ATTO UNICO PER RAGAZZI
DI
ENRICO SCARAVELLI
Tratto da La grande fabbrica delle parole di Agns de Lestrade e Valeria Docampo
PERSONAGGI ED INTERPRETI:
1) Primo narratore
2) Secondo narratore
3) Terzo narratore
4) Marco
5) Luciano
6) Marta
7) Giacomo
8) Domitilla
9) Ernesto
10)Frugolo
11)Carla
12)Danilo
13)Giuseppina
14)Sergio
15)Mara
16)Altri eventuali
ATTO UNICO
SCENA I
(Sul fondale si vedono vette di montagne che circondano una valle. Uno strano macchinario nascosto da un telo. Un tavolino, un armadietto con alcuni bicchieri (otto almeno). In scena, ai lati, vi sono tre narratori, o speaker con un leggio sopra il quale ci sono le battute. Allapertura del sipario si sente una musica proveniente dallo zufolo di un invisibile pastore di pecore. Al cessare delle note inizia a raccontare il primo narratore)
Primo narratore:- Dovete sapere che nella valle del Silenzio nascosta da alte vette, c il villaggio di Paroliamo. Assomiglia molto al paese isolato di San-gry-l di un famoso film; proprio cos e questo perch fin dagli anni della disinformazione, era stato impedito loro di conoscere altre parole e di accedere al sapere. Avevano nel repertorio linguistico solo poche paroleSe ci passate il termine diremo cheParolavano
Secondo narratore:- A quanto ci stato riferito dai rari viaggiatori provenienti da oltre vette e tollerati in paese, il villaggio aveva anticamente il nome di Malparola, diciamo in onore delle lingue lunghe dei vecchi abitanti che parlavano troppo, parlavano a sproposito e spettegolavano su tutto e su tutti, senza rispetto luno verso laltro
Terzo narratore:- Fu cos che, vuoi per magia, vuoi perch cos era scritto fin dalla notte dei tempi, agli abitanti del villaggio <Paroliamo>, furono tolti innumerevoli vocaboli, lasciando loro soltanto, la conoscenza dei pochi indispensabili, necessari, telegrafici, tanto per farsi capire. La scuola arrivava fino alla terza elementare, non avendo a disposizione che poche parole da imparare
Primo narratore:- Anche laritmetica era ridotta alla conoscenza delle sole quattro operazioni. Non avendo quindi modo di apprendere, perch mancavano loro termini da cui trarre vitalit, gioia e perch no, anche sofferenza, la vita scorreva monotona, grigia, noiosa. Mancava, diciamo, il materiale, largomento, la capacit e lesperienza per poter conversare su che cosa e sul perch
Secondo narratore:- Un giorno, Marco, un ragazzo intraprendente che aveva terminato con profitto la terza elementare, and nel bosco della valle del Silenzio con la nonna a raccogliere delle erbe curative
Terzo narratore:- La nonna di Marco, non aveva potuto andare a scuola e pur non sapendo n leggere, n scrivere conosceva, per esperienza e per linse- gnamento avuto a sua volta dai propri genitori, tutti i tipi di erbe curative della valle e ne faceva dei decotti che servivano per tutte le magagne del corpo
Primo narratore: Marco, curioso come una scimmia, bevve un decotto fatto con un miscuglio di erbe che scelse a caso, senza sapere cosa poteva accadere. Poco dopo si sent il cervello in subbuglio
SCENA II
(narratori - Marco - Marta)
Marco :- (entra lentamente con in mano un bicchiere ed una bottiglia. Parla con le poche parole che sa. Si siede) Male testa perch? Io ingoiato questo decotto erba per male testa e testa friggere
Primo narratore:- Il decotto bevuto da Marco lo scombussola e ad un tratto il ragazzo pronuncia, stupito, una parola nuova, della quale non conosce il significato
Marco :- (si alza e come stranito pronuncia una parola) Mi viene parola nuova <Aamare Amare? Mai sentita che amare?... Forse <non dolci> ma amare. Colpa di erba cotta o meglio erba bene (beve un altro sorso e resta in breve attesa. Ad un tratto, come in trance, pronuncia unaltra parola) Senti sentimento Sentimento? (si tocca il mento e perplesso) Io non <sento> mento io <tocco mento>. Non capire Per decotto erbe fa uscire nuove parole
Secondo narratore:- Come fosse stato illuminato, Marco si dette una manata sulla fronte, intu che quelle erbe avrebbero portato parole nuove arricchendo il vocabolario, la parlata, il dialogo con gli amici e la gente; sprizz di contentezza
Secondo e terzo narratore:- (escono di scena. Rimane il primo narratore)
Marco :- (chiama Marta) Marta, vieni che ti faccio vedere cosho scoperto
Marta :- (entra) Tu dici parole come <che ti faccio vedere> e non <tu vedere>.. e anche <scoperta> cosa ?
