Sipario testi
La colpa del giardino
Dramma in due atti
di Edward Albee
PERSONAGGI:
RICHARD, simpatico, piacente, 43 anni
JENNY, sua moglie, bella, di qualche anno pi giovane di lui
ROGER, loro figlio, un bel ragazzo di 14 o 15 anni
JACK, un vicino di casa, piacente, sulla quarantina
MRS. TOOTHE, una bella signora elegante, non pi giovanissima
CHUCKeBERYL
GILBERT e LOUISEamici e vicini di casa molto simili a Richard e Jenny
CYNTHIA e PERRY
LA SCENA: Il soggiorno e la veranda d'una casa della periferia; un giardino spazioso e ben tenuto visibile oltre le vetrate della veranda. La casa era vecchia e la veranda evidentemente un'aggiunta alla struttura gi esistente, ma non stride. L'arredamento stato fatto con pochi mezzi; il buon gusto e la semplicit hanno sostituito il danaro.
ATTO PRIMO
Scena prima
(La scena vuota. Fuori, oltre la vetrata, il rumore d'una tosatrice a mano. Richard passa oltre i vetri, tosando il prato; si ferma, si asciuga il sudore; prosegue. Jenny entra dall'ingresso cerca una sigaretta ne trova un pacchetto sul marmo del camino, s'accorge che vuoto, sta per buttarlo via, poi ci ripensa, stacca il bollino, butta il pacchetto vuoto nel cestino della carta straccia: vede che nel cestino c' gi un altro pacchetto vuoto, scrolla il capo, si china, prende il pacchetto, ci mette le dita dentro e ne stacca il bollino)
Jenny - (scrolla la testa; sottovoce) Ma insomma! (Pi forte, ma non possibile che Richard la senta)
Te ne potevi ricordare!
(Richard passa di nuovo davanti alla vetrata, tosando il prato; Jenny apre la porta a vetri, gli parla forte)
Te ne potevi ricordare!
(Lui va avanti col suo lavoro, irritato)
Dick! (Lui si ferma)
Richard - (veramente non lo sentiamo) Hm?
Jenny -Quest'altra volta ricordatene! (Si volta, torna indietro, lasciando la vetrata aperta)
Richard - (la segue, asciugandosi il sudore sul collo col fazzoletto)Quest'altra volta che?
Jenny -Ricordatene. (Non dice altro)
Richard - (riflettendo) Va bene. (Pausa) Di che?
Jenny - (cerca ancora una sigaretta) Quando li butti via.
Richard - (ci pensa su) Hm-hm. (Pausa) Posso tornare fuori? Bisogna che qualcuno lo tosi quel prato, e non vedo giardinieri in attesa di ordini...
Jenny - (i pacchetti di sigarette che trova sono tutti vuoti) Te l'ho detto diecimila volte... anzi, sono due le cose che t'ho detto diecimila volte: bada che in casa ci siano sempre le sigarette...
Richard - (ci abituato ma non se la prende) La padrona di casa sei tu.
Jenny - (tra le sue parole s'insinua qualcosa della maestra di scuola pedante) Quandoprendi l'ultima sigarettad'un pacchetto, devi fare due cose... te l'ho detto...
Richard -...diecimila volte...
Jenny - (chiudeperun attimo gliocchi,poi prosegue) ...primaditutto, quandoilpacchetto vuoto,guarda se l'ultimo... l'ultimo pacchetto...
Richard - (annoiato, impaziente) Sissignora.
Jenny - (imperterrita) E se l'ultimo, segnati di comprarne degli altri, o dillo a me...
Richard - (c.s.) Sissignora. Sissignora.
Jenny -Comunque, quando finisci un pacchetto, ricordati di staccare il bollino. Hai capito? I bollini! Li conserviamo.
Richard -Me ne sono dimenticato?
Jenny -Te ne dimentichi sempre. Fumiamo questo schifo solo perch ci sono i bollini...
Richard - (distratto) Sissignora.
Jenny - (dopo una piccola pausa) Ne hai?
Richard -Di bollini?
Jenny - (non ha voglia di scherzare) Di sigarette!
Richard - (tastandosi le tasche) Hm-hm. (Improvvisamente capisce) Ne vuoi? (Le porge il pacchetto)
Jenny - (vede il pacchetto) Mascalzone! Queste non sono... Che cosa... come ti permetti di fumare queste sigarette, non lo sai, no? che queste il bollino non ce l'hanno? Che cosa pretendi, che io stia qua a rovinarmi i polmoni per accumulare i bollini mentre tu, zitto zitto...
Richard - (ridacchia, perch stato coltoin fallo) M' andata male, eh?
Jenny -Che... disgraziato!
Richard - (accendendole la sigaretta) Si, proprio un disgraziato. Buone, vero?
Jenny - (comprensiva) Si... (Pausa) Come va il pratino?
Richard -Cresce.
Jenny -Sta' attento, mi raccomando i tulipani.
Richard - (caricando il suo atteggiamento pentito) S, vero, mi ero lasciato trasportare dalla foga della tosatrice - (Fa un verso come di chi trema per il freddo) br-br-br-br-br-br-br-br, gi tutte; quando ho ripreso il controllo erano gi cadute una decina di teste. (Ripensandoci) Chiedo scusa.
Jenny - (ammicca) Non c' mica tanto da ridere. (Pi o meno tra s e s) Pare impossibile che alla sua et si sia divertito a tosare un'aiuola di tulipani.
Richard - (orgoglioso e baldanzoso) Era piuttosto divertente. A proposito, che cosa vuol dire "come va il patrino?", che te ne frega, a te, del patrino? Per te, pu anche essere uno sterpaio, basta che non disturbi i tuoi malvoni, i tuoi tulipani e i tuoi asterini o come diavolo si chiamano.
Jenny - (dall'alto, ma cordiale) Non tutti hanno le stesse attitudini. C' chi tosa bene un pratino e chi... oh, com' verde il mio pollice.
Richard - (giudice) Niente male. Le tue uova strapazzate sono immangiabili, ma il giardino lo tieni molto bene.
Jenny - (agrodolce) Sono un tipo da aria aperta.
Richard - (la bacia in fronte) S. vero. (Crolla sulla poltrona, gemendo per la stanchezza) Ooooooooooohhhhhhhhh, santo Dio!
Jenny -Hm?
Richard - (sincero e triste) Peccato non potersi permettere certe cose.
Jenny - (rassegnata, ironica) Fuma di pi! E conserva i bollini!
Richard -Roger ha telefonato? arrivato bene in collegio?
Jenny -S, quest'anno ha tre compagni di camera, e gli lasciano prendere la bicicletta.
Richard - (ragazzone) Peccato non lascino prendere la tosatrice a motore a me.
Jenny -Non la puoi prendere, quindi... (Lascia in sospeso)
Richard -A levante delle Montagne Rocciose sono l'unico americano purosangue che non possiede una tosatrice a motore.
Jenny -Non te la puoi permettere, punto e basta.
Richard - (indica vagamente attorno a s, alludendo al vicinato) Alan ce l'ha; Clinton anche; e Mark! Mark ce l'ha col serbatoio per l'erba, e la d a nolo tutti gli...
Jenny - (con sorprendente durezza) No! (Silenzio)
Richard - (a se stesso) A quarantatre anni non possedere neppure una tosatrice a motore. (Silenzio)
Jenny -Vuoiprendere qualcosa? Un t? Un sandwich?
Richard - (duro) Ce lo possiamo permettere?
Jenny - (a denti stretti) Appena appena.
Richard - (si alza, fa qualche passo: staccato) Di' un po'... Vuoi divorziare? Risposarti? Con uno che ha i soldi? Con uno che ha la tosatrice a motore?
Jenny - (stanca, pratica) Questa settimana, no; ho troppo da fare.
Richard - (astratto) Se mai, fammelo sapere. (A lei, direttamente) Quanto?
Jenny -Hm?
Richard -Quanto spendi? S, in semenze, concimi, utensili vari, e...
Jenny - (alzandosi) Per l'amor di Dio
Richard -E...ebulbie palettiper puntellarele care piantine...
Jenny - (rabbiosa, ma sempre piuttosto smargiassa) Che ci vuole? Prendi una vanga e manda tutto in malora! Poi, invece delle piante, ci metti la ghiaia! E gi che ci sei, butta via l'erbetta.
Richard - (stringendosi nelle spalle) L'erba ce l'hanno tutti.
Jenny - (furibonda) Il giardino ce l'hanno tutti! (Sempre arrabbiata, ma pi dolce) Io sono pronta, pronta a lesinare su tutto, a mangiare quello che non mi piace, a vestirmi come nei film di prima della guerra...
Richard - (gli dispiace di tutto quello che ha detto) Ma s, ma s...
Jenny -...a nontenere la donna di servizio,adandare dal parrucchiere soloduevolte al mese,a nondiremai andiamo via per il week-end...
Richard -Ma s...
Jenny -...a spendere il poco che abbiamo per questa maledetta casa...
Richard - (dolce, ragionevole, ma esasperante) ...la casa ce l'hanno tutti...
Jenny -...e quella fottutissima macchina...
Richard -...la macchina ci vuole...
Jenny -...e il collegio di Roger...
Richard - (un pochino in collera) Con tutte le belle scuole che ci sono in questo paese...
Jenny -...e tutte le assicurazioni...
Richard -Si muore, cara te. Jenny -...e compagnia bella! A svenarmi!
Richard -Non ti scordare il governo; ha fame.
Jenny -Sono pronta, prontissima... a fumare quelle perfide sigarette, a... ma non voglio, non voglio rinunciare al mio giardino.
Richard - (carino, conciliante) Non te lo chiederei mai.
Jenny -Facciamo una vita superiore ai nostri mezzi, non ci possiamo permettere di vivere qui, ormai ci siamo tanto impantanati che per tornare a galla dovresti rapinare una banca o che so io...
Richard -Adoro il tuo giardino.
Jenny - (calmandosi un pochino) Ci sono delle cose che non far mai: e prima di tutto non rinuncer mai al mio giardino.
Richard -Ci mancherebbe altro!
Jenny -Io adoro il mio giardino.
Richard -S.
Jenny -Con tutto quello che costa un fioraio, se si dovessero comprare i fiori per la casa...
Richard -Lo so, lo so.
Jenny -Gi, se si avesse una serra...
Richard -Una serra!
Jenny -S, una serra piccola piccola, tanto da coltivarci un po' di orchidee... (Vede che Richard s' alzato e si allontana scrollando il capo) ...Dove vai?
Richard -Mi vado a ammazzare.
Jenny -Perch?!
Richard - (non riesce pi a controllarsi) Lo sai quanto costa una serra?!
Jenny - (fuori di s) Cerco di fare dei risparmi!
Richard - (rinuncia a farla ragionare) Sei pazza.
Jenny -Lo sai quanto costano i fiori recisi?
Richard - (facendole il verso) Losai quanto costauna serra?
Jenny -Cerco di fare dei risparmi.
Richard - (breve pausa, poi) E allora perch non vai a Parigi a comprare Christian Dior? Cos non ti devi pi pagare i vestiti. (Silenzio)
Jenny - (preoccupata) Vuoi un t? Un sandwich? (Richard scrolla il capo; silenzio.Un po' triste, ansiosa, ma rassicurante) Un giorno l'avremo, la serra, vedrai che bellezza; qua dentrosar pieno dipiantefiorite;tipiacermoltissimo.
Richard - (un po' ironico, ma triste) Prima, per, la posso avere la tosatrice a motore?
Jenny - (carina) Puoi avere tutto.
Richard - (sospira) Come sar bello!
Jenny - (ansiosa) Anche io avr tutto, sar meraviglioso.
Richard - (dopo un silenzio) Per me, il brutto della miseria...
Jenny - (correggendolo, meccanicamente) ...del non avere soldi...
Richard -Per me, il brutto della... del non avere soldi...
Jenny - (un po' imbarazzata, come se qualcuno li stesse ad ascoltare) Non stiamo morendo di fame.
Richard -No,mangiamo, ma senon cifossimoiscritti al... (Indica fuori dalla finestra) al circolo, mangeremmo molto meglio.
Jenny - (accondiscendente, con pazienza) S.
Richard -Se non si provasse a vivere come i nostri amici, qualche volta si potrebbero fare dei risparmi.
Jenny - (c.s.) Eh gi.
Richard -Tra parentesi, prima di trasferirci da queste parti, di prendere questa casa, quegli amici non li avevamo...
Jenny -Per sono amici.
Richard -Si, si, certo, li hai trovati tu. (La butta li, ma sincero) La nostra una vita sbagliata.
Jenny - (butta la testa indietro, ride) Oh Dio!
Richard -Davvero!
Jenny -Povero piccolo!
Richard - (come in un dibattito) Abitiamo in una casa da quarantamila dollari e dobbiamo fumare delle pessime sigarette per mettere da parte i bollini coi quali vincere un aspirapolvere che ci permetta di tenerla pulita; ci siamo iscritti al circolo per poter ricambiare gli inviti a cena di persone che, tanto per cominciare, non avremmo mai conosciute se non ci fossimo iscritti al circolo, e ci siamo iscritti al circolo, e abbiamo imparato a giocare a tennis perch abbiamo deciso di trasferirci in un quartiere in cui tutti sono soci del circolo.
Jenny - (senza darci peso) Salvo gli ebrei e i commercianti.
Richard -Eh? Ci siamo impegnati anche gli occhi... (Si rende conto di quello che ha detto, cerca di stabilirlo per affermare la sua dignit) ...anche gli occhi... impegnati anche gli occhi, e perch?
Jenny - (calma., perplessa) Perch vuoi fare una vita simpatica.
Richard -Io?
Jenny - (chiude un attimo gli occhi in segno di martirio) Perch noi,perchnoi vogliamofare una vita simpatica; vivere come tanta gente riesce a vivere...
Richard -S:gente che se lo pu permettere!
Jenny -No! Come tanta altra gente non se lo pu permettere, eppure se lo permette. Credi che l'ufficio ipoteche della banca stia aperto solo per noi?
Richard -Guarda Jack!
Jenny -Jack ricco! Guarda gli altri.
Richard - (pausa; torvo) Io, qua, sono spaesato.
Jenny - (con compassionelievemente protettiva) -Ooooh, povero Dick.
Richard -E invece s.
Jenny - (molto precisa, anzi un po' sospettosa) S che cosa?
Richard -La banca: s, l'ufficio ipoteche sta aperto solo per noi.
Jenny - (con una risatina) Non vuoi un sandwich, o qualcosa?
Richard - (preoccupato) No.
Jenny - (evidentemente un loro vecchio dissenso) Sonoancora abile al lavoro...
Richard - (con fermezza) No.
Jenny -Lo fanno tante mogli.
Richard -No.
Jenny -Un orario ridotto, solo da...
Richard -Non mica tanto facile trovarlo.
Jenny -Sarebbe tutt'un'altra cosa se...
Richard - (ormai al limite della pazienza) No, e poi no! (Ci ripensa, meno duro) Non voglio che mia moglie cerchi di lavorare da qualche parte, e mandi avanti la casa e stia dietro a Roger quando viene a casa da scuola...
Jenny -Roger ha quattordici anni, non c' bisogno di stargli dietro.
Richard -No! E poi, ha quindici anni, non quattordici.
Jenny -E se m'impiego, possiamo permetterci la donna di servizio e...
Richard -Ho detto di no.
Jenny - (esasperata) Santo Dio, non crederai che mi metta a fare la lavandaia!
Richard - (con un po' di cattiveria) Ah no? Che altro faresti?
Jenny - (ritorcendo) Forse credi che non sappia far altro...
Richard - (alzando la voce) Questo non l'ho detto.
Jenny -No, ma lo hai arguito!
Richard -Sottinteso, semmai, non arguito. E non ho sottinteso niente.
Jenny -Ma s che lo hai sottinteso, perdio!
Richard -Non ho detto niente di simile.
Jenny - (gli fa il verso, petulante) Ah no? Che altro faresti? Che sapresti fare? (Con rabbia) Credi che non sappia far altro?
Richard - (cerca di avere pazienza) Non ho detto che sapresti fare soltanto la lavandaia; volevo semplicemente dire che...
Jenny - (mettendosi a piangere) Mi dispiace che tu pensi tanto male di me.
Richard - (con gli occhi al cielo) Oh, Cristo santo...
Jenny - (tirando su col naso fino alla fine della scena) Mi dispiace se pensi che non so far altro. Cerco di esserti utile; cerco di tenerti la casa con una certa decenza...
Richard - una bellissima casa...
Jenny -...e di tirar su tuo figlio in modo che non diventi... che non diventi un lazzarone...
Richard -...nostro figlio...
Jenny -Cerco di presentarmi bene, di avere cura di mestessa, per te, per i tuoi amici...
Richard -Com' che improvvisamente diventato tutto mio!?Per lopi tuo, tutto tuo!
Jenny - (di nuovo coi lacrimoni) Ci provo! Ci provo!
Richard -Dio mio! (Le va vicino, la consola) Lo fai a meraviglia; la casa sempre una... meraviglia; mi... mi fa venire l'acquolina in bocca. (Borbotta, cerca di morderle il collo)
Jenny - (povera martire) No, adesso no. (Richard ripete i borbottii, morde) Smettila! (Richard si allontana) Basta... vattene!
Richard - (pausa; sottomesso) Non volevo... non volevo dirti niente di offensivo.
Jenny -No, ma lo pensavi1.
Richard - (la rabbia gli cresce dentro) Non lo pensavo!
Jenny - (arrabbiata anche lei) E allora perch l'hai detto?!
Richard - (strizzando gli occhi) Che cosa?
Jenny - (gelida) -Senonlopensavi,perchl'haidetto?
Richard -Non ho detto affatto... quello che tu hai sottinteso...
Jenny -Arguivo!
Richard -Va' al diavolo!
Jenny - (con grande e pacata dignit; silenzio) Volevo solo suggerirti che potrei dare una mano in ospedale, uno o due pomeriggi alla settimana.
Richard - (sbuffando) Per poterci pagare una donna di servizio?
Jenny - (cercando di conservare la calma) O aprire una modisteria...
Richard -Sei matta! Matta in mezzo alla testa!
Jenny - (giustificandosisinceramente) -Volevodartiuna mano! (Silenzio)
Richard - (nuovamente d'accordo, affettuoso) Lo so. E lo fai gi in pieno; lo fai pi di quanto dovresti.
Jenny -No, no, non faccio niente per darti una mano.
Richard - (le strofina il naso sul viso) Tu fai tutto.
Jenny -Tu pensi che non valgo niente.
Richard - (per chiarire) Anzi, suppongo che ti potrei vendere per... beh...
Jenny - (vuole che la smetta) Tu pensi che sono un peso; chenoncollaboro.Tantedonnelavoranoqualcheoraal giorno, tanto per dare una mano, ...
Richard - (deciso) No!
Jenny - (dopo un silenzio; sospira) Soldi, soldi, soldi.
Richard - sempre stato cosi. cos.
Jenny - (per consolarlo) Ora guadagni pi di prima.
Richard -S, guadagno pi tasse. Attenta all'uomo tutto d'unpezzo!attentaall'uomochesielevalentamentefino alla rispettabilit.
(Jack appare davanti alla vetrata della veranda, entra, osserva, si mette in panciolle, parla al pubblico; diventa parte dell'azione soltanto quando parla direttamente a uno o l'altro dei personaggi)
Jenny -Lo so; la mamma diceva sempre che per marito mi dovevo prendere un agente immobiliare.
Richard - (va alla credenza che fa da bar) Giusto; perch non l'hai fatto?
Jenny - (ci prova di nuovo) Se potessi trovare un lavoretto...
Richard - (guarda le bottiglie) No!
Jack - (al pubblico, mentre Richard fruga tra le bottiglie) Leticano per i soldi? Poveracci, lo fanno sempre. Per sono tanto cari. Richard una brava persona, e Jenny ... un tesoro. Accidenti; magari non lo fosse.
Jenny - (ignara della presenza di Jack) Che stai cercando?
Richard - (c.s., senza alzare gli occhi dalle bottiglie) La vodka.
Jenny - proprio l; l davanti a te.
Richard -Non la mia, la polacca:questa per gli ospiti... vodka americana.
Jenny - (come dire "Vedi come sei") Beh, mi dispiace.
Richard -E poi finita.
Jack - (al pubblico) Visto? Per forza. La vodka polacca costa otto dollari la bottiglia piccola. Il bello tutto l: nel sapore; e il sapore costa caro. Poveri figlioli. (In confidenza) A me, Jenny piace un sacco. Non le voglio mica saltare addosso, no, per carit. A me si rizza qualcosa qua in testa; sempre, in genere.
Richard - (a Jenny) La buona vodka non un lusso.
Jenny -Neanche la serra.
Richard -La serra s.
Jack - (al pubblico) Mio zio morto e m'ha lasciato tre-milioniduecentocinquantamila dollari. Molto comodo. Vuol dire che posso avere una serra, e la vodka polacca, e il whisky scozzese del 1939... e nessuna preoccupazione... che la cosa pi bella di tutte, non vi pare? (Entra nell'azione) Oh, ragazzi!
