La finta pazza
Comedia in due atti
di
Agatino Sozzi
1821
Attori
Babbeo, ricco mercante padre di
Fosforina
Zolfinella, Cameriera
Fanfano, Abbate di buon cuore amico diBabbeo, e
precettore di Fosforina
Palladio, giovine brillante amante di Fosforina
Fapresto, Servo di Babbeo sprepositato Siciliano
La scena in casa di Babbeo
Atto primo
Scena 1a
Zolfinella, e Palladio
Pall: Subbito, spicciati..
Zolf: Voi..ma,.non dubitate..qualchuno ci potrebbe..voi, mi capite?.no..
Pall: Si tratta morir di spasimo Spiegati..
Zolf: Voi mi precipitatesicuro,la padroncinaBabbeolAbbate, il mio onore, la mia.avete capito? ma
Pall: Parlasti?parla
Zolf: S; ma voi.siandate
Pall: La risposta!
Zolf: Non dubitate.lho iovoinon lha scritta.la scrisse.Oh dio, vengono..
Pall: Ma chi
Zolf: Voino..addio[via]
Pall: Oh bella! che diamine ha detto non intendo! questa mi ha fatto impazzire, e poi mi son messo in appreenzione, ne s a che cosa pensare! ma sento che a questa volta viene una donnas dessa..la mia cara Fosforina
___________
Scena 2a
Fosforina e detto
Pallad: Cara, e fia possibile che neppure un momento possiamo stare per concertare qualche stratagemma per dissuadere Vostro Padre a non far concludere questo matrimonio con Falloppio, con questo tangaro sucido, e rozzo?
Fosf: Ah Caro Palladio Noi siam perduti, e perduti per sempre mio Padre voi non conoscete! se si pianta una cosa in capo, non vi mezzo che alcuno gliela possa cavare. Questo matrimonio si far per via di procura, e lo sposo sar fra giorni a rilevarmi di casa, mio Padre lo stima degno della mia mano, ed io son disperata, vi priego Caro, ad allontanarvi pria che sul mio Capo piombi una catasta di sciagure, s allontanatevi se mi amate
Pall: E dovr abbandonar per sempre lidol mio, lunico oggetto chio sospiro, e voi lo volete, io s, mi allontaner, ma non direte chio sopravivi a colpo s atroce e intolerabbile! morir, daffanno, e se n, un veleno, uno stile, una Pistola mi lever di crucia!
Fosf: Ingrato! e disperate che tal cosa non possa riuscire contraria? non siete del gran mondo ancor pratico tanto quanto possiate trovar rimedio a un tanto affare che tanto a voi tocca, a me costerebbe la vita, o in contrario la morte! ecco Zolfinella.
___________
Scena 3a
Zolfinella, e detti
Zolf: Sia lodato il Cielo, il Padrone sortito di casa Siam soli ors cosa si tratta, che vedo che tutti eddue siete come spettri, e come cera posta al Sole amore, amore s amore n la causa, ma vi compatisco carini amore una brutta malattia, ma per immobili vi state? s dite cosa vi accadde?
Fosf: Cara mia Zolfinella, siamo entrambi nelle tue mani assistici, consigliaci
Pallad: S cara aggevola la nostra sorte.
Zolf: Che!..sar io qualche presidente di parlamento? ma per non dirsi chio non voglio dir nulla vi consulterei di Voi Voi parlare al Signor Babbeo, e d fatta ogni cosa
Pall: ma se Babbeo lha di gi compromessa a Falloppio, il consiglio non va a proposito
Fosf: E fra giorni si conchiuder ch la peggio
Pall: senti Zolfinella.si conchiuder e noi come faremo?
Zolf: [mi voglio a loro costo divertire] da parte Su gli ultimi perigli non vanno consigli Servitevi della vostra prudenza
Fosf: Come sarebbe?
Pall: Vale a dire?
Zolf: Se la volete potete
Fosf: Spiegati.
Pall: Non comprendo
Zolf: La domanderete a Babbeo, e se Babbeo non ve la dasse ve la prendete voi..
Fosf: bel consiglio indiscreto
Pall: Ci non permetter
Zolf: dunque non la volete
Pall: ma non un buon consiglio quello che si fa facile per formare un delitto
Fosf: Io mi confondo.
Pall: Io tremo
Zolf: Scaldatevi se non lo siete abbastanza, io per lo metterei in esecuzione, e con facilit sapete?
Fosf: Tu gi si s che tieni mille diavoli in corpo, e saresti capace di rivoltare a voglia tua tutto luniverso
Zolf: quanto siete sciocchi, e voi Signor Palladio che avete di gi finiti i vostri studj nel Collegio Nazareno, cos di legieri vi confondete a speculare una cosa, che la Natura ispira a tutti in un momento?
Pall: ma tu sai che il medico ha di bisogno un altro medico per farsi Curare e nella Causa propria advocatum quere
Zolf: Io non s ne di avvocatura, ne di quere, ma solo s che chi vuole andi, chi non vuole mandi, e questo segno che il vostro amore non sincero come lo vantate
Fosf: Non loffendere per carit
Pall: Ella ha raggione, ma se io fussi lei, e lei io, si parlerebbe diversamente, ma guai a chi si trova unto di questa Pece
Zolf: Vi date per vinto, Signor Palladio?
