La fortuna è cega ma la sfiga…

LA SFIGA FENITA

TORRISI PAOLO

LA FORTUNA CEGA MA LA SFIGA CE VEDE

Farsa in tre atti

in vernacolo anconetano

Questa la comica storia dei cugini Pezzotta: Umbert, Manuele e Beniamino. Lo zio Nicola, ha lasciatouna consistente eredit accompagnata da un testamento olografo, dove specificato a chiare note che potr entrare in possesso dell'intera eredit il nipote che avr un figlio maschio. Questa condizione testamentaria espressa crea delle situazioni esilaranti e grottesche, in quanto Umbert: l'unico sposato, ma senza figli e abbandonato dalla moglie; Manuele: uno scapolone che non crede al matrimonio e Beniamino: ha espresso la volont di entrare in convento. Se la volont espressa dal zio Nicola non trova adempienza: dell'eredit ne benificer la Caritas...Naturalmente, come al solito, il finale della comica storia sar a sorpresa!..

PERSONAGGI U 6 D 4

n.b. -La commedia depositata presso la S.i.a.e. n 869102; Codice n 142689

Prof.Torrisi Paolo via Abruzzo,3.60025-Loreto (AN)

torrisipaolo@virgilio.it ; tel.071/978063; cell. 349-7824237

***Per facilitare la lettura in calce vi un piccolo glossario.

Paolo Torrisi

La fortuna cegama la sfiga ce vede!

personaggi:

Umbert Pezzotta pensionato

Manuele Pezzotta cugino

Beniamino Pezzotta cugino

Videlmo Canonici amico

Angela Canonici sua figlia

Marisa Pezzotta vedova

Adele Pezzotta sua figlia

Ricci Asdrubale notaio

Graffigna Modesto avvocato

Teresa serva

Annetta portinaia

PRIMO ATTO

Lazione si svolge, per tutti e tre gli atti, a casa dei cugini Pezzotta e precisamente nella sala dentrata, che fa pure da tinello.

Lentrata comune in fondo ed al centro; lateralmente a dx vi una mezza quinta che porta in un corridoio, zona notte; di fronte a sx, ve ne unaltra che porta in cucina ed in altre stanze.-

A dx vi un divano e due poltroncine divise da un tavolino. A sx un tavolo con tre sedie.

Alle pareti vi sono appesi alcuni quadri raffiguranti: Garibaldi e scene di guerra; ed altri raffiguranti: Santi o scene mistiche.

Scena 1^:-Teresa Ginetta

ANNE- Dav?El Console j ha scritto da lAmerica? De mano sua?

TERE- Propio lu' no!S rivolto al Municipio che ha fattu na ricerca de tutti i Pezzotta de la pruvincia e a la fine risultato che se trattava dei Pezzotta de Lureto.

ANNE- Ah, ecco! E ad quanti sariane a spartisse steredit?

TERE- Quattro. I do cugini che stanne n casa ch, el signor Umberto, quellu che sta a Castello e la signora Marisa.

ANNE- Chi quella che 'gni tantu viene ch? Quella che c'ha la fija cantante?

TERE- Cantante ad...! Che studia da cantante.

ANNE- Ardate che fortuna che j capitata a cussora!?

TERE- Che po' nun ce n'avriane manco bisogno!Specie a sti do, che nun je manca gnente!

ANNE- So tutte do rmastiDapressitantu tranquilli!

TERE- (afferma) Sc, sc, tranquillissimi!Solo che nun la pensane a lu stessu modo: uno tuttu roscio: Mazzini, Garibaldi e lu sbarcu dei mille e laltro bianco: tuttu Santi e Madonne!

ANNE- E gi! Me pare che el signor Beniamino se vole fa prete, ve?

TERE- PareCusc uno far el prete e laltru(tuona) Jezo! El tempu se guasta!

ANNE- Nuvole de passaggio!

(CAMPANELLO)

(a Teresa che accenna ad andare ad aprire) Sta qua! Ce vago io (andando) so' o no la purtinaia? Solo che nvece de esse' qua, duevo sta' nte la guardiola! (via)

TERE- Chi sar mai?

SCENA 2^:-Canonici Angela Teresa poi Beniamino.-

CANO- (entra seguito dalla figlia) Permesso?Disturbiamo?

TERE- Prego, signor CanoniciBuccate! Per nun c niscice so solo io!

CANO- Ah!Pensi che tarder tanto a rientrare il signor Beniamino?Perch siamo venuti a trovare lui

TERE- Me limmaginavo!Nun duvria tarda tanto!Prego, cumudateve!

CANO- (andando verso il divano e lasciando poi il passo ad Angela per farla sedere verso il lato laterale) GrazieSiedi Angela!Questa mia figlia Angela.

ANGE- (timida - stata sempre a testa bassa, molto vicino al padre... Accenna un inchino col capo)

TERE- Piacere !

CANO- Sai, lho in casa per pochi giornideve ritornare in convento per prendere i voti!

TERE- Ah!?Ha propio deciso!? Vojo d: se fa monaca-monaca?

CANO- Non fa che seguire la sua devozione!Cos, pure io avr una suora in famiglia!

TERE- Sc,sc na bella cosa!Ma me pare che na bella ragazza, cume a lia, pudria pure pensa a pij marito!

ANGE- (mortificata) Ma pap!

CANO- Non timpressionare cara!Marito? Cose per tutte! Bisogna prepararsi per il bene in questa vita, per poi riceverlo nellaltra! Non m'importa restare solo, pur di offrire questa bellanima al Paradiso!

TERE- Sar!Se lu dite vo che praticate le canoniche

ANGE- Ma non pensa alla gioia di essere la sposa del Signore?

TERE- Sc, ma Lu' ce nha gi tante

CANO- (d colpetti di tosse)

TERE- (c.p.) Ma pap!

CANO- Tarder tanto il signor Beniamino?

TERE- E scappato cu' so cugino Manuele, pe affari de famija!

CANO- Se non disturbiamo: aspettiamo!

TERE- E ve cunvie, anche perch me sa che el tempo

(CAMPANELLO)

Devene esse lora(andando) Con permesso(esce)

ANGE- (preoccupata) Pap!

CANO- Non ti spaventare Angela! Il signor Beniamino una brava persona.

BENIA- (entra e va) Oh signor Canonicimi dispiace di averla fatto aspettare (stretta di mano, poi timidamente fa cenno di saluto con il capo) Signorina

ANGE- (risponde allo stesso saluto)

CANO- Avevo piacere che mia figlia Angela, prima di prendere i voti, conoscesse una persona pia e religiosa come lei!

BENIA- Troppo buono, signor CanoniciComodi! Dunque tra pochi giorni Lei sar felicechiss io, invece

CANO- Mi pare davertelo detto, Angela, che lui si fa prete.

ANGE- S pap, me lhai detto!

BENI- E chi mi ha incoraggiato a fare questo passo stato suo pap, dandomi sempre dei buoni consigli. Sono tanto felice e penso che mai me ne pentir!Oh, mondo! Cos questo mondo?Me ne sono reso conto proprio oggi in una riunione di famigliaGlielho accennato, signor Canonici, cheravamo stati chiamati in Municipio?

CANO- S! E risulta ch un vostro parente quel(mimica di morte) Pezzotta?

BENI- Proprio cos, uno zio.

CANO- Ah!E ha lasciato un testamento?

BENI- Un testamento, a dire il vero, molto originale!

CANO- Originale?

BENI- Originalissimo! Desiderio di questo defunto zio, era quello che il nome dei Pezzotta non si estinguesse ed escludendo nostra cugina Marisa, ha lasciato eredi noi tre cugini maschi: io, Manuele e Umbertoad una condizione: che prendiamo moglie, diventando poi erede universale quello che avr per primo un bambino.

CANO- Si, originale! Ma cosa gli venuto in mente?!?

BENI- Attenzione! Se non ci sar questo figlio maschio: entrer come erede universale, la Caritas.

CANO- Bene!Che strano, per!

BENI- Ora, di noi tre, lunico sposato, da dodici anni, Umbert, ma resta subito scartato, per il fatto che separato, quindi come aventi diritto, restiamo io e Manuele.

CANO- Il denaro fonte dimbrogli e di discordia! Alla fine la cifra che si erediter sar di una consistenza cos esiqua, che come al solito, dar pi fastidi che altroInsomma, come si dice: Sar pi la spesa che limpresa!

BENI- No,no!si tratta di una sostanza imponente. Pare che il Console abbia ritirato dalla Banca oltre un miliardo!

CANO- Un(incredulo)

BENI- miliardo!E calcolando i terreni e i palazzi da vendere, sembra che si possa arrivare ai cinque miliardi!

CANO- Cinque

BENI- miliardi!

CANO- Angela, hai sentito?(rimane stordito e lingente somma fissa nella mente fino allentrata di Umbert)

ANGE- S, pap!

CANO- Cinque miliardi! Quando uno non se lo aspetta

( TUONO)

una cosa che impressiona! (tuona)

BENI- S, ma sono burrasche passeggere

CANO- Cinque miliardi(tuono)che acqua!Che acqua!(rimane assorto)

BENI- E gi!E cos, signorina, vuol dire che fra pochi giorni.

ANGE- S, fra pochi giornipap mi accompagner in conventoVero pap?

CANO- Scinque miliardi! Ma chi poteva immaginare

BENI- E gi!Prima cera il sole!

ANGE- S...col sole di questa mattina

CANO- E gi, col sole di cinque

TERE- (entra e attraversando la scena ) Scusatevago a chiude la fenestra, senn de l sallaga tutto! (Esce)

BENI- Che cambiamento improvviso, eh signor Canonici?

CANO- Eh?

BENI- Dico che sembra il diluvio universale.

CANO- Si,siuniversale!

CAMPANELLO

BENI- Teresa, suonano!

TERE- (entra e va ad aprire) Ho 'nteso...Ecchimevago!

ANGE- Noi come faremo a ritornare a casa, pap?

CANO- Cinque miliardi

ANGE- Pap?

CANO- Eh?

ANGE- Come si fa a ritornare a casa?

BENI- Ma non occorre andare via subito, magari fra cinque minuti pu ritornare il sole, non le pare?

CANO- E gi, fra cinque miliardi

SCENA 3^:-Detti pi Umbert e Teresa.-

UMBE- (entrando con Teresa) E inutile che me dighi de no!. Quesse so cose che capitane solo a me!

BENI- Oh, Umbertti sei bagnato?

UMBE- Sentitelo, oh!me dice se so bagnatoArdateme, paru la cascata del Niagara e me dice(strizza la giacca)

TERE- Cusa fateme bagnate tutto el pavimento!

UMBE- Ma porca paletta, se nun la strizzu me pare de sta a mollo cume el baccal! (cessa di piovere e a poco a poco spunta il sole)

TERE Spettate benedettomo, che ve vago a prende la giacca da camera del signor Manuele! (esce)

BENI- Umbert, dimme cum ndata.

UMBE- E ndata ndata che veniva gi acqua bagnata! Stacevo al corso... cosoBoccalini, quanno ha cumenciato a piove, ma ho continuato a camina, me so ditto tra pogo smette. Macch! A ogni passo veniva gi pi forte! Se stacevo in piazza de la Madonna, almanco me saria riparato sotta aj archi. Che po, a pensacce be, saria stato lu stessu, perch lhanne fatti cusc alti, che ne piji tanta quanta ne casca!So proprio sfigatu, porca paletta!

TERE- (ritorna con la giacca da camera) Se metta questa, su( lo aiuta a sfilarsi quella che ha addosso) Forza

UMBE- Fa pian, oh!Me voj purta via pure el braccio?

TERE- E che la stoffa cu lacquastoffa inglese, ve?

UMBE- De Biella!Me lha venduta n amico!

TERE- E se vede, che cosa de amici!

UMBE- Guarda che la stoffa bonaper questa na giacca che quanno piove bisogna rmane a casa(che ha tolto e messo quellaltra giacca) Grazie! (sternuto)Al, ce manca che pijo el cimurro!

TERE- Ma no, basta che fa un po de moto

UMBE- Sc, che nho fattu pogo!Pe' pij meno acqua: me la so fatta tutta de corsa. Quanno piove, uno se mette a camina pi svelto, cure, perch pensa che ne pija de meno e nvece sbajaSc oh, sbaja! Perch se te fermi: te piji solo quella che casca ndo te trovi, nvece se curi: te pij pure quella che sta davante!

TERE- Ndamo, pijate la roba che cete, perch io le ma nte le saccocce dej altri nun ce le metto!Stanne ch le tasche, ndo le ndate n cerca?

UMBE- E mettete drittate metti tutta storta, de sghinciopo so io che nun ce vedoCe vedo benissimo io!Solo che quanno umido me sappannene j occhiali(tirando fuori: elenca) Ecco qua: la chiave de casael portafojoel fazzoletto(ha preso la fodera della manica)

TERE- Ma no, questa la fodera de la giacca!

