La favoletta della buona notte

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K:

la favoletta della buona notte

di Solieri Giorgio

personaggi:

Kapò

il Maestro

Il Maestro è seduto su di una sedia sgangherata. Piedi e mani sono legati all’indietro. Kapò lo picchia con lento metodo.

KAPÒ …allora? Allora? …Piantiamola… sono stanca!

MAESTRO (sofferente ma ironico) …sapessi io, Kapò!

KAPÒ Non sfottermi! Hai capito? Tu devi aprire bocca soltanto per parlare!

MAESTRO (idem c.s.) E per che altro me la fai aprire, Kapò? Son tre giorni che non vedo cibo!

KAPÒ Insiste! Insiste… (ride) roba da matti! (seria) …Forza: deciditi a parlare… e tu sai bene cosa intendo! Avanti, facciamola finita!

MAESTRO Ma se per me non è nemmeno cominciata…

KAPÒ (riprendendo a picchiare) Basta! Basta! Basta! Lo capisci o no quello che dico, eh? Basta! Non puoi continuare così molto a lungo… lo sai, si? Vogliamo farla finita, o no?

MAESTRO (esausto, ma non domo: con sarcasmo) Guarda, Kapò, che se dipende da me puoi smettere quando vuoi!

KAPÒ Ancora hai voglia di sfottermi… (incredula) ancora hai voglia di sfottermi… non ti conviene, caro… (estrae un lungo pugnale)… guarda che il manico del coltello l’ho sempre in mano io!

MAESTRO (freddo) E allora masturbalo, Kapò!

KAPÒ (piantando il coltello a pochi centimetri dal viso del Maestro) Ho detto basta! …E non chiamarmi Kapò!

MAESTRO No? E perché?

KAPÒ Non mi ci chiamare e basta!

MAESTRO Perché, Kapò? Ti da così noia? Sono solo memorie storiche… cos’è… sono fastidiose? È così, Kapò? Eh? Sono scomode, vero?

KAPÒ (perdendo completamente la calma e picchiando senza metodo, selvaggiamente) Sta zitto! Zitto! Ti vuoi decidere a capirmi, quando parlo? Zitto, zitto, zitto! Taci, maledetto… non ti sopporto più! ZITTO!

MAESTRO (allo stremo ma senza deflettere un millimetro) Allora… l’hai presa una decisione… Kapò? Che devo fare, Kapò… parlo… o sto zitto?

KAPÒ (spossata) Smettila… perché continui a provocarmi? Perché insisti? Cosa ci guadagni?

MAESTRO (pesantemente sarcastico) Ti preoccupi per me. Kapò?

KAPÒ Non mi chiamare così! Ma cosa credi, che mi diverta a martoriarti in questo modo?

MAESTRO Per la verità… sì.

KAPÒ Non è vero! …Sì, è vero… ma solo se mi fai incazzare, come prima! Altrimenti… no, non mi diverte, altrimenti…

MAESTRO E allora perché… altrimenti?

KAPÒ Bambino! Ma te lo ricordi, o no, che c’è una guerra, là fuori, eh? Lo hai capito che tu ed io siamo su fronti diversi, opposti? Oppure te lo devo raccontare stasera in cella… per farti dormire… come la favoletta della buona notte?

MAESTRO Io non sono in guerra con nessuno, Kapò.

KAPÒ (sberla) Non chiamarmi così, ho detto! E poi piantala con queste idiozie: che vuol dire che non sei in guerra?

MAESTRO Io non sono in guerra con nessuno.

KAPÒ (scandendo) Ho detto: basta con queste idiozie.

MAESTRO Io non sono in guerra con nessuno.

KAPÒ Basta! Hai capito? Basta!

MAESTRO Io non sono in guerra con…

KAPÒ Stronzate! Possibile che proprio un maestro di scuola possa non capire?

MAESTRO (lento, testardo) Io non sono in guerra con nessuno.

KAPÒ E allora perché non parli? Eh? Quello che avresti da dire sarebbe molto utile… a noi… forse decisivo… e tu non parli… maledetto testardo… non parli… non parli… non parli…

(pausa prolungata)

MAESTRO Io sono cresciuto in campagna… veramente ci sono nato… i miei erano contadini, come i nonni prima di loro e prima ancora… ero sempre all’aperto, libero… sia che piovesse o ci fosse il sole… quando pioveva era meglio: mi divertiva inzaccherarmi…

KAPÒ E… questa…? Cos’è, la favoletta della buona notte?

MAESTRO Non dovevi essere tu a raccontarmela, Kapò? Vogliamo parlare? E allora parliamo!

