LA CAPANNINA
Titolo dellopera: La petite Hutte
Commedia in tre atti
di ANDR ROUSSIN
Versione italiana di B.L. Randone
PERSONAGGI
FILIPPO
TEODORO
SUSANNA
IL NEGRO
ATTO PRIMO
Un angolo d'isola. Vegetazione tropicale. Due capanne a gualche metro una dallaltra. La pi grande ha l'entrata di tre quarti dal punto di vista dello spettatore. L'entrata dell'altra invisibile, sulla destra. Al centro della scena, un tronco d'albero di traverso, o una balla che possa servire da sedile.
(Al levarsi della tela, Teodoro seduto, assorto. Una voce squillante canta allegramente nei pressi. Poi la stessa voce chiama a pi riprese: oro... oro , e Susanna entra correndo).
Susanna - Allora, tesoro, non mi sentivi?
Teodoro - Sentivo: ro... ro. Cercavo di capir bene chi stavi chiamando prima di risponderti.
Susanna - Teodoro e Filippo non possono confondersi.
Teodoro - Gi, ma Teodoro e tesoro s che possono confondersi, soprattutto quando non si sentono che le ultime sillabe. Da ieri sera sto sul chi va l.
Susanna - Perch?
Teodoro - Perch tu a un certo momento hai chiamato tesoro e Filippo ed io ci siamo voltati nello stesso tempo. Ho notato la sorpresa di Filippo.
Susanna - E hai perso le staffe?
Teodoro - Per fortuna ho avuto l'idea di spiegare la cosa pretendendo che avevo sentito chiamare Teodoro . Pensa che una sciocchezza del genere avrebbe potuto aprirgli gli occhi di colpo.
Susanna - Sei un ingenuo, tesoro. Se Filippo fosse un uomo che sa aprire gli occhi, credi che da sei anni non ne avrebbe trovata l'occasione?
Teodoro - Non mi dispiace il fatto che sia cos particolarmente cieco... ma...
Susanna - Ti sbagli. Filippo non cieco. onesto. onesto e logico. L'idea che tu - il suo migliore amico - ed io - sua moglie - possiamo ingannarlo, un'idea che egli si rifiuterebbe di ammettere nel momento stesso in cui avesse le prove che vera. Dal suo punto di vista sua moglie non sarebbe sua moglie e il suo amico non sarebbe suo amico, se l'uno e l'altra fossero capaci di un atto disonesto. Tu non gli faresti cambiare un ragionamento cos impeccabile. Ha .sempre ragione sul piano della logica.
Teodoro - Chiamala come vuoi attitudine logica o l'onest spinta al colmo , il fatto sta che ieri sera m'ha guardato con un certo sbalordimento, quando hai chiamato tesoro e io mi sono voltato.
Susanna - Ma evidente. Dal momento che lui solo che ho l'abitudine di chiamare tesoro , non era logico che fossi tu a voltarti. Cos si sorpreso. Ma quando tu gli hai spiegato che invece di tesoro avevi capito Teodoro , sono certa che rimasto del tutto soddisfatto.
Teodoro - Del tutto!
Susanna - Lo vedi? Poich adesso era invece del tutto logico per te di voltarti, dal momento che avevi creduto di sentire Teodoro .
Teodoro - D'accordo. Soltanto pensa un po' se mi fossi chiamato Carlo. La mia spiegazione avrebbe fatto ridere! (Susanna ride).
Susanna - A che stavi pensando, qui, solo? Da qualche giorno hai un'aria preoccupata.
Teodoro - Pensavo proprio a un sacco di cose.
Susanna - A noi due?
Teodoro - Anche a noi.
Susanna - Non ne puoi pi di questa vita, povero tesoro?
Teodoro - Non posso certo dire che considero come una fortuna aver naufragato e come un'esistenza ideale vivere da tre settimane su un'isola deserta, fra due capanne e un cactus.
Susanna - Potresti considerare almeno come una fortuna che su quest'isola vi siano soltanto tre superstiti e che questi superstiti siano proprio Filippo te ed io.
Teodoro - Ma certo!
Susanna - Perch questo, per me, vedi, un miracolo. la prova che Dio esiste.
Teodoro - La penso come te. Soltanto non posso impedirmi di pensare anche che Dio - che ci ha cos gentilmente strappati alla morte - sappia adesso che noi siamo qui... Capisci che se una di queste mattine non arriva una bella nave, mandata per suo interessamento a raccoglierci, mi sentirei in diritto di fare tutte le riserve sui sentimenti o sulle capacit dell'Onnipotente, o almeno sul suo spirito consequenziale.
Susanna - Tesoro, tu bestemmi! Non cominciare a indisporlo!
Teodoro - Chi?
Susanna - Iddio. Tu metti in dubbio il suo spirito consequenziale.
Teodoro - Gli domando solo di essere logico.
Susanna - Ma lo , sta tranquillo. Dio la logica stessa, come Filippo.
Teodoro - Lo spero.
Susanna - tutto quello che possiamo dire. Speriamolo.
Teodoro - Tu ne sei sicura!
Susanna - il modo di sperare dei credenti. Io sono credente.
Teodoro - Tu non sei credente. Sei superstiziosa. Se una nuvola passa davanti al sole quando ti metti a tavola, tu non dici che piover, ma che avrai una cattiva notizia nel pomeriggio.
Susanna - Ma perch vero! Nota ad ogni modo che qui non c' mai una nuvola in cielo. Quindi nessun pericolo.
Teodoro - giusto. Nessun pericolo nemmeno a essere tredici a tavola.
Susanna - O passare sotto a una scala. Ad ogni modo ieri sera nella nostra capanna, ho visto un ragno.
Teodoro - Bagno di sera...
Susanna - E stamattina mi sono svegliata pensando, senza nessuna ragione, a un geranio.
Teodoro - Ah! E che significa?
Susanna - Pensare a un geranio svegliandosi? Ma tesoro, semplicemente che durante il giorno sar presa una felice decisione! Non lo sapevi?
Teodoro - Non ancora.
Susanna - Lo stesso come vedere uno scarabeo addormentandosi...
Teodoro - Senti, cara, ti supplico. Non chiamare in aiuto i tuoi animaletti fatidici perch altrimenti prevedo che fra tre giorni avrai rimpiazzato i tredici a tavola, i gatti che traversano la strada, le scale su un marciapiede e altre catastrofi, con una serie di nuovi presagi di tua invenzione, che ci complicheranno ancora un po' l'esistenza!
Susanna - Affatto, tesoro. Perch ti ostini a non capire? Quello che succede scritto. il destino. Non si pu sfuggire a nulla. Solo, c' della gente come Filippo e te, che non conoscono i segni di questo destino, e altri, come me, che sanno riconoscerli e che quindi non si meravigliano pi. Il nostro naufragio, per esempio, non mi ha sorpreso troppo.
Teodoro - Ah, no?
Susanna - A mezzanotte in punto non hai notato che uno dei camerieri ha rotto una bottiglia vicino a noi?
Teodoro - No, lo confesso...
Susanna - Ebbene, stato cos! Due ore pi tardi la nostra nave colava a picco.
Teodoro - E tu lo sapevi da mezzanotte?
Susanna - Sapevo che sarebbe successo un disastro durante la notte.
Teodoro - E a partire da mezzanotte non ti sei preoccupata granch?
Susanna - Per un po' soltanto. Un quarto d'ora dopo mi trovavo in piedi sotto una pendola - se ben ricordi, mentre parlavamo al comandante - e la pendola ha suonato il quarto in quel preciso momento.
Teodoro - E allora?
Susanna - Allora... sapevo che noi ce la saremmo cavata.
Teodoro - Perch la pendola ha suonato il quarto?
Susanna - Perch mi trovavo in piedi sotto la pendola quando ha suonato.
Teodoro - E allora hai saputo che tutt'e tre saremmo usciti salvi dalla tragedia?
Susanna - Naturalmente, perch voi eravate, Filippo e te, alla mia destra e alla mia sinistra, anche voi sotto la pendola.
Teodoro - Mentre il comandante, che avevamo di fronte, doveva essere fra le vittime?
Susanna - evidente.
Teodoro - Era scritto?
Susanna - Non poteva essere pi chiaro.
Teodoro - Insomma tu sei in diretto rapporto con Dio. Ti racconta sempre prima che agli altri quello che ha intenzione di fare.
Susanna - Lo sai bene. Te l'ho detto cento volte. La vigilia del giorno in cui ti ho conosciuto, per esempio...
Teodoro - ... Hai sognato che nuotavi, nuda, e senza alcuna fatica, da Gibilterra a New York e che l'Oceano era blu come il Mediterraneo!
Susanna - S!
Teodoro - Ci che era il presagio di almeno sette anni di felicit...
Susanna - ... e da sei anni noi siamo felici!
Teodoro - Ebbene, tesoro, cerca di sapere col tuo codice speciale se sar ancora per otto giorni o per sei mesi che vivremo in frack su quest'isola!
Susanna - La nostra nave ha fatto naufragio durante un ballo a bordo ed era normale che tutti e due foste in abito da sera. Siete fortunati ad averlo ancora. Io, la mia toilette l'ho perduta! Ne avete fatto una tenda per la capanna[1]
Teodoro - Se vuoi non lo considero straordinario che noi siamo in frack, ma se non altro sarebbe utile sapere se questa storia durer ancora molto.
Susanna - Senti, non lagnamoci troppo! Ecco... quanti giorni?
Teodoro - Ventitr con oggi.
Susanna - Ecco ventitr giorni che siamo sbarcati su quest'isola e devo convenire che ce la caviamo abbastanza bene. Mangiamo, dormiamo e prendiamo il sole tutto il santo giorno, con una temperatura ideale. Senza contare l'aria salsa, quanto di meglio per il ricambio! Non una fortuna? Io non mi lagno certo! Filippo ha trovato il modo di far funzionare degli arnesi che gli permettono di pescare; tu hai trovato un albero che secerne una specie di colla forte e poi hai avuto la sublime idea di spalmarne i rami del cocco, sui quali troviamo tutti i giorni due o tre uccelli appiccicati. Inoltre, arrivando, abbiamo trovato queste due capanne gi fatte. Ti pare poco? E dentro, perfino un rasoio, arrugginito, ma l'avete affilato e vi fate la barba! Che credi! Ti pare che sia niente potersi radere? enorme, meraviglioso, sostiene il morale! Me l'hanno sempre detto. In ogni caso le due capanne, il rasoio e il vecchio tronco, tutto prova che qui, come dice molto logicamente Filippo, altri hanno naufragato prima di noi e che una nave un giorno venuta a salvarli, dal momento che non abbiamo trovato le ossa.
Teodoro - Brr! Sei di un'allegria sconcertante!
Susanna - Non farmi il delicato! Si pu benissimo parlare delle nostre ossa, senza speciali favoritismi per le tue! Non ti sapevo cos superstizioso.
Teodoro - Meglio non parlare di superstizione in casa di un superstite!
Susanna - Ah! Ah! Mi hai proprio fatto ridere! Ad ogni modo per tornare alle ossa...
Teodoro - Ancora!
Susanna - (indica con un gesto le capanne) ...alle ossa dei nostri predecessori... Trovo che il fatto di non averle trovate, deve farci sperare bene! Prova fra l'altro che una linea di navigazione deve passare nei paraggi.
Teodoro - Speriamo che faccia pi di due servizi all'anno!
Susanna - Mio Dio! Evidentemente non sono una cuoca straordinaria e i miei piatti non sono troppo variati, ma che vuoi! Benedico il Cielo di avermi fatto nascere povera.
Teodoro - Perch?
Susanna - Perch quando ero povera ho imparato a fare da cucina. Non sono sempre stata la moglie di Filippo ed oggi, vedi, serve di aver vissuto qualche anno senza un quattrino!
Teodoro - Sei meravigliosa! E hai ragione. Sei sempre di buon umore, coraggiosa, e io t'amo!
Susanna - Tu, invece, sei un ragazzo viziato, ti fai del cattivo sangue per una sciocchezza, sei sempre inquieto, impaziente, collerico e incostante...
Teodoro - Incostante?
Susanna - Quando prendi una decisione, te ne penti cinque minuti dopo. E quando non la prendi, ti penti di non averla presa...
Teodoro - Io?
Susanna - Non forse vero? Non vero che soffri di crisi di collera? Che il tuo fegato si gonfia appena c' qualcosa che non va? E allora esplodi e tempesti come un diavolo! per questo che ti amo, del resto... Tu sei il mio piccolo tesoro, che ha il fegato delicato. Ed era fatale che, sposata a Filippo, un essere sempre calmo, uguale, semplice e per il quale non esiste nulla di veramente preoccupante, era fatale che mi attaccassi a te e che sia felice fra voi due!
Teodoro - Pensavo proprio a questo poco fa. Cos non pu durare.
Susanna - Che cosa?
Teodoro - La nostra attuale situazione.
Susanna - Vuoi andartene? Anche io ci penso sempre.
Teodoro - ... Volevo dire... la nostra attuale organizzazione di vita che non pu pi durare...
Susanna - Perch?
Teodoro - Perch ti amo, perch' sei la mia amante da sei anni e perch da ventitr giorni tu dividi la capanna grande con Filippo mentre io mi logoro nella capannina come un cane! Sono il tuo amante da sei anni, e da ventitr giorni sono diventato il vero amico di famiglia. Ecco perch non pu pi durare!
Susanna - Ah! cos? per questo che ti sei combinato quella faccia da qualche giorno?
Teodoro - Non ne posso pi di vederti mezza nuda tutto il santo giorno e di avere solo il diritto di farti un corretto baciamano quando la sera tu e Filippo entrate in casa vostra.
Susanna - Ma che vuoi farci?
Teodoro - Tu non hai mai voglia, la sera, di starmi un po' vicina?
Susanna - Ma certo, tesoro mio, certo! Soltanto... non ci penso...
Teodoro - Bene, ecco il punto: io invece ci penso.
Susanna - Non vedo una soluzione, povero tesoro.
Teodoro - Io s. Dico tutto a Filippo.
Susanna - Come, tutto?
Teodoro - Gli dico che tu sei la mia amante da sei anni.
Susanna - Vedo che sei completamente pazzo, tesoro mio.
Teodoro - E gli provo, con logica irrefutabile, che da sei anni lui ed io ti dividiamo in qualche modo e che, da sei anni, egli non ne soffre affatto, anzi direi che perfettamente felice. Logicamente non vi dunque la minima opposizione a che noi continuiamo a vivere felici, dividendoti fra noi due qui, come a Parigi. Prover a Filippo che Ano ad oggi egli era un marito tradito e che egli d'ora in poi non lo sar pi. Ci corrisponde alla verit e alla logica stesse. Un marito che sa non pi un marito tradito.
Susanna - Oh! Teodoro!
Teodoro - Scusa. Sai dirmi, ad ogni modo, che cosa opporr Filippo a questo ragionamento?
Susanna - Ma tu ci pensi sul serio?
Teodoro - Altroch.
Susanna - Hai perso la testa.
Teodoro - Ho perso la pazienza invece. E, contrariamente a ci che pensi dispongo di tutta la mia testa. Ritengo che Filippo, guardando le cose bene in faccia, non possa non comprendere che gli propongo in fondo la sola soluzione morale possibile.
Susanna - Morale! .
Teodoro - Ma s. Morale . Riflettendo bene, trovo indegno della nostra amicizia per Filippo nascondergli ulteriormente il nostro amore, tenerlo al di fuori della nostra vita...
Susanna - Ma... parli sul serio?
Teodoro - Io sono certo che Filippo ci sar molto riconoscente della nostra onest. Sono sicuro che, rovesciando le parti, la penserebbe esattamente come me.
Susanna - Questo evidente.
Teodoro - Perch?
Susanna - Perch rovesciando le parti, egli sarebbe l'amante e non il marito. E tu, come marito, accetteresti questa delicatezza? La faccenda tutta l. Filippo mio marito. E, vedi, non credo al cento per cento, che ti salterebbe al collo per ringraziarti.
Teodoro - Lo vedremo.
Susanna - Glielo dirai sul serio?
Teodoro - S.
Susanna - E gli chiederai anche che... che, insomma... io mi divida fra voi due?
Teodoro - Esattamente. Sei d'accordo?
Susanna - Solo un uomo pu avere una simile idea!
Teodoro - Dove sta Filippo? a pescare?
Susanna - Non credo. Ci va quando il sole pi casso. Credo proprio che sia andato via con la mia combinazione.
Teodoro - Con la tua combinazione?
Susanna - La sua rete per le farfalle. Sai bene che quel che restava della mia combinazione stato trasformato in rete per le farfalle.
Teodoro - un fatto sorprendente che un uomo della sua classe ami tanto la caccia alle farfalle.
Susanna - Ama molto le farfalle.
Teodoro - E per questo le ammazza?
