La corona di strass

LA CORONA DI STRASS

Commedia in tre atti

di UGO FALENA

Rappresentata con grande successo da:

Elsa Merlini

Sergio Tofano

Luigi Cimara

PERSONAGGI

FANNY

MAURIZIO

IL DUCA

CECILIA

IL COGNATO BRUNO

IL COGNATO BIONDO

IL PADRONE

LA PADRONA

SOFIA

IL FARMACISTA

IL PIEVANO

IL COMANDANTE

ZENAIDE

Cateragia per il Sito GTTEMPO

Questa nobilissima commedia, espressa sottovoce, soffusa del profumo delicato delle cose che non sono pi, toccata qua e l da un sano umorismo, penetrata da un profondo senso di malinconia, ha avuto la pi completa approvazione del pubblico, che l'ha applaudita intensamente, dopo aver espresso il suo consenso a Eugenio Bertuetti, della Gazzetta del Popolo , ohe aveva ricordato Ugo Falena con intelligenza di critico e con cuore di compagno. Alla fine di secondo atto le chiamate raggiunsero l'Intensit dell'ovazione. Con profondo amore la Compagnia della Commedia ha rappresentato l'ultima fatica di Ugo Falena. Minuziosa la rappresentazione scenografica; delicata, viva, quella degli attori, i quali tutti, senza eccezione, hanno fatto, delle loro parti, vere creazioni. Graziosissima Elsa Merlini, Fanny, alternante la vivace scaltrezza delia donna spregiudicata con la sensibilit infinita della donna amorosa; commovente il Gimara nelle vesti dell'appassionato pittore, egli ha espresso il suo sentimento con tanto garbo e con tanta dolcezza. Un impareggiabile duca stato Tofano: compassato, austero, dalla maschera impassibilmente corretta. Bravissima la Donadon, il Mottura, Pavese, Borelli, il Donadoni e il Cattaneo. Gli attori, chiamati dall'applauso, sono apparsi pi volte al proscenio alla fine di ogni atto. Essi si sono inchinati al pubblico commossi, non erano soli: accanto a loro, e per merito loro, era quanto d'i meglio ha appartenuto a Ugo Falena: il suo ingegno, il suo grande cuore, la sua anima vagante nell'eterno sogno della vita che, forse, solo con ia morte diventa realt.

ATTO PRIMO

In un piccolo paese d'una piccola repubblica, vicino a un piccolo regno di questa terra. Oggi. Salotto terreno d'una villetta in montagna. Porta e finestra piuttosto ampie, una nel fondo ai centro, l'altra d'angolo a destra, dolile quali s'intravedono alberi e castine che s'inerpicano sopra un colle. Il salotto nitido, chiaro, gaio. Grande specchio, di lato. Mobili e soprammobili di schietto sapore provinciale. Porta laterale a sinistra, a cui si accede per qualche gradino. Porta laterale, a destra. Sulla loggeila, vasi di fiori d'ogni colore. Pomeriggio inoltrato. Primavera.

Sofia - (dal di fuori) Geltrude? Geltrude? (La padrona) della villetta appare da destra, in compagnia della sua donna di servizio Zenaide. Sofa, in cappello, entra dal fondo accompagnata dal marito Michele. La, padrone e Sofia sono due donnette di mezza et. Zenaide una bella e prosperosa contadina. Michele una tipica figura di piccolo proprietario di provincia) Arrivata?

La Padrona - S. Iersera, sul tardi. Chi ve lo ha detto che arrivata?

Sofia - Vostro marito.

La padrona - Benedetto uomo! Se non parla, muore!

Sofia - E... com' la signora?

La padrona - Una vera contessa! Ma cos amabile, cos alla mano...

Sofia - Bella?

Zenaide - Un amore!

Sofia - Non sar mica quella specie di pappagallo dai capelli rossi che ho veduta alla finestra?

La padrona - Oooh! Quella la sua amica. Una dama di compagnia, senza dubbio

Zenaide - Altro che pappagallo, la contessa! Bionda... Due occhi!... Una figuretta... L'ho aiutata a disfare le valigie... Vedeste che biancheria!... Certe camicie!... Sapete? Coi calzoncini attaccati... Proprio come si vede nei giornali illustrati che il Pievano ha proibito di comperar

La padrona - Vuoi smetterla? Certe cose sono vietate perch possono permettersele soltanto i signori.

Sofia - Ed vedova, avete detto?

La padrona - S.

Sofia - Ma come mai capitata a Colledoro, dove non c' una strada su cui possa inerpicarsi un'automobile ?

La padrona - Cinque giorni fa, vennero qui due signori... gran signori anch'essi...

Zenaide - Loro, per, non belli.

La padrona - Vuoi cucirti la lingua?... I due signori visitarono la villetta. Mi dissero che sarebbe servita a una loro cognata, vedova d'un lor fratello, che aveva bisogno di riposo...

Sofia - Finalmente! Era tempo che qualcuno s'accorgesse delle nostre acque salubri! Vedrete! Colledoro diventer presto una stazione climatica alla moda! E' straniera quella signora?

La padrona - S. Del vicino Regno. Ma straniera per modo di dire, poich parla la stessa nostra lingua! Per, come ho detto, non sicuro ohe la contessa resti.

Sofia - No?...

La padrona - I due signori hanno steso e firmato il contratto, ma alla condizione che il soggiorno riesca gradito alla cognata.

Sofia - E voi non avete potuto appurare da lei...?

La padrona - Ho potuto parlare cos poco!

Sofia - Con te avr fatto delle confidenze?

Zenaide - S.

Sofa - Che ti ha domandato?

Zenaide - Se... avevo l'innamorato.

Michele - (mentre Sofia rivolge una occhiata stupita alla padrona) Curiosa come tutte le gran signore!... E tu le hai risposto?...

Zenaide - Che a Colledoro difficile trovarne.

Sofia - Oh! Ecco vostro marito!

Il padrone - (appare dal fondo. Altro tipo di piccolo proprietario provinciale) Ah! non ne posso pi! Non mi si fa che domandare notizie della nuova arrivata... Tutti vogliono venire ad ossequiarfla...

La padrona - Potevi fare a meno di divulgare la notizia prima di essere sicuro che la contessa restasse!

Il padrone - Ah, s! La prima che viene a passare le acque!

La padrona - Anzitutto, non detto che la signora abbia bisogno delle acque... -

Il padrone - E che importa? Le beviamo forse noi? L'importante di far pubblicare dai giornali della Capitale che i forestieri cominciano ad affluire. Il farmacista gi sta preparando l'articolo... (Scorgendoli dalla finestra) Ecco i cognati!

Sofia - Ma perch non sono scesi anch'essi nella villa, invece che all'albergo?

Il padrone - Vi ho pur detto che gente dell'aristocrazia!... Bench cognati... per discrezione... (/ due cognati appariscono dal fondo. Uno biondo; l'altro bruno; ma tutti e due, d'una bruttezza da caricatura. Sono in lutto stretto).

I padroni - (sprofondandosi in inchini) Si gnori...

Sofia - Io tolgo il disturbo.

Michele e Sofia - Signori...

Zenaide - (sottovoce a Sofia, mentre questa s'avvia sprofondandosi in inchini) Se il marito della contessa assomigliava ai fratelli, buon per lei che se ne sia andato!

II cognato bruno - Nostra cognata?

La padrona - E' nelle sue stanze.

Il cognato bruno - Prima di ripartire, vorremmo interrogarla per sapere se possiamo rendere definitivo il contratto d'affitto.

La padrona - La faccio subito chiamare.

Il cognato biondo - Un momento!... Credete che nostra cognata trovi di suo gradimento il paese e la villa?

La padrona - Dio mio..., non ho avuto occasione di domandarglielo..., eppoi non avrei osato.

Il padrone - Ma lor signori stiano tranquilli. La signora contessa deve aver trovato di suo gradimento l'uno e l'altra. A quanto ci dice la nostra Zenaide, ha gi disposto le sue cose nella sua camera come se dovesse abitarci a lungo.

I due cognati - Ah, s?

Zenaide - Appena arrivata, ha collocato sui mobili un'infinit di pccoli oggetti. Anche la statuina d'una santa, che aveva portato con se, sul tavolino da notte. (/ due cognati si guardano) Santa Maria Maddalena. (I due cognati tornano a guardarsi) Eppoi, ha voluto sapere chi il nostro santo patrono, e se la Pieve lontana.

II padrone - Ergo :volont di restare.

I due cognati - Bene. Bene.

La padrona - Ah! E' cos cara la loro signora cognata! Ah, che peccato, vedova, cos giovane!... Mi fa una pena!... Lo credono che quando le ho parlato, con quel suo aspetto di monachella, mi parso di avere davanti una signorina? (I due cognati tornano ancorai a guardarsi).

Il padrone - Del resto, non temano. Qui non le mancher nulla. Abbiamo, persino, delle acque purgative miracolose.

Il cognato bruno - Nostra cognata non ha bisogno di curare il corpo, ma lo spirito.

Il padrone - E qui s cura anche lo spirito! Tutti spiriti sereni a Colle doro!

Il cognato biondo - Vogliono farla chiamare?

Il padrone - Subito.

La padrona - Zenaide, forestieri ce ne sono in paese?

Il padrone - Neanche uno. Cio, uno s. Un giovane che abita alla Casina rossa (indica un punto di l dalla finestra) Ma come non ci fosse. E' qui perch s' invogliato di dipingere l'abside della Pieve.

(Fanny appare da sinistra, seguita da Zenaide. E' bionda, giovane, fresca, graziosa. Veste a mezzo lutto, in bianco con guarnizioni nere).

I due cognati - Cara cognata...

La padrona - Li lasciamo in libert. (S'avvia col marito e con Zenaide a destra) Che cara! (Escono, dopo essersi nuovamente sprofondani in inchini).

II cognato biondo - La signora contessa co me trova il soggiorno?

Fanny - Buffoni!

Il cognato bruno - Signora, voi dimenticate a ohi parlate?

Fanny - Ah, qui, cari miei, contate zero!

Il cognato biondo - (contenendosi a un cenno del compagno) Siete allegra, e questo ci fa molto piacere.

Fanny - Volete decidervi a spiegarmi che cosa significa lo scherzo che sto vivendo da ieri sera, e quanto deve durare?

Il cognato biondo - Sss! Potrebbero sentirvi!

Fanny - Me ne infischio!

Il cognato bruno - (esortandola anche lui a parlar piano) E' nel vostro interesse!

Fanny - Due giorni fa voi vi presentate da me, meno gentili di quanto apparite adesso, e, senza tanti complimenti, declinate la vostra nobile professione... Altro che cognati! Commissari d pubblica sicurezza. Oh! non mi congratulo con voi. Non un bel mestiere!... Ragazza mia - mi dite - disponetevi a lasciare lo Stato di Coronalia. Scenderete con noi a Colle-doro, un paesino sul confine della vicina Repubblica. Troverete a vostra disposizione una magnifica villetta. Sarete per tutti la contessa di Turla, vedova di un austero gentiluomo. Se volete, potete condurre con voi un'amica purch non giovane e d'aspetto severo. Spiegazioni, all'arrivo. Siamo .arrivati ieri sera e... spiegazioni, ancora niente... Cio, una cosa l'ho capita!. Non pretendo di essere un'aquila, ma fin qui ci arrivo. Io sono mandata al confino... Ora, siccome io non mi sono mai occupata di politica, e ho sempre schivato di avere per amanti degli uomini politici, che sono cos noiosi!...

Il cognato bruno - Nessuna ragione politica.

Fanny - E allora?... Perch... sono una cocottina ?

Il cognato biondo - Sss! Nel vostro interesse!

Fanny - Ah, bella libert in un Regno democratico! Eppoi, sfido a trovare una cocottina pi buona figliola di me! Io non ho mai mandato in rovina nessuno... Quando ho potuto fare del bene...

