Je Diàvele che te se ‘ngolla

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         Associazione Culturale Madonna del Passo

                          Gruppo teatrale

                “Je Concentraménte”

                       Avezzano

   Je Diàvele che te sse 'ngolla

                ( Il Diavolo addosso)           

                                                    due atti comici

                                                                di

                                     RAFFAELE DONATELLI

                                             codice SIAE 926507A

                           

ASTRUBBALE

BENEDÌTTE

CONCEZIONE

CROCIFISSA

CUPIDO

DÉMON

ENFER

FILUCCIA

IMMACOLATA

LUCIO

MARIA

NICOLINE

PERFIDONE

PRENELLA

SABBETTA

SAN PASQUALE

SANTA FILOMENA

VINCENZINE

ASTRUBBALE

BENEDÌTTE

CONCEZIONE

CROCIFISSA

CUPIDO

DÉMON

ENFER

FILUCCIA

IMMACOLATA

LUCIO

MARIA

NICOLINE

PERFIDONE

PRENELLA

SABBETTA

SAN PASQUALE

SANTA FILOMENA

VINCENZINE

                                                                                                       

                                                    PROLOGO

( La scena si apre con la ballata dei diavoli. La scena è tutta coperta con dei teli rossi, fumo e luci intermittenti, Perfidone capo dei diavoli è sdraiato su una sedia. Il diavolo Lucio si fa avanti timoroso, è andato a rapportare l'ennesimo fallimento)

LUCIO                         Mi hai chiamato o sublime schifezza?

PERFIDONE               (ironico) Oh, che piacere! Il nostro caro diavolo Lucio

LUCIO                         Sempre pronto a servirti o mio putrido signore

PERFIDONE               (c.s.) Mi volevo complimentare con te

LUCIO                         Per cosa o raccapricciante principe delle tenebre ?

PERFIDONE               So che sei diventato un diavolo buono

LUCIO                         No, non è così, io sono cattivissimo

PERFIDONE               (arrabbiato)E allora spiegami cosa è successo sulla terra!Perché hai liberato dal contratto quei due sgorbi di Immacolata e Concezione?

LUCIO                         Sono stato raggirato o mio lerciume

PERFIDONE               Raggirato? E da chi? Da due innocue fanciulle?

LUCIO                         Immy mi ha fatto ballare e non ho capito più niente

PERFIDONE               Ma che diavolo sei? Ti fai imbrogliare da una musichetta

LUCIO                         Non solo da quella

PERFIDONE               E da che altro?

LUCIO                         Dalle bellezze del mondo

PERFIDONE               Sentilo (rifacendogli il verso) Dalle bellezze del mondo, dalle bellezze del mondo (cambia tono) Fammi capire!

LUCIO                         Trasformandomi nello zio Lucio ho visto il mondo e mi sono accorto che è bellissimo

PERFIDONE               Il mondo fa schifo!

LUCIO                                  No, non è così

PERFIDONE                         (adirato) Come osi contraddirmi?

LUCIO                                  Scusami o notevole oscenità, ma è quello che ho visto

PERFIDONE                         (rifacendogli il verso) È quello che ho visto. (cambia tono) Sentiamo, che hai visto?

LUCIO                                  Gli alberi, le montagne, il sole, le nuvole, gli animali

PERFIDONE                         E allora?

LUCIO                                  E allora ho provato una sensazione meravigliosa

PERFIDONE                         Imbecille! Quella si chiama bontà

LUCIO                                  Io non lo so come si chiama o eccellente sudiceria, ma sono state sensazioni bellissime che io, stando sempre al buio non avevo mai provato. Vedendo quelle cose ho provato gioia e felicità

PERFIDONE                         Sciagurato! È proprio questo che un diavolo non deve provare. Noi diavoli non possiamo conoscere queste cose che tu hai nominato e che io non ripeterò nemmeno

LUCIO                                  Perdonami o disgustante essere diabolico. Dammi un altro incarico e vedrai che questa volta non fallirò

PERFIDONE                         Niente da fare! Ci siamo riuniti con tutti i demoni degli inferi, ed abbiamo deciso di espellerti dall'inferno

LUCIO                                  Ma mio fratello Lucifero?

PERFIDONE                         Tuo fratello Lucifero è stato il primo a dire che sei un idiota incapace e che dovrai lasciare le tenebre

LUCIO                                  E adesso che accadrà?

PERFIDONE                         Diventerai un uomo

LUCIO                                  Beh, dopo tutto non mi è andata male. Va bene accetto.

PERFIDONE                         Vedo che l'hai presa bene

LUCIO                                  Non vedo l'ora di rimirare tutte quelle bellezze della natura

PERFIDONE                         Quindi sei contento della punizione?

LUCIO                                  Beh, non mi dispiace tantissimo. Passerò i giorni a guardare il mondo

PERFIDONE                         Quanto sei sciocco

LUCIO                                  Perché?

PERFIDONE                         Tu pensi che la punizione sia tutta qua?

LUCIO                                  No?

PERFIDONE                         No!

LUCIO                                  Che altro c'è?

PERFIDONE                         Sarai povero

LUCIO                                  Va bene, mi farò ospitare dalla famiglia Scortellone, d'altronde sono sempre lo zio Lucio. Faccio buon viso a cattivo gioco. Te l'ho detto o porcheria infinita, mi basta vedere la natura

PERFIDONE                         Ti basta vedere la natura?

LUCIO                                  Si

PERFIDONE                         Lucio, tu diventerai un uomo

LUCIO                                  Mi sta bene

PERFIDONE                         Dimenticherai di essere stato un diavolo, e...,..

LUCIO                                  E?

PERFIDONE                         Sarai cieco!

LUCIO                                  (rimane basito, in silenzio poi....) NOOOOO!!!

PERFIDONE                         (dopo una risata malvagia) SIIIIIIIII!!!!

(Lucio scappa via, tuoni e fulmini, poi chiamando) Enfer, Démon!!! ( sono due diavoli)

ENFER-DÉMON                  (insieme) Eccoci o Signore delle tenebre

PERFIDONE                         Ho un compito importante da affidarvi

ENFER-DÉMON                  (insieme) Dicci o nostro amato Signore

PERFIDONE                         Ci sono due fanciulle bruttissime sulla terra che avevano firmato un patto con me per diventare ricche e belle ma poi quello stolto del diavolo Lucio ha rovinato tutto

ENFER -DÉMON        (insieme) Cosa dobbiamo fare o nostro Splendore?

PERFIDONE                         Dovete fargli firmare il patto

ENFER-DEMON                  (insieme) Ci proveremo o infinita meraviglia

PERFIDONE                         Mi raccomando non fallite o caccerò anche voi

ENFER-DÉMON                  (insieme) No, non falliremo. Sarà una missione difficilissima ma ci riusciremo

PERFIDONE                         Voi siete i diavoli più belli delle tenebre

ENFER-DÉMON                  (insieme) Lo sappiamo

PERFIDONE                         Salirete sulla terra, vi trasformerete in due giovani e corteggerete le due fanciulle, le farete innamorare e in cambio del vostro amore gli farete firmare una carta dove vi cederanno l'anima

ENFER-DÉMON                  (insieme) Sarà fatto! La nostra bellezza non ha limiti, nessuno può resisterci

PERFIDONE                         Vi avverto che le due...fanciulle sono un po' bruttine

ENFER-DÉMON                  (insieme) Non c'è problema, sempre pronti a servirti

PERFIDONE                         Ma voi due sapete parlare una alla volta?

ENFER-DÉMON                  (insieme) Certo

PERFIDONE                         Sarete due emigranti molto ricchi che tornano dalla Francia dopo tanti anni e che cercano una camera in affitto, così con le sembianze di due giovani bellissimi, con fascino francese, conoscerete le due schifezze...cioè volevo dire... volevo dire schifezze. Per Belzebù, non riesco a trovare un altro termine

(TUONO, ballata dei diavoli, i diavoli ballando tolgono i teli ed effettueranno un cambio scena)

                                                                                                                                          

                                                                                                 

                                                1 ATTO

( La scena cambia, siamo alla casa di Benedìtte Scortellone e la moglie Crocifissa)

BENEDÌTTE                        Cérte Crocifì, le poesie te rescène bbòne, ma le fijie...lasséme perde

CROCIFISSA                       Assùmijiane a ttì....perché so le té!

BENEDÌTTE                        Eh già, so propria le mé! Che capolaóre che so fatte!

CROCIFISSA                       Cómme potéme fa pe falle marità? Quesse nen le vò nisciùne

BENEDÌTTE                        Aspè, m'è venuta n'idea grandiosa! Chiama le vajòle

CROCIFISSA                        (chiamando) Bambine! (poi al marito) Ma che t'è venùte 'ncape? Mo nen refà danni

BENEDÌTTE                        No, no. È n'idea mondiale da Premio Nobel

(entrano Immacolata e Concezione ancora tristi)

IMMACOLATA                   Che c'è?

CONCEZIONE                     Lassétece sta

CROCIFISSA                       Zitte che papà ha avute una grande idea pe favve marità

IMMACOLATA-CONCEZIONE (insieme) Peddavére?

BENEDÌTTE                        Scìne a papà, assetteteve e pijiéte je rosarie. Forza mo tutt'insèmmia:

BENEDÌTTE-CROCIFISSA-IMMACOLATA

Noi vi preghiamo, o Santa Filomena

voi dateci uno sposo o brutto o bello

povero o ricco, saggio e pazzerello.

Pazienza poi se è gobbo oppur sciangato

o zoppo o guercio o tutto sconocchiato.

Il tempo passa e noi siam pronte a tutto:

perciò accogliete voi questa preghiera

prima che il sol tramonti e venga sera.

BENEDÌTTE                        Forza mò, pure San Pasquale

BENEDÌTTE-CROCIFISSA-IMMACOLATA  

San Pasquale Baylonne, protettore delle donne, trovatemi un marito,

bianco rosso e colorito, come voi ma tale quale, o glorioso San Pasquale

CROCIFISSA                       Benedì, mo si ddù Santi fanne a cazzótti

BENEDÌTTE                        Crocifì, se nù ì ficéme alleà poèsse che ce la fane

CROCIFISSA                       (guardando le figlie) Tróppe difficile!

BENEDÌTTE                        (sconsolato) Té raggione!

IMMACOLATA                   Ma se nù pregheme tante,tante,tante,tante,tante,tante?

CONCEZIONE                     (guardando la sorella) Immacolà...nen ce l'appóteme

BENEDÌTTE                        Seconde mì, nen ve impegnéte abbastanza

CROCIFISSA                       Benedì, stéme sempre a pregà

BENEDÌTTE                        Manca il concentramento

CROCIFISSA                       Che vò dice?

BENEDÌTTE                        Che preghete senza intenzione

CONCEZIONE                     Immacolà, te le so dìtte che nen si bbòna manche a pregà

IMMACOLATA                   Ie sacce pregà eccome, si tu che preghi co la coccia pe l'aria

CONCEZIONE                     Ie la coccia la ténghe 'ngima alle spalle

IMMACOLATA                   Ah, quessa saria na coccia? Ie m'èva credute che èva ne sìcchie

CONCEZIONE                     (ironica, si alza) Ah! Mammina, babbino, avete sentùto?  Mia sorella Immacolata ha fatte una battuta, ma che dico una battuta, una facezia, ma che dico una facezia, una arguzia! Essa, ma che dico essa, codesta, ma che dico codesta, colei! L'individua ha dìtte che ie ténghe ne sìcchie a póste della coccia! Essa, che me pare na caffettiera co tante de maniche

IMMACOLATA                   Mammina.....babbino

CROCIFISSA                       Inzomma, finitela

BENEDÌTTE                        Bambine mie, ma le volete capì che séte uguali? Tenete la stessa bruttezza

CROCIFISSA                       Zitte Benedì!

CONCEZIONE                     La córpa è la vostra

CROCIFISSA                       La nostra?

IMMACOLATA                   Vù ce séte fatte!

CONCEZIONE                     Se séme brutte è perché assumijiéme a vù! Se vù eravate béji venivame belle pure nù

IMMACOLATA                   Pure nù

CONCEZIONE                     (guardando la sorella) Invece varda che sgorbi

BENEDÌTTE                        Belle de papà, ma vù nen séte brutte

IMMACOLATA                   No, séme bruttissime

BENEDÌTTE                        Ma no, tenete..... na bellezza diversa

CROCIFISSA                       Na freca diversa!

BENEDÌTTE                        Ma scì, vù stéte avanti co i tempi. Fra quacche anne tutti s'accorgeranno che la vera bellezza....... è la bruttezza. Vardete che nasi particolari, se impennane e pó all'imbruvvisa recalane a strapiombo fino a formare na curva a gomito

CROCIFISSA                       Più che a gomito fane na curva a vomito!

BENEDÌTTE                        Ma nóne! E pó varda Crocifì, varda che capelaóre che so le canàsse (le ragazze cominciano a crederci e si atteggiano a proposito) E j'ócchi? Addirittura ddù! E se ve mettete vicine so quattre!

CROCIFISSA                       (comincia a crederci anche lei, estasiata) E' le vére!

BENEDÌTTE                        Ma scìne! Arzeteve ppó. (eseguono) Crocifì, varda che corpicini! Quesse adanne fa le modelle! Che te nne fa de quelle bambole tutte curve? Varda, varda che autostrade, tutte ritte senza manche na curva, na pendenza. N'òme co quesse sta sicure, non ce sta pericole de na sbandata! Pò mette pure je pilota automatiche

IMMACOLATA                   Ma peddavére babbino?

BENEDÌTTE                        Ma scìne, diccele pure tu Crocifì

CROCIFISSA                       Benedì, nen t'allargà tróppe

CONCEZIONE                     Ma allora nen séme propria dei cèssi

BENEDÌTTE                        Oddìe....

CONCEZIONE                     Ma allora séme brutte?

BENEDÌTTE                        No, è che bisogna distingue, ce stane cèssi brutti e cèssi béji, eleganti

IMMACOLATA                   E nù?

BENEDÌTTE                        E vù......

CROCIFISSA                       Séte dei bei cèssi!

CONCEZIONE                     Ecche le sapeva! Ce stéte a refrecà

BENEDÌTTE                        Ma nóne

IMMACOLATA                   Scìne

BENEDÌTTE                        Te sé ditte de no. Penza che mammina ha scritte pure na poesia pe vù

CONCEZIONE-IMMACOLATA  (insieme) Peddavére?

CROCIFISSA                       Veramente ie...

BENEDÌTTE                        Crocifì, nen me dì che si scritte sóle quelle ddù che si date a Astrubbale?

CROCIFISSA                       Benedì, ie...

BENEDÌTTE                        (prendendola a parte) Inventate quaccósa

CONCEZIONE                     Mammina facce sentì

IMMACOLATA                   Scìne dicce la poesia che si scritte pe le fijiùcce belle

CROCIFISSA                       (inventando sul momento)

Che belle le fijie mè

so ddù e parene trè

Nù ce séme impegnati allo stremo

pe falle venì belle cómme un crisantemo

Immacolata è ne póche abbozzata

Concezione non è una aberrazione

Chi dice che sembrane scimpanzè

Nen l'ha viste bbòne le fijie mè

CONCEZIONE-IMMACOLATA  (insieme, sospirando) Che bella, grazie mammina

BENEDÌTTE                        (alle figlie) Viste? Mo prò jate a refà i létti

CONCEZIONE-IMMACOLATA  (insieme) Scìne jame (via)

BENEDÌTTE                        Crocifì, ma che poesia te si inventate?

CROCIFISSA                       Benedì, méjie de quela nen poteva escì

BENEDÌTTE                        Pe fértuna che nen l'hanne capita!

CROCIFISSA                       Benedì, 'ncomenzéme a rassegnacce, ce le teneme co nnù

BENEDÌTTE                        Ie nen so angóra capite perché i fiji de Filuccia Ciavattòna òne cagnate idea cuscì all'imbruvvisa

CROCIFISSA                       Ie veramente nen so angóra capite cómme èvane fatte a ddì che èvane belle

BENEDÌTTE                        Sicuramente sarà stata la marzàla che ce si date

CROCIFISSA                       Ma se nen se la so manche bevuta!

BENEDÌTTE                        Crocifì, abbasta j'addóre! Anzi lèva sa buttìjia (indica una bottiglia che è sul tavolo)  che se quacchidùne se ce s'affrocia acquande che stramazza 'nterra

CROCIFISSA                       Ma varda che nen è tante cattiva

BENEDÌTTE                        Ma tu la si assaggiata?

CROCIFISSA                       Ma che si pazze?

BENEDÌTTE                        E allora cómme fa a ddì che è bbòna

CROCIFISSA                       Ma l'òne fatta le nostre bambine co le loro manine

BENEDÌTTE                        Leva sa buttìjia !

CROCIFISSA                       Va bbó, pe mò la pose ècche a je commò e ppó la chiude a chiave (esegue, toglie la bottiglia che è sul tavolo e la poggia su un mobile, bene in vista) Ecche fatte!

BENEDÌTTE                        Crocifì, l'atà fionnà!

CROCIFISSA                       Zitte che le creature te pònne sentì!

BENEDÌTTE                        Fa cómme te pare, pó nen dì che t'èva avvertite. Mo fammene ì alla cantina de Peppone che lòche arméne ce sta la ciripicchia bbòna. Atre che la marzàla fatta dalle bambine (via)

CROCIFISSA                       Ma cómme facce a fionnà la marzala che òne fatte Immacolata e Concezione? Quele ce remanene male. Ie 'gni tande ne fiònne na poca e ce facce crede che ie e Benedìtte ce la beveme. Ma che pòzze fa? A quesse nen ce rrèsce gnènte. La marzàla fa schife, a magnà.... lasséme perde! J'atre jórne òne fatte je suche co le noci. Nen èva tante cattive, peccate che le noci ce l'òne messe co tutte le cocchie e a je sùche ce stéva tante de quele sale che séme remasti co i dénti 'ndirignati, e esse se credevane che stèmme a ride pe la cuntentezza! Ce so voluti ddù bidoni d'acqua pe repijiacce ne póche. Nen tenéme speranze  (via)

(musica francese. Entrano i diavoli Enfer e Démon, sono due attrici che hanno le sembianze di due uomini, avranno un forte accento francese. Si guardano attorno, poi entra Crocifissa)

CROCIFISSA                       Chi è?                           

