La borsa
di
Maria Teresa de Sanctis
Monologo con
danza
Personaggio: Pena
Sulla scena tanti coppi di carta per terra, sparsi in cerchio e un cubo marrone
scuro sulla destra a met palcoscenico
BUIO Musica: Cycles (Darling) traccia 2 (Cycle one: Namaste`)
Sopra il brano musicale una voce comincia a contare, con voce piatta, si
interrompe e ogni volta ricomincia
Pena:- Uno, due, tre, quattro, cinque uno, due, tre, quattro, cinque, sei,
uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, uno, due, tre, quattro, cinque,
sei,
Conta, conta, conta.
Il tempo passa,
lacqua scorre.
Ma conta, conta, conta.
E dietro? E sotto? E la prima? E lultima?
Saputo, pensato, non detto,
come sempre.
Non provarci, non farlo, non serve.
Conta, conta, conta.
Il tutto resta, non muta, non cambia.
Si ingrossa, e ogni tanto, forse, scoppia.
E poi unaltra, unaltra, unaltra ancora.
A che serve?
Ma s, per contare, contare contare .
Luce
Danza 1 (Native calls Dangaa)
BUIO
Luce
Una donna, poveramente vestita, con pantofole e abiti vecchi, si avventa sulla
scena come se volesse parlare con qualcuno, ma si ferma respinta da qualcosa e
ogni volta riprova in unaltra direzione. Ha un sorriso impaurito. La donna ha
una borsa visibilmente piena. Nel suo volto i lineamenti sono fini, eleganti.
Sa di sporco e trasandato. Cammina col passo furtivo, il capo chino. La sua
borsa contiene: un peluche vecchio, uno specchio rotto, un pacchetto di ceci
abbrustoliti e uno di semi di zucca (in siciliano calia e semenza), un quaderno
di scuola.
Pena (con forza, guardando in basso dietro come se ci fosse qualcuno alla sua
destra):- No!
pausa
Pena (comincia a farneticare e cammina in tondo):- Tutto a posto, ogni cosa al
suo posto, tutto a posto. Deve essere ogni cosa al suo posto, solo io lo posso
fare ogni cosa al suo posto (prende un peluche dalla borsa, si rabbuia e
guarda con odio il pubblico) Che cosa vuoi?
pausa
Pena(con alterigia):- (guarda verso lalto e poi come se ricevesse un segno si
rivolge ad una persona precisa, dura e decisa) Devi fare quello che dico io.
(con derisione) Vediamo se sei brava: ( con forza) devi stare zitta, solo
ascoltare, zitta! (cambia di scatto, battendosi la mano sulla spalla) Brava,
come sei brava, giudiziosa, s, proprio giudiziosa.
(si ferma e confusa comincia a farfugliare, va avanti e indietro):- Non ci sono
riusciti, non ci sono riusciti, no, no, non ci sono riusciti Volevano farmi
arrabbiare. Ma niente, stavolta non ci sono riusciti.(si ferma di botto,
triste) Ma non si pu cambiare nulla. E ogni cosa ha il suo posto. (guarda alla
sua destra in basso dietro)Il tuo qual ?