Pall: S Cedo alla tua penetrazione
Zolf: E Voi Signorina
Fosf: Ti cedo anchio, e mi rimetto a te
Zolf: Allegramente! date a me il vanto pur che ambi eseguite ci che st per proponere..Voi [a Fosforina] dora innanti incomincerete a fingervi pazza, ma che ogniun lo creda = che poi nelle retro stanze, vi dar una migliore lezione. Voi [a Palladio] procurerete un abito di Medico bolognese, e cos vestito vi porterete al Caff dellamericano, sarete chiamato, e vi dettaglier minutamente di ci che dovete fare. andate, qui non venite pi sino chio non ve lo prevenghi
Pall: Ander Addio Cara.
Fosf: Addio voi
Zolf: Andate, correte senza bemolli e cerimonie in erba
Pall: [via]
Zolf: Andiamo [viano]
_____________
Scena 4a
Fapresto con sporta indi Fanfano
Fapr: Ora chistu rumpimentu di dda cosa ora cc, ora dd, e stu maluratu Faprestu vi a ghiri comu lu chiddu dichiara? Stamatina appi li dinari di la spisa e lu Patruni vulia accattatu lu mirruzzu ed iu ci purtavi sti Vopi,..mancu un gammaru ccera a la chiazza. ci accattavi favi a tri vintini e menza, dudici Panelli, sei Carduni, e napocu di Cavuliceddi Caudi, si li voli va beni, e si nu li voli mi li guttulju iu, ca pitittu nun mi nnammanca, ca nnaiu pri mia, e pri Nautri quaranta, tantu pri tantu la Signurina avi la strunzioni a lu nasu, lu me patruni pistiannusi la Suppa attuppa, - lAbbati.Oh diascacci! labbati jetta chiummu a S. Giuvanni, e lu manciari lagghiommara o Cottu o Crudu, o pulitu, o porcu..ma nunn mporta laddubbu a Favi cabbutta: ma a la Signurina ci vurria accattari n cusuzza pitittusa; idda ncrina cu li stighioli; ora lassu sti cosi cc e vaju accattariccila. [va e saccorge di Fanfano]
E cc iddu lu spitittatu, binidiciti
Fanf: Che vi di bello in quel paniero?
Fapr: Ero.[fa leco]
Fanf: qual pietanza bella?
Fapres: EllaElla ca ti lu vitti!
Fanf: Tu sei pazzo
Fapr: Azzo.
Fanf: vedesti la Signorina poltrone?
Fapr: One.
Fanf: ve che ti batto
Fapr: Vossia parra Cummia?
Fanf: vedesti, dissi la Signorina?
Fapr: Non Signuri
Fanf: Babbeo?
Fapr: Non Signuri
Fanf: Sei venuto ora
Fapres: Sissignuri!
Fanf: Cosa porti in quella Cesta?
Fapr: Panaru Signuri, nun mmesta
Fanf: Cosa contiene a parte intus?
Fapr: Vossia nun dici mali paroli vossia sapi!
Fanf: questa la spesa?
Fapr: la spisa
Fanf: Mostramela
Fapr: E pirch ci lhaju a mustrari?
Fanf: Per curiosit
Fapres: La Curiusit piccatu
Fanf: [prende il paniere a forza]
Fapr: Vossia lassa stari ca cruda
Fanf: [prende delle fave e lassagia] quanto son belli! come si chiamano questi
Fapr: Cunfetti di bancareddu
Fanf: mi gradano molto, a quanto la libra?
Fapr: a muzzu, e a cuntu vannu, nun vannu a livra
Fanf: Come ti venne in mente a comprare questo angelico cibo?
Fapr: ad accattari sti cosi ci voli un gustu particulari, e nun di tutti sapirli accattari
Fanf: e quella cosa cos? [li panelli]
Fapr: chistu lu terzu piattu
Fanf: [lassagia] Oh saporitissimo cibo!
Fapr: a vossia ci piacinu
Fanf: robba Cotta.
Fapr: Cuttissima.
Fanf: a quanto costa la Canna
Fapr: chista a quartunni si vinni
Fanf: bella pietanza
Fapr: Vossia a chiddu chi vju nun ha ghiutu pri matina po sputari n pitinia?
Fanf: questa mattina assageremo cose dilicate
Fapr: cio ha assagiatu, pirch a cca nautru pizzuddu spiriscinu tutti cosi, e nun cc piriculu di lavari piatta. Supra tuttu vossia nun tasta tantu ca allurtimu palichi nu nnaju. [cerca di calar la spesa]
Fanf: quella verdura?
Fapr: E virdura
Fanf: Lascia vedere
Fapr: Nu lu dicu iu ca la cosa avi a finiri in gruu!
