La festa di Gosforth

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ALAN AYCKBOURN

LA FESTA DI GOSFORTH

personaggi

MRS. PERATCE

MILLY

GOSFORTH

VICARIO

STEWART

TRADUZIONE DI MASOLINO D’AMICO

TRATTO DALLA RACCOLTA DI TEATRO “CONFUSIONI” EDITO DA COSTA&NOLAN   2006

Interno di una tenda per rinfreschi.

Un lungo tavolo su cavalletti, qualche panca scompagnata e sedia pieghevole. In un angolo, accanto a un ingresso della tenda, un amplificatore a valvole piuttosto volumi­noso, messo insieme alla meglio, con dei fili che ne partono andando a finire fuori. Un altro ingresso all'estremità opposta del tavolo.

Entra barcollando Milly, donna dal viso fresco e roseo, con una scatola di tazze da tè. Indossa una giacca da lavoro. Lascia cadere le tazze sul tavolo. Tenta di calcolare il numero delle tazze senza toglierle dalla scatola. È intenta a questa operazione quando entra Emma Pearce dall'altro ingresso. Ora Mrs. Pearce è tutta elegante, con cappello piumato, impermeabile leggero, guanti bianchi, borsetta alla moda intonata con le scarpe.

mrs. pearce         Chiedo scusa.

Milli                        Abbia pazienza, il tè lo daremo solo fra un paio d'ore. Posso esserle utile?

mrs. pearce         Beh, io sono Emma Pearce.

milly                      Eh... Gesummio. Il Consigliere Emma Pearce.

mrs. pearce         Infatti.

milly                     Oh. Gesù santo. Non l'ha ricevuta nessuno?

mrs. pearce         No. Ho visto un paio dipersone Ma sembravano piuttosto occupate.

milly                       Oh, sì...

mrs. pearce         Ho lasciato la macchina nella stradina qui davanti. Ho fatto bene?

milly                      Sì. Purtroppo siamo un po' indietro con i preparativi.

mrs. pearce         Si. Beh, il signor... ehm... Gosfìrth...

milly                      Gosforth, sì...

mrs. pearce         Nella lettera diceva alle due e un quarto.

MILLY                      Dovrebb'essere...  qui intorno. Era qui. Io sono Milly Carter.

            Si danno la mano.

mrs. pearce         Piacere.

milly                       E’ stata gentile a venire.

mrs. pearce         Si immagini.

milly                      Suo marito sta meglio?

mrs. pearce         Meglio?

milly                      Sì. Non era ammalato?

mrs. pearce         No.

milly                      Ah. Credevo che non fosse venuto per questo. Mi scusi.

mrs. pearce         No. È solo che ha avuto un impedimento di lavoro. Non ha potuto liberarsi.                     All'ultimo momento.

Milly           Ah. Capisco.

mrs. pearce         Ragion per cui dovrete accontentarvi di Me. Temo.

MILLY           Sì... Oh, no. Ma che dice. Le siamo tutti gratissimi di essere venuta. Davvero.

            fantastico. Dico sul serio.

mrs. pearce         Grazie

MILLY                      Ed è per un'ottima causa, sa.

mrs. pearce         Ma sì, certo.

MILLY           Voglio dire, è la cosa di cui questo paese ha più bisogno... una sala nuova.

            Quella             vecchia l'ha vista? Dovrebbe esserci passata accanto venendo qui.

mrs. pearce         Sarebbe quell'edificio sulla...?

MILLY           Uhm, Sì. In fondo alla stradina qua davanti. Diciamoci la verità, è un pugno                                nell'occhio. La tirarono su durante la guerra. È tutta di lamiera. Se fuori c'è la                              pioggia mentre facciamo una riunione nessuno sente più una parola.

mrs. pearce          Me lo immagino... Il tempo non sembra troppo promettente neanche oggi.

MILLY           Si. Spero sinceramente che non piova. Voglio dire, possiamo ospitare un bel po' di          attività sotto il tendone lì fuori... e anche sotto questa tenda dei rinfreschi, nel peggiore dei      casi, ma ci sono cose come il Saggio Ginnico dei Lupetti del signor Stokes che qua dentro         non si potrebbero mai fare, per esempio.

mrs. pearce         Erano Lupetti tutti quei ragazzini qua davanti con le magliette da atletica?

milly          Sì. Si comportavano bene?

mrs. pearce         Tiravano dei sassi contro una roulotte. Io gli ho detto di smettere.

 milly          Oh, brava. Non che si sognino di dare retta. Sono dei piccoli mostri, tutti quanti. Ma       grazie co­munque del tentativo. No, vede è importantissimo avere un buon concorso di      pubblico. Assolutamente vitale. Il signor Gosforth ha lavorato come un casto­ro. Io mi             occupo del tè. Faccio la vivandiera per oggi. Di solito insegno alla scuola.

mrs. pearce         Oh, molto interessante.

milly           E’ una bella sfida,  glielo dico io. La maggior parte dei bambini da queste parti hanno     la testa dura come un ciocco di legno. Se fra loro c'è un piccolo genio, bisogna dire che è        

            ben nascosto... (Si sente da dentro la voce di Gosforth dentro un megafono che grida "Via          da lì, ragazzi ). Oh, ecco il signor Gosforth.

mrs. pearce         Ah.

