La camera al dente

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Atto unico

di Lucio De Felici

da COSA DITE?

Editrice Tusculum Frascati

PERSONAGGI:

La locandiera

Un cliente

Cesira


LA CAMERA AL DENTE

Scena:    La piccola hall di un alberghetto di montagna. Se­die e tavolo in vimini. Attrezzi per alpinismo. Di necessario:  una grande oleografia appesa al centro, in alto, raffigurante un uomo d'altri tempi.

Locandiera  Si accomodi, signore.

Cliente          (avanzando)  Buongiorno, signora. Io...

Locandiera  Non è esatto. E' passato mezzogiorno, quindi buonasera.

Cliente          (timido) Buonasera.  (Depone i colli a terra stan­chissimo)

Locandiera  Cesira! Cesira!

Cesira           (una donnetta del paese, « travestita » da camerie­ra)  Comandi.

Locandiera  I colli del signore.

Cesira          Buonasera, signore. Mi dia pure il suo collo.

Cliente         Buonasera. Ecco, badi... Cosa fa? Mi vuole stroz­zare? Cosa ha capito? I colli, le valige...

Cesira          Non avevo capito bene.

(Cesira toglie il cappello dalla testa del cliente,gli sfila il soprabito, gli mette a posto la cravatta, gli toglie un capello dal vestito, prende i colli ed esce)

Locandiera  Sia il benvenuto nel nostro alberghetto di montagna.

Cliente         Grazie, molto gentile.

Locandiera  Qui troverà tutti i confort necessari per una lunga sosta.

Cliente         Lo credo.

Locandiera  Le Dolomiti, quest'anno, sono splendide!

Cliente         Ah, sì? Perché, l'altr'anno come erano?

Locandiera Veramente... non    siamo   riusciti a vederle. Stavano sempre con la testa tra le nuvole. Si accomodi, prego.

Cliente         Grazie.

(Siedono. Pausa. Entra nuovamente Cesira con i colli, il soprabito, ecc.)

Cesira          Madame, non mi ha detto dove debbo andare.

 Locandiera(al cliente)  Desidera una camera sull'orlo del precipizio oppure che dia sul porcile?

Cliente         Beh, tra i due... Sul porcile.

Locandiera  Ha del gusto, signore!

Cliente         Si figuri! Mio padre è norcino!

Locandiera  Allora si troverà a suo agio. Come a casa sua.

Cliente         Già, in un certo senso!

Locandiera  A che ora si alza al mattino?

Cliente         Appena il sole entra nella mia stanza.

Locandiera  Ottima abitudine. Le spiegherò poi il regola­mento.

Cliente         Ma preferisco una stanza che guardi a ponente.

Locandiera  Le faccio i miei complimenti. Cesira!

Cesira          Sì.

Locandiera  La camera numero diciassette!

Cesira          Come?

Locandiera   (gridando)  Diciassette!

Cesira          Ho capito! (Via)

Cliente         Non le sembra un numero piuttosto... scalognato? Sa, io non sono affatto superstizioso, però...

Locandiera  Può dormire tranquillo:  è l'unica stanza in cui non ci piova d'estate.

Cliente         Grazie del pensiero.

Locandiera  (scrivendo su un notes)  Come si chiama, lei, signore?

Cliente         Dante.

Locandiera  Il cognome?

Cliente         Alighieri.

Locandiera  Dante Alighieri? Sicuro?

Cliente         Perbacco!

Locandiera  Ah, un nome piuttosto famoso!

Cliente         Può immaginarlo, pulisco tutte le latrine del mio paese.                                                                        

Locandiera  Bene, bene, bene... Non ci sono altre formalità. (Chiude e ripone il notes) Pertanto non mi rimane che spiegarle l'andamento della pensione. L'avverto subi­to ch'io tengo massimamente all'orario e al buon costu­me del mio locale.

 Cliente        Sono venuto per riposarmi. Non dubiti.

Locandiera  Posso fidarmi di lei?

Cliente         Si fidi.

Locandiera  Passo ad indicarle l'orario della pensione. Sveglia alle otto precise. Colazione alle nove. Nel pe­riodo di un'ora lei ha tempo a sufficienza per lavarsi e vestirsi.

Cliente         Anche troppo, signora!

Locandiera  Come?

Cliente         A me bastano cinque minuti. Al paese mio ci si lava una volta a settimana, la domenica, quando viene l'acqua al fontanone.

Locandiera  Già, la domenica del villaggio!

Cesira           (entra con il solito armamentario)  Signora, mi scusi...

Locandiera  Che c'è?

Cesira          La camera diciassette è allagata!

Locandiera  Come sarebbe a dire?

Cesira            Un tubo di scarico del bagno...

Locandiera  Pazienza! Fate un buco al pavimento e incanalate l'acqua nera nel fiume. Le trote saranno soddi­sfatte.

