Dramma in tre atti
di Werther Bellodi
PERSONAGGI
Magda Donnegger
Hans
suoi figli
Gustav
Willy Hansen
Dr. Herbert Holm
Il Rev. Rittau
Stelzer
Paula Ritter
Ilse, moglie di Hans
Lotte
Gisela
Voci di contadini
Rappresentato dalla Compagnia Stabile
del Teatro Pirandello di Roma il 7 giugno 1955.
ATTO PRIMO
(Vasta stanza a terreno di una grossa fattoria bavarese. Lo stile quello caratteristico delle case di campagna di quelle contrade. Nel fondo,un poco a destra, una grande porta d su uno spiazzo confinante con la strada. Sempre nel fondo, ma a sinistra, una finestra bassa e larga. Sulla parete di sinistra, in primo piano, un ampio camino. Una porta in secondo piano che d in cucina. A destra, in secondo piano, apertura da cui, per una scala di legno, si va ai piani superiori. In primo piano una porta che mette nella camera di Gustavo.
Di mattina avanzata. La porta del fondo spalancata e il sole inonda la stanza di luce. La scena vuota. Si ode un rumore di piatti e pentole sbattute e quasi subito una voce irata che chiama: Lotte! Lotte!)
Lotte (precipitandosi nella stanza, da sinistra e guardando verso la scala) - Comandate padrona!
Voce di Magda - Cosa stai fracassando in cucina?
Lotte - Niente padrona. caduta una pentola sullo sgocciolatoio!
Magda - Non hai ancora imparato ad attaccare le pentole, bestia?
Lotte - Ma non sono stata io. stata la signora Ilse! (Ssente un brontolio indistinto),
Ilse (appare anch'essa da sinistra. Ha udito la difesa di Lotte e le si avvicina) - Stupida! Racconta anche questo alla vecchia, se credi! (le d uno schiaffo poi esce dalla porta centrale).
Lotte (E' sul punto di piangere e si frega la guancia arrossata. Scende dalla scala Magda)
Magda - Quella buona soltanto a lamentarsi con suo marito e a fare la vittima! Se avesse dato retta a me, Hans non se la sarebbe portata in casa. B, cosa fai tu qui? Non hai da lavorare?
Lotte - Vado subito, padrona.
Magda - Gustavo ancora in camera?
Lotte - Non so, padrona.
Madga - Non sai mai niente. (Chiama) Gustavo!Gustavo! (A Lotte) Apri la porta e guarda se c'.
Lotte - (ubbidisce) - Non c'.
Magda - dove sar andato? Sai almeno se ha mangiato?
Lotte - Mi ha fatto riportare via tutto.
Magda - Benissimo, e io pago profumatamente un dottore perch lo curi. Quando arriva per gli parlo chiaro: o me lo guarisce o se ne va a spasso. Spese inutili in casa Donnegger non se ne fanno. Di l tutto pronto?
Lotte - Tutto, padrona.
Magda - Bada che fra poco vengono gli uomini.
Lotte - Manca solo da scodellare.
Magda - Ora vengo con la tovaglia. (Lotte esce a sinistra) .
Madga (va a un armadio, leva un mazzo di chiavi dalla cintola e l'apre. Ne toglie tovaglia e tovaglioli che pone sulla tavola, poi richiude) - Tutto da me devo fare. Sempre tutto da me. Che casa! (Conta i tova-glioli) E anche questi a furia di lavarli non ne possono pi.
Ilse (entra dal fondo) - Buon giorno, mamma!
Magda - Buongiorno! (continuando il suo monologo) E con quello che costa ora la roba non c' proprio da pensare a fare nuovi acquisti,
Ilse - Avete intenzione di far compere, mamma?
Magda - Niente affatto. Dico solo che vi spreco in questa casa e bisogna mettersi sul serio a fare delle economie. Lotte, vieni a prendere la roba.
Lotte (entra, prende quanto le porge Magia ed esce).
Magda - La stanza della signorina a posto?
Ilse - Fino da ieri sera, mamma. (Perfida) E questo per seguire il vostro programma di sana economia.
Magda - La signorina non una bocca inutile. Viene per Gustavo, mio figlio, tienilo a mente!
Ilse - E io sono la moglie dell'altro vostro figlio. bene ricordare anche questo. Vorrei sapere a chi alludete quando parlate di bocche inutili.
Magda - A quelli che non fanno niente, non producono; si atteggiano a vittime e se possono, seminano discordie.
Ilse - E chi sarebbero?
Magda - Non c' da andare molto lontano. Sei tu, figlia mia. Tutti in casa lavorano, ma tu niente. Perdi solo il tempo a trastullarti coi tuoi cattivi pensieri. Oltre a tutto hai ricevuto una pessima educazione.
Ilse - Oh in quanto a educazione, l'ho proprio assimilata qui, sotto il vostro giogo.
Magda - Se non lo puoi sopportare perch non te ne vai? Saremmo contente tutte due.
Ilse - Lo so. Ma devo sopportare per amore del mio Hans. D'altra parte un giorno sar io la padrona della fattoria, non vi pare?
Magda - Fa in modo di guadagnartelo quel premio, se no, la propriet passer in altre mani.
Ilse - Hans mi ama, non mi abbandoner mai.
Magda - Non parlo di lui in questo momento!
Ilse - E di chi, se lecito? Non penserete di dar moglie a Gustavo. Poveretto, col fiato che gli resta!
Madga - Non ti permetto di parlare cos di Gustavo. Ah, mi convinco sempre di pi che non sei degna di appartenere ai Donnegger. Le donne di questa famiglia hanno sempre dato tutto per aumentare la prosperit della fattoria, ma tu... (fa un gesto di disprezzo) E Gustavo guarir. Ritorner forte come prima. Sposer una brava donna che gli dar dei figli, tante braccia per la nostra terra. Pensa a te piuttosto, una donna senza sangue e per di pi sterile.
Ilse - Oh, mamma... voi... voi... (E' soffocata dalla collera e dalle lacrime. Sale in fretta, le scale).
Magda (dopo una breve pausa) - Almeno a tavola non si far vedere. (Una violenta scampanellata) Ah, eccoli qua! (Un brusio di voci entra dalla finestra. Ad esso si unisce lo sbattere di piatti e bicchieri. Magda si affaccia un momento e un coro di voci la saluta. Magda risponde) Buongiorno... buongiorno... (Lei pure comincia ad apparecchiare la tavola).
Hans (entra dal fondo seguito dal Dr. Holm e da Willy) -Ecco la nostra tiranna in faccende. (L'abbraccia) Mammaccia!
Magda - Gi le zampe, pessimo soggetto e rispetta tua madre. (Porge la mano al dottore) - Avete visto Gustavo?
Holm - S, era con suo fratello e non mi sembrato per niente tranquillo. Lo stavo appunto dicendo ad Hans.
Hans - Piccole discussioni senza importanza. Pretende di insegnare a me come si deve lavorare la terra.
Magda - E dov' ora?
Holm - rimasto fuori ad osservare i braccianti.
Hans - Crepa di invidia perch lui ha sempre poco appetito e non pu mangiare quello che gli piace.
Magda - Finiscila Hans. Non voglio sentirti parlare in questo modo! Ah, dottore, credo che vi prendiate gioco di me. Quel ragazzo non mi sembra sufficientemente curato. Anche stamattina non ha voluto niente.
Holm - Cara Magda, ricordatevi che Gustavo non ha un semplice raffreddore, ma un'anemia perniciosa e altre complicazioni. D'altra parte un soggetto cos difficile da curare!
Willy - Quando si mangia, signora Magda. Sento un odorino che mi d le vertigini!
Magda - Vorrei che si aspettasse la signorina che arriva a mezzogiorno e mezzo, ma se non sai resistere, fatti dare la tua porzione da Lotte.
Willy - Ah s, meglio che approfitti. Mi pare di svenire. (Esce a sinistra).
Hans - Anche questa, per esempio... Scusa mamma, ma che bisogno c'era per Gustavo di una signorina di citt. Se voleva divertirsi, ci sono tante brave ragazze qua attorno! E tutte sane e robuste!
Magda - Hans! Sai che non amo sentire certi discorsi!
Hans - Ma perch proprio una ragazza di citt! Intanto pu darsi che non rimanga due giorni di seguito. La nostra non una vita... come si dice... da signori.
Holm - Ma non viene per fare della villeggiatura. Si tratta di un'ottima ragazza che sar di aiuto alla casa, ma soprattutto una brava infermiera per Gustavo.
Hans (ironico) - Voi dottore non bastate pi?
Holm - Occorre una persona che gli sia sempre vicino, lo sorvegli e soprattutto lo abitui all'idea che un uomo ammalato, che deve essere paziente ed avere dei riguardi. Queste cose gli devono essere dette da una persona estranea, che gli incuta soggezione, altrimenti inutile. A me non ubbidirebbe mai!
Magda - Ma guarir, dottore, non vero? Me l'avete promesso, ricordate?
Holm - Certo, Magda, guarir. Ma non una cosa che si possa prevedere avvenga da un giorno all'altro.
Magda - Inoltre, dottore, mi direte come dobbiamo comportarci con questa donna, s, questa signorina, perch non si trovi troppo male qui. Se si prende cura di Gustavo bisogna che la ricompensi adeguatamente. E non sar un grande sacrificio per me, ve l'assicuro.
Holm - Sapr adattarsi benissimo. una frontista.
Magda - Gi, me l'hanno detto.
Hans - E che vuol dire?
Holm - La vedrete all'atto pratico e capirete senza tanti discorsi.
Gustavo (entra dal fondo trascinandosi)
Magda (andandogli sollecita incontro) - Cosa ti saltato in mente di uscire da solo?
Gustavo - Perch desideravo essere solo! Non viene mai a te il desiderio di rimanere seduta sul tuo seggiolone a leggere, senza la presenza di seccatori?
Hans - Ma sei venuto a litigare con me.
Gustavo - Perch rovini la terra e io non posso sopportarlo.
Hans - Lo senti, mamma? E sarei io quello che alimenta i litigi.
Magda - Ma Gustavo! Tuo fratello non un principiante. Ha vinto diversi concorsi.
Gustavo - Bella roba i concorsi.
Holm - Vuoi che andiamo di l? Potresti sdraiarti un momento.
Gustavo - No, non ne ho voglia. Poi aspetto visite.
Holm - Come credi. Vuol dire che ti visiter nel pomeriggio.
Magda - Non volete rimanere con noi, dottore?
Holm - Grazie, non posso. Sono atteso a casa. Arrivederci figlioli e cercate di rimanere calmi. (Esce accompagnato da Magda fino sulla porta. La donna ritorna).
Hans - Mamma, dovresti far preparare porzioni pi abbondanti a quella gente. Lavorerebbe con pi energia.
Gustav - Ma s, ecco un'altra bella idea. Da quando hai preso moglie sei diventato straordinariamente prodigo. Credi anche tu come Ilse che la fattoria sia una miniera inesauribile? Per te ci sarebbe voluto il bastone quando hai commesso la sciocchezza di
condurci in casa quella donna,
Hans - gi la seconda volta che nomini mia moglie in un tono che non mi piace. Non te lo permetto, hai capito?
Magda - Nemmeno se ne parlassi io?
Hans - Perch? Che cosa ti ha fatto?
Gustav - Oh guarda! Sei proprio diventato cieco e sordo per non vedere e sentire niente. Le manca di rispetto. Cerca di umiliarla in tutti i modi e pretende di fare la padrona.
Hans - Se le cose stanno cos, la punir io. Perch io solo ho il diritto di farlo. Tu no. Dov' ora? Ilse! Ilse!
Magda - Lasciala stare. Non il momento. Ma sono d'accordo con Gustavo. Non era una donna adatta a te.
Hans - Ma io le voglio bene, mamma!
Magda - Pu essere, Hans. Gli uomini fanno cos presto ad ubriacarsi d'amore! Ma non basta amare una donna, come fai tu, per sposarla. Bisogna stimarla prima di tutto, credere nelle sue doti, nelle sue capacit, saperla amante della casa, dei propri figlioli...
Gustavo (interrompendola) - E dove se li piglia i figlioli? All'orfanotrofio?
Hans - Farabutto!
Magda (rapida, mettendosi tra i figli) - Hans!
(Sulla porta apparsa Paula a fianco di Stelzer che porta le valigie. Breve imbarazzo)
Stelzer - Signora Magda, c' la signorina, che sono andato a prendere alla stazione.
Magda - Ah, buongiorno signorina e benvenuta. Eravamo proprio in attesa di voi.
Paula - Sono Paula Ritter.
Magda (a Stelzer) - Porta su le valigie, tu. (Stelzer sale a destra. A Paula) Credo che sarete gi stata messa al corrente sul compito che dovete svolgere in questa casa.
