Jimmy Dean – Jimmy Dean

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PROGETTO PER UNO SPETTACOLO TEATRALE

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PROGETTO PER UNO SPETTACOLO TEATRALE

JIMMY DEAN-JIMMY DEAN

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PROGETTO PER UNO SPETTACOLO TEATRALE

JIMMY DEAN-JIMMY DEAN

Libera trasposizione teatrale dell’omonimo film di Robert Altman. Soggetto di Ed Graczyck.

L’azione si svolge a metà degli anni 1970, nell’arco di poche ore tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio, all’interno di un polveroso “drugstore” di un piccolo paese del Texas che negli anni ’50 è assurto per breve tempo alla notorietà in quanto vi sono state girate alcune scene del film “Il Gigante”, l’ultimo girato da James Dean morto in un incidente stradale prima che fosse completato.

In occasione del ventennale dalla data in cui risultano girate le scene del film, appartenenti al locale fan-club intitolato a James Dean si ritrovano. Sarà l’occasione per un bilancio di quello che la vita ha riservato ad ognuna di loro e anche l’occasione per qualcuna di affrontare la verità su alcuni avvenimenti accaduti vent’anni prima.

PERSONAGGI IN ORDINE DI APPARIZIONE:

1JUANITA, è la proprietaria del Drugstore, una donna tra i cinquanta e sessanta anni, ottusa e bigotta, la sua esistenza scorre tra negozio e chiesa;

2SISSY, è la sexi del gruppo, con fama di mangia uomini, è peraltro la più diretta e sincera, sboccata ma mai gratuita, si rivelerà una dei due personaggi realmente “forti” della piece;

3JOE, è il garzone di bottega, dai lineamenti delicati con una vaga somiglianza con Dean. E’ l’altro personaggio “forte”, omosessuale latente sarà cacciato dal perbenismo e dall’omofobia propria degli anni ’50 dai “normali” cittadini di MCCARTY , si presenta al raduno come donna fatta spiazzando perciò inizialmente gli altri personaggi a cui si rivelerà solo successivamente;

4MONA, apparentemente è la sognatrice del gruppo, da adolescente innamorata di Dean, ne perpetua il ricordo. Vent’anni prima, alla morte dell’attore diede alla luce un figlio che lei dichiarò di aver avuto da Dean dopo una notte d’amore trascorsa assieme. Figlio, chiamato appunto Jimmi Dean, ( che non si vede mai). Attualmente vive sola e lavora come maestra in un paese vicino. Nella seconda parte della commedia si rivela, però, molto più simile a Juanita che alle altre, una fanatica che ha sostituito la vita reale col culto di un divo morto;

5STELLA MAE, si presenta all’appuntamento indossando il classico cappello da cow-boy e gli altrettanto classici stivaletti texani e questo particolare già dà l’idea del personaggio, è altrettanto schietta quanto Sissy ma sicuramente meno perspicace e sensibile, più pratica e materiale;

6 JOANNA (Joe), elegante, vistosa ma con classe, fisicamente attraente conserva nello sguardo e nel volto qualcosa della precedente identità. E’ la realtà che si svela, piccolo Cristo di provincia.

7EDNA LOUISE, arriva all’appuntamento assieme ad Stella Mae, è vistosamente in cinta, è solare, dolce apparentemente ingenua, è la più naturale e trasmette essenzialmente “amore”;

8JIMMY DEAN, non si vede mai, solo un paio di battute fuori scena, la sua è una presenza “psichica” che accompagna tutta la commedia.

TIPOLOGIA DELLA SCENA

Tutta l’azione si svolge interamente all’interno del “drugstore”, l’ingresso principale è centrale, ci sono grandi vetrate (quindi la luce è a “giorno”), un po’ ovunque, poster, ninnoli, mercanzia varia – ben visibile un “Gesù” illuminato (ma potrebbe essere sufficiente uno di quei cuori trafitti luminosi tipici di certi arredamenti che oggi definiremmo “kitch”.Credo che il tutto potrebbe essere riprodotto utilizzando delle quinte dipinte. Con i cubi si potrebbe creare un bancone da bar da porre di lato al palco leggermente obliquo, occorrono alcune sedie non necessariamente uguali. C’è anche un uscita sul retro e/o magazzino che si può creare utilizzando una tenda nera e che deve portare direttamente dietro le quinte. Indispensabile la presenza di una radio.

MUSICA

Possibilmente anni ’50 – ’60 – ’70.

LUCI

Non piove da vent’anni, è una battuta di Sissy, per cui con la luce si deve creare un atmosfera di sole, caldo afoso, polvere e sabbia. E’ previsto un cambio per il temporale, e ogni qualvolta l’azione si riferisce al tempo precedente.

FLASH-BACK (Prologo)

In scena Sissy, Stella, Mona, Joe, Edna. Indossano il giubbetto del club. La radio manda in onda una canzone melodica.

SISSY (va alla radio per sintonizzarsi su un’altra stazione) Dio come la odio questa canzone.(rivolta a Mona) Non mi dirai che ti piace?

Dalla radio l’annunciatore da la notizia della morte di Dean.

ANNUNCIATORE : “Interrompiamo le trasmissioni per un comunicato straordinario pervenutoci in questo momento

SISSY: Ehi, sentite qui

ANNUNCIATORE: ..una delle più giovani e luminose stelle di Hollywood si è spenta nelle prime ore di questa sera lungo la statale 466 della California. Uno scontro frontale ha troncato la vita di James Dean. Il 24enne attore del cinema James Byron Dean aveva lasciato la propria abitazione nel tardo pomeriggio sulla sua potente macchina sportiva….(dissolevendo)

JOE: No!

MONA: Ach…

JOE: Mona…

MONA: No, non è James Dean, vi dico che non è James Dean

SISSY: Io mi sento così strana, come se fosse la fine del mondo, stringi la mia mano (tende la mano a Mona)

Fanno tutti cerchio attorno a Mona

JOE: Tieni anche la mia (Mona la lascia cadere)

STELLA: Io penso che dovremmo tutti inginocchiarci e pregare che ne dici, eh Mona

JOE. Ti prego Mona, stringi la mia mano

STELLA: Oppure accendere candele, centinaia di candele, sarebbe molto carino, non trovi?

MONA: No, non lo faremo morire, suo figlio lo farà vivere per noi

JOE: Suo figlio ?

MONA: Sì !

JOE: Non vorrai uccidere anche me solo perché lui è morto (si allontana)

QUADRO PRIMO

Entra Juanita, si guarda attorno munita di una paletta schiaccia mosche, soddisfatta centra la preda. Dall’esterno si sente chiamare “ Jimmi Dean – Jimmi Dean” poi rumore di un motore a pieni giri subito seguito da quello di un automobile che si allontana a tutta velocità. Pausa. Dall’ingresso centrale entra Sissy, ha con sé una borsa che posa in un angolo dietro al bancone appena entrata. Subito dopo si versa da bere.

SISSY: Scusami tanto per il ritardo Juanita, mi hanno chiesto di dare una mano alla fermata dei camions.

JUANITA: Pensi mi meravigli che arrivi in ritardo – non sei mai stata puntuale in vent’anni – non riuscirei a meravigliarmi neanche se tu arrivassi in ritardo al tuo stesso funerale.

SISSY: Non è stata colpa mia ho detto

JUANITA: E quando mai. (Si avvia all’entrata – apre la porta – guarda in strada) Hai mica visto Jimmy Dean per caso?

SISSY: Stava andando verso il distributore della Texaco

JUANITA: Quando finisci di sistemare quelle benedette decorazioni?

SISSY: (sta mettendo lo smalto sulle unghie delle dita dei piedi) Calma, calma finisco qui e mi ci metto subito

JUANITA: Allora è meglio che cominci a muovere quelle tue gambette perché quelle che vengono per il raduno potrebbero arrivare da un momento all’altro

SISSY: Figurati quanto mi preoccupa. Mona è tornata?

JUANITA: ( sta armeggiando con le manopole della radio)Il suo autobus è in ritardo

In sottofondo musica

SISSY: Cazzo non rimetterai su la tua solita musica da sacrestia spero?

JUANITA: (in tono di rimprovero) Parla come si deve. Sto cercando le notizie sul tempo.

SISSY: (prendendo la borsa e apprestandosi a uscire) Te le do’ io le notizie sul tempo, sono 48° all’ombra e qui di ombra manco per il cavolo, esattamente come ieri, l’altro ieri, la settimana scorsa e lo scorso mese.

JUANITA: Mi pare stiano parlando di un grosso temporale proprio qui vicino a Odessa.

SISSY: Sì le solite balle. Saranno vent’anni che non piove più da queste parti.

Esce dal retro – cambio luce effetto temporale in arrivo – rumore di tuoni – Juanita continua ad armeggiare con la radio.

Improvvisamente tutto si ferma, buio, torna la luce di prima (Si deve dare l’idea di un flash-back )

Sissy è all’ingresso, entra con la borsa. In testa ha uno di quei foulard impermeabili trasparenti che un tempo si usavano abbinati ai trench.

SISSY: Scusa il ritardo Juanita ma mi sono fermata alla stazione dei camion a vedere della roba.

JUANITA: La solita roba con addosso i pantaloni suppongo?

SISSY: Mona e Joe sono qui?

JUANITA:Joe è sul retro a slegare dei pacchi di riviste appena arrivati. Mona sarà stata bloccata dal temporale.

SISSY: (davanti allo specchio si sistema i capelli) Tempo del cacchio vero?

JUANITA: Parla come si deve boccaccia.

SISSY: Oh insomma siamo nel 1955 non nel 1905. Anche i bambini dicono “cacchio” al giorno d’oggi.

JUANITA: Ma non fin quando lavori qui.

SISSY: (indossa il grembiule da lavoro – cambiando argomento) Sidney, è sul retro Sidney? (si avvia verso la tenda nera, nel farlo incrocia Joe che entra, lo saluta con un bacio sulla guancia ed esce).

JUANITA: Joe, metti a posto quei fotoromanzi se non ti dispiace.

Di fuori si sente la voce di Sissy: Sidney, ehi Sidney!

Joe va verso il pacco di giornali che sta all’ingresso, in quello entra Mona

MONA: Ciao Joe (bagnata, si asciuga i capelli con un fazzoletto)

JOE: Ciao

MONA: E Sissy ?

JOE: Alla ricerca di Sidney, …..ma lui dorme ancora.

Ridono entrambi

MONA: Ciao Juanita, scusami il ritardo.

JUANITA: (dolce e comprensiva tanto quanto non lo è con gli altri e in specie con Sissy) Oh, non importa tesoro, bel temporale eh?

MONA: (rivolta a Joe) Ma Joe, perché non ci sono le nuove riviste del cinema? (guardando i giornali che stava ordinando).

JOE: Ma sono ancora imballati! ….Senti, secondo me faresti bene a non leggerle.

MONA: Perché? Lo sai quanto le aspettavo.

JOE: Si è innamorato di nuovo. Quella ragazza italiana – Pierangeli, ma sta tranquilla è già sposata con un altro.

MONA: No, non è vero. Sei un bugiardo! (Poi rivolta a Sissy che nel frattempo è rientrata dal magazzino) Mi hanno detto che hai vinto un’altra bella coppa alla gara di pattinaggio.

SISSY: Perché, non lo sapevi che sono la più grande pattinatrice di tutto il Texas (osservando i capelli bagnati di Mona) Ma che, te l’hanno fatta in testa?

MONA: (ridendo) rivolta a Juanita – Falla smettere di parlare così.

SISSY: (rivolta a Juanita che sta armeggiando con dei ceri votivi) Juanita, dov’è Sidney devo parlargli. Il prossimo mese voglio che mi sponsorizzi ai campionati assoluti texani.

JUANITA: Oh…beh ieri sera si è trattenuto al club degli amici della bibbia e allora non ho voluto svegliarlo questa mattina.

SISSY: Gli amici della ciucca vorrai dire.

JUANITA: Cosa, cosa hai detto?

Musica di sottofondo )

SISSY: Porca vacca senza musica sembra di essere ancora all’oratorio – Diamo un po’ di vita a sto posto va’ (va verso la radio, si sintonizza su altra stazione, un pezzo ballabile)

Mona – Joe venite qui – Proviamo il numero che dobbiamo fare per la serata del dilettante. Sono stata in piedi tutta la notte per studiare i passi. Siete pronti, in posizione (si allineano) – in posizione via – (dà l’avvio e gli altri la seguono) Bene così – Si, così molto bene

Nel frattempo Juanita, dopo aver assistito in silenzio e disapprovato si porta verso la radio e cambia frequenza

 Fine scena - Buio

Con appropriato cambio luce si sottolinea il ritorno al tempo presente.

Si sente picchiettare sul vetro della porta d’ingresso, JUANITA va a vedere di che si tratta, apre la porta e si affaccia in strada – Jimmy Dean, Jimmy Dean sei tu? (portandosi la mano sopra gli occhia, a visiera) Non ti vedo con tutto questo sole.

Si sente la voce di STELLA MAE: Sono io, Stella Mae e Edna Louise.

JUANITA: (rientrando tutta eccitata) Sissy, Sissy vieni subito qui, corri tesoro,Stella Mae e Edna Louise sono qui.

Sulla porta le tre si salutano calorosamente, poi entrando:

JUANITA: Venite, venite dentro che vi voglio vedere bene. Sedetevi che vi preparo una bella spremuta d’arancio.

STELLA MAE: Proprio come ai bei vecchi tempi. Juanita, porca miseriaccia non sei cambiata di un pelo in vent’anni.

SISSY: (che nel frattempo era rimasta a sistemarsi a vista – proveniente dal retro) Stella Mae, vecchia bagascia ma sei proprio tu!

STELLA MAE: (le va incontro abbracciandola) Sissy, che bella che sei, come stai bene, che meraviglia, che meraviglia (poi guardando Edna) E’ Edna, Edna…

SISSY: Oh, Edna Louise guarda qui che c’è (si abbracciano). Edna, che cosa ci bolle dentro al paiolino? (carezzando la pancia di Edna).

EDNA LOUISE: (imbarazzata) Che cosa dici? Oh, è il mio settimo.

SISSY: Sette figli!

STELLA MAE: Riuscite a immaginare qualcosa di più osceno?

SISSY: Oh, non darle retta.(cingendole le spalle) Sono così contenta che sei venuta.

STELLA MAE: (avvicinandosi) Ehi, guardate qui cosa conservavo in soffitta (fruga nella borsa che ha appoggiato all’ingresso quando è entrata e ne preleva il giubbetto del Club) Guardate qui che bellezza.

SISSY: Oh Gesù il vecchio giaccone del Club

EDNA LOUISE: Che bello!

