Je… me fermo!

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N’AGGIA PIAZZÀ TRE

Titolo:                    Je … me fermo

Genere:                  prosa

n° atti:                    2

n° personaggi:      12

Durata:                  105’

Rappresentata:    2004

Riassunto:             L’opera tratta dell’omosessualità femminile. La trama e piena di eventi tra il comico ed il drammatico. La storia è quella di due famiglie che abitano in appartamenti adiacenti dello stesso palazzo. I due capi famiglia, pensionati, hanno lavorato assieme presso il Comune. Sia l’uno che l’altro hanno rispettivamente una figlia: Adele e Flora di ventinove anni. Carmine da alla sua vita di pensionato un solo fine: maritare Adele al più presto, e per raggiungere lo scopo, dichiarandosi un progressista, trascina quotidianamente, a casa, tutti i  giovani che gli capita d’incontrare. Alla fine, quando i genitori apprendono la notizia che le rispettive figlie vogliono andare a convivere da sole è come se la terra si fosse aperta e li stesse per inghiottire. Le reazioni sono legate al carattere di ogni personaggio.

Carmine Mazza, ex usciere comunale in pensione, vive, con la famiglia, in un appartamento al secondo piano di una palazzina INA casa, a Napoli. Sul suo stesso pianerottolo abita il suo ex superiore, Pasquale Cappiello, anch’egli in pensione.  La famiglia Mazza è composta dalla moglie Assunta, dalla figlia  Adele e dalla sorella  maggiore Antonietta.  La Famiglia Cappiello é composta dalla moglie Amalia e dalla Figlia Flora. Nonostante in pensione Carmine continua ad avere un rapporto di sudditanza nei confronti di Pasquale e quest’ultimo ne approfitta abbondantemente.  Da quando è andato in pensione, Carmine persegue un solo ed unico obbiettivo : maritare la figlia, ma la cosa non è così semplice come lui crede.

profilo dei personaggi

01] CARMINE  MAZZA       (65)        

Pensionato con conoscenze culturali basate non tanto sui miseri studi effettuati ( licenza elementare ), ma sull’esperienza fatta durante il periodo di lavoro ( usciere al comune ). Cerca sempre di mettere in evidenza i pregi delle persone care. Farebbe carte false per raggiungere i propri propositi. In certi casi cerca di ostentare un essere progressista celando in malo modo il suo vero essere tradizionalista conformista.

02] ASSUNTA OLIVA         (53)        

Moglie di Carmine. Livello culturale licenza elementare ripetuta tre volte. Da piccola ha imparato solo due              cose : cucinare e cucire e sono le uniche che fa bene. Aria ingenua ma quando se ne presenta l’occasione mette sa far valere le sue idee mettendo in evidenza il suo saper essere donna matura e posata.

03]  ADELE            MAZZA(29)         

Figlia di Carmine ed Assunta ha conseguito il diploma magistrale ed è in perenne attesa di un posto di lavoro. Aiuta la mamma nelle faccende di casa e passa gran parte del suo tempo libero con Flora figlia del vicino e sua coetanea.

04] ANTONIETTA MAZZA (60)        

Sorella minore di Carmine, zitellona. Passa le sue giornate tra la vicina parrocchia ove insegna il catechismo e la sua stanza ove recita il rosario. Vive di ricordi ed è un po’ sorda.  Ha completato gli studi di media inferiore poi s’iscrisse ad un corso d’infermiera e la conobbe Attila. Con quest’ultimo arrivò sino all’altare ma Attila preso da forti dubbi alla fatidica domanda dell’officiante rispose con un secco “NO!” e scappò via. Quest’episodio fu fatale ad Antonietta poiché lo shock le provocò uno stato confusionale tale che poi col tempo la porto a fare delle stranezze tipo: gettare acqua addosso a chiunque accenda una fiamma; aggredire chiunque stia litigando o ne dia l’impressione. Ma non è tutto infatti è anche presa da attacchi di follia isterica appena in casa c’è un estraneo, poiché in questi Ella vede “Attila”, lo sposo fuggiasco ed allora  minacciandolo di morte lo aggredisce. Antonietta si calma e diventa mite ed inizia a cantare inni sacri, appena gli parlano del Signore che vuole preghiera e pace nel mondo.

05] PASQUALE CAPPIELLO (65)

Vicino di casa. ex  capo usciere del comune anch’egli in pensione. durante il periodo in cui lavorava ha avuto quale subalterno Carmine  trattandolo sempre male. Da quando i due sono in pensione , Pasquale tratta Carmine ancora da subalterno e quest’ultimo, anche non sopportandolo, subisce passivamente causa quel timore riverenziale che gli è rimasto attaccato alla pelle  dopo i 40 anni di servizio.

06] AMALIA CERVONE(56)             

Moglie di Pasquale, altezzosa esibizionista e ignorante. Ama essere sempre al centro dell’attenzione ed è convinta di essere superiore a tutto e tutti.

07] FLORA CAPPIELLO(29)             

Amica Del cuore di Adele insieme hanno completato gli studi ed insieme si sono accorte che la loro amicizia era qualcosa di più, è amore.

08] ARISTIDE RASCA        (30)        

Dottore specialista ginecologo di Lodi, distinto ed educato,  ma al momento giusto sa farsi valere. Odia gli arroganti. Ha un’ottima posizione economica. Gli piacce il suo lavoro e sta cercando di farsi una posizione a Napoli aprendo uno studio specialistico.

09] GENNY CARDINO(30)

Figlio unico di un ricchissimo stilista di Napoli. Suo unico problema è, come spendere i soldi di Papi. È bi sex,  gli piacciono sia le belle  donne che i bei maschiacci rudi e forti. La sua identità cambia appena riceve un colpo sulle spalle.. Ciò lo mette nella scomoda posizione di non poter controllare i suoi istinti anche perché nel momento dello scambio non ricorda nulla di ciò che ha fatto sino al quel momento nell’altra identità.

10] ORAZIO OLIVA(69)     

Fratello di Assunta. Invalido di guerra. È stato artigliere scelto nell’artiglieria pesante campale. Durante il bombardamento di Cassino, mentre era intento a caricare il pezzo da 90 una granata esplodendo poco distante gli ha causato una parziale perdita dell’udito. Ha perso totalmente la misura del tempo e la forte paura lo ha reso quasi folle. 

11] CARLO SCIALACCONE (25)      

Convinto d’essere un bravo cantante “rap-napoletano”, lavora presso la salumeria del padre per crearsi un capitale tale da permettergli di incidere  il suo primo CD. Il CD, come dice, che gli cambierà la vita. S’è scelto quale nome d’arte CASCIA che sarebbero l’iniziale del nome e del cognome. Carlo, da quando s’è messo in testa di essere un cantante rap non parla , canta.

11]  SARA SCIALACCONE (8)          

Sorella minore di Carlo. Molto matura e sensata, rispetto all’età. dopo i compiti scolastici, aiuta il papà in salumeria nel calcolo dei conti ai clienti.. Ogni tanto le tocca redarguire il fratello Carlo poiché, sucubo delle sue convinzioni,   spesso prolunga le sue assenze dal negozio, creando enormi problemi.

Nota dell’autore:

Questo lavoro mette in evidenza come sia importante che il progresso non debba mai uccidere l’identità dell’uomo ed il progressista non debba mai trascurare i principi morali, etici e religiosi, che distinguono l’uomo dalle altre creature viventi,  altrimenti si rischia di creare gruppi di uomini disadattati nel loro stesso habitat naturale creando tra gli stessi  disuguaglianze, che col passare del tempo diventano fonte di puro razzismo.

L’omosessualità trattata in questo lavoro è ancor oggi, per molti, un  vero e proprio tabù. Divieto sacrale che si ingigantisce se essa coinvolge il sesso femminile.

È importante capire che la vita è un bene divino che ogni essere umano vive, in base al suo libero arbitrio, nel modo che meglio crede. Unico limite è quello che ci impone la comune convivenza con i nostri simili coscienti che la libertà soggettiva termina là dove inizia quella oggettiva.

Ma problema ancor più grave è che se un fatto del genere accade ad altri nella stragrande maggioranza suscita ilarità e scherno, mentre se il fatto accade nell’ambito del proprio nucleo familiare crea sgomento e incertezza sul come affrontare lo stesso. Non tanto per il fatto in se ma per come “la gente” può reagire. Senza sapere che “la gente” in fin dei conti siano noi stessi.

Per chi come Carmine ha vissuto in un epoca ove era ben marcata la, oggi, sottile linea di demarcazione tra il lecito e l’illecito, diventa duro accettare il lesbismo della figlia Adele. Tant’è che decide di fermarsi di fronte al viatico del progresso incessante ed incalzante dell’odierna società.                

                              

                              

Domenico   Meles

atto_I°

(La scena si apre sulla stanza da pranzo in casa Mazza. Luci basse. Nella penombra s’ode la voce di Adele che ferma sulla porta d’entrata .)

AD      Questa situazione è insostenibile……. Possibile che non riusciamo a trovare il coraggio di dichiarare il nostro amore ? … ti amo più della mia vita …….. ma che dici,  noooh! ….ma è una pazzia , e poi ….

(su queste parole s’ode la voce di Carmine che salendo le scale….. )

CA      Ma vi prego, accomodaveti, sono appena due piani se siamo arrivati ….. e ghiammo saglite……  (Adele impaurita….. )

AD      Uh mamma mia, sta saglienno papà….. saliamo al pianerottolo superiore, così non ci vede ….. …..  (ciò dicendo, lasciando la porta aperta scappa via

----------------------- le luci si abbassano. musica intro 1. ----------------------------------

( sulla sfumatura dell’intro musicale…. entra Carmine e poggiando la giacca su una sedia….. )

Ca       -  Eccoci qua, …. ‘sta casa mia par’’o  puort’’e napule ….. tutt’apierto …. e si mo’ je fosse stato nu mariuolo? 

AR      - Mariuolo?

Ca       - se, aveto capito beno mariuolo….

Ar       - veramente non ho compreso cos’è mariuolo?

Ca       - commo ch’eré mariuolo mariuoli è comm’aggia dicere …. è mariuolo!

Ar       - continuo a non capire…

Ca       -  Aristo  ma – riuo- lo  (ciò dicendo avvolge le dita della mano a pugno…..)

Ar       - Mah!

CA      - nun m’avit’’a guardà ‘nmocca …. guardat’’a mano (ciò dicendo ripete il gesto e…)    ma – riuo – lo!

Ar       - a ho capito … Ladro!

CA      -  e je c’aggio ditto. comunquo accomodaveti, prego,  fate  commo se fosse  casa vosta.

Ar       - Grazie, troppo buono, ma non vorrei disturbare, è quasi ora di pranzo….

Ca       -ma qualo disturbo ’e disturbo! e per quanto vi ho pregato non siato timido… Assù…. Assù…. (alzando la voce) Assù!!!!!!!!!

Ar       -scusate ma lassù dove?

Ca       - che dicite?

Ar       - avete detto lassù, ma che c’è lassù?

Ca       - lassù dove?

AR      -voi state ripetendo lassù, lassù guiardando verso quel lato….

Ca       - ah, ho capito, no, quello è senza la ll

Ar       -non vi comprendo…

Ca       -caro Aristo

Ar       -Aristide prego …

Ca       -si, proto accussì, diceve nun è lassù ma sulamente Assù…

As       - sto arrevanno! … che c’è

Ca       -vedete, questa è  Assù! ….. ca quann’’a chiammo nun vene maje, ma quann’’a stongo spieganno, s’appresenta subbeto!….

AS       - chi e’ ‘stu giovane?

Ca       -Arristo, l’ho incontrato giù …..

ar       - Aristide don Carmine, Aristide, Signora permettete che mi presenti!

as        - che vò fa?!?!.

Ca       -niente Assù e ‘o fatto ‘e piacere, piacere. chi song’je e chi sì tu…..

ar       - dottor aristide rasca…. 

as        - rasca? …. che razza e nomme tene chisto

Ar       no signora, quello è il cognome…..

ca       - è duttore ….

as        - sarrà pure duttore ma sempe sputazza è!

ca       - e se vede che ‘o paese suoio e’ ausualo…

ar       - scusate ma io non capisco molto bene il napoletano, che state dicendo?

ca       -niente, niente … facevamo un riflesso sul vostro cugnome, ecco! ma comunque assuntì dicevo ca l’aggio ‘ncuntrato abbascio ‘o palazzo e ‘na parola tira n’ata,  aggio pensato mo’ ‘o porto ‘ncoppo e ‘ncoffro nu cafè,  chillo so’ vuleva ire ‘a piglà ‘o bar ma je aggio ditto si vulite ‘o veramente nu cafè duvet’’assaggiare quello di mia moglie, ed eccoci qua!   (ciò dicendo fa l’occhiolino ad assunta)

Ar       -veramente io volevo solo un informazione, ma il signor carmine, molto gentilmente, ha insistito tanto che non ho potuto fare a meno di salire a disturbarvi ……

Ca       - ma quale disturbo è un onore e un piacere….

As       - figuratevi, chell’’è cos’’e tutt’’e juorne, ormaje c’aggio fatt’’o callo!

Ar       - il fatto è che io m’ero fermato un attimo a chiedere un’informazione, ma vostro marito m’ha quasi fatto un interrogatorio di terzo grado…..

Ca       -esagerato!, qualche domandina, così per far conoscenza, poi, commo t’aggio ditto, l’aggio ‘nvitato a pigliarse ‘o caffè, .ho fatto bene ? (facendo l’occhiolino alla moglie) … sai,  Assù, il duttore è a napoli per lavoro, (rifacendo l’occhiolino), ed è  zetiello …. capisce a mme!

As       -ho capito Carmeniè, ho capito embè!

Ca       - comm’’embè? … ah le donne ! ma tu hai capito che ci troviamo di  fronte ad un giovine: serio, onesto, lavoratore  miereco e cosa più impartanta, zetiello!…..  capisce questa parola (rifacendo l’occhiolino)  ze – tie – llo!

As       -zetiello? …… un così bel giovane, …. zetiello !?!?

ar       -zetiello? …. chiedo scusa ma cosa significa zetiello?!?!

Ca       -assu’,  assu’… quello il signurino non è furastiero appartiene  all’aldra italia, pirciò cerca di parlare taliano, si no nun capisce. (rivolto ad aristide), zetiello sarebbe senza mugliera,  capisci …. ze - tiello!

ar       -Ah….la signora voleva dire scapolo?

As       -scampolo?

ar       -si signora sono celibe…… non ho moglie…

Ca       - e fa  l’ostretico….

Ar       -il ginecologo, prego, sa c’è una bella differenza!

Ca       -perdonate, ho fatto una graffa, ma io credevo ca facisseve nascere e criature e….

ar       -esatto, ma sono un ginecologo. vede signora, io,  seguo la puerpera ….

As       -ma allora siete fidanzato !?

ar       -no signora, ve l’ho detto sono scapolo

As       -e chi è ‘sta puerpéra?

Ca       -ma allora sei ignorante assù, la puerpéra è una femina…..          

Ar.      -esatto! …. è  una donna che si trova in  stato ….

Ca       -messicano?!

As       -è ‘na femmena straniera?!?....

ar       -Oh Signore, cosa centra il messico ora?

Ca       -scusate perche la puerpera non è una femmina messicana? quella che con le ciaccare in mano  abballa sbattenn’’e piere ‘nterra!

ar       -ma che messicana d’eggitto!

As       -oì che l’ignorante si’ tu!...  chella è  n’eggittese.

ar       -ma no!, ma no! state facendo una enorme confusione. la puerpera è una donna in stato interessante

Ca       -pe’ chi?

ar       -come per chi?

Ca       -voi avete detto che è stata interessante!

ar       -ma io volevo dire gravida

As       -e siete stato voi?

ar       -ora non ci sto capendo più niente, sono stato io a fare che?

As       -a ingravidarla?

ar       -No!,no! NO! …. io l’aiuto solo a partorire!

As       -AhAAAAAAA….. ma allora siete  ostretico!

Ca       -e io che ho detto!

ar       -e va bene, sono ostetrico. basta che ci capiamo.

As       -e da dove venite?

ar       -da lodi …

As       -‘e capì Carmeniè, è un lodato ’nce l’avimma presenta’ a zi’ntonetta.

ar       -lodigiano, signora assunta, lodigiano di lodi!

As       -c’’a ditto?

Ca       -è ‘na dammigiana di lodi….. lodi?.... a si!, lodi ?!?  vicino barletta

ar       -nossignore è vicino milano

Ca       -‘nzomma,nelle vicinanze

As       -e po’ me chiamm’’e a mme ignorante. lodi è chillu paese addò  ‘nce sta chella statua ‘rossa, ‘rossa … enorma,  aspetta commmo se chiamma ?  a tengo ‘ncopp’’a ponta da lengua a se, il colosseo di lodi, lo so’ pecchè l’ha studiato pure adele, nostra figlia!

ar       -mi perdoni signora ma a parte che il colosseo si trova a roma, la statua di cui parlate è il colosso di rodi  e si trova a RODI ridente cittadina ellenica.

Ca       -parle, parle e azzicche fiurelle un’’a cuoll’’a n’ata, ma torniamo a noi, assu’ va’ a pripara’  ‘na  bella tazzulella ‘e cafè, intanto ca vene ‘a piccerella, Adele. e si caro il nostro duttore ostretico, ve la voglio far cunoscere,  lei si ca è ‘struita,  figurateve ca parla cu cchiù ‘e ‘na lengua

Ar       cosa volete dire ?

