‘L pariva tant un brav ragass…

3 canzone della cassetta

L P A R I V A T A N T

U N

B R A V R A G A S S

(Codice Siae commedia: 332732 A)

Commedia in 3 atti

in dialetto piacentino

di

Giorgio Tosi

(codice autore Siae: 45090)

con contemporanea traduzione letterale in italiano

battuta per battuta

(per una immediata comprensione)

Giorgio Tosi - Via C. Fabri n. 18 - 29121 PIACENZA

Cell. 389/2629240 e-mail: giorgio-tosi@libero.it - sito: www.tosigiorgio.it

Commedia di impianto tradizionale - ambientata negli anni 80, prima dellarrivo dei telefonini ma piena di brio, di situazioni e battute taglienti.

Ha funzionato proprio perch mette insieme la tradizione con una buona e divertente innovazione.

I coniugi Bruschini hanno spedito il figlio Enrico in Inghilterra a studiare al fine di inserirlo nella fabbrichetta di casa oltre che per allontanarlo da una ragazza, figlia di un ex socio, diventato concorrente.

Sembra tutto tranquillo, ma il diavolo ci mette lo zampino ed Enrico rientra improvvisamente a casa, perch chiaramente successo qualcosa..ma cosa?

Su questo mistero, si sviluppa la commedia con relativi esilaranti equivoci.

PERSONAGGI

GINO BRUSCHINI industrialotto di provincia ( e si vede!)

PINUCCIA BRUSCHINI la sua signora (se cos si pu dire)

ENRICO figlio di Gino e Pinuccia (povero ragazzo!)

ORESTE arzillo padre di Gino, pilastro della famiglia (una roccia!)

EVA dinamica madre di Pinuccia (anche troppo!)

MARIA GRAZIA misteriosaamica di Enrico (chiss chi sar)

LIDIA cameriera efficiente ma confusionaria

DON GIOVANNI prete di casa

ALDO agguerrito sindacalista

MARIO GERVASI concorrente dei Bruschini

DORINA GERVASI moglie di Mario, donna senza peli sulla lingua

A T T O I

La scena rappresenta una stanza, precisamente il salotto, di una famiglia arricchitasi grazie alla fabbrichetta di calze e mutande.

Arredamento di gusto ma con qualche sprazzo di pacchianeria.

SCENA I

PINUCCIA (sulla porta che d in cucina) Lidia.Lidiaaaa!

(torna al centro della stanza, poi di nuovo verso la cucina) LIDIA!!

LIDIA (uscendo da tuttaltra parte, in disordine) Cos gh?

Cosa c?

PINUCCIA Ah, et ch? Ennia pront i pantalon d m mar?

Ah eccoti. Sono pronti i pantaloni di mio marito?

LIDIA (rudemente) E un attim, parbacco! Ho appena fin la so sottana: gho appena du man

Un attimo,perbacco! Ho giusto finito la sua sottana, ho solo due mani io!

PINUCCIA Ma st che or ?

Sai che ore sono?

LIDIA Ma so abotta me: sum mia qull d lora esatta.

Che ne so io: non sono lora esatta

PINUCCIA Ienn quasi nov or, al st o no?

Sono quasi le nove, non vedi?

LIDIA Ma me no!

PINUCCIA Le la s mai gnint. Set mia c gum da and a to lEnrico?

Non sai mai nulla. Non sai che dobbiamo andare a prendere Enrico?

LIDIA Se l la sa mia l, c l so mar, ghoi da saviil me?

Se non lo sa lei, che la madre, perch mai dovrei saperlo io?

PINUCCIA Dai, movat. Porta i pantalon al sior Gino, ma seinza and deintar, c l ancora in mudant c laspetta. Et cap?

Dai, sbrigati. Porta i pantaloni al signor Gino, ma non entrare in camera: ancora in mutande che aspetta. Hai capito?

LIDIA Ma si, vagadess vag (esce).

Ma si, vado vado.

PINUCCIA Iamm, bein tardi. Adess va a fin che rivum fora orari. Guarda ch, sum ancora tutta daspatn (si pettina) La m spilla dor, in dov ela?Lidia, Lidia!!

Dio, come tardi. Andr a finire che arriveremo in ritardo. Guarda ,sono ancora spettinata (si pettina) La spilla doro, dov?Lidia, Lidia!!

LIDIA (pi seccata di prima) Cos gh?

Cosa c?

PINUCCIA La m spilla, in dov sarla?

La mia spilla, dove sar?

LIDIA In sl coll dal so palt, ma in dov ala da ess?

Sul collo del suo cappotto, dove vuole che sia?

PINUCCIA Ah siE l palt?

Ah si.e il cappotto?

LIDIA- (sbuffa) Insima a lattaccapann! (indica col braccio)

Sullattaccapanni

PINUCCIA Ah si, bein beinMa dess va, no, movat, cos seguitat a pirl innans e indr cm un ov dur.

Ah si, beneMa ora vai, sbrigati, cosa continui a saltellare avanti e indietro come un uovo sodo.

LIDIA Chr l m Signor bon, che pazinza! (esce)

Signore buono, che pazienza ci vuole!

PINUCCIA GinoGino et pront? Caro, sei pronti?

GINO (da fuori) Quand t ma mandar i pantalon, sar pront. L unora che sum in mudant!

Quando mi manderai i pantaloni, si. E unora che sono in mutande!

PINUCCIA Un attimo, caro, ancora un attim.

LIDIA (di corsa) O povra m, che disgrzia!

Povera me, che disgrazia

PINUCCI A - Cos sta? Cos et fatt?!

Cosa succede ? Cosa hai fatto ?

LIDIA Primaquand la mha ciam par la cinquantasima vota, par f prest ho lass l ferr in si pantalon, e adess ghun busein(li stende e fa vedere il buco fumante)

Primaquando mi ha chiamato per la cinquantesima volta, per la fretta ho lasciato il ferro sui pantaloni, e ora cun buchino(li stende e fa vedere il buco fumante)

PINUCCIA O Signor, e adess cm fummia? Guarda che or !

Ges, e adesso che si fa? Guarda come tardi!

SCENA II

GINO (con mutande a mezza gamba) E allora, gho da spett ancora un pezz?

Allora, devo attendere ancora molto?

LIDIA O Signor! O Madonna!

PINUCCIA Gino, cos fat? Ma guardal, veh!(a Lidia) Va te, va che po fum i coint.

Gino, che fai? Ma guardalo!(a Lidia) Vai pure tu: poi faremo i conti

LIDIA Orco, che du sgarlitt! (esce sogghignando)

Per, che due polpaccini!

GINO Gho da sta acs ancora abotta? A momeint s dasfard anca.

Devo stare cos ancora per molto? Mi si sono raffreddati anche.

PINUCCIA Tutta colpa d la pastrugnona d la Lidia. Adess torna dadl e mettt so qull cat catt: cos ghoi da ditt!

E colpa di quella confusionaria della Lidia. Quindi ora torna di l e infila il primo paio di pantaloni che trovi: cosa posso dirti!

GINO Cos ho spett tant da fa, allora?

Per cosa ho aspettanto tanto, allora?

PINUCCIA Ma gnint, gnint. Adess va, c l tardi: sl veda ansoin chiss cos l peinsa.

Ma niente, niente. Ora va che tardi: Se non trova nessuno chiss cosa pensa.

GINO Lu l so mia, ma me l so cos pens e cos d. Spetta cl veda, e po t sentar (esce)

Lui non saprei, ma io so cosa pensare e cosa dire. Appena lo vedo, sentirai (esce)

PINUCCIA (infilandosi il cappotto) Vda da f mia seipar l to solit, neh Gino! L ragazz l sa spaveinta, tl s c l timid, quindi calmat e gurda da trattl bein.

(infilandosi il cappotto) Non fare come al solito, Gino! Il ragazzo si intimorisce, lo sai che timido, quindi calmati e vedi, piuttosto, di trattarlo bene.

GINO (da fuori) Ma seinsatar. Appena l ved a vegn z dl treno, l tragg subit in su natar e la spediss indr dritt cm un nibbi! Garant limon!

(da fuori) Sicuramente. Come scende dal treno, lo butto subito su un altro e lo rispedisco indietro come un fulmine! Garantito al limone!

PINUCCIA Tho appena ditt c gh mia da fa acs! Se tl ciapp col bon, l t ascolta sicur: bisogna ciappl prl vers giust.

Ti ho detto che non devi fare cos! Se lo prendi con le buone maniere, ti ascolter: devi prenderlo nella maniera giusta.

GINO (entrando tutto vestito) Prl coppein, l ciapp meLidia!

Per il collo lo prendoLidia!!

LIDIA E!!! Possibil cs possa mai fin un lavor in paz?

E!!! E mai possibile che non si riesca a finire un lavoro in santa pace?

GINO Lidia, quant voot ghoi da ditt cm tira tutt ch (si tocca il cavallo dei calzoni).

Lidia, quante volte devo ripetere che mi sento tirare qui (il cavallo dei calzoni).

PINUCCIA MaGino!

LIDIA (imbarazzata) Cl ma scusa, ma m la vegna a d con me?

Mi scusi, ma non deve dirlo a me.

GINO Cos iv cap..I pantalon, i fann difett in dl cavall. S po mia sistemia, una bona vota?

\ Che avete capito? I pantaloni difettano nel cavallo. Non si pu sistemarli?

LIDIA (delusa) Tutt ch?.Stava atteinta, me.. (esce).

Tutto qui?....Avevo capito unaltra cosa (esce)

PINUCCIA Ma seintla! Bein, tornand al discors d prima, me digh

Ma sentila! Be, ritornando allargomento di prima, io credo che

GINO (interrompendola) D cocca, lar mia fatt studi tant ann par gnint, eh? Gho spees a dr i sood a rud, parch voi mia che la m fabbrica, la fabbrica di Gino Bruschini, la finissa in man a un ballanud; e adess, tric e trac, l vol vegn via dal colleg, l vol pianta l, parch, l diz, sono intervenuti fatti gravi e importanti!

(interrompendola) D cocca, lho fatto studiare tanto per nulla? Ho speso soldi a palate perch non voglio che la mia fabbrica, la fabbrica di Gino Bruschini, finisca nelle mani di un incompetente; e ora, tric e trac, vuole lasciare il college, vuole smettere gli studi, perch, dice, sono intervenuti fatti gravi e importanti.

PINUCCIA L gar l so motiv, o no? (gli fa il nodo alla cravatta)

Avr i suoi motivi, no?

GINO (come non avesse sentito) Ma io sono un padre umanitario: lu l vegna a c, l sa ferma un pr d d, po l catta so i so quattr strass e via, l torna alluniversit. Punto e a capo.

(come non avesse sentito) Ma io sono un padre umanitario: lui viene a casa, si ferma un paio di giorni, poi riprende i suoi quattro stracci e via, torna alluniversit. Punto e a capo.

PINUCCIA Va bein, vedrum. Adess andom, chiss se rivarum in teimp.

Va be, vedremo. Ora andiamo, chiss se arriveremo in tempo

GINO Cos ghoi da vegnag a fa me alla stazion, po? Con tutt l da f c gho!

Cosa ci vengo a fare, poi, io alla stazione? Con tutto quel che ho da fare!

PINUCCIA E dai! La sta via un ann pr latar, al gar mia l diritt da catt la so cara mamma e l so caro pap a la stazion?

E dai! E stato via un anno intero, non avr il diritto di trovare la sua cara mamma e il suo caro pap alla stazione?

GINO L poss caro lu, con tutt i sood cl ma custa. Ma lssa fa a me! L mett a post me!

E pi caro lui, visto quel che mi costa. Ma lascia fare a me! Lo sistemo io!

PINUCCIA Dai, dai, mettt so la giacca candum. (Sta per chiamare) Lino, l ch (prende la giacca di Gino) Toh, infila oh l bein tardi!

Dai, dai, metti la giacca che andiamo. (Sta per chiamare) Lino, qui (prende la giacca di Gino) Toh, infila ben tardi!

GINO Mettat a curr! Chr l m Signor, quand la s agita, s capissa po gnint.

Comincia a correre, allora! Santo Cielo, quando si agita non si capisce pi niente.

PINUCCIA L m cappell ecco, adess andom. Lidia, noi andiamo, (pi forte) Lidia, andiamo!

Il cappello ecco, ora possiamo andare. Lidia, noi andiamo, (pi forte) Lidia, andiamo!

LIDIA (entra veloce, togliendosi il grembiulino) In dov andumia?

Dove si va?

PINUCCIA Ma noi, andiamo. Te intant d un po d sira in dl camra d lEnrico.

Ma noi, andiamo. Tu intanto dai la cera nella camera di Enrico.

LIDIA Ma se gh la moquette.

C la moquette.

PINUCCIA Ah si! Allora polissa un po bein, che quando torno voglio trovare tutto luccichento.

Eh?!Pulisci bene dappertutto, piuttosto, che quando torno voglio trovare tutto luccichento.

GINO Andum, se no la finum po.

Andiamo, qui non si finisce mai.

PINUCCIA La borsetta

GINO La testa, g l' t?

La testa ce lhai con te?

PINUCCIA Peinsa par te, che tant, par qull ct la drov, t podriss anca lassla in lett (esce ridacchiando).

Pensa per te, che tanto, per luso che ne fai, potresti anche dimenticartela nel letto (esce ridacchiando).

GINO Rida pur, che dop g sar da crid (esce).

Ridi adesso, che tra poco si piange.

SCENA III

LIDIA (prende la scopa) Si, pulissa ch, pulissa l: sg fiss mia me, g sariss mezz metar d rud. Si, per, m la sum toota una bella soddisfazion: ho vist che anche l industriale Gino Bruschini l f una bella figura in mudant! Che due polpe!

So muier lera tutta rossa cm un pivron, cla villana l! La f tanta sciuma e lera poss trida che la cipria (pausa in cui rassetta).

Ma l lha trov l vers dingaboll so, parch lu, anca sl gha so una fabbrica, desd abotta l gha mia da ess, tl digh me! La fabbrica g lha parch g lha lass so par, l sior Oreste (pausa).

(prende la scopa) Si, pulisci, pulisci : se non ci fossi io ci sarebbe una sporcizia.

Per, me la sono presa una bella rivincita: ho visto che anche l industriale Gino Bruschini fa una bella figura in mutande! Che gambette!

Sua moglie era rossa come un peperone, quella villica! Ora si d tante arie, ma prima faceva la fame (pausa in cui rassetta).

Per lha trovato il modo di circuirlo ben bene, perch lui, anche se dirige una fabbrica, non deve essere un gran furbone, credetemi! La fabbrica ce lha solo perch glielha passata suo padre, il signor Oreste (pausa).

ENRICO (entra con una piccola valigia) C nessuno?

LIDIA (non lo sente) Tra tutt savriss propria mia chi to so! Con so fio Enrico, si, candva daccordi, ma adess i lhann mand fein a lms ciamal?.insomma lam a studia: povar ragass.

(non lo sente) Tra tutti, non saprei chi preferire! Con loro figlio Enrico, si, andavo daccordo, per adesso lhanno spedito lcome si chiama quel posto?.insomma, l a studiare: povero ragazzo.

ENRICO (la tocca leggermente ) Lidia.

LIDIA (sussulta) Iamm, chi ?! Signorino Enrico! Signorino Enrico!! (lo bacia ripetutamente)

ENRICO Calma Lidia, calmanon mi soffochi

LIDIA Ma signorinoi suoi genitori? Non li ha incrosiati per la strada?

ENRICO E dalle otto che aspetto in stazione, poi ho preso un taxi ed eccomi qua.

LIDIA Saranno sortiti che saranno cinque minuti, ma gnanco cinque minuti.

ENRICO Eppure avevo scritto chiaro: alle 8 in stazione.

LIDIA L la siora, la fa seipar una confusionoh pardon!

La signora fa tanta confusione..

ENRICO Lo so, si agita troppo per nulla, vero Lidia?

LIDIA - Cl la diga pur con me! So par, invece, l bein invers: l pariva un nuvlon piin d tempesta. Ma cos al combin, insomma?

Non lo dica a me! Suo padre, invece, ben arrabbiato: pareva un nuvolone pieno di tempesta. Cosa ha combinato, insomma?

ENRICO Eh un storia un po complicata, speriamo bene! Be senta Lidia, io vado a disfare la valigia.

LIDIA Si, vada. Oh, sum bein conteinta c l vegn a c. E chiss cos dir l sior Oreste!

Si, vada. Oh, come sono contenta che sia tornato. E chiss cosa dir il signor Oreste!

ENRICO E gi: come sta il nonnino?

LIDIA Benissim! A stora ch l sar ancora in lett, sicur.

Benissimo! A questora sar a letto, sicuro

ENRICO Non ammalato?

LIDIA Macch! L lustar cm un specc, e l po ringrazi cag sum me. Dop c lha moll l ballein d la fabbrica, l sior Oreste l f l nababbo: la st in lett fein a dez or, lu.

Macch! E lucido come uno specchio, e pu ringraziare me. Dopo che ha passato la mano al figlio, il signor Oreste fa il nababbo: sta a letto fino alle dieci.

ENRICO Fa bene, ha gi fatto la sua parte mi sembra.

LIDIA Si, ma l vizi da dm di spissigon l lha mia pers, eh!. Gho seipar d chi bulln negar ch, in sl .

Si, ma il vizietto di darmi dei pizzicotti non lha perso, eh! Ho di quei segni neri, qui, sul .

ENRICO Ho capito. Non cambiato nulla, vedo. Ora vado a svegliarlo.

LIDIA Chiss ml sar conteint: l seipar sta l so cocco.

Chiss come sar contento: sempre stato il suo cocchino

ENRICO Lidia, mi disfi lei la valigia, per favore . Ah, senta, se dovesse suonare il telefono, non risponda, mi raccomando, vado io. Ha capito? Ha capito bene?

Lidia, mi disfi lei la valigia, per favore . Ah, senta, se dovesse suonare il telefono, non risponda, mi raccomando, vado io. Ha capito? Ha capito bene?

LIDIA Parbacco, sum mia locca (esce con la valigia).

