La folle di Chaillot

 


Commedia in due parti

di Jean Giraudoux

Versione di Gigi Cane

Pubblicata su IL DRAMMA n. 99-100

1 Gennaio 1950 Anno 26

LE PERSONE

IL PROSPETTORE

MARTIAL (IL CAMERIERE)

LA FIORAIA

IL PRESIDENTE

IL BARONE

IL CANTANTE

LA GUARDIA

IL CENCIAIOLO

IL SORDOMUTO

IRMA

IL MERCIAIOLO

IL GIOCOLIERE

IL MANEGGIONE

IL SIGNORE SVAGATO

LE DONNE

AURLIE, la Pazza di Chaillot

L'UFFICIALE MEDICO JADIN

IL SALTATORE DEL PONTE DELL'ALMA

PIERRE

UN'ALTRA GUARDIA

IL FOGNAIOLO

COSTANCE, la Pazza di Passy

GABRIELLE, la Pazza di Saint-Sulpice

JOSPHINE, la Pazza della Concorde

Un Presidente del Consiglio d'Amministrazione

I Signori Prospettori dei Sindacati d'Azienda

I Signori Rappresentanti del popolo

addetti agli interessi petroliferi della Nazione

I Signori Responsabili della Stampa pubblicitaria

che, nell'ordine, sono:

Il Primo Responsabile

Il Direttore

Il Segretario generale

La Prima Signora

La Seconda Signora

La Terza Signora

Il Capo del primo Gruppo di uomini

Il Primo Gruppo di uomini: Amici degli animali

Il Capo del secondo Gruppo di uomini -

Il Secondo Gruppo di uomini: Amici dei vegetali -

Il Capo del terzo Gruppo di uomini

Il Terzo Gruppo di uomini: Gli Adolphe Bertaut .

Musica e scena di Henri Sauguet Scene e costumi di Christian Brard.

La folle de Chaillot stata recitata per la prima volta la sera del 19 dicembre 1945 al Thatre de l'Athne per la regia di Louis Jouvet e l'interpretazione di Marguerite Moreno

PARTE PRIMA

(Il terrazzo del caff Francis, a piazza dell'Alma).

Il Presidente Accomodatevi, barone. Il cameriere ci servir il mio Porto speciale. Questo un giorno che diventer storico e bisogna che lo celebriamo.

Il Barone Ben venga il Porto.

Il Presidente Un sigaro! Sono confezionati espressamente per me.

Il Barone Ci vorrebbe un narghil. Mi pare

di ritrovarmi in una leggenda araba. Mi sembra di vivere una di quelle mattinate di Bagdad quando i ladroni fanno conoscenza l'un l'altro e, prima di lanciarsi in una nuova avventura, si raccontano la loro vita.

Il Presidente Per me, io son pronto. Quando si naviga insieme nel mar dell'avventura, fare il punto pu essere utile. Prego: a voi l'onore.

Il Barone Mi chiamo Jean Hippolyte, dei baroni Tommard...

(Un cantante di strada s' venuto a fermare davanti ai due che conversano e attacca Varia della Bella polonaise ).

Il Cantante (cantando) Hai sentito il segnale dell'orchestra infernale?

Il Presidente Cameriere, cacciate via quel tipo.

Il Cameriere Canta la Bella polonaise , signore.

Il Presidente Non vi ho chiesto il programma. Vi ho detto di cacciar via quel tipo. (Il cantante si allontana).

Il Barone Mi chiamo Jean-Hippolyte, dei baroni di Tommard. La mia vita, fino all'et di cinquant'anni, fu piuttosto semplice in quanto la mia attivit si limitava praticamente a vendere una delle propriet trasmessemi dalla mia famiglia per mantenere, a volta a volta, una delle mie amiche. Barattavo il nome d'un paese, d'una localit con un nome di donna: les Essarts in cambio di Mmne, la Maladrerie in cambio di Linda, Durandire per Daisy. Quanto pi il nome della localit era francese, tanto pi il nome della donna diventava esotico. L'ultima fattoria si chiamava Frotteau, l'ultima donna si chiamava Anouchka. A questo, segu un periodo pi oscuro durante il quale, grazie ai buoni uffici d'un libraio, mi ritrovai a correggere le versioni e i problemi degli allievi del liceo Janson. Anzi vostro figlio, avendo rilevato la somiglianza delle nostre rispettive grafie, mi pass senz'altro l'incarico di mettere in bella copia le minute. Tanta applicazione alla scuola, quale non avevo avuto durante l'infanzia, mi valse la ricompensa promessa dalla morale agli scolari diligenti. Vostro figlio, cui io presentati Anouchka, mi present a voi che, non appena sentito pronunziare il mio nome puro e semplice, se cos posso dire, avete ritenuto doveroso offrirmi un seggio nel consiglio d'amministrazione della societ che fondate oggi...

Il Presidente Ed ora, a me. Mi chiamo...

La Fioraia Violette, signore?

Il Presidente Togliti dai piedi... (La fioraia si toglie dai piedi) Mi chiamo Emile Durachon. Mia madre, Ernestine Durachon, s' ammazzata di fatica andando a lavorare a giornata per mantenermi in collegio. Non l'ho mai vista altro che accovacciata in atto di lavare. Quando, nelle mente, cerco di pensarla eretta non riconosco neppur pi il suo viso che assume un'espressione come di vendetta e sputa contro di me. Perci, ormai, non me l'immagino pi altro che accosciata. Dopo essere stato espulso dal collegio per aver costituito la mia prima societ anonima, una raccolta di libri licenziosi che prestavo contro congruo compenso ai miei compagni, me ne venni a Parigi con l'ambizione d'impadronirmi della formula di successo delle persone celebri. Esordii, piuttosto male, come usciere del giornale La Fronde la direttrice del quale, l'illustre Severine, m'aveva dato l'incarico di portar carogne al cimitero degli animali di Asnires, da lei creato. Sembra, per, ch'io abbia un carattere tale da disgustare persino i cani morti. N maggior fortuna ebbi come addetto ai bagagli di Sarah Bernhardt, dal giorno in cui essa si mise a contare le valige. N fui pi fortunato come sguattero del campione ciclista Jacquelin, dal giorno in cui cominci a contare i suoi pneumatici. Poich i miei rapporti con la gloria mi lasciavano affamato, umiliato, a pezzi, mi rivolsi ai visi senz'espressione e senza nome che avevo osservato fra la folla, tesi ad agguati misteriosi. La mia fortuna era fatta. Una prima faccia piatta e liscia, incontrata in pieno metr, mi diede l'occasione di mettere insieme i miei primi mille franchi buoni scambiandoli con pezzi falsi da cento soldi. Un'altra faccia, non meno piatta e altrettanto liscia, che scovai in piazza dell'Opra mise ali al mio talento dandomi il comando d'una squadra di venditori di pile elettriche truccate. Avevo capito tutto. Dopo d'allora m' bastato affidarmi ad una qualunque delle maschere senza vita - magari scossa da un tic oppure segnata dal vaiolo - che avevo la fortuna d'incontrare per diventare quel che mi vedete, presidente di undici compagnie, membro di cinquantadue consigli d'amministrazione, titolare d'altrettanti conti in banca e direttore designato della Societ mondiale di cui avete appena accettato un seggio. (S' avvicinato il cenciaiolo che si curva a terra) Voi, che cosa cercate?

Il Cenciaiolo Quel che lasciate cadere voi.

Il Presidente Io non lascio mai cadere niente.

Il Cenciaiolo Allora questo biglietto da cento non vostro?

Il Presidente Date qua, e filate.

(Il cenciaiolo d il biglietto e fila).

Il Barone Siete assolutamente certo che quel biglietto sia vostro?

Il Presidente Pi mio che suo, comunque. I biglietti di banca appartengono ai ricchi, non ai poveri. Cameriere, badate che nessuno ci venga a seccare. Qui sembra d'essere alla fiera.

Il Barone E commetterei indiscrezione, presidente, se vi domandassi quali scopi si propone la nostra Societ?

Il Presidente Nessuna indiscrezione; ma neppure rientra nelle consuetudini. Voi siete il primo membro d'un consiglio d'amministrazione che abbia avuto questa curiosit.

Il Barone Vogliate perdonare. Non l'avr pi.

Il Presidente Vi giustifico tanto pi volentieri in quanto ignoro ancora io stesso quali possano essere questi scopi.

Il Barone E i capitali, ce li avete?

Il Presidente Ho un tale dietro le quinte che tira i fili. Aspettiamo.

Il Barone Disponete d'un prodotto, d'un giacimento?

Il Presidente Imparate sin d'ora, caro barone, che all'atto della loro nascita le Societ non hanno bisogno di proporsi uno scopo, ma di fregiarsi di un titolo. Noialtri cavalieri d'industria non facciamo mai ai nostri sottoscrittori l'affronto di pensare ch'essi sottoscrivano con l'intenzione di avviare un'operazione mercantile ma incliniamo piuttosto a credere ch'essi si vogliano offrire soltanto un campo dove esercitare la propria immaginazione. Ed solo alla loro fantasia che noi ci rivolgiamo. E non commettiamo l'errore dei romanzieri i quali, dopo che hanno trovato il titolo, si ritengono in dovere di scrivere per soprappi anche il romanzo.

Il Barone E, questa volta, come sarebbe il titolo ?

Il Presidente Non lo soancora. Anzi, se mi vedete cos nervoso, perch oggi la mia ispirazione in ritardo... Un momento! Guardate: eccone una. E fra le pi promettenti ch'io abbia mai visto.

Il Barone Una donna? Dov' che avete visto una donna?

Il Presidente Una faccia. Una di quelle facce di cui vi ho parlato. Date un'occhiata a quell'uomo seduto alla nostra sinistra, quello che sta bevendo un bicchier d'acqua.

Il Barone Promettente? Sembra un paracarro.

Il Presidente L'avete detto. Una pietra miliare della scaltrezza umana, dell'avidit, dell'ostinazione umana. Uno dei paracarri piantati lungo tutte le strade del gioco, dell'acciaio, del lusso, del fosfato. Indicano il successo, il delitto, la galera e la potenza... Guardate: si gi accorto di noi. E ha gi capito. Fra un momento ci interpeller.

Il Barone Non gli spiattellerete mica i nostri segreti, alle volte?

Il Presidente Caro barone, non ho mai dato la minima fiducia a mia moglie o a mia figlia. I miei amici pi intimi, i miei collaboratori sono sempre stati all'oscuro dei miei segreti. Anche dei pi anodini. La mia prima dattilografa non conosce il mio vero indirizzo. Il mio principio invece di dir tutto a quegli sconosciuti che il caso mi fa incontrare, quand'essi mi danno la sicurezza della loro testa senza vita. Nessuno di loro mi ha mai tradito. Nel nostro lavoro quelle labbra torve, quegli occhi sfuggenti sono garanzia di lealt, della nostra lealt. Anche lui mi ha riconosciuto, del resto. E anche lui mi dir tutto senza esitare. I segni per mezzo dei quali si riconoscono gli affiliati di sette e societ particolari sono giochetti da bambini a paragone di quelli con cui siamo rivelati gli uni agli altri noi, uomini del danaro. Un'aria greve, un riflesso di morte sul viso. Egli li ha visti sul mio. Sar qui fra un attimo...

(Un sordomuto passa in giro posando una busta su ogni tavolo)

Ma possibile che non si possa stare un pace in momento? Ma una congiura... Riprenditi la tua busta, e alla svelta!

(Il sordomuto fa segno che non sente)

Cameriere! Non toccate quella busta, barone. Questo sordomuto uno della polizia che, in questo modo, cerca di prendere le nostre impronte.

Il Barone E ci riuscita perfettamente: non ci sono che ditate, infatti, su quella busta.

Il Presidente Povera polizia! Sempre ingenua. In tal modo non ottiene che le impronte inutili, quelle dei consumatori generosi e onesti... Sordomuto, o te ne vai o ti faccio cacciare in prigione!

(Il sordomuto avvia uno straordinario gioco mimico)

Cameriere, che cosa sta dicendo?

Il Cameriere C' solo Irma che lo capisca, signore.

Il Presidente Irma, chi?

Il Cameriere Irma la cascatrice, signore. Eccola che viene.

(Entra Irma: un angelo).

Il Presidente Liberateci di quest'individuo, cascatrice, o chiamo una guardia... (Mimica del sordomuto) Ma che diavolo racconta?

Irma (interpretando la mimica) Dice che la vita bella.

Il Presidente Un tipo come lui non fra quelli che hanno il diritto d'avere un'opinione sulla vita.

Irma ... E che la vostra anima brutta...

Il Presidente La mia anima o mia moglie?

Irma Tutt'e due. Tutt'e tre. Voi avete due mogli.

Il Presidente Chiamatemi il direttore. (Il muto ed Irma si allontanano) Cosa c' ancora, adesso?

(S'avvicina un merciaiolo ambulante).

Il Merciaiolo Lacci per scarpe?

Il Presidente Guardia!...

Il Barone Bene, avrei proprio bisogno d'una stringa.

Il Presidente Non comprate niente da quell'individuo.

Il Merciaiolo Una stringa rossa? Una stringa nera? Le vostre sono logore: non si capisce pi di che colore siano.

Il Barone Un concorso di fortunate circostanze mi consentono d'acquistare il paio completo.

Il Presidente Barone: io non intendo darvi ordini. Io non ho altra autorit che quella di fissare, nella prima seduta, la cifra dei vostri emolumenti e l'eventuale assegnazione d'un'automobile. Le circostanze, per, m'obbligano ad esprimere modestamente il desiderio che da quell'uomo non compriate niente.

Il Barone Non ho mai saputo resistere ad una richiesta tanto garbatamente espressa. (Il merciaiolo se ne va) E adesso a chi rifiler la sua mercanzia, quel povero diavolo?

Il Presidente Gliene importa assai del vostro aiuto, a quello! Una forma d'intollerabile massoneria permette a questa feccia di cavarsela anche senza di noi. I venditori di stringhe trovano i loro clienti fra gli scalzi, i venditori di cravatte fra i vagabondi in maglietta, i venditori di anatre meccaniche fra i bulli del mercato. Onde il tono di scherno ch' nella loro voce, la luce d'insolenza ch' nel loro occhio. Onde la loro vergognosa indipendenza. E voi, cercate di non incoraggiarla. Ah! Ecco qui il nostro maneggione! Bene! raggiante in viso.

(Entra il maneggione).

Il Maneggione E bene a ragione, presidente. Abbiamo vinto. Possiamo cominciare, capite?

(Si frattanto avvicinato un giocoliere che comincia a far giochi di destrezza con alcuni birilli multicolori).

Il Presidente Avanti: siamo qui sulle spine. Parlate.

Il Maneggione Prima di tutto, l'emissione. Il titolo viene emesso alla pari, cento eguale a cento. Io fisso il costo dell'azione per l'azionista a centodieci, tasso obbligazionario, il che mi d automaticamente il diritto di rivenderla a centododici di modo che la sua quotazione, dopo un ondeggiamento fittizio, si stabilisce a 91,1/5... A questo punto cominciano a circolare vaghe voci di guerra, messe in giro dai miei agenti. Conseguente emozione fra la clientela e riscatto finale da parte nostra.

(Il giocoliere gioca con birilli infuocati).

Il Presidente Operazione classica ma eccellente.

Il Barone Potrei chiedere...

Il Presidente Meglio di no: qualunque spiegazione non servirebbe che a confondervi le idee.

Il Maneggione Per l'obbligazione - seguitemi bene - il metodo inverso. Il rialzo normale viene assicurato dal ribasso temporaneo. Io rendo negoziabile al portatore il titolo nominale, che non cedibile, con la proroga della dilazione imprescrittibile e la promessa della ripartizione fittizia del dividendo reale. Perci panico fra i sottoscrittori. Due suicidi, fra cui quello d'un generale. Quindi riscatto in blocco da parte della nostra Societ... Vaghe voci di pace che circolano... E nuova corsa all'acquisto da parte di quei sottoscrittori che la mia prima operazione non ha rovinato del tutto.

(Il giocoliere riprende le sue esibizioni con anelli luccicanti. Un piccolo risparmiatore che s' avvicinato ascolta pieno di ammirazione).

IlPresidente Meraviglioso! e quante parti sono riservate a ciascun membro del Consiglio?

Il Maneggione Cinquanta, com'eravamo d'accordo.

Il Presidente Ma non vi sembra insufficiente?

Il Maneggione Sta bene: tremila.

Il Presidente Avete capito, barone?

Il Barone Comincio a capire.

Il Presidente E per il piazzamento?

Il Maneggione Il piazzamento? Questo il mio trionfo. Per mezzo dell'ispettore titolare delle finanze incaricato della direzione delle grandi opere, io sottoscrivo a titolo d'investimento e riporto in cassa l'assicurazione operaia prevista per i lavori di sbarramento del Massiccio Centrale. Il complemento, riservato al piccolo risparmio, viene versato integralmente alla Socit Generale e al Crdit Lyonnais che ci storneranno al decimo il centesimo autorizzato. Resta da sistemare la riserva immobile che potremmo registrare sotto la rubrica Fondi correnti con l'inconveniente, per, che verrebbe ad appesantire la tassa sul capitale...

Il Presidente E gi: questo il guaio.

Il Maneggione Un guaio che si pu rimediare abbastanza facilmente. Per mezzo dell'ispettore delle finanze in missione permanente presso il comitato provvisorio dei tessili, io converto in lignite la riserva consentita per il cotone com' previsto - per le materie grezze - dal paragrafo undici delle fibre lavorate!...

Il Presidente Perdio! Questa s ch' un'ispirazione!

Il Maneggione Da ci un attacco apoplettico in piena Borsa al nostro nemico di rue Feydeau. E quindi battuta d'aspetto sul Mercato. E quindi ancora riscatto globale da parte dell'Unione. E quindi violenta scalciata dei sottoscrittori provinciali, messi in agitazione dagli agenti. Ci siamo, caro presidente. La nostra giornata si chiude con l'assorbimento totale dei titoli... Si lotta davanti alla porta dei nostri uffici di rue De Valmy e dell'avenue De Verdun.

Il Presidente Che bei nomi!

Il piccolo Risparmiatore Una ricevuta, signore, per piacere. (Si precipita in avanti).

Il Maneggione Ricevuta di che cosa?

Il piccolo Risparmiatore I miei risparmi, signore. Eccoli. Tutta la mia fortuna. Vi ho sentiti! Vi ho capiti! Mi affido a voi corpo e anima!

Il Maneggione Se avete capito, avrete anche capito che da noi - il sottoscrittore che d la ricevuta.

Il piccolo Risparmiatore Naturalmente! Ma dove avevo la testa! Eccola. Con tutta la mia imperitura gratitudine, signore. (Se ne va).

(Il giocoliere chiude la propria esibizione lanciando anelli in aria. Gli anelli non ridiscendono ma in compenso torna il cantante).

Il Cantante (cantando) Hai sentito il segnale

Dell'orchestra infernale?

Il Presidente Ma questo non sta mai zitto? E che cos'ha da ripetere continuamente quei due versi come un pappagallo?

Il Cameriere Sono i due unici versi che conosce. impossibile trovare la Belle polonaise dai mercanti di canzonette. Lui spera sempre che qualcuno, sentendolo, un giorno o l'altro gli insegni il resto.

Il Presidente Oh, ma non sar io quel desso. Vada al diavolo!

Un signore Svagato (che passa con una mazza in mano e si ferma confidenzialmente accanto a loro) E neanch'io, caro signore. Tanto pi che sono nella sua stessa situazione nei riguardi della sola canzone ch'io abbia cantato da bambino... Era una mazurca anche quella, del resto, se vi pu interessare.

Il Presidente Non m'interessa affatto.

Il signore Svagato Perch si dimenticano cos facilmente le parole delle mazurche, caro signore? Deve dipendere, senza dubbio, dal fatto che si confondono in un ritmo indiavolato. Della mia, ricordo anch'io soltanto i primi due versi.

(Comincia a cantare):

Dall'Italia all'Estremadura

Volta a volta, io ho assaggiato...

Il Presidente Questo non un caff: questa una corte dei miracoli!

Il Cantante (s'avvicina e continua la canzoncina del signore svagato)

Il vino bianco, la birra scura,

Mi sono sborniato ed innamorato!

Il signore Svagato Che fortuna! Grazie a questo cantante mi tornano in mente tutte le parole! Oh, miracolo! (Canta):

Ho veduto belt tali e quali

Nel paese dei caimani.

Il Presidente Vi prego!

Il Cantante Che mi aspersero le mani

D'un'ambrosia senza eguali!

Il Presidente Toglietevi dai piedi.

Il Cantante e il signore Svagato (duetto): Ma continuo a ricordare...

Il Presidente Silenzio!

(Il cantante e il signore svagato se ne vanno. Il personaggio col viso glabro s' alzato, viene verso il gruppo e si mette a sedere in un silenzio angoscioso. Infine si decide a parlare).

Lo Sconosciuto Dunque?

Il Presidente Ho bisogno di un'idea.

Lo Sconosciuto Ho bisogno di fondi.

Il Presidente Per una Societ. Urgente.

Lo Sconosciuto Per una sgualdrina. Prima di mezzogiorno.

Il Presidente Mi serve una ragione sociale.

Lo Sconosciuto Mi servono cinquecentomila franchi.

Il Presidente Una ragione sociale chiara, inequivocabile.

Lo Sconosciuto Non in assegni.

Il Presidente D'accordo.

Lo Sconosciuto Perfetto. Eccovi la ragione sociale che volete...: Unione Bancaria del Sottosuolo Parigino... (Si mette a sedere a tutto suo agio, come hanno fatto gli altri per raccontare anche lui la propria vita).

Il Presidente Ottimo. Paga, maneggione. (Il maneggione paga) E adesso, sentiamo.