Cesira          Sarà fatto. E... per il signore?

Locandiera  La ventitré. Resta un po' isolata, ma il signor Alighieri vi si troverà come a casa sua. Luce dappertut­to! Ci si vede da tutte le pareti, le sembrerà di dormire all'aperto. Del resto tutti i maggiori artisti hanno de­siderato quella camera. La soffitta fa tanto bohémien!

Cliente         Proprio così.

Locandiera  Dove dorme a casa sua?

Cliente         Dormo... o bella! Dormo sul letto!

Locandiera  D'accordo! Però avrà una stanza particolare...

Cliente         Una camera par... La cantina!

Locandiera  Allora siamo a cavallo! Nella ventitré si tro­verà a suo agio. Cesira!

Cesira            Sì?                                                         

Locandiere   Vai.

Cesira           (claudicando)  Corro. (Via)

Locandiera  Qualsiasi cosa le occorre, signor Alighieri, ba­sta che suoni il campanello che sta sopra il canterano! Una sola volta, viene Cesira. Se invece suona due vol­te, vedrà comparire il cameriere.

Cliente         Ho capito. Suonerò una volta.

Locandiera  Se suonerà tre volte, vengo io stessa.

Cliente          (dopo una pausa)  E se suono quattro volte, chi viene?

Locandiera  Nessuno. Del resto é la stessa cosa sia che suo­ni una volta o due o tre. Il campanello non funziona per­ché quassù la corrente elettrica non la mandano qua­si mai.

Cliente         Che peccato!

Locandiera  Non si preoccupi, signor Alighieri, qui in mon­tagna la corrente non costituisce una necessità impel­lente. Dunque, mi stia a sentire attentamente.

Cliente         Dica.

Locandiera  Sveglia alle otto. Colazione alle nove.

Cliente         Non potrei alzarmi alle otto e cinquanta, e far colazione alle nove? Io mi sbrigo in cinque minuti.

Locandiera  No no, non si può. Le regole non possono essere trasgredite. Augusto Pellacchia... (Si alza fa un inchino verso il quadro che sta appeso al muro, quindi si rimette seduta) nostro beneamato fondatore, ha la­sciato scritto che l'ordine è ciò che conquista l'uomo e lo rende eroe verso gli altri e verso se stesso.

Cliente         Ho capito. Scusi tanto.

Locandiera  Pranzo all'una precisa, tè alle cinque, cena alle otto.

Cliente         Non si potrebbe, per favore...        

Locandiera   (decisamente)  Non si può.

Cliente         Se uno... per esempio...                   

Locandiera  Non si può!                                               

Cliente         Come non detto.

Locandiera  Il nostro compianto benefattore Augusto Pellacchia (solito inchino) afferma che il rispetto dell'ora­rio rende l'individuo responsabile di fronte alle proprie azioni e di conseguenza di fronte all'umanità.

Cliente          Che  genio!   (Indicando il quadro)   Quello  lì?

Locandiera  Lui.

Cliente         Però!...

Locandiera  Mi ascolti, signor Alighieri.

Cliente         Dica, dica pure.

Locandiera  Alle otto e dieci a letto, alle otto e mezzo si spengono le luci...

Cliente         Quale luce, scusi? Se la corrente non c'è, che lu­ce spengo?

Locandiera   (con rimprovero)  La luce della candela, signor Alighieri!

Cliente         Scusi tanto... non sapevo... Sicché, quassù, si mangia a lume di candela?

Locandiera  E non è contento? Non crede che ciò sia ro­mantico?

Cliente         Senza dubbio. Romanticissimo.

Locandiera   Romanticismo   nella   vecchia   casa.   Bello!

Cliente         Chi?

Locandiera  La casa, no?

Cliente         Ah, credevo la vecchia!

Locandiera  Il nostro illustre predecessore Augusto Pellac­chia (inchino) prima di morire disse: «Cos'è la luce di tutto il mondo in confronto di quella dello spirito »?

Cliente         Giustissimo. Augusto Pernacchia. (si alza di scat­to e fa un goffo inchino, quindi si rimette seduto) Au­gusto Pernacchia...

Locandiera   (offesa)  Che sta dicendo? Pellacchia e non Pernacchia!

Cliente         Scusi, infatti aveva un suono troppo brutto! Augusto Pellacchia (inchino) dicevo ha perfettamente ragione: la luce dello spirito è un bene incommensura­bile e non discuto. Però io come faccio ad arrivare in soffitta con la luce dello spirito?

Locandiera  Lei offende la memoria dell'illustre benefat­tore!

Cliente         Dio me ne guardi! Come non detto.

Locandiera  Ritira?