            Entra Gosforth. Ha un faccione da bevitore di birra, r in maniche di camicia, tutto sudato,          nel suo aspetto di condottiero nato. In una mano ha un megafono a batteria, nell'altra un             sacchetto di plastica pieno di botti glie tintinnanti. Ha tutta l'aria di essere nel pieno della            battaglia. Non appena entrato, si volta e lancia una occhiataccia attraverso l'ingresso della tenda.

gosforth (Tuonante). Lupetti! Scendete immediatamente da quell'impalcatura. E l'ultima volta       che ve  lo dico. (Abbassa l'altoparlante e si volta verso l'i mei un della tenda). Maledetti      piccoli vandali, brulicano come... (Vede Mrs. Pearce). Ah...

milly                       Signor Gosforth, questo è il Consigliere Pearce.

gosforth              Dio santo. Piacere. (Posa l'altoparlante sul tavolo e le stringe la mano).

mrs. pearce         Piacere.

gosforth             Gordon Gosforth. È stata gentile a venire. Sarei dovuto venire a riceverla,            mi scusi. Ho avuto un problema di cavetti.

mrs. pearce         Non mi dica.

gosforth             Le abbiamo affittate tutte e due, queste maledette tende, capisce. Ma le   abbiamo tenute lì senza montarle fino a oggi. Non c'era lo spazio. Quan­do ci siamo decisi,   abbiamo trovato che manca la metà dei cavetti della tenda principale - questa qui è abbastanza sicura - e così abbiamo dovuto fare un intervento di emergenza. Abbiamo requisito le cordine dei saliscendi alle finestre di mezzo paese. (Ride). Allora, il    programma è il seguente. Calcio d'inizio alle due e mezza. Io la presento brevemente... non       c'è bisogno di tirarla per le lunghe... lei parla, e appena ha finito partiamo con la banda, l'ho       fatta venire da Hadforth, si immagini un po'... dovrebbe­ro essere già qui... perché non ci            sono?... poi se non le dispiace lei potrebbe fare un giretto, scambiare due chiacchiere con           chi le capita... sempre se non le dà fastidio... magari tira una boccia nella gara per il             maiale... ho appena     visto il camioncino di Fred Crake, grazie a Dio almeno il maiale è arrivato sano e salvo... butta qualche monetina nel vaso col pesce rosso, in­somma, quelle cose lì... poi alle tre e mezza... se può trattenersi fino allora... io spero di sì... Saggio          Ginnico del Branco di Lupetti di Little Pendon, organizzato da Stewart Stokes, dovrebbe     

           

            durare una mezz'oretta... alle             quattro il tè, offerto da Milly Carter e altre dame assortite .            ..

            quattro e trenta, come hanno             ingoiato l’ultimo biscotto, corsa nei sacchi, corsa dei papà,             corsa delle mamme, corsa a tre gambe riservata ai nonni, tutte quelle scemenze lì... dalle           cinque e mezza alle sei, gran finale   con cori accompagnati dalla Banda di Hadforth… il           Reverendo ha fatto fotocopiare i testi delle canzoni?... dieci contro uno che se l'è scordato        …alle sei si fanno i bagagli, si smontano le tende … sette e trenta, tutto ripulito perché il             vecchio Swales rivuole il campo per le sue mucche per do­mattina all'alba. Spero proprio            che possa restare per i giochi.

mrs. pearce         Sì.

gosforth              Si divertirà. Milly, dov'è quello stramale­detto Fairchild?

milly                      Ha detto che tornava. Aveva una chiamata.

gosforth              Sarà meglio per lui se torna. Per ora non funziona assolutamente niente. (A           Mrs. Pearce). Come elettricista abbiamo il medico condotto, e questo è il prezzo che      paghiamo. (Indica l'amplificatore). Guardi che accrocco ha fatto per coordinare tutta la            parte acustica... microfoni, amplificatori, altoparlanti, chi più ne ha più ne metta. C'è solo        un difetto, non funziona niente neanche per sbaglio. E adesso spari­sce perché l'hanno             chiamato d'urgenza.

mrs. pearce         Non mi dica.

gosforth          Le dico sì. Se non lo mette a posto prima che lei faccia il suo discorso, nessuno    sentirà una sillaba di quello che dirà... (Un rombo di tuono). Non mi piace quello che ho            sentito. Milly, tesoro mio.

Milli            Sì, Gordon?

gosforth  (Porgendole la borsa di plastica). Qui ci sono dei premi per le corse. Sei bottiglie            di sherry, Nascondile dietro il banco, per piacere, fuori portata dei Lupetti. (A Mrs. Pearce). È il vantaggi di gestire un bar. Se servono dei premi ce li hai sempre sottomano.          (Si accorge di qualcosa che sta succedendo fuori della tenda, alle spalle di lei). Mi scusi             un attimo (Da di piglio all'altoparlante e ci grida dentro. Reverendo da questa parte.             Reverendo, le dispiace… (Abbassando l'altoparlante, a Mrs. Pearce). Utile aggeggio.     Risparmi le corde vocali. Vuole dare un’occhiata prima  che cominciamo, Consigliere           Pearce? Ci vorrà ancora qualche minuto. Credo che troverà il tutto notevole. Almeno quello che siamo riusciti a metter su.

MRS. pearce         Volentieri.

            Il Vicario entra, ridendo. E’ uno che ride molto, specialmente quando è nervoso.

vicario      (Ridendo). Salve. Brutte notizie, Gosforth, temo.

gosforth Che è successo?

vicario      Non sono riuscito ad avere le fotocopie delle canzoni, dopotutto.

gosforth   (Afferrandosi la testa). Oh... (Parola che non si sente) ...ci aiuti tutti. Scusi          l'espressione.

vicario                  No, l'uomo che aveva la fotocopiatrice è fal­lito.

gosforth              E va bene. Annulliamo i cori. E al loro posto inseriamo canti a bocca chiusa.

vicario  (Ride).     Buona questa. Canti a bocca chiusa. Mi piace... (Vedendo Mrs. Pearce). Oh, mi scusi...