Richard -Oh?
Jenny - (vivace e contenta, nei confronti di Jack reagisce sempre con un misto di sentimento materno e civetteria) Toh, guarda chi c'!Jack!
Richard - (nei confronti di Jack reagisce sempre con un misto di lieve diffidenza, di disagio e di naturale cordialit) Ciao, Jack, benvenuto.
Jack - (vede che sono un po' imbarazzati) Randagio, coi piedi piagati e il guinzaglio sciolto, dove mi dirigo? Qua. E perch?Perch m'aspetto un'accoglienza festosa e calorosa. Come state, ragazzi?
Richard -Poveri in canna.
Jenny -Bene!
Jack -Mettetevi d'accordo.
Richard -Dove sei stato?
Jack - (bacia Jenny sulla fronte) Mi sono fermato al circolo per contare gli infarti, ho dato un'occhiata al tavolo del poker e ci ho buttato un paio di centoni. (A Jenny) Che... buon... odorino.
Jenny - (contenta) Grazie.
Jack -Poi... m' venuta voglia di scavalcare la siepe e di venirvi a trovare.
Richard - (gentile, ma sotto tono) Scommetto che vuoi bere qualcosa.
Jenny - (per confondere la situazione) Hmmm; anch'io!
Jack -Magari. Vodka polacca?
Richard - (d un'occhiata a Jenny) Appena finita.
Jenny - (a Richard) Perch non ci fai tre buoni Martini?
Jack - (fa schioccare la lingua fingendo disapprovazione) Bere, sempre bere.
Richard -Finito anche il vermouth.
Jack -Che ospitalit! Ve la raccomando.
Richard -Lo vado a comprare.
Jack -Ottima idea! Cosi resto solo con tua moglie.
Jenny -Via, Jack!
Richard - (come per dire "Se s, vado a comprarlo") Ti trattieni?
Jenny - (allegro rimprovero) Dick!
Jack -Non so, pensavo di buttar gi un'ultima cosa con voi due. Ah, sentite, v'ho lasciato duecentocinquantamila dollari peruno,datemidabere,chepoivadogiincantinae m'ammazzo. Jenny -Ooooooh!
Richard - (un po' torvo) Sar meglio che scegli un altro posto; rischiamo di non poter incassare l'eredit se... (Lascia in sospeso)
Jenny - (sta al giuoco) S... se no... capirai... sopralluoghi, indagini.
Jack - (al pubblico) Per, ha ragione. Ha le idee chiare. (Nuovamente nell'azione) Gi. (Pausa) Credete? Beh, pazienza. Vuol dire che bevo e basta.
Richard - (lieve pausa, titubante) Certo. (Pausa) Allora vado a comprarne.
Jack -Vai, maschietto, vai.
Jenny - (ride) Ma via, Dick; che cosa credi?
Jack -Hai una moglie fedele, sta' tranquillo. (Al pubblico) proprio vero. una perla; una donna onesta.
Richard - (si avvia verso l'ingresso) Lo so; le sposo cos oniente.
Jack - (sinceramente colpito) Hai avuto altre mogli?
Richard - (stupito) No. Dicevo cos... (Non trova le parole)...tantoperdire. (AJenny)Tunonvuoiniente?Ti serve qualcosa?
Jenny - (scrolla il capo) N-n-no. Torna subito. Ah! Le sigarette!
Richard - (stauscendo;unpo' amaro) -Dichemarca?
Jenny - (sospirarassegnata,esorride) -Quellechepiacciono a noi.Svelto, su. (Richard esce)
Jack - (aRichard, gisparito)Ciao! (AJenny,unpo' Groucho Marx) Su, svelta!Gli ci vorr un quarto d'ora anche a passo di corsa! Dov' la camera degli ospiti?
Jenny - (ride) No, Jack, smettila! E poi, non sei nemmeno un ospite.
Jack - (fngendosi stupito) No? E cosa sono?
Jenny -Non so... un... un'istituzione.
Jack -Una piaga locale? Quel rompiscatole di Jack, eccolo-di-nuovo-sbronzo-e-pelandrone-in-diritto-di-mandare-in-malora-il-pomeriggio-di-chi-ha-da-fare.
Jenny -Hm.
Jack - (al pubblico) Magari vero. Che sono cos. Tempo, tempo. Dio, l'ambizione di correre dietro la fortuna per non perdere le buone occasioni. Io non ce l'ho. (Di nuovo a Jenny) Ti posso fare il ritratto?
Jenny - (allegramente, ma chiaro che l'argomento stato gi trattato) No.
Jack -Gratis.
Jenny -No.
Jack - (al pubblico) Non sono mica un cattivo pittore. I ricchi li faccio tutti belli. (Di nuovo a Jenny) E allora perch?
Jenny -Voglio... voglio essere- diversa.
Jack - (lieve adulazione) Lo sei, Jenny.
Jenny -Tutte, tutte le volte che entro in un salotto, quando Dick ed io siamo invitati, eccolo l! Sybil, Grace, Donovan, June, la signora Vattelapesca, Spizzichino o quello che : sul caminetto, in una brutta cornice, la padrona di casa, dipinta da te.
Jack - (ansima) Alle signore piace farsi fare il ritratto, io faccio il ritratto alle signore, le signore appendono il ritratto alla parete.
Jenny - (per scusarsi) Non obbligatorio.
Jack - (risatina) Vaglielo a dire; cos chiudo bottega. (Col dito nella piaga) E, poi, scommetto che in tre mesi di ritratti guadagno pi di Dick in...
Jenny -Uffa, i soldi!
Jack - (dopo un momento, calmo, sorridente) S? I soldi!
Jenny -E poi non voglio... non voglio vedermi, ecco tutto.
Jack - (molto elegante) Se fossi in te... mi vedrei volentieri. (Tono normale) Che c', tesoruccio?
Jenny -Mah!... (Molto sincera, quasi lamentosa, per scherzo) Dicevi davvero? Andresti gi in cantina? Voglio dire, lasceresti a Dick e a me duecentocinquantamila dollari per uno, e poi t'andresti ad ammazzare da qualche parte? Senza offesa, eh?
Jack -Per te farei, pi o meno, qualsiasi cosa. (Ripensandoci, ma non risentito) Se non un ostacolo a quello che voglio fare per me stesso. (Jenny ride, sconsolata) Che hai, micetta?
Jenny - (non ne vuole parlare) Stanca. Sono... stanca.
Jack -Vuoi piangere sulla mia spalla?
Jenny -No; duecentocinquantamila dollari e niente pensieri.
Jack - (scrolla il capo, con cognizione di causa) Non un rimedio. I soldi hanno fame, soffrono a star soli, vogliono la compagnia dei loro simili. Resta povera: ti troverai meglio.
Jenny - (sbuffa) Che palle!
(Suonano alla porta; Jenny va verso l'ingresso)
Jack -Credi a me.
Jenny - (avviandosi) Tu lo dovresti sapere.
Jack -Sono un buon osservatore. (Jenny se n' andata; Jack si rivolge al pubblico) Davvero; cos; i soldi vogliono la compagnia di altri soldi. Pochi, sono pericolosi. Guai a sperare nel milione: quella zona pericolosa. Se dovessi crepare... non glieli lascerei i duecentocinquantamila dollari a testa. Guai. Gli lascerei tutto il malloppo dei tre milioni. Anzi, non affatto una cattiva idea. Con tre milioni di dollari, non avrebbero pi pensieri. Lo voglio fare. Si: cosa fatta. (Riflettendo) Per, ho una salute di ferro. Rischiano di prenderli quando non se li possono pi godere. Comunque... cosa fatta.
Voce di Jenny - (dall'ingresso) No, si figuri, non dica sciocchezze.
(Jenny appare, seguita dalla S.ra Toothe)
S.ra Toothe - (entrando) Dovevo telefonare, non ci si presenta cos, di punto in bianco, ma ci ho pensato molto e... Ah, dev'essere suo marito. Molto piacere. Sono la signora Toothe, e sua moglie ha avuto la cortesia di...
Jenny - (risatina) No, questo non Dick... s, non mio marito...
S.ra Toothe -Ah, scusi.
Jenny - (un po' titubante) Questo ... Jack.
S.ra Toothe - (tende la mano a Jack) Non importa. Molto piacere lo stesso.
Jack - (prende la mano, fa un piccolo inchino formale) Signora Toothe...
Jenny - (titubante, imbarazzata) Jack pas... passava di qua.
S.ra Toothe - (evasiva) Un amico di casa, certo.
Jenny -S.
Jack - (alla S.ra Toothe) Tutt'altro: un segreto ammiratore dellabellissimaJenny.VengosoloquandoDick fuori. Abbiamo un segnale:mutande stese sulla corda del bucato.
Jenny -Jack!
S.ra Toothe -Divino!
Jenny - (alla S.ra Toothe, imbarazzata e furibonda di esserlo) Non c' una parola di vero in questa storia. Non c' una parola di vero in tutto quello che dice lui, mai.
Jack - (di nuovo alla S.ra Toothe) Mutandine bianche se abbiamo un'ora, gialle se dobbiamo sbrigarci, rosa per le grandi occasioni...
Jenny -Ma insomma, Jack!
Jack - (scrollando il capo, tristemente) Ebbene, signora, lo confesso, ha ragione lei: sono soltanto un amico di casa venuto a fare un salutino. Per mi piace un sacco. Peccato che non sia vero.
S.ra Toothe - (contenta e comprensiva) Ahhh.
Jenny -Perch stiamo tutti in piedi? Si sieda, la prego, signora... T... Toothe.
S.ra Toothe - (sedendosi)Grazie.
Jenny -Jack, non credi sia ora di...?
Jack - (d chiaramente a vedere di aver ricevuto il segnale) Accidenti, bisogna sganciare! Altri bucati, altre mutandine. Non c' pace per i bricconi, qua in periferia. Signora Toothe, i miei ossequi...
S.ra Toothe -Piacere di averla conosciuta. E stia attento a non confondere i segnali. (Jenny accompagna Jack alla vetrata che d sul giardino)
Jack -SalutaDick,diglichequelMartinimelodar un'altra volta. (Sottovoce) Chi , la tua fatina bionda?
Jenny -Te nevai,sio no?
Jack - (bacetto in fronte) Ciao. (Prima di uscire saluta il pubblico con la mano) Ciao. (Esce in fretta.
Uscito Jack, Jenny torna dalla S.ra Toothe)
Jenny -Non creda a una parola di quello che dice Jack.
S.ra Toothe - (alza una mano per farla star zitta) Per carit, vuole che non distingua un amante da un amico?
Jenny - (quasi quasi un po' offesa) Ah s? come fa?
S.ra Toothe - (ride) In questo paese non sono quasi mai la stessa persona.
Jenny -Lei inglese.
S.ra Toothe -S, fino alla punta dei capelli.
(Breve silenzio)
Jenny -Vuole una tazza di t... o preferisce un whisky?
S.ra Toothe - (molto efficiente) No grazie. Sono qua per affari. Niente cerimonie.
Jenny - (pausa) Ah s?
S.RA Toothe -M'hanno detto che lei cerca unimpiego.
Jenny - (un po' confusa) Io? Chi gliel'ha detto?
S.ra Toothe - (senza darci peso) Una sua amica.
Jenny - (curiosa, ma ancora perplessa) Ah s? chi?
S.ra Toothe -Non ha importanza. Sbaglio?
Jenny - (un po' a disagio) Beh, no... cio, avevo pensato di trovare un lavoro...
S.ra Toothe -S, appunto.
Jenny -Niente di... fisso, comunque... qualcosina, tanto per...
S.ra Toothe -...Un orario ridotto, tanto per guadagnare qualchesoldino in pi.
Jenny -Eh s, sa com':mio figlio in collegio, ho delle ore libere. E, poi, il denaro non mai troppo, vero?
S.ra Toothe - (si guarda attorno, evasiva) Davvero.
Jenny -Al giorno d'oggi, le tasse, il collegio...
S.ra Toothe -Oh s, come no? Suo marito che cosa fa?
Jenny - (sulle spine, come se subisse un interrogatorio) un... chimico in un laboratorio di ricerche, e...
S.raToothe -...e questo, cometantebuone cose, rende meno di quello che dovrebbe.
Jenny - (proteggendo Richard) Se la cava discretamente, certo; ma voglio dire che...
S.ra Toothe -Lo credo! Comunque, lei farebbe volentieri qualcosina.
Jenny - (guarda l'ingresso, si sente in colpa. Richard potrebbe tornare da un momento all'altro) Beh, s; fa sempre piacere... rendersi utili.
S.ra Toothe - (si guarda nella borsetta) S; rendersi utili. (Tira fuori un fascio di banconote, le mostra a Jenny) Soldi. (Jenny ci butta sopra lo sguardo, resta con la bocca lievemente aperta) Per lei. (Fa per darglieli)
Jenny -S, ma... (ride brevemente, sbalordita)
S.ra Toothe - (annuisce con un cenno del capo) - S, soldi. Per lei. Mille dollari. Prego, li prenda.
Jenny - (tirandosi un po' indietro) Ma no, non...
S.ra Toothe -Controlli pure. Guardi; sono mille dollari. (Cerca di farglieli prendere per forza)
Jenny - (quasi presa dal panico) No!
S.ra Toothe -Come crede. (Calmissima,si alza,va coi soldi in mano fino al caminetto e li butta nelle fiamme)
Jenny - (per riflesso corre al caminetto, sta quasi per mettere le mani tra le fiamme, caccia un urletto; poi si raddrizza, controllandosi) S, credo sia meglio che lei se ne vada, signora Toothe.
S.ra Toothe - (con un sorriso enigmatico) Aspetti. Ricominciamo. (Tira fuori dalla borsetta un altro fascio di banconote, fa un gesto, come per buttare nel fuoco anche queste; Jenny allunga una mano; la S.ra Toothe le porge, tranquillamente, il danaro e si rimette a sedere; Jenny rimane in piedi)
Jenny - (senza mai togliere gli occhi dalla S.ra Toothe) Lei pazza.
S.ra Toothe -No. Sono molto ricca.
Jenny - (guarda il denaro, sembra soppesarlo) Scusi, ma ma lei non pu... darmi del denaro cos... Io non posso... non posso prendere del denaro da lei.
S.ra Toothe - (con una risatina) Deve prenderlo. suo. Non c' niente che vorebbe comprare? Per s, per... come si chiama?... per Dick...
Jenny -Non si regala del denaro cos. Io voglio lavorare.
S.ra Toothe -Tanto meglio. un anticipo sul suo stipendio. Lei pu lavorare per me.
Jenny -Ma io non ho detto affatto che mi voglio impiegare. Dick molto contrario, e...
S.ra Toothe - (sfidandola a rifiutare) M'hanno detto che lei ha bisogno di soldi.
Jenny -S, ma Dick non approverebbe mai una cosa del genere, e...
S.ra Toothe -Di che genere? (Indica il denaro) Di quel genere l!
Jenny - (guardando il denaro che ha tra le mani) Mi scusi; non volevo essere scortese, ma tutto cos vago, non trova? E... cos improvviso.
S.ra Toothe - (stringendosi nelle spalle) un lavoro.
Jenny - (con una risatina nervosa) Non m'ha detto di che si tratta. Capir, il denaro non tutto.
S.ra Toothe -Ah no? Che cosa non il denaro? Guardi: questa casa denaro, quel giardino, quel bellissimo giardino, gli abiti che indossa, tutto denaro, non le pare?
Jenny -Il lavoro?
S.ra Toothe -Che orario fa, suo marito?
Jenny -Va in citt alle otto del mattino e torna a casa ale sette e mezzo di sera, ma...
S.ra Toothe -Molto bene. Lei verr in citt quattro pomeriggi alla settimana, per esempio dall'una alle cinque. Viene al mio recapito... strada elegante, studio psichiatrico, medici...
Jenny -E io... io... devo ricevere i clienti?
S.ra Toothe -Ricevere?
Jenny -S, fissare gli appuntamenti, rispondere al telefono, e cos via.
S.ra Toothe -Gli appuntamenti li fisso io. Per lei.
Jenny - (lieve esitazione) Per me? Con chi?
S.ra Toothe -Coi clienti. Jenny - (innocente) Per che cosa?
S.ra Toothe -Per cento dollari.
Jenny -No, dicevo... cento dollari?
S.ra Toothe -Anche di pi, talvolta... se sono generosi.
Jenny -Ma questi clienti... chi sono?
S.ra Toothe -Uomini d'affari, oppure amici di passaggio. Tutti gentiluomini:tutti ricchi.
Jenny - (comincia a capire, ma non lo ammette ancora) Ma... con precisione... Che cosa dovrei fare... per questi soldi?
(Lieve risatina della S.ra Toothe; il viso d Jenny si allunga nella percezione della verit; pausa. Jenny raccoglie il fascio dei soldi, lo porge alla S.ra Toothe; decisa, dura)
Fuori di casa mia.
(La S.ra Toothe non batte ciglio; Jenny lascia cadere il denaro sul tavolo) Chiamo la polizia.
S.ra Toothe - (calmissima; un po' dall'alto) Per quale motivo?
Jenny - (fremente) Lo sa benissimo!
S.ra Toothe - (sorride) Non ho detto niente.
Jenny -Sa bene che cosa m'ha proposto!
S.ra Toothe - (stringendosi nelle spalle) Di guadagnare dei soldi.
Jenny -In quel modo!
S.ra Toothe -Come una sua amica.
Jenny -Chi?
S.ra Toothe -No:noi siamo molto discreti.
Jenny - (a denti stretti)-Non c' una parola di vero in quello che dice! Qua non c' nessuno che farebbe una cosa del genere; lei non ci conosce; non sa come siamo noi.
S.ra Toothe - (indifferente) Come vuole.
Jenny -Forse tra i fornitori, non so;lei pensa a qualche negoziante.
S.ra Toothe -Penso a una sua amica; una deliziosa signora con una bellissima casa, tenuta con molta eleganza -molto meglio di questa, se permette -una signora che non ha pi pensieri economici, ed molto felice. Come lo sarebbe lei.
Jenny -Lei una sporcacciona! Che schifo!
S.ra Toothe - (calmissima) Niente fa schifo, a chi non si schifa.
Jenny -Si vergogni!
S.ra Toothe -S, s...
Jenny -Lo dico alla polizia!
S.ra Toothe - (si alza, stirandosi lievemente) Bene. Cos, forse, m'arrestano.
Jenny -Spero che finisca in galera!
S.ra Toothe -S, probabile, e allora dico tutto.
Jenny -Tutto?
S.ra Toothe -S, che lei mi ha abbordato, che abbiamo parlato a lungo, ma che le condizioni non erano di suo gradimento. I soldi non bastavano.
Jenny -Non vero!
S.ra Toothe -Pu darsi. Ma penso che mi crederebbero. In molti.
Jenny -Esca di qui!
S.ra Toothe - (prende un biglietto da visita dalla borsa) Ecco il mio indirizzo e il mio telefono; mi faccia sapere che cosa ha stabilito.
Jenny - (cambia tono, quasi piangente) La prego... la prego, se ne vada.
S.ra Toothe -Allora niente polizia; bene. (Vede che Jenny non prende il biglietto da visita, allora posa sul tavolino accanto al fascio delle banconote) Ma non mi telefoni mai prima delle dieci, per favore. Mi piace dormire.
Jenny -La prego... se ne vada.
S.ra Toothe - (sorride) Non mi accompagni. M'ha fatto molto piacere conoscerla. (D un'ultima occhiata al giardino) Oh, che bel giardino. Ha anche una serra? (Sorride, esce, lasciando Jenny in piedi in mezzo alla stanza. Jenny resta per un pezzo immobile a guardare il punto dal quale sparita la S.ra Toothe. Poi abbassa gli occhi sul denaro e sul biglietto da visita della S.ra Toothe. Prende il biglietto, lo legge sottovoce muovendo le labbra, poi, con una boccaccia, strappa il biglietto in due e, come se avesse in mano delle feci, lo porta al cestino della carta straccia e ce lo butta. Torma distaccata; non sa proprio che cosa ne deve fare; alla fine, ma distacata; non sa proprio che cosa ne deve fare; alla fine, con gesto quasi deciso, li mette nel cassetto della scrivania, chiude il cassetto a chiave, prende la chiave, si avvia verso la vetrata, si volta indietro per dare un'occhiata al cassetto chiuso e alla fine si ferma davanti alla vetrata e guarda fuori)
Voce di Richard - (dall'ingresso) Uh-uh. (Entra, con delle bottiglie di liquore in un sacchetto di carta) Oh, ecco qua. Ma chi era quella che zampettava gi per il nostro viottolo, un avanzo della vecchia Inghilterra? "Buonasera" m'ha... E lui,Jack... dove diavolo s' cacciato?
Jenny - (con la testa un po' tra le nuvole) Ah. Oh.
Richard - (posa il fagotto, comincia a tirar fuori le bottiglie dal sacchetto) Beh, chi era... la tua fatina bionda?
Jenny - (un po' in allarme) La mia che?
Richard -Quella l; la signora. Chi era?
