La carrozza del Sacro Sacramento

LA CARROZZA DEL SANTO SACRAMENTO

Commedia in un atto

di PROSPERO MERIMEE

Traduzione italiana di Giovanni Marcellini

PERSONAGGI

DON ANDREA DE RIBERA, vicer del Per

IL VESCOVO DI LIMA

TOMASO DESQUIVEL, studente

MARTINEZ, segretario intimo del vicer

BALDASSARRE, cameriere del vicer

CAMILLA PERICHOLE, commediante

UN CANONICO

Lazione si svolge a Lima nel 17...

Commedia formattata da

(Gabinetto del vicer. Don Andrea de Ribera, in veste da camera, seduto su un gran seggiolone, accanto a un tavolo ingombro di carte. Vicino a lui, in piedi, Martinez, con la penna in mano).

Martinez - I signori auditori attendono la risposta di Vostra Altezza.

Il Vicer . (con aria afflitta) Che ora ?

Martinez - Manca poco alle dieci. Vostra Altezza ha giusto il tempo di abbigliarsi per la cerimonia.

Il Vicer - Tu dici che il tempo bello?

(Martinez - S, monsignore. Spira un venticello fresco dal mare, e non c' neppure una nuvoletta in cielo.

Il Vicer - Io darei mille piastre d'oro perch piovesse a dirotto. Resterei cos volentieri a dondolarmi su questa poltrona... ma con un tempo come questo... quando tutta la citt sar in chiesa... rinunciare a mostrarsi, cedere la prima fila agli auditori!...

Martinez - Allora Vostra Altezza decide...

Il Vicer - Le mule sono state attaccate?

Martinez - S, monsignore, sono state attaccate a quella bella carrozza che arrivata dalla Spagna.

Il Vicer - Gli abitanti di Lima non ne hanno mai vista una simile. Chiss quale effetto produrr!... Ed io dovrei rinunciare a questo piacere? No, e poi no!... Le mie due guardie d'onore sono vestite a nuovo, ed io non mi sono ancora mostrato al popolo col .mio abito di gala e la placca colla quale sono stato decoralo! Non si pu perdere una cos bella occasione!... Martinez, andr... S, vivaddio, voglio fare una bella trottata! Basta giungere ai piedi dello scalone, e il pi fatto. Tu che ne dici, Martinez?

Martinez - Il popolo sar contentissimo di vedere Vostra Altezza...

Il Vicer - Andr, perbacco! E gli auditori, che speravano di mettersi in prima fila, creperanno di rabbia. Eppoi, non posso far a meno d andare. Il vescovo far allusione, sul pulpito, all'ordine cavalleresco di cui sono stato insignito. Fa piacere sentir dire certe cose. Suvvia, facciamo uno forzo... (Suona. Entra Baldassarre) Portatemi l'abito di gala. Tu, Martinez, rispondi agli auditori che prendano posto dietro di me nella cerimonia... Baldassarre, dammi gli scarpini e le calze di seta... Voglio andare in chiesa.

Baldassarre - In chiesa, monsignore? E il dottor Pineda che ha proibito a Vostra Altezza di uscire?

Il Vicer - Il dottor Pineda non sa quel che si dice. Lo so io, se sono malato o no. Non vero, io non ho la gotta... N mio padre n mio nonno l'hanno avuta. Vogliono farmi credere che si pu avere la gotta alla mia et... Martinez, che et mi dai tu?

Martinez - (imbarazzato) Monsignore... Vostra Altezza ha un viso cos fresco e colorito... che certamente...

Il Vicer - Scommetto che non c'indovini... E' osi?

Martinez - Quaranta...

Il Vicer - Va', va', non ci sei... Andiamo, Baldassarre... incominciamo a vestirci... (Fa sforzi per levarsi) Aiutatemi, voialtri. Piano!... Ahi!... Piano, perbacco. Non so che cosa sia, ima mi sembra di aver diecimila aghi nelle pantofole.

Baldassarre - Vostra Altezza non si deve esporre all'aria. Potrebbe essere pericoloso.

Il Vicer - (tentando di camminare) Oh, vivaddio, che dolore!... Non riuscir mai a mettermi gli scarpini... Oh, corpo di Cristo!... Be', vattene al diavolo te, le tue calze di seta e gli scarpini... Preferisco essere mandato alla tortura! (Si siede) Avanza quello sgabello... Auff!... Non so, ma dianzi non soffrivo come adesso!

Baldassarre - Pensi monsignore alle raccomandazioni del dottor Pineda. Egli dice che Vostra Altezza deve evitare le correnti d'aria. Eppoi, la cerimonia sar faticosa. Bisogner restare molto tempo in piedi.

Il Vicer - Appunto, la stanchezza che mi mette paura... non gi perch io sia malato... Che malato!... Anzi, in questo momento, mi sento benissimo... potrei anche uscire, se volessi... Ma non voglio ammalarmi per lo sciocco piacere di tenere un cacico indiano al fonte battesimale. Basta, Martinez, scrivi all'auditore don Pedro do Hinoyosa che tenga lui, in mia vece, il bambino... cio il cacico... Ecco qua la lista dei dodici nomi che deve portare. E tanti auguri... Baldassarre, toglimi questi abiti davanti agli occhi. Non voglio aver rimpianti... Sciocca cosa la vanit di mostrar galloni, nastri e ricami!. Dite che mi mandino Pineda, se non andr anche lui a questo battesimo della malora... E giacch sono costretto a tare in camera e non ho niente da fare, occupiamoci un poco degli affari del governo... Baldassarre, non ci sono per nessuno, assolutamente per nessuno. (A Martinez) Vediamo, hai finito? (Legge la lettera che Martinez ha scritto) Bene... bene... Ma, vivaddio, tu dimentichi sempre di mettere i miei titoli... Cavaliere di San Giacomo... Perbacco, mettilo... Lo sono da sei mesi in Spagna e da tre giorni al Per...

Martinez - Domando perdono a Vostra Altezza della negligenza. (Aggiunge il titolo alla lettera).

Il Vicer - Baldassarre, manda uno scudiero con questa lettera. Suvvia, Martinez, al lavoro... Vi sono molti dispacci nel portafoglio, vero?

Martinez - S, monsignore, e per l'appunto stavo per parlarne a Vostra Altezza. Per cominciare col pi urgente, ecco una lettera del colonnello Garci Vasquez, il quale annuncia che regna gran fermento nella provincia di Chuquisaca... Dice che gl'indiani tengono delle frequenti assemblee, e che se non riceve pronti soccorsi, prima di un mese avremo una rivolta in pieno.

Il Vicer - Martinez, mi pare che tu mi hai gi parlato di qualcosa di simile. Il colonnello Garci Vasquez e la provincia di... di... di... accidenti a questi nomi indiani! Perch tutti gl'indiani non parlano spagnolo?

Martinez - Chuquisaca, monsignore. S, ho avuto l'onore di fare un rapporto su questo affare a Vostra Altezza circa due mesi fa, che fu l'ultima volta che Vostra Altezza venne assalita da un attacco di gotta... Chiedo scusa, volevo dire l'ultima volta che Vostra Altezza stata indisposta.

Il Vicer - Ebbene, che risposi allora?

Martinez - Vostra Altezza disse che ci avrebbe pensato.

Il Vicer - Ah, gi... gi... Ma noi non abbiamo truppa. E a quante leghe da Lima si trova questa provincia di... di... lo sai tu?

Martinez - A circa trecento leghe spagnuole.

Il Vicer - Davvero?... Io credevo che fosse pi vicina. Ebbene, il caso complicato, e non bisogna prendere risoluzioni avventate. Ci spensero. Che altra carta tieni nelle mani?

Martinez - E' una supplica di Francisco Huayna Tupae, sedicente discendente della mano sinistra dell'inca Huayna Capac, il quale chiede idi aggiungere al suo nome il titolo idi inca, idi portarne le armi e di godere i privilegi di cui godono gli altri incas.

Il Vicer - E non c'era niente che accompagnasse cotesta supplica?

Martinez - Perdonatemi, monsignore. S, circa un braccio e mezzo di raso di Cina sul quale dipinta la genealogia del postulante, da Manco Capac, Titu Capac, Loque Yupanqui... tutti nomi da far rizzare i capelli sulla testa...