Paula - S, signora Donnegger. E spero di poter assolvere il mio dovere nel migliore dei modi!
Magda - Allora non mi resta che presentarvi i miei figli: Hans il minore e Gustav il maggiore.
Paula (con un leggero sorriso) - Dovr occuparmi un poco di voi, signor Gustavo!
Gustavo (che l'ha sempre, guardata attentamente) - Gi. So tutto anch'io.
Paula - Ve ne dispiace?
Gustavo - Spero di no.
Magda - Avete fatto un buon viaggio? E quell'orso di Stelzer come si comportato?
Paula - Tutto andato benissimo. Un viaggio incantevole che non facevo da tanti anni. Qui attorno ci sono delle campagne meravigliose.
Hans - Vi piace la campagna, signorina?
Paula - L'adoro.
Magda - Bene. Mi fa piacere sentirvi parlare in questo modo,
Paula - Penso che solamente a contatto della terra si possa condurre una vita semplice come l'ho sempre sognata.
Gustavo - Purch non capiti quello che accaduto a me.
Magda - Che c'entra? Il tuo male non stato provocato dall'aria o dal sole o dalla terra.
Gustavo - Comunque questo ambiente, che voi, signorina, elogiate tanto, non riesce a farmi guarire. (Pausa) Tutti si affannano a dire che ritorner come prima. E anche voi, naturalmente me lo assicurerete. Fa parte del vostro dovere. Ma i primi a non credere a queste menzogne siete proprio voi, i cosiddetti consolatori.
Paula - Ma io non vi ho ancora detto niente di tutto questo.
Magda - Brava. Cos si risponde a questo testardo. Ho l'impressione che andremo perfettamente d'accordo noi due. Ora per pensiamo un poco al nostro stomaco. Avrete appetito immagino,
Paula - Eh, un pochino!...
Magda - Provvediamo subito. (Chiama) Lotte! Lotte! In tavola presto. (Ad Hans) Tu va a chiamare Ilse e pregala di sedersi con noi. (Hans si avvia verso la scala. A Paula) Sedetevi signorina. Anzi, se non vi dispiace, togliamo quel signorina che in mezzo a noi stona. Permettetemi di chiamarvi col vostro nome soltanto.
Paula - Infatti, tutti mi chiamano semplicemente Paula.
(Entra Lotte, che reca la cesta del pane e guarda con curiosit la nuova venuta).
Magda - Non incantarti, lumaca!
(Lotte depone la cesta sulla tavola e torna via).
Gustavo - Venite da Erbach, vero?
Paula - S, sono stata presso la famiglia Mllocker, sei mesi.
Gustavo - E perch ne siete venuta via?
Paula - Perch avevo terminato il mio compito.
Stelzer (scendendo dalle scale) - Ah, padrona che squisito odore esce dalla cucina!
Magda - Va da Lotte e fatti servire. Ma senza vino. Ne hai bevuto troppo ieri sera.
Stelzer - Pazienza. Mi rifar all'ora di cena. (Esce a sinistra).
Gustavo - Mamma, non abbiamo mostrato la camera alla signorina!
Magda - vero, non ci pensavo pi.
Paula - Non ha importanza, signora Donnegger.
Gustavo - Ma la vostra la pi bella della casa. Venite, ve la mostrer io.
Paula - Non c' alcuna fretta.
Magda - Andate, Paula. Gustavo sar lieto di farvi da guida. (Le fa un gesto come per raccomandarle di non contrariarlo) - Quando scenderete troverete tutto pronto.
Gustavo - Ho voluto che vi fosse assegnata la camera di mezzogiorno. la migliore, poi ha il bagno vicino.
Paula - Ma io da un pezzo non sono pi abituata a certi lussi.
Gustavo - Credevate che venendo in campagna, avreste dovuto lavarvi in una tinozza? Lo vedi, mamma che bel concetto hanno in citt dei contadini? Adesso vi stupirete vedendo come in campagna si possono avere le comodit necessarie. (Salgono).
Magda (a Lotte che ritorna con i piatti e le posate) -Adesso potr disporre maggiormente del mio tempo e certe birbonate, qui in casa, non si combineranno pi.
Lotte - Quella rimane vicina al signor Gustavo?
Magda - Me lo auguro. Ma quella come dici tu, si chiama Paula.
Lotte - Che nome: Paula!
Magda - Per tu la chiamerai: signorina.
Lotte (ride)
Magda - Perch ridi, sciocca?
Lotte - Perch quando la chiamer signorina, mi verr in mente la faccia della signorina Rittau, la sorella del reverendo.
Magda - Questa, grazie a Dio, una bella ragazza. Di gente brutta in casa, non tollero che te.
Lotte (mortificata) - Oh padrona! Sono proprio brutta?
Magda - Eh s! Se c' qualcuno che si accontenta! Ma per me sei brutta.
Lotte (se ne va avvilita).
Hans (viene dalla scala quasi trascinando la moglie) - E muoviti dunque, su!
Ilse - Dal momento che non ho fame perch obbligarmi a venire a tavola!
Hans - Per educazione, se non altro!
Ilse - Bravo! una espressione che non ho mai sentito sulla tua "bocca.
Hans - Ci sono tante parole che con te inutile pronunciare.
Ilse - Allora tienile in serbo per la nuova venuta.
Magda - Ascoltami bene, Ilse. Non voglio che ti mostri quale sei anche verso la signorina, l'infermiera. Si dovr fare per forza vita in comune. Se proprio non puoi sopportarla, cerca di avvicinarla il meno possibile. Ma se assumessi anche con lei certi atteggiamenti autoritari, ti avverto fin da ora...
Hans - Mamma, inutile fare prediche adesso. Al caso interverrei io, ti pare?
Magda - sempre bene mettere i punti sugli i. E con tua moglie non si mai previdenti abbastanza. Che non senta lamentele e non veda cose che non voglio vedere,
Ilse - E tu mi hai costretta, a scendere per ascoltare questi lusinghieri apprezzamenti!
Hans - Via, Ilse! Non essere sempre imbronciata. Sei libera di fare ci che vuoi, lo sai bene!
Ilse - Tutti mi odiano in questa casa!
Hans - Sei tu che vedi nero dappertutto. Non credi che io ti voglia bene?
Ilse - Tu forse. Ma gli altri?
Hans - Tutti ti vogliono bene. Anche mamma, vero?
Magda - Certo, purch cambi quel suo carattere. Di persone impossibili qua dentro ci sono io ed anche troppo.
Hans - Mamma ha detto una facezia. Vuol dire che sei contenta!
Magda - Una volta tanto posso esserlo anch'io, no?
Ilse - Forse perch arrivata l'infermiera?
Magda - Forse. Ad ogni modo voglio far pace, anche con te e ti regalo...
Ilse - Che cosa?
Magda - Quella pezza di lino a cui dai la caccia da quando l'hai vista nell'armadio.
Ilse - Oh, mamma, grazie. Siete veramente buona.
Hans - Dalle subito un bacio.
Magda - Non occorre. Baster che stia al suo posto.
Gustavo (scende appoggiandosi al braccio di Paula) - Mamma ero certo che la signorina sarebbe rimasta sorpresa.
Paula - una stanza bellissima. Troppo bella per me. Temo che vi rester chiusa dentro pi del necessario.
Gustavo - Verr io a togliervi da quella prigione. Io odio i luoghi chiusi. Ci si soffoca.
Hans - Signorina, questa mia moglie Ilse.
Paula - Lietissima signora.
Hans - Spero diventerete buone amiche.
Paula - Mi sentir molto lusingata.
Magda - A tavola. (Tutti siedono, tranne Paula. Lotte entra con la zuppiera fumante e serve) Voi, Paula, qui, alla mia destra. (Paula siede. La vecchia si fa il segno della croce imitata dai figlioli. Paula appare sorpresa) Non siete credente, voi?
Paula - S, signora Donnegger!
Magda - Non ringraziate il Signore della sua infinita bont?
Paula (macchinalmente si fa il segno della croce).
Magda - Nel pomeriggio, farete il giro della fattoria. Stelzer vi accompagner. Cos potrete farvi subito un'idea dell'ambiente.
Gustavo - L'accompagner io, mamma, col carrozzino.
Magda - Tu no. Oggi c' la revisione dei conti di fine mese e non posso privarmi del tuo aiuto. Dopo il giro verrete da me e stabiliremo il vostro orario.
Paula - Se non vi dispiace, chiederei di rimandare a domani la visita alla fattoria. Oggi dovrei riordinare la mia poca roba e scrivere alcune lettere.
Magda - Troppo giusto.
(Una violenta scampanellata. Paula trasale).
Hans - Sono i braccianti che tornano al lavoro dopo la sosta della colazione.
Gustavo - Mangiano come lupi. Se volete divertirvi, signorina, dovreste assistere al loro pasto, come faccio io qualche volta.
Hans - E cos quando viene a tavola gi sazio anche lui.
Ilse - Sapete lavorare a uncinetto, signorina?
Paula - Abbastanza. Nelle ore di riposo ne approfitto per i miei piccoli lavori a maglia.
Ilse - Allora vi pregher di farmi da insegnante. Sono ancora inesperta ma ho proprio desiderio di imparare.
Willy (entrando da sinistra) - Signora Magda, dovete dire a Lotte di lavarsi almeno il viso alla mattina, se no gli uomini rifiutano di mangiare. tremendamente sporca quella ragazza!
Gustavo - Brava Lotte. Le far un regalo.
Hans - Glielo hai detto tu di non lavarsi?
Magda - Siete troppo delicati voialtri giovani d'oggi. Pretendereste una cameriera coi guanti e le calze di seta?
Willy - No, certo. Ma se tutte le donne fossero come quella, vi garantisco che la mia castit... (Si accorge di Paula) Domando scusa: non avevo visto che ci sono forestieri.
Magda - Stavi per dirne una grossa, scavezzacollo! (Bonaria, presentandolo a Paula) Costui Willy Hansen, il nostro capo squadra. Un bravissimo giovane, svelto anche troppo di bocca e per niente buon cristiano. Almeno come m'intendo io.
Willy - Signora Magda, mi fate proprio torto. Io rispetto i santi, ma desidero che anche loro rispettino la mia libert d'azione.
Magda - Questa la signorina Paula, un'amica di Gustavo.
Gustavo - Di pure la mia guardiana, mamma. Ma sar felicissimo di obbedirle.
Willy - Siete da invidiare signor Gustavo! Con una guardiana simile, anch'io...
Magda - Basta cos manigoldo. Fila dietro gli uomini e tieni la lingua a posto.
Willy (fa per avviarsi).
Gustavo (alzandosi di scatto) - Willy, senti. Per domani mattina desidero il calessino col cavallo baio. Voglio condurre la signorina Paula a visitare il podere.
Willy - Badate per che Zeffiro ha un temperamento ombroso.
Gustavo - Non temere: con me sar docile... Ah! (Ha una contrazione dolorosa e si aggrappa alle spalle di Willy)
Willy - Signor Gustavo, che c'?
Magda - Gustavo! (Tutti si alzano, tranne Ilse).
Gustavo (tentando di reagire) - Niente... nient... (si accascia fra le braccia di Willy).
Paula - Presto, bisogna portarlo sul letto.
Magda - Willy portalo in camera. (Willy lo trascina verso destra ed entra in camera).
Paula - Vado a prendere la cassetta dei medicinali.
(Sale mentre Magda entra nella camera di Gustavo).
Hans - Forse sarebbe bene chiamare il Dottor Holm.
Ilse - Ma c' l'infermiera. inutile. Del resto non ti preoccupare: quello l ha la pelle dura.
Hans - B... muoviti un po' anche tu!
Ilse - Per fare che?
Hans - Non so. Vedi se hanno bisogno. Non restartene l immobile come una statua. Sembra che tutto ti sia estraneo.
Ilse - Non sei molto lontano dal vero.
Paula (scende tenendo in mano la cassettina) - Se la preparavo subito non si perdeva tempo. Ma non c' da preoccuparsi. Deve trattarsi di un semplice svenimento, dovuto alla debolezza. (Entra nella stanza).
Ilse - Ci credi tu alla sua guarigione?
Hans (esitante) - Certo... perch non dovrei crederci?
Ilse (ghignando) - Va l, con me puoi parlare liberamente!
Hans - Cosa vuoi dire?
Ilse - Guardami in faccia!
Hans (la fissa) - Via, sei pazza!
Ilse - Per hai capito quello che voglio dire.
Hans - Sei un demonio. E qualche volta ho l'impressione che mamma abbia ragione.
Ilse - Ah, mi consideri un demonio? Ma un demonio di cui non puoi fare a meno, no? (Gli si avvicina).
