La coltre

LA COLTRE

Commedia in un atto

per il teatro del GRAND GUIGNOL

DI FERDINANDO DAMORA

PERSONAGGI

IL GIOVANE

LA ZINGARA

Cateragia per il Sito GTTEMPO

Una misera stanzetta - quasi una capanna. Un grande uscio nel fondo. A destra, la porta che d sulla strada. E' notte. Quando si alza il sipario, la zingara seduta accanto a un rustico tavolo, sul quale posata una lucerna. Si bussa all'uscio di destra. La zingara ha un soprassalto. Prima di andare ad aprire, abbassa il lucignolo della lucerna, e si copre il capo con uno scialle, in modln che anche il viso sia quasi totalmente nascosto. Ora la stanzetta greve d'ombra.

SCENA PRIMA

IL GIOVANE - LA ZINGARA

(Quando la zingara ha aperto l'uscio, compare il giovine).

La zingara - Chi cerchi?

Il giovine - Non so come ti chiami... Ma non sei tu la zingara? Qui intorno ti chiamano anche - non ti offendere - la strega, la fattucchiera... Insomma, 60 soltanto che sei tu quella che cerco, e so che tu mi aspetti!...

La zingara - Chi ti manda?

Il giovane - isabella...

La zingara - (come non ricordando) Isabella?...

Il giovane - Oh, non puoi sbagliarti! Non so chi frequenti questa tua casa, ma impossibile che vi sia mai entrata una giovane pi bella di lei. Non ti puoi sbagliare. Giuro che quando entrata qui dentro, questa scura caverna deve essersi illuminata tutta, come se il tetto s fosse schiuso vi fosse entrato il sole di mezzogiorno!

La zingara - (aspra) Ho capito. Se lei ila luce, to sei il calore, ragazzo mio. L'anni tanto?

Il giovine - Non te l'ha detto? E poi Perch venuta da te, lei cos timida, cos paurosa, e Perch ha voluto che ci venissi anch'io, che non conoscevo neppure la tua esistenza, se non ci amassimo disperatamente? E tu devi aiutarci! Isabella giura che tu puoi tutto. Non so se sei alleata con l'inferno, ma so che puoi darci la felicit!

La zingara - E che cosa per te la felicit?

Il giovine - L'amore di Isabella!

La zingara - Non l'hai gi?

Il giovine - (sempre pi caldo) Tutto! Tutto! Ma - lei non pu non avertelo detto - c' tra noi una muraglia: l'ostinazione dei suoi parenti, che mi odiano, che tentano perfino di impedirmi di vederla. Lei, orfana, ha uno zio che mi detesta, e ha giurato che smuover cielo e terra Perch Isabella si allontani da me...

La zingara - E io dovrei far crollare la muraglia?

Il giovine - Non vero che puoi tutto?

La zingara - Secondo... Ma dimmi, intanto, Perch ti odiano, Perch si oppongano a. quella che tu chiami la tua felicit?

Il giovine - (incerto) Sinceramente?

La zingara - Se tu credi alla mia potenza, devi t-tenermi incapace di confondere la verit con la menzogna...

Il giovine - Ebbene... non mi'vogliono dare a Isabella Perch dicono che sano uno scavezzacollo...

La zingara - Un donnaiolo!

lz giovine - Lo dicono... ma non vero! Giurami che non te l'ha detto Isabella...

La zingara - Non mie l'ha detto. Se vero che ti ama tanto, non ha la serenit che occorre per giudicarti! Ma di', vera l'accusa? Hai fatto soffrire molte donne?

Il giovine - (esitando) Giovent!... Giovent!...

La zingara - (quasi violenta) Ti venivano dietro, le stupide, come pecore, vero? E tu, lupo, di tanto intanto allungavi gli artigli, succhiavi il sangue della sciagurata, e abbandonavi la carogna sul polverone della tua strada! Tu devi piacere alle donne! Hai una voce che carezza, sei quasi un beilo fra 1 bruti che vegetano da queste parti. Chiss quante lgrime per te!

Il giovine - Ma via, no, ora non pi. Il passato passato, e per me non c' che Isabella!

La zingara - E le altre?

Il giovane - Di molte non mi resta neppure il ricordo! Dove, sono? E chi lo sa? Qualcuna oggi ha una casa, dei figli, ma ancora, se passo sotto la sua finestra, mi getta un fiore! Tempo perso! Per me non c' che Isabella!

