La fabbrica delle parole

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ATTO UNICO PER RAGAZZI

DI

ENRICO SCARAVELLI

Tratto da ‚ÄúLa grande fabbrica delle parole‚ÄĚ di Agn√®s de Lestrade e Valeria Docampo

 

PERSONAGGI ED INTERPRETI:

1) Primo narratore

2) Secondo narratore

3) Terzo narratore

4) Marco

5) Luciano

6) Marta

7) Giacomo

8) Domitilla

9) Ernesto

10)Frugolo

11)Carla

12)Danilo

13)Giuseppina

14)Sergio

15)Mara

16)Altri eventuali

ATTO UNICO

SCENA I

(Sul fondale si vedono vette di montagne che circondano una valle. Uno strano macchinario è nascosto da un telo. Un tavolino, un armadietto con alcuni bicchieri (otto almeno). In scena, ai lati, vi sono tre narratori, o speaker con un leggio sopra il quale ci sono le battute. All’apertura del sipario si sente una musica proveniente dallo zufolo di un invisibile pastore di pecore. Al cessare delle note inizia a raccontare il primo narratore)

Primo narratore:- ‚ÄúDovete sapere che nella valle del Silenzio nascosta da alte vette, c‚Äô√® il villaggio di Paroliamo. Assomiglia molto al paese isolato di San-gry-l√†‚ÄĚ di un famoso film; proprio cos√¨ e questo perch√© fin dagli anni della disinformazione, era stato impedito loro di conoscere altre parole e di accedere al sapere. Avevano nel repertorio linguistico solo poche parole‚ĶSe ci passate il termine diremo che‚Ķ‚ÄĚParolavano‚ÄĚ

Secondo narratore:- ‚ÄúA quanto ci √® stato riferito dai rari viaggiatori provenienti da oltre vette e tollerati in paese, il villaggio aveva anticamente il nome di Malparola, ¬†diciamo‚Ķ in onore delle lingue lunghe dei vecchi abitanti che parlavano troppo, parlavano a sproposito e spettegolavano su tutto e su tutti, senza rispetto l‚Äôuno verso l‚Äôaltro‚ÄĚ

Terzo narratore:- ‚ÄúFu cos√¨ che, vuoi per magia, vuoi perch√© cos√¨ era scritto fin dalla notte dei tempi, agli abitanti del villaggio <Paroliamo>, furono tolti innumerevoli vocaboli, lasciando loro soltanto, la conoscenza dei pochi indispensabili, necessari, telegrafici, tanto per farsi capire. La scuola arrivava fino alla terza elementare, non avendo a disposizione che poche parole da imparare‚ÄĚ

Primo narratore:- ‚ÄúAnche l‚Äôaritmetica era ridotta alla conoscenza delle sole quat¬≠tro operazioni. Non avendo quindi modo di apprendere, perch√© mancavano loro termini da cui trarre vitalit√†, gioia e perch√© no,¬† anche sofferenza, la vita scorreva monotona, grigia, noiosa. Mancava, diciamo, il materiale, l‚Äôargomento, la capacit√† e l‚Äôesperienza per poter conversare su che cosa e sul perch√©‚ÄĚ

Secondo narratore:- ‚ÄúUn giorno, Marco, un ragazzo intraprendente che aveva terminato con profitto la terza elementare, and√≤ nel bosco della valle del Silenzio con la nonna a raccogliere delle erbe curative‚ÄĚ

Terzo narratore:- ‚ÄúLa nonna di Marco, non aveva potuto andare a scuola e pur non sapendo n√© leggere, n√© scrivere conosceva, per esperienza e per l‚Äôinse- gnamento avuto a sua volta dai propri genitori, tutti i tipi di erbe curative della valle e ne faceva dei decotti che servivano per tutte le magagne del corpo‚ÄĚ

Primo narratore: ‚ÄúMarco, curioso come una scimmia, bevve un decotto fatto con un miscuglio di erbe che scelse a caso, senza sapere cosa poteva accadere. Poco dopo si sent√¨ il cervello in subbuglio‚ÄĚ

SCENA II

(narratori - Marco - Marta)

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (entra lentamente con in mano un bicchiere ed una bottiglia. Parla con le poche parole che sa. Si siede) ‚ÄúMale testa‚Ķ perch√©? Io ingoiato questo decotto erba per male testa e testa friggere‚Ķ‚ÄĚ

