Jean-Paul e Simonne

LA PERSECUZIONE E LASSASSINIO DI JEAN PAUL MARAT,

Scheda copione

Titolo

Eventuale titolo

Jean Paul e Simonne

Autore ed aventi diritto

Giuliano Angeletti poetangeletti@gmail.com

tel. 3317115597

Data pubblicazione

30 . 02.2018

Anno di stesura

2018

Genere

dramma

Atti

2

Durata (min)

70

Lingua

italiano

Personaggi maschili

7

Personaggi femminili

5

Minimo attori maschili

7

Minimo attrici femminili

5

Premi e riconoscimenti

Depositato S.i.a.e.

Sezione DOR numero posizione SIAE 198563

Codice Opera 931776A

Reparto proventi : concordato tra gli Aventi Diritto

Da effettuarsi dalla SIAE

100%

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SINOSSI: Angeletti con questa sua drammaturgia propone la storia damore vissuta tra Jean Paul e la sua compagna Simonne: cercando di fare rivivere gli ultimi attimi di vita di Marat, prima che venisse assassinato o giustiziato a seconda dei casi da Carlotta Corday .La configurazione drammaturgica si snoda attraverso le condizioni critiche del protagonista che ormai conscio che la sua malattia ormai irreversibile e le cure sono solo paleattivi: in questo contesto Jean Paul ha solo il sostegno affettivo della sorella Albertine e del suo grande amore Simonne che con il suo affetto quasi morboso non abbandona mai il suo uomo . Un amore travolgente: politico e passionale ma reso nel contempo fragile dal susseguirsi degli eventi : il tutto con una scrittura inevitabilmente realista che si frammenta con immagini letterarie e suggestioni surrealiste sommerso da un paths suggestivo e coinvolgente.che caratterizza la drammaturgia di Angeletti ,

Jean Paul e Simonne

Dramma

ATTO UNICO

di:

Giuliano Angeletti

Posizione S.I.A.E. N. 198563

Codice Opera 931776A

PERSONAGGI

Jean-Paul Marat

Simonne Evrard

Catherine Evrard

Albertine Marat

Marie Barbe Aubain

Laurent Bas

Jeannette Marchal

Maximilien de Robespierre

Jacques Roux

Louis Antoine de Saint-Just

Guardia

Cittadino carpentiere

.

Caratteristiche dei personaggi:

Jean-Paul Marat

Debilitato dalla malattia, della quale pur essendo medico non riesce a trovarne rimedio alterna acume politico a brevi periodi di autentico febbrile rivoluzionario delirio, sente prossima la morte: ma solo i suoi familiari ne sono a conoscenza

Simonne Evrard

compagna di Marat. Il suo amore verso Marat talmente totale che mette a nudo un evidente stato di soggezione nei confronti delluomo che ama ed accudisce: nei riguardi della Corday dimostra antipatica fermezza

Catherine Evrard

sorella di Simonne

Laurent Bas

fattorino che si occupa nel preparare e consegnare i giornali

Marie Barbe Aubain,

la portiera dellimmobile

Laurent Bas,

che si dispone a portarli poi ai ministero della Guerra. Catherine Evrard esce dal gabinetto dopo aver dato da bere a Marat. Entra nella cucina,

Jeannette Marchal

afferra un cucchiaio per schiacciare largilla mescolata allacqua di Mandorla. Questa miscela deve alleviare i dolori alla pelle di cui Marat soffre

Charlotte Corday

Trasgressiva Svolge unelevata influenza su chiunque. Ogni sua azione viene tenuta sotto controllo.

Jacques Roux

Ex prete, socialista radicale. Ha tesi anche pi estreme di quelle di Marat e proprio a causa di ci si ritrova internato. In alcuni frangenti, funge da ispirazione per Marat stesso.

Albertine Marat:

sorella apprensiva del rivoluzionario

Louis Antoine de Saint-Just

Maximilien de Robespierre

Il momento dellattentato

Raggruppando le informazioni provenienti dalle testimonianze e dalle deposizione resa durante le indagini e il processo a Charlotte Corday, lo storico Guillaume Mazeau da questa descrizione molto precisa delle circostanze dellattentato.

Verso le 19.30 oltre Corday e Marat, cinque persone sono presenti nellappartamento. Marat appena fa entrare la Corday [19] nel suo bagno, Marie Barbe Aubain, la portiera dellimmobile, torna nella stanza dove Catherine Evrard che gli ha fatto leggere un giornale moderato, e ritorna al suo lavoro: deve piegare le ultime copie del Publiciste de la Rvolution Franaise, appena uscite dalle presse urbane. E aiutata dal commissionario Laurent Bas, che si dispone a portarli poi ai ministero della Guerra. Catherine Evrard esce dal gabinetto dopo aver dato da bere a Marat. Entra nella cucina, dove Jeannette Marchal afferra un cucchiaio per schiacciare largilla mescolata allacqua di Mandorla. Questa miscela deve alleviare i dolori alla pelle di cui Marat soffre. Quando a Simonne Evrard, si dirige verso la stanza del bagno, in cui la porta era stata lasciata aperta, in questo momento preciso che risuona il grido di Marat.

Il 29 luglio 1793, Simonne Evrard stessa fece una deposizione sulla giornata del 13 luglio, davanti al tribunale rivoluzionario, in presenza di Charlotte Corday. Troviamo la traccia di una testimoniaza, confermata dalla sorella Catherine, nel n210 del Moniteur di questo 29 luglio 1793:

La cittadina Evrard (Simonne) afferma che laccusata si presentata la mattina del 13 luglio dal cittadino Marat, dove la depositante, dimorante; che le ha scritto una lettera che lha fatta ricevere sabato alle 8 di sera, e che un grido, partito dal gabinetto dove si trovava il bagno di Marat la fece accorrere; ha trovato laccusata in piedi contro la tenda dellanticamera, la prese per la testa e chiam i vicini, e che i vicini vennero e lei accorse da Marat che la guard senza dir niente; lo aiuto ad uscire dal bagno e lui spir senza dire una parola.

ATTO PRIMO

Luci soffuse, un carpentiere sta levigando la tinozza e lo scrittoio fatto con due assi di legno da poter innestare sulla tinozza stessa, la vasca da bagno progettata e costruita a scarpa

SCENA UNO

Albertine Marat, il cittadino carpentiere

Albertine Marat:

Mi raccomando cittadino carpentiere il padre della rivoluzione si fidato di te

il cittadino carpentiere:

Cittadina Albertine, come puoi vedere e costatare di persona ( passa le mani sulla tinozza di legno) non ci sono impurit, e neppure una scheggia tutta levigata come fosse un pregiato marmo

Albertine Marat: ( con le mani segue il perimetro della vasca da bagno)

Si cittadino,ho solo da farti i miei complimenti, hai fatto una vasca di cui il cittadino Marat pu essere solo fiero

il cittadino carpentiere:

Cittadina sono contento che il mio lavoro sia di tuo gradimento, come penso lo sia anche per il tuo illustre fratello

( il carpentiere raccoglie gli attrezzi e li mette nella borsa)

Albertine Marat:

Cittadino, purtroppo io, anzi noi non abbiamo niente per pagare i tui servigi

il cittadino carpentiere:

Cittadina Albertine, non mi devi niente, per me un piacere e un onore lavorare per il padre della rivoluzione:

chiedo solo che raccontate in giro che questa tinozza stata opera mia e che lo menzionate anche nel giornale della rivoluzione

Albertine Marat:

Cittadino, ti do la mia parola, conta su di me !

il cittadino carpentiere:

Ci conto ! buona giornata cittadina, mi raccomando salutami il cittadino Marat

( il carpentiere esce di scena)

SCENA DUE

Albertine Marat, Jean-Paul Marat, Jeannette Marchal

( Marat entra in scena il suo passo claudicante, luomo sofferente , depresso e fortemente debilitato dalla malattia, la sorella nellaltra stanza)

Jean-Paul Marat :

( entra vede la tinozza riparata e con lo sguardo e i gesti cerca la sorella, il suo sguardo quasi smarrito)

( ad alta voce ) Albertine ! Albertine!

( Albertine sente ed entra in scena)

Albertine Marat:

Mi cercavi Jean ?

Jean-Paul Marat :

( si riprende )

Pensavo di non trovare nessuno in casa !

Albertine Marat:

(premurosa)

Non avere timore, ci siamo noi: lo sai che noi non ti abbandoniamo mai

Jean-Paul Marat :

( calmo )

Lo so, lo so che mi volete bene !

