La badante

Stefano Palmucci

(2009)

Commedia brillante in tre atti


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La badante

(commedia brillante in tre atti

Tutti i diritti riservati. Id opera SIAE: 166161

spalmucci@omniway.sm 338-2015713)

Personaggi:

Pasquale Garloni

il padre

Galina Dukulatrova

la badante

Lazzaro Garloni

figlio di Pasquale

Lella

moglie di Lazzaro

Lorenzo Garloni

altro figlio di Pasquale

Luisa

moglie di Lorenzo

Circe

la sensitiva

Romagnoli

il giudice

Serroni

il cancelliere

Capretti

lavvocato

Vezio

consulente matrimoniale

Fosca

moglie di Vezio

Salotto di casa Garloni, comunemente ammobiliato, divano, tavolo con qualche sedia. Una porta a destra verso le camere, una a sinistra verso la cucina e una al centro verso l'esterno. Seduti Lorenzo, Luisa e Lella. Lazzaro passeggia nervosamente

Lazzaro:e cos, avevamo appena fino di mangiare, che lui stato su tutto

dun botto e ha fatto: allora noi ci sposiamo!

Lorenzo:(basito)ci sposiamo

Lazzaro:ci sposiamo

Luisa:avr fatto per scherzare

Lorenzo:ma s, lha detto per ridere

Lella:eh, per ridere. In una mezza giornata ha fatto tutti i giri per sposarsi.

Vedrai che non c stato bisogno di sgridarlo, per fargli smuovere il culo da quel divano

Lorenzo:ma voi non siete stati capaci di dirgli niente?

Lazzaro:come no? Gli abbiamo fatto la testa come un pallone. Ma lui niente.

Ha tirato dritto come un fuso


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Lella:ogni occasione era buona per provare a farlo ragionare, ma orma lo

vediamo poco e niente. La sera ritorna dopo mezzanotte, la mattina si alza a mezzogiorno

Lorenzo:e dove va la sera fin dopo mezzanotte?

Lazzaro:dove vuoi che vada? Prima vanno nel pab, e poi vanno a ballare

Lorenzo:cosa vanno a fare nel pab? Non avr mica cominciato a bere

Lella:ci mancherebbe solo che adesso cominciasse anche ad ubriacarsi

Luisa:ma gli avete spiegato che una cosa che non sta n in cielo n in

terra?

Lella:in tutti i modi. Ma stato come parlare con un muro

Lazzaro:ha la testa dura come il legno

Lella:sta tranquillo che per quello, babbo e figlio sono identici (guarda Laz-

zaro, che la guarda storto)

Lazzaro:bisogna anche dire che ormai ha raggiunto unet che non ascolta

pi

Lella:ma sapete che adesso ha cominciato anche a fumare?

Luisa:davvero?

Lazzaro:ma dai, Lella, su. Non andare a tirar fuori tutte queste storie che non

vero niente

Lella:ha no, eh? Quando si parla di lui, te hai gli occhi e le orecchie fodera-

te di prosciutto. Laltro ieri quando uscito dal bagno, cera una puz-za di fumo

Lazzaro:beh, io lho guardato dritto negli occhi e gli ho chiesto se per caso

aveva cominciato a fumare, e lui mi ha giurato di no

Lella:te sei uno stupidone che ti imbroglia come vuole. Ti fai incantare co-

me un bambino piccolo

Lazzaro:questo forse vero, a volte dovrei essere pi rigoroso. Ma come de-

vo fare? difficile .

Lella:lui non pu permettersi di mancarti di rispetto

Lorenzo:e lei, cosa dice?

Lazzaro:lei contenta che pare una bambina che gioca con la bambola

Lella:solo che stavolta gioca col bambolotto

Lazzaro:speriamo che, almeno a voi, vi stia a sentire e vi dia retta


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Lorenzo:non ti preoccupare, che adesso ci penso io. Fino che sono vivo, una

stupidaggine del genere, non gli permetto di farla

Lella:tanto queste cose lo sappiamo come vanno a finire. Si rovina la vita.

La sua e la nostra

Luisa:Lorenzo sta calmo, per eh? Non andare a litigare anche te, che pu

essere peggio

Lorenzo:sta tranquilla, Luisa. Vai pure a chiamarlo che adesso gliene dico

quattro

Lazzaro:subito. (va sulla porta di destra) Pasqualinooooo.vieni subito qui!

Lella:gi te sbagli a trattarlo come un bambino di due anni

Lazzaro:perch cos? Non ragiona come un bambino di due anni?

Pasquale:(entrando) cosa c? Oh veh, siete arrivati?

Lorenzo:allora babbo? Lazzaro e Lella ci hanno detto che ci sono novit

Pasquale: s. Mettetevi a sedere e state a sentire, perch stavolta grossa

Lorenzo:(con astioso sarcasmo) davvero? Cosa successo? Per caso ti fai la

dentiera nuova? O hai bisogno di comprare lapparecchio per sentire meglio?

Luisa:(richiamandolo) Lorenzo

Lorenzo:forse ci devi dire che vuoi cambiare la marca dei pannoloni?

Luisa:Lorenzo, non fare cos

Lorenzo:o che per caso hai bisogno di fare lucidare la cornice dargento di quel quadro di mamma? Quello che era nella tua camera

Luisa:su, Lorenzo

Lorenzo: ancora l quel quadro, vero? Eh, babbo? O per caso uno di questi

giorni qualcuno lo ha nascosto?

Pasquale:(a Lazzaro) cosa ha fatto tuo fratello oggi? Gli da fastidio il vento an-

che se non tira?

Lorenzo:no, ci sarebbe una facezia che mi da fastidio. Mio babbo, che ha pi

di settantanni, si messo in testa di sposare la sua badante e a me

da un po fastidio, guarda un po

Pasquale: ah, allora la novit la sapete gi

Lazzaro:s, babbo. Abbiamo gi parlato

Pasquale: beh, pazienza. Volevo essere io a dirvelo, ma lo stesso. La sostan-

za non cambia


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Lorenzo:infatti. La sostanza non cambia

Pasquale: e allora la sostanza quella. Io mi sposo, e siccome che sono mag-

giorenne - e anche da un bel po non devo rendere conto a nessu-no, mi pare

Lorenzo:neanche alla buonanima della mamma? Eh? Con lei non devi fare i

conti?

Pasquale:(serio) questa una questione che a te non ti riguarda

Lorenzo:ah, non mi riguarda eh? Te offendi la memoria di nostra mamma e io

dovrei stare zitto? Si vede proprio che quella russa ti ha rivoltato il cervello

Pasquale: Lorenzo, lascia perdere con questi discorsi che non hanno nessun

fondamento e d piuttosto cosa ti da fastidio veramente, se ne hai il

coraggio

Lorenzo:(titubante) cosa mi darebbe fastidio? Sentiamo

Pasquale: te ha paura di dividere leredit (Lorenzo resta titubante)

Lella:e se anche fosse cos? I vostri figli non hanno il diritto di godere i vo-

stri sacrifici? Per chi li avete fatti? Li deve godere una russa che co-noscete da sei mesi?

Pasquale: meglio lei che qualche civetta che sta sopra la pianta ad aspettare

solo la mia dipartita (Lella resta senza fiato)

Lorenzo:non vi preoccupate, babbo, che per allora ci sar rimasto poco o

niente

Lazzaro:avr gi fatto piazza pulita da un pezzo e a noi avr lasciato i debiti

Pasquale: un piacere sentirvi parlare cos, dopo tutti i sacrifici che ho fatto. Ho

lavorato tutta una vita come un somaro, sono stato allestero gli anni,

in miniera e poi mi accorgo che lunica cosa che vi interessa sono

quei due soldi che ho messo da parte

Lorenzo:questo non ve lo lascio dire, babbo

Pasquale: perch adesso stiamo tutti bene, ma se non lo sapete, non mica

sempre stato sempre cos

Lazzaro:questo lo sappiamo

Pasquale: sono partito da qui che la miseria ci mangiava i calzetti. Da casa no-

stra i sorci scappavano via con i gocciolotti agli occhi. La mia povera

mamma non sapeva mai cosa mettere sopra la tavola. Era una Ga-

speroni, ma si faceva chiamare Peroni, per risparmiare il gas!


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Lorenzo:ancora con questa storia?

Pasquale: e con quei soldi che io mandavo dalla Francia voi avete potuto stu-

diare e farvi una posizione

Lazzaro:quello nessuno lo mette in discussione

Luisa:Pasquale, non dovete pensare che i vostri figli non vogliano la vostra

felicit. Ma sentite anche voi le chiacchiere che si fanno in giro su

queste donne che vengono dallest. Sono tremende. Non hanno nes-

sun riguardo

Lella:eh, gi. Una di quelle a Fischietto lo ha lasciato in mutande una set-

timana dopo che lo aveva sposato. Gli ha portato via trecento milioni

Luisa:eh, quanti ce n? Al babbo di Paiolo prima lha sposato e poi si fa-

ceva servire e riverire come unabbadessa. E se lui fiatava lo riempi-va di botte. Poveruomo, era sempre tutto pesto

Pasquale: ho sentito anche io queste chiacchiere. Ma la mia Lina diversa. Noi

ci vogliamo bene davvero. A lei dei miei soldi, non importa nulla

Lorenzo:com che si chiama? Lina?

Lazzaro:veramente si chiama Galina, ma noi la chiamiamo Lina

Lorenzo:(sarcastico) urca, allora sar la Gallina dalle uova dorosi sar in-

namorata del vostro pannolone

Lazzaro:SantAntonio che si innamorato del baghino

Lorenzo:tra tutti gli uomini che poteva avere, chiss perch andata a sce-

gliere proprio voi

Pasquale: s, proprio me. E allora? Sarebbe cos strano che ad una donna gli

faccia piacere di stare con me?

Lazzaro:nessuno dice questo, babbo. Diciamo solo che se volete stare insie-

me, non c bisogno di sposarsi

Lorenzo:potete fare quello che volete, babbo. Ma senza farsi fregare

Pasquale: insomma ragazzi: io e questa donna ci vogliamo bene, ci facciamo

compagnia e io vorrei che se mi dovesse accaderle qualcosa, sicco-

me che ho gi una certa et, lei possa stare bene e non debba anda-

re in giro a chiedere la carit, va bene?

Lorenzo:(sarcastico) s babbo. Vorr dire che a chiedere la carit ci andremo

noi, non vi preoccupate per quello

Pasquale: il matrimonio fissato per il quattordici di maggio. Se qualcuno non se la sente, pu anche stare a casa. Io e Galina non ci offendiamo


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Lorenzo:(ancora) proprio il quattordici? Che sfortuna, proprio quel giorno miero ripromesso di andare a raccogliere le patate nellorto

Lazzaro:chiss che bel quadretto: la Galina e il suo galletto. Invece del riso vi

tireremo il frumento

Pasquale: fate come volete. Quello che dovevo dirvi, io ve lho detto. Vi saluto

(esce a destra)

Luisa: proprio convinto. Non mi sarei mai creduto una cosa del genere

Lella:avete visto? E come parlare con un muro

Lazzaro:e pensare che sei mesi fa, per convincerlo a prendere la badante,

abbiamo dovuto fare con le mani e con i piedi

Luisa:e lei cosa dice?

Lella:cosa vuoi che dica? E entrata in questa casa da serva e in sei mesi

diventata padrona. Ormai lo ha soggiogato completamente

Lorenzo:beh, pazienza lui, che ormai ha una certa et e non capisce pi nien-

te. Ma io non mi faccio fregare

Lella:anche perch una volta sposata, una met delleredit tocca a lei.

Dopo non ci potremo fare pi niente

Luisa:e con tutti quegli appartamenti che ha in giro, senza poi dire del suo

conto in banca, ci toccher fare a met con lei?

Lella:perch ma a Montegiardino non ha un sacco di terra? Oggi agrico-

la, ma domani chiss

Lazzaro:a me da fastidio anche perch mi pare che venga infangata la me-

moria della mamma

Lorenzo:(pensieroso) qui bisogna studiare qualcosa

Lazzaro:cosa vuoi studiare? Non lo puoi mica legare alla sedia

Luisa:se lui non pi capace di pensare ai suoi interessi, tocca a noi pen-

sarci. I suoi fratelli ormai non ci sono pi, ci siamo rimasti solo noi

Lorenzo:e se lei ha fregato lui, bisogna che noi freghiamo loro

Luisa:cosa vuoi dire, Lorenzo? Ti venuto qualcosa in mente?

Lorenzo:no, pensavo di dargli ad intendere qualcosa che possa fermare i suoi

progetti

Lella:e cosa?

Lorenzo:non so, bisogna pensarci sopra bene. Magari dargli ad intendere che

lei ha un male incurabile e tra due mesi debba passare a miglior vita


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Lazzaro:s, cos si fa prendere dalla compassione e se la sposa ancora prima

Luisa:e se a lei facessimo arrivare una lettera dalla Russia, magari di suoi

parenti, che la chiamano di raggiungerli di corsa? Magari perch gli morto qualcuno, un fratello

Lella:dalla sua famiglia scappata cinque anni fa, se le muore qualcuno,

non credo che si ammazzi per correre

Lazzaro:e poi, messi come sono messi, c caso che parta anche lui e noi

non lo vediamo pi. La non ci sar neanche chi lha visto

Lorenzo:no, bisogna studiare una cosa sicura, cos a botta calda difficile.

