La divina commedia


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ATTO PRIMO

LA DIVINA COMMEDIA

parodia musicale di

COMPAGNIA LA QUINTA

PROLOGO

                   A sipario chiuso si sentono le note di “…la porti un bascione a Firenze”.   Entra in avansipario

                   uno uomo vestito in modo distinto e un po’ demodè che passeggia avanti e indietro

                   nervosamente. Chiaramente sta aspettando qualcuno. Un campanile vicino rintocca le quattro.

Dante  :      Oh Maremma....... gli è una ora che s’aspetta! S’ aveva l’appuntamento alle tre, qui in piazza della Signoria ! Maremma diho io ... o che puntualità l’è hodesta ! Gli si è preso pure i fiori ..... ma ancora un po’ che s’aspetta e s’appassiscono .... e hodesta figliola nun m’arriva! Occhèe gli è ......creanza hodesta ?  Ma diamine ...., suvvia…s’aveva l’appuntamento alle tre,......... ora sono le quattro,...................................s’aspetta fino alle cinque.....................ma ..............se alle sei  non sarà hostì...................................................  alle sette si piglia e.........si va a hasa !

Dal fondo della sala entra una procace ragazzotta vestita in piuttosto appariscente, ruminando chewing gum e roteando una piccola borsetta grida verso il palco :

Beatrice  :   Ahhhh ... eccolo là .....ah ....Da’..... tacci tua...... tacci ! ..... meno male che te se ritrovo.... !

Dante  :      Oh Beatrisce........... Oh Beatrisce........  Oh Beatrisce ..... ma te ...che tu mi disci te ? Si era detto in alle tre in Piazza della Signoria ? Oh Pallina..........Suvvia.......alle tre ....io…. gli ero già hostì !

 Beatrice  :  Ah Da’ .........te possino ceccatte .......è un’ora stò cercanno de parcheggià ! Mo l’ ho lassata in terza fila .......

Dante  :      Oh Beatrisce........... Oh Beatrisce........  Oh Pallina  ..... ma te ...tu ci hai sempre la scusa bona !

Beatrice  :   Ch’ è nun te l’avevo detto........... vedemose all’autogrill che famo prima ..........ma tu no !

..... Gli è meglio che ci vediamo in centro !

Dante  :      Oh Beatrisce ......... ma te ...tu lo sai che al sabato, alle due, s’ha da accompagnare la mi mamma al supermercato in centro (dandogli il mazzo di fiori che ha in mano).

Beatrice  :   Ahooo ....Ah Da’ ..... ma ncè lo so ......ma tu te devi decide .....devi da sceglie.... ... o me ......o

 ‘a vecchia !

 Dante  :     ....... ma che te tu disci davvero ? Oh ...iiii …. che centra la mi mamma ora ?

Oh Pallina ..... e non t’alterare per una bischerata home questa ! Ti ho solo fatto osservare che

sei in ritardo di un ora ! Te ... tu mi stai a scrivere un romanzo !

Beatrice  :   Ahooo ... lo sai che te dico ............ Ma va all’ inferno ! va .......... (tirandogli addosso il mazzo di fiori che lui gli aveva appena dato e uscendo di scena imprecando).

Canzone :

MONTECARLO

State ad ascoltar

vi vogliam portar

tutti quanti dentro nell’inferno.

Noi discenderem

e  così vedrem

chi è finito dentro nell’inferno.

Lì non vedi neanche il mare

e la luna in ciel non può brillare.

Ora lo saprem

cosa troverem

nell’eterno fuoco dell’inferno.

Non dimenticar

di non più peccar

se no ti ritrovi giù all’inferno.

Chiedilo a chi vuoi

ti diranno sai

non è bello stare giù all’inferno.

I peccati fan star male,

nella vita meglio non sbagliare.

Pensaci un po’ su,

ci rimetti tu

se finisci dentro nell’inferno.

SCENA PRIMA

La scena rappresenta una oscura foresta con liane, vegetazione rigogliosa e nell’aria riecheggiano cupi suoni e versi di uccellacci notturni. L’atmosfera è molto tetra, da incutere timore. Una sagoma di uomo solo vestito con una tunica rossa ed il copricapo classico di Dante, compare impaurita ed esitante sul palco

Una voce fuori campo recita :

Nel mezzo del cammin di nostra vita

          Mi ritrovai per una selva oscura

Chè la diritta via era smarrita.

                                                         Ah quanto a dir qual’era, è cosa dura

                                                                   Esta selva selvaggia e aspra e forte

                                                                   Che nel pensier rinnova la paura !

A questo punto Dante incespica in un arbusto e ruzzola a terra teatralmente.......

Dante   :     (Mentre cade..... e poi continua rialzandosi) Maremma maiala ! Nun gli è punto giornata bona oggi !

                   (guardandosi dappertutto per rendersi conto di cosa s’è fatto, ansimando e piagnucolando)

                   Ahi, Ahiaiai....che male......mi s’è sporcato pure il vestito novo di buhato ! Quando lo vedrà la mi mamma .........mi sà che se ne piglia, ......e sihuro che se ne piglia !

                   Ma.... diho io........ma vuoi dire che si è finiti davvero all’inferno ? Ma se unsono ancora morto....come fo andà all’inferno.....e che gli è hodesta ? ......... una punizione, .............un hastigo? Ma che hosa ho fatto ?  .....forse perchè l’anno addietro unsi è presentato la “DECLARATIO REDDITORUM” ? ..........o unsarà miha stata un bischerata di qualche Ghibellino ?

Voce fuori campo  :  

Così l’animo mio, ch’ancor fuggiva,

          Si volse a retro a rimirar lo passo,

Che non lo lascio già mai persona viva

Poi ch’èi posato un poco il corpo lasso,

Ripresi via per la piaggia diserta,

Sì che ‘l piè fermo sempre era ‘l più basso.

Dante   :     Gli è che un si vede nulla ! Oh mammina mia......è che  sa paurina,  ... sa paurina ! L’è buio

pesto !

Entrano in scena, in tempi successivi, ringhiando e spaventando ancora di più il povero Dante, prima la Lonza (CGIL), poi il Leone (CISL), poi la Lupa (UIL). Dante arretra passo passo fino all’entrata in scena di Virgilio ....... (... s’odono ringhii di Lonza ... !)

Dante   :     (indicando la Lonza) ....e che gli è sta bestia ? ! Oh mammina mia...... Oh mammina mia......

                         ...gli è tutta mahulata...... sembra un hagnaccio !

(..la Lonza (CGIL) entra in scena – Dante indietreggia)

 Sta bonina, sta bonina.......

(...entra in scena anche il Leone (CISL)...ruggendo paurosamente ...!)

Dante   :     PPPure !    ....e  si sentiva la manhanza di un leoncino hostì.... via ? ....Oh mammina mia.....

(...entra in scena anche la Lupa (UIL) ..ululando in modo impressionando)

Dante   :     ...e tre !    ....e  certo tre gli è il numero perfetto!

                   Nun fate hosì ...suvvia .... .(Cerca di mediare la situazione ....e di trattare) Se  avete fame vi

posso dare dei buoni pasto per il Mac Donalds......Sì quello che c’è in centro a Firenze ! in via

Santa Marta ! Gli è’ un Fast Food .... suvvia …. ma si mangia bene ... !

                  

(...i tre voraci animali fan capire che è troppo poco..........)

Ma chi siete ....... oh quanto siete magre ! ......siete più fameliche di tutti i politici italiani

messi insieme!

(..la luce si alza quanto basta per lasciar leggere scritti sulle magliette degli “Animali” :

CGIL – CISL – UIL)

CGIL, CISL, UIL,  voi siete gli animali più famelici del mondo.....più ve ne danno ......più fame vi viene ! Non ho speranze..........

Canzone :

SOLO PIU’ CHE MAI

(Strangers in the night)

Dante :

Solo più che mai

in questa selva

mi son perso ormai

non ho speranze

ora che farò,

io non mi salverò.

Ho paura che

dovrò restare

qui con questi tre

oh che dolore

mamma non lo so

se a casa tornerò.

                                                              

                        

(Entra in scena Virgilio – Dante lo scorge e gli urla 🙂

Dante   :     Miserere di me, Qual che tu sii, od ombra od omo certo !

Virgilio   :                               Non omo, omo già fui,

e li parenti miei furon lombardi,

e mantovani per patria ambedui.

Nacqui sub Julio, ancor che fosse tardi,

          E vissi a Roma sotto ‘l buon Augusto,

          pria che si mangiassero tutti li mijardi.

Poeta fui, e cantai di quello giusto

Figliuol d’Anchise che venne da Troia

Quando questa fu combusta .......

Dante:       

 Canzone :

TU SEI ROMANTICA

Tu sei Virgilio

poeta dei latini

per me è un grande onor,

un’emozion

trovarti qui.

Tu sei Virgilio

vederti è un po’ rivivere

nella semplicità

nella irrealtà

di un’altra età.

Virgilio   :  

 Canzone :

SE STASERA SONO QUI

Se stasera sono qui

è perché ti voglio bene

è perché tu hai bisogno di me

e seguirmi dovrai.

Se stasera sono qui

è perché so dove andare

e io voglio offrire così

il mio aiuto a te.

                                                    

Virgilio   :   ...Te capi’ ........L’ ha dì ul Padreterno che te ghet de vegni cun mi. Ghem den ‘nda all’ Inferno

indua la gente la piancc e la se dispera; Peu ghem de ‘ndà al Purgatori e per finì te ghe dendà anche in Paradis. .....Ma in Paradis te podi mia accumpagnaa mi, perchè ghu avu na questiun con Ul Signur, e se el me vet el me sfulmina ! Ma ti paura minga perchè te truaret una persona pussè degna de mì .......va ben insci ?

 Dante   :    ...Ovvia Poeta....si faccia come tu disci........basta che mi porti via da queste belve......

 Virgilio   :  ...ndemm alura !........

                    (Dante lascia uscire di scena Virgilio e poi dal centro della scena, rivolto al pubblico ...:)

Dante   :     ...allora si mosse ...ed io gli tenni dietro........ (esce anche lui di scena....)

 SCENA SECONDA

I poeti varcano la porta dell’inferno. Si odono grida strazianti e urla disumane mischiate a risate

 agghiaccianti, imprecazioni, ululati.  Una scritta campeggia in mezzo alla scena, Dante avvicinatosi tra

il curioso e l’impaurito legge declamando con enfasi (alla “Vittorio Gassman”)  :

Dante :                                             Per me si va nella città dolente,

per me si va nell’eterno dolore,

per me si va tra la perduta gente.

Giustizia mosse il mio alto Fattore;

Fecemi la Divina Podestate,

la Somma Sapienza e ‘l primo Amore.

Dinanzi a me non fuor cose create

se non eterne, e io etterna duro.

Lasciate ogne speranza, voi ch’ intrate.

Dante :       Ovvia oh Poeta........Non è che si pensa molto positivo da hodeste parti !

Virgilio :     Ragazzo...Ki ghe mia te tant de fa ul pistola ! Prendi il coraggio a due mani e....seguimi !

            

Virgilio :     (prendendo per mano Dante, come un bambino… sempre con il sottofondo di urla etc......)

 Qui vedrai quelli che hanno perso il bene dell’intelletto, qui vedrai gente nel dolore e nella disperazione più nera...

(entrano alcuni personaggi che attraversano la scena in lacrime ... piangendo e accusandosi l’un l’altro di aver giocato i numeri sbagliati............)

Dante :       Maestro.........Chi sono hodesti tristi !

Virgilio :     Hinn quei nè carne nè pes, campà senza infamia e senza lodo ........ sperando sempre di vincere

al SuperEnalotto !

(entrano altri personaggi che attraversano la scena schiaffeggiando se stessi e schiaffeggiandosi tra loro come per cacciare mosconi e vespe invisibili ...........)

Dante :       Maremma, questi poi.........!

Virgilio :     Hinn i angeli che hinn mia stà fedeli nè al Signur nè al Diavul ! I a veuren mia nè all’inferno nè

                  al paradis e van avanti e indrè a vess cascià de chi e cascià de là .... e intant gan ul so bel de

fa a cascià via muscuni e vesp  e calabruni !

(s’ ode un rumore di corso d’acqua..........)

Dante :       Maestro, qui non si passa più, ....... c’è un fiume !

 Virgilio :    Si è l’ Acheronte, il fiume che separa il mondo dei vivi da quello delle anime dei dannati.

Quelli che muoiono non in grazia di Dio si affollano qui per essere traghettati !

                         (entrano in scena Caronte,  “un vecchio bianco per l’antico pelo”, vestito da ufficiale di marina

su una barca .........che  urlando e imprecando mostruosamente cerca di colpire tutti quelli che

gli capitano a tiro con una specie di remo.)

Caronte :    Guai a voi, anime prave ! Non isperate mai veder lo cielo : io vegno a menarvi all’altra riva,

                   pàrtiti da codesti che son morti !

Dante :       (equivocando)  Maestro ha detto che son morti i partiti  ?

Virgilio :     Ehi, magari ..... alura sarium in paradis !  Va a fà i biglitt piuttosto........

Dante :       (avvicinandosi a Caronte) Oh hapitano ! Due biglietti andata e ritorno, pe’ favore ?

Caronte :    (Sghignazzando orrendamente) Andata e Ritorno  ? Ahhaaaaa, Ahaaa .......senti questo......

ehi signorino ...qui i biglietti sono solo di andata.......ma pensa te.......Per altra via, per altri porti verrai a piaggia, non qui, per passare : più lieve legno convien che ti porti.

Virgilio :     Caron non ti crucciare : vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuol, e alura sugutà no a menà

                  ul turrun, dag sti biglitt e vedi di traghettarci al di là dell’ Acheronte ! Meuvess !

Caronte :    (Incassa grugnendo le parole di Virgilio e ....ripete scioccato tra se e se:)Andata e Ritorno  ? .......è la prima volta che mi capita in 10.000 anni.....andata e ritorno....mai visto na roba del genere......

(tutti saltano sulla barca che esce di scena tra urla ............:)

Canzone :

FIN CHE LA BARCA VA

Finche la barca va

lasciala andare,

fin che la barca va,

tu non remare,

fin che la barca va,

stai a guardare.

Quando Caronte viene

il campanello suonerà,

quando Caronte viene

il campanello suonerà.

Virgilio :

E tu che vivi sempre senza il sole

tra spiriti e dannati in quantità,

oh vecchio rematore non gridare,

sulla tua barca portaci di là.

Dante:

Mi sembra di sentire mio fratello

che brontolava e non finiva più,

ti prego per favore dacci un taglio

o all’altra riva non giungeremo più.

Fin che la barca va …..

SCENA TERZA

La scena si apre con la canzone

Canzone :

LIMBO ROCK

La, la , la …..

Siam nel limbo e qui con noi

puoi ballare fin che vuoi

questa musica lo sai

fa dimenticare i guai,

chiudi gli occhi e non pensar

cerca di lasciarti andar

segui il ritmo e poi vedrai

che la danza imparerai.

La, la, la …..

Due anime al centro scena tengono tesa una corda sotto la quale ballando passano a turno dei

personaggi.  A centro della scena sta seduto ad un tavolino Minosse vestito da usciere ministeriale; di fronte

a lui si snoda una fila di anime dannate che ad una ad una passano ballando sotto l’asta e poi gli si

presentano dinnanzi per confessarsi e lui, non senza consultare e scrivere su un voluminoso non meno che

polveroso registro, indirizza i dannati al luogo di espiazione meritato.

Dante e Virgilio sono coinvolti nel balletto mentre si svolge il seguente dialogo :

Virgilio :     Sai siamo al limbo.....non so se l’hai capito ? (Parla a voce alta per sovrastare la musica)

                     Non ti interessa sapere chi sono ?.... è tutta gente di intelletto......

                         sono poeti, scienziati, eroi, filosofi........ se vuoi te li presento ! 

Dante  :      Oh …. che peccati hanno fatto ?

Virgilio:      Non sono qui per dei peccati commessi ma perchè essendo vissuti prima della venuta di

Cristo, non sono stati battezzati e quindi non hanno potuto adorare Dio come avrebbero

dovuto, ma adesso sospirano dalla voglia di vederLo. (Parla a voce alta per sovrastare la musica)

                                                                                                       

Minosse:    (Ascoltando uno dopo l’altro le anime) Sono aperte le confessioni !

· C’ hai fatto tu ?........hai tirato la coda ar gatto ?.... de llà.....girone dei prepotenti ! .....primo sentiero a destra !

·E...tu c’ hai combinato ?.......aiaiaia.........ma che sei ‘n assassino ?….. pussa vvia ! Girone dei omicidi ! .....…cinque gironi sotto.......NO ! ... NON c’è ascensore ..... avanti un ‘altro …….

·Come …come…. tu ?........hai rubbato ….la marmellata de nonna ? .... devi andà al terzo seminterrato.....girone dei golosi ! .....

·E tu …c’ hai fatto tu ?........te sei visto tutte le puntate der “Grande Fratello” ?  …. Ma alora fijjo mio tu er castigo l’hai già avuto ……. Te sei già punito da solo…… ..però se hai visto tutte le puntate vor dì che nun ci avevi niente da fa ……pussà via….ai lavori forzati !  Girone degli sfaccendati e dei lavativi ! ……….. Avanti il prossimo !

·...tu bella bionda ............... famme sentì un po’ che peccati hai fatto…….. (confessandola) ……però …..uelà ….. accidenti …….  !!! ..........de quà........ar primo piano

……………ahoo damme er tuo numero de cellulare

(Entra Andreotti che rivolgendosi al Minosse! )

Andreotti:   Ah !......Minò ........ che è già arrivato Caselli ? ......... ah no ? ....beh quanno ariva ...mannamelo.....che ce lo manno io......ce lo manno !.......Se vedemo !

Dante e poi Virgilio cercano di passare eludendo il controllo di Minosse ……

Minosse:  Aho cappuccetto rosso …… addò vai ?

Virgilio:  Non impedire lo suo fatale andare ; vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole e più non

      dimandar ? ........

Minosse:  Aho ........ma che siete dei Servizi Segreti !

Dante:        (a Virgilio)  Maestro .... ma hodeste genti (indicando il pubblico) così acconciate chi sono !

Virgilio:      ... Questi sciagurati ....hanno fatto della lussuria la loro ragione di vita... Non li riconosci...

                   la vedi la quella signora bionda (indicando il pubblico) ... E’ Semiramide.....e quella mora là

                   in fondo, con quel bel nasino......è Cleopatra ! ..........e  quell’ altra là..... non puoi non

                  conoscerla.....è  Elena di Troia......e lì vicino a lei ....vedi Paride, e.... più in là Tristano e Isotta

Vedrai che adesso qualcuno si avvicinerà........puoi parlargli.........se vuoi !

(Entrano

no invece Paolo e Francesca abbracciati ......in maniera tale da lasciar trasparire una reciproca

passione) 

Dante:        (a Virgilio)  .......oh guarda chi vedo ........ la mi sembra ......la Francesca !

                   ma si che l’è la Francesca, .....l’è la Franceschina, ..............s’era vicini di ombrellone

l’altr’anno a Rimini, al Bagno Mirasole., .........ma....quello un l’è il su marito ! ..........Ahiaiaiaiaiiiiiiii....................

                  

Canzone :

NON E’ FRANCESCA

Paolo :                                                       Non stai sbagliando

ti dico chi è

                                                                                      lei è Francesca

                                                                   lei è sempre qui vicino a me

                                                                   lei è Francesca

                                                                   Sono il suo uomo sai

                                                                   innamorato di lei

                                                                   Francesca non ha mai chiesto di più

                                                                   sono certo che l’hai capito anche tu

                                                                   Francesca non ha mai chiesto di più

                                                                   così lei soffre con me

Francesca :                                                Con il mio Paolo insieme qui sto

                                                                   sì, io son Francesca,

                                                                   sono vestita di rosso, lo so

                                                                   si son Francesca

                                                                   il nostro amore sai

                                                                   fu la rovina per noi

                                                                   ma col mio Paolo ho voluto restar

                                                                   e or la pena dobbiamo scontar

                                                                   con il mio Paolo ho voluto restar

                                                                   così lui soffre con me.

Dante:        (a Francesca)  .......oh Francesca ....... ma sei proprio tu...........Maremma...... oh che tu fai

hostì? .......... (con movimenti di occhi e di braccia sembra chiedere a Francesca spiegazioni per il fatto che l’uomo a cui sta abbracciata non è suo marito) ........ all’inferno ? .... scommetto che te ci ha mandato il tu marito ? ........ nevvero?

Francesca: .... (con accentuata cadenza romagnola) ...... Mo ben..  mo va là ...che adesso ti spiego!

....Amor che al cor zentil ratto s’apprende...

prese costui della bella persona

che mi fu tolta; che il modo ancor m’offende

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,

mi prese del costui piacer sì forte,

che, come vedi, ancor, non m’abbandona

Paolo:        .... (divincolandosi da Francesca, con accentuata cadenza romagnola)

......Noi lezzevamo un zorno per diletto

di Lanzillotto come amor lo strinse;

soli eravamo e sanza alcun sospetto;

per più fiate gli occhi ci sospinse

quella lettura, e scolorozzi il viso;

ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo in disiato riso

esser basciato da cotanto amante,

questa che mai da me non fia divisa,

la bocca mi basciò tutta tremante.

galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse

quel giorno più non vi lezzemmo avvante

Francesca: .... Mo ben per forza .... non vi lezzemmo avante ....sul più bello è arrivato mio marito!

 ....... io gliel’ho detto a questo ssuccone : .....Zielooooo...Miooo....Maritooooo!

Ma lui ......che zi dava .....che zi dava ....che zi dava .... così quello sbudrignone di mio marito

ci ha infilzati tutti e due con la spada, come quaglie allo spiedo .........!

Dante:        .... oh ..Francesca........forse l’ tu marito un po’ di ragione ce l’aveva pure !

Francesca: .... Mo cal gvegna un chencar ..... a lù e ..... po.... e po...mo ben...anche a te .....brutto toscano

de la malora !

(Francesca esce di scena trascinandosi dietro con determinazione Paolo. Virgilio e Dante li seguono .... ma

immediatamente Dante rientra .....

Dante:        .... oh ..scusate  ..........ci si è scordati di svenire.............

Virgilio (da fuori scena):        .... e cadde come porco morto cade !  (Dante sviene....)

SCENA QUINTA

Dante e Virgilio rientrano in scena per continuare il cammino......

Dante:        Maestro.... quale meta ci attende ora.............

Virgilio:      (assorto...) Dite.............

Dante:        ... no dicevo  .... quale meta ci attende ora.............

Virgilio:      (ancora più assorto)... Dite ............ Dite.

Dante:        (rivolto al pubblico) ....un lo facevo così duro d’ orecchi.  (rivolto a Virgilio ma con tono

                  di voce esageratamente alto).....cioè dicevo  .... quale meta ci attende ora.............

Virgilio:      (spaventato e seccato)...uhè .....ma cusa te ghet de vusà ‘me ‘nstrascè ? ......Va che sunt mia

storno mi......magari te se ti che te set storno ? .............te lu già dì tri volt !

 Dite........Dite........Dite......ghem de ndà nella Città di Dite ! Li troveremo gli eretici !

                   Incontreremo poi gli scialacquatori

Dante:        non ci sarà qualche altra mala bestia.............ad attenderci

Virgilio:      Una volta sì......c’erano di guardia i Centauri che eren cattif me ul tossic............ma adess hin

                  andà in pensiun ..................e hanno messo lì delle guardie private. Chisti hin mia cattif ma

                   ...........dan fastidi........Gan de ves american.....se ciamen ..... (balbetta qualcosa) ........

... va sun manca bun de dil !  ... Eccoli che adesso arrivano ...........

(Entrano tre figuri vestiti da vigilantes con giubbotto o T-shirt nera con una vistosa scritta SCORE RANGERS, cinturone con la pistola e cappello da policemen americano, che con fischietto in bocca, mimano di essere su una moto..........circondano Dante e Virgilio...con l’intenzione di controllarli)...

 Score Rangers :

ROCK AROUND THE CLOCK

Siamo qui, vai così

chi ci affronta è proprio matto

batti il tempo a boogie woogie

stai attento non ci freghi

la paura non sappiam cos’è.

Se di qui vuoi passar

devi chiedere il permesso

altrimenti ci scommetto

passi un guaio, poveretto

fermati o male finirà.

(musica)

Siamo qui, vai così

chi ci affronta è proprio matto

batti il tempo a boogie woogie

stai attento non ci freghi

fermati o male finirà.

Score Ranger 1:   ... (Non si accorge della presenza di Virgilio e si rivolge a Dante, con accento

 siciliano.. .)......Favorite patente e  libretto di circolazione...ahaacc.....

Virgilio :     ... (Autorevole...)......Fam un piasè .....Porto Empedocle...........Te me diret mia che te imparà a                        lecc ?

                      

Score Ranger 2:   ... Aaaaah … Don Virgilio ... ancora tra noi  ? .. (Rivolgendosi al collega)...

Tonino lascia stare....Don Virgilio e il suo amico gente rispettabile sono..… Ah !

....Che si dice a Milano Don Virgilio ?

Virgilio :     ... (Autorevole...)......Se paga tropi tass per mantegn quei come vialter che hin i gir a fa

perd temp !

Score Ranger 2:   ... Eh .... Don Virgilio ...è che voi avete troppa nebbia - il che vi fa diventare

 pessimisti ! .......Avanti Dottò e fate buon viaggio !!!!

(Gli Score Rangers escono.............).

Virgilio :     ... (Autorevole...)......Ven ragaoeul  .... mut i dis a Mantfa ! Preparat …. ca gom d’ andà nel

                        girone dei Violenti.....

Dante :       ... (preoccupato...)......un sarà miha troppo pericoloso...Maestro ?

Virgilio :     ... (Illuminato...)......Già pensato a tutto ragazzo mio .....ecco quà la soluzione ......una

                  spruzzata di questo .......risolverà ogni il problema .....

Dante :       ... Che cos’ è .....Maestro ?

Virgilio :     ... E’ ..... FLASH SPRAY ........e in un baleno invisibile diventerai !

         E’ un brevetto usato da D’Alema  e Amato e  per far sparire il deficit pubblico! ....

                  Trattati con questo prodotto saremo del tutto invisibili e sicuri.

(Virgilio spruzza su Dante e su se stesso il contenuto della bomboletta – la luce si spegne)

SCENA SESTA

In scena il  BinoReitauro, orrendo animale, metà Toro e metà Bino-Reitauro armato di frusta,

Farinata degli Uberti, Cavalcante de’ Cavalcanti (su un cavallo a dondolo,

frustati ritmicamente dai diavoletti.

Dante  : (solo voce da fuori scena) ...suvvia chi quel cornutone brutto e ringhiante

Virgilio: (solo voce da fuori scena)  ..è il BinoReitauro, orribile bestia ....metà toro e metà Bino

                           Reitano. Quello con la faccia impanata è invece Farinata degli Uberti e l’altro è

inconfondibilmente Cavalcante de’ Cavalcanti entrambi epicurei e lavativi

Dante  : (rivolgendosi al Minotauro) ...ehi tu...Bino-Reitauro......chi c’è in questo girone ?

Minoreitauro :    

Canzone

Una chitarra, cento illusioni

Una chitarra, cento illusioni

guarda negli occhi miei.

Questo è il girone

con i violenti

senza neanche un po’ di sole.

Vedi quanta gente

mi circonda sempre,

la mia chitarra diventa triste

e piange insieme a me.

Questa non è più vita tu lo sai.

Tanti dannati insieme  troverai.

Oggi tu ne puoi fare ciò che vuoi,

son tutti qui da me, si da me.

Una chitarra, cento illusioni

guarda negli occhi miei.

Quando cantavo: “Avevo un cuore”

nessuno mi diceva – bravo -

Vedi quanta gente,

mi circonda sempre,

la mia chitarra diventa triste

e piange insieme a me.

Finito il canto il BinoReitauro prende a frustate i presenti cercando di ricacciarli nel girone più in basso :

BinoReitauro :     Avanti, dannatissimi, la ricreazione è finita ..............tornate alla Vostra pena........giù

nel vostro sterco, assaggiate questa frusta .........

(li caccia ed esce con loro)

SCENA SETTIMA

Dante e Virgilio rientrano in scena per continuare il cammino......

Dante  : (solo voce da fuori scena) ...oh ..Maestro........ma che paura che si è preso

Virgilio: (solo voce da fuori scena)  ..non ti impressionare che adesso stiamo per entrare nel più grande

             girone esistente : Le Malebolge ! .......Il custode l’ è ul Geriun .... che per ogni danà  l’ ha

    scrivù una canzun ...

Entra Gerione (mostro tutto da inventare)

Gerione :    Chi parla ?........  che non vedo nessuno ! .... sarà....un’ altra diavoleria del principale !

                        

Virgilio: (solo voce da fuori scena)  ..Zittati Gerione maledetto ! .......e dicci chi sono i tuoi custoditi !

Man mano che vengono presentati i vari personaggi entrano e attraversano la scena (?)

Gerione :

Canzone

NORD, SUD, OVEST, EST

Nel girone qui presente

puoi trovar tanti dannati:

questi sono i seduttori cari miei,

si lo so.

C’è Rodolfo Valentino

che balla il tango e poi ti fa il casque.

          uo uo uoo

Qui  ci sono anche i ruffiani,

quello lì lo conosciamo,

il suo nome è Bruno Vespa della Rai,

si lo so.

Lui è sempre lì in TV,

con “Porta a Porta” osserva i fatti tuoi.

          uo uo uoo

Ci son anche tanti adulatori,

vi presento il re,

certamente uno dei migliori:

Emilio Fede è.

oh, oh, oh, uo, oh

Nord, Sud, Ovest, Est

e forse quel che cerchi neanche c’è

oh, oh, oh, uo, oh

Nord, Sud, Ovest, Est

starò cercando lui o forse te.

Poi ci sono gli indovini,

non potevano mancare,

ti predicono il futuro se lo vuoi,

si lo so.

Qui ci trovi anche la Doxa,

la voce che risponde ai tuoi perché

uo uo uoo

e c’è pure il Mago Telma,

Dio non farmelo vedere,

poi teniamo i corruttori qui con noi,

si lo so.

Vi presento Poggiolini,

un esemplare molto noto è

uo uo uoo

e troviamo anche gli ipocriti :

Scalfaro qui c’è,

per finire con i tanti ladri :

TIM, WIND e OMNITEL

oh, oh, oh, uo, oh

Nord, Sud, Ovest, Est

e forse quel che cerchi neanche c’è

oh, oh, oh, uo, oh

Nord, Sud, Ovest, Est

starò cercando lui o forse te.

Man mano che vengono presentati i vari personaggi entrano e attraversano la scena dietro un telo bianco (ombre cinesi ?)

Virgilio: (solo voce da fuori scena)  .... Vedo che ospiti personaggi di ogni sorta ! I tuoi ospiti sono

              personaggi famosi e stimati......!

Gerione: ...oh grande invisibile ......chiunque tu sia ....dici lo vero.....

               Malebolge è la Portofino dell’Inferno, la Saint Moritz del castigo, la Montecarlo della disperazione

      ....

Virgilio: (solo voce da fuori scena)  ..Dam a trà ….balabiòt ....come posso da qui proseguire lo cammino

              verso il Purgatorio ?

Gerione  : (non sapendo dove guardare) ...Da qui si prosegue solo in treno, ….. scioperi permettendo

SCENA OTTAVA

La scena rappresenta l’interno di una carrozza ferroviaria : quattro sedie poste disposte come due panchine campeggiano a centro scena. Si sente lo sferragliare del treno (tTun, tTun, tTun, tTun...) con quà e là qualche fischio sibilante. Unico passeggero è uno uomo tutto vestito di verde, in lui è riconoscibilissimo Giuseppe Garibaldi.

Canzone :

CHATTANOOGA CHOO – CHOO

Con il trenin

che corre allegro e che fa “Choo Choo”

noi salirem e andremo sempre più su.

Nei vagoncin incontreremo tanta gente

che ci dirà dove arrivare vorrà.

E mentre sbuffa lo stantuffo

e fuma il ciminiero

l’acqua bolle e balla

nella vaporiera.

Suda il macchinista,

brontola il fuochista,

tutto affanna e par che faccia sempre  “Choo Choo”.

Con il trenin

che corre allegro e che va sempre più

noi saliremo e andremo insieme,

andrem lassù.

Garibaldi (con leggero accento ligure) :  ... Belan, come sono ridotto ! ....Guardatemi (si alza cercando

                 il dialogo con il pubblico)  .... eh ... mi riconoscete ? .....m’ avete studiato sui libri di storia a

        scuola …..eh…..ma allora ciavevo un’altra divisa. .... ma sì ...l’ Eroe dei due mondi !

                Con tutto quello chemu fattu per fare l’unità d’Italia…. mi hanno sbattuto tra i traditori della

                Patria !

                E per di più mi hanno condannato a indossare la divisa della Padania. ... Che a me neanche mi

                 piace il verde........mi sembra di essere un mazzo di catalogna. Per esigenze di inciucio

                 politico,  adesso la storiografia ufficiale va dicendo che ho sbagliato tutto .... non so neanch’ io

                 bene ... dice che non dovevo fare l’ Italia tutta unita, ……. ma dovevo farla federale !

                 Io non so neanche cosa vuol dire federale !  ...Sapete chi è il loro capo ?  .......un certo Bossi...

                 ....... ma se  mi capita a tiro.......

              

Il treno accenna a frenare, entra un bigliettaio negro che attraversando la scena annuncia...:

Bigliettaio negro : ......Malebolge........Sdazione di Malebolge...

Il treno si ferma, salgono Dante e Virgilio: vanno a sedersi vicino a Garibaldi (sono sempre invisibili).

Virgilio (voce fuori campo trafelata) : ...... eh.. meno male che c’è l’abbiamo fatta....... ancora pochi

                     secondi e perdevum ur treno.

Dante(voce fuori campo trafelata):  ...... che puntualità sti treni ...... qui all’ inferno!

Il treno riparte. Garibaldi sente le voci ma non vedendo le persone resta sconcertato. Ripassa il bigliettaio negro :

Bigliettaio negro : ...... si brega i signori Traditori della Batria di prepararsi  a scendere alla ...

                          Brossima stazione..... : BORGO DIAVOLO..........

Garibaldi (enfatico)  :  ...... Ehi ...giovanotto ..... perchè sei così arrabbiato ?

Bigliettaio negro : ...... Io no Arrabbiato ....io detto BORGO DIAVOLO... no berchè arrabbiato ... ma

                         perchè BORGO DIAVOLO essere nome di brossima sdazione...

 

Garibaldi :  ...... però mi sembri un pò troppo nero in faccia per non essere arrabbiato !

Da un’ altro vagone entra Umberto Bossi vestito in bianco-rosso-verde. atteggiamento deciso e spaccone. Si scontra a metà corridoio con il bigliettaio negro.

Bossi : ....per la malora anche qui all’ inferno negri dappertutto!  Ma voialtri  (sfottendo) ...non dovevate

               essere tutti in paradiso !  ..... non cantavate....” When the Saints go marching in”

Bigliettaio : .... Io abidare in Baradiso. Essere un Bendolare .....(esce di scena)

Bossi (facendogli il verso): ....Io abidare in Baradiso, ....valà balabiott, (lo segue con lo squardo)

                          Ecco come siamo conciati !  (verso il pubblico) Popolo padano...., la verità è che

                          i poteri della destra e della sinistra concertati dalla mafia Americana – Cinese e Vaticana

                          hanno avuto ragione di me e mi  hanno cacciato qui  accusato di essere addirittura un

                          traditore della Padania !

                          Costretto, per la legge del contrappasso a vestire con i colori di “Roma Ladrona”...

                          La politica finisce mai di stupire.... se la Lega cerca di occupare spazio a destra....

                          (accenna a sedersi sulla panca di destra dove “c’e seduto” Dante,  che lo respinge).....

 

Dante : ....  Oh che fai o grulloooooo ! .....o te tu un lo vedi che questo l’è il mì posto.............

                   l’ è questione di educazione ....!

Bossi (stupito di vedersi respingere da...”nessuno”): ....lo vedete ...lo vedete come le forze Plutocratiche

                    vi respingono immediatamente...... se la Lega cerca di occupare spazio a sinistra....

                   (accenna a sedersi sulla panca dove “c’e seduto” Virgilio,  che lo respinge).....

Virgilio : ....  uhèèè alura ....te vedet no che quel post chi l’è mia ul to !.......

Bossi (ancora più stupito di vedersi respingere da...”nessuno”): ....ecco vedete ...vedete ... l’ avevo detto

                 ....

                  

(Garibaldi,che finora non aveva ancora visto in faccia Bossi,durante il trambusto precedente lo ha

 curato  ....e adesso gli si avvicina prendendolo per il collo....) 

Garibaldi :  Ah..., Belan, sei tu quel disgraziato che ha inventato la Lega e che cercato di dividere l’Italia...

                   finalmente ti incontro........ era tempo che volevo drizzarti la schiena !

Bossi : ....(sorpreso).....Oh...una guardia padana qui all’inferno..... allora è una congiura !    

                  Ragazzo..( Garibaldi che gli ha messo le mani al collo)..Soldato padano tieni giù le mani !..

                ...sei di fronte al tuo capo supremo....tira giù ste mani... qui è il  Generalissimo Bossi  che ti

                  parla.....

Garibaldi :  ....e hai anche il coraggio di vestire i sacri colori dell’ Italia ........Non sei degno di questi

                 colori (gli strappa la camicia...).............

Bossi : ....(eccitato)....Ah .. tu sei Garibaldi .........traditore ....la rovina della Padania ....e ti sei camuffato

               da guardia Padana.......via sti vestiti di cui non sei degno (gli strappa la camicia...).............

Il treno accenna a frenare, entra il  bigliettaio negro che attraversando la scena annuncia...:

Bigliettaio negro : ......BORGO DIAVOLO ! .....I Dradidori della patria scendano ....... e salgano i

                    Dradidori degli amici..e dei parenti......(spinge fuori Bossi e Garibaldi che escono

                    senza mai smettere di azzuffarsi)    

                             

Salgono Giuda, Caino e un’altro personaggio.........

Dante (voce da fuori campo)  : .... Oh Maestro ...oh che tu hai visto che bischeri che sono sti politici..

                     Mi pare di essere nella mia Firenze ... con i Guelfi e i Ghibellini ! ....E questi altri chi sono...

Virgilio : .... quello con la pelle di leopardo e la racchetta da tennis dev’essere Caino.....Quell’altro

                    con la corda ancora al collo ed il sacchetto dei denari in mano deve essere Giuda .......

                    e il terzo che non riesco a capire chi è .... perchè ha il corpo di Bruto e la testa di ......Cassio.

Bigliettaio negro : ...... si brega i signori  Dradidori degli amici e dei barenti di pentirsi velocemente perchè

                     la Brossima stazione....è per loro : BORGO GIUDA !.........

Giuda  :  (Isterico)   ...... cosa ho fatto adesso ! ....perché c’è l’hai su con me ?

Bigliettaio negro : ...... Io no Arrabbiato con De ....io detto BORGO GIUDA.. no berghè arrabbiato ... ma

                            berghè brossima sdazione si chiamare BORGO GIUDA .....

                             ..Du Giuda divendado simbolo di tutti dradidori e io ti avere dedigado il nome del girone.

 

Giuda  :  (Isterico)   ......traditore va bene  ma perchè PORCO ! ....non c’è bisogno di offendere !

Bigliettaio negro : ...... No offendere ....anche mio paese BORGO. ...sì ..sì .........BORGO....MA - NERO !

Giuda  : ...... Non si dice NERO o NEGRO.... si dice UOMO DI COLORE !

Bigliettaio negro : ...... Io NO ESSERE UOMO DI COLORE........TU ESSERE UOMO DI COLORE !

                                     Perchè Io quando piccolo, nero

                                     quando diventato grande, nero,

                                     quando arrabbiato nero,

                                     quando ammalato nero,

                                     quando paura, ancora nero

                                     quando morire, ugualmente nero

                                      Ma Tu, amico bianco,

                                      quando nato, rosa,

                                      quando diventato vecchio, bianco

                                      quando arrabbiato, rosso

                                      quando ammalato, giallo

                                      quando paura, verde

                                      e quando morire, colore violetto.

                                      E...allora , amico bianco

                                      perchè chiamare me di colore ?

Dante :(voce fuori campo).............. Oh Maestro .....ma mi sembra che come tradimento quello di Caino sia

                          il più grave di tutti perchè ha tradito la fiducia e poi ha addirittura....ammazzato il fratello !... 

Caino  :.(Sorpreso da questa voce) ....uhè ma chi è che ha inventato questa storia ? Mi u mazà nissun...mi..

                          ........l’ è ura de finila cun questa storia di Caino assassino. Adesso ve la racconto io la vera

                           storia

Abele l’era un bun, mi minga taant,

a seri in su la Bibbia, ma seri mia un Saant

serum duu fradèj, ma serum all’uppòst...

diversi in tutt, cumè i pastigli e i suppòst...

Abele l’era bell, come un atuur francees,

mi seri brut, che s’cepavi i cineprees,

Abele l’era vaalt e anca ben piazzàa

mi seri piccul, brut, gobb e semper incazzàa...

Rit.:  Sèrum al muund in duu e vun el me stava in su i bàll,

dumà a vardàll in facia me vegneva voeja de cupall

l’èra grand e gròss, ma appèna l’èra de spàll...

fasevi de tutt par rumpeghi i ball !

Abele cantava le lodi al Signuur

cun la vuus meludiusa che el parèva un tenuur,

mi , stunàa el ghe pruvàvi per uur,

ma parevi un purcèll schisciàa de un tratùur....

Perfino il buon Dio un dì l’ ma ciamàa,

l’ha stupàa i urècc e peu dopu el ma parlaa

“Caro Caino, se te voret pregà,

sun pròpi cuntèent ma desmètela de cantà,

altrimenti i me angeli me perden i piumm

e tucc i pess me neghen in del fiumm...”

Rit.:  Sèrum al muund in duu e vun el me stava in su i bàll,

dumà a vardàll in facia me vegneva voeja de cupall

l’è grand e gròss, ma appèna l’èra de spàll...

fasevi de tutt par rumpeghi i ball !

Abele l’era in furma e vegetariàn,

magnàva un zìcch de uga e un tuchetinn de pàn

e dopu una giurnàda passàda  a lavurà

el gh’eva ammò la forza de cantà e de balà....

Mi cùpavi tutt quell che se muveva,

e magnavi cumè un lùff e ...vacca se bevèvi

e dopu una giurnada passàda ciocch desfàà

se travi là in sul praa e tacàvi a runfà.

Per passà un zicch el teemp, giugàvum al balun,

Abele l’era bràvu e mi seri un scàrpun,

Abele palleggiava che ‘l pareva el Ronaldo,

mi parèvi ur fradell del Braccobaldo.......

Ur praa dell’Abele l’era graand cumè el Meazza,

denter in dur me praa ghe stava gnaa una tazza

Nel praa dell’Abele gh’eren tucc i piant in rìga,

nel me praa gh’era là dumà un’urtiga,

Nel praa dell’Abele pasculava el bestiàmm,

nel me praa pascullàven i pantegànn...

Rit.:  Sèrum al muund in duu e vun el me stava in su i bàll,

dumà a vardàll in facia me vegneva voeja de cupall

l’èra grand e gròss, ma appèna l’èra de spàll...

fasevi de tutt par rumpeghi i ball !

Una sera mi vedi che el riva l’Abele

incazzàa cume el soo mia cusè che ghe s’è

ruta la tele...

Mi che go mia la televisiòn

ghe disi che al limite ghe ròli su un canòn...

Abele a buca vèrta e scandalizzàa

el me diis “Che vergogna, te seet anca un drugàa!

“Vergogna de chii, che sèmm chi dumà in duu...”

E alura ridendo el g’ho responduù...

La Bibbia la diis, che g’ho de fatt la pèll,

però mi g’ho un pensè che l’è ammò pussèe bèll,

tiri su i me strasc e vo via dumà per mi...

te làssi a giugà a tennis dumà de par ti,

te làssi a giugà a tennis dumà de par ti !

Bigliettaio negro : ...... Capolineaaaaaaaa !!!! ........per il purgatorio si cambia !

FINE PRIMO ATTO

II ATTO

IL PURGATORIO

PROLOGO

Canzone

IL MATERASSO

Il luogo è l’ideale

per chi l’anima

si vuol purificare

è giusto questo posto

per lo spirito

che devi liberare

qui trovi tanta gente

che sta sempre all’aria

aperta a dondolare

non c’è però il divano

per star lì sdraiati

avanti alla tivù.

E’ il purgatorio, il purgatorio,

nel purgatorio si prega e sai perché,

nel purgatorio, nel purgatorio,

nel purgatorio i peccati puoi lavar.

Qui trovi anche un prato

per guardare il cielo

e mettersi a pregare

e c’è una bella spiaggia

per potersi addormentare

in riva al mare

incontri poi qualcuno

per la strada che più in alto

vuol salire

e speri che i suoi sogni

un giorno o l’altro

diverranno realtà.

E’ il Purgatorio….

SCENA PRIMA

Alla riapertura del sipario, la scena rappresenta una spiaggia sabbiosa, che da su un golfo. La terraferma presenta rilievi collinari senza vegetazione, quasi lunare. Il cielo è molto luminoso di un intenso colore azzurro fino all’estremo orizzonte ; si vedono alcune stelle : il pianeta Venere (che “vela “ la costellazione dei Pesci) e 4 stelle che non furono mai viste da alcuno fuorchè daAdamo e da Eva. L’atmosfera è di serena letizia ma un pò freddo distaccato. La scena è vuota,  si sente una nenia in lontananza, da un lato entrano Dante e Virgilio, un pò affaticati, un pò sporchi e visibilmente accecati da una luminosità di ambiente alla quale non erano più abituati......... .

Dante : .....Ohohoh !.....che meraviglia !.........quanta luce !.......un si è più abituati ....

Virgilio : ....Preoccupes no ! Te se abituert subit !..... uheeeeeeeee...ma le propi un bel sit !

               ....ma par de ves alle isole Mauritius......... Roba da dumandà se ghe post par vegni chi a fa

                 i fèrii l’an che vegn.......bella spiaggia deserta !

Entra il vecchio Catone dalla lunga barba bianca e dal portamento solenne della massima dignità :

Dante : .....Possiamo chiedere a quel vecchio lì.......Ehi....bagnino !

 

Catone (con accento siciliano) : .....Cuièè ....Chi siete Voi ? ..... e come facisti a fujre

                 dall’ inferno ahahhh ?  ....(verso il pubblico)........Niente più si capisce ...ahaaa ....

                 arrivano da tutte le parti ....Albania, Polonia,Romania, Marocco, ....adesso pure

                 dall’inferno scappano ahaaaaaaa!.............U pemmesso di soggionno lo tenete ?

Virgilio : .... Voi dovete essere Catone !

Catone  : .....Come fate a saper il mio nome ?

Virgilio : ....Una donna me lo indicò;  ella scese dal Cielo per chiedermi di accompagnare costui

                   (indica Dante) a  visitare tutto l’ Inferno e adesso dovrei fargli vedere il

                   Purgatorio con tutte le anime che,  affidate alla Vostra responsabilità, devono qui

                   purgare le loro colpe .

                   Quest’uomo và cercando libertà, che è così cara, come sa chi, come Voi, ha preferito

                    perdere la vita piuttosto della libertà !

Catone  : ....Ho capito che siete due bravi picciotti ....aha......Andate, andate.... ma (a Virgilio)

                    prima di passare oltre... la faccia gli devi lavare... perchè è sconveniente vedere le realtà

                    del Purgatorio e del Paradiso con gli occhi ancora offuscati dalla fuliggine dell’Inferno.

                    Inoltre gli devi cingere la fronte con un giunco in segno di rispetto per il luogo.

                    Ora andate di buona lena, che non Vi ritrovi più qui al mio ritorno. Un’angelo

                     nocchiero Vi guiderà..... Baciamo le mani... (esce)

Virgilio prende con le mani l’acqua dal mare e lava sommariamente la faccia a Dante quindi preso  un giunco ne fa una corona e gliela pone sulla testa.

Dante  : .... Maestro, ....mi vergogno un pò con sta corona . Mi pare di essere un imperatore

                   romano!

Virgilio  : .... ...... me raccumandi sta attento che adesso verrà l’ Angelo Nocchiero..appena tel

                      vedet mettes in geneucc..... e sii rispettoso...

Preceduta da una musichetta semi-celestiale  entra in scena una avvenente fanciulla vestita da angelo, dolce nei tratti e nei modi ..il suo nome è :

Euchessina : Sasalve sosono EEEEuch-ch-ch-ch-ch-chessina, ...sono il vostro

                    angelo nocchiero incaca- incaca – incaca - incacaricato in questa visita di assisi –assisi-

                    assistervi nei vovo - nei vovo - nei vovostri bibi-bisogni, possibilmente a-a-a-a-a-

                    aa….nticipandoli !

                    De-de- devo accoco – accoco - accocompagnarvi e presentarvi tutti gli scia- scia-scia-

                    scia gurati che soffrono qui nel tentativo di pupu – pupu – pu purgarsi dalle loro colpe

                    e .....riri – riri – riri- risolvere i loro problemi.

Dante, che è rimasto scosso dall’avvenenza dell’ angelo, al suo arrivare si è gettato in ginocchio ai suoi piedi :

Dante  : ....... (Malizioso)...Maestro ...se Voi avete da fare,  posso continuare anche da solo il

                      cammino insieme all’ angelo......

Virgilio  : .....cià ..Dante vedi di non fare troppo il pisquano ....se ti lascio solo con l’angelo ho

                      l’impressione che invece di purgarti dei peccati vecchi, ne combini un sacco di

                      nuovi.........e poi sta in guardia che quando arriverai in paradiso ti aspetta la Beatrice..

Euchessina : Pepè – pepè – pepè - permettetemi, prima di iniziare il ca – ca – ca mmino di offrirVi

                     qualcosa da be-bere ....venite.. dietro l’angolo c’è una famosissima pasticcieria locale ..

SBARAZZINA  ( EUCHESSINA)

Quando lieta passi la mattina,

spensierata e dolce Euchessina,

tu diffondi tra la folla della gran città

la tua giocondità, la tua felicità!

Chi t’ammira, ti sospira allora

la canzone che sorridere ti fa.

Non far la sbarazzina

mia dolce Euchessina,

quell’aria di monella ti fa più bella

perché sei quella che fa star ben più che mai.

Mia dolce Euchessina

non far la sbarazzina,

tu rimarrai nel cuore, darai calore,

sei il più bel fiore, il più bel dono per noi.

(Buio)

SCENA SECONDA

Al riaccendersi della luce la scena rappresenta una piazza sulla quale, in posizione centrale, si affaccia un locale sovrastato con una grande insegna : ANTICA PURGHERIA DEL CORSO.

La piazza è animata da un brulicare di gente di ogni età e sesso che entra con calma “salottiera”

nel locale, per uscirne un’attimo dopo di corsa, tenendosi il ventre e con in mano un rotolo di carta igienica. Dopo che sono entrate e uscite dal locale un pò di persone,  entrano sulla piazza i nostri tre personaggi.....

Dante  : ....... Angelo mio ... chi sono tutti questi personaggi ?

Euchessina  : ......soso so-sono persone nono nono normali che nella vita non hanno cocò cocò cocò

                      commesso grandi pepè pepè peccati ma non hanno neanche fatto tanto bene al

                      proprò pro-prossimo. Hanno vissuto la loro vita senza infa-famia e senza lode, cocò

                      cocò cocò-me molti. Adesso devono passare un popò  popò di secoli qui in Pupu pupu

                      pu-purgatorio, per potersi memè memè memèritare il Papà papà papà papà paradiso.

Virgilio  : ......Mia dolce Euchessina, possiamo interrogarne uno a caso e chiedergli come ha

                       vissuto ?

                                                                                          

Euchessina  : ......ma ce-certo, gua-guarda c’è qui Gegè gegè gegè Genesio......chchchiamiamo lui

                       .....Gegè gegè genesio ... rarà rarà ra-racconta ai Signori della tua vvi vviita....

Genesio :                                                                      Canzone :

LA BALLATA DEL GENESIO

Se ciàmi Genesio e ho faa propì de tutt

poèta, spazin, astronauta e magutt

ho pirlàa per el mund fino all’ultimo chilometro

innaanz e indree cumè el mercurio nel termometro

Sun naa in su la luna dumà cun’ t i occ

ho sparà contra el teemp e ho desfaa i urelocc

ho pregaa mìla volt senza nà giò in geneucc

ho giraa cunt’t el smoking e a pee biot pien de pieucc...

M’è tucaa imparà che la roeda la gira

che ogni taant se stravacca el biceer de la bira

tra fortuna e scarogna gh’è una corda che tira

quand che el diavul el pica el ciapa la mira...

Sun staa l’incudin e quai volta el martèll

ho dato retta al cuore e quai volta a l’usell

nel bocc de la chitara ho scunduu questa vita

sia i pagin in ross che quii scrivuu a matita....

El curtell in una man e nell’altra un mazz de fiur

perchè l’amuur e la moort inn semper li scundù

ogni dì nàvi via cunt un basìn o una pesciada

cul destin de dree ai spall per mulamm ‘na bastunada...

E de ogni mia dona se regòrdi el suriis

anca se cun nissuna sunt rivaa ai beniis

tanti don che in sacocia gh’eren scià el paradis

insema al rusett hann lassàa i cicatris....

Scapavi e inseguivi senza mai ciapà fiàa

curiandul nel veent.... fiur senza pràa

una trottula mata semper in gir senza sosta

un boomerang ciocch senza mai una risposta...

Zingher e sciuur semper sul me binari

sòta un’ alba e un tramuunt pussèe ross del Campari

ma i ricordi inn smagg e me spècia ul duman

el me specia incazzaàa cun scia i bumb a man....

Sigarett senza nomm e biceer senza storia

hann faa i ghirigori nella mia strana memoria

tatuagg invisibil che’ me’ cagnen de nocc

e una vita tirada comè un naster de scotch...

La mia ciciarada làssa el teemp che la troeuva

vardii el cieel de nuvember cun la sua luna nueva...

sun el Genesio e questi l’è tutt...

cun qualsiasi vestii suta ....sun biutt

SCENA TERZA

Sulla piazza Leonardo da Vinci sta affrescando “La Gioconda”. Dalla Purgheria escono Euchessina,  Dante e Virgilio che si fermano incantati a vedere l’artista in azione.:

ANGELI NEGRI

Virgilio :       

Pittore ti voglio parlare

di questo quadro d’autore.

Sono il poeta Virgilio

e voglio darti un consiglio.

Pur se la donna è bella

vendimi il dipinto ti prego.

Potrai guadagnarci tanto,

non avrai alcun rimpianto.

Leonardo:

Lo sai,

dipingo con amor

perché mi piace il mio lavor,

se guardo Monna Lisa

di lei io m’innamoro.

Io sono il grande Leonardo

e questo volto stupendo

lo vorrei qui accanto

per baciarlo ogni momento.

Leonardo: (a Dante e Virgilio) Amici, Amici , Amici non è uno scherzo. Lo vedete questo quadro

                           alle mie spalle,....non è uno scherzo, amici, non è uno scherzo.....mi hanno offerto

                          diecimila, centomila, ...che dico centomila....un milione, cento milioni di scudi

                           ............. amici...non è uno scherzo....ma io non posso vendere ! ....

                           Perchè direte voi ?....a questo mondo tutto ha un prezzo...tutto è acquistabile.....

                           direte voi !   Ma io non lo posso vendere.....e sapete perchè ?.....perchè io ho

                           dipinto questa donna.....l’ ho dipinta bella, ma bella,  ma bella che........Me ne sono

                            innamorato !

                           Gioconda, ...io ti sogno di giorno e di notte.... sono arrivato al punto di

                           portarmi il quadro a letto per non separarmene....

                           Io tutti i giorni e tutte le notti penso al suo volto stupendo, meraviglioso.....

                            la voglio stringere......la voglio baciare....

                            (Si volta di scatto verso il quadro nel quale nel frattempo è stato sostituito il volto

                             di Gioconda con quello di un uomo con i baffi!)

Leonardo: (cacciando un urlo) Nooooooooo.....cos’è successo ?, come è potuto succedere ?

                             Amici, ........ Amici,............. Amici ................ ditemi che è uno scherzo !

     

SCENA QUARTA

Da un lato della piazza al buio entra un personaggio che “sciabola” la luce di una torcia elettrica cercando di orientarsi. Suonano le note di “Arsenio Lupin”.Subito dopo da un’ altro angolo entra un’altro personaggio anche lui armato di torcia e via e via fino al quarto personaggio. La danza dei flash di torcia si conclude nella scena finale in cui i quattro personaggi si illuminano la faccia a vicenda : sono ......La Banda Bassotti.......

Bassotto 1 : ...... Oh 813-318 ...... sei tu ? .........cosa fai qui ?........

Bassotto 2 : ...... Sì .....598-895 ....... sono io ma tu piuttosto cosa fai ?

Bassotto 3 : ...... Aiuto un ladro !

Bassotto 4 : ...... Sì .....senti chi parla ?

Bassotto 1 : ...... Ragazzi non ditemi che anche Voi è venuta voglia di rubare qualcosa......

Bassotto 2 : ...... Sì ..... perchè qui è un pò una noia. (Al pubblico) Figuratevi che ci hanno messo in

                           purgatorio perchè ........anche se ci provavamo non siamo mai riusciti a rubare

                           niente a nessuno perchè serum inscì pistola ....soprattutto loro tre ....che ci

                           arrestavano sempre prima..........

Bassotto 3 : ...... Fa niente ..... però siamo diventati famosi. Siamo i ladri più famosi del mondo ...

Bassotto 4 : ...... Sì ..... il mondo è proprio fatto al contrario ....noi passiamo per ladri più famosi ....

                           e non abbiamo una lira, ma nessuno fa caso a tanti nostri colleghi che operano

                           “in giacca e cravatta” .......  banche....assicurazioni.....finanziarie....politici,

                            sindacalisti, ... perfino gli idraulici, i dentisti.....e i commercialisti...

Bassotto 1 : ...... sai cosa ti dico..........ma che vadano all’inferno con tutti i loro soldi........

Bassotto 2 : ...... e infatti li sono !

Bassotto 3 : ...... Certo rispetto a quei signori resteremo sempre dilettanti......

Bassotto 4 : ...... E’ vero... poveri ....ma belli .........e io ho una grande nostalgia per quelle belle notti

                           passate insieme a  ............ ?

Canzone

Te se ricordet i temp indree

Te se ricordet i temp indrèe

quand che navum spazzà i pulè

spazza i pulè robà i galin

Roba pro nobis

 

Canzone

LA BANDA

Questa è la banda Bassott

famosi ladri però

neanche una lira teniam

e in Purgatorio restiam.

La banda canta per voi

la banda siam tutti noi

la la la la la la la

la la la la la la la

Abbiam provato a rubare di tutto ma poi

è andata male perchè sempre arrestavano noi

ed in prigione siam finiti così

con questi numeri qui che i nostri nomi ora son.

Questa è la banda Bassott

famosi ladri però

neanche una lira teniam

e in Purgatorio restiam.

La banda canta per voi

la banda siam tutti noi

la la la la la la la

la la la la la la la.

SCENA QUINTA

In mezzo alla scena c’è un specie di percorso ardente .Dante e Virgilio rientrano in scena con l’intenzione di proseguire il viaggio. Virgilio fa il punto sulla situazione.

Virgilio : ...... Ormai duvrium  ves quasi in fund al Purgatori. Tra poco dovrò lasciarti.

Dante  : ........ Maestro ùn lo dite neanche per scherzo ......Oh che te tu me lo dici come fo da solo

                       a entrare in Paradiso ?

Un angelo va incontro ai due sbarrando loro il passo

Arcangela Gabriella : ..... Alt. non potete procedere se prima non passerete attraverso le fiamme per

                       purificarVi !

.

Dante  : ........Passare attraverso le fiamme ? ............Ma un si è miha spiedini per grigliate !

                      Oh Maestro diteglielo anche Voi !

Virgilio : ......Fa minga ul fifun – paura minga che sucèt nagot ! .....guarda mi !

                      (e passa attraverso le fiamme) ......Te vist ? ........Fatto !

Dante  : ........(rivolto al pubblico) Oh che bischero che gli è il mi Maestro ! .....

                     ...ehmm ehmmm ma che un vi ricordate che voi siete solo spirito ....... ma io sono di

                     carne ed ossa e se passo da li divento una braciola !

Virgilio : ...... Non temere figlio mio ! Potrai soffrire, ma non morire perchè non v’è morte qui.

                       Sii forte e fiducioso : vieni entra sicuro ! D’altra parte è indispensabile questo

                       passaggio perchè tu sia completamente disinfettato prima di entrare in Paradiso

Dante  : ........Ma diho io ....un si po miha usare un pò d’acqua ossigenata ?

Dante, per nulla convinto non si muove.

Virgilio : ...... Pensa....ormai non vi è che questo ostacolo tra te e Beatrice !

A questo nome Dante si scuote e segue Virgilio tra le fiamme.

Virgilio : (mentre “tira” Dante) .....vieni…vieni…vieni…. Pensa a Beatrice : già mi pare di vedere

                       i suoi occhi!

Dante supera la prova : applausi e complimenti.

Virgilio :  Stai per arrivare nel punto in cui troverai la saggezza invano cercata nella vita terrena.

                 Mo te podet andà de par ti cun i to pè, Hai visto il fuoco dell’inferno, sei

                  salito sul monte del Purgatorio ; già da ora sei libero, non aspettarti più da me una parola

                 o un cenno. In du la prossima scena te vedaret che bej prà fiurì a ghè in dul  Paradiso

                 Terrestre.

Escono entrambi

SCENA SESTA

(Paradiso terrestre)

La scena rappresenta ...le distese fiorite del Paradiso Terrestre. Al centro il famoso melo !

Adamo, tipicamente in calzamaglia color nudo con tanto di foglia di fico è in scena solo e da alcuni tipici atteggiamenti si capisce che gli scappa la pipì. Dopo essersi guardato in giro si avvicina al melo per ....fare la pipì. Da un cespuglio sotto il melo salta fuori una biscia...che lo attacca e che ........che parlà !

Adamo  : Orco che stremizi......Ghevi paura che el me sgagnass .... propri lì ! ........Cusa l’è che te

              dì ..... (mettendo attenzione a quello che dice il serpente)Eva ven scia che ghe chi na biisa

              che la veur parlà : ghe sariss un mestee che puderissum fà...”

Eva  (da fuori scena)      :  Adamo, mi g’ho schivi, sarà anca intelligeent però un serpeent a l’è

                 sempru un serpent

Adamo  :  “Eva, Eva, ven scià anca ti ..... che ghe veuri minga andà de mez dumà mi

Eva  (da fuori scena)      :  Ti ho detto che mi fa schifo .......

Adamo (rivolto al pubblico) : Adesso vedrete come viene di corsa ! ......Va bene non venire però

                     .... poi non chiedermi cosa mi ha detto ........ perchè non ti dirò niente !

Non fa in tempo a finire la frase che Eva è già in scena

Eva      :  Sunt propri curiusa de senti  quel  che la bissa la g’ha de dì...

Serpente :                           Se ricurdè quéla poma che v’hann dì de mai tucà,

par mi l’è na cazzada e la pudì magnà,

anca perchè, vialter sii chi

e intant el Padreternu chissà indua l’è

Nii là a mangiacch la poma, magila tucch duu

che ve succeed nagòtt perché ve ciapa per el cuu

magari diventì pussee baloss de luu...

Adamo  :                                          Ma mi sun mia trop cunvint

In fondo ...l’ è vera che g’hemm propi tutt,

g’ho mia de lavurà, g’ho mia de fa el magutt,

se voo là a tucàcch la poma, peu magari el me se incàzza

me mòla giò un quaj fulmin e magari el me mazza

Eva      :                      Cosa abbiamo proprio tutto....Sunt propri curiusa de senti

“Gh’émm tutt, gh’émm tutt, gh’émm tutt, gh’émm tutt,

però intant sémm in girr ammò biùtt

l’é inutil restà chi cumé popp

magari cun la poma vànn a post tanti ròpp

In tutt el Paradis Terrestre

sem chi dumà nun duu

cumé duu rebambii

e intaant el Padreternu

 chissà indue ‘l s’é scunduu....

Adamo  : Va bene io la prendo,  però la responsabilità è tua

Eva :  .....ma sì ...dai dai su.....la  responsabilità………., ma se sei stato tu a dirmelo !

Adamo coglie la mela ma non ha il coraggio di addentarla

Eva : (strappandogliela di mano e addentandola per prima) ...... sei sempre il solito pauroso....

          hai visto come si fa .....  .... di cosa hai paura ....siamo qui solo noi !.... toh !

              (porgendo la mela ad Adamo)

           

Adamo  : (ne assaggia un boccone sputandolo subito fuori).......Oh bestia ..c’è dentro anche il

                cagnotto !

Adamo ed Eva litigano ...ancora una volta !  Da fuori scena si sente la voce del

PadreEterno :

“Vi ho dato il Paradiso e l’era minga assée

vurevu la poma e sempre pussée,

ve piàas rubà, ve piàas fà la guéra ?

Sii propi faa apposta per viif in su la tera.....

Adamo, Eva, sia Le che Lu

ve casci dal Paradiis a pesciaat in del.....

Adamo, Eva, sia Le che Luu

ve casci dal Paradiis a pesciaat in del.....

SCENA SETTIMA

(incontro con Beatrice)

La scena è animata da angioletti che vanno e vengono. Dante è seduto in centro scena su un sasso in attesa di eventi e commenta tra se e se:

Canzone

Margherita

Io non posso stare fermo con le mani nelle mani

tante cose devo fare prima che venga domani

e se lei già sta dormendo io non posso riposare

farò in modo che al risveglio non mi possa più scordare

E per poi farle cantare le canzoni che hai imparato

io le costruirò un silenzio che nessuno ha mai sentito

sveglierò tutti gli amanti, parlerò per ore e ore

“abbracciamoci più forte perchè lei vuole l’amore”.

Perchè Beatrice è dolce, perchè Beatrice è vera

perchè Beatrice ama e lo fa una notte intera

perchè Beatrice è un sogno, perchè Beatrice è il sale

perchè Beatrice è il vento e non sa che può far male.

Perchè Beatrice è tutto, ed è lei la mia pazzia

Beatrice è Beatrice, Beatrice adesso è mia

Dal fondo sala rientra Beatrice (come nel prologo):

Beatrice  :   Ahhhh ... eccolo là .....ah ....Da’..... tacci tua...... tacci ! .....me male che te se ritrovo.... !

Dante  :      Oh Beatrisce.......alla buon’ ora !.........  finalmente ti rivedo ?

Beatrice  :   Ah Da’ ........ma statte zitto, statte.... ma a te non te se po ddì niente niente niente

                       !..........  to detto va all’inferno tanto pe’ ddì.......... e tu ci sei annato pe’ davero !

                      Te possino azzannate !

Dante  :      No Beatrisce ....pe favore ...lo sai che se dici una cosa tu ....dopo si avvera  .....

                   ho già preso tanti di quegli spaventi !

Beatrice  :   E te sta bbene !......così te impari a comportatte da galantuomo. Ah Da’.... tu dicevi di

                   amarmi ....ma che te credi ….che non ce lo sò che dopo la mia morte mi hai dimenticato

                   e te sei abbandonato a una vita di peccato ?            ........a sprocedato !

                   ....Ma nun te ricordi che te so venuta pure in sogno pe’ consijatte de esse mejo.

                    Ma tu niente .......sei sceso sempre più in basso….. fino a quando nun te sei trovato

                   nella selva oscura !

                   Altro che mannatte all’ inferno io ……te ce sei mannato da solo !

                     ...........(verso il pubblico) ma se pò campà co n’ omo così ? .....  no nun se pò

                     campa !     ..........e infatti pe ripijatte so dovuta venì in questo monno de spiritati.

                   

Dante  :       Oh Beatrisce ....te tu hai raggione ........ma che s’ha da fare ora ?

Beatrice  :    Ah homo ! ......dimentichiamo tutto.  ....Vieni con me ….e ti farò vedere il Paradiso !

 

Canzone

‘O SURDATO INNAMURATO

Beatrice :                                              

Staj vicino a sto core

sempre sei nel mio pensiero:

niente voglio e niente spero

che tenerti sempre a fianco a me !

Sii sicuro di questo amore

com’io sono sicura ‘e te.

Dante :

Beatrisce, Beatrisce mia,

con te voglio andar via,

seì sempre il mio grande amore

e in Paradiso voglio andar con te !

Insieme :

E’ finito il Purgatorio,

non andatevene via,

aspettateci un momento,

noi andiam a prenderci un caffè !

Ma, durante il terzo atto,

in Paradiso insieme andrem.

Oje vita, oje vita mia,

oje core ‘e chistu core,

sì’ stata ‘o primm’ ammore

o primmo e ll’ultimo sarraje pe’ me!

FINE SECONDO ATTO

III ATTO

IL PARADISO

PROLOGO

Canzone

IL PARADISO

La la la la la ….

Il Paradiso tu vivrai

se tu scopri quel che hai.

Non ti accorgi che

Dio ama già te.

La vita è così…

tu quando non hai

vuoi avere di più

e dopo che hai

ti accorgi che tu

fermarti non puoi

e vuoi quel che vuoi.

La vita è così…

adesso lo sai

che un posto lassù

trovare potrai.

Ricordati che

poi dentro di te

la gioia sarà.

Il Paradiso …..

SCENA PRIMA

Alla riapertura del sipario, la scena rappresenta un angolo di paradiso con nuvole bianche in un azzurro sconfinato. Beatrice entra tenendo Dante per la mano. Angioletti eterei con camicioni bianchi o colori pastello si aggirano beati.

Dante : .....Ohohoh !.....che meraviglia !.........

Beatrice : Ah Da’.....mo devi fà come me : guarda fisso ner sole che ye devi ricaricà le batterie della

                anima.

Entrambi fissano il sole (occhio di bue) con intensità......

Dante : .....Oh Beatrisce ...... come se sta bene !.....mi sento sollevato.........mi sento leggero

                  e come se non avessi più corpo .....

Beatrice :  Ah Da’.......nun te preoccupà ...... è normale ..... è ....l’ effetto paradiso. Anvedi adesso

                 semo ner primo dei nove cieli der paradiso. Ormai sei purificato di tutte le tue corpe e

                 tendi naturalmente verso l’alto, verso Dio. Mo comincierai a incontrà le anime

                 der paradiso : le prime ce so  “li numeri due” , cioè quelli che sono vissuti vicino ai

                 grandi della storia ma de cui nessuno se ricorda. Il merito di quello che hanno fatto i

                 grandi è de sti poveracci che se so fatti er mazzo....

                 Ah Da’, pe’ esempio, ‘nce lo vedi quello ? ............lo sai chi è quello ?

Dante : ....No ....e chi è ?

Beatrice :  E’ er fijo de Guglielmo Tell ! .......Tutti se recordeno der padre ma nisuno se ricorda der

                  fijo ........poraccio....... mo appena arriva lo intervistamo ........

                  Entra il figlio di Guglielmo Tell (con la chitarra ?)

Beatrice :  Ehi tu  chi sei , raccontaci  la tua storia

Canzone :

IL FIGLIO DI GUGLIELMO TELL

                             Sun’t el fieu del Guglielmo Tell, che l’era un gran òmm

                             però de mi, i gent i se ricorden nanca ul nòmm

                             e pensà che seri me, quel fieu cun la poma in su la crapa

                             e pudevi mia tremà, ‘e pregavi....Sperem che la ciapa..!

                             E i geent, i me vardaven tucc, i me vardaven giò da la finestra

                             i oecc i me puntaven tucc, ma mi vardavi la balestra...

                             “Dai papà, dai papà....Proviamo almeno con l’anguria...”

                             “Non dubitare di me figlio mio, lo sai che divento una furia !”

                             “Dai papà, dai papà...”Proviamo almeno col melone...”

                             “Non si può figlio mio, tu lo sai...e poi non è neanche la stagione...”

                             “Dai papà, dai papà ....”Proviamo almeno col pompelmo...”

                             “Non temere figliolo, tuo papà si chiama Guglielmo !”

                             Però l’è mia tan bell vess el fieu del Guglielmo Tell

                             perchè mi de quela volta sun in gir cun là el patell

                             e sun cunteent per el mè pà, che l’han fatto eroe nazionale

                             ma da allora se vedo una mela comincio a stare male...ma male...

                             El papà l’era giò in fund, l’era giò ch’ el ciapava la mira,

                             e me, sudavi frecc perchè tra l’altro el segutava e segutava

                             a beev giò bira...

                             “Desmetela del bevv, papà, se no te ghe vedet dùppi..

                             “Niente paura figliolo, maal che vada ...te cupì !

                             Ecco lo sento, lo sento....adesso scocca !

                             “Chi è quel pirla che ha parlato ? Come sarebbe a dire :

Proviamo con l’ albicocca ? –

Perchè l’è mia po taant bell, vess fieu del Guglielmo Tell

Sun’ t el fioo del Gugliemo Tell, che s’è mia sbassà a saludà un capell...

SCENA SECONDA

Dante : .....Oh Beatrisce ... ma quella bella signora che sta arrivando .... chi  è  ?

Beatrice :  Quella con la majetta a righe ? E’  Anita ......’a moje de Garibbaldi .......poraccia ....

                  tutta la vita a  sopportà quer fracicone de su marito.....

Entra Anita :...

 

Dante : .....Oh bella signora chi siete è ......  cosa fate qui  ?

Anita : ....Chi sono io ? Ma io son l’Anita eh ! .......l’Anita Garibaldi !.........la moglie dei Due

                Mondi !

                Adesso, mica per sminuire l’eroe, ma io a Montevideo ci parlavo con uno che stava nelle

                carni congelate...sah! ....un cristone di uno e 90 (senza tacchi).....con due spalle così e un

pugno da mettere giù un vitello! Adesso sai.......il Garibaldi......poveretto : piccolotto,

gamba corta, tutto pelo.....che quando scende da cavallo ti sparisce.....neh è un’altra cosa !

Con tutto questo una vita di soddisfazioni sah !

.......Eroe di quà........Eroe di là...........Ma insomma! ....sempre a galoppare...galoppare...

...galoppare !

..Adesso mica sta a dirlo al Giuseppotto !

Ehi dico lassù ! .....non  sta a dirlo a  Giuseppotto.....ma quello là da Montevideo mi

manda ancora gli espressi ......e dice che mi  aspetta e che gli spiace di vedermi sprecata

con quel Garibaldi lì che praticamente non  combina un tubo !

Ma cosa vuole ....io ormai ci ho altro per la testa ! e attenti alla biancheria che il Garibaldi

se la semina tutta dove va, e tienigli d’occhio le selle che se non ci faccio attenzione io

me  le riduce che sembrano degli stracci ..., e tienigli in ordine la mantella con il plissè

ben stirato.

Perchè cosa crede lei ? che se il Garibaldi non fosse tutto bello in ordine com’è avrebbe il

successo che ha ? ...che le avrebbero messo le foto sulle antologie ? e che se si fosse

presentato con la sella unta, il mantello sgualcito....il Re Galantuomo ....e il Cavour gli

avrebbero dato retta ? ....Ma non l’avrebbero neanche fatto entrare a Palazzo Carignano

                ..ma andiamo !

                E poi....con quella sua mania di rispondere sempre ...Obbedisco di quà ...e

                Obbedisco di là tutt’al più gli avrebbe fatto fare il cameriere ! (se ne va)

SCENA TERZA

Beatrice :  Mo dovemo entrà nello girone de li Santi  ..... poracci ...che nonostante so in Paradiso

                     so continuamente tentati.......aspetta che chiamo er custode prima che ....  Ah Gabriè....

                  Ah Arcangelo !.........(chiama più volte)

Arriva l’ Arcangelo Gabriella con grandi ali bianche, visibilmente svogliata e annoiata

Arcangela Gabriella :   Che c’e ........ah se tu Beatrì ........ e che vvoj ?

Beatrice:  ....A Gabriè.... ma stamatina ci hai un ritmo proprio da ministeriale ....fija mia !

                  ......me devi dì.... chi è er primo Santo del Girone ?

 

Arcangelo Gabriella :   E’ Sant’Antonio ........alla prossima scena vo presento !

SCENA QUARTA

In scena c’è S. Antonio circondato da un nugolo di diavoletti che mimano i “dispetti” a S. Antonio citati dalla canzone, mentre dal palco scende l’Arcangelo Gabriella che guida una processione di popolo assortito alla quale si accodano Dante e Virgilio e che cantano :

Canzone

SANT’ANTONIO ALLU DESERTU

     

Vi saluto cari amici

tuute quante le cristiane

questa sera vaggiu dice

de la festa de dimane

che dimane è S.Antonio

lu nemice de lu dimonie

S,Antonio S.Antonio

lu nemice de lu dimonio

Li parenti e S.Antonio

una moglie gli vogliono dare

ma lui non ne vuol sapere

nel desert si fa mandare

pe navè la siccatura

de sta fa una criatura

S.Antonio S.Antonio

lu nemice de lu dimonie

S.Antonio allu diserte

s’appicciava ‘na sicarette

Satanassu pè dispiette

glie freghette l’allumette

S.Antonio nun s’impiccie

cun lu prospere se l’appiccie

S.Antonio S.Antonio

lu nemice de lu dimonie

S.Antonio allu diserte

se faceva la permanente

Satanasse pe dispiette

gli freghette  le currente

S.Antonio lu prende per colle

e lu mette col culo a molle

S.Antonio S.Antonio

lu nemice de lu dimonie

S.Antonio allu diserte

se cuciva li pantaluni

Saranasse pe’ dispiette

gli freghette  li buttune

S.Antonio se ne freghe

cun lu spaghe se li leghe

S.Antonio S.Antonio

lu nemice de lu dimonie

S.Antonio allu diserte

se lavava l’insalata

Saranasse pe’ dispiette

gli tirette na’ sassata

S.Antonio lo riprese pel collo

e lo rimise col culo a mollo

S.Antonio S.Antonio

lu nemice de lu dimonie

S.Antonio allu diserte

se magnava le spaghette

Saranasse pe’ dispiette

gli freghette  le furchette

S.Antonio nun se lagna

cun le mani se le magna

S.Antonio S.Antonio

lu nemice de lu dimonie

S.Antonio allu diserte

se diceva le uraziune

Saranasse pe’ dispiette

gli fa u verso de lu trumbune

S.Antonio cul furbiciune

zacchete zacchete e lo fa cappone

S.Antonio S.Antonio

lu nemice de lu dimonie

Buona sera care amice

lu Signore vi benedice

e fa crescere u patrimonio

cun le grazie e S.Antonio

Ca dimane è S.Antonio

lu nemice de lu dimonie

S.Antonio S.Antonio

lu nemice de lu dimonie

SCENA QUINTA

In scena c’è ci sono  San Pellegrino, San Benedetto, San Bernardo e …“Santa Rocchetta” : sono 4 “statue”.  Entrano L’arcangelo Gabriella, Beatrice e Dante  :

.Arcangelo Gabriella :  ............ questi sono ...... sono San Pellegrino, San Benedetto,

                                       San Bernardo ...... se ti arriva San Ferrarelle siamo al completo !

Dante : .......... se ti arriva San Ferrarelle siamo al completo !

Beatrisce : .........e questa è nuova ! Chi è ?  (indicando “Santa Rocchetta” e avvicinandosi per

                  toccarla)

.Arcangelo Gabriella :  ..........No ! …Non toccarla…….sennò……..farai tanta ….. (Ding Ding)

Beatrice (rivolto a Dante) : ..........e questo è veramente il girone dei Santi più Gasati....

Dante : .........a dir la verità mi sembrano un pò calmini.....

Arcangelo Gabriella :  Vuoi vederli scatenati ?...... (rivolgendosi ai 4 Santi) .... Parola d’ordine :

                                       Acqua Azzurra, Acqua Chiara..........

I tre santi intonano la canzone e avviano,  assistiti da angioletti, una sorta di catena di imbottigliamento di acqua minerale

 Canzone

ACQUA AZZURRA ACQUA CHIARA

Tutti:                         Acqua azzurra, acqua chiara

con noi santi puoi finalmente bere.

In questi occhi innocenti

puoi ancora ritrovare

il profumo di un’acqua pura,

pura come il tuo cuor.

Santo 1 :                   Son le quattro e mezza ormai

mi vien voglia di dormir.

Santo 2 :                   A quest’ora tu non puoi

c’è il lavoro da finir.

Santo 3 :                   E’ da quando sei qui tu

che noi non rendiamo più.

Tutti :                        Acqua azzurra, acqua chiara

con noi santi puoi finalmente bere.

In questi occhi innocenti

puoi ancora ritrovare

il profumo di un’acqua pura,

pura come il tuo cuor.

Santo 2 e Santo 3 :    E’ da quando sei qui tu

che noi non rendiamo più

Tutti:                         Acqua azzurra, acqua chiara

con noi santi puoi finalmente bere.

In questi occhi innocenti

puoi ancora ritrovare

il profumo di un’acqua pura,

pura come il tuo cuor.

SCENA SESTA

Scena vuota, da fuori si sente urlare :

Voce da Fuori :   ....Ma basta ........voje turna ‘ncoppa ‘a terra.......e chiste è u Paravise e chiste so li

                            protettori ?

  ..... entra un “guappo” napoletano piuttosto agitato :

De Pretore  : .... (tra se e se) e chiste è u Paravise e chiste so li  protettori ?

                     Non è il modo di trattare ‘a gente ! (rivolto al pubblico) Volete sapere che mi è

                     successo ? ....Ve lo dico....ve lo dico .....perchè tutti devono sapere come gira il

                     mondo......ma che dico il mondo .........il Paradiso !

                     Uno fa tanti sacrifici pe andà in Paradiso e poi...........

                     So De Pretore,  De Pretore Vincenzo. Io m’arrangiavo, campavo ‘a bbona ‘e

                     dDio...come si dice...figlio di prade ignoto e senza amici ....facevo ‘u mariuolo ‘pe

                     campà.

                     A piazza municipio una matina sfilando u portafoglio a un signore, chistu, cchiù lesto,

                     mi ferma e mi accatasta cun tanta abilità mfaccia a nu camionne....e nun

                     contento di avermi sbudicato una mascella , mi lassa, mette ‘a mano a rivoltella e tira,

                     senza scrupoli e pietà. Io cadetti.......è morto........è morto ! ......Uuh no, respir

                     a ancora. M’arizzarono da terra e lesto lesto isse me portaieno dint’a carozzella p’ u

                     salvà.

                     Miezzo stunato, arrivato allo spedale, ora che pago ‘u ticket, metto ‘u timbro, mi fanno

                     l’ accettazione,  cercano u chirurgo di servizio.........il sottoscritto Depretore già steva

                    all’al di là .

                    Chiano chiano zumpettando, me sermaie fuori a lu palazzo ‘e Dio. Nanze a nu portone

                     scustaie con forza una maniglia ‘e ottone battendo duuie volte pè chiamà ....pung

                     ...pung.. Lo sportello quadrato si è arraperto e come guardiaporte s’affacciaie

                     .................. una cape ‘e provolone.che mi chiede Nome, Cognome, Codice fiscale......

                     Partita Iva....“...E a cchi volete” – “Io voglio a San Giuseppe”  - “Ma siete atteso,

                    siete canosciuto ?” – “..Aspita sono addirittura benvoluto ! – E’ San Giuseppe che

                    mi ha fatto salire quà!”

                    “Ah ...allora ci tenite appuntamento?” – “E così credo- Voi dite De Pretore chillo

                    che vi scegliette protettore,  vuo sapè, mo che è morto,  c’ha da fà!”

                    Dopo aspettato quasi un a mezzora aggio visto che u portone sarrapiva tutto quanto, e

                    dietro il portone ci steva nu scalone indurato e ‘ncoppa a stu scalone ...ci steva San

                    Giuseppe ca diciva “Ma chistu De Pretore chi sarà ?”

                    ..... alora io con la faccia tosta iette incontro con na mano stesa “ So De Pretore, ....

                    u figliu da Turresa...m’ hanno sparato na mezzora fà”.

                    “T’hanno sparato? – oh povero guaglione ! ... e chi è stato che ti ha fatto u

                     malamento?”  “Ah...ma allora Voi non sapete proprio niente ..eh....ma Voi in Paradiso che ce

                     state a fà ?”

SCENA SETTIMA

La cena è deserta : entrano Dante e Beatrice.

Beatrice  : .....Ah Da’ .......ormai semo quasi alla fine der viaggio.

Dante : ........ Oh Beatrisce.....io non so come ringraziarti per tutto quello che hai fatto per me.

Pausa di silenzio prolungata.

Dante : ........ Oh Beatrisce.... te tu mi devi dare la battuta della Madonna.......

Beatrice  : .....se proprio lo desideri.... (e comincia a prenderlo a pugni, schiaffi e calci)

Dante  : ..... Eh suvvia ....o grulla.....miha na battuta in questo senso......... mi devi dire di guardare

                    in alto.......

Beatrice  : .....Ah già ....oh scusa Da’ .......guarda lassù, guarda in alto, lassù ...il penultimo cerchio

                        ...la Vedi quella è Maria ....la Signora di questo regno........ e più in alto vedi quei tre

                       cerchi... sono il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo !

                       Se saprai guardare quella luce abbagliante, che è la Luce Eterna, con intensità e

                       sincera voglia di conoscerla ......potrai, sia pure per un attimo avere la visione di Dio.

Dante : ........ Oh Beatrisce.....sì, sì lo voglio !

Dante guarda intensamente la Luce Eterna, s’ode un suono come di folgore, e Dante sviene....

Canzone

GLORIA

Gloria

pace in ogni cuore

dammi la tua mano

vieni qui vicino

troverai la strada

che porta su nel cielo

ricorda questa storia

così vivrai in gloria.

Gloria sui tuoi giorni

la mattina nasce il sole

dal tuo cuore nasce amore

se vivi in gloria.

Rit. :  Gloria

lascia aperto il cuore

non aver paura

si può perdonare

canta insieme a noi

e ama il mondo intero

sorridi in gloria.

Gloria                                               (coro): Gloria.

pace in ogni cuore                                      Gloria.

cerca in te la gioia                                      Gloria.

vivi nell’amore.                                Gloria.

Ogni strada in questo mondo

ci conduce verso il cielo

dove c’è la luce eterna.

Cantiamo gloria.

Gloria

per chi accende il giorno

e invece di dormire

con la memoria torna

a un tuffo nei papaveri

in una terra libera

per chi vuole la pace

ed essere felice

cantiamo insieme gloria

e troviamo in noi la forza

di restare tutti uniti

e sempre in gloria.

Rit. :  Gloria…….

Cala la tela

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