La fortuna del calzolaio

La fortuna del calzolaio

(La furtna de lu scarpre)

commedia brillante

in due tempi

di

Carmelo Zurlo

tradotta dal

dialetto ostunese

Questo testo non registrato alla SIAE, stato portato in scena, ad Ostuni e in provincia, dallAssociazione Amici del Teatro di Ostuni che lo ha replicato in 22 serate nella stagione teatrale 2007/2008. Chi fosse interessato a portarlo in scena pu contattare lautore al cell. 3293838261 o allindirizzo di posta elettronica zurlocarmelo@hotmail.it che ne autorizza lutilizzo liberamente.


la fortuna del calzolaio

(la furtna de lu scarpre)

Commedia in due atti

Personaggi

Mste Gne: Fa il ciabattino, svolge la sua attivit sulla porta della casa che da su una piazzetta, mentre lavora fischia e canta scatenando per questo l'invidia del nobile Don Giunne che abita nel palazzo che da sulla stessa piazza, il destinatario della fortuna di cui non sapr godere.

Mmna: Moglie del ciabattino, donna linguacciuta e scaltra, scontenta della vita di miseria in cui la costringe il marito.

Marghrta: Figlia de Mste Gne, nubile, trentenne in cerca di un marito di cui alla fine della storia dovr accontentarsi.

Peppne: Figlio de Mste Gne, ragazzo studioso tutto impegnato a costruirsi un avvenire degno

nonostante le sue origini, nel tempo libero lavora al Bar che da sulla piazzetta innamorato di Delia.

Rocchtte: Proprietario del Bar che sta di fronte all'abitazione/negozio de Mste Gne, parlando con lui che questi commenta i propri problemi quotidiani, scapolone ma guarda con interesse Margherita.

Don Giunne: Nobile decaduto, ha sposato la moglie per la sua ricchezza, senza arte ne parte, ha vissuto la sua vita dilapidando il patrimonio di famiglia al gioco delle carte, ed altro, vive per questo in mille preoccupazioni, invidia il ciabattino che vive con poco ma fischia e canta.

Donna Chiara: Moglie di Don Giunne, goffa veste con abiti eleganti un poco fuori moda, zoppica leggermente, prima succube dei comportamenti del marito, si riscatter alla fine della storia.

Dlia: Figlia de Dn Giunne, ha la stessa et de Peppne di questi innamorata,con lui fa progetti per il futuro.

Mste Ncce: Ex Fattore de Don Giunne, senza figli, deve la sua posizione economica alle ruberie perpetrate ai danni del suo ex datore di lavoro e degli operai da lui diretti, si riscatta gi nel corso del primo atto, donando i propri beni in opere di carit.

Ccca: Moglie de Mste Ncce, donna devota che cerca di convincere il marito a donare i propri beni per opere di carit, incontra per la contrariet del marito.

Carmla: Una cliente de Mste Gne,

L'Esattore,

Vari avventori del Bar.


La storia

Meste Gne calzolaio, per l'avvento dell'industrializzazione che ha ridotto la sua attivit alla riparazione delle scarpe, vive con la sua famiglia una vita di miserie, la qual cosa lo porta con una certa frequenza a litigare con la moglie Mmna che vorrebbe cambiare la sua condizione e per questo lo invita a prendere provvedimenti anche cambiando lavoro, ma egli, anche perch innamorato del suo mestiere, non se la sente di cambiare, si accontenta di quel che guadagna e vive la sua condizione con allegria, infatti mentre lavora non fa altro che cantare e fischiare, se ne infischia del mondo in trasformazione, anzi lo vede come un peggioramento dello stato delle cose.

La spensieratezza del ciabattino provoca l'invidia de Don Giunne, nobile decaduto senza arte ne parte che ha dilapidato la propria ricchezza ma che, grazie ai possedimenti lungo la costa della moglie Donna Chiara ritorna ad avere disponibilit finanziarie inaspettate, siccome per un gioco pensa che, se il ciabattino vive la sua condizione in allegria ed egli con tanto denaro nelle preoccupazioni, una buona idea sarebbe quella di arricchire il povero per vedere se smette di essere allegro; decide perci di mettere a disposizione de Mste Gne una grossa somma di denaro, che possa cambiargli la vita, sottraendola al ricavato della vendita dei beni della moglie, gli impone per di non rivelare a nessuno la vera origine della sua fortuna anche per nasconderlo a Donna Chiara, la moglie che ha sposato Don Giunne per volont dei propri genitori, non ha vissuto un matrimonio felice e nel momento in cui si accorge che il marito ha cominciato a dilapidare anche il suo patrimonio giocando a carte ed altro, si ribella, comincia a rimproverarlo e quando scoprir che il marito ha compiuto quest'azione per gioco destiner la somma, che alla fine ritorner nelle sue mani, in favore della figlia e del fidanzato di lei.

La storia ha come testimone, non sempre involontario, Rocchtte il proprietario del Bar che insiste sulla stessa piazzetta dove si affacciano le abitazioni delle due famiglie egli a volte mette il naso nei litigi fra mogli e mariti, scapolone guarda con interesse Margherita, ormai in et da marito che non trova pretendenti a causa della sua non grande bellezza.

Peppne figlio de Mste Gne e Delia figlia de Don Giunne sono studenti e fra loro innamorati, nel corso della storia termineranno i loro studi e saranno i veri beneficiari di ogni fortuna.

L'inaspettata ricchezza arrivata a Mste Gne provoca ulteriori divergenze nel rapporto con la moglie che, pretende di convincerlo che sarebbe giusto spenderli per l'acquisto di una abitazione degna, per la dote della figlia Margherita, oppure per permettere al figlio di continuare gli studi, al contrario il marito vorrebbe investire la propria fortuna aprendo un negozio per la vendita di calzature.

Nella storia si inseriscono Mste Ncce e la moglie Ccca, ex Fattori del nobile Don Giunne che si sono fatti una buona posizione anche lucrando ai danni del datore di lavoro e dei lavoratori da loro diretti, ormai in pensione e senza eredi devolveranno i loro beni in favore dell'erigendo Villaggio SOS, su consiglio de Mste Gne che nell'occasione dimostra la sua innata saggezza.

Alla fine Mste Gne, decider di restituire al nobile Don Giunne il denaro avuto in regalo, per poter continuare la propria vita di ciabattino felice, Donna Chiara rinsavita, dopo aver scoperto il giochino del marito, destiner la somma ai due ragazzi che potranno iniziare la loro vita insieme senza preoccupazioni per il futuro, Margherita la figlia del ciabattino si accontenter di sposare il barista anche se pi anziano di lei.

In conclusione si affermer che si pu essere felici anche con poco, la ricchezza non da la vera felicit, solo se si ricchi nel cuore si pu essere felici, la felicit ognuno pu trovarla se sta bene con se stesso vivendo la propria vita nel segno dell'onest, dell'altruismo, della solidariet, insomma dell'amore per gli altri-.


La storia ambientata alla fine degli anni sessanta, si svolge in una piazzetta dove confluiscono due stradine nascoste dalle quinte, a destra vi l'ingresso dell'abitazione\negozio de Mste Gne, a sinistra posto il Bar di Rocchtte (BARocco) davanti alla cui porta posizionato un tavolino e due o tre sedie, di fronte l'ingresso imponente del palazzo nobiliare de Don Giunne.

Il sipario si apre con la presenza sulla scena di due avventori che stanno consumando al tavolo del Bar di Rocchtte che parla con loro.

Primo Atto

Scena prima

Rocchtte, due avventori e Mste Gne

Avventore 1: Moh! Rocch!... Fammi pagare!...Quando devo?(cerca nelle tasche il portafogli per pagare)

Rocchtte: Cento quaranta lire!

Avventore 2: (rivolto allavventore1) Lascia stare! (a Rocchtte) Pagati da questa! (mette sul tavolo una banconota)

Rocchtte: (infastidito a voce alta) Di primo mattino vieni con banconote di questo taglio?non ho monete per darti il resto gli spiccioli sono spariti hanno messo in circolazione anche le cento lire di carta i miniassegni li chiamanoma non ne ho neppure di quelli! Io non capisco dove sono andati a finire le monetine tutte nel salvadanaio le hanno messe?

Avventore 1: Anche io soldi interi ho non ho moneta spicciola!

Rocchtte: Va bene vuol dire che pagherete quando cambiateintanto registro sul librettoma tenete a mente anche voi perch io non vendo a credito!

Avventore 2: Rocch! Ma chi che vuole comprare a credito?... I soldi? Eccoli! Sei tu che non hai il resto da darci!

Avventore 1: Rocch! Ma tu ti sei alzato male stamattina? E vuoi prendertela con noi?

Rocchtte: Io me la prendo con chi ne ha colpa con il governo che non prende provvedimenti diventata una vera croce questa mancanza di spiccioli.

Avventore 2: (rivolto allavventore 1) Va bene andiamo che tardi andiamo a guadagnarci la giornata!

Avventori 1 e 2: (escono) Arrivederci Rocch!

(sulla scena compare Mste Gne)


Rocchtte:Buongiorno Maestro! Ma stamattina ti sei ritrovato con la testa sotto al cuscino? Sono quasi le otto!

Mste Gne: (mente porta fuori il deschetto ed allinea lungo la parete alcune paia di scarpe) Zitto Rocch!Non farmi parlare! Questa notte ho fatto la notte di Natale! Forse i peperoni che ho mangiato ieri sera sono stati indigesti. Tutta la notte mi sono rigirato nel letto senza riuscire a prendere sonno. Saranno state le cinque quando sono riuscito ad addormentarmie poi vedi questa mattina non ho sentito la sveglia e ho fatto tardi..

Rocchtte: Tu non lo sai che i peperoni sono difficili da digerire se li mangi a cena? Io invece alla sera ceno con una fetta di pane e pomodoro e dormo come un angioletto fino al mattino.

Mste Gne: Rocch! Posso darti torto? Lo dissi a mia moglie... i peperoni alla sra sono pesanti... Ma caro mio! Queste sono le pietanze che ci possiamo permettere la carne e le mozzarelle sono fatte per i signori. (dalla strada laterale arriva Mste Ncce che va a sedersi al tavolino)

Scena seconda

Rocchtte, Mste Gne e Mste Ncce

Mste Ncce: Buongiorno!

Rocchtte e Mste Gne in coro:Buongiorno Maestro! (Rocchtte rientra nel Bar)

Mste Gne: (si siede al deschetto per lavorare) Uh! Nuccio?Ma dimmi una cosaa te questo titolo di maestro da dove viene ? Chi te lo ha dato ? Chi va a lavorare in campagna maestro ? Da dove deriva questa maestra?

Mste Ncce: Come ? Non ci vuole maestra per potare un albero dulivo?....Io per quarantanni ho lavorato per Don Giunne...mi sono spezzato la schiena per lui! Dallalba al tramonto poi per ringraziamento mi sono sentito dire che ho rubato a lui ed anche agli operai che lavoravano con me. Cos dice Don Giunne agli amici suoi del Circolo, tutto il paese ormai conosce questa nomea.

Mste Gne: Quando una cosa si dice... se non vera tutta ... vera per met... perch tu la posizione che ti sei fatta come lhai fatta ? Io per certo s che dal lavoro mai nessuno diventato ricco! Si dice Mste N! Che " le ricchezze vengono o da un buon furto a da un buon corno "... a te un buon corno non stato perch io Ccca, tua moglie, la conosco quella tutta casa e chiesa

Mste Ncce: Uh! Mste G! Io e mia moglie non abbiamo avuto figli (alza gli occhi al cielo) cos ha voluto Lui. Cecca anche lei come me ha lavorato per Don Giunne, faceva la Fattora, non ha mai perso un giorno di lavoro, abbiamo fatto tanti e tanti sacrifici per accumulare e non fare una una triste vecchiaia, ecco da dove viene la nostra ricchezza! Moh! Posso pagarti un caff? (con ironia) Cos ti rifai la bocca?

Mste Gne: (capita l'ironia) Chiss com il giusto non vuol sentirlo nessuno! Si dice: Non dire mai la verit perch acquisti lodio! Comunque grazie...un caff lo prendo... perch forse per i peperoni che mangiai ieri sera ho ancora la bocca amara.


Scena terza

Rocchtte, Mste Gne, Mste Ncce e Mmna

Mste Ncce: (rivolto verso l'interno del Bar) Rocch! Ci porti due caff?

Rocchtte: (dall'interno del Bar) Subito!

Mste Gne: (rivolto verso la porta di casa) Mm! Portami fuori quel paio di scarpe... quello nuovo che sta dietro la porta devo dargli unaltra passata di crema quando scende Don Giunne devo consegnarle... se me le paga oggi possiamo fare forse la spesa!