Datemi un po di tempo che ci penso io. Intanto vado a chiamare Ve-zio, che lo voglio far parlare col babbo

Lazzaro:e perch proprio Vezio?

Lorenzo:perch la conosci la sua moglie, la Fosca? Tutte le sere gi al bar fa

delle prediche lunghe sulle disgrazie del matrimonio, che ad ascolta-

re lui, se ne sono gi salvati cinque o sei, di quei ragazzi che si erano

fatti incastrare

Lazzaro:ah d, vallo pure a chiamare, proveremo anche questa

Lorenzo:te intanto, Lella...non avevi unamica che fa le carte?

Lella:s, la Circe. perch?

Lorenzo:se le allunghiamo cento euri potrebbe fare le carte al babbo e dargli

ad intendere che dietro questo matrimonio si celino delle gran di-

sgrazie

Lazzaro:ma ormai chi le crede pi, a quellimbrogliona?

Lella:guarda che la Circe unimbrogliona seria. Una sessitiva conosciuta

e stimata da tutti

Lazzaro:s, stimata da te e da quelle quattro civette credulone delle tue a-

miche

Lella:poverino. Anzi, se proprio lo vuoi sapere, io non credo che si possa

prestare a fare certi giochetti...

Lazzaro:con tutti i soldi che ti ha spillato, ormai con lei dovremmo essere soci

Lorenzo:magari possiamo arrivare a duecento, duecentocinquanta...

Lella:ecco, allora penso che si possa anche prestare. Vado a sentire subi-

to

Lorenzo:allora forza. Non abbiamo tempo da perdere. La prendiamo tra due

fuochi (esce con Lella al centro. Saluti)


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Luisa:d Lazzaro, cosa dici se intanto io faccio due chiacchiere con lei?

...giusto per farmi unidea pi precisa

Lazzaro:come no? E giusto provarle tutte. Te la vado a chiamare (esce a si-

nistra. Poco dopo entra Galina)

Luisa:oh Galina, buongiorno...

Galina:(con accento russo) prego signora Luisa: anche lei chiama me Lina.

In Italia mio nome altro significato

Luisa:si, in Italia la Galina la compagna del gallo. Lei invece la compa-

gna del galletto...

Galina:io no capisc. io compagna Pasquale. No galletto

Luisa:intendevo dire che con lei mio suocero Pasquale tornato a fare il

galletto

Galina:io no capisc. Anche lei arabiata per questo matrimonio?

Luisa:io penso che sia giusto che ognuno faccia i propri interessi. Lei ha

circuto mio suocero, noi faremo i nostri passi. Non c' bisogno di ar-rabbiarsi.

Galina:circito? Io no capisc

Luisa:non importa. Capir a suo tempo. Per Lina, da donna a donna, lei

mi deve togliere una curiosit

Galina:dice pure signora Luvisa. Se io sa...

Luisa:io mio suocero lo conosco da un pezzo. Erano oltre dieci anni che

aveva raggiunto la pace dei sensi. Non guardava una donna da tanto tempo

Galina:io questo no sa. Io conosce da sei mesi

Luisa:ma in questi sei mesi lei, Lina, come ha fatto a... risvegliare i suoi

sensi?

Galina:risvegliare i sensi? io no capisc

Luisa:come ha fatto a farsi desiderare?

Galina:io no capisc. Pu spiegare meglio?

Luisa:insomma...(rompe gli indugi) a letto. Come fate?

Galina:(imbarazzata)...beh...noi...come dire

Luisa:su, mi dica la verit: ha usato... la pillola blu?

Galina:pilola blu? Io no capisc


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Luisa:il viagra

Galina:ha, noo. No viagra per Pasquale. Con me lui no bisogno

Luisa:no bisogno? E come fa? Ormai ha pi di settantanni, ha un piede

nella fossa!

Galina:(si guarda intorno, poi con circospezione)...io piccolo segreto. Se io

dico, lei no dice a nessuno?

Luisa:parola di giovane marmotta

Galina:(ancora pi circospetta, sibilando)...fagioli

Luisa:fagioli?

Galina:fagioli

Luisa:non credo che i fagioli abbiano queste propriet

Galina:no fagioli italiani o spagnoli. Fagioli russi

Luisa:fagioli russi?

Galina:noi donne in Russia grande problema con uomini. Russi no grande

amatori come italiani. Freddo. Cos noi donne russe dare fagioli

Luisa:(sconcertata) tutte le sere fagioli

Galina:no. Basta uno fagiolo per dieci giorni. Uno fagiolo russo come dieci

pillole viagra

Luisa:(incuriosita) come dieci pillole? Ma pensa un po...

Galina:in Russia no viagra. Solo fagioli

Luisa:e dove li prende questi fagioli? Si trovano anche qua da noi? O se li

deve fare mandare?

Galina:io qua mai visti. Io ancora grande scorta da Russia. Ogni dieci giorni

cucino fagioli italiani per Pasquale e metto dentro uno fagiolo russo

Luisa:...incredibile. Galina non che mi mostrerebbe questi fagioli? Sono

giusto curiosa di vedere come sono fatti...

Galina:come no? Io mostra subito mia scorta. Viene con me (escono a sini-

stra)

Lorenzo:(entrando dal centro con Vezio) si fatto incastrare come uno scemo

Vezio:ma proprio con la Lina, la sua badante? Ce lha sempre in mezzo ai

piedi, che bisogno cera di sposarla?

Lorenzo: quello che dico anche io, ti sono venuto a chiamare apposta. Dato

che di quei ragazzi gi al bar ne hai gi salvati cinque o sei...


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Vezio:d pure una decina...ma non ho fatto nessuna fatica. Mi basta rac-

contare le mie disgrazie di tutti i giorni Lorenzo: cos dura?

Vezio:diciamo cos che a volte non vedo le ore di morire, per vedere se

allinferno si sta un pochino meglio Lorenzo: proprio cattiva la tua Fosca

Vezio:cattiva? In confronto a lei, Hitler era Madre Teresa

Lorenzo:vacca boia. Ti volevo proprio sentire fare questi discorsi qui. Ma a-

spetta. Non andare avanti. Vado a chiamare mio babbo (esce a de-

stra. Da sinistra entra Luisa)

Luisa:oh veh, Vezio. Sei ancora vivo?

Vezio:s, un altro po cercherei di resistere...

Luisa:(prende le sue cose) scusa Vezio ma io devo andare. Devo ancora

fare la spesa

Vezio:eh, il tuo Lorenzo fortunato. Avere una cuoca come te a casa

Luisa:grazie Vezio, ma non credere che anche a casa nostra sia sempre

domenica

Vezio:comunque...sar sempre meglio di quelle porcherie che si mangiano

a casa mia

Luisa:perch non vieni da noi qualche volta a mangiare?

Vezio:ah, magari. Ti prendo in parola. Aspetto solo il tuo invito

Luisa:non mancher. Ci vediamo dopo, Vezio (esce al centro. Da destra

entrano Pasquale e Lorenzo)

Pasquale: oh veh, Vezio. Sei ancora vivo?

Vezio:ci provo, un altro po. Te invece ho sentito che ti vuoi impiccare con

le tue mani

Pasquale:(verso Lorenzo) urca, ha fatto presto a girare la notizia

Lorenzo:capirete, babbo era troppo grossa. Vezio voluto venire subito da

voi, non c stato modo di fermarlo. Vero Vezio?

Vezio:eh, gi. Sono subito venuto a vedere se per caso vi aveva dato di

volta il cervello

Pasquale: no, Vezio. Mi sono innamorato. E cos strano?

Vezio:per niente. Ma cosa centra questo, col matrimonio?


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Pasquale: non normale che quando due si vogliano bene, che si sposino?

Vezio:proprio per niente. Se due si vogliono bene, ma bene davvero, non si

devono sposare. Il matrimonio la tomba dellamore

Pasquale: io sapevo che era la culla dellamore

Vezio:e chi lo dice?

Pasquale: tutti i poeti. Non li leggi i "baci perugina"?

Vezio:I poeti, tz, chiss cosa ne sanno loro. Ce n stato solo uno che lha

indovinata, ed stato Goethe. Sai cosa diceva Goethe? Lui s che

era romantico. Diceva: (declama) il matrimonio uno scambio. Di

cattivi umori di giorno e di cattivi odori di notte.

Pasquale:(rapito dalla poesia) urca, era proprio romantico. Per di odori ce n

anche dei buoni. Come quando ti prepara da mangiare

Vezio:d ma, scherzi o fai sul serio? Guarda che dopo il matrimonio che

cominciano con tutti gli esperimenti del mondo. Leggono quelle ricet-

te sui giornali e poi ci provano. Ma il pi delle volte, escono fuori delle

porcherie che si tirano contro il muro

Lorenzo :orca, hai proprio ragione, Vezio

Vezio:ti mettono sulla tavola delle schifezze e non puoi dire niente, zitto,

altrimenti passi un guaio pi grosso. Ti tocca stare l, a masticare

piano piano, con il gatto che ti guarda con quel muso come per dire: non pensarci proprio di darla a me, quella porcheria. Io ho i miei Ki-tekat che sono pi buoni che mai.

Pasquale: (scettico) lascia perdere, dai

Vezio:Pasquale, voi non ci crederete, ma a volte la notte, quando lei dor-

me, io mi alzo e mi faccio delle scorpacciate di quei biscottini

delleukanuba..mmmcome son buoni

Pasquale: ma allora perch ti sei sposato? Ci sar pure stato un tempo quando

siete stati bene

Vezio:come no? Io e mia moglie siamo stati bene ventanni

Pasquale: e poi cosa successo?

Vezio:e poi ci siamo sposati

Pasquale: dai Vezio, adesso mi pare che me la dipingi troppo nera

Vezio:tutti i tuoi giorni saranno neri, se ti sposi. Te guarda il giorno del ma-

trimonio. La donna vestita di bianco, che vuol dire allegria e con-


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tentezza, e luomo vestito di nero. La donna piange, piangequel giorno. E luomo piange tutti i giorni dopo

Lorenzo: anche vero che il prete ti avvisa. Ti dice: nella gioia e nel dolore.

Vuol dire che vi pu anche essere qualche giorno di dolore

Vezio:s, sei giorni alla settimana. E lascia stare i preti che sono quelli che ti

fregano di pi. Ti sei mai chiesto perch predicano, predicano, e poi

loro non si sposano? Vedrai che loro sanno come va il mondoil

matrimonio uninvenzione che in natura non esiste. Hai mai visto

un coniglio o un maiale sposati?

Lorenzo:voi Vezio quant' che siete sposati?

Vezio:non so. Non li conto pi. So solo che se lavessi ammazzata subito, a

questora sarei gi fuori di galera

Pasquale: ma scusa perch non chiedi il divorzio?

Vezio:sei matto? Mi mangerebbe la casa, la macchina, quei due soldi, e poi

vorrebbe gli alimenti. Sarebbe come cadere dalla padella nella brace

Pasquale: e allora?

Vezio:e allora mi tocca stare l, a friggere. Ah, se bastasse chiedere il di-

vorzio, lo avrei gi fatto da un bel pezzo Lorenzo: forse avrai pensato anche a tuo figlio

Vezio:si capisce. Non mi sarei mai perdonato di averlo lasciato solo con

quella bestia di mia moglie. E difficile da combattere in due

Pasquale: allora dai, cerca di tenere duro per amor di quel ragazzo

Vezio:prover. Anche se, per dire la verit, ho sempre avuto dei dubbi so-

pra il fatto di essere io il padre

Pasquale: addirittura?

Vezio:eh, non hai visto come rosso? Nella nostra famiglia non c nessu-

no cos rosso, e neanche in quella di mia moglie

Lorenzo:adesso che ci penso, hai proprio ragione. E la tua Fosca a proposito

di questo, cosa dice?

Vezio:(imbarazzato) mah...lei ha una teoria tutta sua...

Pasquale: e cio?

Vezio:siccome che noi quella volta facevamo lamore una volta allanno, o

anche meno, secondo lei.sarebbe stata la ruggine

Pasquale: comunque se le persone si sposano cos spesso, un motivo ci sar


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Vezio: perch non sanno cosa gli aspetta, te lo dico io!

Pasquale: ma dai, Vezio. Sai che in Francia ho conosciuto persino un bigamo?

Vezio:un bigamo? Cos?

Pasquale: uno che ha una moglie in pi

Vezio:urca, ma allora anche io sono bigamo: ho la mia Fosca in pi

Lorenzo:ma no, Vezio. Non hai mai sentito parlare della bigamia? Quando

uno ha due mogli

Vezio:aaah E invece quando uno ne ha uno sola, come si dice?