Lo Sconosciuto Mi chiamo Roger van Hutten. Non il mio nome. Non ho nomi, io. Mio padre era un cerusico d'Arras che non mi ha voluto riconoscere. Di qui cominciata la mia carriera. Fermamente deciso a non far mai vedere il mio atto di nascita, mi sono escluso dalla vita in cui ci si presenta agli esami, ci si sposa, si va soldati, da quella vita - per farla breve - dove ho richiesta la carta d'identit e sono entrato in quella nella quale se ne pu fare a meno. Mi sono unito cos a tutti gli oggetti che, a loro volta, son privi di documenti d'identificazione: fiammiferi belgi, merletti e cocaina. E anche libri d'un certo genere. Nella vita d'ogni avventuriero c' un periodo in cui ci si fa mantenere dalla lubricit umana. La necessit in cui mi trovai di spingere una guardia di finanza al di l della frontiera donde non si torna indietro mi forn l'occasione d'imbarcarmi come clandestino per ignoti lidi che seppi poi essere quelli della Malesia. Qui, dopo essermi dato una ripulita, organizzai il contrabbando di corni di rinoceronte, base e fondamento di tutte le medicine cinesi. Per questa caccia proibita, pena la morte, armai gli indigeni con tromboni cos carichi che dovevo legarli all'albero su cui si mettevano in agguato. Minacciato dalla polizia d'una carta d'identit impressa a fuoco nella mia pelle, mi trasferii a Sumatra dove la mia abilit nel gioco degli scacchi mi guadagn le simpatie d'un capo locale nonch sua figlia che mi diede un figlio. Non ebbi bisogno di riconoscerlo. Laggi il figlio che, quando giunto alla maggior et, riconosce il padre se ritiene che costui ne sia degno. Approfittando della fiducia della mia sposa potei individuare un giacimento petrolifero, ritenuto sacro e vietato ad ogni curiosit bianca, e segnalarlo al Lloyd onde fui ammesso fra il personale, altamente considerato, dei suoi prospettori. Il tradimento fu attribuito a mia moglie che lo scont sul palo.

Il Presidente Prospettore! Voi siete prospettore!

Il Prospettore Per servirvi. Immagino infatti che il termine prospezione , questa sola parola, renda la mia idea.

Il Maneggione meraviglioso.

Il Barone Prospezione? Non capisco.

Il Presidente La prospezione! Ma la regina del mondo moderno, barone. la prospezione che individua entro le viscere della terra quei valori liquidi o metalliferi sui quali soprattutto poggia il solo raggruppamento umano consentito dai nostri tempi, stanchi delle vecchie forme nazionali o patriarcali: la societ anonima. Il signor prospettore d l'ultimo tocco alla nostra compagnia. Egli ci permetter di metterla su un piano di prospezione.

Il Prospettore Proprio cos.

Il Presidente A Sumatra, vero?

Il Prospettore No. Molto pi vicino.

Il Maneggione Al Marocco? di moda.

Il Prospettore Ancora pi vicino... Il nome che ho proposto per la vostra societ lo indica chiaramente...: a Parigi.

Il Presidente A Parigi? Volete collocare dei giacimenti nel sottosuolo di Parigi?

Il Maneggione Giacimenti d'oro?

Il Barone Di petrolio?

Il Prospettore Che cosa cercate, signori, un giacimento, un filone, o una ragione sociale?

Il Maneggione Una ragione sociale per i nostri azionisti. Un filone per noi.

Il Presidente Non avrete mica parlato a vanvera, prospettore? Siete sicuro che il sottosuolo parigino nasconda miliardi?

Il Prospettore Ne sono assolutamente convinto, bench nessuno finora ne abbia avuto il pur minimo sospetto. Parigi il posto meno prospettato del mondo.

Il Barone Incredibile! E perch?

Il Prospettore Caro barone, i demoni o i geni che stanno a guardia dei tesori sotterranei svolgono il loro compito con assoluto impegno. E forse hanno ragione. Perch, quando avremo finito di svuotare il nostro pianeta dei suoi equilibri e delle sue dosi interne, questa terra rischier di avviarsi per le strade del cielo lungo un percorso non determinato... Pazienza, comunque: dal momento che l'uomo ha scelto di essere non gi l'abitante ma il fantino del suo globo, altro non gli rimane che affrontare le incognite della corsa. Certo, per, che l'esistenza d'un prospettore dura.

Il Presidente Lo so: cimici a Tabriz, scorticamento alle Celebes.

Il Prospettore Esatto. Nel nostro secolo, la fede e i martiri operano sotto l'insegna dei carburanti. Ma l'arma pi terribile dei nostri nemici ancora il ricatto. Sotto forma di luoghi e citt essi - sulla superficie della terra - dispongono di bellezze che il rispetto umano cerca di sottrarre al nostro sfruttamento o, se vogliamo, al nostro saccheggio perch un fatto che dove passiamo noi non crescono pi n l'erba n i monumenti. Essi riescono ancora a persuadere gli spiriti retrogradi che quelle mediocri combinazioni che sono il ricordo, la storia, l'intimit umana debbono aver la precedenza sui metalli e sui liquidi infernali... E si spingono al punto di far giocare i fanciulli sui luoghi pi adatti alla trivellazione! L'oro del Reno custodito dai suoi gnomi con minor scrupolo di quanto non lo sia l'oro di Parigi dai suoi conservatori d'antichit.

Il Presidente Diteci soltanto con precisione il punto in cui si dovrebbe cominciare a trivellare. Per il resto conosco io l'uomo che ci fornir tutti i permessi necessari, si trattasse anche del centro delle Tuileries.

Il Prospettore Come posso indicarvelo cos, a lume di naso, in questa citt che hanno ridotta ad essere nient'altro che un magazzino del passato? Per distrarre i nostri segugi dalla pista buona, essi accumulano le trappole spirituali che nei secoli hanno ingannato le anime pi illustri dell'amore e della lotta in tutti i suoi punti sensibili: intorno ai quadrivi, ai piedi delle colline, nei caff e nei giardini... Confesso che mi ci perdo. Da ogni parte di questi quartieri nei quali io colgo effluvi di bitume, di ferro, di platino s'alza pi forte l'effluvio delle generazioni morte, delle passioni vive e dissipa gli altri e li confonde, dovunque l'avventura umana si diverte a trarmi in inganno compromettendo l'avventura minerale... Anche qui...

Il Barone Proprio qui? In Chaillot?

Il Prospettore Frequentate i caff di Chaillot, barone?

Il Barone Da trent'anni. E con una certa assiduit.

Il Prospettore Avete mai assaggiato l'acqua?

Il Barone un'esperienza che ho sempre procrastinato.

Il Prospettore Il prospettore invece il buongustaio dell'acqua per eccellenza. Perch l'acqua seguita ad essere la grande rivelatrice dei segreti della terra: la pi limpida delle fonti altro non che il tradimento delle sue viscere. Fu cos che, proprio ieri, a questo stesso tavolo ho avuto un pensiero di speranza al primo bicchier d'acqua che ho bevuto. E ne ho bevuto un secondo, e un terzo... un quinto. No, non mi sbagliavo! Le mie papille si dilatavano sotto il sapore ch' la carezza pi voluttuosa per il prospettore: il sapore del petrolio.

Il Maneggione Petrolio a Chaillot!

Il Presidente Signore Iddio! Cameriere: una caraffa d'acqua e tre bicchieri, e presto. Questa la mia volta, barone. Dobbiamo bere alle fortune dell'Unione bancaria!

Il Barone Sono confuso...

Il Prospettore Non ringraziate: l'acqua che berrete sar assolutamente insipida. Quel sapore svanito, anche per me. I demoni nostri nemici mi hanno prevenuto. Hanno creato intorno a questo caff un'atmosfera, un'animazione che distrae i miei sensi. Non pensate che l'aria greve di iersera, che la bellezza delle donne che passano non abbiano una loro profonda ragione. Allo stesso modo che ha una sua ragione la ronda insistente che tutta la poveraglia seguita a fare intorno al nostro tavolo: la loro presenza destinata a renderci insofferenti, nervosi, a esortarci alla campagna o, in una parola, a restituire il suo sapore all'acqua pura. Ho cercato di ripetere l'esperimento. Non ci sono pi riuscito. Perch non ho potuto impedire che il cameriere mi raccontasse come e qualmente una volta venivano qui Molire, Bacine e La Fontaine a bere il loro vino di Auteuil. bastato per compromettere tutto. Per cambiare in vinello l'acqua che avevo assaggiato.

Il Presidente Voi, per, avete un piano. Un uomo come voi ha sempre un piano.

Il Prospettore Certo, che ho un piano.

Il Presidente E potremmo conoscerlo?

Il Prospettore Beninteso. A patto, per, che in cambio e per sicurezza ognuno di voi mi metta a parte del suo segreto.

Il Presidente Non che troppo giusto.

Il Prospettore Con i nomi e le date.

Il Presidente Naturalmente. Comincio io senz'altro: la nave mista da carico e passeggeri Santa Barbara dichiarata perduta con merci ed equipaggio il 24 dicembre 1930 era stata da me allestita proprio in vista di questo naufragio: a tale scopo l'avevo infatti assicurata a tutto mio vantaggio per il triplo del suo valore reale. E quel giorno, alla messa di mezzanotte, ebbi la gioia di ricevere la buona notizia... A voi, barone.

Il Barone La ragazza di nome Chantal de Lugre che si spar un colpo di pistola in fronte gioved 3 maggio 1927 non aveva abbastanza quattrini per acquistare al prezzo fissato certe sue curiose letterine. S: era proprio un gioved. Il suo fratellino non era andato a scuola e giocava vicino a lei. Debbo aggiungere che non morta. soltanto rimasta cieca... A voi, Maneggione.

Il Maneggione Io, dal pomeriggio del 16 al mattino del 17 aprile 1932 sono stato amministratore e cassiere dei fondi liquidi e in natura destinati al soccorso degli alluvionati del Mezzogiorno.

Il Prospettore Basta cos...: ho capito tutto.

Il Maneggione S: dal 16 al 17. Ricordo bene perch il 17 aprile la festa della mia cara madre.

Il Prospettore Allora, ecco qua il mio piano. Signore Iddio, che cos' quella caricatura?

(Entra in scena la pazza di Chaillot. vestita da gran dama: sottana di seta con strascico sollevato, per, da una molletta da bucato, in metallo; scarpe Luigi XIII; cappello Maria Antonietta; occhiolino sospeso ad una catenella; cammeo. Ha fra le mani una sporta di vimini. Dopo aver fatto il giro del terrazzo, la pazza si va a fermare all'altezza del gruppo dei tre, trae dal seno un campanello e lo fa risuonare. Si presenta Irma).

La Pazza Sono pronti i miei ossi, Irma?

Irma Poca roba, contessa. Ma son di pollo novello. Ripassate fra dieci minuti.

La Pazza E il ventriglio?

Irma Cercher di mettervelo da parte. Ma i clienti del giorno d'oggi mangiano tutto.

La Pazza Se dovessero mangiarmi il ventriglio, lasciami l'intestino. C' il gatto del quai de Tokio che lo preferisce alla milza. (Dopo un attimo di riflessione fa un passo in avanti piantandosi di fronte al tavolo del presidente).

Il Presidente Cameriere, fate andar via questa donna.

Il Cameriere Non ci penso neanche, signore. Qui, lei, a casa sua.

Il Presidente Perch, la padrona del locale?

Il Cameriere la pazza di Chaillot, signore.

Il Presidente Una pazza?

Il Cameriere Perch dite ch' pazza? Perch dovrebbe essere pazza?

Il Presidente Ma se l'avete detto voi, idiota!

Il Cameriere Io? Io ho detto come si chiama. Ma perch dovrebbe essere pazza? Non vi permetto d'insultarla. la pazza di Chaillot.

Il Presidente Chiamate una guardia!

(La pazza di Chaillot, frattanto, s' cacciata due dita in bocca traendone un sibilo acuto. Compare il fattorino con tre sciarpe sul braccio).

La Pazza E allora, sei riuscito a ritrovare il mio boa?

Il Fattorino Non ancora, contessa. Ho trovato queste tre sciarpe, ma il boa proprio no.

La Pazza In cinque anni dacch l'ho perduto avreste potuto ritrovarlo!

Il Fattorino Prendete una di queste sciarpe: non c' nessuno che le reclami.

La Pazza Eppure un boa lungo tre metri, tutto in piume bruno-dorate, una cosa che si vede.

Il Fattorino Quella blu piuttosto bella.

La Pazza Una sciarpa blu col corpetto rosa e il velo verde del cappello? Hai voglia di scherzare. Dammi quella gialla. Come mi sta?

Il Fattorino Uno splendore.

(Con un gesto civettuolo la pazza lancia la sciarpa all'indietro, rovescia un bicchiere d'acqua sui pantaloni del presidente e si allontana).

Il Presidente Cameriere! Una guardia! Sporgo querela!

Il Cameriere Contro chi?

Il Presidente Contro di lei! Contro di voi! Contro tutti! Contro questo cantante, questo merciaio, questa pazza...

Il Barone Calmatevi, Presidente!

Il Presidente Main! Ecco i nostri veri nemici, barone! Quelli di cui dobbiamo ripulire Parigi, senza por tempo in mezzo. Queste marionette l'una diversa dall'altra di colore, di statura, di portamento. Questa la sola via d'uscita, l'unica condizione di un mondo veramente moderno: dobbiamo giungere a foggiare un tipo unico di lavoratore, dobbiamo ottenere che tutti i lavoratori abbiano lo stesso viso, lo stesso abito, gli stessi gesti, le medesime parole. Solo cos il dirigente potr convincersi che un sol uomo suda e lavora. Che riposo per i suoi occhi, che distensione per la sua coscienza! Guardate, invece! Guardate, dal quartiere stesso ch' la nostra cittadella, dal quartiere che ospita la pi gran parte degli amministratori e dei miliardari di Parigi, guardate come crescono e si moltiplicano a nostro dispetto questi fantasmi della chincaglieria, del funambolismo, della marioleria, questi spettri in carne e ossa come simboli della libert dei cantanti che non sanno le canzoni che cantano, degli oratori che parlano ai sordomuti, dei pantaloni rotti nel didietro, dei campanelli che emergono dal seno d'una pazza! La nostra potenza finisce l dove comincia la povert spensierata, la familiarit sprezzante e critica, la pazzia rispettata e adulata! Ma guardate quella pazza! Il cameriere l'accompagna al posto migliore con tutti i segni della deferenza, senza ch'essa sia tenuta a consumare. E la fioraia le offre gratis un iris gigante che quella s'infila in uno strappo del corpetto... E Irma trotta ai suoi ordini...! Penso allo scandalo che provocherei io, fossi anche dieci volte pi presidente di quanto non sono, se m'infilassi un gladiolo all'occhiello e cominciassi a urlare a pieni polmoni su questa rispettabile piazza e davanti a questo simbolo ufficiale dell'amicizia franco-belga qualcosa come: - i miei ossi e il mio ventriglio, Irma! - (Ha alzato troppo la voce: dai tavoli vicini, altri consumatori dirigono sopra di lui occhiate di riprovazione).

Il Maneggione Calmatevi, presidente, e lasciate fare a me. Nel giro di due giorni vi sbarazzo io da tutta questa marmaglia.

Il Prospettore Ecco il mio piano.

Il Presidente Parlate sottovoce: quella ci sta osservando...

Il Prospettore Sapete che cos' una bomba, presidente?

Il Presidente Qualcosa che esplode, ho sentito dire.

Il Prospettore E sapete chi che abita in quella casa, l all'angolo?

Il Presidente Questo proprio non lo so.

Il Prospettore Il mio avversario. Il mio unico e solo avversario. L'ingegnere che, da venti anni in qua, nega qualsiasi permesso di prospezione per Parigi e dintorni. L'unica persona al mondo che io abbia trovato insensibile ai nostri argomenti.

Il Presidente Siamo tutt'orecchi! Dio del cielo, e quest'altro che vuole?

(S'intrufola fra le tavole un vecchietto lustro e impomatato, con guanti e una piccola busta di cuoio).

Il Vecchietto Abbiate cura della vostra salute, signore, o meglio della salute dei vostri piedi. Quando sono a posto i piedi, a posto tutto. Permettete: ufficiale medico Jadin, della riserva di marina. Nel Gabon ero specialista in disinfestazione di zecche. Qui, specialista in estirpazione di calli e duroni. In caso d'urgenza, Martial vi potr dare il mio indirizzo. Se vi serve un'operazione immediata, io sono a quel tavolo laggi. Mi ci trattengo tutto il giorno. (Rivolgendosi al cameriere) E la vescica, Martial, come va la nostra vescica.

Martial Sempre piena di pietre, dottore. Si sentono risuonare.

Il Vecchietto Crepitus crotalis. Il crepitio dei crotali. La diagnosi esatta.

Martial Un pernod?

Il Vecchietto Il mio pernod. I miei pernod. (Vede la contessa e grida nella direzione di lei) Salute, contessa! E il rene sinistro, un po' meno mobile? (Cenno negativo della contessa) Fluctuat nec mergitur. Non c' da temere.

Il Presidente Roba da far uscir matto chiunque. Andiamocene.

Il Prospettore No. di qui che assisteremo allo spettacolo. Manca poco a mezzogiorno, vero?

Il Presidente Cinque minuti.

Il Prospettore Fra cinque minuti la casa del nostro nemico, l'ingegnere, salter in aria. Un giovanotto che non mi pu rifiutare niente ha gi collocato una leggera carica di dinamite.

Il Barone Signore Iddio! Voialtri prospettori siete per le soluzioni moderne, a quanto vedo.

Il Presidente Nient'affatto. Questa soluzione cos diffusa fra noi non affatto moderna ma addirittura mitica. Per giungere al tesoro si sempre dovuto preventivamente ammazzare il drago che lo custodisce.

Il Prospettore Nel giro dei nostri affari, caro barone, noi rendiamo alle persone oneste l'omaggio cui esse hanno diritto facendo dell'onest un pericolo di vita altrettanto grande che il delitto. Aggiungo che fra gli assiomi della prospezione c' anche quello secondo il quale accanto al petrolio non c' cadavere che puzzi .

Il Barone E non c' pericolo che l'esplosione, in qualche modo, possa travolgere anche noi?

Il Prospettore Non c' da avere il minimo timore. Ma adesso voltatevi. Siamo sorvegliati. Fingiamo di essere immersi nei nostri discorsi. Vi stiamo a sentire, signor maneggione. Del resto non giusto che voi siate in posizione di privilegio rispetto a noi...

Il Maneggione Mi chiamo Georges Chopin. Non sono parente col musicista. Gli debbo soltanto il soprannome che porto. Senza di lui non mi sarebbe stato possibile ascoltare al mio passaggio frasi del genere di il pianista ci ha venduti o il pianista ne ha per due anni oppure tirate sul pianista . Figlio d'una madre povera ma disonesta che garantiva il riscatto delle cedole del Monte di Piet all'intera rue Tignetonne, ho consacrato tutta la mia vita a questa donna. Per offrirle un corpetto su misura, poich essa obesa e deforme, a quindici anni trascurai di portare al commissariato un portafogli trovato per strada. Per offrirle una tabacchiera d'oro, poich essa ambiziosa, a diciott'anni accettai di posare per il cinema pornografico. Per mantenerla a Colombes, poich essa asmatica, durante sette anni mi sono incaricato dell'espulsione degli inquilini insolvibili per conto d'un usciere di Charonne. L'operazione, soprattutto le prime volte, piuttosto delicata a causa delle donne che piangono, dei bambini che strillano, delle ragazze che a tutti i costo vogliono tenere un mobile e vi si aggrappano disperatamente: ma il pensiero di mia madre mi dava coraggio. Diventai ben presto un maestro nell'arte di aprire a forza le piccole braccia che cercavano di resistere. In breve la mia riputazione fu tale che un sensale di granaglie mi invi a Buenos Aires con l'incarico di attuare lo sfratto di trecento famiglie italiane da un casamento da cui la polizia non era riuscita a farle sloggiare. S'avvicinava il 17 aprile e mia madre desiderava uno smeraldo, un grosso smeraldo da uomo, perch ha le dita piuttosto spesse. Nel giro di otto giorni il casamento era vuoto d'abitanti: in esso non rimanevano che i mobili abbandonati, oltre a trecento bambole.

Contemporaneamente, in occasione d'una carestia in Oriente, avevo messo insieme qualche nozione intorno alla senseria e al sequestro del grano, cos che la mia preparazione era perfetta. Mia madre ancora viva; l'abuso dei grassi e dei liquori l'ha abbrutita quasi completamente, ma ogni 17 aprile mi riconosce e tende verso di me, nell'attesa di un nuovo regalo, la sua mano sovraccarica d'anelli e di braccialetti ch'io spero di non dover sfilare, madre adorata, se non un giorno ancora assai lontano... Ho finito... Capite dunque che liberare Chaillot da questa teppa per me sar un giochetto da niente.

Il Prospettore Ottimo. Suona mezzogiorno... Signore Iddio, che cosa succede?

(Il salvatore del ponte dell'Alma entra portando un corpo esanime fra le braccia)

Ma Pierre! Che cos' stato!... Ehi, voi, che cos' che portate?

Il Salvatore Un annegato. Il mio primo annegato. Io sono il nuovo salvatore del ponte dell'Alma.

Martial Mi ha piuttosto l'aria d'uno che si sia preso una botta in testa. Ha gli abiti perfettamente asciutti.

Il Salvatore Non mica sbagliato dire che si preso una botta in testa. Stava scavalcando il parapetto. Io gli ho dato una botta in testa perch non si dibattesse. Il nostro addestramento molto preciso, capite. Mollare una botta in testa al pericolante per evitare ch'egli comprometta gli sforzi del salvatore.

Martial Ma dal momento che stava in terra ferma...

Il Salvatore il mio primo salvataggio, signore. Ho preso servizio solo questa mattina...

Il Prospettore Quel giovane imbecille ci fa scoprire tutti! Dove diavolo avr messo la polvere?...

Il Presidente Bisogna a tutti i costi che evitiamo uno scandalo se no qui quella che salta la nostra Unione.

(Il salvatore soffia in bocca al giovanotto esanime e opera su di lui certe trazioni ritmiche).

Il Prospettore (avvicinandosi) Che cosa state facendo?

Il Salvatore Gli manovro il torace. Gli soffio aria nella faringe. Primi soccorsi agli annegati.

Il Prospettore Ma quello non mica annegato.

Il Salvatore Lui convinto di s.

Il Prospettore Che lui ne sia convinto, sta bene. Ma comunque un annegato di terra. L'addestramento che avete ricevuto voi riguarda gli annegati d'acqua e non c'entra per niente...

Il Barone Bravo, prospettore! Ho capito.

Il Maneggione una soluzione. Non c' da esitare.

Il Salvatore E allora cosa debbo fare?

Il Prospettore Dovete gettarlo nella Senna. Attendere che sia veramente annegato. Quindi intervenite e mettete in atto quanto vi stato insegnato.

Il Salvatore E gi. logico...

Il Prospettore Dovete scaraventarlo in acqua dal punto preciso in cui l'avete sorpreso a scavalcare. Laggi il fiume particolarmente pericoloso. In quanto a voi, lasciare passare almeno un minuto prima di tuffarvi : non lo vorrete mica salvare senza che ne valga la pena, spero.