Susanna - evidente. Quando si amano i fiori, si recidono dalla pianta e si lasciano morire due giorni dopo in un vaso. Quando si amano le farfalle, le si uccidono subito con uno spillo su un sughero! Io personalmente trovo che fa bene. L'entomologia un magnifico sport. Filippo corre appresso alle farfalle e grazie ad esse a quarant'anni non ha ancora la pancia.
Teodoro - Che ora ?
Susanna - Guarda il cielo!
Teodoro - Ah! gi. Per comodo vivere senza orologio.
Susanna - Devo dire che una cosa che mi piace abbastanza. Certo hai notato che da quando viviamo, senza orologi, io non arrivo mai in ritardo.
La voce di Filippo - (d. d.) Ohi! Ohi!
Susanna - Eccolo, sta per arrivare.
Teodoro - Bene. Lasciaci soli.
Susanna - Figurati se ho voglia di assistere al colloquio. Ma sul serio, Teodoro, gli chiederai...
Teodoro - S.
Susanna - Come vuoi. Io vado a fare un bagno. Torner pi tardi e far finta di non sapere niente.
Teodoro - Perch?
Susanna - Non so. Mi pare che sia pi naturale.
La voce di Filippo - (d. d.) Ohi! Ohi!
Susanna - Siamo qui!
Teodoro - Mi ami?
Susanna - Certamente.
Teodoro - Tutto si accomoda, vedrai. Non mi hai detto poco fa che ti sei svegliata stamane pensando a un geranio?
Susanna - S.
Teodoro - Ebbene: decisione felice presa durante il giorno . cos.
Susanna - vero!
Teodoro - Vedrai!
Susanna - S, ma a colazione ho trovato un capello di traverso sul pesce, e questo... tesoro.
Filippo - (entra in maniche di camicia col frack sul braccio. I pantaloni sono rimboccati a mezzo polpaccio. Piedi nudi negli scarpini da ballo. Una curiosa rete da farfalle attaccala a un bastoncino) Non era proprio il caso di andare a caccia di farfalle col frack. Sono morto di caldo. E per giunta m' venuto un follicolo.
Susanna - Ah! s? e che cos'?
Filippo - Come? un follicolo. Che vuoi che ti dica. Una vescichetta al tallone d'Achille.
Susanna - (ride) E a farfalle come andiamo?
Filippo - Abbastanza bene. troppo e non abbastanza per un'ora di corsa al sole. Credo che mi abituer a camminare a piedi nudi.
Susanna - il solo sistema per guarire dal follicolo.
Filippo - S? Allora Teodoro ti dar la mia scarpa sinistra per sempre, cos non sarai obbligato ad aspettarmi per metterti in circolazione.
Teodoro - Accetto, se si tratta di dividere con te, accetto sempre. Ma tu come farai a camminare?
Filippo - Camminer di meno. Uff! Che sete!
Susanna - Che vuoi bere, tesoro? Un coktail? Un vermout-gin?
Filippo - Non hai una noce di cocco?
Susanna - S, amore mio. Me ne resta una nel frigidaire. Te la porto. (Si dirige verso la capanna).
Filippo - C'era una farfalla, superba... l'ho sbagliata cinque volte! Sono fuori di me!
Teodoro - L'acchiapperai uno di questi giorni.
Filippo - Certo che l'acchiapper. Ma mi far sudare! magnifica!
Teodoro - Mi piace molto la tua passione per le farfalle.
Filippo - Perch?
Teodoro - Perch la trovo una ben curiosa passione per un banchiere. Addirittura commovente!
Susanna - (rientrando) Chi commovente?
Teodoro - Filippo. Dico che per un banchiere la passione per le farfalle commovente.
Susanna - Sicuro che commovente. Sono certa che Filippo l'unico banchiere che non abbia fatto del male che a delle farfalle. Ecco qua, caro, un bel cocco fresco.
Filippo - D'altronde non procuro loro il minimo dolore.
Susanna - No. Tu le uccidi molto gentilmente.
Filippo - Qui non ho il cianuro, si capisce. Ma in condizioni normali.
Susanna - Bevi, ora!
Filippo - (beve) Ah! Lo trovo straordinariamente buono! un latte! Squisito. Se provassi a metterne un po' sul follicolo.
Susanna - Che?
Filippo - E perch no? Prima di tutto rinfrescante. E poi, chiss? Forse un potente cauterizzante.
Susanna - Ecco i vantaggi di aver naufragato su un'isola! Si va di scoperta in scoperta! A Parigi, per esempio, non avresti mai avuto l'idea, al caff, di provare l'effetto di un coktail sul tuo follicolo.
Filippo - Mai.
Susanna - Mentre ora forse stai per scoprire un rimedio sovrano.
Filippo - Perfettamente. Non altrimenti che sono stati scoperti il the, il caff, la pennicillina... per accidente!
Susanna - Bene. Ora, che state qui insieme, vado a fare un bel bagno.
Filippo - Perch ora che state qui insieme? .
Susanna - Ma perch non ho costume da bagno, perbacco. Se voi restate qui sono pi tranquilla.
Filippo - Non abbiamo certo l'abitudine, Teodoro ed io, di nasconderci dietro gli alberi a spiarti quando fai il bagno.
Susanna - Lo so, lo so... (Se ne va).
Filippo - Aspetter che tu torni per andare a pescare la cena.
Susanna - (d. d.) Bene.
Filippo - - Non annegare!
Susanna - (d. d.) Non dirlo a me che me la sono cavata dal naufragio.
Filippo - Ma tu avevi una zattera. (A Teodoro) Ad ogni modo sono tranquillo: nuota come un pesce. Ho camminato molto anche oggi e non ho visto ancora l'altro lato dell'isola. Pu darsi che non sia piccola come crediamo, e nessuno ci assicura che non sia abitata o che altri naufraghi non siano sul versante opposto.
Teodoro - Dopo ventitr giorni, dovremmo saperlo.
Filippo - Hai fatto la tacca sul palo?
Teodoro - S, ventitr. Non uno di meno.
Filippo - Per conto mio, vedi, devo ben dire che - molto, evidentemente, per merito di Susanna che meravigliosa, devi ammetterlo - sono sorpreso sul serio nel vedere a che punto ci si adatta con facilit a una vita tanto primitiva! La facolt di adattamento dell'uomo, un fatto che mi confonde. Tutto sommato, siamo animali veramente straordinari!
Teodoro - Sbalordisci te stesso!
Filippo - Nell'insieme, s, io sbalordisco me stesso! E tu no?
Teodoro' - Veramente... io, non mi trovo affatto nella tua stessa situazione.
Filippo - Ah, no? E perch?
Teodoro - Perch... perch Susanna tua moglie. Tutto chiaro fra voi due, tutto si fa alla luce del giorno.
Filippo - (ride) Permetti? Non sempre vero.
Teodoro - (impazientito) Da qui, il vostro perenne buon umore, che vi fa meglio sopportare le difficolt di questa esistenza... tu puoi avere vicino a lei, di tanto in tanto, quegli attimi di distensione, di abbandono, dopo i quali, essendo in due, si riparte con pi energia, con maggior forza! Tu non vivi solo, non dimenticartelo! Lo capisci?
Filippo - Oh! poveraccio!... Capisco perch sei cos nero! Ma non bisogna lasciarsi andare. Susanna anche sar desolata, sono certo, che per un egoismo incosciente, ti abbiamo dato questa impressione d'isolamento.
Teodoro - Sei molto gentile.
Filippo - Sai bene che puoi contare su di noi e che Susanna, o io, faremo il possibile per farti piacere.
Teodoro - S...
Filippo - Mi pareva che la nostra vita fosse veramente la stessa e che Susanna non facesse, grosso modo, alcuna differenza fra te e me...
Teodoro - Ma vero.
Filippo - Ti pare?
Teodoro - Susanna adorabile.
Filippo - Lo trovi anche tu?
Teodoro - Non vi rimprovero nulla! Ma ci che vorrei farti toccare con mano, la differenza che esiste fra noi due, per la ragione che tu hai con te tua moglie . Capisci?
Filippo - S... s... evidentemente...
Teodoro - Ecco.
Filippo - S... Ehi! guarda!
Teodoro - Cosa?
Filippo - fantastico. Una crosticina si formata sul follicolo. La vedi? il cocco! Che scoperta! Un leucoplasto naturale! Ma guarda!
Teodoro - Vedo.
Filippo - E sbalorditivo, vero?
Teodoro - E il follicolo non brucia pi?
Filippo - Affatto.
Teodoro - Ecco un rimedio da portare a Parigi!
Filippo - Il coccoplasto, nuova specialit farmaceutica.
Teodoro - Scoperta da un banchiere su un'isola deserta! Bella pubblicit da fare!
Filippo - Una fortuna da fare, vuoi dire. (Pausa) S... in fondo ti rammarichi, oggi, di non essere sposato? Te l'ho detto una infinit di volte: la felicit per un uomo sta, tutto sommato, nel matrimonio.
Teodoro - Ma... no...
Filippo - quel che penso.
Teodoro - No. Volevo dire... non mi dispiace affatto di essere celibe.
Filippo - Io non pretendo - nota bene - che la poligamia sia contro natura! Parlo di poligamia, perch l'essere celibe in fin dei conti, come optare ufficialmente per la poligamia. Tu puoi avere tre amanti contemporaneamente, senza che nessuna delle tre sospetti questa tua maniera di distribuirti. Io non dico che questo concetto sia anormale: gli orientali, lo sappiamo, non la pensano altrimenti ed io ho letto in qualche libro che gli Egizi, all'epoca dei Faraoni...
Teodoro - Sono d'accordo! Questo principio non mi disturba affatto. Da una parte come dall'altra, lo trovo perfettamente naturale.
Filippo - No. Da una parte come dall'altra, no. Per le donne, infatti, ben differente.
Teodoro - In che cosa?
Filippo - Una donna, in generale, non riesce ad amare diversi uomini contemporaneamente.
Teodoro - Un sultano nemmeno! Non ha che una favorita. Le altre stanno nell'harem solo per il suo piacere.
Filippo - D'accordo. E da noi, una donna onesta non dispone di una dozzina di uomini che stanno tutto il giorno ad aspettarla in un salone.
Teodoro - Ma ammetti, in ogni modo, che esistano donne oneste che hanno un amante?
Filippo - Donne sposate?
Teodoro - Donne sposate e oneste, che hanno un amante. Ammetti che esistano?
Filippo - Eccezionalmente... non dico di no...
Teodoro - Perch eccezionalmente?
Filippo - Perch nella tua proposizione: una donna sposata e onesta che abbia un amante , trovo che c' uria contraddizione. Se tale donna, infatti, sposata - e onesta - essa non ha amanti. Poich avendo un amante, all'insaputa di suo marito, disonesta nei riguardi appunto del marito. Dunque in tal caso: la donna sposata, ha un amante, ma non onesta. logico. Non se ne pu uscire. Se poi la donna confessa a suo marito che ha un amante, ci comporta la separazione legale, il divorzio, l'annullamento; allora che essa onesta, ha un amante, ma non pi maritata!
Teodoro - E se, avendo messo il marito al corrente della sua relazione, il marito stima che non sia il caso di annullamento, divorzio o separazione! Se la moglie continua ad essere deliziosa con lui e che egli preferisca conservarsela - con l'amante - piuttosto che perderla? In questo caso, la donna maritata, onesta e con un amante.
Filippo - Evidentemente.
Teodoro - Essa ha due uomini...
Filippo - Se vuoi...
Teodoro - E noi ne conosciamo molte...
Filippo - vero...
Teodoro - Dunque, vedi che la cosa non poi pi difficile per una donna che per un uomo.
Filippo - Pu darsi... Ma... a che proposito stiamo discutendo intorno alla poligamia?
Teodoro - A proposito dello stato di celibe.
Filippo - Oh!.., ti chiedo mille scuse!... vero, si... E tu mi dicevi che l'assenza di una donna al tuo fianco... ma s... certo... Che vuoi che ti dica, Teodoro! il solo punto sul quale non posso aiutarti, riconoscilo. A parte Susanna, il numero delle donne su quest'isola, spaventosamente limitato.
Teodoro - Ebbene... Filippo... amico mio... io prendo il toro per le corna e vengo al sodo. Filippo... amico mio... Siediti.
Filippo - Al contrario... mi alzo.
Teodoro - Pesta seduto ancora qualche minuto.
Filippo - Bene.
Teodoro - Sai quale amicizia abbia per te, Filippo. Ebbene... oggi devo dirti una cosa che, ne sono certo, non cambier nulla fra di noi - intelligente e logico come ti conosco - Filippo... Ecco, vecchio mio... non c' che una soluzione: bisogna che noi ci dividiamo Susanna.
Filippo - Come?
Teodoro - S... che noi ci dividiamo Susanna.
Filippo - Ah! davvero? Sei diventato pazzo!
Teodoro - No.
Filippo - Tu mi stai domandando freddamente che io ti lasci...
Teodoro - ... Susanna.
Filippo - Io sto sognando, parola d'onore! Ed per dirmi questo che mi chiedevi di restar seduto?
Teodoro - Tu hai riconosciuto poco fa che la bigamia presso le donne non un fatto tanto straordinario.
Filippo - Ma tu pensi sul serio che io ti lasci mia moglie?
Teodoro - Non ti chiedo di lasciarmela. Dico che possiamo essere in due, invece che uno solo, a considerarla come moglie.
Filippo - Essere in due... a considerarla... moglie!... Dici cos? E Io ripeti con calma?... Hai una bella faccia tosta. Anzitutto... anzitutto ti faccio notare questo: supponendo che io prenda sul serio per un secondo questa tua specie di proposta, la prima persona da consultare non sono io, ma Susanna! un dettaglio di logica, ma ha la sua importanza.
Teodoro - Ho gi consultato Susanna.
Filippo - Tu hai?...
Teodoro - d'accordo.
Filippo - Che?
Teodoro - Filippo, mio caro, volevo cominciare col dirti questo, ma confesso che mi sono fermato per istrada...
Filippo - Hai detto: d'accordo?
Teodoro - Filippo, amico mio carissimo... da sei anni sono l'amante di Susanna. Bisogna che tu lo sappia.
Filippo - Che... hai detto?
Teodoro - Da sei anni...
Filippo - Tu sei l'amante...
Teodoro - S.
Filippo - Ma... di' un po'... vorrei sapere quanto durer ancora questo scherzo di cattivo gusto? Stai forse per darmi la notizia che sei anche padre di un bambino?... due?... tre... fatti con mia moglie... e che io non mi sono mai accorto di niente?
Teodoro - No. Ti ho detto tutta la verit.
Filippo - La verit?
Teodoro - S.
Filippo - Tu sei l'amante di Susanna da sei anni?
Teodoro - S. (Pausa).
Filippo - (scoppia a ridere) S! Bene! Valla a raccontare ad altri! Tutto sommato, una bella trovata!
Teodoro - vero, Filippo.
Filippo - Ma povero Teodoro, non prendermi per un imbecille! Susanna ed io siamo forse la coppia pi unita di Parigi! Stiamo sempre insieme - tutti e tre, vero! - e voglio credere che le cattive lingue ci abbiano ricamato sopra. Ma so anche come Susanna con me - quale deliziosa donna non abbia mai cessato d'essere per me - sempre gaia, sempre scherzosa e quale amante... Non ci si inganna, credimi!... E allora voglio darti un consiglio: lascia correre le cattive lingue e non dire pi - a me - che mia moglie la tua amante da sei anni!
Teodoro - E se te lo dico e te lo ripeto?
Filippo - Ti credo incapace di prolungare oltre questo scherzo di cattivo gusto.
Teodoro - E se te lo dicesse anche Susanna?
Filippo - Vi siete messi d'accordo!
Teodoro - E se ti d la mia parola d'onore, Filippo?
Filippo - La tua parola?
Teodoro - . S. Ti d la mia parola. (Pausa).
Filippo - Tu sei l'amante di Susanna? Tu?
Teodoro - C' forse una persona pi intima di noi due? E perch credi che abbia voluto accompagnarvi in questo lungo viaggio? Perch la separazione di Susanna mi sarebbe stata insopportabile. E a Susanna anche, che pertanto - poich ti ama profondamente - non voleva privarti di questo piacere.
Filippo - Tu sei l'amante di Susanna...
Teodoro - E non ho che un amico - quel che chiamo un amico - per il quale mi farei tagliare le mani: sei tu.
Filippo - (lo guarda senza espressione).
Teodoro - vero, Filippo. E lo sai.
Filippo - (finalmente convinto, riepilogando con spirito) Ah! cos?...
Teodoro - Vedi, bruscamente, oggi ti metto al corrente di una verit che ti sorprende, ma della quale non potrai soffrire. E non ne soffrirai, perch, se guardi la verit bene in faccia - con lo spirito logico che ti conosco - sarai obbligato a constatare che non vi assolutamente nulla di cambiato fra il passato e il presente e che, dunque, essendo stato perfettamente felice durante sei anni, non c' nessuna ragione perch tu non possa continuare ad esserlo. Rispondimi. Soffri molto, Filippo?