(unica sberla, violentissima)

KAPÒ Basta con le fesserie e parliamoci chiaro: tu sai perfettamente dove passerà quel convoglio… non provare nemmeno a negarlo… Ci serve saperlo, e subito! Bada, signor maestro, che non possiamo veramente più scherzare!

MAESTRO Lo sai perché lo sono diventato, Kapò?

KAPÒ Cosa?

MAESTRO Maestro di scuola… Lo sai perché sono venuto in città e sono diventato un maestro?

KAPÒ (livida di rabbia) Io voglio solo sapere di quel convoglio.

MAESTRO Davvero non te lo sei mai chiesto? …Alla fine la campagna non era poi tutto quel paradiso, per me… ogni giorno, quasi, vedevo sangue… tanto sangue… polli, conigli, agnellini…

KAPÒ Il convoglio! Maledizione… il convoglio!

MAESTRO Non potevo più vivere tra gli animali, se dovevo vederli morire ogni giorno… Meglio gli uomini, pensai… quelli mica si ammazzano. (ride) Pensa che scemo, Kapò!

KAPÒ Non chiamarmi così! …Poche chiacchiere: quel convoglio ci interessa: è vitale. Dimmi dove deve passare!

MAESTRO No.

KAPÒ Non costringermi ad oltrepassare i limiti… mi dispiacerebbe, credimi: in fondo rispetto il coraggio e la lealtà che stai dimostrando…

MAESTRO A chi? Ancora credi che non parlo per… partigianeria? Ancora con quella storia della Nostra guerra? Sturati le orecchie, Kapò: io non sono in guerra con nessuno.

KAPÒ E allora perché aiuti gli altri?

MAESTRO Io non aiuto nessuno, anzi… Se proprio vuoi saperlo quelle armi a loro non arriveranno mai…

KAPÒ Allora lo sai davvero dove sono finite! Avanti, parla: dimmelo!

MAESTRO …così come tu non saprai mai dove trovarle!

KAPÒ (fredda e minacciosa) Questo dobbiamo ancora vederlo, Maestro!

MAESTRO (tranquillo, quasi flemmatico) Non ci riuscirai, Kapò. È inutile… e tu lo sai.

KAPÒ (con rabbia impotente) Ma perché, maledizione, perché?

MAESTRO …Un po’ di sangue in meno…

KAPÒ E questo qui che hai sulla faccia cos’è, acqua fresca? Maledizione! Perché non vuoi capire? Possibile che non ci arrivi? …Sangue in meno… Così continueremo a dissanguarci per anni: con questa guerriglia logorante… Con quel carico potremmo finalmente farla finita, una volta per tutte!

MAESTRO (ironico) Senti senti…che colpo di scena! Kapò alla fine odia la guerra!

KAPÒ È inutile che sfotti, Maestrino. Ma cosa credi, piccolo pacifista ipocrita: che la guerra piaccia a qualcuno?

MAESTRO E tu cosa credi, piccolo ingenuo soldatino: che con la guerra non ingrassi nessuno?

KAPÒ Non certamente noialtri che stiamo qui a sputare sangue, caro! Non certamente me!

MAESTRO E allora falla finita, Kapò!

KAPÒ A questo mi servono le armi di quel carico, brutto cretino!

MAESTRO No, no, no, no… con me non funziona il giochetto, Kapò. Se la famosa «favoletta della buona notte» per stasera è quella dei buoni e dei cattivi, risparmiati voce e fiato! È passato - e da molto – il tempo in cui mi portavano al cinema a vedere certi filmetti di serie B… C’erano sempre i buoni che inseguivano i cattivi… i buoni avevano sempre il cappello bianco, i cattivi sempre il cappello nero… ma se guardavi con attenzione ti accorgevi che, per risparmiare, usavano le stesse comparse che si cambiavano il cappello… sotto, le facce erano sempre le stesse… sempre le stesse… no, Kapò: a me non venire a raccontare di buoni e cattivi!

KAPÒ Io non ti voglio raccontare proprio niente! Io voglio soltanto mettere le mani su quel convoglio, usare quelle armi, vincere questa dannata guerra e farla finita!

MAESTRO (di sfida) E perché tu e non gli altri, allora?

KAPÒ (rabbiosa) Perché tu, ora, sei in mano mia, non loro! Ti direbbero le stesse cose, sai?

MAESTRO (esplode) Sì! Sì, che lo so! Maledizione, Kapò: lo so benissimo che tu e gli altri dite le stesse cose! Ma allora ditevele fra di voi, buttate a mare tutte le armi e lasciatemi in pace, a me e anche all’umanità… una volte per tutte!

KAPÒ (improvvisamente calma) Di quante parole sai riempire quella bocca! Talmente tante che nemmeno le ascolti più tutte… Farla finita, così, senza combattere… e credi che ce lo permetterebbero quelli… aspetta, com’è che li hai chiamati?… quelli che ci si ingrassano?