SISSY: Guarda, guarda (indossandolo)…ti rendi conto…..

STELLA MAE: (Cambiando discorso) Ma mi dici cosa cavolo è successo a questo posto? Arrivando ho visto dei cani sbudellati per strada che mi parevano più allegri di questa città.

Mentre sul fondo della scena Sissy e Edna continuano a provarsi il giubbetto e a parlottare tra loro in proscenio agiscono Juanita e Stella Mae.

JUANITA: (come a raccontarle un gran segreto) E’ colpa di questa siccità che ha rinsecchito tutto.

Stella Mae, che già non la ascolta, si è messa a fissare Sissy che sta indossando il giubbetto.

STELLA MAE: Fatti vedere, sei favolosa, sempre le stesse tette. Ucciderei per averne un paio così …e tu Edna?

EDNA: Oh, beh ecco….. (ma già Stella non l’ascolta più)

STELLA MAE: (facendo un giro su sé stessa) Beh, e voi che ne dite di questa merce?

SISSY: Dico che vale almeno unmilione di dollari.

STELLA MAE: Facciamo unmilione e mezzo. Il mio Mel ha trovato un altro pozzo, quell’uomo lo annusa il petrolio.

EDNA LOUISE: Ehi voi guardate, una gomma da masticare rossa, è il mio colore preferito. Il mio oroscopo sul giornale di oggi dice che potrebbe essere il mio giorno fortunato e lo sarà.

STELLA MAE: Tesoro quando qualcuno ti metterà un tappo all’utero, quello sarà il tuo giorno fortunato.

SISSY: Oh, non darle retta piuttosto dammi una mano a sistemare queste decorazioni.

Prende la scala e comincia ad appendere dei festoni.

STELLA MAE: (rivolta a JUANITA) Ehi Juanita, dove cavolo si è ficcata Mona?

JUANITA: Non è ancora tornata.

STELLA MAE: Tornata? Da dove?

JUANITA: A Marfa, è andata Marfa a incontrarsi con tutti quegli altri che hanno partecipato al film come lei. Il suo autobus ha già quasi due ore di ritardo, sai cosa ti dico comincio a essere preoccupata.

STELLA MAE: (interrompendola) Ehi, mi è venuta un’idea, visto che Mona ancora non c’è che ne dite di fare un salto alla nostra vecchia scuola? Oh, chissà che faccia faranno tutti quei coglioni dei vecchi professori. Ci state?

SISSY: Ma saranno tutti morti

STELLA MAE: Ehi, ci sarà rimasto ancora pur qualcuno vivo che si ricordi di me! (si avvicina al Juke-box poi sorpresa e compiaciuta) Va! Le Mc Guire Sisters ( complesso musicale femminile famoso a cavallo tra gli anni ’50-’70). Non è possibile che siano tutti morti.

SISSY: (continuando ad addobbare la sala) Il posto più allegro di questa città è il cimitero .

STELLA MAE: (grossolanamente insinuante) Dove tu non te la spassavi mica male? Vero Sissy!

SISSY : accenna ad un sorriso.

STELLA MAE: Come, non dici niente ?(ride)

SISSY: Dai, tu ed Edna andate a fare un giro, io finisco qua, devo anche riparare il ventilatore.

STELLA MAE: Andiamo Edna (Si avvia verso l’uscita) Cavolo che caldo infernale qua dentro. (Tornando sui suoi passi) Ah sentite, non dite niente a Mona che siamo qua così le prepariamo una sorpresa: Vedrete che le prenderà un colpo e ci divertiremo. Andiamo Edna.

EDNA: Veramente vorrei cambiarmi il vestito…

STELLA MAE: Dopo, te lo cambi dopo il vestito. Adesso vorrei uscire per vedere se questo buco mi è mancato o no. Magari ci fermiamo da Burt a farci una birra come una volta. (Escono continuando a parlare)

EDNA: Ma a me sembrava non esserci …..

STELLA: Un cazzo Edna, l’ho visto arrivando ti dico…

JUANITA: Mona sarà veramente contenta e sorpresa di rivedervi tutte quante.

SISSY: Secondo te si farà vivo ancora qualcuno?

JUANITA: Moriva dalla paura che nessuna di voi si facesse viva, comunque aspettiamo e vediamo chi altri arriva.

Il cambio di luci e il rumore di un tuono introducono il nuovo “Flash-back”.

Dall’ingresso, con addosso soprabiti trasparenti, entrano un gruppo di ragazze tra cui si riconoscono Stella Mae ed Edna Louise. Nel drugstore ci sono Sissy e Mona col grembiule da lavoro e Joe in salopette jeans.

Sono tutte eccitate. E questa eccitazione va tenuta come sottofondo di tutta la scena.

EDNA LOUISE: Ehi Sissy, hai sentito la notizia è una cosa da restare a bocca aperta.

STELLA MAE: (Troncandola) Ehi, eravamo d’accordo che lo dovevo dire io.

SISSY: Stella sputa dai.

STELLA MAE: Elizabeth Taylor e Rock Hudson stanno venendo qui.

SISSY: (Stupita) Qui, a McCarty nel Texas?

STELLA MAE: Beh, non proprio qui, ma vicino a Marfa.

SISSY: Ok. Calma, calma ho capito ma che cosa ci vengono a fare.

EDNA LOUISE: Vengono a girare un film indovinate con chi?

STELLA MAE: Edna Louise chiudi la bocca lo dico io non tu: Dunque pare che vengano qua a girare un film e la radio dice che sarà un film sui giganti o qualcosa del genere.

EDNA: Speriamo non sia come “Il mostro della laguna blu”, a momenti morivo dalla paura.

STELLA MAE: Edna quando la pianti di essere così stupida. Mona, Mona preparati perché tra poco ti prende un colpo quando ti dico chi altri c’è dentro il film,

SISSY: Porca Eva vuoi dirmi chi altro c’è!

EDNA LOUISE: (Improvvisamente, non riuscendo più a trattenersi) James Dean, James Dean porca miseria. Pare ci sia dentro anche lui. (come si accorgesse solo adesso di aver parlato ad alta voce) Oh…..

STELLA MAE: (furiosa) Oh ti venisse un colpo Edna.

EDNA LOUISE: Non volevo dirlo, mi è scappato così senza pensarci su.

STELLA MAE: Ma quando mai pensi tu, eravamo tutte d’accordo che sarei stata io a dirlo. Hai rovinato tutto. Voi, me lo sapete dire perché le permettiamo di venirci dietro? È piccola, troppo piccola. E’ stronza e maledettamente cretina.

SISSY: Si sa nient’altro?

STELLA MAE: Sì, la radio dice anche che cercano comparse per il film.

Sissy comincia a sistemarsi guardandosi allo specchio.

STELLA MAE: Pensi già di essere sul set del film con James Dean?

SISSY: Devo vedermi con Lester Ti.

Escono ancora più eccitate di quando sono entrate, ognuna manifestando la volontà di entrare nel cast del film utilizzando frasi come:

Non riesco a crederci – Ti immagini, in scena con James Dean – Che bello non vedo l’ora – Io ci vado – Ci provo anch’io – Andiamo tutte.

SISSY se ne va dal retro brontolando: Ma porca miseria perché capitano tutte a me….(ricordandosi dell’appuntamento) devo andare, sono in ritardo, mi aspetta al cimitero.

Rimangono in scena solo Mona e Joe. Mona, subito dopo aver appreso la notizia della possibile presenza di Dean si è seduta ed è rimasta assorta per tutto il resto dell’azione. Joe, invece le era rimasto accanto, all’inpiedi.

JOE: (sedendole accanto) Con che mezzo credi potremmo arrivare sin là?

MONA: Chiedi a tua madre in prestito la Buick.

JOE: Eh sì figurati, per una cosa del genere non me la presterà mai. No (scuotendo la testa).

MONA: (alzandosi e andando a prendere il telefono) Oh, inventa qualcosa, dì che andiamo in cerca di un lavoro migliore.

JOE: E tu pensi che ci creda?

MONA: (porgendogli il telefono) Dille una bugia Joe. Devi dirle una bugia.

FINE FLASH-BACK, LA SCENA TORNA AL PRESENTE.

Sissy è sempre sulla scala a sistemare gli addobbi. Juanita, invece armeggia con una pianta.

SISSY: Come sono queste decorazioni?

JUANITA: (senza neanche guardarle) Carine.

SISSY: Mi sono rotta il culo abbastanza di appendere questa roba oggi. (scendendo dalla scala) Ecco, vado fuori, torno tra un minuto. Già che ci sono vuoi che ti porto qualcosa. Latte, mortadella, formaggini?

JUANITA: Sì, e anche del pane.

SISSY: (uscendo) O.K.

Poi dall’esterno

SISSY: Ehi Juanita, guarda che è arrivato l’autobus.

Juanita, rimasta sola ne approfitta per versare nel contenitore del distributore il succo rimasto nei bicchieri.

Entra Mona con una valigia.

MONA: Stupido di un autobus è andato a fermarsi proprio in mezzo al deserto e a quelli gli ci sono volute quattro ore per ripararlo.

JUANITA: Sei ridotta che sembri uno strofinaccio che è stato tra le zampe di un cane.

MONA: (Si volta verso il quadro di Dean e vedendo che le lampadine che lo incorniciano sono spente le accende) Perché è spento qui?

JUANITA: (che nel frattempo ha ripreso la caccia alle mosche) Preparati una spremuta, siediti un po’.

MONA: Sei anche tu nervosa e agitata come me? Per tutto il week-end a Marfa sono riuscita con grande fatica a trattenermi dal pensarci. Vent’anni esatti sono passati – Mio Dio. (guarda il ritratto di Dean) Sembra che sia successo ieri vero, quando l’incidente fatale mise fine alla sua giovane vita. (Poi rivolta a Juanita) Juanita non credi che potresti piantarla di sbatacchiare quel coso almeno per cinque minuti.

Improvvisamente scorge poggiato sullo schienale di una sedia il giubbetto del Club. E’ un giubbetto rosso che sulla schiena porta la scritta “Discepoli di James Dean”

MONA: Che cos’è? E’ proprio quello che penso io? (indossandolo) Oh mio dio il vecchio giaccone del club. Ma dove sei andata a pescarlo:

JUANITA: (senza pensarci) Stella Mae l’ha portato qui.

MONA: Stella Mae?

JUANITA: (accortasi della gaffe) Oh mio Dio ma come sono stupida, ho combinato un bel disastro.

MONA: (cercando Stella Mae) Stella Mae, dov’è Stella Mae. Oh Dio che gioia, Stella Mae.

MONA: E’ arrivata nessun altra?

JUANITA: No, solo Stella Mae ed Edna Louise.

MONA: Edna Louise.

JUANITA: Non lasciarti sfuggire che te l’ho detto: Volevano farti una sorpresa.

MONA: Va bene, te lo prometto (Va a prendere una vecchia foto del gruppo appesa alla parete accanto al ritratto di Dean e a vari ritagli di giornale) Sapessi quanto mi preoccupava che non si ricordassero. Oh avrei fatto meglio ad inviare a tutte loro almeno un bigliettino. Una specie di pro memoria perché non dimenticassero.

JUANITA: Figurati, la metà di loro non avresti saputo come rintracciarla.

La luce si abbassa, rimane solo su Mona che sarà arrivata in proscenio, dietro si disporrà il gruppo, come nella foto.

 

MONA: Già, alla prima occasione se ne sono andati tutti chi da una parte, chi dall’altra. Non gli è parso vero. Sto pensando al giorno che abbiamo scattato questa foto e i ricordi si materializzano come se fosse ieri. Stella Mae che tirava fuori la lingua e faceva le boccacce, giurerei che non le è mai riuscita di essere seria. Sue Ellen con tutti i bigodini in testa che cerca di nascondersi dietro a Marta. Questa è stata l’ultimissima volta col club riunito come entità unica, chissà se riusciremo ancora a riconoscerci l’un l’altra, sarebbe tremendo non è vero? Sono sicura che tutte si ricordano, come potrebbero dimenticare una così sacra e solenne promessa.

L’ultima parte della battuta (quella in corsivo) viene pronunciata a fatica da Mona che si tocca il fianco, respira affannosamente tanto da impensierire Juanita che sino a quel momento non aveva cessato la sua personale guerra alle mosche.

JUANITA: (avvicinandosi) Non ti senti bene?

MONA: E’ il mio cuore, ha la tendenza a perdere un battito di tanto in tanto – tutto qui! e questa siccità che certo non giova alla mia asma, è tutto il giorno che mi costringo a sforzi penosi per respirare.

JUANITA: Mettiti seduta che ti rinfresco la tua aranciata.

MONA: Oh no Juanita, non riesco a stare seduta, faccio più fatica a respirare.

FLASH – BACK

Mona entra con la valigia, saluta Juanita e, posata la valigia, prende dalla vetrina dei dolci, un ciambella.

MONA (entrando): Juanita, Juanita…

Posa la valigia e prende la ciambella

MONA: Juanita, sono tornata…

JUANITA(viene dal retro)Sei tu? (va per abbracciarla, sinceramente contenta di rivederla) Ma no! Tesoro non è possibile, cosa fai qui, sei già tornata? Ti abbiamo salutato solo pochi giorni fa alla stazione degli autobus in partenza per il College.

MONA: Lo so, ma dopo tutto sembra che non dovrò più andarci.

JUANITA: Non dovrai più andarci, oh santo cielo non sarà mica successo qualcosa?

MONA: E’ per la mia asma, davvero, il clima laggiù non si addice alla mia asma, l’ha detto anche il dottore.

JUANITA: (allarmata) Il dottore?...

MONA:

JUANITA: Vuoi dire che hanno dovuto chiamare anche il dottore?

MONA: Oh Juanita è stato terribile, davvero. Lo sai cosa è successo. Ero lì che facevo la fila con tutti gli altri per iscrivermi al mio corso quando tutto ad un tratto sono svenuta e mi hanno raccolto da terra che parevo uno straccio.

JUANITA: Ti preparo subito un’aranciata.

MONA: Grazie. (continuando) Si sono presi uno spavento tutti quanti. Dopo me l’hanno detto, credevano che fossi morta e per un po’ anch’io l’ho creduto.

Tutto ad un tratto ho avuto come il presentimento che la morte fosse venuta a portarmi via. La stessa premonizione che dicono James Dean abbia sempre. Ma come ho ripreso i sensi ho capito che James Dean giammai poteva morire. E sono tornata alla vita. Pensi che Sidney potrà riassumermi?

JUANITA: (portandole l’aranciata) Certo che sì. Ci serve aiuto.