Albertine Marat:

(premurosa)

Tutta la Nazione ti vuole bene, e non solo io e Simonne

Jean-Paul Marat :

( gira intorno alla tinozza, molto interessato ed ammirato dalla perfezione del lavoro fatto)

Albertine, ma questa non la mia tinozza!

Albertine Marat:

La la solo che il cittadino carpentiere ha fatto un lavoro degno di un maestro , con la sua maestria lha rimassa a nuovo : e questa la meravigliosa sorpresa che io, Simonne e Chaterine abbiamo voluto farti

Jean-Paul Marat :

Ma non possiamo permetterci una cosa simile: noi non abbiamo soldi , i pochi che avevo li ho dati ai poveri come avete fatto a pagarla, perch il lavoro va pagato

Albertine Marat:

Non crearti problemi che non esistono: il cittadino carpentiere non solo non ha chiesto nessun compenso, ma anzi: ha donato il suo servigio alla rivoluzione e a te in quanto padre della stessa

Jean-Paul Marat :

Lodevole il cittadino carpentiere, il suo servigio fatto allo stato ferr menzionato nel giornale della rivoluzione

Albertine Marat:

Io stasso Jean mi sono reso garante di questa menzione quantomeno morale

Jean-Paul Marat :

Scriver io stesso la menzione

( Marat molto provato, dolorante si appoggia al tavolo, trova difficolt a sedersi sulla sedia : infine si siede)

Albertine Marat:

(premurosa) stai male !

Jean-Paul Marat :

(alterato) Ma sai benissimo che ogni giorno peggioro senpre di pi ( grida) ormai non ce la faccio pi!

Albertine Marat:

(premurosa, ma decisa ) Guarda che se io ti dico qualcosa perch sono tua sorella a te ci tengo in modo particolare, quindi con me modera i termini chiaro!

Jean-Paul Marat :

( depresso) Albertine, mi dispiace: ma devi capire : il popolo ha bisogno di me ed io sento ogni giorno la mia salute abbandonarmi

Albertine Marat:

(premurosa, abbraccia il fratello ) devi avere pazienza, perch ho visto che il trattamento con largilla che ti sta facendo la cittadina Jeannette, a poco a poco ti daranno beneficio ( con falsa euforia) ho visto che quelle che hai nella schiena stanno diminuendo di volume e non sanguinano pi

Jean-Paul Marat :

( depresso) Guarda che non mi puoi ingannare, sono medico oltre che giornalista e rivoluzionario

( Albertine rimane in silenzio)

Jean-Paul Marat :

( depresso) Ci non toglie che il bagno in acqua tiepida e gli impacchi di argilla mi hanno un leggero sollievo

(pausa)

E arrivata la cittadina Jeannette Marchal

Albertine Marat:

(premurosa) si arrivata ma uscita di nuovo a cercare altra argilla

Jean-Paul Marat :

( depresso) spero faccia presto, ho tutto un fuoco dentro, questo inferno mi tormenta, mi riempi la vasca per favore

Albertine Marat:

(premurosa) non ti preoccupare che la cittadina Jeannette ci metter meno di un attimo a venire: ho visto che una parte di unguento lo ha gi preparato

Jean-Paul Marat :

quellintruglio di argilla riesce a darmi un po di sollievo momrntaneo ma non risolutivio, io non so cosa ho e non esistono medicine risolutive

Albertine Marat:

(premurosa) adesso non pensarci e non essere troppo pessimista

( Marat cerca di spogliarsi, ma oltremodo impedito nei movimenti dal cocente dolore , allora interviene Albertine che aiuta il fratello a spogliarsi)

( Marat si spoglia e indossa un camicione bianco di cotone )

( in quel momento entra la cittadina Jeannette con un contenitore in ceramica pieno di argilla )

Jean-Paul Marat :

( visibilmente sollevato) finalmente cittadina, ormai comiciavo a preoccuparmi : le tue mani e la tua argilla sono un toccasana per la mia pelle, ammesso che che ne sia rimasta un lembo ancora sano ( quasi ride )

Jeannette Marchal:

cittadino Marat, cosa sono tutti questi elogi , parole che io non merito assolutamente , io allo stesso modo curo te come il pi povero dei cittadini di Francia

Jean-Paul Marat :

ed per questo che mi fido ciecamente di te e delle tue cure e del tuo essere giacobina

Jeannette Marchal:

cittadino, la rivoluzione prima di ogni altra cosa !

Albertine Marat:

(premurosa) viva la rivoluzione, e viva il suo padre mio fratello Marat

Jean-Paul Marat :

( visibilmente sollevato) grazie , la vostra dedizione alla rivoluzione commovente: purtroppo la rivoluzione in grave pericolo e bisogna cercare di salvarla e purtroppo per salvarla bisogna tagliare qualche testa

Jeannette Marchal:

cittadino, la rivoluzione molto pi importante che una testa tagliata

Jean-Paul Marat :

in effetti veramente cosi

(pausa)

Albertine, adesso vai pure, tanto arrivata la cittadina Jeannet te, con lei sono in buone mani

Albertine Marat:

(premurosa) ma prima di andare volevo aspettare larrivo di Simonne e Catherine

Jeannette Marchal:

Albertine, le due cittadine sono tornate , sono nellandrone del palazzo che stanno parlando con la cittadina Marie Barbe Aubain

Albertine Marat:

allora vado, con permesso cittadina Jeannette, e tu mi raccomando quando torner voglio vederti, non dico guarito ma decisamente migliorato

Jean-Paul Marat :

non prenderti gioco di me Albertine

Jeannette Marchal:

dai coraggio cittadino Marat, adesso ti tolgo il camicione e dopo ti spalmo lunguento che ti far stare decisamente meglio

Albertine Marat:

io Jean vado, buon pomeriggio Jannette

Jeannette Marchal:

buon pomeriggio cittadina

Jean-Paul Marat :

buona serata sorella

( Albertine esce di scena)

SCENA TRE

Jean-Paul Marat, Jeannette Marchal , Simonne Evrard

Catherine Evrard

( Marat disteso sul lettino e Jeannette le sta spalmando lunguento sulla schiena nuda )

Jeannette Marchal:

cittadino Marat adesso deve avere pazienza e sopportare perch devo pulire tutte le piaghe e spalmare lunguento e sai che pulire le piaghe molto doloroso

Jean-Paul Marat :

purtroppo lo so, ma non posso fare nulla per evitarlo, fai quello che devi e non preoccuparti del dolore che provo

( Marat ogni volta che Jeannette sfiora le piaghe sulla schiena nuda, si sente un grido soffocato di dolore)

( entrano le sorelle Edvard)

Simonne Evrard:

Jean tesoro mio: mi raccomando, fai il bravo e non ti lamentare: le mani della cittadina Jeannette sono un toccasana, non ti voglio sentire pi piangere come un bambino

Catherine Evrard:

dai cittadino, i tuoi lamenti si sentivano perfino in portineria, non dignitoso

( sorride)

Jean-Paul Marat :

( sarcastico) parlate voi: ma ci sono io sul tavolaccio a sentire il dolore !

( ride )

( tutte ridono)

Simonne Evrard: ( mostra una forma di formaggio a Marat)

Guarda cittadino Jean, oggi ci hanno regalato una forma di formaggio

Catherine Evrard:

e il cittadino ortolano,questo cesto di verdura

Jean-Paul Marat : ( sempre sdraiato sul tavolaccio)

( commosso) ma non dovevano darle a noi, io ero pi contento se lo davano ai poveri

Simonne Evrard:

il cittadino ortolano da buon giacobino ha dato una parte di verdura ai poveri e una parte a te perche sei il padre della rivoluzione

Jean-Paul Marat : ( sempre sdraiato sul tavolaccio)

( commosso) il popolo viene prima di tutto

Simonne Evrard:

adesso vado a preparare e pulire le verdure

( esce di scena)

Catherine Evrard:

e io vado a scaldare lacqua e preparare la tinozza ( guarda la tinozza)

ma splendida, bellissima non sembra neppure quella di prima tanto bella

(a voce alta) Simonne vieni a vedere

( Simonne rientra in scena)

Simonne Evrard:

cosa c ! Chi mi vuole

Catherine Evrard:

Simonne! Guarda la vasca da bagno, bellissima: tutta piena di rifiniture sembra nuova non riparata

( tutte e due sono intorno alla vasca per contemplarla ed elogiare il lavoro del cittadino carpentiere)

Simonne Evrard:

ma bellissima, una vera e propria opera darte!

