La collana

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ATTO I

LA   COLLANA

di Rino Gobbi

(treatti senza cambio scene)

Personaggi:

MODESTO   

ETTORE           

CANDIDA

CECILIA           

MIRANDA

LAMBERTO

GIORGIO

TRANQUILLO

MAFALDA       

ROSSELLA

MATTEO           

MERCEDES

SILVANA

VITTORIO

ANGELIKA

Nipote di tranquillo e Mafalda: scaltro, a volte filosofo.

Marito di Angelika: spalla di Modesto, scaltro.

Figlia di Tranquillo e Mafalda: caparbia.

Moglie di Modesto: ingenua.

Amica di Candida: svampita, ipocondriaca.

Amico di Tranquillo: calmo.

Marito di Miranda: indovino e intrattenitore.

Zio di Modesto: irascibile e avaro.

Moglie di Tranquillo: energica.

Cognata di Tranquillo: altezzosa.

Fratello di Tranquillo: sottomesso alla moglie.

Vicina di casa: aggressiva.

Suocera di Mercedes: inflessibile.

Figlio di Miranda: tonto.

Moglie di Ettore: vanitosa.

.

Trama

“La collana” è la storia di un inganno escogitato dal nipote Modesto, aiutato dal suo amico Ettore, ai danni dello zio Tranquillo.

Tranquillo deve partire con la moglie Mafalda per partecipare a un matrimonio di una sua nipote a Firenze. Siccome teme che l’oro, lasciato a casa, sia derubato, lo affida a Modesto.

Modesto, d’accordo con Ettore, escogita un inganno allo zio e decide di fingere di avere perso la memoria e di non sapere più dove ha nascosto l’oro. Poi, quando presumibilmente lo zio metterà in palio una ricompensa per chi lo troverà, l’oro sarà rinvenuto da Ettore, e la ricompensa divisa tra loro due.

Fintantoché gli zii sono a Firenze Ettore si fa prestare da Modesto la collana, che fa parte dell’oro, per darla ad Angelika, sua moglie, che deve partecipare a una festa fuori paese.

Ettore dirà ad Angelika che la collana è della moglie di un suo amico, e che non si faccia vedere con il gioiello addosso perché la moglie di questo fantomatico amico potrebbe riconoscerla e volerla indietro. Ma la vanitosa Angelika viene scoperta con la collana da Miranda, l’amica di Candida, figlia di Tranquillo e Mafalda. Miranda rivela a Candida quanto ha visto. Tutte e due pensano che la collana le sia stata regalata da Modesto perché suo amante.

Quando tornano Tranquillo e Mafalda, Modesto recita la parte dello smemorato. Come previsto Tranquillo promette una ricompensa a chi troverà i gioielli.

Nel frattempo Candida rivela al padre che Modesto è l’amante di Angelika. Però il padre non le crede. Ma nella scena successiva Tranquillo vede Modesto ed Ettore litigare per la collana, perché Ettorenon voleva ritornargliela a Modesto se prima non gli avesse rivelato il nascondiglio dell’oro. Però Tranquillo pensa che stiano litigando perché Ettore aveva scoperto il tradimento. Modesto, uscendo sbatte la testa sullo stipite della porta e perde veramente la memoria.

Tranquillo fa chiamare il nipote per ammonirlo. Quando entra Modesto entra però anche Ettore; così Tranquillo decide di non rivelare quello che sa per timore di una scenata. Ettore fa capire a Modesto che ora vuole ritornargli la collana e, convinto che questi gli sveli il nascondiglio dell’oro,alza il valore della scommessa a duecento euro con Tranquillo. Ma Modesto, che ha perso veramente la memoria, implora l’amico di non scommettere. Ettore è sempre convinto che l’amico finga e pattuisce la scommessa.

Dopo qualche tempo rientra Ettore che racconta a Candida e a Miranda del tradimento di Modesto. Lui intende il tradimento in quanto l’amico non vuole più fargli trovare l’oro (che non può farlo perché ha veramente perso al memoria), ma Tranquillo e gli altri pensano ancora al tradimento di Modesto con Angelika.

Candida rivela a Ettore che Modesto è l’amante di sua moglie Angelika. Ettore esce infuriato alla ricerca di Modesto.

Entra Modesto, cui viene detto di scappare perché Ettore sa che lui è l’amante di sua moglie. Modesto non fa a tempo di raccapezzarsi quando entra Mafalda che lo aggredisce e lo manda a sbattere con la testa contro lo stipite della porta, e Modesto recupera nuovamente la memoria; poi fugge perché inseguito da Ettore.

Entra Angelika, e viene chiarito il fatto che lei non è l’amante di Modesto.Entra Modesto con l’oro e mentre scherza con Angelika entra anche Ettore, che li vede abbracciati, e lo insegue per picchiarlo. Alla fine viene chiarito tutto. Nel finale, Tranquillo esige i duecento euro da Ettore, quelli della scommessa. È il valore della collana che, siccome ce l’ha Angelika, a buon diritto spetta a lei, unica vincente di tutta la storia.

Una stanza con due uscite opposte e una finestra.

ATTO I

Nella casa di Tranquillo e Mafalda.

Scena prima

MODESTO, ETTORE

MODESTO                (entrando con Ettore, facendo il gesto dell’ombrello) Toh, a quel tirchio di mio zio, a quello scellerato, a quello che tiene tutto per sé, a quell’avaraccio, spilorcio, a quel taccagno, a quel pidocchioso che non pensa mai ai suoi nipoti.

ETTORE                    E agli amici dei nipoti (cioè lui).

MODESTO                Lui è andato al matrimonio, no? Al matrimonio della nipote. Lui si è portato appresso anche la moglie…

ETTORE                    Tua zia.

MODESTO                Sì, mia zia. Ma ora la pagherà. Mi ha consegnato l’oro? Me l’ha affidato perché lo nascondessi bene dai ladri? Perché non si fida di Candida?

ETTORE                    La loro figlia, tua cugina.

MODESTO                E io l’ho nascosto bene, vero Ettore?

ETTORE                    Troppo bene l’hai nascosto!

MODESTO                (ironico) Tanto che ora non riusciamo più a trovarlo neanche noi (risata).

ETTORE                    D’altronde, se tu perdi la memoria…

MODESTO                A meno che… a meno che?…

ETTORE                    Se cadesse una ricompensa a chi lo troverà?…

MODESTO                Compensa che cadrà nelle nostre mani.

ETTORE                    Che ci divideremo da buoni amici in barba a Candida.

MODESTO                La zitella, (ironico) quella che se ne frega della casa, che non spolvera mai, che lascia le cose fuori posto, quella… quella amica dell’altra (risata).

ETTORE                    Cioè Miranda, (ironico) quella che è sempre attenta, che è sveglia, intelligente,

MODESTO                Intelligente come un’oca, ah, ah. Che ha il marito indovino che non indovina niente, ah, ah!(entra Candida).

Scena seconda

MODESTO, ETTORE, CANDIDA

CANDIDA                 Cosa fate voi qua?

MODESTO                Siamo ospiti.

CANDIDA                 (spolverando) Vi ho sentito ridere, state forse prendendomi in giro?

MODESTO                Noialtri? No, perché dovremmo prenderti in giro cuginetta? (risata).

CANDIDA                 Allora volete proprio prendermi in giro? Come se non sapessi che c’è un buon motivo per farlo.

MODESTO                E qual è, cuginetta, che noi non lo conosciamo.

CANDIDA                 I gioielli, i gioielli, ecco il motivo! Non so proprio perché papà e mamma non li abbiano affidati a me da custodire, che sono la loro figlia, e li hanno dati a te.

MODESTO                Non lo sai perché, cuginetta? Ma perché se li dava a te, i ladri te li avrebbero presi subito.

ETTORE                    Per me i ladri, vedendo lei sarebbero invece scappati.

MODESTO                Hai sentito cuginetta cosa ha detto Ettore?

CANDIDA                 Non mi meraviglio della sua ironia perché la botte dà il vino che ha, (acida) e dentro ha il vino marcio!

MODESTO                Calmati cuginetta, si scherzava solamente.

CANDIDA                 E basta con questa “cuginetta”!

MODESTO                Sì, è vero, basta cuginetta! (risata).

CANDIDA                 Adesso sei veramente offensivo, non voglio che si rida su di me.(esce).

Scena terza

MODESTO, ETTORE

MODESTO    (sincerandosi che Candida non ascolti) Voglio vedere la faccia di mio zio quando vedrà che suo nipote ha perso la memoria.

ETTORE                    Guarda di non ridere Modesto quando sarai davanti a lui, perché ne va della nostra reputazione, ma anche del nostro compenso.

MODESTO                Farò il serio

ETTORE                    Bravo.

MODESTO                A proposito, hai detto ad Angelika che non si faccia vedere in giro con la collana?

ETTORE                    (ad alta voce, ammiccando a Candida fuori scena) Quella di tuazia, che fa parte dei gioielli che hai nascosto? Quella che hai dato ad Angelika per andare a una festa fuori paese?

MODESTO                Ssst, parla piano, sei pazzo! Sì, proprio quella. Le hai raccontato la storia che la collana è della moglie di un tuo amico, e chelui non vuole che si sappia che te l’ha prestata?

ETTORE                    Già fatto! Nessuno saprà che la collana fa parte degli ori dei tuoi zii. E tu, mi raccomando, non dire a Cecilia che hai tutti quei gioielli.

MODESTO                Io no, ci mancherebbe! Però dipende da Candida, secondo te glielo diràa Cecilia?

ETTORE                    Secondo me no, perché ha paura de far stare male quella poveretta.

MODESTO                Anche secondo me. No, vedrai che non glielo dirà. (escono Modesto ed Ettore. Entrano Candida e Cecilia).

Scena quarta

CANDIDA, CECILIA

CANDIDA                 …Così, questi ori che ti dicevo, adesso li ha tuo marito… Ma tu non ne sapevi proprio niente?

CECILIA                    Modesto mi dice solo le cose importanti

CANDIDA                 Che vorrebbe dire solo quelle che interessano a lui. Ah, questi uomini, uno peggio dell’altro! Adesso dovrebbe arrivare Miranda, la mia amica più sincera che torna dal mercato, perché, vedi Cecilia, a me piace la gente semplice.

CECILIA                    Ma io so che Miranda è…

CANDIDA                 Sì, è un po’ tonta. (entra Miranda).

Scena quinta

CANDIDA, CECILIA, MIRANDA

CANDIDA                 Già qui?!Cos’hai comprato al mercato,le solite cose?

MIRANDA                Sì, le solite cose, ma anche dei pesciolini rossi, mi facevano pena vederli nella vasca che andavano avanti e indietro senza mai trovare una via d’uscita.

CANDIDA                Lo so che hai un cuore buono, ma così è un po’ troppo. Sai invece che i miei genitori sono partiti per Firenze e staranno via una settimana?

MIRANDA                Sì, me lo avevi detto un mese fa.

CANDIDA                 No, te l’avevo detto una decina di giorni fa, comunque fa niente. Ti ricordi i loro gioielli?…

MIRANDA                Sì, una volta tua madre me li ha mostrati.

CANDIDA                E sai a chi li hanno consegnati finché erano via? A Modesto. A Modesto li hanno consegnati!

MIRANDA                Nooo!?  Tutto quell’oro? Quei bracciali, quegli orecchini con le perle, e la collana?…E lo hanno dato a Modesto? Ah, quel farabutto, proprio a lui?! (rendendosi conto che c’è Cecilia) Oh, scusa Cecilia, è sempre tuo marito, anche se è un mascalzone e ti tratta da stupidina.

CECILIA                    Io gli voglio bene….

MIRANDA                Guarda Cecilia che bisogna svegliarsi, svegliarsi!(a Candida)Ma perché non l’hanno affidato a te il loro oro?

CANDIDA                 Papà non si fidava.

MIRANDA                E si è fidato di Modesto? Ma allora è uno sciocco. Come si fa, come si fa!

CANDIDA                 E in più c’è il suo amicoEttore.

MIRANDA                Oh Dio, un altro di buono!

CANDIDA                 Pensa un po’ in che mani è finito l’oro.

MIRANDA                Per fortuna che ogni volta che vengo da te trovo delle novità, altrimenti a casa mi annoierei.

CANDIDA                 Cerca di fare qualcosa, impegnati magari nel volontariato.

MIRANDA                Che roba è?

CANDIDA                 Fare del beneagli altri gratis.

CANDIDA                 E a me, chi mi fa del bene se mi annoio sempre? (entrano Modesto e Ettore).

Scena sesta

CANDIDA, CECILIA, MIRANDA, MODESTO, ETTORE

MODESTO    (non accorgendosi di Cecilia. Avendo sentito le ultime parole) Lavorare bisogna, lavorare! Così saprai quanto costa il sale della terra.

MIRANDA                Come faccio a sapere quanto costa il sale della terra, non sono mica una contadina.

MODESTO                Lo so, sei un poco più alta dei campi, anzi tanto più in alto, altissima:hai la testa tra le nuvole (risata).

CANDIDA                 Basta prenderla in giro!

MODESTO                Guarda che come lei non c’è tanta gente che non sa niente!

CANDIDA                 Toh, lui vuole fare anche il poeta adesso!

MODESTO                Lavorare, bisogna lavorare, Miranda!

CANDIDA                 Ancora con questo lavoro!

MODESTO                Sì, perché l’uomo è fatto per lavorare.

CANDIDA                 Allora lavora tu che ti credi un uomo! Senti un po’ chi parla di lavorare!

MODESTO                (accorgendosi di Cecilia) Toh, cosa fai qua?

CECILIA                    Sono venuta a trovare Candida. Ma tu perché non mi hai detto che avevi l’oro di tuo zio? Così potevi mostrarmelo.

MODESTO                Per farti stare male?... No cara, io ti voglio un bene dell’anima… Guarda, se quel taccagno di mio zio mi avesse detto: “Toh, prendi un bracciale, o un anello, o la collana, e dagliela a tua moglie”, io te l’avrei data.

CANDIDA                 Lo credo bene!

ETTORE                    Nel senso che invece avrebbe potuto venderla: voi donne non capite la psicologia dei maschi.