Fanf: Non ti opporre ai miei umori, lascia quanto assagio queste cose [le prende una fascia di verdura]
Fapres: E vossia si guttulia tutti cosi e si manciassi macari lu panaru [via]
Fanf: Bella questa verdura, questa calma lacido che noi sogliam nudrire nel ventricolo ma voglio farle una burla; metter questo paniere nellarmadio di Zolfinella, e vi sar da ridere con Fapresto [va per uscire e sincontra con Zolfinella]
Scena 5a
Zolfinella e detto
Zolf: che!avanzaste a servidore, e voi colla sporta in mano!
Fanf: (diavolo!) Vedetequel pazzo di Fapresto, al suo solito ubriaco, ha lasciata la sporta e se n andato, io volea farlo impazzire occultandoglielo sotto una panca della cucina
Zolf: Il Padrone ha veduto?
Fanf: N, [posa in un angolo il paniere] dite alla mia discepola che porti i libri, a ci prendesse lezione, che lora si f tardi.e poi
Zolf: Se aspetta la padroncina st fresco essa sul letto che spasima per un dolor di capo
Fanf: mi sar lecito farle una visita?
Zolf: Sta per riposarsi
Fanf: Ander dunque dalla parte del parterra a prender un pu di fresco.
Zolf: Vada pure che ancor io sbrigher la biancheria di tavola
Fanf: Addio Zolfinella[via]
Zolf: Serva suaAltro che lezione! habbiamo altre faccende per la testaBella cosa, darle per sposo a un Villano incognito sudicio, e rude? mi vorr giocar le mole che tengo in bocca pria che permetta una tale ingiustizia vorr chiamare la padroncina [verso la portiera] Signorina, venghi.
Scena 6a
Fosforina e detta
Fosf: Zolfinella io mi confondo, la pazza non la s fare, se tu non mi dai questa benedetta lezione, non riuscir affatto.
Zolf: Amore il miglior Maestro di questo mondo, per lui lamante perde il timore, il giovine prende audacia le sghizzinose divengono coragiosi, i muti parlano, i sordi ascoltano, i scornosetti arringano quanto il diavolo, e le innocentine divengono le pi scaltre.
Fosf: Oh Zolfinella mia come mi hai animato! Se seguiterai a dirmi cos ti prometto di riuscirci ottimamente
Zolf: Ors provatevi
Fosfor: Ma come?
Zolf: Scarmigliati, i crini svelte le vesti ossia scomponetevi gli abiti, acujte la voce, slanciatevi, sconcertate il discorso, fingete dabborrir tutto, tutto negate, tutto ammettete, or qua, or la vi buttate, date qualche sgraffio, gli occhi stralunati, respiro intermittente, azioni ambigue, fingete sentir caldo; insomma tramuterete lordin Vostro Naturale; ecco una perfetta pazza!
Fosf: Mi prover [si butta s dun soff sedia appogiata in parte s dun tavolino] Ah!vita spaventevole, Caro Palladio mio
Zolf: che centra qui il Palladio? Non dovete nominarlo
Fosfor: dunque perch fingermi pazza?
Zolf: (poverina!) Smaniate correte, buttatevi di botto, stramazzate per terra, o almen fingete
Fosf: AhStelle, Cielo! Inferno Tisifone, perch non vieni?
Zolf: Bravissimo!
Fosf: Barbari tutti, barbaro padre, Crudele padre.
_______
Scena 7a
Babbeo, e dette
Bab: Crudele padre? Scellerata.
Zolf: Amari Noi Signore, la sua Cara figlia, la mia Padroncina, impazzita, la vegga (smaniate) [a Fosforina]
Bab: Amaro m, miserabile Genitor, Fosforinaehi! Fosforina moristi?ah-tuCosa ci avvenne? FigliaCara figliaqui vi il tuo caro pap
Zolf: (Io sto per crepare) Signorina vi vostro padre allegramente, (seguitate) [a Fosforina]
Babeo: Fosforina, non mi far morire, il tuo padre piange se n!
Fosfor: Tu chi sei?fuggi dagli occhi miei Cerbero trifauce, insolente Calidonio furia daverno..vava bestia Caronta va via di qu [si butta su di esso]
Bab: Amarissimo me, figlia mi conosci?
Zolf: Non la stordite per carit, che potrebbe agitarsi di pi..
Bab: Ma la figlia mia non posso soffrirla impazzita
Fosf: Or s che ti conosco.
Bab: S figlia cara, mi conosci ho piacere!
Fosf: Ah Caro mio Manasse; gioja del mio Cuore, portasti il vello doro alla tua venere?
Bab: che velo, che Manasso! io sono tuo pap
Fosf: lo portasti? no dunque dormi quanto ha dormito Cleob e Bitone, [le vuol tirare una sedia]
Bab: Misericordia[fuge]
Zolf: Signorina da brava, vi siete disimpegnata
Fosfo: Come mi son portata?
Zolf: Vi assicuro che per pazza da dovero vi ho presa, se cos seguiterete riusciremo tutto bene
Fosf: ma son strana, ma ecco gente
___________
Scena 8a
Babeo, Fanfano, Fapresto e detti
Babbeo: Venite, venite, vedetela la mia cara figlia, osservatela [a Fanfano e a Fapresto]
Fanf: che! La mia discepola?
