DINO DI GENNARO
LA CAMERA DI LUISA
COMMEDIA IN DUE ATTI
Novembre 2015
A Napoli ai giorni nostri
A Nonna Rosa
PERSONAGGI MASCHILI
Pietro Luongo: Sulla cinquantina; coniugato, tipico padre di famiglia; impiegato, non ha vizi e conduce una vita tranquilla.
Giancarlo Luongo: Sulla cinquantina, fratello maggiore di Pietro; scapolo convinto, abbastanza colto; vive da solo.
Alfonso Luongo: 80 anni, vedovo, padre di Pietro e Giancarlo; ingenuo, nonostante let; non ha studiato e parla solo in dialetto; frequenta un gruppo di coetanei con cui gioca a bocce nei giardini pubblici.
Guido Luongo: Sulla ventina, figlio di Pietro; studente universitario; ragazzo tranquillo; cerca di conquistare la compagna di studi Teresa.
Lorenzo Belli: Sulla cinquantina, amico di Pietro; un donnaiolo impenitente; pur essendo sposato, non si lascia sfuggire nessuna occasione; quando la moglie, molto ricca, scopre le sue avventure, trova sempre il sistema per farsi perdonare.
Ernesto Esposito: Sulla sessantina, pregiudicato appena uscito di prigione per furto, si finge emigrato in Polonia per intrufolarsi in casa Luongo, dove pensa di recuperare un tesoro.
Ercole Parrotto: Investigatore privato dalla parlantina sciolta e veloce, molto efficiente.
PERSONAGGI FEMMINILI
Maria Russo: Sulla cinquantina, moglie di Pietro; lavoratrice e casalinga, un tipo autoritario, ma di fatto cede sempre.
Olga Kamincia: Sulla sessantina; sedicente badante polacca; parla italiano con accento straniero; si finge moglie di Ernesto, del quale in effetti la sorella.
Teresa Cuomo: Sulla ventina, studentessa universitaria; intelligente ed arguta, ha un debole per Guido.
ATTO PRIMO
(Soggiorno di casa Luongo. A sinistra, in seconda quinta, porta della cucina; sul fondo, decentrata verso destra, la comune che porta, verso sinistra, allingresso ed allo studio e, verso destra, alle camere da letto; a destra, in seconda quinta, porta della camera di Luisa. Arredamento minimo con un divano, qualche mobiletto e qualche sedia; quadri alle pareti, uno dei quali, con immagine inquietante, posto in prima quinta a destra. una domenica mattina dautunno, in scena Giancarlo, in piedi, che parla al cellulare e Pietro seduto sul divano.)
SCENA PRIMA
(Giancarlo, Pietro, poi Alfonso)
GIANCARLO (al telefono) Dottore, ma siete sicuro? (ascolta) Certo, il vostro mestiere, ma non pu essere s, ho capito, non vi arrabbiate, Dott s s avete ragione allora non c niente da fare? Nessuna cura? S, s, me lo avete gi detto vabb, Dott, vi ringrazio vi chiamo se ci sono novit? No? Ah, non devo ho capito: non vi chiamo pi arrivederci. (chiude la chiamata)
PIETRO (apprensivo) Che ha detto il dottore?
GIANCARLO E non lhai sentito? Non c niente da fare!
PIETRO (scoppia in lacrime) No, no povero Pap ma perch si chiama proprio a lui?
GIANCARLO Chi?
PIETRO (indica in alto) Lui!
GIANCARLO Don Pasquale al piano di sopra? E che centra?
PIETRO Ma che hai capito? Lui se lo chiama lass fra i suoi angeli. (piange) Povero pap mio!
GIANCARLO Ma che stai dicendo?
PIETRO (si alza) Vuoi dire che va allinferno? No, no, non possibile, lui buono abbastanza buono al massimo pu andare in purgatorio
GIANCARLO Pier, ma chh capito?
PIETRO Che deve morire, no? Il medico ha detto che non c niente da fare
GIANCARLO Pietro, Pap scoppia di salute!
PIETRO Come? Scoppia di salute? Io non ci capisco niente: allora tutti i dolori che tiene? E poi in che senso non c niente da fare?
GIANCARLO Pier, Pap finge, ci sta prendendo per i fondelli il dottore ha detto che, poich da tutti gli accertamenti non uscito niente, aveva pensato a qualcosa di origine nervosa e gli ha fatto fare lelettroencefalogramma; ma solo per scrupolo, perch era gi sicuro che fosse una finta.
PIETRO Una finta?
GIANCARLO S, perch quando lha visitato cadeva spesso in contraddizione, prima gli faceva male il torace a destra, poi a sinistra e altre cose del genere; ora che ha tutti i risultati, si convinto che finge e quindi, sul piano clinico, non c da fare niente!
PIETRO Uh, chillu fetentone! Finge! E io che gi lo piangevo morto no, no, io laccido! (corre verso la comune)
GIANCARLO (lo ferma) Aspetta!
PIETRO Lo uccido pi tardi?
GIANCARLO Non dire sciocchezze! Ascoltami: il medico ha detto che lunica cosa da fare assecondarlo per cercare di capire perch si comporta cos.
PIETRO Gianc, quello si comporta cos perch malvagio e invidioso e vuole solo farci del male!
GIANCARLO Poco fa era buono e doveva andare in Paradiso e m malvagio e invidioso?
PIETRO Che centra? Poco fa doveva morire, m invece sta bene
GIANCARLO Ah! Quannuno more, subito diventa buono! Comunque dobbiamo scoprire cosa ha in mente, quindi non fare sciocchezze e assecondiamolo
ALFONSO (entra dalla comune da destra, zoppicando vistosamente con la gamba destra) Mamma mia! E che dulore! Sta coscia me sta danno a morte, faciteme assett (si abbatte sul divano)
GIANCARLO E quella la sciatica!
ALFONSO No, a coscia! She, a sciabula e add sta cchi?
GIANCARLO Qua sciabola, pap la sciatica, linfiammazione del nervo sciatico!
ALFONSO Mah sarr, ma a me me fa male a coscia.
PIETRO E come mai ti fa male la gamba? Ieri sera ti faceva male la spalla
ALFONSO E io che ne saccio? Mi sono coricato con la spalla addolorata e mi sono scetato con la gamba se vede ca dinto suonno aggio fatto qualche movimento scuonceco chaccunciato a spalla e a guastato a coscia.
PIETRO Si vede che un guasto mobile!
GIANCARLO Pap, tu ci stai facendo preoccupare, il medico non sa che pesci pigliare
ALFONSO O ssacciio qua pesce hadda pigli quellincapacio!
PIETRO Allora, se il dottor Marra un incapace, lunica cosa ricoverarti in ospedale!
ALFONSO E io o ssapevo che ferneva acuss pe na coscia ca me fa male, me vulite jett int a nu spitale! (piagniucola) Subito approfittate per liberarvi di me, figli ingrati!
PIETRO Pap, e m non cominciare a fare la vittima! Noi ci stiamo solo preoccupando della tua salute.
ALFONSO Seh, seh, io ve canosco buono a tutte quante (a Pietro) io sono solo un peso pe te e mugliereta. Voi mi tenete qua solo perch a casa intestata a me, si no gi mavisseve chiuso in qualche spizio, con la benediziona di tuo fratello (si alza e fa per andare verso la comune, zoppicando vistosamente con la gamba sinistra) Ingrati!
GIANCARLO Pap, ma nun te faceva male a coscia destra?
ALFONSO A coscia des no, era chesta cc!
PIETRO No, pap era chella lla
ALFONSO Ah era o vvi, lhai detto proprio tu: un guasto mobilo. (si avvia zoppicando verso la comune, poi ci ripensa e torna a sedere) Guagli, noi dobbiamo parlare assettateve!
GIANCARLO Ah, dobbiamo parlare seduti? E sediamoci. (siede)
PIETRO E sediamoci (siede) Allora, pap, di cosa dobbiamo parlare?
ALFONSO Gi, di cosa dobbiamo parlare e ve lo domandate pure! (esclama) Di cosa dobbiamo parlare! E pe fforza, voi non lo sapete, perch voi a me non ci pensate proprio io putesse pure mur e nun ve ne addunasseve nemmeno
GIANCARLO Pap, vieni al sodo: che ci devi dire?
ALFONSO E va bene (a Pietro) tu e mugliereta ve ne andate a lavorare tutti i giorni!
PIETRO E allora?
ALFONSO E mi lasciate da solo in questa casa, senza pensare che sono gravemente malato!
PIETRO Pap, qua gravemente? Tu stai meglio e nuje!
ALFONSO O vvi? Non mi credete!
GIANCARLO Pietro, ma che dici? Pap, lo sappiamo che non stai bene Pietro voleva dire che non una cosa grave ma tu non vuoi farti curare, dici che il medico non buono, allospedale non vuoi andare che dobbiamo fare noi?
ALFONSO Non mi dovete lasciare solo!
PIETRO Allora non dobbiamo pi andare a lavorare? Ci dobbiamo licenziare pecch te fa male a coscia?
ALFONSO Ma che staie dicenno? Mh pigliato pe scemo? Certo che dovete andare a lavorare!
GIANCARLO E allora?
ALFONSO Voglio a polacca!
PIETRO e
GIANCARLO Che vu?
ALFONSO A polacca la badanta polacca!
PIETRO e
GIANCARLO La badante polacca?
ALFONSO Si!
PIETRO E perch proprio polacca?
ALFONSO Perch mi hanno detto che sono le meglio a curare quelli che hanno i problemi che ci ho io.
GIANCARLO E chi te lo ha detto?
ALFONSO Nu cuofano e gente!
PIETRO Per esempio?
ALFONSO Ehm per esempio per esempio
GIANCARLO Allora? Si pu sapere chi te lo ha detto?
PIETRO Nu cuofano e gente che non esiste! (incalza) Pap tu non me la conti giusta, dice a verit chi ca tha miso ncapo stidea?
GIANCARLO (incalza anche lui) Forse qualcuno di quei rimbambiti con cui giochi a bocce nei giardinetti?
PIETRO Parla!
GIANCARLO Confessa!
ALFONSO (che seguiva con la testa i due, esplode) Bastaaa a vulite fern o no? E questo un interrocatorio! Mi appello alla convenziona di Ginevra!
PIETRO Ammo fatto o prigioniero e guerra.
GIANCARLO Pap, ma tu non hai bisogno di una badante, non stai cos male, sei autonomo
ALFONSO Ah, non sto male? Sono automono? Io nun pozzo cammen, ch tengo o guasto mobile, e sono automono! E va bene, se lo dite voi (si alza, fa un passo e cade)
GIANCARLO (lo tira su e lo fa sedere) Pap ma qua guasto mobile?
ALFONSO M fisso: mha pigliato tutte ddoie cosce!
GIANCARLO (guarda Pietro e gli fa cenno di assecondarlo) Beh, Pier, stando cos le cose, non possiamo lasciare pap da solo
ALFONSO (speranzoso) Allora me date a polacca?
GIANCARLO Facciamo di meglio: visto che hai bisogno di essere accudito, chi meglio di un figlio pu farlo? Vuol dire che Pietro, Maria ed io ci alterniamo: m mi prendo una settimana di ferie e ogni mattina me ne vengo a tenerti compagnia, poi si prende una settimana Pietro; unaltra settimana se la prende Maria e cos via finch non sarai guarito! Sei contento?
ALFONSO (deluso) Sono contento? E s, me fa piacere (deciso) ma io non lo posso permettere! Non posso sacrificare i miei figli e mia nuora
PIETRO O vvi che quando vuoi sai essere comprensivo
ALFONSO Me la pavo io la badanta!
GIANCARLO Ah, ma allora una fissazione!
ALFONSO (piagnucola) No, una necessit!
PIETRO Ma dove la troviamo una polacca?
ALFONSO (deciso) A teng io!
PIETRO A tiene tu? E add a tiene?
ALFONSO Inta sacca a teng io vo dicere ca gi laggio truvata
PIETRO Ah, gi lhai trovata ora capisco
ALFONSO Che capisci? Che vuoi dire? Ca nun stongo malato? Che fingio? Questo pensi di tuo padre?
GIANCARLO Ma no, pap Pietro voleva dire che ha capito perch la volevi polacca: perch, casualmente, la persona che hai trovato polacca vero Pietro?
PIETRO E certamente!
GIANCARLO E come hai fatto a trovarla cos presto? Io so che non facile trovare una persona di fiducia
ALFONSO Fortuna!
PIETRO Lhai vinta al banco lotto?
ALFONSO No, a sisl ch, m e ppolacche se venceno?
PIETRO Pap, tu h ditto fortuna, che vuo a me?
GIANCARLO Pietro, pap voleva dire che stato un colpo di fortuna, vero, pap?
ALFONSO Pecch, m spara?
GIANCARLO Chi?
ALFONSO Fortuna! Tu h ditto un colpo di fortuna
PIETRO Pap, un modo di dire.
ALFONSO Sar ma a me non mha dato nisciuno colpo.
GIANCARLO Chi?
ALFONSO Fortuna, a figlia e don Peppe o salumiere
PIETRO M che centra a figlia e don Peppe?
ALFONSO Me lha trovata lei la badanta!
GIANCARLO Ah! Te lha trovata la figlia di don Peppe scusa, Pap, ma che ne sapeva che avevi bisogno di una badante?
ALFONSO Ce laggio ditto io, no?
PIETRO E quando glielo hai detto?
ALFONSO E che sarr na quindicina e juorne fa
GIANCARLO Una quindicina di giorni?
ALFONSO S, doje, tre settimane ma che centra? Limportante che me lha truvata, no?
GIANCARLO E s, limportante che te lha trovata certo ma non capisco una cosa: Pap, scusa, ma tu quindici giorni fa stavi benissimo, saranno sette, otto giorni che hai il guasto mobile; che bisogno avevi di cercare una badante tre settimane fa?
ALFONSO Tre settimane? No, sarranno doje
PIETRO ancora troppo, Pap
GIANCARLO Allora?
ALFONSO Allora ehm allora vo dicere ca io gi nun me sentevo buono e avevo bisogno daiuto (piagnucola) O vvi ca nun me credite! Nisciuno po sap comme me sento io voi non mi siete figli, siete due cani (via verso la comune lentamente, ma senza zoppicare, piagnucolando) due cani!
GIANCARLO Pap, th scurdato o guasto!
ALFONSO (si ferma un attimo, poi riprende a camminare zoppicando vistosamente) Due cani! (via dalla comune a destra)
PIETRO Cheste so cose e pazze!
GIANCARLO Niente niente, Pap avesse perzo a capa pe na polacca?
PIETRO A ottantanni?
GIANCARLO Il cuore sempre giovane, non te lo scordare!
SCENA SECONDA
(Maria e detti, poi Alfonso, quindi Olga)
MARIA (entra dalla comune da sinistra con borsa della spesa) Allora? Avete parlato col medico?
GIANCARLO Ci ho parlato e ha detto che pap sano come un pesce!
MARIA E tutti i problemi che ha?
PIETRO Finge!
MARIA Finge? E che motivo ha di fingere?
PIETRO Un motivo polacco!
MARIA E che centra m una canzone polacca?
GIANCARLO Qua canzone? Non una canzone!
MARIA Sentite, io non vi capisco, Pietro ha detto un motivo polacco se non una canzone che cos?
PIETRO Una badante, una badante polacca!
MARIA Una badante polacca? E che ne deve fare?
GIANCARLO Dice che, con i problemi che ha, non pu stare da solo in casa e ha bisogno di essere accudito; cos si trovato una badante polacca.
MARIA E s, m ci mettiamo la polacca in casa... (a Pietro) Gu, vedi quello che devi fare, perch io non voglio nessuno in casa mia!
PIETRO Veramente la casa sarebbe di pap
MARIA (scacciando lidea con la mano) Dettagli! Sai benissimo che qui comando io!
GIANCARLO (scattando sugli attenti) Signors, signor Generale!
MARIA Tu inutile che sfotti, tanto il problema tuo e di tuo fratello.
PIETRO Mar, qua dobbiamo essere uniti e cercare insieme di capire che sta succedendo, a cominciare da chi questa polacca e come lha conosciuta; non vorrei che fosse qualcuna che sta cercando di truffarlo.
MARIA E che truffa vuoi che faccia? Tuo padre tiene solo la pensione
PIETRO E la casa!
GIANCARLO Vabb, dai m non cominciamo con le paranoie per il momento io direi di assecondarlo e vedere dove va a parare; poi decideremo il da farsi.
MARIA Fate quello che volete, ma qua non voglio nessuna polacca!
PIETRO Mar, Giancarlo ha ragione: se vogliamo vederci chiaro, bisogna assecondare pap abbi pazienza, gli diciamo di farcela prima conoscere e poi, magari di farla stare solo la mattina, cos non hai a che fare con lei e nel frattempo cerchiamo di capire cosa nasconde pap.