Lorenzo:quella la mono (non gli viene)la monola monotonia

Vezio:aahecco

Pasquale: comunque, Vezio, io la seconda volta che mi sposo e sono convin-

to che sar un matrimonio bello, come quello che ho avuto con la

mia prima moglie

Vezio:anche io mi sono sposato due volte, e sono state due disgrazie: la

prima moglie se n andata dopo un annoe la seconda rimasta

Pasquale: Vezio, io ti ringrazio dei tuoi consigli, del tuo interessamento, ma noi

ormai abbiamo deciso e non torneremo indietro

Vezio:ah d, fate come volete, ma poi non dite che io non vi avevo avvisato

Pasquale: stai tranquillo. Poi ti far anche sapere come va

Fosca:(entrando dal centro) permesso? E qui il mio Vezio?

Lorenzo:oh Fosca, venite pure. Vostro marito qui

Pasquale: buongiorno, Fosca

Fosca:sono stata nel bar a cercare mio marito, e mi hanno detto che era

venuto qui da voi

Lorenzo: colpa mia Fosca, che gli ho chiesto di passare un momento

Fosca:non che per caso parlava di me?

Vezio:(esagerando) noooo, di te? Come ti saltata in testa unidea cos

balzana?

Fosca:(agli altri) no perch so che nel bar parla sempre male di me

Vezio:(facendo il finto tonto) chi? io?

Fosca:(d uno scappellotto a Vezio) non fare lo scemo, Vezio, che io ti co-

nosco


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Lorenzo:no, Fosca, facevamo due chiacchiere cos, parlavamo del pi e del

meno

Vezio:(strizzando locchio ai due uomini) pi del meno che del pi

Fosca:(scappellotto) se non la fai finita va a finire che a casa le prendi

Pasquale: a me pare che anche qui vi portiate avanti col lavoro

Fosca:perch Vezio racconta un sacco di bugie, invece io gli voglio bene e

lo tratto come un signore. Vero Vezio?

Vezio:(esagerando)eehhh

Fosca:(scappellotto) perch mi vuoi sempre far fare brutta figura davanti al-

la gente?

Vezio:io? Ma se non ho detto niente

Fosca:(scappellotto) come non hai detto niente? Mi vuoi fare passare da

scema?

Vezio:ho detto he, ma per dire che avevi ragione

Fosca:la ragione si da ai matti. (scappellotto) Allora vuoi dire che sono mat-

ta

Vezio:no!

Fosca:(scappellotto) allora vuoi dire che non ho ragione?

Vezio:(riparandosi) non c una domanda di riserva?

Fosca:(scappellotto) rispondi!

Vezio:(ai due uomini e riparandosi) ragazzi, aiuto

Lorenzo:Fosca, non che avete la cena sopra il fuoco? Non vorrei che si bru-

ciasse..

Fosca:(si calma) oh veh, hai ragione Lorenzo. Ci tocca correre a casa

Vezio:eh, gi, se noi poi la cena diventa cattiva

Fosca:(minaccia lo scappellotto) vuoi dire che non sono buona di cucinare?

Vezio:ma no. Lo dicono tutti che sei una cuoca coi fiocchi

Fosca:(compiacendosi) s, quello vero

Vezio:e poi dopo col cavolo che vengono a mangiare a casa nostra!

Fosca:brutto bugiardo che non sei altro (lo insegue riempiendolo di scappel-

lotti, Vezio si ripara ed escono insieme)

Lorenzo:(accompagnando Pasquale verso la porta di destra) povero Vezio,

che fregata che ha avuto dal matrimonio, che vita di inferno, se po-


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tesse tornare indietro come sono fortunati quelli che non hanno mo-

glie .(escono)

Lella:(entrando con Circe) dai dai, Circe, fai un giro di carte anche a me,

prima di cominciare con mio suocero

Circe:no, dai, lo sai che fuori dal mio studio non faccio

Lella:dai, dai non ti fare pregare, che ho bisogno

Circe:per questo giro non compreso nel prezzo...

Lella:no, no. Questo lo pago a parte

Circe:allora dai, dove ci mettiamo?

Lella:qui dai, mettiamoci qui (libera un tavolo)

Circe:(tira fuori i suoi tarocchi e comincia a disporli) su cosa vuoi sapere?

Lella:guarda la salute, dai, che un po di tempo che la mia ulcera mi fa

morire

Circe:(dopo una breve meditazione sulle carte, sentenzia) qui Lella, c

unulcera

Lella:(incredula) ma pensa Ho girato dieci dottori prima di imparare che

era quello, e te con un giro di carte lo hai gi visto

Circe:hai girato un sacco di dottori solo per sapere che quello era il tuo fa-

stidio

Lella:s, questo lho detto io adesso...

Circe:ah s? Scusa eh, ma quando io guardo le carte vado come in trance,

non sento pi niente

Lella:e adesso come andr? Meglio o peggio?

Circe:(dopo aver estratto tre carte, sospira) allora qui abbiamo: la civetta

Lella:la civetta?

Circe:il gatto nero, e lo specchio rotto

Lella:uh Madonna santa, e cosa vuol dire?

Circe:eh, la situazione non chiara per niente. Bisogna che tu venga nel

mio studio e che ci guardiamo bene, per trovare la soluzione

Lella:e lamore? Guardami lamore, dai

Circe:no, dai, che non mi sento di andare avanti, ho una brutta impressione

Lella:dai dai, non farti pregare, che mi sento una curiosit addosso

Circe:e va bene, ma lultimo eh? (fa un altro giro di carte)


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Lella:s, s, lultimo. Dai, cosa si vede?

Circe:(gira tre carte) allora qui abbiamo: il corno, lamante, il tradimento

Lella:odio! E cosa vuol dire?

Circe:carina, vuol dire che se non vieni nel mio studio alla svelta, si fa dura

per te

Lella:domattina faccio in tempo?

Circe:s, domattina va bene. Ti faccio un posto verso le dieci e mezza

Lella:non mancher. Adesso vado a chiamarti mio suocero. Allora come

siamo daccordo, te cerca di imbrogliare le acque in modo da fare

venir fuori delle gran disgrazie, dietro questo matrimonio. Pensi di

farcela?

Circe:far il possibile. Per dire la verit sarebbe contrario alla mia etica, ma

per te far uneccezione. Per tee per trecento euri

Lella:va bene. Aspetta qui (esce a destra. Circe fa un giro di carte, poi en-

tra Pasquale con Lella)

Pasquale: o veh, signora Circe, buongiorno, come va?

Circe:cosa volete, signor Pasquale? Ci sono dei giorni che sarebbe meglio

non uscire neanche da casa

Pasquale: perch? Cosa successo?

Circe:niente di preciso, solo unimpressione. Ma io sento come unaria

cattiva, un presentimento di disgrazie di tutti i colori

Pasquale:(fa le corna) speriamo di no. A volte le disgrazie basta chiamarle

Lella:d Circe, perch non fai un giro di carte anche a Pasquale? Dato che

arrivato ad un momento importante della sua vita

Pasquale: no, grazie. Non ne ho bisogno. E poi io non ci credo a quelle cose

Circe:a s? Che momento sarebbe?

Lella:tra poco si sposer di nuovo. Con la Lina, la sua badante

Circe:davvero? Ah, complimenti, non lo sapevo mica. Ma allora un giro di

carte ci vuole. E data loccasione glielo faccio gratis, glielo regalo io

Lella:Pasquale, approfittate. Se non ci credete, tanto non costa niente

Pasquale: a d. Se non mi costa niente, lo posso anche fare (si siede al tavolo)

Lella:vedrete come brava. Azzecca ogni cosa. Legge nel futuro e anche

nel passato


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Pasquale: anche nel passato di pomodoro?

Circe:(dispone le sue carte senza cogliere) allora, vediamo un po come

andr questo matrimonio. (brevissima meditazione, poi) nella vostra vita, Pasquale, vedo una donna, una donna straniera

Lella:urca, ma vero! infatti la Lina viene dalla Russia

Pasquale: ma se le dici tutto te, a lei cosa rimane da azzeccare?

Circe:(sempre in meditazione) questa donna diventer vostra moglie

Pasquale: s, fino l ci eravamo arrivati da soli, non cera bisogno della carto-

mante

Circe:(tragica) oddio!

Lella:cosa c?

Circe:su questo matrimonio vedounombra

Pasquale: ha ragione! Ci sposiamo sotto una pianta

Circe:no unombra grande grande.

Pasquale: non saranno nuvoloni? Va a finire che piove.

Circe:vedo una macchina nera.

Lella la vostra!

Pasquale: pulita? Lho portata a lavare stamattina

Circe:una disgrazia! Subito dopo la cerimonia, vedo la vostra macchina

che si schianta contro un muro

Pasquale: vado dal mio meccanico e gli tiro il collo come a un gallinaccio, con

tutto quello che mi ha fatto pagare per controllare i freni

Circe: il muro di una scuola. Vedo la vostra macchina che lo butta gi e

ammazza quaranta bambini. (riprendendosi dalla trance) Ba-staquesto matrimonio non si pu fare (si accascia sulla sedia)!

Lella:avete sentito Pasquale? Dopo questo presagio, e sapendo che la

Circe non sbaglia mai, avete ancora il coraggio di sposarvi?

Pasquale: davvero non sbaglia mai?

Lella:mai!

Pasquale: garantito

Circe:garantito

Pasquale:(si alza deciso) allora qui non c un minuto da perdere

Lella:(speranzosa) bravo! Dove andate?


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Pasquale: quaranta bambini, il matrimonio fa venticinque, la macchina settanta-

due. Corro subito a giocarli al lotto, prima che chiudano (prende il

cappello ed esce di corsa)

Circe:(si guarda con Lella, raccoglie le sue carte e fa per andarsene) beh,

io ce lho messa tutta, il mio lavoro lho fatto. Ti aspetto domani con il blocchetto degli assegni

Lella:(un po abbattuta) va bene, Circe. Vengo alle dieci e mezza

Circe:dai, Lella, vedrai che almeno agli altri guai, ce la facciamo a porvi ri-

medio

Lella:speriamo almeno a quelli

Circe:dai, abbi fiducia. (mentre esce) va a finire che vince anche

Lella:(sempre abbattuta) ti saluto, Circe

Lazzaro:(entra da sinistra) allora Lella, venuta la tua amica? Come anda-

ta?

Lella:male. E pi convinto di prima

Lazzaro:lo sapevo. Quella capace solo di imbrogliare quelle quattro civette

del tuo giro

Lella:come facciamo adesso, Lazzaro? Qui le abbiamo provate tutte

Lazzaro:a d, se non la vuole capire con le buone, gliela faremo capire con le

cattive

Lella:cosa vuoi dire?

Lazzaro:adesso aspetto di parlare con mio fratello, e poi ci metteremo nelle

mani di un avvocato

Lella:un avvocato? E cosa pu fare?

Lazzaro:se lo sapessi, lo farei io lavvocato. Io so solo che quando le cose

singarbugliano troppo, meglio mettersi nelle mani dellavvocato. In-

tanto io lho mandato a chiamare, poi sentiremo con Lorenzo e Luisa

cosa dicono

Lella:hai fatto bene. Non c altra soluzione

Lorenzo:(entra da sinistra) allora? La sessitiva?

Lazzaro:niente, un buco nellacqua. E Vezio?

Lorenzo:ha fatto il possibile, ma non c stato niente da fare

Lella:tuo fratello pensava di mettersi nelle mani dellavvocato. Cosa dici?

Lorenzo:dico che lunica soluzione. Avremmo dovuto pensarci subito


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Lazzaro:ho mandato a chiamare Capretti, lo conosciamo perch ci ha fatto il

passaggio della casa. Ma se a te non ti sta bene

Lorenzo:no no, io non conosco nessuno. Uno vale laltro

Lazzaro:dice sempre che il "principe del fro"

Lorenzo:il "principe del foro"? Cos, gay?

Lazzaro:ma no! Vuol dire che uno dei pi bravi

Lorenzo:aahh...

Luisa:(entra dal centro) allora ragazzi, avete risolto qualcosa?

Lella:macch. Tutti i tentativi sono falliti. Adesso ci mettiamo nelle mani di

un avvocato (suonano alla porta)

Lazzaro:ecco, pu essere luivado ad aprire (va alla porta)

Luisa:ah d, se non c altro rimedio.

Lazzaro:(rientra con lAvvocato Capretti. Tutti si danno un tono) avvocato

questo mio fratello Lorenzo, mia moglie e mia cognata, Luisa

Capretti:piacere, piacere.

Lella:(cerimoniosa) sincomodi pure su quella seggiola, avvocato

Capretti:grazie, signora (si siede)

Lella:vuole un caff? beve qualcosa, un aperitivo?

Capretti:grazie, sono a posto. Piuttosto, siccome il mio tempo denaro, dite-

mi pure cosa posso fare per voi

Lazzaro:allora avvocato. Qui la faccenda un po invrucciata. Adesso provo a

spiegarcela come faccio meglio, ma cos incagliata che non so se ci riesco.