MAESTRO …siete molti di più, Kapò: tu, i tuoi e gli «altri»!

KAPÒ Appunto, Maestro: siamo troppi per metterci d’accordo… C’è sempre qualcuno che alla fine ascolta la favoletta della buona notte… quella dei buoni e dei cattivi, ricordi? Ne basta solo uno…

MAESTRO No, Kapò! Queste sono scuse! Uno, dieci, mille, la metà intera dell’Umanità? Basta dirgli di no, Kapò! Basta dirgli…«Io non sono in guerra con nessuno»

KAPÒ È qui che tu sbagli, povero, piccolo bambino ingenuo! La pace può esistere solo se tutti la vogliono… Per fare la guerra basta che uno ti dica «io sono in guerra con te» e tu sei in guerra con lui!

MAESTRO (improvvisamente confuso) No! Non è così! Non lo può essere… sarebbe il trionfo del Male sul Bene…

KAPÒ (ironica) Bene?!? Male?!? Ma i buoni e i cattivi non erano una favoletta per la buona notte? Ma forse «bene e male» e «buoni e cattivi» non sono la stessa cosa? (infantile) Non ho capito, signor Maestro…(improvvisamente secca e tagliente) …cos’è il Bene, allora?

MAESTRO (sempre più incerto, quasi sorpreso dalla domanda così diretta) Dipende... può essere tante cose... ciò che non si ha... oggi, qui, tra me e te, con questa guerra assurda il bene è sicuramente la pace...

KAPÒ (incalzante) Quindi il Bene sei tu...

MAESTRO (un po’ confuso) ...si...no... io sono disposto a difenderlo...  a cercarlo...

KAPÒ (c.s.) Contro di me, suppongo...

MAESTRO (con rabbia) Pretenderesti di farmene una colpa? Sei tu che persisti a voler combattere questa dannata guerra!

KAPÒ Rispondi, Maestrino: contro di me?

MAESTRO Sei tu che...

KAPÒ Ho detto rispondi! Contro di me?

MAESTRO Sì! Contro di te!

KAPÒ Contro di me... Contro! Eccola, la parola! Eccola, la verità! Contro!

MAESTRO ...non ti capisco...

KAPÒ Sì, che mi capisci, ipocrita! Stai combattendo anche tu questa guerra!

MAESTRO Cosa?!?

KAPÒ È come ti avevo detto: sei in guerra contro di me... e quindi non puoi rimproverarmi se siamo qui: tu in ceppi ed io a fare domande... è tutto nelle regole!

MAESTRO No! Sono regole diverse! Siamo diversi!

KAPÒ Davvero? E dove... dove siamo diversi?

MAESTRO In tutto! ...la violenza... ecco! La violenza! Io non ammazzo nessuno!

KAPÒ Ma sei pronto a farti ammazzare, anche lentamente! E non è violenza, questa? Non è violenza? Te lo dico io, caro maestrino mio: sì che è violenza, e di una forza che io – proprio io che tu insisti a chiamare Kapò - nemmeno riesco a figurarmi! Una violenza bestiale, perché senza senso: l’autodistruzione è stupida: ti elimina ogni prospettiva... Che te ne viene, dopo, qualunque cosa accada? Almeno io seguo una logica! La mia violenza cerca la mia vittoria... io combatto per qualcosa di concreto, per me: il mio futuro, la mia pace! Certo: la pace! Io non so e non voglio raccontare la favoletta della buona notte! Io chiamo le cose con il loro vero nome! Pace? Mi fai ridere... la pace si chiama vittoria... oppure sconfitta, dipende... e dura solo fino a che la sconfitta non riesce a trovare abbastanza forza per tentare la rivincita! È solo una questione di forza e di tempo! Tutto il resto sono solo mezzi, pretesti… strumenti per trovare più forza degli altri. Sono io – io! – che cerco veramente la pace, perché sono io, e non tu, che so veramente come, e dove trovarla... che ne riconosco il prezzo e che sono disposta a pagarlo! Per il resto… niente scrupoli, Niente limiti! Niente regole!

MAESTRO (in piena crisi) No, no, no, NO! Tu la metti come una… catena continua di solo odio… senza pause… guerra su guerra contro guerra per la guerra… possiamo spezzarla, questa catena, Kapò… dobbiamo spezzarla!

KAPÒ Possiamo spezzarla solo tutti insieme… e l’Umanità non è capace!