Catherine Evrard:

degna di un grande uomo come il nostro cittadino Marat

Jean-Paul Marat : ( sempre sdraiato su un tavolaccio)

( commosso) io non sono degno di avere una cosa cos lussuosa io sono un giacobino

Simonne Evrard:

ma cittadino tu sei un uomo di stato

Jean-Paul Marat : ( sempre sdraiato sul tavolaccio)

( commosso) ma sono anche un uomo del popolo ( alterato) adesso basta ! Per favore andate a fare quello che dovete e lasciate lavorare la cittadina Jeannette, e me nel mio dolore !

(alterato)

Adesso andate!

Simonne Evrard:

si andiamo, andiamo !

( le due sorelle escono di scena)

SCENA QUATTRO

Jean-Paul Marat, Jeannette Marchal , una guardia, Louis Antoine de Saint-Just

( entra una guardia)

La guardia:

con permesso cittadino Marat : devo annunciare larrivo del cittadino Saint Just

Jean-Paul Marat : ( sempre sdraiato sul tavolaccio)

Fallo attendere !

E tu cittadina Jannette lasciaci soli, e avverti Simonne e Chaterine che non voglio essere assolutamente disturbato, intanto aiutami a sedermi sulla poltrona

Jeannette Marchal:

il cittadino Saint Just che viene a trovarti, si vede che si sente la tua mancanza nella convenzione

Jean-Paul Marat : ( dolorante si alza dal tavolaccio)

Io sono un membro del comitati, ed normale che vengano a rolazionarmi di tutto quello che succede nelle riunioni, adesso aiutami a scendere e a sedermi sulla sedia

Jeannette Marchal:

ecco scendi con calma , adesso attaccati a me, e con calma scendi

( Jean scende dal tavolaccio e si siede)

Jean-Paul Marat : ( commosso e deluso)

Se non ci fossi tu, cittadina Jeannette io sarei morto

Jeannette Marchal:

troppo buono, se non ci fossi io ci sarebbe unaltra: io non sono indispensabile: tu sei indispensabile per la Francia

( pausa)

( Marat si siede sulla sedia )

Jeannette Marchal:

adesso vi lascio soli: la Patria ha bisogno di voi !

Jean-Paul Marat : ( commosso e deluso)

Brava, adesso lasciaci soli, perch sicuramente dovremmo parlare di cose importanti

( Jeannette, riassesta il colletto della camicia di Marat per renderlo pi presentabile ed esce di scena)

Jean-Paul Marat : ( autoritario)

Guardia ! Fai entrare il cittadino Saint - Just

La guardia:

entri il cittadino Saint - Just

( entra Saint Just )

Jean-Paul Marat : ( autoritario)

Benvenuto in questa casa cittadino

Louis Antoine de Saint-Just:

saluto il padre della rivoluzione

Jean-Paul Marat : ( autoritario)

Cittadino, sai che io non sono un uomo a cui piacciono gli elogi: sai benissimo che la rivoluzione ha molti padri , ma il primo padre il popolo : e noi siamo i testimoni degli eventi e il nostro compito solo il perpetuare il volere del popolo

Louis Antoine de Saint-Just:

e il suo volere e il nostro motto

Libert Ѐgalit Fraternit ou la Mort

Perch se la morte serve per salvare la rivoluzione,ben venga la morte anche se la morte fosse la mia

Jean-Paul Marat : ( autoritario)

Cittadino, purtroppo la rivoluzione in pericolo, ed minata dagli stessi fondatori che si sono lasciati corrompere

Louis Antoine de Saint-Just:

la situazione pi grave del solito, stanno succedendo cose inamissibili soprattutto in Vandea, e poi in tutta la nazione ci sono esponenti del primo stato che si rifiutano di prestare giuramento alla repubblica perch dicono che loro hanno prestato gi giuramento a dio ma chi questo dio!

Jean-Paul Marat : ( autoritario)

Cittadino, dio un invenzione dei preti per dissanguare il popolo, e il popolo non ha bisogno di preti che non prestano giuramento ; per loro solo il barbiere

Louis Antoine de Saint-Just:

si , il barbiere, bravo cittadino

Jean-Paul Marat : ( calmo)

Antoine , non stare in piedi: siediti e visto che trovo difficolt ad alzarmi, prendi due bicchieri e dalla botticella servi del vino: non pregiato come quello di quellinfame di Danton : a me lo hanno regalato , non un gran prodotto per il frutto donato con il cuore da un povero contadino che n aveva gi poco per lui perch il popolo sta morendo di fame Antoine

Louis Antoine de Saint-Just:

sta morendo di fame perch ci sono degli speculatori ed approfittatori: che sono pi che bestie immonde che con il mercato nero e la falsificazione della moneta e la speculazione riducono il popolo allo stremo : ma per loro non avremo piet !

Jean-Paul Marat : ( sorridendo)

Antoine , se continuamo cos bisogna fare fabbricare nuove lame per le ghigliottine

Louis Antoine de Saint-Just:

io ho portato questo nuovo elenco, una parte sono : pannettieri che non rispettavano il calmiere, poi un gruppo di falsari e gente che faceva borsa nera e alcuni popolani che pur essendo ubbriachi auspicavano il ritorno del re e una buona serie di girondini indulgenti che predicavano una specie di amnistia nazionale

Jean-Paul Marat : ( autoritario)

Amnista nazionale: questa la cosa peggiore , non si possono perdonare i nemici della nazione!

Louis Antoine de Saint-Just:

Jean-Paul se noi allentiamo la presa, la corruzione nelle societ francese ritorna a fare da padrona

( Antoine va a prendere il vino e lo versa in due bicchieri, uno per se mentre laltro lo passa a Marat)

Jean-Paul Marat :

adesso beviamo, ne avevo proprio bisogno !

Louis Antoine de Saint-Just:

non leggi neppure lelenco che ti ho portato

Jean-Paul Marat :

lo legger con calma, se decido di togliere qualche nome ed aggiungerne altri penso che tu non faccia nessuna obiezione

Louis Antoine de Saint-Just:

no, non ho nessuna obiezione: per almeno per correttezza avvertimi

Jean-Paul Marat :

ti far avere domani lelenco definitivo con le eventuali correzioni

Louis Antoine de Saint-Just:

ma non troppe: perch tutti questi ( segna il foglio tra le mani di Marat ) sono un serio pericolo per la rivoluzione

Jean-Paul Marat :

io per non riesco a capire il comportamento del popolo, tu cosa dici la maggioranza ancora dalla nostra parte?

Louis Antoine de Saint-Just:

sono solo i girondini che fomentano una ribellione , ma la maggioranza del popolo tutta dalla nostra parte

Jean-Paul Marat :

bisogna estirpare il male !

( Jean mette il foglio sul tavolaccio e sorseggia il vino)

Mi dispiace, questo non un gran vino

Louis Antoine de Saint-Just:

va bene lo stesso, non preoccuparti : un uomo non si giudica dal vino che ha ma dalle sue parole e dalle sue azioni

Jean-Paul Marat :

tu sei un vero rivoluzionario Antoine, anche se mi hanno riferito di te che ogni tanto aggiungi nomi alle liste che hanno offeso pi la tua persona che essere controrivoluzionari

(ride)

Louis Antoine de Saint-Just: ( senza provare a scusarsi)

Questo lo abbiamo fatto tutti, ma sempre per il bene della Patria

Jean-Paul Marat :

mai come Couthon

Louis Antoine de Saint-Just: ( ironico)

Il cittadino George Couthon ogni giorno ha bisogno della sua razione di sangue

Jean-Paul Marat :

lui non era la persona pi indicata per svolgere questo scopo , troppo rancoroso : basta che un cittadino dica o qualcuno riferisca che ha detto maledetto Couthon ubbriaco e senza gambe per fare arrivare il barbiere e vedere la sua testa rotolare dentro la cesta

Louis Antoine de Saint-Just: ( ironico)

Il cittadino George Couthon, un grande rivoluzionario non stare a sottovalutarlo perch lui non fa favoritismi tanto che ha fatto ghigliottinare anche alcuni suoi parenti

Jean-Paul Marat :

per lui ormai la rivoluzione la sua famiglia e la ghigliottina sua sorella

(entrambi ridono )

Louis Antoine de Saint-Just:

e tu come stai ?