Mica sono scema!

ENRICO Benissimo. (Verso la porta della camera) Nonno Oreste: sveglia!

SCENA IV

Entrano Gino e Pinuccia. Lei sconvolta.

GINO Ecco, l treno l belle che riv e part dun bell tocch. Fortoina c ghera mia d traffic e um fatt prest: con tutt qull c gho da f!

Ecco, il treno gi arrivato e ripartito da unora. Per fortuna cera poco traffico e abbiamo fatto presto: con tutto quel che ho da fare!

PINUCCIA Ma cos sar success? Magari una disgrazialaviss almeno telefon (passeggia avanti e indietro)

Ma che sar successo? Forse una disgraziaavesse almeno telefonato (passeggia avanti e indietro)

GINO L tant indormeint cl sar vegn z una farmda prima. Ma appena l riva, l veda lu!

E tanto rimbambito che sar sceso una fermata prima. Ma appena arriva, vedr!

PINUCCIA Taz, taz! Parla mia acssa fiss success una disgrazia dabon? Magari l in dun ospedl lam in mezza al mond seinza so mar a tacca, tamme in dal film Il canale di Suez, cl ma fa seipar crid cm una vida (va al telefono).

Taci! Non dire cosse fosse successa davvero una disgrazia? Magari in un ospedale sperduto senza la sua mamma accanto, come nel film Il canale di Suez, che mi fa sempre piangere come una vite tagliata (va al telefono).

GINO Ma cos fat?

Cosa fai?

PINUCCIA Telefon, no? Cim i ospedai, l clinich, i pompier

Telefono, no? Chiamo gli ospedali, le cliniche, i pompieri

GINO Ma f mia la matta! Puttost, et sicura cl rivava inc? No, parch te, vera?

Ma sei matta? Piuttosto, sei sicura che era per oggi? Perch tu, lo sappiamo che?

PINUCCIA Sicura? Ma sicurissima! Guarda, ch gh la lettra (legge)arriver marted 28 col treno delle 8 e 09, ecco!(impallidisce) Oh Signor, alle 8 e 09ma era mia alle 9 e 08?

Sicura? Ma sicurissima! Guarda, ecco la lettera (legge)arriver marted 28 col treno delle 8 e 09, ecco!(impallidisce) Oh Signore, alle 8 e 09ma non era per le 9 e 08?

GINO Ecco, te t seipar la solita. St f mia d la confusion, ta st gnan bein.

Giustappunto: sei sempre la solita. Fai sempre una confusione!

PINUCCIA Ebbein, che differeinza fla un ora? Puttost, in dov saral and? Sar mia success una disgrazia dabon in stazion, con tutt i maniach ca gira?

Be, che differenza fa unora? Piuttosto, dove sar finito? Non sar successa una disgrazia in stazione, con tanti maniaci in circolazione?

GINO La disgrazia poss grossa ca l m fio, prl rest mettum a post tutt.

La disgrazia peggiore che mio figlio, il resto si sistema.

PINUCIA Magari l pass da qualca amiz a salutl, apetta cg telefon.

Forse passato da qualche amico per salutarlo, ora telefono.

GINO Ma cos fat? G nar ottanta damiz, lu. Ienn tutt amiz par lu, anca chi, che appena i polan, i gal trann in dl pollachein.

Ma che fai? Ne avr pi dottanta di amici, lui. Sono tutti amici, per lui, anche quelli che, se possono, glielo mettono in quel posto.

PINUCCIA Parch l tropp bon qul ragazz l.

E troppo buono quel ragazzo

SCENA V

ENRICO Ahhh, siete qui!

GINO Talch. T ta preoccupav tant, te!

Eccolo. Ti preoccupavi tanto

PINUCCIA Enrico ! ma et ch !?! Canda l to semproni, che pagura t m fatt ciapp: gho ancora l coor cl ma batta cm una vintarola. Stt bein?

Enrico ! ma sei qui !?! Santo Cielo, che spavento ho preso: ho il cuore che mi sbatte come un ventaglio (modo di dire, n.d.a.) . Stai bene?

ENRICO Si, sto beneciao, pap

GINO Fatto buon viaggio?

ENRICO Si, certo

GINO (calmo) Allora dopo aver respirato un po dellaria di casina, riprendi la tua valigina e si torna alluniversit, intesi?

ENRICO Ma..

GINO Niente ma. Capisco che hai bisogno di tornare a casa ogni tanto..

PINUCCIA Ma Gino

GINO Taz, par piazer. Cosa stavo dicendo? Ah si: appena hai visitato qualche amico o qualche amica, saluti tutti e torni al collegio dove finirai i tuoi costosi studi, daccordo?

ENRICO Mi spiace, pap, ma non posso.

GINO Come come? (ritornando s stesso) Me cred, prl to bein, ct vorr mia di ct vo piant l! Spero, per il tuo bene, che tu non voglia piantare tutto

PINUCCIA Gino, schdat mia, l appena riv.

Gino, non agitarti, appena arrivato

GINO Taz par piazer! (Riprende il distacco) No, perch se questa la riconosensa per tutti gli sforsi da me sostenuti per farti uscire dalla melma della mediocrit, non posso certo dire di essere soddisfatto di quella persona, in questo caso mio figlio, che non mi lesina ricompense di tale fatta.

PINUCCI A- Parbacco, l sava mia c ter cs istru.

Non immaginavo che tu fossi tanto colto, perbacco

ENRICO Non centra con la riconoscenza. Sono sorte delle complicazioni per cui

GINO L so, limmagin. L so bein qual ennia l to complicazion! Qualcadoin tar scad la testa, tuo padre un padrone, uno sfruttatore, e dai inc e dai adman, e po dopa, crisi dei valori, presa di cosiensa eccetera eccetera: ela cs o no? E tutt i sood c tho speez a dr? Tutt ai ortigh?

Lo so, lo immagino. Le conosco bene le tue complicazioni! Qualcuno ti avr scaldato la testa, tuo padre un padrone, uno sfruttatore, dai e ri-dai, e poi crisi dei valori, presa di coscienza eccetera eccetera: cos o no? E tutto quel che ho speso per te? Tutto alle ortiche?

ENRICO Ma non sono stato io a voler andare in Inghilterra a studiare.

PINUCCIA Qust vera.

E vero

GINO Bein, seinta, poc parol e fum i fatt. T gh da sav che la fabbrica la va mia po tant bein, anzi sum propria in dill toll mia mal, per cui, adess poss ancora che prima, gho d bisogn daiut, d gint in gamba cha studi, E qust par diit: movat a fin parch l to post ormai l ch, in prima linea, a dam una man a saltnna fora, et capi?

Be, stammi a sentire, meno parole e pi fatti. Sappi che la fabbrica non va pi tanto bene, anzi siamo in difficolt, per cui, ora pi che mai, mi serve un aiuto, gente in gamba che abbia studiato, chiaro? E ci per dirti: finisci presto perch il tuo posto ormai qui, in prima linea, a darmi una mano per uscirne, hai capito

ENRICO Insomma, vuoi lasciarmi spiegare o no? Per parlare di certe cose ci vuole calma, ma se continui con questo tono, come si fa?

GINO Nin parlarum, ma a la fein d lann per. Po t far qull ct vorr, in di limit sinteinda. Ma adess, teimp una smana al massim e po aria!

Ne parleremo, ma alla fine dellanno. Dopo di ch farai come vorrai, nei limiti, ovviamente. Ma ora, tempo una settimana al massimo e poi via.

SCENA VI

ORESTE L appena riv, voot fal z and indr?

E appena tornato, vuoi gi rispedirlo indietro?

PINUCCIA O talch, adess si c sum a post. G calva appena lu!

Eccolo, ora siamo sistemati. Ci mancava solo lui.

GINO Pap, par piazer; l un ora c sum a dr a dgla da inteind: saltag mia deintar anca te.

Pap, per favore, sto tentando di convincerlo, non ficcarci il naso, grazie.

ORESTE Taccum subit a cambi tono, parch fein a prova contraria sum ancora to par.

Cambiamo subito tono, intanto, perch sono sempre tuo padre, mi sembra.

PINUCCIA Bein bein, me vag a cambiam, e v anca te, Gino, se no gh subit da brav. Sl ga puccia mia seipar l nz, lu, in di affari d iatar(esce)

Va bene, vado a cambiarmi, e vieni anche tu, Gino, altrimenti si litiga . Se non ci ficca sempre il naso negli affari altrui, non contento.

ORESTE Seintla to muier. La prla propria parch la gha la leingua in bocca. (A lei) Ringrazia l Ciel, puttost, c t catt l meral cl tha spos, se no t sariss ancora in d la m fabbrica a d di point, cara la m Genoveffa!

Senti la signora. Parla solo perch ha una lingua in bocca.

Ringrazia il Cielo, piuttosto, che hai trovato il merlo che ti ha sposato, altrimenti saresti ancora nella mia fabbrica con ago e filo, cara Genoveffa!

GINO Pap, par piazer

Per favore, pap

PINUCCIA (mettendo dentro la testa) Lassa pur cl diga, mninfotta abotta m. Lg bruza ancora parch l mia sta bon da dastaccm da te. Ma slt bruza, bzontla! (esce).

Lascia che parli, sai che me ne importa. Gli brucia ancora il fatto che non riuscito a staccarmi da te. Ma se ti brucia, ungila

ORESTE (a Gino) E po d c tava mia avvis.

Non dire che non ti avevo avvisato

ENRICO Vedo che non cambiato niente.

GINO E la cambiar mai, gho la meint.

E non cambier mai.

PINUCCIA (rientra furibonda) E se t stuff da sta con me, va al ricovr, cs it curan larteriosclerosi, ct ta g n bisogn abotta.

(rientra furibonda) E se sei stanco di stare qui con me, vai pure al ricovero, dove ti possono curare larteriosclerosi, ne hai bisogno.

ORESTE Te si ct gh larterioclerosi, in dl sarvell, la m bella Genoveffa

Tu hai larteriosclerosi, nel cervello, la mia bella Genoveffa

GINO Basta Pinuccia, basta, tegna sar cla bocca l. Andum dadl c gho da parlt, andum (spinge letteralmente fuori la moglie che continua a sbraitare).

Basta Pinuccia, basta, tieni chiusa quella bocca. Andiamo di l, ti devo parlare, andiamo (spinge letteralmente fuori la moglie che continua a sbraitare).

SCENA VII

ORESTE Lt vorr, tegnatla e godatla. Villana lera e villana l rmasta.

Te la sei voluta, ora goditela. Villica era e villica rimasta.

ENRICO Siamo a posto. Qui gi non si va daccordoin pi c anche la mia faccenda

ORESTE Che faccenda? Cos success?

ENRICO Mauna situazione che non pu andare avanti

ORESTE Stat mia bein?

Stai bene?

ENRICO Eh?.si si sto bene, ma no, tutta unaltra storia.

ORESTE Ah si? Mmhhhvda che me ho belle che cap. L una roba d coor, si si, s veda subit.

Ah si? Mmhh.ho gi capito. E una faccenda di cuore, si vede subito.

LIDIA (entrando con la colazione) Sior Oreste , la so clazion.

Signor Oreste, la colazione.

ORESTE Oh Lidia, puntualissima. Eda che donna, qusta l una donna, bella, slanci (Lidia si sistema) flessuosam vegna voia da dag un spissign (glielo d).

Oh Lidia, puntualissima. Guarda che donna, questa una donna, bella, slanciata (Lidia si sistema) flessuosami viene voglia di dare un pizzicotto (glielo d).

LIDIA Orestino!Cio, sior Oreste(esce veloce).

ENRICO Complimenti, nonno.

ORESTE Peinsa mia mal..

Non pensare male.

ENRICO Ah no?

ORESTE Va bein, lassum st cos ert dr a d?

Lasciamo perdere, cosa mi stavi dicendo?

ENRICO Niente, lasciamo perdere (suona il telefono, arriva prima Oreste allapparecchio).

ORESTE Pronto?Chi, prego? Ah si, un attimo(a Enrico) E una donna(sorride).

ENRICO (dopo una pausa) Si(piano) Non ho potuto ancora dire niente. Perch perchma perch bisogna aspettare. E prematuro Cosa vuoi fare? No, aspetta!..pronto, pronto(riattacca) E adesso cosa faccio?.

ORESTE Mmmhh m sa c t combin un pastiss

Sospetto che hai combinato un pasticcio

ENRICO Un pasticcio? No

ORESTE No?

ENRICO Molto peggio.

ORESTE Ecco! E se te t ma spiegass tutt, neh? Magari vedum da catt una soluzion.

Ecco! Se ti volessi spiegare, magari cerchiamo una soluzione

ENRICO (ancora indeciso) Certo certoecco, il fatto cheche

ORESTE Che?

ENRICO Che.

ORESTE Che roba, insumma?

ENRICO (dopo una pausa) Ricordi la figlia del commendator Gervasi?

ORESTE Gervasi?! L sar mia, par chs

Gervasi? Non sar per caso

ENRICO Proprio lui.

ORESTE Oh par bio! G nera dill fiol, ma propria la fiola d Gervasi, canda l to semproni !

Perbacco! Con tutte le ragazze che ci sono, proprio la figlia di Gervasi, santo Dio..

ENRICO Nonno, non sai come vanno le cose? E poi era gi da tempo che ci vedavamo a Piacenza.

ORESTE Lera bein anca par qull che to par l tha mand fein in Australia a studi.

Per questo tuo padre ti ha mandato in Australia a studiare.

ENRICO In Inghilterra.

ORESTE Va bein, tant distess. Ma parbio ! Cardiva c la fiss st una roba da ragass, una cottarleina tant par d..

Ma si, lo stesso. Oh insomma ! Credevo fosse una robetta da ragazzini, una cottarella di poco conto...

ENRICO Il fatto che anche il commendator Gervasi ha avuto la stessa idea di pap : mandare la sua unica figlia a studiare in Inghilterra. E cos lho ritrovata

ORESTE Ma Enrico, propria con la fiola dl vecc sossi d to par? Che adess l f concorreinza a la nossa fabbrica e a momeint l g tr tutt in malora! T gh av una bella idea, propria una bella idea.

Ma Enrico, proprio con la figlia dellex-socio di tuo padre? Che ora fa concorrenza alla nostra fabbrica e ci sta mandando alla malora! Hai avuto una bella idea, proprio una gran bella idea.

ENRICO A me questa ragazza piace, che ci posso fare? Daltronde mio padre a suo tempo ha voluto sposare la mamma senza il tuo consenso, o mi sbaglio?

ORESTE Cust vera! E la g stariss fatta bein a to par, ma Santa Miseria, anca te! Ma st che quand i senn dasgust con to par, vul anca qualca sgiaffa? Adess chi g l diz?

E vero! E gli starebbe bene al tuo paparino. Per, anche tu, santa Miseria! Non sai che quando hanno litigato volato anche qualche schiaffone? Chi glielo dice, ora

ENRICO Ma questo sarebbe nientec dellaltro.

ORESTE Ah si? Pezz da cs, cos g sariss ancora?(lo scruta) spettar mia unragass?

Ah si? Peggio di cos, che ci sarebbe daltro?(lo scruta) non sarete in attesa di ..unfiglio?

ENRICO Beno

ORESTE Meno male!

ENRICO - E gi il secondo che aspettiamo

ORESTE Che roba?!

ENRICO Siil primo arrivato qualche mese fa, e dato che nato in Inghilterra, abbiamo pensato di chiamarlo Johnny. Ho fatto male?

ORESTE Ma non potevi fare meglio! Ennia rob da dmand?

Sono cose da chiedere?

ENRICO Laltro lo attendiamo da tre mesi

ORESTE T mia pers d teimp, dabon, car l m ragass! Guarda, m vegna tutt i sudon !

Non hai perso tempo davvero caro il mio ragazzo! Guarda, sto sudando freddo !

ENRICO Se sar una femmina, la chiameremo Grazia, dato che la mamma si chiama Maria Grazia.

ORESTE Cimla pur Maria Disgrasia! Ma i so d l, cos i dizan?

La puoi chiamare Maria Disgrazia! Ma i suoi genitori, che dicono?

ENRICO Loro mandano i soldi e tacciono. Per ora. Io ho venduto lanello doro, la collanina e tutto il resto. Ma quel che peggio che lei, Maria Grazia, che arrivata insieme a me, vuole venire qui e parlare con mio padre una volta per tutte. E passata dai suoi e tra poco sar qui.

ORESTE Ah, la vegna anca ch! Bon, sum a post.

Viene qua ? bene ! Siamo sistemati.

ENRICO Dici cos perch non la conosci. Maria Grazia una ragazza eccezionale.

ORESTE Se nha fatt du a 18 ann, pi che eccezionale: un fenomeno!

Se ne ha sfornati due a 18 anni, pi che eccezionale: un fenomeno!

ENRICO E non ancora finita

ORESTE Ah no? Di pur so, car l m ragass, di so. Ah no? Dimmi, caro ragazzo mio, dimmi.

ENRICO Il fatto che..

ORESTE Che roba? Spuda, spuda!

Cosa? Sputa, sputa (il rospo, intende)

SCENA VIII

PINUCCIA G calariss po atar cl sa metiss a spud par terra, con tutta la sira cg fagg d.

Ci manca solo che si mettesse a sputare per terra, con tutta la cera che d

ORESTE Si, par fam casc!

Per farmi cadere.

PINUCCIA Ma la testa n gh dubbi c ls rompa.

La testa non si rompe certamente.

GINO Siiv ancora a dr? Seipar tacch cm du razz.

Ancora ? Sempre a litigare voi due.

PINUCCIA L lu cl ma siga.

Lui mi stuzzica.

GINO Bein, me vag z, gho da ved un rappresentant. Intant te (a Enrico) va pur a salut voin e latar che l teimp la streinza. Sta bein atteint, per, da and mia dai Gervasi, che con lur, abbiamo chiuso. Chiaro?

Io scendo, devo vedere un rappresentante. Tu intanto (a Enrico) comincia a salutare luno e laltro che il tempo stringe. Attento, per, a non andare dai Gervasi, che con loro abbiamo chiuso. Chiaro?