Filippo - (lo guarda. Interrogando s stesso) Me lo chiedo... Vedi... soltanto il fatto di risponderti con naturalezza... mi pare abbastanza sorprendente.
Teodoeo - Hai visto?
Filippo - In questo momento, comprendi?, mi sento un po' come sotto l'effetto di un'anestesia. Ho l'impressione di essere in acqua, sott'acqua, e di non sentirla sulla pelle. Come in uno scafandro. D'altra parte mi sembra di pesare un quintale, una tonnellata.
Teodoro - Lo choc. Hai avuto uno choc, questo assodato. Prova a camminare. Respira profondamente.
Filippo - Credi che faccia bene?
Teodoro - Bisogna liberarsi. Il follicolo non ti fa pi male?
Filippo - Eh?... Ah, no. Da quella parte sto bene.
Teodoro - Ecco cos. Respiriamo insieme, profondamente. (Essi traversano la scena a braccetto, respirando profondamente. Filippo, con una sola scarpa, zoppica) Punge sotto il piede?
Filippo - Bisogna che m'abitui.
Teodoro - Vuoi la tua scarpa? Io posso saltare su un piede solo.
Filippo - No. No. Va bene cos.
Teodoro - Respira, Filippo, respira profondamente. Vedrai che ti sentirai subito meglio. Vuoi bere ancora un po'?
Filippo - Grazie. Va bene cos.
Teodoro - Cominci a vederci chiaro?
Filippo - Comincio, s.
Teodoro - Fai con comodo. (Filippo si siede nuovamente).
Voce di Susanna - (d. d.) Ohi! Ohi!
Filippo - Eccola! Deve essere uscita dall'acqua. Mi hai detto che Susanna era al corrente della nostra conversazione?
Teodoro - S. Poco fa le ho parlato della mia risoluzione.
Filippo - P2 l'ha trovata eccellente?
Teodoro - Sai come Susanna sia piena di attenzioni per te. Aveva paura che tu non comprendessi. . Filippo - Oh! una cosa che non richiede particolari chiarimenti!
Susanna - (entrando) E allora? Come va il follicolo? Dovreste andare a fare un bel bagno, tutti e due. C' un'acqua meravigliosa. Non se ne uscirebbe mai. Ho nuotato fino alla punta dell'isola. Ma che successo? Avete due facce da cospiratori!
Teodoro - Ho detto tutto a Filippo.
Susanna - Tutto che? (Pausa) Cos, sai tutto, tesoro?
Filippo - So tutto.
Susanna - stato un colpo? Soprattutto bisogna che non ti dia fastidio. Sei stato molto sorpreso, vero?
Filippo - Abbastanza, grazie.
Susanna - Non essere amaro, tesoro. Vedi, io, per esempio, non volevo. Poi Teodoro mi ha fatto un ragionamento che filava come quelli che fai tu. Cio che non avresti potuto trovare una notevole differenza fra la vita di prima e quella che stiamo per proporti. Non c' veramente niente di cambiato!
Filippo - Tu mi hai ingannato per sei anni, tu!
Susanna - Io... certamente. Chi volevi che lo facesse?
Filippo - Non l'avrei mai creduto!
Susanna - Ma ingannato non la parola, tesoro mio. Perch se prendi le cose alla lettera anche giusto dire che per sei anni ho ingannato Teodoro con te!
Filippo - Ah! Non sarei mai stato capace di una trovata simile!
Susanna - Ma s. Ci sono molte cose che facevo per te, delle quali non ho mai parlato a lui!
Filippo - Per esempio?
Susanna - Per esempio... non so... Ah! ecco... gli telefonavo alle sette che tu eri tornato a casa con un po'di febbre - e non era vero - e che, in queste condizioni, non era possibile uscire tutti tre, come eravamo d'accordo. E perch? Perch avevo voglia di passare la serata sola con te. E alle nove, gi eravamo a letto con un bel libro.
Filippo - Ogni volta che tu vai a letto alle nove, perch hai un libro che ti appassiona e lo vuoi finire durante la notte. Non era per me che mentivi a Teodoro, ma per leggere un romanzo.
Susanna - Per leggerlo stesa accanto a te, tesoro. Non amavi forse quelle serate silenziose con i miei scoppi di risa di tanto in tanto, per una frase divertente? Ecco, una cosa che non ho mai fatto con Teodoro. Egli non sa, poverino, che cosa vuol dire mettersi a letto alle nove di sera, con la donna che si ama, per lasciarla leggere tranquillamente e sentirla ridere ogni tanto. Nel suo letto, nel letto di Teodoro, credimi, non ho mai aperto un libro. Mai! Pensa, che, da soli, abbiamo potuto vederci solo il pomeriggio, mentre tu eri all'ufficio. Brevi pomeriggi, perch tu uscivi alle sei. E facevi il sabato inglese.
Filippo - Capisco. E oggi io vi disturbo ancora...
Susanna - Vedi? vedi... come sei? Hai detto la sola parola che poteva ferirci. Mai ci hai disturbati , mai! Mai abbiamo detto e nemmeno pensato: Accidenti! C' Filippo! . (A Teodoro) vero? Mai. Dicevamo, invece: Questo... quello... evidentemente bisognerebbe farlo senza Filippo, perch sia bello. Ma, siccome c' Filippo, non lo facciamo, ecco tutto! . Era cos semplice. No, non devi dire che ci disturbavi. E perch questo modo di vedere le cose? Perch sono tua moglie e Teodoro il tuo amico. E hai l'aria di dimenticarlo del tutto. Se puoi citarmi una sola circostanza nella quale non mi sia condotta impeccabilmente verso di te durante questi ultimi sei anni, dilla, Filippo. Se hai il pi piccolo rimprovero da farmi, lo accetto senza discutere. Ma so che non ne troverai.
Filippo - Ma, bambina mia... tu mi hai ingannato, semplicemente.
Susanna - Io? Con chi? (Poi comprendendo e spiegando) Ma se sto dimostrandoti proprio che Teodoro ed io...
Filippo - ( un momento colpito; poi capitola) Non parliamo pi del passato.
Susanna - S. Tutto questo finito. La situazione nuova. No! Al contrario. Resta la stessa! Assolutamente la stessa. Soltanto... alla luce del giorno. Basta con le cose nascoste. Ora tutti sappiamo. E come diceva molto giustamente Teodoro, se - nel senso pi stretto della parola - tu considerassi, in malafede, che ti abbiamo ingannato per sei anni, a cominciare da oggi non potrai pi dirlo. Non ci sar ormai pi nulla di offensivo per te nella nostra relazione. Poich sei al corrente. (A Teodoro) Non vero, Teodoro?
Teodoro - Credo che lo stiamo annoiando. Riflette. normale.
Susanna - Ti sto annoiando, Filippo? Io ti spiego...
Teodoro - Capisce benissimo. Preferirebbe del resto che lo lasciassimo un po' solo.
Susanna - Lo preferisci?
Filippo - No, no...
Susanna - (a Teodoro) Hai visto?
Filippo - Ho visto che?
Susanna - Niente. Parlavo a Teodoro.
Filippo - Ah! bene. Perch adesso vi date del tu.
Susanna - Eh!... pi naturale, non trovi? E pensa che noi abbiamo l'abitudine di darci del lei davanti a te!... Ma se questo ti disturba...
Filippo - Ma no... no! Bisogna bene che mi abitui a camminare a piedi nudi e posso anche abituarmi a sentirvi dare del tu.
Susanna - Vi chiamer tesoro tutti e due. In generale io ti chiamo tesoro e lui tesoro mio . Non so perch, ma cos.
Filippo - Bene. (Pausa) Allora? Come la mettiamo?
Susanna - Come mettiamo che cosa?
Filippo - S. Adesso so tutto. Va bene. Ho ingoiato la pillola! Adesso so che tu e Teodoro... Bene! Allora? Come organizziamo la nostra vita?
Teodoro - Ma come prima, caro Filippo!
Filippo - E cio? Io, qui, non vado all'ufficio!
Susanna - Ma tesoro! A che stai pensando! Non cambia nulla! Non ci metteremo mica a vivere in un altro modo! Perch in fondo, in tutta questa faccenda, non c' nulla che ti riguardi veramente!
Filippo - Inteso. Ma... infine... vorrei non dover mettere i punti sugli i. Cercate di capirmi, vi sono dei momenti... delle circostanze... in cui...
Susanna - Ah! eccoci! giusto. Capisci perch stato necessario confessarti tutto quello che per tanto tempo ti avevamo tenuto nascosto con cura! Perch abbiamo una coscienza pulita. Perch n a Teodoro n a me, venuto in testa per un secondo - non una sola volta! - di approfittare di un'ora che tu fossi assente, per la pesca o la caccia alle far falle. Vedi? E avremmo potuto farlo. Ebbene, no!
Filippo - E allora adesso devo dunque pensare, che quando vado a pesca di farfalle... o a caccia di pesci... voi due...
Teodoro - Ma no, che dici mai!...
Susanna - Assolutamente no!
Filippo - Vi ho fatto una semplice domanda...
Teodoro - Veramente potresti evitare un simile genere di inchiesta. Ti domando scusa, Filippo, ma trovo la tua domanda di pessimo gusto, permettimi di dirlo.
Filippo - Ehi! l... Adesso mi rimproverate per giunta! Trovo che sia normale una completa intesa fra di noi...
Susanna - Ma no, tesoro... Al contrario!
Teodoro - Non parliamone pi, per piacere.
Susanna - Ben detto! Soprattutto che non se ne parli pi. E vivremo e agiremo esattamente come se oggi non ci fossimo detto nulla. Oh!...
Filippo e Teodoro - (insieme) Che c'?
Susanna - Datemi le vostre mani, presto. Fate un voto.
Teodoro - Perch?
Susanna - Fatto?
Filippo - Fatto.
Teodoro - S.
Susanna - Non avete visto una croce bianca in cielo?
Teodoro - Una croce?
Filippo - Hai visto una croce in cielo, fu?
Susanna - Una grande croce bianca, accecante. Ho chiuso gli occhi e l'ho vista ancora sotto le palpebre mentre abbiamo fatto il voto. Poi la croce scomparsa. Sono sicura che tutti e tre abbiamo fatto lo stesso voto. Perch, mentre vi tenevo le mani nelle mie, ho sentito una tale corrente calda in me che ho ancora visto distintamente la croce!
Filippo - S. E nota anche che, senza la corrente calda e la croce accecante, sono certo che tutti e tre abbiamo fatto lo stesso voto.
Susanna - Vediamo. Il tuo?
Filippo - Figurati un po'... ho augurato l'arrivo di una nave...
Susanna - Ah! E tu?
Teodoro - Anch'io, perbacco!
Susanna - Ah!
Teodoro e Filippo - (insieme) E tu?
Susanna - Niente. Tanto peggio.
Teodoro - Perch? Che ti succede?
Filippo - Susanna, piccola cara... piangi?
Susanna - (piangendo) Ho augurato... (Singhiozzi).
Filippo - Che cosa?
Teodoro - Dillo.
Susanna - Che voi due vi vogliate sempre bene, come prima.
Filippo e Teodoro - Ma...
Susanna - (sconvolta dal genere del suo voto, scoppia) Era molto gentile il mio voto!
Filippo - Ma certo, piccola mia.
Teodoro - commovente da parte tua...
Susanna - (calmandosi) Voi... voi avete pensato alla nave... invece di pensare alla nostra felicit!...
Filippo - Sei un amore, Susanna...
Teodoro - Noi siamo preoccupati, amor mio...
Filippo - Preoccupati per te, cerca di capire...
Teodoro - E cos abbiamo pensato tutti e due a una nave...
Filippo e Teodoro - (insieme) Perch ti amiamo.
Susanna - (guardandoli con tenerezza) Oh!... datevi un bacio. Sarebbe cos bello... (I due uomini si guardano, esitano, poi Teodoro tende francamente la mano a Filippo, che ricambia la stretta sinceramente) Ah! Cos va bene. Allora adesso tocca a me. (Mette le mani sulle loro e ora li bacia rapidamente).
Filippo - Bene!... Bene... Allora... d'accordo!
Susanna - Che cosa?
Filippo - La nostra vita sar come voi la desiderate.
Susanna - Ma non parliamo pi di questo, tesoro!
Filippo - Insomma, bene ad ogni modo che io dia il mio benestare.
Susanna - Bene, s... ma non insistere! inteso?
Filippo - Allora, noi... noi cominciamo!...
Susanna - Cominciamo? Che cosa?
Filippo - Noi cominciamo... noi continuiamo... semplicemente.
Susanna - Cos va bene. Cominciamo a continuare.
Filippo - Bene. (Pausa) Bene... Allora... io vi lascio... vado a pescare.
Teodoro - Ah! no! No, Filippo!
Filippo - Che? Bisogna bene che vada a pescare se vogliamo cenare stasera.
Teodoro - D'accordo. Ma non devi andartene buttando l quella frase: vado a pescare detta in modo che...
Filippo - In che modo? Vado a pescare, come devo dire?
Susanna - S, ma hai l'aria di avvertirci che te ne vai, per farci capire bene che vai a pescare. molto imbarazzante per noi.
Filippo - Come imbarazzante?.
Teodoro - Ma s!
Filippo - Ti secco dicendo vado a pescare? . Se adesso andandomene vi metto in imbarazzo, non so come potrei non mettervi in imbarazzo.
Susanna - Andandotene... semplicemente. Ma senza dire nulla! Senza farti notare!
Filippo - Me ne vado semplicemente . Ieri vi avrei detto nello stesso modo che andavo a pescare. Ve lo dico ogni volta che ci vado. Come tu dici che vai a fare il bagno.
Teodoro - Non parliamone pi, vuoi?
Filippo - D'accordo. Non parliamone pi. (Si allontana a passi di lupo).
Susanna - (scoppiando a ridere e furiosa allo stesso tempo) Ah! No! Senti, non divertente!
Filippo - Che?
Susanna - Adesso cammini come un ladro. assurdo, tesoro!
Filippo - Ma cammino come posso! Non vedi che ho i piedi nudi? E ti giuro che fa un male da pazzi!
Susanna - Ah, tanto meglio! per questo! (Bid).
Filippo - E avete potuto notare che me ne andavo... senza dire una parola!
Teodoro - S. Lo abbiamo notato. Resta qui. Sii gentile, resta.
Filippo - Ma stasera bisogna ben mangiare.
Susanna - Che importa! Bimani qui! Lui ha ragione.
Filippo - Che vi succede?
Teodoro - Ci succede che tu non potrai mai andartene senza aver l'aria di pensare a qualcosa. impossibile!
Filippo - Ah! Statemi a sentire, ragazzi. Vi voglio molto bene, a tutti e due; ma un'ora che mi state dichiarando: Niente cambiato! e invece, primo: io non posso pi dire: vado a pescare , secondo: se non dico niente, pretendete che ho l'aria di pensare a qualcosa . Bisognerebbe intenderci. Vorrei, se non vi dispiace, aver l'aria che mi fa comodo e dire che vado a pescare se ne ho voglia.
Teodoro - S, certo! Bisogna trovare qualche altra cosa.
Filippo - Come qualche altra cosa?
Teodoro - Non possibile, n per noi n per te, che tu sia inquieto per quello che facciamo quando tu non ci sei. molto brutto, confessalo.
Filippo - Poco fa vi ho chiesto come avremmo organizzato d'ora in poi la nostra vita. Eludendo la mia domanda, avete gridato in coro: Non parliamone pi . Mi avete messo al corrente di una situazione che ignoravo, e, dopo, mi avete chiesto di accettare un tipo di vita in comune differente da quella che noi abbiamo praticato fino ad oggi su quest'isola. Io ho ammesso, nel vostro ragionamento, una logica irrefutabile. Ho accettato. Ci ho messo una ventina di minuti e francamente il meno che si possa pretendere. Ma ci sono arrivato e ho ammesso tutto. Soltanto, dico: bisogna parlare del fatto. Bisogna parlarne. Altrimenti non lo supereremo mai. (Pausa).
Teodoro - Bene, parliamone!
Susanna - E allora?
Filippo - Io... ho un'idea...
Susanna - Anch'io! Se me ne andassi a dormire nella capannina e voi due insieme nella grande?
Filippo e Teodoro - Ah! No!
Susanna - No?
Filippo - No. Per riprendere il termine gi impiegato, si tratta ormai di dividerci la tua presenza e il tuo affetto...
Susanna - Carino! Molto ben detto.
Teodoro - Ebbene...
Filippo - Permetti? Del tuo affetto e della tua presenza sempre, durante il giorno, noi due approfittiamo... chi pi chi meno...
