Giuliano Angeletti Jessica

JESSICA

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Titolo

JESSICA

Autore ed aventi diritto

Giuliano Angeletti (poetangeletti@gmail.com

tel. 3317115597

Data pubblicazione

01 .05.2011

Anno di stesura

2011

Genere

Dramma

Atti

1

Durata (min)

60

Lingua

Italiano

Personaggi maschili

1

Personaggi femminili

1

Minimo attori maschili

1

Minimo attrici femminili

1

Premi e riconoscimenti

Depositato SIAE

Sezione DOR numero posizione SIAE 198563

CODICE OPERA : 898676A

Reparto proventi : concordato tra gli Aventi Diritto

Da effettuarsi dalla SIAE

100%

100%

SINOSSI: Jessica questo dramma moderno di Angeletti a tratti scabroso ma di grande personalit scritto in classico stile americano e portato in scena dal regista John Benson che ha paragonato questa piec allo specchio della nevrotica quotidianit, con battute che entrano dentro il cuore delle malattie mentali che soffocano luomo della nostra societ. Lomosessualit di Jessica pu essere modificata in eterosessualit

JESSICA

DRAMMA

di

Giuliano Angeletti

numero posizione SIAE 198563

CODICE OPERA : 898676A

Atto Unico

Personaggi:

ADAM WILSON

JESSICA JORDAN

SCENA 1

( ADAM)

(stanza penombra, una poltrona, un tavolo una gabbia con un pappagallo il volatile pu essere anche imbalsamato )

(Adam vestito di bianco)

ADAM: (fissa il muro e guarda le fotografie della moglie e della figlia) Cosa pensi Brenda, inutile che mi guardi . Ti piacevano i fiori, ti ricordi (ride) me li facevi comprare e pi delle volte li acquistavi a mia insaputa riempivi di rose il terrazzo, ma non riuscivi a capire che il terrazzo era un terrazzo e non una serra, ma tu continuavi con quei fottuti fiori: compravi fiori dai colori e dai nomi pi strani: tutti quei nomi scientifici che ormai non riesco neppure pi a ricordare. Ma dovevi capire che io i fiori non li ho mai sopportati, anche se una volta forzatamente te li ho regalati il giorno di San Valentino, e quel giorno se tu non insistevi forse noi, no mi sbaglio, tu hai insistito tanto ( alterato) e quando insistevi avevi la forza di una puttana (ride) si eri una gran puttana Brenda, per io ti volevo bene, mi piacevi quando ti pettinavi i capelli, avevi i capelli biondi e riccioli, ti arrivavano fino alle spalle: mi piaceva accarezzarti le guance fino al collo: ti piaceva Brenda , si ti piaceva e ti piaceva anche quando ti spogliavo e mi attaccavo anche al tuo seno., avevi dei bei capezzoli amore mio ( ride) e quando te la leccavo e con la mia saliva entravo dentro il tuo pelo fino ad arrivare a quelle labbrone : (ride) ti piaceva talmente tanto che arrivavi: mi dicevi che era pi piacevole sentire lingua dentro che infilarci qualcosa daltro. Eri una gran vacca Brenda, ma ti volevo bene amore mio

(breve pausa)

(singulto)

Ma ora dopo quel incidente , incidente di cui io non ricordo niente solo che eravamo in macchina e tu parlavi di fiori sempre fiori io non ne potevo pi di fiori, allora ho accelerato. Accelerato

(piange) e poi pi niente . Niente

(alterato)

Tutta colpa tua! Tutta colpa tua, bastava che smettevi di parlare di fiori di fiori sempre di fiori

(grida)

Io non posso soffrire i fiori !

( si alza dalla poltrona)

(appende la fotografia alla parete)

Dopo lincidente amore mio sei cambiata: non so . Eri cos volubile passionale tante volte ti comportavi in maniera inspiegabile e cos eravamo sempre a litigare tante volte io ero costretto ad uscire di casa e tornare dopo, appena capivo che ti eri calmata

( gira per la stanza)

Ed io per calmarti andavo dal fioraio e ti portavo un mazzo di quei maledettissimi fiori

(si avvicina alla gabbia del pappagallo)

Filippo, tu ormai sei il mio unico pensiero, il mio unico affetto

(piange)

A pensare Bob che a te basta solo una manciata di mangime e una vaschetta dacqua ti accontenti di poco! Capisco, mi tieni il muso: per non devi prendertela, sei voluto tu rimanere solo

(cambia lacqua al pappagallo)

Io ti avevo trovato una compagna e non una sola: ti ricordi Bob inutile che fai lindifferente, e ti agiti in quella gabbia : due anni fa ti ho portato una pappagallina bianca

(ride) sembravate una bella coppia tu e Tina , tu grigio e lei bianca, volavate, ed io vi portavo tutti i migliori mangimi

(euforico)

Ma poi ( cambia tono) cosa successo fra di voi! Quel tragico giorno, ti ricordi era il 22 luglio, io ero nel mio studio: stavo leggendo o forse ero collegato ad internet . Poi quello che facevo, non era di primaria importanza (alterato) ma mi vuoi ascoltare Bob, la verit fa male, lo so ma non bisogna fuggire dalle responsabilit! In gabbia ceravate solo in due e Tina aveva la testa rotta io ero di la e non potevo sapere niente. Secondo me il fatto avvenuto nel momento che il commesso del supermercato ci portava le provviste , si deve essere successo nel momento in cui pagavo: ricordo che avevo sentito svolazzare nella gabbia e poi pi niente . Silenzio assoluto.