GOSFORTH Mi scusi lei. Consigliere Pearce, questoè John Braithwaite, il nostro vicario.

MRS. PEARCE         Molto piacere.

            Sì danno la mano.

vicario      Piacere mio. Molto gentile... ad essere venuta. E suo marito come sta? Meglio,    spero.

MRS. PEARCE         Non è malato.

VICARIO                  Oh, che mi dice. Sul serio?

MRS. PEARCE         No. Non è malato.

VICARIO                  Oh, le chiedo scusa. Avevo capito "molto ma­lato” Non è malato. Meglio                                      così.    

MRS. PEARCE         Sì.

VICARIO                  C’è una grossa differenza fra "non è malato" e molto malato”, vero?"  Non è        il caso di confondere una cosa con l'altra.

gosforth              Jhon, non vorrebbe mica mostrare al Con­sigliere Pearce il teatro delle        operazioni? La porti a fare un giro dove c'è la tombola.

VICARIO                  Ma certo con gran piacere.

gosforth                          Con permesso, Consigliere... temo che do­vrò sistemare questo sistema di altoparlanti... vedrò un po’ cosa posso fare con le mie forze.

MRS. PEARCE         Ma si, certo.

gosforth              Dodici altoparlanti appesi tutto intorno al campo e non ne esce nemmeno un        ronzio.

VICARIO                  Vuole seguirmi, Consigliere?

MRS. PEARCE         Con piacere. A più tardi.    (Esce)

gosforth             Sai che spasso. Senta, reverendo, per piace­re dica anche a quei dannatissimi         Lupetti di scendere dall'impalcatura. E stata fatta solo per gli altoparlanti.

vicario                  Glielo dico, glielo dico.

gosforth              Un peso così, non lo regge. Lo capisce?

vicario                  Sì. Ricevuto. (Esce).

gosforth              Anzi, a occhio e croce direi che non do­vrebbe reggere nessun tipo di peso.           Allora. Come se la sta cavando la mia piccola Milly? Tutto bene?

Milly           Noi siamo a posto, direi. Fra un minuto il vec­chio signor Durban dovrebbe portare          il bidone del tè.

gosforth              Magnifico. A questo punto... (Un tuono). Santa pace. Senti lì. Allora, dove          devo mettere le mani a questo punto? (Guarda l'amplificatore in ter­ra). A quanto pare   l'amplificatore funziona. (Accende la luce). Beh, almeno la luce si accende...

Milly           Gordon...

gosforth   (Assorto).   Un attimo solo, tesoro... Meglio cominciare dalla fine e risalire           all'origine. Ci dev'essere un contatto da qualche parte. Altro non mi viene in mente.       (Comincia a esaminare le prese del microfono e il cavo, saggiandole di tanto in tanto), Pronto, pronto, uno, due, tre, quattro, cinque.

 milly          Gordon, per favore. Ce l'hai un momento?

gosforth Pronto, pronto. E quel tuo maledettissimo fidanzato, dove diavolo è andato a finire? milly    Non lo so.

gosforth Beh, non dovrebbe squagliarsela adesso. Poteva darmi una mano. Mai che sia lì   quando ne hai bisogno. Quei suoi Lupetti stanno scorrazzando come selvaggi, che Dio li            fulmini tutti quanti.

milly           Gordon, ce l'hai un minuto? Per favore.

gosforth (Sedendosi su di una sedia, sempre trafficando col microfono). Luce dei miei occhi,         ti sembra che non abbia niente da fare?

milly           E tremendamente urgente, Gordon

gosforth E va bene, vecchia mia. Dimmi tutto. Io continuo a trafficare.

milly                       Beh... (Una pausa).

gosforth              Sì...

Milly                      E proprio terribile. Tutto sembra indicare che potrei essere incinta.

gosforth              Ahsì.

milly                       Sì.

Gosforth lascia cadere il microfono, comprendendo solo ora quello che lei ha detto. L'urto accende il meccani­smo. In lontananza, sentiamo le loro voci che riecheg­giano da una serie di altoparlanti. Nello stato in cui si trovano, loro due sono i soli a non rendersene conto.

gosforth              Hai detto incinta?

MillY                                   Mi dispiace moltissimo.

GOSFORTH              Di me?

MILLY           Non può essere stato nessun altro, Gordon.

GOSFORTH              Dio santo. (Si alza, col microfono).

MILLY                      Mi dispiace moltissimo, davvero. Che cosa facciamo ora?

GOSFORTH              Beh …

MILLY                      Che gli dico a Stewart?

GOSFORTH              Oh...

MILLY                      Ho idea che la prenderà piuttosto male.

GOSFORTH              Sì, me lo immagino. Sì.

MILLY                      Magari non mi vorrà più sposare,

GOSFORTH              Oh, certo. Può darsi.

MILLY    (Con la bocca che le trema).  Non so che cosa fare.

GOSFORTH              Su, calma, calma, Milly. (La circonda con un braccio) Prima di tutto, sei sicura al cento per cento?

MILLY                      Si.

GOSFORTH              Si. Beh. Bisogna pensarci sopra.