Lorenzo:il fatto che il babbo diventato matto, tutto dun botto

Lella:anche la Circe ha cercato di fargli venire lo spavento, ma lui andato

a giocare al lotto

Luisa:la Galina lha sedotto, anche fisicamente proprio

Lazzaro:Vezio ci ha parlato, gli ha fatto un bel discorso, ma lui niente

Lorenzo: arrivata la Fosca a menarlo, ma non ha fatto nessun effetto

Lella:noi gli abbiamo fatto una testa come un pallone

Luisa:mo lui la sera v nel pab e poi a ballare

Lazzaro:insomma avvocato, come si pu risolvere questa situazione?


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Capretti:scusate ma io non ho capito niente, che situazione?

Lorenzo:ma quella che gli abbiamo spiegato no? Cosa potiamo fare?

Capretti:vediamo un po di semplificare: volete parlare uno per volta?

Lorenzo:proviamo. Allora: il nostro babbo vuole sposare la sua badante. Sic-

come che noi non vogliamo, perch dopo ci tocca dividere leredit,

cosa possiamo fare?

Lazzaro:c un modo per fermare questo matrimonio?

Capretti:in sostanza voi volete impedire il matrimonio di vostro padre con la

signora badante

Lella:eh, gi! Finalmente ce labbiamo fatta!

Capretti:la signora in regola con i permessi di soggiorno e di lavoro?

Lazzaro:s, labbiamo messa in regola sei mesi fa

Capretti:sono stati espletati tutti gli adempimenti per il matrimonio?

Luisa:gli appuntamenti?

Capretti:scusate. Tutti i giri che sono da fare negli uffici per sposarsi, sono

stati fatti?

Lella:s, li ha fatti tutti lui personalmente

Capretti:allora temo che non ci sia molto da fare, per impedire questo matri-

monio. Quello di sposarsi un diritto sancito dalla Costituzione. Ci vogliono motivi gravi e fondati per impedirlo

Lella:ma noi li abbiamo: quella vuole portarci via la nostra eredit!

Capretti:anche quello alleredit della signora un diritto tutelato dalla Costi-

tuzione

Luisa:ma signor avvocato, tra tutte quelle leggi che abbiamo, possibile che

non ce ne sia una dove noi possiamo attaccarci per fermare un ma-trimonio cos scombinato?

Capretti:purtroppo capisco che il vostro intento sia quello di proteggere vostro

padre da un presunto plagio, e conseguente probabile raggiro. Ma

finch siamo nel campo delle supposizioni, la legge non pu fare nul-

la

Lorenzo:non si potrebbe andare alla "sacra ruota"?

Capretti:no, quello un altro settore. E poi ci si pu andare solo dopo sposati

Lazzaro:al. Cos affondata anche lultima speranza


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Capretti:mi dispiace, in questo caso non posso proprio aiutarviscusate ma,

come dicevo prima, il mio tempo denaro (fa per andarsene, poi ha un attimo di esitazione) a meno chah, no no

Lorenzo:a meno ch? Dica, dica pure avvocato

Capretti:beh, ci sarebbe un modo, ma forse un poeccessivo

Luisa:che modo sarebbe?

Capretti:si potrebbe fare unistanza al tribunale per fare dichiarare vostro pa-

dre inabile e quindi assumerne la tutela

Lella:dobbiamo assumere la tudela?

Capretti:ma no, se il Tribunale dichiara vostra padre inabile, la gestione del

suo patrimonio passer ai familiari. Che quello che volete, mi pare

Lorenzo:ci pare bene, avvocato. Vadi pure con questa stanza! (agli altri) dico

bene?

Lella:si! Lei faccia la stanza che noi firmiamo!

Capretti:siete sicuri? Dovrete venire in Tribunale a testimoniare di fronte ad

un giudice che vostro padre non pi capace di gestire il suo patri-monio. Potrebbe essere molto spiacevole

Lorenzo:non si preoccupi, signor Avvocato, questa se l andata a cercare lui,

con il lanternino!

Lella:non avremo nessun riguardo!

Capretti:va bene. Allora se siete tutti convinti, io preparo gli atti

Lazzaro:grazie avvocato, lo sapevo che lei avrebbe trovato la soluzione per

tutti i nostri guai

Capretti:beh, ci proviamo. Quando si pu.

Lella:allora aspettiamo sue notizie

Capretti:vi far sapere il giorno delludienza e tutti gli adempimenti

Luisa:no, non faccia complimenti avvocato, tiri pure dritto

Capretti:(soprassiede) va bene. Allora arrivederci a presto (esce salutato da

tutti)

Lazzaro:al. Ce labbiamo fatta. Adesso vado a dire al babbo che se non vuo-

le ragionare, lo facciamo ragionare noi

Lella:bravo! Pensi di farcela?

Lazzaro:(poco convinto) vieni con me, dai, che forse avr bisogno di un aiuto

(escono a destra)


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Lorenzo:d Luisa, noi vogliamo andare a casa che ora? Sar perch oggi ne sono capitate di tutti i colori, ma a me venuta anche una bella fame

Luisa:andiamo allora, che ti preparo subito da mangiare

Lorenzo:e cosa mi fai stasera? Non mi darai i biscottini per il cane, come fa la

Fosca con Vezio

Luisa:(con indifferenza) mah, stasera pensavo di farei fagioli

Lorenzo:fagioli? Ma non li hai fatti (ci pensa un attimo) passato ieri?

Luisa:(civettuola) s, ma stasera ti faccio una ricetta nuova. Dai, dai andia-

mo (ed esce euforica. Lorenzo non capisce ma sta sulla fiducia, ed esce a sua volta)

Fine primo atto


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Secondo atto

Ufficio del Giudice Romagnoli. Scrivania rialzata per il Giudice in posizione centra-le e postazione laterale pi bassa per il cancelliere. Panche o sedie per i convenu-ti. In scena il cancelliere Serroni che sta scribacchiando alla sua postazione. Da sinistra entra il giudice Romagnoli

Giudice:(entrando) buongiorno Serroni

Cancelliere: buongiorno commissario

Giudice:sono stato di sotto a prendere un caff...veh (guarda l'orologio) sono

quasi le nove e dei miei colleghi neanche lombra

Cancelliere: come al solito. E poi c anche da dire che da quando hanno fatto lei

presidente del tribunale, le cose vanno un pochino meglio...

Giudice:siccome che di lavoro ne abbiamo poco...poi per forza le cose resta-

no indietro e la gente si lamenta. Ha ragione...

Cancelliere: lo dice a me che ci sono cresciuto qui dentro? E mi piange il cuore a pensare che una volta, quando eravamo di meno, le cose andavano un bel po meglio. Non ci scappava una penna

Giudice:e pensare che, con tutti i giudici che abbiamo adesso, questo tribu-

nale potrebbe funzionare come un orologio svizzero

Cancelliere: non c niente da fare, signor Commissario, se manca la voglia...

Giudice:lo so. Nellufficio di qualcuno, invece di scrivere: "la legge uguale

per tutti" bisognerebbe scrivere: "voglia di lavorare saltami addosso, lavora te, che io non posso "

Cancelliere: eh, con quello che prendono, mi meraviglio che non si vergogni-

nosono buoni solo da litigare tra di loro

Giudice:dai, lasciamo perdere. Piuttosto, oggi cosa abbiamo?

Cancelliere: dunque oggi abbiamo: (consulta gli incartamenti) alle nove la causa Garloni contro Garloni

Giudice:(ricordando) ah, s

Cancelliere: cos? Un divorzio?

Giudice:no, figli contro babbo. Vogliono farlo dichiarare "inabile" e poi assu-

merne la tutela

Cancelliere: ho capito, non c pi religione. Poi alle dieci e mezza abbiamo Li-sandri contro Lisandri. Anche qui babbo contro figli?


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Giudice:no, questo un divorzio

Cancelliere: non ci azzecco mai, porca miseria

Giudice:allora io mi vado a preparare. (si alza) Vai a vedere se sono arrivati

tutti e poi falli pure entrare (esce al centro)

Cancelliere: va bene vado subito (esce da sinistra. Poco dopo rientra seguito da Pasquale, Galina, Capretti, Lorenzo, Lella, Lazzaro e Luisa. Si porta in posizione centrale attorniato dagli altri) allora vediamo di sistemar-ci come si deve, prima che entri il giudice. Dunque chi l'attore e chi

il convenuto? (scompiglio dei presenti)

Pasquale: sono venuto io, per primo!

Lella:mo no, siamo arrivati prima noi, eravamo qui di fuori ad aspettare da

mezz'ora

Pasquale: non conta, qui dentro sono arrivato prima io

Cancelliere: ma no, non conta chi arrivato prima. Intendevo chi ha avviato l'a-

zione giudiziaria

Lazzaro:avvocato cosa vuole questo, che non si capisce niente?

Capretti:adesso ci parlo io, lasciatemi fare il mio mestiere

Lorenzo:(agli altri) adesso lo sistema lui, lo paghiamo apposta

Capretti:dica a me cancelliere

Cancelliere: lei chi ?

Capretti:(imbarazzato per non essere conosciuto)...sono l'avvocato Capretti

Lella:(agli altri) ma non diceva di essere il principe del fro?

Cancelliere: ha si, ora ricordo. L'avvocato Capretti. Ne parlano tutti. E' famoso tra

gli avvocati. E' quello che non ha mai vinto una causa

Capretti:(al cancelliere, cercando di cambiare discorso) i miei assistiti sono

questi signori. Gli dia quattro posti dove si vede bene.

Cancelliere: non siamo al cinema, avvocato. Sono loro i convenuti?

Pasquale: Benvenuti era la mia prima moglie. Ma lei la conosceva?

Capretti:ecco lui il convenuto, cancelliere.

Cancelliere: (controlla sul suo registro) lei Pasquale Garloni ? Si metta laggi

(Pasquale si avvia all'estrema postazione di destra. Galina lo segue dapprima con lo sguardo, poi con il corpo; confabula con Pasquale, che torna dal cancelliere per chiedere lumi. Intanto gli altri quattro si accalcano sul cancelliere cercando di sbir-ciare il registro, dando i propri nomi, chiedendo dove devono sedersi e facendo


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una gran confusione. La confusione aumenta allorquando tutti e sette i personag-gi, raggiunta una certa posizione, vengono colti da dubbio vedendo i propri vicini di posto e tornano a chiedere conferma al cancelliere. Capretti resta in piedi, cercan-do di coadiuvare a suo modo il cancelliere ma dando indicazioni spesso sbaglia-te.)

Cancelliere:(per risolvere) basta! Voi mettetevi qui! E voi l! (spinge Pasquale e Galina da una parte e i quattro dallaltra, Capretti siede vicino ai suoi assistiti, in posizione di facile uscita, dovendo alzarsi spesso. Tutti vanno al loro posto e restano in piedi)

Lorenzo:(quando tutti sono al loro posto) cos va bene?

Cancelliere: s, adesso mettetevi a sedere (tutti si siedono. Dal centro entra il Giudice) in piedi! (tutti si alzano sullattenti)

Giudice:(si accomoda) seduti (tutti si siedono)

Pasquale: d, mettetevi daccordo

Giudice:(come se non avesse sentito) prego cancelliere

Cancelliere:(leggendo) oggi trattiamo il procedimento numero 123 punto 97 barrabis. Attori i signori Lorenzo e Lazzaro Garloni, unitamente alle di loro consorti. Avanzano istanza affinch Sua Signoria Illustrissima il Com-missario della Legge si compiaccia di dichiarare inabile il di loro pa-dre, Garloni Pasquale e gliene affidi la tutela, anche patrimoniale. (verso Capretti e i quattro) Giusto?

Lella:soprattutto, patrimoniale!

Cancelliere: convenuto il signor Pasquale Garloni, che resiste. (verso Pasquale) Giusto?

Pasquale: si capisce che resisto. Sono forte come laceto

Cancelliere: unitamente alla signora Galina (faticando a leggere) Dukulatrova

Lorenzo:non lo sappiamodu chu la trova (risatine generali)

Giudice:(serafico, rivolto a Lorenzo) signor Garloni, non so se si reso contoche lei oggi si trova in unaula giudiziaria. Se vuole fare commenti da bar, o da mercato, basta che me lo comunichi. Io chiamo le forze dellordine e ce lo faccio accompagnare. Intesi?

Lorenzo:(come un cane bastonato) che mi scusi, signor Giudice

Cancelliere: i signori Garloni Lorenzo e Lazzaro, unitamente alle di loro consorti sono difesi in giudizio dallavvocato Capretti. Il signor Garloni Pa-squale non assistito da alcun avvocato.


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Giudice:(rivolto a Pasquale) signor Pasquale, come mai non ha nominato un

difensore di fiducia?

Pasquale: perch io non cho nessuna fiducia, in quella gente l

Giudice:se per quello neppure io. tuttavia consapevole che un avvocato

potrebbe aiutarla per le questioni tecniche e procedurali?

Pasquale: si, signor Giudice, ma mi sa che faccio meglio da per me

Giudice: consapevole di cosa dobbiamo discutere durante questa udienza?

Sa che cosa hanno chiesto i suoi figli?