Susanna - Vedi come sa essere galante quando ci si mette?
Filippo - Pestano le notti...
Susanna - Le notti?
Filippo - ... che bisogna dividere anch'esse...
Susanna - Vuoi forse che cambi capanna ogni sera a mezzanotte?
Filippo - Ma no, piccola mia...
Susanna - Allora che vuoi?
Filippo - Dormiremo a turno quattro notti o una settimana ciascuno, con te. Non c' altra soluzione. la formula che vi propongo.
Susanna - Sei un meraviglioso organizzatore, tesoro! Capisco perch sei riuscito cos bene negli affari! (A Teodoro) Dormiremo insieme, tesoro mio!
Teodoro - Susanna!
Susanna - Oh! pardon! (A Filippo) Ti chiedo scusa, tesoro.
Filippo - Siete d'accordo!
Susanna - Allora? Quanti giorni infine! Quattro o una settimana?
Filippo - Devi decidere tu.
Susanna - Preferisco una settimana!
Filippo - Una settimana!
Susanna - Ah! s!...
Filippo - Allora, Teodoro, stasera...
Teodoro - Ma no, te ne prego...
Filippo - No... no... tocca a te...
Susanna - (si avvicina a Filippo) Verr a dirti buonanotte prima di andarmene a letto. (Filippo ha una espressione di imbarazzo) Oh! Pardon! (A Teodoro) Ti chiedo scusa, tesoro mio.
Filippo - Bene! Allora, tutto in ordine. (Dopo una breve pausa) Stavolta vado a pescare. (Filippo esce, un silenzio tra Teodoro e Susanna).
Teodoro - Devo riconoscere che ne ha di coraggio!
Susanna - un tipo che non perde la testa.
Teodoro - Ha conquistato anche me!
Susanna - un vero tesoro! (Piccola pausa).
Teodoro - Hai notato per il tono che aveva al principio? Credo ad ogni modo che sia stato un gran colpo per lui!
Susanna - Oh! povero tesoro... ti dispiace?
Teodoro - Bisognerebbe che egli sentisse che in fondo la situazione veramente la stessa. Non soltanto che egli lo capisca. Altrimenti soffrir, evidente. Forse ho avuto torto.
Susanna - Adesso, in ogni modo, fatta.
Teodoro - Certamente... (Pausa).
Susanna - Ti ha dato perfino una delle sue scarpe?
Teodoro - Gi. Vuole abituarsi a camminare a piedi nudi. (Pausa).
Susanna - - Allora... stasera... dormiamo insieme noi due...
Teodoro - Eh? ah s...
Susanna - A che pensi?...
Teodoro - A nulla...
Susanna - Sei un po' seccato? (Una lunga pausa. Susanna passa una mano sulle mani di Teodoro) Tesoro mio?
Teodoro - Senti... vado a vedere se posso pescare qualcosa con lui... (Esce).
Susanna - (lo segue con gli occhi, intenerita) - Tesoro mio... (Poi, scoprendo la vera situazione) Tesori miei! (E si intenerisce nuovamente).
Fine del primo atto
ATTO SECONDO
La stessa scena. La camicia di Filippo stesa al sole, appesa all'antenna dell'albero. Ai piedi di questo, una lastra di sughero esposta al sole.
(Al levarsi della tela, Filippo finisce di radersi, naturalmente senza specchio. Ha soltanto i pantaloni e una maglietta a pelle. seduto).
Filippo - Tesoro! (Pausa) Tesoro!
Susanna - (appare sulla soglia della capannina) Chiami me?
Filippo - E chi vuoi che chiami?
Susanna - M'era sembrato di sentire Teodoro . Accentui troppo sulla penultima sillaba. Come faccio a indovinare!
Filippo - Non per niente esatto che accentui troppo sulla penultima. Ma detto questo, se vuoi esaminare... come dire?... la tecnica di un qualsiasi richiamo, vedrai che l'accento tonico sulla penultima assolutamente normale. (D un esempio gridando) Teo-do-ro!
Susanna - Ma anche possibile lanciare il richiamo in un altro modo. Senti. (Esempio) Teo-doro!
Filippo - D'accordo, amore; ma il tuo un richiamo pi intimo, pi particolare. un richiamo pi gentile. (La imita) Teo-doro! Si ha l'impressione di ricordare a qualcuno o al -proprio cagnolino, che lo si attende. un'altra cosa. Mentre se gridi Teo-doooro! un richiamo normale. Non c' errore possibile! Capisci? Teo-do-ro! . (Teodoro accorre, sbigottito).
Teodoro - Che succede? Una nave in vista?
Filippo - Ma niente affatto, mio caro!
Susanna - Filippo mi stava spiegando che se si grida Teo-do-ro, invece di Teodoro, non c' possibilit di errore.
Filippo - No, non cos. Dicevo che nel primo caso non si sbaglia, un richiamo.
Teodoro - Sono d'accordo anch'io. Si tratta certamente di un richiamo. Ed per questo che m'avete fatto correre come un pazzo?
Filippo - Non lo faremo pi. Torna alla caccia. Hai preso qualcosa?
Teodoro - Niente di niente. Credevo che stessero per sgozzarvi. E adesso se avete bisogno di me, fischiate. Cos non mi butter a scapicollo inutilmente. (Se ne va).
Filippo - fuori di s.
Susanna - Si vede. Buona idea quella di fischiare. Per io non so fischiare come i carrettieri. (Fischia in modo normale) tutto quello che so fare.
Filippo - poco, evidentemente, per chiamare qualcuno dall'altra parte dell'isola. Bisogna fare cos: senti. (Mette due dita in bocca. Ne esce un fischio lacerante) Hai sentito?
Voce di Teodoro - (da lontano, furioso) Ohi, che c'?
Susanna - Oh, Dio! (Ridono, poi Susanna grida) Niente! Non niente! (A Filippo) Ma... di un po'... non ti conoscevo queste qualit! Hai fatto l'allenatore di cavalli quando eri giovane?
Filippo - Eh... gi... Prima di lanciarmi negli affari... come sai...
Susanna - Facevi parte di un circo?
Filippo - Domatore di leoni! una storia molto nota nell'ambiente finanziario. Vedi questa piccola cicatrice...
Susanna - Dove?
Filippo - Guarda. Vicino all'occhio destro...
Susanna - Ci vorrebbe una lente, tesoro.
Filippo - Trattasi di una carezza del celebre Sultano . Mi afferr cos! (Filippo getta il braccio destro attorno al collo di Susanna).
Susanna - (grida) Filippo!
Filippo - Era un leone terribilmente feroce!
Susanna - Non fare l'idiota!
Filippo - Un ferocissimo leone che avrebbe voluto abbracciarmi, ma a modo suo. (Filippo stringe Susanna fra le braccia e la bacia. Susanna si libera dalla stretta).
Susanna - Filippo! Sei impazzito?
Filippo - Il leone, hai visto? Non fidarti?
Susanna - Sei proprio pazzo! M'hai graffiata.
Filippo - Vedi che pericoloso?
Susanna - Un pazzo? Lo so. Tanto pi che hai la faccia ancora piena di crema d'ostriche.
Filippo - Oh! vero! Mi dispiace, piccola mia. Ma sai che meravigliosa? Non conoscevo ancora una crema che sollevi e mantenga cos bene diritto il pelo.
Susanna - Ti credo, tesoro, ma io non ho bisogno di farmi la barba.
Filippo - Dove vai!
Susanna - Vado a riassettare in casa di Teodoro.
Filippo - Non hai ancora finito?
Susanna - No. Oggi cambio le lenzuola, cio le foglie di palma.
Filippo - Lo farai pi tardi. Puoi restare con me cinque minuti se te lo chiedo.
Susanna - Cosa c'?
Filippo - Niente. Ho voglia di averti vicina.
Susanna - Bene. Ma non farai pi il leone, inteso?
Filippo - Ti dispiace?
Susanna - A quest'ora, s.
Filippo - Perch? Tu mi ami solo a ore fisse? Vedrai. Trover una pianta profumifera. Mi fregher le guance dopo raso con le sue foglie e tu correrai a baciarmi perch sar delizioso.
Susanna - Ma tesoro, non abbiamo bisogno di baciarci ogni volta che ti fai la barba!
Filippo - Non si sa mai.
Susanna - Mi sembra che tu ne abbia voglia molto spesso.
Filippo - Io ho costantemente voglia di baciarti, se proprio vuoi saperlo.
Susanna - Ah! cos?
Filippo - Costantemente, da tre giorni, dall'inizio della mia settimana. La settimana nella quale tu sei mia moglie. Ho constatato che da tre giorni, da quando questa settimana cominciata per me, non mi sento niente affatto paterno nei tuoi riguardi!
Susanna - Lo so, tesoro, lo so.
Filippo - Mi sento tuo marito, meglio di quanto non l'abbia mai sentito. Non siamo felici noi due?
Susanna - Ma s, Filippo.
Filippo - Perch mi chiami Filippo?
Susanna - Perch il tuo nome, caro.
Filippo - Gi, vero!
Susanna - (ridendo) Idiota!
Filippo - Ridi ancora.
Susanna - Che?
Filippo - Ridi ancora un po'.
Susanna - Ma che ti piglia?
Filippo - Ti domando di ridere.
Susanna - Ma di che?
Filippo - Ma di niente.
Susanna - Senti, non sono stupida! Perch vuoi che rida senza ragione?
Filippo - Per farmi piacere. Perch io ti veda e ti senta ridere.
Susanna - E molto gentile da parte tua, ma non posso mettermi a ridere senza nessuna ragione come un'oca per farti piacere.
Filippo - Allora non ridere. Dammi la mano.
Susanna - Beh! questo pi facile! Vuoi leggermi le linee della mano? Ma se non sai.
Filippo - Oh!
Susanna - Che?
Filippo - Fa un voto! Presto!
Susanna - Perch?
Filippo - Presto!
Susanna - (chiude gli occhi intensamente) Fatto.
Filippo - (estatico) Oh! Oh! Oh! Oh! Era stra-or-di-na-rio!...
Susanna - Che cosa hai visto?
Filippo - (stesso atteggiamento) Oh! Non hai visto una grande croce bianca in cielo? (Soffoca dal ridere).
Susanna - (dandogli dei pugni) Idiota! due, tre volte idiota!
Filippo - Mi piace vederti montare su tutte le furie!
Susanna - E lo trovi divertente?
Filippo - Tu detesti gli scherzi!
Susanna - Detesto che tu mi prenda in giro su un soggetto niente affatto comico.
Filippo - Lo so, tesoro mio.
Susanna - Allora perch lo fai?
Filippo - Perch mi piaci anche quando sei in collera.
Susanna - Furbo lui!
Filippo - Ti dispiace di piacermi?
Susanna - Non mi va di far le spese del giuoco. .
Filippo - Vieni qui, angelo.
Susanna - No.
Filippo - Non vuoi che ti chieda perdono?
Susanna - No.
Filippo - Bene. Allora separazione legale e annullamento.
Susanna - Intesi.
Filippo - Non ti dar pi un bacio per tutta la settimana.
Susanna - Eccellente idea.
Filippo - Perfetto.
Susanna - D'accordo.
Filippo - Non parliamone pi.
Susanna - Per favore, rispondi un po' al telefono, vuoi!
Filippo - S... (Meccanicamente Filippo si volta per farlo. Scoppia furioso) Ah! no! la terza volta stamattina che mi fai lo stesso scherzo idiota!
Susanna - (ridendo a piena gola) E che tu ci caschi! Eppure sei maggiorenne!
Filippo - un gioco pieno di astuzia-
Susanna - E tu sei furioso! Mi piace vederti montare su tutte le furie.
Filippo - Adesso ti insegner io... (L'afferra in volo).
Susanna - Ah! no, Filippo!
Filippo - T'insegner a farmi fare le spese del giuoco! (La serra contro di s)
Susanna - Filippo, tesoro mio, te ne supplico!
Filippo - Mi supplichi!
Susanna - S.
Filippo - Di fare che!
Susanna - Di non fare male alla tua piccola moglie!
Filippo - Mi chiedi perdono!
Susanna - S.
Filippo - Mi fai delle scuse!
Susanna - S.
Filippo - Giuri a tuo marito che sei la pi desiderabile delle spose!
Susanna - S.
Filippo - E che non ti permetterai pi di mandarlo al telefono su di un'isola deserta!
Susanna - Lo giuro.
Filippo - Bene. Tuo marito ti perdona. (La lascia).
Susanna - tutto qui!
Filippo - Che cosa!
Susanna - Mio marito non mi bacia!
Filippo - No.
Susanna - Che fortuna! (Filippo l'afferra di nuovo) No! Aiuto!
Filippo - Guardami!
Susanna - Sei superbo!
Filippo - Mi ami!
Susanna - Fossi matta! (Si guardano, poi si baciano a lungo. A sinistra entra Teodoro con un ramo sul quale sono attaccati tre uccelli).
Teodoro - Oh! Pardon. (Filippo e Susanna si separano).
Filippo - Prego!
Teodoro - Mille scuse.
Filippo - Non c' di che, Teodoro.
Susanna - Tre!
Teodoro - Li vedete.
Filippo - Hai maggiori disposizioni per la caccia che per la pesca, bisogna riconoscerlo.
Teodoro - Mi limito a raccogliere quelli che rimangono attaccati al ramo; che ne facciamo?
Susanna - Li dai a Filippo. Sai che lui addetto a tirargli il collo e a spennarli. Poi la volta della vostra piccola deliziosa cuoca modello, che porter i cadaveri ai fornelli. Andate, boia, prendete le vittime. Ma fallo un po' pi in l, tesoro, senn i giorni di vento avremo le penne negli occhi a ogni pie sospinto.
Filippo - Ai vostri ordini, altezza. Vado a tirargli il collo con tutta la delicatezza possibile. (Esce cantando L ci darem la mano , cambiando un po' le parole) L ci darem la mano... e ce ne andremo piano, piano.
Teodoro - delizioso!
Susanna - Che cosa!
Teodoro - Arrivare qui come un cretino e vedere che state strofinandovi!
Susanna - Stavamo baciandoci e questo non ha nessun rapporto con la volgarit che hai detto.
Teodoro - Posso dire per che lo trovo spiacevole.
Susanna - Esageri, mi pare.
Teodoro - Dico che lo trovo spiacevole e non esagero affatto. Non una sola volta, la settimana scorsa, Filippo ha avuto occasione di sorprenderci in simile atteggiamento. la terza volta in quattro giorni che vi trovo imbeccati come due piccioni che tubano, e devo fare dietro front perch mi sento di troppo.
Susanna - Come di troppo!
Teodoro - Non pi tardi di ieri stavamo tutti e tre distesi, se ti ricordi, e a un certo momento, ho dovuto andarmene.
Susanna - Per causa nostra!
Teodoro - E di chi credi! Non capisci che ti sta facendo la corte ogni momento, che si comporta con te come durante la luna di miele! Che scoppia dalla felicit! Che ogni suo sguardo e ogni suo gesto sono indecenti di desiderio? E non capisci proprio che tutto questo mi insopportabile!
Susanna - Ma, tesoro mio, la sua settimana!
Teodoro - Lo fa un po' troppo sentire che si tratta della sua settimana ! Anche io ho avuto la mia settimana come dici tu, ma non ho mai osato comportarmi come lui!
Susanna - Forse pi innamorato di te.
Teodoro - Ne d l'impressione. Ed questo che gli rimprovero. Non ha nessuna ragione di essere pi innamorato di me! Non il solo in causa.
Susanna - Ma, tesoro mio, Filippo mio marito.
Teodoro - Niente affatto. In questa settimana io sono diventato tuo marito. Inverte le parti, ecco quello che fa. E tu, lo assecondi nel modo pi naturale del mondo! Passate il tempo a scherzare, a dirvi dei sottintesi...: ringiovanito di venticinque anni! Fa lo scemo come un collegiale diciannovenne!
Susanna - contento. Si diverte sempre di tutto. Non ho nessuna ragione per non ridere e scherzare con lui.
Teodoro - Non te ne rendi conto, te lo ripeto, ma si sta stabilendo fra di noi come una sorta di complicit di amanti. E ti ripeto anche che trovo tutto questo pi che seccante.
Susanna - Senti. La settimana scorsa, anche Filippo ha forse trovato seccante di vederci entrare ogni sera noi due nella nostra capanna. Mettiti un po' al suo posto per quei giorni! Gli abbiamo imposto qualche cosa di non comune, bisogna bene convenirne... Bene, non ha detto durante tutta la settimana una sola parola sgradevole o amara. stato perfetto. D'una gentilezza e di un costante buon umore che tu stesso hai ammirato. E d'altra parte era certamente geloso. Soffriva di sicuro.