Jean-Paul Marat :

( pausa) meglio, la nuova cura che mi sta facendo la cittadina Jeannette mi sta dando molti benefici: io sono convinto che presto mi rimetter in sesto

Louis Antoine de Saint-Just:

sono contento che presto starai meglio, cos potrai venire in convenzione : nell assemblea si sente la tua mancanza, non vorrai lasciare tutto sulle mie spalle e su quelle di Maximilien, sai che riusciamo ad arginare a stento le tuonanti ed infide parole di chi continua a fomentare il partito degli indulgenti

Jean-Paul Marat :

( pausa) ma stanno cos prendendo forza gli indulgenti

Louis Antoine de Saint-Just:

si nella convenzione, fomentano anche la pianura

Jean-Paul Marat :

( irato) che cani questi girondini, vanno a poco a poco eliminati se vogliamo salvare la nazione

Louis Antoine de Saint-Just:

vanno bruciate come la gramigna che infesta i campi, per loro non bisogna avere piet

Jean-Paul Marat :

( irato) la rivoluzione stata una conquista ma deve essere mantenuta e per mantenerla ci va il terrore

( pausa)

Ma non finisci di bere

Louis Antoine de Saint-Just:

( appoggia il bicchiere) no, non ho voglia e neppure mi sento

Jean-Paul Marat :

( irato) naturalmente, non il nettare che sei abituato a bere nei salotti di Parigi

Louis Antoine de Saint-Just:

( quasi alterato) cosa vuoi dire che mi sono imborghesito : io vero, vado nei salotti di Parigi , ma non per imborghesirmi ma per sorvegliarli e controllare se si sono convertiti veramente alla causa della nazione

Jean-Paul Marat :

( calmo ) naturalmente, non voglio obiettare che tu non sia corruttibile ma se fossi in te cercherei di vivere pi le esigenze del popolo che quello dei borghesi che con te fingono dicendoti cose che non pensano

Louis Antoine de Saint-Just:

( calmandosi ) Jean Paul ho capito quello che hai voluto dirmi, per qualcuno di noi deve pur sorvegliare quei porci ed io penso di essere la persona adatta

Jean-Paul Marat :

( calmo ) Antoine, di te dicono che sei un dissoluto, ma hanno paura di farsi sentire e di dirlo in pubblico solo per paura della tua vendetta

Louis Antoine de Saint-Just:

( ironico ) si Jean Paul, so tutto, dicono dicono ma nessuno dice : sono solo voci senza fondamento che non hanno n nome e n fatto (pausa) voci messe in giro da girondini tutto lavoro per il barbiere

Jean-Paul Marat :

( calmo ) Antoine, molta gente solo per un sospetto stata ghiliottinata

Louis Antoine de Saint-Just:

( ironico ) ma Jean siamo noi che prepariamo le liste e le consegnamo a Samson ;

cosa vuoi che ci ghigliottiniamo tra di noi

Jean-Paul Marat :

( calmo ) Antoine, cadranno le nostre teste se i girondini dovessero prendere il sopravvento

Louis Antoine de Saint-Just:

( triste ) lo so ! Maledizione lo so! Ecco perch bisogna essere sempre vigili in modo che questo non accada

Jean-Paul Marat :

( calmo ) e poi ci sono problemi in Vandea, e come se non bastasse le potenze straniere che cercano solo di approfittare delle nostre debolezze per sopraffarci definitamente

(pausa)

Louis Antoine de Saint-Just:

( triste ) condivido pienamente tutto quello che dici, adesso devo andare : io ti ho lasciato la lista con accanto al nome il motivo per cui espressa la condanna, tu sai come devi fare ed ora ti saluto cittadino Marat, sono contento che tu ti stai rimettendo in salute

( pausa)

Buona giornata e buon lavoro cittadino

Jean-Paul Marat :

( calmo ) buona giornata e buon lavoro a te cittadino Saint Just

( Saint Just esce di scena )

SCENA CINQUE

Jean-Paul Marat, Jeannette Marchal , Simonne Evrard

Catherine Evrard

Jean-Paul Marat:

Jeannette ! Jeannette !

( entra Jannette)

Jeannette Marchal:

si cittadino!

Jean-Paul Marat:

perdonami cittadina , i dolori non mi danno tregua e il camicione sporco di sangue, aiutami ad entrare nella vasca da bagno

Jeannette Marchal:

adesso ci penso io cittadino Marat !

Jean-Paul Marat:

ma Jannette, lascia perdere tutte le formalit: in questa casa siamo lontani dalla convenzione

Jeannette Marchal:

(grida) Simonne, Catherine venite subito!

(le due donne entrano abbastanza provate)

Simonne Evrard:

cosa successo !

Jeannette Marchal:

aiutatemi a togliere la camicia a Jean Paul

( entrambe aiutano Marat a spogliarsi, Chaterine prende il camicione sporco di sangue di Marat e lo porta fuori scena )

Simonne, aiutami a stendere Jean sul tavolaccio

Jean-Paul Marat:

no! Io non voglio ritornare sul tavolaccio, io ho voglia solo di stare nellacqua tiepida

( grida) preparatemi la soluzione e la vasca, piuttosto che torturarmi con quella roba

Simonne Evrard: ( cerca di calmarlo)

Jean fai il bravo, nessuno di noi ti vuole fare del male, devi solo fidarti e cercare di lottare senza lasciarti prendere dallo sconforto e lasciarti andare, perch ricordati che il popolo ha bisogno di te .

( abbraccia Marat che contraccambia labbraccio)

( Marat si fa stendere sul tavolaccio, intanto arriva Catherine con la camicia pulita, ma Marat non la vuole indossare : intanto Jeannette va a prendere il composto di argilla e erbe da spalmare sulle piaghe e il panno pulito con acqua opportunamente bollita per pulire il sangue che fuorisce dalle piaghe stesse)

( Marat piangendo sempre disteso sul tavolaccio, prende la mano di Simonne e la stringe forte )

Jean-Paul Marat: (disperato)

Simonne, Simonne rimanimi vicino ti prego

Simonne Evrard:

lo sai amore che io non ti abbandoner mai !

( Intanto Catherine e Jeannette puliscono le piaghe accompagnate dai lamenti del paziente)

Simonne Evrard:

adesso amore vado a prepararti il bagno caldo con lacqua di mandorla , cos mentre Jeannette e Catherine finiscono di medicarti la schiena ti puoi immegere subito nella tinozza

Jean-Paul Marat: (disperato)

Simonne grazie ma per favore acqua non troppo calda

Simonne Evrard:

calda quanto basta, non avere timore: lo sai che io ti voglio bene

(pausa)

( le due donne hanno finito la medicazione , Marat si siede sul tavolaccio e le due donne lo aiutano a sedersi sulla sedia, il padre della rivoluzione dolorante)

( intanto le due donne aiutano Simonne a versare lacqua aromatizzata nella tinozza, mentre Marat si alza appoggiandosi ad un bastone )

Simonne Evrard: ( a Marat)

( controlando la temperatura dellacqua balsamica) ecco a me sembra della temperatura giusta , sentila cittadino

( Marat sente con il dito la temperatura dellacqua e fa un cenno di assenso)

Jean-Paul Marat: (calmo)

Simonne, aiutami tu ad entrare nella vasca

( Simonne aiuta Jean a togliersi la vestaglia e ad adagiarsi sulla vasca )

Jean-Paul Marat: (calmo)

Simonne, mi passeresti la tavola e tutto loccorente per scrivere ed anche i fogli che mi ha portato Antoine )

Simonne Evrard: ( a Catherine)

Catherine, dammi una mano la tavola che funge da scrittoio pesante

( le due donne posano lo scrittoio sulla tinozza e passano i fogli che ha portato Saint Just a Marat)

Jean-Paul Marat: (calmo)

Ora lasciatemi solo devo controllare questa lista di nomi prima che siano inviati alla ghigliottima

Catherine Evrard:

quelli sono tutti nemici della Francia

Simonne Evrard: ( a Catherine)

Catherine lascia stare Jean Paul; sta lavorando

( le due donne escono di scena)

( pausa)

( Marat sta controllando silenziosamente i nomi dei condannati )

( si sente bussare alla porta , Catherine va ad aprire )

( entra la guardia)

SCENA SEI

Jean-Paul Marat, Simonne Evrard

Catherine Evrard, Maximilien de Robespierre

La guardia:

il cittadino Maximilien de Robespierre, vuole conferire con il cittadino Marat

Catherine Evrard:

il cittadino Robespierre il benvenuto !

Jean-Paul Marat: ( grida)

Maximilien entra entra cosa aspetti !