Il Vicer - Ma no, non questo che ti ho chiesto. Eh, quando si vuol ottenere qualcosa di simile, ci si comporta in un'altra maniera... Non mica tanto semplice verificare una genealogia come cotesta! Di solito sono faccende di cui si incarica il mio segretario... e a me non dispiace affatto ch'egli tragga qualche profitto dal suo lavoro... Poi, se questo segretario un uomo intelligente... Via, informatevi presso il vostro predecessore come si regolano coteste cose.

Martinez - Ho capito. Questo inca molto ricco...

Il Vicer - Passiamo a un altro affare. Ma perch ridete?

Martinez - Ecco una querela sporta dalla marchesa d'Altamurano contro il pappagallo della seiiora Perichole e la senora Perichole stessa.

Il Vicer - Un'altra follia di quella peste di ragazza!

Martinez - Attesoch il detto pappagallo, a istigazione della convenuta, tutte le volte che la marchesa passa per la strada principale della citt, la chiama con termini che il pudore dell'istante le vieta di ripetere... essa conclude che la senora Perichole sia strangolata... No, mi sono sbagliato... che il pappagallo sia strangolato e la senora sua padrona diffidata e punita di ammenda.

Il Vicer - Che dice questo pappagallo?

Martinez - Ecco il fatto, monsignore. Si tratta di un grazioso scherzo della senora Camilla. Il pappagallo ogni volta che la marchesa passa, si mette a gridare: A quanto il braccio cotesto panno?. Ora, siccome la marchesa, prima di sposare il marchese, era figlia di un ricco mercante di pannine, essa si sente gravemente offesa dall'allusione.

Il Vicer - Questa ragazza mi far leticare con tutte le dame di Lima.

Martinez - Ecco una lettera della contessa Monte-mayor che si lamenta di un tentativo della senora Perichole di metterla in ridicolo, a teatro, recitando nella farsa La vecchia civetta .

Il Vicer - Ancora?

Martinez - Vostra Altezza sa benissimo con quale perfezione questa meravigliosa attrice coglie e imita i lati ridicoli delle persone.

Il Vicer - S, ma passa i limiti e non rispetta pi niente. Gliene dir quattro come si deve. Vivaddio, in tutta la vita io mi sono sempre occupato di arte drammatica, ma non intendo assolutamente che ci si permetta delle allusioni ingiuriose verso donne le cui famiglie possono mettermi in cattiva luce a Madrid.

Martinez - Ecco la petizione di un capitano invalido.

Il Vicer - Basta, basta... Incomincio ad essere stanco. Leggeremo il resto un'altra volta. Ma giacch parlavamo della Perichole, io voglio, mio caro Martinez, che tu mi parli a cuore aperto di lei.

Martinez - Io, monsignore? E che cosa potrei dire a Vostra Altezza?

Il Vicer - Ecco, io voglio che tu mi dica francamente quel che si dice di lei in citt, tra le persone che tu frequenti.

Martinez - Se ne parla dappertutto come di un talento di prim'ordine.

Il Vicer - No, non questo che io ti chiedo. Io voglio sapere quel che si dice della mia relazione colla ragazza... giacch, al punto in cui siamo giunti io e lei, il mistero sarebbe inutile. Sebbene tu sia da poco al mio servizio, vedo che hai indovinato tutto. Che diavolo, siamo uomini... e se anche uno vicer, non per questo obbligato a vivere come un santo.

Martinez - Monsignore, Vostra Altezza ha molti invidiosi tra gli uomini... e, se debbo dire tutto, anche tra le donne.

Il Vicer - Adulatore! Ma c' del vero in quel che tu dici... forse pi di quanto tu non creda...

Martinez - Ah, monsignore, io non dico che la verit.

Il Vicer - Siccome so che mi sei completamente devoto, voglio farti una confidenza, ma a patto che tu sia sincero con me come io lo sono con te. Tu sai che io non sono di coloro a cui si possa far vedere le stello in pieno mezzogiorno... Perci, fai bene attenzione a quel che dici.

Martinez - Monsignore, io parler a Vostra Altezza come farei dinanzi al confessore.

Il Vicer - Ebbene, Martinez, appi quel che mi tormenta. La Perichole in fondo una brava figliuola, ma troppo sventata. Commette continuamente imprudenze che possono compromettere lei, e anche me. Tu capisci bene che io non dico questo per timore che essa m'inganni. No, no, non si tratta di questo; la povera figliuola non ci pensa neppure; ma io ho paura che in citt si pensi ch'essa mi tradisce.

Martinez - Oh, monsignore...

Il Vicer - Il mondo cattivo e non ha rispetto per le persone altolocate. D'altro canto, le apparenze sono talvolta ingannatrici. Tu stesso, Martinez, non hai mai osservato nulla nella sua condotta che possa dar motivo a preoccupazioni?

Martinez - Come Vostra Altezza pu credere...

Il Vicer - Be', per toglierti ogni scrupolo, ti dir che non sei molto simpatico alla Perichole. Essa m'ha chiesto il tuo posto, e indovina un po' per chi? Per il nipote del suo calzolaio. E' pur vero che questo calzolaio le ha confezionato un paio di scarpini davvero adorabili... Dio, quando balla nella Gitanella con le calze di seta rossa e gli scarpini coperti di scagliette... ah! ah!... Martinez... Martinez com' bella!

Martinez - (tra s) Traditrice!

Il Vicer - Martinez, siccome io ti sono affezionato, cos io non le ho dato retta. Ma tu vedi bene da questo tratto che la Perichole non ha nessuna simpatia per te. Questo ti dispensa dall'avere riguardi per lei. Perci, te lo ripeto ancora una volta, parla con tutta franchezza.

Martinez - Ah, mio buon padrone!

Il Vicer - Ti ascolto. Ma accorto a non mentire, veh?

Martinez - Colmato come sono dalle bont di Vostra Altezza, non so in verit come devo spiegarmi... Soprattutto la confidenza che Vostra Altezza si degnata di farmi mi mette in grande imbarazzo... e cosi non oso dire... Oh, non gi ch'io abbia qualcosa da dire... qualcosa che possa recar pregiudizio alla senora Perichole... questo no... ma forse Vostra Altezza penser, a prima vista, che... in un certo senso, diciamo... un motivo di vendetta... se permesso di chiamar vendetta... ci che non pu nuocere affatto... .giacche Vostra Altezza non gliene vorr per questo... giacche, dopo tutto, non si tratta che di sciocchezze, monsignore...

Il Vicer - Quali sciocchezze? Spiegati.

Martinez - Oh, nulla di serio. E' pi che certo che la senora Perichole ama Vostra Altezza. Vostra Altezza cos buona! Chi potrebbe non amarla? Forse stato per pura malvagit che mi hanno detto... giacche, come osservava benissimo Vostra Altezza, il mondo cattivo...

Il Vicer - Che ti hanno detto?

Martinez - Non bisogna che Vostra Altezza attribuisca troppa importanza a quel che mi hanno detto, giacch non si tratta poi che del primo (garzone del mercante di seterie della via del Callao... Forse non dovrei neppure ridire a Vostra Altezza i discorsi che tengono le persone di cotesta categoria... Forse Vostra Altezza non si degner di crederli; ma poich Vostra Altezza mi ha comandato di dire ci che so, io non posso che riferire quel che mi han detto.

Il Vicer - Corpo di Cristo! Ma dimmi quel che than detto!

Martinez - Quel giovanotto, che si chiama Luis Lopez e che del resto appartiene a un'onorata famiglia, mentre si parlava di seterie, m'ha detto d'aver venduto l'altro giorno otto canne di certo raso crmisi al capitano Emani Aguirre, che l'ha pagato, senza discutere, dieci ducati la canna.

Il Vicer - Al fatto! Al fatto!

Martinez - Ebbene, monsignore, Luis Lopez diceva d'aver veduto quello stesso raso crmisi indosso alla senora Perichole. Ricorda Vostra Altezza l'abito che essa indossava domenica sera? E' quello... Ma niente di pi probabile che Luis Lopez si sia ingannato... tanto pi che il capitano, pagando, secondo lui, Lopez, avrebbe detto : Non bado al prezzo, giacch per la mia amante .

Il Vicer - Per la sua amante!

Martinez - S, e questa la prova, secondo me, che Luis Lopez s'ingannava... Perci io l'ho rimbeccato vivacemente, e gli ho detto con tutta franchezza quel che pensavo della sua bella storia... Oh, se io avessi voluto, egli me ne avrebbe raccontate molte altre.

Il Vicer - Che altre ancora?