Jenny - (ancora preoccupata) La signora Toothe.
Richard -La signora che?
Jenny -Toothe; Toothe.
Richard -Ma va'!Jack dov'?
Jenny - un nome tipicamente inglese. (Pausa) Almeno, credo. Jack? Se n' andato.
Richard -Chesagoma!M'hamandatoacomprarglida bere e poi se n' andato.
Jenny -Sei tu che sei voluto andare.
Richard - (un po' arrabbiato) Quella chi era?
Jenny -La signora Toothe? (La butta l) Ah... una patronessa; mi vuole per l'ospedale.
Richard -Gratis! O pagata?
Jenny - (pausa, incidentalmente) Pagata.
Richard -No!
Jenny - (pausa, dolce) Va bene.
Richard - (guarda le bottiglie) I tuoi facoltosi ospiti se ne sono andati, allora beviamo noi. Che cosa vuoi... un Martini?
Jenny - (sinceramente) S, magari.
Richard -Va bene. (Si dispone a prepararlo; il ghiaccio gi pronto) Sai che cos'ha detto Tom Palmer l'altro giorno?
Jenny - (preoccupata, e non proprio sgradevole, ma neppure gradevole) Io no. Non ho visto Tom Palmer l'altro giorno. Che ha detto Tom Palmer?
Richard - (d una breve occhiata interrogativa a Jenny, poi riprende il lavoro) Ha detto che Jack era al circolo, al bar... sbronzo come sempre.
Jenny -Jack non sempre sbronzo.
Richard - (un po' seccato) Beve sempre.
Jenny - (dogmatica) Questo non vuol dire che sbronzo.
Richard -Ho semplicemente riferito quello che ha detto Tom Palmer.
Jenny -Tom Palmer una vecchia pettegola.
Richard - (molto seccato) Non mi va di discutere.
Jenny -Va bene. (Contrita) Scusa, tesoro. (Pausa) Sei un uomo buono e leale, e io ti amo.
Richard - (brontolone) Tu sei una donna buona e leale e anch'io ti amo. Anzi, per dimostrarti quanto ti amo, ti d un Martini extra, omaggio della ditta.
Jenny -Oh, chiss che buono. (Va a prendere il suo Martini, lui glielo d, poi si abbracciano e vanno cos verso il divano; lui la bacia in cima alla testa)
Richard -Che buon odorino, mi piace pi di Jack.
Jenny - (fa le fusa) Hai annusato Jack?
Richard -Di quanto piace a Jack.
Jenny -Ah. (Richard cerca di darle un morsetto sul collo) No! Smettila, che rovescio il Martini. (Si siedono sul divano, rilassati)
Richard - (un po' amaro) La vuoi sapere una cosa da ridere?
Jenny -Forse no. Che cos'?
Richard -Quando sono andato a comprare i liquori...
Jenny -Oh, che spasso!
Richard -Aspetta. Grady, il padrone del negozio, sai che cosa m'ha detto?
Jenny -No; che cosa?
Richard -Prende un'altra macchina. Non che d indietro quella che ha; ne prende un'altra.
Jenny -Ah s?
Richard -Il padrone d'un negozietto di vino e liquori pu permettersi di avere due macchine. E noi dobbiamo andar avanti con...
Jenny -Le hai prese le sigarette?
Richard -Eh? (Le tira fuori) S, eccole.
Jenny - (lei ne prende una, imitata da lui che le accende tutte e due) Chiss che cos' che ammazza pi gente: l'alcool o le macchine?
Richard -Quando si mettono insieme, rendono bene. Che c' per cena? (Pausa)
Jenny -Andiamo a cena fuori.
Richard -Dove?
Jenny - (espansiva) -Andiamo...andiamoaLeCavalier.
Richard - (sbuffa) Sei diventata matta. Jenny -Su, via, andiamo!
Richard -Ci vorranno venticinque dollari a testa. Mettici un aperitivo, il vino, non ce la caviamo con meno! (Pausa)
Jenny - (cauta) Ho un po' di soldi.
Richard - (che non ha sentito bene) Hm?
Jenny -Dicevo che ho un po' di soldi.
Richard - (vagamente interessato alla questione) Come mai?
Jenny - (molto staccata) S, ho... ho fatto un po' di risparmi sulla casa. Ne metto via un pochino tutte le settimane.
Richard - (senza agitarsi) Mi fai impazzire.
Jenny -Va' l, usciamo che ci fa bene. Andiamo a Le Cavalier. Facciamo un colpo di vita.
Richard -Facciamo finta di potercelo permettere?
Jenny -Certo! Andiamo, che ci fa bene a tutt'e due.
Richard -Una ne fai e una ne pensi. Quanto hai?
Jenny -Oh... basta. Andiamo, preparati.
Richard -Che dritta!(Si alza) Allora mi vado a lavare. Davvero? Credi che basteranno?
Jenny - (si alza) S. Ma prima di andarti a lavare metti via gli arnesi in giardino.
Richard -Giusto. (Va verso la vetrata) Che dritta! (Esce.
Jenny si assicura che lui non veda; va piano piano alla scrivania, tira fuori il fascio delle banconote, ne sfila diversi biglietti, li mette sulla tavola, esita un momento, come per riflettere meglio; poi rimette il resto dei soldi nel cassetto, lo richiude a chiave e toglie la chiave. Resta un momento ferma, in piedi; guarda il cestino della cartastraccia, lo mette sulla tavola, ne tira fuori le due met del biglietto da visita della signora Toothe, le mette una vicina all'altra, guarda l'indirizzo. Richard si affaccia alla vetrata e guarda dentro; Jenny non batte ciglio, n prova a nascondere il biglietto, perch sa bene che Richard non pu vedere quello che lei sta facendo, e se vedesse non chiederebbe mai cos') Jenny?
Jenny -Eh?
Richard - (quasi ansioso) Senti, tesoro. Quanto costa una serra? Sai... una serra piccola piccola.
Jenny -Perch?
Richard -Niente, domandavo.
Jenny -Un bel po'.
Richard -Domandavo. (Torna fuori)
Jenny - (guarda di nuovo il biglietto da visita, scrolla il capo; un po' addolorata) Un bel po'.
Scena seconda
(Sei mesi dopo. La stessa scena; nel primo pomeriggio. Richard alla scrivania, e paga dei conti; ogni tanto scrolla il capo, disperato. Si sente aprire, e poi chiudere, la porta d'ingresso; entra Jenny con dei fagotti)
Jenny - (allegra) Ciao.
Richard - (torvo) Ciao.
Jenny -Il sabato giorno di riposo; perch non sei fuori in giardino a lavorare? (Richard ride torvo) Oppure l... in panciolle sul divano?
Richard - (con un pallido sorriso) Pago i conti.
Jenny -Ah. (Posa i fagotti) Tanto per cambiare, sono andata a far spese e mi sono scordata la met di quello che mi serve.
Richard -Perch non ti fai una lista?
Jenny -Come no? quello che c' sulla lista l'ho comprato; ma mancano tante cose sulla lista.
Richard -Per esempio?
Jenny -Peresempio?Peresempio...labirraamara, il latte scremato, e il lievito per i biscotti, poi...
Richard -Quali biscotti?
Jenny -Abbiamo un figlio, no?
Richard - (preoccupato) Hm.
Jenny - (pausa) Viene a casa, oggi!
Richard - (perplessit, piacere) Roger? Viene a casa?
Jenny - (come se parlasseconun deficiente) S.In vacanza.
Richard -Accidenti.
Jenny -Mamma. Fiocchi d'avena e lievito naturalmente.
Richard -Quest'anno, niente campeggio.
Jenny -Hm?
Richard -Quest'anno, niente campeggio. Per Roger. Niente campeggio. Costa troppo.
Jenny - (evasiva; pensa a un'altra cosa) Ah. Davvero?
Richard -Davvero.
Jenny - (rifa l'elenco delle cose da comprare) Beh, spesa aparte, mi fa piacere chequest'estatestiaquiconnoi. Dobbiamo conoscerlo meglio.
Richard - (tetragono,brontolone) -Beh, piacereaparte... necessario.
Jenny -Dar una mano a te, una mano a me...
Richard -Gi che ci sei, segna che ci vogliono delle altre buste.
Jenny -Ce ne sono.
Richard -No, c' solo... la fascetta di carta che le legava.
Jenny - (prende nota) Va bene. Pu dare una mano a te in giardino.
Richard -Hm.Oppurepossiamotrovarglidafarele consegne per un negozio.
Jenny - (con un po' di disgusto e d'indignazione) Ma via!
Richard -Ti preme tanto che attorno a te tutti si diano da fare...
Jenny - un bambino!
Richard -Magari avr gi la ragazza... si porter in collegio una di quelle del paese... oppure di notte sgattaiola via, e va a scopare...
Jenny - (protesta, imbarazzata) Dick!
Richard -Oggigiorno i ragazzi crescono in fretta.
Tenny -Roger ha quattordici anni!
Richard -Se tutto funziona regolarmente, non c' ragione chenonsi portiuna ragazza a letto, no?E, poi, neha quindici.
Jenny -Cambiamo discorso.
Richard -Meglio cos che tante altre cose.
Jenny -Va bene! (Silenzio)
Richard - (scrollailcapo, alla finesorride,conuna certa tristezza) Una volta, quando tu ed io cominciavamoa uscire insieme, conoscevo una ragazza... non era proprio la fine del mondo, per...
Jenny - (un po' dura) Lascia andare i ricordi.
Richard -Davvero. E per me non era il momento buono, perch contavo sute... (Jenny sbuffa)tu la conoscevi, se non sbaglio, ma non ti dico chi era, perch ancora oggi... ma aveva la fama d'una brava...
Jenny - (seccata e annoiata) Ti prego, Dick.
Richard -No. Pi chebrava:un'istituzione,camere da ospiti alle feste, succhiava letteralmente il sangue...
Jenny -Lasciala in pace, quella poveretta.
Richard - (un po' urtato) Chi la tocca? (Silenzio) Volevo solo spiegarti che tra te e lei...
Jenny - (sarcastica) Figuriamoci!
Richard -Lo dicevo a tuo onore.
Jenny - (grondante irona) Molto gentile.
Richard -Socialmente... vale a dire fuori dal letto, eufemismo per monte di segatura e carbonaie... sembrava la Regina Madre. L'avr fatto per posa. Ma parlava in prima persona plurale, regalmente. Impeccabile: chi l'avrebbe detto?
Jenny - (sgarbata) Io che c'entro?
Richard -Ah:dicevo a proposito di Roger che probabilmente ha gi la ragazza.
Jenny -Hai detto che va a scopare.
Richard - lo stesso.
Jenny -Vallo a dire ai sociologi.
Richard -Loro se ne intendono. Quando ho detto che Roger probabilmente ha gi la ragazza, tu ti sei fatta tutta strana, tutta rossa e...
Jenny -Non vedo il bisogno di strillare certe cose ai quattro venti...
Richard - (arrabbiato) Chi ti sente?Il maggiordomo?
Jenny -Non strillare quando parli con me!
Richard - (pausa:scrollail capo;una risatina simile aun lamento) Volevo semplicemente dire che sei un donnino buffo e stupidino, meravigliosamente...
Jenny -Balle.
Richard -E vero! Sei una buona moglie e a letto sei un tesoro, ma sei buffa e... smorfiosa.
Jenny -Smorfiosa?!
Richard -S! Smorfiosa!
Jenny -Chiedo scusa.
Richard -Allora ho ripensatoaquella tale cheveniva avanti come la Regina Madre, e mi pareva tanto ridicola, mentre tu eri un po' sciocchina su quell'argomento, e... (Borbotta)Oh, Cristosanto,lasciamo perdere. (Pausa)Insomma volevo farti un complimento!Essere carino!
Jenny - (riflette, non tiene conto del ragionamento di lui) Prima di tutto, non capisco perch l'hai portata in ballo.
Richard - (con rabbia repressa) Nemmeno io! (Silenzio)
Jenny -Se ti fa piacere, posso imparare qualche storiella sconcia, o mettermi a raccontare in giro due o tre delle tue specialit...
Richard -Lascia andare! (Silenzio)
Jenny - (cerca di trattenere un sorriso) Chi era? (Richard fa il broncio, scrolla il capo) Su, dillo:chi era?
Richard -No, no.
Jenny - (gli fa un po' di solletico) Su, avanti, dillo!
Richard - (pi allegro) No; basta, piantala. (Lei insiste a fargli il solletico, lui l'afferra,lottano, ridendo, gisul divano, giocano fino a darsi unbacio,poiun altro, che si prolunga, ed molto pi importante)
Jenny -Uuh-hh;adesso no.
Richard -Ooooohhhh...
Jenny -No:ora entra Roger e...
Richard -Pazienza, potr dire ai suoi amici che siamo ancora vivi.
Jenny -Su, adesso no. No.
Richard - (si butta indietro;sospira) Va bene.
Jenny - (pausa) Chi era?
Richard - (scrolla il capo) Hm, no. Ho promesso.
Jenny - (strizzando gli occhi) A chi?
Richard -A me stesso. Autodisciplina.
Jenny - (sciogliendosi dalui)-Questapoi!
Richard -Un pochino ce ne vuole.
Jenny - (si guarda allo specchio, si apprezza, approvandosi) Hai visto il giornale, oggi?
Richard - (preoccupato) Hmmm.
Jenny -C'era un annuncio.
Richard - (tornandoalla scrivania) -Che fanno, regalano soldi? T'assicuro che mi farebbero comodo, se...
Jenny - (sempre apprezzandosi) No, era per una serra, intelaiature di alluminio, vetri...
Richard - (sbatte gi un foglio di carta) Piantala, perdio! (Pausa; lei lo guarda un po' dall'alto) Ti ho appena detto che quest'anno Roger non va al campeggio perch non ce lopossiamopermettere, e...
Jenny - (con un certo disprezzo, senza peso) Oh, soldi, soldi, soldi.
Richard -S. Soldi. (Fa vedere i conti) Benzina. La macchina. Figli di mignotta. Un preventivo per quella crepa... nell'attico.
(Suonano allaporta)
Jenny -Suonano alla porta.
Richard - (che s' rimesso al lavoro) Si. Perch non vai ad aprire?
Jenny - (pausa) Perch tu no?
Richard -Hm?
Jenny -Perch non ci vai tu?
Richard - (quasi gemendo) Perch sto lavorando, tesoro; non lo vedi che...
Jenny -Se fosse per te?
Richard - (un po' sbalordito) Allora mi dici chi . O che cos'.
Jenny - (pausa,esitazione) -Ah.Si, vero.
(Suonanodinuovo)
Richard - (butta gi la penna, si alza, esce) Cristo perdio!
(Magari,sipotrebbesentireche,in quinta,Richarddice
"S?" epoi"Ah,va bene";intanto,Jennyvaun po'in giro per la stanza, per esercitarsi nella disinvoltura. Richard torna, con un pacchettino avvolto nella caria marrone, con spago,un saccodifrancobolli,ibollidell'espresso,ecc.)
Jenny -Chi era?
Richard - (guarda il plico, con curiosit mista a disgusto) - Un pacchetto.
Jenny -Ah, per me?
Richard -No. Per me. (Lo scuote, lo guarda meglio)
Jenny - (pausa) Allora... (Pausa) Aprilo.
Richard - (lo posa sul tavolino, lo fissa, con le mani sui fianchi) Chiss che cos'.
Jenny - (una risatina) Aprilo, cos lo vedi.
Richard - (lo riprende in mano, lo guarda meglio) Espresso. Non c' il mittente.
Jenny -Aprilo, che sar mai?
Richard - (cerca di rompere lo spago, non ci riesce) ... legato cos forte... (Prende il temperino che ha in tasca, sega lo spago, comincia a scartarlo. Jenny rimane a una certa distanza. Richard scopre il contenuto. I suoi movimenti denotano un lento stupore)
Jenny - (provando a essere disinvolta) Che, che cos'?
Richard - (meravigliato) Jenny! Guarda!
Jenny -Hm?
Richard -Jenny! Sono soldi!
Jenny -Sono che?
Richard -Soldi!!
Jenny - (finge incredulit e gioia infantile) Soldi. Sono soldi?
Richard - (controllandosi; esterrefatto) Jenny; sono soldi. Un mucchio di soldi.
Jenny - (avvicinandosi d'un passo) Oh s... santo cielo.
Richard -Jenny, sono fogli da dieci dollari, in pacchetti da cinquecentodollari l'uno.
Jenny - (splendido sbalordimento) Ma... quanto? Quanto ? Richard - (comincia a contare, prima forte, poi tra s e s) Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove...
Jenny - (mentre lui conta, con pause tra una frase e l'altra) Oh... incredibile. No... ma incredibile.
Richard -Aspetta... questi sono biglietti da cento dollari. Uno, due, tre, quattro... (Fa un po' di confusione) Quattromilanovecento dollari.
Jenny - (un po' perplessa) Quattromilanovecento?
Richard -Quasi cinquemila dollari. Quattromilanovecento dollari.Jenny!Quattromilanovecento dollari.
Jenny -Ma incredibile! Non cinquemila?
Richard - (con l'improvviso sospetto che ci sia qualcosa che non va) Non capisco.
Jenny -Non sei... non sei contento?
Richard - (si storce un poco per commentare la domanda di lei) Contento? Non so se sono contento.
Jenny - (sempre a distanzadaisoldi)-Sonoveri? Sono soldi veri?
Richard - (guarda una delle banconote) S; certo che sono veri:biglietti da cento dollari, veri, usati.
Jenny - (con una certa soddisfazione) Dio mio.
Richard -Ma... ma perch? cosa vuol dire, che senso ha?
Jenny - (fa un passo avanti, come per proteggerli) S, ma sono soldi.
Richard - (li guarda, torvo) -Altro che se sono soldi. Peccato non poterli tenere.
Jenny -Come sarebbe?
Richard - (senza molto entusiasmo) Non li possiamo tenere. Bisogna che li consegni alla polizia.
Jenny -No!
Richard -Per forza. Qua c' qualcosa che non va.
Jenny -Che!?
Richard - (non trova le parole) Beh... insomma...
Jenny -Erano indirizzati a te, s o no? Sono venuti per espresso; santo Dio, non come se li avessi trovati per la strada.
Richard -S, lo so, ma...
Jenny - (pi staccata che le sia possibile) Per conto mio, vuol direche qualcunohapiacere a farteli avere.Non... non so per quale altro motivo te li avrebbe mandati.
Richard -Vuole che li abbia io. Ma chi ?
Jenny -Questo... questo non lo so. (Si stringe nelle spalle) Un tale.
Richard -S, ma potrebbe esserci sotto qualcosa di molto brutto, come...
Jenny -Come?
Richard -Non so, la Mafia, che so io, dei rapinatori di banca, dei... magari li hanno mandati qua per liberarsene e...
Jenny - (ride allegramente) -Non dire sciocchezze.
Richard - (cipensa sopra,cominciaacedere)-Secondo te, me li ha mandati qualcuno di preciso?
Jenny - (come se fosse la cosa pi semplice di questo mondo) Per forza.
Richard -Ma chi?
Jenny -Non so... forse... qualcuno che cerca di sdebitarsi.
Richard -Son cose che non succedono... almeno non a me.
Jenny -Questa volta s.
Richard - (le porge il denaro, con un gesto quasi infantile) -Non lo vuoi... toccare, non so?...
Jenny -Oh. S: certo.- (Gli va vicino, tocca il denaro, sorride debolmente) Chiss chi te li ha mandati.
Richard -Non... non so. C' un tizio che spesso sta seduto vicino a me, sul treno. Ha l'aria d'interessarsi molto a me; un tipo anziano, sembra un banchiere. Mi chiede sempre come va il mio lavoro, come me la cavo. Chiss, forse un miliardario, magari mezzo matto.
Jenny - (mostrandogli la sigaretta spenta) Un fiammifero.
Richard -Eh? Ah, s. (Sta per darle la scatola dei fiammiferi, poi ci ripensa e le accende la sigaretta) Forse vengono da uno come lui.
Jenny - (lievissimo dubbio) Beh, si, pu essere.
Richard - (perplesso, un po' smontato) Oppure no.Beh, insomma, forse no.
Jenny - (consolante) Si, ma qualcuno stato.
Richard -S. (Riflette, le porge unabanconota) Tieni. Per te.
Jenny - (lievissima pausa) Grazie. Allora... allora non li porti alla polizia.
Richard - (pausa; lievemente in colpa, ma coraggioso) No. Credo di no. (Pausa) Si vede che qualcuno vuole che li abbia io. Per forza. Sarei un cretino a non tenerli. (Pausa) Noncredi?
Jenny - (un bel sorriso) S, credo.
Richard -Voglio dire che sarebbe da stupidi... buttarli via.
Jenny -Appunto. (Allegra) Beviamo qualcosa, per festeggiare l'avvenimento?
Richard - (rasserenato) S, avanti!
Jenny - (si avvia verso l'ingresso) Vado a prendere il ghiaccio.
Richard - (va verso la credenza dei liquori) Brava... Io, intanto, preparo un Martini-da-quattromilanovecento-dollari.