Ca       Adele parla il taliano,  il fraceso e finaco il tedescanio…. quella è commo a vuje….

As       -nun è vero adele nun fa l’ostretica è maestra diplumata alla scola delle lengue internaziunale!

Ca       -ma quanno maje chella e’ maggistrata!..  siente a mme Assù, va’ famm’’o café…... 

(mentre assunta si reca  in cucina carmine  facendo cenno ad aristide di accomodarsi…)

Ca       -caro, aristide, ci potiamo daro il tu ?

ar       -se volete,potete darmi del tu fate pure ma io non posso, mi troverei in difficoltà, sapete è per una forma caratteriale che non mi permette di…

Ca       -oh… puvuriello, e  da quantu tiempo ?

ar       -da sempre, diciamo che da quando m’affacciai alle soglie della maggiore età!

Ca       -comm’è stato?  … forze ‘nu colpo e friddo …

ar       -non capisco ?

Ca       -un colpo di … vento! …

ar       -no,no,questo l’ho capito, ciò che non ho compreso è cosa volete dire…

Ca       -chiedevo della cataratta!

ar       -la cataratta, e che centra scusate?

Ca       -commo tu propetamento mò l’hai detto

ar       -detto cosa?

Ca       -il fatto  che tu tiene ‘na cataratta ca nun te permette e…

ar       -ma no, no, non ci siamo compresi, io alludevo al carattere,  ovvero vuoi per l’educazione impartitami, vuoi per l’ambiente che ho frequentato, si è forgiata in me uno stile di vita che mi impone di rispettare le  persone anziane, iniziando con  darle il voi. è chiaro?

Ca       -insomma, t’’è difficile a darme ‘o tu, e va bene vuol dire che ci  daremo il voi …

ar       -ma no, voi potete benissimo darmi del tu non ho problemi e poi……

(mentre i due parlano s’ode l’apertura della porta e…..)

ad       -mamma, …. mamma (gridando)

(Carmine  emozionato e felice dell’arrivo di Adele, che finalmente può far conoscere ad Aristide,  va in fibrilazione ed inizia a balbettare e a  muoversi freneticamente sulla sedia ripetendo ….)

Ca.      -ah! …ah……ah!…….

(Aristide pensando ad un malore e si alza per soccorrrerlo )

ar       -ma cusal’è …. si sente male?!?!

(ma carmine …..)

Ca.      -ah! …caro Arristo! ….  questa e adele! …..  è arrivata la maggistrata………..

(adele entra e nel notare la presenza di aristide si blocca sulla porta arrossendo e cambiando tono di voce)

ad       -ma…..mma!  (aristide  si alza e  fa un leggero inchino con la testa come a voler salutare mentre Carmine indicando aristide…)

Ca.      -adeluccia di papà, questo è il  duttor aristit…..

Ar       - de

Ca       - to, te , do …. ‘nzomma è duttoro …..

ar       - Rasca…. signorina, Aristide Rasca….

ca       -fa l’ ostretico!

ar       -ancora!!! …  sono ginecologo,  molto lusingato…. permette….

(dicendo ciò fa per andare verso Adele per il baciamano ma adele arrossendo ancor di più scappando verso la cucina…. )

ad       -ma….mmmmma!

(carmine rendendosi conto che la reazione di Adele potesse far capire ad aristide d’essere  una demente……)

Ca.      -no, aristide caro, non v’impressionate,  nun’’e scema, e’ solo, come dire, nu poco troppo ‘ntimiduta d’essere alla presenza di voi ca sieto un estraneo, sai comm’’è, quella, la ragazza, sta sempe dint’’a casa cu ‘a mamma, non ave amicizie, allora se capisce ca quanno vede uno straniero nun sapenno che fa!….. fuie adda mamma.  (notando lo sbigottimento e la perplessità sul viso di aristide ….. insiste ….) ma te lo posso assicurare, ca è  struita, fatecatrice e onesta, ‘na vera femmena ‘e casa, ‘nzomma como dire … ’a femmena  justa  pe’ n’ommo serio ca si vuole accasarse!

ar       -certamente signor Carmine, si vede da come si presenta che è una ragazza mite,  introversa ed allo stesso tempo, a modo suo, diciamo simpatica!

Ca.      -ecco, bravo, commo se vede chi ha studiato con la testa  sui libbri, e no comm’’a  sti giovane d’ogge che parlano, parlano ma nun accocchiano. bravo il mio caro  aristide, avete ingarrato il tipo , e ditemi, vi piace ?

ar       -ma, veramente, mi fate una domanda che m’imbarazza……

Ca.      -e  tu parla, sbarazzati, non ti preoccupare di me, io sono un patro futurista…           non songo certo, como se dice,  un biscotto!

ari      -un biscotto?

Ca.      -si, i tipi bezzuoghi….

ar       -biscotto ….. bezzuoghi? non conosco questa marca non vi seguo!

Ca.      -ma io nun me stongo a movere!

ar       -no,  alludevo al discorso, il fatto è che non capisco alcuni termini dialettali che usate. cos’è questo  biscotto … bezzuoghi

Ca.      -sono quei tipi casa e chiesa che arragionano sempe cu ‘a capa arreta di un  arretratezza che s’arricorda ‘e tiempe  d’ulisse con i froci….

ar       -i proci, signor Carmine, i proci

Ca.      -appunto i froci

ar       -no,  proci con la “Pi” non con la “effe”…

Ca.      -veramente ( ridacchiando ironicamente) je sapevo ca proto la “Pi “ ce manca a  quelli, comunquo l’importanza è ca ce capisciame, te pare…..

ar       -veramente ancora devo afferrare il concetto di biscotto bezzuoghi.

Ca.      -oh … oh…aristide caro e mi meravigliate, io mi sono spremuto molto chiaramento, mo  pare ca sieto tu, ca non capisce. parlavo di quegl’’uommene antiquariati che tengheno la  muffa al posto delle cervelle, chille che arragionano sul presento cu’ ‘e legge del passato.

ar       -ah!:..ho capito, voi alludete al bigotto, insomma lei non è  puritano?

Ca.      -no, no caro tu.  io songo napulitano verace!  non sono di pusitano, lo zio di mia moglie, Caloggero, era d’acerra ma chesta è n’ata storia… e poi quello morò in guerra….

(in quell’istante entra Orazio, che nel sentire l’ultima parola di Carmine … .)

Or.      -‘o sapevo! … è scuppiat’’a ‘uerra!  …. ( rivolgebdosi ad Aristide) chi si, si curre fa ampresso jammo dint’’o rifuggio….

Ca.      -nun t’appaurà….  non ti mettere appaura. questo è  Orazio, fratello di mia muglierema, è invalidato di  guerra….

Or.      -ma allora si scemo?! ….  vuò murì?!?! … t’aggio ditto ‘e correr’’o rifuggio, e tu staje ancora ccà!.....

(Carmine cerca a segni di far capire ad Aristide di assecondarlo ed Aristide comprendendo la situazione….)

Ar.      -ma veramente, signor Orazio, non vi allarmate, non è proprio il caso….

Or.      -Carmeniè ma chi è chisto? …. dice ca nun sta armato e l’’è pror’’o naso … che vo venì a dicere?   (Carmine alzando notevolmente il volume della voce…..)

Ca       -Orà! nun è scuppiat’’a ‘uerra, stai calmo! questo signore è un dottore è sta aspettann’’o cafè….

Or.      -ah, nun è  scuppiat’’a guerra!

Ca       -(abbassando il volume della voce), questo signore è un dottore è sta aspettann’’o cafè….

Or.      e l’aspetta ccà!?! …. ( rivolgendosi ad Aristide )  scusate ma per vostra cunuscenza ‘o bar sta sott’’o palazzo, proprio all’angolo….

Ca.      -Ma che capit’’Orà!, ( rivolto ad Aristide) scusatelo ma sapit’’a ‘uerra, ‘na bomba l’ha stupeduto ….

Ar       - stupeduto???

Ca       -si commo t’aggi’’a’ fa’ capì stupeduto … a si, ecco, ‘ntrunato…. ( cio dicendo ondeggia il capo tra le mani aperte…)

Ar       -un trauma?

Ca       -no ‘o tram nun c’azzecca niente chell’è stata ‘na bomba e spiss’’e vulentiere nun capisce chello ca uno dice, ( rivolto ad Orazio ), Orà, chell’’o cafè po’ duttore ‘o sta priparann’’int’’a cucina…

Or.      - ( rivolto ad Aristide)bravo, me fa piacere te staje arrecrianno cu ‘a cugina, e pe’ sapè comm’è, comm’è chesta cugina ???? ( Aristide molto impacciato…..)

Ar.      - Carmine che devo dire, ….  non ci sto capendo niente….

Or.      - quanto me dispiace, e sentuto Carmeniè  nun ten’’e diente…

(Carmine, rialzando il volume della voce e  mostrando una sedia ad Orazio…)

Ca.      - mò ti  ‘a calmà, assiettate ccà e fance parlà, (sfilando il giornale da sotto il braccio di Aristide…),tiecchet’’o giurnale, tiè, miettete a leggere…

( Aristide perplesso per il modo con cui Carmine gli ha letteralmente sfilato il giornale…..)

Ar.      - Carmine! ….

Ca.      - scusate, ma chillo accussì se calma….

Ar.      - ma il giornale è di oggi e non l’ho ancora letto!

Ca.      - nun ve preoccupate chill’’Orazio nun sape leggere, guarda sul’’e fiurelle

Ar       - ma è un quotidiano, non vi sono figure….

Ca       - nun ve preoccupate, chillo manco se ne accorge…

(Assunta entra con un vassoio e due tazzine di caffè ….)

As       - Uè Orà, già si turnato.

Or       - No Assù mò so’ turnato. Brav’’e fatt’’o cafè (ciò dicendo allunga una mano sul vasoio e cerca di prendere una tazzina ma Assuntalo blocca con uno schiaffetto sulla mano e…)

 As      - liev’’e man’’a lloco, chesto nun è pe’ tte, e po’ ho saje ca te fa male.

Or       - che schifo, e pecché ‘nce mis’’o sale, ‘o cafè me piace cu ‘o zucchero, nun ho voglio…..

As       - ( rivolta a Carmine ) ecco qua!.. il signore è servito, servo altro?

CA.     -ma comme, Assunta?,  … è così, che  si offre il caffè?

(Assunta si ferma e  interdetta si   guarda i  vestiti  e  poi….)

As       -Carmeniè, ma  mica me putevo cagnà pè na tazza e cafè?      (carmine  ridacchiando …..)

ca       -ma vuie guardate ….. ma vuie sentite ……ma …..

ar       -ma scusate, non c’è problema possiamo sorvolare, il caffè napoletano è una  squisitezza così com’è,  in qualsiasi modo lo si serve ….

Ca       - e no!caro aristide,mi dispiace ma non è così,‘o cafè va servito a dovere!

As       -e si io mò cu sti ciociole o pere, me metto a ghire fino a stu paese pe’ te servi ‘o  cafè… ma Carmeniè famm’’o piacere pigliate ‘o cafè e statte zitto!

Ca       -assu’, come al solito non hai capito niento! io volevo dire che ‘o cafè se serve: punto primo            accumpagnato cu ‘nu bellu bicchiere d’acqua fresca; punto sicondo     ca ciutulella d’’o zuccaro; punto terzo dint’’a nu piattino con il cucchiarino; punto….

As       -punto e basta, pecchè si pierde ancora tiempo a fa o filosofo ‘o caffè se fa friddo      e doppo me dice pure ca l’aggio ‘a servì co furnellino pe’ t’’o scarfa’!  (ciò dicendo  rientra in cucina.portandosi la giacca di Carmine borbottando…)  guardate’ ccà comm’’a cumbinato ‘sta giacchetta …. je ‘o dico ca si’ nu sguajato…….

Or       - ‘stu giurnale nun è buono, nun porta manco ‘na fiurella. Mò ‘o vac’’a ghittà dint’’o cesso!

Ar       -Carmine, il giornale…..

Ca       -vuje penzat’’o giurnale verite invece ‘sti femmene nun capiscene niente! ….(guardando aristide)  a….vote me pare ca nun capisceno niente, ma invece songo indispenzabile pe’ l’ommo, si vo fa l’ommo! dico bene ? (aristide  prende la tazzina con caffè, poi guarda Carmine e…)

ar       -se lo dite voi ……

(dalla cucina entra in scena Zì ‘ntunetta che nel vedere Aristide, e scambiandolo per Attila,  si ferla sull’entrata e con sguardo cattivo ed occhi da pazza …)

zn        - Attila! … tu qua?! …. grazie maria del bambin gesù …. je mo a chisto ‘nce faccio ‘a pelle …. e Attila nun esite cchiù!

(Aristide non capendo cosa stia accadendo e credendo che stesse parlando con carmine fa per portare la tazzina alla bocca ma carmine intuendo lo ferma e..)

Ca       - ‘ntunè, ma che staie dicenno, chisto nun è Attila, …. chisto è n’amico mio..

zn        - te fatto a Attila p’amico! …. che schifezza e frate ca si’!

Ar       - ma scusate, chi è costei?

Ca       - e’ mia sorella ‘ntonetta,  nun v’impressionate, chella è buona, una donna tutta casa e chiesa  sulo ca ‘a quanno ‘o sposo la lasciò con un secco NO! sull’altare, s’è mezza rimbambita e spisso esce fore cu ‘a capa

zn        - attila nun ‘o da aurienzia, dice accussì pecché nun vo’ ca je t’accido! ma je t’aggia accidere commo tu accediste amme! (ciò dicendo tenta d’afferrare Aristide, ma Carmine la blocca di nuovo…)

Ca       - Basta! … e mmo’ Basta ‘ntunè! …. Il signore non vuole viulenza ma preghiere …. ‘ntunè prega il Signore e pentiti!!!….

(Antonietta mette le mani giunte e chinando la testa va via recitando…)    [*]

zn        -  resta con noi signore la sera ….. resta con noi e avremo la pace …..

 (Aristide interdetto più che mai avviandosi all’uscita….)

Ar       - io direi che s’è fatto tardi, scusate tanto ma devo andare via…

Ca       - ma che dicite, e ‘o cafè? … pigliammoce primma ‘o cafè poi v’accompagno je…

Ar       - e va bene, ma cerchiamo di fare in fretta sapete io…

Ca       - quanta pressa, caro Aristide, ci vuolo il tempo ca ‘nce vuole. CCà ‘a Napule ‘e cose se fanno cu ‘o tiempo ca ‘nce vo’ … ‘o cafè ad esempio se piglia cu calma e devuziona …. ‘e cose fatte cu ‘a pressa nun songo maie bone …. commo se dice: la ‘a jatta per faro ‘i figlie ampressa …. li facio  tutti cecati!

Ar       - poco c’ho capito, ma resta il fatto che ho davvero una fretta bestiale, devo sbrigare alcune commissioni entro il pomeriggio e….

Ca       - e nun ve state a preoccupa, chelle ‘sti cummissione nisciuno ‘e move addo’ stanno …

(Mentre Aristide fa per prendere la tazzina del caffè bussano alla porta in modo prepotente….. tanto che il giovane ospite sobbalza con la tazzina in mano, macchiandosi i pantaloni…..)

ar       -Ma vada via ‘e ciapp’!!?! …. ma chi l’’è stu barbun che l’à bussà!?!!,(guardandosi i pantaloni) urca! ma guarda cchi!  … me sun macchià  tut’ le braghe!! ma vada via ‘e cciap’’!!!

Ca       -state calmo chisto sarrà qualcuno della famiglia cappiello…. che vene ‘a rompere sempre quanno facesse meglio a se sta a casa soia uh ma vi sieto macchiato il cazone, non vi preoccupate,  è cos’’e niente, state ca mo chiammo Assunta e chella certamente sape commo s’adda levà ‘sta smacchia  a copp’’o cazzone….

ar       -avete parlato di Assunta vostra moglie per smacchiare il pantalone  dico bene ?

Ca       -avite fatto centro, ma comm’’è che nun me capite? eppure io songo taliano!

ar       -effettivamente  è così ma giustamente come dite voi siete taliano

Ca       -certamente, napulitano verace ma sempe Taliano songo.

ar       -e sarà proprio per quella “I” che vi manca che a volte,  non vi capisco!

CA      -stavota song’’io ca c’aggio capito poco……

( s’ode sempre più incalzante e forte il bussare alla porta, accompagnato da qualche  urlo)

PA       ne uè ….. ma che c’è vò arrapì sta porta?…. vuttammo e mane Carmeniè, si semp’’o stesso …. fesso ‘ire e fesso si rimasto!

(a queste parole aristide guarda esterrefatto Ca, il quale non sapendo come giustificare il comportamento del vicino si tocca con l’indice della mano destra le tempie e…..)

CA.     -è pazzo, è pazzo! non ci fato case, mo vac’’arrapì a porta si no chisto  ‘a votta  ‘nterra, scusate un mumento…..  (ciò dicendo va alla porta, fa un colpo di tosse, per darsi un tono poi…)si può sapero chi sieto, e commo vi permettite di abbattere la mia porta accussì  forte ? qui non abbiamo bisogno di niente, chiunque sieto, mò iatevenno, stongo al  mumento troppo impegnato!