Mmna: (apre la porta e con sgarbo lancia verso il deschetto un paio di scarpe) Nah!... Con tutto quello che ho da fare vuoi una serva dietro. Ma non che per caso ti sei inchiodato alla sedia? (rientra)

Mste Gne:(rivolto a Mste Ncce)Quanta pazienza ci vuole con le donne!Non capisco cosha da fare la casa un locale solo se ti stendi per terra i piedi escono dalla porta. Ha sempre da fare... Mah!

Rocchtte:(esce con sul vassoio le due tazze del caff, lo poggia sul tavolo) Caff pronti! (rientra)

Mste Gne: (si alza dal suo posto di lavoro, raccoglie con rassegnazione le scarpe che la moglie gli ha lanciato, le poggia sul deschetto e va a sedersi al tavolo per gustare il caff e mentre sorseggia) Grazie Mste N! Ci voleva proprio questo caff stamatina i peperoni di ieri sera vanno ancora su e gi.

Mste Ncce: (finito di bere il caff, lascia alcune monetine nel vassoio, si alza e rivolto a Mste Gne) Sto andando a comprare un po di pesce, mia moglie vuole farlo fritto. E tu Mste G! Cosa mangi oggi??

Mste Gne: Mste N! Chi lo sa! Dipende... se incasso la spesa la posso fare... e senn ci arrangeremo che possiamo fare!

Mste Ncce: Allora ci vediamo pi tardi arrivederci Mste G!

Mste Gne: Io da qua non mi muovo! (si avvia verso il suo posto di lavoro si siede prende uno scatolino, vi sputa dentro per recuperare un po di crema per scarpe rimasta e comincia a lucidare le scarpe che stavano sul deschetto, fischietta e intona un motivetto) Ges mio fai uscire il sole...che ci possa bruciare(dopo un p)

Rocchtte: (esce dal Bar guarda il vassoio e rivolto a Mste Gne) E andato via Mste Ncce?

Mste Gne: Rocch! E andato a comprare il pesce per Ccca, che oggi vuole friggere! (ricomincia a fischiettare)


Scena quarta

Delia, Peppne, Rocchtte e Mste Gne

(si apre il portone del palazzo esce Delia con i libri sotto il braccio e si ferma in attesa, dall'abitazione de Mste Gne esce Peppne anche lui con i libri sotto il braccio)

Dlia: Buongiorno!

Mste Gne: Buongiorno Signor!

Peppne: Pap! Sto andando a scuola ...oggi ho lesame...(rivolto a Rocchtte) Rocch! Quando ritorno posso sostituirti per un paio dore... perch dopo ho da studiare... ciao! (esce con Delia)

Mste Gne: Vai figlio, vai e fatti onore!

Rocchtte: Quel figlio tuo...Mste G! E proprio un bravo ragazzo studia e lavoranon come tutti gli altri giovani di oggi.

Mste Gne: Lo s lo so Rocch! Io non li vedo gli altri... i figli di pap... vanno a scuola solo per scaldare il banco tu pensi che vanno per studiare, ma neanche per sogno. Mi ha detto Peppino che adesso a scuola anche se non studi ti promuovono lo stesso si sono inventati il sei politico. Pure la politica entrata nella scuola e la politica non ne ha mai fatte cose buone!

Rocchtte: Mste G! Adesso tutti a scuola... al lavoro nessuno... nessuno pi impara un mestiere tutti i professori faranno? Io vorrei sapere se nessuno pi impara un mestiere se nessuno pi si dedica ai lavori di campagna cosa mangeremo? Quando saranno morti, questi quattro vecchi contadini rimasti, le campagne produrranno solo erbacce. Di questo passo chiss dove andremo a finire poveri noi Mste G! (rientra)

(Mste Gne terminata la lucidatura delle scarpe le avvolge in un foglio di giornale e le posa sul deschetto, prende il piede di ferro, lo poggia sulle gambe vi infila una scarpa e comincia a battere sul tacco fischiettando un motivetto, dopo un p si apre il portone del palazzo escono Don Giunne con la moglie, lui si avvicina a Mste Gne lei rimane ferma ad aspettare)

Scena quinta

Mste Gne, Don Giunne, Donna Chiara, Mmna

Mste Gne: Buongiorno Don Giu! Le vostre scarpe nuove son pronte!

Don Giunne: Buongiorno Mste G! Va bene... ma adesso ho fretta ho un appuntamento con il Notaio quando ritorno le prendo! Tu intanto fischia, continua a fischiare ma stai in campana che un giorno di questi ti far una sorpresa.

Donna Chiara: Dai Giovanni sbrigati... tardi... il Notaio ci aspetta... vuoi essere sempre il solito ritardatario... buongiorno! (escono)


Mste Gne: (deluso) Arrivederci Donna Chi! Buona passeggiata! (chiama la moglie) Mm! Ce n' ancora di pane duro? Oggi ci tocca una bella acquasala frsca frsca... Don Giunne le scarpe non le ha ritirate e la spesa la faremo un altro giorno... (riprende a fischiettare)

Mmna: (esce per sentire cosa sta dicendo e sentendolo fischiare) Fischia lui cuore contento e pane a quartini cosa hai detto! Non ho capito.

Mste Gne: Eh! Cara Mmna... l'uccello in gabbia canta per amore o canta per rabbia.

Mmna: E tu per cosa canti?

Mste Gne: Canto per rabbia non si vede?

Mmna: I soldi per la spesa li hai fatti?

Mste Gne: Non me ne parlare Don Giunne le scarpe non le ha ritirate... per questo chiedevo.. se cera ancora del pane duro? Oggi una bella acquasala fresca fresca mi ci vuole dopo la nottata passata proprio quella la pietanza pi azzeccata!

Mmna: Acquasala! Ancora? Non ti ancora venuta la nausea a mangiar sempre la stessa pietanza? Io mi domando e dico: come si fa, al tempo doggi, a pensare di mantenere la famiglia da quelle quattro paia di scarpe vecchie che aggiusti?

Mste Gne(risentito) Finora... con queste scarpe vecchie ...che dici tu... il pane non ti mancato!

Mmna: E giusto il pane... snza companatico... ma tu pensi davvero che si pu vivere a pane e acqua? Sono trentanni che mi tieni in questo buco di casa quella figlia non ha ancora un lenzuolo per la dote. Io voglio sapere: se si presenta qualcuno per sposarla, che figura faremo! Al tempo doggi lo sai quanti soldi ci vogliono per un matrimonio

( a sentir parlare di matrimonio si affaccia sull'uscio di casa la figlia)

Scena sesta

Margherita, Mmna e Mste Gne

Marghrita: Uh M! Chi che si sposa?

Mmna: (stizzita) Nessuno ancora! Stavo dicendo a tuo padre che bisogna stare preparati tu sei vicina ai trentanni e da un momento allaltro pu presentarsi loccasione

Marghrita: Uh M! Finora non si fatto avanti nessunonessuno si ancora dichiarato. Nessuno che mi abbia portato unambasciata.

Mmna: E tu lambasciata stai aspettando? E aspetta aspetta! Uh fglia! Sono finiti i tempi che il matrimonio era combinato da qualcuno anche tu fai come le altre esci vai in giro fatti vedere. Sappi che la donna onesta a casa resta datti da fare!

Mste Gne: Fatti vedere Esci. Datti da fareChe bei consigli sai dare a tua figlia!

Marghrita: Seh! Esci... fatti vedere... datti da fare... non ho un vestito... non ho niente da mettere con queste pezze dove vuoi che vada? (comincia a singhiozzare e rientra)

Mmna: Lo vedi?... lo vedi che ho ragione? Per colpa tua quella figlia rimarra per luso di casa. Maledetto il giorno che ti ho incontrato che mi sei passato davanti agli occhi.

Mste Gne: (alzando la voce) Ma voi che volete da me lo strutto? Quando mi hai sposato pensavi di fare la signora? Te ne vieni con le tue chiacchiere ad avvelenarmi la vita. E vero non navighiamo nelloro ma il necessario non ci manca. Io voglio essere lasciato tranquillo voglio cantare e fischiare.

Mmna: Sempre questa la conclusione tua e allora canta canta e fischia e non ascoltare nessuno. (rientra)

Mste Gne: Mi raccomando... dalla bocca tua mai una parola dolce sempre saette e fulmini escono. (esce dal Bar Rocchtte e rivolto a Mste Gne)

Scena settima

Rocchtte, Mste Gne e Ccca

Rocchtte: Mste G! Cos successo? Ho sentito grida e bestemmie!

Mste Gne: Rocch! Le mogli non sanno quello che vogliono non sono mai contente quanta pazienza ci vuole vero i soldi sono pochi, ma io mi accontento. Lo vedi anche tu io canto fischio e non ci penso. Rocch! Le mogli sono un guaio! Beato te che non ti sei sposato!

Rocchtte: Seh! Beato me! Io anche se non sono ancora sposato, a casa ho mia sorella che peggio di una moglie. Io per colpa sua non mi sono ancora sposato. Fin da quando ero ragazzo, appena sentiva che avevo conosciuto una ragazza, alzava le antenne, domandava a questo e a quello: chi era? A chi era figlia? Cosa sapeva fare. E poi tante me ne diceva che mi faceva litigare. Adesso sai che dice? Che lei non si sposata per colpa mia.Che ti devo dire peggio di una moglie, ma ora siamo entrambi anziani e ci dobbiamo sopportare. Io per non ho ancora perso la speranza chi lo sa? (rientra nel Bar )

Mste Gne: Rocch! Chi di speranza vive muore disperato.

(compare in scena Ccca, moglie de Mste Ncce)

Scena ottava

Ccca e Mste Gne

Ccca: Buongiorno Mste G! Hai visto passare mio marito?

Mste Gne: Buongiono Ccca! Si passato abbiamo preso il caff. Mi ha detto che volevi il pesce ed andato a comprarlo. Perch oggigiorno cos : a chi lavora una sarda a chi non lavora due. La statistica dice che in Italia mangiamo un pollo a testa al giorno, si vede che quello mio se lo mangia Don Giunne ai ricchi il pane fresco ai poveri pane duro e veleno.

Ccca: Come vero Mste G! Vengo or ora dalla chiesa, e Don Ciccio nellomelia non ha detto altro bisogna pensare ai poveri. Io lo dico sempre a mio marito: noi figli non ne abbiamo avuto con la pensione nostra possiamo vivere bene i nostri beni diamoli a chi ne ha bisogno. Ma lui testa dura dice: la gallina si spenna quando morta.Ma io non voglio morire senza aver fatto prima questopera di bene. Se capita il discorso diglielo anche tu chiss che non si decida. Mmna come sta?

Mste Gne: Sta bene...(chiama) Mm! E in casa... (chiama) Mm!

Mmna: (esce) Cosa vuoi?

Mste Gne: Ccca... ti voleva salutare!

Mmna: Ueh! Comare! Da dove vieni di buon mattino?

Ccca: Non lo sai? Io la prima messa del mattino non me la perdo tu come stai ?

Mmna: Non ci possiamo lagnare potremmo stare meglio ma ci accontentiamo e tu come te la passi ?

Ccca: La salute non c male ma i pensieri non mancano lo stavo dicendo a Mste Gne... mio marito incaponito... con tanti poveri che ne hanno di bisogno i nostri beni potevamo darli a loro figli non ne abbiamo parenti neppure a chi le lasciamo le nostre propriet ?!

Mmna: E lui che dice?

Ccca : Lui non ne vuol sentir parlare... questo discorso non lo vuol sentirelo manda su tutte le furie. Sai cosa dice di Don Ciccio ? I preti  sanno predicare la bont ma quella degli altri  Io per prima di morire la voglio fare questopera di bene.

Mmna: E tu insisti... non pu essere che non riesci a cambiare il suo pensiero. A te non mancano le parole conosci a memoria il vangelo. Intanto nel frattempo puoi decidere di dare la tua parte in beneficenza noh ?

Ccca: Il fatto cara Mmna.. che i soldi e le propriet sono tutte a suo nome... vuoi sapere? Anche la pensione mia si paga come una stupida gli ho fatto la delega.

Mmna: Veramente come una stupida hai lavorato una vita intera intera e adesso non puoi disporre di un bel niente?

Ccca : Era lui che faceva e disfaceva io che potevo dire?

(entra in scena Mste Ncce, ha in mano il cartoccio del pesce)

Scena nona

Ccca, Mste Ncce, Mmna e Mste Gne

Mste Ncce: (rivolto a Ccca) E tu qua stai?

Ccca: Vengo dalla messa mi sono fermata a dire due chiacchiere con Mmna sto tornando a casail pesce lo hai comprato?

Mste Ncce: Merluzzo non ne ho trovato ho comprato mezzo chilo di vope.