( Robespierre, entra nella stanza: Marat nella vasca da bagno)

Jean-Paul Marat: ( grida)

Maximilien siedi e prendi due bicchieri e il vino nella dispensa

Maximilien de Robespierre:

io non bevo, se vuoi bere tu : ti riempio il calice

Jean-Paul Marat: ( calmo)

Scusa Maximilien, dimenticavo che tu bevi alcol di rado

Maximilien de Robespierre:

allora, se vuoi ti prendo da bere

Jean-Paul Marat: ( sorridente)

No, non mi piace bere solo e poi , ti dir non era neppure un buon vino, non riuscito a berlo neppure Saint Just

Maximilien de Robespierre:

finalmente, venuto a portarti lelenco: sono due giorni che doveva venire: ( pausa) cos per colpa di Antoine bisogna bisogna mantenere in carcere questa gente ( segna con il dito indice il foglio che nelle mani di Marat) ( e sarcastico)tanto le casse dello stato sono piene !

Jean-Paul Marat: ( triste)

La povert sta aumentando a dismisura

Maximilien de Robespierre:

meno male che abbiamo messo il calmiere per il pane e le cose di prima necessit, ma il popolo vigliacco ( irato) ci sono approfittatori che speculano sulla disperazione della gente cos la gente pi ricca diventava sempre pi ricca : mentre il povero sempre pi povero

( pausa)

E questo non va bene, perch non bisogna cedere e piegarsi perch tutti i popoli del mondo guardano la Francia e la stanno prendendo come esempio per poter insogere contro i loro dittatori

Jean-Paul Marat: ( euforico)

Hai pienamente ragione Maximilien, ed per questo che le potenze straniere vogliono sopprimerci, ma noi siamo pi forti di loro perch il nostro esercito un esercito di popolo non di mercenari

Maximilien de Robespierre:

si e tutti hanno giurato fedelt alla repubblica, perch coloro che non hanno giurato sono finiti nelle liste che devi ogni settimama vsiomare

Jean-Paul Marat: ( euforico)

Ho visto la lista, vedo che finalmente piena di preti che non hanno voluto giurare

Maximilien de Robespierre:

ci sono preti e preti, i preti che non si oppongono al sequestro dei beni , perch i beni della chiesa devono essere dati ai poveri non al clero opulento ebbene loro coloro che giurano fedelt alla Francia: vanno seguiti con giustiziati

Jean-Paul Marat: (sputa sul pavimento)

sono sempre preti, asseri infiidi quindi falsi io li giustizierei tutti e farei il bagno nel loro sangue , al posto di questa acqua medicinale.

Maximilien de Robespierre: (ironico)

Jean Paul stai ragiunando come Chouton lui ogni giorno ha bisogno della sua razione di sangue

Jean-Paul Marat: (irato)

No io non sono come George, lui un pazzo sanguinario : le sue liste sono sempre le pi abbondanti e le motivazioni accanto ai nomi mi sembrano molto futili , perch lui non si pu muovere e quindi si fida di collaboratori che per me non mi sembrano assolutamente affidabili

Maximilien de Robespierre: (ironico)

Si , lui scrive accanto al nome accuse come ha imprecato contro la Convenzione

Oppure ha imprecato contro Marat

Jean-Paul Marat: (irato)

normale che il popolo invece di ringraziarci imprechi contro di noi, ma per una cosa cos futile tagliare la testa ad un uomo mi sembra il colmo

Maximilien de Robespierre: (ironico)

George ha preso alla lettera il terrore ma : purtroppo solo con il terrore ormai si pu salvare la nazione dalla corruzione e ricompattare tutto il fronte interno , a poco a poco estirpando il marcio

Jean-Paul Marat: (irato)

il marcio in questo momento, sono i vandeani che oltre a ribellarsi, vivono traghettando i nobili in inghilterra e stai ben sicuro che quelli arrivati la, sono talmente porci da complottare contro di noi

Maximilien de Robespierre: (irato)

Luridi cani affamatori del popolo .

Jean-Paul Marat: (irato)

Il nuovo problema sono i girondini

Maximilien de Robespierre: (irato)

Loro sono diventati indulgenti, un po di tempo che stanno tradendo la rivoluzione : tanti si sono rifugiati in Normandia e li stanno preparando una insurrezione con lo scopo di fare una amnista generale e abolire la ghigliottina

Jean-Paul Marat: (irato)

La ghigliottina la aboliremo noi ma solo quando avremo fatto cadere le loro teste

Maximilien de Robespierre: (irato)

Sappiamo tutti da chi sono fomentati

Jean-Paul Marat: (irato)

Si ma non si pu, mandare Danton dal barbiere , perch ancora troppo amato dalla gente e i girondini sono ancora tanti , se tu lo condanni io non mi prendo nessuna responsabilit : in certi momenti bisogna avere anche un po di acume politico e avere la forza di turarsi il naso e guardare avanti ed io non capisco ancora se tu lo vuoi veramente

Maximilien de Robespierre:

io sinceramente non vorrei, perch George un mio amico

Jean-Paul Marat:

un nostro amico uno dei padri della rivoluzione, come noi del resto

Maximilien de Robespierre:

vero, e poi con Danton dovremmo tagliare le teste anche a Camille e per me lunico amico e lunica persona di cui mi posso fidare : lo sai che sono stato anche il suo testimone quando si sposato con Lucille e sono stato anche suo padrino al battesimo io non me la sento di firmare la loro condanna a morte, non riuscirei mai a perdonarmelo

Jean-Paul Marat:

poi con loro ci sono Lacroix, Chabout, , Bazire , i due Frey , Delaunnay, Disderiksen, Philippeauux, Lacrouix, ,Westerman, e Fabre dEglantin

Maximilien de Robespierre:

Hrald de Schelles

Jean-Paul Marat:

questi purtroppo sono tutti gli amici pi o meno fidati di George Danton e di Camille Desmulins

Maximilien de Robespierre:

non ne hai dimenticato neppure uno, Chouton tempo fa aveva gi preparato lelenco ma io sono riuscito a fermare tutto . Facendo in modo di farlo sapere a loro, ma loro purtroppo non capiscono e pensano che sono intimazioni senza un senso

Jean-Paul Marat:

Chouton tempo fa era venuto a trovarmi, cosegnandomi quellelenco per fare in modo che io peronassi la sua causa

Maximilien de Robespierre:

Chouton non si muove mai, e se si fatto portare fino a casa tua , lo ha fatto perch la cosa gli sta particolarmente a cuore

Jean-Paul Marat: (ironico)

Era molto rancoroso nei confronti di Danton perch George aveva detto di lui che : un minorato, pazzo e senza gambe non pu comandare la Francia

Maximilien de Robespierre:

Chouton ormai non si pu pi gestire ed anche Saint Just completamente dalla sua parte trascinando una parte della convenzione

Jean-Paul Marat: (ironico)

E poi ti ci metti anche tu cittadino Robespierre , non hai pensato che abolendo tutte le feste ti sei inimicato una parte della poopazione per non dire tutta

Maximilien de Robespierre:

me lo ripete spesso anche mia sorella Charlotte , e lei una donna che pur essendo piena di difetti non ha paura di dirmi la verit

(pausa)

Ma si doveva fare, perch durante le feste il popolo era completamente fuori controllo

(pausa)

La rivoluzione prima di tutto . Perch il popolo non ancora maturo per poterla affrontare

Jean-Paul Marat: (serio)

Ma togliere le feste un comportamento da pazzo, anche perch impossibile : capisci : se togli le feste pubbiche, non risolvi nulla perch la gente le continua a fare in privato

(pausa)

Maximilien de Robespierre:

ogni pazzo porta con se una parte di saggezza

Jean-Paul Marat: (serio)

Hai sbagliato, io ho sbagliato bisogna ammettere gli errori e non perseverase su di essi

(pausa)

Io , tu tutti noi della comune abbiamo sbagliato

Maximilien de Robespierre:

quando avremo risolto tutti i problemi che ti ho elencato precedentemente , e il popolo sar pronto si potr tornare piano piano a concedere ogni cosa

Jean-Paul Marat: (serio)

E quel criminale opportunista di Lafayette

Maximilien de Robespierre:

io non sar contento fino a quando vedr la sua testa rotolare in una cesta , lui e quel farabutto di sindaco dei miei stivali meritano solo quella fine , ormai sono sempre pi convinto che siano dei traditori che vogliono ristabilire la nobilt

Jean-Paul Marat: (serio)

Ancora mi ricordo la fuga del re , e loro due che lo avevano preso in custodia : dicevano per proteggerlo e per non farlo fuggire

Invece quei due vili , se lo sono lasciati scappare

(pausa)

E poi chi non me lo fa credere che il marchese , quel figlio di cagna immonda non fosse daccordo : perch un conto lasciarsi scappare un ragazzo di cucina o un servo qualsiasi ma lasciarsi scappare un re che avevi in custodia

(pausa)

Lafayette un traditore che si sta comportando da traditore

Maximilien de Robespierre: (ironico)

Ancora ricordo, quello che scrivevano i giornali ; perfino Danton quando era Danton tuonava contro il suo amico Lafayette , il traditore.