UMBE- Ahecchilo!Lho preso!

TERE- Ete preso tutto? Ad la metto a sciucca vicinu al cam!

UMBE- Stacce 'ttenta: nun me la fa n gratella!

TERE- E cus, ad sgambio na giacca pe na bistecca? (via)

CANO- Teresa sa quello che fa!

UMBE- Me pareva che cera qualchidu!

BENI- El signor Canonici, con la figlia Angela!

UMBE- (scambia il padre per la figlia) Oh, tanto piacere! Ho saputo che lei si fa monaga!?

CANO- Ma io sono il padre, Angela qui!

UMBE- Lu vedo!E Manuele rturnato?

BENI- Ancora no!

UMBE- De sciguro lu' nun s bagnatu! Certe cose capitane solo che a me!Se me metto a fabriga pettini: nascene tutti senza capelli!Je lhanne ditto, signor Vescovi

BENIA- Canonici!

UMBE- VescoviCanonici sempre la stessa famija!Dicevo, je lhanne ditto del testamento de z Nicola? De sciguro nte la testa ce duveva ave qualche pallino in pi pall!? Me sa che ceva na cangia de bocce! Vole che pijamo moje! Me diga lei, so sfigatu o no? Io ce lho da dodici annima dopo sei mesi m scappata sa n'antroE po dicene da nun crede a certe cose!Ve lu vojo raccunta: quanno so ndato al Municipio pe di de sc씅io salivo e n'antro scendeva le scaleje sbigia n piede e cumencia a ffa le scale a tre a tre, finch riuscito a 'taccasse nte la ringhiera de ferronotate be: de ferro, e se ndrizza! Dopo sei mesi lho ncuntrato e mha ditto cheva ereditato trecento milioni! Io nvece, mentre scendevo, felice e cuntento: me sbigia n piede e cumencio a scaracullamme, ma me so taccatu ntel passama de legno, notate be: de legno e me so ndrizzato. Dopo sei mesi m scappata la moje e po cu chi? cu uno dei testimoni mia! Quanno uno nasce sfortunato nun c gnente da ffa! E d che oggi, quanno so ndato dal Nutaro, nte le ma strignevu la chiave de casaPi ferro de quellu!

CANO- E lei crede a queste cose?

UMBE- Ce credo sc! Quannu uno sta be, cusa je dice el duttore? Lei c'ha 'na salute de ferro! Miga je dice Lei c'ha 'na salute de legno! A uno che debule defatti je dice: Faccia la cura del ferro! Miga je dice: Faga la cura de la segatura! Del ferro! Quello manda gi do binari del treno e a posto!

BENI- Daccordo, tu puoi pensarla come ti pareper quello che ti successo stata pi una fortuna che una disgrazia: non era la donna per te!

CANO- Si vede chiaro che stata la mano della Provvidenza!

UMBE- La ma de la Provvidenza, va be', ma io ad rmano fora concorso!Si figuri, signor monsignore...

BENI- Canonici.

UMBE- si figuri che nun erane manco sei mesi cherimi spusatina sera rtorno a casa, boccu ntel purt e l pe terra te vedo un coso che pareva un pacchettonun distinguevu be era una de cule giurnate umide cheme basso e tocco pe vede mejo cusera: me te riva na sgranfignataera n gattaccio nero! 'Ndamo avante! Fago le scale, opro la porta*entro, *vado nte la stanza da letto(a ogni asterisco: Beniamo sospinge il cugino verso la sedia a dx)

BENI- Umbert, lassa perde!

UMBE- Ah, pe via de la monigasc,sc(siede e lazzi) (si alza) Per je la vojo raccunta! Boccu drento la cambura, me colco ndo ce staceva mi moje, la mia sposa, me labbracciome la baciosento una barba*

UMBE- (come prima, poi si alza)era lamigo, el testimone!

ANGE- Ma pap!?.

BENI- (lo sospinge) Umberto, per certe cose

UMBE- Pe via de la monigaNun ce pensavo! Te digo nun ce pensavo!(siede)

CANO- Non aveva visto bene?

UMBE- E gi! Era una giornata umidaLemo giustata, nun se necorta!

BENI- Ma che bisogno c da raccontare certe cose? (va a sedere)

UMBE- Porca paletta, se ste cose nun le digo: scoppio!(mimica, poi alzandosi) Pe fenilla: s accoppiata cu quello de la barba e nun se sa ndo so ndati a fen!

ANGE- Ma pap!?

CANO- E finita!E finita, Angela cara. Vero che finita?

UMBE- E fenita sc! Vole che me la rpijo cu me dopo ch stata cu quellu de la barba?E cusc, riguardo al testamento, pe me la strada chiusa! La fortuna proprio cega: tant che a me nun mha mai visto! Che sfiga, oh! E po nun ho manco pensato a chiede el divorzio!

CANO- Non dica delle eresie!

UMBE- Bisogneria d de peggio, porca paletta!De tre nipoti che semo: manco uno pole av leredit. A me scappata la moje! Beniam: se fa preteEmanuele: ha pi de sessantanni e ormai nun manco a mezzo servizio! Nun se tira su, manco se je soni el piffero!

ANGE- Ma pap!?.

BENI- Umbert!

UMBE- Gipe via de la moniga(sospinto)ma po cusa ho ditto?Nun se pole d el piffero?.

CANO- Ormai ritornato il sole!

UMBE- Ecco ritornato il solecusc lemo giustata nantra vo!Sta tranquillo che la moniga nun ha capito gnente del piffero!

CANO- A quanto pare, allora, solo lei, signor Beniamino, potrebbe uniformarsi alla volont dello scomparso

BENI- Ma lei conosce gi la mia volont

CANO- Certo, prima di tutto la vocazioneper considerando

UMBE- Lu' bello che considerato, se fa prete!

ANGE- Pap!?

CANO- Sdal momento che il tempo si rimesso: noi leviamo il disturbo. Angela, andiamo

ANGE- (seguendolo) S, pap!

CANO- Saluta questi signori!Signor Beniamino!Signor Umberto(si avvia)

ANGE- (a Beniamino d la mano e a Umberto far un inchino col capo)

UMBE- Riveriscoriveriscosorella, sorella(alla statua) Signorina lei si trattiene ancora qua?

BENI- Ma ti metti a parlare alle statue?(va verso centro scena)

UMBE- Ma la statua, prima staceva de l!

BENI- Gran brava persona culomoE un padre modello!

UMBE- Modello de cosa po? Vole ffa' la fija moniga pe sparagn su la dote Anzi je mancane i quadr!

BENI- Prima ne aveva

UMBE- Ma se a Scirolo c ha tre appartamenti?! (ha battuto contro un mobile)

BENI- Ma sta attento!

UMBE- E' cusc che se mettene i mobili?

SCENA 4^:- Detti- Marisa-Adele-Manuele.-

MANU- (entra seguito dalla sorella e nipote) Ecchime!Entrate! Ciao, Umbert!

MARI- (entrando) Bona, Umbert!Ce sai pure tu!?

UMBE- Bona! Ricambio el saluto alla parentela disgraziata!

MANU- Enn, che caldo ch drento!Fora c un sole che se nte la ma ce metti na fetta de pa ce fai la bruschetta!

UMBE- Ess! La burrasca era tutta dedicata a Umbert Pezzotta. Nho preso cusc tanta che me so dovuto mette la giacca da camera tua!

MANU- (sfottendolo, ride) Vedo che te sta propiu be!

UMBE- Cu ridi?A me sta larga, perchCusa ridi granturco? Ma sai proprio stupido, sa!? Mettete, na giacca de quelle mie e po vedemo chi ride! Vo lete presa lacqua?

MARI- Manco na goccia! Quanno ha cumenciato a piove semo entrati ntel bar del corso e ce semo presi 'n aperitivo!

MANU- Chi c'ha un po de cervello fa cusc!

ADEL- Ma scusa zio, non pudevi riparatte ntun purt?(va a sedere nel divano, verso la parte esterna)

MARI- Ntun negozio(segue la figlia, nella sedia accanto al divano)

BENI- In chiesa!

UMBE- Ecchili! Me pijate pe scemo, quanno nvece semo tutti scemi!

MANU- E cio?

UMBE- (dirigendosi verso il divano) Parlamo n po del testamento(si siede in braccio a Marisa)

MARI- Cu fai? Qua ce stago io!

UMBE- Sc, ma prima ce stacevo io(va verso il divano e sta per sedere)

ADEL- Sta attentoc el cappello mia!

UMBE- E tienilo in piedi el cappello! C'ho da sta in piedi io pe ffa sta seduto al cappello?(le si siede accanto e le prende un lembo del vestito, scambiandolo per la giacca)

ADEL- Lassame el vestito!

UMBE- Ma questo

ADELE- Questu el vestito mia!

UMBE- (che ha confrontato il lembo del vestito con un lembo della sua giacca) C'hai ragi, el mia pi chiaro!

ADEL- (vuole aggiustare il vestito e facendo ci fa sobbalzare Umbert)

UMBE- Ora, in merito(sobbalzo e occhiataccia - Questo lazzo verr ripetuto tre voltefinch) Sta ferma oh! Cusa mhai preso pe un buratt!DicevoIn merito a sto testamento, duemi sottost a quellu che hanne scritto dodici anni fa?

MANU- Eh, se nun ce n n antro!

MARI- Chiss se a tu padre je nha mannato qualche altro in gambio de questo?

MANU- Babbo, nun me nha mai parlato!

UMBE- Tre anni fa, quann morto, hai guardato be in giro?

MANU- Ma ndo'?

UMBE- Non lu son mezzo ai librimagari qualche fojo

BENI- Io, qualche volta, lho guardati quei libri, ma per ragioni di studio, intendiamoci. Stanne tutti ntel sgabuzz!

MANU- Sc,sc, stanne tutti l! Saranne pi de trecentoe po c tanta de cula robaccia inutile.

UMBE- Imbh?! Ce ne pijamo cento a testa e

MANU- Lassa perde, nun ce pensa! Tanto pi che quanno lhanne tappezzato: hanne coperto pure i spurtellie po ce passane pure i fili de la luce.

UMBE- Ce vulemo arrende' pe un po de tapezzeria e do fili de luce lettrica?

MANU- Se c'era qualche gambiamento el Console ce lavria ditto!

MARI- A parte tutto, nun rcurdasse de su nipote grossa! Nun ha pensato manco a Adelina, che porta el nome sua!

UMBE- Zio se chiamava Nicola, miga Adelino!

MARI- Adele il segondo nomeel primo Nicoletta!

BENI- Bisogna rispettare le intenzioni del morto.

MARI- Allora vole d che tutti i quadr se li pija la Congregazi de la Caritas!

MANU- Un momento! La Congregazione lultima a avecce diritto. Se Umbert tajato fora e Beniam se fa prete: ce rmano io!

UMBE- Quessa nantra barzelletta, tanto pe facce ride!Perch nun metti al collo un cartellu, cume a cula merceria che sta allangulo de la via

MANU- Che cartello?

UMBE- Chiuso per cessazione desercizio.

MANU- Vurristi d che n omo de cinquantanni?

UMBE- Cinquanta?

MANU- Cinquantacinque.

UMBE- Pi dieci e fanne sessantacinque!

MANU- Perch nun se polene ave fiji a sessantacinquanni?

UMBE- Sc, facile!Basta che la moje giovane e bella!Ce so tanti de cuj mariti che viaggene...che se imbarcane, e che quanne rtornane trovane fiji che nun je so' manco parenti a la luntana!

BENI- Me pare che stamo a ffa tanti discorsi inutili!

MARI- Perch? Anzi, ce qualche giorno che Emanuele pare un giovinotto!

UMBE- Hai ditto be': de giorno, ma de notte?

MARI- (ad Emanuele) Segondo me, Manuele, pudristi pretende na donnanun digo anco giovane, ma una che ancora capace de

UMBE- Na donna gi vissuta.

MARI- Certo, una che sa cus la vita!

UMBE- Magara, veduva.

MARI- Sc! Ma ancora in buono stato.

UMBE- Un tipo cume a te!

MARI- Guarda che qua se tratta de salva na situazzi

UMBE- Pe salva certe situazzio, sai quante Marisa ce volene?! Comunque, signora emo ricevuto la vostra domanda, emo preso nota e la preghiamo de ripassa

SCENA 5^: detti Teresa- Notaio Ricci.-

TERE- (entra con la giacca) Sor Umberto, qua c la giacca belle sciucca!

UMBE- E propio sciucca?

TERE- Capirai lho mesa davante al cam. (aiuta a mettere la giacca:per avere spazio: gira la sedia, mettendo la base sotto al tavolo) A parte che se saria rmasa de qua, sa i discorsi che state a ffa', se sciuccava prima!

MANU- Cu vuoi d?