Jenny -UnMartini-super!(eccitata)Diciamo cinquemila tondi: fa pi effetto.
(Jack entra dalla vetrata, appena Jenny uscita seguita da Richard)
Jack - (fa un giretto per la stanza, si rivolge al pubblico) I mesi passano; la gente vive e muore, ma io... vado a spasso. Certi giorni, parola d'onore, devo confessare a me stesso che non so neppure se sono vivo... o se lo sono mai stato. Guardo vivere gli altri, sono uh voyeur de la vie... ecco che cosa sono. Guardo, osservo, scruto. (Enuncia una grande verit, che ha valore solo perch obiettiva) Io non mi sono mai sentito veramente vivo. Non pu dipendere solamente dall'isolamento, dall'isolamento che d il denaro; che dite? No, non pu essere per questo. Conosco tanta gente che ne ha molto pi di me, eppure viva... o magari si ammazzata. Ah, a proposito, ho fatto quello che mi proponevo. (Annuisce) Ho fatto testamento... anzi, tecnicamente parlando, l'ho rifatto... e ho lasciato tutto il mio malloppo a loro, a Jenny e Dick. Tre milioni di dollari e rotti. Per sar meglio che non gli dica niente. gi difficile volermi bene per quello che sono. Si, sono simpatico, e di buona compagnia, ma... (Osserva il denaro che sul tavolino) Accidenti. (Parla forte, adesso entrato nell'azione) Accidenti! Guarda l quanti soldi!
Richard - (entrando dalla cucina) Non toccare!
Jack - (fingendosi offeso) -Scusa tanto!
Richard - (ancora severo, viene avanti verso il denaro) Non si tocca.
Jacy -Se vuoi, torno fuori e busso.
Richard - (sospira, fa una risatina) Scusami, Jack.
(Jenny torna con il secchiello del ghiaccio)
Jenny -Pronti, cinquemila dollari di ghiaccio, e... ah! Jack.
Jack - (vede che stanno tutti e due a disagio; al pubblico) Accidenti.
Jenny - (brevissima pausa; sfoggia una grande bonomia) Ehi!
Richard -Bevi anche tu.
Jack - (sorride aspettando che gli spieghino il mistero) Va bene.
Richard - (a Jenny) Sai, Jack ha visto quei soldi, e...
Jack - (molto simpaticamente) ...e, in parole povere, sono rimasto secco.
Jenny -Eh s, beh, sono soldi.
Jack - (lo guarda) Li avete rubati, o li avete fabbricati in cantina col torchietto a mano?
Richard -Niente di tutto questo, li abbiamo...
Jenny -Sono arrivati;semplicemente... arrivati.
Richard - (per spiegare meglio) Per posta.
Jenny -S.
Richard - (c.s.) Per espresso.
Jenny -S.
Jack - (breve pausa;evidentemente,dovrannospiegaremeglio) Beh, molto carino.
Jenny -Qualcuno li ha mandati a Dick.
Jack -Eh?
Richard" -S.
Jack -Chi?
Jenny -Questo non lo sappiamo, qualcuno, supponiamo, che... s, che lo apprezza. O magari lo ammira.
Jack -Insomma, non avete idea di chi ve li ha mandati.
Jenny -No.
Richard -Nessun'idea.
Jenny -Assolutamente.
Jack -Sono molti? Li posso toccare?
Richard - (con un gesto involontario per proteggere il denaro, lo tira indietro) Certo.
Jack - (li tocca con un dito, si guarda il dito) Perfettamenteasciutti.
Jenny -Certo; sono veri,
Richard - (all'improvviso, ma il pensiero non gli d gioia) - Jack... non sei stato mica tu, vero?
Jack -A far che?
Richard -Non sei stato tu. Non sei stato tu a mandarci questi soldi, vero?
Jack - (piccola pausa, poi una risata) No, perdio!
Richard -Sicuro, perch altrimenti...
Jack -Sicuro,sicurissimo. (Al pubblico)No, non sono stato io; non glieli ho mandati io. (Di nuovo a loro) Quanti sono?
Jenny -Quasi...
Richard -Cinquemila.
Jack -Basta questo. Le piccole somme non m'interessano.
Richard - (sulle difensive) Per te sar una piccola somma, ma per altri...
Jenny - (per cambiar discorso) Perch non ci beviamo tutti un buon Martini?
Jack -Che bellezza! (Richard si d da fare per prepararli. Jenny mette in ordine la stanza) Oh, non volevo minimizzare la... la manna che v' caduta dal cielo!
Jenny -Ma va l...
Jack - una bellissima cosa. (Al pubblico) A mio giudizio, anche piuttosto singolare. (Di nuovo nell'azione) Oh, spero che darete una festa. (Richard e Jenny si guardano, dapprima con entusiasmo)
Jenny -Eh s; bisogna darla!
Richard - (esitante) Per non credo che si dovrebbe annunciarlo a...
Jack -No, una festa pel gusto di darla. Un colpo di vita! Prendete del caviale! Servite lo champagne! Fate venire un cameriere!Date un garden party!
Jenny - (estasiata) Un garden party!
Richard - (rimettendosi all'idea) Certo!Perch no!
Jack -Certo! Perch no! (Al pubblico, stringendosi nelle spalle) Perch no?
Jenny - una super-idea. Quando?
Jack -Adesso.
Jenny -Oh, no... la- settimana prossima, cos...
Richard - (ansioso; un po' triste) Sai... la gente si organizza, e...
Jack -No:adesso. Inquesto istante:a caldo. Alzate il telefono. E chiamate tutti a raccolta, pel gusto di farlo. (Pi carino) Fate qualcosa di folle, di eccezionale, e... insomma, fate qualcosa che avete sempre desiderato di poter fare.
Jenny -S! Avanti!Invitiamo... chi devo invitare?
Richard -Non so... Chuck e Beryl...
Jenny - (contando sulle dita, entusiasta) S, Chuck e Beryl, e naturalmente Cynthia e Perry...
Richard -...s...
Jenny -...poi... Gilbert e Louise. Chi altro?
Richard - (risatina) -Piano,eh.Nonspendiamo tutto in un colpo solo.
Jenny -Bastano? Sei? Ah, anche Jack; tu vieni, Jack.
Jack -No, tesoro. Ho un importantissimo appuntamento al circolo.
Jenny -...oooohhhh...
Jack -Sul serio. Puntate altissime. Non ci rinuncerei per niente al mondo.
Jenny - (scalpitante) Vado a telefonare. Posso?
Richard - (divertito) -Vai.
Jenny - (aRichard) Intanto faiil contodella robache ci vuole, quanti liquori, eccetera eccetera.
Richard -Niente champagne?
Jenny -S!Certo! Ma non piace a tutti. Vado a telefonare. (Si avvia verso la porta)
Richard -A che ora?
Jenny -Ah... alle sei, sei e mezzo. Adesso che ore sono?
Richard -Le quattro.
Jenny - (esita) Ah. (Risoluta) Avanti, bisogna sbrigarsi. (Andando via) Ciao, Jack.
Jack -Ciao! (A Richard) Cosa vuol dire? che quando torna dalle telefonate io me ne devo essere gi andato?
Richard - (ride, senza rispondere; porge a Jack il suo Martini) Tieni.
Jack - (lo prende) Paradisiache bacche di ginepro al doppio ghiaccio. Io vi ringrazio.
(Udiamo debolmente dalla stanza accanto la voce di Jenny che sta telefonando. Udiamo il suo entusiasmo)
Richard - fuori di s dalla gioia. Cin-cin.
Jack -Cin-cin.Perch non dovrebbe esserlo? meraviglioso ricevere deisoldi in quel modo.
Richard -S.
Jack -Cos, senza tasse. Introiti non tassabili, vero?
Richard -Credi?
Jack -Non li dichiarerai mica, no?... in questo modo, non ci sono tasse.
Richard - (non ci aveva pensato) Hai ragione! Incassi netti. Oh Dio!
Jack -E magari ne verranno degli altri.
Richard - (perplesso) Degli altri?Perch?
Jack -Santocielo...se qualcuno timandadeisoldiin questomodo, che motivo ha di fermarsi alprimocolpo? Potrebbe spararne uno alla settimana.
Richard - (quasi arrossisce) Su, via.
Jack -Dico sul serio!
Richard - (preoccupato, aggrottando la fronte) Per, Jack, non... non lo dici a nessuno, vero?
Jack - (baldanzoso) Ma via, Dick... fra mezzo minuto m' uscito di mente. No, certo che non dico niente. Non voglio mica guastarti la festa.
Richard -Neppure per caso, neppure per allusione, sai, al circolo, oppure,..
Jack -...oppure quando ho bevuto qualcosina ditroppo? No,Dick,staitranquillo. Te loprometto.
Richard -Grazie.
Jack - (allunga le gambe) Il denaro una strana faccenda, non trovi?
Richard - (ragazzino) Non so; non ne ho mai avuto troppo.
Jack -Dicevo: come simbolo. un pezzo di carta, sporco d'inchiostro... inchiostro e carta che messi insieme non valgono neanche lo zero venticinque d'un centesimo... anzi, meno... eppure se non l'avessimo, il mondo si fermerebbe.
Richard -Si tornerebbe al baratto.
Jack -S, appunto, come la pittura. Un pezzo di tela e un po' di colore. Quanto vale? Quattro dollari? Cinque? Bastadargli un valore. Se lo faccio io, sivende per una certa somma, se lo fa un altro, si vende per dieci... cento volte tanto! Un certo Picasso per mezzo milione? Non un bruttodipinto,evale quellacifra,dicono.Ildenaro.A quanto si vendeuna vacca?
Richard -Non lo so... a duecento dollari?
Jack -Pu darsi. Diciamo:un quadro diPicasso costa duemilacinquecento vacche. Tutto quel latte. Quanti litri di latte d una vacca in un giorno?
Richard -Cinquanta?
Jack - (un po' stupito) Litri?
Richard -Allora venti. L'ho letto da qualche parte.
Jack -S, giusto. (Fa mentalmente il calcolo) Fa... duemilacinquecento per venti...
Richard -Vuoi carta e matita?
Jack - (riflette: fa cenno di no) ...calcoliamo trecentosessantagiorni all'anno, per dare alla vacca cinque giorni di ferie. Cinquanta per trentasei, e riporto tutti questi zeri... fa... santo cielo! Diciotto milioni di litri di latte all'anno.
Richard -Scherzi!
Jack -No, davvero. Diciotto milioni di litri di latte in un anno.
Richard - incredibile!
Jack -Pare impossibile. Quanto costa il latte, all'ingrosso?
Richard -Diecicentesimi di dollaro?
Jack -No, meno. Ci sono tutti quegli aggravi sul prezzo al consumatore.Diciamocinquecentesimi. Diciottomilioni percinquecentesimi...anchepiimpressionante.Quasi novecentomila dollari all'anno per il solo latte!
Richard -Dove vuoi arrivare?
Jack -Che cosa preferisci? Il Picasso o le vacche?
Richard - (ci pensa, scrolla il capo, sincero) Non lo so. Un altro Martini?
Jack - (butta gi il suo, e intanto scrolla il capo) No. Bisogna che vada al circolo. Quel vecchiaccio di Digby lf che aspetta. Seduto, con le carte davanti, che ansima.
Richard -Ah s. Vai.
Jack - (si sono alzati tutti e due; si ferma) interessante, secisipensa,quelvecchio.Aproposito,losaiche ha ottantasette anni? Adora i soldi... e non come simbolo... come cosa fine a se stessa. Scommetto che ha almeno sessanta milioni di dollari,masono parte integrantedilui. Non si trasformano in un Picasso o in vacche... o altro, ma restano come sono, pacchi di carta. Soldi come soldi.
Richard - (pausa, quasi scusandosi) Sai, i soldi sono soldi.
Jack - (scusandosi anche lui; carino) Lo so anch'io.
Richard - (calmo, dogmatico)Isoldi servonoa pagare i conti di casa, l'educazione di Roger, e qualcosina ogni tanto per far felice Jenny...
Jack -Lo so; lo so.
Richard - (indica il denaro che sulla scrivania) E allora, un fatto come questo... ha il suo peso.
Jack -Non ti sfottevo mica.
Richard -Non glielo dire a Jenny, ma forse mi riesce di prenderle unaserra, magari piccola...
Jack -Te l'ho gi detto: io non fiato. Soldi? Quali soldi? Bisogna che vada. (Si avvia verso la vetrata) Stavo pensando che mi pare di non aver mai adoperato la porta d'ingresso di questa casa. bella?
Richard - (veramente non ci aveva mai pensato) S... non c' male, direi.
Jack -La porta d'ingresso?
Richard -Hmmm.
Jack -Bisogna che una volta ci passi.
Richard -Jack? (Jack si ferma, gi mezzo fuori) Niente, niente.
Jack - (al pubblico, appena Richard s' voltato) Ha ragione; non lo sfottevo affatto. I soldi... sono... soldi... Arrivederci. (Esce)
Jenny - (torna d'un balzo) Voi due che...? Ah. Jack andato via?
Richard -S.
Jenny - (quasi senza fiato) Chuck e Beryl vengono; avevano pensato di passare la serata in casa; ho trovato Cynthia e Perry, cio ho trovato Cynthia, dovevano andare da qualche parte, ma vengono anche loro; sto provando a chiamare Gil e Louise, ma hanno il telefono sempre occupato; vado a riprovare, cos non ci si pensa pi.
Richard -Va bene. Vuoi un Martini?
Jenny -Dopo, quando torno. (Mentre torna via) Roger dovrebbe essere in arrivo. Bisogner che alla stazione prenda un tassi.
Richard -Un tass?
Jenny - (indugia momentaneamente) S, un tass. (Indica i soldi) Non credi che ce lo possiamo permettere?
Richard - (abbozza; ride come una pecorella) Ah! Hm. S, credo di s.
(Jenny esce. Richard guarda i soldi, li mette bene in ordine; si fruga in tasca alla ricerca d'una sigaretta, ''non ne trova, guarda se ne vede in giro; trova un pacchetto vuoto, ne cerca un altro. Quasi chiamandola)
Jenny, dove hai messo le sigarette? Lascia fare, le cerco io.
(Si guarda attorno, perplesso, tenendo per un momento le mani sui fianchi. Va a vedere... dove? Sul tavolinetto del divano, chiss? Apre un cassetto, ci guarda dentro, fruga, si ferma, impietrito. Posa la mano su qualcosa, l'afferra e lentamente la tira fuori. un pacchetto di soldi. Lo guarda, guarda il mucchio che sul tavolo, guarda meglio i soldi che ha in mano, po sa il nuovo malloppo su una sedia, o sul divano, dove gli pi comodo, si guarda attorno, adocchia il cestino da lavoro di Jenny... per esempio... e ci va; esita un attimo, poi lo apre, ci fruga dentro, e tira fuori un altro pacchetto di banconote che osserva con intensa curiosit mentre lo prende e lo lascia cadere accanto all'ultimo. Scorge una scatola che sul caminetto, ci va, l'apre e ne tira fuori un pugno di soldi. Li lascia cadere, attorno a s, come fossero coriandoli)
Jenny - (torna) Ecco fatto. Gilbert e Louise vengono anche loro, cos... (Si ferma,vede quello che lui ha trovato) ...quelli che abbiamo invitato, vengono tutti.
Richard - (brancola nella nebbia) Jenny, guarda. Che cos'?
Jenny -Sono soldi, Dick.
Richard -Ma... sono... sono soldi tuoi?
Jenny -Adessonon c'tempo, poiti spiegher...
Richard -Iltempo c'.Spiegami.
Jenny -Ci sono tante cose da fare prima che...
Richard -Aspetta!(Indica i soldi che sonosulla tavola) Me l'hai mandatotu, quelpacchetto?
Jenny -Veramente, s...per forza:erano tanti, che non sapevo inche modo...
Richard -Che hai fatto... hai giocato?
Jenny - (balzando sull'idea) S.
Richard -Dove?Su che cosa? Attraverso chi?
Jenny -C'... c' un omino...
Richard -Si chiama?
Jenny -Che cos'importa?hovinto, no?
Richard - (gelido) Si chiama?
Jenny -Desorio.
Richard - una bugia.
Jenny -Non ti permettere diparlarmiinquelmodo!
Richard -Non una bugia?
Jenny -Beh... pio meno.
Richard -Allora una bugia!
Jenny - (stringendosi nelle spalle) S.
Richard -Quanti ce n' qui in casa? Migliaia! Dove li hai presi?
Jenny - (sulla difensiva) Non li ho rubati.
Richard - (gelido) Doveli hai presi?!
Jenny -Li ho guadagnati.
Richard -Un impiego!Ti sei impiegata!
Jenny -Pi o meno.
Richard -Ti avevo detto che non volevo. No!Non puoi averli guadagnati in un impiego. Sono troppi!Sono migliaia didollari, e...
Jenny -In sei mesi!
Richard - (ride pietosamente e quasi istericamente) No, scusa, tesoro:avanti. Dimmi. Li... li hai ereditati da qualcuno? morto qualcuno e non me l'hai detto?
Jenny -Non mortonessuno.Li hoguadagnati. (Lieve pausa) Nel pomeriggio.
Richard -Scusa, cara:neppure lavorando a orario intero poteviguadagnare tanti soldi cos.Avanti su:dimmi.
Jenny - (offesa, cerca di perder tempo)-Ahs? eh? Per forza, se sono buona solo a fare il bucato o cose del genere.
Richard - (digrignando i denti) Dove li hai presi?
Jenny - (sospira,rispondea vanvera,parlandoa precipizio)
- Guadagno duecento dollari per pomeriggio, quattro giornilasettimana, eanche dipi.Ne ho spesiun pochino per farmi dei vestiti, ma non c' stato il tempo di spendere gli altri, e...
Richard -Non c' nessuno che paga tanto! Tu, poi, non haipratica.
Jenny -Non ce n' bisogno.
Richard - (esterrefatto, infurialo dal mistero) Di che c' bisogno?
Jenny -Il mio Martini dov'? Me ne avevi promesso uno al doppio ghiaccio, super-extra...
Richard - (le afferra un braccio) Dimmelo!
Jenny -Ahi!Lasciamiandare! (Lui la lascia andare; lei si strofina il braccio mentre si scambiano occhiate di fuoco. Cedendo) Non ne vale la pena.
Richard -Perdio santo, me lodicio facciounfal di tutti questi soldi l in mezzo al prato!
Jenny - (difendendosi,sottomessa) Nonfare sciocchezze! Sono soldi!
Richard -Voglio sapereda dove vengono!
Jenny - (alza la voce anche lei) Vengonoda un lavoro!
Richard -Che tipo di lavoro?!
Jenny - (alla cieca) Sto... alle pubbliche relazioni.
Richard -E ti danno tutti quei soldi? (Sbuffa, sogghigna)
Jenny - un posto molto di lusso!
Richard -Di lusso come?
Jenny -... lo studio d'un dottore.
Richard -Vuoi darmi da intendere che per star seduta due ore al pomeriggio dietro la scrivania dell'anticamera d'un dottore a fare il panegirico del principale e a tessere le sue lodi anche con chi se ne strafotte, guadagni duecento dollari al giorno?! M'hai preso per un cretino!
Jenny - un posto molto particolare e molto di lusso!
Richard - (un po' timoroso e un po' disgustato) Che... che cos', un medico di... di quelli che fanno abortire, o qualcosa di simile?
Jenny -Dio mio, sei disgustoso!
Richard -Come no?!Ho letto sul giornale che un tizio aveva scoperto che sua moglie lavorava per un dottore come quello,anzi, gliprocuravaleclienti.
Jenny -Sei schifoso!
Richard -Allora scusami tanto; ma se fai tanti misteri, che cosa vuoi che pensi? Eh?
Jenny - (in trappola, furibonda) Pensa quello che ti pare! (Pungente) Non li vuoi i soldi?
Richard - (sono furibondi tutti e due) Adesso i soldi non c'entrano!
Jenny -Altro che! Non penserai che lo faccia per mio piacere, no?
Richard -Che cosa?! Star seduta dietro una scrivania a chiacchierare?!
Jenny -S:star seduta dietro una scrivania!
Richard -Che nome ha questo posto?
Jenny - (sfidandolo) Non ha nome; ha solo un numero.
Richard -Ah s? E allora che numero ha?
Jenny - riservato.
Richard -Sono tuo marito!
Jenny -Sono tua moglie! Mi dici tutto, tu?
Richard -Voglio che midici la verit!
Jenny -Quanto ne parli, tu, del tuo lavoro? Con me.
Richard - un lavoro noioso!
Jenny -Anche il mio!
Richard -Ma i soldi no! I soldi non sono tanto noiosi! Cristo santo! Io guadagno met della met! (Sprezzante) Seduta dietro la scrivania dello studio d'un dottore... Queste pubbliche relazioni hanno tutta l'aria di essere un casino d'alto bordo!
Jenny -Non mi piace quella parola.
Richard -Casino! Casa da appuntamenti! Bordello!
(Silenzio. Jenny guarda fuori, verso il giardino. Richard comincia a realizzare d'aver colpito il bersaglio) Insomma, dillo:che cos'?
