La galleria

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                                            LA GALLERIA

                                                       (Atto Unico di Giovanni De Moliner)

GIORGIO – Il fatalista;                                                                                                          MARCO – L' esasperato;                                                                                                        MARTA – La disperata;                                                                                                                    UN PARTIGIANO                                                                                                         2 voci fuori scena

                                           LA SCENA

E' una galleria adibita a rifugio dai bombardamenti in tempo di guerra. Ci sono poche cose a caso gettate a casaccio negli angoli fra le quali UNA BAMBOLA, UN FEZ O CAPPELLO NERO, UN FERRO DA STIRO PIUTTOSTO PESANTE.

In uno degli angoli, c'è un tavolino con una bottiglia senza tappo e piena a metà e due bicchieri alquanto vecchi e sporchi .C'è una sola entrata da destra.

All'apertura del sipario, Marta è rannicchiata sul fondo, in preda al terrore, mentre si odono forti e sempre più ravvicinate le esplosioni delle bombe.

1 – MARTA – (E' una ragazza sulla trentina, coi capelli lunghi, vestita alla buona con un vestito ben oltre il ginocchio e un vecchio palettò. E' rannicchiata sul fondo e si stringe la testa fra le mani coprendosi le orecchie il più possibile, letteralmente in preda al terrore. Man mano che gli scoppi si fanno più forti e vicini si stringe sempre di più a se stessa, fin quando, dopo tre esplosioni ravvicinate una più forte dell'altra in rapida successione, esplode in un grido disperato, agitandosi con furia) “AAAAHHHHHHH.......!!!!!!!!”

In quell'attimo, da destra, fa il suo ingresso in scena Giorgio

2 – GIORGIO – (Entra in scena da destra. E' un uomo sulla quarantina, già con qualche capello bianco. E' vestito anch'egli alla buona, con pantaloni di frustanio, una camicia pesante a quadri e una giacca pesante alquanto sgualcita. Avanza con passo lento e apparentemente tranquillo, sobbalzando appena, con espressioni quasi di sofferenza, all'esplosione delle bombe. Al grido di Martaha un gesto quasi di fastidio) “Eeeeehhhh....!!!” (La rampogna quasi) “E' inutile che gridi....” (Scrolla le spalle) “Tanto non ti sentono...!!”

3 – MARTA – (Si volta verso Giorgio: guardandolo con un'espressione di odio e terrore) “Chi sei.....” (Gli urla contro tutta la sua rabbia) “Che cosa vuoiiiii.....!!!!!”

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4 – GIORGIO – (Scrolla le spalle) “E chi vuoi che sia....!!” (Replica stizzito) “Uno di passaggio....”(Va a sedersi accanto a lei) “Che s'è infilato nel primo buco che ha trovato...!!!”

Da fuori, il rumore del bombardamento riprende con ancora più vigore.

5 – MARTA – (Al riprendere del rumore delle esplosioni, si rannicchia ancora di più) “Oddio...Oddio....Oddio....” (Geme premendosi le mani sulle orecchie. Poi, man mano che il frastuono si fa più alto e più vicino, con quanta voce ha in corpo) “ODDIOOOOOO......!!!!!”

6 – GIORGIO – (Scrolla nuovamente le spalle, quasi refrattario a quanto sta accendendo all'esterno) “Li sente....?!?!?” (Si rivolge poi sornione a Marta) “Si danno un gran daffare...!!” (Poi, alzando gli occhi al cielo, quasi volesse farsi sentire, a voce alta) “Non hanno paura di sprecare munizioni, i bastardi...!!!”

Un attimo dopo, sempre da destra fa irruzione in scena Marco.

7 – MARCO – (Sulla trentina, capelli tagliati corti, vestito sobrio ma di buona fattura con giacca , cravatta e borsalino in testa. Si catapulta letteralmente in scena da destra con in mano una borsa/ valigetta ventiquattr'ore, andando a piazzarsi sul fondo, spalle al muro, decisamente spaventato) “Auff....!!” (Ansima pesantemente) “Ce l'ho fatta per un pelo...!!” (allarga leggermente le braccia  ) “Stavolta credevo mi beccassero...!!”

8 – GIORGIO – (Solleva lo sguardo verso di lui: ancora sornione) “Picchiano duro, eh...!!”

9 – MARCO – (Fa un gesto di assenso con il capo) “Stanno bombardando il porto...” (Spiega) “Arrivano a ondate....” (Decisamente preoccupato) “Speriamo che il Buon Dio ci dia una mano...!!”

10 – GIORGIO – (Scrolla ancora le spalle) “Non ci sperare...” (Lo apostrofa sibillino) “Non ce la meritiamo....!”

11 – MARCO – (Si gira di scatto verso di lui: incredulo) “Perchè....?!?!?!”

12 – GIORGIO – (Guarda dritto nel vuoto davanti a lui: lapidario) “Ce la siamo andati a cercare !”

13 – MARCO – (Trasale) “Egregio signore....” (Si inalbera) “Non le permetto di calunniare il go-verno fascista che ha cercato fino all'ultimo e sta cercando ancora adesso di....”

14 – GIORGIO – (Glaciale) “Tutte balle....!!” (Lo interrompe malamente) “Il governo fascista sapeva benissimo che non avremmo MAI ...” (Sottolinea la parola alzando il tono della voce) “...avuto la forza di.....”

Viene interrotto da Marta che improvvisamente abbandona il suo stato di terrore

15 – MARTA – (Si scuote all'improvviso) “Insomma, basta....!!!!” (Sbotta di colpo scattando in piedi e inframezzandosi fra I due) “Non me ne frega niente del governo fascista ne tanto meno dei tedeschi e degli americani....” (Li rampogna furiosa) “Io so solo che non voglio morire.....!!!!”

Di colpo, il rumore del bombardamento che pareva essersi quietato riprende di colpo, con più vigore e intensità di prima.

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16 – MARTA – (Alla ripresa delle esplosioni trasale vistosamente gettandosi addosso al malcapita to Marco urlando a squarciagola) “NOOOOOOOOOO.......!!!!!!”

17 – GIORGIO – (Prorompe in una bestemmia) “Porca puttana....” (Biascica fra i denti con furia) “Eccoli di nuovo....!!”

18 – MARCO – (Si ritrova Marta avvinghiata addosso) “Su...su...coraggio, signorina...” (Cerca invano di consolarla, imbarazzatissimo) “Fra poco è tutto finito...” (Le dispensa un pallido sorriso) “E poi qui....” (Cerca di assumere un tono rassicurante) “Siamo al sicuro...!!”