MILLY                      Ma che dirà Stewart quando lo saprà? Come ci resterà ? Lo sanno tutti  miti         che siamo fidanzati. Che figu­ri ci farà davanti ai suoi Lupetti?

GOSFORTH                 Lui ha buon carattere. È uno scout, dopotutto. Euna bravapersona. Ora             stammi a sentire, Milly per prima cosa dobbiamo arrivare alla fine della giornata. Dopo ne parliamo. Mi capisci?

milly                       Sì.

gosforth              Intanto non ti preoccupare.

Milly                      No.

gosforth              Non ti devi preoccupare, ce la caveremo. Prima le cose più urgenti. Tu      organizza il tuo tè e io vedo se riesco a far funzionare questo maledetto coso... uno, due,         tre... ah, fantastico, funziona... non so che cosa gli ho fatto, ma direi proprio che... ah... Si        guardano l'un l'altra, costernati.

Milly                      Da quanto tempo era acceso?

gosforth             Ottima domanda.

            Entra Stewart Stokes in tenuta da scout, dalla testa ai piedi. Di solito è  un giovane          pacifico... ma in questo momento è paonazzo dal furore.

Milly                      Stewart!

Stewart                 Gosforth, sei un figlio di puttana...

gosforth              Ciao, vecchio.

Stewart                 Sei un dannatissimo figlio di puttana, hai capito, Gosforth.

gosforth              Non perdere la calma, Stokes.

Stewart                 Io ti ammazzo, Gosforth.

gosforth              Stai calmo, Stokes.

Stewart                 Con le mie mani, ti ammazzo.

gosforth              Ti avverto che questo affare è acceso.

Stewart                 E allora spegnilo, vigliacco. Spegnilo.

gosforth              Non so come si fa.

Stewart                 Non sei ancora contento? Che effetto credi che faccia, apprendere che la mia                               fidanzata è incinta di un altro? Già questo è spiacevole Ma quando tu lo                                      annunci pubblicamente su un campo di un chilometro quadrato  … davanti a                                 tutti i miei lupetti…

gosforth              Te l'ho già detto, Stewart, mi dispiace.

Stewart                 Ci sono anche delle Giovani Esploratrici lì   fuori, sai.

gosforth              Guarda che è ancora acceso  Stewart. E’ ancora acceso. 

            Stewart butta in terra il suo bastone da scout, afferra il microfono e tenta di strapparlo    dalla mano di Gosforth.        

Stewart                 E allora spegnilo! Spegnilo!

GOSFORTH              Piano, piano, piano. Guarda che è sempre acceso. Spegnilo tu, Milly!                                            Spegnilo!

Milly                       Un momento, un momento, state fermi. (Spe­gne l'amplificatore). Ora è                                         spento. E spento.

gosforth              Grazie a Dio.

Milly                       Stewart, di questo ne parliamo dopo.

Stewart                 Io non voglio parlarne dopo. Io non voglio parlarne affatto.

Milly                      Stewart, ti prego. Perdere la testa non serve a niente.

gosforth              Ha ragione, Stewart, vecchio mio. Ha ra­gione.

Stewart       (Crollando su una sedia, quasi in lacrime).Un chilometro quadrato... un                                      chilometro quadrato...

gosforth              Calma, Stewart, vecchio mio, calma. Siste­miamo tutto, te lo prometto.

                                   Più tardi ci mettiamo lì con calma e sistemiamo tutto. Milly, apri una di                                        quelle bottiglie mie, per piacere. Dagli un bicchieri­no di sherry.

Stewart                Io non bevo. Lo sai che non bevo mai.

gosforth              Adesso ne hai bisogno. Milly.

Milly                      Sì, un attimo. (Apre una bottiglia e versa un po' di sherry in una tazza).

                                   Il Vicarioinfila la testa nella tenda.

VICARIO                   Chiedo scusa.

gosforth              Che c'è, reverendo?

VICARIO                 Vi sieteresicontochelevostredisavventure sono state trasmesse                                                 all'esterno?

gosforth              Si. Grazie, John, cenesiamoresiconto.

VICARIO      CapiscoSanto cielo. Midispiacemoltissimo...

gosforth   Si. Grazie John. Grazie. (Il Vicario se ne va). Oh, beh, mi dispiace, Milly. È la fine         della tua reputazione di fanciulla immacolata, almeno in questa parrocchia.

Stewart                 Guarda che non la ridere.

gosforth              Scusa, vecchiomio, scusa.

Milly           (Portandola tazza e la bottiglia di sherry).    Eccoqua...    

gosforth              Giusto. mandalo giù tutto, vecchio, tutto quanto.

            Stewart  beve, poco convinto

Milly                      Non sarebbe il caso di metterlo disteso nella tenda del pronto soccorso?

STEWART                 Non voglio distendermi.

GOSFORTH              La tenda del pronto soccorso non l'abbia­mo mai montata. Mancava uno dei         pali, se l'era fre­gato qualcuno.

STEWART                 Ho troppe cose da fare.

Milly                      Cosa?

Stewart                 Non ho finito di montare la piattaforma.   Comincia a piovere.

GOSFORTH              Come, non hai finito?  Dio santo!

milly                       Quale piattaforma?

GOSFORTH              La piattaforma sulla quale il Consigliere Pearce doveva fare il suo discorso                                  già venti minuti fa. Bisogna finirla immediatamente. Altrimenti non                                             possiamo neanche cominciare.

Milly                       Ma non potrebbe farlo qualcun altro?

Stewart                 Non ti preoccupare, ci penso io. Ci penso io.