CANDIDA                 Meglio dire la psicologia di voi due!

MODESTO    Perché voi donne siete senza. Infatti Dio ha fato l’uomo come una macchina perfetta, la donna un po’ meno.

CECILIA                    Modesto, perché parli così male?

ETTORE                    (pomposamente) Lui parla da filosofo.

CANDIDA                 Ecco, questi sono gli uomini che ci troviamo tra i piedi.       

MIRANDA                (a Modesto) Cosa dicevi quando sei entrato?

MODESTO                E queste sarebbero le donne, che non si ricordano quello che è stato detto poco fa?

MIRANDA                L’hai detto prima, non l’hai mica detto adesso!

MODESTO                Del lavoro parlavo, del lavoro dell’uomo.

MIRANDA                Se è l’uomo che è fatto per lavorare, io sono una donna.

MODESTO                Furba la signora! Comunque sta tranquilla che il lavoro manuale sparirà.

CANDIDA                 Tu è da un pezzo che lo hai fatto sparire.

MODESTO               (cenno sarcastico verso la cugina) Il lavoro manuale sta scomparendo, già ora tutto si basa sulla comunicazione: adesso ci sono i computer, i cellulari, tra poco tutto verterà sul telelavoro e si arriverà al punto che l’uomo avrà bisogno solo del pensiero per comunicare; il corpo non avrà più senso di esistere e si dissolverà.

CANDIDA                 Senti il filosofo!

MIRANDA                Non ti ho mai sentito parlare così bene.

CANDIDA                 Quando si tratta di non lavorare sa parlare anche meglio!

MIRANDA                Brrr, che brividi. Ma io per viaggiare userò sempre la mia bicicletta, non sparirò di certo.

MODESTO                Perché sei una delle ultime persone povere e oneste.

MIRANDA                Beh,povera?…

MODESTO                Povera nel senso che tu non sei un'arrampicatrice sociale se usi ancora la bicicletta.

MIRANDA                Scusa, dove pensi che dovrei arrampicarmi?

ETTORE                    Lui intende un’arrivista.

MIRANDA                E dove dovrei arrivare?

MODESTO                Lasciamo stare, va.

CECILIA                    Perché siete così, il mondo è così bello se si è tranquilli.

MODESTO                Ne basta uno di Tranquillo.

CECILIA                   (a Modesto) Vieni a casa, ricorda che mi hai promesso di fissarmi la mensola in cucina.

MODESTO                Cara, tu sei la donna che amo di più…

CANDIDA                 Lo credo bene!

MODESTO                Però con calma, con calma verrò a casa.

ETTORE                    Vedete, questa è la prova che Modesto non è un arrivista.

CANDIDA                 Va, va Cecilia, che prima o poi questo furfante ti seguirà, e se sarà con te non sarà più con me a rompere con il suo degno amico.

MODESTO                Invece io resto

CANDIDA                 Ecco l’amore che ti porta!

CECILIA                    Ho sempre sentito che basta che sia uno dei due a voler bene.

CANDIDA                 E deve essere sempre la donna“quello di uno dei due” a voler bene?!(Cecilia esce).                       

Scena settima

CANDIDA, MIRANDA, MODESTO, ETTORE

MIRANDA    (riceve la telefonata del figlio al cellulare. In viva voce) Cosa vuoi Vittorio?... C’è papà che non riesce a trovare il dentifricio curativo, sta cercandolo in tutti i posti enon lo trova?

MODESTO    (a Ettore) Ma Giorgio non è un indovino? E non sa dove si trova il dentifricio?

MIRANDA    Ha guardato in entrata?O in cucina…

ETTORE                    O in bagno…

MIRANDA                Sì, può essere in bagno. Ma perché questi uomini non trovano le cose di casa, e le devo trovare sempre io!

MODESTO                Voi usate il dentifriciocurativo?

MIRANDA                Certo, è quello che raccomandano i dentisti.

MODESTO                Allora sbagliate a usarlo: i dentisti non possono dare buoni consigli perché la gente non andrebbe più da loro. Non trovi giusto anche tu Candida?

CANDIDA                 (sbuffando) Sì, Modesto.

MIRANDA                Ma io mi trovo bene…

ETTORE                    Ti spiego: immaginati un carrozziere, se lui ti dicesse di non andare a sbattere con la macchina addosso al muro del garage farebbe il suo dovere…

MIRANDA                Certo.

ETTORE                    Ma andrebbe contro i suoi interessi, perché tu non gli porterestila macchina a riparare.

MIRANDA                Ettore, maio non ho la macchina!

MODESTO                Sono esempi, Miranda, esempi! Candida, correggimi se sbaglio.

CANDIDA                 Tu non sbagli mai, tu rompi e basta!

MIRANDA                (a Candida) Io vado, mi sono stancata di stare qua con questi due.Devo andare dal dottore perché ho mal di testa.

MODESTO                Sei per caso meteoropatica.

MIRANDA                Cos’è, una malattia?

ETTORE                    Macché, è una che sente il tempo.

MIRANDA                Io non sento il tempo: in casa abbiamo l’orologio che non batte.

CANDIDA                 Mi sembra che stiate prendendola in giro.

ETTORE                    Ma suvvia, un po’ d’ironia! Oh Dio sto parlando in rima anch’io.

MIRANDA                Ironia?...Cos’è, un’altra malattia?

MODESTO                Anche tu poetessa! Cara Miranda, l’ironia è forse l’unica malattia che non hai.

MIRANDA                Io non capisco…

CANDIDA                 Adesso bastaprenderla in giro, finiamola!

MIRANDA                Io vado via: sono stufa di questi due! (esce Miranda. Entra Cecilia).

Scena ottava

CANDIDA, MODESTO, ETTORE, CECILIA

CANDIDA                 Come mai sei ancora qua?

CECILIA                    Voglio andare a casa con Modesto, deve attaccarmi la mensola.

CANDIDA                 Guarda, che sia qua o che sia là,lui la mensola non te la attaccherà… Oh Dio, sto parlando in rima anch’io!

ETTORE                    Una rima e mezza, sei forte Candida!

MODESTO                (a Cecilia, irruente) Insomma, se dobbiamo andare, andiamo!

CANDIDA                 Eccoil bene che ti vuole tuo marito! Sta qua invece Cecilia, che vadano via loro invece.

MODESTO                Sì, è meglio che andiamo. (escono Modesto ed Ettore. Entra Lamberto).

Scena nona

CANDIDA CECILIALAMBERTO

LAMBERTO (discreto) Ciao Candida, ciao Cecilia. (a Candida) Sono venuto a trovare tuo padre…

CANDIDA                 Trovarlo e basta?...Non è che tu voglia qualcosa da lui? Magari che ti paghi l’orologio che gli hai riparato? Guarda che conosco la faccenda, e anche il fatto che lui non ti voglia dare i soldi.

LAMBERTO No, lui mi vuole pagare, ma non adesso.

CANDIDA                Quando allora, quando ti sarai stancato di venire qua? Comunque adesso lui non c’è.

LAMBERTO (rincuorato) Meglio così, allora vado via. Ciao Candida, ciao Cecilia. (esce).

Scena decima

CANDIDA, CECILIA

CANDIDA                 Con tutti i soldi che ha mio padre, guarda un po’ che figura mi tocca fare con persone oneste come Lamberto. Ma tornando a prima, se li avessi io quei gioielli me li metterei addosso di sicuro:ma ho solo quelli del battesimo e degli altri sacramenti, tranne il matrimonio, perché di fidanzati che me ne regalino non ne voglio… beh, non ne ho.Ne avevo uno una volta…

CECILIA                    Fernando?...

CANDIDA                 Sì Fernando, come fai a saperlo, non te ne ho mai parlato?

CECILIA                    Me lo ha detto Modesto, e mi ha detto anche che Fernando dopo tanto tempo ha capito con chi aveva a che fare.

CANDIDA                 Con mio padre, vero?

CECILIA                    No, no, diceva che aveva a che fare con te.

CANDIDA                 Con me?!... (estrae il cellulare) Guarda quanto bello era il mio amore. (entraGiorgio).

Scena undicesima

CANDIDA, CECILIA, GIORGIO

CANDIDA                 (con il cellulare in mano) Eccolo qual’indovino burlone, concorrente dei due manigoldi.

GIORGIO                  (si siede) Perché mi guardi così Candida? Non è la prima volta che vengo a trovarvi. I tuoi dove sono?

CANDIDA                 Dici di essere un indovino e non sai trovare il dentifricio di casa e non sai dove sono i miei genitori? Ma che razza di indovino sei?!

GIORGIO                  Un indovino che indovina quando ci sono dei soldi da guadagnare. (osservandola meglio) Sbaglio o tu hai la cellulite.

CANDIDA                 Io ho la cellulite?...

CECILIA                    Candida non ha la cellulite.

GIORGIO                  La dipendenza dal cellullare è la cellulite.

CANDIA                    Beh, se è così va bene.

GIORGIO                  Sapete, venendo qui hoincontrato un mendicante e gli ho detto: mi dispiace, ho solo banconote; e lui mi ha risposto: non conta mi accontento lo stesso. Poi ho incontrato un amico che era andato via con il circo e gli ho chiesto se gli facevano già fare i salti; “intanto mi fanno fare i salti dei pasti” mi ha risposto.

CECILIA                    Oh, poverino!

CANDIDA                 Guarda Cecilia che sono battute, non è vero quel che dice.

GIORGIO                  Perché non ridete, se quando le dico per i teatri tutti mi applaudono.

CANDIDA                 Teatri? Io ho sentito dire che vai per i patronati, non per i teatri.

GIORGIO                  Teatri o patronati, che differenza fa?

CANDIDA                 Ne fa, ne fa! E Miranda, tua moglie, cosa dice?

GIORGIO                  Ah, lei!Lei ha una gran voglia di fare, e io una gran voglia che faccia.

CANDIDA                 Il solito scansafatiche! Comunque anche questa è una battuta perché Miranda non è che sia tanto attiva.

GIORGIO                  Scansafatiche un corno? E sai perché? Perché neanche quando faccio come dice lei faccio giusto, per questo la strozzerei.

CECILIA                    Poverina…

GIORGIO                  Povero io! Proprio ieri ha speso 40 euro di medicine contro l’ansia, e ora l’ansia l’ha fatta venire a me.

CANDIDA                 Lo so che è una pessimista e un’ipocondriaca, che ha paura di morire…

GIORGIO                  Per questo bisogna che mi abitui a stare solo per quando uno di noi due muore.

CANDIDA                 Hai finito con queste battute del cavolo?!

GIORGIO                  Finite! Ciao! (esce).

Scena dodicesima

CANDIDA, CECILIA

CANDIDA                 Giorgio è sempre così: viene qua, si siede, racconta freddure e se ne va.

CANDIDA                Ascolta Cecilia, è meglio che tu vada a controllare quello che fa tuo marito.

CECILIA                    Starà attaccandomi la mensola.

CANDIDA                 Non farmi ridere, lui non ti starà attaccando nessuna mensola.

CECILIA                    Vuoi che sia proprio così, è così caro lui!

CANDIDA                 Caro?... Ti ha mai regalato qualcosa? Non so, un gioiello?

CECILIA                    Lui dice sempre che io merito di più di un gioiello.

CANDIDA                 E non te lo compra. Almeno un profumo?…

CECILIA                    Lui dice che io sono un fiore e non ho bisogno del profumo.

CANDIDA                 E non te lo compra.Lui ha preso tutto da mio padre.

CECILIA                    Per questo ora tuo padre non ha i soldi per pagare la riparazione dell’orologio a Lamberto?...

CANDIDA                 Va, va a vedere se Modesto sta attaccandoti la mensola.

CECILIA                    (trasognata) Sì, vado dal mio amore. (esce Cecilia. Entra Miranda).

Scena tredicesima

CANDIDA, MIRANDA

MIRANDA                (eccitata) Candida, non potrai mai immaginare cosa ho visto adesso. Cose dell’altro mondo!Qualcosa di incredibile, una cosa troppo sporca… Conosci Angelika?

CANDIDA                 Sicuro, la moglie di Ettore, e allora?

MIRANDA                Conosci Mafalda?

CANDIDA                 Certo che la conosco, se è mia madre, vuoi che non la conosca? Insomma, calmati e dimmi cosa è successo.

MIRANDA                Sai la collana, quella che tua madre indossava solo per le feste… A proposito, perché non se l’è messa per andare al matrimonio?

CANDIDA                 Papà non ha voluto, aveva paura che la perdesse.

MIRANDA                Intorno al collo?... Beh, sai dov’è adesso la collana?

CANDIDA                 Sì che lo so, insiemeagli altri ori.

MIRANDA                E dove sono ora gli ori dei tuoi genitori?

CANDIDA                 Basta! Che razza di imbroglio stai raccontandomi? Te l’ho detto prima che sono stati affidati a Modesto fintantoché loro andavano a Firenze per le nozze.

MIRANDA                A Modesto, dici? Ne sei proprio sicura?

CANDIDA                 Certo che sono sicura. Insomma, finiamola! Cosa è successo con questa collana?

MIRANDA                (sentenziando) La colla non l’ha più Modesto.

CANDIDA                 E chi ce l’ha?

MIRANDA                Angelika .

CANDIDA                 Chi?...Angelika? Ma sei sicura?

MIRANDA                Io sono sempre sicura di quello che dico e di quello che faccio.

CANDIDA                 Beh, adesso non esageriamo. Sicché hai visto la collana indosso ad Angelika? Non è possibile, come avrà fatto a finire da lei?

MIRANDA                Proprio non lo sai, non lo indovini?

CANDIDA                 Non lo so proprio; gliela avrà data Modesto, quel manigoldo!

MIRANDA                E perché? Proprio non ci arrivi? Se ci sono arrivata perfino io?

CANDIDA                 (comprendendo, sbalordita) Nooo!? (unendo i due indici della mani) Modesto e Angelika sono?… Non è possibile!

MIRANDA                Eppure?…

CANDIDA                 Ah, quel manigoldo di mio cugino!

MIRANDA                Ah, quel filibustiere di tuo cugino!