(dopo un attimo di silenzio, durante il quale Carmine  rientrando nella sala da pranzo fa un cenno ad aristide  come a dire “ avete visto come li sistemo io questi scostumati!”, s’ode un forte pernacchio seguito dalla voce di pasquale…)

Pa       -arape   roccocò!!!!     (Carmine resta  pietrificato …)

ca       Ma ….. ma chi è che parla?!?

Pa       ma chi e’ che parla? ma che staie ‘a telefono? arape e fa’ ampresso. Songo il tuo superioro Pascuale

ar       -forse è meglio che aprite, dalla voce sembrerebbe che il vostro superiore sia  molto incavolato, e forse e meglio ch’io vada non vorrei essere d’intralcio….

ca       -ma chi?,  ma qua’ superioro e superioro ….. è fernuta ‘o tiempo de’ superiore …. stato lì sedute, mo me lo spiccio in un sicondo, e poi, dopo che abbiamo smacchiato  il cazzone, finiamo il discorso! 

(ciò dicendo va verso la porta d’entrata ….. la  apre e …..entra a valanga pasquale  ….. seguito da Carmine)

ca       -don pascà veramente  ston …(pasquale gli lancia un’occhiata e Ca con la voce strozzata)…. g’o … ccu….pa…t’…accomodaveti…..

(pasquale entra guardando Carmine con fare rabbioso e non avvedendosi della presenza di aristide….)

pa        -chi è ‘stu cetrullo con il qualo staie occupate, dimme, ja’ dimme  …( ciò dicendo  si gira e nel vedere aristide …)

ar       -il “cetrullo” con il quale era occupato don Carmine sono io! 

pa        -chieto scusa, ma io,  pazziavo, sapeto io e questo  qua  abbiamo  lavorato trent’anni assiemo ….  e  isso sempe sott’’a mme! pecchè je evo il superioro! 

(ciò dicendo guarda carmine che umilmente)

ca       -signurino aristide , questo eva il mio superioro! (pasquale lo riguarda) …cioè vulevo dire è  ancora il mio superioro!

ar       -ma via signor Ca,  e che stiamo in un conve

ca       -ma che dito….

ar       -se permettete che dite lo dico io

ca       -se vi fa piacere, ma ca vulite dicere cu ‘stu fatto  d’’o cunvento?

ar       -Carmine, solo in convento esiste il superiore, e poi se come dite state in pensione, ora non esiste più alcun grado di differenza tra voi ed il signor pasquale, non vi pare?

pa        -no, no, no, e mi dispiace cuntraddirve ma je nun me trovo evo un capo e songo un capo anco in pensiona e lui è sempre sotto a me anco in pensiona!

Ar.      ma caro signore, era vuol dire che è stato  (rivolgendosi a Ca) ed ora?

Ca       -songo ‘e ll’unnice e nu quarto….

Ar       -ma che dite non intendevo l’orario ma volevo solo precisare che stando in pensione,  ora non lo è più, …

(mentre dice ciò, Pasquale nota la tazzina di caffè di Carmine sul tavolo …… e prendendola)

Ca       -pascà, ma allora (accorgendosi che sta prendendo il suo caffè) ma allora ‘o faie apposta!?!

pa        -che delizia, comm’’o fa Assunta ‘o cafè nun ‘o sape fa nisciuno ….

(mentre sta per portare la tazzina alla bocca aristide lo blocca la   mano con la tazzina e …)

ar       veramente quel caffè era di don Ca!

pa        -ah, era di don Ca?   ( Aristide cerca di prendere la tazzina)

ar       giusto, quindi….  ( pasquale evitando la presa)

pa        -se permettete, volevo chiarire un equivoco.

ar       -e cioè?

pa        -‘stu cafè …. era … a  modo mio …. o’ era ….  a  modo vuosto?

Ca       -veramente  era a modo e Assunta, essa l’ha fatto!

pa        -no Carmeniè  nun e capito, ma ‘o signurino si però, è vero?

ar       -veramente….

Pa       -e allora mi spieco, visto che,  como dite voi, giustamente, era è stato... fuie.. una volta... mentre ora non  è più, è overo? (e ridacchiando, tra lo stupore dei due,  si tracanna tutto il caffè)  proprio ottimo, como sempre. dunquo dicevo  ah, si!  ….  (Mentre Ca si sta recando  in cucina per  chiamare  la moglie, squilla il telefono)

Ca       -Chi sarrà ?

Pas.     -State commode, vaco io….(risponde al telefono)….ue flora….va bene, ….. si, …. va bene, duie minute e vengo. dice a mammeta che mo’ vengo….(riponendo il telefono )…era mia figlia flora , dice ca mia moglie me cerca urgentemente… chisto è nu guaie passato!  (Aristide intanto sta cercando di smacchiare il pantalone pasquale appena se ne avvede ….)   Uh! vi sieto arruvinato ‘nu cazone, ma commno avite fatte?!? …. mah? vabbuono ca’ sti  giuvane d’ogge s’o scialaccune e arrunzune, ma pe se fa chellu poco …….

Ari.    -Poco vi capisco, ma, per quel poco che ho compreso, vorreste insinuare che io sarei uno avvezzo allo sbrodolamento ? È così? Sono aduso io ?

Pa.      - e che ne saccio se sieto un abbuso, Io  ho detto solo che …..

Ar.      - se sono in questo stato, È solo colpa vostra ! è bene che lo sappiate !

pa        -colpa mia?

AR      e sì! .. colpa vostra e  del vostro modo inurbano di bussare alla porta ! 

Pa.      - scusato, ma io manco vi chenosce e tu me faie sta cantata ?

Ar.      - e ringraziate il cielo che sono un signore, altrimenti ve la suonavo pure. ma tu guarda un poco, adesso sarei io lo scostumato?

Pas.     - io di certo no!

Ar.      - Ummmm ….. meglio il silenzio che parlar con voi.

Pas.     - ma scusate io mò mò songo arrevato e quanno songo trasuto voi eravato già tutto ‘mbrandesato, mo mi domando, che ci azzecche  io ?

Ar.      - c’azzeccate, c’azzeccate, poiché e stata la vostra irruente bussata alla porta, quando siete venuto poc’anzi,  che ha fatto sì ch’io mi versassi il  caffè addosso.

Pas.     - e scusato, e secondo voi je, a for’’a porta avevo ‘a sapè che quanno bussano ve  menate ‘o cafè ‘ncuollo ? (aristide se lo guarda più stupito ed irato che mai )

ar.      - ma  è stata la vostra irruenza nel bussare che mi ha colto di sorpresa 

pas.     - e  vo’ dicere ca la prossima vota, primmo di bussare, si saccio ca ‘nce state vuie, manno primma ‘nu telegramma e po’ tuzzuleo.

ar.       - questo è peggio dell’altro……   (intanto entra dalla cucina Carmine seguito da  Assunta)

Ca       - viene assu’, se tratta ‘e ‘na macchiullella ‘ncoppo ‘o cazone …..

As.      - se fa ampresso a dicere ‘na macchiulella, s’adda vedè….

ar.      - non fa niente don Ca, provvedo io, ora però scusate, ma s’è fatto tardi, io dovrei andare……….

(s’avvia alla porta fa per aprire ed entra Amalia, che trovandosi di fronte Aristide….

am.      - Salvo…..

Ca       -se chiamm’’Ari..

Ar       -Aristide dottor rasca…..

Am      -je songo la consorta del qui presento Pascuale Cappiello Capusciere al camumo,  piacere …..

Ar       -onoratissimo, ma scusate stavo per andare…   (.Amalia gli si para dinanzi e…)

Am      -ma come proprio ora ca songo giunta io ve ne antate?  mi offenteto. e poi songo venuta per fare un prelievo….

Ar       -fate l’infermiera?

Am      -(.Abbozzando un sorriosetto ironico) ma che tito, hai sentito Pascà, avete sentito Carmeniè, Assù l’infermiera io?  io songo una VIPPA

Ca       -Assù finalmente l’ha capita…

As.      -che cosa Carmeniè?

Ca       -ca è ‘na PIPPA….

AM     -aggio detto VIPPA, una che camminga a paro, a paro colla mota

Ar       - siete un centauro?

Am      - no songo femmina dalla capa ai piere!

Ar       - Signora nessuno, credo ne dubitasse.

Am      - caro dottore per vostra cunuscenza je nella mia casa tengo la cucina  fatta tutta col legnammo di monaco e ci sta puro financo il frigorine incorperato. e nella stanza da letto, il matrimuniale tene anco il vibbratore automatiche c’’abbasta una votata del buttono  e isso abbia a tremmare sempe cchiù ‘e corza …. ecco chi simmo! genta futurista!

Ar       - ho capito tutto, ma purtroppo ora devo veramente lasciarvi ho un milione di cose urgenti da sbrigare….           (.Carmine lo blocca…)

Ca       - ma che dite, proto ora ca stiamo accunuscendoci meglio. ma assettateve e parlammo, ca cchiù parlammo, cchiù ci accapisciamo…..

ar.      - sentite, con una santa pasienza vi ho seguito sino alla vostra onorabile casa, vi ho rispettato ed ossequiato, ma ora basta! sono stufo! …..  la vostra ignoranza non ha limiti ne’ di spazio ne’ di tempo. sono qui da una mezzora e sembra che dante,  petrarca e boccaccio, che tanto hanno dato alla nostra madre lingua si stiano rivoltando nella  loro ultima dimora. ho il cervello in ebollizione, le orecchie che mi dolgono,  non posso sopportare oltre il vostro linguaggio sconnesso e  inconcreto. non ce la faccio più!! so solo che se mi trattengo oltre,  sarò costretto poi a farmi mettere in cura da un luminare della neuro!

(ciò dicendo esce velocemente lasciando alibiti. pasquale,Assunta e Ca. dopo qualche attimo di marrimento…..)

as        - forze ca nun le piaciuto  ‘o cafè?

ca       - nun credo ….. je chello che nun aggio capito e chello che a ditto e ‘o fatto  da’  lengua int’’o buccaccio ….

Am      -che tipo strano…..

pa.       - e  si ,  pensannoce buono ha anco scoperto le batterie !

as.       - nun ve capisco don pascà?

Am      -si che vuoi dicere

Ca.      - manch’io aggio capito ?.            

pa.       - secondo me è ricchione!   (il silenzo ricala sui tre. Carmine  esterefatto e meravigliato ….)

Ca.      - ma  ‘a che l’’e capite?

pa        - UhUh… Carmeniè l’ha dette lui stesso medesimo. Avite sentuto quanno, doppo ’o fatto da’ mamma c’’arrevota ‘a lengua int’’o buccaccio, c’ha guardete e ha detto testuarmento: ho il cerevello in bollazione, le recchie, e questo è stato il primo signalo, le recchie ca s’allongano,   non pozzo suppurtare  cchiù, il lignaggio l’ho messo addereto e nun c’’a faccio cchiù!!! so solo che ‘o tengo oltre e stretto po  m’’o faccio mettere in …eeeeeee…capisce. e dopp’’appiccio ’a  luminara!  pe’ n’euro! 

As.      - poco aggio capito ma e certo ca ‘stu fatto e  ‘na zuzzummarie!

am       - che schifo ma ce pensate, chisto quanno fa cierti cose, dopp’’appiccia pure ‘a luminaria…

Pa       - e pava n’euro ……

as        -che guste strane tenene ‘sti giuvene d’ogge

Ca.      - e io ca ‘o vulevo ammaretà figliame!

As.      e proprio a casa mia vulite fa succerere chesto?

pa        - comunquo donna  assu’, chisti tipe ccà, nun danno penziere.

am.      - che vuo’ dicere ?

pa        - Amà è commo a tene nu mariuolo dinto ‘a casa cu’ e mane ammuzzate !

As.      - che schifo, don pascà,

am       -e pe’ piacere,  parlammo ‘e quacc’ata cosa!

pa        - approposito e quacc’ata cosa, e chi ‘a sente mò a flora!

Am.     - che centra floretta mò

pa        -chella primma a telefono era essa e m’ha ditto ca me vuleva urgentemente. forse sarrà po’ fatt’’e l’operaje dint’’o cesso….

Ca.      - uh… e pecché tiene l’operaje dint’’o cesso!

AS       -l’’e mise in castigo, c’hanno fatto

am       - niente, niente ‘e ‘na cosa nosta….

Pa       -sapisseve chesta che s’’è miso ‘ncapa

Ca.      - quacche cappiello strano?!?….

pa        - ma qua’ cappiello …

Am      -Pascà , parla poco! nun accumincià a fa ‘o fesso!

Pa       - ma che dice Amà, tu ‘o saje….

Am      - je lo saccio ca si’ nu voccapierto. forse si tu ca nun saje chello ca te succede si parle tropp’’assaje….. e cose primma se fanno e po’ se dicene!

Pa       -scus’’Amà je stevo sulo dicenno che ce stammo…

Am      -allora vuò parlà?!?!? … e si proprio vuò parla vò dicere ca e meglio ca me ne vache, aldrimento ccà facimme gl’’ELFI e i CHERUBINI,  (andando via),  ZIO ORAZ I O  CU E RAZZE…….

Ca       - ma c’’a passato, sta proprio nera……

Pa       - ecco l’avite fatta ‘ncazzà!

As       - nuje?

Pa       -si vuje, che ve mettite a dumanda d’’e fatte da casa mia…..

Ca       -ma che vaje dicenno Pascà!.....

As       -chello era sulo pe’ sapè ch’’eré ‘stu fatt’’e gl’’operaje dint’’o….

Pa       -chell’aveva essere ‘na surpresa che Amalia vuleva fare e invece…

Ca       -e va buono vò dicere ca nuje facimmo finta e nun sapè niente. e che se tratta?

Pa       -stammo mettenn’’o bidello dint’’o cesso!

As.      - ‘o bidello?

Ca.      - chieto scusa, ma ca ci fa cu ‘stu bidello?

As.      - forse ca tene troppo traffiche ‘a matina?..

Ca.      - ma allora e  meglio un vigilo!

PA       - che cretino, un vigilo, mo  ce mettevo direttamente ‘o semaforo!

Ca.      -  ma mo spiegace che  fa’ stu bidello. mica è presente mentre vuie facite e fatte vuoste?

pa        - e certamente, chi ‘o move a llà!  lui sta ferme lì in attesa che ognuno lo usi quanno n’’ave abbisogno!

As.      -ma allora state parlando del bidè!

pa        -scusato, ma je che ho detto?      (mentre  i tre discutono tra loro bussano alla porta)

Ca.      -vaco a arapi’ ‘ a porta!         (ciò dicendo va ad aprire)

ar       -  scusi don Carmine, ho lasciato sul tavolo gli occhiali da sole.

pa       - e nun ve preoccupate l’avimme fatto nuje cumpagnia          

(Aristide va verso il tavolo, prende gli occhiali dal tavolo e…)

ar       - eccoli qua, be allora scusate ma devo scappare….

Ca.      - ma quanta fretta, veramente noi volevemo un chiarimento…

ar.      - meglio di no, ci vorrebbe un secolo per comprenderci….

pa        - ma scusate, io penso che ci dovreste dare ‘na spiegaziona…

As.      - je vi voglio solo dicere ca sieto uno spurcaccione!

ar       - gentilissima signora …. non vi capisco….

pa        - la signora  alludo al fatto ‘e quann’’ appicciate  ‘a  luminaria……capisce a mme!....

ar       - la luminaria? …. giuro che non riesco a capire cosa state dicendo, potreste spiegatevi meglio.

Ca.      - signor aristo  non siato scurnoso, noio siamo  genta ca sa como vanno  cierti fatte  pascuale  alludevo al fatto c’’a vuie ve piace  como dire…… mi sono spiegato….

ar       - no guardate ora vi prego di essere più chiari….

pa        - guardate ca a nuie nun ce fa certo specie se sieto ricchione!

ar.      -  come! … ricchione io!

pa        - e chi io? siete voi che fato cierte  svummecatezze .. e  pe’ ‘a cuntentezza doppo appicciate ‘a pure ‘a luminaria.

Ca       e pavate n’euro…  

ar       - ma che state farneticando, io sono maschio in  tutto e per tutto! (un attimo di silenzio, tutti si guardano sbigottiti ….) ma come vi saltano in testa certe idee…. io proprio non so! se non avessi capito con chi ho a che fare……

Ca.      - vedete forse non abbiamo capito bene ….

ar        - no caro Carmine, non forse, diciamo pure certamente ….

Ca       -se vi fa piacere….

As.      - e va bene che sarrà maje chesto, avimmo capito na cosa pe’ n’ata  è stato un qui, qua, quò!

ar       - si, si, e topolino e minni  dove li mettete. signora  forse volevate dire un qui  pro quo!

pa        - uè! l’importante e ca ce simmo capite…

ar       - è proprio questo il punto caro don pasquale,  proprio questo, qui non solo non ci comprendiamo, ma stentiamo a farci capire!

Ca.      - vi chiediamo umilmente scusa, non ve l’abbiate a male, sapete com’è quella e l’ignoranza ca ce fotte….

Pa       parla pe’ te!

ar       - è intervenuto  dante! … comunque don Carmine, accetto le vostre scuse ma ora devo proprio andare ho una infinita’ di cose da fare e mi dispiace dirlo ma voi m’avete fatto perdere tempo prezioso….

