La fermata del 33

Stampa questo copione

La Fermata del 33

LA FERMATA DEL 33

atto unico

di Salvatore Macri

 

Autore Posizione SIAE 184727 - Codice Opera SIAE 903392A

mail: macrisa@libero.it - anno 2012

Personaggi:

Gianni, pendolare con borsa

Rosa, con guinzaglio truccato con collare molto piccolo (l’estremità vicina al collare dovrà essere legata con filo invisibile al guinzaglio, in modo da formare un’ansa che faccia rimanere curvato il guinzaglio stesso, come quando il collare è al collo di un animale, senza che tocchi terra)

Scena: fermata di autobus, con una panchina e una palina


Gianni                          (entra, raggiunge la panchina, posa la borsa a terra, guarda l’orologio, e dimostra impazienza; è lievemente ansante)

Rosa                            (entra, con il guinzaglio, e va a fianco di Gianni) Scusate, aspettate anche voi il trentatre?

Gianni                          (infastidito) Eh, già… a questa fermata passa solo quello… odio questo paese! E’ lungo come la fame, e ci sono quei vampiri dei vigili che non fanno passare neanche una formica nel centro storico… e l’autobus passa solo quando dice lui!

Rosa                            Voi aspettate da molto?

Gianni                          (nervosamente) Aspetto da molto, sì! Ho perso la corsa precedente… ero lì al bar che prendevo qualcosa, mi sono seduto… e mentre pagavo c’era il cameriere davanti… ho intravisto troppo tardi il bus… ha fermato una frazione di secondo ed è ripartito… gli sono corso appresso, strillando, ma non si è fermato… l’ha fatto per dispetto!

Rosa                            Egregio signore, vi dovreste calmare un poco… il conducente sarà stato concentrato e non vi ha visto… sarebbe suo interesse viaggiare completo… non credo che abbia voluto farvi un dispetto… comunque ormai ci siamo! Dieci minuti e arriva il prossimo!

Gianni                          Speriamo!

Rosa                            A quest’ora è sempre puntuale… io lo prendo tutti i giorni… sapete, devo andare in ospedale per lui…

Gianni                          Ospedale? Io non l’ho mai visto! Ma dov’è?

Rosa                            Al capolinea, dietro il Municipio… ormai ha imparato anche lui… vedeste com’è carino… si mette davanti alla porta quando è il nostro momento… quando arriviamo, si gira un istante a guardarmi con quegli occhioni dolci, come per sollecitarmi, e scende per primo!

Gianni                          Ah… pensavo che fosse un bambino… ma non ne vedo con voi… scusate, chi è che ha bisogno dell’ospedale?

Rosa                            Ma è Briciola… (alzando un poco il guinzaglio) eccolo… non mi dite che non lo vedete anche voi!

Gianni                          Signora… veramente io vedo che portate un guinzaglio… e null’altro…

Rosa                            (scostandosi) Non vi avvicinate! Quel virus è terribile… oggi siete la quinta persona… (timorosa, girandosi intorno) come posso fare, dove posso andare per evitare il contagio…?

Gianni                          Signora, scusate…

Rosa                            Via! Non osate accostarvi! Voi siete infetto! Povera Briciola… stai lontano da questo signore, capito? E’ malato!

Gianni                          Signora, io sto benissimo… penso che sia qualcun altro che non… si sente bene!

Rosa                            Sentite… vi dispiace se questo autobus non lo prendete…? Potreste aspettare il prossimo, io ho fretta, devo proprio fare presto… Briciola deve andare in ospedale… e non voglio viaggiare con una persona malata… potrei infettarmi… e pensate anche agli altri passeggeri… fatevela a piedi!

Gianni                          A piedi? Ma io… sono cinque chilometri! Non se ne parla proprio, io prenderò quel bus!

Rosa                            Potreste prendere il quarantasette…

Gianni                          Il quarantasette? Ma non esiste!

Rosa                            Lo hanno messo da poco…

Gianni                          Ma io devo andare al Municipio… e perché vorreste farmi prendere un’altra linea?

Rosa                            Beh… ormai… sapete, è il penultimo stadio… quando cominciate a non vedere più bene… dopo cominciano sudorazioni improvvise, tachicardie, sensazioni di vertigini… il quarantasette va al cimitero… (agita due dita per aria a mulinello) vi trovereste comodo!

Gianni                          (facendo gli scongiuri) Io sapevo che questo era un paese di matti… ma questa…

Rosa                            Briciola, non girare! Ti stordirai… e poi comincia la crisi!