GIANCARLO Ha ragione Pietro, Mar, lunica soluzione, se no pap non la smette coi suoi falsi malanni.
MARIA Va bene, per vi avverto, se vedo che mi crea problemi, o se ne va lei, o me ne vado io!
GIANCARLO Pier, hai sentito? Al posto tuo, io ne approfitterei!
MARIA Si, scherza pure tu
GIANCARLO Vabb, m glielo diciamo (va alla comune a destra e chiama) Pap Pap puoi venire un momento?
ALFONSO (d.d.) Lasciatemi in pace non mi sento bene
GIANCARLO Pap dobbiamo parlare della badante, vieni
ALFONSO (entra immediatamente dalla comune da destra) Allora?
GIANCARLO Allora cosa?
ALFONSO H ditto chavevema parl parla!
MARIA Pap, come vi sentite?
ALFONSO Male, figlia mia, male!
MARIA E sedetevi un poco cos non vi stancate (lo aiuta a sedere)
PIETRO Pap, ci abbiamo pensato, noi non possiamo
ALFONSO (si alza di scatto e lo interrompe) O sapevo, ve site miso daccordo tutte e ttre
GIANCARLO Aspetta, pap, che hai capito? Pietro stava dicendo che non possiamo lasciarti da solo se non stai bene
ALFONSO (speranzoso) Allora ma date a polacca?
MARIA Pap, fatecela prima conoscere e poi decidiamo fatela venire domani pomeriggio
ALFONSO E pecch domani pomeriggio?
PIETRO Bhe, devi avere il tempo per avvisarla
ALFONSO Aspettete (prende il cellulare e chiama) Olga?... si, sono io potete salire!
GIANCARLO Salire? Perch, dove sta?
ALFONSO Abbascio o palazzo!
MARIA E che ci fa gi al palazzo?
ALFONSO Aspettava la mia telefonata!
PIETRO Ma come?
GIANCARLO Pier, si vede che pap ha fiducia in noi (bussano alla porta)
ALFONSO Vaco io! (si alza e va ad aprire dalla comune a sinistra senza zoppicare)
PIETRO Pap, ch m stai bene?
ALFONSO (d.d.) E chillo o dulore va e vene
MARIA Cose da pazzi
ALFONSO (entra con Olga dalla comune da sinistra) Olga, questi sono i miei figli Giancarlo e Pietro e mia nuora Maria questa Olga Cammisa
OLGA Kamincia, signor Alfonso, Kamincia, con la kappa piacere
ALFONSO giusto: cammisa napulitano questa Olga Camiciacollacappa, la mia badanta viene dalla Polacchia!
OLGA Polonia, signor Alfonso, Polonia
ALFONSO Ah, m se chiamma accuss?
GIANCARLO Pap, si sempre chiamata cos allora signorina Olga, accomodatevi vedo che parlate bene litaliano
OLGA Veramente, sarebbe: signora Olga; sa, sono sposata parlo bene italiano proprio perch ho sposato un italiano.
MARIA Ah! E vostro marito a Napoli?
OLGA Non so
MARIA Non capisco non sapete dove sta vostro marito?
OLGA Non so perch sono sei mesi che non ho sue notizie: andato a lavorare una mattina e non pi tornato; ho denunciato sua scomparsa a polizia, ma giorno dopo hanno detto che quella mattina non andato al lavoro e pensavano si era allontanato volontariamente.
MARIA Volontariamente?
OLGA S; hanno detto che tanti uomini lasciano moglie per altra donna e spariscono senza lasciare traccia, per non essere ritrovati; che magari mio marito forse fatto stessa cosa o forse ritornato in Italia; insomma loro lavati le mani.
GIANCARLO E voi siete venuta in Italia per cercarlo?
OLGA S, questa sarebbe vaga speranza, ma soprattutto venuta perch a Cracovia non c lavoro e spero trovarlo qua.
ALFONSO E adesso lo avete trovato: sarete la mia badanta!
MARIA E dove abitate qui a Napoli?
ALFONSO Qua!
MARIA Cosa?
ALFONSO Stava da unaltra polacca provvisoriamente, ma m resta qua.
PIETRO Pap ma che stai dicendo, tu non hai bisogno di una badante di notte e poi dove la mettiamo?
ALFONSO (ad Olga) Avite visto? Che vi avevo detto? Nisciuno me crede! Io sto male, anzi, sto malissimo e loro mi vogliono abbandonare!
GIANCARLO Pap, ma che abbandonare? Abbi pazienza, Pietro e Maria non possono ospitare la signora anche di notte, sai bene che non c posto
ALFONSO Se po mettere dinta cammera e Luisa, no?
MARIA La camera di mia figlia non si tocca!
ALFONSO Ma Luisa sta facenno o mastrr a Milano, torna fra duje mise io penzo ca, pe quanno torna, stongo buono Mar, a pap, fa nopera e bene a nu povero vicchiariello
MARIA Quando avete bisogno di qualcosa siete pap
ALFONSO Nunn overo, tu o ssaje ca te voglio bene comm a na figlia chella po Olga na persona pulita, a tratta bona a cammera e Luisa
GIANCARLO Va bene, Pap, m ne parliamo fra di noi e poi decidiamo, nel frattempo fai vedere la casa alla signora ma senza impegno
ALFONSO Va bu, figlio mio, grazie Olga, venite con me, ve faccio ved a cammera mia (via con Olga dalla comune a destra)
MARIA Io a quella, in casa mia, non la voglio.
PIETRO Ma comme l venuta sta fissa a pap? Secondo me c sotto qualcosa
GIANCARLO per questo che dobbiamo assecondarlo: dobbiamo scoprire che ci nasconde; pap non si mai comportato in modo cos strano deve essere una cosa seria Mar, abbi pazienza e poi hai sentito, ha detto che per quando torna Luisa pensa di stare bene, quindi deve essere qualcosa che si risolve in poco tempo
PIETRO Vedrai che in un paio di settimane scopriremo tutto
MARIA Prima avevi detto di avere pazienza perch sarebbe stata qua solo la mattina, m volete che venga e vivere qua e in camera di mia figlia voi due siete pi pazzi di vostro padre!
GIANCARLO E secondo te che dovremmo fare? Lo sai che quando pap si mette una cosa in testa non c niente da fare
MARIA Questi sono problemi tuoi
GIANCARLO No, sono problemi vostri, di voi due; perch, visto che pap gode di ottima salute, non ha bisogno di me ed io me ne torno a casa mia.
PIETRO Aspetta, Gianc, non mi lasciare in mezzo ai guai Maria, per favore, una volta tanto abbi un poco di pazienza; cerchiamo insieme di venire a capo di questa faccenda se restiamo uniti riusciremo a scoprire prima di che si tratta e troveremo una soluzione.
MARIA Ma tu ti rendi conto di cosa significa avere unestranea in casa?
PIETRO Significa innanzitutto calmare pap e poi significa anche avere un aiuto nelle faccende domestiche, visto che tu lavori pure per favore
MARIA (sbuffa vistosamente) Uff! E va bene per vi do una settimana di tempo e poi, come venuta, cos se ne va!
GIANCARLO Mah speriamo di venirne a capo al pi presto, ma credo che una settimana non basti
MARIA E voi fatela bastare! M devo andare a cucinare, (acida) visto che abbiamo anche ospiti! (via a sinistra)
PIETRO Meno male che si convinta
GIANCARLO M hai capito perch non mi sono mai sposato? (squilla il cellulare di Giancarlo) E chi m pronto s sono io un problema a casa? Va bene sto arrivando (chiude)
PIETRO Ch successo?
GIANCARLO Era il portiere dice che c un problema a casa mia che so, una perdita dacqua... ha detto che devo andare subito
PIETRO Vai, ma cerca di tornare presto.
GIANCARLO Stai tranquillo ciao. (via dalla comune a sinistra)
PIETRO Ma dico io, tutte a me devono capitare? Gi la convivenza con Pap difficile, m ci voleva pure la badante no, io devo capire che ci sta sotto ma come? Mah, fammi vedere che sta combinando con la badanta! (via dalla comune a destra)
SCENA TERZA
(Guido e Teresa, poi Pietro, poi Maria, quindi Olga ed Alfonso)
GUIDO (entra con Teresa dalla comune da sinistra) Entra, non ti preoccupare, nessuno ti mangia.
TERESA Che centra, che non conosco i tuoi e mi sento in imbarazzo.
GUIDO Stai tranquilla, i miei sono persone alla mano, vedrai.
TERESA Ma sei sicuro che non gli d fastidio?
GUIDO Sicurissimo, te lho detto non c nessun problema.
TERESA Speriamo, io non saprei come altro fare, tu sei lunico di cui mi fidi.
GUIDO E allora fidati e vedrai che andr tutto bene aspetta che vado a vedere chi c.
TERESA E che fai mi lasci sola? Se entra qualcuno che faccio?
GUIDO Gli dici: Buongiorno! Dai, stai tranquilla, non entra nessuno (via a sinistra)
TERESA Speriamo. (si guarda intorno, poi si mette ad osservare un quadro sulla parete a destra)
PIETRO (entra dalla comune da destra e silenziosamente va alle spalle di Teresa) Vi piace?
TERESA (salta, poi si gira) Cosa?
PIETRO Il quadro; vi piace?
TERESA Veramente lo trovo un po inquietante buon giorno
PIETRO Buon giorno a dire il vero pure a me non che piaccia molto, ma piace a mia moglie e quindi non si tocca scusate, ma voi chi siete?
TERESA Mi chiamo Teresa Cuomo sono una collega di Guido
PIETRO Ah studiate insieme
TERESA S frequentiamo lo stesso corso
PIETRO Ah e come avete fatto ad entrare?
TERESA Alluniversit? Mi sono iscritta e ho pagato le tasse
PIETRO No, qua; chi vi ha aperto?
TERESA Ah, s sono venuta insieme a Guido e lui andato a vedere chi cera in casa, uscito di l. (indica la porta a sinistra)
PIETRO (ammicca) Ah, capisco, pensavate che non ci fosse nessuno e Guido controllava prima di
TERESA Ma che dite? Che avete capito? Guido ed io siamo solo amici siamo venuti per parlare coi suoi genitori.
PIETRO (imbarazzato) Scusate beh, io sarei il padre
GUIDO (entra da sinistra con Maria) E lei mia madre vedo che hai gi conosciuto mio padre mamma, lei Teresa, frequentiamo lo stesso corso alluniversit.
TERESA (stringe la mano a Maria e Pietro) Piacere piacere
GUIDO Teresa di Avellino e studia qui a Napoli.
PIETRO Ah, bene, e vi trovate bene a Napoli?
TERESA Molto! Certo, Avellino pi tranquilla, ma Napoli splendida, mi trovo benissimo.
MARIA E dove abiti qui a Napoli? Ti do del tu, visto che sei amica di Guido
GUIDO Beh, lei stava con unaltra collega in una camera per studentesse, solo che adesso anche la sorella di questa collega venuta a studiare a Napoli e quindi Teresa ha dovuto lasciare la camera.
MARIA Uh, poverina ma ha trovato un altro posto?
TERESA Veramente ancora no.
PIETRO Ma lo trover senzaltro, qui ci sta un sacco di gente che affitta posti letto alle studentesse.
GUIDO A dire il vero, ci stiamo impegnando tutti quanti per cercarle un posto, ma fino ad ora ancora niente, per questo lho portata qua.
MARIA In che senso?
GUIDO In che senso cosa?
MARIA Lhai portata qua
GUIDO Ah, ho pensato che, visto che Luisa sta a Milano, finch non trova una sistemazione, Teresa pu stare qui da noi. Mica vi dispiace?
ALFONSO (entra con Olga dalla comune da destra e le indica la porta a destra) Quella la cammera di mia nipota Luisa dove vi ho sistemata a voi, chiena a sole! (vede Guido e gli altri) Ah, Olga, questo mio nipote Guido questa signorina non la canosco
GUIDO Nonno, questa una mia amica, si chiama Teresa la signora, invece?
ALFONSO Ah, questa Olga, la mia badanta!
GUIDO Nonno, quando mai hai avuto bisogno di una badante? Tu stai benissimo.
ALFONSO Figlio mio, tuo nonno sta molto male: tiene il dolore mobile!
MARIA Pap, ma quale dolore mobile?
GUIDO Ieri ti faceva male la spalla, ma non mi sembrava una cosa cos seria
ALFONSO Ieri! Oggi mi sono aggravato: mi fa male un poco la coscia destra e un poco la sinistra! Per questo non posso restare da solo in casa e allora mi ho trovato la badanta La signora Olga polacca e dorme nella cammera di Luisa!
GUIDO Ma nonno, io avevo promesso a Teresa che lavremmo ospitata noi nella camera di Luisa m come facciamo?
OLGA Signor Alfonso, se non possibile giorno e notte, cerco altro lavoro.
MARIA Allora, mi dispiace per il nonno, ma la camera serve a Guido.
ALFONSO E io comme faccio? Voi mi volete morto, vi volete liberare di me!
PIETRO Pap, non dire sciocchezze! M vediamo di trovare una soluzione.
TERESA Guido, non importa, vedremo di risolvere diversamente
GUIDO E come, se abbiamo gi chiesto dovunque e a tutti quelli che conosciamo?
ALFONSO Guid, bello do nonno, tu o ssaje quanto te voglio bene pe te facesse qualunqua cosa ma aggio bisogno da badante, m vedimmo e truv na soluziona! Pier, pienzace tu, a pap!
PIETRO Vediamo eh? Va bene, Pierino ci ha gi pensato; ho trovato io la soluzione: Guido dorme sul divano nel mio studio e Teresa nella stanza di Guido.
ALFONSO Bravo chillu figlio mio!
MARIA E tutti vissero felici e contenti! Ma insomma vi rendete conto che mi state rivoluzionando una casa?
GUIDO Dai, mamma, un po di sacrificio per qualche giorno, finch Teresa non trova una sistemazione
PIETRO Su, Maria, vedrai che si risolver tutto presto.
ALFONSO Mar, bella a pap
MARIA (sbuffa) E va bene, per non voglio problemi!
ALFONSO Venite, Olga, vi faccio vedere o riesto da casa. (via dalla comune a sinistra)
GUIDO Ed io faccio vedere la camera mia a Teresa vieni dai (via dalla comune a destra)
PIETRO Ora pi che mai importante capire che sta tramando mio padre.
MARIA E vedi di capirlo subito, la mia pazienza si sta esaurendo! (via a sinistra)
PIETRO Ma dico io, noi stavamo in santa pace, da dove uscita sta polacca? (suonano alla porta) E m chi sar? (via dalla comune a sinistra)
SCENA QUARTA
(Pietro e Lorenzo, poi Maria, quindi Olga ed Alfonso)
PIETRO (entra con Lorenzo, che reca un borsone, dalla comune da sinistra) Amico mio! Qual buon vento ti ha portato da me stamattina?
LORENZO Vento di tempesta, Pietro, anzi, di uragano!
PIETRO Che successo di cos grave? Siediti e dimmi tutto (siedono) vuoi un caff?
LORENZO No grazie, sto gi abbastanza nervoso.
PIETRO Allora, che successo?
LORENZO successo che sono un perfetto idiota!
PIETRO Questo gi si sapeva!
LORENZO Tu scherzi, ma qua il fatto serio!
PIETRO Veramente non scherzavo comunque, vai avanti che hai combinato?
LORENZO Le solite cose tu lo sai che ho un certo successo con le donne, no?
PIETRO Non capisco perch, per s ma so pure che sei sposato.
LORENZO E questo il problema: quando uno sposato deve stare molto attento a quello che fa!
PIETRO Appunto, non deve sfarfallare con qualunque donna gli capiti a portata di mano.
LORENZO No, non in questo senso: deve stare attento a non farsi sgamare.
PIETRO No, tu sei irrecuperabile! Che hai combinato stavolta?
LORENZO Ieri sera avevo da fare, capisci a me e cos ho detto a mia moglie che andavo a casa di Francesco per giocare a carte sai ogni tanto ci facciamo un pokerino
PIETRO Lo so, un altro vizio che hai allora?
LORENZO Allora qui che sono stato un idiota: mi sono scordato di avvertire Francesco.
PIETRO E quindi?
LORENZO E quindi, verso le otto, mentre stavo in albergo a fare capisci a me mi suona il cellulare: era mia moglie.
PIETRO Ah. E che voleva?
LORENZO Mi ha chiesto come andava la serata chi vinceva chi perdeva
PIETRO E tu?
LORENZO Beh, mi sono inventato che a me andava abbastanza bene, ma che Francesco stava facendo un sacco di piatti con la sua solita fortuna.