Pasquale: signors

Giudice:bene, signor Pasquale. Le assicurato il diritto di difendersi anche

da s

Pasquale: posso fare una dimandita?

Giudice:dica

Pasquale: no, chiedevo se nel discorrere potevo aiutarmi anche con una mollica

di dialetto. Casin ho pavura che solo con litagliano va finire che mi

avruccio

Giudice:per me, nessun problema. Avvocato?

Capretti:(ironico) mi viene il dubbio che se non parla italiano, non lo capisca

neppure.

Pasquale: non si preoccupi, Capretti, che io capisco quello che c da capire

Capretti:(tornato serio) signor Commissario, vorrei mettere a verbale che il si-

gnor Pasquale non riesce neppure ad esprimersi in italiano

Giudice: sicuro che questo torni a favore della sua tesi avvocato? Il dialetto

lespressione di una cultura tradizionale millenaria, per nulla inferio-re allitaliano. Io stesso me ne servo, in alcune occasioni

Capretti:lei pu ben farlo, signor Commissario. Ma il signor Pasquale con il

suo dialetto esprime una sottocultura legata allignoranza. Pensi che ha fatto solo la terza elementare

Giudice:(severo) mia mamma aveva la terza elementare. Vi ravvede qualco-

sa di sbagliato, avvocato?

Capretti:(imbarazzato) ha ragione, signor Giudice. Meglio non porre a verbale

questa cosa

Giudice:cancelliere?

Cancelliere: scrivo?


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Giudice:no, cancelli. Prego avvocato

Capretti:grazie Commissario. Per cominciare vorrei subito presentare una se-

rie di obiezioni preliminari (consegna una lettera al Commissario)

Giudice:(serafico, appallottola il foglio e lo getta via) gliele boccio tutte

Capretti:(spiazzato)...ma Commissario...non capisco

Giudice:sar chiaro, avvocato: non voglio cavilli. Qui non abbiamo a che fare

con due aziende che si litigano un brevetto, n due automobilisti che

si sono scontrati. Qui abbiamo una famiglia che sta cercando la solu-

zione migliore per gestire gli ultimi anni di vita del padre

Pasquale: ...che saranno un bel po', state tranquilli

Giudice:glielo auguro, signor Pasquale. Ma non la scuso per avermi interrot-

to. Non ci riprovi

Pasquale: mai pi, signor maestro

Giudice:grazie. Adesso avvocato cominci pure ad illustrare la sua tesi

Capretti:certo, signor Commissario. Se sua signoria illustrissima mi consente

vorrei dimostrare tramite alcuni semplici esempi come il convenuto,

signor Pasquale Garloni, non abbia la minima percezione del valore

del denaro.

Giudice:prego avvocato. Proceda pure

Capretti:dunque signor Pasquale. Cominciamo con un esempio elementare:

sa quanto costa un litro di latte?

Pasquale:(ironico) pi o meno come la sua parcella di avvocato?

Capretti:(indignato) Commissario...!

Giudice:(alza una mano come per dire: ci penso io. Poi severo) mi ascolti be-

ne signor Pasquale. Qui le cose funzionano in modo molto semplice:

l'avvocato fa le domande e lei risponde. Le chiaro?

Pasquale: signors

Giudice:io sono il giudice di questa udienza e sono tenuto a garantire la rego-

larit del procedimento. Le chiaro?

Pasquale: 'gnors

Giudice:se non capisce qualcosa chieda pure a me ma non faccia commenti

fuori luogo e non risponda con ulteriori domande. Intesi?

Pasquale: si, signor maestri. (tra s) urca com cattivo

Giudice:prego, avvocato, prosegua


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Capretti:grazie Commissario. Allora signor Pasquale, ci vuole dire se sa

quanto costa un litro di latte?

Pasquale: di solito non vado io a fare la spesa. Va la Lina tutti i giorni...

Capretti:va bene signor Pasquale, lei non va a fare la spesa. Ma ha comun-

que un'idea di quanto possa costare un litro di latte?

Pasquale: coster cinque o sei euro

Capretti:(enfatico) quanto? Vuole ripetere per cortesia?

Pasquale: ho detto cinque o sei euro

Capretti:ho capito bene? (calcando) cinque o sei euro?

Pasquale:(rivolto al giudice) orca signor maestro ma questo sordo del tutto!

Giudice:avvocato, abbiamo udito tutti molto bene, non occorre che il conve-

nuto ripeta ulteriormente

Capretti:benissimo Commissario allora proseguo con l'illustrazione della mia

tesi. Dato che un litro di latte ha un prezzo massimo di un euro e cin-

quanta ho dimostrato senza ombra di dubbio che il signor Pasquale

non ha consapevolezza del valore del denaro.

Giudice:le conclusioni le vedremo alla fine. Per ora mettiamo a verbale che

alla domanda quanto costa un litro di latte il convenuto ha risposto cinque o sei euro. Cancelliere?

Cancelliere: cancello?

Giudice:no, scriva. C' altro avvocato?

Capretti:forse signor Commissario. Vorrei approfondire. Dato che la risposta

non stata univoca, bens stata: cinque o sei euro, vorrei chiedere al signor Pasquale i motivi di questa variabile.

Giudice:le chiara la domanda, signor Pasquale?

Pasquale: proprio per niente, signor maestro. Vuol sapere se il tempo variabi-

le?

Giudice:no, l'avvocato vuole sapere perch ha detto che il latte costa cinque

oppure sei euro

Pasquale: ah, glielo dico subito. Il latte viene un euro e quaranta. La benzina

per andare e tornare dal Conad costa tre euro e sessanta, in tutto fa cinque euri, giusto avvocato?

Giudice:(mentre Capretti resta spiazzato) signor Pasquale le ho gi spiegato

che non compete a lei fare domande


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Pasquale: e poi, considerando che nel carrello del Conad a volte sincaglia l'eu-

ro, un litro di latte pu costare anche sei euro (sgomento dei presen-

ti)

Giudice:il ragionamento non fa una piega, mi sembra. Ma questa solo uno-

pinione personale. Cancelliere?

Cancelliere: scrivo?

Giudice:no, cancelli. Avvocato?

Capretti:(riprendendosi) Veniamo ad un altro episodio significativo. Signor

Pasquale, vero o non vero, che alla gita dei pensionati a Venezia lei si separ dal resto del gruppo per andare a giocare al casin?

Pasquale: s, vero

Capretti:ed vero o non vero che lei, preso dal turbinio del giuoco, perse fi-

nanco la corriera per tornare a casa?

Pasquale: s, anche quello vero...

Capretti:(incalzandolo) e cosa fece suo figlio Lazzaro, quando il giorno dopo

non la vide scendere dalla corriera dei pensionati?

Pasquale: ha cominciato a preoccuparsi

Capretti:ah, cominci a preoccuparsi! Lo credo bene, da figlio premuroso

quale lui ! E cosa fece quando la vide invece tornare su un taxi? Pasquale: mi litig che mai

Capretti:ah! (esaltato) le litig!! e perch le litig? Forse perch dovette addi-

rittura pagare la corsa del taxi, perch lei aveva perso tutto quello che aveva, fino all'ultimo centesimo?

Pasquale: no, un momento, quella volta ero andato al verde, ma stato per-

ch...

Capretti:ecco! ammette di essere andato al verde! Al verde, signor Commis-

sario! Ammette di essersi fatto prendere dal demone del gioco al

punto di perdere tutti i suoi dindini! Lo dica al Commissario della

Legge, lo dica...

Pasquale:(fa per parlare)

Capretti:su, non si vergogni, dica. Ammetta, confermi, attesti!

Pasquale:(al giudice) se mi fa parlare glielo dico, signor maestro

Giudice:faccia parlare avvocato, si cheti

Capretti:mi scusi, signor Commissario


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Pasquale: quella volta l al casin ho giocato dieci euri e ho beccato il ventiset-

te, che il mio numero

Capretti:qui non interessa cosa lei ha beccato!

Giudice:lasci dire, avvocato, si cheti

Pasquale: ho avuto un colpo di fortuna che mai e ne ho vinti cinquantamila

Capretti:(enfatizzando) addirittura cinquantamila euro!! E lei stato buono di

giocarsi e perdersi cinquantamila euro in una sera?

Pasquale: avvocato, si chieti. Dopo non sono mica stato l tutta la sera a trastul-

larmi

Giudice:e cosa fece invece dopo la vincita, signor Pasquale?

Pasquale: siccome che volevo lasciare tutto a quei ragazzi della comunit Papa

Giovanni a Venezia, per trovarli ho fatto una fatica che mai e cos ho

perso la corriera (sgomento dei presenti)

Giudice:avvocato, c' altro che vuole mettere a verbale?

Capretti:(spiazzato) no, per adesso no...

Giudice:cancelliere?

Cancelliere: cancello?

Giudice:no, scriva.

Cancelliere: non ci azzecco mai

Giudice:avvocato?

Capretti:vorrei ora porre qualche domanda al mio assistito, il signor Lazzaro

Giudice:prego

Capretti:signor Lazzaro, suo padre abita presso di lei, vero?

Lazzaro:si, avvocato

Capretti:da quanto tempo?

Lazzaro:sono bella quattro anni

Capretti:e quando suo padre ha cominciato a dare segni di...diciamo di...

Lazzaro:squilibrio? Quasi subito, avocato

Capretti:e in cosa consisteva questo squilibrio? Vuole chiarire meglio?

Lazzaro:vede avvocato, mio babbo, tranne quando stato in Francia, ha fatto

il contadino tutta la vita, era a mezzadria in una pensione a San Sal-

vatore, fino a settant'anni


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Capretti:e poi cosa successo?

Lazzaro:poi il padrone gli ha dato lo sfratto. Lui venuto a stare da noi, mo il

passaggio dall'aperta campagna alla grande citt lo ha sbalestrato

del tutto

Giudice:in che citt lo avete portato, signor Lazzaro?

Lazzaro:da noi alle Capanne (una frazione piccolissima)

Giudice:le pare una grande citt?

Lazzaro:beh, per come era abituato...

Capretti:obiezione, Commissario, le opinioni del mio assistito non valgono

Giudice:quindi fa unobiezione contro la sua stessa parte?

Capretti:(ci pensa) s

Giudice:obiezione accolta, cancelliere?

Cancelliere: scrivo?

Giudice:no, cancelli. Avvocato?

Capretti:vorrei ora passare ad illustrare come la signora Galina abbia dappri-

ma sedotto e poi subdolamente circuito e plagiato il signor Pasquale,

onde ottenere di farsi sposare all'evidente scopo di privarlo delle sue

ricchezze e successivamente abbandonarlo

Giudice:prego

Capretti:(rivolgendosi a Lella) signora Lella vuole riferire al signor Commissa-

rio di quella volta che scopr la signora fare la cresta sulla spesa?

Lorenzo: normale che faccia la cresta, si chiama Galina! (risatine generali)

Giudice:signor Lorenzo, lei continui pure su questo registro, che poi in sen-

tenza comunque vadano le cose si trova una bella ammenda (tutti si zittiscono) prego signora

Lella:si. Qualche giorno fa ho trovato in fondo alla borsa della spesa il con-

to di 37 euri (mostra uno scontrino). Siccome che gli avevamo dato

50 euri, quando le ho chiesto l'aresto lei andata in farfuglioni e non

ce l'aveva da ridarmi!

Capretti:(prende lo scontrino da Lella e lo consegna al cancelliere) signor

Commissario! Chiedo che questo scontrino venga acquisito agli atti come prova "a"

Giudice:signora Galina vuole dire qualcosa al riguardo?


33


Galina:(guarda Pasquale come per chiedere l'autorizzazione, che gli viene

data) s, quel giorno io fatto spesa per altre 13 euro in farmacia, masignor Pasquale non voleva fare sapere a nessuno

Capretti:(enfatico) ah, ah, ah! E per cosa sarebbe stata questa spesa farma-

ceutica? Ha uno scontrino per caso? Una ricevuta, un biglietto? Per-

ch altrimenti potremmo essere portati a pensare che se la sia inven-

tata apposta, qui su due piedi

Galina:si, sicuri. Io sempre tiene tutti scontrino in mio portafoglio (lo tira fuo-

ri)

Pasquale: ah! Questo, signor avvocato, se lo vole lo pu tenere come "prova b".

E lo scontrino dei miei pannoloni!

Capretti:(che non coglie) signora Lella, vuole allora raccontare di quella volta

che la signora Galina le rub un paio di preziosi orecchini?

Lella:si, avvocato. Avevo lasciato sul com i miei orecchini di perle, pas-

sata la Galina, e dopo non c'erano pi

Giudice:un momento, signora, un momento. Per caso mi sta dando una noti-

zia di reato?

Lella:io...beh...gli orecchini non c'erano pi...

Giudice:perch se cos fosse io dovrei immediatamente informare il mio col-

lega giudice penale che dovrebbe aprire un fascicolo

Lella:un fascicolo. Odio, (verso Capretti) cosa vuol dire avvocato?

Giudice: consapevole che se poi questi orecchini dovessero saltare fuori,

per lei si configurerebbe il reato di calunnia?