Marco :- (soddisfatto, prende la bottiglia e versa della tisana nel bicchiere che offre alla fanciulla) Bevi
Marta :- Non sete io
Marco :- (mima che berr prima lui ed esegue; poi porge il bicchiere a Marta) Bevi e capirai
Marta :- (beve) Buono (beve ancora un sorso e poi pronuncia una parola nuova) Fantastico fantastico? (stupita guarda Marco) Marco! Ho detto <fantastico> Che bella parola nuova ma allora quella pozione quelle erbe
Marco :- Evviva Marta, anche tu parli meglio Sono le erbe della nonna, me ne ha date tante per fare delle tisane, ma io ne ho spre spremute alcune e
Marta :- S, bello.. <spremute> una nuova parola. Vai avanti
Marco :- (toglie il telo che copriva un macchinario che sembrava un recipiente con sopra un grosso imbuto ed a fianco una manovella) Marta, vai a chiamare Luciano e gli altri m venuta unidea!
Marta :- Come parli bene Marco
Marco :- Anche tu Dai, beviamone ancora (bevono)
Primo narratore:- Dopo aver sorseggiato, Marta esce di scena. Nel frattempo Marco mette nel grosso imbuto delle erbe dopo averle controllate)
Marco :- Le piger in questo torchio Toh! Unaltra parola nuova: <piger> Interessante. Provo una sensazione piacevole Sono proprio contento Non sapevo che si poteva essere contenti con delle parole nuove Trasformer queste erbe in pillole delle parole e far tanti soldi
SCENA III
(Detti Luciano Domitilla Marta Giacomo Ernesto Frugolo)
(entrano tutti e si avvicinano a Marco)
Primo narratore:- I ragazzi entrano senza entusiasmo, un po apatici, cos come- rano abituati, non conoscendo comportamenti diversi)
Marta :- Ecco gli amici Marco
Luciano :- (a Marco) Perch chiamato noi?
Marta :- (spiega) Marco ha fatto una grande scoperta
Domitilla :- Ma come parlare? Cos <scoperta>?
Giacomo :- Vuole dire levato coperta da letto
Marco :- (prende dei bicchieri dal cassetto, li posa su un tavolino e versa da bere, parlando nel frattempo) Ognuno di voi berr una pozione della mia tisana e poi poi ne parleremo
Ernesto :- (sorpreso) Come parlare tu?... Cosa sono parole nuove?..
Frugolo :- Dove hai trovate?
Marta :- Bevete. Io lho gi fatto e bevo ancora con voi questa volta
Marco :- Arriveranno parole nuove per tutti
Domitilla :- Io non bere Non sete (come indispettita, mette le braccia conserte e si allontana andandosi a sedere lontano dagli altri)
Marco :- Come vuoi Se cambierai idea sono a tua disposizione
Domitilla :- Tu non pi Marco Tu non parlare come Marco prima Prima facile capire ora no pi facile. Io no bere!
Marco :- Se il progetto va bene cambieremo anche il nome del villaggio e non si chiamer pi Paroliamo
Frugolo :- E come lo chiameremo?
Marta :- Propongo di fare un referendum fra la gente del villaggio, che allora avr imparato ad esprimersi con le nuove parole che ci mancavano
Domitilla :- Cosa <referendum?>
Ernesto :- Bevi e lo saprai
Primo narratore:- Tutti bevvero, tranne Domitilla, senza dire n prosit, n cincin perch ancora non erano arrivate queste parole(esce di scena ed entra il secondo narratore)
Luciano :- (che, come gli altri, ha bevuto, posa il bicchiere) Buono ancora
Marco :- Ci penso io Altri vogliono bere ancora un poco?