19 – GIORGIO – (Con un ghigno sarcastico) “Sicuro.....?!?!?!?” (Poi, feroce, a voce alta per superare il rumore del bombardamento) “Pivello...” (Apostrofa Marco) “Ma lo sai cosa c'è oltre quel diaframma di roccia.....” (Indica il lato a sinistra della scena) “Dall'altro lato della galleria...??”

20 – MARCO – (Stringendo a se no senza imbarazzo Marta che ora piange sommessamente) “No !(Fa spallucce) “Che cosa dovrebbe esserci...??”

21 – GIORGIO – (Con un sorriso beffardo) “C'è lo spazio che le esse esse....” (Fa un accenno di inchino) “Con il beneplacito del tuo governo fascista che non si può denigrare...” (Allarga leggermente le braccia) “...usano come santabarbara per le loro munizioni, esplosivi e armamenti vari....” (A muso duro, ad uno stranito Marco) “Ecco cosa c'è, testa di rapa...!!”

Nel frattempo, il bombardamento ha perso intensità. Giusto in tempo per consentire a Marta di rendersi conto della sua posizione, sciogliersi velocemente dall'abbraccio con Marco ed ascoltare contemporaneamente le parole di Giorgio

22 – MARTA – (Al diradarsi dei rumori delle bombe si rianima: si rende conto della sua posizione si scioglie velocemente dall'abbraccio di Marco. Cerca di ridarsi un minimo di contegno ma è bloccata dalle parole di Giorgio. Con un'espressione di terrore in viso) “La santabarbara....?!?!” (Chiede incredula) “Il posto dove tengono le bombe....?!?!?!?”

23 – GIORGIO – (Scrolla nuovamente le spalle) “Già...!!” (Poi, quasi fra se ma a voce abbastanza alta da essere sentito dagli altri) “E non solo quelle...!!”

24 – MARCO – (Decisamente preoccupato) “E noi ci siamo finiti dentro....” (Scrolla la testa sconsolato: con un filo di voce) “Come topi in trappola....!!”

25 – MARTA – (Fissa nel vuoto, lo sguardo vacuo) “O mio Dio....!!” (Geme quasi. Si copre il viso con le mani: andando a sedersi nuovamente sul fondo, sconsolata e afflitta, ripete ancora a voce più alta) “O mio Diooooo........!!!!”

26 – GIORGIO – (Va a sua volta a sedersi sul fondo ma dal lato opposto a dov'è seduta Marta. Con aria di sufficienza) “Mi sa che ci ha lasciati soli pure lui, mia cara...!!”

27 – MARCO – (Si rianima, prova a darsi un contegno) “Suvvia, signori....” (Cerca di obbiettare ostentando l'aria e l'espressione più sicura possibile) “Non è che questo inferno può durare in eterno…!!” (Si avvicina a Marta, seduta esangue, la testa in grembo) “Fra qualche minuto i bom bardieri se ne andranno e noi potremmo uscircene tranquillamente all'aperto e …..”

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28 – GIORGIO – (Lo interrompe: drastico) “Nel frattempo sperare che qualcuno di quei confettini che piovono da lassù....” (Indica il soffitto con un dito) “Non centri il deposito....”(Fa un gesto significativo con la mano) “....e buonanotte...!!!”

29 – MARTA – (Solleva lo sguardo: li guarda con espressione vacua, come se fosse in trance. Poi, con un filo di voce) “Ma come abbiamo fatto....” (Chiede più a se stessa che agli altri) “...a cercare riparo proprio qua dentro...??”

30 – MARCO – (Fa spallucce) “Quando è suonata la sirena....” (Si giustifica quasi, parlando tra se)”Ho pensato di avere tutto il tempo di completare quello che stavo facendo prima di raggiungere il rifugio...” (Solleva la testa: a Marta) “E' già capitato altre volte...!!” (Le spiega con foga) “Solita mente da quando suona a quando cominciano a bombardare passa almeno un quarto d'ora...!!” (Scrolla nuovamente le spalle) “E invece......”

31 – GIORGIO – (Lo interrompe: allargando le braccia, beffardo) “E invece oggi erano in anticipo …!!”

32 – MARTA – (Fredda Giorgio con lo sguardo) “Ma come fa ad essere così cinico....” (Lo apostrofa dura) “....in un momento come questo....??”

33 – GIORGIO – (Fatalista) “Signorina bella....” (Controbatte sornione) “Coi tempi che corrono tutti i momenti....” (Traccia una croce in aria con la mano) “... sono diventati uguali....!!!”

34 – MARCO – (Si risente) “E allora tu....” (Lo affronta a muso duro) “...che sai tutto di tutto com-preso della santabarbara.....” (Gli si avvicina: puntandogli lo sguardo negli occhi) “Come mai ti sei infilato in questo buco, eh....?!?!?!?”

35 – GIORGIO – (Scrolla le spalle) “Per me, ormai....” (Commenta amaro) “....un buco vale l'altro!

36 – MARTA – (Si inserisce nel dialogo) “Io....” (Balbetta quasi) “Io non ne sapevo niente...!!!” (Balbetta quasi. Poi, dirigendosi sul fondo sotto gli sguardi interrogativi di Giorgio e Marco) “Non ne sapevo niente della santabarbara...” (Si giustifica. Quasi implorante, passando il proprio sguar-do sul loro) “Davvero...!!” (Si dirige verso l'angolo estremo) “Quando bombardano vengo qui....” (Prende la bambola depositata nell'angolo) “...perchè ho trovato questa...!!” (La mostra a Giorgio e Marco) “La stringo....” (Se la stringe al petto) “E gli canto la ninna nanna....” (Comincia a cullarla) “Come facevo quando c'era il mio bambino....!”

37 – MARCO – (E' rimasto a bocca aperta: si rivolge con lo sguardo a Giorgio e scuote la testa interrogativo) “Mah......?!?!?!?”                                                                                                          38 – GIORGIO – (Sorride amaro) “Brutta cosa le guerre....” (Commenta quasi con rassegnazione. Cambia espressione: con aria quasi feroce, ancora a Marco) “E brutte bestie gli uomini....!!!!!”

39 – MARCO – (Non capisce. A Marta, interdetto) “Ma perché, il suo bambino adesso….”

