La conoscenza dell’inglese

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LA CONOSCENZA DELL'INGLESE


Commedia in due tempi di Samy Fayad

PERSONAGGI

VITTORINO CANTAGALLO, L'Ispettore Singcock

MARCELLO SINOPOLI (Lord Timothy), attore

LOREDANA BELLAZZI (Lady Joan), attrice

BEPI MOCENIGO (L'agente Collins), attore

GIULIA ARIOSTI (Miss Julie, Adele Vescovi), attrice

GONZALO SACCO (Lord Edward), attore

ANTONELLI

L'INGEGNERE

UNO SPETTATORE

Inoltre:

Una voce dall'altoparlante

Voci dal televisore

La scena: sala in un castello inglese, ricostruita con la cura maniacale dei film americani degli anni '50. Porta a destra.

Una seconda porta sul fondo, nella vetrata che affaccia sul parco. Camino, divano e poltrone. ritratti di antenati, ninnoli, ecc.


Introduzione

Samy Fayad (di origine libanese nato a Parigi, vissuto da bambino nel Venezuela e, da adulto, a Napoli ove continua a scrivere) è uno dei pochissimi commediografi italiani la cui produzione abbia un respiro internazionale, ed è ovvio che, più che in Italia, sia rappresentato in vari Paesi d'Europa e d'America. Il suo repertorio, vasto e originalissimo, ha toni e timbri inconfondibili basati sulla costante del più autentico umorismo che non si limita all'aggressività della battuta comica ma si risolve in un civile atteggiamento di critica nei confronti degli altri e di sé (il segreto dell'umorismo è infatti quello di saper ridere anche di se stessi) che confina con una forma di serena pietà per tutte le debolezze umane.

Nei due tempi La conoscenza dell'inglese abbiamo uno splendido esempio di "teatro nel teatro", le cui origini ascendono a Thomas Kyd (secolo XVI),e che ebbe, nella "trilogia" pirandelliana (1921-1929) e nell"'Effetto di straniamento" di Brecht, i suoi più moderni pilastri. Regista, attori e scenografo di questa commedia di Fayad sono interpreti che fingono d'essere personaggi, i quali, a loro volta, assumono l'identità d'altri personaggi inducendo così la platea a partecipare a un gioco di scatole cinesi con doppie, triple finzioni. Ed è proprio sulla facoltà di simulare che consiste la "convenzione scenica", quella ferrea intesa tra pubblico e attori che si risolve in un reciproco inganno per cui lo spettatore finge di credere alla finzione che vede. Ed è su questa "convenzione" che Fayad conduce il suo "divertissement" facendovi partecipare anche uno spettatore e un fantasma.

Il gioco fayadiano (che ci presenta un gruppo di interpreti personaggi in un antico castello inglese mentre allestiscono il solito dramma "giallo") ha l'apparenza d'esser teso sulla corda della futilità, ma ben presto mostra un suo inaspettato spessore "culturale" dato che in esso troviamo parodiati con disinvoltura, fino ai graffi della satira, i più collaudati "generi" del teatro: dal "giallo", appunto, al "teatro dell'assurdo", dalla secca meccanica a orologeria della "pochade" alle risolutive "agnizioni" settecentesche, dalle pirandelliane cuciture a doppio filo alla tecnica brechtiana del "distacco". E che cosa dire della Voce che incombe, di quando in quando, su tutti? Di chi è? Dell'Autore o d'un Superregista o Manager? O di un Dio faustiano che s'è fatto Speaker? Ma non basta: le carte che man mano si scoprono in questo godibile, un po' folle e raffinato gioco alla "Hellzapoppin’", sembrano infinite. Che cosa dire, infatti, del passaggio da una lingua all'altra e, specialmente, da un dialetto all'altro, che, nelle "agnizioni", come fuochi d'artificio, rivelano all'improvviso ascendenze, nazionalità e identità diverse? L'assurdo ha una sua logica. E non dimentichiamo che la comicità della Commedia dell'Arte si basava anche e soprattutto sugli effetti prodotti dall'incrociarsi dei vari dialetti delle Maschere. Quindi non va trascurala questa ulteriore sapida componente nel "giallo" di Fayad che nel continuo scarrocciare, sfrangiarsi e ricomparsi magicamente nelle ineluttabili regole del gioco, è saldamente ancorata alla classica tecnica investigativa della "detective story". E che cos'è il teatro se non un'emozionante "indagine" che gli interpreti fingono sulla scena? E non è certo un'invenzione moderna se è vero, com'è vero, che uno dei sommi e universali capolavori di tutti i tempi è proprio un "giallo":  l'Edipo re di Sofocle (430 a.C.).

Con questa sua ultima commedia - che raccoglie con souplesse la meccanica teatrale di tutti i tempi, generi e convenzioni - Samy Fayad sembra rivolgere agli spettatori un invito (lo stesso che in un'arena parigina, nel Settecento, proprio alle origini dello spettacolo circense, rivolse al pubblico uno dei primi clown inglesi): "Voulez-vous jouer avec moi?".

Alberto Perrini

PRIMO TEMPO

Prima dell'apertura del sipario, a luci spente in sala, una voce dirà attraverso l'altoparlante:

UNA VOCE         Signore e signori, un momento di attenzione. Poiché la scena iniziale presenta una situazione fortemente emotiva, se ne sconsiglia la visione alle persone neurolabili e alle signore in dolce attesa. Turbative al sistema cardio-vascolare, a quello nervoso, nonché al normale evolversi del ciclo gravidico potranno essere evitate chiudendo gli occhi per due minuti circa. È di sicuro giovamento, inoltre, effettuare una dozzina di inspirazioni profonde.

SPETTATORE     (avvicinandosi al proscenio) Scusi... Mi sente?

UNA VOCE         La sento. Dica.

SPETTATORE     Il consiglio vale anche per le autorità?

UNA VOCE         Vale per tutti.

SPETTATORE     Grazie.

Lo spettatore torna a sedersi.

Preceduto da una musica ansiogena (tremolo di violoncelli, nota grave di contrabbassi, scale semitonate di sassofoni e un effetto che sta tra la risata dello "scienziato pazzo" e il verso di uccelli notturni), il sipario si apre lentamente.

Notte. La scena è vuota, rischiarata dal fuoco che arde nel camino e da un lume da tavolo. Nel cielo si staglia la luna piena.

SPETTATORE     (correndo verso il proscenio). Questo è un comportamento sleale! Ci è stato consigliato di chiudere gli occhi, ma non di turarci le orecchie.

UNA VOCE         Inspiri, signore. Chiuda gli occhi, inspiri profondamente e si turi le orecchie.

SPETTATORE     Prima doveva dirmelo... Sto per sentirmi male... (Chiude gli occhi, si tura le orecchie e inspirando profondamente ritorna al suo posto).

Dal parco entra Sinopoli, che impersona lord Timothy. Indossa lo smoking, tra le dita di una mano ha una sigaretta accesa; con l'altra mano sorregge un bicchiere di whisky. Procede malfermo sulle gambe, con accentuati sbandamenti, ha lo sguardo vitreo e il viso deformato dalla smorfia dolente della maschera della Tragedia. Sinopoli si arresta al centro della scena, volge intorno lo sguardo e, scorto un portacenere, lo raggiunge trascinando il passo, vi lascia cadere la sigaretta e depone il bicchiere sul tavolino. Poi allunga un braccio verso il divano, volge la schiena al pubblico e resta in quella posizione il tempo necessario perché si abbia la visione piena ed esauriente del pugnale che vi porta conficcato. Quindi cade bocconi sul divano.

SPETTATORE     (avvicinandosi con passo malfermo al proscenio, con un fil di voce): Basta... Non reggo... Non reggo... (E stramazza a terra).

UNA VOCE         Si soccorra lo spettatore!

Da un ingresso laterale accorrono due servi di scena sorreggendo una barella, vi caricano il malcapitato e lo portano fuori.

La musica cessa. Si ode, in lontananza, il rintocco di una campana.

Dalla porta di destra entra Loredana, in abito lungo da sera.

Gira il commutatore a parete e la luce invade la scena.

LOREDANA       (con pronuncia affettata che sconfina nel birignao) Timothy, mio caro, i nostri ospiti... (Si interrompe e osserva l'uomo) Temo che la tua sia una posizione sconveniente, Timothy. (Breve pausa) Mi ascolti, caro, o sei di nuovo annegato nel whisky? (Intrigata, gli si avvicina e sfiora con le dita l'elsa del pugnale. Poi solleva un braccio dell'uomo e lo lascia ricadere, inerte) Santo cielo, Timothy, proprio la sera del nostro anniversario... (Va alla porta di destra e lancia un lacerante grido mediterraneo) Aaaah! Hanno ammazzalo il mio caro Timothy!...

Mentre il sipario incomincia a chiudersi, dalla porta irrompe il regista Cantagallo con un copione in mano. Parla con accento fiorentino.

CANTAGALLO (isterico) No! No! No! (Verso l'interno) O Antonelli, ferma codesto sipario!

Il sipario torna in posizione.

SINOPOLI           (rialzandosi a sedere sul divano, con un sospiro) Cos'è che non va, adesso?...

LOREDANA       (gli occhi al cielo) Ci risiamo...

CANTAGALLO Sì che ci risiamo, figli di cani. Si mette in scena una commedia poliziesca inglese o Cavalleria rusticana? (Rifacendo il verso a Loredana) "Hanno ammazzato compare Turiddu"!... O Loredana, le dame inglesi non starnazzano neanche davanti alla morte!

LOREDANA       Io starnazzo?

CANTAGALLO (a Sinopoli): E te sei un lord. Dio bono. Icché tu vai a passeggio con l'occhio vitreo e il ghigno della Tragedia che tu mi pari Agamennone?!

SINOPOLI           (sulle sue) Dai, caro, non scomodiamo i classici. Cos'è che non va nel modo come faccio la scena?

CANTAGALLO Il modo come tu la fai! Se tu entri dal parco con l'espressione sofferente, unn c'è uno del pubblico che non immagini che tu sia stato colto da malore. Una colica renale, fa' conto. Ma se tu entri im-per-tur-ba-bi-le, all'inglese, schiacci la sigaretta nel portacenere e mostri la schiena con il pugnale conficcato, tu lo tocchi con mano il brusio del pubblico prodotto dal colpo di scena.

SINOPOLI           Senti, Vittorino, conosco l'Inghilterra... Sai che vi ho recitato dieci, quindici volte il mio Shakespeare in lingua originale. Quindi posso assicurarti che se gli inglesi hanno molto sviluppato il senso dell'umorismo, in cambio gli difetta la conoscenza dell'anatomia. Scusa, il pugnale ha leso un organo vitale?

CANTAGALLO L'è evidente, dal momento che vieni costì a stramazzare secco.

SINOPOLI           Ecco il punto. Ragioniamo. Se l'organo è stato colto in pieno, la morte deve essere pressoché istantanea e, a rigor di logica, dovrei stramazzare colà, nel parco, anziché costì sul divano. Ma supponiamo che il pugnale ha leso l'organo solo marginalmente, provocando una lenta emorragia interna. In tal caso - che mi sembra il nostro - la ferita provoca sofferenza e io, professionalmente, esprimo la sofferenza con la mimica facciale.

LOREDANA       Concordo con Marcello.

CANTAGALLO (a Sinopoli) O Marcello, ma te che tu t'impicci di anatomia e di mimica! Te e tu ti devi impicciare di illusioni sceniche, di effetti, di suspense e di sorprese...

SINOPOLI           Ribadisco: è insensato pensare che un uomo normale, colpito da una pugnalala, possa morire come un inglese in buona salute.

LOREDANA       Concordo con Marcello.

CANTAGALLO Come l'immagino io la scena l'è un pugno nello stomaco, o Marcello. Unn hai tu visto che è bastata la musica a far svenire uno del pubblico? Se tu la scena la fai come la va fatta, la strizza fa svenire mezza platea e provoca cinque parti immaturi.

SINOPOLI           Macché svenimenti e parti immaturi, dai! È una presa per i fondelli. Trovo più logico e realistico entrare dal parco barcollante e sofferente. E lascia pure che il pubblico pensi che la sofferenza sia dovuta a una colica renale...

LOREDANA       Concordo con Marcello.

CANTAGALLO No che non deve pensarlo! Codesto non l'è mica un telefilme ospedaliero americano. Dio bono!

SINOPOLI           L'ho capito, caro, che non e neanche il mio Shakespeare. ma una commediola. E appunto percio’ la si può rendere più appetibile. Colica renale? si domanda il pubblico. Mi giro. No!: pugnale nella schiena; delusione e raccapriccio. Teh, due effetti in quindici secondi.

CANTAGALLO (a Loredana, che fa per parlare) Se tu dici ancora una volta "concordo con Marcello", io ti demolisco gli stinchi a pedale. (Gridando) Antonelli!

Da destra entra Antonelli, in tuta. Ha i capelli bianchi.

ANTONELLI       (con accento napoletano) Agli ordini, dotto’.

CANTAGALLO Antonelli, tu hai veduto il finale d'atto, l'è vero?

ANTONELLI       Dotto’, vi direi una bugia. Visto e non visto; stavo attento a chiudere il sipario in tempo e non è che ci ho fatto molto caso.

CANTAGALLO Ma qualcosina tu avrai pur veduto e sentilo... Ora, te hai imbiancato il crine in quarant'anni di palcoscenico, conosci gli umori del pubblico e le sue reazioni. Icché tu ne pensi di quel poco che tu hai veduto e ascoltato?

ANTONELLI       Dotto’, 'a verità? Con quell'allucco che ha menato la signorina Loredana che n'atu poco 'o sipario se ne scendeva per virtù propria, a me, è vero?, mi è sembrato il finale di Cavalleria rusticana.

CANTAGALLO (trionfante) Ecco, figli di cani, l'Antonelli concorda con me!

LOREDANA       E già, adesso Antonelli è la Cassazione...

CANTAGALLO Sì, o carina, l'è la Cassazione; vale a dire la voce del pubblico. Vox populi... (A Sinopoli) L'è latino, o Marcello.

SINOPOLI           (ironico) Davvero?

CANTAGALLO Bravo, Antonelli! (Lo bacia in fronte).

ANTONELLI       (a Loredana) Scusate, signorina, senza offesa...

LOREDANA       Non hai di che scusarti, Antonelli. La tua è la voce del popolo.

CANTAGALLO Brava! E te la voce tu la devi modulare, come ti ho insegnato io. Ascolta: (Sussurrato) "Hanno ammazzato il mio caro Timothy". Pensosa e ambigua, col sorriso della Gioconda sulle labbra. "Hanno ammazzato il mio caro Timothy"... Lo vedi? Il sorriso della Gioconda, Dio bono. Come detto a te stessa, non gridato in piazza.

LOREDANA       Stile teatro intimista, insomma.

CANTAGALLO Stile poliziesco "inglese", o carina, gridando e mostrando la tua costernazione, tu li escludi dal numero dei sospetti e invece tu ci devi restare dentro. Se invece lo dici con ambiguità, ecco che il pubblico abbocca all'amo e pensa: "Eh no, codesta lady, con codesto sorriso della Gioconda, unn me la conta mica giusta". Antonelli, te, seduto in platea, unn lo penseresti?

ANTONELLI       Io? Dotto’, vi direi una bugia. In quarant'anni di palcoscenico ho imbiancato il crine, come dite voi, ma l'ho imbiancalo tra alzate, corde, attrezzeria, rotaie e praticabili. Quindi, non ho fallo l'orecchio alle sfumature e l'occhio al sorriso della Gioconda. Perciò vi direi una bugia. Quando un personaggio muore, come lo dicono lo dicono, a me basta l'informazione: è morto il tal dei tali, pace all'anima sua.

CANTAGALLO E "parce sepulto". (A Sinopoli) È latino, o Marcello.

SINOPOLI           Dai, Vittorino, non rompere...

CANTAGALLO Allora sapete che si fa, gente? La fo io la scena. (Ad Antonelli) Lascia perdere il sipario; mettiti in quinta, osserva e fa' il confronto.

Da destra entra precipitosamente Giulia, anche lei in abito lungo da sera, tallonata dallo Spettatore. I quattro già in scena si immobilizzano.