DÉMON                                Bonjour madame, je suis Démon

CROCIFISSA                       Che si dìtte?

DÉMON                                Oh, désolè! Vouz parlez français?

CROCIFISSA                       Ie nen capisce

ENFER                                  Voi parlatè francesè

CROCIFISSA                       Ie nen parle manche italiane figurate francese.

ENFER                                  Excusez-moi, noi parliamo male italien

CROCIFISSA                       E allora stéme pari

ENFER                                  Comment?          

CROCIFISSA                       Se parlete male l'italien stéme appóste! Cuscì ce capime

ENFER                                  Bien!         

CROCIFISSA                       Ma che volete?

DÉMON                                Droit! Giustò. Moi et mon frère...

CROCIFISSA                       Eh!

DÉMON                                Je e mon  frère (indica ii fratello) mio fratello,siamo tornati dopo tanti annèss..anni in Italie e recherche...cerchiamò una meson...casà

CROCIFISSA                       E la séte trovatà?

DÉMON                                Quoi? Che cosà?

CROCIFISSA                       La casà

ENFER                                  Démon fai spiegare a moi. (a Crocifissa) Vous ne comprenez pas

CROCIFISSA                       Perché?

ENFER                                  Perché, cosà?

CROCIFISSA                       Perché nen débbe crombà le pane

ENFER                                  Non, vous ne comprenez pas..... non avete capitò! Nous cherchons hébergement …casà..alloggiò dove abitarè

CROCIFISSA                       Ah, so capite!(scandendo le parole)Ma da muà che volonz?

DÉMON                                Ci hanno dettò, che vous...voi affittate una chambre..camerà

CROCIFISSA                       No, no v'hanne dìtte male. Nù tenéme a malapena ddù cambere pe nù

ENFER                                  Péché...peccatò, ici.. qui mi piacevà

CROCIFISSA                       (contenta) Beh, in effetti ècche è béjie, ma (cercando di parlare francese) accomodè, assettè

DÉMON                                Eh?

CROCIFISSA                       Mettè le posterior 'ngima alla seggè

DÉMON                                (si siede)Ah! Merci

CROCIFISSA                       Preghè assettè purè fratetè

ENFER                                  Merci Madame (siede)

CROCIFISSA                       Mamma mè quante so béji e raffinati..so scicchè!

DÉMON                                Nous sommes due bravi garçons

CROCIFISSA                       Eppure nen sembra

DÉMON                                Quoi? Che cosà?

CROCIFISSA                       Nen sembrete ddù garzoni

DÉMON                                Garzoni?

CROCIFISSA                       Eh! Tu si ditte: “Séme ddù bravi garzoni”

ENFER                                  No garzoni..garçons in français significà ragazzi

CROCIFISSA                       Séte propriamente béji! Oh, ie nen so mai viste dù vajùli cuscì béji, parete ddù angeli venuti da je paradise! (TUONO)

ENFER                                  No, no paradiso! Siamo venutì dalla France

(entra Benedìtte, guarda incuriosito gli ospiti)

CROCIFISSA                       Benedì, te presente sti signùri òne venuti dalla Francià

DÉMON                                (si alza) Plaisir! Démon

BENEDÌTTE                        (sfoderando un francese perfetto e con eccessiva galanteria) Enchanté  (Crocifissa rimane sbalordita)

ENFER                                  Plaisir, Enfer. Vous parlez français?

BENEDÌTTE                        Acquantè acquantè

CROCIFISSA                       Benedì....

BENEDÌTTE                        Che c'è?

CROCIFISSA                       Nen le sapeva che parlivi francese!

BENEDÌTTE                        (a parte) Zitta che sacce sóle sa parola

ENFER                                  Nous sommes honorés....

BENEDÌTTE                        (interrompendola) Por favor, parlè italianè così purè mia moglierè capirè

ENFER                                  Oh oui, è giustò. Noi siamo due garçons

BENEDÌTTE                        (alla moglie) Che ha dìtte?    

CROCIFISSA                       Garzone vò dice che so vajùli

BENEDÌTTE                        Oh oui, naturalmentè ie le sapevè

CROCIFISSA                       Benedì, ma cómme parli?

BENEDÌTTE                        Ne póche italiane e ne pè francè

CROCIFISSA                       Benedì, che dici ce voléme fa conosce le nostre bambine

BENEDÌTTE                        Crocifì, ma nen è che è pericoluse?

CROCIFISSA                       No, quissi so emancipati nen fane case alla bellezza

DÉMON                                Que dites-vous? Che state dicendò?

CROCIFISSA                       Vù emancipè, vù franzè. Nù chiamè le garzonè nostrè Immaculè e Concezionè e presentè a vù, cuscì conoscè

DÉMON                                Oui appeler...chiamatele

CROCIFISSA                       Benuà...

BENEDÌTTE                        Benuà?

CROCIFISSA                       Pur'ie sacce le lingue, è je nome ti in francese! (riprendendo il tono) Benuà valle a chiamà, ie intante ce offre na pòca de marzalà fatta co le maninè delle nostre garzonè

BENEDÌTTE                        Ma che si pazzè?

CROCIFISSA                       Ma perché, Benuà?

BENEDÌTTE                        (a parte) Ma che i vò accite?

CROCIFISSA                       E zitte, se ce piace la marzàla ce piacene pure le fijie nostre

BENEDÌTTE                        (a parte) Fatte i fatti tì!

CROCIFISSA                       E finiscela! (va a prendere la marsala, poi mentre versa) Ecche qua, ne bicchierine pedùne nen fa male a nisciùne. Vu tracannè la marzalè

ENFER-DÉMON                  Eh?

CROCIFISSA                       Vù ingurgitè la marzalè, mannè a je vavacciè

BENEDÌTTE                        Un momentò, prima de tracannè, nù alè a chiamè Immaculè e Concenzionè

CROCIFISSA                       Ma no Benuà, vaje ie, tu remani a fa compagnia ai signori

BENEDÌTTE                        No, no, t'accompagne (a parte alla moglie) Nen gli vóje vedè quante bevene

CROCIFISSA                       E perché?

BENEDÌTTE                        Ténghe paura che stramazzano al suolo annichiliti! (poi agli ospiti) avec la permission (via Crocifissa e Benedìtte)

DÉMON                                Non dovrebbe essere difficile

ENFER                                  Si, mi sembrano dei soggetti abbastanza semplici

DÉMON                                Più che semplici mi sembrano sprovveduti

ENFER                                  Faranno del tutto per far innamorare le loro figlie

DÉMON                                E le figlie faranno del tutto per sposare noi

ENFER                                  La nostra bellezza non ha limiti

DÉMON                                Siamo talmente belli che nessuno ci può resistere

ENFER                                  Cadranno ai nostri piedi in un secondo

DÉMON                                Gli faremo firmare il contratto e potremo tornare negli inferi

ENFER                                  Mi raccomando parliamo francese

DÉMON                                Certo, ora brindiamo al nostro successo (bevono contemporaneamente e sputano schifati la marsala) Veleno!

ENFER                                  Peggio delle fiamme!

DÉMON                                Colera!

(entrano Benedìtte, Crocifissa, Immacolata e Concezione)

BENEDÌTTE                        Eccoci qua, queste sono le nostre bambine

CROCIFISSA                       Bambine salutate

IMMACOLATA-CONCEZIONE (insieme) Bongiórne signori

(al vedere le due zitelle Enfer e Démon scappano verso l'uscita schifati, si sente un fragoroso TUONO e all'entrata appare Perfidone)   

PERFIDONE                         Dove andate?

ENFER-DÉMON         Rinunciamo! Rinunciamo!

PERFIDONE                         (prende i due diavoli e li riporta dentro, poi a gli altri)

Bonjour, Je suis le père...

CROCIFISSA                       Che ha ditte?

BENEDÌTTE                        Che ce piacene le pere

PERFIDONE                         Ma no, je suis le père...sono il padre di questi fanciulli

BENEDÌTTE                        Bongiórne, piacere signor Pera. Ie so je padre delle percòche

CROCIFISSA                       Ma perché se ne stevane a scappà?

PERFIDONE                         No, no, nessuna fugà, mi avevano sentitò e sono venuti a saluer...salutarè. Forza garçons, fate amitié...amicizia con le mademoiselle

(si avvicinano, ma un conato di vomito prende i due diavoli)

CROCIFISSA                       Che è succèsse?

PERFIDONE                         No, rien...niente è stata la marsalà

BENEDÌTTE                        Crocifì, te so dìtte de levà sa marzàla!

CROCIFISSA                       Eppure è tanta bbòna!

PERFIDONE                         D'accord...va bene. Lasciamo i garçons da soli

BENEDÌTTE                        Scìne, scìne, assetteteve vajù...( ad Enfer e Démon) Vù assettè, nu alè, nu uscè accuscì vù parlè e conoscè

( Si siederanno Immacolata vicino ad Enfer e Concezione vicino a Démon)

CROCIFISSA                       Benedì, cómme parli bbóne je francese, mica le sapeva!

BENEDÌTTE                        Crocifì, ie so fuorigrotta

CROCIFISSA                       Che si?

BENEDÌTTE                        So fuorigrotta, sacce parlà tutte le lingue

PERFIDONE                         (guardando le zitelle) È impressionante

BENEDÌTTE                        So brave, eh?      

PERFIDONE                         No, dicò è impressionante la somiglianza tra le due madamoiselle (poi guardando Benedìtte e complimentandosi) Complimenti, bello stampo! Je vais...io vado a sbrigare delle faccende,  retour più tardì, con il vostro accorder...  (TUONO, inchino,via)

BENEDÌTTE                        Allonz pure nù

CROCIFISSA                       Scìne, allonz allonz (via tutti e due) 

(scambio di sorrisi imbarazzati tra Concezione, Démon, Immacolata ed Enfer)

IMMACOLATA                   (a Enfer) Allora vù séte francesi?

ENFER                                  Oui, ma di origini italiane

IMMACOLATA                   Conceziò, è francese

CONCEZIONE                     Pure quiste mì. È le vére Démon?

DÉMON                                Oui, pure moi

CONCEZIONE                     Nù séme d'Avezzane

IMMACOLATA                   Tittìddù!

CONCEZIONE                     Dimme care Demoniucce, tu sei.... fidanzato?

DÉMON                                No, no, je suis célibataire

CONCEZIONE                     Che si?

DÉMON                                Célibataire, scapolò

CONCEZIONE                     Che fertùna!

IMMACOLATA                   E tu Enferuccio?

ENFER                                  Pure moi, scapolò

CONCEZIONE                     (sospirando) E così.....eccoci qua...

IMMACOLATA                   (sospirando) E così.....eccoci qua...

DÉMON                                Evidemment

ENFER                                  Evidemment

CONCEZIONE                     Ma ie sacce che vù francesi séte poetici

IMMACOLATA                   Scìne le so sentute pure ie

CONCEZIONE                     Ditece quacche poesia

IMMACOLATA                   Scìne, come la mammina nostra

ENFER                                  Démon, vous déclame

DÉMON                                No, no, déclame tu

ENFER                                  Ma no, déclame tu

DÉMON                                Trebien

CONCEZIONE                     No,va bbóne pure una

DÉMON                                Eh?

CONCEZIONE                     Tu si ditte tre va bene? E ie so dìtte va bbóne pure una

ENFER                                  Ma no trebien, vuol dire ottimo, che va bene

IMMACOLATA                   Conceziò, sta sempre a fa brutte figure

CONCEZIONE                     Cara la mia sorellina, se nen la finisci pije si quattre capiji che te so remasti e te ji abburrite attórne a je nase

IMMACOLATA                   Cara Concezione mo te j'abburite ie i capiji attórne a je nase, cuscì ficéme l'altalena

ENFER                                  Calme...calma. Non litigate

IMMACOLATA                   E quessa sta sempre a fa la smorfiosa

CONCEZIONE                     Smorfiosa ce si tu

ENFER                                  (interrompendola) Adesso mon frère..vi dirà una poesie

DÉMON                                (prendendo le mani di Concezione) Mon cherì

CONCEZIONE                     Zanzarò

DÉMON                                Je t'amais....

CONCEZIONE                     A chi?

DÉMON                                A toi

CONCEZIONE                     E ie te gonfiò

IMMACOLATA                   Conceziò, ma che sta a ddì?

CONCEZIONE                     E quisse ha ditte che me mena!

DÉMON                                Ma no, Je t'amais.... significà Ti ho amato. Volevo dire che ti ho amatò dal première fois...primo momentò

CONCEZIONE                     Ah, mo scì

IMMACOLATA                   Enferuccio, e tu?

ENFER                                  Pure moi

IMMACOLATA                   Dimme quaccósa

ENFER                                  Vous êtes mon bonheur

IMMACOLATA                   Nen le sacce

ENFER                                  Che?

IMMACOLATA                   Che ora è

ENFER                                  Ora?

IMMACOLATA                   Scì, me si dìtte “mo che ora è?”

ENFER                                  No, mon bonheur, mia felicità

IMMACOLATA                   Oh scuse muà, tu confondè, je abbambè

CONCENZIONE                  E tu Demoniuccio?

DÉMON                                L'amour consiste à ètre bete ensemble

CONCENZIONE                  Che belle parole

IMMACOLATA                   Ma si capite?

CONCENZIONE                  Nóne, ma me piace

DÉMON                                Vuol dirè “L'amore consiste a esserè stupidi insieme”

CONCENZIONE                  Stupidone mio

IMMACOLATA                             Quiste mì è più stupide de je tì

CONCENZIONE                  E va bbó, so stupidi eguale

IMMACOLATA                   Me sente tutta ne fóche. (melodrammatica) No, nen me chiede ne bace che nen te je pòzze da. Nen insiste Enferuccio mio, nen insiste, te so dìtte che che nen te je pòzze da, nen insiste....nen insiste!

CONCEZIONE                     Immacolà, varda che che quisse nen c'ha manche penzate

IMMACOLATA                   Le dici tu!

CONCEZIONE                     Scìne, le diche ie. Ècche se ce sta chi vò da ne bace è sóle Demoniuccio mio

IMMACOLATA                   Gnent'affatte!

CONCEZIONE                     (si alza minacciosa) Immacolà nen me fa innervusì!

IMMACOLATA                   (si alza ad affrontare la sorella)  Sinnò che fa?

CONCEZIONE                     Te pije pe se nase e te reggire cómme na carzetta

IMMACOLATA                   Ha parlate la bella Concezione col nasetto a patatina!

CONCEZIONE                     Je nase mì è sempre più béjie de je tì

IMMACOLATA                   Scìne è talmente béjie che c'òne fatte la cornice attórne

CONCEZIONE                     (da uno schiaffo a Immacolata) Screanzata

IMMACOLATA                   (via piangendo)

CONCEZIONE                     Scusate, ma quessa sta sempre a piagne. Pardon, mo revénghè (via)

DÉMON                                Meno male che sono andate via

ENFER                                  Approfittiamo per fuggire

DÉMON                                Si, si scappiamo (via tutti e due)

(entrano Benedìtte e Crocifissa)

BENEDÌTTE                        (chiamando) Bambine..

CROCIFISSA                       Benuà..

BENEDÌTTE                        Crocifì, po pure parlà italiane che i vajùli se ne so ìti

CROCIFISSA                       Benedì..

BENEDÌTTE                        Brava

CROCIFISSA                       Addó saranne ìti?

BENEDÌTTE                        Forse so ìti a fa na passiggiata romantica

CROCIFISSA                       Ma ce pinzi le nostre bambine co ddù garzoni francesi

BENEDÌTTE                        Questa è la vòta bbòna, me le sente 'ncójie

CROCIFISSA                        Jame alla cambera a ripiegà je correde, cuscì acquande che se je retrovane béjie che pronte

BENEDÌTTE                        Carma nen corre!

CROCIFISSA                       Benedì, nen se po' mai sapè! E se mentre se stane a fa na passiggiata ce scappa ne bace francese e diventeme nonni?

BENEDÌTTE                        Le sa che bei nipoti!

CROCIFISSA                       Speréme che repijiane da i padri

BENEDITTE                 E ppó Crocifì nen dì cuscì che so geluse

CROCIFISSA                       Geluse?

BENEDÌTTE                        Oh, nen te scordà che so sembre je padre

CROCIFISSA                       E chi se ne scorda! Jame, jame (via)

(entrano in scena San Pasquale, Santa Filomena e Cupido con arco e frecce)

SAN PASQUALE        Venite, entrete che nen ce sta nisciùne

SANTA FILOMENA   San Pasquà, angóra nen so capite che ce vò fa co se cóse vécchie (indica Cupido)

SAN PASQUALE        Filomè, séme proate tutte la manère pe fa 'nzorà se vajòle, e nen c'è state gnènte da fa. Sò ìte a San Giorgio, a San Nicola, a Sant'Antonio Abate, gnènte, nen ce state vérze. Cómme vedevane le vajòle se nne scappevane

SANTA FILOMENA   Ie so proate addirittura co Santa Elisabetta che è la santa della pazienza. Ce so dìtte “ Elisabbè, se vajòle nen rescéne a troà marite”

SAN PASQUALE        E che t'ha dìtte?

SANTA FILOMENA   Pazienza!

SAN PASQUALE        Ecche ce remaste sóle na speranza: Cupido

CUPIDO                                San Pasquà, co mmì po' sta sicure, nen sbajie ne córpe

SANTA FILOMENA   Speréme, questa è l'urdima possibilità

CUPIDO                                Spieghetéme quele che débbe fa

SAN PASQUALE        Fra póche arrivane Vincenzine e Nicoline a cercà na collana che s'ha perza la mamma l'urdima vòta che è stata ècche. Tu aspitti che vène le ddù zitelle e ce schiocchi na frecciata pedùne, a tutte e quattre, cuscì se innamorane

CUPIDO                                Sóle quesse?

SAN PASQUALE        Scìne, sóle quesse

SANTA FILOMENA   Me raccomanne, perché questa è l'urdima possibilità che ce remane, dopo di ché fallimento completo. Tutti ècche ad Avezzane sanne che le ddù vajòle stanne a pregà a nnù, e se nen se maritane che figura ce ficéme?