Gianni                          Ma… è feroce?

Rosa                            Solo con chi è malato! Scostatevi! Non ci infettate! Povero Briciola… non si fa! Ti dò le botte!

Gianni                          Ma… che fa?

Rosa                            Niente, niente… ti ho detto che è malato! Non gli puoi fare la pipì addosso!

Gianni                          (si scosta) Che schifo! Tenetelo!

Rosa                            Sicuro che lo tengo… che guaio, oggi! Ti ho detto di no! Anche la borsa è malata!

Gianni                          (prende precipitosamente la borsa) Tra poco vomiterò… ma debbo resistere… io devo prendere quel bus… ma questa… bestiolina è pure malata? Che malattia ha?

Rosa                            Quando mai? Si deve solo lavare i denti! Ogni giorno deve fare quest’operazione!

Gianni                          La pazzia di questo paese non ha limiti! Lavare i denti a un… coso… non capisco neppure che animale sia… in ospedale!

Rosa                            Siete un ignorante! Non sapete riconoscere un animaletto quando lo vedete! E siete anche disinformato! Su tutti i giornali, alla televisione, dappertutto si parla di quel virus che è stato portato fuori da quel laboratorio… sta facendo vittime in quantità…

Gianni                          Signora, scusate… ma non è normale andare in ospedale per… questo! E poi io m’informo regolarmente e non ho sentito nulla di quel che dite!

Rosa                            E vorreste per caso che gli faccio lavare i denti al cimitero? Voi siete ignorante e leggete male! Ma, già… cominciate a perdere la vista… facciamo una cosa… dovete andare in Municipio, avete detto… fermatevi prima all’ospedale, e fatevi fare un controllo… sono ben attrezzati!

Gianni                          Ma io non l’ho mai visto…

Rosa                            Non mi meraviglia! Forse siete stato uno dei primi colpiti… strano che siate ancora vivo…

Gianni                          (facendo gli scongiuri) Io sto benissimo! Non ne posso più di queste… panzane! Smettetela… mi fate venire l’ansia…

Rosa                            Sì, si… avvertite anche giramenti di testa, tachicardia…?

Gianni                          Certo! Mi state facendo montare in bestia!

Rosa                            Briciola, questo signore… ha bisogno di aiuto! Correremo il rischio di viaggiare insieme, e lo accompagneremo in ospedale… che dici…? Va bene… ne ero sicura…

Gianni                          Non mi dite che quel coso… quella bestia… è capace anche di parlare!

Rosa                            Signore… lui non ha parlato… ha un vocabolario molto limitato e poi… (accostandosi un momento a lui) in questo momento non può aprire la bocca… sapete… si sente un poco la mancanza di pulizia… e lui lo sa, perciò tace… ma non lo ripetete! Si offenderebbe e vi attaccherebbe!

Gianni                          (si scosta bruscamente) Ma perché sono venuto qua, oggi? (guarda l’orologio) E quest’autobus che non passa!

Rosa                            Su, non vi preoccupate… forse riuscirete anche a scamparla… il dieci per cento ce la fa… in quell’ospedale fanno miracoli…

Gianni                          Ma che ospedale è?

Rosa                            La “Clinica dei Quattrozampe”! Ma curano anche pesci e volatili… una volta c’era anche uno struzzo!

Gianni                          Che cosa? E io dovrei farmi visitare da un veterinario?

Rosa                            Egregio signore, voi siete proprio ignorante! Non sapete che un veterinario è superiore al medico? Quest’ultimo si fa aiutare dal paziente a fare la diagnosi, gli chiede dove gli fa male, e ottiene risposta! Provate voi a domandare a uno struzzo dove sente male! Il veterinario fa la sua diagnosi basandosi solo sulle analisi e sulla sua esperienza! E poi vi ho detto che sono attrezzati… appena steso su un lettino, partono automaticamente tutti i sondini che beh… entrano dappertutto e prendono i dati necessari… nelle orecchie… in bocca… nel…

Gianni                          Cioè… io mi sdraierei sul lettino… e mi troverei in bocca quello che è servito prima per… la bocca di uno struzzo?