ATTO II

Scena prima

TRANQUILLO, MAFALDA

TRANQUILLO         (vedendo arrivare Rossella e Matteo) Perché, ma perché hai voluto parlare dell’oro a mia cognata, proprio a lei che con i suoi gioielli ti copre, che non vede l’ora di umiliarti. Così adesso è qui per vederli e confrontarli con i suoi.

MAFALDATaci! Piuttosto, non potevi regalare un braccialetto un po’ più grosso alla sposa, sembrava di filigrana, sembrava di quelli che si regalano al battesimo?

TRANQUILLOBeh, matrimonio o battesimo, sempre un sacramento è!

MAFALDAAh sì, ma hai almeno visto quanti fiori c’erano, ti sembrava un battesimo quello?

TRANQUILLO         Ma neanche un matrimonio… un funerale piuttosto.

MAFALDA   No, non era un funerale.

TRANQUILLO         Perché, cos’è il matrimonio?

MAFALDA               Non fare lo spiritoso, era un matrimonio,(sarcastica) e la differenza è che tua nipote è un po’ più grande di una neonata, e ha altre esigenze. Non vorrai dire che ti mancano i soldi, tu e la tua taccagneria! (entraRossella, che fugge subito per avvisare Matteo, contenta che i due litighino).

TRANQUILLO         Ma dove va?

MAFALDA   Avrà preso paura.

TRANQUILLO         Quella? È lei che mette paura dalla sua superbia. Vedrai che è andata a chiamare mio fratello per farci due risate su noi. Colpa tua che le hai detto degli ori.

MAFALDA   Ancora con questi ori?...Qual è il problema? Glieli mostro e poi se ne va?

TRANQUILLO         Ti sei dimenticata che li ho dati a Modesto?...A proposito, Modesto doveva essere qui ad aspettarmi.

MAFALDAAh, stupido che sei! È vero, adesso io non ho i gioielli da mostrarle… Modesto doveva aspettarti, per cosa?

TRANQUILLO         Come per cosa? Per ritornarmi i gioielli, no? (entranoRossellae Matteo).

Scena seconda

TRANQUILLO, MAFALDA, ROSSELLA, MATTEO

ROSSELLA   (delusa perché si sono calmati) E ora, cognatina mia, dove sono i tuoi gioielli?

MAFALDA               (impacciata) Li ho qua…, anzi li ho là. (decisa) Insomma, Tranquillo, perché Modesto non si vede?

TRANQUILLO         Aveva detto che mi avrebbe aspettato qua.

MAFALDA   Ma come fa a sapere che eravamo tornati?

TRANQUILLO         Il telefono esiste anche per questo.

MAFALDA   E quando gli hai telefonato?

TRANQUILLO         Dall’autogrill dell’autostrada, non ti ricordi?

MAFALDA   Io non ricordo un bel niente, so che eri andato alla toilette. (Rossella si infastidisce).

TRANQUILLO         Appunto, sul parcheggio c’era una cabina telefonica, e da là ho telefonato.

MAFALDA   (agitata) Sul parcheggio? E la pipì? L’hai fatta dietro a un albero? Per risparmiare i 50 centesimi?

TRANQUILLO         Beh, insomma, noi uomini possiamo fare cose che voi donne non potete fare. Se occorreva a te, io te li avrei dati i 50 centesimi.

ROSSELLA   Che schifo! (a Matteo) E a te non fa schifo che uno faccia quelle cose?

MATTEO                  (impaurito) Oh, certo, certo, fa schifo anche a me.

MAFALDA               (alzando le braccia al cielo) Guarda un po’ cosa mi tocca sentire?!

TRANQUILLO         Sbaglio o sei un tantino arrabbiata?

MAFALDA               Arrabbiata io? Nooo! Io sono calmissima. Io… (scaraventa a terra dei giornali), io spacco tutto! (Getta a terra altri giornali).

ROSSELLA   (a Matteo) Tutta questa scena per farci credere che hanno i gioielli.

MAFALDA               Cosa dici? I gioielli li avrei se Tranquillo li avesse lasciati in casa.

ROSSELLA   Io i miei gioielli me li metto addosso.

MAFALDA               Anch’io me li metterei addosso, se lui mi avesse lasciato mettermeli. Ma io scoppio (si irrita ulteriormente).

TRANQUILLO         Calmati, calmati per carità, altrimenti arriva Mercedes.

MAFALDA               Ah, hai paura di lei, vero? Tu che ti senti forte nei confronti di tutti, hai paura di una donna!

TRANQUILLO         Donna? Chiamala donna, quella!…Oh Dio, eccola qua. (entraMercedes, che si atteggia a Mussolini. Tranquillo tenta di nascondersi. Rossella e Matteo fuggono dalla paura).

Scena terza

TRANQUILLO, MAFALDA, MERCEDES

MERCEDES              (con fare arcigno) Cos’è questa baraonda!Tranquillo, quante volte le ho detto che non voglio sentire rumori qua dentro, che io sto scrivendo, capito?!

TRANQUILLO         Tu stai sempre scrivendo…

MERCEDES              Sì, io sto sempre scrivendo, e devo essere tranquilla, e lei non deve fare baccano perché devo essere concentrata.

TRANQUILLO         Ma tu non riposi mai?...

MERCEDES             No! E se stessi riposando lei deve fare ancora meno rumore, ha capito?!

MAFALDA   A dire Il vero sono stata io a fare rumore…

MERCEDES             Sì, ma per colpa sua, io so come sono fatti gli uomini.

MAFALDA   (tra sé) Se conoscesse veramente gli uomini non si sarebbe lasciata scappare un marito così buono…e adesso vive con la suocera, che per fortuna non è da meno di lei. (a Mercedes) Come fai a conoscere gli uomini se…

MERCEDES             Lo so e basta!Non occorre avere uomini tra i piedi per sapere come sono.(prendendo Tranquillo per un orecchio) Mi raccomando Tranquillo, tranquillo!…altrimenti questo orecchio la prossima volta viene via di netto. (entraSilvana).

Scena quarta

TRANQUILLO, MAFALDA, MERCEDES,SILVANA

SILVANA      L’orecchio lo staccherò a te se non smetti di importunare Tranquillo!

MERCEDES  (sottomessa) Ma facevano rumore.

SILVANA                  Il rumore che ho sentito io era quello tuo. Non devi più disturbare Tranquillo, hai capito? E adesso fuori di qui! (Mercedes esce.) Perdonatela, è solo un po’ esuberante. (senza essere vista da Mafalda fa l’occhiolino a Tranquillo mentre esce) Ciao Tranquillo. (escono Mercedes e Silvana. Entra Candida).

Scena quinta

TRANQUILLO, MAFALDA, CANDIDA

MAFALDA               …Mercedes solo un po’ esuberante? Comunque sono contento che la suocera le tenga testa

CANDIDA                 (affacciandosi alla finestra) Mi sembra di vedere i miei zii venire qua. Ma non è possibile, loro sonoin Toscana.

MAFALDA               No, no, erano arrivati e poi se ne sono andati.

CANDIDA                 Anche tu con la rima, ma cosa succede in questa casa?

MAFALDA               Chi lo sa? Fatto sta che loro sono ancora qua.

CANDIDA                 Ancora con larima?... Ma allora sono proprio i miei zii, e cosa facevano qua?

TRANQUILLO         Sono venuti a vedere i gioielli di tua madre.

CANDIDA                 Ho capito, ma perchépoi sono andati via?

MAFALDA               Perché è entrata Mercedes.

CANDIDA                 E perché è entrata Mercedes?…Insomma, mamma, devo levarti le parole fuori di bocca?!

MAFALDA               Mercedes è entrata qui perché… perché… (ricordandosi e irritandosi) perché tuo padre ha dato gli ori a Modesto, e io non posso mostrarli a Rossella; lei adesso mi umilierà. Ma io qui rompo ancora tutto! (Si agitae butta a terradegli oggetti).

CANDIDA                 Fermati, per carità, se no entra ancora quella là… Ma cosa succede, parlo ancora in rima... Si può sapere cosa succede mamma? Cosa stai facendo?

MAFALDA               Domandalo a tuo padre cosa sto facendo.

CANDIDA                 Lo vedo anch’io, ma perché?

MAFALDA               Perché la vita con lui è un inferno, e io sono stufa, non ce la faccio più!

CANDIDA                 Ma dai, mamma, che l’inferno non esiste, almeno su questa terra.

TRANQUILLO         (guardando la moglie) Invece esiste, oh, se esiste! (esce).

CANDIDA                 Adesso basta mamma!…Basta, ti dico!(entrano Rossella e Matteo, che dalla paura vanno a nascondersi nello stanzino (dietro alla quinta). Mafalda esce arrabbiata. Subito dopo entra Miranda).

Scena sesta

CANDIDA, ROSSELLA, MATTEO, MIRANDA

MIRANDA                (a Candida. Non sapendo che Rossella e Matteo, dietro Miranda, stanno osservando la scena) Ho visto i tuoi zii, ma non potevano essere loroperché abitano in Toscana. Meglio così, perché tua zia è una… (vanitosa).

CANDIDA                 (intuendo ciò che Miranda voleva dire) …signora che sa vestirsi bene e comportarsi…

MIRANDA                Vestirsi bene? Ma se si veste come una principessa, lei, così ignorante, e poi si comporta come se fosse la regina d’Inghilterra, non vedi come si pavoneggia.

CANDIDA                 Beh, non è così, lei è davvero una persona squisita.

MIRANDA                Candida, mi hai sempre detto che non la sopportavi per la sua altezzosità.

CANDIDA                 Guarda che avrai capito male.

MIRANDA                No, no, dicevi proprio così, che si atteggiava a una miss…, che invece era una bisbetica: iocerte cose me le ricordo.

CANDIDA     (alla zia che sta dietro Miranda) Guardi che queste sono cose che si dicono così, tanto per dire, io non l’avrei mai offesa.

MIRANDA                Ma cosa dici Candida, mi stai dando del “lei”…

CANDIDA                 (a Miranda) Del lei?... Ah ho capito, comunque qua bisogna troncare altrimenti si mette male.

MIRANDA                Io non tronco un bel niente, e tuo zio?... Quel povero uomo che sembra non il marito ma il cagnolino di tua zia… non dirmi adesso che non l’hai detto!

CANDIDA                 (a Rossella) Guardi che io di mio zio non ho mai detto niente.

MIRANDA                Ancora con questo “lei”!… Invece hai parlato male anche di lui, perché dici il contrario adesso? Del resto, come si fa a non criticare una persona senza dignità, che non parla quasi mai, che fa tutto quello che dice sua moglie, per me tuo zio è un povero ebete.

CANDIDA                 (allo zio) Anche questo non l’ho detto, lei si sbaglia sicuramente.

MIRANDA                Candida, sei per caso impazzita? Sono io, Miranda, perché continui a darmi del “lei”?

CANDIDA                 (agli zii) Lei mi scambia con un’altra sicuramente, è una svampita, non sa cosa dice.

MIRANDA                Invece io so cosa dico, adesso stai anche offendendomi Candida, non sarai anche tu come gli insulsi dei tuoi zii?

CANDIDA                (aRossella) Nonstia prendersela con me, che io non c’entro.

MIRANDA                Ancora con questo “lei”. Cara Candida, io proprio non ti capisco.

ROSSELLA   (esce, seguita da Matteo, e si scaraventa su Miranda) Macapisco io! Noi saremmo degli “insulsi”? Senti un po’ chi parla!Ho sentito delle voci su di lei “signora”: lei è una tonta, una povera sciocca, e vuole insegnare a me, una donna di classe, come devo comportarmi? Ma mi faccia il piacere!

MATTEO                  Perché ti arrabbi Rossella, con me non ti arrabbimai?

ROSSELLA               Con te purtroppo non ne ho mai l’occasione; ma con questa…

MIRANDA                Io ho detto solo la verità, e se è la verità deve essere accettata.

ROSSELLA               Quale verità, la sua o la mia? E poi, sa cosa le dico, che lei qui è la macchietta di tutti.

MIRANDA                Come fa a conoscermi se non mi ha mai visto?

ROSSELLA               Me l’ha detto Candida.

MIRANDA                (a Candida) Ah, questo hai detto a tua zia?!

CANDIDA                 Sì, è vero… Ma hai detto tu che la verità deve essere accettata da tutti.

ROSSELLA               E anche tu Candida, cosa sono questi giudizi sul mio conto?

CANDIDA                 Ma dai zia, sono pettegolezzi: un venticello che passa e va; se lei è una vera signoradeve essere al di sopra di queste cose.

ROSSELLA               Un venticello che passa e va? Invece questa per me non passerà di certo. (aMatteo, strattonandolo) Vieni, usciamo.(ironica, a Candida) Se per caso vengono trovati i gioielli, fammelo sapere, perché noi non possiamo aspettare in eterno per vederli. (escono Rossella e Matteo. Candida e Miranda tirano un sospiro di sollievo. Entra Tranquillo incrociando Rossella e Matteo).

Scena settima

TRANQUILLO, CANDIDA, MIRANDA

TRANQUILLO         Meno male che sono andati via, ah quel povero mio fratello, che fine ha fatto!

MIRANDA                (a Candida) Perché dai del “lei” a tua zia?

CANDIDA                 Perché da piccola l’ho vista sempre vestita elegante e mi sentivo di darle del “lei”.

MIRANDA                E adesso perché non le dai del “tu”?

CANDIDA                 Adesso!Adesso ho paura che si offenda… Dimmi piuttosto, come mai sei qui Miranda?

MIRANDA                Come mai? Ho sentito un trambusto che faceva svegliare anche i morti.(vedegli oggetti per terra).Tranquillo?...Il solito prepotente.

TRANQUILLO         Guarda che non sono stato io a fare questo, ma Mafalda.

MIRANDA                Mafalda? Nonpuò essere vero: quella povera donna che subisce continuamente le sue prepotenze e le sue privazioni anche se lei ha i soldi… Ah sicuro, lei ha i soldi, gli ori, ma la collana…

CANDIDA                 (interrompendola perché non riveli la tresca) La collana… non basterà una collana per cancellare il disonore di questa famiglia.