Primo narratore:- ‚ÄúIl decotto bevuto da Marco lo scombussola e ad un tratto il ragazzo pronuncia, stupito, una parola nuova, della quale non conosce il significato‚ÄĚ

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (si alza e come stranito pronuncia una parola) ‚ÄúMi viene parola‚Ķ nuova‚Ķ <A‚Ķama‚Ķre‚Ķ Amare‚Ķ? Mai sentita‚Ķ che √® amare?... Forse <non dolci> ma amare. Colpa di erba cotta‚Ķ o meglio‚Ķ erba bene‚Ķ (beve un altro sorso e resta in breve attesa. Ad un tratto, come in trance, pronuncia un‚Äôaltra parola) ‚ÄúSenti‚Ķ sentimento‚Ķ Sentimento? (si tocca il mento e perplesso‚Ķ) ‚ÄúIo non <sento> mento‚Ķ io <tocco mento>. Non capire‚Ķ Per√≤ decotto erbe fa uscire nuove parole‚Ķ‚ÄĚ

Secondo narratore:- ‚ÄúCome fosse stato illuminato, Marco si dette una manata sulla fronte, intu√¨ che quelle erbe avrebbero portato parole nuove arricchendo il vocabolario, la parlata, il dialogo con gli amici e la gente; sprizz√≤ di contentezza‚ÄĚ

Secondo e terzo narratore:-  (escono di scena. Rimane il primo narratore)

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (chiama Marta) ‚ÄúMarta, vieni che ti faccio vedere cos‚Äôho scoperto‚ÄĚ

Marta¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (entra) ‚ÄúTu dici parole come‚Ķ <che ti faccio vedere> e non <tu vedere>.. e anche <scoperta>‚Ķ cosa √®?‚ÄĚ

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (soddisfatto, prende la bottiglia e versa della tisana nel bicchiere che offre alla fanciulla) ‚ÄúBevi‚ÄĚ

Marta¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúNon sete io‚ÄĚ

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (mima che berr√† prima lui ed esegue; poi porge il bicchiere a Marta) ‚ÄúBevi e capirai‚ÄĚ

Marta¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (beve) ‚ÄúBuono (beve ancora un sorso e poi pronuncia una parola nuova) Fantastico‚Ķ fantastico? (stupita guarda Marco) Marco! Ho detto <fantastico> ¬†Che bella parola nuova‚Ķ ma allora quella pozione‚Ķ quelle erbe‚Ķ‚ÄĚ

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúEvviva Marta, anche tu parli meglio‚Ķ Sono le erbe della nonna, me ne ha date tante per fare delle tisane, ma io ne ho‚Ķ spre‚Ķ spremute alcune e‚Ķ‚ÄĚ

Marta¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúS√¨, bello.. <spremute>‚Ķ una nuova parola‚Ķ. Vai avanti‚ÄĚ

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (toglie il telo che copriva un macchinario che sembrava un recipiente con sopra un grosso imbuto ed a fianco una manovella) ‚ÄúMarta, vai a chiamare Luciano e gli altri‚Ķ m‚Äô√® venuta un‚Äôidea!‚ÄĚ

Marta¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúCome parli bene Marco‚Ķ‚ÄĚ

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúAnche tu‚Ķ Dai, beviamone ancora‚ÄĚ (bevono)

Primo narratore:- “Dopo aver sorseggiato, Marta esce di scena. Nel frattempo Marco mette nel grosso imbuto delle erbe dopo averle controllate)

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúLe piger√≤ in questo torchio‚Ķ Toh! Un‚Äôaltra parola nuova: <piger√≤>‚Ķ Interessante. Provo una sensazione piacevole‚Ķ Sono proprio contento‚Ķ Non sapevo che si poteva essere contenti con delle parole nuove‚Ķ Trasformer√≤ queste erbe in pillole delle parole e far√≤ tanti soldi‚ÄĚ

 

SCENA III

(Detti ‚Äď Luciano ‚Äď Domitilla ‚Äď Marta ‚Äď Giacomo ‚Äď Ernesto ‚Äď Frugolo)

(entrano tutti e si avvicinano a Marco)

Primo narratore:- “I ragazzi entrano senza entusiasmo, un po’ apatici, così com’e- rano abituati, non conoscendo comportamenti diversi)

Marta¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúEcco gli amici Marco‚ÄĚ