(breve pausa)

Non rispondi! Non dici niente sembra che tutto ti sia indifferente, io Bob per ho sofferto, ormai mi ero affezionato a Tina la pappagallina bianca

(breve pausa)

Io Bob ho pianto quando ho tolto dalla gabbia il suo cadaverino e lo ho messo nel bidone dei rifiuti, si lo ho messo nel bidone dei rifiuti cosa aspettavi che le facessi un funerale di prima classe, cos veniva fuori anche la squadra omicidi, e poi non ho avuto da te neppure una parola, una giustificazione tu hai ucciso e basta

Noi due siamo soli Bob dobbiamo farci compagnia

( fa latto di aprire la gabbia ma dopo receda)

No! Non ti posso aprire Bob le cose non sono pi come una volta, il mondo cambiato tu hai ucciso, ed io non posso farti uscire potresti compiere un altro reato capisci sei un criminale

(il pappagallo grida)

inutile che gridi Bob

Non serve gridare per scusarti, sei un verme Bob e a Clementina cosa le hai fatto a Clementina, lei era gialla e (alterato) ti voleva bene e quello lo avevano capito anche i muri di questo palazzo, ma tu eri indifferente, sembravate due separati in casa : ammetto non legavate per

(sempre rivolto al pappagallo)

Non dici niente anche lei stata trovata morta nella gabbia, per hai ragione tu non lhai picchiata e la pappagallina non aveva ematomi lei morta di cause naturali

(alterato)

Sai cosa ti dico questa casa e questo appartamento segnato dalla cattiva sorte

(si siede sulla poltrona)

Adesso cerco di riposare!

(suona il campanello della porta dingresso, Adam si alza si soprassalto)

( ha una sensazione di panico)

Chi ! Chi mi cerca non possibile, non ho ordinato niente al supermercato! Non capisco chi potrebbe essere forse no non credo, non pu essere nessuno che conosco, sicuramente, forse ho dimenticato di pagare qualcuno? Adesso controllo!

(apre il portafogli e tira fuori tutte le ricevute fiscali, le esamina)

No ho pagato tutto! Sicuramente sar qualcuno che ha sbagliato si per forza

(suona il campanello della porta dingresso)

Ancora, continuano ma io non apro! E poi non mi conosce nessuno io non scendo in strada da anni

(suona il campanello della porta dingresso)

No non apro! Non ho neppure il nome sulla porta e sotto non c neppure il portiere

( con voce soffocata)

No non c neppure il nome sulla porta e per di pi in questo pianerottolo ci abito solo io, ci sono cinque porte, ma forse una

(perplesso) no disabitato tutto e speriamo che non venga gente

(suona il campanello della porta dingresso)

(sempre in preda al panico, gira per la stanza)

Chi pu essere ? aspetta Adam non ti devi fare prendere dal panico rimani tranquillo e vedrai che smettono

(suona il campanello della porta dingresso)

(Adam si accartoccia sul divano e con le mani si tiene il volto tappandosi le orecchie)

No! No no . Vai via via il cavallo salta il fosso il cavallo salta il fosso

Ma ora non salta pi

Ma ora non salta pi

(ride isterico)

(rimane accartocciato sul divano ripetendo in maniera ossessiva)

Il cavallo salta il fosso il cavallo salta il fosso

(pausa)

(grida)

Ma io sono Dio ed ora non salta pi .

(prende il ritratto di Brenda)

Ma hai capito Brenda: suonano alla porta (ride) ed hanno continuato a suonare, ed hanno anche insistito, ma io non ho aperto! Io non apro a nessuno nessuno sa che esisto che sono vivo io non scendo in strada, non parlo con nessuno: io sto bene cos, e poi sei stata tu ti ricordi che dicevi:

che mondo che questo? Ormai lindifferenza ha preso il sopravvento sulla solidariet. Vai al supermercato e la gente ti guarda male, se cadi non ti aiuta nessuno una volta Brenda eri scivolata sul marciapiede quella volta a San Francisco; si quella volta che pioveva e pioveva cos tanto, ed eravamo senza parapioggia e tu avevi delle rose rosse in mano: no mi sbaglio ! Nostra figlia Linda lei si che aveva un vestitino rosa, come era bagnata malgrado avesse un ombrellino trasparente, mi ricordo saltava dentro le pozzanghere con quei stivali di plastica azzurri

(breve pausa)

Era lei che ti ha fatto cadere aveva fatto cadere le rose, ti ha trascinato e tu sei scivolata sul marciapiede

(grida)

E ti sei alzata con un ematoma al ginocchio: tutta colpa di quella piccola peste lo so che non dovevo picchiarla ma stato pi forte di me, brutta bastarda ti ha fatto cadere e ti sei fatta male e tu non dovevi fare niente per fermarmi

(pausa)

Perch la gente passava guardava e non diceva niente

(grida)

Loro avevano ragione e tu no! capito : la polizia non dovevi chiamarla

(pausa)

(calmo quasi disperato)

Io avrei smesso lo stesso comunque per colpa delle rose e di quella piccola bastarda ti sei fatta male

(grida)

E tu non la devi giustificare!

Ma adesso basta, non ci voglio pensare , tu sei qui con me e questo importante

(rimette a posto il ritratto)

(si avvicina al pappagallo)

Tu sei fortunato Bob: mangi, bevi e del mondo non te ne frega niente. Comunque te lo devo dire: sei un essere spregevole Bob io ti voglio bene ma non posso farti uscire da quella gabbia

(grida)

Le regole sono regole, e tu non le hai rispettate: a pensare che ho fatto di tutto per scagionarti: ma

(pausa)

(calmo)

Non avevi alibi! Sei stato tu ad uccidere la pappagallina

Ho fatto anche lautopsia (ride) quanti anni che non faccio autopsie : sai quando ero bambino le facevo sui gatti . Sapessi Bob dentro il corpo di un gatto che ben di dio c : (rivolto al pappagallo Bob) sei contento quando ti parlo male dei gatti, vero lo so che sotto il becco stai ridendo una volta si poteva, ma ora non si pu pi: mi piaceva tirare fuori il cuore agli animali, ridi lo sento, ma ci credi: io non ho mai ucciso un animale, perch gli animali mi fanno pena

(grida)

Gli uomini no! Gli uomini sono esseri amorali

Gli uomini non mi fanno pena

(pausa)

(gira nervoso per la scena)

(si avvicina al computer, laccende )

Adesso mi collego ad internet

(fa latto di collegarsi)

Non si collega cosa sta succedendo

(riprova)

(non si collega)

(prende il computer e violentemente lo scaraventa in terra, imprecando lo calpesta con i piedi)

Maledetta macchina,

(lo prende a calci)

Prendi questo e questo e ancora questo (lo getta fuori dal panco)

(si accascia sulla poltrona)

il cavallo salta il fosso

il cavallo salta il fosso

ma ora non salta pi

(pausa)

(guarda lorologio appeso alla parete)

ora devo preparare da mangiare (guarda il pappagallo) e tu Bob non dici niente

(si avvicina allarmadio, prepara la tavola, mette tre coperti, stappa il vino apre due scatolette di fagioli, chiama )

Brenda Tina la cena pronta!