Martinez - Oh, storie che ha raccolto chiss dove. Ad esempio, questa: che una sera un sergente di ronda ha fermato nella via del Palazzo un uomo che aveva solo il mantello sopra la camicia. Effettivamente andava in giro con le brache in mano. Dapprima il sergente lo prese per un ladro; ma giunto al corpo di guardia, il tenente di servizio s'accorse che il preteso ladro altri non era che il capitano Aguirre. Ma, dico io, ci che prova?

Il Vicer - Quale notte stato?

Martinez - Diceva nella notte tra venerd e sabato.-Gi, proprio quella notte che abbiamo aspettato tanto... Ma nella via del Palazzo, oltre la senora Perichole, ci sono tante altre dame di cuor generoso... Io penso che il capitano corteggi la senora Beatrice... Ma che cosa dico?... La senora Beatrice partita quindici giorni fa per Quito... Ma se non lei, sar un'altra.

Il Vicer - E questo tutto ci che tu sai?

Martinez - Ah, monsignore, Vostra Altezza sa bene che la maldicenza non s'arresta mai a mezza strada, e una volta che le male lingue hanno incominciato a esercitarsi contro qualcuno, trovan subito chi partecipa al coro. Ma quel che avrei ancora da dire cos stravagante, che temo d'annoiare Vostra Altezza ripetendolo.

Il Vicer - Non m'annoia affatto. Continua.

Martinez - All'ultima corrida... In verit, la maldicenza sa mettere bene insieme i particolari, ma poi per il fondo delle cose di un'assurdit fenomenale... All'ultima corrida, Vostra Altezza ha forse notato un giovanotto alto, ben formato, leggero come una pantera, coraggioso come un leone, un cholo , cio un figlio di mulatto, chiamato Ramon e che uno dei pi abili matador di Lima.

Il Vicer - Ebbene?

Martinez - Si dice... Vostra Altezza sa che i propalatori di maldicenze dicono tutto quel che loro viene in mente... Si dice, dunque, che qualcuno di cotesti messeri abbia osato pretendere le buone grazie di certe dame d'alto lignaggio... e quel che ancora pi straordinario, perch pi incredibile, che si sarebbero viste delle dame ragguardevoli per nascita o altrimenti, abbassarsi al punto da favorire le pretese di cotesti miserabili. Ma io temo di stancare Vostra Altezza, perch mi fa l'effetto che debba soffrire in questo momento.

Il Vicer - S, ho un gran male al piede.

Martinez - Orbene, taluni oziosi malvagi, come, graziti a Dio, non ne mancano a Lima, sostengono d'aver sorpreso il matador mentre lanciava occhiate assassine alla commediante. Non si neppure mancato di notare che costui, che d'un'abilit sopraffina nella sua arte, invece di attirare il toro sotto il palco di Vostra Altezza, come ogni matador bene educato solito di fare... ebbene, questo Ramon, al contrario, si appostava sotto il palco della Perichole, facendo cos a lei tutti gli onori della festa. Bisogna riconoscere che certa gente vede il male dappertutto, anche nelle cose pi innocenti! Ad esempio, in quella stessa corrida, la senora ha fatto qualche cosa che le cattive lingue hanno male interpretato, e che in fondo era naturalissima. Al momento in cui il toro nero e bianco, il pi terribile di tutti, stato abbattuto da Ramon, la collana della Perichole caduta nell'arena. Ramon l'ha raccolta e se l' passata al collo, dopo averla baciata con rispetto. Ma io sono convinto che cotesta collana caduta accidentalmente, e che poi per generosit la senora l'ha lasciata al matador ... il quale, del resto, non l'ha venduta, come molta gente del suo mestiere avrebbe fatto al suo posto, per andare a consumare il ricavato in gozzoviglie alla bettola. Al contrario, lui la porta al collo mentre va a passeggio per la citt, fiero come un pavone, e braveggiando pi di quanto non facesse abitualmente. Immagini Vostra Altezza quale buona fortuna stato questo incidente per la maldicenza! Dio solo sa come la gente ha travisato la cosa! A sentir quel che si dice, la senora Perichole si sarebbe nientemeno slanciata fuori del palco, avrebbe strappato colle sue mani la collana e l'avrebbe gettata al matador, gridando: Bravo, Ramon! . La senora Romer del Grande Teatro, che si trovava nello stesso palco... (ma la gelosia che la fa parlare) ha detto che la Perichole avrebbe invece gridato: Bravo, mio Ramon!. Io ero troppo lontano per sentire, ma scommetto ch'essa ha mentito... La Romer cos cattiva che ha persino osato dire che all'ultima rappresentazione de La figlia dell'aria la corona che alla fine caduta ai piedi della senora Perichole stata lanciata da Ramon il cholo . Inoltre essa va raccontando che la senora lo riceve spesso in camerino a teatro, e che Ramon si reca frequentemente in casa sua. Non gi ch'egli non abbia abbastanza audacia per osare questo ed altro. Malgrado la pelle scura si crede un Adone, suona la chitarra e al bisogno sa giocar di coltello. Nessuno di quelli che gli son vicini osa tossire o soffiarsi il naso quando la Perichole in scena e canta. E' un uomo prezioso per un attrice. La Romer aggiunge che la senora Perichole si chiude in casa per ore intere con lui, soprattutto quando Vostra Altezza va a caccia o quando malauguratamente indisposta.

Il Vicer - Questo tutto quel che sapete?

Martinez - Se dovessi sgranare per intero il rosario della maldicenza non la finirei pi; ma poich non vi d importanza, e presumo che Vostra Altezza...

Il Vicer - Signor Martinez, voi siete un furfante!

Martinez - Monsignore!

Il Vicer - Un insolente, uno sfrontato mentitore. Come! Voi osate spacciarmi insolentemente come parole di Vangelo tutte le sciocche chiacchiere che raccogliete dietro le quinte! Che cosa andate a fare nel palcoscenico tra gli attori, signore? E' forse l il vostro posto? Vi pago io forse per congiurare coi comici? Voi non fate nulla; siete un infingardo e un mentitore. Non c' una parola di vero in quel che avete avuto l'audacia di dirmi sulla faccia. Come, miserabile, osate dirmi che sono rivale d'un matador ! D'un cholo !

Martinez - Monsignore, io non dico...

Il Vicer - lo conosco la Perichole. E' un'eccellente figliuola, che non ama che me. Voi siete un mentitore, un impudente mentitore, e non c' una sillaba di vero in tutto quel che avete detto.

Martinez - Che Vostra Altezza si degni di rammentare...

Il Vicer - Tacete! Io vi ho tratto dal fango per prendervi al mio servizio. Voi siete indegno delle mie bont. Dovrei cacciarvi ignominiosamente; ma, per una estrema debolezza da parte mia, voglio darvi un posto. Vi nomino ricevitore delle imposte della provincia di... di... insomma, insieme col colonnello Garci Vasquez. Partite immediatamente. Se domani non avrete lasciato Lima, vi faccio condurre al Calino tra quattro dragoni, e non ne uscirete che dopo la mia morte.

Martinez - Ahim! Misericordia! Questo peggio della prigionia! Si degni Vostra Altezza di ricordare che io non ho parlato che per suo ordine-

Il Vicer - Ah, discutete ancora? Chi dunque il padrone qui? Vivaddio, se potessi camminare, vi accopperei a mazzate! Fuori di qui, furfante, o vi faccio gettare dalla finestra! Ah, io non valgo un cholo! Un cholo! Fuori di qui! (Gran trambusto alla porta del gabinetto. Entra Baldassarre, seguito dalla Perichole, Martinez esce).

Baldassarre - Monsignore, la signorina che vuole assolutamente entrare, quantunque io le abbia detto che Vostra Altezza sta occupandosi di affari.

Il Vicer - Che entri! E voi, uscite!

La Perichole - (entrando) E' strano che non si possa vedervi se non prendendo d'assalto la porta del vostro gabinetto. Spero che sia un equivoco di quell'imbecille del vostro cameriere.

Il Vicer - (con tono afflitto) Vi credevo alla cerimonia.

La Perichole - Non so ancora se ci andr. Ci dipende un poco da voi. Ma, prima di tutto, come va la gotta?

Il Vicer - (con crescente malumore) Io non ho la gotta!

La Perichole - A quel che vedo si tratta d'un accesso di malumore rientrato. Tanto peggio. Avevo qualche cosa da chiedervi e speravo di trovarvi in migliore disposizione. Ma giacche cos, vi bacio le mani. Addio. Ne parleremo un'altra volta.

Il Vicer - Camilla, non ve ne andate cos presto. Ho da parlarvi. Vivaddio, si direbbe che abbiate paura a 'restar sola con me.