Ccca: Chiss com quando arrivi tu il merluzzo sempre finito. Moh! Dammelo che lo porto a casa, lo pulisco! Tu che fai...rimani?

Mste Ncce: E ancora troppo presto. Rimango ancora un po qua con Mste Gne passo il tempo vengo pi tardi.

Ccca: Come vuoi tu... non tardare lo sai che il pesce fritto buono da mangiare caldo. (rivolta a Mmna) Mm! Arrivederci ciao!

Mmna: Arrivederci ! Sappiti tenere! Curati la salute ! ( si appresta a rientrare)

Ccca: Mste G! Mi raccomando dillo anche tu quel fatto Arrivederci! (esce di scena)

Mste Gne: Stai tranquilla glielo dico arrivederci!

Mste Ncce: Mste G! Com diventato il mondo per mezzo chilo di pesce devi attraversare mezzo paese ! Sono andato a finire allaltra parte del paese. Comera comodo primacon due passi andavi al mercato in piazza. Da quando lhanno chiuso per farci i bagni pubblici una vera fregatura. Allanima di chi ne ha colpa in piazza andavi guardavi sceglievi se ti conveniva compravi. Adesso invece ti tocca andare al negozio e l una volta entrato non puoi uscire senza aver comprato e lo paghi anche pi caro !

Mste Gne: Hai ragione Mste N! In piazza se andavi a comprare sul tardi, il pesce lo poggiavano per terra per lavare i banchi e per sgombrare te lo vendevano per quattro soldi pesce buono pescato fresco. Adesso invece al negozio lo mettono in frigo e lo vendono per fresco il giorno dopo.

Mste Ncce: Mia moglie voleva il merluzzoho detto che non ce nera perch a me piacciono di pi le vope sono pi saporite!

Mste Gne: E proprio vero che non tutti i porci conoscono le ghiande!

Mste Ncce: Moh! Mste G! Cambiamo discorsocosa voleva dire Ccca con quelle allusioni che ha lanciato ? Qual questo fatto che mi devi dire 

Mste Gne: Ccca mi stava raccontando dei beni vostri dice che lei vorrebbe dare tutto in opere di bene ma tu sei contrario.

Mste Ncce: Quelli sono i sacrifici di tutta una vitra non posso regalarli come dice Don Ciccio e poi sai come si dice ?  la gallina quando morta si spenna 

Mste Gne: Mste N! Non lo sai che siccome voi eredi non ne avete se non lo decidete prima dopo la vostra morte i vostri beni andranno tutti allo Stato ? Se invece fate unopera buona quando siete ancora in vita, quando muori ti eviti linferno passi un po di tempo in purgatorio e poi vai in paradiso forse anche con tutte le scarpe.

Mste Ncce: Uh! Mste G! Quelle che mi stai raccontando sono tutte chiacchiere che dicono i preti, per mettere le mani sui beni degli scemi che ci credono. Linferno e il paradiso lo viviamo sulla terra quando sei morto tutto finito diventi polvere. Io prima di morire tutto quello che ho lo devo bruciare e la cenere la disperder al vento.

Mste Gne: Senti me ! Forse nella tua vita non hai mai fatto del bene a nessuno. Ma questa loccasione per riscattarti, perch   il bene che fai agli altri lo fai prima a te stesso   Se tu fai questopera buona ti lavi anche la coscienza e puoi morire contento.

Mste Ncce: Mste G! Mste G! Dicevano gli antichi: coscienza ne seminarono dieci ettari ma non ne spuntato neppure un acino. Comumque ci penser ci penso e ti faccio sapere. Mbh! Si fatto tardi vado. Arrivederci!

Mste Gne: Arrivederci Mste N! Pensaci bene a quello che ti ho detto il paradiso ti aspetta.

Scena decima

Rocchtte e due avventori

(arrivano sulla scena due avventori che si siedono al tavolo)

Rocchtte: (esce dal bar) Cosa vi posso servire?

Avventore 3: Per me una birra... Rocch!

Avventore 4 : A me portami un chinotto grazie!

Rocchtte: Subito! (rientra nel bar e ne riesce subito dopo con il vassoio e le bibite in bottiglie chiuse e con lapribottiglia in mano) Mbh! Oggi niente lavoro sciopero?

Avventore 3 : Rocch! Quale sciopero! Che ne sai il mio cantiere stato sequestratoil titolare sparito non si sa dove sia finito ci stava pagando con gli acconti. Pare che sia fallito. Adesso sono a spasso.

Rocchtte: Eh! Quello non mi sembrava una persona molto corretta. Il fatto che quelli come lui imprenditori si dicono erano tutti dei morti di fame poi quando hanno cominciato a ritrovarsi in tasca i primi soldi facili, sono diventati viziati le carte le donne... (rivolto all'altro avventore) e anche il tuo cantiere hanno sequestrato?

Avventore 4 : Macch! Io non faccio il muratore. Faccio il potatore ma sabato abbiamo finito lultima piantata e adesso sono a spasso anchio.

Rocchtte: E voi datevi da fare cercatevi un altro lavoronon che potete rimanere a spasso tenete famiglia!

Avventore 3 : Seh! Mica facileforse se scrivo a mio cognato Onofrio me lo trova lui un posto a Torino alla Fiat.

Avventore 4 : Intanto adesso sai che vuoi fare Rocch! Queste consumazioni segnale che te le pago quando mi liquida la ditta.

Rocchtte: (rinuncia a stappare le bibite) E bello cos segna! Ma voi pensate veramente che pure al bar si pu comprare a credito? Qua si paga prima di consumare senn non si beve daccordo? Gi questa mattina, altri due spostati come voi, mi hanno imbrogliato presentandosi con moneta di carta.

Avventore 3 : Abbiamo capito! Andiamocene via!

Avventore 4 : Si andiamo! Perch si capito Rocchtte non ne vende acqua a credito.

Avventori 3 e 4 : Arrivederci Rocch! (escono di scena)

Rocchtte: Arrivederci! Addio! (rivolto a Mste Gne) ma tu guarda un poquesti fetenti vogliono bere e non hanno i soldi per pagare se avete sete andate alla fontana! (rientra con il vassoio dopo aver messo a posto le sedie)

Scena undicesima

Donna Chiara, Don Giunne e Mste Gne.

(sulla scena arrivano Dn Giunne e la moglie di ritorno dal Notaio, Donna Chiara va ad aprire il portone, Dn Giunne si avvicina a Mste Gne che preso l'involucro in cui ha riposto le scarpe lo svolge e...)

Don Giunne: Buongiorno Mste G!

Mste Gne: Buongiorno Don Giu! Le scarpe sono pronte... guardate che capolavoro!

Don Giunne: Moh! (le guarda) quelle mani tue sar un peccato sotterarle alla tua morte! Dammele ca le porto a casa. (prende l'involucro) Il conto lo facciamo dopo in questo momento non mi ritrovo contante. Stai sempre in campana perch ti ho riservato un sorpresa.

Mste Gne: Moh! E di che si tratta ?

Don Giunne: E bravo Mste Gne! Se te lo dico prima che sorpresa ? (entra in casa)

Mste Gne: (riprende il suo posto di lavoro e ad alta voce commenta) A me sembra che la sorpresa me lha gi fatta quando non mi ha pagato le scarpe. (scuote la testa) Anche i ricchi piangono miseria ma pu essere mai con tutti i soldi che hanno che se li avessi io!

Scena dodicesima

Mmna, Donna Chiara e Mste Gne

(si apre il balcone e si affaccia Donna Chiara per sbattere il tappeto, esce Mmna con alcuni panni da stendere )

Mmna: Buongiorno Donna Chi!

Donna Chiara: Buongiorno Mm! Hai visto che bella giornata oggi? Dopo tutta quella pioggia di ieri!

Mmna: E vero Donna Chi! Ieri ha piovuto tutto il giornoio avevo lavato queste quattro pezze e non ho potuto stenderle le stendo adesso.

Mste Gne: Donna Chi! Ieri il deschetto non ho potuto portarlo fuori neanche per un minuto sono stato costretto a lavorare in casa.

Mmna: E la puzza della pece si sente ancora potevi scioglierla oggi in strada? Noh!

Mste Gne: Tu stai sempre a brontolare la pece sciolta mi serviva ieri per impeciare lo spago come potevo scioglierla oggi. Che pazienza ci vuole con te!

Donna Chiara: Eh! Mste Gne che lavoratore neppure il diluvio lo ferma.

Mste Gne: Donna Chi! E meno male che non mi fermo mai e le cose vanno cos. Al tempo doggi i soldi non bastano mai Donna Chi! Tutte le cose aumentano e i soldi valgono sempre meno.

Donna Chiara: Ci vuole pazienza Mste G! Ho sentito ieri in televisione che caduto il governo.

Mste Gne: Lho sentito anchio al giornale radio perch noi la televisione non ce labbiamo Donna Chia! Ma se caduto speriamo si sia fatto poco male.

Donna Chiara: Mm! Stasera in televisione danno il Festival di Napoli lo volete vedere con noi? Venite con Margherita.

Mmna: Glielo dico se vuole venire stasera vediamo.

Donna Chiara: Vieni anche tu Mste G!

Mste Gne: Grazie Donna Chi! Ma io lo ascolto alla radio se vogliono venire loro

Donna Chiara: Come volete voi se venite lo vediamo insieme e ci facciamo compagnia arrivederci! (rientra)

Mmna: Arrivederci donna Chi! (fa per rientrare in casa)

Scena tredicesima

Mmna e Mste Gne

Mste Gne: (chiama la moglie) Mm! Moh! Senti un po !

Mmna: ( ritorna indietro e con fare stizzito) Che vuoi! Sempre a chiamare! Entra ed esci mi fai fare la spoletta cos successo adesso?

Meste Gne: So che le donne sapete sempre tutto tu ne sai niente di questa sorpresa che mi vuole fare Don Giunne?

Mmna: Sai !Sai ! Ma che sai tu !Che capisci tu delle donne ! Se veramente capivi avresti provveduto a farmi uscire dallo stato di miseria che mi fai vivere. Non li vedi gli altri ? si sono dati da fare e un posto fisso lo hanno trovato tu cosa aspetti ? Stai attaccato a quel deschetto puzzolente che chiss quale sar il giorno che gli dar fuoco con te vicino !

Mste Gne: Ma di quale posto fisso parli ? Alla mia et devo cambiare mestiere ? Dove mi vuoi mandare ? A fare il postino o a fare il bidello ? Io ti avevo chiamato per sentire se sapevi niente di questa sorpresa che vuole farmi Don Giunne... e tu vieni a farmi la predica una volta si vive e tu la vita me la avveleni con tutte queste chiacchiere tue!

Mmna: E gi! Per te queste chiacchiere sono tu sai soltanto fischiare e cantare di tutto il resto non ti importa. Per esempio ti sei accorto che Peppino innamorato della figlia di Don Giunne.

Mste Gne: Di chi ? Di Teglia?

Mmna: Seh ! Di Padella ! Di Dlia! Dlia si chiama non Teglia!

Mste Gne: E Don Giunne lo sa?

Mmna: Che deve sapere quello ! Don Giunne pi mammalucco di te ! ma senza occhi in faccia siete ? La testa ce lavete ? Ho limpressione che se ce lavete serve solo a separare le orecchie.

Mste Gne: Ora capisco perch quando vanno a scuola uno aspetta laltro perch sono innamorati. Io pensavo che la loro fosse solo amicizia si conoscono da sempre(rimane immobile a pensare) Non forse questa la sorpresa che vuole farmi Don Giunne?

Mmna: Vedo che finalmente la cosa lhai capita! (rientra in casa)

Scena quattordicesima

Delia, Peppne e Mste Gne

(sulla scena arrivano Delia e Peppne di ritorno da scuola)

Dlia: Buongiorno! (apre il portone ed entra)

Peppne: Ciao pap

Mste Gne: (con fare seccato) Buongiorno!

Peppne: Sto entrando per cambiarmi Rocchtte mi aspetta ha da fare lo sostituisco per un paio dore.. fin quando torna perch poi ho da studiare per lesame di maturit. (entra in casa)

Mste Gne: (ironico) E bravo Peppino!Con te dopo facciamo i conti! Hai capito?

Peppne: Pap non ho tempo adesso i conti li facciamo domani.

Scena quindicesima

Rocchtte e Mste Gne

Rocchtte: (esce) Mste G! Ho sentito Peppne tornato da scuola?

Mste Gne: S Rocch! Si sta cambiando arriva subito!

Rocchtte: Ho da sbrigare un mondo di carte al comune al sindacato alla posta allesattoria al diavolo che non impicca chi ne ha colpa. Ma pu essere mai che uno per lavorare si deve strafogare di carte?