Il Salvatore No, no. Con grave rischio della mia vita, lo voglio salvare! cos simpatico. Per debbo confessarvi una cosa: io non so nuotare.

Il Presidente Tuffandovi imparerete. Forse che, quando siete venuto al mondo, sapevate respirare?

Il Salvatore Certo che no! Allora, avanti...!

L'Ufficiale medico Jadin Scusate, signori. Scusate se interloquisco nella vostra conversazione. Ma ritengo mio stretto dovere professionale comunicarvi che pi nessuno si sognerebbe di contestare la respirazione intrauterina e che pertanto il giorno della sua nascita il signor Salvatore sapeva gi inspirare ed espirare, non solo ma anche tossire e singhiozzare.

Il Presidente Che cosa vuole, quest'imbecille?

Il Salvatore Cos che potrei correre il rischio d'affogare?

L'Ufficiale medico Jadin Io non ho mai sentito parlare di nuoto intrauterino. Ritengo dunque che andreste a fondo come un gatto di piombo.

l Presidente Chi vi ha chiesto niente, a voi? Vi rendete conto che con i vostri sproloqui clinici ci state rompendo le tasche?

Il Salvatore Pardon! Pardon, signori! Questi sproloqui a me interessano moltissimo. Noialtri salvatori abbiamo anche il compito di assistere le donne che partoriscono in mezzo alla strada e tutto ci che il professore mi potr insegnare in proposito sar d'importanza cos per il quartiere che per il mio avvenire.

Il Presidente Sono pazzi!

L'Ufficiale medico Jadin Ai vostri ordini.

Il Presidente Salvatore!

Il Salvatore vero, signor professore, che bisogna distribuire la camicia del bambino nato con la medesima a tutti coloro che hanno assistito alla nascita?

Il Prospettore Ma non c' modo di farli star zitti, maneggione?

L'Ufficiale medico Jadin Verissimo. E se non lo si facesse la puerpera morrebbe entro l'anno! Tutte queste superstizioni popolari sono fondate su una verit cosmica. In fatto di api, per esempio, vero che lo sciame deperisce se ci si dimentica di mettere un velo nero all'arnia il cui proprietario morto.

Il Maneggione Salvatore, se non venite subito...

Il Salvatoee Un attimo solo. Non credo che le api rientrino nelle mie attribuzioni... Ma vero che per una strana anomalia il gemello venuto per primo al mondo il meno vecchio e quindi dev'essere escluso dal maggiorasco?

L'Ufficiale medico Jadin Vero anche questo. E se la nascita dei gemelli avviene a cavallo della notte di San Silvestro, il gemello pi vecchio ha addirittura un anno meno che suo fratello. Ed chiamato a prestare servizio militare un anno dopo. Appunto perch si possa controllare questo fatto le regine debbono partorire davanti a testimoni. Per tornare alle api, vi rendo noto che coloro i quali contestano le propriet antiartritiche dei pungiglioni di questi insetti sono soltanto dei miserabili al soldo degli speziali.

Il Salvatore Appassionante! Ah, il mistero della nascita cos vicino e pur cosi lontano dal mistero del salvataggio!

L'Ufficiale medico Jadin L'ape muore della propria puntura. Lo speziale ingrassa con la vendita dei propri preparati. Lascio a voi di giudicare dell'una e dell'altro.

Il Prospettore Siamo caduti in un nido di pazzi e non riusciamo a tirarcene fuori. E intanto quella vecchia ci osserva in un modo strano. Di questa faccenda va a finire che se ne immischia la polizia. Guardate! Si raduna gente. Squagliatevela, presidente. Io rimango in osservazione e non appena avr via libera mi occuper del giovane traditore... (Scompaiono).

Il Salvatore Ed ora vengo alla questione che mi tormenta fin dai miei giovani anni perch, signor professore, checch se ne possa pensare e nonostante i miei trentasei anni, io non ho ancora sacrificato a Venere! vero che...

Il Barone Signor Salvatore! Signor Salvatore!

Il Salvatore Che cosa c'?

Il Barone Ci sono due signore che chiamano aiuto sul marciapiede dell'avenue Wilson!

Il Salvatore Due signore! Due alla volta? In piedi? Coricate? Borghesi? Regine?

Il Barone Non riesco a distinguere... Fate presto!

Il Salvatore Venite con me, signor professore, ve ne scongiuro! Eccomi, signori, voglio dire, signore, eccomi... arrivo.

(I1 salvatore e l'ufficiale medico si allontanano correndo. Il prospettore che stava avanzando vien bruscamente spinto da una parte da Irma la quale s'avvicina al giovanotto sempre svenuto e gli prende le mani).

Irma Quant' bello! morto, Martial?

Martial Mettigli questo specchio davanti alla bocca. Se lo specchio si appanna, segno che il giovanotto non morto.

Irma Lo specchio si appanna.

Martial Segno che fra poco riprender i sensi. Il mio specchio, per favore.

Irma Un istante... (Ripulisce lo specchio, vi si guarda, si fa bella. Il prospettore tenta di nuovo d'avvicinarsi al giovane, ma l'occhio d'avvoltoio della pazza lo dissuade)

Oh! Apre gli occhi!

(Pierre ha effettivamente aperto gli occhi ed ora guarda stupefatto Irma che continua a tenergli le mani. Spossato, li richiude subito. La pazza s' alzata e viene a sedersi al posto lasciato libero da Irma ch' stata chiamata dentro. Come Irma, anche la pazza ha preso le mani di Pierre fra le sue. Ad un tratto Pierre torna in s ma invece della bella ragazza che il suo sguardo cercava, egli si trova dinanzi la pazza di Chaillot adorna d'un iris gigante).

La Pazza l'iris che guardate? Mica male, vero?

Pierre (smarrito) Bellissimo.

La Pazza La guardia s' degnata di dirmi che mi sta bene. Ma io non ho troppa fiducia nel suo gusto. Ieri la fioraia mi aveva regalato un gichero Bene: la guardia gli ha dato un'occhiata e poi m'ha detto che mi stava malissimo.

Pierre L'iris vi sta molto bene.

La Pazza Gli riferir il vostro giudizio. Ne sar tutto orgoglioso! Guardia!...

Pierre Non chiamate la guardia.

La Pazza S, s. L'ho trattato male per via del gichero. Ora con l'iris voglio far la pace.

Pierre Lasciatemi andare, signora. (La pazza lo tiene stretto).

La Pazza Rimanete disteso... Guardia! (Pierre si dibatte).

Pierre Lasciatemi andare!

La Pazza Oh, no, no. Quando si lascia andare qualcuno poi non lo si rivede pi. Ho lasciato andare Charlotte Mazamet: non l'ho pi vista.

Pierre Non ho pi forza.

La Pazza Ho lasciato andare Adolphe Bertaut. Eppure lo tenevo forte. Non l'ho mai pi veduto.

Pierre Dio mio!

La Pazza Tranne che una volta. Trent'anni dopo. Al mercato. Era cambiato molto, non m'ha pi riconosciuta. Mi ha portato via di sotto il naso uno splendido melone, l'unico melone maturo di tutto l'anno... Oh, eccolo!... Guardia!

La Guardia Non ho tempo, contessa.

La Pazza per l'iris. Questo giovanotto vi d ragione. Mi sta bene.

La Guardia Debbo correre via. C' un annegato nella Senna.

La Pazza No. E sulle mie ginocchia. (La guardia vede Pierre) sulle mie ginocchia. Avete tutto il tempo: di qui non se ne va. Lo tengo tanto bene quanto male ho tenuto Adolphe Bertaut. Se lo lasciassi, andrebbe a gettarsi nella Senna.

Pierre Oh! Certo!

La Pazza molto pi carino che Adolphe Bertaut, non vero, guardia?

La Guardia Che cosa volete che ne sappia, io?

La Pazza Ma se v'ho fatto vedere il suo ritratto in costume da ciclista!

La Guardia Ah, s... e col labbro leporino.

La Pazza Vi ho ripetuto almeno cento volte che Adolphe Bertaut non aveva nessun labbro leporino. un difetto della fotografia. Una volta o l'altra mi farete il piacere di spiegarmi come avete potuto credere alla prozia di Adolphe che ha messo in giro questa calunnia del labbro leporino e che morta nel 1900... Che cosa fate adesso?

La Guardia Mi segno nome, cognome e data di nascita dell'annegato.

La Pazza E cosa volete che gliene importi? Credete che dicendogli in che giorno nato gli impedirete di buttarsi in acqua un'altra volta?

La Guardia Non sono io che lo dico a lui. lui che deve dirlo a me.

La Pazza Farebbe molto male se ve lo dicesse. Io, la data della mia nascita non ve la direi. Mettete via quel notes e cercate di fargli un po' di coraggio...

La Guardia Fargli coraggio... io!

La Pazza compito degli agenti dello Stato tessere l'elogio della vita a quelli che vogliono suicidarsi. Degli agenti dello Stato, ho detto: non mio.

La Guardia Tessergli l'elogio della vita... io?

La Pazza Voi ghigliottinate gli assassini. Voi buttate all'aria le bancarelle degli ambulanti sprovvisti di permesso. Voi vietate ai ragazzini di scrivere sui muri. Voi volete la vita, trovate che la vita una cosa degna e pulita... E allora ditelo a lui... Sono i funzionari come voi che organizzano la vita: sta a loro di difenderla. Un difensore dell'ordine pubblico non niente se non anche un difensore della vita...

La Guardia Come no? Giovane annegato.

La Pazza Si chiama Fabrizio.

Pierre Non mi chiamo nient'affatto Fa...

La Pazza Chiamatelo Fabrizio. mezzogiorno. A mezzogiorno, tutti gli uomini si chiamano Fabrizio.

La Guardia Tranne Adolphe Bertaut.

La Pazza Ai tempi di Adolphe Bertaut, la moda voleva che le donne cambiassero uomo ogni volta che desideravano mutar il nome. La nostra epoca meno immonda. Comunque, voi non siete qui per parlare di Adolphe Bertaut... Siete qui per risvegliare l'interesse alla vita di questo giovanotto.

Pierre Sar piuttosto difficile.

La Guardia Perch? La contessa ha ragione, signore. Cosa vuol dire questa storia di gettarsi in un fiume dall'alto di un ponte?

La Pazza Vuol dire semplicemente che non ci si pu gettare in un fiume da un punto situato sotto il suo livello. In questo, Fabrizio logico.

La Guardia Non so come far ad interessare costui o un altro alla vita se voi continuate ad interrompermi.

La Pazza Non v'interrompo pi.

La Guardia Il suicidio, signor Fabrizio, un delitto contro lo Stato. Il suicida rappresenta un soldato di meno, un contribuente di meno.

La Pazza Forse che siete un esattore, o amante della vita?

La Guardia Amante della vita?

La Pazza S, che cos' che amate nella vita, guardia? Per aver scelto di essere il campione della vita, il suo campione in uniforme, bisogna pure che essa vi procuri molte gioie, pubbliche o private... Dichiaratele a lui, queste... E non il caso che ve ne vergogniate.

La Guardia Non mi vergogno mica. Ho delle passioni. Mi piace moltissimo giocare a picchetto. Se questo gioco interessa al giovanotto, appena smonto di servizio dico a Irma di prepararci un tavolo nella sala in fondo. Una bella partita a picchetto con vin brul... . Se lui avesse un'ora da buttar via.

La Pazza Ha la vita da buttar via. E questo tutto quello di cui dispone la polizia, in fatto di volutt?

La Guardia Come, volutt? Credete che Teresa?...

Pierre Lasciatemi andare! Lasciatemi andare!

La Pazza Non valete lo stipendio che vi dnno, guardia. Sfido chiunque, deciso al suicidio, a rinun-ziarvi in seguito ai vostri discorsi.

La Guardia Voi, forse, ci sapreste far meglio.

La Pazza Lo potete dire... Non pu essere veramente disperato un giovanotto innamorato d'una ragazza che gli ha tenuto le mani fra le sue, e lo ama.

Pierre Non vero! Perch dovrebbe amarmi?

La Pazza Vi ama. Si pu amare uno, solo perch gli si sono tenute le mani. Avete conosciuto la nipote del maresciallo Canrobert?

La Guardia Ma come potrebbe averla conosciuta?

La Pazza Potrebbe averla conosciuta benissimo. Tutti quelli che le sono vissuti vicino l'hanno conosciuta. Tutti quelli che abitavano a casa sua, tutti quelli che andavano a messa con lei, tutti i suoi amici, i suoi domestici l'hanno conosciuta. Per non conoscerla bisognava volerla veramente evitare... No, Fabrizio, state fermo.

Pierre Mi voglio ammazzare!

La Guardia Vedete: neanche voi riuscirete a risvegliare il suo interesse alla vita.

La Pazza Scommettiamo. Scommettiamo un bottone della vostra uniforme. Ne ho giusto bisogno per uno dei miei stivaletti. Io indovino la ragione per cui vi siete gettato in acqua, Fabrizio.

Pierre Impossibile.

La Pazza Perch quel prospettore vi ha chiesto di commettere un delitto.

Pierre Come fate a saperlo?

La Pazza Mi ha rubato il boa e vi ha chiesto di ammazzarmi.

Pierre Vi posso assicurare che non vero.

La Pazza Non il primo, ma ammazzare me non mica una cosa cos facile. Per due ragioni. Prima di tutto perch son quelli che entrano da me che finiscono ammazzati: se entrano in forma umana c' un trabocchetto che li toglie di mezzo. Se entrano sotto forma di topi, c' una trappola infallibile che non li fa scappare... In secondo luogo...

Un'altra Guardia (s'avvicina alla prima guardia che s' messa a sedere e alla quale il cameriere ha servito un bicchiere di birra) Vengo a darti il cambio. Non ti disturbare.

La Guardia S: ho salvato un annegato.

La Pazza In secondo luogo, non ho voglia di morire.

Pierre Avete una bella fortuna...

La Pazza Tutti noi che siamo vivi abbiamo fortuna, Fabrizio... Certo che, al risveglio, non sempre una cosa allegra. Scegliendo dal cofanetto ind la parrucca della giornata, prendendo la dentiera dall'unica coppa che vi sia rimasta dopo la demolizione di rue de la Bienfaisance non nego che vi possiate effettivamente sentire un po' a disagio in questo basso mondo, soprattutto se avete appena sognato d'essere una giovanetta che andava al bosco a cogliere lamponi. Ma, per sentirsi richiamati in vita, basta trovare nella cassetta una lettera col programma della giornata. Uno se la scrive da solo, la sera prima: la cosa pi opportuna. Ecco, per esempio, le mie istruzioni di stamattina: rammendare la sottana con del filo rosso, ripettinare le piume di struzzo, scrivere la famosa lettera in ritardo, la lettera a mia nonna... eccetera, eccetera... Poi, dopo che vi siete lavato il viso con acqua di rose e l'avete asciugato non gi con quell'orribile cipria di riso che non nutre la pelle ma con una scaglia di amido puro; dopo che - per controllo - vi siete messa addosso tutti i gioielli, tutte le spille e i pendenti e i bottoncini con le miniature e gli orecchini... quando, insomma, avete fatto per bene la toeletta della prima colazione e dopo che, per finire, vi siete guardata non gi nello specchio, che falso, ma nel gong di rame gi appartenente all'ammiraglio Courbet, allora, Fabrizio, uno si sente in ordine, si sente forte e pu ricominciare. (Il giovanotto, che ha poggiato il capo su un gomito, sta ad ascoltare avidamente).

Pierre O, signora! O, signora!

La Pazza Di qui in avanti non c' pi che gioia... tutto facile. Prima di tutto, la lettura del giornale. Dello stesso giornale, beninteso. Non penserete, spero, ch'io mi metta a leggere questi giornali di adesso sui quali non altro che menzogne e volgarit. Io leggo il Gaulois . E non mi amareggio l'esistenza per correre dietro alle notizie del giorno. Leggo sempre il medesimo numero: quello del 7 ottobre 1895. Che, senza paragone, di gran lunga il migliore. L'articolo della contessa Diana sugli uomini riportato per intero... compreso il poscritto... Ed annun-ziata, nelle ultime notizie, la morte di Leonida Leblanc. Abitavamo nella stessa via. Povera Diana! Tutte le mattine mi fa la stessa penosa impressione... Ma non ve lo presto: a pezzi.

La Guardia in quel numero che c' il racconto della lotta del signor de Barthlemy con una tigre.

La Pazza Proprio in quel numero.

La Guardia Una tigre e un marchese, a corpo a corpo, in mezzo ad una piantagione di pepe.

La Pazza Poi, dopo che avete preso i vostri sali di Karsen - non nell'acqua, per, perch l'acqua, checch se ne dica, che provoca l'aerofagia, ma spalmati su una fettina di pandolce - ecco che con qualunque tempo Chaillot vi chiama: non vi resta ormai altro che indossare l'abito da passeggio. L'operazione, naturalmente, un pochino pi lunga. Senza cameriera non ci vuole meno di un'ora a vestire il busto, il copribusto e il pagliaccetto allacciato o abbottonato sulla schiena. Sono stata, a proposito, dalle sorelle Callot per farmi mettere delle chiusure-lampo. Ma, con molta urbanit, si sono rifiutate: hanno detto che le chiusure-lampo sono prive di stile. (S' avvicinato Martial).

Martial So di una botteguccia...

La Pazza Ognuno ha i suoi fornitori, Martial. Comunque, io me la cavo benissimo. Mi abbottono sul davanti e poi lo faccio scivolare sul dietro. Non mi rimane pi altro da fare che scegliere uno dei miei manicotti di pelliccia, che cercare - assolutamente invano - il boa che il vostro prospettore mi ha rubato... sono certa ch' stato lui: non ha saputo sostenere il mio sguardo... e sistemare le stecche dell'ombrellino bianco il cui scatto, dal giorno che l'ho dato in testa a un gatto che faceva la posta a un piccione, non funziona pi: quel giorno, fra parentesi, ho fatto un bell'affare. Pensate che, nel colpo, s' staccata dal manico d'osso dell'ombrellino la veduta della cappella votiva che c'era intarsiata e non c' pi stato verso di trovarla...

(Si sono radunate intorno alla pazza quasi tutte le comparse che, con Irma, stanno ad ascoltare).

Irma Perch non volete sostituirla con l'occhio di capriolo pietrificato che mi regal quel messicano? proprio della grandezza giusta e porta anche fortuna.

La Pazza Grazie, Irma. Dicono che qualche volta questi occhi rivivano e si mettano a piangere: morirei dalla paura.

Il Cenciaiolo Io avrei trovato una piccola veduta di Budapest in avorio. Se vi piacesse ve la darei senz'altro. Vi si vede Buda come a esserci.

Pierre Continuate, signora, continuate, vi prego!

La Pazza Ah, cos la vita comincia ad interessarvi!

Pierre Com' bello! Continuate!

La Pazza Vero ch' bello! Dopo di che si passa agli anelli. Se ho intenzione d'andarmi a confessare mi metto quello col topazio. Il che, in fondo, un errore. Perch gli scintillii del topazio non si addicono al confessionale: Ecco che siete venuta un'altra volta a confessarvi con l'occhio del diavolo, mi dice l'abate Bridet. Poi ride, ma in un minuto mi d l'assoluzione. Non mi ha mai voluto ascoltare fino alla fine. Dev'essere perch ogni volta comincio a raccontargli tutti i miei peccati cominciando dall'infanzia. Ad ogni modo, io esco assolta dalla mia prima bugia, dalla mia prima ghiottoneria ma tutti gli altri miei peccati, ahim, mi restano in conto... Non mi par serio, cosa volete che vi dica... E cos'ha da dire, adesso, quello l?

(Il sordomuto ha avviato una mimica serrata).

Irma Dice che lui conosce un curato...

La Pazza Se lo tenga, il suo curato. So io da chi mi debbo andar a confessare.

Pierre Parlate, signora, parlate. Non mi uccider pi! Che cosa fate, dopo?

La Pazza Mi faccio la passeggiata, Fabrizio. Vado a vedere dove sono i cattivi di Chaillot. Quelli che storcono le labbra, quelli che di nascosto prendono a calci le porte delle case, i nemici degli alberi, i nemici degli animali. Li vedo entrare nei bagni pubblici, dall'ortopedico, dal barbiere. E li vedo uscire sporchi, sciancati, con barbe finte. E io so che dentro di s cercano il modo di abbattere il platano del museo Galliera o di gettare una polpetta avvelenata al cane del macellaio di rue Bizet. Mi limito a fare il caso di queste due creature minacciate che io ho conosciute fin da quando erano piccole cos. Perch questi banditi perdano ogni loro potere, necessario ch'io passi al loro fianco, dal lato sinistro. Non mica facile, perch la delinquenza cammina svlta, ma anch'io ho le gambe buone. Non vero, amici? Mai come allora il platano mi ringrazia col dono dei suoi baccelli e della sua lanugine. Mai scodinzola con pi allegria il cane del macellaio di rue Bizet.

La Guardia E va in giro senza museruola. Un giorno o l'altro, io...

Martial La bestiaccia va anche a rubare nel negozio del macellaio di rue Hyacinthe.

Irma L'unico che seguita a dimagrire il levriero della duchessa de La Rochefoucauld.

La Pazza un'altra faccenda. La duchessa l'ha comprato da un tale che non sapeva 0 suo vero nome. Ora tutti i cani, quando non li si chiama col loro vero nome, dimagriscono...

Il Cenciaiolo Le potrei mandare un sidi , un signore arabo. In fatto di cani arabi non c' niente di meglio che un sidi .

La Pazza Ottima idea... mandaglielo senz'altro. La duchessa riceve il marted, dalle cinque alle sette. Ecco che cos' la vita, Fabrizio. Ed ora vi tenta, dite la verit.

Pierre meravigliosa, signora.

La Pazza Qua il bottone, guardia. E vi ho parlato soltanto della mattinata. Ma il vero gioco comincia nel pomeriggio.

Pierre Oh, Dio: eccoli!

(Tutti si disperdono. Si avvicina il prospettore).

Il Prospettore Cercavo proprio te, Pierre.

Pierre Io, qui, sto bene.

Il Prospettore Nessuno ha chiesto il tuo parere. Vieni.

Pierre Sta bene. Vengo. Volete lasciarmi la mano, per favore?

La Pazza No.

Pierre Lasciatemi, signora.

La Pazza No.

Il Prospettore Volete farmi il piacere di lasciare la mano del signore?

La Pazza E perch proprio io dovrei fare un piacere a voi?

Il Prospettore E allora vi obbligheremo a lasciarla con la forza. (Tenta di afferrare la mano della pazza che, senza batter ciglio, gli assesta un ceffone).