40 – GIORGIO – (Gli si è avvicinato. Lo interrompe bruscamente) “Lascia perdere….” (Lo stratto-na per un braccio) “Probabilmente è morto…!!”

41 – MARCO – (Rimane impietrito, riuscendo solo a mormorare) “Ah…!!”

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In quel momento, suona la sirena del cessato allarme.

42 – MARCO – (Si illumina) “Oh….!!!” (Esclama palesemente soddisfatto e rinfrancato) “Visto ?” (Affronta Giorgio a muso duro) “Lei e tutta la sua storiella della santabarbara e chi più ne ha più ne metta…!!” (Decisamente offeso) “Dovrebbe vergognarsi di gettare falso allarmismo fra la gente con storie che sono pure illazioni o frutto di propaganda eversiva e contraria alla rivoluzione fascista !!”

43 – GIORGIO – (Non lo prende sul serio) “Si, va bè…” (Replica con sufficienza) “ma adesso smettila di fare il comizio e andiamocene da qui….” (Alza gli occhi vagamente verso il cielo) “…… prima che ricomincino…!!

44 – MARCO – (Lanciandogli un’occhiata di quasi di commiserazione, con sommo disprezzo) “Di sfattista….!!”

45 – GIORGIO – (Si avvicina a Marta) “Su, andiamo…” (La incoraggia: prendendola dolcemente per le braccia) “Per oggi si sono stufati….”

46 – MARTA – (Nel frattempo si è diretta verso l’angolo ed ha posato la bambola nella stessa posi zione dalla quale l’ha prelevata. Con un sorriso appena accennato, a Giorgio) “Si….” (Avviandosi lentamente verso l’uscita) “Andiamo…!!”

47 – GIORGIO – (Si avvia a sua volta seguendo Marta. Incrocia Marco che, invece, ha recuperato la propria valigetta e si sta dirigendo verso il tavolino posto nell’angolo opposto da quello dove c’è la bambola) “E tu non vieni ??” (Lo apostrofa) “Ti sei innamorato del posto….??” 

48 – MARCO – (Gli riserva un’occhiata sfuggente) “Non adesso….” (Risponde vago) “Devo siste mare prima alcune cose….”

Giorgio fa spallucce ed esce da destra seguendo Marta.  Marco, invece, si avvicina al tavolino, vi appoggia sopra la valigetta, poi si siede.

49 – MARCO – (Si siede, si rilassa) “Fiuuuuu…..!!!!” (Brontola fra se) “L’ho scampata bella….!!” (Rimane qualche attimo pensoso, in silenzio. Poi, sempre fra se) “Il bombardamento è stata un bel colpo di fortuna…!!” (Si allarga in un sorriso) “Se non fosse cominciato a grandinare, quei tre parti giani mi avrebbero beccato e a quest’ora penzolerei da un albero…!!” (Posa una mano sulla valiget ta) “Qui…” (Sentenzia solenne) “…ci sono documenti fondamentali, altro che…!!” (Fa una pausa. Poi scrolla le spalle) “Dopo l’otto settembre quei maledetti sovversivi sono ovunque…” (Conside- ra) “Mentre camerati e tedeschi in giro ci sono sempre meno quando ne hai bisogno…!!” (Fa un’al tra pausa. Poi trasale: indicando l’uscita di destra) “Come quel tizio che era qui un minuto fa…!!” (Si rabbuia) “Chi sa chi è per pontificare così indegnamente contro la causa….” (Si alza di scatto) “Quando arrivo al comando di manipolo….” (Afferra la valigetta e fa per muovere verso l’uscita di destra) “…faccio un po’ di indagini e gliela faccio pagare…!!!!”

In quel momento, l’urlo raccapricciante di Marta, proveniente da fuori a destra, si alza fortissimo.

50 – MARTA – (Da FUORI A DESTRA con quanta voce ha in corpo) “NOOOOOOO…..!!!!!!!!”

51 – MARCO – (Trasale, si blocca) “Che diavolo….?!?!?”

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Marco è ancora visibilmente interdetto, bloccato a centro scena quando da destra rientrano Gior

gio e Marta.

52 – GIORGIO – (Rientra da destra, sorreggendo Marta disperata e in lacrime) “Su…su….” (Ten

ta vanamente di rincuorarla) “Vedrai che ci tirano fuori…!”

53 – MARCO – (Interdetto) “Ma….” (Chiede stupefatto) “Si può sapere cosa succede…??!?”

54 – GIORGIO – (Venefico) “Oh, niente di strano…” (Replica quasi dileggiandolo) “Il tuo grande governo fascista non ha messo in conto che a furia di prendere bombe addosso possono anche venir giù le montagne…!!

55 – MARCO – (Allibito) “Come…..?!?!?!?”

56 – MARTA – (Decisamente stravolta) “La parete della montagna….” (Gli urla contro con vee-

menza) “E’ crollata ed ha chiuso l’uscita della galleria…!!!!”

57 – MARCO – (Con una smorfia di terrore) “Oh Gesù….” (Mormora appena. Poi, a Giorgio, con sguardo quasi supplichevole) “E adesso….?!?!?”

58 – GIORGIO – (Prorompe in una fragorosa risata) “E adesso dimmelo tu cosa bisogna fare….” (Gli ringhia quasi contro con rabbia) “Visto che voi fascisti sapete tutto e siete i padroni del mondo

…!!”

59 – MARCO – (Offesissimo, di rimando) “Guarda che è proprio grazie a voi banditi e sovversivi che l’Italia si è portata in casa le bombe e le truppe del nemico e….”

60 – MARTA – (Sembra riprendere lucidità) “Insomma, basta….!!!” (Insorge scostandosi di colpo dall’abbraccio di Giorgio) “Siamo praticamente sepolti vivi in una galleria e abbiamo vicino una santabarbara….” (Li rampogna ferocemente) “Non è il luogo ne il momento delle dispute politiche

61 – MARCO – (E’ sorpreso dalla sua reazione) “Beh…” (Cerca goffamente di replicare) “Intende

vo solo dire che….”

62 – GIORGIO – (Lo interrompe) “Che prima che qualcuno riesca a trovarci qua sotto possiamo la-

sciarci tranquillamente la pelle per fame e per sete….” (Guarda malissimo Marco) “Visto che la sto

ria della santabarbara è solo un’illazione frutto della propaganda sovversiva di noi banditi, vero…?”