(grida di nuovo)

Brenda e Tina la cena pronta!

Andate a lavarvi le mani

(nessuna risposta)

Brenda Tina si raffredda!

(pausa)

Non vengono! Allora vuole dire che non hanno fame!

(versa i fagioli sul suo piatto e mangia)

Brenda amore mio, erano buonissimi sapessi cosa ti sei perso!

(nessuna risposta)

Va bene se non venite sparecchio

(toglie il suo piatto e si getta sul divano)

SCENA 2

( ADAM - JESSICA)

(suona il campanello della porta dingresso)

Suonano ancora non si sono ancora stufati: chi sar?

Non sono in casa! Non sono in casa!

(Voce femminile fuori campo)

Mi apra per favore la prego mi apra per favore!

(silenzio)

Lo so che in casa, mi apra per favore mi apra!

(silenzio)

ADAM: chi potrebbe essere? Una donna? E cosa vorr? No non apro

JESSICA: per favore, un minuto

ADAM: Per potrei almeno vedere attraverso la catenella: posso vederla e aprire solo se mi va

(apre la porta ma la stessa rimane chiusa a causa della catena)

ADAM: lei chi ! E cosa vuole!

JESSICA: io sono Jessica Jordan : mi apra per favore

ADAM: io non conosco nessuna Jessica Jordan: e poi perch dovrei aprirle!

JESSICA: perch ho bisogno di aiuto

ADAM: ha bisogno di aiuto! Non capisco, e poi perch con tanta gente lei ha bussato proprio a me?

JESSICA: perch in questo piano abita solo lei

ADAM: come fa a saperlo?

JESSICA: perch io abito nellappartamento 660 e questo il numero 665

ADAM: da quanto tempo abita al 660

JESSICA: da pochi giorni

(Adam apre)

(Jessica visibilmente sconvolta)

SUSAN: posso entrare?

ADAM: prego

JESSICA: grazie

(rimane vicino alla porta)

ADAM: spero che i motivi siano validi!

JESSICA: il motivo valido

ADAM: che cosa le capitato

JESSICA: devo per forza rimanere sulla porta

ADAM: entri

JESSICA: grazie

(la donna entra e vede tutto il disordine)

ADAM: non faccia caso al disordine

JESSICA: ho visto di peggio: ma non mi fa accomodare

ADAM: si sieda, mi scusi (porge una sedia allospite, con uno strofinaccio fa latto di spolverarla)

( Jessica si siede )

JESSICA: grazie

ADAM: vuole bere qualcosa: un bourbon, una birra!

JESSICA: preferisco una birra, grazie

ADAM: le mie non sono birre speciali, sono solo offerte di supermercato

JESSICA: basta che sia fresca!

ADAM: non ci siamo neppure presentati il mio nome Adam Wilson

JESSICA: il mio nome Jessica Jordan

ADAM: piacere ( si stringono la mano) (indica il pappagallo) quellammasso di piume Bob il mio pappagallo

JESSICA: (si avvicina al pappagallo) come sei bello Bob come sei bello Bob (rivolto a Adam) parla!

ADAM: pu darsi! Non so!

JESSICA: ma allora muto!

ADAM: ma si fa capire bene: lancia di quei gridi che fanno accapponare la pelle: mi scusi ma lei non aveva urgenza: mi sembra che, quando ha suonato alla porta mi sembrava visibilmente alterata, diciamo sconvolta: ed ora mi sembra alquanto rilassata, quindi dopo avere bevuto se ne pu andare!

(mette due birre sul tavolo senza bicchieri le stappa)

JESSICA: aspetti ho un problema!

ADAM: dica

(Jessica prende La birra, accavalla le gambe e beve)

JESSICA: (racconta) ho preso in affitto un appartamento in questo stabile

ADAM: perch proprio in questo stabile?

JESSICA: io potrei dire la solita cosa di lei, visto che non parla con laccento di NY

ADAM: ( ride) NY il centro del mondo, non una piccola cittadina del Montana e poi io abito dove voglio!

JESSICA: anchio

ADAM: ma il palazzo ormai fatiscente, quasi disabitato privo di ogni confort: lei poteva andare ad abitare da unaltra parte

JESSICA: non potevo!

ADAM: per ragioni economiche

JESSICA: si: io non navigo nell oro

ADAM: nessuno naviga nelloro: ma si pu sapere cosa le successo

JESSICA: ero in casa che mi stavo facendo la doccia, quando tutto in un momento lacqua diventata gelata e il riscaldamento ha cessato di funzionare

ADAM: prima di venire da me ha fatto un controllo

JESSICA: si! Ma se vuole pu venire a fare una verifica

ADAM: no!

