La famiglia Gambarotta

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LA FAMIGLIA GAMBAROTTA

LA FAMIGLIA GAMBAROTTA

TRE ATTI

                                  

di

ENRICO SCARAVELLI

                           Personaggi:

                          Candida GAMBAROTTA      -               donna di casa

                          Felice     GAMBAROTTA      -               marito di Candida

                          Andrea   GAMBAROTTA      -               il figlio - studente

                          NUNZIATA                            -               vicina di casa

                          VERONICA                           -               vicina di casa

                          Gavino PODDU                      -               studente

                          CONSOLATA                         -               mamma di Candida

                          SANTO                                   -               erbivendolo

                          SABRINA                               -               nipote di Candida

                          RANFETTI                             -                l'amministratore

                          GRAZIELLA                          -                fidanzata di Andrea

                         In casa di Felice Gambarotta ai tempi nostri

                                                        ATTO PRIMO

                                     

Interno di una sala di casa modesta. Un tavolo con sedie alla sinistra;  due poltrone, o un divanetto con paralume al lato opposto, accanto al quale c'è un tavolino con telefono: Finestra sul fondo accanto allo slargo che funge da entrata dall'esterno. Ai lati: Porta che conduce allo studio e alle camere a destra; due porte a sinistra, una va alla toilette e l'altra al cucinino: Volendo il cucinino si può trovare sulla sinistra del fondale.

                                                                   SCENA I

                                              (Candida - Veronica - Nunziata)

CANDIDA     :- (sulla cinquantina, in compagnia di Veronica e Nunziata, coetanee. Queste due vestite di scuro. Sono sedute sul divano che sferruzzano a maglia. Candida, seduta su di una sedia accanto alle amiche, mostra il proprio 'lavoro') "Mi sembra che venga bene"

NUNZIATA    :- (che teme di essere tagliata fuori dalla conversazione, mostra a sua volta il proprio lavoro) "Anche il mio non viene male.. cosa vi pare?"

VERONICA    :- (che ha compreso il timore dell'amica) "Ma si capisce.. anche il tuo vien bene.. non ti agitare"

CANDIDA     :- ( allunga il collo per vedere) "Eh, sì.. però qui.." (segna) "Ci sono due punti di troppo"

NUNZIATA    :- (sottraendo il lavoro con malagrazia) "Adesso li conto.. Vedremo se ci crescono..!"

CANDIDA      :- (scrolla il capo sorridendo, con compatimento e riprende il proprio dire) "E così, come vi stavo dicendo, il mio Felice andrà finalmente in pensione"

NUNZIATA    :- (intenta a contare i punti a maglia) "Hai ragione"

CANDIDA      :- "Perché va in pensione?"

NUNZIATA    :- "I punti.. ce ne crescono un paio.. ora li calo" (procede)

CANDIDA      :- (mentre le altre proseguono a sferruzzare, si ferma guardandosi attorno) " Ci sono tanti di quei lavori da fare qui dentro.."

VERONICA    :- "Eh.. ma ora che l'avrai in casa, vedrai che si passera il tempo e ci darà una botta"

NUNZIATA    :- (distratta, alza il busto con giovanile intenzione) "A chi?"

VERONICA    :- "Datti una calmata.. Parlavamo di Felice che una volta in pensione darà una botta alla casa.. ai lavori.."(scuote il capo all'amica che ha sempre la testa fra le nuvole)

CANDIDA      :- (sorridendo a Nunziata) "Sei sempre distratta.. ma a cosa pensi ..?"

VERONICA   :- (ironica) "Mah.. forse all'erbivendolo.. al verduraio"

NUNZIATA   :- (con noncuranza) "Io a quel fruttarolo?.. A parte il fatto che non mi interessa per niente.. io, nel mio cuore.." (sospirone) "Ho sempre il mio Adolfo.." (con cercato.. magone) "Poverino.. gli piaceva tanto la musica.. mi suonava sempre il mandolino.."

VERONICA    :- (con aria assorta) "E a me.. la chitarra.."

NUNZIATA    :- (scattando) "Chi?.. Adolfo?"

VERONICA    :- "Macché Adolfo.. parlo del mio secondo marito.. Giorgio.." (con gli occhi al cielo sospira)

CANDIDA      :- (con sottile ironia) "Magari fossero ancora qui.. a farvi quelle serenate. Eh?"

NUNZIATA e VERONICA:- (sospirando all'unisono) "Eh..!"

NUNZIATA    :- (con severità, quasi emettesse un giudizio) "E invece.. se n'è andato.. così.."

VERONICA   :- "Erano ottimi amici.." (con teatralità) "Si facevano tanta compagnia.."

CANDIDA     :- "Beh.. se è per quello.."(guardando al cielo) ".. se ne faranno ancora"

VERONICA   :- (con sussiego) "Ma dico!"

CANDIDA     :- (in imbarazzo) "Ma dicevo così.. tanto per dire.." (a Nunziata) "E tu non ci pensare.. non vorrai venirmi a dire che l'abbia fatto apposta a morire.. per farti un dispetto, no?"

NUNZIATA    :- (con diffidenza, comicamente) "Vai a leggere in testa agli uomini"(indispettita)"Il bello è che mi ha lasciato ancora prima di andare in pensione!"

VERONICA    :- "Che dispettosi.. anche mio marito ha fatto la stessa cosa"

NUNZIATA     :- (precisando puntigliosa) "Ma almeno Giorgio è morto sul lavoro e tu.. hai preso dei bei soldi"

CANDIDA       :- "Ma Nunziata!"

NUNZIATA    :- "Eh.. hai un bel dire 'Nunziata'.. Intanto la realtà è questa.. Il mio Adolfo dico, morire per morire, poteva farlo sul lavoro.. almeno non mi lasciava a mani vuote"

CANDIDA       :- "Sarà bene che cambiamo discorso.. se vi sente Felice si tocca.. ferro" (pausa) "Dicevamo del pensionamento di mio marito.." (sospirando) "Anche lui le sue tribolazioni le ha sofferte.. sette anni di avventiziato dopo la guerra e dopo ha dovuto sostenere degli esami per vedere se quello che ha sempre fatto.. era capace di farlo"

VERONICA    :- (a Nunziata, con una punta di malignità) "Si infila nei tombini per pulire le fognature"

NUNZIATA     :- (sogghignando) "E si capisce che.. occorre avere gli studi appropriati.."

CANDIDA       :- "Avete sempre voglia di dirne una di troppo:.. Addetto alle opere idrauliche e sanitarie.. insomma.. pulitura e mantenimento delle fognature.. Ma se non ci fossero quelli che lo fanno saremmo tutti nella me.. nella melma" (si porta la mano alla gola a segnare un ipotetico livello) "E ha dovuto anche studiare la storia, geografia, matematica e quella materia.. come si chiama.. quella che studiano anche gli avvocati.."

VERONICA    :- (sarcastica) "Addirittura!"

CANDIDA      :- (rammentandosi) "Ah, ecco.. il diritto amministrativo"

NUNZIATA    :- "Che roba è?"

VERONICA    :- (incredula) "Per infilarsi nelle fogne?"

CANDIDA      :- "Così erano i regolamenti"

NUNZIATA    :- (con aria di sfottò) "Però adesso, tuo figlio, studia da dottore e con la <laura> non dovrà infilarsi nei tombini.."

CANDIDA   :- (si alza, stanca e si palpa le reni dolenti) "Eh, sì.. con la <Laura> e la <Giovanna>.."(lamentandosi per i dolori) "Ah!.. Quando mi prendono questi dolori.. Comunque per i figli si fanno tanti sacrifici.. Però che soddisfazione vederli crescere bene e sapere  che non ti abbandoneranno quando cominceranno a tremarti le gambe.." (guarda l'orologio) "Oeilà.. s'è già fatto tardi.. devo dare un'occhiata al mangiare sul fuoco.." (le due donne continuano imperterrite a sferruzzare) "Donne.. dico se dovete andare.. andate pure.. io non vi trattengo"

VER. e NUNZ. :- (rassegnate, si guardano rassegnate e si alzano)

VERONICA    :- "Andiamo, andiamo.. anche noi non abbiamo perso il vizio di mangiare"

NUNZIATA   :- Certo che si risparmierebbero dei bei quattrini.." (A Candida, mentre si avviano all'uscita) "Mi racconterai dopo come andrà a finire.."

VERONICA    :- (interrompe e prosegue lei a parlare) "..il primo giorno di pensione"

CANDIDA       :- "Mi sembrate la volpe il gatto di Pinocchio"

NUNZIATA    :- "E perché?"

CANDIDA      :- (salace) "Poi te lo spiego"

                               (le due donne escono salutando)

CANDIDA     :- "Statevi bene e.. buon appetito" (richiude l'uscio)

                                                                  SCENA II

                                                           (Candida - Felice)

CANDIDA     :- (prende dalla credenza l'occorrente per preparare la tavola da pranzo: piatti, bicchieri, oliera, posate, ecc. ecc., frattanto commenta) "Eh.. quando quelle due carabattole aprono bocca.." (poi, comprensiva) "E' propprio vero che chi ha amaro in bocca .. non può essere dolce con gli altri"

FELICE          :- (rientra in casa dal lavoro. Rimette le chiavi della porta nel taschino della tuta che indossa. Appare stanco) "Ciao"

CANDIDA     :- "Ciao Felice.. hai appetito?"

FELICE          :- "Non molto"

CANDIDA     :- "E' pronto"

FELICE          :- (avviandosi al bagno) "Vado a darmi una sciacquata alle mani" (esce)

CANDIDA     :- (terminando di disporre le cose in tavola, al marito fuori scena) "Sono state qua finora la Veronica e la Nunziata.. hanno chiesto di te.."

FELICE           :- (da fuori, con l'uscio del bagno semiaperto) "L'ho viste sul pianerottolo e.. ho toccato ferro.." (rientra in scena aggiustandosi le maniche che aveva rimboccato) "Hanno la lingua sempre in ebollizione.." (va a sedersi al tavolo) "Sempre in movimento.. ginnastica di lingua"

CANDIDA     :- (con affetto, in piedi accanto al marito) "Come è andata oggi..? Racconta"

FELICE          :- "Come al solito.." (notando l'assenza del figlio) "E Andrea?"

CANDIDA   :- (con noncuranza, mentre si sposta dal marito e cerca di aggiustare la tovaglia) "Ma... non so.. E' uscito un po' abbacchiato.. penso che sia in bolletta.."

FELICE         :- "Semmai ci facciamo compagnia" (si vuota da bere mentre la moglie prende il proprio piatto e quello del marito andando in cucina)

CANDIDA    :- (dalla cucina) "Probabilmente dovrà fare il pieno della macchina.."(rientra e posa il piatto davanti al marito e l'altro per sé)

FELICE         :- (con la moglie si appresta a mangiare) "Buon appetito"

CANDIDA    :- "Grazie.. anche a te.."(continuando l'argomento) "Avevo i soldi della rata del mutuo

                          per la casa, ma poi.. deve arrivare la bolletta della luce, quella del gas, del telefono e così, non gli ho dato niente"

FELICE         :- "Senti.. non gettarmi l'esca perché io sono più in bolletta di lui.." (cambiando discorso) ".. e poi lo sa benissimo che quando è ora di sedersi a tavola vorrei che ci fossimo tutti.. qui non siamo in un ristorante"

CANDIDA     :- (prendendo le parti al figlio) "Sarà andato all'Università.. ormai è quasi alla fine degli studi"

FELICE          :- "A quest'ora?.. Quando viene glie ne dico quattro..!"

CANDIDA     :- "Ma lascia perdere.."

FELICE          :- "E va bene. Glie ne dico solo due, così risparmio"

CANDIDA     :- (cercando un altro argomento) "L'Agnese deve ancora pagarmi le iniezioni che ho fatto a suo marito"

FELICE         :- "Come al solito, appena toccano tuo figlio, tu.. " (imitando la serpentina della biscia) "Zac.. zac... cambi discorso"

CANDIDA     :- "Ma io dicevo così perché Andrea deve comperare dei libri che costano una   barcata di soldi"

FELICE        :- "Speriamo che finisca presto altrimenti.." (fa capire il duro sacrificio per farlo studiare. Prende una cucchiaiata di minestra e poi, schifato, scosta il piatto) "Beh.. E'

                          più cotta di un tedesco alla spiaggia.."

CANDIDA     :- "Abbi pazienza, Felice.. è quella che è avanzata ieri.. Lo sai che non mi piace sciupare il mangiare"

FELICE         :- (con sottile ironia) "E.. Andrea cosa mangia?"

CANDIDA    :- (un po' imbarazzata) "Beh.. sai com'è tuo figlio.. è un po' delicato e.. la roba avanzata non gli piace.."

FELICE        :- (c.s.) "Poverino"

CANDIDA   :- "..e così gli ho preparato una sogliola appena pescata"

FELICE        :- (con aria da prendere in giro) "Ma si capisce.. al quasi dottorino la sogliola e al padre.. gli avanzi del giorni prima.. Tanto lui è abituato .. lui non ha il palato fine"

CANDIDA   :- (cercando di fargli cosa gradita) "Aspetta.. c'è una bella braciola.."

FELICE        :- (interrompendola) "..già cotta dalla settimana scorsa?.. E come mai? La gatta non l'ha voluta?"

CANDIDA   :- "Ma cosa c'entra la gatta.. E' nel frigo"

FELICE        :- "La gatta .. nel frigo?"

CANDIDA   :- "E sì.. metto la gatta in frigo... La braciola già cotta, è nel frigo perché.. Adriano.."(si accorge della gaffe, rallenta il parlare e poi tace)

FELICE         :- (sarcastica) "Vai avanti moglie.. Ti fermi sul più bello?"

CANDIDA    :- (presa in castagna) "Beh.. sai com'è.. per Andrea non era molto tenera.. e allora.."

FELICE         :- (facendo l'atto di mescolare la solita zuppa) "E allora io, che ho quattro denti, posso ingoiarla meglio!"

CANDIDA   :- "Ma no.. C'è del fegato, ma devo mangiarlo sempre io perchè a te non piace"

FELICE        :- " Dài.. leviamoci la braciola altrimenti domani me la ritrovo nel piatto. Dài che devo andare a lavorare"

CANDIDA   :- (avviandosi alla cucina) "Ancora per oggi" (esce)

FELICE        :-  (intristito) "Già.. ancora per oggi.. Quarant'anni di lavoro e poi, quanto ti si raggrinza la pelle.." (fa il gesto di una spinta) "..zac.. a casa.."

CANDIDA   :- (rientra con un piatto basso e lo posa davanti al marito) "Ecco"

FELICE        :- (prende il coltello e forchetta e si accinge a tagliare la braciola. Dopo alcuni comici e vani tentativi compiuti anche alzandosi, desiste) "Ma no ce l'hai un saracco?"

CANDIDA   :- "Esagerato!"

FELICE        :- (finalmente riesce a tagliarne un pezzo, si siede e mangia)

CANDIDA   :- (toccandogli amorevolmente un braccio) "Domani ti farò delle polpette.. e anche una torta!"

FELICE        :- (sospettoso) "E come mai?.. C'è mica sotto qualcosa?"

CANDIDA   :- "Ma cosa vai a pensare. Domani è il tuo primo giorno di pensione.. e non pensarci alla pelle raggrinzita.. e poi.."(con sottile furberia) ".. un uomo pieno di volontà come te.. che ha sempre voglia di lavorare.. A proposito.. ci sarà da dare una rinfrescata alla casa.. quando ne avrai voglia s'intende.."

FELICE        :- "E mi pareva strana tutta questa tiritera.. Mi hai già preparato il lavoro per dopo?.. Per farmi passare il tempo?" (come dettasse dei propositi) "Quando mi fermerò voglio farmi delle dormite che passeranno alla storia.. Voglio mettere la sveglia alle cinque come al solito, e poi tirargli una pernacchia e girarmi sull'altro fianco"

CANDIDA    :- "E capirai che bella soddisfazione"

FELICE         :- (proseguendo) "..e poi, finalmente, faremo qualche viaggetto"

CANDIDA    :- "Sì, col ragazzo che deve studiare e col mutuo della casa da pagare"

FELICE         :- (abbacchiato) "Ecco lì.. mi smonti sempre.. Ma io dicevo di quei viaggi organizzati col pulman.. non si spende tanto.. Alcuni miei colleghi ci vanno e senza essere in pensione"

                                                                    SCENA III    

                                                      (Candida - Felice - Adriano)

ADRIANO     :- (apre la porta ed entra in casa. Sui ventitré anni circa. Vestito casual) "Ciao.. E'pronto?"

FELICE          :- (salace) "No.. Per la cena è presto e per il pranzo è tardi"

CANDIDA     :- (calma) "Vatti a lavare le mani che ti preparo"

ADRIANO     :- (esegue ed esce verso il bagno)

CANDIDA     :- (sottovoce, al marito) "Non cominciare a infastidirlo.. Lascialo stare"

FELICE          :- "E chi te lo tocca?.. Tanto fa quel che vuole comunque"

ADRIANO     :- (rientra e si siede a tavola)

FELICE         :- (con sottile ironia) "Che lavata sprint" (a Candida) "Moglie, dagli il menù altrimenti cambia ristorante e perdiamo un cliente"

CANDIDA     :- (accarezzando la nuca del figlio) "Per te ci sono le trenette al pesto e.."