TERE- (andando) Gnme capiscio daperm! ( esce )

MARI- Che lengua!

UMBE- Sc, Marisa, oggi parlamo tutti na lingua: el latinoOremusse! (fa per sedersi, ma la sedia stata girata dalla parte opposta e sta per cadere a terra)

MANU- (sorregendolo) Ma sta attente!La sedia girata.

UMBE- Hanne girato la sedia. Chi lha girata sta sedia?

BENI- (la battuta la dice davanti a Umbert e dopo va, dietro, a girare la sedia) E stata Teresa!

UMBE- (crede di parlare con Teresa) Brutta scema, quanno se gira na sedia

BENI- Io nun so Teresa!Teresa ndata via!

UMBE- E allora bisogna dirlo(sta per rigirare la sedia)

MANU- Ma gi girata!

UMBE- Lu vedo che (siede) Ad parlamo del testamento!

MANU- Cu voi d? Nun c gnente da d!

UMBE- Tanto duma vago dallavvucato Zacconi!

BENI- Quadr buttati via!

MANU- Lha ditto pure el nutaio: o se pija moje o nun c gnente da ffa!

TERE- (entra seguita dal Notaio) C el signo Nutaro!

BENI- Prego, notaio, si accomodiCi sono novit?

NOTA- (ha un tic: allontana il braccio dal corpo, questo piegato e cos ogni tanto dar dei colpettini col gomito a Umberto, che cercher di capire ) D la felice sera a tutti! Vedo con piacere che c pure la signora Marisa e sua figlia Adele.

MARI- Adele-Nicoletta!

NOTA- Quindi, restano tutti avvisati!

UMBE- E de truvacce pure a me nun je fa piacere?

NOTA- Oh, mi perdoni, non lho visto!

UMBE- A me nun me vede mai nisci!Scusi notaro, ma scappato fora qualche altro testamento?

NOTA- No,no,nonulla di nuovo. Solo che voi stamani avete apposto in calce al testamento la vostra firma, adesso anche la Congregazione della Caritas desidera che apponiate la vostra firma nella loro copia. Dovreste avere la bont di ritornare, domani mattina alle dieci, nel mio studio.

UMBE- Nantra vo? E daje: su e gi pe Castello!Ma almeno le spese dei viaggi me vienene riconosciute?

NOTA- Abbi pazienza, ancora questa volta(d gomitata)

UMBE- ( finalmente capisce chi gli d le gomitate)(a Beniamino) Ma allora lu' che

BENI- Lassa stac'ha el tic!

UMBE- Ah, c'ha a Tic? S purtato el ca? (si abbassa e comincia a cercarlo- fa versi di richiamo e poi si ferma a guardare una scarpa del Notaio, che bianca e nera..) Bella bestiaCus un barbunc?Tic, qua.qua, d la zampetta

NOTA- (alza appena la gamba per grattare il ginocchio)

UMBE- (fa come per prendere la zampetta, ma il Notaio labbassa subito)Oh, me la staceva a da'me staceva a da' la zampetta!

BENIA- Ma no! Ha un tic nervoso!

UMBE- E' nervoso? Ci avr qualche zecca nte la recchiaOh, me raccumanno le zecche nun bisogna scarpajele cu le ma, che se fanne male. Bastane le gocce che j da' el veterinaro!TicTicE' tantu car! C'ha le zampette bianche

BENI- Famme sent quellu che dice el Notaio!

UMBE- No, al Nutaro gna che je digo io na cosa! Nutaro nun se pole ffa' 'n antro testamento e questo lu buttamo via? (con un gesto involontario fa volare dalla mano del Notaio il cappello...

NOTA- (si abbassa a raccoglierlo)

UMBE- J scappato el ca?

MANU- El cappello!

UMBE- S purtato via el cappello? Allora un cane poliziotto!Sar stato un cappellu rubato... Allora Nutaro se pole fa

NOTA- Ma no, non c niente da fare.

UMBE- Allora duma vago dallavvucato Zacconi!

NOTA- Soldi buttati via, caro signor Umberto!

UMBE- Nun fa gne. Siccome ce vojo vede be: i quadr nvece de dalli alloculista, je li dago allavvucato!

BENI- Non si pu fare un accordo con la Congregazione?!

NOTA- Visto come stanno le cose: niente da fare. Signori, io levo il disturboQuello che dovevo dire lho detto.

BENI- Teresa, accompagna il Notaio!

NOTA- Vi aspetto domani per la firma.

MANU- Senzaltro!

MARI- Sar presente con mia figlia Nicoletta.non si sa mai!

TERE- (va ad aspettare sulla soglia della comune il Notaio)

NOTA- Riverisco! (esce seguito da Teresa)

SCENA ultima: i Pezzotta, pi Teresa.-

UMBE- Mah!Pe me quessu nun na cima de nutaroMe pare n ciambottu!

BENI- Ma che dici?

UMBE- Cus nun scappato?

BENI- E una persona a modo!

TERE- Vulevo sape se rmanete tutti ch?

ADEL- Perch te damo fastidio?

TERE- A me?Lho ditto pe sapemme regula!

ADEL- Sta tranquilla che ndamo via, vero mamma?

MARI- Sta zitta e lassa ffa' a me!

MANU- Se vulete rmane, nun fate complimentiPure tu Mbert, se credi

UMBE- Ma senti che modi dinvita la gente! Se credi! Cume d: se rmani me fai un piacere, ma se te ne vai me ne fai do! Finch nun se defenisce sta storia del testamento, qui nun ce rmanoanche se c'ho de nda fino a Castello!

ADEL- Ma perch sai ndato a sta de casa a Castello?

UMBE- Tuttu pe ffa un favoreEss! Va a ffa i favori

BENI- Facendo del bene, si acquista sempre del bene!

UMBE- Nun vero!

MANU- C'ha ragi!

UMBE- Ecco! Vedi questo n omo che capisce!

MANU- Ma io intendevo che ha ragi lu' e non tu.

UMBE- Me rmagno quello che ho ditto: tu nun capisci gne! Va a ffa i piaceriCevo n amigo, j ho prestato cinquantamilalire: ho perzo lamigo e i quadrPazienza lamigo, maFate del beneLaltro giorno, in Ancona, ho aiutato a attraversa Piazza Vittorio a n purettu che ce vedeva pogocu tutti cuj tram che passene

MANU- Tu? Capirai, poromo

UMBE- Che poromo?Sotta al tram nun ce semo fenitiQuanno vuoi attraversa, te la fago attraversa io!

MANU- Te ringrazio, ma mejo de no!(continua a ridere)

UMBE-Ma proprio scemo!(a Beniam) Ma sai sicuro ch parente a no? Gna che ce nfurmamoMe pare proprio scemoTe la racconto a te! Donca, na vo che j ho fatto 'traversa la strada, me ne vagp tuttu cuntento p'ave fatto na bona azi e ntel mentre me dicevo: cume saria bello se ogni mattina ce avria qualcuno da faje attraversa la strada, per sentirmi cusc felice! Quannu a un certo punto me so sentito na ma sulla spalla, era na guardia del Municipiomi dice: Mi dispiace, ma lei deve pagare una multa di cinquemilalire perch da questa parte si va in gi! E va be je digo io ad me giro e vago in su!(LAZZI) Meno chiacchere e le cinquanta lire! Pudevo paga na multa pave fatto del be? No, guardi, guardia, in primis le fago sape che io sono mancino, sinistroe in secondis, che sono amico del Sindico, pensi un po alla carriera

MANU- Tu sai amigo del Sindaco?

UMBE- Imb, proprio amigu,amigu: noma cevo la donna de le pulizie, che ogni mattina ndaceva a ffa la spesa insieme alla cameriera del Sindicoe je lho ditto a la guardia, che ha cumenciatu a ridequannu ha fenito de ride le cinquanta lire je lho dovuto da' lu stesso!

MARI- Oh, hai fenito de d frottule? Vie via o rmani?

UMBE- Vieno,vieno!(che aveva messo una mano nella tasca della giacca) Ad nun me dite che questa nun sfiga!

TUTTI- (a soggetto) Che t successo?.Cusa c?Ecchece!

UMBE- C che stamattina, na vicinata sapenno che duevo ven in Ancona, mha ditto se je facevo el piacere de cumpraje un panetto de burro nte la drogheria de Piazza Vittorio, perch dicene che se scioje in bocca de quant bono!

ADEL- Imbh?

UMBE- A me me s sciolto nte la saccoccia!Cula gnognera mha meso la giacca a sciucca davante al cam!(tira fuori la carta senza pi il burro)

S I P A R I O

SECONDO ATTO

La stessa scena del primo atto.

Scena 1^- Teresa-Marisa-Adele e poi Manuele.-

TERE- Viengavienga oltra!Saccomodi!

MARI- Cus stanne ancora a tavula?

TERE- No, hanne fenito! El signor Manuele ndato a fum 'nte la su camburaSempre sa cula pipa 'nte la bocca!El Signor Beniamino de l che legge la vita de San Francesco de Sale!

MARI- Chiamame el signor Manuele, ce devo parla'!

TERE- Ce vago subito! (apre la porta e dalla soglia) Signor Manuele, c vostra cugina che ve deve parl!(a Marisa) Staceva a veneva sentito lodore! (esce)

ADEL- Mamma, nun sar mejo che ce pensamo n antro pughetto!

MARI- Degi cemo pensato troppo! Nun che me farai la sciapa?'Ndo ce lhai la pipa?

ADEL- (indica la borsetta) Ce lho ch, ma

MARI- Zitta ch 'riva!

MANU- (entra dopo la battuta) Oh, buonasera! (saluta) Marisa! Adelina! Cume mai stimprovvisata?

MARI- Cusc! Ter c'ha ditto che stacevi a fuma' la pipaNun che temo disturbato?

MANU- Ma che disturbo!Dopo cena na fumatina me la fago sempre.

MARI- A casa pure noqualche volta...

MANU- Fumate la pipa?

MARI- No, vulevo d che a casa, pure Adelina, dopo pranzato, se fuma la sigaretta sua.

MANU- Ah, bene!Ma metteteve a sede!

ADEL- Grazie! (si avvia a prendere posto, ma..)

MARI- (allunisono) Grazie! (si avvia e ferma Adele che stava sedendo) Ndo vai?Mettete a sede da nantra parte che c'ho da sgambi do parole sa tu cugino!

ADEL- (andando a sedere al tavolo) Sc, intanto me leggo sta(che ha preso una rivista cattolica)

MARI- (che si accorta che la figlia sta commettendo una gaffe, corre a toglierle dalle mani la rivistae a mezzavoce) Lassa sta le riviste de chiesa! (e le porge un libro) Ecchete el libro che cercaviLa giovane Italia!(ritornando)

MANU- Je 'nteressene sti libri?

MARI- Da sempre!Lia le scole lha fatte alle Comunali, miga da le moniche, perci

MANU- Bene,bene!Allora cu c'hai da dimme de tanto 'mportante?

MARI- Saistasera mentre cenavo, pensavo che z Nicola alla fin fine nun che c'ha avuto nidea cusc malvagia a ffa cul testamento cusc straino

MANU- Beh, daltronde

MARI- Lassame fen!Lu sai che Beniam, appena sar prete, va a ffa el missionario e te lassa?Quindi pensavo, a parte il testamento, cerca de capimme, a cume faristi dopo, dapert, senza na persona che te vole bene?

MANU- Ma nun resto soloc sempre... (indica la cucina Teresa)

MARI- E te metti 'nte le ma de na serva?

TERE- (entrando) Scusate se disturbo!

MANU- Cusa c?

TERE- C loperaio dei tubi del bagnomha ditto che forse nun ce la fa a fen il lavoro entro oggi e che j tocca ven pure duma!

MANU- Co? Va' e dije de sbrigasse, de dasse da ffa!

TERE- (andando...allude) Me sa che ch tutti se danne da ffa! (esce)

MARI- Allora?

MANU- Allora me pare che tu curi n po troppo!

MARI- Manu, cume ha ditto cul: Chi ha tempo, nun 'spetti tempo!Qui se tratta de un miliardo, miga de brusculini!Sicch mentre magnavo me so ditta: Che scema! Cum che nun c'ho pensato prima! Ma c Adelina!

MANU- Adelina? Pe ffa cosa?

MARI- E lia che te pudria ffa ave el testamentoManuele: un miliardo.

MANU- Ho capito: un miliardo! Ma

TERE- Marriscusarete, ma me serve la chiave dellarmu

MANU- Le chiavi ce l'hai tutte tu!

TERE- Me serve quella de larmadio dei ferri: c'ho da prende un martello!

MANU- Ah, la chiave deSc, quella ce lho io! (la prende da una tasca della giacca da camera) Ecchila!Appena fatto riportamela!

TERE- (andando) Je la rportu subito! (esce)

MARI- Caro Manuele, un rimedio gna truvallo!