Teodoro - Non lo credo affatto. Se ne infischiato come un pasci per otto giorni e da quando tocca a lui pecca di esagerazione! Lo fa apposta a mettermi sotto il naso la sua felicit come per dirmi: Vedi? Non mi disturba affatto di dividere Susanna con te. Susanna mi appartiene comunque, poich io sono il pi felice quando la possiedo e mi del tutto indifferente di lasciartela una settimana su due . il suo modo di vendicarsi! Trovo ci sleale e disgustoso da parte sua.
Susanna - Tu sei geloso, tesoro mio!
Teodoro - Sono geloso, si. Ti amo e non potr pi sopportare a lungo questa situazione.
Susanna - Come?
Teodoro - Soffro, mi capisci? Ogni volta che lui ti prende la mano, ho voglia di saltargli addosso e di separarvi.
Susanna - Divertente!
Teodoro - cos.
Susanna - Ma se sei stato tu che hai voluto...
Teodoro - S! Lo so. Sono stato io! E oggi non voglio pi, ecco tutto!
Susanna - Cio?
Teodoro - Parler a Filippo.
Susanna - Che?
Teodoro - S. Gli dir che questa situazione non pu pi durare.
Susanna - Ancora! Questa volta, tesoro mio, ho l'impressione che ti mander al diavolo.
Teodoro - E in tal caso ci andr.
Susanna - Al diavolo?
Teodoro - S. Me ne andr.
Susanna - Dove!
Teodoro - Non importa dove!
Susanna - Ma insomma che vuoi chiedergli ancora?
Teodoro - Di accettare la soluzione proposta da te.
Susanna - Io? Io ho proposto una soluzione?
Teodoro - Che noi si divida, lui ed io, la stessa capanna e che tu dorma nell'altra.
Susanna - Sola?
Teodoro - Di pi chiedo che fino al giorno in cui abbandoneremo questa isola, vivremo tutti e tre come fratelli e sorella.
Susanna - Ah?
Teodoro - l'unica via d'uscita.
Susanna - S? Ebbene, tesoro mio, prima di tutto calmati, cerca di ritrovare un po' di equilibrio e riconosci che stai diventando un po' troppo esigente. Che tu sia riuscito a persuadere Filippo di vivere come stiamo vivendo, gi abbastanza inaudito. Ma che tu ora voglia proporgli di comportarsi con me come con sua sorella, col pretesto che sei il mio amante... via! ho l'impressione che tu esageri!
Teodoro - Ma anch'io sarei un fratello per te!
Susanna - Ho capito! Confessa che il contrario sarebbe il colmo! E se Filippo ti risponder di comportarti pure come mio fratello, mentre lui rester puramente e semplicemente mio marito? Non credo che la tua proposta possa riscuotere presso Filippo gran successo, soprattutto nello stato in cui si trova in questo momento. E poi, infine, ad ogni modo... anch'io esisto, non ti pare? Hai un modo di mettere a posto le cose, tu! Io sto benissimo cos, io!
Teodoro - Tu stai benissimo?...
Susanna - Ma... s!
Teodoro - Anche tu, col pretesto che ora mi trovo qui, ti senti di nuovo in viaggio di nozze?
Susanna - Non questo che voglio dire...
Teodoro - Ma s. esattamente quello che vuoi dire. D'altra parte evidente! Salta agli occhi!
Susanna - Che io sono in viaggio di nozze?
Teodoro - Che tu sei contentissima di vedere Filippo con l'aspetto di un giovane sposo.
Susanna - Non c' nessuna ragione perch ne sia furiosa.
Teodoro - cos!
Susanna - Insomma, pensala un po' come vuoi! Io ti consiglio di non far sciocchezze, e, questa volta, di lasciar Filippo tranquillo.
Teodoro - Lo vedremo.
Susanna - Non essere ridicolo, tesoro!
Teodoro - Ecco! Vedi?
Susanna - Che cosa?
Teodoro - Ora me che tu chiami tesoro , mentre lui probabilmente tesoro mio! Sai che ti dico? Ci siamo! Il marito sono io! (Si sente cantare Filippo) Senti, sentilo, come se la canta!
Susanna - Ma non parlare di Filippo su questo tono! E non protestare perch canta! Dio, come complicate la vita voi uomini, quando vi ci mettete! (Filippo entra).
Filippo - Ecco qua. Ammazzati e spennati. Le care bestiole non aspettano che le dita di fata della cuoca. Come sta la nostra piccola cuoca?
Susanna - Sta molto male!
Filippo - Che t'hanno fatto, amor mio? (Accennando a Teodoro) quel signore li, forse, che ti ha importunata? Raccontami un po'...
Susanna - Oh! no! E poi no! Non racconto niente! Vado in cucina! Aggiustatevela fra di voi! (Esce).
Filippo - Ehi! che nervi! Gliene hai fatta una delle tue, scommetto! Ah! impagabile! Poco fa quando le ho fatto lo scherzo della croce bianca in cielo, l'avessi vista! Ho creduto per un momento che mi strappasse gli occhi! Non ho mai trovato nessuno che se la prenda come lei; se la si porta un po' in giro, va fuori di s! Ma che donna straordinaria, vero? adorabile! Io, vecchio mio, bisogna che te lo confessi: non sono mai stato tanto felice! Ti devo un'esperienza alla quale evidentemente non avrei mai pensato da solo, ma che rimette sul tappeto una infinit di polemiche. Credo che la mia camicia sia asciutta. S. (La stacca dal pennone) Teodoro carissimo, avevi ragione! E quando penso agli scandali, alle catastrofi che provocano certi uomini perch le loro mogli hanno un amante, trovo veramente che il numero degli imbecilli sulla terra impressionante! Solo noi siamo nel vero. Mi incaricher di dimostrare la cosa a tutti i mariti del mondo. Sapere che la propria moglie si interessa anche a un altro uomo, una molla prodigiosa, amico mio! un mezzo sicuro per non addormentarsi nel matrimonio e per conservare fra moglie e marito quella sorta di civetteria, di attenzione, al di fuori della quale non esiste una vera vita matrimoniale. evidente! C' la concorrenza! E siamo obbligati a essere pronti a difenderci. la logica stessa! Ed talmente logico che non posso arrivare a capire come la nostra societ, sedicente evoluta, sia ancora alla formula del marito unico. Perch un matrimonio duri, assolutamente indispensabile essere in tre! Guardami, amico mio! Non so se si noti, ma posso affermare una cosa e cio che da tre giorni ho venti anni di meno! Di colpo si riaccesa in me una fiamma, una giovinezza! Ed semplice: l'adoro, amico mio! E anche lei m'adora! E tutto ci perch* Perch tu si dei nostri. E ancora, quello che meraviglioso, vedi, che io conosco i tuoi sentimenti per Susanna e i suoi per te e che ci, per me, non conta as-so-luta-mente niente. Credi, assolutamente niente. Il fatto che tu abbia su Susanna gli stessi... diritti di me, se vuoi, giuoca in un senso e no nell'altro. Anzi, mi rende dieci volte pi innamorato! curioso, non trovi? quel che m'ha maggiormente sorpreso l per l. Ma, riflettendoci, lo trovo abbastanza logico. M'avete prevenuto. M'avete messo al corrente. Avete cos eccitato il mio amor proprio. M'ha disturbato un po' la rivelazione del passato. Ma una volta ingoiata la pillola, il resto non contava pi. Col che evidente che tutti i drammi della gelosia, che vengono chiamati a torto drammi d'amore, non sono altro in fin dei conti che delle storie d'amor proprio. Roba da imbecilli. D'altra parte un geloso sempre un imbecille. il mio punto di vista. La mia camicia perfetta, guarda. A che stai pensando!
Teodoro - A tutto quello che hai detto.
Filippo - Ebbene?
Teodoro - Ebbene, non va, Filippo.
Filippo - Non va, Filippo ?
Teodoro - Stai sbagliando strada. Non siamo nel giusto.
Filippo - Che vuoi dire?
Teodoro - Tutto quello che hai detto intorno alla nostra esistenza non che utopia.
Filippo - E perch?
Teodoro - Perch, io, se proprio ci tieni a saperlo, non la sopporto questa esistenza!
Filippo - Ehi l! Tu non la sopporti ?
Teodoro - No.
Filippo - E che c' che ti disturba?
Teodoro - Te.
Filippo - Ancora?
Teodoro - Sono desolato di dirtelo, Filippo, ma vero. Non posso pi continuare a vederti vivere come fai con Susanna.
Filippo - Ma tu hai avuto il mio posto per sette giorni. Non sei stato felice?
Teodoro - No.
Filippo - Ah?
Teodoro - Durante quei sette giorni non ho fatto che pensare a te.
Filippo - Molto gentile.
Teodoro - Detta e decisa ogni cosa, ho trovato che ti imponevo una prova sovrumana. Mi sono vivamente rimproverato di aver messo in luce una situazione che avrei dovuto tenere nel pi profondo segreto.
Filippo - Ma niente affatto.
Teodoro - Ma s, Filippo. Non si pu imporre a un amico il farsi veder vivere maritalmente con sua moglie. una pazzia! E l'ho capito troppo tardi. Ho capito che ero un mascalzone e un egoista, e per giunta un imbecille. L'unica soluzione intelligente era quella che poteva sembrare la meno onesta, ma che almeno non avrebbe fatto soffrire nessuno.
Filippo - E quale?
Teodoro - Non confessarti nulla e approfittare delle tue assenze.
Filippo - Ah! Te ne ringrazio.
Teodoro - vero! Ma tu credi veramente che la sofferenza che ti imponevo ogni notte, penetrando con Susanna nella grande capanna, mi permettesse di essere felice con lei? Ero io ad aver scatenato questa situazione e non potevo pi fare macchina indietro! Ma imporre ci a te, no! Che vuoi, sarebbe stato troppo vile e crudele da parte mia!
Filippo - Ma... impormi che cosa?
Teodoro - Come che cosa? Importi di immaginare tua moglie nelle mie braccia, niente altro!
Filippo - Ebbene?
Teodoro - Non ti bastava per soffrire le pene dell'inferno, solo, nella capannina?
Filippo - Ma io non immaginavo niente di niente! E non soffrivo nessuna pena dell'inferno! Russavo a tutto vapore!
Teodoro - Russavi?
Filippo - Ma s.
Teodoro - E non pensavi a nulla?
Filippo - Mi sono detto, una volta per tutte, la prima notte, che Susanna era partita per un viaggio e che per una settimana avrei dormito senza di lei.
Teodoro - E tutto andava bene cos? Non soffrivi?
Filippo - Dal momento che eravamo d'accordo!
Teodoro - Cos, col pretesto che eravamo d'accordo, non ti veniva nessuna idea in testa? Nessuna immagine penosa?
Filippo - Ma nulla era cambiato! Ci hai messo un'ora l'altro giorno per dimostrarmelo. Ero stato felice per sei anni mentre tu eri l'amante clandestino di Susanna. Il tuo ragionamento non faceva una grinza tanto era logico, e non c' dunque nessuna ragione perch oggi io mi debba considerare il pi infelice degli uomini dal momento che la situazione in fondo resta la stessa. quello che mi hai dimostrato con molta precisione. Tu non eri un nuovo venuto nella nostra vita: c'eri da sei anni!
Teodoro - In fondo per arrivare a impressionarti, era forse necessario che io diventassi qui l'amante di Susanna, Che io fossi un elemento nuovo? Se quest'isola non fosse deserta e se Susanna ti ingannasse, forse solo allora cominceresti a pensar male di tua moglie?
Filippo - Ma sarebbe un'altra cosa! Il ragionamento non sarebbe pi lo stesso.
Teodoro - E se Susanna avesse quattro amanti e si trovassero qui -tutti e quattro, tu considereresti normale di essere il quinto e di notte russeresti?
Filippo - Ti prego di ricordare, vecchio mio, che Susanna mia moglie e non la vivandiera di un reggimento.
Teodoro - Non faccio che spingere il tuo ragionamento all'assurdo, poich non si tratta che di un ragionamento.
Filippo - Ancora una volta ti dico che non mio il ragionamento, ma tuo.
Teodoro - D'accordo. Solo che anche tu l'hai approvato e adottato. E questo mentre io sto per dichiararti che lo trovo assurdo e che solo l'accecamento proprio dell'amore ha potuto per un attimo farmelo considerare normale! E sai perch ci che ti ho proposto assurdo? talmente idiota che oso appena dirlo! Semplicemente perch in realt tutto era totalmente cambiato! Tu sapevi invece di non' sapere. Ti pare niente? Tutta la differenza qui. Ora anche io so ! E mi accorgo che insopportabile. E te lo dico, Filippo!
Filippo - S, ma tu mi obblighi anche a risponderti - e me ne scuserai - che il tuo caso non ha nulla di comune col mio. Poich se esatto che io non ne sapevo niente, tu... tu hai sempre saputo che Susanna era mia moglie. E ti faccio inoltre notare che per te perfettamente vero che niente cambiato. E allora di che ti lagni? E insomma, si pu sapere che vuoi?
Teodoro - Ebbene...
Filippo - Non vorrai mica che io rinunci a essere il marito di Susanna e che smetta di amarla.
Teodoro - Provvisoriamente s.
Filippo - Provvisoriamente?
Teodoro - Finch saremo sull'isola.
Filippo - Vuoi che mi ritiri nella capannina e che ti lasci Susanna provvisoriamente ?
Teodoro - No, Filippo. Non sono pazzo. Ti chiedo che noi tre si viva come fratelli e sorella.
Filippo - Ma dieci giorni fa vivevi bene come suo fratello! Ed era proprio quello che non potevi sopportare. Non sei logico, via! E poi, supponiamo un po' che non arrivi una nave prima di tre mesi; fra cinque settimane tu mi proporresti ancora una formula meno fraterna!
Teodoro - Susanna potrebbe abitare la capannina...
Filippo - E io?
Teodoro - Con me nella grande.
Filippo - Ah... Senti, lo sai che ti voglio bene, da vecchia data... (D'improvviso) ancora un progetto che hai fatto con lei? Gliene hai parlato?
Teodoro - S.
Filippo - E anche questa volta d'accordo?
Teodoro - No. Non ancora!
Filippo - Non ancora?
Teodoro - No. Ma tu! (Breve pausa).
Filippo - Anch'io non sono d'accordo.
Teodoro - Non vuoi?
Filippo - Ah! no, vecchio mio, no! Sei veramente esigente, riconoscilo! Personalmente faccio gi una certa figura in tutta questa storia... Ti ho dato Susanna, ti ho dato un paio di scarpe...
Teodoro - Ti pare bello rifiutarmi il tuo soccorso quando ti dico che soffro?
Filippo - Il mio soccorso! Il mio soccorso! inaudito! Ma che posso farci? E finalmente, cosa c' che non va? Pensare che io amo Susanna e che lei mi ama? Ti immagini che Susanna perduta per te? Ma niente affatto, caro mio! Proprio ieri sera abbiamo parlato di te... e lei mi diceva cose che ti avrebbero fatto un gran piacere...
Teodoro - Ah! cos! Per giunta parlate di me! Quel bravo Teodoro. il colmo! L'amico di famiglia, rieccoci! E a te, a te non d fastidio di parlare di me? In generale, una donna evita di parlare col marito del suo amante. l'inverso che si fa! Vedi dove siamo arrivati? E mi domandi anche se c' qualcosa che non va? Non va che voi due parliate di me!
Filippo - Bene. Glielo dir, te lo prometto. Non parleremo pi di te. (Pausa).
Teodoro - Allora niente?
Filippo - Che cosa?
Teodoro - Rifiuti? -
Filippo - Ah!.... s, Teodoro, s!.. Fra quattro giorni tornerai qui, ed io ricomincer la mia settimana nella capannina.
Teodoro - Ma non capisci che me ne infischio della capannina? Essere o non essere nella capannina, non questo il problema!... Non conta!
Filippo - Ma che cosa conta allora?
Teodoro - Il sapere che - nella capannina -io soffro e tu russi! Capito?
Filippo - Vedo che devo affrettarmi a calmarti - e Susanna del resto te lo potr confermare - io non russo mai. Era una metafora.
Teodoro - Ho capito! Ti fai giuoco di tutto quello che dico, cos? Ebbene, Filippo, sei un porco immorale! Questa la mia ultima parola.
Filippo - Oh! Che volgarit!
Teodoro - Ah! Come vorrei che quest'isola non fosse deserta e che qualcuno ti facesse becco una volta per sempre sul serio! Quel giorno tu capiresti! (Esce).
