La bambina

La Bambina

La Bambina

Commedia in un atto

di

Evandro Caiazzo

Quadro in copertina:

Amelia Trovesi: La Sirenetta Olio su tela 50 x 70

La Bambina

Commedia in un atto

di

Evandro Caiazzo

Lazione si svolge a Milano, nel salotto di casa Nardi. Epoca: anni '20.

A sinistra vi la porta d'ingresso. Sul fondo, un caminetto sovrastato da un grande ritratto di una donna giovane e bella; oppure, mancando il caminetto, un mobiletto adeguato. Appoggiata sul caminetto, ai piedi del grande ritratto, la fotografia di una bimba di circa sette od otto anni. A destra si apre una porta che d verosimilmente sul resto dell'appartamento.

Alla sinistra del caminetto posta una poltrona, mentre alla destra c' un divanetto a due posti. Un tavolino centrale completa il salotto. Sul tavolino vi sono un posacenere, un accendino da tavolo e una bambola di pezza.

Alle pareti sono appesi vari quadri e sulla destra, accanto alla porta, un bersaglio di quelli che si vedono nelle sale di scherma per gli allenamenti.

Qualche pianta, qua e l, conferisce buon gusto all'ambiente.

E' mattina. La stanza deserta. Dall'interno si odono rumori di stoviglie per pochi secondi. Poi silenzio.

Alvise (Dall'interno) Bada tu alla porta d'ingresso, mentre mi lavo i capelli!

Dalla porta d'ingresso, sulla sinistra, fa capolino Pasquale, il portiere, che bussa in modo discreto.

Pasquale E' permesso? (Bussa di nuovo, un po' pi forte) E' permesso? C' nessuno? (S'avanza con fare rispettoso, con il berretto in mano) Signor Alvise! Commendatore! Sono Pasquale, il portiere. C' nessuno?

Appare Alvise dalla destra. Sessantanni, alto, portamento signorile, capelli bianchi.

Alvise (Dall'interno) Eccomi, eccomi, signor Pasquale! Arrivo subito! (Entra in scena in pantofole, calzoni del pigiama, accappatoio e un asciugamano attorno alla testa, nell'atto di asciugarsi i capelli.) Eccomi qua, signor Pasquale! Scusi se mi trova un po' male in arnese, ma sono in ritardo, sa, e aspetto visite...

Pasquale Oh, non fa niente, signor Alvise! Lei sa che con me non si fanno complimenti. E poi, ci conosciamo da cos tanti anni... Beh, signor Alvise, volevo dirle che arrivato il quadro che aspettava. qui sul pianerottolo: dove lo devo portare?

Alvise Ah, perbacco, finalmente! Va nella saletta di musica. Aspetti, le do una mano: sar pesantuccio! (Si toglie lasciugamano dalla testa e se lo getta su una spalla.

Pasquale Grazie, signor Alvise! Fossero tutti gentili come lei, gli altri inquilini!

Alvise (Si avviano per uscire dalla destra) Bene, portiamo dentro questo mastodonte!... (Escono insieme dalla destra. Rientrano pochi istanti dopo trasportando un grosso quadro imballato. Attraversano tutta la scena ed escono dalla sinistra).

Pasquale (Rientra da sinistra, asciugandosi la fronte col fazzoletto) Grazie, signor Alvise! Se avesse ancora bisogno di me sa dove trovarmi. (Via dalla destra).

La stanza resta nuovamente vuota. Dopo una breve pausa suona il campanello della porta d'ingresso. Non appare nessuno. Al secondo squillo entra in scena Rebecca, la vecchia governante, circa ottant'anni, capelli bianchi alquanto trascurati, occhiali, abbigliata con una lunga veste un po' logora che le arriva alle caviglie e un grembiule da cucina annodato in vita. Con passo incerto attraversa la stanza, raggiunge la porta, la apre e si fa da parte per lasciar entrare Amilcare Lupi e sua moglie Valeria.

Amilcare Lupi, sessant'anni, capelli brizzolati, atletico, portamento tipico dell'impresario abituato alla vita pratica e dinamica. Indossa un completo grigio, cravatta "Regiment" su cui spicca uno spillone d'oro con perla.

Valeria Lupi, quarantacinque anni, molto bella e giovanile, sorriso luminoso, portamento nobile e cordiale al tempo stesso. Indossa un tailleur "Anni Venti" azzurro cielo, cappellino di piume, collana e braccialetto di perle.