Il cognato bruno - Vi pare che se la ragione del vostro confino... adopero la vostra parola - fosse attribuibile al vostro... alla vostra... come dire?...

Fanny - Dite! Dite! Al mio mestiere di donnina allegra... Sapeste che allegria!

Il cognato bruno - Vi avrebbero destinato una villa...

Il cognato biondo - Un titolo comitale...

Il cognato bruno - E noi due per vostri cognati?

Fanny - Ah, gi! Perch... voi siete miei cognati.

Il cognato bruno - Per il momento.

Il cognato biondo - Come vedete, anche noi siamo in lutto.

Fanny - (con ironia) E stretto!

Il cognato bruno - Quello che ci stupisce che sfugga alla vostra perspicacia la vera ragione della nostra disavventura.

Il cognato biondo - Che, a conti fatti, vedrete, non sar una disavventura.

Il cognato bruno - (che, frattanto, le si avvicinato, la sfiora quasi col braccio e la guarda con occhio languido e con un risolino idiota) Eppure, siete intelligente!

Il cognato biondo - (facendo altrettanto) Intelligentissima!

Fanny - (staccandosi, pronta, come per sfuggire a un larvato attacco galante) S, s, intelligente. (Dandosi un colpo alla fronte) Ah! indovino! Un ratto! Un personaggio che si innamorato di me e mi ha fatto condurre qui?

Il cognato bruno - (severo) E vi pare che l'autorit si sarebbe prestata...?

Fanny - Gi... E allora?

Il cognato biondo - Ma pensate al nomignolo che vi affibbiavano i vostri amici, e non solo gli amici, e capirete subito!

Fanny - La reginetta... (Comprendendo finalmente) Ah!

Il cognato bruno - La vostra fortuna stata la vostra disgrazia. Voi assomigliate a Sua Maest la nostra Regina...

Il cognato biondo - In modo indecente.

Il cognato bruno - Stessa statura...

Il cognato biondo - Stessi occhi...

Il cognato bruno - E ugualmente bionda. Questo, almeno, potevate evitarlo!

Fanny - Ma io sono bionda naturalmente! Se la Regina aveva tanto in orrore la rassomiglianza con me, poteva bene non ossigenarsi pi i capelli!

I due cognati - (severi) Signorina!

Fanny - Perch stata lei, eh? A ordinare il mio confino?

Il cognato biondo - Oh! Sua Maest ignora la vostra esistenza.

Il cognato bruno - E stato il Ministro dellInterno.

Fanny - Quella specie di palombaro!?... E dire che mi faceva anche lui l'occhio di triglia!... Una vendetta, eh?

Il cognato biondo - No. La necessit di porre fine a uno scandalo che aveva ormai preso troppo vaste proporzioni.

Il cognato bruno - Non negherete che tutti coloro che venivano da voi per... per...

Il cognato biondo - ...per conversare...

Il cognato bruno - ...si davano l'illusione di... di...

Il cognato biondo - ...di conversare...

Il cognato bruno - ...con Sua Maest.

Il cognato biondo - Ogni conversazione costituiva un delitto di lesa maest.

Fanny - Tante storie, diciamolo a quattr'occhi, sono alquanto esagerate. Perch anche a Sua Maest, eh?, piace un poco correre la cavallina!

I due cognati - (severi) Signorina!

Fanny - Siamo all'estero, possiamo dire la verit!

II cognato biondo - Anzitutto, Sua Maest vedova!...

Il cognato bruno - E sul serio!

Fanny - Sono pi compatibile io che non ho avuto mai marito! Ma mi sapete almeno dire perch si pensato a bandirmi proprio nel momento che la Regina lontana dal Regno?

IL cognato biondo - Perch mentre Sua Maest viaggia all'estero in incognito...

Fanny - (con malizia) Mi piacerebbe sapere perch Sua Maest viaggia all'estero in incognito.

Il cognato biondo - (non tenendo conto dell'interruzione e facendo risaltare il rimprovero nel tono) Perch mentre Sua Maest viaggia all'estero in incognito, le autorit si sono preoccupate...

Fanny - (strizzando l'occhio) ...di un aumento delle mie conversazioni per mancanza di concorrente.

Il cognato bruno - Vi prego di ricordarvi che noi siamo vostri cognati soltanto davanti agli altri. Ora, qui, non ci sono che due funzionari.

Fanny - Sentite, funzionari. Io protesto. Io non accetto.

Il cognato bruno - Padronissima. Vuol dire che, allora, comunicheremo alla proprietaria che la villa non vi conviene. Vi accompagneremo sino al paese pi vicino, dove vi lasceremo senza un soldo e senza contea. E, siccome non potrete rientrare nel Regno, pena l'arresto, ve la sbroglierete da voi.

Fanny - Un ricatto! ?

Il cognato biondo - No, un contratto. E vantaggioso. Perch, se sarete ragionevole, non solo prima di partire pagheremo l'intero fitto della villa per un anno, vi lasceremo un modesto indennizzo per il disturbo, ma ogni mese riceverete dal Ministero dell'Interno, come pensione del vostro defunto marito, la somma di seimila lire.

Fanny - (sgranando gli occhi) Seimila lire?!... E senza obblighi...

Il cognato bruno - Senza altro obbligo che quello di comportarvi come un'autentica contessa.

Il cognato biondo - (strizzando V occhio) Naturalmente, purch salviate le apparenze, nessuno vi costringer a rimanere... vedova, anche... di fatto.

Fanny - Oh! Rassicuratevi! Finche incontrer degli uomini come voi, rester vedova in eterno!... Seimila lire! Seimila lire! (Da sinistra, entra Cecilia, E' una donna matura, ve-tita severamente, ma i cui capelli, troppo tinti all'henne, rivelano l'antica professione) Cecilia! Cecilia! Finalmente ho potuto sapere perch sono qui. Esiliata! Come una regina spodestala! E perch... perch... rassomiglio troppo alla nostra sovrana!

Cecilia - Lo immaginavo che avresti finito col passare dei guai per quella benedetta ras. somiglianza!

Fanny - Guai?!... No!... Perch non solo si mette a mia disposizione questa villa, non solo mi si fa contessa e vedova di un marito che non ho mai conosciuto, ma mi si d una somma subito... (Ai due cognati) Quanto?

I due cognati - Trentamila. Fanny e Cecilia - Trentamila!?

Fanny - E non basta! Seimila lire al mese dif pensione.

Cecilia - Seimila!?

Fanny - (ai due cognati) Vita naturai durante?

II cognato biondo - Dio mio, fino a quan do...

Cecilia - Durer la monarchia.

Fanny - (tendendo una mano al cielo) Dio salvi la Regina!

Il cognato bruno - 0 per lo meno fino a tanto che durer quella tale rassomiglianza...

Cecilia - (tendendo a sua volta la mano al cielo) Dio conservi giovane e bionda la Regina!

Fanny - (ai due cognati, con grande espansione) Ringraziatemi Sua Maest...

Il cognato biondo - Ma se vi abbiamo detto che Sua Maest ignora...

Fanny - Ringraziatemi il Ministro dell'Interno... Tenete. Per lui. Per voi. (Li bacia) Sono gli ultimi baci che concedo agli uomini. Voi non potete immaginare la mia gioia. Finalmente potr realizzare il sogno di tutta la mia esistenza, il sogno di tante povere diavole come me. Fare la donna onesta!... Perch, per quale ragione credete che, spesso, si faccia il mestiere che noi facciamo? Ma per diventare un giorno donne oneste! Vi ho pensato sempre. Sin da quando, ero ragazza e sbucciavo i piselli in campagna... (Prende i due cognati sotto il braccia e li costringe a voltarsi verso lo specchio) Ah, credete: non piacevole divertire... quella roba l! (Indica le due figure ritratte allo specchio, poi afferra per le mani Cecilia e la costringe a girare) Cecilia! Cecilia! Signora per bene! Ve. dova! Ma che vedova! Mi sento addirittura una fanciulla! (S'abbandona sopra un divano ridendo di contentezza).

Il cognato bruno - Siamo davvero felici, mia piccola Fanny...

Fanny - No! Fanny, no! Contessa! Contessa!

Il cognato biondo - E speriamo che troverete la villa, deliziosa.

Fanny - Deliziosa! C' anche un orto?

Il cognato bruno - Alle spalle.

Fanny - Con degli animali?

Il cognato biondo - Con degli animali.

Fanny - La mia passione!

Il cognato bruno - E, allora, poich siamo d'accordo, ecco uno chque di trentamila lire, eccone uno di seimila per il primo mese... Riceverete gli altri regolarmente... Questo il vostro passaporto... (Man mano che parla consegna le cose che nomina) Questo il passaporto della Baronessa.

Fanny - Chi?

Il cognato biondo - (indicando Cecilia) La signora.

Cecilia - lo!?

Fanny - E tu che non volevi venire!

Cecilia - La vita riserva sempre delle sorprese! (Ai due cognati) E... vedova anch'io?

Il cognato bruno - Se non avete nulla in contrario!

Cecilia - Oh! E' sempre una garanzia!

Il cognato bruno - Possiamo dunque congedarci dalla padrona.

Fanny - Un momento!... Se mi s'interroga sul mio defunto marito, come debbo regolarmi?

Il cognato bruno - Oh! Descrivetelo come vi fa pi piacere.

Il cognato biondo - Ma ricordatevi che morto almeno da un anno, poich siete in mezzo lutto.

Il cognato bruno - (chiamando a destra) Signora?... Signora?... (/ padroni e Zenaide rientrano) Ho il piacere di comunicarvi che nostra cognata ha dato il suo benestare.

I padroni e Zenaide - (felici) Oh!

II cognato bruno - Perci il nostro con tratto perfetto. Ecco il fitto anticipato di un anno. (Consegna alla padrona uno chque ) Dopo di ehe non ci resta che accomiatarci.

Il cognato biondo - Il baroccino?

La padrona - (a Zenaide) Fa' subito attaccare. (Zenaide esce dal fondo).

Il cognato bruno - (con una certa solennit) Mia cara cognata, nel momento di lasciarvi, non vogliamo tediarvi con soverchie parole... No: comprendiamo che il tempo soltanto possa lenire certe piaghe e che la perdita di vostro marito abbia lasciato in voi un vuoto incolmabile, ma... ma... da forti...

II cognato biondo - Non lasciarsi abbattere dalle avversit.

Il cognato bruno - Del resto, siamo sicuri che la tranquillit in questi ameni luoghi...

Il cognato biondo - La compagnia della baronessa...

Il cognato bruno - (indicando i padroni) L'assistenza di queste brave persone...

I padroni - (che man mano si sono andati commovendo, non possono trattenere un sin gulto).

La padrona - Lor signori la faranno piangere!

Cecilia - E' giusto. Per non pensare alle cose tristi, bisogna distrarsi.

La padrona - Ecco! Distrarsi!

Zenaide - (riapparendo) Attaccano subito. (Un silenzio e un istante di immobilit. Poi, come facendo forza a se stessi, i due presunti cognati si avvicinano a Fanny, le stringono la mano con una muta espressione che sembra incutere coraggio. S'inchinano a Cecilia).

II cognato bruno - (brusco, come chi voglia por fine a ogni commozione) Andiamo!

Il padrone - Li accompagniamo sino alla rimessa.

La padrona - (al marito) Poverina, Dio sa quanto deve soffrire! (Escono).

Fanny - (saltando dalla gioia) Ah! Finalmente se ne sono andati!

Cecilia - La tua avventura veramente spassosa! Per, adesso non ti far vedere cos allegra dai padroni! Ricordati che sei in lutto.

Fanny - Mezzo, mezzo. E lever presto anche il mezzo! Piuttosto, tu... quei capelli cos rossi!...

Cecilia - Chi pu mettere in dubbio che siano naturali?

