La cara salma

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LA CARA SALMA

                            LA CARA SALMA

       

             Commedia brillante in tre atti di Giovanni De Moliner da……..

 ….. MORIR DAL RIDERE !!

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ZIO GERMANO (Che e’ andato a Milano): Uomo burbero, che si e’ costruito da solo la sua fortuna lavorando sodo nel porto di Genova: Da buon Genovese, oltremodo parsimonioso.

BATTISTA (Nipote arrivista) : Pronto a tutto per ottenere prestigio e quattrini, anche a vendere la propria moglie, con un grosso difetto: superstizioso e scaramantico oltremisura.

SUA MOGLIE JOLE (Donna col cervello nelle suole): “Disponibile” e accondiscendente quanto basta, scaltra e  falsa. Unico neo: la poca cultura

GERTRUDE (Nipote di larghe vedute): Cugina di Battista e nipote di Germano, ha scelto un tipo di vita totalmente diversa da loro, cercando di farsi strada come fotomodella. La frequentazione di questo ambiente, ne ha fatto una donna scaltra e fin troppo disinibita.

RITA (Nipotina preferita): Ultima nata della tribu’, piu’ giovane dei cugini, e’nata e cresciuta in un ambiente diversissimo dal loro. Ragazza vivace e simpatica, sinceramente legata allo zio, e’ la sua nipote preferita proprio in virtu’ della sua sincerita’ e allegria.

COSTANTE (Serva intrigante) : Governante, cameriera, donna tuttofare della casa di zio Germano, del quale e’ a servizio da tantissimi anni conquistandone la fiducia e alleggerendone il portafogli, con un difetto imperdonabile: non riesce a farsi gli affari suoi.

L’AVVOCATO ADELE (Donna ligia al suo dovere). Cugina di un vecchio amico di Zio Germano, e’ la sua manager, occupandosi dei suoi conti.La sua onesta’ e fedelta’ e’ assoluta cosi’

come le impone la cultura spartana ricevuta e un’ortodossia cattolica quasi bigotta.

L’ONOREVOLE MIRANDA (Che viaggia con la Panda): Onorevole di basso profilo, con mire altisonanti ma con scarse capacita’ e scarsissime disponibilita’ soprattutto economiche.

                                                 LA SCENA

L’ingresso di una vecchia casa del centro-Genova, arredato in modo spartano ed essenziale: c’e un tavolo a centro scena, alcune sedie, un piccolo mobile in un angolo. Ci sono due ingressi: uno da destra, che conduce nelle altre stanze, ed uno a sinistra che porta all’esterno.

                            PRIMO ATTO

La scena si apre con Costante seduta ad un  capotavola, Rita all’altro e Adele nel mezzo del tavolo: stanno recitando il rosario.

ADELE – (Con aria compunta) “L’eterno riposo dona a lui o Signore, risplenda ad egli la luce perpetua, riposi in pace ….. Amen:”

COSTANTE – (Con aria dolente) “Amen …”

RITA – (Contemporaneamente, con aria rassegnata) “Amen …”

ADELE – (Rivolta a Costante) “Non so’ che dire. Questo evento ha colto totalmente impreparata anche me …..” (Le posa una mano su una spalla) “Rassegnamoci e consoliamoci al pensiero che egli stara’ gia godendo della luce di Dio !”

COSTANTE – (E’ rimasta seduta, lo sguardo nel vuoto) “Sci, Avucatu … ma mi, oua, cumme fassu ?”

ADELE – (Con aria di bonario rimprovero) “Costante …! Mi meraviglio di te… Come puoi perdere fiducia nel Signore proprio nel momento in cui…

RITA – (Ha seguito la pantomima appoggiato al tavolo, reggendosi la testa con un braccio, e la interrompe)“Adele, guardi che lei …” (Indica Costante) “….. non intendeva dire “come faccio a vivere”ma “come faccio a mangiare”!”

ADELE – (Severa) “Rita!! Come puoi pensare questo …!?” (La riprende) “Costante e’un’anima semplice e buona e non credo …”

RITA – (Velenosa,la interrompe) “Certo, buona soprattutto di  appetito!”

COSTANTE – (Dolente) “Ecco vede …!? Cominciano gia’ a sparlare di me!” (Poi, lamentosa) “U so za cumma va a fini … lo so’ come va’ a finire …! Che di questa tragedia, saro’ io a farne la spesa …!!”

RITA – (Maligna) “Non dovrebbe risultarti difficile, visto che la spesa in questa casa l’hai sem

pre fatta tu ….. con tanto di cresta !!”

COSTANTE – (Si mette a piagnucolare) “Avucatutu …avucatutu … scia me difende …doppu tuttu vuscia’ scia l’ha sempre tegnu-u i cunti e scia peu ben di che mi ….”

ADELE – (Un po’ spazientita) “Insomma, Costante … ma ti pare il momento …? E tu, Rita, come puoi fare certe affermazioni ? Non era forse lei, quando eri piccola, che si prendeva cura di te, pensava ai tuoi bisogni, alle tue esigenze …”

RITA – (La interrompe) “Certo! Quando ero piccola mi trascinava sempre con lei a fare la spesa con la scusa che una passeggiata mi avrebbe fatto bene. Dal conto, poi, mancavano sempre cinquecento lire che lei diceva di aver usato per comprarmi una cioccolatina …. Solo che io quella cioccolatina la devo vedere ancora adesso …!!!”

COSTANTE – (In imbarazzo) “Non e’ vero …. Io la cioccolatina  … te l’ho sempre compra-

ta …..”

ADELE – (Decisamente alterata) “Rita, ma insomma! Costante lavora in questa casa da

tantissimo tempo, con assoluta, totale dedizione a Germano e ….”

RITA – (L’interrompe nuovamente) “….al suo portafoglio!”

COSTANTE – (Scoppia in un pianto isterico) “Hiiiiiiiii……ecco, questi sono i ringraziamenti per tanti anni di lavoro e de servixi ……….hiiiiiiiiiiiiiiiiii ……….”

ADELE – (Severa) “Costante ha ragione, ragazza ….!”(Rivolto a Rita con aria di dura rampogna) “I suoi meriti nei vostri confronti sono innumerevoli ed innegabili ed il tuo comportamento nei suoi confronti e’ ingiusto e cattivo !”

23 – RITA – (Si alza di scatto) “Ma dai,  facciamola finita! Con la scusa della povera donna ab-

bandonata e costretta ai piu’ umili lavori ….” (Si piazza di fronte ad Adele, facendo scorrere le

dita della mano ad indicare i numeri) “…..coi soldi dello zio s’e’ sposata il figlio, s’e’ mantenuta la

figlia all’Universita’, ha comprato la macchina a tutti e due, ha messo su l’ambulatorio dentistico al

genero …..”

ADELE – (La interrompe bruscamente) “Rita, mi meraviglio …!!” (Gli agita l’indice sotto il naso) “Non puoi rimproverare a lei se il tuo povero zio e’ stato un’anima generosa nei confronti del prossimo …!”

RITA – (Feroce) “Adele, zio Germano era un pidocchio allucinante! In porto lo chiamava

no cinque lire perche’ dicono sia la somma piu’ grossa che abbia mai regalato a qualcuno in vita sua!”

ADELE – (Si blocca) “Si ma …almeno a te’ che eri suo nipote avra’ dimostrato che era

no dicerie …”

RITA – (Clownesca) “Ma certo …!! A me ne  regalava dieci !”

ADELE (Tossicchia imbarazzata) “Beh ma … adesso … non e’ il momento ….” (Assume un’aria compunta) “Bisogna pensare a come preparare al meglio il suo ultimo viaggio…”

RITA – (Si rattrista) “Gia’.” (Sorride) “Era un orso, ma so che mi manchera’”

COSTANTE – (Ricomincia la sua lagna) “Povero sciu Germano … ghea cusci’ cau viagia’!”

(Fa’ una breve pausa: poi, con aria intrigante) “U l’ha sempre pigiou u trenu, chissa’ cosa gli e’ venuto in mente di prendere l’aereo, stavolta ….”

ADELE – “Avra’ avuto paura degli scioperi ….”

COSTANTE – (Con aria saputa) “Ou nu, ou nu … mi nua faieva cusci’ semplice, avucatu….”

ADELE – (Non capisce) “Perche’, che cosa ci vedi di difficile ?”

COSTANTE – (Ha l’espressione di chi e’ certo di aver scoperto una verita’ inconfutabile) “Aveva fretta ….un appuntamento importante al quale non poteva arrivare in ritardo ….” (Alterna le parole a vistosi cenni affermativi del capo) “Avucatu, l’ultima volta che e’ stato a Milano poi nella tasca delle braghe ho trovato un mandillo sporco di rossetto !”

RITA – (Ride divertita) “E allora ….?”

COSTANTE – (Serissima) “Altro che affari, aveva qualche laccia a Milano!”

ADELE – (Sorpresa) “Ma via …..ma cosa vai a pensare ….!”

RITA – (Ilare) “Se anche cosi’ fosse, a te che te ne importa, scusa ?”

ADELE – (Prova a troncare il discorso) “Insomma …come era era. Ora cerchiamo di prepararci a salutarlo come si conviene.” (Fa una pausa, aspettando di raccogliere attenzione: poi riprende, rivolgendosi a Rita) “Fra poco arriveranno i tuoi cugini: ho provveduto io ad informarli. Soche specialmente con Battista non e’ mai corso buon sangue: dato il momento, vorrei pregarti di…”

RITA – (La interrompe) “Tranquilla, Adele: saro’ un agnellino”

ADELE – (Sospira) “Speriamo …”

COSTANTE – (Preoccupata) “Avucatu, biseugnaa avisa e pumpe funebri, fa i manifesti, parla pe a cantia ….”

ADELE – (Rassicurante) “Le pompe Funebri sono gia’ informate: penseranno a tutto loro ….”

COSTANTE – (Si rinfranca) “Aaah … meno male …!” (Poi, rabbuiandosi) “Avucatu ….

e u me stipendiu ..!?!”

RITA – (Cerca invano di trattenere una risata) “Tranquilla, non li spenderemo tutti in fiori….”

ADELE – (Con santa pazienza) “Ma certo, ma certo! ”

COSTANTE – (Non sembra molto convinta) “Spero …spero bene! Dire si dice sempre cosi’, poi, alla fine ….” (Fa una breve pausa) “Scia sa’, mi go’ dui nevetti, eh! Devo ben pensare anche a loro…!”

RITA – (Con finto stupore) “Ma non sono un po’ piccoli per comprargli la macchina ?”

COSTANTE – (Si rifa’ lamentosa) “Oooh, ma l’e’ mai puscibile … l’e’ mai puscibile ….”

ADELE – (Prova a rimettere pace) “Suvvia ….” (Le posa bonariamente una mano sulla spalla) “….era solo una battuta: Rita voleva scherzare !” (Guarda malissimo Rita) “Piuttosto, per cortesia, vuoi vedere se stessero arrivando gli ospiti che aspettiamo?”

COSTANTE – (Alza le spalle) “Va ben … Vaggu … vaggu, avucatu ….” (Arriva all’uscita di sinistra: si ferma di nuovo, torna indietro) “Comunque, avucatu ….” (Si avvicina ad Adele prendendola sottobraccio) “… u discursu u l’e’ ….” (Guarda di straforo Rita che la osserva incuriosita e divertita) “ ….il discorso e’ che ….” (Trascina verso destra l’interdetta Adele, parlandogli a mezza voce per non farsi sentire da Rita) “….ultimamente u sciu Germano … spendeva …!” (Adele la guarda esterrefatta) “ ….e spendeva tanto! Tre giorni fa’ ha preso piu’ di tre milioni in banca !!”

ADELE – (Interdetta) “Si, lo so …ma …tu come fai a saperlo !!??”

COSTANTE – (Con naturalezza) “Avucatu, ma cose scia se credde: tengo d’occhio i cunti se, io!”

RITA – (Che si e’ avvicinata strategicamente per poter sentire) “Ehi, Adele, ecco chi e’ che apriva la posta allo zio !!”

ADELE – (rivolto a Costante) “Non ti pare poco bello quello che hai fatto?”

COSTANTE – (Sorpresa) “Ma come, io mi preoccupo di controllare che le cose vadano bene e vuscia …scia nu l’e’ cuntenta !?”

ADELE – (Non sa piu’ cosa dire) “Ma insomma, penso che Germano avesse tutti i diritti di disporre come credeva meglio delle sue sostanze senza darne conto a nessuno …!”

COSTANTE – (Decisa) “E sci ma … e lacce custen … sempre ciu’ tantu man man che se va avanti … E mi go’ dui nevetti, eh …..” (Si avvia ed esce a sinistra con lo stupore di Adele e la

ilarita’ di Rita)

RITA – (Sghignazzando ferocemente) “Roba da non credere !!”

ADELE – (Con vago imbarazzo) “Beh … capiamola … dopo trent’anni … si sente una di casa…” (Cambia velocemente argomento) “Rita, e’ mai possibile che tu debba sempre prendere tutto in ridere …!?

RITA – (Fa’ una smorfia) “Avvocato, se la prendessi in piangere cambierebbe qualcosa ? Zio Germano rimarrebbe sempre il furbone che e’ stato in vita, Costante la parassita intrigante che e’ sempre stata, Battista il nipote arrivista e Gertrude una nipote di ……..larghe vedute, ecco!”

ADELE – (Scuote leggermente la testa) “Tu ne hai sempre per tutti, eh !”

RITA  - (Un po’ amara) “Ne hanno avuto tante per me: cerco solo di mettermi in pareggio!”

ADELE – (Si mette al tavolo) Piuttosto, quando chiameranno per il rientro ed il funerale dovremmo avere i documenti dello zio: hai idea di dove sono?”

RITA – (Fa’ spallucce) “Non so ….posso dare un’occhiata …” (Si avvia a destra si ferma un attimo sull’uscita) “Semmai lo chiediamo a Costante: lei lo sa senz’altro!” (esce da destra)

In scena rimane solamente Adele che termina di riporre in una borsa alcune cartepoi si ferma a pensare al centro della stanza reggendosi il mento con una mano e facendo piccoli passettini avanti e indietro.

ADELE – (Pensierosa) “Mah …!” (Allarga leggermente le braccia) “Certo non si prospettano tempi belli …” (Pensa ad alta voce) “Fra i suoi nipoti, l’unica a venirlo a trovare con regolarita’ e’ sempre stata Rita, nonostante la mamma malata ….” (Si ferma) “Gli altri due: Battista non si vede da una vita e Gertrude …beh, non si e’ mai vista molto ….” (Ricomincia a passeggiare, poi si blocca) “Gia’ … con la strada che ha preso ….”(Sbotta) “Chissa’ chi gli ha messo in testa il tarlo di fare la fotomodella ….” (Alza gli occhi al cielo) “Signore, che tempi!

Continua a passeggiare ancora qualche istante, poi da sinistra ricompare Costante

COSTANTE – (Rientrando in scena con fare compunto) “Avucatu, c’e’ il signor Battista con la muge …”

ADELE – (Richiamata dai suoi pensieri) “Ah …bene! Falli accomodare”

COSTANTE – (Si gira verso l’ingresso) “Prego si accomodino …..”

Non la lasciano neanche finire: Battista fa’ la sua irruzione in scena da sinistra come un tornado seguito piu’ pacatamente dalla moglie Jole

BATTISTA – (Sfreccia davanti a Costante senza degnarla di uno sguardo) “Avvocato, ma come puo’ essere … cos’e’ successo …?”

ADELE – (Va’ verso Battista porgendogli la mano) “Oh, Battista … che disgrazia! Siamo rimasti tutti senza parole !”

BATTISTA – (Non degna di uno sguardo la mano di Adele che la ritira)“Si, va bene ma … e’ vero che e’ caduto l’aereo? E che zio Germano era a bordo?”

ADELE – (Quasi aggredita, cerca di rispondere) “Si …e’ caduto un aereo … e Germano era sulla lista dei passeggeri… stanno recuperando le salme”

BATTISTA – (Lascia correre furtivamente una mano dietro la schiena, facendo le corna) “Ah! Le salme…” (Bisbiglia appena: poi, riprendendo forse) “Ma si sa quando arrivera’ la sa …” (Non vuole dire salma) “Il fe….” (Non vuole dire neanche feretro) “….lo zio, ecco

ADELE – (E’ in imbarazzo) “Nnnno….al momento e’ presto….” (Non sa come districarsi) “Devono identificare i corpi, preparare i feretri, espletare le pratiche …”

BATTISTA – (Taglia corto, agitandosi) “Lasciamo perdere i dettagli eh…. che non sono cose

per me. E’ che io….piuttosto….” (Sbircia a piu’ riprese Costante che si e’ avvicinata quanto basta per sentire: poi si gira di scatto verso di lei) “Grazie, serva, puoi andare eh …!” (Le indica con decisione l’uscita. Costante tergiversa un attimo interdetta, cerando lo sguardo di Adele con aria interrogativa: a quel punto e’ Jole, la moglie di Battista, a intervenire pesantemente)

JOLE – (Rivolta a Costante, con scortesia) “E allora? Non hai sentito mio marito? Vai, no!?!”

COSTANTE – (Imboccando l’uscita a destra) “E va ben, vado …!” (Poi, sempre a voce alta)

“Chissa’ cosa avranno da dirsi di cosi’ segreto …. Sti chi’ ratellen za pe e palanche …!”

Esce da destra sotto lo sguardo un po’ imbarazzato di Adele e quelli seccatissimi di Battista e

Jole

BATTISTA – (Scuote la testa) “Tse…roba da matti!” (Poi, rivolto ad Adele) “Vede, avvocato,

e’ che io devo essere a Roma al piu’ presto…sto per concludere un affare importante e ogni minuto puo’ essere prezioso!”

ADELE – (Sorride sorniona) “Figliolo, anche zio Germano sta’ per concludere un affare importante: la tua presenza potra’ essergli di grande conforto …!”

BATTISTA (Non ha molta voglia di raccogliere) “Si, si …lo so! Solo che fra….gli accertamenti, le pratiche burocratiche, le funzioni, l’apertura di un eventuale testamento, l’eventuale sucessione….. io rischio di rimanere bloccato qui diversi giorni! Sarebbe una perdita insopportabile per me se mi sfuggisse questo affare! Non potrei …firmare una delega…magari a lei!” (Si illumina) “Tanto ormai ….”

JOLE – (Scocciata) “Tanto ormai quello e’ morto!”

Adele vorrebbe replicare qualcosa ma e’ bloccato dal ritorno in scena di Rita da destra.

RITA – (Rientra da destra con delle carte in mano) “Adele io ho trovato questo, ma niente che…”(S’interrompe vedendo il cugino) “Toh, guarda chi c’e’

BATTISTA – (Si ritrae spaventato, quasi avesse visto un fantasma) “E tu cosa ci fai gia’ qui...

cosa sono quelle carte !?!?”

RITA – (Velenosa) “Il cugino Battista, svelto di mano e lungo di vista!”

JOLE – (Sprezzante) “Senti chi parla, la figlia della scema!”

RITA – (Per nulla imbarazzato) “E c’e’ anche la cugina….come fai di nome ? Serpe!” (Fa’ una breve pausa riempita da un moto di stizza di Jole) “A no, Jole! Scusami sai, ma gli anni passano e non e’ che vi si e’ visti molto da queste parti …”

BATTISTA – (Stizzito) “Di, cosa credi, ho da fare io! Devo lavorare! Non ho nessuno che mi mantenga IO !”

ADELE – (Cerca di sviare il discorso, a Rita) “Hai trovato qualcosa, allora?” (Chiede perentoria a Rita)

RITA – (Scrolla le spalle) “Di carte ce n’e’ un mucchio, ma di quello che cercava …” (Scuote la testa) “….nisba!”

BATTISTA – (Spazientito) “Avvocato, non e’ possibile che…

COSTANTE – (Entra da sinistra e lo interrompe. Rivolta ad Adele) “Avucatu, telefunu! Sun e pumpe funebri da Milan!”

ADELE – (Si rasserena) “Bene!” (Rivolto a Battista) “Forse fra qualche minuto riusci-

ro’ a dare qualche risposta alle tue domande” (Esce da destra seguito da Costante)

RITA – (Rivolta al cugino, quasi schernendolo) “Come si suol dire…lupus in fabula!” (Esce anche lei da destra)

JOLE – (Appena Rita e’ uscito, rivolta al marito) “Ma che cosa c’entra il lupo in tavola?”

BATTISTA – (Alza gli occhi al cielo) “Jole, per favoreee….!”(Rantola quasi: poi, piu’ calmo) “Dopo ti spiego,eh …!Dopo ti spiego!”

Jole fa’ una smorfia e si defila in un angolo, Battista comincia a passeggiare nervosamente in scena.

JOLE – (Rivolta al marito) “Smettila di andare avanti e indietro, mi rendi nervosa!”

BATTISTA – (Stizzito) “Tu, sei nervosa! Figurati io, porca miseria!!”

JOLE – “E va bene, ma calmati! Chissa’ cos’avrai in ballo di cosi’ importante!”

BATTISTA – (Sbuffa sconfortato rivolgendosi alla moglie) “Jole, io a Roma, ho in ballo un affare da cinquecento milioni, altro che esequie

JOLE – (Colpita dalla cifra) “Ah! E ….e’ indispensabile la tua presenza per concludere?”

BATTISTA – (Fa’ una smorfia interlocutoria) “Non e’ detto …Pero’, trattandosi di un appalto pubblico … sai com’e’!”

JOLE – (Ad alta voce) “Ci vorrebbe un politico!”

BATTISTA – (Sobbalza) “Sssssscccctt … vuoi che ti senta!?”

JOLE – (Sorpresa) “Ma chi?”

BATTISTA – (Indicando a destra)”La cosa…la serva…Quella ha orecchie dappertutto!!”

JOLE – (Fa’ spallucce, per nulla preoccupata) “Si, figurati! Ma non ce l’ha un nome?”

BATTISTA – (Gia’ assorto nei propri pensieri) “Uh …chi?”

JOLE – (Spazientita) “La servaaaaa…..!”

BATTISTA – (Riprende il filo del discorso) “Ma si, e’ ovvio che ce l’ha!”

JOLE – (Incuriosita) “E sarebbe ?”

BATTISTA – (Generico) “Costanza, Miranza…..qualcosa del genere.”

JOLE – (Petulante e puntigliosa) “Ma come, non te lo ricordi ?”

BATTISTA – (Indispettito) “Ma cosa vuoi che me ne importi del suo nome ..! Sono piu’ di vent’anni che non metto piede in questa casa: l’ultima volta che ci sono stato la gnometta ….” (Jole

lo guarda interdetta) “…..Rita, era ancora una bambina. E poi io l’ho sempre chiamata serva.”