Ca.      - aspettate v’accompagno ….

ar.      - se vi fa piacere, ma dobbiamo andare ora….

Ca.      - eccomi, sono pronto, piglio ‘a giacca e vengo….

Ar.      - Intanto inizio a scendere

As.      - pascà, avite visto che figura c’’avimmo fatto?

pa        - mah! …. eppure me pareva d’aver capito che …. e invece chillo … mah! … comunque donna assu’,  mò scappo anch’je  altrimenti songo  mazzate….(pasquale va via ed assunta va verso la cucina ……. )

As.      - andate, andate, jate a sistimà ‘o bidello. (nel notarte carmine che cerca  qualcosa….) Né carminiè ma che staje cercanno?

Ca.      - Ma tenevo ‘na giacca ‘ncuollo stammatina?

As.      - Tenive ‘na giacca quanno si asciuto….ma si turnato cu ‘na mappina! L’aggio appesa, mò t’a vaco a piglià. (va verso la camera da letto e nell’aprire la porte s’ode la voce di zia ‘ntunetta che prega…)

Ca.      - ‘Sta casa a vote me pare ‘nu cunvento ‘e francescani!

As.      - (rientra con la giacca e gli la porge ) ecco qua! m’arraccumanno falla n’ata vota ‘na pappina

(Carmine s’infila la giacca ed esce bofonchiando.

(dalla cucina entra Orazio che rivolgendosi ad Assunta…..)

Or.      - Bellé ma ch’eré ogge nun se magna?!?

(Assunta lo guarda e poi ad alta voce….)

As.      - Orà ma si mò, mò t’e’ spalummato tre freselle che pummarole!?!? e che tien’’o verme solitario! Je nun c’ha faccio cchiù! …. dint’’a sta casa ‘o diavule s’è saputo proprio sfezzià! Nun ce manca niente!  

(in quell’istante entra Zi ‘ntunetta che nel sentire nominare il diavolo…)

Zt       - fatt’’arreto Satana! …

As       - mò stammo proprio a complet’’hoì! … adesso il quadro è completo!

Zt       - fatt’’arreto!! … esci da questa casa……

Or.      - ma a chi staje caccianno ‘Ntuné, chilo se n’’è ghiut’’o signore…

(Antonietta nel sentire la parola Signore inizia ad intonare…..)

Zt       - resta con noi Signore la sera…….

Or.      - nun è pututo rimmané teneva che ffà….

Zt       - resta con noi e avreme la pace…..

Or.      - ma pecché, Assù, cu chi stev’’ambiccecato, ca è venuto a fa pace?

As       - Je vulesse ‘ncuntrà a chilo che a chius’’e manicomie pe’ lle dicere: “ Cumpariè si te crire ca facendo accussì ‘e levat’’e pazz’’a miezzo, je te dico vien’’a casa mia e te faccio avvedé ca, nun passa tiempo,  i e pazze a duje addeventano tre!

Or.      - se so fatte già ‘e tre! Ecco pecché tengo famme! Assù vuò priparà?

As.      - ‘o sacc’’je c’avess’’a priparà pe tutt’’e duje, ‘o sacc’je! ( ciò dicendo va verso la cucina)

Zt       - addò vaje Assù, aspetta ca vengo pur’je ( ciò dicendo segue Assunta)

Or       - ‘sta cas’’a vote me pare nu manicomio. Mah! …… e menu male ca ce stong’je ca modestamente, sapenno chello ca faccio e chello che dico, mecco ‘e cos’’apposto si no chissà addò jessem’’a fernì.

F I N E    A T T O   I°

ATTO II°

Carmine fitta una stanza ad Aristide per svolgere la sua attività di ginecologo nel quartiere. La speranza è sempre quella che stando in casa Aristide possa invaghirsi della figlia Adele. La scena si apre sulla sala da pranzo dove accanto al tavolo sono sedute assunta e adele che cuciono, sul tavolo c’è una brocca d’acqua…..

as        -je ‘o dico ca pateto sta perdenno ‘e cervelle …..

Ad       -pecché mammà, ch’ha fatto?

as        -ch’ha fatto? …. a deciso e trasfurmà sta casa in albergo …..

ad       -ma tu che dice mammà … staje pazzianno è overo?

as        - sto’ pazzianno?!? ….. chillo già  l’’a  affitato ‘a stanza ca tene l’uscita ‘ncoppo ‘o ballatoio ….

ad       - a stanza addò tu vulive fa’  ‘a sartoria….

as        - proprio chella a mammà…..

ad       - e a chi l’ha affittata?

as        - al dutturino Aristide …. l’ostretico. Adè tuo patro è un sciagurato, ecco cos’è!

ad       - e va buono mammà, c’avrà avuto le sue buone ragioni….

as        - diffiennelo ‘e capì, defiennelo sempe m’arraccumanno, e intanto a mme, me tocca ‘e ce cumbattere cu’ chella capa ‘e miullo!…. ma addò steva scritto che ‘a vita mia aveva essere chistu sperpetuo……

Ad       - e ghiammo, nun t’abbattere, ‘o saje ca papà ce vè bene e chello ca fa ‘o fa po’ bene nusto…..

As       - e menu male, figurammece si ce vuleva fa male che sarria stato capac’’e fa!

Ad       - io ho finito mò vaco arrecettà  ‘a cucina che dice?   (bussano alla porta. Assunta…) 

as        -e chi po’ essere a chest’ora…. ( si alza e andando verso la porta…) Chi è?

CS       -( cantando A Mò DI RAP… )  so CASCIA, ‘o cantante d’’o quartiere, ca pè s’arrabbattà fa ‘o guaglion’’e salumiere. arapite chesta porta che nun c’ha faccio cchiù! jammno e che ‘nce vò! arrapite donn’’Assù.

Ad       - chisto ce mencava …..

As       - e che ce vuò fa figlia mia, come veti ‘a mamma de’ fesse sta sempe  prena…….( aprendo la porta )  Ué Carlù, e chi t’ha urdinato tutta sta robba?!?

CS       - è stat’’on Carmeniello a urdinà sta spesa, forza l’avarrà fatto pè sta buono tutt’’om mese.

Ad       - ma è proprio indispensabile che tutto ciò che dici lo devi cantare?

CS       -  cara la mia Adeluccia tu si comm’’a ‘na sora, e je t’ho voglio di’…. ca si nun canto moro….

AS       - e quanno, quanno sarrà chistu miraculo….             ( Carlo,  prendendosela a male….)

CS       - embè! donn’’Assù voi  mi meravigliate,  allora si je moro … vuje  v’arrecreiate….  e chesto nun è giusto, je songo nu rappato … uno ca quanno canta ‘o accocchia ‘o ha accucchiato …

Ad       - anche se la cosa non m’interessa molto ma pe’ sapè che vò dicere ‘stu CASCIA?

CS       - quell’è il nome d’arte ca je m’aggio truvato perché l’originale è nu poco .. antiquato. Ma vuje v’immaginate, si dint’’a ‘na   serata , esce ‘o presentatore  e a tutte l’invitate…. dice: ecco a voi, con l’urdema canzone,  il cantante rap CARLO SCALACCONE…..  e commo si ‘ncopp’’e recchie l’e disse ‘na mazzata , commo nomme d’arte è proprio ‘na cacata.

AS       - invece è meglio CASCIA, è overo…..

CS       - QUELLO, DEL NOME E DEL CUGNOME è UN’INFUSIONE  SAREBBO UN COCCHETEILLO, ‘NA BOMBA…. N’ESPLOSIONE….. VA Bè S’è FATTO TARDE, E ‘O SPETTACULO FERNESCE, Mò SI ME DAT’’E SORDE CASCIA SE NE ESCE….

AS       - e sorde???? chi t’ha urdinato  ‘sta spesa, chillo t’ha pava!

CS       -  e va buò, don carmin’’è preciso, e vuje nun v’aggitate, penzate commo si ‘a fosse già pavate….  (S’odono le voci  di Carmine  ed Aristide che stanno salendo le scale….Assunta presa dal modo di dire cantando di Carlo cantando anche lei….)

as        -arreciettammo chesta robba levamm’’a miezz’’a spesa, facimmo na cosa ‘e pressa c’arriv’’o capo e casa..

CS       - è brava donn’’Assunta è rappa cumm’’a mmé!…..

AS       -  invec’’e fa a rapa, vir’’e ce dà ‘na mano cucuzziè!

(ciò dicendo i tre tolgono tutto dal tavolo e lo portano  cucina.

( dalla porta entra Carmine seguito da Aristide)

Ca.      Spero vi troviate bene nella camera che v’aggio affittato!

Ar.      Splendidamente Don Carmine, solo che in questi due giorni ho girato tutta Napoli ma …. Niente…

Ca.      Scusate ma niente che? …  vi serve qualche altra cosa?

Ar.      Bèh, vedete, visto come stanno andando ultimamente le cose,  mi sono reso conto che avrei  bisogno di una donna che ….

Ca.      è chest’è …. [C’è arrevato finalmente] ….. e certo che una donna ci vuole è importante

Ar.      io direi indispensabile ….

Ca.      Utilissima….

ar       ora, come ora, non ne posso proprio fare a meno

ca       no…oooo! voi non ne dovete fare a meno! ….. e commo se fa’ …. 

Ar.      Per l’appunto……

ca        che dovete appuntare, si è nu quadro me lo vedo je….

ar       ma no Carmine dicevo appunto per confermare quanto detto da voi ….

ca       commo a dicere esattamente!

ar       si, proprio cosi. dunque vi dicevo che proprio per la fretta che ho di trovare questa benedetta donna, il problema diventa sempre più grosso ed irrisolvibile….

Ca.      Caro Aristide, ma allora l’amicizia che ci sta a fare ….. se premmetti il pobblema te l’ho risolve je.

Ar.      conoscete forse qualcuna che faccia al caso mio?

Ca.      Ma che  domande fate …. Certo ca nun è ‘na friarella, como dire è una ca tene le cervella al solito posto e cioè nella capa ……

Ar.      È affidabile?

Ca       fidabilissima….

Ar       vi prego, non tenetemi sulle spine… ditemi ce l’avete a portata di mano….

Ca.      vi siete forse dimenticato mia figlia Adele ….

Ar.      Adele,  No….oooo,  don Carmeniè, non posso, non posso proprio….. così mi mettete in enorme difficoltà, …già vi ho arrecato troppi fastidi, sarebbe chiedervi troppo….

Ca.      come sarebbe a dicere no…ooo, no posso, sarebbo chiedervi troppe. Voi dovete chiedere, eh! ( a bassa voce….)… allora ccà, parlamme “tischi tosco” . e nun ce capimmo?

Ar.      Don Carmeniè, io,  non vorrei arrecare troppo disturbo e poi…

Ca.      ma qua disturbo, voi avete bisogno di una femmina?

Ar.      Si!

Ca.      mia figlia è femmina?!?

Ar.      Certo, che domande fate, ma sapete io….

Ca.      Nun voglio sapé niente, è deciso, la donna per voi ….. sarà Adele!!!

Ar.      E che devo dire, se proprio la cosa non vi infastidisce….

Ca.      infastidisce …. quello è un piacere….

Ar.      Allora se le cose stanno così, forse è meglio se la chiare subito, così me la porto nello studio e, come dire, la istruisco su ciò che deve fare e soprattutto su come lo deve fare. Dico bene?!?…..

Ca.      eeeeH è quanta pressa, ma allora ……. state proprio ‘nguaiato? …..

Ar.      Rovinato Don Carmeniè, rovinato ….se non trovo subito una donna, non so proprio dove sbattere la testa.

Ca.      ma mò l’avete trovata, quindi calmateve, ‘e cose, commo v’aggio già ditto, se fanno cu ‘a calma, senza pressa…..

Ar.      Certo, certo, ma la mia è una situazione d’emergenza, quindi se non vi dispiace, non perdiamo tempo, chiamatela …..

Ca.      ‘a chello ca veco,  siamme arrivate proprio ‘ncopp’’a’ la feccia. …. Ma scusato,  primma da chiamà, ve vulevo avvisà che Adele nun è commmo aggio ‘a dicere , ecco, nun è esperta ..   è vero ca’ tene l’età ca’ tene, ma è stata sempe ‘na femmena ‘e casa, ‘nsomma, nun ha maie fatt’’ato ca cosere e pulezzà, di certe cose …….. nun ne sape proprio niente quindi, se la cosa nun ve dà prubbleme è meglio ca ce parla primm’’a mamma, sapete quelle le mamme sanno como affruntare certi cose ….

Ar.      Non  preoccupatevi, ci penso io, basta che c’è la buona volontà, vi posso  assicurare che in quattro e quattro otto le faccio capire tutto e poi a me basta poco, l’importante che quel poco sia fatto bene. Ora se la chiamate, vediamo subito quello  che sa fare, e quello che non sa fare. Capirete, prima si fa e meglio è.

Ca.      Ma non e’ meglio prima un po’ di tempo per conoscervi e poi……

ar.      ma Carmine oggi nell’era in cui viviamo non è più attuabile la vostra filosofia di vita. Oggi si fa tutto velocemente, quindi,  chiamate Adele forse è meglio…

ca       se lo dite voi…. sapete je parlavo del periodo di praticantato….

Ar.      Carmeniè ..  ci mettiamo a perdere tempo, quello si vede subito se è fatta o meno per certe cose. Non vi preoccupate tanto se è brava me ne accorgo subito ... a me basta un colpo … io vado all’impatto  … una leggera  occhiata e via …  su non fatevi pregare chiamatela!

ca       mah! sarrà commo dici tu, ma je …. (aristide dandosi un tono da esperto….. esaminatore…)

ar       chiamatela !   (carmine rassegnato, ma poco convinto………..)

ca       Adele! …       Adè a papà, vieni che il duttore Aristide ti deva parlare….. (dopo qualche attimo di silenzio.) Adè, è allora?   (Adele, timidamente, esce dalla cucina)

Ad.      cosa  c’è papà?..... mi hai chiamato?

Ca.      noooooo!…me truvavo cu ‘a vocca aperta e n’aggio aprufittato. Ma certo che t’aggio chiammato, vedi aristide mi ha detto che avrebbe  bisogno di, come dire ……

Ar.      Di un aiuto nell’ studio…..

Ca.      ecco si, di un aiuto, diciamo, e je avesse pensato ca tu …. Che dici?

Ad.      e cosa ne so papà, io,  lo sai, non sono pratica, sono impacciata, timida e…...

Ca.      che vi dicevo? ….  quella, la vedete…. e chest’è!

Ar.      Non c’è alcun problema Carmine, ma veniamo a noi, signorina Adele dicevo a vostro padre che ….

Ca.      se permettete vi lascio soli, così vi spiegate  meglio….

Ar.      E sì, forse è meglio. può darsi che la signorina si senta più a suo agio. se avete da fare non vi trattengo intanto le spiego tutto, poi me la porto di là e  passiamo dalla teoria alla pratica, andate pure tranquillo…

(Carmine andando in cucina si ferma vicino ad adele e le sussurra ….)

Ca.      mi raccomando Adè, a papà, arricuordate cà tiene quase trent’anne….

Ar.      Dicevo a vostro padre, che, vista la mole di lavoro ho bisogno di una persona che mi tenga in ordine lo studio, m’assista quando faccio le visite e mi fissi gli appuntamenti, impari a preparare i medicamenti …. Insomma avrei bisogno di una factotum …. Ve la sentite?

Ad.      Se la cosa non è troppo complicata ….

Ar.      Ma no, no, per quel che ho detto sembrerebbe chissà che, mentre invece è semplicissimo  basta che imparate alcune nozioni basilari il resto verrà di per se…..

Ad       se a voi sta bene, posso provare….   (Aristide si alza e…).

Ar.       Ci mancherebbe ed io vi insegnerò tutto minuziosamente …. prego seguitemi nello studio,  che vi spiego tutto….  

( i due vanno nello studio,)

(dalla cucina esce Carmine seguito dalla moglie e da Carlo…..)

Ca       - allora Carlù quanto hai detto che viene la spesa….

CS       - a robb’’è fresch’’e bella chesto ve l’assicuro dateme trent’euro e pass’ogni paura…

Ca       - siente bellu guagliò ccà ce stanno vint’eure e vaje buono tu….

CS       - e pecché m’ate levato diec’eur’’a copp’’o cunto vò dicere ca ‘o riesto mò dà donn’’Assunta…..

AS       - che vuò!!! … pigliat’’e sorde e fuje sempe ca ‘e diec’’euro songo p’ammuscamient’’e recchie ca ce dato a quanno si trasuto….

CS       - je nun ve dico niente, ma ve  pozz’’assicurà ca nu juorno  me currarite a prisso pe’ me sentì e cantà….  ( ciò dicendo prende i soldi dalla mano di Carmine e, mentre apre la porta per uscire, si trova di fronte la sorella Sara che nel vederlo ……)

SA       - tu stai ancora qui!!! …

CS       - Saruccia, bella do’ frate, nun t’’è stà a  preoccupà. ccà sta tutt’’a posto mò torno addo papà!

Sa       - (rivolgendosi ad assunta…)  scusate tanto  donn’’Assù,  quello non è cattivo soffre sulo d’attacch’’e scemità! ….

AS       - nun te preoccupà Sarù, carluccio è carta cunusciuta…

CA      - è commo ‘a scottexa! ……(ridacchiando) è carta po’ cesso!