Zolfin: Poverina si strapazzata, ha perduto il senno, e mi vien da piangere [finge che piange]
Fapr: Ah pri larma di centu diavuli! lu dicja iu, ca stu matrimoniu di don Loppiu lavia a scuncirtari quannu a li picciotti li faciti zziti quattru, e quattrottu, ca lovu e cc la gaddina, unni trenta trentunu cca lu pighiu, e cc lu lassu, vi piaci la zzita, accussi la vuliti, s o n ma ca cchi chi sorti di lunghimi allura pigghiati, e faciti zziti? Si laviti a maritari la maritati, o si n lassatila ntra la sua paci..ora nzumma chi avi? [a Zolfinella]
Zzolfin: E pazza.
Bab: E scema.
Fanf: Non discorre con sollecismo.
Fapr: E cosa di nenti arrassativi tutti [si avvicina] Signurina.ah Signurina nun viditi ca dormi? [a tutti]
Zolfin: Altro che dormire.
Fanf: Lasciate fare a m
Zolf: Non la inquietate
Fosfor: Tu chi sei [a Fapresto]
Fapr: Io sono il vostro sirvituri granni il Caro Fapresto, ma labati f chi prestu di mia ca sha pistiatu tutti cosi [guardando a torno] a ca si arrusicau lu panaru v a dui grana? Vaja vossia mi duna lu me panaru
Zolf: - Zzitto non la stonare
Fapr: dunca lu panaru lassamula ijri e ghiamu a la Signurina. Signurina.[la scuote]
Fosf: Endimione caro Endimione
Fapres: Pri lumiuni mi pighiau agustativilla!
Fosf: Ecco la tua Diana dimmi non son io la tua Diana?
Fapr: La nniana? veru mi sbatti
Fosf: quanto sei bello!
Fapr: E chistu lu sapja
Fanfan: Come avvenne ci? [a Zolfinella]
Zolf: mentre era a studio che stava per ripassarsi la lezione del Sig.r Abate, butt libri, tavolino, e sedie, poi mi lacer un fazzoletto che tenevo in petto, mi scinse i capelli, e mi lasci scomposta qual mi vedete
Fanf: Povera ragazza?
Fapres: Ora ora agiustu tutti cosi Ah Signurina: cc idda [esce di saccoccia una stighiola] chista la stigghiola, e si nun ci piaci chista, pri deser cc nautra cosa [esce una pastinaca] E sun ci piaci chista, nun aju chi chi ci fari
Fosf: S accetto il dono [prende la pastinaca] Caro il mio grande Alessandro, alla tua Pantasilea restituisci lo scettro, s, io laccetto, e ti ringrazio
Fapr: Ora v jti medici e mmarrati, cui diantani lavia a diri ca iu era Alissandru, e mancu iu stissu lu sapja
Fosf: chi quella spia? [a Fapresto indicando Fanfano]
Fapr: Nun spia, Signurina, ma sbarra cesto
Babb: Povero m, come far [a parte]
Fosf: Avvicinatevi, Mercurio ribaldo [a Fanfano]
Fanf: Cosa volete anima bella!
Fosf: Avvicinatevi dico!
Fanf: (Io temo che mi facci un brutto uffizio) [a Babbeo]
Babb: (Avvicinatevi non temete) [a Fanf.]
Zolf: Si avvicini
Fanf: discepola mia, mi conoscete?
Fosf: Se ti conosco? tu sei un Lestrigonetu vorresti divorarmi! tu..tieni [le da un colpo di pastinaca nelle spalle]
Fanf: Ahi le mie spalle! [fugge]
Fapres: (Ma si vossia astracuni pirch ci ncugna?)
Zolf: Signorina se mi ama davvero, si quieti per carit, vede come si strapazza?
Fosf: Perfida Lmia, perfida Nemsi
Fapres: Zzurfaredda, nun senti? nun s ntra lu to misi!
Zolf: Taci sguajato
Babb: Per carit rivolta le luci al tuo caro pap
Fosf: pap, chi sei tu che ardisci a rogarti un s empio nome? Tu, tu infame Anonimo, che con giustizia fosti ucciso da Ercole perch volevi far violenza a Giunone e tu indominto Pegaso come ti chiami? [salza con furia incontro a tutti]
Fapr: Faprestu..[corre]
Bab: Salva Salva [scappa] figlia..
Zolfin: Ajutatemi a tenerla Signor Fanfano
Fanf: Io son morto.[corre per la scena]
Zolf: Fapresto ajutami
Fanf: Ajutatelo [a Fapresto]
Fapr: (Li mei sgrignuna larrigalu attia) [a Zolf., corre]
Zolf: Ma tutti mi lasciate? [tenendolo] [restano Fosforina, e Zolfinella]
Fosfori: Ah! Sono stanca davvero! come mi son diportata?
Zolf: Ottimamente, ma se voi siete stanca io sono tutta dolori nelle viscere, per causa di trattener le risa; ma andiamo in camera, e fingete che state a letto per rincorarvi, e poi lasciate a me la cura [viano, e poi tornano uno per uno gli interlocutori]
Fanf: Diamine che indiavolata pazza. Son tutto pesto, e il Signor Babbeo bisogna trovare un medico valente per farla curare; io fra tanto temendo di un qualche insulto, mi vorr allontanar da questa casa [va per andarsene]
Bab: Caro Fanfano, mio caro amico che facciamo della mia cara figlia? cosa pensate?