MAESTRO (arrampicandosi sugli specchi) Sì, che lo è! …Lo è stata… ci sarà stato un momento… all’inizio… Sì, sì… tutte le civiltà lo ricordano… l’Eden, l’Arcadia, il lupo con l’agnello, l’età dell’oro, del latte e del miele… dell’amore…

KAPÒ Maestro, maestro… ma proprio non ti ascolti più! Sono tutte leggende… miti… favolette per la buona notte. L’amore...? Uno strumento, caro maestrino mio... anche l’amore è solo uno strumento... (si siede a cavalcioni del Maestro ed armeggia nascosta dalla gonna: si intuisce che tenta di farsi penetrare) e io non ho scrupoli... di nessun genere...

(lo bacia violentemente muovendosi in modo tale da far capire di essere riuscita nel suo scopo. Dopo qualche istante, benché legato, il Maestro riesce a divincolare il viso. Il dialogo che segue è in un crescendo orgasmico)

MAESTRO No! ...Cosa fai? No, Kapò, ti prego... Questo no! ...no ...No ...No! NO!! ...NO!!! Non voglio... Non voglio... Non puoi farmi questo... Ti prego, no! ...non voglio!

KAPÒ Lo so che non vuoi... anche se non sembrerebbe... ma lo so... è per questo che... insisto...

MAESTRO No! ...Ti prego! ...È ...intollerabile! ...Smettila, Kapò! ...Smettila!

KAPÒ No! ...non smetto ...parla! ...Dimmi ...quello che ...quello che voglio ...e allora ...forse...

MAESTRO ...no, ti prego...

KAPÒ ...parla!

MAESTRO ...no...

KAPÒ ...parla!

MAESTRO ...no...

KAPÒ ...parla!

MAESTRO ...no... ...no... ...no...

KAPÒ (sovrapponendosi)...parla! ...parla! ...parla!

MAESTRO Smettila: sei mia sorella, perdio!

(Climax di entrambi. Pausa prolungata. Kapò si leva. Il Maestro è visibilmente prostrato)

KAPÒ (cinica) ...Uno stupro... e allora? Un incesto... ti fa così male? ...Sì... ti fa tanto male, lo so... ti conosco troppo bene... e da troppo tempo... Ora sì che ti ho vinto... hai potuto sopportare ogni violenza, ma questa no! Ogni medaglia ha il suo rovescio: la pace, l’armonia, il natural vivere insieme atavico dell’umanità... insieme con le favolette dell’età dell’oro, della tua «umanità» ti sono rimasti appiccicati addosso tutti i moralismi... che io, ora, ho distrutto, non è vero? Io ora ho divelto l’ultimo cancello... quello che credevi non avrei mai avuto il coraggio nemmeno di socchiudere! Ora lo sai che posso combattere la mia guerra veramente ad ogni costo, senza quartiere... Hai perduto: lo sai, vero?

MAESTRO (con grande fatica e stanchezza morale) Si, lo so... Cosa vuoi sapere, Kapò?

(pausa molto prolungata)

KAPÒ (tra sé) Curioso... ora non so più...

MAESTRO (tra sé) È triste, tutto questo... niente drammi, veramente... solo tanta tristezza...

KAPÒ (come proseguendo) Eppure è a questo che volevo arrivare...

MAESTRO (come proseguendo) ...tanta, tanta tristezza...

KAPÒ (idem c.s.)...sin dall’inizio: solo a questo...

MAESTRO (idem c.s.) ...vedere un sogno...

KAPÒ (idem c.s.)...è questo che volevo...?

MAESTRO (idem c.s.) ...che torna ad essere un’illusione...

KAPÒ (idem c.s.)Vincere?

MAESTRO (idem c.s.) Perdere? No! (a Kapò) Hai vinto, Kapò, ma non perché io ho perso... Hai vinto perché mi hai costretto a combattere... Mi hai costretto ad accettare battaglia... a scendere in guerra! Ora io parlerò, ti dirò quello che volevi sapere e tu potrai trionfare, uccidendo quelli che chiami nemici. Ma non per questo avrai vinto: sarà solo perché, con il cadavere della mia dignità, ti avrò consegnato anche l’ultima voce che abbia più parlato di pace. (pausa) La pace non esiste... è solo vittoria… o sconfitta… Forse alla fine hai ragione tu, Kapò, ma non sarà per questo che io avrò perduto. Un tale disse, un giorno: ho fatto un sogno... La pace... era un sogno... ma finché il sogno è rimasto una speranza io non avevo perduto... ora tu hai dimostrato che era solo un’illusione ed io parlerò, perché tu hai vinto... ma vuoi davvero vincere, Kapò?

(Kapò, che durante l’ultima battuta si è spostata dietro il Maestro, estrae il suo pugnale e lo infila molto lentamente nella schiena del Maestro, che dopo un lungo spasimo di dolore silenzioso, si accascia cadavere)

KAPÒ No, non voglio.

SIPARIO

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