Amilcare (Con fare autoritario, da "pezzo grosso" che si rivolge alla servit) Siamo attesi dal Commendator Nardi.

Rebecca (In tono umile e dimesso) Chi devo annunciare?

Amilcare L'Impresario Amilcare Lupi... e questa signora mia moglie.

Rebecca (Molto servile) Ah, s, Cavalier Lupi, si accomodi, si accomodi, prego! Il Commendatore la stava aspettando. Sar subito da lei. (Pausa) Sa, sta finendo di vestirsi... ma questione di momenti... Prego, signora, si accomodi! (Pausa. I due si siedono sul divano) Mentre aspettano, vado a preparare il caff!... Compermesso!... (Esce con passo malsicuro).

Valeria Povera nonnina! Costretta ancora a lavorare, alla sua et!...

Amilcare E' vero, penoso, ma... Beh, sai che cosa ti dico? Che, malgrado tutto, in un certo senso l'invidio! S, s, davvero! Non fare quella faccia scandalizzata, via! So quel che dico! Ma guardala! Una bella casa, un padrone che una vera perla di gentiluomo, buono, generoso e di carattere dolcissimo... E, a quanto mi risulta, un vero mattacchione che le terr su il morale tutti i santi giorni. Non come me, che dalla mattina alla sera mi sconquasso il fegato con le beghe dei teatri di mezza Italia!...

Valeria Conosci da molto il signor Nardi?

Amilcare Da molto?! Da una vita! Figurati che quarant'anni fa frequentavamo insieme l'Accademia d'Arte Drammatica. Ed era di gran lunga il migliore del corso! Poi, chiss che diavolo gli ha preso, invece di proseguire nel teatro drammatico, una volta diplomato... puff... si butta nel teatro di rivista, operette, music-hall, avanspettacolo... una vera pazzia, visto quanto valeva! (Pausa) Ha fatto non so quante volte il giro del mondo e ha fatto sbellicare dalle risa le platee dei cinque continenti. Ah, come comico, nulla da eccepire! Un asso! Non ci siamo pi visti da allora, ma ci siamo tenuti in contatto con lettere, cartoline, telefonate... Finch ieri mi ha chiamato per...

Valeria Va be', ma se cos bravo come dici, perch non vuoi dargli la possibilit...

Amilcare Santa pace, tesoro, non esageriamo! Una cosa esser bravi a far ridere la gente, ben altra cosa attanagliare il pubblico in una morsa drammatica, come si richiede nella nuova commedia! Oh, s, se me l'avesse chiesto trent'anni fa non avrei esitato un secondo a scritturarlo, ma adesso... Non ha nessuna pratica di teatro drammatico, rischierebbe di trasformare il dramma in una delle sue barzellette!...

Valeria Via, caro, ha la tua stessa et... e tu sai quanto triste il declino per un attore! Ne hai visti tanti, lo so, ma lui un tuo amico... Non puoi scaricarlo cos! Ti ha chiesto aiuto...

Amilcare Senti, Valeria, ti piacciono le pellicce, i bei gioielli, il t con le amiche?... Come credi che riesca a soddisfare ogni tuo capriccio? Facendo il mecenate? Il mondo del teatro un mondo duro, una jungla... Io faccio l'impresario, non dirigo un istituto di beneficienza!... Se mi servisse un comico non avrei problemi... ma cos no!... Mi serve un "signor" attore drammatico, capace di strappare le lacrime, di sconvolgere gli animi, di... di... (Pausa. Si alza e si mette a passeggiare nervosamente per la stanza) E poi, diamine, ha la mia et, l'hai detto anche tu, e sai che io per questo personaggio ho bisogno di un giovane scattante, atletico... Insomma, mi dispiace, mi dispiace davvero, ma "devo" dirgli di no!

Valeria (Lo guarda fisso per un po', poi) Stammi a sentire, Amilcare! Tu sai bene che io non ho mai voluto interferire nel tuo lavoro: l'impresario sei tu e tu sai quel che s'ha da fare. Ma questa volta non posso stare zitta! Ti ricordi la primavera del '95, quando eri gi... avvilito e amareggiato perch nessuno voleva darti fiducia? Ne avevi di buono da dare, ma nessuno credeva in te, tutti ti ridevano in faccia!... Ti ricordi quante porte ti hanno sbattuto sul naso? Come ti sentivi, allora?... E come ti sei sentito, quando finalmente la buonanima di Tamburini, che Dio l'abbia in gloria, ti diede quella benedetta fiducia di cui avevi tanto bisogno? Non ti pare che adesso avresti almeno il dovere morale di fare altrettanto con chi ha bisogno di te?