Vengono interrotti dal rientro in scena di Adele e Rita da destra, seguiti come un’ombra da Costante, ben attenta a non perdersi un gesto ne’ una parola di cio’ che avviene.

ADELE – (Compunta) “Purtroppo, ora abbiamo la certezza dell’evento : hanno riconosciuto la salma ….”

Battista si gira indifferente mentre le sue mani corrono nuovamente nel gesto scaramantico.

BATTISTA – (Bofonchia fra se’) “Non si puo’ dirlo in un altro modo, accidenti …!”

ADELE – (Prosegue contrita) “Aveva in tasca il blocchetto degli assegni e la carta di identita’, fra l’altro appena rinnovata…” (Fa’ una pausa) “Il feretro arrivera’ all’aeroporto di Geno-

va fra due ore: occorrera’ andarlo a ricevere ..”

BATTISTA – (Prontissimo) “Non contate su di me’, preferisco ricevere i vivi!”

RITA – (Mordace) “Soprattutto se hanno molti quattrini!”

BATTISTA – (Inviperito) “Senti serpente, non ti permetto di ….” (Scatta verso di lei)

ADELE – (Si frappone prudenzialmente, rivolto a Rita) “Allora tocchera’ a noi!”

RITA – (Allarga le braccia) “D’accordo” (Poi, rivolto al cugino) “Nel frattempo voi…”(Indica Battista e la moglie) “…e lei ….” (Indica Costante sempre attentissima a non perdere una parola e che si ritrae impaurita ed esce di corsa da sinistra) “….guardate un po’ in giro se trovate il testamento: siete certamente i piu’ adatti !” (Ride sorniona e si appresta ad uscire a sinistra ma si blocca di colpo) “Ma…tu …Gertrude!?” (Chiede guardando fuori scena con sguardo interlocutorio)

GERTRUDE – (Entra in scena da sinistra: e’ vestita in modo sportivo ed ha una grossa borsa da viaggio: lo guarda un attimo anche lei, interrogativa) “Non dirmi che…sei Rita!”

RITA – (Le va’ incontro abbracciandola) “Ma si che sono Rita!!”

GERTRUDE – (Ricambia l’abbraccio) “Ma dai …sei cambiata da matti!”

RITA – (La guarda male) “Forse e’ passato un po’ di tempo, perche’!”

GERTRUDE – (Ride, poi il suo sguardo si posa su Battista) “Tu devi essere Battista, immagino..”

JOLE – (Sempre acida, si intromette a sproposito) “E tu chi dovresti essere ? Non riesco a immaginarlo.”

GERTRUDE – (Non si scompone) “E questo limoncino deve essere tua moglie che si chia-

ma …..”

RITA – (Caustica) “Rouge’, come la purga!”

GERTRUDE – (Soffoca a stento una risata) “…..Jole, ecco! Piacere, io sono Gertrude, la cugina di Battista” (Gli tende la mano)

JOLE – (Fa’ una smorfia di repulsione, ignorandola) “Vorrei poter dire lo stesso.”

ADELE – (Interviene a quietare le acque) “Gertrude, io sono l’avvocato Adele, amica e collaboratrice di zio Germano: mi ha parlato spesso di te!”

GERTRUDE – (Gli stringe la mano) “Piacere, avvocato: purtroppo frequentavo poco lo zio! Ci sentivamo giusto qualche volta a Pasqua e Natale …”

ADELE – (Allarga leggermente le braccia) “Peccato, perche’ tuo zio era …” (E’ interrotta da Costante che rientra i scena da sinistra)

COSTANTE – (Rientra con aria scocciata) “Avucatu, l’ha ciamou l’Onorevole cu ritarda perche’ se ghe ruttu a Panda.”

ADELE – (Si batte una mano sulla fronte) “E’ vero!” (Esclama) “L’Onorevole ….l’ap

puntamento! Con tutto quello che e’ successo me n’ero dimenticato…”

BATTISTA – (Aguzzando le orecchie interessato) “L’Onorevole …!?”

JOLE – (Che non ha capito niente) “Si, ma non capisco perche’ deve portarsi dietro la banda!

RITA – (Non si lascia scappare l’occasione) “Vorra’ farci suonare la marcia funebre!”

ADELE – (Preoccupata) “Accidenti, che disdetta!” (Rivolta a Costante) “Io e Rita dobbiamo andare all’aeroporto e qualcuno dovra’ ben ricevere l’Onorevole, se non altro per informarlo di quanto e’ successo e …”

BATTISTA – (Prende la palla al balzo) “Ma non si preoccupi, avvocato: ci siamo noi, per questo!”

ADELE – (Interdetto) “Beh … si…se poteste …”

JOLE – (Sdolcinata) “Ma certo che possiamo: sara’ un piacere! Conti pure su di noi, avvocato!”

ADELE – (Incerta) “Si …grazie …” (Si rincuora) “Contero’ su di voi!” (Sorride, invitando

Rita a seguirlo con un gesto della mano e avviandosi a sinistra)

RITA – (Beffarda, seguendo Adele) “Certo!” (Rivolto a Battista e Jole) “Contiamo su di voi, eh: uno, due, tre, quattro….”

 Rimangono in scena Gertrude insieme a Battista e alla moglie che la guardano in cagnesco, e Gertrude che, sentendo aria pesante, e’ decisamente in imbarazzo. E dopo qualche istante di non meno imbarazzato silenzio, e’ proprio quest’ultima a rompere il ghiaccio

GERTRUDE – (Misurando le parole) “Se ….” (Passa da uno sguardo all’altro) “…posso essere di aiuto in qualche cosa ….”

JOLE – (Acidissima) “Oh, non vedrei proprio in cosa …”

BATTISTA – (Anticipando ogni replica) “No, no, al momento non c’e’ altro da fare che aspettare. Piuttosto potresti cominciare a sistemare la tua roba …” (Indica Costante, in disparte pensierosa) “….ti dira’ lei dove alloggerai”

GERTRUDE – (Non osa controbattere) “Sssiii …” (Timidamente) “….potrebbe essere un’idea…”

JOLE – (Imperiosa) “Serva, fagli vedere dove puo’ sistemarsi, vai!”

COSTANTE – (Sempre piu’ immusonita) “Va ben …” (Poi, rivolta a Gertrude) “Scia vegne, scignurin-a: ghe fassu straa ….”(Si avvia a deistra seguita da Gertrude)

GERTRUDE – (Raccoglie il suo borsone e la segue: rivolta a Battista e Jole) “Ci …vediamo piu’ tardi, allora…!”

Battista e Jole rimangono fermi, impassibili, al centro della stanza alcuni secondi dopo che Gertrude e’ uscita, poi e’ battista che scatta verso la moglie

BATTISTA – (Eccitato, alla moglie) “Hai sentito?!? Un Onorevole!!” Se non e’ fortuna questa …!”

JOLE – (Lo guarda indifferente) “Ma sara’ veramente un Onorevole? E sara’ tutto regolare?

Dico io, uno che viaggia con la banda!”

BATTISTA – (Sconsolato) “La Panda, Jole, non la banda: la Panda! E’ una macchina, un’automobile …!”

JOLE – (Saccente) “E che ne so, io!! Non sono mica un macchinista!”

BATTISTA – (Sempre piu’ desolato) “Autista …si dice  autista …” (Poi, piu’ convinto) “Al limite pilota!!”

JOLE – (Convintissima) “Figurati! Pilota, poi! E allora, uno che guida l’aereo come si chiama, aerista !?”

BATTISTA – (Perde la pazienza) “No, Jole: e’ una come te che viene detta testa di rapa!”

JOLE – (Non si scompone) “Basterebbe parlare semplice! Ci sono parole che esplicitano benissimo le cose: se dico bara si puo’ intendere uno che gioca male o una cassa da morto, ma se dico cassa da morto….”

BATTISTA – (terrorizzato, a disagio) “Joleee…” (Geme) “…veramente parlavamo d’altro…”

JOLE – (Distratta) “Ah, si: il tuo Onorevole”

BATTISTA – (Convinto) “Accidenti che fortuna sfacciata …!” (Sibila) “Puo’ essere la perso

na ideale per togliermi le castagne dal fuoco. Bisognerebbe sapere chi e’, a quale partito appartiene, di quale corrente, se fa’ parte di qualche Commissione … o meglio, di qualche Sottosegretariato…”

JOLE – (Con naturalezza) “Domandalo alla serva, lei sa’ sempre tutto!”

BATTISTA – (Si ferma di scatto, facendo schioccare le dita) “Ma certo!” (Si precipita all’uscita di destra) “Serva …!Servaaaa….!!!”

COSTANTE – (Da fuori scena) “Oooouuu….” (Grugnisce a tutta voce: poi, mentre Battista

si defila verso Jole, appare in scena) “Cosa c’e’, signor Battista, possu fa qualcosa ?”

BATTISTA – (Le si avvicina con fare interrogatorio) “Si … si, ecco …” (Poi, piu’ deciso)

“Visto che dovremo accogliere l’Onorevole, volevamo sapere qualcosa di piu’ su di lui…Chi e’ …

come si chiama … giusto per non fare brutte figure …” (Allarga il viso in un sorriso ostentato) “…sai com’e’ …!”

COSTANTE – (Fa’ spallucce) “E mi … non lo so mica, se …”

BATTISTA – “Peccato …!” (Finge rammarico rivolgendosi a Costante) “Noi contavamo su di te per non fare brutta figura…!”

COSTANTE – (Si sente gratificata) “Non e’ che ne sappia proprio granche’. Quando veniva a trovarlo, u sciu Germano lo chiamava Costanzo”

JOLE – (Fingendo meraviglia) “Ma si frequentavano di frequente, allora …”

COSTANTE – (S’illumina) “Altroche’!! Veniva almeno due-tre volte all’anno a trovarlo. Direttamente da Roma! E in macchina, per di piu’” (Fa’ una smorfia di disgusto) “Cun quella cafetea sensa marmitta: a fava in burdello!”

JOLE – (Interdetta) “La marmitta? Ma … si portava il pranzo !?!”

BATTISTA – (La strattona nuovamente, zittendola) “Cosi’, erano due buoni amici …”

COSTANTE – (Tronfia) “E scie, eh …” (Poi, con fare misterioso) “Cu se figure, sciu Battista che ….” (Si ferma fingendo incertezza: poi riprende) “….lo sa che l’anno passato gli ha finanziato tutta la campagna ?”

BATTISTA – (Stupito) “Eeeh…..!?”

JOLE – (A sproposito) “La campagna …!? Ma e’ un Onorevole o un contadino !?”

COSTANTE – (Imperterrita) “U l’ha mandou fin-a in televixiun…!”

BATTISTA – (Interessato) “Accidenti …!” (Finge meraviglia: poi) “E …com’e’ andata la campagna ?”

COSTANTE – (Imperiosa) “Dieva ben, vistu che oua u l’e’ Onurevule …Ma miga de quelli da pocu ! Dixen cu l’e’ cappu de in gruppu de quelli che deciden chi deve mette sciu’ i Uspiee …”

BATTISTA – (Sempre piu’ interessato) “Gli ospedali? Ma allora e’ un medico ..”

COSTANTE – (Decisa e saputa) “Nu, nu ! Propriu quelli che i fabbrichen i Uspiee …!”

BATTISTA – (Si illumina) “Urbanistica ospedaliera, vuoi dire! Ho capito …e … parlava mai

di quelli che erano i suoi compiti in seno alla commissione ?” (Indaga discreto)

COSTANTE – (Interdetta) “Mi … nu savieva propriu dighe …”

BATTISTA – (Non capisce il senso della risposta) “Che cosa, scusa ?”

COSTANTE – (Interdetta) “Se sta commissione aveva il seno: de regipetti nu ghe n’ho mai sentiu parla….”

BATTISTA – (Sospira desolato) “Nooo…! Io intendevo dire che cosa fa con quelli che decidevano come e dove mettere su gli ospedali …”

COSTANTE – (Con naturalezza) “Eeee… pensu cu decidia’ anche le!”

BATTISTA – (Si passa una mano sul viso) “Vabbe’, vabbe’… e’ la stessa, eh …e’ la stessa”

COSTANTE – (Fa’ spallucce) “Su dixe le…” (Si incammina per uscire da sinistra, poi si ferma, si volta, torna indietro) “A Rumma, comunque u fa de gare ..”

BATTISTA – (Sobbalza) “Gare !?!?”

COSTANTE – (Di getto) “E sci, eh….” (Poi, a mezza voce, avvicinandosi con fare circospetto) “U dixe che ariva de buste, le u l’arve e poi u fa’ i cunti e u mia chi l’ha guagnu….”(Allarga le braccia) “Mi nu so che gare seggen: veddu sempre Giochi senza Frontiere ma gare cusci’… nu n’ho mai vistu

BATTISTA (Trionfante) “E lo so io che gare sono, per la miseria !”

COSTANTE  (Piacevolmente sorpresa) “Davei?!? Ma alua, su sa’ tutte queste cose … perche’ u nu preua a na’ au zeugu du Miliardario ? Dan de belle cifre, se ... mi u veddu sempre .. !”

BATTISTA – (Seccato) “Ma per favoreee

E’ interrotto dal suono del campanello d’ingresso               

COSTANTE – (Avviandosi verso sinistra) “Tou chi! Questu u deve esse le…”

BATTISTA – (In allerta) “L’Onorevole ?!?”

COSTANTE – (Uscendo da sinistra) “E se nu, chi peu esse?”

Costante e Jole si guardano indecisi per qualche secondo, poi scattano entrambi verso sinistra

BATTISTA – (Agitatissimo) “L’Onorevoleee…” (Schizza fuori a sinistra)

212 – JOLE – (Insieme al marito) “L’Onorevole!!” (Strabuzza gli occhi, uscendo di scatto dietro al marito)

Per qualche secondo la scena rimane vuota, poi, da destra si sente la voce di Gertrude

GERTRUDE – (Da fuori scena) Signora …Signoraaa….!” (Compare in scena dopo qualche secondo) “Signora governante!!” (Chiama ancora: non ottiene alcuna risposta. Si muove per uscire da destra ma e’ bloccata dall’ingresso in scena di Costante, Battista, Jole e l’Onorevole da sinistra)

COSTANTE – (Fa’ da anfitrione) “Prego, sciu Onorevole, scia s’accomude”

L’ONOREVOLE MIRANDA – (Entra in scena da sinistra: e’ un tipo originale, con strani occhialini da intellettuale, vestito in un modo che vorrebbe essere elegante ma che risulta decisamente ridicolo se non altro per la cravatta che stona decisamente con il colore del vestito) “Scusate .. scusate …buongiorno a tutti… buongiorno…” (Ripete monocorde ostentando forzatamente simpatia che non ha e agitando nervosamente la testa e le mani)

COSTANTE – (Ilare) “Ma bungiurnu a chi, se nu ghe’ nisciun !” (Vede Gertrude) “Ah, sci....ghe’ a scignurin-a!”

BATTISTA – (Entra subito dietro l’Onorevole seguito da Jole) “Ma prego, Onorevole! Si accomodi, si accomodi! Lei non sa quale onore ….”

L’ONOREVOLE – (Ha notato Gertrude) “Aaaah… si…la signorinaaaa….”

GERTRUDE – (Rivolta a Costante) “Mi scusi, signora, cercavo un asciugacapelli. In bagno no ne ho trovato e siccome vorrei farmi una doccia…..”

COSTANTE – (Un po’ rammaricata) “Uuuh, l’e’ vea! U s’e’ ruttu dui mexi fa’ e nu l’emmu ciu’ agiustou. Mi ghe l’eiva ditu au sciu Germano, ma le, quande ghe’ da spende …” (Allarga le braccia ed esce da destra)

L’ONOREVOLE – (Anche lui ha visto Gertrude ed e’ su di lei che concentra la sua attenzione) “Signorina …! Buongiorno !!”

GERTRUDE –“Buongiorno! Io sono Gertrude, nipote di Germano. Lei dev’essere l’Onorevole …..”

L’ONOREVOLE – (Servile) “Costanzo! Solo Costanzo: per servirla ..” (Prende la sua mano e gliela bacia con classe)

BATTISTA – (Cerca di attirare l’attenzione dell’onorevole) “Onorevole, mi scusi, volevamo dirle….”

L’ONOREVOLE  “Si, certo !” (Molto convinto: poi, distrattamente) “Me la direte dopo, eh!” (Ostenta un sorriso forzatamente simpatico che gela Battista: poi ritorna su Gertrude alla quale non ha lasciato per un istante la mano) “Signorina….lei e’….signorina, vero?”

GERTRUDE – (Sconcertata) “Si … certo …non sono sposata ….”

L’ONOREVOLE – (Si illumina) “Benissimo! Vuol dire che intanto che aspettiamo lo zio, potremmo conoscerci meglio!”

BATTISTA – (Che freme insieme alla moglie dietro di lui) “Onorevole, e’ proprio di questo

che volevamo parlarle: zio Germano purtroppo e’ morto!”

L’ONOREVOLE – (Distratto) “Non importa, vuol dire che lo aspetto!”

JOLE – (Ci resta di stucco) “Ma … Onorevole, non penso potra’ aspettarlo in eterno

L’ONOREVOLE – (Sempre molto distratto) “Oh, vedra’ che prima o poi si fara’ vivo…!”

GERTRUDE – (Preoccupata) “Onorevole, guardi che lo zio non e’ piu’ su questa terra ..”

L’ONOREVOLE – (Sembra scuotersi) “No!! Ma allora lo ha fatto …!!”

BATTISTA – (Allarmato) “Fatto cosa, mi scusi?”

L’ONOREVOLE – (Con impeto) “E’ andato sulla luna! Era un po’ che me lo diceva, ma io credevo che scherzasse ….”

GERTRUDE – (Cerca di farlo ragionare) “Onorevole, guardi che c’e’ un equivoco …Mio zio non e’ andato sulla luna: purtroppo, e’ andato molto piu’ in alto …”

L’ONOREVOLE – (L’interrompe un po’ seccato) “Ma non scherziamo! I viaggi su marte non li fanno ancora …”

BATTISTA – (Non sa’ come prenderlo) “Ascolti, Onorevole, zio Germano e’ andato via per

sempre, fra le stelle del cosmo ….”

L’ONOREVOLE – (Non ha ancora realizzato cio’ che gli vogliono dire) “E come c’e’ arrivato, sparato con un missile?”

GERTRUDE – “Onorevole, ci scusi: forse non siamo stati chiari: Zio Germano era a bordo di un aereo che e’ caduto a causa di un incidente ed e’ fra le vittime, fra i Morti, fra i defunti ….” (Specifica, scatenando l’ennesima reazione gestuale inconsulta di Battista,questa volta strattonato e redarguito dalla moglie Jole. Gli si avvicina prendendolo per un braccio. Intanto Costante rientra da destra)“La sua salma e’ stata recuperata ed identificata poche ore fa’ e adesso e’ in viaggio per l’aereoporto di Genova: l’avvocato Adele e la cugina Rita sono andati a riceverlo e stiamo attendendo loro notizie per poter disporre per le esequie…”

L’ONOREVOLE – (Realizza: rimane di sale) “Oooooh …” (Geme stupefatto) “ ….ma allora e’ morto !”

BATTISTA – (In disparte) “Finalmente: l’ha capita!”

JOLE – (Acida) “Tse’ … e meno male che poi sono io quella dura di testa !”

GERTRUDE – (Con un sorriso rassegnato) “Si, Onorevole: purtroppo e’ morto.”

COSTANTE – (stupita) “Ma … nu ghe l’eivi ancun ditu?”

GERTRUDE – (Rivolta a lei) “No, signora: e’ lui che non lo aveva ancora capito.”

L’ONOREVOLE – (Pensieroso) “E si’…ma se e’ morto…adesso come faccio?”

JOLE – (Venefica) “Cos’e’, deve fare un’altra campagna ?”

L’ONOREVOLE – (Distratto, assorto nei suoi pensieri) “Oh, no: preferisco il mare, sono allergico ai pollini”

COSTANTE – (Risentita) “E pe curase l’allergia gheu cusci’ tante palanche ? U sciu Germano u ga’ detu ciu’ de trenta milioni, l’annu passou. …!”

L’ONOREVOLE – (Tossicchia leggermente, imbarazzato) “Eeehm … ecco…non e’ la cura che costa ma …” (Comincia a giustificarsi: poi si rende conto di chi ha fatto l’osservazione e si blocca) “Ma scusi, lei come fa’ a saperlo? E poi, cosa le interessa ? Non e’ mica la vedova!” COSTANTE – (Decisa) Ou, cose scia se credde, tegnu d’euggiu i cunti se mi! Beseugna che stagghe atenta che nu femmu de belinate: go’ dui nevetti, eh…!” (La guardano tutti esterrefatti: si rivolge a Gertrude che invece ride di soppiatto. Esce a sinistra)

GERTRUDE – (Ridendo) “E’ incredibile! Quella donna e’ incredibile !! (Esce da destra sotto la sguardo estasiato dell’Onorevole e sconvolto di Battista e Jole)

BATTISTA – (Sbigottito) “Ma… sono cose dell’altro mondo! Una serva che conosce per filo e per segno gli affari del suo datore di lavoro e si permette anche di metterci il naso!” Pazzesco!!”

JOLE – (Decisa, rivolta al marito) “Tuo zio e’ un cretino !”

L’ONOREVOLE – (Che e’ rimasto con lo sguardo fisso a destra) “Era …”

BATTISTA – (Non ha recepito) “Prego ?”

L’ONOREVOLE – (Si volta verso di lui) “Era un  cretino: adesso e’ un cadavere!”

BATTISTA – (scocciato) “E dagli …!!”

JOLE – (Cerca di attacar bottone) “Onorevole, ma … lei e lo zio avevate forse qualche affare in sospeso che l’ho vista preoccuparsi alla notizia della sua morte?”

L’ONOREVOLE – (Si e’ rituffato mentalmente alla ricerca di Gertrude e si e’ rimesso a guadare ebete verso destra) “Affari …affari … affari di cuore …”

BATTISTA – (Incredulo) “Affari di che …!?!?”

L’ONOREVOLE – (In crisi mistica, declama) “ Silvia, rimembri ancora quel tempo della tua vita mortale….”

BATTISTA – (Scatta in un gesto inconsulto) “Ooouh…Oooouh…Oooouh!! Vabbe’ che siamo qui per un …” (Fa’ una breve pausa) “….funerale, ma non e’ il caso di ricordarlo cosi’ spesso!!!”

L’ONOREVOLE – (Sembra riaversi) “Funerale ? Ma io risorgo a nuova vita !”

JOLE – (Prova a riallacciare il discorso) “Onorevole, dicevamo: se lei aveva qualcosa in sospeso con lo zio, noi siamo suoi nipoti … quindi suoi eredi…quindi a disposizione per ogni eventuale convenienza…”

BATTISTA – (Riprende la moglie) “Evenienza …” (Lei lo guarda interrogativa e lui, semprea mezza voce) “Si dice evenienza, bestia!”