MANU- Se ho capito: duvria spusamme cu Adelina!

MARI- Lu so, c qualche annetto de differenza tra vo do, ma tu sai ancora messo beAdelina na brava fijola capisce la situazzi e te pudria ffa bona cumpagnia

MANU- Ma figurte! Me ce vole una che sadatta allabitudini miaE po nun devo cerca linsalatina nuvella, de primo tajoSenza pensa che Adelina ce avr gi qualchidu pe la testa!

MARI- Nun c'ha a nisci! De questu ne rispondo io. Adelina 'nte la testa pad c'ha na cosa sola: la musica!

MANU- E lassala 'nte la musica!

MARI- (facendo finta di non aver sentito) Adelina, Manuele ben contento, sai?

MANU- Oh, guarda che tu madre che

MARI- Certo so io!ma pel be tua e quello de Adelina D qualco Adelina!

ADEL- Posso d che quanno mamma me nha parlato: ce so rmasa!

MANU- Ce credo!

MARI- La prima impressi, come in tutte le cose e nvece poparla, continua!

ADEL- Po ho pensato che dicene che sempre mejo un omo

MARI- Sc, va be e po?

ADEL- E po anche pe via del testamento

MARI- Hai nteso?

MANU- 'Rmano dellidea de nun cure. Daltronde el testamento stato aperto appena ieri, pensamucce un mumento!

MARI- No pensamo e magari qualchidu ce passa avante!

MANU- Le cose, cume un matrimonio, c'hanne bisogno de tempo!

MARI- So daccordoper gi me pare che na certa simpatia c.

MANU- Questo, sc!

MARI- Pure Adelina, quanno parlava de te, ne parlava sempre ntun modospeciale!

ADEL- Mamma!?

MARI- Oh, la verit va sempre detta! Saintel mentre che venimi qua, Adele ha visto, 'nte la vetrina de na tabaccheria, una pipa de schiuma sa la testa de Garibaldi e lha voluta cumpra, pe regalattela! Dajela!

MANU- Ma no, figuramucce se

ADEL- (gliela porge) Se la gradisci.

MANU- Scgrazie!Nun so cume me posso

MARI- Ma cu dighi? Cume posso tra vo do!?

MANU- Allora, grazie!

MARI- Ad levamo el disturbo!Sai mejo nun fa cap quello ch'emo deciso!

MANU- Nun che ce vulemo pensa mejo

MARI- Gi tuttu pensato! Adel, saluta Emanuele!

ADEL- Na bona serata earrivederci!

MANU- Arrivederci sc, ma

MARI- So tantu cuntenta a vedevve cusc felici!

MANU- VeramenteE grazie de la pipa!

MARI- Sta bonu l, che la strada la sapemo! (andanando, seguita da Adele) Manuele, sai n omo fortunato! (escono)

MANU- (ch rimasto un po scioccato) Me pare che nun stata na bella pensata!

SCENA 2^: Detti- Teresa poi Canonici- Angela.-

TERE- Signor Emanuele me sa che s sbajato chiaveNun solo nun opre, ma s rotta e el bello che nun se riesce manco a tirarla fora!

MANU- Ma se ha funzionato sempre?

TERE- Pudevate ven vo a opr!Ma vo sete 'rmaso ch a favve fa i complimenti e a favve legge lavvenire!

MANU- Lavvenire?

TERE- Miga so scema, sa?Cume se nun sera capito che so venute qua peCu vole d el regalo de la pipa sa la testa de Garibaldi?

MANU- Vole d che te metti a scolta dietro le porte!

TERE- Nun me ce metto! Stacevo a leva n po de polvere 'ntel corridoio!

MANU- Beh, nantra vo la polvere la lassi 'ndo sta, cusc fai a meno de cap pulpito pe pulpetta!

TERE- La pulpetta ve lhanne purtata lora! Quella, sa la scusa del testamento ve vole 'piccic la fijaChe po nun fa pe vo!Ve rcordo che vostra cugina Marisa c'ha avuto na femmina e la matre: ce n'ha avute quattru femmine! La fija, segondo vo, cusa pudria fa? Solo femmine. Ve lu digo io lavvenire: quessa ve stampa na femmina prima nco che ce buccate, cusc addio testamento! Ce vole un maschio, miga na femminaE po nun manco giusto che a me me se d 'na zampata!

MANU- Ma chi parla de zampate?

TERE- 'Ndo' le mettete le cure che c'ho sempre avute pe vo?Quanno nun stacete be chi ve fa i pagni caldi...el vi brulel magna? Capirai! Schifusetto cume sete: questu sc questu no! Vho sempre tenuto su e se sete ancora 'n frescomo lu duvete a me.

MANU- Nun digo de no

TERE- E po, mi madre, tranne me, tutti maschi! La surella de mi madre: cinque maschi! Te lha scaracullati cusc: uno dietru laltro! (CAMPANELLO)

MANU- (tra s) Sentite a chistaltra! Va, va a opr!Io vago de l a prende n po de tabacco!

TERE- Gi, pe vede se la testa de Garibaldi tira be!(CAMPANELLO)

MANU- Ma va a vede chi !

TERE- Sc, vago, vago! (esce)

MANU- Per allet mia do proposte de matrimonionun c male! (esce)

TERE- Cumudateve che lu chiamo! (esce)

CANO- Grazie! Angela, credimi, meglio cos. Lo sai che quando decido una cosa sempre per il tuo bene.

ANGE- S, pap!

CANO- E poi, si tratta di salvare una creatura dal pericolo e nel contempo fare opera santa e religiosa. Ti pare?

ANG- S, pap!

Scena 3^: Detti-Beniamino.-

BENI- Buona sera signor Canonici, buonasera signorina Angela!

CANO e ANGE- (rispondono al saluto a soggetto)

BENI- Pregocomodi! A cosa debbo questo piacere?

CANO- EccoLei ha in me la pi completa fiducia?

BENI- Ma certo!

CANO- Bravo! E allora, eccoHo pensato al testamento di suo zio e mi sono domandato, solo per scrupolo di coscienza, se si pu mettere sotto i piedi la volont di unanima che se n andata al Creatore! E mi sono rispostono! Prima la volont di quello che lass e ci vede e poi semmai, i nostri desideri e le nostre ambizioni.

BENI- Lei per, conosce la mia vocazione.

CANO- Che io ho assecondato in ogni modo. Ma oggi insistere sarebbe come eliminare la volont di un morto o andare contro la volont di Dio! Luomo propone, Dio dispone! Adesso, noi vogliamo combattere il volere della Provvidenza?

BENI- Allora io, da un momento allaltro, dovrei abbandonare le mie idee, per seguire la volont di Dovrei anche cercare moglie?

CANO- E appunto per questo che io, che sono un po moralmente il suo tutore, sono venuto in suo aiuto!

BENI- Ma cos allimprovviso mi parla di cose che

CANO- E qui che si vedono gli amici. Mi privo anchio di una grande soddisfazioneBeniamino, guardi cosa faccio: le do in sposa la mia Angela!

BENI- La signorina Angela?

CANO- Sono o no un amico?

BENI- Ma signor Canonici cossenza manco

CANO- Non c tempo da perdere, il testamento parla chiaro. E poi via, gira le spalle a un miliardo?

BENI- Ma i soldi non contano. Questo stato sempre uno dei nostri principi.

CANO- Verissimo! Ma qui che comincia la nostra missione! Pensi questi danari in mano a gente senza timore di DioForse servirebbero a fare del male! Invece un miliardo nelle mani di due santiquante opere buonequanti disgraziati confortatiEcco quello che vuole la Provvidenza! Angela, ti pare o no che pap ha detto bene?

ANGE- S, pap!

CANO- Ho detto bene signor Beniamino?

BENI- Eh

CANO- Si lasci guidare da me e mi raccomando: silenzio con tutti.

BENI- Riguardo al silenzio va be, ma per il matrimonio

CANO- Che lei si deve sposare ormai deciso. Angela, contentaE vero Angela?

ANGE- S, pap!

CANO- A lei non rimane che pregare il Signore che tutto vada bene.

BENI- Le confesso che non mi aspettavo

CANO- E invece, eh?Bisogna fa tutto alla svelta, prima che qualcuno ci preceda! (guarda lorologio) S, mi sa che forse lo trovoVado dal parroco, cos una volta che lui lo sa in quattro e quattro otto.

BENI- Mah!

CANO- Lasci fare a me che me la sbrigo in due minuti! (Angela sia alza) Tu no! Tu rimani qui, meglio se non sei presenteAllora io le lascio un momento Angelacinque minuti e poi ritorno a prenderla. Intanto due parole tra voi non guastano!

BENI- Ma io sto ancora a pensare

CANO- A niente! Non deve pensare a niente! Penso a tutto io! ArrivederciCiao Angela!

ANGE- Ciao, pap!

CANO- Mettetevi comodi! Sar un lampo! (esce)

BENI- Stia comoda! (le siede accanto)

ANGE- Grazie!

BENI- Eh

ANGE- Eh

BENI- E in casa hanno sempre lo stesso gatto?

ANGE- Si, abbiamo sempre lo stesso gatto.

BENI- Bene! E poi: chi vuole bene alle bestie

ANGE- E gi, vuole bene ai cristiani!

BENI- Suo pap lha poi cambiata la tappezzeria?

ANGE- No, non lha pi cambiata. Dice che un fastidio dover grattare tutti i muri.

BENI- Certo, un fastidio Io invece la domenica, in sagrestia, insegno il catechismo ai bambini.

ANGE- E tanto bello insegnare la dottrina!

BENIA- Enon le rincresce dover rinunciare alla sua vocazione?

ANGE- No, perch cos obbedisco a pap.

BENIA- Ecosa ne pensa dellidea di suo pap?

ANGE- Pap dice che anche il matrimonio un sacramento.

BENI- E veroCerto che ci siamo visti in tutto solo due volte e

ANGE- Quand venuto la prima volta in parlatorio lho preso per Biancosp.

BENI- Chi ; Biancosp?

ANGE- Biancosp il giardiniere delle monache. E' tanto bravo!Una volta servito a suor Gertrude come modello, per prendere i lineamenti, quando ha dipinto a SantIlario

BENI- Ah, ecco!

ANGE- Era il quadro da mettere sopra laltare. Quando il giorno di SantIlario la superiora lha scoperto, avesse visto che bellezzale suore che erano tutte l, quando lhanno visto hanno detto: OhhhBiancosp!

BENI- Sicch io le ricordo SantIlario?

ANGE- Faccia lei o a SantIlario o a Biancosp!

BENI- E... a Biancosp lavrebbe sposato volentieri?

ANGE- Se pap lavesse voluto!

BENI- E le farebbe pi piacere sposare me o Biancosp?

ANGE- Beh, veramenteLei una persona pi di riguardo.

BENI- Ah!...E poi, il matrimonio una cosa religiosa il mezzo per vivere facendo del bene!

ANGE- E gi, e gi! Io so che al mondo ci sono tanti divertimenti.

BENI- Certo. Faremo delle giteandremo al Santuario di Campocavalloalla fiera di S. CrispinoA Tolentino a vedere la tomba di S.Nicola

ANGE- E poi, in collegio, la Romagnoli, una ragazza, che stava con noi dalle monache, stata cinque giorni a casa sua, a Morrovalle, e si fidanzata. Quando ritornata ne ha raccontate di quelle.

BENI- Ah, s? Cosa le ha raccontato?

TERE- ScusateSignor Beniam, vago gi da la purtinaiartorno subito!Lasso pure la porta operta cusc nun ve disurbo!

BENI- Va pure, Teresa!

TERE- Cusa mai se polene d sti do'? Bh!(esce)

BENI- Quella sua compagna glielha detto che due fidanzati si vogliono bene?

ANGE- Sc, me lha detto, ma non mica fare peccato, vero?

BENI- Basta farlo col timore di Dio!

ANGE- E vero che gli sposi si danno pure dei baci? Me lha detto la Romagnoli!

BENI- Credo di s!

ANGE- Ma perch?

BENI- Perch il bacio come un contratto, come una promessa. Come dire: faremo tutto bene!

ANGE- Ah eccoun bacio sarebbe come dire: faremo tutto beneche siamo daccordo.

BENI- Come noi che adesso siamo daccordo. E allora

ANGE- Allora cosa?

BENI- Allora... glielo do!

ANGE- Eh, se siamo daccordo

BENI- (la bacia) Adelina, cosa ha sentito?

ANGE- Oh, che impressione! Che emozione! Come quando hanno scoperto a Biancosp!

BENI- SantIlario!

ANGE- Sc, e ancora di pi!

BENI- E allora(le d un altro bacio e poi un altrosempre rumoroso)

Scena 4^: Detti- Umberto-

UMBE- (entra e sente il rumore dei baci e crede che in casa vi sia un gatto e lo chiama con lo stesso rumore dei baci) Mmzzuu!Mmzzuu!Micio quaEppure non mi sembra che 'n casa c'hanne gatti!Micio!