FELICE          :-  (comico) "Prosegui moglie::"

CANDIDA    :- (guarda seccata il marito) ".. e una bella sogliola.. fresca.. che hai bisogno di fosforo TU" (va in cucina)  

FELICE         :- (sempre salace) "Poi c'è aragosta, caviale e vino del prete"

ADRIANO    :- (che aveva il viso girato verso la cucina, alla mamma) "Va bene mà.. se non c'è altro"

FELICE         :- (scattando con comicità e facendo il verso) "E va bene, se non c'è altro.. ti ci vorrebbero delle gallette secche per gustare di più quello che ti passa il convento.. tsè.. se non c'è altro.."

ADRIANO    :- "Gallette?.. Sono dei biscotti, no?"

FELICE         :- "Proprio no!.. Sono quei quadretti di pane secco, biscottato, di lunga durata che davano ai soldati quando.. quando non c'erano più trenette al pesto, caviale, aragosta.. Quand'ero ragazzo io.."

ADRIANO    :- (sbuffando) "Pà.. non cominciamo con <ai miei tempi>, per favore"

CANDIDA    :- (rientra e posa i piatti davanti al figlio poi si appresta a finire la sua fettina di fegato) "Buon appetito"

ADRIANO    :- "Grazie altrettanto"

FELICE         :- "Stai a vedere che adesso non posso nemmeno più parlare in casa mia. Sul lavoro: taci! In casa: taci!.. Ma per cosa mi avete preso.. per lo scemo del paese?"

CANDIDA    :- "Ma non essere sempre nervoso... Pensa a finire la tua carne invece"

FELICE         :- (ironico) "Ne mangio ancora un po' poi la finirò di masticare domani"

CANDIDA    :- (deviando il discorso) "Avevi da fare all'Università che hai ritardato?"

ADRIANO    :- "Sì. C'era un'autopsia.. Dovevi vedere in che condizioni aveva il fegato quel poveraccio" (fa il viso di circostanza)

CANDIDA    :- (che, come Felice stava portandosi la forchetta con la carne alla bocca, rimane comicamente ferma a bocca aperta)

ADRIANO     :- (che non se ne era accorto perché a testa bassa continuava a mangiare) "Era tutto pieno di.."

CANDIDA    :- (si alza di scatto con la mano alla bocca e corre in bagno)

FELICE         :- (posa nervoso la forchetta sul proprio piatto e l'allontana da sé)

ADRIANO    :- (al padre) "Ma che cos'ha?"

FELICE         :-  "E me lo domandi ancora?.. Ma ti sembra che mentre tua madre sta mangiandosi una fettina di fegato, tu gli debba parlare di un'autopsia e propprio su di un fegato?.. "

ADRIANO     :- "Eh, la mamma non avrebbe potuto studiare medicina"

FELICE          :- "Medicina forse no.. Studia già tutti i giorni per far quadrare il bilancio.. Forse avrebbe potuto studiare matematica"

CANDIDA       :- (rientra lentamente con una mano sullo stomaco, osservata dai due. Si siede ed allontana da sé, con disgusto, il piatto) "Beh!"

ADRIANO       :- "Ti ha dato fastidio quello che dicevo sull'autopsia?"

CANDIDA       :-  (un po' alterata) "Fammi il favore di cambiare discorso.. almeno quando siamo a tavola"

FELICE            :- (al figlio) "Senti un po'.. E' già un po' di tempo che sento dei dolorini da questa parte" (tocca dalla parte del fegato)

ADRIANO      :- (tocca a sua volta) "Qui?" (preme con una mano)

FELICE           :- "Ahi!.. fà piano.."

ADRIANO      :- "E' il fegato"

CANDIDA      :- "Ah, ma allora è un vizio"

FELICE           :- "Guarda, quasi dottore, che non sono ancora pronto per.." (fa l'atto di incidere) "l'autopsia"

ADRIANO     :- (continuando a mangiare e a bere) "Devi mangiare meno grassi.. bere meno alcoolici e starai meglio"

FELICE          :- (ironico) ".. mangiare roba avanzata, riciclata.. perché io sono di bocca buona.." (guardando la moglie) ".. così risparmio"

ADRIANO     :- "Cosa c'entrano i soldi.. A proposito di soldi.. ho la macchina a secco"

CANDIDA     :- (guardando il marito come a dire<te l'avevo detto>) "Eh!"

FELICE          :- "Il rimedio c'è.. Chi non può andare in carrozza va a piè!"

CANDIDA     :- (cercando di rabbonire) "Per ora abbi pazienza"

FELICE          :- (controlla l'ora e si alza) "Devo avere pazienza anch'io perché prendo l'autobus IO!"

ADRIANO     :- "Fra poche ore hai finito"

CANDIDA     :- (si alza a sua volta) "Non lo volete il caffè" (comincia intanto a sparecchiare e ad andare avanti e indietro dlla sala alla cucina)

ADRIANO    :- (con sufficenza) "No.. Bisogna risparmiare"

FELICE         :- (che non raccoglie) "Ecco, bravo.. Semmai lo metti nel serbatoio al posto della benzina"

ADRIANO      :- "Pà.. quando prenderai la liquidazione?"

FELICE         :- (resta comicamente bloccato) "Perché?.. Hai già pensato di darle una sistemazione?.. Hai già trovato il modo di investirla?.. Devo ancora fermarmi e già pensi di portare via il morto?"

CANDIDA    :- (rientrando dalla cucina nel suo via vai) "E poi ti lamenti che non si interessa mai di te"

FELICE      :- (sbottando) "Ma ti ci metti anche tu?.. Non dimenticarti, cara consorte, che dobbiamo finire di pagare il mutuo della casa.. l'hai detto propprio tu prima.. altrimenti la farina va in crusca e poi.. eh, eh..c'è ancora da vedere come andrà a finire la faccenda di tua madre che, se dobbiamo tenerla noi.. siamo già sistemati!"

CANDIDA     :- (sempre affaccendata) "Non è ancora detto. Intanto mia madre ha la sua pensione"

FELICE         :-  "Sì, quella degli artigiani, appena sufficiente per farsi un brodino di dado al giorno"

CANDIDA    :- "E poi, può darsi che stia ancora con mio fratello.. c'è stata fin'ora" (ritorna in cucina)

FELICE         :-"Così tua cognata l'infila in quella cassapanca che tua madre si tiene come fosse una cassaforte"

ADRIANO     :- "Ma non divaghiamo.. Io dicevo così perché quel catorcio di macchina che ho non ce la fa più.. Ci sarebbe da rifare l'avantreno e.."

FELICE         :- (interrompendo) "Potevi avanzare di andare a sbattere contro un albero.. Ci scommetto che eri con qualche quasi dottoressa e che non tenevi le mani sul volante"

ADRIANO     :- "E poi è marcia sul fondo"

CANDIDA     :- (rientrando) "Non dice mica male il bambino.."

FELICE          :- (facendo una comica giravolta) "Il bambino..!"

CANDIDA     :- ".. con una macchina così.. potrebbe succedergli qualcosa.."

FELICE      :- (comico) "Candida.. non fare tanto la candida e non dargli corda anche tu per spendere quei quattro soldi che mi daranno e chissà quando, ancora prima di prenderli"

ADRIANO     :- "Ho visto una spyder che è un sogno.. e non costa nemmeno tanto"

FELICE          :- "Guarda pure le cose che costano molto.. Così, non comprandole, ti pare di avere risparmiato di più"

CANDIDA     :- "Adriano.. lascia perdere.. Ne riparleremo in un altro momento. Ci saranno pure delle automobili che costano meno.. magari un buon usato"

ADRIANO     :- "Ma i miei compagni di Università hanno quasi tutti delle belle macchine ed io sempre quel catorcio"

FELICE          :- "Ecco, bravo.. <quasi tutti>.. e tu fai parte dei <quasi>" (con tono più severo) "Datti una regolata figliolo, perché noi non siamo dei nababbi.. Il figlio di un mio compagno di lavoro ha pure lui un figlio che studia all'Università, però se ne guadagna.. dà una mano.. va a portare dei pacchi.. dei papiri con una motoretta e studia lostesso e tu, fai uguale se non vuoi che il tuo borsellino sia solo cuoio"

ADRIANO     :- (risentito) "Ma io non ti ho mica chiesto nulla"

FELICE          :- "MACCHE'!"

CANDIDA     :-"Ti ha solo chiesto quando prenderai la liquidazione"

FELICE          :- "Avete un bel coraggio fra tutti e due.. Sareste capaci di dire che avete visto piangere un lampione senza battere ciglio e tutti vi crederebbero.." (alla moglie) "Ma dimmi un po'.. ti danno mica una mano quelle due cornacchie stanca-cervelli che sembrano lì appollaiate ad aspettare una terza vedova?"

CANDIDA     :- "Chi?.. La Veronica e l'Annunziata?"

FELICE          :- "No, l'Annunziata e la Veronica"

CANDIDA     :- "Ma sono due innocue donnette che vengono a farsi un po' di maglia in compagnia e due chiacchiere"

FELICE         :- "Ma non hanno mai niente da fare?.. Non gli viene mai un'artrosi alla lingua?"

CANDIDA     :- "E non ti inalberare"

FELICE          :- "Va ben.. me ne vado altrimenti faccio tardi"

CANDIDA     :- "Ma oggi è l'ultimo giorno.. Potevi darti almeno malato, no?"

FELICE          :- "E' una questione di principio.. Io quelle cose non le ho mai fatte" (si avvia all'uscita)

ADRIANO     :- "Ciao, pà"

FELICE          :- "Ciao.. e mi raccomando.. Non caricare troppe gonnelle sul bidone, altrimenti bisogna rifarci anche il retrotreno" (esce accompagnato da Candida)

                                                                         SCENA IV

                                                                 (Candida - Adriano)

CANDIDA     :- (ha ormai terminato di sparecchiare e porta le ultime cose in cucina)

ADRIANO     :- (osservai movimenti della madre e poi, rimasto solo va al telefono e compone un numero) "Pronto?.. Mi scusi signora, sono Adriano.. posso parlare con Graziella?" (pausa) "Grazie" (pausa) "Pronto Graziella?.. Senti.. per quella cena che dovevamo fare al ristorante, sai.." (imbarazzato)

CANDIDA     :- (sta per rientrare ma si blocca e sta ad ascoltare)

ADRIANO     :- (sempre al telefono) "..sarà bene rinunciare.." (pausa)  "Perché?.. Ma.. perché.. arrivano dei parenti da fuori e.."

CANDIDA     :- (stupita, fa scena)

ADRIANO     :- ".. e mio padre ci tiene molto che ci sia anch'io.. sai come sono certe persone all'antica " (pausa) "Lo sai che te ne voglio, no?.. Dispiace anche a me, credimi, ma quando è ora di pranzo o di cena io non ci sono quasi mai.. Figurati che oggi se l'è presa con me per questo e così.. con questi parenti. Dovrò restare.. capisci?"

CANDIDA       :- (fa sempre scena)

ADRIANO     :- "Sei arrabbiata?.. No?.. Mi fa piacere.. Ciao, ci vediamo domani in facoltà" (manda bacetti al telefono, poi posa il ricevitore scrollando il capo)

CANDIDA       :- (finge di entrare in scena in quell'istante) "Cosa c'è che non va?"

ADRIANO       :- (intristito) "Niente.. dovevo uscire questa sera ma.."

CANDIDA       :- "E se devi uscire esci. Tanto quanto vuoi lo fai"

ADRIANO       :- "Ho rinunciato"

CANDIDA       :- "E hai bagnato una bella zuppa.."

ADRIANO       :- (seccato) "Sei stata ad origliare, eh?"

CANDIDA       :- "Ma non parlavi mica tanto sottovoce, sai?"

ADRIANO       :- "Mamma, lo so che fate dei sacrifici per farmi studiare, ma anch'io non posso tirarmi indietro in certe situazioni.. Fa presto il papà fare dei paragoni con altri studenti.. loro non frequentano l'ambiente che frequento io.."

CANDIDA      :- (con finta ingenuità) "E non puoi cambiare <frequentazione>?"

ADRIANO      :- (spazientito) "Ma mamma.. Il papà della mia ragazza è uno stimato osteologo e.."

CANDIDA      :- (interrompendo) "Che roba è?"

ADRIANO      :- "Uno specialista delle ossa"

CANDIDA      :- "O beh.. anche il nostro macellaio"

ADRIANO     :- (scocciato) "Ma cosa c'entra.. Io devo fare bella figura capisci?.. E se non posso farla devo inventare qualche scusa"

CANDIDA      :- (con finta commiserazione) "Poverino.." (poi, interessata) "Ma.. i suoi di lei.. sono persone che .. stanno bene?" (accenna ai soldi)

ADRIANO      :- "Presumo di sì.. Non glieli ho contati"

CANDIDA      :- "E quando ce la fai conoscere la tua ragazza?"

ADRIANO      :- (con malagrazia) "Ma non vorrai che la porti.." (guarda la casa) "Qui dentro, no?"

CANDIDA      :- (risentita) "E perché?.. Cosa c'è qui dentro che non va?"

ADRIANO      :- "Ma.. insomma.." (cerca di far capire che è una casa troppo modesta)

CANDIDA      :- "Non ci sarà il pavimento con le <chiappe> di marmo, ma è pulito.. e poi abbiamo anche il bagno con tutto l'occorrente.. Dico ci andranno bene anche loro al bagno a fare le nostre stesse cose anche se sono dei signori, no?!"

ADRIANO      :- (spazientito) "Ma che razza di paragoni mi fai.. Cosa c'entra tutto questo?"

CANDIDA      :- (malinconica e dispiaciuta) "C'entra.. sicuro che c'entra perché, caro il mio ragazzo ti QUI sei nato, cerca di non dimenticarlo.." (pausa) "Tuo padre non ha tutti i torti a brontolare, anche se io cerco qualche volta di prenderti le parti.. sei il nostro unico figlio, capirai.." (con orgoglio) "Cercare di migliorare nella vita è giusto.. ci mancherebbe altro, ma dimenticare le proprie origini no, non è giusto, non è onesto.. Il fatto che tu frequenta certi ambienti non ti deve montare la testa perché se la bicicletta è troppo alta, si scende e si sale su una più bassa, alla tua portata.. altrimenti si cade e ci si rompe la testa"

ADRIANO       :- "Ma io e Graziella ci vogliamo bene"

CANDIDA        :- "E se è come dici tu non ci sono problemi.. capirà e ti apprezzerà per quel che sei e per quello che cerchi di diventare" (triste) "E spero che sappia apprezzare anche la tua famiglia"

ADRIANO       :- (con la testa bassa e le mani in tasca) "Dovevo andare fuori a cena con lei e degli amici stasera.."

CANDIDA      :- (rassegnata cerca il borsellino) "E.. quanto ti ci vuole?"

ADRIANO      :- (che intravvede la possibilità) "Ma.. non saprei.. sulle sessanta.. settantamila lire"

CANDIDA      :- (chiudendo di scatto il borsellino) "Quanto?"

ADRIANO      :- "Più o meno.. ma rinunciando all'antipasto.."

CANDIDA      :- "Sarà bene che rinunci anche agli altri pasti!"

ADRIANO      :- (indispettito) "Lo sapevo!"

CANDIDA      :-  "Guarda.. Non è per rigirare la solita minestra ma.. gli studi costano e non si può volere la botte piena e la moglie ubriaca"

ADRIANO      :- (secco) "Presto finirò gli studi e spero di rimborsarvi tutto"

CANDIDA      :- "Ma datti una calmata.. Cosa vuoi rimborsare.. Nessuno ti rinfaccia niente.. E' più facile che una madre dia da mangiare a dieci figli che dieci figli a una madre.. Del resto noi siamo contenti che tu frequenta l'università, è anche la nostra soddisfazionealtrimenti t'avremmo trovato un lavoro in qualche maniera.. Ma caro il mio ragazzo, non si può bere e soffiare nello stesso tempo.. le nostre entrate sono quelle che sono e di più non si può"

ADRIANO     :- (stanco delle solite tiritere) "Va bene, va bene.. niente prediche per favore" (prende la giacchetta e si avvia all'uscita) "Esco, ciao" (esce)

CANDIDA     :- (con malinconia) "Eh.. per chi ha dei figli ha anche i guai"

                                                                     SCENA V

                                                              (Candida - Gavino)

CANDIDA     :- (si avvia al telefono e compone un numero) "Mammà, ciao.. Come stai?" (pausa) "Cosa vuoi mai.. è anche l'età.. Gli acciacchi vengono a tutti" (pausa) "Per quanto riguarda Felice, puoi venire quando vuoi.. in qualche modo ci arrangeremo.. la casa, lo sai, è quello che è ma, certo non ti mandiamo al ricovero" (pausa) "Ah!. Dici che costerebbe più il ricovero che mantenerti.. Se ti sente Felice ti manda a prendere la zuppa dai frati" (pausa) "Ma non te la prendere.. se mio fratello non ti vuole più tenere, verrai da me.. qualcosa combineremo" (pausa) "Va bene.. calmati.. ciao" (posa il ricevitore) "Anche lei si inalbera.. Solo io dovrei stare calma"

                            (suonano alla porta e Candida va ad aprire. Appare GAVINO PODDU, studente sui venti, ventitré anni circa, con una borsa)

GAVINO      :- (sulla porta) "Signora, mi comperi qualche cosa" (posa a terra un borsone e la apre)

CANDIDA   :- "Avrei bisogno di vendere altro che comperare"

GAVINO      :- "Mi faccia entrare.. le mostro la mercanzia"

CANDIDA   :- (titubante) "Guardi.. non è per diffidenza nei suoi riguardi.. ma sa.. di questi tempi.."