Cliente         Ritiro.                                                               

Locandiera   (si alza e s'inchina)

Cliente          (si guarda attorno titubante, poi d'un tratto capi­sce; allora si alza di scatto e s'inchina)

Locandiera  Dunque... Lunedì e martedì serata in pensione, mercoledì passeggiata lungo il fiume... Giovedì sera in­vece si va nella pensione qui accanto per schizofrenici impazziti « Cesare Fresconi ». Sapesse quanti bravi ra­gazzi sono lì, ridotti purtroppo in stato davvero pietoso! Venerdì, bridge con i clienti dell'albergo, sabato cinema.

Cliente         Come ha detto scusi? « Briggio »?

Locandiera  Esatto. Venerdì sera « bridge ».

Cliente         Cos'è? Una torta di montagna?

Locandiera  Ma no, signor Alighieri, si tratta di un giuoco con carte francesi.

Cliente         Troppo profondo, signorina. Io, a carte so giocare solo a scopone e a briscola con il morto.

Locandiera  Con il morto?

Cliente         Sì, con il morto.

Locandiera  Non le fa una cattiva impressione?

Cliente         Quando perdo, avrei voglia di pigliarlo a schiaffi, ma « lui » non c'è!

Locandiera  Comunque non abbia timore, imparerà subito a giocare a bridge.

Cliente         Ci proverò.

Locandiera  Domenica, poi, dopo la Santa Messa alle ore nove, una passeggiata per il paese in compagnia delle dame patronesse della zona. Colazione al ristorante, indi ritorno in pensione per la siesta.

Cliente         La sesta?!

Locandiera  La siesta, signor Alighieri!

Cliente         Signora, scusi... io non sono venuto quassù per venire a scuola!

Locandiera  Non dica sciocchezze, signor Alighieri! La sie­sta è un pisolino che si fa dopo mangiato.

Cliente         Ah, ho capito! Si tratta insomma di una dor­mitina!

Locandiera  Il nostro amatissimo benefattore Augusto...

Cliente         ...Pellacchia...

(Si alzano contemporaneamente inchinandosi a vicenda. Sbattono le loro teste)

Locandiera  ... dice che la siesta, o dormitina che dir si vo­glia, ritempra il fisico rendendo lo spirito più agile per elevarsi e vivere in un'estasi divina.

Cliente         Amen!                                           

Locandiera   (seccata nervosamente)  Alla fine della sie­sta, si prende il tè.

Cliente         Il tè?! Il tè non mi piace!

Locandiera  Potrà prendere il caffè, pagando un supple­mento.

Cliente         Grazie.

Locandiera  Quindi visita ai benefattori locali della pen­sione, cena da loro, bridge con loro...

Cliente          (fra sé)  Un'altra volta?

Locandiera  ... ritorno per le otto e mezza, alle nove le luci spente.

Cliente         Cioè le candele?

Locandiera  Sicuro, le candele. (si alza e s'inchina) « Cos'è la luce di tutto il mondo in confronto di quella dello spirito »

Cliente          (si alza e s'inchina)  Non si potrebbe mettere uno «spiritello » appeso per le scale tanto per non sbattere la testa?

Locandiera  Non faccia dell'ironia fuori posto, signor Alighieri!

Cliente         Mi scusi, non volevo... Questo è tutto?

Locandiera  Quasi.

Cliente         Ah, c'è ancora dell'altro?

Locandiera  Solo piccoli dettagli ch'io credo bene chiarire subito.

Cliente         Mi dica.

Locandiera  Secondo i principi dettati dal grande Augu­sto Pellacchia (inchino) si dovrà parlare di arte, lettera­tura ed in genere di cose difficili soltanto il martedì sera. Il lunedì sera è invece riservato alla politica.

Cliente         Per carità, io sono apolitico per natura! Mi di­spiace...

Locandiera  Può restare zitto, se crede. Del resto opino che sia la migliore soluzione per lei.

Cliente         Grazie tante.

Locandiere   Il giovedì sera parliamo di medicina, igiene, economia domestica. Di cinema e di cose varie parliamo il mercoledì sera passeggiando lungo il fiume. Se piove e bisogna stare in casa se ne parla in casa. Il venerdì poi è dedicato alla fisica, prenderà parte alla conversazione il professore Radichelli, titolare della cattedra del­l'asilo « Franceschino Peperoni » del luogo.

Cliente         Andiamo bene!...

Locandiera  Conosce il professor Radichelli?

Cliente         Mai inteso nominare!

Locandiera  Possibile?

Cliente         Conosco un certo Rodiconi un amico mio d'infan­zia.

Locandiera  È forse titolare di qualche cattedra?

Cliente         Ah non lo so! So solamente che fa il pecoraro in località Sterparone!

Locandiera   (seccatissima)  Non ha nulla a che vedere con il nostro professore, glielo assicuro!

Cliente         Lo credo bene. Il mio amico è sindaco del paese!