Rosa                            Forse dipende dalla posizione… può darsi che prima sia servito per altro…

Gianni                          Basta! Impossibile continuare oltre! Mi sento male dallo schifo! No mi parlate più di cose del genere… (si porta una mano al petto) il mio povero cuore…

Rosa                            Coraggio, si dice che il… trapasso sia indolore… volete sedervi al bar? Forse vi agevolerebbe…

Gianni                          Basta! Tacete! Non ne posso più… mi sento male! (si lascia cadere sulla panchina, lascia la borsa, poi la riprende come allarmato e la stringe a sé, chiudendo gli occhi)

Rosa                            Ecco, Briciola, adesso stai attento… è un momento solenne, in cui bisogna dimostrare il più ampio rispetto… questo signore sta per incontrarsi con la morte… no, non piangere! (finge di prendere il braccio l’animale, come se fosse di dimensioni spropositate e di accarezzarlo) Ecco… bravo, bravo… ora scendi giù, non avere paura, non si è mossa per te… che bravo!

Gianni                          (durante le battute di Rosa ha riaperto gli occhi, dimostrando prima stizza e poi meraviglia) Signora… prima di… morire, ho un ultimo desiderio… voglio sapere questo animale che cosa è! Con un collarino così piccolo… e voi non ce la facevate a tenerlo in braccio!

Rosa                            Che c’entra! A lui piace così… da quando è nato aveva già il collo un poco lunghetto e sottile…

Gianni                          E a quell’ospedale… lo vedono… lo trovano normale…?

Rosa                            Beh, dicono che non è di purissima razza… ma a me e a lui va bene così… ci vogliamo bene! Ma voi… vi state forse riprendendo?

Gianni                          Se non vi dispiace! Ah… non è che coso, lì… Briciola ci rimane male se non… tiro subito le cuoia?

Rosa                            Ma quando mai? Se non foste altamente infettivo, vi avrei fatto dimostrare il suo affetto… gli piace leccare in faccia alla gente!

Gianni                          (alzandosi) No, no… io… sono un untore! Ho le peggiori malattie di questo mondo! E porto anche jella! Statemi lontani… o ve ne pentirete!

Rosa                            Vieni, Briciola… scostiamoci… hai sentito che dice questo signore? Porta anche sfortuna… meno male che tu invece…

Gianni                          (voce in falsetto) Ma quando viene quest’autobus? Io tra poco divento pazzo… non si può trattare così la gente! (infervorandosi) Io sonovenuto qua per portare lavoro e benessere, volevo aprire un grande ipermercato, con gallerie di negozi, farmacia…

Rosa                            Anche un negozio di animali? Sapete, sto cercando… compagnia per Briciola… ma non ci riesco…

Gianni                          Ci credo che non ci riuscite! (mimica esasperata) Quel coso lì, che non si sa cosa sia, con quella pancia da ippopotamo, quel collo da brontosauro… quella linguaccia schifosa e la bocca puzzolente…

Rosa                            Basta! Non vedete che lo fate piangere? (si china per accarezzarlo, disegnando nell’aria una traiettoria che sarebbe adatta a un dromedario) Buono, Briciola… non ce l’ha con te… sta parlando di un suo figlio…

Gianni                          … e ha pure quella schifosa gobba! E io non ho figli!

Rosa                            Allora lo vedete! Siete forse guarito!

Gianni                          Io ringrazio il cielo di essere malato e di non vedere questa robaccia che meriterebbe di essere incenerita! Non ne posso più… basta, mi arrendo… mi sento troppo male… devo farmi visitare… ma cercherò un medico… (con intenzione) un medico che mi chieda come sto e che cosa ho… senza infilarmi delle sonde che chissà a cosa sono servite prima!

Rosa                            Ah… ma siete sicuro? Volete proprio un medico… non un veterinario?

Gianni                          Sono un essere umano, io! Voglio un medico!

Rosa                            Allora basta che girate l’angolo… lo studio medico è là dietro… quando sono passata ho visto anche che era aperto…

Gianni                          Vado subito! (esce)

Rosa                            (con calma apre la borsetta, estrae il telefono e compone un numero) Pronto, Filippo… sì ne sta arrivando un altro… per ora sei… mi raccomando la percentuale… cosa? Ne vuoi ancora? Ah, va bene, ti richiamo tra mezz’ora, ciao ciao! (ripone il telefono e si guarda intorno; poi indica una persona tra il pubblico) Scusate, sì, dico proprio a voi, signore… sapete dov’è la fermata della linea trentatré?

Fine

    Questo copione è stato visto
  • 1 volte nelle ultime 48 ore
  • 1 volte nell' ultima settimana
  • 7 volte nell' ultimo mese
  • 31 volte nell' arco di un'anno