Fanny - S, s; ma tanto accesi...

Cecilia - E' il verde che ci circonda che li rende pi accesi!

Fanny - (comica) Gi, il verde... (Volgendosi verso la porta e la finestra) Quanto verde! In basso, in alto; e le case - guarda - sembrano giuocare a rimpiattino tra gli alberi!... Ah, Cecilia, Cecilia, una villa, una rendita!... e guadagnate... s... diciamolo pure... onestamente!

Cecilia - Per, la tua villa un po' asfissiante. Questo salotto di un gusto cos borghese!... Muterai, almeno, i soprammobili?

Fanny - Cosa? Togliere quelle campane di vetro con i santi e i fiori di cera? quelle scatole fatte con le conchiglie? Ma se tutto quello che pi mi piace qua dentro, e mi ricorda quand'ero bambina...

Cecilia - (ironica) ...e sbucciavi i piselli! T'avverto che codesta mania villereccia che ti ha presa all'improvviso, non si conf al tuo nuovo stato di contessa.

Fanny - Ecco, a ripensarci, questa proprio la cosa che meno mi va. Essere contessa e vedova; soprattutto vedova. Quei due tartufi potevano ben farmi orfana... signorina... T'ho pur detto che mi sento... retrocessa nel tempo. Ti immagini! Signorinetta, qui... Mi pare che sarei stata pi... pi in carattere... Ogni sera, aspettare un raggio di luna....

Cecilia - (che ha ascoltato scrollando il capo e sorridendo con un certo compatimento) Perch poi accadesse quello che accade sempre. Ricordati che sempre un raggio di luna il vero primo seduttore di una donna!

Fanny - S. Ma a me non la farebbe una seconda volta. Perch, come ho detto dianzi, gli uomini: basta!

Cecilia - Non si pu mai dire!

Fanny - Oh!... Per gli uomini, poi, che sono qui! Hai pur visto che i pochi campioni per ora conosciuti...

Cecilia - Oh! Contro ogni tentazione!

Fanny - E scommetto che anche gli altri...

Cecilia - D'accordo! Ah, s'io fossi stata al tuo posto, giovane come te, mi sarei fatta condurre magari sull'Himalaia ; ma che di uomini possibile ce ne fosse almeno uno!

Fanny - Non dire sciocchezze! Per chi non vuole avere pi... sesso, quello che occorre! Ah, non puoi credere che sollievo, che riposo si provi a poter dire: basta! Ma gi, tu devi ben capirlo, perch devi ben (ricordare quello che hai provato il giorno che ti sei decisa anche tu a dire... basta.

Cecilia - Vi sono dei oasi in cui non siamo noi donne a dire basta. Ma, del resto, polche sei cos fermamente intenzionata a dare l'ostracismo agli uomini, non capisco perch tu non sia contenta di essere vedova e contessa...

Fanny - Hai ragione. A proposito, fammi dare un'occhiata al passaporto. Se mi si domanda il nome del mo defunto marito, che sappia almeno che cosa rispondere!... (Prende il passaporto e lo esamina) Il mio nome e cognome... Pero, potevano cambiare il nome di battesimo... Fanny... Non ti sembra un nome equivoco?...

Cecilia - Dio mio, il nome non conta. Vi sono delle donne che hanno profanato dei nomi di vergini e di martiri.

Fanny - (ridendo) Come te.

Cecilia - Eh?!

Fanny - Ma, adesso, lo redimi! (Continuando a esaminare il passaporto) Hanno messo tutto. Segni particolari... Et...

Cecilia - (un po' contrariata) Anche l'et?

Fanny - Non ho mica nulla da nascondere, io!

Cecilia - Non parlo per te!

Fanny - (continuando a esaminare il passaporto) Si chiamava Stefano.

Cecilia - Chi?

Fanny - Mio marito. Conte Stefano Turla.

Cecilia - Vuoi vedere come si chiamava il mio? Non ne conosco neanche il cognome!

Fanny - (esaminando il passaporto dell'amica)

- Il tuo nome, il tuo cognome, l'et...

Cecilia - Figurati se non l'avranno sba gliata!

Fanny - (continuando a esaminare il passaporto) Sei sterile.

Cecilia - Come?!

Fanny - Non hai mai avuto figli.

Cecilia - Lo dicevo che sbagliano sempre!

Fanny - Ma, figli col barone!

Cecilia - Ah, meglio! Minori responsabilit.

Fanny - Tuo marito... Barone Nicola Sal-gredo, morto... Nel 1891.

Cecilia - Quarantanni fa!... Ma quaranta anni fa, io non avrei potuto avere un marito!

Fanny - (sorridendo, con indulgente malizia)

- Lascia andare!... La parte di donna vene randa quella che pi ti conviene vicino a me... Potr giustificare le tue funzioni di dama di compagnia... Vedete questa donna? Un gran nome! Nobilt antichissima! Suo marito, il ba rone... Ah, un uomo terribile, dilapidatore di milioni, seduttore di donne... un mostro!... La povera mia amica visse la sua triste e breve esistenza di sposa, arrossendo continuamente della condotta del suo sciagurato marito. Ed arross tanto che, dopo quarant'anni, i suoi capelli non sono riusciti a ritrovare ancora il loro colore naturale! (Ride. Ride).

Cecilia - Pazza! Pazza! (D'improvviso s'oda la sonagliera d'un biroccino che s'allontana) Sss!... I tuoi cognati che partono!... I padroni rientrano... Seria! Seria! (Di colpo, Fanny assume un atteggiamento compunto. Frattanto cominciato a tramontare. I padroni rientrano con Zenaide).

Il padrone - Se la signora contessa vuol vedere un'ultima volta i suoi signori cognati... (indicando un punto di l dalla finestra) Ecco, laggi, il baroecino che s'allontana... Non si vede pi. Ha svoltato.

Fanny - (guardando sempre di l dalla) finestra, d'un tratto, sgrana gli occhi, sorride, tende un dito indicando un punto lontano) Il sole?

Il padrone - No! La luna!

Fanny - Cos rossa, cos grande?

Il padrone - Luna piena. (Indicando un punto opposto) II sole, eccolo l.

Fanny - (cambiando posto) Il sole e la luna insieme, e grandi ugualmente! Non li avevo mai visti insieme! Cecilia, guarda! (Dimenticandosi) Sembrano due innamorati che si facciano l'occhiolino dolce!

Cecilia - (con tono benevolmente severo) Fanny!

Il padrone - La lasci dire! Dev'essere allegra! Qui, tutti siamo allegri! (S'ode il suono pettegolo d'una campana).

Fanny - Che cos'?

Il padrone - La campana della Pieve.

Fanny - E' allegra anch'essa!

Il padrone - (con foga di chi voglia a forza metter di buon umore l gente) Sicuro! L'ho detto: l'allegria prende tutti e tutto a Collo-doro! Si figurino! Una volta siamo andati dal Presidente della Repubblica per chiedergli un manicomio. Sanno che ci ha (risposto? Mettete un cancello intorno al paese... (Ride).

Fanny - (che frattanto corsa alla finestra) Ah! quante rondini!

Il padrone - (sottovoce alla moglie) Vedrai, con noi si distrarr!

Fanny - E tutta questa gente?

La padrona - (che s' accostata anche lei alla finestra) La passeggiata vespertina.

Il padrone - (seguendo Fanny che si staccata dalla finestra) E, allora, giacch di buon umore, signora contessa, vorrei pregarla... (Esita).

Fanny - Dica, dica.

Il padrone - I pochi notabili di Colledoro vorrebbero ossequiarla. Sono qui fuori, in attesa, ansiosi...

La padrona - Oh! Benedetto uomo! Disturbare proprio ora la signora contessa...!

Fanny - Ma no! Vengano! Vengano!

Il padrone - (alla moglie, soddisfatto) Senti? (A Fanny) E niente complimenti. Quando non li vorr tra i piedi, non avr che da dire: Via! Zenaide? Vino e biscotti! (Zendide esce a destra. Il padrone corre al fondo e chiama) Sofia? (Sofia entra) La nostra amica, Sofa.

Sofia - (sprofondandosi in inchini) Signora contessa... Signora baronessa... (Fanny saluta con grafia. Appare il Farmacista).

Il padrone - Il farmacista...

Fanny - Quale onore!...

Il farmacista - Oh! L'onore nostro, signora contessa... (Stentando a trovare un complimento) Il paese ... piccolo... ma ha il cuore grande... ed inutile aggiungere che il suo cuore a disposizione di vostra Signoria.

Fanny - (a Cecilia) Mica male! (Al farmacista) Grazie. Grazie.

Il Farmacista - Prego, Contessa. Anzi vorrei che mi fosse concesso... per renderle omaggio... offrirle una specialit della mia farmacia... Una mia modesta invenzione... Le pillole di S. Cassiano contro i bruciori di stomaco.

Fanny - Molto gentile... grazie... Prendile tu, Cecilia, che ne soffri.

Cecilia - Io?

(Frattanto apparso il Pievano: faccia ridente, zazzeretta pepe e sale, pandette nere filettiate bianche).

Il padrone - Il nostro Pievano.

Fanny - Oh! Signor Pievano, mi duole che si sia disturbata...

Il pievano - Mio dovere, mio dovere.

Fanny. - Oh, no! Toccava a me farle visila per la prima!

Il pievano - Che dice mai!

Fanny - Lo avevo deciso! Ma lei mi ha prevenuta. La mia prima uscita sar per la Pieve.

Il pievano - Signora contessa, lei mi confonde.

Il padrone - (che s'era avvicinato alla porta, di fondo) Le armi dopo la tonaca!

Il pievano - (sottovoce, dilla padrona) Una vera dama!

Il padrone - Viene il comandante della guardia civica!

Fanny - (sottovoce, a Cecilia) Sar il seduttore del paese! (Ma subito, tanto lei che Cecilia non possono trattenere un sorriso. Il comandante appare. E' un omaccione munito di un'ampia pancia e di un paio di baffi enormi che sembrano un accento circonflesso).

Il padrone - (presentando) Il nostro comandante.

Il comandante - (s'inoltra impacciato; inciampa nella sciabola; arrossisce) Signore. (Vorrebbe dire una frase cortese, ma non trova che una parola)) Complimenti!

Il Pievano - Lor signore non potranno godere di molti svaghi quass... Se se ne toglie il paesaggio...

Fanny - E le par poco?

Il pievano - Cio, cio... Se s'interessano d'arte, uno svago l'avranno... L'abside della mia Pieve che si sta completando... Loro che hanno del gusto e vengono da un grande citt ci daranno il loro parere. (Dando un'occhiata di l daMa finestra) A proposito, ecco il pittore che passa! (Chiamando) Signor Maurizio? Signor Maurizio? Venga anche lei!

Fanny - (sottovoce a Cecilia) Se il pittore rassomiglia al comandante...! (Completa la frase con un gesto vago. Ma subito rivolge gli occhi alla porta, sorpresa. Maurizio apparso. E' un simpatico ed elegante giovanotto. Veste un abito sport. Sottovoce a Cecilia) Oh! Senza andare sull'Himalaia un uomo c'!

Cecilia - (sottovoce) Ma non dev'essere di qui.

Fanny - (sottovoce) Di qui o altrove, tanto non serve! (S'avvicina a Maurizio che, frattanto, stato condotto innanzi dal Pievano).

Il pievano - (presentando) Il signor Maurizio San Goar... La contessa di Turla... La baronessa... (Ha un gesto interrogativo per farsi ricordare il nome).

Fanny - (prevenendo Cecilia che, imbarazzata, non rammenta il suo nome fittizio) Salgredo.

Il pievano - Salgredo.

Maurizio - (s'inchina, bacia la mano (die due donne).

Cecilia - (lusingata dal baciamano) E' un gentiluomo!

Fanny - Lei il pittore che dipinge l'abside della Pieve?