Lella:per me? Un reato? (a Capretti) Come sarebbe a dire, avvocato?

Capretti:(a Lella) mi aveva detto che era sicura! "quella ladra schifosa", dice-

va...

Lella:(rivolta a Capretti) io? mo lei matto avvocato, io non l'ho mai detto.

Anzi adesso che ci penso, nell'ultimo cassetto in basso non ho mica guardato. Potrebbero essere l

Giudice:vuole controllare signora, prima di confermare la sua dichiarazione?

Lella:si, Commissario. Mi facci controllare meglio, poi devo discutere an-

che con l'avvocato in priv. Per adesso facci finta di niente. Parola torna indietro

Giudice:(con un sospiro) cancelliere?

Cancelliere: scrivo?


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Giudice:no, cancelli.

Capretti:(che nel frattempo ha parlato sottovoce con Luisa) un momento,

Commissario. Anche la signora Luisa ha assistito al fatto. Possiamo sentirla?

Giudice:certamente. Cos'ha da dire in proposito, signora?

Luisa:gli orecchini non c'erano pi

Giudice:d'accordo signora, ma secondo lei qualcuno se ne appropri? In par-

ticolare la signora Galina?

Luisa:(guarda Capretti, poi indifferente) gli orecchini non c'erano pi

Giudice:questo lo abbiamo capito, signora. Pu fornirci qualche ulteriore ele-

mento in merito?

Luisa:(monocorde) gli orecchini non cerano pi

Giudice:(che ha mangiato la foglia) per caso l'avvocato Capretti le ha sugge-

rito di dire solo questo?

Luisa:gli orecchini non c'erano pi

Giudica:avvocato, lei ha istruito molto bene i suoi assistiti. Talmente bene che

come testimoni perdono di ogni credibilit. Lo capisce, signora Lui-sa?

Luisa:gli orecchini non c'erano pi

Giudice:(con un sospiro) cancelliere?

Cancelliere: scrivo qualcosa?

Giudice:no, cancelli tutto. C' altro, avvocato?

Capretti:gli orecchini non ceran.hem, mi scusi. Per ultima, vorrei ora chia-

mare la signora Galina a deporre

Lorenzo:si, le uova! (risatine generali dei quattro)

Giudice:signor Lorenzo, la informo che la sua ammenda sta assumendo pro-

porzioni molto rilevanti. (tutti si zittiscono) Prego avvocato

Capretti:bene, Galina. Dopo questo lungo dibattimento siamo finalmente arri-

vati alla resa dei conti. Guardiamoci negli occhi e cerchiamo di dire

tutta la verit. La pura e semplice verit. A noi stessi, prima ancora

che agli altri. pronta?

Galina:crede di s. Io no hai problema


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Capretti:vuole affermare in tutta sincerit di fronte al Commissario della Leg-

ge e di fronte ai familiari pi stretti di Pasquale qual la vera ragione per cui vuole sposarlo?

Galina:perch io vuole bene, noi innamorati

Capretti: questa la ragione vera, signora Galina? Lei innamorata?

Galina:si, da profondo di mio cuore

Capretti:e cosa le piace di Pasquale, cosa apprezza?

Galina:(lo guarda con tenerezza) i suoi modi gentile, suo animo puro, sua

dolcezza, suo grande intellighenza...

Pasquale:(a Capretti) al Capretti, prendila nel sacco!

Capretti:(non coglie) quindi sono queste le cose che apprezza in Pasquale,

giusto? sicura e convinta di non apprezzare piuttosto i suoi soldi, i suoi appartamenti, le sue terre?

Galina:no, tutti voi sbaglia. Io innamorata solo di lui, no importa altro.

Capretti:allora signora Galina, se ho capito bene, lei sta dicendo a questa cor-

te che sposerebbe il signor Pasquale anche se lui fosse povero in canna, giusto?

Galina:si, giusto. Lei dici bene

Capretti:se cos , signora Galina, allora non avr nessuna difficolt a firmare

questa dichiarazione che il mio studio ha provveduto a redigere, giu-sto?

Galina:(confusa) io no sa cosa ha scritto...

Capretti:posso darne lettura, signor Commissario?

Giudice:pendiamo dalle sue labbra, avvocato

Capretti:(leggendo) io sottoscritta Galina Dukulatrova, qualora diventi moglie

di Garloni Pasquale, rinuncio con il presente atto ad ogni diritto pre-

sente e futuro su ogni suo bene, mobile ed immobile, e mi impegno a

non rivendicare mai alcunch, soprattutto nei confronti dei legittimi

eredi neppure dopo la sua dipartita. In fede

Pasquale: questa non una dichiarazione, una porcheria bella e buona!

Capretti:(impassibile, consegna il foglio a Galina) vuole firmare signora Gali-

na? (Galina guarda incerta Pasquale, che ancora indignato) vuole

firmare, per cortesia? (Galina guarda smarrita il giudice, che attende)

vuole che le presti la penna? (Galina guarda Capretti senza sapere

cosa dire) si decide a firmarlo? (Galina guarda Pasquale, poi di nuo-


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vo Capretti, infine fa "no" con la testa, posa il foglio ed abbassa lo

sguardo. Capretti enfatico) Si rifiuta di firmarlo, signor Commissario!

Si rifiuta! Le sue parole sullamore, sullaffetto, sul sentimento puro

ed elevato che la legava al signor Pasquale e che abbiamo udito

pocanzi erano in realt false e menzognere. Questo matrimonio non

era altro che una misera trappola. Una trappola per spillare fino

allultimo centesimo dalle tasche di questo ignaro ed ingenuo signo-

re, e lasciarlo sul lastrico nel giro di poche settimane. Questa donna

ha gettato la maschera

Giudice:(interrompendolo) basta cos, avvocato

Capretti:(smontato)finivo la mia arringa, Commissario

Giudice:abbiamo capito tutti lantifona, avvocato, non occorre infierire ulte-

riormente su questa triste situazione. (Pasquale ha continuato a guardare Galina, che ha continuato a tenere gli occhi bassi)

Capretti:come vuole, Commissario

Giudice:vuole dire qualcosa, signora Galina?

Galina:(fa no con la testa sempre tenendo gli occhi bassi)

Giudice:bene. (scrive velocemente per alcuni secondi, tutti restano in trepi-

dante attesa, poi legge) Vista l'istanza dei signori Lazzaro e Lorenzo

Garloni, alla luce degli elementi emersi nel corso del dibattimento,

per i poteri che mi sono conferiti: DICHIARO il signor Garloni Pa-

squale perfettamente in grado di intendere e di volere e lo confermo

nella piena titolarit del suo patrimonio. INIBISCO i signori Garloni

Pasquale e Dukulatrova Galina dal contrarre matrimonio presso gli

uffici di questa Repubblica, ove risulterebbe comunque nullo a tutti gli

effetti di legge e di pratica. AUTORIZZO la famiglia Garloni a licen-

ziare la signora Dukulatrova Galina, assunta a suo tempo quale as-

sistente anziani, nel termine di legge di otto giorni, a decorrere da

oggi. (termina di leggere). Ho ritenuto di non applicare ammende, si-

gnor Lorenzo, poich mi pare che la perdita della pace familiare sia

gi una punizione abbastanza pesante. Auguro di cuore a tutti voi di

poterla ritrovare. Cos deciso, la seduta tolta. (raccoglie gli incar-

tamenti ed esce al centro, mentre i vincitori esultano).

Capretti:(ai suoi assistiti, che gli stringono la mano, pavoneggiandosi) avete

visto? Avete visto? Ce labbiamo fatta! Lazzaro: complimenti avvocato! Siete una bestia! Lorenzo: siete proprio il principe del fro


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Luisa:e adesso, cosa succede?

Capretti:adesso loro non si potranno pi sposare e voi potrete licenziare quel-

la donnaccia

Lella:quello lo faremo subito, non dubiti avvocato

Cancelliere:(intromettendosi) scusate, signori, ma noi qui avremmo unaltra u-dienza. Se vi volete accomodare (gli indica la porta)

Lazzaro:(uscendo) usciamo, usciamo, stia tranquillo. (agli altri) Andiamo a be-

re qualcosa?

Luisa:si capisce, dobbiamo festeggiare la vittoria. Giusto avvocato?

Capretti:pi che giusto! (dimentica la propria borsa ed esce festante con gli

altri, accompagnati dal Cancelliere)

Galina:(rimasta sola con Pasquale, per la prima volta alza lo sguardo) Pa-

squale mi odia?

Pasquale: no. E credo anche di sapere perch ti sei comportata cos

Galina:davvero? Tu sa?

Pasquale: credo di s. Ma voglio che sia tu a dirmelo

Galina:io no posso pi lottare contro tua famiglia. Loro uniti e molto cattivi

contro di noi, contro nostro amore. Io visto tanto odio

Pasquale: quello lo sapevamo pure. Ma cos glielhai data vinta del tutto

Galina:io conosciuto troppo odio in mia famiglia in Russia. Fratello contro

fratello, padre contro figlio. Lina ti vuole troppo bene per fare provare anche a te questo

Pasquale: ti avevo detto che prima o poi si sarebbero rassegnati e avrebbero

accettato la situazione

Galina:no, Pasquale. Io letto in loro occhi troppa cativeria. Adesso loro tutti

contenti, tu torna ad essere padre adorato. Tu bisogno di loro pi che

di Galina. Io torna Russia e prova trovare un po di affetto in mia fa-

miglia, o quel che resta.

Pasquale:(sconsolato) eh, Lina, Lina, Lina

Galina:e poi io no pu proprio firmare quel foglio, sa?

Pasquale: perch?

Galina:perch tu fatto terza elementare, ma io no sa neanche scrivere! (Pa-

squale si prende la testa tra le mani e la scuote)


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Capretti:(rientrando con il Cancelliere, indica la propria borsa e va a ripren-derla) ecco vede, Cancelliere, lho lasciata l, mi scusi sa maleuforia.

Cancelliere: la prenda pure, avvocato. (Ai due) E voi siete ancora qui?

Capretti:(prende la borsa e vi fruga, poi rivolto a Pasquale) oh, veh, signorPasquale, mi ero scorato che mi ero messo nella borsa una cosa per voi, per consolarvi di questo momento (estrae dalla borsa un uovo e glielo porge)

Pasquale:(ancora seduto vicino a Galina, guarda incuriosito) cos? Un uovo?

Capretti:(sarcastico, a mo di battuta) s. Meglio un uovo oggi che una Galinadomani! (si scompiscia da solo)

Pasquale: va a quel paese, Capretti (Pasquale tira luovo a Capretti, che si scansa. Luovo colpisce il cancelliere, che resta basito)

Fine secondo atto


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Terzo atto

Di nuovo casa Garloni. Lella sta rigovernando le tazze di caff, Luisa seduta e stanno chiacchierando

Lella:e cos, anche questa fatta

Luisa: stata dura, stavolta. Pasquale non lha presa bene

Lella:per niente. Ma io dico che gli passer. Far un po di capanno

allinizio...

Luisa:non che andr gi di testa, o che far qualche pazzia?

Lella:non credo. Staremo a vedere, tanto noi siamo sempre qui intorno

(suonano alla porta, Lella va ad aprire)

Luisa:allora allinizio, ci staremo attenti anche noi, fino che non sar fuori

pericolo (rientra Lella con Vezio)

Vezio:allora vero? Ne abbiamo salvato un altro?

Lella:per adesso pare di s, ma non fatevi sentire da Pasquale, che in que-

sti giorni fa un muso lungo

Vezio:e perch? Deve ringraziare tutti i santi del paradiso. Io andrei ad ac-

cendere una candela

Luisa:lui pensava di andare in paradiso con questo matrimonio

Vezio:e invece uscito dallinferno. Glielo dico io!

Lella:con un po di pazienza, ci arriver anche lui

Luisa:ma io Vezio non posso credere che la vostra Fosca sia cos cattiva

come la dipingete voi

Vezio:cattiva? Ma no... un angelo del paradiso. Solo che a me mi adopera

come spazzatura

Lella:lasciate perdere, Vezio

Vezio: una cuoca coi fiocchi... che adopera il marito come mattarello

Luisa:non lo possiamo credere

Vezio: sempre a dare la polveree a me mi adopera come battipanni!

Lella:oh, questa poi grossa (non vista da Vezio, entra Fosca)

Vezio:per stamattina mi sono rifatto eh? venuta da me in ginocchio. In

ginocchio! Ah s...

Luisa:in ginocchio?

Vezio:eh, gi, in ginocchio!

Lella:e come mai? Cosa era successo?

Vezio:era successo che mi ero stancato di essere comandato a batecca


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Luisa:e cosa vi ha detto?

Vezio:cosa mi abbia detto, non lo ricordo. Per me lo ha detto in ginocchio

Fosca:(con uno scappellotto) ve lo dico io cosa gli ho detto!

Vezio:(riparandosi) veh, ma te sei qui?

Lella:voi Fosca vi siete dovuta mettere in ginocchio per parlare con il vo-

stro Vezio? Ci pare impossibile

Fosca:per forza mi sono dovuta mettere in ginocchio: sera nascosto sotto il

letto!