BENI- C Umberto!

ANGE- Ci avr visto?

BENI- Non credo, ci vede poco!

UMBE- Ma chi c qui?Manuele?

BENI- So Beniam! Come mai sei qui e a questora?

UMBE- Perch so fortunato cume i ca in chiesa! Stago ch, a chistora e sa j occhiali rotti!

BENIA- Cume mai?

UMBE- Porca paletta, nun sapevo che la porta de casa era operta e pensavo d'esse ancora pe le scale e 'nvece ero gi in casa: ho inciampatu 'nte la cunsolle: me so spiaccicato a terra e me se so' rotti j occhiali!Gn che quanno lassate la porta de casa operta, ce mettete un cartello: Signori, attenzione che la porta operta! Ad senza occhiali nun ce vedo pe gn!

BENI- Ma cosa vuoi?

UMBE- Gnente!.Solo che stamattina, quanno so 'rivato tuttu bagnato, Ter mha dato la giacca de casa de cosode Emanuele e io j ho dato la mia pe sciuccalla; le cose che c'evo l'ho mese nte le saccocce de la giacca de cosode Emanuele. Prima de nda via, me so' 'rmeso la giacca mia e 'rtorno a CastelloVago pe opr la porta de casa e nun c'ho la chiave. De sciguro l'ho lassata 'nte la giacca de cosode Emanuele!

BENI- Pudevi suna' el campanello de casa!

UMBE- Se a casa stago daperm, cu me mettevo a sun la tromba intrepido?

BENI- Beh, piuttosto che 'rturn ch, nun pudevi 'nda 'nte n albergo?

UMBE- Te digo che ho lassatu tuttu 'nte la giacca de coso, pure el portafojo! 'Nte la saccoccia dei calz cevo solo i soldi pe la curriera, senn me tuccava ven a piedi!Enn! E' cume digo io: La furtuna cega, ma la sfiga ce vede! 'Ndo sta Emanuele?

BENI- E in camerava,va pure!Sta attento che l c na sedia!

UMBE- Nun so miga cego, sa?(vede la sua immagine riflessa nello specchio e si saluta) Buonasera!Chi quellu l, lu cunoscio?

BENI- Ma Umbert uno specchio!

UMBE- Me pareva de cunoscello!Lu chiamo da ch, che mejo! Manuele?!Manuele!Me sa ch deventato sordo!.

Scena 5^: Detti- Emanuele.-

EMAN- (entrando) Chi me vole?Ah, sai tu Umbert!?Cusa te manca?

UMBE- El portafojo!

EMAN- E lu cerchi a me?

UMBE- A chi senn? Me lu so scurdato 'nte la saccoccia de la giacca da camera tua, quanno Ter mha sciolto el burro 'nte la saccoccia de la giacca mia!

EMAN- (mette la mano in tasca) E vero..el mia nun Th!

UMBE- Famme vede

EMAN- Guardi se ce stanne i soldi?

UMBE- Ess, propiu quelli che menteressene!Tira fora el resto!

EMAN- Cu voi ancora?

UMBE- La chiave de casa!

EMAN- Pure la chiave de casa?(cerca) Qui nun c gnente! (ricorda) Porca! Se nun me sbajo quella che ho dato a Ter popr larmadio dei ferri!

UMBE- Ma cu stai a d?

EMAN- El guaio che 'rmasa drento la serratura: s rotta!

UMBE- Ad nun me venite a d che questa nun sfiga!Ma nun lhai tastata? Lu duvevi cap subito al tasto!(tastando Manuele) Questo uomoe : Manuele! Sai o nun sai Manuele?

EMAN- Ma s!Su sta calmo!'Ndamo de l e vedemo cume pudemo ffa'? (si gira e vede Angela) Ah, lei qui!Buonasera!

ANGE- Buonasera!

UMBE- Chi ?

BENIA- E la signorina Canonici!

UMBE- La gatta!

BENI- Il signor Canonici venuto a farmi visitaPoi si ricordato di una certa pratica urgente col parroco ed andato in curia!

UMBE- (tra s, rif il verso) E io cercavo el gattu! Ad capiscio! (forte) La signorina 'rmasa ch!

BENIA- Sc! Voleva vedere lultimo numero de la Famiglia cristiana!, visto che ancora, a casa, non lhanne ricevuto!

UMBE- A volte, i disquidi postali so na fortuna!

BENI- Glielo vado a prendere subito, signorina!(esce)

EMAN- Beh, 'ndamo de l, Umbert!Con permesso!

UMBE- Ma dimme 'na cosa: nun se duveva fa monica quella l?

EMAN- Bhe, sccredo

UMBE- Ma allora?!

EMAN- Allora cosa?

UMBE- Allora perch fa la gatta?(escono)

BENI- (rientra con la rivista)Eccola!

ANGE- E sicuro che non ci hanno visto?

BENI- Stia tranquilla!

ANGE- Avremo fatto bene?

BENI- E il volere della ProvvidenzaNon muove foglia che Dio non voglia!

ANGE- E poi pap tanto contento!

UMBE- (rientra con Emanue) Io ce lu sapevoce lu sapevo!

EMAN- Nun cemo manco un ferro pe ffa' leva!

UMBE- No, el ferro ce saria, ma la sfiga, perch chiuso drento larmadio e la mezza chiave l che nun scappa e nun entra!

EMAN- Me dispiacePe stanotte tarrangi qu! (passa al lato opposto)

UMBE- Sc, po duma pe bucca drento casa: me portu larmadio dei ferri a Castello!

BENI- Se pole 'giusta' 'nte lu sgabuzzcemo cul divano!

UMBE- Oh, io nun me voju arrangia, voju durm be! Se stago qu la colpa de coso, che j ha dato la chiave sbajata! (verso Emanu) Se ce stacevi pi attente.

EMAN- (gli bussa sulla spalla) Stago qua!

UMBE- Cusa ce fai qua? Quanno se cumencia un discorso che sai l'rmani l!Vojo durm be! Sa do cuscini.

EMAN- Ad lu digo a Ter!Teresa?

BENI- Non c! E' 'ndata un mumento da la purtinaia!

UMBE- Hai visto? Se era pe n antru ce saria stata, ma pe me.

BENI- Ha ditto che rturnava subito!

UMBE- Sc, ma se era pe n antru, ma siccome per me ce scummetto mille lire che nun 'rtorna prima de mezzora!

Scena 6^: Detti pi Teresa e poi Canonici.-

TERE- Eccheme!

UMBE- Ess, c'ho scummesso mille lirete pareva che!?

EMAN- Ter, 'scolta: prendi i linzoli e do cuscini e prepari un letto 'ntel divano che c'emo 'nte lu sgabuzz, 'ndo tenemo tutte le cose vecchie!

UMBE- 'Nte lu sgabuzz sa le cose vecchie? Ma manco pe le mele!Stamme a sent TerTer? E 'ndata via cula scema!

TERE- Stago qua!

UMBE- Hai capito? Do cuscini e do linzoli: uno de sotta, uno de sopre e 'ntel mezzo me ce metto io!

TERE- Sc, va bene!Sta casa deventata 'n albergo!

UMBE- Cu ffa sbrontula pure? Me rompe la cosa 'ntel coso.me scioje el coso 'nte la cosa e ce vole ave' pure ragi?

TERE- Se parlu cusc c'ho i motivi mia!Sor Manuele ve tira be la pipa?(esce)

BENI- Ma se pole cumpra una pipa cusc?

EMAN- Nun va be perch c la testa de Garibaldi, ve?Ma po non lho manco cumprata.lho ventalho venta a na gara!Na gara de bocce!

UMBE- Cusc, me fate durm nte lu sgabuzz de le robe vecchie!

BENI- Ma 'na stanza cume l'altre!

UMBE- E lu sgabuzz 'ndo tenete pure tutti i libri vecchi?

EMAN- Sc, ma lassali stamanco ce 'rivite ce vole la scala pe pijalli!

UMBE- E pijer la scala! (CAMPANELLO)

ANGE- E certamente, pap!

EMAN- Ter sta a ffa el letto, ce vago io!

UMBE- Ce vago io!

EMAN- Pe caritce vago io!

UMBE- Tho ditto che ce vago io! (inciampa in un mobile) Porca paletta!

ANGE- Potevo andare io!

UMBE- Ma se ce 'ndaceva lei sta ginocchiata miga la pudevo pij!(va)

CANO- (entra) Signori, buonasera!

UMBE- (entra dopo Canonici e girato verso lentrata) Buonasera signor

MANU- Guarda ch gi buccato!

UMBE- Enn, se camina svelto cuss!

CANO- Scusatemi se ho lasciato qui mia figlia Angela

EMAN- Ma le pare

UMBE- Scusate, ma vago a vede cume me preparene el letto! (esce)

CANO- Angela, noi togliamo il disturbo!

BENI- Ma che disturbo?

CANO- Saluta, Angela

ANGE- Riverisco, signor Emanuele!

EMAN- Riverita, signorina!

ANGE- Riverisco, signor Beniamino!

BENI- Riverita, signorina Angela!

CANO- E sempre contento di me?

BENI- Cos tanto che non lo pu manco immaginare !

CANO- Bene! (manca la luce)

EMAN- Al! E 'ndata via la corrente!Ter porta do candele

UMBE- (da dentro) Teresa, una candela accesa che stago qua su la scala sal naso 'ntel muro!

EMAN- Ter sbrigate!

TERE- (da dentro) E dateme tempo!.

EMNA- Cu sta a ffa Umbert su la scala?

TERE- Mah? Star a cerca i libri 'nte la dispensaJe lho ditto che nun c stanne pi l drento!(esce)

EMAN- S fissato 'ntei libri!

ANGE- Andiamo pap?

CANO- Un momento, cara, se ti muovi puoi inciampare!

BENI- Le rincresce stare vicino a me?

ANGE- No, ma al buio

TERE- (rientra con candele accese) Ecco ch!

EMAN-Meno male!

UMBE- (entra tenendosi un dito) Porca paletta, diteme se nun sfiga questa!(a Canonici) Manu me lu pudevi d che cula scala.

CANO- Ma io non sono Emanuele!

UMBE- (a Tere) Manu, ma sai propiu scemo!.

TERE- Iu nun so Emanuele!

UMBE- Ma 'ndo stai?

EMAN- Stago qua!

UMBE- Nun me lu pudevi d che stacevi qua?Cusa ce tenete 'nte la dispensa dei libri? Nun se vuleva opr, ma io a furia de colpi ce lho fatta e appena s operta: ha fattu un lampo! Cu ce tenete i fochi de Natale?

EMAN- Ho capito! Ha strappato i fili de la luce elettrica e ora semo senza luce! Ad cume famo?

UMBE- Cume j antichi! Damme na candelana candela ferma che c'ho da guardamme i libri!

BENIA- Ma ce ne stanne pi de trecento!

TERE- Ma quali trecento? Quali libri? Ve sete scurdati che lanno scorso prima de fa tapezza' casa, venuto cul vostru amico che vende libri vecchi e s purtato via tutto?

EMAN- E chi se rcurdava pi!?

CANO- Scusate, ma noi andiamo via!

UMBE- Stanne ancora qua?Beniam, je lhai fatto vede lultimo numero de Famija Cristiana a la signorina?

BENI- Sc,sc!

CANO- Ma non ce n bisognoLabbiamo gi ricevuto ieri e Angela me lo ha gi letto tutto!

UMBE- Eccu la vera storia del gatto!

BENI- Teresa, fai un po di luce ai signori!

TUTTI- ( saluti a soggetto: i Canonici escono)

EMAN- E metti la spranga a la porta!Umbert, te bisogna calc?

UMBE- Se pudria av qualche fulminantenon si sa mai se de notte me tocca accende na candela!?

MANU- Ecchete i fulminanti!

TERE- Sor Emanuele, ete dimenticato la pipa nova sulla consolle de lentrata!

EMAN- Ce lavr lassata quanno

TERE- I regali 'gn tenelli da conto!

UMBE- Che regali: lha vinta a le bocce!

TERE- La pipa sa la testa de Garibaldi?Quella je lha regalata la signorina AdeleQua cenne le candele e bonanotte a tutti! (esce)

UMBE- E questa la vera storia de la pipa!Cari cugini sete propio bravi! Me sa che fate la fine del pesciolino sa la seppia!

EMAN- Cume saria?

UMBE- La seppia quanno vede el pesciolino, cusa fa? Prima je fa balla davanti ai ochhi tutte le sue gambette lunghe e sottili e poi, quanno el pesciolino ce sta pe casc: je sghizza tutto el nero, el pesciolino nun ce capisce pi gnente e la seppia se lu magna!

EMAN- Eh, ho capito!

BENI- Io nun c'ho capitu gnente!