GAVINO      :-"Mi comperi almeno qualche saponetta"

CANDIDA    :- "E va bene.. entri.. ma solo perché mi sembra un giovanotto per bene"

GAVINO     :- "Capisco.. è bene essere prudenti.. Succedono spesso cose spiacevoli.. Sapesse quanta gente mi sbatte la porta in faccia.. Io faccio questo lavoro per mantenermi agli studi.. per pesare meno sulla mia famiglia.."

CANDIDA    :- "E questo le fa onore.." (incuriosita) "Ma che cosa studia?.. Perché.. non se ne abbia a male, ma mi sembra che lei.." (indicando il borsone) ".. studi per vivere"

GAVINO      :- "Studio medicina"

CANDIDA   :- "Anche lei!"

GAVINO      :- (stupito) "Ma perché.. studia anche lei medicina?"

CANDIDA   :- (sorridendo) "Ci mancherebbe altro.. io faccio.." (si guarda attorno) "..tutt'altro.. E' mio figlio.. fa l'ultimo anno.."

GAVINO      :-  "Ah!"

CANDIDA    :-"Si chiama Adriano Gambarotta.."

GAVINO       :- (senza entusiasmo) "Ah.. Gamba.."

CANDIDA    :- "Lo conosce?"

GAVINO       :- (c.s.) "Sì.. credo che mio padre conosca suo marito.. che lavorino assieme.."

CANDIDA     :- (interessata) "Ma, mi scusi.. Com'è lei di cognome?"

GAVINO       :- "Poddu.. Gavino Poddu"

CANDIDA    :- (riflettendo) "Allora è lei quello che.. sì, sì.. ho capito.. ma si sieda"

GAVINO       :-  "Grazie" (esegue, riprende il borsone con mestizia e lo richiude)  

CANDIDA    :- (notando la manovra) "Ma cosa fà?.. Non vende più?"

GAVINO       :- (imbarazzato) "Ma non mi sembra più il caso signora"

CANDIDA    :- (che ha compreso) "Su, non si senta in imbarazzo.. mi faccia vedere la mercanzia"

GAVINO       :- (apre il borsone e ne estrae un pacchettino) "Tenga, sono due saponette.. sono ottime.. glie ne faccio omaggio"

CANDIDA     :- "E sta fresco se vende a questo modo.. Su.. quanto le devo" (apre il borsellino)

GAVINO        :-  (imbarazzato) "Nulla.. gliel'ho detto.. E' un omaggio" 

CANDIDA     :- (estrae dei soldi dal borsellino) "Eh.. questi giovani.." (porge i soldi)

GAVINO        :- (prendendoli) "Ma sono troppi"

CANDIDA     :- (con tono di chi sa quel che fà) "E lo so che sono troppi.. mica mi crescono sa?.. Ma li tenga lo stesso"

GAVINO        :- (confuso)  "Grazie.." (li mette in tasca ed accenna ad alzarsi) "Beh, ora, se permette, tolgo il disturbo"

CANDIDA       :- "Ma stia ancora un po' seduto che discorriamo.."

GAVINO          :- (sul chi vive, esegue)

CANDIDA       :- "Come vanno gli studi?"

GAVINO          :-"Insomma.. faccio del mio meglio"

CANDIDA       :- "Ma se va sempre su e giù per gli scalini, quand'è che studia?"

GAVINO          :- "Eh.. quando posso"

CANDIDA       :- (cerca di interrogare Gavino, con finta noncuranza) "E.. mi scusi la domanda.. forse le sembrerò un po' invadente ma potrebbe essere mio figlio, del resto frequentate le stessa facoltà.. lei ce l'ha la ragazza?"

GAVINO         :- (sorpreso) Chi?.. Io?"

CANDIDA      :- "E chi se no?.. Ci siamo solo noi due ed io il fidanzato non ce l'ho"

GAVINO        :- (cercando di essere convincente) "No.. Non ce l'ho"

CANDIDA     :- "Sarà.. E mi dica un'altra cosa.. mio figlio come va negli studi?"

GAVINO        :- "Per quanto ne so, direi molto bene.. è un ragazzo intelligente"

CANDIDA     :- "Tutto sua madre.. E.. siete amici?"

GAVINO        :- (imbarazzato dalle domande insistenti) "Chi?.. Intende dire io con suo figlio?"

CANDIDA     :- (spazientendosi) "No!.. Lei e il prete di Premanico!.. Su.. non faccia finta di non aver capito"

GAVINO        :- "Beh.. proprio amici no.. Ci salutiamo, ecco tutto"

CANDIDA     :-" E' già meglio di niente.. Ma come mai.. lei amici non ne ha?"

GAVINO        :- "Sì, qualcuno.. ma quasi tutti frequentano ambienti.. diversi dal mio.. inoltre io.. non ho molto tempo libero"

CANDIDA      :- (alzandosi e comprendendo) "Anche mio figlio non avrebbe QUEL tempo, però, chissà perché, il tempo l'ha trovato" (scrutando Gavino) "Ma è sicuro di non avere la ragazza?"

GAVINO      :- "Come mai mi ripete la stessa domanda?"

CANDIDA   :- (sorniona) "Così.. assomiglia come una goccia d'acqua ad un ragazzo che ho visto appiccicato a mia nipote"

GAVINO      :- (all'erta) "Ci deve essere un errore signora.." (si alza e prende il borsone) " E ora.. mi scusi ma devo recarmi da altre parti"

CANDIDA     :- (l'accompagna all'uscita) "Stia bene e.. venga pure a trovarmi"

GAVINO       :- (sull'uscio) "Verrò, grazie e.. arrivederci" (esce)

                                                                       SCENA VI

                                                              (Candida - Consolata)

CANDIDA   :- "Povero ragazzo.. Eh.. Ognuno si gratta le proprie rogne" (SUONANO ALLA PORTA) "Vorrà mica vendermi dell'altro?"

CONSOLATA:- (madre di Candida; sulla settantina, entra in casa come una bersagliera, col suo bastone da passeggio ed un cappellino con veletta. E' vestita un po' demodé) "Ciao.. Posso entrare?.." (intanto è già presso il tavolo)

CANDIDA     :- "Ciao mamma.. Mi pare che tu sia già entrata.. E come hai fatto ad arrivare così presto? Ci siamo appena sentite per telefono.."

CONSOLATA:- (con tono uso al comando) "Ho preso un taxi.. Ma, dimmi un po'.. chi era quel giovanotto che ho visto uscire dalla tua porta?" (redarguendola) "Ricevi i giovanotti i casa?"

CANDIDA     :- "E' un ragazzo che va a vendere la roba nelle case"

CONSOLATA:- (c.s.) "Ma.. sarà.. Allora ho deciso!.. Vengo ad abitare qua con te!"

CANDIDA     :- (presa alla sprovvista) "Ma così tutt'assieme.. senza nemmeno aspettare Felice?.."

CONSOLATA:- (sempre con aria di comando e sedendosi) "Felice sarà senz'altro felice di questa nuova sistemazione!"

CANDIDA     :- (imbarazzata e parlando sottovoce, ma non troppo) "Sì.. ma non so per quanto resterà felice"

CONSOLATA:- "Ma che è quest'aria da funerale.. In fondo non ci rimette perché con me arriverà anche la mia cassapanca!"

CANDIDA     :- "Anche quella?!"

CONSOLATA:- (con teatralità) "Dove va barca va Baciccia.. Li dentro ci sono tutte le mie sostanze.. tutta roba che ho salvato dai bombardamenti dell'ultima guerra.. Roba che l'avrà soltanto chi mi darà ascolto.. chi mi vorrà.."

CANDIDA     :- (in evidente imbarazzo) "Ma.. mamma.."

CONSOLATA:- "Ma che mamma e mamma. No starmi a ringraziare. Lo faccio di cuore.. e poi io porto anche una ventata di allegria.. una ventata d'aria fresca.."

CANDIDA     :- (guardandola con un po' di umorismo) "Forse una volta.. sarà stata fresca ma.. adesso aspettiamo Felice e.."(con occhi al cielo) "..speriamo bene.."

CONSOLATA:- "Quando finirà di lavorare?"

CANDIDA     :- "Oggi è il suo ultimo giorno di lavoro"

CONSOLATA:- "E non potrebbe lavorare ancora un poco?"

CANDIDA     :- "E perché?"

CONSOLATA:- "Come perché.. Perché a me, gli uomini che girano in casa senza sapere cosa fare, mi danno fastidio"

CANDIDA     :- (rabbonendola) "Oh, se è per quello, ci sono tanti di quei lavori da fare in questa casa che.. hai voglia"

CONSOLATA:- (sempre con aria di comando) "Bene!.. Gli uomini bisogna tenerli sempre occupati così.. non si annoiano e soprattutto NON rompono!"

                                                           SCENA VII

                                      (Candida - Consolata - Nunziata - Veronica)

                       (suonano alla porta. Candida va ad aprire ed entrano Veronica e Nunziata)

VERONICA    :- "Disturbiamo?"

CANDIDA      :- (senza entusiasmo) "No, no.. Entrate"

VER. e NUNZ.:- (si avvedono di Consolata e fanno cenni di saluto col capo)

CANDIDA     :- (rivolta alle amiche, accennando a Consolata)  "Mia madre"

NUNZIATA   :- "Piacere di fare.."

VERONICA   :- ".. la vostra conoscenza"

NUNZIATA   :- (in soggezione) "Candida ci ha parlato spesso di voi"

CONSOLATA:- (con cipiglio) "In bene spero.." (squadra le due donne e poi alla figlia) "Ma dimmi un po'.. sono imparentate con gli scozzesi?"

VERONICA   :- (che ha sentito) "Siamo italiane.. italianissime"

NUNZIATA   :- "Perché?"

CONSOLATA:- "Perché vedo che, per risparmiare parlate un po' per uno.. a rate.."

CANDIDA     :- (deviando il discorso) "Come mai qui?.. E' morto qualcuno?"

VERONICA   :- (con aria forzatamente contrita) "Hai propprio indovinato.. è morto.."

NUNZIATA   :- ".. il signor Fortunato"

CANDIDA     :- (sorpresa) "Il marito dell'Adelaide?"

VERONICA   :- "Sì.. poveretto.."

CONSOLATA:- "Mi sa che non sia stato tanto fortunato, malgrado il nome"

VERONICA   :- (con esagerata commiserazione) "E così, siamo già TRE VEDOVE in questo condominio"

CANDIDA     :- (facendo non vista, le corna) "Volete accomodarvi?.. Vi faccio il caffè"

NUNZIATA   :- (guardando il volto severo di Consolata) "Eh.. no.. grazie" (guarda Veronica come a dire:<che facciamo?>)

VERONICA   :- "Leviamo il disturbo.." (si avviano all'uscita)

NUNZIATA   :- (a Consolata) "Statevi bene, signora.."

CONSOLATA:- "E mia intenzione, grazie"

VERONICA   :- "Arrivederci"

CONSOLATA:- "Arrivederci"

CANDIDA     :- (saluta e richiude la porta)

                                                                 SCENA VIII

                                                          (Consolata - Candida)

CONSOLATA:- "E tu, frequenti quelle due posapiano?.. Cerca di non assomigliare a loro"

CANDIDA     :- "Ma sono due brave vicine di casa.. sembra che straparlino.. ma è il loro modo di fare. Mi sono affezionate.. Sono rimaste vedove poverine.."

CONSOLATA:- "Hanno un voglia di rimanere nuovamente vedove che si legge loro negli occhi"

CANDIDA     :- "Io non me ne sono mai accorta"

CONSOLATA:- "Perché tu non sei navigata come me.. Hanno le stesse facce di quella che hanno fuori tuo padre.. Che il Signore lo perdoni!"

CANDIDA     :- "Lascia in pace il papà.. almeno ora.." (cambiando discorso) "Allora mamma, sei.. propprio decisa.. ti fermi qui?"

CONSOLATA:- (che ha già data per scontata la cosa) "E dove vuoi che vada?.. Mia nuora mi ha detto a chiare parole che è nauseata di avermi con lei e che in casa sua vuole comandare lei.." (con sufficienza) "Come se io mi intrigassi nelle sue faccende.. figurati.. E che in fondo ho anche un'altra figlia.. che sarebbe ben contenta d'avermi con lei.. e così, eccomi qui!"

CANDIDA     :- (cercando di opporre una sia pur lieve resistenza) "Ma gliel'hai detto della roba nella tua cassapanca?"

CONSOLATA:- "Ma si capisce, che domanda.. ma di quello che c'è dentro non beccheranno un bel niente.." (con irruente malagrazia) "..e se anche tu fossi di quel parere, lascio tutto alle suore.. alle Suore Pie Discepole del Divin Maestro!"

CANDIDA     :- "Ma non correre con la fantasia.. Aspettiamo Felice e vedrai che.. tutto si accomoda" (verso il pubblico, fa scena come a dire: <povera di me>)

                                                                            SCENA IX

                                                          (Candida - Felice - Consolata)

FELICE       :- (Apre l'uscio ed entra lentamente, stanco, saluta con un cenno la moglie non avvedendosi di Consolata. Candida le si avvicina mettendosi di fianco coprendolo al la vista della suocera)

CANDIDA     :- (premurosa e preoccupata) "Ma cos'hai.. Sei pallido come un cero.. E' forse perché..  hai finito di lavorare?"

CONSOLATA:- "Felice.. non mi sembri mica tanto felice" (Candida si sposa e lascia la visuale libera)

FELICE         :- "Oh, Consolata.. non l'avevo vista.. Ho un po'.. la luna di traverso"

CANDIDA     :- "Ti senti male?"

FELICE          :- (si siede pesantemente, come gli mancassero le forze) "No.. ma sarebbe meglio"

CANDIDA     :- "Oh, Signore benedetto.. ma cos'hai?  Ti sei commosso perché domani vai in pensione?.. Per i tuoi compagni di lavoro?"

FELICE          :- "Quella sarebbe stata commozione, la mia invece è rabbia"

CONSOLATA:- (alla figlia) "Sa già di me?!"

CANDIDA      :- (sottovoce alla madre) "Ma no.." (al marito, premurosa) "Ma allora..?"

FELICE           :- (triste e scioccato) "Ho visto Adriano"

CANDIDA      :- (apprensiva) "Dio mio.. si è fatto male con la macchina!"

FELICE           :- "Ma no.. Era con una ragazza..  una bella ragazza"

CONSOLATA:- (come sentenziasse) "Gli piacciono le cose belle.. come a sua nonna del resto"

FELICE          :- (ignorandola) "Io, indossavo la tuta da lavoro, ero un po' impiastrato, figurati uscivo da un tombino.. volevo finire un lavoro che avevo iniziato prima di tralasciare e combinazione mi vedo li davanti Adriano.. con quella ragazza e l'ho salutato.."

CANDIDA      :- "Vai avanti"

FELICE      :- (col magone) " Mi ha risposto appena, a denti stretti, infastidito con un <buongiorno> e ho sentito la ragazza che gli chiedeva chi fossi.." (scrolla il capo)

CANDIDA      :  "E così?"

FELICE           :- (c.s.) "Ho sentito quello che le ha detto.. come fossi un avanzo di galera..: <niente, è un vicino di casa>" (abbassa il capo sconsolato)

CONSOLATA:- "Non è possibile che mio nipote.."

CANDIDA      :- (cercando di far zittire la madre) "Ma mamma.." (al marito) "Ma sei certo di aver capito bene?"

FELICE           :- "Avrò dei dolori artritici per il lavoro nell'umidità, ma non mi sono mai accorto di essere anche sordo.." (pausa) "Magari lo fossi stato.. Ma hai capito che roba?.. E noi che ci rompiamo il collo per lui.. per farlo diventare.. così.."

CONSOLATA:- "Non ci pensare Felice.. Adriano l'avrà fatto senza rifletterci.."