Hans (l'afferra e la bacia).
Magda (Ritorna. Vede i due abbracciati e ha un moto di impazienza) - Meno male. S' riavuto subito. Ma che spavento! Quella ragazza molto sicura del fatto suo.
Hans (che si subito sciolto dall'abbraccio) - Cos' stato?
Magda - Un malessere fortunatamente passeggero. Non ha mangiato da ieri sera. (accentuando) Per faresti bene ad andare a vederlo, tu, suo fratello.
Hans - Subito, mamma. (Entra nella camera di Gustavo).
Magda - Mi sembrava di averti raccomandato di non essere sguaiata in pubblico.
Ilse - Non posso baciare mio marito?
Magda - S, ma non in momenti poco opportuni. Hai tanto tempo a tua disposizione per fare la gatta!
Ilse - Vorrei chiedervi, a titolo di curiosit, quante volte avete baciato i vostri figli. Ho l'impressione che non sappiate nemmeno cosa sia un bacio.
Magda - E credi, per questo, che non ami i miei ragazzi?
Ilse - Forse sono loro che lo credono.
Magda - I miei figli mi conoscono troppo bene per avere questi dubbi.
Ilse - Al vostro posto non ne sarei tanto sicura.
Magda - Che cosa vuoi dire?
Ilse - risaputo ormai che avete una spiccata preferenza per Gustavo e tutte le vostre attenzioni sono unicamente per lui. Hans lo vede, ne soffre, e naturalmente trae le sue conclusioni.
Magda - Scommetto che fra un bacio e l'altro sei tu che gli metti in testa questi bei pensieri.
Paula (ritorna seguita da Hans e Willy) - Ora riposa, signora Donnegger. Quando si sveglier gli sar scomparso tutto.
Magda - Allora non c' bisogno di avvertire il dottor Holm?
Paula - Per queste cose ritengo di essere sufficiente io, ma se volete...
Magda - No, no, cara, mi fido di voi. Adesso sar tutto freddo. Volete che vi faccia scaldare il piatto?
Paula (sedendo a tavola) - Va bene anche cos, grazie.
Magda - Tu Willy, puoi andare a raggiungere gli uomini.
Willy - Ma se alle volte aveste bisogno qui... per il signor Gustavo...
Hans - Ci siamo noi, Willy!
Willy - Certo. La signorina del resto una donna in gamba e in casi come questo vale meglio d'un uomo.
Paula - soltanto questione di pratica...
Willy - Pu darsi, ma voi avete anche dell'energia. Qualche cosa che non si trova nelle donne di qui. Eh, m'intendo io!
Paula - Siete molto gentile, ma di donne come me ve ne sono moltissime.
Willy - Non lo metto in dubbio ma intanto io vedo voi. E vi assicuro che non c' nessun'altra che possa starvi alla pari.
Magda - Ma dico, faccia da forca. Ti metti a fare un madrigale alla signorina proprio adesso?
Willy - Scusatemi, signora Magda, ma una ragazza straordinaria.
Magda - Comunque non pane per i tuoi denti.
Willy - Non ho mai sbranato nessuno e tanto meno le donne... (Ride).
Magda - Te ne vuoi andare s o no?
Willy - Vado, vado. Per... torno a ripetere che la signorina Paula una ragazza veramente straordinaria. Buon giorno a tutti. (Esce).
Ilse - una vera testa bislacca. Fa il cascamorto a tutte le gonnelle del paese senza alcuna distinzione. E giudica le ragazze tutte straordinarie.
Magda (a Paula) - Sar bene che non gli diate eccessiva confidenza. un buon ragazzo come vi ho gi detto, ma a volte troppo intraprendente.
Ilse (a Paula) - E voi, signorina, non avete alcun legame sentimentale?
Hans - Ma impicciati degli affari tuoi! Che domande sono queste!
Ilse - Non ho detto niente di male.
PaulA - Infatti non c' niente di male. No, signora Ilise, non ho alcun legame sentimentale. Forse perch non ho avuto tempo di pensare a me stessa e... a queste cose.
Magda - Ma ci pensate al matrimonio?
Paula - Tutte le donne ci pensano. cosa naturale ed anche un dovere sociale.
Hans - Gi, voi siete una frontista. Una specie di militare in gonnella e senza fucile.
Ilse - Siete entrata in questa organizzazione per vocazione oppure...
Paula - Per vocazione, signora. Non un lavoro facile, specialmente durante il periodo di tirocinio.
Ilse -Per non avete l'aria di avere sofferto molto.
Paola - Mi sono ambientata poco per volta. Ora mi trovo benissimo. (Pausa)
Hans - Avete parenti?
Paula - S, una sorella maggiore e mia madre. Abitano a Lipsia.
Magda - Le vedete spesso?
PaulA - Una volta all'anno o quando possibile.
Magda - E vostro padre?
Paula - Morto in guerra.
Magda - Mi pare che la presentazione sia ora completa, E vada benissimo. Quanto a noi, non lasciatevi impressionare dalle apparenze: siamo tutti brava gente. Un po' rustica, un po' violenta se volete ma sincera. Spero che vi troverete bene fra noi. Desidero che vi comportiate come se foste a casa vostra. Se qualcuno tentasse di mancarvi di rispetto -cosa che non accadr - non avrete che da rivolgervi a me.
Paula - Grazie, ma sono certa che non ce ne sar bisogno.
Gustavo (appare sull'uscio della sua camera) Ancora a tavola? Allora ho dormito pochissimo.
Magda (si alza imitata, da Paula) - Come ti senti adesso?
Gustavo - Benissimo mamma.
Paula - Sono incidenti, per, che non devono ripetersi pi.
Gustavo - Gi, come se dipendesse da me.
Paula - Inparte s, signor Gustavo. E per quel tanto che pu la nostra volont, occorre reagire. Spero mi vorrete aiutare almeno in questo.
Gustavo - Per conto mio ci metter tutta la volont necessaria.
Paula - Benissimo: adesso mettetevi a tavola e mangiate.
Gustato - Vorrei bere invece.
Paula - Bevete s, ma poi mangiate.
Gustavo - E voi?
Magda - Noi abbiamo finito. Anzi tempo di muoversi. Ho diverse cose da fare. E anche Hans. Vero Hans?
Hans - Gi. Riprendo le redini del carretto. Eh! Se non si lavora non si mangia.
Ilse - Giusto. Tu poi devi lavorare per due.
Hans - Fino a quando non si sa! (Si avvia)
Ilse - Dove vai?
Hans - A respirare aria pura. Qua dentro si respira tanfo d'ospedale.
Ilse - Vengo con te.
Magda (con voce sorda) - Che Dio vi accompagni!
(Hans e Ilse escono).
Gustavo (esplodendo) - Li odio. Sono stanco di vedermeli davanti agli occhi e di udire i loro sarcasmi. Non ne posso pi.
Magda - Vuoi star zitto per piacere? Sono cose da dire?
In presenza della signorina? Bel concetto si far di te e del tuo carattere!
Gustavo - Se la signorina sapesse tante cose, sarebbe d'accordo con me.
Paula - Pu darsi, ma a me preme soltanto la vostra obbedienza alle prescrizioni mediche e la ferma volont di guarire.
Gustavo - Ma non si pu guarire in questa casa!
Magda - Gustavo!
Gustavo - Non per colpa tua, mamma. Tu sei l'unico sostegno saldo della famiglia. Ma non sarai eterna purtroppo. E quando non ci sarai pi, la famiglia Donnegger andr alla deriva.
Magda - Non sei contento fino a che non mi vedi in collera.
Gustavo - Quello l coi suoi discorsi avvelena anche l'aria che respiro.
Magda - Lui no. tuo fratello! Non puoi pensare una malvagit simile.
Gustavo - Invece cos mamma. Tanto pi adesso che ha alle costole quella donna. (A Paula che sempre rimasta in ascolto) Scusate se parliamo di queste faccende in vostra presenza, ma ci sono dei momenti in cui uno non riesce a frenare il proprio risentimento.
Paula - Gi, e questo vi fa male.
Gustavo - Al contrario. Mi sfogo. Dopo mi sento pi sollevato.
Paula - Se volete annullare ogni mio tentativo di mettervi sulla buona strada, la mia presenza qui diventa inutile.
Gustavo - Non saranno i vostri discorsi, Paula, che potranno ridarmi l'illusione di una guarigione, bens la vostra vicinanza. Appena vi ho vista ho subito pensato che una donna come voi era necessaria vicino a me.
Magda - Sono contenta Gustavo che tu la pensi come me sul conto della signorina.
Gustavo - Ilse non ne sar troppo soddisfatta e far di tutto per rendervi il soggiorno poco piacevole.
Paula - Spero di non dare fastidio a nessuno. Tanto meno alla signora Ilse.
Gustavo - Ma non dovete preoccuparvene. Ci sono io. Qualunque cosa vi dovesse succedere mi riguarder direttamente. E allora... Basta. Adesso lasciatemi andare all'aria aperta, al sole. A vedere la mia terra. Inutile, non ho fame. Manger pi tardi, A rivederci, mamma. A fra poco, Paula. (Esce dalla porta del fondo).
Magda - Ecco: quando cos agitato nessuno pu dirgli nemmeno mezza parola. Se ne va solo per i prati e gesticola come un ossesso. Il dottore continua a dirmi che non niente, che guarir, ma il ragazzo perde le forze di giorno in giorno.
Paula - A voi, signora Magda, si ha il dovere di dire la verit e non capisco perch il dottor Holm ve l'abbia sempre tenuta nascosta.
Magda - Che intendete dire?
Paula - Signora Magda, l'anemia perniciosa di vostro figlio gi grave per s stessa, ma non tutto.
Magda - Mio Dio!
Paula - Scusate la franchezza con cui vi parlo. Ma ho capito che a voi si pu dire tutto. Il cuore di Gustavo molto, molto debole. Ha lavorato pi del necessario in questi anni per tener in efficienza l'organismo ed ora spossato.
Magda - Intendete dire?
Paula - La malattia di vostro figlio molto complessa.
Magda - Ma c' speranza, vero?
Paula - La scienza non ha poteri illimitati, signora Magda. Speriamo in Dio.
Magda - Potrebbe mancare da un momento all'altro, se ho ben capito.
Paula (fa un gesto significativo) - Bisogna perci evitare gli scatti improvvisi, le collere, qualsiasi emozione violenta.
Magda - E quei due non fanno altro che irritarlo continuamente. Ah, Ilse!
Paula - Se ritenete che debba restare ancora a fianco...
Magda - S, s... assolutamente. (Ha il primo segno di debolezza) Gustavo! Il mio povero Gustavo! Se l'aveste visto da ragazzo! Era forte e robusto. Sembrava anzi pi robusto di Hans. Ora mi sembra uno straccio e forse...
Paula - Non mi fate pentire di avere parlato, signora Magda!
Magda - Anzi, ve ne sono grata. sempre bene conoscere la verit, Promettetemi solo che nessuno sapr di questo colloquio. La vita continuer come sempre finch piacer a Dio. E se dovesse accadere... Niente lacrime. Anche quando mor mio marito... si sofferse in silenzio.
Paula - Ma Gustavo pu vivere per molti anni ancora!
Magda - Il vostro sguardo troppo eloquente, Paula. E io lo capisco benissimo. Comunque lo curerete affettuosamente, vero? Se poi potrete procurargli un poco di serenit io non sar un'ingrata... So, so, che il vostro dovere. Ma io, di mia iniziativa potr pure disporre senza offendervi...
Paula - Signora Magda, vi prometto che far tutto il possibile e se Gustavo si lascer guidare... chiss...
Magda - Cara figliola, che Dio vi benedica! (L'abbraccia e la bacia, in fronte).
(Ilse ha fatto capolino dalla porta del fondo ma le due donne non si sono accorte di lei).
Magda - Se volete ritirarvi nella vostra stanza fate pure. Per tutto quello che vi occorre c' Lotte, la ragazza che avete visto poco fa. La corrispondenza la consegnerete a Stelzer. Ogni mattina alle sei parte col calesse per la citt. Si fa colazione a mezzogiorno e mezzo e si pranza alle otto. Per la merenda...
Paula - Solitamente bevo una tazza di t alle cinque.
Magda - Benissimo, la berremo insieme.
Paula - Con permesso. (Sale).
Ilse (avanzando e con tono leggermente beffardo) - Non vi sarete offesa, mamma, per ci che ho detto poco fa. Scherzavo!
Magda - Che cosa avevi detto? Non ricordo pi.
Ilse - Che forse non conoscevate il sapore d'un bacio. L'avete voluto provare con un'estranea.
Magda - I miei baci sono ben poca cosa. Essa merita di meglio.