SAN PASQUALE        Se nen ce trovéme je spuse nen ce prega più nisciùne e nù perdéme consenze e po èsse che ce degradane da Santi a Beati

SANTA FILOMENA   Pe carità, nen sia mai

SAN PASQUALE        (a Cupido) Mo nù ce ne jame, tu remani ècche, cómme vè quacchidùne te nascunni arrete alla tenda, e me raccomanne nen toccà gnènte

SANTA FILOMENA   Appena arrivane i vajùli e le vajòle, tu zac

CUPIDO                                Va bbóne, so capite, appena arrivane i vajùli e le vajòle, ie zac

SANTA FILOMENA   Pasquà, tu che dici stéme sicuri co quisse

SAN PASQUALE        Perché?

SANTA FILOMENA   Nen me pare tante svìjie

SAN PASQUALE        Nen te preoccupà, quisse ha fatte innamorà na freca de gente

SANTA FILOMENA   (squadrandolo) Sarrà...

SAN PASQUALE        Allora jamecénne. (a Cupido) Me raccomanne (via i Santi)

CUPIDO                                Uh, quante storie pe na frecciatina. Ie so infallibile, ie so fatte innamorà sgorbi, sciancati, gobbi, sconocchiati. Gli innamoramenti più imbussibbili. So mijiara d'anni che sténghe sulla scena, me so fatte vécchie a forza de tirà frecciate, e mo me mette paura de ddù cornacchie. (vede la bottiglia di Marsala) E questa che è? Sarrà quaccósa da beve. Ténghe n'arsura! Fammece affrocià ne póche (beve) Bbòna, veramente bbòna (beve ancora) Atre che nettare degli Dei! Questa scì che è na delizia (beve ancora) Me la scolesse tutta, ma mo fammela posà (ubriaco) Me gira ne póche la coccia, sente pure delle voci. Fammene ì arrete alla tenda prima che me aocchia quacchidùne (ubriaco va dietro la tenda)

(entrano di soppiatto Nicoline e Vincenzine)

NICOLINE                            Piane Vincenzì, nen ce ficéme sentì che se venne quele ddù ie me mette paura

VINCENZINE                      Ma diche ie, ma propria ècche se doveva perde la collana mamma?

NICOLINE                            Se nù ficéme piane piane nen ce vede nisciùne, pijéme la collana e ce ne scappéme

VINCENZINE                      Ma nen ficéva prima a recrombrassela invece de facce rischià la vita

NICOLINE                            No, ha dìtte mamma che è ne recale della bonettàrma de  papà, e ce tè tante

VINCENZINE                      Forza, cercheme (si mettono alla ricerca)

(entrano le sorelle Chiacchierelli)

MARIA                                  (chiamando, non vedono i ragazzi che intanto cercano la collana)    Crocifì...

PRENELLA                          Me raccomanne, parle ie

SABBETTA                          No, parle ie

MARIA                                  Finitela, che ècche comanne ie

SABBETTA                          Ma chi è stata  dù ore co la recchia alla porta pe sentì quele che se dicevane i vajùli?

MARIA                                  Si stata tu, ma te ce so comannate ie!

PRENELLA                          (cacciando un foglio) E ie allora, che me so appuntate pe file e pe signe tutte quele che me diceva Sabbetta?

SABBETTA                          Vardete ècche, me s'ha fatta la recchia roscia

MARIA                                  Parle ie, perché vù séte ddù pettegole

PRENELLA                          Tu invece si na santa

MARIA                                  Che c'entra, a mì me piace raccontà

SABBETTA                          E ce mìtti sempre je cariche da novanda

MARIA                                  Ma che sta a ddì? Ie dice sembre la verità

PRENELLA                          Marì nen dì fessarie che nù te conoscéme pire

MARIA                                  Ve sembro na pera?

PRENELLA                          No, no

SABBETTA                          Na pera no, ma na pianta de pere, scì

MARIA                                  Sabbetta!

SABBETTA                          Na pianta cica, cica

 (poi vedono i ragazzi)

PRENELLA                          Vajù, che ce stéte a fa ècche?

SABBETTA                          Nen v'eravate rucicati pe le scale?

NICOLINE                            Zitte pe carità, nen ve ficéte sentì

SABBETTA                          Ma che séte tornati a fa?

VINCENZINE                      Mamma s'ha perza na collana e la séme venuta a retroà

MARIA                                  Mo v'ajiutéme nù

(entrano Immacolate e Concezione)

IMMACOLATA                   Chi è?

CONCEZIONE                     Ah, so i latin-lover

IMMACOLATA                   Vajù, se séte tornati pe nù ve ne potete pure ì, perchè nù ce séme fidanzate

CONCEZIONE                     Scìne, ce séme fidanzate e co ddù vajiùli più béji de vu

VINCENZINE                      No, no, nen ve preoccupete, séme solo venuti a cercà la collana de mamma

CONCEZIONE                     Ah, questa è bbòna! Nen so mai sentute na scusa più stupida de questa

IMMACOLATA                   Ve le séme dìtte, jatevénne che ce séme fidanzate co ddù francesi

MARIA                                  No vajò, so venuti peddavére a cercà la collana

CONCEZIONE                     E chi ce crede?

SABBETTA                          Ma scìne

IMMACOLATA                   Conceziò, tu ce cridi?

CONCEZIONE                     Manche pe gnènte!

PRENELLA                          Ma scìne è propria cuscì. Anzi ajiutetéce pure vu

CONCEZIONE                     Scìne Immacolà, troveme sa collana cuscì se ne vanne, che se tornane Enferuccio e Demoniuccio so gelusi!

(Tutti intenti a cercare la collana. Cupido ubriaco si affaccia, vede i ragazzi e schiocca una freccia, che colpisce Nicoline, poi sbaglia mira e colpisce Sabbetta, schiocca un'altra  freccia e colpisce Vincenzine, di nuovo sbaglia mira e colpisce Prenella, poi si nasconde di nuovo dietro la tenda.)

MARIA                                  (raccoglie una collana) Eccalè! I vajùli èvane dìtte la verità

SABBETTA                          ( è vicina a Nicoline) Nicoline..

NICOLINE                            Sabbetta...

SABBETTA                          (inizia a balbettare) Lele... lele.. sasà...sasà... che nen t'èva maimai vivì...vivì....viste bbóne. Si pròprò....propria ne bèbè...bèbè...béjie... vajóle

MARIA                                  Oh no, quande Sabbetta 'ncacaia significa che s'è innamorata

PRENELLA                          Vincenzine...

VINCENZINE                      Prenella...

PRENELLA                          (inizia a singhiozzare) hic..Le sa che hic nen t'èva mai hic viste bbóne.hic Si propria ne béjie vajóle

MARIA                                  No Prenè, je selluzze no

PRENELLA                          hic Scì, Marì hic je selluzze scì hic

MARIA                                  Quande a Prenella ce vè je selluzze s'è innamorata

SABBETTA                          Nenè... nenè.. nen sacce che m'amà...m'amà....m'ha succésse, mamè...mamè...me so innamorata...tatà...tatà...tatà...

PRENELLA                          hic Pur'ie hic

NICOLINE                            Ie nen rèsce a staccà j'ócchi da Sabbettuccia

MARIA                                  Sabbettuccia?

VINCENZINE                      E ie da Prenelluccia

PRENELLA                          hic Béjie je cignatone hic

VINCENZINE                      Ne me chiamà cuscì che me sténghe a 'nfervorà tutte

PRENELLA                          hic Scìne infervorate pure hic che ténghe na freca d'arretrati

NICOLINE                            Sabbè, tu cómme sta messa?

SABBETTA                          Ah...ahh..ah Pur'ie ténghe nanà...nanà freca d'arre..d'arre...d'arretrati

NICOLINE                            E allora recupereme insèmmia

MARIA                                  Oh, carmetéce. (ai ragazzi)  Quesse pònne èsse le mamme vostre

NICOLINE                            A mmì nen me 'mborta, ie me so innamorate de Sabbetta

VINCENZINE                      E ie de Prenella

SABBETTA                          (a Nicoline) Amomò...momò...momò

NICOLINE                            Mo che?

SABBETTA                          ….more mì

PRENELLA                          (a Vincenzine) hic,Tesoruccio mio hic

MARIA                                  (in maniera energica) Ma che ve séte 'mbazziti tutti?

SABBETTA                          Mamà...mamà.. Marì lassace sta

PRENELLA                          hic Scìne vattenne!hic Lassace soli

MARIA                                  Gnènt'affatte

SABBETTA                          Tutù...   tutù...   tutù...

NICOLINE                            Ma che si occupata?

SABBETTA                          Nonò...nonò... sosò...sosò libera, pepè...pepè...perché?

NICOLINE                            Eh, tutù tutù!

SABBETTA                          Volè...volè..voleva

NICOLINE                            Chi voleva?

SABBETTA                          Volè...volè...voleva dice :” Marì, tutù...tutù”

NICOLINE                            Maria è occupata?

SABBETTA                          No, Maria è vizzò...vizzò..oca. Volè volè...volè volè

PRENELLA                          hic Voleva dice che Maria hic è  gelosa hic che nu séme trovate hic e essa è remasta hic  all'assùtte

MARIA                                  Ma che séte trovate? Ma quale assùtte e 'nfusse? Nen le vedete che so ddù vajulìtti?

SABBETTA                          A mimì...a mimì...a mimì... me piacene i vajulìtti

PRENELLA                          hic Pure a mì, hic tante tante

MARIA                                  Vù séte pazze! Forza filete a casa (prende le sorelle e le porta via, escono tutte e tre, mentre escono Sabbetta e Prenella mandano baci)

IMMACOLATA                   Vajù, ma vù stéte a fa peddavére?

NICOLINE                            Scì, stavòta me so propria innamorate

(rientra di colpo Sabbetta)

SABBETTA                           (rivolta a Nicoline) Teté...teté...Teté

NICOLINE                            Memé...Memé...Memè?

SABBETTA                          Scìne, tetè..tetè...tetè

NICOLINE                            Memè..Memé.. memè che?

SABBETTA                          Teté...Teté...te vójie bebè..bebè...bene

(rientra come una furia Maria che afferra Sabbetta)

MARIA                                  Tetè, memè, bebè.. cammina a casa (via)

CONCEZIONE                     Immacolà, ècche se stà a finà je mùnne

IMMACOLATA                   Conceziò, ie me sténghe a mette paura, stanne a resuccede na freca de cose strane

VINCENZINE                      Ma che cose strane? È l'amour

(rientra Prenella)

PRENELLA                          Hic, Vincenzì hic, scappéme insemmia hic

VINCENZINE                      Scìne, jamecene alle Bermuda

PRENELLA                          Hic, me piacene i vajùli hic, coi bermuda hic

VINCENZINE                      Veramente ie porte i mutandoni de lana

PRENELLA                          Hic, nen me dì se cose hic, sexi

(rientra come una furia Maria che afferra Prenella)

MARIA                                  E quess'atra...sexi! Cammina a casa a rezzelà!

PRENELLA                          (rivolta a  Vincenzine) Hic, hic, hic

VINCENZINE                      Hic che?

PRENELLA                          Hic..... cómme si béjie!

MARIA                                  (trascina a forza Prenella) Cammina sta cosa rentrcenita (via)

NICOLINE                            Vincenzì, jame a casa a dille a mamma

VINCENZINE                      Le sa cómme sarrà cuntenta la mammina nostra (via)

IMMACOLATA                   Conceziò, ie nen ce sténghe a capì gnènte (piange)

CONCEZIONE                     Oh, ma sta sempre a piagne! Che ce sta de strane?

IMMACOLATA                   Arrivane ddù francesi bellissimi e se innamorane de nù, pó Vincenzine e Nicoline se innamorane delle sorelle Chiacchierelli che pònne èsse le mamme, e tu dici che è tutte normale?

CONCEZIONE                     Ma scì, è l'amour, è l'amour

IMMACOLATA                   Ah, l'amour!

CONCEZIONE                     Immacolà, jame alla cambera nostra a sonnà ne póche

IMMACOLATA                   Scìne, jame

IMMACOLATA-CONCEZIONE  (insieme andando via) L'amour, ah l'amour

(Cupido esce, è ubriaco)

CUPIDO                                Viste? Che ce vò? Nen sbajie ne colpe! (via)

(campanello, entra Crocifissa)

CROCIFISSA                       Ecchemè, arrivo (va ad aprire)

LUCIO                                  (ha un bastone bianco e occhiali scuri) Permésse?

CROCIFISSA                       Ah, lo zio Lucio

LUCIO                                  Scìne, so ie

CROCIFISSA                       Senti zio Lucio le fijie mè nen se so sposate co Vincenzine e Nicoline ma mò òne trovate ddù francesi, béji cómme ddù angeli del paradiso (TUONO) No, no, cómme je sòle. L'eredità che c'iri promesse vale listésse?

LUCIO                                  Cara Crocifissa, purtróppe nen ténghe più na lira

CROCIFISSA                       Cómme saria?

LUCIO                                  Ma veramente nen ce so capite tante, all'imbruvvisa me so retroate povero

CROCIFISSA                       Propria mo che èmme troate i spusi

(entra Benedìtte)

BENEDÌTTE                        Crocifì....

CROCIFISSA                       Benedì, varda chi ce venute a troà

BENEDÌTTE                        Lo zio Lucio! Che piacere! Assettate

(Lucio tentenna nel cercare una sedia)

BENEDÌTTE                        Ma che ha fatte?

CROCIFISSA                       È diventate povere

BENEDÌTTE                        Cómme?

LUCIO                                  So diventate povere

BENEDÌTTE                        Propria mò che èmme troate i spusi

LUCIO                                  Eh, già

BENEDÌTTE                        E perché va a tentuni?

LUCIO                                  Perchè so diventate pure cieco

CROCIFISSA                       Eh?

LUCIO                                  Già propria cuscì, me so retroate povero e cieco

BENEDÌTTE                        Zietto, quesse nen ce le duvivi fa

LUCIO                                  Eh lo so, è triste essere ciechi

BENEDÌTTE                        No, nen ce le duvivi fa a diventà povero!

LUCIO                                  Quesse nen è gnènte! Me dovete pure ospità

BENEDÌTTE                        Che dovéme fa?

LUCIO                                  Me dovete ospità. Ie nen ténghe na lira e nen sacce addò ì

CROCIFISSA                       Zietto, ma ècche già ficéme fatica a campà nù quattre

LUCIO                                  Sentite, ie quande èva ricche ve voleva da' tutte, mo so povere e mo me dovete ajiutà. Intante pijiéte na seggia e ficetéme assettà che me so straccate

CROCIFISSA                       (esegue) Preco zio, siediti

LUCIO                                  Nen ve preoccupete, ie m'assette ècche e me sténghe bbóne, bbóne. Pe le magnà me basta ne piattucce de minestrina

(entra Filuccia Ciavattòna )

FILUCCIA                            Permésse?

CROCIFISSA                       Filù, cómme da ste parti? Nen eri offenduta?

FILUCCIA                            Ma nóne cara compania di aula, la rabbiatura si è estinta.

Allora mi sono diciuta...

BENEDÌTTE                        Oh Filù, óggi nen è jornata. Tra francesi, céchi e professoresse di Taliano ie nen ce la facce più

FILUCCIA                            Caro coniuge della mia compania di aula, il mio interloquire è scorrevole e capiscievole

BENEDÌTTE                        Sinti Filù, dicce subbite quele che vò e la ficéme finita

FILUCCIA                            I miei proli

CROCIFISSA                       I che?         

FILUCCIA                            I proli, i rampolli, la nidiata..come vi debbo dispiegare

LUCIO                                  La signòra forse voleva dire figli?

FILUCCIA                            Certamente. Ma voi chi siete?

LUCIO                                  Io sono Lucio, je zie de Benedìtte

FILUCCIA                            Ah, ma voi sietoil congiunto affine lucroso della ridità

LUCIO                                  Quessa nen la so capita manche ie

BENEDÌTTE                        Filù, ie nen so capite che ce remitti a parlà cómme nu?

FILUCCIA                            (con enfasi) Caro lucidatore di cloache

BENEDÌTTE                        Eh?

FILUCCIA                            Lucidatore di cloache, pulitore di fogne

LUCIO                                  Signòra fate la carità ad un povero cieco, parlate dialetto

FILUCCIA                            Oh, scusate nen mi ero accorgiuta che voi foste privo della veduta. Allora mi spiegherò meglio per la contentidudine vostra e dei nostri cortesi ospiti, affinché anche le vostre orecchie nen siano offendute come i vostri globi oculari

BENEDÌTTE                        (va a prendere un imbuto e la bottiglia di Marsala)

CROCIFISSA                       Benedì, ma che sta a ffa

BENEDÌTTE                        Reggete quessa che la vójie avvelenà

CROCIFISSA                       Calmate Benedì

BENEDÌTTE                        Allora recomenséme da cape. Filuccia tu si venuta ècche, nisciùne t'ha chiamate. Ce vò dì per cortesia che vó?

CROCIFISSA                       In avezzanese                         
FILUCCIA                            I miei pulselli..(tutti la guardano storto) So capite..i vajùli m'òne dìtte che se so innamorati delle vajòle

CROCIFISSA                       Mo basta! Na vòta ce piacéne, na vòta no, e ppó n'atra vòta scì, e pó n'atra vòta no. Ma nù mica stéme a jocà a zippitti

FILUCCIA                            Zippitti o no zippitti, chiamete le vajòle. (poi a Lucio) Caro zio, io non lo faccio per la vostra ridità di ricchezze intrinseche che voi ammollerete alle pulselle per le giuste convolanti cozze con i miei due baldi guerrieri che corrispondono alle denominazioni di Vincenzine e Nicoline

BENEDÌTTE                        (innervosito) Mo l'accite!

FILUCCIA                            Caro futuro consuocero, io non raccolgo la vostra istigazione alla violenza solo perché essendo una cittadina di San Nicola mi esprimo in maniera limata ed emendata

CROCIFISSA                       Sinti Filù, nen esaggerà. Comunque se ai vajùli ce piacéne le fijie mé se l'atannà pijà cuscì, senza ridità

FILUCCIA                            E per qualsivoglia motivo?

LUCIO                                  Nen ténghe più na lira

FILUCCIA                            Cosa state blaterando?

LUCIO                                  Nen ténghe più na lira, so diventate povere

FILUCCIA                            Questo nuovo accadimento pone un limitare alle mie premeditazioni di un futuro arraggiante e fosforescente, che i miei cioielli potevano ambire, tenendo la disponibilità del vil denaro, essendo loro inattivi e sfaccendati

CROCIFISSA                       Che si dìtte?