ORESTE (ha un attacco di tosse)

PINUCCIA Cos fat? Tingnat?

Che succede? Soffochi?

GINO Cos t datt adoss?

Che ti prende?

ORESTE Gnint gnint, m vegn un raspein(esce tossendo)

Nulla, mi venuto un raspino in gola

GINO Bohbein, allora vag. Arvedass.

Boh.allora vado. Arrivederci a tutti.

PINUCCIA Saluta to par.

Saluta il pap.

ENRICO Si, ciao(Gino esce).

PINUCCIA (dopo una pausa) Allora, podom savil finalmeint parch t vegn a c? Me t fag la tigna, ma voi bein anca sav, vera? Ch gh sotta qualcos

(dopo una pausa) Allora, si pu finalmente sapere perch sei tornato? Io ti appoggio, lo sai, ma voglio ben sapere? Qui c sotto qualcosa

ENRICO Mamma, scusami ma non il momento.(improvvisando) Ah senti, ho portato con me unamica duniversit e libera la camera degli ospiti?

PINUCCIA La camera degli ospiti?

ENRICO Si ferma un paio di giornicredo

PINUCCIA Oh Signor, e in dov ela c lho mia vista?

Dio, e dov, non lho mica vista.

ENRICO Arriver tra poco, credo

PINUCCIA D maEnricoguarda un po in fassia to mar: ela la to morosa? Eh? (gli d una leggera gomitata) E diil a to mar, so!

MaEnricoguardami bene negli occhi: la tua fidanzata? Eh? (gli d una leggera gomitata) E dillo a tua madre, dai!

ENRICO Be, ecco

PINUCCIA (esultando) Ohhh, t t decis finalmeint!

Ti sei deciso, finalmente.

ENRICO Eh?!..Si, , diciamola mia fidanzatina, si, eccoforse anche qualcosa di pi

PINUCCIA Ohi ohi, l propria una roba seria. E pens anca da sposav?

E proprio una cosa seria. Epensate di sposarvi?

ENRICO Gi fattoCio, no!

PINUCCIA Cosa?

ENRICO Stavo scherzando. Ci abbiamo pensato, ecco

PINUCCIA Ah bein! Veda, sum propria conteinta c t dasming la fiola d Gervasi! Me, par carit la cognoss gnanca, to par po l lha mai vista, per Enrico, lera mia la ragassa par te.Sono proprio contenta! Vag subit a prepar la camra: qusta s c l una novit.

Ma dzum gnint con to par: g fum una sorpresa! (esce ridacchiando).

Ma bene! Guarda, sono cos contenta che hai dimenticato la figlia dei Gervasi! Io posso dire di non conoscerla neppure, tuo padre, poi, non lha neppure mai vista, per non era la ragazza per te. Sono proprio contenta! Vado a preparare la camera.

Ma non diciamo nulla con tuo padre: gli facciamo una sorpresa! (esce ridacchiando)

ENRICO Si, una bella sorpresa

ORESTE Allora, ela riva?

E arrivata?

ENRICO Chi?

ORESTE Che manera chi? La Disgraziacio la Grazia.

ENRICO Non ancora(suonano alla porta) Questa lei!

LIDIA Arrivo, e un attim(rientra quasi subito) la signorina Maria Sgrassia ma chi ela?

SCENA IX

M,GRAZIA Lo sa molto bene Enrico chi sono io (Lidia esce). Lei il padre, immagino.

ORESTE La ringrazio, ma sarei il padre del padre.

M.GRAZIA La facevo pi giovane.

ORESTE Grazie Grazia. Be, meglio che tolga il disturbo e che vi lasci solitantormai!

M.GRAZIA Resti pure, se vuole. Tutti devono sapere. Dobbiamo andare fino in fondo.

ORESTE Giustissimo. Per intant si z riv un bel po innans, o no? Con permesso (esce).

Giustissimo. Intanto, per, siete arrivati gi molto avanti, no? Con permesso

M.GRAZIA Cosa intendeva? Vuoi dire che sono gi al corrente?

ENRICO Ah sisanno tuttoho raccontato tutto, come volevi tu

M.GRAZIA Finalmente! E come lhanno presa?

ENRICO Come lhanno presa? Be, insomma, cos cosnon hanno fatto salti di gioia..

M.GRAZIA Enrico(sospettosa) perch ti sei tolto la fede dal dito?

ENRICO La fede?! Ah, si, avevo paura di perderla: ho perso qualche chilo, sono dimagrito

M.GRAZIA (fissandolo) Enrico, hai detto proprio tutto? Hai spiegato che abbiamo oramai due bambini? Che viviamo da mesi alle spalle dei miei? Che ci siamo sposati in gran segreto e che non si pu pi andare avanti cos? Eh?

ENRICO Sstttt (zittendola)sssii, si, certo

M.GRAZIA Bene, voglio fidarmi di te.

SCENA X

PINUCCIA Buon giorno.

M.GRAZIA Buon giorno.

ENRICO Maria Grazia, ti presento mia madre.

M.GRAZIA Molto piacere. Sono sicura che andremo daccordo.

PINUCCIA Ma sicura ma veda,la sasmeia tant a una parsonama savriss mia d a chi

Bein, gnint. Allora lei sarebbe, diciamo, lamichetta dellEnrico...?

Certamente ma... assomiglia tanto a una personanon saprei dire chi,per.

Be, lasciamo perdere. Allora lei sarebbe, diciamo, lamichetta dellEnrico...?

M.GRAZIA (ridendo) Ah ah, si, diciamo cos

PINUCCIA E di dov scusi?

ENRICO Di Piacenza, mamma. E di Piacenza anche lei

PINUCCIA Ma no! Che combinazion! Magari ch v cognossivva gnanc, e po v s trov lam, in Africa.

Guarda il caso! Magari qui non vi conoscevate neppure e poi vi siete trovati l, in Africa.

M.GRAZIA Ah, ah (ride divertita) , pi che in Africa , in Europa signora. Studio anchio in Inghilterra, non lo sapeva? Comunque, guardi, ho deciso di smettere.

PINUCCIA Oh, e parch?

M.GRAZIA Capir, comincio ad avere una pancia!

PINUCCIA (sorpresa) Una pancia?! Ahhhh, lei vuol dire che sgionfa, che stufa, ecco.

Ma si, cosa va a fare una donna persino a l a studiare? Ma cla stagga a c a f di pisarei fatt a man (tipica pasta piacentina, n.d.a.) madziva la povra nonna. Specialmeint, po, quand a gh un om cl guadagna bein, che magari l gha so una fabbricaghoi ragion, Enrico?

(sorpresa) Una pancia?! Ahhhh, lei vuol dire che gonfia, che stufa (stanca, n.d.a.), ecco. Ma si, cosa va a fare una donna persino a l a studiare? Stia a casa sua a fare dei pisarei fatti a mano (tipica pasta piacentina, n.d.a.) come diceva la mia povera nonna. Specialmente, poi, quando c un uomo che guadagna bene, che magari ha la sua fabbrichetta, dico bene Enrico?

ENRICO Oh certo, certo.

PINUCCIA E quanto si ferma?

M.GRAZIA Un paio di giorni. I miei sono via, ma appena tornano li far venire qui, immediatamente.

PINUCCIA Li fa venire qui, immediatamente? Ma Enrico, s z cs innans, e n t ditt gnint! T propria un gallett cm to par.

Li fa venire qui, immediatamente? Ma Enrico, siete gi cos avanti e non mi hai detto nulla! Sei proprio un galletto come tuo padre.

M.GRAZIA Be signora, mi spiace interrompere la conversazione, ma dovrei andare in camera. Sono stanca del viaggio e poisa, mi sento un peso addosso..(si tocca la pancia)

PINUCCIA Si, capisco, il gabinetto in fondo al corridoio.

M.GRAZIA Guardi che io non intendevo

PINUCCIA Mi scusi, forse ho interpeterato male. Eh lo so, lo so, ag sum st in mera anca me. Ci si sente quella frenesia addosso, quella non vero, Enrico?

Mi scusi, forse ho interpeterato male. Eh lo so, lo so, ci sono passata anchio. Ci si sente quella frenesia addosso, quella non vero, Enrico?

ENRICO Eh?..Ah si,si..

PINUCCIA Ma viatar, par carit, f mia di brutt scherz, neh!

Per voi, non fatemi brutti scherzi, per carit!

M.GRAZIA Chi, noi? Par carit, ne abbiamo gi abbastanza.

SCENA XI

ORESTE ( A Enrico) Edr c rva to par.

Sta arrivando tuo padre.

ENRICO Vieni Maria Grazia, ti porto a vedere la camera. Andiamo!

PINUCCIA Ma faccio io.

ENRICO No, no, laccompagno io (la trascina fuori).

M.GRAZIA Ci vediamo (escono velocemente).

PINUCCIA Va vaAh, lamore. Lidia, Lidiaaa!

LIDIA - Cos gh?

Cosa c?

PINUCCIA Senti Lidia, da oggi abbiamo un ospite, per cui, ti raccomando di tenere un contegno correttoso, di ciciarare poco e si ciaman, corri. Corri, hai capito?

LIDIA Parbacco, curr mia z a basta: adess m mettar a vol.

Come no, non corro gi abbastanza? Voler, caso mai

PINUCCIA E guarda da f bell ved, se no

E non farmi fare brutte figure

ORESTE Parch, vala mia bein acs?

Non va bene cos come ?

PINUCCIA Prun rustigon tamme te l anca tropp, ma le l feina, veh, s veda subit. Una ragassa intiliginta, seria, tutta casa e chiesa. Ma la sasmeia tant a vuna, per so mia d a chi.

Per un bifolco par tuo anche troppo, ma quella fine, veh, si vede subito. Una ragazza intelligente, seria, tutta casa e chiesa. Assomiglia tanto a qualcuno, ma non saprei dire a chi.

GINO Chi riva?

E arrivato qualcuno?

ORESTE Ma fat a sav che riv qualcadoin?

Come fai a sapere che c stato un arrivo?

GINO Parch gh z un tassista cl mha serc di sood.

Un tassista mi ha cercato dei soldi.

PINUCCIA E vegn unamiza d lEnrico: unamisona a quanto pare.

E arrivata unamica di Enrico, unamicona, a quanto pare

GINO Ah si, e allora?

PINUCCIA Ls ferma du d, e, m sa, Gino, cg sum par lEnrico.

Si trattiene due giorni, Gino, e credo che ci siamo.

GINO E dai pur, la va tanta tonda. E po fam mia riid: un imbran cm lu.

E dai, ci va tanto bene!. E poi, fammi ridere: un imbranato come lui!

ORESTE Spetta a diil, spettan sa s mai cm i vann a fin il roob.

Aspetta a dire, aspettanon si pu mai sapere come vanno le cose...

PINUCCIA Bein, adess mandum a pag l taxi. Lidia!

Be, adesso mandiamo a pagare il taxi. Lidia!

GINO E io pago.

LIDIA Cla diga.

Dica.

PINUCCIA Va z a pag l tassista dabass.

Scendi a pagare un taxi

LIDIA E i sood?

I soldi?

PINUCCIA Drova i tu pradess, gho mia d moneda. Po t ti do.

Mettili tu, per ora, non ho moneta. Domani te li rendo.

LIDIA - Ho cap, ho belle che cap, la solita sonda (estrae il borsellino dal seno).

Ho capito, ho gi capito, la solita storia (estrae il borsellino dal seno).

GINO E adess in dov ela la signorina?

Ora dove sarebbe la signorina?

ORESTE In camra.

In camera.

GINO I taccarann mia subit, sperum.

Non cominceranno mica subito, spero.

PINUCCIA Ma Gino, l seria la ragassa, lho vist subit me, tl s c gho locchio cinico. Me i paiass i cognoss a vista docc. E m sum sbagli appena una vota.

Ma Gino, seria la ragazza, lho capito subito io, sai che ho locchio cinico. Io i pagliacci li individuo subito. E mi sono sbagliata solo una volta.

ORESTE Ah si? E Quand?

PINUCCIA Quand ho spos to fio. Per, mi cambian i teimp: adess i portan lanell d fidanzameint compagn compagn a la vera.e po ho not anca unatra roba

Quando ho sposato tuo figlio. Per, come cambiano i tempi: ora portano lanello di fidanzamento identico alla fede.e poi ho notato unaltra cosa

GINO Cosa?

PINUCCIA Che lEnrico l gha mia po lanell ct ghv regal prl compleann.

Che Enrico non ha pi lanello che gli avevo regalato per il compleanno.

ORESTE Ah siparch l mha dittc lha pers in pisina, a nud.

Ah siperch mi ha dettoche lha perso in piscina, mentre nuotava.

GINO Cosa? In piscina?

PINUCCIA E l mia fatt vud la vasca? Ciam i pompier?

E non ha fatto svuotare la vasca? Chiamato i pompieri?

ORESTE Te t sariss bona anca da fal.

Saresti sata capace di farlo, tu.

GINO Ma l gniva un occ d la testa: lera tutt dor massiss con du brillant gross acs!

Mi costava un occhio! Era in oro massiccio con due brillanti cos!

ORESTE E l mha ditt c lha pers anca la cadeina, tant cl sa lavava l coll.

E mi ha detto, anche, che ha perso la catenina, mentre si lavava il collo.

PINUCCIA Cosa? La cadneina con la Madonna a tacca? O Signor!

Cosa? La catenina con la Madonna ? O Ges!

GINO Ma l propria un imbambol, parbacco! Lho seipar ditt me!

Ma proprio un rimbambito, perbacco! Lho sempre detto, io

PINUCCIA Adess g dir da lavass po i deint. Voriss mia cl perdiss l capsul dor cl gha in bocca.

Gli dir di non lavarsi pi i denti. Non vorrei che perdesse anche le capsule in oro che ha in bocca.

LIDIA (arrabbiata) La to forca! Che pressi, ma din dov vegnla la signorina Sgrassia, da Napul?

(arrabbiata) Perbacco, che cifra, ma da dove proviene la signorina Sgrassia, da Napoli?

ORESTE Toh, ciappa.

Prendi.

LIDIA Ah bein. Adess taccum a ragion. Ah, gh un telegramma.

Bene. Cos va meglio. Ah, c un telegramma.

PINUCCIA (prendendolo) Chi pol ess?

Chi sar?

LIDIA So mar, la siora Eva, la diza cheOh pardon.me vag(esce).

Sua madre, la signora Eva, dice cheOh pardon.vado(esce).

PINUCCIA (legge) Propria le. La scriva c la vegna adman e ls ferma una smana.

(legge) Proprio lei. Dice che arriva domani per fermarsi una settimana.

GINO Bon! Gh po ansoin atar?

Bene! C qualcun altro?

PINUCCIA Tariss da svargognat! L un ann c l vedva e tutta da par l, la gar pur l diritt dand a trov so fiola, no? Me, l sopport pur to par!

Ma non ti vergogni? E un anno che vedova e tutta sola, non avr il diritto di andare a trovare sua figlia? Io lo sopporto tuo padre, o no?

ORESTE A parte il fatto che sg fiss mia la Lidia, par quant a te

A parte il fatto che se non ci fosse la Lidia, in quanto a te

PINUCCIA Lho belle che cap, te e la Lidia!

Lho gi capito, tu e la Lidia

ORESTE Sg fiss mia le, podriss and in gir scianch cm un ladr e mangi quand a capita. E te, che adess t f tanta muffa, fatt vegn in meint mt parlav quand a ghera da spos l meral. Parch te (a Gino) t st propria un bel meral!

Se non ci fosse lei, potrei girare come uno straccione e mangiare saltuariamente. E tu, che ora ti dai tante arie, vedo che non ricordi pi come parlavi quando cera da sposare il merlo. Perch tu (a Gino) sei stato proprio un bel merlotto!

GINO Pap

PINUCCIA L meral l gha poss conision che te. E po sl ghera mia lu con la so sinsa e la so inteliginsa,la to fabbrica la sariss z and a fiscetti da un bell tocch, car l m industrial di m calzitt!

Il merlotto molto pi intelligente di te. E non ci fosse stato lui con la sua scienza e la sua intelligenza, la tua fabbrica sarebbe gi andata a ramengo da un bel po, il mio bellindustriale dei miei pedalini!

ORESTE Infatti, batta ancora qualca mees, e a fiscetti ag va l to meral. E allora t gar da mollaia l pellicc e i brillant, ca z tant s cognossa c t una villana!

Infatti, aspetta ancora qualche mese, e a ramengo ci va il tuo merlotto. E allora dovrai mollarli i brillanti e le pellicce, che tanto si vede che sei una villica!

PINUCCIA Ah si? E din dova?

Ah si? E da dove?

ORESTE Dallodor da stalla ct lass in gir!

Dallodore di stalla che lasci nel passare

PINUCCIA T po d qull ct vo, intant m mar la fag vegn quand a voi in c mia!

Puoi dire ci che vuoi, mia madre la faccio venire quando mi pare in casa mia!

ORESETE Cuc, in c tua! Col cuc, cara la m bella Genoveffa!

Cuc, in casa tua! Col cuc, mia bella Genoveffa

PINUCCIA E ciamam mia Genoveffa, m ciam Pinuccia

Non chiamarmi Genoveffa, il mio nome Pinuccia.

GINO Adess s c sum a post! (la trascina fuori, mentre sbraita contro Oreste).

Ora s che siamo sistemati!

s i p a r i o

A T T O II

Stessa scena dellatto precedente.

Vuota.

Entra Gino.

GINO LidiaLidia, in dov et?

Lidia, dove sei?

LIDIA Sum ch, sum ch. Sim ciaman mia duzeint voot in duna giorn.

Eccomi, mi chiameranno 200 volte al giorno

GINO Ela riv la siora Eva?

E arrivata la signora Eva?

LIDIA Chi?

GINO La mamma d m moier. Ela riv da par le o bisogna andla a to?

La mamma di mia moglie. Arriva coi suoi mezzi o la dobbiamo andare a prendere?