TRANQUILLO         Candida, cosa stai dicendo? La collana non cancellerà il disonore della famiglia? Di quale collana stai parlando?

CANDIDA                 Ogni cosa a suo tempo, Tanto, (sarcastica) “non ti costa niente” aspettare per sapere.

TRANQUILLO         Sapere cosa? (entra Ettore).

Scena ottava

TRANQUILLO,CANDIDA, MIRANDA, ETTORE

MIRANDA                Ettore, non so se tu sai che…

CANDIDA                 (interrompendola ancora perché non parli della collana e della tresca. (a Ettore) …Che sono tornati i miei genitori.

ETTORE                    Lo vedo tuo padre, non sono cieco.

CANDIDA                 Ma sono tornati con una luna…

MIRANDA                E due personaggi…

ETTORE                    Non vorrai dirmi che sono tornati con i tuoi zii diFirenze?

CANDIDA                 Proprio loro.

ETTORE                    Oh Dio, quella coppia là?

MIRANDA                Ettore, ascolta…

CANDIDA                (accompagnando Miranda all’uscita, sempre perché non parli della collana). Su, Miranda, andiamo fuori a fare due passi. (escono Candida e Miranda. Entra Mafalda).

Scena nona

TRANQUILLO, ETTORE, MAFALDA

ETTORE                    Io sono qua per un motivo particolare: a Modesto è capitato una cosa, ma una cosa!…

MAFALDA               Oh Dio, cosa gli è capitato? Un incidente? È in ospedale?

ETTORE                    No, non è in ospedale, è che ha preso una botta in testa.

TRANQUILLO         Beh, se è per una botta in testa non è niente di grave, visto la sua consistenza. Piuttosto,come mai non è venuto a portarmi i gioielli che gli ho dato? Tu saprai sicuramente dell’oro?

ETTORE                    Altroché se lo so!... Ma qua sta il problema: lo ha nascosto e dopo ha preso la botta in testa.

TRANQUILLO         E con questo? Io voglio i miei gioielli.

MAFALDA               Quei gioielli sono miei, non tuoi!

ETTORE                    Il fatto è che dopo la botta non si ricorda più dove li ha messi.

TRANQUILLO         Non si ricorda più dove li ha messi?! Glielo faccio ricordare io dove li ha messi! Ma dov’è adesso, che lo voglio vedere con i miei occhi.

ETTORE                    Modesto è dietro alla porta, si vergogna di quello che gli è capitato. Ricordatevi che ha perso la memoria e anche un po’ di udito. (va alla porta e grida forte). Modesto! Modesto! (va fuori, poi entra con Modesto).

Scena decima

TRANQUILLO, ETTORE, MAFALDA, MODESTO

MODESTO                Sei tu Ettore? Potevi chiamarmi, no?

ETTORE                    Ho già raccontato della amnesia a tuo zio.

MODESTO                Cosa hai raccontato a mio zio?

ETTORE                    Della tua amnesia.

MODESTO                A chi hai raccontato della mia amnesia?

ETTORE                    A tuo zio… Insomma, lasciami parlare: ti ricordi proprio niente dell’oro che hai nascosto?

MODESTO                Quale oro, non so di cosa parli?

TRANQUILLO         Non sai di cosa parla? Te la faccio vedere io la tua amnesia. Non ti ricordi dell’oro che ti ho dato? (si avvicina minacciosamente).

MODESTO                Al di là, al di là,zio.

TRANQUILLO         Al di là?… Ma cosa dici?

ETTORE                    Vorrai dire “Alto là”.

MODESTO                Al di là o alto là, che differenza fa?

MAFALDA               Toh, Modesto ancora poeta! Sarà stata la botta che lo fa parlare inquesto modo.

TRANQUILLO         Al di là, o alto là, vedrai cosa ti capiterà… Toh, sto parlando in rima anch’io. (minaccioso) Comunque, rima o non rima ora io ti…

MODESTO    Sì sì, adesso mi ricordo vagamente dell'oro. Quello che mi hai consegnato?

MAFALDA               Sì, quello, dove l’hai nascosto?

MODESTO                Non ve l’ha dettoEttore? Ho preso una botta in testa.

TRANQUILLO         Vedo che qualcosa ricordi.

MAFALDA               Guarda un po’ chi mi è capitato come nipote, qua dentro sono tutti matti, è meglio che vada a lavare i piatti… Caspita, sto parlando ancora in rima. (esce Mafalda. Entrano Candida e Miranda).

Scena undicesima

TRANQUILLO, ETTORE, MODESTO, CANDIDA, MIRANDA

CANDIDA    Che succede qui dentro?!

TRANQUILLO         Succede che Modesto ha nascosto l’oro e ora non si ricorda più dove lo ha messo. (minacciandolo) Ma ora devi ricordarti dove lo hai nascosto, altrimenti…

MIRANDA                Almeno la… (collana dovresti ricordarti a chi l’hai data).

CANDIDA                 (intervenendo) Sì, almeno la…sciamo passare un po’ di tempo e vedrete che la memoria gli ritornerà; anche perché ho sentito dire che procurare delle emozioni a chi ha subito un trauma può essere grave, e nel suo caso perdere definitivamente la memoria, se non morire. (strattona Miranda per portarla fuori, quando entra Giorgio. Candida esce da sola. Escono anche Ettore e Modesto).

Scena dodicesima

TRANQUILLO, MIRANDA, GIORGIO

MIRANDA    Cosa sei venuto a fare ancora qua?

GIORGIO                  Non trovo il dentifricio.

TRANQUILLO         Sei un indovino e non riesci a trovare il dentifricio?

GIORGIO                  Caro il mio Tranquillo, se tu hai una grande palla in casa la tireresti fuori solo per scoprire dove tua moglie ha nascosto il dentifricio? 

MIRANDA                Tranquillonon ha la palla…

GIORGIO                  Ma se ce l’avesse?...

TRANQUILLO         (scocciato) Che palle! Guarda che qua si sta parlando di qualcosa di mio che è andato perso.

GIORGIO                  Oh, che pessimista! Poi lo si ritroverà. A proposito, se io chiedo a un pessimista come va, lui cosa mi risponde?  “A parte il fatto che prima o poi dovrò morire, bene”. E quella dei due amici ubriachi: “Signore, mi può portare a casa?”. “Se mi dice dove sono io la porto a casa” dice l’altro.

TRANQUILLO         Adesso basta con queste fesserie!

GIORGIO                  Allora è proprio vero, lei non ha il minimo senso dell’umorismo. (a Miranda) Allora, vieni a casa o no?

MIRANDA                Aspetta un po’ che devo risolvere il problema dell’oro.

GIORGIO                  Quale oro?

MIRANDA                Quello che Modesto ha nascosto e che non riusciamo a trovare.

GIORGIO                  E domandateglielo dove l’ha nascosto.

MIRANDA                Lo ha nascosto, ma non si ricorda più il posto. Ma… ma, sto parlando ancora in rima anch’io.

GIORGIO                  Aspettate, sono un indovino o no?

TRANQUILLO e MIRANDA         Nooo!

GIORGIO                  Lo so che scherzate, invece voi sapete bene che io sono un indovino, un intrattenitore, un…

TRANQUILLO         Rompiballe! Se sei un indovino, su, dimmi dove Modesto ha nascosto l’oro?

GIORGIO                  Finalmente uno che crede in me. Ma come posso indovinare senza la mia palla? È come andare in guerra senza fucile, come vangare la terra senza badile…

CANDIDA     (a bassa voce) Sta parlando in rima anche lui, questa casa deve essere stregata.

GIORGIO                  Devo andare a casa per consultarla.

TRANQUILLO         Allora va a casa a consultare la palla, che noi ti aspettiamo. (fa per uscire quando entra Vittorio).

Scena tredicesima

TRANQUILLO, MIRANDA, GIORGIO, VITTORIO

MIRANDA                Cosa sei venuto a fare qua Vittorio.

VITTORIO                Non sapevo cosa fare a casa da solo.

MIRANDA                Allora va con tuo padre che deve consultare la palla.

VITTORIO                Quale palla?

MIRANDA                Quella dell’indovino, quale, se no?

VITTORIO                Non ti ricordi che stamattina ci hai messo dentro i pesci rossi? (Miranda, ricordando si ritrae dal marito).

GIORGIO                  Cosa?! I pesci rossi nella mia palla!

MIRANDA                Era da un pezzo che non la usavi.

GIORGIO                  (agli altri) Sapete, una cosa non ho indovinato nella mia vita, di aver preso la moglie giusta!

CANDIDA                 Per via di una cosa sola?...

GIORGIO                  Adesso come farò a lavorare senza la palla. Aspettate, aspettate, non tutto è perduto, ho la palla di riserva, più piccola, ma con una bella spolveratina funzionerà egregiamente.

VITTORIO                Non ti ricordi papà che mamma ci ha messo i fiori dentro quella palla?

GIORGIO                  Oh Dio, sì, è vero. Ma che moglie def… Sapete cosa dice il marito alla moglie: Se quella volta avessi ucciso la mia fidanzata, ora avrei una condanna più mite. Ed è quello che mi verrebbe voglia di fare ora. (esceGiorgio. Entrano Modesto ed Ettore).

Scena quattordicesima

TRANQUILLO, MIRANDA, VITTORIO.MODESTO, ETTORE

TRANQUILLO         (disperato) Come facciamo a trovare il mio oro?                    

VITTORIO                E perché non lo andate a cercare?

TRANQUILLO         Vero, perdiana! Come mai non ci ho pensato prima? Se siamo… se siete in tanti a cercarlo, lo troveremo de sicuro.

VITTORIO                Cominciando dalla casa di Modesto.

MODESTO                No, no, a casa mia no!

TRANQUILLO         Perché a casa tua no? Sarà più facile che tu lo abbia nascosto là.

MODESTO                No, non l’ho nascosto là.

TRANQUILLO         No ti ricordi dove lo hai nascosto, ma ti ricordi dove non l’hai nascosto.

MIRANDA                Cosa dice Tranquillo? Io non capisco; e tu Vittorio, capisci cosa ha detto Tranquillo?

VITTORIO                Ma sì, lui parla dell’oro che è stato nascosto.

MIRANDA                Vedeteche il mio Vittorio è intelligente, e non stupido come dice qualcuno.

MODESTO    (tra sé) Qualcuno?... Lo dicono tutti!

TRANQUILLO         (sospettoso) Sicché, secondo te non è a casa tua?

MODESTO                Sicuramente no.

TRANQUILLO         Va bene, va bene, e ora va a cercare l’oro anche tu.

ETTORE                    E chi lo trova avrà una bella ricompensa.

TRANQUILLO         Adesso non esageriamo: avrà il mio ringraziamento. Immaginatevi che sia una caccia al tesoro, ecco, sì, una caccia al tesoro, e vincerà chi lo troverà.

MODESTO    E chi lo troverà se lo terrà, questo è il gioco della caccia al tesoro.

TRANQUILLO         Sbaglio, o quando si parla dell’oro ti torna l’udito? Proprio tu parli che sei quello che lo hai perso. Darò sì una ricompensa a chi lo troverà, ma escludendo te, naturalmente: darò 100 euro a chi riuscirà a trovare i miei gioielli. (sentendo“gioielli” entranoRossella e Matteo, con Mafalda.Modesto vedendo arrivare Mafalda, esce per paura di ramanzine).

Scena quindicesima

TRANQUILLO, MIRANDA, VITTORIO, ETTORE, ROSSELLA, MATTEO, MAFALDA

(Rossella e Matteo discosti)

MAFALDA               (aspra) I tuoi gioielli… I miei gioielli!

TRANQUILLO         I nostri gioielli, va bene?

ETTORE                    Possiamo fare 200 euro?

TRANQUILLO         Allora non se ne parla, voi volete rubarmi quel poco che ho. Non posso accettare: dovrei fare un secondo lavoro.

VITTORIO    (a Tranquillo) Ma se non è capace di fare neanche il primo? (Tranquillo lo schiaffeggia. Piangendo) Èla mamma che dice sempre così!

MIRANDA                (imbarazzata, poi decisa) È vero, dica il contrario se ha coraggio… Guarda un po’, schiaffeggiare mio figlio in pubblico!

MAFALDA               (a Tranquillo) Tu sei troppo impulsivo, dovresti muovere le mani, ma per altre cose.

TRANQUILLO         Se è verso te allora sono d’accordo. (a Vittorio, che si lamenta per lo schiaffo). Vedi Vittorio, io soffro quando schiaffeggio la gente.

ETTORE                    (a Modesto) Ma tuo zio di professione fa lo schiaffeggiatore?

TRANQUILLO         (a Ettore) Ignorante: do schiaffi solo a mia moglie, quando se li merita.

MAFALDA               A quanto pare me li merito spesso.

TRANQUILLO         Lasciamo stare, va’, ti dicevo Vittorio che mi dispiace quando devo punire qualcuno, ma lo faccio per educare, e nonostante soffra devo sempre schiaffeggiare.

VITTORIO                Tranquillo, io vorrei che in seguito non soffra più.

MIRANDA                Bravo Vittorio.

ETTORE                    (a Tranquillo) Allora?

TRANQUILLO         Allora cosa?

ETTORE                    D’accordo per 200 euro?

TRANQUILLO         (fa un po’ di conti) E vada per 200 euro che oggi mi sento generoso. Ma adesso via tutti, a cercare il mio tesoro… e io a rimetterci i soldi.

ROSSELLA               (a Matteo) I gioielli non esistono proprio!

MATTEO                  Allora se non esistono possiamo tornare a casa?

ROSSELLA               Ma se ci fossero?

MATTEO                  Possiamo tornare a casa lo stesso, (implorante) io voglio tornare a casa.

ROSSELLA               Sciocchino, ci sono cose che si devono assolutamente sapere, qui si parla di oro!

TRANQUILLO         (aRossella) Tu non vai a cercare i gioielli?

ROSSELLA               Io i gioielli non occorre che li cerchi, li trovo dall’orefice. (Rossella esce conMatteo. Escono anche Ettore e Mafalda. Entrano Candida e Lamberto).