PIETRO E se l bevuta?
LORENZO E senti: mi fa: Passamelo, cos mi congratulo con lui
PIETRO Ah! E che le hai detto?
LORENZO Le ho detto che, approfittando dellinterruzione per la sua telefonata, era andato in bagno. E lei mi fa: Ah, s? Aspetta che c una persona che ti vuole salutare.
PIETRO E chi era?
LORENZO Era Francesco: si era trovato dalle parti di casa mia ed aveva pensato di passare a salutarmi.
PIETRO Mamma mia! E che successo poi?
LORENZO Mi ha ripassato mia moglie che mi ha detto: Lascia subito la sgualdrina con cui ti trovi e torna immediatamente a casa! E non ti inventare nessuna scusa tanto non ci credo!.
PIETRO E tu che hai fatto?
LORENZO E che potevo fare? Ho detto alla mia amica che dovevo fare una cosa urgente ma che mi aspettasse, perch sarei tornato.
PIETRO Tu devi essere pazzo: ma come, tua moglie ti ha scoperto e tu insisti ancora?
LORENZO Non quello che pensi: ero certo che mia moglie mi avrebbe cacciato di casa e mi serviva un posto dove andare a dormire lalbergo era gi pagato e quindi
PIETRO E quindi hai unito lutile al dilettevole e tua moglie?
LORENZO Ah, stata una vera signora: mi ha fatto trovare la valigia pronta e, senza fare scenate, si fatta dare le chiavi di casa, il bancomat ed il libretto degli assegni, sai bene che i soldi appartengono a lei, e mi ha messo alla porta.
PIETRO Tu sei assurdo! Ma come, tu sei recidivo: lanno scorso chiss come sei riuscito a convincerla a farti tornare con lei dopo quello che avevi combinato e, dopo meno di un anno, ci ricaschi?
LORENZO Ma come potevo immaginare che quel cretino di Francesco passasse per casa mia?
PIETRO Ma il problema non Francesco che andato a casa tua, sei tu che la devi smettere di fare il dongiovanni alla tua et.
LORENZO Pietro, tu non puoi capire, io mi sento giovane, vivo
PIETRO Ma che giovane e vivo, ti vuoi dare una calmata? Ma dico io, hai la fortuna di avere una moglie ancora giovane e piena di soldi che, diciamolo francamente, ti mantiene e quindi non hai bisogno di lavorare; hai una bella casa, non ti manca niente e rischi di perdere tutto questo per sentirti giovane e vivo? No, io lho detto: tu sei pazzo e m che pensi di fare?
LORENZO E che posso fare? Devo aspettare che le passi e poi le vado a chiedere perdono il problema che ho in tasca una cinquantina di euro ed tutto quello che posseggo, quindi non so cosa fare, dove andare
PIETRO Certo che un problema serio non conosci nessuno che possa aiutarti, prestarti qualcosa, che so, ospitarti?
LORENZO A dire il vero ero venuto da te proprio per questo, ho pensato che poich tua figlia stava fuori, potevi ospitarmi tu
PIETRO (si alza di scatto) E no! M basta! La camera di Luisa 15 metri quadrati, non una camerata!
LORENZO Ehi calmati io non ho bisogno di una camerata!
PIETRO Lor, stamattina tu sei il terzo pretendente alla camera di Luisa, questa casa sta diventando una pensione!
MARIA (entra da sinistra) Chi sta andando in pensione?.. Gu, c Lorenzo, ciao ma tu non hai mai lavorato, come fai ad andare in pensione?
LORENZO Veramente non si parlava di questo
MARIA Mah, avevo sentito pensione comunque, Pietro, io vado al supermercato a prendere qualche altra cosa, visto che abbiamo ospiti inattesi
LORENZO Ma veramente non vorrei disturbare certo, non saprei dove andare, ma
MARIA (a Pietro) Ma che sta dicendo?
PIETRO No, niente poich ha avuto una discussione con la moglie, non pu tornare a casa per pranzo
MARIA Non pu tornare a casa per (stizzita) ho capito: un altro coperto in pi sar fatto! (via dalla comune a sinistra)
LORENZO Lo sapevo che potevo contare su di te, sei un vero amico!
PIETRO Asp, chh capito? Passi per il pranzo, ma per dormire non saprei dove metterti, perci vedi di trovare unaltra soluzione altrimenti ti posso solo dare un paio di scatoloni di cartone e te ne vai a durm sotte culonne e San Francisco e Paola.
LORENZO E tu faresti questo a me? Non ci credo neppure se lo vedo.
PIETRO Lor, allora non hai capito? La stanza di Luisa occupata dalla polacca, la stanza di Guido occupata da Teresa, il divano del mio studio occupato da Guido
LORENZO Aspetta, che stai dicendo, non ho capito niente chi sono la polacca e Teresa?
PIETRO La polacca la badante che mio padre ha preteso di avere e Teresa una compagna di studi di Guido, mi sai dire dove ti metto a dormire?
LORENZO (si guarda intorno) Qua! C questo bel divano! Ci star benissimo! (siede sul divano)
PIETRO Fai conto che gi occupato.
LORENZO E da chi?
PIETRO (siede sul divano) Da me! Se dico a mia moglie che dormi qua, come minimo me ne caccia dalla camera da letto.
LORENZO Vabb, posso dormire io con tua moglie.
PIETRO Mo te tiro o cuollo!
LORENZO Stavo scherzando, dai certo la situazione non semplice, per vedrai che, se parlo io con tua moglie, la risolviamo.
OLGA (entra con Alfonso dalla comune da sinistra; presi dalla conversazione, non si accorgono dei due sul divano) Signor Alfonso, avete proprio bella casa!
ALFONSO Mi fa piacere che vi piace e qua sta la camera di Luisa, venite, ve la faccio vedere. (via con Olga a destra)
PIETRO Hai sentito? Tu fai tutto facile: gi un miracolo se mia moglie accetta di far restare la polacca, poi c lamica di Guido se le dici che vuoi restare anche tu, ce ne caccia a calci a tutti e due; perci vedi di trovare posto altrove e famme sta quieto.
LORENZO Che bellamico che sei! Ma io ti dimostrer che tua moglie pi buona di te: appena torna, ti faccio vedere!
PIETRO (si alza di botto) Lor, se questa la tua intenzione, meglio che te ne vai subito: io non voglio passare altri guai!
LORENZO No, io resto qua! Tua moglie mi ha invitato a pranzo e sarebbe uno sgarbo non farmi trovare!
OLGA (entra con Alfonso da destra) proprio bella la camera di vostra nipote, signor Alfonso grande e poi, dalla finestra si vede un panorama bellissimo!
ALFONSO Ve lavevo detto, no? lunica stanza panoramica della casa e Luisa lha vuluta proprio pe chesto!
OLGA E poi ha riempita di bamboline sono bellissime s, mi piace molto.
ALFONSO E quella la ragazza appassionata, fa collezione di bambole, ne tiene un centinaio, io po, ogne festa, ce ne regalo una nova, accuss non devo scervellarmi per i regali overo, Pier.
PIETRO E come, no? Bambola a Luisa, CD a Guido, borsa a Maria e cravatta a me, ogni Natale, Pasqua, onomastico o compleanno!
ALFONSO M nun esager: lanno passato a Guido a Natale caggio regalato nu DVD invece do CD.
PIETRO E a me a farfallina invece da cravatta.
OLGA Che bello! Pure in Polonia ci facciamo regali a Natale, ma solo pensierini, niente importante
LORENZO Ah, qui invece i regali sono importanti, mia moglie a Natale spende centinaia di euro per i regali.
PIETRO Perch tua moglie sta piena di soldi, qui invece non ne abbiamo molti (ad Olga) Questo signore il mio amico Lorenzo
LORENZO (bacia la mano ad Olga che gliela aveva porta) Molto piacere
PIETRO Pap hai gi parlato con la signora del suo compenso?
ALFONSO Non ti preoccupare, aggio ditto che me la pavo io e me la pavo io!
PIETRO Va bene; allora, visto che domenica, penso che la signora possa cominciare domani, tanto oggi sei in compagnia
ALFONSO No! E stanotte Olga add dorme? La signora accommencia subbito!
PIETRO Ma come fa, se non ha neppure i bagagli con se?
OLGA Veramente, io lasciato valigie in portineria
PIETRO Avete pensato proprio a tutto voi due eh?
ALFONSO Olga, allora andiamo abbascio a pigliare le valigie
PIETRO Add vaie tu? Ti sei scordato il guasto mobile?
ALFONSO O guasto? Ah, vuoi dire il dolore! Hai ragione Olga, mi dispiace, ma non vi posso aiutare
OLGA Non vi preoccupate, signor Alfonso, prendo ascensore e poi solo due valigie allora vado, lascio porta accostata, cos non disturbo permettete (via dalla comune a sinistra)
ALFONSO Io mi vaco ad arreposare un poco permettete (via dalla comune a destra)
LORENZO Ah, questa sarebbe la badante? Bella donna un po attempata, ma non male
PIETRO Ha parlato il giovanotto! Lor, ma pienze sempe a na cosa?
LORENZO Caro Pietro, impara: ogni lasciata persa!
PIETRO Non c niente da fare con te! Io intanto devo capire che ci sta sotto
LORENZO Sotto la badante?
PIETRO Aaaah sotto la faccenda della badante devo scoprire Pap come lha conosciuta e perch si fatto convincere a portarla qua ma come si fa?
LORENZO Se vuoi, me la cucino per benino io e scopro tutto.
PIETRO Si, o ssaccio cosa vuoi scoprire tu lascia stare, me la vedo io
LORENZO Per, ti prego, cerchiamo di convincere Maria a farmi stare qua.
PIETRO Ah, ma si tuosto! M vediamo intanto vieni, andiamo nel mio studio, voglio fare un paio di telefonate
LORENZO A chi?
PIETRO (si avvia con Pietro verso comune) Ho un amico che conosce un investigatore, voglio vedere se magari gli pu chiedere il favore di fare qualche ricerca su questa Olga (viano dalla comune a sinistra)
LORENZO (d.d.) Io potevo scoprire tutto, se mi facevi provare.
SCENA QUINTA
(Olga, poi Teresa e Guido, poi Pietro e Lorenzo, quindi Ercole)
OLGA (entra dopo qualche secondo con due valigie dalla comune da sinistra ed esce a destra)
TERESA (entra con Guido dalla comune da destra) Non ti preoccupare, la tua camera va benissimo e poi una cosa provvisoria, lo sai che ho bisogno di una casa dove possa avere i miei spazi e non sentimi ospite. Piuttosto mi dispiace che tu debba arrangiarti a dormire sul divano.
GUIDO Non preoccuparti per me, tanto io ho il sonno pesante e potrei dormire pure sui sassi. Mi dispiace che non abbia potuto farti avere la camera di mia sorella, che decisamente pi femminile della mia.
TERESA Ma dai, che importa? A me basta solo avere un posto dove stare per qualche giorno e tu mi hai fatto un grosso favore.
GUIDO Ma quale favore? Per unamica farei qualsiasi cosa, lo sai.
TERESA S, lo so che faresti qualsiasi cosa per una amica, appunto.
GUIDO Non capisco, cosa vuoi dire?
TERESA Dai, non fare lindiano: hai capito benissimo.
GUIDO Ti assicuro che non capisco a cosa alludi
TERESA Non alludo a nulla, ribadisco che siamo solo amici.
GUIDO S, siamo solo amici, inutile che lo ribadisca lo so che non sono il tuo tipo.
TERESA Ascolta, Guido, non perch non sei il mio tipo solo che sono qui a Napoli per studiare ed ho bisogno di non avere altri pensieri per la testa.
GUIDO Va bene, non ti preoccupare, ti lascio studiare in santa pace, non mi far mai vedere.
TERESA E m non fare loffeso, se no mi fai incavolare
GUIDO Dai, scherzavo e ridi un poco
TERESA Non c niente da ridere
GUIDO Va bene, va bene
TERESA Scusami, Guido, non volevo essere scortese, volevo solo che fosse tutto chiaro comunque grazie (sorride) pace?
GUIDO Pace!
PIETRO (entra con Lorenzo dalla comune da sinistra) Te lho detto, Lor, se vuoi, parla tu con Maria (vede i ragazzi) Ah, voi state qua allora va bene la sistemazione?
TERESA Certo signor Pietro, benissimo! Stavo appunto dicendo a Guido che voi e vostra moglie siete stati gentilissimi!
GUIDO S, pap, proprio di questo stavamo parlando.
LORENZO Guido carissimo e chi questa bella ragazza?
PIETRO Nessuno, non nessuno!
LORENZO Come, nessuno? Quella sta qua
GUIDO Signor Lorenzo, pap scherza lei Teresa Cuomo, una collega di studi (a Teresa) e lui Lorenzo Belli, un amico di mio padre.
TERESA Piacere.
LORENZO Il piacere tutto mio, bella signorina. (si stringono la mano)
PIETRO Guido, ma la tua amica dove tiene le sue cose? Non ha bisogno di portarle qua?
TERESA S, infatti Guido, mi accompagneresti a prendere la valigia dove abitavo prima?
GUIDO Certo! Pap, allora io e Teresa usciamo.
PIETRO Mi raccomando, tornate per pranzo: mamma andata a fare altra spesa per preparare per tutti.
TERESA State tranquillo, signor Pietro, non molto lontano e poi sono poche cose, stanno tutte in una valigia.
GUIDO Certo, noi andiamo arrivederci signor Lorenzo.
TERESAArrivederci. (via con Guido dalla comune a sinistra)
LORENZO No, io resto qui ci vediamo dopo.
PIETRO Non demordi eh?
LORENZO Gu, e stata tua moglie ad invitarmi a pranzo.
PIETRO M te ceco nuocchio! Ma la vuoi smettere di fare il cretino alla tua et? Stu viecchio rimbambito fa o farenella pure con le ragazzine.
LORENZO Ma io scherzavo dai, che potrebbe essere mia figlia
PIETRO D pure tua nipote!
LORENZO Eh, che esagerazione! (bussano alla porta)
PIETRO E ch, gi sta qua?
LORENZO Chi?
PIETRO Linvestigatore, lamico di Giorgio ha detto che stava nelle vicinanze e poteva venire subito ma chha vulato? (via dalla comune a sinistra e rientra subito dopo con Ercole che reca una borsa) Prego, accomodatevi questo il mio amico Lorenzo Belli il signore linvestigatore amico di Giorgio
ERCOLE Piacere, Ercole Parrotto investigatore a servirvi.
LORENZO Ercole come Ercole Poirot
ERCOLE Solo una coincidenza! E poi Poirot un personaggio di fantasia, io sono un investigatore vero!
PIETRO Ma come avete fatto a venire cos presto?
ERCOLE Vedete, il mio ufficio si trova a cento metri da qui; essendo domenica, non avrei dovuto esserci, ma ero andato a prendere una pratica e, quando mi avete telefonato, stavo proprio lasciando lufficio; vedete come siete fortunato? Allora, cosa posso fare per voi, signor Luongo? Sospettate forse che vostra moglie vi tradisca? Io sono specializzato nel campo: in un paio di giorni vi porto le prove del tradimento!
PIETRO No, assolutamente, non si tratta di questo.
ERCOLE Allora forse volete rintracciare una persona scomparsa? In un paio di giorni ve la trovo!
PIETRO No non questo
ERCOLE Si tratta forse di qualcuno che vi deve soldi? In un paio di giorni recuperiamo il credito!
PIETRO No, no sentite signor Poirot
ERCOLE Parrotto, prego, ma chiamatemi pure Ercole ho capito: siete stato derubato e non volete che la polizia lo sappia niente paura: in un paio di giorni vi riporto la refurtiva!
LORENZO Scusate, ma voi fate tutto in un paio di giorni?
ERCOLE Sempre!
PIETRO Sentite, forse meglio che lasciate che parli io, va bene?
ERCOLE Dite, dite pure, qualunque sia il problema, in
PIETRO e
LORENZO Un paio di giorni lo risolvete!
ERCOLE Appunto.
PIETRO Sentite, si tratta di fare una ricerca su una signora polacca.
ERCOLE (prende un blocchetto per appunti e scrive) Polacca bene, ho i miei referenti anche in Polonia e in un paio di giorni
PIETRO S ho capito
ERCOLE Bene, come si chiama la signora? Che volete sapere? Se sposata? Se vedova? Se fedele? Se solvibile? Dove si trova? Dite, dite e in un pa (Pietro lo guarda torvo) e sarete accontentato.
PIETRO Niente di tutto questo. Questa signora si chiama Olga Kamincia, si scrive con la kappa, e dice di venire da Cracovia; penso che abbia una sessantina danni; non so come, n perch, si fatta assumere da mio padre come badante e si piazzata qua in casa mia.