FILUCCIA                            Che i fiji mì so disoccupati

CROCIFISSA                       Sinti Filù, mo chiame le vajòle e vedeme che dicene

(chiamando) Immacolata, Concezione

FILUCCIA                            Brava mia compania di banchitte, ora io nomino i miei gladiatori che òne volute remanè sulla sogliola dell'uscio perché la loro timidezza gli impediva di muovere il passo per addentrarsi in codesta catapecchia

BENEDÌTTE                        (piangendo) Nen ce la facce più

FILUCCIA                            (chiamando) Cioielli di mammina venite, oltrepassate l'uscio in modo che noi tutti vi possiamo vedere (poi guardando Lucio) Quasi tutti

(entrano contemporaneamente Immacolata e Concezione da un lato, e Vincenzine e Nicoline dall'altro)

IMMACOLATA                   Che c'è?

CONCEZIONE                     Che volete?

VINCENZINE                      Angóra se ddù?

NICOLINE                            Mamma mè, scappéme Vincenzì

VINCENZINE                      Scìne, scìne, scappéme 

FILUCCIA                           (fermandoli) Oh inzomma, venite ècche! Ma cómm'è? Jame, jame, che ce séme innamorati de ddù belle vajòle alla casa de Benedìtte e mo?

VINCENZINE                      Nen so quesse

CROCIFISSA                       Oh, ma mo rencomenséme?

BENEDÌTTE                        Peddavére, finitela! So queste, nen so queste! (andando vicino le figlie) Ecchelè, vardetele bbóne! Una e ddù, Immacolata e Concezione. Eccole qua, una mora l'atra cignata. Ddù ócchi, ddù recchie na bocca e ddù nasi

IMMACOLATA-CONCEZIONE   (insieme) Papà!

BENEDÌTTE                        Scusete, voleva dice un naso, che fa pe ddù, vu nen ce crederete ma quiste è un naso, uno solo!

NICOLINE                            Ma nu ce séme innamorati delle sorelle Chiacchierelli

FILUCCIA                            Che?

VINCENZINE                      Scìne ma', ie me so innamorate de Prenella

NICOLINE                            E ie de Sabbetta

FILUCCIA                            Ma vù avete diciuto che che vi eravate morati di due fanciulle che avete incocciato in questo abituro

NICOLINE                            Scìne, le séme incontrate ècche e ce séme innamorati

VINCENZINE                      Ha state cómme se quacchidùne c'ha colpite a je còre

FILUCCIA                            Ma vù séte pazzi! Quele so vecchie!

VINCENZINE                      Cajina vecchia fa je brode bbóne

FILUCCIA                            Gnent'affatte! Cajina vecchia è ràncica! Allora èvane méjie si ddù sgorbi!

BENEDÌTTE                        Filù, nen esaggerà

FILUCCIA                            Scusate, ma è cuscì! Mèjie le fijie vostre che quele vecchie. (ai figli) Ma scusete, come avete faciuto a incapricciarvi di quele due zitellòne fraciche? (infuriata, prendendo per il bavero e tirandolo su dalla sedia Lucio) Neanche un cecato come questo, avrebbe commesso questo orrore

LUCIO                                  Signòra la prego

FILUCCIA                            Zitto tu, che si diventate pure povero! (seguitando a tenerlo per il bavero e sballottolandolo) Neanco questo che è senza il funzionamento dei bulbi oculari avrebbe fatto questa corbelleria

CROCIFISSA                       Ma allora nen vònne le fijie mè?

BENEDÌTTE                        Stéme         punte a cape

IMMACOLATA                   Gnent'affatte! A nù nen ce 'mborta gnènte de si ddù mammocci

CONCEZIONE                     Nu ce séme fidanzate

CROCIFISSA                       Peddavére mammà?

CONCEZIONE                     Scìne

BENEDÌTTE                        Coi francesi?

CONCEZIONE                     Scìne co Demoniucce

IMMACOLATA                   E ie co Enferuccio

FILUCCIA                            E chi sono costoro?

CROCIFISSA                       Cara compania di aula.....

BENEDÌTTE                        Crocifì, mo nen te ce mette pure tu

CROCIFISSA                       E no! Mo tocca a mmì a parlà il Taliano

FILUCCIA                            Non credo che tu sia dotata di tal grande talento altresì io

CROCIFISSA                       Oh, sine cara bitante di San Nicola, perché anche noi di Madonna's Step sappiamo parlare un interloquire corretto e fumoso come il camino in una giornata di inverno qualsivoglia

BENEDÌTTE                        Crocifì, ma che te si bevute la marzàla?

CROCIFISSA                       No, non ho ingurgitato nessun elemento alcolica nelle mie pur sane budella, quello che mi fa interloquire in questo modo è la sodi.... e la sfazione di poter dire alla mia non più amica Filuccia che le mie pulselle non bisognano dei suoi cioieli e che se li può riportare a San Nicola in questo o codesto attimo o momento subitaneo

BENEDÌTTE                        Frechéte, frechéte

FILUCCIA                            Certo che antiamo. (ai figli) Antiamo       

VINCENZINE                      Mà, nen litichéte che me mette paura

NICOLINE                            Pur'ie, tanta tanta

FILUCCIA                            Nen piagnete che mamma ve fa je bibberon co il lattuccio (via Filuccia e i figli)  

CROCIFISSA                       Quissi se ne so 'sciti de coccia

CONCEZIONE                     Mammina, babbino, nen ve preoccupete che nu séme felici cuscì

IMMACOLATA                   Che te ne fa de qui cosi brutti

CONCEZIONE                     Ma la si sentuta? Mammina ve fa il lattuccio

IMMACOLATA                   E ppó, co je bibberon

CONCEZIONE                     Armene a nù ce fa la zuppetta!

IMMACOLATA                   E quande ce imbocca ce fa j'aeroplanine

CONCEZIONE                     Eh, mammì, ma le sa che è propria béjie quande ce fa co la cucchiara “ A chi va ste aeroplanine?” Vruuuuuuuuum...............

IMMACOLATA                   E nù spalancheme la bocca (tutte due con la bocca spalancata)

CONCEZIONE                     E na vòta va a Immacolata e na vòta a mmì

IMMACOLATA                   L'atra vòta prò si ìta ddù vòte a Concezione

CONCEZIONE                     Scì, perché ie so la più ròssa

IMMACOLATA                   Ma je boccone co la zuppetta toccheva a mì!

CONCEZIONE                     Gnent'affatte, mammima je boccone je da a chi vò essa, e siccome me vò più bene a mì, j'aeroplanine je fa di più a mì

IMMACOLATA                   Mammina...babbino..

BENEDÌTTE                        Oh, 'nzomma basta! Séte dù asene veccchie e angóra la zuppetta co je aeroplanine

CROCIFISSA                       Benedì, ma se divertene tante

(Immacolta e Concezione siedono a ricamare)

BENEDÌTTE                        E scì, le sa che bella scena, già me l'immagine (imitando) Vruuuuuuuuum...............

LUCIO                                  Crocifì, addimà matina quande me purti la zuppetta me je fa pure a mì j'aeroplanine?

CROCIFISSA                       (imbarazzata) Pó vedeme

BENEDÌTTE                        Atà sta attenta prò, che quisse è cecate e se te sbagli ce schiaffi na cucchiarata alle recchie e diventa pure surde

CROCIFISSA                       Benedì!

BENEDÌTTE                        Jame, jame in cucina a fa a magnà

(Crocifissa e Benedìtte fanno per andare)

LUCIO                                  Oh, nen me lassete sóle!

CROCIFISSA                       Ma ce stanne le bambine a ricamà

LUCIO                                  Appunte!

BENEDÌTTE                        Ma nen si dìtte che te stivi a sta seggia jórne e notte?

LUCIO                                  Scìne è le vére, ma se la memoria m'assiste ne póche me ricorde che se vajòle me ficevane ne poche paura

BENEDÌTTE                        (aiuta Lucio ad alzarsi, dopo aver guardato le figlie) E pure tu tè raggione!

LUCIO                                  No, è che ie nen ce vede ma j'incubi me vène listésse

BENEDÌTTE                        Jame, jame che Crocifissa te fa la zuppetta co j'aeroplanine

CROCIFISSA                       Eh scì, te le cridi tu!

(Via i tre. Rimangono Immacolata e Concezione)

CONCEZIONE                     Immacolà, ma le sa che me so sonnata?

IMMACOLATA                   No, dimme

CONCEZIONE                     Me so sonnata che eravame diventate le più belle de via dei Paracatudisti

IMMACOLATA                   Oddìe! Pur'ie

CONCEZIONE                     Pure tu?

IMMACOLATA                   Scìne, e c'aveva fatte na magia lo zio Lucio e n'amiche si

CONCEZIONE                     Pur'ie me so fatte ste sogne! Ma cómm'è pussibbile?

IMMACOLATA                   E ppó, Vincenzine e Nicoline prima ce se volevane sposà e ppó se ne so scappati

CONCEZIONE                     Scìne, è le vére! E le sa a chi assumijieva j'amiche de zio Lucio?

IMMACOLATA                   A je padre de Enfer e Démon

CONCEZIONE                     Brava!

IMMACOLATA                   Séme propria sorelle

CONCEZIONE                     C'assumijiéme in tutte

IMMACOLATA                   (guarda la sorella, poi piangendo) Purtróppe!

CONCEZIONE                     Ma sta sembre a piagne?

(TUONO, entra Perfidone che trascina a forza  Démon ed Enfer)

PERFIDONE                         Permésse?

IMMACOLATA                   Oh, che paura!

PERFIDONE                         Calme! Tranquillè. Sommes-nous...siamo noi

CONCEZIONE                     Oh, che sorpresa! I nostri spasimanti

PERFIDONE                         Una petit..piccola visitina alle nos amis..nostre amichè

IMMACOLATA                   (si alza ed offre la sedia a Perfidone) Prego signore assettè

PERFIDONE                         Ma no chère enfant..cara bambina fai sederè i garçons

CONCEZIONE                     (entusiasta) Scìne, pijéte le seggie e assetteteve

(stessa posizione dell'altra volta: Immacolata, Enfer, Concezione e Démon)

PERFIDONE                         Garçons, saluer ..salutate le belles dames..belle signorine

DÉMON                                (piangendo) Bonjour

ENFER                                  (piangendo) Bonjour

IMMACOLATA                   Ma perché piagnene?

PERFIDONE                       Scusète n'attime, pardon (prende Enfer e Démon e li porta a parte) Allora? Osate disubbidire al vostro malvagio re?

ENFER                                  Non ce la faccio! Non ce la faccio!

DÉMON                                Neanche io, sono troppo brutte!

PERFIDONE                         Dovete solo fargli firmare il contratto e poi fuggirete via. Forza tornate a sedere (eseguono) s'excuser...scusate avevano mal di pancià. I garçons hanno portato una papier..una cartà, dove vi impegnate a non les trahir..tradirle

IMMACOLATA                   Ah, ie nen firme gnènte

CONCEZIONE                     State zitta! Faji parlà

ENFER                                  Oui, vous siete trop bon, troppe belle e nous abbiamo peur..paura che possiate tradirci

DÉMON                                Firmandò questa papier nous stiamo più assurer...sicuri

IMMACOLATA                   A mì me sembra ne film già viste!

CONCEZIONE                     Ma se firmeme séme fidanzati?

PERFIDONE                         Certò, fidanzatissime

CONCEZIONE                     Ie firme subbite

IMMACOLATA                   Ie me mette paura

CONCEZIONE                     E zitta firma!

IMMACOLATA                   No, nen vójie firmà

CONCEZIONE                     (gli prende la mano a forza e la fa firmare, poi firma anche lei) Ecco qua!

IMMACOLATA                   Ie me mette paura (via piangendo)

CONCEZIONE                     Scusete vajie a consolà sorema (via)

PERFIDONE                         Stavolta niente le potrà salvare

ENFER                                  Certo, è stata dura

DÉMON                                Si, ma ce l'abbiamo fatta. E' stata dura farli firmare

ENFER                                  No, è stata dura far finta di innamorarci

PERFIDONE                         Ora andiamo a depositare il contratto (TUONO; escono dalla tenda come volassero via)

(entrano San Pasquale, Santa Filomena e Cupido)

SAN PASQUALE        Forza venite, vedéme se potéme rammedià a sta situazione

SANTA FILOMENA   Pasquà, te le so dìtte che quisse èva ne póche 'ndondole

SAN PASQUALE        Ma cómme si fatte a sbajiatte?

CUPIDO                                Ma che ne sacce, all'imbruvvisa m'ha 'ncomenzate a girà la coccia e ce vedeva dóppie. So mirate e so scocchiate na frecciata. A mì me parze che èva fatte bbóne perché s'hanne 'ncomenzate a ddì, ti amo, tesoruccio

SAN PASQUALE        Ma si sbajiate persone!

SANTA FILOMENA   Si fatte innamorà i ddù vajùli co le sorelle Chiacchierelli

CUPIDO                                E che ne sapeva ie?

SANTA FILOMENA   Me raccomanne mo. Nen te sbajà! Adà chiappà le dù vajòle e i dù vajùli

SAN PASQUALE        Come vidi quattre persone pija e scocchia la botta

CUPIDO                                Agli ordini!

SANTA FILOMENA   Mamma mè che sguardo intelligente

SAN PASQUALE        Filomè, nen tenéme alternative

SANTA FILOMENA   Si propria sicùre?

SAN PASQUALE        Purtróppe scì

SANTA FILOMENA   Ma ne puttine ne póche più vajóle nen ce stéva?

CUPIDO                                Vardà Filomè che ie so j'uniche puttine remaste, j'atri stane tutti in pensione

SANTA FILOMENA            Stéme appóste!

CUPIDO                                Ve so dìtte de sta sicuri, appena vede quattre perzone...zac na frecciata a tutti e quattre

SANTA FILOMENA   Ma tu ce vidi bbóne?

CUPIDO                                Cérte!

SANTA FILOMENA   (mostrando due dita, a Cupido) Quante ne so queste?

CUPIDO                                Quante ne so, quante ne so! Quele che so so

SANTA FILOMENA   Mah!

SAN PASQUALE        Speréme bbóne

SANTA FILOMENA   Ie nen sténghe tranquilla (via i Santi)

CUPIDO                                Quante storie pe na vòta che me so sbajiate! Pò capità! A proposite se me recorde bbóne ècche ce steva na marzàla che è na delizia, ah eccalè, mo me c'affroce ne póche e ppó me ne vaje arrete alla tenda (esegue) Quant'è bbòna! N'atre pochitte! (beve) Ah mo scì (ubriaco) Ce vede ne póche dóppie. Ma tante che fa? Ie nen sbajie

ASTRUBBALE                     (da fuori) Permésse?

CUPIDO                                Famme nasconne (via dietro la tenda)

ASTRUBBALE                     C'è qualcuno?

LUCIO                                  (entrando) Chi è?

ASTRUBBALE                   Scusate signore, so n'amiche de famijia. C'è la signòra Crocifissa?

LUCIO                                  La signòra è impegnata in cucina, sta a preparà la zuppetta, appena ha finite vè

ASTRUBBALE                     La che?

LUCIO                                  La zuppetta!

ASTRUBBALE                     E che è?

LUCIO                                  È na tazza de latte co ne póche de pane, ce se 'nzuppa avéntre e ppó se fa j'aeroplanine

ASTRUBBALE                     Adà esse bbòna! Ma che è j'aeroplanine?

LUCIO                                  È tróppe difficile da spiecà

ASTRUBBALE                     Va bbóne l'aspetto. Intanto mi presento, piacere Astrubbale, di professione poeta (tende la mano, ma ovviamente non ottiene risposta)

LUCIO                                  Ie me chiame Lucio Diavolaccio, di professione zio

ASTRUBBALE                     Professione zio?

LUCIO                                  Scìne, so je zie de Benedìtte e siccome so povero, de professione facce je zie. Inzomma magne e dorme a sbafo

ASTRUBBALE                     Ah, so capite, allora sarete felice anche voi della mia venuta

LUCIO                                  Veramente nen me ne freca gnènte

ASTRUBBALE                     Le so viste, non me séte date manche la mane

LUCIO                                  Oh, scusate! Dovete capiì, ie so cecate

ASTRUBBALE                     Che peccate! Ne béj'òme cómme vù

LUCIO                                  Béjie? Interessante

ASTRUBBALE                     Più che interessante

LUCIO                                  Ma vù séte dìtte che séte ne poeta

ASTRUBBALE                     Scì, e pe quesse ve steva a dice che sarete felice anche vù. Ie so scritte ne libre de poesie e ce so misse dù poesie de Crocifissa. Je libbre ha avute succésse e ie so venute a portà ne póche de sórdi. Quindi va bene pure a vù

LUCIO                                  Che fértuna! Ma ficetéme sentì quacche poesia

ASTRUBBALE                     Ma no, me vergogne

LUCIO                                  Su su, che vergogna

ASTRUBBALE                     Va bbóne, (sfogliando il libro) Vedéme quale pòzze dice

(mentre cerca la poesia, esce Cupido sempre ubriaco)

CUPIDO                                (a parte) Ecchiè! So quattre...... mo ce penze ie (lancia le frecce, colpisce prima Lucio e poi Astrubbale) Le vì che mira! Ne so pijiàte dù alla vòta. Mo me ne pòzze ì (via, dietro la tenda)

LUCIO                                  (improvvisamente innamorato) Astrubbale, te pòzze da del tu?

ASTRUBBALE                     (anche lui innamorato) Oh, che onore

LUCIO                                  Ie so cecate, ma percepisco na bellezza immensa        

ASTRUBBALE                     Oh, cómme parli bbóne maddimane

LUCIO                                  È la tua vicinanza

ASTRUBBALE                     Sento cómme uno sfriccicamento

LUCIO                                  È cómme se quacchidùne m'avesse colpito a je còre

ASTRUBBALE                     Scìne, pure a mì m'è parze de sentì na frecciata

LUCIO                                  Ah, che belle parole!

ASTRUBBALE                     E cérte, so poeta 

LUCIO                                  Dimme na poesia d'amore

ASTRUBBALE                     Subito

LUCIO                                  Cómme se intitola?