LIDIA No, l z ch. L dadl con la siora Pinuccia.

No, gi di l con la signora Pinuccia.

GINO E lEnrico in dov ela and? Da quand l vegn a c nin va dritta gnan vuna. Adess po l riv anca cla piva inversa l!

Enrico dove andato? Da quando tornato va tutto storto. Ora arrivata anche quella piva inversa (modo per dire: lagnosa, seccatrice, n.d.a.)!

LIDIA So fio l and fora con la sgambisona d la so amisa(pausa) E adess, sior Gino, intant che sum da par noi, sciarum l roob, parch ch la faccenda la va mia po tant bein.

Suo figlio uscito con la sua amica coscialunga(pausa) E ora, signor Gino, dato che siamo soli, chiariamoci , perch le cose non vanno pi tanto bene.

GINO Anca te, adess? Bon, d pur la tua, tant c sum a dr.

Ti ci metti anche tu, ora ? Parla.

LIDIA Capita cl lavor l seguita a cress d par d: una vota arriva la Maria Sgrassia, unatra la mamma d so moier, tutt i ciaman, tutt i volan e locon d la Lidia la curra, la curra! Ma me gho appena du man e a vul ho gnamm impar, m summia spieg?

Succede che il lavoro in aumento giorno dopo giorno: prima arriva la Maria Sgrassia, poi la mamma della signora, tutti chiamano, comandano e loca della Lidia corre! Ma io ho solo due mani e non so ancora volare: mi sono spiegata?

GINO Ela colpa mia se sta c ch l a momeint po affoll che lAlberg Roma? Cos ghoi da ditt me? Ascoltia mia tutt l voot.

E colpa mia se questa casa quasi pi affollata dellAlbergo Roma? Cosa posso dirti? Non prestare orecchio a tutti.

LIDIA Sariss a d che d sood s nin veda mia?

Risultato, di soldi non se ne vedono

GINO Lidia, capissa,l un momeint gram, i affari i vann mia tant bein, tutta par colpa d Gervasi

Lidia, comprendimi, un momento difficile, gli affari non vanno tanto bene, e tutto per colpa di Gervasi

LIDIA Chi? L so sossi duna voota? Ah, sl ma d sotta!

Chi? Il suo vecchio socio? Se mi capita sotto le mani?

GINO S tratta da port pazinza ancora un po. Quand la barca ls sar drizz, g nin sar par tutt.

Bisogna portare pazienza ancora un po Quando avremo raddrizzato la barca, ci sar qualcosa per tutti.

LIDIA Va bein, ho cap, ho cap. Ma acs s pol mia and innans. Cur ses sgoinfador in duna vota sulasum mia d ferr, veh! Vorr dire che ridurr il servissio!

Va bene, ho gi capito. Ma cos non si va avanti. Occuparsi di sei rompicoglioni non facilenon sono inossidabile! Vorr dire che ridurr il servissio!

GINO E fa mt vo! Fai come ti pare!

LIDIA Chi garmetta, intant, enn seipar i povar diavol (esce).

Sono sempre i poveri diavoli che ci rimettono (esce)

SCENA II

Entrano Pinuccia ed Eva.

PINUCCIA Talch l Gino.

Ecco Gino!

EVA L m Gino! V ch, lssa ct baza!

Il mio Ginetto, vieni a baciarmi per bene

GINO Eva, par piazer

Eva,. Per favore.

EVA Ma che Eva! Quant voot ghoi da ditt da ciamm mamma.

Quante volte devo dirti di chiamarmi mamma

GINO Va bein: mamma, ma stat?

Va bene: mamma, come stai?

EVA Benone! E te? E la fabbrica?

Benone , E voi? La fabbrica?

PINUCCIA Par clal gh di problema gross.

Ci sono problemi grossi

EVA Ohhhallora sum capit in dun brutt momeint.

Ohh..dunque son capitata in un brutto momento

PINUCCIA Ma no, t po vegn quand t vo.

Sai che puoi venire quando ti senti

GINO Ah seinta Pinuccia, intant che vegn a c l bell articol d to fio, f una roba: preparag la valiza, parch ch l nha belle che fatt a basta. Stasira o dman matteina al massim l parta.

Ah senti Pinuccia, prima che arrivi quel bel soggetto di tuo figlio, fai una cosa: preparagli la valigia, perch qui ne ha gi combinate abbastanza. Stasera o domani mattina al massimo, riparte.

EVA E prand in dov?

Per andare dove?

GINO Al colleg.

In collegio

PINUCCIA Cos success ancora?

GINO Ah gnint: success che to fio

Nulla: solo che tuo figlio

PINUCCIA D mia seipar to fio, to fio: t gher anca te, o no?

Ma non dire sempre tuo figlio, tuo figlio: c eri anche tu, se non sbaglio

GINO Mah! m vegna qulca dubbi chel sia propria m fio. A me l sasmeia gnan un briiz.

Mah! Ho qualche dubbio che sia proprio mio figlio. A me non assomiglia per nulla

EVA Cos vorissat d? Che m fiola

Che intendi dire? Che mia figlia

PINUCCIA Lssa pur cl digga, g sum abitu, tra lu e so par, ma me tuccasentum, cos al fatt stavota?

Lascialo dire, sono allenata, tra lui e suo padre, ma io non me ne curosentiamo un po, cosa ha fatto stavolta

GINO Ah gnint! L and z in fabbrica e me ho ditt: voot ved cl tacca a passionss al lavor? Invece no! Lha parl con Aldo, l sindacalista, hann discut che inc l sariss un d semifestivo, e lu st cos lha fatt?

Ah, nulla! E sceso in fabbrica e allora ho pensato: forse comincia ad appassionarsi al lavoro. Invece no! Ha parlato con Aldo, il sindacalista, hanno convenuto che oggi sarebbe un giorno semifestivo, e lui sai cosa ha fatto?

EVA Cos hal fatt?

Che ha fatto?

GINO Lha mand a c i operai! Con la so grassia e l so sorriso, via! Tutt a c! Tl digh m, lur: i hann ciapp la corsa e chi si visto si visto. Me ho brav una smana par fia vegn a lavor parch gho una grama consegna urginta, e lu, bell bell, li mand a c, retribuiti naturalmente. Tlho ditt chi ghann scad la testa, ma adess g l rinfresch me, se g lha cda: g do una lavda d socca!

Ha mandato a casa gli operai! Con la sua grazia e il suo sorriso, via! Tutti a casa! Loro? Hanno preso la rincorsa e chi si visto si visto. Io ho faticato una settimana per farli venire a lavorare dato che ho una misera consegna urgente, e lui, bel bello, li manda a casa, retribuiti naturalmente. Gli hanno montato la testa, ma ora gliela rinfresco io se ce lha calda: gli do una lavata di zucca!

PINUCCIA Stava atteinta cos lva fatt.

Credevo avesse fatto chiss cosa.

EVA Lha fatt bein, invece. Inco dop l mesd lavora ansoin. Me digh c lha fatt bein,

Ha fatto bene, invece. Oggi pomeriggio non lavora nessuno. Io dico che ha fatto bene

PINUCCIA Mamma, tucca mia qull tast l.

Mamma, non tocchiamo quel tasto

GINO Si, parch l mia la giorn giusta.

Esatto, non la giornata giusta

EVA Insomma, t seipar a dr a critic qull povar ragass l. Lu l bon, bon cm l pan.

Insomma, tu lo critichi sempre quel povero ragazzo. Lui buono, un pezzo di pane

PINUCCIA Cust vera. Lu l po mia ved i ingiustizi.

Vero, non pu vedere ingiustizie

GINO Si Eva, l so, l so, l so bein in dov t vo riv, te. Ma, par piazer, tirum mia fora unatra vota cla veccia faccenda l, neh? Par piazer!

Si Eva, lo so, lo so, so bene dove vuoi arrivare. Ma, per favore, non riprendiamo quel vecchio argomento, vero? Per favore!

EVA (fingendo) Ma qula?

Quale faccenda?

GINO - Eva, o mamma mt vo te, l so z cos tinteindat da d.

Eva, o mamma come pi ti piace, so cosa intendi tu.

EVA Chi? Me?! C possa moor la Pinuccia, se me

Io?? Possa morire la Pinuccia se io

PINUCCIA D, mamma!

GINO Ehh, cardiva cl fiss chiett! E invece no. Con la storia cl bon, tropp bon

Credevo che si fosse messa tranquilla ! E invece no. Col fatto che troppo buono

EVA Ma sicura. Propria! Ma vedt mia c l mia port par i affari dl to mond, piin dimpostor e d ladar? Lu l mia acs: lu l gha la vocazion da fa l pret!

Ma certo. Sicuro! Ma non vedi che non portato per quel tuo mondo pieno di imbroglioni e di ladri? Lui non cos: lui ha la vocazione per fare il prete !

PINUCCIA Mamma, num z parl almeno deez voot. Lum miss anca un ann in seminari par contintt, ma adess basta. E dag un tai, par carit!

Mamma, ne abbiamo gi parlato almeno dieci volte. E stato anche un anno in seminario per accontentarti, ma ora basta. Diamoci un taglio, per carit!

GINO Lariss zur, guarda, che par vegn te, gava da issg un motiv.

Lavrei giurato, guarda, che per venire qui dovevi avere un buon motivo.

EVA Nho parl anca con Don Giovann e anca lu l daccordi che qull ragass l, se indirizz bein, al podriss avigh la vocazion. Ma vediv mia cl sinteressa mia dl fiol, mentre invece tutt i ragass d la so et, chiss quant voot hanno formicato?

Ne ho parlato con Don Giovanni e anche lui concorda che il ragazzo, se ben indirizzato, potrebbe avere la vocazione. Non vedete che non sinteressa delle ragazze, mentre tutti i ragazzi par suo, chiss quante volte hanno formicato?

GINO Mia tutt i polan iess di gallett tamme me, modestameint

Non tutti sono dei galletti come me, modestamente

Ah si, l so ct f l gallett dr a la Maria Grazia. Ma st atteint!

Ah si, lo so che fai il galletto con Maria Grazia. Ma attento

GINO Chi, me? Io?

PINUCCIA Si, ma sta in gamba (sta attento)

GINO Ma cos ditt so?

Ma che stai dicendo?

EVA E chi la sta Maria Grazia?

Chi sarebbe questa Maria Grazia?

GINO Mah, unamiza dEnrico

Unamica di Enrico

EVA Unamiza? Donna?!

Unamica? Donna?

PINUCCIA Si donna. Ls ferma fein a dman e l Casanova l fa locn: Signorina la porto qui? Signorina la porto l? Guarda che l gamb prand ghi ancora, neh! E invece da f tant l spirituz, fag veed la pancera elastica e i snuccer pri reumatism, car l m gallustron!

Si donna. Si ferma da noi due giorni e il Casanova fa lo sciocchino: Signorina la porto qui? Signorina la porto l? Guarda che non ha perso luso delle gambe! E invece di fare tanto lo spiritoso, falle vedere la pancera elastica e le ginocchiere per i reumatismi, caro il mio galletto senza cresta!

GINO - Oh, ma te!

EVA E cm mai lha port in c una donna?

Come mai ha portato qui una donna?

PINUCCIA Parch, anca se in ritardi, l vorr mettas a formicare anca lu.

Perch, anche se in ritardo, vorr cominciare a formicare anche lui.

EVA Ma no! Me cred mia

Ma no, non credo

GINO - Ah no? T gh da ved che tocc d

No? Dovresti vedere che pezzo di

PINUCCIA Gino

GINO _ merce

EVA L impossibilla sar appena appena una so amisa...e po

Impossibilesar soltanto una sua amica...e poi

PINUCCIA E po, cosa?

EVA E po ho invid don Giovann a to l th da noi, par fal parl con lEnrico.

Poi ho invitato don Giovanni a prendere un th, per farlo parlare con lEnrico

GINO Bon! Le la f, la desfa, tamme sla fiss in c sua.

Bene! Lei fa e disfa come fosse a casa sua.

EVA Insumma, lavvenire d qull ragass l l ma st in sl stomagh, e voi dag ancora una possibilit.

Insomma, lavvenire di quel ragazzo mi sta molto a cuore (letteralmente: sullo stomaco, n.d.a.) e voglio dargli ancora una possibilit.

PINUCCIA Sera ditt c snin parlava po.

Non ne dovevamo parlare mai pi

EVA Si, ma che mal a gh sl prla col pret? Dop tutt i espirinzi cl gha av, magari l s dasfard da la feed, ma se invece l sa fiss scad possa? Sl sa fiss incalor? Insomma, pristavota

Si, ma che male c a farlo parlare col prete? Dopo tutte le esperienze che ha avuto potrebbe anche aver perso la fede, ma se invece si fosse ancor pi appassionato? Se si fosse surriscaldato? Insomma, per stavolta

GINO Fa pur! Tanta sl gha la sgazza, tl digh me!

Se ha la amica , te lo raccomando!

PINUCCIA Ma c la sia lultma vota, neh?

Che sia lultima volta

EVA L zuur in sla to testa.

Lo giuro sulla sua testa

PINUCCIA E dai! (suonano).

SCENA III

PINUCCIA Lidia, la porta.

LIDIA (da fuori) Servissio dimezato: varivla viatar!

Servizio ridotto, apritevela!

PINUCCIA Che minera?

Cosa?

GINO Vag me. La vol fa l so siopero d protesta anca le: l fann tutt, voot mia cl la fagga l? Vag me (esce).

Vado io. Vuole fare uno sciopero di protesta: ormai lo fanno tutti, vuoi che lei rimanga indietro? Vado io (esce).

EVA S gnamm vist l sior Oreste, neh?

Non abbiamo ancora visto il signor Oreste, vero?

PINUCCIA L sa far ved anca tropp, preoccupat mia.

Lo vedremo anche troppo, non ti preoccupare.

ORESTE (entra con Gino) Ohhh, la siora Eva.

PINUCCIA Cos tavia ditt?

Infatti!

EVA Guarda d, l sior Oreste! Guarda cm l bell lustar: po l vegna vecc, po l vegna bell.

Ma guarda il signor Oreste! Guarda come lucido: pi invecchia, pi diventa bello.

ORESTE Cl vegna Don Giovann.

Entri pure , Don Giovanni

DON GIOVANNI- Pace in questa famiglia.

GINO Lha fatt bein a portan un po, parch in c lum fin tutta.

Ha fatto bene a portarne un po, perch qui lavevamo finita.

ORESTE Lho catt tacca a la ciesa e par tutta la stra l mha parl appena d sant e d Signor, ma me, in confideinza, nho cap una bella Madonna!

Lho incontrato vicino alla chiesa e lungo la strada mi ha parlato solo di santi e del Signore, ma io, detto in confidenza, non ho capito una Madonna!

DON GIOVANNI Signor Oreste, sl la stufava cs tant l podiva anca dimal, che me moffindiva mia, sala?

Signor Oreste, se la disturbavo tanto, poteva anche dirmelo, non mi offendevo, sa?

ORESTE Ma scarsava: lu l sincapela subitE la siora Eva, stala un po con noi?

Ma scherzavo: lei si scalda subitoE la signora Eva, si ferma un po con noi?

GINO Le so mia, ma me vag: sum z in ritardi. Arvedass Don Giovann.

Lei non saprei, ma io vado subito: sono in ritardo. Arrivederci don Giovanni

DON GIOVANNI S vedum a messa domincasperum

Ci vediamo a messa, spero.

GINO Eh, sperum(esce).

Speriamo

SCENA IV

PINUCCIA Adess vedum se l pront l th, eh Don Giovann, parch ch anca la Lidia la tacca a f siopero.

Vedo subito se pronto il th, eh Don Giovanni, perch deve sapere che anche qui da noi la Lidia si messa a scioperare.

DON GIOVANNI Ma lEnrico, ghel mia? M sariss piaz vedal, qull ragass l.

Enrico, non c? Mi piacerebbe vederlo, quel ragazzo.

PINUCCIA Si si, sum z tutt.

Sappiamo tutto.

EVA L sar ch a momeint.

Sar qui a momenti

ORESTE Lera par str con un operari d la fabbrica, adess l rivar. Ma sedumas, no?

Era in strada con un operaio della fabbrica, sar in arrivo. Ma sediamoci, prego.

PINUCCIA Lidia!

LIDIA Si, dica.

PINUCCIA Oh, t bein dvinta feina. El pront l th?

Oh, come sei diventata fine (raffinata, n.d.a.) . E pronto il th?

LIDIA Si.

PINUCCIA E allora portal, no ?

Dunque, servilo.

LIDIA Si. Me l port, per, come daccordo col sior Gino per il servissio dimezato, viatar porta via l tazz e i lav, anca.

Si. Io lo porto, per, come daccordo col signor Gino per il servisio dimezato, voi portate via le tazze e le lavate.

ORESTE E magari Don Giovann l ga d un bel fargn, par sugia.

E magari Don Giovanni gli d una bella fregata

DON GIOVANNI Ma cos credal? Cm vergogna, forse? Con la m perpetua, appena fin da mangia, na d di fargon!

Ma cosa crede? Che mi vergogni forse? Con la mia perpetua, appena finito di mangiare, ne d di fregate!

ORESTE Lariss zura!

Ci avrei giurato

DON GIOVANNI (Capendo la malizia) Lu, sl la vota mia seipar in sla malizia

Lei ha un occhio molto malizioso

PINUCCIA Sa Lidia, porta, po vedrum.

Su Lidia, porta, poi vedremo.

LIDIA esce e rientra subito dopo col vassoio mentre gli altri parlottano, poi di nuovo fuori.

EVA E allora, Don Giovann, cos cointl d bell?

Allora, Don Giovanni, cosa ci racconta di bello?

DON GIOVANNI D bell, gnint! Prun pret ved che la gint la perda la religion d par d

Oh, proprio nulla! Per un prete, vedere quanta gente perde la fede

EVA Ah si, la crisi delle vocazioni.

ORESTE La crisi dei valori.

PINUCCIA Ah si? E cala lor? No, parch g nariss un po in c

Ah si? E calato loro? No, perch ne avrei un po in casa e

DON GIOVANNI I valori morali, signora, quelli morali.