CS       - sarraggio pure carta,   ma so’ cart’’e qualità, chella ca nisciuno se putrà maje accattà. e a carta ca dicite è commo a ‘na supposta comm’’a gir’’e comm’’avuote te va semp’’a chillu posto! ( ciò dicendo scappa via )  

SA       - scostumato! quando torno al negozio ce lo dico a papà.  avete visto quant’’è scemo….

As       - e va buono, nun fa niente, chill’’o guaglion’’è, come dire, nu poco sfrennesiusillo

Ca       - sfrennesiusiello, Sarù, scusa si t’ho dico ma fratete ten’’a capa vuot’’a perdere….

Sa       - è un guaio, nu guaio passato! ….. papà non sa più che fa’….. comunque scusate ancora, ma sììè fatto tardi io devo andare ad aiutare  papà,  buona giornata. ( ciò dicendo va via ) 

As.      - turnammo a nuje ma c’avimm’’a fa cu tutta ‘sta spesa … fuss’ascito pazzo tutto ‘nzieme?

CA      -‘sta spesa l’aggio fatta pecché ho  ‘nvitato il duttor Aristide a cena…

AS       - pure a cena mò! … tu cu’ ‘stu fatto che vuò ammaretare Adeluccia staje perdenno ‘e  Cervelle…..

Ca.      ma che dici, tu hai capito o no che Adeluccia, commo dice tu, tene quase trent’anne …

As.      ventinove, anzi precisamente ventotto e dieci mesi, ventinove li fa tra due mesi….

Ca.      m’ero scurdato ….. a nennella ccà stà! … comunque resta il fatto che si passano  n’ato pare d’anne nun l’addora cchiù nisciuno e saremo costretti a ce fa ‘na vicchiaia ‘ncumpagnia ‘e ‘na zetellona ……

As.      E tu pe’ chesto ‘a vutte ‘n braccio ‘o primmo ca’ vene….

Ca.      l’unico, assu’, l’unico ca’ è venuto….. e a mala pena l’ha guardata…

As.      ma nun e’ pensato alle conseguenze.

Ca.      ma ‘e quali cunsequenze vaie parlanno. ma famme ‘o piacere … Che vuò  dicere po’ cu’ ‘sti cunsequenze?

As.      E si ‘a mette in cinta?

Ca.      ammo fatto terno assu’! …. Anze  commo stanno ‘e cose ‘a putesseme chiammà pure quaterna secca per Napoli e tutte!

As.      Ma ‘o vire ca staie perdenno ‘a capa. Carmeniè  tu in qualità e qualifica di colui ca tene la patria pudestà su Adelina.  Te cumpuorte e chesta manera? ….

Ca.      Pecché, che c’avesse fatto ‘e male …. Ma l’e’ capita si o no che si nun facimmo accussì, ….. ovvero si a n’ommo nun ‘o mettimmo annanzo al fatto compiuto, a che sta nun ‘a ‘mmaretammo manco si ce mettimmo a chiagnere cinese…….

As.      Senza cuscienza Carmeniè, sei un padre senza cuscienza ecco chi sei.

Ca.      sarraggio pure senza cuscienza, ma figliema si devo sposaro urgentemente assu’, quella se  sta ‘nzetellanno …… quella sta addeventanno ‘na purtatrice sana ‘e feligne. E po’  me vuò spiegà quant’anne vuò campà.e si dimane muore sta creatura che fine fa?…….

As.      né ma pecché avesse a murì primme io e po’ tu?

Ca.      ancora peggio si murimme tutte e duie, commo è fatta Adelina me saie dicere che fa?

As.      Chiagnarrà pe’ ‘nu poco,  po’ arriva la rassignaziona e ……..

Ca.      cu te a vote nun se po’ parlà, ma che tiene ‘ncapo ‘o posto d’’o cerviello ….  duie nirve e ‘nu callo ‘e trippa?….

As.      invece ‘e  fa’ tanta chiacchiere inutile,addò stanno ‘sti duje?

Ca.      stanno nello studio !.

As.      tutt’e dduje sule?                                                                        

Ca       nooo! ….. si nun me sbaglio quanno so trasute ce stava ‘a banda de’ berzagliere e tre ‘o  quatto carabiniere a cavallo ?

As.      Senza cuscienza ….. cchiù te stongo a sentì e cchiù m’accorgo ca’ sei senza cuscienza

Ca.      assu’, ma tu t’avisse ‘a credere che a me la cosa non mi dà fastidio però ho pensato che si  devo fare, è l’unica soluzione. assu’ se nostra figlia nun prova… HURRA’! maie capisce che d’è  criarse ‘na famiglia ……

As.      Zitto, che cchiù parle e cchiù arravuoglie strunzate e ne faie mazzetielle ‘e 50 all’uno. mò nun parlà cchiù, . Famme cercà ‘e capì che stanno a facenno! ….

(Ciò dicendo fa per andare  va verso la porta che da nello studio di Aristide macarmine la blocca e,,,,.)

Ca.      ma addò vaje, fermate! … te pare ‘na cosa fatta per bene chesta!

(Assunta divicolandosi va verso lo studio e si china a spiare cercando di origliare……carmine nel guardarla….)

Ca.      ecco, è  partuto  ‘o radarro, ma te vide quanto sei ridicola …. E si chillo arrape ‘a porta all’intrasatto, che fai …. Che l’e dice? …. Tale e quale a mammeta! … stessi sistemi…..

As.      Lassa perdere a mammà carmeniè, chella era ‘na Santa…. E po’ mamma  ausava  ‘o sistema da’ stufa!

Ca.      ‘o sistema da’ stufa? …. commo, commo, e che sarebbe mò stu sistema da’ stufa??....

As.      chell’’arapeva tutte ‘e vocche ‘e fuoco e po’ a dintt’’a stanza ‘e lietto soja se metteva vicino a’  stufa … e senteva chiaro, chiaro tutto chello che nuje dicevemo e facevemo int’‘a stanza ‘e pranzo…

Ca.      tu e’ capito che ingegno teneva’sta Santa …. Ma per caso mammeta era parente a quache  eSSe  eSSe  germanica?

As.      zitto che ‘aggio ‘a sentì!!!!                      (Dallo studio di Aristide si sente …..)

Ar.      Adesso che ti ho spiegato ciò che devi fare passiamo alla pratica……

As.      ‘A pratica?

Ca.      Assù!…...Và a sentì!!!

Ar.      ecco guarda quà, sai  cos’è questo?

Ad.      Uh! …. A si, anche papà ce l’ha….. ma a dire la verità quello di papà è molto più piccolo! ….. lo so perché spesso lo usa anche mamma e lo riesce a mantenere con una mano sola … invece questo no! servono per forza due mani … è enorme e come pesa….

(Carmine si  blocca  poi guarda Assunta che lo fissa irata ed interdetta….)

Ca.      ma …. Che ne sape? ….

As.      je che saccio! …. Zitto mò, famme sentì ….

Ar.      E si vede che Don Carmine non sa che per ottenere certi risultati ci vuole bello grosso e pesante …. Altrimenti si lavora di più e peggio. Se poi  lo si usa di tanto in tanto e per poca roba, allora grande o piccolo ha poca importanza. La cosa importante è il saperlo maneggiare bene. Tu l’hai mai maneggiato?

Ad.      veramente no! ….. però l’ho visto fare a mia mamma

As.      tu e’ capite niente, …. Chesta ce spia …..

Ca.      e quella con questa insegnante! …..so’ cose ‘e pazze ‘into a casa tenevo ‘o spionaggio e ‘o  controspionaggio e nun ‘o sapevo….

Ar.      Non ti  preoccupare, vieni qua, ti mostro come devi prenderlo …. Ecco metti una mano qui sull’estremità, no, no non così devi avvolgerlo bene con tutte le dita della mano….

Ad.      ma è enorme ….. non ce la faccio …….

Ar.      Dai, dai così, si stringi forte …. Ecco ci sei …. Brava. ….. si brava …. hai visto

Ad.      si,  però ho paura che mi scappi di mano ….. che devo  fare ……

ca.      quanta ingenuità ……

Ar.      inizia a maneggiarlo con delicatezza senza perdere il ritmo…. Si, si  ora sembri una che non ha fatto altro nella sua vita. Vai avanti ancora un po’ … appena sei sicura di te passiamo alla seconda fase …… 

(Adele ride e scherzosamente commenta)

Ad.      oh!  ma davvero è semplice .  posso usare tutte e due le mani altrimenti mi scappa, è troppo pesante…                           

Ca.      ma che tene chisto …..

as.       chello che tu nun e maie tenuto tu!

Ar.      Attenta! …. che se fai così ti può scappare di mano e se succede può anche spezzarti un piede….

Ca.      ma che tene ‘a statua da’ libertà!?!?…….

As.      No Carmeniè, chisto nun è normale ……

Ca       chist’’è nu sottosviluppat’’assaje…….

Ad.      scusate Dottore,

Ar.      quando siamo soli puoi chiamarmi Aristide, riserva il Dottore per quando c’è gente. ora dimmi che volevi sapere? ..

Ad.      no, niente mi chiedevo a cosa vi servisse un affare del genere!

Ar.      (ridacchiando) lo uso per gli impacchi che faccio alle pazienti che hanno bisogno di  terapie particolari …..

Ca.      e’ capito il dutturino …….

As.      Carmeniè scusa ….. ma pecché s’ausa pure pe’ fa ‘e ‘nmpacche?

Ca.      e che ne saccio  je appartengo ‘a vecchia guardia l’aggio semp’’ausato...

As.      ‘na chiavica, t’ho dich’je. E te dico puro ca si’ antiquato …….

Ar.      Ecco vedi, ora io prendo un ciuffetto da qui’….

Ad       Uhhuhh… mi fate il solletico……

Ar       scusa, ma stai attenta perché questa è una parte molto delicata dell’operazione. Ferma, si, stai ferma così, ecco, ora cerca di muoverti il meno possibile poiché devo appoggiarlo qui sul fondo. Ah! Finalmente, e fatto. Adesso tu, prima  lentamente, in modo che ci prendi la mano e non ti fai male, poi con forza lo batti, senza perdere  il ritmo e ti fermi solo quando vedi una crema densa e compatta, hai capito?

Ad.      adesso ci provo,…. Sai, questa è una cosa che non avevo mai fatto ………

Ar.      Togli la mano da qui che se casualmente sbagli mira potresti  Fracassartela ….

Ar.      Ecco così piano non essere frettolosa, ci vuole il suo tempo, se sei calma tutto sarà più facile …….

Ad.      però è faticoso …..

Ar.      Se ti stanchi ti puoi anche fermare, pero tienilo poggiato sul ciuffetto….

As.      Carmeniè io nun ce stongo a capì cchiù niente ……..

cA.      Mah! ….. si vede che dalle parti sue si ausa così   ….

As.      io nun aggio capito a che serve ‘o ciuffetto ….

Ca.      quacche vota avimmo a pruvà che dice?

As.      nooooo! ….. ‘o saie che a me ‘e cose strane nun me so’ maie piaciute….

Ar.      Appena hai terminato versa la crema in questo vasetto e lava bene tutto.

Ad.      va bene….

Ca       ma che ffà! … se l’astipa?!?!?

Ar.      Vedo che stai prendendo la mano, vedi come va meglio ora……

Ad.      si, si e devo dire il vero sta diventando anche divertente….

As.      ne chella se sta divertenno?

Ca.      e  ce mancava pure che nun se diverteva…..

As.      Carmeniè truvammo na scusa e chiammammola, facimmoce spiegà ‘sta cosa….

Ca.      me pare brutto e scunveniente, proprio mo’ l’avimmo a chiammà?

As.      si, proprio mò! …subbeto!

Ca       -ma è scunveniente e…

As       -ma tu l’’e capit’’o no chello che stann’’a ffà! ….. e allora muovete, chiammala!

Ca.      e va bene ….. Adé …. Adé a papà, può venì nu mumento?…

Ad.      che faccio lascio ……

Ar.      No, no puoi andare continuando…..

As.      uh mamma mia chiste stanno venenno a ccà tutti e duie ……

(entra Adele con in mano un mortaio da cucina e battendo con il battacchio all’interno…)

Ad.      che c’è papà

(Carmine  e Assunta si guardano dapprima stupiti poi rincuorati…Assunta balbettante..)

As.      Ma… ma…. che staje facenno a mammà?

Ad.      preparo un’impacco per il dottore, perché?

Ca       no, niente ….. ma dimme ‘na cosa,  ‘o duttore sulo chesto vuleva ‘a te?

Ad.      nooooo!

Ca       a ecco!…. dicevo io…. e cos’altro devi fare?

Ad.      tenere in ordine lo studio, fissare appuntamenti ed assisterlo durante le visite...

Ca       insomma ‘e fa …..‘a ‘nfermera?

Ad       diciamo più una segretaria particolare ….

As.      Si bell’’e mamma e dimme che devi fare di particolare….

Ad.      niente di eccezionale, ma si tratta di cose molto delicate …. Insomma cose che si possono affidare solo a persone di fiducia…..

As.      e cioè?

Ad.      ecco quello che sto facendo ora, sapete questo è un impacco antinfiammatorio che si usa quando ad esempio ….. (guardando il padre e chinandosi verso la mamma a bassa voce) …. C’è un’infiammazione là …. Hai capito?

As.      no?

Ca.      neanch’io!

Ad.      papà non è cosa per voi ….. ( si accosta ad assunta  e  gli  lo sussurra all’orecchio…..) mamma un’infiammazione alle parti intime

As.      aaaaaaaH! …. Ho capito ………..

Ca.      è iniziata la trasmissione in codice tra spionaggio e controspionaggio.

( in quell’istante entra Orazio…..)….

Or       a fa che, ‘nce vò coraggio Carmeniè

As       chisto già s’’è scetato?!?

Ca       Mò, nun è ‘o mumento, vatt’a cuccà n’ata vota và!

Or       Và capenno, và! Chiste parlano ‘ncuorp’’a loro. Mò saje che faccio Carmenié, me ne torno dint’’o lietto e me faccio n’ata mezzora… (ciò dicendo rientra in cucina)

As.      Adelù a mamma ma chello ca m’’è ditto funziona?

Ad.      e certamente, me l’ha spiegato e mi ha anche detto che è un sistema ottimo è sicuro perché è Omeopatico….

Ca.      è pecché Adelù, che t’ha fatto?

Ad.      chi?

Ca.      Aristide!

Ad.      a me niente pecché?

Ca.      scusa è pecchè sarebbe antipatico

As.      chi è antipatico

Ad.      si papà perché aristide sarebbe antipatico?

Ca.      vuò vedè che mò è antipatico a mme? …. Tu mò, mò  l’e’ fernuto e dicere. Per la precisione  hai detto: è sicuro pecché è antipatico ….

Ad.      ma no, non antipatico ma omeopatico papà

Ca.      e ch’erè st’ommo epatico

Ad.      attaccato papà, tutt’attaccato….

Ca.      e chi l’ha attaccato

As.      a chi hanno attaccato?

Ad.      a nessuno, a nessuno, ma possibile che in questa casa appena si parla una lingua differente  dal dialetto, non ci si capisce più nulla?!?! … papà ho detto OMEOPATICO la parola  dev’essere detta tutta attaccata ed è un sistema di cura, è chiaro!

Ca.      ‘ue….. nun t’aggità. Chesta è ‘nu quarto d’ora che sta facenno a ‘nfermera e già  sta  addeventanno spruceda e antipatica….    (Entra in scena Aristide )

Ar       Signorina, (notando la presenza di Assunta..) bungiorno signora, Signorina Adele è pronto l’impasto?

Ad.      credo di si, dategli un’occhiata ( mostra il contenuto del mortaio)

Ar.      sembrerebbe proprio di si … brava, hai fatto proprio un bel lavoro (rivolgendosi a Carmine) che vi dicevo tutto sta ad iniziare bene, poi il resto viene da se. )  adesso  vieni che ti faccio vedere come si applica…

As.      e ‘nu mumento duttò, ma mò dove glie lo fate vedere?

Ar.      Di là signora nello studio…

As.      si, questo l’ho capito, quello che non ho capito è il posto dove mò mettete l’impasto…

Ar.      Su una parte infiammata, vedete non avendo a disposizione, al momento, alcun paziente lo  farò applicare su di me….

As.      si ‘a cosa nun è di fastidio posso fare io la paziente, che dite?

Ca       ma che t’’e miso ‘nacpo nennè!.....

As       atatte zitto carmeniè! …. chill’’o duttore addà fa ‘na prova, è overo?

Ar       certamente ma….

AS       niente ma,  vò dicere ca faccio je la provetta, commo se dice … la capria …

Ar       la cavia, signora la cavia…

As       como dite voi, ma credo sia meglio per tutti si ‘sta prov’’a facite cu mme, ve dispiace?

Ar.      ma no, certamente che no, ma vedete non vorrei arrecare ulteriori fastidi e poi devo prima terminare la preparazione ….

As.      e vabbè, vo dicere che  quando l’avrete terminata, mi chiamate e je mi presento alla chiamata. andate, andate, nun ve state a preoccupà!

Aristide ed adele rientrano nello studio e  Assunta guardando carmine….  

As.      né chiò, chiò ….. speriamo che ‘a fernisce e menà ‘a figliata allo sbaraglio!

Ca.      ma vuò spiegà je commo faccio a farla ammaretà si nun faccio accussì?