Scena sedicesima

TRANQUILLO, MIRANDA, VITTORIO, CANDIDA, LAMBERTO

CANDIDA     (a Tranquillo) È qui Lamberto.

TRANQUILLO         E con ciò?

CANDIDA È qui per i soldi.

TRANQUILLO         Non è giornata…

LAMBERTO Tranquillo, sono già due volte che vengo qua.

TRANQUILLO         Non c’è due senza tre.

LAMBERTO Allora la terza volta me li dai?

TRANQUILLO         Sì, te li do, ma adesso va via che qui si sta parlando di cose serie.

LAMBERTO Anche i soldi che devi darmi sono cose serie.

TRANQUILLO         Va via ti ho detto! (Lamberto esce).

Scena diciassettesima

TRANQUILLO, MIRANDA, VITTORIO, CANDIDA

CANDIDA                 Che villano sei! Devi dargli dei soldi e lo mandi via così!

TRANQUILLO         Tu non sai ancora come si devono affrontare i creditori. (aCandida e Miranda) Piuttosto, non partite anche voi? Non vi interessa guadagnare la ricompensa? (Candida fa segno a Tranquillo di mandare via Vittorio. A Vittorio) Vittorio, vaa prendermi il bersaglio del gioco delle freccettefintantoché aspettiamo; dovresti sapere dov’è. (accorgendosi della parete con il buco, ma senza chiodo). Anche il martello e i chiodi.

VITTORIO                Certo. (Vittorio esce).

Scena diciottesima

TRANQUILLO, MIRANDA,CANDIDA

CANDIDA     (a Tranquillo) Capitol!…

TRANQUILLO         Cosa dici? Vi ho chiesto se non vi fa comodo anche a voi guadagnare 200 euro?

CANDIDA                 Dallas!…

TRANQUILLO         Ma insomma, sei impazzita? Cosa stai dicendo?

MIRANDA                Cosa dici Candida. Non ti capisco neanch’io?

TRANQUILLO         Non c’è da meravigliarsi.

CANDIDA                 Qui siamo a “Beautiful”: lusso, feste… (entra Vittorio con il bersaglio e i chiodi).

TRANQUILLO         (vedendo solo i chiodi, spazientito) E adesso va a prendere anche il martello (Vittorio esce).

TRANQUILLO         (a Candida) Allora dimmi, perché parli in questo modo?

CANDIDA                 Lusso, belle donne, amori legittimi e… amori clandestini.

TRANQUILLO         Insomma basta, cosa vuoi dirmi? (entra Vittorio con un martello senza manico).

Scena diciannovesima

TRANQUILLO, MIRANDA, CANDIDA, VITTORIO

TRANQUILLO         (a Vittorio, fissando sbalordito il martello) Hai ragione, mi sono dimenticato di dirti di portarmi anche il manico. Ora va a prendermi le freccette. (esce Vittorio, entra Mafalda).

Scena ventesima

TRANQUILLO, MIRANDA, CANDIDA, MAFALDA

MAFALDA               (ironica) Anche la mela, che oggi mi sento Guglielmo Tell, scaricherò pure la tensione che ho dentro.

MIRANDA                Ma manca il serpente…

CANDIDA                 Tutt’al più mancherà il figlio di Guglielmo Tell.

MIRANDA                Io dico che manca il serpente, il demonio.

TRANQUILLO         Allora, se proprio deve esserci, farà mia moglie la parte del demonio che è la più adatta.

MAFALDA   Capisco la tua allusione, sai.

TRANQUILLO         Comunque il serpente non c’entra con Guglielmo Tell.

MIRANDA                Ma come? Se c’è una mela ci deve essere anche il serpente sull’albero.

TRANQUILLO         Guarda che Guglielmo Tellavrà a che fare con una mela, non con un serpente.

MIRANDA                Io ho sempre saputo che c’era una mela e un serpente, e non sapevo che si chiamasse Guglielmo Tell quello che ha cacciatoAdamo ed Eva fuori dal paradiso terrestre.

CANDIDA                 Si chiamava e si chiama Dio, l’Essere perfettissimo, che ha creato l’uomo quasi perfetto come Lui.

TRANQUILLO         Tanto perfetto da doverlo cacciare quando ha visto cosa aveva fatto.

CANDIDA                 Ma la sua discendenza sì, fatta di pargoli ingenui, teneri, soavi…

TRANQUILLO         Infatti il primo è stato Caino…

CANDIDA                 È stata colpa della mela se l’Uomo si è rovinato.

TRANQUILLO         Chiamala mela!

MIRANDA                Me, non mi ha fatta perfetta.

TRANQUILLO         Questo lo si vede bene.

MIRANDA    Intendo che ho molte malattie e sono un poco… un poco…

TRANQUILLO         Distratta?...

MAFALDA               Ma una volta eri perfetta.

TRANQUILLO         Forse appena nata.

MAFALDA               Basta Tranquillo! Cosa credi di essere tu, il migliore?!Sei il marito più insopportabile che conosca!

MIRANDA                (a Candida) Perché, quanti mariti ha tua madre? (entra Vittorio con le freccette).

Scena ventunesima

TRANQUILLO, MIRANDA, CANDIDA, MAFALDA, VITTORIO

TRANQUILLO         Adesso va Vittorio, va a cercare l’oro anche tu.

VITTORIO                Ma io volevo giocare a freccette…

TRANQUILLO         Qua non tira aria buona per i ragazzini:è facile che qualche freccia sbagli bersaglio e prenda quello giusto. (smorfia della moglie). Va a cercare l’oro ti dico!(Vittorio esce. Tranquillo accantona le freccette e il resto. Esce anche Mafalda. Entra Cecilia).

Scenaventiduesima

TRANQUILLO, MIRANDA, CANDIDA, CECILIA

CECILIA                    Tranquillo, sono venuto qua per sentire la storia che Modesto ha nascosto il suo oro, mi sembrava così stralunato.

TRANQUILLO         Perché ha preso una pacca in testa… Ma non ti ha detto della botta che ha preso?

CECILIA                    Oh no, Modesto sopporta bene il male, e di solito non mi dice niente perché ha paura che stia male anch’io.

CANDIDA                 Te la spiegherò un’altra volta la storia, adesso è meglio che tu vada, perché possono capitare qui mio zio e mia zia, e non so se ti faccia piacere vederli.

CECILIA                    Oh no, Rossella, è meglio di no! Quanta pena mi fa tuo zio, quel povero uomo, guarda un po’ dov’è andato a finire. (esce Cecilia).

Scena ventitreesima

TRANQUILLO, MIRANDA, CANDIDA

MIRANDA                È meglio che senta anche Mafalda, bisogna chiamarla.

TRANQUILLO         No, lascia stare, è già agitata per conto suo.

CANDIDA                 Qualcuno trama nel buio.

MIRANDA                Ora ci sono arrivata anch’io: parli della collana.

TRANQUILLO         (a Candida) Di quale collana parla Miranda? C’entra con il mio oro?

CANDIDA                 Ma no papà, sta tranquillo.

TRANQUILLO         Io ora sono tranquillo solo di nome e non di fatto. Ditemi cosa sta succedendo, altrimenti… (aggressivo) Modesto ha venduto il mio oro?

MIRANDA                No Tranquillo, non c’entra con il suo oro.

TRANQUILLO         Ah, meno male, allora può succedere qualsiasi cosa.

CANDIDA                 Ma un poco del tuo oro c’entra papà.

TRANQUILLO         Un poco del mio oro c’entra? Spiegati meglio.

CANDIDA                 (maliziosa) Colpa della collana.

TRANQUILLO         (agitandosi) Insomma, di che collana state parlando? Basta con questo menar il can per l’aia, ditemi quello che avete da dirmi, (batte un pugno sul tavolo) se nocomincio a muovere le mani! (entraMercedes).

Scena ventiquattresima

TRANQUILLO, MIRANDA, CANDIDA, MERCEDES

MERCEDES              (a Tranquillo) Muovere le mani? Le muova su dime se ha il coraggio, sempre sulla povera Mafalda…

CANDIDA                 Guarda Mercedes che mia mamma non è qua.

MERCEDES              Cosa conta, lui ce l’ha sempre con lei, e fa questo strepito! Tranquillo, lo avviso per l’ultima volta: se lei continua a disturbare, io lo prendo per il collo e lo butto fuori dalla porta, anche se è sua, ha capito? (vedendoSilvana entrare, Mercedes scappa. Entra Silvana).

Scena venticinquesima

TRANQUILLO, MIRANDA, CANDIDA, SILVANA

SILVANA                  È venuta ancora a disturbarti Tranquillo?

TRANQUILLO         Sì, ma aveva ragione: ho battuto un pugno sul tavolo e ho fatto rumore.

SILVANA                  E lei si è arrabbiata per un pugno sul tavolo? Adesso vedrai quanti pugni le darò io! Ma guarda un po’, venire in casa tua ad alzare la voce… Ma io posso venire sempre in casa tua, vero?

TRANQUILLO         Sì, sempre… (a bassa voce) finché vieni a mandare via quella arpia di tua nuora.

SILVANA                  Adesso vado a sistemare la faccenda. Arrivederci a tutti (fa l’occhiolino a Tranquillo.Esce Silvana).

Scena ventiseiesima

TRANQUILLO, MIRANDA, CANDIDA

CANDIDA     (a Tranquillo) Riuscirai a stare un po’ calmo adesso!

TRANQUILLO         (riprendendosi) Di cosa stavamo parlando?

MIRANDA    Diglielo tu Candida, che a me non crederebbe.

TRANQUILLO         O una o l’altra, ditemi cos’è successo. (si sentono di là le grida di Mercedes picchiata da Silvana)

TRANQUILLO         Fa bene a punire quella prepotente. (agitato) E adesso voi ditemi cos’è questa storia del mio oro, della collana, ditemelo, altrimenti!… (avanza verso di loro minaccioso)

CANDIDA                 (impaurita) Modesto è l’amante di Angelika.

TRANQUILLO         (dopo un attimo di perplessità si mette a ridere) Raccontamene una di migliore! Modesto amante di Angelika, la moglie diEttore, il suo migliore amico? Questa è davvero buona!

CANDIDA                 E cara. Cosa diresti se ti dicessi che Miranda ha visto la collana indosso ad Angelika?

TRANQUILLO         Miranda avrà visto una collana indosso adAngelika, ma non quella di tua zia, quella si trova con gli altri gioielli che sono stati nascosti da Modesto.

CANDIDA                 (a Miranda) Era la collana di mia madre o no? Guarda che se non è vero le conseguenze sarebbero gravi.

TRANQUILLO         Se è per questo, le conseguenze sarebbero gravi anche se fosse vero.

MIRANDA                Certo che è quella di tua madre,sarò anche tonta, ma certe cose a me non scappano.

CANDIDA                 (a Tranquillo) Visto?!

TRANQUILLO         No, non è possibile che Angelika abbia la mia collana e sia l’amante di Modesto.

CANDIDA                 Guarda che è l’amico del marito l’amante, di norma.

MIRANDA                Candida, guarda che ti sbagli: Modesto è l'amante di Angelika e non di Norma. La Norma l’ho vista proprio ieri, e non aveva niente addosso.

TRANQUILLO         Proprio niente?...

CANDIDA                 Papà?!... Miranda, guarda che tu confondi l’avverbio con il nome proprio: Angelika è il soggetto, e norma l’avverbio.

MIRANDA                Adesso capisco: Angelika è il soggetto che ha creato il diverbio.

CANDIDA                 Brava, anche se non hai detto giusto haiindovinato lo stesso. (a Tranquillo) Capisci papà?

TRANQUILLO         Non ci credo e basta! Se non vedo con i miei occhi che quella è la mia collana, io non ci credo.

CANDIDA                D’accordo “Tommaso”, staremo a vedere gli sviluppi e poi mi saprai dire.

MIRANDA                Tommaso?... Cos’è, il secondo nome?

CANDIDA                 Èun eufemismo per dire una cosa invece di un’altra.

MIRANDA                A me non interessa l’eufemismo, io sono contro quelle donne che vogliono diventare uomini.

CANDIDA                 Eufemismo, non femminismo, Miranda!È solamente un modo di dire. Andiamo a fare due passi in giardino, che con questo qui è inutile discutere. (escono Candida, Miranda eTranquillo. Entrano Modesto e Ettore).

Scena ventisettesima

MODESTO, ETTORE

MODESTO                Spariti tutti! Sono andati a cercare l’oro anche loro, ma che non troveranno mai, vero Modesto?

MODESTO                Sicuro che non lo troveranno.

ETTORE                    L’hai nascosto bene, vero? Ma dimmi, lo hai nascosto in casa?

MODESTO                Mi hai preso per uno stupido? Avevo previsto la mossa di mio zio: sapevo che avrebbe mandato tutti in cerca dei gioielli a casa mia. Pensa un po’ se lo nascondevo là!

ETTORE                    E avevamo previsto anche la ricompensa…

MODESTO                Perfino previsto che mi avrebbe escluso.

ETTORE                    Ma io sono qua apposta, sono la tua spalla.L’oro lo troverò io, vero?

MODESTO                Sicuro, così eravamo d’accordo e così faremo.

ETTORE                    Allora dimmi dove l’hai nascosto.

MODESTO                Il luogo dove l’ho nascosto è… Ma, e la collana? Adesso che Angelika è tornata dalla festa devi consegnarmela in modo che la metta assieme all’altro oro.

ETTORE                    Se vado a prenderla ci vorrà del tempo e intanto qualcuno potrebbe trovare l'oro.

MODESTO                L’oro non è in casa mia, ti ho detto.

ETTORE                    Tanto meglio: tu mi dici dov’è, così io passo per casa, prendo la collana e la metto assieme agli altri gioielli. Dopo porterò tutto qua da tuo zio, che mi consegnerà i 200 euro, che ci divideremo a metà.

MODESTO                Non se ne parla, prima porti qua la collana e poi ti dico dov’è l’altro oro: metti che per qualche motivo la collana non sia a casa tua, che so, che Angelika l’abbia nascosta e tu non la trovi, o che lei non voglia ritornartela…

ETTORE                    Angelika sa che la collana non è sua, e tantomeno mia: le ho infatti detto che questo amico è partito per un viaggio con la moglie.