JOLE – (Rivolta al marito, spazientita) “Evenienza, convenienza, sempre cose che devono succedere sono.  (Rivolta all’Onorevole) “Comunque, lei si sappia che siamo disponibili a tutto…”

L’ONOREVOLE – (Recupera la sua forma ufficiale per un attimo) “Certo, certo …. Saro’ ben lieto di dover profittare della vostra graziosa cortesia, signori ….” (cambia atteggiamento)“….eeee… a proposito di cortesie, vorreste usarmi quella di darmi qualche piccola informazione circa quella deliziosa fanciulla che ci ha tenuto compagnia fino a qualche istante fa’..?!?”

BATTISTA – (Alza gli occhi al cielo, disperato) “Oh,cielo!” (Esclama: poi, recuperata la calma, rivolto all’Onorevole) “Si, certo, ben volentieri.” (Lo invita a sedersi: l’Onorevole si siede

con le spalle rivolte all’uscita di destra) “Vede, Gertrude e’ una ragazza un po’ frivola, non molto sicura di se e …”

L’ONOREVOLE – (Alzandosi di scatto lo interrompe) “Momento! Forse e’ meglio mettersi di la, eh….”(Cambia sedia, mettendosi di fronte all’uscita di destra: poi, a Battista) “Dicevamo…??”

BATTISTA – (Sbuffa di soppiatto, poi, adulandolo) “Dicevamo, Onorevole, che mia cugina non brilla sicura-mente ne per posatezza, ne per perseveranza: e’ comunque una ragazza seria, ancorata a solidi principi e … se lei vorra’ approfondirne la conoscenza, sara’ per me un onore ed un piacere agevolarla…”

L’ONOREVOLE – (Nuovamente in crisi estatica) “Ooooh…. Davvero ?!”)

BATTISTA – (Intravede lo spiraglio giusto) “Sicuramente !”

JOLE – (Agguanta il marito per un braccio, sottovoce) “Di un po’, sei diventato scemo?”–BATTISTA – (Perentorio, sottovoce) “E stai zitta, che questo ci casca come una pera cotta!”

L’ONOREVOLE – (Completamente in palla) “Ma cio’ e’stupendo…meraviglioso…unico!!”

BATTISTA – “In considerazione di cio’, Onorevole, spero che lei voglia concedermi qualche minuto per sottoporle un piccolo problema che, a fronte della sua cortesia, forse potrebbe aiutarmi a risolvere ..”

L’ONOREVOLE – (Mostrandosi interessato) “Ma certo, amico carissimo: mi dica, mi dica…”

BATTISTA – (Fa’ l’occhiolino alla moglie) “Oh, e’ una cosa molto semplice …” (Inizia sedendosi contemporaneamente di fronte a lui con le spalle all’uscita di destra) “Da quanto mi e’ dato sapere, lei si occupa di Ospedali …”

L’ONOREVOLE – (Al quale Battista sta’ impedendo la visuale a destra) “No, no … per carita’ ! Mi disturba il solo pensiero di entrarci a far visita a qualcuno in Ospedale…” (Lo interrompe spostando la testa lateralmente per cercare di vedere l’uscita di destra alle spalle di Battista)

BATTISTA – (Innervosito dai movimenti della testa dell’Onorevole) “No, non medicina ….”

(Fa oscillare a sua volta la testa seguendo quella dell’Onorevole, cercando di averlo faccia a faccia)“…. Di edilizia Ospedaliera, intendevo dire …!”

L’ONOREVOLE – (Continua nei suoi movimenti oscillatori) “Ah …si, si … di quella si!”

BATTISTA – (Al quale a furia di seguirlo nei suoi movimenti con la testa sta’ venendo un principio di stordimento) “Ecco …e’ proprio di un appalto per un nuovo Ospedale che intendevo parlarle ….” (Ferma il capo e deglutisce pesantemente)

L’ONOREVOLE – (Bloccandosi a sua volta con la testa piegata su un lato) “Uhu…quale?”

BATTISTA – (Sposta lentamente la testa fino ad averla di fronte con L’Onorevole) “Si tratta

del nuovo Ospedale Maggiore di Frattaminore, vicino Napoli: ho partecipato all’appalto, ma non vorrei che ….”

L’ONOREVOLE – (Si trova la visuale impedita dalla faccia di Battista: scarta di colpo, girando la testa dall’altra parte) “Ho capito ….” (Sempre distratto) “ ….l’Ospedale Minore di Frattamaggiore, vicino Napoli ….”

BATTISTA – (Sta per avere un tracollo) “Noooo…e’ ….” (Sta’ per rispostare la testa in modo da averlo nuovamente di fronte: si blocca) “L’Ospedale Maggiore di Frattamniore, vicino Napoli …..” (Ansima disperato, allargando leggermente le braccia e poggiando la testa sulla mano

dalla parte opposta da dove e’ posizionata quella dell’Onorevole)

L’ONOREVOLE – (Compassato) “Bene!” (Poi, telegrafico) “E vuole vincere l’appalto”

BATTISTA – (Trasecola) “Beh ….” (Imbarazzatissimo) “….ecco io, veramente ….volevo so

lo essere sicuro che ….”

L’ONOREVOLE – (Stringattisimo) “Perfetto!” (Alza la mano facendo segno “quattro con le dita)

BATTISTA – (Speranzoso) “Quattro milio ….”

L’ONOREVOLE – (Con naturalezza) “Ma no, quaranta!” (Lo guarda in faccia per un attimo, lanciandosi un sorriso smagliante, poi si piega nuovamente di lato)

BATTISTA – (Trasecola) “Quaranta !? Ma se il mio realizzo e di cinquecento, come posso permettermi di ….”

L’ONOREVOLE – (Lo guarda di nuovo dritto negli occhi) “Appunto: meno del dieci per cento!” (Fa un gesto come per dire “naturalmente”, poi sposta di nuovo la testa dall’altra parte)

BATTISTA – (Cerca allibito con lo sguardo la moglie che e’ rimasta di sale e che per tutta risposta allarga le braccia come a dire “fa un po tu”, respira profondamente e poi) “Sta …sta bene … mi dica lei in che modo e in che termini posso ….”

Viene interrotto dal rientro in scena  di Rita, seguita da Adele, reduci dall’aeroporto

RITA – (Rientrando in scena da sinistra, volgendosi indietro verso Adele che la segue) “A me, pero’, sembra tanto strano ….!”(Si blocca pochi passi dopo l’ingresso alla vista dell’ Onorevole)“Toh, abbiamo visite!”

BATTISTA – (Si alza di scatto) “Rita … si abbiamo visite. Ti presento l’Onorevole ….”

L’ONOREVOLE – (Si gira verso Rita: vede Adele che e’ entrata dietro di lui) “Avvocato Adele, carissima ….!” (Si alza precipitandosi verso l’avvocato senza degnare Rita, che lo guarda malissimo, neanche di uno sguardo)

ADELE – (Allunga la mano verso di lui) “Onorevole Miranda, carissimo …Scusi per il trambusto ma credo che i signori l’avranno informata della ferale notizia.

L’ONOREVOLE – (Stringendogli la mano con entrambe le sue, calorosamente ma con delicatezza) “Si, Avvocato, sono stato informato …non ho parole, mi creda: non ho parole!”

RITA – (Gli e’ antipatico) “Se crede, puo’ anche stare zitto!”

L’ONOREVOLE – (Non la considera) “Ma piuttosto, avvocato, mi dica di lei …” (La pren

de confidenzialmente sottobraccio, portandola un po’ in disparte) “Tutto bene mi voglio augurare..”

ADELE – (In imbarazzo) “Siii…beh…dato il momento…”

L’ONOREVOLE – (Lo interrompe come se avesse detto”benissimo”) “Bene…bene…ne ho piacere: eeee…..a quando la sua nomina a Presidente del Foro di Genova …!?”

ADELE – (imbarazzatissima) “Onorevole….ma via… non credo di essere degna di un simile….”

L’ONOREVOLE – (La interrompe nuovamente) “Suvvia, avvocato, non sia troppo modesta! Sappiamo tutti quali sono gli enormi meriti acquisiti da lei in questi anni di esercizio, se non altro nell’amministrare gratuitamente e senza alcun interesse personale il cospicuo patrimonio …”(Fa una pausa: si fa serio) “Cospicuo, vero….!?”

ADELE – (No sa’ come togliersi d’imbarazzo) “Beh … si … un po’ …!”

RITA – (Di sottecchi, rivolto alla platea) “Ma da dove esce questo, dal circo Togni!?”

L’ONOREVOLE – (Riprende il sermone) “Appunto! Nell’amministrare il cospicuo patrimonio di Germano, persona in verita’ tutt’altro che particolarmente riconoscente verso chi gli dedicava tempo e servigi … Quando tornero’ a Roma, mi faro’ parte diligente con sua eccellenza il

Senatore La Bufala affinche’ voglia considerare la sua nomina al piu’ presto!”

RITA – (Con una smorfia incredula, rivolta alla platea) “Senatore La Bufala …il nome e’ gia una garanzia!!”

Si sente un rumore provenire da destra

L’ONOREVOLE – (Con falsa preoccupazione) “Ohibo’ Mica saranno i ladri!”

ADELE – (Lo tranquillizza) “Oh, non si preoccupi, Onorevole! Sara’ la governante che rassetta per il pranzo o la nipote di Germano che …”

L’ONOREVOLE – (Lo interrompe, si illumina) “La signorina Gertrude …!!”

ADELE – (Benevolmente stupito) “Ah, bene, vi siete gia’ conosciuti”

JOLE – (Al vetriolo) “Certo che si sono conosciuti!

ADELE – (Si schernisce) “L’Onorevole e’ signorino…e’ abbastanza normale che ammiri la bellezza femminile ….”

JOLE – (Fa’ spallucce) “Io non mi sono sentito affatto ammirata…”

RITA – (Velenosissima) “Jole, si e’ parlato di BELLEZZA femminile “

JOLE – (Inviperita) “Parla per te’, mostriciattolo….!” (Inveisce, scagliandosi verso Rita)

BATTISTA – (Scatta a sua volta verso Rita, risentita) “Senti, brutto rospetto, se credi di….”

ADELE – (Si frappone ancora fra i litiganti) “Insomma, basta! Se non altro un po’ di rispetto per Germano: dopotutto e’ per salutarlo per l’ultima volta che siamo qui ..! Tanto piu’ che c’e’ anche l’Onorevole qui con noi per le esequie…” (Lo indica con un gesto della mano: poi, rivolto all’Onorevole) “Lei si ferma per le esequie, vero?”

L’ONOREVOLE – (Lo guarda come se fosse un marziano) “Le esequie? Quali esequie, scusi?”

ADELE – (Esterrefatta) “Ma…quelle del signor Germano !!”

L’ONOREVOLE – (Si riprende) “Ah, siii…” (Si mette in posa) “Certamente si! Sara’ mio do

vere occuparmi personalmente di portare a spalla il feretro!”

RITA – (Ironica) “Tutto solo? Bella forza !”

ADELE – (Serio) “Per adesso occorre aspettare che arrivi!”

RITA – (Mordace) “Sperando che arrivi!”

BATTISTA – (Preoccupato) “Come sarebbe, scusate …?”

ADELE – (Allarga le braccia) “Sul volo dove doveva essere non c’era….. ci hanno det

to che probabilmente sara’ imbarcato su quello di domattina …. Speriamo!”

BATTISTA – (Si rabbuia) “Ma …come speriamo …”

RITA – (Maligna) “A meno che tu non vada a prenderlo a Milano con la Station Wagon ..!”

BATTISTA – (Inorridisce) “Ehi, dico, ma sei scema?!” (Ripete nuovamente il suo gesto scaramantico)

RITA – (Rincara la dose) “Penso che una cassa da morto possa starci comoda !”

BATTISTA – (Si dirige di scatto verso l’uscita di destra) “Ah, ma allora lo fai apposta!”

JOLE – (Lo agguanta per un braccio) “Piantala! Non vede che ti sta’ pigliando in giro?! (Lo tira verso il tavolo: poi, rivolta a Rita) “E tu, imbecille, vuoi finirla di…..”

Viene interrotta da Costante che entra in scena da destra

COSTANTE – (Entrando da destra) “Scignuri, ghe saieiva u pransu in toua..” (Vede Rita e Adele) “Ma … pe vuiatri nu ho pensou ninte …”

RITA – (Si avvia a sinistra) “Non preoccuparti, io non ho problemi….” (Esce fischiettando da sinistra)

L’ONOREVOLE – (Rompe il ghiaccio)”Se ci fosse qualcosa di caldo, non disdegnerei!” (Si avvia a destra) “Chissa’ se Gertrude apprezza …” (Borbotta tra se’ uscendo di scena)

JOLE – (Si illumina) “Finalmente una buona notizia! Non ho neanche fatto colazione” (Poi, rivolta al marito) “Tu non vieni ?”

BATTISTA – (Allarga le braccia rassegnato) “Ma si, andiamo a mangiare: tanto non c’e’ altro da fare” (Escono entrambi da destra)

COSTANTE – (Rivolta ad Adele) “Avucatu, se scia credde in tu frigu ghe saieiva ancun da luganega …sa ghe peu basta’”

ADELE – (Assorta nei suoi pensieri) “Si, siii… va bene, va bene…grazie Costante”

Costante esce da destra: in scena resta solo Adele. Si guarda attorno, scuote il capo sconsolata.

ADELE – (Desolata) “Cosa mi tocca vedere….cosa mi tocca vedere! In un momento come questo, uno che pensa ai suoi affari, l’altra al suo stipendio, un’altra a come lavarsi i capelli, un’ altra che esce fischiettando e quell’altro che fa il Dongiovanni!” (Passeggia avanti indietro per la scena, nervosamente) “Per di piu’ la salma che non arriva ….occorre pensare a tutto per il funerale….Gesu’, Gesu’...., dammi la forza!” (Riprende a passeggiare in silenzio per alcuni at

timi, poi si ferma ed alza gli occhi al cielo) “Padre Santo, verra’ il giorno che saro’ al tuo cospetto e allora mi dirai….”

COSTANTE – (Fa’ capolino in scena da destra) “Avucatu, l’e’ pruntu a luganega!” (Esce subito da destra)

ADELE – (Si blocca stranito: poi, rivolta alla platea) “Per ora, accontentiamoci!”(Allarga le braccia ed esce da destra con passo deciso).

                                      -   S   I  P  A   R  I  O   - 


-SECONDO ATTO

La scena e’ rimasta invariata: solo sul tavolo, prima disadorno, e’ stato aggiunto un vaso con dei fiori.Sono state aggiunte delle sedie. E’ il mattino del giorno dopo.Battista e Jole, con fare circo

spetto, entrano in scena da destra

JOLE – (Entra per prima: si volge verso il marito che le e’ subito dietro) “Ma sei sicuro che funzioni ?”

BATTISTA – (Entra subito dietro di lei: si ferma un attimo, allarga le braccia) “Boh, che sappia io, per ora ha sempre funzionato !”

JOLE – (Si siede al primo capotavola) “Accidenti, quaranta milioni sono una bella cifra!”

BATTISTA – (Incerto) “Si, ma .. ammetterai che per cinquecento…..il gioco vale la candela!”

JOLE – (Non e’ convinta) “Uuuh! Basta che non sia una bufala ….Frattamaggiore …Frattamino

re…..sicuro che ha capito qualcosa ?”

BATTISTA – (Non sa nemmeno lui cosa rispondere) “Jole….che devo dirti….speriamo di si!”

JOLE – (Si inalbera) “Speriamo….!?!” (Agitata) “Speriamo un corno !!” (Si alza stizzita) “Se fa qualche furbata e’ lui che deve sperare ….di sopravvivere !!”

BATTISTA – (Prova a rassicurarla) “Ma no, dai …” (Prende una sedia e si siede vicino a lei) “Zio Germano gli ha dato una grossa cifra, questo e’ una garanzia: mio zio era un taccagno terribile e per niente …. sta’ sicura che non avrebbe fatto niente!!”

JOLE – (Fa’ spallucce) “E….come dovresti fargli pervenire il contante ?”

BATTISTA – (Fa’ un gesto con la mano) “Semplice: devo mettere l’assegno in una busta chiusa, metterci sopra il suo nome di battesimo e lasciarla appoggiata sulla mensola davanti alla sua stanza.”

JOLE – (Sobbalza) “E tu ti fidi ….!?”

BATTUSTA – (Fa’ spallucce) “Non mi ha lasciato altra scelta …”

JOLE – (Lo guarda con diffidenza) “E sai come si chiama di nome ?”

BATTISTA – (Finge indifferenza) “Si…..certo! Mi pare…”

JOLE – (Glaciale) “No: non te lo ricordi. Non lo sai proprio.”

BATTISTA – (Sbuffa pesantemente) “Ma si che lo so….” (Fa’ una breve pausa: poi, tendendo una mano verso di lei come per dire –ovvio-) “Costante!”

JOLE – (Sembra convinta) “Ah, ecco…” (Poi, di scatto) “No! E’ la serva che si chiama Costanza”

BATTISTA – (Stranito) “E tu come lo sai, scusa?”

JOLE – (Con ovvieta’) “Me lo hai detto tu stesso ieri!”

BATTISTA – (Si blocca preoccupato) “Oppure Miranda……

JOLE – (Risoluta) “Miranda! Ma figurati!! E’ un nome da donna ….!”

BATTISTA – (Perplesso) “Allora perche’ Adele lo ha chiamato Miranda quando e’ arrivato ?”

JOLE – (Sicura) “Ma no, avra’ chiamato la serva!”

BATTISTA – (Dubbioso) “Sei sicura ?”

JOLE – (Si altera) “Ma e’ facile, dai! Se la serva non e’ Costanza, lui deve essere Costante e se lui non e’ Miranda vuol dire che e’ la serva ad essere Miranda! Semplice, no? Ci arriverebbe un

cretino!”

BATTISTA – (Stranito) “Eeeeeehhhh……….????”

JOLE – (Saccente) “Oh …” (Lo manda al diavolo con un gesto del braccio) “…..ovvio che tu non ci hai capito niente. Comunque e’ cosi!”

BATTISTA – (Per niente convinto) “Jole….scusami, eh…. ma come fai ad essere sicura che e’ cosi?”

JOLE – (Si inalbera) “Ecco! Bella fiducia che hai nei miei confronti!” (Si alza, poi, lamentosa) Aveva ragione la mamma quando mi diceva che un uomo come te non faceva al caso. Aveva ragione la mamma, si: aveva proprio ragione!” (passeggia isterica, andando avanti e indietro)

BATTISTA (la chiama) “Jole!”

JOLE – (Si gira, melliflua) “Siii…..!?”

BATTISTA – (Serio, Alzandosi a sua volta) “Quanti anni sono che siamo sposati ?”

JOLE – (Un po’piccata) “Ma come, non ti ricordi? Undici a maggio!”

BATTISTA – (Assorto) “Gia’ , undici anni… Ci siamo sposati subito dopo che ero rimasto invischiato in quello scandalo degli appalti truccati in Lombardia ….”

JOLE – (Un po’ fatale) “E, gia!”

BATTISTA – (Sempre assorto, avviandosi lentamente verso sinistra) “E tuo padre, che era il mio avvocato, mi aveva detto : o te la sposi subito o ti lascio dare dieci anni di galera …..”

JOLE – (Un po’ imbarazzata) “Papa’ scherzava sempre…. Era un buontempone….!”

BATTISTA – (Alza gli occhi al cielo, agita le mani) “Sarei fuori, porca miseria !!” (Sbraita a tutta voce, uscendo da sinistra con passo spedito e lasciando la moglie sola al centro della scena)

JOLE – (Rimane impietrita: poi si riprende, fa spallucce) “Quanto sei scemo!” (Gracida uscendo da destra)

La scena rimane vuota per qualche istante, poi da destra compare Rita. Si vede che non ha dormito granche’: si stira, sbadiglia fragorosamente, poi avanza e va a sedersi al capotavola piu’ lontano, staccando la sedia dal tavolo e stravaccandocisi sopra.

RITA – (Si passa una mano sulla faccia) “Che notte da incubo! Costante che russava come una segheria a vapore e, nelle stanze accanto….Gertrude che spostava tutto lo spostabile, Jole che emetteva gridolini striduli e Battista che bestemmiava come un Saraceno! Non vedevo l’ora che venisse giorno.” (Si passa una mano fra i capelli) “Fra un po’ bisognera’ tornare all’aereoporto: speriamo che Adele ci dia una mossa !”

Quasi contemporaneamente, entra in scena da sinistra Adele in compagnia di Battista

ADELE – (Parla con Battista) “Non si preoccupi, non ci saranno di questi intoppi! Se e’ solo per questo, puo’ gia’ programmare il suo ritorno a Roma” (Vede Rita) “Ragazza, ma … Preparati che è tardi!

RITA – (Ilare come sempre) “Tranquilla …! Tanto lo zio non ha nessuna fretta!”

ADELE – (La rimbrotta) “Sbrigati, ragazzaccia!”

RITA – (Si alza con aria di rassegnazione) “Cedo alla dura  violenza della legge!” (Sbotta con fare clownesco: si alza e si avvia per uscire a destra, ma e’ sorpresa dall’ingresso dell’Onorevole)

L’ONOREVOLE – (Sorridente e pimpante) “Buongiorno alla bella famiglia che mi ospita!”

(Cinguetta garrulo: Battista gli risponde con un grugnito)

ADELE – (Cordiale) “Buongiorno, Onorevole: riposato bene?”

RITA – (Sarcastica) “Perche’, non si vede?” (Esce da destra)

L’ONOREVOLE – (Non considera la battutaccia) “Certamente, Avvocato! Ma…mi dica:come mai gia’ qui a quest’ora?”

ADELE – (Contrito) “E, dobbiamo andare all’aereoporto…ad accogliere lo zio …”

L’ONOREVOLE – (Stupito) “Lo zio….all’aereoporto….?” (Poi, di botto) “Qualche parente dall’estero ?”

ADELE – (Serio) “Ma no! La salma del signor Germano!”

L’ONOREVOLE – (Riprende coscienza) “Aaaaaahh….la salma…e’ vero!” (Enfatizza procu-

rando la prima reazione scaramantica di Battista) “La cara salma!!”

BATTISTA – (In disparte) “Ma porca miseria!!!” (Sacramenta mentre le sue mani si allungano nel  gesto delle corna)

L’ONOREVOLE – (Compunto, ad Adele) “Eeee… dica vostro onore ….sara’ ancora lunga la spasmodica attesa dell’arrivo delle dolenti spoglie ….”(Poeteggia lasciando allibiti un po’ tutti)

ADELE – (Esterrefatta) “Non….possiamo ancora ….sapere….”