ERCOLE Bene, allora gi sapete dove sta.
PIETRO Appunto. Poich mio padre non ha alcun bisogno di una badante, sono certo che questa signora lo abbia circuto; quello che dovete scoprire il motivo per cui lo ha fatto.
ERCOLE Beh, il problema non semplice, ma mi metter subito in moto e indagher; prima di tutto contatter un collega di Varsavia, che attiver il suo referente di Cracovia vedrete che in un paio
LORENZO Di giorni
ERCOLE No, in un paio dore sar fatta una visura allanagrafe e sapremo se esiste davvero questa Olga Kamincia.
PIETRO Allanagrafe di domenica?
ERCOLE Ora tutto informatizzato, anche in Polonia; (in tono cospiratorio) abbiamo gli agganci giusti per accedere alle banche dati!
PIETRO Se lo dite voi va benissimo!
ERCOLE Ora scappo; il vostro numero ce lho; vi terr informato! Arrivederci.
PIETRO Perfetto vi accompagno (via con Ercole dalla comune a sinistra)
SCENA SESTA
(Olga e detti, poi Pietro, poi Maria)
OLGA (entra da destra; ha cuffiette alle orecchie, nel vedere Lorenzo le toglie) Ah, signor Lorenzo, vi hanno lasciato solo
LORENZO No, Pietro uscito un attimo, torna subito e come mai una bella signora come voi fa la badante?
OLGA Veramente, fino a un anno fa ero maestra in scuola privata, poi ridotto personale e io perso lavoro; quando mio marito lasciata sei mesi fa, non sapevo come andare avanti e allora io venuta a cercare lavoro in Italia.
LORENZO Capisco, capisco quello che invece non riesco a capire come suo marito abbia potuto lasciare una bella donna come lei
PIETRO (entra dalla comune da sinistra; con tono di rimprovero) Lorenzo!Ah, signora Olga, voi state gi qua? Non eravate andata a prendere le valigie?
OLGA Signor Pietro, valigie stavano in portineria, io salita subito; stavo in camera mia ehm di vostra figlia, (mostra le cuffiette che ha al collo) ascoltavo musica.
PIETRO Gi, avete ragione e ascoltavate la musica ed ora che fate?
OLGA Beh stavo andando a vedere se signor Alfonso ha bisogno qualche cosa se no che sto a fare qua?
LORENZO giusto, Pietro, lei sta qua per badare a tuo padre, no?
PIETRO S, avete ragione, ma mio padre ora sta riposando un po; se volete, potete tornare ad ascoltare la musica
OLGA Va bene, cos sistemo un po mie cose se bisogno, chiamate me. (via a destra)
PIETRO Che dici avr sentito qualcosa?
LORENZO Ma no, questa casa antica, i muri sono spessi e poi ascoltava musica con le cuffie, non poteva sentire niente.
MARIA (entra dalla comune da sinistra) Mamma mia! La domenica mattina stanno tutti al supermercato! Se n andata la polacca?
PIETRO No, veramente senti, Maria, lo sai come fatto pap: quando si fissa con una cosa, non c niente da fare.
MARIA Quindi sta ancora qua? Che rimasta a fare se oggi domenica e ci siamo noi in casa?
PIETRO Mar, pap ha detto che la polacca non aveva dove andare a dormire e lha assunta da oggi.
MARIA Allora m devo cucinare pure per lei? Tu e tuo padre mi manderete al manicomio! E m dove sta?
PIETRO Sta sistemandosi nella camera di Luisa.
MARIA Guarda che se quella si permette di toccare le cose di Luisa, finisce male! Ma tu guarda un po se io devo avere unestranea in casa mia!
LORENZO E va bene, Maria, che male c? E poi a Napoli come diciamo? Cchi ne simmo, cchi belle parimmo! Anzi al proposito Pietro ed io ti dovremmo dire una cosa
MARIA (insospettita) Pietro e tu?
PIETRO No, veramente lui che ti vuole dire una cosa e sappi che io non sono daccordo.
LORENZO Maria, io sono convinto che invece tu non dirai di no, perch so che sei una vera amica!
MARIA Neh, ma che sta succedendo? Pietro che cosa mi nascondi?
PIETRO Io? Niente! Sta facendo tutto lui!
MARIA E allora sentiamo cosa mi deve dire il tuo amico!
LORENZO Senti, Maria, tu conosci bene mia moglie e sai quanto sia puntigliosa, specie quando ce lha con me.
MARIA No, non Lucia che puntigliosa, sei tu che sei un farabutto! Sentiamo che altro hai combinato?
LORENZO Io? Niente cio in effetti successo che Lucia, per una serie di circostanze sfavorevoli, ha scoperto che io ehm che io mi trovavo insieme ad una signora e e mi ha cacciato di casa!
MARIA Tua moglie una santa!
LORENZO Una santa? Quella mia ha cacciato di casa!
MARIA Certo, una santa! Io, al suo posto, ti avrei come minimo ammazzato!
LORENZO Come minimo? E come massimo?
MARIA Non farmelo dire, non ti conviene! Beh, continua.
LORENZO A fare che?
MARIA A parlare che mi dovevi dire?
LORENZO Ah, s ecco Maria, io sono certo che tu, nonostante quello che hai detto, mi sei sempre amica e perci ti volevo chiedere
MARIA Non chiedermi di mettere una buona parola con Lucia, perch, se parlo con lei di te, solo per suggerirle il modo di farla franca
dopo averti ammazzato!
LORENZO No, non era questo era era Pietro, diglielo tu!
PIETRO Io sono contrario, non dico niente.
MARIA Allora, si pu sapere che vuoi?
LORENZO E va bene! A casa non posso tornare e non ho soldi per andare in albergo, avevo pensato che qui cera la camera di Luisa vuota, ma pare che sono arrivato troppo tardi; perci ti volevo chiedere se per un po potevo stare qui potrei dormire su questo divano
MARIA No, no, no, non possibile! Io sto dormendo ed tutto un sogno. Svegliatemi! Ma mai possibile che allimprovviso tutti vogliono stabilirsi qua? Ma che tengo scritto in fronte: bed and breakfast?
PIETRO No, Pensione Luisa!
LORENZO (con tono esageratamente rassegnato) Va bene, ho capito proprio vero che gli amici si vedono nel momento del bisogno me ne vado vuol dire che passer la notte alla stazione e poi vedr che fine fare
MARIA Uff! M si mette pure a fare il melodrammatico vabb, ho capito: stanotte dormirai qui sul divano ma domani vedi quello che devi fare: trovati un altro amico che ti ospiti convinci quella povera scema di Lucia a perdonarti suicidati basta che te ne vai di qua.
LORENZO Grazie, grazie, tu s che sei una santa!
PIETRO Fossi in te accarezzerei lidea di mia moglie
LORENZO Dici che dovrei cercare di farmi perdonare?
PIETRO No, laltra idea: il suicidio.
LORENZO Allossa toje!
MARIA Mentre voi fate i cretini, io vado a cucinare che bella domenica, mammam! (via a sinistra)
LORENZO Hai visto che lho convinta? Che ti avevo detto?
PIETRO No, io non ti sopporto pi! (suonano alla porta) Ancora? E chi altro sar?
LORENZO Qualche altro pretendente alla camera di Luisa.
PIETRO O ruciulo pe tutte scale! (via dalla comune a sinistra )
SCENA SETTIMA
(Ernesto e detti, poi Olga, poi Maria, quindi Giancarlo)
LORENZO (osserva il divano con aria sconsolata) Beh, meglio che niente.
ERNESTO (entra con prepotenza dalla comune da sinistra con Pietro) Avete
detto che questa casa Luongo?
PIETRO S, e lo ripeto, ma voi chi siete? A chi volete?
ERNESTO Chi sono non ha importanza add sta?
PIETRO Chi?
ERNESTO Mia moglie! Dove la nascondete?
PIETRO Ma che state blaterando? Chi la conosce a vostra moglie? Probabilmente avete sbagliato casa!
ERNESTO E no! Se qua abita la famiglia Luongo, mia moglie qua sta! Cacciatela fora, primma che me ncazzo!
PIETRO Che facite? Uscite immediatamente da casa mia (fa per avventarsi su Ernesto)
LORENZO (blocca Pietro) Calma, Pietro, calma (ad Ernesto) e calmatevi pure voi e spiegateci perch cercate qua vostra moglie.
ERNESTO Forse avete ragione scusate, sto un po nervoso.
PIETRO Cos va meglio, ma penso proprio che non possiamo fare niente per voi; comunque accomodatevi e diteci di che si tratta.
ERNESTO (siedono) Per farvi capire, vi devo raccontare la mia storia.
PIETRO S, ma sbrigatevi
ERNESTO Mi chiamo Ernesto Esposito e sono napoletano.
PIETRO Ed io mi chiamo Pietro Luongo e sono pure io napoletano.
LORENZO Io invece mi chiamo Lorenzo Belli e sono cittadino del mondo!
PIETRO Cretino!
ERNESTO Piacere allora, dovete sapere che io, nel 1972, non trovando lavoro, emigrai in Germania e ci rimasi per 18 anni a lavorare come operaio nella Volkswagen montavo i motori diesel.
LORENZO Ah! E ditemi, gi allora erano truccate?
ERNESTO Chi le tedesche? Penso di s, ma che centra scusate?
LORENZO No, non le tedesche, le centraline dei motori quelle dello scandalo
ERNESTO Ah, quelle no, a quellepoca non cerano ancora tutte le norme che ci sono adesso ma non divaghiamo
PIETRO Lor, fallo parlare, che ce ne frega delle centraline?
LORENZO Scusa, volevo sapere se i tedeschi erano imbroglioni gi allora.
PIETRO Lor, i tedeschi hanno sempre imbrogliatoAndate avanti.
ERNESTO Dopo la fine dellUnione Sovietica, la Fiat increment molto la produzione nelle fabbriche in Polonia e fece molte assunzioni
LORENZO S, mi ricordo, facevano la 126
ERNESTO Infatti, e cos, con le mie referenze, mi feci assumere l, sperando di avere poi il trasferimento in Italia; cos andai in Polonia a lavorare nello stabilimento vicino Cracovia. L conobbi una bella donna, ci innamorammo e dopo qualche anno ci sposammo.
PIETRO Cracovia voi siete il marito scomparso di Olga Kamincia?
ERNESTO (si alza di scatto) Allora vero! Mia moglie sta qua! Avevo ragione chiamatela voglio vederla
PIETRO Aspettate, calmatevi sedete ma vostra moglie lo sa che venivate qua?
ERNESTO Mia moglie? Quella non sa nulla di me da sei mesi io solo adesso sono riuscito a scoprire dove stava.
LORENZO Scusate, ma in questi sei mesi dove siete stato, che avete fatto?
ERNESTO Avete ragione, volete sapere una storia lunga
PIETRO Beh, provate a raccontarla e magari laccorciate un po
OLGA (entra da destra) Scusate, signor Luongo (vede Ernesto) Tu? Tu qui? E che ci fai qui? Dopo sei mesi, compari allimprovviso come hai fatto a sapere che ero qua?
ERNESTO (le va incontro e fa per abbracciarla) Olga, amore mio!
OLGA (lo ferma con la mano sinistra e con la destra gli d uno schiaffo) Maledetto! Dopo sei mesi te ne esci con amore mio ma io ti ammazzo! (comincia a prenderlo a pugni sul petto)
PIETRO (la immobilizza) Ferma, che state facendo? Calmatevi! Capisco lo shock, ma adesso sedetevi, su; adesso vediamo di chiarire tutto.
LORENZO Vostro marito ci stava appunto raccontando cosa successo (ad Ernesto) forza, continuate, cos vi chiarite pure con vostra moglie.
ERNESTO Olga, non ci crederai, ma quella mattina stavo andando a prendere lautobus soprappensiero; attraversai la strada e non mi accorsi che arrivava una signora su una bicicletta, che non riusc a frenare e mi invest; io caddi con la testa sul marciapiede; mi alzai e cercai di aiutarla, ma lei, vide che non mi ero fatto niente, disse che anche lei stava bene, risal sulla bicicletta e se ne and.
OLGA E allora? Dopo perch non sei andato al lavoro, che hai fatto?
ERNESTO Mi sono guardato intorno e non capivo dove mi trovavo, non sapevo che stavo facendo l e, soprattutto, mi resi conto che sapevo chi fossi!
LORENZO La botta in testa!
PIETRO Amnesia?
ERNESTO No, grazie, sto bene cos.
PIETRO In che senso, non capisco
ERNESTO Mi stavate offrendo qualcosa che non ho capito e
PIETRO No, ho chiesto se era amnesia, se avevate perso la memoria.
ERNESTO Ah, s, proprio quello!
OLGA Mio Dio! Per questo tu sparito! Ma poi che hai fatto?
ERNESTO Me ne sono andato camminando, sperando di ricordare qualcosa, di incontrare qualcuno che mi conoscesse, ma niente! Vagai per tutta la giornata, finch, stanco e affamato, entrai in una trattoria per mangiare qualcosa; mi sedetti a un tavolo e ordinai una minestra e un bicchiere di vino.
OLGA Ma tu astemio, tu mai bevuto vino!
ERNESTO Ma non me lo ricordavo; mentre sorseggiavo il vino, vidi al tavolo vicino un signore distinto che beveva da solo; gli feci un cenno di saluto, lui mi rispose con un sorriso ed io gli proposi di venire al mio tavolo; cos cenammo insieme e ci scolammo due bottiglie di vino.
PIETRO Questo perch eravate astemio!
ERNESTO S, ma me lero scordato!
OLGA Ma tu schifavi vino!
ERNESTO Non sapevo che fosse cos buono, non lo avevo mai assaggiato!
PIETRO S, va bene, ma poi che successe?
ERNESTO Lui mi raccont la storia della sua vita, e, quando fin il racconto, mi chiese di raccontargli la mia storia.
LORENZO E voi che gli avete raccontato?
ERNESTO E che gli potevo raccontare? Gli ho detto che ero nato otto ore prima sotto una bicicletta, che avevo camminato tutta la giornata e che ero entrato l dentro perch avevo fame; fine della storia.
OLGA E lui?
ERNESTO Lui si fatto una risata che non finiva mai e ha detto che sapeva che i bambini nascevano sotto i cavoli, ma non che i vecchi nascono sotto le biciclette! E cos abbiamo riso entrambi e abbiamo continuato a bere finch la trattoria non ha chiuso.
LORENZO cos che nascono le grandi amicizie!
PIETRO Non fare il filosofo e fallo parlare continuate
ERNESTO E che vi devo dire lui rimasto vedovo lanno scorso e vive da solo in una casa molto grande, cos mi offr di andare a stare da lui finch volevo. Lindomani, a mente fresca, lo ringraziai e gli dissi che me ne andavo per cercare di scoprire chi fossi; lui mi rispose con la sua flemma filosofica: Amico mio, ieri hai vagato per la citt inutilmente, oggi che fai, la stessa cosa? Aspetta ancora qualche giorno, pu darsi che ti ritorni la memoria e nel frattempo avrai un tetto sulla testa.
LORENZO Beh, non aveva tutti i torti, per qualcosa avreste dovuto tentare di fare.
ERNESTO Appunto; gli dissi che volevo andare alla polizia per vedere se avessero denunciato la mia scomparsa, ma lui disse che la polizia polacca non mi avrebbe dato retta e che sarebbe stato meglio guardare se cera qualcosa sui giornali.
OLGA Vero: polizia non fece neppure firmare denuncia, ma io non pensai rivolgermi giornali.
PIETRO E poi che successo?
ERNESTO Sono rimasto a casa di Olaf, cos si chiama, fino a una quindicina di giorni fa; poi una sera si fulminata la lampadina del lampadario in salotto; sono salito sul bracciolo della poltrona e lho cambiata; solo che, mentre scendevo, si ribaltata la poltrona e sono caduto con la testa sullo spigolo del tavolino.
PIETRO E vi siete fatto male?
ERNESTO Non molto, mi ricordo solo che ho detto: Scusate gi passato lautobus 24?
PIETRO Vi era tornata la memoria!
OLGA E tu cosa fatto?
ERNESTO Ho chiarito con Olaf e lui mi ha detto di correre a casa da mia moglie; ma, quando sono arrivato, la portiera mi ha detto che avevi lasciato la casa ed eri andata in Italia a cercarmi.
OLGA Oh, povero caro! Io non sapevo
ERNESTO No, tu hai ragione, che potevi fare?
OLGA E poi cosa fatto?
ERNESTO Ho chiamato in fabbrica e ho saputo che ero stato licenziato; ero senza soldi e senza casa e sono tornato da Olaf; dopo, ho chiesto a tutte le tue amiche, ma nessuna sapeva niente, poi mi sono ricordato di tua cugina Greta, sono andato da lei e finalmente ho avuto il tuo indirizzo qui a Napoli.