JESSICA: allora ho cercato di contattare lamministratore, ma il telefono non funziona e neppure il cellulare sembra che abbia campo

ADAM: se vuole pu provare con il mio

(si avvicina al telefono fisso)

Strano non funziona sicuramente staranno facendo dei lavori: poco male, prendiamo il cellulare ( compone il numero dellamministratore) non prende, strano sicuramente ci saranno dei problemi con il satellite

(Jessica finisce di bere la birra)

ADAM: (si alza prende i bicchieri e li mette nel lavabo) signorina, allora visto che i telefoni non prendono per cui non si riesce a rintracciare ne lamministratore e tantomeno un idraulico: e lei ha bevuto stato un piacere conoscerla quindi la prego si accomodi

(si avvicina alla porta, Jessica si alza dalla sedia )

JESSICA: ( ironica) grazie signor Wilson

ADAM: il piacere tutto mio e il problema non un problema (spingendola verso la porta) basta che si metta un maglioncino in pi e non sentir pi freddo e luned il tecnico risolver tutti i suoi problemi

JESSICA: (ironica) certo che lei un uomo molto altruista e con tanta umanit: comunque grazie per la birra appena ho loccasione vedo di sdebitarmi

ADAM: lei non si deve sdebitare, la birra io glie lho offerta (ad alta voce) con il cuore

JESSICA: (ironica) sono sicuro che lei signor Wilson questanno prender il premio bont

ADAM: quello che prendo o prender non la deve interessare

(spinge Jessica fuori dalla porta, appena la donna fuori chiude con due mandate)

SCENA 3

( ADAM)

(rimasto solo)

ADAM: ( rivolto al ritratto di Brenda) Brenda (prende il ritratto e si siede sulla poltrona) mia cara Brenda, ma hai visto cosa successo. Quella donna entrata con prepotenza in questa casa e poi cosa voleva ( grida) ma che problema aveva (ride) il riscaldamento, aveva il problema del riscaldamento (furioso) e per un problema cos banale vai a disturbare la gente, ma per chi mi ha preso quella idiota.

(breve pausa) Brenda tu potevi intervenire e non lhai fatto! Perch! Perch ! sei rimasta bovinamente in silenzio passiva come sempre

(pausa)

E poi almeno, potevi almeno venire a mangiare (ride) di Linda lo sapevo lei a dieta: ma tu poi! Io penso a voi, ma voi due siete assenti: anche tua figlia andrebbe seguita, invece rimane sempre chiusa in quella stanza ed ho anche limpressione che abbia del rancore nei miei confronti (pausa) ma sai tua figlia e voglio bene anche a lei ( pausa) come fosse mia figlia. Ti capisco quando vai da lei, una figlia ha bisogno della madre.

( appende il ritratto alla parete e si rivolge al pappagallo)

E tu Bob, non dici niente: non solo hai visto tutta la scena (ad alta voce) quella Jessica o come cavolo si chiama voluta entrare per forza ed io non ho potuto fare niente per impedirlo.

(grida) mi avete lasciato solo! Solo ! Solo come un cane io che vivo di voi

(piange) io vivo per voi dovete capirlo che vivo per voi per voi per voi

(si sente una voce femminile che proviene da fuori scena)

Si amore lo so io sono qui con Linda, ti vogliamo bene Adam

(si sente fuori scena la voce di una bambina)

Si pap, ti vogliamo bene tanto bene

ADAM: (grida) anchio vi voglio bene tanto tanto

(silenzio)

(suonano alla porta)

(silenzio)

(suonano alla porta)

ADAM: (rivolto al pappagallo) Bob chi sar? Io non apro

(suonano)

ADAM: non apro non non apro

(suona il campanello della porta dingresso)

(Adam in preda al panico, si accartoccia sul divano e con le mani si tiene il volto tappandosi le orecchie, con voce infantile)

No! No no . Vai via via il cavallo salta il fosso il cavallo salta il fosso

Ma ora non salta pi

Ma ora non salta pi

(ride isterico)

(rimane accartocciato sul divano ripetendo in maniera ossessiva)

Il cavallo salta il fosso il cavallo salta il fosso

(pausa)

(grida)

Ma io sono Dio ed ora non salta pi .

( il campanello smette di suonare, Adam ride isterico)

(pausa)

(il campanello suona di nuovo)

( si sente la voce di Jessica)

SCENA 4

( ADAM - JESSICA)

(Jessica fuori scena)

JESSICA: signor Wilson apra la prego apra

ADAM: e io non apro

JESSICA: signor Wilson la prego, apra mi sono dimenticato la borsa in casa sua!

ADAM: se solo per la borsa! Aspetti fuori, la cerco e gliela do io: rimanga in attesa

(fruga per la scena, rovista ogni angolo)

Dov ! Dove sar (rivolto al ritratto di Brenda) Hai visto per caso una borsa non tua Brenda

(Jessica da fuori scena )

JESSICA: non pensavo avesse ospiti, mi scuso di nuovo: la mia borsa rosa, in pelle

(Adam soddisfatto)

ADAM: (rivolto al ritratto di Brenda) Brenda passami la borsa rosa grazie! (apre la porta quel tanto che basta per far passare la borsa) Ecco la sua borsa signorina!

JESSICA: grazie!

(Adam chiude la porta e si getta sul divano)

ADAM: (rivolto al pappagallo) hai visto Bob ritornata! ritornata: adesso speriamo che se ne vada!

(suona il campanello della porta, Adam si avvicina e guarda dallo spioncino,

vede Jessica )

JESSICA: (disperata) le chiavi dellappartamento, non riesco pi a trovare le chiavi!

ADAM: e io cosa ci posso fare!

JESSICA: sicuramente sono da lei

ADAM: da me ma scherziamo!

JESSICA: per favore le cerchi, sono attaccate ad un portachiavi rosa!

ADAM: le cerco e gli e le passo

(Adam cerca in scena ma non trova niente)

Non trovo niente!

JESSICA: guardi bene, devono essere li per forza!

ADAM: io non trovo niente!

JESSICA: e adesso come faccio, guardi di nuovo

ADAM: ho guardato da tutte le parti

JESSICA: guardi meglio

ADAM: meglio di cos non posso

JESSICA: forse se entrassi

ADAM: no meglio che rimanga fuori

JESSICA: ed io come faccio

ADAM: vada da unamica o da un parente

JESSICA: non ho amici n parenti

ADAM: vada al bar

JESSICA: al bar ma siamo matti! Per favore mi apra, guardo se le trovo io

ADAM: io non le apro

JESSICA: ed io mi attacco al suo campanello fino a fonderlo

ADAM: ed io chiamo la polizia

JESSICA: la polizia lavrei chiamata io se il telefono avesse campo

ADAM: ( rassegnato) va bene apro

(Jessica entra di forza nellappartamento)

JESSICA: Signor Wilson non si preoccupi, cerco le chiavi e tolgo il disturbo

ADAM: va vene!