GIULIA                (allo Spettatore) Per l'ultima volta, la smetta di infastidirmi!

SPETTATORE     Ma le mie intenzioni sono rispettose, signorina...

GIULIA                Miss Julie, prego.

SPETTATORE     Le assicuro che sono un gentiluomo.

GIULIA                Non è da gentiluomini importunare una signora con simili richieste. Lei non mi conosce e io dovrei darle... Oh!

SPETTATORE     Come non la conosco? L'avrò vista cento volte in televisione... Non è lei che la domenica, in minigonna e camicetta trasparente, fa il gioco del cruciverba?

GIULIA                (portandosi una mano al petto, sul punto di perdere i sensi) Ooooh... (Chiamando) Edward!

GONZALO          (entrando da destra, in smoking) Sì, mia cara?

GIULIA                Edward, quest'orribile uomo mi importuna...

GONZALO          Davvero? In che modo, mia cara?

GIULIA                Asserisce che la domenica compaio in televisione in minigonna e camicetta trasparente, e vuole che gli dia la mia...

GONZALO          La tua?...

GIULIA                La mia foto con autografo... Edward, indurisci la mascella e affrontalo come si deve.

GONZALO          (allo Spettatore): Chi è lei, ragazzo mio?

SPETTATORE     Leopoldo Marchesi. Eccole il mio biglietto da visita. Sono uno spedizioniere.

GONZALO          Non m'interessa sapere il suo nome e cosa fa. Lei è un amico italiano di lady Joan e di lord Timothy? È stato invitato alla festa del loro anniversario?

SPETTATORE     No, sono uno spettatore... Ho perso i sensi alla prima scena e li ho ripresi in palcoscenico. Trovandomi, ho sentito il desiderio irresistibile di conoscere da vicino la signorina, che vedo ogni domenica alla televisione, e di chiederle una foto con autografo.

GONZALO          Spettatore, ha detto... E miss Julie la vede in minigonna e camicetta trasparente...

SPETTATORE     Ogni domenica.

GONZALO          (dopo un a breve riflessione, a Giulia) Un voyeur, mia cara...

CANTAGALLO (a Sinopoli) È francese, o Marcello.          

Sinopoli ha un gesto di insofferenza.

GONZALO          (a Giulia) Il solito italiano erotomane. (Allo Spettatore) È sicuro, amico mio. di trovarsi nel posto giusto?

SPETTATORE     Certo, sul palcoscenico del teatro... (Nome del teatro dove avviene la rappresentazione).

GONZALO          Ecco. Sospettavo che non si trovava nel posto giusto. Questo è il castello di lord Timothy Brenan. (Indicando la porta) Prego, esca di scena... (Verso l'interno) James, ragazzo mio, accompagni il signore alla porta del castello.

Lo Spettatore, lanciando occhiate stupite a Giulia e a Gonzalo, esce da destra. Gonzalo offre il braccio a Giulia.

GIULIA                Sono orgogliosa di te, Edward. Hai saputo liberarmi di quell'uomo orribile a mascella rilassata.

GONZALO          Sono rare le occasioni, mia cara, in cui mi occorra indurirla. Vieni con me nel parco. L'aria notturna della campagna ti gioverà.

Escono dal fondo.

CANTAGALLO (furibondo, puntando un dito verso il parco) E allora, Antonelli, c'è una spiegazione?

ANTONELLI       Dotto’, vi direi una bugia: l'estraneo non l'ho né visto né sentito entrare.

CANTAGALLO Che estraneo e che ciance! La luna, dico! La vedi, la luna?

ANTONELLI       E come non la vedo...

CANTAGALLO Ti pare una luna normale?

ANTONELLI       Nossignore; tiene 'na gobba.

CANTAGALLO E perché?

ANTONELLI       (allargando le braccia): Vi direi una bugia...

CANTAGALLO Unn voglio che tu dica. La luna la voglio vedere spiantata. E subito!

ANTONELLI       Subito non è possibile, dotto’.

CANTAGALLO E perché?

ANTONELLI       Niente si può toccare finché l'ingegnere non finisce di montare il marchingegno per il deus ex machina. (A Sinopoli) Signor Sinopoli, deus ex machina è latino.

SINOPOLI           (esplodendo) Antonelli, ti ci metti anche tu?

ANTONELLI       No, siccome mi è parso che siete un po' scarso in quanto a lingue estere...

CANTAGALLO Antonelli, quale deus ex machina? Questa commedia non ne prevede!

ANTONELLI       Lo prevede "La distruzione di Numanzia" che viene subito dopo.

CANTAGALLO "La distruzione di Numanzia" la va in scena fra tre mesi, Giuda infame! Fammici parlare con codesto ingegnere.

ANTONELLI       Non si può muovere da dove sta, dotto’: è rimasto momentaneamente impigliato negli ingranaggi del marchingegno.

CANTAGALLO E tu va a districarlo.

ANTONELLI       Impossibile: in quella foresta si sa muovere solo lui.

CANTAGALLO Sai quanto gli ci vorrà per venirne fuori?

ANTONELLI       Vi direi una bugia. L'anno scorso ci impiegò una serata sana.

CANTAGALLO Sì, buonanotte, Firenze dorme sotto il raggio della luna! Icché tu speri, che aspetto tutta la notte che l'ingegnere si districhi? Dove l'è impigliato codesto ingegnere?

ANTONELLI       (indicando vagamente) Inqualche posto tra cielo e terra...

CANTAGALLO (guardando in alto) O ingegnere!

ANTONELLI       (verso il parco) Ingegné!

Alle loro spalle viene sollevata la copertura di una botola ed emerge l'Ingegnere. Indossa una tuta bianca macchiata ed ha i capelli arruffati.

INGEGNERE      (furibondo) Dov'è quel disgraziato di Antonelli?

ANTONELLI       Sto qua, ingegné. Che è successo?

INGEGNERE      Ho detto di ingrassare le pulegge e qualcuno ci ha messo polvere di gesso.

ANTONELLI       Nientedimeno... Gesù!

INGEGNERE      (affacciandosi alla botola) De Marco, fa' sentire al nostro Antonelli la dolce melodia del gesso. (Si ode uno stridente cigolio) Bello, eh? Tra poco sentiremo le pulegge cantare "'O sole mio" in onore di Antonelli...

CANTAGALLO Ma dico, cos'è codesto parlare di pulegge e di gesso? (All'ingegnere) Le pare il momento di montare il suo marchingegno? E poi, non mi risulta che "La distruzione di Numanzia" richieda l'intervento di un deus ex machina.

INGEGNERE      Neanche a me, ma il suo collega l'ha preteso.

CANTAGALLO Il mio collega Terenzi? O ingegnere, e quale dio fa scendere Terenzi a Numanzia?

INGEGNERE      Nessun dio. Ci fa scendere Scipione l'Emiliano.

CANTAGALLO Scipione?

INGEGNERE      Sissignore. Era partito con l'arrivo in elicottero, ma dopo che gli ho fatto leggere la storia dell'aviazione ha ripiegato sul deus ex machina.

CANTAGALLO Sia come che sia, Scipione arriva fra tre mesi, Dio bono, e io vo in scena fra tre giorni. Le pare il momento di rompere i cosiddetti con le sue pulegge, il gesso e Scipione?

INGEGNERE      Giovanotto, non rilevo il tono insolente e mi limito a rispondere: sì, è il momento. Non sto mica a montare un meccano, io!

CANTAGALLO Unn m'importa un fico secco di quel che sta montando. M'importa che la luna con la gobba unn ce la voglio.

INGEGNERE      È tutto qui il suo problema? Gliela sistemo subito. (Chino sulla botola) De Marco, spiana 'sta luna: due giri completi a destra. (La gobba si accentua) A "destra", De Marco. Riprova...

Un cavetto di metallo scende lentamente dall'alto con una maniglia assicurata all'estremità e si ferma ad altezza d'uomo.

CANTAGALLO (indicando il cavetto) E codesto affare?

INGEGNERE      Lo ignori. Serve a sollevare e calare Scipione. Adesso scendo io e sistemo tutto in un attimo. Dia una pausa di mezz'ora.

CANTAGALLO Senta, ingegnere, visto l'andamento della serata, con sofferenza e rassegnazione provo con la luna gobba e il cavetto di sollevamento in scena. Domani, poi, lei provvederà.

INGEGNERE      Mai e poi mai. Sono uomo di teatro, io, cosa crede? (Si affaccia alla botola) De Marco, non toccare niente. Alla luna e al cavo ci penso io. (Scende nella botola e chiude).

CANTAGALLO Allora, fuori tutti e state a guardare come va fatta la scena.

Loredana, Sinopoli e Antonelli escono da destra, Cantagallo dal fondo.

Si ripete la scena iniziale. Semibuio, musica ansiogena. Cantagallo entra dal fondo con sigaretta e bicchiere di whisky. Raggiunge calmo e impettito il centro della scena, tira una boccata di fumo, la espelle seguendone le volute, scuote la cenere e depone il bicchiere.

CANTAGALLO (sempre impettito) Vedete, gente? Im-per-tur-ba-bi-li-tà...

Si gira mostrando il pugnale conficcato nella schiena, ha un leggero soprassalto e si lascia andare morbidamente sul divano. Da destra entra Loredana, che accende la luce.

LOREDANA       (rapidamente) Timothy, mio caro... eccetera. Poi ti lasto il polso. (Esegue)... proprio la sera del nostro anniver­sario... Vado alla porta... (Si volta a guardare Cantagallo e si porta l'indice all'angolo della bocca) Ilsorriso della Gioconda... (Con tono falso e molto birignao) Hanno ammazzato il mio caro Timothy... Ecco, più ambigua di così...

SINOPOLI           (accondiscendente, entrando da destra con Antonelli) Non dico di no... Bene "anche" così... Ma "così" va bene per un pubblico inglese. Dai, Vittorino, noi recitiamo per il pubblico italiano, caro; il quale esige un minimo di plausibilità: nei personaggi in scena, anche se la commediola è straniera, vuole riconoscere i caratteri distintivi nazionali. Questo morire all'inglese gli risulta incomprensibile. Da noi, che morte è se non è accompagnata da invocazioni alla mamma e alla Madonna e alla preoccupazione per l'avvenire dei figli? Puoi darmi torto, caro? (Breve pausa) Bene: medita sulle mie ragioni, rimugina e alla fine so che mi dirai di essere d'accordo con me.

LOREDANA       Cantagallo non medita né rimugina. Con le tue divagazioni antropologiche l'hai latto addormentare.

ANTONELLI       Basta che non s'è pigliato collera. (A Cantagallo) Iammo, dotto', e cos' 'e niente. Non vi pigliate collera.

SINOPOLI           E va bene... Farò il finale d'atto come lo vuoi tu. Come lo  vuole il dottor Vittorino Cantagallo. Dopotutto, è lui che firma la regia. E poi, ti pare che dobbiamo guastarci il sangue per una commediola poliziesca?... Via! Ho ben altre e più nobili esperienze alle spalle...

ANTONELLI       A proposito di spalle... (Stacca il pugnale dalla schiena di Sinopoli, lo osserva e poi osserva quello conficcato nella schiena di Cantagallo) Neh, dotto', ma chi vi ha fornito il secondo pugnale? (A Sinopoli) In attrezzeria, uno solo ce ne stava: il vostro. (A Cantagallo) Neh, dotto', da dove è uscito questo secondo pugnale? Dottore Cantagallo... (Fa per staccargli il pugnale dalla schiena, ma trova resistenza. Ritira la mano e la guarda) Ma questo è sangue...

Dai diffusori, molto attenuata, la musica ansiogena. Antonelli sì pulisce le mani sui calzoni e arretra inorridito, Loredana si porta le mani alle guance e arretra anche lei. Sinopoli tasta il polso a Cantagallo.

SINOPOLI           Il polso non batte... (Scuotendo Cantagallo) Vittorino... (Allarmato) Vittorino!

LOREDANA       Oh Dio...

SINOPOLI           (incredulo) È morto.

LOREDANA       (isterica) Ah! Ah! Ah!!! Hanno ammazzato il regista Cantagallo!

Accorrono Giulia. Gonzalo e Mocenigo in divisa di agente di Scotland Yard. Cessa la musica.

SINOPOLI           (ai nuovi venuti) Cantagallo... Poveretto... È andato...

GIULIA                Che vuoi dire andato?...

SINOPOLI           È morto, Giulia.

GIULIA                Morte scenica?

SINOPOLI           Morte clinica.

Mocenigo, con un gemito, perde i sensi. Sinopoli accorre a sollevarlo e gli dà dei buffetti...

Dai, Mocenigo, è morto per davvero. Non devi svenire.

MOCENIGO        (rialzandosi) El xelo morto per davvero? Ah, mi me credeva che era un'aggiunta al copione... Poaro Cantagallo, el lo  ga ciapà un tocco per massa lavoro?

SINOPOLI           El lo ga ciapà un pugnale nella schiena... Guarda lì.

MOCENIGO        (scuotendo il capo) Madre santa... Poareto...

SPETTATORE     (entrando da destra con un gigantesco fascio di fiori) Con permesso? C'è l'intervallo?

SINOPOLI           Ancora lei? Beh, adesso arriva a proposito. (Gli prende dalle mani il fascio di fiori e lo depone sul corpo senza vita di Cantagallo).

SPETTATORE     Ma i fiori sono per la signorina...

SINOPOLI           Non è il momento.

GONZALO          Via, via... Non vede che c'è un morto in scena?

SPETTATORE     E con ciò? L'atto non finisce con un morto pugnalato?

GONZALO          Sì, ma questo è un morto vero.

SPETTATORE     (arretrando) Morto morto?

GONZALO          Morto morto.

SPETTATORE     Oddìo...  Io mi sento male... (E si affloscia per terra, senza sensi).

Sospensione generale.

SINOPOLI           Ci mancava quest'estraneo in scena.

GONZALO          Che si fa?                                                         

GIULIA                Bisogna soccorrere il signor Marchesi. Barellieri!

UNA VOCE         Niente barellieri! Via, non perdete il ritmo!

GONZALO          (riprendendo il tono della recitazione) Povero Vittorino... Chi è stato? Qualcuno ha visto? Antonelli...

ANTONELLI       Vi direi una bugia, signor Gonzalo... Io stavo in quinta e il dottore è stato pugnalato nel parco...

GONZALO          Marcello.

SINOPOLI           In quinta anch'io per espressa volontà del defunto.

GONZALO          Marcello...

SINOPOLI           In quinta anch'io per espressa volontà del defunto.

GONZALO          (a Loredana) E tu?

LOREDANA       Provavo allo specchio il sorriso della Gioconda...

GONZALO          Cantagallo morto e siamo a tre giorni dalla "prima"... Che si fa, adesso?

GIULIA                Innanzitutto, si telefona alla polizia.

UNA VOCE         Niente affatto! Si continua a provare, signori. Lo spettacolo continua. "Dura lex sed lex". Signor Sinopoli...

SINOPOLI           Dica.

UNA VOCE         È una locuzione latina.

SINOPOLI           (desolato) Ci si mette anche lei...

UNA VOCE         Antonelli.

ANTONELLI       Agli ordini.

UNA VOCE         Giù il sipario per non più di un minuto, il tempo di sgomberare la scena della salma e dei fiori.

ANTONELLI       Agli ordini! (Esce di corsa da destra).

Il sipario si chiude rapidamente.

A sipario chiuso, sul proscenio, da destra, entra lo Spettatore con un glande fascio di fiori.

Da sinistra entra Giulia.

GIULIA                Oh, Leopoldo, ancora fiori... Da otto giorni non fa che riempirmi la casa di rose...

SPETTATORE     Smetterò di farlo solo quando sarà crollato il solaio.

GIULIA                Oh, l'impagabile galanteria degli spedizionieri...

SPETTATORE     Posso sperare che anche stasera lei accetterà il mio invito a cena?

GIULIA                Ancora? Ma lei mi vizia, caro...

SPETTATORE     Vorrei poterle esprimere tutta la mia ammirazione, signorina Giulia...

GIULIA                Solo "Giulia"...

SPETTATORE     Giulia. (Al pubblico) Già la sento un poco mia. (A Giulia) Allora, stasera?...

GIULIA                Mi farà assaggiare ancora quei deliziosi spaghetti al radicchio?