FELICE          :- "Però, a dirlo ci ha pensato" (si alza sconsolato) "Era meglio che imparasse a fare lo stagnino, così avrebbe imparato cosa vuol dire fare un lavoro onesto.. faticoso"

CONSOLATA:- (comprendendo non essere la giornata adatta per fermarsi in casa di suo genero, si alza) "Beh, Candida.. io me ne vado.. ci vedremo un'altra volta"

CANDIDA      :- "Ma.. hai cambiato idea.. non ti fermi?"

CONSOLATA:- (accanto alla porta per uscire) "No! Una disgrazia alla volta. Per oggi ha già fatto il pieno" (a Felice) "Ciao Felice e non te la prendere.. Vedrai che quando rientra ti chiederà scusa.." (cambiando tono quasi a rimproverare Felice) "Ma anche tu, benedetto uomo.. uscire così di sotto terra propprio davanti a lui.."

FELICE           :- "Guardate suocera.. che è meglio uscire da sottoterra piuttosto che andarci!" 

CONSOLATA:- (gira rapidamente i tacchi ed apre la porta. Poi, alla figlia) "Ciao.. ti darò notizie.."  (con ovvio riferimento alla sua permanenza da loro)"Ciao Felice.. ci risentiamo eh?"

CANDIDA       :- (richiude l'uscio e si avvicina amorevolmente al marito inducendolo ad alzarsi e accompagnandolo verso il bagno) "Vieni.. ti preparo un bel bagno caldo e poi ceniamo e dopo andrai a riposare perchè da domani.. comincia una nuova vita!"

                           (escono lentamente mentre il sipario si chiude)

                                                           FINE DEL PRIMO ATTO

                                                              ATTO SECONDO

                                  

                                                                        SCENA I

                                                           (stessa scena del primo atto)         

                                                                (Felice - Candida)

FELICE      :- (sta sorseggiando il caffè nella penombra. E' mattino presto)

CANDIDA :- (entra in scena in camicia da notte con sulle spalle uno scialle) "Ma Felice.. cosa fai qui?.. Sono appena le cinque e sei già vestito?.. Ora sei in pensione.. vieni a dormire, su.."

FELICE      :- (malinconico) "Non sono capace.. quarant'anni che mi alzo presto.. Mi sono svegliato convinto di andare al lavoro e dopo.. mi sono ricordato che non devo andarci più"

CANDIDA  :- "Fai conto d'essere in ferie.. Quando eri in ferie non ti veniva in mente di alzarsi presto.. anzi.."

FELICE      :- "Non è facile far conto d'essere in ferie.. Non devo rientrare mai più.." (si alza e passeggia) "Ma poi.. mi abituerò.. per forza.. Dai tempo al tempo.."

CANDIDA :- "E va bene, ma adesso vieni a dormire che è ancora buio.."

FELICE      :- "Ormai sono alzato.. Andrò a prendere il giornale e magari a prendermi un pezzo di focaccia al forno"

CANDIDA :- (rassegnata) "Come vuoi.."(insospettita) "Non andrai mica a vedere i tuoi compagni di lavoro eh?.. Non ci faresti una bella figura, specialmente proprio il primo giorno di pensione"

FELICE       :- "Ma no.. cosa vai a pensare.. Anzi mi prendo la canna da pesca e vado a pescare sul molo" (o sul fiume se è il caso)

CANDIDA :- "E va ben.. Fai così, ma dopo.. quando ne avrai voglia.. c'è qualche lavoretto da fare per la casa eh?"

FELICE      :- "Ma si, ho capito.. Ora vado in cantina a prendere l'attrezzatura e oggi .. si mangia pesce.. Ciao" (esce mentre la moglie richiude l'uscio)

CANDIDA :- "Ciao.. Mangeremo pesce..." (ironica)  "Se trova la pescheria" (esce di scena mentre la luce si abbassa fino a  spegnersi  del tutto)

                                                      

                                                       QUADRO SECONDO

                                                                   SCENA II

                                                         (Candida - Adriano) 

                                                   

                          (Le luci lentamente si alzano. In scena c'è seduto Adriano con un libro e sta prendendo degli appunti. Parla con la mamma che è in cucina)

ADRIANO   :- "Ma ti dico che gli ho chiesto scusa.. Non volevo dirgli così, ma quando l'ho visto uscire dal tombino, come un fantasma e per di più tutto imbrattato mentre noi eravamo ben vestiti, li per li non mi sono sentito di dirle che quello era mio padre"

CANDIDA    :- (entra in scena redarguendolo con pacatezza e severità) "QUELLO?.. era tuo padre e non QUELLO.."

ADRIANO     :- (spazientito) "Non sapevo che avesse sentito e dopo gli ho chiesto scusa.. Abbi pazienza.. vado da Graziella a studiare" (nel frattempo si era alzato ed aveva preso il giubbotto)  

CANDIDA     :- "Cerca di alzarti un po' prima al mattino.. che le lenzuola calde fanno diventare le zuppe fredde"

 ADRIANO    :- (fa un gesto di insofferenza, apre l'uscio e uscendo) "Ciao"

CANDIDA     :- (brontolando) "E' anche pieno di presunzione .. Ah.. i figli.."

                                                                      SCENA III

                                                               (Candida - Felice)

FELICE         :- (entra in scena col giornale, la canna da pesca ed un contenitore per il pescato) "Ciao.."

CANDIDA    :- (andandole incontro) "Ciao.. hai incontrato Adriano?"

FELICE         :-"Sì.. mi aveva già chiesto scusa per quella faccenda.."

CANDIDA    :- (accennando alla pesca)  "Allora oggi pesce?.. Quanti ne hai preso?"

FELICE         :- (accenna comicamente con le mani alla misura di un grosso pesce) "Ne avevo agguantato uno che era grosso così.."

CANDIDA    :- (notando la misura) "Magari anche un po' meno grosso"

FELICE         :- (cala la misura) "Beh.. più o meno.."

CANDIDA    :- "..Anche molto meno.. e dov'è?"

FELICE         :- "In mare.. m'è scappato.. si vede che non era la giornata.."(pausa) "Ah.. tanti saluti da Poddu"

CANDIDA    :- "Quello che ha il figlio che studia e va a vendere dei prodotti in giro?"

FELICE         :- "Di Poddu conosco solo quello"

CANDIDA    :- (mani ai fianchi) "Sei andato a vedere i tuoi compagni di lavoro..!"

FELICE         :- (cercando comicamente una scusa) "Sai com'è.. sono passato di là.. per caso.."                                       

CANDIDA    :- "E non sapevo che il molo (o il fiume) dove sei andato a pescare passasse per Bolzaneto" (mettere una località dal lato opposto del luogo di pesca)

FELICE         :- "E va ben.. non tirarla tanto alla lunga.. Visto che i pesci non abboccavano.. sono andato a fare un giretto.. là.. Ma lo sai che se non arrivavo io a spiegargli come andava fatto il lavoro rovinavano quello che avevo fatto ieri?"

CANDIDA     :- (con comprensione e con un po' di ironia) "Ma certo.. e meno male che ci sei andato.. altrimenti.. Quieta Felice.. che siamo tutti utili ma nessuno è indispensabile"

FELICE          :- "E va bene.. non rimescolare tanto.."

CANDIDA     :- (si accinge a fare pulizia, a spolverare mentre il marito, seduto, legge il giornale)

                           "Ma guarda un po' che roba.. Non ti puoi fidare di nessuno"

CANDIDA     :- "Cosa c'è di nuovo?"

FELICE          :- "Non so se sono cose nuove.. al giorno d'oggi non ci si può più meravigliare di nulla.. Senti.." (legge) "Noto medico specialista arrestato.." (commentando) "Speriamo che Adriano una volta laureato non faccia delle scemate.." (prosegue nella lettura) "La laurea sarebbe costata alcuni milioni. Nel corso delle indagini su presunti medici dentisti ed a seguito di ulteriori accertamenti, è emerso che il presunto medico G.F..." (alla moglie) "G.F.?.. mettono solo le iniziali.." (legge) "..non ha mai portato a termine gli studi universitari intrapresi in gioventù.." (alla moglie, indicando l'articolo) "Intrapresi.. parlano sofisticato.."

CANDIDA     :- "Che mondo.." (suonano alla porta. Candida va ad aprire. E' il signor Ranfetti, amministratore del condominio) "Oh, signor Ranfetti .. entri, venga.."

                                                                      SCENA IV

                                                     (Felice - Ranfetti - Candida)

                          

RANFETTI    :- "Buongiorno signor Gambarotta.. Mi scusi il disturbo ma, avrei necessità di parlare con lei"

FELICE          :- "Buongiorno signor amministratore.. si accomodi. (sta seduto e gli indica una sedia che Ranfetti prende e si siede)

CANDIDA     :- (a Ranfetti) "Allora, se permette.. vado di là che ho un po' da fare"

RANFETTI    :- "Prego.. faccia conto d'essere in casa sua"

CANDIDA     :- (ironica) "Grazie.. Farò conto" (esce di scena)

RANFETTI    :- (tipo di mezza età.. Occhiali da miope, un po' viscido. Posa una cartella sul tavolo e ne estrae un foglio) "Ecco.. la questione è.."

FELICE          :- "C'è.. mica da pagare qualcosa?"

RANFETTI   :- "No, no.. Per adesso no.. Volevo discutere con le di due cose.. visto che lei è in pensione a quanto ho saputo.."

FELICE       :-  "Che rapidità.. Ci sono appena andato.."

RANFETTI  :- "Lo so, lo so.. e quindi non avrà niente da fare.. vorrei proporlo per la prossima assemblea di condominio, come consigliere.." (subdolo) "Cosi mi darebbe una mano perché.. capirà.. dovrei fare dei lavori nel caseggiato.." (con aria da cospiratore)"Lavori che ritengo indispensabili e inderogabili"

FELICE        :- (con aria di chi non gli importa) "E che lavori sarebbero?"

RANFETTI  :- "Prima di tutto il lucernaio!"

FELICE        :-"Ma se c'è stato fatto un rattoppo l'anno scorso"

RANFETTI  :- "Ha detto giusto: rattoppo, e non riparazione vera e completa... I condomini non volevano spendere, ma adesso.."

FELICE        :- "Ma non si può rimandare?"

RANFETTI  :- "Ma metta il caso che mentre lei è sul pianerottolo gli cada in testa dei pezzi di intonaco, di calcinaccio, per non dir di peggio .. chi  paga?"

FELICE         :- "<Perintanto> speriamo che non cada niente.. in fondo qualcosa è stato fatto"

RANFETTI   :- "Sì, sì.. speriamo pure.. Ma poi c'è l'impianto della luce nella scala.. Impianto obsoleto.."

FELICE         :- (che non comprende) "Obso che?"

RANFETTI   :- Obsoleto.. vecchio.. inaffidabile.. da rifare naturalmente e poi ci sono da cambiare tutte le lampadine.. sfarfallano spesso.. s'accendono.. si spengono.. capirà.. se succede qualcosa.."

FELICE         :- "E va ben.. se non ci vedono accendono degli zolfanelli.." (pensando di averlo preso in castagna) "..dei fiammiferi obso.. come prima insomma"

RANFETTI   :- (che non demorde) "Lei ha voglia di scherzare.. ma, mettiamo il caso che improvvisamente, mentre sta scendendo le scale"

FELICE         :- "Chi?"

RANFETTI   :- "Lei!"                       

FELICE      :- (con comicità espressiva)"E io, per farle dispetto, non scendo le scale; prendo l'ascensore"

RANFETTI   :- "Ma mi lasci finire.. dicevo che, mettiamo il caso, si fa per dire. che mentre lei scende le scale salta l'impianto; ci sarebbe lì, in agguato, il pericolo che inciampasse malamente fratturandosi che so, il femore"

FELICE         :- (scatta facendo le corna) "TIE'!.. Ma mi dica un po', il pericolo sarebbe sempre lì.. come ha detto?.. Ah, in agguato solo per me?.. Potrebbe anche darsi il caso che.."(imita l'amministratore) ".. si fa per dire, mi capisca, mentre LEI viene da me a darmi queste belle notizie, con o senza lumi nelle scale.. l'ascensore si fracassi nel fondo col lei dentro... Ci toccherebbe nominare un nuovo amministratore"

RANFETTI    :- "Ma era solo per fare un esempio"

FELICE          :- "E bell'esempio!"

RANFETTI    :- "E poi, siccome vorrei che lei facesse il consigliere, metteremmo presto a posto le rogne.. mi telefonano continuamente e non mi lasciano mai in pace"

FELICE          :- "E così.. dato che io qui ci abito, verrebbero a romperle continuamente a me.."

RANFETTI    :- "Questo non c'entra: E' la sicurezza delle persone che debbo tutelare.. per non andare nei guai perché, come le torno a dire.. se per caso.. per disgrazia nevvero.."

FELICE           :- "Eh, no è?.. Ora basta"

RANFETTI     :- "Allora?"

FELICE           :- (finto tonto) "Allora, cosa?"

RANFETTI     :- "Posso proporlo come consigliere?.. Tanto è in pensione"

FELICE           :- "Ma.. la proposta può anche farla e poi... deciderà l'assemblea"

RANFETTI    :- (si alza e con fare misterioso, guardandosi attorno) "E va bene.. perché vede.. avrei già trovato l'impresa che.."

FELICE          :- "E questa l'avevo già capita sa.. anche se non ho fatto le scuole alte.... Vorrà dire che se mai.. troverà un'altra impresa, eh?"

RANFETTI    :- (incassando e alzandosi) "E va bene.. pazienza.." (si alza e viene accompagnato alla porta da Felice) "Manderò a tutti l'invito per la prossima assemblea e.. mi raccomando.... Arrivederci"

FELICE          :- "Stia bene signor Ranfetti" (chiude l'uscio)

                                                                       SCENA V

                                                      (Candida - Felice - Nunziata)

FELICE          :- (si siede e riprende il giornale, poi lo rimette sul tavolo) "Mi ha fatto passare la voglia di leggere"

CANDIDA      :- (entra in scena, pronta per uscire a comperare) "Felice, vado a comperare qualcosa sul mercato.. Stai in casa?"

FELICE           :- "Penso di sì"

CANDIDA      :- "Allora guarda in dispensa.. C'è un raschietto per raschiare lo smalto nella parete della cucina, così cominci a riassettare gli ambienti, dal momento che sei in.."

FELICE         :- (interrompe col gesto della mano) "..pensione.. Mi hai fatto venire la voglia di uscire"

CANDIDA    :- "Sì o no?.. Se stai in casa mi risparmi di cercare dove ho messo la chiave, altrimenti.." (si volta per rientrare alle camere) "Vado a cercarla"   

FELICE          :- "Ma no.. vai, vai, non esco.."

CANDIDA     :-  (fa dietrofront e apre la porta) "Ciao"

FELICE          :-  (con ironia) "Coraggio.. andiamo a cominciare una nuova vita" (fa per andare verso il cucinino quando trilla il telefono) "Pronto?.. Chi?.. Ah, sì, sono io, Gambarotta Felice." (pausa) "Devo passare all'ufficio del personale per precisazioni?" (suonano alla porta) "Scusi un momento.. hanno suonato alla porta" (posa il ricevitore e va ad aprire. E' Nunziata)

NUNZIATA   :- (complimentosa) "Oh signor pensionato.. posso?"

FELICE          :- "Prego, si accomodi.. un momento solo che sono al telefono"

NUNZIATA   :- (entra, si siede e dà una scorse al giornale)

FELICE          :- (al telefono) "Eccomi.." (pausa) "Ma devo venire subito?" (pausa) "No, no.. abito a qui a due passi.. sarò lì fra un minuto" (posa il ricevitore e si rivolge a Nunziata) "Desiderava qualcosa?.. Candida non c'è.. è andata sul mercato.. Sono solo"

NUNZIATA   :- (si alza di scatto) "Allora vado.. Non vorrei che.. ritornerò più tardi.." (si avvia sculettando verso l'uscita guardata da Felice)

FELICE           :-  (le sbarra il passo) "Un momento.."

NUNZIATA    :- (gattona) "Ma signor Felice.."

FELICE           :- "Visto che Candida non c'è.. se potesse fermarsi.."

NUNZIATA    :- (facendo moine) "Ma signor Felice.. Che ardire.." (le si avvicina) "..e se entra Candida?"

FELICE        :- "Ma che cosa ha capito.. Dicevo che siccome la Candida è uscita senza chiavi e dal momento che anch'io devo uscire per andare all'ufficio del personale per visionare delle carte mie.. se poteva stare lei qui, ad aspettare mia moglie. Sono stato abbastanza chiaro.. senza equivoci?"

NUNZIATA  :- (che c'è rimasta male) "Ah, ma io avevo capito che.." (sospira) ".. pazienza.. vada pure.." (si siede) ".. l'aspetterò io sua moglie.." (cambiando tono e con aggressività) "Starà tanto ad arrivare?"

FELICE          :- "Non saprei, ma penso di no. La ringrazio signora Nunziata.. ben gentile"

NUNZIATA   :- (speranzosa e gattona) "Ma le pare.. Anzi.. se avesse bisogno di me.. sa dove abito.."