La zingara - (aspra) Che passione!

Il giovine - Tu non sai. Chiusa qui dentro, forse non hai mai amato. .Non puoi capire. Il mio non un amore: una febbre, un fuoco, una malattia inguaribile! Quando la chiudono in casa, ed io non solo non posso avvicinarla, ma neppure vederla, son preso come da pazzia. Fuggo, errando per giorni e notti, su per le montagne, urlo il mio delirio sulle cime, finch stramazzo estenuato, e il sonno pesante della stanchezza viene per qualche ora e liberarmi dall'ossessione!...

La zingara - Non ti avrei creduto capace di tanto!

Il giovine - Quante volte mi fermo al fiume e, come vinto da una vertigine, sto per precipitarmi in quella sepoltura d'acqua! Ma poi penso che mi dannerei, e che laggi, tra le fiamme dell'inferno, non troverei Isabella! Qualche volta ho pensato anche al delitto: affondare un coltello nel cuore dello zio, ilberare Isabella! Ma poi? Mi chiuderebbero in un carcere, e Isabella sarebbe libera... ma non per me! Via, zingara, accontentaci! Dacci la pace, con i tuoi filtri, i tuoi, sortilegi, le tue fatture . Ti dicono infallibive nella magia...

La zingara - (con voce incerta.) Non so ancora... Esito... Non sono ancora sicura che tu sia degno del mio aiuto... Vuoi ad Ogni costo la felicit... e dimentichi che della felicit bisogna esserle degni, mentre tu hai troppo peccato!

Il giovine - (dopo un breve silenzio) Che strana voce, hai! In certi momenti, quando mi sembri nemica, mi pare di sentire nella tua un'altra voice... lontana... tanto lontana... che non so davvero se abbia g risuonato al mio orecchio... o sia una strana illusione...

La zingara - Rassicurati. Non sono di queste part. Vengo assai di lontano, e ti vedo per la prima volta.

IL giovine - E ci aiuterai?

La zingara - Non so ancora decidermi...

Il giovine - (accalorandosi) Eppure hai promesso; a Isabella! Ti daremo tutto quel poco che potremo mettere insieme...

La zingara - Forse non ti chieder nulla...

Il giovine - Come sei buona! Vuoi che ti baci le mani? Guarda, mi metto in ginocchio...

La zingara - No, lascia. Non sono Isabella...

Il giovine - E ci aiuti?

La zingara - Ho promesso!

Il giovine - E quando? Subito?

La zingara - Tu sei pronto?

Il giovine - Pronto? A che cosa?

La zingara - Isabella non ti ha detto tutto?

Il giovine - Mi ha detto che ci avresti accontentati, ma che io dovevo venir da te... che dovevi parlarmi... E son venuto...

La zingara - Ma non basta. Eh, ragazzo mio, la mia pottnza non basta da sola ad appagare coloro che a me si rivolgono. Chi da me vuole, bisogna che dia...

Il giovine - Mi hai appena detto che non vuoi chiederci nulla...

La zingara - Nulla di quel che tu 'intendi. E bada non per me, ma perch il mio sortilegio riesca...

Il giovine - Ebbene?

La zingara - Tu devi sottoporli a una grande prova. Sei pronto?

Il giovine - - Parla.

La zingara - Hai saldo il cuore?

Il giovine - Non ho mai conosciuto che sia la paura. Ma anche se fossi un coniglio, per Isabella diventerei un leone!

La zingara - Non dirlo troppo presto!

Il giovine - Ora e sempre!

La zingara - Adesso vedremo. Ma ricordati che se tu verrai meno alla prova che ti chieder, io nulla potr fare per voi...

Il giovine - Me ne ricorder!

La zingara - (dopo un attimo di esitazione,) E allora il destino si compia!

(Prende la lucerna dal tavolo, e va ad aprire la grande porta del fondo. E, alla debole luce, appare una strana massa nera, un cupo mobile, coperto dal una coltre nera, simile a un catafalco. Il giovine! involontariamen'e, fa un passo indietro. La zingara abbandona per un istante, e corre a frugare id un mobile delia stanza. Quando ritorna ha in mano un pugnale).

Il giovine - (atterrito) Che diavoleria questa!?

La zingara - Diavoleria? .Esageri! E' un comunissimo pugnale!

Il giovine - E poi?

La zingara - E' per te.

Il giovine - Che cosa vuoi da me? Vuoi del sangue? Debbo svenarmi? Ti occorre del sangue, il mio sangue, per le tue stregonerie?