(entrambi cercano le chiavi ma non le trovano)

JESSICA: (rassegnata) dove possono essere, adesso sono rimasta chiusa fuori, come faccio

(Adam rimane in silenzio)

JESSICA: ed oltretutto non ho neppure un Centesimo, ho lasciato i soldi e le carte di credito nel mio appartamento

(Adam rimane in silenzio)

ADAM: (a malincuore) se vuole

JESSICA: (euforica) posso rimanere con voi, come voi intendo lei e Brenda per un po !

ADAM: (alterato) come fa a conoscere Brenda!

JESSICA: (a bassa voce) ho sentito parlare prima, quando ero fuori dalla porta, ma giuro non volevo

ADAM: (alterato) Brenda e Linda sono uscite

JESSICA: ma: come hanno fatto ad uscire io ero fuori dalla porta dingresso

ADAM: (alterato) sono uscite e basta: e cerchi di fare silenzio, altrimenti la mando fuori di casa!

JESSICA: (sottomessa) va bene, mi scusi

(prova a telefonare)

Non prende! Purtroppo dovr farle compagnia

ADAM: se vuole rimanere, per quanto tempo?

JESSICA: solo per il tempo che venga una persona

ADAM: (interessato) lei aspetta una persona?

JESSICA: si perch non posso aspettare una persona

ADAM: ognuno pu aspettare chi vuole!

JESSICA: mi sembra giusto!

ADAM: a che ora arriva quella persona

JESSICA: tra unora

ADAM: presumo che tra unora se ne andr!

JESSICA: lo spero vivamente (pausa)

ADAM: Signorina di cosa si occupa

JESSICA: non sono abituata a vivere di formalit, diamoci del tu e chiamiamoci per nome

ADAM: va bene: di cosa ti occupi Jessica

JESSICA: io Adam ho fatto nella vita svariati lavori, dalla cameriera in un night, alla commessa alla prostituta, ma in questo momento non sto lavorando

ADAM: chi ti paga laffitto dellappartamento

JESSICA: vedo che non sei scandalizzato dalle cose che sto dicendo

ADAM: non sono un moralista

JESSICA: questo lho capito: non sei un puritano, per sei un tipo strano

ADAM: io ho scelto di vivere cos

JESSICA: sar la vita che ti ha costretto a vivere cos

ADAM: questi sono fatti miei

JESSICA: non volevo offenderti

ADAM: non mi offendo solo perch tra unora non ti vedr pi

JESSICA: sono i monti che non si incontrano

ADAM: lasciamo stare, io ti ho fatto delle domande ma tu non sei obbligata a rispondermi

JESSICA: lo so, io rispondo solo se no ho voglia

(breve pausa)

Adam io non ricevo pi clienti in casa, ma laffitto dellappartamento viene pagato regolarmente

ADAM: hai un amico solo

JESSICA: no!

ADAM: e allora?

JESSICA: tra unora viene unamica a trovarmi

ADAM: un amica amica

JESSICA: (sorride) si!

ADAM: lei che paga tutto

JESSICA: si

ADAM: allora sei

JESSICA: lesbica, si insomma mi piacciono le donne : anche se non completamente

ADAM: sei bisessuale

JESSICA: si! Bisessuale anche se ho una meravigliosa compagna

ADAM: da come ne parli sembri innamorata

JESSICA: si, lei mi ama ed io le voglio bene anche se pi grande di me

ADAM: quanti anni ha?

JESSICA: sessanta

ADAM: sessanta e tu?

JESSICA: trenta

ADAM: ma potrebbe essere tua madre

JESSICA: la differenza di et non mi ha mai posto problemi

ADAM: come nato il vostro rapporto

JESSICA: (ride) io ero una ragazzina ed attraversavo un momento particolare, i miei si erano separati da poco ed io con mia sorella pi grande siamo rimasti con mia madre. Erano i tempi del liceo e pur rimanendo in tre la vita era un inferno, mia madre aveva ripreso a bere: mia sorella soffriva e si incupiva sempre di pi: di mio padre si erano perse le tracce ed io volevo finire gli studi anche se a scuola non rendevo, volevo quasi ritirarmi e cercarmi un lavoro quando

ADAM: quando

JESSICA: quando una mia compagna di classe Angela ed amica del cuore capito la mia situazione si offr di aiutarmi; lei era ricchissima e viveva con sua madre in un appartamento molto grande per due persone, mentre io vivevo nel disordine sia reale che mentale di mia madre e dormivo in un letto a castello con mia sorella Tina che poverina piangeva in continuazione, io Adam : non so se ci crederai ma ero distrutta, non riuscivo neppure pi a mangiare. Angela prese a cuore la mia situazione e lo disse alla madre e tutte e due si interessarono a me. Dovresti vedere Adam la prima volta che entrai in quellappartamento (euforica) mi diedero una stanza tutta per me: avevo un armadio, il mio povero guardaroba non riusciva ad occuparlo per meno di un sesto.

Io e Angela eravamo sempre assieme, complici come due sorelle: anche lei era sola pur avendo una madre cos premurosa: tante volte uscivamo tutte e tre assieme, Betty malgrado let era ed una donna molto bella e giovanile, insomma sembravamo tre amiche.

Io Adam ricorder sempre, quando entrai e vidi sul letto una valigia: dimenticavo il letto; in quella stanza avevo un letto, grandissimo matrimoniale con un caldo piumone nero. In quella casa piace il nero: (ride) insomma ritorniamo alla sorpresa che ho trovato un giorno sul letto, una meravigliosa valigia, pesante come non mai. Io alla vista cercai di toglierla e la spinsi sul pavimento, dopo chiamai Angela e Betty: senza immaginare che appena sentirono i loro nomi le due donne entrarono in camera e mi baciarono. Lo sai che la valigia era piena di vestiti nuovi tutti della mia taglia ed anche costosi. Capisci: Betty mi trattava come una figlia, alla sera mi rimboccava le coperte, mi dava il bacio della buona notte: neppure mia madre mi voleva cos bene.