Amilcare (Imbarazzato ed anche un po' seccato) Valeria, per favore!... Non mi sembra di buon gusto ricattarmi facendo appello alla coscienza! Non farmi sentire pi in colpa di quanto gi non mi senta!... Ma mi impossibile... Non posso!... Non posso mettere a repentaglio il successo del nuovo dramma!

Valeria (Dopo una lunga pausa) Fai un po' tu!...

Entra Alvise dalla destra. E' vestito di tutto punto: indossa un completo blu, camicia bianca, papillon blu, fazzoletto al taschino. Cammina con incedere lento, appoggiandosi al bastone, ma senza zoppicare.

Alvise Bene arrivati!

Amilcare (Andandogli incontro con grande giovialit) Alvise!... Finalmente ci si ritrova! Quanti anni sono passati! Un'eternit!

Alvise Trent'anni, mio caro, trent'anni! Un terzo di secolo. (Poi, rivolto alla porta di destra) Rebecca, portaci i caff! (Si avvicina a Valeria e le bacia la mano) E questa leggiadra silfide?... La tua signora, immagino.

Valeria (Ad Amilcare) Avevi ragione, caro. Me l'hai descritto bene davvero! Un autentico rubacuori! (Poi, ad Alvise) Mio marito mi ha parlato tanto di lei che posso dire di conoscerla da sempre! Mi ha detto grandi cose sul suo conto, sa?

Alvise (Sorridendo) Avr esagerato, com' sua abitudine! Comunque vero: ci conosciamo bene, noi due. (Fa cenno ad Amilcare di sedere accanto a Valeria, quindi si siede in poltrona).

Rebecca (Entra portando i caff) Ecco il caff per i signori.

Alvise (Cambiando improvvisamente di umore e rivolgendosi a Rebecca con voce astiosa) Sei andata in Brasile a nuoto a prenderlo, questo dannato caff? Sei la solita lumaca! (Finge di non notare l'espressione sbalordita dei due ospiti).

Rebecca Ma... io...

Alvise (c.s.) Sparisci!

Rebecca (Guarda con occhi supplichevoli i due stupefatti ospiti, poi, ad Alvise) Mi scusi!...

Alvise (c.s.) Ma che scusi e scusi! Fuori dai piedi! (Rebecca esce umiliata, quasi sul punto di piangere. Tutti iniziano a bere il caff. I due ospiti sono palesemente a disagio. Alvise cambia di tono e, ritornato cordiale e sorridente, ad Amilcare) Allora, vecchio mio, che cosa te ne pare della mia offerta? Mi scritturi, vero?

Amilcare (Imbarazzato) Ah, ehm... s... gi... Ecco, vedi...

Alvise Beh?... Che c'? Qualche problema? Se cos, parla! Non il caso di aver reticenze con me! Siamo amici o no?

Amilcare (c.s.) Ma certo, Alvise, ma certo! Ne dubiti, forse? (Pausa) Il fatto che... vedi... (Pausa) Ho cercato in tutti i modi una soluzione, ma...

Alvise (Allegramente, ma con una punta di amarezza) Ho capito, non mi scritturi!

Amilcare Ma, credimi, non che io non voglia! E' che... Beh, insomma, ti manca, come si suol dire, "le physique du rol". Vedi, nel nuovo dramma che mettiamo in scena ci vuole un attore drammatico, capace di strappare le lacrime, di sconvolgere gli animi, di commuovere anche le pietre... Mentre tu... s, ai tempi dell'Accademia eri il tipo cos, ma poi ti sei dato al... genere brillante, al comico... insomma, tu sei un attore e mi capisci... occorre una lunga pratica nel campo drammatico, una pratica dura che a te manca!

Alvise (Con un sorrisetto tra il deluso e il divertito) Tutto qui? Ma ti capisco benissimo, mio caro Amilcare, e non te ne voglio, credimi! Vedi? E' bastato spiegarsi ed tutto chiarissimo. D'altra parte, che vuoi, io ci ho provato perch volevo riavvicinarmi alla nostra citt e poi... beh, perch volevo riprendere con il drammatico, che era il mio grande amore.