ASTRUBBALE                     “L' Amore è cieco”

(musica romantica mentre si chiude il sipario)
                                         fine 1 atto

                                2 ATTO

(stessa scena del primo atto. Entrano San Pasquale, Santa Filomena e Cupido)

SAN PASQUALE        Filomè, séme remasti frecati n'atra vòta!

SANTA FILOMENA   Ie te l'èva dìtte che quisse nen me sembrava tante svijie

SAN PASQUALE        Ma che ne sacce ? Quisse ha fatte innamorà tutte je mùnne, nen sé mai sbajiate

SANTA FILOMENA   E mo s'ha sbajiate! E pure de brutte

SAN PASQUALE        S'è affrociate a quela buttijia de marzàla e s'è 'mbreacate

SANTA FILOMENA   E ha sbajiàte mira

CUPIDO                                NO, ie la mira la ténghe bbòna, è che ce vedeva dóppie

SAN PASQUALE        Angóra nen te repiji

SANTA FILOMENA   Chissà che ce stéva a quella marzàla

SAN PASQUALE        E che ce potéva sta? Se sóle pinzi che l'òne fatte le bambine co le loro manine

SANTA FILOMENA   Cérte che a quesse nen ce rèsce propria gnènte!

CUPIDO                                Vardete che ve stéte a sbajià, la marzàla èva propria bbòna!

Acquande che se ne cala a je vavàcce liscia liscia, e subite te ve na vòjia de refacce

(poi non visto dai Santi va prendere la marsala e se la nasconde)

SAN PASQUALE        Mo è ne béjie pasticce! I vajùli se so innamorati de quele ddù vecchie, e la vajòle, Immacolata e Concezione, se so innamorate dei diavoli e c'hanne pure firmate je contratte che ce danne l'anima

SANTA FILOMENA   E nù che potéme fa?

SAN PASQUALE        Dovéme parlà co le vajòle, ce dovéme dì chi séme e facce capì che atanne straccià je contratte

SANTA FILOMENA   È na parola! Quele mo hanne viste i dù diàveli, che ce se po' dice tutte quele che vò ma so béji, so veramente béji, so na freca béji, so béji béji....

SAN PASQUALE        Filomè, ma mica te sta a 'mbazzì pure tu?

CUPIDO                                Oh, ie nen ce so tirate!

SANTA FILOMENA   No, è che in paradise givinótti cuscì béji nen ce stane

SAN PASQUALE        (vantandosi) Perché a mì che ce vò dice?

SANTA FILOMENA   Pasquà, lasséme perde che è méjie

SAN PASQUALE        Filomè, non hai gusto

SANTA FILOMENA   Pasquà, ma i si viste bbóne i du diàveli? Quiji fane girà la coccia a tutte j'inferne, paradise e purgatoje compreso. E te pare che quele dù scornacchiate che nen hanne mai viste n'òme se fane scappà n'occasione del genere?

SAN PASQUALE        Ce dovéme proà, chiamemele. (a Cupido) Tu vatte a nasconne arrète alla tenda e statte lòche.

SANTA FILOMENA   Me raccomanne, nen te fa vedè...e nen fa danni

CUPIDO                                Nen ve preoccupete (alludendo alla bottiglia) Sténghe in bòna compagnia (va dietro la tenda e seguita a bere)

SANTA FILOMENA   (chiama) Immacolata, Concezione

SAN PASQUALE        Preparemece all'impatto visivo

SANTA FILOMENA   Coràgge

(entrano Immacolata e Concezione)

IMMACOLATA                   Che c'è?

CONCEZIONE                     Chi c'ha chiamate?

SANTA FILOMENA   Bongiórne....bamb...raga..signo...voi due

CONCEZIONE                     Bongiórne, chi séte?

SAN PASQUALE        Nen ve recordete de nù?

IMMACOLATA                   No, nen me pare

SAN PASQUALE        Ma cómme no? So' Fra Pasquale, so venute a cercà ne pòca de carità témbe arrète

SANTA FILOMENA   E ie Suor Filomena

CONCEZIONE                     Ah scì, ma veramente ie m'èva credute che m'èva sonnate

IMMACOLATA                   Pur'ie me so sonnate che vu eravate venuti a cercà na poca de carità e ppó è succésse j'inférne (TUONO)        

CONCEZIONE                     Matònna che paura!

SAN PASQUALE        No, nisciùne sonne, nu séme venuti veramente ècche

SANTA FILOMENA   Nen ve recordete je maghe Perfidone, Lucio, Immy, Concy?

IMMACOLATA                   Aspè, quaccósa me sténghe a ricordà

SANTA FILOMENA   Vu séte diventate belle dóppe che séte firmate ne contratte co je diàvele Perfidone (TUONO)

IMMACOLATA                   Ie me sténghe a mette paura

CONCEZIONE                     Scì, è le vére, mo me ricorde

IMMACOLATA                   E ppó cómme è ìta a finì?

SAN PASQUALE        Je diàvele Lucio v'ha fatte pentì e je contratte s'è annullate

IMMACOLATA                   Ma allora vù séte San Pasquale e Santa Filomena?

SAN PASQUALE        Già, séme propia nù

SANTA FILOMENA   Nu séme cercate de favve marità ma l'intervento de i diàveli  c'ha levate ogni possibilità

CONCEZIONE                     E va bbó, mo è passate, mo stéme appóste

IMMACOLATA                   Mo teneme du fidanzati francesi

SAN PASQUALE        Filomè, ce le dici tu?

SANTA FILOMENA   Pasquà, diccele tu

IMMACOLATA-CONCEZIONE      (insieme)          Che ce dovete dì'?

SAN PASQUALE        Enfer e Démon so dù diàveli! (TUONO)

SANTA FILOMENA   Perfidone non ha accettate la sconfitta e ha mannate i demoni più béji degli inferi pe favve innamorà e firmà je contratte

IMMACOLATA                   Oddìe, nu séme già firmate

CONCEZIONE                     E mo che succede?

SAN PASQUALE        Mo è ne béje guaie!

CONCEZIONE                     Ma vù séte sicuri de quele che dite? Nen è che séte invidiusi che ce séme troate i spasimanti senza che vù ce séte ajiutate?

SAN PASQUALE        Ma scusete, ragionete ne póche. A vù ve pare pussibile che dù givinótti cuscì béji se innamorane de dù cómme vu?

CONCENZIONE                  Che vò dice che séme brutte?

SANTA FILOMENA   Oddìe, belle belle nen ce séte

IMMACOLATA                   Papino ha dìtte che séme du tipi

SAN PASQUALE        Du tipi de che? No perché bisogna specificà, ce stane dù tipi de cozze du tipi de ragani du tipi...

SANTA FILOMENA   Fra Pasquà, basta cuscì, nen esaggerà. I du givinótti so diàveli peddavére (TUONO) Sentite?

IMMACOLATA                   (piangendo) Ie me mette paura

CONCEZIONE                     Ie nen ce crede

SAN PASQUALE        Volete la prova?

CONCEZIONE                     Scìne

SAN PASQUALE        Allora, je contratte che ce séte firmate va confermate dóppe vintiquattrore. Quande i vajùli revenne pe la firma ficéteji specchià, e vedrete che l'immagine nen verrà riflessa a je spécchie

SANTA FILOMENA   Nù ce ne jame, jame a vedè se poteme fa quaccósa

IMMACOLATA                   Ma se nù nen firmeme la ratifica, s'annulla tutte?

SAN PASQUALE        Macari! Rimane sempre n'impegno, e i diàveli proveranno a compravve dièci, cénte vòte

SANTA FILOMENA   L'unica è facce straccià tutte

SAN PASQUALE        Me raccomanne nen dicete gnènte a nisciùne, e nen ve preoccupete che mo vedeme cómme poteme fa, intante vù preghéte, preghéte tante

SANTA FILOMENA   Preghéte di più Santa Filomena!

SAN PASQUALE        (rimprovero) Filomè!

SANTA FILOMENA   Stéva a pazzià

SAN PASQUALE        (ironico) Jame, stéme a pazzià...jame (via i santi)

IMMACOLATA                   Conceziò, ie me sténghe a mette paura!

CONCEZIONE                     Immacolà, le sa che te diche?..... Pur'ie!

IMMACOLATA                   Ma allora non è state ne sónne?

CONCEZIONE                     Pare de no, è state tutte vere!

IMMACOLATA                   Ma allora lo zio Lucio è ne diàvele?

CONCEZIONE                     Scìne è ne diàvele!

IMMACOLATA                   Che paura!

CONCEZIONE                     Je dovéme accoppà!

IMMACOLATA                   Eh?

CONCEZIONE                     Je dovéme accoppà!  Alla prima occasione ie ce parle e tu ce tiri na botta 'ncape

IMMACOLATA                   Ie me mette paura

CONCEZIONE                     Finiscela!

IMMACOLATA                   Che ce tire 'ncape?

CONCEZIONE                     La buttijia de marzala

IMMACOLATA                   Ma il liquoruccio fatto con le nostre manine

CONCEZIONE                   Immacolà, ma nen si capite che la marzàla che ficéme nù fa schife?

IMMACOLATA                   Ma a mamma e papà ce piace tante! 'Gni tande se ne fane ne guccitte

CONCEZIONE                     Immacolà, 'gni tante vanne a je lavandine e la fionnene e a nu ce fane crede che se la bevene

IMMACOLATA                   Ma peddavére?

CONCEZIONE                     Ma tu la si mai assaggiata?

IMMACOLATA                   Nóne, ie so astemia

CONCEZIONE                     E quessa è na fertùna! Mo jame alla cambera, po alla prima occasione accoppéme lo zio Lucio (via)

(entrano Crocifissa e Benedìtte)

CROCIFISSA                       No, no e no

BENEDÌTTE                        E su Crocifì, nen fa cuscì

CROCIFISSA                       Ma che ce séme 'mbazziti?

BENEDÌTTE                        Ma ricordate quande ce voleva lassà tutta l'eredità

CROCIFISSA                       Nen me ne 'mborta gnènte! Ie j'aeroplanine nen ce je facce!

BENEDÌTTE                        Ma che te custa?

CROCIFISSA                       Benedì, ma rindi cunte? J'aeroplanine a n'asene vécchie?

BENEDÌTTE                        Ma nen è vécchie

CROCIFISSA                       È vécchie, è vécchie!

BENEDÌTTE                        Ah, quande le diceva ie no, mo è vécchie

CROCIFISSA                       Ma prima èva ricche! Mo è ne spiantate e per giunta è pure cecàte! Faccejie tu j'aeroplanine!

BENEDÌTTE                        Ie?

CROCIFISSA                       Tu eh, nen ha dìtte che è ziete? E allora coccolatéjie tu

(entra Lucio con bavaglino, tazza di latte e cucchiaio)

LUCIO                                  Allora Crocifì ie so pronte

CROCIFISSA                       Ie ténghe n'urgenza, mo te imbocca nipotete (via)

LUCIO                                  Ma tu je sa fa j'aeroplanine?

BENEDTTE                          (ormai rassegnato) E cómme nen je sacce fa? Ie ho stato aiutante attendente soldato semplicissimo della ronautica militare italiana e etiopica messa insèmmia. Campagna dell'Africa Orientale! Ie puliva gli Aermacchi C 200 Saetta!E pure i Piaggio P.119!

LUCIO                                  Famme i Saetta (si siede con la bocca spalancata)

BENEDTTE                          (prende il cucchiaio, lo intinge nella tazza e poi fa l'aeroplanino) Vruuuuuuuuum, a chi va ste béjie aeroplanine?

LUCIO                                  Allo zio Lucio! (e mangia)

BENEDÌTTE                        E sta Saetta Aermacchi?

LUCIO                                  Sempre allo zio Lucio

BENEDÌTTE                        Vruuuuuuuuum

LUCIO                                  Ahmmmm ( e mangia)

BENEDÌTTE                        E ste Piaggio P.119?

LUCIO                                  No, je Piaggie no, vóje j'Aeramacchi

BENEDÌTTE                        Nen fa i capricci!

LUCIO                                  Vójie la Saetta, vóje la Saetta

BENEDÌTTE                        E va bbó! Vruuuuuuuuum, ecche la Saetta

LUCIO                                  Ahmmmm ( e mangia)

(arriva Filuccia)

FILUCCIA                            Permésse? Scusete la trasmissione

BENEDÌTTE                        La che?

FILUCCIA                            La trasmissione, l'intervento, la presenza improvvisamente

BENEDÌTTE                        Ie nen la capisce

LUCIO                                  La signòra voleva forse dice l'intromissione?

FILUCCIA                            Ma sine caro cristiano privo della veduta

LUCIO                                  Lucio, me chiamo Lucio

FILUCCIA                            Perdonate caro Lucio, ma mi è molto difficile interloquire con un parlare assi semplice e scomposto, trovami invece altresì agiata nel parlare come il vocabolario Zingarelli dalla A alla Zeta, non tralasciando le consonanti d'oltralpe che corrispondono all cs, la pslon e la dabbelù

BENEDÌTTE                        Dateme na mazza, la vójie accite!

FILUCCIA                            Caro mancato consuocero non è con la vostra anguria..

BENEDÌTTE                        Co che?

FILUCCIA                            Anguria, violenza

LUCIO                                  Angheria, se dice angheria

FILUCCIA                            Lo so benissimo, caro tentennatore oscuro, era solo per far in modo si che il lucidatore di cloache potesse comprendere ciò che io parlassi alquanto in codesto momento di concitazione estrema per la preoccu... e la pazione che i miei cioielli si siano incocciati per due anziane signore come le sorelle Chiacchierelli   

BENEDÌTTE                        Filù, che vò?

FILUCCIA                            Io ho picchiato all'uscio delle sorelle Chiacchierelle ma non ho ricevuta nessuna alquantochè responsa. Evidentemente le congiunte tra di loro...

LUCIO                                  Le congiunte?     

FILUCCIA                            Ma si, caro Orbo totale, congiunte tra di loro: sorelle

BENEDÌTTE                        (disperato) Ma perché, perché sta disgrazia propria a mi?

FILUCCIA                            Ah, quanta è brutto l'alfabetismo! Stava dicenda che se voi con una macchinazione, un maghéggio, un intrallazzo..

LUCIO                                  Co na scusa

FILUCCIA                            Eh! Chiamate le sorelle e le fate oltrepassare il vostro uscìo in modo che io possa far finta di trovarmi per caso in questa baracca e simulare un incontro fortuito di qualsivoglia maniera

BENEDÌTTE-LUCIO (insieme) Eh?

FILUCCIA                            (in avezzanese) Chiametele co na scusa cuscì ce pòzze parlà!

BENEDÌTTE                        Scìne, scìne chiamemele cuscì finisce sta storia, anzi mo ce manne mójiema (chiama) Crocifì, Crocifìssa, Crocifìssuccia

CROCIFISSA                       (entrando) Te so dìtte che j'aeroplanine a je zie Lucie non ce je facce! (vede Filuccia) Ah, ce sta pure quessa?

FILUCCIA                            Cara vecchia compania di aula, “quessa” lo puoi indirizzare a colei che ha diviso la sua infanzia con te

CROCIFISSA                       Eh?

FILUCCIA                            (in avezzanese) “QUESSA” le dici a soreta!

CROCIFISSA                       (come una furia si avventa su Filuccia che si va a riparare dietro Lucio dopo averlo alzato a forza) Mo te rampe 'nbaccia!

LUCIO                                  Lasseteme sta!

CROCIFISSA                       Posa je cecàte!

FILUCCIA                            No

CROCIFISSA                       Posa je cecàte, fatte acchiappà che te sdemette tutta

LUCIO                                  Ajiùte!

FILUCCIA                            Calamati, bella signora amica mia, era solo un modo per interloquire

BENEDÌTTE                        Crocifì, carmate, nen te so mai vista cuscì agitata

CROCIFISSA                       Va bbó me carme, ma Filù, du cose: la prima, posa je cecate (Filuccia lascia Lucio che si risiede) La seconda, parla avezzanese ca sinnò me fa innervusì

FILUCCIA                            Vada bono mia compania...

CROCIFISSA                       Filù, te le so appena dìtte!

FILUCCIA                            (in avezzanese) Va bbóne

CROCIFISSA                       Allora, che me sete chiamate a fa?

BENEDÌTTE                        Filuccia vurria che chiamassime le sorelle Chiacchierelli

CROCIFISSA                       E nen le po' chiamà essa?

FILUCCIA                            La mia persona medesima le ha evocate.....

BENEDÌTTE-CROCIFISSA-LUCIO  (insieme forte) FILUCCIA!!!!!!!!!!

FILUCCIA                            (in avezzanese) Ce so proate ma nen me responnene

BENEDÌTTE                        Crocifì, valle a chiamà cuscì finisce sta storia

CROCIFISSA                       E va bbóne ma è l'urdima vòta (via)

LUCIO                                  Benedì, intante me fa finì la zuppetta?

BENEDÌTTE                        Scì, prò senza aeroplanine

LUCIO                                  (capriccioso) No, co j'aeroplanine

FILUCCIA                            J'aeroplanine? Oddìe quente me piace fa j'aeroplanine a fiji mì.

LUCIO                                  Filù, famméje tu

FILUCCIA                            Scì, scì, damme sa cucchiara (prende il latte) Vruuuum, vrumm...J'apparécchie più béjie de je mùnne ha partite dalla pista de Scortellone pe arriva alla pista cieca (lo imbocca)

LUCIO                                  Ahmmm

FILUCCIA                            Parte n'atre apperecchie...vruuum,vruum (arriva alla bocca spalancata di Lucio e poi torna indietro) Torna arrète...vruuum, riparte j'apparécchie, vruuum, vuoto d'aria, torna arrète (c.s.)  Arriva co je sellùzze, hic,hic,hic... sta a finì la benzina..vruuum è arrivate a je cecàte, è arrivate a je cecàte e torna arrète vruum..Ce la fa j'aeroplanine? Chi le sa?

LUCIO                                  (piangendo) Vójie la zuppetta!

BENEDÌTTE                        (prende il cucchiaio dalle mani Filuccia) Damme sa cucchiara, te zìzì affrociate (lo imbocca)

(da fuori Nicolìne e Vincenzine)

NICOLINE-VINCENZINE    (da fuori) Permésse

FILUCCIA                          Oddìe, i miei pargoli! Ajiute, dove posso oscurare la mia persona?