Il Consiglio Generale approv una serie di misure eccezionali per ripristinare l'ordine. La Guardia Nazionale stabil una eccezzionale ispezione per controllare chi entrasse e chi uscisse da Parigi ma in citt per fortuna non ci furono disordini , ma i cittadini erano preoccupati ed alllarmati, tutti attendevano informazioni riguardanti il destino del re in fuga.

La notizia dell'arresto del re a Varenne raggiunse Parigi solo durante la sera del 22 giugno;Bailly e La Fayette complici nella fuga iniziarono subito i preparativi per riaccogliere la famiglia reale in citt, il cui ritorno era previsto per il 24 giugno.L'amministrazione comunale, desiderosa di prevenire i disordini, abrog in fretta la legge d'emergenza. Le assemblee furono attente a non fare menzione della fuga reale nei loro procs-verbal.

Parigi era impaziente dell'attivit politica; subito dopo l'arresto del re, tutti i rivoluzionari iniziarono a declamare, furono organizzati incontri e varie petizioni furono fatte circolare. Le societ popolari fecero gli straordinari, e i giornali della iniziarono presto ad attaccare e denunciare freneticamente la famiglia reale e i monarchici. Il 21 giugno il Club dei Cordiglieri pubblic un documento a favore della deposizione del re e della fine della monarchia, e la societ rimosse la promessa di fedelt a Luigi XVI dal suo giuramento programmatico.

i busti del monarca furono distrutti in alcune delle piazze della citt, e il Palais Royale fu rinominato Palais d'Orlans.

I membri delle societ pi popolari fecero il giro della citt, cancellando il nome del re dalle proclamazioni pubbliche.I giornali radicali erano pieni di accuse e di condanne sugli abusi dei monarchici:

noi stesso abbiamo sritto:

Se ne sono andati, quel re imbecille, quel re spergiuro, quella regina infame, che riunisce la lascivia di Messalina alla sete di sangue che ha consumato i Medici. Donna esecrabile, furia della Francia, sei stata tu lo spirito di questa trama. E La Fayette vive? E Bailly ancora respira? O parigini, siete senza spirito e senza energia. Popolo, riprenditi i tuoi diritti! Stermina i macchinatori della tua distruzione! 

Jean-Paul Marat: (serio)

Come capo della guardia nazionale, La Fayette era considerato responsabile della custodia della famiglia reale, e perci giustamente fu attaccato per la scarsa vigilanza. E la scsarsa vigilanza vuole dire complicit e la complicit tradimento Allo stesso modo il sindaco di Parigi Bailly fu criticato, soprattutto in virt della sua collaborazione con La Fayette. La Fayette fu accusato dagli estremisti e da Danton che non mai stato estremista addirittura di aver favorito la fuga

Maximilien de Robespierre:

io lo ho definito un traditore del popolo .ma queste accuse fecero s che La Fayette apparisse un monarchico, un realista, danneggiando irrimediabilmente la sua reputazione e rafforzando l'influenza dei Giacobini pi estremisti e degli altri radicali.

Jean-Paul Marat:

io chiesi con ardore la testa di Bailly, di La Fayette e di tutti i ministri, proponendo la necessit di un dittatore supremo. La Rvolutions de Paris accus il re di tradimento e condann Bailly e La Fayette per non aver ascoltato gli avvertimenti dei patrioti contro i controrivoluzionari monarchici e realisti. Anche Jacques Ren Hbert riemp le colonne del suo giornale, il Pre Duchesne, con una condanna del almeno per ora del re.

(pausa)

La testa del marchese doveva cadere due anni fai e con la sua anche quella del sindaco io lo ho sempre detto e ribadito , ma ora impossibile perch lui non solo ha il suo esercito privato, una massa di mercenari che lo seguono dallamerica disposti a morire per lui se lo arrestiamo adesso andremo incontro ad un bagno di sangue

Maximilien de Robespierre:

prima o poi arriver anche il suo momento: invece per George Danton voglio dargli ancora una possibilt presto ardr a aparlrgli , per vedere se riesco a farlo ragionare

Jean-Paul Marat:

si dagli ancora una possibilt

Maximilien de Robespierre:

si mi sembra un ragionamento equo, ma non ti ho detto ancora bome stai?

Jean-Paul Marat:

meglio, la cura e il bagno medicinale comincia a fare effetto

Maximilien de Robespierre:

sono contento per te, ci manca il tuo aiuto alla comitato di salute pubblica

(pausa)

Noi abbiamo bisogno di te!

Jean-Paul Marat:

mi spiace, ma a malincuore non posso venire: sto meglio ma non troppo

Maximilien de Robespierre:

capisco mi raccomando di stare bene la rivoluzione ne ha bisogno

(pausa)

Domani fammi avere lelenco delle teste da fare cadere

Jean-Paul Marat:

non mancher di fartelo avere

Maximilien de Robespierre:

allora buona serata cittadino Jean - Paul

Libert Ѐgalit Fraternit ou la Mort

Jean-Paul Marat:

buona serata cittadino Maximilien

Libert Ѐgalit Fraternit ou la Mort

Preferisco morire che vedere il ritorno al passato e vedere i poveri ancora sempre pi poveri, mentre i ricchi sempre pi opulenti

( Robespierre esce di scena )

SCENA SETTE

Jean-Paul Marat, Simonne Evrard

(Marat, rimasto solo )

Jean-Paul Marat: ( con un singulto)

Simonne ! Simonne!

( entra Simonne agitata e preoccupata)

Simonne Evrard: ( preoccupata)

cosa c amore , non preoccuparti ! Dimmi ci sono qua io ! Dimmi

Jean-Paul Marat: ( trattenendo le lacrime)

Simonne, rimani qua con me !

( Simonne si inginocchia davanti a Jean Paul e gli prende la mano, se la porta alla bocca e la bacia)

Simonne Evrard:

come ti senti amore mio, come ti senti , sai mi sono accorto che con Maximilien e Antoine osteggiavi una tracotante sicurezza, ma lo so che dentro di te ad ogni movimento sentivi tanto dolore

Jean-Paul Marat: ( trattenendo le lacrime)

Simonne, non potevo farmi vedere che ero disperato

(pausa)

Non potevo permettermi che vadano a raccontare alla convenzione che sto male e ho voglia di piangere come un bambino

( pausa)

Solo tu mi puoi capire Simonne

(piange)

Simonne Evrard:

dai non piangere, non piangere ; Jean ti prego, non piangere perch altrimenti fai piangere anche me

Jean-Paul Marat:

Simonne, come fai ad amare un relitto duomo come me

(pausa)

Io sono un uomo molto malato, sono pieno di piaghe come un lebbroso e le piaghe si riempino di siero e dopo il siero sanguinano

(pausa)

Io sto per morire Simonne

Simonne Evrard:

ma cosa dici: non fartelo neppure venire in mente presto guarirai e tornerai il grande cittadino Marat ed alla convenzione tutti applaudiramnno quando sentiranno scandire la tua voce

Jean-Paul Marat:

Simonne, io ogni giorno mi sento sempre pi debole e a volte non ricordo neppure i nomi delle persone

(pausa)

Sai benissimo che io dei nomi che hanno scritto nelle liste, mi ricordo solo una minima parte ma non posso dirlo, non posso dire all francia che uno dei suoi padri sta perdendo il senno e si sta spegnendo a poco a copo

( pausa)

Solo tu lo sai , tu che sei lunica persona di cui mi fido

(piange)

Simonne Evrard: ( abbraccia Marat )

( poi si alza e prende una sedia e si siede accanto al suo uomo abbracciandolo di nuovo)

Io Jean- Paul non ti lascer mai, sar sempre al tuo fianco nel bene e del male: per tutta la vita

Jean-Paul Marat:

ma come fai, mi ospiti in casa tua: mi curi ti occupi del giornale e della tipografia

(pausa)

Mi ricordo amore di quando ti ho visto per la prima volta ho sentito la tua voce e il tuo sguardo entrato dentro il mio cuore e li ha perennemente vissuto :

( tira fuori un foglio da una borsa di cuoio)

Ecco avevo scritto questa lettera per te, prima di partire e fuggire in Inghilterra, lho sempre conservata con cura , per tutto questo tempo

(pausa)

Come pegno del mio amore e della promessa che ho fatto a me stesso

Leggila ti prego, e pensa a quanto ti ho voluto e ti voglio bene

Simonne Evrard:

( Simonne prende la lettera e piangendo di commozione la legge)

Le belle qualite di Mlle Simonne Evrard hanno catturato il mio cuore dal quale riceve lomaggio, che le lascio come pegno della mia fede, durante il viaggio che sono costretto a fare a Londra, il sacro impegno di donarle la mia mano, immediatamente dopo il mio ritorno. Se tutta la mia tenerezza non le sufficiente per garantire la mia fedelt, che loblio di questo impegno mi copra dinfamia.