SPETTATORE     Qualsiasi cosa lei desideri, Giulia. Allora... al solito, dopo lo spettacolo?

GIULIA                Al solito dopo lo spettacolo, caro.

Lui le bacia la mano ed esce. Esce dalla parte opposta anche Giulia, mentre si riapre il sipario, e va a sedersi in compagnia di Sinopoli, Loredana e Gonzalo.

LOREDANA       (a Sinopoli) Rabbrividisco, mio caro Timothy, al pensiero che quel funesto colpo di pugnale sotto il quale è caduto il povero regista italiano fosse diretto a te.

SINOPOLI           Nessun timore, mia cara: conosco ogni pollice del nostro parco, so dove possono celarsi le insidie e, all'occorrenza, dispongo di muscoli ben allenati alla difesa. Oserei dire che la mia specialità è di eccellere nel rintuzzare attacchi ostili. Per il resto, Scotland Yard ha sotto controllo la situazione.

GONZALO          Come ha detto di chiamarsi l'ispettore incaricato delle indagini?

LOREDANA       Singcock, se non ricordo male.

SINOPOLI           Singcock? ...Santo cielo, davvero un cognome bizzarro. Dubito che sia di ceppo anglosassone.

GONZALO          È possibile che il nostro uomo discenda da una famiglia americana stabilitasi nel Regno Unito. I gruppi etnici che popolano le nostre antiche colonie delle Indie Occidentali usano anglicizzare i loro cognomi d'origine. Prendiamo questo Singcock, ad esempio, e analizziamolo nelle sue componenti. Sing: canto; cock: gallo. Ricomponiamo il nome in una lingua continentale, l'italiano ad esempio, e otteniamo: canto del gallo... Cantagallo...

SINOPOLI           Mimetici, questi italiani. Ma a tradire la loro origine resta sempre la ruvida pelle latina, resa più pittoresca dall'ombra bluastra della barba che il più affilato dei rasoi non riuscirà mai a cancellare.

GIULIA                Mimetici, gli italiani, ma anche tanto molesti. (A Gonzalo) Edward, devi deciderti a indurire la mascella e affrontare quell'orribile spedizioniere.

GONZALO          Allora ti infastidisce, mia cara?

GIULIA                Dalla sera dell'anniversario di Joan e Timothy non fa che inviarmi rose e invitarmi a cena. Come fargli capire che non accetterò mai di assaggiare quegli esecrabili spaghetti al radicchio?

GONZALO          Glielo farò capire io, mia cara, e questa volta a muso duro.

Da destra entrano Cantagallo, nell'abbigliamento austero dell'ispettore Singcock, seguito da Mocenigo, sempre nella divisa di agente di Scotland Yard. Mocenigo va a collocarsi davanti alla porta che immette nel parco e assume l'atteggiamento regolamentare: mani dietro la schiena, mento in aria e occhi che poco o nulla riescono a scorgere, impediti come sono dalla curvatura dell'elmetto.

CANTAGALLO (a Mocenigo) Occhi aperti, Collins: che nessuno entri o esca senza il mio permesso.

MOCENIGO        Sì, signore.

CANTAGALLO (osservando la luna) La luna, questa sera, non presenta il suo aspetto consueto.

SINOPOLI           Increscioso davvero, ispettore. (Alzandosi) Mi consenta di provvedere. (Va alla botola, solleva il coperchio e si china leggermene) James, ragazzo mio, la luna è deformata da un'orribile gobba. La sistemi subito. (Resta in attesa. Una seconda luna, tesa a dovere, sì affianca alla prima, che viene risucchiata via). Molto bene, James. (Richiude la botola e si mette a sedere) Ecco fatto, ispettore.

CANTAGALLO Grazie, milord. (li osserva ad uno ad uno) Ho il piacere di annunciarvi che la nostra riunione - nel corso della quale rivelerò il nome dell'assassino - sarà di breve durata. E ciò grazie alle indagini che ho condotto rapidamente affiancato dal sempre valido agente Collins.

MOCENIGO        Grazie, signore.

CANTAGALLO Ricorrendo alla mia memoria e agli archivi di Scotland Yard, sono riuscito a stabilire, oltre ogni ragionevole dubbio, che l'assassinio del teatrante italiano ha origini lontane. Esse risalgono a un delitto compiuto venticinque anni fa, definito dai giornali del tempo "il delitto del ginecologo".

SINOPOLI           Ricordo...

LOREDANA       Santo cielo, un delitto raccapricciante...

La botola viene aperta e ne schizza fuori l'Ingegnere.

INGEGNERE      (chino sull'apertura) James, ragazzo mio, proviamo la tensione del cavo trainante.

CANTAGALLO (all'Ingegnere) Dica un po', lei...

INGEGNERE      Un momento di pazienza. Se non collaudo subito il cavo di Scipione, mi loca rinviare l'operazione di ventiquattro ore. E non ho tempo da perdere.

CANTAGALLO E io sì? Cosa vuole che me ne importi del suo cavo e del suo Scipione? E in corso una riunione per lo smascheramento di un assassino!

INGEGNERE      Guardi, si perde più tempo a parlarne che a collaudare il cavetto.

CANTAGALLO Quanto tempo c'è da perdere?

INGEGNERE      Quello di issare Scipione sulla muraglia e di calarvelo.

CANTAGALLO (paziente) Va bene, lo issi e lo cali. Dov'è Scipione?

INGEGNERE      Non c'è. Debbo servirmi di una controfigura di pari peso.

CANTAGALLO Se ne serva.

INGEGNERE      Neanche la controfigura c'è.

CANTAGALLO La faccia lei.

INGEGNERE      Il collaudo non sarebbe valido. L'attore che impersona Scipione l'Emiliano ha il doppio del mio peso. (Osserva Cantagallo) Il suo, più o meno. Lo farebbe lei Scipione l'Emiliano?

CANTAGALLO Io? Le sembra dignitoso che un ispettore di Scotland Yard si faccia portare su e giù appeso a un cavetto fingendosi Scipione l'Emiliano? Vuol farmi cadere così in basso?

INGEGNERE      Ma è una finzione teatrale, ispettore...

CANTAGALLO E con ciò? Il pubblico che accorre a teatro non merita rispetto? Se il testo dice che venga issato Scipione l'Emiliano, si issi Scipione l'Emiliano. Tutt'al più Scipione l'Africano, santo cielo - che nessuno distinguerebbe l'uno dall'altro - ma non un funzionario della polizia inglese...

INGEGNERE      Sia ragionevole, ispettore. Si fa più presto a tirarla su e a riportarla giù che stare qui a discuterne.

CANTAGALLO (allargando le braccia) Non c'è via di uscita... (A Mocenigo) Collins...

MOCENIGO        Sì, signore?

CANTAGALLO Conto sulla sua discrezione: non una parola deve trapelare su questa mia prestazione extraprofessionale.

MOCENIGO        No, signore.

CANTAGALLO (all'Ingegnere) Procediamo. Che debbo fare?

INGEGNERE      Si afferri saldamente alla maniglia e non la molli per nessun moti vo. (Cantagallo si afferra alla maniglia appesa all'estremità del cavetto, l'Ingegnere parla nell'apertura della botola) James, tira su. Adagio, mi raccomando: Scipione e un funzionario di Scotland Yard... (Il cavetto si tende e incomincia a tirare su Cantagallo) Ancora tre giri, James; portiamolo sulla muraglia. (Il cavetto sale ancora. Di Cantagallo, adesso, sono visibili solo le gambe dalle ginocchia in giù),

CANTAGALLO Quanto è alta questa muraglia?

INGEGNERE      (senza badargli) Bene così, James. Adesso controlla: se l'indicatore di tensione del cavetto è fermo al numero cinque, blocca la leva azzurra. Se no, dai un po' di corrente - due scossette da seimila volt, ma brevissime, altrimenti perdiamo Scipione - finché l'indicatore si ferma al numero cinque. Vai con le scossene. James. (La parte visibile dì Cantagallo sussulta). Bene. Blocca. Adesso passa al regolatore della discesa. Tre giri a sinistra dovrebbero bastare. (Osserva le gambe dì Cantagallo) Non sono bastati.  Allora sblocca la leva gialla e vai con altre due scossette. Via, James. (Sussulto delle gambe di Cantagallo).

CANTAGALLO Ingegnere...

INGEGNERE      Dica, ispettore.

CANTAGALLO Non per ficcare il naso negli affari suoi e di James, ma Scipione l'Emiliano lo fate andare su e giù dalla muraglia o ne fate giustizia sommaria?

INGEGNERE      Abbiamo finito, ispettore. (Nella botola) Va bene così, James. Al mio via incomincia a mollare. (A Cantagallo) Ispettore...

CANTAGALLO Dica.

INGEGNERE      Lei conosce "La distruzione di Numanzia"?

CANTAGALLO Certo, che domande...

INGEGNERE      Allora, per sincronizzare la durata della battuta finale con la velocità della discesa, mi direbbe la battuta?

CANTAGALLO Siamo qui per questo.

INGEGNERE      Grazie.

CANTAGALLO Ma le pare...

INGEGNERE      (nella botola) James, molla... Adagio... (Lentissimamente, il cavetto incomincia a scendere) Ispettore, via con la battuta di Scipione...

CANTAGALLO (declamando)

Ya no parece gente en la muralla,

ni suenan las usadas centinelas.

Todo està en calma y en silencio puesto,

como si en paz tranquila y sosegada

estuviesen los fieros numantinos. (E tocca il pavimento con i piedi).

INGEGNERE      Perfetto! Le ho fatto perdere meno tempodel previsto, non è così? Grazie.

CANTAGALLO Ma le pare.

L'Ingegnere scende nella botola e chiude.

SINOPOLI           Lei, ispettore, attraversa un momento di forma smagliante. Del suo Scipione non saprei se ammirare di più la prestanza fisica del condottiero o la scioltezza del latino dell'età imperiale.

CANTAGALLO Il latino? Purtroppo non lo conosco, milord.

SINOPOLI           Ma Scipione non ha declamalo in latino?

CANTAGALLO No di certo, ha declamato in spagnolo.

SINOPOLI           Santo cielo, aveva imparato la lingua della città da espugnare per ordire qualche inganno. (Agli altri) E la sua astuzia venne premiata: dopo Numanzia, grazie alla conoscenza dello spagnolo, Scipione strappò Valencia ai Mori.

CANTAGALLO Mi duole deluderla ancora, milord: Valencia fu strappala ai Mori dal Cid.

SINOPOLI           Davvero? Temo di aver fatto un po' di confusione. Il Cid, certo; un altro - ecco spiegala la confusione - che declamava in spagnolo.

CANTAGALLO No. milord, in francese. (Declamando)

Et puisque mon trépas conserve votre gloire,

Pour vous en revancher conservez ma mémoire

Et dites quelquefois, en deplorant mon sort:

"S'il ne m'avait aimée, il ne serait pas mort".

LOREDANA       Tutti deliziosamente bilingui questi antichi eroi... Ne conosce qualcuno, ispettore, che declamava nella nostra lingua?

CANTAGALLO Certamente, milady: Giulio Cesare, Marco Antonio, Bruto, Tigellino, Coriolano. Ha solo la difficoltà della scelta.

LOREDANA       Mi faccia ascoltare l'ultimo: Coriolano.

CANTAGALLO (declamando):

Come, my sweet wife, my dearest mother, and

My friends of noble touch; when I am forth,

Bid me farewell, and smile.

LOREDANA       Questa lingua mi è meno familiare delle prime due.

CANTAGALLO È inglese, milady.

LOREDANA       Non mi dica! Beato lei che lo conosce. Nella nostra era tecnologica, conoscere l'inglese è indispensabile.

SINOPOLI           (annuendo) Conosci l'inglese? Puoi girare il mondo.

GIULIA                Tra due aspiranti a un impiego, l'ottiene chi dei due conosce l'inglese.

GONZALO          La lingua della diplomazia.

SINOPOLI           I trattati scientifici che fanno testo sono scritti in inglese. (A Loredana) Joan, mia cara, bisogna che ci risolviamo a impararlo, sia pure iscrivendoci a un corso per corrispondenza.

LOREDANA       Santo cielo, no, Timothy: sarebbero soldi buttati dalla finestra. L'inglese lo si impara soggiornando in Inghilterra o con un insegnante di lingua madre.

GONZALO          O con un'amante di lingua madre.

GIULIA                Edward, non essere sconveniente...

GONZALO          Ti prego di perdonarmi, cara.

LOREDANA       Lei, ispettore, come ha fatto a impararlo?

CANTAGALLO Imitandomi a nascere in Inghilterra, milady.

LOREDANA       (Sinopoli) Vedi bene. Timothy...

CANTAGALLO Eppure - certo di lasciarvi di stucco - vi rivelerò che noi qui dentro non parliamo altro che inglese.

SINOPOLI           Cosa? Parliamo tutti inglese?

CANTAGALLO Solo inglese.

SINOPOLI           A che cosa mira questa sua stravagante asserzione, ispettore?

GONZALO          È uno scherzo dell'ispettore, via!

CANTAGALLO Niente affatto, milord. Ma capisco che è necessaria una spiegazione. Innanzitutto, riflettete: perché mai quattro nobili inglesi, un ispettore e un agente di Scotland Yard dovrebbero parlare una lingua che non sia la loro, cioè l'inglese? Perché tutti noi siamo stati tradotti in italiano.

SINOPOLI           Noi tutti?... Tradotti?... E a quale scopo?

GIULIA                Temo vi sia lo zampino dello spedizioniere.

CANTAGALLO In quanto allo scopo, è un segreto che mi riservo di svelare al momento opportuno.

LOREDANA       (estasiata) Tradotti in taliano... Davvero straordinario questo nostro tempo che assiste al trionfo della tecnologia.

SINOPOLI           Stupendo davvero, mia cara.

LOREDANA       (a Cantagallo) Quindi, oltre che parlare l'italiano, dovremmo capirlo...

CANTAGALLO Le offro l'occasione di accertarsene empiricamente, milady. (Breve pausa. Col tono di un "dicitore"). In memoria del mio omonimo italiano signor Vittorino Cantagallo e in omaggio alla sua città natale, dirò:  "Firenze". (Declama, con accento fiorentino)

E tu ne' carmi avrai perenne vita

Sponda che l'Arno saluta in suo cammino

Partendo la città che dal latino

Nome accoglie finor l'ombra fuggita.

LOREDANA       Santo cielo, ho capito lutto, parola per parola!

SINOPOLI - GIULIA - GONZALO (all'unisono, con espressione stupita) Santo cielo, anch'io!

CANTAGALLO (con aria soddisfatta) Ecco un beneficio che deriva dall'essere stati tradotti.

LOREDANA       (battendo le mani) Mi piace! Può smascherare l'assassino in italiano?

CANTAGALLO Se lo desidera... Anzi, per rendere più esotico il racconto, se me lo consente, di tanto in tanto la chiamerò Loredana anziché lady Joan.

LOREDANA       Sì, sì.

SINOPOLI           E me Sinopoli.

GIULIA                E me Giulia.

GONZALO          Gonzalo.

CANTAGALLO Evviva! Non ci annoieremo. Dunque, prima che il cavernicolo spuntato dalla botola mi interrompesse per issarmi sulla muraglia di Numanzia, dicevo che il delitto del quale ci occupiamo è un delitto decisamente anomalo, parola che in italiano e in inglese ha il medesimo significato, cioè: non riconducibile alla norma estensibile alla maggior parte dei casi presi in esame e classificati. Per vostro arricchimento culturale, eccone l'ètimo: deriva dal latino anòmalus, che a sua volta lo prende dal greco anòmalos.

SINOPOLI           Dal momento che abbiamo concordato di esprimerci in italiano, posso esclamare, ammazza, ahò, che cultura?!

