La celebre cantante

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LA CELEBRE CANTANTE

Commedia in un atto

di FERENC MOLNAR

PERSONAGGI

LLOLA DAVIES, la celebre cantante, bella, giovane, dall’aria di conoscere il proprio valore;

LA SIGNORA HUMPHREYS, moglie di Alfredo Humphreys, il famoso avvocato che sposò quindici anni or sono;

LA CAMERIERA, di Llola Davies, vestita da cameriera elegante (grigio topo, o tela blu pastello, con grembiule da batista ricamata)

Commedia formattata da

Un salotto nell’appartamento della celebre cantante, alle cinque del pomeriggio. Piano a coda nel fondo del salotto, semicoperto d'una stoffa ricamata, ma con gusto eccellente.  All'aprirsi del velario la grande cantante    - (sola in scena con la cameriera), chiude la porta di destra dopo aver avuto l'aria di rivolgersi a qualcuno che non si vede: « Sì, ma sì!  » ella dice. Fa qualche passo riflettendo, poi, rivol­gendosi alla cameriera: « Ditele di attender­mi, perché sto ancora studiando. La farete en­trare più tardi: suonerò ». La cameriera china la testa, ed esce. L'artista di canto, assorta, si siede dinanzi al pianoforte. Ha una mossa del capo volontaria, poi si raccoglie come chi vuol riprendere la padronanza di se stesso. E, la­sciando scorrere le mani sulla tastiera, comin­cia, abbandonandosi immediatamente alla mu­sica, Varia di Madame Butterfly, che canta si­no alla fine. Poi dice sottovoce   - (dopo un istan­te di silènzio): « E ora... ». E con un gesto di sfida tocca il bottone del campanello che è sul pianoforte. Si sente lo squillo di una sone­ria sorda, dietro la porta. Un istante dopo que­sta si apre, e la cameriera introduce la si­gnora Humphreys: costei fa un passo avanti, volge con un certo imbarazzo la testa verso la cantante, che dopo un gesto di fredda educa­zione dice:

Llola Davies                 - Volevate vedermi?

Mrs Humphreys            - (tipo di giovane donna se­ria. Respira affannosamente, soffocata dall'emozione) Sì.

Llola Davies                 - Che cosa posso fare per voi?

Mrs Humphreys            - Rendetemi mio marito!

Llola Davies                 - Rendervi vostro marito?

Mrs Humphreys            - Sì.

                                      - (Llola Davies la guarda stupita senza pro­nunciare parola).

Mrs Humphreys            - Può darsi che voi vi domandiate chi è... Egli « biondo, di statura media e porta gli oc­chiali. E' il legale del vostro impresario. Si chiama Alfredo.

Llola Davies                 - L'av­vocato del mio impresario... Oh!... Io l'ho, incontrato... sì.

Mrs Humphreys            - Lo so... E vi prego di rendermelo. (Pausa). Voi forse da questo mio silenzio penserete che io sia imbarazzata nel ri­spondervi. Sono invece solamente perplessa... perché io non so veramente come potrei ren­dervi vostro marito, dal momento che non ne sono... proprietaria.

Mrs Humphreys            - Poco fa avete ammesso di conoscerlo.

Llola Davies                 - Questo non vuol dire che lo abbia preso per me. Lo conosco, sì. E' stato lui a stipulale l'ultimo mio contratto col mio impresario. Credo di averlo incontrato in seguito una o due volte, nell'andito dell'Opera, o dopo un concerto... Mi sembra di ricordare ch'egli ha una certa facilità di parola, e mol­ti capelli... Ma non mi avete detto che porta gli occhiali?

Mrs Humphreys            - Sì.

Llola Davies                 - Non ricordo .assolutamente questo particolare.

Mrs Humphreys            - Se li toglie, volendo sembrare più giovane quando si trova vicino a voi. Egli vi ama. Non si preoccupa certo di questa cosa quando si trova vicino a me, perché non mi ama più. Vi supplico; rendetemelo.

Llola Davies                 - Se voi non aveste il cervello un po' sconvolto come lo hanno la maggior parte delle donne giovani, avrei ben ragione di offendermi. Quale demonio può avervi m so in mente che io vi abbia portato via il ma­rito?

Mrs Humphreys            - Egli vi manda molto spesso dei fiori.

Llola Davies                 - Questo non è vero.

Mrs Humphreys            - Vi prego di scusarmi.

Llola Davies                 - Non mi ha mai inviato un fiore in tutta la sua vita. E' stato lui a dirvelo?

Mrs Humphreys            - No, in verità. Ho scoperto presso la mia fioraia un vaso di rose in­dirizzate a voi. I fiori vengono portati nel vo­stro camerino tre volte la settimana, e per sbaglio sono stati segnati sulla mia nota.