Fanf: Io vi consulto a farmi esente di questo consiglio, io con pazzi non ci ho tanto pratica, voi siete il Padre, un medico cercate intanto a ci ve la curi, ma bene sapete, perch queste malattie sono perniciose
Bab: ha presa la solita lezione mia figlia
Fanf: Che lezione? che dite, Zolfinella mi avvis che era indisposta, ondio non ardj di farle una visita, e questo quanto io s di Vostra figlia
Zolf: a le corte, qui bisogna risolversi, o un medico eccellente, o vostra figlia morta. S io quanto ho combattuto per farla adagiare a letto, sono tutta tutta dolore, e non ne posso pi
Fapr: Sarva Sarvala pazza unn?
Zolf: A proposito una mia Amica jeri mi disse che un medico bolognese capit cost, il quale ha fatto da lei cure trepitose
Bab: dovedove si potr trovare questo liberator della Morte?
Zolf: Ora mi ricordo.egli frequenta il Caff dellamericano, e labito suo di Abate colla paglietta in gola non pu tracambiarlo con un altro e poi chi ha lingua passa il Mare
Fanf: Ander io a rintracciarlo, aspettatemi che sar sollecito. [via]
Babb: Volesse il Cielo che riuscisse a curarmi Fosforina, gli darei tutto loro che tengo riposto n miei sgrigni, ander a vedere la mia Cara figlia. Oh Cielo, ristabiliscila, chio ti sar grato. Sollever cinque pupille, e quattro poveri difettosi. [via]
_________
Scena 9a
Fapresto, indi Fanfano
Fapresto: Ora chistu f diantani e paju; ora cui aveva a diri ca la mia bedda Signurina avia a nesciri pazza? e poi, zzita!.. ma lu munnu sempri munnu, e quannu n cosa munnata senza scorcia, accuss sugneu mentri aju la scorcia sunnu ammighiatu, mentri la scorcia livata sugnu nettu, beddu,e pulitu. Poviru Patri, ma chi povira Surfanedda, chi savia a maritari cummia, ed ora nun si po maritari pri causa ch pazza la patruna, e nun ci po dari la dota chi ci avja prumissa! Ora di poi stu matrimoniu ntra lu saccu mi pari chi nun cunvinissi di farilu; A chistu Falloccu, cui trivulu lha vistu? sacciu ch viddanu, sacciu ch riccu, ma la Signura Truffurima nun sapi com, s beddu, s bruttu, savi la nasca, s ghimmurutu, e savi lu cancaru chi lu strica. E veru ca ncasa vinni lu ritrattu, ma dal detto, al fatto cc un gran trattu, e poi.ma cui chi veni.[guardando]
_________
Scena Xa
Zolfinella, e detto
Zolf: Amara me, tapina me! povera la mia padroncina, come rester orba della mia cara amica e padrona.
Fapr: Zuffraredda, chi cc chabbinni, com la Signurina?
Zolf: povera me, la mia dote, quella che dovea felicitare il mio caro Fapresto, e me ancora, tutto, tutto andato in fumo [non badando Fapresto]
Fapr: Ma nun ti dispirari, forsi ci sarr rimeddiu, lu munnu pri sta cosa chi finju! [andandoci appresso]
Zolf: Povero Fapresto!ah..io morir daffanno! [da una parte della scena]
Fapr: Io scatterroggio [dallaltra parte]
Zolf: Non ho madre, non ho Padre, non ho insomma chi mi assista [come sopra]
Fapr: nun haju patri, matri, soru, frati, cucini, ca vi li conzu, a tri ccarrini vi lu pagu lu cuttuni vecchiu
Zolf: Tu che cosa fai qui..[avvicinandosi]
Fapr: E tu comu ci scuppasti?
Zolf: Ah, lascia, chio pianga la mia sventura, ben disse quellastrologo quando vedendomi la mano preconiz la mia disgrazia?
Fapr: dissi bonu ddaddumina vinturi quannu mosservau lu cozzu, ca di settanni duvia essiri mpisu, e doppu, e doppu avia a patiri di morti di subbitu!
Zolf: Orba chio sono!
Fapr: Ovva! Tu hai un paru docchi tanti
Zolf: Caro Fapresto, a momenti verr il Signor dottore bolognese che dovr curare la padroncina, se capita lo trattieni fin tanto che ricapito la stanza [via]
Fapr: Ora mi scupu lu quartu addabanna e poi risettu chiddu chi mi cunveni.accuss mi piaci, e lu cori mi dici c stu medicu lavi a rimettiri ntra lu primu statu di la sua saluti. Pri la fimmina ci voli lu masculu e tantanni haiu ntisu ca ntra larca di Nu larmali ci traseru a dui a dui, masculi e fimmini, e di chi cc nautra ragiuni ca la viti, nun po stari senza lu chiuppu, n la fastuca senza lu scornabeccu, ne la Carrubba senza lu Carrubbazzu, e poi si nni vennu certi don piluni, e coddi corti ah!non fate guardare le donne ai vostri peccerilli, e voi mascolotti non guardate le donne e vaja vaja ca di chisti si po diri zzoccu dissi lu saggiu pueta, gente cui si fa notte a menzo jorno! e sti vurpuna pilusi senza la fastuca, e scornabecco come potevano nascere ntra sto munno!.Iu sempri lhaju dittu, lu cori avi a essiri nettu, retta la ntinzioni, e unicu li pinzeri pir tutti li seculi accussissia. [via]
Fine dellatto primo
Atto secondo
Scena prima
_______
Fanfano indi Babeo e poi Zolfinella e Fosforina di dentro
Fan: Oh che medico, Oh che uomo raro, un Boevave in persona, non ho inteso uomo s singolare, che scienza, che testi medicinali!