Giacomo : Sento testa friggere Tisana buona Bere ancora
TUTTI :- (tranne Domitilla, alzano la mano e Marco versa)
Marco :- (guarda controluce la bottiglia e gli esce la frase in genovese) No ghe n tosto ci
TUTTI :- (lo guardano stupiti) Eh?
Mara :- Ma stai parlando in lingua ligure!(meravigliata) Oh ma come ho fatto a capire che lingua ligure?... E come parlo adesso?
Domitilla :- Essere stregoneria Non bene!
Mara :- Se questa stregoneria una bella stregoneria Mi sembra di sentirmi meglio appagata Oh! Che parola strana
Marco :- Voglio spiegarvi com accaduta la vicenda (lo si vede spiegare, non udito dal pubblico)
Secondo narratore:- Marco si accinge a spiegare come arrivato a questa scoperta e mentre racconta c stupore fra gli amici. Solo Domitilla sembra contraria ma adesso che ha visto i risultati dai quali si , al momento, esclusa, sembra ripensarci)
Marco :- (parlando agli amici) Col vostro aiuto, andremo a raccogliere questo tipo di erbe che ho messo nellimbuto. Azioneremo la manovella, faremo bollire dellacqua e fabbricheremo delle pillole con le parole nuove che non abbiamo. Allargheremo la nostra conoscenza e non ci sentiremo pi isolati. Guadagneremo dei bei soldi
Frugolo :- <Ciarabaccole>! Oh che strana parola m uscita Cosa vorr dire?
Giacomo :- E bravo Frugolo. Parli <forbito> adesso? (si stupisce) Oh, Marco m uscita questa parola nuova forbito>, ma allora la tua idea
Mara :- Funziona! Parliamo meglio tutti quanti
Domitilla :- (diffidente) Stregoneria non buona cosa!
Marco :- Fabbricheremo molte pillole per tutto il villaggio che imparer le parole nuove
Marta :- Ma come facciamo a sapere quali parole usciranno dalle pillole che fabbricheremo?.. E a che prezzo pensiamo di venderle?
Marco :- Beh questo non lo so Ognuno di noi ha detto parole diverse, non so da che cosa dipende
Frugolo :- Se ci sono parole di poco peso, poco necessarie come quella che m uscita: <ciarabaccole>, non puoi chiedere un prezzo esoso Esoso?... Quanto coster una pillola con <esoso?>
Luciano :- Stabiliremo un prezzo base
Mara :- Che bel parlare che hai adesso Luciano
Ernesto :- Oh, quante smancerie Eh? Ho detto <smancerie>? Marco questa dovrebbe costare parecchio
Luciano :- Stavo dicendo che possiamo stabilire un prezzo base, poi per chi ha avuto parole belle e interessanti e vorr altre pillole, alzeremo il prezzo
Domitilla :- E chi no ha soldi?
Marco :- Si tratta di fare affari. E per fare affari ci vogliono soldi. Chi non pu pagare non pu avere
Ernesto :- Non mi sembra giusto che chi non pu rimanga nell<ignoranza>
Mara :- Ignoranza? Bravo Ernesto: unaltra bella parola
Marta :- Perch non scriviamo le parole nuove su un quaderno? Potremo insegnarle a chi non le sa
Luciano :- Lidea buona ma non fa cassa. Prima vendiamo il pi possibile, poi quando il mercato <saturo>, faremo delle donazioni a quelli che sono rimasti esclusi
Frugolo :- Saturo? Mi sa che stanno uscendo troppe parole nuove e rischiamo di riempiremo i cervelli di tutto il villaggio creando confusione e dopo?
Luciano :- Dopo ci penseremo. Adesso mettiamoci al lavoro. <Il tempo denaro!>. Toh! E da dove m uscita questa?