CANTAGALLO Esclami pure, sir Timothy; anzi, signor Sinopoli. Dunque, esso delitto - per esprimermi a mia volta col lapidario eloquio degli avvocati italiani di parte civile - esso delitto che ha troncato l'esistenza ancor giovane del Cantagallo Vittorino, astro nascente della drammaturgia italiana, figlio diletto di Talia e di Melpomene, venuto alla luce, signori, in quella nobile regione che diede i natali al sommo Alighieri (e mi limito a questo nome, signori, perché la lingua si rifiuta, davanti a tanta grandezza, di enumerarne altri cento e cento ancora), dico in quella Toscana, scrigno che racchiude gelosamente la gemma costituita dalla città che meritò il titolo di Atene d'Italia; Firenze, dico; esso delitto, perpetrato da mano vile mentre il Cantagallo Vittorino, il cui babbo e la cui mamma, vivessero ccnt'anni (che dico!, vivessero gli anni di Matusalemme), non cesseranno di versare brucianti lacrime di dolore e di rimpianto per la perdita di un figliolo ricco di slanci e di talento, cui si schiudeva un avvenire pregno di battaglie artistiche, di vittorie e di guiderdoni, e alla cui memoria mi chino riverente... (Smarrito per aver perduto il filo) Dicevo?

SINOPOLI           (suggerendo) Esso delitto...

CANTAGALLO Ah, sì. Esso delitto viene da lontano. Dobbiamo partire dal ginecologo di Londra. Venticinque anni fa, una donna venne rinvenuta morta in un camerino del teatro... (Nome del teatro in cui avviene la rappresentazione) Non era un'attrice. E neanche un'addetta ai servizi: cassiera, guardarobiera, donna delle pulizie... Il primo problema che si pose agli inquirenti fu quello della sua identificazione. Ma il mistero cessò di essere tale, se mi si passa l'immodestia, non appena le indagini furono affidate a me. Collins, ne può dare conferma?

MOCENIGO        Sì, signore.

CANTAGALLO In quale modo mi riuscì di arrivare a identificare la vittima? Mi bastò aprire la sua borsetta, dove trovai un biglietto d'ingresso al teatro e un passaporto. Dal che dedussi: a) la vittima era una spettatrice pagante; b) il suo nome era Olivia Drinkwater, cittadina americana. Ma attenzione, americana di ceppo italiano. Ne ebbi la certezza grazie all'intuizione che Drinkwater altro non fosse che la traduzione del cognome italiano Bevilacqua. (Moto di apprezzamento da parte dei quattro) Questa scoperta fu il primo passo sulla pista giusta. E veniamo al "modus operandi" dell'assassino. (A Sinopoli) Questa, sì, è una locuzione latina, milord.

SINOPOLI           (annuendo, ad occhi semichiusi) Capisco...

CANTAGALLO Il ventre della vittima. signori, appariva squarciato. (Mocenigo, con un gemito, crolla a terra privo di sensi) Collins! (Agli altri) Il buon Collins è sensibile ai particolari raccapriccianti... (Breve pausa) Collins, riacquisti i sensi, è un ordine !

MOCENIGO        (rialzandosi) Sì, signore.

CANTAGALLO E le ordino di non ascoltare finché non glielo dirò io.

MOCENIGO        Sì, signore. (E riprende la posizione regolamentare).

CANTAGALLO Dicevo, il ventre della vittima appariva squarciato. Ma, attenzione!, non alla maniera brutale dei nostri rinomati mostri, ma inciso in modo scientifico. A Olivia Drinkwater,. in altre parole, nel camerino del teatro, era stato praticato un impeccabile taglio cesareo.

SINOPOLI           Donde il delitto cosiddetto del ginecologo.

CANTAGALLO Splendida deduzione, milord. E poiché constato che ha buona memoria, invito lei a continuare il racconto.

SINOPOLI           Quel taglio praticato da mano esperta portò la polizia...

CANTAGALLO ...Cioè me.

SINOPOLI           Portò la polizia, nella persona dell'ispettore Singcock, traduzione inglese dell'italiano Cantagallo, alla logica conclusione che l'assassino altri non potesse essere che un medico. Non uno qualunque, ma un medico che aveva libero accesso al teatro e poteva aggirarvisi anche dopo lo spettacolo senza desiar sospetti. (Ripete, ascoltandone il suono) "Aggirarvisi"... (A Cantagallo) È corretto italiano?

CANTAGALLO Correttissimo.

SINOPOLI           Che lingua!

LOREDANA       Com'è afrodisiaco il tuo italiano, Timothy...

SINOPOLI           Lo parlerò nell'intimità per ravvivare l'atmosfera, mia cara. (Breve pausa) Dunque, ipotizzata la figura dell'assassino, restava da trovare il movente.

CANTAGALLO Ben detto. Considerato che alla vittima non era consentito di viaggiare in aereo dato il suo avanzato stato di gravidanza, ne conclusi che la traversata New York-Southampton poteva averla compiuta solo a bordo del transatlantico "Queen Elizabeth". Qui, il diario di bordo da me consultato, mi serbava una sorpresa... Chi continua?

LOREDANA       Io!

CANTAGALLO Prego, lady Loredana.

LOREDANA Provo a continuare in italiano?

CANTAGALLO Proceda tranquilla.

LOREDANA Nel diario di bordo del "Queen Elizabeth", l'ispettore Singcock scoprì che in una precedente traversata il medico di bordo aveva conosciuto, flirtato con lei e infine sedotto Olivia Drinkwater (Roca e greve), ingravidandola.

Moto di disagio degli altri.

SINOPOLI           Ti prego, Joan, ricorri a un termine meno sconveniente sulle labbra di una gentildonna del nostro ceto.

LOREDANA       Scusami, Timothy; sono caduta in uno dei tranelli dell'italiano. (breve pausa) Il medico aveva reciso il fiore dell'innocenza della povera Olivia, deponendo nel suo grembo il germe di una nuova vita, se capite quel che voglio dire. (A Sinopoli, in cerca di approvazione) Eh?

SINOPOLI           (rassicurante, battendole sul dorso di una mano) Sei stata deliziosamente allusiva, cara.

LOREDANA       (rincuorata) Passa il tempo, Olivia torna a New York e si rende conto del suo nuovo stato. Riprende la via del ritorno, e a Londra si mette alla ricerca del padre della sua creatura. Apprende che il medico di bordo non è più tale, ma medico di servizio nel teatro... (Nome del teatro) Si reca nel suo ambulatorio, gli rivela il proprio stato, lo supplica; piangente e gemente cade in ginocchio e si avvinghia alle sue ginocchia... Ma lui è inflessibile, rifiuta di sposarla.

CANTAGALLO Chi sa dirmi perché?

GIULIA                Per disamore.

SINOPOLI           Perché ama un'altra.

GONZALO          Perché un matrimonio con la povera Olivia avrebbe ostacolato la sua carriera.

CANTAGALLO (a Ganzalo) Ottima memoria, sir Gonzalo. Continui lei.

GONZALO          Il mostro, infatti, era in procinto di convolare a nozze con la figlia di lord Herbert Kenilworth, proprietario di un impero di cliniche ostetriche, e lui, dopo le nozze, ne sarebbe diventato il direttore generale sanitario. Nel timore che la povera Olivia si rivolgesse al "Times" e con le sue rivelazioni provocasse uno scandalo, pregiudicando matrimonio e carriera, le dà appuntamento in teatro, dopo lo spettacolo la conduce in un camerino, la tramortisce con un batuffolo di ovatta imbevuto di clorofomtio e...

CANTAGALLO (interrompendolo) Un momento, sir Gonzalo. (A Mocenigo) Collins...

MOCENIGO        Sì, signore?

CANTAGALLO Sta ascollando?

MOCENIGO        No, signore; mi è stato ordinato di non farlo.

CANTAGALLO Bene, Collins. (A Gonzalo) Continui pure.

GONZALO          Dicevo: tramortisce Olivia, le pratica un taglio cesareo e fugge nella nebbiosa notte londinese con la creatura di lei portala in grembo avvolta in una coperta.

CANTAGALLO Alt! Mi domandai allora e domando adesso a voi: perché il ginecologo squartatore non si limitò a uccidere la giovane che minacciava di ostacolare la sua carriera, ma indugiò dapprima a sottoporla a un vero e proprio intervento chirurgico in ambiente che non offriva alcuna garanzia di igiene, e poi a fuggire nella nebbiosa notte londinese, rischiando nelle due circostanze di venire scoperto? Chi risponde?

SINOPOLI           Io. La voce del sangue... (Cantagallo, con gli occhi socchiusi, fa di no col capo). No?

LOREDANA       Per depistare gli inquirenti insinuando il sospetto che Olivia avesse praticato il karakiri. (Nuovo diniego sussiegoso dì Cantagallo) Neanche...

GIULIA                Dica lei, ispettore.

CANTAGALLO Perché era contrario all'aborto.

 TUTTI                  L'uovo di Colombo!

CANTAGALLO (a Gonzalo) Continui, prego.

GONZALO          Tutto sarebbe finito lì, se un macchinista del teatro e un'attricetta non si fossero attardati nel camerino attiguo dove si era compiuta la tragedia per dare sfogo alla loro animalesca furia sessuale.

CANTAGALLO Il nome dell'attricetta e irrilevante. Ma ricorda quello del macchinista?

GONZALO          Lucidamente. Era un italiano chiamato Antonelli.

GIULIA                Sono dappertutto, questi italiani: macchinisti e spedizionieri!

GONZALO          L'italiano segue il medico, lo affronta, lo ricatta. Ne ricava una somma talmente alta che gli consente di acquistare il teatro... (nome del teatro) che però intesta a una società fittizia per non destare sospetti sulla provenienza di quella improvvisa ricchezza e vi continua a svolgere le sue umili mansioni.

CANTAGALLO Il nostro uomo ha una doppia vita, giacché, oltre al teatro, possiede ville e armenti nel Kent e in Cornovaglia nonché un castello con fantasma. Per completezza dell'informazione, "questo" castello.

SINOPOLI           (alzandosi, incredulo) Proprietario di "questo" castello e di "questo" teatro?!

LOREDANA       (terrorizzata) Timothy...

CANTAGALLO (imperturbabile) Inoltre, l'Antonelli è in contatto con personaggi influenti per ottenere dalla nostra graziosa sovrana la nomina di baronetto.

LOREDANA       (riversa) Timothy o Sinopoli o come diavolo ti chiami, i miei sali...

CANTAGALLO Calma, milady; calma, signori. Nervi a posto! Antonelli sarà incastrato nel mosaico a tempo e luogo. Intanto non perdiamo il filo, facciamo un passo indietro e occupiamoci del bambino. Miss Julie...

GIULIA                Il bambino venne affidato dal suo mostruoso padre a una nobile e ricchissima famiglia straniera: una coppia sterile che lui aveva in cura. Crebbe ricco e istruito. E più ricco diventò allorché i suoi genitori adottivi perirono in una sciagura aerea e lui ne ereditò tutte le sostanze. Venuto a conoscenza del modo come era stato portato alla luce...

CANTAGALLO Alt! Come ne venne a conoscenza?

GIULIA                Due mesi dopo l'affiliazione del bambino da parte della coppia straniera, il ginecologo venne travolto da un pirata della strada mentre percorreva in bicicletta un sentiero che costeggiava una fattoria. Prima di morire, fece in tempo a rendere piena confessione del suo delitto, confessione che venne riportata da tutti i giornali.

CANTAGALLO E così siamo arrivati al nocciolo. Il ricchissimo rampollo, conosciute le circostanze della sua nascita grazie ai ritagli di giornali conservati dai suoi genitori adottivi, perde la ragione. Esaltato, nevrotico, sanguinario - non dimentichiamo che metà del suo sangue era sangue dei Drinkwater, cioè dei Bevilacqua, cioè italiano - decide di vendicare la madre. Ma non può accontentarsi di una vendetta di basso conio, quale assoldare dei sicari perché compiano una strage. No, il ricchissimo rampollo dalla mente sconvolta, sogna una vendetta raffinata, all'inglese. Come vuole la sana tradizione del "giallo" inglese, le vittime designate egli le vuole tutte riunite in un sol posto: un'isola, un battello, un treno, un castello, un teatro. Nel nostro caso, un teatro, dove l'assembramento delle vittime può apparire casuale, trattandosi di una Compagnia di attori.

SINOPOLI           Vittime designate? Si riferisce a noi?

CANTAGALLO Ma certamente.

SINOPOLI           No, no, mettiamo subito le carte in [avola. Il ricchissimo rampollo compia pure la sua vendetta, ma su Timothy, Joan e Edward... Noi siamo Marcello Sinopoli, Loredana Bellazzi, Giulia Ariosti e Gonzalo Sacco... per non parlare del povero Mocenigo che sotto quell'elmetto rischia l'asfissia. Dai, Vittorino, che il gioco si fa pesante.

LOREDANA       Concordo con Marcello.

CANTAGALLO (furibondo, con accento fiorentino) Che Vittorino, che Marcello e che corna del diavolo! Tutti seduti, oh! Prima di essere tradotti, figli di cani, chi eravate?

SINOPOLI Io       Lord Timothy.

LOREDANA       Lady Joan.

GIULIA                Miss Julie.

GONZALO          Lord Edward.

CANTAGALLO E allora che avete da temere e da eccepire, Dio bono? Tutti e quattro, chi più, chi meno, siete stati beneficiari del patrimonio di lord Herbert Kenilworth; ne avete ereditate cliniche ginecologiche, fattorie, castelli e ghinee sonanti, Dio bono! Se non mi lasciate concludere...

SINOPOLI           E concludi, Vittorino, concludi...

CANTAGALLO (impettito) Mi chiami ispettore, milord!

SINOPOLI           Va bene... ispettore. (I quattro si mettono a sedere).

CANTAGALLO  (ridiventato Singcock) Se lor signori non mi lasciano concludere, poco capiscono loro e poco capisce chi ci ascolta. (Li guarda a uno a uno, severa) Dicevo, il ricchissimo rampollo, per portare a compimento la sua vendetta, si improvvisa impresario teatrale, assolda uno scrittore e gli commissiona una commedia, suggerendogli la trama. Poi scrittura le vittime designate e se le trova tutte riunite in una Compagnia di comici.

SINOPOLI           Dàlle! Se siamo una Compagnia di attori, come facciamo a essere le vittime designate?

CANTAGALLO Non voi in quanto attori, ma voi in quanto nobili inglesi imparentati con lord Kenilworth. E quale sia la vostra colpa ce lo dirà l'assassino non appena lo avrò smascherato. Intanto, già si è reso colpevole dell'uccisione del mio omonimo italiano, il povero Cantagallo, che Dio l'abbia in gloria come si dice nell'inglese lessicalmente italiano che stiamo parlando.

LOREDANA       Scusi, ispettore, l'Antonelli del teatro londinese è un omonimo anche lui? Del nostro Antonelli, voglio dire.

CANTAGALLO No, è lo stesso. Ma anche lui, altro che la nomina a baronetto!, dovrà saldare il suo debito con la giustizia. Sarà estradato due volte, subirà due processi e sconterà la pena in due prigioni. Adesso, signori, poiché grazie al sacrificio del povero Cantagallo, che Dio l'abbia in gloria, conosciamo il "modus operandi" del nostro assassino, vi invito a mettere in atto il mio piano.

VOCE                   Ispettore.

CANTAGALLO Dica.

VOCE                   Lei che conosce le lingue, come traduce in italiano coffee-break?

CANTAGALLO All'incirca: pausa per il caffè.

VOCE                   Bene. Mi sembra arrivato il momento di dare una pausa. Oltretutto, le signore avranno bisogno di incipriarsi il naso.

GIULIA                Il mio è talmente lucido che non la trattengo più.

VOCE                   E allora diamo la pausa. Antonelli!

ANTONELLI       (fuori di scena) Agli ordini

VOCE                   Giù il sipario.

ANTONELLI       (c.s.) Subito...

Il sipario incomincia a chiudersi lentamente, mentre dall'alto, appeso al cavetto, viene calato lo Spettatore, che rimane sospeso a mezz'aria. In testa ha un basco, inforca degli occhiali neri e ostenta dei giganteschi baffi da pecoraio bulgaro.


SECONDO TEMPO

Cantagallo, Sinopoli e Gonzalo formano un cerchio sotto lo Spettatore sospeso a mezz'aria. Mocenigo è in posizione regolamentare accanto alla porta che dà nel parco.

CANTAGALLO (allo Spettatore) Scusi, lei è Scipione l'Emiliano?

SPETTATORE     Macché Scipione!

SINOPOLI           La sua controfigura?

SPETTATORE     Macché controfigura!

GONZALO          È Tarzan?

SPETTATORE     Dàlle!