PINUCCIA Ah bein si, s capissa

Certo, certo

EVA A cmins dai spettacol: le l prima d tutt c vegna l scandul.

Cominciando dagli spettacoli: da l anzitutto che proviene lo scandalo.

DON GIOVANNI Parlamna mia, par carit! I ragass d la parrocchia, i senn miss a dr a f una commedia. Me ho ditt: bravi ragazzi! Par fortoina che ho lez l copion: a momeint m vegna tutt i cav riss in testa.

Non parlatemene, per carit! I giovani della parrocchia, stanno preparando una commedia. Ho pensato: che bravi ragazzi! Per fortuna ho letto il copione: mi si sono drizzati i capelli in testa.

ORESTE E me ca voriva port la siora Eva al cino, dman passa. Cos dizla?

Io volevo portare la signora Eva al cinema, dopodomani. Che ne dice ?

EVA E a ved cosa?

A vedere cosa?

ORESTE (sussurra un titolo allorecchio di Eva)

EVA (scandalizzata, ma non troppo) Ohhhh!

PINUCCIA Seipar l solit sbrodlon!

Il solito sporcaccione.

ORESTE Ha parl la bigotta.

Sentila, la bigotta

EVA E chi g lha ditt con lu che me sariss vegn?

E chi le dice che io ci sarei venuta ?

DON GIOVANNI Brava Eva, fuggire le tantazioni di questo mondo senza Dio. (A Pinuccia) A proposit, anca so mar, l un pess che in ciesa l gha metta po p.

Brava Eva, fuggire le tentazioni di questo mondo senza Dio. (A Pinuccia) A proposito, anche suo marito un po che non mette piede in chiesa.

PINUCCIA L seipar tant occup con la fabbrica

Etanto occupato con la fabbrica

DON GIOVANNI L mia una scusa, sala? Nossignore! Parch l teimp par f i sood l catt, e l Signor l lass seipar par ultim. Ela giusta?

Non una buona scusa, sa? Nossignore! Perch il tempo per far soldi lo trovate mentre nostro Signore lo lasciate in ultimo. E giusto?

ORESTE Parole sante!

DON GIOVANNI Anca lu n gh dubbi cg dagga la ciesa in testa, tant ml g vegna.

Anche lei non corre il pericolo che le crolli la chiesa addosso, vero?

ORESTE Me gho mia pagura d linferan.

Non ho paura dellinferno, io

PINUCCIA L la fa prov a iatar, linferan. Po i vegnan vecc, po i vegnan noioz.

Lo fa provare agli altri, linferno. Pi invecchiano e pi diventano noiosi

ORESTE Voot propria fa una discussion?

Vuoi la discussione?

EVA Ohi gint, taccumia? Anca dadnans a Don Giovann?

Ohi gente, cominciate? Anche di fronte a don Giovanni

DON GIOVANNI Ma vediv, cn gh po d piet cristiana? Bisogna anca un po sopports voin con latar, se no in dov s va a fin?

Vedete? Non c pi piet cristiana. Bisogna anche un po sopportarsi lun laltro, altrimenti dove andremo a finire

PINUCCIA L fa bell a parl lu, cl gha mia famiglia.

Parla bene lei, perch non ha famiglia

ORESTE O magri : voin ch, voin l

Chiss, magari uno qui, laltro l.

EVA Ma Oreste, cm fal a d dill roob dal genar?

Oreste, come pu dire cose del genere?

PINUCCIA T propria un seinza carianza!

Sei proprio uno screanzato!

DON GIOVANNI Ma lssa chi digan! Il Signore mi ha dato la forza di resistere alla tentazione dellira. Vedete? Sopporto cristianamente: resto calmo e sereno.

Lasciate che dicano! Il Signore mi ha dato la forza di resistere alla tentazione dellira. Vedete? Sopporto cristianamente: resto calmo e sereno.

EVA (dopo una pausa) Ma Enrico in dov el fin?

Dove finito Enrico?

ORESTE (alla finestra) Ecco cl riva. L dr vegn so con Aldo.

Eccolo, sta arrivando con Aldo

DON GIOVANNI Chi?!

ORESTE Aldo, l sindacalista.

DON GIOVANNI Cosa? L vegna ch? Fam and fora, fam and fora subit.

Cosa? Viene qui? Fatemi uscire, fatemi uscire subito

EVA Ma padre

DON GIOVANNI Ma che padre e madre! Me clom l, seinza religion, seinza timor di Dio, qull mangiapret, ml sa fa ciam, sum mia bon da sopportl!

Ma che padre e madre! Quelluomo senza religione, senza timor di Dio, quel mangiapreti, come si fa chiamare, non lo sopporto!

PINUCCIA Ma se appena du minud fa

Ma solo due minuti fa

ORESTE Tutt l discors d la cristiana sopportazione

E la cristiana sopportazione?!

EVA E po, Don Giovann, l gava da parl con lEnrico, o no?

E poi, Don Giovanni, doveva parlare con Enrico, o no?

DON GIOVANNI Unatra vota, me con Aldo voi mia parlg, vala bein? Quindi adess

Unaltra volta, io con Aldo non voglio parlare, chiaro? Quindi ora

SCENA V

Entra prima Enrico. Don Giovanni, vistasi chiusa la ritirata si mette in un angolo.

ENRICO Buon giorno a tutti. Nonna, come stai?

EVA Car l m Enrico, to un bel basein! Che bell ragass cl s fatt. Enrico, c una visita

Caro Enrico, dammi un bel bacione! Che bel ragazzo che ti sei fatto. Enrico, c una visita per te

ENRICO Don Giovanni...

ALDO (entra asciugandosi la fronte) Che cd, par la Madonna!

Che caldo, per la Madonna

DON GIOVANNI E per tutti i santi, amen!

PINUCCIA Lu, Aldo, sl gha mia seipar la biasciuma in bocca, la st gnan bein.

Lei, Aldo, se non ha sempre pronta una bestemmia, non si sente a posto, vero?

ALDO Sava bota me c ghera anca Don Giovann. Se no, gniva gnan so.

Non sapevo certo ci fosse anche Don Giovanni. Non sarei neppure salito.

ENRICO Veramente io non lo sapevo

ALDO L catt seipar da par tutt, e tutt l voot l ma f la predica. A momeint g nho piin i

Lo incontro dovunque, e ogni volta mi fa una predica. Ne ho quasi pieni i

ORESTE S capissa ca tg n d bisogn.

Probabilmente ne hai bisogno.

DON GIOVANNI Lu cl taza, che quand lar decis da gniss a spurg, bisognar ciam Bottass! (nota ditta locale di autospurghi, n.d.a.)

Lei taccia, che quando avr deciso di venirsi a spurgare (dei peccati, n.d.a.) ,dovremo chiamare Bottazzi! (nota ditta locale di autospurghi, n.d.a.)

EVA Ma Oreste, lei proprio un peccatore incallito.

ORESTE E recidivo, signora.

ALDO Brao Oreste.

DON GIOVANNI Ma taz l, e porta i ragass a dottreina. Te ormai t irrecuperabile, ma lur, povar creatur! E d cat g gniv anca te, a dottreina, quand ter piccin. O ta svargognat adess a diil?

Ma chiudi il becco e porta i tuoi ragazzi alla dottrina. Tu oramai sei irrecuperabile, ma loro, povere creature ! E dire che ci venivi anche tu, alla dottrina, quanderi piccolo. O ti vergogni, ora, ad ammetterlo?

ALDO Me no. Sbagli, sa sbaglia tutt.

No no, spesso si sbaglia da giovani

DON GIOVANNI Taz, sacrilego! T bein fat dl progress: and in piazza a sbrai cm un matt.

Zitto, sacrilego! Ne hai fatta di strada nella vita: al massimo sei andato in piazza a sbraitare come un ossesso.

ALDO Io lotto per la libert dei popoli, mia par tegn la gint in dlignoranza, cm viatar!

Io lotto per la libert dei popoli, non per tenere la gente ignorante, come fate voi!

DON GIOVANNI Cosa? Cos ghoi da seint? Ghet te a dam una man in parrocchia, a confess, a fa i funerai, a seint tutt l magagn d la gint, a mett chiett, una parola bona!

L far mia prasport, no?

Cosa? Cosa mi tocca sentire? Ma ci sei tu, per caso, in parrocchia, a confessare, ai funerali, ad ascoltare i problemi della gente, a mettere pace,a dire una parola buona! Credi che lo faccia per sport?

ALDO Par ciapp i offert!

Per le offerte lo fa.

DON GIOVANNI Ma taz, ballanud! S bein tutt acs! Fein ca la va bein adoss ai pret e al Signor. Po quand i taccan ad and in disgrazia, g vegna in meint i pret, l Signor e tutt i sant. Signor, fam mia moor, fam mia and in dlinferan

Taci, mentecatto! Siete tutti cos! Fin che le cose vanno bene addosso ai santi e al

Signore. Poi, quando cadono in disgrazia, ritornano a cercare i preti, nostro Signore e

tutti i santi. Signore, non farmi morire, non voglio andare allinferno.

ORESTE Signori, prima che la discussion la ciappa una brutta piga, vurum dag un tai?

Signori, prima che la discussione degeneri, vogliamo smetterla

DON GIOVANNi L gha da piantla lu par prim!

Deve smetterla lui per primo

ALDO Non cederemo mai!

DON GIOVANNI L inutil, i ghann sar l sarvell.

Inutile, gli hanno spappolato il cervello

ALDO Mei acs che serav di padron!

Meglio cos che servo dei padroni

DON GIOVANNI Mei acs che serav di cuion! La m scapp

Meglio cos che servo dei coglioni.Mi sfuggita!!

ORESTE Oh parbacco!

EVA Adess basta, eh!

PINUCCIA E si, eh! I discussion fia fora da c mia, cs podr anca dv qulca sarucch.

E si, eh! Discutete fuori da questa casa, cos potrete anche darvi qualche ceffone.

DON GIOVANNI Da lur gh da spettss dal tutt: i non violenti.

Da loro posso aspettarmi di tutto: i non violenti

ALDO Seinta chi parla: porgi laltra guancia che riempio la mia pancia.

ENRICO - Aldo, basta. E anche lei, Don Giovanni. Siete ridicoli.

DON GIOVANNI Par me lho belle che fin.Vag via. Arvedass siora Eva, chi stagan bein tutt.

Io ho gi terminato. Me ne vado. Arrivederci Eva, Statemi tutti bene.

EVA Ma m dispiaz cl sia vegn par gnint.

Mi spiace, venuto per nulla..

ORESTE Per una bella ciciarda lha fatta.

Per ha fatto una bella chiacchierata

ALDO Vag via anca me, gho z i seincu minud.

Me ne vado pure io, ho le palle girate

ENRICO Mi spiace Aldo

ALDO Fa gnint, gnar a parl con to par unatra vota. Arvedass.

Non fa nulla, Parler con tuo padre unaltra volta. Arrivederci.

PINUCCIA Cla stagga bein.

Mi stia bene

DON GIOVANNI Vag z prima me! Bongioran! (esce).

Scendo prima io. Buongiorno (esce)

ORESTE Cl sa rabissa mia, un om calm cm lu.

Non si arrabbi, un uomo calmo come lei

ALDO Vada pure. Tanto i primi saranno gli ultimi, no? (esce, battibeccano da fuori).

EVA Cs um conclus un bell gnint, cavsa qull rompacuin l!

Cos non si concluso un bel nulla, causa quel rompicoglioni!

PINUCCIA Mama!

EVA Quand lg vol, lg vol. L m Enrico, l mia gint par te, clal.

Quando ci vuole, ci vuole. Oh Enrico, non gente adatta a te, quella.

ENRICO Per me conta la persona, non quello che pensa.

PINUCCIA Ciappa l! Dai mama, dam una man a mett via l tazz, che la Lidia, povreina, la f sciopar. Ma adess la sistem me (escono Pinuccia ed Eva).

Eccoti sistemata! Dai mamma, aiutami a mettere via le tazze, che la Lidia, poverina, in sciopero. Ma ora la sistemo io! (escono Pinuccia ed Eva).

SCENA VI

ORESTE (sedendosi) E sta un bell incontar, no?

Bellincontro, vero?

ENRICO Patetico.

ORESTE Eh, t ancora giovan, po t va innans po t nin vedr dl bell. E la to sgazza?

Eh, sei ancora giovane, invecchiando ne vedrai delle belle. E la tua tortorella?

ENRICO Chi?

ORESTE La Maria Disgrazia. Let ditt con to par, o no?

Lhai detto con tuo padre, o no?

ENRICO Ma no! Non mi vuole neppure ascoltare. Lunica cosa che mi sa dire : fai le valigie! Ma io devo sistemare questa faccenda in qualche modo, ho bisogno del suo appoggio. Per come faccio a parlargliene senza che mi spelli vivo?

ORESTE Ma anca te t l combin grossa, veh!

Tu, per, lhai combinata bella!!

ENRICO Mi risulta che anche a lui sia successa la stessa identica cosa. E allora ha fatto di testa sua. Ora che capitato a me, non vuole sentire ragioni, crede che mi abbiano montata la testa, figurati

ORESTE Insomma, con la Grassia ma set daccordi?

Insomma, con Grazia come sei daccordo?

ENRICO Che vuoia lei ho fatto credere che i miei sapevano tutto, ai miei ho detto che un po di pi di unamicacos per ora le cose non sono ancora precipitate. Ma fino a quando?

SCENA VII

M.GRAZIA - Oh, eccovi.

ENRICO Maria Grazia

M.GRAZIA Signor Oreste, suo figlio la sta cercando. La attende in fabbrica con urgenza.

ORESTE Chi, me? Vedat cl gha ancora d bisogn d me anca sl f tanta raia? Con permesso (esce)

Chi, io? Vedete che ha ancora bisogno di me anca se si d tante arie? Con permesso

M.GRAZIA (si butta sul divano) Sono proprio stanca, ho camminato troppo.

ENRICO Dovresti riguardarti, lo sai. Sai qualcosa di Johnny?

M.GRAZIA Johnny sta bene. E poi, ho una sorpresa

ENRICO Per favore Maria Grazia, non fare mosse avventate. Mi devi avvertire, prima.

M.GRAZIA Va bene. (cambiando discorso) Ma sai che i tuoi sono proprio brave persone? Non avrei mai immaginato che potessero prendere la notizia con tanta filosofia, come non fosse successo niente.

ENRICO Eh eh, si, come neppure sapessero

M.GRAZIA Ma tu non che hai tralasciato qualche particolare? Hai raccontato proprio tutto, vero?

ENRICO Ah si, certo

M.GRAZIA Tuo padre, poi, gentile, premuroso, un vero gentleman. Non hanno certo fatto cos i miei. Hanno incassato il colpo, si, ma prima mi hanno fatto una faccia cos.

Anche tua madre, molto cara: io strabilio.

ENRICO E adesso c anche mia nonna, Eva. Lei, per, non sar cos contenta di vederti: figurati, mi voleva prete!

M.GRAZIA Tu? Prete?

ENRICO Proprio cos. Non so cosa darebbe per avere un sacerdote in famiglia.

M. GRAZIA O questa, poi!

ENRICO Ma non avevo la vocazione, te lassicuro.

M. GRAZIA Me ne sono accorta. (suonano alla porta). Eccoli, sono loro.

LIDIA Vag me, lo siopero a singhiosso pradess l fin.

ENRICO Ma loro chi?

M.GRAZIA Sorpresa.

ENRICO Non vorrai dirmi che

M.GRAZIA Ma si!

ENRICO No, dimmi che non vero!

M.GRAZIA Ma si, Enrico, sono mamma e pap. Sono appena arrivati dal loro viaggio daffari e io gli ho detto che tutto stato chiarito: mi sembrava giusto, no?

ENRICO Altroch!

M.GRAZIA Mi sembra che sia ora di togliere la vecchia ruggine fra i tuoi e i miei, e il merito di tutto questo nostro. Non bello? Non sei contento?

ENRICO Come una Pasqua!(modo per dire: contentissimo, n.d.a.)

LIDIA Signorino Enrico, ma lo sa chi gh alla porta? Lo sa chi gh?

ENRICO Si lo so, lo so, porca di una

LIDIA O povra m! Cos sar success? Signora, signoraaaa! (esce).

Poveri noi, cosa sar mai successo? Signora, signoraaa

SCENA VIII

Entrano i signori Gervasi.

MARIO (trionfante, a braccia tese) Chra, chra i m ragass. Appena riv a c, gnan l teimp da cambiam e sum curs ch, subit, dritt cm un nibbi!

(trionfante, a braccia tese) Cari, cari ragazzi. Appena arrivato a casa, neppure il tempo di cambiarmi e mi sono precipitato qui, subito, sparato!

DORINA Grazia chra. S sum gnan vist, s pol d. T f ml la pansa ? Et riuss a f aria, cm lha ditt l dottor?

Cara la mia Grazia. Non ho fatto neanche in tempo a vederti .Ti fa ancora male la pancia ? Sei riuscita a fare aria come ha detto il dottore?

ENRICO Signor Gervasi, non doveva venire qui!

MARIO Balle! Di fronte a questa eveniensa, s metta da part tutt l craccol vecc e si festeggia. Dorina, tira fora la botteglia!

Balle! Di fronte a questa evenienza, si mettono da parte le vecchie ruggini e si festeggia. Dorina, la bottiglia!

DORINA Oh, Signor, in dov lar mai missa? (la cerca nella borsa)

Santo Cielo, dove lavr messa?

MARIO Ma dov let scond, parbacco!

Dove lhai nascosta?

DORINA- Tlach! Ah, car l m Enrico, sum st tant in pena par te. Con qull taston d to par, n sa sa mai cm la finissa. Lassa ct baza. D un bell basein a la to nova mamma.

Eccola! Ah, caro Enrico, ero cos in pena per te. Con quella testa dura di tuo padre non si sa mai come finisce.Dammi un bacio, dai un bacio alla tua nuova mamma

ENRICO Signora, per favore

MARIO Ma to par in dov el? L sava c lera una socca dura, ma sava anca che l coor lariss vinz.