Babeo: Oh a proposito portaste con seco voi il Medico?
Fanf: Lo rinvenni; e siccome aspettar dovea a un messo del Maresciallo Brankermst, non si accompagn meco, ma in un cartellino gli notai la strada, e la Casa, e mi disse che fra una mezzora verr a servirvi
Zolf: Signor Fanfano, siete venuto senza il dottore? che negozio avete compito, dunque?
Babeo: Lo ha ritrovato ci ha parlato, e fra una mezzora verr sicuramente.
Zolf: (Come la s lunga il Sig.r Palladio [a parte]
Bab: mia figlia cosa f?
Zolf: Par che voglia riposarsi, e non vorrei che si scomponga.Voi sapete che il sonno una medicina universale
Bab: Lasciamola dormire
Fan: E se venisse il Medico, quello non si degner di aspettare
Bab: Pazienza le pagheremo doppia la visita, e poi i forestieri sono pi di noi civilizati!
Zolf: neppure si vede quel sciocco di Fapresto
Babb: Cosa serve la sua persona?
Zolf: Laffare dellinterno io lo s, voi Uomini non vintrigate punto cogli affari domestici. Mi serviva per un affaruccio, ma..
Fanf: Se cosa chio possa fare mi pronto a servir la famiglia vostra
Babb: Grazie
Fosf: Maledetti quanti siete, venite, o non venite? o mando quattro legioni d miei folleti, e vi annichiler [da dentro]
Zolf: Accorriamo Signori, la Signorina ci chiama!
Babb: Non senti che ci minaccia con quattro legioni di folletti?
Zolf: questo vuol dire che ancora il cervello lo ha in iscompiglio, corriamo facciamo presto.
Fosfor: Nemesi dico o vieni o mi ammazzo.
Bab: Chi Nemesi?
Zolf: Vengo vengo [dalla scena per farsi sentire] [via]
Fosf: Angui crinite ferocissimi vi comando che squarciaste le membra a questi ciclopi infestatori della mia pace.
Fanf: andiamo ancor noi
Babeo: Io tremo di spavento: non mi dar a credere che mia figlia potea sapere una catastrofe di deit, ella divenuta una dottoressa!
Fanf: Non indugiamo pi, andiamo
Babbeo: Andiamo [viano]
Scena 2a
Fapresto, indi Zolfinella
Fapr: Mannagia a tutti li pazzi di lu munnu e cui ci curpa la mia spnzia. Idda lu sapi ca commissioni sarvaggi nun mi nnavi a dari
Zolf: che ti venga un malanno bestia senza sale!
Fapr: E tu s tunnina salata, ora a li curti, nautra vota nun mi ci hai a mannari chi unni chistu
Zolf: E dove ti ho mandato io
Fapr: Ti lu scurdasti?
Zolf: Io non ci penza davvero? anzi ti cercavo con premura!
Fapr: A lu funnacu nun ci penzi chi?
Zolf: Ebbene! tanto ci volea a fare una incombenza di mezzora?
Fapr: Pari attia Oh si tu sapissi quanta occupazioni voli una simili ncummenza!
Zolf: Ma almeno riuscisti il negozio?
Fapr: fici tutti cosi
Zolf: Cosa ti rispose?
Fapr: Cui?
Zolf: Il bordonaro
Fapr: Ahlu vurdunaru: lu vurdunaru nun ccera
Zolf: dunque come fatto il negozio? bestia
Fapr: Lu Nigoziu lestu, ma a lu vurdunaru nu lu vitti
Zolf: dunque il negozio non lhai fatto, giacch dal ritrovare il bordonaro dipendeva il negozio
Fapr: Ed iu senza truvari a lu vurdunaru fici lu negoziu
Zolf: Eccome pu succeder ci?
Fapr: dimmi quannu unu una cosa nu la f cosa si dici
Zolf: che ha fatto nulla
Fapr: alloppostu tannu voli diri ch fattu tutti cosi
Zolf: Va via poltrone, asino, perdi tempo, puoco di buono.e tu vorresti la mia mano? v dappoco, tu non sarai pi rimirato in faccia dalla tua cara Zolfinella, v pi, non ti voglio [via con furia]
Fapr: Nu lu dicu pri superbia, ma pri farimi amari da li Cammareri ci haju un arti a parti, eccu cc.Surfaredda mi purria fari chi mmittarj di chisti? e vuatri liccaturi perdi tempu mparati la manera di farivi amari da li fimmini Ma cui chistu ca mi pari un cuntistabili? te t ch curiusu, mi pari un prisidenti maturu, eppuru veru ca sarr lu medicu furesticu
____________
Scena 3a
Palladio vestito da dottor Bolognese, e detto, indi Fanfano, e poi Babbeo, poi Zolfinella, indi Fosforina.