CANTAGALLO Beh, chiunque lei sia l'avverto che capita al momento meno opportuno: stiamo per smascherare un assassino e non è ammessa la presenza di estranei. Dunque, si decida: o viene giù o torna su.

SPETTATORE     Ma non vede che non dipende da me?

CANTAGALLO Lei soffre di qualche forma di sdoppiamento della personalità per cui è convinto di essere un lampadario?

SPETTATORE     (esasperato) Non sto così per mio divertimento! Non ha capito ancora che si è inceppato il cavo?

CANTAGALLO Allora si lasci andare... Dopotutto è un salto di non più di due metri.

SPETTATORE     Lei scherza, col mio femore? Tre mesi fa ho subito una trattura e me l'ha saldata il servizio sanitario italiano.

CANTAGALLO In questo caso ha la mia comprensione. (A Sinopoli) Milord, faccia intervenire James.

SINOPOLI           Certamente. (Apre la botola) James, ragazzo mio, effettui manualmente la manovra di discesa del cavo. Con delicatezza, James: l'uomo che vi è appeso soffre di un'icresciosa fragilità femorale. Faccia conto di avere tra le mani la nostra cristalleria del diciottesimo secolo.

Con uno stridio degli ingranaggi interni il cavo scende finché lo Spettatore tocca il pavimento con i piedi.

Bene, James.

CANTAGALLO (allo Spettatore) Adesso ci spiegherà...

SPETTATORE     Mi dica innanzitutto se mi trovo sul suolo inglese.

CANTAGALLO E dove suppone di essere? Questo è il castello di lord Brenan.

SPETTATORE     Grazie a Dio! Temevo di trovarmi ancora in Italia.

CANTAGALLO Non capisco... Lei ha preso l'aereo in Italia per l'Inghilterra e temeva di essersi paracadutato prima del tempo?

SPETTATORE     Ma no, non sono venuto in aereo... Sono venuto camminando sui tetti.

SINOPOLI           Santo cielo, dall'Italia?

GONZALO          Ragazzo mio, questo è un primato da Guinness!

SPETTATORE     Questa è una fuga, sir Edward! (Liberandosi di basco, occhiali e baffi) Non mi riconoscete?

CANTAGALLO (puntandogli un dito contro) Lo spedizioniere preso dalla strizza...

SPETTATORE     Non più spedizioniere. Durante il coffee-break ho preso il diploma di geometra e sono diventato imprenditore edile.

CANTAGALLO Per sete di lucro, immagino.

SPETTATORE     Anche; ma sete di lucro non fine a se stessa, bensì per offrire agiatezza alla mia cara Giulia. A proposito, dov'è?

SINOPOLI           È di là che s'incipria il naso.

GONZALO          Certo, l'edilizia rende. Gli affari vanno bene?

SPETTATORE     Così, così. Dei primi sette edifici costruiti, tre non hanno retto al collaudo del Genio Civile e sono crollati.

GONZALO          Increscioso. Ma non si scoraggi: gli inizi sono sempre difficili.

SPETTATORE     E quel che dice anche mammà.

SINOPOLI           Perseveri! Chi la dura la vince. Se gli edifici crollati li porterà da tre a uno su sette, sono convinto che avrà raggiunto un'accettabile media italiana.

CANTAGALLO Resta ancora da spiegare questo suo arrivo dall'Italia procedendo sui tetti delle case, travestito da pastore asturiano.

SPETTATORE     Presto detto. L'ho fatto per non essere riconosciuto dalla polizia che mi dà la caccia.

CANTAGALLO La polizia? (Breve pausa) Collins.

MOCENIGO        Sì, signore.

CANTAGALLO Le risulta che Scotland Yard sia impegnata nella caccia a un geometra italiano?

MOCENIGO        No, signore. Il "Times", che ho letto durante il coffee-break, non ne parla affatto, signore.

SPETTATORE     La caccia me la dà la polizia italiana, ispettore.

CANTAGALLO Davvero? Dopo la mafia, la camorra e la 'ndrangheta, la polizia italiana adesso dà la caccia alle categorie professionali?

SPETTATORE     La dà a me personalmente.

CANTAGALLO Per i tre edifici crollati, immagino.

SPETTATORE     No, i crolli non sono perseguibili. Mi dà la caccia perché ho sparato all'assessore ai Lavori Pubblici della mia città, l'assessore Sossio Sassogrosso D'Alessandro...

SINOPOLI           (piacevolmente sorpreso, ma impigliato nella selva delle "esse"): L'assossiro... l'assosandro... (Facendosi forza, ad occhi spasmodicamente chiusi) L'assessore Sossio Sassogrosso D'Alessandro detto Sasà?

Sinopoli e Gonzalo. compiaciuti, si stringono un braccio.

CANTAGALLO Collins!

MOCENIGO        Sì, signore?

CANTAGALLO Applichi immediatamente le manette ai polsi di quest'uomo e telefoni all'Interpol.

SINOPOLI           No, ispettore... Aspetti... Lei non può sapere...

CANTAGALLO Quest'uomo è reo confesso.

SINOPOLI           Quest'uomo è un benemerito. Permette che sir Edward ed io facciamo a meno della traduzione?

CANTAGALLO Se la circostanza non va a scapito della giustizia... Garantisce lei?

SINOPOLI           Garantisco.

CANTAGALLO E allora tacciano pure gli italiani.

Sinopoli e Gonzalo abbracciano e baciano su entrambe le guance lo Spettatore e gli stringono vigorosamente la mano.

GONZALO          Bravo, geometra!

SINOPOLI           Bravo. Avrà capito che siamo entrambi suoi concittadini... E le diciamo bravo, noi che all'assissa... all'essoresso... (Rinunciando) Noi che a Sasà abbiamo dato il voto di preferenza, per poi pcntircene amaramente. (A Cantagallo) Ispettore, quest'uomo e un benemerito: ha liberato la nostra città di un verme! (Allo Spettatore) Racconti, racconti. Com'è andata?

SPETTATORE     Lei saprà del risanamento del quartiere Santi Apostoli...

SINOPOLI           Certo, il primo a parlarne fu il conte di Cavour.

SPETTATORE     Bene, finalmente si decide di farlo. Vado da Sossio eccetera detto Sasà e gli faccio capire che mi farebbe comodo avere l'appalto dei lavori. (Pausa. Grave) Trecento milioni mi ha preso.

GONZALO          Insaziabile animale da preda!

S1NOPOLI           Tangente fissata da lui.

SPETTATORE     Veramente la cifra l'ho stabilita io illudendomi di saziare il suo appetito. Per evitare occhi indiscreti, dicerie e pettegolezzi, lo invito a compiere con me un devoto pellegrinaggio a Loreto. E lì, nel santuario, sotto lo sguardo protettore della madre di Dio, mentre il celebrante pronuncia l'omelia, gli passo la busta, discretamente nascosta tra le paginette del messale giornaliero. Pensavo che trecento milioni bastassero. (Pausa) Non bastavano.

GONZALO          Insaziabile animale da preda!

S1NOPOLI           Gliene ha chiesti ancora?

SPETTATORE     Peggio. Ha accettato di recarsi in pellegrinaggio — a Pompei, questa volta — in compagnia di Ludovico Nastrelli. titolare della Mondialedil.

CANTAGALLO Ammirevole il fervore religioso di assessori e imprenditori edili italiani...

SPETTATORE     Al momento dello "scambiatevi un segno di pace" detto dal sacerdote, Nastrelli riceve l'assegnazione dell'appalto e Sasà un assegno di "cinquecento" milioni.

SINOPOLI           Porca! (Mocenigo sviene).

CANTAGALLO Collins!

MOCENIGO        (rinvenendo) Sì, signore?

CANTAGALLO Cosa trova di raccapricciante nel fervore religioso degli italiani?

MOCENIGO        La mia paga, signore. Posso rispettosamente fare domanda di essere trasferito in Italia, signore?

CANTAGALLO A farci che, Collins?

MOCENIGO        Intanto il muratore, signore. Poi, data la mia conoscenza dell'inglese, potrei iscrivermi a un corso per corrispondenza per diventare assessore.

CANTAGALLO Studierò la sua proposta, Collins. Intanto, domani mi faccia trovare un appunto sulla scrivania. Pensavo anch'io di trasferirmi in Italia per intraprendere la carriera del regista teatrale, ma da quanto ho ascoltato finora penso che quel nostro Paese amico offra ben più allettanti prospettive. (Allo Spettatore) Continui, la prego. Il suo racconto è avvincente.

SPETTATORE     (esagitato) L'amico aveva dimenticato che il primo invito a compiere un pellegrinaggio l'aveva ricevuto da me! (Gridando) Mercante levantino! Che fine ha fatto il buongoverno? E l'etica professionale? Tu, assessore corrotto, ti riduci al rango di mercenario, servi chi più ti offre... E i sentimenti, signori miei? Sapeva che mi ero dato all'edilizia per amore, per offrire alla mia Giulia un avvenire sereno, scevro di preoccupazioni... (Con altro tono) Dov'è Giulia?

SINOPOLI           Finisce di incipriarsi il naso e viene.

SPETTATORE     Ma quanto dura questo incipriamento? Non sarà mica andata a sottoporsi a una plastica facciale...

SINOPOLI           Ma no, ma no... Avrà bevuto un po' troppo... Su, non interrompa il suo racconto.

SPETTATORE     Per farla breve: affronto il Sassogrosso e gli chiedo la restituzione dei miei trecento milioni. L'angioletto casca dalle nuvole. "I trecento milioni, geometra mio?", la boccuccia così, con il muscolo risarius tirato da una parte...

CANTAGALLO Tipo sorriso della Gioconda.

SPETTATORE     No, la bocca stretta stretta a culetto di gallina... "Ma i trecento milioni sono arrivati a destinazione il giorno stesso del nostro pellegrinaggio a Loreto. Non mi ha invitato a Loreto perché facessi arrivare io il suo generoso obolo al santuario? Ho pensato che lei, con lodevole modestia, volesse restare anonimo". È stato a questo punto che ho tiralo fuori la rivoltella e ho premuto il grilletto.

SINOPOLI           Duole dirlo, caro geometra: la nostra classe dirigente non conosce più religione. Arricchisce le Madonne d'Italia - con i suoi milioni quella di Loreto, con quelli del Nastrelli la Vergine di Pompei - e intanto il Paese va in malora.

CANTAGALLO Temo che la povera Italia non manterrà a lungo il suo rango di quinta potenza industriale...

SINOPOLI           Al racconto di fatti simili, affiora in me l'uomo sanguinario dei primordi della civiltà, come è affiorato in lei quando ha spazzato via per sempre un individuo indegno di vivere.

SPETTATORE     (minimizzando) Per sempre... Diciamo che l'ho messo fuori combattimento per due o tre giorni, il tempo sufficiente perché si riprenda dallo shock.

SINOPOLI           Ma come, non ha mirato al cuore?

SPETTATORE     Ho mirato alle gambe, che tra l'altro sapevo protette dalle calze antiproiettile giapponesi che usano i politici italiani. Ma spero, comunque, che gli serva di lezione.

SINOPOLI           Male, caro geometra: o si è sanguinari sino in fondo o si sopporta con cristiana rassegnazione.

GONZALO          Concordo con Marcello.

SINOPOLI           La televisione darà pure notizia dell'accaduto. (Chiamando) Antonelli!

ANTONELLI       (fuori di scena) Agli ordini.

SINOPOLI           Porta qui il televisore.

ANTONELLI       (c.s.) Subito. (Entrando da destra con un televisore portatile) Eccolo qua.

SINOPOLI           Cerca un canale italiano.

Antonelli colloca il televisore in modo che lo schermo non sia visibile agli spettatori.

ANTONELLI       Come faccio a capire che è un canale italiano?

SINOPOLI           Basta che senti applausi e qualcuno offrire ricchi premi.

Antonelli aziona il telecomando. Dopo un po' si sente uno croscio di applausi.

 

ANTONELLI       Eccoci qua.   (esce da destra).

VOCE DAL

TELEVISORE     Ripeto: guaribile in due giorni. (Applausi) Poiché però si trova in stato confusionale dovuto alla detonazione, l'assessore Sassogrosso non ha potuto finora fornire dati utili per l'identificazione del suo aggressore. Continua intanto la caccia alla persona che da alcuni testimoni è stata vista allontanarsi di corsa dal luogo dell'attentato. E dopo queste confortanti notizie riprendiamo il nostro programma "Telefona e vinci". La società Vertuni, produttrice dei famosi insaccati di puro suino, bandisce un concorso a premi. (Applausi) Tutti coloro che, telefonando al due uno due uno, forniranno elementi utili per l'identificazione dell'attentatore, riceveranno dieci milioni in gettoni d'oro, nonché un assortimento completo degli insaccati Vertuni di puro suino. (Applausi) A chi, infine, contribuirà alla cattura dell'aggressore andrà il premio di cento milioni. (Applausi). Fatevi sotto, amici spettatori. Telefonateci e buona fortuna con gli insaccati Vertuni di puro suino. (Applausi scroscianti).

S1NOPOLI           (spegnendo il televisore) Per conto mio, quei cento milioni marciranno prima di trovare un proprietario.

SPETTATORE     Grazie, signor Sinopoli.

SINOPOLI           Non ringrazi. Lei merita, a dir poco, la croce di commendatore.

MOCENIGO        Signore.

CANTAGALLO Dica, Collins.

MOCENIGO        Posso allontanarmi per cinque minuti?

CANTAGALLO Per andare dove, Collins?

MOCENIGO        A incipriarmi il naso, signore.

CANTAGALLO È da molto tempo che non se lo incipria?

MOCENIGO        Dal coffee-break, signore.

CANTAGALLO Cioè da quindici minuti. Lei soffre di incontinenza, Collins?

MOCENIGO        Sì e no, nel senso che sono molto sensibile agli stimoli esterni, climatici o emotivi.

CANTAGALLO E adesso lo stimolo emotivo c'è: i cento milioni che intascherebbe telefondando al due uno due uno per denunciare la presenza nel castello del geometra Marchesi.

SINOPOLI           Davvero Collins lo farebbe?

CANTAGALLO Lo farebbe. Ne vuole la prova? Collins, vada a incipriarsi il naso all'ombra della prima quercia del parco.

MOCENIGO        Non sarebbe la stessa cosa, signore. Me lo vieta il pudore.

CANTAGALLO Glielo vieta la mancanza di un telefono! Collins, tiri fuori le manette! (Mocenigo esegue) Ne applichi una al suo polso destro.

MOCENIGO        Sì, signore. (Esegue).

CANTAGALLO E adesso l'altra alla maniglia della porta.

MOCENIGO        Sì, signore. (Esegue). E per l'incipriamento?

CANTAGALLO Faccia ripetute inspirazioni e attenda tempi migliori !

Suono di un campanello. Sinopoli guarda l'orologio.

SINOPOLI Mezzanotte. Chi può essere? (Verso destra) James, ragazzo mio, veda chi è.

Dopo qualche istante, entra Giulia in divisa da agente femminile italiana.

SPETTATORE     (esultante) Giulia, finalmente! (In uno slancio lirico) Perché in sen mi balzi e fremi; perché palpiti, o mio cor?

GIULIA                (attonita) Prego?...

SPETTATORE     (c.s.) Vieni, o sposa, al talamo t'affretta!

SINOPOLI           Geometra carissimo, tenga a freno il suo ardore. La signorina Giulia che qui vede non è la Giulia da lei creduta, ma un'agente della polizia femminile italiana. La sua è ancora intenta a incipriarsi il naso.

SPETTATORE     Ma che dice? Vuole che non riconosca la mia Giulia?

SINOPOLI           (a Giulia) Per piacere, signorina, si qualifichi al geometra.

GIULIA                Agente Adele Vescovi della squadra investigativa.

SPETTATORE     Che imbroglio è questo?

SINOPOLI           Non è un imbroglio, ragioniere, è il teatro.

SPETTATORE     E il teatro impone di degradare ad agente di polizia la mia Giulia? Non potevate prendere un'attrice che somigli meno a lei?

SINOPOLI           No, mio caro, e per due motivi: primo, un'attrice in più fa salire le spese; secondo, con un'altra attrice perdevamo il suo stupore, il suo sdegno, le sue scalmane e quel che segue.