Amilcare Un amore che tradisti...

Alvise E' vero, vero... Mea culpa!... (Pausa) Va be', vuol dire che accetter l'offerta degli Svizzeri che mi han proposto di mettere in piedi una rivista!...

Amilcare (Un po' sorpreso) Non mi sembri molto addolorato della cosa. Eppure, al telefono, mi era sembrato che ci tenessi moltissimo.

Alvise Ci tenevo s!... ma, che vuoi?... L'hai detto tu stesso, sono un attore... E tu lo sai, l'attore come un petalo di rosa: va dove lo porta il vento. (Cambia d'umore e diviene improvvisamente triste, il viso rabbuiato, lo sguardo fisso nel vuoto) E poi... magari fossero tutte qui le amarezze della mia vita!

Amilcare Ma... che cosa dici?

Alvise La solitudine, amico mio, una solitudine spaventosa, straziante, che riesco molto bene a mascherare sulla scena con i miei lazzi da clown, ma... (Con un ampio gesto della mano indica il ritratto sopra il caminetto: Amilcare e Valeria guardano il ritratto).

Amilcare Tua moglie?

Alvise La pi dolce, la pi sublime, la pi perfetta delle mogli!... Troppo perfetta per vivere in questo mondo corrotto!

Amilcare E'...

Alvise S, tre anni fa. Sembrava una sciocchezza... E una maledettissima influenza me l'ha portata via!... Peggio della spagnola del 918! (Batte un pugno sul bracciolo della poltrona) E questa fu la seconda bastonatura della mia vita!

Valeria La seconda?...

Alvise S, signora, la seconda! Vedete, nella mia vita io ho vissuto soltanto due primavere: la prima, quando sposai quell'angelo (indica di nuovo il ritratto), la seconda fu quando ci nacque la nostra bambina, la nostra Fiorella, che... (un nodo gli serra la gola) che... per colpa di una scriteriata, di un'infame... (non riesce a proseguire).

Valeria Dio mio! Ma che cosa successe?

Alvise (fa uno sforzo per riprendersi) Fiorella era un vero fiorellino, di nome e di fatto! Oggi avrebbe ventidue anni. Era bella, intelligentissima e con un incredibile senso dell'umorismo. La bellezza e l'intelligenza le aveva prese dalla sua mamma, lo humor da me... (Pausa. Poi, come ricordando un fatto curioso e divertente, accenna un sorriso con grande tenerezza) Ricordo una volta, in montagna... Eravamo in passeggiata nelle alte valli bergamasche... Fiorella giocava presso la riva di un ruscello. Un'acqua fresca e limpida come cristallo, tanto che io non ressi alla tentazione: mi chinai e ne bevvi lunghe sorsate. (Con un sorriso sempre triste, ma pi aperto) La bimba mi guarda e fa: "Papino, ma che fai? Ci sono tante mucche, qui! Pensa se una avesse fatta la cacca nell'acqua! E tu la bevi?" Ed io: "Ma va l, tesoro, guarda com' bella pulita, quest'acqua! Come fa?... Sarebbe sporca, no?" (Pausa) Beh, non vero che, un centinaio di metri pi a monte, ti vediamo una torta di vacca grossa cos (fa segno con le mani) nel bel mezzo del ruscello? Non vi dico, Fiorella!... Si rotolava nell'erba dalle risa, e noi con lei! E pi ridevamo noi, pi si sbellicava lei! Ve lo garantisco: una scena memorabile! (Amilcare e Valeria ridono divertiti. Dopo una pausa, Alvise cambia espressione e ripiomba nella tristezza) Poi, un giorno... un maledettissimo giorno... tutto l'universo ci rovin addosso.

Amilcare Che cosa successe?

Alvise Era un giorno d'estate. Fiorella aveva compiuto da poco gli otto anni. Anche quella volta facevamo una passeggiata in montagna. Stavamo percorrendo un sentiero che costeggiava uno strapiombo, quando ad un tratto Fiorella scatt in avanti, liberandosi dalla mano della governante che la conduceva. Tutto accadde in un lampo: una breve corsa e Fiorella cadeva nel vuoto, finendo in un roveto.

Valeria No, mio Dio! (Guarda la fotografia della bambina, sul caminetto).