Maurizio - Dio mio, signora, pittore dilettante.

Il pievano - Pittorone! (Gli uomini di Colledoro approvano).

Maurizio - Il signor Pievano esagera.

Il pievano - (a Fanny) Vedr! Vedr!

Fanny - L'affresco non ancora terminato?

Maurizio - Non ancora, signora.

Il pievano - Ma manca poco. Una sola figura. Ma, pur troppo, la pi importante. La Madonna. Il nostro signor Maurizio dice che non riesce a trovare l'ispirazione...

Maurizio - Dato il soggetto non facile...

Fanny - Capisco, capiseo.

Il pievano - (come colpito da un'idea) Signor Maurizio? Guardi. La signora contessa, cos bionda... con quell'aspetto soave...

Maurizio - Difatti...

Il pievano - E se copiasse lei?

Fanny - Me?!

Maurizio - Io non oso sperare...

Fanny - Ma io... No, no... Io non Credo di poter...

Tutti - S! S! Lei! Lei!

Fanny - (guarda tutti tra smarrita e stordita) Se proprio credono che... io...

Il pievano - (indicando Maurizio) Ha parlato il competente!

Fanny - Dispongano pure di me. (Approvazioni generali).

Maurizio - Signora, io non ho parole per ringraziarla.

Il pievano - Come vede, contessa, a Colle-dor ha gi trovato un'occupazione, e degna!

Zenaide - Ecco i biscotti!

Fanny - (sottovoce a Cecilia) Ah, Cecilia, che bella cosa deve, essere una donna onesta!

SECONDO ATTO

Lo stesso salotto del primo atto. Qualche cambiamento nei soprammobili. Al posto delle vecchie cianfrusaglie, ninnoli eleganti, anfore con fiori, ecc. Parecchi cuscini sui divani e sul pavimento con grazioso disordine. E' il mattino; ma tutto avvolto nella penombra, poich 'la porta di fondo e la finestra sono ermeticamente chiuse. Dal di fuori, s'ode ripetutamente bussare e qualche voce che chiama: Zenaide! Zenaide! .

Zenaide - (appare da destra. Ora indossa un grazioso vestitino borghese, certo uno scarto di Fanny) Ecco! Ecco! (Corre ad aprire finestre e porta, e la luce d'un bel mattino estivo invade la stanza. Sulla porta appariscono il farmacista e il comandante. Vestono abiti da festa: vecchi tight che si rimettono fuori a ogni cerimonia, il secondo porta un grosso pennacchio spioueite al berretto)

Il farmacista - La signora contessa?

Zenaide - Non mi ha ancora chiamata.

(// farmacista e i compagni scambiano un'occhiata, costernati).

Il farmacista - Peccato! Peccato!

Il comandante - E la signora baronessa?

Zenaide - Credo ehe sia alzata. La sua finestra aperta.

Il farmacista - Se non disturba, si potrebbe vedere almeno lei ?

Zenaide - Ma s. (Corre alla porta a sinistra) Signora baronessa ?

Il farmacista - Quando c' una cerimonia, non si finisce mai di correre a destra e a sinistra!

Il comandante - Ditelo a me!

(Cecilia appare).

I due - Signora baronessa...

II farmacista - Lei ci perdoner se siamo tanto importuni da presentarci cos per tem po...

Cecilia - Per carit!

Il farmacista - Ma, iersera, eravamo rimasti d'intesa con la signora contessa, di passare appunto stamattina da lei per sapere a che ora si poteva fissare la cerimonia dell'inaugurazione dell'abside. Il pievano aspetta la risposta in Chiesa...

Cecilia - (con una punta d'imbarazzo che cerca mascherare) Fanny... ha un po' d'emicrania.

Farmacista - Emicrania? Guardi, le dia questi cachets Piramidonina. Una mia specialit, miracolosa... Li porto sempre con me.

Cecilia - No, no... grazie... Niente di grave: sta gi meglio.

Il farmacista - Peccato! Sarei stato tanto felice di guarire la contessa con la mia Piramidonina. Sicch crede che la cerimonia possa aver luogo fra un'ora?

Cecilia - (gettando un'occhiata alla porta di sinistra) Meglio... fra due.

Fanny - (appare d'un balzo da sinistra. Indossa una deliziosa vestaglia senza pi alcun segno d'I mezzo lutto) No, no! Fra una! Fra una!...

I due - (con espansione) Signora contessa...

II farmacista - La sua presenza ci rasserena. Guarita dall'emicrania?

Fanny - Emicrania?! (Ma subito si riprende a un'occhiata di Cecilia) Ah, gi... Ma una cosa da nulla... Una buona dormita, e... passata, passata!

Il Comandante - Basta guardarla per convincersene!

Il farmacista - Una rosa! Una rosa che ogni mattina si fa pi fresca, pi bella!

Il comandante - Eh! Il sonno per la giovent, come... (Un sorriso birichino spunta agl'angolo della bocca di Fanny. Cecilia arriccia te labbra).

Il farmacista - ... come la rugiada pei fiori!

Fanny - Loro mi viziano!

Il farmacista - Ma torniamo allo scopo della nostra visita. Come dicevo alla signora baronessa, la cerimonia dell'inaugurazione dell'abside avr luogo fra un'ora. Poich lei non ha nulla in contrario, possiamo dunque darne la conferma al Pievano.

Il comandante - E abbiamo pure compilato un programma. I fanciulli dell'asilo canteranno un inno di circostanza...

Fanny - Anche?

Il farmacista - Il meno che potevano fare dal giorno che giunta fra noi! A Colledoro tutto si trasforma! Ha veduto? (Zenaide, che era uscita da destra, rientra con caffellatte e biscotti per Fanny e Cecilia') Come la nostra Zenaide, ohe ormai pare un principessa anche lei, e alla quale non si oserebbe pi dare dei tu.

Zenaide - Lo dia, lo dia! E' un diritto dei vecchi.

Il farmacista - (ridendo) sei diventata anche di spirito! Basta, noi andiamo.

Il comandante - Signore... (LIItimi convenevoli, e i due uomini escono dal fondo).

Fanny - (ostentando disinvoltura) Zenaide?... Va' a prendere quel fascio di fiori che ho ordinato.

Zenaide - Subito. (Esce anche lei dal fondo).

Cecilia - (la segue con lo sguardo; poi, a Fanny) Spicciati adesso che non c' nessuno! Presto! (Mentre Fanny corre alla porta a sinistra, s'avvicina: ai tavolo dove Zenaide ha deposto i caffelatte) Uffa! Non c' pi moda neanche di far colazione, la mattina!

Fanny - (alla porta di sinistra) Pss!... Pss!... (Dopo un istante del richiamo, Maurizio appare dalla stessa porta. E confuso, impacciato. E' sempre in abito sport, e reca con se una scatola da pittore).

Cecilia - (che ha fatto in tempo a intingere un biscotto, ed costretta a ingoiarlo in fretta per darsi contegno) E lo chiama il levar del sole!

Maurizio - (dopo un silenzio) Baronessa...

Cecilia - Buongiorno!

Fanny - (a Maurizio) Aspetta. (Corre alla porta e spia sul viale) La padrona e la signora Sofia stanno a parlare sulla porta della cascina rossa... Potrebbero vederti!... (gli fa cenno di aspettare).

Cecilia - Tanto farete che qualcuno finir col mangiare la foglia!

Maurizio - Oh! Ne sarei desolato! La baronessa ha ragione. Io sono mortificato! (A Cecilia) Specie con lei, che, senza volerlo, rendo complice...

Cecilia - (distrattamente) Oh, per me non il caso di far complimenti!... (Riprendendosi a un'occhiata di Fanny) Dico: non il caso di preoccuparsi di me che ormai... purtroppo... so... Ma gli altri? Se venissero a scoprire?... Una contessa... vedova da poco... cos rispettata da tutti!... E il Pievano?... Lui, poi!... Se sospettasse che tra la modella della sua Madonna e il pittore...

Maurizio - Oh! non saprei mai perdonarmelo! Vorrei che non fosse mai accaduto quello che accaduto...

Cecilia - E per questo lei lo fa accadere di nuovo ogni notte! Eppoi, poteva aspettare almeno di aver terminato il dipinto! Certe cose... mentre la signora posava... e per quello che posava!... convenga: un sacrilegio.

Maurizio - Ha ragione: veramente un sacrilegio!

Fanny - (pronta, gli chiude la bocca con la mano. A Cecilia) Ma nessuno sospetter. Ed questa la cosa pi bella. Che nessuno immagina e immaginer mai il piccolo... anzi il grande mistero che conosci tu sola. Su! Su! Non guastare la mia felicit, giacch sono davvero tanto felice! Anzi, giacch mi fai quasi da mamma, sorridici. Assolvici. (A Maurizio) Diglielo anche tu!

Maurizio - Ci assolva, baronessa!

Cecilia - (a Fanny) Va', va' piuttosto a vedere se la strada libera.

Fanny - (corre alla porta, osserva) Libera! (Ridiscende. A Maurizio, mostrandogli i cffelatte) Prendi almeno un po' di latte.

Cecilia - (Vuole anche che si sostenga!) Ma lo prender a casa sua! (A Maurizio) Vada! Vada! Presto!

Maurizio - Vado!

Fanny - Vedessi i nostri amici! Certi... dilunghi! Il comandante... con un pennacchio! Io vado ad indossare un vestito che mi sono fatta mandare... perch tu possa trovarmi migliore di quello che sono. Vedrai!...

Maurizio - Trovarti migliore di quello che sei, impossibile.

Fanny - Tu mi aduli. Anche la Madonna, che vuol essere il mio ritratto, l'hai dipinta cos bella!...

Maurizio - Ma meno bella di te.

Fanny - Caro!

Cecilia - (Sono proprio scivolosi!). (A Maurizio) Vuole andarsene?

Maurizio - S, s... (Fa per strngere la mano a Fanny. Questa s'accorge che Cecilia, profittando del momento ha volto le spalle per bere il caffelatte, e porge le labbra. Baco. Al rumore, Cecilia) si volge. E Fanny, pi svelta dti. lei, fa l'atto che il bacio sia stato dato sulla mano).

Maurizio - (s'avvicina a Cecilia) Baronessa... (Fa per baciarle la mano).

Cecilia - (ironica) Ma a me, baciamano... senza rumore!

Maurizio - Lei un angiolo! (Le sfiora la mano con le labbra).

Fanny - (a Cecilia) Innamorer anche te! (Maurizio fugge dal fondo).

Cecilia - (dopo un silenzio) Chi lo avesse detto!... Uomini? Basta!... Fare la donna onesta!... (Ride. Ride).

Fanny - T'avverto che io non sono mai stata tanto onesta come ora.

Cecilia - Dipende da quale parte si consideri l'onest.

Fanny - E' colpa mia se giunta qui ho sentito tante tante cose?... Soprattutto una, che forse sentivo gi vagamente dentro di me: quella di non essere nata per il mestiere che facevo?...

Cecilia - Ah! E cos hai pensato bene di ricominciare...

Fanny - Ricominciare! ?...

Cecilia - Non adirarti! Che, alla fin fine, ti compatisco. Sei giovane e lui un bel ragazzo. Era fatale! La verit che non bisogna mai giurare su niente. E il vero colpevole sai chi ? Quel dabbenuomo del Pievano... S... Se non gli veniva in mente di scovar propiio te per modella...

Fanny - Andiamo, andiamo! Non fare la cattiva! Ah, che peccato tu, cos buona in fondo, non abbia un po' di sentimento per capire!...

Cecilia - Cara mia, prima o poi, il sentimento si perde come la verginit.

Fanny - Vedi? Come sia accaduto, non so. Io non me ne sono neanche accorta... Ti giuro che certe cose erano tanto lontane da me! Ed ero cos decisa!... Ma io mi sentivo... che dire?... come travolta da una corrente... s d'affetto nuovo, sconosciuto...