GOSFORTH    (All'ingresso della tenda). Oh, no. Arriva la pioggia, accidenti a lei.

Milly                      Oh, no. (Un tuono). Oh, guarda che roba. Non verrà più nessuno e quelli che                   sono già qui se ne andranno a casa.

GOSFORTH              Gesù bambino. Sembra proprio un uraga­no. Calma e sangue freddo.                     Cercherò di tirargli su il morale. Bisogna tentare di tenerli qui in qualche modo. (Prende il      megafono e si mette sulla soglia). E solo uno sgrullone. Prendete pure riparo nella tenda            principale. Ripeto, è solo uno sgrullone. (.Abbassa il megafono). Mi sa che non ho             convinto nessuno.

milly   (All'improvviso). Santo cielo.

GOSFORTH              Che c'è?

Milly                       Ho lasciato fuori i biscotti. (Esce di corsa dopo aver preso un giornale con                      cui si protegge i capelli). Stewart e seduto e beve.

GOSFORTH              Non ne bere troppo, Stewart, vecchio mio, se non sei abituato.

Stewart                 Tu vai al diavolo, Gosforth, fascista che non sei altro.

gosforth              La tua piattaforma si sta bagnando. Vuoi una mano per tirarla dentro?

Stewart                 Vai all'inferno, Gosforth. Maiale.

gosforth             E va bene, ci penso io.

            Gosforth esce, mentre Milly entra con una scatola di cartone piena di biscotti.

Milly           Fiuu! Salvati appena in tempo. Mi dai una mano, Stewart? Stewart!...

Stewart     Ah!

Milly                      E va bene. Fai come vuoi... (Esce).

            Gosforth entra dall'altra porta, trascinando la piatta­forma di Stewart. E un piccolo rostro           quadrato, con una ringhiera a mo' di pulpito stradale.

gosforth Se si rovina è un peccato. Dopo tutta la fatica che ci hai messo. Fuori c'è il diluvio           universa­le. La baracca del tirassegno sembra una cascata na­turale. Ci mancava solo questo,        vero, Stokes? Stokes? Oh, andiamo, smettila di startene lì in un angolino a compatirti.

Entra barcollando Milly con una seconda scatola di biscotti, tenendosi il giornale sulla testa. Milly    Chi dà una mano al signor Durban che deve trasportare il bidone del tè? Si è              impantanato nel fango al cancello. È bloccato lì.

gosforth Va bene, va bene, vado io. Inutile aspettarsi che il nostro boy-scout alzi un dito. (Esce dall'altra porta).

Milly           Oh, Stewart, davvero, come fai a startene lì, infischiandotene del povero signor   Durban. Sai be­nissimo che ha più di settant’anni... e quei tuoi Lupetti stanno facendo a   pallate di fango. Dovresti cercare di controllarli. Portarli al riparo dalla pioggia.   Prenderanno tutti la polmonite... basta che dopo non dai la colpa a me.

Stewart     Perché lo hai fatto, Milly?

milly           Cosa?

Stewart     Con un uomo come... Gosforth? Con quel fascista...

milly           Oh, non tirare in ballo la politica, Stewart, per l'amor del cielo.

Stewart     Perché lo hai fatto?

Milly    (Vivace).    Oh, non lo so. Non mi ricordo adesso.

stewart                 Come sarebbe a dire, non ti ricordi?

Milly   (Si toglie il giornale dalla testa). Beh, forse sì, mi ricordo, dopotutto. È stato quando tu          eri andato al raduno interregionale dei Giovani Esploratori.

Stewart                 Oh Dio.

milly                       Andai al bar a prendere del brandy... per la mamma... si sentiva venire un                                     raffreddore. Voleva metterlo nel latte caldo.

Stewart                 Continua.

milly                       Beh... Gordon era lì, dietro il banco come al solito. Per qualche ragione era                      una serata molto tran­quilla. Non c'era nessuno. Mi offrì da bere.

Stewart     Ti ha ubriacata. (Beve un altro sorso).

milly           Ma no. Non molto comunque. Ero molto meno ubriaca di come lo sarai tu fra un                         minuto se continui con quel ritmo.

STEWART     Tipico. Ti ha ubriacata e si è approfittato di te.

MILLY           Lo vuoi sentire quello che è successo, o no?

STEWART     No. Sì... non lo so.

milly           Insomma. Si è fatto un po' tardi... e... la mam­ma è rimasta senza brandy.                                     Gordon ha      chiuso il bar e siamo restati lì a chiacchierare. Mi ha raccontato

                         tutto della sua ex moglie e    io gli ho raccontato di te.

Stewart     Gli hai raccontato di me? Di noi?

milly           Sì.

Stewart     Come hai osato parlare di noi con quell'uo­mo.

Milly           Oh per l'amor di Dio, Stewart! Se vuoi esprime­re una dolorosa indignazione,

                        togliti quel cappello. È ridicolo.

STEWART     Non è affatto ridicolo.

Milly           In testa a te, sì.

Stewart     E’ il simbolo del mio grado.

milly           E quei calzoni corti. Sono assurdi.

STEWART     Hai sempre detto che ti piacevo, in divisa.

milly           Beh, non mi piaci più.

Stewart     Non so cosa ti è preso, Milly.

Milly           Non lo so neanch'io. Sono cresciuta, credo. Ho trentaquattro anni e sono incinta di                    un uomo di cui non mi importa niente e sono cresciuta. E direi che era ora... (Esce).