MODESTO                (teso) Comunque io non ti dico niente fintantoché la collana non torna nelle mie mani.

(Tranquillo fa per entrare, ma vedendo i due litigare si ritrae. Arriva Cecilia, che fa lo stesso.

ETTORE                    Sei un traditore! Tu, il mio migliore amico! Non ti avrei mai creduto capace di tanto! Mi verrebbe voglia di prendere la collana e buttarla via. Tu, che ti credevo un amico sincero. (esce Ettore).

MODESTO    (rincorrendolo) Aspetta, aspetta, ragioniamo un po’. (sbatte la testa contro lo stipite della porta, rimanendo intontito e perdendo veramente la memoria). Oh Dio, cosa mi succede? Dove sono? Dove sto andando? (esce Modesto).

Scena ventottesima

TRANQUILLO, CECILIA

TRANQUILLO         (entrando) Incredibile, incredibile! Mio nipote che fa le corna al suo amico, per colpa della mia collana?

CECILIA                    Tranquillo, che succede? Cos’è questa storia della collana?

TRANQUILLO         È una storia lunga, cara Cecilia.

CECILIA                    La vorrei conoscere lo stesso.

TRANQUILLO         Allora sappi che Modesto ha regalato la mia collana ad Angelika.

CECILIA                    Che generoso mio marito!

TRANQUILLO         Ma la collana è mia.

CECILIA                    Si vede che gliela pagherà.

TRANQUILLO         Sicuro che me la pagherà!…(disperandosi per Cecilia) Come si fa a essere così ingenui: secondo te, perché ha regalato la collana adAngelika?

CECILIA                    Perché se la mettesse.

TRANQUILLO         Va bene, è vero anche questo, ma perché, in nome di Dio, non apri gli occhi e ti rendi conto che… che… Possibile che questo grande amore che hai per tuo marito non ti faccia ragionare un poco? E adesso che Ettore lo ha scoperto, cosa succederà?

CECILIA                    Sarà contento perché ha risparmiato i soldi per comprargliela.

TRANQUILLO         (vedendo arrivare Candida e Miranda) Adesso va via Cecilia, che questo è un ambiente che non fa per te. (esce Cecilia. Entrano Candida e Miranda).

Scena ventinovesima

TRANQUILLO, CANDIDA, MIRANDA

CANDIDA                 (a Tranquillo, additando Cecilia appena uscita) Non devi dire niente a Cecilia, meglio risparmiarle questo dolore.

TRANQUILLO         Tanto, lei non ci crede…

CANDIDA                 Come, non ci crede?

TRANQUILLO         Lasciamo stare, va.

CANDIDA                 Tu sì devi credere che Angelika ha la collana di Modesto e che loro sono amanti.Insomma, papà, devi fidarti di noi, non devi essere sempre un “Tommaso”.

MIRANDA                Ancora con questo eufemismo.

TRANQUILLO         Ora potete chiamarmi pure Tranquillo, anche se d'ora in poi non so se lo sarò ancora.  Sì, ci credo: la collana ce l’ha Angelika.

CANDIDA                 L’hai vista?

TRANQUILLO         No, non l’ho vista.

CANDIDA                 E allora, come mai questa improvvisa convinzione?

TRANQUILLO         Ho appena assistito a un alterco fra Modesto edEttore per via della collana.

MIRANDA                Cosa, cosa?… Loro due erano qua, e se le sono date?

TRANQUILLO         Dato botte no, ma quasi.

CANDIDA                 Allora Ettoreha scoperto la tresca fra Modesto e Angelika?

TRANQUILLO         E come se l’ha scoperta!

CANDIDA                 Cosa si dicevano? Racconta, racconta!

TRANQUILLO         Cosa vuoi, sono arrivato alla fine: ho sentito solo parlare della collana e di Angelika: Dopo Ettore se n’è andato e Modesto, correndogli dietro, si è preso una botta in testa sullo stipite della porta. (entraAngelika con la collana addosso, seguita da Rossella e Matteo. Esce Miranda schifata da Rossella).

Scena trentesima

TRANQUILLO, CANDIDA,ANGELIKA, ROSSELLA, MATTEO

ANGELIKA              Chi sono questi due che mi hanno seguito fin qui?… Ah, hanno visto la collana, è naturale che mi seguano. (Tranquillo fa per gettarsi su Angelika per riprendersi la collana, ma Candida lo trattiene).

ANGELIKA              (sfoggiando la collana) Avete visto Ettore? Non vorrei che fosse qua… (perché leinon doveva farsi vedere con la collana)Vi piace la mia collana? Sapete, è un regalo…

CANDIDA                 DiEttore?

ANGELIKA              Ma no, non di Ettore, è di uno… di un amico. Allora, vi piace?

TRANQUILLO         Altroché se mi piace, vorrei che fosse mia.

ANGELIKA              Allora se la compri!E poi non starebbe bene indosso a lei. Forse indosso a Mafalda… Ma dov’è Mafalda, che voglio mostrare anche a lei il mio gioiello. (additandoRossella e Matteo) Ma mi dite chi sono questi due?

ROSSELLA               Io sono la signora Rossella e questo è mio marito, se le interessa.

ANGELIKA              (a Tranquillo, schifata) Cosa ci fanno qua?

TRANQUILLO         Lei è mia cognata, l’altro è mio fratello.

ANGELIKA              Ah, quella che si crede di essere… (si tappa la bocca). Ebbene cara signora, cosa ne dice della mia collana?

ROSSELLA               Puah, la sua è bella, ma ce ne sono di migliori.

ANGELIKA              Ah sì?! (a Matteo) E a lei, cosa le sembra la mia collana?

MATTEO                  Per  me èbelliss…

ROSSELLA               (colpendolo alla testa) Taci sciocco, adesso ti sei messo a fare l’intenditore di collane?

MATTEO                  Per me è bella.

ROSSELLA               (colpendolo ancora alla testa) È di bigiotteria, e basta!

MATTEO                  Sì, è roba da bigiotteria.    

ANGELIKA              Roba da bigiotteria la porterà lei, non io!

ROSSELLA               Cosa?!... Tranquillo, costei mi sta offendendo, prendile mie difese, dille chi sono!

TRANQUILLO         Tutt’al più le dirò cos’è diventato mio fratello con te.

ROSSELLA               Candida, difendici almeno tu, sono tua zia, dille che a casa ho molti gioielli, migliori di quella rozza collana; dille che se vesto così elegante devo avere anche i gioielli adatti.

CANDIDA                 Glielo dica lei che ha così tanta parlantina.

ROSSELLA               (a Matteo) Hai sentito come mi ha risposto mia nipote?Qua mi sembra di non essere considerata, né io né te. Andiamo via, chequesta casa non è posto per noi! (escono Rossella e Matteo).

Scenatrentunesima

TRANQUILLO, CANDIDA,ANGELIKA

ANGELIKA              Andate a chiamare Mafalda che mostro anche a lei la collana.

CANDIDA                 Amia madre non importa niente della collana.

ANGELIKA              Come fai a dire che non gliene importa: io so che noi donne siamo vanitose, e sicuramente vorrà confrontare la sua collana con la mia: ne avrà sicuramente una anche lei, spero?

CANDIDA                 L’aveva… Ora ce l’ha una bisbetica, una…, una che fa le corna al marito.

ANGELIKA              Chi è questa donna di malaffare, che se la trovo le dico quel che si merita, e la schiaffeggerei pure.

CANDIDA                 Allora puoi cominciare subito. (entra Mafalda).

Scena trentaduesima

TRANQUILLO, CANDIDA, ANGELIKA, MAFALDA

MAFALDA   (accorgendosi della collana indosso ad Angelika, fa per scagliarsi contro) La collana… la collana!… (Candida si intromette e la spinge fuori per evitare la scenata) Dopo guarderai la collana, dopo, mamma, prima devo mostrarti qualcosa, dopo potrai parlare con Angelika. (ad Angelika) Vero, Angelika?

ANGELIKA              Certo che dobbiamo parlare, parlare della mia collana. (Candida e Mafalda escono).

Scena trentatreesima

TRANQUILLO, ANGELIKA

ANGELIKA              Avete visto come Mafalda ha reagito vedendo la mia collana, sembrava fuori di sé. Deve ammettere anche lei che la collana è una gran bellezza; e a me sta tanto bene (se la toglie e la osserva). Tranquillo, lei cosa ne pensa?

TRANQUILLO         Sì… sì… Ti sta molto bene. (entrano Candida e Mafalda).

Scena trentaquattresima

TRANQUILLO, ANGELIKA, CANDIDA, MAFALDA

ANGELICA  (a Mafalda, che è stata convinta da Candida a tacere) Stavo dicendo che la collana è una cosa pazzesca, cosa ne pensiMafalda? (la porge a Mafalda che la prende con mani tremanti) Che ne dici di questo gioiello?

MAFALDA               Ègrossa, è lavorata bene…

ANGELIKA              Vedo che tene intendi.

MAFALDA               Vorrei fosse mia.

ANGELIKA              Anche tu come tuo marito!Non si può avere tutto dalla vita! Fattela regalare da Tranquillo… Ah, dimenticavo che lui è un tirchio (Tranquillo freme) e non ti regalerebbe mai una cosa del genere. Su, provala, fa come se ti appartenesse. (Mafalda la indossa. Angelika gliela toglie subito) Ah, non ti sta bene per niente! Sta meglio indosso a me (la indossa). Ma non mi chiedi chi me l’ha data?

MAFALDA               Sarà stato Ettore, tuo marito.

ANGELIKA              Niente affatto,Ettore non c’entra.

TRANQUILLO         Chi è stato allora?

ANGELIKA              Non te lo posso dire, comunque èdi uno che è partito, e così posso mostrarvela. Sapete, è un segreto, perché lui non vuole che la mostri in giro.

TRANQUILLO         (tra sé) Modesto è partito?… Oh Dio, sì, con la testa!

ANGELIKA              (guardando la collana) Adesso devo andare. Ah, dimenticavo: non dite a Ettore che mi avete visto con la collana, altrimenti sarebbero guai. Arrivederci a tutti! (esce Angelika. Entra Cecilia).

Scena trentacinquesima

TRANQUILLO, CANDIDA, MAFALDACECILIA

CANDIDA                 Lo credo bene che sarebbero guai! Che baldracca quella Angelika! Cosa crede di essere, una mangiauomini? Solo perché è attraente e ha tutte le sue cose in ordine.

CECILIA                    È vero, ha sempre la casa in ordine, con tutte le cose al loro posto.

TRANQUILLO         Lei invece ha tutte le cose al suo posto.

CANDIDA                 Papà?!... (a Cecilia)Tu non vuoi credere cosa ha fatto Modesto?

CECILIA                    Qualsiasi cosaabbia fatto è da perdonare, tutti abbiamo qualche vizietto.

TRANQUILLO         (a Cecilia) Non è proprio un vizietto… Insomma, Angelika è o non è una bella ragazza?

CECILIA                    Lo vedo anch’io che è una bella ragazza, che merita di essere ammirata.

TRANQUILLO         Brava! Ammirata da chi?

CECILIA                    Dagli uomini, penso.

TRANQUILLO         Sì, ma da quali?

MAFALDA               (arcigna) Da tutti quelli che sgranano gli occhi vedendo una bella donna.

TRANQUILLO         Ma io li sgrano anche vedendo te, dall’orrore.

MAFALDA               Adesso basta Tranquillo! E voi spiegatemi questa storiache Angelika ha la mia collana e io devo far finta di niente; capite che quella collana è mia e non mi interessa un accidente se sotto c’è qualcosa di losco.

CANDIDA                 Non ti interessa?... Chi aveva l’oro con la collana?

MAFALDA               Modesto.

CANDIDA                 E allora?…

MAFALDA               Allora è stato Modesto a dargliela?…  (comprendendo, unendo i due indici)  Ma allora Angelika e Modesto sono così!… Ah, che furfante!

CECILIA                    (unendo anche lei i due indici) Cosa vuol dire così?

TRANQUILLO         Che sono… amici.

CECILIA                    Oh che bello, il mio Modesto ha un’amica.      

TRANQUILLO         Sì… amici. Adesso tu Cecilia va a chiamare Modesto, che venga qua subito che deve darmi una spiegazione.

CECILIA                    Perché lui e Angelika sono amici?... Vado subito. (esce Cecilia).

Scena trentaseiesima

TRANQUILLO, CANDIDA, MAFALDA

TRANQUILLO         Dove vive quella là, nel mondo delle fate?

CANDIDA                 È una buona ragazza che ha sposato un deficiente.

MAFALDA               E adesso il deficiente sta arrivando.

TRANQUILLO         Andate via, che con Modesto mi arrangio io. (escono Candida e Mafalda. Entra Modesto).

Scena trentasettesima

TRANQUILLO, MODESTO

TRANQUILLO         Ah, finalmente! E Cecilia?

MODESTO                E chi l’ha vista?

TRANQUILLO         Non l’hai vista o non ti ricordi se l’hai vista, perché è venuta a cercarti.

MODESTO                A cercarmi, e perché?

TRANQUILLO         Perché dovresti spiegarmi alcune cosette.(arrivano Candida e Miranda,che si mettono a origliare).

TRANQUILLO         Ora mi racconterai questa storia che… (entra Ettore)

Scena trentottesima

TRANQUILLO, MODESTO, ETTORE

TRANQUILLO         (a Ettore) Ma non eri andato a cercarel’oro?

ETTORE                    Infatti l’ho cercato.

TRANQUILLO         E non l’hai trovato…

ETTORE                    No, non l’ho trovato. (sottovoce a Modesto) Ho portato la collana.

TRANQUILLO         Ma non eravate arrabbiativoi due?

ETTORE                    Noi due, cosa dice?

TRANQUILLO         (ravvedendosi) No, no, niente, mi sbagliavo.

ETTORE                    (a Tranquillo) Tranquillo, vuole tornare in possesso del suo oro?

TRANQUILLO         Certo che lo voglio, che discorsi sono questi!

ETTORE                    Allora scommettiamo che io in mezz’ora glielo porto qui davanti?