Pierre Signora!

La Pazza Voi state fermo dove siete! Quest'intruso vuole che io vi lasci andare la mano. No, no, no. Io vi tengo la mano perch fra poco avr bisogno del vostro braccio per essere riaccompagnata a casa. Sono molto paurosa, sapete... (Colpisce col suo campanello il prospettore che insiste).

(Frattanto compare Irma che prende l'altra mano d Pierre. Il prospettore raddoppia i propri sforzi. La pazza fa un fischio. Arriva di corsa il fattorino. E la guardia. E il cenciaiolo. E il sordomuto).

Il Prospettore Guardia!

La Guardia Cos' che volete?

Il Prospettore Dite a questa donna di lasciar andare la mano di questo giovanotto!

La Guardia Posso chiedervi per qual ragione?

Il Prospettore Per la ragione che non c' ragione ch'essa debba tenere la mano di un giovanotto che non conosce...

Irma Come, non lo conosce! E se fosse il suo figlioletto, rapitole in culla, e che ora essa ha ritrovato?

Il Cenciaiolo Il suo figlioletto o forse il suo fratellino. La signora non poi tanto vecchia.

La Pazza Grazie.

Il Cenciaiolo Il suo figlioletto o il suo zietto. Conosco una famiglia dove la nipote ha trent'anni e lo zio ne ha due.

La Pazza Bene, bene, cenciaiolo. Comunque non mio nonno.

Il Prospettore Per l'ultima volta, guardia: dite alla signora che lasci andare la mano del giovanotto, oppure io sporgo querela.

(Il sordomuto avvia un discorso mimico).

Irma Il sordomuto ha ragione. La pazza ha letto nella mano del giovanotto ch'egli era minacciato da grave pericolo di morte per strangolamento se avesse lasciato piazza dell'Alma da mezzogiorno alle due.

Il Prospettore Mi vedo costretto a prendere il vostro numero di matricola, guardia.

La Pazza Prendetelo. 2133. Addizionando le cifre che lo compongono ottenete nove. Vi porter fortuna.

La Guardia D'altra parte, cosa volete che faccia per costringere la signora a lasciar andare il giovanotto? Volete che le faccia il solletico?

La Pazza Provate, mio caro.

La Guardia Scherzavo, contessa. Voi, quel giovanotto, lo tenete perch vi piace, non vero? E comunque grande abbastanza per andarsene, se proprio volesse.

La Pazza Ho le mie buone ragioni per trattenerlo. Lo trattengo perch non voglio che quel signore lo porti via. Lo trattengo perch piacevole trattenerlo. il primo uomo che trattengo: cos ne approfitto un po'. Lo trattengo perch, da una settimana a questa parte, questa la prima volta che si sente libero...

Il Prospettore Avanti, Pierre, vieni via se no sono guai!

Pierre Lasciatemi andare, signora.

La Pazza Lo trattengo perch Irma lo trattiene con la mia mano.

Irma Oh, contessa!

(Pierre si lascia ricadere a terra).

La Guardia Voialtri, circolate. Mica nessuno vi trattiene, voialtri. Ve ne potete andare, voialtri.

Il Prospettore Ci vediamo stasera, Pierre. Tu sai dove. E faremo i conti. Se non ci sarai entro le otto... la lettera parte. (Se ne va; gli altri si scostano per lasciarlo passare).

Pierre Grazie, signora

La Pazza Vi fanno ballare, eh? Avete ammazzato qualcuno?

Pierre No.

La Pazza Nemmeno uno di loro? un vero peccato. La prossima volta non esitate... Avete rubato?

Pierre No. Ve lo giuro.

La Pazza Se si fosse trattato di un pacchetto d'azioni del Basso-Amazzoni avreste fatto proprio bene. Sarebbe stato come rubare ai ladri. M'hanno obbligato a comprare a mille franchi due titoli che ho poi rivenduto a trentatre. Avete partecipato a qualche messa nera?

Pierre Ho firmato una cambiale in bianco. Da quel momento non mi dnno pi pace.

La Pazza Che cosa vogliono fare 'sti briganti? Hanno in mente di demolire Chaillot, se ho capito bene.

Pierre Da cima a fondo. Chaillot e tutta quanta Parigi. Hanno un piano di prospezione da cui non sar lasciata pietra su pietra. Vogliono sondare tutto, vogliono trivellare tutto. Le trivellatrici sono gi pronte.

La Pazza Ma che cercano? Che cos' che hanno perduto?

Pierre Cercano il petrolio. (Le comparse si sono riunite di nuovo).

La Pazza Che strano? E che cosa se ne vogliono fare?

Pierre Che cosa si fa col petrolio. Miseria. Guerra. Turpitudini. Un mondo miserabile.

Il Cenciaiolo Proprio cos. Esattamente il contrario di quel che si pu fare col sego.

La Pazza Lasciateli fare. Il mondo bello e felice. Dio che l'ha voluto. Nessun uomo ci pu far niente.

Martial Ah, signora.

La Pazza E voi che cos'avete da protestare, Martial?

Martial Glielo debbo dire, amici?

La Pazza Che cosa mi nascondete?

Il Cenciaiolo Siete voi che ci nascondete qualcosa, signora. Non noi.

Martial Avanti, cenciaiolo. Tu hai tenuto bottega. Sei uno che sa parlare. Spiegale tu!

Tutti S, spiegale tu!

La Pazza Mi fate paura, amici. Avanti, cenciaiolo, vi ascolto.

Il Cenciaiolo Contessa, c' stato un tempo in cui gli stracci eran pi belli degli scampoli, un tempo in cui l'uomo onorava ci che deformava. Io stesso ho fornito stracci e cenci alle grandi sartorie. Non parlo delle forchette d'argento : non passava settimana che non ne trovassi a dozzine insieme coi gusci d'ostrica. Per fare un regalo di nozze avevo soltanto da comprare l'astuccio. E mica costava molto. Anzi, vi dar l'indirizzo. Adesso, per, gli oggetti non lasciano negli immondezzai altro che i loro escrementi, esattamente come le persone...

La Pazza Dov' che volete arrivare?

Il Cenciaiolo Escrementi che puzzano, contessa. Una volta, tutti i rifiuti dell'uomo mandavano un buon profumo. Ci che voi chiamate il cattivo odore d'un immondezzaio la mescolanza degli odori. Sardine, acqua di colonia, iodoformio e crisantemi! questo che vi trae in inganno. Ma noialtri cenciaioli non ci sbagliamo mica. D'inverno, quando c' la neve, e noi cacciamo il naso nella nebbia...

La Pazza Vi domando dov' che volete arrivare.

Il Cantante Diglielo, cenciaiolo, o glielo canto in musica io!

Il Cenciaiolo Voglio arrivare a questo, contessa... pazienza, sputiamo l'osso! A questo voglio arrivare: che il mondo s' messo per una brutta strada.

La Pazza Che cos' questa storia?

Il Cenciaiolo C' un'invasione, contessa. E il mondo, a causa di quest'invasione, non pi bello, non pi felice.

La Pazza Di che invasione mi andate parlando?

Il Cenciaiolo Ecco, voi vivete come in un sogno. Al mattino voi stabilite che gli uomini sono tutti quanti bellissimi e allora anche le due chiappe che il vostro portinaio ha invece della faccia diventano due fresche guance da baciare. Per noi, invece, la cosa diversa. Da dieci anni in qua noi vediamo che questo mondo sta diventando sempre pi brutto, sempre pi cattivo.

La Pazza Volete parlare di quei quattro individui che annegavano Fabrizio?

Il Cenciaiolo Ah! Fossero soltanto quattro! un'invasione, contessa. Una volta, quando si girava per Parigi, la gente che s'incontrava era come noi, era noi. Poteva essere vestita meglio o peggio, poteva essere contenta o ingrugnata, avara o generosa... ma era come noi. Uno era soldato semplice, l'altro colonnello. Ed era la stessa cosa. Ed ecco che, dieci anni fa, un giorno, per strada, il cuore mi ha fatto un salto in petto. In mezzo alla folla dei passanti io vidi un uomo che non aveva nulla di comune con la gente ch'ero solito vedere, un uomo tozzo, panciuto, con l'occhio destro spavaldo, l'occhio sinistro inquieto. Un uomo d'un'altra razza. Camminava al largo eppure in modo strano, minaccioso e allarmato, come avesse ucciso una persona normale per prendere il suo posto. E l'aveva uccisa, effettivamente. L'invasione cominciava. D'allora in poi non passato giorno senza che sparisse una delle mie antiche conoscenze. E il suo posto veniva invariabilmente preso da uno di questi nuovi.

La Pazza Come son fatti, costoro?

Il Cenciaiolo Di fuori sono a capo scoperto e di dentro hanno il cappello in testa. Parlano agli angoli della bocca. Non corrono, non si affrettano mai. Non vi capiter mai di vederne uno sudato. Quando vogliono fumare battono leggermente la sigaretta contro il coperchio dell'astuccio e ne traggono come un lontano brontolio di tuono. Hanno delle pieghe, delle borse sotto gli occhi che noi non abbiamo. Si direbbe che persino i loro peccati mortali sono diversi dai nostri. Hanno le donne che abbiamo noi, ma pi pompose e pi facili. Hanno comprato i manichini delle vetrine, pelliccia compresa, e gli hanno fatto dar la vita, con in pi un supplemento. E queste sono le loro mogli.

La Pazza E che cosa fanno, costoro?

Il Cenciaiolo Non hanno nessun mestiere. Quando s'incontrano, si borbottano qualcosa l'un l'altro e si fanno passare biglietti da cinquemila franchi. Li si pu trovare nei paraggi della Borsa, ma non gridano; accanto agli steccati delle case in demolizione, ma non lavorano; davanti alle ceste di cavoli ai mercati, ma non toccano. Dinanzi ai cinematografi, ma guardano la gente entrare: loro se ne stanno fuori. Una volta le merci, le commedie, avevano l'aria di vendersi da sole, di presentarsi da sole. Ora tutto quel che si mangia, tutto quel che si vede, tutto quel che si fa, dal vino agli spettacoli, sembra sia governato da un parassita che li mette sul marciapiedi e li sorveglia, senza far niente. Questi parassiti sono loro, mia povera contessa. E tutto loro propriet.

La Pazza E allora?

Il Cenciaiolo E allora, il mondo pieno di parassiti. I quali guidano tutto, guastano tutto. Osservate i commercianti: non vi sorridono pi. Non badano pi che a loro. Il macellaio dipende dal parassita dei vitelli, il garagista da quello della benzina, il fruttivendolo da quello dei legumi. Non abbiamo idea di quanto sia diffusa la cosa. Pesci e legumi non sono ancora niente; io, per me, metterei la mano sul fuoco che c' un parassita dei tragopgoni, un parassita dei magnaccia. Domandate a Martial. Lui li conosce. Ogni consumazione ha il suo parassita. Cos ogni cosa rincara. Voi vi bevete il vostro solito vin bianco d'erbe. Pagate venti soldi, di cui due vanno al parassita del vin bianco e due al parassita delle erbe. Personalmente, cara contessa, io preferisco i parassiti veri e dichiarati. A quelli io posso stringere la mano. Quelli almeno corrono qualche rischio e, in fondo, la cosa regolare ed accettabile. Ci son donne che vanno pazze per il loro parassita con la stessa intensit onde il vitello si disinteressa del suo. Scusa, Irma...

Il Cantante Lasciala stare in pace, Irma...

Il Cenciaiolo Ecco qua: l'ho detto. Ora la contessa sa tutto. L'epoca degli schiavi si avvicina. Noi siamo gli ultimi uomini liberi. Ma non ci vorr pi molto. Oggi avete visto le loro quattro brutte facce. Fra non molto il cantante avr da fare i conti col parassita della canzone, e io col parassita della spazzatura. Oppure ci elimineranno.

La Pazza Fabrizio, vero quel che racconta il cenciaiolo?

Pierre ancor peggio, signora.

La Pazza E tu, Irma, lo sapevi.

Irma S, contessa, l'ho saputo dal fattorino. Siamo ad un punto, ormai, in cui bisogna diffidare di tutti e di tutto. Anche delle parole. Mi ha detto che non pu pi accettare scommesse per telefono.

Il Cantante L'aria medesima non pi come una volta, contessa. Se il giocoliere lancia i suoi cerchi di fiamma un poco pi alto del solito, essi si spengono. Sar la benzina.

Il Cenciaiolo C' un parassita dell'ossigeno.

Il Cantante I piccioni vanno a piedi.

La Pazza Sono degli stupidi e voi siete pi stupidi di loro. Perch non mi hai avvisata, Irma?

Irma Che cosa ci avreste potuto fare, voi?

La Pazza E quel che vi far vedere, e questa sera stessa. E voi che cosa avete da lagnarvi? Perch non avete agito? Voi potete tollerare una cosa simile, potete vivere in un mondo dove la gente non felice dal momento in cui si alza a quello in cui va a dormire? Dove nessuno sa pi chi il suo padrone? Siete cos vili? Fabrizio: visto che i vostri carnefici sono colpevoli, non ci rimane che sopprimerli.

Pierre Ma sono troppi, signora.

La Pazza Sono quattro, e noi siamo dieci. E poi la guardia ci dar una mano. Se no, io scrivo al prefetto denunziando l'atteggiamento della polizia.

Irma Sono centinaia e centinaia, contessa. Il sordomuto li conosce tutti. Avrebbero voluto assumerlo. Assumono sordo-muti, sapete, per non essere traditi... Poi l'hanno messo alla porta, probabilmente quando si sono accorti che non era anche cieco... Ecco: adesso recita l'elenco...

(Il sordomuto avvia una mimica particolarmente serrata. Irma interpreta e traduce)

I presidenti del consiglio d'amministrazione; gli amministratori delegati; i prospettori coscienti; i factotum; i segretari generali dei sindacati dell'impresa; i deputati delle Alpi Marittime addetti al bilancio del Marocco; gli espropriatori patentati; il signor Duplat Vergorat, senza professione; il signor X, dell'agenzia di pubblicit, eccetera... eccetera... eccetera...

Pierre Si capiscono l'un l'altro, si sostengono l'un l'altro. Sono legati gli uni agli altri pi solidamente che gli alpinisti in cordata.

La Pazza Benissimo. Questo li perder. Baster attirarli nella stessa trappola tutti in una volta.

La Guardia Impossibile, contessa! Sono diffidentissimi. Noialtri della Sret, ogni volta che ci siamo provati, abbiamo fatto cilecca. Non appena uno li avvicina, ecco che cambiano forma ed aspetto. Uno avvicina l'amministratore delegato e quello ti diventa presidente; uno avvicina il presidente e quello si trasforma in presidente onorario; avvicina il segretario e quello si cambia in deputato, e il deputato al momento buono diventa ministro...

La Pazza Questo che mi state recitando, cara guardia, il duetto di Mireille . Attaccategli un cartellino dietro la schiena, cos non vi sbagliate pi... Dov' quell'accidenti di marmocchio che mi ha appiccicato questo manifesto alle spalle?

Pierre Essi hanno la potenza. Hanno l'oro, e sono avidi.

La Pazza Avidi! In tal caso sono perduti. Se sono avidi sono ingenui. Dov' che si fanno cattivi affari? Negli affari. Ho gi un piano in mente, amici. Stasera, Fabrizio, voi sarete innocente. E la tua aria, giocoliere, torner elastica. E il tuo assenzio, Martial non avr pi parassiti. Tutti al lavoro, avanti. Irma, hai un po' di petrolio?

Irma S, un po' di petrolio puro dentro ce lo devo avere.

La Pazza Puro non lo voglio, e voglio che sia dentro una bottiglia sporca. Voi, cantante, correte in rue du Ranelagh ad avvertire madame Constance...

Un signore Equivoco (che si seduto al tavolo vicino) Ah, s! La pazza di Passy.

La Pazza Chi quell'individuo?

Martial Un essere odioso, contessa. Offre a Irma certe fotografie orribili e chiama pazze le vostre amiche.

La Pazza Correte in rue du Ranelagh ad avvisare madame Constance di trovarsi alle due in rue de Chaillot, non a casa mia, per, ma in quel sotterraneo dove io col permesso del proprietario - vado a far la siesta. Non deve assolutamente mancare! Ditele ch' per una riunione dalla quale dipende la fortuna dell'universo. Madame Constance odia il mondo intero... Verr a spron battuto... E ditele anche che passi parola, senza fallo, a madame Gabrielle...

Il signore Equivoco (sempre sogghignando) Ah, s! La pazza di Saint-Sulpice!

Il Cantante Gli spacco la faccia?

La Pazza No. Lasciategliela stare cos com'. Se gliela spaccate non lo si riconoscerebbe pi. Dovremmo fare delle ricerche. Sapete come si deve fare per farsi aprire da madame Constance? Prima si bussa e poi, per tre volte, si miagola. Sapete miagolare?

Il Cantante Me la cavo meglio ad abbaiare.

La Pazza Cercate di sbrigarvela, comunque. Sarete ricompensato. Credo che madame Constance sappia la Bella Polonaise dalla prima all'ultima parola. Stasera ricordatemi di domandarglielo... Oh, ecco Irma. Attento alla dettatura, sordomuto.

Irma (traducendo la mimica del sordomuto) Vi ascolto...

La Pazza Signor presidente,... o signor direttore, o signor sindaco, cambierete voi secondo le persone.

Irma (traducendo) Si chiamano tutti presidente.

La Pazza Signor presidente, se vorrete aver la bont di farvi convinto dell'esistenza in Chaillot...

Irma (traducendo) De visu...

La Pazza Perch de visu?

Irma (traducendo) Il latino d un tono ufficiale alla comunicazione.

La Pazza E allora vada per il de visu... di importanti sorgenti di petrolio di cui il tampone di ovatta allegato alla presente e imbibito dell'anzidetto liquido vi permetter di giudicare la qualit...

Irma (traducendo) De olfactu...

La Pazza S, effettivamente suona meglio... Venite senza por tempo in mezzo e facendo uso dei pi rapidi mezzi di locomozione a vostre mani, da solo o con i vostri associati e consorti al numero 21 della rue de Chaillot. Irma sar ad attendervi alla porta carraia e vi guider anzitutto...

Irma (traducendo) De pede...

La Pazza Al giacimento stesso e quindi presso la degna persona che ne la sola ed unica proprietaria.

Irma Capito tutto, contessa. Il sordomuto tirer le copie al ciclostile. Io metter un tampone in ogni busta e tutte quante saranno recapitate immediatamente.

La Pazza Quante buste avete, sordomuto?

Irma Trecentocinquanta circa. Le manderemo solo ai capi.

La Pazza Chi le distribuir? Non il sordomuto, mi raccomando! In media gli restituiscono novantanove lettere su cento!

Irma Il fattorino, in motocicletta.

La Pazza Quelle macchine puzzolente? Buona idea! Pu mettere le lettere contro il serbatoio. L'esca sembrer migliore... Vi lascio. Devo prendere per la cerimonia il mantello rosso... Fattorino, il mio boa.

Il Fattorino Quello rubato?

La Pazza S. Quello che il presidente mi ha rubato.

Il Fattorino Non l'ho ritrovato, contessa. Ma mi hanno lasciato un colletto d'ermellino!

La Pazza L'ermellino sta d'incanto con l'iris. Ermellino vero?

Il Fattorino Si direbbe.

La Pazza Portatelo. Voi, Fabrizio, mi riaccompagnerete. S, verrete. Siete ancora pallido. Ho una bottiglia di vecchio Chartreuse. Ne bevo un bicchiere all'anno, e l'anno scorso me ne sono dimenticata. Lo berrete voi.

Pierre Se posso servirvi, signora.

La Pazza Certo, che potete servirmi. Non s'immagina quel che c' da fare in una stanza dove non entrato un uomo da venticinque anni. Scioglierete la catenella della persiana, cos potr finalmente aprirla e vederci chiaro in pieno giorno. Toglierete lo specchio dell'armadio per portarci via quell'orribile figura che mi guarda. Farete scattare la trappola, troppo dura per me e non ho potuto togliervi il topo... E poi c' qualche mosca da ammazzare. Vi occuper per il pomeriggio... A presto, amici. Sar duro e dovremo esserci tutti! Andiamo. (Il fattorino le mette il colletto) Grazie, fattorino. coniglio... Datemi il braccio, Valentin.

Pierre Valentin?

La Pazza Non sentite che suona l'una? All'una, gli uomini si chiamano Valentin.

Pierre Eccovi il braccio, signora.

La Pazza O Valentino. Ed evidentemente non la stessa cosa. Vero, Irma?... Loro possono scegliere...

(Esce... Tutti si sparpagliano... Irma rimane sola).

Irma Mi chiamo Irma Lambert. Detesto quel che brutto, adoro quel che bello. Sono di Fursac, nella Creuse. Detesto i cattivi, adoro la bont. Mio padre era fabbro ferraio, al crocevia. Detesto Boussac, adoro Bourganeuf. Diceva che la mia testa era pi dura della sua incudine. Spesso sogno che ci picchia sopra e ne sprizzano scintille. Ma se fossi stata meno testarda, non avrei lasciato la casa e avuto questa vita meravigliosa. Prima a Guret, dove accendevo la stufa nel liceo delle ragazze. Detesto la sera, adora il mattino. Poi a Dun sull'Auron, ove imbastivo camicie nel laboratorio delle suore. Detesto il diavolo, adoro Dio. Poi qui, dove sono cascatrice, e ho il gioved pomeriggio libero. Adoro la libert, detesto la schiavit. Essere cascatrice a Parigi, ha l'aria di niente. La parola seduce. bella. E sembra tutto. Ma chi ha pi relazioni d'una cascatrice in cucina, sulla terrazza, senza contare che qualche volta faccio anche il guardaroba, e a me le donne non piacciono molto, adoro gli uomini. Ma loro non lo sanno. Non ho mai detto a nessuno di amarlo. Lo dir soltanto a quello che amer veramente. Molti s'indispettiscono del mio silenzio; mi mettono la mano sulla vita, credono che non veda; mi pizzicano, credono che non senta. M'abbracciano nei corridoi, credono che non lo sappia. M'invitano, il gioved, mi portano a casa loro. Mi fanno bere. Detesto il wisky, adoro l'anisetta. Mi trattengono, si sdraiano. Tutto quel che vogliono, ma la mia bocca chiusa. M'ucciderei, prima di dir loro che li amo. Lo capiscono. Non ce n' uno che non mi saluti, dopo, quando mi incontra. Gli uomini detestano la vilt, adorano la dignit. Se rimangono male, peggio per loro, non avevano che da non avvicinarsi a una vera donna, e che cosa penserebbe mai quello che aspetto se sapesse che ho detto... ti amo a quelli che m'han tenuta tra le braccia prima di lui? Dio mio, ho proprio avuto ragione a ostinarmi a far la cascatrice! Perch lui verr, non molto lontano. Assomiglia a quel giovane salvato dalle acque. In ogni modo quando lo vedo le parole mi gonfiano la bocca, quelle parole che gli ripeter senza fermarmi fino alla vecchiaia, senza fermarmi, sia che mi carezzi o che mi batta, che abbia cura di me o mi uccida. Sceglier lui. Adoro la vita. Adoro la morte.