Mste Gne: Rocch non me ne parlare! Io il negozio lo chiusi proprio per questo. Quando lavoravo vicino alla chiesa dellAnnunziata ti ricordi? Le tasse che arrivavano da pagare non ti dico e non ti conto. Ma allora ancora si arrangiava le scarpe nuove si facevano poi piano piano mi ero ridotto alla sola riparazione le tasse mi mangiavano lo scarso guadagno e chiusi il negozio per venire a lavorare in casa. E qua adesso mi tocca di sentire i continui sproloqui di mia moglie.

Rocchtte: Anchio Mste G! Te ne sei scordato? Con la buonanima di mio padre facevamo i carradori vicino al Calvario poi carretti non se ne fecero pi perch sostituiti dai motocarri. Ed io pensai bene di cambiare mestiere e aprire questo bar mica potevo rimanere a spasso.

Mste Gne: Eh! Cara Rocchtte! I tempi cambiano i vecchi mestieri sono sostituiti da nuove professioni. I colleghi miei chi si fatto ferroviere chi postino chi bidello e ancora chi lo sa dove andremo a finire. Senti qua laltro giorno alla radio ho sentito che i Russi e gli Americani stanno per andare sulla luna. Vogliono andare a fare danni anche lass non bastano quelli che fanno sulla terra guerre e bombe atomiche.

Rocchtte: Poveri noi Mste G! Mb! Vado a prepararmi che appena viene Peppne vado subito a sbrigare questi impicci poi vado a pranzo e torno (rientra nel Bar)

(Mste Gne riprende a fischiettare, si apre la porta di casa esce la moglie che con fare stizzito)

Scena sedicesima

Mmna e Mste Gne

Mmna: Che vuoi fare? Vuoi entrare per pranzare? Peppne ha quasi finito perch deve andare a lavorare tu hai cambiato pensiero? Non la vuoi pi (ironica) lacquasala fresca fresca? (rientra)

Mste Gne: St entrando! St entrando! Quanta pazienza ci vuole con te certe volte mi pento e maledico il giorno che ti ho incontrata. (entra)

Scena diciassettesima

Rocchtte e Peppne

(dal Bar esce Rocchtte con un fascio di carte in mano esce anche Peppne )

Peppne: CiaoRocch!

Rocchtte: Ciao Pepp! Io st andando ci vediamo pi tardi ciao! (fa per andare e ritorna indietro) Pepp! Per piacere prendi quella cassa di birra dal ripostiglio e sistemala in frigo a me fa male la schiena maledetta vecchiaia. Non te ne scordare!

Peppne:Va bene... la metto subito... ciao! (si volta per entrare)

Rocchtte: (fa per andare e ritorna indietro) Pepp! Senti! Vedi che ci sono due filibustieri che vengono per bere e dicono di segnare. Se tornano digli di tornare quando ci sono io.

Peppne: Va bene! Rocch!

Rocchtte: Ciao! (va via ma dopo un p ritorna) Pepp! Unaltra cosa sotto il bancone ce il pacco del caff non ti dispiacere riempi il macinacaff che io non mi posso piegare per il mal di schiena maledetta vecchiaia. Non ti scordare!

Peppne: Signorsi Rocch! Stai tranquillo metto tutto a posto io ciao! (entra nel Bar)

Rocchtte: (che era uscito di scena ritorna) Pepp! Te l'ho detto di mettere la birra la fresco ? unaltra cosa vedi che nella cassa ho lasciato qualche monetina se viene qualcuno per cambiare mandalo a quel paese.

Peppne:(dall'interno del Bar) S...s... Rocche! Vattene tranquillo ci penso io non ti preoccupare!

Rocchtte: (finalmente va via)

Peppne: (esce dal Bar) Ah! Se n' andato finalmente?

(si apre il portone del palazzo esce Delia che si avvia verso il Bar)

Scena diciottesima

Delia e Peppne

Dlia: Cio!

Peppne: Cio! Ma non mi avevi detto che dovevi studiare? Hai cambiato idea? Gli esami sono prossimi anche per te sai?

Dlia: Lo s! Non occorre che me lo ricordi anche tu! Ho finito adesso di litigare con i miei per lo stesso motivo... ma sono troppo tesa...nervosa... non riesco a concentrarmi.

Peppne: Ma tu di cosa ti preoccupi? Non li vedi gli altri... sono cos tranquilli... la promozione con il trentasei non gliela nega nessuno.

Dlia: Io non mi accontento del trentasei come loro... voglio il sessanta come quello che sicuramente daranno a te... io non voglio essere da meno.

Peppne: Ecco che pure lei comincia a fare discorsi femministi... volete per forza sentirvi uguali a noi uomini... perci ormai indossate solo pantaloni?

Dlia: Ma cosa dici? Non per quello... io non sono come quelle stupide delle mie amiche e lo sai... perch non voglio sfigurare nei tuoi confronti.

Peppne: Stai tranquilla... tu sei figlia di pap... ti daranno sicuramente un voto pi alto del mio.

Dlia: Cosa vuoi dire... che sono raccomandata?

Peppne: Dai! Non te la prendere st scherzando... lo so benissimo che sei brava anche pi di me... per riconosci che i raccomandati non mancano e che la scuola non ancora per tutti, un giorno forse... senti! A proposito sai se tuo padre si accorto di noi?

Dlia: La mamma lo sa... e di sicuro glielo avr riferito.

Peppne: Come pensi che la prender? Quando sapr di noi due?

Dlia: Non ti preoccupare... ti conosce... lo sa che sei un bravo ragazzo... non ne far storie.

Peppne: Volevo dire... non sar un problema la differente condizione economica delle nostre famiglie?

Dlia: Mia madre quando l'ha saputo non ha avuto niente da ridire e lo stesso sar per mio padre... non ti preoccupare...

Peppne: Appena avr in mano il diploma mi cercher un lavoro e poi...

Dlia: E poi ci sposiamo!

Peppne: Piano... piano... come corri! Devo prima mettere insieme un gruzzoletto... poi se loro sono d'accordo vedremo!

Dlia: Quando parli cos... ho l'impressione che dopo tutto quello che successo fra noi... tu voglia tirarti indietro.

Peppne: Non hai capito... per te non sarebbe facile adattarti ad una vita di stenti come quella che vivo adesso io... tu sei abituata alle comodit... non ti voglio offrire una vita diversa! E' per questo che non voglio avere fretta.

Dlia: Come sarebbe bello che i nostri figli vivessero in una societ dove non ci fossero pi tante disparit, con ricchi troppo ricchi e poveri troppo poveri, dove tutti potessero avere di che vivere e si volessero bene... si amasssero come ci amiamo noi.

Peppne: E' la societ della fantasia, quella di cui tu parli, per noi con la forza delle nostre idee possiamo contribuire a costruire una societ migliore, dove non vi siano servi e padroni ma donne e uomini liberi che si rispettano e si vogliono bene... questi per sono discorsi che riempiono il cuore e lasciano vuota la pancia.

(entra in scena Mste Ncce, Dlia saluta e va via)

Dlia: Cio! Vado che ho da studiare!

Peppne: Cio!

Scena diciannovesima

Mste Ncce e Peppne

Mste Ncce: Ueh! Pepp! Tu stai oggi ? Rocchtte dov andato?

Peppne: Rocchtte aveva da fare commissioni ma sta per tornare! Tu piuttosto a questora non la fai la pennichella non ti viene sonno dopo aver mangiato?

Mste Ncce: Pepp! Che ti devo dire non sono abituato a dormire di pomeriggio. E da quando non lavoro pi se riposo dopo mangiato poi la notte non mi viene sonno. Quando non dormi pensi e la mia testa non fatta per pensare. Tuo padre non ha ancora ripreso il lavoro?

Peppne: Mste N! E' entrato per il pranzo e forse a questora lo sta facendo lui un pisolino.

Mste Ncce: Gli devo parlare lo voglio ringraziare stamattina mi ha messo un pensiero in testa anzi me lha aperta la testa con un consiglio che mi ha dato.

Peppne: Certo che gli artigiani quando si tratta di dare consigli sono pi bravi del migliore avvocato.

Mste Ncce: Hai ragione! E' proprio vero oggi quando sono tornato a casa e mia moglie ha ripreso il discorso dei nostri beni

(si interrompe perch si apre la porta di casa de Mste Gne che esce indossando il grembiule da lavoro, Peppne rientra nel Bar.)

Scena ventesima

Mste Gne e Mste Ncce

Mste Gne: Mste N! Gi qua stai tu? Comera il pesce fritto? Era saporito ?

Mste Ncce: Il pesce era buono ma sei tu che stamattina mi hai confuso la testa con quel discorso.

Mste Gne: La testa tu ce lavevi gi confusa altrimenti quelle brutte cose non le dicevi.

Mste Ncce: Vuoi sapere il vero? Ci che pi mi ha dato da pensare stata quella frase che mi hai detto che il bene che fai agli altri lo fai prima a te stesso. A casa poi Ccca mi ha raccontato che alla periferia della citt stano costruendo un Villaggio per ospitare i bambini senza famiglia o con famiglie con problemi. Mbeh! Mi sono sentito toccare il cuore e ho deciso che i miei beni e tutti i soldi che ho li devo destinare per questopera

Mste Gne: E fai bene Mste N! Che tu veramente volevi regalare tutto allo Stato ma dove mai si visto! Mbh! Sono proprio contento che le mie parole ti hanno convinto.

Mste Ncce: Con Ccca...stasera andiamo a parlare con Don Ciccio lui sicuramente ci consiglier sul da farsi. Mste G! Grazie tante hai saputo darmi il consiglio giusto grazie ancora Mste G! Arrivederci! (esce fischiettando)

Scena ventunesima

Rocchtte e Mste Gne

(entra in scena Rocchtte che saluta e...)

Rocchtte: Mste G! Che gli ha preso a Mste Ncce? Lho incontrato per strada e fischiettava contento.

Mste Gne: Caro Rocchtte! Quando alla vita fai unopera buona il cuore contento e puoi anche fischiare.

Rocchtte: E che opera buona pu fare uno come lui?

Mste Gne: Ha deciso, con la moglie, di destinare i suoi soldi e le sue propriet in opere di bene.

Rocchtte: Mbah! Comra quello chi poteva credere che potesse fare una buona azione come questa e bravo Mste Ncce! (entra nel Bar e si sente) Pepp tutto a posto?

Peppne: Tutto a posto Rocch! E tardi sto andando via ciao! (dopo poco esce)

Scena ventiduesima

Mste Gne e Peppne

Peppne: Ciao pap! Sto entrando ho da studiare!

Mste Gne: Moh! Pepp! Com questo fatto di te e della signorina Teglia ?

Peppne: Delia si chiama pap ! Chi te lo ha detto mamma?

Mste Gne: Chi me lo doveva dire la cornacchia ? Tua madretua madre mi ha detto che tu e la signorina Teglia.(unisce le due dita indice con gesto significativo)

Peppne: Delia pap! Tu non dici sempre che di quella creta si fanno le pignatte?

Mste Gne: E' vero lo dico ma tu le pignatte le stai facendo o le stai rompendo?

Peppne: Quante ne vuoi sapere vuoi farmi il terzo grado ? Fammi andare ciao ! (entra)

Mste Gne: (lo guarda un po di traverso mentre va via) Eh! I figli ieri erano piccoli il tempo di voltarti indietro e sono diventati uomini ti lasciano e se ne vanno. Eh! "Aveva la saggezza del giusto chi disse che i figli sono in prestito (comincia a fischiettare, in scena da sinistra entra una cliente, da destra entra nel Bar l'Esattore)

Scena ventitreesima

Mste Gne, Cliente e Esattore

Esattre: Buongiorno Maestro!

Clinte: Buongiorno Mste G!

Mste Gne: Buongiorno!... Oh! Buongiorno Carm!

Cliente: (dalla borsa che ha con se tira fuori un paio di scarpe) Mste G! Senti ho bisogno di un piacere. Queste sono le scarpe di mio marito le uniche che ha. Hanno bisogno dei sopratacchi che si sono consumati se potessi sistemarle entro stasera mi faresti un grande favore.

Mste Gne:Sissignore Carm! Le sistemo subito e prima di sera saranno pronte!(consegna le scarpe)

Cliente: Mando poi la bambina a riprenderle dimmi quant la spesa.

Mste Gne:(valuta il lavoro da fare) Ma queste si sono anche scollate tuttintorno va bene va mandami tre cento lire.

Cliente: Tre cento lire ? Mste G! Sei diventato un po caro! Per un paio di sopratacchi tre cento lire? Ma vuoi metterli doro? Che tempo ti ci vuole?

Mste Gne: Ci vuole il tempo che ci vuole Ti stavo dicendo che si sono scollate tuttintorno una fila di puntine non le devo mettere?

Cliente: Non bastano due cento lire? Il lavoro poco mio marito non arrangia neppure due tre giorni di lavoro a settimana.