SPETTATORE     Non ci sto... Non ci sto...

SINOPOLI           Ci stia, invece, e ci aiuti a condurre in porto questa barca. (A Giulia) In che cosa possiamo esserle utili?

GIULIA                Controlliamo gli stabili della zona in relazione all'attentato all'assessore Sassodro... sissore...

SINOPOLI           Conveniamo tutti di chiamarlo Sasà, d'accordo?

GIULIA                D'accordo. Abitazioni, locali pubblici, teatri. Lei è il direttore di questo teatro?

SINOPOLI           (con un sorriso sussiegoso) No, sono il primo attore della Compagnia, Marcello Sinopoli.

GIULIA                (illuminandosi) Ma certo, adesso la riconosco... Quanto è bravo!

Sinopoli socchiude gli occhi, modesto.

L'ho vista il mese scorso in televisione. Le risate!

SINOPOLI           (accigliandosi) Risate?

GIULIA                Sì, "La zia di Carlo"...

SINOPOLI           Lei ha fatto un po' di confusione, signorina. Era un mio quasi omonimo, Marcello Teopoli.

GIULIA                Bravissimo, no?

SINOPOLI           (accondiscendente) Nonmale... non male. Un po' bleso, un po' cortino di statura... certo, se conoscesse meglio la tecnica della respirazione... Comunque, non male. Adesso, mi consenta di finire le presentazioni... (Indicando) Il mio collega Gonzalo Sacco, l'ispettore Singcock e l'agente Collins di Scotland Yard, il geometra Leopoldo Marchesi.

GIULIA                (piacevolmente sorpresa) Il geometra Marchesi dell'Italedil?

SPETTATORE     (con gli occhi sgranati, speranzoso) Sìììì... Nonostante la divisa che indossa, il mio nome le dice qualche cosa?

GIULIA                Certo. Il suo nome è sempre sulle labbra del mio fidanzato.

SPETTATORE     (furente) Cosa ha detto? "Fidanzato"?

GIULIA                (timida) Sì, sono fidanzata...

SPETTATORE     Non posso tollerarlo, perdio. Teatro o non teatro, non posso tollerarlo.

SINOPOLI           Ma perché si scalda tanto?

SPETTATORE     Perché non mi va che la mia Giulia, sia pure in divisa da agente femminile per risparmiare sulle spese, dica "il mio fidanzato" riferendosi a un altro! (A Giulia) Non dica "il mio fidanzato"!

GIULIA                Perché?

SPETTATORE     Perché quando non è in divisa lei ama me e io amo lei, ecco perché.

CANTAGALLO Signori, di questo passo l'assassino lo smasche­reremo nella prossima stagione teatrale... Posso suggerire un onorevole compromesso? (A Giulia) Alludendo al suo fidanzato, mia cara collega, dica "mio fratello".  (Allo Spellature) Le sembra un compromesso accettabile, vecchio mio?    

SPETTATORE     Purché non vi siano dei sottintesi.         

CANTAGALLO Non vi saranno. (A Giulia) Promesso?

SPETTATORE     Deve giurare, non promettere.

GIULIA                Va bene, giuro: il mio fidanzato...

SPETTATORE     Dàlle!

GIULIA                ...lo faccio diventare mio fratello.

SPETTATORE     Va bene. Ha detto che il mio nome è sempre sulle labbra di suo fratello. Agente di polizia anche lui?

GIULIA                No, è geometra, diplomato da cinque anni e ancora senza impiego. Tra le domande di assunzione ne ha fatta una all'Italedil.

CANTAGALLO Nonostante il diffuso crollo di edifici dell'impresa?

GIULIA                Proprio grazie ai crolli. Mio fratello vede nella ricostruzione la possibilità di fare lavoro straordinario e affrettare in tal modo il nostro matrimonio.

SPETTATORE     (scattando) Lei sposa suo fratello? (A Cantagallo) La signorina non sta ai patti. Non solo ricorre ai sottintesi, ma addirittura all'incesto.

GIULIA                (esasperata) Ma insomma, che debbo fare, rompere il fidanzamento?

CANTAGALLO Lei non è fidanzata con suo fratello! Con nessuno, santo cielo! In presenza del geometra, faccia conto di essere vincolala al voto di castità e destinata a restare nubile. Quando poi, smessa la divisa, ridiventerà Giulia o miss Julie, faccia quel che le pare, si affretti pure al talamo con il geometra! È chiaro?

GIULIA                Non del tutto. (Allo Spettatore) Comunque, nella sua impresa c'è qualche possibilità di lavoro per mio fratello?

SPETTATORE     Lo faccia venire da me tra un mese. Vedrò quel che si può fare. Ma una cosa sia chiara sin da questo momento. (Categorico, sillabando) Il lavoro straordinario se lo può scordare!

GIULIA                Grazie, geometra, tra un mese mio fratello sarà da lei. Adesso, per tornare al motivo della mia presenza... L'aggressore dell'ass... di Sasà è scappato lungo i tetti e purtroppo, per mancanza di pezzi di ricambio, neanche uno dei nostri elicotteri può alzarsi in volo. Lor signori hanno avvertito qualche cosa di insolito? Che so... scricchiolio di tegole... passi di corsa sul terrazzo...

SINOPOLI           No, no... Tutto tranquillo. Piuttosto, le condizioni di Sasà sono le stesse che abbiamo ascoltato alla televisione?

GIULIA                Sasà si è ripreso parzialmente dal suo stalo confusionale e ha farfugliato alcune frasi che gli inquirenti hanno definito interessanti.

SINOPOLI           Allora buona caccia, signorina e auguri per suo fratello.

GIULIA                Grazie, signori. Buonanotte. (Esce da destra).

SINOPOLI           Ascoltiamo le ultime notizie. (Aziona il televisore).

VOCI DAL

TELEVISORE     "Chi è al telefono?"

"Fabio". (Applausi).                                             

"Come stai, Fabio?"

"Bene, grazie".

"Allora, dicci che cosa hai visto".                          

"Dal luogo dell'aggressione ho visto un uomo allontanarsi di corsa in direzione del viale Pittaluga". (Applausi)    

"Un uomo, dici?"

"Sì, un uomo".

"Sei sicuro che la persona era di sesso maschile?"    

"Sicurissimo".

"Allora, Fabio, aggiungiamo il tuo nome alla lista di coloro i quali sostengono che l'aggressore era di sesso maschile. Se la circostanza risulterà vera, vincerai dieci milioni in gettoni d'oro. (Applausi scroscianti) Intanto, per premiare questa tua 'telefonata, riceverai in omaggio un assortimento completo degli insaccati Vertuni di puro suino, noti e apprezzati in tutto il mondo".

Applausi scroscianti. Grida di "Viva Fabio, forza Fabio!".

VOCI DAL

TELEVISORE     (con tono trionfalistico) "Ma ecco che ci viene portato un comunicato. Ve lo leggo: 'L'assirosse'... Scusate: Tassorosso'... Insomma, Sasà, che continua a emergere dal suo stato confusionale, ha fatto una clamorosa dichiarazione: il suo aggressore era un uomo!". (Applausi scroscianti) "Ciò restringe il campo delle ricerche, amici spettatori. Trovate l'uomo e vincerete il premio finale di cento milioni. Buona fortuna con gli insaccati Vertuni di puro suino".

Suono di campanello.

SINOPOLI           (spegnendo il televisore) Ancora?

Da destra entra precipitosamente Giulia; sempre in divisa.

GIULIA                Signori, è tutto da ridere. Completamente lucido, Sasà ha rivelalo che l'uomo fuggito dal luogo dell'attentato è il geometra Marchesi. (Pausa) Non ridono ancora?

TUTTI                   (ridendo forzato) Ah, ah, ah...

GIULIA                Ma non è finita. Nella sua camera d'ospedale, Sasà ha voluto un televisore, e quando ha saputo del premio finale di cento milioni l'ha preteso lui. "Datemi i miei cento milioni, datemi i miei cento milioni". Smaniava, dava calci e pugni a medici e infermieri, tanto che lo hanno dovuto incamiciare con quella di forza e stordirlo con i sedativi. Ma, attenzione, Sasà ha detto "l'uomo che è fuggito", non "il mio aggressore". Sicché gli inquirenti ne hanno dedotto che il geometra Marchesi possa essere stato sequestrato dall'aggressore per non essere denunciato. Ciliegina finale: il concorso Vertuni è stato dotato di un secondo premio finale da cento milioni. Andranno a chi troverà il geometra Marchesi vivo o morto. Il geometra è qui, vivo, quindi siete voi i vincitori dei cento milioni.

SINOPOLI           Che Paese, l'talia. Si può vincere cento milioni per il solo fatto di aver ospitato un amico! (A Giulia) Telefoni al due uno due uno e comunichi il ritrovamento del geometra.

GIULIA                (uscendo da destra) Di corsa.

SINOPOLI           (chiamando verso destra) Loredana.

LOREDANA       (affacciandosi a destra): Yes. darling?

SINOPOLI           Prendi una bottiglia di cham... (Resipiscenza) Come hai detto?

LOREDANA       Yes, darling...

SINOPOLI           (con la fronte aggrottata) Prendi una bottiglia di champagne dal frigorifero. C'è una buona notizia da festeggiare.

LOREDANA       Uau!! (Via da destra).

SINOPOLI           (agli altri) Cosa avete sentito?

TUTTI                   Uau!

SINOPOLI           (sovrappensiero, accendendo il televisore) Uau...

VOCE DAL

TELEVISORE     (quasi strozzata) "Attenzione! Attenzione! Un annuncio sensazionale offerto dalla Vertuni, produttrice degli insaccali di puro suino noti e apprezzati in tutto il mondo. (Breve pausa. Sillabando) Il geometra Leopoldo Marchesi è stato trovato. (Applausi e grida isteriche) Ed è vivo!!! (Applausi fragorosi e grida di evviva) Vincitore dei primi cento milioni è il noto attore shakesperiano Marcello Sinopoli, impegnato attualmente al teatro... (Nome del teatro) nelle rappresentazioni della commedia 'La conoscenza dell'inglese'... (Applausi. Bravo).

Sinopoli spegne.

LOREDANA       (entrando da destra con una bottiglia di champagne e coppe) Uau! Ho sentito le news! (Stura la bottiglia e riempie le coppe. Bevono).

SINOPOLI           (a Loredana) Per due volte, mia cara, hai emesso un suono simile al grido di vittoria dei pellerossa...

LOREDANA       Vuoi dire "Uau!".

SINOPOLI           Infatti. Poi hai detto di aver ascoltato le "news"... Che significa tutto ciò?

LOREDANA       Sono certa che la notizia ti renderà felice, Timohty: ho incominciato a familiarizzare con l'inglese.

SINOPOLI           Intendi dire con un insegnante di lingua inglese?

LOREDANA       No, caro, con l'english language. Non occorre l'insegnante: ho trovato un modo più semplice ed economico: basta leggere un giornale italiano. Ne ho acquistato uno durante il coffee-break e non puoi immaginare quante parole e locuzioni inglesi ho imparato. Stupisci, caro, so dire business information, scoop, joint venture, manager e general manager, love story, assist, look, briefing, long meeting, long drink, marketing, creative, soft, liberal, feeling. Insomma, i giornali italiani sono stampati parte in inglese e costano pochi penny.

SINOPOLI           Evviva!

LOREDANA       Devi dire "Uau!", caro.

SINOPOLI           Uau! Per fare la conoscenza dell'inglese, quindi, niente di meglio che abbonarsi a un giornale italiano.

LOREDANA       Affirmative, my dear.

CANTAGALLO Bene, bene, bene. Visto che abbiamo recuperato il clima inglese, restiamoci per sistemare la nostra vicenda.

GONZALO          Prima direi che bisogna sistemare il nostro amico geometra.

CANTAGALLO (allo Spettatore) Ha con sé l'arma con la quale ha attentato alle gambe dell'assessore Sasà?

SPETTATORE     (traendola dalla tasca) Eccola.

CANTAGALLO Me la dia. (Lo Spettatore gliela dà) Lei è in possesso del porto d'armi?

SPETTATORE     Nossignore.

CANTAGALLO E in che modo si è procuralo questa rivoltella?

SPETTATORE     L'ho chiesta in prestito ad Antonelli.

CANTAGALLO Antonelli il macchinista e aspirante baronetto?

SPETTATORE     Sissignore.

L'ispettore annusa la canna della rivoltella, poi estrae il caricatore l'osserva.

CANTAGALLO Signori, ho il piacere di annunciarvi che una detonazione da arma da fuoco non costituisce reato, né in Inghilterra né in Italia.

LOREDANA - SINOPOLI - GONZALO Uau!

CANTAGALLO Quindi, caro geometra, lei non ha niente da temere. Restituirò io l'arma ad Antonelli e farò in modo che il tutto sia messo a tacere. Lei, pertanto, può tornare alla sua attività edilizia e, quando sarà il momento, sposare la sua Giulia. Immagino che, una volta sposati, le farà lasciare il corpo di polizia.

SPETTATORE     Ma non è quella la Giulia che devo sposare.

CANTAGALLO No?

SPETTATORE     È l'altra, che voi chiamale miss Julie; quella intenta a incipriarsi in naso.

CANTAGALLO Capisco. Quindi, niente "moglie e buoi dei paesi tuoi"...

SPETTATORE     Al cuore non comanda la geografia, ispettore.

CANTAGALLO Ben detto. Vada quindi con Dio e si faccia vedere.

SPETTATORE     Appena sarete in pausa. (Facendo per uscire dalla porta che immette nel parco). A più tardi.

TUTTI                   (agitando la mano in aria) By by...                      

Lo Spettatore esce dal fondo.          

CANTAGALLO Collins.

MOCENIGO        Sì, signore?

CANTAGALLO Finalmente sto per esporre il mio piano per smascherare l'assassino del teatrante italiano e lei ci sta dentro fino all'elmetto. Quindi, si smanetti.

MOCENIGO        Sì, signore. Grazie, signore. (Si libera delle manette).

CANTAGALLO (chiamando) Antonelli!

ANTONELLI       (entrando da destra) Agli ordini, ispetto'.

CANTAGALLO A che cosa è dovuta questa sua aria pimpante... È arrivata la sua nomina a baronetto?

ANTONELLI       Non ancora; ma, a Dio piacendo e grazie a certe conoscenze altolocate, è questione di giorni. La nostra graziosa sovrana sta per firmare il decreto. Perciò mi vedete pimpante.

CANTAGALLO Complimenti e molti auguri. Prenda la rivoltella che ha prestato al suo connazionale (Gliela dà), e resti con noi. C'è un lavoretto da fare.

ANTONELLI       Sempre agli ordini.

SINOPOLI           Scusi, Antonelli, temo di non aver capito bene quel che l'ispettore mi ha rivelato poco prima del coffee-break. Lei sarebbe proprietario del mio castello?

ANTONELLI       Ve l'ha detto l'ispettore? (A Cantagallo, mordendosi un dito) Mannaggia, ispetto’... non vi sapete tenere un cece in bocca... (A Sinopoli) Sissignore, milord: sono il proprietario del castello, ma l'ho ceduto in usufrutto alla società di cui siete presidente, conservando la nuda proprietà.

LOREDANA       E in questo castello ci sarebbe un fantasma?

ANTONELLI       Ci sarebbe? "C'è". E pure di quello voi avete l'usufrutto e io la nuda proprietà.

LOREDANA       È possibile?

SINOPOLI           Mai visto un fantasma, mai saputo di un fantasma nel castello.

GIULIA                (entrando da destra, in abito da sera) Eccomi qua. Ah, che lungo, lungo, lungo sollievo...

S1NOPOLI           (a Loredana) E tu, mia cara? Sai di un nostro coabitante fantasma?

LOREDANA       Certamente no.

SINOPOLI           (a Giulia e Gonzalo) Voi, amici miei?

GIULIA                Solo spedizionieri italiani!...

GONZALO          A meno che non sia un fantasma invisibile che si manifesti con spifferi d'aria, cingoli di cardini e rumori di catene, no, mai visto.

ANTONELLI       Ma quale invisibile, milord? Se lo avete continuamente sotto gli occhi...

SINOPOLI           La sua non le sembra un'affermazione piuttosto impertinente, signor Antonelli?