Cesira           (entrando con il solito armamentario)  Madame, mi scusi...

Locandiera  Cosa c'è, Cesira?

Cliente          (fra sé)  È crollata la soffitta!

Cesira          Alla stanza ventitré i vetri delle finestre si sono infranti!

Locandiera  Uh, che disastro! Questo proprio non ci voleva! Come mai non te ne sei accorta prima?

Cesira          Da un anno che nessuno va in...

Locandiera  Ho capito, ho capito... Che peccato! Adesso come possiamo fare? Le altre stanze sono tutte occu­pate!

Cliente         Senta, signora, io posso accontentarmi benissimo di una poltrona letto anche qui... tanto sono abituato...

Locandiera  Già sarebbe un'idea... Si potrebbe esaminare... Ecco, vediamo... Lei mi ha detto che, al suo paese, dor­me in cantina?

Cliente         Non esageriamo. Insomma, in un certo senso...

Locandiera   (con un sussulto di gioia)  Ma allora siamo a cavallo! Cesira, porta tutto di sotto! Sistema un letti-no vicino a Dado... in fretta, in fretta, mi raccomando!

Cesira           (claudicando)  Corro! mi precipito! (Via)

Cliente          (preoccupato)  Dado? E chi è?

Locandiera  Oh, non abbia timore! È una creatura deli­ziosa, di una intelligenza sorprendente. Si familiarizze­rà subito, ne sono certa. Rappresenta il migliore foxter-rier della specie.

Cliente         Grazie. Badi però che sono io ad avere un caratte­re piuttosto difficile...

Locandiera  Stia tranquillo. Glielo garantisco nel modo più assoluto. Dunque, ricapitoliamo. Lunedì: politica. Mar­tedì: arte e letteratura. Mercoledì: cinema passeggian­do lungo il fiume. Giovedì: igiene, medicina ed econo­mia domestica. Venerdì...

Cliente          (distrattamente) ...digiuno...

Locandiera   (calcando)  ...fisica con il professor Radichelli.

Cliente         Già, quello dell'asilo.

Locandiera  Sabato: scienze politiche e commerciali. Do­menica infine...

Cliente         ...trippa!...

Locandiera  ... si tratteranno problemi religiosi. Tali ar­gomenti rivestono, come può capire, una particolare importanza e pertanto verranno seguiti da due ore di meditazioni profondissime.

Cliente         Scusi, desidererei sapere...

Locandiera  Vorrei sottolineare la serenità di questi racco­glimenti spirituali. Serietà che, come disse l'illustrissimo Augusto Pellacchia (inchino),costituiscono l'alimen­to della vita terrena e ultraterrena.

Cliente         Santissime parole. Però io vorrei spiegarle una cosa...

Locandiera   (istericamente)  Sarebbe un grave errore con­siderare con superficialità queste riunioni di carattere religioso. Guai a mancare!

Cliente         Voglio solo precisare, signora, che...

Locandiera  Dica, pure...

Cliente         Posso parlare?

Locandiera  Con tutta libertà.

Cliente         Non sarà inopportuno però che io le rivolga una domanda. Nel caso che uno desiderasse morire, in che giorno e a che ora sarebbe preferibile farlo?

Locandiera  Ecco, la migliore soluzione sarebbe morire una domenica sera dopo le meditazioni. Comunque l'illustre benefattore Augusto Pellacchia (inchino) affer­ma che chi intende suicidarsi, e...

Cliente          (al colmo della pazienza esplode con voce impetuo­sa)  Dica al suo Pernacchia (inchino goffo e grossa pernacchia) che non me ne importa un bel tubo di quello che dice, del suo albergo, di lei e di tutte le regole. Io sono venuto quassù per riposarmi (gridando) per riposarmi! Non voglio chiudermi in convento! Ha capito?

Locandiera  Si calmi, signore!

Cliente         Sono stufo delle sue chiacchiere! Me ne vado!...

Cesira           (entrando con il solito armamento)  Signora, la ca­me...

Cliente          (strappando dalle mani di Cesira i colli)  Me ne vado! Mi saluti il suo Pernacchia, (inchino e pernacchia, cadono i colli, scena a soggetto) Pernacchia del diavolo! e tutti i suoi antenati!...

Locandiera   (correndogli dietro)  Signore, dove va? dove vuole andare a quest'ora?

Cliente          (apparendo sulla porta con gli occhi di brace)  Va­do nella pensione per schizofrenici qui vicino. Vado a curarmi! (esce dopo una grossa pernacchia)

Locandiera   (scoppia in una fragorosa risata)  E novanta! Anche quest'anno abbiamo fatto il pieno; la pensione vicina è al completo.

Cesira          Speriamo che resti per molto!

Locandiera  Beh, sono convinta che non uscirà più!

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