BENEDÌTTE                        Eh?

FILUCCIA                            Addò me pòzze nasconne?    

BENEDÌTTE                        Vattene a quella cambera

FILUCCIA                            Mi raccomando non rivelate la mia presenza fisica

BENEDÌTTE                        Filù!!!!!!

FILUCCIA                            Nen ce dìte che sténghe ècche! (va a nascondersi)

NICOLINE                            Signòra Crocifissa, potéme entrà?

BENEDÌTTE                        Crocifissa nen ce sta, ce sténghe ie

VINCENZINE                      Poteme entrà listésse?

BENEDÌTTE                        Entrete

VINCENZINE                      Disturbéme?

NICOLINE                            Steste a fa quaccósa d'imbortante?

BENEDÌTTE                        Veramente stèmme a fa la campagna dell'Africa orientale

NICOLINE                            Oh, me dispiace

VINCENZINE                      Ma arméne steste a vince?

LUCIO                                  No, stéme ai tempi supplementari

BENEDÌTTE                        Ditéme, che jate cerchènne?

VINCENZINE                      Nù séme venuti pe vedè le sorelle Chiacchierelli ma ce vergogneme de ì alla casa

NICOLINE                            Lòche ce sta la sorella Maria che nen ce po' vedè

VINCENZINE                      E allora séme pensate, mo jame dalla signòra Crocifissa e ce le ficéme chiamà

BENEDÌTTE                        Già fatte!

NICOLINE                            Eh?

BENEDÌTTE                        Già fatte, già lè ìte a chiama

NICOLINE                            Che sguérdezza!

VINCENZINE                      Ma cómme le séte appurate che nu stèmme a venì?

BENEDÌTTE                        Nù séme dei maghi, è le vére zizì?

LUCIO                                  Eh, ce sta pure la strega!

VINCENZINE                      Oddìe, ce sta pure mamma?

BENEDÌTTE                        No, no, mammeta s'ha nascosta

NICOLINE                            Eh, s'ha nascosta?

BENEDÌTTE                        No, no, voleva dice che mammeta nen ce sta. È le vére zizì?

LUCIO                                  Ie nen la vede!

NICOLINE                            No, perché se mamma vè a sapè che stéme ècche c'accide e tittiddù

VINCENZINE                      Nen ce dite gnente, pe carità

(da fuori)

CROCIFISSA                       Forza, forza nen ve ficète precà

MARIA                                  Jame, jame che mo Filuccia me la magne

MARIA-SABBETTA     Nóne ce metteme paura

(entrando Maria trascina una sorella e Crocifissa l'altra))

CROCIFISSA                       Filù, ecchelè nen volevane venì

BENEDÌTTE                        Crocifì ma che sta a ddì, Filuccia nen ce sta

CROCIFISSA                       E addò è ìta?

(intanto i ragazzi incrociano gli sguardi con le sorelle)

BENEDÌTTE                        (a parte) Zitta, s'è nascosta pe nen fasse vedè ai fiji

MARIA                                  Filù, me che ce si venuta a pijà pe sceme? Si dìtte che ce steva Filuccia e invece ce stane si ddù mammocciuni!

(Vincenzine, Nicoline, Sabbetta e Prenella si scambiano occhiate e gesti affettuosi)

CROCIFISSA                       Marì, si capite male

MARIA                                  Ma che te si messa a fa la ruffiana?

CROCIFISSA                       Marì, ma quasse ruffiana, Filuccia stéva....

BENEDÌTTE                        Filuccia steva ècche ma pó sa sentuta male e se ne ìta

MARIA                                  Mah! Ie nen ce vede chiare

LUCIO                                  A chi le dici!

VINCENZINE                      Prenelluccia, quant'è témbe!

NICOLINE                            Sabbettuccia, cignatòna mia!

PRENELLA                          Hic, m'ha revenùte je selluzze hic!

SABBETTA                          A mimì...mimì... m'ha repì....repì...repijàte je ntartà...ntartà...ntartà...jaménte!

VINCENZINE-NICOLINE    (insieme) Ah, l'amour! Ah, l'amour!

(Filuccia esce come una furia )

FILUCCIA                            Mo ve le facce vedè ie l'amour

MARIA                                  Ah, ma allora la strega ce sta peddavére?

CROCIFISSA                       Càrma Filù

FILUCCIA                            Càrma? Adesso espleterò un pranzo ingoiando e digerendo le congiunte linguacciute e ciarlone

CROCIFISSA                       Filù, nen te capime!

FILUCCIA                            Ah, nen me capite? Volete che parle Avezzanese? E vada bbono ripeterò la scena: (torna verso la porta e poi riparte spedita ripetendo la scena) Càrma? Mo se ddù pettequolòne me le magne a muccichi 'ncape

MARIA                                  E ie t'ajiùte (cercano di afferrare le due sorelle che si riparano dietro a Vincenzine e a Nicoline)

VINCENZINE-NICOLINE  (insieme) Dovrete passare sui nostri catammeri

FILUCCIA-MARIA             (insieme) Ce passéme, ce passéme

(nel frattempo in questo stato di confusione esce Cupido da dietro la tenda prende l'arco e scaglia una freccia che colpisce Filuccia che nella confusione si trova vicino a Lucio, Cupido torna dietro la tenda)

FILUCCIA                            (si ferma di botto, prende per il bavero Lucio e lo alza)

Oh, mio amor!

LUCIO                                  Ajiùte!

FILUCCIA                            Caro Lucio, il mio muscolo cardiaco mi percuote all'inverosimile nel riguardo della tua persona

LUCIO                                  Lassame sta

FILUCCIA                            Manche pe gnènte, vieni antiamo a fare una passeggiata romantica in modo che anche tu possa espletare il tuo amore per me

LUCIO                                  No, nen vójie venì, nen  vójie venì

FILUCCIA                            ( trascinandolo a forza) E jamme (via i due)

CROCIFISSA                       Ma che sta a succede?

BENEDÌTTE                        Ecche se so 'mbazziti tutti!

MARIA                                  (piange)

CROCIFISSA                       Marì, che si fatte?

MARIA                                  Se innamorane tutti, sóle ie so rimasta sòla (via)

SABBETTA                          Mamà...mamà...marì..

PRENELLA                          Hic Lassala sta hic quela è sole che invidiosa hic. Penséme a gli hic spusi nostri

SABBETTA                          Scì sciscìne...penséme a Vince...Vince..Vincenzine mì

PRENELLA                          Hic Sabbè, Vincénzine è hic quie mì

SABBETTA                          Me sosò...me sosò... me sosò sbajiata

PRENELLA                          Hic, prò pure Nicoline hic, me va bbóne hic, dóppe tutti s'anni all'assùtte!

VINCENZINE                      Ma Preneluccia mia, ma che dici?

NICOLINE                            Sabbettuccia, Sabbettuccia nen te sbajià, vò mette a mì co fratéme?

VINCENZINE                      Ma che vò dice, che si méjie tu?

NICOLINE                            E cérte!

VINCENZINE                      Ma se tu angóra te fa la pipì a je létte!

NICOLINE                            Zitte!

VINCENZINE                      Ma che zitte e zitte

NICOLINE                            E allora tu che j'atre jórne si viste na formica e ti nascoste arrète a j'armadie e strillivi cómme na pazza

VINCENZINE                      Nen è le vére!

NICOLINE                            Scìne, è le vére

CROCIFISSA                       (rivolta alle donne) Vajò, sentite a mmì, lassete perde. È méjie remanè vizzòche che co si dù

SABBETTA                          Ah no eh! Emmmò...momò...che seme troà...troà...troate!

PRENELLA                          Hic Nen te preoccupà Vincenzì hic Te difende ie dalle formiche hic

SABBETTA                          Nicolì, te mimì...te mimì..te mìtti ne béjie papà...papà...

NICOLINE                            Addò sta?

SABBETTA                          Chi?

NICOLINE                            Patrete!

SABBETTA                          No, vovò...vovò...voleva dice te mìtti ne béjie papà...papà...

NICOLINE                            Papà che?

SABBETTA                          Papà...papà...pannucce de line

PRENELLA                          Hic, mo jamece a fa na bella hic passiggiatahic

VINCENZINE-NICOLINE  (insieme) Ma vu ce je fate il lattuccio?

SABBETTA-PRENELLA  (insieme) Scìne, scìne, ne béjie lattucce (via i quatrro)

BENEDÌTTE                        Crocifì, ie nen ce sténghe a capì gnènte

CROCIFISSA                       Tu eh? Ca ie!

(esce Cupido con la bottiglia in mano, ubriaco lancia due frecce che colpiscono Benedìtte e Crocifissa)

BENEDÌTTE                        Crocifì, me sente tutte ne friccichìe

CROCIFISSA                       Oddìe Benedì, pur'ie

BENEDÌTTE                        Me sembra de esse tornate a trent'anni fa, quande te ficeva la corte

CROCIFISSA                       Pure a mì! Benedì, quante si béjie

BENEDÌTTE                        Amore mio!

CROCIFISSA                       Mo che torni dalla cantina de Peppone ce la ficeme na bella passiggiata?

BENEDÌTTE                        Ma quasse Peppone, quasse passiggiata. Crocifì, me sténghe a recordà quaccósa

CROCIFISSA                       Jamme, jamme prima che te le scurdi (via)

(Entrano Immacolata e Concezione)

CONCENZIONE                  Insomma, nen ce ne va una ritta!

IMMACOLATA                   Me pareva strane che dù bei vajùli cómme i francesi se fussere innamorati de nu

CONCENZIONE                  A mì m'è parse strane quande Enfer s'è innamorate de tì

IMMACOLATA                   E a mì quande Demon s'è innamorate de tì

CONCENZIONE                  Varda che quela è na cosa pussibbile, la cosa imbussibbile invece è che Enfer s'è innamorate de na cornacchia cómme tì

IMMACOLATA                   Ah scì, Demon se po' inamorà de na racchia cómme tì e Enferuccio nen se po' innamorà de una cómme mi che so aveta, slanciata, mora co je nase a patatina

CONCENZIONE                  Immacolà nen dì fessarie ca sinnò se nase a patatina te diventa ne silure!

IMMACOLATA                   Cómme quie tì?

CONCENZIONE                  Mo te mocciche 'ncape

IMMACOLATA                   Forza provace

(entra Asstubbale)

ASTRUBBALE                     Permésse?

IMMACOLATA                   Chi è?

ASTRUBBALE                     Scusete, me chiame Astrubbale, cerco la signòra Crocifissa

CONCENZIONE                  È nostra madre

ASTRUBBALE                     Veramente?

CONCENZIONE                  Perché?

ASTRUBBALE                     Nen le sapeva che Crocifissa tenesse quattre fijie

IMMACOLATA                   Quattre fijie?

ASTRUBBALE                     Scì, l'atra vòta so venute ècche e ce stevane dù belle vajòle che me pare se chiamessere Immy e Concy e m'òne dìtte che èvane le fije de Crocifissa. Prò èvane propria diverse da vù

IMMACOLATA                   Ma nen è che ve séte sonnate?

ASTRUBBALE                     No, no, me recorde bbóne, ha succésse veramente

IMMACOLATA                   Conceziò, ie me sténghe a mette paura!

CONCENZIONE                  Zitta! (poi ad Astrubbale) Ma voi che volete?

ASTRUBBALE                     Ie so ne poeta e so scritte se libre addó ce so misse dù poesie de Crocifissa

IMMACOLATA                   Ah scì, mammina c'ha scritte na poesia pure a nù

ASTRUBBALE                     Ah scì?

CONCENZIONE                  Scìne na poesia bellissima

ASTRUBBALE                     Me la débbe fa dà cuscì la pubblico a n'atre libre. Scusete ma ècche nen c'abita pure ne zie, ne cérte Lucio, n'òme béjie, affascinante, imponente, illustre, un latin-lover, na bellezza stravolgente...

CONCENZIONE                  Ma chi, je cecàte?

ASTRUBBALE                     Scì, isse! Anche se privo di vista è bellissimo!

IMMACOLATA                   Conceziò, ma quisse? (alludendo alle tendenze sessuali)

CONCENZIONE                  Pare de scì.

ASTRUBBALE                     Potrei vederlo?

IMMACOLATA                   Scìne, mo che revè te je chiameme

ASTRUBBALE                     Je pòzze aspettà ècche?

CONCENZIONE                  Scìne assetteteve a quela seggia, nu intante ricameme, sa ce séme appena fidanzate

ASTRUBBALE                     Complimenti!

IMMACOLATA                   Grazie

(TUONO, entrano Perfidone, Enfer e Demon)

PERFIDONE                         Permésse?

IMMACOLATA                   Mamma mè che paura!

ASTRUBBALE                     Che è state?

PERFIDONE                         Nisciùna paura séme nu. (ad Astrubbale) Permettete? Perfidius (gli da la mano)

ASTRUBBALE                     Piacere, (ritira la mano) Lei è molto caloroso

PERFIDONE                         Je sai...lo so. Vi presento i miei due enfants  Enfer e Demon

ASTRUBBALE                     (estasiato)Frecate quande so béji

CONCENZIONE                  Astrù, nen ce penzà pe gnènte che quissi so 'mpegnati co nù

ASTRUBBALE                     No, no, ie già so impegnate, anche se ne pensierucce..Ma voi siete esteri?

PERFIDONE                         Nous sommes...siamo italiani émigré..emigrati in Francia

ASTRUBBALE                     (con modi femminili) Ah, la France...ah, la France

PERFIDONE                         Garçon, salutate le chevalier..cavaliere

ASTRUBBALE                     (cercando di parlare francese) Verament..gè so venut a pè

PERFIDONE                         Comment?...Come

ASTRUBBALE                     So venute a piedì, senza cavallò

PERFIDONE                         Molto sympathique...simpatico

ENFER                                  Piacere monsieur

DEMON                                Très honoré...molto onorato

ASTRUBBALE                     Quante séte béji!

ENFER                                  Mercì, lo sappiamo

ASTRUBBALE                     Comunque se volete parlà tra de vu fate pure ie m'assette ècche e nen ve dénche fastidie

PERFIDONE                         Ma no a te je vais....ci penso io, lasciamo soli i pigeons..piccioncini

ASTRUBBALE                     Varda che ie so fidanzate

PERFIDONE                         Ne vous inquiétez pas...non ti preoccupare. Non sei mon type....il mio tipo

ASTRUBBALE                     Peccate

PERFIDONE                         Alè, alè (via i due)

CONCENZIONE                  E così, eccoci qua

IMMACOLATA                   A ricamà je correde pe quande ce sposeme

CONCENZIONE                  Ma cómm'è, ve séte ammutoliti?

ENFER                                  No, no, nous sommes fatigués...siamo stanchì

DEMON                                Nous avons marché...abbiamo girato per la ville...il paese   

CONCENZIONE                  Oh, pòre stelle!

IMMACOLATA                   Assetteteve, cuscì ve reposete. Preco    (i due siedono)

ENFER                                  Nù.. Nous avons mal aux pieds

DEMON                                Male ai piedi

CONCENZIONE                  E leveteve le scarpe

ENFER-DEMON                  (insieme) No! No!

CONCENZIONE                  Ma perché, porquà? Paschè? Percomè?

DEMON                                Nous..noi abbiamo pédales..pedalini buchè

IMMACOLATA                   Ma non fa gnènte. Babbino nostro tè cérti buci che me parene le tane delle òlepe

ENFER                                  Eh?

IMMACOLATA                   Tanè olepè

DEMON                                Je ne comprends pas

IMMACOLATA                   Angóra co se pane?

DEMON                                Je ne comprends pas, non capiscò

CONCENZIONE                  Olepa, volpa, furba, co recchie ròsse, mucche a punta

ENFER                                  Ah, Renard!

CONCENZIONE                 Boh, ie nen le sacce se Renate tè i pedalini sbuciati, comunque nen ve preoccupete, forza caccieteve le scarpe

DEMON                                No! Arrêter

CONCENZIONE                  Arrète, nnanzi, cómme ve pare

DEMON                                Arrêter! Fermatevi

IMMACOLATA                   Forza Conceziò tu a Demoniucce e ie a Enferucce insèmmia

(gli tolgono le scarpe e si ode un grosso TUONO)

IMMACOLATA                   Mamma mè

CONCENZIONE                  Che pédi strani!

IMMACOLATA                   Cómme le crape!

CONCENZIONE                  Apperciò nen se volevane levà le scarpe

IMMACOLATA                   Ma chi séte?

DEMON                                No, no cette...questa è una mode française...moda francese

ENFER                                  Oui, tutti i garçons..ragazzi francesi hanno i marche..piedi a forma di chèvre..Capra

IMMACOLATA                   Sarrà, ma ie me sténghe a mette paura

CONCENZIONE                  Ma no sorellina mia, è la moda. A preposite che ne dite dei vestiti nostri? Ve piacene

ENFER                                  Oui, sono elegant

CONCENZIONE                  A mì me pare che fane difétte. Immacolà a ti che te pare?

IMMACOLATA                   Pe mì so perfetti

CONCENZIONE                  Ma no, nen le vidi che fane difétte?

IMMACOLATA                   Ie nen le vede

CONCENZIONE                  Ma scì, varda, cuscì nen se vede bbóne, pijéme ne spécchie e te facce vedè che fane difétte

IMMACOLATA                   Ma no, te so dìtte che stane bbóni

CONCENZIONE                  Immacolà, se te diche de pijà je spécchie atà pijià je spécchie e basta; Si capite?

IMMACOLATA                   Ah, tu dici che a quie spécchie rósse se vede méjie

DEMON                                Ma non ha importanzà!

CONCENZIONE                  Ha imbortanzà, ha imbortanzà

ENFER                                  Ma ici...qui non c'è miroir...specchio

CONCENZIONE                  Ne tenéme une ècche arrète, mo je pijéme, vu aspettete ècche (via le sorelle)

ENFER                                  Oh, insomma Demon, io non ne posso più

DEMON                                Facciamogli firmare la ratifica e non ne parliamo più

ENFER                                  Ma se firmano andranno all'inferno?

DEMON                                E certo!

ENFER                                  Quindi corriamo il rischio di ritrovarcele tra i piedi

DEMON                                A proposito di piedi, tu pensi che si siano insospettite vedendo i nostri piedi da Capra?