Luciano¬†¬†¬†¬†¬† :- (a Marco) ‚ÄúPerch√© chiamato noi?‚ÄĚ

Marta¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (spiega) ‚ÄúMarco ha fatto una grande scoperta‚Ķ‚ÄĚ

Domitilla¬†¬†¬† :- ‚ÄúMa come parlare? Cos‚Äô√® <scoperta>?‚ÄĚ

Giacomo¬†¬†¬† :- ‚ÄúVuole dire‚Ķ levato coperta da letto‚ÄĚ

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (prende dei bicchieri dal cassetto, li posa su un tavolino e versa da bere, parlando nel frattempo) ‚ÄúOgnuno di voi berr√† una pozione della mia tisana e poi‚Ķ poi ne parleremo‚ÄĚ

Ernesto¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (sorpreso) ¬†‚ÄúCome parlare tu?... Cosa sono parole nuove?..‚ÄĚ

Frugolo¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúDove hai trovate?‚ÄĚ

Marta¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúBevete. Io l‚Äôho gi√† fatto e bevo ancora con voi questa volta‚ÄĚ

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúArriveranno parole nuove per tutti‚ÄĚ

Domitilla¬†¬†¬† :- ‚ÄúIo non bere‚Ķ Non sete‚Ķ‚ÄĚ (come indispettita, mette le braccia conserte e si allontana andandosi a sedere lontano dagli altri)

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúCome vuoi‚Ķ Se cambierai idea sono a tua disposizione‚ÄĚ

Domitilla¬†¬†¬† :- ‚ÄúTu non pi√Ļ Marco‚Ķ Tu non parlare come Marco prima‚Ķ Prima facile capire ora no pi√Ļ facile. Io no bere!‚ÄĚ

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúSe il progetto va bene cambieremo anche il nome del villaggio e non si chiamer√† pi√Ļ Paroliamo‚Ķ‚ÄĚ

Frugolo¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúE come lo chiameremo?‚ÄĚ

Marta¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúPropongo di fare un referendum fra la gente del villaggio, che allora avr√† imparato ad esprimersi con le nuove parole che ci mancavano‚ÄĚ

Domitilla¬†¬†¬† :- ‚ÄúCosa √® <referendum?>‚ÄĚ

Ernesto¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúBevi e lo saprai‚ÄĚ

Primo narratore:- ‚ÄúTutti bevvero, tranne Domitilla, senza dire n√© prosit, n√© cincin perch√© ancora non erano arrivate queste parole‚ÄĚ(esce di scena ed entra il secondo narratore)

Luciano¬†¬†¬†¬†¬† :- (che, come gli altri, ha bevuto, posa il bicchiere) ‚ÄúBuono‚Ķ ancora‚ÄĚ

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúCi penso io‚Ķ Altri vogliono bere ancora un poco?‚ÄĚ

Giacomo¬†¬†¬† : ‚ÄúSento testa friggere‚Ķ Tisana buona‚Ķ Bere ancora‚Ķ‚ÄĚ

TUTTI       :- (tranne Domitilla, alzano la mano e Marco versa)

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (guarda controluce la bottiglia e gli esce la frase in genovese) ‚ÄúNo ghe n‚Äô√® tosto ci√Ļ‚ÄĚ

TUTTI¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (lo guardano stupiti) ‚ÄúEh‚Ķ?‚ÄĚ

Mara¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúMa stai parlando in lingua ligure!(meravigliata) Oh‚Ķ ma come ho fatto a capire che √® lingua ligure?... E come parlo adesso?‚ÄĚ

Domitilla¬†¬†¬† :- ‚ÄúEssere stregoneria‚Ķ Non bene!‚ÄĚ

Mara¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúSe questa √® stregoneria √® una bella stregoneria‚Ķ Mi sembra di sentirmi meglio‚Ķ appagata‚Ķ Oh! Che parola strana‚Ķ‚ÄĚ

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúVoglio spiegarvi com‚Äô√® accaduta la vicenda‚ÄĚ (lo si vede spiegare, non udito dal pubblico)

Secondo narratore:- “Marco si accinge a spiegare come è arrivato a questa scoperta e mentre racconta c’è stupore fra gli amici. Solo Domitilla sembra contraria… ma adesso che ha visto i risultati dai quali si è, al momento, esclusa, sembra ripensarci)