Mste Gne: Carm! Che ti devo dire mandami quando vuoi va bene?

Cliente: Allora mando due cento lire con la bambina per ritirarle grazie arrivederci!

Mste Gne: Arrivederci Carm! (fra se ad alta voce) Due cento lire vueh! Tu non vuoi vedere che con le scarpe devo mandargli pure unofferta in denaro? Quella mica lo sa che quei soldi servono per comprare almeno il pane! Ma se Don Giunne...mi avesse pagato le scarpe nuove la spesa potevo anche farla sta pensando alla sorpresa mah! (riprende a fischiettare, mentre comincia a riparare le scarpe, dopo un p esce dal Bar l'Esattore che si avvicina al deschetto de Mste Gne)

Esattore: Maestro! La bolletta della luce!

Mste Gne: Ah! (fa finta di non capire)

Esattore: La bolletta della luce Mste G!

Mste Gne: Ancora? Di quant perch al momento mi trovo sprovvisto di contante.

Esattore: Due cento cinquanta lire.

Mste Gne: Se aspetti un po... Nah! Appena consegno questo paio di scarpe te la pago ! Sempre se non hai fretta senn ripassa un altro giorno.

Esattore: Mste G! Ma a te la testa questo ti dice? Ti pare che posso rimanere ad aspettare che tu faccia i soldi per pagarmi la bolletta? Adesso vado via ritorno domani e se non hai i soldi per pagare sar costretto a interrompere il servizio. Cos per vedere utilizzi il lume a petrolio come gli antichi arrivederci! (esce)

Mste Gne: (non risponde al saluto) Che sorta di malverme perci ti chiamano Il giudeo... (imitando l'esattore) se non hai i soldi per pagare interrompo il servizio lo so io che servizio ti volevo fare

(riprende a fischiettare, dopo un p entrano in scena Rocchtte ed anche Margherita con in mano la scopa comincia a spazzare)

Scena ventiquattresima

Mste Gne, Rocchtte e Margherita

Mste Gne: Rocch! Pure da te venuto  il giudeo"? Hai visto come si veste sono sicuro che quello porta jella !

Rocchtte: Non aspetta neppure che sia scaduto il mese passa sempre qualche giorno prima. (guarda a Marghrita con interesse)

Mste Gne: E vero! Neppure venti giorni fa pass per leggere il contatore e mi ricordo di avergli pagato unaltra bolletta!

Rocchtte: (rivolto a Margherita) Marghr! Ti dispiace se con la scopa dai una passata anche qua davanti gli spazzini passano ma tanto per dire raccolgono solo le carte la polvere la lasciano.

Marghrita: Subito Rocch! Una passata vengo a darla pure la davanti.

Rocchtte: Grazie Marghr! Tu si che sei una brava ragazza! Io non capisco perch, i ragazzi di oggi, non tengono in considerazione le ragazze serie come te. Guardano solo a quelle con la minigonna se le mangiano con gli occhi.

Marghrita: Rocch! Forse sono pure io che non guardo a loro li vedo con la testa fra le nuvole. Non li vedi anche tu se ne stanno seduti in villa non lavorono e sfottono anche quelli che passano.

Mste Gne: Non li guardare quelli la quelli chiss che fine faranno non hanno voglia di lavorare. Sono senza mestiere e senza titolo di studio stanno aspettando il posto sicuro. Voglio vivere a lungo per vedere cosa faranno nella vita.

Rocchtte: Adesso tutti aspettano il posto sicuro al lavoro solo gli scemi. Sono finiti i tempi in cui appena nato ti mandavano a lavorare adesso i vecchi tirano la carretta e i giovani seduti comodamente sopra.

Marghrita: (si avvicina e guarda Rocchtte con interesse mentre spazza) Ma non tutti i giovani sono seduti al comodo caro Rocchtte! Ce ne sono anche di quelli che la carretta saprebbero tirarla il difficile trovarla una carretta da tirare io per esempio non lho ancora trovata.

Mste Gne: Rocch! Margherita parla come se fosse gi diventatata vecchia non ha neppure trentanni per sposarsi c ancora tempo. Che poi diciamo la verit i giovani sembra facciano i moderni ma quando si tratta di sposarsi non guardano a quelle con la minigonna vogliono le ragazze serie e senza grilli per la testa.

Rocchtte: Mste G! Io proprio una ragazza cos sto cercando ma non pensare che sia facile trovarla.(rivolto a Margherita) Bisogna sempre sperare cara Marghrita...perch quanto meno te lo aspetti una luce si accende. Anchio la speranza non lho ancora perduta chi lo sa?

Mste Gne: Rocch! Te lo ripeto ancora una voltachi vive di speranza muore disperato!

Rocchtte: Mste G! Te lo devo dire sei monotono va bene!

(lancia uno sguardo a Marghrita che abbassa il suo e rientra in casa anche Rocchtte rientra mentre Mste Gne dopo un po riprende a fischiettare quando si apre il portone del palazzo, esce Don Giunne , ha con se un pacco, si avvicina a Mste Gne e poggia il pacco sul deschetto)

Scena venticinquesima

Mste Gne e Don Giunne

Don Giunne: Mste G! Non ti avevo detto che avevo una sorpresa per te? Eccola! (indica il pacco) Questa la sorpresa!

Mste Gne: Don Giu! Per dire il vero a me le sorprese non piacciono. A volte le sorprese sorprendono chi le fa. Per me oggi la sorpresa migliore stata una bolletta della luce che non ho potuto pagare!

Don Giunne: Mste G! E se ti dico che questa sorpresa risolver tutti i tuoi problemi tu che dici?

Mste Gne: Che devo dire Don Giu! Dico che mi stai prendendo in giro oppure una sorpresa col trucco.

Don Giunne: Senza trucco e senza inganno Mste G! Qua ci sono un sacco di soldi tutti per te ne puoi fare ci che vuoi sono tuoi. Ti voglio fare ricco bastano tutti i sacrifici che hai fatto finora. C un solo vincolo da parte tua da rispettare. A nessuno dico a nessuno neppure a tua moglie devi dire che te li ho dati io. Trova tu una scusa digli che ti son caduti dal cielo.

Mste Gne: Dicevo io che il trucco cra! Comunque grazie Don Giu! Ma mi puoi dire almeno perch mi stai facendo questo regalo? Cosa ho fatto per meritarlo?

Don Giunne: Voglio che tu cambi posizione.. cambi vita viva senza preoccupazioni.

Mste Gne: Don Giu! E appena andato via Mste Ncce che per lavarsi la coscienza sta facendo unopera di bene voi cosa vi spinge a farlo?

Don Giunne: Mste G! La coscienza di Mste Ncce vuol essere lavata e risciacquata con la candeggina. La mia pulita lo faccio solo per la tua simpatia. Ti voglio cambiare la fortuna.

Mste Gne: Io pi che cambiare la fortuna dovevo cambiare la moglie. E lei che mi intossica la giornata con le sue assurde richieste. Ma non che per caso mi stai prendendo in giro?

Dn Giunne: Signorn non una presa in giro! Questa mattina con Donna Chiara, siamo stati dal Notaio per concludere un affare. Ho venduto quelle terre sue vicino al mare che non rendevano niente. Me le hanno pagate ad un prezzo eccezionale. Dicono vogliano fare case di villeggiatura ma chi se le compra?

Mste Gne: E Donna Chiara lo sa che mi stai facendo questo regalo?

Don Giunne: Allora perch ti ho detto che di questo fatto nessuno deve sapere. Questo un pensiero mio. Mi sono detto: a cosa mi servono tanti soldi? Forse se aiuto chi ne ha bisogno posso farlo contento ed ho pensato a te che per guadagnarti da vivere lavori da notte a notte. Tu fai conto che con questi soldi ti ho pagato quel paio di scarpe. Adesso vedi tu quello che vuoi farne. Auguri Mste G!

( rientra in casa)

Mste Gne: (meravigliato non risponde al saluto, rimane a pensare, poi apre il pacco ed alla vista di tanto denaro rimane esterrefatto, lo prende lo guarda in controluce lo conta mentre il sipario si chiude.

Fine primo Atto


(A sipario chiuso un lettore dir...) Come fare per non rivelare a nessuno l'origine vero della sua fortuna, Mste Gne ci pensa e decide che pu risultare credibile raccontare, alla moglie e poi anche al paese, di una vincita alla lotteria, in modo da tenere fede all'impegno preso con Don Giunne, cosicche alcuni giorni dopo...

Secondo Atto

Scena prima

Don Giunne e Donna Chiara

(all'apertura del sipario dalla scena scomparso il deschetto de Mste Gne, si apre il portone esce Dn Giunne la moglie Donna Chiara si affaccia dal balcone)

Donna Chiara: Giovann! Dove stai andando? Ho contato i soldi della vendita... e mancano pi di venti milioni... che fine hanno ftto? Non che te li sei giocati? O l hai dati a qualche amante delle tue? Sei un incapace! Un parassita! Un inetto!

Don Giunne: Io di questo fatto non ne so proprio niente! La borsa con i soldi a te l'ho data! Li hai contati bene? Non pu essere che sono entrati i ladri?

Donna Chiara: Se li ho contati bene? I ladri? In questa casa se c' un ladro quello sei tu! Perci adesso aspetta che vieni con me....andiamo dalle guardie a fare la denuncia! (ironica)Vediamo se lo trovano loro questo ladro.

Don Giunne: Ma da quali guardie dobbiamo andare! Tu chiss dove li hai messi e non te lo ricordi.... hai cercato bene?

Donna Chiara: Dove devo cercarli? Dimmelo tu... perch tu lo sai dove sono andati a finire.... e anchio lo so! Hai capito?

Don Giunne: Stai gridando....stai gridando? Insiste lei! Se ti ho detto che non lo so....non lo so!

Donna Chiara: Non basta che ti sei bruciato tutte le tue propriet? Adesso pensi di attaccare i miei di beni? Ma questa non la vinci! se fin'ora te le ho perdonate tutte... adesso basta!

Don Giunne: Va bene... ho capito... ma tu smettila di gridare.... vado a portare la denuncia... stai facendo una piazzata... la gente pu pensare che hai sposato l'uomo pi stupido della trra!

Donna Chiara: E allora vai... vai tu... a portare la dnuncia cos vediamo dove sono andati a finire questi soldi!

(rientra in casa mentre Don Giunne esce dalla scena dall'interno del Bar Rocchtte che ha ascoltato il diverbio esce per vedere mentre sulla scena arriva Margherita tutta elegante con in mano la spesa)


Scena seconda

Rocchtte e Marghrita

Rocchtte: Buongiorno Marghr! Da dove vieni cos elegante?

Marghrita: Buongiorno Rocch! Sono andata a fare un po di spesa!

Rocchtte: La spesa? E gi da quel colpo di fortuna che ha avuto Mste Gne... ora per fare la spesa non bisogna pi aspettare di consegnare le scarpeora prendi e spandiMste Gine da allora ha smesso di lavorare non mette pi fuori neppure il deschetto!

Marghrita: Il deschetto, la mamma lo ha messo da parte e pap sta andando in depressione proprio per questo. Pensa sono un po di giorni che dice di non sentirsi bene e passa dalla sedia al letto

Rocchtte: Quando vai a casa digli di uscire cos diciamo due chiacchiere. Digli che alla strada manca il battere del suo martello!

Marghrita: Certo glielo dico ma lui dice che non ha voglia di vedere nessuno che sta meglio in casa. (entra in casa Rocchtte la guarda mentre va via e rimane sulla scena mentre ritorna Don Giunne che va a sedersi al tavolo)

Scena terza

Rocchtte e Don Giunne

Don Giunne: Buongiorno Rocch!

Rocchtte: Oh! Esimio Don Giunne! In cosa vi posso servire?

Don Giunne: Servire? Che brutta parla! Semmai favorire! Senti... allra fmmi un favore... portami una birra con una gassosa! ( nell'attesa si accende una sigaretta)

Rocchtte: Subito prontaa per Don Giunne! (entra nel Bar)

Rocchtte: (esce con in mano il vassoio con sopra un bicchiere, la birra e la gassosa le apre per servirle quindi rivolto a Don Giunne) Don Giu! Questa mattina vi ho sentito discutere con la signora ma che cosa successo?

Don Giunne: Rocch! Tu sempre con lorecchio teso ad ascoltare i fatti che non ti riguardano stai?

Rocchtte: Per carit! Io non mi interesso dei fatti degli altrisono gli altri che i fatti loro li mettono in piazza. Ma successo qualcosa ho sentito la signora arrabbiata e preoccupata.

Don Giunne: Rocch! Le donne hanno sempre qualcosa da ridire smarriscono le cose e se la prendono con noi se gli stai dietro ti fanno perdere la carta del navigare. (comincia a sorseggiare dal bicchiere) Moh! Rendi un altro bicchiere e siediti qua bevi con me fammi questonore.