FELICE           :- "Mmmm.. la ringrazio, arrivederci" (esce)

NUNZIATA    :- "Arrivederci"

                                                                          SCENA VI

                                                          (Nunziata - Santo - Veronica)

NUNZIATA   :- (riprende nervosamente il giornale) "Eh, questi uomini.." (dando voce al pensiero)

                          "Però.. francamente se fosse vedovo non sarebbe da buttare via.. è ancora ben piantato.. e poi ha anche la pensione.." (suonano alla porta. Nunziata si alza e va verso la porta) "Possibile che la Candida abbia già fatto la spesa?" (apre)

SANTO         :- (appare sull'uscio Santo, il fruttivendolo con una cesta contenente della verdura e frutta. Tipo stempiato, vicino alla mezza età, grembiulino davanti parla con accento meridionale) "Posso entrare?"

NUNZIATA  :- "Oh, signor Santo, come mai qui?"

SANTO         :- (entra) "Signora Nunziatina.. che piacere vedervi.. C'è la signora Candida?"

NUNZIATA :- "No.. la sto aspettando"

SANTO        :- (posa il cesto sul tavolo e poi, ringalluzzito) "Ma che bella combinazione.. Propprio non me l'aspettavo di trovare qui SOLA, una bella guagliona comm'avvoi.. "(tra sé) "La situazione cade propprio a faggiuolo.." (si avvicina con passo felino alla donna)

NUNZIATA  :- (con lo stesso passo indietreggia comicamente allungando le mani come a voler fermare Santo)

SANTO          :- (proseguendo il suo passo fino a girare attorno al tavolo) "Nunziatì.. siete nu zucchero.. nu babbà" (prosegue la manovra di avvicinamento dove si è fatto più volte, se del caso, il giro del tavolo) "Mi siete sempre piaciuta, lo sapete vero?"

NUNZIATA   :- (con teatrale timore.. recitando con una mano sul petto a nascondere.. l'ansia) "Ma signor Santo.. è peggio di un diavolo tentatore" (arriva contro la parete o il buffet; si ferma e si difende con la mano tesa)

SANTO           :- (cerca di avvicinarsi per abbraciarla) "Nuanziatì.. voi siete 'na reggina.."

NUNZIATA    :- (fingendosi spaventata e recitando lo respinge ma non troppo) "Ohimemì.."(si fa vento con la mano) "Che caldana che m'è preso.."

SANTO           :- (si inginocchia di fronte alla donna come una sceneggiata) "Nunziati.. siete o ffuoco ca bbrucia dint'e vvene.."

NUNZIATA   :- (con teatralità e comicità cerca di rialzare l'uomo. Ci sono dei su e giù) "Ma cosa fà signor Santo.. sta tentando una santa.. se entra mai la Candida.. su stia bravo.." (Santo si rialza e le va appresso mentre lei svicola attorno al tavolo facendosi vento con rapidità) "Aiuto.. qui brucia tutto.."

                           (SUONANO ALLA PORTA. SANTO SI ALZA DI SCATTO CON COMICITA' E FA CADERE INAVVERTITAMENTE UNA SEDIA CADENDO PURE LUI. NUNZIATA NON SA SE AIUTARE LUI O APRIRE LA PORTA. ALLA FINE METTE A POSTO LA SEDIA MENTRE SANTO SI RIALZA - SUONANO ANCORA ALLA PORTA. NUNZIATA CERCA DI RICOMPORSI. E' AGITATISSIMA. POI VA AD APRIRE SFORZANDOSI DI APPARIRE TRANQUILLA)

VERONICA    :- (entra e squadra sospettosa i due) "Ce ne avete messo del tempo prima di aprire la porta.." (sottile) "Vi ho disturbato?"

SANTO           :- "Che dite mai signora Veronica.."

VERONICA    :- (sospettosa) "Ho sentito un colpo.. siete mica caduti assieme?"

NUNZIATA    :- (imbarazzatissima) "Ma cosa dici mai.. Il signor Santo, quando.. quando hai suonato alla porta, stava per venirti ad aprire ed ha.. ecco ha inciampato nella sedia ed io.. l'ho tirata su.." (tagliando corto e cambiando sia il tono sia l'argomento) "Tu piuttosto per che cosa sei venuta?

VERONICA    :- "Non per disturbarvi certamente.. Ero venuta per dire a Candida se.."

NUNZIATA    :- (con rapidità sbrigativa) "Candida non c'è.. è andata al mercato"

VERONICA    :- "L'immaginavo.. diversamente la sedia.. non sarebbe caduta"

SANTO           :- "Non capisco a che volete alludere"

VERONICA :- (salace) "Poverino.. non capisce.. Come se non si sapesse in giro che donnaiolo è lei.."

SANTO          :- "Ma che dite, signora Veronica: Io alla signora Candida il cesto di verdura che mi aveva ordinato portai"

VERONICA  :- (si avvicina con indolenza al cesto, guarda dentro) "Si vede che lo sforzo per reggerlo l'ha fatto venire rosso come il pomodoro San Marzano, quelli delle sue parti" (a Nunziata) "Vedo che dalla faccia l'hai aiutato.. sei rossa come una triglia"

NUNZIATA    :- (scrollando le spalle) "Chi male fa, male pensa"

SANTO         :- (che non sa come comportarsi) "Signora Nunziata.. Volete dire voi alla signora  Candida del cesto?.. Per pagare c'è tempo" (si avvia all'uscita)

VERONICA    :- (tirando una frecciata) "Non si dimentichi di sforzarsi un po' meno la prossima volta.. attento all'ernia"

SANTO            :- (in imbarazzo sull'uscio aperto) "Arrivederci"

                                                                          SCENA VII

                                                         (Nunziata - Veronica - Candida)

NUNZIATA     :- (cercando di parlare d'altro) "Speriamo che il signor Felice rientri presto" Passeggia nervosamente)

VERONICA      :- (sempre salace) "Perché.. viene anche lui col cesto della verdura?"

NUNZIATA      :- "Non credo.. Il signor Felice è stato chiamato dall'ufficio del personale del Comune dove lavorava nel mentre io suonavo alla porta per parlare con Candida.. però la Candida era già uscita dimenticando la chiave della porta e allora il signor Felice mi ha chiesto se nel frattempo, potevo aspettare io sua moglie"

VERONICA     :- "E nel frattempo Santo non faceva tanto il santo.."

NUNZIATA     :-  "A parte il fatto che a me Santo non interessa.. è inutile che tu ci soffra perché non ti degna nemmeno di uno sguardo"

VERONICA     :- "Chi vivrà vedrà.. Comunque a me i meridionali.." (fa cenno che non sono per lei)

                               (Suonano alla porta e Veronica va ad aprire. E' Candida)

NUNZIATA     :- "Ciao, Candida; aspettavo te per andarmene"

CANDIDA       :- (Posa a terra una sporta mentre si toglie il soprabito) "E Felice?"

NUNZIATA     :- "L'hanno chiamato dall'ufficio del personale e così mi ha chiesto se potevo aspettare il tuo rientro.. Ero venuta per.. per.. Oh, non mi ricordo più per cosa.."

VERONICA     :- "Lo credo bene.. Eri in tutt'altre faccende affaccendata"

CANDIDA       :- "Vedo però che ci sei anche tu"

VERONICA    :- "Ma io mi ricordo per che cosa.. Sono venuta a vedere se potevi prestarmi la pentola a pressione"

CANDIDA      :- "Mi dispiace.. l'ho impegnata"

NUNZIATA    :- (seccata perché è stata interrotta) "E così.. come stavo cercando di dirti, Felice mi ha chiesto se potevo aspettarti perché eri senza chiave.."

VERONICA    :- (assentisce  comicamente come a dire che c'è dell'altro)

NUNZIATA    :- (che nota la mimica di Veronica, parla con voce marcata) "Ah, il signor Santo ha portato la verdura e ha detto che per il pagamento vi arrangerete"

CANDIDA      :- "Grazie Nunziata.. sei stata molto gentile"

NUNZIATA    :- (ammiccando Veronica come a dire <tiè, prendi e porta a casa>) "Allora posso andare" (sia avvia all'uscio e sulla porta saluta) "Ciao"

VERONICA     :- (a Nunziata) "Aspetta, esco anch'io.." (a Candida) "Per la pentola lascia perdere.. farò dell'altro.. grazie" (stanno entrambe per uscire quando, a porta aperta, entra Felice)

                                                                         SCENA VIII

                                                   (Candida - Nunziata - Veronica - Felice)

FELICE        :- (entra e guarda le due donne sull'uscio) "Oh, bene.. ne lascio una e ne trovo tre!"

CANDIDA   :- (al marito) "Che cosa volevano al personale?"

                          (NUNZIATA E VERONICA RICHIUDONO L'USCIO E STANNO AD ASCOLTARE)

FELICE        :- "Mi hanno fatto firmare dei documenti per conoscenza.. Pare che a Roma risultino sei mesi di meno di pensione.. Comunque mi diranno se dovrò riprendere servizio per questi mesi mancanti o se va bene così"

CANDIDA     :- "E speriamo che non ti chiamino altrimenti il lavoro qua.. va a ramengo"

FELICE          :- (ironico) "Speriamo invece di sì.. visto come si stanno mettendo le cose.. Così può darsi che andando a lavorare mi riposi di più"

NUNZIATA   :- (petulante) "Poi.. arriverà la liquidazione e potrà fare un grosso investimento"

FELICE          :- (salace) "Investirò un funerale.. più grosso investimento di quello.. magari quando lei è in corteo"

NUNZIATA  :- (riaprendo rapidamente l'uscio) "Oh.. mi sono ricordata che devo andare dal macellaio"

VERONICA   :- "E io dal fruttivendolo"

FELICE          :- (con comicità, vedendole uscire) "Che il Signore vi accompagni"

CANDIDA     :-  (redarguendolo) "Le hai messe in agitazione"   

FELICE          :- "Loro?.. Ma sono loro che agitano gli altri.. Moglie.. ricordati che hanno già fatto fuori tre mariti in due"

CANDIDA     :- "E smettila di dire le solite stupidaggini.." (con bonarietà) "E vai in cucina a raschiare lo smalto nel muro che hai lasciato tutto a mezzo"

FELICE           :- (avviandosi lentamente) "Corro, corro.." (si ferma) "Dico, non farti mica insegnare da quelle come si fa a restare vedova eh?.. Mi darebbe un po' fastidio"

CANDIDA      :- (spingendolo dolcemente) "E' meglio che campi.. chi mi riassetterebbe la casa?"

FELICE         :-  (comico) "Che amore disinteressato.. e non spingere che mi sto precipitando sul posto" (esce con esasperante lentezza guardato dalla moglie)

CANDIDA      :-  (al marito fuori scena) "Senti.. vado da mia madre a sentire cosa vuol fare.. se viene o no.."

FELICE            :- (da fuori) "Se non volesse venire, non insistere.. lasciala pure dov'è"

CANDIDA       :- (c.s.) "Digli ad Andrea che aspetti per il mangiare.. farò il più presto possibile"

FELICE           :- (spunta sulla porta della cucina con cappello di carta in testa ed un raschietto in mano) "Se mai gli dirò che il menù non è ancora pronto.. Ciao"

CANDIDA       :- (che stava aprendo l'uscio, saluta ed esce)  "Ciao"

                                                                 SCENA IX

                                                          (Felice - Graziella)

FELICE         :- (Andando in cucina) "Sotto a chi tocca" (mugugna da fuori scena) "Lavora Felice che il lavoro nobilita.. e rende l'uomo simile alla bestia.." (trilla il telefono; Felice entra in scena sempre brontolando) "Si vede che non devo lavorare" (alza il ricevitore) "Pronto?.. Chi?.. Ma signor Ranfetti non posso.. ho da fare.." (pausa) "Ma si che sono in pensione ma ho da fare lo stesso , anzi.. mi sembra d'averne più di prima.." (pausa)  "E va bene venga quando vuole.. sì.. sì.. arrivederci.."(posa la cornetta e sempre brontolando ritorna in cucina. E' appena sparito che suonano alla porta e sbotta prima di rientrare in scena) "Ma porco cane!.."(rientra lentamente per andare ad aprire) "Va a finire che mi licenziano" (apre. Sulla porta appare Graziella, la ragazza di Adriano)

GRAZIELLA   :- (che parla con distacco e presunzione di figlia di persone altolocate)  "Mi scusi è la casa di Adriano questa?"

FELICE         :- "Non ancora.. Comunque abita qui .. Ma più che altro ci viene qualche volta a mangiare e a dormire.. Ma con chi ho il piacere..?"

GRAZIELLA   :- Sono Graziella e frequento la facoltà di medicina con Adriano"

FELICE          :- "Ma si accomodi prego.. entri pure" (Graziella entra e Felice chiude la porta)

GRAZIELLA  :- "Grazie ma.. vado via subito"

FELICE          :- (sbrigativo, si rimette il cappello in testa) "Faccia come crede.. mi scusi se non sono in ghingheri ma stavo dando una raschiatina alla cucina.. altrimenti mi annoio.. dicono"

GRAZIELLA  :- (osservandolo meglio) "Allora lei è.."

FELICE          :- (con un passo indietro come a metterla meglio a fuoco) "Ci sono.. Anche lei è!.. Sì, siamo tutti e due.." (risentito ma fiero) "Si signorina.. io sono il padre di Adriano.. IL VICINO DI CASA!"

GRAZIELLA :- (meno categorica) "Dovevo immaginarlo da come ho visto Adriano turbato e dispiaciuto quel giorno.."

FELICE          :- " E SI FIGURI IO com'ero turbato e dispiaciuto.." (con amarezza) "..Nemmeno fossi stato un delinquente.."

GRAZIELLA  :- (sospirando anch'essa con amarezza, ma composta) "Capisco.. ma se può consolarla sappia che.. ogni famiglia ha le proprie magagne"

FELICE          :- (dapprima comprensivo e poi ironico) "Eh, lo so.. Ma vede delle magagne degli altri non è che poi mi importi così tanto.. Sono quelle mie che mi danno fastidio"

GRAZIELLA   :- "La lascio perché vedo che lei ha da fare"

FELICE            :- (con tono scherzoso) "Quello che non faccio oggi lo farò domani.. Cosa vuole con la scusa che sono in pensione e che non avrei niente da fare.. mi stanno riempiendo di lavoro che le lascio dire"

GRAZIELLA   :- "Lei è già in pensione?"

FELICE           :- "Già?.. Ma guardi che i miei anni li ho.. ho fatto anche la guerra.." (buffo) "Ma non ero mica da solo a farla sa.. ce n'erano degli altri"

GRAZIELLA  :- (malinconica) "Mi fa piacere che Adriano abbia un padre giovanile e spiritoso.. Magari fosse spiritoso anche lui"

FELICE          :- "Già!.. Non è stato molto spiritoso quel giorno.. Ma non gliel'aveva detto che eroin pensione?"

GRAZIELLA  :- "No, non ci avrà pensato"

FELICE          :- "Ma  di che parlate quando siete assieme.." (accorgendosi della gaffe) "Che tarlucco che sono.. Certo che avete dell'altro.." (ironico) "Magari di mettere fuoriuso l'avantreno"      

                                                                           SCENA X

                                                             (Felice - Graziella - Adriano)

                             (Entra dalla porta principale Adriano. Vede Graziella e ne resta stupito)

ADRIANO     :- "Tu qui?"

GRAZIELLA :- (pensierosa) "Avevo estrema necessità di parlarti"

FELICE          :- (al figlio) "Buongiorno eh?"

ADRIANO     :- "Ciao Pà.. scusa, ma non mi aspettavo di trovare qui Graziella"

FELICE          :- (salace) "E' venuta a conoscere il tuo vicino di casa!" (va in cucina)

GRAZIELLA :- (abbraccia disperato il ragazzo) "Oh, Adriano.. Che imbroglio.."

ADRIANO     :- "Ma allora.. è proprio vero.. ne sei certa?"

GRAZIELLA  :- (singhiozzando) "Sì.. Non ho neppure il coraggio di andare in Facoltà"

ADRIANO     :- (cerca di consolarla) "Vuol dire che ci andremo quando si saranno calmatele acque"

FELICE          :- (NON VISTO APPARE SULL'USCIO DEL CUCININO E STA AD ASCOLTARE)

GRAZIELLA :- (riprendendosi con signorilità) "No!.. E' meglio che tu vada così mi dirai gli argomenti discussi.. Tuo padre potrebbe insospettirsi e mangiare la foglia se non ti vede andare.. propprio ora che sei vicino alla tesi"

FELICE         :- (sornione, entra)" Mi avete chiamato?"

ADRIANO    :- (seccato) "Veramente no"

FELICE         :- "Ma se disturbo posso anche andare a giocare alle bocce al bocciodromo" (ritorna in cucinino)

                          (Suonano alla porta e Adriano va ad aprire. Entra l'amministratore)

                                                                        SCENA XI

                                                    (Felice - Graziella - Adriano - Ranfetti)

RANFETTI   :- "Buongiorno signor Gambarotta.. C'è Gambarotta padre?"