CANTAGALLO Antonelli, tagliamo la testa al toro, come usano esprimersi i suoi connazionali. Lei è in grado di provare quanto afferma?

ANTONELLI       E che ci vuole? Volete vedere il fantasma? E che ci vuole? (Solleva la chiusura della botola e chiama) Ingegnere!

INGEGNERE      (fuori di scena) Chi è?

ANTONELLI       Sono Antonelli. Potete salire un momento?

INGEGNERE      No, se prima non finisco di pulire le pulegge.

ANTONELLI       È questione di un momento.

INGEGNERE      (fuori di scena) Non posso, santo Dio!

CANTAGALLO (nella botola) Sia gentile, ingegnere. Ho fatto per lei Scipione l'Emiliano... Adesso lasci per un minuto il suo marchingegno e salga a testimoniare.

INGEGNERE      (fuori di scena) Va bene, va bene. Vengo.

SINOPOLI           (ad Antonelli) L'ingegnere ha visto il fantasma nei sotterranei?

ANTONELLI       Visto? (Mentre l'Ingegnere emerge dalla botola) Il fantasma del castello è lui.

TUTTI                   Eh? Cosa? Lui?!

ANT0NELLI        Ingegné, i signori qui presenti non vogliono credere che il fantasma del castello siete voi.

INGEGNERE      Fatti loro! Signori, mi hanno visto? Sono soddisfatti? Adesso mi lascino tornare al mio daffare.

SINOPOLI           Soddisfatti? (Sdegnato) Si è mai visto in Inghilterra un fantasma in tuta da operaio?

INGEGNERE      (spazientito) La prossima volta le apparirò in tenuta sadomaso. Signori, non mi facciano perdere tempo. (Nella botola) James, prepara il grasso.

LOREDANA       (A Sinopoli) A meno che non sia il frutto di una mutazione genetica, spontanea o dovuta alla tecnologia, arguisco che il nostro fantasma non appartiene al ceppo anglosassone. Che ne pensa, ispettore?

CANTAGALLO Lo accerto subito. (All'Ingegnere) Qual era da vivo il suo nome, vecchio mio?

INGEGNERE      Era e continua ad essere Astarita.

CANTAGALLO (a Loredana) Ha arguito giusto, milady. (Guardo nel vuoto e si volta di scatto verso l'Ingegnere) Astarita, ha detto? "Amedeo" Astarita?

INGEGNERE      Amedeo Astarita, sissignore. E con ciò?

CANTAGALLO E con ciò?! Da venticinque le dò la caccia: non sente il mio alito sul collo?

SINOPOLI           Perché dà la caccia al fantasma di cui ho l'usufrutto, ispettore?

CANTAGALLO Perché? (Solenne, puntando un dito contro l'Ingegnere) Perché costui. Amedeo Astarita, è il pirata della strada che travolse e uccise il ginecologo di Londra!

TUTTI                   Oooh!

CANTAGALLO (ad Antonelli) Lei lo sapeva, Antonelli?

ANTONELLI       Vi direi una bugia, ispettore. Il castello l'ho comperato a scatola chiusa, chiavi in mano. Ci ho trovato l'ingegnere e me lo sono tenuto. Che male fa? Anzi, con i marchingegni contribuisce a valorizzare la proprietà. Solo mo', perché detto da voi, apprendo che è un pirata della strada.

CANTAGALLO (all'Ingegnere) Un pirata della strada che ha un conto in sospeso con la giustizia inglese! Si metta a sedere e risponda alle mie domande.

L'Ingegnere batte impazientemente un piede per terra.

Si metta a sedere! Glielo ordino in nome della legge!

INGEGNERE      (sospirando con rassegnazione) Santa pazienza... (Nella botola) James, ragazzo mio, non toccare niente finché non scendo io. (Si mette a sedere).

CANTAGALLO (sdegnato). Che dico, pirata della strada... Lei e un mostro! Mostro uccide mostro, il che potrebbe essere considerato positivamente come un atto di disinquinamento in seno alla criminalità... Ma lei non si limita a travolgere e uccidere, no; lei va ben oltre e vilipende, insensibile alla sacralità della morte, l'esanime spoglia del primo mostro.

INGEGNERE      Ho vilipeso l'esanime spoglia?!

CANTAGALLO No, dice? Come definisce, sentiamo, l'atto di sezionarla in ventiquattro frammenti?

Mocenigo sviene.

Collins, le ordino di riprendere i sensi!                              

MOCENIGO        (rialzandosi) Sì, signore.

CANTAGALLO Voglio sentire la sua definizione.

MOCENIGO        Vilipendio, signore.

CANTAGALLO (all'Ingegnere) E la sua?

INGEGNERE      Sezionamento anatomico.

CANTAGALLO Davvero? E' un chirurgo, lei, che si aggiorna professionalmente, o non piuttosto un ingegnere addetto ai marchingegni teatrali? Eh? Perché ha sezionato il ginecologo di Londra?

INGEGNERE      Per praticità. In macchina avevo dei sacchetti di plastica del supermercato...

CANTAGALLO ...Vi introduce i frammenti del primo mostro e getta i sacchetti in uno stagno per occultare, sparpagliato, il "corpus delicti". (A Sinopoli) Sono ricorso a un'altra locuzione latina, milord. (Sinopoli annuisce con riposata gravità. All'Ingegnere). Uno stagno nel quale vanno ad abbeverarsi cervi e scoiattoli, e sul quale galleggiano anatre e cigni. Non mi chiamo Singcock ma Cantagallo se non lo fo: all'omicidio colposo, al vilipendio e occultamento di cadavere, ci aggiungo l'attentato ecologico e il comportamento crudele verso la fauna del Regno Unito.

INGEGNERE      (proteso verso la botola) James, qui si va per le lunghe. Intanto, accendi il forno, ragazzo mio, e fa' sciogliere le scaglie di colla. (A Cantagallo) Diceva?...

CANTAGALLO A una domanda, tuttavia, in venticinque anni che le dò la caccia, non sono riuscito a dare una risposta. Come mai lei, mostro straniero, è venuto in Inghilterra a travolgere un mostro suddito della nostra graziosa sovrana?

INGEGNERE      E' una storia lunga da raccontare e il marchingegno richiede la mia presenza.

CANTAGALLO Il marchingegno può attendere! Racconti la sua storia, è un ordine. A proposito di ordini, è una storia che Collins può ascoltare? Contiene elementi particolarmente crudi?

INGEGNERE      La prima parte no, dato che è una storia d'amore.

CANTAGALLO Va bene. Mi affido alla sua sensibilità. Incominci a raccontare e mi avverta quando è il momento di togliere l'audio a Collins.

INGEGNERE      La storia ha inizio una domenica di febbraio di venticinque anni fa, dopo che la squadra di calcio della mia città, in una partita valevole per la coppa Uefa, fu battuta sul proprio campo da una squadra inglese.

Compiacimento dei presenti.

All'uscita, mi feci largo tra gente che si strappava le vesti, ingeriva SO4 H2 e stramazzava a terra per arresto cardiaco, e raggiunsi la stazione della metropolitana. Vi trovai uomini della Difesa Civile. Vigili del fuoco, guardie forestali e volontari, intenti a strappare dai binari altra gente, gente disperata, bocconi sui binari nell'intento di porre fine alla propria vita per maciullamento sotto le ruote del primo convoglio in arrivo.

CANTAGALLO (interrompendolo) Scusi, Astarita. (Indicando con il pollice) Collins...

INGEGNERE      Può ascoltare: non assistetti all'arrivo e passaggio del convoglio.

CANTAGALLO Allora prosegua.

INGEGNERE      La mia attenzione fu attratta da due giovinastri scalmanati che, non lontani da me, tenendola saldamente, tentavano di trascinare sui binari, contro la sua volontà, una giovane donna. La riconobbi: abitava al numero civico 136 della mia strada (io al 19). Come descriverla, o signori? (Alzandosi, con slancio lirico, rapito in estasi) O compattezza delle carni, sinuosità delle linee, regale alterigia del torace! O tumescenza dei labbri. vellutate carezze dello sguardo, chioma corvina e turbolenta, gambe da Venere Neoclassica!

CANTAGALLO Siciliana!

INGEGNERE      Inglese, ispettore.

TUTTI                   Oooh...

INGEGNERE      Il suo nome era Guendalina Higgins. A quella vista, pongo mano alla chiave inglese da cui non mi separo mai... (Trae dalla lasca posteriore e fa roteare in aria una monumentale chiave inglese) ... e accorro in aiuto della cara giovane. Riesco a strapparla dagli artigli dei suoi aggressori, intenzionati a farla sdraiare sui binari solo per il fatto che era di nazionalità britannica, e la conduco con la mia macchina al numero civico 136. Di lì a poco, tra me salvatore e lei salvata, divampa l'amore. Ci sposiamo in segreto e in tal modo io divento bigamo, perché avevo già moglie.

CANTAGALLO Insomma, in vita, lei non ha fatto altro che passare da un reato all'altro.

INGEGNERE      Reato la bigamia? Ispettore, solo il bigamo crede sul serio al matrimonio. Lo ha detto un vostro scrittore... Così, per sottrarmi ai rigori della legge italiana e unire l'utile al dilettevole, prendo la via dell'esilio e vengo a trascorrere la luna di miele nella dolce Inghilterra. E qui incappo nei rigori della legge inglese: anche Guendalina, avendo marito a Brighton, era bigama. Scoperti, vediamo dichiarato nullo il nostro matrimonio, essendo valido per entrambi solo il primo.

CANTAGALLO Trovandovi, reato più reato meno, non avete pensato di regolarizzare la vostra posizione con due uxoricidi?

INGEGNERE      Troppo obnubilata era la mente dal dolore perché potessimo prendere in considerazione tale possibilità. Guendalina venne restituita dal magistrato a quel rozzo albergatore stagionale che era il marito, ed io... (A Cantagallo, sussurrato) Tolga l'audio a Collins.

CANTAGALLO Collins.

MOCENIGO        Sì, signore?

CANTAGALLO Le ordino di non ascoltare.

MOCENIGO        Sì, signore.

INGEGNERE      ...Ed io mi precipitai a Londra senza tener conto dei limiti di velocità, effettuando incauti sorpassi - in uno dei quali travolsi il ginecologo - e piombai in città alla ricerca di un teatro dotato di marchingegno scenico, dal quale mi lasciai stoicamente stritolare.

CANTAGALLO (pensoso) Eros e Tanathos, dunque... (A Sinopoli) Questa locuzione è greca, milord.

SINOPOLI           Capisco, ispettore. E trovo quanto mai commovente la storia del nostro fantasma...

LOREDANA       Penso che meriti delle attenuanti: dopotutto, ha salvato dai binari di una metropolitana italiana una nostra connazionale...

CANTAGALLO (ammorbidito) Certo, ora che sono a conoscenza dei fatti... Rivelati, per di più, da una voce che viene dall'aldilà e che non ha motivo di mentire...

INGEGNERE      Quale vantaggio ne ricaverei se mentissi? La mia condizione di fantasma, suppongo, basta ad attestare che ho raccontato la verità: sono condannato a costruire marchingegni teatrali per settecento anni, di cui appena venticinque scontati...

CANTAGALLO Ha detto bene milady, vecchio mio: lei ha delle attenuanti. Altroché se ne ha! E io mi prendo la libertà di derubricare seduta stante i suoi reati: niente omicidio colposo, ma solo incauto sorpasso.

INGEGNERE      Bontà sua.

CANTAGALLO Niente vilipendio e occultamento di cadavere, ma... diciamo: macellazione clandestina, ecco. Sia il primo che il secondo reato comportano un'ammenda Decumana, e peraltro, a venticinque anni di distanza, sono caduti in prescrizione. E' contento, caro, vecchio Astarita?

INGEGNERE      Non so dirle quanto, ispettore.

CANTAGALLO (a Sinopoli) Milord, le restituisco l'usufrutto di un fantasma dalla fedina penale immacolata.

SINOPOLI           In qualche modo saprò dimostrarle la mia riconoscenza, ispettore.

Dal parco entra lo Spettatore con un gigantesco fascio di fiori.

SPETTATORE     Compermesso? Posso? Siete in pausa? (Scorge l'Ingegnere, fa cadere i fiori tra le braccia di Giulia che ne aspira voluttuosamente la fragranza e apre le proprie andando verso l'Ingegnere) Zio Amedeo!

 INGEGNERE     (piacevolmente sorpreso, aprendo a sua volta le braccia) Leopoldo! (Si abbracciano). Ma non vivi a Parma?

SPETTATORE     Certo che sì. Ma sono in viaggio per curare gli affari, e ne ho approfittato per venire a teatro.

INGEGNERE      Bravo, bravo, figliolo. Curare gli affari, sì. ma coltivare anche lo spirito. Bravo. (Ai presenti) Signori, mio nipote Leopoldo Marchesi, figlio di mia sorella.

Misurato movimento del capo dei presenti. Giulia, radiosa, gli manda un bacio sulla punta delle dita, al che lo Spettatore risponde facendo schioccare le labbra al sua indirizzo.

E mamma?

SPETTATORE     A Parma, sempre alle prese con la stagionatura dei prosciutti. Ma tu che fai, reciti anche?

INGEGNERE      No, installo e faccio funzionare i marchingegni: sai, la mia vecchia passione per il teatro, e inoltre sono un fantasma in usufrutto in un castello inglese. Ricordi... la cara Guendalina...

SPETTATORE     Non me ne parlare. Mamma dice sempre che sei la testa matta della famiglia... Ma vedo che avete da fare... Mi scuso per l'intrusione. Ci vediamo dopo, zio?

INGEGNERE      Certo, caro, certo. Adesso vai...

In punta di piedi, dopo aver scambiato uno sguardo ardente con Giulia, lo Spettatore esce dal fondo.

Signori, torno al mio daffare. (Apre la botola) James, ragazzo mio, arrivo... (Scende e chiude).

CANTAGALLO (a Mocenigo, furibondo, i pugni nei fianchi) Collins!

MOCENIGO        Sì, signore?

CANTAGALLO Non le avevo ordinato di vietare l'accesso a chicchessia?

MOCENIGO        Sì, signore. Ma poiché mi è stato ordinato di non ascoltare, non ho potuto sentirlo, signore.

CANTAGALLO Sentire, e va bene. Ma non l'ha visto? Le avevo ordinalo di chiudere gli occhi?

MOCENIGO        No, signore, ma sotto quest'elmetto, aperti o chiusi, gli occhi servono a poco o nulla, signore.

CANTAGALLO Collins, da domani, in testa, porterà un basco. È un ordine.

MOCENIGO        Sì, signore.

CANTAGALLO (agli altri) E adesso, estranei e fantasmi permettendo, mettiamo in atto il mio piano. Esso si ispira a "La distruzione di Numanzia". Come vi è noto, signori, allorché dopo sedici anni di assedio Scipione l'Emiliano vi entrò vittorioso, non vi trovò un'anima viva, che è una: chi non era caduto sotto le armi dei romani aveva ceduto agli stenti o si era tolto la vita per non arrendersi al superbo conquistatore. Quindi, signori, voi quattro e Collins, per qualche minuto non sarete voi, ma dei numantini. Raggiungerete il primo filare di querce del parco e a un mio cenno, uno alla volta, entrerete in questa sala del castello declamando dei versi della tragedia. L'assassino, il ricchissimo rampollo vendicatore, tenterà di colpirvi, ma non abbiate timore: io vi sorveglierò alla distanza, pronto a rintuzzare l'attacco del turpe individuo. (Prendendo dei foglietti dalla tasca) Ho scritto per vostra comodità i versi che ognuno di voi dovrà declamare... (Distribuisce i fogli).

LOREDANA       I versi sono scritti in spagnolo?

CANTAGALLO  Naturalmente, milady, ma è uno spagnolo lessicalmente italiano. Spero apprezzerete il mio sforzo di agevolarvi nella declamazione. (Nel dare il foglio ad Antonelli) Lei impersonerà Scipione; quindi non raggiungerà le querce, ma si farà calare dal marchingegno.

ANTONELLI       Sempre agli ordini, ispetto'.

CANTAGALLO Bene. Procediamo.

Antonelli esce da destra, gli altri dal fondo. Pausa e scena vuota.