La Perichole - Oh, Vostra Altezza mi fa raramente paura.

Il Vicer - Restate. Tenetemi compagnia almeno quando sono malato... So bene che voi preferireste parlare col capitano Aguirre. Ma qualche volta bisogna rassegnarsi.

La Perichole - Aguirre? L'ho lasciato un momento fa.

Il Vicer - Ah, l'avete lasciato un momento fa?... Benissimo, signora. Giacche mi avete risparmiato il preambolo, posso entrare subito in argomento.

La Perichole - Monsignore, immagino che volete regalarmi una piccola scena di gelosia. Sono infatti due mesi che non vi lasciate trasportare dai vostri umori gelosi. Temo che questa scena duri troppo; perci vi dir subito quel che sono venuta a chiedervi. Voi mi accontenterete, e rimetteremo a domani i rimproveri e le sfuriate.

Il Vicer - Oggi non sono in vena di accordarvi grazie. Voi abusate di quelle che gi avete ottenute da me.

La Perichole - Un bell'esordio, non c' che dire! Ma ora lasciate parlare a me. Tutte le pettegole di Lima hanno fatto lega per mortificarmi in tutte le maniere, e ci perch io sono pi bella di loro. Non vero che oggi sono bella? C' tra noi una guerriglia assai attiva di piccole calunnie e di malignit. Se non avessi fretta, ve ne racconterei qualcuna. Inoltre noi facciamo tutti gli sforzi da una parte e dall'altra per superarci con la magnificenza dei nostri ornamenti, col gusto delle nostre tolette, ecc. Siamo una vera provvidenza per i gioiellieri e per i mercanti di sete.

Il Vicer - Io non so cosa farmene di queste vostre ciance. Se voi superate tutte coteste dame coi lusso dei vostri abbigliamenti, in fatto di amanti...

La Perichole - (facendo una riverenza) In fatto di amanti, io sono tutto il contrario di loro. Preferisco la qualit alla quantit.

Il Vicer - Perichole, lasciatemi parlare. Sono serissimo in questo momento.

La Perichole - (parlando mentre parla il vicer) Ascoltatemi, non ho che due sole parole da dirvi...

Il Vicer - Io sono scontentissimo di voi. Da tutte le parti non si parla che della vostra civetteria, e se debbo dirvela franca, temo che mi stiate facendo recitare una parte piuttosto ridicola.

La Perichole - (c. s.) Oggi ho avuto una sublime idea che far crepar di rabbia tutte coteste dame, purch voi oggi siate amabile come sapete esserlo qualche volta.

Il Vicer - Ma, vivaddio, ascoltatemi, dunque!

La Perichole - Ma, per bacco, ascoltatemi voi, oh! Io sono donna, voi siete castigliano, dunque mi dovete rispetto. Perci tacete quando parlo io.

Il Vicer - Ebbene, parlate! Non perderete niente ad aspettare.

La Perichole - Come sapete, oggi tutte le donne di Lima si fanno vedere nei loro abbigliamenti pi eleganti, sfoggiando a gara tutto il lusso che possono. In Lima ci sono cinque carrozze in tutto: le due vostre, quella del vescovo, quella dell'auditore Pedro de Hinoyosa, infine la carrozza della marchesa Altamu-rano, la mia principale nemica, quasi altrettanto vecchia come la padrona, ma, infine, pur sempre una carrozza. Dunque, questa mattina, apprendendo che oggi voi sareste rimasto in camera, mi frullato pel capo che potreste farmi trionfare sulla mia rivale regalandomi quella bella carrozza che vi arrivata da Madrid.

Il Vicer - E' questo che volevate chiedermi?

La Perichole - Dandomi cotesta carrozza mi fareste pi piacere che se mi donaste una miniera d'oro e un dipartimento d'indiani.

Il Vicer - Certo, la domanda modesta. Essa vuole una carrozza per farsi portare in chiesa come una marchesa. Io casco dalle nuvole!

La Perichole - Voi sapete, don Andrea, che io faccio poco caso al danaro, lo non so quanto vi costi cotesta carrozza, ma voi siete ricco. Se non si trattasse di umiliare le mie mortali nemiche, voi capite bene che non avrei avuto l'ardire di chiedervi un regalo di cos grande valore. Del resto, se la mia richiesta vi disturba, dimenticatela. Se ho avuto torto di farvela, ve ne domando perdono. Sapete? Io ho il difetto di agire prima e di rifletter dopo.

Il Vicer - Una carrozza! Bello spettacolo sarebbe vedere una commediante in carrozza! Siete voi un vescovo, signora, un auditore, o una marchesa, per andare in carrozza?

La Perichole - Eh! Non sono io nello stesso tempo l'infante d'Irlanda, la regina di Saba, la regina di Tornir, Venere e santa Giustina, vergine e martire?

Il Vicer - Pazza siete!

La Perichole - Tutte coteste dame valgono bene una vecchia marchesa il cui padre vendeva stoffe a Cordova per vestire i mulattieri. Ma ecco, ecco... il mio babbino, il mio caro Andreuccio, ha riso. Vedo che non siete pi di cattivo umore, che siete tornato simpatico come al solito. Vero, che me la darete la vostra carrozza?

Il Vicer - Camilla, anzitutto voi mi domandate cose impossibili; poi perdete il vostro tempo, giacche io ho molto da lagnarmi di voi.

La Perichole - E se volessi usare le rappresaglie?

Il Vicer - Ascoltate, voi avete il torto di volgere tutto in scherzo. Vi assicuro che la vostra condotta ormai la conosco, e che non voglio pi essere il vostro zimbello.

La Perichole - Se non ottengo da voi cotesta carrozza, dovr tornarmene a casa in una maniera ben triste. Posso andare alla cerimonia a piedi come una ragazza del popolo, o in portantina come una borghe-succia? Soprattutto dopo le speranze che avevo accarezzato... Ah, monsignor vicer del Per, siete un uomo ben crudele!... Quanto vi costata cotesta carrozza?

Il Vicer - Lasciate la carrozza, signorina, e rispondetemi. Io sono perfettamente al corrente di tutte le vostre azioni, e vi accorgerete che non sono pi cieco sul vostro conto come quando vi amavo. Perch io non vi amo pi, lo capite s o no? Mi sono ricreduto, ormai vi conosco... Per, ecco, mi piacerebbe vedere quale faccia assumereste per giustificarvi... Vediamo, provatevi... parlate, che diamine! parlate... Ebbene, a che cosa pensate, con quei vostri occhi levati al cielo?

La Perichole - A quella bella carrozza!

Il Vicer - Voi fareste perdere la pazienza a un santo! Che il diavolo si porti anche la carrozza! Io so che il capitano Aguirre vi ama.

La Perichole - Lo credo senza difficolt. Datemi uno di questi sigari.

Il Vicer - ... E che voi l'amate,., s, l'amate.,, io lo so, ne sono sicuro... Ma sostenete il contrario... su, coraggio! Negate, ad esempio, ch'egli vi ha donato un abito di raso crmisi... Negatelo, negatelo! Io non ve l'impedisco.

La Perichole - Egli avrebbe dovuto regalarmi anche una mantiglia di pizzo. Ho ridotto in pezzi la mia.

Il Vicer - Negate anche che l'hanno sorpreso mezzo vestito sotto le vostre finestre... Io lo so bene, io l'ho visto... Ma, vivaddio, su, dite che questo falso!... Voi che siete cos buona commediante, dovete .pur saper mentire con la stessa aria con la quale gli altri dicono la verit!

La Perichole - Grazie del complimento.

Il Vicer - Voi capite bene, mia bella, che io non pu durare. I nostri rapporti sono rotti... Questo doveva avvenire molto tempo prima... giacch io non sono uomo da mantenere le amanti del capitano Aguirre... Ah, voi vo ne state li tranquilla tranquilla... Credete forse che io prenda la vostra flemma per la calma dell'innocenza?

La Perichole - (in tono tragico) E' la calma della disperazione. In tutto ci io non vedo che l'occasione perduta di recarmi in chiesa in carrozza. L'ora sta per passare, e quando voi mi chiederete perdono, sar troppo lardi.

Il Vicer - Ah, domandarvi perdono, mia carina? E non pretendete niente altro?... Ebbene, vi domando perdono d'aver scoperto un altro intrigo con un personaggio assai illustre.

La Perichole - E due. Quando saremo a tre, ci faremo una croce.