FELICE         :- (rientrando in scena) "Eccomi qua"

RANFETTI   :- "Signor Gambarotta.. Eccomi ancora da lei"

FELICE         :- "Ah, sì?.. Non me ne ero accorto"

ADRIANO e GRAZIELLA:- (si siedono nel divano e parlottano fra loro)

RANFETTI   :- "Come le dicevo.. ora che lei è in pensione.."

FELICE         :- "Stop! Questa la so già.. Ma si accomodi" (siedono entrambi accanto al tavolo)

RANFETTI   :- "Insomma per la proposta di consigliere siamo d'accordo.." (con aria circospetta) "Ma.. per quell'altra proposta.. posso contare sul suo aiuto?"

FELICE         :- "Quale proposta?"

RANFETTI   :- (spazientito) "Ma quella di riparare il lucernaio che.. Dio ci guardi.. non si sa mai che.."

FELICE         :- (fa le corna non visto) "Ah, già.. che non si sa mai cadesse a pezzi.. sì, sì.. mi ricordo.."

RANFETTI    :- "Appunto.. sà com'è.." (dà un'occhiata ai due ragazzi accertandosi che non sentano) "Allora.. non manchi.."

FELICE           :- (si alza a sua volta) "Non mancherò"

RANFETTI     :- (si guarda attorno spingendo lo sguardo verso le porte come cercasse qualcosa)

FELICE           :- "Ha perso.." (guarda la ragazza e cerca di parlare come lei) "Anzi.. ha smarrito qualche cosa?"

RANFETTI        :- (imbarazzato) "Ehm.. no, no.. credevo che ci fosse ancora la signora Nunziata"

FELICE              :- (nel mentre l'accompagna alla porta) "Ho sentito che andava dal macellaio.. Ma

                               perchè vuole proporla per consigliera anche lei?"

RANFETTI        :- No.. no.. volevo darle.. ecco il rendiconto del riscaldamento" (molto imbarazzato esce e saluta) "Arrivederci"

FELICE              :- (richiudendo l'uscio) "Salve.. Mi sembrava un po' su di giri.. Mah.."

ADRIANO         :- "Papà, che te ne pare di Graziella?.. Ti piace?"

GRAZIELLA     :- "Ma, Adriano.."

FELICE             :- (scherzando) "Sì, sì.. mi piace; ma non è pane per i miei denti"

ADRIANO        :- (alzandosi assieme alla ragazza) "Pà... la riaccompagno a casa"

GRAZIELLA    :- "Signor Felice.." (porge la mano) "Sono lieta di avere fatta la sua conoscenza"

FELICE             :- "Lasci perdere il signor.. Scusi la mano.. sono un po' impiastrato"

GRAZIELLA    :- "Non si preoccupi.. arrivederci"

FELICE             :- "Arrivederci" (al figlio) "Non far tardi.. Lo sai che ci tengo a mangiare tutti assieme"

ADRIANO        :- (sulla soglia per uscire) "Sì. Ciao" (escono)

FELICE             :- (comico) "E ora.. visto che sono in pensione.. sotto a chi tocca.." (si avvia al cucinino e si ferma di botto riflettendo) "Che cosa avranno combinato quei due ragazzi?.. Altro che avantreno.." (esce di scena)

                                                                     SCENA XII

                                                               (Felice - Candida)

CANDIDA    :- (entra da fuori) "Felice?"

FELICE         :- (entra dal cucinino col cappello di carta ed il raschietto in mano) "Agli ordini.. Hai incontrato Adriano?"

CANDIDA     :- "No.. Ho preso l'ascensore"

FELICE          :- "E loro saranno scesi a piedi.. Hanno il piede giovane"

CANDIDA     :- "Loro?. E chi c'era?"

FELICE    :-"Ora ti spiego.." (pausa) "E tua madre?.. L'hai portata nel bosco a perdere?" (scimmiottando il modo forbito di parlare di Graziella ed atteggiando la bocca allo stesso modo) "Mi correggo.. l'hai portata nel bosco a smarrirsi?"

CANDIDA      :- (lo guarda con comicità) "Non dire stupidaggini.. Ma dimmi un po', chi c'era con Adriano?"

FELICE           :- (con teatralità) "Moglie.. siediti perché.. mi pare che non ci siamo.."

CANDIDA     :- (si siede interrogando con lo sguardo il marito) "Come sarebbe?.. Cosa è successo?"

FELICE          :- (con l'aria di ha scoperto l'inghippo) "Sarebbe a dire che.. il bell'Andrea, con la graziosa Graziella"  (imita ancora Graziella) ".. sono stati qui"

CANDIDA     :- "Qui?.. E come mai?"

FELICE          :- "Lei era venuta a cercare tuo figlio"

CANDIDA     :- "Ma se aveva detto che sarebbe stato da lei a studiare"

FELICE          :- (semiserio) "E si vede che prima.. hanno giocato al dottore e all'ammalata.. perché parlavano tra loro di certi imbrogli e, da quanto ne ho capito non vorrei che.. aspettasse.." (fa cenno alla pancia gonfia)

CANDIDA    :- "Oh, Signore benedetto.. E ci mancherebbe altro!"

FELICE         : - (con ironia) "Beh.. proprio mancare direi di no.. semmai le crescerebbe" (accenna ancora alla rotondità della pancia)

CANDIDA   : - (agitata e incredula) "No, no.. Non ci credo.. Adriano quelle cose non le fa"

FELICE         :- "Ma non crederai che quando sono assieme stiano sempre a contare le stelle"

CANDIDA    :- "Ma Felice.. Se sicuro di avere capito bene?"

FELICE         :- "A me non hanno detto nulla.. Sono io che.." (accenna con la mano all'orecchio) "..captavo, e da quello che ho sentito ne ho tratto le conclusioni"

CANDIDA     :- (quasi a sperare e a voler respingere la possibilità) "No, no.. Non ci credo"

FELICE          :- (con comicità, accenna alla pancia che si sgonfia) "E allora la faccenda.. si sgonfia da sé"

                                                                       SCENA XIII

                                                      (Felice - Candida - Veronica - Nunziata)

CANDIDA    :- (nervosa) "Senti.. non starmi a infastidire.."

FELICE         :- "Fatti fine Candida.. devi dire<non starmi ad irretire>"

CANDIDA    :- (sbottando) "E meglio che vai di là altrimenti non combini niente"

FELICE         :- (avviandosi di malavoglia) "Stato appunto per andando.. Stia calma signora Candida che non la irretisco più" (va in cucinino)

                             (SUONANO ALLA PORTA)

CANDIDA    :- (va ad aprire. Ci sono Veronica e Nunziata) "Ah.. siete voi?"

VERON. E NUNZ.: - (entrano)

VERONICA :- "Siamo venute a dirti, nel caso avesti bisogno di noi, che siamo state invitate in casa del signor Ranfetti"

CANDIDA     :- "L'amministratore?"

NUNZIATA   .- (quasi volesse protestare con Veronica) "Veramente ero stata invitata IO ma, siccome quando me l'ha detto c'era anche lei.. ha esteso l'invito anche a Veronica"

FELICE         :- (fa capolino dal cucinino) "E si capisce che non potete stare separate.. Siete la coppia di ferro"

NUNZIATA  :- (civettuola) "Signor Felice, sono venuta a dirle che l'Apollonia avrebbe bisogno di un favore.. una commissione in municipio, visto che ci lavorava.. Deve avere dei documenti.. non ho ben capito.. eventualmente faccia un passo da lei.. Mi pare ha parlato di Previdenza o sussistenza, non so.."

FELICE         :- (entra del tutto in scena scocciato) "Se l'avessi saputo non mi facevo vedere"

CANDIDA    :- (al marito) ".. E' una povera vecchia e bisogna aiutarla"

FELICE         :- (cercando di protestare) "Ma cosa c'entro io.. non ero mica negli uffici.. io ero nei tombini"

CANDIDA   :- (fa un gesto come a dire <quante storie>)

FELICE        :- (con comica mimica) "Ho capito, ho capito.. siccome sono in pensione.." (gira una ipotetica puntina sul disco)

VERONICA  :- "E io, sentendo questo.. vorrei chiederle se mi farebbe dei documento alla Previdenza.. per vedere di prendere qualcosa di mio marito.."

FELICE         :- (sornione) "E quale dei due.. il primo o il secondo?"

VERONICA  :- "Del secondo.. di Giorgio"

FELICE         :- (sarcastico) "Ma perché non ci va lei?.. non può muoversi?.. E' invalida come l'Apollonia?.. Capisco.. gli anni passano.. malgrado i restauri.."

VERONICA    :- "Per suo norma e regola io mi sento ancora giovane.. Comunque, se non vuole essere cavaliere.."

CANDIDA     :- (guardando severamente il marito) "Ma sì.. scherza sempre.. verrà da te a prendere i dati di Giorgio.."

VERONICA    :- (civettuola anch'essa) "Grazie.. allora l'aspetto"

FELICE           :- (che capisce non potersi più tirare indietro) "E va bene.. passerò da lei .. dalla POLONIA e se non basta anche dalla Francia e dalla Germania.. Tanto, sono in pensione!"

VERONICA    :- "Grazie ancora"

FELICE           :- (ironico) "Mi raccomando col signor Ranfetti.. è ancora scapolo.. un po' maturo se vogliamo.. ma sempre scapolo"

NUNZIATA   :- (cercando di fare la donna fatale) "Oh, vorrà parlarci del riscaldamento"

FELICE          :- "Si.. ma non scaldatelo troppo altrimenti.. fa la fine degli altri"

CANDIDA     :- "E piantala un po' e vai di là.."

FELICE          :- "Dico, donna.. Guarda che vado a cercarmi un lavoro.. vado a fare il nonno vigile" (fa i movimenti con le braccia come i Vigili Urbani)

CANDIDA     :- "Ci mancherebbe altro.. così prenderesti una polmonite e io rimango a secco!"

VERONICA   :- "Ne so qualcosa io"

NUNZIATA   :- "Come il mio Adolfo.."

FELILCE        :- (fa le corna) "Oei, dico.. ma cosa volete da me?.. Giocare a tressette col morto?.. Ma non dovete andare da Ranfetti?.. E allora andate prima che si raffreddi"

VER. e NUNZ.:- "Arrivederci.. andiamo" (escono accompagnate alla porta da Candida)

FELICE         :- (allarga le braccia) "Oh .. e ora che ho un po' di quiete.."

CANDIDA    :- (lo interrompe) "Vai di là a fare qualcosa"

FELICE         :- "E invece no: Mi siedo e guardo la partita alla televisione"

CANDIDA    :- (sbuffando) "Oh.. benedette partite!"

FELICE         :- "Tranquilla Candida.. La guardo col pennello in mano" (va in cucinino)

                                                                       SCENA XIV

                                                        (Candida - Consolata- Felice)

                               (Suonano alla porta e Candida va ad aprire. E' Consolata che entra a bersagliera. Cappellino e veletta in testa. Borsetta e bastone)

CONSOLATA:- (con aria di comando) "Ho deciso.. vengo ad abitare qui con te!" (si piazza nel mezzo della scena con i pugni ai fianchi)

CANDIDA      :-  (salace) "Entra pure eh?"

FELICE           :- (fa capolino con cappello di carta in testa e pennello in mano. Vede la posa della donna che sembra imitare Mussolini) "Mi sembrate.. il buon'anima!" (ripete l'atteggiamento)

CONSOLATA :- "Felice.. Visto che sei in pensione.."

FELICE            :- (ha uno scatto di nervoso) "Alt!.. Questa l'ho già sentita.. andiamo oltre.."

CONSOLATA :- "..potresti andare a prendere la mia cassapanca perchè io, MI FERMO QUI!"

FELICE            :- (annuisce con comicità, guarda moglie e pubblico e poi con enfasi) "Ma benissimo.. benvenuta cara suocera.. Ci voleva proprio qualcuno che mi desse una mano in questa casa.." (allunga il pennello alla suocera) "<Perintanto> cominciate a reggermi il pennello!" (glie lo porge ed esce)

CONSOLATA :- (prende il pennello e lo tiene in mano come reggesse una serpe, facendo il viso di circostanza mentre il sipario si chiude)

                                                          FINE DEL SECONDO ATTO

                                               ATTO TERZO

                           (Stessa scena del primo e secondo atto)       

                                                            SCENA I

                                                (Candida - Felice - Adriano)

FELICE       :- (seduto legge il giornale mentre sorseggia il caffè assieme alla moglie) "C'è ancora quell'affare sui medici-dentisti.. Ah, c'è anche il nome di quel G.F.. ricordi?.. Gennaro Filippiello.." (ironico) "Dev'essere di Bolzano"

ADRIANO   :- (Entra serio; guarda i genitori che lo osservano incuriositi, e con mestizia saluta) "Ciao" (va alle stanze)

CANDIDA   :- (al marito) "Ma cos'avrà?"

FELICE        :- "Se è in bolletta che ci stia.. Così non prende vizi"

CANDIDA   :- (apprensiva) "Adriano!"

ADRIANO   :- (riappare e con lo stesso tono stanco come un cane bastonato) "Cosa vuoi?"

CANDIDA   :- (alzandosi) "Ti senti male?"

FELICE        :- (si alza a sua volta e cerca di far capire al ragazzo che ha intuito il motivo) "Ci sono mica delle.." (fa il gesto della donna incinta) ".. novità?"

ADRIANO   :- "Non capisco.. cosa vuoi dire con quel gesto?" (imita)

CANDIDA   :-  (sulle spine, al marito) "Non capisce.."

FELICE       :- "No, dico.. sbagliare si sbaglia tutti.. specialmente ad una certa età.. però si può sempre rimediare.."

ADRIANO    :- (afflitto) "Non so se si potrà rimediare.. Intanto è dentro!"

CANDIDA    :- "Oh, Signore benedetto.. Ma Adriano.. non si fanno quelle cose.."

ADRIANO    :- "E' ben quello che ho detto a Graziella"

FELICE         :- "Buona questa.. E' stata lei?.. Non la facevo così.. vogliosa.. la gente non la si conosce mai abbastanza!" (rifà il gesto della pancia)

ADRIANO   :- "Ma non so se parliamo dello stesso argomento"

CANDIDA      :- "Ma, Graziella.. non aspetta un.." (imita il gesto del marito)

ADRIANO   :- "Ma no. Cosa vai a pensare.."

FELICE        :- (ironico, alla moglie) "Te l'ho detto subito io.."

CANDIDA   :- "Veramente hai detto proprio il contrario.." (al figlio) "Ma allora.. cos'è che c'è.. dentro?"

ADRIANO   :- "Ma non avete letto il giornale?.. Il papà di Graziella è stato arrestato"

FELICE        :- (serio) "E chi ha accoppato?"

ADRIANO  :- "Esercitava la professione senza aver conseguito la laurea"

CANDIDA  :- "Davvero?"

FELICE        :- "Questa è proprio bella.. Allora è.." (prende il giornale) "Gennaro Filippiello"

ADRIANO   :- (abbattuto) "Proprio lui!"

FELICE        :- (con sfogo che sa di rivincita) "Ah.. e quella sarebbe stata una famiglia rispettabile.. con una bella casa.. E la figlia del signor.. Filippetto.."

CANDIDA   :- (correggendolo) "Filippiello!"

FELICE        :- "E va bene.. Filippiello."

ADRIANO   :- "Graziella era venuta a cercarmi in casa per dirmi questo" (passeggia nervosamente)

                        "Mi sembra ancora impossibile.. Un uomo della sua posizione.. Stento ancora a crederci"

CANDIDA  :- (pensosa) "Certo che è un bel guaio"

FELICE       :-  (salace) "A questo punto credo che la figlia del signor Filippetto.."

CANDIDA  :- (correggendolo ancora) "Filippiello"

FELICE       :- (adirandosi) "E non riprendermi continuamente.. Filippetto, Filippiello, non cambia la sostanza.. Volevo dire, caro il mio ragazzo, che la Graziella dovrà dire che suo padre.. E' UN VICINO DI CASA" (si avvia alla porta principale, serio) "Vado dall'Appollonia, da Veronica, ecc. ecc." (esce)

CANDIDA     :- "Torna presto"

ADRIANO     :- (turbato) "Esco anch'io"

CANDIDA     :- "Ma se sei appena entrato"

ADRIANO     :- "Ho bisogno di schiarirmi le idee" (esce) 

                                                                    SCENA II

                                              (Candida - Veronica - Nunziata)

CANDIDA    :- "Ma guarda che imbroglio.. lo specialista delle ossa.." (pensando) "Povero figliolo.. quasi, quasi vado dal pescivendolo e gli compero un po' di pesce fresco e poi.. sì, gli farò due uova sbattute.. che mi sembra un po' patito" (Dopo aver preso il soprabito o che altro, apre l'uscio e incoccia Veronica e Nunziata che stavano per suonare)

NUNZIATA   :- "Oh, Candida.. stavamo per suonare.. venivamo a fare un po' di maglia.. ma vedo che stai uscendo.. semmai.."