UMBE- Allora ve lu spiego 'nte n antru modo. Vo do' sete i pesciolini, tu sai un pesciolino e tu sai laltro(a Manuele) no, tu sai 'na busbana Le seppie sariane: la cugina Marisa pe via de la pipa sa la testa de Garibaldi, e laltra el caro Canonici, pe via de la Famija cristiana!

EMAN- Sc, bonanotte!

BENI- Buonanotte!

UMBE- Sogni doro, pesciolini!

TERE- Come, buonanotte? E cu fa, vo 'rmanete a durm ch?

UMBE- Ardatela, mezzora che se ne parla e me dice se 'rmano a durm? No, nun che rmano a durm, ma me fago prepar el letto, po me spojo, vado sotta a le lenzola esbrigo la corrispondenza!

S I P A R I O

T E R Z O A T T O

La scena la stessa degli altri atti.

Allaprirsi del sipario in scena vi sono Ginetta e Umbert. Umberto sta scrivere degli indirizzi sulle busteGinetta di fianco al tavolo.

Scena1^: Ginetta e Umbert.-

GINE- Credeteme, 'na confusi cusc, 'nte la vostra famija, nun lho vista mai!

UMBE- Tuttu a causa de 'n pezzo de carta scritta!

GINE- El pi tranquillu, in fondo in fondo, sete stato vo!

UMBE- In fondo e in cima! El pruverbio dice: chi cure va a fen pe' terra! Tante vo, cara Ginetta, se pole 'riva senza cure!

GINE- Parole sante! Defatti le corse che ha fatto la signora Marisa sa la fija nun so servite a gn! Teresa, senza manco movesse, j passata avante!

UMBE- Cusc la pipa ha servito a pogo! La testa de Garibaldi vuleva 'nda a la carica, ma rmasa l, nun ha fatto manco un passo!

GINE- El passo pi bello lha fatto Teresa: da serva a padrona! E culaltra coppia? Spettavo che da un giornu allaltro el signor Beniamino dicesse Messa eE cula santificeta? Pareva chera nata monica...

UMBE- Sc! Monica de SantAgustino, sa do teste 'nte n cuscino!

GINE- Cusc, sete rmaso fora solo che vo!

UMBE- Io ho meso le carte 'nte le ma de lavvucato!

GINE- Cusc, i quadr nvece de prendlli, ve li fate magna!

UMBE- Vedi, Ginetta, io c'ho gusto a spende i quadr!A spendlli porta fortuna e a nun spendlli porta disgrazia!Quelli che nun polene spende so dei disgraziati!Defatti se dice: Puretto nun c'ha 'na lira pe ffa cant 'n cego! Quellu l un disgraziato!(CAMPANELLO)

GINE- Vago a vede chi enne! (esce)

UMBE- (riprende a scrivere) Famme scrive senn chiss quanno 'rivane ste lettere!Signor Passalacqua, fabbrica impermeabiliArdate che curaggiu che c'ha quessu: se mette a fabbrica impermeabili sa cul nome l? Impermeabili passalacqua!(strappa la busta) Gn! A quessu nun je scrivo!

GINET- (entra con un mazzo di fiori in mano) SorUmberto el garz del fioraiu ha purtato sti fiori!

UMBE- Fammeli vede!Fammeli vede!

GINE- Ecchili!

UMBE- (guarda la carta bianca) Tutti bianchi? Qualche papul roscio ce staceva pure be! J ete dato calc a cul fijolo?

GINE- No!..

UMBE- (tira fuori dalla tasca cinquanta lire) Th! Dajeli.

GINE- Ma so troppibastane dieci lire!

UMBE- Tu je ne daje cinquanta!e se te tieni pe te calc: te pija n colpu!

GINE- (segnandosi) GesGiuseppe e Maria!(quasi non esce: allunga la mano oltre la soglia) EccheteQuesti so pe te!

UMBE- Sa quellu che m capitato stamattina, me posso pure permette de butta via cinquanta lire!

GINE- (ritornando) Cusa v capitato?

UMBE- Stamattina, de bonora, scappo de casa e nun fago mancu tre passi che sotta la scarpadritta te sento 'na cosa'n cosoma nun capivo de co se trattavamabbassometto la ma sotta la scarpa e tiru su

GINE- Un portafojo!

UMBE- Mejo!

GINE- N anellu sa i brilanti!

UMBE- De pi!Un chiodo, uno de quelli sa la ruggine!Ecchilo! (segna lasola della giacca)

GINE- Imb?

UMBE- Imb? Ecchete lignoranza! Un chiodu sa la ruggine, sotta la scarpa dritta e de bonora e me vieni a d Imb?

GINE- Imb? Se venite gi da me de chiodi sa la ruggine ve ne dago 'na cassetta!

UMBE- Basta, lassamu perdeDe ste cose tu nun te nintenni!

Scena 2^: Canonici-Emanuele-Beniamino-Angela-Teresa.-

CANO- Di l son pronti, ma non vorrei che gli altri tardassero!

GINE- Bh, io vago de fora a lustra i pumelli de le portecusc se vi genteSe cete bisogno chiamateme! (esce)

CANO Avete finito di scrivere gli indirizzi?

UMBE- Guasi! Ma tanto finu a stasera nun sempostane!..

CANO- (ha preso una lettera) Gerolamo Pratolongo! Bene! Son contento che ci siamo ricordati un mio amico, mi raccomando!

UMBE- Ah, quessu un suo amico?

EMAN- (entra con una cravatta in mano) Signor Canonici, per favore, mi faccia il nodo

UMBE- (la strappa) Raccomandato!

CANO- Vuole fatto il nodo della cravatta da me?

UMBE- Te lu fago io el nodo, caro spusetto!

EMAN- Pe carit!

CANO- Stringo troppo?

UMBE- Evviva lo sposo!Lassate vede(gli guarda la nuca) Che barba lungate la pudevi fa la barba!Vestito nuovo: blu!

EMAN- Ma che blu, nero!

UMBE- Blu!

EMAN- Nero!

UMBE- Se nero, tantu nero che nun se vede manco el culore!

EMAN- E per la circostanza!(lo guarda) Pure tu, pe ven in Municipio, te duvristi mette calc de pi adatto!

UMBE- Io in Municipio nun ce vieno: porta sfiga!

BENI- (entra seguito da Angela) Noi siamo pronti!

UMBE- ( ad Angela) Lo sa che proprio bella?

CANO- E mia figlia!

UMBE- Sc, ma tutta la matre!

ANGE- Grazie, signor Umberto!

BENI- E Teresa?

TERE- (entra con cappello in mano) Eccheme!

EMAN- (le si accosta) Angela ha fatto prima de te!

TERE- Tuttu pe via de sto vestito!

CANO- Che bella coppia!

EMAN- Grazie! Cume dire che no

UMBE- Cu' dghi? Vo, cume anzianit ce guadambiate: lanzianit fa grado!

TERE- Enne o no un bellomo?

EMAN- Bh, ad!Magara quannero militare

UMBE- Al!... Ad se mette a parla del tempo de le Cruciate!

CANO- Signori, andiamo!

BENI- E mejo che 'ndamo, perch sa la scusa che el Municipio a do passi, va a fen che famo tardi!

MARI- (entrando e avanzando) Permesso?Disturbo?Oh, com bella signorina Angela!

TERE- E la signorina Adele?

EMAN- Verr in Municipio?

MARI- Me sa de no! C'ha certi impegni..

TERE- Vago a mettemme el cappello!

BENI-Vai a metterlo anche tu, Angela!

ANGE- S, Beniamino! (esce)

MARI- (a mezza voce a Umberto) Teresa se mette el cappello?

UMBE- Nun lu soTer, Marisa mha ditto se te metti el cappello!

MARI- Ma sta zitto!

TERE- Sc, fago cume a una che cunoscio. Quessa vendeva cavuli e patate al mercato, s spusata e ha mesu su cappello! (esce)

UMBE- Uh, cume je lha cantata! (a Marisa) Ce lu so de chi parlava: de te!

BENI- Io digo de 'nda a piedi!

EMAN- E mejo che pijamo do' macchine, senn pe strada ce fermane

UMBE- Le guardie!

ANGE- (entra) Eccomi!

BENI- Andiamo a prendere la macchina!(escono seguiti da Canonici)

EMAN- Teresa, sbrigate che famo tardi!

MARI- Nun je ffa fugaTer miga lha meso mai el cappello! (a Umberto) Fusse stata Adelina, a stora.

UMBE- A stora saria stata al quartu cappello!

TERE- Eccheme!

MARI- Ma lhai meso de traverso!

TERE- None era drittu, laria de chi drento lha spustato! Ndamo(prende sottobraccio Manuele e esce)

MARI- Tu nun ce vieni in Municipio?

UMBE- None! Menu disgrazie vedo e meju stago!

MARI- Ce vedemo!(esce)

EMAN- (entra di corsa, e urta Umberto) El cappelloEl cappello(ed esce sempre di corsa)

UMBE- (lurto gli ha fatto fare un giro su se stesso) Uh, ma sai maleducatoUn buzzurru!Sai senza crianza!(ritornando a scrivere) Oh, li fanne tutte pe' levamme dintorno!Famme fen ste lettereSignor Pelucco Domenico(togliendo un pelo dal pennino) Se sa: i pelucchi fanne pelucchi!

Scena 3^: Detti- Ginetta- Adele.-

GINE- (entrando) Ah, state ancora l a scrive?

UMBE- Ho guasi fenito!

GINE- Quantera bella la signurina Angela!El signor Beniamino s preso el bucco pi saporito!

UMBE- Veramente la colpa tutta de coso!

GINE- (corregge) Canonici!

UMBE- No, de SantIlario! DoncaPelucco Domenico via Miralanza numeronumeroNun ce lhanne meso!

GINE- Lu so io ndo sta Pelucco!

UMBE- Ah, sc? Meno male! Quello de via Miralanza?

GINE- Eh, scsta propiu l: 'taccatu a lu stagn! (CAMPANELLO) (Esce)

UMBE- Pelucco Domenicoproprio l, vicino allo stagnino!

ADEL- (entra seguita da Ginetta) Oh z, tu sai ch?

UMBE- Cosa?

ADEL- Digo: ci sei?

UMBE- No! So scappato cinque minuti fapenso che duvria esse in via RomaMa porca paletta, nun lu vedi se ce stago o se nun ce stago? Cume laltru giorno, stacevo in via Garibaldi, e uno me fa: Oh, Umbert stai qua? No! Stago a Milano, io so el fratellu!Comunque stago qua e so passatu scritturale!(cerca il foglio indirizzi che)

ADEL- ( ha gi preso in mano) Enn quanti?

UMBE- (che aveva cominciato a cercalo) Da qua e sta bona, nun me fa confusi!Scritturale e da stasera pure guardiano!

ADEL- Guardiano?

UMBE- Sc, perch i colombi se mettene in viaggiodeventane colombi viaggiatori, mhanne ditto de durm ch per do' o tre notti!

ADEL- Nun ce pudevane lassa a Ginetta?

UMBE- Ce lhanne lassata 'na vo e je so' mancati tre linzoli!

GINE- Uh! Cusete ditto?

UMBE- ( a mezzavoce a Adele) Perch nun me lhai ditto che staceva qua? (forte) Hai visto cume fago quannu vojo sape se 'na persona ntej paraggi? Ne parlo male e quella

GINE- A va be!Quann cusc.

UMBE- Me la so 'giustata!Ma i tre linzoli se l purtati via sul serio!

ADEL- Sta zitto ch 'ncora qua!

UMBE- Nun lha sentito!Hai nteso?

GINE- Cu cera da sent?

UMBE- Gnente!Allora je ho ditto, se c'ho da 'rmane a durm ch, gn che me date 'na camigia da notteperch se de notte vojo 'nda a berese vie qualchid: io c'ho la mia bella camigia da notte!

ADEL- Ma nun ce lhai la camicia?

UMBE- Questa la camigia da giorno e miga pudevo ven sa la camigia da notte gi mesa? Me ce vuleva 'na valigetta!

ADEL- Oh, z! Bastava che te facevi un pacchettu!

UMBE- Un pacchettu? Io me cunoscio be cume so fatto: Monto 'ntel pulmanme metto a sede, el pacchettu lu poso vicinu a me, po magari me metto a parla sa qualche persona, quannu 'rivo a la fermata: scendo e el pacchettu 'rmane 'ntel pulman! Me ce vuleva 'na valigetta! La valigetta c'ha el manico e mentre discoro la tieno pel manico, cusc quannu 'rivo a la fermata mia: calo gi: io, la ma, el manico, la valigetta e la camigia! Solo che io a casa c'ho solo bauli, pudevo ven sa un baule? Cusc so ndato da la vicinata

ADEL- Quella del burro?

UMBE- Sc, quella l!

ADELE Ma po il burro je lhai purtato?