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (parlando agli amici) ‚ÄúCol vostro aiuto, andremo a raccogliere questo tipo di erbe che ho messo nell‚Äôimbuto. Azioneremo la manovella, faremo bollire dell‚Äôacqua e fabbricheremo delle pillole con le parole nuove che non abbiamo. Allargheremo la nostra conoscenza e non ci sentiremo pi√Ļ isolati. Guadagneremo dei bei soldi‚ÄĚ

Frugolo¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚Äú<Ciarabaccole>! Oh‚Ķ che strana parola m‚Äô√® uscita‚Ķ Cosa vorr√† dire?‚ÄĚ

Giacomo¬†¬†¬† :- ‚ÄúE bravo Frugolo. Parli <forbito> adesso? (si stupisce) Oh, Marco‚Ķ m‚Äô√® uscita questa parola nuova‚Ķ forbito>, ma allora la tua idea‚Ķ‚ÄĚ

Mara¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúFunziona! Parliamo meglio tutti quanti‚Ķ‚ÄĚ

Domitilla¬†¬†¬† :- (diffidente) ‚ÄúStregoneria‚Ķ non buona cosa!‚ÄĚ

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúFabbricheremo molte pillole per tutto il villaggio che imparer√† le parole nuove‚ÄĚ

Marta¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúMa come facciamo a sapere quali parole usciranno dalle pillole che fabbricheremo?.. E a che prezzo pensiamo di venderle?‚ÄĚ

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúBeh‚Ķ questo non lo so‚Ķ Ognuno di noi ha detto parole diverse, non so da che cosa dipende‚Ķ‚ÄĚ

Frugolo¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúSe ci sono parole di poco peso, poco necessarie come quella che m‚Äô√® uscita: <ciarabaccole>, non puoi chiedere un prezzo esoso‚Ķ Esoso?... Quanto coster√† una pillola con <esoso?>‚ÄĚ

Luciano      :- “Stabiliremo un prezzo base… “

Mara¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúChe bel parlare che hai adesso Luciano‚Ķ‚ÄĚ

Ernesto¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúOh, quante smancerie‚Ķ Eh? Ho detto‚Ķ <smancerie>? Marco questa dovrebbe costare parecchio‚Ķ‚ÄĚ

Luciano¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúStavo dicendo che possiamo stabilire un prezzo base, poi per chi ha avuto parole belle e interessanti e vorr√† altre pillole, alzeremo il prezzo‚ÄĚ

Domitilla¬†¬†¬† :- ‚ÄúE chi no ha soldi?‚ÄĚ

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúSi tratta di fare affari. E per fare affari ci vogliono soldi. Chi non pu√≤ pagare non pu√≤ avere‚ÄĚ

Ernesto¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúNon mi sembra giusto che chi non pu√≤ rimanga nell‚Äô<ignoranza>‚ÄĚ

Mara¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúIgnoranza? Bravo Ernesto: un‚Äôaltra bella parola‚ÄĚ

Marta¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúPerch√© non scriviamo le parole nuove su un quaderno?‚Ķ Potremo insegnarle a chi non le sa‚ÄĚ

Luciano¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúL‚Äôidea √® buona ma‚Ķ non fa cassa. Prima vendiamo il pi√Ļ possibile, poi quando il mercato √® <saturo>, faremo delle donazioni a quelli che sono rimasti esclusi‚ÄĚ

Frugolo¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúSaturo? Mi sa che stanno uscendo troppe parole nuove e rischiamo di riempiremo i cervelli di tutto il villaggio creando confusione‚Ķ e dopo?‚ÄĚ

Luciano¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúDopo ci penseremo. Adesso mettiamoci al lavoro. <Il tempo √® denaro!>. Toh! E da dove m‚Äô√® uscita questa?‚ÄĚ

Ernesto¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúPer√≤ torno a dire che non mi sembra giusto favorire solo chi ha soldi e lasciare esclusi dal sapere quelli che non possono‚ÄĚ

Secondo narratore:- ‚ÄúGi√†‚Ķ non sembra giusto‚Ķ Anzi: non √® giusto. Dice bene Ernesto. C‚Äô√® sempre un per√≤ in quello che scriviamo, diciamo o facciamo. Chi non ha soldi, resta fuori! Guarda caso non √® una novit√†. Chi non pu√≤ spendere non pu√≤ curarsi, chi non pu√≤ spendere non pu√≤ avere conoscenza del sapere‚ĶQualcuno andr√† a cercare le parole scartate nei cassonetti dell‚Äôimmondizia‚Ķ Naturalmente trover√† solo quelle insignificanti, consumate, superate dalle nuove e nulla cambier√†!‚ÄĚ (esce ed entra il terzo narratore)