L’ONOREVOLE – (Riprende di getto) “Eeeee….vostro onore dica …..andra’ solo lei al doloroso appuntamento…nella citta’ dolente….?”

ADELE – (Imbarazzata) “Verra’….verra’ anche Rita con me…” (Coglie la palla al balzo) “Anzi, mi faccia andare a vedere se e’ pronta, altrimenti rischiamo di arrivare in ritardo!” (Sorride stentata, avviandosi a grandi passi ed uscendo da destra chiamando)”Rita…! Ritaaaa….!Benedetta figliola, faremo tardi ….!”

L’ONOREVOLE – (Affranto) “Povera…povera Adele! Quale ingrato compito lo attende

stamattina! Ricevere l’amico piu’ caro dentro una bara …”(Rivolto a Battista) “Non sembra anche a

lei, signor Battista?”

BATTISTA – (Che sta’ correndo dietro a tutt’altri pensieri) “Eh….Mi oppongo, vostro onore!” (Risponde di getto la prima cosa che gli viene in mente)

ADELE – (Rientra da destra: e’ scandalizzata, con un espressione torva e le mani giunte) “Santo cielo!!….Santo cielo!!!”….”

BATTISTA – (Sorpreso) “Mah …avvocato….si sente male !?” (La avvicina preoccupato)

L’ONOREVOLE – (Si avvicina anche lui) “Avvocato, che succede …!?”

ADELE – (Imperterrita, gli occhi fissi) “Cosa mi tocca vedere!!  Cosa mi tocca vedere!”

L’ONOREVOLE – (Rivolto a Battista) “Che le dicevo io? L’emozione…il dolore…!”

RITA – (Ilare) “No, no …tranquilli! E’ passata solamente davanti alla stanza di Gertrude che si stava alzando, e la porta era aperta!”

JOLE – (Scandalistica) “E’ terribile …e’ inusitabile …” (Storpia la parola) “Davanti ad una signorina  gia’ di eta’, poi: ben timorata di Dio!”

BATTISTA – (Rivolto alla moglie) “Jole, per piacere…..!!”

RITA – (Rivolta a Jole, sarcastica) “Jole, per pieta’ !!”

ADELE – (Veramente seccata) “Insomma, Rita ! E’ il modo di comportarsi in casa d’altri!? Hai passato il segno….!!” (La redarguisce pesantemente) “Quella ragazza, poi …” (Indica l’uscita a destra con un gesto nervoso della mano) “…..e’ abituata a costumi un po’ troppo libertini! Dovro’ parlarle per provare a ricondurla nella giusta misura….”

RITA – (Prova a giustificarla) “Dai, avvocato …stava solo cambiandosi! Non mi sembra il ca

so di …”

ADELE – (La interrompe) “E no, ragazza: e’ mio dovere farlo! Mio ..PRECISO…dovere!!”

BATTISTA – (Deciso a interrompere la discussione) “Beh…comunque …adesso penso che abbiamo tutti qualcosa da fare …” (Guarda dritto la moglie negli occhi) “…vero, Jole?”

JOLE – (Lo guarda ostentando un improbabile sorriso) “Sssi…certo…!”

BATTISTA – (Deciso) “Bene!Andiamo allora…” (Si avvia a destra seguito dalla moglie)

ADELE  - (Rivolto a Battista e Jole) “Scusate se vi seguo: ho bisogno di bere un po’ d’acqua…” (Esce anche lei da destra)

In scena restano solo Rita e l’Onorevole: Rita scuote la testa ridendo e torna a sedersi al capotavola di sinistra, mentre l’Onorevole rimane impalato, guardando estasiato in silenzio l’uscita di destra e sospirando

RITA – (Lo guarda un po’ poi scoppia a ridere) “Ehi, Onorevole, ti sei rincitrullito !?”

L’ONOREVOLE – (In trance) “Gertrude!… Bellissima … stupenda ….!!” (Sospira profondamente) “Una statua greca, una rosa di maggio …!!”

RITA – (Divertita) “Accidenti, proprio andato eh!”

L’ONOREVOLE – (Piccato) “Ragazzaccia impertinente!” (Si avvicina al tavolo e vi si appoggia con una mano, tendendosi verso di lei) “Non hai sentito chi c’è di là? E’ una luce sfolgorante …un fiore bellissimo” (Declama accompagnando le parole con ampi gesti della mano e alzando al cielo lo sguardo rapito: si rialza, fa qualche passo, poi si gira di scatto verso Rita) “ Che IO…” (Indica se’ stesso con la mano: poi allunga il braccio, tende il palmo della mano e lo richiude delicatamente a pugno) “….sto per cogliere !”

RITA – (Seriosa) “Buonanotte!”

L’ONOREVOLE – (Lo guarda male) “Oseresti dubitarne …!?”

RITA – (Secca, con un sorriso sarcastico) “Si!”

L’ONOREVOLE – (Fa’ un ampio gesto di disappunto) “Povera stolta …!” (La commisera) “Si vede che la tua giovane eta’ non ti ha ancora consentito d’affinare il tuo charme di donna” (Si riposiziona davanti a lei: cattedratico) “Tutto in lei comunica al mondo intero la sua voglia di essere colta …..”

RITA – (Lo guarda incuriosita) “E…quando e con cosa le avrebbe comunicato tutto cio’?”

L’ONOREVOLE – (Meravigliato) “Ma come …!” (Tuona) “Ieri…I suoi gesti, i suoi movimenti, il suo sguardo che voleva sollecitare un approccio ….” (Conclude con ovvieta’) “Un MIO approccio” (Sottolinea. Fa’ alcuni passi pensoso, poi) “Ed io muovero’ fra poco il mio attacco …” (Pausa studiata) “…a quella dolce fortezza!”

RITA – (Lo guarda stupito: rivolta alla platea) “Mai sentite tante scempiaggini in una volta sola” (Poi, rivolta all’Onorevole) “Ma….scusi, che cosa le da’ tutta questa certezza ?”

L’ONOREVOLE – (Con naturalezza) “Cio’ che sono….!”

RITA – (Lo guarda stranita) “Eeeeh…?”

L’ONOREVOLE – (Gonfia il petto) “La mia posizione….il parlare forbito….la cultura…..

tutte qualita’ che non possono passare inosservate agli occhi di una donna….” (Fa’ una pausa) “Di

una bella donna!!” (Puntualizza avviandosi a destra)

RITA – (Lo ferma) “Onorevole!”

L’ONOREVOLE – (Si volta) “Si?”

RITA – (Beffarda) “E….se la fortezza respinge l’attacco ?”

L’ONOREVOLE – (Tronfio) “Nessuna donna ha mai respinto l’Onorevole Miranda !”

(Esce a destra con piglio deciso)

Rita rimane solo in scena, fa’ una smorfia dubitativa rivolta al pubblico, poi si allunga sulla sedia,

mettendo le mani dietro la testa. Dopo qualche secondo, da destra si sente un grido rauco seguito

dal rumore di un sonoro ceffone.

RITA – (Rivolta al pubblico) “Attacco respinto!”

Dopo qualche secondo riappare in scena l’Onorevole Miranda: si massaggia una guancia e zoppica

vistosamente a destra. Rita lo osserva un attimo divertita, poi

RITA – (Rivolta al pubblico) “Respinto con perdite!!”

L’ONOREVOLE – (Imbarazzatissimo) “E’…successo un incidente. Ho sbattuto.”

RITA – (Sguaiata) “Si: prima su una mano e poi sulla punta di una scarpa !

L’ONOREVOLE – (Avanza zoppicando penosamente) “Andro’…a prendere il giornale…” (Glissa uscendo da sinistra sotto lo sguardo di Rita che, appena uscito, comincia a ridere a crepapelle)

Dopo un attimo entra in scena Adele, che appare rinfrancata, seguita da Battista e Jole. L’avvocato lo vede ridere di gusto e…

ADELE – (Severa, rivolta a Rita) “Beh …? Cosa c’e’ da ridere tanto? Ti diverte il dover andare a ricevere la salma di zio Germano!?”

RITA – (Si ricompone) “Oh, non si preoccupi Adele: lo zio ha sempre apprezzato il buonuomore!” (Si alza e si appresta ad uscire a sinistra come gli ha indicato Adele con un gesto prolungato della mano)

ADELE - (Sempre caustica) “Un po piu’ di rispetto, perdinci ! Per lo meno fin quando non ritornerai in questa casa…” (Fa’ una breve pausa) “Se ci tornerai …”

RITA – (Si volta verso di lui) “Certo che ci tornero’! Come dice la poesia ….- Sempre caro mi fu quest’ermo colle, e quella siepe che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude….(Declama, mentre Adele scuote la testa e la spinge verso l’uscita. Si ferma ancora, si volta, riprende )“Pero’, fine scrittore il Leopardi …”

ADELE – (La spinge ancora verso l’uscita) “Poeta, ignorante …” (Escono entrambe da sinistra)

Restano in scena Battista e Jole che si guardano attorno con ostentata indifferenza ma evidente circospezione: e’ Jole a rompere il ghiaccio.

JOLE – (Rivolta al marito,nervosa) “Hai messo la busta”

BATTISTA – (Anch’egli nervoso) “Ma certo….!”

JOLE – (Sempre piu’ agitata) “L’ha presa ?”

BATTISTA – (Spazientito) “E cosa ne so, io ….!”

JOLE – (Sbuffa alzando gli occhi al cielo) “Ma per la miseria….! Perche’ non hai controllato?”

BATTISTA – (Decisamente imbufalito) “Si, sotto gli occhi di Adele, magari!!”

JOLE – (Decisa) “Ora Adele non c’e’: andiamo a vedere!”

BATTISTA – (Condivide l’idea) “Si! Andiamo a vedere” (Parte deciso verso destra preceduto dalla moglie che si blocca sull’uscita facendosi urtare pesantemente dal marito) “Ahia!!” (Si massaggia un ginocchio) “Che cosa c’e’, adesso!”

JOLE – (Perplessa) “Senti un po’ …ma….Rita: per me e’ scema come la madre…!”

BATTISTA – (Sorpreso) “Perche’ ?!?”

JOLE – (Convinta) “I leopardi che scrivono poesie….e’ roba da matti!”

BATTISTA – (Scuote la testa) “Jole, ma per piacere …!!” (Smoccola spingendola fuori da destra e seguendola a sua volta)

 La scena rimane vuota per qualche istante, poi, da sinistra, fa il suo ingresso Costante con la borsa della spesa.

COSTANTE – (Avanza sbuffando fino al tavolo, posa la sporta su una sedia) “Uffa, che giamin!” (Sbotta seccata. Prende il borsellino dalla sporta, lo apre e comincia a contare i soldi)“Ouh…a mei ha deti contee e….” (Mugugna) “Armeno u sciu Germano, cinque o dexe mialie in ciu’ u ghee meteiva: millesinquesentu franchi me avansou! A l’e’ propriu n’avucatu!” (Smoccola mettendosi i soldi in tasca, riponendo il borsellino, prendendo la sporta e uscendo a destra gesticolando)

Dopo qualche istante, rientrano da destra Jole e Battista

JOLE – (Rivolta al marito) “Che ti avevo detto: non l’ha presa!”

BATTISTA – (Cerca di mantenere la calma) “Jole, ce l’ho appena messa! Magari e’ passato senza pensarci, non ci ha fatto caso ….”

JOLE – (Risoluta) “Sara’…ma non speri che ce la lasci una settimana, eh…!” (Ringhia) “Se per l’ora di pranzo e’ ancora la, l’assegno torna al mittente !”

BATTISTA – (Prova ad ammorbidire i toni) “Va bene, va bene …pero’ adesso stiamo calmi, eh! E’ uscito poco fa….andiamo a vedere se lo incrociamo: possiamo provare a ricordargli di ritirarla…”

JOLE – (Perplessa) “Uhm …. Vabbe’” (Sentenzia avviandosi a sinistra seguita da Battista)

Dopo qualche istante ricompare in scena Costante da destra: ha una busta in mano e la guarda perplessa

COSTANTE – (Avanza lentamente osservando perplessa la busta che ha in mano) “Boh!”(Borbotta) “E questa…chi ghe l’avia lasciaa ?” (Si chiede interdetta: arriva a centro scena e si ferma) “Epure …..chi in simma ghe u me numme!” (Gira ancora la busta un paio di volte, arretrando fino al primo capotavola, si siede e poi si decide ad aprirla) “E questu cosu l’e’!?” (Si chiede meravigliata) “Ma….u l’e’ n’assegnu!” (Strabuzza gli occhi) “Quaranta …..miliuni…..” (Geme incredula)“O Segnu! Madonna caa da Guardia…..!!” (Choccata) “U sciu Germano !!” (Esclama folgorata) “U l’e’ arivou in Paradisu !!” (Si alza di scatto, congiunge le mani)“Grasie, sciu Germano….grasie! Scia l’ha pensou ai me nevetti! Ma cose digu sciu Germano: San Germano!!” (Si muove verso destra, poi si blocca) “Ma u l’existia za San Germano ?” (Si chiede perplessa, poi) “Fa ninte!” (Alza lo sguardo decisa verso il cielo) “Semai, u fassu mi Santu!!” (Sentenzia avviandosi decisa a destra)

Qualche istante dopo, da destra, compare in scena Gertrude: agita a mo’ di ventaglio un foglio di carta. Si guarda un po’ intorno, poi avanza fino a sedersi al capotavola piu’ lontano. E’ decisamente giu’ di corda.

GERTRUDE – (Guarda con tristezza il foglio) “Richiesta di Pubblicazioni di Matrimonio: tse!” (Sbotta scettica) “E dove andiamo a vivere, poi, se quella iena di mia suocera ci ha fregato la casa: in albergo ?!?” (Grida stizzita) “Non vuole che il suo figlioletto sposi una fotomodella: neanche fossi la maga circe !” (Conclude amara, piegando il foglio e mettendoselo in tasca)

In quel mentre compare in scena da sinistra, ancora leggermente zoppicante, l’Onorevole con in mano un giornale: vede Gertrude e riprova l’assalto.

L’ONOREVOLE – (Rivolto a Gertrude) “Oh, la signorina Gertrude: un fiore nel deserto!”

GERTRUDE – (Seccata) “Onorevole!” (Sbatte violentemente una mano sul tavolo: l’Onorevole fa’ un balzo all’indietro e ricomincia a fregarsi la guancia precedentemente colpita) “Posso fare qualcos’altro per lei ?”

L?ONOREVOLE – (Va in palla) “Siiii….cioe’….ecco….volevo solo sincerarmi delle sue condizioni…..come dire ? Psicofisiche, ecco!”

GERTRUDE – (Dura) “Eccellenti, grazie Onorevole ! E….le sue ?”

L’ONOREVOLE – (In imbarazzo, sorride forzato) “Buo….buone, grazie! Molto buone…”

GERTRUDE – (Sempre sostenuta) “Ne ho piacere: a volte, una boccata d’aria fresca aiuta a raffreddare i bollenti spiriti ….” (Poi, fissandolo con fare feroce) “….e a tenersi lontano da ceffoni e calci nel sedere !”

L’ONOREVOLE – (Non sa cosa dire) “Eeeee…gia’….gia’…”

Un attimo dopo, entrano in scena da sinistra Battista e Jole, entrambi piuttosto agitati: vedono l’Onorevole e si fermano

JOLE – (Rivolta al marito, sottovoce) “Eccolo, il cretino!”

BATTISTA – (Alla moglie) “Ssssccct….vuoi che ti senta!” (Jole fa’ spallucce e avanza seguita dal marito che si rivolge all’Onorevole) “Onorevole! Gia qui ? Pensavamo di incontrarla fuori…”

L’ONOREVOLE – (Scocciato dal loro arrivo) “E invece sono tornato dentro”

JOLE – (Intervenendo a sproposito) “Noi eravamo venuti apposta fin li ….!”

L’ONOREVOLE – (Imitandone il tono melenso) “E io invece ero andato di la …!!”

BATTISTA – (Cerca le parole adatte) “Veramente Onorevole…noi volevamo dirle….che la sua…corrispondenza …”(Tossicchia imbarazzato) “….e’ pronta per essere recapitata.” (Sorride allusivo, parlando per metafora)

L’ONOREVOLE – (Non ha capito nulla) “Corrispondenza …!? Ma….e chi la recapita ??”

BATTISTA – (Perde la pazienza) “Maria De Filippi ….” (Indica a destra con la mano, imbufalito ) “….c’e’ posta per te!”

L’ONOREVOLE – (Ha capito meno di prima) “Boh! Quando torno a Roma, guardero’ in cassetta…”

JOLE – (Rivolta al marito, ad alta voce, indicando l’ onorevole) “Battista, quello e’ tutto scemo!”

L’Onorevole fa’ per ribattere ma la pantomima e’ interrotta dall’ingresso da sinistra di Adele, molto turbata, seguita da Rita. Al suo ingresso, l’ avvocato passa davanti agli sguardi stupiti e preoccupati dei presenti.

BATTISTA – (Stupito) “Avvocato …ma, e’ successo qualcosa?”

JOLE – (Preoccupata) “Non mi dica che e’ caduto anche l’aereo che trasportava la cassa!”

L’ONOREVOLE – (Ancora assorto in pensieri d’altro tipo) “Quale cassa?” (Poi, rivolto ad Adele) “Avvocato, non mi dica che la cara salma viaggiava in cassaforte ..!”

ADELE – (Interdetto) “Cosa mi tocca sentire …!”

RITA – (Maligna) “Non si preoccupi, Adele: probabilmente l’Onorevole viaggia a cocaina..”

(Poi, rivolto all’Onorevole) “Per favore, cambi spacciatore: quello attuale le vende della porcheria!”

ADELE – (Che nel frattempo e’ andata a sedersi al primo capotavola volgendo le spalle agli altri) “Insomma, siete incorreggibili…imperdonabili!” (Sbotta alzandosi di scatto: ottiene il silenzio. Poi, visibilmente turbata) “All’aeroporto…e’ successo un fatto grave…molto increscioso

JOLE – (Sempre fuori riga, commenta con superficialità) “Non sara’ arrivato l’aereo.”

ADELE – (Serio) “No, no…l’aereo e’ arrivato: la salma di zio Germano, pero’….” (Allarga le braccia sconsolata) “…non c’era!”

L’ONOREVOLE – (Su un altro pianeta) “Germano ha perso l’aereo ?”

RITA – (Maligna) “No: la bara e’ partita ed e’ stata sbarcata….almeno cosi’ risulta dai fogli di bordo….” (Fa un paio di passi verso il centro della scena) “Solo che, dallo scalo merci se ne e’ persa ogni traccia: puf …sparita!”

BATTISTA – (Interdetto) “Ma…com’e’ possibile!? Non puo’ essere sparita nel nulla, non e’ mica un fazzoletto!”

ADELE -  (Allarga le braccia con rassegnazione) “Chissà!” (Si alza e passeggia nervosamente) “All’aeroporto….non sanno che dire. La polizia ha avanzato un’ipotesi terribile ….” (Fa’una pausa, attirando gli sguardi preoccupati di tutti) “Che sia stata trafugata!”

C’e’ un mormorio generale: da destra, con somma circospezione entra in scena anche Costante.

COSTANTE – (Entra in scena da destra e, vedendo l’aria strana dei presenti) “Avucatu …ma ….cose l’e’ sucessu turna….!?”

ADELE – (Veramente prostrata) “Una cosa terribile….terribile ….!!”

RITA – (Vedendo l’espressione terrea che si dipinge sul volto di Costante) “Niente di irreparabile. Semplicemente la salma di zio Germano si e’ volatilizzata…”

COSTANTE – (Strabuzza gli occhi) “A l’e’ sxioa via …..!” (Con uno sguardo asceta) “Mira-

culu …! Miraculu ….” (Esclama ad alta voce) “Ma mi l’ho ditu cu l’e’ in santu….l’ho ditu cu l’e’ in Santu ……!!!” (Grida uscendo fuori da destra fra gli sguardi esterrefatti di tutti)

L’ONOREVOLE – (Non ha ancora capito granche’) “Poverina! La notizia deve averla sconvolta. Probabilmente l’aspettava per pranzo.”

BATTISTA – (Allibito) “Chi ….!?!?”

L’ONOREVOLE – (Con massima ovvieta’) “Il parente che ha perso l’aereo!”

ADELE – (Si copre il viso con una mano) “Signore Pieta’! (Invoca a tutta voce guardando verso l’alto)

BATTISTA – (Incerto) “Avvocato, e adesso che si fa’….?”

ADELE – (sconsolata) “Che le devo dire, Battista: aspettiamo. Possiamo solo aspettare e pregare Dio…….”(Fa’ una pausa) “….che ce lo restituisca presto!”

L’ONOREVOLE – (Che non ha ancora staccato gli occhi per un attimo di dosso a Gertrude, rimasta seduta silenziosa al capotavola piu’ lontano) “Chi…?”

BATTISTA – (Di rimando) “Zio Germano, no ?!”

L’ONOREVOLE – (Lo guarda fisso) “Perche’, c’e’ qualche possibilita’ che resusciti ?”

RITA – (Soffocando una risata) “Semmai, saresti tu a campare poco!!”

ADELE – (Anticipando ulteriori gazzarre) “Nel frattempo, possiamo cominciare a predisporre per il funerale: bisogna preparare il testo dei manifesti funebri, cercare i fiori per la Chiesa….”

GERTRUDE – (Si alza) “Ai fiori posso pensare io: il mio lavoro, in questo campo un po’ mi aiuta..”

ADELE – (Asettica) “Molto bene, signorina. In questo caso puo’ rivolgersi alla fioraia in fondo alla strada. Sia oculata nella scelta e dica che piu’ tardi passero’ io a saldare il conto”

GERTRUDE – (Offesa per l’atteggiamento severo e distaccato di Adele) “Non si preoccupi, avvocato: io non amministro grandi patrimoni ma qualche fiore a mio zio sono in grado di regalarlo!” (Esce piccata a sinistra)

JOLE – (Acida, con una smorfia di disgusto) “Maleducata! Rispondere cosi’ a una signorina anziana!”

RITA – (Venefica) “Lei almeno lo fa in Italiano …!”

ADELE – (Interviene nuovamente a sedare gli animi) “Battista, lei potrebbe cominciare a pensare ai manifesti…”

BATTISTA – (Interdetto) “Io….!?” (Le mani ritornano a forma di corna)

ADELE – (Perentoria) “Si: lei! Onorevole, io e lei potremmo occuparci di vedere per la Chiesa e per il corteo…” (Indica L’Onorevole) “…bisognera’ parlare in Comune.”

L’ONOREVOLE – (Alla parola Comune rientra nel suo ruolo e risponde tronfio) “Certamente: parlero’ personalmente con il Sindaco !”