Jenny - (guarda lontano; un po' ansiosa, triste) Un posto.
Richard -Un posto.
Jenny -Dove mi pagano.
Richard - (le riafferra un braccio) Santo Dio! Ti pagano per chiacchierare?
Jenny -Pagano me! - (Lunga pausa; non sa pi a che santo votarsi) Non li vuoi i soldi?
Richard - (lascia andare il braccio di lei, fa qualche passo indietro,scrollail capo:balbetta,quasi ridendo nella sua incredulit) N-n-non... non ci credo. N-n-non ci credo.
Jenny - (senza peso) E allora non crederci.
Richard - (fa qualche passo indietro; sempre brancolando) N-non ci credo. Non posso.
Jenny - (viene verso di lui; col sorriso pi carino)Tesoro, tutto sar terribilmente diverso.
Richard - (ride senza gioia all'ironia) Oh, s, perdio!
Jenny - (ancora felice:con importanza) Tutte le cose che desideriamo da anni...
Richard -Tu e io!
Jenny -Possiamo avere un'altra macchina e...
Richard -Non c'... non ci credo!
Jenny -Che cosanon c'?
Richard -Il posto in garage. (Incredulo) Come hai potuto fare una cosa simile? (Pausa) Ma via, non vero, no? (Jenny annuisce, lentamente)No;ahs?Davvero?
Jenny - (dogmatica, impaziente) per noi; per tutto ci che desideriamo!
Richard - (denti stretti; con rabbia contenuta, lento e deciso) Sei mia moglie; la mamma di Roger; o una volgare prostituta?
Jenny -La metti su un piano ignobile.
Richard -Su quale piano vuoi che la metta?!
Jenny -Non sono mica sola. Non sono la sola persona al mondo che...
Richard -Sei la sola che sia sposata con me!
Jenny - (ragiona,con tristezza) Ma tranoinon cambia niente, e...
Richard - (duro) Ah no? (Le va davanti e le d uno schiaffo in pieno viso) Ah no? Per questo, qual' la tua tariffa?
(Lei lo fissa, con fermezza, ma forse ha le lacrime che stanno per spuntare. Allora lui le d un altro schiaffo, duro quanto il primo)
Ho detto: per questo qual' la tua tariffa?!
(Jenny non dice niente, tutt'al pi una specie di grugnito che il grido con cui restituisce lo schiaffo, duro e deciso quanto quello di lui. Richard, freddo, dopo un momento di pausa)
Fuori. Prendi la tua roba e vai fuori di qui.
Jenny - (altrettanto fredda) Dove!
Richard -Ovunque!Se nome ne vadoio.No, perdio, io sto qui. casa mia, l'ho pagata io. E ci resto!
Jenny - (stranamente impassibile) Non posso... cos su due piedi.
Richard -Ho detto vai fuori!
Jenny -Qua ci sono molte cose mie.
Richard -Prendile! Prendile!
Jenny - (a denti stretti) Certo, non puoi pretendere che metta insieme tutta la mia roba da un momento all'altro e...
Richard -Te la mando io! Intanto... intanto vattene!
Jenny -No, no, non puoi. Ti conosco: non sapresti mai cavartela, in una cosa del genere. I facchini li devo chiamare io, devo organizzare tutto io, e...
Richard -Merda!!
Jenny -S, verissimo. Quando tua zia, come si chiamava?, rivoleva quel suo brutto, gran parafuoco, hai detto che te ne saresti occupato tu, ma sono passate le settimane e tu non hai fatto un accidente.
Richard - (calmo, con ira controllata) Prendi la tua roba e esci da questa casa!
Jenny - (stanca di tutta la faccenda) Via non fare lo stupido.
Richard - (furibondo e incredulo) Non fare che cosa?
Jenny -Ho detto, non fare lo stupido. Dammi una sigaretta.
Richard -Troia maledetta! Viziosa!
Jenny -Non sono viziosa! Te l'ho detto: lo faccio per i soldi! I soldi che non fai tu! I soldi che ci servono. Pensi che ci provi gusto?
Richard -Pensare, io?! Io, io, io, io, io, non penso niente! Non posso!Se penso divento matto!Cisono uominiche ammazzano la moglie per cose del genere!
Jenny - (ridacchia) Tesoro mio...
Richard - (sfottuto, perde il controllo di s) Non ci credi? (Va verso di lei, con intenzioni serie) Leggi i giornali e vedrai! Perdio, leggi i giornali di domattina, cosi vedi...
(Sono entrambi interrotti dal rumore della porta di casa che sbatte; Roger entra dall'ingresso)
Roger -Salve! Ho preso un tass; mi date i soldi?
Jenny - (come si fosse scordata di lui, e le dispiacesse) Roger!
Roger -Quello del tass dice che vuole cinque dollari di supplemento perch stiamo tanto distanti.
Richard - (rovesciando la sua ira sul conducente del tass) Ah s, eh? Ah s, eh? Bene, lo sistemo io quel figlio di puttana.
(Richard esce, magari dando una spinta a Roger, che tra lui e la porta)
Roger - (osserva l'uscita di Richard, esterrefatto; poi guarda Jenny; con affetto sincero) Ciao, mamma.
Jenny - (imbarazzata,madominandosi)-Tesoro!Sei arrivato... tanto... tanto in anticipo.
Roger - (constatazione di fatto) Il treno era in orario.
Jenny - (un po' stordita) -Eh? Ah s? Beh, allora... avevamo l'orologio indietro.
Roger -Si vede. (Va a una sedia, ci sale in piedi sopra, e guarda oltre la vetrata di l dalla siepe) Come va il tennis?
Jenny -Che tennis?
Roger - (indica) L al circolo.
(Da fuori della porta arrivano voci concitate)
Jenny - (guarda in quella direzione, apprensiva) Ah, non... non ci bado molto.
Roger -Pap gioca sempre? Spero che quello del tassi non l'ammazzi.
Jenny - (chiama, preoccupata) Dick? (A Roger) Scendi di l, prima cheti veda tuo padre!
Roger -Va bene... (Salta gi; vede i soldi) Uhh! Sono soldi?
Jenny - (preoccupata, sulla difensiva) S, ma... lascia stare.
Roger -Che , hai giocato alle corse?
Jenny -No... son cose che non ti riguardano.
Roger -Ne posso prendere unmazzetto?
Jenny - (conrabbia improvvisa) No!Lascia stare!
Roger - (ferito, piuttosto) Scusa tanto. (Con ironia greve) Accidenti,chebelloessere a casa.
Jenny - (scusandosi) Via, tesoro, non...
(Riappare Richard, con gli abiti un po' in disordine)
Richard - (vendicativo e orgoglioso) Gli ho rotto il muso!
Roger - (timido) Ciao, pap.
Richard - (a Jenny che stata lei la causa di tutto) Gliel'ho rotto il muso, a quel figlio di puttana!
Jenny - (biasimandolo) L'hai salutato tuo figlio?
Richard -Hm?
Roger - (timido, contento) Ciao.
Richard - (effettivamente vede Roger per la prima volta: triste e orgoglioso) Ciao. (Di nuovo a Jenny: vantandosi, calmo ma furibondo) Gliel'ho rotto il muso, a quel figlio di puttana l!
Jenny - (concalma disperazione) Perch?
Richard -Perch?!Volevanove dollari.Bruttacarogna, voleva il prezzo della corsa pi cinque dollari, perch?
Jenny -Non una buona ragione per rompere il muso a qualcuno.
Richard -A chi dovrei romperlo?! (Meno forte, ma non meno intenso) A chidovrei romperlo?!
Roger - (per colmare un piccolo silenzio) Come va il tennis, pap?
Richard - (a Roger) Che?!
Roger - (intimorito)Iltennis. Come va?
Richard - (confuso) Non, non ho... non, non ho giocato.
Roger -Ah ah!
Jenny -Ora vedrai che quello ci denuncia.
Richard - (smontato;addirittura imbarazzato) Gli ho preso una spalla. Ci... ci siamo subito separati.
Jenny - (pausa, delusione e sollievo) Ah.
Richard - (sbuffa) Si meritava ben altro.
Roger - ( tornatoin piedi sulla sedia) Gi!Dritto nelle palle!
Richard -Chi? Cosa?
Jenny -Roger, non sidicono quelleparole.
Richard - (con scherno) Per carit!
Roger -Si meritava un bel cazzottone, dritto nel... come devodire?
Richard -Non chiederlo a tua madre: una gran signora come lei! (Si rende conto di dove sta Roger) Smettila di salire in piedi sui mobili, perdio!
Roger - (ubbidisce; sottomesso, a disagio) Scusa.
Richard -Cosa credi? che abbiamo la fabbrica dei soldi?
Roger - (per difendersi, indica i soldi sparsi dappertutto) Si direbbe. (La battuta cade in un silenzio imbarazzantissimo)
Richard - (per cambiar discorso) Com' andato il trimestre?
Roger -Bene.
Richard -Che media hai avuto? come hai chiuso?
Roger -Sei pi.
Richard -Come avevi cominciato?
Roger -Sei pi.
Richard - (amaro) Cerca di mantenerla; quando avrai di-ciott'anni non ce la faremo neanche a metterti in una scuola d'agraria!
Jenny -Siibuono. (Richardresta abocca aperta,come se dovesse parlare, ma non fiata) Metti a posto l'orologio.
Richard -Va benissimo.
Roger - venti minuti indietro.
Richard - (furibondo) E allora rimettilo tu!
Jenny -Dick!
Richard -Sta' zitta! (Roger va all'orologio che sul caminetto, lotira gi)
Roger -Che devo fare?
Richard -Gira la chiavetta:gira la chiavetta, accidenti!
Jenny -Dick, se non ti riesce di...
Richard - (a denti stretti) T'ho detto di stare zitta. (A Roger) No! Troppo! Troppooooooo... Non mandarla indietro. (Disgustato, prende l'orologio dalle mani di Roger, tutt'altro che con garbo) Avanti: dallo a me, quell'orologiaccio della malora. Non mandarlo indietro! Un orologio non deve essere mai mandato indietro!
Roger - (stordito, confuso) Scusa, ma...
Jenny -Scusa, tesoro, perch non porti su la valigia e...
Richard - (eccessivamente preso dall'orologio: a se stesso oltre che a Roger) Non si manda mai indietro un orologio; mai!
Jenny -Perch non vaiadisfare lavaligia?
Roger - (imbronciato) Va bene. Con tutti i soldi che avete, chiss cheaspettateacomprarvi unorologionuovo.
Richard -Ho capito!
Jenny -Vai a disfare la valigia, poi vieni gi a darci una mano.
Roger -Volete che vada su in camera mia, o volete che faccia dietrofront e torni subito in collegio?
Richard -Vai in camera tua!!
Roger - (sottovoce) Dio Cristo!
Richard -E non bestemmiare!
Roger - (da pari a pari) Perch io no?!E tu s?!(Esce. Breve silenzio. Richard sbatte l'orologio in terra)
Jenny - (calma, scontenta) Ottimo rimedio.
Richard - (intensamente, battendosi il petto con le dita) Per me, s!Per me!!
Jenny - (resta un momento con gli occhi chiusi, poi, molto efficiente) meglio che fai un elenco delle cose cheservono, delle bottiglie che dobbiamo comprare.
Richard - (la fissa, calmo) Troia.
Jenny - (non raccoglie) Prendiamo dello champagne, ma c' sempre chi preferisce qualcos'altro, allora...
Richard - (c.s) Troia!
Jenny -...allora devi scegliere. Se, poi, offriamo del caviale fresco, e penso che civoglia, bisogna che lo vada a comprare gi da Blaustein...
Richard - (c.s.) Troietta sozza, schifosa!
Jenny - (fuori di s) Sta' zitto! Hai Roger in casa!
Richard - (a squarciagola) In casa ho unatroia sozza e schifosa!
Jenny - (piccola pausa; va avanti con calma) Fai l'elenco, saranno qui tra un'oretta...
Richard - (rde, incredulo) Una festa! Diamo una festa!
Jenny - (senza scomporsi) S, appunto.
Richard - (finalmente stanno per spuntare le lacrime, sono lacrime di rabbia e di disperazione; ce ne accorgiamo perch ha un tremito nella voce) Che, che cosa si deve fare? Dare l'annuncio? Parteciparlo ai vicini? Pregarli di dire ai loro amici dove riceve mia moglie? Hm?
Jenny -Fai un elenco.
Richard -Troia, sono queste le pubbliche relazioni? (Ha le lacrime in pelle in pelle)
Jenny -Possiamo telefonare che ci mandino un po' di bottiglie, ma dobbiamo sapere che cosa occorre.
Richard - (con le lacrime sempre pi pronte) Oppure, oppure lo sanno gi. Chiss... chiss se Chuck e Perry e Gil... loro... loro lo sanno gi?
Jenny -L'elenco.
Richard -L'e-l-l'elenco? Ci... s, giusto, ci vuole della... (Ora comincia a piangere) v-v-v-vodka, e...
Jenny - (carina) Polacca o americana?
Richard - (alza gli occhi, supplichevole) Tutt'e due?
Jenny -S, tutt'e due.
Richard -...e... e... del wh-wh-wh-whisky scozzese, e... bourbon, e... (Adesso piange in pieno) ...del gin, e... del gin, e... del gin e...
(Adesso la parola gin molto ardua da pronunciare; diventata una parola lunghissima, spezzata, rotta dal fiato e dal tentativo di mandare indietro le lacrime)
...g-i-i-i-n, e...
(L'ultima parola lunghissima, spezzata, un lungo ululato) G... i... i... i... i... n... n... n... n.
(Il sipario cala lentamente sulla parola non ancora finita)
ATTO SECONDO
(La stessa scena, un'ora dopo. Richard, solo seduto e fissa il pubblico. Sarebbe interessante, se guardasse gli spettatori proprio negli occhi, ma con l'espressione assente di chi vede ma pensa ad altro. Nessun tentativo di stabilire una nuova intesa tra lui e gli spettatori; tuttavia non saranno pochi quelli che proveranno una particolare sensazione. Entra Jenny, seguita da Roger; entrambi sono carichi di bicchieri, ecc.)
Jenny - (gradevolmente incredula) Che fai?
Richard -Eh?
Jenny -Che fai? Roger, quelli mettili l sopra, e sta' attento a non romperli.
Roger - (imbarazzato per l'ammonimento) Va bene.
Jenny - (posando la roba che ha in mano) T'ho chiesto che cosa credi di fare. Fra dieci minuti arrivano gli ospiti, e tu...
Richard - (brutto ma calmo;minaccia disbottare)Che dovrei fare?
Roger - (rompe un bicchiere) Accidenti!
Jenny -Roger...
Richard -Bravo! Spacca tutto, vah!
Roger -Ma solo un bicchiere, non...
Richard -Non abbiamo la fabbrica dei s... Lo sai quanto costano quei bicchieri?
Roger - (sempre sulla sua posizione) No. Quanto?
Richard - (a Jenny) Quanto costano?
Jenny -Questi sono nuovi, e...
Richard - (una punta isterica che minaccia' di aumentare) Nuovi?
Jenny - (calma) S, sono di cristallo, mi pare che... ecco, s, credo che costino circa quattrodollari e mezzo l'uno...
Richard - (dopo un'occhiatadolorosa a Jenny,si rivolge a Roger scrollando il capo, beffardo) Quattro dollari e mezzo l'uno. Hai rotto un bicchieraccio da quattro...
Roger - (frugandosi in tasca) -Toh, cos velo ricomprate.
Richard - (con gioia sinistra) Dalli a tua madre.
Jenny - (ride, per confondere le acque) Su... non fare lo stupido. No, Roger, lascia andare.
Roger - (tirando fuori la mano dalla tasca) Purch si stia in pace.
Richard -Impertinente!
Jenny - (conciliante, a Roger) Avanti, tesoro, vatti a cambiare. Sta venendo gente, e voglio che tu mi dia una mano.
Roger -Mi devo mettere la cravatta?
Richard - (furibondo) S!
Jenny - (tutta dalla parte di Roger) Si, caro, purtroppo. Su, fai una corsa.
Roger -Cravatta?
Richard -S; e camicia, e pantaloni, e calzini, e scarpe...
Roger - (se ne va, scrollando il capo) Mah!
Richard -E nonti piazzareallafinestraaguardareil tennis. Cambiati.
Roger - (melenso, saluta militarmente) Signors!
Richard -Spiritoso!
Jenny - (dopo una piccola pausa; ragionevole, calma) Era solo un bicchiere.
Richard - (rivolgendosi a lei, con calma ma in collera) Che fai?compri robasenzadirmelo?Cristalli?Orieargenti? Vestiti?
Jenny -Spesette da poco.
Richard -Ma che cosa?
Jenny - (sospira) Qualche vestitino; quei bicchieri; dei lenzuoli pi fini. Non te ne sei accorto?
Richard - (ancora furibondo) Accorto di che?
Jenny - (calma e felice) Dei lenzuoli. Credevo che ti...
Richard -No! Non mi sono accorto dei lenzuoli pi fini, e me ne frego, tanto non ci dormir! Non dormir mai pi in camera con te!
Jenny - (fredda) E dove dormirai?
Richard -Come?
Jenny -Ho chiesto dove dormirai. Roger a casa, e nella camera degli ospiti non c' materasso...
Richard -Perch no!Dov'?
Jenny -L'hai buttato via. Quando hai avuto l'epatite e hai dormito li sopra hai detto che era spaventoso -il materasso -allora lo abbiamo buttato via.
Richard -Perch non ne abbiamo preso un altro?
Jenny - (stringendosi nelle spalle,comincia a mettere le cose a posto) Mah... forse, per i soldi, non ricordo.
Richard -Adesso perdio ce lo possiamo permettere!
Jenny - (calma e precisa) Non vedo il bisogno. Hai detto che me ne devo andare.
Richard - (questa risposta lo blocca ma solo per un attimo) E allora quando te ne vai?
Jenny - (interrompe il suo lavoro) Subito. In questo istante.
Richard -Hai una festa! Hai degli ospiti che stanno per arrivare!
Jenny - (fingendodiesserecontrariata da questa complicazione) Ah. vero. Pazienza, me ne andr subitodopo, appena saranno andati via gli ospiti.
Richard -Bene.
Jenny - (calma, sprezzante) O devo aspettare d'aver riposto la roba?
Richard - (cerca per un momento la parola adatta, alla fine) Vagabonda.
Jenny -Adesso non ilcaso.
Richard -Non posso stare a testa alta davanti a quella gente; non mi riuscir di guardarli negli occhi. Potrei mettermi astrillare,apiangere,chiss.
Jenny -Starai a testa alta. Anzi, penso che potrai guardare negli occhi Chuck e Perry e Gil, forse per la prima volta.
Richard -Perch? Perch mia moglie una troia?
Jenny - (quasi blandendolo) No... perch, una volta tanto, non sarai... per cosi' dire... il parente povero; puoi parlare della nuova macchina che vuoi prendere; e perch non aumentiamo la quota d'iscrizione al circolo per lasciar fuori le mezze calzette, e Jenny e io stiamo pensando alle Antille per quest'inverno... e viadi seguito.
Richard - (con un certo disgusto) La tua immoralit inguaribile.
Jenny -Tutt'altro! Sto parlando di soldi... di quella cosa che ci fa sempre saltare alla gola l'uno dell'altro; lo standard sul quale ci basiamo per guidare gli altri; il grado di valored'unuomo!
Richard -Ci sono altri elemnti di giudizio!
Jenny -No, non tra le persone che frequentiamo noi! Non nel nostro ambiente!
Richard -C' denaro e denaro!
Jenny -No! Ce n' di tre tipi soli! Troppo poco, troppo e quel tanto che basta!
Richard -Sei corrotta!
Jenny -Troppo denaro corrompe;troppo poco corrompe. Queltantoche bastaaiuta.
Richard -E il modo! Il modo!
Jenny -Oh, non parliamo del modo! Perry e i bei terreni che vende? Venticinquemila dollari per un ettaro di terreno l fuori, vicino alla ferrovia, e non avverte nemmeno quei poveri deficienti chi manca la conduttura dell'acqua potabile! Gilbert e la sua immaginaria casa editrice? Quanto la fa pagare la pubblicit su quei suoi giornalacci pornografici? Migliaia di dollari! Quanto spende per stampare un libro appena presentabile... niente!
Richard -Ma s... ma s...
Jenny -Eiltuolaboratoriodiricerche.Icontratticol governo?Preparate laguerrabatteriologica,forse?
Richard -T'ho detto che... T'ho detto di non ripetere mai cose che riguardano il mio lavoro.
Jenny -Perch me le dici in via confidenziale! E io te lo dico in via altrettanto confidenziale! Siete tutti assassini e puttane!
Richard - (annuisce, diverse volte, rapidamente) Nobilissima gara.
Jenny -Hai perfettamente ragione.
Richard - (con gran sarcasmo) Grazie.
Jenny -Prego. Continua.
Richard -Con le tue teorie sul danaro, dovevi sposare Jack.
Jenny - (compiacendosi sfottente) Eh s, forse hai ragione.