Luciano¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúSi vede che cos√¨ va il mondo: <pansa pinn-a a no compatisce quella v√™ua‚ÄĚ

Frugolo¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúMa comme ti parli?‚ÄĚ

Marta¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúMi pare che parliate in genovese‚ÄĚ

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúQuesta √® nuova! Domitilla‚Ķ ci hai ripensato? Vuoi unirti a noi?‚ÄĚ

Domitilla¬†¬†¬† :- ‚ÄúE va bene‚Ķ solo poca tisana‚ÄĚ

Ernesto¬†¬†¬†¬†¬†¬† :-‚ÄúBene. Vieni che ci penso io‚ÄĚ(vuota da bere e porge il bicchiere alla ragazza)

Domitilla¬†¬†¬† :- ‚ÄúGrazie Ernesto (beve) ‚ÄúAh‚Ķ buono‚Ķ dolce‚Ķ Mi sento‚Ķ sento che viene parola‚Ķ <porca vacca!>‚ÄĚ

Mara¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúPorca vacca? Ma‚Ķ non sar√† una parolaccia?‚ÄĚ

Luciano¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúNon possiamo vendere le pillole con delle parolacce‚ÄĚ

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúSe capiter√†, non le pagheranno. Il viaggiatore che viene nel nostro villaggio una volta all‚Äôanno, il signor Parabolica, l‚Äôho sentito dire che le parolacce sono di moda e ne dicono tante anche in TV‚ÄĚ

Domitilla¬†¬†¬† :- ‚ÄúTV? Cos‚Äô√®? Io non voglio dire parolacce‚ÄĚ

Ernesto¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúCos‚Äô√® la TV?‚ÄĚ

SCENA IV

(detti e Parabolica)

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúTranquilli‚Ķ Intanto parliamo gi√† meglio di prima e poi noi la TV non l‚Äôabbiamo e a dir la verit√† non so nemmeno cos‚Äô√®‚ÄĚ

Parabolica¬† :- (entra il viaggiatore Parabolica, con una borsa) ‚ÄúE‚Äô permesso?‚ÄĚ

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúIl signor Parabolica! Stavo parlando proprio di lei‚ÄĚ

Parabolica¬† :- ‚ÄúMa‚Ķ avete cambiato la parlata‚ĶCos‚Äô√® successo?‚ÄĚ (posa la borsa)

Marta¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúE‚Äô successo che Marco ha scoperto la pillola delle parole‚ÄĚ

Parabolica¬† :- (incredulo) ‚ÄúLe pillole delle parole?... Non capisco‚ÄĚ

Luciano¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúPoi vi spiegheremo‚ÄĚ

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúSignor Parabola, vuole spiegarci cos‚Äô√® la TV, a che serve e se dicono anche parolacce?‚ÄĚ

Parabolica¬† :- ‚ÄúPosso sedermi?‚ÄĚ

Carla¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúPrego‚ÄĚ (porge una sedia)

Parabolica¬† :- ‚ÄúGrazie, Sono stanco, ho valicato il passo dell‚Äôaquila per venire qua con questa borsa a vendere di prodotti, ma ed √® stata dura. Allora‚Ķ la TV?... Fate conto di avere davanti una delle vostre scatole, con uno schermo‚Ķ‚ÄĚ

Giuseppina :- ‚ÄúSchermo?‚ÄĚ

Parabolica¬† :- ‚ÄúSi chiama schermo ed √® una specie di visore che permette di far vedere quello che viene trasmesso‚Ķ Informazioni, spettacoli‚Ķ‚ÄĚ

Domitilla¬†¬†¬† :- ‚ÄúE‚Äô vero che dicono parolacce?‚ÄĚ

Parabolica¬† :- ‚ÄúBeh‚Ķ non sempre, per√≤ a dir la verit√† ci sono trasmissioni come <Il grande fardello‚ÄĚdove, oltre le parolacce, ci sono episodi un po‚Äô.. diciamo spinti, dove bisticciano ‚Ķe poi mi viene in mente anche <L‚Äôisola dei fumosi>, dove all‚Äôinizio sembrano tutti amici, tutte persone per bene e poi, pi√Ļ i giorni passano pi√Ļ se ne dicono e fanno di tutti i colori‚Ķ altro che mancanza di rispetto‚Ķ √® mancanza di educazione‚ÄĚ