CANTAGALLO (fuori scena, annunciando)  Entra lord Timothy - Signor Sinopoli, primo numantino!

Dal parco entra Sinopoli.

SINOPOLI           (leggendo il foglio)

E chi di fame morir non vuole

con me si getti ardito nel fossato

e strada si apra con la daga.

E stramazza a terra con un pugnale conficcato nella schiena.

CANTAGALLO (c.s.) Lady Joan-signora Loredana Bellazzi, prima numantina.

Entra Loredana.

LOREDANA       (declamando)

Alto, sereno, spazioso cielo,

perché chiudi, crudel, ogni cammino

alla speme del popol numantino?

A terra con un pugnale conficcato.

CANTAGALLO (c.s.) Sir Edward-Signor GonzaloSacco, secondo numantino.

Entra Gonzalo.

GONZALO          (declamando)

Sempre avremo occasione e tempo

per mostrare, morendo, il fiero petto.

A terra pugnalato.

CANTAGALLO Miss Julie-signora Giulia Ariosti, seconda numantina.

Entra Giulia.

GIULIA                (declamando)

Per morire, ciel, mai non manca il tempo

a chi dee morire disperato.

A terra pugnalata.

CANTAGALLO (f.s.) Baronetto sir Gaetano Antonelli-signor Gaetano Antonelli, Scipione l'EmiIlano.

Dall'alto vien calato Antonelli appeso al cavo.

ANTONELLI       (declamando)

Sgombra di gente appare la muraglia

e tacciono le usate sentinelle.

Regna la calma assieme al silenzio,

come se in pace cheta e riposata

stessero ormai i fieri numantini.

CANTAGALLO (f.s.) L'agente Philip Collins di Scotland Yard-signor Alvise Mocenigo, terzo numantino.

Entra Mocenigo.

MOCENIGO        (declamando, con una mano che solleva l'elmettosul davanti)

Vola, voce mia, di gente in gente

e con dolce e soave melodia

gonfia i lor cuori col desio ardente

d'immortalar impresa sì saliente.

A passi misurati raggiunge la porta che dà sul parco e vi resta in posizione regolamentare. Dal fondo entra Cantagallo. Alla vista dei cinque caduti, si soffrega le mani, soddisfatto.

CANTAGALLO Collins, il mio piano ispirato al principio del setaccio e del granello d'oro, ovvero dell'eliminazione sistematica, ha funzionato in pieno e mi ha portato all'identificazione dell'assassino.

MOCENIGO        Ne sono felice, signore.

CANTAGALLO Partito dalla certezza che il colpevole si celasse tra l'organico della Compagnia, ho fatto eliminare attori e macchinista, come fa con il setaccio il cercatore d'oro: muove e agita l'attrezzo facendone cadere la sabbia e alla fine gli appare il granello rilucente, che gli spagnoli chiamano pepita. (Indicando i caduti) Ecco la sabbia filtrata attraverso il setaccio...

MOCENIGO        Vedo, signore. Come a Numanzia, non ne è rimasto uno vivo.

CANTAGALLO No, Collins, uno ne è rimasto. La pepita che cercavo. E la pepita è lei, Collins. Lei è l'assassino. (Traendo una rivoltella dalla lasca e puntandogliela contro). Non un gesto!

MOCENIGO        Io, signore? Io la pepita? Io l'assassino?

CANTAGALLO Certamente, Collins. Il solo a non essere stato pugnalato. Il sospetto mi è nato allorché ho sentito il suo nome tradotto "Mocenigo"... Discendente dei dogi. È lei il bambino nato nel camerino del teatro... (nome del teatro), lei il ricchissimo rampollo adottato dalla coppia straniera: lei che nella sua mente stravolta dalla follia omicida ha ordito questa macchinosa vendetta.

MOCENIGO        (passando al dialetto natio) Mi? Madre santa, misericordia... Mocenigo non xelo il mio vero nome, ispettore, xelo un pseudonimo o nome d'arte che dir se voglia. Mi me ciamo Pepi Massariol - "Pepi", salo, neanche Pepita - e mi son un poareto (altro che ricchissimo rampollo!), el solo de la Compagnia che ciapa la paga sindacale.

CANTAGALLO Collins: non cerchi di intenerirmi e di fuorviarmi ricorrendo alla lingua gaelica. La lasci agli irlandesi. Poiché lei ed io siamo nati in Inghilterra, le ordino di parlare italiano! Lei nega di essere la mia pepita d'oro, il ricchissimo rampollo assetato di vendetta... Com'è, allora, che solo lei non è stato pugnalato?

MOCENIGO        Mi non so... nol posso saver. Forse perché mi son venesian e l'autor della comedia el ga in simpatia i venesiani...

CANTAGALLO Le concedo una prova d'appello. Raggiunga la prima quercia del filare e a un mio cenno ritorni qui di corsa.

MOCENIGO        Siorsì, sior ispettore. Vado e vegno. (Esce dal fondo).

Da destra entra lo Spettatore, con un fascio di fiori.

SPETTATORE     (occhi al cielo) T'amo, Giulia, edi fuoco è l'amor mio! Perché in sen mi balzi e gemi, perché palpiti, o mio cor? (Scorgendo Giulia) Perché giaci bocconi, mia Giulia? Vieni, o sposa, al talamo t'affretta. (A Cantagallo) Che ne dice, potrei fare l'attore?

CANTAGALLO Senta, lei: lo renderebbe un servizio alla giustizia?

SPETTATORE     Dica pure.

CANTAGALLO Raggiunga quelle querce nel parco. Vi troverà un poliziotto inglese; gli si affianchi e tornate in questa sala.

SPETTATORE     E al mio ritorno trovo gli attori in pausa?

CANTAGALLO (sibillino, indicandoli) Lo sono già. Vada.

SPETTATORE     Volo. (Esce di corsa dal fondo).

Cantagallo si mette a sedere e fa un cenno verso il parco. Dopo pochi istanti, entrano Mocenigo e lo Spettatore e cadono riversi, entrambi pugnalati. Cantagallo si alza e ha un gesto di stizza.

CANTAGALLO Dio bono, unn l'era neanche il Collins. Tutti in piedi! (Si alzano tutti) Amici, siamo stati beffati. Mi hanno fatto seguire una pista sbagliata. Il ricco rampollo assassino unn l'è mica il Mocenigo.

MOCENIGO        El ga visto?

TUTTI                   (delusi) Ooooh...

CANTAGALLO (indicando lo Spettatore) E neanche questo povero disgraziato. Dio bono, che ha pagato il biglietto per assistere a una commedia gialla... (Giulia e lo Spettatore lo ignorano)

GIULIA                (allo Spettatore, tenera) Ancora rose dal mio Leopoldo... (Cadendogli tra le braccia) A te, o caro, mi abbandono...

SPETTATORE     (guardando in alto) Perché in sen mi balzi e fremi, perché palpiti, o mio cor?

I due si baciano con passione.

CANTAGALLO (a Giulia e allo Spettatore) Via, ragazzi, l'è goffo codesto vostro tentativo di mascherare il nostro smacco dietro il bacio del lieto fine... (Cade a sedere) Dopo tanta fatica - bel risultato davvero! - finiamo una commedia poliziesca senza un colpevole... Come se invece di provare e riprovare come cani fossimo stati sull'albero a cantare...

Gli attori guardano per terra, mortificati. Cantagallo si alza si porta sul proscenio e si rivolge al pubblico.

CANTAGALLO Signori, siamo mortificati. Vi abbiamo attirati a teatro con la prospettiva allettante di procurarvi brividi, perdita dei sensi e parti prematuri, e invece... (Muovendo un braccio a semicerchio a indicare il pubblico) sui vostri volti leggo solo delusione.

SPETTATORE     (a Cantagallo) Io non sono deluso. Per quanto mi riguarda... (Stringe a sé Giulia).

CANTAGALLO  Zitto, lei! Lei è "uno" del pubblico, non tutto il pubblico.

SPETTATORE     Certo, parlo a titolo personale...

CANTAGALLO Appunto. E perciò non parli: una rondine non fa primavera.

SINOPOLI           (a Cantagallo) Scusa, caro, sotto tua correzione; il detto non è: "San Benedetto, una rondine sul tetto"?

CANTAGALLO Taci anche te, o Marcello. Codesto l'è un altro detto e unn c'ha a che vedere con quel che ho da dire al pubblico. (Al pubblico) Noi si sperava di vedervi partecipi, incuriositi, divertiti...

SPETTATORE     Io sono felicissimo. Nonostante la strizza iniziale, anzi, grazie ad essa, sto per coronare il mio sogno d'amore con Giulia, che sarà la compagna della mia vita finché morte non ci separi.

CANTAGALLO (furioso) Non parli di corda in casa dell'impiccato, per Dioniso tiranno ! Non ne ha avuto abbastanza di morti, stasera? E poi, lei costituisce un precedente pericoloso. Cosa la crede, che noi si possa ogni sera risarcire il pubblico deluso dando moglie agli scapoli e marito alle nubili? Per incominciare, il mio cuore non è libero. E poi, siamo quattro galli, chi sposato e chi sentimentalmente legato, per non parlare della decimazione del nostro organico ad opera del maniaco omicida. Perché noi, salta alla vista, siamo ben vivi; ma i nostri omologhi inglesi, addio!, quelli sono morti per davvero. (Agli altri) Orsù, colleghi, chiniamoci riverenti alla loro memoria.

Breve inchino da parte degli attori.

Signori del pubblico, il colpevole della commedia resta impunito; e resta impunito l'altro colpevole di cui conosciamo nome e cognome: l'autore della commedia.

SINOPOLI           Lo si può querelare per oltraggio al pubblico.

CANTAGALLO (a Sinopoli) Intentargli una causa, dici? Resterebbe impunito per trent'anni. (Al pubblico) No, io vorrei passare alle vie brevi: darvelo in pasto perché "illico et immediate" - (A Sinopoli) è latino, o Marcello - perché "illico el immediate" vi riveli sotto tortura il nome dell'assassino. Ma non si può. (Trae da una lasca una cartolina illustrata e la mostra al pubblico) Questa mattina ci è arrivata questa cartolina con la quale, come vuole l'uso, l'autore ci dà il suo "in bocca al lupo". Trasecolate! La cartolina raffigura la spiaggia privata di un albergo tropicale da cinque stelle, dove lo  sciagurato è intento a vivere la vita con i proventi che la Società degli Autori gli versa per le sue stravaganze. Ecco, sappiamo almeno dove si trova. Ora, se tra il pubblico vi sono magistrati, avvocati, tutori della legge, si potrebbe costituire tutti insieme un comitato per richiederne l'estradizione. Se vi pare buona l'idea, venite in camerino e cerchiamo di concretizzarla. E ora basta con le parole. Signore e signori, a titolo di simbolico premio alla vostra pazienza e, come dire?, quale appello alla vostra benevolenza, vi prego di gradire il nostro commosso applauso.

Gli attori battono le mani al pubblico.

UNA VOCE         (autoritaria) Antonelli!

ANTONELLI       Dite...

UNA VOCE         Chi c'è al sipario?

ANTONELLI       Oh, scusate, mi ero distratto. (Esce di corsa da destra).

Il sipario incomincia a muoversi, ma non va giù...

UNA VOCE         (irritata) Antonelli!

Da destra entra Antonelli, barcollando, con un pugnale conficcato nella schiena.

ANTONELLI       Maronna mia, m'hanno acciso nuovamente...

CANTAGALLO (terrorizzato) L'assassino incomincia a colpire anche i tradotti! Si salvi chi può!

Con grida di spavento, fuggono tutti per vie diverse. Buio rapido.    SIPARIO

NOTA BIOBIBLIOGRAF1CA

Samy Fayad, autore italiano di origine libanese, è nato a Parigi nel 1925, ha trascorso l'infanzia in Venezuela e dal 1938 risiede a Napoli. Ancora studente universitario, nel 1944 è entrato a lavorare alla Radio di guerra degli Alleati (PWB) e successivamente ha intrapreso parallelamente la carriera giornalistica alla Rai e l'attività di autore teatrale. All'inizio ha prodotto quasi esclusivamente radiocommedie: Il concertista solitario, 1948; Il soldato sconosciuto, 1949; Miraggi, 1950; Il cacciatore di Salonicco, 1950; I compagni della cattiva strada, 1951, Premio per il Radioteatro; I pirati, 1952, pubblicata da "Palcoscenico"; Il marziano, 1953, pubblicata da "Sipario"; Don Giovanni innamorato, 1954, Primo premio al concorso per radiodrammi bandito dalla Rai, pubblicata da "Il Dramma"; Il conciliatore, 1955; Le campane del grande fiume, 1937; Il coltello andaluso, 1960; Cinque nomi nel cappello, 1961.

In teatro ha finora rappresentato: Il marziano, tre atti, 1955, Napoli, Compagnia del Teatro "Il Mignolo"; La tigre, un atto, 1956, Torino, Compagnia del "Teatro delle Dieci", pubblicata da "Palcoscenico"; Il felice signor Martino, tre atti, 1962, Napoli, Teatro Bracco, "Compagnia napoletana di teatro"; Commedia con il morto, due tempi, 1963, Napoli, Teatro Mercante, Compagnia Stabile; Come si rapina uria banca, tre atti, 1967, Roma, Teatro delle Arti, Compagnia di Peppino De Filippo, Premio IDI per la commedia, pubblicata da "Il Dramma"; Il settimo si riposò, tre atti, 1969, Napoli, Teatro Politeama, Compagnia di Nino Taranto; Il papocchio, tre atti, 1970, Napoli, Teatro Politeama, Compagnia di Nino Taranto; Il premio dì nuzialità, un atto, 1972, Roma, Ridotto del Teatro Eliseo, Compagnia di Silvio Spaccesi; Un gran bene di consumo, tre atti, 1973, Bari, Teatro Piccinni, Compagnia di Nino Taranto; Il penultimo scalino, tre atti, Roma, Compagnia del Teatro de' Servi, pubblicata da "Ridotto"; Il nudo e la nuda, due tempi, 1979, L'Aquila, Teatro Comunale, prima Rassegna Nazionale delle novità teatrali italiane; Cose turche, due tempi, 1982, L'Aquila, Teatro Comunale, quarta Rassegna nazionale delle novità teatrali italiane; Il quarto lato del triangolo, un atto, Arezzo. Teatro Petrarca, Festival internazionale degli atti unici, Premio "L'Aretino"; Per mezz'ora di sfizio, due tempi, 1988, Roma, Teatro Aurora, VII Rassegna nazionale delle novità teatrali italiane; Dedicato a una noce, monologo, 1987, Torino, Compagnia del "Teatro delle Dieci"; Ravvedimento, monologo, 1990, Torino, Compagnia del "Teatro delle Dieci".

Variazioni sulla quarta corda, due tempi e Ravvedimento, monologo, sono stati pubblicati da "Sipario", 1990.

Oltre che su riviste, commedie di Fayad sono state pubblicate in volume (la commedia Un battito in testa, non rappresentata, è stata pubblicata da "Ridotto"): Come si rapina una banca. Il settimo si riposò. Il papocchio, Lo spione della scala C, Il penultimo scalino, Tre proposte matrimoniali (tre atti unici) dall'editrice ABE dì Napoli; Il nudo e la nuda e Cose turche dalla Tusculum di Roma.

Suoi lavori sono stati tradotti, rappresentati e teletrasmessi in Francia, Gran Bretagna, Germania Federale, Svezia, Svizzera, Olanda, Grecia, Polonia, Cecoslovacchia, Romania, Ungheria, Bulgaria, Argentina, Uruguay, Brasile, Messico, Jugoslavia e Stati Uniti d'America.

Fayad ha inoltre pubblicato tre romanzi di fantascienza Ulix il solitario e La collina di Hawotack, rispettivamente nel 1959 e nel 1961, nella collezione "Urania" di Mondadori e Fuga verso la Terra, nel 1962, a puntate sul quotidiano napoletano "Roma". Infine, nel 1987, il volume Donizetti a Napoli, editore Berisio, un'ampia cronaca sui sedici anni trascorsi dal compositore bergamasco nella capitale del Regno delle Due Sicilie.                     

© Copyright 1994 by C.A.M.A. - "Sipario Edizioni", Milano.

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