MONA: Che fortuna che sia capitato proprio per consentirmi di partecipare stasera al raduno dei Discepoli: Mi domando che ne sarebbe stato di questo Club senza la mia guida per tenerlo insieme. Juanita la sai una cosa? Mi sei mancata tanto tanto (baciandola sulla guancia – poi avviandosi verso il retro) Dove sono Sissy e Joe? Non vedo l’ora di vedere la faccia che faranno quando sapranno che rimango qui.

JUANITA: (imbarazzata) Sono usciti un momento per fare un salto….Mona cara…. Joe…Joe…non lavora più…

MONA: (interrompendola) Joe non lavora oggi? Oh ma è fantastico così passiamo il resto del pomeriggio insieme. Ti dispiace Juanita? Ma poi ritorniamo, così ti diamo una mano a chiudere il negozio. Ci vediamo verso le 17.30. Ciao, ciao, a più tardi Juanita (esce, poi dall’esterno) Sissy, Joe, sono tornata.

RITORNO AL PRESENTE

Juanita è seduta e agita un ventaglio – Mona sorseggia un bicchiere di aranciata.

MONA: Mi sento la gola più riarsa di questa terra qua fuori. Oh se pensi che faccia caldo qui avresti dovuto essere a Marfa. Il primo giorno che ho trascorso laggiù ho avuto la spiacevole sensazione che sarei morta.

JUANITA: Era tutto come speravi di trovare?

MONA: No, no, non c’è rimasto quasi più niente a Reata, solo i pali del telefono conficcati nel terreno, nient’altro – più niente. Nessuno sapeva più, nè mai più sapranno che laggiù sorgeva la bellissima casa del film “Il Gigante” (ne indica una foto appesa alla parete – o un disegno), Quella che era la facciata giace sparsa a decomporsi sotto il sole rovente. Lo sai cosa ho fatto? Lo sai cosa ho fatto Juanita?, sono riuscita a recuperare forse l’ultimo identificabile pezzo della casa. Deve’essere uno di quei pezzi che incorniciavano il tetto della veranda, ne sono quasi sicura. (apre la valigia che nel frattempo aveva preso) Ho dovuto scavare in mezzo a tutte quelle macerie per trovarne uno che avesse ancora un minimo di accenno di riconoscibilità. (preleva dalla valigia un frammento avvolto in un fazzoletto – scioglie il nodo, lo prende delicatamente con le due mani come fosse una reliquia e lo porge a Juanita che continua ad agitare il ventaglio)

MONA: Guarda Juanita, non è bello?

JUANITA: (perplessa e imbarazzata) Direi che negli anni passati ne hai scovato di migliori.

MONA (delusa – lo va ad appoggiare tra gli altri cimeli) Oh, beh…è una vergogna come gli abitanti di Marfa abbiano lasciato andare in rovina un tale monumento. Era solo una facciata, certo….del resto è così che si fa quando fanno il cinema; lo chiamano effetto ottico e l’occhio viene ingannato. Sarà molto imbarazzante ritrovarci coi Discepoli e vedere come sono quei posti adesso. Attraversandola con l’autobus sembrerà loro di trovarsi in una città di fantasmi. Fa male pensare come tutto sia cambiato velocemente in venti anni.(guardandosi attorno) Invece non è cambiato granché qui dentro, sono convita che tutti ricorderanno come stavano le cose in questo negozio.

FLASH-BACK

Dall’esterno MONA entrando: Juanita, Juanita (apre la porta) Juanita, Sissy mi ha appena detto di Joe … Perché Sidney ha dovuto licenziarlo?

JUANITA: Sidney ha fatto quello che doveva fare per il bene del ragazzo e per il bene di tutti noi. Questo lo capirai meglio quando diventerai più grande.

MONA: Ma non so, cosa può aver fatto di tanto grave, non dava fastidio a nessuno, metteva tutto a posto, lavava il pavimento, si guadagnava la paga..

JUANITA: La cosa non ha niente a che vedere con quello che faceva, ma con quello che lui è. Le cose andranno molto meglio senza lui d’attorno. Sidney ha fatto benissimo a fare così.

MONA: (sinceramente affranta e disorientata) Sì Juanita, ma vedi…noi siamo amici….

JUANITA: Lui gli amici se li deve scegliere tra i maschi, non te Mona. Che vergogna quando si vestiva da donna come voi, tutte e tre uguali facendo finta di essere quelle tre…come si chiamavano?

MONA: Le Mc Guire Sisters. Sì le Mc. Guire Sisters, per fare l’imitazione alla serata del dilettante, così, tanto per divertirci.

JUANITA: Ma la cosa non è mica finita lì. Non ce n’è stato uno che non sia rimasto scioccato, per non dire schifato. Prima quella cosa disgustosa alla serata del dilettante e poi quell’incidente alla scuola durante il ballo di fine anno con Lester Ti Callaghan che è degenerato in un autentico scandalo. (quasi violenta) No, è un ragazzo malato che deve farsi curare altrimenti finisce che diventa un comunista.

MONA: (ribellandosi) No Juanita, guarda ti sbagli tu hai torto, tutti voi avete torto, lui è soltanto diverso dagli altri e non ha nessuna colpa, gli altri ce l’hanno.

JUANITA: Sidney, guarda, sa bene il fatto suo.

MONA: (gridando) Noo, Sidney non sa niente.

JUANITA: Sidney ed io siamo dei buoni cristiani che credono in quel che dice la bibbia (prendendone una da sotto il bancone) e abbiamo cercato e letto e riletto da cima a fondo per trovare una scusa al suo comportamento, ma non ce n’è una che una. Agli occhi di Dio uno come lui non esiste.

MONA: Allora Dio ha torto. Dio l’ha creato no? Ebbene se Dio non l’accetta allora io rifiuto di accettare Dio.

JUANITA(aggressiva) Ascoltami bene signorina non ti permetto di parlare a quel modo del nostro Signore e non intendo restare qui ad ascoltarti.

MONA: Lui non è il mio Dio e poi io non lo voglio. Io lo odio e odio anche il tuo Sidney.

RITORNO AL PRESENTE

Entra Sissy con la spesa, si ferma sulla porta.

SISSY: Ehi Juanita, ti dispiace venire a darmi una mano con questi pacchi per favore?

Juanita va ad aprire la porta.

SISSY: (gliene passa uno) Ecco, prendi questo ti dispiace? (entrando) Madre mia che roba, fa un caldo d’inferno là fuori. (vede Mona) Ciao piccola hai fatto la brava?

MONA: io, sì…

SISSY: Indovinate cosa ho letto sul giornale?

JUANITA: Pioggia in arrivo finalmente?

SISSY: No, no

MONA: (avvicinandosi) E di che si tratta?

SISSY: (ha aperto il giornale sul bancone – si mette a leggere) Follie sul ghiaccio. Le Follie sul ghiaccio arrivano al Country Colosseum per tre giorni consecutivi – e non è tutto, guarda qui. (rivolta a Mona) C’è un avviso che cercano pattinatrici e ti giuro che quando l’ho letto a momenti mi prende un accidente perché questa è la grande occasione della mia vita, cara mia (rivolta a Juanita).

JUANITA: Per far cosa?

SISSY: Come per far cosa? Per pattinare sul ghiaccio no.

MONA: Ma chi, tu?

SISSY: E chi altri se no, mia nonna Carolina?

JUANITA: Scusa, ma mi risulta che tu sai pattinare soltanto sui pattini a rotelle e se non vado errato l’ultima volta che ci hai messo dentro i piedi è stato almeno dieci anni fa.

SISSY: Cosa credi che pattinare è una cosa che si dimentica?

MONA: Sissy non è che ti sei dimenticata che non hai mai pattinato sul ghiaccio in vita tua? (ride)

SISSY: Ma cosa centra, i pattini sono pattini chi se ne frega se a rotelle o da ghiaccio, è soltanto una questione di sapersi bilanciare e di essere in perfetta forma. Guarda un po’ qui che forma perfetta.

Juanita ride.

MONA: Non credi…non credi che alla tua età dovresti lasciare stare?

Juanita ride ancora più forte.

MONA: Scusami, volevo dire che in fondo è un po’ tardi.

SISSY: Beh, sarà tardi per te forse, io sono appena all’inizio. A sentir parlare voi due si direbbe che sono già pronta per la sedia a rotelle.

JUANITA: Beh, se ci vai seduta sul ghiaccio corri meno il rischio di romperti l’osso sacro (ride compiaciuta della battuta – anche Mona ride)

SISSY: Ridete, ridete tanto ride bene chi ride ultimo (e fa loro il verso) poverine. Che ve ne sembra della mia gonna, sono figa vero? (facendo un giro su se stessa)

JUANITA: Troppo corta e parla come si develinguaccia.

SISSY: Non parlavo con te! (sollevandosi la gonna a mostrarle il sedere) Toh!

Mona è andata a sedersi e prende nuovamente in mano la foto del gruppo, Sissy continua ad andare su e giù come in un sfilata di moda

MONA: Puoi fermarti un momentino, sai a cosa mi fa pensare?

SISSY: No

MONA: Mi fai venire in mente proprio uno di quei costumi che indossavi quando facevi la tua entré in pista.

SISSY: Ehi Mona te le ricordi le urla e le grida che facevano quando entravo io. Tutti quanti a girarmi intorno per strofinarsi contro. Eh, a proposito…com’è che mi chiamavano?

Mentre Sissy parla Mona vede accanto a sè Joe che fuma in una posa simile a quella di Dean in alcune scene del Gigante.

MONA: Joe…

SISSY: Joe?

MONA: Joe era solito chiamarti “le tette volanti, le più grosse mai viste, vaganti su pattini a rotelle”.

SISSY: Com’è che hai tirato in ballo Joe. Io non ci avrei pensato.

MONA: Non lo so, non lo so mi è venuto in mente così, tutto a un tratto. Mi capita spesso di tornare con la mente a Reata, a Marfa e ogni volta mi viene in testa lui (tendendo le mani a Sissy).

SISSY: Certo che ce la siamo spassata insieme noi tre, vero? Quel Joe Wally era un matto, era proprio un matto.

JUANITA: Bene, bene ho capito tanto per cambiare i sandwiches me li devo preparare da sola.

FLASH-BACK

SISSY: Non riesco a crederci che tu sia ritornata dal College, mi sembra quasi di sognare. La sai una cosa, Joe e io avevamo già pensato di prendere Stella per sostituirti nelle Mc.Guire Sisters. Te lo immagini.

MONA: Beh, Sissy guarda, io credo che non dovremmo più fare quel numero insieme dopo tutto quello che è successo.

SISSY: Ma va…

MONA: No, Juanita dice che è a causa di quello che è successo al ballo con Lester Ti Callaghan che tutti i guai hanno avuto inizio.

SISSY: No….Beh a momenti scoppiava la guerra. Tutti credevano che Joe fosse mia cugina dell’Oklaoma. Lester Ti in testa.

MONA: (interrompendola) Lo so. Certo che Joe sembra proprio una bella ragazzina quando si traveste (ridono)

SISSY: Lester Ti ci è cascato in pieno. Sai, avrei proprio voluto vedere l’espressione della sua faccia dopo che se l’è rimorchiato in macchina. Joe sul sedile posteriore e Lester che gli brancica le due sacche di gelatina che si era messo per farsi il seno, e questa che gli schizza tutta sullo smoking bianco.

MONA: (ride di gusto) Certo che Joe ha un tantino esagerato non avrebbe dovuto portare lo scherzo così avanti. Credi che Lester Ti voglia fargliela pagare come ha minacciato?

SISSY: Beh puoi scommetterci anche le mutandine.

MONA: Avevo paura che quest’estate non finisse mai e ora invece vorrei che continuasse per sempre.

SISSY: Col cavolo, spero proprio di no. Ho una fifa bestiale che con questo caldo mi si atrofizzino le tette.

MONA: Che cosa?

SISSY: Le tette, così le chiamano i maschi. Ho l’impressione che si siano rimpicciolite un po’

MONA: Aspetta, fammi vedere….No, no no mi sembrano esattamente come prima, tutte e due.

SISSY: Mona tu credi che siano grandi come quelle….(esitante) quelle di Marilyn Monroe?

MONA: (dopo averle valutate) Beh sì…anzi no, a dir la verità le tue mi sembrano più grandi.

SISSY: (soddisfatta) Sai, anche Sid ha detto questo!

MONA: (stupita) Lui, Sid ..ha detto questo?

SISSY: Capirai, (un prete simile)…dietro il bancone ci prova sempre a pizzicarmi il culo. Quando Juanita non vede, certo. Sapessi tu come gliela dà a bere.

MONA: Davvero…

SISSY:(non accorgendosi del cambio d’umore dell’amica) Mona ti rendi conto che sta per uscire il film di James Dean. Potrai vederti sullo schermo proprio insieme a lui – capisci.

MONA: (annuendo) Sì (torna a sorridere).

SISSY: Un enorme schermo gigante e tu dentro lo stesso film di James Dean. Ti rendi conto che bellezza.

SISSY: (confidenziale) Sì…lui…non hai idea di cosa mi fa sentire dentro al corpo, una notte con lui e poi morire sarebbe il massimo.

MONA: Sì, sì. Ti è mai capitato di sognare come potrebbe essere mettersi a fare l’amore che so con uno famoso come lui?

SISSY: Un sacco di volte, però tu prima dovresti fare un po’ di allenamento anche con uno che non conta, prima dell’incontro importante. Come faccio io. Sai una specie di tema da fare a casa per essere pronta quando ci sarà il compito in classe.

MONA: Sissy…

SISSY:

MONA:..E’ così difficile spiegare il sentimento che provo dentro di me per James Dean che non riesco a trovare le parole per esprimerlo più compiutamente.

SISSY: E’ l’amore.

MONA: No, no è qualcosa di molto più grande dell’amore.

SISSY: Non c’è niente di più grande dell’amore. Dopo l’amore è la fine.

MONA: No Sissy, tu non lo sai.

SISSY: Come non lo so?

MONA: No, non lo sai, oltre la fine ci deve essere qualcosa. Lo sai cosa intendo fare?

SISSY: No, non me lo dire guarda, non è il caso (ridendo).

MONA: Appena avrò risparmiato i soldi voglio comprarmi Reata, e tu, io e Joe ci sposteremo laggiù e ci abiteremo per sempre. Non ti pare un’idea meravigliosa.

SISSY: Mona è solo una facciata, non è mica una vera casa. E’ un falso.

MONA: No, non è un falso, solo che inganna l’occhio, ecco tutto.

RITORNO AL PRESENTE

Juanita stà preparando i panini

MONA: (come se continuasse il discorso precedente) Ma è vera!

JUANITA: Cosa è vera?

SISSY: (continua a mettere addobbi) Eh…????

MONA: Niente.