MODESTO                (che ha perso veramente la memoria) No, no Ettore, non scommettere, tu non sai dov’è l’oro.

ETTORE                    (strizzando l’occhio a Modesto) Certo che non lo so, ma so il modo come arrivare a scoprirlo, ora che ho con me la… (fa un segno intorno al collo per indicare la collana).

TRANQUILLO         Cos’hai tu?

ETTORE                    La chiaroveggenza, quella dote che mi permetterà di trovare i gioielli e guadagnarmi la ricompensa. Toh, sto parlando ancora in rima.

TRANQUILLO         Tu, chiaroveggente, non ne basta uno di indovino? Ma fammi ridere!

ETTORE                    Non ci crede? Ebbene io le dico che troverò il suo oro.

ETTORE                    No Ettore, non farlo, io non ricordo niente.

ETTORE                    Lo so, lo sappiamo tutti che non ricordi niente.

MODESTO                Non ricordo davvero.

ETTORE                    (sottovoce a Modesto) Bravo, sei un attore nato! (a Tranquillo) Allora, scommettiamo 300 euro che in mezz’ora io le porterò qui il suo oro?

TRANQUILLO         Tu sei pazzo, non ti darò mai 300 euro.

ETTORE                    Ma è poco più della ricompensa.Sappia che se non lo trovo, i 300 euro li dovrò sborsare io.

MODESTO                Non scommettere Ettore.

ETTORE                    (Sottovoce) Bravo, continua a fingere.

MODESTO                (ad alta voce) Ma io non sto fingendo.

ETTORE                    (sostenuto) Lo sappiamo tutti che non stai fingendo. (a Tranquillo) Allora cosa ne dice, è disposto a sborsare i 300 euro? Guardi che se non accetta potrebbe perdere il suo oro per sempre.

TRANQUILLO         (riflette) Perdere tutto il mio oro, no! Però tu vuoi ridurmi in miseria.

MODESTO                Ettore, non scommettere, ti prego, non scommettere! (Ettore non gli bada).

TRANQUILLO         E va bene, accetto, anche se sarà la mia rovina!


ATTO III

Scena prima

CANDIDA, MIRANDA

MIRANDA                Hai sentito, quel taccagno di tuo padre ha scommesso con Ettore, e forse dovrà sborsare i 300 euro. Io… io lo strozzerei quell’Ettore.

CANDIDA                 Invece a me fa pena quel povero ragazzo, per fortuna che l’ha presa bene: hai visto invece come si sono rappacificati dopo che mio padre li ha visti litigare? (entra Ettore).

Scena seconda

CANDIDA, MIRANDA, ETTORE

CANDIDA                 Cos’è questa aria afflitta, Ettore. Non dovevi trovare l'oro e vincere la scommessa?

ETTORE                    È inutile che mi prendi in giro, perché… Ma tu come facevi a sapere che avevo scommesso con tuo padre? Se non sbaglio non c’eri.

CANDIDA                 C’ero, c’ero io e anche Miranda. Insomma lo hai trovato questo oro?

ETTORE                    (eludendo la domanda) Tutta colpa di Modesto, e io che lo credevo un amico.

MIRANDA                Su questo hai ragione, non ci si comporta così tra amici: i tradimenti sono sempre una cosa ignobile.

ETTORE                    Come? Sapete anche della storiatra me e Modesto?

MIRANDA                Oh Dio! Anche questo mi tocca sentire! La storia tra voi due, no!

ETTORE                    Ma cos’hai capito, intendo quello che abbiamo fatto assieme?

MIRANDA                (disgustata)Roba da matti!

ETTORE                    Ma cosa state pensando? Sto parlando dell’inganno.  Da quando lo avete saputo?

CANDIDA                 Da quando abbiamo visto la collana di mia madre indosso ad Angelika.

ETTORE                    Voi avete visto la collana indosso ad Angelika? Quando è stato?

CANDIDA                 Cosa interessa quando è stato, il fatto è che Modesto ha regalato la collana ad Angelika; non dirmi che non ne sapevi niente, perché mio padre vi ha visti litigare per questo.

ETTORE                    Tuo padre ci ha visti litigare? Allora conoscete tutta la storia?

CANDIDA                 Certo che la conosciamo.

ETTORE                    Comunque, io la collana volevo ritornagliela poco fa, e tutto sarebbe tornato a posto.

CANDIDA                 Come, a posto?… Senza alcun pentimento?

ETTORE                    Mi bastava che lui avesse la collana per metterla assieme agli altri gioielli, tutto qua.

CANDIDA                 Ma se Modestononricorda dove sono?… Ah, quando li avesse trovati. Beh, contento tu! Se bastava consegnare la collana perché ritornaste ancora amici…

ETTORE                    Ma lui non ha voluto dirmi il posto dove aveva nascosto l'oro.

CANDIDA                 Certo che no, se non se lo ricorda.

ETTORE                    Se lo ricorda, se lo ricorda… Ma non mi avevi detto di conoscere tutta la storia?

CANDIDA                 Sì.

ETTORE                    E allora come fai a non sapere che lui fa apposta a non ricordare dove ha nascosto l’oro?

CANDIDA                 Lui sta fingendo di non sapere dove ha nascosto l’oro?

MIRANDA                Modesto sta fingendo?

ETTORE                    Ma cosa vi capita? Sicuro chesta fingendo.

CANDIDA                Scusa Ettore, sta fingendo per cosa?

ETTORE                    Perché sta facendo credere di non ricordarsi dove ha nascosto l’oro.

MIRANDA                Questo proprio non lo sapevamo.

ETTORE                    Cosa sapevate allora?

MIRANDA                (confondendosi) Che tu sei l’amante di Angelika.

ETTORE                    Cosa sono io? L’amante di mia moglie?!

CANDIDA                 Ma no, lei intende che Modesto è… Miranda, è meglio tacere: se lui non sa niente è meglio non rivelargli così di botto il tradimento.

ETTORE                    (minaccioso, a Miranda) Cosa dici? Sei impazzita per caso? (intuendo) Cos’è Modesto?!...

MIRANDA                Oramai lo sanno tutti: Modesto e Angelika sono (unisce gli indici). Ma non avete litigato per questo?

ETTORE                    Abbiamo litigato perché lui non voleva rivelarmi il nascondiglio dell’oro in modo che io prendessi la ricompensa.

CANDIDA                 E non sapevi che Modesto è l'amante di tua moglie?

ETTORE                    Modesto, amante di Angelika?!

CANDIDA                 Proprio così…

ETTORE                    Come ha potuto quel farabutto?! E come mai non me ne sono accorto prima?(tra sé) Ecco perché non vuole rivelarmi il nascondiglio dei gioielli anche se gli ritornavo la collana: perché è l’amante diAngelika, e la collana ormai è di mia moglie e vuole tenersela; lui vuole rompere l’amicizia con me perché mi ha fatto… Ma sì,è vero: lui è un traditore.

MIRANDA                E tu sei un cornuto… Oh, scusa… non volevo.

ETTORE                    Tu taci, che se ti guardassi in testa vedresti una foresta.

CANDIDA                 Ancora con queste rime!

ETTORE                    Dov’è, dov’è quel farabutto! (Ettore esce di corsa. Subito dopo entra Modesto).

Scena terza

CANDIDA, MIRANDA, MODESTO

MODESTO                Dov’è Ettore?

CANDIDA                 Cosa vuoi da Ettore?

MODESTO                Non posso dirlo a te.

MIRANDA                E a me puoi dirlo?

MODESTO                Ancora meno!

CANDIDA                 Guarda che sappiamo tutto: il fatto della memoria e…

MODESTO                Infatti voglio convincerlo che ho perso davvero la memoria.

CANDIDA                 Ah, hai perso davvero la memoria? Fingi, o fingi di fingere?

MIRANDA                Candida, parla normale altrimenti non ti capisco.

CANDIDA                 E allora, perché non vuoi rivelare il nascondiglio dell'oro?

MODESTO                Ettore vi ha detto tutto?

CANDIDA                 Sì, tutto; e noi gli abbiamo riferito quello che sappiamo di te. Parliamo prima dell'oro: dove l’hai messo? E basta con la storia dell'amnesia.

MODESTO                Ma io ho perso veramente la memoria, lo volete capire o no?

CANDIDA                 Ti abbiamo detto che Ettoreci ha rivelato tutto. Ti conviene andare a prendere l’oro e portarlo ai miei genitori, perché se vengono a sapere dell’inganno saranno guai per te. Dell'altro argomento ne discuteremo dopo.

MODESTO                Quale altro argomento?

MIRANDA                Non siamo stupide, sai, dimmi invece, da quando è cominciata questa storia?

MODESTO                La storia della collana?

CANDIDA                 La storia della collana, sì, quale se no? Quanti anni sono che andate avanti così?

MODESTO                Macché anni! Cosa stai dicendo? Da quando tuo padre ha deciso di consegnarmi l'oro. Ma perché me lo chiedi?

CANDIDA                 E prima, con lei?… Non c’è stato niente?

MODESTO                Con chi? Con tua madre?Niente, cosa vuoi che sia successo: solamente il fatto che la collana era sua.

CANDIDA                 Macché mia madre! Con l’altra, con Angelika.

MODESTO                (soprappensiero) Ah Angelika? Sì, aveva la collana.

CANDIDA                 Chi le ha dato la collana?

MODESTO                Sono stato io, ma…

MIRANDA                Ah, tu regali collane in giro?

MODESTO                Voi avete visto Angelika con la collana? Ho detto io che non c’era da fidarsi di lei, la vanità delle donne è troppo grande!

CANDIDA                 Come mai non hai accettato che Ettore te la ritornasse?È naturale che non voglia più crederti.

MODESTO                Voleva che gli rivelassi il nascondiglio dell’oro, ma io ho perso veramente la memoria.

CANDIDA                 E come mai ti ricordi della collana?

MODESTO                Io ricordo tutto, ma non ricordo dove ho nascosto l’oro, lo volete capire o no?… Dov’è Ettore, che voglio spiegargli la situazione.

MIRANDA                Ettore?…Ettoreera qua… Oh Dio,guarda che è corso via come una furia per dartele di santa ragione perché ha scoperto che sei l'amante di Angelika.

MODESTO                Cosa?!... Io, amante di Angelika? (entra Tranquillo).

Scena quarta

CANDIDA, MIRANDA, MODESTO, TRANQUILLO

TRANQUILLO         (furioso, a Modesto) Ah, sei qua da solo finalmente! Allora spiegami la storia che sei l'amante di Angelika. Da quanto tempo è che fai le corna a Ettore? Dai, su, dimmelo prima che…

MODESTO                Io non faccio le corna a Ettore, cosa dici?

TRANQUILLO         (scagliandosi contro) Non fai le corna a Ettore? Ma io ti uccido!

CANDIDA                 Papà, calmati!

TRANQUILLO         Come si fa a calmarsi con un nipote così bugiardo, che mi perde l’oro, ma trova come amante la moglie del suo amico.

CANDIDA                 Ti dico di stare buono!

TRANQUILLO         Per stare buono devo andare via. (Tranquillo esce agitato. Entra Mafalda).

Scena quinta

CANDIDA, MIRANDA, MODESTO, MAFALDA

MAFALDA               (minacciosa verso Modesto) Ah, brutto porco! Fedifrago che non sei altro!

MIRANDA                (a Candida) Cosa significa fedrigrafo?

CANDIDA                 Fedifrago, non fedigrafo. Significa amante di Angelika…

MAFALDA               Ridammi la collana; su, va a prenderla da quella… (si scaglia contro Modesto che sbatte la testa sulla porta).

MIRANDA                Oh Dio, che botta!

MODESTO                Che botta, che botta!… Mi sembra… mi sembra di…

MAFALDA               (a Modesto) Tu non sei affidabile, tu sei un miserabile!

CANDIDA                 E via conqueste rime!…

MODESTO                Tacete, tacete… Adesso ricordo, adesso ricordo tutto: l’oro… adesso ricordo dove l’ho nascosto. Oh, finalmente! Così potrò darlo a Ettore.

CANDIDA                 (dura) Tu lo porterai qua, dai tuoi zii,e non da Ettore.(si sentono dei passi).Va, scappa, che sta arrivando proprio lui per dartele, e io non voglio vedere pestamenti in questa casa: dovete sbrigarvela fuori. Va, scappa, ti dico! (Modesto esce. Esce anche Miranda. Subito dopo entra Angelika, con la collana addosso).

Scena sesta

CANDIDA, MAFALDA, ANGELIKA

ANGELIKA              Buongiorno a tutti. Cosa sono questa facce da funerale? Sto cercando Ettore.

MAFALDA               Ah, svergognata, anche questo coraggio hai, di venire in casa mia a sfoggiare ancora la mia collana? Prima mi hanno costretto a tacere, ma adesso…Dammela subito, se non vuoi che te la levi di dosso.

ANGELIKA              Questa collana cel’ho io.

MAFALDA               Ma non è tua, quella collana è mia!

ANGELIKA              Questa collana mi è stata data e me la tengo, almeno finché Ettore non mi dice di ritornagliela.

CANDIDA                 Ritornagliela a chi? A Modesto?

ANGELIKA              Cosa c’entra Modesto? La collana è di un amico di Ettore.

CANDIDA                 Vuoi dire che è stato Ettore a darti la collana, e non Modesto?

ANGELIKA              Certo che è stato Ettore, perché?

MAFALDA               Perché la collana è mia, e Tranquillo l’aveva data a Modesto con gli altri ori perché li custodisse finché eravamo a Firenze.

ANGELIKA              Sua?… Sicchéè Modesto l'amico diEttore che…

CANDIDA                 Proprio Modesto.

ANGELIKA              È stato lui a prestamela, allora. E non me l’ha detto perché la collana è di tua madre, e io non dovevo mostrarvela.

MAFALDA               Oh Dio, che imbroglio! Allora, adesso se Ettore trova Modesto lo bastonerà per niente.

CANDIDA                 “Per niente” non è la parola giusta.

ANGELIKA              (a Candida) Spiegami un po’ perché Ettore dovrebbe picchiare Modesto?