ENFER                                  Ma no, sono due sempliciotte

(rientrano Immacolata e Concezione con lo specchio coperto da un telo)

CONCENZIONE                  Ecco qua! Mo ce specchieme e ve facce vedè je difétte

IMMACOLATA                   Conceziò, nu de difétti ne tenéme na torza, invece Enfer e Demon so perfetti

CONCENZIONE                  Tu dici?

IMMACOLATA                   Cérte! Varda eh! Vajù metteteve ppó 'nnanze a je spécchie, vardete cómme séte béji!

(i due diavoli molto presuntuosi e altezzosi vanno davanti allo specchio)

DEMON                                Certo che non abbiamo défauts...difetti

ENFER                                  Siamo la plus bell...i più belli dans le monde..del mondo

CONCENZIONE                  Immacolà, leva sa coperta

(Immacolata esegue e nello specchio non si vede nessuna immagine)

CONCENZIONE                  Ma che strane, se spécchie nen funziona

IMMACOLATA                   Chissà addò j'avranne crombate mammina e papino?

(TUONO)

CONCENZIONE                  Sarrà ne spécchie magiche o saranno magici si du?

IMMACOLATA                   Sicuramente sarà magiche je spécchie (TUONO)

DEMON                                Basta! Ci avete teso un tranello!

ENFER                                  (minaccioso) Adesso ce la pagherete cara

IMMACOLATA                   (piangendo) Ajiùte, ajiùte, ténghe paura

DEMON                                E fai bene, perché noi siamo due diavoli e vi porteremo all'inferno

ENFER                                  Avete sbagliato a fare le furbe, ora vi puniremo

IMMACOLATA                   Pietà! Pietà!

CONCENZIONE                  Immacolà, gnènte paura

DEMON                                Tu non hai paura?

CONCENZIONE                  No!

DEMON                                Sei un incosciente!

CONCENZIONE                  No, no, sono cosciente

ENFER                                  E allora?

CONCENZIONE                  So cosciente de je fatte che avete fallito e che Perfidone vi punirà

DEMON                                È vero!

ENFER                                  Non ci perdonerà mai che ci siamo fatti scoprire

DEMON                                Brutte zitelle!

ENFER                                  C'avete rovinato la carriera

(esce Cupido che scocca due frecce che colpiscono Enfer e Demon, poi ritorna dietro la tenda)

DEMON                                (guardando estasiato Concezione) Prò guardandoti bene non sei tanto male

ENFER                                  (guardando estasiato Immacolata) Pure tu Immacolata sei bellissima

CONCENZIONE                  Che stéte a dì?

IMMACOLATA                   A nù nen ce frechéte

ENFER                                  Ma no Colatuccia mia, io sono veramente innamorato, non ho mai visto una bellezza così particolare, tanto particolare

IMMACOLATA                   (comincia a crederci) Tu dici?

ENFER                                  Ma si, sei stupenda

DEMON                                E tu Confettino mio, sei sconvolgente, sei...sei...sei...

CONCENZIONE                  E tu sette...sette...sette...        

DEMON                                Non so cosa sia successo ma una forza esterna mi ha fatto innamorare di te

ENFER                                  Anche a me è successa la stessa cosa. È come se una freccia mi avesse colpito al cuore, una freccia con la punta avvelenata d'amore

DEMON                                Confettino mio, devo assolutamente averti

CONCENZIONE                  Carma, carma.

ENFER                                  C'è il problema di Perfidone, fra poco torna.

DEMON                                Non gli dobbiamo far capire che ormai siamo innamorati

ENFER                                  Io voglio diventare uomo e passare la mia vita insieme a Colatuccia mia

DEMON                                Per il momento andiamo via, non ci facciamo trovare poi vedremo cosa fare

ENFER                                  (a Immacolata) A dopo mio amore

DEMON                                (a Concezione) A dopo mio tesoro (via i due)

CONCENZIONE                  Immacolà, ma che si fatte? Nen si contenta

IMMACOLATA                   (triste) Insomma

CONCENZIONE                  Ma cómme insomma? Séme sconfitte i diavoli e i séme fatti innamorà. Oh quissi so i più béji de je mùnne

IMMACOLATA                   (triste) Scìne, le sacce

CONCENZIONE                  E allora che è se mùcche appicàte?

IMMACOLATA                   (triste) Eh, gnènte

CONCENZIONE                  Parla, che nen te va bbóne?

IMMACOLATA                   Me piacevane di più quande parlevane frangese!

CONCENZIONE                  Immacolà, francese, polacche, ostrogoto, russe, 'nciampriche, cómme parlene parlene....basta che parlene!!!(via tutte e due)

(esce Cupido con la bottiglia vuota, è ubriaco)

CUPIDO                                Frecate quant'è bbòna sa marzàla, me la so scolata tutta, famme vedè se ne trove n'atra pòca che me sente la òcca assùtta (apre un mobile) Ah, ècche n'atra buttijia,  mo ce mette questa vòta e me pijie questa piena (esegue e beve)

(entrano San Pasquale e Santa Filomena infuriati)

SAN PASQUALE        Propria a tì stèmma a cercà!

SANTA FILOMENA   Ma che si recumbinate?

CUPIDO                                (nascondendo la bottiglia) Gnènte, nen so cumbinate gnènte

SANTA FILOMENA   Si fatte innamorà, tutta gente sbajiata

CUPIDO                                L'amore è cieco

SAN PASQUALE        No, tu si cieco!

SANTA FILOMENA   (scorgendo la bottiglia) Ma che sta 'mbreache?

CUPIDO                                Chi? Ie? Te sta a sbajià

SANTA FILOMENA   (prendendo la bottiglia) E questa che è?

CUPIDO                                Na buttijia

SAN PASQUALE        Angóra co sa Marzàla?

CUPIDO                                Nen ne so assaggiata manche ne guccitte! Vardete è angóra piena

SANTA FILOMENA   È le vere, è piena

SAN PASQUALE        Ma allora si cecate in tutte?

CUPIDO                                No, no, ce vede bbóne

SAN PASQUALE        E allora cómme si fatte a sbajiatte

CUPIDO                                Boh!

SANTA FILOMENA   Facce vedè cómme si fatte

CUPIDO                                (arma l'arco con una freccia) Allora, quante ie so viste che i cristiani stevane distratti so pijiàte la mira e so tirate, cuscì (scaglia la freccia e colpisce San Pasquale) Pó so caricate n'atra vòta e so tirate n'atra vòta (scaglia la freccia e colpisce Santa Filomena)

SANTA FILOMENA   Pasquà, ma le sa che tinivi ragione? Pure a je paradise ce stane i bei vajùli

SANTA PASQUALE   E perché alle sante che ce vò dice?

 Filomè, ma cómme so fatte a non accorgeme prima della tua prorompente bellezza?

CUPIDO                                Oddìe che so cumbinate! Famme posà sa buttijia (esegue)

(ai Santi) Scusete, me so sbajiàte

SAN PASQUALE        Ma quasse sbajiàte, si fatte bbóne

SANTA FILOMENA   Pasquale mio nen ce scordeme che seme du Santi

SAN PASQUALE        Ma ie me so innamorate de tì!

SANTA FILOMENA   Pur'ie

SAN PASQUALE        Cómme poteme fa?

SANTA FILOMENA   Si mai sentute parlà de Amore Platonico?

SAN PASQUALE        Scìne

SANTA FILOMENA   Ci ameremo Platonicamente

SAN PASQUALE        Cioè?

SANTA FILOMENA   Cómme fratéjie e sorella

SAN PASQUALE        Scìne, cómme fratéjie e sorella (via i Santi)

CUPIDO                                Me sa che so fatte ne casine! E mò? Boh? Mo sa che facce? Me vajie a fa na bella penneca arrète alla tenda

(rientrano Benedìtte e Crocifissa)

CROCIFISSA                       Benedì, mo me so ricordata le perché me te so sposate

BENEDÌTTE                        Te n'iri scorda eh?

CROCIFISSA                       Me n'èva scorda scì! Sempre a Peppone

BENEDÌTTE                       Mo nen ce vajie più. Te sténghe sembre vicina cómme ne canucce. (imita il cane) Bau, bau

CROCIFISSA                       E ie sarò la tua jàttuccia (imita il gatto) Miao, miao

BENEDÌTTE-CROCIFISSA   (insieme in modo ridicolo, sovrapponendosi)

BENEDITTE                        Bau, bau

CROCIFISSA                       Miao, miao

(entrano Immacolata e Concezione)

CONCEZIONE                     Ma che sta a succede?

IMMACOLATA                   Chi ha fatte entrà se bestie?

CONCENZIONE                  Mammina, babbino che v'ha pijàte?

CROCIFISSA                       (ricomponendosi) Gnènte, gnènte

BENEDITTE                        (continua) Bau, bau

CROCIFISSA                       Basta Benedì!

BENEDITTE                        (continua) Arf, arf

CROCIFISSA                       Finiscila Benedì!

BENEDITTE                        Jattòna mè!

IMMACOLATA                   Babbino!

CONCENZIONE                  Ma che t'ha pijàte?

IMMACOLATA                   Perché stete a fa cuscì?

CROCIFISSA                       (vede la bottiglia di marzala sul tavolo) La marzàla! S'ha bevute la marzala e c'ha fatte st'effette

BENEDITTE                        (riprendendosi) Scì, scì la marzàla

CONCENZIONE                  Ma allora te piace?

BENEDITTE                        Eh! Tante

IMMACOLATA                   Si viste? Tu si dìtte che la buttevane e invece ce piace

CONCENZIONE                  Oddìe quante so contenta!

IMMACOLATA                   Papino, fatte n'atre guccitte   

BENEDITTE                        No, no grazie, abbasta quela che me so bevuta

IMMACOLATA                   E allora nen è le vére che te piace

CROCIFISSA                        Ma scìne, se n'è bevuta na buttija intera   

CONCENZIONE                  Nen è le vére!

CROCIFISSA                       Ma scìne

CONCENZIONE                  Aspetta famme controllà. (va al mobile dove Cupido ha messo la bottiglia vuota)    Ecche ce steva n'atra buttijia (la prende)

Immacolà, è le vére s'è già scolata na buttijia

IMMACOLATA                   Ma allora te piace peddavére?

BENEDITTE                        Scìne, peddavére

IMMACOLATA                   E nu che ce credèmme che la fionnivi

BENEDITTE                        Quante mai?

IMMACOLATA                   (prende la bottiglia piena)Fatte n'atre guccitte!

BENEDITTE                        No,no!

CONCENZIONE                  E allora nen te piace!

CROCIFISSA                       Ma si, su Benuà bevi

BENEDITTE                        (esegue molto schifato) Puah! (inizia a correre come un matto) Quant'è bbòna! Quant'è bbòna!

CONCENZIONE                  Ma che ha fatte?

CROCIFISSA                       È na bomba energetica!

BENEDITTE                        (crolla su una sedia) Bbòna, veramente bbòna (conato)

IMMACOLATA                   Conceziò, raccontemece tutto

CONCENZIONE                  Statte zitta!

IMMACOLATA                   No, so i genitori che c'hanne misse a je mùnne

CONCENZIONE                  Hanne fatte se capolaore!

CROCIFISSA                       Che ce dovete dì?

IMMACOLATA                    (alla sorella) Diccele

CONCENZIONE                  Enfer e Demon nen so du vajùli frangesi

CROCIFISSA                       So tedeschi?

BENEDITTE                        Ie l'èva capite subbite che nen parlevane frangese

IMMACOLATA                   Ma che séte capite?

CROCIFISSA                       So inglesi?

IMMACOLATA                   Oh insomma, stetece zitti! Continua Conceziò

CONCENZIONE                  So venuti San Pasquale e Santa Filiomena

BENEDITTE                        Crocifì, ma nen è che quela buttijia vòta se la so scolata le bambine?

CROCIFISSA                       Perché?

BENEDITTE                        E quesse tène le visioni celesti

IMMACOLATA                   Nisciuna visione, è propria cuscì

CONCENZIONE                  Ve ricordete Fra Pasquale e Suor Filomena?

BENEDITTE                        Scìne, venittere a chiede na pòca de carità pe je convénte

IMMACOLATA                   So du santi

CROCIFISSA                       Scì, so veramente bravi

IMMACOLATA                   So du santi peddavére

BENEDITTE                        Leva sa marzàla!

CONCENZIONE                  Ficéteme parlà, stetece zitti pe du minuti

CROCIFISSA                       E parla

CONCENZIONE                  Fra Pasquale e Suor Filomena  so i santi che séme pregate pe facce marità, e siccome nen ce rescivane so calati 'ngima alla terra pe vedè cómm'è che nen ce rescivane

BENEDITTE                        E che dovevane calà pe capille?

IMMACOLATA                   Scìne, dovevane calà

CROCIFISSA                       Ma si bambine mie

CONCENZIONE                  Quande so venuti ècche òne appurate che ce steva je zampine de je diàvele (TUONO)

IMMACOLATA                   Stete a sentì?

CROCIFISSA                       Benedì, ie me stenghe a mette paura

BENEDITTE                        (si alza e va a prendere la bottiglia di marzala e beve)

CROCIFISSA                       Benedì, ma che te si 'mbazzite?

BENEDITTE                        Zitta che me sténghe a 'mbressionà!

IMMACOLATA                   Le stete a vedè?

CONCENZIONE                  Je diàvele se chiama Perfidone e saria quie che ha venute co Enfer e Demon che so n'atri e dù diàveli

CROCIFISSA                       Mamma mè! E ie c'èva fatte pure ne pensierine!

BENEDITTE                        Crocifì!

CROCIFISSA                       Scì, ma ciche ciche

CONCENZIONE                  C'hanne fatte firmà na carta addó ce sta scritte che se ce sposeme ce doveme venne l'anima

BENEDITTE                        E vu séte firmate?

IMMACOLATA                   Scìne

CROCIFISSA                       E mò?

IMMACOLATA                   E mo ce doveme fa straccià je contratte

CONCENZIONE                  Ma nen finisce ecche

CROCIFISSA                       Cioè?

CONCENZIONE                  Immacolà, diccele tu

IMMACOLATA                   Lo zio Lucio è....

BENEDITTE                        Questa la so! È cecate!

IMMACOLATA                   Nóne

BENEDITTE                        Ma scìne, me ne so accórte quande ce so fatte j'aeroplanine

IMMACOLATA                   Lo zio Lucio è ne diàvele (TUONO)

CROCIFISSA                       ( a Benedìtte) I parenti ti so tutti strani!
CONCENZIONE                 
Ma quasse parente! È un demone mannate da Perfidone

BENEDITTE                        Che poteme fa?

IMMACOLATA                   Je dovéme doveme accoppà!

CROCIFISSA                       Ma nen è che è peccate?

(entra lo zio Lucio seguito da Filuccia)

LUCIO                                  Ajiùte leveteme quessa de torno

FILUCCIA                            Ma no, mio bel giovanottone

LUCIO                                  (arriva a Beneditte) Chi si?

BENEDITTE                        Beneditte

LUCIO                                  Beneditte, nipotino mio ajiutame tu!

BENEDITTE                        Ma certe, ve ècche assettate. Vu reggete Filuccia

CROCIFISSA                       Filù statte carma che mo te spiegheme

FILUCCIA                            Lo voglio, lo voglio!

CROCIFISSA                       Filù, dóppe te je piji, mo vattenne avéntre a quela cambera

FILUCCIA                            Si ma fate presto

CROCIFISSA                       Prestissimo, ce deme na marzalata 'ncape e ppó te je po' pure pijià. Mo va

FILUCCIA                            Eseguo! (via in camera)

LUCIO                                  Grazie, grazie me séte sarvate. Sa, ie già so impegnate

CROCIFISSA                       Zio, che dici de na pòca de marzàla?

LUCIO                                  No grazie, so astemio

CROCIFISSA                       Acquante na botta!

LUCIO                                  No, la marzàla me da' 'ncape

(intanto Immacolata gli da una bottigliata in testa, Lucio casca su una sedia svenuto)

(entrano Vincenzine e Nicoline)

VINCENZINE                      Scusete ha venuta mamma?

CONCENZIONE                  Ah, ariecche si dù?

IMMACOLATA                   Ve séme dìtte che séme fidanzate, lassetece perde

NICOLINE                            Ma chi ve penza? Volevamo sapè sóle se mamma ha venuta ècche

CONCENZIONE                  Tutte scuse!

VINCENZINE                      Nisciuna scusa. Insomma ce le volete dì se mamma sta ècche?

CROCIFISSA                       Scìne sta ècche. (chiamando) Filuccia!

FILUCCIA                            (entra) Ecchmè! Addó sta, addó sta?

VINCENZINE                      Mamma

FILUCCIA                            Ah, anco voi in codesto loco?

NICOLINE                            Scì, nen te séme viste retornà a casa e ce séme preoccupati

FILUCCIA                            Pòre stelle, allora je lattucce nen ve je séte pijiàte?

(entrano Sabbetta e Prenella)

SABBETTA-PRENELLA    (insieme) Je lattucce ce je séme fatte nu

FILUCCIA                            Come vi siete permesse di svolgere il mio compito di genetrice affettuosa?

VINCENZINE                      Mà, ormai ce séme fatti róssi

NICOLINE                            Je lattucce ce je po' da pure la fidanzata

FILUCCIA                            Fidanzata? Ma che ve séte 'mbazziti?

CROCIFISSA                       Filù, abbi pacienza, e lassaji sta! Magari se fidanzessere la creature me! E ppó, tu nen te si 'ncapunita dello zio Lucio?

FILUCCIA                            A preposite addò sta?

BENEDITTE                        Sta lòche se sta a ffa ne sonnelline

FILUCCIA                            Quant'è bèjie pare n'angiulitte (TUONO)

CROCIFISSA                       Filù mo vattene a casta che sta a tonà, e mentre arrivi a San Nicola po esse che te pijia quacche furmine e te secca. Pó più tardi returni e te piji je cecate

FILUCCIA                            Va bene, antiamo prole

VINCENZINE                      No mà, nu remaneme ècche!

FILUCCIA                            Come osi dare un 'affermazione negativa a colei che ti ha messo in questa valle di lacrime?