Rocchtte: Lonore tutto mio Don Giu! (entra nel Bar prende un bicchiere lo riempie e si siede) Don Giu! Dopo quel colpo di fortuna ti sei accorto che Mste Gne ha smesso di lavorare ? (confidenziale) Ma sembra che adesso non stia tanto bene non esce di casa non vuol vedere nessuno pare che sia andato in depressione.

Don Giunne: Eh! Caro Rocchtte! Tu cosa pensavi che i soldi danno la felicit? I soldi sono solo preoccupazioni! No ricordi come Mste Gne cantava e fischiava quando era povero? Adesso che ha i soldi non fischia e non canta pi.

Rocchtte: (beve) Dice bene il proverbioChi ha mangia chi non ha mangia e beve ed pure contento. Eh! La saggezza degli antichi! !

Don Giunne: Vuoi sapere la veritRocch? Quando lo sentivo fischiare e cantare un poco mi dava fastidio. Pensare che lui senza un soldo era cos allegro ed io con tanti soldi e propriet non so dove sbattere la testa ti sembra giusto?

Rocchtte:(beve) Don Giu! Ma forse a voi non sono i soldi a darvi preoccupazioni pu essere che sono gli stravizi.

Don Giunne: Di quali stravizi stai parlando? Quello di passare qualche ora al Circolo con gli amici? Questi sono gli stravizi? Per pure tu hai una lingua! Rocch! La tua lingua non ha spine ma punge!

Rocchtte: (beve) Scusa Don Giu! Ma come si fa a credere come dite voi che i soldi sono una preoccupazione? Forse non danno la felicit, per io sono sicuro che con quelli si vive meglio!

Don Giunne: Il fatto caro Rocchtte! Che i guai della pignatta li conosce il cucchiaio! Moh! Quanto ti devo per la consumazione?

Rocchtte: Offre la ditta Don Giu! Non mancher occasione! E scusa ce t'gghje cundradte vedemmne!

Don Giunne: E ci voleva pure! Te la sei bevuta tutta tu!

Rocchtte: Scusatemi! E scusatemi se oggi vi ho contraddetto.

(Don Giunne rientra in casa mentre Rocchtte dopo aver sparecchiato il tavolo rientra nel Bar, dopo poco escono dalle rispettive abitazioni Delia e Peppne che si salutano e vanno via, esce Mste Gne con una sedia che mette davanti alla porta di casa, vi si siede e poggiato il gomito sulla spalliera rimane pensieroso, esce anche la moglie)

Scena quarta

Mste Gne e Mmna

Mmna: (rivolta a Mste Gne) Qua ti sei seduto? Pensavo volessi scendere in piazza!

Mste Gne: Per fare cosa? Devo andare a trovarmi un lavoro ?

Mmna: Non che puoi stare qua tutto ingrugnito a brontolare!

Mste Gne: Eh! Gi! Adesso sono diventato brontolone! Quando cantavo e fischiavo ero cuore contento. Con le donne come fai sbagli! Se non ti avessi sposato adesso potevo decidere con la mia testa.

Mmna: E bene avresti fatto a non sposarmi non avresti messo in croce me! Tu adesso mi devi dire: da dove viene, questa tua idea di aprire un negozio di scarpe?

Mste Gne: Quella unidea che mi sempre frullata in testa. Non vedi che scarpe nuove non se ne fanno pi! Cosa credi che la gente va in giro scalza? Noh! Le scarpe le comprano al negozio anche se sono fatte di colla e cartone le comprano lo stesso. Adesso le scarpe le vende chi non sa neppure se la tomaia il sotto o il sopra delle scarpe.

Mmna: Ma per aprire un negozio tu lo sai quanti soldi ci vogliono? Se li spendi per aprire il negozio non possiamo fare altro. Per ilcorredo a quella figlia come facciamo? E poi veramente mi vuoi costringere in questo buco di casa tutta la vita?

Mste Gne: Non lo vedi che dai negozi si sono arricchiti tutti? Compri a dieci e vendi a cento! Nella zona nuova del paese ci sono tanti locali vuoti quel posto diventer il centro del paesequello il posto migliore per aprire un negozio di scarpe.

Mmna: Ma prima bisogna preoccuparsi del corredo di Margherita e di una casa decente. In quella zona stanno costruendo case bellissime con il bagno e tutti gli accessori

Mste Gne: Seh! E dopo ci mangiamo la casa e quando abbiamo finito ci mangiamo il corredo di tua figlia. Dice il proverbio che la donna bella e pulita senza dote si marita. E poi considera che dal negozio te la puoi fare una casa da una casa non ti puoi fare un negozio se la casa la abiti cosa rende?

Mmna: E se le cose vanno male? Non perderemo tutto! Chi ti dice che proprio da te devono venire per comprare le scarpe. Se facciamo come dici tu ci giochiamo questa fortuna e rimaniamo con un pugno di mosche in mano.

Mste Gne: Mm! Se la fortuna mi ha trovato vuol dire ca lo sapeva dove andare a bussare se ha bussato a casa mia sapeva che non perdeva i passi.

Mmna: Cos vuoi dire che la fortuna la tua e ne puoi fare quello che vuoi non devi dar conto a nessuno. Cosicch... la miseria era di tutti la fortuna invece la tua

Mste Gne: Piano piano quella che tu chiami fortuna sta diventando per me una sfortuna. Perch prima vero litigavamo ma larrabbiatura durava dal tavolo al letto. Adesso gi una settimana che non c pace il discorso sempre lo stesso.

Mmna: Il discorso sempre lo stesso ma tu non lo cambi il tuo pensiero non mi vieni incontro.

Mste Gne: Ma di cosa parli? Io devo venirti incontro o tu?

Mmna: Va bene finiamola! Perch mi sta salendo gi il sangue alla testa. Tu o fai lo scemo o sei scemo. Ma per me te lo dico sei scemo. (rientra)

Scena quinta

Rocchtte e Mste Gne

(dal Bar esce Rocchtte che invita Mste Gne a sedersi al tavolo)

Rocchtte: Mste G! Buongiorno! Come stai? E pi di una settimana che non ti facevi vedere! Sei stato ammalato? Moh! Vieni a sederti qua ti offro un caff e diciamo due chiacchiere.

Mste Gne: (si alza per andare a sedersi al tavolo del Bar) Come devo stare Rocch! Se vuoi sapere la verit. Stavo meglio prima con mia moglie litigavamo ma per cose di poco conto adesso lite continua.

Rocchtte: Con Don Giunne questa mattina proprio di te parlavamo hai smesso di lavorare non ti fai pi vedere. Io ho pensato che forse Mste Gne da quando ha avuto la fortuna ed diventato ricco diventato superbo. Lo prendi un caff?

Mste Gne: Lascia stare Rocch! E meglio di no meglio se rimango calmo se prendo il caff quando torno a casa riprendo a litigare con mia moglie. Il fatto che quella fortuna sta diventando per me una disgrazia.

Rocchtte: Mi vuoi dire che aveva ragione Don Giunne... che i soldi non danno la felicit.

Mste Gne: Quale felicit Rocch! Non ho pi pacela notte non dormo di giorno con mia moglie siamo gatto e cane. Lei non mi capisce lei pensa alla dote della figlia ad una casa nuova. Il mio pensiero invece un altro ma con quella non la vinco.

Rocchtte: Con le donne perde pure il diavolo Mste G!

Mste Gne: Forse proprio il diavolo stato lui che mi ha messo in mano questa fortuna. Forse per misurarmi lanima.

Rocchtte: Mste G! Per un uomo di mondo come te si perde in un frangente simile ! Mi stai facendo credere che si pu vivere meglio senza il superfluo !

Mste Gne: Rocch! Io prima cantavo, fischiavo e vivevo tranquillo. Da quando successo il fatto ho perso la mia allegria. A volte voglio sbattermi la testa contro il muro. Ma possibile che mia moglie non capisce che i soldi bisogna farli fruttare che quando li hai spesi siamo punto e a capo torniamo alle miserie di prima.

Scena sesta

Mste Gne, Mmna, Marghrita e Rocchtte

(escono di casa la figlia con la moglie che rivolta a Mste Gne)

Mmna: (altera)Senti! Noi stiamo uscendo voglio andare a vedere per una coperta e due lenzuola. Non le devo comprare voglio chiedere il prezzo per potermi regolare.

Mste Gne: (arrabbiato) E vai..vai... cominciate a dargli fuoco alla fortuna cosi ci leviamo il pensiero e non ne parliamo pi.

Marghrita: Pap ma cosa dici? Mamma ha ragione per il momento pi importante la mia dote per le altre cose c tempo(confidenziale) da un po di giorni che una persona che conosco mi guarda con insistenza e mi fa i complimenti.

Mste Gne: Tu signor! Apri gli occhi! Perch il fatto lo sa tutto il paesee sai quanti spostati ci sono che si vogliono sistemare? Io sono sicuro che hanno messo gli occhi sui miei soldi prima di guardare le tue bellezze. Hai capito!

Mmna: Ma tu vuoi per forza fare discussioni in strada. Ne parliamo quando ritorno intanto sfogati con Rocchtte... solo lui pu darti ragione perch gli uomini siete tutti uguali siete tutti incaponiti.

Rocchtte: Uh! Mm! Ma... tu quando non sai con chi prendertela te la prendi con il mondo? Perche stai mettendo in mezzo me che non centro niente con i vostri litigi. Io sto bene a casa mia con mia sorella non ho figli a cui dare la dote e nessuna fortuna da spendere.

Mmna: E allora dillo tu a questa testa dura che le sue idee non ce la cambiano la vita. Io sono stufa di vivere nella miseria da una vita che non fa altro che farmi ingoiare veleno. I soldi sono fatti per essere spesi!

Mste Gne: E gi! E quando li hai spesi hai finito di tessere e di filare dicevano gli antichi.

Mmna: Quando una sa filare non ha bisogno neppure del fuso diceva un altro detto antico.

Marghrita: Ma la volete finire lo volete capire tutti e due che il futuro dei figli pi importante delle vostre discussioni. Perch non pensate anche a Peppne che con quei soldi pu continuare a studiare per un avvenire diverso dal vostro pensate a noi e finitela di litigare..

Rocchtte: Ha ragione Marghrita... voi due state pensando a voi e vi siete scordati che prima di voi vengono i figli a loro dovete pensare perch loro lavvenire. Ed anche la dote di Margherita importante.

Mste Gne: Ecco qua! Con la paternale di Rocchtte abbiamo chiuso il discorso. Stai parlando proprio tu che figli non ne hai hai fatto un pontificale che neppure Monsignore farebbe.

Mmna: Ho capito! Oggi non la giornata giusta torniamo a casa questo discorso lo riprendiamo un'altra volta a quattrocchi pu essere mai che non si deve convincere! (rientra in casa seguita da Margherita)

Mste Gne: Sempre questa la conclusione (imitando la moglie) pu essere mai che non si deve convincere. Dopo tanti anni non mi conosce ancoraio piuttosto che dargli retta sono capace di dargli fuoco a quei soldi come voleva fare Mste Ncce... altro che storie!

Rocchtte: Ma cosa stai dicendo? Mste G! Ma pu essere mai che non dovete trovare un punto di accordo? Se tu facessi unazione di queste rischi di separarti da tua moglie sono figure da fare alla vostra et? Per cosa poi per i soldi. Ma forse proprio vero che i soldi sono opera del demonio per mettere in disaccordo le famiglie.

Scena settima

Mste Ncce, Ccca, Rocchtte e Mste Gne

(entrano in scena Mste Ncce sottobraccio alla moglie di ritorno dal Notaio )

Mste Ncce e Ccca: (in coro) Buongiorno!

Mste Gne e Rocchtte: (in coro) Buongiorno!

Rocchtte: Uh! Mste N! Come due sposini stamattina da dove venite?

Mste Ncce: Rocch! Non te lo dissi che con Ccca abbiamo deciso di donare i nostri beni per i bambbini del Villaggio SOS... e questa mattina siamo stati dal Notaio per fare testamento cos dopo la nostra morte i nostri beni passeranno direttamente a loro. Non ti dico come sono soddisfatto ed il merito di questa decisione tutto di Mste Gne...lui mi diede il consiglio giusto. Ora prendi una bottiglia di quelle buone che dobbiamno festeggiare alla faccia di chi ci vuole male.

Ccca: Mste G! Ora posso morire contentailmio augurio che Signore ti protegga e ti dia centanni di buona salute.

Mste Gne: Sono contento anchio perch avete sistemato le vostre cose. Per adesso sono io che ho bisogno del consiglio giusto e non so a chi chiederlo.