 

Llola Davies                 - E' una menzogna.

Mhs Humphreys           - Volete dire che sono io a mentire?

Llola Davies                 - Credo che qualcuno vi ab­bia mentito.

Mhs Humphreys           - (togliendo dalla borsetta una lettera) E questa è pure una menzogna ?

Llola Davies                 - Una lettera?

Mrs Humphreys            - Una lettera che egli vi ha scritto, nella quale...

Llola                             - Una lettera che egli mi ha scritto? Fatemi vedere.

Mrs Humphreys            - No. Ve la leggerò io. (Apre la lettera e legge tristemente) ce Mio caro amore, non mi è possibile vedervi stasera a tea­tro. Affari urgenti. Mille scuse e diecimila ba­ci. Alfredo ».

Llola Davies                 - Oh!

Mrs Humphreys            - Ho trovato questo bi­glietto sulla sua scrivania stamane. Probabil­mente voleva farvelo recapitare a casa o ai teatro, ma io l'ho sottratto ed aperto. (Piange).

Llola Davies                 - Fate male a piangere.

Mrs Humphreys            - (singhiozzando) Perché faccio male? Voi mi rubate il marito e io non dovrei piangere? Oh! io so quanto sia pic­cola cosa dinanzi a voi!... E come l'amore sia un episodio insignificante per voi! Una sera voi siete una regina; la sera dopo una divinità greca. I vostri occhi sono ingranditi dal rim­mel; la vostra bocca è contornata di carminio, i vostri sopraccigli sono allungati dai tocchi di matita, e il tutto vi dona la freschezza di una quindicenne... Le luci della ribalta contribui­scono a rendervi ancora 'più bella... Le frasi degli attori vi rendono di volta in volta spiri­tosa e poetica... Non è difficile che un povero avvocato, non ancora celebre, si innamori di voi! A tutte queste attrattive che cosa posso opporre io, con i miei vestiti da pochi soldi, con imiei tratti di donna onesta, i miei occhi naturali, con tutta la mia semplicità? Nessuno mi ha insegnato mai a far spiccare e a dar ri­salto a quelle doti che fanno impazzire gli uo­mini. Victor Hugo e Shakespeare hanno forse scritto qualche parte per me? Forse voi non siete più intelligente di me, ma io riconosco che per sedurre gli uomini non posso compete­re con voi.

Lloia Davies                 - E' un caso interessante.

Mrs Humphreys            - Di chi parlate?

Llola                             - Della vostra avventura.

Mrs Humphreys            - Della mia avventura? Ma che cosa dite?

 

Llola Davies                 - Io dico che non ho mai ri­cevuto un fiore né una lettera, nè assolutamen­te altro da vostro marito... Ma ditemi, vostro marito e voi non avete avuto per caso, per il passato, delle discussioni?

Mrs Humphreys            - Oh! certo, sovente.

Llola Davies                 - E vi amava molto, prima?

Mss Humphreys            - Sì.

Llola Davies                 - Poi avete incominciato a staccarvi l'uno dall'altra?

Mrs Humphreys            - Sì.

Llola Davies                 - Pensavo che fosse così. E' il caso tipico... Cara signora, se voi sapeste come noi, attrici, ci troviamo sovente dinanzi a situazioni di questo genere! E' chiarissimo che vostro marito vi ha giocato questa piccola com­media per ingelosirvi, per risvegliare in voi la passione che avevate un tempo per lui.

Mrs Humphreys            - (confusa, e guardandola fissamente) Ma davvero? Voi siete già stata testimone di astuzie di tal genere?

Llola Davies                 - Nulla di più frequente! Ac­cadono a tutte le attrici o cantanti che incominciano ad avere qualche successo. E' l'astu­zia più vecchia che il mondo conosca, e le attrici sono il richiamo del quale gli uomini si servono di frequente. Si può dire che non esi­stano uomini che non abbiano avuto qualche rapporto, recente o passato, col teatro, che non abbiano a servirsi di noi un giorno o l'altro, per una trama del genere, siano essi attori, avvocati, compositori, decoratori, direttori di orchestra o direttori di teatro!... Tutto ciò che essi sanno inventare per riacquistare l'affetto di una donna è il simulare una passione per una di noi. Le donne credono facilmente a queste menzogne! Novantanove volte su cento noi non sappiamo nulla della storia, e se pure cono­sciamo qualche particolare, che cosa ci è pos­sibile fare? Possiamo all'occorrenza dirci che per merito nostro si riallacciano rapporti fa­miliari tra persone che, senza di noi, sarebbero finite dinanzi al tribunale dei divorzi.