JUANITA: Sarà bene che andiate a rinfrescarvi un po’ non vi pare? Si sta facendo tardi.

MONA: Sì va bene ci vado, ci vado. Ci metto un minuto, va bene! (prende la valigia) Oh Signore quanto pesa. Dio mio (e se ne va sul retro).

JUANITA: Non dicevi mica sul serio a proposito di quella faccenda del pattinaggio sul ghiaccio?

SISSY: Certo che sì

JUANITA: Ma chi te lo fa fare, scusa sai, di farti dare della matta da tutti.

SISSY: Mi diverto. Si tratta della mia vita. A te che te ne frega.

JUANITA: Non l’hai già persa abbastanza la faccia e tutto quanto il resto con le tue mattane? Mercoledì sera al nostro club della preghiera mi adopererò perché si preghi per te.

SISSY: Ma pregate piuttosto per quei poveracci che vivono in Cina che ne hanno bisogno piuttosto che sprecare il fiato per me.

JUANITA: Abbiamo smesso di pregare per loro, tanto abbiamo capito che non serve a niente. Ora preghiamo perché piova.

Rientra Mona.

MONA: Sapete una cosa?

SISSY: Cosa.

MONA: Sapete cosa ho fatto, ho aperto tutti i rubinetti ma non esce niente di niente, neanche una goccia d’acqua.

JUANITA: No, Dio mio...ma li hai girati fino alla fine, li hai girati proprio bene?

MONA: Juanita, sì. Più in fondo di così si muore.

JUANITA: Sei…

SISSY: (completa la frase) proprio sicura che più di così non si può?

Attimo di silenzio.

MONA: Secondo me oggi fuori faranno almeno 43 gradi all’ombra .

SISSY: Meno male che con le follie sul ghiaccio potrò tenere il culo al fresco.

JUANITA: Boccaccia sozza.

MONA: Chissà dove si sarà cacciato Jimmy Dean.

JUANITA: Se l’è svignata subito dopo pranzo e non si è fatto più vivo, come suo solito.

MONA: Speriamo che non gli sia successo qualcosa.

SISSY: Sta lavorando.

MONA: Lavorando? Che vuol dire lavorando?

SISSY: Sì, ha trovato un lavoro qui dal benzinaio. Rattoppa le camera d’aria bucate.

MONA: Sissy, che cosa fa?

SISSY: Ripara gomme e copertoni e si becca mezzo dollaro a buco.

MONA: Beh a me sembra che tutti quanti si approfittino delle carenze di quel povero ragazzo.

SISSY: No…

MONA: No, non mi piace, questo non mi piace neanche un po’.

SISSY: Cristo, si diverte, lascialo stare.

MONA: No, fanno così per farne lo zimbello di tutta la città e ridere di lui.

SISSY: Nessuno ride.

MONA: Sì, ridono sempre, ridono ogni momento solo che….

SISSY: No Mona, è la tua immaginazione.

MONA: (gridando) Io non immagino niente. Lo so che ridono perché sono gelosi perché sono io qui quella che venne scelta per portare il figlio di James Dean dentro questo mondo.

Silenzio – Le tre si guardano - poi Mona va verso la porta – la apre.

MONA: Jimmy Dean, Jimmy Dean, cosa fai li fuori con questo caldo?

SISSY: Cristo santo non ti pare che è grande abbastanza per badare a sé stesso?

MONA: Sissy guarda tu devi farti gli affari tuoi!

JUANITA: Mona, ti stai agitando per niente.

MONA: Non vi rendete conto che vi state comportando peggio di quei farabutti là fuori che pensano di saperne più di tutti quei dottori cui ho versato ogni singolo penny che ho guadagnato in quest’emporio per portarlo da loro. E’ ritardato mentalmente il ragazzo.

SISSY: Non saranno affari miei Mona ma da farabutti è tenerlo chiuso tutto il giorno qui dentro, quel ragazzo, per paura che ridano di te. Non di lui Mona, di te.

JUANITA: Sissy non ti immischiare.

SISSY: Fan’culo tu.

JUANITA: Jimmy Dean è figlio suo non tuo.

SISSY: (sarcastica) Credevo appartenesse ai seguaci di James Dean ovunque si trovino, da Mona concepito, ma devoluto al mondo.

MONA: Fu me che prescelse in mezzo a tutte le altre per mettere al mondo il figlio suo.

SISSY: Bene, tre Hurrà per madonna Mona.

MONA: (avvicinandosi alla scala dove è salita Sissy per sistemare i festoni) Sai una cosa? (afferrando la scala e scuotendola) Tu sei una vigliacca!

JUANITA: (spaventata) Mona no! Fermati, fermati Mona!

Sissy riesce a scendere.

SISSY: Ma va che stronza. Io non ho mai detto niente che….

MONA: (senza starla ad ascoltare) Io ho sentito che ciò che intendi dire è la stessa razza di commenti di quelli che fanno alle mie spalle da quando so la verità sul suo stato mentale. (Sissy nel frattempo si è allontanata verso il retro) Ehi tu, là in fondo turati le orecchie per quello che sto per dire. Ti sei ridotta come loro a furia di vivere in mezzo a loro. Sono farabutti

SISSY: Anche tu cocca sei nata e cresciuta in questo borgo ridente.

MONA: Sì è vero ma io ci ho provato se non altro a elevarmi al di sopra di questa gente zotica mentre tu spalancavi le cosce per farti fottere dentro al cimitero.

JUANITA: (allibita) Mona!

Silenzio – poi Sissy si avvia decisa verso l’uscita

JUANITA: Sissy dove stai andando?

SISSY: (spalancando la porta) Fuori a godermi il fresco.

Juanita rientra.

JUANITA: (con tono di moderato rimprovero) Mona…

MONA: Shhh ( si ode in lontananza il fischio di un terno) …il lento passare del treno, è così romantico

JUANITA: Mona non avresti dovuto dire quelle cose.

MONA: (non l’ascolta) Non l’hai visto là fuori?

JUANITA: Visto chi?

MONA: Jimmy Dean.

JUANITA: Jimmy Dean?!

MONA: Lo so Juanita, ho solo lui per poter tener vivi i miei ricordi.

JUANITA: Sarà il caldo. Ti fa certi brutti scherzi se non si sta attenti.

MONA: Sì certo hai ragione (si mette a ridere) Vedrò di stare attenta.

Si sente nuovamente il fischio del treno

MONA: Ecco …(vede sullo sfondo Joe-Dean)

JUANITA: Chi, non vedo nessuno.

MONA: Quel ragazzo, ho creduto di vederlo riflesso nello specchio. Era lì e poi d’un tratto è scomparso.

JUANITA: Sarà Jimmy Dean. Lui aspetta che gli volti le spalle, si infila dentro senza che te ne accorgi e poi fa finta di non essersi mai mosso da qui per tutto il tempo.

MONA: (andando verso la porta) No Juanita, non era Jimmy Dean, non era lui, era uno che gli assomigliava

JUANITA: Uno dei fratelli Fergusson allora… Roy, Bill…

MONA: (apre la porta – guarda fuori) No…Oh santo cielo, Juanita vieni qui sbrigati.

JUANITA: Cosa altro succede adesso?

MONA: (sono tutte e due sull’uscio) E’ arrivato qualcuno, e guarda quella piccola macchina, una fuori-serie gialla, proprio in cima alla strada

JUANITA:

MONA: Visto?

JUANITA: Sì, sì ma…riesci a capire chi è?

MONA: No, no… ma aspetta …è una signora direi

JUANITA: (Annuisce)

MONA: Si sta dirigendo verso il negozio mi pare

JUANITA: Sì, ma non mi sembra di conoscerla quella lì

MONA: Anche a me non sembra di conoscerla. Viene…viene proprio verso di noi

JUANITA: Che sia anche lei una delle Discepole?

MONA: Oh Dio, spero proprio di no, non ho avuto neanche il tempo di cambiarmi il vestito né di preparare Jimmy Dean per renderlo presentabile

Mentre Mona e Juanita rassettandosi frettolosamente si portano dietro al bancone, alla porta si affaccia una bella signora elegantemente vestita. E’ Joanna, abbassa gli occhiali da sole per sbirciare all’interno poi apre la porta, si guarda intorno, ha come un attimo di esitazione poi entra. Mona e Juanita, da dietro il bancone, non le hanno staccato gli occhi di dosso.

JUANITA: Buon giorno

JOANNA: (più interessata agli oggetti sugli scaffali) Buon giorno (il tono della voce è caldo, roco, avvolgente con un chè di maschile)

JUANITA🙁 avvicinandosi) Desidera qualcosa signora, la posso aiutare

JOANNA. Solo curiosare…se non le dispiace

JUANITA: Curiosi pure fin che vuole

MONA: Nessuno è più curioso di questi tempi. Entrano, prendono, pagano e se ne vanno. La nostra si è trasformata in una società assai frettolosa, ormai

JOANNA: (l’ha guardata distrattamente poi ha continuato a interessarsi ai ninnoli) Non se ne vedono più di empori di stampo così antico

JUANITA: Ah sì, siamo rimasti in pochi a sopravvivere

MONA: E’ qui di passaggio per caso?

JOANNA: (evasiva) Se vuole….

MONA: Ah..

JUANITA: Certo che è strana una macchina così da guidare

MONA: (imbarazzata dall’intempestiva uscita di Juanita) Juanita ma cosa dici, non hai visto che è una macchina sportiva?..

JUANITA: Lo so, lo so però a me pare brutto. Come diavolo si fa a infilarcisi dentro tutti interi, io mi sentirei come un’acciuga in scatola (ride della battuta)

JOANNA: (guardando ora l’angolo con le foto di James Dean) Anch’io una volta sono stata una sua fanatica

MONA: E adesso non più?

JOANNA: E’ morto. Non lo sapeva?

MONA: Oh sì, sì tutti lo sanno, ma lui continua a vivere nei suoi film. Lei ha visto “Il Gigante”?

JOANNA:

MONA: L’hanno girato qui vicino a Marfa. Non vorrei sembrarle presuntuosa però c’ero anch’io dentro a quel film. Solo nelle scene di massa naturalmente. Però in una scena la mia faccia si vede piuttosto chiaramente sulla schermo (sorride compiaciuta)

JOANNA: (continua a mantenere un tono gentile ma distaccato) Molto emozionante suppongo.

M ONA: Molto, certamente il momento più emozionante di tutta la mia vita.

Joanna alza lo sguardo e le due per un breve ma significativo momento si fissano negli occhi poi

MONA: Sa che la sua voce ha un che di familiare per me?

JOANNA: C’è molta gente che dice che ho una voce strana, ma poiché me la porto sempre addosso il suo suono è del tutto normale per me

MONA: Sì, mi sembra che sia più che naturale

JOANNA (che ha ripreso a curiosare e ora guarda nuovamente l’angolo di Dean) E’ lei la madre di suo figlio?

MONA: (incredula e lusingata allo stesso tempo) Oh mio Dio sì, e come fa lei a saperlo?

JOANNA: Ho letto le vostre insegne lungo la strada. “Visitate il nostro emporio, conoscerete il figlio di James Dean”.

MONA: Non ci siamo presi la briga di tirarle giù dal momento che le parole erano talmente sbiadite per il sole… ma devo dire che ha una vista molto acuta lei.

JOANNA: (si siede su uno degli sgabelli posti davanti al bancone e si accende una sigaretta) Posso avere un bicchier d’acqua?

MONA: Juanita, fai tu..

JUANITA: Pare che temporaneamente siamo rimasti senza acqua. Gradirebbe una spremuta d’arancia invece?

JOANNA: Tutto quel che c’è purchè sia fresca e bagnata (sorridendo)

MONA: Quando Jimmy Dean nacque, almeno tremila persona si riversarono in questa cittadina in meno di una settimana per poter vedere il figlio di James Dean. (solenne) Fu per merito di lui che per un breve ma glorioso periodo di tempo la città di McCarty – Texas- divenne famosa e fummo il più affollato e redditizio negozio di tutto il Texas.

 JUANITA: (porgendo la spremuta a Joanna) Ci diedero anche una targa. Se vuole può vederla là dietro al registratore di cassa. Quel bambino fu un autentico boom a per noi.

Mona è andata a prendere la targa e gliela porge

MONA: Suo marito…il marito di questa signora qui (Juanita alza una mano per identificarsi) si chiamava Sidney. Ebbene è lui che dirigeva l’emporio. E’ morto da tanto tempo oramai.

JOANNA: E quelle insegne furono un’idea sua? (è una domanda retorica)

MONA: Hm, Hm…sì e aveva organizzato ogni cosa alla perfezione. C’erano inviati di quotidiani e poi ce n’erano anche di molti periodici e poi (cercando i ricordi)…e poi c’erano quelli che prendevano fotografie e quelli che annotavano qualsiasi cosa io dicessi. Insomma ero diventata una celebrità. Poi c’era gente che acquistava ogni cosa che gli veniva a tiro convinta che Jimmy Dean l’avesse toccata. (indica un posto ben preciso del negozio)Lui faceva bella mostra di sé proprio lì, sopra a questa mensola che avevamo adattato perché il piccolo Jimmy fosse bene in vista. Sidmey richiese un paio di poliziotti per proteggerlo da possibili molestie e rapimenti.

JUANITA: (orgogliosa) Pensi che subito dopo questo Sidney fu addirittura eletto sindaco.

JOANNA: E quando lo sciame di curiosi svanì?

MONA: La prosperità, sfortunatamente, migrò assieme a loro

JUANITA: Dicono che quando sarà passata la siccità tutto cambierà in questo posto, col tempo si intende

JOANNA: (è alla porta d’ingresso, appoggiata allo stipite e fuma)E’ talmente vago l’appuntamento col tempo

MONA: Ma la pazienza dicono è una grande virtù, dicono

Silenzio

MONA: C’è un qualcosa di stranamente familiare in lei, non mi riesce di capire come mai. L’hai notato anche tu, Juanita?

JUANITA: (allontanandosi dietro il banco) No, non l’ho mai vista prima per quanto mi sforzi

MONA: Io invece sto cercando di sforzarmi. Come si dice Juanita quando vai in un posto la prima volta e hai la sensazione come di qualcosa di già visto?

JOANNA: Deja vù

MONA: (ripete) Deja vù

Intenso sguardo tra Joanna e Mona che a questo punto ha più di un sospetto sulla reale identità della bella straniera.

MONA: Juanita….Ju…oh…è pos….

JUANITA: Cosa?

MONA: E’ possibile che la pressione dell’acqua sia un po’ salita nel frattempo?