UMBE- No! Ho cercatu de rimedia: 'nte la carta c'ho meso un pezzo de gorgonzola, ma lha capito cheE allora, te stacevo a d, so ndatu da la vicinata e je ho ditto: Signora Concetta c'avria bisogno de un favore, nun c'ha per caso 'na valigetta? Ma sc che ce lho! Se metta a sede che je la vago a prende!

ADEL- Oh z, me pare che sta vicinata

UMBE- Perch v'hanne ditto calc?Lete saputo?Per a me nun me sfagiola perch porta j ucchiali! Ecche qua la valigetta! Vede c'ha pure la sua chiavetta! Cusa ho fatto? Ho meso la camigia 'nte la valigetta e ad la valigetta nun se pole pi opr!

GINA- Ha perso la chiave!

UMBE- Cusc stanotte cu' me metto? Me metto la valigetta 'ntel collu!? Nun me duvevane chiama' Umberto ma Sfigaro!Famme 'nda avante a scrive senn nun feniscio pi!Barbagelata Antonio

GINA- (parla con Adele) Se vedeva cume staceva be la signorina AngelaTutta de biancosal velo che je 'rivava da ch fino a...

UMBE- ...Corso Umberto, trentado!

ADEL- Ma ha messo el vestito bianco pe 'nda al Municipio?

GINA- Noo!Ma io lho vista quanno se l pruvato! E de l, 'ntel lettulu vulete vede ?

UMBE- Girolimini Vincenzinovia Lungoteveredorme, numero trecentotr!

ADEL- Ma che fai z? Scrivi fora de la busta?

UMBE- No la busta che una de quelle corte!

ADEL- Vago de l sa Ginetta a vede el vestito da sposa de Angela!(via)

UMBE- Tagliavacche PasqualeQuessu de sciguro fa el macellaio! Via Canneto lungomancu a quessu c'hanne meso el numeroVia Canneto lungo, vicino allo stagnino! (CAMPANELLO) Ginetta hanne sunato!E mejo che ce vago io, quella se sar ndurmita sul vestito! (esce)

GINA- (entra e non vedendo Umbert)Ce sar 'ndatu lu a opr! (rientra)

Scena 4^: Umberto e Graffigna.-

UMBE- (rientra con Zacconi) Si accomodi, avvocato e parli pure tranquillo perch non c nessuno!

GRAF- Mi scusi se sono venuto a trovarlo qu, ma si tratta di una cosa di una certa urgenza.

UMBE- Si accomodi!

GRAF- Niente sederebisogna andare via e subito!

UMBE- Ma io ce avria da ffa'!

GRAF- Si tratta di una cosa di poco tempoHo la macchina qua sottoDeve mettere una firma e la riporto qui!

UMBE- Una firma? (guarda lavvocato che ha allocchio il monocolo) Avvocato s accorto che ha perso mezza lente?

GRAF- Il monocoloLa caramella!

UMBE- Grazie, ma niente caramelle, c'ho un po de zuccaro 'ntel sangue!Nun me diga che ha truvato la strada pe

GRAF- La cosa un po lunghetta e se lei ha poco tempomagari le dir strada facendo! Andiamo, ci sbrigheremo in due minuti!

GINA- (entra seguita da Adele) Ess! El vestitu je lhanne ricamato le moniche!

ADEL- E da mettere esposto in vetrina de quant bello!

UMBE- (indica Gina) Avvocato,questa mia nipote AdelinaLa fija de mi cugina Marisa!

GRAF- Possibile?

GINA- Ma nun so io questa la nipote!

UMBE- Sc, questa la purtinaia!

GRAF- Non sapevo che aveva una nipote cos giovane e bella!

ADEL- Ma, avvocato, che complimento?!

UMBE- C'ha na voce!?Canta! Gna sentilla! Nun lho mai sentita, ma dicene che c'ha na voce cusc forte, che passa da 'na parte allaltra. Buca i muriMe sa che la pijene pe ffa le gallerie!

ADEL- Ma zio?

UMBE- Visto che i complimenti dolci nun li accetti: te nho fatto uno dolce-amaro!

GRAF- Bh, noi andiamo!

ADEL- Vai anche tu?

GINA- E nun rtorna pi?

UMBE- (fa scongiuri) E ti!Cusa voi che me mette sotta 'na machina?!

GRAF- Solo cinque minuti e sar di nuovo qui! I miei rispetti! Andiamo!(via)

UMBE- (si avvia facendo le corna e si ferma accanto al manichino) Cinque minuti e stago qua! (scambia il manichino per lavvocato) Prego, prima leiConosco leducazzi! Prego

GRAF- (affacciandosi sulla soglia) Vogliamo andare?

UMBE- Cum veloce cuss!(esce)

Scena 5^: Adele-Ginetta- e poi gli altri.-

GINA- Allora quellu saria lavvocatu de su zio!

ADEL- A quanto pare!

GINA- Se vole fa magna i quadr!

ADEL- Fra tutti, penso che z Umberto el mejo!Basta pensare che Manuele sposa una serva!

GINA- Mejo cusc! Me creda, nun era n omo pe lei!(CAMPANELLO)

ADEL- Saranne lora?

GINA- Vago a vede!(via e poi rientrando) Ete fatto presto!

BENI- (entra seguito da Angela) Era tutto pronto e a dire s non ci vuole tanto!Adele, sei qua?

ADEL- Congratulazioni!E gli altri?

BENI- Fra pogo arrivano. Noi siamo stati i primiSiamo ritornati subito, perch dobbiamo partire!

ANGE- Andiamo qualche giorno in riviera! (CAMPANELLO)

GINA- Ecco j altri! ( va ad aprire)

BENI- Saranno loro!

NOTA- (entra seguito da Emanuele, Teresa, Canonici e Ginetta) E cos, come diceva quel contadino: Anche questa fatta!

EMAN- Adelina? Che piacere!

ADEL- So venuta per complimentarmi con gli sposi!

TERE- Sai stata tantu carina!

NOTA- E arrivato il momento di lasciare gli sposi in libert!

EMAN- Notaio, miga vulete 'nda via senza ave fatto un brindisi?Ginetta, pija 'na buttija de muscato!

TERE- Famme leva sta padella da la testa, che me frigge senzolio!

NOTA- E cos, la volont dello zio morto: stata fatta!

CANO- Io per adesso direi di essere solo a met strada.

NOTA- Esatto! Ma rimane la parte pi facile e con lobiettivo del miliardo

CANO- Certo che un bel bocconcino!.

TERE- Oh, Manuele, se pe caso toccane a no : gnente automobile, sa! Pe ffa cul bucco de strada da ch al Municipio e dal Municipio a ch, me sento tutta strabaltata!

ANGE- Anche noi non compreremo automobili, ma faremo tante opere di bene, vero Beniamino?

BENI- Certo, cara!

ANGE- Compreremo un bellorgano per la parrocchia. Dico bene, pap?

CANO- Bh, ci penseremo, non bisogna nemmeno buttare via i soldi!

NOTA- Il modo per impiegarli si trova sempreA proposito, ve lho detto che i soldi si trovano depositati al Banco del Rio de la Plata?

GINA- (rientra con bottiglia, vassio e bicchieri)

EMAN- E chi dovesse ritirarli come fa? (CAMPANELLO)

GINA- (va ad aprire)

NOTA- Innanzitutto occorre lautorizzazione del Tribunale, previo riscontro che lerede abbia adempiuto fedelmente le clausole del testamento

CANO- Chiss chi sar il fortunato

GINA- (entra e annuncia, come continuasse la battuta di Canonici)

El signor Umberto! (esce)

UMBE- Proprio io! Che scummetto che nun ve neri manco necorti che mancavo!Cume vedete, con me c pure lavvocato Sgraffigna!

GRAF- Graffigna!

EMAN- Avanti! Venga pure avanti, avvocato!

UMBE- Avvocato si accomodi!

NOTA- Venga vicino a me, Avvocato!

EMAN- Ma che ti sei meso 'nte locchiello do chiodi al posto de un fiore?

GINA- Cume do'? Pogu fa ce neva solo uno!

UMBE- Uno de sta mattina e culaltro del pomeriggio! Quannu se dice la fortuna!So scappato sa lavvucato e appena ho fatto un passo fora dal purt: un chiodo!

CANO- E lei crede a queste scemate?

UMBE- Scemate? Ognuno pole crede a quellu che vole! ComunqueIn conclusione la nostra famija sta a ffa 'na corsae el premio tocca a chi 'riva pe' prima al traguardo E visto che ad la gara operta ce pudemu cunfessa, d la verit! Cumenciamo da coso..da quellu de la Famija Cristiana!'Ndo stai? Ah, ecchete!!Donca, tu te sai spusato pel miliardo, v?

BENI- No, io ho fatto questo passo, per il bene che nato tra me e la signorina Angelae per rispettare la volont de z Nicola!

UMBE- Sta dichiarazzi tua mha fatto propiu piacere!E tu Manuele, tu lhai fatto pel miliardo?

EMAN- Pe i quadr? Ma che dighi e po me duvristi cunosce!Ho fatto el passo che un omo sempre bene che facciaMejo tardi che mai!

UMBE- E pure staltra dichiarazzi me fa piacereAd tocca a me falla e ve digo che a me el miliardo e culaltri miliardi che se polene ricava dai beni, me fanne propio piacere! Cusc so ndato a cerc lavvucato Sgraffigna!

GRAF- Graffigna!

UMBE- Questu da vede! Lavvucato mha ditto: Riservandomi una piccola percentuale, anzi una piccolissima percentuale sullaffare (allavvocato che vorrebbe protestare) Nun faga lu sgraffigna!me dice: Qui non si tratta di camminare, ma di arrivare in tempo!

EMAN- Sbrigate, nun ce la fa longa! Abbrevia!

UMBE- Ad te labbrevia lavvucato! Avvucato, je diga i passi chemo fatto e 'ntel mentre che me tocco i chiodi, tiri fora le carte!

BENI- Ma che novit questa?

UMBE- Dopo la famo mette 'nte la famija cristiana, cusc lu sapranne tutti!

EMAN- Ma quali carte?

UMBE- Quelle de no tresette sal morto!

GRAF- Se permetteteMi fa piacere che sia presente anche il Notaio, cos potr constatare bene ogni cosaDunque, dalle ricerche che ho fatto ho saputo che la moglie del signor Umberto: Irene Borgarello in Pezzotta, abbandonando il tetto coniugale, si rifugiata in Croazia, facendo per, ogni tanto, delle scappate in Italia e precisamente in Ancona.

EMAN- E con questo?

UMBE- Lassalo parla, nun esse malducato! Scusi signor avvocato, un mio parente!

GRAF- Sono venuto quindi a sapere, che tre anni fa la signora Irene ha reso lanima a Dio!

CANO- Pace allanima sua! Una prece!

UMBE- Grazie, signor parroco!

CANO- Canonici!

BENI- Con questo cosa vuole dimostrare?

EMAN- Umbert vedovo! Che riprenda moje e po ne rparlamo!

UMBE- Ne parlamo subito, caro cugino! Avvucato je canti laltra strofa 'ntel mentre che me massaggio i chiodi!

GRAF- Le ricerche hanno portato a scoprire che la nominata Irene Borgarello in Pezzotta, da tempo, aveva avuto un figlio

UMBE- Maschio!

GRAF- Figlio abbandonato in una delle sue venute in Ancona, presso lIstituto degli Artigianelli.

BENI- E con questo?

EMAN- Cusa vulete d?

UMBE- Vole d, che io ad a cul fijolo me lu ritiro e 'nte le ma mia deventer un galantomo!

GRAF- (estrae dalla tasca un foglio) Questa lautorizzazione per ritirarlo!

CANO- Ma quel bambino non era mica suo!

UMBE- Patre parruco c' ha 'chiappato!

GRAF- Giustissimo! Era figlio della moglie e non avendolo lui a suo tempo disconosciuto, ecco che per forza di legge viene a rimanere figlio legittimo! E portando di conseguenza il suo nome, ecco che il signor Umberto Pezzotta

UMBE- Presente!

GRAF- diventa il solo e unico erede della sostanza dello zio!

BENI- Cusc l ad

UMBE- C'ho la sustanza!

EMAN- Ma signor Notaio cume dicene lora?

NOTA- (da uno sguardo al foglio ) Non c niente da dire tutto in regola!

CANO- Ma allora vuole dire che

UMBE- Vole d che: finalmente la fortuna ce vede!

BENIA- Ma hai sempre detto che la fortuna cega e che la sfiga ce vede?!

UMBE- Sc, ma ad la fortuna ha meso l'ucchiali!

S I P A R I O

Loreto,31-08-2005 Paolo Torrisi

GLOSSARIO

Accada-'N-: Bisogno- Non c' bisogno che..

Accenno- Segnale...d'intesa.

Ad- Adesso.