Una Voce Ehi, cascatrice!

Irma (uscendo dal suo sogno) Eccomi!


PARTE SECONDA

(Un sotterraneo ammobiliato uso appartamento in rue de Chaillot. quasi abbandonato. La pazza seduta su una poltrona).

Irma (annunciando) Il fognaiolo, contessa.

La Pazza L'hai trovato! Grazie, mio Dio! Siamo salvi!

(Irma e il sordomuto exeunt, come direbbe quest'ultimo)

Gli stivali in mano, signor fognaiolo?

Il Fognaiolo Per deferenza, contessa.

La Pazza Cortesie americane, signor fognaiolo. Ci sarebbe molto da dirvi su. Adesso gli uomini si scusano quando vi tendono la mano inguantata. Belle pretese da parte loro pensare che la loro pelle sia pi gradevole al tatto di quella di camoscio o di vitello. E inoltre sudano. Mettetevi gli stivali.

Il Fognaiolo Ho i piedi asciutti, contessa. Ma grazie lo stesso.

La Pazza Signor fognaiolo, quanti parigini al vedervi sono turbati! nel vostro regno che gettano scarti e cascami delle loro vite. Non io. Non sono responsabile di una sola delle porcherie che trasportano le vostre fogne. Brucio le mie unghie e ne seppellisco le ceneri. Non mi sorprenderete mai a buttare in uno dei vostri tombini, come ho sorpreso un consigliere di Stato, un'ignobile carta col suo ignobile contenuto. Non ci getto che i miei fiori e prima che appassiscano. Se stamattina avete visto una calla navigare sulle acque del vostro canale, ho buone ragioni per credere che sia il mio. Penso che non sia il caso d'essere pi fieri quando si fanno porcherie al di sotto che quando si fanno al proprio livello, e ho sempre cercato, per quel che mi riguarda, che le fogne siano pulite e olezzanti. E se non si nota, pazienza!

Il Fognaiolo Ma certo che si nota, contessa. Spesso troviamo oggetti che sono stati gettati evidentemente come una gentile attenzione per noi. Uno spazzolino da denti. Una copia di Mon cure

chez les riches . Tutta roba che serve. E grazie per la calla.

La Pazza Domani mattina avrete questo iris. E adesso veniamo ai fatti, signor fognaiolo. Irma vi ha chiamato perch devo farvi due domande.

Il Fognaiolo Ai vostri ordini, contessa.

La Pazza La prima non ha alcuna relazione con il fatto di cui mi sto occupando. pura curiosit. vero che voialtri fognaioli avete un re?

Il Fognaiolo Oh, contessa, questa un'altra delle voci diffamatrici messe in giro dai cantonieri municipali. Non sanno pi che cosa inventare sul nostro conto. Ci vedono circolare sottoterra, capite, e allora ci invidiano: di qui le storie che vengono raccontando su di noi. Dicono che c' una razza di ragazze che non vengono mai alla luce del sole e sono riservate ai soli fognaioli. Anche questa una cosa del tutto falsa perch invece le ragazze risalgono in superficie una volta al mese. E le orge sulle gondole! E i topi che vanno dietro al suono d'un flauto! E le fogne che sono sensibili al levare e al tramontare del sole e che mutano di colore mattino e sera!... In verit che il 14 luglio noi facciamo i fuochi d'artificio lungo i collettori coperti, da Grange Batelire allo scolo di Mnilmontant dove ci sono correnti e cascatelle. Nient'altro. No... Noi siamo piuttosto qualcosa come una democrazia, un'aristocrazia, come si dice, un'oligarchia. D'altra parte, il fatto stesso che celebriamo il 14 luglio sta ad indicare che non possiamo avere alcun re.

La Pazza Nemmeno una regina, allora?

Il Fognaiolo Neanche l'ombra, d'una regina. Quanto poi alla gratuita calunnia mossaci dagli spazzini secondo cui noi faremmo gare di nuoto nelle fogne...

La Pazza Vi credo, signor fognaiolo, vi credo senz'altro. Passo quindi alla mia seconda domanda poich il tempo stringe...

Il Fognaiolo Pu capitare che qualche giornata d'estate, sapete, quando c' la canicola...

La Pazza Vi credo. Vi credo. Vi ricordate che il giorno in cui noi due insieme abbiamo scoperto questo sotterraneo abbandonato, voi mi prometteste di rivelarmi un segreto?

Il Fognaiolo Il segreto per aprire il muro?

La Pazza S. Oggi ne ho bisogno.

Il Fognaiolo Nessuno lo sa, quel segreto, tranne il sottoscritto.

La Pazza Me ne sono accorta. Perch io conosco tre parole che aprono tutto ci che di apribile c' al mondo. Le ho provate e non hanno funzionato.

Il Fognaiolo Ecco il segreto, contessa. Rimanga fra noi. (Esercita una leggera pressione su uno spigolo)

(Un'intera ala di muro gira come sopra un perno rivelando un passaggio che scende quasi a picco).

La Pazza E questa scala dove porta?

Il Fognaiolo In nessun luogo. Dopo sessantasei scalini ci si trova ad un quadrivio di cui ogni strada termina in un vicolo cieco.

La Pazza Scendo a vedere.

Il Fognaiolo Non ve lo consiglio. Gli scalini son fatti in modo che scenderli facilissimo ma risalirli assolutamente impossibile.

La Pazza Voi, per, li avete risaliti.

Il Fognaiolo S, ma ho giurato di non rivelare il trucco.

La Pazza Basta chiamare aiuto.

Il Fognaiolo Beh, certo che nessuno lo impedisce. Ma il fatto che quando l'ala di questo muro torna a posto, dall'altra parte si potrebbero tirare cannonate: nessuno sente pi niente.

La Pazza Benissimo. E dite, non c' mica il caso che nella caverna si possa trovare una sorgente di petrolio ?

Il Fognaiolo Petrolio? No, assolutamente. Neanche una goccia d'acqua. Ci si potrebbe trovare qualche topo da mangiare ma, nel complesso, si finirebbe col morire di fame e di sete.

La Pazza un vero peccato. Mi sarebbe piaciuta una bella sorgente di petrolio, di petrolio puro. O un giacimento di carbone, della miglior qualit, antracite. O un filone d'oro, oro grezzo. O diamanti. Siete ben sicuro che non ci siano diamanti?

Il Fognaiolo N diamanti n funghi. Ho provato a cercarli.

La Pazza Beh, pazienza. E come si fa a chiudere questo lastrone?

Il Fognaiolo Ecco: per aprirlo basta premere tre volte il saliente di questo spigolo. Per chiuderlo si preme tre volte sul bottone di questa scanalatura.

La Pazza E se contemporaneamente io dico le parole che aprono l'apribile, faccio male?

Il Fognaiolo No, no: possono sempre aiutare.

(Entra Irma).

Irma Sono arrivate madame Constance e madame Gabrielle, contessa.

La Pazza Falle scendere.

Il Fognaiolo Cos c' un segreto fra noi due, contessa... Oh! scusate, signora!... (Esce).

(Entrano Constance, la pazza di Passy; e Gabrielle, la pazza di Saint-Sulpice. Constance indossa un abito bianco a volani con un cappello Maria-Antonietta ornato di una veletta viola e solidi stivaletti ad elastico. Gabrielle, con cappello e manicotto foggia 1880, ha un'aria di falsa semplicit ed appare esageratamente imbellettata e leziosa).

Constance Che cosa successo, Aurlie: hanno ritrovato il tuo boa?

Gabrielle Adolphe Bertaut s' finalmente deciso a chiederti in sposa? Ne ero sicura.

Aurlie Buongiorno, Constance. Buongiorno, Gabrielle. Grazie di essere venute.

Gabrielle Inutile che tu gridi cos, Aurlie. Oggi mercoled: uno dei giorni in cui ci sento perfettamente.

Constance No. Oggi gioved.

Gabrielle Bene. Allora parlatemi direttamente in faccia: il giorno in cui ci vedo meglio.

Constance (scostandosi per lasciar passare un cane immaginario) Entra, Dicky, e smettila di abbaiare. Ci rompi i timpani, cosa credi? Adesso vedrai il pi lungo boa e il pi bell'uomo di Parigi.

Aurlie Non del mio boa che si tratta, Constance. E neppure del povero Adolphe. del mondo che si tratta. Mettetevi a sedere e state bene a sentire.

Constance Di quale mondo? Del grande? Del piccolo? Del medio?

Aurlie Non scherzare. La circostanza grave. Si tratta del mondo intero. Noi quattro dobbiamo prendere una decisione che lo potr trasformare e farne un paradiso.

Constance E non si poteva aspettare fino a domani? Stavo lavandomi le pantofole. Zitto, Dicky!

Aurlie No. cosa della massima urgenza. Vi spiegher tutto non appena sar arrivata Josphine. Beh, intanto che aspettiamo possiamo prendere il t.

Gabrielle Ho incontrato Josphine sul suo banco, ai Champs Elyses. Impossibile smuoverla. Poverina: aspetta sempre che Carnot esca.

Aurlie un vero peccato perch Josphine piena di discernimento.

Constance Bene, ti ascoltiamo. Vuoi salire sulle ginocchia di zia Aurlie? S? Su, sali, Dicky, sali.

Aurlie Cara Constance, tu lo sai che ti vogliamo bene e sai anche che vogliamo bene a Dicky. Ma ti ripeto che l'ora troppo grave per queste sciocchezze.

Constance Quali sciocchezze? Che cosa vuoi insinuare?

Aurlie Parlo di Dicky. Sai che qui sempre il benvenuto. Sai che ci facciamo in quattro per riceverlo e trattarlo bene come quando era in vita. un ricordo che nel tuo cervello, ha preso una forma particolare. Noi lo rispettiamo. Ma non intendo che mi salti sulle ginocchia mentre io vi sto per parlare della fine del mondo. Sotto l'armadio c' ancora la sua cuccia: non ha che da andarci... Ed ora, ascoltatemi.

Constance Ah, cos tu sei a questo punto, Aurlie? Al punto in cui sono il mio portinaio e il mio notaio.

Aurlie A che punto il tuo notaio?

Constance Esattamente al punto dove sei tu. Mi trattava da pazza, per via di Dicky. Glie l'ho dovuto portare impagliato per persuaderlo che effettivamente esisteva e chiudergli cos il becco. E tu mi vieni a parlare di salvare il mondo! Questo mondo in cui ogni essere morto o vivo che sia deve fornire l'ignobile prova che il suo corpo non ha affatto bisogno di essere salvato!

Aurlie Non dire parole grosse! Sai meglio di me che, fra noi, il povero piccolo Dicky una convenzione commovente finch vuoi, ma sempre convenzione. D'altra parte, sei tu che lo rendi impossibile. Il mese scorso, quando sei andata da tua nipote e l'hai affidato a me, io e Dicky ci siamo intesi benissimo. Quando non ci sei tu, un cane esemplare. Non abbaia. Non mangia. Quando ci sei tu non si sente pi che lui. Io non me lo prendo sulle ginocchia per tutto l'oro del mondo...

Gabrielle Io invece me lo posso prendere benissimo, Aurlie. Dicky quanto di pi pulito ci sia sulla faccia della terra.

Constance Non mi fare la santarellina, Gabrielle. Sei troppo compiacente per essere onesta. Ci son dei giorni in cui ti comporti come se Dicky fosse davvero con noi, mentre invece io l'ho lasciato a casa. L'abbracci, gli fai un monte di carezzine...

Gabrielle Perch io adoro gli animali.

Constance S, ma non devi accarezzare Dicky quando Dicky non c'. Non sta bene...

Aurlie Gabrielle ha tutti i diritti...

Constance Oh, l, l... Gabrielle ha tutti i diritti. Da quindici giorni, Gabrielle ha il diritto di far intervenire alle nostre riunioni una specie d'invitato del quale non ci ha neppur detto il nome e che, certamente, non esiste altro che nella sua fantasia.

Aurlie Beh, se trovi che questo non un modo d'esistere...

Gabrielle Non sono io che lo faccio intervenire, Constance. Interviene da solo. Si vede che gli siamo simpatiche...

Constance Perch non mi avvisate con un cenno, con un colpetto di tosse quando vi sembra che costui arrivi? Io vi avviso sempre, per Dicky. Eppure Dicky abbaia.

Aurlie Ma senti, dal momento che per te un'illusione... che cosa te ne importa? Stattene zitta... Comincer col...

Constance Un'illusione, sicuro. Il che per non toglie che sia assolutamente insopportabile sentirsi spinta da un'illusione di cui, fra l'altro, non si conosce n il sesso n l'et. Magari un bambino... Io, qualche volta, parlo un poco fuor dai denti...

Gabrielle Non un bambino...

Constance Tanto meglio... E adesso lo vedi, Gabrielle?

Aurlie Ma insomma, vi posso parlare s o no? Facciamo come quella volta, quella riunione in cui si doveva decidere se il gatto di Josphine era o non era da punire e, nonostante tutti i nostri sforzi, non c' stato verso di venire al nocciolo della questione?

Constance E allora veniamo al nocciolo. La mia posizione chiara. Io non ti punir mai, povero piccolo.

Aurlie E adesso si mette pure a piangere. Che donna infernale. colpa sua se non si riesce mai a combinare niente. Asciugati le lacrime. Sta bene. Prender Dicky sulle ginocchia.

Constance No, non ci vuol pi venire. Se io sono infernale, tu sei crudele! Cosa credi, che io non sappia la verit su Dicky? Credi che non preferirei anch'io vedermelo vicino e palpitante? Tu hai Adolphe. Gabrielle ha i canarini. Io ho soltanto Dicky. Credi che mi comporterei in questo modo idiota se il fatto di trattenerlo mentalmente vicino a noi non fosse la sola condizione per la quale Dicky torni davvero di tanto in tanto? E va bene: quest'altra volta lo lascer a casa...

Aurlie Non piantar grane, Constance! Qua, Dicky, qua... Irma adesso ti porta a fare una bella passeggiata.

Constance No, no. inutile. D'altronde io non l'avevo portato. E ho fatto benissimo, con gente come voi.

Aurlie Come ti fa piacere. Ad ogni modo tu, Irma, non te ne andare. Resta qui e sorveglia la porta.

Constance Sorveglia la porta? Mi fai paura. Che cosa succede?

Aurlie Lo sapresti gi, se mi avessi lasciata parlare... Amiche care, da questa mattina, da questa mattina a mezzogiorno in punto...

Constance Ma appassionante!

Aurlie Stai zitta!... Da stamattina a mezzogiorno in punto e grazie ad un giovane annegato... Ah, ora che ci penso! M'avevi ben detto che tu sai tutta la Belle polonaise? .

Constance S, Aurlie.

Aurlie Proprio tutta?

Constance S, Aurlie.

Aurlie Me la potresti cantare anche adesso, cos, su due piedi?

Constance S, Aurlie. Ma mi sembra che adesso sei tu che stai divagando.

Aurlie Hai ragione. Veniamo al fatto. Da questa mattina, dunque, io sono informata d'un orribile complotto. I banditi vogliono distruggere Chaillot.

Constance Tutto qui? Bene: in tal caso tu verrai ad abitare a Passy. Mi sono sempre chiesta perch mai tu ti ostinassi a vivere a Chaillot. il quartiere di Parigi dove, la sera, ci son pi topi di chiavica.

Gabrielle Verrai con me a Saint-Sulpice, Aurlie. In questi giorni la vasca della Fontaine des Ėvques piena di rospi canterini. Una cosa meravigliosa.

Aurlie Ma anche voi siete minacciate come lo sono io, povere pazze! Anche Saint-Sulpice condannato. Anche Passy. E voi correte il rischio di trovarvi senza tetto da un momento all'altro, di dover andar raminghe per Parigi come due vecchie civette.

Constance Perch solo due, scusa. Tu non ci vuoi entrare nel paragone?

Aurlie Come tre vecchie civette, se ci tieni.

Constance Desidero che tu sia sempre corretta, Aurlie.

Gabrielle Non capisco, Aurlie. Perch gli uomini dovrebbero distruggere Saint-Sulpice? In fondo, son loro che l'hanno costruito.

Aurlie chiaro che tu sei cieca quanto sei sorda, Gabrielle. Perch, se cos non fosse, avresti visto che questi uomini che si danno tante arie di costruttori, in fondo in fondo sono segretamente votati alla distruzione. Il pi nuovo dei loro edifici non che il manichino d'una rovina. Guarda i nostri consiglieri municipali e i loro impresari. Tutto quel che costruiscono come muratori lo demoliscono come franchi-muratori. Costruiscono banchine distruggendo rive - pensa alla Senna - costruiscono citt distruggendo la campagna - pensa al Pr-aux-Cleres - costruiscono il palazzo di Chaillot distruggendo il Trocadro. Dicono che dnno l'intonaco ad una casa: nient'affatto, io sono stata ad osservarli. Usano le loro spatole, i loro raschiatoi soltanto per farsi largo. L'occupazione dell'umanit niente altro che un'impresa universale di demolizione. Parlo dell'umanit maschile, beninteso.

Gabrielle Oh, Aurlie!

Constance Perch hai pronunziato quella parola? Sai bene che Gabrielle non la sopporta.

Aurlie Cerca di spiegargliela.

Constance Non vorrai mica alle volte che racconti la mia notte di nozze a Gabrielle ch' signorina!

Aurlie Ne sa almeno quanto te. Non dimenticare che ha dei canarini.

Gabrielle Ti trovo ben ingiusta nei riguardi dell'uomo, Aurlie. L'uomo grande, l'uomo bello, l'uomo leale. Personalmente, io non mi sono mai voluta sposare, ma tutte le mie amiche mi hanno parlato della tenerezza e della nobilt del matrimonio. Pensa che il marito di Berthe Carassut sa persino rammendare.

Aurlie Povera anima! Fino a stamattina la pensavo anch'io come te, ma il cenciaiolo mi ha aperto gli occhi. Gli uomini stanno semplicemente per mutarsi in animali ingordi. Non hanno neanche pi la forza di dissimulare. Una volta, pi uno era affamato e pi indugiava a buttarsi sulla minestra. Pi uno era pressato dal bisogno urgente d'appartarsi e pi resisteva stoicamente sorridendo... Scusa, Gabrielle! Quand'ero giovane io ci si divertiva a resistere cos, sorridendo, per ore intiere. Adesso, vedi la gente che entra al ristorante con l'aria d'un orco. Dal macellaio, sembrano tigri. Li vedi dal lattaio e ti sembra che stiano per mettersi a poppare da un momento all'altro. Dal fruttivendolo diventano ansiosi come conigli in attesa del pasto. Si cambieranno in bestie, non c' niente da fare... Una volta vi prendevano la mano con deferenza; guardali adesso: ti allungano una zampa.

Constance Ti darebbe tanto fastidio se gli uomini diventassero bestie tutti quanti? Io ne sarei entusiasta.

Aurlie Oh, non faccio fatica ad immaginare te. Staresti mica male, come coniglia.

Constance Perch coniglia? Io resterei come sono.

Gabrielle Uomini e donne sono una razza sola, Constance. Noi cambieremmo con loro.

Constance Ma a che cosa servirebbe? Se fossimo giovani, capirei. Per la riproduzione... Ti rinnovo le mie scuse, Gabrielle! Ma se posso ancora avere un avvenire come vecchia signora, come vecchia coniglia credo proprio di non poter pi avere alcuna speranza. D'altra parte non vedo perch mio marito, se fosse ancor vivo, dovrebbe cambiarsi proprio in un coniglio.

Aurlie Non ti ricordi come aveva gli incisivi? Non si vedevano che quelli.

Constance Sai benissimo che non mi ricordo pi assolutamente nulla di Ottavio. inutile che tu insista.

Aurlie E quando sgranocchiava i suoi sedanucci?

Constance Di Ottavio non mi ricordo proprio nulla. Ricordo benissimo, invece, mia cognata e la dentiera di mia cognata. E ricordo anche perfettamente i denti di sua figlia che si chiamava Chiose e non faceva altro che ridere. Ma d'Ottavio, niente. Ci sono dei giorni, nella vita, che sono come pozzi di oblio. Probabilmente in uno di quei giorni io ho pensato troppo a lui. E devo averlo lasciato cadere dentro. Tanto sono chiari i miei ricordi di quella mattinata con pap Lacordaire...

Aurlie Certo... certo... Allora, vado avanti...

Constance Come sarebbe a dire, certo... certo. Forse che, alla Tuileries, pap Lacordaire non mi ha presa fra le braccia, forse che non mi ha baciata?

Aurlie Guardami bene negli occhi, Constance, e confessa lealmente a Gabrielle e a me, una volta per tutte, se la storia di pap Lacordaire te l'hanno raccontata, o se proprio proprio te la ricordi.

Constance Adesso tu m'insulti!

Aurlie Dopo, ti promettiamo di crederci parola per parola - non vero, Gabrielle? - ma, quanto meno, avremo saputo la verit.

Constance Venire a dire a me che i miei ricordi m'ingannano come venire a dire a te che le tue perle sono false.

Aurlie Sono false. Anzi, lo erano.

Constance Non parlo di quello che sono stata ma di quello che sono adesso. Sono vere, le tue perle, s o no?

Aurlie Non vorrai mica metterti a fare il confronto fra le perle e i ricordi? Lo sanno tutti che le perle al contatto della pelle di chi le porta, a poco a poco diventano perle vere. Ma non ho mai sentito dire che un ricordo falso diventi realt, neanche nel cervello d'una testarda come te.

Constance Stai diventando tirannica, Aurlie! Gabrielle ha ragione. Uomini veramente buoni ce ne sono ancora. E se tu non sei capace di riconoscerli lasciaci stare. C' un vecchio senatore, in rue de Tournon, che saluta Gabrielle tutti i giorni.

Gabrielle vero. Spinge una carrozzella per bambini vuota, e mi saluta.