E tuo padre dov? Sapevo che ha la testa dura, ma ero certo che alla fine il cuore avrebbe vinto.

SCENA IX

PINUCCIA Ma chi gh? Oh Signor, i Gervasi!!

Ma chi c? Dio mio, i Gervasi!!

EVA E cos ennia vegn a f?

Come mai sono venuti qui?

DORINA Cara la m Pinuccia, v ch ct do un bazein e dasmingum l passato (le si fa incontro).

Cara Pinuccia, vieni a darmi un bel bacio e dimentichiamo il passato.

EVA Cla tegna z l man da m fiola, impostra!

Tenga gi le mani da mia figlia, falsona!

M.GRAZIA Pinuccia, abbracci mia madre.

PINUCCIA Cosa?! La Maria Grassia vossa fiola? Ecco la somigliansa!!

Cosa? Maria Grazia vostra figlia? Ecco la somiglianza!!

MARIO Sicur c l m fiola, ma adess cla fagga mia la fignna. La gha seipar voia da scarz!

Certo che mia figlia, per adesso non faccia finta di nulla Lei ha sempre voglia di scherzare!

DORINA (dando di gomito al marito) Et vist Mario cm l bona da f lindiana?

Hai visto come brava a far finta di nulla?

EVA Cla staga atteinta cm la parla.

Attenta a quel che dice!

PINUCCIA (disorientata) Ma Enricol savat te?

Ma Enrico.lo sapevi tu?

M.GRAZIA E certo!

MARIO Bisogna festeggiare, bisogna brindare! Dorina, ciappa la botteglia. Dov let missa, canda l to

Bisogna festeggiare, bisogna brindare! Dorina, prendi la bottiglia. Dove lhai messa, diavolo

PINUCCIA M chi scusanma me ho gnamm.

Scusate, ma io non ho ancora.

DORINA L lha gnamm vist, l so, ma po gl port.

Non lha ancora visto, lo so, ma pi tardi glielo porto.

PINUCCIA Ma chi?!

MARIO Ma Johnny, no? Johnny.

EVA E cos el?!

E cos?

MARIO Eda, da cm la casca dl nuval. Guarda Dorina cm i fann feinta. L vegna so c l un spettacol: tutt Enrico!

Guarda come cade dalle nuvole. Guarda Dorina come fingono. Cresce che uno spettacolo: tutto Enrico!

DORINA D du brutt falson!

Scherzoni!

PINUCCIA Oh Signor(si accascia).

Dio mio!!

EVA Pinuccia!Enrico, da te m laspettava propria miaPinuccia, sta so ct peez un quintal!

Pinuccia!Enrico, da te non me laspettavo certoPinuccia, stai su,pesi un quintale

M.GRAZIA Pinuccia, che le succede?

ENRICO Per favore, mamma, non fare scenate.

EVA Ah no, adess s mettum anca a cant! E fortoina ct gniva l crisi mistiche: se po t gnivan mia

Ah no, ora ci mettiamo anche a cantare! E per fortuna avevi le crisi mistiche: se poi non avessi avuto neanche quelle

M.GRAZIA Ma lo sapevate, no? Enrico? Non capisco

ENRICO Sai, lemozione della riconciliazione

MARIO Ma sicur, l lemozion. L mha fatt l medesim scherz anca me, eh Dorina?

Ma sicuro, lemozione. E successa la stessa cosa a me, vero Dorina?

DORINA E me? Sum datta l cm una pell da stracchein longa e dasteza.

E Io? Sono crollata per terra come una crosta di gorgonzola

ENRICO Lidia, Lidia!

LIDIA (era gi in ascolto) .Ah! La siora l morta!

Ah! La signora morta!

EVA D mia d luccad! E porta un biccer dacqua, prest.

Non dire scemenze! Porta un bicchiere dacqua, presto

LIDIA Si, si, vagvul(inciampa) si, vag..(esce).

Si, si, vado..volo.

SCENA X

Entrano Oreste e Gino.

ORESTE Tlho ditt c ho vist bein. L Gervasi! Spetta c ciapp un baccarell

Vedi che non mi ero sbagliato. E Gervasi! Prendo una mazza

GINO Pap, fa mia d reg(vede la moglie) Pinuccia! Cos gala? Cos et fatt a le m Pinuccia? Cos ghet fatt? (fa per lanciarsi contro Mario).

Pap, non fare confusione(vede la moglie) Pinuccia! Che ha? Cosa hai fatto alla mia Pinuccia? Cosa le hai fatto (fa per lanciarsi contro Mario)

ENRICO Niente pap, solo lemozione.

LIDIA (entra col bicchiere)

DORINA Ma si, emozionata. Car l M Gino, lassa ct brassa so. E un sacc d teimp cs brassum mia so!

Ma si, emozionata. Caro Gino, lascia che ti abbracci. E veramente tanto tempo che non ci abbracciamo!

ORESTE Ma cos dizla, siora!

Signora, cosa sta dicendo?

GINO (Calmo) Mario, cos fat ch? Tava ditt da mettg mia po un p in c mia!

Mario, Che fai qui? Ti avevo pregato di non mettere pi piede in casa mia!

MARIO Ma guardal! Ma v siiv propri miss daccordi par fam pass da lucch? Eh, l so, l so c lt bruza ancora, ma una piccola soddisfazion voi datla: sono io, Gervasi Mario, che ti slungo la mano e ti chiedo conciliazione, viste le nuove circostanse.

Ma guarda! Vi siete proprio accordati per farci fare la figura dei fessi? Eh, lo so, lo so che ti rode ancora, ma una piccola soddisfazione te la devo: sono io, Gervasi Mario, che ti slungo la mano e ti chiedo conciliazione, viste le nuove circostanse

M.GRAZIA Signor Ginodia la mano a mio padre.

GINO Mio padre?!

EVA Si Gino, l so fiolae gh anca Johnny!

Si Gino, sua figlia.e c anche Johnny.

PINUCCIA (riavendosi) Ginot nonno dun american!

Gino, sei nonno di un americano!

GINO Me?!?

Io??

MARIO Ma si, nonno, tamme me. Gino-Johnny: seinta ml sona bein.

Ma si, nonno, come me del resto. Gino-Johnny: senti come suona bene.

ORESTE Me allora sariss z bisnonno. La furca cm passa l teimp

Io allora sarei gi bisnonno. Diavolo, come passa il tempo

M.GRAZIA Scusate: volete forse dire che non lo sapevate? Non vi aveva detto Enrico?

GINO Enrico v ch! V ch, scappa mia! Che storia ela custa? Enrico, guardam bein in di occ: cos ela sta faccenda ch? E parla giust parch me t mass!

Enrico vieni qui! Non scappare! Che storia questa? Enrico, guardami negli occhi: che faccenda ? E raccontala giusta perch io tammazzo!

M.GRAZIA Allora non gli avevi detto niente!

ENRICO E come potevo? Non mi lasciava parlare! Lui aveva in mente solo la mia partenza!

MARIO Voot ved chi savan gnint dabon?

Forse non ne sapevano proprio nulla

DORINA Bein, adess I sann la rva e la fva.

Bene, ora sanno la rapa e la fava (modo di dire: sanno ogni dettaglio, n.d.a.)

GINO Me ta spacc la testa! Me t romp l muz! (fa per buttarsi).

Io ti spacco la testa! Ti rompo la faccia! (fa per buttarsi).

MARIO Eh no, un attim! E sta calm, che la faccenda l z and longa anca tropp. Tl sav mia? Adess tl s! E f mia tanta sciuma, parch l po rab, ch deintar, gariss da ess me, cho mantgn m fiola e l to brav ragass prun ann e mezz.

Un momento! E calmati, che la faccenda si dilungata anche troppo. Non lo sapevi? Ora sai! E non protestare neppure tanto perch dovrei essere ben pi arrabbiato io, dato che ho mantenuto mia figlia e il tuo bravo ragazzo per un anno e mezzo.

GINO N t mia fatt fadiga, parch eran tutt sood ct m rub a me. Bella riconosinsa par avit ciapp da sossi!

Non hai fatto alcuna fatica, hai usato solo soldi che mi hai rubato. Bella riconoscenza per averti preso come socio!

DORINA Par sossi? Par sussg l sangu da doss. T gh rub tant, catr ch in malora : in mudant garissma la lassv !

Per socio? Per succhiargli il sangue, caso mai. Lo hai tanto derubato, che pi che in malora dovremmo lasciarvi in mutande!

ENRICO Ah, cosi?

MARIO E cos! Fein cm sum stuff, m sum miss so da par me e gho farg tutt i cliint.

E cos! Fino a che, stanco di tutto ci, ho aperto io lattivit e gli ho soffiato i clienti.

DORINA E m sum fatta anca lanell coi brillant: cippa e porta e c!

E mi sono fatta anche lanello coi brillanti: prendi e porta a casa!

ORESTE Lanell l pol mettasl

Lanello se lo potrebbe mettere.

M.GRAZIA Comunque, dopo tutte queste chiacchiere, come la mettiamo con Johnny e laltro?

PINUCCIA / EVA - (insieme) Quale altro?!?

DORINA (battendo sulla pancia della figlia) Questo!!

ORESTE E guardiiv bein in saccoggia, magari na slta fora un atar!

Avete guardato bene in tasca? Magari ne esce un altro!

GINO Ma me tho mand par studi, mia par mett so una colonia! Cos hoi speez tant sood a f? Par mantegn la fiola d qull Giuda l?

Ma io ti ho mandato a studiare, non a impiantare una colonia di ripopolamento! Perch mai avrei speso tanti soldi? Per mantenere la figlia di questo Giuda?

MARIO Pian, pian, fein adess li ho mantgn me.

Vacci piano, finora li ho foraggiati io.

EVA Par forza! Sar stso fiola

Ci credo: sar stata ben sua figlia che.

DORINA Si, parch so nvud sela mai dtta che bel tocch d stoffa l sia? Con la so bella fassia l lha tratt in dl polacchein a noi tutt in general, e a m fiola in particolr

Ma non s accorta che bel pezzo di merce sia suo nipote? Con la sua bella faccia ha fregato tutti noi e mia figlia in particolare

MARIO E f mia tant stori, parch st ti ho mia datt latra vota, ti ha d adess du sgiaffon.

E non farla tanto lunga, parch se non te li ho dati prima due schiaffi, lo faccio ora.

DORINA Ala cap siora Pinuccia?

Ha capito signora Pinuccia?

EVA Cla vegna pur ch.

Si faccia pur sotto.

GINO Du sgiaffon t sar bon da ciappia. Ad ogni modo me v digh subit cs nin f un bel gnint. Te, dop, t mettar a post. L so anca m ct ghv di problema important : po da acs !

Due schiaffi se mai li prenderai tu. Ad ogni modo vi dico subito che non se ne fa nulla. Poi sistemer anche te. Ecco i tuoi problemi importanti : pi di cos !

ORESTE Bei, adess esagera mia, parch anca te t fatt la to part: talis pater, talis filius.

Ora, per, non esagerare, anche tu hai fatto la tua parte: talis pater, talis filius

DORINA E ciappa anca custa.

E prendi anche questa.

ENRICO Proprio cos: se mi avessi lasciato parlare, spiegare qualche volta, se mi avessi concesso di parlare , di esprimermi; forse questo non sarebbe successocos, almeno, davanti al fatto compiuto

GINO Non c fatto compiuto che tenga! E sav subit in parteiza che n sar mai daccordi da mett insema m fio con la fiola d Gervasi. Qull nom l me voi po seintal nomin!

Non c fatto compiuto che tenga! E sappiate fin da ora che non sar mai daccordo di mettere insieme mio figlio con la figlia di Gervasi. Quel nome non lo voglio sentire pi

MARIO Custa l bella!

O , questa proprio bella!

GINO Ma dabon! Dovrete passare sul mio cadavere!

Ma davvero! Dovrete passare sul mio cadavere!

M.GRAZIA Non ci costringa a sperare che le capiti qualcosa

PINUCCIA Fumg i corn!

Facciamo le corna!

GINO E tucca! Minteressa abotta me! Me sum san cm un pess e digh e ripet ancora unatra vota che mai..e po mai(si piega su s stesso)

Figurati! Non mi interessa! Io sono sano come un pesce e dico e ripeto ancora una altra volta che mai..e po mai(si piega su s stesso)

ORESTE / EVA Gino!!

PINUCCIA Gino, cos ght?

Gino, che coshai?

ENRICO Pap! (Gino si accascia)

DORINA Et vist, succa? L Signor l tha castig ! Ciappa l!

Visto, zuccone? Dio ti ha castigato! Ti!

MARIO Ciama l pret!

Chiamate un prete!

ORESTE - Ma che pret, cima un dottor, un dottor, Lidia!!

Ma quale prete, chiamate un dottore, un dottore, Lidia!!

M.GRAZIA Io non intendevo questo

ORESTE Cla stagga distant le, la meina gram.

Mi stia lontana, menagramo!

PINUCCIA Lidia, fa prest! Se gh mia un dottor, un veterinari: l l coor!

Presto, Lidia! Se non trovi un dottore, anche un veterinario: il cuore!

DORINA Voot ved cl mora dabon par fam infcca?

Ma vedi che muore davvero per farci dispetto??

s i p a r i o

A T T O III

Stessa scena degli atti precedenti.

SCENA I

PINUCCIA (al telefono) Si si, signor dottoreNo, crisi non gliene sono pi addivenute. Parbacco, cl vegna pur quand l vol, anca subitno, non pu. Domani? Va bene, lattendo con impeto. Si, arrivederci.

(al telefono) Si si, signor dottoreNo, crisi non gliene sono pi addivenute. Perbacco, venga quando vuole, anche subitono, non pu. Domani? Va bene, lattendo con impeto. Si, arrivederci.

LIDIA Ho prepar una camomilla. Cos dizla, gl portia? L tant narvos

Ho preparato una camomilla. Che dice, gliela porto? E tanto nervoso

PINUCCIA St gaviss i so pensier, t sariss nevrastitica anca te.

Se avessi le sue preoccupazioni, saresti nevrastitica anche tu.

LIDIA Parch? Me gho gnint da pens, second l? E l disn, l lav, e stir, spass, lustr

Io non devo pensare a nulla, secondo lei? Cucinare, lavare, stirare, spazzettare,

PINUCCIA Si, va bein, ho cap. Da ch la camomilla (gliela prende di mano e si avvia verso la camera) Gino, caro, bevat un po d camomilla che ho preparato con le mie mani?

Si, va bene , ho capito. Dammi la camomilla (gliela prende di mano e si avvia verso la camera) Gino, caro, bevi la camomilla che ho preparato con le mie mani?

GINO (da fuori) Bevla te la camomilla e port'm dal vein bon!

Bevila tu la camomilla e portami del buon vino!

LIDIA M sa cl sia dr a ripreindass dallo sok!

Credo che si stia riprendendo dallo sok!

PINUCCIA Porta via, va (Lidia esce, lei rimane sulla porta della camera) Gino, tho ditt da alvt mia soadess vegn me, spetta pur un attim(esce).

Porta via, (Lidia esce, lei rimane sulla porta della camera) Gino, ti ho ripetuto tante volte che non devi alzartiora vengo io, aspetta pure che arrivo(esce).

SCENA II

Entrano Oreste ed Eva.

ORESTE Capissla siora Eva, un om l pol avigh anca stantann e figur vecc, ma qull ca cointa l spirit.

Vede signora Eva, un uomo pu avere anche settantanni e sembrare vecchio, ma ci che conta lo spirito.

EVA L spirit di cicchett c lha tratt z stamatteina? Ho vist me, veh!

Lo spirito (alcool, n.d.a.) dei cicchetti che ha trangugiato stamattina? Ho visto, sa?!

ORESTE Qull l par tirass so l moral. Cla guarda, me, and ancora z in dla fabbrica, al post d m fio, me m seint ancora un leon, m seint ancora treintann..

Quelli servono a tirare su il morale. Guardi, io, poter scendere ancora in fabbrica al posto di Gino, mi fa sentire un leone , come avessi trentanni.

EVA Par gamba! nl la molla mia l mazz, diavol dun om !

Per gamba! Non la molla la scena, diavolo di un uomo !

ORESTE E poquand a ved una bella donna cm leancora giovna e fresca

E poiquando vedo una bella donna come leiancora giovane e fresca

EVA Ma sior Oreste, l ma fa vegn la fassia rossa(si tocca i capelli) ma sal quant' ann gho ?

Ma signor Oreste, mi fa arrossire(si tocca i capelli) sa quant anni ho?

ORESTE La podriss avighna anca ottanta

Potrebbe averne anche ottanta

EVA Oh adess!

ORESTE -Ma la figura seipar una giovnotta.

-Ma sembrer sempre una giovincella.

EVA Oh Dio, m sum seipar tgn셒m ladzivan anca i m du povar mar

Oh Dio, mi son sempre tenutame lo dicevano, sa, anche i miei due poveri mariti

ORESTE Insomma, g dir c lm fa ancora mont l sangu a la testa!

Insomma, le dir che mi fa ancora montare il sangue alla testa!

EVA Par piazer, Oreste, potrei turbarmi

ORESTE Ma chi? L? Con du mar in si spall? C lm fagga mia riid

Ma chi? Lei? Con ben due mariti alle spalle? Non ci posso credere

EVA Cl lassa st la memoria di m du mar, povrein! Du om dor. L Carlo, qull c lavorva in dl petroli

Non tocchi la memoria dei miei due mariti, poverini! Due uomini doro. Carlo, quello che lavorava nel petrolio

ORESTE Ah si? Cos eral? Un petrolier?

Ah si? Era un petroliere?

EVA No, benzinar. L ma voriva un bein, fva gnan teimp a vr la bocca che lera z l, un cagnolein l parivapovar Carlo, l mort d rabbia!

No, benzinaio. Mi voleva un beneappena aprivo bocca era gi l, sembrava un cagnolinopovero Carlo, morto d rabbia!

ORESTE Oh e cm mai?

Come mai?

EVA Lha dint un can .