            Stewart si alza malfermo, si assesta la divisa e si versa ancora da bere. Entra il Vicario   coprendosi la testa con un cartellone che dice: "Oggi Grande Festa ore 14,30". Nell'altra      mano ha un'asta di microfono.

vicario       Santo cielo, santo cielo. Ah, Stewart.

Stewart     Salve, reverendo.

vicario      Hai... ehm... sentito la trasmissione... imma­gino?

STEWART     Sì, ho sentito.

vicario      Mi dispiace. Non è il modo più delicato per apprendere notizie del genere.

STEWART     Già.

vicario      Dev'essere stato un grosso choc per te.

Stewart     Dica pure per tutti. Lo hanno sentito tutti, no?

vicario      Ah, sì. Veramente però gli altri lo sapevano già. Mancavi solo tu, capisci.

Stewart     Lo sapevano?

vicario      Oh, sì.

STEWART     E come facevano?

vicario      Beh, il paese è piccolo no? E lo spettacolo della signorina Carter che sgattaiolava            dalla porta di servizio della "Volpe Rossa" alle sei del mattino di domenica non è di quelli         che capitano tutti i giorni.

STEWART     Capisco.

vicario      Se tu non fossi stato al tuo raduno, io... (Mo­strando l'asta di microfono). Ho portato        dentro que­sto, non so se sia importante per qualcosa.

STEWART     Oh, sì, dovrebbe essere l'asta del microfono.

vicario      Ah. Bene. A quanto pare i tuoi Lupetti si stanno rotolando nel fango.

Stewart     Li lasci fare. Chi se ne frega.

vicario      Beh, no, loro si divertono. Ma non so cosa diranno le loro madri. Avevano le                   magliette nuove per il saggio ginnico.

            Gosforth entra barcollando col bidone del tè, seguito da Milly.

milly           Ce la fai?

            Il Vicario interviene a dare man forte, ma si brucia la mano.

gosforth Sì... pesa una tonnellata... (Lasciandola ca­dere sul tavolo a una estremità). Ecco fatto. Allora.

 

milly                       Meno male che ci sei andato tu. Il povero signor Durban era incastrato nel            fango fino ai ginocchi.

vicario      Santo cielo.

gosforth              Veniamo a noi. Penso che qui ci vuole un cambiamento di programma...   Stewart, lascia stare quella bottiglia. Dato il tempo direi di anticipare il tè. Pensi di farcela       tu, Milly?

milly                Sì, credo di sì. Ho visto la signora Winchurch aggirarsi da qualche parte. Può darmi        una mano lei. Le mie altre signore venivano solo alle tre e mezza. gosforth E che diavolo           sarà successo alla Banda di Hadforth? Dovevano essere qui mezz'ora fa. Bene. Modifica di     programma. Numero uno. Discorso inau­gurale del Consigliere Signora Pearce...

Milly                       Sotto la pioggia?

gosforth             Lei può restare all'asciutto. Possiamo met­tere quella piattaforma qui          all'ingresso della tenda... in modo che lei rimanga all'interno. Anche se non la vedono, la    sentiranno. E come ha finito... il tè. Poi preghiamo che mentre prendiamo il tè la tempesta   si plachi. Dovremo cancellare il saggio ginnico... tanto l'istruttore non mi sembra in        condizione. Stewart Vai a farti friggere, Gosforth. (Beve ancora, dalla bottiglia).

gosforth              Perché non ci vai tu, vecchio mio? Poi... a proposito, dove diavolo è finita?

milly                       Chi?

gosforth             II Consigliere, la signora Pearce. Dov'è? Che cosa ne ha fatto, reverendo?

vicario      Ah. Sì. Mi pare di averla persa di vista duran­te la... trasmissione. Credevo che     fosse... è strano. Oh santo cielo.

gosforth  (Afferrando il suo megafono e marciando verso la porta). Consigliere signora       Pearce. Il Consigliere signora Pearce è gentilmente pregato di presentarsi alla tenda del tè.         (Abbassando il megafono). Non può essere andata lontano. vicario Guardo se la trovo. (Esce di corsa coprendosi col suo cartellone).

            Si sente un grosso schianto di tuono. Gosforth si mette a fissare il microfono alla sua asta,           che colloca davanti alla piattaforma sulla soglia. Milly comincia a disporre qualche tazza       con piattino.

Milly                      Mi domando quanti saranno. gosforth Quante tazze hai lì?

Milly                      Un trecentocinquanta.

gosforth              Beh, per il momento comincerei con sei. (.Esaminando l'amplificatore). Dio         mio la pioggia co­mincia a passare. Se non stiamo attenti avremo un corto circuito. (Lo     sposta accanto al tavolo. Stewart lo ostacola). Senti, Stewart, ti dispiace... Milly, mi levi di       torno il tuo boy-friend, per piacere. Stewart Non sono il suo boy-friend.

MILLY           Non è il mio boy-friend.

            Torna il Vicario.

vicario      Sparita senza lasciar traccia. Spero che non le sia successo niente.

gosforth Dove diavolo si sarà cacciata? Non può esse­re svanita nel...

            Mrs. Pearce entra dall'altra porta. Ha il cappello con penna sulle ventitré, le scarpe e le calze coperte di fan­go. È fradicia e sfinita. Milly soffoca un grido.

gosforth                          Consigliere Pearce!

vicario                  Santo cielo.

mrs. pearce         Oh. Finalmente... vicario Si sieda, signora Pearce, si sieda.