La zingara - Ancora esageri! E poi Perch la prova riesca, bisogna indispensabile! - che tu non faccia domande. Bada, puoi ancora rinunziare.

Il giovine - E perdo Isabella! Ah, no! Non rinunzil Dammi il pugnale! (lo prendo) E ora?!

La zingara - Avvicinati a quel mobile nero...

Il giovine - (sempre pi atterrito) Ma che cosa ?

La zingara - (fredda) Non devi far domande! Devi obbedire!

Il giovine - (agitatissimo) Ma troppo, troppo! Io voglio sapere! Quel nero mi fa paura! C' un orrore nell'aria! Le mie narici lo sentono! Io voglio sapere, voglio toccare. Via la coltre!

La zingara - - Ricordati: anche adesso puoi andartene!

Il giovine - No, io voglio restare, voglio obbedire... mia, via...

La zingara - Hai paura!

Il giovine - Non lo so, guai che ho! C' come una mano che mi tira indietro...

La zingara - Perch tutto quel nero ti fa pensare ad un funerale? E hai giurato di essere pronto a tutto per la tua Isabella! Pensa se Isabella fosse qui, e potesse vederti e sentirti! Mi fai pena: vattene! Getta quei', pugnale! La sorte vuol essere conquistata da uomini. E tu sei un ragazzo!

Il giovine - Ah, no, basta! Obbedir, anche se mi danno! (va verso la bara).

La zingara - (con un riso stridulo) Come l'ami!

(All'ultimo istante, il giovine ripreso dal suo terrore. Si avvicina, poi retrocede, interroga con gli occhi la zingara, che ora impassibile).

Il giovine - (col pugnale gi alzato) Ma ho capito! Che stupido! E' uno scherzo! Hai voluto farmi paura! Tutta questa diavoleria, e sotto... lo giuro, non ci sar nulla! Magari un mucchio di stracci! (quasi rassicurato, colpisce nel mezzo della coltre nera. Subito dopo, con la mano ancora sul pugnale, si volta verso la zingara, e vede che ora la donna ha gettato lo scialle e tiene la lucerna quasi presso il viso) Tu! Tu! Tu! Majda! Tu... la zingara! Come immaginarlo... dopo dieci anni che eri scomparsa! Per ci mi pareva di riconoscere la tua voce... Che cosa mi hai fatto fare, ora? Che cosa hai voluto...

La zingara - Vendicarmi! (getta la lucerna, che si spegne, e fugge verso la porta di destra).

Il giovine - Quale infamia mi ha fatto commettere! Almeno poter vedere! Ah, canaglia, baldracca, femminaccia! E Isabella? Dov' Isabella?!

La zingara - (dalla porta) E' in questa casa. Cercala...

IL giovine - Allora ha udito tutto?! Sa tutto?!

La zingara - No, non temere. I miei narcotici sanno dare il sonno profondo. Sono due ore che dorme!

(fugge, sbattacchiando l'uscio).

SCENA SECONDA

Il giovine

Il giovine - (brancolando nel buio) Ah, la mala femina! (gridando) Isabella! Isabella! Gi: se dorme! Qui ci vuole la luce! E che cosa ho colpito sotto la coltre?! Ho sentito del molle! Qualche cosa di soffice... (fruga in terra, e dopo una lunga ricerca, ritrova la lucerna) Ora non solo: posso dirlo.- ho paura! E di che cosa? Eppure, ho paura! (gridando ancora) Isabella! Isabella! (pausa) Ma gi! Anche se ora sveglia, sar lontana, al piano sopra! (intanto, frugando in tasca, ha trovato un fiammifero) E' buffo! Ora sto per fare la luce, e ho pi paura di prima! (con un riso forzato) Si vendicata bene, la falsa zingara, di quando l'abbandonai. E' vero che la 'Lasciai madie, ma farmi, via! tutta questa paura! Eppoi, per nulla! Sotto la coltre - ci scommetto! - ci saranno degli stracci! Coraggio, imbecille! (Si decide ad accendere la lucerna, e va senza esitare alla coltre) Coraggio, vigliacco! (alza la coltre, poi, con un grido di lupo ferito) Che infamia! Che infamia! Ho ucciso Isabella! Isabella! Isabella! (e ripetendo quel nome come un ululato, si abbatte ai piedi del catafalco).

SIPARIO RAPIDISSIMO

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