Sergio¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúMa‚Ķ quelle‚Ķ quelle tras‚Ķ tras..‚ÄĚ

Parabolica¬† :- ‚Äú‚Ķmissioni‚Ķ‚ÄĚ

Sergio¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚Äú‚Ķ s√¨, quelle‚Ķ sono tutte cos√¨?‚ÄĚ

Danilo¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúCome sono le informazioni?‚ÄĚ

Parabolica¬† :- ‚ÄúUna cosa alla volta. No; non sono tutte cos√¨‚Ķ ci sono dei documentari che spiegano la storia, la natura, altre dove cantano, ballano, altre ancora che vengono chiamate <TV spazzatura>. Le informazioni? Quelle ci informano sulla situazione politica, ma il pi√Ļ delle volte √® un elenco di disgrazie‚Ķ quanti morti per la strada, quanti accoltellamenti‚Ķquanti furti‚ĶCapita anche che mentre sei a tavola che stai mangiando, ti infor- mano che c‚Äô√® un sistema adatto per non sentire l‚Äôodore della p√¨p√¨, o che prodotto ci vuole per pulire il gabinetto‚ÄĚ

Domitilla¬†¬†¬† :- ‚ÄúBella roba!‚ÄĚ

Parabolica¬† :- ‚ÄúCos√¨ vanno le cose‚Ķ Ma ci sono anche bei programmi, spot divertenti‚ÄĚ

Frugolo¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúSpot?‚ÄĚ

Parabolica¬† :- ‚ÄúE‚Äô la reclame, l‚Äôinformazione al pubblico di prodotti che sono in vendita‚ÄĚ

Mara¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúCos√¨ la gente compera‚Ķ Si potrebbe vendere le nostre pillole di parole‚ÄĚ

Parabolica¬† :- ‚ÄúSolo nel villaggio di Paroliamo mancano, o a quanto pare‚Ķ mancavano delle parole. Gli altri ne hanno fin troppe e vengono dette anche a sproposito‚ÄĚ

Carla¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúMa questa reclame‚Ķ √® divertente?‚ÄĚ

Parabolica¬† :- ‚ÄúDipende dai punti di vista. Se pensate che si vede della gente che canta contenta perch√© Mister Bruscolo, lava bene i piatti o che corre per strada inseguendo un rotolo di carta igienica‚Ķ senza mai raggiungerla‚Ķ‚ÄĚ

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúMa non hanno di meglio?... Comunque noi vogliamo vendere soloparole belle, allegre, gentili‚Ķ‚ÄĚ

Parabolica¬† :- ‚ÄúBravi ragazzi! Con le nuove parole anche le scuole avranno nuovi programmi di insegnamento e imparerete tante cose utili alla vita. Vi lascio alle vostre attivit√†‚ÄĚ

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúSignor Parabolica, vuole ingoiare una nostra pillola?‚ÄĚ

Parabolica¬† :- ‚ÄúNo, grazie‚Ķ.Ne ho imparate abbastanza di parole e qui mi fermo. In gamba ragazzi‚ÄĚ (esce)

TUTTI¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (a soggetto) ¬†‚ÄúCiao, arrivederci, grazie‚Ķ‚ÄĚ

Frugolo¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúVado a chiamare gli altri amici che ci aiutino‚ÄĚ (esce)

Luciano¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúProviamo a mettere le erbe nella macchina‚Ķ io giro la manovella e tu guardi nel visore le parole che usciranno, pillola per pillola. Scarteremo le brutte e le getteremo nei cassonetti dell‚Äôimmondizia, quelle di poco valore le venderemo a meno e quelle rare e belle le venderemo ad un prezzo pi√Ļ alto‚ÄĚ

Domitilla¬†¬†¬† :- ‚ÄúLe parolacce le metter√≤ in una scatola e le seppellir√≤‚ÄĚ

Marta¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúBrava Domitilla‚ÄĚ

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (controlla dal visore) ‚ÄúPerbacco! Oltre alla parole che appaiono, il visore d√† anche un numero di importanza: Questo viene bene‚ÄĚ

Ernesto¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúCos√¨ potremo suddividerle in varie categorie e segnare il prezzo da chiedere‚ÄĚ