Dopo arriv il momento che Angela si vedeva con un ragazzo, ed usciva sempre pi spesso con lui ed io rimanevo spesse volte la sera in casa con sua madre che con me era sempre pi affettuosa: mi faceva spesso dei regalini, mi regalava della biancheria intima molto sexy, voleva vedermi mentre la indossavo e sentivo che mi spiava mentre dormivo: la camera che mi aveva dato dava sul parco, quindi era molto soleggiata ed in pi Betty aveva labitudine di tenere i termosifoni al massimo e quindi in casa si stava e si dormiva quasi nude . Betty ormai era diventata la mia confidente pi di Angela troppo impegnata a scopare con il suo uomo, io e sua madre eravamo diventate ununica cosa, la signora trovava sempre loccasione per farmi dei complimenti e soprattutto per baciarmi, e sai com a me piaceva prendere i suoi baci senza andare oltre, quando studiavo mi preparava il te, dopo siamo passati allo champagne: e fu cos una sera che inebriata dalle bollicine sentii per la prima volta la sua lingua nella mia bocca: non feci niente per ribellarmi quando lei mi fece alzare a mi port in camera sua sul suo letto dentro quelle lenzuola nere. Quando mi svegliai mi ritrovai sola, nuda, confusa chiamai Betty, e sentii dalla cucina la parola amore soffocato da un aroma di caff caldo: appena mi riebbi piansi piansi coltivando dentro di me lidea di aver fatto qualcosa di sporco.

ADAM: il vostro amore continu ?

JESSICA: per un po non ne volevo sapere, anzi mi vergognavo ( voce soffocata) mi rinchiusi in quella stanza, in quella che mi aveva dato la mia diciamo amante: non uscivo; mi vergognavo di me stessa e non volevo ammettere che quella signora che io consideravo come una nuova madre mi aveva fatto pi godere che i ragazzotti che ogni tanto mi facevo: e poi la cosa che mi faceva pi ribrezzo che io prima di quel giorno odiavo le lesbiche e le beffeggiavo come Livia e Jane mie compagne di classe (pausa) ed ora ero diventata come loro.

(breve pausa)

ADAM: se vuoi Jessica puoi anche smettere non sono io che ti costringo a raccontare

(pausa)

JESSICA: lo so ma vero per, non so tu mi ispiri fiducia

ADAM: fiducia (ride) ( da del lei) si ricordi che io posso in qualsiasi momento sbatterla fuori di casa

JESSICA: capisco: comunque Adam

(pausa)

ADAM: non c un comunque che tiene, signorina: basta darsi del tu io per lei sono il signor Wilson

JESSICA: va bene se lei vuole cos?

ADAM : (guarda lorologio) la sua amica in ritardo

JESSICA: (si alza) se vuole posso andare ad aspettare Betty fuori, lei che ha le seconde chiavi dellappartamento

ADAM: no si risieda, dicevo cos tanto per parlare

(pausa)

ADAM: se vuole pu continuare a raccontare, naturalmente non ne obbligata

(pausa)

JESSICA: io continuo a raccontarle la mia storia solo perch uno sconosciuto e quindi noi due non ci vedremo pi, e poi perch lei mi sembra una persona degna di fiducia

ADAM: non si lasci ingannare dalle apparenze

JESSICA: (continua) dopo quel fatto, un giorno feci le valige, e me ne tornai a casa da mia madre. Non le voglio dire cosa trovai in quellappartamento, la casa era sottosopra: vidi mia madre riversa sul letto, talmente ubbriaca che stent a riconoscermi, e mia era sorella talmente truccata che sembrava ancora pi vecchia della sua et, capii subito quello che stava succedendo. Rimasi con loro qualche mese fino al momento in cui venne Angela a riprendermi ed io rientrai in quella casa con quel grande letto. ( pausa) Dapprima i rapporti con Betty erano formali, lei mi riempiva di complimenti per mi rispettava, insomma non mi toccava pi, avevo anche un ragazzo che sinceramente a modo suo mi amava, ma era talmente violento che mi faceva paura: una volta mi picchi ed io arrivai a casa con un occhio pesto: Angela voleva che denunciassi il fatto alla polizia, ma visto il mio diniego non si interess pi di tanto: Ripresi a parlare a Betty che ritorn ad essere la mia confidente, ritornammo molto amiche, talmente amiche che una notte mentre veniva a rimboccarmi le coperte e darmi il solito bacio sulla fronte, le feci segno di mettere una mano sotto le lenzuola : (euforica) ero nuda per lei e da quel momento cominci una passionale storia damore che fin solo quando Angela entrando allimprovvisi ci sorprese nude sul divano: allora fui costretta a malincuore ad andarmene da quella casa

ADAM: e allora!

JESSICA: lannoio

ADAM: no!

JESSICA: nel frattempo mia madre mor ed io me ne andai con mia sorella Tina e con sua figlia Jane una meravigliosa bambina in unaltra citta, ma la sua salute di Tina era cagionevole: un giorno svenne, la ricoverai e non torn pi a casa (piange) sua figlia, mia nipote mor nello stesso ospedale per un intervento banalissimo un mese dopo

ADAM: Dio ha voluto cos

JESSICA: (grida) Dio Dio Dio rimane una giustificazione un alibi (con un singulto) ma lasciamo perdere: ero talmente sconvolta dal dolore che avevo pensato di farla finita ma non avevo il coraggio di farlo, (pausa) cos un giorno presi il treno e ritornai in questa citt e fu solo per caso, che incontrai di nuovo Betty al supermercato, anche lei era sola, le spiegai la situazione, e il mio amore dopo avermi per mesi mantenuto in albergo mi affitt un appartamento in questo stabile ed ora eccomi qua!