Joanna è nuovamente andata alla porta – Mona guarda in quella direzione e all’immagine di Joanna si sovrappone quella di Joe col volto ferito

MONA: Eccolo di nuovo

JUANITA: (voltandosi in direzione della porta) Io non vedo nessuno

MONA: Era ferito e sanguinava, sembrava volesse entrare ma non era capace

JUANITA: Sei sicura che non fosse Jimmy Dean?

L’immagine è svanita.

MONA: Perché mi stai dicendo questo. Perché mi stai dicendo che Jimmy Dean sanguinava. (si dirige verso la porta,la apre, esce) Jimmy Dean sei lì fuori amore? Rispondi alla tua mamma, mi senti Jimmy Dean?

Rientra

MONA: Non risponde, Juanita non credi che gli sia successo qualcosa

Rientra Sissy, apre la porta, decisa

SISSY: Mona devo parlarti.

Mona è tornata dietro al bancone, Joanna si è messa sul lato opposto di fianco alla porta, fuma

MONA: Io non ho intenzione di parlare con te

SISSY: E io me ne sbatto altamente se vuoi parlare con me o no, ma ho qualcosa sul gozzo….

Mona si allontana sul retro

JUANITA: Sei ubriaca vero?

SISSY: Ubriaca io?

JUANITA: Sì tu, senti come ti puzza il fiato

SISSY: Beh non si trova più acqua…se non bevevo qualcosa morivo di sete

Entrano Edna Louise e Stella Mae

STELLA MAE: Sissy? Sissy, è tornata Mona?

SISSY: Sì ma lasciala perdere che le rode il culo è peggio di una cagna rabbiosa

Mona rientra dal retro

MONA: Ah…

STELLA: Ah…Ah…

Si fanno incontro gridando felici e si abbracciano

STELLA: Amore…

MONA: Stella Mae…sei bellissima

Si avicina Edna Louise

EDNA: Ciao Mona

SISSY: (da dietro il bancone) Mona si è bevuta il cervello, cinque minuti fa ha cercato di uccidermi..

JUANITA: (che le sta di fianco) No, sta facendo scena perché le ho combinato un bel disastro.

SISSY: Quale disastro, che cavolo dici?

JUANITA: Edna e Stella volevano farle una sorpresa ma io mi sono lasciata scappare che sono arrivate e adesso fa un po’ di scena

Mona ed Edna si siedono al tavolino

EDNA: Sì…è il settimo

MONA: E’ da non crederci

SISSY: Stella Mae, ehi Stella hai trovato qualcosa di interessante là fuori?

STELLA MAE: Non ho trovato niente che valga la pena di ricordare

SISSY: Hai regione non c’è rimasto proprio più niente

STELLA: No, niente, ma chi cacchio ve lo fa fare a voi di restare in questo posto di merda

STELLA: (da seduta al bancone del bar, girandosi) Allora c’è nessun altro che s’è fatto vivo qui? (nota la presenza di Joanna) Cazzarola voglio indovinare (ora è in piedi e guarda Joanna)

MONA: Stella guarda….

STELLA: (non la ascolta) No. Lasciami dire, lasciami indovinare (guarda ancora Joanna) Phillies Mary Decker, che mi venisse un colpo.

MONA: Phillies morì soffocata davanti alla famiglia per quell’osso di bistecca che le andò di traverso alla fiera del bestiame.

STELLA: Ehi, ehi dov’è, dov’è quella vecchia foto di gruppo che ci facemmo vent’anni fa cavolo. (la vede – la prende in mano) Eccola, non ditemi che quella là sono io. Guardate come sono conciata. Pensate se la vedessero quelle stronze delle mie amiche del circolo del golf.

SISSY: (guardando Joanna e rivolta a Juanita) Chi è quella lì?

JUANITA: E’ arrivata in fuori serie. L’hai vista quella macchina gialla di fuori?

EDNA: (avvicinandosi a Joanna dopo aver preso la valigia) …Era così tanto tempo che non l’indossavo che sapeva di naftalina così ho dovuto portarlo in tintoria per farmelo smacchiare.

STELLA: Ma Cristo Edna io non ne posso più, cerca di farla finita. Ha cominciato da questa mattina a rompere i coglioni per come si è vestita. Va al cesso e mettitelo su, come se facesse qualche differenza.

JUANITA: Il bagno non ha ancora cambiato di posto Edna

EDNA: Ci metto un attimo, prometto (va sul retro)

STELLA: Mi diverte un sacco riconoscere la gente dalle vecchie fotografie. Dunque vediamo un po’, questa sono io, questa qui è Edna, da ra da dan perfino più scema di adesso e questa è Sissy sempre con le sue stupendissime tette (continua a camminare tenendo la foto in mano, si avvicina a Joanna e Joanna si allontana) Questa è Mona e questo biondino chi è, che bel faccino che ha…(su questa battuta lei e Joanna vengono a trovarsi faccia a faccia, Joanna tiene in mano un dolcetto e lo porge a una perplessa Stella – Stella la prende, poi distratta guarda verso l’esterno e scorge la fuori serie)

STELLA: Ehi Mona quella favolosa macchina sportiva parcheggiata là fuori è una delle tante cose che ti sei comprata coi quattrini fatti con Jimmy Dean?

MONA: No, io no…

STELLA: Allora deve essere sua (rivolta a Joanna. La guarda. Joanna è nuovamente seduta sullo sgabello davanti al banco e si è accesa una sigaretta) Già ha l’aria di una che si è sistemata bene.

JOANNA: Perché ho forse fatto male?

STELLA: Allora c’è anche lei in questa foto?

MONA: (va verso Stella) Che pensiero di mi dà quel ragazzo. Dio Mio…mi domando dove diavolo può essere andato a ficcarsi questa volta (apre la porta – rientra subito) Sissy, Sissy?

SISSY: Cosa?

MONA: Non hai visto per caso Jimmy Dean là fuori?

SISSY: No, no te l’ho detto

MONA: (isterica) Allora, si può sapere dov’è allora? Non è assolutamente concepibile che uno possa… non è possibile che uno possa svanire così a questo modo (esce di nuovo) Non state lì impalate, fate qualcosa (rientra) Sissy, Sissy?

SISSY: Cosa?

MONA: No…non..mi …riesce di…respirare. Aiuto..

SISSY: Vieni qui…vieni qui…siedi

MONA si siede al posto di Joanna che ora è in piedi.

STELLA: Cristo non vedete che sta male, datele qualcosa

EDNA: Datele dell’acqua

SISSY: Stai zitta tu, non ce n’è di acqua

JOANNA: E allora datele un po’ di Whisky

JUANITA: Non ne teniamo di alcool in questo negozio, né mai ne terremo

JOANNA: Che ne è della bottiglia che Sidney teneva sempre nascosta sotto a questo banco?

JUANITA: Di che cosa diamine parla Lei?

JOANNA: (cercando il punto esatto) Più o meno è sempre stata qua sotto.

JUANITA: Ma Sidney non bevevo alcool

JOANNA: Come non è l’alcool che l’ha ucciso?

SISSY: Ehi tu, ma chi cavolo sei?

JUANITA: Un attacco di cuore l’ha ucciso

JOANNA: No, la cirrosi epatica

SISSY: Ehi, ehi…aspetta un momento

JOANNA: (continuando) E’ stato l’alcool che gli ha spappolato il fegato

MONA: Lei non ha il diritto di parlare così

JUANITA: Sidney era un santo e ora è in Paradiso accanto a Dio

JOANNA: Gli unici momenti in cui Sidney stava in paradiso era quando aveva una bottiglia in mano, Juanita.

JUANITA: Nooo! È’ tutto falso

STELLA: Mmh, le conosco tutte nella fotografia ma ancora non ho capito chi sei

JOANNA: (spostandosi verso l’uscita) Era sempre in quest’angolo che lo trovavo ubriaco fradicio. Si nascondeva da te Juanita e da Dio. Ogni mercoledì sera quanto venivo qui a lavare i pavimenti.

MONA: Lo so….ora lo so chi è…oh Dio mio, Dio mio ….è Joe (alle spalle di Mona, Sissy e Juanita che stanno dietro al banco, si dovrebbe scorgere il volto ferito di Joe)

SISSY: Oh cazzo, il trio Mc Guire si è riunito.

JOANNA: Sorpresa (in sottofondo la musica delle Mc Guire, lei accenna la posa iniziale del ballo)

STELLA: (balzando in piedi) Joe!

STELLA: Joe chi?

MONA: Joe perché sei voluto ritornare qui?

JOANNA: Perché non ne avevo forse il diritto anch’io come tutti gli altri. Dico bene?

Stella continua a fissare alternativamente la foto e Joanna

SISSY: (sinceramente ammirata) Cazzo Joe sembri quasi più figa di me?

STELLA: Ma nessuna delle ragazze della fotografia si chiamava Josephine

JOANNA: (indica sulla foto un volto) Sono questo.

STELLA: Cosa…Joe…Joe..Porca vacca eri un ragazzino, guarda che pezzo di donna sei diventato (gridolino di ammirazione)

MONA: Lo sentivo che c’era qualcosa di familiare in te.

SISSY: Dai Joe, togliti la parrucca e il trucco così vediamo come sei al naturale eh!

STELLA: Eh no…io non ho guidato sin da Dallas per venire qui a rifare questi giochini da bambine deficienti.

SISSY: Si va beh….Ti ricordi come facevamo le Mc Guire Sisters: Andiamo Mona..No, va beh facciamolo noi le Mc Guire Sisters o.k.(rivolta a Joanna) Si mettono in posa, Sissy comincia a cantare, fanno i primi passi…

Juanita rientra dal retro, vede la scena e scandalizzata va verso le due, prende per un braccio Sissy che le dà le spalle

JUANITA: Fatela finita! (poi rivolta solo a Joanna) Tutte quelle cose che Lei ha detto sul mio Sidney erano bugie e ora Lei deve dirlo a tutti che erano tutte bugie.

SISSY: Sidney è morto Joe, lasciamo perdere.

JOANNA: Perché Juanita, credevo che questa serata fosse fatta per rievocare quei giorni che hanno fatto di noi quelli che siamo oggi, tali e quali.

FLASH-BACK

Sissy e Mona stanno provando il numero delle Mc Guire, in sottofondo la solita canzone.

SISSY: Dai che ti mostro dove hai sbagliato.

Riprendono

SISSY: No, non così

Dall’esterno la voce di JOE: Mona…Mona

Entra

JOE: Mona..

Mona lo vede, Joe ha il volto insanguinato, preoccupata gli va incontro.

MONA: Dio Mio, cosa ti è successo (lo sorregge poi rivolta a Sissy) Portami una pezza bagnata

JOE: Mona quado sei tornata? Credevo fossi via per la scuola

MONA: (guardandolo) Gli sanguina sempre più la bocca, Sissy sbrigati!

Sissy arriva con la pezza bagnata

SISSY: Sono qui

Fanno sedere Joe in centro della scena

SISSY: (abbassandosi per pulirgli il volto) Oh mio Dio, Joe…

Arriva Juanita dal retro

JUANITA: Joe, cosa ci fa tu qui, vai via! Vattene via. Mandatelo via di qui prima che qualcuno lo veda. (Juanita per non sentire se n’è andata di nuovo sul retro)

MONA: (stupita ) Juanita…non vedi com’è conciato?

SISSY: Chi ti ha ridotto così?

JOE: (ancora scioccato) Continuava a picchiarmi sulla faccia mentre altri due mi tenevano fermo e continuava a gridarmi che lui da un finocchio non si fa prendere per il culo. E poi mi hanno sdraiato a pancia sotto sopra una lapide.

SISSY: Chi?

JOE: Mi hanno levato i pantaloni e poi…Lester Ti…

MONA: Lester Ti…

JOE: Oh Mona è stato orribile. Avevo paura e se tentavo di gridare per cercare aiuto mi davano cazzotti sulla bocca e continuavano a chiamarmi Joanna.

MONA: Oh Joe, Joe… quanti ce n’erano di loro?

SISSY: Aspetta vado a prendere della tintura di iodio.

JOE: Lester Ti e altri tre o quattro di quegli stronzi sempre con lui, ma tutta la città c’era. Tutte le loro facce nella mente allineate dietro la staccionata del cimitero.

RITORNO AL PRESENTE

JUANITA: Sidney era un brav’uomo timorato di Dio!

JOANNA: Era marcio. Un figlio di puttana, se ne stava lì in piedi tranquillo a guardare da dietro quella staccionata.

Si sovrappone l’immagine di Joe

JOE: (come a proseguire il discorso) ….e a urlare e applaudire come un messicano alla lotta dei galli

JOANNA: Le ho viste quelle facce, tutti li ho riconosciuti

JOE: (continuando)…erano anni che tutta la città voleva darmi una lezione e hanno usato Lester Ti per farlo

MONA: No Joe, non dire così, non è vero!

JUANITA: Sidney era a Dallas .quel giorno, neanche si sognava

JOANNA: C’era ti dico (portandosi al bancone) C’è forse qualcosa da bere qua attorno?

SISSY: Coraggio, andiamo avanti con i festeggiamenti. Qui fa un caldo d’inferno e a me mi ci vorrebbe una birra

JUANITA: E dove la trovi la birra?

SISSY: Il benzinaio ne tiene una cassa nel refrigeratore

JUANITA: Qua dentro niente birra!

SISSY: Non potresti per una volta piantarla con sto Dio e divertirti con noi?

STELLA RIDE

JUANITA: Non ho nessuna voglia di divertirmi almeno finché LUI (rivolta a Joanna) sta qui dentro

JOANNA: LEI!

JUANITA: Ma tu non sei Lei, stai solo fingendo di essere quello che avresti sempre voluto essere

JOANNA: (si alza in piedi e slacciando la giacca mette in risalto il seno) Guarda!

JUANITA: Oh! (si allontana disgustata)

JOANNA: Coraggio Juanita (la rincorre) dacci una toccatina. Non devi aver paura non ne schizzano di gelatina in faccia, queste.

MONA: Smettila! Sarà stato anche divertente una volta ma adesso basta

SISSY: Mona, la sta solo prendendo un po’ in giro. Vero Joe?

JOANNA: Non sono Joe, Sissy…sono Joanna

SISSY: Che vuol dire….Joanna?

JOANNA: Vuol dire che io, contrariamente a quello che voi credete, ho avuto un intervento

STELLA: Vuoi dire che tutto questo ben di Dio è autentico….merda!

SISSY: Ma va? Io non ci credo

Joanna si scopre le gambe, Stella e Sissy ridono tra l’ammirato, l’incredulo e l’eccitato

Joanna continua a pavoneggiarsi

SISSY: Mamma mia

STELLA: Prodigi della scienza

MONA: E’ troppo disgustoso

STELLA: Da impazzire. Ma porca vacca sai che tipi come te li avevo visti solo alla TV. Ma mai così da vicino, da toccare con mano

JUANITA: Lei è soltanto un pervertito. Ecco cosa è Lei!