Aurlie Beh, adesso non stiamo a perder tempo. Andiamo avanti. Dunque, tutto ci che prodotto da questi uomini di second'ordine, roba di secondo ordine. Non fabbricano pi l'autentica cipria d'amido. Fabbricano il talco, all'americana. Se non avessi ancora la provvista che mi son fatta nel 1914 mi vedrei costretta ad applicarmi in viso la roba che si d sul culetto dei bambini. I denti finti non sono pi veri denti. Sono di cemento: come se ci selciassero la bocca. tutto cos. E, come vi potete facilmente immaginare, come fanno per i prodotti, cos fanno per i sentimenti. Io non oso chiedermi che cosa possono avere al posto della sincerit, delle fede, della generosit. Al posto dell'amore. Io scongiuro Gabrielle di non rispondere ai saluti del senatore con la carrozzella. Ha un bell'essere l'ultimo degli uomini che portino il cappello: fremo al pensiero di che cosa le pu riservare.

Gabrielle d'una correttezza estrema, ti assicuro... Alle volte, per salutarmi, mette persino il ginocchio a terra.

Aurlie Te lo raccomando. 1 tipi di quel genere, quando ci si mettono, sono proprio i pi sfrenati. Ti far calzare un paio di stivaloni alla scudiera, e ti canter chiss che indecenza danzando il can-can attorno al tuo corpo. Se non uno dei tuoi giorni di sordit, io tremo gi solo a pensarci. Gli uomini non hanno pi educazione. Al caff richiedono a gran voce lo stuzzicadenti. E lo usano senza discrezione, amiche care. L'ho visti io: e si cavano dai denti pezzi cos di bue, pezzi cos di cipolla. Figurarsi che cosa farebbero con uno spazza-orecchi. E, allo stesso modo, non c' pi dignit civica. Non ci sono pi farmacie: ci sono solo pi drogherie. Cos come invece di drogherie adesso ci sono magazzini. E provate a passare davanti al vecchio maneggio di Montaigne dove, pure, c' ancora qualche cavallo. Sentirete puzzo di benzina invece che di letame.

Constance Scusa tanto, sai : ma i salumai hanno ancora i loro tendaggi dipinti. E li conservano.

Gabrielle S, Constance. Ma vanno scomparendo. Quello della rue des Quatre-Vents non ce l'ha pi. Te li ricordi i dodici cinghialini che poppavano la loro madre sulle rive dello stagno sotto la luna, e il cinghiale maschio che stava a guardare la scenetta? Bene: non ci sono pi. Al loro posto, adesso, c' un tendone in tinta unita con qualche festoncino e le iniziali del salumaio.

Aurlie Non t'affaticare a rispondere a Constance, Gabrielle. cosiffatta, lei, che pi la pensa come noi e pi discute.

Constance Come sarebbe a dire, che la penso come voi?

Aurlie Come si comporta con te il droghiere quando urbanamente, gli chiedi una scatola di vera cipria d'amido?

Constance Come si comporta con te: mi mette fuori.

Aurlie E quando passa un funerale, quali sono le uniche persone del corteo funebre che, secondo te, sanno stare al loro posto con convenienza e dignit?

Constance Beh, presto detto. Secondo me, sono i beccamorti.

Aurlie Che cosa ti dice il fattorino del tram se non hai subito pronti gli spiccioli!

Constance Mi salta agli occhi, come direbbe Gabrielle.

Gabrielle Oh, Constance!

Aurlie Perch ti barrichi in camera tua e costringi le tue amiche a miagolare tre volte per farsi aprire? Fra parentesi, dev'essere uno spasso sentire me e Gabrielle che facciamo il verso al gatto davanti alla tua porta, ogni volta che ti veniamo a trovare.

Constance Basterebbe che non miagolaste tutt'e due insieme. Fate un chiasso d'inferno! Una sarebbe pi che sufficiente... perch ci sono gli assassini in giro.

Aurlie Non capisco che cosa possa impedire agli assassini di miagolare. Ma perch ci sono gli assassini in giro?

Constance Perch ci sono i ladri...

Aurlie E perch ci sono i ladri? Perch ci sono solo quasi pi ladri in giro?

Constance Perch il danaro il re del mondo.

Aurlie Finalmente. L'hai detto. Ora ci siamo. Perch viviamo sotto l'imperio del Vitello d'Oro. Scusami Gabrielle, se mi esprimo con quest'orribile termine. Ma il fatto che gli uomini d'oggi adorano effettivamente il Vitello d'Oro...

Gabrielle spaventoso... E... lo sanno questo... le autorit costituite?

Aurlie Ma quanto sei cara! Le autorit costituite li proteggono. Ho parlato poco fa con un giovanotto il quale, appunto, mi spiegava come i ministri trovino veritiere soltanto le parole di quelli che hanno quattrini. Come chi dicesse che la verit proporzionata ai biglietti di banca che uno possiede. Credo che adesso cominciate a capire per quale ragione vi ho riunite qui. giunto per noi il momento di agire. Per ricondurre il mondo alla ragione possiamo soltanto pi contare sopra gente come noi. Tu hai una proposta da fare, Constance?

Constance Una proposta ce l'avrei. Si potrebbe provare.

Aurlie Intendi la lettera al presidente del consiglio ?

Constance E perch no? Finora mi ha sempre dato ascolto.

Aurlie E ti risponde?

Constance Non necessario che mi risponda: basta che ascolti quel che gli dico io. Possiamo avvertirlo per telegramma. Fu appunto con un telegramma che io gli feci sapere che il postino non aveva il frigidaire. Glie ne fece aver uno in due giorni.

Aurlie E ti ha dato ascolto quando gli hai scritto che bisognava conquistare il Lussemburgo.

Constance L'ho poi saputo dopo: in quei giorni era occupatissimo.

Aurlie Gi. Magari sar occupatissimo anche adesso, con questa faccenda dei quattrini... Tu, Gabrielle, che cosa proponi?

Constance La conosci, Gabrielle. Ti proporr di sentire che cosa dicono le sue voci.

Gabrielle Proprio cos. Io sento che cosa dicono le mie voci e poi questa sera ci ritroviamo e ve lo comunico.

Aurlie Non possiamo aspettare fino a stasera. E comunque le voci di Gabrielle non sono mai state vere voci.

Gabrielle Ma Aurlie, come ti permetti?

Aurlie Carte in tavola: da dove ti vengono quelle voci? Dalla macchina da cucire, no?

Gabrielle Dallo scaldino. Mi piace di pi... Comunque, per il momento, sono tutt'altro che incoraggianti. Ieri mi hanno ripetuto tutto il giorno di rimettere in libert i miei canarini... Lasciali liberi... lasciali liberi... E quel che dicevano stamattina mi fa venire in mente le rivelazioni di Aurlie: Parigi... angoscia! Parigi... Angoscia!

Constance E li hai messi in libert?

Gabrielle S. Ma non vogliono uscire dalla gabbia. Eppure gli ho lasciato lo sportello aperto.

Aurlie Queste non si possono chiamare voci. Gli oggetti parlanti sono una cosa assolutamente normale. il principio dei dischi del grammofono. Gli uomini hanno parlato tanto dinanzi a queste cose che per forza ne deve uscire un'eco. Ma da produrre un'eco a dare un consiglio ce ne corre. No. La soluzione molto pi semplice. E non dipende che da noi.

Constance Naturalmente. Quando ci fai l'onore di chiedere il nostro parere, segno che hai gi preso la tua decisione.

Aurlie Esatto, hai indovinato. Ho un progetto in mente, infatti. Prima di tutto bisognava identificare i responsabili del male. E, da stamattina, io li ho identificati.

Constance Chi sono?

Aurlie Non ha importanza. Il sordomuto m'ha dato i loro nomi e le loro qualifiche al completo. Si tratterebbe soltanto di riunirli tutti quanti nello stesso posto.

Constance Di farli alzare, vuoi dire? Come le quaglie?

Aurlie Come le quaglie, proprio. Ho gli indirizzi di tutti quanti. Ed ho anche trovato il cane che li far alzare. Fra un quarto d'ora li avremo qui tutti, non uno escluso.

Gabrielle Oh, Signore! E che farai di loro?

Aurlie appunto per questo che vi ho riunite qui, amiche care. Stammi a sentire, Constance. Fai bene attenzione, Gabrielle. Coloro che affamano la terra, che ci rubano i boa, che preparano la guerra, che prendono percentuali, che ottengono cariche senza averne i titoli, che corrompono i giovani, saranno qui radunati, in questa sala. Noi, abbiamo il diritto di eliminarli in massa? Questo il punto. Se voi siete d'accordo, io lo posso fare.

Gabrielle Vuoi dire che li puoi ammazzare tutti?

Aurlie Posso farli scomparire per sempre da questo mondo.

Constance Le intenzioni sono buone. Ma abbiamo il diritto di fare una cosa simile? Dovresti domandarlo prima al tuo confessore.

Aurlie Una volta che gli confessai la voglia che avevo di togliere di mezzo tutti i cattivi, l'abate Bridet mi disse: Non privatevi di questo piacere, figlia mia. E quando vi sarete decisa, ditemelo: vi prester la mascella d'asino di Sansone.

Constance L'avr detto per dire. Ma veniamo al sodo. Come te la caveresti praticamente?

Aurlie Questo il mio segreto.

Constance Ammazzarli facile. Ma indispensabile farli morire d'una morte che non lasci traccia. Anche se tu, putacaso, disponessi d'un forno elettrico o di una piscina di acido cloridrico, non bisogna credere che quelli ci si lascerebbero metter dentro senza opporre resistenza. Non c' nulla al mondo pi coriaceo dell'uomo. E quelli si dibatterebbero come diavoli.

Aurlie Lascia fare a me.

Constance Nel peggior dei casi, quando ci si accorger della loro scomparsa, noi rischiamo di prenderci una multa. Che peccato che non ci sia Josphine! Lei, sapete, cugina per via di donne con l'avvocato Lachaud. E quindi sa mezzo codice a memoria.

Aurlie Non se ne accorger nessuno. I giorni in cui il tuo erpete va in suppurazione, tu urli come una gazza. Quando non ce l'hai pi, ci pensi, per caso? Il male del mondo come il male della gente. Quando non ci sar pi, non ci si creder pi. Non si avranno pi varici all'anima n soffi al cuore, saremo buoni, decenti, onesti, il cielo sar puro, e basta. E nessuno mi sar riconoscente, proprio come te con l'inventore del balsamo contro l'erpete. Scommetto che non gli hai mai scritto.

Gabrielle Pensateci bene! La morte non uno scherzo!

Aurlie La morte vale quel che vale la vita del morto. La morte d'un mascalzone non nulla.

Gabrielle Segnarli col ferro rovente, tagliargli un orecchio, passi! Ma ucciderli, molto!

Aurlie E con che cosa li segneresti? Con lo stampo dei biscotti? No, amiche mie. C' un solo rimedio, la morte. Sei d'accordo, Constance?

Constance Una domanda, prima. C' o non c', Gabrielle?

Aurlie Cosa ti prende?

Constance Sto chiedendo a Gabrielle se in questo momento vede quel tale che le fa visita.

Gabrielle Non sono autorizzata a dirvelo!

Constance Vedete, ne ero certa! Da qualche minuto chiacchieravi, facevi un sacco di moine. Ma non ci guadagni, credimi, sei molto pi seducente quando ti comporti con semplicit!

Aurlie E cosa te ne importa, se lo vede?

Constance M'importa tanto che non dir pi una parola. Credevo fosse convenuto che nelle nostre riunioni saremmo tra di noi e che ciascuno avrebbe lasciato le sue simpatie e le sue visite private a casa.

Aurlie Ma tu porti Dicky!

Constance Non c' il minimo rapporto. Comunque, io mi rifiuto di prendere una decisione cosi grave come quella di sottoscrivere la sentenza di morte, fosse pure d'una persona sola, davanti a un terzo che ci ascolta, anche se non esiste.

Gabrielle Non sei gentile, Constance.

Aurlie Ma stai diventando pazza? Possibile che tu sia cos piccina di mente da credere sul serio che quando siamo fra di noi, come tu dici, siamo proprio sole? Possibile che tu ci creda infelici e ingrate al punto che, di tutti i milioni di creature umane desiderose di conversazione e di amicizia, d'illusione o d'altro, non una voglia intrattenersi con noi?... E d'altra parte, cara Constance, devo dirti che scendi immensamente nella mia stima se non parli sempre come se l'universo intero fosse ad ascoltarti, l'universo delle persone reali e quello degli altri. Sarebbe un'ipocrisia senza limiti.

Gabrielle Brava, Aurlie!

Constance Aurlie, tu sai benissimo...

Aurlie Io so soltanto che ogni nostra riunione per loro come un richiamo. come dir loro che in questo caos, in questa buffonata ch' il mondo, c' ancora un piccolo cerchio dov'essi possono essere i benvenuti e dove possono stare in pace. Ed essi lo sanno benissimo, e ne approfittano. Non gli capita mica tutti i giorni di potersi pagare una vecchia picchiatella che li diverta con le storie di Dicky. Ma tu fingi di non accorgertene. Per te, noialtre siamo sole. Mani invisibili ci toccano le mani, ci sfiorano i capelli, ti fanno andare la parrucca per traverso e, per te, noialtre siamo sole. Quando abbiamo caldo la finestra si apre da sola, io trovo nella credenza un piatto di ottima pietanza che prima non c'era e, nossignora, noi siamo sole. L'altro giorno, quando tu hai cantato Colinette , una voce s' alzata ad accompagnarti nel duetto. Ma no: noi siamo sole.

Constance Aurlie, tu sai benissimo che a casa mia...

Aurlie A casa tua, a casa tua... a casa tua! e qui noi Sempre la tua vanit! A casa tua, secondo te, ce n' tanti che si sprecano: naturale. Ebbene, tu non solo sei una visionaria, ma sei una visionaria miope. Ma guarda un po'. Basta che il pavimento di casa tua scricchioli che subito fantastichi di vederli danzare con la Taglioni in testa. Basta che veda nello specchio l'immagine di te stessa in camicia da notte e riconosci Lacordaire. Capita che tu dimentichi un cartoccio di prugne secche in un cassetto e, l!, quando lo ritrovi affermi ch' il loro regalo per il tuo compleanno. Mi spiace per Gabrielle che il suo visitatore assista a questa scena ma era un po' che inghiottivo, inghiottivo in silenzio... E adesso sono scoppiata.

Gabrielle Se n' andato.

Aurlie Oh, e adesso sei soddisfatta? Adesso che siamo proprio sole puoi anche rispondere: sei d'accordo s o no?

Constance Perch chiedi il mio parere se mi disprezzi tanto?

Aurlie Te lo dico subito. E ti dir anche perch d sempre a te la parte migliore della torta, il miele pi zuccherino. Tanto peggio se, dopo, mi farai il broncio. perch, quando vieni a trovarmi, non con Dicky che ti vedo entrare. Non ridere: ti assicuro che vero. con un'altra Constance che ti rassomiglia come una sorella con la differenza che lei giovane e bella, che non si caccia avanti come fai tu, che si siede, discretamente nella penombra e mi guarda con tenerezza. Il giorno che tu venissi da sola non ti aprirei neanche. Ed a questa Constance cos dolce che io offro i dolci di cui t'ingozzi, ed il parere di quest'angelo che io ti prego di dirmi con la tua voce da cornacchia.

Constance Addio. Me ne vado...

Aurlie Mettiti a sedere. Ho bisogno che l'altra rimanga...

Constance Non ci pensare nemmeno. Tu sei stata troppo ingiusta: me la porto via... Addio!

Irma (annunciando) Madame Josphine!

Gabrielle Siamo salve!

(Josphine, la pazza della Concorde, entra maestosamente nei suoi pomposi paludamenti fra il cardinalizio e la Fallires. In capo, ha una charlotte bianca).

Josphine Amiche mie care...

Aurlie Josphine, l'uscita di Carnot ce la racconterai un'altra volta. Adesso il tempo stringe.

Josphine Hai ragione. Non uscito, infatti.

Aurlie Gi. Dal momento che stato assassinato nel giugno 1893, a Lione, da Caserio, rischi di dover aspettare un bel po'.

Josphine (mettendosi a sedere) Beh, se credi che non lo sappia anch'io! E che cosa c'entra questo con la sua uscita, scusa? Caserio stato ghigliottinato, no?, eppure ogni luned se la passeggia davanti al Marigny.

Aurlie Quanto dev'essere grande la stima che abbiamo per il tuo discernimento, Josphine, per passare sopra questa stravaganza e chiederti un consiglio! Stai a sentire; ecco qua, in due parole, di che cosa si tratta: i tuoi rapporti di parentela con l'avvocato Lachaud ti qualificano a rispondere. Dunque: riuniti in questa stanza ci sono tutti i criminali del mondo. Tu hai il mezzo di farli sparire per sempre. Ne hai il diritto?

Josphine Certo che ne ho il diritto. Perch no!

Aurlie Bene!

Gabrielle Oh, Josphine, tanta gente cos!

Josphine Tanta gente cos! appunto in questo che sta il gusto della faccenda. Quando si distrugge bisogna distruggere in massa. Guarda gli arcangeli. Guarda i soldati. Pensa ai precedenti che ci sono in materia di distruzione. Senza risalire fino al diluvio universale, io che sono di Poitiers ti posso dire che, appunto in quella citt, Carlo Martello ha radunato tutti gli Arabi e li ha massacrati. cos che si fanno le battaglie. Uno raduna tutti i suoi nemici in un posto e li massacra. Se uno li dovesse ammazzare individualmente andandoli a cercare in seno alla loro famiglia o nel loro luogo di lavoro, credo che lascerebbe perdere. Molti si domandano perch hanno inventato il servizio militare: proprio per questo. Non ci avevo mai pensato prima neanch'io, ma mi sembra un'eccellente idea. Mi congratulo con Aurlie.

Gabrielle E allora sta bene. D'accordo.

Josphine Non potresti aspettare fino a domani, Aurlie? Farei in modo di portarti anche il fruttivendolo della rue du Cirque. M'ha trattata in un modo che non ti dico.

Aurlie Mi spiace. Ormai tutto pronto.

Josphine Bene, allora - prima di procedere -non c' che una condizione. Ma assoluta. Dov' il loro avvocato?

Aurlie Il loro avvocato?

Josphine La persona scelta per la loro difesa, colui che cercher di dimostrare che sono innocenti. La legge parla chiaro. Non si pu emettere alcuna sentenza se prima non ha parlato l'avvocato difensore.

Aurlie Ma ti giuro che sono colpevoli.

Josphine Tutti gli accusati hanno il diritto di difendersi, Aurlie. Anche gli animali. Ricordati il cane di Montargis. Prima del diluvio, il Signore ha lasciato che No difendesse la causa degli uomini. Sembra che il poveretto balbettasse: dal che si spiega il risultato. Caserio stato difeso dall'avvocato Lebicat. Splendida difesa. E il risultato stato lo stesso. Come vedi, non corri assolutamente nessun rischio.

Aurlie Non voglio metterli in guardia! Al minimo sospetto quelli scompaiono per sempre.

Josphine E allora nomina un avvocato d'ufficio che parli in loro assenza. Se ti convince, bene. E se non ti convince li condanni in contumacia.

Aurlie Ma io non conosco nessun avvocato.

Josphine Lebicat morto: durante un'arringa inghiott senz'accorgersene una bottiglietta d'acqua di Evian. Questo ti dar un'idea della sua foga. Io, quando ho avuto quelle storie per il caminetto che and a fuoco, mi rivolsi a un tale che si chiamava Pdouze. Credo che potr andare benissimo anche per loro. Me, mi ha fatto condannare al pagamento delle spese nonostante che avessero testimoniato tutti in mio favore, compreso il proprietario del caminetto. Potrei andartelo a cercare. E poi ci sarebbe sempre mio cugino Lachaud...

Aurlie Abbiamo solo dieci minuti di tempo, Josphine, solo dieci minuti.

Constance Grvy morto anche lui...

Aurlie Beh, se adesso ti metti a far morire i presidenti della Repubblica davanti a Josphine non la finiremo pi di discutere.

Gabrielle Josphine, eccoli che arrivano! Eccoli che arrivano!

Josphine E allora prendi come avvocato difensore il primo che passa. La difesa come il battesimo: indispensabile, ma la pu amministrare chiunque. Persino un balbuziente, come ti ho detto L'avvocato di Landru era un nano. Quando ha cominciato la sua arringa, il presidente Bavelle gli ha osservato: avvocato Bertet, le arringhe si tengono stando in piedi. La risata che s' fatto Landru. Di' a Irma che porti il primo che passa.

(Irma entra).

Aurlie Chi c' in strada, Irma?

Irma Solo la guardia, contessa. La guardia e i nostri amici. Temono che possa succedere qualcosa e sono venuti per darti eventualmente una mano.

Josphine Bisogna escludere la guardia. Ha prestato un giuramento e quindi non pu assumere la difesa.

Gabrielle E anche il sordomuto, credo. Si potrebbe invalidare la sentenza.

Aurlie C' il cenciaiolo, quello che parlava tanto stamattina?

Irma C'. E parla ancora. Non si sente che la sua voce.

Aurlie Fa venir qui il cenciaiolo. (Irma esce).

Constance Ma non pericoloso affidare la difesa di tutti quei ricchi a un semplice cenciaiolo?

Josphine No, non si poteva scegliere meglio. Il miglior difensore d'un assassino proprio l'uomo che non ammazzerebbe una mosca. Il pi efficace difensore d'un ladro il pi onesto degli uomini. Il difensore del satiro Solleilland fu l'avvocato Perruche. Il quale era vergine. L'ha fatto assolvere.

Aurlie Ma noi non vogliamo che siano assolti!

Josphine La giustizia in marcia. Non c' pi niente da fare.

(Entra il cenciaiolo, accompagnato da Irma. Dietro di lui seguono le altre comparse, il giocoliere, il merciaiolo, eccetera).

Il Cenciaiolo Salve, contessa... Signore, i complimenti d'uso...

Aurlie Signor cenciaiolo, Irma vi ha gi informato?...

Il Cenciaiolo S, contessa. Io dovrei difendere lo sfruttatore, il banchiere.

Josphine E lo conoscete abbastanza per assumerne le difese?

Il Cenciaiolo Per tre anni consecutivi ho passato tutte le mattine davanti alla casa di Basilio Zaharov. Se lo conosco! Nell'immondezzaio non trovavo altro che fiori. Personalmente non l'ho mai visto ma ricordo fiori rossi che stavano alle finestre della sua casa. Perdio, se lo conosco! Non so il nome di quei fiori, ma me li vedo ancora davanti agli occhi!

Constance Gerani.

Il Cenciaiolo Pu darsi.