Cecilia - Deve averti bene intontita di chiacchiere l'amico!

Fanny - Al contrario! Lui non parlava... Non parlava mai... Sentivo soltanto i suoi occhi posati su me. Se, poi, a mia volta, lo guardavo, egli deviava subito gli sguardi, e arrossiva, arrossiva... Ah! non avrei immaginato mai che in amore si potessero dire tante cose tacendo!

Cecilia - Ed stato tacendo che...

Fanny - Era una sera con tante stelle... Tu ti eri addormentata, mentre egli era qui... E lui... invece di uscire...

Cecilia - (indicando le stanze superiori) Sal. (Dopo un silenzio) Conclusione: al pari di lui, anche tu, innamorata pazza!

Fanny - Non so. Ma se la felicit che provo da due mesi, ... quello che dici, dev'essere proprio cos. Egli cos caro, premuroso, discreto... Figurati: dopo che... accadde quello che accadde, per tre giorni non si fece pi vvo. Quando lo rividi, era cos addolorato e pentito! Come se avesse commesso un delitto!

Cecilia - Un bello scemo!

Fanny - Non dir cos, perch anch'io, la mattina dopo, provai... non so... una pena!... Mi sembr che quanto era accaduto, fosse accaduto per la prima volta.

Cecilia - Ah, sei impagabile con i tuoi mi sembra e mi sembr !

Fanny - Oh! quanto a questo, per me, fu proprio la vera prima volta!

Cecilia - Segno infallibile: cotta! (Benevola) Torno a ripeterti: non t'impermalire; ti compatisco. Eh! non c' di peggio, per le donne della nostra specie, che essere amate. Si finisce con l'amare l'amore che ci si porta. E, per questo, non ho cercato di sconsigliarti. Godi, godi, figliola mia, (con un sospiro) tu che lo puoi, e finch la dura!

Fanny - Appunto: finch la dura. Anzi, prima che si compia il tuo finch la dura . Perch io sono assennata...

Cecilia - S' visto!

Fanny - Tanto assennata che sono fermamente decisa di... di troncare ogni relazione con Maurizio.

Cecilia - Eh?! Troncarla dopo che hai cominciato? Ah, questa, poi!...

Fanny - Non dico, subito. In autunno, per esempio.

Cecilia - Ah, in autunno?... Per poi dire di troncarla in inverno?

Fanny - Parlo sul serio.

Cecilia - Sul serio?!

Fanny - E senza accoramento, vedi. Come per una necessit...

Cecilia - Lontana.

Fanny - Lontana, questo s, il pi lontana che sia possibile; ma inevitabile. Perch, capirai, per tutto l'oro del mondo, io non vorrei mai che lui, proprio lui, e qui, venisse a sapere chi sia Fanny. E, prima e poi, potrebbe giungere a scoprirlo.

Cecilia - Ali, per questa paura che?... Chi vuoi che racconti a Maurizio chi era Fanny?

Fanny - Dimentichi che egli ci ha contessalo un giorno di essere originario dello stesso paese.

Cecilia - Ih! Trent'anni che la sua famiglia lo ha abbandonato, il nostro paese! Prima che egli nascesse!

Fanny - Ti garantisco che il giorno in cui appresi una simile confidenza, provai una stretta!... E poi, a parte questo, ti confesso... io penso sempre alla Signora dalle camelie...

Cecilia - Ma se tu hai una salute di ferro!

Fanny - Non parlo della salute!... Ricordati che anche lei viveva felice in campagna col suo Armando, quando un bel giorno, bast che arrivasse il padre di lui...

Cecilia - (ride) Che ti salta in mente? Anzitutto, Maurizio non ha pi padre.

Fanny - Ma ha uno zio!

Cecilia - (col tono beffardo di chi paii di una persona inconcludente) Quel duca decrepito che vive alla capitale?... Ha da pensare ai suoi acciacchi, altro che a te!... Vatti a vestire. Dai retta a me, che il tempo passa. E, allegra!

Fanny - Ma io sono allegra, allegrissima! Sono soltanto previdente. Eppoi... se proprio dovr porre in esecuzione la mia decisione, l'autunno... anzi l'inverno... lontano!

Cecilia - Metti pure la primavera.

Fanny - (ride) Pazza Pazza! (Scappa a sinistra).

Cecilia - (Za guarda Uscire. Poi, con un comico sospiro) Eh! Anche a me, ogni volta, sembrava la prima!

Zenaide - (rientra dal fondo con un fascio di fiori) Ecco i fiori. (Li depone sopra un mobile).

Cecilia - Ah! portate alla contessa la colazione, cos l'aiuterete anche a vestirsi.

Zenaide - Subito!

Cecilia - (L'amore le fa persino dimenticare di mangiare!) (Zenaide prende la colazione di Fanny, e va via a sinistra) Vediamo un po' se, finalmente, posso terminare di far colazione io! ( Va i tavolino, si siede ; ma non ha neanche addentato un biscotto che, dal fondo, riappare Maurizio. Ora egli indossa un elegante vestito da passeggio).

Maurizio - (spia dalla soglia, vede Cecilia sola) Baronessa...

Cecilia - (E' destino che non debba farla!).

Maurizio - (inoltrandosi) La contessa a vestirsi?

Cecilia - S.

Maurizio - Ne avr per molto?

Cecilia - E' salita adesso.

Maurizio - Ah! meglio, meglio! Cos avr tutto il tempo di poter parlare da solo con lei. Perch io ho necessit di parlare con lei, baronessa.

Cecilia - Con me ?!

Maurizio - S. Io... (Esita) Ma la prego, termini di far colazione.

Cecilia - No, non importa.

Maurizio - La prego. La prego. Termini. Parler con pi libert.

Cecilia - (riprendendo a mangiare e a bere) (Meno male!). (Un silenzio) S'accomodi.

Maurizio - (siede) Io le debbo fare un discor-so che le parr un po' strano; forse... anzi senza forse... indiscreto. Ma lei cos buona!... Io... io ho preso una decisione.

Cecilia - Anche lei?

Maurizio - Come, anche io?

Cecilia - Non ci badi. Pensavo a una cosa mia.

Maurizio - In seguito a questa decisione, da pi giorni mi sento turbato. A Fanny cerco di non farle capire. E' vero che vicino a lei, ogni turbamento svanisce. Difatti, quando Fanny davanti a me, e fisso i suoi occhi, e vi sorprendo tanta tenerezza, tanto candore... Perch, ha veduto?, gli occhi di lei sembrano un libro aperto, in cui si legga l'anima.

Cecilia - (intingendo in fretta un biscotto nella tazza) S! S!

Maurizio - Ma allorch non li vedo pi, allora, spesso... dei dubbi molesti mi assalgono. (Cecilia che stava per addentare un biscotto, si ferma) Lei conosce da tempo Fanny; ogni segreto del suo passato le noto. (Cecilia si volge e lo scruta, pronta alla difesa) Orbene, io voglio appunto parlare di questo passato.

Cecilia - Senta, se lei qui per fare l'inquisitore sulla mia amica, s'inganna. Ah! questa, da lei, non me l'aspettavo! E dice di volerle bene? Sappia che io non permetter ad alcuno di offendere... tanto... (mostra col pollice la punta dell'indice) quella cara creatura. Tanto pi che il passato ... una pagina bianca!

Maurizio - Oh! offendere io, Fanny! Ma lei mi fraintende, baronessa! Quello che le domander, non pu offendere la sua amica. Pu soltanto dare un po' di pace a me. Del resto pi che di Fanny, io desidero parlare del marito di lei.

Cecilia - Del marito?!...

Maurizio - S.

Cecilia - (Dio sia lodato!). (Rassicurata, addenta il biscotto).

Maurizio - Lei lo ha conosciuto?

Cecilia - (masticando in fretta) S... S...

Maurizio - E che uomo era codesto conte di Turla?

Cecilia - Ci tiene proprio a saperlo?

Maurizio - Dica!

Cecilia - Un., un ufficiale.

Maurizio - Un ufficiale?!

Cecilia - Ma lo lasci in pace, il conte di Turla! Ormai morto.

Maurizio - Dove? Come?

Cecilia - In... in guerra.

Maurizio - In guerra?! Era dunque un eroe? il suo ricordo, cos, vivr sempre nel cuore di Fanny!

Cecilia - Ma no, no! Volevo dire, morto... durante la guerra. Dopo un banchetto. In seguito a... (sforzandosi a ingoiare un residuo di biscotto) una banale indigestione.

Maurizio - (respira) Ah! (Poi stimolato di nuovo dall'aculeo dell'investigazione) Ma Fanny lo amava? lo aveva sposato per amore? Mi tolga questa spina! Non le chieder altro! Io non ho mai voluto interrogare Fanny sopra un argomento tanto delicato; non avrei osato mai... La scongiuro!

Cecilia - Lei vuole che le sveli la pagina dolorosa della vita di Fanny? Ebbene, la conosca! Fanny spos il conte di Turla non per amore, ma per salvare la propria famiglia dalla rovina. E non pot davvero amarlo dopo. Perch il conte eia... (come presa da un'idea) era un vecchio beone, un tiranno, un mostro che, nei due anni... due!... di matrimonio, rese la povera infelice una vittima!... E, adesso che le ho rivelato quello di cui Fanny non vuole si parli mai, mai!, soddisfatto? .

Maurizio - (che ha seguito il discorso, interrompendolo con dei monosillabi di contentezza) Ah! Come, dunque, non fosse stata di nessuno!

Cecilia - Ecco... di nessuno!

Maurizio - Ah! non pu credere che sollievo mi diano le sue parole! Il sospetto che Fanny avesse amato un altro uomo era intollerabile per me. Ah! mia, dunque! E' stata soltanto mia!

Cecilia - (Ah! Gl'innamorati! Fanno venire la palpitazione!). (Prende la tazza, e sorbisce il caffellatte).

Maurizio - E... (Cecilia si volge di scatto, di nuovo preoccupata) non ricca, ha detto? Non ricca?

Cecilia - Ma che ricca! Vive con la pensione. Lauta! Ma pensione.

Maurizio - Ah, io ero felice; ma, ora, sono il pi felice degli uomini! (L'abbraccia e hi bacia).

Cecilia - Ma stia buono! Sente? Scende. Se la vede abbracciare altre donne!...

Maurizio - Non se ne adonterebbe, perch io considero lei come sua madre.

Cecilia - (Che cosa doveva capitarci!).

Maurizio - Non una parola... Ci lasci soli...

Fanny - (appare, indossa un vestito delizioso. Vede Maurizio) Oh! Come? Non sei ancora dal Pievano?

Maurizio - Ho voluto prima ammirarti. Meravigliosa!

Cecilia - Ragazzi, vado a mettermi in condizioni di farmi ammirare anch'io. (S'avvia) (Credo di averla servita a dovere!). (Esce a sinistra).

Fanny - Ti piace davvero questo vestito?

Maurizio - E' un miracolo di buon gusto.

Fanny - Guardami pure ancora per un secondo; eppoi, via, via dal Pievano! E vieni a prendermi quando sar il momento.

Maurizio - Il Pievano pu aspettare. Guardami tu, adesso... negli occhi. Che ci vedi?

Fanny - Che mi vuoi bene.

Maurizio - No. C' qualche cosa di pi, oggi. Una gioia grande. La gioia di poterti fare delle confessioni... Io ho commesso una grande indiscrezione, Fanny. Io non ho potuto resistere alla tentazione di sapere... chi era tuo marito.

Fanny - Mio marito?...

Maurizio - E' stata un'azione bassa, lo so. Ma stato pi forte di me.

Fanny - E... hai saputo?

Maurizio - Ho saputo che non lo amavi, che non potevi amarlo, che sei stata una vittima con lui!...

Fanny - E... chi ti ha detto?...

Maurizio - La baronessa.