JOANNA: In fondo è questo che hai sempre pensato di me no, Juanita

SISSY: Certo che la vita ti riserva di quelle sorprese…allora Joe da quanto tempo sei così?

JOANNA: Tredici anni a gennaio. Morta la vecchia ho usato i soldi dell’assicurazione per diventare quella che Lei ha sempre sognato che io fossi. Che ironia, non è vero?

MONA: Mi stai proprio facendo venire il volta stomaco ecco che cosa (esce)

STELLA: Lo sapete a me una volta è successo di vedere un vero ermafrodita davvero, in un baraccone della fiera e mi dicevano che era metà maschio e metà femmina. Anche tu sei così? No, per dirlo agli amici sai (ride sguaiatamente)

JOANNA: Ecco, digli che sono un fenomeno da baraccone tanto i tuoi amici frequentano di peggio no?

SISSY: Dai ragazze andiamo dal benzinaio a prenderci la birra. Ehi Joe portaci quel po po’ di macchina che ti ritrovi. Vedrai, quello si piscia sotto dall’emozione quando ci vede scendere tutte e tre da una macchina così

STELLA: E’ bestiale, beh cosa non riescono a fare i trapianti al giorno d’oggi (escono)

Da fuori si sente la voce di Sissy: Questo raduno finisce con l’essere più divertente di quel che speravo

Sulla scena è rimasta solo Edna che esce dal bagno indossando il vestito buono

EDNA: Salve ragazze, rieccomi qui (si guarda attorno ma non vede nessuno) Dove siete finite? (attraversa il negozio, si porta al bancone) Vi siete nascoste (non ottiene risposta) dispiaciuta va a sedersi all’angolo.

FLASH-BACK

In scena Mona e Joe. Mona è seduta nello stesso angolo in cui nella scena precedente si era seduta Edna, legge una rivista. Entra Joe. Lei sente il rumore della porta che si apre e alza gli occhi

MONA: Joe

JOE: (le si avvicina poggiandole le mani sulle spalle) Vieni via con me Mona, io non riseco più a reggerlo questo posto

MONA (si alza di scatto e se ne allontana) No, non posso andarmene, sono appena tornata e poi il clima di qui è l’ideale per la mia asma, me l’ha detto il dottore, potrei morire se dovessi allontanarmene

JOE: No, devi venire via con me, staremmo bene noi due insieme, potrebbe essere come a Marfa, per sempre

MONA: No, non posso andare via, io devo restare qui perché vedi……..Anche tu devi restare qui, le cose cambieranno un giorno (lo accarezza dolcemente tra i capelli)

JOE: La gente non cambierà e tu lo sai bene, tutta la vita ho cercato di essere come loro, non ci riesco.

MONA: E noi cercheremo di cambiarli. James Dean ce lo dimostra

JOE: Nessuno ci ascolterà

MONA: Anche James Dean non lo ascoltava nessuno nella “Valle dell’Eden” ma non scappò

JOE: Lui è James Dean e io sono Joseph Wally

MONA: Vuoi sapere una cosa, tu potresti essere tale e quale a James Dean, lo sai no che potresti

JOE: Ci ho provato una volta, se ben ricordi, credi che potresti mai amarmi così come ami lui?

MONA: Amare te? Come potrei. Ho promesso di amare James Dean fino al giorno della mia morte

JOE: Ma è solo un fantasma sullo schermo

MONA: No, non lo è, è qualcosa di più di una semplice immagine

JOE: Mona, se tu volessi credere in me forse anch’io riuscirei a credere in me stesso (è vicino all’ingresso)

MONA: Non lo so Joe, davvero.

JOE: (aprendo la porta) No, hanno ragione loro, forse sarebbe stato meglio se fossi nato donna (esce)

RITORNO AL PRESENTE

In scena solo Edna seduta nell’angolo. Rientra dal retro Juanita con la Bibbia in mano

JUANITA: Lo dice qui nelle lettere ai Romani (si accorge che le altre non ci sono) Ma dove sono finite le altre?

EDNA (rasserenata dal vedere Juanita) O grazie al cielo! Avevo paura che foste andate tutte in città scordandovi di me che ero in bagno a cambiarmi, allora mi sono detta, io sto qui ad aspettare e qualcuno prima o poi dovrà farsi vivo (ride)

JUANITA: Edna Louise, mio dio quanto sei carina

EDNA: Oh grazie, mi è diventato stretto dall’ultima volta che l’ho indossato. Mi hanno detto che è per colpa del lavaggio a secco, mi starebbe bene altrimenti.

Entra Mona

MONA: (guardandola) Sai una cosa, direi proprio che sei quasi un’altra persona. Così ti senti a tuo agio?

EDNA: A dir la verità mi sento un po’ goffa. Vedi non ci sto molto comoda, è un tantino stretto ma immagino perché non ho l’abitudine a vestirmi stravagante come fa Stella. Oh dio se non mi siedo va a finire che casco da questi trampoli e mi rompo anche il collo. (Juanita l’aiuta a sedersi - sorridono)

Dall’esterno si ode il riso grasso e sguaiato di Stella

STELLA : Hai visto la faccia che hanno fatto quando ci hanno visto avvicinare con lei, Sissy?

Entrano

SISSY: Juanita la birra è lì fuori, dove la mettiamo?

JUANITA: Fuori sul marciapiede? Ma sei impazzita a lasciarla lì, portala dentro no

STELLA: Adesso ci pensa lei (continuando a ridere)

JUANITA: Dietro il bancone (trascinando la cassa di birra)

SISSY: Si è lasciata convertire dal diavolo

JUANITA: Se credi che possa capitare ancora ti sbagli

STELLA (scorgendo Edna): Ueiii, guadate Edna Louise come si è combinata

EDNA (si alza in piedi) Come sto così, Sissy?

SISSY: Tesoro sei una gran figa così

STELLA (tiene una bottiglia di birra in mano e lentamente le gira attorno sghignazzando) Oh dio che ridicola

EDNA: Perché?

STELLA: Sembra un uovo di pasqua

SISSY: Ma guardati tu piuttosto

STELLA: Quella specie di vestaglia che portavi prima ti stava molto meglio

Edna incrocia lo sguardo rassicurante di Joanna

SISSY: Mi sto chiedendo come mai tu non riesca ad essere gentile e carina con nessuno

EDNA: Quella vestaglia che portavo prima è quella che indosso per lavorare. La porto in continuazione, è così vecchia…

JOANNA (con dolcezza a completare la frase)…ma comoda

EDNA (rassicurata) Oh sì, sì, mi sento più rilassata con quella e…

JOANNA…più splendente anche, sì perché in questo posto tu risplendi, lo sai?

EDNA (meravigliata): Cosa…davvero?

JOANNA: Sì

EDNA: Nessuno me l’aveva mai detto prima…adesso…ecco…adesso nessuno ha niente da dire se vado dietro a cambiarmi…(si avvia)…però ritorno (fa ancora alcuni passi) Non ve ne andate di nuovo! (scompare sul retro)

NOTA

Dal momento in cui è intervenuta Joanna, la scena si focalizza su di lei ed Edna, gli sguardi che si rivolgono a vicenda escludono le altre. Stella nel frattempo si è tolta la giacca, beve dal collo della bottiglia e….non capisce

Attimo di silenzio

JUANITA: (dirigendosi anche lei sul retro) Ha torto marcio a proposito di Sidney, fu così avvilito per tutta questa storia che si portò dietro tutta questa pena sino al giorno della morte…..per infarto!

JOANNA (avvicinandosi a Stella che è dietro al bancone): Dai beviamo qualcosa (stappa una bottiglia)

STELLA: (cercando le parole) Sono… sono molto curiosa a proposito di questa cosa che ti hanno fatto. Allora..che fanno…si tratta di parti di plastica che ti attaccano addosso o cosa?

JOANNA: (a fatica) Si tratta…di un processo psicologico. Ti sottoponi a una serie di ope…di cambiamenti …ma non credo che tu possa capire

Torna Edna, indossa nuovamente la sua vestaglia (una vestaglia tipica delle lavoranti in un salone di parrucchiera)

STELLA: Oh oh e dov’è quel bel vestitino della cresima che ti sei trascinata fin qui

EDNA: (non rispondendole) Ho perso tanto di quel tempo a vestirmi e spogliarmi che mi sto perdendo tutta la festa

NOTA

All’inizio di questa scena Mona è andata a porsi in modo da fronteggiare il bancone. E’ molto importante che il suo viso con le espressioni che andrà ad assumere ascoltando le battute delle altre sia ben visibile al pubblico.

JOANNA: (ha in mano una bottiglia di whisky)Io propongo un brindisi….ci state, avete da bere tutte quante?

SISSY: No, io no, solo un’altra birra (prendendola dalla cassa)

STELLA: (ormai alticcia, porgendole il bicchiere) Vi occupate voi di Edna?

JOANNA: (avvicinandosi a Mona) Mona, un tirami su per rinfrescarti la memoria?

MONA: (fredda) Un’aranciata ritengo sia la cosa più adatta per tirarmi su

SISSY: (seduta a gambe incrociate sopra al bancone) Joe, hai provato dolore? …dopo l’operazione, dico.

JOANNA: Oh…beh…qualche anno dopo, una specie di reazione ritardata

MONA: Hai qualche rimpianto?

JOANNA: Solamente se mi accade di pensarci

SISSY: Che ne hanno fatto del tuo….(riso imbarazzato e gesto eloquente della mano)

STELLA (ridendo) L’ha dato al gatto.

SISSY: No..volevo dire se puoi..

JOANNA:..Scopare? Sì posso!

SISSY: Eh…già..

JOANNA:..A volte…all’occasione

SISSY: Anch’io…(rivolgendosi a Stella) non ne perdo mai una

Sissy e Stella ridono

JOANNA: Allora lo facciamo questo brindisi o no?

STELLA(agitando la bottiglia vuota) Voglio bere

JOANNA si porta al centro della sala, si volge verso l’angolo dei cimeli, leva il calice

JOANNA: A James Dean. Che viva in eterno

Queste ultime parole assumono il tono solenne delle invocazioni con cui di solito gli officianti chiudono la preghiera. Tutte, tranne Mona, la ripetono. Chiude Stella con un ..

STELLA: che viva in eterno….(beve) però niente male

JOANNA: Sissy non eri sempre tu che davi inizio al nostro inno rituale e noi seguivamo diligentemente il ritmo delle tue mammelle

Stella ritma con la voce Ba Bam.Ba Bam Ba Bam

SISSY: Non tirare in ballo le mie tette Joe

STELLA: Te le tiravano fuori, non in ballo (ride)

SISSY: Siete pronte, allora tutte pronte…si parte, uno due e …..(riparte la musica delle Mc Guire Sisters).

FINE PRIMO ATTO

SECONDO ATTO

Joanna accanto a Stella, sghignazzano

STELLA: O, la foto quasi me ne dimenticavo, ma dove caz..dove ho messo la mia borsa, dov’è? (scorgendola su una sedia) Questa sì che vi piacerà ragazze. (apre la borsa, ne estrae una foto – le altre si sono tutte portate dietro al bancone compresa Mona) Mi raccomando non piantateci le solite ditate sopra che mi è costata un’occhio della testa al mercato nero. Ragazze attente alle palle degli occhi che non diventino fosche (sghignazza)

SISSY: Dai, facci vedere prima che diventiamo troppo vecchie per apprezzare

STELLA: (pregustando la sorpresa) Siete pronte? Ta da! (fa passare la foto) Il vero James Dean in erezione

SISSY: (prendendo la foto) Oh accidenti ma guarda che razza di dimensioni il suo coso. Ma che ci facciamo qui a perdere tempo io e te (guardando Stella ride)

MONA: (si è allontanata) Che schifo! Mio Dio.

SISSY: Mica la pensavi così quella volta

MONA: No! No quella non è una sua fotografia. Lui non avrebbe mai acconsentito che lo fotografassero così

SISSY: A no! E allora chi è, mia zia Carolina?

EDNA (alle spalle di Sissy con tono del tutto sincero e ingenuo) E’ il ramo dell’albero quel coso che regge in mano?

SISSY: (stupita) E tu avresti fatto sei figli? No gioia è proprio quel coso che piace alle signore

EDNA: Così grande?

STELLA: Non mi meraviglio che Mona sia così attaccata alla sua memoria con un monumento simile (sghignazzano)

MONA: (rabbiosa) La finite con questa storia schifosa! Quella non è la foto di James Dean!

JOANNA (va a prendere la foto dalle mani di Sissy) Davvero Mona, ne sei sicura? In fin dei conti lo sai che c’era buio quella notte

SISSY: Ridammi quella foto, Joe

JOANNA (continuando) Potresti sbagliarti prova a guardare più da vicino(va da Mona e gliela sbatte sotto gli occhi)

SISSY: Sai Mona se ti sembra così squallida avrei una bellissima cornice..

MONA prende e straccia la foto

SISSY: O cazzo

STELLA: Mona, porca la miseriaccia lo sai che mi è costata più di 50 dollari?