Alvise (Trattenendo a stento il pianto) Era tutta graffiata... Aveva ferite e fratture dappertutto!... Il suo braccino era lacerato in modo orrendo dalle rocce e dalle spine. La trasportammo subito all'ospedale di Bergamo. L i medici fecero l'impossibile, ma l'infezione era gravissima. (Valeria piange, commossa e inorridita dal racconto) Mio Dio, le sento ancora le sue urla di dolore!

Amilcare Ma... riuscirono a far qualcosa?

Alvise No. Tentarono di arginare l'infezione con l'amputazione del braccio, ma anche questo non serv a nulla.

Valeria (Piangendo) E' orribile!... E' orribile!...

Alvise Due giorni dopo moriva di setticemia!... La mia bambina!... La mia bambolina!... (Pausa) Eravamo come impazziti dal dolore. Eppure quell'angelo di mia moglie, non so come, trov la forza di perdonare la governante, dicendo che anche secondo lei si era trattato di una disgrazia. Ma se quella cagna rognosa avesse pensato un po' meno agli affaracci suoi e fosse stata pi accorta... Altro che disgrazia!... Quell'infame... (Prende la bambola dal tavolino e la mostra con disperazione) ed ecco... ecco che cosa mi resta di lei!... La sua bambola preferita, la sua amica... l'unica reliquia... (Se la serra al petto e scoppia in pianto).

Rebecca (Entra e si avvicina al tavolino) Scusate, porto via le tazze.

Alvise (Si trasfigura. Sul suo viso si dipinge un'espressione di odio mortale. Le mani gli tremano di collera mentre punta sulla vecchia il dito accusatore.) Un'infame, dicevo!... Ebbene, eccola la cagna bastarda che ha distrutto la nostra esistenza!

Valeria (Spaventatissima) Signor Nardi, la prego, si calmi, per l'amor di Dio!

Amilcare Alvise, santo cielo, ma sei impazzito? Che ti piglia?

Rebecca Signor Nardi, la prego... (Scoppia in un pianto dirotto, mentre trema di terrore) La prego... La prego... Lo sa che fu una disgrazia!...

Alvise Sta zitta! Sta zitta, serpe, vecchia strega maledetta!... (Si alza in piedi, appoggiandosi al bastone) Sparisci! Togliti dalla mia vista, bestia immonda!

Rebecca (Fra i singhiozzi) No, non me ne vado! Avr pure il diritto di difendermi! Sempre a insultarmi, sempre a umiliarmi davanti a tutti, ad accusarmi di cose... di cose... (Rompe in un pianto disperato, mentre cade in ginocchio accanto al caminetto).

Amilcare (Scattando in piedi) Alvise, non ti riconosco pi! Ti ho sempre conosciuto come un gentiluomo, un autentico cavaliere d'altri tempi!... Dal tuo stesso racconto si capisce che fu una disgrazia! Come puoi infierire cos su questa povera vecchia? E' mostruoso! Altro che accusare gli altri! E' questa tua condotta ad essere infame... oltre che vile!

Valeria (Si alza a sua volta, piangendo, si avvicina ad Alvise e gli appoggia una mano sul braccio) Amilcare, ti prego, adesso tu non esagerare in senso opposto! E' comprensibile che un padre, straziato del dolore, possa perdere il senso delle proporzioni! Non sar certo con le filippiche che gli darai conforto.

Alvise Ma che cosa volete capirne, voi, del dolore di un padre? Vostra figlia non giace sotto terra senza un braccio! Vostra figlia viva, bella, partecipa ai concorsi ippici e li vince!

Valeria (Piange) No, non dica cos! Si sa come sono i bambini... uno strappo improvviso, si liberano della mano che li guida... vogliono correre, saltare, giocare... E poi... la sua signora aveva ragione, aveva compreso che si trattava solo di una disgrazia e aveva saputo perdonare.

Alvise Perch mia moglie era un angelo e vedeva sempre il bene negli altri! In punto di morte mi fece perfino giurare che non l'avrei abbandonata... quella... quella sudicia, vecchia megera!... Ha potuto ingannare lei, ma per infinocchiare me ci vuol altro!...

Rebecca (Fra i singhiozzi) Signori, aiutatemi! Sono vecchia, sola!... Non resisto pi!... Diteglielo voi... Diteglielo... Io l'adoravo, quella bambina, pi che se fosse stata figlia mia! La mia Fiorella!... La mia Fiorella!...