Richard -Nonper questopenso che avere come moglie una troia gli farebbe pi piacere che a me.
Jenny - (consolandolo) Ma se avessi sposato Jack tutto questo non sarebbe accaduto.
Richard - (sta per saltarle addosso, ma fermato dalla ricom parsa di Roger) Perte...
Roger -Sono pronto.
(Si fermano tutti e due perch la voce di Roger ha uno strano tono di staccata disapprovazione)
Jenny - (riprendendosi) Era ora. Verranno da un minuto all'altro. Oh, come sei carino, sembri proprio un uomo.
Roger -Non la prima volta che mi vedi con la cravatta. (ARichard)La volevi picchiare?
Richard -Pensa ai fatti tuoi.
Roger - (debolmente imbarazzato) Credevo che fossero fatti miei.
Richard -E invece no. Suppongo che non ti sarai lavato.
Roger -Certo, non ho avuto il tempo di fare un bagno nella vasca, se questo che pretendevi. Perch non sono fatti miei?
Richard -Perch no!Hai le unghie pulite?
Roger - (a Jenny,conla stessacuriosit debolmente disapprovante) Ti voleva picchiare? (Si guarda le unghie) Pi o meno.
Jenny -Non dire sciocchezze, tesoro; tuo padre non picchia mai chi pi grosso di lui. Vieni, aiutami a sistemare questa roba. Queibicchieri laggi...
Roger - (comebrontolando)-La gentesipicchiasempre quando gli altri non vedono.
Jenny - (decisamente offesa) Roger.
Richard - (ringhiando) Che mostro!
Roger -Non mi lamentavo:constatavo.
Richard -Le tue constatazioni tienle per te.
Jenny -Qua nessuno picchia nessuno.
Richard -Comunque, mai sopra alla cintura.
Jenny - (per dire "Non in presenza di Roger") Dick!
Richard - (si calma) -Scusa!Scusa tanto. Scusa di tutto. Dalla prima all'ultima cosa.
Roger - (da parte, a Jenny) Che ha pap?
Jenny - (Richard, naturalmente li sente tutti e due) Niente; le feste gli danno sui nervi, ecco tutto.
Roger - (va da Richard, sincero) Vi aiuto io.
Richard - (lo guarda per un momento, poi, ride scrollando la testa in modo che pu sembrare di scherno ma non lo ) Oh bravo!Grazie!
Roger - (ritirandosi un poco, ferito) Scusa.
Richard - (furibondo) Roger! L'ho detto sul serio! Grazie!
Roger - (un po' sbigottito) Va bene. (Suona il campanello dell'ingresso)
Jenny - (sospira, si prepara alla battaglia) Ecco. Ci siamo.
Richard - (ragazzino) Non mi va proprio.
Roger -Oh, io che devo bere?
Richard -Birra.
Roger -Uuuhhh!
Jenny - (andando) -Vado io.
Richard -Roger, fammi un piacere.
Roger -Certo. Che cosa?
Richard -Cresci a modo. (Dall'ingresso giungono saluti varii)
Roger - (casuale) Va bene. Per esempio?
Richard -Niente... sii buono.
Roger -Buon sangue non mente: si dice cos?
(Jenny torna con Chuck e Beryl)
Beryl - (a Jenny, entrando) No, il tempo stato bellissimo, ma ci vorebbe un po' di pioggia. Il nostro prato tutto marrone e chiazzato.
Jenny -Ah s? Col nostro ce la caviamo benino.
Beryl -Pollice verde, mia cara.
Chuck -Si metter a piovere solo quando partiamo per... Salve, Dick!
Richard - (timido) Oh, Chuck; Beryl...
Beryl -Siamo venuti troppo presto? L'avevo detto a Chuck saremo i primi.
Jenny -Che sciocca!
Chuck -Allora ho detto e con questo? Primi ad arrivare, ultimi ad andar via; che maleducati! Roger!
Roger -Salve.
Beryl - (a Roger, con un certo stupore) Che fai? Cresci tutte le volte che ti vedo?
Roger -Pu darsi: mi vede di rado.
Jenny -Cresce in impertinenza, questo ve lo dico io.
Chuck - (formale) Come va la scuola?
Roger -Bene.
Chuck -A casa per le vacanze? Oh che domanda stupida. Non hai una risposta stupida?
Roger -La tengo per gli esami. (Risatine)
Richard - proprio vero.Oh!Che cosa bevete? Champagne oqualcosadi forte?
Chuck - (sincero) Champagne!
Beryl - (a Chuck) Sai l'effetto che fa. (A Jenny) Lo fa star alzato tutta la notte, piegato in due. Sar il gas?
Chuck - (a Richard, lamentoso) meglio che prenda un whisky.
Richard -Va bene. Beryl? (Le si avvicina)
Roger -Volete aiuto?
Beryl - (osservailcaviale; aJenny) Caviale fresco,che bello. Lo prendi in citt?
Jenny -No. Ce l'ha anche Blaustein.
Beryl - (a Richard) Gin, caro, con un pochino di ghiaccio. (Di nuovo a Jenny) Il caviale fresco non si conserva, e io non mi fido di Blaustein.
Jenny - (un pochino seccata) No, perfettamente fresco.
Beryl - (risatina) Nonne dubito. Ma Blaustein fa i suoi affari... lo tiene in ghiaccio un giorno o due pi di quanto...
Jenny -Vuoi un po' di caviale, Chuck?
Chuck -Come no! (Va al piatto) Toast? Toast?
Jenny -No, cracker.
Beryl - (s allontana dal caviale, guardail giardino, espansiva) Come fate a tenerlo cos? Come fate a combattere le erbacce, a potare, levare la polvere...?
Jenny - (orgogliosa) Pollice verde.
Chuck -Cin-cin!
Gli altri - (quasi simultanei) - Cin-cin.
Beryl -Gi che ti vedo, devo chiederti aiuto per la banca del sangue.
Jenny -Dick non pu.
Beryl -Perch?
Jenny -L'epatite. E neppure Roger: quel poco che ha deve tenerlo peis.
Roger -Io il sangue lo d volentieri.
Jenny - (lieve, ma decisa) - No, non credo sia il caso.
Beryl -Allora, Jenny, dovrai darlo tu per tutta la famiglia
Richard -Non credo sia ilcaso.
Beryl -E perch mai?
Jenny -S. Perch mai?
Richard - (dogmatico) Credo che non sia il caso.
Jenny - (un po' seccata) Ho capito, ma per quale motivo? A meno che tu faccia l'ammasso del sangue.
Richard - (caricatroppol'aspettodello scherzo;solo Jenny capisce quello che vuol dire) No, ma tu... tu potresti avere qualche brutta malattia, per quel chepuoi saperne tu.
Beryl - (mentre Chuck ride) Via, Dick! Che dici!
(Suonano alla porta)
Roger -Vado io?
Jenny - (andando; dopo una lunga occhiata a Richard) Vado io. Intanto servitevi, prendete... (Lascia l'offerta in sospeso. Esce)
Richard - (con sottile sfott) Come va l'alta finanza, Chuck? L'antiquariato?
Chuck -Pi o meno come il matrimonio... alti e bassi, alti e bassi. (Bervi e Richard ridono distratti)
Roger -Che vuol dire?
Richard -Niente.
Roger -Allora perch l'ha detto?
Richard - (seccato) Sai perfettamente bene quello che vuol dire, perch l'hai chiesto?
Roger - (stringendosi nelle spalle) Per gentilezza. M'hai detto di rendermi utile.
(Jenny torna, con Gilbert e Louise)
Jenny -Dick!C' Gilbert e Louise!
Richard -Bene! Avanti! Conoscete Beryl e Ch...
Louise -Mi pare che ci siamo incontrati al circolo.
Gilbert -Ma si, certo.
Beryl -Che piacere rivedervi!
Chuck -L c' da bere. Champagne e anche di meglio.
Louise -Come siete stati carini a invitarci! Oh, che bel giardino. E che prato!Come fate?
Beryl -Lo dicevo anch'io. Non so propriocomefanno.
Gilbert -Chi il voslro giardiniere? Shropie?
Richard -Chi?
Gilbert -Shropie:ha degli uomini bravissimi, e...
Jenny -No, facciamo tutto da noi. Louise -Noiabbiamol'abbonamento,Shropiecimanda due uomini, ma noi abbiamo due ettari e mezzo, c' una bella differenza.
Gilbert -Costa un occhio della testa.
Beryl -Ma sono veramente bravi? Chuck ed io volevamo farli venire anche noi, e...
Chuck -Non voglio passare i miei week-ends a tosare pratini...
Jenny -D meno soddisfazione far fare la fatica agli altri...
Richard - (un po' meno titubante) Per... ci si potrebbe far dare una mano.
Jenny - (sorriso riservato) Eh? S, perch no?
Richard - (amaro, perch stato colto sul fatto) D meno soddisfazione.
Jenny - (agli altri) Ma pensavamo di mettere una serra.
Richard -Come no!
Louise -Devi metterla. Noi siamo cosi contenti d'averla messa.
Jenny -L'ho sempre desiderata.
Chuck -Bravo Dick: ti dice bene: serra, champagne, caviale...
Richard - (lieve risatina) No, che... (Si stringe nelle spalle lascia la frase in sospeso)
Jenny -No, che ci sappiamo regolare.
Beryl - (strizzando un poco gli occhi) Bene, mi fa piacere.
Roger - (stanco di chiederlo) Volete aiuto?
Louise -Roger, caro! Non t'ho nemmeno salutato. Gilbert! C' Roger.
Gilbert -Salve, Roger. Sono cominciate le vacanze?
Roger - (falsa cordialit) Sissignore!
Gilbert -Promosso?
Roger -Mi difendo, come suol dirsi.
Gilbert -Bravo, bravo. Oh, Dick: squisito questo caviale. Dove lo prendi?
Richard -L'ha preso Jenny: di Jenny.
Jenny -L'ho preso da Blaustein, ce l'ha fresco come quello che si trova in citt...
Gilbert -In gamba, l'ebreo, ha perfino il caviale...
Roger -Da queste parti non usaesprimersicos. (Tutti poi guardano, non troppo sicuri di quel che voleva dire) Per lo meno, non in casa nostra.
(Suonano di nuovo alla porta)
Jenny - (felice del pretesto) Vado io!
(Esce. Beryl e Louise tutte e due tanto per dire qualcosa)
Beryl -Io sono del parere che in citt pi fresco.
Louise -Il primo anno che abbiamo avuto la serra, non credevo ai miei occhi.
Richard -Non volete bere? Avanti, ragazzi: il bar aperto.
Gilbert - (a Richard, mentre vanno verso il bar) Che ho detto?
Richard -Niente.
Chuck -Un po' saccente il ragazzino, eh?
Gilbert - (offeso) Che ho detto? (Battute simultanee)
Richard -Niente:lascia andare.
Beryl -Ma non sono una schiavit?
Chuck -Non ho capito Io champagne. In onore di che cos'? la festa di qualcuno?
Louise -No, anzi:basta ricordarsi alcune cose come l'acqua, l'aria, la temperaturacostante, e...
Richard -La festa di qualcuno? No, no.
Beryl - (ride) Ah, dici niente!
Chuck -C' un'aria di festa!
Louise -Basta farci l'abitudine.
Roger - (in caso qualcuno se ne fosse avuto a male) Chiedo scusa.
(Jenny torna con Cynthia e Perry)
Jenny -I fanalini di coda. Cynthia e Perry Straggler.
Perry -Salve, ragazzi. Roger - (a se stesso) Ragazzi.
Gilbert -Guarda chi si vede! Perry! Ciao, Cynthia!
Cynthia - (a tutti) Buonasera!
Richard -Il bar aperto, ragazzi!
Cynthia -Uh, quanta grazia diDio!
Chuck -Perry, vera la voce che corre?
Perry -Probabilmente. Che cos'?
Chuck -Dicono che hai fatto grandi affari coi negri, al doppio del prezzo corrente. (Qualche risatina perch uno scherzo)
Perry -Acqua in bocca! Al triplo del prezzo corrente, non solo: non gli concedo neanche il titolo di libera propriet. (Altre risate)
Roger -Nel mio collegio ci sono due ragazzi negri, hanno una borsa di studio.
Gilbert - (tutt'altroche contento) -Ah, s? - (A Richard) Manda tuo figlio a Choate. un buonissimo collegio.
Roger -Ci sono ragazzi negri anche l.
Gilbert -Scherzi.
Roger -Perch no? S, perch dice che scherzo?
Beryl - (senza snobismo) Sta diventando un bel problema.
Cynthia -Lo so.
Louise- - (molto seria) Beh... un momento di transizione.
Jenny - il momento di bere, questo si! Cynthia? Louise?
Roger -Effettivamente, il problema del colore... o quello che ... sar risolto soltanto quando saremo tutti color caff.
Beryl -Roger!
Jenny -Tesoro!
Gilbert -Dove sei andato a pescarla, questa teoria?
Roger -In un libro.
Perry -Una cultura superficiale sempre pericolosa.
Chuck -Le teorie che si trovano nei libri dovrebbero restare nei libri.
Richard - (a Roger) Perch non passi il caviale? Avevi detto che volevi renderti utile.
Roger - tanto che lo dico! Ci sono stato un pezzo l ritto sulle zampe di dietro a offrire i miei servizi, ma nessuno mi dava retta!
Richard - (seccato) Stai ritto sulle zampe di dietro a insultare tutti, altro che offrire i tuoi servizi.
Roger - (imbronciato) S, ma dopo?
Cynthia -Via, lascialo in pace! un amore di ragazzo. Quantianni hai,Roger?
Roger -Dodici.
Jenny -Quattordici!
Richard -No, quindici.
Jenny -Dovrei sapere quanti anni ha mio figlio.
Richard -S, dovresti.
Chuck -Dove la metti la serra, Dick?
Richard -Eh? Ah... l fuori. (Fa un gesto vago)
Jenny - (un po' pungente) Tesoro, fa' vedere dove la mettiamo.
Richard - (preso in trappola) Eh?
Louise -Oh, s, ti prego. Fa' vedere!
Cynthia -S! Poi voglio guardare le rose di Jenny.
(Cynthia e Louise si avviano oltre la vetrata; Perry le segue automaticamente)
Chuck -Via, tutti in giardino. Qualcuno porti una bottiglia di champagne.
Gilbert - (seguendo Chuck) Non c' nessuno che beve champagne.
Chuck -Allora... portate una bottigliadi whisky.
(I due uomini ridono, seguono gli altri che sono gi fuori)
Jenny - (a Richard) Allora...?
Richard - (senza reticenze) Fa' vedere dove mettiamo la serra.
Jenny - (con un sorriso smagliante, anche se privo di gioia) S.
(Suonano alla porta. Jenny sussulta) Chi sar? Non abbiamo invitato nessun altro.
Richard - (va in giardino) La festa tua: arrangiati.
Jenny - (a Beryl) Non so proprio chi possa essere. Roger, tesoro... va' a vedere. (Roger esce oltre l'arco) A meno che sia Jack Foster. Viene sempre a fare un salutino, e...
Beryl - (si avvia verso il giardino) Se lui, vi lascio soli.
Jenny - (evidentemente seccata) E questo che cosa vorrebbe dire?
(Probabilmente vediamo una o pi persone fuori ad ammirare il giardino mentre Richard improvvisa l'ubicazione della futura serra; ma voltano le spalle e non vedono ci che accade dentro finch non tornano)
Roger - (tornando) una signora per te.
(Entra la S.ra Toothe; Jenny la fissa a bocca aperta)
S.ra Toothe -Buonasera, cara. (Jenny la fissa) Ho detto buonasera, cara.
Jenny - (sempre fissandola) Roger, vai in giardino.
Roger - (soavamente) Perch?
Jenny - (voltandosi scatta) Ho detto vai in giardino!
Roger - (un po' schifato fa una piroetta e se ne va) Santo Dio.
Jenny - (sbigottita) Che cosa vuole?
S.ra Toothe -Parlare. (Si siede) Oh! Che bello. Detesto camminare.
Jenny -Lei qua non pu venire:non deve venire.
S.ra Toothe -Lo so, cara, molto indiscreto, ma importantissimo.
Jenny - (arrabbiata, segretamente presa dal panico) Sto ricevendo!Ho degli ospiti!
S.ra Toothe -S, lo vedo; bene, sono un'ospite anch'io.
Jenny -No! Midispiace:no!
S.ra Toothe -Perch no?
Jenny -Sono degli amici; Dick crede che lei sia del patronato ospedaliero, e...
S.ra Toothe -Bene, sono del patronato ospedaliero.
Jenny -Ma gente del luogo, e Beryl del patronato ospedaliero, dunque...
S.ra Toothe -Beryl?
Jenny -S, e anche Louise... e poi...
S.ra Toothe -Basta inventare qualcosa:io non sonodi qui, io sono...
Jenny -Basta! Se ne vada!
S.ra Toothe - (decisa, freddamente cortese) Le ho detto, cara, che si tratta d'una questione di notevole importanza. Suo marito sa?
Jenny -S, gliel'ho detto oggi. Oh, Dio, se la vede e sa chi lei, chiss che cosa...
S.ra Toothe -Dovr trarne il miglior partito. (Pausa, sorride) Non possibile?
Jenny - (disperatamente supplichevole) La prego! La prego, se ne vada!
(Beryl e Chuck stanno tornando in casa)
S.ra Toothe -Gli ospiti stanno tornando.
(Jenny si volta di scatto)
Beryl - (non ha ancora visto che c' la S.ra Toothe) Jenny cara, lo dice anche Chuck:tuo marito un angelo; la serra sar proprio quello che ci vuole, vedrai...
Jenny - (interrompendo) Beryl, Chuck, vi presento alla signora Toothe; Dick ed io l'abbiamo incontrata l'anno scorso a St. Thomas, ed venuta a farci un...
S.ra Toothe - (sorriso calmissimo) Buonasera, Beryl, come va? ho da darle una tiratina d'orecchi.
Chuck - (mentre Jenny osserva, a bocca aperta) Oh Dio, che cos' venuta afare?
Beryl - (gelida, calma) Ah s? Davvero?
S.ra Toothe -S, proprio s.
Jenny - (finalmente, a Beryl, sbigottita) Tu?!
Beryl - (calmissima, con un sorrisetto, mentre la S.ra Toothe fa una risatina) S; e anche tu, a quanto pare.
Jenny - (esterrematta) Dio mio.
(Stanno entrando gli altri: Louise, Cynthia,Perry,Gilbert, e Richard; Roger ancora fuori)
Louise -...mi pare, per, che se vuoi avere il sole di pomeriggio, devi rassegnarti e...
(Vede la S.ra Toothe. Tutti hanno veduto la S.ra Toothe, salvo Richard; tutti la fissano, salvo lui)
Richard -Potrebbe essere girevole, suppongo, ma allora si dovrebbe montarla su un... (La vede, vede il silenzio; alla S.ra Toothe) Buonasera. L'ho gi vista da qualche parte, non vero?
S.ra Toothe - (molto carina) S, ma non ci siamo conosciuti; sono la signora Toothe. Salve, Cynthia. Ah, Louise, cara. (Salutano con un cenno del capo)
Richard - (non ha ancora capito) Ma allora vi conoscete tutte e...
S.ra Toothe -Beryl, che ha fatto gioved?
Beryl -Avevo... avevo mal di capo e...
S.ra Toothe -Un mal di capo che le coster un centinaio di dollari. Qualcuno ci rimasto nude.
Richard - (ancora non ci arrivato bene) Vi... vi conoscete tutte?
S.ra Toothe -Eh s, conosco tutte queste signore, e ho incontrato i loro mariti, ma li ho conosciuti, beh, come dire?... Quando ci siamo conosciuti, li avevo gi incontrati tutti.
Jenny - (incerta e infelice) Questa, caro... la signora Toothe.
Gilbert - (piuttosto contento) Per, non me l'avevi mai detto.
Louise -Strano, Cynthia, che non ci siamo mai incontrate in citt.
Richard - (ha completato il quadro) Questo, dunque, vuol dire...
Perry - (anche lui piuttostocontento) Beh, santoDio...
S.ra Toothe - (a Richard) Carino, no, che tuttele mie signore di periferia si trovino sotto Io stesso tetto.
Richard -Tutte lesue signore,e...Alle donne)Tutte quante? (Agli uomini) E voi lo sapevate?
Gilbert - (non molto gradevole) Si, certo.
Perry - (con una certa condiscendenza) S; naturalmente.
Beryl -Ma meraviglioso che nessuna di noi abbia mai saputo niente dell'altra.
Cynthia - (a Louise, con sfottente rimprovero) Eccole le gite in citt a fare spese.
Louise - (ridacchia; a Beryl) E tutte quelle visite ai musei.
S.ra Toothe - (donna d'affari) Bene. Eccoci tutti qua.
Richard - (indietreggiandolievemente;concalma,come se osservasse una paretedi strane forme)Noncicredo, non... Non ci credo, non...
Jenny - (quasi supplichevole) ...Dick...