VERONICA    :- "..ritorneremo più tardi"

CANDIDA      :- "Come volete.. Se volete aspettarmi, vado qui sotto dal pescivendolo e torno subito.. Comunque di là c'è mia madre.. Felice è andato per te " (a Veronica) " e per l'Apollonia"

VERONICA   :- "Gentile tuo marito.. è passato da me a prendere i documenti.. "

NUNZIATA   :- "Allora, se non disturbiamo, ti aspettiamo"

CANDIDA     :- (accennando al divano) "Accomodatevi pure"

VERONICA   :- (siedono e mettono a mezzo il lavoro a maglia) "Ti aspettiamo"

CANDIDA     :- (ironica, uscendo) "Mi raccomando.. non andate via.."

NUNZIATA   :- "Tranquilla"

VERONICA   :- (dopo essersi accertata che Candida è uscita) "Felice l'ho fatto un po' parlare quando è venuto da me.. gli ho chiesto se Adriano prende la <laura> o se.."

NUNZIATA    :-"Si dice <laurea>"

VERONICA    :- (intanto sferruzzano) "..oppure se fanno come quelli che erano sul giornale.."

NUNZIATA    :- (ridacchiando) "Certo che una bella frecciatina glie l'hai tirata.." (con un po' di malignità) "..per vedere, come dice quella canzone.. per vedere di nascosto l'effetto che fa.."

VERONICA    :- (con aria da santarellina) "Ma noi parliamo così per dire qualcosa.. per fare due chiacchiere innocenti"

NUNZIATA    :- (sospirando, con gli occhi al cielo) "Però, se avessimo un uomo.. potremmo anche fare a meno di passarsi il tempo così.. Tu almeno hai macellaio che ti fa gli occhi dolci"

VERONICA   :- "Oh, quello.. quando ti guarda sembra che ti voglia dividere in quarti.. Mi viene la pelle di gallina a pensarci.. Tu piuttosto.. il Santo.."

NUNZIATA    :- "Il fruttivendolo?.. E chi l'ha più visto?"

VERONICA    :- (riflettendo) "Sarebbe un buon partito però.. I muri del negozio sono i suoi.. Ed è anche un bell'uomo"

NUNZIATA   :- "Ma non avevi detto che se sono meridionali tu.."

VERONICA   :- "Resto sempre della stessa idea"

CANDIDA     :- (apre l'uscio e rientra) "Ho fatto presto?"

NUNZIATA   :- "Anche troppo"

CANDIDA     :- (si toglie ciò che indossava e va in cucinino con un pacchettino) "Adesso vi faccio un bel caffè"

VERONICA   :- (malignetta, a Candida che è in cucinino) "E così.. tua madre è qui con te"

CANDIDA     :- (da fuori) "Sì.. Felice non vuole lasciarla andare al ricovero"

NUNZIATA   : - "E' un brav'uomo Felice"

VERONICA   :- (dando una gomitata all'amica) "E.. dimmi un po'.. Adriano prenderà la laurea?.. Va bene che al giorno d'oggi.. volendo.. basta pagare.."

CANDIDA     :- (seria entra in scena col cabaret, zuccheriera ecc)  "Come sarebbe a dire?"

VERONICA   :- (con finta ingenuità) "Oh, niente.. Felice mi stava dicendo del padre della sua ragazza"

CANDIDA     :- (seria) "Gli uomini parlano troppo.. e poi dicono delle donne.. Comunque diamogli un taglio eh?"

NUNZIATA   :- "Oh, se è per noi.. figurati"

CANDIDA      :- (tornando in cucinino) "Bene!"

VERONICA   :- (mima a Nunziata come Candida se la sia presa)

CANDIDA     :- (entra con due tazzine che posa sul cabaret) "Ecco"

NUNZIATA   :- "Che aroma.."

                                                                SCENA III

                                           (Candida - Nunziata - Veronica -Consolata)

CONSOLATA:- (entra come al suo solito, dalle stanze) "E per me, niente caffè..  Chi sono io?.. Forse meno delle vicine di casa?"

CANDIDA     :- "Ma mamma. Sei corsa dietro all'odore come i gatti?.." (porge una tazzina di caffè alla madre che si  è seduta mantenendo la grinta) "Vedi che l'ho fatto anche per te?"

VERONICA  :- (sulle spine, a Consolata) "Andiamo via subito"

CANDIDA    :-  "Ma se siete appena venute"

NUNZIATA  :- (trangugia il caffè e si alza imitata da Veronica) "Sì andiamo... Tu hai da fare e.. anche noi.."

VERONICA  :- "Grazie del caffè; era veramente buono"

CONSOLATA:- (salace) "Sono certa che il vostro è ancora più buono.. "(tirando una frecciata) "E dura di più!"

VERONICA  :- (gira rapidamente i tacchi) "Togliamo il disturbo" (accompagnate da Candida, escono)

CANDIDA      :- (alla madre) "Non devi trattare così le persone.. sono rimaste male.. io non sono abituata a fare questi numeri"

CONSOLATA :- (incurante, si gusta il caffè) "Sono delle pettegole.. le sentivo di là.. ti fanno perdere del tempo e ne fanno perdere anche a tuo marito"

CANDIDA    :- "Tu a queste cose non devi pensare. Il mio tempo so regolarmelo da sola"

CONSOLATA :- (impermalita) "Non posso nemmeno parlare adesso?"

CANDIDA    :- "Per quello che riguarda Felice, ci penso io e tu non ti intrigare"

CONSOLATA :- (offesa) "A me parlare così. Con questo tono?.. A tua madre che ti ha allevata?"

CANDIDA    :- "Ma mamma.. cerca di farti volere bene anche da mio marito, non ti intrigare.. è meglio"

CONSOLATA :- (si alza fiera) "Non fare delle minacce sai perché.."

CANDIDA     :- "Perché?"

CONSOLATA :- (che non sa che dire) "Perché altrimenti.. lascio la mia cassapanca.."

CANDIDA    :- (rigirando la solita zuppa) "..alle suore.. Se vuoi, puoi darla anche adesso.. A Felice della tua cassapanca non glie ne importa proprio niente.. e a me meno di lui"

                             (Suonano alla porta. Candida va ad aprire. E' Sabrina, nipote di Candida e di Consolata)

                                                                SCENA IV

                                                 (Candida - Consolata - Sabrina)

SABRINA     :- (ragazza moderna, sui diciott'anni circa. Mastica cewingam) "Ciao zia Candy.."

CANDIDA    :- (abbracciando la nipote) "Ciao Sabrina.. che novità è mai questa" (andando verso la nonna) "Ciao nonna.. sono venuta a vedere come stai" (l'abbraccia)

CONSOLATA:- (sulle sue) "Sto bene, grazie"

SABRINA     :- "Mamy e Papi ti salutano"

CONSOLATA:- "Ah, sì.. Prima mi cacciano e poi mi mandano a salutare?"

CANDIDA    :- (a Sabrina, porgendo una sedia) "Siedi"

SABRINA     :- (esegue e poi alla nonna) "Ma che dici?.. Nessuno ti ha mandata via.. sei tu che hai detto che la zia Candy voleva averti un po' anche lei.."

CANDIDA    :- (sorridendo per aver mangiato la foglia) "Ah, sì?"

CONSOLATA:- (presa in castagna, si agita) "E no!. Non è proprio così"

SABRINA     :- (con calma) "Ma nonna, non ti ricordi che volevi la televisione in camera tua per vederti tutti i giorni le telenovele ?.. Papi ti aveva detto che noi non potevamo venire tutte le volte che c'era il telegiornale nella tua camera.."

CONSOLATA:- "Esagerata"

SABRINA      :- (per spiegare alla zia) "La nonna se l'è presa e allora papà gli ha detto che era liberissima di comprarsene una, così poteva fare come voleva"

CONSOLATA:- (con cipiglio) "Eh, no!.. Mi ha detto che la televisione non era la mia e che          non potevo portarmela in camera.. Mio figlio dirmi quelle cose.." ( come sentenziasse) "Tutti ingrati i figli!"

CANDIDA     :- "No esageriamo, mamma. Conosco bene te e conosco anche mio fratello e tu.. devi darti una regolata. Noi ti rispettiamo ma vogliamo essere rispettati anche noi. Ognuno, lo sai, ha la propria famiglia.. e qui in casa, comanda Felice"

CONSOLATA:- (scrolla le spalle incredula) "Questa poi è tutta da vedere"

CANDIDA      :-"Diciamo allora che ha l'impressione di comandare lui.. Però anch'io, sto attenta a non tirare troppo la corda.. non voglio perdere, in uno scoppio di rabbia, tutto quello che abbiamo messo assieme in tanti anni di sacrificio" (squadrandola) "E tu non parlargli come una marescialla dei carabinieri... Felice è un buon uomo, ma come tutti gli uomini buoni quando non ne possono più, scoppiano e recuperano tutto quello che hanno lasciato andare di sottobanco"

CONSOLATA:- "Tutti uguali!" (si alza) "Esco.." (si avvia alla porta, prende dal portamantelli un soprabito o altro) "Vado dalla mia amica Serafina.. con lei almeno ci capiamo"

CANDIDA     :- (ironica) "Ne sono certa. Ti dà sempre ragione"

SABRINA      :- "Nonnetta.. non dare retta solo a quelli che ti danno sempre ragione.. saranno le prime a girarti le spalle"

CONSOLATA :- (astiosa) "Non ho bisogno di consigli, specialmente da chi ha ancora il latte sulle labbra" (apre la porta e la richiude dietro di sé con sveltezza malgrado l'età)

CANDIDA     :- (cercando di scusarla)  "Povera donna anche lei.. Non vuole ammettere che si ha tutti bisogno uno dell'altro.." (pausa) "E' stata abituata che non gli mancava nemmeno il latte di gallina prima della guerra.. allevata con tutte le comodità e dopo.. quando la nostra casa è stata bombardata, ha perso tutto.. oro, titoli di Stato.. Che vuoi mai, quelli che ha salvato, dopo la guerra non valevano nemmeno una castagna léssa "

SABRINA     :- "Capisco, però il papà ha ragione.. Tutti i momenti tirava a mezzo la sua cassapanca come se noi la tenessimo in casa solo per quella"

CANDIDA     :- "Ci vuole pazienza, cara la mia Sabrina. Se campiamo diventeremo vecchi anche noi.. e chissà come saremo.." (si prepara per uscire) "Devo uscire.. Vieni con me?"

SABRINA       :- "Okei zia , ti accompagno per un tratto"

CANDIDA      :- (ricordando) "Oh.. non posso.. la nonna è uscita e non ha le chiavi.. Pazienza, l'aspetterò.. Tu vai pure se vuoi"

SABRINA       :- "Ma no zia.. Vai tu, l'aspetto io la nonna e poi vado a casa"

CANDIDA      :- "Dici?.. Allora vado.. Salutami la mamma e il papa"

SABRINA       :- "Sarà fatto, arrivederci"

CANDIDA      :- "Ciao" (esce)

                                                                           SCENA V

                                                                 (Sabrina - Gavino- Felice)

SABRINA     :- (si siede, prende una rivista o un giornale e legge. Trilla il telefono e va a rispondere) "Pronto?.." (pausa) "Sì, è la casa Gambarotta, dica pure.. Santo il verduraio?" (pausa) "Dica pure con parole sue.. cercherò di tradurle, sono la nipote" (pausa) "Riferirò.. di nulla si figuri, buongiorno" (posa la cornetta e nello stesso tempo suonano alla porta. Apre ed appare Gavino)

GAVINO     :- (sull'uscio, stupito) "Tu qui?" (entra) "Ma cosa ci fai?"

SABRINA   :- (entusiasta lo abbraccia) "Ciao Gavy.. Sono in casa di mia zia.. tu piuttosto"

GAVINO     :- (ha con sé la solita borsa) "La signora mi aveva detto di ripassare.. Ma sei sola?"

SABRINA   :- "Sto aspettando la vecchia.." (pensando) "Potresti aspettarmi qua sotto, davanti all'edicola.. Appena posso scendo. E' meglio che non ci vedano qui.. se entra qualcuno"

GAVINO      :- (posa la borsa e di slancio abbraccia la ragazza) "Oh, Sabri.."

                         (SI APRE LA PORTA ED ENTRA FELICE)

FELICE         :- (si blocca sorpreso) "Ehi, dico.. Disturbo?"

SABR. e GAV:- (si lasciano sveltamente, imbarazzati)

FELICE        :- (avvicinandosi alla ragazza) "E questo da che buco esce?"

GAVINO      :- (imbarazzatissimo) "Signor Gambarotta.. io.. io.."

FELICE        :- "E anch'io. Ma.. ci conosciamo?"

SABRINA    :- "Zio.. era venuto per la zia.."

FELICE        : - (meravigliato) Eh?.. Per la zia?.. Questa è bella!.. E dov'è la fedifragra.."

SABRINA    :- "Zio.. che parolona"

FELICE        :- "Mi aggiorno perché.. poi te lo spiegherò.. Ma non cambiare discorso, dov'è la zia?"

SABRINA    :-"E' uscita e siccome la nonna è andata da una sua amica ed è senza chiavi.."

FELICE        :- "Benedette chiavi.. Bisogna che ne faccia fare alcune paia .."(guardando Gavino) "Così non ci sono sorprese"

GAVINO        :- "Signor Gambarotta io e Sabri..."

FELICE          :- (che non ha afferrato) "Sabri?"

SABRINA      :- (accenna che è lei e Felice fa cenno di aver capito)

GAVINO        :- ".. Ci parliamo da tempo"

FELICE          :- "Giovanotto, se era per parlarle poteva anche telefonarle, no?"

GAVINO        :- "Ma io ero venuto per la sua signora"

FELICE          :- "E dagliela!.. Ma cosa fa.. le prestazioni a casa come i massaggiatori?"

GAVINO        :- "Ma no.. Cosa va a pensare.. Ero venuto a venderle della merce. La signora mi ave- va detto che potevo ripassare.. guardi" (apre la borsa e mostra il contenuto) "Ho suonato alla porta e.." (guardando con amore la ragazza) ".. mi ha aperto Sabri"

FELICE         :- (annuendo con comicità) "Sabri.." (alla ragazza) "Tuo padre, lo sa?"

SABRINA      :- "Non ancora"

FELICE          :- (ironico) "Mi sembra giusto"

GAVINO        :- "Signor Gambarotta io sono Gavino Poddu, credo che mio padre lavori con lei"

FELICE          :- "Sei figlio di Angelo?"

GAVINO        :- "Sì.."

FELICE          :- "Lavorava con me.. Ma guarda un po' proprio  il figlio di un mio amico che ho portato ad esempio.. appiccicato a mia nipote come un francobollo su una busta.. e anche in casa mia per giunta"

GAVINO       :- "Le chiedo scusa.. ritornerò, se permette, quando ci sarà la sua signora"

FELICE         :-  (con tono scherzoso) "Sì però.. ci sarò anch'io"

SABRINA     :- "Zione.. vado anch'io"

FELICE         :- (accompagnandoli alla porta) "Mi raccomando.. Non andare a contare le saponette nel bosco" (escono. Felice si siede con pesantezza) "Ah.. sono stanco morto.. Code agli sportelli.. ti mandano da uno sportello all'altro.. è un labirinto" (scimmiot- tando) "Tanto è in pensione.. Stavo meglio prima" (colto da un pensiero)  "Porco mondo.. ho dimenticato la cementite per le finestre" (si alza affaticato) "E' propprio vero che chi non ha testa ha gambe.. Coraggio" (si appresta ad uscire e si da una manata in fronte) "Le chiavi. La suocera è senza chiavi" (suonano alla porta)                           "Sarà lei" (va ad aprire. E' Adriano)

                                                                           SCENA VI

                                                             (Felice - Adriano - Candida)

ADRIANO     :- (entra raggiante) "Papà.. E' FATTA!"

FELICE          :- "L'hanno mollato?!"

ADRIANO     :- "Chi?"

FELICE          :- "Il Filippetto"

ADRIANO     :- "Ma non parlo di lui.. Ti sto dicendo che E' FATTA"

FELICE          :- (Che non capisce) "Mi fa piacere.. Ma.. si può sapere che cosa è fatta.. la polenta?"

ADRIANO     :- "Ho sostenuto brillantemente la tesi.. " (scandendo le parole) "SONO LA-U-RE-A-TO!"