Constance una delle attenuanti della gente troppo ricca: i ricchi adorano i fiori.

Josphine Non suggerire argomenti alla difesa, Constance.

Aurlie Non la fate un po' controvoglia la difesa di questi banditi?

Il Cenciaiolo Vi propongo un trucchetto che semplificherebbe ogni cosa...

Aurlie Prendi la direzione del dibattito, Josphine.

Il Cenciaiolo Ecco: invece di parlare come avvocato, io parlerei direttamente come sfruttatore. Avrei pi efficacia. Pi convinzione.

Aurlie Ma nient'affatto, neanche per idea.

Josphine Molto logico. La proposta accolta.

Il Cenciaiolo A quanto diciamo che ammonta il mio patrimonio?

Aurlie Fate voi. Mettiamo dieci miliardi.

Il Cenciaiolo Ho rubato? Ho ucciso?

Aurlie Capacissimo.

Il Cenciaiolo Ho moglie?

Aurlie Due, come loro.

Il Cenciaiolo Meglio, mi trovo pi a mio agio. Avanti!

Gabrielle Una tazza di t, avvocato?

Il Cenciaiolo buono, questo t?

Constance Ottimo per la voce. I russi non bevono altro che t. E al mondo non c' nessuno pi chiacchierone dei russi.

Il Cenciaiolo E allora, vada per il t.

Josphine Avvicinatevi pure, voialtri. L'udienza pubblica. Prestami il campanello, Aurlie...

Aurlie Ma... e se dovessi chiamare Irma?

Josphine Irma rester vicino a me. Se hai bisogno di lei, la faremo chiamare da sola. (Fa squillare il campanello) L'udienza aperta. Prestate giuramento.

Il Cenciaiolo Giuro di dire la verit, tutta la verit, nient'altro che la verit.

Josphine Che diavolo andate dicendo? Mica siete un testimonio, voi. Voi siete l'avvocato! Voi, anzi, avete il dovere di far appello a tutti gli imbrogli possibili e immaginabili per difendere il vostro cliente. Avete il diritto di calunniare. Di mentire.

Il Cenciaiolo Ah! Va bene. Ho capito. Giuro.

Il Giocoliere Far uso di quel diritto, signora, vedrete. Come cavadenti, ve lo raccomando!

Il Merciaiolo bugiardo come lui solo. Ha proposto a Irma di sposarlo, ed gi sposato, sposatissimo.

Il Cenciaiolo Beh, posso sempre divorziare. Se la cancelleria del tribunale non mi chiedesse di sborsare quarantacinque franchi di carta da bollo...

Josphine (facendo squillare il campanello) Silenzio!...

Il Cenciaiolo Comunque, se c' qualcuno che ha diritto all'assistenza giudiziaria...

Josphine Vi stiamo ad ascoltare...

Il Cenciaiolo Signore, davanti a questo pubblico colto ed elegante...

Josphine Lasciamo andare le piaggerie. Che cosa c', Gabrielle?

Gabrielle E sant'Ivo? Perch, prima di cominciare, non invoca sant'Ivo?

Il Cenciaiolo Sant'Ivo? E perch dovrei invocare sant'Ivo?

Gabrielle Perch sant'Ivo il patrono degli avvocati. Dovreste leggere la sua vita. Non sapete che rischiate d'uscire di qui con la lingua paralizzata?

Il Giocoliere Oh, quello non rischia niente, signora.

Josphine Nelle cause civili, l'invocazione facoltativa, Gabrielle. Comincia pure ad interrogare, Aurlie.

Aurlie Signor cenciaiolo! Oh, pardon! Vi devo chiamare presidente, non vero? l'appellativo generico.

Il Cenciaiolo Come vi par meglio, contessa...

Aurlie Presidente, sapete di che cos' che vi si accusa?

Il Cenciaiolo Non ne ho la pi piccola idea. La mia vita integra, i miei costumi sono puri, le mie mani sono pulite.

Il Merciaiolo Niente nelle mani. Niente nelle tasche. tutto lui.

Aurlie Mentite spudoratamente.

Constance Non hai il diritto di ingiuriarlo. Lui mente solo per obbedirti.

Aurlie Stai zitta, tu. Tu non capisci niente... Voi siete accusato di adorare il danaro.

Il Cenciaiolo Adorare il danaro! Oh, Signore Iddio! Adoro l'orgia, mi ci voltolo dentro, adoro le case da gioco, adoro i gerani. Ma non il danaro.

Aurlie I gerani! Vedi adesso, Constance, quanto sei stata stupida? Lui si procura le circostanze attenuanti, con i tuoi fiori.

Josphine Non divaghiamo. Rispondete a tono!

Il Cenciaiolo Certo che rispondo a tono. Signore, dinanzi a questo pubblico colto ed elegante...

Aurlie Adorate il danaro? S o no?

Il Cenciaiolo Il danaro, contessa? Ma se il danaro, ahim, che mi adora! il danaro che mi venuto a cercare nel seno d'una onesta famiglia del Pr-Saint-Gervais facendosi trovare in un lingotto d'oro da dieci chili in un immondezzaio. Io non lo cercavo affatto, giuro. Avrei preferito metter la mano su un paio di vecchie suole da scarpe. stato il danaro che, quando con quel lingotto ho acquistato la striscia fabbricabile di Kremlin-Bictre, ha fatto salire i miei terreni da cinque a mille franchi. ancora il danaro che, quando li ho rivenduti, mi ha persuaso a comprare gli zuccherifici del Nord, il Bon March e il Creusot. Danaro equivalente di furto, d'intrigo: cose che io odio dal profondo del mio cuore, cose che evito quanto pi posso. Ma il danaro le ama. E bisogna proprio credere che vi siano in me le qualit che l'attirano. Io non amo la distinzione: io sono volgare. Non amo l'intelligenza: io sono un cretino. Non amo le creature appassionate: io sono un egoista. Ragion per cui non mi ha pi lasciato: cos che sono arrivato al quarantesimo miliardo. Non mi lascer pi. Io sono il ricco ideale. Non che sia orgoglioso di me stesso: ma lo sono.

Aurlie A meraviglia, cenciaiolo. Avete capito tutto...

Il Cenciaiolo I poveri sono responsabili della loro miseria. giusto che ne subiscano le conseguenze. Mentre invece i ricchi non sono responsabili della loro ricchezza!

Aurlie Perfetto: continuate... Ancora un po', e sarete veramente ignobile. E se vi vergognate di aver tanto denaro, dite, presidente, perch ve lo tenete?

Il Cenciaiolo Io non me lo tengo. Lo custodisco!

Il Giocoliere Perdio! Non daresti al sordomuto neanche due soldi che sono due soldi.

Il Cenciaiolo Ho detto che lo custodisco! Che errore! Che ingiustizia! Che vergogna sentirmi cos accusato dinanzi a questo pubblico colto ed elegante! Ebbene no, contessa: tutt'al contrario! Io passo le mie giornate cercando di liberarmene. Ho un paio di scarpe gialle, me ne compro un paio di nere! Ho una motocicletta, mi compro un'automobile. Ho una moglie...

Josphine Non divaghiamo!

Il Cenciaiolo Mi alzo prima dell'alba per andare a deporre doni in natura in ogni bidone di spazzatura. Ho dei testimoni. Basta che vi diate la pena di seguirmi. Faccio venire montagne di fiori dall'isola di Giava dove li colgono a dorso d'elefante. E se li guastano, perdio, faccio andare i cornac a piedi! Eh, s: per noialtri ricchi la cosa pi difficile trovarci senza quattrini. Il danaro non vi lascia mai. Se alle corse punto sa un brocco che non si mai neanche piazzato, quello vince di venti lunghezze. Se prendo un biglietto della lotteria sono sicuro di prendere quello buono. Con i gioielli mi accade come con l'oro. Butto un diamante nella Senna e me lo ritrovo nel pesce che mi servono al ristorante. Dieci diamanti, dieci pesci. Non regalando due soldi al sordomuto che mi liberer dei miei quaranta miliardi! E allora, in che cosa consiste il mio delitto?

Constance In questo effettivamente non ha torto!

Il Cenciaiolo Grazie, signora. Eccone una, almeno, che si rende conto. Vi mander un cesto di fiori non appena uscir di qui. Che fiori preferite?

Constance Le rose.

Il Cenciaiolo Ve ne mander un cesto tutti i giorni per cinque anni di fila. I miei mezzi mi permettono questo ed altro.

Constance E le amarilli.

Il Cenciaiolo Come me... Un giorno rose, allora, e un giorno amarilli. Mi segno il nome.

Il Merciaiolo Non vero niente che costui ami i fiori. Li odia ferocemente, invece.

Josphine Non interrompete, prego. Odia i fiori come cenciaiolo. Ma come sfruttatore li ama.

Il Merciaiolo Scusate. Era solo per dirvi che razza d'individuo .

Il Cenciaiolo S, la signora ha tutte le ragioni. Dar venti soldi, al sordomuto. Venti franchi, venti milioni..., vedete che ci vado forte, signora, eppure non riuscir a liberarmi di tanti quattrini come sono quaranta volte mille milioni. D'altronde i poveri lo capiscono benissimo. Stamattina, per esempio, ho soffiato cento franchi al cenciaiolo che li aveva trovati sotto il mio tavolo. E lui se li lasciati prendere senza dire una parola. Perch aveva capito.

Il Merciaiolo Perch un idiota.

Il Cenciaiolo Vi prego di non parlar male del cenciaiolo tanto pi che non ci sono io a difenderlo. Ma se vi dicessi che tesori di generosa genialit, di leale intelligenza, di coraggio incompreso...

Il Giocoliere Di pulizia... Lo si sente puzzare da qui, signora.

Josphine Silenzio. Veniamo ai fatti, presidente.

Il Cenciaiolo Ecco qua. Poniamo che io giochi in Borsa...

Aurlie Benissimo. Parliamo un po' della Borsa. Perch avete venduto le azioni del Basso-Amazzoni a mille per farle scendere a trentatre nel giro di una settimana?

Il Cenciaiolo Sempre per la solita ragione. Per farvi piacere, contessa. Piacere alle signore Io scopo della mia vita. Per liberarle dei loro quattrini.

Aurlie Niente da dire: ci siete riuscito. Ma sono sicura che le avete ricomprate tutte a trentatre, e che sono risalite a mille.

Il Cenciaiolo A ventimila. Ci ho comprato il castello di Chanonceaux e il roseto di Bourg-la-Reine...

Il Cantante Macch roseto, letamaio!

Il Cenciaiolo E sempre con quei soldi sovvenziono il Ritz. E mantengo le mie dodici ballerine.

Aurlie Siete un triste figuro, presidente. Spero che vi tradiscano tutte e dodici!

Il Cenciaiolo Sbagliate! Quand' che si tradisce qualcuno? Quando lo si lascia per qualcuno che non lui. Io possiedo tutto il teatro dell'Opra. Le mie dodici ballerine possono tradirmi con dodici ballerini, con l'amministratore generale, coi macchinisti, col coro inglese. Ma io possiedo anche loro. come se mi tradissero con me stesso. Non mi fa n caldo n freddo.

Aurlie Che orrore! Spero che tu non senta, Gabrielle!

Gabrielle Che cosa?

Aurlie Che si rallegra d'essere tradito dalle sue ballerine. E poi gli si vede in faccia che non ha solo quelle dodici.

Il Cenciaiolo Ho tutte le donne. Col denaro si hanno tutte le donne, eccetto le presenti, naturalmente. Le magre col foie gras , le grasse con le perle. Butto una pelliccia di visone sulle ritrose e, dibattendosi, state certi che trover modo d'infilarsi le maniche. A quella che cammina in fretta grido che avr una Rolls Royce e allora fa dei passi piccolissimi. Un piede davanti all'altro. Un minuscolo piedino. Non c' pi che da coglierla.

Il Merciaiolo Che crapula!

Il Cenciaiolo Tutte senza eccezioni! Irma compresa!

Il Giocoliere Sta attento. Irma ti ha gi respinto da cenciaiolo!

Il Cenciaiolo E da miliardario mi manger!

Aurlie Ebbene, Gabrielle, esiti ancora? cinico! A questo conduce il denaro!

Gabrielle Devo ammettere che spaventoso!

Il Cenciaiolo A questo conduce il denaro, e che cosa gli rimproverate? Il denaro onest. Quelli che non ne hanno e fanno affari, sono agenti dubbi. E se si chiama dubbio l'uomo d'affari senza denaro, segno che il denaro una qualit, non un vizio. Se in un affare ci sono i soldi, gli operai sono pagati e il materiale buono. Prendete le fabbriche di roba in scatola. Se hanno un buon capitale in partenza, le vecchie scatole sono sempre utilizzabili. Anche quelle di tonno, che si aprono con le forbici. E poi si ricomprano dal cenciaiolo a peso d'oro!

Aurlie E il petrolio? Dal principio della seduta, evitate di parlare del petrolio.

Il Cenciaiolo Non parlo del petrolio, come non parlo del carbone, del cotone e delle banane. Sono tutte cose mie. Non mi piace parlare di me. Cos non parlo della gomma. Quel che ho detto delle vecchie scatole, vale per le vecchie camere d'aria. Se escono da una buona casa, vi servono ancora per gli usi pi strani! Allo sport, per i bagnanti della Marna. Alla nazione per i ronds-de-cuir dei funzionari. All'amore per i busti. Ah, cari amici, il denaro il denaro! E siete tutti d'accordo con me, anche le signore! Viva il denaro, camerati! Bevo il mio t alla sua salute... Dio, com' cattivo?!

Aurlie Che cosa intendete fare, allora, se trovate a Chaillot il petrolio che andate cercando?

Il Cenciaiolo Compro il castello di Chambord. pi ampio. Mantengo un supplemento di ballerine dell'Opra Comique. Sar pi allegro. Ho soltanto dei cavalli da corsa in piano. Mi comprer dei cavalli da corsa ad ostacoli. Ho soltanto quadri su tela, mi comprer quadri su legno, su marmo. pi solido. Comprer Irma!

Josphine Che cos'hai da agitarti, Constance?

Aurlie Hai da fare qualche domanda a questa ignobile creatura?

Constance S. Vorrei sapere come fa a riutilizzare le scatole vuote di conserva. Ne avrei un paio.

Il Cenciaiolo Datele a me. Gli far fare una saldatura autogena.

Josphine Tu aspetta la fine del processo, Constance. Tu non hai diritto di metter becco nelle discussione. L'accusato ti ha comprata coi suoi fiori.

Il Giocoliere E non sa niente di fiori, lui, signora. Provate a domandargli il nome di quello che avete in seno. Vedrete che non ve lo sapr dire.

Aurlie Ottima idea. Cos giudicheremo la sua buona fede. Avvicinati, Sibylle. (La fioraia si avvicina) Fagli vedere i tuoi fiori, uno dopo l'altro. Se sbaglia un nome, siamo a cavallo.

Sibylle Questo?

Il Cenciaiolo Grazie, belle ragazze!

Sibylle Non dovete prenderlo. Dovete dire come si chiama.

Il Giocoliere Dovete dire come si chiama.

Il Cenciaiolo Main. Mi rifiuto. Domandarmi il nome di un fiore come domandarmi il nome di una delle mie ballerine. Le mie ballerine sono le mie ballerine e basta. Io le bacio. Io li odoro. Le mie ballerine. I miei fiori. Dei nomi non m'importa niente.

Il Merciaiolo Che lenze!

Aurlie La causa mi sembra decisa, vero, amici. Voi ne siete testimoni. Non sa neppure come si chiama la camelia. Il denaro veramente il male del mondo! (Mormorii ostili all'avvocato) Vuoi passare alla votazione, Josphine?

Il Cenciaiolo Come sarebbe a dire, decisa? Io sono un membro delle duecento famiglie! Nessuna causa mai decisa per un membro delle duecento famiglie!...

Josphine Vi ordino di far silenzio. La decisione presa.

Il Cenciaiolo Non ci sono ordini che tengano per i membri delle duecento famiglie. Non ci sono leggi. Voi non li conoscete. I Durand, la notte, vanno a pesca con l'esplosivo. I Duval, d'estate, fanno il bagno senza mutandine, uomini e donne e, se gli fa piacere, nella fontana di piazza della Concordia. E in quanto ai Mallet, se un agente li mette in contravvenzione perch gli manca la targhetta alla bici, fanno licenziare quell'agente. E potrei continuare. I membri delle duecento famiglie possono tranquillamente alzare il didietro, signore, che tutti gli sorridono e lo coprono di baci. Mica che loro lo vogliono: sono i loro adulatori che lo esigono. Ed per questo che voglio sposare Irma. Perch anche lei cos. una Lambert. Vedrai i nostri fantini, Irma. Non avrai bisogno di fargli il bagno: ci penseranno i nostri leccapiedi. (Afferra Irma. Gli altri si avvicinano) Provate a toccarmi anche solo un capello, voialtri. E vi far vedere che cos' una lettre de cachet , e le miniere di rame e la maschera di ferro. I duecento non sono cattivi. Ma quando sono attaccati, si difendono. Questo il loro motto. I domatori e le domatrici sono avvisati.

Il Merciaiolo E attenti alle pulci!

Aurlie un ricatto?

Il Cenciaiolo Non ancora, ma vi prevengo.

Aurlie un ricatto. Non te ne rendi conto, Josphine?

Josphine E un insulto al tribunale. Io levo la seduta. Tanto pi che devo andare ai Champs-Elises a veder passare qualcuno che non aspetta...

Aurlie Basta cos, ignobile creatura. Caso mai qualcuno, in quest'aula, avesse avuto qualche dubbio ora, dopo il vostro discorso, sa cosa ha da pensare. E tu, naturalmente, lo difendi?

Constance Se costui dice di trovarsi bene con i Mallet, te l'abbandono. I Mallet non hanno mai risposto neanche con una riga alle partecipazioni di matrimonio di mia zia Beaumont.

Aurlie Allora, amici, mi date la facolt di disporre di tutti gli sfruttatori? (Grida di consenso) Posso rovinarli? (Urla di approvazione) Posso eliminarli? (Voci di approvazione) Molto bene. Non sar indegna della vostra fiducia. Grazie a voi, mio valoroso cenciaiolo. Avete saputo essere veramente imparziale.

Il Cenciaiolo Se l'avessi saputo prima mi sarei tirato su con un bicchier di vino. Ho paura di essere stato inferiore al compito.

Josphine Nient'affatto. Siete stato d'una verosimiglianza perfetta. Avete la voce di Berryer, ancor pi sonora. Uno splendido avvenire vi attende. Addio, signor cenciaiolo. Arrivederci, Aurlie. Ammazzali meglio che puoi. Io accompagno Gabrielle fino al ponte Alexandre. E tu, Constance, con che mezzo vai a Passy?

Constance A piedi. Ah, eccoti qui. Che cosa hai fatto a quell'orecchia che ti sanguina? B, adesso ti metti anche a litigare con gli altri cani. E questo, poco poco, doveva essere almeno un danese. Proprio le bestie che non posso soffrire.

Aurlie Come vedi, Dicky si comportato meno stupidamente di te. tornato. L'accompagnate voi, signor cenciaiolo? Per strada non fa che perdere roba. E nel senso inverso. Al mercato perde il messale. E in chiesa il copribusto.

Il Cenciaiolo Onoratissimo. Ne approfitter per prendere la scatola di conserva...

Il Cantante (intervenendo) Contessa, mi avevate promesso... Visto che c' qui la signora Constance...

Aurlie Oh, s. Avete ragione... Constance!... Cantate, voi! (Constance si ferma).

Il Cantante Devo cantare io?

Aurlie Non perdete tempo. Ho i minuti contati.

Il Cantante Ai vostri ordini, contessa... (Comincia a cantare)

Hai sentito il segnale

Dell'orchestra infernale?

Constance Ma la Belle polonaise! . (Prosegue)

Bella, vuoi tu che allacci

Con abbracci

I pi audaci...

Il Cantante Siamo a posto!

Josphine (che stava andandosene, interviene)

Queste forme s procaci

Che chiamano i baci!

Aurlie Tutta quanta, la sanno. Siete fortunato, cantante mio!

Gabrielle (anche lei sul punto d'andar via, si ferma e unisce la propria voce a quella del cantante e delle altre due pazze)

Per ballare la mazurca

Ti stringo pi forte

Mi giro pi svelto

Santons hop-l!

Le bonheur le voil!

Frapper le sol en cadence

Blonde Lodoiska,

On se grise quand on danse

Un air de mazurka!

Josphine il pi bel finale di processo che mi sia mai capitato di vedere.

Irma (arrivando di corsa) Eccoli, contessa. Andate via tutti, voi.

(Tutti se ne vanno, spingendosi l'un l'altro).

Il Cenciaiolo Arrivederci, Irma. Arrivederci, cuor mio. Il tempo di comprarti una pelliccia di visone, e torno.

(Irma resta sola con la pazza).

Irma Non vero che stanno arrivando, contessa. Ma l'ora della siesta. Dormite qualche minuto. Sto io ad aspettarli: appena li vedo da lontano vi sveglio.

La Pazza Oh, i miei cuscini.

Irma Odio la paglia: io adoro la piuma. (Esce).

(La pazza si addormenta. Entra Pierre, col boa fra le braccia. Guarda commosso la pazza, le s inginocchia vicino, le prende le mani fra le sue).

La Pazza (sempre con gli occhi chiusi) Sei tu, Adolphe Bertaut?

Pierre Sono Pierre, signora.

La Pazza Non mentire. Sono le tue mani. Perch vuoi sempre complicare tutto? Confessa che sei tu.

Pierre S, signora.

La Pazza Ti farebbe male alla lingua se mi chiamassi Aurlie?

Pierre Sono io, Aurlie.

La Pazza Perch mi hai abbandonata, Adolphe Bertaut? Era poi cos bella, quella Georgette?

Pierre Mille volte meno di te...

La Pazza L'amavi per la sua intelligenza?

Pierre Era stupida.

La Pazza Per la sua anima, allora? La sua trasparenza in questo basso mondo? Potevi vederci attraverso alla tua Georgette?

Pierre No, certo.

La Pazza Proprio quel che pensavo! Proprio quel che fanno tutti gli uomini! Vi amano perch siete buona, intelligente, trasparente e appena si presenta l'occasione vi lasciano per una donna brutta, sciocca ed opaca. Perch, Adolphe Bertaut? Perch?

Pierre Perch, Aurlie?

La Pazza E non era nemmeno molto ricca. Quando ti ho rivisto a quel mercato e tu mi hai preso sotto il naso l'unico melone, avevi i polsini ben lisi, mio caro!