Filippo - (solo) Francamente ha perso il lume! Bah! Vediamo se il pezzo di sughero s' asciugato! (Si avvicina all'albero ai cui piedi si trova appoggiato un pezzo di sughero esposto al sole) Perfetto per infilzarci le mie farfalle... (Rimette il sughero in piedi contro l'albero, poi si dirige presso la capannina) Bisognerebbe esaminare da vicino. (Poi accorgendosi improvvisamente dell'errore) Ah! gi, vero! (E si dirige verso l'altra capanna) La noia solo questa: sbagliarsi di capanna tutto il giorno. (Scompare oltre l'ingresso della grande. D'un tratto si sente un sibilo e una freccia tirata dalla quinta viene a conficcarsi vibrante sull'albero[2]. Quasi subito appare, calmo, atletico, un superbo giovane negro, una specie di statua, vestito di un semplice perizoma. Porta anche, come gli indigeni di Thaiti, una grande ghirlanda di fiori al collo. Sulla testa piume immense. Il negro entra e resta in piedi, immobile, con Varco ancora fra le mani. Filippo esce dalla capanna. Porta una tavola sulla quale sono fissate delle farfalle. Le esamina avanzando a testa bassa e canticchia una poesiola sulle farfalle. Quando le farfalle -Avranno le bretelle - Persino le sardelle - Ridendo a crepapelle - Diranno le pi belle... Arrivato davanti all'albero si accorge della freccia, ma la guarda a lungo senza rendersi ben conto di cosa sia. Poi, senza osare di voltarsi troppo presto, segue lentamente con lo sguardo prima, poi con la testa e poi col busto, il cammino che deve aver fatto la freccia per arrivare... Infine voltatosi completamente, Filippo guarda fissamente il negro, come se si trovasse d'improvviso al cospetto della Santa Vergine...). Ah! Questa poi! Da dove sbucato? Corpo di Bacco! Allora l'isola abitata? (Il negro si inchina rispettosamente)Buon giorno... Buongiorno amico mio... (Il negro continua ad inchinarsi) D'accordo... s... buongiorno!... Buongiorno!... Non mi dir mica buongiorno fino a domani! Ad ogni modo molto meglio che mi dica buongiorno che non mi salti alla gola... (Al negro) He... Lei... (Non sa esattamente che cosa dire) Prima di tutto che razza di lingua parler? Non credo sia agevole una conversazione. (Al negro) Lei parla... Lei parla negro, naturalmente? (Il negro saluta ancora inchinandosi) Di nuovo! Buongiorno! Ricomincia! Un momento! Un momentino solo, se permette. Vado a cercare rinforzi. Non si muova, Arturo, torno subito. (Esce chiamando) Susanna! Teodoro! (Il negro recupera la freccia e la rimette in una piccola faretra di legno bianco insieme ad altre due o tre frecce. Teodoro entra correndo).
Teodoro - E allora, poich stato deciso cos... (Si dirige a passo deciso verso la capannina, ma si ferma di colpo alla vista del negro, che si trova di faccia. Il negro saluta come al solito, inchinandosi. Teodoro risponde allo stesso modo). Lei... He... Io... (Il negro saluta ancora, Teodoro fa gli stessi gesti del negro) Salve!... Salve!... He... Pardon... Torno subito... Torno di certo... (Esce a sinistra chiamando) Filippo! Susanna! (Susanna entra da destra, con le braccia piene di foglie di palma. Ha la faccia coperta dal fogliame e arriva al centro della scena dicendo)
Susanna - E dopo mi direte che non sono una casalinga perfetta! Appena finito di cucinare il fiero pasto, eccomi con i letti nuovi! (Si ferma di colpo e lancia un grido di spavento) Ah! (E resta immobile, fissa al negro, esaminandolo a poco a poco, attraverso le foglie che le nascondono la faccia. Poi lascia cadere uno a uno i rami e con una sorta di interesse e di meraviglia davanti alla bella statua maschile, lancia un piccolo Oh! non scevro di ammirazione. Il negro si inchina rispettosamente. Susanna fa una piccola riverenza. Il negro ripete. Susanna accentua. Poi, con la gola ancora paralizzata dalla sorpresa e dall'emozione, rischia) Lei... Lei... Lei... Lei... Lei abita... l'isola?... Lei... Lei... lei ... Lei il re? Il re dell'isola?... Il figlio? Il figlio del re? (Il negro si inchina sino a terra e si avvicina a lei) He!... Il negro si ferma - Susanna un po' imbarazzata) Non volevo... non che... Ho detto fr solo perch... credevo... scusi sa... Ma per caso lei... Non mica antropofago... voglio dire la sua famiglia?... (Il negro si toglie la ghirlanda di fiori che ha attorno al collo e, senza muoversi, col braccio teso, gliela offre) - (Affettata) Oh!... Ma... troppo gentile, veramente... grazie!... Certamente s... (Susanna non sa se deve farlo, poi finalmente si avvicina al negro e si mette in ginocchio davanti a lui) Con piacere, Altezza! Infine... s... (Il negro le passa la ghirlanda intorno al collo e l'aiuta a rialzarsi Susanna fa una nuova piccola riverenza) Grazie, altezza imperiale, grazie mille... troppo... (Fa un gran sorriso e il negro lo stesso. Si sentono le voci di Filippo e di Teodoro che si avvicinano chiamando Susanna) Ah... s! dimenticavo proprio di dirle che mi trovo per qualche tempo in quest'isola con mio marito e con il mio... e un amico... Sono loro che mi chiamano... Non abbia paura... (Rispondendo) Sii! (Filippo da destra e Teodoro da sinistra entrano in tromba).
Teodoro e Filippo - (insieme) Ah! Ci sei! Hai visto?
Susanna - Anche voi?
Teodoro e Filippo - S!
Susanna - una persona per bene! il figlio del re. (Essi lo guardano sorpresi).
Filippo - Ti ha parlato?
Susanna - No, basta vederlo...
Teodoro - Ma che fa?... (Il negro saluta inchinandosi).
Susanna - Niente. Ci saluta. Mi ha regalato la sua collana in segno di fratellanza. Filippo - Bene, avete visto? Quest'isola grande ed abitata! Che vi dicevo? Bisognerebbe comunque cercare di comprenderci un po'con questo giovanotto. Mi dica, amico, lei muto? Cio no... volevo dire... Parla? Non parla? (Mima tutto quel che pu).
Susanna - Ma non pu capire la nostra lingua!
Teodoro - No, certamente.
Susanna - E l'inglese?
Filippo - Do you speak English? You don't speak English? (Il negro scuote la testa sempre come se volesse esprimere le sue buone intenzioni).
Teodoro - Credo che ci troviamo di fronte al rappresentante di una popolazione muta o a un idiota.
Susanna - Come a un idiota? Non ha l'aria idiota!
Teodoro - Non so se non ne ha l'aria, ma ad ogni modo non sembra abbia la testa piena di idee.
Filippo - Se provassimo con dei suoni?
Teodoro - Dei suoni? Che suoni?
Filippo - Non so bene... Delle articolazioni. (Prova con dei gesti tenendosi un po' alla larga) Bul bul krakra notuot zizik? (Susanna e Teodoro scoppiano a ridere).
Teodoro - Che cosa vorresti dirgli? Gli domandi se ama la musica?
Filippo - Mano! Anche voi non siete delle aquile! Gli domando se nell'isola ne abitano altri come lui!
Susanna - Pare che non abbia capito.
Filippo - Dice sempre di s!
Susanna - Non ha uno spirito di contraddizione.
Teodoro - (a sua volta) Allora? Dicci un po' che cosa diavolo vuoi? (Facendo il gesto) Mangiare qualche cosa? (Il negro fa no con la testa).
Filippo - Non domandargli una cosa simile! sempre pericoloso coi negri!
Teodoro - Visto? Con un gesto chiaro ci si capisce subito!
Filippo - Allora chiedigli coi gesti quanti ce n' come lui sull'isola, dove il villaggio e se sono disposti ad accogliere tre persone che hanno fatto naufragio un mese fa! Prova! (Il negro si voltato e guarda ora l'albero dall'alto in basso).
Susanna - Ehi! Sta guardando l'albero!
Teodoro - Oh! pieno d'interesse! (Il negro tocca le corde che pendono dall'albero).
Filippo - (al negro) una corda per far asciugare la biancheria, hai capito?
Teodoro - Coc krikri zazukninioc! (Filippo ride. Il negro si volge verso Teodoro e lo guarda con aria molto seria) Ehi! Credo di aver trovato qualcosa che si avvicina molto al suo dialetto! Sembra che abbia capito. Ma come ho detto poco fa? (Ripete, mostrando l'albero e le corde) Ninive krikri dadoc sicoc! capito? (Il negro fa s molto seriamente) Visto? Ci siamo! Ha capito! meraviglioso. (Il negro si serra contro l'albero, mette la sua mano piatta sulla testa e si gira guardando la mano che segna la sua altezza. Emette una specie di gaio grugnito indicando Filippo) Ah! Il figlio del re ha emesso un suono! C' un netto progresso. Credo voglia controllare la tua altezza, Filippo. Vuole certamente ingaggiarti nella guardia d'onore del re suo padre! Ci siamo! contento! Ha l'occhio acceso! Non bisogna scontentare il figlio del re.
Filippo - Ecco. (Filippo si piazza contro l'albero sotto la mano del negro: questi fa segno a Teodoro di fare altrettanto, dall'altra parte dell'albero).
Teodoro - Anch'io? Anch'io sar preso nella guardia reale? Ma questo non il figlio del re, ve lo assicuro: uri tizio che va in cerca di reclute. Eccomi eccomi, non dubitare! (Si piazza alle spalle di Filippo contro l'albero) Va bene? (Il negro toglie la mano e fa loro segno di non muoversi) Non ci muoviamo! Non dubiti! Ora ci fa la fotografia! (D'un tratto, rapidamente, il negro passa la corda attorno al collo di Teodoro e Filippo, e, sempre pi svelto, girando attorno all'albero li serra a spirale con la corda dalla testa ai piedi. Tutta l'azione non durata che pochi secondi. Susanna ha lancialo un grido d'orrore ed rimasta pietrificata a contemplare la manovra. Santoli e ingiurie da parte di Teodoro e Filippo) Mascalzone! Cane! Ci ha legati come un salame!
Susanna - Vi ha dato una bella lezioncina! Imparerete a prendervi giuoco di lui!
Teodoro - Come? Lo difendi anche? Hai sentito, Filippo? Questo pezzo di mascalzone ci fa cadere in trappola, ci lega come salsicce e Susanna approva!
Filippo - Ma, cara Susanna, non ci prendevamo giuoco di lui.
Susanna - S invece. Avete parlato con lui negro, gli avete riso sul muso! Non avete notato che non ride mai, lui? Ha una dignit magnifica. E anzitutto un negro non lo si chiama negro , un insulto. L'avete offeso! E ha voluto dimostrarvi che pi forte di voi due messi insieme! (Al negro) Vero? (Il negro le tende la mano) Pardon? mi d la mano?
Filippo - Bene e tu stringergliela. Fagli capire che siamo amici. (Al negro) Amici... Fratellanza... (Susanna stringe la mano al negro che sorride. Poi il negro con un gesto conduce Susanna verso la capanna).
Susanna - Ma che vuole?
Teodoro - (che legato di fronte alla quinta non pu vedere gli altri personaggi) Che succede? Mi farete il favore di tenermi al corrente! (Davanti alla capanna il negro invita Susanna a entrare).
Susanna - Mal...
Filippo - Che cosa, amore? parla?
Susanna - No... no... non parla... ma... vuole...
Teodoro - Vuole violarti!
Susanna - Che?
Filippo - Che?
Susanna - No! Ma no... Vuole... che entri con lui nella capanna.
Teodoro - Mascalzone! Faremo i conti poi, sta tranquillo!
Susanna - Ma caro, che conti vuoi fare? Non vedi che forte come un bue?
Teodoro - Bue o no gliene dir quattro!
Filippo - Non ti capir.
Susanna - D'altronde io non so... ha l'aria cos gentile, cos dolce... Probabilmente per lui non c' niente di male...
Teodoro - Non c' niente di male e intanto comincia col legarci! Ma insomma, Filippo! Di' qualcosa!
Filippo - Che vuoi che dica? Rifletto.
Susanna - Io sono persuasa che ha le migliori intenzioni del mondo e che non si sogna nemmeno di offendermi. (Il negro le tende di nuovo la mano) Basta vederlo! Ha un aspetto molto per bene! (Il negro la conduce ancora verso la capanna).
Teodoro - Bisogna fare qualcosa!
Susanna - Naturalmente, ma che?
Teodoro - Vattene! Scappa!
Susanna - E dove vuoi che scappi? Prima di tutto fa presto a riprendermi! Oh! Ricomincia! Tu vedi quel che sta succedendo. E se se la prende a male e poi si vendica su di voi? Ha un coltello!
Teodoro - Bene. Fingi di dire s. Sfilagli il coltello e ammazzalo.
Susanna - Se credi che sia divertente ammazzare un uomo. Perch la colpa mia se vi siete fatti legare come salami? (Il negro insiste).
Filippo - Ah! Ah! Ci siamo! Ricomincia!
Susanna - Insiste, ha la sua idea, sapete. Un momento, Altezza, vengo subito. (A Filippo e Teodoro) Sentite... Non facile saperlo in modo sicuro! (Al negro) Un secondo... Ma forse non vorr slegarvi che a condizione ...
Teodoro - Gi. Siamo i suoi ostaggi!
Filippo - chiaro... Ebbene domandagli... insomma... domandagli che cosa vuole di preciso.
Teodoro - Come? Ma non vorrai permettere che Susanna!...
Filippo - Susanna cosa?... Sii logico una volta tanto! Che ci vuoi fare? Io non permetto di certo. Subisco.
Teodoro - Ma urla, santo cielo! Agitati!
Filippo - Agitati tu, se puoi! Io non posso sollevare il mignolo!
Susanna - (che nel frattempo si messa d'accordo col negro facendo, tutta contenta, dei gesti) Dice di s!
Teodoro - Come?
Susanna - Dice che vi liberer subito!
Filippo - Subito quando?
Susanna - Ebbene... Subito subito... Non so, io! Se credi te che sia una cosa facile capirlo!
Teodoro - Oh! Abbiamo capito! Allora digli che subito conto di dirgli come mi chiamo.
Filippo - E che gliene importa.
Susanna - E allora? Che fare? Non voglio mica lasciarvi legati al palo fino a domani! Sarebbe vergognoso da parte mia!
Teodoro - Non ti avrei mai creduta capace di tanto, Susanna!
Susanna - Mi meraviglio! M'avvedo che mi hai sempre sottovalutata! (A Filippo) A fra poco, tesoro! Si vedr... vedremo... insomma vedr! Non si sa mai, chiss... Vedr!... Prego, principe... (Entra con una certa fretta nella capanna).
Teodoro - Ah! Caro mio! Stavolta ci siamo tutti e due, insieme, nella capannina! Scommetto che stamattina svegliandosi Susanna ha visto un geranio o un tulipano! E trover anche che Era scritto! (Pausa) Ecco!... Eccolo il tuo amante esterno! Non avrei mai pensato, poco fa, che avrei potuto definirlo cos bene!
Filippo - (impaziente) Allora? Allora?
Teodoro - - Allora che cosa?
Filippo - Ma che cosa aspettano?
Teodoro - Per fare che?
Filippo - Per far calare la tela! ...
Teodoro - Se credi che il figlio del re si occupi della tela. (La tela che sulla porta della capanna snodata da una mano invisibile e comincia a calare).
Filippo - Ah!
Teodoro - (urlando) Tela, accidenti! (La tela del teatro comincia a calare).
Filippo - Ci siamo, caro mio, ci siamo! (E ora cala del tutto).
Fine del secondo atto
ATTO TERZO
Stessa scena degli altri atti.
(Filippo e Susanna sono seduti davanti a una cassa che serve da tavola. Essi stanno terminando un pasto i cui coperti - piatti, bicchieri, ecc. - sono poco comuni; - pezzi di legno puntuti sostituiscono le forchette, conchiglie prendono il posto dei piatti. Al centro della tavola su una gigantesca conchiglia, troneggiano i resti ancora gloriosi d'un pesce che doveva essere magnifico. Teodoro seduto a qualche passo, solitario).
Susanna - Ti garantisco che hai torto, tesoro: questo pesce straordinario! E io non sarei mai capace di prepararne un altro cos buono!
Teodoro - Buon pr vi faccia!
Susanna - Stai diventando d'un carattere impossibile, lo sai? Io non mi ci diverto pi. Eppure, se ti mettessi sul serio a fare lo sciopero della fame, non faresti che rendere pi facile la nostra vita. Sai che risparmio!
Teodoro - Chi sta parlando di sciopero della fame? Ho detto solo che non manger di quel pesce,
Filippo - Ma siccome non c' altro per colazione..,
Teodoro - Ebbene non far colazione!
Susanna - Ebbene assurdo, tesoro!
Teodoro - Non penso certo che il negro stia per diventare il nostro fornitore ufficiale, n che si incarichi di preparare tutti i nostri pasti nelle cucine del re suo padre!
Susanna - Non sarebbe poi una malvagia idea!
Filippo - Perfettamente! Non sarebbe poi una. malvagia idea!