Rocchtte: Certo dare consigli agli altri facile. Quando invece devi prendere la giusta decisione tutto diventa pi difficile. (entra nel Bar per prendere la bottiglia per Mste Ncce)

Ccca: Cos successo Meste G? Vedo che non hai messo fuori neppure il deschetto hai smesso di lavorare? Ti vedo mortificato mi dispiace hai qualche problema di salute

Mste Gne: Non un problema di salute ma la salute me la sta levando. Lo soi o e nessun altro quello che st passando. Ma non ne parliamo adesso pensiamo a fare festa per voi.

Ccca: Mste G! Lo sai che puoi fare affidamento sulla nostra amicizia se hai bisogno puoi disporre. E Mmna come sta? Sta bene?

Mste Gne: Sta bene sta bene

Ccca: Moh! Chiamala la voglio salutare e voglio che beva e festeggi con noi.

Mste Gne:(si alza e dall'uscio di casa chiama la moglie) Mm! Esci che Ccca ti vuole salutare!

Mmna: (esce) Uh! Commare ! Come mai da queste parti?

Ccca: Non ti dissi che i nostri beni volevo donarli ai poveri ? Stamattina Don Ciccio ci ha accompagnati dal Notaio per la donazione. Poi Nencce voluto venire a ringraziare tuo marito... Moh! Avvicinati cos bevi con noi ! (esce Rocchtte che versa il contenuto della bottiglia in cinque bicchieri)

Mste Ncce: (alza il bicchiere) Rocch! Mste G! Brindiamo alla salute nostra e pure a quella di chi ci vuole male oggi alziamo il bicchiere perch ci siamo tolti un pensiero il Signore ci aiuti e ci salvi la salute (bevono tutti, poi Rocchtte porta via bottiglia e bicchieri e seguito da Mste Ncce entrano nel Bar per regolare il conto)

Mste Gne: Speriamo veramente che il Signore mi aiuti che mi illumini. La notte non dormo pi tanti sono i pensieri.

Mmna: Se tu i pensieri li cambi finiscono le discussioni e la notte puoi dormire tranquillo.

Mste Gne: Ancora insiste! Finiscila adesso!

Ccca: Mm! L'ho detto a tuo marito se avete bisogno potete disporre del nostro aiuto.

Mmna: Grazie cumm! Ma non questione di bisogno anzi

Ccca: E allora quali sono i motivi di queste discussioni?

Mmna: Come non sai niente della vincita che ha fatto mio marito alla lotteria?

Ccca: Ha vinto la lotteria? Come sono contenta e quanto ha vinto?

Mmna: Preciso non lo so perch mica te lo dice ma sono pi di venti milioni e li vorrebbe investire per aprire un negozio di scarpe. E non pensa che ci sono cose pi urgenti la dote della figlia una casa decente.

Ccca: Madonna Mm! E voi veramente volete litigare per il di pi fate come noi che laccordo lo abbiamo trovato proprio grazie a tuo maritograzie a lui a casa nostra sono finite tutte le discussioni

Mste Ncce: (esce dal Bar e rivolto a Ccca) Ce ne andiamo? Voglio andare in campagna per raccogliere la verdura. Mste G! Il medico mi ha detto che solo quella possiamo mangiare alla nostra et. La carne la mortadella fanno male portano acciacchi e malattie. Tu guarda com il mondo quando eravamo giovani e potevamo mangiarle non potevamo comprarle oggi che abbiamo la possibilit di comprarle non possiamo mangiarle il mondo a testa in gi caro Mste Gne!

Mste Gne: A me il medico non mi fa raccomandazioni come questa. Mi ha detto invece : la mortadella mangiala senza pane, alle uova butta via il guscio e con il veleno fai intossicare gli altri. Ma da pi di una settimana che sto ingoiando solo veleno.

Mste Ncce: Ti capisco Mste G! A casa per mesi stato lo stesso. Meno male che tu mi hai dato quella dritta che ha portato la pace in famiglia. Oggi posso dire di vivere contento e tranquillo. (rivolto alla moglie)C! Andiamo che si fatto tardi!

Ccca: Si andiamo... arrivederci Mm! (si abbraccia e si bacia con Mmna che rientra in casa) Mste G! Grazie grazie mille volte grazieil Signore sar buono con te. Arrivederci!

Mste Gne: Speriamo in Dio! Arrivederci!

Rocchtte: (esce dal Bar ) Sono andati via Mste Ncce con la moglie?

Mste Gne: Si sono andati via Rocch! E sto andando anchio vado a fare due passi in piazza sperando di far svaporare il pensiero ci vediamo dopo arrivederci! (esce)

Rocchtte: Come vuoi tu Mste G! Arrivederci! (rientra nel Bar)

Scena ottava

Mmna e Donna Chiara

(Mmna esce per riportare dentro la sedia che il marito aveva portato fuori quando dal palazzo esce Donna Chiara con la borsa della spesa )

Mmna: Buongiorno Donna Chi! Dove andate di bello ?

Donna Chiara: Buongiorno Mm! Sto andando a fare la spesa Don Giovanni si messo comodamente in poltrona a leggere il giornale. Gli ho chiesto di scendere per fare la spesa ma si stizzato. Mi ha detto che non aveva voglia di uscire gli uomini Mm! Beato chi li perde e povero chi li trova.

Mmna: Non me ne parlate Donna Chi! Io con mio marito non so pi come fare da un po di giorni che non facciamo altro che litigare. Gli uomini credono di capire tutto ma hanno il cervello di una gallina.

Donna Chiara: Io pure in questi giorni mi infastidisce la sua sola presenza. Perch quello ogni tanto ne fa una delle sue che ti devo dire forse alle carte si giocato una fortuna il bello che lo nega.

Mmna: A casa invece la fortuna che arrivata non la sappiamo godere per cosa poi per la sua testardaggine.

Donna Chiara: Moh! Mm! Di quale fortuna stai parlando ? Io non ne so niente !

Mmna: Come non ne sapete niente? Lo sa tutto il paese la settimana passata con un biglietto della lotteria ha vinto pi di venti milioni.

Donna Chiara: Non ne sapevo niente ma sono proprio contenta per voi!

Mmna: Come vi stavo dicendo. Da quando ci arrivata questa fortuna sono cominciati i litigi e le discussioni.

Donna Chiara: Come! Invece di essere felici per la fortuna capitata state a discutere e a litigare?

Mmna: Vi stavo dicendo che mio marito testardo e incaponito. Vuole mettersi nel commercio vuole aprire un negozio di scarpe nella zona nuova del paese. Ma io dico se le cose poi vanno male la fortuna non ce la siamo giocata? Io invece penso sia pi importante una casa decente la dote per quella figlia e se Peppino volesse continuare negli studi possiamo impedirlo?

Donna Chiara: Mbh! Delia mia gli studi li deve continuare su questo argomento c laccordo con mio marito. Bisogna vedere se daccordo anche lei perch con i figli non si sa mai i tempi sono cambiati noi non possiamo decidere del loro futuro.

Mmna: Avete ragione Donna Chi! Adesso i figli decidono loro i consigli nostri non valgono pi ma forse amche meglio cos. Noi che ne capiamo... loro hanno studiato e sanno.

Donna Chiara: E vero Mm! Se mi ricordo ai nostri tempi noi non potevamo decidere su niente erano i genitori che sceglievano per noi anche il marito. Per esempio per me scelsero questo signorino e io non potetti non essere daccordo.

Mmna: Che devo dire il nostro invece fu un matrimonio damore. Lui lavorava in un negozio in piazza con mia madre andavamo a raccogliere le olive e mattina e sera passavamo davanti al negozio dove lui lavorava. Mi mise gli occhi addosso e passava ore ed ore allangolo della strada di casa mia fino a quando non si dichiar e venne in casa. Siamo stati fidanzati per sei anni poi si apr un negozio suo e ci sposammo. Abbiamo vissuto la nostra vita felicemente fino allaltra settimana. Da quando arrivata la fortuna finita la felicit.

Donna Chiara: Mm! A proposito di matrimonio lo sai che Delia mia si frequenta con tuo figlio?

Mmna: Lo so Donna Chi! E noi che possiamo dire se si piacciono e sono contenti loro con una mano e noi con tutte due piuttosto Don Giunne cosa ne pensa di questo fatto lui contento ?

Donna Chiara: Lui non si accorto di niente. Ma uno di questi giorni affronter largomento e pu pensarla come vuole impedimenti non ne pu mettere. Basta ! Da ora in poi le decisioni le deve subire se veramente si vogliono bene e decideranno di sposarsi, saranno loro a gestire i miei beni visto che i suoi li ha alienati tutti.

Mmna: Sono contenta che pure voi la pensate come me. Io a dire la verit ero preoccupata. Dicevo fra me : se Donna Chiara viene a saperlo chiss come la prender. Ma adesso che mi avete detto cosi sono tranquilla e contenta.

Donna Chiara: Mb! Mm! Me ne vado vado a fare la spesa altrimenti oggi non si mangia. Questo discorso lo riprendiamo un altro giorno. Arrivederci! (esce)

Mmna: Arrivederci Donna Chi! (riporta con se in casa la sedia)

Scena nona

Rocchtte e Mste Gne

(ritorna in scena Rocchtte per rimettere le sedie a posto e parla fra s)

Rocchtte: Le donne quando si incontrano ne hanno cose da dire cicici.... cicici... cicici... non la finiscono di parlare di cosa parlano? O sparlano dei mariti o criticano tutto il paese cicici...cicici... cicici... proprio vero che due donne e una papera fanno un mercato. (rientra in scena Mste Gne)

Mste Gine: Rocch! Ma sei scimunito parli da solo?

Rocchtte: Uh! Mste G! Sei tornato? Ti vedo pi tranquillo adesso sono svaporati i pensieri?

Mste Gne: (si siede) Non me ne parlare Rocch! In piazza se ne parli con qualcuno ti danno del fesso. Sai come dicono? Che sorta di scemo ha avuto la fortuna e non la sa godere. il Signore da il pane a chi non lo mastica. Che ne sanno loro com difficile gestire una somma di denaro per uno che non lo sa neppure contare.

Rocchtte: Io non sono bravo a dare consigli. Per una cosa te la voglio dire. Al posto tuo tutti quei soldi li depositerei in banca e vivevo con gli interessi. Mi hanno detto che danno pi del dieci per cento allanno una banca nuova che hanno aperto da poco.

Mste Gne: Ecco qua! Ci avevo pensato anchio ma la scelta sbagliata. I soldi non sono fatti per stare in banca vero gli interessi sono alti ma devi vedere come si svalutano da un giorno allaltro. Non vedi tutto aumenta di valore e il valore dei soldi diminuisce. I soldi in banca sono un capitale morto.

Rocchtte: A me pare... che tu con tutti questi scrupoli che ti fai ti stai avvelenando la vita. Perch non ti fai consigliare da chi ne capisce?

Mste Gne: Rocch! A chi ne capisce fa linteresse suo prima di fare il tuo.poi se ne rimane i soldi sono come lolio si attacca alle mani.

Rocchtte: Mste G! Ma pu essere mai che proprio tu che hai saputo dare consigli a tutti ora per te stesso non sai come regolarti?

Mste Gne: Non che non so come regolarmi il mio pensiero quello giusto. E mia moglie che non capisce e mi confonde le idee. E pensare che senza soldi vivevamo contenti adesso con i soldi non ridiamo pi

Scena decima

Donna Chiara, Don Giunne, Rocchtte e Mste Gne

(entra sulla scena Donna Chiara di ritorno dalla spesa va verso il portone per aprirlo, ma questo si apre e compare Don Giunne)

Donna Chiara: E tu! Stai uscendo? Dove stai andando? Potevi dirlo che dovevi uscire... potevi farla tu la spesa.

Don Giunne: Prima non mi andava di uscire... ora sono sceso perch voglio scambiare due chiacchiere con Mste Gne... tu v... v vai a cucinare!

Donna Chiara: Tu puoi fare cos perch in Italia non c' ancora il divorzio... ti facevo vedere io come ti facevo abbassare la cresta. (rientra)

Don Giunne:( si siede) Buongiorno Mste G! Come va?

Mste Gne: Come va? Male Don Giu! Non ne parliamo ho la testa che mi scoppia di pensieri.

Rocchtte: Don Giu! A Mste Gne... quella vincita gli ha cambiato la vita ma lui dice che stava meglio prima si pu credere?

Don Giunne: Pu essere che un uomo dritto come te si perde quando ha una fortuna da spendere ?

Mste Gne: Quella che voi chiamate fortuna a me sta rendendo la vita amara e mia moglie ci mette il carico da undici.

Rocchtte: Mste G! Senti quello che ti dico a tutti i problemi si trova la soluzione e pure tu la troverai.