NICOLINE                            Mà e lassace ne póche 'npace

FILUCCIA                            E vado bono! (poi a Sabbetta e a Prenella piangendo)

Trattéteji bbóne me raccomanne, che ce so misse nove mesi pedùne pe faji (via)

CROCIFISSA                       Benedì, vajò jame ne póche all'altra cambera, lasséme soli si vajiuli

BENEDITTE                        E lo zio Lucio?

CROCIFISSA                       Lassajie lòche, tante nen da fastidie (via Benedìtte, Crocifissa, Immacolata e Concezione)

VINCENZINE                      Venite ècche, assettemece che doveme concordà le convolanti nozze                            

PRENELLA                          Hic, Ie m'assette vicine hic a Vincenzine mi

NICOLINE                            E ie e Sabbetta ce mettème vicine, vicine

SABBETTA                          Che bèbè...che bèbè...che bèbè

NICOLINE                            Ne maschie e na femména

SABBETTA                          No, che bèbè...che bèbè...che bèbè

NICOLINE                            Te le so dìtte, vurria ne maschie e na femména  

SABBETTA                          No, che bèbè...che bèbè...che bèbè

NICOLINE                            Insomma Sabbettuccia, te le so dìtte!

PRENELLA                          Hic, e ficetela finì hic, de parlà                 

SABBETTA                          Volè....volè....voleva dice...che bèbè che bèbè che béjie Nicoline mì

PRENELLA                          Hic, cérte prò co ste selluzze hic tutta la vita nen se po' sta

VINCENZINE                      Peddavére, quisse è ne problema

SABBETTA                          E se ntartà....se ntartà...gliaménte allora?

(esce Cupido)

CUPIDO                                Ie ve pòzze aijutà

VINCENZINE                      E tu chi si?

CUPIDO                                N'amiche

NICOLINE                            N'amiche de chi?

CUPIDO                                N'amiche de tutti. Siccome so fatte na freca de guai allora mo me tocca rimedià

SABBETTA                          Nen te...nen te... nen te stéme a capipì

PRENELLA                          Hic, che vò dice hic?

CUPIDO                                Nen ve pòzze spiecà, ma la causa de tutti sti amori so ie

NICOLINE                            Che significa?

CUPIDO                                So je responsabile de tutti sti innamoramenti, insomma so fatte ne casine!

PRENELLA                          Hic, no si fatte bbóne hic

SABBETTA                          Propri...propria..mente bbóne

VINCENZINE                      Ma cómme po' rammedià?

NICOLINE                            Oh, nen me levà Sabbettuccia mè

CUPIDO                                Nen ve preoccupete, ormai séte innamorati, ma na cosa la pòzze fa

VINCENZINE                      E che po' fa?

CUPIDO                                (prende la bottiglia de marsala, poi alle donne) Vajò affroceteve a sa buttijia e vedrete che ve se passane si difétti de innamoramente che tenete

PRENELLA                          Hic, Ma che si pazze? Hic

SABBETTA                          Quìquì....quìquì....quisse è velene!

NICOLINE                            Su Sabbettuccia, penza che béjie senza ntartajiaménti

VINCENZINE                      Prova pure tu Prenelluccia

PRENELLA                          Hic, Va bbó ma detece du bicchieri hic alla buttijia me schife hic

(Cupido prende due bicchieri e versa da bere)

CUPIDO                                Forza, tutte ne fiate!

(Prenella e Sabbetta bevono e svengono)

VINCENZINE                      Preneluccia!

NICOLINE                            Sabbettuccia!

CUPIDO                                Nen ve preoccupete, mo se repijiane, ie intante me vajie a scolà sa mezza buttijia che è rimasta (via dietro la tenda bevendo)

NICOLINE                            Amoruccio, amoruccio

(Prenella e Sabbetta si riprendono)

SABBETTA                          Nicoline!.... Oddìe nen intartaglie più

VINCENZINE                      E tu Prenè, prova a parlà

PRENELLA                          Vincenzino amore mio. Evviva me s'è passate je selluzze

(entra Maria)

MARIA                                  Ah ecche stéte?

PRENELLA                          Scìne co Vincenzine e senza selluzze

SABBETTA                          E ie co Nicolìne e senza 'nacacajamenti

MARIA                                  Ma allora nen séte più innamorate?

PRENELLA-SABBETTA   (insieme) Innamoratissime

MARIA                                  E a mì me lassete sòla?

PRENELLA                          Ma no tu si sembre la sorellòna nostra

SABBETTA                          Nen te preoccupà, cómme doveme ì a spettequolà te venime a chiamà. Le sorelle Chiacchierelli rimarrano sembre unite

PRENELLA                          Saremo sembre le gole profonde de je concentraménte!

MARIA                                  E va bbó, mo jame a casa nostra ce jame a fa ne béjie caffè e spettequoleme ne póche de Filuccia

VINCENZINE                      No, de mammina nostra no

PRENELLA                          Vincenzì, nu non guardeme 'nfaccia a nisciùne

SABBETTA                          A chi tocca, tocca!

MARIA                                  Jame, jame

PRENELLA                          Ma ve le so raccontate de quela vòta che Filuccia...

MARIA                                  Racconta, racconta

NICOLINE                            Vincenzì, ma nen è che stéme a fa na cazzata?

VINCENZINE                      Me sa!

PRENELLA                          Jame, jame (via, rimane sole Lucio svenuto su una sedia)

(mentre escono entra Astrubbale che le guarda con aria interoogativa)

ASTRUBBALE                     Ma a sa casa chi va chi vè (poi guardandosi intorno) Chissà addò starà je cecate mì? (lo vede) Lucio, Lucio che t'ha succésse? (Lucio non risponde) Respunni, respunni. Oddìe, s'ha mórte, propria mo che èva troàte il grande amore, l'amore della mia vita! Respunni, respunni (lo scuote, Lucio si riprende piano, piano) Evviva, si vive, si vive!

LUCIO                                  Mamma mé che botta!

ASTRUBBALE                     Ma che t'è succésse?

LUCIO                                  Ma che ne sacce, sarrà stata la marzàla.

ASTRUBBALE              Te si 'mbreacate?

LUCIO                                  No ie so astemie, ma all'imbruvvisa so sentute na botta 'ncape e....e.....e.....e....

ASTRUBBALE                     E che?

LUCIO                                  Ce vede! Ce vede! So repijiàte la vista!

ASTRUBBALE                     Ma che sta a ddì?

LUCIO                                  Scìne, ce vede! Sarrà stata la botta 'ncape! Ce vede!

ASTRUBBALE                     Ma sarrà la suggestione, quacche ricorde! Te pare che  all'imbruvvisa, pijia e ce vidi

LUCIO                                  Te diche che ce vede!

ASTRUBBALE                     Nen ce crede, nen è pussibbile

LUCIO                                  Scìne!

ASTRUBBALE                     E che vidi?

LUCIO                                  (guardando estasiato Astrubbale) Vedo un uomo bellissimo!

ASTRUBBALE                     Allora ce vidi bbóne!

LUCIO                                  Scìne, ce vede  bbóne! Astrubbaluccio, nen me lassà più solo, ce sta na strega che nen me lassa in pace

ASTRUBBALE                     Nen te preoccupà, starò sembre affianche a tì

LUCIO                                  Ridimme la poesia

ASTRUBBALE                     Quale?

LUCIO                                  L'amore è cieco

ASTRUBBALE                     (apre il libro di poesie e legge)

L'amore è cieco,

io sono cieco,

tu sei cieco,

egli è cieco,

noi siamo ciechi

voi siete ciechi

essi sono ciechi. (pausa)

Viviamo in un mondo senza luce!

LUCIO                                  (sospirando) Bellissima! Ma cómme ce pinzi?

ASTRUBBALE                     Ho fatto un corso di ottica! (via i 2)

(entrano dalla tenda Enfer, Demon, Perfidone che tiene per un orecchio Cupido)

PERFIDONE                         Pensavate de famme fesso?

ENFER                                  No, sublime schifezza, non è colpa nostra

DEMON                                All'improvviso abbiamo sentito uno strano sentimento

PERFIDONE                         La colpa è di questo pupazzo che ha cominciato a tirare frecciate alla cieca

CUPIDO                                Ahia, ahia, lascia, lascia

PERFIDONE                         Disgraziato, ma ci pensi a quello che hai fatto?

CUPIDO                                Ie so Cupido e je compite mì è quele e fa innamorà i cristiani, che ne sapeva che èvane ddù diàveli!

PERFIDONE                         E ci credo stai sempre ubriaco

CUPIDO                                No è che sta marzàla è proprio bbòna, la vò assaggià?

PERFIDONE                         Smettila! Ora veniamo a noi, falliti di diavoli che siete!

ENFER                                  Noi non abbiamo colpe

DEMON                                E poi una carta l'abbiamo fatta firmare

PERFIDONE                         Sapete bene che se non ratificano è carta straccia. Ora vi dovrò punire

(entrano Beneditte, Crocifissa, Immacolata e Concezione)

CONCEZIONE                     Tu nen punisci propria gnènte

PERFIDONE                         (TUONO) Come osi?

CONCEZIONE                     È inutile che fa sti effetti speciali, nu nen ce metteme paura

IMMACOLATA                   (frignando) Ie veramente scì

CONCEZIONE                     Zitta tu!

PERFIDONE                         Adesso a voi ci penso io

BENEDITTE                        Fermo! Vai nel retro Satana!

PERFIDONE                         Addó débbe ì?

CROCIFISSA                       (Caccia un rosario         ) All'inferno! Vai all'inferno

(entra Maria)

MARIA                                  Crocifì tenissi ne póche de sale? (si accorge del clima teso) Ma che sta a succede?

PERFIDONE                         Signora, vada via!(TUONO)

MARIA                                  Mamma che paura!

(intanto Concezione va a parlare con Cupido che annuisce e presa la mira tira una frecciata a Perfidone e l'altra a Maria)

PERFIDONE                         (galante) Signora, non è necessario che vada via subito, se vuole può rimanere

MARIA                                  Oh, che signore, che maniere gentili certo che rimango

ENFER                                  Visto capo? Cupido ha colpito anche te

DEMON                                Ti sei innamorato

PERFIDONE                         È vero, ed è bellissimo. Ti amo Mariuccia mia

MARIA                                  Anch'io diavolaccio

PERFIDONE                         Nen me chiamà diavolaccio che adesso vado a dare le dimissioni

ENFER                                  Ci starebbe il contratto da stracciare

PERFIDONE                         Si, straccio tutto, straccio tutto! Basta che pòzze sta co l'amoruccio mio

MARIA                                  E chi te lassa più! E quande me recapita n'òme co tutte se fóche 'ncórpe!

BENEDITTE                        Chi l'avrebbe mai dìtte che na buttijia de marzàla poteva fa tutte se cose

MARIA                                  Finarmènde so troàte ne diàvele che me se 'ngòlla

CROCIFISSA                       Allora, mo pare che sta tutte a ppóste, ognune ha troate l'anima gemella

PERFIDONE                         Enfer, Demon

ENFER-DEMON         (insieme) Dicci capo

PERFIDONE                         Non sono più il vostro capo. Ora andiamo giù negli inferi e ci dimettiamo

ENFER-DEMON                  (insieme) D'accordo!

PERFIDONE                         Ma voi siete convinti? Guardatele bene

ENFER                                  L'amore è cieco

PERFIDONE                         Questa l'ho già sentita

BENEDITTE                        Varda signor Diavolo che le mie bambine sono dei tipi

CROCIFISSA                       Lassa perde Benedì

PERFIDONE                         Beh, io ancora sono un diavolo ed ho qualche potere magico, che dici Mariuccia mia, vogliamo fare qualcosa per questi ragazzi?

MARIA                                  Qualsiasi cosa tu fai per me va bene, diavolaccio!

PERFIDONE                         (alle zitelle squadrandole bene) Venite qua! C'è qualcosa di sbagliato, non riesco a capire cosa, ma c'è qualcosa di sbagliato

(Maria gli sussurra qualcosa all'orecchio)

Giusto! Brava Maria! Cupido vai con i ragazzi a quella camera e.... ( a sua volta sussurra qualcosa all'orecchio di Cupido)

CUPIDO                                Agli ordini! Vu quattre venite co mì (via con i ragazzi)

BENEDITTE                        Ma che ce volete fa alle babbuine me?

CROCIFISSA                       Perfidò, statte atténte che se tocchi le creature mè, divente furastica e te rampe 'nfaccia

PERFIDONE                         Calma, calma

MARIA                                  Crocifì, e fidate na vòta

CROCIFISSA                       Ma le mie bambine!

MARIA                                  Sarrà méjie, na freca méjie

PERFIDONE                         (guardando la tenda) E vu ddù che stéte a ffà esse arrète? Venite fòri! (entrano San Pasquale e santa Filomena)

CROCIFISSA                       I Santi!

PERFIDONE                         Ci stavate controllando?

SAN PASQUALE        Cérte!

SANTA FILOMENA   Quande se ha a che fa co i diaveli

PERFIDONE                         Ex diaveli

SAN PASQUALE        Ma peddavére?

MARIA                                  Scìne, nen è più ne diàvele mo è j'òme mì e guai a chi me je tocca. Da óggi in poi ti chiamerò Done

PERFIDONE                         Scìne, me piace

SAN PASQUALE        Si viste che pregà San Pasquale Baylonne protettore delle donna ha servite

SANTA FILOMENA   Veramente preghevane più Santa Filomena

SAN PASQUALE        Le dici tu!

SANTA FILOMENA   Scìne è cuscì, è le vére Crocifì?

CROCIFISSA                       Carmetece tittìddù! Ve séme pregate notte e jórne pe fa marità le fijie nostre e nen séte stati capaci

BENEDITTE                        È le vére!

SANTA FILOMENA   E allora de chi è state je merite?

BENEDITTE                        De na buttijia de marzàla! Na marzàla è rescita a fa quele che du Santi, quattre diàveli e tre pettequòle nen so rescite a fa

CROCIFISSA                       Benedì, te le so dìtte che le bambine tenevane le mani d'òre

BENEDITTE                        Mo nen litichete pe se fessarie, San Pasquale, Santa Filomena, chi se prega se prega, abbasta che se prega

SANTA FILOMENA   È le vére Pasquà

SAN PASQUALE        Scìne è le vére Filomè, e ppó nu ce voleme bene

SANTA FILOMENA   Cómme fratéjie e sorella!

SAN PASQUALE        Scìne Filomè, so capite cómme fratéjie e sorella! (via santi)

(entrano Immacolata e Concezione che sono diventati uomini e Enfer e Demon che sono diventate donne)

CUPIDO                                Ecche qua! Fatto! (tutti guardano meravigliati)

CROCIFISSA                       Che è succésse?

BENEDITTE                        Ma mò?

PERFIDONE                         Quando sono nate, sicuramente c'è stato un errore

BENEDITTE                        Si viste Crocifì, tu si sembre dìtte che èva corpa mè!

CROCIFISSA                       Zitte, famme capì

PERFIDONE                         Ma si, questi dovevano essere due maschi

BENEDITTE                        Tu dici?

PERFIDONE                         Ma erano troppo brutte per essere femmine, e i diavoli troppo belli per essere maschi, così ho detto a Cupido di mischiare le carte

(entra all'improvviso Filuccia)

FILUCCIA                            Addó sta je cecate?

CROCIFISSA                       Mo ce mancheva sóle quessa

FILUCCIA                            Vójie Lucio

CUPIDO                                Lucio è impegnato

FILUCCIA                            Allora sóle ie so remasta dispara?

CROCIFISSA                       Filù ma cómm'è? Il tuo Taliano perfetto che fine ha fatte?

FILUCCIA                            Ma quasse Taliano? Vu nen ve ne séte mai accórti ma ie diceva na freca de fessarie

BENEDITTE                        Mai accorti Filù, mai accorti

FILUCCIA                            Ie parleva cuscì pe damme 'mbortanza, ma mo che so triste nen ce rèsce più

CROCIFISSA                       E perché si triste?

FILUCCIA                            Me so stufa de sta vedovanza, mo che i fiji mì se so allocati so remasta sòla

CUPIDO                                Filù, le sa che te diche? Che me so stufato de fa innamorà j'atri (prende l'arco e tira una freccia a Filuccia, poi rivolge l'arco su di se e si colpisce da solo)  Oh, finarménte ne póche d'amore pure pe mì

FILUCCIA                            Oh, come miha assalito la contentidudine...

TUTTI                                   Filucciaaaaaaaaaa!!!

FILUCCIA                            Oddìe scusete.... cómme so contenta

CUPIDO                                Allora che dici? So béjie?

FILUCCIA                            (squadrandolo) Eh, ne bbèjie omìtte!

CUPIDO                                Certo cara vedovella, il mio aspetto esteriore si ha incontrato con il tuo sguardo partito dalla retina sinistra della tua cavità nell'occipite orientale ed ha rilevato la mia attrattiva avvenenza fatta di appariscenza, e il tuo verbo ha espresso apprezzabilità e cognizione di causa a riguardo del mio pur sempre aspetto fisico, datosi che il dardo da me scagliato ha compiuto con precisione il lavoro e la mansione del compito ad esso impegnato....

TUTTI                                   Cupìdoooooo!!!!!!!!

CUPIDO                                Essendo giunto l'amore da parte della qui presente..

CROCIFISSA                       (interrompendolo) Sinti, Puttino.. vide de finilla e portate quessa

FILUCCIA                            Caro Cupidino la gnoranza è sovrana in questa casa, antiamo

CUPIDO                                Scìne, jamecénne, (prende la marzala) Quessa ce la porteme, nen se po' mai sapè ( via Filuccia e Cupido)

PERFIDONE                         Maria, andiamo via anche noi

MARIA                                  Scìne jame che débbe ì a raccontà tutte alle sorelle me (via)

BENEDITTE                        (guardando i ragazzi) Crocifì, tè raggione Perfidone, vardaji cómme so béji tutti e quattre. Cuscì è più normale

CROCIFISSA                       Si contente mò? Vulivi du maschi e si state accontentate

BENEDITTE                        Mo ce starria bbóne na bella poesia

CROCIFISSA                       La ténghe

BENEDITTE                        Ah, scì? E cómme fa?

CROCIFISSA            

                                                 (centro scena)           

Je mùnne è propria strane,

chi nasce tunne e chi nasce quadre,

chi nasce béjie e chi nasce brutte

ma co ne póche d'amore, se risorve tutte!

                                                      FINE

                                                     

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