ADELE – (Risoluta) “In quanto a te, Rita, rimani qui, nel caso ci fossero altre necessita’ o chiamasse qualcuno: bada inoltre …” (La guarda in cagnesco) “….che non si verifichino nel frattempo EPISODI SPIACEVOLI ….” (Sottolinea le parole indicando Battista con lo sguardo)

RITA – (Stranamente seria) “D’accordo, Adele: faro’ il possibile.”

ADELE – (La guarda a lungo) “Uhm… speriamo bene…!” (Poi, rivolta all’Onorevole) “Vogliamo andare ?” (Si avviano: sta’ per uscire da sinistra preceduto dall’Onorevole quando e’ fermata da Costante che rientra in scena da destra)

COSTANTE – (Rientrando da destra) “Avucatu …e pe dirna’…cose preparu

ADELE – (Si volta distratta) “Qualcosa di leggero, eh…” (Esce da sinistra)

COSTANTE – “Ben …o pigiou du stuchefisciu … u faiou accumodou cun due faxiuan-e…..” (Esce lentamente da destra)

RITA – (Commenta) “Si, magari con contorno di dinamite ! Alla faccia del pranzo leggero!!”

Contemporaneamente, Jole avvicina una sedia al capotavola a destra e si siede distratta, Battista esce da destra subito dopo Costante e rientra dopo pochi attimi con carta e penna.

BATTISTA – (Sbuffa decisamente contrariato) “Accidenti! Ma guarda un po’ cosa mi tocca fare!”

JOLE – (Acida) “Embe ‘ !? non hai sempre detto che al liceo avevi dieci in Italiano?”

BATTISTA – (Stizzito) – “Si., ma al liceo non bisognava preparare il necrologio ai morti !”

JOLE – (Decisa)”Almeno quelli non fanno danni!”

BATTISTA – (La folgora con gli occhi, poi comincia a scrivere) “Dunque … E’ mancato all’affetto dei suoi cari …. Germano Parodi….sotto, fra parentesi….cavaliere del lavoro…” (Si ferma: rivolto a Rita) “Era gia’ cavaliere, vero ?”

RITA – (Volutamente vaga, ridendo sorniona) “Non so … io l’ho sempre visto andare a piedi.”

BATTISTA – “Lasciamo perdere, va …!” (Poi riprende) “Ne danno il triste annuncio … il nipote Battista con la moglie Jole ….la nipote Gertrude ….” (Poi, volutamente provocatorio, indicando Rita) “…..la scema qui presente ….” (Fa’ una pausa aspettando una rispostaccia che non c’e’: poi RITA – (Stranamente seria) “Spero che metterai i nomi …!”

BATTISTA – (Acidissimo) “Si, certo! Meno che di uno. Per te, rimane la scema qui presente!”

RITA – (Fa’ spallucce) “Come vuoi. Tanto la figura dell’analfabeta la fai tu!”

BATTISTA – (Seccato) “Guarda, bella, che la laurea ce l’ho io, non tu: Io lo so’ parlare l’Italiano!”

RITA – (Velenosissima) “Allora perche’ non lo insegni a tua moglie ?”

JOLE – (Scatta in piedi come morsa da una tarantola) “Mostriciattolo, vorresti dire che io sono antialfabeta ?!” (Storpia la parola)

BATTISTA – (La guarda desolato, prendendola dolcemente per un braccio) “Jole, vuoi darmi una mano ad andare avanti, per favore?”

JOLE – (Sdolcinata) “Certo, caro: certamente..” (Si risiede)

BATTISTA – (Riprende la composizione del manifesto funebre) “Le esequie avranno luogo..

nella Chiesa Parrocchiale…. dove la salma verra’ portata dall’aeroporto Cristoforo Colombo…”(Si blocca) “No! Portata non va’ bene”

RITA – (A mezza voce) “Si’ : sa tanto di secchio dell’immondizia vuotato nel bidone…!”

BATTISTA – (Si gratta la testa pensoso) “Conferita…..”

RITA – (Salace) “Questa va’ bene quando i rifiuti vengono scaricati a Scarpino!”

BATTISTA – (La guarda bieco, senza controbattere) “Traslata, ecco….!” (Conclude trionfante: riprende il filo del discorso) “Le esequie avranno luogo nella Chiesa Parrocchiale dove la salma verra’ traslata dall’aereoporto Cristoforo Colombo …..” (Si blocca di nuovo) “Si, ma adesso qui cosa ci mettiamo?” (Chiede piu’ a se’ stesso che agli altri) “Non sappiamo neanche se e quando ci sara’ la salma!”

RITA – (Clownesca) “Semplice: la salma e’ stata RUBATA all’aeroporto Cristoforo Colombo!!”

In quel mentre, rientra in scena da sinistra Adele, pensierosa e un po’ torva.

ADELE – (Passa accanto a Battista e si ferma vedendolo preoccupato) “Allora? Qual-

che problema con il manifesto ?”

BATTISTA – (Perplesso) “Beh….Adele….io ho provato a tirar giu’ due righe, ma senza date e riferimenti…..non e’ cosi’ semplice!”

ADELE – (Lo tranquillizza) “Si, si..lo so’! Lei metta solo le classiche frasi di circostanza…cosi’, ad libidum …”

JOLE – (Scatta in piedi come una molla) “Svergognata!!” (Urla, rifilando un potente manrovescio all’esterrefatta Adele) “Lei pensi alla sua libidine, a quella di mio marito, semmai ci penso io!”

ADELE – (Esterrefatta, con un filo di voce) “Ma….Jole….significa a piacere ….”

JOLE – (inferocita)“ Sono sempre cose sconce!!”

BATTISTA – (Perde la pazienza) “Jole, di cose sconce qui basti e avanzi tu!!” (Tuona in faccia alla moglie che assume un’espressione terrorizzata: la guarda dritta negli occhi) “Siediti!!” (Indica la sedia: Jole si siede senza proferire parola. Poi, rivolto a Adele, quasi balbettando) “Avvocato , io …..non so come scusarmi per….l’inqualificabile comportamento di…..

ADELE – (Choccata) “No, no…non e’ niente…non e’ successo niente…niente..”(Mormora: poi si gira di scatto ed esce a destra: da fuori scena) “Buon Dio…Buon Dio, dammi forza…….!!!”

In scena restano Battista, Jole e Rita: in assoluto silenzio.

JOLE – (Con un filo di voce) “Battista…..”

BATTISTA – (La guarda male) “Uuuhm …!?”

JOLE – (Sdolcinata) “Perche’ ogni tanto mi tratti cosi’ male….?!”

RITA – (Gli fa’ il verso) “Battistaaa….”

BATTISTA – (Rivolto a Rita, secco) “E tu che vuoi …!?

RITA – (Ilare) “Perche’ non lo fai piu’ spesso !?”

BATTISTA – (Decisamente spazientito) “Rita, adesso basta! Hai veramente passato il segno!” (Grida stizzito, alzandosi di scatto)

In quel momento rientra Gertrude da sinistra

GERTRUDE – (Rientra in scena da sinistra) “Ragazzi, calma: vi si sente da fuori!”

BATTISTA – (Infastidito) “E allora!? C’e’ qualcuno delicato d’orecchi !?”

GERTRUDE – (Un po’ risentita) “Siamo qui per un funerale ….un po’ piu’ di rispetto non guasterebbe, credo”

JOLE – (Riassume la sua aria velenosa) “Senti da che pulpito arriva la predica!” (Spara acida:nello stesso momento, Costante, scopa in mano, transita in scena entrando da destra, passando alle loro spalle ed uscendo a sinistra) “Parla di rispetto proprio lei che non ha esitato a farsi vedere nuda persino da una vecchia zitella!”

GERTRUDE – (Imbarazzata) “Via, Jole: e’ stato un incidente!”

JOLE – (Perfida) “A me e a Battista, certi incidenti non sono mai successi!”

RITA – (Maligna) “Per fortuna dei potenziali spettatori !”

COSTANTE – (Ritransita in scena uscendo da sinistra, scopa in mano, e marciando verso destra: alla battuta di Jole si blocca) “Da zuenu, au sciu Battista ghe ne’ sucessu anche di pezu!”(Sentenzia, riprendendo poi il passo e uscendo da destra)

JOLE – (Imbufalita) “Serva, mio marito e’ sempre stato un uomo irrequenscibile, hai capito!” (Urla a squarciagola storpiando la parola)

COSTANTE – (Fa’ capolino da destra) “Ma se u ciamaven scianca braghette !!” (Spara a tutta voce scomparendo poi nuovamente da destra)

BATTISTA – (Tossicchia nervosamente) “Quella donna e’….un autentico serpente!”

RITA – (Rivolta il coltello nella piaga) “Lei l’Italiano non lo sa parlare: ha il buon gusto di non farlo !”

In quel momento riappare in scena da sinstra l’Onorevole

L’ONOREVOLE – (Entrando da sinistra) “Scusate, avete visto Adele?”

BATTISTA – (Rivolto a lui) “Ah, Onorevole! E’ andata un attimo di la’…” (indica a destra)

“….gliela chiamo subito!” (Si avvia a destra)

L’ONOREVOLE – (Rivolto ai presenti, elettrizzato) “Ho grandi notizie, grandi notizie!!”

JOLE – (Interessata) “Su che cosa, scusi ?”

L’ONOREVOLE – (Con naturalezza) “Sul funerale!”

RITA – (Avvilita) “E ti pareva! Su che cosa, senno?”

In quel momento rientra in scena da destra Adele seguita da Battista: si massaggia una guancia.

L’ONOREVOLE – (Li guarda stranito: poi stupitissimo, rivolgendosi a Battista)“Ma….Battista mi meraviglio…lei…l’ avvocato….!!!”

BATTISTA – (Fuori di se) “Adesso basta, porca vacca! Qui siete tutti pazzi, fuori di testa!! Ma io ne ho abbastanza: io faccio le valige e me ne vado!!”

ADELE – (Glaciale, rivolto a Battista) “Strano sentirlo dire proprio da lei, Battista: pensavo fosse un uomo di polso, che non perdeva mai la testa e calcolava tutto con estremo raziocinio. Almeno cosi’ me lo aveva descritto il Signor Germano”

BATTISTA – (si ricompone) “Si….si certo. Mi scusi, Adele E’ che…non sempre si riesce……a mantenere il pieno controllo di se stessi….. Specialmente in certe circostanze …!” (Si guarda attorno: poi tossicchia lievemente e, sempre rivolto al sacerdote) “Comunque, l’ho cercata perche’ l’Onorevole ha delle comunicazioni da farle.”

ADELE – (Si avvicina all’Onorevole che lo guarda stranito) “Oh, bene! Mi dica!”

L’ONOREVOLE – (Riprende il suo piglio ufficiale) “Eehm…” (Si schiarisce la voce) “Dunque: sono stato in Comune dove ho parlato personalmente con il Sindaco che, come le ho anticipato, e’ un carissimo collega di partito. Innanzitutto, porge le condoglianze sue personali e quelle dell’amministrazione civica a lei e a tutti i componenti della famiglia. E’ rimasto molto turbato dalla ferale notizia che lo ha colto decisamente impreparato…”

RITA – (Sbuffa alzando gli occhi al cielo) “Onorevole, oltre al comizio non ha detto niente di

piu’ concreto ?”

L’ONOREVOLE – (Interdetto) “Su che cosa, scusi ?”

RITA – (Spazientita) “Sul funerale del morto !!”

BATTISTA – (Solito gesto scaramantico inconsulto) “O porca ….”

L’ONOREVOLE – (Si illumina ) “Aaaaah, su quello!! Ma certo! Ha dato il suo benestare per

che’ si possa seguire il tragitto dalla Chiesa al cimitero in corteo…..” (Costante fa la sua ricomparsa da destra con la scopa in mano, dirigendosi a sinistra) “….. assicurando il suo personale interessamento perche’ siano presenti due agenti della Polizia Municipale, uno in testa ed uno in coda allo stesso….”

COSTANTE – (A meta’ del tragitto, senza fermarsi) “Veramente, quande preveden tante gente, u fan pe tutti.....“ (Si ferma all’altezza dell’uscita di sinistra) “A stra a l’e’ tantu streita che…..”(Esce da sinistra)

L’ONOREVOLE – (Leggermente imbarazzato) “Ah!” (Tossicchia, poi, tanto per dire qualcosa) “Comunque, il fatto che  abbia garantito il suo personale interessamento nell’assicurare un regolare e ordinato svolgimento delle esequie …..” (Butta li’ tanto per dire qualcosa)

RITA – (Caustica) “Lascia il tempo che trova….!! (poi esclama) “A Onorevole, sono i funerali di zio Germano, mica di Che Guevara !”

COSTANTE – (Sta rientrando da sinistra e al nome Che Guevara si blocca. Incuriosita)“U ghea anche le in sce l’aparecchiu ?”

BATTISTA – (Stupito) “Chi…..!?”

COSTANTE – (Con naturalezza) “Che ghe l’aiva…!”(esce da destra)

RITA – (Strozza una risata)

ADELE – (Disperata, alzando gli occhi al cielo) “Signore, non son degn di sedermi alla tua mensa, ma di solo una parola ed io saro’ salvata!”

COSTANTE – (E’ appena uscita da destra: ricompare di botto e chiede sorpresa) “Avucatu, scia nu se ferma a mangia chie !?”

ADELE – (Sorpresa a sua volta) “Perche’ non dovrei ?”

COSTANTE – (Interlocutoria) “Ma mi …ho sentiu ca diva ca va a-a mensa ….”

ADELE – (Trattiene a stento un moto di stizza) “Tranquilla: mi fermo. Ma vai, ora….Vai, eh!” (La esorta indicandole l’uscita di destra e Costante esce da destra. Poi, rivolto all’onorevole) “Per il resto, e’ tutto a posto ?”

L’ONOREVOLE – (Cade dalle nuvole) “Quale resto, scusi ?”

ADELE – (Implorante) “Il loculo, i pagamenti, il nulla osta alla sepoltura ….!”

L’ONOREVOLE – (Con ovvieta’) “Ah, non lo so’: nessuno mi ha detto niente!”

BATTISTA – (Mentre Adele si accascia su una sedia stremata) “Scusi sa, Onorevole, non per farmi gli affari suoi ma…dopo che ha  parlato col Sindaco….si puo’ sapere dov’e’ stato?”

L’ONOREVOLE – (Con altrettanta ovvieta’) “Ma dal meccanico, a riprendermi la Panda!”

(Si avvicina a Battista che e’ rimasto di sale) “Una macchina eccezionale, sa……” (Con enfasi)“……duecentomila chilometri senza mai un problema ! Quattro per quattro trazione integrale: un vero bulldozer ! E’ posteggiata qui fuori, vuole vederla ?”

BATTISTA – (Non sa’ che espressione assumere) “No, grazie ….” (Angosciato. Poi distrattamente) “E dopo tanti chilometri alla grande, cosa aveva ?”

L’ONOREVOLE – (Fa’ spallucce) “Oh, niente: ero rimasto senza benzina …”

RITA – (Divertita) “Grave !!”

L’ONOREVOLE – (Sorpreso dall’affermazione) “Siiii …!?”

RITA – (Sorniona) “E si, eh! E’ come se lei che e’ Onorevole, restasse senza parole !”

ADELE – (Annichilita, si rivolge a Gertrude con un filo di voce) “Signorina, i fiori almeno….”

GERTRUDE – (Sorride discreta) “E’ tutto a posto, Adele. Ho disposto perche’ l’altare e il feretro vengano adornati con i fiori che piu’ piacevano allo zio: mi sono fatto consigliare dalla fioraia che lo conosceva sicuramente meglio di me. Gia’ che c’ero, ho fatto fare due cuscini: uno a nome dei nipoti ed uno a nome della signora…..” (Indica verso destra sottintendendo Costante) “….che ho gia’ provveduto a pagare. Sono d’accordo con la fioraia che ci rifaremo vivi appena avremo notizie.”

ADELE - (Rifiata) “Ottimamente.” (Fa’ una pausa) “E…sull’imbarazzante contrattempo dell’aeroporto? Ne ha fatto parola?”

GERTRUDE – (Risoluta) “No. Avrei dovuto ?”(Si alza dirigendosi a destra)

ADELE – (Con un certo imbarazzo) “Signorina Gertrude …”

GERTRUDE – (Si ferma un attimo) “Si?”

ADELE – (A mezza voce) “Grazie!”

GERTRUDE – (Gelida ) “Prego.” (Esce a destra)

JOLE – (Acida come sempre) “Smorfiosa !”

ADELE – (Quasi con se stessa, pensando ad alta voce) “Dove ho sbagliato con questa ragazza ?”

JOLE – (Pronta a metterci lingua) “Probabilmente a non prenderla a schiaffi!”

ADELE – (Sembra non sentirla: rivolta all’Onorevole) “Onorevole, vogliamo vedere di sistemare il resto?”

L’ONOREVOLE – (Ancora estasiato dall’apparire di Gertrude) “Eeeh….? Siiiii…?”

ADELE – (Rassegnata) “Il loculo, i pagamenti ….”

L’ONOREVOLE – (Realizza) “Ah! Si…si…certamente !”

ADELE – (Sorride) “Andiamo, allora!” (Indica l’uscita a sinistra: si avviano entrambi)

RITA – (Si alza) “Ho anch’io qualcosa da fare…” (Esce anche lei a sinistra)

Restano in scena Battista e Jole: dopo qualche attimo di silenzio, e’ Jole a rompere il ghiaccio.

JOLE – (A bassa voce) “Hai controllato la busta ?”

BATTISTA – (Seccato) “Ma si…, ma si ….!”

JOLE – (Ansiosa) “E allora …!?”

BATTISTA – (Distrattamente) “Non c’e’ piu’: l’ha presa.”

JOLE – (Trionfante) “Bene!” (Poi si rabbuia) “E adesso, vediamo di non pentircene….!”

BATTISTA – (brusco) “Di un po’, sei scema !?”

JOLE – (Stupefatta) “Ma….Battista!!”

BATTISTA – (Decisamente contrariato) “Accidenti, ma proprio a me vieni a dire certe cose!?” (Strepita) “Ma lo sai cosa significa per me questo affare? Cinquecento milioni di appalto, perdiana ….mica cinquanta lire!”

JOLE – (Saccente) “Se e’ cosi’ importante, e’ giusto che ti sia affidato all’onorevole….! Non puo’ essere sbagliato. (Sicurissima) L’ho deciso io!”

Battista non ribatte: fa’ spallucce e comincia a passeggiare avanti e indietro, la mano a sorreggersi il mento, meditabondo: Jole si siede a lato del tavolo.

BATTISTA – (Tra se) “A questo punto penso sia necessario un abboccamento…”

JOLE – (Trasecola) “Battista, ma …. Sei impazzito!?”

BATTISTA – (Sorpreso) “Perche’ !?”

JOLE – (Sconcertata) “Un abboccamento! Va be’ che deve farti un favore grosso, ma baciarlo in bocca ….mi sembra troppo!!”

BATTISTA – (Ormai rassegnato) “E’ possibile che tu non ne azzecchi una ? (prova a spiegare) Abboccamento inteso come contatto …colloquio….discorso….pour parler, insomma!!”

JOLE – (Non capisce) “E dov’e’, in Corsica ?”

BATTISTA – (Trasecola) “Coosaaa…..!?!?”

JOLE – (Spazientita) “Il posto del colloquio. Sto ponr palet o come diavolo si chiama…..!”

BATTISTA – (Esasperato) “Sull’Himalaya !! All’Hotel Yeti !!”

JOLE – (Allarmata) “Sssscccttt ….!!! Vuoi che ti sentano ?? Cosi’ magari ci arrivi che sono

gia’ la!”

BATTISTA – (La guarda sconsolato) “Ma perche’ m’e’ toccata cosi’, perche!!!”

C’e un attimo di silenzio imbarazzato, con Battista che continua a passeggiare su e giu’ per la scena.

JOLE – (A voce bassa) “Battista…..”

BATTISTA – (ancora choccato e scocciato) “Che c’e’?”

JOLE – (Sempre con un filo di voce) “Sono davvero cinquecento milioni ?”

BATTISTA – (spiega) “L’appalto vale cinque miliardi: a me ne toccano il dieci per cento. Fa’ un po’ tu!”

JOLE – (Va’ in sollucchero) “Oddio!! Sai quante cose ci potremo fare, eh!”

BATTISTA – (Annuisce) “Effettivamente ….”

JOLE – (Si ringalluzzisce) “Potremo cambiare la macchina ….” (Battista annuisce) “…concederci una vacanza …” (Battista annuisce accennando un sorriso) “…..magari un viaggio…!”

BATTISTA – (Si illumina) “Ehhh…e’ gia’ un bel pezzo che vorrei farlo!”

JOLE – (Di getto) “Potrei comprarmi una pelliccia. Quella che ho e’ ormai allo stremo. E poi …quel doppio filo di perle nere che avevamo visto a Piazza di Spagna….ti ricordi?”

BATTISTA – (Scatta come una molla) “E ti pareva!” (Guarda la moglie in cagnesco) “Jole, dipendesse da te, non basterebbero cinquecento miliardi!!”

JOLE – (Piccata) “Ma insomma! Frequento i migliori salotti di Roma: devo pure darmi un contegno!”

Sono interrotti dall’ingresso in scena di Adele e dell’Onorevole che rientrano da sinistra.

ADELE – (Rientrando per prima) “Non importa, ci penseremo domattina.”

L’ONOREVOLE – (Lo segue subito dietro) “Mi dispiace, non pensavo chiudessero cosi’ presto!”

ADELE – (Lo scusa) “Eh, qui non siamo a Roma! E poi, effettivamente…e’ quasi l’una !” (Conclude guardando l’orologio. Poi, rivolto a Battista) “Battista! Nessuna novita’ ?”

BATTISTA – (Desolato) “Nessuna!”

RITA – (Rientrando da sinistra) “Ancora niente ?”

JOLE – (Velenosa) “Se fossi rimasta, lo sapresti anche tu!”

RITA – (La guarda con compatimento: toglie il giornale di tasca, va’ a sedersi al capotavola di sinistra e comincia a sfogliarlo: subito dopo) “Toh, ci sono gia’ i necrologi” (Alza la pagina mostrandola agli altri)

BATTISTA – (Si ritrae facendole corna) “Tiè!!”

ADELE – (Prende la pagina che gli ha allungato Rita) “Pero’ ….” (Commenta meravigliata) “…la gente si tiene informata!”

JOLE – (Saccente) “I giornali ci sono proprio per questo!”

RITA – (Di rimando) “A te non servono: non li sai leggere!!”

BATTISTA – (Stizzito) “Senti, mia moglie e’ una persona di intelligenza vivissima: piu’ di una volta mi ha assistito e continua ad assistermi anche nel lavoro!”