Chuck - (scrolla il capo, ridacchia) Ma va'! Ges Cristo Signore!(Ride in pieno)
Richard - (a Perry) Tu lo... tu lo sapevi? Fin dapprincipio?
Gilbert - (lievemente patrocinante) Ma tu... tu l'hai appena scoperto?
Richard - (piccola pausa, un vero grido) S!!(Pausa)
Chuck - (calmo, piuttosto severo) Bevi qualcosa, figliolo. Calmati! (Chuck batte sulla spalla di Richard, va verso il bar)
Richard - (pi dolce; come svuotato) S!
Gilbert - (molto positivo) Beh, adesso lo sai; adesso lo sappiamo tutti. (Entra Roger)
Roger -Oh, sapete che Venere gi alta? Il sole non ancora tramontato, ma...
Jenny -Roger, vai a prendere una cosa.
Roger -Eh, mamma?
Jenny -Dick, mandalo via!
Perry - (frugandosiintasca) -Roger,dabravo,faiuna corsa al circolo a prendermi un po' di tabacco da pipa, vuoi?
Roger - (s'accorge del silenzio) S... certo.
Perry -Tu prenditi una Coca-cola, o quello che vuoi.
Jenny -Sii buono, va'.
Roger - (perplesso, lievemente riluttante) Va bene... Di, di che qualit?
Perry -Come?
Roger -Di che qualit, il tabacco da pipa?
Perry -Chiedilo a Ben, l'usciere. Ben lo sa; digli che per me.
Roger - (supera il sospetto e l'imbarazzo e balza via) Va bene. Torno subito.
Richard -E adesso voi, per piacere, fuori tutti.
S.raToothe -Comehodetto,midispiace, ma dovevo venire ci sono dei guai.
Beryl -Che tipo di guai?
S.ra Toothe -Non osavo servirmi del telefono; non osavo chiamarvi.
Perry -Polizia?
S.ra Toothe -S.
Jenny - (ammutolita dal terrore) Dio mio.
S.ra Toothe -Un certo Lurie; un agente, credo.
Chuck -Non si pu comprarlo?
S.ra Toothe -Non accetta.
Gilbert - incredibile.
S.ra Toothe -S; strano; comunque non ci sta.
(Richard osserva tutto questo da una certa distanza; forse si mette a sedere)
Perry -Ha fatto delle domande?
S.ra Toothe -No... m'ha detto di girare al largo.
Louise -Non ha voluto dei nomi?
S.ra Toothe -Nonstataun'ispezione.E, poi, nonli avrebbe trovati.
Beryl - (sospiro di sollievo) Bene.
Gilbert -S; tant'. C'era da aspettarselo.
S.ra Toothe - (brillantissima) Non mi avete offerto da bere. (Pausa) O sbaglio?
Jenny - (preoccupatissima, soprattutto per quello che star pensando Richard) Ah no; non credo.
S.ra Toothe - (a Richard) Ma forse preferisce che io non... mi bagni il becco in casa sua.
Richard - (quasi monotono, come rintronato) No, si serva pure:prenda quello che vuole; c' champagne, e...
S.ra Toothe - (con una risatina) Oh, santo cielo, non direi. (A Chuck, che ancora vicino al bar) C' un whisky?
Chuck -Certo. Liscio?
S.ra Toothe -S, e con un solo cubetto di ghiaccio.
Chuck -Detto fatto. (A Richard, ripensandoci) Ti secca se faccio... gli onori di casa?
Richard - (c.r.) No, servi pure.
Cynthia -Quasi ne prendo uno anch'io. Perry?
Perry -Bene.
(Un certo tramestio per riempire i bicchieri, porgere da bere, ecc.)
Gilbert - (alla S.ra Toothe, chiedendo pi di quanto c' nella sua domanda) Adesso...adessodovr... trasferirsi.
S.ra Toothe -Fatto! Me ne sono gi andata. Ci va a stare uno psichiatra.
Beryl - (ridacchia) Una bella sorpresa per i clienti abituali.
Cynthia - (ride anche lei) Oh, Beryl! Insomma!
Perry - (si stira, respira forte) Dick, meglio che rimandi l'impianto della serra.
Cynthia -E che metti in ghiaccio il caviale.
Louise -Che peccato. (Ripensandoci) Che peccato per tutti noi!
Richard - (registra appena) Eh?
Gilbert - (piuttosto sentenzioso) Eh s... ora la vita sar un po' pi dura per tutti noi.
S.RA Thoote - (sorseggia il suo whisky) Perch? (Su di giri) Sono cose che capitano. Non mai la fine.
Beryl -Per lei diverso:lei ci abituata.
S.ra Toothe - (riflettendo) Oh, ci si abitua a tutto... secondo me. (A Richard) Secondo lei, no?
Richard -OhDio...
Louise -S, ma non ci si abitua mai all'idea della galera, per non parlare dei giornali e...
Chuck -Ha la polizia alle calcagna.
Perry -Dove si trasferisce?
S.ra Toothe - (piccolissima pausa) Perch non... da queste parti?
Molti - (shock, incredulit) Da queste parti?
S.ra Toothe -Perch no?
Louise - (magnanima) Vuole scherzare.
S.ra Toothe -Ottimo servizio ferroviario:zona alberata... rispettabile...
Chuck - (titubante) S, c' un ottimo servizio ferroviario, ma...
S.RA Toothe -Bisognerebbe trovareuna propriet adatta. (GuardaPerry) Non crede?
Perry -No, no, non pu andare...
Gilbert -Assolutamente escluso.
S.ra Toothe - (fa per alzarsi e andar via; molto donna d'affari) Va bene, trover una citt pi congeniale; dove la polizia dorme sodo o ... disponibile. Peccato, signore care, mi mancherete.
Beryl - (saggiando il terreno) Certo... (Si ferma)
Perry, Cynthia, Gilbert - (pi o meno simultanei) Eh?
Beryl - (un po'imbarazzata,e contenta perch al centro dell'attenzione) Ecco, volevo dire...che... che non pu essere proprio qui;insomma proprio qui;potrebbe essere... nelle vicinanze.
Jenny - ( un pezzo che non apre bocca) Beh, s; per esempio... (Lascia in sospeso)
Richard - (come se l'avesse udita attraverso la nebbia) Che hai detto, Jenny?
Jenny - (nuda e imbarazzata, ma quando si in una colonia di nudisti...) Volevo dire...
Richard -S. Avanti.
Jenny - (se Jenny riesce ad arrossire fisicamente pur essendo risoluta tanto meglio) Volevo dire che se pu essere da queste parti... pi comodo.
Richard -Com'era l'ultima parola?
Jenny - (piccola pausa) Comodo... pi comodo.
Richard - (annuisce, ridacchia) Hm. Eh, s. (Ride un po' di pi)OhDio,s.(Nellesueparolerisuonanoalcunelacrime sconfitte) Tanto pi che Roger a casa: potresti tornar indietrointempo per fargli ipaninicon lamarmellata... visto che non va al campeggio, perch vogliamo tenerlo con noi, nonperchnon celo possiamo permettere.
S.ra Toothe -Sar meglio tornarci su durante una riunione di affari. Non credete?
Perry -S, infatti.
Chuck -Buona idea.
S.RA Toothe -Son cose di cui si deve parlare tra noi uomini. Jenny, perch non va fuori a far vedere le sue rose alle ragazze?
Jenny - (intenta ad osservare Richard) Eh?
S.ra Toothe -Faccia vedere le sue rose alle ragazze.
Beryl - (facendo strada) S, perch non torniamo a vedere ilgiardino?Cisonotante cose:unmucchiodicoseda vedere.
Cynthia -S; vieni, Louise?
Louise - (approva gravemente la proposta) Certo.
S.ra Toothe -Jenny?
Jenny - (detesta lasciare Richard, ma va) S, va bene... ora... va bene.
(Esce. Gli uomini sono rimasti soli, con la S.ra Toothe)
Richard - (da dov' seduto; un po' di turbamento) un po' prepotente, lei, vero?
S.ra Toothe - (allegra, conciliante) tanto pi facile se non ci sono loro.
Richard -Questa casa mia.
Gilbert -Su, Dick, piantala.
Chuck -Una bella fortuna che non siamo tutti in galera.
S.ra Toothe -No, non si arriva a questo. Chi mi d un altro whisky?
Perry - (prende il bicchiere di lei) Liscio o con ghiaccio?
S.ra Toothe -S. Grazie. Un cubetto solo.
Gilbert - (a Chuck) Quanto pensi di rimetterci?
Chuck - (ride lamentoso) Troppo; molto troppo, accidenti.
Gilbert - (rimunando) S. Non tassabile. Potersi ritirare presto, se si vuole? E se regge? Louise ed io ne abbiamo parlato a lungo.
Richard - (entra ora nel discorso; da neofita) Ah s? Ne avete parlato a lungo? Cos... tra voi?
Gilbert -Certo. Oh, lo so quello che vuoi dire; ci sono passato, anch'io... ma dopo qualche tempo ci si fa l'abitudine.
Chuck -Stavo per buttare i mobili di casa dalla finestra.
Perry - (torna col whisky della S.ra Toothe) Io li ho fatti a pezzi per davvero. stato un buon pretesto per rinnovare l'arredamento.
Chuck - (accomodandosi) incredibile, maviene il momentoche non ci si fa pi caso.
Perry -S, s.
Chuck -E poi, ci sono i soldi.
Gilbert -Sar piuttosto difficile farne a meno... ormai.
Perry -Non posso levare Martin dal suo collegio, a questo punto...
Gilbert -Come per Jeremy;e poic' il ponydiJennifer. Mi costa un occhio mantenerlo in quel fior di scuderia, ma non lo posso vendere... mi ammazzerebbe...
Chuck - (piuttosto torvo) C' nessuno che vuol comprare una Aston-Martin quasi tutta pagata?
Perry -Questo il guaio:abbiamo tutti presodegli impegni. Non si pu piantar li e... buonanotte.
Gilbert -E, poi, sia detto fra noi, non mi vergogno di riconoscerlo che Louise e io andiamo molto pi d'accordo di prima.
Perry -Anche Cynthia e io. Quando si litigava era sempre per i soldi.
Chuck -S s.
S.ra Toothe - (a Richard) Adesso comincia a capire?
Richard - (sempre un po' intorpidito) S s, capisco.
S.ra Toothe - (sente le donne cheparlanoingiardino)-Sentitele. Cinguettano, le ragazze.
Perry - (sorride) S.
S.ra Toothe -Vogliamo parlarediaffari?
Gilbert -Giusto!Dick? Vuoi fareda presidente?
Richard - (nella nebbia) Di che cosa?
Gilbert -Da presidente. Questo dev'essere un vero consiglio d'amministrazione.
Chuck - (interviene) Siediti. Del resto, la tua poltrona.
Gilbert -Chi lo propone?
Chuck -Io.
Perry -Proposta accolta.
Gilbert -Eletto all'unanimit.
Chuck -Dick, dichiara aperta la seduta.
Richard - (breve esitazione, poi) La seduta aperta. (Pausa) Allora?
Perry -Presidente,lanostraagenziadisponed'una propriet che potrebbesoddisfareassaibene le esigenze della signora Toothe, e le nostre.
Gilbert -Non qua.
Perry -No; due fermate dopo. Una casa grande, tutt'altro che cara:a due minuti di cammino dalla stazione.
S.ra Toothe -Forse pu andare. Quante camere?
Richard -Quante camere da letto, vorr dire.
S.ra Toothe -Ma stia zitto! (Riprende il tono normale) Se il prezzo ragionevole...
Perry -Trentasei.
S.ra Toothe -Ventotto.S,puandare.Possovederla domani. Non voglio che ci sia un'interruzione troppo lunga nei... (Sorride) nei nostri servizi. (Richard sbuffa) Senta:ho impiegato tempo, e denaro, e energia nella costruzione di quest'impresa, che ha una clientela di prirn'ordine, e...
Richard - (borbottando) Va bene, va bene, va bene...
S.ra Toothe -Se vogliono farmi delle domande...
Chuck - (soddisfatto) Sta bene.
Gilbert -Pu andare.
S.ra Toothe - (a Richard, piuttosto sgarbata) Lei?
Richard - (con un'altra punta di sarcasmo) -S,unadomanda o due.
S.ra Toothe - (impaziente, ma non frettolosa) Dica pure.
Chuck - (rimproverandolo) Via, Dick!
Richard -Vedo chenon freganiente a nessuno di voi.. Ma, perdiocristo, lo sapranno tutti! Entro quindici giorni sar la favola del... nessuno di voi se ne preoccupa?
S.ra Toothe -Non facciamo pubblicit sul giornale locale.
Richard -C' una cosa che si chiama propaganda parlata.
S.ra Toothe -Se c' pericolo, le vostre mogli se ne accorgono subito. Si fidi di me... so quello che faccio.
Richard - buona regolanontenere un letamaio sulla porta dicasa, almeno credo.
Gilbert -Son carognate che non si dicono.
Richard -Lo so.
Gilbert -C' altro?
Chuck - (riflettendo) No...
Perry -No...
Richard - (sarcasmo pesante) In questo caso, dichiaro sciolta la seduta.
S.ra Toothe -C' un'altra cosa...
Gilbert -Hm?
Perry -Cio?
S.ra Toothe - molto importante che la vostra vita proceda normalmente.Non dovete maipiparlare di queste cose. Voglio dire:nemmeno tra voi.
Gilbert -Insomma, vuole che ce ne dimentichiamo?
Perry -Che ce ne dimentichiamo.
Chuck -Giustissimo.
Richard - (con una risatina tremula, piena di rabbia) Non so bene come possiamo... dimenticarlo.
S.ra Toothe - (saggia consigliera) Certo che potete. Si pu dimenticare. Le cose con le quali non gradevole... o opportuno vivere, si possono dimenticare. Del resto, ci sono delle cose che si debbono dimenticare se si vuol riuscire a vivere.
Richard -S, ma...
S.ra Toothe -Ma lo sapete tutti. Siete tutti uomini di buona famiglia e di buona educazione. Non siete degli sciocchi.
Chuck -No, certo no.
Perry -Giustissimo.
S.ra Toothe - (si alza, va verso il giardino) Vado a riprendere le mie signore. (Si ferma; a Richard) C' un'altra cosa che lei deve ricordare... una cosa che potrebbe aiutarla a dimenticare... anzi due cose: non facciamo del male a nessuno...
Richard -E l'altra?
S.ra Toothe - molto poco probabile che sua moglie si prenda un amante senza che lei lo sappia. (Esce)
Gilbert - (dopo una piccola pausa) Allora, tutto a posto.
Chuck - (va al bar) Ci beviamo sopra?
Perry - (alza il bicchiere) S:alla nostra salute.
Gilbert -A noi. (Si accorge che Richard sta guardando il proprio bicchiere) Dick? Alla nostra salute? Alla salute di tutti noi?
Richard - (pausa; con una risatina di auto-deprecazione, alzali bicchiere) Certo:alla nostra salute.
Gilbert - (damaggiore)-Andrtuttobene,ragazzone; vedrai.
Chuck e Perry - (con dolcezza) Cin-cin.
Richard - (come un ragazzino, unpo' smarrito) Cin-cin.
(Le signore cominciano a tornare in casa)
Beryl -Per me assolutamente impossibile coltivare azalee da queste parti, e non capisco perch.
Jenny -Il terreno molto calcareo, ma si pu rimediare.
Beryl -Certo, col pollice verde.
S.ra Toothe -Chi accudir al mio giardino? Ci sono dei buoni giardinieri da queste parti?
Chuck -S, ottimi... ma costosi.
S.ra Toothe -Beh, i mezzi ci sono... se tutto va pel suo verso. Jenny, permette, cara, che adoperi il suo telefono?
Jenny -Certo;l'accompagno.
(Jennye laS.raToothe escono)
Beryl -Avanti, noi signorebeviamo ancora qualcosa, poi bisognaandare. Vedo chetutto sistemato.
Chuck - (dirigendosi a. bar) Faccio gli onori di casa. S, tutto a posto.
Perry -Organizzazione perfetta.
Louise -Bene.
Cynthia -Che bellezza, sonfelice.
Beryl -Dick, nessuno beve il tuo champagne, che peccato; ma io ti prendo un po' di caviale, con cracker e tutto.
Richard - (sarcasmo sottinteso) Lo champagne non va a male. Possiamo tenerlo da parte per l'inaugurazione della nuova casa della signora Toothe.
(Risate generali di risposta; il sarcasmo non stato avvertito)
Cynthia - (ridacchiando) Via, Dick, andiamo.
(Torna Jenny)
Jenny -Che mi sono perduta?
Louise - (la risata le si spegne in gola) Niente, niente; Dick ha detto una cosa buffa.
Jenny - (sollevata) Oh, che gioia.
(Roger e Jack compaiono sulla porta del giardino: Jack perfettamente ubriaco, ma tutavia esagera la sua parie di sbronzo)
Jack -Salute a tutti' Salute! arrivato il vandalo invasore; salutate il vandalo invasore. Salutate il vandalo invasore. Dite salute a te!
(Tutti si voltano, guardano Jack; silenzio totale da parte loro)
Roger - (d il tabacco a Perry) Ecco il tabacco. Spero vada bene.
Jack -Il caro Roger mi ha trovato dalle parti del circolo anzi, per la precisione, al circolo; al bar del circolo.
Beryl - (gelida) piuttosto evidente.
Jack -Oh, Beryl, quanto la fai lunga! (A tutti, come prima) Allora ho detto al mio vecchio Roger come va la festa, e lui m'ha detto chi c'era, ma io ho pensato quasi quasi ci vado lo stesso. Ora sono qui, con tutti i miei vecchi amici, oh che meraviglia.
Jenny - (a disagio) Non... avevi detto che c'era una partita, un torneo, non so.
Jack -Sicuro, col vecchio Digby... ma Digby, poverino, morto; davvero. Farnum lo stava impastando bene bene sul lettino del massaggio, quando ha finito gli ha dato il solito sculaccione e gli ha detto: "'Pronto, signor Digby, la saluto", ma lui restato l secco. Morto bocconi su un piano di metallo, la pi bella morte che ci sia. Dick, l'hai lasciata fuori la vodka buona? O l'hai nascosta?
Perry - (mentre Jack va al bar) Vacci piano con la vodka.
Jack - (sfidandolo) tua la casa? tua la vodka?
Perry -No, per...
Jack -Sai, Perry, che cosa voglio fare? La prossima volta che dai una festa tipo gardenparty, e che io vengo senza essere invitato -del resto non ho altro sistema per venire, sempre che la bella Cynthia non abbia niente da ridire, vero piccola? -allora... la vodka non l'assaggio nemmeno. Contento?
Louise -E cos, caro Jack... e cos non... non ti sei portato altre notiziole allegre dalcircolo?
Jack -Oltrequellasul poveroDigby? Beh... Ecco!S! Hanno eliminatoHarry Burns.
Gilbert -Eliminato? Come?
Jack -Sonoandatia spulciare...non sodove;ehanno scoperto che era l'abbreviazione di Bernstein: allora l'hanno pregatodifarfagotto.
Chuck - (incredulo, ma non contrariato) Ma via!
Jack -Vero, vero.
I ouise - (a Beryl)-MonicaBurns ebrea?
Beryl -S:suppongo.
Louise - (con una certa meraviglia) Non l'avrei mai pensato.
Cynthia -Non s' mai tradita.
Louise -Figurati un po'.
Jack -Santo Dio, a sentir voi sembra che sia una battona, o qualcosa del genere. (Piccolo silenzio)
Beryl - (gelida) Una che cosa?
Jack - (scrollando la testa) Una battona. (Altro piccolo silenzio)
Cynthia -Non si pu dire che Harry e Monica abbiano l'aria di...
Louise -No, tutt'altro...
Beryl -Certe cose, per, si capiscono.
Jack -Quando ce le dicono gli altri.
Perry - (trasalendo lievemente) L'hanno buttato fuori dal circolo?
Roger -Dicono che siamo tutti ebrei.
Jenny - (non offesa,stupita)Come?
Roger -Le dieci trib smarrite.
Gilbert -Ne dicono tante.
Roger -E che tra noi ci sono molti circoncisi.
(Silenzio, salvo Jack che ride piano)
Richard - (secco, gelido) Vai in camera tua.
Roger -Come?
Richard -Vai in camera tua!
Roger -Perch?!
Jenny -Non voleva dir niente di male.
Roger -Che cos'ho detto?
Richard -Ti ripeto:vai in camera tua!
Roger - (senza mollare) Voglio sapere che cos'ho detto di male!
Richard - (si sente un cretino, ma questo, per, lo spinge a far peggio) Non mi fissare con quell'aria di sfida!
Roger -Non giusto! Tu dici cose molto peggiori!
Richard -Io sono tuo padre e ti ordino di andare in camera tua. Non sei degnodi stare in compagnia di persone beneducate.
Jack - (ride, ma dice sul serio) Ma via, Dick, su!
Richard - (a Jack) Stai zitto, tu! Questa casa mia e quello mio figlio! Gli ordini glieli d io! (A Roger) Via!
Roger - (supplichevole, al resto del gruppo) Ma nella Bibbia se neparlacontinuamente.