Ilse - Di gi? Mi stupite. Dov' andata a finire la vostra proverbiale diffidenza?
Magda - Si diffidenti quando se ne ha motivo. Ma con Paula che motivi avrei?
Ilse - Meno male. Vedremo se sar capace di portare anche un poco di serenit in casa nostra. (Pausa. Cerca di assumere un tono conciliante) Vedete, mamma, molte volte mi lascio trasportare dal mio carattere impulsivo. E vorrei invece trattenermi... essere buona...
Magda - Tu?
Ilse - S. Obbediente, servizievole... ma non ho nessuno che mi aiuti. Se fin dal primo momento mi aveste trattato con meno durezza e aveste cercato di capirmi, non ci sarebbe stato bisogno di chiamare una estranea per curare Gustavo. Noi due saremmo bastate.
Magda (ruvida) - Dove vuoi andare a finire con questo discorso?
Ilse - Forse siamo in tempo! Licenziate quella donna. Prender io il suo posto e vi assicuro...
Magda - Sei certa che Gustavo ti stimi?
Ilse - Perch?
Magda - Perch per sopportare continuamente la vicinanza di una donna bisogna stimarla prima di tutto.
Ilse (alzando le spalle) - Dopo tutto sono sua cognata.
Magda - Non mi pare che Gustavo ti apprezzi eccessi-vamente n come cognata n come donna,
Ilse (smettendo il tono mellifluo) - Allora questa Paula sarebbe la compagna ideale, la donna che Gustavo gi stima ed ama. Perch non gliela proponete come moglie?
Magda (con una smorfia enigmatica) - Vorresti fare anche l'indovina, adesso?
Ilse (sibilando) - Ah, si tratta dunque di un piano gi preparato! Naturalmente tutto questo in odio a me e a mio marito. Senza nemmeno valutarne le conseguenze. Un'altra nuora in casa, un altro motivo per suscitare discordie. Ma badate che anche le pazzie hanno un limite. Non intendiamo pi a lungo sopportare i capricci di un malato.
Magda - Non intendiamo? Perch, forse tuo marito ti ha incaricata di esprimere anche il suo pensiero?
Ilse - Non occorre una grande intelligenza per capire come la pensi una persona cara.
Magda - E allora potete far fagotto, tu e lui, quando vi pare. Io non mi oppongo.
Ilse - Arrivereste perfino a questo? Metterci alla porta? (Si domina e con un riso cattivo pieno di sottintesi) Ma no, perch arrabbiarsi? Dopo tutto siete anche la madre di Hans, non vale lapena. C' di meglio da fare, Guardarsi attorno! E io star molto attenta, ve lo garantisco. Molto. (Sale e scompare).
Magda (volgendo la testa in direzione della scala) Anche io, non dubitare, vipera. E seoccorre ti schiaccer la testa!
Sipario
ATTO SECONDO
(La stessa scena. Un mese dopo circa. Di sera. Dalle finestre spalancate entra il chiarore dei fal accesi sull'aia per festeggiare il compleanno della padrona. La stanza, da piccoli particolari, ha cambiato fisionomia. Si ingentilita ed ha acquistato una maggiore vivacit).
Stelzer (Vicino alta tavola osserva Lotte che riempie enormi boccali di birra. leggermente alticcio, quindi allegro e loquace) - Attenta Lotte ad arrivare all'orlo. Non scarseggiare nella misura.
Lotte - Gi perch tu la rovesci appena fuori dalla porta. Bel gusto.
Stelzeh - Non ti preoccupare. Tutt'al pi la rovescio nella pancia. E ci si adagia cos volentieri! Non ne lascio perdere nemmeno una goccia di questa biondissima birra. Bionda e saporita come te. (Tenta una carezza).
Lotte (respingendolo) - Stai fermo con queste manacce!
Stelzer - Preferiresti forse quelle di Willy?
Lotte - Non preferisco quelle di nessuno. Pensa ai fatti suoi.
Stelzer - Via, non fare la schizzinosa con me. So molte cose, io, sai? E se alle volte tu avessi qualche ghiribizzo per lui, ti avverto che perdi il tuo tempo, E' troppo occupato altrove. E tu lo sai quanto me.
Lotte - Non so niente io. E tu sei una mala lingua! Se ti sentisse la signora!
Stelzer - Tutti abbiamo un paio d'occhi, no? E i miei grazie a Dio, sono ancora eccellenti. Se ti dico che ho visto...
Lotte - Fammi il piacere di stare zitto. Non voglio sentire niente. Prendi, questi sono gli ultimi quattro boccali. Te ne puoi andare.
Stelzer - Ci resti male, per. Non vuoi che parli ma sei seccata. Se volessi dare ascolto a me e ti affidassi alle mie cure, a quel damerino l non ci penseresti pi. Ioso trattare con le ragazze. Non sono poi tanto orso! (ritenta un abbraccio).
Lotte - Manigoldo! '(Gli d uno schiaffo).
Stelzer (sitocca la guancia indolenzita) - Non scherzi mica tu!
Magda (apparsa sulla porta del fondo ha assistito alla scena) - Hai quello che ti meriti, vecchio imbecille!
Stelzer - Oh, signora Magda!
Magda - Ti sta bene. Brava Lotte! la prima volta che ti vedo compiere un gesto intelligente.
Stelzer - Si faceva cos per ridere. Io di mia iniziativa non mi permetterei mai.
Magda - Lo credo! Vecchio e imbecille come sei!
Stelzer - Imbecille qualche volta posso sembrarlo, signora Magda, Ma vecchio...
Magda - Ti credi forse un vitello da latte?
Stelzer - Comunque per Lotte sarei sempre un buon partito.
Lotte - Piuttosto nel pozzo.
Magda - La senti? Ti ha dato il benservito. Lasciala in pace dunque una volta per sempre. Prendi i boccali e portali a quelle spugne. E con questi si chiude la partita della birra. Ne hanno gi vuotato un barile. Animo, via,
(Stelzer s avvia ma giunto sulla porta si ferma e si volta a guardare Lotte. Questa alza le spalle).
Magda (voltandosi) - Sei ancora qui?
Stelzer - Schiumavo le caraffe.
Magda - Schiumati il cervello, somaro. (Stelzer esce. Madga con tono leggermente burbero) Cos'? Ti metti a fare anche tu la smorfiosa con quello l?
Lotte - Signora Magda, ma lui l'ostinato. Io non lo guardo nemmeno.
Magda (subito mutevole) - Perch? Non mica da buttar via in fondo.
Lotte - Sar, ma per me...
Magda - Sei in attesa del principe per caso?
Lotte - Per me troppo anziano!
Magda - Che vuol dire. Anzi, una garanzia. Dovresti pensarci sul serio. Ha qualche soldo da parte ed un buon diavolo, quando non si ubriaca. A Margherita, che lavorava al posto tuo, ho regalato io il corredo. E potrei fare altrettanto con te.
Lotte - Davvero, voi...?
Magda - S, perch tanta meraviglia? Non ho mai mangiato nessuno io, e se qualche volta brontolo ho delle buone ragioni.
Lotte - Ah,certo! Ma la signora buonissima. Lo dicono tutti.
Magda - Anche tu?
Lotte - Io pi degli altri.
Magda - Anche quando alzo la voce, eh?
Lotte - Sono io che merito i rimproveri.
Magda - Volpona! Tu mi stai prendendo in giro. Ma non importa. Oggi la mia festa e voglio che tutti siano contenti. Tieni. (Le porge una sciarpa di pizzo che si trova appoggiata a una sedia).
Lotte - Per me?
Magda - S, te la regalo!
Lotte - Me la regalate? Oh, signora Magda!... (Fa l'atto di baciarle la mano).
Magda (ruvida per non lasciarsi prendete dalla commozione) - Niente, niente complimenti. Li detesto. Mettiti quello straccio e fila a fare i tuoi quattro salti. A casa resto io.
Lotte - Che Dio Vi benedica, signora! (Si getta la sciarpa attorno al collo ed esce rapidamente dal fondo. Pausa. Magda si muove lentamente par la stanza, poi siede vicino alla finestra fissando i bagliori dei fal).
Paula (Entra dal fondo. ansante, sudata, accesa in volto e allegra) - Oh, la mia povera testa!
Magda - Vi sentite male?
Paula - No, mi gira un po'. Non sono pi abituata a ballare.
Magda - Vi divertite almeno?
Paula - Moltissimo. E' una festa cos simpatica. Vi vogliono molto bene tutti.
Magda - Si divertono fra loro. Io non c'entro affatto.
Paula - Ma la festa l'avete organizzata voi, come fate ogni anno in occasione del vostro compleanno.
Magda - Un pretesto per giustificare una certa larghezza nella distribuzione della birra e delle focacce.
Paula - Eh no! Ho sentito come parla quella gente. Vi apprezzano e vi stimano. Siete la loro benefattrice.
Magda - Sono tutti ubriachi per parlare cos. Io sono semplicemente una che li paga perch l'aiutano.
Non ho mai mantenuto nessuno io per il gusto di sentirmi lodare e benedire.
Paula - Che strana donna! Volete apparire a tutti i costi quella che non siete. E volete crearvi a tutti i costi un maschera di severit proprio per nascondere la vostra innata indulgenza.
Magda (per sviare il discorso) - Sapete che vi sta bene quella camicetta? Vestita cos sembrate un'altra. Sembrate, come dire, pi carina, pi giovane.
Paula - Le stesse parole del signor Gustavo.
Magda - ancora l?
Paula - S. Sta parlando col dottore.
Magda - Strano. A queste feste non partecipava mai.
Paula - Pensate che voleva a tutti i costi fare un ballo con me.
Magda - E non ha ballato?
Paula - No. Il dottore e io stessa ci siamo opposti. Gli avrebbe fatto male.
Magda - Povero Gustavo! E voi, allora, con chi avete danzato?
Paula - Con Willy. un ballerino indiavolato. Mi ha impegnata per tutta la sera.
Magda - Ah! (Una pausa) Per la cosa non vi dispiace.
Paula - E'un giovane molto simpatico.
Magda - S, certo. Non posso negarlo.
Paula - Ho avuto modo di parlare a lungo con lui e non vi nascondo che mi ha sorpreso.
Magda - Cos'ha potuto dirvi di tanto sorprendente?
Paula - Mi ha sorpreso il suo modo di esporre certi argomenti. I suoi progetti. Francamente mi domando come possa svolgere un lavoro che evidentemente non il suo.
Magda - C' sotto tutta una storia. un giovane di buona famiglia costretto a cercare fortuna lontano dalla sua casa. Mi stato raccomandato da vecchi amici e io l'ho assunto come sorvegliante, l'unica possibilit che potevo avere per lui. E'intelligente, lo riconosco, ma un diavolo specialmente con le ragazze. E io ho avuto gi delle noie per questo. (Pausa. Poi con una strana inflessioni di voce) A voi piace?
Paula - Lo considero un buon amico.
Magda - Gi. (cambiando tono) E mi dicevate che Gustavo ancora l? Come vi parso stasera?
Paula - Come al solito.
Magda - A me sembrato pi sollevato. Non ha voluto nemmeno farsi fare la solita puntura.
Paula - E ha fatto male. Le cure vanno fatte regolarmente se si vuole raggiungere un beneficio. Gustavo un paziente piuttosto disubbidiente,
Magda - In compenso, per, vi molto affezionato.
Paula - Non posso negarlo. Se permettete salgo un attimo. Vado a ravviarmi i capelli.
Magda - Andate, andate a farvi ancora pi bella.
Paula - Ma voi perch non venite? la vostra festa. Perch ve ne restate cos isolata?
Magda - Mi diverto di pi rimanendo qui, in silenzio. E poi io vedo tutto dalla finestra. Vedo, per esempio, il vostro ballerino che indubbiamente viene in cerca di voi.
Paula - Ah! E io che non sono ancora pronta. Scusatemi. (Sale in fretta).
Magda (la segue con lo sguardo accigliato),
Willy (mette dentro la testa dalla porta del fondo) -Buonasera signora Magda.
Magda - Ora scende.
Willy - Chi?
Magda - Lo sai bene chi.
Willy - Non capisco...
Magda (ironica) - E passi per un giovane intelligente. Cosa sei venuto a fare allora? A tenermi compagnia?
Willy - Ma signora Magda!...
Magda - Non sei qui per la signorina?
Willy - S, faccio male?
Magda - No, ma in questo caso lo si dice chiaramente. Te ne sei incapricciato, vero?
Willy (imbarazzato) - B, ecco, vedete... mi sta succedendo qualcosa...
Magda - Vorresti farmi credere di essertene innamorato. Uhm! Ti conosco troppo bene
Willy - Eppure da quando l'ho vista non riesco a togliermela dalla niente. Giuro che la prima volta che mi succede.