Il Vicer - Si tratta n pi n meno che di quel prode Ramon, cholo di nazionalit e matador di mestiere. Li scegliete bene i vostri amanti, signora. E* un uomo celebre e tutta Lima parla di lui.

La Perichole - E' vero, e la sua fama non usurpata come tante altre. E' il pi bravo toreador del Per, e forse il pi bello e il pi robusto.

Il Vicer - Perdio, chiaro che voi non siete donna da lasciare un vicer per il primo venuto. D'altra parte, da persona abile, lasciate un amante per prenderne due. Voi donate un ducato, ma ne esigete l'equivalente.

La Perichole - Secondo il vostro conto un capitano e un matador sarebbero l'equivalente d'un vicer? Vostra Altezza sbaglia nel calcolo. Ci occorrono, secondo me, tre vicer per fare l'equivalente d'un capitano, e almeno sei vicer per far quello d'un matador .

Il Vicer - Voi siete un'impudente...

La Perichole - Coraggio!

Il Vicer - Una sfrontata, che non si prende neppure -cura di nascondere i suoi eccessi sotto un po' .di rispetto umano.

La Perichole - E lui duro! (eclamando) Crudele immaginazione, perch colle tue dolci attrattive, affliggi il mio cuore?

Il Vicer - Prendere un matador e un cholo per amanti!... Voi siete una Messalina!

La Perichole - Che cosa vuol dire essere una Messalina ?

Il Vicer - Voi sietesiete...

La Perichole - Avanti, non cercate di contenervi. Immagino che Vostra Altezza s'abbandoni a questi eccessi di furore per ordine del medico. Infatti, Vostra Altezza si accalora, e questo deve far bene per la gotta.

Il Vicer - Tacete, infame! Prendere un cholo per amante! Vivaddio!... Io che vi ho colmato di favori... Per voi, mi sono quasi compromesso agli occhi del pubblico... perch scandaloso, sissignora, scandaloso che il rappresentante del re di Spagna vada a cercare la sua amante tra le tavole di un palcoscenico!... Io non so chi mi trattiene... Se non fossi mille volte troppo buono, vi farei rinchiudere in una casa di correzione.

La Perichole - Non osereste!

Il Vicer - Non oserei?!... Presto, una penna e dell'inchiostro, e firmo l'ordine.

La Perichole - Ci sarebbe immediatamente una rivolta a Lima, se la Perichole venisse imprigionata.

Il Vicer - Una rivolta?!... Oh! oh! oh!

La Perichole - S, una rivolta. Fate decapitare, impiccare tutti i vostri nobili marchesi, conti e cavalieri di Lima, e non una voce grider, non un braccio si lever per essi. Fate sgozzare dodicimila poveri indiani, inviatene ventimila nelle vostre miniere, e vi applaudiranno, vi daranno del Traiano sulla faccia... Ma impedite alla popolazione di Lima di veder la sua attrice favorita, e vi lapideranno a sassate.

Il Vicer - S, s... E se proibisco al direttore del teatro di rinnovare il contratto che sta per scadere?

La Perichole - Ebbene, prender la mia chitarra e andr a cantare nella strada, sotto le vostre finestre. E colle mie canzoni far ridere la gente a spese del vostro vice-reame e della vostra gotta.

Il Vicer - Benissimo. E che fareste se vi inviassi in Spagna col primo galeone?

La Perichole - Non potreste farmi piacere pi grande... Io muoio dalla voglia di veder la vecchia Europa; eppoi, in Spagna, avrei la fortuna di diventare l'amante del primo ministro o del re, e in tal caso, saprei bene come vendicarmi di voi. Vi farei accusare, ricondurre prigioniero in Spagna, coi ferri ai piedi, come Cristoforo Colombo, dopo di che voi vi sentireste ben felice se vi accordassi di scampare alla forca, mandandovi invece soltanto a marcire nella torre di Segovia.

Il Vicer - In attesa che ci avvenga, vi ordino di non rimettere pi piede in questo palazzo.

La Perichole - Oh, certo, mai obbedir pi volentieri a Vostra Altezza.

Il Vicer - Ancora un momento. Giacch questa l'ultima volta che ci vediamo, bisogna terminare i nostri conti... Io vi disprezzo troppo per schiacciarvi come potrei. Andrea de Ribera non si degna di punire un'offesa quando parte cos dal basso. Io vi ho dato somme considerevoli, regali preziosi... serbateli. Vi saranno pagati tre mesi della vostra pensione, e spero che con questo danaro riusciate a entrare all'ospedale tra qualche settimana...

La Perichole - Io ho ascoltato pazientemente le ingiurie e le atroci calunnie che mi avete rivolto, e che attribuivo allo stato di sofferenza in cui vi vedevo; ma questo ultimo oltraggio non posso perdonarlo. Io discendo da vecchi cristiani e da castigliani, monsignore, e ho il cuore troppo altero per accettare doni da un uomo che non amo. Tutti i vostri regali vi saranno resi. Vender la mia casa e i mobili per pagare il resto. In attesa, ecco una collana di diamanti e degli anelli che mi avete dato... Questa sera non avr pi niente di vostro. (Si toglie i gioielli e s'accinge ad uscire).

Il Vicer - (emozionatissimo) Perichole!... Perichole! Non... non ve ne andate... Ascoltate... ascoltate, dunque!... Devo alzarmi?... Ahi!... Ahi!...

La Perichole - (fermandosi) Vi siete fatto male?

Il Vicer - Voi parlavate di calunnie?

La Perichole - Non ricordo pi ci che ho detto.

Il Vicer - Di solamente che non vero, ed io dimentico tutto.

La Perichole - Credete a quel che volete. Bacio le mani di Vostra Altezza.

Il Vicer - No, non te ne andare ancora... Perichole... Io ero in collera... sono stato troppo vivace... Ma ora, ecco, ora spieghiamoci tranquillamente... Cos, tutto ci che mi han detto di te, era falso?

La Perichole - Lasciatemi andare. Non ci tengo alla vostra opinione.

Il Vicer - Andiamo, Camilla... Ebbene, s, credo di aver avuto torto... Sei soddisfatta?

La Perichole - No, no, avete ragione.

Il Vicer - Cocciuta! Cattiva!... Ti detesto... ma sei sempre affascinante... Ti amo troppo... Lo so bene che tutto ci che mi hanno detto falso... Ma dimmelo tu che falso... fammelo...

La Perichole - No, voi mi avete troppo offesa perch io tenga molto alla vostra stima.

Il Vicer - Suvvia, Camilla!... Ecco, non ne parliamo pi... Ti chiedo perdono... Ho avuto torto... Ero cos sofferente che non sapevo quel che mi dicevo... Ora tutto finito... Dammi la mano... Ma dimmi...

OLa Perichole - Che devo dirvi?

Il Vicer - Che non sei pi offesa, che mi perdoni la mia collera.

La Perichole - (dandogli la mano) S, vi perdono; vi perdono perch sento che mi amate veramente.

Il Vicer - Se non altro per generosit... Io sono sicuro di te... Non sono pi geloso... Ma proprio ti costa molto a dirmi che ti hanno calunniata?

La Perichole - Che? Tornate sempre sullo stesso discorso?

Il Vicer - Via, quel che detto detto... non ne parliamo pi... Ti credo senza che tu ti difenda... Per... per, vedi come sono debole!

La Perichole - In verit, monsignore, dobbiamo proprio mostrarvi fino a che punto la gelosia vi ha turbato la ragione? Vediamo: cerchiamo di ricordare insieme i vostri rimproveri. Ah! L'abito di raso crmisi... Buon Dio, che idea!...

Il Vicer - S, era ridicolo; ma, vedi...

La Perichole - E' perfettamente vero che io posseggo un abito di raso crmisi, e non meno vero che l'ho acquistato da una ragazza di colore, una vicina, che mantenuta dal capitano Aguirre. Aveva essa avuto quest'abito dal suo amante o da altri? E' questo che ignoro... E' la mia cameriera che ha fatto la compera, e voi potete interrogarla al riguardo.

Il Vicer - Me ne guarder bene, piccina... Io ti credo, ti credo! (Tra se) Ah, furfante d'un Martinez, questa impostura me la pagherai!

La Perichole - Quanto all'altra storia del capitano Aguirre, io non ho nient'altro da dirvi, se non che gli incidenti di cotesta specie sono comuni a Lima, e che io non posso impedirli. D'altra parte, credo di ricordarmi che in quel medesimo giorno voi siete rimasto sino a tardi a cenare con me.