Ernesto :- Per torno a dire che non mi sembra giusto favorire solo chi ha soldi e lasciare esclusi dal sapere quelli che non possono
Secondo narratore:- Gi non sembra giusto Anzi: non giusto. Dice bene Ernesto. C sempre un per in quello che scriviamo, diciamo o facciamo. Chi non ha soldi, resta fuori! Guarda caso non una novit. Chi non pu spendere non pu curarsi, chi non pu spendere non pu avere conoscenza del sapereQualcuno andr a cercare le parole scartate nei cassonetti dellimmondizia Naturalmente trover solo quelle insignificanti, consumate, superate dalle nuove e nulla cambier! (esce ed entra il terzo narratore)
Luciano :- Si vede che cos va il mondo: <pansa pinn-a a no compatisce quella vua
Frugolo :- Ma comme ti parli?
Marta :- Mi pare che parliate in genovese
Marco :- Questa nuova! Domitilla ci hai ripensato? Vuoi unirti a noi?
Domitilla :- E va bene solo poca tisana
Ernesto :-Bene. Vieni che ci penso io(vuota da bere e porge il bicchiere alla ragazza)
Domitilla :- Grazie Ernesto (beve) Ah buono dolce Mi sento sento che viene parola <porca vacca!>
Mara :- Porca vacca? Ma non sar una parolaccia?
Luciano :- Non possiamo vendere le pillole con delle parolacce
Marco :- Se capiter, non le pagheranno. Il viaggiatore che viene nel nostro villaggio una volta allanno, il signor Parabolica, lho sentito dire che le parolacce sono di moda e ne dicono tante anche in TV
Domitilla :- TV? Cos? Io non voglio dire parolacce
Ernesto :- Cos la TV?
SCENA IV
(detti e Parabolica)
Marco :- Tranquilli Intanto parliamo gi meglio di prima e poi noi la TV non labbiamo e a dir la verit non so nemmeno cos
Parabolica :- (entra il viaggiatore Parabolica, con una borsa) E permesso?
Marco :- Il signor Parabolica! Stavo parlando proprio di lei
Parabolica :- Ma avete cambiato la parlataCos successo? (posa la borsa)
Marta :- E successo che Marco ha scoperto la pillola delle parole
Parabolica :- (incredulo) Le pillole delle parole?... Non capisco
Luciano :- Poi vi spiegheremo
Marco :- Signor Parabola, vuole spiegarci cos la TV, a che serve e se dicono anche parolacce?
Parabolica :- Posso sedermi?
Carla :- Prego (porge una sedia)
Parabolica :- Grazie, Sono stanco, ho valicato il passo dellaquila per venire qua con questa borsa a vendere di prodotti, ma ed stata dura. Allora la TV?... Fate conto di avere davanti una delle vostre scatole, con uno schermo
Giuseppina :- Schermo?
Parabolica :- Si chiama schermo ed una specie di visore che permette di far vedere quello che viene trasmesso Informazioni, spettacoli
Domitilla :- E vero che dicono parolacce?
Parabolica :- Beh non sempre, per a dir la verit ci sono trasmissioni come <Il grande fardellodove, oltre le parolacce, ci sono episodi un po.. diciamo spinti, dove bisticciano e poi mi viene in mente anche <Lisola dei fumosi>, dove allinizio sembrano tutti amici, tutte persone per bene e poi, pi i giorni passano pi se ne dicono e fanno di tutti i colori altro che mancanza di rispetto mancanza di educazione
Sergio :- Ma quelle quelle tras tras..
Parabolica :- missioni
Sergio :- s, quelle sono tutte cos?
Danilo :- Come sono le informazioni?
Parabolica :- Una cosa alla volta. No; non sono tutte cos ci sono dei documentari che spiegano la storia, la natura, altre dove cantano, ballano, altre ancora che vengono chiamate <TV spazzatura>. Le informazioni? Quelle ci informano sulla situazione politica, ma il pi delle volte un elenco di disgrazie quanti morti per la strada, quanti accoltellamentiquanti furtiCapita anche che mentre sei a tavola che stai mangiando, ti infor- mano che c un sistema adatto per non sentire lodore della pp, o che prodotto ci vuole per pulire il gabinetto
Domitilla :- Bella roba!
Parabolica :- Cos vanno le cose Ma ci sono anche bei programmi, spot divertenti
Frugolo :- Spot?