RITA – (Venefico) “E…non l’hai ancora chiesta l’amministrazione controllata ?”

JOLE – (Non sa’ cos’e’) “E che cosa sarebbe ‘sta cosa !?”

RITA – (Beffarda) “E’ l’atto del Tribunale che precede il fallimento !”

JOLE – (Sarcastica) “Fallimento!?!? Ma tu sei matta!! Mio marito sta’ facendo affari d’oro, mostriciattolo! E alcuni proprio grazie al mio intuito e…..alla mia lungimiranza

Da destra, fa’ capolino in scena Gertrude: ha un grembiule da cucina e si sta’ asciugando le mani in uno strofinaccio

GERTRUDE – (Facendo capolino da destra) “Signori, a tavola: lo stoccafisso e’ pronto!”(Esce subito dopo ancora da destra)

ADELE – (Trasecola) “Stoccafisso …!!??”

RITA – (Sarcastica) “Accomodato…..e con le fagiolane!!”

ADELE – (Trafelata) “Ma e’ matta…..!?!? Avevo detto leggero …Costante!!” (Chiama una prima volta: Battista si irrigidisce, Jole guarda stranita verso l’onorevole. Non ottiene risposta. Chiama ancora, a tutta voce) “Costanteeee…..!!!!”

COSTANTE – (Da fuori scena, urla) “Oooouuuuuhhhhh ….e vegnu!!”

BATTISTA – (Si copre la faccia con le mani, geme) “Noooo…..!!”

COSTANTE – (Entra in scena da destra) “Sci avucatu ?”

JOLE – (Esterrefatta) “Ma e’ una donnaaaa…..!”

ADELE – (Sorpreso dalla reazione) “Uuh?”

JOLE – (Si alza a stento) “Si chiama Costante… ed e’ una donnaaaaa….!” (Geme indicandola con un dito)

RITA – (Canzona) “Embe !? Peggio se si chiamasse Erika e fosse un portuale !!”

JOLE – (Stravolta) “Ooooooooh….!” (Mormora appena, accasciandosi svenuta sulla sedia)

BATTISTA – (Scatta verso la moglie) “Jole, ti senti male !?!”

ADELE – (Scatta anche lei verso Jole) “Ma che sta’ succedendo ….!?”

L’ONOREVOLE – (Agitatissimo) “Un’altra disgrazia!! Presto chiamate un prete!!” (Incrocia lo sguardo di Adele che lo guarda malissimo) “Un medico …un medico…” (Si corregge: e rivolto ad Adele) “Volevo dire un medico, ovvio!” (Accenna un sorriso poco convinto)

COSTANTE – (Si avvicina: rivolta a Adele) “Sciu avucatu, a l’e’ svegnua pe mi o pe u stuchefisciu !?” (Chiede preoccupata. Poi, portandosi una mano alla faccia)”Mue caa cuma l’e’ gianca! A pa fin-a morta!!”

GERTRUDE – (Riappare in scena da destra, richiamata dal brusio) “Ma che succede ….?” (Vede Jole esangue sulla sedia) “O Santo Cielo….!” (Mormora, avvicinandosi velocemente e cominciando a soccorrerla)

RITA – (Si alza di scatto dalla sedia) “Momento!!” (Grida a gran voce, ottenendo l’attenzione di tutti: poi, clownesca) “Miracolo….! Miracolooooo…..!!!!” (Urla fra gli sguardi esterrefatti dei presenti) “L’abbiamo ritrovata!!”

ADELE – (Non ci capisce piu’ nulla) “Ma che cosa….!?!?”

RITA –(ridendo, rivolta al pubblico) “La cara salma!!” (Indica Jole esanime sulla sedia)

Battista e Adele scattano furibondi verso di lei che esce precipitosamente da sinistra.

                           

                                          - S  I  P  A  R  I  O -

 

                                     TERZO ATTO

La scena e’ rimasta invariata: dal tavolo sono scomparsi centro tavola e vaso mentre un altro ninnolo e’ comparso nel mobiletto d’angolo: All’apertura del sipario, il palco e’ vuoto e lo rimane ancora per qualche attimo, poi, da sinistra, si sente una voce che chiama: e’ zio Germano.

ZIO GERMANO – (Da fuori scena) “Costante …!! Costanteee…!!”

Passa ancora qualche secondo, poi, da sinistra, entra in scena zio Germano: ha una grossa valigia, e’ in maniche di camicia ed ha la giacca appoggiata all’altro braccio. E’ decisamente contrariato. Arriva all’altezza del tavolo, posa per terra la valigia, butta la giacca su una sedia, poi:

ZIO GERMANO – (Sbuffa pesantemente, prende un fazzoletto di tasca e si asciuga la fronte)
”Ma l’e’ mai puscibile….!?” (Sbotta) “Basta che ti stagghi feua dui giurni de ciu’, e chi spariscen tutti !!” (Si guarda intorno sconsolato: poi riprova) “Costante !!” (A tutta voce:nessuna risposta) “Macche’! Tutti morti !!”

Quasi contemporaneamente, da destra fa’ capolino Rita, decisamente interdetta.

RITA – (Entra in scena da destra, attirata dal baccano fatto da zio Germano) “Ma che diavolo….…” (Sbotta entrando con cipiglio: vede lo zio e si blocca pietrificata) “Eeeeehhh…..!?!?!?” (Mormora incredula: poi, ad alta voce)  “Zio ….Germano!!!”

ZIO GERMANO – (Si accorge della sua presenza) “Rita! Questa sci’ ca l’e’ na bella surpreisa!”(Visibilmente contento)

RITA – (Non ha quasi voce) “Cia…ciao…zio…!”

ZIO GERMANO – (Un po’ perplesso) “E ma che faccia! Cose l’e’ sucessu, l’e’ mortu qualche dun??”

RITA – (Non sa cosa dire) “E’ che…non…mi aspettavo…di ….vederti …tornare cosi’ presto!!”(Balbetta quasi con un sorriso stentato)

ZIO GERMANO – (Stupito) “Cusci’ fitu!? Belandi: sun in ritardo de dui giurni!!”

RITA – (In enorme imbarazzo) “Ah siii….!?Beh….allora… mi hanno informato male…” (Balbetta ancora: poi, rivolta al pubblico) “Ma come e’ possibile ……!?!?” (Guarda zio Germano che si siede al capotavola di sinistra, poi:) “Fatto ….fatto buon viaggio ?” (Azzarda timidamente)

ZIO GERMANO – (Con una smorfia di disgusto) “Nu me ne parla!” (Si mette una mano sulla fronte) “Teribile. Tutte e otte, l’e’ sempre pezu! Milan, poi…puuuuu….!!” (Fa’ un gesto di spavento)

RITA – (Non sa cosa dire) “C’era ….confusione in giro ?”

ZIO GERMANO – (Scatta come una molla) “Cunfixiun !? Sun tutti matti !!” (Spara inviperito: fa’ una piccola pausa, poi) “Anche chi, comunque, cumme matti semmu missi miga ma, eh!”

RITA – (Finge stupito interesse) “Perche!?”

ZIO GERMANO – (Concitato) “Sun arrivou a Brignole….sciortu da a stassiun e chi t’incuntru? U Moettu !!” (Rita  lo guarda stranita) “Quellu cu l’aiva u banchettu di pesci in ciassa Cavour!” (Si affretta a spiegare: poi, vedendola ancora interdetta) “Ma ti nu ti peu ricordatelu: tie troppu zuena!” (Pausa brevissima: poi riprende) “L’ho salutou, ghe sun anetu incuntru: u m’ha amiou cun na faccia che paiava cu l’avesse vistu in fantasma! U s’e’ tuccou….. “ (Indica dove con un gesto eloquente) “poi u l’e’ scapou via de cursa……!!”

RITA – (Non sa’ che pesci prendere) “Effettivamente…..e’ strano…..”

ZIO GERMANO – (Prosegue imperterrito) “In ta sca, ho incuntrou u sciu Piana, quellu du quartu cian…Ho salutou anche le…..” (Mima il gesto di chi si toglie il cappello) “….scignuria! Ghe vegnu-u dui euggi che paive due sveglie: u se’ missu a criaa cumme in mattu! A mumenti u s’arubatta zu pe e sche!!” (Allarga le braccia sconsolato) “Va ben che a l’urtima riuniun de cunduminiu g’ho ditu che su nu dermette da faa fa’ i beseugni au can in tu portegu ghe fretava u muru cumme i gatti ….” (Allarga nuovamente le braccia) “….ma sun cose che se dixien ma che poi nu se fan !!” (Fa’ una breve pausa) “E poi, stamattin in tu portegu ghe’ fian pulittu….” (Si ferma pensoso)“Stranu: de solitu puliscen sulu quande ghe’ qualche funerale …” (Fra se: poi, rivolto a Rita, preoccupato) “Ma l’e’ mortu qualche dun chi in tu palassiu miga?”

RITA – (Al colmo dell’imbarazzo) “Nnoo…siiii…forse….cioe’….sembrava…..” (Borbotta ansimando: poi rivolta al pubblico) “Ma come faccio a dirglielo !?”

ZIO GERMANO – (Interdetto, chiede severo) “Rita: sci’ o nu’!?”

RITA – (Cerca di darsi un contegno) “No no, zio: stanno tutti bene….!” (Con un sorriso stentato: poi, rivolta al pubblico, a mezza voce) “Finche’ non si scoprono gli altarini: poi qualcuno stara’ un po’ meno bene!” (Comincia a riprendersi) “Maaa…dimmi zio, com’e’ stata la permanenza a Milano? Com’era il tempo? Tutto bene con i tuoi affari?” (Chiede in rapida sucessione, senza attendere ogni singola risposta)

ZIO GERMANO – (Riassume un’espressione terrorizzata) “Nu stamme a di ninte!!” (Spara serio) “Cose da matti ! Malpensa duemila, u super aereoportu …! Balle!!” (Agro) “Figurite in po che,apena sbarcou, ho duvu-u speta in ua  perche’ recuperessen a valixe: nu a treuaven ciu’! Eppure a nu l’e’ tantu piccin-a!!”

RITA – (Sconsolato) “Non preoccuparti, perdono cose ANCHE PIU’ GRANDI !!” (Rimarca con forza le parole)                         

ZIO GERMANO – (Stupito) “Davei !? Beh, me cunsolu!!” (Fa’ una pausa: poi) “Atra mez’ua a speta in tassi, vinti menuti pe ariva in albergu, nu treuaven mancu ciu’ a prenotasiun perche’ ea in ritardu, m’ e’ satou den giurnu l’appuntamentu che aiva e, prima de mettime in muvimentu….surpreisa man fregou carta d’identite’, librettu di assegni e bigettu pe l’aparecchiu de riturnu!!”

RITA – (Trasale) “Coosaaaa….!?!?”

ZIO GERMANO – (Rincara la dose) “E sci, eh…!” (Poi, rassicurante) “Ma lasciu’ dixen che l’e’ normale….sucedde tutti i giurni …..!”

RITA – (Preoccupata) “Hai denunciato il furto ?”

ZIO GERMANO – (Allarga le braccia) “E nu, cumme fava!? Se anava ancun in cummisariato perdeva anche u trenu!” (Fa’ un cenno di rassegnazione) “Anio duman mattin in questua, tantu l’e’ u meximu: treua, nu treuen ciu’ ninte de segu-u” (Conclude rassegnato)

RITA – (Tergiversa) “Ma ….zio….fossi in te andrei subito! Carta d’ identita’, libretto degli assegni……sono cose pericolose da lasciare in mano a dei delinquenti senza denunciarne il furto…!”

ZIO GERMANO – (Fa’ spallucce) “Ouh! U librettu di assegni, u ghe serve ciu’ a pocu: l’urtimu assegnu quertu l’ho stacou mi a Milan….” (Fa’ una Pausa) “A carta d’identite sci….” (Rimane un attimo pensoso:poi) “Duman matin !” (Deciso) “Primma in questua e poi in comune a rifala Pero’…me gia l’anima, eh! A l’ea bella neua. Futugrafie, fila au sportellu, pagala duppia…ouh, sun palanche, eh!” (Sentenzia)

RITA -  (Gli si rizzano le antenne) “E cosi’…al ritorno hai preso il treno ….!”

ZIO GERMANO – (Con naturalezza) “Za! Figurite in po che tantu che ea in viaggiu, ho sentiu di che n’e cheitu adreitua un aparecchiu partiu da Milan!!”

RITA – (In ambasce) “Eh gia’!”

ZIO GERMANO – (Si intristisce) “Brutta fin, meschinetti. Meggiu u trenu, almenu semmu in tera.” (Sentenzia convinto)

RITA – (Sopra pensiero) “Uhuh….” (Mugugna: rivolta al pubblico) “Devo dirglielo, altrimenti….” (rivolta a Germano) “Zio, senti…..”

ZIO GERMANO – (Lo interrompe anticipandolo) “Ma chie, cose l’e’ sucessu? Costante unda l’e’ za stamatin ?”

RITA – (Perde il coraggio) “Oh…niente, tutto tranquillo. Costante e’ a fare la spesa: sono rimasto io a fare la guardia …! (Sorride: poi, a mezza voce, rivolta al pubblico) “…e a grattarmi la rogna!!”

ZIO GERMANO – (Fa’ un gesto che sottintende ovvieta’) “Figurite sa nu va’ a fa a speisa! Sei giurni a settiman-a:  magari due otte au giurnu. Sa puesse a l’ anieiva a sercase e buteghe che sun averte de dumenega: basta puei fa a speisa !!”

RITA – (Ancora in imbarazzo,prova a scherzare) “Ci terra’ a tenere la dispensa piena…”

ZIO GERMANO – (Deciso) “A dispensa pin-a ? A ghe fa’ a cresta!”

RITA – (Finge stupore) “Ah! E….tu lo sai, e non dici niente?”

ZIO GERMANO – (replica con assoluta tranquillità) “Oh, invece de vinti milla franchi l’ua a pagu dexe!”

RITA – (Veramente stupita) “Aaah…!”

ZIO GERMANO – (Si fa’ serio) “Ma ti, cumme mai tie chie? Tiei za vegnu-u due settiman-e fa’!”

RITA – (Seria, rivolta al pubblico) “Si: devo dirglielo!” (Fa’ l’atto di cominciare a parlare: si ferma, si rivolge ancora seria verso il pubblico) “Si: adesso glielo devo proprio dire!” (Asserisce convinta: poi, rivolto a Germano) “Vedi…il fatto e’ che….” (Cerca di trovare le parole: lo zio la fissa in curiosa attesa) “Sei andato con l’aereo, avevi gia’ due giorni di ritardo sul ritorno e….”

ZIO GERMANO – (Salta sulla sedia) “Oooouh….!!” (Si agita) “Nu ve saiei miga credui che fisse mortu, eh…..!”

RITA – (Paralizzata dalla reazione dello zio) “Nnnnnoooo…..!! Figuratiiiiii….!!!” (Cerca disperatamente di glissare: si rivolge verso il pubblico facendo gesti disperati: poi, di nuovo allo zio) “Volevamo……” (Lunga pausa imbarazzata) “….farti una sorpresa per il tuo compleanno, ecco!”

ZIO GERMANO – (Stupitissimo) “Ma se i ho fetti u meize passo i anni! Ti me fetu anche u re

gallu….!!”

RITA – (Nuovamente in imbarazzo) “L’onomastico….!!” (Si corregge precipitosamente) “Scusa, mi sono confusa!!” (Altro stentatissimo sorriso)

ZIO GERMANO – (Ancora perplesso) “Ah…!” (Fa’ una pausa, poi rivolto alla nipote) “Ma u l’existe San Germano !?”

RITA – (Senza pensare) “E che ne so, io?”

ZIO GERMANO – (Ancora piu’ perplesso) “Se nu tiu se, cose tie vegnu-a a festeggia!?”

RITA – (Si accorge di aver fatto un’altra gaffe) “Era una battuta!!” (Si affretta a correggersi) “Se non lo sai tu che sei il festeggiato, volevo dire….!!” (Ride forzato)

ZIO GERMANO – (Lo guarda sospettoso) “Tie ditu “vueimu”: chi sun i atri?”

RITA – (Sempre piu’ sin ambasce) “Ma i tuoi nipoti, no!?”

ZIO GERMANO – (Sorpreso) “I me nevi? Tutti !?”

RITA – (Cerca di apparire naturale) “Certo! Io, Battista e Gertrude!”

ZIO GERMANO – (Dubbioso) “Saia’! Ciutostu, vei duveiva ariva u sciu Miranda, aimu n’appuntamentu. U s’e’ vistu?”

RITA – (Non sa cosa rispondere) “Nooo….Siii….” (Germano la guarda di sbieco) “Si, si: e’ ar

rivato!” (Si affretta a precisare)

ZIO GERMANO – (Dopo una breve pausa) “E alua ?!?” (Chiede come chi si aspetta che il discorso continui)

RITA – (In imbarazzo totale) “Ni…niente….! Ti ha cercato e…..gli abbiamo detto che eri in ri-

tardo, tutto qui!” (Sorride a stento)

ZIO GERMANO – (Si innervosisce) “Sci, ma oua undu l’e’ quellu sciabeccu….?!?”

RITA – (Dopo una breve esitazione) “E’ andato a recuperare la panda dal meccanico! Gli si era guastata e …..”

ZIO GERMANO – (Stupito) “Turna!!”

RITA – (Esitante) “Perche’ gli era gia’ successo altre volte ?”

ZIO GERMANO – (Categorico) “Tutte e otte cu vegne chi!” (Rita rimane di sale: Germano prosegue infervorandosi) “L’e’ n’annu cu ghe l’ha e u l’ha za distrutta. Mancu mi sun bun a guida, ma piggiu u trenu!”

RITA – (Non capisce) “Un…anno ?” (Chiede esitante; poi) “A noi ha detto che ce l’ha da una vita!”

ZIO GERMANO – (Ilare) “E cumme nu!! Se go’ detto mi e palanche l’annu passou pe catala!”(Esclama) “Trenta miliuni: u se ghe’ pagou a campagna pe u parlamentu e a Panda neua. U l’e’ a preu a rendimeli a rate…..”

RITA – (Capisce l’arcano) “Aaaah, ecco perche’ viene a trovarti una volta al mese!!”

ZIO GERMANO – (Risoluto) “E sci, eh! Se euggiu fa beneficensa, i daggu aa cruxe!” (Esclama: poi, piu’ pacato) “Anche perche’ le a Rumma u cunta propriu zeru!”

RITA – (Interessata) “Ma….non e’ nella commissione che decide per gli appalti sugli Ospedali ?”

ZIO GERMANO – (Ilare) “Sciiii….u fa’ da segretaiu! U piggia appunti e u scrive quellu che dixe i atri!!” (Ride divertito)

RITA – (Ride divertita anche lei) “Tu come hai fatto a conoscerlo ?”

ZIO GERMANO – (Fa’ un gesto col braccio) “Pe caxu! A Rumma, na otta che ghe sun anetu pe afari. L’ho levou den ti paciughi cun a puliscia ca l’aiva pexigou …” (Fa’ una breve pausa) “….in dolce compagnia….!!”

RITA – (Sorpresa e divertita) “Con una donna….di mestiere immagino!!”

ZIO GERMANO – (Clownesco) “Cun i na donna ca nu l’ea a muge e poi, sutta sutta….” (Fa un gesto con il braccio) “….mancu na donna!”

RITA – (Sghignazza ferocemente) “Hai capito, l’Onorevole!” (Poi fa’ mente locale) “Ma…allora e’ sposato !!”

ZIO GERMANO – (Sempre irriverente) “All’epuca scie. Figurite che a mugge a giava in macchina cun u teitin sempre avertu….”

RITA – (Sorpresa: non capisce) “Era una donna calorosa….”

ZIO GERMANO – (Divertito) E nu e…sedunca, nu ghe stava e corne!!”(Ride fragorosamente)

RITA – (Interdetta) “Ah!” (Mormora appena: poi fra se’) “Davvero un mito!”

ZIO GERMANO – (Si alza) “Va ben, oua l’e’ meggiu che me vagghe a cangia e a dame na ruxenta: da chi an po’ duvieva ariva l’Avucata…..” (Guarda l’orologio) “Tse….” (Borbotta) “nu ho mancu u tempo de derfa a valixe” (Poi, rivolto a Rita) “Se ariva Costante, dighe cha a derfe le….”(Indica la valigia) “…..se ariva l’Avucata dighe che vegnu subetu. Sa nu sa’ cose fa, ca digghe in rusaiu, tantu au sa a mente!!” (Sbotta uscendo a destra, lasciando la valigia e raccogliendo solo giacca e cravatta)

RITA – (Desolata, intanto che esce) “Lo ha gia’ fatto, zio: lo ha gia’ fatto!!” (Alza gli occhi al cielo,poi si passa una mano sulla faccia) “O cielo….” (Mormora) “…O cielo!!!” (Esclama agitando la mano verso il cielo) “E adesso !?” (Si chiede sconsolata) “Accidenti, avrei dovuto dirglielo! Ma come fai ad affrontare certi discorsi con lui….!” (Si agita indicando a destra: passeggia nervosamente per alcuni istanti, poi si blocca) “Bene: vorra’ dire che comincero’ col dirlo agli altri.” (Muove verso destra, si blocca all’altezza dell’uscita) “No, meglio prima l’altro!” (Muove verso l’uscita di sinistra: si blocca a meta’ strada guardandosi intorno. Nota la valigia) “Aaahhh….!!” (Esclama preoccupato: si avvicina, la raccoglie, muove verso sinistra) “Questa e’ meglio farla sparire!!” (Esce da sinistra molto preoccupata)

Per qualche istante la scena rimane vuota. Poi, da destra fa capolino in scena Battista che sorregge la moglie. Jole si muove a fatica: e’ chiaro che non sta’ affatto bene.

JOLE – (Entra in scena da destra sorretta da Battista) “Ho mal di testa…..!” (Rantola quasi)

BATTISTA – (Sbuffa) “Forza, dai: sediamoci un attimo.” (La trasporta letteralmente fino ad una sedia a centro tavola: Jole si siede pesantemente) “Accidenti a te’, Jole! Ma e’ mai possibile che bisogna sempre fare di testa tua e che sia io a pagarne poi le conseguenze !? Chiediamo ad Adele prima….no! E i risultati sono questi !!”

JOLE – (Con un filo di voce) “Ho mal di testaaa…..”

BATTISTA – (Imbufalito) “Vorrei che ti si spaccasse in due!!” (Urla) “Quaranta milioni alla serva abbiamo dato !!!”

JOLE – (Si ringalluzzisce all’improvviso) “E’ colpa tua !”

BATTISTA – (Trasale) “Coomeee…..!”