Fanny - (respirando) Ah! Cecilia?...

Maurizio - Lei. Lei... Tu devi perdonarmi. Ma non puoi credere che felicit sia stata la mia, quando ho potuto sapere la verit. L'idea che tu avessi amato un altro uomo... mi... mi faceva saltare il cuore alla gola. E, invece...

Fanny - Ma non parlami pi di codeste cose: mai! mai!

Maurizio - Non ne parler pi. Te lo giuro! (Scherzoso) Riseppellisco definitivamente il conte di Turla. L! E seppellisco con lui anche la sua contea. D'ora innanzi, tu non sarai per me che semplicemente Fanny.

Fanny - S. Ecco. Fanny, Fanny.

Maurizio - Fanny e... Maurizio. I grandi innamorati non sono ricordati che per il loro nome di battesimo. Giulietta e Romeo... Paolo e Virginia... Chi rammenta i loro cognomi?

Fanny - (sorridendo, rassicurata) Io non li conosco nemmeno.

Maurizio - E adesso che sei tornata ridente, ascolta quello che ancora ti dir...

Fanny - (istintivamente) Dio mio!

Maurizio - (contraffacendola scherzoso) Dio mio, Dio mio... Questa volta si tratta di confessioni allegre. Cinque giorni fa... (Fanny lo guarda) ho scritto a mio zio.

Fanny - (alzandosi) Al Duca?... E gli hai raccontato?...

Maurizio - Tutto.

Fanny - Ma perch?...

Maurizio - (la costringe a voltargli le spalle)

- Chiudi gli occhi. (Le sussurra quasi all'o recchio) Perch voglio sposarti.

Fanny - (si volge di scatto, pallidissima) Sposarmi?!

Maurizio - Sposarti, sposarti!

Fanny - Sposare Fanny?

Maurizio - Fanny! La mia Fanny!

Fanny - (come in uno stato di sonnambulismo)

- La tua Fanny...

Maurizio - La capisci ora la mia contentezza? Sapere che non hai amato che me, che dovr vivere del mio lavoro. E sar cos bello lavorare ispirato da te, pel nostro avvenire! (E, poich Fanny non riesce ad articolare parola) Che hai? Temi che mio zio dica di no? Mi ama pi di un padre, ed cos buono. Lo vedessi! Nonostante il suo aspetto severo, le sue basette irte e bianche, un cuore!... Egli non potr che volere la mia felicit. E la vorr tanto pi volentieri, perch non transige in fatto di doveri, ed ora sa che il mio dovere uno solo!

Fanny - (che s' fatta ancor pi smorta) E... quando credi che risponder... tuo zio?

Maurizio - Non potr tardare. La risposta avrebbe dovuto essere gi qui.

Fanny - (ha un inavvertito moto di sgomento).

Maurizio - Speravo che giungesse oggi, pr-prio oggi che una festa anche per te.

Fanny - Gi... gi... una festa... (Vacilla).

Maurizio - (pronto, l sostiene) Perch mi guardi cos? Hai gli occhi pieni di lacrime. Sono lacrime d gioia? Dimmi!

Fanny - (lo abbraccia, convulsa; lo bacia sulla bocca con ardore).

Maurizio - Di gioia! di gioia!... Ora s, che vado dal Pievano!... A fra poco! (S'avvia di corsa),

Fanny - (chiamandolo come presa da un improvviso bisogno di verit) Maurizio! (Maurizio si volge. Il coraggio le vien meno. E con un fl di voce e un sorriso mite e doloroso) Non parlarne con alcuno... ancora.. Non parlarne...

Maurizio - (le sorride per rassicurarla) A fra poco! (Esce).

Fanny - (porta la mano al petto, come se non potesse pi respirare; poi, corre alla porta a sinistra, e chiama concitata) Cecilia?... Cecilia?...

Cecilia - (appare. Non ha ancora terminato di vestirsi e indossa una vestaglia. S'accorge dello stato in cui si trova Fanny) Che ti succede?

Fanny - E' finita! E' finita!

Cecilia - Vi siete bisticciati?

Fanny - Vuole sposarmi!

Cecilia - (con un sobbalzo) Eh?!

Fanny - Sposarmi! Sposarmi! E' la fine! la fine! L'imprevisto che temevo! No, no, non poteva durare! Era troppo bello! (Cade seduta e piange).

Cecilia - Oh, povera Fanny! Questa s che una complicazione! Benedetto ragazzo, ma 1 non poteva accontentarsi che le cose continuassero ad andare come sono andate finora? Che gli mancava?

Fanny - (alzandosi, risoluta) Cecilia, necessario fuggire, fuggire. Subito!

Cecilia - Calma! Nervi a posto! Non bisogna prendere risoluzioni avventate. Per ora, cerca di guadagnar tempo... Non avr mica intenzione di sposarti domani?

Fanny - Ma egli ha gi scritto allo zio, da cinque giorni, per avere il suo consenso!

Cecilia - Non perde tempo! Come se non avesse preso degli anticipi!...

Fanny - (aggirandosi per la stanza) Ah! quegli sciocchi dei commissari! Perch farmi vedova? Non potevano farmi una donna separata? Tutto questo non sarebbe accaduto.

Cecilia - Ah, certo che non sarebbe accaduto! Mi persuado che la vedovanza non una garanzia sufficiente.

Fanny - E doveva accadermi proprio oggi! In un giorno che avevamo atteso con tanta .ansia. Ma, gi: lo meritavo! S. Perch io, proprio io, far da modella alla Madonna...!

Cecilia - Quanto a questo, dacch si dipingono Madonne, se tutte le loro modelle dovessero presentare un certificato di buona condotta, staresti fresca!... Vuoi che ti dica il mio pensiero chiaro e netto?... Vuole sposarti?... Sposalo!.

Fanny - Eh?!

Cecilia - L'ami... Ti ama... Questo l'importante. Se io fossi in te, gli spiattellerei la verit.

Fanny - Sei pazza?

Cecilia - Accomodandola un po', si capisce.

Fanny - Ma anche se io fossi capace di un'azione cosi poco pulita...

Cecilia - Uh!

Fanny - ...hai ben sentito? Lui mi ama perch mi crede una donna onesta. La verit significherebbe: disistima, odio...

Cecilia - Eh! Gli uomini innamorati fanno come i bambini con le medicine. Smanie, boccacce; poi mandano gi ogni cosa.

Fanny - E ti pare che una famiglia di gentiluomini consentirebbe...?

Cecilia - Oh! Sono proprio i gentiluomini che fanno spesso certi matrimoni!

Fanny - No, no; ti prego: taci!... Avevo, comunque, deciso di finire, figurati se non voglio finirla adesso! Ma, soltanto, l'idea di troncare subito...

Cecilia - Allora fa' come ti ho detto: cerca di rimandare. Una donna avr bene una ragione di non poter sposare subito!

Fanny - Si, rimandare, rimandare!... Vivere ancora un poco cos!... Dio che conosce le mie intenzioni, e sa che io sono comunque decisa a finirla, e che non domando che il tempo di trovare... un epilogo meno straziante... per lui, m'esaudir!... Ah! non ho pi paura! Sono tranquilla! tranquilla!

Cecilia - Ringraziamo il cielo!

Fanny - (corre allo specchio per ricomporsi il viso) E, adesso, via ogni segno d'ambascia!

La padrona - (anche lei in abito da festa. Appare dal fondo) Signora contessa? (Fanny e Cecilia si volgono) C' un signore che desidera parlarle.

Fanny - Un signore?

La padrona - S. Un vecchio signore molto distinto.

Fanny - (scambia un'occhiata con Cecilia) E... non ha detto il suo nome?

La padrona - Ha domandato soltanto se la signora era sola e ha soggiunto che aveva bisogno di vederla d'urgenza. (Fanny e Cecilia scambiano di nuovo un'occhiata).

Fanny - E... dov'?

La padrona - Aspetta da me, alla casina rossa, sotto la pergola.

Fanny - (che si trova accanto alla finestra, vi si avvicina, guarda, impallidisce. A Cecilia che le si accostata, sottovoce) Basette bianche... E' lui!... Lo zio!... C'eravamo dimenticate di lui!

Cecilia - (sottovoce) Su, su... Non farti accorgere!...

Fanny - (staccandosi dalla finestra, dice alla padrona, sforzandosi ad apparire calma) Gli dica che venga pure. Te l'avevo detto!... La Signora dalle Camelie. (La padrona esce).

Cecilia - Ma no! Non montarti! Il nipote gli ha scritto, e lui avr ben pensato di venirti a conoscere.

Fanny - - Non mi avrebbe cercata da sola!... Va'! Va'! Se egli sapr, sar forte. Questo, almeno, non vorr rifiutarmelo: di non denigrarmi con Maurizio. Va'!

Cecilia - (esce'a sinistra. Il Duca appare. E' un vecchio signore, molto distinto, dall' aspetto di diplomatico. E, come buona parte dei diplomatici del buon tempo antico, e non soltanto antico, se s'impone per i modi e U contegno irreprensibili, non pu dirsi che s'imponga ugualmente, a un occhio attento, per una soverchia intelligenza. Ha i capelli folti e bianchissimi e porta piccoli baffi e strette fedine parimenti bianche. Vestito scuro, elegante. Monocolo).

Il duca - (inchinandosi) Signora...

Fanny - (risponde all'inchino) La prego... (// duca s'inoltra) S'accomodi.

Il duca - (ha un gesto istintivo di cortese rifiuto) Oh! (Un breve silenzio) Ella certamente deve ignorare chi sono.

Fanny - Il duca di San Goar.

Il duca - Sapeva del mio arrivo?!

Fanny - Lo sospettavo.

Il duca - Sono ben felice, allora, che mi sia risparmiato il preambolo pi... penoso, perch ella ben comprender il motivo della mia visita.

Fanny - (Deve sapere!).

Il duca - Tuttavia, prima d'intrattenerla su... su tale motivo, mi permetta di confessarle lealmente che io sono... come dire?... turbato...

Fanny - (un po' rassicurata) Oh!

Il duca - Dir meglio:commosso.

Fanny - (davvero commossa) Signor Duca!

Il duca - E e mi lasci sperare che lei indulger sul passo che sto per compiere... (Fanny lo fissa, non pi rassicurata) ...e che mi aiuter a compierlo, per una necessit... che non pu sfuggire alla sua sensibilit.

Fanny - (Sa!).

Il duca - Lei forse a conoscenza che io sono dello stesso suo paese.

Fanny - Lo so.

Il duca - Vi manco da trent'anni, a causa di un volontario esilio di cui non possono interessarle i moventi. (Con una commozione che si sforza di mascherare) Ma questo non ha impedito, che io conservassi laggi delle relazioni che mi consentono di essere informato su tutti e su tutto. (Un silenzio) Signora, mio nipote Maurizio le ha detto che mi ha scritto?

Fanny - S.

Il duca - E lei conosce il tenore della sua lettera?

Fanny - Approssimativamente.

Il duca - Sa, allora, che mi ha chiesto il consenso di sposarla?

Fanny - ...S.

Il duca - (deviando gli sguardi, come far ogni volta che dovr dire cose penose) Non si stupir, dunque, che io abbia sentito la necessit di vedere lei prima di mio nipote, perch voglio sperare che ella stessa giudicher impossibile la realizzazione d'un progetto di tale natura, e che vorr risparmiarmi l'ingrato compito d'illustrarne le ragioni.

Fanny - Ah, signor Duca, se lo comprendo? Ma se Maurizio mi avesse confidato le proprie intenzioni, io lo avrei dissuaso sul momento! Le pare? Farmi sposare, io? Una pazzia di questo genere non accadr mai! non la commetterei mai!

Il duca - (traendo un respiro di sollievo, e rasserenando di colpo la faccia) Ah, signora, lei mi toglie un grande peso! Grazie, grazie, signora!