Luisa:urca, questa forte!

Fosca:se gli volevo urlare di venire fuori da l, non cera altro modo

Lella:siete una comica...

Fosca:doveva finire di stirare i panni e non voleva mica uscire. Sono dovuta

andare a prendere la scopa

Luisa:e poi, ve li ha stirati?

Fosca:una met. Appena ho girato il sedere, lui ha preso la porta. Allora ho

fatto il giro di tutti i bar e poi ho provato qui. (a Vezio) Dai mattac-chione, ce n rimasta mezza cesta

Vezio:donne, se vedete Pasquale, ditegli che ha avuto una bella fortuna

Fosca:e perch poi?

Vezio:perch ...perch ...dai su, non farmi perdere tempo che a casa o una

mezza cesta di panni da stirare e non vedo le ore

Fosca:vedete che marito bravo ho?

Luisa:s, ma anche lui stato fortunato, Fosca

Lella:lo dico anche io, vero Vezio?

Vezio:(sta per dire qualcosa ma vede Fosca minacciosa. Preferisce tacere

ed esce piagnucolando) orca, che fortuna.

Fosca:ci vediamo, donne

Lella & Luisa: ci vediamo (Fosca esce, Luisa siede, Lella finisce di rigovernare)

Luisa:la Lina gi andata via?

Lella:no, di la che prepara la sua roba

Luisa:se devo dire la verit, Lella, proprio tutta la verit, un po mi dispia-

ce

Lella:cosa dici, Luisa? Dopo tutto quello che abbiamo fatto per mandarla

via?

Luisa:per c anche da dire che a me mi ha aiutato. E parecchio

Lella:naaa...ti ha aiutato? A te? Ma cosa dici, Luisa? Quando?


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Luisa:eh, di pi non posso dire, perch lho promesso. A me ha dato un

bellaiuto. Si pu dire che grazie a lei, la mia vita cambiata da cos a cos

Lella:lascia perdere, dai. Hai voglia di scherzare

Luisa:non sono mai stata pi seria in vita mia. Ti dir di pi. Adesso, senza

di lei, non so come far

Lella:ma cosa dici? dai Luisa, non mi puoi lasciare qui a friggere dalla cu-

riosit

Luisa:ti ho detto che ho promesso. Su, porta pazienza e scusa se ho tirato

fuori questo argomento

Lella:va bene. Se non puoi, non puoi. Una promessa una promessa

Luisa:eh, gi. Cambiamo argomento

Lella:giusto. (pausa) Hai proprio promesso promesso?

Luisa:s!

Lella:se per io ci arrivo da sola, la promessa sempre mantenuta

Luisa:s, questo vero. Ma te come faresti ad arrivarci da sola?

Lella:beh, senza proprio dire tutto, mi potresti comunque mettere sulla

buona strada

Luisa:mmm(pensierosa) allora, vediamo un po

Lella:(curiosa) dai dai, dammi un aiutino

Luisa:tecon il tuo Lazzaro, va tutto bene?

Lella:s, perch?

Luisa:insomma tutto regolare

Lella:s, andiamo daccordo. Non capisco

Luisa:andate daccordo il giornoe anche la notte?

Lella:dove vuoi arrivare?

Luisa:insomma a letto, Lazzaro fa il suo dovere? Lo fa tutto?

Lella:vuoi sapere se facciamo lamore spesso?

Luisa:h!

Lella:diciamo cos che, sotto quel punto di vista, io e il mio Lazza-

rofacciamo le olimpiadi

Luisa:(incuriosita) cio?


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Lella:(delusa)una volta ogni quattro anni

Luisa:urca. Allora potrebbe aiutare anche te

Lella:perch?

Luisa:la Galina ha dei fagioli, che ha portato dalla Russia, che fanno resu-

scitare i morti. Il viagra, in confronto, non gli fa neanche ombra

Lella:fagioli

Luisa:s, fagioli. Il mio Lorenzo diventato un altro

Lella:anche il tuo Lorenzo era un po miserino?

Luisa:miserino? Era uno stoccafisso che la notte sembrava una mummia.

Invece adesso, sotto quei lenzuoli, salta come un capretto

Lella:noo?!? Con i fagioli di Galina?

Luisa:ne basta uno ogni dieci giorni. Fanno una riuscita che mai. Come

credi che abbia fatto a resuscitare Pasquale?

Lella:non so...dicevo che gallina vecchiachiss al mio Lazzaro che effet-

to farebbero?

Luisa:e prova, no?! mi ha detto che la Lina ancora di l. Proviamo di

chiederle dei fagioli anche per te. Tanto ormai a lei non servono pi

Lella: vero. E poi, dopo tutto quello che abbiamo passato per colpa sua,

sarebbe giusto che ci desse un risarcimento .(in fretta verso sini-

stra, poi si bloccano)

Luisa:ah, io non ti ho detto niente eh?

Lella:macch. Ci sono pure arrivata da sola, no? (escono a sinistra)

Lorenzo:(entrando con Lazzaro dal centro) a te ha detto qualcosa?

Lazzaro:macch. Da quel giorno non ha fatto pi parola con nessuno

Lorenzo:ah, non pensarci. Prima o poi gli passer

Lazzaro:speriamo. Non aveva mai fatto cos. Stavolta andato proprio gi

allassa

Lorenzo:tutta colpa di quella donnaccia del cavolo

Lazzaro:eh, gi. Accidenti a quella volta che ce la siamo messa in casa!

Lorenzo:vedrai che quando sar tornata in Russia, dopo un po non ci pense-

r pi

Lazzaro:non lo so. Ti dico che cos incattivito, non lo avevo mai visto. Non

mangia pi, non dorme...


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Lorenzo:per me, dopo due o tre sabati che stato da Coppi, con tutte quelle

vedove che cercano storie, far presto a scordarsi la sua badante

Lazzaro:quella non era la donna per lui, su. E prima se ne fa una ragione e

meglio sar per tutti

Lorenzo:siiiquella era di un'altra razza, unaltra culturao prima o dopo le

magagne sarebbero uscite fuori

Lazzaro:giusto! Come si dice? Mogli e buoi dei paesi tuoi!

Lorenzo:difatti, se ci fai caso, nella nostra famiglia ci siamo sempre sposati tra

di noi, non abbiamo mai sposato degli estranei

Lazzaro:cosa vuoi dire?

Lorenzo:che te, per esempio, che sei mio fratello, hai sposato la mia cognata.

Il babbo ha sposato la mamma, lo zio la zia, il nonno la nonna, e via dicendo (suonano)

Lazzaro:giusto, vero, hai ragione

Lorenzo:he! (mentre Lazzaro va ad aprire) e poi come dicono tutti, per queste

cose, il tempo il miglior dottore

Lazzaro:(rientra con Capretti) buongiorno avvocato, che venga che venga. Si

accomodi pure

Capretti:grazie Lazzaro, (a Lorenzo) buongiorno!

Lorenzo:oh buongiorno avvocato

Capretti:allora? Contenti? Avete visto come ho steso quel vecchio trombone

del giudice? Eh, ve lavevo detto che sono il principe del fro

Lorenzo:ah, siete stato proprio bravo, avvocato. Glielavete messa nel fro!

Capretti:sapete? ad un certo momento vi ho quasi dati per spacciati, ho pen-

sato che avreste perduto, eravate l l per perdere, stavate quasi per perdere...ma poi, invece, abbiamo vinto!

Lazzaro:per fortuna che abbiamo pensato di metterci nelle sue mani, avvoca-

to, altrimenti a questora saremmo ancora in mezzo al guado

Capretti:beh, sono qui apposta io, per sistemare tutti i vostri guai. Mi pagate

per questo, no?

Lorenzo:purtroppo il nostro babbo non lha presa bene. Da quel giorno non

parla pi con nessuno, non mangia...

Capretti:beh, normale. Dategli tempo. (affabile) E comunque questi sono

dettagli familiari che a me non interessano


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Lazzaro:no, ha ragione. Dunque la sua parcella arrivata ieri. La paghiamo

subito

Capretti:ah, vi gi arrivata? (fintemente rammaricato) Avevo detto alla se-

gretaria di aspettare, altrimenti non sarei passato...

Lorenzo:ah, ma se vuole, avvocato, facciamo un altro giorno. Veniamo nel

suo studio...

Capretti:noo...inutile farvi perdere altro tempo. Visto che sono capitato qua io

- per puro caso - possiamo anche regolarizzare subito

Lazzaro:come vuole, avvocato. Se ci pu solo scusare due minuti, che devo

passare daccordo con mio fratello.

Capretti:prego, fate pure. Io intanto ne approfitto per controllare della posta (si

apparta su una sedia a controllare la posta che ha in borsa)

Lazzaro:allora, cosa dici? Facciamo met per uno?

Lorenzo:io direi di si. Anche la badante la pagavamo met per uno

Lazzaro:adesso piuttosto dovremo metterci a cercarne unaltra

Lorenzo:e speriamo che non faccia come questa

Lazzaro:per carit! Non dirlo neppure

Lorenzo:in un modo o in un altro faremo

Lazzaro:adesso per lavvocato faccio io lassegno, poi me li darai con calma

(si appresta a compilare l'assegno)

Lorenzo:va bene

Capretti:(si avvicina perplesso con una lettera in mano) chiedo scusa...

Lazzaro:abbiamo quasi fatto, avvocato

Capretti:(non ascolta, seguitando a leggere) ho qui una lettera che vi pu in-

teressare

Lorenzo:a noi?

Capretti:si, riguarda questa vicenda

Lazzaro:cio?

Capretti:vedete, per puro caso, io ero anche il legale del signor Badaloni, il

precedente assistito della signora Galina Lazzaro: a s?

Capretti:si, il signore che morto sei mesi fa, liberando cos la badante che

poi avete assunto per vostro padre


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Lorenzo:e allora?

Capretti:ho qui una lettera del mio studio dalla quale risulta che c' stata l'a-

pertura testamentaria del signor Badaloni Lazzaro: ebbene?

Capretti:la signora Galina stata nominata erede universale. Per un patrimo-

nio stimato di circa otto milioni di euro

Lazzaro:(dopo l'iniziale stupore) vacca boia della miseria. Otto milioni?!?

Lorenzo:come, come? Il vecchio dove lavorava prima quanto le avrebbe la-

sciato?

Capretti:otto milioni di euro. Una bella sommetta

Lazzaro:bella? Io direi vigliacca spudorata!!

Lorenzo:che razza di cose che succedono nel mondo! Ha fatto tredici

Lazzaro:non ci posso credere. Porco diavolo, ma guarda te che fregata

Lorenzo:puttana miseria ladra schifosa. Io, neanche se lavorassi centanni, li

guadagnerei

Lazzaro:cos non giusto per, eh, non mica giusto...

Lorenzo:lo puoi dire chiaro e tondo che non giusto

Lazzaro:e pensare che stava quasi per sposare il babbo

Lorenzo:(si guarda con Lazzaro come se avessero la stessa idea). Avvocato,

adesso lei cosa deve fare con questa lettera?

Capretti:devo consegnarla alla sig.ra Galina e informarla del generoso lascito

Lorenzo:non potrebbe aspettare un paio di giorni?

Capretti:purtroppo no. La mia deontologia professionale mi impone di adem-

piere immediatamente i miei doveri di ufficio

Lorenzo:e se quellassegno glielo portassimo tra due o tre giorni, magari con

qualcosa di pi?

Capretti:qualcosa...quanto?

Lorenzo:magari anche mille euro, se tutto va come deve andare

Capretti:(un tempo) u ma son gi le tre? Ma io ho un appuntamento. Devo

scappare. Vi aspetto tra due giorni nel mio studio. Con l'assegno maggiorato

Lorenzo:non si preoccupi, signor avvocato, due giorni ci basteranno senzaltro

Capretti:allora arrivederci


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Lazzaro:arrivederci avvocato (Capretti esce). Allora? Cosa vuoi fare in questi

due giorni?

Lorenzo:come cosa voglio fare? Bisogna fare sposare quei due, e presto,

prima che lei venga a sapere delleredit

Lazzaro:e come facciamo? Il babbo con noi non parla neppure pi. E poi con

il tribunale, come la mettiamo?

Lorenzo:adesso pensiamo di convincere il babbo, poi col tribunale ci pense-

remo. Dove adesso?

Lazzaro:non lo so mica. E da stamattina che non lo vedo

Lorenzo:io faccio un salto nel bar, a vedere se l. Te aspetta qui e se doves-

se arrivare fallo aspettare

Lazzaro:va bene, ci prover (Lorenzo esce)...

Galina:(entrando da sinistra con soprabito e valigia) prego signor Lazaro,

chiama tassi per me

Lazzaro:ma lei dove v?

Galina:io pronta per partire. Io va

Lazzaro:partire? V? Mo matta? No, no lei non v da nessuna parte (le

prende la valigia e le fa togliere il soprabito) non vorr mica partire

cos sui due piedi

Galina:si io pronta. No capisc. Voi detto di andare via subito...