Parabolica :- E la reclame, linformazione al pubblico di prodotti che sono in vendita
Mara :- Cos la gente compera Si potrebbe vendere le nostre pillole di parole
Parabolica :- Solo nel villaggio di Paroliamo mancano, o a quanto pare mancavano delle parole. Gli altri ne hanno fin troppe e vengono dette anche a sproposito
Carla :- Ma questa reclame divertente?
Parabolica :- Dipende dai punti di vista. Se pensate che si vede della gente che canta contenta perch Mister Bruscolo, lava bene i piatti o che corre per strada inseguendo un rotolo di carta igienica senza mai raggiungerla
Marco :- Ma non hanno di meglio?... Comunque noi vogliamo vendere soloparole belle, allegre, gentili
Parabolica :- Bravi ragazzi! Con le nuove parole anche le scuole avranno nuovi programmi di insegnamento e imparerete tante cose utili alla vita. Vi lascio alle vostre attivit
Marco :- Signor Parabolica, vuole ingoiare una nostra pillola?
Parabolica :- No, grazie.Ne ho imparate abbastanza di parole e qui mi fermo. In gamba ragazzi (esce)
TUTTI :- (a soggetto) Ciao, arrivederci, grazie
Frugolo :- Vado a chiamare gli altri amici che ci aiutino (esce)
Luciano :- Proviamo a mettere le erbe nella macchina io giro la manovella e tu guardi nel visore le parole che usciranno, pillola per pillola. Scarteremo le brutte e le getteremo nei cassonetti dellimmondizia, quelle di poco valore le venderemo a meno e quelle rare e belle le venderemo ad un prezzo pi alto
Domitilla :- Le parolacce le metter in una scatola e le seppellir
Marta :- Brava Domitilla
Marco :- (controlla dal visore) Perbacco! Oltre alla parole che appaiono, il visore d anche un numero di importanza: Questo viene bene
Ernesto :- Cos potremo suddividerle in varie categorie e segnare il prezzo da chiedere
SCENA V
(detti e altri ragazzi come Danilo Giuseppe Mariangela Sergio Carla - ecc)
Frugolo :- (entra seguito da altri ragazzi che si affiancano ai presenti per aiutarli e mentre eseguono le operazioni si sente la voce del narratore che descrive quello che sta accadendo)
Terzo narratore:- Ai nuovi entrati viene donata loro una pozione di decotto di erbe e poi tutti al lavoro. Si forma una catena di montaggio. Marco mette le erbe nellimbuto, Luciano gira la manovella, Marta legge dal visore le parole che escono dalle pillole e le passa ad Ernesto che le numera e le scrive su di un quaderno. Ogni tanto Marta passa una pillola da scartare a Domitilla che la mette in una scatola che poi seppellir o getter nei cassonetti.. Ne passa anche ad Ernesto, a Frugolo ed agli altri che man mano si aggiungono, che li suddividono immettendole nelle scatole. E un laboratorio in pieno movimento. Ad un tratto si fermano. La macchina s inceppata
Marco :- S bloccata Pazienza. S fatto anche tardi Rimandiamo a domani. Ho notato che ci sono parole rare ed altre che si pronunciano spesso Non vorrei esagerare con troppe pillole e rischiare che in paese si passasse dal parlar poco al parlar troppo
Mariangela :- (appena entrata con gli altri) Parlare con le nuove parole costa molto
Danilo :- Questa primavera si potrebbe fare una campagna con lofferta di parole a prezzo speciale
Giuseppina :- (che stava leggendo lo scritto sul quaderno) Vedo che ci sono parole che non serviranno a un granch come <ventriloquo, filodendro> si potrebbero regalare
Sergio :- Potrebbero esserci parole sfuggite dalla macchina e che volteggiano in aria
Carla :- Magnifico, cos i bambini potrebbero catturarle col retino per le farfalle
Mara :- E insegnarle ai propri genitori
Terzo narratore:- Mentre gli altri ragazzi si danno da fare a sistemare scatole con le parole, a pulire con uno straccio il macchinario, a fare scena parlando a gruppetti della scoperta, Marta e Marco scoprono il significato de <sentimento> o, se vogliamo, di <amore>
Marta :- (si avvicina a Marco e con voce come sospirata) Marco m venuta nel cuore una parola che serbo per una persona preziosa
Marco :- (che era sovra pensiero per la macchina, si gratta la nuca) Ah, s? Bene Sar contenta quella persona
Marta :- Quella parola uscita gi dalla macchina e vorrei comprarla per dedicarla a chi so io Spero non costi troppo altrimenti non potr comprarla
Marco :- (con sentimento) Ma tu sei amica mia e non ti coster nulla
Marta :- Per ora posso offrirti le parole che mi sono uscite come: <ciliegia, polvere, seggiola
Marco :- (prendendole le mani,con affetto) Anche a me sgorgata dal cuore una piacevole parola che subito non avevo compresa ma adesso guardandoti, lho capita
Marta :- Che parola era?