Magda - Insomma l'ami. questo che vuoi dire?
Willy (risoluto) - S. Mi pare proprio di s.
Magda - E lei lo sa?
Willy - Non ho avuto ancora il coraggio di dirglielo.
Magda - Tu? Con quella faccia?
Willy - Non sembrerebbe, vero? Eppure... davanti a lei mi sento imbarazzato. Ma pensando a lei sono venuto nella determinazione di sposarmi.
Magda - Sei sicuro che lei possa ricambiare questo sentimento?
Willy - Spero. Ha sempre gradito la mia compagnia...
Magda - E cosa aspetti a dichiararti? Che qualcun altro te la porti via?
Willy - Se ci metteste voi una buona parola...
Magda (con accento stridulo) - Io?Sei matto...
Paula (Ritorna. Ha cambiato anche la camicetta) - Eccomi. Scusatemi Willy se vi ho fatto attendere. Per guai a voi se mi costringerete ancora a girare come una trottola. Del resto non ho pi voglia di ballare. Venite con noi, signora Magda?
Magda - No, questa festa per i giovani.
Paula - Ma voi siete pi giovane di tutti noi.
Magda - Andate, andate a divertirvi. E non preoccupatevi di me.
Paula - Grazie. (Esce dal fondo con Willy).
Magda (Va alla porta, e guarda fuori. Rientra. Leva da una mensola il libro delle preghiere e siede davanti alla finestra. Affievolite dalla lontananza arrivano a tratti le grida gioiose dei partecipanti alla festa).
Gustavo (entra lentamente e si dirige senza parlare verso la porta della sua camera).
Magda (senza mutare posizione e senza guardarlo) - Ti sei gi stancato di tutto quel baccano?
Gustavo - stato uno sforzo enorme.
Magda - Vai a letto?
Gustavo - Vado in camera ma non ho nessuna voglia di dormire.
Magda - E allora rimani con me. Facciamo due chiacchiere.
Gustavo - Non mi sento, mamma!
Magda - Da qualche tempo sei diventato solitario e se appena puoi, mi eviti. Me ne sono accorta, sai? Ma non credo di avere rimproveri da farmi.
Gustavo - Mamma, evitiamo certi argomenti, ti prego. Non la serata.
Magda - Poco alla volta tutti mi abbandonano. Anche tu adesso. Per non sentirmi proprio sola del tutto, sono costretta a sfogliare queste pagine.
Gustavo - Ma quelle almeno ti confortano. Io, invece, sono pi disgraziato di te, di tutti.
Magda - Ma benedetto figliuolo, non hai tua madre?
Gustavo (animandosi di colpo) - Ma tu non puoi nulla contro il mio male. Mi hai imbottito di medicine, mi hai messo in assoluto riposo, non una persona amica al mio fianco per non farmi rimpiangere maggiormente la mia salute distrutta. Denaro, s. Senza economie. Ma per che farne? Tuffarvi le mani? Non un gran sollievo, mamma, te l'assicuro.
Magda - Se la mia vita fosse stata necessaria, l'avrei data non una ma cento volte, lo sai. Ti ho consigliato anche di partire. Non hai voluto.
Gustavo - Non intendo lasciare la mia casa. Sono convinto che se me ne andassi non riuscirci pi a ritornare.
Magda - E allora suggerisci tu quello che si deve fare! Ma non mi allontanare da te. Come se fossi una nemica. Sono una vecchia mamma con un solo desiderio: avere sempre il tuo affetto. Parla. Se hai qualcosa dentro di te, sfogati. Dimmi tutto senza riguardi. Anche delle cose cattive. Non ti far alcun rimprovero. Ma voglio sapere tutto di te. Sei il mio figlio sfortunato al quale voglio tanto bene.
Gustavo - Lo so mamma che tu mi vuoi bene!
Magda - E allora perch ti rattristi? Che t'importa degli altri?
Gustavo - Ma tu non potrai essermi sempre vicina...
Magda - Oh, il giorno della mia partenza ancora molto lontano. Mi sento cos forte, cos piena di vita che di questo passo posso campare fino a cent'anni.
E del resto abbiamo gi avuto dei precedenti nella nostra famiglia.
Gustavo - Ma se a un certo momento il tuo amore non bastasse pi? Se nonostante tutto mi sentissi solo, in preda alla pi disperata malinconia?
Magda - Ma perch dici queste cose, Gustavo!
Gustavo - Non hai mai pensato, mamma, che un uomo, un essere umano, ha bisogno di trovare un affetto, un altro affetto, oltre quello materno... Tutti lo cercano e lo trovano... perch nella natura! E anch'io... ho un'anima... un cuore... dei sensi...
Magda - Figlio mio!
Gustavo (con disperazione) - Mamma, perch nessuno pu amarmi.., nessuno pu offrirmi un poco di felicit... anche le bestie hanno i loro momenti felici... ma io no, sono peggio di loro...
Magda - Calmati, per carit. Non voglio vederti soffrire cos... Stai quieto. Ora chiamo il dottore...
Gustavo - No... nessuno. Non chiamare nessuno, mamma. Non voglio che sappiano. Noi due soli a soffrire, a maledire la vita... Noi due soli...
Magda - Avverto Paula, guarda. Forse lei...
Gustavo - No. Lei no... ti prego... lei no...
Magda - Tu l'ami!
Gustavo - Mamma!
Magda - Tu l'ami, rispondi!
Gustavo - S, mamma. Disperatamente, e lei non potr mai accettare questo mio sentimento,
Magda - Zitto. Zitto. Adesso sei vicino a me, alla tua mamma che far tutto il possibile per aiutarti. Ma tu devi essere forte... devi essere uomo... come hai sempre dimostrato di essere. Non devi lasciarti abbattere. Me lo prometti? In cambio io ti assicuro...
Ilse (appare improvvisamente dal fondo) - Ah, eccovi qui. E noi ci affannavamo a cercarvi da tutl'altra parte.
Magda - Cosa sei venuta a fare?
Ilse - A sincerarmi che foste in casa.
Magda - B, ci hai visti. Stiamo benissimo. Puoi andare a riferire.
Ilse - E tu, Gustavo, non vieni?
Gustavo - No, mi date fastidio tutti quanti.
Ilse - Ma si festeggia tua madre. Dovresti mostrarti almeno tu in questa occasione!
Magda - Ilse, finiscila!
Ilse - Ma insomma, le nuvole anche in questa giornata? Animo, Gustavo, ti accompagner da Paula, dalla tua bella infermiera. E' circondata da uno stuolo di giovanotti e non sa come difendersi. Vieni tu a proteggerla. (Gustavo entra in camera sbatacchiando la porta).
Magda - Bada, stai mettendo a dura prova la mia pazienza!
Ilse - Ma che dico di offensivo. In questa casa, per andare d'accordo, bisognerebbe tenere sempre la bocca chiusa,
Magda - Quando l'apri solo per sputare veleno.
Ilse - Non colpa mia se quando parlo urto la suscettibilit di qualcuno. Io amo le situazioni chiare.
Magda - Che bisogno avevi di fare il nome di Paula!
Ilse - Mi sono accorta che Gustavo ha perso la testa per lei e mi pare di usargli un buon servizio, da vera cognata, consigliandolo a non interessarsi troppo di quella fraschetta.
Magda - giovane! Si diverte. Non fa niente di male.
Ilse - Ma il modo come si diverte! Ha sempre Willy alle costole e anzi ho visto proprio io che ad un certo momento lui l'ha baciata.
Magda - Non vero!
Ilse - Chiedetelo a lei. La vedrete subito arrossire.
Magda - libera di fare ci che vuole e se ha simpatia per quel giovane..,
Ilse - Quella donna vive in casa nostra, siede alla nostra tavola, gode la nostra fiducia. Col suo comportamento fa mormorare la gente.
Magda - Mormorano solo le cattive fantasie del tuo cervello.
Ilse - Interrogate Lotte, gli altri servitori e sarete illuminata sul conto di questa pudica sacerdotessa del dovere.
Magda - Oh basta! Ad ascoltarti c' da avvelenarsi il sangue.
Ilse - Gustavo per la sua pace non deve assolutamente pensare a quella civetta!
Magda - Non ci ha mai pensato, nel senso che immagini tu!
Ilse - Meglio cos mamma. Comunque rimango al mio posto a sorvegliare. (Esce).
Magda - (tra i denti) - Maledetta! (Va a bussare alla porta di Gustavo) Gustavo, apri! andata!
Gustavo (di dentro) - Ti prego, mamma. Lasciami tranquillo.
Magda (siallontana dalla porta camminando lentamiente per la stanza).
(Dal fondo entra il Reverendo Rittau seguito dal dottore e da Hans).
Rittau - La nostra cara signora Magda, tutta sola. Perch ci avete abbandonato sul pi bello della festa?
Magda - Reverendo, la mia presenza pi necessaria qui. L fuori che ci sia o no, non ha importanza. La mia presenza anzi metterebbe tutti in imbarazzo.
Rittau - Che dite mai, cara signora Magda. una grande soddisfazione assistere a queste simpatiche manifestazioni d'affetto. Siete molto amata da tutti quei bravi figlioli. E ai loro auguri mi permetto di aggiungere anche i miei, sicuro di non ingelosire nessuno e di non suscitare scandali.
Holm - Chi vi dice che non sia geloso? Sapete bene che sono innamoratissimo della signora Donnegger!
Rittau - E chi pu voler male a una donna che ha speso la sua vita nel lavoro e nell'educazione dei figli?
Hans - Ah, mamma. Comincio ad essere invidioso anche io di questa dilagante popolarit.
Magda - Il reverendo mi stima pi di quanto realmente meriti. Ma se ho fatto qualcosa di bene per il prossimo, Dio non ne tiene un gran conto.
Rittau - Ah no, non dovete parlare in questo modo, signora Magda. Non da voi!
Magda - Che cosa gli domando in cambio di tutto quello che mi possibile fare? La salute. Niente altro che la salute. Ed egli invece per il mio Gustavo, me la nega.
Rittau - Le vie del Signore sono imperscrutabili. Egli forse vi fa percorrere questa strada penosa per mettere alla prova il vostro cuore e la vostra fede. E tanto pi grande sar la ricompensa che riceverete, quanto pi di buon grado vi sottometterete alle sue decisioni.
Magda - I dispiaceri doveva farli sopportare a me, a me sola, non alle mie creature, Non giusto cos, lasciate che lo dica, non giusto.
Holm - Non vi angustiate in questo modo, cara Magda. Gustavo giovane. Pu guarire.
Magda - Ah, pu, voi dite. Prima la sua guarigione me la davate per certa. Eh dottore! Non so se sia da lodare la vostra prudenza!
Holm - Cara Magda, ho tentato tante volte di parlarvi apertamente. Ma quando ero sul punto di cominciare, il pensiero di darvi un grande dolore?...
Hans - Ma perch tornare sempre su questo argomento? Si era detto che non se ne sarebbe pi parlato.
Magda - L'argomento pu essere chiuso per te, per tua moglie, per gli estranei. Non per me e sopratutto per Gustavo, Era qui poco fa in preda alla disperazione. Vederlo ridotto cos mostruoso! Reverendo, come potete immaginarmi in mezzo a quella baraonda, a cantare, a ridere, a bere quella maledettissima birra come una vecchia pazza?
Rittau - Avete ragione e Dio perdoni il nostro egoismo.
Holm - Sapete dove sia andato?
Magda - Dove volete che sia? In camera, a piangere. (Il dottore si avvia) No, non disturbatelo adesso. Non vuol vedere nessuno. Molte volte interrogo la mia coscienza, esamino una per una le mie colpe. Ma nessuna mi sembra cos grave da convincermi che quanto accade sia un giusto castigo.
Rittau - Non bisogna darsi alladisperazione. La bont divina immensa!
Magda - Sar immensa, reverendo, ma forse per questo non arriva fino a me.
Rittau - Il vostro risentimento , come dire, umano, ma io non lo posso approvare. Venite a trovarmi domani. Andremo in chiesa e sono sicuro che nella preghiera ritroverete il conforto e la speranza.
Holm - Vi accompagno, reverendo. Ho alcune cose da domandarvi. Cara Magda, se non avete bisogno di me...
Magda - No, dottore. Buona sera. (I due uomini si avviano) Ah, fatemi il piacere, dottore, di dire a Paula che ho bisogno di lei.
Holm - Va bene. (Esce col reverendo).
(Pausa).
Hans - E' successo qualcosa di nuovo?
Magda - No.
Hans - Allora perch queste crisi... queste rampogne...