SCENA V

(detti e altri ragazzi come Danilo ‚Äď Giuseppe ‚Äď Mariangela ‚Äď Sergio ‚Äď Carla - ecc)

Frugolo      :- (entra seguito da altri ragazzi che si affiancano ai presenti per aiutarli e mentre eseguono le operazioni si sente la voce del narratore che descrive quello che sta accadendo)

Terzo narratore:- ‚ÄúAi nuovi entrati viene donata loro una pozione di decotto di erbe e poi tutti al lavoro. Si forma una catena di montaggio. Marco mette le erbe nell‚Äôimbuto, Luciano gira la manovella, Marta legge dal visore le parole che escono dalle pillole e le passa ad Ernesto che le numera e le scrive su di un quaderno. Ogni tanto Marta passa una pillola da scartare a Domitilla che la mette in una scatola che poi seppellir√† o getter√† nei cassonetti.. Ne passa anche ad Ernesto, a Frugolo ed agli altri che man mano si aggiungono, che li suddividono immettendole nelle scatole. E‚Äô un laboratorio in pieno movimento. Ad un tratto si fermano. La macchina s‚Äô√® inceppata‚ÄĚ

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúS‚Äô√® bloccata‚Ķ Pazienza. S‚Äô√® fatto anche tardi‚Ķ Rimandiamo a domani. Ho notato che ci sono parole rare ed altre che si pronunciano spesso‚Ķ Non vorrei esagerare con troppe pillole ¬†e rischiare che in paese si passasse dal parlar poco al parlar troppo‚Ķ‚ÄĚ

Mariangela¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (appena entrata con gli altri) ‚ÄúParlare con le nuove parole costa molto‚ÄĚ

Danilo¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúQuesta primavera si potrebbe fare una campagna con l‚Äôofferta di parole a prezzo speciale‚ÄĚ

Giuseppina :- (che stava leggendo lo scritto sul quaderno) ‚ÄúVedo che ci sono parole che non serviranno a un granch√©‚Ķ come <ventriloquo, filodendro>‚Ķ si potrebbero regalare‚Ķ‚ÄĚ

Sergio¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúPotrebbero esserci parole sfuggite dalla macchina e che volteggiano in aria‚ÄĚ

Carla¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúMagnifico, cos√¨ i bambini potrebbero catturarle col retino per le farfalle‚ÄĚ

Mara¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúE insegnarle ai propri genitori‚ÄĚ

Terzo narratore:- ‚ÄúMentre gli altri ragazzi si danno da fare a sistemare scatole con le parole, a pulire con uno straccio il macchinario, a fare scena parlando a gruppetti della scoperta, Marta e Marco‚Ķ scoprono il significato de <sentimento> o, se vogliamo, di <amore>‚ÄĚ

Marta¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (si avvicina a Marco e con voce come sospirata) ‚ÄúMarco‚Ķ m‚Äô√® venuta nel cuore una parola che serbo per una persona preziosa‚ÄĚ

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (che era sovra pensiero per la macchina, si gratta la nuca) ‚ÄúAh, s√¨? Bene‚Ķ Sar√† contenta quella persona‚Ķ‚ÄĚ

Marta¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúQuella parola √® uscita gi√† dalla macchina e vorrei comprarla per dedicarla a chi so io‚Ķ Spero non costi troppo altrimenti non potr√≤ comprarla‚ÄĚ

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (con sentimento) ‚ÄúMa tu‚Ķ sei amica mia e‚Ķ non ti coster√† nulla‚ÄĚ

Marta¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúPer ora posso offrirti le parole che mi sono uscite come: <ciliegia, polvere, seggiola‚ÄĚ

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (prendendole le mani,con affetto) ‚ÄúAnche a me √® sgorgata dal cuore una piacevole parola che subito non avevo compresa‚Ķ ma adesso guardandoti, l‚Äôho capita‚ÄĚ

Marta¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúChe parola era?‚ÄĚ

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚Äú<Sentimento>‚Ķ Quello che sento dentro per‚Ķ per una bella persona‚Ķ e poi un‚Äôaltra‚Ķ ma mi vergogno a dirla‚Ķ‚ÄĚ

Marta¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúPerch√© non la scrivi?‚ÄĚ