Morsicato da un cane

ORESTE Ah

EVA Riccardo, invece, lera tutt un tar genar. Un fustarlon, tutt dun tocch! Bell! Di muscol, acs. L fva l camionista. Lu l volva duna str a latra col so carich

Riccardo, invece, era tutto un altro genere. Un fusto, tutto dun pezzo! Bello! Dei muscoli cos. Faceva il camionista. Lui volava da una via allaltra con il suo carico

ORESTE L portava roba d valor?

Trasportava roba di valore?

EVA Ma no l lavorava par Bottazz (nota ditta locale di autospurghi, n.d.a.) Che om, m piaziva tutt d lu, e po un om fein, seipar profum..

B no lavorava per Bottazzi (nota ditta locale di autospurghi, n.d.a.) Che uomo, mi piaceva tutto di lui, e poi un uomo raffinato, sempre profumato..

ORESTE E cm sta a moor?

E come morto?

EVA Incidente sul lavoro. Un d l sgui in duna fogna

Incidente sul lavoro. Un giorno scivolato in una fossa biologica

ORESTE Iamm che brutta fein! (Pausa) Eh, l st dasfortun anca l, cm me con la povra Emma, che Dio labbia in gloriaL anca par qust che inc ciapp l coragg' con tutt du l man e g digh: Eva.pssia dag dal te?

Oh, che brutta fine! (Pausa) Eh, stata sfortunata anche lei, come io con la povera Emma, che Dio labbia in gloriaE anche per questo che oggi prendo il coraggio a due mani e le dico: Eva.posso darle del tu (in dialetto: del te) ?

LIDIA (stava entrando) E una bella camomilla, no? L z pronta.

E una bella camomilla, no? E gi pronta.

ORESTE Ma cos fat te? Va, va.chi tha ciam? Va!

Ma che ci fai tu qui? Va, vattene.chi ti ha cercato? Va!

LIDIA Oh, par carit, levo subito il disturbo (esce).

EVA (sorride imbarazzata)

ORESTE Donca, dov sera arriv?Ah siAllora Eva, possia dat dl te?

Dunque, dove ero arrivato?Ah siAllora Eva, possiamo darci del tu?

EVA Bein, in priv cl fagga pur, ma in pubblic l mei d no, podrissma f pens mal..

Be, in privato faccia pure, ma in pubblico meglio di no , potrebbero pensare male...

ORESTE Si, allora(sta per dichiararsi) Eva

EVA (protesa) Sii

LIDIA (c.s.) Hannia vist l m scosl, lor? Qull ross a bollein, l catt po!

Hanno visto il mio grembiule per caso? Quello rosso a pois, non lo trovo pi

ORESTE Insuma Lidia!

Lidia, insomma!

LIDIA Cl ma scusa, ma cardiva davil lass ch! Ho guard dappartutt

Mi scusi, credevo di averlo lasciato qui! Ho cercato ovunque

ORESTE Ma so abotta me! E adess va, va, ch l gh mia!

Ma che ne so io! Ed ora va, va, qui non c!

LIDIA Vag, a vag, e cla scusavag subit (esce).

Vado, vado, .vado subito (esce)

(Pausa. Eva un po seccata. Oreste si d un contegno).

ORESTE Donca(farfuglia un riassunto rapido di quello che ha detto, poi) Lera z un po d teimp c voriva dital, fein da quand mort l to second mar, ma po, par creanza, ho seipar taz. Ma inc

Dunque(farfuglia un riassunto rapido di quello che ha detto, poi) Era gi un po che volevo dirtelo, fin da quando era morto il tuo secondo marito, ma poi, per educazione, ho sempre taciuto. Per oggi

EVA D so, d pur so

Dimmi, dimmi

ORESTE Eva...vorisst ancora una voota

Evavorresti ancora una volta

SCENA III

PINUCCIA Oreste! Et ch?

Oreste, dove sei?

EVA (seccatissima) Cos gh ancora? Possibil cs possa mai st chiett du minud?

(seccatissima) Cosa c ancora? E mai possibile che non si possa stare tranquilli?

PINUCCIA Mama, cos ght?

Mamma, cosa hai?

EVA Gnint a gho! Cos voot c gappia!

Non ho nulla. Cosa credi che abbia

PINUCCIA Boh!Ah, Oreste, to fio l vo vedat.

Boh!Ah, Oreste, tuo figlio desidera vederti.

ORESTE Te e lu! N fa atar che sgionf la gint! (Distinto) C l ma scusa, siora Eva, ci vediamoquinci(esce molto scenograficamente).

Tu e lui! Non fate altro che disturbare il prossimo! (Distinto) Mi scusi, signora Eva, ci vediamoquinci(esce molto scenograficamente)

EVA - Arrivederci(saluta con la mano).

PINUCCIA Mama(Eva si incantata) Ohi, mamma!

EVA Eh?

PINUCCIA Ma cos ghiv inc? T gh una fassia

Ma che avete oggi? Hai una faccia

EVA (sospirando) Pinuccia, seintadov la tegnt la to crema par le rughe?

(sospirando) Pinuccia, sentidove la tieni la crema per le rughe?

PINUCCIA In camrama par fa?

In cameraper farne cosa?

EVA Par damla in sla fassia, no? E gh anca l pitturein?

Per metterla in faccia, no? E c anche il rossetto?

PINUCCIA Si, ma

EVA Bene. Ci vediamo cara ( esce maestosamente, oscillando i fianchi)

PINUCCIA Ma tl digh m! La vegna veccia e ambiziosa!

Ma cose da matti! Invecchia e diventa ambiziosa!

SCENA IV

Entra Enrico seguito da Don Giovanni.

ENRICO Venga dentro Don Giovanni.

DON GIOVANNI (mettendo dentro la testa) G sar mia ancora Aldo, eh?

Non ci sar Aldo, per caso?

PINUCCIA Ma no, cl vegna pur. E cl diga: cm mai d mattein bonora?

Ma no, venga pur dentro. Mi dica, come mai cos di buonora?

ENRICO (lanciando unocchiata al prete) Lho fatto venire io perch vedesse pap.

DON GIOVANNI Mi sta a cuore la salute dei parrocchiani.

PINUCCIA (piano) E la borsa, anca.

E anche il portafogli.

ENRICO Mamma!

DON GIOVANNI Cos ala ditt?

Cosa ha detto?

ENRICO Niente niente.

PINUCCIA Ad ogni modo, Don Giovann, m dispiaz abotta ma l dottor lha ditt riposo assoluto e niente visite che lo stufano o lo fanno inrabire. Parch, car l m Don Giovann, me lho belle che cap cos el vegn a f l. L inutil cl csca dl nuval: lar gnan mand Gervasi!

Ad ogni modo, Don Giovanni, mi dispiace assai ma il dottore ha detto riposo assoluto e niente visite che lo stufano o lo fanno inrabire. Perch, caro il mio Don Giovanni, io ho gi capito cosa lo ha portato qui. Non cada dalle nuvole: lavr mandato Gervasi!

GINO (entra con la giacca da camera) Ma guarda chi gh: Don Giovann. E cm mai cs prl fresch?

Ma guarda chi c: Don Giovanni. E come mai tanto mattiniero?

PINUCCIA Ma Gino, et matt? Fila subit in lett.

Gino, sei impazzito? Fila a letto.

ENRICO Pap, il dottore ha detto.

GINO Taz te! Tho ditt da parlm gnan po!

Taci, tu non devi parlarmi.

PINUCCIA Comunque adess t turn in lett: nda!

Comunque ora fila a letto

GINO Vag te in lett.

Vacci tu.

ORESTE (dalla camera) Preoccupat mia, Gino: g peins m. Vag in fabbrica un momeint. Arvedass Don Giovann (esce).

(dalla camera) Stai tranquillo, Gino: ci penso io. Scendo in fabbrica un momento. Arrivederci Don Giovanni (esce).

DON GIOVANNI Cla staga bein.

Buongiorno.

PINUCCIA Adess quand a vegna l dottor

Quando viene il medico glielo dico

GINO Allora, Don Giovann, cos vorival? E cl sa seda, no?

Allora Don Giovanni, cosa desiderava? Si sieda

PINUCCIA Tozl, qualcos?

Beve qualcosa?

DON GIOVANNI No no grazie(si siede, visibilmente imbarazzato).

GINO E allura?

DON GIOVANNI Eccome passva dadch, no? Ho vist lEnrico, par chs, e allora gho dmand: ma stal to par? E lu: ma sal che a momeint al mora? (Gino fa le corna).

Ah si? sl sva todiva so l tollein con lacqua santa(ride fragorosamente nel silenzio generale).

EccoIo passavo di qui. Ho incontrato Enrico, per caso, e allora ho chiesto: come sta tuo padre? E lui: Ma sa che per poco non moriva? (Gino fa le corna). Ah si? Lavessi saputo prima arrivavo con la boccetta dellacqua benedetta(ride fragorosamente nel silenzio generale).

ENRICO (tra i denti) Non mi sembra il caso di fare dello spirito.

GINO (ironico) No, anzi, la prego, vada pure avanti. Gho propria voia da riid.

Ho proprio voglia di ridere.

DON GIOVANNI Bein, l fatt a l che iersaran st seinc or, no no, anca d po, forse ses orno, cos digghiaBein insoma, ho incontr par str, guarda te la combinazion, che sa fva apposta ghera mai dubbi cl vedissqull siorms ciamal?.(silenzio generale).Gervasi

Be, fatto sta che ierisaranno state le cinque, no no, di pi, forse le seino, che dicoBe insomma, incontro per strada, guarda tu il caso, che lavessi cercato appositamente non lavrei certo vistoquel signorecome si chiama?.(silenzio generale).Gervasi

GINO Ah si? Ma toh!

DON GIOVANNI Sie l m dmandva se sva cm la stva

Sie mi chiedeva se io sapessi come stava

GINO Ma stva chi?

Come stava, chi?

DON GIOVANNI Ma lu, no?

Ma lei, no?

GINO Ahl sa preoccupa par me? Nobile sentimento, nobile!

Ahsi preoccupa per me? Nobile sentimento, nobile!

PINUCCIA Che fassia d tolla, d! Prima l serca da fal moor, e po l sa preoccupa.

Che faccia di bronzo, ! Prima cerca di farlo crepare e poi si preoccupa.

EMRICO Lascialo andare avanti.

GINO Cl vagga pur innans, Don Giovann.

Prosegua, Don Giovanni

DON GIOVANNI O Dio, mia gnint d particolar.l ma dziva: sl la veda, Don Giovann, cm la saluta e cl ga porta i m auguri.

O Dio, nulla di particolare.diceva: se lo vede, Don Giovanni, me lo saluti e gli faccia i miei auguri.

GINO (piegandosi) Grazie, grazie di cuoreOh! (fitta)

PINUCCIA Gino, cos ght?

Gino, coshai?

GINO Gnint, gnint, l passGl ditt atar?

Nulla, nulla, passataLe ha detto altro?

DON GIOVANNI Atar? No nocio si

GINO E allora cl digga? Gho da tirag fora l parol din bocca con la tnia?

E dica, allora? Devo cavarle fuori le parole dalla bocca con la tenaglia?

DON GIOVANNI Ah no noEcco, l mha ditt che siccome(improvvisamente trova le parole e acquista nuovo slancio)che siccome io sono un servo del Signore e quindi faccio da intermediario, bene o male, tra Lui, Nostro Signore, e noi poveri peccatorise pudiss f

Ah no noEcco, mi ha detto che siccome(improvvisamente trova le parole e acquista nuovo slancio)che siccome io sono un servo del Signore e quindi faccio da intermediario, bene o male, tra Lui, Nostro Signore, e noi poveri peccatori se potessi

GINO Sl podiss f?

Se potesse fare?

DON GIOVANNI Se podiss..

Se potessi.

PINUCCIA Che roba, par bio!

Cosa, perbacco?

DON GIOVANNI Insomma, f da intermediari tra l e l, ecco!

Insomma, fare da intermediario tra lei e lui, ecco!

PINUCCIA Tra l e l, chi?

Tra lei e lui, chi?

DON GIOVANNI Ma tra l, Gervasi, e l, l Gino: lho ditta finalmeint!

Ma tra lui, Gervasi, e lei, Gino: lho detta finalmente.

GINO (calmo e ironico) Ah si? Bene. Bravo. Nobile sentimento, nobile.

DON GIOVANNI (dopo una lungua pausa in cui tutti si scambiano sguardi) E donca? S pol riv a una soluzion, o no?

(dopo una lungua pausa in cui tutti si scambiano sguardi) E dunque? Possiamo pervenire ad una soluzione o no?

GINO Don Giovann..

DON GIOVANNI Eh?

GINO L vist che bei fior ha port la Lidia? Sg nha ancora, ghia mand un po prl so altare.

Ha visto che bei fiori ha portato la Lidia? Ne mander qualcuno per il suo altare.

DON GIOVANNI Ah si? Nobile sentimento, NOBILE!

GINO Cl seinta Don Giovann, adess basta

Senta Don Giovanni, ora basta

ENRICO Si, sarebbe ora di smetterla.

PINUCCIA Me ho cap un bel gnint.

Io non ho ancora capito nulla

GINO Cos dizl? Lassumia l da toos in gir?

Che dice? Smettiamo di prenderci in giro?

DON GIOVANNI (scatenandosi) Con m l la diz! (si alza) L mezzora che sum ch a dagla da inteind con tutt i riguard possibil, gho i sudn alt un did in sla front, e l l m diz: lassum l da toos in gir! Propria l cl mha ciapp prl sedas fein adess col Nobile sentimento, nobile! Ma tl digh m che sum riv propria in dun bel mond!

(scatenandosi) A me lo dice! (si alza) E mezzora che lo imbonisco con ogni riguardo possibile, ho i sudori freddi sulla fronte, e lui dice a me: smettiamola di prenderci in giro! Proprio lui che mi ha sfottuto fino ad ora col Nobile sentimento, nobile! Ma siamo arrivati a un bel punto, dico io!

GINO Cs limpra a vegn a c mia con dill ball fresch.

Cos impara a venire qui con delle frottole fresche di giornata

DON GIOVANNI Chi? Me? Un pret? E po, anca naviss ditt qualcaduna, l seipar a fin di bene, oh! Me so mia! Tutt i parlan mal d qull povar pret ch, e appena i ghann una rogna da gratt, i vegnan da me! M tocca f la fassia d tolla, ciapp di titul e f anca bocca da riid. Signor, sm d mia l paradiz a me, diil a ansoin!

Chi? Io? Un sacerdote? E poi, ne avessi anche detta qualcuna, a fin di bene, oh! Io non capisco! Tutti sparlano d questo povero prete e appena hanno un problema serio, corrono da me! Devo fare la faccia di bronzo, farmi insultare e sorridere oltretutto. Signore, se non merito il paradiso io non lo merita nessuno!

PINUCCIA Che bell discurs!

Bei discorsi!

ENRICO Ha ragione.

DON GIOVANNI Canda l diavol s gho ragin! Comunque adess basta. Me m lav p e man cm Pilato (fa per andarsene).

Diavolo, se ho ragione! Comunque ora basta. Mi lavo piedi e mani come Pilato (fa per andarsene).

ENRICO Don Giovanni, la prego

GINO Don Giovann..

DON GIOVANNI Cos gh ancora?

Cosa c adesso?

GINO Lu l gar tutt l ragion dl mond, ma me gho mia tutt i tort, per.

Lei avr tutte le ragioni del mondo, ma io non ho tutti i torti.

DON GIOVANNI Ghum tutt ragion!

Abbiamo tutti ragione!

GINO Sl sior Gervasi l gha qualcosa da d, parch vegnl mia lu in persona, seinza drov lintermediari, che po l gheintra un bell gint?

Se Gervasi ha qualcosa da dire, perch non si presenta di persona, senza usare intermediari, che poi non centrano nulla?

DON GIOVANNI Oh l, cl la capissa, long e dai! Ad ogni modo, cl sappia, che par m coint l mia tant criscian qull cl fa, cap? L Signor l s fein fatt mett in cruz per un atto damore, e lu l sa tira indr par d la benedizion a du ragazz che, daccordi, arann sbagli, ma chi c sbglia mia? Lu, forse?

Oh, forse lha capita! Ad ogni modo, sappia, che a parer mio non cristiano quello che sta facendo. Nostro Signore si fatto mettere in croce per un atto damore, e lei si defila per non dare la benedizione a due ragazzi che, daccordo, avranno sbagliato, ma chi non sbaglia? Lei, forse?

PINUCCIA Pianl coor

ENRICO Lui infallibile

DON GIOVANNI Z parch, sm ricord mia mal, lEnrico l gha da ess un chs eccezional, dato c l nass d seincu mezdop l matrimoni, sinteinda. O NO?

Gi perch, se non ricordo male, Enrico deve essere un caso eccezionale, dato che nato di cinque mesi, dopo il matrimonio, si capisce. O NO?

PINUCCIA Ela colpa mia s l riv in anticip?

Che colpa ne ho se arrivato in anticipo

DON GIOVANNI Viatar l fatt lanticip, cara la m siora tutta casa e chiesa!

Voi avete fatto lanticipo, cara la mia signora tutta casa e chiesa!

GINO Ma lassum st qull ch st, lassum perd

Lasciamo stare il passato, lasciamo perdere

DON GIOVANNI Lassum perd un parbio! Lu lha fatt l diavol a quattar contra so par, o s ricordal po? Daltronde ch, gh appena da dg la benedizion, parch il matrimonio gi stato celebrato e consumato.

Lasciamo perdere un cavolo! Lei ha fatto il diavolo a quattro contro suo padre o non se lo ricorda pi? Daltronde, qui c solo da impartire la benedizione, perch il matrimonio gi stato celebrato e consumato.

PINUCCIA Cosa? Anche celebrato? Ma Enrico e i confett?

Cosa? Anche celebrato? Ma Enricoe i confetti?

GINO Bon! Hann fatt tutt al completo! Ma adess t propria pass l limit, tutt i limit t pass.