Fapr: Vossia a cui voli, e cui ?
Pall: Il dottor Sedillo, Medico Bolognese
Fapr: A vossia cui lha chiamatu?
Pall: Un Uomo
Fapr: lu sacciu ca nun putia chiamarlu un Cani, o n gatta!
Pall: LEgrota donna dov?
Fapr: Carota donna?.vossia sbaghiau voli diri ca a nautra donna avi a ghiri
Pall: La donna Pazza dove st
Fapr: Sta cc
Pall: Entrer [vuole entrare e Fapresto lo trattiene]
Fapr: Vossia dunn, e cui
Pall: I fatti miei non dico, ma tu chi sei che ti opponi alla mia interessantissima persona, tu mi conosci?
Fapr: nun sacciu cui diascacci lu fici, ma vossia chi f, si po sapiri
Pall: Il medico, il medico, asine che sei [gli batte la spalla]
Fapr: Adaciu adaciu m patruni ca cc nun ci st nuddu
Pall: Subbito
Fapr: Vossia mi crju ca sapir pirch fu fattu viniri cc
Pall: Per una pazza
Fapr: E vossia sapi curari a li pazzi?
Pall: Bestia [lo batte] ho fatto cure miracolose, in bologna mia patria risuscitai due morti di quattro Giorni
Fapr: Cancaru!.
Pall: a dieci fucilati li guarj in meno di venti minuti, e in Aversa ristabilj cento venti otto mente catti
Fapr: A centu vinti gatti! (Ora chistu funneriu
Pall: A sedici ciechi lho fatto parlare, a sette muti lho fatto vedere, e finalmente il genere Umano mi vorrebbe sempre presso di s
Fapr: Vossia mha fattu amminnaliri, un omu comu vossia nun cc nun ci ha statu, ne ci sarr
Pall: Ma la pazza dov?
Fanf: Signor dottore a proposito ne venite, la ragazza pi non si pu trattenere, si di gi strapazzata ed mezza morta
Pall: ander a ritrovarla
Fanf: Or ora la porteremo da lei
Pall: N pi tosto sar da lei
Babb: Tapino me
Pall: Chi costui [a Fanfano, indicando Babbeo]
Fanf: Linfelice Padre
Fapr: Lu pap afflittu e sdisussatu
Fanf: Ehi Zolfinella [chiama dalla parte interna]
Zolf: Eccomi [viene in scena]
Fanf: Come st la tua Signorina?
Zolf: Va sempre di male in pegio
Pall: Volete chio entri?
Zolf: La persuader che lei venghi qu
Babb: falla qui venire
Zolf: Preparate un soff a ci non stii in disagio
Fapr: [adatta qualche cuscino per far che stii bene]
Zolf: Cercher di persuaderla (apprendete padri stravolti) [via]
Pall: Che et tiene la Signorina?
Babb: Tre lustri e mezzo
Pall: davvero?
Babb: Poco pi, poco meno!
Fapr: (Sparti li cosi di dintra) [da parte]
Zolf: [da dentro] ma venite fuori Signorina vorreste far delle scene
Fosfor: No, n, non voglio vedere questi parasiti [come sopra]
Zolf: Eccoci [sortiti] Si accomodi Signorina ecco bello, e pulito un soff spiumacciato per voi
Fosf: S mi adager e voi intanto cortegiatemi [siede con Zolfinella a lato]
Zolf: (furba, furba quanto la fate bene la vostra parte!) [a parte]
Pall: [si avvicina] Signorina [allorecchio]
Fosf: (Caro Palladio che vita amara ch la nostra!) [sottovoce a Palladio]
Pall: Osserviamo il polzo [glielo osserva] I tocchi del polzo indicano oppression danimo ditemi [al padre] avete proposto qualche matrimonio a vostra figlia?
Babb: Sicuro, e fra giorni si dovea sposare per procura.
Pall: dunque fate presto!
Babb: Per me non manca, manca per lei ch offesa di testa
Fanf: ma dice il Sig.r dottore che se voi la maritate forse si potrebe elittrizare e ristabilirsi.
Bab: Per me sarei pronto, domandatelo a lei se lo vuole fare, figlia il tuo pap ti domanda se tu ti vuoi maritare
Fanf: qualunque di noi si potrebbe maritare giacch questo non per altro che per procura si deve fare
Bab: A voi Sig.r Fanfano avvicinatevi a mia figlia, figlia il tuo Pap ti priega che dii la mano per procura del Sig.r Falloppio al tuo caro Maestro Fanfano
Zolf: (fate diavolerie) [piano a Fosfo.] S Signorina datele la mano, sarete bella, e sposa
Fosf: [le d un urtone]
Zolf: Non vedete labborrisce
Bab: No figlia, questa non che una rappresentanza, il tuo sposo sar il Signor Falloppio
Fosf: [come sopra urta di bel novo a Fanfano]
Fanf: Giuro di non pi avvicinarmi [si scosta]
Zolf: Proviamo con Fapresto
Fapr: Cui eu? E chi s loccu, si un Abbati lu vitti ruzzuliari, ammia mi farr vulari
Babb: A te ti vuol del bene provati anima mia
Fapr: ne mia ne tua unni si tratta di peddi, meghiu di luntanu ca di vicinu!