Pena (noncurante della risposta):- Ma no, non mi interessa,(sbrigativa) non
posso pensare a te. (fra s, inizia una specie di nenia e si slancia a destra e
a sinistra) Io lo sapevo, loro lo sapevano e io lo sapevo, loro lo sapevano e
io lo sapevo, loro lo sapevano e io lo sapevo, loro lo sapevano (si ferma,
prende il peluche dalla borsa, lo guarda con dolcezza e lo rimette dentro) Tu
stai con me. (prende uno specchio tutto rotto dalla borsa, guardando dentro lo
specchio):- qui che le cose cambiano e pure le persone. Per (Come se
cercasse ai bordi, negli angoli dello specchio, dietro) qualcuno poi non c
pi, non c pi (si ferma in un angolo del proscenio ed come se guardasse
fuori da una finestra) Come bello, s, tutto a posto, ma s, l fuori tutto a
posto, case, persone, il cielo, (come se lo riconoscesse e si illumina)
guarda il cielo che bello le macchine, il semaforo (si rabbuia) il
fischio, lungo, poi sinterrompe, poi di nuovo lungo, terribile quel fischio,
terribile, e poi nessuno nessuno, nessuno che gli risponda mai!! Nessuno! (si
calma e ancora cerca nello specchio e comincia ad agitarsi cercando nei bordi
poi ad un tratto urla, stufa, e rimette lo specchio in borsa):- non ci sei, non
ci
sei (sguardo alla sua destra in basso dietro) Basta, va bene, va bene anzi,
non mi interessa!:
(si sistema gli abiti e di nuovo sguardo alla sua destra, con sdegno):- Ti
piace? Non mi interessa! (ora dolce e si passa la mano sul vestito come per
togliere la polvere,
cambia di scatto, battendosi la mano sulla spalla) Brava, come sei brava, va
bene, tutto
in ordine, a posto, tutto a posto (stop mano sulla spalla)
loro a posto, la piccola a posto ed io stavo arrivando, stavo . (come se lo
dicesse a qualcuno verso una quinta ) Arrivo! (pausa ) Ma loro (incredula)
non cerano pi.
Musica in sottofondo Cycles (Darling) traccia 6 (Cylce three, quintet and coda)
E ho visto ho visto, io ho visto ogni cosa, ma (si calma nuovamente)
nessuno, nessuno, nessuno (con un sorriso ironico) mi ha creduto.(seria) Lo
sapevo, io lo sapevo ma nessuno mi ha ascoltato. Come il fischio
(Riprende lo specchio dalla borsa e continua come prima a cercare lungo i
bordi, finch lo sguardo non si rivolge nuovamente alla sua destra dietro in
basso, con rabbia) Che cosa vuoi? Vattene! (con pi furia) E vattene! (Guarda
dentro lo specchio) Tanto non c nessuno qui. (cambiando tono) Solo io. (dopo
aver posato lo specchio prende dalla borsa il pacchetto con i ceci e si siede
sul cubo e comincia a contare i ceci uno per volta e ogni volta che si
interrompe ricomincia con un po di stizza perch vorrebbe continuare):- Uno,
due, tre, oggi il cielo non mi piace, uno, due, tre, la borsa , uno, due, ,
otto, nove (e continua a contare, questo contare talvolta frenetico, poi
calmo, con una sua dinamica interiore, nella enumerazione cambia i toni come se
dicesse parole e invece dice i numeri, qualcosa che si ricollega logicamente a
quel che viene dopo) ventuno, ventidue, ventitre -(come se dicesse che
schifo, ma c il mare) :- Il mare, dalla mattina al tramonto. Lultimo
tuffo, il pi bello. Le parole, tante tante tante inutili e poi lultima, quella,
uno, due,
(ferma un attimo il suo conteggio e poi riprende) che cosa vuoi? va bene
Smettila allora! (con uno scatto mette tutto via)
(si alza e prende un quaderno dalla borsa): Questo non si tocca. (si
intristisce) (lo rimette in borsa, scoppia a ridere e poi calmandosi come se
parlasse con qualcuno) no, mi fai male, non mi stringere cos e adesso
perch piangi ? dove sei? (come se piangesse e invece ride, quindi prende
nuovamente lo specchio dalla borsa e cerca di pulirlo con un pezzo di stoffa
del vestito e comincia a cercare prima con calma e poi sempre pi
freneticamente) Troppo sporco, troppo sporco, troppo, troppo,troppo (gridando)
noooooo . E ora (come se chiedesse al pubblico, implorante in lacrime) non
la trovo pi, non ci trovo pi nessuno, solo io (poi come se rivelasse il
mistero, con un sorriso ironico, come se volesse tranquillizzare gli altri)
in macchina, in macchina col padre, con suo padre. E io lho visto, lho visto
ma non mi credono. (prende i ceci dai coppi per terra, almeno da tre, e
ricomincia sempre a contarli freneticamente ) 1,2,3, . (si ferma) Contare.