OLGA S, io avevo dato solo lei, in caso qualcuno cercava me... e come fatto a venire in Italia?
ERNESTO Mi sono fatto prestare da Olaf un po di soldi per il viaggio, sono partito in treno e, dopo una mezza odissea tra scioperi dei treni e ritardi vari, stamattina sono arrivato a Napoli, stanco e con pochi centesimi in tasca.
OLGA E come trovato me?
ERNESTO Sono andato allindirizzo che mi aveva dato Greta, ho trovato la tua amica, che mi ha detto che non stavi pi con lei e mi ha mandato qua.
LORENZO Mamma mia! E questo un romanzo!
MARIA (entra da sinistra) Quale romanzo? (vede Ernesto) Scusate, ma il signore chi ?
PIETRO e
LORENZO (indicando Olga) Suo marito!
MARIA Suo marito?
OLGA (felice) S, mio marito mio marito tornato da me!
MARIA E che ci fa qua?
PIETRO una lunga storia, poi te la racconto.
MARIA (ad Olga) Ma allora adesso ve ne andate?
OLGA Me ne vado? E dove vado?
MARIA Con vostro marito, no?
PIETRO Maria, ti ho detto che una lunga storia Il marito della signora appena arrivato dalla Polonia e non sa ancora dove andare.
OLGA Signora, almeno per stanotte, pu restare qua? Letto grande abbastanza per due
MARIA E so quattro! (suonano alla porta)
PIETRO Vado io (via dalla comune a sinistra)
OLGA Grazie, signora, voi davvero gentile.
PIETRO (entra con Giancarlo dalla comune da sinistra) Gianc che successo? Perch sei cos agitato?
GIANCARLO (si accorge dei presenti e saluta) Buon giorno a tutti (a Pietro) Ti ricordi che mi ha chiamato il portiere per la perdita dacqua?
PIETRO S, mi ricordo, allora?
GIANCARLO Un disastro! scoppiato un tubo al piano di sopra; i proprietari stavano fuori per il weekend, e si allagato tutto lappartamento; in cucina, dove scoppiato il tubo nel pavimento, il peso dellacqua ha fatto crollare parte del solaio; Quando sono arrivato, cerano i pompieri: mi avevano sfondato la porta di casa ed hanno dichiarato inagibili lappartamento di sopra e il mio!
MARIA Ed ora come fai?
GIANCARLO Maria, mi dispiace per la signora Olga, ma ora serve a me la camera di Luisa. (buio, poi musica e sipario)
FINE PRIMO ATTO
ATTO SECONDO
(Stessa scena del primo atto; luned pomeriggio; in scena Giancarlo in piedi e
Pietro e Lorenzo seduti sul divano)
SCENA PRIMA
(Giancarlo, Pietro e Lorenzo, poi Teresa, quindi, Ercole)
GIANCARLO (guarda lorologio) Sono gi le cinque e mezza e ancora non viene (a Pietro) ma sei sicuro di questo investigatore?
PIETRO Gianc, Giorgio mi ha assicurato che bravissimo; la sua agenzia collegata ad un circuito che tiene sedi in tutta Europa.
LORENZO E poi pure veloce: risolve tutti i casi in un paio di giorni!
GIANCARLO Tutti i casi in un paio di giorni?
LORENZO e
PIETRO Sempre!
GIANCARLO Mah!
PIETRO Gu, quello ieri pomeriggio aveva gi i risultati della visura anagrafica!
LORENZO Olga Kamincia esiste veramente!
PIETRO Purtroppo! Io credevo che fosse unimbrogliona e invece comunque stamattina, dalla Polonia, hanno assicurato a Parrotto che entro le 17 gli avrebbero inviato una email con lesito dellindagine. Lo studio sta a cento metri da qui, diamogli il tempo di chiudere e di arrivare (suonano alla porta) Finalmente (via dalla comune a sinistra)
GIANCARLO Speriamo che sia lui!
LORENZO Sicuramente lui!
TERESA (entra con Pietro dalla comune da sinistra) Signor Pietro, vostro figlio fortunato ad avere dei genitori cos gentili. Non so proprio come avrei fatto senza di voi; siete due angeli!
PIETRO Non esageriamo per cos poco
TERESA Buon giorno, signor Lorenzo signor Giancarlo ma lo sapete che Guido mi parla sempre di voi? Vi chiama lo zio scapolone, dice che siete molto in gamba, vi ammira molto.
GIANCARLO Non capisco perch, ma mi fa piacere.
TERESA Guido c? Oggi lui finiva prima di me.
PIETRO S, sta studiando di l in camera sua tua beh, hai capito ormai non mi ci raccapezzo pi con le camere di questa casa.
TERESA Avete ragione mi dispiace, pure colpa mia
PIETRO Ma no, scherzavo non ti preoccupare
TERESA Va bene. Allora raggiungo Guido di l, con permesso (via dalla comune a destra)
LORENZO Ma che sta combinando Parrotto?
GIANCARLO Lo vorrei sapere anchio. (suonano alla porta)
PIETRO M dovrebbe essere lui. (via dalla comune a sinistra)
GIANCARLO Speriamo.
LORENZO Sicuramente non lui.
ERCOLE (entra con Pietro dalla comune a sinistra) Signor Luongo, scusate il ritardo, ma ho ricevuto la mail solo dieci minuti fa.
LORENZO Infatti stavamo sulle spine
PIETRO Lorenzo lo avete gi conosciuto lui mio fratello Giancarlo
GIANCARLO (gli stringe la mano) Molto lieto.
ERCOLE Piacere mio! Ercole Parrotto investigatore a servirvi!
PIETRO Accomodiamoci (siedono)
ERCOLE Allora come dicevo ho appena ricevuto il rapporto (prende dei fogli dalla borsa e legge) allora: Olga Kamincia: nata a Cracovia il 12 febbraio del 1946, figlia di Katrine Kamincia e di padre ignoto; diplomata maestra elementare, ha insegnato presso diverse scuole fino a un anno fa, quando stata licenziata per riduzione del personale.
LORENZO S, Olga me lo ha detto che era maestra elementare!
GIANCARLO Lor, fallo parlare!
ERCOLE Nel 1993 spos tale Ernesto Esposito, operaio della Fiat Poland, con cui tuttora coniugata; una mattina, circa sei mesi fa, il marito uscito di casa e non ha pi fatto ritorno. Pare che, quattro mesi fa, la signora abbia lasciato Cracovia per venire a cercare il marito in Italia. In base a quanto finora emerso, sembra che la Kamincia sia pulita e senza macchia.
LORENZO fresca di bucato!
PIETRO Lor, non scherzare, qua il fatto serio! E non avete saputo altro?
ERCOLE (ha continuato a leggere) Certamente! stata rintracciata una cugina di Olga: dice che la madre ha sempre sospettato che il padre di Olga fosse un prigioniero di guerra italiano, che Katrine, allepoca infermiera presso il campo di prigionia, era riuscita e far evadere ed aveva nascosto in casa sua fino alla fine della guerra, quando poi sarebbe sparito nel nulla purtroppo non ne ricorda il nome.
GIANCARLO E neppure questo ci dice qualcosa di utile. Insomma questa Olga veramente quello che dice di essere. Ma se cos, per quale motivo pap ha fatto tutta questa farsa per farla venire in questa casa?
PIETRO Signor Ercole, in effetti quello che dovevate scoprire proprio tale motivo e fino ad ora...
ERCOLE Signor Luongo, lindagine solo allinizio! Stamattina ho sguinzagliato i miei collaboratori per verificare i movimenti della Kamincia dal suo arrivo a Napoli ad oggi. Vedrete che in
LORENZO e
PIETRO Un paio di giorni
ERCOLE Mmm in giornata ne sapremo di pi.
PIETRO Speriamo bene.
ERCOLE Tranquillo, siete in ottime mani! Lagenzia investigativa Parrotto non ha mai deluso nessuno! Ora vado, ma aspettatevi mie notizie al pi presto signori, stato un piacere arrivederci!
PIETRO Vi accompagno
ERCOLE No, grazie, conosco la strada: ad Ercole Parrotto non sfugge niente! (via dalla comune a sinistra; sotto la porta si gira) Niente!
LORENZO Certo che proprio strano stinvestigatore
GIANCARLO Senti chi parla di persone strane! Intanto, strano e buono, quello ha scoperto vita, morte e miracoli della Kamincia in mezza giornata.
PIETRO Peccato che sia servito solo a farci capire meno di prima.
SCENA SECONDA
(Maria e detti, poi Alfonso)
MARIA (entra dalla comune da sinistra) Mamma mia, che giornata! Oggi al lavoro successo di tutto ciao, Lorenzo Gianc e tu? Hai dormito bene stanotte?
GIANCARLO Dormito bene? E che vuoi dormire? Su questo divano, a un metro dal primo trombone del San Carlo, che si esibito per tutta la notte, dormire? Non ho chiuso occhio! (sbadiglia)
LORENZO Tu almeno stavi sul divano; io, per causa tua, ho dovuto dormire su un materasso qua terra e poi non vero che russo!
GIANCARLO M te ceco nuocchio!
MARIA Poverini! Scusatemi tutti e due se non ho potuto offrirvi lappartamento reale!
GIANCARLO Mar, che centra? Mica colpa tua anzi gi tanto quello che fate tu e Pietro.
MARIA S, s, va bene (a Pietro) e tuo padre? Sta meglio ora che ha ottenuto quello che voleva?
PIETRO Da quando sono tornato dal lavoro, sta chiuso in camera sua e
non lho proprio visto.
GIANCARLO Io sto qua da una mezzora e nemmeno lho visto.
LORENZO Stamattina, verso le dieci, lho salutato prima di uscire e stava allegro; poi, mentre facevo colazione al bar di fronte, lho visto uscire sotto braccio con la badante; si sono avviati verso i giardinetti.
MARIA Sar andato a mostrare il suo trofeo a quei quattro vecchi rimbambiti con cui gioca a bocce.
ALFONSO (entra dalla comune da destra) Pe regola e norma toia, i miei amici non sono rimbambiti e non ti devi permettere di offenderli! E po, quale sarebbe stu trofeo?
PIETRO Pap, Maria scherzava, pensava che avessi portato a vedere agli amici la coppa che hai vinto al torneo di bocce questestate al villaggio.
ALFONSO A coppa do villaggio? E che cha purtavo a fa? Chella nun vale niente e po gi ce lavevo fatta ved appena turnaieme
GIANCARLO Pap come ti senti? Sono passati i dolori?
ALFONSO Gianc, e che taggia dicere? Stammatina me sentevo nu poco meglio e so asciuto con la badanta a fa dduje passe inte giardinette
LORENZO E bravo il signor Alfonso! Se n andato a passeggiare con la bella signora! OnnAlf, voi non me la contate giusta! Dite la verit: ve piace a badante eh?
ALFONSO (a Maria) E po llamice mieie fossero rimbambiti? Guarda che bellamico tene mariteto!
GIANCARLO Pap, stavi dicendo della passeggiata
ALFONSO Ah, s, a passiggiata Nun me ne parl menu male ca ce steva Olga cu me, si no chi o ssape che fine facevo!
PIETRO Perch pap, ch successo?
ALFONSO Sto male, figlio mio, male! Mentre cammenavo, primma m venuta a manca a coscia deritta, subbeto doppo m mancata lata coscia e, si nun mavesse mantenuto Olga, putevo sbattere cu a capa nterra e putevo pure mur!
LORENZO Ma no, signor Alfonso, che dite, voi state cos bene, sar stata un po di debolezza
ALFONSO Pier, ma proprio nicessario ca stu nzallanuto sta cc?
PIETRO Lor, te vuo sta nu poco zitto?
LORENZO Scusa tanto
MARIA Ma adesso come state? Le gambe stanno bene?
ALFONSO Eeeh accuss accuss, nu poco meglio chella po Olga mha
fatto assett, me songo arrepusato nu poco, ce simmo mangiato nu gelato e po, chianu chiano, simmo turnate cc.
MARIA Pap e che vi siete cucinato per pranzo?
ALFONSO Mar, e chi a teneva a forza e cucen?
GIANCARLO Ma allora stai digiuno?
ALFONSO Seh, stevo riuno! Ora ci sta Olga che pensa a me! Aggio mangiato o bigoss!
MARIA Che avete mangiato?
ALFONSO Il bigosso, una specialit polacca!
LORENZO Ah, il bgos buono
GIANCARLO E tu che ne sai?
LORENZO Tempo fa conobbi una polacca che
PIETRO S, s, vabb, abbiamo capito Pap, e come fatto questo bgos?
ALFONSO Carna stufata, cavulesciore e crati!
GIANCARLO Crati?
MARIA Forse volete dire crauti
ALFONSO S, me pare accuss era nevera gialla
MARIA E ve lo siete mangiato?
ALFONSO A verit, levera gialla me faceva nu poco senso e cavulesciore, o ssaje ca nun ce vaco tanto appriesso per a carne era sapurita maggio mangiato sulo a carne
MARIA Allora vuol dire che stasera, per cena, vi faccio un brodino, visto che avete mangiato pesante.
ALFONSO Ch, m si gelosa? Nun te preoccup, me piace cchi assaie a cucina napulitana che fai tu!
MARIA S, s, ho capito vabb, io mi vado a mettere addosso qualcosa di comodo e a togliere queste scarpe (via dalla comune a destra)
LORENZO Beh, io esco ho una situazione per le mani non vorrei perderla.
PIETRO Nata situazione? Lor, per piacere: invece da situazione, cerca i mezzi per convincere tua moglie a farte turn a casa, perch Maria stata categorica: a dormire qua non vuole pi nessuno!
LORENZO Stai tranquillo: gi ho telefonato a Lucia e sto a buon punto.
GIANCARLO A buon punto con una semplice telefonata?
LORENZO Semplice? Io le ho implorato di perdonarmi piangendo, le ho promesso di cambiare, di esserle fedele per sempre e le ho detto
che, se non mi perdonasse, potrei anche fare una sciocchezza.
GIANCARLO Cose da pazzi! E Lucia ci ha creduto?
LORENZO Beh, ha detto che ci avrebbe pensato; io non ho insistito e le ho detto che lavrei chiamata stasera e avrei passato la giornata a pregare per avere il suo perdono.
PIETRO E te ne vai a pregare dalla situazione? No, tu sei irrecuperabile: ha ragione Maria: la soluzione migliore il suicidio! Lor, va taccide!
LORENZO Pietro, amico mio, quante volte te lo devo dire? Ogni lasciata persa! Io vado ci vediamo pi tardi! (via dalla comune a sinistra)
PIETRO Nun turn cchi!
ALFONSO Neh, Pier, ma llamice tuoie so tutte comme a chillo?
PIETRO No, pap, stai tranquillo, fortunatamente Lorenzo unico!
GIANCARLO Pap, ma ora dove stanno Olga e il marito?
ALFONSO Ah, quanno simme asciute, o marito durmeva; quanno simme turnate, steva ancora durmenno per se sentevano nu sacco e rummure a dinta stanza e Olga ha ditto ch nu poco sunnambolo e, mentre dorme, se sosa allintrasatto e va sbattenno pe tutte parte.
PIETRO Pure sonnambulo? E m dove stanno?
ALFONSO Poco primma ca turnave tu, j me so gghiuto arrepus nu poco e essa asciuta cu o marito, per ved e truv na sistemazione.
GIANCARLO E mi pare giusto, non lo potete certo ospitare in eterno.
ALFONSO Va buo, chillo po nun d tantu fastidio
PIETRO Pap, ascoltami un momento senza arrabbiarti siediti
ALFONSO (siede; sospettoso) Che mh a dicere? Sentimmo!
PIETRO Pap, noi siamo certi che tu stai bene in salute
ALFONSO (si alza di colpo) Nun te voglio sentere cchi gi saccio add vuo j a par: Olga di qua non se ne va! Io ho bisogno della badanta!
GIANCARLO Pap, calmati se no poi ti senti male.
ALFONSO Io gi stongo male, ma voi non mi credete! Lasciatemi in pace! M me vaco a mettere ncoppa o lietto, pecch mavite affaticato troppo! (via dalla comune a destra; sotto la porta) La badanta resta qua!
GIANCARLO No, io dico che la polacca lha plagiato non so come n perch, ma sicuramente cos!
PIETRO Comincio a pensarlo pure io ma a quale scopo?
GIANCARLO Non lo so per quanto mi sia scervellato, non riesco a capire che cosa lo leghi a questa donna.
PIETRO Lunica speranza che scopra qualcosa linvestigatore.
GIANCARLO Io intanto tengo pure il problema della casa da risolvere.
PIETRO Ma hai avuto notizie?