Ma bene! Tutto al completo! Per ora hai proprio passato il limite, ogni limite hai passato

ENRICO Ero maggiorenne, potevo farlo. E poi lo hanno preteso i Gervasi, intanto che io, nel frattempo, avessi cercato di sistemare le cose con voi. Ma per paura, rimanda oggi, rimanda domani

PINUCCIA Ecco parch l gava po la cadeina e lanell dor: i anell da spuz l gha fatt deintar.

Ecco perch non aveva pi la catena e lanello: li ha usati per le fedi.

DON GIOVANNI Ecco, adess sav ma stann l roob, e lera anca ora.

Ecco, ora sapete come stanno le cose, ed era ora.

GINO Allora, par tant acs, cl diga al sior Gervasi che se li ha fatt spuz, c li mantgna anca. E cl sa tegna Johnny e anca ltar, Jimmy.

Allora, dato che cos, dica al Gervasi che se li ha fatti sposare, li mantenga pure. E si tenga Johnny e anche laltro, Jimmy

SCENA V

MARIO (irrompendo) L cmuda, la sariss propria cmuda!

(irrompendo) E comodo, sarebbe molto comodo!

PINUCCIA Mario, met fatt a vegn deintar?

Mario, come entrato?

MARIO Dalla porta.

GINO Questa violazione di domicilio.

ENRICO Ma no, sono stato io a farlo accomodare in anticamera quando arrivato Don Giovanni, perch pensavo proprio che almeno lui riuscisse a sistemare le cose

DON GIOVANNI E si, sum bein tamme la purga, me, cla fa pass tutt!

E si, io sono come una purga che fa passare tutto!

MARIO Cardiva anca me, veda, cl sa lassas conveins par lo meno da Don Giovann, e invece da qull cho sent ved ct capiss una bella mariannassa d gnint.

Credevo anchio, infatti, che si lasciasse convincere almeno da Don Giovani, e invece da quel che ho sentito, vedo che non capisci una bella mariannassa .

DON GIOVANNI Oh parbacco!

PINUCCIA Par carit, Mario, vegna mia a f dal fum in c mia, parch m mar l gha d bisogn d chiett. Gino, stt bein? Adess l mand via.

Par carit, Mario, non venire ad agitare le acque in casa mia, perch mio marito ha bisogno di quiete. Gino, stai bene? Ora lo mando fuori.

GINO No, lassl ch, cs sciarum il roob una vota par tutt.

No, lascialo pure qui, cos ci chiariamo una volta per tutte.

DON GIOVANNI Bene, finalmente il mio compito finito.

PINUCCIA No no, cl vaga mia via, par carit, cl fagga da moderatorevoriss mia c la finiss ancora a sgiaffn

No no, non se ne vada, per carit, faccia il moderatorenon vorrei che finisse ancora a schiaffoni

MARIO Par forza, con di succn bisognariss f acs.

Per forza, con certe teste dure bisognerebbe fare cos.

GINO Prova puroh! (fitta).

PINUCCIA Gino!

GINO Gnint Nulla.

MARIO Et vist la punizion dal Ciel? Gh una giustizia, dop tutt.

Visto la punizione del Cielo? C una giustizia, dopo tutto.

DON GIOVANNI Cl guarda che me ienn treintann cl digh.

Guardi che io lo dico da trentanni.

PINUCCIA (a Mario) Propria l l parla, dop tutt l mal cl gha fatt!

(a Mario) Proprio lui parla, dopo tutto il male che gli ha provocato!

MARIO Chi, me!? Cos gavia da f quand m sum datt che l m car amiz e sossi l ma rubava a pronta cassa?

Chi, io!? Che avrei dovuto fare quando mi sono accorto che il mio caro amico nonch socio mi derubava a tutto spiano

PINUCCIA Lu l diiz seipar qulla.

Lei si ripete!

MARIO Cl ladmanda pur a lu. Vedum se dadnans a la morte imminente l bon da neg.

Lo domandi a lui. Vediamo se di fronte alla morte imminente riesce a negare.

DON GIOVANNI Esagerum mia: par tri o quattr d g nha ancora.

Non esageriamo: ne ha ancora per almeno tre o quattro giorni.

MARIO Digal te, Gino, che fein hannia fatt tutt i sood c gho miss? Quala fein, Gino?

Dillo tu Gino, che fine hanno fatto i miei soldi? Quale fine, Gino?

GINO Ma me so miaso gnan cos t d!

Non saprei.non so di cosa stai parlando!

ENRICO Pap, tocca a te dare spiegazioni.

DON GIOVANNI Tsss! G nha bein da confess, lu.

Quanto ha da confessare!

MARIO E adess che me gniva a slunghg la man par prim, anca a cust dumiliam, no, l l fa l superbi, legoista. T seipar st un egoista, anca vers to fio, cl gha ansuna colpa.

E ora che io venivo a porgere la mano per primo, umiliandomi, lui fa il superbo, legoista. Sei sempre stato un egoista, anche nei confronti di tuo figlio che non ha colpa.

PINUCCIA Ladviva me che lera tutta colpa d la Maria Grazia.

Lo dicevo che era tutta colpa di Maria Grazia.

MARIO E no, Pinuccia! Parch g vool in du, sala? L l, chs mai, che prl sood, lha mai catt l teimp e la voia da cur so fio. L voriva fal riess po che un atar, pral so bein, l dziva: ma cos nin st te dal so bein, o succa!

E no, Pinuccia! Bisogna farlo in due, non lo sa? E lui, caso mai, che per far soldi, non ha mai trovato tempo e voglia di seguire suo figlio. Voleva farlo riuscire pi di tutti, per il suo bene, cos diceva: ma che ne sai tu del suo bene, zuccone!

GINO Infatti ho vist che te, parch t seipar consider tant to fiola, le la s mantegn pura e cristallina.

Infatti ho visto: tu hai sempre seguito tanto tua figlia, e lei si mantenuta pura e cristallina.

MARIO Ar sbagli anca me, seinzatar, ma me sum pront a mettg la pezza. E parch po mettia in cruz ancora, tantormai

Avr sbagliato anchio, sicuramente, ma io son pronto a rimediare. E perch dovrei metterli in croce ancora, tanto oramai

GINO Ah, sariss m ch i mett in cruz? Me m para che fein adess i senn divert mia mal, parch se Johnny l z ch e Jimmy l dr a riv, l un po d teimp chi meinan l torron.

Ah, sarei io che li metto in croce? Io credo che fino ad ora se la sono proprio spassata ben bene, perch se Johnny gi tra noi e Jimmy in arrivo, un po d tempo che menano il torrone (si divertono, n.d.a.).

ENRICO Anche perch mi ero stufato di fare solo quello che volevi tu.

SCENA VI

ORESTE (da fuori) Ma in dov vla, siora, in dov vla?

(da fuori) Dove va signora, dove va?

DORINA (entra furibonda) Dov el m mar? Ah, talchMario, andum via subit da cla c ch. Tet gnamm umili a basta? Puttost tgnum i noss du bastardein, per andum via da ch!

(entra furibonda) Dov mio marito? Ah, eccoloMario, andiamocene da questa casa. Non ti sei ancora umiliato abbastanza? Piuttosto ci teniamo i bastardini, ma andiamocene da qui!

ORESTE (entrando) Sum mia st bona da tegnla.

(entrando) Non son riuscito a trattenerla.

PINUCCIA Par comp lopra g callva appena l, la m sbraiona.

Per finire mancava solo lei, cara la mia pescivendola

M.GRAZIA (entrando) Pap, ha ragione la mamma: andiamo.

PINUCCIA Oh, c anche il fiore reciso in giovane et.

ENRICO Maria Grazia, che ci fai qui?

DON GIOVANNI Gh po ansoin atar?

C qualcun altro?

EVA- (entra tutta truccata) Ma cos succeda?

Che succede?

DON GIOVANNI Macmela combin? E z Carnoval?

Macome s conciata? E gi Carnevale?

DORINA E lu, Don Giovann, gva tanta fiduciacos l combin? Un bel gnint, m sa.

E lei Don Giovanni, avevo tanta fiduciacosa ha combinato? Un bel nulla.

DON GIOVANNI Signor, tartignim!

Signore, trattienimi.

MARIO Cara la m Dorina, gho propria in dla meint cg sia gnint da f. Cos voot fag? Vedt mia? L prla gnan.

Cara Dorina, credo proprio che non ci sia nulla da fare. Che vuoi? Non vedi che non parla neppure.

GINO Spetta ca staga mei, po t vedr ma far and la fabbrica. T gar da vegn a serc un tocch d pan in snocc.

Appena star meglio, vedrai come far andare la fabbrica. Verrai a cercarmi un tozzo di pane in ginocchio.

MARIA GRAZIA Pap, andiamo!

MARIO Si, ma prima voi d ancora un roba: t ma f propria pena, Gino! Ma me sum mia cs gram, me sum bon da mettg so c tutt da par me a sti du ragass.

Si, ma prima voglio dire ancora una cosa: mi fai proprio pena, Gino! Io, per, non sono come te, sono capace di metterli in casa anche da solo questi ragazzi.

DORINA Ma et matt? Chi pagan anca lur prl bell Enrico.

Sei impazzito? Paghino anche loro per il caro Enrico.

ENRICO (ironico) Grazie Dorina, lei una donna generosa.

MARIO Ma cos minteressa me i sood: iho guadagn apposta par drovia. Ma ms f: s mia tutt compagn.

Ma che mimporta del denaro: lho guadagnato appunto per usarlo. Ma, che vuoi: non siamo tutti uguali.

GINO Viva l to bon cor! Infatti ho vist ct gh pens abotta a trm in malora! Parch, parlums ciar, batta ancura sees mees e gho da sar so bottega. Adess t sar conteint.

Viva il tuo buon cuore! Infatti vedo che ti sei fatto uno scrupolo prima di mandarmi alla malora! Parliamoci chiaro: tra sei mesi si chiude bottega. Ora sarai contento.

ORESTE Sum z a qull pont ch ?

Siamo a questo punto ?

EVA Signor !

PINUCCIA L m pellicc, addio !

Pellicce care, addio!!

MARIO - Forse prima l voriva, ma adess.Adess minteressa mett a post i ragasse l appena par lur, soltant par lur, ct digh.(pausa, fa uno sforzo) Gino, me sum dispost a ciappt con me, sum pront a dasming qull ch sta, cmins ancora da prinsipicm una votabasta ct ta decid a sistem l roob. Guarda a che pont sum arriv!

Forse prima lavrei voluto, ma ora.ora minteressa sistemare i ragazzie per loro, solo per loro, ti dico.(pausa, fa uno sforzo) Gino, io sono pronto a prenderti con me, pronto a dimenticare il passato, ricominciare ancora da capocome una voltapurch tu ti decida a sistemare questaffare. Guarda a che punto son giunto!

DORINA Ma t tropp bon, tropp bon par chi spussln ch!

Ma sei troppo buono, troppo, per questi pezzenti!

ORESTE Gino

MARIO Basta ca trum insema i noss du ragass e cg sia mia po d rancor tra par e fio e tra l noss du famili.

Purch si mettano assieme i nostri ragazzi e non ci siano pi rancori tra padri e figli e tra le nostre famiglie.

PINUCCIA Ginoet sent l Mario?

Ginohai sentito cosa dice Mario..?

ENRICO Pap

MARIA GRAZIA Ma non vedete che non vi ascolta neppure? Cosa aspettiamo ad andarcene?

GINO E me gariss da vegn a dipeind da te?

E io dovrei dipendere da te?

MARIO Dipeind no, gnan da sossi, ma una roba dal genar... Fum una bella fabbrica poss granda, per la contabilit la tegn me, eh? Eh si!

Dipendente proprio no, da socioneppure ma una cosa del genere... Creiamo una fabbrica pi grande. La contabilit, per, la tengo io, eh? E si!

GINO (prostrato) Povar me, in che manera m sum arduz.in che manera m sum arduz(lentamente, faccia a terra, esce).

(prostrato) Povero me, come mi sono ridotto.guarda come mi sono ridotto(lentamente, faccia a terra, esce).

DORINA (interrompe un lungo silenzio) Ma che bella fassia d tolla, d!

Che faccia di bronzo!!

MARIA GRAZIA Ce ne vogliamo andare, ora?

DON GIOVANNI Canda la bissa, che caratter!

Che caratterino!

ORESTE L seipar st un orgoglios, l e la so testa!

E sempre stato orgoglioso, ha una testa dura!

Si sente un colpo, forte e secco, provenire dalla parte da cui uscito Gino.

DORINA Cos sta?

Cosa stato?

PINUCCIA Una pistola, un culp d pistola! (agitazione e grida, finch Pinuccia corre verso la camera, ma sulla porta appare Gino che tiene in mano una bottiglia di spumante appena stappata)

Una pistola, un colpo di pistola! (agitazione e grida, finch Pinuccia corre verso la camera, ma sulla porta appare Gino che tiene in mano una bottiglia di spumante appena stappata)

GINO Cardivva cm sera copp, eh? V sariss piaz, eh?

Credevate davvero che mi fossi sparato, eh? Vi sarebbe piaciuto, eh?

PINUCCIA Gino, che pagura t m fatt ciapp! M and tutt l sangu in acqua!

Gino, che paura mi hai fatto! Mi si cambiato il sangue in acqua!

EVA Ennia scherz da f?

Che scherzi del cavolo!

DON GIOVANNI L propria matt cm un cavall! Sperum cl Signor l la compatissa.

E proprio matto come un cavallo! Speriamo che il Signore lo perdoni.

GINO No reverendo, m dispiaz par lu, ma sum mia matt: Sal parch gho cla botteglia ch in man?

No reverendo, spiacente, ma non sono affatto impazzito: sa perch ho questa bottiglia in mano?

DON GIOVANNI Alcolista anonimo?

GINO E parch(pausa) parch ho decis da accett la proposta dal Mario: e si festeggia.

E perch(pausa) perch ho deciso di accettare la proposta di Mario: si festeggi.

MARIO Canda l to singionass!pardon, don Giovanng voriva tant? O magari(cambia espressione) aspettvat propria la m proposta, eh? D la vrit, dun ruffian cn t atar!

O per la Madonna!pardon, don Giovannici voleva tanto? O magari(cambia espressione) aspettavi proprio la mia proposta, eh? D la verit, brutto ruffiano!

GINO Brao, se no la m fabbrica, chim la salvva? Don Giovann?

E bravo, altrimenti chi avrebbe salvato la mia fabbrica? Lei, Don Giovanni?

ORESTE Vda Gino, una vota tant t st furb. S veda che t fio d to par.

Guarda Gino, per una volta se stato un furbo. Si vede che sei figlio del tuo pap

ENRICO Vuoi dire che ci darai il tuo consenso?

GINO Oh, qull voriva davl z d latr d, par qull cl ma costa. Ma po ho ditt: se ghinteressa tant la sistemazion d la fiola, l far l pass c digh me, e infatti

t cognoss tropp bein, car l m Mario

Oh, quello volevo darlo gi laltro giorno, per quel che mi costa. Poi, per, mi sono detto: se ha tanto a cuore la sistemazione della figlia, far quella proposta che mi interessa tanto e infattiti conosco troppo bene, caro Mario

DORINA Et vist ? Anca stavota i tlhann tratt in dl pollacchein : e te ciappa l, l m bell cuin !

Visto ? Anche stavolta te lhanno messo in quel posto : il mio bel fessacchiotto !

MARIA GRAZIA Mamma!

GINO E par fa ved c sum mia cs gram cm i dizan, g mett me la c. Parch, sho cap bein, sta c che ls vooda prest, eh veccio?

E per dimostrare che non sono cattivo come dicono, offro io labitazione. Perch, se ho inteso bene, questa casa si vuota presto, vero vecchietto?

ORESTE Cosa?

GINO Dai, d un po so qull ct m ditt inco ght vargogna?

Forza, ripeti quel che mi hai detto oggio ti vergogni?

EVA (drizzando le orecchie) Parch, cos gh d noov, Oreste?

(drizzando le orecchie) Perch, che c di nuovo Oreste?

ORESTE Eccoinsommase la siora Eva la vol.me.saris dispost anca a sposla!

Eccoinsommase la signora Eva volesseio.io sarei disposto a sposarla!

EVA Oreste, m trembla tutt l gamb!

Oreste, ho la tremarella alle gambe

DON GIOVANNI Sar larteriosclerosi!

PINUCCIA So anca me la crema e l rossetto

Ora capisco la crema e il rossetto

ENRICO Eva, ma il terzo. Reggerai?

EVA Ma scherzat? Oh, iamm, sum tutta bagna moia(a Oreste) Si si, l gnar a st da me c gho la c cla spetta atar da ved ancora un par d bragh a ball in gir.

Vuoi scherzare? Oh, povera me, son tutta sudata (a Oreste) Si si, verr a stare da me: casa mia non vede lora di rivedere un paio di pantaloni in giro.

DORINA Auguri, auguri. Clm dagga un basein. Me a matrimoni m vegna seipar da crid. Quand s spos l m Ludfigh ho caragn una smana.

Auguri, auguri. Mi dia un bel bacio. Io ai matrimoni piango sempre. Quando si sposato il mio Lodovico ho pianto una settimana intera.

PINUCCIA Mama cara, t ta tiir in c una suppa!

Cara mammina, ti porti in casa un peso!

GINO Mario, ch la man (se la stringono) Acqua passata?

Mario, qua la mano (se la stringono) Acqua passata?

MARIO Par forza! Anca stavota tm l fatta.

Per forza! Anche stavolta, per, mi hai fregato.

EVA Oreste, per letti separati, neh?

ORESTE A la nossa et, cos i trum insema da f?

Ma alla nostra et per cosa dovremmo metterli insieme?

DON GIOVANI Ma gurda te: du ragass giovan cm lacqua e du vedav vecc cm l cucch. E propria vera cl Signor prima li f e po li compgna!

Ma guarda: due ragazzi freschi come lacqua e due vedovi vecchi bacucchi. E proprio vero: il Signore li crea e poi li accoppia!

s i p a r i o

F i n e d e l l a c o m m e d i a