E lei vuole raccontare qualcosa della sua vita e questi ritratti, e questa donna chi (si avvicina al ritratto di Brenda)

ADAM: (alterato) si allontani da quel ritratto

(prende il ritratto e lo posta con se nella poltrona)

(silenzio)

JESSICA: va bene possiamo rimanere in silenzio se lo preferisce

(silenzio)

ADAM: (parlando al ritratto) Brenda, rimani qui con me

JESSICA: ( calma) chi Brenda? Sua moglie

ADAM: ( cambia discorso) vuole unaltra birra

JESSICA: grazie

(Adam si alza e va a prendere la birra, Jessica interessata guarda la foto di Brenda)

(entra Adam con i bicchieri di birre )

(la donna si siede composta)

JESSICA: (alza il calice) alla salute ( bevono)

ADAM: Brenda si Brenda, quanto ho voluto bene a Brenda, vede mia moglie era un valente avvocato, aveva uno studio molto avviato

JESSICA: le piacevano i fiori?

ADAM: tantissimo, avevamo la casa impestata di fiori, fiori con profumi esotici: da tutte le parti vi erano fiori (ride) il nostro terrazzo era una serra

JESSICA: eravate una bella copia

ADAM: si una coppia perfetta io ladoravo e adoravo anche sua figlia Tea, un amore di bambina

JESSICA: bello tutto quello che mi sta dicendo

ADAM: idilliaco

JESSICA: per sta parlando non al presente ma al passato

ADAM: al passato, davvero ho parlato al passato! (ride)

JESSICA: lei signor Wilson di cosa si occupa

ADAM: (euforico) io sono un rappresentante e per anni ho girato il mondo in lungo in largo, perch capisce internet una bella cosa ma per le cose importanti la gente o il committente preferisce contattare il referente personalmente, ed questo che ti rende vivo, perch vivere fare guadagnare la Societ per cui lavori e farli avere degli introiti superiori per debellare la concorrenza: e la concorrenza la neutralizzi solamente facendo degli sconti, ma se fai troppi sconti diminuisce il tuo introito ma hai pi clientela, ma questo fa parte del passato ed il passato non torna pi

JESSICA: il tempo inesorabile scorre, ed cos per tutti: io per esempio fino all anno scorso non avevo una ruga, visto signor Wilson ora ho le zampe di gallina e i solchi nel volto cominciano a farsi vedere : purtroppo non ci sono creme che possono fermare let

ADAM: solo la chirurgia estetica pu rallentarle

JESSICA: giusto! Rallentarle ma non fermarle, e poi bisogna prima di tutto conoscere un buon chirurgo e poi ci sono i soldi ed io ho problemi economici

ADAM: pu farselo pagare dalla sua compagna, provi a proporglielo !

JESSICA: Betty non mi da un centesimo per una cosa del genere, sta diventando sempre pi gelosa ed ossessiva

ADAM: per forza, immagino che anche lei si veda allo specchio, lei Jessica nel pieno della sua maturit sessuale, mentre lei (ride)

JESSICA: (alterata) non faccia del sarcasmo, io le voglio bene e per me let non conta

ADAM: facevo cos per dire

(Jessica si alza di scatto)

JESSICA: adesso me ne vado ! Come si permette

ADAM: si sieda !

(Jessica si siede)

ADAM: quando finivo il mio lavoro e mi accumulavo delle giornate di ferie per passare delle deliziose giornate con Brenda e sua figlia che ormai consideravo come mia figlia, la bambina mi adorava, appena mi vedeva mi diceva pap abbracciami ed io la prendevo in braccio

JESSICA: vi volevate bene

ADAM: ci vogliamo bene anche se purtroppo, ora non ci sono pi

JESSICA: si separato?

ADAM: no, separato proprio no! (alterato) noi ci amavamo!

JESSICA: se non se la sente, non dica niente

(breve pausa)

(Jessica guarda il lavabo della cucina e vede tre piatti)

JESSICA: aveva gente a pranzo signor Wilson?

ADAM: no!

JESSICA: allora perch ha tre piatti, anzi sei sul lavabo?

ADAM: no anzi, vero avevo gente a pranzo

JESSICA: strano io non ho visto nessuno entrare

ADAM: (alterato) signorina cosa fa, passa il suo tempo ad guardare la gente che entra ed esce da casa mia

JESSICA: (alterata) io signor Wilson non passo il mio tempo a vedere la gente che entra ed esce da casa sua, ma guarda il caso che avevo la porta aperta ed ero nel pianerottolo a cercare di telefonare e poi con queste pareti si sente tutto, e se vuole sapere qualcosa di pi: lunica persona che entrata in casa sua oggi stato il fattorino del supermercato e da questo portone non uscito nessuno

ADAM: (alterato) comunque se le dico che avevo ospiti a pranzo io avevo ospiti a pranzo chiaro!

JESSICA: (calma) va bene se lo dice lei

ADAM: (con voce soffocata continua il racconto ) una sera mentre tornavamo da una gita ed avevamo la macchina come al solito piena di fiori, io ero alla guida la macchina :sar stato per il fondo stradale o per la velocit eccessiva: lauto ha sbandato si capovolta ed finita fuori strada e (piange) loro due

JESSICA: ( si avvicina ed abbraccia Adam) capisco !

ADAM: (piange) stata colpa mia! Colpa mia colpa mia, sono morte tutte e due tutte e due

(breve pausa)

(Jessica continua ad abbracciare Adam, che dal tavolo passa piangendo al divano sempre aiutato da Jessica, luomo si dispera la donna ritorna a sedersi sulla sedia apre la borsa)

(Adam piange)

(Jessica estrae dalla borsa una pistola, si avvicina alluomo il quale non ha nessun sussulto anzi rimane indifferente)

JESSICA: (minacciosa punta larma sulluomo) lei finito dottor Adam Wilson, sono due anni che la cerco sporco assassino, lei ha ucciso mia sorella Tina e mia nipote Jane e chiss quante altre solo per poter vendere gli organi. Io non potevo permettermi niente ma i parenti delle sue vittime, si sono riunite in un comitato e lo hanno denunciato, ma lei da bastardo ed intrigante come ; in tribunale riuscito a farsi assolvere e non ha fatto neppure un giorno di carcere, per ha dovuto abbandonare la professione e di lei si sono perse ogni traccia. Mi fa schifo dottore mi fa schifo mi dica quanto le hanno dato per le reni di mia sorella e quanto per il fegato della mia nipotina brutto figlio di un cane.