JOLE – (Assolutamente tranquilla) “Certo! Se la serva non si chiama Miranda di nome vuol dire che si chiama Costante di nome e che l’Onorevole non si chiama Costante di nome ma Miranda di cognome !! Dovevi capirlo!”

BATTISTA – (Gli vanno gli occhi in palla) “Jole, stai zitta: di danni ne hai gia’ fatti fin troppi!”

JOLE – (Fa’ spallucce) “Sara’….ma un po’ piu’ di perspicacia, a volte non guasta!”

BATTISTA – (Ormai fuori delle righe) “Si’, un po’ di perspicacia da parte mia, nel capire con che razza di testaccia dura ho a che fare !!”

JOLE – (Cambia di nuovo atteggiamento) “Ho mal di testa……!!” (Piagnucola disperata a bassa voce)

BATTISTA – (Esita, non sa che atteggiamento assumere; poi sbuffa pesantemente) “Vabbe’, ci pensiamo dopo eh…. Studieremo un modo per recuperarli. Ora andiamo a prendere una boccatad’aria, puo’ darsi che giovi un po’ al tuo mal di testa…” (Jole sorride in modo sottomesso, poi sia alza ostentando difficolta’ e precede il marito verso l’uscita di sinistra. Battista, subito dietro, alza una mano come per darle una sberla in testa, poi se la morde seguendo la moglie fuori scena)

La scena rimane vuota per alcuni attimi, poi, da destra, rientra Gertrude: sta’ parlando al cellulare con aria concitata.

GERTRUDE – (Entra da destra parlando al cellulare) “Ma sei sicuro….? Ma non dire fesserie!Ma com’e’ possibile?!” (Si siede al capotavola di destra: ascolta silenziosa per alcuni attimi) “Ma dai, ma chi puo’ essere…..!?” (Si passa una mano sulla fronte, alzandosi i capelli all’indietro) “Ma chi puo’ aver sganciato cento milioni di botto per la casa, Franco! Per me ti ha raccontato una panzana…..” (Ascolta qualche istante, poi) “Nooooo….!!” (Esclama incredula) “E’ arrivato il contratto per posta ….a nome mio…..! E ce l’hai li !?! Io…..io…no so che dire….!” (Esclama esterrefatta: poi, dopo alcuni secondi) “Certo che ti sposo! Il tempo di seppellire lo zio e torno su di corsa!!” (Esclama al settimo cielo: ancora qualche attimo, poi) “Quando arriva, Franco! Sembra se lo siano mangiato….!” (Altra breve pausa) “Solo qualche giorno, penso….No, no: ti telefono io. Ad ogni buon conto, ci sentiamo stasera: puo’ darsi che ne sappia di piu’.!” (Stacca la comunicazione e rimane allungata sulla sedia senza avere la forza di muoversi) “Ma chi puo’ essere? Chi puo’ aver fatto una cosa del genere? Comprare la casa a mia suocera e poi mandarmi a casa il contratto d’affitto a nome mio: per giunta stipulato da un’agenzia di affari!! Tutto questo e’ incredibile !!” (Grida a tutta voce)

In quel momento, rientra in scena Rita da sinistra: vede la cugina e si ferma un attimo. Poi…

RITA – (Entra in scena quasi di corsa, vede Gertrude, si blocca un attimo poi si avvicina a lei a passo piu’ lento) “Ciao, Gertrude….” (Non sa cos’altro dire) “Dormito bene?”

GERTRUDE – (Sembra non averla sentito) “Non e’ possibile….!!” (Mormora appena. Poi si volta verso la cugina e, rivolta a lei) “E’ incredibile, Rita: incredibile !!” (Salta dalla sedia, la abbraccia, gli schiocca un fragoroso bacio su una guancia)

RITA – (Sorpresa e interdetta) “Ohei, guarda che sono fidanzata, eh!” (Prova a scherzare)

GERTRUDE – (Euforica) “E’ successo un miracolo….UN MIRACOLO, capisci!?” (Urla sottolineando le parole)

RITA – (Guardando di sottecchi verso il pubblico) “Piu’ di uno, credimi!”

GERTRUDE  - (Non lo considera) “Qualcuno ha riscattato la casa di mia suocera a Milano e ha intestato un contratto di affitto a nome mio: me l’hanno spedito a casa !!” (Grida) “Rita, preparati ad essere invitato ad un matrimonio: io mi sposo !!!”

RITA – (Sorpresa da tanto entusiasmo) “Accidenti, ci tieni proprio a sposarti!”

GERTRUDE – (Lo guarda seria) “Tu non capisci: io cambio vita!”

RITA – (Incuriosita) “Addirittura!?”

GERTRUDE – (Entusiasta) “Basta passerelle, diete, viaggi, trucco e ipocrisia: apriamo una pizzeria e facciamo sul serio !”

RITA – (Stupita) “Oddio, io sarei piu’ entusiasta se fosse successo il contrario!”

GERTRUDE – (Si fa’ seria) “Perche’ tu in quel mondo non ci sei mai stata!” (Fa’ una breve pausa) “Me lo ha detto tante volte zio Parodi: cambia vita che questa non e’ da te”!”

Contemporaneamente, alle loro spalle compare da destra Zio Germano. Vede le due ragazze che parlano e si ferma.

RITA – (Stupita) “Zio Parodi!? E chi e’?”

GERTRUDE – (Si illumina) “Un uomo d’affari genovese gia’ attempato che ho incontrato diverse volte in un bar, a Milano, dove mi fermavo a far colazione quando rientravo dalle sfilate….”(Ride divertita) “Quando mi vedeva giu’ mi raccontava un sacco di storie incredibili che diceva suc-cedevano a Genova e riusciva a farmi ridere, a tirarmi su di morale… mi faceva venire in mente proprio zio Germano quando ce le raccontava lui da bambini le storie buffe: e cosi’, ho cominciato a chiamarlo zio Parodi”

RITA – (Rimane quasi incantata dalla storia) “Pero’…..!”

GERTRUDE – (Pensosa) “Zio Germano…..! Non lo vedevo da vent’anni! Forse, non lo avrei neanche piu’ riconosciuto….” (Rivolta alla cugina) “Ma chi puo’ dirlo piu’, ormai….!?”

Zio Germano rimane stupito della battuta: il sorriso che aveva sulle labbra si spegne.

ZIO GERMANO – (Stupito) “E perche’ nu se peu dilu ?” (Chiede ad alta voce)

GERTRUDE – (Si gira di colpo verso di lui) “Che cosa…..” (Lo vede: si blocca) “Zio Parodi!?!?”(Esclama stupefatta)

RITA – (Si illumina) “Zio Germano !”

GERTRUDE – (Assolutamente incredula) “Zio Germano….!?!?! Ma …allora….” (Guarda esterrefatta prima lo zio, poi Rita) “Allora non sei morto…..!” (Riesce appena a mormorare)

ZIO GERMANO – (Interdetto) “Perche’, duvieiva essilu …!?”

GERTRUDE – (Guarda Rita) “Non sa’ ancora nulla!?”

RITA – (Scuote la testa) “No, non gli ho ancora detto nulla.”

ZIO GERMANO – (Lo guarda di sbieco) “Cose l’e’ che ti me duveivi di!?”

RITA – (Un po’ in imbarazzo) “Ecco zio…forse te lo spiega meglio Gertrude…” (Indica la cugina con un sorriso stentato) “…tanto penso che anche tu gli debba spiegare qualcosa…!”

ZIO GERMANO – (Prende una sedia e si siede fra di loro) “E alua, spieghemuse!”

GERTRUDE – (Senza esitazioni) “E’ successo che l’aereo che dovevi prendere a Milano per tornare a Genova sia precipitato: su uno dei corpi recuperati hanno trovato la tua carta di identita’ e un libretto di assegni di un tuo conto corrente e quindi…….” (Fa’ una breve pausa)

ZIO GERMANO – (L’interrompe risoluto) “M’an detu pe mortu e l’an ditu a tuttu u mundu!!(Esclama. Poi si illumina) “Oua che capisciu ….! Tou li’ perche’ u Moettu u s’e’ tuccou e u l’e’ scapou de cursa …. ! » (Gertrude lo guarda divertita e poi guarda Rita che non riesce a frenare una risata. Poi zio Germano riprende) “E se capisce anche questu chi de datu !” (Indica il soffitto tra l’ilarita sfrenata di Rita: poi guarda serio la nipote) “Amia che ghe pocu da rie, se!”

GERTRUDE – (Ride anche lei) “Ma dai, zio! A volte recitare la parte del morto puo’ persino essere divertente…”

RITA – (Saccente) “Gia’! Anche perche’ di un morto ed a un morto si dicono cose che di un vivo e ad un vivo non si direbbero mai!”

ZIO GERMANO – (Coglie il senso del discorso) “Nu tie miga tortu, se!” (Resta un attimo a riflettere sornione)

GERTRUDE – (Di getto) “Pero’, zio, ora sei tu che mi devi spiegare….”

ZIO GERMANO – (Finge naturalezza) “E cose ti veu che te spieghe ? A Milan, m’an arouboucarta d’identite’ e libtrettu di assegni e se sun imbarche in sciu me volu: chissa’ chi u l’e’ quellu in ta cascia…!”

GERTRUDE – (Lo fissa severa) “Non mi riferivo solo a quello…!”

ZIO GERMANO – (Fa’ spallucce) “Tie me nessa, nu ti ghe atru parente….lea vint’anni che nu ti te favi vedde e, cumme se dixe…..? Se a montagna a nu va’ da Maometto, u l’e’ le cu deve issa e sciappe!”

GERTRUDE – (Lo guarda con dolcezza) “Eeee….delle casa e del contratto, ne sai niente?”

ZIO GERMANO – (Fa’ l’indifferente) “Ah, pe quellu beseugna dumanda a ziu Parodi: mi nu so’ ninte!!” (Con decisione: si ferma un attimo, poi trasale) “Figgieu, nu m’avian miga za suterou, eh…!!”

RITA – (Ride divertita) “Tranquilli zio: durante il trasporto aereo da Milano a Genova…si son persi la cassa!!” (

ZIO GERMANO – (Rimane di stucco) “Figgieu, meggiu u trenu!” (Sentenzia) “Anche da morti, piggiei sempre u trenu!!”

GERTRUDE – (Si fa’ seria) “Pero’ adesso bisogna dirlo anche agli altri….”

ZIO GERMANO – (La guarda interdetto) “Cose, da piggia sempre u trenu !?”

RITA – (D’impeto) “Ma no, che sei ancora vivo!!”

ZIO GERMANO – (Con naturalezza) “E va ben, Costante au vedde da sula quande a veggne da fa a speiza, l’Avucata…da chi an po u le chi’, e a Battista …ghe faio in telegramma…!!”

RITA – (S’ingrugnisce a sentire il nome del cugino) “Non e’ necessario fargli il telegramma”

ZIO GERMANO – (Sorpreso) “Ah, ma u l’e’ chi anche le….!?!?”

RITA – (Desolata) “Siii!”

ZIO GERMANO – (Ilare) “Pero’….pe ana’ a vede se sun vive e gente, nu ghemmu mai tempu, ma se se tratta de suterale, semmu di razzi…..!!” (Poi, rivolto a Rita) “U se’ portou apreu anche u can bordo’ ?”

GERTRUDE – (Non capisce) “Il cane….come?”

RITA – (Sorniona) “Si, zio: c’e’ anche Jole.” (Trattiene a stento una risata)

ZIO GERMANO – (Preoccupato) “Ahio, a veddu neigra..!”

GERTRUDE – (Lo guarda desolata) “Beh…effettivamente….”

ZIO GERMANO – (Perentorio) “A fa’ ciu’ danni che a gragneua de mazzu!!” (Fa’ una pausa: poi si alza) “Staiemu a vedde. Oua saia meggiu che se metemmu in po’ in sestu: almeno arivesse Costante!!”

In quel momento, da sinistra, con la borsa della spesa in mano, fa’ il suo ingresso in scena Costante: si ferma un attimo, posa la borsa per rifiatare, la riprende avviandosi verso destra: vede Germano e si blocca di colpo. Sgrana gli occhi, la borsa gli cade di mano.

COSTANTE – (Esterrefatta) “U sciu….Germano….!!!” (Rantola con un filo di voce)

ZIO GERMANO – (Ilare) “Ta chi! A m’ha sentiu !!”

COSTANTE – (In trance) “Oh mue caa…! Madonna Santa dell’Immacula!”

ZIO GERMANO – (Sbuffa) “Pe piaxei, a di giaculatorie ghe pensa za Adele”

COSTANTE – (Si gira come un automa) “Avucatu…..” (Mormora: schizza verso sinistra)“Avucatuuuuuu……!!!” (Urla con quanta voce ha in corpo)

ADELE – (Da fuori scena) “Si, sono qui!” (Entra in scena  fermandola proprio sull’uscita) “Cosa c’e’, cosa succede…?!”

COSTANTE – (Ancora in estasi) “Miraculu…..”(Grida) “Miraculuuuu….!!! U l’e’ risusci-

tou …!!!” (Indica zio Germano)

ADELE – (Lo vede, strabuzza gli occhi) “Germano …!!” (Con un filo di voce)

ZIO GERMANO – (Seccato) “In carne e ossa. E sensa cascia!!”

RITA – (Ritrova la sua vena clownesca) “Quella se la sono persa all’aeroporto!” (Poi, rivolto a Gertrude) “Sara’ meglio cominciare a fare un giro per chiarire l’equivoco. Io mi occupo del Comune, tu pensi al resto?” (Gertrude annuisce, si alzano entrambi ed escono da sinistra: Rita si ferma un attimo sull’uscita, si volta verso il pubblico e fa’ una smorfia come per dire –Adesso che ridiamo)

ADELE – (Incredula) “Come…..com’e’ possibile !?”

ZIO GERMANO – (Si mette a ridere) “Curaggiu, pe suterame ti duvie aspeta ancun in po: porta pasiensa….!”

ADELE – (Si avvicina a lui, lo prende per un braccio quasi a sincerarsi che non e’ un fantasma) “Cos’e’ successo…..!?”

COSTANTE – (Ancora sotto choc) “U l’e’ resuscitou….! U l’e’ in santu, mi l’ho ditu subetu!”

ZIO GERMANO – (Sbuffa) “Va ben, ma oua, pe piaxei, vedemu de inandia qualcosa perche’ chi va a fini che invece de mangia dirna, vegne ua de sen-a!” (Alza la borsa della spesa da terra e la posa sul tavolo) “Saia anche perche’ sun resuscitou, ma ho na famme che…..” (Mette distrattamente una mano nella borsa, schiaccia qualcosa) “Ma porca…..!” (La ritrae macchiata di rosso)

COSTANTE – (Vede la mano, si illumina) “U l’ha e stimmate ….cumme Padre Pio !!” (Esclama estasiata)

ADELE – (Si schernisce) “Costante, ma via…..!!”

COSTANTE – (Persevera) “Ou nu, u ghe i ha!! Sciu Germano, u l’e’ anche le de Pietralcina ?”

ZIO GERMANO – (Serissimo) “No! Sun de Priabiscea, doppu Busalla…!” (Scuote la testa con sconforto) “Costante, fra na preghiera e l’atra, ti mou porziesci in sciugaman ? Ste’ stimmate..”(Si annusa la mano) “….ouduen de peperonata !”

COSTANTE – (Affranta) “Uhhhh! A peperonata in scatula che ho piggioun au Cian de Santandria!” (Muove veloce verso il tavolo, afferra la borsa della spesa e muove veloce verso destra)“Scuseime, eh …! Scuseime!!” (Esce da destra)

ZIO GERMANO – (La guarda uscire, scuote la testa sorridendo, poi prende un fazzoletto di tasca e comincia a pulirsi la mano: rivolto ad Adele) “Alua, Adele, cose ti me cunti ?”

ADELE – (Imbarazzatissima) “Germano, ma…com’e’ potuto succedere un simile disguido !?”

ZIO GERMANO – (Con naturalezza) “Semplice: a Milan m’han robou u purtafeuggiu e cusci pe turna in dere’ o pigiou u trenu!”

ADELE – (Realizza lentamente) “Allora….la salma che hanno recuperato….”

ZIO GERMANO – (Con naturalezza) “A l’e’ du laddru!”

ADELE – (Realizza in pieno) “Ma allora….bisogna dirlo! Comunicarlo alla polizia..!Alla Questura…! All’Aereoporto….!! Agli amici…..!! Ai parenti lontani…!!”

ZIO GERMANO – (Lo interrompe) “Ai bersaglieri !!” (La guarda male) “A Padreterno nu, pensu che u sacce za!”

ADELE – (Sorpresa) “Ma Germano, bisogna farlo!! Ed e’ mio PRECISO DOVERE..”(Sottolinea le parole) “….farmi carico di…”

ZIO GERMANO – (Sospira rassegnato) “A prupoxitu de fase carregu e de precisu dovere….”(La interrompe di nuovo) “….ti mei e prepare’ quelli cunti che t’aiva ditu ?”

ADELE – (Tossicchia imbarazzata) “Ah….quelli !!” (Fa’ una breve pausa) “Ecco….Veramen-

te….c’e’ stata tanta confusione che….”

ZIO GERMANO – (Lo guarda torvo) “Tutta a setiman-a ?” (Chiede provocatorio: poi) “L’onorevole mandrillu u l’e’ arivou ?” (Chiede deciso)

ADELE – (Riavendosi) “Si, si’: certo che e’ arrivato! E’ andato a recuperarsi la Panda che ha avuto un guasto: dovrebbe essere qui da un momento all’altro”

ZIO GERMANO – (Deciso) “Cun e palanche ?”

ADELE – (Ancora imbarazzata) “Beh…ecco…non mi sono curato di indagare. Anche perche’ quando e’ arrivato si era gia’ diffusa la notizia dell’aereo precipitato e…”

ZIO GERMANO – (La interrompe) “Saia’ meggiu che quande u l’ariva ti te ne curi, perche’ se nu….

 ADELE – (Imbarazzatissima) “Germano, sai benissimo che io non ho fatto nulla per mio tornaconto personale. E’ infatti mio preciso dovere….”

ZIO GERMANO – (La interrompe nuovamente) “Evita’ de creuvighe e sciappe! Adele, tie steta ti’ che tie cunvintu u Munsignure a firma pe garanzia: su nu me-e da l’Onorevole, tucca au prelato !”

ADELE – (Ancora imbarazzata) “Dai, dagli  un po’ di tempo!”

ZIO GERMANO – (Si inalbera) “E quante ? U nu ma’ ancun detu na palanca! U me deve da’trenta miliuni, miga barzelette!!”

ADELE – (Tossisce leggermente) “Si….pero’ non penso che tu….”

Vengono interrotti dall’ingresso in scena dell’Onorevole Miranda da sinistra

L’ONOREVOLE – (Entra in scena fischiettando) “Buongiorno al mondo in questa felice mattina di sole in cui il mondo ci sorride e noi sorridiamo al mondo !” (Declama con lo sguardo al cielo)

ZIO GERMANO – (Ilare) “Tou chi, se, l’Onorevole mandrillo!”

L’ONOREVOLE – (Distratto) “Buongiorno, Germano: vedo con piacere che ti hanno ritrovato…”

ZIO GERMANO – (Trasale) “Ghe manchieiva ancun !!”

L’ONOREVOLE – (Lo fissa un attimo, interdetto) “Ma…non eri morto ?”

ZIO GERMANO – (Lo guarda male) “Dieiva propriu de nu!”

L’ONOREVOLE – (Si autoconvince) “E gia’! I morti non parlano, non camminano….”

ZIO GERMANO – (Lo interrompe subdolo) “Nu dumanden indere e palanche ….”

L’ONOREVOLE – (Non lo considera) “No, no: non sei proprio morto.” (Conclude convinto. Fa’ una breve pausa) “Peccato: avevo gia’ preparato un epitaffio….”

ZIO GERMANO – (Risoluto) “E mi avieiva preparou ina bella cambiale!” (Poi, guardando male Adele) “Se l’Avucata a m’avesse preparou i cunti….!!”

L’ONOREVOLE – (Sorpreso) “Cambiale !? Ma Germano, ti pare il caso …?!?”

ZIO GERMANO – (Lapidario) “Sci’, se nu ti rendi u detu…..!”

L’ONOREVOLE – (Con assoluta naturalezza) “Ma carissimo, sono qui per questo! Devo giusto contattare la mia segreteria di Roma perche’ disponga l’immediata liquidazione dell’intero dovuto!” (Sottolinea con enfasi) “Chiedo permesso un attimo per provvedere.” (Esce tronfio da destra)

ZIO GERMANO – (Lo guarda uscire  con una smorfia) “Caisscimu !? U peu dilu forte : trenta miliuni !”

ADELE – (Cerca di tranquillizzarlo) « Ma dai, hai sentito, no!? Sta’ provvedendo.”

ZIO GERMANO – (Imbufalito) “Speru ben, perche’ se dunca…..”

Viene interrotto dall’ingresso in scena di Battista da sinistra seguito da Jole: lui cammina veloce-

mente e rattrappito, stringendosi il ventre e sacramentando con la moglie.

JOLE – (Rientrando in scena subito dietro al marito, preoccupata) “Caro, ma stai cosi’ male!?”

BATTISTA – (Si contorce vistosamente, ha un diavolo per capello) “Accidenti a te’ e alla tua maledetta fissa delle tisane!! Ma cosa mi hai dato da bere !?” (Chiede a denti stretti proseguendo la sua corsa)

ZIO GERMANO – (Lo nota) “E questu cosu l’ha?” (Poi, rivolto al nipote) “Battista, ti ve sempre de cursa, ti !?”

JOLE – (Nota Germano, si blocca esterrefatta) “Ma……”

BATTISTA – (Proseguendo di corsa verso destra) “Ciao zio, tutto bene?” (Si blocca sull’uscita, voltandosi di scatto: sgrana gli occhi stupefatto, poi, rivolto alla moglie) “Jole…maledizione….! Ci hai messo l’allucinogeno !!!” (Esce di botto da destra)

ZIO GERMANO – (Rimane a godersi la scena, braccia conserte, poi) “Alua, Jole, cose ti me cunti de bellu ?”

JOLE – (Senza parole) “Mahh…..”

ZIO GERMANO – (Burlesco) “Ti me paggi pallida: tie piggiou u lambon anche ti, cumme teu maiu!?”

JOLE – (Meccanicamente) “Non e’ possibile….questo e’ un incubo ….!!” (Sprofonda su una sedia)

ADELE – (Le si avvicina, cerca di tranquillizzarla) “Jole, zio Germano non e’ morto: e’ stato tutto un equivoco !”

JOLE – (Ride con voce metallica) “Non e’ morto….un equivoco….” (Choccata) “Ho mal di testaaa…..!”

ADELE – (Non senza imbarazzo) “Suvvia, Jole….! Non e’ contenta, eh!?”