63 – MARCO – (Rimane un attimo interdetto. Poi si rianima) “Io…” (Si giustifica quasi) “Ti giuro che non ne so nulla della santabarbara…” (Allarga le braccia. Deposita nuovamente la valigetta sul tavolino) “Se c’è…” (Conclude sconsolato) “Vuol direr che ne sai più tu di me…!”

64 – GIORGIO – (Allarga a sua volta le braccia. S’incupisce) “Spero proprio di no…!” (Poi, scuo-

tendo la testa quasi a scacciare pensieri funesti che gli affollano il cervello) “Comunque…” (Si diri

ge con piglio deciso verso sinistra) “Sarà meglio che pensiamo a come uscire da qui per adesso..!!”

65 – MARTA – (Si avvia anche lei verso sinistra) “Si….” (Corrobora la tesi di Giorgio) “Sarà pro-

prio meglio di si…!!

66 – MARCO – (Li osserva: scettico) “E andate a cercare una via di fuga proprio dalla parte del mu

ro…??”
67 – GIORGIO – (Secco) “Visto che di la….” (Indica col braccio l’uscita di destra) “…sappiano che non c’è tanto vale provare di qua, no…??”

68 – MARTA – (S’è avvicinata alla parete di sinistra e ha cominciato a passarla con una mano) “Con la mano non si sente niente….” (Commenta preoccupata. Poi, rivolgendosi a entrambi) “Ave

te dei fiammiferi per caso…??”

Marco scuote la testa in senso di diniego senza capire, Giorgio, invece, sembra illuminarsi.

69 – GIORGIO – (Mette la mano in tasca, prende una scatola di fiammiferi da cucina, ne accende uno e poi, molto lentamente, comincia a passarlo lungo la parete) “Però…” (Commenta sornione ri

volgendosi a Marta) “Sembri cretina, ma….”

70 – MARTA – (Fa spallucce: decisa) “A volte l’apparenza inganna….”

71 – MARCO – (Continua a non capire) “Ma si può sapere cosa state facendo …??”

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72 – MARTA – (Ha preso a sua volta un fiammifero, lo ha acceso e lo sta facendo scorrere dal la-

to opposto della parete) “Vediamo se ci sono spifferi d’aria…” (Si volta verso Marco) “Se ci sono vuol dire che dall’altra parte c’è il vuoto e forse una via d’uscita…!!”

73 – MARCO – (Sorpreso) “Si ma….” (Chiede scettico) “Anche se ci fosse….” (Agita le mani a mo di pigna) “Come pensi che riusciremo a sfondare la parete, col pensiero…??”

74 – GIORGIO – (Sarcastico) “E chi lo sa….!!” (Lo canzona: voltandosi verso Marco, con dileggio

“Magari ci mettiamo a cantare “Faccetta nera” e il muro crolla d’incanto…!!”

75 – MARTA – (Si gira a sua volta verso Marco: a muso duro) “Sicuramente non rimanendo li a guardare come un salame come stai facendo tu….!!!!”

76 – MARCO – (Sbuffa seccato) “E va beh…..” (Si avvicina alla parete) “Proviamo ‘sta genialata !

Anche Marco prende il suo fiammifero e si posiziona al centro della parete, mentre Giorgio conti-

nua sul lato verso il fondo e MARTA SUL LATO VERSO LA PLATEA.

L’operazione va avanti diversi secondi, con fiammiferi che vengono accesi e si consumano uno do

po l’altro e sguardi sempre più sconsolati di Marco e Giorgio.

Ad un certo punto, Giorgio desiste.

77 – GIORGIO – (Getta un altro fiammifero) “No….” (Commenta. Avviandosi sconsolato verso il centro scena) “Niente da fare…!!”

78 – MARCO – (Si ferma anche lui) “Visto…??” (Commenta con ovvietà, allargando le braccia e avviandosi a raggiungere Giorgio al centro scena) “Idea da poco….!!”

Solo MARTA continua imperterrita nell’operazione, accendendo un fiammifero dopo l’altro nell’an

golo dal quale aveva iniziato.

79 – GIORGIO – (Si stringe nelle spalle) “Beh….” (Commenta con ovvietà) “Tanto valeva provare, no…??”

80 – MARCO – (Allarga platealmente le braccia) “Ma per carità…!!!!” (Replica enfatizzando) “Un’idea balorda…..” (Rincara la dose) “Per lo più nata….” (Indica Marta) “…da un cervello baca

to…!!”

Giorgio vorrebbe replicare, ma è bloccato dall’urlo di Marta.

81 – MARTA – (Esplode in un urlo) “QUIIIIIIII…..!!!!!!” (Grida trionfante, quasi isterica) “Veni-

te qui….!!!!!!!”

82 – GIORGIO – (Trasale) “Che diavolo….”

83 – MARCO – (Interdetto) “Eehh….??!?!?”

84 – MARTA – (Trionfante) “Qui….!!!” (Indica un punto davanti a se) “La fiamma trema…!!!”

85 – GIORGIO – (Scatta verso di lei) “O porca…..!!!”

86 – MARCO – (Si lancia a sua volta dietro di lui) “Nooooo….!!!” (Esclama incredulo) “Non ci credo….!!!”

Giorgio e Marco raggiungono Marta che, raggiante, accende un altro fiammifero e lo sporge verso la parete. (N.B. x facilitare le cose, basta fare in modo che il fiammifero venga esposto FUORI SCE

NA, nascosto dall’angolo del sipario)

87 – MARCO – (Stupefatto, a mezza voce, rivolgendosi a Giorgio) “Guarda…” (Indica un punto da

vanti a se) “Ha ragione….!!!”

88 – GIORGIO – (Esplode in un urlo di trionfo) “Siiiiii…..!!!!” (Sferra un pugno alla parete) “Por-

ca miseria….!!!!”

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89 – MARCO – (Abbraccia Marta trionfante) “Grande, grande, grande….!!!” (Gli schiocca un ba-

cio su una guancia) “Sei grande…!!!!!!” (Poi, sballottandola leggermente) “Hai avuto un’idea gran

diosa….” (La esalta) “Sei un genio….!!!!!”

90 – GIORGIO – (Da dietro) “Scusa un po’….”

91 – MARCO – (Si gira) “Si….??”

92 – GIORGIO – (Sornione) “Ma non era l’idea balorda di un cervello bacato…??”

93 – MARCO – (Gli fa un gestaccio, stizzito, poi, ancora trionfante, si volta nuovamente verso la parete. Si blocca: il sorriso gli muore sulle labbra) “Si ma…” (Mormora appena) “…adesso…??”