Fanny - Vivere semplicemente con lui, ignorata da tutti, senza che nessuno lo sapesse, in questo cantuccio dove non penetra l'occhio del mondo. Le dir di pi. Io ero gi persuasa che il nostro romanzo dovesse finire. Soltanto, non volevo... non voglio, signor Duca, che questo accada subito. Mi dia il tempo di preparare Maurizio a poco a poco, di trovare qualche cosa che possa lasciargli un buon ricordo di me, perch il troncare d'improvviso, il rivelargli la mia vera situazione, sarebbe un troppo grande dolore per lui. (E poich il Duca, dopo essersi di nuovo rasserenato alla dichiarazione della necessit di una fine della relazione, torna ad accigliarsi, e devia gli sguardi) Neanche questo? (Il Duca non risponde) Ah, signor Duca, teme che io manchi alla mia parola?

Il duca - (che davvero commosso) Ah, signora! La prego! Non insista! Io mi rendo anche perfettamente conto die ella avrebbe diritto alla felicit dopo quanto ha sofferto.

Fanny - Ah, lei lo capisce che, nonostante le apparenze, la mia vita stata una sofferenza continua? Lo capisce?

Il duca - Se lo capisco! Ho conosciuto suo marito, e non ignoro...

Fanny - Mio marito! ?

Il duca - E, ho conosciuto anche lei, quand'era bambina...

Fanny - Bambina!?

Il duca - Ricordo ancora i suoi grandi occhi estatici che parevano destinati soltanto a bearsi di gioia...

Fanny - (Ma che dice?!).

Il duca - (riprendendo il tono rispenosamente severo) Senonch... senonch lei ormai non ignora che io, al contrario di mio nipote, ben so che suo marito non era il conte di Turla. Capisco, capisco... Dovevo considerare che una relazione irregolare, non poteva che portare disonore alla sua famiglia. (Con un'esplosione sincera) No! Non alla mia famiglia! A lei! A lei!... Ah! ella mi costringe a uscire dal riserbo che mi ero imposto... Ma non per mio nipote che io la supplico di rompere ogni rapporto con lui! (Guardandosi in giro e abbassando la voce) E' per lei! per leti... Maest!

Fanny - Maest!?...

Il duca - Non parli! Vostra Maest non parli! Io non sapr mai perdonarmi di aver mancato al primo dovere di un gentiluomo:la discrezione, non rispettando il suo incognito! Ma un dovere pi alto che mi vi costringe...

Fanny - (stordita) Signor Duca...

Il duca - No! No! Vostra Maest non parli, se non vuole che io non trovi pi il coraggio di continuare! Capisce ora il mio turbamento nell'apparirle dinanzi?... Ah! Quando, ricevuta la lettera di mio nipote, sono corso qui iersera per informarmi chi ella fosse, e, per caso, iersera stessa, l'ho veduta uscire dalla Pieve con lui, e ho riconosciuto in lei la mia sovrana... ah! che tuffo al cuore! che emozione! Mio nipote... La Regina... No! Non il disdoro! Un onore! un onore! Senonch una voce ha subito gridato dal fondo della mia coscienza: No! Tu non puoi, non devi permettere...

Fanny - (che ha inutilmente cercato d'interrompere la foga del duca per trarlo dagl'equivoco, ma non riuscendo ad emettere che dei monosillabi) Signor Duca, la prego. Si calmi... Una parola... E' necessaria... Io non...

Il duca - (coprendo le parole di lei con dei no , e soffocandone la voce con foga raddoppiata) No! No! Torno a supplicarla! Vostra Maest non parli, non si giustifichi! Ascolti solo la voce d'un vecchio gentiluomo che ha sempre mantenuto vivo nel cuore il culto per la Dinastia! Torni, torni nel Regno, senza indugiare un minuto! C' gi chi mormora del suo prolungato viaggio in incognito. E quanto a Maurizio, non si preoccupi. Ah! quando egli sapr chi ha avuto l'onore di amare, si rassicuri: vivr rassegnato e felice, perch un ricordo tanto luminoso basta a ravvivare tutta una vita! (Un sorriso illumina subito il viso di Fanny, come se un'idea balenasse nella mente di lei) Ah! Vostra Maest non parla pi? E' convinta?... (Poich Fanny reclina un poco il capo senza rispondere) Lasci, allora, che il suo servo compia l'omaggio che non ha potuto compire finora! (Le afferra la mano e glie la bacia facendo l'atto di mettere un ginocchio a terra).

Fanny - (impedendogli d'inginocchiarsi) No, no, signor Duca! (Poi, subito, trasalendo) Sss! Vien gente! (Difaitti s'odono delle voci dal di fuori!).

Il duca - E allora...?

Fanny - Pi tardi... Pi tardi... Per ora: silenzio!...

Il duca - (portando una mano sul petto per rassicurarla) Oh! Maest!...

Fanny - (rivolta a sinistra) Cecilia? (Dal fondo, appariscono i padroni, Sofia, Michele e il Pievano. Le donne, vestite a festa, portano dei fisci sul capo. Da sinistra, Cecilia, completamente vestita, seguita da Zenaide che reca dei veli per le teste).

Il padrone - Signora, possiamo andare?

Michele - Tutto pronto per cominciare.

Il pievano - La chiesa gi piena. (Tutti s'accorgono del Duca che s' tratto in disparte).

Fanny - Il Duca di San Goar.

Tutti - (inchinandosi) Oh!... Signor Duca...

Maurizio - (appare di corsa, anche lui dal fondo) Si va? (Vede il duca, impallidisce) Zio!

Tutti - Lo zio?

Il duca - Venuto anch'io per ammirare il nuovo abside della chiesa, signor pievano.

Maurizio - (alquanto rinfrancato, va per abbracciarlo) Zio...

Il duca - (lo ferma con un gesto pacato; e, con un lieve sorriso) Vediamo prima che cosa se,i stato capace di dipingere.

Fanny - (prendendo il fascio di fiori recato dianzi da Zenaide) Signor Duca? (Il Duca prontamente, va ad offrire il braccio a Fanny) Andiamo. (S'avviano seguiti dagli altri).

Maurizio - (che rimasto ultimo con Cecilia, e che, al gesto del Duca, aveva guardato ora questi ora Fanny con ansia indicibile, nel vederti allontanarsi sottobraccio, ha un sussulto di gioia. A Cecilia, che guarda stupefatta anche lei) Baronessa? Sottobraccio!... Ah! mio zio non dir di no!

FINE DEL SECONDO ATTO

TERZO ATTO

La stessa stanza. I vecchi soprammobili hanno ripreso il loro posto. E' vicino il tramonto.

(Sofia, quasi sulla soglia della porta, conversa con i padroni di casa).

Sofia - Cos? D'improvviso?

La padrona - Cos.

Sofia - Strano!

Il pievano - (entra, in fretta, dal fondo, in compagnia del farmacista) Ma davvero? Parte?

Il padrone - Parte.

Il farmacista - Strano!

Sofia - Quello che dicevo anch'io: strano!

Il farmacista - Quando parte?

La padrona - Al tramonto. Ora su con la sua amica e con Zenaide a terminare di preparare i bagagli.

Il farmacista - E quando vi ha comunicato che partiva?

La padrona - Poco dopo la fine della cerimonia.

Il farmacista - E non ve ne ha detto la ragione?

La padrona - No.

Il farmacista - Neanche la Baronessa?

La padrona - M' sembrata sorpresa anche lei.

Il farmacista - Tuttoci nasconde un mistero. Eh s! Non si parte, cos, su due piedi, dopo una festa come quella d questa mattina!

Cecilia - (di dentro) Signora Geltrude?

Il pievano - Zitti!

La padrona - Son qui.

Cecilia - Scendo.

Il pievano - Prenderemo congedo dopo. Ora non vogliamo disturbare. Aspettiamo alla Casina rossa. Ci chiamerete al momento. (S'avvia col farmacista, con Michele e con Sofia).

Il farmacista - Questa partenza proprio non ci voleva! (Esce con gli altri tre. Appare Cecilia da sinistra. E' gi in abito da viaggio; ma senza cappello).

Cecilia - I bagagli sono pronti. C' qualcuno per ritirarli?

La padrona - S. Manderemo un facchino. Lo faremo passare dall'orto, cos potr caricarli subito sul baroccio.

Il padrone - E il baroccino, per che ora?

Cecilia - Fra mezz'ora.

La padrona - Hanno bisogno di nulla?

Cecilia - No, grazie.

I padroni - A pi tardi. (Escono dal fondo).

Cecilia - Uffa! Parola che non mi raccapezzo pi! (Fanny appare da sinistra. Anche lei gi in abito da viaggio, e ancora senza cappello. Non s'accorge di Cecilia; s'avvia alla finestra senza accostarvisi, e guarda un istante al di fuori, pensierosa) Guardi per l'ultima volta il panorama?

Fanny - (scuotendosi) Ah, tu?...

Cecilia - Ora che non abbiamo pi tra i piedi ne serve n padrone, vuoi farmi un piacere? Ti decidi a spiegarmi...?

Fanny - T'ho detto: spiegazioni lungo il viaggio.

Cecilia - Ah, no, cara! Non voglio mica diventare matta anch'io. Arriva il Duca. T'offre il braccio. Respiro. Dunque, niente Signora dalle Camelie. Nossignori! Tornati a casa, chiami la padrona. Si parte . Si parte!? . Subito . E per quanto faccia non riesco a cavarti una parola di bocca. Sai che ti dico? A me non piace fare la confidente a met. O parli o non parto. Tu mi hai trascinato qui a forza, ora mi ci trovo bene. Non sposto.

Fanny - Bisogna partire perch necessario partire.

Cecilia - Tutte le necessit che vuoi, ma c' modo e modo di partire! Il duca forse ha saputo...?

Fanny - No.

Cecilia - Forse si adirato per la tua relazione con suo nipote?

Fanny - No.

Cecilia - E allora?... Ah!... Una fuga con Maurizio?

Fanny - Una fuga, s; ma da sola... Perch ho trovato il motivo che andavo cercando, il bel motivo per finire la nostra storia d'amore, ed stato il Duca ad offrirmela, senza volerlo.

Cecilia - E... questo motivo?

Fanny - Tu sai che il Duca dello stesso nostro paese. Orbene... (Esita) Non ridere, per.

Cecilia - Si innamorato di te e vuol soppiantare il nipote?

Fanny - Sciocca! Egli... Ma che nessuno sappia!... Egli mi ha scambiato per la nostra Regina.

Cecilia - Eh!? (Dando in una risata) Ah, questa, poi! Non ci mancava che questa! Avevo visto subito che quel signore non ha l'aria troppo intelligente! Ora capisco il suo fare cerimonioso!... E tu gli hai lasciato credere...?

Fanny - Ho cercato di toglierlo dall'equivoco; ma non me ne ha dato il tempo.

Cecilia - Non vedo, per, come avendoti scambiato per la Regina...

Fanny - Non avrai dimenticato che essa viaggia in incognito da qualche mese. Il Duca ha creduto che io, appunto...

Cecilia - Cio, la Regina.

Fanny - Fossi qui, in incognito, a... a...

Cecilia - Filare il perfetto amore come una mortale qualsiasi... E, il Duca?

Fanny - Ha fatto appello al mio dovere, all'obbligo morale di porre fine a una situazione che potrebbe tramutarsi da un momento all'altro in scandalo. E, quando ha conchiuso che Maurizio, una volta conosciuto il... il mio vero grado, sarebbe vissuto rassegnato e felice di essere stato amato da una Regina, e che egli stesso lo avrebbe preparato al distacco,... che vuoi?... ho sentito che non c'era altro scampo che assecondare la finzione. E, terminata la cerimonia, ho promesso al Duca di partire oggi, e partir.