Magda - Come si vede che non hai figli, Hans! Mi irrita il fatalismo di certa gente che l'accettano come una panacea universale. Io voglio lottare con tutte le mie forze. Non voglio accettare il fatto compiuto.
Hans - Il dottore per stato molto categorico, mi sembra.
Magda - D'ora in avanti far da sola senza chiedere consigli a nessuno.
Hans - E che cosa pensi di fare?
Magda - Lo vedrai. Adesso torna fuori e sorveglia l'andamento generale. Se qualche cosa non va, fa spegnere i fuochi e cessare il baccano. Mi hanno festeggiata abbastanza. (Hans si avvia) Hans!
Hans - S, mamma! Magda (si avvicina al figlio e gli fa una carezza sul viso) - Voglio bene anche a te, sai? Sei anche tu un mio figliolo. Ma Gustavo cos malato e tanto bisognoso di cure! Mi capisci, vero?
Hans - Certo, mamma. (Esce).
Paula (entra da sinistra) - Eccomi qua, signora Donnegger. Mi hanno detto che mi cercavate.
Magda - S, Paula. Scusatemi.
Paula - Per carit! Anzi stato provvidenziale il vostro invito. Non sapevo pi come liberarmi di Willy.
Magda - Pare che vi abbia scelto a compagna della festa.
Paula - S, e gli ho fatto osservare l'inopportunit del suo gesto. Non vorrei che nascessero degli equivoci.
Magda - Infatti, cara. Da noi si vive sotto una severa sorveglianza.
Paula - Per non ho niente da rimproverarmi.
Magda - Lo credo, cara!
Paula - Avete bisogno di qualcosa?
Magda - Volevo parlarvi di Gustavo.
Paula - Dov'? L'ho visto allontanarsi e ho pensato che rincasasse.
Magda - S ritirato in camera.
Paula - Gli successo qualcosa?
Magda - Ha avuto una crisi. Ma non delle solite.
Paula - Lasciate che vada a vedere. (Si muove).
Magda - No, restate qua. Adesso passato tutto. Per tentare di guarirlo ora non bastano le solite medicine. Ma forse voi stessa...
Paula - Io stessa?
Magda - S, devo parlarvi proprio di questo... Si tratta, come dire, di un'opera misericordiosa che se si riuscisse a realizzare...
Paula - Non immagino proprio di che cosa vogliate parlare, ma vi assicuro che faccio tutto il possibile perch vostro figlio...
Magda - Lo so, cara, lo so. E del resto vi ho vista alla prova durante questo mese. Tutto andato benissimo e siamo tutti contenti di voi.
Paula - Veramente, signora?
Magda - Lo siamo io e Gustavo ed sufficiente. Personalmente non ho alcuna lagnanza da muovervi. Potrei solo consigliarvi di non dare troppo ascolto alle parole di Willy.
Paola - Ma signora...
Magda - Siete liberissima di fare ci che volete, ma non credo che quel tipo sia in grado di voler bene nel vero senso della parola.
Paula - Francamente mi state facendo un discorso cos strano! E ho l'impressione che non abbia alcun riferimento con l'incidente capitato a Gustavo.
Magda - C'entra, cara. Purtroppo. Voi curate Gustavo da oltre un mese e non vi siete accorta di nulla. Io l'ho capito subito, ma ho sperato che fosse una cosa senza importanza. Invece...
Paula - Ma di che cosa dovevo accorgermi?
Magda - Che mio figlio vi ama disperatamente.
Paula - Ma che dite, signora! Non possibile!
Magda - Se vi foste trovata qui poc'anzi! Mi si buttato in ginocchio come un ragazzo e mi ha confessato apertamente la sua passione. Povero figliolo mio, che pena!
Paula (come a se stessa) - Gustavo!
Magda - Vivendo cos a contatto era logico che le cose andassero a finire in questo modo. Lo temevo ma non potevo impedirlo. Soltanto speravo che ve ne foste accorta anche voi.
Paola - Ma come potevate supporre... Lo curavo con tanto affetto perch Gustavo... il signor Gustavo... buono, paziente e merita tutto l'affetto possibile.
Magda - Sicuro: buono. Buono con tutti tranne con la famiglia. diventato aspro anche con me. (Una pausa) Speravo di non essere obbligata a parlarvi di questa cosa cos penosa e umiliante. (La guarda, un momento in silenzio) Allora che cosa mi potete suggerire...
Paula - Di accettare le mie dimissioni, signora... non ritengo pi necessaria la mia presenza qui...
Magda - Eh, immaginavo che mi avreste risposto con queste parole. Sarebbe stato troppo bello se le cose fossero andate diversamente. (Come ricordando un lontano episodio) Questa casa croller in una giornata di tempesta . La profezia di quella zingara che punii perch sorpresa a rubare, mi ritorna alla mente da qualche giorno con un'insistenza strana. Io non ho mai creduto alle profezie, ma questa mi si ficcata in testa come un chiodo.
Paula - Signora Magda, bisogna cercare di distogliere Gustavo da certi pensieri. E' assurdo.
Magda - Per lui soltanto un bel sogno irrealizzabile. Vi sembrer una eresia la mia, ma penso che se venissi a mancare, morirei col rimorso di non aver saputo far nulla per procurargli un poco di felicit. Chiss cosa penserete di me! Ma ci sono dei momenti! Poi, questa miseria che mi sta davanti agli occhi come una maledizione. Vi domando scusa di avervi rattristata.
Paula - Signora!...
Magda - Non era mia intenzione, ve lo giuro. Comunque non ne parliamo pi. Naturalmente tutto continuer come prima... e per il resto, come sempre, dovr pensarci io... io sola. Buona notte, cara e perdonatemi ancora. (Sale lentamente le scale).
Paula ( rimasta appoggiata al tavolo sconvolta dalla rivelazione).
Willy (fa capolino dalla finestra e chiama sottovoce) - Paula!
Paula (trasalendo) - Voi!
Willy (scavalca la finestra ed entra).
Paula - No, vi prego, andatevene.
Willy - Un attimo solo. Non c' nessuno.
Paula - Qui no, qui no, ve ne prego!
Willy - Ho trovato il coraggio solo adesso di parlare. Poco fa sul prato avevo cominciato un discorso. Vorrei terminarlo. (L'afferra alle braccia).
Paula - Ma che cosa fate, Willy!
Willy - Devo dirvi che vi voglio bene... un bene da matto... come non avrei mai immaginato. E ho bisogno di sapere se anche voi...
Paula - Non possibile... mio Dio... come spiegarvi... Lasciatemi, vi supplico.
Willy - Appena mi avrete detto che anche voi... anche tu mi vuoi bene.
Pauf.a - Siete impazzito... Io... io...
Willy - Ho capito: anche tu... anche tu... (L'abbraccia di forza).
Ilse (Appare dal fondo. Osserva un attimo la scena poi con le nocche batte sul legno. I due si sciolgono in fretta. Essa ride) - Non abbiate paura. Sono io.
Willy - Signora Ilse, la colpa mia. Ho perso la testa.
Ilse - Eh gi. Con tutta quella birra in corpo! Comunque meglio che tu te ne vada a dormire. Domattina ne riparleremo con calma.
Willy - Grazie. Buona notte Paula. (Esce rapidamente dalla porta. Pausa).
Ilse - Ebbene, mia cara?
Paula - Risparmiatemi i commenti, vi prego. Sono abbastanza umiliata.
Ilse - Non capisco perch. Nessuno pu rimproverarvi se vi fate baciare. Ho fatto cos anch'io tante volte col mio Hans! Non immaginate il piacere che mi avete procurato. Vedo gi la faccia che far la vecchia quando lo verr a sapere. Ah, vado a letto perch sono proprio stanca. E voi, che fate?
Paula - Salir anch'io pi tardi. Devo andare prima dal signor Gustavo.
Ilse - Poveretto. E lui spera nel miracolo. Buona notte. (Sale ridendo con cattiveria).
Paula (si avvia verso la porta di Gustavo, ma questa si apre e il giovane appare sul limitare) - Ah! Siete ancora alzato?
Gustavo - Mi ha svegliato la sgradevole voce di mia cognata.
Paula - Come vi sentite?
Gustavo - Bene. Specialmente adesso che sono vicino a voi.
Paula - Venivo a salutarvi prima di ritirarmi.
Gustavo - Avete sonno?
Paula - No,ma sono un po' stanca.
Gustavo - Avete ballato molto. Vi ho osservato. Willy stato di una insistenza veramente inopportuna.
Paula - La colpa stata anche un poco mia, ma avevo una gran voglia di sgranchirmi le gambe. Erano anni che non ballavo.
Gustavo - Balla bene, Willy. Ma anch'io ero un ballerino. Da ragazzo ho vinto anche un premio.
Paula - Se non avete bisogno di me, vi chiederei ilpermesso di salire.
Gustavo - Capisco che la mia compagnia non molto divertente.
Paula - Non dovete nemmeno pensarle queste parole! Mi dispiacciono.
Gustavo - Dal momento che mi evitate!
Paula - Evitarvi? Non mi sembra.
Gustavo - Allora restate, vi prego! Qualche minuto soltanto. Poi torner nella mia cuccia e tenter di dormire. Ma fa tanto caldo. (Si avvicina alla finestra) Sono ancora in baldoria laggi. Sono proprio insaziabili. Probabilmente ci sar anche Willy. capace di gozzovigliare tutta notte e domattina per tempo essere gi sui campi. un uomo di ferro. Ma anch'io ero forte.
Paula - Se avrete fiducia in voi stesso e seguirete i consigli che vi si danno potrete ritornare come allora.
Gustavo - Lo dite con un tono cos convinto!
Paula - Ma io sono convinta! Mi dispiace che non lo siate voi.
Gustavo - Dovrei continuare a illudermi, a credere alle chiacchiere scritte, alle ricette di tante medicine somministrate in gocce, a piccole dosi! Io non sono uno stupido, Paula!
Paula - Allora perch avete permesso che seguitassi ad occuparmi di voi.
Gustavo - Perch la vostra compagnia per me meglio di qualsiasi medicina. Avevo bisogno di qualcuno che mi stesse vicino e mi parlasse come fate voi. Una parola buona meglio di qualsiasi cura, ma per malati come me, non c' pi niente da fare.
Paula - Non voglio sentirvi parlare in questo modo. Su, rientrate e andate a letto. L'aria della sera pu farvi male.
Gustavo - un'aria cos leggera... cos profumata. La sentite? E poi mi piace troppo rimanere vicino a voi. Quante volte ho immaginato di trovarmi, come adesso, al fianco di una donna e di parlare proprio come faccio ora. Paula, se io non fossi come sono, credete che potrei incontrare una ragazza che mi volesse bene?
Paula - Ma... certamente.
Gustavo - Per esempio, se sentiste dell'affetto per me, come lo sento io, potreste essere voi la mia ragazza. E in questo caso mi sentirei il coraggio di chiedervi di diventare mia moglie. (Ripetendo lentamente) Mia moglie.
Paula - Al matrimonio non ho mai pensato. Mi sembrava un sogno cos difficile da realizzare.
Gustavo - Allora ci troviamo nelle medesime condizioni. Anch'io sogno una casa mia, una donna mia... una vita tutta mia... (Pausa, poi intensamente) Nessuno vi ha mai baciata, Paula?
Paula (turbata) - Ma cosa dite, Gustavo. Non sta bene fare certe domande...
Gustavo - Quando due labbra si toccano deve accadere qualcosa di meraviglioso. Non vi sembra?
Paula - Basta con questi discorsi, vi prego!
Gustavo - Non dovete aver paura. Non vi toccherei un capello. Eppure deve essere bello sfiorare la vostra pelle... la vostra bocca. Non conosco questa felicit. E dovr andarmene cos... Quando ci penso, vedete, vorrei affrettare la fine per non soffrire pi.
Paula - Calmatevi Gustavo. Non voglio vedervi cos agitato. Piuttosto, andiamo fino ai fal a vedere le ultime fiamme. Volete?
Gustavo - Oh s... laggi... vicino alla fiamma. Deve essere tanto bello con voi! Andiamo. (Escono dal fondo).
(Pausa. Dalle scale scende Magda. evidente che ha seguito il colloquio. Va alla porta e si appoggia allo stipite guardando ansiosamente la coppia che si allontana rapidamente).
Sipario
ATTO TERZO
(La medesima scena. Dal secondo al terzo atto sono passali tre giorni. Di mattina. Il sole fa capolino dalle finestre socchiuse. La casa immersa nel lutto per la morte di Gustavo.
Gisela e Lotte vanno e vengono dalla cucina recando piatti e scodelle. Gisela non pratica degli usi della casa, sbatte le stoviglie e parla ad alta voce).
Lotte - Ti ho detto cento volte di parlare sottovoce e di non sbattere le stoviglie.