Alvise (Al colmo della collera) Iena schifosa, come ti permetti di nominarla? Ma adesso hai finito... (alza il bastone per colpirla) hai finito...

Valeria (Urla atterrita, gettandosi sulla vecchia per proteggerla).

Amilcare (Balza su di lui e gli afferra il braccio armato) Fermo! Fermo! Sei matto?

Pasquale (Si affaccia sulla porta di sinistra, calmo, tranquillo, come se non avesse udito il trambusto) E' permesso, Commendatore?

Alvise (Voltandosi di scatto) E lei che accidenti vuole?

Pasquale (Sempre calmissimo) Ecco... vede... la mia bambina... gi... ci sta facendo diventar matti! Dice che ha perso la sua bambola preferita e ci mette tutti in croce! Fa un vero putiferio: batte i piedini per terra, strilla come se la spennassero... le assicuro, un pandemonio!

Alvise (Inferocito) E che dannazione ci posso fare, io?

Pasquale Beh... ecco, pensavo... Ieri pomeriggio, quando la piccola salita da lei a far merenda... non l'avr forse dimenticata qui da lei, quella benedetta bambola?

Alvise (Improvvisamente calmo e sorridente, si avvicina alla poltrona, raccoglie la bambola di pezza che vi aveva lasciato cadere e la porge a Pasquale) E' questa, per caso?

Pasquale (Esultante) Sia lodato il Cielo! S, proprio questa! Meno male! Mi ritorna la pace in famiglia! (Prende la bambola).

Segue una lunga pausa, in cui nessuno parla, n si muove. Amilcare e Valeria restano come impietriti dalla sorpresa, completamente disorientati. Alvise guarda i due con aria divertita. Pasquale, sempre serafico, si appoggia allo stipite della porta d'ingresso. Rebecca rimane immobile, rannicchiata presso il caminetto.

Amilcare (Seccato e sbalordito al tempo stesso) Alvise, dannazione, ci spiegherai!...

Alvise Ma certo! E' naturale! (Pausa) Ah, a proposito di vecchiaia e di vecchietti cadenti!... (a Pasquale) A lei! (Gli lancia il bastone al quale fino a poco prima si appoggiava. Pasquale lo coglie al volo, poi, fulmineo, apre la porta, stende il braccio e lo ritrae tenendo in mano un fioretto che lancia ad Alvise senza preavviso. Questi a sua volta lo coglie al volo, si volta verso il bersaglio appeso alla parete e, con un attacco a balestra, porta un "colpo dritto" sul bersaglio. Quindi, dopo il ritorno in guardia, si rimette in piedi, preme la punta dell'arma contro il pavimento per fletterne la lama, fa volteggiare il fioretto in aria, lo riprende al volo e lo rilancia a Pasquale. Infine si rivolge ad Amilcare, mentre si toglie la parrucca bianca) Mio caro amico, volevi una scena strappalacrime? Eccoti servito!

Valeria (Seccatissima, quasi inferocita) Ma allora, era tutta una messinscena?! Ci ha presi in giro!

Alvise No, mia cara signora, tutto, ma non una presa in giro! E in primo luogo, le chiedo perdono per averla coinvolta in tutto questo. (Fa loro segno di sedere. Amilcare e Valeria si lasciano cadere sul divano, incapaci di reagire. Poi Alvise si rivolge ad Amilcare) Amico mio, ti ho giocato un tiro birbone, fors'anche un po' crudele, lo so, ma tra un istante capirai che era necessario, per difendere la mia professionalit. Vedi, mio caro Amilcare, noi ci conosciamo da anni e sapevo benissimo che non mi avresti scritturato. Ho sempre saputo come la pensi sugli attori che abbandonano il teatro classico per darsi al genere leggero.

Amilcare (Quasi parlando a se stesso) Roba da matti! Ho passato pi di vent'anni a far l'impresario e gli attori credevo di conoscerli bene!...

Alvise ...E a quanto mi risulta, sei anche un ottimo impresario. Tuttavia tu hai sempre avuto un tallone d'Achille: le tue convinzioni. Fin dai tempi dell'Accademia non hai mai voluto convincerti che l'attore, il vero attore, non lo si giudica da ci che fa, ma da ci che ha dentro. La "parte", l'attore, non deve averla in mente, ma nel cuore!... E se viene dal cuore, la sua interpretazione non pu che essere perfetta. Quando si studia seriamente e con amore Arte Drammatica, nulla va sprecato, ad onta degli anni. E quando, dopo anni, un attore torna al suo genere primitivo, non ha difficolt a rivivere una parte. E' come andare in bicicletta: ci rimonta sopra e riprende a pedalare.