Milly                       Ma che le è successo?

mrs. pearce   (Ansimante). Sono andata... ho visto la sua chiesa... pensavo di avere  il tempo           per darle un'oc­chiata...

vicario      Ma sì, certo. È la benvenuta.

mrs. pearce         Si è messo a piovere... non trovavo più la strada. E alla fine uno dei suoi   Lupetti me l'ha indi­cata...

vicario      Bravo figliolo.

mrs. pearce         Mi ha mandata nella direzione opposta. E sono finita in un campo arato.

gosforth              Tipico. Piccoli vandali... Signora Pearce, se se la sente, penso che dovremmo proprio dare inizio alla cerimonia... per quello che ne è rimasto. E poi potremo   prendere il tè.

mrs. pearce         Va bene.

gosforth              Tutto a posto?

mrs. pearce         Sì, Sì.

gosforth      Bene, allora. Mettiamoci in moto. Con o senza la Banda di Hadforth, accidenti a        loro. (Ac­cendendo l'amplificatore). Preghiamo solo che questo affare funzioni.

STEWART     Gosforth, sei un maiale.

gosforth   (Ignorando Stewart). Fin qui tutto bene. (Sale sulla piattaforma. Dà qualche       colpetto sul micro­fono per saggiarlo). Uno, due, tre, quattro... funziona. Buon pomeriggio   a voi, signore e signori... ragazzi e ragazze. (Interrompendosi alla vista di qualcosa).      Voial­tri Lupetti lasciate stare quel porcello, per favore. State indietro... via dal porcello...        grazie. (Riprenden­do). Consentitemi innanzitutto di ringraziarvi per aver sfidato gli             elementi oggi pomeriggio venendo qui a sostenere una causa assai degna. Questa causa è,           come tutti sappiamo, la costruzione della nuova sala comunale. Un edificio che servirà per

la ricreazione di tutti noi membri di questa comunità. Non ho intenzione di dilungarmi più         

del necessario... mi rendo conto che non è il tempo ideale per stare fermi all'aperto ad     ascoltare dei discorsi. Date le circostan­ze, saremo costretti a modificare un poco il        program­ma della giornata. Prenderemo il tè nella tenda ap­posita, che è questa da cui vi         parlo, subito dopo aver sentito l'intervento della nostra illustre ospite d'ono­re. Si tratta di           una persona che non ha bisogno di presentazioni. Tanto lei quanto suo marito sono da     molti anni consiglieri per il nostro distretto, durante il quale periodo posso dire, e in questo caso parlo prescindendo dai diversi schieramenti politici in cui militiamo, posso dire che            hanno svolto un'opera pre­ziosa tanto per noi quanto per l'intera comunità alla quale tutti         apparteniamo. Senza altre cerimonie mi sia consentito di invitare il Consigliere signora            Pearce a dichiarare formalmente aperta questa Grande Fe­sta. Consigliere signora Pearce.             (Scende dalla piatta­forma per fare spazio a Mrs. Pearce). Frattanto, durante il discorso precedente: vicario (A Milly, sottovoce). Pensa che sarebbe molto scorretto da parte mia se      mi versassi una tazza di tè zitto zitto?

Milly  (Sottovoce). Ma no. Faccia pure! vicario (Sottovoce). Grazie. Ne ho proprio bisogno.     Milly torna a rivolgere la sua attenzione al discorso. Il Vicario va a prendersi una tazza.            Nella sua ansia di non disturbare nessuno, gira il bidone così da puntarne il rubinetto            proprio sopra l'amplificatore. Stewart, che a questo punto e disteso in terra, si mette a    cantare piano.

Milly (A Stewart).   Shh.

            Essendosi versato il tè, il Vicario scopre di non riuscire a chiudere il rubinetto del bidone. vicario    Santo cielo.

Milly           Shh.

vicario      Aiuto!

milly           Eh?

vicario      Non riesco a chiudere il rubinetto.

Milly           Oh. Un momento...

            Milly si precipita, gli porge un'altra tazza vuota per raccogliere il tè che continua  a         scorrere e gli toglie di mano quella piena. Continuano questa catena di tazze riempite mentre frattanto tentano invano di far cessare il flusso del tè, ma senza successo. Questo       va avanti finché Gosforth non ha terminato il suo discorso. Non appena questo è avvenuto,      Mrs. Pearce sale sulla pedana.

mrs. pearce         Signore e signori, a quanto pare mi sono portata dietro il maltempo. Ma    almeno di questo inconveniente spero che non vorrete dare la colpa a me o al Partito           

           

            Conservatore. Mi viene in mente una battuta che mio marito ripete spesso. Vi ricordate la           canzone di Eliza in My Fair Lady, "la pioggia in Spa­gna bagna la campagna"? In        Inghilterra bagna anche tutto il resto. Ma scherzi a parte, e sia ben chiaro che non ho   nessuna intenzione di tirare in ballo la politica in una occasione come questa... dal    momento che abbiamo la maggioranza nel vostro Consiglio... riten­go che tutti mi daranno             ragione se affermo che i Conservatori hanno ottenuto grandi progressi... (.Af­ferrando il   microfono) ...progressi non soltanto per il ricco nel castello... ma anche per il povero al           cancello. Mi sia consentito di esaminare brevemente la nostra recente attività nell'edilizia            comunale. Più di trecento abitazioni nuove in meno di due anni. Confrontiamo questi dati            con quelli della precedente amministrazio­ne laburista, di sole centocinquanta case   comunali in tutto. In altre parole, un aumento del cento per cen­to. Un aumento che             definirei sensazionale... Durante quanto sopra:

gosforth              (Sottovoce, incalzante). Ma che diavolo fate?