(il dottore rimane impassibile, non lascia trapelare nessuna emozione anzi fissa il ritratto di Brenda)

ADAM: (guarda il ritratto di Brenda e parla con il ritratto) Brenda Brenda guarda cosa mi sta facendo questa balorda, mi sta puntando unarma addosso ( grida) un arma (ride isterico) unarma

(Jessica di forza prende il ritratto dalle mani di Adam e piange)

JESSICA: (accarezza il ritratto) bastardo, Brenda non mai esistita come non sono mai esistite le sue storie e questo non il ritratto della sua presunta moglie se ne hai mai avuta una (isterica) ma il ritratto di mia sorella Tina, quella che ha ucciso ed ha venduto gli organi (grida) che fine ha fatto mia nipote, quel tesoro di bambina che fine ha fatto (isterica) questo il ritratto che aveva nella borsa la mia nipotina (grida) la piccola Jane, che fine ha fatto la bambina!

( Adam da un colpo alla mano di Jessica e la pistola rotola ai lati della scena)

ADAM: (grida) io sono un dottore Jessica, ha capito un dottore e Dio mi ha dato il potere di vita e di morte ed io sono Dio quando decido che questo paziente deve vivere o morire io sono Dio quando decido che gli organi dei miei pazienti devono pulsare in altri corpi io sono Dio, perch Dio mi ha concesso di fare questo

(Jessica da uno schiaffo a Adam, e Adam da uno schiaffo alla donna ancora pi forte tanto che il suo labbro sanguina)

ADAM: io sono Dio, io sono Dio e i miei pazienti li faccio vivere in altri corpi, perch Dio vive in tutti i corpi

JESSICA: ( sconvolta si asciuga il labbro sanguinante) ma se a lei commissionavano gli organi e guadagnava fior di quattrini con la pelle dei suoi pazienti

ADAM: (ride) con la pelle dei miei pazienti, ma i miei pazienti non morivano, perch i loro organi vivevano in altri corpi

JESSICA: (si scaglia con violenza sul dottore) bastardo! Bastardo ( il dottore con violenza reagisce schiaffeggiando la donna che si riversa sul divano piangendo)

ADAM: le ho detto che sua sorella e sua nipotina non sono morte, loro sono vive perch il loro cuore ancora vive (ride isterico e si siede sulla sedia)

(Jessica di corsa si getta sulla pistola che era scivolata in un angolo della scena, la impugna e punta la stessa alla tempia del dottore, che indifferente guarda fisso nel vuoto)

JESSICA: (minacciosa impugna la pistola) Dottor Wilson, arrivata la sua ora, se ha un Dio sopra di lei, si raccomandi lanima, ora finalmente giustizia sar fatta.

ADAM: (impassibile sempre fissando il pavimento) giustizia, giustizia tutti parlano di giustizia, anche lei continua a parlare di giustizia: quando io lho fatta entrare a casa mia pur sapendo che nellappartamento che mi ha indicato sono anni che non ci abita nessuno, e non ci abita nessuno perch inagibile da tempo, e lei mi parla di giustizia quando si presenta a casa mia con un nome falso, un nome falso perch a me il nome Jessica non mi dice niente: mia cara Scarlett ( breve pausa) perch il suo nome Scarlett, vero! Immagino che frutto della sua fantasia anche lamore saffico per Betty, vero! (breve pausa) no forse quello no! E con tutte queste pretese lei venuta a trovarmi per fare giustizia divina. (ad alta voce) e allora che giustizia sia spari spari se ne ha il coraggio spari io non ho ucciso sua sorella e sua nipotina Jane, ma io ho dato a loro leternit

JESSICA: (lascia cadere larma, si mette la mani ai capelli e grida) Nooo! Nooo!

ADAM: a proposito lei sapeva signorina Scarlett che loro avevano una malattia rara, e lei invece di starle vicino le lasciate come un pacco dentro un ospedale ( ride isterico )

SCARLETT: Noooo! Noooo!

(Scarlett disperata fugge di corsa ed uscendo di scena sbatte la porta)

SCENA 5

( ADAM)

(stanza penombra, una poltrona, un tavolo una gabbia con un pappagallo)

ADAM: (si alza e va a chiudere la porta)

(rivolto al pappagallo)

Visto Bob, la verit fa male fa male male male

BOB: (il pappagallo) che cosa gli hai dato Adam

ADAM: a lei! (ride) niente (ride isterico) ho fatto sciogliere una pastiglietta di Dommenzon 45 dentro la sua birra

BOB: ma morir dinfarto

ADAM: (ride) ma solo tra quattro ore (risata isterica) morir dinfarto tra quattro ore tra quattro ore tra quattro ore pensa quanto ci sarebbe da lavorare, reni, cornee ma ormai sono vecchio!

(ride isterico)

(suona il campanello della porta dingresso)

No! No! Non apro non apro

(Adam preso dal panico si accartoccia sul divano e con le mani si tiene il volto tappandosi le orecchie)

No! No no . Vai via via il cavallo salta il fosso il cavallo salta il fosso

Ma ora non salta pi

Ma ora non salta pi

(ride isterico)

(suona il campanello della porta dingresso)

(rimane accartocciato sul divano ripetendo in maniera ossessiva)

Il cavallo salta il fosso il cavallo salta il fosso

(pausa)

(suona il campanello della porta dingresso)

(grida)

(cessa il suono del campanello della porta dingresso)

Ma io sono Dio ed ora il cavallo non salta pi .

SIPARIO

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