Gisela - Eh, diamine, non siamo mica in convento!
Lotte - Da tre giorni come se lo fossimo. Convento di clausura.
Gisela - Dopo tutto il signor Gustavo non sarebbe mai guarito. Il dottore lo ha sempre detto a tutti.
Lotte - Dopo la disgrazia deve essere scoppiata una lite tremenda fra la padrona, suo figlio e la signora Ilse. Non si guardano nemmeno in faccia.
Gisela - E dell'infermiera che ne stato?
Lotte - Dopo i funerali si chiusa in camera e non vuole
vedere nessuno.
Gisela - Ma che c'entra lei?
Lotte - B, dopo tutto, il signor Gustavo era affidato
alle sue cure.
Gisela - Al suo posto non sarei rimasta un minuto di pi. E a quest'ora mi sarei gi sistemata in citt.
Ilse (Scende. vestita a lutto, ma il suo tono maggiormente autoritario) - Cosa sono queste chiacchiere? Non avete altro da fare?
Lotte - Di l tutto pronto. Mettevamo a posto le stoviglie. Poi bisogna che la signora Magda scenda por gli ordini,
Ilse - La signora non scender. E d'ora in avanti gli ordini li dar io. Intesi?
Lotte - Veramente...
Ilse - Hai delle obiezioni da fare?
Lotte - No, no, signora Ilse.
Ilse (rivolgendosi a Gisela) - E tu che sei ancora nuova, tieni bene in mente che tutto, dico tutto, dovr passare sotto il mio controllo. E mi si deve tenere informata di qualunque cosa. Intesi?
Gisela - Ho capito e cercher di fare del mio meglio.
Ilse - Perch questo buio?
Lotte - Me lo ha ordinato la signora Magda...
Ilse - Spalanca la porta e le finestre. Voglio luce qua dentro.
Lotte - (esegue aiutata da Gisela).
Ilse - Andate di l e lavorate senza fare commenti!
(Le due donne escono da sinistra. Ilse va verso l'armadio e tenta di aprirlo).
Ilse - Lotte! Lotte!
Lotte - (affacciandosi sulla porta) Comandate, signora Ilse.
Ilse - Perch la credenza chiusa?
Lotte - sempre stata chiusa. Le chiavi le tiene la signora Magda...
Ilse - Va bene. (Lotte sparisce) Dovr darmele e subito.
Hans (Scende. accigliato)
Ilse - Hans, devi farti dare da tua madre le chiavi di questa credenza e di tutto il resto. Non posso mica far saltare le serrature.
Hans - Va bene, gliele domander.
Ilse - Ma subito, per. Non perch ci tenga a dare ordini e a comandare. Ma lo ritengo mio dovere. Tua madre, poveretta, dopo questa scossa, non avr pi la forza di far niente. Ma sta certo che non avr mai a lagnarsi di me.
Hans - Povera mamma! Non sembra, pi lei. invecchiata di vent'anni.
Ilse - Eh si sa! La morte di un figlio atroce e Gustavo inoltre era il suo prediletto.
Hans - Non vero. Voleva bene a tutti due allo stesso modo. Ora Gustavo se n' andato e rimango solo.
Ilse - Ma ci sono io vicino a te. (Lo abbraccia) Ora s, saremo veramente felici. Vedrai. La tua Ilse si trasformer. Rinnoveremo anche questa casa che ci ha fatto tanto soffrire. E ci sembrer di tornare ai giorni del nostro fidanzamento.
Hans - Le donne dove sono?
Ilse - Di l. Tutto pronto come al solito, non temere. So come si conduce una casa.
Hans - La mamma non ancora scesa?
Ilse - No. Sono tutte due in camera. A proposito bisogner dire all'infermiera di preparare le sue valigie.
Hans - La mamma mi ha pregato di lasciarla tranquilla.
Ilse - La mamma! La mamma! Credi che sia ancora padrona delle sue facolt? Ha detto cos per dire. Figurati se pu nutrire dei sentimenti benevoli per quella...
Hans - Ilse!
Ilse - Non sono sola a pensarlo. Naturalmente la legge non potrebbe trovarla colpevole, ma se ha una coscienza, quella l'ha gi condannata. Ecco perch se ne sta rinchiusa in camera. Hans cacciala via e anche tua madre ti ringrazier.
Hans - Va bene. Ne riparleremo. Intanto manda su qualcuno a vedere. Per lei e per mamma. Io vado a dare un'occhiata l fuori.
Ilse - Hans, sei imbronciato con me?
Hans - Ma no, perch?
Ilse (lo bacia) - Caro! Non potrei sopportarlo.
Gisela (si affaccia da sinistra).
Ilse - Torna presto. (Hans esce) B, perch tanta sorpresa? mio marito, non un estraneo.
Gisela - Eh s! E formate anche una bella coppia. Peccato che non abbiate bambini.
Ilse - Bambini? Quei marmocchi che urlano e sono sempre da lavare! Tu ne hai?
Gisela - No. Non sono sposata ancora.
Ilse (ride) - Quanto sei stupida! Come se fosse necessario il matrimonio!
Gisela - Se vi sentisse la signorina Rittau!
Ilse - Quella muore dal desiderio di averne almeno una dozzina. Ma dovrebbe sposare un cieco. Brutta com'!
Gisela - In paese la chiamano la giovane Befana !
(Scoppiano a ridere entrambe).
Magda (Scende lentamente. Ha il viso devastato e sembra invecchiata precocemente. Si ferma un attimo ad osservare) - Se non sbaglio avevo detto di tenere chiuse porte e finestre. Forse non mi sono spiegata. Presto, chiudi! (Gisela obbedisce senza parlare) E di' a Lotte che si spicci.
Gisela - Va bene, signora,
Magda - Occorre cambiare le tovaglie. Prendi la chiave e apri quella credenza. (Le porge il mazzo di chiavi che Gisela prende sollecita eseguendo quanto le stato ordinato. Magda siede) Che stanchezza! Guarda nell'angolo di sinistra, in fondo. Prendi anche dodici tovaglioli. Basta che manchi io perch la casa si fermi! Chiudi bene, a due mandate. Cos. E adesso affrettati ad apparecchiare. Va'.
(Gisela esce rapidamente. Pausa. Ilse si avvicina a Magia e cerca di assumere un tono per quanto le possibile gentile)
Ilse - Come vi sentite, mamma?
Magda (la guarda poi strascica le parole) - Stanca.
Ilse - Potevate restare a letto. Avrei provveduto io quaggi. Se ne parlava con Hans proprio adesso. necessario, per la vostra salute, che vi riposiate. La direzione della casa troppo pesante per voi, in questo momento. Finch non avrete ripreso le forze, potreste lasciarla a me.
Magda (seguendo unsuo pensiero) - Paula, dov'?
Ilse - Di sopra. Non vuole vedere nessuno.
Magda - Povera creatura!
Ilse - Dunque, mamma, per l'andamento della casa io avrei pensato...
Magda - Bisognerebbe mandare Lotte con la colazione, se non vuole scendere. Eh, ha ricevuto anche lei un duro colpo.
Ilse - Credo invece che siano i rimorsi a tenerla isolata.
Magda - Paula un angelo. Il bene che ha fatto al povero Gustavo e a me, le sar certamente ricompensato.
Ilse - Del bene quella?
Magda - Non puoi capire... nessuno potr mai capire...
Ilse - E dovremo tenercela in casa ancora per molto tempo?
Magda - Tutto il tempo che vorr.
Ilse - Ma una pazzia! Non c' nessuna ragione. E poi, la gente chiacchiera, non la vede di buon occhio.
Magda - Le persone di casa non hanno mai visto nessuno di buon occhio. Ma me viva, la padrona sono ancora io, e quello che faccio ben fatto.
Ilse - Certo, mamma. Oltre a tutto siete la saggezza in persona. Ma non credete che in questo caso...
Magda - Assolto il mio dovere, il resto non conta.
Ilse - Ma quale dovere? Mi pare che esageriate!
Magda - Non rispetti nemmeno il mio dolore!
Ilse - Non intendo associarmi alle pazzie che si commettono in casa. Ecco tutto.
Magda - Allora vattene prima che dimentichi che sei la moglie di Hans.
Ilse - Appunto. Sono la moglie di vostro figlio. bene che non lo dimentichiate (Esce).
Magda (chiamando) - Lotte! Lotte!
Lotte (apparendo da sinistra) - Comandate signora Magda.
Magda - Sali da Paula e dille che desidero vederla.
Lotte - Se non volesse aprirmi?
Magda - Ti aprir.
(Lotte si avvia ma si incontra sulla scala con Paula in tenuta da viaggio).
Lotte - Eccola!
Magda - Ah, siete qui! Mandavo Lotte a cercarvi. (A Lotte) Vai tu. (La domestica esce) Ero sicura che non m'avreste costretta a salire. Mi sento cos sfinita!
Paula - Vado via, signora Donnegger.
Magda - Via, dove?
Paula - Per ora a casa. Appena possibile torner al mio lavoro.
Magda - Mi volete abbandonare?
Paula - La mia presenza qui non pi necessaria.
Magda - A me sarete sempre indispensabile.
Paula - Ma io non voglio rimanere.
Magda (con voce un foco affannata) - Certo, se proprio non vuoi, non posso obbligarti. Ho pensato molto a te in questi due giorni tremendi. A lui e a te. Sei stata l'unica donna che abbia amato ed naturale che anch'io ti sia riconoscente e ti voglia bene...
Paula - Signora Donnegger, meglio che parta, credetelo!
Magda - E ti avrei vista con gioia seduta alla mia tavola. Le mamme quando cercano di fare la felicit dei propri figli, hanno un istinto infallibile. E io ho trepidato al principio, ma con una gioia cos viva, cos profonda...
Paula - Non ditemi queste cose, mi fanno tanto male.
Magda - Senza di te, mi sembrer di essere pi sola... e sar pi disperata.
Paula - Non posso. Bisogna che vada via subito. Non guardatemi cos. Non voglio che mi vediate arrossire.
Magda - Paula!
Paula - Ero venuta per compiere un dovere...
Magda - E l'hai compiuto. Fino al sacrificio, credi che non lo sappia! Guardami.
Paula - No... non ne ho il coraggio. Mi sento tanto colpevole...
Magda (le si avvicina e l'abbraccia) - Non dirlo, non dirlo bambina mia. Io ti benedico con tutta l'anima. E mi aggrappo con tutte le forze alla vita proprio per questo generoso sacrificio tuo! E riuscir! A costo di martirizzare il mio cuore a sangue. Lo devo soprattutto per lui... e per te.
Paula - Per me?
Magda - S... perch tu sola hai saputo dargli la vera felicit che desiderava...
Paula (si copre il volto con le mani e singhiozza).
Magda (le accarezza, dolcemente la lesta) - Che cosa dovrei perdonarti? Quel poco di bene che hai dato a quel poverino? Sono io, io, che dovrei inginocchiarmi davanti a te... (Tenta di farlo).
Paula (trattenendola) - No, no... questo no... questo non dovete...
Magda - Ormai, bambina, sei legata a me, a questa casa, al suo ricordo e anche alla mia speranza. Ed questa speranza che mi d la forza di resistere... (si abbatte sulla poltrona).
Paula (allarmata) - Signora Magda... Signora Magda! (Chiamando) Lotte, presto! La signora sta male.
Lotte (accorrendo) - O Ges Signore!
Paula - Un po' d'acqua per favore. (Lotte esce e torna con l'acqua. Paula bagna le tempie a Magda) Avrebbe bisogno di dormire.
Lotte - Sono due giorni che rimane vestita, e in piedi. Non so come faccia a resistere.
Magda (riprendendosi) - Che successo?
Paula - Nulla. Dovete solo riposarvi un poco. Venite di l.
Magda - Ma no, mi sento gi meglio.
Paula - Dovete coricarvi, vi prego.
Magda - E allora, cara, se lo desideri, ti ubbidir. Sono contenta di ubbidire a te perch ti voglio bene.
(Le due donne si avviano lentamente ed entrano nella stanza che fu di Gustavo)
(Pausa. Lotte rimasta a guardare costernata la coppia che si i allontanata. Willy entra impetuosamente dal fondo).
Willy - Dov' Paula?
Lotte - Eh!
Willy - Ho chiesto dov' Paula! Voglio vederla.
Lotte - Ssst. Parlate piano. di l con la signora Magda. Si sentita molto male.
Willy - Chi, Paula?
Lotte - Ma no, la vecchia!
Willy - Comincio a credere anch'io che sia una casa maledetta. Ma se niente mi gira, faccio fagotto e vado a respirare un'altra aria. Non sono mica legato, dopo tutto.