94 – MARTA – (Con espressione di somma ovvietà) “Scaviamo, no….?!?!?!?”

Marta lo guarda un attimo con un sorriso beffardo, si stringe nelle spalle e poi comincia a scavare con le mani nel punto dove la fiammella tremava, seguita un attimo dopo da un forsennato Marco.

LO SCAVO VIENE FATTO FUORI SCENA: GLI ATTORI HANNO LE MANI FUORI DALLA SCE

NA, COPERTE DALL?ANGOLO DEL SIPARIO. A MANO A MANO, PER DIVERSI SECONDI, QUELLO CHE VERRA’ “SCAVATO” VERRA’ POI BUTTATO IN SCENA E RISULTERA’ ESSE-

RE ESCLUSIVMENTE DEL TERRICCIO E QUALCHE SASSOLINO.

95 – GIORGIO – (Li guarda qualche secondo procedere nella loro operazione: scuote un attimo la testa e comincia a guardarsi in fondo. In un angolo, nota il massiccio ferro da stiro. Si illumina: lo prende e, dirigendosi verso Marco e Marta) “Va bene, ora via…!!!” (Gli intima quasi) “Via…!!!”

Marta e Marco si guradano per qualche attimo interdetti.

96 – GIORGIO – (Li esorta ancora) “Via…!!” (Mostrando il pesante ferro da stiro) “Adesso provo io….!!!!”

Per alcuni istanti Giorgio vibra potenti colpi con il ferro verso la parete, SEMPRE DIRETTO FUO

RI SCENA. Oltre al rumore prodotto dal ferro da stiro si sente quello di calcinacci e mattoni che ca

dono e si rompono. L’operazione prosegue alcuni istanti, poi Marco esplode in un urlo di trionfo.

97 – MARCO – (Ha seguito trepidante il lavoro di Giorgio: ad un certo punto esplode in un urlo) “Siiiiii….!!!!!” (Esplode esultante) “Adesso si…..” (Abbraccia nuovamente Marta) “Adesso si pas-

sa….!!!!!!”

98 – GIORGIO – (Abbassa il ferro: osserva il risultato del suo lavoro) “Già…” (Commenta torvo) “Adesso si passa….!”

99 – MARCO – (Va al tavolino, recupera la valigetta) “Siamo liberi….” (Commenta a voce alta. E’ davanti a Marta: si ferma. Esultante a tutta voce) “LIBERIIIIIII…..!!!!!!!!”

100 – GIORGIO – (Diffidente) “Per ora siamo ancora in gabbia…!!”

101 – MARCO – (Non lo considera. A Marta infervorato) “Ragazza, io….io….” (Non trova le paro

le. Poi, di getto) “L’ho detto subito che eri un genio…!!” (Fa per uscire dallo spazio creato da Gior

gio: si ferma. Ancora rivolto a Marta) “A proposito….” (La apostrofa) “…come ti chiami…??”

102 – MARTA – (Gli dispensa un flebile sorriso) “Mi chiamo Marta….” (Risponde con un filo di

voce) “Marta Iovine…”

103 – MARCO – (Contraccambia molto più calorosamente il sorriso) “Io Marco Rossetti….” (Poi, prima di uscire, tronfio) “Quando arriverò al comando di manipolo ti proporrò per una menzione speciale…!!”

104 – GIORGIO – (Lo blocca) “Marco Rossetti….!!!!”

105 – MARCO – (Si ferma nuovamente, si volta) “Si…?!?!?”                                                        106 – GIORGIO – (Con naturalezza, senza tradire emozioni) “Nel caso quando arrivi al comando

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di manipolo volessi denunciarmi per attività sovversiva, io mi chiamo Roma….” (Lo apostrofa) “Giorgio Roma…” (Poi, con un sorriso sornione) “E sono ebreo…!!”

Marco trasale vistosamente, poi, senza ribattere, esce velocemente da sinistra.

107 – GIORGIO – (Lo guarda uscire: scuote sconsolato la testa) “Se mai ci arriverai….” (Commen

ta amaro) “Al comando di manipolo…!!”

108 – MARTA – (Si avvicina a Giorgio) “Scusi ma….” (Lo fissa interrogativa) “Noi non andiamo?

109 – GIORGIO – (Fa spallucce) “Si, andiamo….” (Posa il ferro da stiro e indica l’uscita creata a sinistra. Prima di uscire PRECEDUTO DA MARTA, quasi con rassegnazione) “E che Dio ci assista

La scena rimane vuota alcuni istanti, poi, dal varco di sinistra, si sentono due voci.

110 – VOCE UNO – (DA FUORI A SINISTRA) “Guarda, Corvo….l’ingresso alla santabarbara è blo

ccato. Si può aprire solo dall’interno, temo….!”

111 – VOCE DUE – (Ancora DA FUORI A SINISTRA, con rabbia) “Stramaledetti tedeschi e cami-

ce nere…!!!” (C’è una brevissima pausa, poi) “Rimani qui di guardia….vado a informare il coman-

dante Mingo…!!”

C’è ancora qualche attimo di vuoto, poi, dal varco a sinistra, si sente la voce agitatissima di Marco

112 – MARCO – (Da fuori a sinistra, agitatissimo) “Indietro…!!!!!!” (Urla) “Tornate indie-

tro….!!!!!”

Qualche attimo dopo rifanno la loro comparsa in scena Giorgio e Marta, seguiti da Marco.

113 – GIORGIO – (Rientra per primo da sinistra) “E smettila, maledetto stupido…!!” (Inveisce con Marco ancora fuori scena. Si ferma a centro scena) “Non capisci che siamo tutti nella stessa barca

…??”

114 – MARTA – (Rientra dietro Giorgio: sommessamente, anche lei guardando in direzione di Marco) “Perché…??” (Chiede sommessamente, raggiungendo Giorgio a centro scena) “Perché…?!

115 – GIORGIO – (Rientra per ultimo: ha in mano un grosso revolver e tiene sotto tiro Giorgio e Marta) “Perché….?!?!?” (Esclama con livore diretto a Marta) “La fuori ci sono i partigiani…!!” (Alza ulteriormente il tono della voce) “Se esco di li e mi riconoscono finisco appeso ad un albero in un batter d’occhio…!!”

116 – GIORGIO – (Allarga le braccia) “Ma dai…!!” (Prova ad ammansirlo) “Non dirmi che sono per forza quelli che sono in grado di identificarti…!!”