Parigi 1 gennaio 1792

J-P Marat lamico del popolo

Jean-Paul Marat:

ma non ti ho sposato, non perch non ti ho voluto sposare: ma solo per la mia avversione verso il clero affammatore del popolo

Simonne Evrard:

lo so, lo so non serve , una dote e un foglio di carta per poterci amare

Jean-Paul Marat:

Simonne, tu mettendoti con me ci hai solo rimesso: bella come sei potevi ambire a ben altro partito, invece con me tu ti sei rovinata la vita e non solo a te , anche a tua sorella Chaterine

Ami un uomo che non ha un soldo e non da valore al denaro, un uomo che non solo vive in casa tua.

(pausa)

Una parte della casa che potevi affittare e riceverne un reddito, invece dobbiamo vivere con i regali che ci fanno i cittadini giacobini

(pausa)

E poi non finita, i girondini mi considerano un sanguinario e non aspettano altro che muoia per festeggiare e tu ti considerano la cagna del tagliatore di teste

Ma io taglio le teste dei corrotti e solo per il bene dello Stato

Non mi diverto a fare gli elenchi, mai un nome che non meritava io non ho inserito non mi chiamo Chouton e neppure Saint Just loro si che si prendono delle libert quando compilano le liste

Simonne Evrard:

amore, non prenderti colpe che non hai io sono sicuro che tutte le tue liste sono composte da uomini e donne corrotti che non meritano nessuna piet

Jean-Paul Marat:

ti ringrazio, mi sollevi da un peso che ho nel cuore

Simonne Evrard:

tesoro a me importa solo di te non mi importa se il tuo corpo ormai , solo un lontano ricordo di quando ti hovisto la prima volta, a me non imprta di niente io e te siamo qualcosa di pi che una coppia.

Io vivo ancora nel tuo desiderio e tu nel mio , una potente fiorza di vita nella quale scaturisce il desiderio , la creativit, la voglia di giustizia , e la vpglia di conoscenza pi profonda che tutto luniverso . la forza vitale che scorre dentro di noi come una marea imperscutabile attraverso le cose che legano un uomo e una donna . ma noi siamo ancora superiori perch noi anche se in questo momento non siamo legati pi carnalmente noi siamo legati dallo spirito e lo spirito un grande legame, un legame indissolubile, perch in noi c incarnato il mito della creazione , perch noi capisci creiamo ma non il frutto del nostro amore con un figlio:

ma molto di pi, tu sei il padre di un nuovo popolo, un popolo che tutta europa sta guardando , un esempio da imitare e seguire

(pausa)

Perch in tutto il mondo si ribeller e dopo la francia non ci sar nessun altro popolo che vivr oppresso dalla nobilt e dal clero

Jean-Paul Marat:

tu per sei la madre, la grande madre della nuova grande Francia , una grande Nazione da imitare

ma tu sai amore che non tutto il popolo ti ama e ti vuole bene

Simonne Evrard:

Amore, io non conto e non sono niente nel contesto delluniverso della rivoluzione : io non voglio essere amata e rispettatata dal popolo

(pausa)

Io voglio solo il tuo amore, ed essere indispensabile a te: solo a te e amarti pi di quanto tu ami me

Jean-Paul Marat:

mi ami anche se ormai, sessualmente io non valgo pi niente

Simonne Evrard:

Amore non importa o ti amo lo stesso, anzi sempre di pi

Jean-Paul Marat:

Simonne mi ami anche se il mio corpo ormai simile a quello di un lebbroso e anche se mi lavo continuamente puzzo cos tanto di marcio che quando mi sedevo sui sedili della convenzione , la gente che era vicino a me

(pausa)

(piange)

Io me ne accorgevo che non mi volevano vicino, Jacques Roux che anche un cittadino a posto, ha paura addirittura ad avvicinarsi a me perch convinto che oltre a fargli senso pensa anche che la mia malattia sia contagiosa

(piange)

Intorno a me ho fatto il vuoto, e poi non ti voglio dire tutto quello che dicono di me i girondini che sono dei veri maestri di ingiuria e falsit

Simonne Evrard:

questi delatori saranno tutti teste da paniere

Jean-Paul Marat:

Simonne mi ami anche se non ho un soldo e i pochi soldi che avevo io li ho dati ai poveri, mi ami anche se non ho pi una casa e tu sei costretta ad ospitarmi ed acudirmi in tutto e per tutto

(pausa)

Sono anni che ho sempre il solito vestito,sono anni che non riesco a regalarti niente oltre a fiori di campo:

Simonne Evrard:

i tuoi fioridi campo valgono i pi preziosi gioielli del mondo

(piange)

Jean-Paul Marat: ( piange)

Io ti ho rovinato la vita amore mio

Simonne Evrard:

tu non mi hai rovinato niente , e il mio desiderio fin da bambina sempre quello di stare al tuo fianco

Jean-Paul Marat: ( piange)

Simonne amore io io sto morendo , me lo sento io sto morendo per favore rimani accanto a me

( si abbracciano)

SCENA OTTO

Jean-Paul Marat, Simonne Evrard

Catherine Evrard

( entra Catherine con lettere per Marat, i due smettono di piangere trattenendo le lacrime)

Catherine Evrard:

Jean Paul, ci sono delle lettere nella cesta , oggi un pochino meno di ieri

Simonne Evrard:

saranno ancora una letterei , come quella vedova che poverina ha scritto pochi giorni fa una lettera straziante

( Simonne prende una lettera e la passa a Jean Paul , il quale non ha voglia di leggerla

Jean-Paul Marat:

non ho voglia di leggerla, leggila tu Catherine

( Catherine prende la lettera e la legge ad alta voce )

Catherine Evrard:

Jean Paul, niente di importante : una normanna che chiede di essere ricevuta

Jean-Paul Marat:

non ho voglia di vedere nessuno

Catherine Evrard:

Jean Paul, niente visite, hai la febbre e devi rimetterti

Simonne Evrard:

no nessuna visita, sono ammessi solo quelli della convenzione i: non voglio estranei in casa

Jean-Paul Marat:

si sono nelle vostre mani, vero non sto bene devo riposare

e le altre lettere

Catherine Evrard:

sono solo accuse di frode e mercato nero di pane e carne

Jean-Paul Marat:

consegneremo quellelenco a Saint Just ci penser lui

Catherine Evrard:

( prende tutte le lettere e le mette in un posto sicuro )

Adesso cittadino in piedi che si mangia

Simonne Evrard:

stasera, brodo di verdure e formaggio

Jean-Paul Marat:

devo proprio alzarmi, non posso mangiare qui dentro la vasca

Simonne Evrard:

no alzati cittadino

( aiutato dalle due donne Marat , indossa la vestaglia ed esce con loro di scena )

FINE PRIMO ATTO

SECONDO ATTO

SCENA PRIMA

Jean-Paul Marat, Simonne Evrard, Catherine Evrard, Laurent Bas Jeannette Marchal Marie Barbe Aubain Jacques Roux

( Marat si toglie la vestaglia ed entra nella vasca aiutato dalla fida Jeannette )

Jeannette Marchal : ( aiutando Jean- Paul )

Dai Jean- Paul: fai piano, adesso metti il piede l e appoggiati a me

( Jean Paul si appoggia a Jannette ed entra nella vasca )

( Jannette sente con la mano se il cittadino Marat )

Jean-Paul Marat: ( preoccupato)

Come mi senti, io penso di averne ancora

Jeannette Marchal :

si ma un pochino meno, oggi niente visite nella maniera pi assoluta

Jean-Paul Marat: ( si tocca il cuore )

si cittadina

Jeannette Marchal:

ci penso io con Simonne e Chaterine ad annullare tutte le visite

Jean-Paul Marat:

va bene , ma deve venire Laurent Bas, per la tipografia perch il giornale deve uscire e deve essere letto

Jeannette Marchal:

lui di casa , anzi mentre stavi riposando gi arrivato ed la che sta piegando i giornali che vanno distribuiti domani mattina