Richard -Come dei Dieci Comandamenti. Li conosci, tu, i Dieci Comandamenti?
Roger -S.
Richard -Dilli.
Roger -Adesso?
Jenny -Tesoro mio...
Richard - (rivoltandosi alei) -Lascia chealmeno a mio figlio ci pensi io! (A Roger) Adesso!
Roger -Non ammazzare!
Richard -Questo uno. Avanti.
Roger - (cerca aiuto da Jenny, ma non ne trova) Non... (Balbetta)
Richard -Eccolo l: anche bugiardo. Vai su in camera tua.
(Roger indugia, poi si arrende, si volta e si avvia, scrollando il capo)
Jack -Poveraccio, non ha detto niente di male.
Richard - (inseguendo Roger) Vai su in camera tua da solo, o devo portarti su io?
Jenny - (a Richard) Tesoro, lascialo... lascialo andar fuori, o che so io. Lascialo andare al circolo. Tanto... (A denti stretti)... per mandarlo fuori di qui.
Richard - (sospira) S... va bene. (Esce, chiamando Roger) Roger? Roger?
Beryl -Hanno bisogno di disciplina.
Gilbert -Lecarezzinedella cintura di pap sono sempre state un'ottima cura.
Perry -Il mio adoperava il frustino da cavallo.
Gilbert -E gliene hai serbato rancore?
Perry - (non ricorda) No... non credo.
Jack -Oggi siete tutti furiosi. Furiosi... e scorbutici... Siete tutti imbarazzati, mordete come jene. Che c'? V'ho colto in fallo?
Beryl -Che vuoi dire?
Jack - (al pubblico) Che sta succedendo?
Chuck -Bevi qualcos'altro, Jack.
Jenny -S. Beviamo tutti! Perry?
(Accordo generale, movimento)
Jack - (afferra Jenny per un braccio quando lei gli passa vicino) Senti, tesoruccio!Perchmiodianotutti?Perch volete tutti che mi ubriachi?
Jenny - (risatina artificiosa) Jack!
Jack -Che succede, Jenny?
Jenny - (mentisce palesemente) Niente, Jack. Assolutamente niente.
Jack -Mi vuoi sempre bene, Jenny?
Jenny - (blandendo il ragazzino) Ma s, Jack, figurati.
(Torna Richard)
Jack -Ah! Dio sia ringraziato! (Si alza) Un bacino e facciamopace. (La bacia)
Richard -L'ho mandato fuori... a... Che cosa stai facendo?
Jack -Bacio la tua bellissima moglie.
Richard -Allorasmettila!
Jack -Gi smesso.
Richard - un modo di fare che non mi piace.
Jack -Ma via, Dick. Potrebbe farlo chiunque. Jenny non l'ha maibaciatanessuno?
Richard -Non ti permetto di baciarla!!
Jack -Ma che avete, tutti, stasera?
Beryl -Non abbiamo assolutamente niente.
Jack -C' qualcosache...propriononva.
(Tornala signora Toothe)
S.ra Toothe -Ragazzi miei cari, gregge mio amatissimo, ho fatto le telefonate del caso, e credo che... (Vede Jack) Ah. (Il suo sguardo passa da una persona all'altra, rapidamente) Ah, s... se non sbaglio noi ci conosciamo.
Jenny - (interviene di scatto) Jack, ti ricordi la signora Toothe? l'hai incontrata qua... sei o sette mesi fa, e...
Jack - (fissando la S.ra Toothe) S: la tua fatina bionda.
S.ra Toothe - (a Jack, con grande naturalezza) Felice di rivederla.
Jack -Anch'io, felicissimo. (Si allontana, riflettendo)
S.ra Toothe - (agli altri) Bisogna proprio che vada. Sono stata felice di vedervi tutti...
Jack - (ricorda improvvisamente) S! (Si volta per guardarsi attorno, sorride affascinato) Lei inglese, non vero?
S.ra Toothe - (recita la parte della donna fredda e disinvolta) Inglese puro sangue, s.
Jack -E viveva a Londra... qualche... qualche tempo fa.
S.ra Toothe - (cercando di svignarsela) S, beh... ho vissuto a Londra, ma...
Jack - (molto contento) -Eccome se la ricordo, signora cara.Perdio, senonfossibrillo,forsenon ce l'avrei fatta. (Ride di cuore) Oh s! Eccome se la ricordo!
S.ra Toothe - (seguita a recitare la parte) Lei si sbaglia. Io sono molto fisionomista, e...
Jack -Signora mia; la ricordo benissimo, ricordo le sue... (Un'altra gran risata)... le sue signore, e... (Si guarda attorno, vede le espressioni di quelle donne intrappolate e imbarazzate, raddoppia la risata) Questa poi! Questa poi! Ditemi che non vero! Ma s! Ma s che vero! (Ancora risate)
Beryl -Non so che cosa t' venuto in mente, Jack, ma ho l'impressione che tu abbia bevuto un pochino troppo, e...
Jack -Madama s' trovata un altro gruppo di signore? (Ride parlando) Adesso operiamo alla periferia, eh? (Le compatisce schernendole, ride) Oh, povera la mia Beryl! Cara Cynthia! La schizzinosa Louise! (Vede Jenny: il suo tono passa ora alla delusione e allo stupore per gli eventuali sviluppi della situazione) Oh, la mia amatissima Jenny!
Richard -Stai alla larga!
Jack -E tutti... tutti quei soldi in giro per... (Scoppia in una risata ancora pi forte)... sono arrivati per posta!... (Risata) Signori miei... non so chi ha messo su tutta questa organizzazione, ma se siete stati voi, vuol dire che siete degli uomini d'affari molto pi bravi di quello che credevo. (Ride, si avvia verso la vetrata)
S.ra Toothe - (fa gli occhi piccini) Fermatelo.
Perry -Dove vuoi andare?
Jack - (ancora ridendo) Eh?
Perry -Ho detto dove vuoi andare?
Jack -Non so, volevo tornare al cir... (Scoppia in un'allegra risata)
S.ra Toothe -Quello parla. (Era un ordine)
Jenny -S. Certo.
S.ra Toothe - (ancora pi perentoria di prima) Quello parla.
(Perry afferra Jack per unbraccio; Chuck gli si pianta davanti,tagliandogli la strada)
Perry -Sta' buono, amico.
Chuck -Sta' calmo.
Jack - (con orrore e rabbia crescenti) Lasciatemi... lasciatemi andare. Maledetti, lasciatemi...
(Comincia a lottare; Richard e Gilbert vengono in aiuto di Perry e Chuck)
Gilbert -Prendetelo!
(Gli sono addosso, dapprima trattenendolo, poi, pi Jack si dimena, pi gli pesano addosso)
Jack -Lasciatemi.., Levatemi le mani da dosso... Lasciatemi! Via! Maledetti! Via! Lasciatemi!
(L'hanno messo a terra, gli stanno sopra)
Perry -Tenetelo forte!Tenetelo gi.
Jack - (proprio gridando) Basta! Basta!
S.ra Toothe - (in piedi, ma senza precipitarsi; come un coman-. dante) ubriaco;parla. Dovete farlo star zitto.
(Jack seguita a dimenarsi,morde una mano a Chuck)
Chuck - (per rabbia e per riflesso d un manrovescio sul viso di Jack) Maledetto!
Jack -Basta! Via!
S.ra Toothe -Fatelo tacere!
(Richard afferra un cuscino del divano e due o tre di loro, insieme, lo premono sul viso di Jack. Le sue grida sono soffocate dal guanciale che loro gli premono sul viso, a braccio teso.Alla fine il silenzio. Gli uomini in ginocchio cedono piano piano, si alzano lentamente in piedi, si raddrizzano, guardano Jack supino, sagoma immobile; si staccano un poco da lui)
Gilbert -S' zittito.
Richard - (risata torva) Per un poco.
S.ra Toothe - (viene avanti, si china su Jack, lo osserva per un momento,poi sitirasu)-No.Nonperunpoco. (Torna alla sua poltrona, adagio)
Jenny - (pietosa;va verso Jack) Jack?
S.ra Toothe - (crudelmente indifferente, ma sul serio) -Non vi preoccupate. morto.
Gilbert - (risentendosi) Che vuol dire morto?
S.ra Toothe -Guardi lei. morto.
Gilbert - (guarda) S, vero. morto.
(Jenny e Cynthia comincianoapiangere,pianopiano;Louisesivoltadall'altra parte; gli uomini si guardano inviso)
Beryl - (conclusiva,rigida comein catalessi) Gi.
Chuck -Non... non credo che siamo stati noi, era... Non siamo stati noi.
Gilbert -No, l'abbiamo solo...
Perry -Avr avuto un attacco di cuore.
Jenny - (gli va vicino) Jack; povero tesoro mio...
Richard -Jenny, lascialo stare.
Chuck -Che... che cosa si fa?
Louise - (comandando) Non pu essere morto; non succede mai.
Cynthia -Avrebbe parlato! L'avrebbe saputo tutta la citt.
Jenny - (difendendo Jack)Chi l'ha detto?
Beryl -Tu, per esempio.
Jenny - (furibonda,vicina alle lacrime) Non vero!Ho detto...
S.ra Toothe - (calma) Ha detto che avrebbe parlato. Era d'accordoche avrebbeparlato.
Gilbert -Nessuno lovolevaammazzare...
Perry -No, stato...
Richard - (torvo) Sar meglio chiamare la polizia, no?
Chuck - (annuisce) S, s.
Gilbert -S, meglio.
S.ra Toothe - (calma, con forza) Credete?
Richard - (un po' disgustato) Come?
S.ra Toothe -Crede che sia meglio chiamare la polizia?
Richard -C' un morto!
S.ra Toothe -Loso;lovedo.Mache cosaglidirete alla polizia?
Richard -Gli... gli dir... che avevamo degli ospiti... e... ed venuto Jack, che era ubriaco, e...
S.ra Toothe -E allora lo avete soffocato?
Richard - (furibondo) No!Che era ubriaco!
Beryl -Ha seguitato a bere...
Gilbert -... e ha avuto un attacco di cuore. (Pausa. Guardano la s.ra Toothe)
Chuck -No?
S.ra Toothe -Chiamate pure la polizia, se volete. Ma prima lasciate che me ne vada. Non vorrei essere nell'elenco dei presenti,' quando faranno l'autopsia e gli troveranno i segni addosso e l'emorragia nei polmoni. Succede cosi a quelli che muoiono in questo modo; scoppiano i polmoni. (Silenzio)
Gilbert -Sh. (Silenzio)
Perry -Capisco. (Silenzio)
Beryl -No. Non possiamo correre questo rischio, mi pare.
(Silenzio.Jennypiange,calma)
Louise - (lentamente) No. Nonpossiamo.
Richard - (calmo, con odio) Che cosa proponete di fare, allora?
(Tutti guardano la S.ra Toothe, salvo Jenny)
S.ra Toothe - (a Richard) Lo so, lei mi considera un mostro, dunque... tanto vale che le faccia una domanda.
Richard - (aspettando) S?
S.ra Toothe -A che... a che serve il fosso che ha scavato vicino al muro di cinta? (Silenzio)
Richard - (risponde con calma, molto sottotono) Cercavo la condutturadel pozzo nero.
S.ra Toothe -L'ha trovata?
Richard - (sempre fissandola) No.
S.ra Toothe - (dopo una pausa) Tanto meglio. Ci seppellisca lui.
(Silenzio. Gli ospiti si guardano, calmi, perplessi)
Richard - (lentamente) Non possibile che dica sul serio.
S.ra Toothe - (a tutti gli uomini) Avanti:seppellitelo.
Richard - (con un sorrisetto) No.
S.ra Toothe -E allora chiami la polizia.
(Silenzio; gli uomini si guardano, lentamente, senza batter ciglio. Poi, come se tutto fosse gi stato preordinato, si mettono lentamente a lavorare. Vanno da Jack, lo prendono per le braccia, per le gambe, sotto la testa, e lo portano fuori in giardino, scomparendo dallanostra vista)
Jenny - (dopo che se ne sono andati, si alza, come per seguirli) Jack! Dick!
S.ra Toothe -Jenny!Venga qua!
(Beryl e Louise vanno da Jenny che sta piangendo, piano piano, disperata; e la riconducononel gruppo.Si siedono tutte)
Jenny -Non... non possono farlo...
S.ra Toothe -Zitta, cara. Silenzio.
( una veglia funebre. Le signorehannoilvoltodel dolore)
Louise - (sincera,disperata)-PoveroJack.
Beryl -S:povero Jack.
Louise -Per lo meno non era... uno di noi. Voglio dire, uno che... che aveva famiglia, uno... come gli altri.
(Jenny, nella sua calma, isterica)
S.ra Toothe -Non aveva fatto i conti con la morte, vero, Jenny? (Jenny scrolla il capo)Purtroppo devo dire che si finisce per farci l'abitudine!
Jenny -No, m-mai!
S.ra Toothe -Si vede che non stata a Londra durante la guerra. Avrebbe imparato a conoscere la morte... e la violenza... Tutte quelle notti nei ricoveri antiaerei, con la morte attorno. Morte e morti. Quando pu, scelga la prima.
Louise - (ammicca di fronte a quella triste verit) S.
S.ra Toothe -Dovete aiutare i vostri mariti. Ci vorr un po' di tempo...credo. Pu darsi che di notte si sveglino, sudati... che siabbattano. Dovete essere le pi forti... come al solito.
Beryl -S.
S.ra Toothe -Non vi consiglio di obbligarli ad andare avanti come se non fosse successo niente. Perch qualcosa successo... qualcosa di grosso. Una delle cose che possono capitare... uno dei compromessi che si devono accettare. Capisce Jenny?
Jenny -Non so.
S.ra Toothe - (dolce, affettuosa) Non pu tornare indietro. Bisogna che si adatti a quello che stato. E ci che stato conduce aci che sar. Via via che si va avanti, si cerca di trarne il miglior partito. Come il nostro aspetto, via via che s'invecchia, secondo ci che si fa o si vuole fare. Ci sono quelle che si fanno fare la plastica, suppongo, per convincere gli altri... non tutti gli altri, come vorrebbero, ...ma neppure loro ci credono, vero, Jenny?
Jenny - (una ragazzina a scuola) Non credo. No.
S.ra Toothe -No. Si fa quello che conviene di pi, ed ilmassimoche possiamo fare.
Jenny - (istruita) S.
(Gli uomini tornano in casa, sottomessi, con gli abiti un po' in disordine, le mani sporche)
Gilbert -Fatto.
Perry -Chiuso.
Chuck -Non sidirebbe.
Richard -... se non si avesse memoria.
Chuck -Se non si sapesse.
Richard -S. (Va da Jenny; effettivamente, tutti gli uomini gravitano attorno alla propria moglie)
Cynthia - (affettuosa) Vuoiberequalcosa,tesoro?
Perry -No, no, grazie.
Louise -Tu, tesoro?
Gilbert -S.Infretta.
Richard - (a Jenny, per confortarla) Stai bene?
Jenny - (sorriso coraggioso) Certo. E tu?
Richard - (vuoto) Tutto considerato.
S.ra Toothe -Siete stati tutti molto bravi. Credo che sia ora cheme nevada.
Beryl -S, certo, che ce ne andiamo tutti.
Gilbert -S. A che ora vengono Don eBetty?
Louise -Oh,Dio mio!Alle otto. Hairagione, bisogna...
Chuck -Tuo marito ha fame.
Beryl -Ah, va bene, ti dar da mangiare.
S.ra Toothe - (a Perry) Letelefono domani,cosi vengo a vedere la casa?
Perry -S, intesi.
Richard -Andatetutti via... cos?
Chuck - (come dire: "Che altro resta da fare?") S, credo che sia ora.
Perry -Non possiamo far niente, vero?
Richard - (calmo, intenso) C' un cadavere l fuori:Jack.
Gilbert -Lo so, Dick.
Perry -Lo so.
Beryl -S. Infatti.
S.ra Toothe -Andate a casa, ragazzi; non c' altro da fare.
Chuck -Si, appunto,non so che altro possiamo fare.
Louise -Abbiamoa cenaDon eBetty.
Cynthia -Chi? Don e Betty Grainger?
Louise -S.
Perry -Non mi levo dalla testa Harry Burns.
Gilbert -Vorrai dire HarryBernstein.
(Gliospiti se ne sono andati)
S.ra Toothe - (a Jenny e a Richard) L'erba ci crescer sopra; la terra sar ricca, e poi -vedrete -il vostro bel giardino... sar com'era prima. Ve lo dico io.
(La S.ra Toothe esce, seguita da Richard e Jenny che l'accompagnano fuori, quasi per riflesso. Per un momento, la scena resta vuota. Jack viene dal giardino, ha gli abiti sporchi, dei fili d'erba tra i capelli)
Jack - (d'ora in poi parla solo al pubblico, anche quando Richard e Jenny saranno tornati e loro, naturalmente, non si accorgeranno della sua presenza) No, state tranquilli. Sono morto, ve l'assicuro. Sono morto. Non potete immaginare come la morte faccia passare la sbronza. Certo, non avevo mai pensato che sarebbe andata in questo modo... cos: m'ero figurato che sarei ruzzolato gi piano piano dallo sgabello del bar al circolo, o che mi sarei andato a fracassare contro un camion, di notte, in una curva, ma questo no. proprio vero che non si sa mai. Dio mio! L'avreste creduto, voi? La signora Toothe, e Beryl e Cynthia e Louise? E la povera Jenny? Io no davvero; per sono piuttosto egoista, piuttostopresuntuoso.Ero.Bisognachemiciabitui,apar lare al passato. Jenny e Dick, poveretti. Soltanto loro mi fanno compassione... il senso di colpa, e tutto il resto. La vecchia Madama sa cavarsela molto bene da sola, e gli altri... peggio per loro. Ma Jenny e Dick... per loro diverso. Loro mi danno pensiero.
(Jenny e Richard tornano, si muovono per la stanza, lentamente. Jack si mette un dito sulle labbra, per fare star zitto il pubblico, anche se non necessario)
Jenny - (timida) Beh.
Richard - (svuotato) S.
Jenny - (cerca di essere disinvolta) Roger dove l'hai mandato?
Richard -Al circolo, in piscina.
Jenny - (sincera) Sei stato carino.
Richard -Erastupido prendersela con lui.
Jenny -S. (Pausa)Sar meglio mettere via questa roba... i bicchieri e tutto.
Richard -Giusto.
Jack - (Li osservaper un momento;rivolgendosi nuovamente al pubblico) Cheironia, spaventoso.
Jenny - (ricordando)-Nondobbiamodire... niente.
Richard -Che accadr. Sar sparito... e basta?
Jenny -S, penso di s.
Richard -Roger lo ha portato qui.
Jenny -S, ma diremo che Jack s' trattenuto un pochino, e poise n' andato.
Richard -Ce lo domanderanno?
Jenny -Qualcuno s;per forza... per esempio, quelli dell'assicurazione, qualcunoverr dicerto.
Richard -Bisognainventare qualcosa.
Jenny -S, parler con gli altri.
Richard -Va bene.
Jenny - (tanto sincera, spiega tante cose) Tesoro caro... ti amo.
Richard - (timido) S; anch'io ti amo.
Jack -L'ironia; stavo per spiegarvi l'ironia. Ricordate: avevo detto che volevo rifare testamento e lasciare tutto a Dick e Jenny? Ebbene, dicevo la verit; non scherzavo. Tre milioni e mezzo di dollari, dal primo all'ultimo centesimo, e la mia casa di qui e quella di Nassau. tutta roba loro.
Jenny -I bicchieri mettiamoli su questo vassoio.
Jack -Adesso, per, dovranno aspettare. Se sono semplicemente... svanito... sparito dalla faccia della terra, ci vorranno sette anni prima che possano dichiarare la mia morte presunta. Faranno delle indagini, su questo non c' dubbio. Spero che la loro storia star in piedi. Suppongo di s.
Richard -Chene faccio del caviale?
Jenny -Dammelo qua: lo copro e lo metto in frigorifero.
Jack -Ma sette anni: sono molto lunghi. Possono succedere tante cose. Ne fanno tante che in sette anni si possono rovinare. Hanno; la vita cos piena. (A Richard e Jenny) Dovete essere forti! Dovete tener duro!
Jenny -Caro?
Richard -Che c'?
Jenny -Pensavo... la casa che prende la signora Toothe.
Richard -Beh?
Jenny -Penso che dovr essere ben coltivata, avere fiori, cespugli, siepi.Dovr aver l'aria diessereveramenteabitata. Che non sembri una casa lasciata andare. Se no fa nascere dei sospetti. Le cose trasandate danno nell'occhio.
Richard -S; giusto.
Jenny -Igiardinitrascurati.Selitrascurano, vuoldire che in casa c' qualcosa di guasto.
Richard -S.
Jenny -Penso che bisogner coltivarla bene, e averne cura; mai abbandonarla. Penso che dovr essere bella come le altre. Noncredi?
Richard - (sicuro) S; penso che hai ragione.
Jack -Bravi... vedrete che ce la faranno.
(Sipario)
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