JOANNA: Io la trovavo perfettamente somigliante

MONA: Come fai a dirlo? A quei tempi avevi ben altri problemi ad identificare ben altre facce, sbattuto com’eri a pancia in giù sulle lapidi

EDNA: Mona, perché non ci racconti di quella volta a Marfa quand’eri nel film con lui

Stella e Sissy stanno cercando di ricostruire la foto

JOANNA: Sì Mona perché non ci racconti come fosti scelta per interpretare la vergine Mona versione biblico texana

STELLA: Sì coraggio…coraggio Mona. Dai Mona, racconta…

MONA: No, non ve la racconto, questa storia ve l’ho già raccontata almeno un migliaio di volte

STELLA: Andiamo su, non vorrai mica fati pregare no

EDNA: Davvero faccela sentire

MONA: D’accordo ..io (riso nervoso). Bene (si volta verso di loro mentre in precedenza le aveva dato la schiena) Voi tutte ricorderete il gran parlare che si faceva in città dopo che la radio aveva annunciato che cercavano delle comparse per il film

EDNA: Sarebbe piaciuto anche a me, ma mia madre me lo proibì, diceva che quelli del cinema sono corrotti

MONA: (continuando) sembrava…sembrava quasi che fossero in parata. Una fila interminabile di gente diretta a Marfa. Provenivano da ogni parte sperando di entrare nel film (si è diretta verso la porta, la apre guarda fuori, rientra) Lui, Joe..si fece prestare ..(si blocca guardando Joanna)

JOANNA: Non ti preoccupare Mona, ero Lui allora

MONA: Joe prese da sua madre la buick e così ci dirigemmo felici e contenti verso l’orizzonte, come nel finale di un film, dissolvendo nel tramonto. Che cosa buffa, non me lo scorderò mai, recitavamo il finale prima ancora che fosse fatto il film. Io mi comportavo come se fossi Natalie Wood (sorride) si davvero e Joe, Joe…

JOANNA….Come fossi James Dean mentre ero soltanto Joe …

Attimo di silenzio – riprende Mona

MONA: C’erano quasi quattromila persone in quella piccola città quando ci arrivammo e non c’erano abbastanza camere d’albergo per sistemarci tutti e così Joe e io dovemmo dormire nella Buick parcheggiata a fianco della strada. Il mattino dopo, dopo essermi lavata nel lavandino di una stazione di servizio che era lì vicino quasi scorticandomi viva con pomice in polvere e salviette di carta ero lì seduta sul sedile della Buick a rovesciarmi letteralmente addosso quasi tutta una boccetta di profumo per liberarmi dal puzzo di quella pomice quando….quando a un tratto vidi lui che camminava proprio verso di me

STELLA: Aspetta, mi faccio una birra se no svengo

MONA: si fermò proprio accanto alla macchina come stesse cercando qualcosa nelle tasche e con una sigaretta che gli pendeva all’angolo della bocca, allora io ne ho approfittato pensando che fosse alla ricerca di un fiammifero, avvicinandomi al finestrino gli ho detto…gli ho detto – Ehi, ehi ce l’ho io un fiammifero se è questo che cerchi. E lui sì mi ha sorriso, si è avvicinato a me che ero ancora lì che sporgevo fuori dal finestrino. Mi ha preso i fiammiferi dalla mano..mmh..e ha detto mercie Madam come se fosse vissuto in Francia per tutta la vita. Ho conservato quei fiammiferi e li conservo ancora da allora, ci dormivo persino tenendoli avvolti in un fazzoletto ricamato sotto il cuscino.

Si sentela voce di JOE : Ehi, lo sai che ho trovato vicino al finestrino il filtro di una sigaretta. Era una Chesterfield proprio la stessa marca che fuma Lui

MONA: Sta zitto Joe, fammi raccontare quello che è successo dopo

Sempre la voce di Joe: Guarda che c’ero anch’io o l’hai dimenticato?

MONA: …Ricordo ogni dettaglio. In quel preciso istante capii che stava accadendo qualcosa che avrebbe cambiato tutta la mia vita. Fu uno di quei miei tipici presentimenti che voi tutti conoscete. Quando accese la sigaretta e lo guardai e mi vidi riflessa nei suoi profondi, bellissimi e ingenui occhi azzurri vidi chiaramente come dentro a uno specchio. Più tardi nel posto che avevano stabilito per scegliere le comparse che avrebbero fatto parte del film quando loro scelsero me – me in mezzo a quella gran moltitudine – allora non ebbi più dubbi.

JOE: A me dissero che non facevo abbastanza TEXAS, ma che cazzo vuol dire non fare abbastanza TEXAS, me lo vuoi spiegare?

MONA: E’ una questione tipologica, vuol dire solo che tu non avevi…la faccia del Texano.

STELLA: (allusiva) Lo sai che mi sono mezzo accecata tutte le volte che hanno fatto il film in TV ma non ti ho mai vista?

MONA: Uhm…bene, il fatto è che (si schiarisce la voce) che Elizabeth Taylor con la testa si metteva sempre in mezzo. Ma io ci sono, proprio dietro al suo orecchio sinistro nella scena quando lei arriva dalla piantagione di suo padre, nel Kentucki, vi ricordate? E fanno quel pic-nic a base di bistecche, e lei ha caldo ed è lì quasi sul punto di svenire e allunga il braccio per afferrare il ramo di un albero e non cadere. Bene nel momento in cui la macchina da presa si avvicina verso di lei, in quel preciso momento, mi si può vedere fare capolino proprio da dietro il suo orecchio sinistro.

Mi pareva di essere una tale celebrità, forse…. forse per il modo in cui tutti si dimostravano premurosi…e tutta quella gente, che stava lì intorno a guardare, seduti ai loro posti come alle partite di baseball. Sentivo che la mia vita cominciava a cambiare e lo sentivo profondamente dentro di me.

JOE: Mona, parli come se ci fossi stata tu sola e invece eravate così tanti che non riuscivo a trovarti.

MONA (continuando): Quella notte, sdraiata sui sedili della Buick continuavo a pensare come e perché solo io ero stata prescelta in mezzo a tutte quelle migliaia d’altri e attraverso il finestrino vedevo milioni di stelle e il bellissimo profilo di quella casa (indica la foto o il modello che si trova nell’angolo Dean) che distinguevo a distanza. E tutto a un tratto, mentre stavo guardando vidi una di quelle stelle esplodere, proiettarsi nella sconfinata distesa del cielo lontana dalle altre e scomparire cadendo dietro il frontone della casa di Reata.

VOCE DI JOE: Veramente…veramente tu credi a quello che dici?

JOANNA: Veramente tu credi a quello che dici?

MONA: (continuando) Presi una coperta e me la misi sulle spalle. Mi diressi verso il luogo dove la stella aveva terminato il suo percorso. Arrivata al cancello che immetteva nel parco tutto era deserto, non c’erano né guardiani, né nessun altro e così mi incamminai per il lungo sentiero che conduce alla casa. Tutto era così quieto, tutto era così silente. (va verso la porta) Si sentiva soltanto il lontano affannare di un treno (apre la porta) che sbuffando e soffiando dileguava dentro la notte. (ha aperto la porta, guarda alla sua sinistra, poi verso l’interno)Quando arrivai oltre il portico una dolce voce che pareva venir fuori dal nulla mi dice “Ti pare questa l’ora per venire a fare visita ai vicini?” Mi sentii diventare di ghiaccio perché ho capito che era lui. Sì lo sapevo, l’avevo capito sin dal primo istante e allora lui disse “Non restare lì impalata senza dire niente, perché non sali un momento e parliamo un po’”. E..e non appena mi trovai sul portico gli ricordai subito chi ero, ero stata quella che gli aveva dato i fiammiferi quella mattina. Passammo l’intera nottata insieme, sin quando il sole si fece vedere sull’orlo del mondo colorando il cielo del più incredibile rosso che avessi mai visto.

JOANNA: (mestamente) Oh…Mona..(piange)

MONA: Mi accompagnò fino al cancello e li mi baciò per la quattordicesima volta. Ogni bacio lo avevo contato per ricordarlo indelebilmente. Di nuovo mi ringraziò per aver passato la notte insieme a lui dopo di che ci incamminammo ognuno in direzione opposta. A metà strada di dov’era la Buick incominciai a correre per la gran voglia che avevo di raccontare a Joe di quella memorabile notte.

VOCE DI JOE: Sono bugie Mona

JOANNA: Oh Mona, non è accaduto affatto così, vero?

MONA:(fa sì con la testa e le si avvicina) Ci dovemmo alzare veramente presto al mattino perché Joe doveva riportare la Buick (poi rivolgendosi sottovoce a Joanna) Te lo ricordi sicuramente questo, vero sì?

JOANNA: (si alza e le passa dietro alla sua destra) E da quella notte nacque un figlio

Rientra Juanita con in mano una bibbia

JUANITA: Ma lo avete sentito?

SISSY: Cosa Juanita?

JUANITA: Un tuono, m’è sembrato un tuono

EDNA: L’ho sentito anch’io, credo?

JUANITA: Dio sia lodato, non ci ha abbandonati, non ci ha dimenticate

SISSY: Per me è stato lo stomaco di Stella (ridono) Mi faccio una birra

Rumore di temporale in arrivo

JUANITA: Si sta avvicinando lo sentite?

MONA: Bene, forse pioverà

STELLA: Spero di no, ho fatto lavare la macchina

JUANITA: (nel frattempo era andata alla porta e l’aveva aperta – rumore di motore) Oh mio Dio Mona vieni subito è Jimmy Dean, se n’è andato guidando quella macchina gialla

MONA (che è corsa fuori) No, non è stato Jimmy Dean, non sa nemmeno …. Jimmy dean!...non ha imparato a guidare (grida) Jimmy Dean, Jimmy Dean torna indietro è la tua mamma che ti chiama, Jimmy dean torna indietro

JUANITA: Chiamo la polizia stradale forse riescono a fermarlo prima che si faccia male

JOANNA: lascia, faccio io

MONA: Non so…mi domando come abbia fatto a mettere in moto quella macchina Juanita

SISSY: Non hai idea di quello che sa fare quel ragazzo

Mona la guarda insospettita

JUANITA: Avrà imparato lavorando dal benzinaio

JOANNA (al telefono) Pronto polizia? Un ragazzo è scappato con la mia Porsche, sì Porsche 19, no non conosco il colore degli occhi, no non l’ha rubata la macchina, ci conosciamo, si tratta di una Porsche gialla del ’73 numero…

MONA: (a Sissy) Cosa volevi dire con quella specie di battuta?

JOANNA: (al telefono ) il colore dei capelli non lo so, probabilmente biondi. No, senta agente vogliamo solo che ce lo riportiate. Sì, all’emporio, l’unico in città. Grazie (riagganciando) La polizia stradale lo sta cercando, vedrai che lo ritrovano Mona, sta tranquilla

MONA: No, non lo sono, sempre sono preoccupata e sempre devo averlo davanti ai miei occhi in continuazione. Non è colpa mia se lui è diventato così, tutti i dottori lo dicono. E’ stato lo shock che ho subito alla sua morte (indicando James Dean) che mi ha sconvolto le viscere e mi ha fatto partorire un figlio…ritardato

JOANNA: Cosa?

MONA: Non hai sentito quello che ho detto? Ho detto che è un ritardato, un povero deficiente che devo nascondere a tutti perché ho tanta vergogna. Lo sapete che mi succede? Ogni volta che lo guardo in faccia mi viene un crampo allo stomaco.

JUANITA: Mona, ora basta

 

MONA: Sarebbe potuto diventare un attore famoso come suo padre e con le pagine di quelle riviste tutte piene di sue fotografie. Sono pronta a scommettere, sono pronta a scommettere Juanita, qualunque cifra, che c’è qualcuno in questa città che lo condiziona, che lo monta e lo coinvolge per fargli fare delle sciocchezze per poi ridere di lui alle sue spalle.

SISSY: Nessuno ride

MONA: Altroché se ridono, e te lo dico io il perché, ridono di lui perché sono gelosi ecco il perché

JOANNA. Mona…

MONA: Cosa?

JOANNA: Ma loro sono sicuri che il ragazzo…

MONA: Certo che sono sicuri, sono più che sicuri!

JOANNA: (è sconvolta)…Beh ci sarà pure qualcosa che si può fare, voglio dire ci saranno pure dei dottori, degli specialisti, …

MONA: Perché pensi che possano tirargli via il male così come l’hanno tagliato a te. Con te era facile rimediare ..ma con lui non ci sono cure, la sua mente non crescerà mai rispetto al resto del suo corpo, rimarrà un bambino per sempre

Joanna è scoppiata a piangere

SISSY: Come tu l’hai sempre voluto, vero Mona?

MONA: Sissy!

SISSY: Lasciami perdere ne ho abbastanza, mi è arrivata sin qui la tua merda, cara Mona e ora vomito

MONA: Juanita…

JUANITA: Vedrete che tutto tornerà ad andare per il meglio (rivolta a Mona) tesoro c’è Dio che lo protegge

SISSY: Già….il buon Dio

JUANITA: Penso che non guasterebbe se tutte noi unissimo le mani e dicessimo una preghierina, magari

SISSY: Io non prego più ormai da quando ho fatto il fiorotto? Fiorotto...fioretto...ma come cavolo si dice (si volta ridendo verso Stella)

JOANNA: Quando è successo Sissy che hai rinunciato a pregare. Forse quando Lester T ti ha scaricata?

SISSY: Mi vuoi spiegare cosa cacchio dici? Senti signorina o ....signorino tanto non ho ancora capito che razza di intruglio sei

JOANNA: Signorina

SISSY: Comunque sia, non rompere il cazzo che non sai niente

JOANNA: Molto più di quello che credi

STELLA: Sissy, davvero lui.....?

SISSY: Manco per il cavolo Stella Mae, trovò un lavoro laggiù...che  so in Arabia, nel Libano, uno di quei posti lì a trivellare per una compagnia

STELLA: Da quando se n'è andato?

SISSY: Saranno due anni che è andato via, però ha sempre voluto che lo raggiungessi, ma io...io...ti rendi conto..io in mezzo a tutti quei beduini. Però mi scrive sempre anche una volta, anche due volte la settimana

JOANNA: E quando dovrebbe tornare?

SISSY: ...Mah..quando gli farà comodo Joe, capirai si becca quasi 200 dollari al giorno perchè cavolo dovrebbe tornare. Resta, gli ho detto, non ti preoccupare per me tanto io ti aspetto

JOANNA: Ah veramente una spiegazione davvero plausibile Sissy, ma sfortunatamente non molto precisa...

SISSY: Senti Joanna io non so cosa credi di sapere ma so...

JOANNA: Io so cosa lui mi ha fatto sapere

SISSY: Lester Ti, Lui...ma non farmi ridere, scusatemi qualcuno in questo posto mi corregga se sbaglio...l'ultima volta che tu ci hai parlato con Lester Ti è stato quel giorno che avevi i pantaloni giù in fondo alle caviglie e stavi a culo in aria su una lapide

JOANNA: No caro, no a Kansas City, un annetto fa

SISSY: Ma come faceva a esser a Kansas City se si trovava...

JOANNA: Non è vero

SISSY: Provalo

JOANNA: Oh..senti Sissy, diciamo soltanto che lo so e lasciamo stare o.k.?

SISSY: E se non volessimo invece, e se non volessimo lasciarti stare, io voglio sapere, tutti quanti vogliono sapere, anche tu vuoi sapere vero Stella Mae?

JOANNA: Potresti restare di sasso

SISSY: Non dire stronzate, non crederai di spaventarmi con le palle che racconti

JOANNA: O.k. è la tua marcia funebre. E' uno di quegli incontri fortuiti che a volte accadono, facce che emergono dal tuo lontano passato a scuoterti la memoria. Lavoravo in un certo Bar e ogni notte salivo sul mio piccolo podio vicino al Juke-box suonando i dischi - vi ricordate come facevamo? - il dico gira e ..tu muovi la bocca col tuo falso microfono e fai finta di essere..(nomina di una famosa cantante e accenna ad una sua canzone interrompendosi subito) bella eh? Una certa sera, scrutando la gente dal mio podiolo, fluttuante in un denso fumo di sigarette vidi una faccia. Non me lo scorderò mai quella faccia (rivolta a Sissy) Vuoi che continui?