As.      certi cose devono accadere a ppe’ ‘lloro ….. nun ce bisogno ca tu te miette ‘a fa ‘o ruffiano…..  (ciò dicendo va verso la cucina poi si gira e….  )  ’o sapisse almeno fa’!

Ca.      ma vuje guardate a chesta …..  ‘o ruffiano je ….. e che m’ha visto cu ‘e cazzettenielle russe…..

(Dalla porta principale entra Zì ‘ntunetta, seguita da Genny.….)

Zt.      Accomodatevi, venite ….

Ca       che at’’e mò!

ZT       Song’io, Song’io, nun te mettere appaurà (rivolgendosi a Genny), prego accomodatevi….

Ca.      Prego, prego entrate (rivolto ad Antonietta, a bassa voce), ma chi è?

ZT       E che ne saccio, l’aggio ‘ncuntrato dint’’a’ parrocchia, quanno songo’ asciuta m’è venuto appresso …Ed eccolo qua! …. Saie comm’’è Carmeniè, pare nu buonu guaglione e accussi’  sapenno ca tu vuò truvà nu maretiello p’Adeluccia ….. me so’ fatto      ‘e fatte mie e aggio lassato ca me venesse appriesso! …. Aggio fatto buono?

Ca.      ma certo, certo, mò però  avimmm’’a capi’  chi è, che fa’ …..

Zt       Scusato, bravo giovano, commo ve chiammate?

Ge.      Genny, per gli amici “Fifì”…..

Ca.      ‘Ntunè, ma chisto tene ‘a botta ‘into ‘a scella!

Zt       e che l’e’ pigliato pe’ nu pullasto …. e po’ nun ‘o saie ca ‘e giuvane d’ogge, pe’ se da l’aria fann’’e zeze …..

Ca.      Mah! … sarrà, ma je ‘nce veco poco chiaro ……

Ge.      Sapete, Io, sono figlio unico di papi

Zt       E visto, che bello è  ‘o figlio do’ Papa!

Ca.      ‘o figlio do’ Papa?

Zt       ‘e overo! …… ma commo è possibile, facce capì guagliò!

Ge.      Ma no, ma no! …. Papi,  “Sgisgi’  Cardino” …. Lo stilista …..

Zt       ah!, mo si, Carmeniè  è ‘o figlio  ‘e  “scìscì’  ‘o  cardillo” chilo ca venne ‘e caiuole a portacapuana….

Ge.      ma no, ma no, ma no!?!?…. scioccherellona,ho detto CARDINO! ….

Zt       Ah! aggio capito Carmeniè…….. e de’ Cardito,  …..

Ge.      Cardino …. ho detto Cardino! … è Il cognome di papi ….

(Mentre Carmine si reca in cucina Genny s’accende una sigaretta e mentre accende il  Fiammifero zi’ ‘ntonetta prendendo la bottiglia d’acqua sul tavolo …inizia ad annaffiare Genny…...)

Zt       Al fuoco! … Al Fuoco …..  niente paura  ‘ntunetta  tutto ’o  fuoco stuta!  ( continua ad annaffiare Genny che ….)

Ge.      Ma che fai mascalzonaccia… mi spruzzi? … mi schizzi? … mi pompi …. pompaiola!

(Carmine uscendo dalla cucina vede la scena e …….. )

Ca.      ‘ntunè, pe’ piacere  staje facendo ‘na  zoza ccà ‘nterra. E tiene mente ‘a chist’’ato tiè!  me pare  nu capitone ‘a viglilia ‘e Natale …..

Ge.      capitone ?…oh…oooo..  non parlar d’amore che poi non mi trattengo…..

Ca.      ma chi te trattene oinì, e liev’’e man’’a cuollo. ‘Ntunè, ma qual’atteggiamento e zeze…. Chisto è proprio ricchione!

Ge.      Ricchione a mme!

Zt       ‘e visto!?! … l’’e fatto ‘ntussecà,  ma no, bellillo, chillo Carmeniello steva pazzianno …… è vero carmeniè …..

Ge.      Io sono bisex

Zt       ( a bassa voce verso Carmine) ma che vò dicere?

Ca       è  bisex!

Ge.      Esattamente!

Zt       si va bene ma che vò dicere?

Ca.      adda essere commo ‘e cierti vestite muderne

Zt       E cioè?

Ca.      chilli vestite ca vanno buono sia a’ ‘e femmene che  a’ l’uommene ….

Ge.      Esattamente!

Zt       Uh… Gesù, Gesù! …. Chisto ….. è a commo se sceta ‘a matina?

Ge.      Esattamente!

Ca.      e stammatina s’è scetato ‘a chill’atu lato (ridacchiando ….)

Ge.      Esattamente!

ZT       Ma che s’è ‘ncantato ‘o disco?

(ciò dicendo da un colpo sulla spalla a Genny che cambiando tono della  voce….)

Ge.      ne giuvinò! ….. ma nun ce stanno femmene ‘into ‘a  ‘sta casa?

Ca       tu ‘e capito niente, chisto cagna cu ‘na botta!

ZT       (allusivamente.) Dipende ‘a che botta ‘lle daje?

Ge.      E allora ‘sti femmene …. addo’  stanno?

Ca.      siente fifì …

Ge.      E chi è mo stu Fifì?

ZT       Scusate, voi ci avete detto di chiamarvi Fifì ….

Ge.      Per gli amici, voi siete amici? No! E allora chiamatemi signor Gennaro!

Ca.      e va buono Gennà…

Ge.      Ho detto Signor Gennaro! …. è chiaro!

Zt       embè  mo’ a chisto ‘o paleo!  (ciò dicendo gli da una pacca sulla spalla e….)

ge        manesca….. villanzona…

ca       ‘Ntunè fermate, nun ‘nce da ‘cchiù botte, è meglio ca rimane accussì, …. è ‘cchiù calmo!    (in quel preciso istante entra Pasquale …. )

pa        tutto a posto, e fravecature hanno fernuto e mo’ me pozzo pure arrepusà, Carmeniè, ‘nce stesse nu pucurillo ‘e cafè?

ca       me dispiace Pascà, ma nun ‘nce stà! ….

ge        chi è quest’omaccione?

( Pasquale guardando Genny con perplessità e dandogli una pacca sulla spalla … )

pa        ma chi è chistu ricchione?

ge        ricchione a chi! 

Zt       è bisexo pascà

(nel dire ciò Antonietta seguendo il consiglio del fratello Carmine gli da una pacca sull’altra spalla…)

pa        ma commo ….. chisto ….

ge        mi piacciono gli uomini rudi e forti come te…

(ciò dicendo s’abbraccia Pasquale, il quale nel divincolarsi gli da un colpo alla spalla e ..)

pa        ma lieve ‘e mane ‘a cuollo ….. ‘stu  fegatiello!

( gennaro con ira ed impeto affronta pasquale sino a costringerlo con le spalle alla parete )

ge        fegatiello a mme?  e come vi permettete! a me, Gennaro Cardino, vuje nun sapite chi songh’je  e si  continuate a sfruguliarme v’arrapo ‘a capa doje parte!!!!  ( girandosi di scatto verso carmine ) …. ce simmo spiegate! (pasquale  guardano carmine impaurito….)

pa        stamme nu poco nervose, a quanto pare.. ma Ccarmenie me vulisse spiegà cher’è sta jacuvella?

ca       niente pascà, niente. il signore  è …. commo t’aggio ‘a dì’ ….. è nu poco .

Zt       commo ‘a nu rilorgio antico ….

pa        rilorgio antico?

Zt       si,  chille che ogne tanto se fermano e pe’ fa ripiglià ‘nce vo’ ‘na botta .

ca       precisamente Pascà, quindi te cunviene ‘e nun ‘o tucca troppo assaie….

Zt       scusa Carmeniè, nun m’arricordo buono, ma mo’ commo è rimasto

pa        commo sarebbe commo è rimasto?

Zt       ’ sta ‘o lato buono  o…….?

ca       aggio perzo ‘o cunto pur’je ….

ge        e allora gente, ‘sti femmene? (guardando  antonietta e puntandola ….) 

ca       è normale …. è  allora nun è buono accussi’….

Zt       meglio si ‘o cagnammo,  nun te pare carmeniè

Ge       ma tu si ‘na femmena! …

( gli si avventa addosso. Antonietta mollandogli un sonoro ceffone nello stesso istante dalla porta dello studio entra Aristide …….)

ar       -buongiorno a tutti !

(non riesce nemmeno a terminare la frase che ‘ntunetta  scambiandolo  sempre per Attila gli si avventa contro.

Zt       -Attila …. staie ancora ‘cca……ma è fernuta pe’ tte!

(nell’affrontarlo, Zt, lo scaraventa nello studio iniziando a malmenarlo. Carmine rendendosi conto della situazione corre verso lo studio seguito da Pasquale…..)

ca       -‘ntunè che staie facenno….

(appena entrati i due nel  ricevevere rispettivamente  uno  un ceffone l’altro una gomitata da antonietta escono doloranti tenendo una mano sul viso. carmine che è il primo ad uscire….   )

ca       mamma d’’o carmene beneditto, chesta tene ‘sta  mana……

(pasquale, che lo segue…. )

pa        Carmeniè … ma si sicuro ch’era ‘na mana, a mme pareva ‘na paletta ‘e lignamme……

(nel girarsi verso lo studio pasquale vedendo antonietta con  una scopa in mano…)

pa        -Curre carmeniè chella l’accide….

(i due rientrano nello studio e ….)

ca       -‘Ntunè basta me staje struppianno……          

ar       -aia! … ohi! …. ma cosa sta accadendo……

ge        -oh che  bello siamo giunti all’ammucchiata.

(adele scappa  dallo studio uscendo vede genny si blocca per un istante poi fugge verso la cucina urlando….)

AD      mamma……

ca       - ahia …. pascà, e statte accorto . maje dato ‘na botta al fetaco!...

ge        -quanti bei maschiacci feroci …forti ed irruenti … come piacciono a me….

(carmine uscendo dallo studio, trattenuto per la camicia ….)

ca       -ma a nuje  tu nun ce piace …..e lassateme ‘a cammisa ca se straccia….

ge        -uh….. uh….. mandria di buldozer …. posso buttarmi nella mischia?

(pasquale, cerca di uscira anch’egli ma è trattenuto per un piede ….)

pa        - statte fermo lloco, e nun te movere….. ah! ‘o pede.. e lassatem’’o pede!

ge        e allora vengo…..

ca       ‘nce manca sulo tu!  …

(ciò dicendo si avvicina al tavolo.  nello stesso istante dalla cucina arriva Orazio seguito da Assunta che nel vedere la scena….)

As       ne uè! ma ch’’è state?

Or.      ca me pare ‘na guerra!

( assunta andando verso lo studio urla…..)

As.      oh Signore! ………..

( antonietta nel sentire nominare il Signore esce dallo studio col capo chino e le mani giunte ….

Zt       resta con noi signore la sera, alleluia … alleluia … alleluia …

(Genny guardando i presenti ….)

ge        già è finito?  che peccato  stavo iniziando a divertirmi.   EGOISTI!...

( Assunta nel vederlo  perplessa  …. )

As       ma chisto ‘a do’ e asciuto ….. che robb’’è ?                                                        

Ca.      assuntì ….è …. come dire, ….. ‘e  nu rilorgio antico…. ( ridacchiando )

As       cher’’è?

ca       un rilorgio ….  nu cucù …. ma a vote ‘nce manca ’o cucù

ge        avete notato il mio sex appil….

Or       che s’appil’’a chisto?

Pa       ‘o tubb’’e scappamento

(ciò dicendo,  ridacchiando, da una pacca sulla spalla a genny che vedendo Assunta gli si  avventa addosso e  trascinandola verso la cucina…...)

ge        ‘na femmena, finalmente … ‘na femmena!

as        uh madonna mia ….. ne …. uè ….. ma chisto ca vò? …. e leva ‘e mane  a cuollo ……. ma che vuò fa’ spurcaccione!..... je song’ammaretata….

pa        ne carmeniè, ma mo’ …. ‘o rilorgio ….. comm’’è? …. funziona ‘o no!

ca       je che saccio

As       Ammaretata

ge        te piace,  si, si chiammame spurcaccione ca me piace…..

ca       chisto me pare c’avessa essere funzionante …..

As       retata.. retata…  teretattattatta…aaaaa..

Ca       è forze troppo funzionante, ….

As       teretattattatta..tàtte fermo oooooo …… smettela!

Ca       Pascà, ca me pare che ‘a cosa sta piglianno ‘na brutta abbiata, viene,  damme ‘na mano, iammo a levarcelo a cuollo ….. chisto, si no a fa’ male….

pa        ma chi! chisto quann’è  funziona fa paura e po’, je tengo ‘ na certa età!

as        carmeniè … aiutame ….

( carmine che stava per entrare in cucina si blocca  impaurito sulla porta ….)

as        chisto me sta facenno male, …
pa        carmeniè ….. che putimmo fa’?

as        carmeniè me sta facenno male….

ca       assù, sfierrele nu caucio !

as        carmeniè chisto me sta facenno…..mmmmmmm.  ( sfumando )

ge        alé!

pa        carmeniè … si nun sapessemo ca chillo è ricchione …. ‘nce stesse ‘a penzà ca s’ha sta … commo aggio a dicere ….. e capite no?!?!?!

(carmine cerca un rimedio e nel girarsi  vede zì ‘ntunetta immobile . scatta l’idea… )

ca       aggio truvato…‘Ntunè il Signore ti chiama ….. Orà dint’’a cucina ‘nce sta’ ‘a guerra. Currite, facit’’ampresso  …

 (Antonietta sente e corre in cucina seguita da Orazio. Dopo qualche attimo si sente il rumore di uno scroscio d’acqua .. poi  dalla cucina escono Assunta e Genny. Assunta è stravolta, con gli abiti semi strappati e zuppa d’acqua. Genny, che già in precedenza era stato bagnato da Antonietta, esce fradicio d’acqua e cambiato poiché Orazio gli ha dato una botta  ….)

as        (irata) carmeniè …….. si ero a te ……… (sospirando)aspettavo n’atu poco…….

ge        ma allora chisto è vizio!  tengo acqua pe tutte parte . ma che stammo abbascio ‘e murelle, e che mode songo chiste. guardàte, s’è arruvinato tutt’’o vestito, i e capille. guardà ‘cca ….. se so’ ammusciate

ca       se so’ ‘ntunate ‘o personaggio…….

pa        certo carmeniè ca quanno ‘o rilorgio funziona è nu rilorgio ultra sguizzero ….. e tu, si stive n’atu poco ‘a perdere tiempo …..   (Assunta ancora sotto choc ……… )

as        forz’era meglio si ‘o perdeva n’atu poco ‘e tiempo…..

pa        e si, accussì addeventave ‘na vacca sguizzera…..

ca       ‘na vacca? …..  ma je songo n’ommo

pa        carmeniè nun penza ‘a vacca commo a’ ‘na vacca …. pienz’’a chello ca porta ‘ncapo!

ca       ma che dice je  nun era capito subbeto chello ca steva succerenno ….. si no, a chistu ricchion’’o mannavo all’aria ‘o cardone!

pa        è bravo a carmeniello hai fatto anco il pueta …. ma mo’ calmate e nun dicere fessarie, ca tu te si’ cacato sotto peggio e me, pirciò …. dicimmoce ‘a verità ….. t’è venuta bona!

ca       ma quanno maje, je si avesse afferrato ‘o…..

ge        che vuò afferrà, dillo a genny tua, che vulisse afferrà….???

ca       mo e’ mumento che afferro ‘na seggia e t’ha chiavo attravierzo ‘e rine!

(cio dicendo prende una sedia e la solleva, Assunta impaurita tenta di far scansare genny e gli da una botta alle spalle…)

ge        e che vulisse fa mo’ cu ‘sta seggia? …….

( tutti s’immobilizzano sulla scena, mentre genny s’avvia all’uscita)

ge        piglia‘a seggia . aje ragione ca me n’aggi’a i’, si no te facevo nu cu…… ( genny mentre parla arretra verso l’uscita e  nell’uscire, batte la spalla sulla parete  e …)           cù ….. settetè! …… ciao …. maschiacci! (esce di scena)

pa        ma tu capisce che c’avimmo scanzate carmeniè?…..

as        ma vuje capite che stevo passanno pascà?….

ca       certo ca ‘nce l’avimmo vista nera e’!?!?   (carmine, nel dire ciò, poggia lentamente la sedia a terra …. )  approposito assù, lieveme ‘na curiosità ….

ca       c’è stato nu mumento ca m’è parzo che  te stesse piacenno chello ca stive passanno  e...  

as                        (assunta molto impacciata …)ma che dice carmeniè, pe’ chi m’e pigliata. é vero ca chillo … ma je l’aggio… e po’all’intrasatto ... è arrevata zì ‘ntunetta e… obbilloco, nun s’è capito ‘cchiù niente. e po’ ‘e che me vulisse accusà. saie che te dico, ‘a colpa e sulamente ‘a toia!

pa        a dicere a verità, no pe’ difendere a carmeniello ma a mme m’è parzo .

as        che v’è parzo don pascà? ….. dicite,  che v’è parzo?! … parlate!

pa        no niente assù, nun v’aggitate, vuje sapite  buono ‘o rispetto ca tengo, ma, come dire,  into a cierte mumente ….. se perde ‘a capa e……

as        (freddo e netto)e niente! …. je nun ‘a perdo ‘a capa! (rivolgendosi al marito)chisto, e forze pure vuie, spisso ‘a perdite ….. ma je maie! ….. ce simmo spiegato!... (a pasquale) maje don pascà! ….. maje ……    ( ciò dicendo va in cucina)

pa        carmeniè …. visto commo se songo mise ‘e cose, forze e meglio si me ne vaco …. ca l’ambiente è  talmente ‘nfucato.!  ( ciò dicendo va via.)