CANDIDA                 Perché pensa che sia il tuo amante.

ANGELIKA              Il mio amante? State scherzando? (entra Modesto portando l’oro, seguito da Tranquillo. Modesto lo svuota sul tavolo. Entra Lamberto).

Scena settima

CANDIDA, MAFALDA, ANGELIKA, MODESTO, TRANQUILLO, LAMBERTO

TRANQUILLO         (aLamberto) Oh no, ancora qua! Oggi non è giornata.

LAMBERTO Neanche oggi è la giornata giusta per te? Allora me ne vado.

TRANQUILLO   Vedi che hai capito finalmente! (vedendolo telefonare con il cellulare) A chi stai telefonando?

LAMBERTO Al 117.

TRANQUILLO         Ma è la Guardia di Finanza.

LAMBERTO Appunto, se non vuoi pagare me pagherai la multa che ti daranno per l’oro che hai sul tavolo, che di sicuro non è tutto fatturato. Ciao Tranquillo.

TRANQUILLO         Aspetta, ragioniamo.

LAMBERTO Con te?!...

TRANQUILLO         Anche tu vuoi rovinarmi, prendi quello che ti spetta, ma non puoi essere così cattivo nei miei confronti. (gli consegna dei soldi).

LAMBERTO Cattivo io? Neanche per sogno, ora sono il più buono del mondo. Arrivederci a tutti! (esceLamberto. Entra Giorgio con una boccia).

Scena ottava

CANDIDA, MAFALDA, ANGELIKA, MODESTO, TRANQUILLO, GIORGIO

TRANQUILLO         Oh no, un altro!

GIORGIO                  (non accorgendosi dell’oro) Eccomi qua, ho buttato via l’acqua, l’ho risciacquata e ora la consulto per trovare l’oro.

CANDIDA                 E i pesciolini.

GIORGIO                  Li ho dati al gatto. (poggiala boccia sul tavolo e sente l’odore di freschino). Sa da freschino, non so se funzioni.

CANDIDA                 Perché, se non sapeva di freschino funzionava? A me sembra che sia tu che non funzioni. Guarda qua! (gliindica l’oro).

GIORGIO                  Chi è stato a trovarlo, un altro indovino?

CANDIDA                 Non certo uno come te.

GIORGIO                  (dopo un attimo di perplessità) Cosa sono queste facce tristi, su con la vita! Non avete trovato l’oro?!...Allora vi tirerò su io il morale con qualche freddura. A un malato terminale: “Scegli l’ospedale che vuoi, così sai di che morte devi morire”. Oppure: Cenere del defunto cremato ancora calde nell’aspersorio del celebrante. O: Casse da morto… a noleggio.

CANDIDA                 Adesso basta! E questo dovrebbe portarci su il morale?

GIORGIO                  Sono sempre delle freddure…

CANDIDA                 Che fanno venire i brividi.

GIORGIO                  Allora cambiamo genere.

TRANQUILLO         Non cambi genere, tu cambi casa! Via da qua, che noi abbiamo i nostri problemi.

GIORGIO                  (andandosene) c’è ancora quella di quello che per tutta la vita haportato sacchi, e quando morirà si porterà la bara in cimitero.

TRANQUILLO         Non mi interessa.

GIORGIO                  O quella del cartello che diceva: “Casse da morto con lo sconto. Affrettatevi!”.

TRANQUILLO         Basta ho detto!

GIORGIO                  Le bare ora sono con le prese d’aria perché… poverino, come fa a respirare?

TRANQUILLO         Basta, ho detto!

GIORGIO                  (fuggendo) Era solo per esercitarmi per la pubblicità di una pompa funebre! (esce Giorgio).

Scena nona

CANDIDA, MAFALDA, ANGELIKA, MODESTO, TRANQUILLO

MODESTO    Ecco l’oro! Ora tutto è a posto (Tranquillo e Mafalda controllano subito.(ad Angelika) Ciao Angelika… hai sentito, io sarei…

ANGELIKA              Sì, tu saresti il mio…

MODESTO                (scherzando) Beh, sai, un pensierino lo si potrebbe anche fare.

MAFALDA               Oh, dico, siete diventati matti, finché si scherza si scherza, ma poi…

ANGELIKA              (amoreggiando con Modesto) …Si fa sul serio.(entra Ettore e li vede abbracciati. Modesto fugge. Ettore lo rincorre intorno alle quinte. Entrano anche Miranda eCecilia).

Scena decima

CANDIDA, MAFALDA, ANGELIKA, MODESTO, TRANQUILLO, ETTORE, MIRANDA, CECILIA

CECILIA                    Perché corrono così forte?

TRANQUILLO         Perché vogliono prendersi.

CECILIA                    Oh, che bello, giocano come dei ragazzini.

ETTORE                    Fermati, fermati Modesto, che ti voglio solo ammazzare.(Modesto entra in scena correndo, inseguito da Ettore.

MAFALDA               Ettore!Ettore!… Oh Dio, adesso quelli si picchieranno. Come possiamo spiegare loro la verità? (entra Modesto di corsa).

CANDIDA                 Modesto, abbiamo capito che non sei l'amante di Angelika.

MODESTO                Lo so anch’io, ma dillo a quello che mi insegue. (scappa. Entra Ettore).

TRANQUILLO         (lentamente) Ettore, fermati, dove vai? Aspetta che ti spieghiamo (Ettore non lo bada).

MAFALDA   (ironica, a Tranquillo) Non potresti parlare un po’ più lentamente?... Bisogna dirgli subito che Modesto non è l’amante di sua moglie.

TRANQUILLO         Hai ragione, stavolta hai ragione. (entra Modesto di corsa. confondendosi) Modesto, Ettore non è l’amante diCecilia.

MODESTO                Lo so, con una donna così è impossibile (scappa via).

MAFALDA               (a Tranquillo) Ma cosa stai dicendo?... Proviamo con Miranda. Miranda, tu devi dire solamente: Modesto non è l’amante di tua moglie.

MIRANDA                (ad alta voce) Modesto non è l’amante di tua moglie!

CANDIDA                 No, non adesso: quando passa Ettore.

MIRANDA                (passa Ettore).Ascolta Ettore, Modesto non è… (Ettore è già fuori).

MAFALDA               Cecilia, dillo tu a tuo marito che Modesto non è l’amante diAngelika.

CECILIA                    Oh, io non sono capace di dire una parola così brutta.

MAFALDA               Devi sforzarti.

CECILIA                   Ettore, sono io, Cecilia, mi dicono che Modesto non è… (a Tranquillo) Com’era quella parola? (intanto i due fanno un altro giro).

TRANQUILLO         Amante!

CECILIA                    (passa Ettore) Ecco, (confondendosi) chetu non sei l’amante di… (a Tranquillo) di chi?

TRANQUILLO         Confondendosi anche lui) DiAngelika!

CECILIA                    (passa Ettore) DiAngelika.

ETTORE                    Lo so anch’io, se è mia moglie!

TRANQUILLO         Insomma, come dobbiamo fare per fermarli? (arriva Modesto).

MODESTO                Fate qualsiasi cosa, basta che la facciate, che io sono stufo di correre (sparisce).

ANGELIKA              Lo farò io, fermerò ioEttore, in fondo sono sempre sua moglie, e vedrete che mi ascolterà. (entra Ettore di corsa, Angelika gli si para davanti). Ettore, ascoltami…

ETTORE                    (spintonandola) Scansati, brutta sgualdrina! (sparisce).

TRANQUILLO         Su, fermiamoli mettendoci davanti! (arrivaEttore, che viene fermato, poi viene fermato Modesto).

TUTTI                        Ettore, Modesto non è l'amante di Angelika.

ETTORE                    Dovete dire che non è più il suo amante perché adesso per mano mia morirà. (entraMercedes).

Scenaundicesima

CANDIDA, MAFALDA, ANGELIKA, MODESTO, TRANQUILLO, ETTORE, MIRANDA, CECILIA, MERCEDES

MERCEDES             Non uno, ma in tanti qui moriranno se non finite di correre e fare baccano. Come devo dirvelo che dovete lasciarmi in pace, che sono stufa, che bisogna finirla questa commedia! Che se continuate con questo fracasso io vi strozzo!Per cui adesso calmi, calmi, capito?!

TUTTI                        (riprendendo sottovoce, a Ettore) No, Modesto non è mai stato l’amante di Angelika.               (a Mercedes) Va bene così?

MERCEDES  Finalmente avete capito, così, proprio così dovete parlare. (entraSilvana).

Scena dodicesima

CANDIDA, MAFALDA, ANGELIKA, MODESTO, TRANQUILLO, ETTORE, MIRANDA, CECILIA, MERCEDES, SILVANA

SILVANA                  Cos’è questo silenzio, e tu Mercedes, cosa fai qua?

MERCEDES              Sono venuta a farli stare zitti.

SILVANA                  Stare zitti?... Più zitti di così! Sei tu che fai un pandemonio ogni volta che vieni qui da Tranquillo. Su torna a casa!

MERCEDES              Facevano baccano, mi credi o no?

SILVANA                  (a Tranquillo) Facevate baccano? (Tranquillo fa di no con la testa. A Mercedes) Visto? Tranquillo ha detto di no. (strattonandola) Su, seguimi! (escono. Silvana rientra sulla porta per fare l’occhiolino a Tranquillo. Escono Mercedes e Silvana).

Scena tredicesima

CANDIDA, MAFALDA, ANGELIKA, MODESTO, TRANQUILLO, ETTORE, MIRANDA, CECILIA

ETTORE                    (forte) Scusate, ma voi cosa mi avevate detto? E cos’è quello che ho visto fare fra loro due, era una allucinazione per caso?

MAFALDA               Ma dai, che scherzavano.

ETTORE                    Non si scherza con i sentimenti. E perché prima avevate detto che Modesto era l’amante di Angelika e ora non lo è più? Bisogna che vi spiegate perché se non uccido lui io uccido voi!

MIRANDA                Tutto è partito da me che ho visto la collana di Mafalda intorno al collo di Angelika.

ETTORE        Eallora?

MIRANDA                Pensavo che gliela avesse regalata Modesto, che fosse il suo amante.

ETTORE                    Siete fatte per questo voi donne, vero? Per pensare a cose che non esistono. (vede l’oro) Ma cosa sono questi? Mi sembrano i gioielli di Tranquillo.

TRANQUILLO         Infatti sono i miei gioielli, qualcosa non va?

ETTORE                    (scagliandosi contro Modesto) Ah furfante, adesso capisco il tuo gioco: non hai voluto rivelarmi il nascondiglio per fare bella figura con tuo zio!

MODESTO                Non è vero: quando sono uscito dopo la nostra lite ho preso una botta in testa, una vera stavolta, e ho perso veramente la memoria, per questo non ti ho rivelato il nascondiglio anche se mi volevi ritornare la collana: perché non lo ricordavo proprio.

ETTORE                    E ora, guarda caso, la memoria ti è ritornata.

MODESTO               Mi è ritornata con un’altra botta, quando ho cercato di inseguirti dopo la lite tra noi

CECILIA                    Modesto, tu prendi sempre botte e non mi dici mai niente.

MODESTO                Perché farti stare male quando è impossibile stare bene?

MIRANDA                (sottovoce a Candida) Io non ho capito niente, tu hai capito qualcosa?

CANDIDA                 Ormai non mi sforzo più di capire un tipo così.

MODESTO                Insomma, l'oro è qua. Meglio finirla questa storia!

ETTORE                    E la ricompensa? Doveva essere mia, almeno la metà.

TRANQUILLO         La ricompensa non spetta a nessuno, e tu Ettore hai perso la scommessa, devi darmi i 300 euro.

CANDIDA                 Sei uno sporco avaro, papà: ormai la storia è finita, come puoi pretendere i soldi da Ettore quando tu ce ne hai già tanti? Come farà a darteli?

TRANQUILLO         I patti sono patti, e lui deve darmi i soldi.

MIRANDA                Che spilorcio!

TRANQUILLO         (a Candida) Beh,guarda che coincidenza, i 200 euro della ricompensa sono proprio  il prezzo della collana… Ma dov’è la collana? Angelika, dammi la collana, dove l’hai messa?

ANGELIKA              Quale collana?

TRANQUILLO         Su, non cominciare anche tu con la storia dell’amnesia.

ANGELIKA              Ho sentito di una ricompensa per chi trovava l'oro.

TRANQUILLO         Certo, per chi trovava l’oro, ma non per chi trovava la collana, che peraltro non essendo tua, l’avevi indossata creando questo casino.

ANGELIKA              Signor Tranquillo, lei non ha specificato quale e quanto oro, per cui io, avendo la collana è come avessi tutto il suo oro.

TRANQUILLO         Ma io non avevo parlato di ricompensa con te.

ANGELIKA              Lo so, sta di fatto che la collana ce l’ho io, e la collana fa parte dell’oro e, ripeto, la ricompensa spetta a me.

TRANQUILLO         Di quale ricompensa stai parlando?

ANGELIKA              E lei, di quale collana sta parlando?

TRANQUILLO         Tutti con l’amnesia qua.

ANGELIKA              Anche lei, a quanto pare.Sa cosa facciamo? Siccome ha detto che il prezzo della collana è uguale a quello della ricompensa, io mi tengo la collana.

TRANQUILLO         (riflettendo) Mi sembra una decisione saggia, anche perché così non pagherò niente.

MAFALDA               Saggia un corno! La collana è mia! (lo picchia sulla testa).

CECILIA                    Ma, Modesto, non era tua la collana?

MAFALDA               (a Cecilia) Non cominciare anche tu adesso!

TRANQUILLO         Io non posso pagare 200 euro.

MAFALDA               La collana è mia, è mia, capisci?!

TRANQUILLO         I soldi sono frutto del mio sudore.

MAFALDA               Del nostro sudore! Voglio la mia collana!        

TRANQUILLO         Te ne compreraiun’altra.

MAFALDA               Con che soldi? Con quelli che mi dai tu? Taccagno, taccagno! Spilorcio, avaro!... (continua a picchiarlo, mentre Angelika, defilata, estrae la collana dalla tasca e se l’ammira).

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