Marco :- <Sentimento> Quello che sento dentro per per una bella persona e poi unaltra ma mi vergogno a dirla
Marta :- Perch non la scrivi?
Marco :- Lo far Mi domando perch prima di questa scoperta non sapevo che io che tu(in evidente imbarazzo) Aspetta, te la scrivo(scrive su un foglio in grossi caratteri: TI AMO e lo mostra alla ragazza che salta al collo di Marco abbracciandolo)
TUTTI I RAGAZZI VANNO VERSO DI LORO E PARLANO A RUOTA:
Carla :- Ecco cosa succede a imparare parole nuove
Danilo :- Va a finire che nascono anche nuovi guai
Sergio :- Io io sento che mi viene da dire che <lam e a tosse se fan fto a conosce
Giuseppina::-(a Sergio)Non ho capito cosa vuol dire, per sento che una bella cosa
Domitilla :- Quante smancerie per nuove parole che non significano niente!
Frugolo :- (si avvicina a Domitilla, la prende per mano e con grazia le chiede) Tilla, vuoi che ti aiuti a seppellire le parolacce?
Domitilla :- Oh, Frugolo mi hai chiamata Tilla Suona meglio di Domitilla Ma allora tu io
Frugolo :- Si venuta anche a me una <smanceria>per te Vieni Tilla, prendiamo una scatola di parolacce e gettiamola nellimmondizia
Luciano :- (salace a Marco che teneva in silenzio le mani in quelle di Marta) Marco, se se ti sei ripreso cosa ne dici se le scatole con le parolacce da scartare le vendiamo a Parabolica, potr darle alla per la TV che le usino per alcuni programmi come quelli che ci ha raccontato?
Marco :- Credo che siano forniti gi di loro Quelle che scarteremo noi in fondo, sono ancora parole innocenti.
Ernesto :- E allora, dal momento che la macchina ferma, andiamo a vendere le nuove parole che abbiamo e proponiamo il cambiamento del nome del villaggio
Domitilla :- Che nome proponiamo?
Marco :- Ci penseremo ma adesso possiamo essere contenti Non ci sentiamo ignoranti e tristi perch酔
TUTTI :- Perch?
MARCO :- (esultando felice) Perch abbiamo scoperto che il sapere ci d gioia, allegria e se sappiamo usarlo, anche felicit
TUTTI :- (esultano
al grido di Evviva, e girano a passo svelto, o correndo adagio, attorno al
palco mentre si ode il suono del piffero di uno zampognaro, oppure facendo il
girotondo attorno a Marco e Marta, Frugolo e Domitilla, cantando questo girotondo)
A l a rionda di cucculli
(E il girotondo delle
frittelle
che a mam a lha rotto i tondi, ch la mamma ha rotto i piatti
a lha rotti recammae liha rotti ricamati,
inque sdi son costae! cinque soldi son costati!
A l a rionda di cucculli, E il girotondo delle frittelle
i etroin senza peigolli, le arance senza picciuoli
a borsetta recamm la borsetta ricamata,
scignoria sci spessi. riverisco signor farmacista.
A l a rionda de Zen E il girotondo do Gennaio
che comensa Carlev. che d inizio al Carnevale.
Carlev l z passou, Carnevale gi passato
lommo do sacco luomo del sacco
o se lha piggiu! se l pigliato!)
F I N E
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