Jean-Paul Marat:

bravo Lorant se non ci fosse lui e la sua disponibilit: mi piacerebbe dargli una mano

Jeannette Marchal:

no tu non puoi,

tu adesso devi solo riposare e non faticare pi di tanto

Jean-Paul Marat:

posso almeno leggere e scrivere qualcosa

Jeannette Marchal:

si ma non troppo, sei troppo stanco devi recuperare le forze

Jean-Paul Marat:

deve venire Jacques Roux, a portarmi i giornali dei moderati ed in base a quello che scrivono noi dobbiamo risponderci con i nostri fogli e per le rime

Jeannette Marchal:

va bene, ma gli dir di non trattenersi molto ne va della tua salute e sai benissimo che la nazione ha bisogno di te

Jean-Paul Marat:

la nazione ha bisogno di me, (deluso) la nazione ha bisogno di un moribondo povera francia

Jeannette Marchal:

adesso per tirati su con il morale, non voglio vederti cos se vuoi guarire devi cercare di darti una mano

Jean-Paul Marat:

darmi una mano, e poi se vuoi guarire ogni giorno per me peggio mi vedo sempre pi male e mi sento sempre pi debole

( Marat entra nella vasca , Jeannette posiziona la tavola scrittoio e passa al cittadino Marat penna doca e calamaio, ed alcuni fogli in bianco e naturalmente tutta la posta che era nella cesta posizionata fuori dalla porta di ingresso)

( entra la guardia)

La guardia:

Cittadino Marat il cittadino Roux ha portato i giornali

Jean-Paul Marat:

fallo entrare, cosa aspetti!

( entra Roux senza farsi annunciare )

Jeannette Marchal:

io allora vi lascio soli

Jean-Paul Marat:

entra jacques , amico mio questa per te casa tua

Jacques Roux:

lo so Jean Paul ma sei sempre un grande uomo, e io pur essendo tuo amico da sempre, a volte sono colto da titubanza e rispetto

Jean-Paul Marat:

ma Jacques non avrai per caso paura che ti inserisca in qualche lista da consegnare a Samson

Jacques Roux:

questo lo so che non lo faresti mai, se non altro in nome della nostra amicizia

Jean-Paul Marat:

Jacques devi capire che lamicizia non si lega con la rivoluzione, se sbagli e tradisci il suo ideale io sar il primo che raccoglier la tua testa dantro il paniere

( Jacques non nasconde un certo timore ed un notevole imbarazzo)

Jean-Paul Marat:

quarda che sto solo scherzando, prima di fare cadere la tua c una lista immensa che novitci sono nei giornali che sono appena usciti ?

Jacques Roux:

le novit non sono novit, i rivoluzionari si stanno spaccando ancora di pi, non c pi coesione ci sono ribellioni ovunque e il mercato nero non si placa

Jean-Paul Marat:

purtroppo non c soluzione, bisogna che Maximilien Geroge tornino a parlarsi e prendere in mano la Francia

Jacques Roux:

Danton, un animale strano e soprattutto non per niente affidabile : ha ancora i piedi in troppe scarpe , i fazzoletti rossi continuano la guerriglia , e i sovversivi girondini

Jean-Paul Marat:

conosco la situazione di Danton e dei girondini, adesso per dammi i giornali e lasciami solo

( Marat hina la testa facendo una smorfia di dolore)

Jacques Roux: (preoccupto)

Jean Paul stai bene

Jean-Paul Marat:

si sto bene, adesso per lasciami solo

Jacques Roux: (preoccupto)

Si cittadino, ecco i giornali che sono usciti questa mattina

( Marat prende i giornali e li mette sulla piattaforma che funge da scrittoio)

Jean-Paul Marat:

buona giornata cittadino Jacques

Jacques Roux: (preoccupto)

Buona giornata cittadino, ma ricorda se hai bisogno io darei la vita per te

Jean-Paul Marat:

lo so ma ora lasciami solo

(Jacques Roux esce di scena )

SCENA SECONDA

Jean-Paul Marat, Simonne Evrard, Catherine Evrard, Laurent Bas, Jeannette Marchal , Marie Barbe Aubain, Charlotte de Corday

( Marat prende un giornale girondino e legge un articolo contro i giacobini e contro Robespierre )

Jean-Paul Marat:

ma guarda cosa scrivono questi infami che prima della rivoluzione non li conosceva nessuno, dovrebbero baciare i piedi ad ogni rivoluzionario (impreca) mi fanno pena questi loschi individui . A poco a poco ho voglia di vedere tutte queste teste rotolare ( grids) Catherine Catherine

( entra Catherine )

Jean-Paul Marat:

tieni e leggi, ma sapessi cosa stanno scrivendo , contro di me , Maximilian e Chuton sono infamanti e traditori sono tiutta gente sbandata che non ha un ideale, no anzi lo hanno sono dei controrivoluzionari

Catherine Evrard: (agitando il giornale)

ma Jean Paul questi traditori sono sono pagati dalle potenze straniere

(entra Marie Barbe Aubain )

( Catherine porta il giornale degli infami in stamperia che intanto che pieghiamo le copie lo commentiamo)

Catherine Evrard: (agitando il giornale)

Io allora vado c ancora molto lavoro da fare

Jean-Paul Marat:

vai, vai il lavoro tanto ed io purtroppo pi di tanto non posso fare

(esce di scena)

(entra in scena Laurent Bas con una copia del giornale di Marat

Journal de la Rpublique Franaise

Laurent Bas: (orgoglioso con il giornale in mano)

Ecco la copia, tieni ma ormai non si pu pi modificare

Jean-Paul Marat: (prende il giornalle)

lo so, lo so: mio buon cittadino, ma le ingiurie continuano e bisogna solo rispondere a questi vigliacchi, e stai certo che quello che hanno scritto oggi lo pazgheranno domani

Laurent Bas: (orgoglioso )

La pagheranno questi girondini , ma guarda che vigliaccheria prima erano i primi che volevano la ghigliottina, e ora sono diventati indulganti tanto che rimpangonio addirittura il re

Jean-Paul Marat: (alterato)

Solo la ghigliottina pu salvare la rivoluzione, adesso torna a piegare le copie il nostro giornale

Laurent Bas: (orgoglioso )

Si cittadino .

(entra in scena Jeannette Marchal )

Jeannette Marchal : ( ha in mano una ciottola in terracotta e sta pestando delle erbe)

Jean Paul, preparati che tra un pochino lunguanto pronto

Jean-Paul Marat: (sorridente)

Per te cittadina, io sono sempre pronto

( Jeannette esce di scena)

( intanto esce Catherine e va verso la porta ) , e vede Charlotte Corday

Catherine Evrard:

Signora se ne deve andare, quante volte le ho detto che il cittadino Marat oggi non riceve nessuno

(pausa)

(Ma Marat, sentendo una voce nuova e comprendendo che era colei che gli aveva scritto al mattino)

(pausa)

Jean-Paul Marat: (compiaciuto)

cittadina Catherine falla passare

( voce fuori campo)

( Marat era nel suo bagno, con la testa avviluppata in un asciugamano; un panno ricopriva la vasca di rame ; su un lato vi era una specie di comodino, ricavato da quattro assi messe assieme sulla cui base vi erano alcuni fogli, un calamaio e una penna doca. )

(pausa)

Jean-Paul Marat:

Cittadina, tu vieni da Caen , raccontami tutto quello che accade in quella provincia

Charlotte Corday:

io abito in una zona piena di rifugiati politici per fuggire la ghigliottina

( Marat scriveva)

Jean-Paul Marat:

Cittadina adesso dimmii nomi dei cospiratori e ti posso assicurare che

Fra pochi giorni andranno alla ghigliottina!

(pausa) (si spengono le luci )

Charlotte Corday: (racconta)

Furono queste ultime parole che mi accesero lira allora come un angelo della morte brandendo larma io mi avvicinai alla tinozza e, sferrai con forza il coltello nel corpo inerme di Marat. Il colpo lo assestai con tanto vigore e odio, che la lama penetr nella sua carne fino al manico.

Marat ebbe solo il tempo di esclamare:

(pausa)

( voce di Marat)

A moi, ma chre amie!  A me, mia cara amica!

(pausa)

Charlotte Corday:

Disse incredulo, e gridando aiuto, e spir.

( voce di Marat fuori campo)

in guerra bisogna farsi amico lorrore, per vincere e sopravvivere , per cui non avete il diritto di elevarvi a giudici quando tutti sapete che se la ghigliottina cessa di parlare la corruzione torna a regnare

SIPARIO

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