117 – MARCO – (Con una maschera di terrore in volto) “E perché no….??” (Poi sibila quasi) “Tu saresti pronto a giurarmi che non sono loro….?!?!?”

118 – GIORGIO – (Con ovvietà) “E se anche fosse….” (Prova ad avanzare verso di lui) “….ci sa-

remmo io e lei …” (Indica Marta) “…pronti a testimoniare che ti sei ravveduto e che….”

119 – MARCO – (Con un urlo belluino) “FERMO….!!!!!!!!” (Lo blocca agitandogli contro il revol

ver) “Fermo dove sei o giuro che ti ammazzo…!!”

120 – GIORGIO – (Si blocca) “E poi….?!?!?” (Lo provoca. Con un sorriso beffardo) “Non dirmi che farmi la pelle ti aiuterebbe a salvare la tua…!!”

121 – MARCO – (Quasi con un rantolo) “Nooo…!!” (Gli avvicina ulteriormente il revolver al viso

“Ma se devo morire, voi venite con me…!!”

122 – GIORGIO – (Sospira pesantemente) “Ascolta, Marco…” (Prova ancora a rabbonirlo) “Noi non abbiamo niente contro di te…” (Allarga le braccia) “Non ti conosciamo neanche…!!” (Poi, muovendo un piccolo passo verso di lui e ricevendone in cambio un sussulto del revolver che lo con

                                                                                                       10

siglia di fermarsi) “Non c’è motivo perché tu debba dubitare di noi…!!”

123 – MARCO – (Con una smorfia di irreale stupore) “Dubitare di voi…?!?!?” (Prorompe in una fragorosa risata isterica) “E io dovrei fidarmi di un ebreo e di una pazza schizofrenica…?!?!?”

124 – GIORGIO – (Scuote leggermente la testa) “Pazza schizofrenica…?!?!?” (Lo canzona) “Se fi-

no a poco fa dicevi che era un genio…!!”

125 – MARCO – (Con rabbia) “Smettila….!!!!” (Esplode) “SMETTILAAAAAAA…..!!!!!!!!!!” (Posa la valigetta, avanza verso Giorgio e lo afferra per il bavero) “Smettila subito o altrimenti….”

(Gli punta la pistola alla tempia) “…ti giuro che….”

Marco viene distratto dalla sua furia da marta che, contemporaneamente, ha raggiunto l’angolo do

ve si trova la bambola, l’ha raccolta, si è seduta per terra e ha cominciato a cantare a mezza voce cullandola attaccata al suo petto.

126 – MARTA – (Si avvia verso l’angolo dov’è la bambola, la prende fra le braccia, si siede per terra e comincia a cullarla stringendola a se e canticchiando a mezza voce) “Fai la nanna bel bam-

bino….fai la nanna mio piccino….”

127 – MARCO – (E’ distratto da quella scena: improvvisamente si calma, rimanendo a fissarla co

me un automa) “Mio Dio…” (Bisbiglia quasi) “Mio Dio…!!”

128 – GIORGIO – (Lo fissa un lungo attimo, poi, molto lentamente, gli posa una mano su una spal

la) “Marco…” (Lo esorta) “…guardala…!!”

129 – MARCO – (Osserva Marta per alcuni istanti) “Mio Dio….” (Riesce solo a farfugliare) “Mio Dio….!!”

130 – GIORGIO – (Prova ad ammansirlo) “Marco….metti giù quella pistola…” (Bisbiglia quasi) “Non ti serve…!!”

131 – MARCO – (Sembra un automa al quale hanno tagliato i fili, lo sguardo perso nel vuoto. Mec

cinicamente abbassa l’arma, senza dire una parola)

132 – GIORGIO – (Lo prende per un braccio) “Coraggio su….” (Lo esorta accompagnandolo ver-

so il tavolino) “Siediti un attimo…!!”

Automaticamente, sempre in assoluto silenzio, Marco si lascia condurre al tavolino e viene quasi seduto di peso da Giorgio su una delle sedie.

133 – GIORGIO – (Si appoggia al tavolino, proprio di fronte a lui) “Di…” (Gli dispensa un tiepido sorriso) “Vuoi provare a bere…??” (Prende la bottiglia, ne annusa il contenuto) “Uhm…!!” (Mugu

gna ritraendola e storcendo il naso. Scuote le spalle) “Beh….” (Riempie a metà i due bicchieri. Por

gendone uno a Marco) “Almeno odora di alcool…!!”

114 – MARCO – (Si è seduto ed ha poggiato la pistola sul tavolino. Afferra il bicchiere e lo vuota in un sorso)

115 – GIORGIO – (Lo guarda: con  un largo sorriso) “Va meglio, ora…?!?!?”

116 – MARCO – (Lo guarda a sua volta per un lungo istante) “Giorgio….” (Lo chiama per nome) “…per favore, non lasciatemi solo….!!” (Implorante, scuotendo la testa) “Non voglio morire come un cane…!!”

117 – GIORGIO – (Gli poggia nuovamente una mano su una spalla) “Tranquillo…” (Cerca di ras-

silurarlo) “Nessuno ti lascia solo…!!” (Poi, ancora sorridendo) “la morte non fa differenze fra ca-

mice rosse o nere…” (Con una smorfia di ovvietà) “Davanti a quella siamo tutti uguali…!!”

118 – MARCO – (Non capisce: lo guarda attonito) “E allora….?!?!?”

119 – GIORGIO – (Si alza dal tavolino) “E allora….” (Sentenzia) “Visto che da questa parte non possiamo uscire….” (Si avvia verso Marta) “Vuol dire che proviamo a passare dall’altra, no…??” (Aiuta Marta, che lo guarda ebete, ad alzarsi) “Visto che da questa parte….” (Indica l’uscita di sini

stra) “….la via d’uscita l’abbiamo trovata….” (Indica a destra) “….chissà che non la troviamo an-

                                                                                                       11

che di qua…!!” (Avviandosi sorreggendo Marta CHE ESCE TENENDO ABBRACCIATA LA BAM-

BOLA) “Se permetti….” (Fa un vago cenno davanti a se) “…faccio strada…!!”

La scena rimane vuota per alcuni istanti, poi, DA FUORI A DESTRA, si odono due voci.

120 – VOCE UNO – (Con spiccata inflessione tedesca) “Her leutnant….niente da fare…!! L’uscita è bloccata !!”