Teodoro - Mio caro Filippo, sono sbalordito che. tu non abbia ancora pregato quel gentiluomo di prendere tua moglie per mano, di portarla a vivere con s nella sua regal capanna e di servirci in compenso due pesci al giorno cucinati come quello.
Susanna - Non puoi aprir bocca che subito esageri!
Teodoro - Ma insomma, che ne fate voi della vostra dignit?
Filippo - Della nostra dignit?
Susanna - Strane parole! che vuol dire?
Teodoro - incredibile! Ieri, un individuo spunta fra di noi, ci lega ben bene come due malfattori e, sotto i nostri occhi, ti viola, o quasi. Quindi l'energumeno, che non so proprio perch persistete a considerare figlio di re, scompare come se niente fosse accaduto. Stamane ritorna facendo sorrisi e boccucce, e ci porta per colazione un pesce preparato da lui o con la sua ricetta. Invece di saltargli al collo o almeno dirgli tutto quello che pensate di lui - tutto quello che spero pensiate di lui! - lo ria graziate gentilmente e vi mettete a tavola come se non mangiaste da otto giorni! Non dovr far altro, che tornare fra poco, portarvi un dolce del luogo.., e una cena succulenta stasera, per assicurarvi, penso: il colmo della felicit!
Filippo - Mio caro Teodoro... ti far gentilmente notare che anche tu eri presente poco fa alla consegna del pesce e tu non sei certo saltato al collo del giovane negro... che non gli hai detto, pi di me, quello che tu pensi di lui... e in questo ti d ancora ragione, dato che non avrebbe capito una sola parola del tuo discorso...
Susanna - Quanto a me, mio caro, ti faccio notare che, contrariamente a quanto affermi con un senso di evidente umorismo, io non sono stata affatto violata . E stato concluso un mercato, diciamo cos.., un baratto... Se vuoi fare un piccolo sforzo di memoria,, si trattava n pi n meno di liberare voi due. (Filippo si strangola con una spina di pesce e Susanna gli batte sulle spalle) Ho pagato il prezzo convenuto, ecco qua. Ed falso dire che quel ragazzo s' comportato come un selvaggio!
Teodoro - Hai sentito, Filippo? Mi chiedo se sono io che sto diventando pazzo o se siete voi che avete perduto il senso comune!
Filippo - Mio caro, se vuoi saperlo, considero, come lo consideri tu, abusivo...
Teodoro - Abusivo perfetto! Un bravo di cuore per abusivo! .
Filippo - S, abusivo nel vero senso della parola, ci che rappresenta un abuso...
Teodoro - Un piccolo abuso... s!...
Filippo - ... perfettamente, abusivo - siamo d'accordo - il fatto del mercato . Ci costituisce un jus , o diritto del principe, inammissibile presso di noi dal medio evo in poi. Per, mi dico anche che qui viviamo in condizioni di vita medievali e a contatto con indigeni che molto probabilmente hanno un modo di vivere pi anteriore ancora: lo stato selvaggio, per intenderci. E quale la nostra situazione? Non abbiamo armi e siamo due uomini e una donna contro un negro, un solo negro, ma forte alle spalle di tutta la sua trib. Giudico pertanto che - allo stato attuale delle cose - sia preferibile, per evitare noie forse pi gravi, farsene un amico piuttosto che un nemico accanito, del quale senza dubbio proveremmo la ferocia. Ecco il mio punto di vista.
Teodoro - Caspita! Sei un vero esempio di fierezza davanti a questo principe!.
Filippo - Tutto sommato, come la giri? Tu, intanto, che fai?
Teodoro - Io? Resisto!
Filippo - E cio?
Teodoro - Mangio telline, che mi pesco da solo! Ma non accetto il pesce che mi porta su un vassoio colui che mi viola. Oppongo alla sua forza il mio rifiuto morale.
Susanna - E se lui ti ammazza?
Teodoro - Muoio!
Susanna - Oh! Eccoci! Qui ti volevo! idiota, caro.
Teodoro - Che cosa?
Susanna - Morire.
Teodoro - E perch?
Susanna - Perch fra tre giorni pu arrivare una nave e ci salveranno. Un morto salvato ha un valore relativo, non ti pare?
Teodoro - Vedo che non si pu discutere. Mangiate! Mangiate il suo pesce. (Vedendo il negro che entra) Ecco! che vi dicevo? Noce di cocco a fette! (Il negro reca dei frutti, posa a terra la grande conchiglia che serve da vassoio, e fa un salamelecco in ginocchio. Filippo lo imita).
Susanna - Oh! Che frutti meravigliosi! Superbi... Ma troppo gentile!... Grazie!... Il pesce era veramente succulento! Buono! Pesce aum! Molto buono! (Al negro) Se potessimo capirci, domanderei la ricetta di questo pesce suc-cu-len-to!
Il Negro - Bosso sembre dirgliela, signora.
Susanna - Come?
Teodoro - Parla la nostra lingua?
Filippo - Che succede?
Il Negro - Sono naufrago come voi, signori!
Susanna - Noo!
Il Negro - Ero guoco a bordo... mi sguso... (Il negro posa il piatto dei frutti a terra e se ne va. I tre restano di sasso. Pausa. Teodoro trionfante).
Teodoro - Ah! Meraviglioso! Dolce e caff! La signora servita!
Susanna - Oh!
Filippo - Ah! Questa poi!
Teodoro - Bella sorpresa, vero?
Filippo - (a Susanna) L'avresti mai immaginato, tu?
Susanna - Io? E come vuoi immaginare una cosa simile?!
Filippo - Che tempi! Un cuoco! E per giunta negro!
Susanna - Ebbene?... E che state aspettando?
Filippo - Per fare che?
Susanna - Come per fare che? Per linciarlo! un negro s o no? Non ha una trib alle spalle! Siete in due contro uno: l'occasione per dimostrare d'essere uomini! Vi rendete conto o no che il cuoco negro di bordo m'ha violata?
Filippo - Ma no, mia cara... tu giustamente dicevi...
Susanna - Che dicevo? E che dicevo? Ci che era vero per un giovane re selvaggio, che vive sotto una legge da noi ignorata, non pi vero per il cuoco negro di bordo! Non mi direte che trovate normale di accettare questa situazione da parte d'un civile! E allora? Non lo linciate? cos che vi preparate a vendicarmi della violenza di cui sono stata vittima?
Filippo - Ma mia cara, come vuoi che lo linciamo... se ne andato...
Susanna - Inseguitelo! Accerchiatelo!
Filippo - Non si pu accerchiare qualcuno quando si in due!
Susanna - Che? Dovreste essere in dieci?
Filippo - Per accerchiarlo, naturalmente, almeno cinque o sei!
Teodoro - Hai visto come ha l'aria di infischiarsene? E non dimenticare che molto pi forte di noi due messi assieme.
Filippo - Non hai notato che va in giro con un coltellaccio da cucina grosso cos, del quale sa certamente servirsi?
Susanna - possibile. Ma non sar certo pi forte di voi se lo legate al palo.
Teodoro - Vuoi che lo leghiamo al palo?
Filippo - Per farne che? (Susanna ha raccolto due liane e ne ha data una ciascuno a Filippo e Teodoro).
Susanna - Un'idea. State attenti. Con l'astuzia ieri siete stati legati voi. Con l'astuzia oggi legheremo lui. Dopo, lo so io quello che devo fare. Stendetevi tutti e due qui per terra. Fingete di fare la siesta. Io mi incarico di trascinarlo al palo. Appena l'avr portato qui, Teodoro con un salto lo immobilizza alla gola. Poi Filippo gli lega i polsi. Non si muover pi! Avete capito bene?
Filippo - Per me, s. Solo che Teodoro deve fare molta attenzione a non sbagliare il colpo, altrimenti le cose si metterebbero subito molto male per noi.
Teodoro - Se volete la mia opinione noi stiamo passando al grottesco.
Susanna - Avr il negro in mio potere. E concluder con lui il mio piccolo mercato, state tranquilli. Se ne accorger. Ho la mia idea.
Teodoro - E come lo attirerai qui!
Susanna - Lasciatemi fare. Forse non lontano. Lo chiamo e lo porto qui. Voi mettetevi al posto. (Esce chiamando) Ehi! Ehi!...
Teodoro - Lo porto qui! . di una tale incoscienza. Siamo due perfetti imbecilli ad abbandonarci cos ai suoi capricci...
Filippo - Stendiamoci. (Essi si stendono a terra, vicino all'albero).
Teodoro - Che furbi! Coi nostri frak, sembriamo due presidenti della Repubblica assassinati!
Filippo - Perch due presidenti della Repubblica?
Teodoro - Perch i presidenti della Repubblica vengono assassinati sempre in frak. Non lo hai mai notato?
Filippo - vero. Ma non ho mai notato, per contro, che se ne assassinino due alla volta.
Teodoro - Rendo omaggio alla tua logica sempre rigorosa. (Stendendosi) Ahi! dura terra! (Susanna chiama Ehi! Ehi! .)
Filippo - Soprattutto non sbagliare il colpo! Ho voglia di russare!
Teodoro - Senza complimenti.
Filippo - Volevo dire: far finta.
Teodoro - Perch?
Filippo - Per dare meglio l'impressione di dormire sul serio.
Teodoro - Ieri mi hai detto che non russi mai!
Filippo - cos.
Teodoro - E allora perch, per far credere che dormi la tua prima idea di russare?
Filippo - Mi pareva...
Teodoro - Chiudi gli occhi, baster.
Filippo - fatta!
Teodoro - Per me lo stesso, se vuoi saperlo: lasciali aperti.
Filippo - No. Ti dico: fatta. L'ha trovato!
Teodoro - Ah! S?
Filippo - Silenzio! (Si irrigidisce e comincia a russare. Si riprende di colpo) Ah! No, vero. Pardon! Sst! (Susanna entra di spalle, facendo segni misteriosi al negro per farlo avanzare. Egli entra. Susanna gli indica i due uomini che dormono).
Susanna - Dormono!...
Il Negro - Ah?...
Susanna - Fanno la siesta.
Il Negro - Benissimo. (Prende Susanna per un braccio e la trascina verso la capanna).
Susanna - Come? (Comprendendo le sue intenzioni) Ma no! Sei pazzo! (E indica nuovamente i due dormenti come per dare una ragione del suo rifiuto) Andiamo!...
Il Negro - vero! (Il negro avanza verso Teodoro e Filippo i cui piedi si toccano quasi e, rapidamente come la volta precedente, tratto un lacciuolo dalla cintura, lega insieme i quattro piedi).
Teodoro e Filippo - Come?! Ehi! Ehi!
Susanna - Ma no!
Teodoro - Ehi! Di un po'! Durer ancora molto questa mania di legare la gente?
Filippo - Oh! Questo si chiama abusare: scioglici immediatamente.
Susanna - (che ha afferrato il coltello del negro con mossa rapida, lo brandisce ora minacciosa) Andiamo! Mi pare che basti una volta, vero?
Il Negro - Dande sguse...
Teodoro - S... s... ce ne infischiamo delle tue scuse! (Essi si liberano).
Filippo - Mettiti subito in testa che sono il marito della signora. La signora mia moglie!
Il Negro - Ma gerto...
Filippo - Certo!... Sentilo! Io gli spacco la faccia!
Susanna - No... no! tesoro!... Non lasciarti trasportare! Calma! Conserviamo tutto il nostro sangue freddo, per carit! (Susanna prende il negro per m braccio e indicando il cielo, lo porta vicino al palo) Oh!... guardate!
Filippo - Che cosa?
Susanna - Non avete visto in cielo?
Filippo - Che cosa? Una croce bianca? Una stella filante?
Susanna - Ma no! Oh! Ancora!
Teodoro - Ma che cosa!
Susanna - Guardate bene!
Filippo - Io non vedo niente! (Susanna disperata perch essi non capiscono la sua intenzione).
Susanna - (al negro) Tu... tu non vedi niente!
Il Negro - Che gosa?
Susanna - Una specie di palo...
Il Negro - Ah! In gielo?
Filippo - (a Teodoro) Tu vedi un palo, di?
Susanna - (furiosa) Ma no! Non lo vede! Non pu vederlo! E nemmeno tu, di certo! Voi non vedete mai niente, voi due! Ma tu - (al negro) tu invece lo vedi, vero? Un palo!... Un palo, si direbbe, con un uomo appoggiato, serrato contro... lo vedi? Lo vedete?
Teodoro e Filippo - Ah! Ah! Un palo . Ah! s! s! s!!
Filippo - (indicando al negro) Guarda bene! Gira un po' la testa, vedrai meglio... Ecco... cos... l, proprio davanti a te... Ecco, ci siamo! (Teodoro che si spostato dietro al palo, d'un tratto passa una corda alla gola al negro) Ecco, ecco! Giovanotto, poche storie! Passa le mani dietro al palo! Via, presto! (Il negro eseguisce e Filippo gli lega i polsi).
Teodoro - Fatto?
Filippo - Fatto. Puoi lasciarlo.
Susanna - Siete meno incapaci di quanto non pensassi.
Filippo - Bene. E ora sbrighiamoci.
Susanna - (al negro) Dove sei stato per un mese?
Il Negro - Dall'altra barte dell'isola.
Susanna - Solo?
Il Negro - S.
Susanna - Noi hai trovato altri naufraghi?
Il Negro - Non drovato. L'isola grande. Gredevo essere solo non annegato.
Filippo - E come sei capitato qui col bel progettino che avevi in testa? Come ci hai scoperti?
Il Negro - A gaccia, un giorno, visto madama in aggua.
Filippo - E ti sei subito fatto un'idea precisa!
Susanna - Oggi, le parti sono cambiate. Sei tu ad essere legato al palo. Allora ecco le condizioni: ti incaricherai della caccia e della pesca...
Filippo - Ah! un'idea eccellente!
Teodoro - Ma come! Il linciaggio si limitava a questo?
Filippo - Ma, Teodoro! Stai zitto, per favore! Manchi di spirito pratico. (Ritornando al concetto di prima) Certo, un'idea eccellente. Ti occuperai della cucina...
Susanna - Pulirai le capanne. Rifarai i letti... E in cambio sarai nutrito e alloggiato...
Filippo - S... alloggiato un po' al largo... Ti costruirai una capanna per te.
Susanna - Prendere o lasciare. Se fuggi, quando una nave ci salver, ti abbandoneremo qui solo o ti faremo arrestare...
Filippo - Se invece sarai attento e servizievole, ti salveremo con noi.
Teodoro - Incredibile! Avrei pensato a tutto, ma non ad assumerlo! (Se ne va).
Filippo - Trovo la tua idea veramente eccellente, mia cara. Solo fa attenzione, vero,giovanotto! Dimenticher volentieri, come lo dimenticher mia moglie, quel che accaduto ieri, se farai bene i servizi. Ma se, non sia mai, mia moglie mi riferisce che ti sei reso colpevole della minima scorrettezza nei suoi riguardi, questa volta l'avrai a che fare con me, Capito bene? (Prendendo il coltello dalle mani di Susanna) Dammi qua. l'uomo che tiene l'arma.
Susanna - Allora? Accetti le condizioni?
Il Negro - S.
Filippo - Bisogna prendere l'abitudine di rispondere S, signora capito? Come ti chiami? Hai un nome?
Il Negro - S. Filippo.
Filippo - Eh! Come? Ti chiedo di rispondere S, signora non certo perch tu risponda a me S, Filippo !
Il Negro - Perch?
Filippo - Mi stai prendendo in giro?
Il Negro - No.
Filippo - Ti ho forse autorizzato a chiamarmi per nome?
Il Negro - Non gapisco.
Filippo - Ti ho chiesto il tuo nome.
Il Negro - S, Filippo.
Susanna - Ah! Si chiama Filippo!
Filippo - Ah! Ti chiami Filippo?
Il Negro - S. Io colonia. Mio padre mi ha dato questo nome vostra lingua: Filippo.
Filippo - Ah! cos. Allora ti chiami Filippo? Bene. Ma provvisoriamente ti chiamerai... Arturo!
Susanna - Perch Arturo?
Filippo - E perch no?
Susanna - Ti piace Arturo?
Il Negro - Me ne frego.
Filippo - Ah s. Bene. Allora ricordati questo nome: Arturo. Perch Filippo anche il mio nome, capito? Andiamo Susanna.
Susanna - Un minuto, caro, Se permetti ho ancora qualche istruzione da dargli.
Filippo - (allontanandosi) Bene... (Al negro) Non vado lontano! Vado a cercare Arturo... cio Teodoro!... (Esce. Susanna sola col negro).