Cecilia - Ma guarda le cose del mondo! Sloggiata dal tuo paese, perch assomigliavi a una Regina, costretta a sloggiare da quest'altro perch addirittura Regina...

Fanny - Oh! Regina dalla corona di Strass! Ma non importa. Benedico il caso che ha disposto cos. Perch cos bello che il caso voglia, hii, chiudere questa strana parentesi della mia vita, e mettere in condizioni Maurizio di non potermi rivedere mai pi e di pensare a me come si pensa a... a qualche cosa di alto... di molto alto!... Di', non trovi anche tu che sia bello, assai bello! (Vuol are le ultime parole sorridendo, ma non riesce a trattenere qualche singulto).

Cecilia - Tanto bello che ci piangi sopra! (Un silenzio) Di' un po'. Hai pensato che, lontano di qui, ,addio pensione?

Fanny - Vi ho pensato.

Cecilia - Non ci rester che la somma che ti consegnarono i due commissari all'arrivo, e gi parecchio assottigliata. Che farai dopo?

Fanny - (con un sorriso amaro) Quello che facevo prima. La... la reginetta, altrove.

Cecilia - Cosa? Tornare a fare la... la... s, come dici tu... la reginetta? Ah, no! Dovessi aprire una modisteria, io non torno indietro, e tanto per cominciare, abolir subito l'henne!

Fanny - (abbracciandola) Tu sei buona! (Ma i suoi sguardi cadono di l dalla finestra, e trasalisce) Dio! Non Maurizio che s'avvia alla nostra volta?

Cecilia - (d un'occhiata anche lei) S.

Fanny - Perch viene solo? Il Duca mi aveva promesso che sarebbe venuto insieme a lui soltanto al momento della partenza. Forse non sa ancora... Ah! ch'io non lo veda! Mi tradirei! (Fa per fuggire a sinistra, ma Maurizio appare di corsa dal fondo. E' pallido e agitato).

Maurizio - Fanny!

Cecilia - Buonanotte! .

Maurizio - (a Cecilia che fa per uscire) Stia, stia. Lei non di troppo. (A Fanny, sforzandosi a contenersi) Scusate, signora, se vengo a disturbarvi; ma spero di giungere in tempo per compiere il mio dovere. Terminata la cerimonia, sono rimasto a colazione con mio zio. Purtroppo, non mi stato possibile di avere finora da lui la risposta che attendevo con tanta ansia. Ma era cos allegro, parlava di voi in termini cos lusinghieri, che ho frenato la mia impazienza, ben sicuro che la risposta non poteva essere che favorevole. Difatti... casualmente ho saputo... che fuggite.

Fanny - (si fa cerea).

Maurizio - (prorompendo) E' vero?... Rispondete!

Fanny - ...Non fuggo... Parto...

Maurizio - Ah! vero! Era dunque un tranello che mi si tendeva? Mio zio era d'accordo con voi! E se non fossi venuto a sapere la vostra partenza, sareste partita senza che io vi rivedessi, per poi sentirmi dire: finita! finita! ?

Fanny - No, no; questo, no! Mi avresti rivisto! Mi avresti rivisto!

Maurizio - Perch partite, allora?... Una ragione ci dev'essere, e dev'essere ben grave se vi spinge a fuggire proprio nel momento in cui vi ho offerto il mio nome, la mia vita!... E non pu dipendere che da voi, da voi sola, giacch mio zio, da quel che ho capito, ripeto, se aveva un motivo di opporsi al mio progetto a-vrebbe tenuto un diverso contegno. Eppoi, se anche si fosse opposto, io sono libero di me, posso fare quello che voglio... Non rispondete?... Ve la dir io qual' questa ragione. Voi non mi amavate, il vostro non era che un capriccio...

Fanny - (senza alcuna forzai di reagire) Ah, Maurizio! Un capriccio!?

Cecilia - (Che imbecille!).

Maurizio - A meno che nella vostra vita non ci sia qualche cosa di oscuro, di inconfessabile, che vogliate nascondermi!

Fanny - (in un bisogno istintivo di sondargli l'anima) Perch... se nella mia vita, ci fosse veramente qualche cosa che non potessi confessarti, il mio amore... non basterebbe a farmi amare da te!

Maurizio - (afferrandola per le braccia) Ah! c' dunque qualche cosa che mi hai nascosto, che mi nascondi?... Parla! parla!

Cecilia - (che non ne pu pi, interviene e libera Fanny dalla stretta) Ah, basta! Ragazzo mio, lei passa il segno! (A Fanny che tutta in singulti sommessi, spingendola verso la porta d sinistra) Va'! Va'!... Guarda come l'ha ridotta! (Lt costringe ad uscire. A Maurizio:) Suo zio le ha detto che le parler? Parli, dunque, con lui! (Fa bruscamente per uscire anche lei).

Maurizio - (che era rimasto un istante interdetto) No! E' lei che deve spiegarmi! Lei!

Il duca - (appare dal fondo, e, calmo:) Maurizio... (Maurizio si volge).

Cecilia - (Oh! Ora la sbrogli lui). (Esce).

Il duca - Perch sei venuto qui senza aspettare che ti parlassi?

Maurizio - Ella parte, capite?, parte! E voi non lo ignoravate!

Il Duca - Te lo avrei detto, se tu avessi avuto la pazienza di attendere ancora poco.

Maurizio - Ah, zio, siate sincero! Voi cercavate di guadagnar tempo per dirmelo quando fosse gi partita. Questo! questo!

Il duca - (continuando a parlare con grande calma) L'hai veduta?

Maurizio - S.

Il duca - Che ti ha detto?

Maurizio - Nulla... nulla... (Il duca respira) Volete dirmi voi, almeno, la ragione della sua partenza? Dal modo come l'avete trattata, come avete parlato di lei davanti agli altri, non posso credere che la sua fuga dipenda da un vostro rifiuto ad approvare il mio progetto.

Il duca - No, no... Ella degna di tutto il tuo amore, e ti ama, molto, pi di quello che tu possa supporre.

Maurizio - E, allora, perch parte? Ma non capite che quella donna mi necessaria quanto l'aria che si respira? che senza di lei non vivo? Il duca - (esaltandosi a poco a poco) Ah, fi-giuolo mio, noi siamo dei gentiluomini. Se vivessimo in altri tempi, quando i gentiluomini cingevano una spada, ti avrei detto: Resta, resta pure al suo fianco . Ma oggi, oggi, restare a fianco di quella donna, significherebbe trascinarla gi, nel fango, dal piedistallo dove Dio l'ha collocata; perch... perch...

Maurizio - Perch...?

Il duca - (si guarda in giro, abbassando la voce) ...la donna che tu ami... sii forte, figliuolo!... ... la nostra Regina.

Maurizio - La nostra Regina?!...

Il duca - Nostra, giacch la mia patria per me anche la tua. (Maurizio guarda dinanzi a se, come trasognato) Comprendi, ora, la necessit di finire?

Maurizio - (balbettando) La Regina... La Regina...

Il duca - La sua grazia, la sua distinzione, quel non so che d'imponderabile che la fa diversa dagli altri, a chi potevano appartenere non a una creatura privilegiata?... Oh! Io ti compatisco per averla tanto amata, e... non mi vergogno di confessarlo... sono orgoglioso che ella ti abbia amato. (Lo bacia sulla fronte).

Maurizio - (balzando in piedi) Ah! ch'io la riveda! Che io le chieda perdono per averla ingiuriata, per aver diffidato di lei! (Fa per avviarsi a sinistra).

Il duca - (fermandolo col gesto) No!... Il futuro Duca di San Goar deve comportarsi da gentiluomo. Ora che sai, il tuo dovere uno solo... La discrezione!... La saluterai davanti agli altri. (Maurilio china il capo, rassegnato) Sarai forte?

Maurizio - S. (Intanto cominciato a imbrunire).

Il padrone - (appare dal fondo con la padrona) Tutto pronto.

La padrona - Ah! Che schianto!

Il duca - (avvicinandosi) Avete ben donde d'essere cotanto afflitta, poich sappiate che quella nobildonna che avete ospitato... (abbassando la voce con tono di mistero) ... una Regina!

I padroni - Una regina?

II duca - Sst! Che nessuno lo sappia! (/ pa droni si guardano un po' interdetti; poi la pa drona si scuote e chiama ailla porta di sinistra).

La padrona - Zenaide! Zenaide...

ZenaIde - Eccomi!

La padrona - Avverti la signora che il baroccino aspetta... (Mentre Zenaide passa, la ferma per un braccio e le sussurra all'orecchio) Mi raccomando... con tutto il rispetto... E' una regina!

Zenaide - Una regina?

La padrona - Sst!... Che nessuno lo sappia! (Zenaide sbalordita corre nella camera di Fanny. Intanto il padrone si fatto sulla porta e chiamati in scena U Farmacista, il Pievano e il Comandante, li trascina in un angolo parlando loro sottovoce. I tre ascoltano sbalorditi e ad un tratto esclamano insieme: . Una regina? . Contemporaneamente anche la padrona) deve aver fatto la stessa confidenza in tutta segretezza a Sofia, che entrata, poich anch'essa grida sorpresissima: Una Regina? ).

Il padrone - (ai tre) Sst... Che nessuno lo sappia!

La padrona - (a Sofia) Sst... Che nessuno lo sappia.

Maurizio - (vedendo entrare Fanny) Eccola!

Il, duca - Sii forte.

(Tutti si volgono verso Fanny che entra seguita da Cecilia e da Zenaide che reca delle, valigie ed esce dal fondo).

Fanny - (volge lo sguardo in giro come per cercare Maurizio; lo vede, ha un attimo di smarrimento).

Cecilia - (sottovoce a Fanny) Su! Non tradirti!

Il comandante - (avanzandosi con un mazzo di fiori) Permetta che le offra questi fiori dei nostri campi. Noi vorremmo che essi le dicessero per noi... grazie... grazie... (Gesticolando col mazzo lo d in faccia ai Pievano).

Fanny - Sono io che devo ringraziar loro.

Il farmacista - Sia consentito anche a me, poich ella parte, di offrirle una mia specialit che potr esserle utile in viaggio... Sono pillole di mia invenzione contro il mal di mare.

Il padrone - Ma se parte in baroccino...

Il farmacista - Non si sa mai...

Fanny - Grazie anche a lei... grazie a tutti e di tutto... E grazie anche a lei, signor Maurizio, per il bel dipinto. (Cecilia s'avvicina subito alle donne, con la scusa di salutarle, per lasciare solii i due. Altrettanto fa il Duca con gli uomini, non dimenticando di sorvegliare Maurizo con la coda dell'occhi).

Maurizio - (che s' avvicinato lentamente a Fanny riuscendo a stento a dominare la propria emozione, sottovoce) Maest... perdono...

Fanny - (con un tremito nella voce) No... Fanny, Fanny... Per l'ultima volta...

Maurizio - Fanny... (Le bacia la mano).

Fanny - (sente che una lacrima di lui le scivolata sulla mano; hai di nuovo un attimo di smarrimento; di nuovo si fa forza; poi, bruscamente) Andiamo, Cecilia. (S'avvia).

Il duca - Se la signora Contessa lo consente, l'accompagner col baroccino sino alla valle.

Fanny - Grazie. (Si volge) Addio.

I padroni e gli abitanti di colledoro - Buon viaggio!

II farmacista - (trasalendo, agli altri, sotto voce, indicando Maurizio) Guardate!... Pian ge!... (Tutti guardano Maurizio, poi si guar dano tra loro) Che il mistero della partenza... sia lui? (Tutti tornano a guardare Maurizio, e a guardarsi tra loro) Forse l'amava... Avr osato esternarlo... E lei... la Regina.

Il padrone - Per guarirlo... Il farmacista (gesto come a dire ce partita ).

Il Pievano - ...Dev'essere proprio cos!

Il farmacista - Ma che nessuno lo sappia!

FINE

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