divent mata
Bepi- varda chi cosa che te gh combin
Scena 49 musica n 15 entra da sinistra Eva con un badile in mano
Eva- se ve ciapo
Bepi- calmete, fermate
Eva- fermate ti moreto che te indriso i rissi
Tutti scappano e cominciano a rincorrersi con vari incroci ritovandosi alla
fine
Scena 50 entra dal centro Alka con coltellaccio e pollo morto in mano. Suona il
gong.
Alca- Silenzio tuti fermi che disturbate mio lavoro molto delicato.
Tutti si fermano
Alka- alora voliamo fare zilenzio o devo fare uno grande spezatino?
Albert- noaltri tasemo ma digheo a ea che la se ferma
Eva- ti tasi che se te ciapo
Musica n 16 si sveglia Gaspare che diventato un novello Hitler
Gaspare- Ainfart heil doberman hail!!!
Cecilia- Gaspare el parla
Clarinda- xera mejo se el taceva.
Alka- o main furer ( e si getta ai piedi del novello Hitler)
Albert- maledette a gav cre on mostro
Gaspare- ain sfai trai heil ...... ( e comincia a gridare in pseudo tedesco )
Bepi- sto chi l drio diventare mato del tuto, mi taio la corda
Eva- dove credito de ndare moreto
Bortolo- e deso ti dame la me roba
Marta- aiuto che ricomincia
Ada- Primo ciapa to pare che l divent mato. Ti assa stare to fiola, brutto
cinofilo.
Albert- voiatre do se ve ciapo
Clarinda- Cecilia se meio che scapemo anca noaltre.
Gaspare- Scaiza, von scartoffen (scrolla via Alka e esce marciando) ain sfai
trai Heil
Alka- (si alza in piedi) O mio furer cozi ritorneranno i fazti di nostra grande
nazione tetesca
Scena 51 entra da destra Ambrogio
Ambrogio- giro giro tondo poti poti
Alka- gi le mani bruto bastardo io fare di te spezatino
Ambrogio- gira gira forte (esce rincorso da Alka)
Scena 52 Gaspare e sotto la macchina Ghetomaezenzive con Albert a fianco
vestitito col camice bianco
Albert- bon e con questo ghemo finio, tuto se torn come prima, pod vegnere
dentro deso
Scena 53 entrano da sinistra Clarinda, Cecilia ed Ambrogio
Ambrogio- eccole la servit, dicono di essere pentite
Clarinda- seo ancora inrabi con noialtre?
Cecilia- voevimo solo jutare Gaspare
Albert- par sta volta non ve faso gnente ma la prosima volta
Cecilia- come prosima volta non vor mia rifare gli esperimenti?
Clarinda- non ghe se mia bast al casoto che el g fato?
Ambrogio- vi conviene tacere.
Scena 54 entra dal centro Eva
Eva- cuale cazoto? E stato solo picolo erore ma ora mio picolo bravo filio a
zistemato tute cose sono fiera di te, vaca onta!
Cecilia- el gha sistem tuto vero Ambrogio
Ambrogio- quasi, poti poti
Scena 55 entrano Primo e Bortolo Masato
Bortolo- noialtri ghemo finio fora, podevimo finire anca prima
Primo- ma ghe jera solo Primo e prima non se vegn
Cecilia- Eco uno che se resta compagno.
Clarinda- sempre simpatico
Scena 56 entra dal centro Bepi ancora con i capelli lunghi
Bepi- ci Albert e i me cavei quando se che tei sistemi?
Albert- tei sistemar s.
Bortolo- chieti, chieti che te ste ben anca cus bel risseto.
Scena 57 Entrano da sinistra Ada e Marta Masato
Ada- grasie dotore che el me g post la tosa, non la se mia a poimbo ma penso
che la se ciapar
Marta- sorate mama che mi me sento roboante
Ada- ecola che la taca con le parolase.
Scena 58 entra dal centro Alka
Alka- Coza preparo per cena cuesta sera?
Eva- Cuesta zera ziete tuti ospiti di famiglia Ghetomaezenzive con una
spezalit tetesca
Bepi- e n Eva. Porca Eva. Sta sera si ospiti della famiglia Scandola e magn
na specialit veneta!
Albert- grasie pap, gnente scartoffen evviva
Alka- e coza cuzinare di cuzina veneta?
Bepi- sta sera se magna crema di mais e pesce veloce del Baltico
Albert- cosa?
Bortolo- grasie ma mi a vo casa magnare seto risseto.
Bepi- cosa gavio capio a magnemo poenta e bacal.
Albert- e deso tuti in tola
Scena 59 escono dal centro
Alka- o mio Furer, to eri rinato e ora zei andato via, adio mio Furer, adio
miei sogni di gloria.
Scena 60 esce dal centro Alka
Gaspare si alza, si stende poi ritorna goffamente a camminare come un grande
topo di laboratorio, poi si guarda in giro e:
Gaspare- aine svai trai Heil, aine svai trai Heil
Musica n 17 esce marciando.
Musica n 18
FINE