Mste Gne: Fosse per me la soluzione ce lho a portata di mano lei che mi contrasta con le sue fisime. E mi guasta il pensiero.

Don Giunne: E tu non fartelo guastare le donne che capiscono quelle si sanno solo lagnare. Adesso indossano i pantaloni perch vogliono il comando per loro. Ma luomo uomospettano a noi le decisioni.

Mste Gne: Don Giu! Ci fanno credere che le decisioni le prendiamo noi ma sono sempre loro che decidono senza il loro consenso non si fa niente mettetevelo in testa.

Rocchtte: Per come mi state raccontando ho fatto bene a non sposarmi chi lavrebbe sopporta tata una moglie che vuole comandare!

Don Giunne: Non lavete sentita prima mia moglie? Tu puoi fare cos perch in Italia non c il divorzio! Perch se ci fosse che potrebbe fare?

Mste Gne: Don Giu! Le donne ne sanno una pi del diavolo non le vedi quando perdono il marito come ritornano giovani! Questo significa che non hanno bisogno di noi anzi per loro noi siamo un fastidio in pi.

Don Giunne: Allora se siamo un fastidio in pi come dici tu cominciamo col decidere di testat nostra e poi vediamo loro come reagiscono. Per esempio cominciamo da te tu come hai deciso di spendere i soldi che hai vinto?

Mste Gne: Volevo aprire un negozio in Viale Pola lei assolutamente contraria io non voglio dargliela per vinta ma se poi le cose vanno male.. chi la sente

Rocchtte: E Mmna si fa sentire e come io ne so qualcosa stamattina se l presa anche con me proprio per questo fatto.

Don Giunne: Lo vedete? Siamo noi uomini che non abbiamo il coraggio abbiamo paura di loro e loro se ne approfittano. Comunque Mste G... se ti posso dare un consiglio io farei di testa mia e lei si doveva rassegnare alla mia decisione

Mste Gne: A dare consigli facile non il primo che mi danno ma poi devi fare i conti con la pace della famiglia puoi stare a litigare ogni momento? Ecco perch la mia testa fuma. (entrano in scena Dlia e Peppne di ritorno dalla scuola, sono euforici per aver superato gli esami con il massimo dei voti, si abbracciano fra loro poi si avvicinano ai presenti e li salutano con affetto)

Scena undicesima

Delia, Peppne, Rocchtte, Don Giunne e Mste Gne

Dlia e Peppne: Sessanta! Sessanta!

Don Giunne: Mbeh! Che sono queste confidenze! Voi due perch vi state abbracciando?

Dlia: Pap come non lo sai... non te l'ha detto la mamma... con Peppino siamo fidanzati e appena lui trova lavoro vogliamo sposarci.

Peppne: E' vero! E' quello che vogliamo fare appena possibile!

Mste Gne: Come! Don Giua! Non lo sapevate questo fatto? A me mia moglie me laveva detto perch pure io non ne sapevo niente. (rivolto ai ragazzi) io per mi domando e dico: siete ancora cos giovani e vi volete legare questa palla al piede?

Rocchtte: Mbh! Come sono contento allora si deve bere? (entra nel Bar per prendere da bere)

Don Giunne: Subito lui! Ma cosa c da festeggiare?E comunque di questo fatto dobbiamo parlarne prima in famiglia...non correte e poi queste non sono cose che si decideno in mezzo alla strada.

Mste Gne: Moh! Come ! voi non siete daccordo ?

Don Giunne: Sono daccordo e non sono daccordo ! Con mia moglie si era deciso che Delia doveva continuare gli studi ma per i giovani le decisioni dei genitori non contano niente.(rivolto ai ragazzi) per il momento non ne parliamo!

Dlia: Io non so perch tu devi rovinare sempre tutto... da voi non vogliamo niente... noi possiamo essere felici anche senza il vostro aiuto e Pppino d'accordo con me... voi non potete decidere della nostra vita.

Peppne: Vogliamo costruire insieme il nostro futuro... ci vogliamo bene e tanto basta.

Mste Gne: Scusate ! Ma che fretta c ? E pure voi dateci il tempo di digerire questaltra novit !(si ferma un attimo a pensare) ma non che non solo questa la novit noh !(i due ragazzi abbassano gli occhi)

Don Giunne: E abbiamo capito anche questaltro fatto! Andiamo che si fatto tardi... portiamo questa bella notizia a tua madre. (si alza e va via seguito da Dlia)

Mste Gne: Uh! Pepp! Ti domandai se le pignatte le stavi facendo potevi dirmelo che invece le stavi rompendo ! Andiamocene via anche noi ! (entra in casa seguito da Peppne)

Scena dodicesima

Rocchtte e Marghrita

(rientra in scena Rocchtte con in una mano una bottiglia e sull'altra il vassoio con i bicchieri, rimane perplesso nel vedere che sono andati tutti via e rivolto al pubblico)

Rocchtte: Cos successo? Sono spariti tutti? Ma cosa gli preso? Sembravano tanto contenti! Io pensavo di festeggiare il fidanzamento invece pare che il matrimonio gi scombinato.. (entra in scena Marghrita che va verso Rocchtte)

Marghrita:(con espressione mortificata) Rocch! Lo hai saputo? Peppne si fidanzato con Delia!

Rocchtte: (poggiate sul tavolo vassoio e bottiglia) Come non lho saputo! Mi ero preparato per un brindisi e sono scappati tutti. Ma cos successo?

Marghrita: (quasi piangendo) Cos successo? E successo che Peppne si deve sposare e subito! Deve sposarsi prima di me che sono la pi grande. Non si fa cos!

Rocchtte: Come subito? Perch tutta questa fretta? Ma ci sono novit in arrivo?

Marghrita: Si ! Rocch! Che ti devo dire ? Noi non ne sapevamo niente perci adesso si devono sposare ed anche in fretta perch fra sei mesi nasce hai capito ? E io devo passare dietro.

Rocchtte: Non dire cos pu essre pure che tu ti sposi prima di loro. Se sei daccordo con il mio pensiero.

Marghrita: (imbarazzata) Di quale pensiero parli non ti capisco. Come posso sposarmi prima di loro se non ho ancora un fidanzato ?

Rocchtte: E vero ! Il fidanzato non ce lhailo so ! Per se tu mi dici di siil fidanzato lo hai gi trovato. Perch io gi da un po di tempo che ti avevo messo gli occhi addosso ma tu non te ne accorgevi.

Marghrita: (ancora pi imbarazzata) Madonna mia ! Rocch! Cosa mi stai dicendo ? mi hai preso alla sprovvista non so neppure come risponderti.

Rocchtte: Non devi rispondermi subito pensaci e poi mi dai una risposta. E vero per te sono forse un po anziano ma tu stai tranquilla che con me puoi fare la signora. Se tu sei daccordo prepariamo in fretta i documenti e ci sposiamo prima di loro

Marghrita: (che si ripresa dalla dichiarazione de Rocchtte) Se vuoi sapere la verit a me la cosa non dispiace ma non so come la prenderanno i miei quando glielo dico!

Rocchtte: Se tu sei contenta loro non dicono di no. Io sto guadagno bene la casa ce lho vuota mancano solo i mobili e di quella casa tu puoi essere la regina.

Marghrita: (prende coraggio e lo abbraccia) Rocch! E proprio vero che quando pensi che si sia chiusa una porta si sta aprendo un portone. Adesso vado e glielo dico! (rientra in casa)

Scena tredicesima

(Rocchtte rimane in scena ad ascoltare)

Marghrita: Pap! M! Volete sapere? Rocchtte mi ha detto che pronto a sposarmi!

Mmna: Rocchtte? Il Barista ?

Mste Gne: Marghri! E tu cosa gli hai detto? Che sei daccordo? Quello ti pu essere padre forse ha ventanni pi di te! Ma ti vuole bene?

Marghrita: Non mimporta che ha ventanni pi di me mi ha detto che mi vuole bene. E a me non dispiace posso dirgli di si?

Rocchtte : (si frega le mani)

Mste Gne: Figlia mia! Tutte queste novit in una volta sola!

Mmna: Tu forse le novit le volevi poco per volta quando te lo dicevo io non ci credevi. Adesso vedi? arrivato il momento per luno e per laltra. Sei incaponito! Te lo dico e te lo ripeto!

Mste Gne: Hai ricominciato con le tue prediche? Non ne puoi proprio fare a meno? Non ce la faccio pi basta! Mi devo rimettere a lavorare e i soldi li devo rimandare da dove sono venuti!

Rocchtte :(rientra nel bar)

Scena quattordicesima

Tutti in scena

(Mste Gne esce con il deschetto che posiziona nel solito posto e rivolto alla moglie ferma sulla porta di casa)

Mste Gne: Adesso basta mi sono stancato non voglio pi saperne. Voi fate come volete io da parte mia ho deciso quei soldi non li voglio. Hanno portato in casa mia solo tribolazioni sono opera del diavolo non li voglio! (prende il pacco dal cassetto del deschetto e si avvia verso il portone di casa de Don Giunne bussa e ad aprire si presenta Donna Chiara alla quale mette in mano il pacco) Donna Chi! Questi sono i soldi non li ho vinti alla lotteria sono vostri me li aveva dati Don Giunne per farmi stare meglio ma mi hanno fatto la vita pi amara di prima. Non li voglio sono dannazione. Da quando meli ha dati ho perso la pace. Io prima cantavo, fischiavo ed ero contento e voglio continuare a cantare a fischiare ad aggiustare scarpe vecchie. E domani come viene viene!

Mmna:(meravigliata dalla dichiarazione del marito) Che sorta di imbroglione non li aveva vinti alla lotteria ueh! Erano di Don Giunne... mi ha fatto credere quello che non era! Ma se le cose stanno cos neppure io li voglio ridaglieli indietro. Le ricchezze non sono fatte per i poveri. Hai ragione tu si vive meglio con il poco!

Donna Chiara: Ecco doverano andati a finire i soldi ed io che ero convinta se li fosse giocati. Allora mio marito non come pensavo uno spostato donnaiolo. Li aveva dati per fare unopera buona. (esce dal portone di casa Don Giunne)

Don Giunne: Ti sei sbagliato anche questa volta. Non era per fare unopera buona. stato perch era stanco di sentirlo fischiare e cantare anche se non possedeva nulla. Ho provato ad arricchirlo per vedere se anche con i soldi fosse uguale. Adesso lo so che non sono i soldi a dare la felicit.

Donna Chiara: questi soldi per me erano andati perduti non li rivoglio neanchio Delia! Peppino! (entrano in scena uscendo ciascuno dalla propria casa e si abbracciano al centro della scena) questi soldi sono per voi... serviranno per il matrimonio e per mettere su casa.

Peppne: Allra possiamo sposarci? Non ci sono problemi?

Dlia: (torna ad abbracciare Peppino) Che bello...

Donna Chiara: Certo siamo d'accordo? Potete sposarvi ed essere felici... Mste G! Voi non siete daccordo ?

Mste Gne: Io per me certo che sono daccordo ! Mm! Tu cosa ne pensi ?

Mmna: E io posso dire di no ? se loro si vogliono pure noi vogliamo !

Don Giunne: Allora se siamo tutti daccordo possiamo aprirla una bottiglia ! Rocch!

Rocchtte: (esce dal bar) Cosa sta succedendo ?

Don Giunne: Prendi una bottiglia dobbiamo festeggiare il matrimonio si fa !

Rocchtte: Si fa? E Marghrita cosa ne pensa? Lo permette?

Mmna: Ne abbiamo parlato daccordo! Quando esce ti dar la risposta(chiama) Marghr!

Marghrita: (entra in scena)

Mmna: Cosa devi dirgli a Rocchtte?

Marghrita: Rocch! In verit loro non erano molto daccordo per quando gli ho detto che di me sei innamorato anche loro si sono convinti. Ed ora posso dirti di si ti sposo! (gli va incontro e lo abbraccia)

Don Giunne: Rocch! Allora prendila questa benedetta bottiglia brindiamo anche alla riuscita di questaltro matrimonio.

Rocchtte: Subito! (esce subito dopo con la bottiglia dello spumante ed il vassoio con 8 bicchieri li posa sul tavolo apre la bottiglia aiutato da Margherita, mentre gli altri si abbracciano fra loro, lui riempie i bicchieri e tutti brindano. )

Mste Gne: (rivolto al pubblico con in mano il bicchiere del brindisi dir....)

Questa storia di stasera,

inventata, non vera,

per dire, cari amici,

che si pu esser felici,

la ricchezza di un tesoro,

puoi trovarla nel lavoro,

per star bene con se stessi,

abbandona gli interessi,

la famiglia un gran valore,

per tenere in pace il cuore,

la morale della storia?

Tutti i salmi finiscono in gloria.-

( il sipario si chiude)

FINE DELLA STORIA

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