GIANCARLO Stamattina, prima di andare al lavoro, ci sono passato e il portiere ha detto che quello del piano di sopra rientrato ieri sera tardi e stamattina andava dai pompieri per sapere qualcosa.
PIETRO Ma il solaio caduto tutto?
GIANCARLO No, era caduto solo un mattone, ma i pompieri, per sicurezza non danno lagibilit fino a che non venga fatta una perizia.
PIETRO Allora vedrai che andr tutto bene.
GIANCARLO Speriamo! M per voglio farci un salto per vedere come stanno le cose torno presto; tu intanto, se hai notizie dallinvestigatore, chiamami.
PIETRO (lo accompagna alla porta) Non ti preoccupare, se ci sono novit ti telefono asp, nellingresso c un mazzo di chiavi, m te le d, cos entri quando vuoi. (via con Giancarlo dalla comune a sinistra)
SCENA TERZA
(Guido e Teresa, poi Maria)
GUIDO (entra con Teresa dalla comune da destra) Ma non dire sciocchezze!
TERESA Non sono sciocchezze, Guido; io sono capitata qua in un momento sbagliato; sono certa che i tuoi siano persone gentilissime e che magari, in una situazione diversa, mi avrebbero ospitata volentieri, ma adesso penso che d solo fastidio.
GUIDO Ma quale fastidio? Guarda che stamattina ho parlato con mia madre e mi ha detto che di, tutti quelli che le hanno invaso la casa, tu sei lunica che non le dispiace che ci sia.
TERESA S, lo so, ma sono certa che lo ha detto per fare piacere a te.
GUIDO Vabb, ho capito: non ti piace stare qua! Daltronde, come darti torto? Sei capitata in un manicomio. Allora che vuoi fare? Te ne vuoi andare?
TERESA Non sto dicendo che me ne voglio andare e poi andare dove? Sto solo dicendo che qui mi sento fuori posto mi sento una intrusa, ecco.
GUIDO Ma quale intrusa? Ma se ti ho dovuto quasi pregare per farti accettare di stare qua
TERESA S, lo so, ma io pensavo di poter stare nella camera di tua sorella
che non cera e quindi senza scombinare niente; invece m tu devi dormire su un divano ed io in camera tua che non certo la camera di una ragazza
GUIDO Beh, ti avevo avvisata, ma tu avevi detto che non era importante; m invece ti lamenti c qualcosa di strano in camera mia?
TERESA Non c niente di strano e non mi sto lamentando solo che, quando mi sono svegliata stamattina, da una parte ci stava Maradona che mi guardava, dallaltra Insigne che mi sorrideva e, di fronte al letto, Higuan che stava per darmi un calcio e la Ferrari di Vttel che stava per venirmi addosso.
GUIDO Vabb, lo sai che sono tifoso del Napoli e della Ferrari
TERESA Lo so, ma quando sono venuta pensavo di dormire in mezzo alle bambole, non nello spogliatoio del San Paolo.
GUIDO Allora vuol dire che dopo tolgo tutti i poster dalle pareti, va bene?
TERESA E tu faresti questo? E perch?
GUIDO Perch perch perch! Ma perch mi chiedi sempre perch?
TERESA Perch voglio saperlo, va bene?
GUIDO Ok! Se proprio lo vuoi sapere, lo faccio perch mi sono scocciato anchio di vedere Maradona, Insigne e Higuan quando mi sveglio la mattina! (scimmiottandola) Va bene?
TERESA Ah, s? E chi vorresti vedere?
GUIDO Per esempio Monica Bellucci Scarlett Johansson Charlize Theron
TERESA Imbecille!
GUIDO Scema lo faccio per te, lo sai benissimo! E non dire di nuovo perch?
TERESA S, ma
GUIDO (interrompendola) Lo so, lo so, siamo solo amici e poi tu hai portato un poco di giovent in questa casa piena di vecchi!
MARIA (entra dalla comune da destra) Ah! Cos io sarei vecchia!
GUIDO Tu? E mica mi riferivo a te, mamma! Tu sei una ragazzina!
MARIA S, s, sfotti tu piuttosto, invece di lamentarti del vecchiume che c in questa casa, perch non cerchi di renderti utile e ci dai una mano?
GUIDO Una mano? E a fare che?
MARIA Guido, tu lo sai che il nonno stravede per te
GUIDO Eh! A Natale, lanno scorso, invece del solito CD, mi ha regalato un DVD!
TERESA Dai, almeno ci ha provato
GUIDO Sto scherzando; effettivamente sono sempre stato il preferito del nonno.
MARIA Per questo penso che tu sia lunico che possa farlo parlare.
GUIDO Mamma, non capisco parlare di cosa?
MARIA Guido, (indicando con lo sguardo Teresa) lo so che hai altro a cui pensare, ma non hai notato niente di strano in tuo nonno?
GUIDO Ma il nonno sempre stato un tipo strano, lo sai anche tu.
MARIA Certo, ma ora non lo trovi pi strano del solito?
GUIDO Per il fatto che dice di stare male? Beh, in effetti non mi sembra che stia veramente male.
TERESA Anche a me parso che esagerasse; anzi, ho avuto limpressione che lunico suo scopo fosse dimostrare di aver bisogno di una badante.
MARIA Vedi? Pure Teresa, che non lo conosce, se ne accorta!
GUIDO S, ma io che posso fare?
MARIA Cerca di parlargli, dimostrati preoccupato per la sua salute, poi fai cadere il discorso sulla badante e vedi se magari si confida con te; cerca almeno di capire cosa rappresenta per lui questa polacca, perch la vuole in casa insomma, Guido, pi cose riesci a scoprire, pi ci capiremo qualcosa.
GUIDO Mah io posso anche provarci, ma credo che il nonno non ci cascher.
TERESA Beh, almeno ci avrai provato, no? Vuoi che gli parliamo io e te? Pu darsi che insieme riusciamo a tirargli fuori qualcosa.
MARIA Potrebbe essere unidea sta in camera sua, chiedigli se vuole un po di compagnia.
GUIDO Ok, vieni, Teresa, (in tono solenne) andiamo ad indagare! (via con Teresa dalla comune a destra)
MARIA Speriamo bene! (suonano alla porta; via dalla comune a sinistra)
SCENA QUARTA
(Olga, Maria ed Ernesto, poi Pietro, quindi Guido e Teresa)
OLGA (entra con Maria ed Ernesto dalla comune da sinistra) Signora Maria, purtroppo non siamo ancora riusciti a trovare una sistemazione per mio marito.
MARIA Signora Olga, avevate detto che era solo per una notte avete visto voi stessa come stiamo combinati
ERNESTO Avete ragione, abbiate un poco di pazienza ancora per stanotte e sicuramente per domani, in un modo o nellaltro, me ne andr.
MARIA E va bene! Per fate il possibile, mi raccomando.
ERNESTO (in tono risentito) Signora, mio interesse trovare una sistemazione, specialmente dopo quello che abbiamo passato in questi mesi. Non crediate che mi piaccia stare ad elemosinare per dormire unaltra notte?
OLGA Ernesto, non parlare cos! Signora stata gi tanto paziente, vuoi io perda lavoro di badante? Chiedi scusa a signora!
MARIA No, non c bisogno, non fa niente
ERNESTO Scusate, signora, ma sto vivendo un momento difficile posso andare a riposare un po?
MARIA Certo, andate
ERNESTO Grazie. (via a destra)
OLGA Scusate lui, signora, lui ha brutto carattere
MARIA Questo lo avevo capito!
OLGA Grazie ora vedo se signor Alfonso ha bisogno
MARIA No, aspettate, ora sta un po con Guido e Teresa ma sedetevi qui con me, parliamo un poco, cos ci conosciamo meglio
OLGA Ma non so se posso
MARIA Ma certo, ve lo sto dicendo io, no? Accomodatevi (siedono) Allora, ditemi, la prima volta che venite in Italia?
OLGA No, io stata in viaggio di nozze tanti anni fa Ernesto fece visitare Napoli, Capri, Pompei, Costiera meraviglioso!
MARIA vero! Ma vostro marito non ha nessun parente a Napoli?
OLGA No, purtroppo lui figlio unico quando venuta io conosciuto anche suoi genitori ma ora loro morti da tempo cera un zio che abitava a Posillipo; noi stati proprio ora l, ma saputo che anche lui morto qualche anno fa.
MARIA Ho capito. E ditemi un po come avete conosciuto mio suocero?
OLGA Io stavo da amica che fa cameriera presso famiglia a via Cilea, lei abita qua vicino; quando io arrivata, lei detto a tutti che io cercavo lavoro, uno qualsiasi, anche come badante; disse pure a figlia di salumiere dove faceva spesa Fortuna suo nome, mi pare
MARIA Ah, s, la figlia di don Peppe
OLGA S, lei stata lei a dire me che cera un signore molto perbene che cercava badante e cos presentato a me vostro suocero.
MARIA Ah, ho capito allora possiamo dire che stato un colpo di fortuna! (sorride acida)
OLGA Diciamo.
MARIA Ma voi avete gi fatto questo lavoro s, dico, la badante?
OLGA Sinceramente, prima volta. Per io maestra elementare, conosco molto bene bambini; si dice che vecchi sono come bambini; poi mia madre era infermiera e ha insegnato a me suo mestiere
MARIA Bene! Allora mio suocero in buone mani.
OLGA Grazie. Ora vado da mio marito, se non dispiace.
MARIA Certo, avete ragione; sono sei mesi che non lo vedete e chiss quante cose avrete da raccontarvi.
OLGA vero. Signora Maria, vi prometto che mio marito va via di qua a pi presto grazie ancora (via a destra, mentre entra Pietro)
PIETRO (entra dalla comune da sinistra) Novit?
MARIA Niente! Dice che non hanno trovato ancora nessuna sistemazione per il marito.
PIETRO Quindi deve stare ancora qua. E non sei riuscita a farti dire niente di come ha conosciuto pap?
MARIA Ha detto le stesse cose cha ha detto tuo padre: glielo ha fatto conoscere Fortuna.
PIETRO Era prevedibile. Mar, quei due si sono messi daccordo. Lunica speranza che scopra qualcosa linvestigatore.
MARIA Ho chiesto a Guido e Teresa di parlare col nonno, magari si confida con loro.
PIETRO Non credo proprio, Mar, pap si chiuso a riccio; per lui una cosa talmente seria ed importante da non volerla condividere nemmeno coi figli figurati se ne parla al nipote e ad una sconosciuta.
MARIA Non ti credere: a volte i ragazzi sanno come ottenere quello che vogliono.
PIETRO Quello che non riesco a capire che cosa ha in mano questa polacca per aver convinto mio padre a portarsela a casa e soprattutto che cosa si aspetta di ricavare da questa situazione!
MARIA Se fosse unextracomunitaria, potrei capire
PIETRO Appunto, non ha neppure bisogno del permesso di soggiorno, la Polacchia fa parte dellunione europea (come colpito da un ricordo) La Polacchia ora ricordo! Quando eravamo ragazzi, Pap raccontava una storia accaduta durante la guerra ma non ricordo di che parlasse
MARIA Ma tuo padre ha ottantanni, durante la guerra era un bambino
PIETRO S, lo so, per ricordo che in questa storia centrava la Polacchia!
MARIA Dobbiamo fare in modo di parlare della guerra quando c lui.
GUIDO (entra con Teresa dalla comune da destra) Che centra la guerra?
PIETRO Mi sono ricordato che il nonno parlava spesso della guerra e accennava alla Polonia.
TERESA No, non credo che centri la guerra
MARIA Lo avete fatto parlare?
GUIDO Parlare, proprio no, per qualcosa gli scappato.
PIETRO Qualcosa di importante?
GUIDO Non lo so Io gli ho chiesto come si sentisse e lui ha incominciato a parlare dei suoi malanni; Teresa allora ha cominciato ad adularlo, gli ha detto che lei lo vedeva in forma
TERESA Gli ho detto che secondo me doveva solo fare un po di esercizio e i dolori sarebbero passati, che non dimostrava proprio di avere ottantanni ed io non gliene avrei dati pi di settanta, anche perch non ha neppure i capelli bianchi
GUIDO E intanto lui sorrideva compiaciuto; poi Teresa gli ha detto: Siete proprio un belluomo! E gli ha dato un bacetto sulla fronte.
TERESA Lui arrossito e allora gli ho detto: Signor Alfonso, se avessi trentanni di pi vi sposerei ma non avete mai pensato di risposarvi? E lui: Si, sposarmi allet mia e poi io sono fedele alla memoria di mia moglie
GUIDO Io ho approfittato e ho detto: Che peccato che Olga sia sposata; secondo me sarebbe stata proprio la moglie ideale per il nonno e lui, senza riflettere, ha detto: Seh, Olga e comme ma spusavo? Chella na figlia da mia
TERESA Allora io: Olga vostra figlia? Ma che dite?
GUIDO Lui, a questo punto, con imbarazzo ha detto che voleva dire che Olga avrebbe potuto essere sua figlia per let e poi subito ha chiesto di lasciarlo riposare perch era stanco.
TERESA A me parso turbato, come se avesse detto qualcosa che non voleva dire.
PIETRO E che cosa? Quando nata Olga il nonno aveva undici anni.
MARIA Ne sappiamo meno di prima.
GUIDO Mamma, te lho detto che non serviva a niente: chiss quale segreto nasconde il nonno! Comunque ora Teresa ed io usciamo: dobbiamo comprare un libro andiamo, Terry.
TERESA A pi tardi. (via con Guido dalla comune a sinistra)
MARIA Beh, io vado in cucina, ho da fare devo preparare unaltra cena per nove persone, tanto sono sicura che Giancarlo e Lorenzo qua tornano.
PIETRO Lorenzo dice che ha quasi convinto Lucia a perdonarlo.
MARIA Lucia non una santa, una martire!
PIETRO Secondo me, una scema! Andiamo, ti do una mano in cucina. (via con Maria a sinistra)
SCENA QUINTA
(Alfonso e Olga, poi Ernesto, quindi Pietro)
ALFONSO (entra dalla comune da destra e va a bussare alla porta della camera a destra) Olga!
OLGA (apre la porta ed entra) Che c?
ALFONSO Dobbiamo parlare!
OLGA Dite, avete bisogno di qualcosa?
ALFONSO No, nun me serve niente, vulevo solo sap se hai trovato na sistemazione per tuo marito.
OLGA No, mi dispiace, ma zio di Posillipo morto; Ernesto non ha parenti; poi non pi a Napoli molto tempo, non conosce nessuno
ALFONSO Chisto nu problema serio ma tu llhe ditto qualcosa di noi, o sape che sei solo la badanta?
OLGA No, lui non sa niente, meglio per ora. Io mai pensato lui ricomparisse proprio adesso, dopo sei mesi e poi a Napoli.
ALFONSO E chillo o riavulo tene e ccorne!
OLGA Perch, moglie lui tradisce?
ALFONSO A chi?
OLGA Allamico vostro Oriavulo so che qui dite uno tiene corna quando moglie lui tradisce.
ALFONSO Ma chh capito? O riavulo serebbe il diavolo e nui dicimmo ca o riavulo tene e ccorne, quanno succede na cosa ca nunnhadda succedere.
OLGA Ah, capito, modo di dire.
ALFONSO Intanto, cc mariteto nun po sta; mia nuora ave ragione: a nu mumento a nato s truvata a casa chiena e gente. Io pensavo e te fa sta cc pe te fa cunoscere meglio, primma e ce dicere chi sei tenevemo nu pare e mise, primma ca turnava Luisa e invece
OLGA E invece oriavulo teneccorne.
ALFONSO Brava, subbeto h capito!
OLGA Ma adesso come facciamo? Mio marito non sa dove andare stanotte vostra nuora ha detto pu stare, ma poi?
ALFONSO Aspetta, aggio pensato na cosa: ce sta namico mio ch virulo e sta isso sulo
OLGA Cosa virulo?
ALFONSO Virulo significa cha mugliera decessa.
OLGA Decessa?
ALFONSO decessa morta.
OLGA Ah, come dire vedovo?
ALFONSO E j chaggio ditto? Domani mattina o jammo a truv e giardinette; lle dico che gli ho trovato un damo di compagnia, che non lo deve pavare, ma dargli solo vitto e alloggio te faccio ved comm cuntento e accuss sistemiamo a tuo marito.
OLGA Bisogna vedere se Ernesto daccordo
ERNESTO (entra da destra) Daccordo a cosa?
ALFONSO A fare il damo di compagnia!
ERNESTO (a Olga) Ma che sta dicendo?
OLGA Ernesto, signor Alfonso forse trovato te sistemazione: c suo amico rimasto vedovo; lui non piace stare solo e vuole lui proporre farti stare da lui tu devi solo tenere compagnia e in cambio lui da te vitto e alloggio.