121 – VOCE DUE – (Anch’egli con spiccato accento tedesco) “Teufelgrand…!!! Dobbiamo raggiu-

gere deposito munizioni prima che arrivino ribelli…!!!” (C’è una breve pausa, poi seccamente) “In-

forma her major di cosa succede e digli che aspettiamo ordini…!!!”

Passano ancora alcuni istanti, poi, da destra, rifà il suo ingresso in scena un Marco agitatissimo se

guito da Giorgio che sorregge sempre Marta.

122 – MARCO – (Rientra in scena trionfante e agitatissimo da destra) “I tedeschi…!!” (Urla trion-

fante fermandosi accanto al tavolino) “I TEDESCHIIIIIIIII…….!!!!!!!!”

123 – GIORGIO – (Si è fermato appena oltre l’ingresso reggendo Marta) “Ragazzo…” (Cerca di farlo ragionare) “Guarda che non è quella gran bella cosa, eh…!!”

124 – MARCO – (Fa una smorfia di falso stupore) “A no….?!?!?” (Poi, con un ghigno sinistro) “Forse per te non lo sarà…!!”

125 – GIORGIO – (Scuote la testa) “Figliolo, credimi…” (Prova ancora a convincerlo) “Non lo sa

rà per nessuno…!!” (Si avvicina al tavolino, sempre reggendo Marta) “Visto che di la….” (Indica verso destra) “Abbiamo visto che non si può passare e che la santabarbara …” (Indica a sinistra) “..

…abbiamo visto che c’è per davvero…” (E’ arrivato al tavolino, fa sedere Marta) “Il fatto che i te-

deschi siano arrivati fin qui significa che per noi ci sono poche speranze di uscirne vivi…!!”

126 – MARCO – (Guarda un attimo Giorgio: stranito) “Come….?!?!?”

127 – GIORGIO – (Riprova a convincerlo) “Ragiona…” (Lo incita) “Quelli….” (Indica nuovamen

te a sinistra) “….sanno benissimo che dall’altra parte ci sono i partigiani…” (Allarga le braccia) “Piuttosto che lasciarla cadere in mano loro….” (Esaspera il tono) “…la fanno saltare…!!!” (Fa u-

na breve pausa. Poi, preoccupato) “E noi ci siamo in mezzo, dannazione….!!!”

128 – MARCO – (Rimane qualche attimo in silenzio, guardandolo stranito. Poi, ridendo isterica-

mente) “Nooo…!!” (Replica. Si blocca: categorico) “NO…!!!”

129 – GIORGIO – (Sbuffa pesantemente) “Ma si, invece…!!” (Poi, concitato) “E prega Dio che a quegli altri….” (Indica a sinistra) “Non venga la stessa idea…” (Quasi contrito) “Sennò finiamo in tante briciole…!!” (Fa una pausa, rimanendo in silenzio a riflettere) “L’unica possibilità che abbia-

mo è uscire di la…” (Indica a sinistra) “Basta aprire la porta dall’interno e….”

130 – MARCO -  (Lo interrompe) “Finire in bocca ai partigiani, vero…??”

131 – GIORGIO – (Prova nuovamente a farlo ragionare) “Ma ti rendi conto o no che non abbiamo scelta…??”

132 – MARCO – (Decisamente alterato) “Ma certo…!!!”(Comincia a passeggiare attorno al tavoli

no) “Io non ho altra scelta che uscire fuori per finire appeso a un albero…!!”

133 – GIORGIO – (Riprova nuovamente a tranquillizzarlo) “Ma te l’ho detto…” (Riprova nuova-

mente a convincerlo) “Non hai nessun motivo per avere paura di noi…” (Gli si avvicina: gli posa nuovamente una mano su una spalla) “Fidati…!!”

134 – MARCO – (Si blocca di colpo proprio vicino al tavolino) “Ma certo…” (Lo apostrofa beffar-

do) “Fidati…!!” (Cambia espressione: durissimo, scostandosi dalla mano di Giorgio) “Così poi mi denunci, eh…!”

135 – GIORGIO – (Riprova per l’ennesima volta) “Ma Marco, non….”

136 – MARCO – (Con disprezzo) “Sapevo che non potevo fidarmi di uno sporco ebreo…!!”

137 – GIORGIO – (Perde la pazienza) “O cavolo…!!” (Sbraita. Allunga le braccia ad afferrare

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Marco) “Vuoi finirla di….”

138 – MARCO – (Agguanta fulmineo il revolver ancora sul tavolo e lo blocca spianandoglielo nuo

vamente contro) “FERMO…!!!!” (Gli intima a tutta voce. Poi, con voce greve) “O ti ammazzo…!!”

139 – GIORGIO – (Si blocca) “Va bene….va bene….” (Tende le braccia a mani aperte) “Allora dimmi tu che cosa vuoi fare…!”

140 – MARCO – (Rimane un lungo attimo fermo in silenzio. Poi sogghigna a più riprese. Infine si rivolge a Giorgio) “Andiamo di la…” (Indica a destra con la canna del revolver) “Ci facciamo sen-

tire dai tedeschi….” (Convintissimo) “E ci facciamo tirare fuori…!!

141 – GIORGIO – (Piuttosto concitato) “Ma non ci riusciremo mai….!!” (Obbietta) “Contro l’usci-

ta c’è mezza montagna e a noi rimane pochissimo tempo per….”

142 – MARCO – (Lo interrompe ancora) “Beh…??” (Lo dileggia) “Paura di finire in un campo di lavoro…??” (Fa spallucce) “Meglio che con una corda al collo…!!”

143 – GIORGIO – (Quasi implorandolo) “Marco…per favore….”

144 – MARCO – (Cattedratico) “Arbait mit fray…!!” (Sentenzia) “Il lavoro nobilita l’uomo…!!” (Poi, glaciale) “Forza adesso…!!” (Ordina) “Raccogli questo sacco di immondizia…” (Indica Mar-

ta con la canna del revolver) “E andiamo…!!” (Vede Giorgio ancora esitante) “E alla svelta, anche.

…!!” (Intima ancora) “O giuro che la vostra corsa finisce qui….!!!!”

Giorgio sospira profondamente, rassegnato, poi alza quasi di peso Marta e si avvia a destra sorreg

gendola seguito da Marco che li tiene sotto tiro con il revolver. Uscendo, Marta ricomincia a can-

tare la sua ninna nanna.

145 – MARTA – (Uscendo da destra sorretta da Giorgio e seguita da Marco, con voce struggente) “Fai la nanna bel bambino….fai la nanna mio piccino….”