Il Vicer - Perichole, piccina mia, basta, io non voglio sentire una parola di pi su questo argomento. Mi fa troppo vergognare... Grazie a Dio, non sono pi geloso... Per tu dicevi che quel cholo ...

La Perichole - Le vostre spie vi hanno anche ben messo su relativamente al cholo Ramon. E' vero che alle ultime corse io fui trasportata dall'ammirazione vedendo la sua abilit e il suo coraggio... Come avvenne? Appena ebbe immersa la sua spada nella spalla del toro, sicuro del colpo, senza degnarsi di guardare se l'animale conservasse ancora qualche resto di vita, egli fece una piroetta, e voltando le spalle al toro, mi fece un saluto assai grazioso per un uomo 'della sua professione. Io compresi quel che significava, e cercai la borsa per gettargliela; ma l'avevo dimenticata a casa. Presi cos il primo aggetto di valore che mi venne sotto mano. Mai avrei creduto che in una simile azione la gente potesse vedere dell'amore. Un cholo! Un matador! Un uomo che beve acquavite e che mangia cipolle crude! Ah, monsignore!

Il Vicer - S, s, avevo torto, mia bellissima... Tuttavia, se io fossi stato quel toro, avrei raccolto il resto delle mie forze, e gli avrei dato un bello scossone... al signor Ramon.

La Perichole - Allora io avrei gridato : Viva il toro! .

Il Vicer - Come sei deliziosa! Chiedimi tutto ci che vuoi... Oh, non Io credo, non posso crederlo, che tu faccia venire in casa tua questo Ramon che mangia cipolle crude.

La Perichole - Perdonatemi. Vostra Altezza non ignora che io debbo presto sostenere la parte principale nella commedia del poeta Peranzurez. Debbo cantarvi un'arietta con delle parole del gergo usato da quella gente; ora, per afferrare bene il loro accento e la loro pronuncia, io faccio venire Ramon, che ha una bella voce di baritono, e che canterebbe una giornata intera purch lo si faccia bere secondo la sua sete. Io non ho da aggiungere una parola. Per poco che Vostra Altezza conservi dei dubbi, pu inviare il capitano a Panama e il matador a Cuzco; ma non temete che, se la cosa far chiasso, il loro esilio dia occasione agli impertinenti burloni di ridere alle vostre e alle mie spalle?

Il Vicer - Ah, mia buona Perichole, come posso farti dimenticare...

La Perichole - L'amore fa scusare molte cose; ma consiglio Vostra Altezza a stare in guardia nell'avvenire contro quei domestici che affettano molta devozione e invece sono sempre disposti a tradire i loro padroni.

Il Vicer - Come?

La Perichole - Io non faccio nomi, e il mestiere della spia non sar mai il mio. Giovane, piuttosto bella, attrice, io sono esposta a ricevere molte proposte impertinenti, e immagino che un certo piccolo presuntuoso che voi onorate della vostra fiducia, e che io ho fatto scacciare dalle nostre quinte, vi avr spacciato tutte queste belle storie.

Il Vicer - Oh, lo scellerato! L'avevo sempre sospettato. Oh, che mostro! Come? Egli ha osato farti delle proposte? Tu parli di Martinez, non vero?

La Perichole - Io non voglio nuocere a nessuno.

Il Vicer - Ah, ribaldo, non con Garci Vasquez tu andrai, ma al forte Callao. E che il diavolo mi porti se ne uscirai tanto presto!

La Perichole - Io non ho detto niente contro quel giovinotto. Che cosa vi prova che volevo indicare lui?

Il Vicer - Lasciami fare. Io so quel che so... Ma, piccina mia, tu mi avevi chiesto, credo, la mia carrozza?... Diavolo, ...

La Perichole - Non ne parliamo pi; ora sono abbastanza felice, perch non ho perduto la vostra affezione...

Il Vicer - Ma averla ti farebbe dunque molto piacere?... Gli che, vedi, mia piccola cara...

La Perichole - S, ci tenevo molto... Ma dopo questa crudele discussione, ho cambiato idea.

Il Vicer - Tu calcolavi che te l'avrei data... Gli che, diavolo... cotesta carrozza... non che io ci tenga... ma che cosa si dir se...

La Perichole - Lasciamo stare. Del resto, tardi ormai per andare alla cerimonia. Non arriverei in tempo.

Il Vicer - In quanto a questo, le mie mule trottano leste... Ho soltanto paura di quei 'maledetti auditori... Quel Pedro de Hinoyosa... capace di architettarci sopra chiss che cosa...

La Perichole - Egli vi detesta perch il popolo vi ama... Ma sarei desolata se 'dovessi compromettervi con lui. Pare che sia un signore che bisogna tenere a bada.

Il Vicer - (dopo un istante di riflessione) Perdio, dica ci che vuole... Non sono padrone di dare a chi mi pare ci che mi appartiene?

La Perichole - No, di grazia. Ho riflettuto sulla stravaganza della mia richiesta, e arrossisco ora di avervi importunato. Eppoi... ho dovuto farmi poco fa una tal violenza per non piangere... che, vedete, ho pi voglia di gettarmi sul mio letto per placare i miei nervi che di andare a passeggio.

Il Vicer - Povera figliuola, come mi ama!... No, piccina, bisogna che tu prenda aria, ci ti far bene. Pineda mi ordina di salire in carrozza, quando io mi metto in collera... Va, cara, la carrozza tua. Suona che si attacchi immediatamente.

La Perichole - Monsignore, rifletteteci. Voi siete ora troppo buono, come io poco fa sono stata troppo ingiusta.

Il Vicer - Suona, ti dico. Voglio che le tue nemiche crepino d'invidia.

La Perichole - Ma...

Il Vicer - Se non accetti questo dono, penser che sei ancora offesa con me.

La Perichole - Se cos, non posso rifiutare... Ma sono veramente mortificata. (Suona. Baldassarre entra).

Il Vicer - Che si attacchino immediatamente le mule bianche alla mia nuova carrozza, e dite al cocchiere che le mule, la carrozza e lui appartengono alla signorina. (Baldassarre esce) Povera piccina, come il tuo polso agitato! D, me ne vuoi ancora?

La Perichole - Come potrei non essere commossa della bont di Vostra Altezza?

Il Vicer - Lascia andare quell' Altezza , e chiamami come fai qualche volta.

La Perichole - Ebbene, Andrea, oggi tu mi hai fatto insieme molto infelice e molto felice.

Il Vicer - Abbracciami, angelo mio. Io ti amo cos. Vedi, io non voglio essere il vicer per la mia Perichole! Cattivella, ricordati quel che hai detto del merito dei vicer in amore...

La Perichole - Oh, tu sai bene che per me sei Andrea e non il vicer del Per. Vedi che begli scarpini ricamati m'ha fatto Marino, quel calzolaio di cui ti ho raccomandato il nipote.

Il Vicer - Che bel piedino! Posso nasconderlo interamente nella mia mano. A proposito, tu dici che questo nipote un giovane pieno d'intelligenza? Lo prendo al mio servizio al posto di Martinez.

La Perichole - No, io non voglio sostituire nessuno. D'altra parte, Martinez vi utile. Fa 'dei cos buoni rapporti...

Il Vicer - Come sei vendicativa! Be', questa sera dormir al Callao.

Baldassarre - (entrando) La carrozza pronta.

Il Vicer - Va', bellezza mia, divertiti e torna subito dopo la cerimonia. Se qualcuno ti facesse qualche affronto, non mancare d'avvertirmi. Vivaddio, i malvagi burloni non rideranno pi... Ah, dimentichi la tua collana e i tuoi anelli... Avvicinati, voglio infilartela io la collana... Va', oggi sei divina.

La Perichole - Io porto da qui qualcosa di pi prezioso che questi diamanti: la tua fiducia e il tuo amore. (Esce).

Il Vicer - Sei un angelo!... Questa ragazza fa di me ci che vuole. E' vero che mi ama tanto... Io non posso rifiutarle nulla... Per... per, darle la mia carrozza!... Io non so che cosa ne penser il mondo!... Un'attrice in una carrozza dorata, quando tante marchese e tante contesse si considerano felicissime di andare in lettiga!... Immagino che la cerimonia deve essere terminata... essa arriver solo in tempo per l'esortazione del vescovo... Tanto meglio... Ah, sento rumore di ruote nel cortile... Non ha perduto tempo, la piccina... Baldassarre, spingete la mia poltrona accanto alla finestra, e datemi il mio cannocchiale... Voglio vedere che aspetto ha questa carrozza... Perbacco, la vedr arrivare sino alla porta della chiesa... Accidenti, come va velocemente!... Mai il mio cocchiere mi ha condotto di quel passo!... Tutti si fermano per guardarla... Ecco gente che si toglie il cappello, come se passassi io in persona... Che follia!... Eccola di gi nella piazza grande... Santo Dio, sta per scontrarsi... Ah, Ges, fortunatamente l'altra carrozza che s' rovesciata... Ma ecco che la folla si accalca... Che succede?... Forse vogliono insultarla... Baldassarre, andate...