Conto, conto, conto, e non ci riesco . E il tempo passa e lo sento e conto le
gioie e conto i dolori. E non ci riesco ad arrivare a quellultimo ultimo
Non posso, posso solo contare, contare ma
Stop Musica io so tutto E poi c lo stagno.
Musica Cycles (Darling): traccia 7 (Jessicas sunwheel)
E ogni tanto ribolle una bolla, una bolla e laria rimbalza e la bolla ribolle.
Allora (si illumina) nello stagno qualcosa ancora, pulsa, .( un crescendo) e
tutto vorrebbe gridare, gridarlo che sotto lo stagno (si agita ) c tanto ma
tanto ricco, vivo, fango. (si calma nuovamente) Ma nello stagno si perde il
calore del fango, nulla pi bolle, n dolore, n gioia, n rabbia, n
desiderio. Non c pi unanima vera e tutto finisce nel riposo in quiete,
silenziosa quiete. (si batte la mano sulla spalla) Il dolce sonno, la pillola
del dolce sonno, se fai la brava liniezione se fai la cattiva (niente pi
spalla) Lo stagno. Dell anima. E un velo ricopre ogni cosa e nessuno noter
che una vita ormai non c pi .nessuno.(pausa) Una bolla daria, una bolla mi
ha portato qui, io so tutto
Buio
DANZA 2 (Novalia)
Buio
Luce su lei che cammina in tutte le direzioni, cercando di contare,
interrompendosi sempre e sempre ricominciando.
Uno, due, tre, uno due tre .(infastidita) non voglio contare. (con
veemenza)
Voglio persone !!! (si calma e come se spiegasse)
Musica Cycles (Darling) traccia 3 (Fly)
La mia bambina, s, Anna si chiama, ha 12 anni, fuori, in macchina, fuori
col padre, mi aspettano. Ora io non sono a posto e ancora non posso. Appena
appena finisco appena finisco di prepararmi.
(di nuovo cammina in tutte le direzioni, frenetica, cercando di contare,
interrompendosi sempre e sempre ricominciando, dando calci ai coppi per
terra)
1,2, 3, 1,2,3,4 1,2,3 20 (quindi come se cercasse fra il pubblico, negli
occhi, la sua bambina) Qui no, qui no, qui no, come se ritrovasse una
somiglianza con la figlia, si ferma e si rattrista)
No, lei qui no i suoi occhi, forse i suoi occhi, ma lei no, lei non c, non
c .
Lei non c pi, nel mio specchio non c pi .non lo so dov. Non pi nel
mio specchio e non c pi. (si risiede sconsolata) Ma fra poco arrivano
le parole nel cervello la fine (si alza e si agita) Mi urla per essere
raccontata, ma non voglio E pulsa, pulsa la testa mi pulsa e io conto,
ecco (prende a calci di nuovo i coppi per terra) li conto tutti! Tutti!
E poi non mi piace, non mi piace la fine, la fine non mi piace.... (calmandosi,
sorridendo con complicit) Ah certo, potrei, potrei cambiarla, s, lo so, e poi
le storie cambiano sempre, continuano, si intrecciano Questa non urla, s,
questa non urla
Cera un cesto pieno di tante belle cose. Cos anche il cesto era bello. Ad un
certo punto si fece un grosso buco nel cesto e tutte le cose belle si andarono
a poco a poco perdendo. E il cesto rimase vuoto. E divenne brutto. E nessuno lo
voleva e il cesto cominci a stare sempre da solo. Per poi a poco a poco, come
per magia, si and riempendo di nuovo, ma nessuno lo vedeva, non se ne era
accorto nessuno e per questo tutti lo vedevano ancora brutto, il cesto, e non
lo volevano, ma il cesto in realt era di nuovo bello, molto bello, solo che
fuori non si vedeva. E cos era molto solo. Ma era pieno.