SISSY: Sì continua pure a dire delle cazzate tanto soltanto questo sai fare tu

JOANNA: Staremo a vedere... dunque cominciò ad accarezzarmi con gli occhi mentre me ne stavo lassù a cantare...era fissato con le mie poppe esattamente proprio come quella famosa volta che mi rimorchiò in macchina. Si avvicinò a me e disse che amava la mia voce, secondo lui era quella di...indovinate (nomina la cantante di prima) e poi mi invitò a bere una cosa insieme. Io accettai. Bourbon con acqua...giusto Sissy? (attimo di silenzio) Beh come si sa un whisky tira un'altro e un'altro e un'altro ancora e così tirò fuori la solita triste storia della solita moglie che gli andava stretta, una poveraccia senza....

SISSY: Smettila non può averlo detto

STELLA: Senza che cosa? Finisci un po' di dire senza che cosa?

MONA: Sissy ti avevo detto di non sposarlo che non ti avrebbe mai amato

SISSY:(piange)Lui mi amava Mona, aveva una venerazione per me. Pensa diceva che avevo i più bei cocomeri di tutto lo stato del Texas. Te l'avrà detto vero? Joe, te l'avrà detto che era innamorato?

Silenzio

SISSY: ...mi diceva che trovava la cosa repellente e che lo disgustava e non voleva che qualcuno lo venisse a sapere

MONA: Sissy....Sissy di che cosa stai parlando? Guardami Sissy

SISSY: Mona io...io li pregai, li scongiurai di non tagliarmele via, ma loro dissero che quel male si sarebbe propagato...

JUANITA: Sissy...(avvicinandosi) Sissy...oh

SISSY: (piangendo) si sarebbe...

JUANITA: Come mi dispiace avresti dovuto dircelo prima

SISSY: Cosa volevate che corressi qui e strappandomi la blusa gridassi..guardate gente non ho più tette..che bel colpo di scena vero? Lo capite che ero terrorizzata che qualcuno lo sapesse, specialmente Lester Ti

Gli piacevano così tanto...ci si addormentava sopra poggiandovi la testa tutte le notti. E' sciocco vero? A letto era un'amante incredibile sapete? Ogni notte due o tre volte facevamo l'amore. Poi dopo l'operazione ridusse, ridusse tanto. Naturalmente io ero preparata. Non facevo altro che piangere perchè sapevo che un giorno....che un giorno lui non mi avrebbe voluta più. Lo capite? E com'era logico quel giorno arrivò e se ne andò. Ci sei stata a letto con lui Joe?

JOANNA: (dopo un lungo interminabile silenzio) Mi portò in uno squallido alberghetto dove lui alloggiava. Implorò e pregò e io fui quasi tentata...ma non potevo, no...così mi sdraiai guardando quelle crepe sul soffitto, pareva una mappa stradale. Così rifeci la rotta che mi aveva portata lì dov'ero in quel momento, e più strada facevo sempre di più diventavo isterica (si mette a ridere) e attaccai a ridere finchè persi il controllo di me stessa.

SISSY: Avrei dato qualsiasi cosa per vedere l'espressione della sua faccia. E dopo cosa successe?

JOANNA: Smisi di ridere

SISSY: Io avrei continuato a ridere fino a morire. Come mai smettesti?

JOANNA: Perchè lui piangeva

SISSY: E perchè cavolo piangeva?

JOANNA: Perchè io ridevo

Ridono entrambe

SISSY: Ti piace scherzare...fa bene ridere...è di un bello bestiale. E' da un casino di tempo che non ridevo così (a questo punto sono l'una accanto all'altra e si guardano)Pensa che si sono sempre fatte delle grosse risate sulle mie tette a cocomero. Per anni me le sono portate a spasso perchè tutti...potessero sollazzarsi ....ma dubito che a qualcuno gli importasse un cazzo di me ...che ne pensi Stella?

STELLA: Non so

SISSY: Beh annunciamo la buona novella.(dirigendosi decisa verso l'uscita - gridando) Ehi voi là fuori, brava gente di Mc Carty Texas, sono di gomma

JUANITA: Sissy....

SISSY: (continuando)...Sissy ha le tette di gomma

JUANITA: (le è andata vicino, la prende per un braccio e la riporta dentro) Sissy vieni dentro

SISSY: (rientrando) Non me ne frega più niente Juanita

MONA: (avvicinandosi) Mi dispiace tanto

SISSY: (scostandosi) Non la voglio la tua compassione Mona. (poi va verso Joanna) Certo..certo che ne ho sbattuto di gomma sotto agli occhi della gente (toccandole) Non vera ciccia ...ma vera spugna

Ride, con lei Joanna e Stella

SISSY:(come liberata da un peso) Mi ci vuole una birra

STELLA:(continuando a ridere) Anche a me ce ne vuole una....di spugna (ride)

Mona va verso Joanna, le sfiora il braccio e quando lei la guarda

MONA: Ora puoi anche andartene tu, la festa è finita (e accompagna l'invito con un gesto eloquente)

Per un attimo tutte e tre la guardano interrogativamente e poi riprendono a ridere ancora più forte come se avesse detto la cosa più buffa della serata

MONA: Guarda che non sei obbligata a rimanere con noi sino alla fine, se vuoi..

JOANNA: Non posso andarmene

MONA: Perchè?

JOANNA: Senza la macchina? (ride)

MONA: Te la riporteranno tra poco vedrai e riporteranno anche Jimmy Dean assieme alla tua macchina.....è solo che...che mi viene il voltastomaco a vedere che la gente può essere così crudele...

Tutte e tre ridono di nuovo poi, inaspettatamente si mette a ridere anche Mona

MONA: Cosa c'è da ridere adesso...cosa c'è?

SISSY: Sei tu

MONA: Cosa?

SISSY: (le fa il verso) Solo..che...mi viene il voltastomaco a vedere che c'è gente così crudele

MONA: ( non ride più,cambia discorso) Non riesco a capire perchè ci mettono così tanto, può darsi che il telefono si sia guastato

SISSY: Non è il telefono guasto è lui che ha tagliato la corda

MONA: (che nel frattempo ha raggiunto il telefono accanto a Edna) Beh lo  so da sola che se n'è andato. Dio Mio mica sono diventata cieca no

SISSY: E allora perchè pensi che lo siano diventati gli altri

MONA: Scusa ma questa non la capisco

SISSY: No, tu hai capito benissimo. Ha tagliato la corda, via, aria, e guardami in faccia, troia, t'ha mollato

MONA: Scusa, tieni giù le mani, lui non può essere scappato, quel povero bambino non sa nemmeno che significhi l'espressione tagliar la corda.

SISSY: Lo dici tu!

MONA: Non può fare niente senza di me, senza qualcuno che lo aiuti, che gli stia vicino..lo vuoi capire è un immaturo, un bambino che non sa

SISSY: No, non lui, tu. Sai che sotto quei fumetti che tu credi che legga ci tiene nascoste certe riviste erotiche per soli adulti..No, lui non legge Paperino e Charlie Brown, guarda le donne nude

MONA: No, no lui non lo sa che esistono certe malsane luride riviste. Lui non lo può mica sapere

SISSY: Guarda che gliele ho messe in mano io, lo sai?

JUANITA: Sissy

MONA( si avventa isterica su Sissy prendendola per il collo): Il mio bambino

JUANITA:(cercando di separarle) Fermati, fermati Mona

JOANNA(separandole): Oh smettetela, tutte e due

MONA:(le mani di Sissy stringono ancora i suoi polsi) Mi sto chiedendo se non meriti la galera, pretendo molto se ti chiedo di lasciarmi libero il polso? (Sissy molla la presa) Grazie

MONA: (due passi indietro) Tu sei malata Sissy, non sei normale e veramente secondo me ti dovrebbero rinchiudere

SISSY: E io ti ricordo che ha quasi vent'anni

MONA: Con un cervello di dieci

SISSY: No Mona, sei tu che lo tratti così, ma lui ne ha quasi venti, cervello, corpo e tutto il resto

MONA: Bugie, bugie, nient'altro che bugie. Non fai altro che dire bugie tu. Però non ...

SISSY: Non l'hai portato da nessun dottore me l'ha detto lui...nessun maledetto dottore ed è lui che me l'ha detto

MONA: E' un bugiardo

JOANNA: Sei tu la bugiarda Mona

MONA: Il ragazzo non la conosce la verità. Io sono la madre e lo  so quello che è. Io non posso credervi, non posso credere una sola parola di ciò che volete dire. E' facile capire dove volete arrivare. Voi cercate di incastrarmi lo  so, cercate di incastrarmi per farmi dire....

JOANNA: Per farti dire cosa Mona? Che lui non è figlio di James Dean?

Silenzio

MONA: E a te chi l'ha detto?

JOANNA: Io ero lì

SISSY: Lo sanno tutti, cani e porci e tutti lo hanno accettato meno tu

MONA: Edna Louise ti ho mai mostrato il bellissimo pezzo di Reata che sono riuscita a salvare dalle macerie. Non l'hai ancora visto? Ma non è così facile da riconoscersi, così come tante cose che ho trovato gli anni passati. Sto pensando che il prossimo anno quando andrò, cercherò più a lungo e con più attenzione - se troverò la forza per fare il viaggio....TUTTI LO SANNO?

SISSY: Sì, lo sanno tutti

MONA: Tutti questi anni....Juanita sto facendo a te questa domanda

JUANITA: Gioia, noi non la vedevamo proprio una possibilità simile, soprattutto con un divo del cinema così famoso

MONA: Oh...mi sento così imbarazzata e...mi sento anche tanto stupida. Che volete ci tenevo a farmi notare come ai tempi in cui mi vollero per "Il Gigante". Ero stata scelta io, per la prima volta in vita mia venni scelta, ecco.

JOANNA le va vicino e la accarezza

JOANNA: Anch'io scelsi te, Mona. (l'abbraccia) Ti amavo tanto

STELLA: Ehi, scusa un momento, tu vuoi dire che...cioè Jimmy Dean è tuo....

SISSY: Ehi Joe, figlio di buona donna, posso offrirti qualcosa...

JOANNA: Ma sì, una birra (si allontana da Mona)

SISSY: Così si ragiona fratello

JUANITA: (vicino alla porta) Guardate il temporale è passato via come se noi nemmeno esistessimo, magari verso una città che neanche ne ha bisogno

EDNA: Che cosa triste! Non è triste? Adesso va a finire che piango

STELLA: Uffa..va, raccogli la tua roba

JUANITA: Che strana cosa la fede se poi colui nel quale credi neanche si accorge che sei al mondo (guarda la bottiglia di Whisky) Davvero con sta roba si vede differente?

JOANNA: Neanche un po'

SISSY: Su..su manda giù (spegne il lume votivo) Ecco Lui non guarda

JUANITA: Sidney ne era convinto. Oh sì ho cercato di salvarlo, che ci crediate o no, ho persino mentito a Dio perchè lo accogliesse in Paradiso

EDNA: (era andata sul retro a recuperare il vestito) Oh beh, Ciao Mona, spero che trovino presto Jimmy Dean. Mi sono molto divertita sapete? Vi ringrazio tanto per essere state così buone con me, anche se sono un po' imbranata (è andata vicino a Joanna) Secondo me Lei è una donna molto carina, in un modo o nell'altro; sono lieta di averla conosciuta.

JOANNA: Anch'io

Stella prima di uscire si avvicina a Mona e le mette sulle spalle il giubbetto del club

EDNA: Non è tutto finito no? Ci incontreremo ancora è vero?

JOANNA: Lo facciamo un patto? Tra vent'anni da oggi.

EDNA: Oh che idea eccitante che è questa qui e spedirò a tutte delle cartoline così non ce ne dimentichiamo. Non voglio che ci perdiamo di vista.

Sono tutte vicine e si tengono per mano, tranne Mona e Juanita

JOANNA: Mona...

Mona va sul retro

STELLA: Beh la prossima volta troviamo un posto più fresco

EDNA: Potremmo trovarci tutte a casa mia

STELLA: Per carità con tutti quei rompiballe di ragazzini. Lasciaci perdere che non hai neanche spazio per te

SISSY: Sarei pronta a rinunciare a tutto anche solo per mezzo di quei ragazzini e tu lo sai

STELLA: Non ne vorrei neanche mezzo per casa

EDNA: Tu e Mel non potete avere bambini?

STELLA: Ma a cosa servono? Mel dice che sono buon i soltanto alla brace con insalata e peperoni (ride)

 

EDNA: (seria) Mi dispiace per te

STELLA: Ti dispiace per me. E chi cazzo sei per dispiacerti per me

EDNA: Edna Louise Jhonson

STELLA: E sto Jhonson chi è?

EDNA: Qualcuno che è molto caro alla mia famiglia e a me. Forse non avremmo tanti soldi e come voi non faremo parte di circoli esclusivi, ma siamo molto felici insieme

STELLA: Felici? Ma Cristo tutti possono essere Felici. Guarda me, li mando tutti a fan'culo e poi ci faccio sopra un bel mucchio di risate

EDNA: Ma non sei felice

STELLA (alterata): Sono felice vaccaccia Eva. Mi fanno sempre incazzare quelli che dicono è tardi, è ora di andare e non si muovo no mai (escono)

JUANITA: Mi domando chi o che cosa ha messo Dio in condizione di farmi un tale volta faccia

SISSY: Io penso che il mondo si è fatto talmente affollato che è diventato difficile anche per Lui dare retta a tutti come una volta

JUANITA: (a Joanna) Quanto a lei, voglio sperare che possa trovare quello che cercava ..(Joanna le tende inutilmente la mano) Signora.(esce)

SISSY: Allora Joe?

JOANNA: Sissy guarda (e indica il volto riflesso allo specchio di Mona)

MONA: Come un trucco ottico, ecco com'era a quell'epoca

SISSY: Mi è venuta un'idea, perchè non facciamo le McGuire Sisters che fanno la reentré per il numero finale

JOANNA: Magnifico

MONA: Oh..figuriamoci, non ricordo più

JOANNA: Io non ricordo più dove sono. Sissy vieni qua e fai vedere ancora come si fa

PARTE LA MUSICA

SISSY: Allora Joe coraggio vieni qui, dunque allora tu eri qui alla mia sinistra, tu Mona alla mia destra e la gran diva al centro

JOANNA: Sissy non credo che saremo capaci

SISSY: Oh Oh è facilissimo, seguite il ritmo delle mie poppe, sì lo so che sono matta..

BALLANO - LA LUCE SFUMA - FINE.

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