Mrs Humphreys            - Ma come... come avrei potuto immaginare?

Llola Davies                 - (con un dolce sorriso) Ma cara signora, non dovete scusarvi... Voi nonpotevate cerio sospettare... Tutto vi sembra­va plausibile... Voi miagolavate vostro marito in un'atmosfera di continua tentazione... in un ambiente frequentato dalle più desiderabili sirene prive di scrupoli e di moralità. Ai vo­stri occhi un'attrice appare più pericolosa che non cento donne di mondo. Voi ci odiate e ci temete al tempo stesso. Il fatto che vostro ma­rito con la sua furberia ha compreso... ha giocato sul vostro timore e sulla vostra gelosia per riavere l'amore che voi gli lesinavate. Ha scritto una lettera col mio nome sulla busta e l'ha lasciata sulla scrivania. Un avvocato non può far questo senza intenzione! Egli ordina dei fiori per me per telefono al mattino e dis­dice l'ordinazione due ore più tardi mentre si reca in Tribunale. Ma  (ridendo) non ha pure una ciocca dei miei capelli?

Mes Humphreys           - Sì. In un cassetto del suo tavolo. L'ho portata con me. (Sta per fru­gare nella borsetta).

Llola Davies                 - (con sarcasmo) Ah! come sempre! Essi offrono la mancia al parrucchiere che me li taglia. E' strano che mi siano rima­sti ancora capelli sul capo.

Mrs Humphreys            - (col viso illuminato e fe­lice) E li avrà avuti così?

Llola Davies                 - Non potrei immaginare come avrebbe potuto averli diversamente. Ditemi, avete per caso qualche altra lettera d'amore a casa vostra?

Mrs Humphreys            - (spaventata) No.

Llola Davies                 - Rassicuratevi!  Non glie ne ho mai scritte.

Mrs Humphreys            - Ma avrebbe potuto?

Llola Davies                 - Io glie ne avrei certamente scritto una se egli fosse venuto a trovarmi e mi avesse detto francamente: « Vi chiedo, Llo­la, di fare qualche cosa per me. Mia moglie e io siamo in procinto di non comprenderci più. Volete scrivermi un'appassionata lettera d'amore, che io lascerò a casa in modo che mia mo­glie possa vederla?... ». Io l'avrei scritta certa­mente. Avrei scritto una lettera che vi avrebbe fatto piangere di rabbia tutta una notte... Ne ho scritto una così per un celebre autore dram­matico, ma egli non ha avuto fortuna. Sua mo­glie era una donna così educata che glie la re­stituì senza nemmeno leggerla.

Mrs Humphreys            - Oh! come siete abile! e buona!

Llola Davies                 - Non sono mai stata né peg­giore né migliore delle altre donne di teatro. Questi esseri che voi prendete per dei mostri...

Mrs Humphryes            - (contrita) Ero folle.

Llola Davies                 - Andiamo, non rimanete con le lacrime agli occhi, ora che avete scoperto che un signore biondo, con gli occhiali, vi ama ancora come un tempo. Come vedete, gli uo­mini non meritano di essere amati con tanto fervore. Ma, dopo tutto, questo è affar vostro...

Mrs Humphreys            - Sì.

Llola Davies                 - Ora io vorrei darvi un pic­colo consiglio... Non lasciatevi più fabbricare dei trucchi da vostro marito.

Mrs Humphreys            - Non temete. Non attac­cheranno più.

Llola Davies                 - Qualsiasi cosa voi trovate nelle sue tasche, lettere, fazzolettini, forse an­che una mia fotografia... prove che egli invia dei fiori, che scrive lettere fissando appunta­menti, cercate di non cadere nel tranello!

Mrs Humphreys            - Potete essere tranquil­la... Ma voi non gli dovete parlare di questa visita che vi ho fatto.

Llola Davies                 - Non una parola, ve lo giu­ro. D'altra parte io sono adirata con lui. Perché non è venuto lui stesso con sincerità a chie­dermi l'autorizzazione di servirsi del mio nome ?...

Mrs Humphreys            - Siete molto gentile; non so come ringraziarvi.

Llola Davies                 - Ora però non piangerete più.

Mrs Humphreys            - Oh! no... Sono troppo felice!

                                      - (Si butta tra le braccia della cantante e la abbraccia affettuosamente; una dalle sue lagri­me si ferma sulla guancia di Llola. Poi esce bruscamente... Dietro di lei la porta si chiude. Un istante dopo sì sente chiudere la porta del pianerottolo).

Llola Davies              - (si dirige verso la porta di de­stra, l'apre) Alfredo! Puoi venire! tua moglie è andata via.

FINE

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