Almanco- Almeno.

Amor del conto- Fare la conta...per vedere a chi tocca...iniziare...

Annaulo- Affitto- (casa annaulo casa in affitto)

Anco'- Ancora.

Avriane- Avrebbero.

Babano- Fesso- Sciocco...

Bacata- Malata- Marcia- Guasta.

Badavi- Guardare con attenzione, badare...

Bagnoli- Inutili impacchi d'acqua.

Balza- Carico di briscola (valore pi alto di Briscola - Asse-)

Bardascio- Ragazzo. Giovanotto.

Becicche- Mucose negli occhi

'Bedisci- Ubbidisci.

Biastimato- Bestemmiato.

Brignoccula- Protuberanza, causata da colpo, battuta, pugno...

Brusciolo- Foruncolo.-

Bruscolini- Semi di zucca.

Bucatt- Schiaffo.

Buccare- Bocca- Buccato- Entrare- Entra- Entrato...

Bucculotto- Maccherone. (tipo di pasta)

Bugi- Bugiardone...grande bugiardo.-

Burbuja'- Borbottare-

Ca- Cane Poro ca- Povero cane

Caciara- Confusione- Parlare a voce alta fra tutti.

Cagnara- Litigio- Bisticcio.

Cago'- Tipo che si d delle arie.

Calchidu'- Qualcheduno.

Calco'- Qualcosa-

Calzo'- Calzoni Pantaloni.

Cambura- Camera.

Canna-foja- Canna de granturco, mais.

Capezzo- Non capire dove il principio o la fine = niente.-

Capisci- Saputone.

Capistorno/i- Capogiro/i.

Careggia'- Portare..da un posto ad un altro... Trasportare...

Cegato- Cieco- (in questo caso chiudere gli occhi: segno di gioco)

Cenigia- Cenere-

Ceregio- Ciliegio.

Chiuppa'- Battere- ...Chiuppamo- Battiamo.

Ciaccare- Schiaccare-

Ciaccato- Schiacciato Acciaccato...

Ciaccio- Balbuziente.

Ciambotto- Stupidotto- Sempliciotto-

Ciancico- Mastico- (ridurre in poltiglia, pezzettini...)

Ciauscolo- Salame...morbido. (tipico delle Marche)

Cianchetta- Sgambetto.

Cioccio- Pietra

Cionche- Offese- Malate- rattrappite...

Ciuffulotto- Schiaffo.

Clacchesso- Clacson... (ti suono il Clacson )

Co- Cosa.

Coccio- Creta.

Colco- Coricato.

Concule- Cozze- Muscoli. Detto marchigiano: Arridaje a chi vole le concule!

Crescia- Pizza di pane (senza pomodoro e formaggio: solo farina)

Creso- Creduto- Credere.

Crocchia- Tup...Capelli arrotolati su, dietro o lateralmente ala testa.

Cruciera- Crociera di croci- (Non Crociera - nave) Cruciera: gruppo di dodici corone da Rosario, lavorate, assemblate, dalle donne lauretane dette Coronare.

Cu'- Con.

Cuj- Quei.

Cule- Quelle.

Culia- Quella.

Cul- Quello.

Curatelle- Viscere- Interiora in genere...

Curdo'- Esclamazione volgare... sta per Curdone=Coglione.

Dago- Do... (dare)

Daperlu'- Da solo.

Dapervo'- Da soli. (solo voi)

Dapresso- Da solo.

Dimo- Diciamo.

Do'- Due.

Emo- Abbiamo.

Enn!- Orca!...Guarda un po'?!...

Ess!- E gi!...Certo!...

Esse'- Essere.

Evo- Avevo... (avere)

Fago- Faccio... (fare)

Fantiole- Tremori di corpo. (tremori dovuti ad Epilessia)

Fiotto- Lamento- Brontolio-

Fracco- un Sacco...di bastonate. Tante...

Frinfinellu-Piccolo segno di briscola (gioco di carte)

Fuga- Premura -Fretta. (da Fuggire: Sono andato via di fuga = di corsa)

Fugaro'- Fal.

Furestego- Forestiero.

Galastro'- Cappone. Gallinaccio.

Galito- Rauco- Con poca voce-

Giaccene-'N: Ghiacciano...diventare fredde.

'Gn- Bisogna.

Gnagnera- Lamento- pianto...

'Gne'- Niente.

'Gnico'-Ogni cosa. Gricilli- Budella- Intestini.

Gnogna- Stupida.

Grasciari- Sporchi...posti sporchi...posti per porci.

'Guali- Uguali.

Gatti- Gatti. (riferito al pesce gatto) Pronunciare gutturalmente g...

Guzzo- Fine- Appuntito-

'Nguezzu- Pratico. ('ngezzu de sti posti = pratico di questi posti)

Imbescigamo- Vescichiamo- (da Vescica, gonfiore, bolla sulla pelle con liquido..., provocato da botte ricevute)

Imbioccare- Addormentare

Incaprinita- Interstardita...come una capra.

Jezu- Ges. (esclamazione)

Lappa- Noiosa, pesante... (cosa o, meglio ancora, persona che non si sopporta: noiosa, pesante...)

Lattarina- Bianchetto (larva di pesce)

Lenza- Furbo. (...che tipo furbo = che lenza!)

Lia- Lei e non nome di persona: Lia.

Limo'- Limone-

Line- L.

Lora- Loro..

Lu'- Lui.

Lu- Lo.

Luccare- Lucca'- Gridare.

Luccato- Gridato.

Lupi'- Lupini.

Lupo marano- Licantropo (comportamento da lupo)

Luzeno- Fulmine.

Ma'- Mani.

Mad- Mattone.

Mammana- Ostetrica- Levatrice.-

Mamm- Mammone.

Marifresca- Donna di poco affidamento- Si usa come dispregiativo.

Matine- Mattina- (E 'na matine!: esclamazione)

Matre- Madre.

Matr- Nervoso.

'Mbilla'- Alzare su la cresta. Non ti muovere tanto.

Melancia'- Melanzana- (ti do un melancia': uno schiaffo che ti faccio diventare la faccia viola come una: Melanzana)

Melangula- Cetriolo.

Mijanno- Mille anni...che non ti vedo!

Mogia- Malta...fango...poltiglia...

Mojole- Pinze. (caratteristico attrezzo a forma di pinze con punte arrotondate, adatto alla lavorazione del fil di ferro usato dalle coronare, per le corone da Rosario.)

Mosca-sci- Via le mosche: Nulla da dire sul mio conto.

'Mappava le zille- Freddo per tutto il corpo... nfredolito...

'Mpastrucchia'- Pasticciare.

'Mpiccia- Occupata da qualcosa... Confusa sul da fare...

'Mpunta'- Balbettare.

'Mpustate- Piazzate...messe...impostate...

Mucchia- Tanto-

Mugelle- Cefali (pesce)

Munelli- Bambini- Ragazzi.

Musci- Musone: fiume-

Musciuli'- Moscefrino.

'Nciccia'- Piace... Nun m'enciccia= Non mi piace.

Nndrizza'- Raddrizzare. ('ndrizza' la schina=aggiustare in senso negativo: rompere)

'Ngriccia'- Arricciare.

'Nguezzu- Pratico. ('ngezzu de sti posti = pratico di questi posti)

'Necorto /a/ e...- Accorto.

'Nfrucchia'- Inventare.

'Nfuligina'- Arrabbiare.

Ni' o Nin- Usato come: Oh, bello, te la vuoi capire?... Oh Nin, chi ti credi di essere?

Nisci- Nessuno.

No'- Noi.

Noja- Solletico.

None- No.

Noneto- Nonno tuo...tuo nonno.

'Ntasata- Tappata- Ostruita.

'Ntrica'- Intricare- imbrogkiare- rendere difficile-

'Nvuricchiata- Intrecciata....Imbrogliata-

'Nzocca- Stordisce.

O'- Avanti....Oltra-

Oltra- Avanti...oltre. (vieni oltra . A volte si trova solo una O abbreviata da un apostrofo 'O: vieni o'... )

Onne- Onde.

Onnico'- Ognicosa.

Pa- Pane

Pescolle- Pozzanghere.

Pia Piedi.

Pina- Piena.

Pipitula- Foruncolo...che viene sulla lingua...che fa stare zitti.

PistaAri-pista- Ritornare sullargomentoContinuare a pestare

Pitale- Orinale- Vaso da notte.-

Pole- Polene- Pu- Possono.

Per' 'o- Per uno... Un po' per uno.

Poro- Povero.

'Porta- Comporta- 'Portare-Comportare.

Prescia- Premura Fretta.

Purtinnari- Portorecanatesi.

Pust- Pu essere.

Rabbito- Arrabbiato.

'Raccojemme- Raccogliere /...rmi.

Raganella- Rana- Ranocchia.

Ragano- Rospo-

Rancichita- Rancida.

'Rcapezza- Orizzontarsi su una cosa... Non ritrovarsi... Non capire...

'Rinale- Vaso da notte Orinale.

'Rmaso- Rimasto (rimanere).

Roito- Urlo-

Rumiga'- Ripensare mugugnando... Borbottare...

Quane- Qui.

Quessu /a Questo / a.

Sa / Sa me / Sa l- Con Con me Con lui

Sai- Sei (dal verbo essere) Es. Sai solo-sei solo (dipende dal significato che acquista nel contesto della frase)

Salva'- Nascondere- Conservare...non in vista...

Saria...Sariane- Sarebbe..Sarebbero.

Sbarill- A gambe all'aria- (andare oltre il Sette e mezzo del gioco a carte)

Sbocca- del Musci) Dove sbocca il fiume Musone.

Sbragiulasse...sbragiulare- Arrostirsi (in questo caso:abbronzarsi) ... Arrostire

Scapecciamme- Spettinarmi.

Scappa'- Uscire di casa... (secondo il senso della frase)

Scarpire, scarpisseli- Strappare...strapparseli (si usa perloppi per i capelli)

Scassa'- Scassare-Cancellare.

Sciagatta'- /...are- Muoversi inutilmente

Sciapata- Sciapo- Stupidata- Stupido- Sciocco...

Scine- S-

Sciuccata- Seccata.

Scuffia- Copricapo di lana...pu essere usato per la montagna o a letto nelle nottate fredde.

Scunfinfera- da: convincere... Nun me scunfinfera =Non mi convince

Scunucchiamme- Romper-mi-; Ridur-mi a pezzi.- (come una sedia che si rompe sotto un peso)

Sdingula-dandula- Altalena.

Sdogo- Slogo- slogare.

Sdrimbulo'- Convulsioni (ballo di S.Vito)

Sete- Siete. (secondo la frase. Sete es. Ho seteo verbo essere: sete bugiardi...)

Sfragno- Spremo- Spremere...

Sgaggiare- Sgaggia'- Gridare.

Sgardaffo'- Uomo brutto, malvestito, malsano...(dispregiativo)

Sgarfagnini- Ladri-

Sgnagner- sgnagnerare- Poco piacevole... non gli interessa tanto...di poco gradimento

Sgraffigna-Gratta.

Sj- Sei. (sj stato tu...)

Smateria'- Parlare male...volgare...da matto... (Fuoruscita dal cervello di materiale non consono...)

Sogna- Grasso animale... (Sogna rancichita = Grasso rancichido)

Spegne- Spegne da: Spegnere.

Spegnemme- Spinger-mi da: Spingere e non Spegnere.

Spenta- Spinta- da: Spingere e non Spenta da: Spegnere.

Spi- Spine. Me tieni su i spi?- Mi tieni sulle spine.

Spinarelli- Bollicine che vengono sulla pelle dovute alla Varicella.

Squajo- Cioccolata calda.

'Ssa- Questa. (Abbreviazione di: Quessa = Questa donna)

'Ssu- Questo.

Stago- Sto... (stare)

Storni- Ritorni... Stornare- Ritornare.

Strabaltata- Sottosopra...il cervello- Non capire pi niente.

Stracco-Stanco.

Struccava- Spezzava- Struccare pu assumere altri significati es. Togliere il trucco.-

Sumenti- Semi (in romano: Bruscolini)

Svaga'- Svuotare... .

'Svanza- Avanza...da Avanzare.

Tajuli'- Tagliatellina- (tipo di pasta:Tagliatelle)

Tigna- Testardaggine.

Tizzo'- Tizzone -Pezzo di legno infuocato (da camino...) -

Totulo- Ci che rimane di un mais dopo ch' stato sgranato.

Trusmar- Rosmarino.

Vago- Vado... (andare)

Valtri- Voialtri.

Vento- Vinto.

Vo'- Voi.

Velle- ...in velle- Da nessuna parte...In nessun posto...Per niente...

Vuria- Vorrei

Zanzule- Ciabatte.

Zero garbunella- Zero completo, tagliato... Nulla nel modo pi assoluto-

Zompene- Saltano- Zompare- Saltare.