( Carmine, rimasto solo inizia a pensare ad alta voce e …. )

ca       ma vuje vedite a vote pe’ ‘na quicquera chello ca po’ succedere …. ‘a vote ‘sta casa me pare ‘o circulo da’ scemità …..  mah!  cose ca si ‘e vaje cuntanno nun te crede niscuno! primm’’o bisex , ca quann’era sulo BI se puteva pure suppurtà, ma da SEX  era nu guaio passato ….  ne chillo tra  ‘na ripp’’e ‘na   rappa  se steva  a …. meglio ca nun ce penso  si no  fernesce ca faccio quacche fesseria ….( Entra orazio e si ferma ad ascoltare ciò che dice Carmine…. )….  ma tu ce pienze Carmenie!  che sciagura!

Or       a chi Carmeniè?

Ca       ( Carmine, sopra pensiero,  ha un sobalzo…. ) tu ce mancave,  ma a chi che cosa?

Or       ‘o fatt’’e ch’esc’’a culo…..

Ca       ch’esc’’a cul’’a chi? 

Or       tu mò, mò l’’e ditto : “ MA TU CE PIENZE CARMENIE’ CH’ESC’’A CULO”…

cA       ( Carmine, mordendosi l’indice, piegato, della mano destra…. )  ah! mannagg’’e recchie toje … che sciagura, Orà!  che sciagura!

Or       si, va buono, nun t’aggità, ‘o saje che a vote nun sento tanto buono, chell’’a colp’’è stata d’’a guerra…… in quella notta di spasem’’e turmiente, le forze nemiche sfrezziareno un putent’’attacco aeree. cadevano bombe a tutte parte. je me ne fujette sott’’a ‘na casa dirocca e diruccata penzanno, chiste ccà già hanno bumbardato, stongo a’ sicuro! … e invece proto mentre penzavo chesto sentiette nu sisco c’addeventava sempe cchiù forte e po’ ……. budubum,  ecco che  m’ha ‘nguaiat’’a mme!  .. e mannaggia chillu spuorc’’e PONZI’’APPELATO!

Ca       e chi fosse mò ‘stu ponzi’’appelato? 

Or       chillo  ca se lavava sul’’e mane

Ca       a ecco pecché è nu spuorco

Or       a proposit’’e spurco  ma comm’’è ca ogge nun se magna???….

Ca       Orà tu,   cu chello ca è succiesso, pienz’’o mangià!

Or       ma pecchè ch’’è stato?

Ca       faccio cchiù ampresso a te dicere chello ca nun è stato.

Or       a chi hann’’arrestato?

Ca       mò accuminciammo n’ata vota  a ‘nce capì!  sient’’a mme vatt’’a ffà ‘na sciacquat’’e recchie!

Or       uh…. e pecché t’hann’annacquat’’a pellecchia?

Ca       Orà, te prego, chisto nun è ‘o mumento ….

Or       bravo te vonno fa nu munumento …. e pecché??

Ca       ancora! ..  sient’’a mme nun tengo proprio genio ‘e me mettere alluccà!

Or       hai ragione, visto ca staje nervoso e meglio ca te vaje a cuccà!

Ca       cu tte nun c’è che fare, si surdo comm’’a ‘na campan’’a muorto!     

Or       e nun fa niente si hai tuorto. tutte putimmo sbaglià….

Ca       Orà, sint’’a mme vatt’’a ffà na bella cammenata….

Or       Carmeniè nun tengo genio. e po’ je so’ preciso faccio ‘na vot’’o juorno.

( dallo studio entra in scena Aristide lamentandosi e toccandosi la testa )

Ar       carmine . oi ..oi…oi. ma che è successo?

Or       oilloc’’oì, chist’’adda ire ‘inbt’’o cesso….

Ar       non c’ho capito nulla….

ca       vuie? ….  figuratevi je…..

ar       ma perché Zì ‘ntunetta ce l’ha tanto con me?

ca       vi ha scambiato per il suo sposo fuggiasco

Or       no, e pecché o vuò fa fa dint’’o fiasco, venite cu mme, ve faccio vedé addò sta ‘o cesso, seguiteme……………..  ( ciò dicendo va via verso la cucina…)

Ca       nun ‘o penzate, chillo sta cchù stunato d’’o solito.  Sentite a mme, chella ‘ntunetta v’ha scagniato pe’ Attila,! … avete capito ora?

ar       ma perché forse somiglio a quest’Attila?

ca       ma che,  manco nu poco!

ar       e allora?

ca       e allora il fatto è che Zì ‘ntunettaappena vede un estraneo in casa ‘o piglia pe’ Attila!

ar       ma è la seconda volta che ci vediamo eh!  posso capire la prima ma….

ca       e si vede che ancora non vi ha inquadrato bene, ma vedite che da oggi .

ar       m’ha inquadrato benissimo …. certo che sa fare veramente male

ca       e si, quanno ce se mette ….. sape struppià ‘a duvere, ma  che vi ha fatto?

ar       per poco non mi spaccava il labbro ed il sopracciglio, guardate ho un ematoma proprio qua su tutto il lato sinistro del viso….

ca       e si, altro che ‘na tomma, questo è proprio ‘na bella mulignana!

ar       mulignana?

ca       si,chesta cosa viola ca’ tenite ‘nfaccia! (gli poggia il dito sull’ematoma)

ar       ahia! … fate piano per piacece…..

ca       pecché nun ce mettite  chillu ‘mpacco che va priparato Adele?

ar       avete ragione, non ci avevo pensato, adesso vado e provvedo subito…. ma approposito…. chi era quel tipo strano che si è buttato addosso .

ca       genny?

ar       si chiamava genny

ca       si, ma solo per gli amici, voi se lo incontrate è meglio che lo chiamate Signor Gennaro …. altrimenti e facile ca chillo v’ammatonta pure chell’ata parte da faccia!

ar       perché è un violento? …  a me sembrava un poco effeminato…..

ca       chillo e  ‘nu terremoto quanno è normale e addeventa peggio ancora quanno addeventa ricchione!

ar       non mi dite, …… e forse un bisex?

ca       si, si proprio così …..

ar       ma scusate e voi permettete che vostra figlia frequenti questi tipi?

ca       ma che state dicenno, chillo non è mica ‘n’amico  ‘e mia figlia

(in quell’istante entra dalla porta Adele  si siede e ….)

ad       papà, scusa, ti dovrei parlare.

ca       dimme piccerè,  che  è successo?!?

ad       veramente, se il dottore permette, vorrei parlati a quattrocchi…

ar       ma signorina adele, non vi preoccupate per me, io, stavo andando via. Tolgo il disturbo immediatamente, fate pure con comodo, a più tardi. (ciò dicendo aristide va via)

ca       allora, ‘e che se tratta?

ad       papà io sono innamorata!

ca       e tu accussì mo’ dice? …. ma … e …

ad       aspetta! la cosa non è così semplice..

ca       e te pareva…. qual è  ‘o ‘nghippo?

ad       no … ma quale inghippo. noi ci vogliamo veramente bene .. solo che…

ca       solo che?

ad       papà se m’interrompi non riesco a parlare. ti prego non rendermi la cosa ancora più difficile . ma forse è meglio che lascio perdere….

ca       ma che staie ammaccanno piccerè .  lascio perdere, è meglio che ……… è meglio ca parle e me dice tutto cose …   dimme,  forze  chisto facesse quacche attività illecita? …. è nu mariuolo?

ad       no, papà ma che dici ….

ca       e allora, …. è forze uno ca nun tene né arte né parte? … è nu pezzente?

ad       neanche, il fatto è che…. no…… non ci riesco, scusa papà….

( adele fa per andare e carmine bloccandola per un braccio…)

ca       piccerè   …. fermate e vide ‘e te fa’ ascì’ ‘a vocca chello ca me  dìcere… assiettate è parla! calmate e po’ cu  chianu, chiano me dice tuttu cose …. accummienciame a dicere chisto chi è….                ( adele vistasi alle strette fa anima e coraggio e di getto ….. )

ad       Flora!

ca       che c’azzecca mo’ Flora ‘a figlia ‘e Pascale. je voglio sapè chi è ‘o ‘nnammurato tuoio. 

ad       l’ammore mio … papà …. è  flora…

ca       flo… ra??  ma che vaie cuntanno, flora è ‘na femmena? è commo ‘a ttè!

ad       ( adele quasi piagnucolando …) lo vedi papà … forse era meglio se non dicevo niente …..

ca       no, no, chello era meglio si nun’’accumiciave  proprio ‘sta jacuvella…..

ad       ma quale jacuvella …. papà è ‘na cosa seria …..

ca       ma tu fusse asciuta pazza?

ad       papà je e flora ‘nce vulimmo bene….

ca       e va bene ma ‘na cosa è ‘o bene tra doie cumpagnelle  e  n’ata è  l’ammore…. l’ammore, chillo overo, chillo ca te porta all’altare pe’ te fa dicere  “SI!”  è ‘n’ata cosa…..

ad       hai  sempre detto d’essere uno che guarda il futuro, d’essere un uomo moderno con idee attuali ed è per questo che ho trovato il coraggio di dirti come stanno le cose …. invece, oggi, mi rendo conto che sei un arretrato conformista, forse non sai che con le nuove leggi, io e flora possiamo vivere insieme?

ca       no, no, tu certamente, stammatina lavannote ‘e recchie,  ‘e perzo ‘o cervelle dint’’o lavandino?!?!  ….

ad       ma che dici papà! ….. pensa che se proprio volessimo affrettare i tempi potremmo andarcene in olanda e li sposarci ……… la già si può fare.

ca       no, tu si addeventata scema tutto ‘nzieme,…… è  famme capì… doppo al matrimonio in olanda … e  figlie, addò  ‘e ghiata ‘a ffa’  ‘o giappone?

ad       ma perché è poi così importante mettere al mondo dei figli?

ca       piccerè, si io e mammeta l’avessemo penzata commo a tte! …. tu ogge nun ce stisse!  .… e visto ‘a commo è ghiuta ‘sta cosa, forze sarria stato assaie meglio…..  ma commo dico ie, cu tutt’’e guaie ca sto’ passanno …. e aggio passato … ‘nce mancava sulo chisto… ma si proprio sicura ‘e chello che me ditto, nun è che me vuluto fa nu scherzo … si, si,  tu staie pazzianno … è overo?

ad       papà, io t’ho detto la verità, ora prendila come vuoi ma io  e flora abbiamo deciso …… andiamo a vivere insieme…

(per carmine è come ricevere una pugnalatta al cuore. in quell’attimo è come se tutto gli crollasse addosso non riesce più a parlare e lentamente raggiunge la sedia e s’accascia prendendosi la testa tra le mani.

( dopo qualche istante s’ode la voce di pasquale dal pianerottolo…. …)

pa        carmeniè! ..

Am      addò staie carmeniè!...........

 (entrano dalla porta pasquale e Amalia  …)

ca       sto’  ‘ccà! ……… sto’  ‘ccà! c’at’’è stato!!! …

pa        Carmeniè, je nun saccio si tu saie chello che aggio saputo je….

Am      ma si ho saje vo dicere ca mò ce dice chello ca saje

ca       parlate primma vuje, c’avite saputo?

pa        ‘e figlie noste songo asciute pazze all’intrasatto!

Am      chell’’a colpa è do’ prugresso, e chesti mode sfranciose

ca       me ne so’ accorto pur’je!  proprio mo’ obbi’ ‘sta disgraziata me steva  dicenno …..

pa        je aggio deciso … l’accido! (ciò dicendo pasquale si gira verso adele )

Am      e je te dongo ‘na mano…..

Ad.      NO!!!!

Pa.      e po’ accido pur’’a tte! …. (Flora fulmineamente si porta tra il padre ed Adele facendo scudo a quest’ultima)

FL       allora fallo subito, ammazzaci, tanto per noi cosa può valere questa vita se saremo costrette a viverla nascondendo i nostri sentimenti .… ma lo capite che noi, ci amiamo! ….. si, ce vulimmo bene! …. forse per voi sarà una cosa strana, inconcepibile, inaccettabile … ma purtroppo è così ….. dovete arrendervi all’evidenza o ci accettate per quello che siamo, o fate pure come meglio credete…. noi non finiremo mai d’amarci! ( dopo una breve pausa guardando la madre le si avvicina e….)Mammà, t’arricuorde quann’eremo piccerelle e tu, che appena papà asceva pe’ ghire a faticà, te vestive, te ‘nmeppettave po’ me divive: “ nenné, mammà tene nu poco che ffà, tu va a pazzià cu adeluccia ca je cchiù tarde, quanno torno, te pass’’a piglià”. e chillu cchiù tarde era sempe ‘na mezzora primma ca turnava papà. turnave sempe tutta nervosa, sbanianno ca e sord’’erano poche e che l’uommone nun songi buone, dicive: “ chille a doje cose servono: a purta e sorde dint’’a casa e a purta piacere dint’’o lietto” po’, accarezzannom’’e capille chiudive sempe dicenno: “ e pateto nun è buono ne’ pa’ primma e manco pa’ siconda cosa…”

Pa       Amà, ma chesta che stà dicenno!?!?      (amalia impacciata cerca di deviare il discorso)

Am      niente pasca’ nun vide ca’ sta sfarfallianno cu ‘e cervelle…….

Ad       nun è overo, floretta sta dicenn’’a verità pecché prorpio sti fatte c’anno fatto capì ca commo se ponno vulè bene doje femmene, ‘o stesso nun se po’ ffà cu n’ommo. l’ommo è egoista e penza sul’’a ‘na cosa.

Pa       Amà, mò è meglio si te ne vaje pecché si no nun saccio chello ca faccio….

Am      ma che dice Pascalì

Pa       e nun me chiammà Pascalì, è inutile ca faje ‘sti svummecatezze, cu chello ca ogg’’è succieso e cu chello c’aggio sentuto, meglio ca te ne vaje a casa e m’aspiette, pecchè m’hai ‘a spiegà paricchi cose. và, và ca è meglio pe’ tte! (ciò dicendo prende amalia per un braccio e la spinge verso l’uscita. Amalia cercando di divincolarsi e di chiarire…..)

Am      Pascà, je nun aggio fatto nient’’e male e po’ songo mugliereta nun t’ho scurdà…..

Pa       (continuando a spingere amalia verso l’uscita) chesto l’avimm’appurà, mo t’aggio ditto ‘e te ne ire…. và (ciò dicendo la spinge letteralmente fuori e chiudendo la porta..)  turnammo a nuje. je aggio deciso! …. v’accido!

Fl        fa chello ca vuò tu, rest’’a fatto ca nuje ce vulimmo bene

Ad       si acceditece ma sarà sul’’o cuopo nuosto a suffrì pecché l’ammore nuosto è cchiù forte da’ morta stessa. ……

ca       ma è ‘na cosa contro natura …. ‘o capite chesto si o NO!

ad       ma perché ….. chi ’o dice ….. addo’ sta’ scritto?!?…….

pa        addò sta scritto? …. Ma tu ‘e siente Carmeniè …. vonno sapè addò sta scritto! ….  Nun ce sta bisogno ca sia scritto a quacche parte ….. a che ‘o munno è munno sti cose nun songo maje state lecite…….

FL       lecite? …. E proprio tu parli di  cose lecite……

PA       e famme capì pecché  nun ne putesse parlà?

FL       Papà,  dimmi la verità, il tuo comportamento, sino ad oggi, è stato sempre lecito?

PA       ma pecché sai forse ‘o cuntrario?…..

FL       So solo che durante il periodo in cui lavoravi ….  per fare carriera …… non hai certo usato mezzi leciti ….. è vero?  (Pasquale, capendo dove vuol mirare la figlia tenta di interromperla…)

PA       Mò è meglio ca te staje zitta! …. (Carmine, intuendo qualcosa ma non capendo cosa .. )

CA      no Pascà, mò, falla parla, ‘a cosa me pare interessante….

PA       ma che c’azzecca mò ‘sta storia cu chello ca è succieso….

FL       che c’è papà, forse le tue magagne illecite usate per ottenere ciò che volevi ….. sono top secret?… nessuno può parlarne? …..

PA       mo’ basta, che vulimmo fa ….. vuò verè ca mo’ da giudice addevent’je  l’imputato do’ pruciesso?…..

AD      don Pascà …. Chi vuole giudicare deve avere la coscienza pulita …  altrimenti non può ergersi a giudice!

CA      mò nun ce capisco cchiù niente …. scusate, vulesse capì quacche cosa pur’je… ve spiegate?.........

FL       Don Carmine, lo vedete mio padre?

CA      è certo ca ‘o veco … e che songo cecato…

FL       ebbene il vostro ex capo …. il vostro vicino di casa ….. il vostro compagno di mille avventure … durante la sua vita integerrima, la sua  esistenza LECITA! …. V’ha futtuto!