ERNESTO Certo, non un lavoro per meglio di niente e questo amico dove abita?
ALFONSO Sta cc vicino cos non vi allontanate da Olga anzi, a matina, Olga accumpagna a me e giardinette, vui accumpagnate allamico mio e mentre nuie jucammo, vuie state assieme.
OLGA Ernesto, non ti sembra buona idea?
ERNESTO S, per dobbiamo vedere se questo amico daccordo
ALFONSO Nun ve preoccupate: ci penso io: o daccordo, o o faccio essere daccordo!
OLGA Bravo, signor Alfonso!
ALFONSO Per la mia badanta, qualunqua cosa e po o ddico sempe: I mariti della mia badanta sono mariti miei
ERNESTO Ma che sta dicendo?
OLGA No, lui piace scherzare
ERNESTO Vabb, Olga, ero venuto a chiamarti per farti vedere una cosa
OLGA Signor Alfonso, posso andare? Non avere ancora bisogno di me?
ALFONSO Qua siete a casa vostra, potete andare dove volete.
OLGA Grazie, se avete bisogno, chiamatemi. (via con Ernesto a destra)
PIETRO (entra da sinistra) Pap, stai qua come ti senti?
ALFONSO E comme maggia sent, figliu mio? O ssaie ca nun stongo bbuono
PIETRO Pap, per piacere, lo sappiamo tutti e due che non hai nulla
ALFONSO (scatta) M accummience nata vota? Ma pecch nun me vulite credere?
PIETRO Perch sei mio padre e nessuno ti conosce meglio di me; in tutta la tua vita non ti sei mai lamentato di stare male, anzi, se avevi qualcosa dicevi che non era niente, che stavi bene
ALFONSO Ma allora ero giovane, tenevo a forza e suppurt qualunqua cosa: me sentevo nu lione; m me so fatto viecchio e nun supporto cchi o dulore!
PIETRO Pap, per favore, non prendermi per cretino tu non sopporti pi il dolore?
ALFONSO E nun supporto cchi manco a te, a frateto, a mugliereta e a tutte chille ca nun me credeno!
PIETRO Pap, calmati, non prendiamoci in giro; tu fai tutto questo per far stare qua la tua amica Olga.
ALFONSO Figlio ingrato! E chesto chello che pienze? Allora non abbiamo cchi niente da dirci! (via dalla comune a destra; sulla porta) Figlio ingrato!
PIETRO Gu, non c niente da fare: non si smuove di un millimetro no, ma io devo trovare il sistema per farlo crollare
SCENA SESTA
(Giancarlo e detto, poi Alfonso, poi Maria, quindi Olga)
GIANCARLO (entra dalla comune da sinistra) Non basta il solaio della mia cucina? Che altro vuoi far crollare?
PIETRO Il castello di fesserie creato da nostro padre. Allora, novit a casa tua?
GIANCARLO Beh, a parte il fatto che non potr entrare in cucina finch non rifaranno il solaio, pare che stanotte potr dormire nel mio letto.
PIETRO Ah, meno male, speriamo pure che Lorenzo riesca a convincere la moglie, cos almeno liberiamo il soggiorno.
GIANCARLO Stanne certo; quello capace di abbindolare la moglie al punto che alla fine chiede lei scusa a lui. Quindi, con pap nessun progresso?
PIETRO Macch, Gianc, appena accenni a qualcosa riguardo al suo stato di salute, non ti fa nemmeno parlare, continua a dire che non gli crediamo, si offende e se ne va; proprio adesso, dopo lultimo tentativo, mi ha detto che non abbiamo pi nulla da dirci.
GIANCARLO Intanto, questa storia ci sta sfuggendo di mano.
PIETRO Gianc, dobbiamo scoprire che cosa leghi pap alla Polacca mi sono ricordato che, quando eravamo bambini, pap parlava di qualcosa che era successe in Polacchia, come la chiama lui, ma non riesco a ricordare nientaltro.
GIANCARLO (come folgorato) Zio Evaristo!
PIETRO Zio Evaristo? E chi ?
GIANCARLO Ma come, non ti ricordi che pap ne parlava sempre?
PIETRO A verit, no.
GIANCARLO Nonno e nonna ebbero pap in tarda et, quando gi avevano un figlio di quindici anni
PIETRO Asp, ora comincio a ricordare Pap parlava sempre di un fratello grande che non cera pi
GIANCARLO Appunto: zio Evaristo! Durante la guerra, per evitare di essere arruolato, si era nascosto nelleremo dei Camaldoli, fingendosi monaco. Una sera che stava tornando in convento, dopo essere stato dai genitori, nonostante indossasse il saio, fu fermato da una ronda; gli chiesero i documenti e lui si impaur, prima disse che li aveva lasciati in convento, poi li esib insomma, si insospettirono e lo portarono in caserma dai carabinieri.
PIETRO E che era un delinquente?
GIANCARLO No, era un renitente fu arrestato dai tedeschi e fu deportato indovina dove?
PIETRO In Polonia!
GIANCARLO Esatto! E di lui non si saputo pi niente. Alla fine fu dichiarato morto nel campo di prigionia in Polonia.
PIETRO Gianc, ti ricordi quello che ha detto linvestigatore a proposito del padre della polacca?
GIANCARLO Stai pensando quello che penso io?
PIETRO Questo spiegherebbe tutto
GIANCARLO Se cos, abbiamo il modo di farlo confessare. Chiama Pap.
PIETRO Chiamalo tu, se lo chiamo io non mi risponde.
GIANCARLO (va alla comune a destra) Pap, sono tornato, puoi venire un momento?
ALFONSO (d.d.) Asp, Gianc, m vengo.
PIETRO Parla tu, m ti faccio vedere che mi ignora,
ALFONSO (entra dalla comune da destra) Gu, Gianc, chh fatto ca casa?
GIANCARLO Pap, buone notizie: posso tornare a casa, solo non posso usare la cucina.
ALFONSO E va bu, viene cc a mangi me fa piacere, abbasta ca nun faie comm a frateto ca ogne tanto mi fa un interrocatorio!
PIETRO Pap, ma quale interrogatorio.
ALFONSO (ignorandolo) E pe quantu tiempo nun pu us a cucina?
GIANCARLO Penso per qualche giorno, devono rifare il solaio.
ALFONSO E m llh a pav tu sti lavori?
GIANCARLO No, pap, paga lassicurazione del palazzo.
ALFONSO Ah, menu male.
GIANCARLO Pap, senti, da un po di tempo che volevo chiederti una cosa, poi tu ti sei ammalato e non ci ho pensato pi
ALFONSO Chieteto e vi sar tato! Dimme, e che se tratta?
GIANCARLO Pap, mi sono ricordato che, quando ero piccolo, tu mi raccontavi che avevi un fratello zio Egisto, mi pare
ALFONSO Evaristo! Zio Evaristo si chiamava eh, povero fratu mio! Ma comm ca t venuto a mente?
GIANCARLO E m te lo spiego hai visto mai in televisione quel programma che fa Albano?
ALFONSO Albano? Chi, chillo che canta? E chi o canosce. Noo, io a televisione gi a guardo, poco, figurammice si me metto a sent e canzone e po chillo m addeventato antipatico a quanno ha lassato a chella bella Romina e s miso cu chellata.
GIANCARLO Lecciso.
ALFONSO Io? Ma quanno maie m antipatico, ma no fino a chistu punto.
GIANCARLO Pap, ma che stai dicendo?
ALFONSO Gu, tu h ditto ca io laggiacciso!
GIANCARLO Pap, Lecciso quella con cui sta Albano.
ALFONSO Ah, accuss se chiamma Loredana?
PIETRO E meno male che non lo conosce!
GIANCARLO Comunque pap, in quel programma Albano non canta, ma riesce a trovare persone che i parenti non vedono da una vita e le fa incontrare coi propri cari.
ALFONSO Overo? No nun laggio mai visto
GIANCARLO Io invece qualche volta lo guardo e, un paio di settimane fa, fece ricongiungere due fratelli che non si vedevano da cinquantanni; allora mi venuto in mente di tuo fratello. Magari, se scrivi ad Albano, potrebbe rintracciarlo
ALFONSO Figlio mio, nisciuno lo pu rintracciare; primma e tutto pecch m tenesse nuvantacincanne; ma soprattutto perch tuo zio fui fatto priggiuniero dai tedeschi e fu deportato in Polonia, dove morette nel campo di priggionia!
GIANCARLO Ma sei sicuro che mor? Non potrebbe essere scappato e, che so, avere sposato qualche polacca avere avuto dei figli io un tentativo lo farei, magari potrebbe rintracciare qualche figlio potresti avere una nipote senza saperlo
ALFONSO (imbarazzato) Na nepota? E pecch proprio na nepota e no nu nepote?
GIANCARLO Pap, mi venuta cos io ho pensato di scrivere una bella lettera ad Albano, che ne pensi?
ALFONSO Che ne penzo? Penzo ca nun c bisogno si fratemo era vivo, se faceva vivo
PIETRO E si era muorto, se faceva muorto.
ALFONSO Tu statte zitto!
PIETRO E invece io parlo mi sembra unottima idea, Gianc, prepariamola questa lettera.
ALFONSO Ma che vulite a me? Mo nun lassate npace manco e muorte?
GIANCARLO Ma che dici, pap? Non mi dire che non saresti felice di scoprire di avere un nipote?
PIETRO O una nipote!
ALFONSO Certo ma chesti ccose succedono solo inta televisione lassate sta tanto nun ponno truv a nisciuno fratemo muorto sittantanne fa, lassatelo arrepus in pace!
PIETRO Amen.
GIANCARLO Pap, io invece sono convinto che bisognerebbe fare un tentativo; con i mezzi che ha la televisione potresti almeno avere la certezza della sua morte in prigionia.
ALFONSO Gianc, io nun capisco pecch allintrasatto t venuto a mente nu zio ca nun h mai canusciuto.
GIANCARLO Perch guardando quella trasmissione ho pensato che sarei felice di scoprire di avere un cugino.
PIETRO O magari una cugina.
ALFONSO Ah, pecch a vuie ve facesse piacere e sap
PIETRO Sarebbe una cosa meravigliosa.
ALFONSO Addirittura?
GIANCARLO Perch, a te dispiacerebbe scoprire di avere un nipote?
PIETRO O una nipote polacca?
ALFONSO E comme no? Ma pecch h ditto na nepota polacca?
GIANCARLO Pap, guarda che sappiamo tutto.
PIETRO E inutile che continui a fingere.
ALFONSO Basta! Basta! Nun ca faccio cchi! So tre gghiuorne ca me state perseguitanno! Basta!
GIANCARLO Pap, calmati. Nessuno vuole perseguitarti.
ALFONSO E allora faciteve e fatte vuoste!
PIETRO Ed quello che stiamo facendo, pap.
GIANCARLO Senti, pap, ormai abbiamo capito tutto; inutile continuare a nascondere la verit. Noi siamo tuoi figli e ti vogliamo bene dai, raccontaci tutto, noi siamo dalla tua parte
ALFONSO Ma che vaggia raccunt
GIANCARLO Per esempio potresti parlarci di Olga
ALFONSO Allora lavite capito?
PIETRO S, pap, lo abbiamo capito.
GIANCARLO Quello che non abbiamo capito perch hai montato tutta questa storia dei malanni per avere una badante.
PIETRO Potevi dirci chiaramente di aver trovato la figlia di tuo fratello.
ALFONSO Me mettevo paura che non me crediveve, ero certo che dicevate ca Olga era unimpostora ca chis che vuleva e allora aggio penzato e va fa cunoscere primma e po e ve dicere a verit.
GIANCARLO Pap, ma perch non avremmo dovuto crederti? Se ci avessi raccontato tutto dal primo momento, ti avremmo aiutato.
PIETRO Ora per devi raccontarci tutto dal principio.
ALFONSO E va buono! Na dicina e juorne fa, stevo assetteto inte giardinette a pigli nu poco e sole; passaie na signora cu na vorza a tracolla, allintrasatto uno ncoppa nu muturino lafferraje a vorza pa scipp; essa nun a lassaje e cadette nterra proprio annanzo a me. Chillo do muturino, pe nun cad, lassaje a vorza e se ne fuiette.
PIETRO Cose da pazzi e la signora si fece male?
ALFONSO No, fortunatamente nun se facette niente; io laiutaie a se sosere: tremmava comma na foglia pa paura! A purtaje dinto bbar e lle facette bere nu poco dacqua; po, doppa ca se calmaje, loffrette pure nu caf.
GIANCARLO Sei sempre cavaliere pap, bravo. E poi?
ALFONSO E po facettemo nu poco e strada insieme; essa nun aveva comme ringraziarme; io lle dicette: Ringraziare per un caf, ma che dite? Limportanto che non vi avete fatto male e che non si hanno pigliato la vorza.
PIETRO E bravo a pap.
ALFONSO Essa allora me dicette che era straniera e che napulitane erano gentili e di cuoro! E po ca o pate e o o marito erano napulitane; per aveva j a fa a spesa, me salutaie e se ne jette.
GIANCARLO E questa signora era Olga, vero?
ALFONSO S, ma non si era presentata. O juorno appriesso a ncuntraje inte giardinette e a salutaje; essa dicette chera cuntenta e me ved; cassettaime ncoppa na panchina e ce mettettemo a parl.
PIETRO Neh, pap, ma nunn che la volevi corteggiare?
ALFONSO She, allet mia? Po chella era pure spusata
GIANCARLO Ah, per questo, se no le facevi la corte vabb, dai continua: che successe dopo.
ALFONSO Niente, essa me dicette che era polacca, ca o marito era sparito a sei mise e era venuta a Napoli cu a speranza do truv ca cercava nu lavoro insomma mi cont la storia della sua vita
PIETRO S, pap ma come hai scoperto che era tua nipote?
ALFONSO Me raccuntaie cha mamma era una ragazza madra e, poco primma e mur, lle dicette cho pate era nu prigiuniero napulitano chessa aveva fatto scapp e aveva annascunnuto.
PIETRO Caspita, che donna coraggiosa! E poi?
ALFONSO Po se nnammurajene e quanno essa lle ricette chera incinta, o puverielle, per lemoziona, murette e subbeto; accuss, visto ca nisciuno sapeva ca steva annascosto inta casa soia, o seppellette into ciardino.
GIANCARLO Per questo il padre era sparito.
ALFONSO E tu che ne saje?
GIANCARLO Ce lha detto lei.
ALFONSO Overo? Mah! Comunquo, la cosa pi importanta che la mamma lle dicette ca o nommo do pate era Evaristo Luongo!
PIETRO Pap ma tu le avevi gi detto come ti chiamavi?
ALFONSO No, e mancessa a me. Penzate comme me so sentuto quanno aggio capito ca stevo parlanno con mia nipota!
GIANCARLO Altro che Albano!
PIETRO Ma sei sicuro che questo Evaristo Luongo era proprio tuo fratello?
ALFONSO E secondo te, quanti napulitane che se chiammavano Evaristo Luongo fuino deportate in Polonia o 1943?
GIANCARLO Beh, in effetti sembrerebbe una coincidenza quasi impossibile.
ALFONSO mia nipota, guagli, Olga v sora cucina!
PIETRO E o marito c frato salotto.
MARIA (entra da sinistra) Salotto? Neh, non che state pensando di mettere qualcun altro in salotto?
PIETRO No, niente, stavo scherzando piuttosto tieniti forte ch c una notizia incredibile!
MARIA Ancora notizie? Che altro successo?
GIANCARLO Niente, abbiamo solo scoperto di avere una cugina.
MARIA Una cugina? E a chi figlia? Voi non avete parenti.
PIETRO A zio Evaristo!
MARIA E chi ?
ALFONSO Fratemo!
MARIA Pap, ma voi non avete fratelli.
GIANCARLO Maria, pap aveva un fratello pi grande di lui, che mor in guerra; solo che, prima di morire, ebbe una relazione da cui nacque una bambina.
MARIA Uh, mamma mia! Gu, non mi dite che la volete portare qua!
PIETRO Maria, lei sta gi qua: Olga!
MARIA La polacca vostra cugina? Cose da pazzi! Pap, ma perch tutta quella messa in scena della badante? Non potevate dirlo subito?
ALFONSO Ve la volevo prima fare canoscere e po vo ddicevo
OLGA (entra da destra) Scusate, volevo sapere se il signor Alfonso aveva bisogno di qualcosa
PIETRO No, tuo zio non ha bisogno di niente.
OLGA Mio zio? Ma allora sapete tutto?
ALFONSO S, Olga, ce laggio avuta dicere, mhanno sgamato
OLGA Scusatemi, io non volevo ingannare, non volevo venire stare qui, ma lui insistito tanto, lui detto che meglio voi conoscere me bene prima di sapere verit mi dispiace tanto io mentito
MARIA E quello vostro zio non si fida molto di noi.