Susanna - Sai che cosa voglio dirti, vero? Hai sentito che cosa ha detto: se, non sia mai, mi devo lagnare sul tuo conto... con mio marito che dopo te la vedi!... Quello che successo ieri... bisogna dimenticarlo... dimenticarlo del tutto... Non bisogna assolutamente pi che noi ci pensiamo... Voglio dire, non bisogna che tu ci pensi pi... E non hai un po' di vergogna, adesso, di esserti comportato come hai fatto? (Il negro sorride) Ah! lo trovi divertente? (Il negro fa no con la testa) Ah! bene! E allora perch hai sorriso? (Il negro sorride) Ti prego di non sorridere quando mi guardi!... (Per s stessa) imbarazzante, o insomma! Come ti sono venute in testa idee simili? Mi avevi vista nuda in acqua... _ma non era una ragione sufficiente!... Non fa torto a nessuno d'essere giovani e belli: ma non basta a scusare tutto! Oh! Capisco bene che nel tuo caso c' l'atavismo... Tuo nonno viveva forse come vivi tu oggi - su un'isola, anche lui - con un arco e un piccolo perizoma attorno ai fianchi... quel sangue che ha ribollito nelle tue vene, no?... Quello di un uomo che viveva da re nella natura e che imponeva la sua legge e la sua forza a tutte le donne della trib... s... deve essere cos... di certo... Ci non impedisce che tuo nonno era re e aveva il diritto di fare tutto quello che voleva... Ma, mio caro, viveva allo stato selvaggio... Mentre tu! Anche pensando di essere nipote di un re, avresti dovuto ricordarti di essere un uomo civile, vero? Che ne dici? Ecco! Allora... non pensiamoci pi. Mai pi... Mi chiamerai Signora, come mio marito ti diceva... ed io... no, non voglio chiamarti Arturo... ridicolo... Lo dir a mio marito. Come vuoi che ti chiami? Joe? Ti piace Joe? (Il negro sorride) Joe, va bene. Ti chiamer Joe! Saremo buoni amici! Insomma, voglio dire che dimenticher... Non ti terr il broncio... E adesso ti slego. Capisco che stata una umiliazione per te d'essere legato al palo... Ma era la punizione minima, Joe! D'ora in poi ti ricorderai che non sono una donna della tua trib, e che perfino il nipote di un re, anche se bello, e se si trova su un'isola, al giorno d'oggi, non ha tutti i diritti su una donna. Ecco. Sei libero! Puoi ringraziarmi. Avrei potuto essere pi cattiva... Via adesso... E ricorda tutto quello che ti ho detto. Spero che la tua parola sia una sola, vero? (Il negro si mette in ginocchio e bacia la mano di Susanna in atto di sottomissione. Si sente Susanna mormorare a mezza voce e quasi in sogno) Oh!... altezza!... (Poi, riprendendosi) Oh! che sto dicendo mai! Sono pazza! Via Joe, niente sciocchezze! In cucina adesso! In cucina! (Susanna esce e il negro anche, ma dalla parte opposta. Teodoro entra. Non vede nessuno. Ha un improvviso sospetto).
Teodoro - Santi numi! (Fa un salto fino alla capanna grande. E subito si rassicura. Dalla stessa parte entra Filippo).
Filippo - Ma dove t'eri cacciato? Ti cerco da dieci minuti!
Teodoro - Passeggiavo.
Filippo - Passeggi allo stato invisibile?
Teodoro - Che vuoi che ti dica? Non ci siamo incontrati.
Filippo - Dov' Susanna?
Teodoro - E chi lo sa? Sono appena arrivato. (Il negro entra).
Filippo - Ah! Eccoti! Dov' la signora?
Il Negro - La padrona andata da quella parte.
Filippo - Ah! bene. E tu, che vuoi?
Il Negro - Il goltello, badrone.
Filippo - Per farne che?
Il Negro - Per fare branzo.
Filippo - (a Teodoro) abbastanza logico, no? (Al negro) Tieni. Va pure. (Il negro esce) Ecco: una nuvola passata... E il bel tempo di ritorno! Sono tanto contento! Stanotte, te lo confesso, ho dormito male. Pesava fra noi una specie di malessere, abbastanza comprensibile, no?... La situazione era senza uscita o quasi. Ma adesso devo proprio dire che Susanna ha chiuso questa parentesi con vera maestria! L'aspetto per abbracciarla. In fondo stata lei, riconosciamolo, a trovare la soluzione!: Teodoro - Sei tanto contento?
Filippo - S. Il negro non pi pericoloso e abbiamo un cuoco. Una magnifica combinazione, che ne dici?
Teodoro - Per me, no.
Filippo - Ma andiamo! Che diavolo c' ancora che non va? a passeggio che hai trovato nuovi spunti per brontolare?
Teodoro - Ho capito di colpo un certo numero di cose. Ora vedo tutto chiaro. (Filippo non reagisce) Non ti interessa?
Filippo - Comincio a non fidarmi pi dei momenti in cui tu vedi chiaro. In quei momenti mi dai piuttosto delle preoccupazioni.
Teodoro - Preferisci non vedere?
Filippo - Sto bene cos.
Teodoro - Stai bene cos. Una nuvola passata, una parentesi stata chiusa... E nulla ti ha colpito particolarmente nella parentesi ? Non hai trovato nulla di offensivo?
Filippo - Ti ho detto poco fa che ho trovato offensivo...
Teodoro - Abusivo, s, ricordo... ma non hai notato che la collera di Susanna, la sua unica e vera collera, stata quella di scoprire che il negro era un cuoco? Non te ne sei accorto?
Filippo - Senti bene. Fino a quel momento - e te l'ho fatto notare - Susanna ha accettato e mantenuto con la rassegnazione e il pudore, anche, che essa comportava, la parte penosa che le circostanze le imponevano. quindi assai logico, secondo me, che, scoprendo d'un tratto l'inganno di cui siamo stati vittime, la sua collera sia scoppiata solo allora. Questo chiaro. I tuoi sono cavilli.
Teodoro - Se tu non ci trovi nulla di anormale e di inquietante, sei veramente il re, Filippo!
Filippo - Il re Filippo? Quale re Filippo?
Teodoro - Ma no: il re, virgola, Filippo!
Filippo - Il re di che?
Teodoro - Il re, dei cretini, beninteso. Questa rassegnazione come dici tu, singolarmente vicina al compiacimento! Perch una storia cos enorme sia stata accolta con tanta disinvoltura, bisogna che Susanna non sia alla sue prime armi, credi a me. Questo negro non certo il primo!
Filippo - Come non il primo? Non cercherai di insinuare adesso che Susanna ha l'abitudine di andare a letto coi negri!
Teodoro - Non parlavo di altri negri, ma di altri uomini.
Filippo - Ah, dicevo bene!... Cio: lo Non ti permetto di...
Teodoro - Ma non puoi impedirmi di pensare quello che penso! E penso fra l'altro che, io, sono stato cieco quanto te! Essa aveva due mariti, ecco la verit, tu ed io, sullo stesso piano! Due bravi tipi... E noi eravamo becchi insieme, se proprio ci tieni a saperlo!
Filippo - Bene. E sai come ti rispondo? Susanna non mi ha mai tradito! Mai! Ne sono certissimo.
Teodoro - Sei sublime! Non c' altra parola.
Filippo - Forse sono sublime, ma non sono mai stato becco, come dici tu, molto volgarmente.
Teodoro - Ah s! e io?
Filippo - Tu?
Teodoro - Che ne fai di me?
Filippo - Ah! Ma tu non conti.
Teodoro - Come non conto?
Filippo - Tu sei come un fratello per lei: ho potuto assodarlo.
Teodoro - Ah! L'hai potuto assodare? Ed per questo senza dubbio che, nella capannina, quando la mia settimana, tu russi a tutto spiano!
Filippo - D'altra parte ogni tua parola, ogni tua supposizione cos insultante, prova che tu non ami Susanna come credevo che tu l'amassi.
Teodoro - Io non amo Susanna? Io?
Filippo - No, amico mio. Tu non l'ami! Se tu l'amassi, non la supporresti capace di atti quali quelli che tu, con tanta ingiustizia, le rimproveri!
Teodoro - Ma proprio perch l'amo, capisci? che nulla mi sfugge e che il minimo dettaglio desta la mia gelosia. Sei tu che non l'ami!
Filippo - Io?
Teodoro - Certamente. Dal momento che non hai avuto un solo moto di gelosia!
Filippo - Non vero!
Teodoro - E quando allora?
Filippo - - B, quando mi confessasti il tuo legame con lei.
Teodoro - Non era gelosia. Cercavi di sapere se fosse logico o no di trovare il fatto grave. Non era certo gelosia. E ieri sera, quando eravamo legati insieme a quel palo e hai visto quello che stava per accadere, sei stato forse geloso? No. Non hai fatto nulla.
Filippo - E tu? Potevamo fare qualcosa?
Teodoro - Potevi protestare almeno!
Filippo - Gridavi abbastanza tu solo.
Teodoro - - Le tue grida avrebbero provato, se non altro, che qualcosa in te si ribellava! No. Niente. E stamane hai mangiato il pesce cucinato dal negro!
Filippo - Non ricominciamo col pesce!
Teodoro - Tu l'hai mangiato! Io non l'ho mangiato! E hai osato dirmi che, di noi due, sei tu che ami Susanna! No, Filippo. Se tu l'amassi, non avresti potuto mangiare, quel pesce. A me, ogni boccone sarebbe andato di traverso. Dal momento che quel pesce per me era Susanna Stessa nella grande capanna col negro che la stringeva fra le braccia!
Filippo - Ma sta zitto, una buona volta!
Teodoro - Oh! Finalmente! Cominci a sentire qualcosa? insopportabile, vero? Ti agita? Ti rende furioso? Ma non basta. Ascolta che bella storia. Un principe! Un figlio di re! lei che lo ha immaginato - istintivamente - capisci ora perch? Perch rendeva il fatto ancor pi straordinario e pi scusabile. Un conquistatore regale e imperioso, che prendeva quel che gli garbava e al quale non si poteva resistere. Poi, di colpo, la storia del cuoco le ha fatto crollare la sua bella fantasia! Era la sua scusa, la sua buona ragione che andava a farsi benedire; per questo che l'abbiamo sentita gridare. Ma non ha gridato prima! Hai capito, adesso?
Filippo - Ti credevo un amico. Sai invece quello che sei? Un porco!
Teodoro - Cosa?
Filippo - Un porco! (Esce).
Teodoro - Come?
Filippo - (rientrando) Un porco! (Ed esce ancora).
Teodoro - (chiamando) Filippo! (Poi, a se stesso) Ci siamo! Eccoci stizziti! Ah. Come si ha ragione di dire che un'amicizia fra due uomini non pu durare, se c' una donna di mezzo! (Pausa) Ebbene, non sar mai detto che una donna ci possa separare! (Filippo rientra bruscamente) Filippo, non ci bisticciamo. Sono un imbecille. Dimentica tutto quello che ti ho detto e che t'abbia potuto fare del male. Abbracciamoci.
Filippo - Ma che ti succede? Sei impazzito?
Teodoro - Hai ragione: sono un porco.
Filippo - Ma no, via...
Teodoro - La nostra amicizia rester intatta, Filippo. So quel che devo fare. Devo farla finita con Susanna.
Filippo - Che?
Teodoro - Pomper i miei rapporti con Susanna. il solo modo di uscirne.
Filippo - Ma no! Ma niente affatto, amico mio!
Teodoro - deciso. Non parliamone pi.
Filippo - Ma no," non bisogna farlo... Rovineresti tutto! Dimmi che non pensi una sola parola di quello che hai detto! Sei nervoso, sovraeccitato... pensa alla nostra vita a Parigi, quando saremo rientrati, se tu sarai in collera con Susanna! Non possibile!
Teodoro - T'assicuro che bisogna.
Filippo - T'assicuro di no...! Anch'io ero in collera poco fa, e t'ho potuto dire che non l'ami... Ma s, tu l'ami. L'adori. E sei come me: non puoi stare senza di lei! Vedi, per esempio, ieri mi dicevi che pensavi alle mie notti durante la settimana in cui dormivo nella capannina. Bene! Sai che ho pensato la prima sera? Ho immaginato che invece di essere qui, sfuggiti alla morte tutti e tre, Susanna fosse scomparsa nel naufragio e che fossimo soli, tu ed io, ciascuno nella nostra capanna... Sarebbe stato ben terribile! Che inferno! Che vita avremmo avuto davanti a noi? La immagini? Io l'ho immaginata! E allora, mio caro, quando riuscii a scacciare da me la terribile immagine di Susanna che galleggiava, di notte, fra due onde, in abito da sera... quando potei pensare nuovamente alla realt, quando compresi , quando fui certo che non sognavo e che voi due eravate bene entrati, poco prima, nella capanna grande, che Susanna era l, a qualche metro da me, viva!, probabilmente col sorriso sulle labbra... e che io, l'indomani mattina l'avrei ritrovata coi suoi piccoli denti puntuti e la sua voce chiara... Ah! se sapessi, mio caro, come mi sono addormentato! (Teodoro guarda Filippo con tenerezza e affetto. Si sente la sirena di una nave).
Teodoro e Filippo - (abbracciandosi) Una nave!
Filippo - Presto! Corro a fare segnali con la camicia! (Esce).
Susanna - (arrivando di corsa) Una nave! diretta all'isola! Spicciati! Ma che stai aspettando?
Teodoro - Senti un po', Susanna.
Susanna - Adesso?
Teodoro - Filippo andato a fare i segnali. Ho appena avuto una conversazione con lui. Gli ho detto che stiamo per rompere ogni rapporto fra di noi.
Susanna - Chi?
Teodoro - Tu ed io.
Susanna - Sei pazzo!
Teodoro - No. Ma qui c' mancato poco che lo diventassi. Allora ascolta: naturalmente non si rompe affatto.
Susanna - Lo spero bene!
Teodoro - Ma bisogna ritrovare la felicit di una volta.
Susanna - Di una volta?
Teodoro - S, prima che dicessimo tutto a Filippo! quel giorno che mi sono sbagliato. Non bisognava dirlo!
Susanna - S. Ma ormai fatta.
Teodoro - Bisogna che Filippo sia convinto che fra noi tutto finito.
Susanna - Finito? Ma quando?
Teodoro - Ora.
Susanna - Come sei complicato, tesoro! E perch?
Teodoro - Per ritrovare la vita che facevamo noi tre e per amarti come t'amavo, senza il suo permesso.
Susanna - Ma non lo creder!
Teodoro - Se lo vogliamo, arriver a crederlo. Baster stare attenti a non sbagliare: ci creder.
Susanna - Hai ragione. E in ogni modo meglio. Anche perch in fondo non cambia nulla.
Teodoro - Allora, intesi? Tutto finito fra noi?
Susanna - Finitissimo.
Teodoro - T'adoro! (Grida allegre di Filippo che entra).
Filippo - (con la camicia che pende sui pantaloni) Ci siamo! Hanno calato un canotto in mare! Stanno per arrivare! E dimenticavo le farfalle! (Le prende) Spicciamoci! Arturo deve essere gi in acqua!
Teodoro - Arturo? E chi Arturo?
Filippo - Arturo...
Susanna - E Joe. Lo chiama Arturo!
Filippo - Joe? E chi Joe?
Susanna - Filippo!
Teodoro - Filippo?
Susanna - Non lui! Il negro!
Filippo - (a Susanna) Che gli succede? Non capisce pi niente? A proposito: Arturo mi ha chiesto se Io prendiamo a servizio.
Susanna - Ma no, certo. Abbiamo gi la cuoca. (Il negro entra).
Filippo - Rieccolo! Che vuoi ancora?
Il Negro - Io voglio bordare badrona.
Filippo - Come?
Il Negro - Io, bordare badrona.
Filippo - Vai! Vai! La signora si porta da sola. (Agli altri) Comincia ad appiccicarsi un po' troppo, il giovanotto! (Gli d le farfalle) Tieni. Prendi questo e va avanti, Filippo... heu... Arturo... Joe... Insomma sparisci. (Colpo di sirena) E anche noi, spicciamoci ragazzi! Ci aspettano! (Tutti fanno qualche passo).
Susanna - Ah! Mio Dio!
Filippo e Teodoro - (guardano il cielo) Che cosa?
Susanna - Che orrore! Dove ho messo i piedi?
Teodoro e Filippo - (guardano).
Filippo - Su una lucertola morta.
Teodoro - Non grave!
Susanna - Ah! Mio Dio! nera?
Filippo e Teodoro - No! Verde!
Susanna - Verde! Sette anni di felicit! (Escono allegramente mentre la sirena continua a suonare).
FINE
[1] Ci che resta della toilette di Susanna pende all'entrata della grande capanna e Susanna vestita di foglie, di un pezzo di rete da pescatore e di un brandello di vela, con molti fiori e conchiglie. La fantasia del costumista si pu sbizzarrire.
[2] Questa freccia in realt dissimulata dietro l'albero al quale fissata. Per mezzo di un filo tirato dalla quinta la freccia si abbassa di colpo e lo spettatore ha l'illusione che sia stata lanciata.
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