Baldassarre - S, monsignore...

Il Vicer - Vivaddio, ma laggi si picchiano... Correte tutti... Andate, prendete le armi... Ammazzate quella canaglia... Perichole! Ah, fortunatamente essa prosegue per la sua strada, grazie a quell'uomo che sa cos bene roteare il suo bastone... e le ha aperto un passaggio.

Baldassarre - Debbo correre dietro la carrozza della signora?

Il Vicer - No, resta. Ormai inutile... Bisogna per pensare al ritorno... Di a Sebastiano e a Domenico che montino a cavallo, che prendano i moschetti e che la seguano da lontano... E che si tolgano la mia livrea... Se accade qualche disgrazia, me la prender con voi. Questo popolo di Lima cosi volgare, che temo le faccia qualche affronto... Ma, dopo tutto, sembra non sia accaduto niente di male... Ecco l'altra carrozza che, rimessa a posto, continua il suo cammino... mentre la folla entra in chiesa. Voglia il cielo ch'essa se la cavi senza disavventure! La gente ha un bel dire, ma non proibito alle attrici di andare in carrozza se ne hanno una... Tanto peggio per le marchese se, meno giovani e meno belle delle attrici, non trovano nessuno che gliene regali... (Fuma un sigaro) Questo battesimo non finisce pi!... Sono impaziente di vederla tornare per apprendere dalle sue labbra i particolari del fatto... O maledetta gamba!... Io soffro di pi, credo, quando sono inquieto... Vediamo: l'ultima volta che sono stato malato, la cosa durata cinque... sei giorni... Bene, spero, questa volta, di cavarmela pri-ma... Cosi potr assistere alla prima rappresentazione della commedia dove essa deve recitare in una parte... E se non potr uscire?... Vuol dire che far ritardare la rappresentazione.

Baldassarre - Monsignore, il signor Tomaso d'Esquivel, studente, chiede il favore d'essere ricevuto da Vostra Altezza.

Il Vicer - Fate entrare. Viene senza dubbio a farmi un po' di morale, per ottenere poi da 'me qualche regalo. E' giusto un mese che non l'ho visto.

Lo Studente - (entrando) Bacio le mani di Vostra Altezza.

Il Vicer - Ah, signor studente, voi vedete qui un uomo molto malato!

Lo Studente - Sono desolato di saperlo. E' dunque un accesso di gotta che ha impedito a Vostra Altezza di assistere alla cerimonia di quest'oggi?

Il Vicer - Io non ho la gotta... E' una voce che ha diffuso Pineda... Si tratta di una semplice .gonfiatura del piede. Io lo so meglio di lui.

Lo Studente - Del resto, Vostra Altezza non ha di che rammaricarsi troppo di non aver assistito a questo battesimo. Ha cosi avuto la fortuna di non essere testimone d'un grande scandalo.

Il Vicer - Uno scandalo?... (A parte) Diavolo! Se uno scandalo, la Perichole c'entra di sicuro!

Lo Studente - S, uno scandalo enorme che, ne sono certo, avrebbe profondamente afflitto Vostra Altezza tanto pi che, secondo le apparenze, Vostra Altezza ne stata la causa involontaria.

Il Vicer - Spiegatevi.

Lo Studente - Un giorno come questo, una cerimonia cos commovente!... In verit, io sono desolato di affliggere Vostra Altezza... ma bisogna che parli, e che parli francamente, a rischio di farle dispiacere. Il mio dovere e l'interesse di Vostra Altezza lo esigono imperiosamente.

Il Vicer - Io non indovino...

Lo Studente - Quella famosa commediante...

Il Vicer - (a parte) Eccoci!

Lo Studente - ...per la quale Vostra Altezza ha, si dice, tanto interesse, stata proprio oggi cagione d'un gran disordine. La protezione che Vostra Altezza le accorda la rende audace al punto, mi sia consentito di dirlo, da far credere che le sia permesso tutto.

Il Vicer - Vi assicuro che io non la proteggo affatto... Soltanto stimo il suo talento... che molto apprezzabile, signor studente. Ma, ve ne supplico, raccontatemi l'incidente.

Lo Studente - Ecco il fatto. Sembra ch'essa abbia una carrozza, e che questa carrozza, si dice, le sia stata regalata da Vostra Altezza.

Il Vicer - E' una carrozza che m'era inutile.

Lo Studente - Ah, monsignore, cotesta carrozza sarebbe stata meglio impiegata a... ma quel che fatto fatto, e Vostra Altezza aveva senza dubbio le sue ragioni per regalargliela. Dio non voglia che... Basta, racconter il fatto di cui sono stato testimone. Essa ha dunque una carrozza, e in carrozza si recata in chiesa... Nel caso mio, avendo dovuto ritardare per alcune bisogne, avevo accettato un posto nella carrozza della marchesa Altamurano. Si andava al passo come si conviene quando ci si avvicina a una 'chiesa; improvvisamente la senora Perichole arriva al gran trotto delle sue mule, scotendo il pavimento sino a venti tese all'ingiro. Stavamo per sboccare sulla piazza, ed essa vuol sopravvanzare la nostra carrozza... cio quella della marchesa! Insomma, ci ha stretti cos da vicino, che ci ha investito colla pi grande violenza...

Il Vicer - E' stato il suo cocchiere, che un malaccorto...

Lo Studente - Vostra Altezza mi scuser, ma io non posso credere che il suo cocchiere abbia agito 6enza ordine, tanto pi ch'essa ha messo la testa fuori della portiera vedendo la nostra carrozza, e ha parlato a quell'uomo, senza dubbio per ordinargli di compiere la cattiva azione.

Il Vicer - Spero che non sia accaduto nulla di grave.

Lo Studente - Come! E' un miracolo se siamo ancora vivi! La scossa stata spaventosa; la marchesa caduta su me, io sulla cagnetta della marchesa che ho involontariamente schiacciato... poi la mia parrucca adnta nel rigagnolo, e la marchesa ha avuto una forte contusione all'anca.

Il Vicer - Dio sia lodato! Io temevo che fosse accaduto qualcosa di peggio.

Lo Studente - Mi pare che anche cos sia abbastanza. Per di pi la carrozza molto danneggiata; una carrozza superba, che da pi di vent'anni faceva l'ammirazione di questa citt.

Il Vicer - Pagher... vale a dire che far pagare il danno alla Perichole.

Lo Studente - Ma, 'monsignore, come riparare lo scandalo? Per me non c' che un mezzo, e cio impedire a quella signora di uscire in carrozza. Non solamente di cattivo esempio vedere una commediante in carrozza, mentre tanti degni ecclesiastici vanno a piedi; ma c' il fatto che la vita dei pacifici abitanti di Lima sarebbe compromessa dalla sua imprudenza... Non ho ancora detto tutto, e duolmi di trovarmi nella necessit di affliggere cos Vostra Altezza. I domestici della marchesa, indignati dall'insulto fatto alla loro padrona, hanno rivolto, servendosi delle mani, alcune vive rimostranze al cocchiere e al lacch della dama. Allora la canaglia che la seguiva con grida di gioia ha preso a parteggiare per lei. Soprattutto un cattivo soggetto, un cholo , un toreador , un certo Ramon, s' pi di tutti scaldato. Egli ha rotto le ossa a colpi di bastone al cocchiere della marchesa, spezzata in due la spada allo scudiere e fracassata la mascella a uno dei lacch.

Il Vicer - Scellerato! Lo far punire esemplarmente.

Lo Studente - E non tutto. Senza fare attenzione a noi, senza domandar scusa, la senora ha proseguito come se nulla fosse accaduto e poco ci mancato che entrasse in chiesa con tutta la carrozza. La testa delle mule era sotto il portale quando s' fermata. Appena scesa, ha attraversato la folla dei fedeli con un gran fruscio di sete... Tutti si voltano per guardarla... Si dimentica la cerimonia appena incominciata, e... fremo a doverlo dire, persino monsignor vescovo non stato immune dalla curiosit generale, e ha dimenticato di chiedere al padrino la promessa di allevare cristianamente il nuovo convertito, suo figlioccio. Io, indignato e scandalizzato all'estremo grado, ho lasciato la chiesa per venir a riferire l'avventura e pregare Vostra Altezza di metter fine alle impertinenze d'una ragazza che, mi permetto di dire, fa gran torto a Vostra Altezza.