Lotte - Se muore anche la signora Donnegger, non resto in servizio nemmeno se mi pagano il doppio.
Willy - Coi due sposi non ci rimarrebbe manco un cane.
Paula (Ritorna, ha un sussulto vedendo Willy, per si domina) - Lotte, la signora riposa. Cercate di non far rumore e dite agli uomini di mangiare in silenzio.
Lotte - Stia tranquilla, signorina. (Esce).
Willy - Paula!
PaulA - Che cosa cercate qui?
Willy - Non credi che dopo quanto successo sia necessaria una spiegazione?
Paula - Willy, non mi torturate anche voi. Fra mezza ora conto di essere gi in viaggio e avr chiusa questa dolorosa parentesi.
Willy - Benissimo. Se non capitavo qui, te ne saresti andata senza una parola!
Paula - Ho gi preparato un biglietto per voi.
Willy - Un pezzo di carta. Ma Willy Hansen, quando stato preso in giro, non si accontenta di cos poco.
Paula - Willy non parlate in questo modo.
Willy - Possibile che tu abbia in un attimo dimenticato tutto?
Paula - Appunto per questo, perch non ho dimenticato, me ne vado.
Willy - Sei stata abile anche nel far credere a certi sentimenti...
Paula - Willy, mi fate pentire di avere avuto per voi della stima... della simpatia...
Willy - Non credere di abbindolarmi ancora. Non ci casco pi.
Paula (irritandosi) - Perch sei venuto allora?
Willy - Per saldare i conti, alla mia maniera.
Paula - Willy, non avevo mai voluto parlarti di quello che accaduto... ma ora devo farlo. Probabilmente non capirai il mio gesto e avrai per me delle parole dure... offensive... Ma non importa. Il dovere, il senso di responsabilit e la compassione, a volte, ti fanno commettere delle azioni che il buon senso e la morale non permetterebbero mai di compiere... ma se ti trovi di fronte a una creatura ormai condannata, che ti supplica, con l'anima, di comprenderla, non puoi voltarle le spalle o negarle ci che ti domanda... il rimorso ti perseguiterebbe senza tregua...
Willy - E tu hai acconsentito... per tutte queste sensazioni?
Paula - Per piet. Solo per piet, credimi.
Willy - Ma ti rendi conto di quello che dici, Paula? Come possibile, soltanto per piet...
Paula - Ero certa che non avresti capito.
Willy - Ma voglio capire... rendermi conto... mi trovo davanti a un fenomeno. E' naturale che voglia sapere fino in fondo...
Paula - No, no... a te non possibile... Tutto diventerebbe meschino, volgare... Ho ascoltato la voce della mia coscienza che mi invitava ad aiutare quell'uomo.. anche nella sua estrema richiesta...
Willy (sarcastico) - Non c' che dire: sei stata sublime. Una specie di Giovanna d'Arco dell'alcova.
Paula- Spero che dimenticherai di avermi conosciuta...
Willy - Naturale. E non appena te ne sarai andata. Non credere di avermi sconvolto l'anima. Ma. devo rifarmi del tempo perduto e delle illusioni sciocche che mi hai fatto nascere nel cuore. E non c' che un mezzo. Siccome anch'io ho sofferto, potrai sacrificarti una seconda volta, non credi? Sono tutti attestati di benemerenza che ti verranno riconosciuti.
Paula - Vigliacco!
Willy (vorrebbe avventarsi su di lei, ma con un gesto disperato esce dal fondo).
Paula ( scivolata su una sedia).
Ilse (compare da sinistra seguita da Hans) - To', ecco qui la reclusa. Guarda Hans, siamo alle lacrime.
Hans - Signorina Ritter, contavo appunto di parlarvi per sistemare la vostra posizione. Voi capirete che dopo quanto accaduto non per il fatto in s, ma perch venuto a mancare la ragione della vostra permanenza...
Paula - Lo so, signor Hans e sono gi pronta a partire.
Hans - Se non vi sentite ancora in condizioni di mettervi in viaggio, potete aspettare qualche giorno.
Paula - No, no, grazie. Meglio subito.
Ilse (premurosa) - Avverto Stelzer che prepari il calesse.
Paula - Mi sono gi presa la libert di farlo avvertire.
Hans - Come?
Paula - Avrei preferito andarmene in silenzio e senza vedere nessuno.
Ilse - Bella riconoscenza! Dopo quello che abbiamo fatto per voi.
Paula - Credevo di interpretare anche un vostro desiderio.
Ilse - Ah per me...
Hans - Sta zitta tu. Dal momento che avete deciso per la partenza immediata non vi trattengo. Le vostre valigie...
Paola - Gi pronte.
Hans (a Ilse) - Avverti Lotte che le vada a prendere.
Ilse (esce per la sinistra).
Hans - E adesso parliamo delle vostre competenze.
Paula - Vostra madre aveva gi provveduto da qualche giorno.
Hans - Personalmente non ho alcun risentimento verso di voi, tengo a dirvelo. Quello che accaduto non stato per causa vostra.
(Paula china la testa).
Ilse (ritorna con Lotte e Gisela) - Portate gi le valigie della signorina e dite a Stelzer di venirle a prendere. (Le due domestiche salgono) Avete preso congedo dalle vostre amicizie?
Paula (la guarda)
Ilse - Via! Volete proprio mettere alla disperazione quel povero Willy!
Paula - L'ho gi salutato. venuto qui.
Ilse - Hai sentito Hans? Mi pare che i tuoi dipendenti si prendano troppe libert.
Hans - Ma sta' zitta, per piacere. (A Paula) Avete almeno salutato la mamma?
Paula - di l che riposa. Poco fa ha avuto un capogiro. meglio che parta senza vederla... non voglio disturbarla..
Ilse - Io credo che vi saluterebbe volentieri... dato che non vi vedr mai pi.
Paula - Siete ingiusta verso di me, signora Ilse. Sapete benissimo che della disgrazia nessuno responsabile.
Ilse - Nessuno? Hans, tu cosa dici?
Hans - Non mi sembra il caso di parlare di queste cose.
Ilse - Come vuoi! Vado di sopra, ma ricordati, non appena vedi tua madre, di dirle chiaramente che le chiavi devono passare in mano mia. (Sale).
Hans - Allora, signorina, se tutto sistemato, vi saluto adesso perch ho molte cose da fare.
Paula (stringendogli la mano) - Addio, signor Hans e abbiate cura di vostra madre.
Hans - Mia madre? S, certo. Grazie del consiglio. (Esce dal fondo).
Lotte (seguita da Gisela che porta le valigie) - Sembra che tu abbia le mani di burro!
Gisela - Ma pesano come due massi. Potresti prenderne una tu.
Paula (va loro incontro) - Date qua che vi aiuto.
(Gisela ne lascia cadere una che ruzzola lungo i gradini).
Lotte - Sei un vero disastro. Ho l'impressione che non resterai molto in questa casa.
Magda (appare sull'uscio di destra) - Un nuovo disastro di Lotte? Cosa fanno qui queste valigie?
Lotte - Lo domandi alla signorina!
Magda - Tue Paula? (Alle donne) Lasciatele dove si trovano e tornate di l. (Le domestiche escono) Approfittavi di un mio malessere per abbandonarmi. Vuoi dunque che dubiti anche del tuo cuore?
Paula - Parto perch devo, perch nessun legame mi tiene vicino a voi... perch tutti mi odiano...
Magda - Non dire... non dire... peggio che se mi togliessi la vita. (Si riprende) La provvidenza viene sempre in aiuto dei disperati. E io, vedi, sono la pi disperata delle madri. Ma c' la casa, la fattoria... il lavoro... tutto un avvenire da salvare. Dobbiamo rivolgere una preghiera a Dio e confidare nella sua infinita bont. Chiss! qualche volta anche alle creature meno meritevoli Egli si rivela... e la Sua presenza si palesa col miracolo...
Paula - Ma cosa andate a pensare adesso...
Magda - Ti chiedo solo di rimanere qui ad attendere con fiducia. Vedrai. E intanto guarda: tutto quanto vedi tuo. Ti appartiene. Poi quando verr il bambino... (ad un gesto di Paula) Lo so... Non ne sei certa... ma proprio per questo ti prego di avere pazienza... dammi il tempo di disilludermi... Si tratta di una vita.
Paula - Sapete bene che non posso restare qui... nessuno me lo permetterebbe.
Magda - Nessuno? E io chi sono? Ma cosa credono gli altri? Che sia una donna finita? Ah, hanno speculato anche sul mio dolore... E vogliono costringerti ad andartene. Miserabili. Nessuno oser farti del male. E se osassero, chiunque fosse, si troverebbe di fronte una furia. Fosse anche Hans. Guai... guai!...
Paula - Signora Magda, io non posso lasciarvi delle illusioni... spaventose... bisogna che vi dica!...
Magda - No... niente. Lasciamele se devono aiutarmi a vivere ancora... fino a che non abbia sistemato tante cose... E ci sei anche tu. Prendi le valigie... portale di l... poi torna qui... No, anzi, aspetta. (Chiama) Lotte (La domestica appare sull'uscio) Porta le valigie nella stanza del signor Gustavo, presto. (Lotte eseguisce senza fare commenti) E tu vai di l a ricomporti... hai il viso stravolto, cara. Mi rendo conto della lotta che devi sostenere... Mentre tu ti rimetti, io mi preparo qua... per la mia, che non inferiore, credi.
(Paula entra nella porta di destra dopo che ne uscita Lotte. Si sente la campana che chiama a raccolta gli uomini per la colazione. Magda si muove lenta, va a prendere la Bibbia, siede sulla sua sedia e sfoglia alcune pagine. Ilse scende).
Ilse - Vi siete svegliata? Benissimo. Sono proprio contenta di vedervi ristabilita. Adesso vi sentirete certamente meglio. Dovete farvi una ragione alla fine. Dopo tutto restiamo noi, io e Hans, e vedrete che faremo di tutto per alleviare il vostro dolore che anche il nostro. (Va alla finestra e guarda fuori) Oggi mangiano in ritardo. Equi, mamma, non si ancora apparecchiato? Hans mi aveva pregato di far presto! Provvedo io... solo che mi diate le chiavi.
(Magda si stacca dal grembiule il mazzo dalle chiavi e glielo porge).
Ilse - Grazie... Metter una tovaglia pulita. Quella ricamata. Non l'abbiamo mai adoperata. E anche i bicchieri di cristallo. Una tavola come si deve, Hans ne sar felice. (Si muove andando dalla credenza alla tavola, ma sbatacchia le stoviglie e si trova in grande imbarazzo).
Magda - Non sei proprio buona a nulla.
Ilse - Cosa dite, mamma?
Magda - Non sai nemmeno apparecchiare una tavola.
Ilse - Ah, mi rendo conto che avete sempre la stessa prepotenza.
Magda - Che cosa credevi? inutile che cerchi di nascondere la tua soddisfazione. Te la leggo negli occhi.
Ilse - Ma come potete pensare...
Magda - Non hai nessun motivo per esaltarti. Te lo dico con tutta calma.
Ilse - Sempre questo astio! Ora che Dio vi ha ammonita dovreste essere pi buona.
Magda - Tu osi nominare Dio e parlare di bont? Tu? Stai attenta piuttosto a non rompere niente. (Si alza e le toglie quanto ha in mano) Cos si fa. Poi bisogna mettere un coperto di pi.
Ilse - Per chi?
Magda - Per una persona che ha gli stessi nostri diritti di sedere a tavola.
Ilse - Badate che Hans stanco delle vostre stranezze.
Magda - Hans sar il primo a riconoscere il fatto compiuto. Metti il coperto.
Ilse - Voglio sapere chi .
(La porta di destra si apre e Paula si affaccia).
Magda (indicandola) - Eccola!
Ilse - Nooo! (Fa per avventarsi su Paula, ma Magda la protegge).
Magda - Sei vicino a me: non temere. (Fissando Ilse con occhio terribile) Non so ancora se Dio potr esaudire la domanda che gli rivolgo disperatamente da tre giorni. Ma se il dolore di una madre riuscir aconvincerlo, Gustavo ritorner fra noi... forse pi bello di quando l'ho partorito... biondo e roseo... con un paio di braccine tonde... e verr di l... da quella porta... Ecco perch Paula rimane e avr il suo posto nella nostra famiglia... E tu, bambina mia, ora che sei diventata la vera padrona fai spalancare le porte, le finestre perch entri il sole. Deve trovare tanta luce qua dentro.
Paula (abbracciandola, fra i singhiozzi) - Mamma!
Magda - S, cos... cos devi chiamarmi, figlia mia!
(Le due donne rimangono abbracciate. Ilse in un angolo con la testa china non ha pi la forza di reagire).
Sipario
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