Pierre S, era povera.

La Pazza Perch era? forse morta? Se perch morta che te ne ritorni, puoi andartene! Non so cosa farmene di quel che la morte si degna di lasciarmi. Non voglio riceverti in eredit da lei.

Pierre Sta benissimo.

La Pazza Sono sempre giovani, solide, le tue mani. l'unica parte di te che mi sia rimasta fedele. Il resto invece svanito, povero Adolphe. Capisco che tu osi avvicinarti a me solo quando ho gli occhi chiusi! Fai bene.

Pierre S, sono invecchiato.

La Pazza Io no. Tu sei invecchiato come tutti coloro che rinnegano i ricordi, che calpestano le loro antiche tracce. Sono sicura che hai rivisto il parco di Colombes, con quella Georgette?...

Pierre Non c' pi il parco di Colombes.

La Pazza Tanto meglio. E c' ancora un parco di Saint-Cloudes, un parco di Versailles? Non ci sono mai pi tornata. Se ci fosse un po' di giustizia, gli alberi se ne sarebbero andati da soli, il giorno che ci sei ritornato con Georgette!

Pierre Hanno fatto il possibile. Molti sono morti.

La Pazza Sei tornato con lei al vaudeville , a sentire Denise ?

Pierre Non c' pi vaudeville . Ti stato fedele.

La Pazza Non passo mai da via Bizet, perch c'ero passata al tuo braccio, quella sera, tornando da Denise . Faccio il giro da piazza degli Stati Uniti. D'inverno difficile, per il ghiaccio. Cado sempre una volta o due.

Pierre Cara Aurlie... Perdonami!

La Pazza No! Non ti perdoner! Hai portato Georgette in tutti i posti dov'eravamo andati, a Bullier, all'Ippodromo! L'hai portata alla Galleria delle Macchine, a vedere il ritratto di Mac-Mahon, in acciaio cromato!

Pierre Credimi...

La Pazza Non credo niente! Hai fatto stampare i cartoncini da visita da Sterni Le hai comprato i cioccolattini da Gouache! E non ne rimane niente, vero? Io ho ancora tutti i miei biglietti. Meno quello che ho spedito al generale Boulanger. Ho ancora dodici cioccolattini! Non ti perdoner mai.

Pierre Ti amavo, Aurlie.

La Pazza Mi amavi? Sei morto anche tu, adesso?

Pierre Ti amo, Aurlie.

La Pazza Di questo sono sicura. Mi ami. quel che mi ha consolata del tuo abbandono. tra le braccia di Georgette a Bullier, ma mi ama. Va a sentire Denise con Georgette, ma mi ama. E tu lei non l'amavi, era chiaro! Non ho mai creduto a quelli che raccontavano che Georgette se ne era andata con l'ortopedico. Tu non l'amavi, quindi lei rimasta. E quando tornata e mi hanno raccontato di un'altra sua partenza con l'agrimensore, ho continuato a non crederci. Non potrai mai sbarazzarti di lei, Adolphe Bertaut, perch tu non l'ami... Sar il tuo castigo.

Pierre Non dimenticarti di me. Amami.

La Pazza Ed ora, addio... Ho saputo quel che volevo sapere. Metti le mie mani in quelle del piccolo Pierre. Ieri gliele ho tenute io, adesso tocca a lui... Va!

(Pierretoglie le mani da quelle della pazza, poi le riprende. Un silenzio. La pazza apre gli occhi).

La Pazza Sei tu, Pierre! Ah! tanto meglio. Non pi qui?

Pierre No, signora.

La Pazza Non l'ho nemmeno sentito andarsene... Oh, per andarsene, sa andarsene, lui! Dio mio, il mio boa!

Pierre L'ho trovato nell'armadio, signora.

La Pazza Con una borsetta di panno viola?

Pierre S, signora.

La Pazza Con una scatoletta da lavoro?

Pierre No, signora.

La Pazza Hanno paura, Pierre. Tremano di paura! Mi restituiscono tutto quel che mi hanno rubato! Non apro mai l'armadio, a causa di quella vecchia nello specchio, ma vedo quel che contiene attraverso lo specchio. Ancora ieri era perfettamente vuota! Vogliono placarmi, ma non sanno come prendermi! La cosa cui tengo di pi la mia scatoletta da lavoro, quella che mi hanno rubata nell'infanzia... Sei sicuro che non l'hanno restituita?

Pierre Com'?

La Pazza Di cartone verde e oro, con finestre gotiche traforate per le perline e il canovaccio. Me l'avevano regalata a Natale, quando avevo sette anni, e me l'hanno rubata il giorno dopo. Ho pianto fino agli otto anni.

Pierre Non nell'armadio, signora.

La Pazza Il ditale era dorato. Ho giurato di non averne mai altri. Guarda le mie povere dita!

Pierre Si sono tenuti anche quello.

La Pazza Ne sono felice. Cos sono perfettamente libera. Grazie per il boa. Pierre! Datemelo, devono vedermelo al collo... Crederanno che sia un vero boa!...

(Entra Irma, agitata, portando una bottiglietta piena d'acqua e alcuni bicchieri).

Irma Eccoli, contessa! Arrivano a sciami! C' il viale gremito!

La Pazza Lasciami sola, Pierre. Non ho niente da temere. Irma, hai versato un po' di petrolio nella bottiglia?

Irma S, contessa, e adesso gli dir che siete sorda, come m'avete detto voi.

(La Pazzarimasta sola, spinge tre volte il plinto e l'ala del muro si apre, lasciando vedere l'entrata del sotterraneo).

Irma I signori presidenti dei consigli d'amministrazione!

(Entrano condotti dal presidente della prima parte. Hanno baffoni a virgola, completi principe di Galles e sigari)

Irma La contessa molto dura d'orecchio, signori. Parlate molto forte!

Il Presidente Grazie d'averci chiamati, signora.

Un Presidente La vecchia sorda. Grida.

Il Presidente (gridando) Ieri, al caff, un non-so-che mi diceva che ci saremmo rivisti.

La Pazza Anche a me.

Il Presidente (gridando) Per favore, volete firmare questa carta?

La Pazza Che cos'? Non ho gli occhiali.

Il Presidente (gridando) il contratto col quale vi associate a noi per tutti i benefici secondo il prospetto in vigore.

La Pazza Perfetto. (Firma).

Un Presidente Cos'?

Il Presidente (piano) Una carta con la quale lascia tutto a noi. (Gridando) Ecco la vostra commissione, signora. Se volete aver la bont di dirci dov' la sorgente, questo pacchetto vostro.

La Pazza Che cos'?

Il Presidente (gridando) Un chilo d'oro.

La Pazza Perfetto.

Un Presidente Che cos'?

Il Presidente (piano) Un chilo di piombo dorato. Ce lo riprenderemo all'uscita.

La Pazza Ecco. laggi in fondo. Scendete.

(Uno dei presidenti cerca di scendere per primo).

Il Presidente Ehil! Presidente! Niente preferenze. Dietro di me e in fila... Attenti ai sigari, presidenti!

(Spengono i sigari. S'avvicinano all'abisso).

La Pazza Un momento. Nessuno di voi ha con s una scatoletta da lavoro?

Il Presidente Io no... (Acchiappa un altro presidente che approfittava dell'incidente per passare primo) Non tocca a voi, presidente.

I Presidenti Nemmeno noi.

La Pazza O un ditale dorato, per caso?

I Presidenti Niente di simile.

La Pazza Il dado tratto! Andate!

(Scendono nelle viscere della terra).

Irma I signori Prospettori dei Sindacati di

Sfruttamento! La signora contessa molto sorda, signori.

(Irma esce. I signori entrano. Abiti screziati, sigari. Durante la scena, il presidente assaggia l'acqua della bottiglia, sussulta di gioia, fa segno ai compagni di provare anche loro. Tutti fanno smorfie, ma giubilano).

Il Prospettore (gridando) Petrolio!

La Pazza Petrolio.

Il Prospettore Tracce? Stillicidio?

La Pazza Zampilli. Getti. Inondazione.

(Euforia tra i signori).

Il Prospettore Odore sui generis?

La Pazza Profumo.

Il Prospettore Cane bagnato, cuoio bagnato?

La Pazza No, incenso.

Il Prospettore Dev'essere Kirkik, amici! L'essenza pi rara. Scoperto come? Pompe? Scavi?

La Pazza Col dito.

Il Prospettore Volete firmare questa carta?

La Pazza Che cos'?

Il Prospettore Il nostro impegno di spartire con voi le obbligazioni.

La Pazza Ecco. (Firma).

Un Prospettore Che cos'?

Il Prospettore (con voce naturale) Per farla rinchiudere come pazza. La casa di salute gi avvertita. Appena usciamo, telefono per l'ambulanza... da qui?

La Pazza Da qui.

(Scendono nelle viscere della terra).

Irma I signori rappresentanti del popolo interessati alle azioni petrolifere della Nazione.

(Irma esce. Entrano i signori, barbuti, panciuti, baffuti, soprattutto indisponentemente confidenziali. Sigari).

Il Primo Oh, oh, c' puzzo di petrolio qui!

Il Secondo Un po' troppo. Ceno con Rolande, che detesta quest'odore. Non muffiamo.

Il Terzo Sei sicuro? Lucienne ha detto a Mim che cenava con Rolande.

Il Secondo E io ceno con Mimi e Rolande. Se vuoi venire con Lucienne, fa segno a Loulou.

Il Quarto Potevi dirlo prima. Io ceno con Jeannine, che si porta dietro Mado. libera, perch Minouche cena con Paula.

Il Quinto Jeannine prende l'aperitivo con Yvette. Non hai che da telefonare a Raymonde di farle telefonare da Regine.

(Sono sempre pi barbuti, baffuti, cordialoni e panciuti).

Il Primo Signora, quando possiamo visitare il giacimento?

La Pazza Immediatamente. Da questa scala.

Il Quinto proprio urgente, amici? Sono le tre passate. Se ritardiamo, perdiamo Olga, che prende il t al Moulin de Garches con Georgette. La conosci, non me lo perdonerebbe.

La Pazza Georgette! Povero Adolphe!

Il Primo Abbiamo la commissione delle nafte alle sei. Dobbiamo fissare i nostri onorari di partecipazione. La Nazione prima di tutto. Ho gi redatto un rapporto entusiasta, ma il primo imbecille pu chiedere se abbiamo visto il giacimento. Tanto pi che potrei dettare il rapporto ad Alberte, nel pomeriggio. comodo: abita con Dolores, che ha subaffittato ad Esther.

Il Secondo Non potremmo avere la vostra firma senza scendere, signora?

La Pazza Impossibile.

Il Terzo Allora scendiamo. Un minuto baster, come dice Mmne. Un minuto baster, signora?

La Pazza Abbondantemente.

(Mentre stanno per scendere, entra la fioraria col suo canestro).

Un Altro Guardate che tesoro ho trovato!

La Fioraia Fiori, signori!

Lo Stesso Tutti i fiori! Come ti chiami, bella ragazza?

La Fioraia Mi chiamo Sybille.

L'Altro Che bel nome! Amici, Bibi ci offre un mazzolino di fiori.

(Si adornano di fiori e scendono nell'abisso).

Irma I signori del sindacato della Stampa pubblicitaria.

(Entrano; sono alti e bassi, grassi e ossuti)

Irma La signora contessa molto sorda.

Il Responsabile fortunata, se no imparerebbe tutte le variazioni della parola dromedario... (Gridando) Pongo ai suoi piedi i miei pi distinti omaggi, signora.

Il Direttore Sembra Dante all'Inferno... (Gridando) L'espressione della mia profonda e altamente virile ammirazione, contessa.

Il Segretario generale Primo Premio Gouncourt delle Streghe... (Gridando) Bacio rispettosamente le sue mani di fata, adorabile creatura.

Il Responsabile Siamo d'accordo, allora, non daremo a questa vecchia capra la solita percentuale del trenta per cento.

Il Direttore Si capisce, responsabile. Lei non ne sa niente e noi raddoppiamo le tariffe.

Il Responsabile (gridando) Vi proponiamo questo contratto di pubblicit, cara signora. Non abbiamo mai accordato condizioni pi vantaggiose.

La Pazza Perfetto. Questa l'entrata, per la visita.

Il Responsabile (gridando) Cara signora, noi non visiteremo niente. La pubblicit non deve occuparsi della realt. Che il vostro giacimento sia reale o immaginario, l'onore della sua missione, a cui non mancher, di descriverlo con lo stesso zelo.

La Pazza Allora non firmo.

Il Responsabile (gridando) Come volete, visitiamo pure. Ma obbligandoci a constatare l'esistenza della materia pubblicitaria, voi ci costringete nello stesso tempo a rompere le nostre tradizioni d'imparzialit tra il reale ed il falso. Dobbiamo alzare la tariffa del trentacinque per cento.

La Pazza Firmo...

Il Segretario generale (gridando) Siamo lieti di vedere, signora, che le sorgenti di petrolio hanno ora la loro naiade!

(Spariscono per la scala. Entra Irma che cerca di trattenere tre signore, eleganti e con le sigarette accese).

Irma Indietro, signore! Sono convocati solo gli uomini!

La Pazza Lascia entrare, Irma. E non dire pi che sono sorda.

Una delle Donne Vedi, Flix ci nascondeva tutto. Ma io ho sentito parlare da Raymond, che non pensava che io l'ascoltassi al ministero sul telefono di Jimmy. A proposito di Jimmy, siamo d'accordo per le sei mila conserve di Hubert. Il gabinetto di Kiki ci sta.

La Seconda Se vogliamo avvertire Bob, dopo la visita facciamo un salto da Ivan. Roul non ha pi l'appoggio di Paul. E Ivan vede lontano. Anche pi di Jacquot. A proposito, ci rifila l'opzione sui grani di Totor.

La Terza In ogni caso, silenzio con Franois. Philippe saprebbe tutto subito, e tu conosci Gustavo! il pozzo, signora?

La Pazza (che le ha osservate con disgusto) il pozzo.

Una delle Donne Le sigarette, ragazze, attente al petrolio. Ci vedi con le ciglia bruciacchiate!? (Scendono).

La Pazza Ecco fatto. Il Mondo salvo. finito. (Richiude l'ala del muro).

(Rientra Irma, affannata, cercando di tenere chiusa la porta, che qualcuno spinge da fuori).

Irma il vecchietto, contessa. Quello che chiama la signora Costanza la pazza di Passy. Mi d pizzicotti, m'insegue!

La Pazza Lascialo entrare, arriva a proposito!

(Entra il vecchietto. Antipaticissimo. Irma scappa).

Il Vecchietto Ah, eccovi! Ottima occasione! Vi notifico che i vostri gatti del quai Debilly passeranno in un mondo migliore, stasera.

La Pazza E come?

Il Vecchietto Le vedete, queste tasche? Sono piene di bocconi avvelenati che io gli getter illico et immediate. (Mentre cos parla le strappa il lingotto).

La Pazza Ve lo proibisco. Sono tutti quanti laggi, nella mia cantina.

Il Vecchietto Allora, aprite la cantina.

La Pazza Mai!

Il Vecchietto Vi ordino di aprirmi la porta della vostra cantina!

La Pazza Ma buio.

Il Vecchietto Non fa niente: io sono nictalopo.

La Pazza La scala ripidissima.

Il Vecchietto Appartengo al Club alpino.

(La pazza si avvicina al muro).

La Pazza Mica v'interessa, alle volte, una scatoletta di quelle che adoperano i bambini per giocare? Una scatoletta di cartone verde, con il bordo d'oro?

Il Vecchietto Scatolette cos, quando le vedo le faccio a pezzi. Faccio il filatelico, io.

La Pazza (aprendo la trappola) Molto bene, allora. Andate pure.

Il Vecchietto Bestiacce. Miagolano. E sono proprio quelli di Debilly. A cento metri di distanza, uno li scambierebbe per creature umane. E ci sono anche gatte, a quel che sembra. (Comincia a scendere).

(La pazza richiude il muro).

La Pazza M'ha preso il lingotto, il maledetto. Ma me lo deve restituire. (Si precipita ad aprire. Si ferma di botto) Colpa della mia distrazione: anche questa doveva succedere. Il segreto per chiudere me lo ricordo. Ma ho dimenticato quello per aprire. Beh, comunque un lingotto d'oro in mezzo a quella banda di pazzi non ci star male. (Fa squillare il suo campanello).

(Entra Irma).

Irma Siete sola, contessa? E tutti quegli uomini, dove sono andati?

La Pazza Evaporati, Irma. Erano uomini cattivi. E i cattivi evaporano. Dicono di essere eterni, e uno magari ci crede, tanto pi ch'essi fanno di tutto per esserlo davvero. Non c' nessuno pi prudente di loro nell'evitare i raffreddori o le macchine. Ma non lo sono abbastanza! L'orgoglio, l'avidit, l'egoismo li scaldano a un punto tale, che se passano su un punto della terra che nasconda bont o piet, evaporano. Dicono che un gruppo di finanzieri piombato in mare da un aeroplano. Menzogna. L'aeroplano semplicemente passato su un branco di innocenti sardine. Tutti quei banditi che t'hanno sfiorata passando, non li rivedrai pi! (Si siede sulla poltrona).

(Entra Pierre, radioso, seguito da tutte le comparse).

Pierre Signora, grazie!

La Fioraia Risalite con noi, signora. tutto cos bello lass! Credo che stiano firmando un armistizio, gli sconosciuti si abbracciano.

Il Giocoliere I piccioni volano in fila, come le colombe dopo il diluvio.

Il Merciaiolo L'erba del corso Regina sta spuntando in un momento; la morte di Attila!

Il Cenciaiolo Pi nessun parassita. Il pescivendolo mi ha salutato per primo!

(Da questo momento, le parole degli amici della pazza non si sentono pi. Parlano tra di loro pieni di gioia, si vedono le loro labbra muoversi, ma si sente solo il sordomuto. Si apre il muro opposto al muro del sotterraneo e ne escono dei cortei, visibili soltanto alla pazza... Il primo un corteo di uomini amabili e sorridenti).

Il loro Capo Grazie, contessa. Come contropartita delle sue spedizioni sotterranee, abbiamo ottenuto la libert. Noi siamo quelli che hanno salvato una razza di animali. Ecco Jean Cornell, che ha salvato il castoro. Ecco il barone di Blrancourt, che ha salvato il bracco Saint-Germain. Ecco Bernardin Cevenot, che ha tentato di salvare un'anitra speciale delle Isole Runion. Era l'uccello pi stupido del mondo, ma era un uccello. Ne rimane solo quest'uovo trovato laggi, in uno stagno di nafta. Lo faremo covare gi stasera. Grazie e venite tutti. Andiamo a dire il suo vero nome al levriero della duchessa.

(Spariscono. Gli altri gesticolano senza vederli e parlano senza suono, eccetto il sordomuto).

Il Sordomuto Proprio come dice Irma: l'amore il desiderio di essere amati.

(Dal sotterraneo esce un secondo gruppo, altrettanto cortese e sorridente).

Il loro Capo Grazie, contessa, per questo scambio, cui avevamo pieno diritto. Siamo quelli che hanno salvato o creato una pianta. un contro-senso lasciarci sottoterra. Tanto pi che i vegetali pi piccoli hanno le pi grosse radici, e noi vivevamo in grande confusione. Ecco il signor Pasteur, quello del luppolo. Ecco il signor di Jussien, quello del cedro. Ci condurr a strappare lo spicchio d'aglio, che un criminale ha infilato nel cedro del quai de Tokio. (Scompaiono).

Il Sordomuto Esattamente le parole di Irma: sulle ali del tempo la tristezza s'invola...

(Dal sotterraneo esce un ultimo gruppo di uomini, stranamente rassomiglianti, un po' infelici, un po' calvi, coi polsini molto sfilacciati).

Il loro Capo Grazie, contessa. Noi torniamo per voi, per voi sola. Siamo tutti gli Adolphe Bertaut del mondo. Abbiamo deciso di vincere quella timidezza che ha rovinato la nostra e la vostra vita. Non fuggiremo pi quel che amiamo. Non seguiremo pi quel che odiamo. Vogliamo essere bellissimi e coi polsini inamidati. Vi riportiamo questo melone e vi chiediamo, contessa, la vostra mano!

La Pazza (gridando) Troppo tardi! Troppo tardi!

(I Bertaut spariscono. Si risentono nuovamente le voci, meno quella del sordomuto).

Pierre Perch troppo tardi, signora?

Irma Cosa dite, contessa?

La Pazza Dico che quando hanno avuto per dichiararsi il 24 maggio 1880, il pi bel luned di Pentecoste che abbiano mai visto i boschi di Verrires, il 5 settembre 1887, quando hanno pescato e arrostito sull'erba quel luccio a Villeneuve-Saint-Georges, o anche, a rigore, il 21 agosto 1897, giorno dell'arrivo della zar a Parigi, e li hanno lasciati passare tutti senza dirmi niente, troppo tardi. Baciatevi, voi due, e svelti!

Irma e Pierre Ci baciamo?

La Pazza Sono tre ore che vi conoscete, vi piacete, vi amate. Baciatevi, e svelti, se no sar troppo tardi.

Pierre Signora...

La Pazza Guardalo che esita gi, che esita davanti alla felicit come tutti quelli del suo sesso. Bacialo, Irma. Se due esseri che si amano permettono a un solo minuto di frapporsi, quello diventa subito mesi, anni, secoli. Costringeteli a baciarsi, voialtri, se no tra un'ora lei sar la pazza dell'Alma e lui avr un barbone bianco... Bravi! Perch non c'eravate, trent'anni fa! Oggi io non sarei qui. Caro sordomuto, state un po' zitto. Ci rompete gli occhi. Non c' pi Irma a tradurvi.

Irma (tra le braccia di Pierre) Dice che ci stiamo baciando.

La Pazza Non gli sfugge nulla. Grazie, sordomuto. E cos la faccenda finita. Avete visto com'era semplice. Basta una donna di buon senso, perch la folla del mondo ci si rompa le corna contro. Ma la prossima volta non aspettate tanto, cenciaiolo. Appena ci sar la minaccia di un'altra invasione di quei mostri, avvertitemi immediatamente.

Il Cenciaiolo Intesi, contessa, al primo avviso.

La Pazza Basta con le perdite di tempo... (Si alza) Irma, hai le ossa e il polmone?

Irma Sono pronti, contessa.

La Pazza E allora risaliamo. Al lavoro, miei cari! Non ci sono mica solo gli uomini sulla terra. Adesso occupiamoci un po' degli esseri che ne valgono la pena.

FINE DELLA COMMEDIA