(agitandosi di nuovo) Ci sono le scarpe che premono sulla testa e i pugni nello
stomaco e le preghiere inutili, sono tutti in fila l che mi cercano e quei
baffi con maniche bianche e lunghe, lunghe, lunghe bianche, bianche, troppo
bianche, troppa luce, troppa
Sempre di pi, la testa pesante, l'occhio confuso. Ovunque il chiarore
continua. La luce mi stanca, mi giro e ancora luce, e poi luce e poi tanta di
luce adesso troppo invadente. Ed il passo si affretta ed impaurito diventa una
corsa e corro, e corro e la luce mi insegue e mi assale sfrenata e schiaffeggia
il mio viso e le bolle mi martoriano
ovunque, il dolore un pensiero si lancia impazzito al galoppo.
Stop musica
(mano sulla spalla) La pillola del dolce sonno, se fai la brava liniezione
se fai la cattiva
Buio
DANZA 3 ( Willem)
Buio
Luce lei con la borsa in spalla cammina sul proscenio (tira fuori dalla borsa
un pacchetto con dei semini, la semenza siciliana, e lo sparge come fa un
contadino per la semina) Ecco.(li ha sul palmo della mano e li guarda,
mostrandoli alla sua destra, a quel qualcuno al quale sembra rivolgersi ogni
tanto) I semi del genio. Ogni giorno passo dalla villa, passo dalla villa e
dalla statua e lui li spargeva per la citt e e la citt cresceva (li va
spargendo) cresceva, cresceva e . Ora sono io che ci penso. Ogni giorno ne
butto un po in giro, dove capita, (come in confidenza) no, dove non c
nessuno. Voglio pi persone intorno, (con forza) voglio persone io le cerco,
ma non le trovo, qui non le trovo (continua a parlare e si stringe la borsa)
e allora le ho tutte qui, tutte, quelle che ho e le altre e allora sono
tutti qua e
Lei morta. Ecco, non voglio, e torna sempre. E le parole mi afferrano, si
prendono il cervello, ma io non voglio, e conto e non posso, non posso e non
voglio. Sono bombe e sono nuvole. Bombe che mi scoppiano dentro e nuvole che mi
riempiono la testa e non sento pi nulla, non sento pi e non finisce
mai.
Buio
(ha la borsa allorecchio, come se ascoltasse qualcosa) Risate... (ridacchia
e poi si rattrista) sono rotonde, come i balconi (sommessa) risuonano, come
stanze vuote (inaspettatamente si spaventa) . sono minacciose, come la notte,
quando miseria fa rima con cattiveria. E c chi ride di notte, chi ride
anche con me, chi mi prende di notte, quanto vuoi, mi dice, e e c chi ride
e chi piange e si ride e si piange di notte (e ride e piange) e queste cose
non le sapevo e non lo sapevo, quellultima domenica, non lo sapevo, e
ora sono bombe e sono nuvole e io io ho la fine. Ho visto tutto. So tutto ma
dicono la mia testa, shock, e-mo- ti- vo (sillabando la parola come se fosse
strana) e ora sono qui (come se lo dicesse a qualcuno) ARRIVO!!
Musica Cycles , Cycle one: Namast (Darling)
Li vedo, s, sono fuori che mi aspettano, Anna in macchina col padre, e io
ancora non sono pronta, no (come se fosse in imbarazzo per quello che ha
detto, come se fosse stata una confessione) ARRIVO!!!
ecco (come se leggesse le parole nello spazio davanti a lei) senza fissa
dimora , incapace di intendere e di volere . Questo dicono ma io io
ho la fine, io so tutto
FINE
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