Zolf: Caro Fapresto avvicinati
Fapr: [si avvicina piano piano] babbau?
Fosf: Vieni, vieni caro mio
Zolf: avvicinati
Babb: approssimati, vedi che ti domanda?
Fapr: Signurina si vhannu ad acchianari li diavuli mi nni fuju
Fosf: Vieni vieni carissimo Adone, ecco la tua Venere che ti aspetta
Fapres: Gicch chistu vegnu [savvicina]
Fosf: Vieni caro [lo prende per i capelli]
Fapr: Ajutu fattucchieri vecchi, ca sta mmaliditta mammazza! e nuddu majuta ah ca mammazza ai ai lu collu! addiu chiazza di pidocchi, poviru Faprestu s arrujnatu
Fosf: CaroCaro.Caro -
Fapres: E chi sacusu lu caru, e lu mircatu, chi ti vegna lu scisa mali tiru
Fosf: Va via poltrone triganeo va non ti voglio, perch volesti caccegiare senza mio ordine, e tinvesti il Calidonio
Fapr: [liberato dalle sue mani] mi vidistivu ora e nun mi viditi chi, mancu saddisirtati! [va a situarsi lontano]
Zolf: Il Signor Padrone si potr provar giacch questi si f per procura e non offende la paternit
Babeo: S figlia dammi la mano
Fosf: A chi a Voi, Crudele
Bab: Ti vuoi maritare
Fosf: S
Bab: dammi la mano
Fosf: No a te
Babb: A chi
Fosf: ad un altro
Babb: qual sarebbe
Zolfin: Proviamo col dottore se lo gradisce
Babb: Bisogna sapere se il dottore libero o pur vedovo, se n non valido secondo le nostre leggi
Zolfi: E libero Signore [a Palladio]
Pall: (Oh dio) Son liberissimo
Babb: dunque lavvicini [a Palladio]
Pall: Eccomi, purch si ristabilisca la pazza.
Zolfin: Si accosti
Fanf: Si domandi alla sposa se lo accetta
Zolf: Signorina accetta per via di procura la mano del Sig.r medico?
Fosf: N
Zolfin: Ama il Signor Falloppio?
Fosf: N n, e se me lo nomini mi uccider
Babb: A chi vuoi insomma?
Fosf: Non lo s
Babb: Ma lo sposo domani al pi verr
Fosf: No dico n [urta a tutti, fuori di Palladio, e scappa]
Bab: amaro m
Zolf: lavete fatta irritare
Fanf: lasciate che dica il suo parere
Bab: Parli pure disgraziato me!
Zolf: [trattenendola] Signor dottore savvicini
Pall: Son pronto
Zolf: datele la mano [a Fosforina]
Fosf: [gliela porge] Caro pi di questanima
Fapr: su di patti li pignati
Fanf: Vuole al Sig.r dottore?
Fosf: Sicuro egli la parte migliore del Cuor mio
Fapr: Accuss sunnu li pazzi daguannu
Bab: lo vuoi per davvero?
Fosf: S, s s e sempre dir cos
Zolf: E i testimonii
Fosf: Siete tutti quanti,
Babb: E con il Signor Falloppio cosa faremo?
Fosf: Si vada a far squartare
Fanf: dunque
Fosf: dunque il mio sposo il Sig.r Palladio, e se ardirete nominarmi Falloppio; Sgraffier tutti quanti siete
Palladio: Signor babbeo, Signor Fanfano, questo che vi sembrato per sgherzo matrimonio giurato, e con testimonj sollennizzato, stata un opera di mesi quattro, ne io vi sembri un sortiero, ne sono un medico bolognese come mi sono annunziato io sono Palladio Aretusi figlio di Asdrubale Aretusi, il mio Casato bene accetto in Venezia, chi son io e quanto voglio. Sono queste le carte che giustificano la mia persona.
Bab: Oh cosa grandiosa. Oh cosa non mai prevista
Fanf: Buon pr vi faccia, ci ho piacere e la Casa Aretusi lho conosciuta in Venezia
Fapr: Zurfanedda e nui arristamu urfini
Pall: S sposatevi che la famiglia Aretusi non si sgomenta di agiungere quattrocento al sessantamille
Zolf: dammi la mano
Fapr: E cc cu tuttu lu cori e lu vudeddu di cuda
Pall: Siete marito, e moglie
Fapr: Vajti a canusciri dutturi ntra la fudda
Fosf: questa stata opera tutta dAmore, e di Zolfinella
Zolf: S io sono stata la fautrice di tutto questo che esperimentato avete, e un'altra volta imparino i Padri a non far succedere matrimonj contro genio ____________
____________