MILLY                      Si è bloccato.

gosforth              Che cosa?

Milly                      II rubinetto. Non si chiude. vicario E se lo capovolgessimo?

gosforth              Dovete per forza toccare ogni cosa?

            Stewart ha trovato il megafono e comincia a canticchiare dentro, piano in un primo         momento, una selezione di canti da campeggio.

Stewart                 Guarda - che passa - la villanella...    Osce - che bella - la fa innamorar...

gosforth              Zitto, Stokes!  Milly, togligli quell'aggeggio.

MILLY           (Impegnata a fare la spola con le tazze). Come faccio?

gosforth (Alle prese col rubinetto). Accidenti a questo affare.

Stewart     Quel mazzolin di fiori - che vien dalla mon­tagna...

Milly           Stai zitto, Stewart!

Stewart   (A Mrs. Pearce).Tutta propaganda fascista.

GOSFORTH              Stokes! Qualcuno lo tolga di lì.

Stewart                 Viva la Rivoluzione!

gosforth  (Lasciando perdere il bidone). Voi conti­nuate, continuate... (Gosforth va da         Stewart, gli to­glie il megafono e lo tira su in piedi, ruvidamente). Su, su.

Stewart     Piano, levami le mani di dosso, adultero.

gosforth Su. Fuori, all'aria fresca.         (Trascina Stewart verso l'altra uscita).

Stewart     Baden-Powell alla presidenza!

gosforth Su.

Stewart     I Lupetti al potere!

            Gosforth trascina fuori Stewart. Milly e il Vicario con­tinuano ad arginare il flusso del      bidone con una infi­nità di tazze.

Milly           Non riusciremo mai a bere tutto questo tè.

vicario      Presto, per favore, presto.

milly           Faccio più presto che posso.

  Gosforth torna asciugandosi le mani.

gosforth              Lui è a posto. Allora. Vediamo qui. Indie­tro. Indietro, reverendo.

vicario                  Non credo sia il caso. Potrei... gosforth (Spingendolo indietro). Si scansi, per favore. (Riparte all'attacco del rubinetto. Senza la tazza del Vicario a raccoglierlo, il tè       cade direttamente nell'am­plificatore sottostante. Un ronzio sonoro e un ululato dal sistema         degli altoparlanti. Mrs. Pearce, che stringe il microfono e che e tuttora impegnata nella             sua orazio­ne, comincia improvvisamente a vibrare con violenza, fisicamente e vocalmente.     Gosforth riesce a chiudere il rubinetto). Fatto! (Avvertendo il frastuono). Che dia­volo      succede?

Milly           Guarda...  (Indica Mrs. Pearce).

vicario      Dio santissimo. (Corre verso Mrs. Pearce). Mrs. Pearce...

            II Vicario e Gosforth schiodano Mrs. Pearce dal micro­fono. Il Vicario afferra Vasta e      riceve una scossa.

gosforth              Fermo, fermo, reverendo... (Con un colpo stacca la mano del Vicario        dall'asta e si volta in tempo per afferrare al volo Mrs. Pearce, che crolla).

            Milly, dacci una mano.

Milly   (Correndo in soccorso). Subito. gosforth Tutto a posto, Consigliere?

mrs. pearce   (Con voce debole e tremante). Il Partito Conservatore si è sempre sforzato per... gosforth             Reverendo, ce la fa con Milly a portarla al pronto soccorso?

vicario      Senz'altro, senz'altro... gosforth Io tengo la posizione.

mrs. pearce         Abbiamo sempre creduto nel dare pari occasioni a ciascuno...

Milly                      Si calmi, signora Pearce.

gosforth              Dove diavolo è finita quella maledetta Ban­da di Hadforth? Quando ti serve                    non c'è mai.

Milly e il Vicario assistono Mrs. Pearce verso l'altra uscita.

vicario                  La portiamo alla tenda del pronto soccorso.

milly                       Non è stata montata.

gosforth             Ditegli di montarla. È un'emergenza.  (Milly, il Vicario e Mrs. Pearce        escono. Gosforth, contemplando la scena per un attimo). Oh santo Iddio... {Dà di piglio al   megafono e balza sulla piattaforma). Signore e signori. Vi chiedo scusa. Col che si           dimostra che nessuno di noi è al riparo da piccoli incidenti tecni­ci. Ci sarà un'altra piccola      modifica nel nostro pro­gramma. Fra quindici minuti, alle tre e un quarto, avrà inizio la gara     per la miglior torta fatta in casa, nella tenda principale, dopodiché... (Un tonfo sonoro). Oh         mio Dio. Lupetti! Ve l'avevo detto che quell'im­palcatura non era solida. Indietro, tutti. Fate          passare il pronto soccorso. Si prega di fare largo... {Musica di una banda di ottoni che sta            sopraggiungendo). Oh Dio misericordioso, bel momento per arrivare. (Di nuovo nel             megafono). Banda di Hadforth! Banda di Hadforth!

            Distesi a terra ci sono dei Lupetti che abbisognano di assistenza medica immediata... vi prego di stare molto attenti a dove mettete i piedi. Ripeto, prego di fare molta attenzione a      dove mettete i piedi...

            Si appoggia alla ringhiera della piattaforma, che pron­tamente cede. Mentre lui casca oltre          l'ingresso della tenda, le luci si dissolvono fino al buio.

F  I  N  E

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