CA      e quanno è stato? …. famme capì?……

PA       Flò …. Statte  zitta!

CA      no Pascà mò Flora addà parlà!

PA       Carmeniè! … e figliema e aggio ditto ca s’adda stà zitta! …

CA      no, no, aspiette nu mumento Pascà, je  ci voglio vedè chiaro dinto a ‘sta quistiona, pirciò, stongo ‘a casa mia e decido je chi parla e chi no! …..  pirciò, Flora dice……

PA       ma tenimmo cose cchiù importante  a parlà ….

CA      mò basta pascà, voglio sapè! ….. parla Flò!….

FL       è presto detto … Carmine, vi ricordate quando papà ebbe la promozione a capo usciere?

CA      certo …. E chi so’ po’ scurdà ….. nun m’offrette manco nu cafè….

FL       e sapete in che modo ebbe tale riconoscimento, visto che la promozione  sarebbe toccata ad un altro dipendente?

CA      no e ‘stu fatto nun saccio niente …

FL       a non ne sapete nulla?

CA      ma pecchè l’avesse sapè?

FL       io credo proprio che dobbiate sapere la verità! …….

Pa       flora!

FL       quella promozione, Carmine, sarebbe toccata a voi!

CA      ma tu che dice! … che storia è chesta?

FL       è la storia che il mio lecito papà …. per anni non ha fatto altro che raccontare facendosene un vanto, con parenti ed amici!

CA      Ah! …. ce mancava sulo ca ‘o purtava ‘o giornale! … sul’je nun’’e  sapevo niente!….. ma commo Pascà, e’ tenuto ‘stu curaggio? ……

(un attimo di silenzio cala sulla scena. carmine pensoso riflette e poi….)

CA      (a pasquale)tanto po’ sapè,  ma commo faciste ?

PA       abbuono jammo Carmeniè, ormaie e succieso …. Songo cose c’apparteneno ‘o passato …. E po’ commo se dice ….

CA      scurdammece ‘o passato simmo ‘e napule paisà! ….. e no! Pascà…. è troppo facile accussì ….. mò si permiette aggio ‘a capì!……… Fernisceme  ‘e cuntà  tutta ‘a storia Flò, famme capì tu…

FL       vi ricordate della signora Giuditta?

CA      commo no, il nostro Dirigento Capo….. brava femmena onesta, ‘na grande….

FL       papà n’era l’amante!

CA      Zoccola!

FL       esattamente!......  e sapete quando papà se la fece per amante?…. Quando seppe che la signora Giuditta aveva deciso di promuovere voi!

(Carmine guarda Pasquale che dopo qualche attimo abbassa lo guardo….attimi di silenzio interminabili calano sulla scena poi Pasquale cercando attenuanti….. )

PA       Carmeniè ….. Carmeniè erano ati tiempe …. e po’ ‘o saje  buono che ‘a vita è fatta accussì …..

FL       come vedi papà, lo dici anche tu la vita è fatta così! …… quindi ……

CA      quindi niente piccerè! si è accussì vo dicere ca è fatta malamente! …. e si isso a sbagliato chesto nun vo’ dicere ca vuie sieto abilitate a sbaglià! e sarria troppo comodo… Adè, a Flora ‘a pozzo pure arrevà a capì, pecché ‘a tenuto dint’’a casa (indicando Pasquale) chist’esempio … ma tu pecché? …… che tiene ‘a m’accusà, che tiene ‘a me rinfaccià, dimme addò aggio sbagliato, parla! … dimmello!?!

 (Assunta, che dalla cucina aveva udito tutto, entra in scena con gli occhi lucidi di pianto. Si ferma un attimo sull’entrata poi, con voce sicura sulla prima battuta ed ironica sul finale…..)

AS       t’ho dich’je! ….. (Adele e Flora hanno un sobbalzo e tenendosi per mano si portano sul fondo della scena)

AS       t’ho dico je Carmeniè……(tutti restano interdetti e Assunta prosegue )…. nun facite  ‘sti facce……. aggio ‘ntiso tuttu cose ‘a dint’’a cucina e nun saccio chi Santo m’ha dato ‘a forza e suppurtà chello ca stevo sentenno! ….…. Carmeniè t’arricuorde quanno je te diceve: “appena Adeluccia fernesce ‘a terza media me piacesse ca se ‘mpasse sarta.. sarta commo ‘a mme’ ”  e tu,  si stive allerta, te mettive cu e mane dinto e’ scianche; ….. mentre si stive assettato t’aizzave e cu chell’aria ‘a saputone ca sulo tu te saie da’ me  rispunnive:  “nun sia mai dette … nostra figlia devo studiaro …. Si devo diplumare … ma che dico diplumare, Adeluccia si devo laurare …. Je già ‘a veco …. la dutturessa Adele Mazza” ….. po’ chiurive l’uocchie e te facive tutt’’o cinema ‘ncapo ……(inizia la musica di sottofondo)si Carmeniè  tutt’’o cinema dint’’a ‘sta capa fantasiosa ca t’arretruove. …. ‘sta capa che a sempe penzato ‘o cuntrario da mia! …. E si  pecché je so’ ‘gnurante …. so’ alfabeta,  nun songo all’altezza toia e tu me l’e sempe rinfacciato dicennemo: “ che vuoi capiro tu che sei ‘ntiquata ….  nun te piglià collera assù, ma tu ‘a pienze troppo ‘a vecchia ” ….. tu invece no! ….. tu no Carmeniè! ….  pecché tu già campave nel futuro, pe’ tte, nun ferneva aiere ca già era doppodimane!…… mò ca è succiesso, chello che è succieso!... vaje spianno ‘a figlieta che tene ‘a t’accusà, che tene ‘a te rinfaccià, addò e’ sbagliato? … spiate invece, ogge commo sarria figlieta, si avisse sentuto a ‘sta vecchia ‘ntiquata … spiatello carmeniè!

CA      ma je l’aggio fatto sulo  po’ bene suoio…..

AS       t’’o crerive….. e purtroppo t’’o vuò ancora crerere! …. ma dicete ‘a verità, almeno a tte stesso,  Carmeniè,  dicetella ‘a verità!…… tu l’hai fatto sulamente   pe’ te levà  ‘e vriccille  ‘a  dinto  e’ scarpe … e’ pensato…. “addò nun songo arrevato je …. c’arrivarrà Essa” ………. e accussì facenno e dimustrato ca si stato sulo egoista e presuntuso……. e di consequenza  Carmeniè …..e dimostrato d’essere nu strunzo!

CA      strunzo? …. Assù ma je me credevo …...

AS       t’aggio sempe ditto che ‘o credo è,  e adda essere sulo pe’ Dio …. ‘ncoppo a ‘sta terra nun ce può essere ‘o credo pe’ nisciuno!.... Mò me vulite spiegate, vista ‘sta situazione,  c’avessemo a fa mò?

PA       Assù je resto sulle mie decisioni …l’accido a tutte e doje….

AS       ma pe’ piacere Pascà, a vulite fernì cu ‘sti pagliacciate ….. ma quann’è c’’addeventate ruosse, quann’’è ca criscite tutt’’e duje?

PA       Assù, e scusato tanto, ma vuie pare che stato addeventanno troppo offensiva e….

CA      Pascà, statte zitto ca forse è meglio! ….

as        e si riesce a te sta’ zitto pure tu forse è meglissimo! ….. e mò faciteme capì…(si gira verso adele…….)  adelù … (dolcemente)dimme ca nun è overo, dimme ca so’ fantasie ….

ad       mammà ….emm… mammà….

as        e…ee..ee..ee!  mammà, mammà… chesto s’è capito! …. ma je voglio capì ‘o riesto!

ca       ‘o riesto t’o dich’je………

as        statte  zitto! … adelù,  ‘o voglio sentì da’ vocca toja.  dimme ‘a verità, commo stanno ‘sti cose?

ad       mammà … è tutt’’overo …è tutt’overo mammà!

as        ma te riende conto ca site doje femmene!

ad       e cosa cambia? …. l’amore non conosce frontiere….

as        ‘a siente  carmeniè? …. l’amore non cunosce  fruntiere ……‘a colpa è sulo ‘a toja … mannamela ‘a scola …… facimmola studià … chella se farrà ‘na posiziona ……. addeventà quaccheruno ….. ed ecco quà….. se l’ha fatt’’a posiziona ….. e che bella posiziona ….. ate capito …. avite capito pascà!  (ciò dicendo prende per la giacca pasquale )

pa        aggio capite assù, se straccia ‘a giacca …. e lassate c’aggio capito!

as        no pascà nun avite capito niente, pecchè pure vuje sieto da’ stessa pasta ‘e chistu sciaurato, pure vuje avite fatt’’a parta vosta dint’’a  ‘sta  farsa ca si fosse tuccat’’a n’ato c’avesse fatto ridere, ma visto ca è toccata a nuje ……. ce farrà sulo chiagnere…..

ca       e’  è  tuccat’’a figlia nosta…..

as        carmeniè, nuje nun tenimmo cchiù ‘na figlia!  ( un attimo di silenzio …. carmine, pasquale, adele e Flora, abbassano lo sguardo a terra)

ad       mammà!

as        e commo te permiette ‘e me chiammà mammà? ….. nennè! …. je nun so’ degna d’essere chiammata mamma,  accussì commo tu nun si degna d’essere  chiammata figlia!

(adele si china su Flora ed inizia a piangere Carmine nel vedere questa scena preso dall’affetto paterno cerca di smorzare la tensione e…..)

ca       e va buono ma mo’ me pare ca stammo esaggeranno…..( assunta lancia uno sguardo carico d’odio e ira verso carmine che…)   voglio dicere ma simmo o nun simmo crestiane …. è vero ‘a guagliona a sbagliato!... ma pure nuje… ( assunta lancia uno sguardo carico d’odio e ira verso carmine che…)  pur’’je …. aggio sbagliato… e forse cchiù ‘e  essa…( assunta annuisce) però, si simmo veramente cristiane avimm’‘a penzà ca  ‘o  Signore  ‘nce sta mettenno a ‘na dura prova … assù, tu hai ragione, je forse avarraggio pure fatte e sbaglie mie, ma…

as        no carmeniè tu ‘e fatto e sbagliae tuoje … e senza forse!

ca       commo dice tu Assù, ma …. tu ca vaie tutte e juorne dint’’a chiesa, me saie dicere pecchè  a primma prova tosta ca ‘o pataterno ‘nce manna, nuje c’avessemo ‘a cumpurtà comm’’e a  ll’animale? …… Gesù Cristo ‘a perdunaie  ‘a maddalena? ….e  pecchè nuje nun  l’avessemo ‘a fa’  cu ‘o  sanghe nuosto?  ( un attimo di silenzio …. assunta guarda carmine.  pasquale guarda  adele e …..)

pa        carmeniè tu è inutile ca te miette a fa’ ‘o pecuozzo, je aggio deciso …. l’accido! (assunta nel sentire questa parola si alza di scatto e…)

as        ma che state dicenno pascà ….. e secondo voi ‘sti doje …… teneno ‘a capa sciacqua e nuje l’avessemo ‘a tenè  ‘cchiù sciacqua d’a lloro? …  riflettenno buono, carmeniè,  forse chello ca e’ ditto è assaie justo … pirciò pascà cercate e ve cunvincere….

pa        no assù, je nun me lasso cunvincere……….

Ca       pascà … fa’  finta commo si figliate  fosse turnata ‘a casa ingravidata …. senza sapè manch’essa ‘a chi…..

pa        l’avvarria accettato meglio!

ca       ‘o dice mo’,  ma je credo c’avisse fatto peggio….. perciò stamme a senti pascà datte ‘na calmata!  ‘a vita è nu dono ‘e  Dio e sul’Isso tene ‘o diritto ‘e  s’ha piglià quanno e commo vò ……

as        je credo ca l’unica cosa c’’avessero ‘a fa’ ‘sti doie  è ca se n’avessero ‘a ire d’a casa!

pa        pe’ mme ponno fa’ ‘a valiggia pure subbeto!

ca       ma nu mumento, nun c’è scurdammo ca e figlie so’ sempe figli e…..

(ASSUNTA FISSANDO UN PUNTO NEL VUOTO…..)

as        l’aggio purtata nove mise dint’’a panza ….. ce l’avimmo levato ‘a vocca pe’ ce ‘o da’ a essa, l’avimmo servuta commo se serve ‘o preveto all’altare ….. e mò ….. doppo vintinov’anne m’aggio accorgere …… c’aggio abburtito!!!.........

( a queste parole adele scappa via piangendo tirandosi dietro Flora,  assunta in silenzio, con le lacrime che le solcano il viso, china lentamente la testa tra le mani poggiate sul tavolo mentre  carmine e pasquale  si guardano e … )

pa        carmeniè …. assuntina tene l’uocchie ‘nfuse ‘e lacreme …

ca       pascà …. chello ca vide nun so’lacreme ma e sanghe ca vene do’ core e songo chelli lacreme  c’abbruciano ‘cchiù ‘e tutte!

pa        me sento arravugliato int’‘a ‘na matassa e spavo ca me stregne sempe ‘cchiù forte ‘o pietto … tanto a me fa’ mancà ‘o respiro…..

Ca       è l’imputenza pascà…

Pa.      pienz’’a te!

Ca.      …l’imputenza annanzo a chelli cose ca nun se ponno cagnà…..

pa        je penzo che ‘a colpa nun è ‘a nosta carmeniè …. a colpa è de’ ‘stu munno cagna a mumente …….

ca       e cagna talmente velocemente  ca nun te fa  avvedè chello ca te stà attuorno…..

pa        è ‘o progresso carmeniè, “ il progresso!” …..

ca       e nuje ogge ce simmo ‘mprissiunate quanno avimmo cunusciuto a genny …… nun sapenno ca tenevemo ‘o serpe dint’’o  manecone….. 

(un attimo di silenzio. Poi pasquale guardando un punto fisso nel vuoto ….)

pa        t’arricuorde quanno eremo guagliune e ‘nce  ‘nfelavemo ‘e stramacchio ‘int’’o tiatro Margarita …. sfujenno all’uocchie do’ survigliante  e ‘nfelannece ammacchiate ‘ncoppo a quacche luggione?….

ca       commo nun m’arricordo ….. ‘e chilli tiempe ‘o ‘ngrippo ‘e tutte nuje guagliune era unu sulo …. ‘e femmene!

pa        appena sentevemo l’addora ‘e ‘na femmena ‘o sanghe abbiava a scorrere int’’e vene commo a nu pazzo …. e vulleva comm’è ‘a pece…… è mo’ invece …… mah!......

ca        mo’ cu ‘sta velocità ca porta ‘o munno a cagnà , t’aggio a dicere ‘a verità, je aggio pigliato ‘na decisiona….. je me fermo!

pa        te firme …. che vuò dicere?

ca       nun voglio ‘cchiù correre appriesso a ‘stu munno ca nun arrivo cchiù a capì. a mia sarrà forse ‘ngnuranza o che saccio ……. ma  fatto sta che tra me e ‘stu munno ce sta, ‘ncumpatibilità.. e allora e meglio ca je e isso, ‘nce spartimmo … ognuno pa’ via soia …

Pa       ognuno pa’ via soia, ma che dice ….. pe’ caso vulisse fa’ ’ na scemità …. arricurdate chello ca m’e’ ditto primme  ‘a vita è nu dono e Dio e sulo Isso ‘nc’ha po’ levà…..

ca       nun te preoccupà nun me voglio accidere …. so’ stanco pascà, so’ sulo troppo stanco ….  me voglio fermà! ….. me fermo pe’ m’arrepusà nu poco e pe’ cercà ‘e capì chello ca fino a mò nun aggio arrevato a capì …

pa        e si doppo manco l’arrive a capì …………. che faie?

ca       me metto a cammenà … anze a correre o’ cuntrario e commo và ‘stu munno cercanno d’arrevà a tutte chelli cose c’apparteneno o’ munno  mio… chillo ca è passato chiano chiune, senza me da’  ‘o tiempo e me m’accorgere c’attuorno a mme tutt’‘e cose stevano cagnanne. (un attimo di silenzio carmine guarda Assunta le passa, carezzandola, una mano tra i capelli, poi guarda Pasquale e….) ….chillo munno addò  l’ammore era overo ammore. chillu munno addò ‘e femmeno erano femmene e l’uommene erano overo uommene! …..  addò l’ommo commo a nu cacciatore, se sapeva cercà l’ammore ‘e ‘na femmena. addò ‘a femmena, aspettava l’ommo suojo llà, allerta vicino ‘a cucina, cu ‘o core dint’’o zucchero e cu l’uocchie chiene ‘e  speranza,  pronta p’affruntà ‘nziemne a Isso tutta ‘na vita, rispettannose e vulenneso bene  fino a doppo all’eternità.

(Adele e flora escono dalla cucina. Adele ha una valigia in mano, guarda la scena e  fa per avvicinarsi  alla madre…poi  guarda flora, prende la valigia e va via con lei)

Pa       hai ragione Carmeniè, ogge stu munno va’ commo vo’  isso …. nun se capisce addò vo arrevà!

Ca       pascà, te l’aggio ditto….. je me fermo!

(pasquale guarda assunta poi s’avvicina a Carmine e…..)

pa        Carmeniè, famme nu poco ‘e posto…. me voglio fermo pur’je cu ‘ tte!

F  I  N  E

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