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúLo far√≤‚Ķ Mi domando perch√© prima di questa scoperta non sapevo che¬† io‚Ķ ¬†che tu‚Ķ(in evidente imbarazzo) Aspetta, te la scrivo‚ÄĚ(scrive su un foglio in grossi caratteri: ‚ÄúTI AMO‚ÄĚ e lo mostra alla ragazza che salta al collo di Marco abbracciandolo)

                     TUTTI I RAGAZZI VANNO VERSO DI LORO E PARLANO A RUOTA:

Carla¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúEcco cosa succede a imparare parole nuove‚ÄĚ

Danilo¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúVa a finire che nascono anche nuovi guai‚ÄĚ

Sergio¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúIo‚Ķ io‚Ķ sento che mi viene da dire che <l‚Äôam√ī e a tosse se fan f√Įto a conosce‚ÄĚ

Giuseppina::-(a Sergio)‚ÄúNon ho capito cosa vuol dire, per√≤ sento che √® una bella cosa‚ÄĚ

Domitilla¬†¬†¬† :- ‚ÄúQuante smancerie per nuove parole che non significano niente!‚ÄĚ

Frugolo¬†¬†¬†¬†¬† :- (si avvicina a Domitilla, la prende per mano e con grazia le chiede) ‚ÄúTilla, vuoi che ti aiuti a seppellire le parolacce?‚ÄĚ

Domitilla¬†¬†¬† :- ‚ÄúOh, Frugolo‚Ķ mi hai chiamata Tilla‚Ķ Suona meglio di Domitilla‚Ķ Ma‚Ķ allora‚Ķ tu‚Ķ io‚Ķ‚ÄĚ

Frugolo¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúSi‚Ķ √® venuta anche a me una <smanceria>‚Ķper te‚Ķ Vieni Tilla, prendiamo una scatola di parolacce e gettiamola nell‚Äôimmondizia‚ÄĚ

Luciano¬†¬†¬†¬†¬† :- (salace a Marco che teneva in silenzio le mani in quelle di Marta) ‚ÄúMarco, se ‚Ķ se ti sei ripreso ‚Ķ cosa ne dici se le scatole con le parolacce da scartare le vendiamo a Parabolica, potr√† darle alla per la TV che le usino per alcuni programmi come quelli che ci ha raccontato?‚ÄĚ

Marco        :- “Credo che siano forniti già di loro… Quelle che scarteremo noi in fondo, sono ancora parole innocenti.

Ernesto¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúE allora, dal momento che la macchina √® ferma, andiamo a vendere le nuove parole che abbiamo e proponiamo il cambiamento del nome del villaggio‚ÄĚ

Domitilla¬†¬†¬† :- ‚ÄúChe nome proponiamo?‚ÄĚ

Marco¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúCi penseremo‚Ķ ma adesso possiamo essere contenti‚Ķ Non ci sentiamo ignoranti e tristi perch√©‚Ķ‚ÄĚ

TUTTI ¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúPerch√©?‚ÄĚ

MARCO¬†¬†¬† :- (esultando felice) ‚ÄúPerch√© abbiamo scoperto che il sapere ci d√† gioia, allegria e se sappiamo usarlo, anche felicit√†‚ÄĚ

TUTTI       :- (esultano al grido di Evviva, e girano a passo svelto, o correndo adagio, attorno al palco mentre si ode il suono del piffero di uno zampognaro, oppure facendo il girotondo attorno a Marco e Marta, Frugolo e Domitilla, cantando questo girotondo)
‚ÄĚA l‚Äô√®‚Äô a rionda di cucculli¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (E‚Äô il girotondo delle frittelle

                     che a mamà a l’ha rotto i tondi,          ché la mamma ha rotto i piatti

a l’ha rotti recammae                            liha rotti ricamati,

                   çinque södi son costae!                        cinque soldi son costati! 

                   A l’è a rionda di cucculli,                    E’ il girotondo delle frittelle

                   i çetroin senza peigolli,                         le arance senza picciuoli 

                   a borsetta recammà                              la borsetta ricamata,

                   scignoria sciò spessià.                          riverisco signor farmacista. 

A l‚Äô√® a rionda de Zen√ʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† E‚Äô il girotondo do Gennaio

che comensa  Carlevà.                          che dà inizio al Carnevale.          

Carlevà l’è zà passou,                            Carnevale è già passato

l’ommo do sacco                                    l’uomo del sacco

 o se l’ha piggiòu!                                   se l’è pigliato!) 

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