FELICE         :- (attonito, balbetta) "Ma.. ma.. mi avevi detto che andavi a studiare da.." (si interrompe commosso soffiandosi rumorosamente il naso)

ADRIANO     :- "Mi sono preparato con Graziella in questi giorni.. anche per starle vicino sai.. con quello che è accaduto a suo padre e poi.. non volevo farvi stare in ansietà"

FELICE          :- (imbambolato) "Ma allora.. hai finito.. Adesso sei.. Dottore"

ADRIANO     :- (avvicinandosi con affetto al padre) "Sì Pà.. sono dottore"

FELICE          :- (non sa da che parte andare e dopo un attimo di esitazione abbraccia fortemente  commosso il figlio dandogli delle pacche sulle spalle e dondolandoselo come quando era piccolo) "Mio figlio.. mio figlio dottore.." (staccandosi da lui e guardandolo bene in viso) "E' stata una lunga attesa.. ma.. dico.. è una laurea vera eh?.. Non ci tengo che tu vada a finire sul giornale a quel modo?"

ADRIANO      :- "E' una laurea vera papà"

FELICE           :- (lo riabbraccia, poi lo lascia e non sa come comportarsi) "Il dottor Adriano Gambarotta.. laureato in medicina e chirurgia.. che soddisfazione.." (per non farsi vedere che piange, si soffia ancora rumorosamente il naso poi, non visto, si asciuga gli occhi)

CANDIDA      :- (entra e si avvede che c'è qualcosa e si preoccupa) "Ma.. cosa è successo ancora?"

FELICE           :- (commosso non riesce a parlare chiaramente) " E' Adriano che.."

CANDIDA      :- (posa la borsa della spesa e va dal figlio) "Signore benedetto.. cosa HA COMBINATO?"

FELICE            :- (non sa se piangere o ridere) "Ha combinato che nostro figlio.. E' DOTTORE.. si è laureato e con una laurea vera, capisci mamma?.." (si allontana commosso e va verso le camere uscendo di scena)

CANDIDA       :-  (anch'essa commossa abbraccia il figlio) "Il mio bambino.. Complimenti Adriano.. Ma io non sapevo niente"

ADRIANO        :- "L'ho spiegato al papà.. Non volevo mettervi in agitazione.. Sei contenta?"

CANDIDA        :- "E me lo domandi?"

ADRIANO        :- (accennando al padre verso le camere) "Non avrei mai supposto che il papà si commuovesse a quel modo"

CANDIDA       :- (con affetto) "Il papà.. sembra un vecchio burbero ma.. è come la vigna selvatica..

                             dentro e buono come il pane.. Tutto casa e lavoro.. tutto per la sua famiglia.. Si vede che questa volta gli si è sbloccato qualcosa dentro e.. non ce la fatta più a trattenersi.. QUESTO e tuo padre"

ADRIANO       :- "Lo credevo solo un mugugnone"

CANDIDA       :- "E così adesso.. dovrai fare la tua strada.."

ADRIANO       :- (tra il serio ed il faceto) "E rimborsarvi.."

CANDIDA       :- "Pensa al tuo avvenire e a star vicino ai tuoi vecchi.. quello è il rimborso.. la tua riconoscenza"

FELICE            :- (calmatosi entra in scena contento) "Bisogna festeggiare.. Andremo tutti lassù in quel bel ristorante dove abbiamo fatto il pranzo di nozze e ..pagheremo noi eh, moglie?"

CANDIDA      :- (sorridendo) "Altrimenti chi paga?"

                            (SUONANO ALLA PORTA. CANDIDA VA AD APRIRE. C'E' CONSOLATA CON SABRINA)

                                                                           SCENA VII

                     (Candida - Adriano - Felice - Consolata - Sabrina - Veronica - Nunziata - Ranfetti)

CONSOLATA:- (entra in scena come al suo solito e va ad abbracciare il nipote) "Allora.. abbiamo il neo-dottore

CANDIDA      :- "Ma tu.. lo sapevi?"

CONSOLATA:- (con presunzione) "E se non lo sapeva sua nonna chi doveva saperlo prima?.. Tu?"

SABRINA      :- (abbraccia il cugino) "Complimenti Andrew"

ANDREA      :- "E Poddu?"

FELICE         :- (al figlio) "Così tu sapevi di questo Poddu, eh?"

ANDREA      :- "Chi?.. io?"

FELICE         :- "No.. quell'altro"

SABRINA     :- "E' rimasto indietro con gli studi.. ha ancora tempo"

CONSOLATA:- (guardando il nipote) "Tutto sua nonna.." (a Felice, come sfottò) "Ha preso tutto dalla parte materna!"

FELICE          :- (stava per replicare ma suonano alla porta e tralascia per andare ad aprire. E' l'amministratore Ranfetti)

RANFETTI     :- (entrando) "Disturbo?"

FELICE           :- (salace) "Sì.. ma immagino che non se ne farà niente"

RANFETTI     :- (notando il movimento) "Si sposa qualcuno?"

CONSOLATA :- "Mio nipote si è..."

RANFETTI     :- (non lasciandola proseguire) "Congratulazioni e.. chi sarebbe la sposa.. Questa bella ragazza?" (indica Sabrina)

CANDIDA      :- "Quella è mia nipote.. Ma non si tratta di un matrimonio.. Mio figlio non ci pensa nemmeno a sposarsi.. si è appena laureato.."

RANFETTI     :- "Complimenti.. veramente.. " (a Felice) "Allora è per stasera la riunione di condominio.. mi raccomando"

ADRIANO      :- "Papà, mi sembri più indaffarato di prima"

FELICE           :- "Mi hanno già riempito tutta la giornata.. Quello di questa sera è straordinario"

                            (SUONANO ALLA PORTA)

CANDIDA       :- (avviandosi ad aprire) "Devono aver sentito l'odore della festa" (APRE ED ENTRANO VERONICA E NUNZIATA VESTITE CON ABITI APPARISCENTI) "Oeilà.. che trasformazione!"

TUTTI             :- (guardano e fanno scena)

VER. e NUNZ.:- (si fanno largo con passo da indossatrici)

NUNZIATA    :- (un po' impacciata) "Ho finito il lutto.. è già passato un anno" (a Veronica) "Non capisco te.. sono passati solo dieci mesi"

VERONICA     :- (teatrale) "Basta averlo in cuore.." (cambiando tono e più menefreghista) "E poi, in fondo l'avevo già portato per il primo marito e francamente... m'ero stufata" (ai presenti) "Aria di festa?.. Avete ereditato?"

FELICE          :- (sarcastico) "Sì.. La Consolata ha aperto la sua cassapanca!"

CONSOLATA:- (imperiosa) "Non sono ancora morta, per vostra norma e regola"

SABRINA       :- (con aria da ragazzina saccente e disinteressata) "Nonnetta.. penso che la tua cassapanca non interessi a nessuno.. Un giorno l'ha dimenticata aperta e.."

CONSOLATA :- (severa) "Come sarebbe a dire?.. Semmai l'AVETE aperta"

NUNZIATA    :- (curiosa) "E cosa c'era?"

CONSOLATA:- (a Sabrina, sottovoce ma non troppo) "Zitta!. Sono cose private"

SABRINA       :- (cercando di rabbonirla) Ma nonna.. non ti sei resa ancora conto che ti vogliamo bene con o senza cassapanca?" (alla zia) "C'era solo qualche vecchio cappellino e vestiti fuori moda.. non c'era altro"

VER. e NUNZ.:- (si guardano dandosi delle gomitate soddisfatte)

FELICE           :- (scoppia a ridere) "Ah, ah, ah.. soldi.. oro.. titoli.. ah, ah, ah"

CONSOLATA:- (triste, occhi abbassati e umiliata) "Non è giusto prendere in giro una povera vecchia.."

CANDIDA      :- "Mamma, nessuno ti vuole mancare di rispetto.. Sei tu che sei fuori della realtà"

CONSOLATA:- (tristemente) "Ho perduto tutto durante la guerra sotto i bombardamenti.." (si siede spossata) "Ma prima.. stavamo bene.." (alla figlia) "E tu lo sai" (estrae un fazzoletto e piange in silenzio)

VER. e NUNZ.:- (fanno scena e parlottano fra loro e con Ranfetti)

RANFETTI      :- "Signor Gambarotta, allora ci vediamo stasera"

FELICE            :- "Sì.. altrimenti va a finire che la riunione la facciamo qui"

ADRIANO       :- (si avvicina alla nonna con affetto) "Nonna, qui ci vuole un bel bicchierino, cosa ne dici?"

SABRINA        :- "Approvato"

CANDIDA       :- (va alla vetrinetta ed estrae bicchieri e bottiglia. Andrea stappa e versa porgendo il primo bicchiere alla nonna la quale trangugia facendo smorfie per l'alcool)

SABRINA      :- "Scusate ma io devo deambulare.." (ad Andrea salutandolo con le palme di entrambe le mani) "Di nuovo complimenti dottore.. Bay a tutti.."(si avvia all'uscita)

ANDREA        :- "Ciao e.. mi raccomando con Gavino"

FELICE           :- "Attenta a non scivolare sulle saponette"

                             (Sabrina apre la porta per uscire e lascia il passo a Santo  che stava per  suonare alla porta. Anch'egli è ben vestito)

                                                                        SCENA VIII

      (Candida - Felice - Consolata - Nunziata - Veronica - Adriano - Santo - Ranfetti - Graziella)

FELICE      :- (a Santo) "Avanti c'è posto" (Felice sta per chiudere ma vede Graziella e la fa entrare) "Oh, bene.. c'è anche la signorina Graziella.. Prego.." (entrano Santo e Graziella)

GRAZIELLA :- "Buongiorno"

ADRIANO     :- (le va incontro)

SANTO           :- "Salutiamo questa bella compagnia"

CANDIDA     :-  (avvicinandosi al figlio) "E questa signorina allora sarebbe.."

ADRIANO     :- (presentandola) "Graziella" (presentazioni di rito)

GRAZIELLA  :- (che parla sempre un po' sofisticata) "Sono venuta a congratularmi con il neo dottore" (staranno sempre vicini abbracciandosi ogni tanto)

SANTO          :- "Dottore?.. Che il signorino Andrea dottore è?"

CANDIDA     :- (gongolante) "E già.. Ma.. come mai qui?"

NUNZIATA   :- (lascia il gruppo e si avvicina civettuola a Santo) "Oh, signor Santo.. Me l'ha preparata la cassetta di mele?"

SANTO           :- (ignorandola e rivolgendosi a Candida) "Signora Candida, mi dovesse scusare, ma volevo avvertirvi che faccio una scappata al paese mio e starò via una settimana.."

RANFETTI    : - "E come mai lascia chiuso il negozio per tutto questo tempo?"

SANTO          :- "Voglio dare una notizia di persona ai miei vecchi.. mi voglio sposare"

NUNZIATA   :- (che prima era rimasta male con Santo avendola ignorata, si elettrizza) "Oh, Finalmente!"

FELICE          :- "E chi sarebbe la sfort.. la fortunata?"

NUNZIATA   :- (allarga le braccia come accogliere il futuro sposo)

SANTO          :- (glissa comicamente la donna e va da Veronica che l'attende sorridendo) "Eccola!"

VERONICA    :- (civettuola) "Ci siamo capiti subito.."

NUNZIATA    :- (che c'è rimasta di stucco) "Ma.. ma come sarebbe a dire"

VERONICA    :- (ignorando Nunziata) "Caro Santino.. mi sono cambiata <appositivamente> per te"

NUNZIATA   :- (feroce) E meno male che a te i meridionali..." (fa cenno che non li voleva, poi a Santo) "Attento lei.. che non c'è due senza tre!"

SANTO          :- (fa le corna) "Né?.. Che mi vuole mettere o maluocchio?.. Con Veronica e nu poco e tiempo che ci parliamo"

VERONICA  :- (sottile, a Nunziata) "Eh.. cara Nunziata.. Chi arriva prima al mulino.. màcina"

NUNZIATA  :- (gelida) "Scusate.. vi levo il disturbo.. Qui dentro l'aria s'è fatta irrespirabile" (si avvia all'uscita)

RANFETTI    :- (la segue rapidamente) "Signora Annunziata.. a me però non m'ha degnato nemmeno di uno sguardo. Però, ora che Santo ha cambiato programma.." (ai presenti)

                            "Scusate.. tolgo il disturbo" (segue Nunziata ed escono)

CONSOLATA :- (ironica) "Santo ha cambiato programma senza telecomando"

VERONICA    :- (a Santo, facendo moine) "Caro.. sarà bene che ce ne andiamo pure noi"

SANTO          :- "Già, è vero.. Allora ancora complimenti per il neo dottore e.. arrivederci"

CANDIDA      :- (accompagna i due alla porta) "Arrivederci e.. auguri" (richiude l'uscio)

                                                                      SCENA IX

                                      (Felice - Candida - Adriano - Graziella - Consolata)

FELICE        :- "C'è mancato poco che l'amministratore facesse qui l'assemblea del condominio" (guarda i due ragazzi) "E voi due avete finito di strofinarvi?

ADRIANO     :-"Dài.. non esagerare ora"

CANDIDA     :- "E così di novità oggi.. ne abbiamo avute eh?" (guarda sia i ragazzi, sia la mamma)

CONSOLATA:- (a capo chino) "E ora.. sapete anche  che nella mia cassapanca.."

FELICE           :- "Già! Ma se vuole rimanere con noi, sarete sempre ben accetta" (accenna che deve abbassare le ali) "Però, in casa mia, comando io"

CANDIDA      :- "Come sarebbe a dire?"

FELICE           :-"Se ti ci metti pure tu sto fresco.."

CONSOLATA:- "Capisco.. basta una.. e ora, se permettete.. vado di là" (si avvia stancamente alle camere ed esce)

GRAZIELLA  :- "Signor Felice, vorrei dirvi quanto mi dispiace per quello che è accaduto in seno alla mia famiglia.."

FELICE         :- "Capisco.. ma non deve vergognarsi di suo padre.. I figli non hanno colpa delle cazz.. delle stupidate dei genitori"

CANDIDA      :- "E' bene prendere le cose come sono e vedrete che a tutto c'è rimedio" (al marito) "Felice, abbi pazienza ma hai lasciato tutto a mezzo di là" (accenna al cucinino)

FELICE            :- "Ma lo sai che spero proprio che mi richiamino a lavorare per quei sei mesi che sono.. in bilico?.. Almeno potrò riposarmi"

ADRIANO       :- (accogliendo le mute insistenze della ragazza) "Papà.. io e Graziella usciamo.." (imbarazzato) "Andiamo a preparare.. le carte.."

CANDIDA       :- (sospettosa e timorosa) "Che.. che carte?"

ADRIANO       :- "Io e Graziella.. vogliamo sposarci"

CANDIDA       :- (guarda esterrefatta il marito e i ragazzi) "Ma così.. subito su due piedi?"

FELICE         :- (sconsolato) "Capisco che la vita è una ruota ma.. delle volte gira troppo alla svelta"     

GRAZIELLA   :- (tirando per la mano Adriano) "Allora.. noi andiamo" (escono)

                                                                            SCENA X

                                                            (Candida - Felice - Consolata)

CANDIDA      :- (dopo aver osservato tristemente la porta chiusa, abbraccia il marito e scoppia in singhiozzi) "Oh, Felice.. Non ci siamo goduti nemmeno dieci minuti la sua laurea che ci ha appioppato subito una doccia fredda"

FELICE           :- (malinconico, cerca di calmare la moglie) "Su.. non fare così.. fai come me che in qualunque situazione sarò sempre.. Felice, di nome almeno.. Certo non che l'aspettavamo così di colpo.. Cosa ci vuoi fare.. ogni uccello ha premura di formare il proprio nido.."

CANDIDA     :- "Ma lascia perdere l'uccello.. di nido aveva ancora questo, no?.. Almeno per stare un po' vicino ai suoi vecchi"

FELICE         :- "Guarda che io non mi sento vecchio proprio per niente.." (con tenerezza) "Su.. non è mica morto, no?"

CANDIDA      :-"E ci mancherebbe altro.." (col magone) "E io che avevo detto che a sposarsi non ci pensava proprio.. ih, ih, ih.."

FELICE           :- "Bisogna però farsi una ragione.." (pausa) "Si sa che i figli si fanno per gli altri.. Anche noi abbiamo lasciato i nostri vecchi.. Coraggio mamma.." (cercando di scherzare) "Ma ci pensi?.. Nostro figlio dottore.. e con una laurea vera"

CANDIDA      :- (sempre immusonita) "Già.. dottore.."

FELICE           :- (sforzandosi di essere allegro) "E finalmente potremo fare delle belle gite.." (con un fil di voce, trattenendo il magone) "Ora che non abbiamo.. impegni"

CANDIDA     :- (non ce la fa più a trattenersi. Scoppia a piangere e abbraccia il marito singhiozzando) "Sì.. ma RESTEREMO SEMPRE SOLI!"

CONSOLATA  :- (entra con la solita grinta) "Eh, no! Proprio soli no.. perché io SARO' SEMPRE QUI'.. A FARVI COMPAGNIA.. E IO DI QUI.. NON MI MUOVO!"   

FELICE            :- (che all'entrata della suocera aveva dolcemente allontanata la moglie) "MA IO L'HO SEMPRE DETTO CHE LE DISGRAZIE NON VENGONO MAI DA SOLE

  

                                                               

                                                       (SI CHIUDE IL SIPARIO)

                                                               F  I N E

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