Valeria (Ormai rassicurata, rivolge lo sguardo al soffitto, poi, con un sorrisetto un po' ebete e cantilenando) Amiiilcareee! Ti ricooordi... di quella favoleeetta... di certi pifferi di montaaagna... che andarono per suonaaare...

Amilcare (Piccato sul vivo e pi nervoso che mai) Ma... ma... allora... que... que... questa bambina... non mai esistita?! Ci hai mentito spudoratamente?!

Alvise Al contrario, mio caro. Fiorella esistita, esiste... scoppia di salute... (tende le braccia verso Rebecca) ...e non vede l'ora di debuttare come attrice!

Fiorella (Rebecca)(Balza in piedi e corre ad abbracciare Alvise. Poi, sorridendo, si toglie la parrucca bianca, gli occhiali e la vestagliaccia, apparendo in tutta la sua leggiadra giovinezza).

Alvise Signori, vi presento Fiorella, la pi deliziosa e la pi adorabile delle figlie.

Amilcare (Si alza dal divano. Sulle prime senza parole. Allarga le braccia a pi riprese e scuote la testa, senza saper che cosa dire. Quindi si avvicina a Fiorella e le bacia la mano, mentre Valeria sorride e scuote la testa con un'espressione divertita. Poi ad Alvise, con aria un po' contrita) Amico mio, stavo per commettere la pi grossa scemenza della mia vita: stavo per lasciarmi scappare proprio i due protagonisti che mi servono. Ehi, dico sul serio!... In tanti anni di questa professione, la prima volta che mi trovo a scritturare una ragazzina... che ancora non sa che cosa sia un debutto... e... e... (A Valeria) Volevo il successo del dramma? Eccolo qua, il successo! Come faccio a non darle il ruolo di protagonista?... Dopo il "debutto" di oggi?... E che debutto!... Mai vista una cosa simile!... (Fa una pausa, con un'espressione fra l'ammirato e il commosso. Poi si riscuote) Beh, la riunione per la distribuzione dei copioni fissata per domattina alle nove. Siate puntuali! Bene, arrivederci a domani!

Valeria (Sorridendo furbescamente, con aria di scherzoso rimprovero) Arrivederci, bricconi! A momenti mi facevate venire un colpo! Vuol dire che farete ammenda venendo a cena da noi, domani sera!

Alvise Sar un onore, per noi.

Fiorella A presto!

Amilcare Vedrete!... Abbiamo una cuoca coi fiocchi! (Esce con Valeria dalla sinistra; li segue Pasquale che fa un cenno di saluto).

Fiorella (Esultante) Yuhuuu! Ce l'abbiamo fatta! Siamo scritturati!

Alvise Soprattutto grazie a te, Fiorella. Sei stata superba!

Fiorella Avevo una fifa!... Pensa, se si fossero accorti che non ero una vecchia!...

Alvise Per questo ho detto "soprattutto grazie a te": era tutto nelle tue mani. Se fosse nato in loro il bench minimo sospetto, sarebbe stato un fiasco solenne!... (Pausa) E non soltanto sarebbe sfumata la scrittura. Per me la cosa sarebbe stata ancor pi grave: sarebbe fallito il secondo scopo di tutto ci.

Fiorella (Sorpresa) Che vuoi dire? Quale secondo scopo?

Alvise (Con un sospiro, lo sguardo perso nel vuoto) Quello di provare, pi a me stesso che agli altri, di essere ancora capace di far qualcosa di buono... di non essere ancora il classico vecchio attore che ha conosciuto il declino e che scompare, inutile e dimenticato!...

Fiorella (Lo guarda con tenerezza e gli d una carezza. Poi, allegramente, battendo le mani, come se volesse risollevargli il morale) Non vedo l'ora di ricevere il mio primo applauso!

Alvise Ma tu l'hai gi ricevuto il tuo primo applauso, il pi bello, il pi scrosciante... il pi ambito!

Fiorella (Sorpresa) Da chi?

Alvise (Commosso, guardando il ritratto) Dalla tua mamma!

Fiorella Oh... pap!... (Abbraccia Alvise e gli appoggia la guancia sul petto).

SIPARIO

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