Il Vicer - Essa sta per tornare, la rimproverer a dovere.

Lo Studente - Prevengo Vostra Altezza che la marchesa far reclamo sino a Madrid, se occorre.

Il Vicer - Signor studente, bisogna impedirlo. Voi capite che reclami di cotesto genere mi nuocerebbero molto.

Lo Studente - Monsignore...

Il Vicer - Voi avete influenza sulla marchesa. Inducetela a contentarsi dei danni che le saranno risarciti. A mia volta, io m'incarico di lavare ben bene il capo alla Perichole.

Lo Studente - Monsignore... io non so...

Il Vicer - La vostra chiesa ha bisogno d'un quadro per l'altar maggiore... Voglio che la Perichole ve ne faccia dono a espiazione della sua colpa... Per l'appunto le ho donato una Madonna del Murillo, ch'essa vuol cambiare con un mio San Cristoforo... Potete contare sulla Madonna... Ma fatemi il favore di placare la marchesa... Vero che me lo promettete?

Lo Studente - Monsignore, io far il mio possibile, ma...

Il Vicer - Conducetemi vostro nipote una di queste mattine. Cercheremo di far qualcosa per lui.

Lo Studente - Egli del lutto degno delle bont di Vostra Altezza. Ma, monsignore...

Il Vicer - Una carrozza entra nel cortile. E' lei, senza dubbio. State a vedere come le parler.

Baldassarre - (annunciando) Monsignor vescovo di Lima.

Il Vicer - Il vescovo!

Lo Studente - Senza dubbio, verr anche lui a lamentarsi. (Il vescovo e la Perichole appaiono sulla porta, seguiti dal canonico, e fanno delle cerimonie per entrare).

Il Vescovo - Passate, signorina...

La Perichole - Monsignore, ve ne supplico...

Il Vescovo - (prendendole la mano) Ebbene, entriamo insieme.

Lo Studente - (a parte) Che vedo? Il vescovo d la mano all'attrice!

Il Vicer - Monsignore, vi bacio le mani... Sono dolente di non potermi alzare per ricevervi, ma un povero ammalato...

Il Vescovo - La signorina mi ha parlato della vostra indisposizione, ed io non ho voluto rincasare senza informarmi della vostra salute. Ci mi ha procurato il piacere di ricondurre la signorina nella mia carrozza.

La Perichole - E' una grazia che io non dimenticher mai.

Il Vicer - Come? La mia... la tu... la vostra carrozza... s' sfasciata?

La Perichole - No, monsignore, ma io non l'ho pi e non la rimpiango nemmeno, giacch ne ho fatto, spero, un buon uso.

Il Vescovo - Un buono, un santo uso.

Lo Studente - (a parte) lo non ci capisco niente.

Il Vescovo - Voi avete dato un esempio di piet ben raro in questo secolo.

Il Vicer - Ma spiegatemi, di .grazia...

La Perichole - Perdonatemi, monsignore, se ho cos in fretta abbandonato un dono che mi veniva da voi; ma quando apprenderete in quali mani l'ho rimesso, mi scuserete e mi felicerete. Mentre andavo per le strade mollemente adagiata su quei cuscini elastici, un'idea mi venne alla mente, che ha dissipato in un 'momento il piacere che gustavo. Come?, mi son detta, una peccatrice... una miserabile creatura come me... una donna che esercita una professione quasi colpevole...

Il Vescovo - Figlia mia, voi siete troppo umile... e quantunque non vi abbia mai vista sulla scena... so che onorato singolarmente la vostra professione. San Genesio era attore!

La Perichole - Ma come? Io sono condotta da un capo all'altro della citt, mollemente e con la rapidit del lampo; io sono al riparo dal sole, dalla pioggia, mentre persone che valgono mille volte pi di me, mentre servi di Dio, recanti i soccorsi spirituali ai malati, sono esposti a tutte le intemperie dell'aria, al calore, alla polvere, alla stanchezza? Allora mi sono ricordata di aver veduto spesso degni sacerdoti, curvi sotto il peso dell'et, camminare a passi precipitosi per le strade di Lima, recando il santo viatico a malati, e non temendo che una cosa, non arrivare troppo tardi al capezzale dell'agonizzante. Ho pianto su me stessa, e la Santa Vergine m'ha ispirato, come espiazione dei miei peccati, di far omaggio a Dio di quella carrozza che aveva lusingato la mia vanit, e che ero indegna di possedere.

Il Vescovo - La signorina ha avuto la generosit di farne dono alla nostra chiesa, e di aggiungervi una pia fondazione per la manutenzione perpetua della carrozza. In avvenire, tutte le volte che un malato reclamer le consolazioni che la religione impartisce ai moribondi, questa carrozza servir a portare il Santo Sacramento, e in tal guisa molte anime saranno salvate. E' caso troppo comune che peccatori ostinati si decidano a chiedere il loro Creatore proprio quando la morte sta per afferrarli, e sempre troppo tardi perch un povero prete possa arrivare a piedi al loro capezzale mentre respirano ancora.

Lo Studente - Infatti, la signorina ha ceduto a una buona e santa ispirazione.

Il Vicer - Vi ammiro, Perichole, e vorrei associarmi alla vostra buona azione, prendendo a mio carico...

La Perichole - Ah, monsignore, lasciatemi la gloria di averlo fatto... Io sono abbastanza ricompensata dal prezioso dono che ho ricevuto da monsignore. Questo rosario stato chiuso per nove giorni nel reliquiario della beata immagine di Nostra Signora di Chimpaquir. (Essa fa baciare il rosario al vicer e allo studente).

Il Vescovo - Grandi indulgenze gli sono attribuite.

Il Vicer - Io sono cos lieto, che non sento pi la mia gamba. Pineda uno sciocco; io non ho la gotta.

La Perichole - E' questo rosario che avete toccato, che vi ha recato sollievo, monsignore.

Il Vescovo - Niente di pi possibile; ho visto spesso effetti altrettanto meravigliosi.

Il Vicer - Lo credo, ma continuer ancora per due giorni il mio regime; poi, monsignore, vorrei fare una bella follia, e farvi cenare in casa della signorina, perch possiate fare una migliore conoscenza di lei.

La Perichole - Non oso sperare che monsignore si degni di farmi tanto onore. Tuttavia il nostro divino Salvatore mangiava con le Samaritane... e se il pi asso luto segreto... ,

Il Vescovo - Vedremo. Aspettiamo che Sua Altezza sia guarita.

Il Vicer - Ci vuol dire che monsignore accetta.

Il Vescovo - Temo di non aver la forza di rifiutare.

La Perichole - Se il signor studente volesse fare il quarto?

Lo Studente - Troppo onore mi fate, signorina.

Il Vescovo - Signor studente, per senza farne parola con nessuno!

Lo Studente - Oh, monsignore!...

Il Vicer - Sentirete cantare la Perichole... in canti di devozione, ben s'intende. La sua voce capace di convertire un infedele.

Il Vescovo - (salutando la Perichole e sorridendo) Temo, piuttosto, che faccia rinnegare un fedele!...

Il Canonico - Signorina, questa carrozza sar per voi il carro d'Elia: vi condurr direttamente in cielo.

N.B. - Una famosa commediante di Lima, chiamata la Perichole, ebbe un giorno il capriccio di andare in chiesa in carrozza. C'erano allora poche carrozze in Lima e tutte appartenenti a persone della pi alta societ. La Perichole, che era mantenuta dal vicer del Per, ottenne non senza fatica che il suo amante le facesse dono d'una magnifica carrozza, nella quale essa si mostr per la citt, con grande stupore dei limensi. Dopo aver goduto per quasi un'ora della sua carrozza, colta improvvisamente da un eccesso di devozione, essa ne fece dono alla chiesa cattedrale volendo che servisse a trasportare rapidamente i sacerdoti che andavano somministrare i soccorsi spirituali ai malati. Di pi istitu una fondazione per il mantenimento di quella carrozza. Da quel tempo, il Santo Sacramento portato in carrozza, a Lima, e il nome della commediante grandemente onorato

FINE

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