JOLE – (Con voce sempre piu’ fioca) “Ho mal di testa….”

ZIO GERMANO – (Perfido) “Nu, a nu le guei contenta…!”

ADELE – (Aiuta Jole ad alzarsi) “Coraggio, su! Andiamo a bere qualcosa di forte: la aiutera’” (Poi, rivolto a Germano) “Poverina! Lo choc e’ stato tremendo!” (Si avvia a destra reggendo Jole)

ZIO GERMANO – (Li guarda uscire scuotendo la testa) “Che anghesi!!” (Commenta con un sorriso amaro) “Een convinti de levame den ti pe’ na otta pe tutte…..” (Fa’ una breve pausa: rivolto alla platea) “Ghe sun areste’ ma!” (Passeggia avanti indietro per la scena, cercando di finire di pulirsi la mano con il fazzoletto) “L’Onorevole Miranda cu va in giu cun a Panda: in parasita!” (Cerca ancora disperatamente di pulirsi senza risultati) “Adele, cusci’ ligia au dovere: che ouxelun-a!”(S’arrovella con l’esiguita’ del fazzoletto) “Battista….bell’arivista!” (Il fazzoletto e’ ormai saturo e stropicciato) “Ma dunde a l’e’ aneta a pigia u sciugaman, aa fuxe !!??” (Sacramenta avviandosi verso sinistra)

E’ sull’uscita quando da destra rientra Battista, sofferente e furibondo

BATTISTA – (Rientra da destra di pessimo umore, massaggiandosi ancora la pancia) “Jole, accidenti a te, ma si puo’ sapere che cosa mi hai rifilato ieri sera !? ” (E’ all’altezza del capotavola di destra quando vede zio Germano fermo sull’altra uscita e si blocca a sua volta) “Noooo…..!!” (Rantola quasi) “Ma allora…..non era colpa dell’intruglio….!”

ZIO GERMANO – (Ilare, rivolto al pubblico) “U s’e’ regagiu !” (Indica Battista con un dito)

BATTISTA – (Assolutamente stupefatto) “Zio ma….com’e’ possibile…..!?!?”

ZIO GERMANO – (Sempre sornione) “Perche’ nu duvieva esse puscibile!?”

BATTISTA – (Incredulo) “Nnnno…e’ che….pensavamo tutti che tu…fossi morto!”

ZIO GERMANO – (Lo canzona) “Nu, nu…nu sun mortu e mancu resuscitou !!”

BATTISTA – (Non trova le parole) “Zio, io…non sai quanto…sono troppo felice per….”

ZIO GERMANO – (Sarcastico) “Eeeuuuh! Ho capiu cume ti devi esse cuntentu de vedime vivu da-a velucite’ che ti ghe missu a ariva pe suterame !!”

BATTISTA – (Piccato) “Ma cosa dici, zio ! Nonostante si viva distanti, sai che ti sono sinceramente affezionato e non appena mi hanno informato su quello che si pensava fosse successo mi sono precipitato a …..”

ZIO GERMANO – (Lo interrompe) “….verifica pe essa ben segu-u che fisse vea!”

BATTISTA – (Tossicchia imbarazzato) “Per carita’, zio….! Ti sembra il momento di scherzare?”

ZIO GERMANO – (Si fa’ serio) “Te pa che stagghe schersandu?”

BATTISTA – (In serio imbarazzo) “Dai, sai benissimo che razza di vita faccio! Lavoro dal mattino alla sera, e faccio un lavoro che mi assorbe totalmente. E’ normale che abbia poco tempo per…”

ZIO GERMANO – (Ancora sarcastico) “Normale? Nu dieva miga….!”

BATTISTA – (Si inalbera) “Insomma, zio, ma hai una pallida idea di quello che ho passato per..”(Si ferma un attimo, fa’ una smorfia comprimendosi il ventre) “….riuscire a conquistare la posizione sociale che ho adesso!!”

ZIO GERMANO – (Fa’ una smorfia) “E sci, eh! Chissa’ quanti povei cristi tie duvu-u sciaca’!”

BATTISTA – (Infervorandosi) “Gente da schiacciare !?” (Fa’ un’altra smorfia: si comprime nuovamente la pancia) “In questi anni ho rischiato addirittura la vita!”

ZIO GERMANO  - (Ilare) “Buuuuummm……!!”

BATTISTA – (Alzando il tono) “Ah no? Due settimane fa!!” (Urla mostrando due dita della mano)

ZIO GERMANO – (Sempre piu’ divertito) “Tie pigiou n’atru lambon de teu muge’!”

Nel frattempo Rita e Gerrtrude rientrano da sinistra: vedono i due discutere e si fermano in un angolo ad ascoltare interessate

BATTISTA – (Prosegue di getto) “Un pit bull: ferocissimo!!” (Altra smorfia, piu’ marcata: altra comprensione al basso ventre) “Un cliente inadempiente che non voleva pagarmi: me lo ha avventato contro, spingendomi contro un muro: e quando io ero bloccato contro il muro, paralizzato

dal terrore, la belva si avventata su di me ringhiando aaarrghhhh…..!” (Si blocca di colpo irrigiden-

dosi, fa’ una smorfia terribile, poi) “Me la sono fatta addosso…..” (Mormora con un filo di voce)

RITA – (Che aveva seguito divertito l’improbabile racconto) “Lo credo, in una simile occasione…!!”

BATTISTA – (Imbarazzatissimo, con un filo di voce) “Noo…non allora….adesso: quando ho fatto aaarrgh……e’ stato li’ !” (Si trascina all’uscita di destra camminando a gambe unite fra gli sguardi divertiti di Rita e Gertrude)

C’e’ un attimo di imbarazzo divertito in scena, poi Rita e Gertrude, quasi contemporaneamente, scoppiano in una fragorosa risata.

ZIO GERMANO – (Batte le mani,a alzando gli occhi al cielo) “Ma cose me tucca vedde!!”(Esclama) “Cose me tucca vedde!!”

In quel momento fa’ ritorno in scena da destra l’Onorevole: ha la faccia tesa ed e’ visibilmente preoccupato.

ZIO GERMANO – (Lo nota) “E chi ghe l’atru beccafighe.”

L’ONOREVOLE – (Cercando di ostentare tranquillita’ e sicurezza) “Germano…purtroppo c’e’…un piccolo contrattempo….” (Cerca di essere convincente senza grandi risultati)

ZIO GERMANO – (Con sarcastica ovvieta’) “E me paiva stranu….!!”

L’ONOREVOLE – (Piu’ naturale che puo’) “No ma….non e’ niente di serio,sai. E’ che…sto’ aspettando di concludere una transazione con….” (Non sa che dire: tossicchia rischiarandosi la voce nervosamente) “…..il Sudamerica…e …pensavo che fosse gia’ conclusa: invece….” (Si volta verso la platea) “Non c’e’ !!!” (Bisbiglia terrorizzato)

ZIO GERMANO – (Non crede ad una parola) “E cose ti ghe vendi in Sudamerica, banane !?Amia che ghe e an za’ !”

L’ONOREVOLE – (In ambasce) “No e’ che….il fuso orario!” (Si illumina) “E’ la differenza di fuso orario che differisce gli accrediti, capisci? Ed io, sbadato come sono, non ne avevo tenuto conto!!” (Conclude cercando una parola di comprensione in Germano)

ZIO GERMANO – (Lo fissa) “U fusu orario….” (Commenta: poi, maligno) “Chissa’ se in Vaticano gan u meximu prublema !?”

L’ONOREVOLE – (Sgrana gli occhi in preda al panico) “Ma non e’ necessario !!” (Obbietta con veemenza) “Si tratta al massimo…..di un paio di giorni…!!” (Puntualizza: poi, rivolto al pubblico) “Eppure prima c’era, dannazione !” (Bisbiglia ancora agitatissimo)

RITA – (Di rimando) “Due giorni!? Per il fuso orario !? Onorevole, sicuro che sia il sudamerica e non Atlantide ??”

L’ONOREVOLE – (Non raccoglie: rivolto a Germano) “Comunque, Germano, io sono sicuro che…” (Fa’ una pausa studiata, riprendendo l’atteggiamento del politico) “…la tua solita, cortese, comprensione mi consentira’ di addivenire ad una felice conclusione nonostante l’intoppo burocratico che nonostante fosse prevedibile non e’ stato da me considerato. E me ne dolgo …! Sentitamente!”

ZIO GERMANO – (Seccato) “E ti ne ben raxiun, staotta!! Te a daggu mi a cumprensciun, brutta salacca !!”

L’ONOREVOLE – (In ambasce) “Via, mio buon amico, non e’ il caso!! Come ti ripeto, bastera’ che tu mi lasci abusare ancora qualche giorno della tua solita comprensione e….”

ZIO GERMANO – (Perde la pazienza) “E a l’e’ steta fin-a troppu solita a me pasiensa! L’e’ n’annu che ti vegni chi tutti i meixi e che rinevu a cambiale pe tutta a cifra!! Oua basta!!! O ti paghi ti, o paga u Vaticano!”

L’ONOREVOLE – (Incassa apparentemente senza battere ciglio) “Va bene..!” (Replica con aria risentita) “Va bene, Germano: se ritieni che la nostra ormai pluriennale amicizia non sia pegno sufficiente a mantenere la mia onorabilita’ nei tuoi confronti, vedro’ di darti un pegno….” (Pausa studiata) “…..materiale….!” (Conclude con un’espressione di disgusto)

ZIO GERMANO – (Per nulla rabbonito) “E cose, e braghe!!??”

L’ONOREVOLE – (Con aria offesa) “La Panda, per esempio!”

ZIO GERMANO – (Decisissimo) “E nu, eh!

L’ONOREVOLE – (Sorpreso) “Perche’? Non varra’ certo l’intera cifra, pero’, cribbio, e’ nuova !”

ZIO GERMANO – (Piu’ pacato) “A parte u fetu che in te n’annu ti ghe missu ciu’ pesse che in te braghe de Baciccia u strasse’, Costanzo, cun che palanche ti le cata’ a Panda ?”

L’ONOREVOLE – (Lo guarda stupito) “Con quelle che mi hai dato tu, ma….”

ZIO GERMANO – (Lo interrompe) “Ti me l’e’ ancun reize ??”

L’ONOREVOLE – (Con stupita naturalezza) “No! Altrimenti perche’ te la darei in pegno ?”

ZIO GERMANO – (Con altrettanta naturalezza) “Alua nu ti me a peu da in pegno”

L’ONOREVOLE – (Non realizza, candidamente) “Ma perche?”

ZIO GERMANO – (Con altrettanto candore) “Costanso, perche’ a l’e’ za a me!”

L’ONOREVOLE – (Tossisce imbarazzato: poi, serio) “La tua, ovviamente…e’ una battuta! Sai benissimo che la carta di circolazione e’ intestata a nome mio e chi fa’ fede e’ la carta di circolazione…” (Assume un’espressione cattedratica) “La legge e’ legge!!”

ZIO GERMANO – (Mette le braccia conserte, reggendosi il mento con una mano) “Cummu se ciamava ciu’ quellu ….scignurin-a cu nu lea na scignurin-a de Rumma…..??” (Si chiede fingendo di pensare ad alta voce)

L’ONOREVOLE – (L’interrompe) “NATURALMENTE ….” (Grida quasi) “….la legge si presta a interpretazioni…..non sempre univoche tra di loro…” (Si affretta a precisare smorzando il tono della voce) “….a seconda dei luoghi…..dei giudici…delle circostanze…” (Prosegue sotto lo sguardo torvo di Zio Germano)

Viene interrotto dall’ingresso in scena da destra di Adele che accompagna Battista e Jole, tenendo uno sottobraccio da una parte e una dall’altra

ZIO GERMANO – (Li guarda beffardo) “Tei chi i resuscite’!”

BATTISTA – (Si avvicina allo zio) “Zio, non so’ cosa tu abbia pensato, sia adesso che in passato, ma io ti garantisco che ti sono stato e ti sono tutt’ora profondamente legato e….”

ZIO GERMANO – (Lo blocca) “Alt! U necrologio l’ha za scritu l’Onorevole: un u basta!”

JOLE – (Prova ad ammansirlo) “Zio, ma e’ vero: noi ti abbiamo sempre pensato!”

ZIO GERMANO – (Sornione, rivolto a Jole) “Anche tie ?”

RITA – (Clownesca) “Pensa: ecco perche’ gli viene mal di testa!”

JOLE – (Rivolta a Rita) “Senti, mostriciattolo, non ti permettere di …..”

ZIO GERMANO – (Brusco) “Ouh!! Mia che chi semmu in ca’ me e fin-a a preua cuntraia deciddu MI ….” (Sottolinea la parola alzando la voce e indicandosi col dito) “….chi e cose peu permettise!”

JOLE – (Mastica amaro) “Accidenti a te! Meglio se eri morto!!”

ZIO GERMANO – (Afferra la frase: rivolto a Battista) “Ti, ti l’e’ spusa pe nu fini in galea?”(Chiede glaciale)

BATTISTA – (Seccato) “Per favore, zio, basta con questa storia !”

ZIO GERMANO – (Serissimo) “L’ea meggiu se te daven l’ergastulu!”

ADELE – (Cerca di mediare) “Signori, il fatto che Germano sia ancora fra noi deve essere motivo di grande giubilo per tutti!”

RITA – (Sarcastica) “Su questo avrei dei seri dubbi!”

GERTRUDE – (Che fino ad allora era rimasta in silenzio) “Io spero che ci rimanga ancora molto a lungo!”

Nel frattempo, Costante ha fatto la sua comparsa in scena da destra reggendo u asciugamano: sente la frase di Adele e ….

COSTANTE – (Si ferma all’altezza del primo capotavola) “Avucatu, ma se u sciu Germano u nu l’e’ mortu, chi l’e’ che l’ha fetu u miraculu ?” (Chiede con stupita curiosita’)

La guardano tutti interdetti

ZIO GERMANO – (Interdetto) “Che miraculu …?”

L’ONOREVOLE – (Curiosamente interessato) “Un miracolo !?”

RITA – (Clownesca, rivolto a Costante) “Di’, da quand’e’ che ti sei messa a bere ?”

GERTRUDE – “Per me, un miracolo c’e’ stato veramente!” (Sorride sorniona guardando Germano)

ADELE – (Alza mestamente gli occhi al cielo) “Costante, non c’e’ stato alcun miracolo!!”

COSTANTE – (Decisissima) “Ou nu, ou nu: qualche dun l’ha pensou ai me nevetti!!”

BATTISTA – (Mangia la foglia) “Andiamo, su: so che l’equivoco della morte di zio e’ stato un duro colpo per lei, pero’ ….”

JOLE – (Lo interrompe bruscamente) “Ma insomma, lasciala finire!”

COSTANTE – (Con piglio deciso) “E sci, eh! In po fa’, de la’ in tu curidu, in scia mensulin-a ho treuou ina busta cu me numme: dentro ghea n’assegnu de quaranta miliuni! U l’e’ in miraculu!!”

L’ONOREVOLE – (Trafelato) “Ma allora c’era…non me la sono sognata!!”

ZIO GERMANO – (Lo guarda male) “Na busta…??”

BATTISTA – (Interviene di getto) “Eeeeee…zio…era una transazione che dovevo fare con l’onorevole per una vendita di …..” (Si ferma: non sa’ cosa inventare)

ZIO GERMANO – (Sarcastico) “De banane cu sudamerica!” (Lo canzona, poi) “E ti, a busta pe paga a transasiun tia lasci in scia mensola du curidu e ti ghe metti in simma u numme da serva..”(Si rivolge a Costante) “Costante, u nu u l’e’ in miraculu ….” (Indica Battista) “….u l’e’ n’oxelun!”

L’ONOREVOLE – (Intravede la possibilita’ di recuperare l’assegno: rivolto a Germano) “Comunque…adesso…chiarito l’equivoco….possiamo appianare anche il nostro problema, vero?”(Azzarda timidamente)

ZIO GERMANO – (Con estrema naturalezza) “Ma segu-u!!” (Esclama) “Semplice: basta fa’ in po de cunti. Costante, tie ditu quaranta miliuni, veu?”

COSTANTE – (Stupita) “E sci, eh…”

ZIO GERMANO – (Con fare professionale) “Dunque: dexemilla au giurnu pe trenta giurni fan trexentu mialie. Trexentumilla au meize pe duzze meixi sun trei miliuni e sei, pe dex’anni sun trentesei miliuni……Costante: dex’anni de speisa sensa cresta!!” (Spara deciso alla governante che lo guarda stupefatta dirigendosi poi, piccata, verso l’uscita di sinistra) “Costante!!” (La ferma imperioso: si blocca) “U sciugaman, grasie!!”

Costante gli porge malamente l’asciugamano ed esce piccatissima da sinistra.

ZIO GERMANO – (Rivolto all’onorevole) “Costanso, debitu pagou! Ti peu pigiate a teu cafettea e riturnatene a Rumma ….” (Lo apostrofa pesantemente) “….sa g’ariva. E za che ti ghe, scordite a stra!!” (Gli indica l’uscita di sinistra)

L’ONOREVOLE – (Sommamente imbarazzato) “Gra….grazie, Germano!” (Balbetta) “Arrivederci a tutti….! Anzi, no: addio…!!” (Mormora uscendo da sinistra)

JOLE – (Piccata) “Germano, quei soldi erano nostri!”

ZIO GERMANO- (Serafico) “Braa…erano. Perche’ oua nu sun ciu’”

BATTISTA – (Si inalbera) “Insomma!! Erano soldi sudati duramente col mio lavoro!!”

ZIO GERMANO – (Deciso) “Cu cunsciste in tu sciaca’ a testa ai ciu’ deboli. Dimme in po, a cose

ghe serviven quaranta miliuni a quell’anghesu la ??” (Chiede indicando l’uscita di sinistra)

JOLE – (Furibonda) “Non sono affari tuoi!”

ZIO GERMANO – (Con ovvieta’) “Quande nu me rende e me palanche, belandi se u diventen !”

JOLE – (Disperata) “Battista, fa’ qualcosa ……!!”

ADELE – (Prova ancora a mediare) “Suvvia, Germano, non essere cosi’ duro: sono i tuoi nipoti!”

ZIO GERMANO – (Perde la pazienza) “U l’e-en anche primma! Cumme Rita, che cun me seu paralizza e dui luei da faa pe mantegnise a s’e’ sempre ricordaa, o cumme le….” (Indica Gertrude) “…che anche se a nu l’aiva na palanca a nu m’ha mai sercou se nu pe fa i augurri a Natale….” (Fa’ una pausa per riprendere il controllo) “Sti chi….” (Indica Battista e la moglie) “….fin che ghe stetu da batte cascia een sempre chi, poi en spari-i, e quellu salamme de onorevole da foua u pensava d’avei treuou u Segnu a dormi: figgieu, passei n’atrotta! U l’e’ ancun adesciu, oua!!”

E’ interrotto dall’ingresso in scena da sinistra di Costante, visibilmente scossa.

COSTANTE – (Entrando trafelata da sinistra) “Sciu Germano…cu scuse…ma de la’…” (Indica dietro di lei) “…ghe un cun ina faccia….tuttu vestiu de neigru…..” (Fa’ una smorfia allucinata)“Cu dumanda a chi u deve pigia e mezue!!”

BATTISTA – (Scatta verso destra) “Ancoraaa….adesso basta….!!!” (Esce di corsa da destra seguito dalla moglie con le mani nel solito gesto delle corna)

JOLE – (Esce dietro di lui) “Battista….Battistaaaa…..aspetta…”

ADELE – (Tossicchia leggermente, imbarazzata) “Scusate ma io…ehehemm…a quest’ora dovrei già essere in studio. Con permesso.” (Esce da destra svicolando)

ZIO GERMANO – (a Costante) “Dighe che vegnu subetu…”

COSTANTE – (Fa’ spallucce) “Va ben….” (Esce sconsolata da sinistra)

RITA – (Sorpresissima) “Ma…..”

GERTRUDE – (Interdetta) “Zio Germano, ma cosa….”

ZIO GERMANO – (Scoppia a ridere) “Ma figgieu, u l’e’ u sartu!” (Indica Gertrude) “Se me nessa a se spusa, duvio ben famelu in vesti pe portala all’ata’!”

GERTRUDE – (Si illumina) “Zio ma….ti ringrazio !!” (Lo abbraccia: poi) “Se devi provare un vestito, io posso aiutarti. Un po’ di esperienza in materia ce l’ho!”

ZIO GERMANO – (Si avvia a destra tenendola sottobraccio) “Ou sci!! Pero’ quande ti te fe u teu mi veggnu a cuiusa, eh!!” (Escono ridendo da destra sotto lo sguardo sorridente di Rita)

RITA – (Si muove anche lei verso sinistra: si ferma e, rivolta al pubblico) “E vissero TUTTI.….” (Sottolinea la parola) “….felici e contenti !!” (Esce da sinistra)

                 

                                                                       -  S   I   P   A   R   I   O  -

   


                           LA CARA SALMA

Autore: Giovanni DE MOLINER

Genere: Commedia Brillante;

Atti: 3 –

Durata: 1 h e 35’ circa (compresi 2 intervalli di 10’ fra 1°e2°atto)

Attori: 3 maschi e 5 femmine.

                               LA TRAMA

Germano Parodi, anziano e facoltoso imprenditore genovese, e’ partito per un viaggio di affari a Milano ma, al momento del ritorno, nella sua casa Genovese giunge notizia che l’aereo su cui viaggiava e’ precipitato !!

Immediatamente, la sua fedele governante Costante e l’avvocato Adele, sua consiglie

ra e amica spirituale, avvisano i nipoti, parenti piu’ stretti di Germano, che si precipi-

tano a Genova con intenzioni ben diverse l’uno dall’altro: Battista e sua moglie Jole con l’intenzione di arraffare tutto il possibile dell’ingente patrimonio dello zio e filare al piu’ presto, Gertrude in preda ai rimorsi per averlo trascurato per anni e Rita, quel-

la che gli e’ rimasta piu’ vicino, sinceramente addolorata per salutarlo degnamente per l’ultima volta.

Ma zio Germano ha in serbo per tutti grosse sorprese che, grazie anche alla comparsa di un quantomeno singolare onorevole, contribuiranno a chiarire definitivamente le cose.

ATTENZIONE

- le parti di zio Germano e di Costante, la governante, sono scritte in dialetto genovese perche’ i due attori che li hanno interpretati sono maghi del genere ma pos-

sono essere adattate a qualsiasi dialetto (se serve un traduttore, contattatemi !!!!)

- Rita, la nipote preferita, e l’avvocato Adele sono parti intese al femminile per man-

cata disponibilita’ di attori maschietti, ma sono adattabilissime anche al maschile sen-

za perdere per niente il loro fascino (Che so, un sacerdote invece di un avvocato, per esempio !)

 

 

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