ALFONSO Nunn overo sulo me penzavo ca nun me crediveve
GIANCARLO Pap, noi non ti crediamo quando ti inventi le storie assurde come il guasto mobile, ma se ci avessi detto subito la verit, perch non avremmo dovuto crederti?
PIETRO Insomma, allimprovviso si allargata la nostra famiglia.
ALFONSO Allora nun ve dispiace che vaggio ditto tutte chelli fessarie?
GIANCARLO Ci dispiace solo che ci hai fatto preoccupare per la tua salute.
MARIA Va bene, ma ora dobbiamo pensare a trovare una sistemazione per Olga e il marito, non possono restare a lungo nella camera di Luisa.
ALFONSO Po marito gi ci ho penzato io
OLGA Non vi preoccupate, vedr di trovare un lavoro e intanto torner a stare con mia amica.
MARIA Va bene, ma senza fretta, per il momento ci fa piacere che stai con noi. (suonano alla porta)
GIANCARLO Vado io (via dalla comune a sinistra)
MARIA Questo sar sicuramente Lorenzo.
SCENA ULTIMA
(Ercole e detti, poi Ernesto, poi Lorenzo, quindi Guido e Teresa)
ERCOLE (entra con Giancarlo dalla comune da sinistra) Signor Luongo, come vi avevo annunciato, lagenzia Parrotto non delude mai! Ho scoperto tutto! Le mie serrate indagini hanno finalmente svelato il mistero che vi assillava!
GIANCARLO Signor Parrotto, arrivate troppo tardi: il mistero lo abbiamo chiarito da soli.
ERCOLE O bella e come avete fatto?
PIETRO Nostro padre ci ha raccontato tutto.
ERCOLE Oh oh oh e voi ci credete?
GIANCARLO Scusate, perch non dovremmo credere a nostro padre?
ERCOLE Ma voi dovete credere a vostro padre!
PIETRO Scusate, io non capisco: se dobbiamo credere, perch sogghignate?
ERCOLE Semplice, perch dovete credere a vostro padre, ma non a quello che vi ha raccontato!
MARIA Scusate, voi siete linvestigatore?
ERCOLE Ercole Parrotto investigatore a servirvi!
MARIA Allora potreste essere un po pi chiaro e farci capire qualcosa?
ERCOLE Avete ragione, mi spiego meglio: il signor Alfonso vi ha raccontato quello che lui crede sia la verit, ma la sua verit non corrisponde alla vera verit, perch, quandanche lui creda sia la verit, non la verit!
GIANCARLO E meno male che si spiegava meglio!
PIETRO Sentite, signor Parrotto, forse meglio che ci raccontiate quello che avete scoperto, cos pu darsi che ci capiamo qualcosa.
ERCOLE Ottima idea (indica Olga) posso sapere chi questa signora?
OLGA Mio nome Olga Kamincia e sono
ERCOLE (la interrompe) Lo so chi siete, grazie.
PIETRO Insomma, ci volete far capire qualcosa?
ERCOLE Vengo subito al sodo. Come vi avevo anticipato abbiamo verificato i movimenti della persona in oggetto dal suo arrivo a Napoli ad oggi (prende il taccuino) la signora giunta a Napoli circa quattro mesi fa; prima della partenza aveva gi trovato lavoro come badante presso una famiglia di via Cilea, dove tuttora risiede; presso questa stessa famiglia, fino a venerd scorso, data in cui si licenziata, andava a fare le pulizie tale Assunta Gargiulo, di anni sessanta, sorella del pregiudicato Salvatore Gargiulo, alla quale la signora in oggetto aveva raccontato la sua storia, (ad Olga) non vero signora Gargiulo?
OLGA Ma io non capisco cosa voi dire
ALFONSO Ma chi chisto? Che vulite a nepotema?
ERCOLE Mi dispiace, signore, ma questa donna non vostra nipote: la signora Assunta Gargiulo!
OLGA Ma non dire sciocchezze io Olga Kamincia
ERNESTO (entra da destra) Basta, Ass, inutile, ormai hanno capito tutto!
PIETRO Ma che sta succedendo qua? Si pu sapere cos questo imbroglio?
ALFONSO Pecch mavite fatto chesto?
ERNESTO E m ve lo spiego: vero, sono suo fratello e da poco sono uscito dal carcere, dove avevo conosciuto un vecchio ergastolano che, tre mesi fa, prima di morire, mi rivel un segreto che mi avrebbe reso ricco.
MARIA Ma che abbiamo a che fare noi con un ergastolano?
ERNESTO Lui stava in galera perch aveva ucciso un tizio durante una rapina.
GIANCARLO Ma che centra tutto questo con mio padre?
ERNESTO Centra, perch lui abitava in questa casa e, prima di essere arrestato, aveva nascosto la refurtiva nella camera panoramica
MARIA La camera di Luisa!
GIANCARLO Si, ma ancora non capisco
ERNESTO Il morto era un contrabbandiere di diamanti e la refurtiva era un sacchetto pieno di pietre grezze.
GIANCARLO Ma perch tutta questa farsa?
ERNESTO Perch nessuno sapeva niente dei diamanti e dovevo entrare qui, senza farvi insospettire, per avere il tempo di recuperarli di nascosto, cos nessuno sapeva niente.
PIETRO Ma lamico vostro non vi aveva detto dove li aveva nascosti?
ERNESTO Dietro a un mattone nel cassonetto della tapparella. Cos ho scoperto che il proprietario giocava a bocce con altri vecchi; ho chiesto in giro ed ho saputo che raccontava sempre la storia di un fratello morto in Polonia..
OLGA Quando me lo ha detto, io subito ho pensato ad Olga e cos, sfruttando la sua storia, ho avvicinato il signor Alfonso. (ad Alfonso) Sul motorino dello scippo cera lui.
GIANCARLO Scusate, ma dopo aver fatto i fatti vostri, che pensavate di fare?
OLGA Facevamo passare qualche giorno e poi vi dicevamo che a Napoli non ci trovavamo bene e tornavamo in Polonia poi saremmo spariti.
ALFONSO (ad Olga) Si na nfamona!
ERCOLE Come vedete, signori, Ercole Parrotto non fallisce mai! Per non capisco perch ci abbiate raccontato questa storia
ERNESTO (tira fuori una pistola dalla cintura dei pantaloni) Pecch m avita cacci e diamante!
PIETRO Che cosa?
ERNESTO Avete capito bene: cacciate i diamanti!
GIANCARLO Ma chi ne sa niente dei vostri diamanti!
ERNESTO Nun pazziammo! Ho guardato bene nel cassonetto e non ho trovato niente. Voi soli avete abitato in questa casa, perci i diamanti li avete presi voi! Vedete di cacciarli, se no incomincio a sparare.
ERCOLE Beh, io dovrei andare, il mio lavoro finito signor Luongo vi far avere il rapporto
ERNESTO Add vai? Di qua non esce nessuno se prima non escono i diamanti! Anzi, visto che mi siete antipatico, accummencio a spar a vuie.
ALFONSO Aspettate, nun sparate! (fronteggia Ernesto) E diamante nun ce stanno cchi!
PIETRO Pap, ma che credi di fare? Scusatelo, quella la vecchiaia
ERNESTO Aspettate, che avete detto? Non ci stanno pi? Allora ve li siete presi voi! Che ne avete fatto?
GIANCARLO Per favore, lasciate stare mio padre, cosa volete che ne sappia un povero vecchio dei vostri diamanti?
ALFONSO Stateve zitte tutte quante! Me vulite fa parl o no? Ah! Vui ireve piccerille, nun ve putite ricurd, ma io fecevo i salti mortali pe purt annanzo a famiglia cu e poche solde che guadagnavo facenno o masterascio.
GIANCARLO Certo che ce lo ricordiamo, Pap.
ALFONSO Affittaje sta casa pecch o padrone e casa era namico mio e se pigliava poco e pesone
PIETRO S, don Alfredo o carnacuttaro ci portava sempre le caramelle
MARIA (a Pietro) E fallo parlare allora?
ALFONSO Nu juorno se spezzaje a funa da tapparella da stanza panoramica, mentre a cagniavo se ne carette na preta e int'o pertuso truvaie nu sacchetiello chino e prete ca lucevano.
ERNESTO Allora li avete presi voi! Cacciate e diamante!
ALFONSO Che caccio? Faciteme parl. A me me parevano strane chelli prete e penzaie che putevano val quaccosa; accuss ne pigliaie una piccerella e a facette ved a namico che se ne intendeva.
GIANCARLO Un gioiellere?
ALFONSO S, venneva cullane e braccialette fora a Rinascente; guardaie a preta e dicette: Alf chisto nu zircono, vale almeno cinquantamila lire! J pe poco nun svenevo: into sacchetiello ce ne stevano nu centenaro, assaie cchi grosse.
PIETRO Pap, e che ne faciste?
ALFONSO Turnaje a casa e e mettette nata vota o posto lloro: nun tenevo o curaggio de vennere.
ERNESTO Ma non ci stanno, ho guardato bene!
ALFONSO Aspettate. Doppo nanno, o padrone e casa murette e o figlio me dicette ca: o lle devo o ddoppio do pesone, o se venneva a casa pe quinnice miliune.
GIANCARLO E tu che facesti?
ALFONSO Io ero disperato, nun sapevo che fa e allora me ricurdaie de prete e lle dicette ca ce penzavo e po lle devo na risposta.
GIANCARLO Pap che hai combinato?
ALFONSO O juorno appriesso lle dicette che maccattavo io a casa, ma primma aveva vennere cierti prete chavevo ereditate e ce facette ved; isso e guardaje e dicette che, visto chero stato amico do pate, mi veniva incontro e se pigliaje e pprete in pagamento
GIANCARLO Senza nemmeno farle valutare?
ALFONSO Eh! Fuie proprio namico: nun me facette pav nemmeno e spese do nutaro... doppo per nun o vedette cchi ah, po aggio saputo che si era trasferito a Montecarlo, chi sa pecch...
ERNESTO Uh, mamma mia! Che avete combinato? Ma io vaccido! Voi mi avete rovinato. (fa per aggradire Alfonso)
OLGA Fermete Salvat! Cho vuo fa? nu povero viecchio!
ERNESTO Ass, ma tu capisci? Quelli erano diamanti grezzi purissimi; allepoca valevano tra i due e i quattro milioni luno. Oggi sarebbero stati pi di tre milioni di euro ma io lo ammazzo (fa per scagliarsi su Alfonso ma Olga gli fa uno sgambetto e lo fa cadere addosso ad Ercole, che prontamente lo disarma)
ALFONSO Chillu fetentone! Ato chamico! Me venette buono incontro! Pe chesto se ne jette a Montecarlo.
ERCOLE (punta la pistola ad Ernesto) Ora basta! Ormai non c niente da fare. I diamanti sono andati, voi non potete accampare alcuna pretesa ed io consiglio ai signori Luongo di denunciarvi per minacce a mano armata.
ERNESTO No, li denuncio io per appropriazione indebita!
OLGA Salvat, chh denunci? Appropriazione e che? Cammina va, jammmuncenne a casa!
ALFONSO (ad Olga) Che peccato! Me piacive comme nepota (si siede)
OLGA E voi a me come zio perdonatemi. (gli d un bacio in fronte, poi a Pietro) Possiamo andare o ci volete denunciare?
PIETRO Andate, andate pure, non successo niente (ad Ernesto) E voi cercate di non tornare pi in galera.
ERNESTO S, per a pistola a mia!
ERCOLE Tenete e rimetteteci il tappo rosso, se no passate qualche guaio.
MARIA Ma allora era una pistola finta?
OLGA Signora, mio fratello un ladro e nemmeno tanto bravo, ma non farebbe male ad una mosca (ad Ernesto) jammo e nun me coinvolgere cchi inte mbruoglie che fai. Arrivederci. (via dalla comune a sinistra)
MARIA E come la faceva bene la polacca!
ERCOLE Beh, signori, io vado, stato un piacere.
PIETRO Signor Parrotto, grazie passo per il vostro studio per la parcella
ERCOLE Non importa: dite al nostro comune amico Giorgio che mi deve un favore!
GIANCARLO Ma avrete avuto delle spese
ERCOLE Sciocchezze piuttosto se avete qualche amico che ha bisogno di sapere se la moglie lo tradisce o ha qualche altro problema, mandatelo da me e
PIETRO e
GIANCARLO In un paio di giorni glielo risolvete.
ERCOLE Bravi! Avete imparato! Conosco la strada, arrivederci! (via dalla comune a sinistra)
MARIA Mamma mia! Che giornata! Meno male che tutto si risolto (ad Alfonso) su, pap, m non ci pensate pi stasera vi faccio il polpettone come piace a voi (suonano alla porta) E chi m? (via per aprire dalla comune a sinistra)
GIANCARLO Vuoi vedere che Parrotto ci ha ripensato?
LORENZO (entra con Maria dalla comune da sinistra) Ragazzi, scusatemi, ho fretta, sono salito a prendere la valigia, Lucia mi ha perdonato; gi in macchina che mi aspetta, andiamo allExcelsior!
MARIA AllExcelsior? E che ci andate a fare?
LORENZO Ha detto che, visto che a me piace fare certe cose in albergo, poich a casa lascio a desiderare, vuole vedere che riesco a fare in una camera dalbergo ah, le donne! Arrivederci! (prende la valigia e via dalla comune a sinistra)
PIETRO Cheste so ccose e pazze!
MARIA Per! Hai capito a Lucia? Qualche volta dobbiamo andare in albergo pure io e te: voglio ved che sai fa!
PIETRO Perch non lo sai?
MARIA Appunto! Pu essere che in albergo ti svegli un poco!
GIANCARLO Pier, che mi fai sentire?
PIETRO Nun darle retta: essa che tene sempe o male e capa!
GUIDO (entra con Teresa dalla comune da sinistra) Mamma, una bella notizia!
MARIA Ancora notizie, che successo?
TERESA Signora Maria, in libreria abbiamo incontrato una collega che abita nel palazzo accanto in una casa per studentesse; mi ha detto che si era liberata una camera.
GUIDO Siamo appena stati a vederla e labbiamo presa.
TERESA molto comoda e il prezzo buono; io vi ringrazio di vero cuore per quanto avete fatto per me e sono contenta di potervi togliere il disturbo.
MARIA Ma quale disturbo? Mi piaceva avere una ragazza per casa, mi faceva sentire di meno la mancanza di Luisa; per mi fa piacere per te.
GUIDO Mamma, non ti preoccupare, noi studiamo insieme, vedrai Teresa pi spesso di quanto pensi. (a Teresa) Dai, andiamo a prendere la valigia, cos ti accompagno. (via con Teresa dalla comune a destra)
GIANCARLO Beata giovent! (ad Alfonso, che sta seduto pensieroso) Pap, dai, non stare cos abbattuto lo so, sarebbe stato bello trovare realmente una figlia di tuo fratello, capisco la tua delusione, ma ora non devi pensarci pi.
ALFONSO No, nun stevo penzanno a chello, me so ricurdato e na cosa che mero proprio levato a capa aspetta nu mumento (via dalla comune a destra)
PIETRO E m che altro succede?
GIANCARLO A questo punto, mi aspetto di tutto; comunque limportante che tutto si sia chiarito e soprattutto che pap sia tornato normale.
PIETRO Speriamo!
ALFONSO (entra dalla comune da destra) Guagli, io o ssaccio chaggio sbagliato a pigliarme chelli prete e nun me mporta si valevano assaie cchi e sta casa erano chhi e quarantanne che tenevo stu pisemo ncoppa cuscienza; ma m so cuntento, perch saccio che non ho arrubbato niente a nisciuno
GIANCARLO Va bene, pap, ma ora tutto finito, non pensarci pi.
ALFONSO No, avita sap nata cosa: primma e purt o sacchetiello o patrone e casa, me pigliaje pe ricordo e ddoje prete cchi grosse llaggio tenute astipate fino a m, pecch nun tenevo o curaggio e vo ddicere, ma m le voglio regalare ai miei figli una a te e una a te
PIETRO Pap, ma queste valgono un patrimonio!
GIANCARLO Pap, tienile tu, sono tue
ALFONSO N, io nunnaggio che ne fa, a vuie ponno fa comodo per, Gianc, h a fa na cosa pe me.
GIANCARLO Ma certo pap, qualsiasi cosa, dimmi
ALFONSO A scrive a lettera a Albano?
PIETRO Pap, ma ti sei fissato?
GIANCARLO No, Pietro, ha ragione te la scrivo, pap. non si pu mai sapere
ALFONSO Nun se p mai sap (buio, poi musica e sipario)
FINE
- Questo copione è stato visto:


