La dottoressa Orabona

La dottoressa Orabona

di Vincenzo Rosario PERRELLA ESPOSITO

(detto Ezio)

11/05/2017

Personaggi: 8

La dottoressa Orabona

Totore o cecato

Gennaro o muto

Vincenzo o surdo

Il dr Sasso

Enrico o nevrotico

Melissa lipocondriaca

Concetta a depressa

Una ASL indefinita in un posto indefinito. Vi si intrecciano le storie tra medici e pazienti vari. Purtroppo non mancheranno atti di malcostume che vengono conosciuti comunemente come malasanit (assenteismo dei medici, pressappochismo nel modo di porsi nei confronti dei pazienti, maleducazione, disorganizzazione). Ma non mancher nemmeno quella piaga che ormai ha preso sempre pi campo: quella dei falsi invalidi. Argomenti seri e da prendere con le molle, ma trattati anche con ironia per alleggerire la narrazione della storia. Nel nostro caso, la situazione di disagio dei pazienti e di scarsa capacit dei medici di gestire il loro lavoro, degenera in rabbia che si esplicita nelloccupazione della struttura da parte dei pazienti, fin quando qualcuno non li avr ascoltati come si deve. Un primo passo per cambiare le cose che non funzionano nella sanit. Sar sufficiente? Potr modificare le cose? Sicuramente s, solo non si sa se in meglio o in peggio.

Numero posizione SIAE 233047

Per contatti Ezio Perrella 3485514070 ezioperrella@libero.it

Una ASL italiana. Lingresso una porta centrale. A destra un corridoio che conduce allo sportello cassa-accettazione. A sinistra i vari ambulatori, tra cui quello della dottoressa Orabona (tra le sue competenze medico specialista in medicina legale), e quello del dottor Sasso (tra le sue competenze medicina del lavoro). Verso destra tre sedie dove i pazienti attendono il loro turno di ingresso agli ambulatori.

ATTO PRIMO

1. [La d.ssa Orabona e il dr Sasso]

Da sinistra, giungono (entrambi in camice) la dottoressa Orabona (seccata) e il

dottor Sasso che fa dei selfie con lei col suo cellulare.

Sasso: Bene,Orabona, ora stai bona ehm stai buona e fatti i selfie insieme a me!

Orabona: Sasso, non ti sembra il caso di smetterla? Sempre con questa mania di fare i

selfie. E magari scommetto che metterai anche queste foto su Facebook.

Sasso: E certamente. Anzi, mi sono iscritto pure a un altro social: si chiama Fessobuk!

Orabona: Il nome gi dice tutto.

Sasso: Ma infatti non mi piace tanto. Non mi sono nemmeno iscritto io. Chiss chi lo ha

fatto? Mah! Comuqnue, fai un bel sorriso.

Orabona: (Mentre sorride, dice qualcosa) E con mio marito come la mettiamo? E geloso.

Sasso: Di me non di certo. Sa benissimo che tu stai facendo carriera qua dentro grazie a

me. Per cui, cerca di essere accomodante e iscriviti pure tu su Facebook. E pure

su Fessobuk. E pure su Instagram. Insomma, su tutti i social esistenti.

Orabona: Sasso, adesso per basta.

Sasso: (Smette di fare i selfie) Che c?

Orabona: Io sono una persona molto professionale. Nel mio lavoro, ci metto il cuore.

Sasso: No, tu ci metti un altro cu, ma la parola non finisce con ore.

Orabona: Perch mi dici questo?

Sasso: Perchsembri pi una di quelle soubrette da televisione che una dottoressa di

ASL. Ogni tanto vai a fare pure i provini.

Orabona: Io non vado a fare i provini per la TV, ma per il cinema. Da ragazza sognavo di

fare lattrice. Ma sono felice ugualmente, perch diventare dottoressa era il mio

secondo sogno.

Sasso: Ascolta, Orabona anzi, Mafalda e chi schifo e nomme che tiene! Dicevo,

Mafalda, ricordati una cosa: io ti rispetto e ti rispetter sempre. Per quanto ti

chiedo di farti i selfie insieme a me, non mi devi contraddire. Capito?

Orabona: E va bene, facciamoci i selfie!

Sasso: Brava! (Riprende a scattare i selfie con lei in varie posizioni) Forza, sorridi.

Orabona: (Sorride mentre cambia varie pose con lui) Ma quando finiamo con questi selfie?

Sasso: Quando andiamo nel mio studio!

Orabona: Attento, Sasso anzi, Abelardo e chi schifo e nomme che tiene! Dicevo,

Abelardo, poco fa hai promesso che mi rispetterai. Per cui, mantieni la promessa.

Sasso: Ma certo che lo far. (Smette di fare i selfie) Non ti fidi?

Orabona: No!

Sasso: Ho capito, temi di essere licenziata. Ma ti ho gi ripetuto cento volte che io ho

amicizie importanti dappertutto. Se non cambiassero sempre il presidente del

consiglio in Italia, conoscerei anche quello! Per cui, stai tranquilla.

Orabona: Va bene, far come dici. Allora vorr dire che me ne andr con un discreto

anticipo rispetto al mio orario doi lavoro. Devo raggiungere mio marito che mi

aspetta per una serata caliente!

Sasso: E se ti scoprono?

Orabona: Ci stai tu! Non hai detto che hai amicizie importanti?

Sasso: Ho capito. Hai ragione. Brava! Ma adesso andiamo nella mia stanza. Devo

levarmi i pantaloni.

Orabona: Ma si scemo?

Sasso: Che hai capito? Dovresti cucirmi il di dietro, pecch pe ffa o scemo a ffa e

selfie, s stracciato o cazone!

Orabona: E te llaggia csere io?

Sasso: Tu sei unamica.

Orabona: E vabb, con la scusa dellamica, ti fai fare un sacco di piaceri dalla sottoscritta.

Sasso: Chiamami fesso!

Orabona: Andiamo, fesso!

I due escono a sinistra facendosi selfie.

2. [Totore, Gennaro e Vincenzo. Poi Orabona]

Dal centro entra Vincenzo. Prende il proprio cellulare ed attiva una telefonata.

Vincenzo: Pronto, Carmil, so Vincenzo. Songo arrivato. M vaco a pav o tickt! Io

maggia fa visit pav a penzione dinvalidit. Per me putive accumpagn

tu, accuss facveme a cosa cchi grave. Comme? He pripar o gatt e

patane? E nun o putive pripar aroppo? Vabbu, basta, ce vedimme aroppo, a

casa. Ci. (Chiude il cellulare) Va fa nmocca a te e o gatt e patane!

Esce a destra. Poi entra Gennaro, prende il proprio cellulare ed attiva una

telefonata. Essendo muto, si esprime malissimo.

Gennaro: Gnogno, Gnunziat, gnogno Gnegnagno! Uh, gnun me fa pall assaje. Io

gnogno cc, adda gnongnoressa! Per gne gnugnve agnugnagn tu! Gnogne?

Gn fa o gnasatiello? Vabbu, gne vedimme agnoppo! (Chiude il cellulare)

Gna fa gnocca a gne e o gnasatiello!

Esce a destra. Dal centro entra Totore con occhiali da sole e bastone. Si guarda

intorno, poi prende il proprio cellulare ed attiva una telefonata.

Totore: Pronto, Mar, so Totore. Songo arrivato. M vaco a pav o tickt! Io maggia

fa visit pav a penzione dinvalidit. Per me putive accumpagn tu, accuss

facveme a cosa cchi grave. Comme? He pripar a frittata e carciffele? E

nun a putive pripar dimane? Vabbu, basta, ce vedimme aroppo, a casa. Ci.

(Chiude il cellulare) Va fa nmocca a te e a frittata e carciffele!

Esce a destra. Poco dopo torna Vincenzo e va a sedersi su una delle tre sedie ed

aspetta. Torna anche Gennaro e si siede accanto a Vincenzo. Questultimo si

volta verso Gennaro e lo osserva.

Vincenzo: Capo, saje chi ore so?

Gennaro: (Guarda lorologio) Gnogno e gnigne e gnu gnagno!

Vincenzo: Aza a voce, io so surdo!

Gennaro: (Alza la voce) Gnogno e gnigne e gnu gnagno!

Vincenzo: Nun te sento, parla cchi chiaro!

Gennaro: (Grida) Gnogno e gnigne e gnu gnagno!

Vincenzo: Ma nun te sento!

Da destra torna Totore che risponde lui in mezzo.

Totore: (Spazientito) Oh, e m basta! To ddichio chi ore so. (Guarda il proprio

orologio) Songhe e cciche e nu quarto. Vabbu?

Siede sulla terza sedia. Vincenzo e Gennaro lo osservano perplessi.

Vincenzo: Ma tu nun si non vedente?

Totore: (Si volta e lo osserva per qualche attimo) E tu nun si surdo?

Vincenzo: S, io so surdo!

Totore: E allora io so non vedente!

Poi i due si voltano verso Gennaro che li osserva perplesso.

Gennaro: Nh, ma pecch me state guardanno?!

I due: (Lo additano) Chisto muto!

Gennaro: Ah, e che bellezza! Simme tutte e tre invalidi!

Vincenzo: Stattu zitto, nun allucc.

Gennaro: E io nun pozzo allucc. Io so muto!

Totore: Tu si muto comma me che so non vedente e chistato ch surdo!

Gennaro: (Bisbiglia) Sentite, amici, io ho bisogno della pensione di invalidit. Purtroppo io

e mia moglie non lavoriamo.

Vincenzo: Uh, guarda caso, pure a me a stessa cosa!

Totore: E pura me. Per nun nu caso! Permettete? Salvatore Esposito, detto Totore.

Vincenzo: Vincenzo Esposito, detto Vincenzo!

Gennaro: Gennaro Esposito, detto Gennaro!

Totore: Ua, e che mazzo! Tenmme o stesso cugnomme tutte tre.

Gennaro: E pe forza, a Napule simme quase tutte quante Esposito!

Vincenzo: Sentite, ma tutte dduje pensate o cugnomme? Tra poco viene un dottore.

Gennaro: S, ma qualche volta ci sta pure la dottoressa. Speriamo che ci sta lei, adesso.

Vincenzo: E speriamo. Adesso per pensiamo a tornare nei nostri rispettivi personaggi.

Totore: Va bene. Tutti per uno

I tre: Uno per tutti!

Restano in silenzio e fanno finta di nulla. Da destra intanto torna Orabona che

ha tolto il camice ed ha la propria borsa.

Orabona: Ah, meno male che ho finito!

Nota i tre e resta sbigottita. Loro restano a bocca aperta per la sua avvenenza.

Oh, no! Ma ci siete ancora voi tre?

Gennaro: Ehm Gne gne gne gne!

Orabona: Ah, ce mancava sulo chesta. E m comme faccio?... Ehm va bene, vi visito

subito, al volo al volo, stesso qua fuori. Voi tre, alzatevi in piedi.

Totore e Gennaro si alzano, ma non Vincenzo, cos Gennaro lo picchietta sulla

spalla e gli indica di alzarsi in piedi.

Orabona: Bene, allora io sono la dottoressa Orabona!

Totore: Eh, e se vede!

Orabona: Prego?

Totore: No, no, niente, aggio ditto piacere!

Orabona: Allora, su, facciamo presto, che ho una importante riunione di lavoro. Questo

signore con gli occhiali scuri come si chiama?

Totore: Salvatore Esposito. Per servirvi.

Orabona: E che problema ha, lei?

Totore: E secondo voi? Io non ci vedo proprio.

Orabona: (Gli va vicino, apre le dita della mano) Quante sono queste? E queste?

Totore: Non lo so, mi dispiace.

Orabona: Poveretto, non ci vede! (Si volta dandogli le spalle e le cade la borsa) Uh, mi

caduta la borsa!

Si abbassa per raccoglierla, cosicch i tre le guardano il di dietro.

Totore: Ma chesta bona overamente!

Orabona: (Torna in posizione eretta) Come, scusi?

Totore: No, dicevo che voi siete la dottoressa Orabona. Ho capito bene?

Orabona: S, s.

Totore: Ah, perfetto. Allora llaggio a penzione dinvalidit?

Orabona: E mica dipende da me? Ma ora faccia parlare pure con gli altri due signori.

(Indica Vincenzo) Lei come si chiama?

Vincenzo: Vincenzo Esposito!

Orabona: E che problema ha?

Vincenzo: Sono sordo!

Orabona: Prego?

Vincenzo: So surdo!

Orabona: Scusi, ma se allora sordo, come fa a rispondermi?

Vincenzo: Ah, gi. Ehm io non capisco le vostre domande. Sto rispondendo a casaccio!

Orabona: Ho capito. Mi sa che dobbiamo fare un esame audiometrico. Ora per cerchi di

capire ci che le dico: che lavoro fa?

Vincenzo: Comme?

Orabona: Quale ruolo ricopre nel suo lavoro?

Vincenzo: Ah?

Orabona: Quale ruolo?

Vincenzo: O puparuolo? No, nun mo pozzo magn. Se mette ncoppa o stommeche!

Orabona: Ma lei ha prole?

Vincenzo: E pprovole? S, chelle me ppozzo magn!

Orabona: Benissimo, lei proprio sordo! (Poi a Gennaro) E lei, invece come si chiama?

Gennaro: Gne gne gne gne. Gnegnagno Gneposito!

Orabona: Ah, lei non parla. Emette solo dei suoni vocali.

Gennaro: Esattamente!

Orabona: Come?

Gennaro: No, ehm gne gne gne!

Orabona: Capisco. Bene, allora Oh, scusate, la vibrazione del mio cellulare.

Si apparta un po e prende il cellulare dalla borsa mentre i tre esultano tra loro.

Pronto, caro. (Sconvolta) Sei fuori al mio ufficio? Mi hai fatto una sorpresa?

Aspetta, adesso mi libero subito e ti raggiungo.

Chiude il cellulare, lo ripone in borsa e corre dai tre che fanno finta di niente.

Scusate, ma ora devo veramente scappare. La riunione sta cominciando ed io

non posso assolutamente mancare.

Totore: E i certificati non ce li scrivete?

Orabona: Devo proprio adesso?

Gennaro: Gne gne gne s!

Orabona: E va bene. Aspettatemi qua.

Si volta, ma le cade di nuovo la borsa. Cos si abbassa per riprenderla.

Totore: Emb, m a chesta a zompo ncuollo!

Orabona: (Torna in posizione eretta) Cosa?

Totore: No, no, io non ho detto niente.

Orabona: Scusi, ma lei cosa ne sa che io ce lavevo con lei? Che ne sa? Lei non ci vede.

Totore: Chi? Io? Infatti non ci vedo proprio.

Vincenzo: No, ma quello lo sa perch glielho detto io.

Orabona: E lei come ha fatto a sentire? Lei non sordo?

Vincenzo: Chi? Io? S, s, io sono sordo assai!

Gennaro: (A Vincenzo) Miezu sc!

Vincenzo: Stattu zitto, ca tu si muto!

Orabona: Un momento, ma che cos questa storia? Ma voi siete invalidi, oppure no?

I tre: (Imbarazzati) Ehm ehm

Orabona: Ora capisco tutto. Mi avevate quasi fregata. Se non avessi fretta di andar via,

correrei subito a denunciarvi.

Vincenzo: (Con atteggiamento di sfida) O vero? Ma site sicura?

Orabona: E certo. Questa truffa allo stato.

Gennaro: E allora, tanto per cominciare, il vostro orario di lavoro non ancora finito.

Totore: E poi non dovete andare a nessun convegno, ma con uno uomo. Dottor, io aggio

ntiso tutto cose!

Orabona: (Sconvolta) Ah, ehm

I tre: (Con atteggiamento di sfida) E m?

Orabona: Bene, io direi: lei, signor Salvatore Esposito, un non vedente. Lei, signor

Vincenzo Esposito un audioleso. E lei, signor Gennaro Esposito, non parla.

Domani mattina avrete i vostri certificati di presa visione. Va bene? Per in

cambio non direte nulla di me.

Totore: Io nun vaggio vista.

Vincenzo: Io nun vaggio ntisa!

Gennaro: E io gne gne gne!

Orabona: Bravi, allora vogliamo andare?

I tre: S!

Orabona: Bene, ora usciamo di qui!

La dottoressa si avvia centralmente e i tre la seguono, guardandole il sedere!

3. [Sasso ed Enrico]

Da sinistra torna il dottor Sasso, contrariato.

Sasso: Maledizione, lultima foto che ho postato sui social non ha avuto successo. Ma

che cosa devo postare per farmi notare dalla gente? La dottoressa Orabona nuda?

A proposito, ma dov andata questa? Lorario di lavoro non ancora terminato!

(La chiama) Dottoressa Orabona! Mafalda, vieni qui, che dobbiamo fare ancora

altre foto! Mah! Fosse andata di l?

Va a destra. Dal centro entra Enrico, nevrotico, fa tic col viso, voce tremolante.

Enrico: Aiuto, aggia parl cu nu miereco, pecch stongo troppo esaurito! (Si siede su

una delle tre sedie) Ma mica aggia pav o ticket? Io nun o voglio pav. Io pago

le tasse e perci devo essere curato gratis! Dove stanno i dottori? Dove stanno?

Da destra torna Sasso.

Sasso: Se n gghiuta, chella granda malafemmena! Allora adesso vado a cercare la

dottoressa Rossi e mi faccio qualche diretta con lei. E la pubblico su Fessbook!

Mentre si avvia a sinistra, Enrico si alza in piedi e ne richiama lattenzione.

Enrico: Scusate, dottore!

Sasso: (Seccato, si ferma e si volta verso di lui) Dite, dite!

Enrico: Voi mi dovete aiutare, io sono tutto esaurito! (Gli si avvicina e gli mostra una

mano tremolante) Guardate la mano, guardate la mano.

Sasso: Vedo, vedo.A voi vi serve un neurologo.

Enrico: E come si chiama?

Sasso: E il dottor Della Morte!

Enrico: Mamma bella, ma chisto mavessa accidere a me?

Sasso: Non dite sciocchezze. Andate a pagare il ticket e poi recatevi dal dottor Della

Morte, stanza numero 8. Per adesso non ci sta.

Enrico: E si nun ce sta, che me facte i ffa inta stanza e stu dottor Muorto acciso?

Sasso: Vi visitate da solo.

Enrico: Maggia visit io sulo? E allora pecch aggia pav o ticktet?

Sasso: Sentite, ma vuje che vvulte a me? Allora andate dal dottor La Nicchia.

Enrico: Aroppo a Della Morte, ce sta pure La Nicchia? Ma chesta na Asl o nu cimitero?

Sasso: Sentite, non fate lo spiritoso.Andate dal dottor La Nicchia a nome mio.

Enrico: E questo dottor La Nicchia che cos? Un medico generico?

Sasso: No, un ginecologo!

Enrico: E che me naggia fa io do ginecologo? Mica tengo problemi sessuali?

Sasso: No, ma il dottor La Nicchia il cognato del dottor Della Morte.

Enrico: E con ci?

Sasso: Capisce pure lui di malattie neurologiche. Un pochino. Diciamo che si arrangia.

Enrico: Ma io vaco truvnno a nu duttore che capisce overamente chello che tengo! Mica

me pozzo arrangi? Vuje, per esempio, che specializzazione tente?

Sasso: Medicina del lavoro.Diciamo che ne capisco di tutto un po.

Enrico: E allora pozzo parl cu vuje?

Sasso: Cu me? No, ma tra pochi minuti il mio orario di lavoro finisce. Ripassate domani.

Enrico: Ah, s? E allora facmmece na bella fotografia. (Dalla tasca prende il proprio

cellulare e con la mano tremolante lo prepara per scattare una foto)

Sasso: (Compiaciuto) Ma come, pure voi siete un appassionato di selfie? (Si mette in posa)

E s, facciamoci questa bella foto. Per non tremate con la mano se no la foto viene

mossa! E no, guardate, venuta mossa. Date a me il cellulare, faccio io la foto.

Enrico: Tenete, tenete. (Gli cede il cellulare)

Sasso: (Scatta foto) Ecco, sorridete! Non siate cos serio. (Cambiando di volta in volta

posa) Certo, il celluare un po vecchiotto. Ce lavete da parecchio?

Enrico: (Cambiando di volta in volta posa) S, ma nun laggio accattato io. Laggio

truvato ncoppa e scogli a Margellina!

Sasso: Va bene uguale. Ecco, abbiamo finito. (Gli restituisce il cellulare) Siete iscritto a

tutti i social?

Enrico: No, ma io nun aggia mettere e fotografie ncoppa e social.

Sasso: Ah, no? E dove le dovete mettere?

Enrico: Laggia purt adde carabbiniere!

Sasso: E perch?

Enrico: Pecch ce aggia fa ved comme faticate cc ncoppa. Arrivederci in tribunale!

Enrico si avvia alluscita al centro, ma Sasso lo ricorre e lo ferma.

Sasso: Ma no, dove andate? (Lo riconduce al centro) Perch vi arrabbiate cos?

Enrico: Pecch io songo nervuso! (E fa i tic nervosi col viso)

Sasso: Ma non vi dovete innervosire. Va bene, ci sono qua io che vi aiuto. Andate a

pagare il ticket e poi venite nel mio ufficio, il numero 5.

Enrico: Nun o voglio pav o ticket!

Sasso: E allora non vi posso aiutare.

Enrico: E allora io vacoadde carabbiniere!

Enrico si avvia alluscita al centro, ma Sasso lo ricorre e lo ferma.

Sasso: Ma no, dove andate? (Lo riconduce al centro) Facciamo cos, vo pavo io, o

ticket! (Va verso destra e si rivolge a qualcuno) Signora Rosa, dopo vi pago io il

tickter per lui. Questo signore mio cugino di primo grado. Come vi chiamate?

Enrico: Enrico La Bara!

Sasso: La Bara? E vi lamentate dei cognomi dei dottori Della Morte e La Nicchia?

Enrico: Vacoadde carabbiniere!

Enrico si avvia alluscita al centro, ma Sasso lo ricorre e lo ferma.

Sasso: Ma no, dove andate? (Lo riconduce al centro) Signora Rosa, il signore con me.

Enrico: E con il tuo spirito!

Sasso: Ma qualu spirito? Io stongo dicnno nata cosa. Su andiamo, per di l. Prego!

Escono a sinistra.

4. [Orabona e Melissa]

Dal centro torna Orabona, tutta contrariata.

Orabona: Chillu disgraziato, nfame, senza core, chino e corne, cretino e scemo! (Getta la

borsa su una delle tre sedie e toglie le scarpe coi tacchi) Mha fatto fa tutto stu

casino pe senza niente! Chillo se vulva sultanto appiccic cu me. E mi ha

intossicata! Ma come faccio io a tenermi vicino quelluomo? Come?

Va avanti e indietro nervosamente. Intanto entra dal centro Melissa. La osserva.

Melissa: Azz, jamme buono! Chesta, secondo me, sta aspettnno o turno suojo. (Entra un

po e ne richiama lattenzione) Scusate, signora, state qui da parecchio?

Orabona: Due anni!

Melissa: Nientedimeno?

Orabona: E certamente. E vi debbo dire la verit? Mi sono proprio stufata.

Melissa: E vi credo, dopo tutto questo tempo. Forse per la troppa gente?

Orabona: Uff!

Melissa: E allora fatemi fare presto. Vado a pagare il ticket e poi torno. Io sto qua per il

dottor Perrella. Con permesso!

Esce via a destra.

Orabona: Il dottor Perrella? Mio marito? Chillu disgraziato, nfame, senza core, chino e

corne, cretino e scemo? Ma oggi il suo giorno libero. E che cosa mi nasconde?

Torna Melissa.

Melissa: Ecco qua, ticket pagato. (Si siede su una delle tre sedie ed osserva Orabona che

la guarda con sospetto) Signora, meglio che vi sedete. Se volete, ho portato

pure luncinetto, cos inganniamo un poco il tempo.

Orabona: No, no, grazie. Piuttosto, ditemi una cosa: quante altre volte avete incontrato il

dottor Perrella?

Melissa: Spesso. Anzi, scusate un momento. (Dalla borsa tira fuori delle pillole) E lora

della pillola. (Ne prende una e lingoia) Mamma mia, senzacqua terribile!

Orabona: E quelle pillole ve le ha date lui?

Melissa: No, per carit. Io me le sono prescritte da sola. Il dottor Perrella non me le

voleva dare per nessuna ragione.

Orabona: Ma voi lo sapete che non si prendono le medicine senza prescrizione medica?

Melissa: Signora, io mi sento troppo male. Da stamattina tengo un mal di denti! Mi metto

paura che pu colpire il cuore e posso morire!

Orabona: (Aggio capito, chesta ipocondriaca!) (Poi a lei) Signorina, ma il mal di denti

non colpisce il cuore.

Melissa: Questo lo dite voi.

Orabona: Va bene, piuttosto voglio sapere altre cose. (Le siede accanto) Dunque

Melissa: Sign, scusate, vi potete mettere le scarpe? Si sente una leggera puzza di piedi!

Orabona: Certo. (Le recupera e le mette di nuovo ai piedi) Ora va bene?

Melissa: Veramente, si sente ancora!

Orabona: Signur, nun rumpite e scatole e rispunnite e ddomande mie. Allora, dicevamo:

voi venite molto spesso da mio marit ehm volevo dire, dal dottor Perrella?

Melissa: Abbastanza. Oggi non tenevo neppure appuntamento con lui.

Orabona: Ah, ecco!

Melissa: A volte ci incontriamo pure altrove. Uh, scusate, devo prendere unaltra pillola!

(Dalla borsa tira fuori delle pillole) E arrivato il momento. (Ne prende una e

lingoia) Mamma mia, questa era pi terribile di quellaltra!

Orabona: Signorina, non pensate alle pillole. Fatemi capire in quale altro posto vi

incontrate col dottor Perrella.

Melissa: Nel negozio di mio padre. Quello tiene una merceria. Uh, scusate, devo prendere

unaltra pillola! (Dalla borsa tira fuori delle pillole) E arrivato il momento. (Ne

prende una e lingoia) Mamma mia, questa era pi terribile delle altre due!

Orabona: Signur, me state facnno ven e nierve, cu sti pillole! E statevi quieta un po!

Melissa: (Dolorante ad un occhio) Uh, mamma mia, aiuto!

Orabona: Ch stato?

Melissa: Mi entrata una cosa nellocchio! Guardate un pochetto.

Orabona: (Osserva) Ma io non vedo niente.

Melissa: E invece s. Mi entrata quando voi avete dettoE statevi quieta un po!. Deve

essere un vostro sputo che mi entarto nellocchio!

Orabona: Signorina, non vi dovete fissare. Voi state bene.

Melissa: Ma bene? Io sto male. Voglio il dottor Perrella. Dove sta il dottor Perrella?

Orabona: Veramente, lo vorrei pure io inte mmane!

Melissa: S, ma quando lo incontrate, fate presto. Pure io ho il diritto di parlare con lui.

Ho pagato il ticket come voi.

Orabona: No, io lo incontro pure senza ticket. E mio marito!

Melissa: Come? E che cosa sono questi favoritismi? Adesso siccome siete la moglie, voi

lo potete incontrare senza pagare il ticket?

Orabona: Ma

Melissa: Statevi zitta, devo prendere unaltra pillola! (Dalla borsa tira fuori delle pillole)

E arrivato il momento. (Ne prende una e lingoia) Mamma mia, questa era pi

terribile delle altre tre!

Orabona: E basta cu sti pillole!

Melissa: E invece io dico basta con questo schifo, lItalia deve cambiare. (Si alza in piedi)

Per cui, vado prima io dal dottor Perrella, perch io ho pagato il ticket e voi no!

Orabona: (Si alza pure lei in piedi) Signorina, inutile che ci andate.

Melissa: E perch?

Orabona: E perch il dottor Perrella non c.

Melissa: Che cosa? Se n andato? Ma questo assenteismo bello e buono!E scusate, se

lui non ci sta, voi cosa lo state aspettando a fare? Io lo vado a denunciare. E voi?

Orabona: Aspettate, lasciatemi parlare prima.

Melissa: Ho capito, voi non lo denunciate perch vostro marito. Allora adesso vado a

farmi restituire i soldi del ticket dalla signora alla casa, e poi denuncio pure a lei.

Orabona: E perch?

Melissa: Perch non mi ha detto che il dottor Perrella non ci sta. E denuncio pure voi!

Orabona: E perch?

Melissa: Perch voi siete la moglie del dottor Perrella e vi facevate curare da lui senza

pagare il ticket. Statevi bene!

Orabona: No, ma

Melissa: Silenzio!

Orabona: No, ma

Melissa esce via a destra, seguita da Orabona che cerca di spiegarsi.

5. [Sasso, Enrico e poi Totore]

Da sinistra tornano Enrico e Sasso, tremolanti e pieni di tic nervosi dappertutto.

Enrico: (Con voce tremolante) A-avete capito, dott?

Sasso: S-s! Nientemeno, mavte fatto ven a tremarella pure a me!

Enrico: M-me pare che stamme abballanno o Twist!

Sasso: B-basta, jatevnne a casa!

Enrico: P-per dott, voi mi avete dato dei calmanti. Ma siete sicuro che mi fanno bene?

Sasso: N-non vi preoccupate. Io non ne capisco, ma vi faranno sicuramente bene.

Enrico: O-OK! Arrivederci.

Sasso: A-arrivederci.

Enrico si avvia ad uscire, mentre Sasso cerca di calmarsi.

Mamma bella, mha fatto ven o nervosismo pure a me, chillo!

Ma Enrico torna da lui.

Enrico: S-scusate.

Sasso: A-ancora voi? Cosaltro volete?

Enrico: V-vi volevo chiedere se posso continuare a bere il vino e pure il caff.

Sasso: V-vuje state accuss nguajato, ve vulte mettere a bevere pure o vino e o ccaf?

Enrico: P-peccato! A casa io tengo del vino di Gragnano tanto buono.Ve lo porto a voi?

Sasso: S-s. Portate, portate.

Enrico: G-grazie!

Enrico si avvia ad uscire, mentre Sasso cerca ancora di calmarsi.

Sasso: Mamma bella, maggia fa na cammumilla!

Ma Enrico torna da lui.

Enrico: S-scusate.

Sasso: A-ancora?

Enrico: M-mi sono dimenticato di chiedervi una cosa: ma posso fumare?

Sasso: M-ma siete pazzo? V-vuje state accuss nguajato, ve vulte mettere a fum?

Enrico: P-peccato! A casa tengo dieci stecche di sigarette. Io faccio il contrabbandiere.

Sasso: E-e datele a me. Io fumo come un turco.

Enrico: G-grazie, dott! Mi state salvando la vita. A-arrivederci.

Enrico si avvia ad uscire, mentre Sasso cerca ancora di calmarsi.

Sasso: Mamma do Carmine, nun se po sta proprio vicino a chillo!

Ma Enrico torna da lui.

Enrico: S-scusate.

Sasso: E-basta! Ve ne dovete andare!

Enrico: S-subito!

Enrico esce via definitivamente. Sasso cerca di calmarsi.

Sasso: Mamma mia, ma chillo insopportabile!

Lui continua a polemizzare, mentre entra Totore (o cecato) che gli va dietro.

Uno gli dice di andare, e quello ritorna. Uno gli dice di andare, e quello ritorna.

Totore: Scusate!

Sasso: Mavte dutto e scatole!

Totore: Io? Ma si io inta stu mumento ve stongo ncuntranno.

Sasso: Uh, scusate. Io mi pensavo che voi eravate un altro. Prego, avete una visita da fare?

Andate a pagare il ticket di l.

Totore: No, ma io nun aggia pav o tickt. Gi laggio pavato primma.

Sasso: E allora andate da chi dovete andare. Chi vi serve?

Totore: Ho parlato con la dottoressa Orabona. Voi la conoscete?

Sasso: S. Perch?

Totore: Io aggia av a penziona dinvalidit. Non che potete mettere una buona con lei?

Sasso: Ma vedte addo ve nata i.

Totore: E io non posso vedere. Non ci vedo. Io sono videogioco!

Sasso: Ma che videogioco? Siete videoleso. Ossia non vedente.

Totore: Esatto.

Sasso: Uh, scusate, io non sapevo.E purtroppo non posso far niente con la dottoressa

Orabona. C una commissione dellINPS che deve valutare il vostro caso.

Totore: E voi non siete niente di buono?

Sasso: Io sono qualcosa di buono: mi occupo di varie cose, tra cui di medicina del lavoro.

Totore: Bene, io sono pure invalido del lavoro. E per colpa del lavoro se ho perso la vista.

Sasso: Ma perch, che lavoro fate?

Totore: Un lavoro che si fa con gli occhi!

Sasso: Cio? Lavorate al computer, lavorate con dei macchinari, lavorate come muratore?

Totore: Faccio tutte e tre cose.

Sasso: Ma perch, voi fate il muratore con gli occhi?

Totore: Vuje sapite e fatte mie?

Sasso: Sentite, se siete invalido civile, non potete fare richiesta pure di invalidit di lavoro.

Totore: E allora chaggia fa?

Sasso: Niente, dovete aspettare che si riunisce la commissione e esamina il vostro caso.

Non vi preoccupate, andr tutto bene. (Accenna al gesto dellombrello)

Totore: (Offeso) Ma che fate? Mi sfottete?

Sasso: No, perch dite questo?

Totore: E voi fate il gesto dellombrello.

Sasso: E e vuje commo ssapte?

Totore: (Imbarazzato) Ah, ehm ho sentito lo spostamento daria delle vostre braccia!

Sasso: Addirittura? (Fa la linguaccia e gli ballonzola davanti)

Totore: E m pecch me state caccianno a lengua? E poi state facendo con le mani cos.

(Lo imita) Ve ne approfittate che io non ci vedo! Ma io vi picchio!

Sasso: A me?

Totore: S! (Brandisce il bastone) Venite qua, fatevi piachciare!

Totore lo rincorre per la stanza.

Sasso: Calmo, calmo! Ma come mi fate a rincorrere se non mi vedete?

Totore: Sento o spostamento daria pe dinta stanza!

Sasso: Aiutooo!

Totore: Fermooo!

Lo rincorre via al centro.

6. [Orabona e Melissa. Poi Gennaro]

Da destra tornano Melissa e la dottoressa Orabona.

Melissa: (Scandalizzata) La signora che deve stare allo sportello dellaccettazione non sta

al suo posto. Che schifo!

Orabona: Va bene, ma adesso si calmi. La troviamo subito, la signora.

Melissa: Sign, io songo malata e voglio essere curata.

Orabona: E va bene, la curo io.

Melissa: Ma perch, voi sapete curare?

Orabona: E certo, io sono una dottoressa. Prego, mi dica cosa si sente.

Melissa: E adesso ve lo dico. (Si tocca il petto dal lato destro) Mi fa male il cuore.

Orabona: Ma il cuore sta a sinistra.

Melissa: S, ma a me il cuore mi va a sinistra e a destra. Fa tic e tac, tic e tac!

Orabona: E che ssite, norologio a pendolo?

Melissa: Voi sapete i fatti miei? Su, che medicina ci sta?

Orabona: Prendete qualche calmante e tutti vi passa. Arrivederci!

Melissa: Ma che arrivederci? Io tengo ancora il mal di fegato.

Orabona: Sentite, il fegato non fa male.

Melissa: (Si tocca sulla testa) Ma come, io lo sento.

Orabona: Ma perch, voi il fegato lo tenete in testa?

Melissa: E che ci sta in testa?

Orabona: Il cervello.

Melissa: E il fegato dove sta?

Orabona: Sulla parte destra della pancia.

Melissa: (Stupita) Cio, io tengo il cervello in testa e il fegato nella pancia destra? E allora

songo anormale!

Orabona: Ma che state dicendo? E tutto nella norma. Arrivederci!

Melissa: Ma che arrivederci? Io tengo ancora altri dolori. Mi fa male il piedone.

Orabona: Quale? Il destro oppure il sinistro?

Melissa: Quello di dietro.

Orabona: Ma perch, voi tenete tre piedi?

Melissa: No, tengo due piedi e un piedone. Il piedone quello che sta dietro al polpaccio.

Orabona: Ma quello non si chiama piedone. Si chiama perone!

Melissa: Eh, quello l. Sono stata pure a fare la visita dallortofrutticolo!

Orabona: Dallortopedico. E cosa vi ha detto?

Melissa: Mi ha fatto fare la fotografia.

Orabona: La radiografia.

Melissa: E non uscito niente, per a me mi fa male.

Orabona: Sentite, io ho il sospetto che voi siete un tantinello ipocondriaca.

Melissa: (Piangente) Avete visto, dottoressa? Tengo questa brutta malattia. Posso chiedere

la pensione di invalidit?

Orabona: Pure? E qua sono tutti quanti invalidi! Signorina, torni pure a casa tranquilla.

Melissa: E le medicine?

Orabona: Ma no, basta cos. Lei sta bene.

Melissa: (Si arrabbia) Ma che scandalo chisto? Na povera guagliona comma me nun se

sente bona e nisciuno ce vo prescrivere e medicine. (Dalla borsa estrae un

tirapugni e lo punta verso di lei) Voglio parl cu o duttor Perrella.

Orabona:(Intimorita) Signorina, ma adesso non ci sta. E poi faccia attenzione, qui dentro

ci sono le telecamere che la inquadrano con la pistola in mano.

Melissa: Nun o vero. Shanne scassate!

Orabona: Ah, sape pure questo?

Melissa: S! E adesso voglio parlare con un medico che mi prescrive le medicine gratis.

Orabona: E va bene, lo faccio io. Non sarebbe proprio la mia mansione, ma conosco il

farmacista qua fuori. Vada da lui a nome mio.

Melissa: S, per dovete scrivere i men!

Orabona: Che men? Si chiamano ricette. E va bene, andiamo nel mio ambulatorio.

Melissa: Ma pecch, vuje faticate cc ddinto? Sta piezza e disgraziata! E nun o ddicite?

Orabona: E non ho avuto tempo. Venite, andiamo, andiamo.

Orabona va a sinistra, con Melissa che le tiene puntato il tirapugni dietro. Dal

centro entra Gennaro.

Gennaro: Tengo o sospetto cha dottoressa Orabona me vo fa fesso. E allora (Tira

fuori una pistola dalla tasca) Io aggia av assolutamente a penziona e

ivalidit. Nun tengo lavoro e nun voglio fatic. M aspetto chasce, e so guaje!

Gennaro si nasconde a destra. Da sinistra torna Orabona.

Orabona: Mamma mia, ho rinchiuso quella tizia nellambulatorio del dottor Sasso. Meno

male che lui non c! Forse gi sar andato via.

Da destra, pian piano, giunge Gennaro verso Orabona (che intanto seguita).

Adesso vado a chiamare la polizia per far arrestare a quella matta!

Gennaro: (Estrae la pistola e la punta verso lei) Gnagni in gnagno!* *(dice: Mani in alto)

Orabona: (Lo osserva) Prego?

Gennaro: Gnagni in gnagno!

Orabona: Ma non vi capisco.

Gennaro: (Gli mostra la pistola)Gnagni in gnagno!

Orabona: Ah, state dicendo mani in alto! Subito! (Tira su le mani) Chi schifo e jurnata!

Prego, dite pure cosa vi occorre.

Gennaro: Gnio gnogno Gnegnaro Gnesposito. Gni gnicordate di gne?

Orabona: Aspettate, forse capisco: voi siete Gennaro Esposito, il signore di prima, il muto.

Gennaro: Gnesatto! Gnava!

Orabona: E che cosa volete con questa pistola? Perch me la puntate contro?

Gennaro: Gnerch gnoi gni gnovete gniurare gne io gnavr la gnesione gni gninvalidit.

Orabona: Sentite, io non vi capisco. Mi dispiace.

Gennaro: Gnun gnomento. (Le cede la pistola, prende un taccuino ed una penna e scrive)

Orabona: State scrivendo? Ma che cos? Un gioco?

Gennaro: (Le mostra ci che ha scritto) Gneggete!

Orabona: (Legge) Gnoi gni gnovete gniurare gne io gnavr la gnesione gni gninvalidit.

Ma qua scritto tale e quale a come lo avete detto voi!

Gennaro: Gne io scrivo gnale e gnale a gnome parlo!

Orabona: Scrivete tale e quale a come parlate? E come faccio a capirvi?

Gennaro: Gnottoressa, gna gnensione gni gninvalidit, gna gnensione gni gninvalidit!

Orabona: Ah, forse ho capito: voi volete la certezza della pensione di invalidit. Se no?

Gennaro: (Indica la pistola che lei tiene in mano e che punta verso lui) Gne gno gni sparo!

Orabona: Se no mi sparate? Ma la pistola la tengo io, non voi!

Gennaro: Gne la gnessa gnosa.

Orabona: E la stessa cosa? E vabb. Andiamo nel mio ambulatorio e faccio una telefonata.

Gennaro: Gnazie!

Orabona: Gnego! Cio, prego!

Orabona si punta la pistola addosso e va a sinistra, seguita da Gennaro.

7. [Sasso e Totore. Poi Vincenzo. Poi Orabona]

Dal centro torna Sasso con le mani in alto, seguito da Totore col bastone

puntato alle spalle del primo.

Totore: Volevate scappare, eh! Adesso se non fate quello che vi gho chiesto, sono guai!

Sasso: E va bene, adesso vi porto dalla dottoressa Orabona.

Totore: Ma state facennno o furbo?

Sasso: No, quale furbo? Io sono un imbecille!

Totore: E se vede da faccia che tente!

Sasso: Scusate, come fate a vedere che tengo la faccia da imbecille?

Totore: Ehm si sente dallo spostamento daria della vostra voce!

Sasso: Niente di meno?

Totore: E m jamme adda dottoressa Orabona.

Sasso: Calmo, calmo.

I due escono a destra. Dal centro giunge Vincenzo.

Vincenzo: Tengo o sospetto cha dottoressa Orabona me vo fa fesso. E allora (Dalla

tasca tira fuori un coltello da cucina) Io aggia av assolutamente a penziona e

ivalidit. Nun tengo lavoro e nun voglio fatic. M aspetto chasce, e so guaje!

Si nasconde a sinistra. Da destra torna Sasso.

Sasso: Ecco qua, aggio chiuso a chillu pazzo cu o bastone into allaccettazione.

Accomme torna a signora Rosa, so chiagne essa! Adesso vado a prendere la

mia roba nel mio ambulatorio e poi me ne vado!

Da sinistra torna Vincenzo col coltello puntato.

Vincenzo: Mani in alto!

Sasso: Uh, mamma bella! Ma che cacchio sta succedenno, oggie?

Vincenzo: Ditemi una cosa, voi chi siete? Che cosa avete detto? Fatevi capire, io so surdo!

Sasso: E nu mumento! Nun aggio ancora risposto a primma domanda. Dunque, io

sono il dottor Sasso. Avete capito? Dottor Sasso.

Vincenzo: Dottor Masso?

Sasso: Sasso!

Vincenzo: Mazzo?

Sasso: Sasso!

Vincenzo: Ma m pecch dicte e pparolacce?Io ve stongo parlanno educatamente.

Sasso: Educatamente cu nu curtiello nmana?

Vincenzo: Sentite, dottor Mazzo, io ho parlato con la dottoressa Orabona perch devo avere

la pensione di invalidit. Ma voi non potete mettere una parola buona con lei?

Sasso: Pure? Ma chiste mavssene pigliato po presidente e llINPS?

Vincenzo: (Amaro) Ecco, io lo sapevo. Ho sbagliato a tornare in Italia. Io stavo tanto bene

in America. Voi sapete dove sta lAmerica?

Sasso: E certamente. Sta in America!

Vincenzo: No, non vi sento. Comuqnue lAmerica un posto meraviglioso. Pensate, per

ogni cosa che volete fare, ci sta una citt apposta. Se per esempio volete vedere

un romanzo? Andate a Dallas. Volete mangiare un formaggino? Andate a

Filadelfia. Vi fa male la pancia? Andate a Chicago!

Sasso: Bello, bello! Sentite, ma io non posso fare niente per voi.

Vincenzo: Comme?

Sasso: Non posso fare niente per voi.

Vincenzo: E io ve sparo.

Sasso: Col coltello? Vabb, inutile che vi spiego. Venite, andiamo nel mio gabinetto.

Vincenzo: Comme?

Sasso: Nel mio gabinetto. (Tra s e s) M a chisto o porto overamente into

gabinetto, lo chiudo dentro, e o lasso lloco! (Poi a Vincenzo) Prego, seguitemi!

Vincenzo: Comme?

Sasso: Venite cu me!

I due escono a sinistra. Poco dopo, Sasso torna seguito da Orabona.

Orabona: Ma che hai fatto? Hai chiuso quel tizio nel tuo ambulatorio?

Sasso: E si capisce. Quel tizio mi voleva sparare con un coltello!

Orabona: Ah, ma pazzo?

Sasso: No, sordo!

Orabona: Io non ci sto capendo niente.

Sasso: E nemmeno io. Quel tizio dice di aver parlato con te a proposito della pensione

di invalidit. Mi ha chiesto di mediare nei tuoi confronti per fargliela ottenere.

Orabona: Ah, ora ricordo dove lho visto. Caro Sasso, mi sono cacciata proprio in un bel

guaio. Devo preparare dei documenti per convincere la commissione a far avere

la pensione a tre tizi. Uno di loro quello che chiuso nel tuo ambulatorio.

Sasso: E che te ne frega? Tu hai fatto il tuo dovere.

Orabona: Aspetta a parlare. Quei tre sono falsi invalidi.

Sasso: Peggio che andar di notte.

Orabona: Non ho ancora finito. Quei tre mi hanno vista uscire dal lavoro prima del

termine dellorario. Se mi denunciano, la fine.

Sasso: Orabona, non sarai mica la prima dottoressa che esce in anticipo dal lavoro?

Orabona: Mi hanno sentita parlare al cellulare con mio marito.

Sasso: A proposito di tuo marito, ha commentato la tua foto su Fessobuk! Ma pure lui

iscritto a Fessobuk?

Orabona: Sasso e tu te miette a penz a Fessobuk? Io sto pensando che tengo rinchiusa

una persona nel mio ambulatorio ed unaltra nellambulatorio di mio marito.

Sasso: E io ne tengo rinchiuse due: una nel mio ambulatorio, laltra allaccettazione.

Orabona: Cosa si fa?

Sasso: Chiamiamo la polizia.

Orabona: Si pazzo? Quelli scoprirebbero che molti nostri colleghi non sono al loro posto

di lavoro. E tra questi ci sta pure mio marito.

Sasso: Ma tuo marito non di festa?

Orabona: Appunto! Ma come al solito, gli assenteisti non passeranno nessun guaio, mentre

mio marito, che nel suo pieno diritto di assentarsi, rischierebbe grosso!

Sasso: Questa lItalia!

Orabona: Senti, mi venuta unidea: dobbiamo fare in modo che quei quattro si ritrovino

in ununica stanza. Dopodich gli diamo quello che cercano e il gioco fatto.

Sasso: (Tira fuori il cellulare e lo predispone per un selfie) Facciamo prima un selfie?

Orabona: Jammuncnne, miezu sc!

Lo tira per il braccio via a sinistra.

8. [Concetta ed Enrico. Infine Sasso e Orabona]

Dal centro entrano Concetta, donna depressa, ed Enrico, facendo a gara a chi

entra primo.

Concetta: Aggio vinciuto io!

Enrico: (Sempre tremolante anche nella voce) Non vale, voi mi avete spinto qua fuori.

Concetta: E che me ne mporta?Adesso vado a pagare il ticket e poi corro dal dottor Sasso.

Enrico: Per la medicina del lavoro?

Concetta: S. Vedete, io sono una donna molto depressa.

Enrico: E che ce azzecca a depressione?

Concetta: Ci azzecca, ci azzecca.

Enrico: E che lavoro fate?

Concetta: Io? I colloqui di lavoro.

Enrico: Alla vostra et?

Concetta: E chaggia fa? Nun aggio maje truvato nu fetente e lavoro! O sono stata troppo

giovane per alcuni lavori, o sono troppo vecchia per altri, o sono troppo istruita

per altri ancora, o sono troppo ignorante per altri. In pratica, nisciuno mha maje

vuluta e nisciuno me vo!

Enrico: E come avete fatto a vivere fino ad oggi?

Concetta: Io abito con pap. Fino a tre mesi fa ci stava pure mamm. Poi se n volata al

cielo ed ora mi resta solo il mio babbo. Se se ne va pure lui, io che fine faccio?

Enrico: Signora vi capisco. Permettete? Enrico!

Le stringe la mano, ma la sua tremolante e cos tremano tutti e due.

Concetta: Nh, uh, ma che stamme facnno? (Tira via la mano) Mamma bella!

Enrico: Sign, non ci fate caso. E voi come vi chiamate?

Concetta: Concetta. Ma non vi permettete di corteggiarmi, perch sono gi sposata!

Enrico: Scusate, ma voi non vivete con vostro padre?

Concetta: S, per sono sposata con mio marito che disoccupato pure lui. Vive a casa dei

suoi genitori.

Enrico: Emb, e col dottor Sasso che cosa intendete fare?

Concetta: A verit? Se non mi aiuta, mi voglio suicidare davanti a lui!

Enrico: E chi vo ffa fa?

Concetta: La disperazione. E ora vado a pagare il ticket. Non mi distraete. Con permesso.

Esce via a destra.

Enrico: E che me ne mporta? Io gi laggio pavato, o ticket! (Si siede su una sedia)

Da sinistra tornano Orabona e Sasso.

Orabona: Bravissimo, Sasso! Hai rinchiuso tutti e tre nellambulatorio tuo!

Sasso: Adesso dobbiamo recuperare il quarto tizio, il non vedente.

Orabona: Pensi che ci ascolteranno?

Sasso: Per fortuna che adesso non ci sta nessuno che ci ascolta.

Enrico: (Si alza in piedi e va in mezzo ai due) Scusate una parola!

Sasso: Ancora voi? Ma non ve neravate andato?

Orabona: Ma chi lui?

Enrico: Mi chiamo Enrico.

Sasso: Per piacere, Orabona, non perdere tempo con lui.

Enrico: (La squadra da testa a piedi) Ah, voi siete la famosa dottoressa Orabona. Allora

mi faccio curare da voi. Io sono un uomo esaurito! Che terapia mi consigliate?

Orabona: (Fredda) Andatevi a suicidare!

Enrico: (Sorpreso) Mi debbo suicidare?

Orabona: Trenta gocce di arsenico e non sentirete niente. Nemmeno ve ne accorgerete.

Enrico: Ma se poi muoio, rinuncio a vedere le vostre belle forme! E voi state messa bene.

Orabona: Date retta a me, meglio che non vivete pi. Troppi problemi. Vi conviene?

Enrico: (Si commuove) Dottoressa, forse avete ragione. M mi vado a comprare quella

cosa che avete detto voi.

Orabona: Arsenico.

Enrico: Appunto! Addio per sempre. E pure a voi, dottor Sasso. Peccato che ho mandato

a casa vostra tutto il mio vino e le mie sigarette.

Sasso: Un momento, ma voi come fate a sapere dove abito?

Enrico: Visto che devo morire, posso confessarlo: sapete che mestiere faccio io? Il ladro!

Esce via al centro. Sasso commenta con Orabona chi Enrico.

Sasso: Cio, chillo nu marjuolo? E venuto a arrubb inta casa mia?!

Orabona: Che ti importa? Adesso pensiamo a quelli l dentro.

Sasso: No, io aggia primma fa na paliata a chistu tizio che m se n gghiuto.

Orabona: Ma..

Sasso: Silenzio!

Sasso esce al centro, seguito da Orabona che cerca di fargli cambiare idea.

9. [Totore e Concetta. Poi Gennaro e Vincenzo. Infine Melissa]

Da destra tornano Concetta e Totore sottobraccio.

Totore: Sign, grazie che mi avete fatto uscire da dentro allaccettazione.

Concetta: S, ma pecch site asciuto? Io aggia pav o ticket.

Totore: Sign, ma che me ne mporta a me chata pav o ticket?

Concetta: Eccolo qua! Avete la fortuna che trovate un posto di lavoro e non ve lo meritate

nemmeno! Ma io vi porto in televisione.

Totore: Sign, ma chate capito?

Concetta: Basta, inutile che parlate. Datemi un poco il vostro bastone.

Totore: O bastone?

Concetta: Mettte cc. (Glielo tira di mano) Mi voglio togliere la vita col vostro bastone!

Totore: Sign, stteve ferma cu o bastone mio! (Lo afferra)

Concetta: E invece no. Lasciate, lasciate!

Ne nasce una disputa tra i due che vanno allindietro sulle sedie. Intanto da

sinistra tornano Gennaro e Vincenzo, litigando.

Vincenzo: A dottoressa Orabona laggio vista primmio!

Gennaro: Gne gne gne gne gne!

Vincenzo: Comme?

Gennaro: Gne gne gne gne gne!

Vincenzo: Nun aggio capito.

Gennaro: Aggio ditto: inutile che ffaje o surdo, tanto o ssaccio che ce siente buono!

Vincenzo: Ma io taggia struppi!

I due si afferrano la gola e si sbatacchiano verso destra, dimenandosi a terra.

Da sinistra torna Melissa con la pistola in mano (e una busta nellaltra).

Melissa: Ma che sta succedenno, cc ddinto? Bastaaaa! (Spara un colpo in aria)

Gli altri si fermano e la osservano.

Vincenzo: Ma chella a pistola mia.

Melissa: Silenzio! Io non ho rotto le porte degli ambulatori dove eravamo prigionieri per

litigare. Noi dobbiamo occupare la ASL, fin quando qualcuno non ci ascolter.

Concetta: (Lascia il bastone a Totore) Tieniti il bastone! Non mi serve pi. (Va da

Melissa) Scusate, signur, me putte prest nu poco a pistola?

Melissa: A che vi serve?

Concetta: Maggia spar nu mumento!

Melissa: Signora, qua non si spara nessuno. Noi dobbiamo combattere contro la

malasanit. E per fare ci, dobbiamo essere tutti uniti.

Gennaro: (Si rialza e si ricompone) Ha ragione la signorina.Non giusto che mi trattano

male soltanto perch sono muto!

Gli altri lo osservano perplessi. Lui allora, imbarazzato, ci mette una toppa.

Gne gne gne gne gne!

Vincenzo: Io propongo di prendere in ostaggio la signora Rosa, quella dellaccettazione.

Concetta: Quella dellaccettazione? Ma allora allaccettazione non ci sta il signore cieco?

Totore: (Le si avvicina polemico) Sign, ma io songo nu povero non vedente.

Concetta: (Ironica) E se vede!

Melissa: Insomma, basta. Quando mi trovavo nella stanza del dottor Sasso, mi sono

fregata un sacco di medicine! Tra poco comincer a prenderle tutte quante! Da

questo momento comincia loccupazione della ASL!

Concetta: E reciteremo pure un bel Rosario!

Gli altri: Noooo!

Concetta: Va bene, me lo recito da sola, il Rosario. Io sono una donna religiosa e senza

malizia. Mamma mia, che gente e tre sorde che site!

Melissa: Allora andiamocene tuttinella stanza dellaccettazione.

Gli altri: S!

Totore: Scusate, per io aggia avvis primma a mia moglie Nunziatina.

Vincenzo: E che le dovete dire?

Totore: Le devo dire che viene qua. Mha da purt a frittata e carciffele!

Gennaro: Miezu scemo, a te e a frittata e carciffele!

Gennaro e Vincenzo lo prendono sottobraccio e con le altre due vanno a destra.

FINE ATTO PRIMO

La solita ASL. E il giorno dopo. I sei ribelli hanno occupato la struttura. Infatti sulla porta di ingresso campeggia uno striscione che dice: ASL occupata.

ATTO SECONDO

1. [Orabona e Sasso. Poi Concetta. Infine Enrico]

Al centro ci sono Orabona e Sasso (senza i rispettivi camici). Lui al telefono.

Sasso: Commissario, hanno occupato la ASL. Sono in sei. Hanno preso in ostaggio la

signora dellaccettazione. E non capisco perch devo parlarci io, con loro. Che ci

mettete? Fate unirruzione armata e sparate a tutti e sei come stanno! Come dite?

Non si pu? E va bene. Ci aggiorniamo. Arrivederci. (Chiude la telefonata) He

capito, Orabona? Il commissario vuole che io parli con i ribelli. La polizia non

muover nemmeno un dito. Fortuna che tu mi darai una mano.

Orabona: A chi? Io nun saccio niente. Il commissario ha detto che te la devi sbrigare tu, e

tu te la sbrigherai. Su, forza, vai dentro e parla con loro.

Sasso: (Sdegnato) Ma che amica che sei!

Orabona: Sasso, io me songo proprio scucciata e tutte chesta storia. Stiamo da ieri qui

dentro. Basta, voglio andare a casa.

Sasso: Ma non ci vogliono far uscire. Se tu metti piede fuori alla ASL, ci sta una pistola

puntata verso lesterno che ci sparer.

Orabona: E che pasticcio! Non ci sta nemmeno mio marito.

Sasso: Buono, quello. Ti ha abbandonata e se n scappato non si sa dove. E tu pensi

ancora a lui. Orabona Mafalda, io sono un uomo libero. (Guardandogli la

zona dei seni) E tu sei bon ehm sei una cara persona!

Orabona: E inutile che mi allisci, con me non funziona. Per cui, parlaci tu con i ribelli.

Sasso: E va bene. In questo momento mi sento come un delegato ONU che deve parlare

con quelli dellISIS!

Orabona: Esagerato! Quelli sono pur sempre esseri umani come me.

Sasso: Ma pecch, io nun songo nessere umano?

Orabona: E va bene, lo sei anche tu.

Da destra giunge Concetta che richiama lattenzione dei due con un urlo.

Concetta: Nh, uh!

Sasso: (A Orabona) E chella fosse nessere umano?

Orabona: Beh, effettivamente! Io direi, ascoltala con fiducia.

Sasso: E tu che ffaje?

Orabona: Mi metto in disparte e vi ascolto.

Concetta: E allora chamma fa?

Sasso: Orab, nun me lass a me sulo cu chesta.

Orabona: E va bene, io resto nelle vicinanze. E se le cose si mettono male, me ne scappo!

Sasso: Come sei coraggiosa! Va bene, ci parlo io con quella specie di donna.

Concetta: (Si avvicina a lui) E allora, ce vo tiempo?

Sasso: (Ruffiano) Eccomi a lei, signora cara e dolce!

Concetta: Dolce a chi? Ma chisto scemo?

Sasso: Allora senza dolce. Dica tutto, signora.

Concetta: (Amara) Ho la depressione. Non trovo lavoro. Dutt, vuje nun putte fa niente?

Sasso: (A Orabona) Chesta ha pigliato a ASL po collocamento! (Poi a Concetta)

Signora, mi dispiace. Io mi occupo di medicina del lavoro.

Concetta: E allora datemi una medicina per trovare lavoro!

Sasso: Forse non mi sono spiegato.La medicina del lavoro si occupa della prevenzione,

della diagnosi e della cura delle malattie causate dalle attivit lavorative. Ora,

giacch lei non lavora, non pu avere queste patologie. Ha capito?

Concetta: (Amara) S, s. E a dottoressa vicinia vuje nun po ffa niente manco essa?

Orabona: Mi dispiace, signora.

Concetta: E allora m me suicido annanzo a vuje.

Orabona: Ma no, signora, andatevi a suicidare in un altro posto.

Sasso: Ma cosa dici? La mia collega scherza. Signora, la vita bella. La viva in pace.

Concetta: Dutt, ma comme faccio a vivere in pace? Il lavoro non ci sta e devo vivere

lontana da mio marito che nemmeno lui tiene lavoro. Poi devo pagare pure le

medicine. E infine, vengo qua e non funziona niente. Forse voi vivete in pace,

perch tenete il lavoro, lo stipendio, la famiglia unita e la salute.

Sasso: E non colpa mia. Vada a prendersela con chi di dovere.

Concetta: No, no e no. Io voglio un certificato che mi fa trovare lavoro. E me lo darete voi!

Sasso: Noi?

Concetta: Non voi. Voi!

Sasso: E io che ho detto?

Orabona: Ma lei sta dicendo tu.

Sasso: Ma se quella dice voi, perch devo pensare che sta dicendo tu?

Concetta: Dutt, nun facte o fesso. Fate quello che vi ho detto, se no faccio zump a ASL

e naria! E io o ffaccio! Capito? (Si volta e si avvia verso destra) Nun ce a

faccio cchi, voglio mur, voglio mur!

Ed esce cos a destra, sempre ripetendo lultima frase.

Sasso: Ma pecch nun more overamente, chella?

Da sinistra entra Enrico.

Enrico: (Voce tremolante) Voglio mur, voglio mur!

Sasso: Ah, n arrivato nato!

Orabona: Ah, lei sta unaltra volta qua?

Enrico: Dottoressa, io ho fatto quello che mi avete detto voi: ho cercato di suicidarmi con

larsenico. Ma non mi ha fatto niente. Acqua fresca!

Orabona: E allora deve provare col cianuro.

Enrico: E m aspettavo a vuje? Io mi sono bevuto pure la nitroglicerina, ma niente.

Secondo me, si me magno a boma atomica, a digerisco cu nu ruttino!

Sasso: Senta, ma lei pure ha occupato questa ASL?

Enrico: No, per quei cinque mi sembrano tutti strani. Io li assecondo perch pare brutto.

Sasso: Pare brutto? Ma lei lo sa che si va in galera?

Enrico: E non possono darmi la pena di morte? Pecch io voglio mur, dutt! Mi capite?

Sasso: A proposito, nel mio ufficio, e precisamente sulla mia scrivania, avevo lasciato la

fede nuziale e una collanina doro. Non li ho trovati pi. Lei ne sa niente?

Enrico: Ah, ma erano vostri? E lo dicevate. Dottore, io veramente, non sapendo dove

nasconderli, li ho inghiottiti!

Sasso: Che cosa? Andiamo subito dentro, cos vi faccio una lavanda gastrica!

Orabona: Ma noi non facciamo lavande gastriche.

Sasso: Non fa niente, io gli faccio il pronto soccorso! Jammuncnne!

Escono a sinistra (Sasso tira via per il braccio Enrico).

2. [Vincenzo e Melissa. Poi Gennaro e Totore]

Da destra tornano Vincenzo e Melissa.

Melissa: Signor Vincenzo, ma voi avete vissuto veramente in America?

Vincenzo: Azz! Per cinque anni.

Melissa: Lavoravate l?

Vincenzo: S, lavoravo come telefonista. Per mi hanno licenziato perch sono sordo!

Melissa: E come avete fatto a trovare un lavoro ai telefoni, se siete sordo?

Vincenzo: E quando mi chiamavano, io gli leggevo le labbra.

Melissa: Leggevate le labbra attraverso il telefono? Ma che ddicte? Io nun ve capisco.

Vincenzo: (Si vanta) Eh, cara mia, tu stai in mano allarte! Poi per mi hanno cacciato

perch io non conoscevo ancora la lingua inglese. Ma adesso la conosco.

Melissa: Veramente? E fatemi sentire.

Vincenzo: Eh, adesso non mi ricordo tutto. Per esempio, lo sai come si dice amici in

inglese? Ftients! Se io e voi siamo amici, siamo due ftients!

Melissa: Ma non si dice ftients! Si dice friends. Questa la so perch facile.

Vincenzo: Overamente? Forse aggio capito pecch se so offesi!

Melissa: E conoscete qualche altra parola?

Vincenzo: E certo. Whisky! Computer! Whatspapp! Facebook!

Melissa: (Perplessa) Mah! (Poi impaziente) E le medicine come sono? Uguali alle nostre?

Vincenzo: Beh! Secondo me, s.

Melissa: E non si potrebbero avere qui in Italia? Che so io? Ce le possono spedire.

Vincenzo: Chesto nun o ssaccio.

Melissa: Ci vorrebbero ora. Ho un mal di testa! Potete controllare? (Gli mostra la fronte)

Vincenzo: E mica ve pozzo fa nu buco ncapa?

Melissa: E gi, voi siete sordo. Ma lo sapete che in questo momento anche io ci sento un

po di meno. Ma non che mi avete mischiato la sordit?

Vincenzo: (Ironico)Eh, s, vaggio mischiato a rosolia!

Melissa: No, ma a parte gli scherzi. Qua ci stanno strani virus, nellaria.

Vincenzo: Signur, io sono diventato sordo per colpa del lavoro che facevo.

Melissa: Quello al telefono?

Vincenzo: No, successo prima. Io lavoravo in una fabbrica dove si producono quei

bastoncini per pulire le orecchie. Io dovevo provare i bastoncini. E provali oggi,

provali domani, le orecchie non ci hanno sentito pi.

Melissa: Che peccato che siete sordo. Avrei voluto farmi quattro chiacchiere con voi!

Melissa va a sedersi su una delle tre sedie e si rilassa. Intanto da destra

giungono Gennaro e Totore che litigano.

Totore: Io me ne voglio turn a casa. He capito? Mia moglie ha priparato a frittata e

carciffele!

Gennaro: Gne gnia gnoglie gna gniparato o gnasatiello!

Totore: Eh?

Gennaro: O gnasatiello!

Totore: Comme?

Gennaro: O casatiello!

Vincenzo: Nh, ma a vulte fern tutte dduje e ve lament sempe? Si pe chesto, mia

moglie ha priparato o gatt* e patane! Per amma sta cc e nun ce namma i.

Melissa: (Si alza in piedi e si pone tra di loro) E si capisce. Se prima lo Stato non ascolta i

nostri bisogni, da qui non se ne va nessuno. Capito?

Totore: Scusate, signur, ma eventualmente, nun putmme turn a casa? Stanotte

dormiamo con le nostre famiglie e domani mattina torniamo qua, freschi e tosti!

Melissa: Dormire con le famiglie? La lotta fatta anche di privazioni. Io tengo tutte le

malattie del mondo, ed invece eccomi qua a combattere per una sanit pi forte!

Gennaro: Gnusate, gnignorina,gna gnoi gna siamo qui da ieri. Gnio gnurtroppo gnengo un

lavoro! Gna a finire gne gni licenziano!

Melissa: Scusate, signor Gennaro, non ho capito cosa mi avete detto.

Vincenzo: Ha detto che lui purtroppo tiene un lavoro! Va a finire che lo licenziano!

Totore: Ma vuje site surdo, nun ate capito proprio niente. Chillo ha dittoche lui

purtroppo tiene un lavoro! Va a finire che lo licenziano!

Vincenzo: E io nun aggio ditto a stessa cosa?

Melissa: Basta! Smettiamola. Voi li volete ancora i vostri certificati per linvalidit?

Tot&Vin: S!

Gennaro: Gn!

Melissa: E allora dobbiamo essere compatti. Noi abbiamo scoperto che in questa ASL ci

sono: assenteismo, pressappochismo, maleducazione, mancanza di

professionalit. Bisogna denunciare tutto questo.

Gennaro: Gnava!

Vincenzo: Ha detto: Brava!

Totore: Ma a me me dispiace e denunci a dottoressa Orabona! Chella accuss bona!

Melissa: Ecco il grave errore! Ecco il motivo per cui la sanit in Italia va a rotoli! Ecco

perch ci tratteranno sempre come mosche. Ci schiacceranno. E sapete di chi la

colpa? Della dottoressa Orabona perch bona!

Totore: Non ci avevo pensato.

Melissa: Finch ci sar la disoccupazione e dovremo pagare le medicine, non potremo

comprarci nemmeno un vestito nuovo. Voi, signor Gennaro, da quanti anni avete

quel vestito addosso?

Gennaro: Gnil gnio gnestito qui gnesente tiene gniuecento anni!

Totore: Comme?

Vincenzo: Ha detto che quel vestito che tiene addosso ha duecento anni.

Gennaro: Gne gnagnartenuto gna gnio gnogno gne era un gnaribaldino!

Vincenzo: E appartenuto a suo nonno che era un garibaldino!

Totore: E saje che ce sta lloco ddinto?! E perucchie e Garibaldi!

Melissa: Basta con le chiacchiere! Adesso andiamo a scrivere il documento su cui

poniamo le nostre condizioni allo Stato! E lo firmiamo tutti. Va bene?

Tot&Vin: S!

Gennaro: Gn!

Melissa: In marcia!

Escono via a destra.

3. [Enrico e Orabona. Poi Concetta]

Da sinistra tornano Orabona ed Enrico che, esausto, tiene una mano sul ventre.

Enrico: Ah, mamma mia, dottoressa. O collega vuosto mha fatto na lavanda gastrica,

mha svuotato tutta a panza!

Orabona: Il mio collega fatto cos: quando fa le cose, o le fa completamente, o nulla.

Enrico: Lhanna accidere!

Orabona: La penso come lei! Ora mi scusi, col suo permesso, mi posso fare una canna?

Enrico: Eh?

Orabona: Le ho chiesto se posso farmi una canna.

Enrico: Vi volete mettere a pescare?

Orabona: Pescare?

Enrico: E che si fa con la canna? Nun se va a pisc?

Orabona: Ma io non mi riferivo ad una canna da pesca, mi riferivo alla canna che si fuma.

Enrico: A droga?

Orabona: Stia zitto, cosa urla? Si tratta solo di una innocente fumata di erba. Tutto qua.

Enrico: Dottoressa, nelle ASL non si fuma.

Orabona: Ho capito, non fumiamo pi. (Si guarda a destra e a sinistra, poi) Ascolti,

signor Enrico, ho una cosa da chiedervi.

Enrico: Se posso, perch no?

Orabona: Io trovo che questa presa di posizione di voi ribelli un tantinello assurda.

Enrico: Voi ribelli?

Orabona: Mi riferisco a lei e agli altri cinque che avete occupato questa ASL. Ma che cosa

pensate di ottenere? In Italia c la malasanit ma pure quella buona. E la vita.

Enrico: E che vaggia dicere? Non sono stato io che ho messo in mezzo questa giocata.

Io sono soltanto una persona tutta esaurita.

Orabona: Ma se lei parlasse con i suoi cinque amici, gli farebbe comprendere che meglio

lasciar perdere. Se la smetterete, io parler con la polizia e non vi arresteranno.

Enrico: (Amareggiato)Dottor, ma io non posso parlare. Quelli mi picchiano.

Orabona: Ma lei dovete essere forte.

Enrico: Ma io sono nevrastemio.

Orabona: Nevrastenico! E che centra? Se lei si impone sugli altri cinque ribelli, guarir.

Parola donore!

Enrico: (Sgrana gli occhi, interessato)Ma vuje overamente dicte?

Orabona: E certo. Lo giuro sul dottor Sasso. Se sto mentendo, lui deve morire!

Enrico: E che vi devo dire, dottoressa? Il fatto che io vado un poco invogliato.

Orabona: (Lavora di furbizia) Signor Enrico, io le piaccio?

Enrico: Azz! Dottoressa, voi piacete pure alle donne e agli effeminati!

Orabona: E allora facciamo cos: se lei riuscir a liberare la ASL dai cinque ribelli, avr me

in premio. Ci sta?

Enrico: (Si carica) Dottoressa, in questo momento mi sento come Rambo!

Orabona: (Lo carica) S, cos la voglio vedere!

Enrico: (Si carica sempre pi) Mi sento come Rocky, come Commando, come Pasquale!

Orabona: Chi Pasquale?

Enrico: Mio fratello! Fa il Kung fu!

Orabona: (Lo carica) E s, va bene anche Pasquale. Su, forza, faccia ci che deve fare.

Enrico: S, io lo faccio, io lo faccio! Con permesso!

Esce via a destra, molto motivato. Orabona tira un sospiro di sollievo.

Orabona: Se mi sentisse mio marito, mi ammazzerebbe. Speriamo soltanto che questo

signor Enrico riesca a fare quello che gli ho chiesto.

Ma da destra torna Enrico spettinato, camicia fuori ai pantaloni, sofferente.

Enrico: Mamma bella, mamma bella!

Va ad inginocchiarsi su una delle sedie della sala daspetto.

Orabona: Che le succede, signor Enrico?! Ha convinto i cinque ribelli ad arrendersi?

Enrico: No, aggio abbuscato dai cinque ribelli che non si arrendono!

Da destra giunge la signora Concetta.

Concetta: Nh, dottor, ma a chistu bellu mobile ce lavte mannato vuje? (Indica Enrico)

Orabona: Ehm io? No, stata una sua iniziativa personale!

Concetta: Comuqnue, da questa ASL, nessuno pu uscire o entrare. Capito?

Orabona: Aspetti, signora, non se ne vada ancora.

Concetta: Che vvulte?

Orabona: Perch non rinunciate ad occupare la ASL?

Concetta: Perch noi vogliamo i nostri diritti.

Orabona: E perch non ne parliamo? Che cosa chiedete?

Concetta: Noi chiediamo noi chiediamo boh i nostri diritti! Stiamo scrivendo su un

foglio che cosa chiediamo. E poi ve lo leggeremo, non vi preoccupate, dottor.

Orabona: Per io direi

Concetta: Voi gi avete detto troppo! M stteve nu poco zitta! (Poi ad Enrico) E in

quanto a voi, se state con noi, venite dentro. Altrimenti, state con loro. Capito?

Esce via a destra. Orabona va ad aiutare Enrico a rialzarsi e lo porta al centro.

Orabona: Venga, venga. Piano piano.

Enrico: Dottoressa, ma voi siete sempre il premio che ricever?

Orabona: Mi dispiace, ma lei non riuscito a convincere i ribelli ad arrendersi!

Enrico: E che fregatura!

Escono via a sinistra.

4. [Gennaro, Vincenzo e Sasso. Poi Totore]

Da destra tornano Gennaro e Vincenzo.

Vincenzo: Nh, ma addo sta a machinetta do ccaf? Signor Gennaro, voi avete detto che

sta qua fuori. Ma io non la vedo.

Gennaro: Era una scusa per parlare da solo con voi.

Vincenzo: Ma perch, voi parlate? Non eravate muto?

Gennaro: Ma site scemo?

Vincenzo: Ah, gi.E che mi dovete dire?

Gennaro: Signor Vincenzo, a me non mi convincono le cose che stanno scrivendo la

signora Concetta e quella tale Melissa in quel documento. Questa una

dichiarazione di guerra in piena regola!

Vincenzo: Signor Genn, siamo veramente in guerra, ma non soltanto noi. Siamo in guerra

tutti quelli che ci vogliono schiavizzare e noi che abbiamo i nostri diritti.

Gennaro: Ho capito, ma mi pare un poco esagerato tutto quello che sta succedendo. Vincenzo: E a me lo dite?Poco fa venuta mia moglie fuori alla ASL per portarmi il gatt*

di patate che ha cucinato ieri. Ebbene, quella tale Melissa che tiene la vostra

pistola in mano, le ha sparato dei colpi di pistola e lha fatta a scappare via. Ma

soprattutto ha cugliuto o gatt* e lha buttato a terra! *(sarebbe il gateau di patate)

Gennaro: Ma a me che me ne mporta? Io voglio sultanto o certificato condicente che io

songo invalido. Del resto, io sono muto!

Vincenzo: E io so surdo. E con ci?

Gennaro: Io voglio camp tranquillo.

Vincenzo: E per colpa di gente come voi che lItalia non migliora mai. Amma reagg!

Gennaro: E vabbu. Spermme sulamente che nun piglimme mazzate a nisciuno.

Da sinistra torna Sasso, tutto innervosito.

Sasso: M vedmme si nun aggia fa na faccia tanta a qualcheduno!

I due si intimoriscono e si coprono il viso nella zona delle guance. Sasso li nota.

E voi che ci fate qua? Vi siete arresi?

Vincenzo: Mai!

Gennaro: Gne gne gne gnai!

Sasso: (Va in mezzo ai due con aria di sfida) Ecco qua il sordo e il muto!

Vincenzo: Che avete detto? Io non vi sento.

Sasso: Eppure, poco fa, vi ho chiesto se vi siete arresi, e voi mi avete risposto Mai!

Vincenzo: Guardate, che io so leggere le labbra!

Sasso: Anche senza guardarle?

Vincenzo: E certamente. E una tecnica indiana! Lho imparata quando stavo in America!

Sasso: Molto bene, bravo. (Poi a Gennaro) Elei invece muto. Non cos?

Gennaro: Gne gne gne s!

Sasso: Questo mi dispiace. E molto seccante. Ma lei lo sa che io potrei farle riacquisire

la parola?

Gennaro: Veramente?

Sasso: Eh?

Gennaro: (Subito torna a farfugliare) Ehm gneramente?

Sasso: Ma certo. Cos star bene e non le occorrer pi il decreto di invalidit. Potr

vivere serenamente. Ci sta?

Gennaro: Gne gne gne!

Sasso: Bene, baster che voi tutti la smettiate di occupare la ASL.

Vincenzo: Signor Gennaro, non vi fate infinocchiare da questo tizio. Lui vuole ingannarvi.

Sasso: Lei geloso che io posso far tornare la parola a lui e non ludito a lei?

Vincenzo: (Canta) La lotta dura e non ci fa paura / La lotta dura e non ci fa paura!

Sasso: E va bene, continui a lottare lei. Invece il signor Gennaro mi ha giurato che se

gli faccio tornare la parola, lui si astiene dalla lotta. Non cos?

Gennaro: Gno gno gno

Sasso: Mi dispiace, ma non la capisco. Allora adesso le faccio il dono della parola. Al

mio tre! Uno due tre! (Calpesta il piede a Gennaro)

Gennaro: (Dolorante, va avanti e indietro, zoppicando e lamentandosi) Uh, stu figlio e

mappina, cntero e nfame!

Sasso: Miracolo, ho fatto il miracolo! E quindi vero che adesso lei sta dalla mia parte?

Gennaro: Io? Gne gne gne! Avete capito?

Sasso: Guardi, che la vi faccio tornare unaltra volta muto!

Gennaro: Meglio, accuss me piglio a penziona divalidit!

Sasso: Dove? In carcere?

Gennaro: (Ci ripensa) Sto dalla vostra parte!

Vincenzo: No, resistete, resistete!

Sasso: Caro signor Gennaro, si allei con me e con la dottoressa Orabona. E sottolineo

Orabona! Che ne dice?

Gennaro: (A Vincenzo) Ha vinciuto o duttor Sasso. Mi ha ridato la parola!

Vincenzo: Traditore!

E torna via a destra.

Sasso: Venga con me, signor Gennaro.

Gennaro: Gne gne gne.

Sasso: E no, adesso ha riacquisito la parola. Perci, parli bene.

Gennaro: No, no, gne gne gne. Nun se po maje sap!

I due escono a sinistra.

5. [Melissa ed Orabona. Poi Sasso]

Da destra torna Melissa che al cellulare.

Melissa: Mamma,siamo rimasti in quattro a combattere. Ci hanno traditi il signor Enrico

il nevrastenico, e il signor Gennaro quello sordo. Fra poco prendo la pillola

contro gli attacchi di panico e poi torno in guerra! Ciao mamma, mi far onore.

Sarai fiera di me. Sto per entrare nella storia! (Chiude la telefonata. Poi da una

tasca prende una pillola ed una bottiglina dacqua, cos assume il farmaco)

Mamma mia, questa la pi terribile delle trenta pillole al giorno che prendo!

Si avvia a destra, ma da sinistra torna Orabona che la nota e la chiama.

Orabona: Aspetti, signorina.

Melissa: Voi? Che cosa volete? Siete nostro ostaggio. Ringraziate a Dio che vi lasciamo

libera di girare dove vi pare e piace qui nella ASL.

Orabona: Non voglio parlare di questo. Mi interessa quel discorso sul dottor Perrella.

Melissa: Cosa volete sapere? Se ho un interesse per lui? Eventualmente, cosa ve ne frega?

Orabona: E mio marito.

Melissa: Mio marito?

Orabona: No, non suo marito. E mio marito.

Melissa: Lho capito, ho soltanto ripetuto le vostre parole.

Orabona: S, s, va bene, ma ora deve giustificare il suo interesse per lui.

Melissa: Dottoressa, forse ci sta un equivoco. E se io vi dicessi che mi interessate voi?

Orabona: Io?

Melissa: Bene,mi guardate con gli occhi confusi dalle canne che fumate e dal pregiudizio.

Orabona: Io non sto giudicando niente. Le chiedo solo di finirla con questa occupazione

inutile della ASL. Se vuole ottenere qualcosa, vada a Roma, da chi di dovere.

Melissa: Non mi ascolterebbe nessuno. Voi invece siete un medico molto apprezzato. Una

vostra relazione scritta, potrebbe cambiare le cose.

Orabona: E va bene. Poco fa ha detto che io le interesso. E se fossi io il premio per lei?

Melissa: Dottoressa, con me non attacca. Per cui, se volete fare ci che vi ho chiesto,

altrimenti statevi bene.

Melissa esce via a destra.

Orabona: Questa pi tosta degli altri!

Da sinistra entra Sasso sorridendo al proprio cellulare.

Sasso: Ciao a tutti, io sto bene. Qua ci sta pure la dottoressa Orabona. (Le pone davanti

il cellulare) Saluta, Mafalda, saluta!

Orabona: Sasso, ma a vuo fern cu stu cellulare?

Sasso: Sto facendo una diretta su Fessobuk!(Parla al proprio cellulare) Cari amici

Fessobukiani, la dottressa Orabona vi saluta. Non vuole apparire perch timida.

Un saluto. Bacioni! (Chiude il live) Ecco fatto.

Orabona: Sasso, qua la situazione ancora difficile. Losso duro la ragazza, Melissa.

Sasso: Ma tu le hai parlato?

Orabona: S. A quanto pare, ha un debole per me.

Sasso: E approfittane!

Orabona: Ma tu fusse scemo?

Sasso: Ma come, tu risolveresti questo problema in quattro e quattro otto.

Orabona: Ma che me ne mporta, a me?

Sasso: Sei unegoista! (Squilla il suo cellulare)E chi adesso? (Guarda sul display) Il

commissario? (Risponde) Pronto, commissario. Che ha deciso? Intervenite? Ah,

no? State prendendo il caff? E quindi, dopo il caff intervenite? Ah, dopo il

caff andate a pranzo? E dopo il pranzo intervenite? Ah, dopo pranzo riposate? E

dopo il riposo intervenite? Ah, dopo il riposo tardi? Scusi, mi tolga una

curiosit, ma quando intervenite? Tocca sempre a noi? (Chiude la telefonata) Ma

che fregatura! Tu hai capito, Orabona?

Orabona: Non possibile. Chiama di nuovo il commissario e convincilo a venire subito.

Sasso: E inutile. Qua dobbiamo vedercela io e te. Abbiamo gi portato dalla nostra

parte il signor Enrico e il signor Gennaro. Al primo, hai promesso te in premio.

Orabona: Ma io lho detto cos per dire.

Sasso: E intanto pure il secondo vuole la stessa cosa.

Orabona: Per carit!

Sasso: Invece io gi gli ho promesso che tu hai detto di s.

Orabona: Che cosa?

Sasso: S! E ti dir di pi, dir la stessa cosa pure alla ribelle pi difficile: Melissa!

Orabona: Sasso, tu mi chiedi un sacrificio che non posso fare.

Sasso: E invece s!

Orabona: Devo decidere io!

Sasso: Hai gi deciso, s!

Orabona: Devo pensarci.

Sasso: Non ti preoccupare, andr tutto bene.

Escono via a sinistra continuando quella loro discussione.

6. [Concetta, Vincenzo e Totore]

Da destra tornano Concetta, Vincenzo e Totore (che tiene dellovatta su un

braccio a tamponare una ferita).

Concetta: Ma vuje site scemo? Ve site fatto male?

Vincenzo: Non dovevate, non dovevate proprio!

Totore: E mica colpa mia? Io songo cecato, e perci me songo tagliato ncoppa o

ffierro arrugginito.

Concetta: (A Vincenzo) Ma era arrugginito assaje?

Vincenzo: Sign, e io che ne saccio? Io songo surdo.

Totore: E che differenza fa? O poco arrugginito oppure assaje, io me so tagliato.

Concetta: Servirebbe una siringa di antitetanica. Gi, ma addo a pigliamme?

Totore: Dal dottore Sasso o dalla dottoressa Orabona. Sicuramente la tengono.

Concetta: E o vero, ave raggione.

Vincenzo: S, ma poi chi gliela fa al signor Totore? Io nun songo capace.

Concetta: Io a saccio fa, per me tremma a mana!

Totore: No, no, pe carit! Vaco addo duttore Sasso oppure adda dottoressa Orabona.

Vincenzo: Ma che? Quelli sono i nostri prigionieri! Piuttosto preferiamo vedervi morire!

Concetta: Voi sarete un martire morto in battaglia per la nostra libert!

Totore: Ma qualu martire? Io me stongo facenno sotto da paura!

Concetta: Facmme accuss: andate a cercare una siringa e una fiala di antitetano. Aggio

deciso: a serrenga va faccio io!

Totore: Ma vuje tremmate cu a mano! Se sbagliate mira con lago, come facciamo?

Concetta: State senza ansia!

Totore: E vabbu. Mamma mia, ma chi me lha astipata sta jurnata a me?

Esce via a sinistra.

Concetta: Signor Vincenzo, ma voi mi credete? Pure io non mi sento molto bene. Mi potete

mettere una mano sulla fronte?

Vincenzo: E pecch?

Concetta: Cos mi misurate la febbre.

Vincenzo: E che mavte pigliato po termometro?

Concetta: No, nel senso che cos vedete se sono assai calda.

Vincenzo: E va bene. (Gli pone una mano sulla fronte) S, signora, scottate un poco.

Concetta: Mannaggia a miseria! Tenete una Tachipirina?

Vincenzo: No, per tengo le gocce per le orecchie. Ne volete due?

Concetta: E che me naggia fa? M che torna o signor Totore, o mandamme a cerc na

Tachiprina oppure nAspirina.

Torna Totore con una siringa ed una fiala di antitetano tra le mani.

Totore: Ecco qua, signora Concetta, aggio truvato chello chate ditto vuje.

Concetta: Aspettate, tornate dove avete trovato queste cose. Mi serve una Tachipirina

oppure unAspirina per la febbre.

Totore: A chi? Sign, io mi devo fare prima la siringa per il tetano e poi dopo si vede.

Concetta: E va bene, facciamo la siringa e poi dopo ne riparliamo. Datemi tutto a me, ve la

preparo io. (Si fa consegnare siringa e fiala di antitetano)

Totore: Ecco, brava. Poi dopo vado a prendervi le medicine per la febbre. Dopodich io

direi, ma s, arrendiamoci e torniamo a casa. Cos stiamo tutti bene. Che ne dite?

Vincenzo: (Dubbioso) Signor Totore, na curiosit: addo lavte truvate a serrenga e a

fiala cu lantitetanica?

Totore: Ehm no, niente, ho trovato una stanza con uno scaffale. E ncoppa a stu

scaffale ce steva nu scatolo. E dinta stu scatolo ce steva certa medicina. E

dinta sta medicina

Vincenzo: Aggio capito tutto cose: siete stato dal dottor Sasso e dalla dottoressa Orabona, e

loro vi hanno dato la siringa e lantitetanica in cambio di una promessa: voi

dovete convincerci ad arrenderci. Non cos?

Totore: Chi? Io devo convincervi ad arrendervi?Ma no, ve state sbaglianno.

Vincenzo: Mah, tengo qualche dubbio.

Concetta: E allora, signor Totore, abbassatevi un poco i pantaloni.

Vincenzo: S, ma appena appena! Non ve li abbassate troppo!

Totore: E va bene, scopro soltanto un poco il sedere. (Cos fa) Io sono pronto.

Concetta: Signor Vincenzo, mantenetegli leggermente il pantalone abbassato.

Vincenzo: Ma a chi? Io me faccio e fatte mieje!

Concetta: E forza, facmme ambresso.

Totore: Signor Vincenzo, pe piacere.

Vincenzo: E vabbu. Uffa! (Fa quanto richiesto da Concetta)

Concetta: Signor Totore, siete pronto?

Totore: S, s, fate pure.

Concetta: Signor Vincenzo, io propongo di fare una siringa con lo schiaffo per non sentire

dolore. Lo darete al signor Totore prima che io butto lago nella sua carne.

Vincenzo: Va bene. Andate, signora Concetta.

Concetta: Uno doje e tre!

Vincenzo d uno schiaffo sul collo di Totore e Concetta esegue la puntura.

Totore: (Dolorante) Azz!

Concetta: (Estrae lago) Signor Totore, non esagerate, adesso. Io non vi ho fatto male.

Totore: Vuje no, ma stu diece e scemo do signor Vincenzo, mha dato nu pacchero

areto o cuollo!

Concetta: Ma no, lo schiaffo si doveva dare sul sedere. Comunque, siringa fatta. (Osserva

la siringa e resta sorpresa) E comm, o medicinale sta ancora inta serrenga?

Totore: Scusate, sign, ma allora che mavte ittato into pop mio?

Concetta: Uh, io avevo buttato solo laria!

Totore: Che cosa? Laria? (Le tira la siringa di mano) Ma facteme o piacere! Si nun

sapte fa e ccose, lassate sta. Facte cchi bella figura.

Esce via a sinistra imbronciato.

Vincenzo: Secondo me, chillo sta jenno addo duttor Sasso e adda dottoressa Orabona.

Concetta: E gi, adesso la siringa gliela faranno loro. Chillu traditore! Vabb, signor

Vincenzo, allora ci andate voi a prendermi la Tachiprima e lAspirina?

Vincenzo: A chi? Io nun ne capisco proprio.

Concetta: E allora ce vaco io. E si nun trovo niente, vaco purio addo duttor Sasso e

adda dottoressa Orabona. (Poi addita Vincenzo) Stu piegoro!

Esce via a sinistra. Appena uscita, Vincenzo le parla dietro come se lei fosse l.

Vincenzo: Ringrazia a Dio che so surdo, accuss nun aggio ntiso che mhe chiammato

piegoro! Chella scustumata!

Esce via a destra facendo finta di nulla.

7. [Sasso e Orabona. Poi Enrico]

Da sinistra torna Sasso insieme ad Enrico.

Sasso: Molto bene, la dottoressa Orabona sta facendo la puntura di antitetanica al signor

Totore. Pian piano si stanno arrendendo tutti quanti i ribelli.

Enrico: Dottor Sasso, scusate, ma m ma vulte fa sta visita medica?

Sasso: A vuje? E che ve sentite?

Enrico: (Fa scatti da pazzo) Dott, io tengo troppi problemi. Ultimamente mi hanno

dianosticato i calcoli. Ma voi capite? I calcoli.

Sasso: E allora? Lei sa cosa vi uole per i calcoli?

Enrico: A calcolatrice!

Sasso: Ma quala calcolatrice? Occorre una cura a onde durto.

Enrico: Dutt, allora maggia mettere into forno a microonde? Per io nun ce traso!

Sasso: Ma qualu forno a microonde? E secondo voi, io ve facevo mettere into forno a

microonde?Quello di cui parlo io un macchinario che bombarda i calcoli.

Enrico: Ah, aggio capito, mhanna bombard! Solo questo?

Sasso: Se non dovesse funzionare, si potr fare unUretrorenoscopia.

Enrico: E che rrobba ?

Sasso: Una piccola sonda inserita per via trans uretrale.
Enrico: Per via?

Sasso: Trans uretrale.

Enrico: Ah, ho capito: a me mi deve operare un trans! Ma po bravo a oper stu trans?

Sasso: Ma qualu trans e trans? Trans uretrale vuol dire che nelluretra le verr introdotta

una sonda che frantumer il calcolo. (Provato) Mamma mia, me state facnno

itt o sango pe ve spieg sta cosa!

Enrico: E io poi non ne capisco. E comunque questa operazione del transmi guarisce?

Sasso: E certo. Ma se non funzionasse, ci sarebbe lintervento chirurgico.

Enrico: Lintervento chirurgico?

Sasso: S, a cielo aperto.

Enrico: Ncielo? E comme se fa? Ncoppa allaereo?

Sasso: Ma a cielo aperto il tipo di intervento chirurgico. Intanto faccia prima le analisi.

Enrico: E io gi me le ho fatte. Tengo i transessuali alti!

Sasso: I transessuali?E cosa centrano i transessuali?

Enrico: Sono alti. Devo farli scendere.

Sasso: Ma perch, se i transessuali scendono per strada, a voi escono bene le analisi?

Enrico: Ma non i transessuali della strada, quelli del fegato.

Sasso: Ah, le transaminasi!

Enrico: Esatto, bravo!

Sasso: Mi state facendo rincretinire! Pensate a curarvi, che meglio.

Enrico: Va bene, allora io vado. Per facciamoci prima un selfie. Cacciate o cellulare!

Sasso: (Esegue) OK,mettiamoci in posa. Sorridiamo! (Scatta la foto) Fatto! Bene, ed

ora tornate a casa, ma vi raccomando: non a casa mia. A casa vostra! Non rubate

mai pi. Capito?

Enrico: State senza pensiero. Arrivederci!

Esce via al centro, ma Sasso ricorda qualcosa.

Sasso: Oh, no, ma dove andate? Vi sparano, non uscite, vi spa

Dallesterno si sentono spari di pistola.

rano!

Torna di corsa Enrico.

Enrico: Aiuto, aiutooo!

Corre via a sinistra. Sasso tira un sospiro di sollievo.

Sasso: E meno male che non stato colpito!

Da sinistra giunge Orabona.

Orabona: Ma che gli hai fatto al signor Enrico?

Sasso: No, niente, si imbattuto in alcuni colpi di pistola!

Orabona: Gli hai sparato? Sei arrivato a questo? Solo perch ha rubato a casa tua? E non

potevi aspettare stanotte? Con le nuove leggi, i ladri vanno sparati di notte!

Sasso: Orab, ma tu nun staje bbona cu a capa?! Ti manca qualche rotella in testa?

Mica ho sparato io al signor Enrico? E stata quella Melissa.

Orabona: Mamma mia, che incubo. Non ce la faccio pi. E non ne posso pi nemmeno con

quei due: il signor Gennaro e il signor Totore. Vogliono per forza che io li curi.

Sasso: Vogliono stare male e si inventano di tutto. Lo fanno per la pensione dinvalidit.

Orabona: Esatto. Pensa il singor Totore si presentato con una siringa di antitetanica in

mano, giurando di esser finito su un ferro arrugginito.

Sasso: E gliela faccio io!

Orabona: A vuoto?

Sasso: A vuoto! Cos se qualche effetto collaterale lo colpisce, la prossima volta impara!

Orabona: Sasso, tu hai proprio il cuore di pietra!

Sasso: E tu invece sei bona! Devi cercare di essere un po meno bona, cos i pazienti ti

rispettano! Capito?

Esce via a sinistra.

Orabona: Beh, forse Sasso ha ragione! (Squilla il cellulare) Mio marito? (Risponde) Sc,

che vvuo? Cosa dici? Vuoi fare pace con me? Ma dove sei, ora? Alle Bahamas?

E come vuoi fare pace con me se sei a 10.000 chilometri di distanza? Cosa? Sei

fuggito perch sei un evasore fiscale? E allora io non voglio fare pace con te.

Capito? (Chiude la telefonata) Chillo evasore fiscale, vo fa pace cu me! Ma

fai pace col tuo cervello, prima!

Si siede su una delle tre sedie, pensierosa.

8. [Orabona e Vincenzo. Poi Melissa]

Da sinistra torna Vincenzo con un fazzoletto al naso, vittima di unepistassi.

Vincenzo: Ah, mamma bella, o sango po naso!

Orabona: (Lo nota, si alza e gli si avvicina) Signor Vincenzo, che ha fatto?

Vincenzo: Chi ? Ah, siete voi, dottoressa? No, non parlate, che non vi sento. Sono sordo.

Orabona: S, s, va bene. Insomma, che le successo?

Vincenzo: Il sangue dal naso. Ogni tanto mi succede. Forse colpa della sordit.

Orabona: Ma che sordit? Mi faccia vedere. (Gli osserva le narici) Questa una epistassi.

Vincenzo: O vero? Tengo o pistacchio into naso?

Orabona: (Ironica) Eh a castagna!

Vincenzo: Pure a castagna? E come mi sono entrati il pistacchio e la castagna nel naso?

Orabona: Ma che dice? Signor Vinc, la perdita di sangue dal naso si chiamata epistassi.

Vincenzo: Ah, ecco.

Orabona: E sul labbro che cosa ha?

Vincenzo: Herpes zoppas!

Orabona: Ma che tente lHerpes da lavatrice? Si chiama Herpes zoaster!

Vincenzo: E vabb, io lo dico a modo mio. Sono sordo. A proposito, dottoressa, tengo

sempre un mal di testa strano. Lo tengo spesso. Di che si tratta?

Orabona: Cefalea.

Vincenzo: Tengo o cefalo ncapa? E comm trasuto?

Orabona: Signor Vincenzo, lei ha le cose che tutti i cristiani tengono. Ora pu tornare

nellufficio accettazione. Noi siamo suoi prigionieri. E non scappiamo.

Vincenzo: No, dottoressa Orabona, io sono sordo, non sono un delinquente. Perci, fatemi

avere la pensione di invalidit e non ne parliamo pi.

Orabona: Dipende da quel che dir la commissione. Io ho scritto la relazione sul suo stato.

Vincenzo: Sul mio stato? E che ci sta da dire sul mio stato? Io vengo dallItalia come voi!

Orabona: Lasci perdere. E meglio che lei torni a casa.

Vincenzo: E come torno a casa? Ci sta la signorina Melissa che spara a vista a chi vuole

entrare e chi vuole uscire da qua dentro. Posso andare nel vostro ambulatorio?

Orabona: Certo. L trover anche gli altri.

Vincenzo: Va bene. Con permesso, allora. E grazie.

Esce via a sinistra.

Orabona: Bene, si arreso pure questo. Ora mancherebbe solo la signorina Melissa. Ma

quella testarda. Come cacchio si fa?

Da destra entra Melissa con le mani in alto (in una vi tiene stretta la pistola).

Melissa: No, no, mi arrendo pure io. Ormai sono rimasta da sola.

Orabona: E come mai?

Melissa: Non fate domande. Pigliatevi la pistola e chiamate la polizia.

Orabona: (Le prende la pistola di mano) S, per adesso abbassi le mani.

Melissa: (Esegue) Io sarei dovuta nascere in un paese sudamericano, dove la gente che fa

le rivoluzioni compatta. Qui in Italia invece si spaventano. Stanno troppo bene,

questa la verit.

Orabona: Signorina, le rivoluzioni si fanno nelle dovute sedi, non in una ASL.

Melissa: Forse avete ragione voi.

Orabona: E non che detto che per risolvere le cose, occorra per forza puntare una pistola.

Melissa: Io non sono brava nel dialogo. Per seguir i vostri consigli.

Orabona: Venga, la porto dagli altri.

Melissa: S, certo. Prima che andiamo, solo una curiosit: perch mi d del lei?

Orabona: Noi medici siamo un po abituati a dare del lei ai pazienti. Almeno io faccio cos.

Melissa: Capisco. E una forma di rispetto. Va bene, andiamo.

Orabona e Melissa escono a sinistra.

Scena Ultima. [Sasso, Orabona, Totore, Gennaro e Vincenzo. Enrico, Concetta e Melissa]

BUIO POCHI SECONDI. Poi LUCE, quindi da sinistra entra Sasso in camice.

Sasso: E tutto bene, quel che finisce bene. Grazie a me e alla dottoressa Orabona. (Si

siede) Abbiamo detto alla polizia che non doveva arrestare i ribelli, perch essi

non volevano farci del male e non erano capaci pienamente di intendere e di

volere. Per cui, non c stato nessun processo. E tutto finito a tarallucci e vino.

Ormai passato un anno, o quasi, dallaccadimento, e tante cose sono successe.

Da sinistra giungono Totore, Gennaro e Vincenzo, tutti felici, con Orabona.

Totore: Dottoressa, grazie di tutto. Io ho ricevuto la pensione di invalidit come sordo!

Orabona: Ma lei non era cieco?

Totore: Dottor, state a sent a me, va buono accuss: meglio che songo cieco e non

si cambia pi!

Gennaro: Io invece ho ricevuto la pensione di invalidit come sordo.

Orabona: Ma lei non era muto?

Totore: Dottor, state a sent a me, va buono accuss: meglio che songo surdo e non

si cambia pi!

Orabona: (A Vincenzo) E lei, invece?

Vincenzo: Gne gne gne!

Orabona: Aggio capito, site surdo!Va buono accuss: meglio che site surdo e non si

cambia pi!Perfetto, allora arrivederci e tanti auguri.

Gennaro: Oh, ma qua ci sta pure il dottor Sasso. Caro dottore, venite in mezzo allamicizia!

Sasso: (Si alza e gli si avvicina perplesso) Amicizia?

Totore: Grazie di tutto e scusateci ancora se vi abbiamo preso in ostaggio. Ma ormai

passato un anno e abbiamo dimenticato tutto.

Vincenzo: Gne gne gne arrivederci!

Totore, Gennaro e Vincenzo saluano baciandosi sulle gance i due medici (si

salutano anche tra di loro allo stesso modo) ed escono via al centro. Orabona e

Sasso si salutano erroneamente e inconsapevolmente alla stessa maniera, poi

Orabona: Ma che mi stai facendo fare?

Sasso: E quei tre ci hanno ingrippati! (Poi serioso) Comunque ti devo parlare, Orabona.

Io non sono per nulla contento della scena che ho visto poco fa. Quei tre sono

falsi invalidi ed hanno ricevuto un beneficio, che magari gente davvero invalida

non pu ottenere perch non ha santi in paradiso.

Orabona: Non sono stata io a dargli questi benefici. Sai benissimo che c una

commissione apposta per queste cose.

Sasso: E la relazione chi lha compilata?

Orabona: Sasso, non addossarmi colpe che non ho. (Va a sedersi su una delle tre sedie)

Sono cos stanca! Secondo te, mi va di pensare ai falsi invalidi?

Sasso: Dipendesse da me, saresti espulsa dallalbo dei medici. Ma non dipende da me.

Da sinistra entra Enrico, tutto soddisfatto.

Enrico: Dottor Sasso, eccomi qua.

Sasso: Com andata, signor Enrico?

Enrico: Sono quasi guarito. Non sono pi nevrastenico. Lha detto lo psicologo.

Sasso: Oh, questo mi fa molto piacere.

Enrico: Per ci sta un altro fatto. (Comincia a grattarsi per tutto il corpo) Sento uno

strano prurito per tutto il corpo. Da chi devo andare? Come si chiama il medico

che si occupa del grattamento? Il grattologo? Il grattino?

Sasso: Non un dottore, una dottoressa.

Enrico: Allora la grattachecca?

Sasso: Ma che grattachecca? E la dertamatologa.

Enrico: S, vabb, poi vengo un altro giorno. Salutatemi la dottoressa Semprebona!

Sasso: Orabona!

Enrico: Ora e sempre

I due: Nei secoli dei secoli, amen!

Enrico: Arrivederci, arrivederci!

Esce via frettolosamente al centro. Da sinistra giunge Concetta. Va da Sasso.

Concetta: (Finalmente sorridente) Dottore, grazie di tutto. Adesso mi sento meglio.

Sasso: Non ringrazi me, bens il medico che lha curata. Che cosa aveva di preciso?

Concetta: Tenevo una cosa intestinale. Come si chiama? Una candeggina!

Sasso: Nel senso che lei ha ingerito candeggina?

Concetta: No, no, non me la sono bevuta. Io gi la tenevo.

Sasso: E come pou essere? Noi siamo esseri fatti di carne, ossa ed acqua. Ma la

candeggina no, non lho mai sentita.

Concetta: S, per ad un certo punto viene e vi sentite uno schifo come me.

Sasso: (Dubbioso) Ma per caso non che sta parlando della candida intestinale?

Concetta: Ecco, bravo!

Sasso: E che ce azzecca a candeggina?

Concetta: E che ne saccio? Io accuss aggio capito. Il medico mi ha detto che questo era il

motivo perch io tenevo la depressione.

Sasso: Ho capito. Allora buona fortuna.

Concetta: Grazie.

Da sinista giunge pure Melissa, invece arrabbiata.

Melissa: Dove sta la dottoressa Orabona? Dove sta?

Orabona: (Si alza in piedi e le si avvicina) Signorina, eccomi qui. Si calmi. Che sussesso?

Melissa: Ma vostro marito sta ancora alle Isole Banane?

Orabona: Che Banane? Bahamas! S, ancora allestero. Perch?

Melissa: Perch io tengo lernia del cd!

Orabona: Caso mai, lernia del disco.

Melissa: No, nu poco cchi piccolina. E poi mi fa male sempre la faccia sulla destra.

Orabona: E quello il trigemino.

Melissa: E o trigesimo? Ma che me ne mporta comme se chiamma?

Concetta: (Si unisce anche lei alla discussione) Scusate, dottoressa, per la signorina ha

ragione. Vostro marito scorretto. E pure voi che lo difendete: siete scorreggia!

Orabona: Il femminile di scorretto non scorreggia!

Sasso: (Interviene) No, non litigate.

Le tre: Zitto!

Sasso: Fate come volete!

Le tre: (Ripendono a discutere, dicendo cose incomprensibili, al punto che le loro frasi

sembrano il chiocciare delle galline) Co-co-co-co-co!

Sasso: (Ironico) Oh, sti tre assumgliano a tre galline!

FINE DELLA COMMEDIA

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