Lazzaro:lo abbiamo detto cos per dire, se le diciamo di buttarsi nel pozzo lei

si butta? Su vada a disfare la valigia (la spinge)

Galina:io no capisc. Prima grande fretta mandare via me, adesso deve a-

spettare, perch?

Lazzaro:perch prima dobbiamo parlare col babbo. Pu darsi che lei possa

restare. Anzi lei deve restare!

Galina:no, io no pu restare. Prende treno torna Russia

Lazzaro:ma vogliamo scherzare? Non se ne parla neanche. Noi abbiamo bi-

sogno di lei

Galina:bisogno? io no capisc

Lazzaro:non c' bisogno che lei capisc, non bacili, lei stia solo da sentire (la

spinge dentro la porta di sinistra. Poi, rimasto solo) qui bisogna subi-

to trovare il babbo. Non vorrei che fosse rimasto nella sua camera

(esce a destra)


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Luisa:(poco dopo entra con Galina infilandole il soprabito e dandole la vali-

gia) no Lina, sicuramente ha capito male, io la ringrazio dei fagioli ma

la cosa migliore che lei possa fare in questo momento andarsene

subito. Mi creda

Galina:si anche io pensa cos, ma signor Lazzaro mandato me indietro...

Luisa:non possibile, glielo assicuro. Vada pure a prendere il suo treno e

dimentichi in fretta questa brutta faccenda.

Galinas, io va e dimentica

Luisa:buona fortuna, Galina. Vado a chiamarle un taxi col mio telefonino

(esce a sinistra)

Lorenzo:(rientra dalla porta principale, vede Galina con la valigia) Lei dove

v?

Galina:io parte. Va via. Sua moglie chiama tassi per me

Lorenzo:no, no, no. Macch taxi. Lei non si muove di qui. (le prende la valigia e la fa togliere il soprabito) Lei non v da nessuna parte

Galina:ma io no capisc. Io deve partire

Lorenzo:(la spinge verso la porta di sinistra) abbiamo ancora un sacco di cose

da discutere, ci faccia parlare col babbo

Galina:ma voi gi parlato, io v, prende treno

Lorenzo:ma quale treno, ma che cosa dice? Lei resta qua con noi. Su su, non

faccia tante storie e vada a disfare la valigia. Che mi dia retta. Disfi

disfi (la spinge dentro la porta di sinistra. Poi solo) dove si cac-

ciato quellimbranato di mio fratello?

Lazzaro:(entra da destra) lho trovato, di l. Ma non ne vuole sapere di par-

lare con noi. (da destra entra Pasquale. Imbarazzo. Va a cercare

qualcosa in un cassetto)

Lorenzo:b...(Pasquale lo guarda, non dice niente e torna a rovistare)

Lazzaro:su babbo, non fate cos...non volete pi parlare con noi?

Pasquale:(fa un cenno di assenso con la testa)

Lorenzo:dai babbo, tanto prima o poi dovrete parlare

Pasquale:(fa cenno di no con la testa)

Lazzaro:almeno una parola, un pensiero...

Pasquale:(ci pensa poi indica Lazzaro)

Lazzaro:(indovinando) te


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Pasquale:(fa sei con le dita)

Lorenzo:sei...

Pasquale:(segna uno)

Lazzaro:un...

Pasquale:(indica la testa)

Lorenzo:testa...

Pasquale:(fa il gesto dell'ombrello)

Lazzaro:(capisce senza dirlo)...eh no, dai babbo, tanto arriver quel momento

che dovremo fare la pace e cercare di andare daccordo

Pasquale:(indica i figli e poi con l'indice la tempia)

Lorenzo:va bene, babbo, come volete. Se non volete parlare, parleremo noi.

Basta che voi stiate a sentire. E una cosa importante

Lazzaro:veramente babbo. Mettetevi a sedere un momento che vi dobbiamo

dire una cosa che non pu aspettare (gli porge una sedia, che Pa-squale accetta con titubanza)

Lorenzo:allora, babbo. Noi in questi giorni abbiamo avuto modo di pensare

bene alla faccenda, come forse prima non abbiamo mai potuto fare

Lazzaro:giusto!

Lorenzo:abbiamo capito che forse ci siamo fatti prendere dal momento, dalla

fretta, dalla paura, e non abbiamo pensato per niente ai sentimenti di nostro babbo

Lazzaro:. (per rimarcare) di nostro babbo

Lorenzo:e poi arrivato quellavvocato del cavolo. Ha adoperato tutte le sue

paroline per incantare la gente, i suoi modi fini, e cos ci ha incantato anche a noi

Lazzaro:anche a noi

Lorenzo:ma in questi giorni, abbiamo avuto modo di ragionarci sopra, e prima

di tutto di pensare a voi, ai sacrifici che avete fatto per noi, al bene che ci volete

Pasquale:(indica "alt" e poi "una volta")

Lazzaro:behche ci volevate.

Pasquale:(fa si con la testa)


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Lorenzo:insomma babbo, per tagliarla corta: noi ci abbiamo ripensato, vo-

gliamo ritirare la denuncia e lasciarvi fare tutto quello che volete, voi

e la vostra Galina

Lazzaro:.e la vostra Galina

Pasquale:(li squadra un po poco convinto, poi) avete voglia di scherzare?

Lorenzo:no babbo. Diciamo sul serio

Pasquale: volete dire che lei pu stare ancora qui da noi?

Lazzaro:tutto il tempo che vuole

Lorenzo:adesso che abbiamo capito quanto importante per voi, non voglia-

mo pi lasciarla andare via

Lazzaro:si potrebbe dire che ormai anche noi, senza di lei, non riusciamo pi

a stare

Pasquale: e la faccenda del tribunale?

Lorenzo:fate conto che non sia mai accaduta

Pasquale: e ci potremo anche sposare?

Lorenzo:s babbo! Magari!

Lazzaro:veramente, non aspettiamo altro!

Pasquale(ancora incredulo) non sono sicuro di avere capito bene. Tutto dun

colpo voi mi dareste la vostra benedizione per sposare la Lina?

Lorenzo:col vostro permesso, babbo, io e Lazzaro vorremmo essere i testi-

moni del vostro matrimonio

Pasquale: addirittura!

Lazzaro:si capisce!! E il meno che potremmo fare, per farci perdonare di tutto

il casino che abbiamo combinato

Pasquale: non che mi volete prendere per il naso, eh?

Lorenzo:no, babbo. Stavolta siamo seri e decisi come i pompieri!

Lazzaro:non ci sar avvocato che tenga, non staremo pi a sentire nessuno

Pasquale: cosa successo, da farvi cambiare cos idea sulla Lina?

Lazzaro:abbiamo capito di aver fatto uno sbaglio. Non si pu?

Lorenzo:a me cominciava anche a dare fastidio il vostro stato. Non ce la face-

vo pi a vedervi cos: zitto, scuro, triste...

Lazzaro:e poi sarebbe stata una porcheria troppo grossa, quella di tenervi

separato dalla vostra Lina


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Lorenzo:s, un peso troppo pesante da portare sulla coscienza per tutta la vita

Lazzaro:allora babbo? Ci perdonate? (allarga le braccia)

Lorenzo:adesso abbiamo solo bisogno del vostro perdono (allarga le braccia

anchegli)

Pasquale:(dopo un attimo di titubanza) venite qui, figli (li abbraccia, si com-

muovono)

Lazzaro:abbiate pazienza, babbo ancora non riesco a capire cosa ci aveva

preso

Lorenzo:andare a fare tutto quel casino per un matrimonio dove avevamo la

testa?

Paquale:non niente, ragazzi, lo stesso. Meglio tardi che mai. Limportante

che adesso abbiate capito il vostro sbaglio e le cose piano piano possano tornare al loro posto

Lazzaro:ma siete sicuro di non essere pi arrabbiato con noi?

Lorenzo:e la Lina, pensiamo anche a lei, ci perdoner?

Pasquale: io sono convinto di s. E poi quando le dir che ci possiamo sposare,

far conto che non sia successo niente, ne sono sicuro Lorenzo: speriamo

Pasquale: ragazzi, adesso vogliamo mettere una bella pietra sopra tutto quello che successo e andare a dire unorazione sotto il quadro della

mamma, tutti insieme?

Lazzaro:(quasi piangendo) s, babbo, andiamo dai(escono a destra)

Lella:(rientra con Galina, porgendole la valigia e facendole indossare il so-

prabito) no, Lina, non c proprio nessun ripensamento. Vada pure,vada, che prima che v e meglio che .

Galina:ma s, anche io dice questo, ma vostro marito e suo fratello spinto

me di l e dice no fa storie disfa valigia

Lella:sicuramente ha frainteso, Lina. Ora le chiamo il suo taxi, cos potre-

mo mettere la parola fine su questa brutta vicenda.

Galina:anche io spera. Io stracca di fare e disfare mia valigia

Lella:e che non provi di rimanere nelle vicinanze, o di continuare a rim-

bambire il mio povero suocero

Galina:lei tranquilla, io messo mio cuore in pace. Voi no vede mai pi me.

Lella:le conviene, se non vuole nuovamente trovarsi in tribunale. Addio per

sempre, Galina


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Galina:adio

Pasquale:(entra da destra, con Lazzaro e Lorenzo) Lina!

Lorenzo:oh Galina cara, metta gi quella valigia, lei rester qui per sempre!

Lazzaro:dia qua (le prende la valigia e il soprabito) la aiuto io non si incomodi,

cara Lina

Lella:(che rimasta allibita) ma siete diventati tutti matti?!?

Lorenzo:(la trascina via a sinistra), hemvieni con noi Lella, che ti spieghia-

mo tutto. Lasciamo i due piccioncini da soli

Lazzaro:(scherzoso) e fate i bravi, eh? (escono a sinistra)

Pasquale: allora Lina, pare che adesso finalmente potremo sposarci

Galina:cosa successo a tuoi figli?

Pasquale: niente. Mi sono messo daccordo con quellavvocato, abbiamo stu-

diato una lettera posticcia e poi lha fatta leggere ai miei figli

Galina:uh, tu ingannato tuoi figli?

Pasquale: noooo.beh, s. Mo a fin di bene. Volevano fregarmi a me. Ancora

non sanno che quando mi metto .sono un bagaglio!

Galina:importante che adesso loro felici di nostro matrimonio. Noi mai fatto

questione di soldi

Pasquale: giusto

Lella:(rientra con gli altri da sinistra, eccessivamente cerimoniosa) Lina,

cara Lina che piacere che finalmente questi due si sono convinti

Luisa:noi tanto che insistiamo per farti rimanere e farti sposare Pasquale

Lella:e pensare che stavamo per perderti, che disastro sarebbe stato

Luisa:uh, ci pensi? Dove trovavamo un'altra donna in gamba come lei?

Lella:davvero! Gentile, premurosa, educata, corretta, sono proprio conten-

ta che entri a far parte della famiglia

Luisa:onesta, leale, laboriosa, non ci sono pi in giro le donne cos

Galina:io no capisc. Voi mai detto me queste parole, nemmeno di fronte

giudice

Lella:beh...no..era che..perch ...(cerca conforto)

Lorenzo:l'avvocato! E stato lavvocato che ci ha costretto, cara Lina

Luisa: vero! Abbiamo dovuto dire tutte quelle cose spiacevoli ma mai le

abbiamo pensate davvero!


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Lella:ci ha proprio minacciato e noi abbiamo dovuto dire e fare quello che

ci ha comandato

Lazzaro:linvocato faceva il suo mestiere, pensava solo alle ragioni del soldo

Luisa:non poteva vedere che dietro c'erano le ragioni del cuore, che solo

una donna sa vedere

Lella:non poteva capire che dietro c'era una storia di amore, di sentimento,

che non pu essere spezzata per le luride ragioni dei soldi!

Lazzaro:giusto!

Luisa:allora adesso cara Lina, ci dica che ci ha perdonato e che accetta di

stare qui per sempre con noi

Lella:s, vogliamo che si sposi il nostro Pasquale e che abbiate tanti giorni

di felicit qui in casa nostra

Galina:(le guarda) va bene. Io accetta vostre scuse per bene di Pasquale. Io

spera che va sempre d'accordo e potiamo diventare amiche

Lella:come no, Lina? Potiamo, potiamo...

Luisa:io direi di pi...sorelle!

Galina:allora io disfa valigie, sicuri?

Lorenzo:disfi, smonti, sbaracchi. Lei di qui, Lina, non si muove pi, giusto?

Tutti:giusto!

Lazzaro:allora siamo a posto cos, tutto bene quel che finisce bene

Pasquale: ragazzi, cosa dite se stasera, per festeggiare andassimo tutti a man-

giare da Rossi?

Lella:da Rossi? a no ? Stasera si mangia a casa. Ho gi cucinato!

Lazzaro:davvero? E cosa hai fatto?

Lella:come cosa ho fatto? Ho fatto i fagioli!!

Luisa:ol, fagioli, fagioli per tutti!! (grida di gioia e giubilo delle donne. Gli

uomini non capiscono)

FINE


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