La scena rimane vuota e ferma qualche attimo, poi, da destra, si odono ancora le voci con accento tedesco.

146 – VOCE UNO – (DA FUORI A DESTRA, con chiara inflessione tedesca) “E’ inutile, her leut-

nant….non riusciremo mai a spostare tutta questa terra. E c’è il rischio che poi ci crolli addosso an-

che il resto della montagna”

147 – VOCE DUE – (ANCH’ESSA DA FUORI A DESTRA: sospira profondamente) “Damler…!!! Non possiamo lasciar cadere il deposito in mano ai ribelli…!!”

148 – VOCE UNO – (Dopo una brevissima pausa) “Cosa dobbiamo fare…??”

149 – VOCE DUE – (Glaciale) “Cominciate a minarla…!!”

La scena rimane ferma alcuni istanti, poi, da destra, rientrano in scena Giorgio e Marta, seguiti da Giorgio che li tiene sotto tiro con il revolver

150 – GIORGIO – (Rientra per primo, sempre sorreggendo Marta) “E’ inutile, Marco…” (Gli si ri-

volge senza voltarsi) “La fuori c’è un baccano d’inferno….” (Fermandosi a centro scena e voltando

si verso Marco che è entrato a sua volta sempre con il revolver spianato contro di loro) “Anche se urliamo con tutta la voce che abbiamo…” (Allarga desolato una mano) “….non riusciremo mai a farci sentire…!!”

151 – MARCO – (E’ entrato dietro di loro, visibilmente alterato. Si ferma qualche passo più indie-

tro: decisamente sopra le righe) “E allora…??” (Cercando disperatamente di ostentare una calma ed una sicurezza che non ha) “Vuol dire che scaveremo da dentro come abbiamo fatto da qui…” (In

dica a sinistra) “…e ci faremo sentire…!!”

152 – GIORGIO – (Scuote desolatamente la testa) “Anche se fosse possibile….” (Rassegnato) “Non abbiamo più tempo…!!”

                                                                                                                                                          13

153 – MARCO – (Decisamente agitato) A no, eh…!!” (Con un ghigno isterico) “Per finire in bocca ai partigiani però il tempo ce l’avremmo…!!”

154 – GIORGIO – (Gli punta lo sguardo fisso sul suo: deciso) “Ascolta, maledetto testone…” (Lo rampogna a muso duro) “Di qua…” (Indica a sinistra) “….c’è solo una porta da aprire dall’interno.

…” (Indica a destra) “Di la c’è mezza montagna da spalare…!!”

155 – MARCO – (Scuote nervosamente la testa) “Tu ci stai provando, vero…?!?!”  (Si avvicina mi-

naccioso a Giorgio, spianandogli il revolver sotto il naso) “Ma io non mi consegnerò certo ai parti-

giani in compagnia di un fottuto ebreo e di una stupida bastarda…!!” (Con un ghigno rabbioso) “Scordatelo….!!!!”

156 – GIORGIO – (Glaciale, a muso duro, senza distogliere lo sguardo da quello di Marco) “E allo

ra preparati a morire…!!!!!!”

La scena si ferma alcuni istanti, con Marco che, alla frase di Giorgio, si blocca come colpito da un fulmine. Poi  abbassa il revolver e comincia a girare in giro con fare meditabondo e aria decisa

mente preoccupata.

156 – MARCO – (Comincia a girare per la scena meditabondo e preoccupato, borbottando fra se) “Eppure c’è…” (Ripete a mezza voce) “La soluzione ci dev’essere…!!”

157 – GIORGIO – (Prova ancora a farlo ragionare) “Ascolta, Marco….”

158 – MARCO – (Si blocca) “ZITTO….!!!!!!” (Spara a tutta voce bloccando Giorgio puntandogli contro il revolver con un gesto repentino) “Zitto…!!” (Ripete poi a voce più bassa, abbassando il revolver e ricominciando a passeggiare per la scena) “Devo ragionare…!!”

Marco ricomincia a passeggiare per la scena. Un attimo dopo si riodono due voci da sinistra.

159 – VOCE UNO – (DA FUORI A SINSITRA) “Allora…?? Cos’ha detto il comandante Mingo ??”

160 – VOCE DUE – (ANCH’ ESSA DA FUORI A SINSITRA) “La miniamo…!!”

161 – VOCE UNO – (Con leggero rammarico) “Però…peccato perderla…!!”

162 – VOCE DUE – (Deciso) “Meglio persa che in mano dei tedeschi…!!”

Nel frattempo, marco ha continuato a girare lungo la scena. Dopo pochi istanti da quando si odono le due voci, si ferma di colpo nell’angolo dov’è depositato il fez/berretto nero.

163 – MARCO – (Si blocca di colpo) “Trovato…!!!” (Esclama a tutta voce. Volgendosi verso Gior-gio e Marta, categorico) “Ecco cosa faremo…!” (Raccoglie il Fez/berretto nero da terra) “Ora noi torniamo di la…” (Indica vagamente a destra) “….e ricominciamo a scavare per creare un piccolis-

simo varco..” (Comincia a spiegare) “Dopo di che esponiamo all’esterno il cappello, gridiamo che siamo qui e aspettiamo che vengano a tirarci fuori…!!”

164 – GIORGIO – (Esasperato) “Ma per farlo dovremmo avere due giorni di tempo e noi non li ab-

biamo…!!!” (Gli urla in faccia) “A quest’ora avranno già cominciato a minare la galleria….!!!”

165 – MARCO – (Rimane un attimo interdetto, poi, con rabbia, avvicinandosi ulteriormente a Gior

gio) “Vuol dire che ‘stavolta scava anche la cretina….” (Urla con rabbia indicando Marta) “…inve

ce di rimanere rannicchiata in un angolo a cantare…!!” (Afferra la bambola strappandola letteral-

mente dalle mani di Marta e scaraventandola sul fondo) “E butta via quella stupida bambola…” (In

vesce con rabbia contro Marta) “…idiota…!!!!!”

166 – MARTA – (Rimane un attimo allibita. Poi, a Giorgio, alzando lo sguardo verso di lui) “Gior

gio…” (Gli regala un flebile sorriso: con serena rassegnazione) “E’ finita…!!!!”

167 – GIORGIO – (La guarda un istante, poi scatta: finge di spingere Marta verso Marco che ha uno scatto improvviso, poi lo spinge con entrambe le mani in pieno torace facendogli perdere l’e

quilibrio. Fulmineamente afferra Marta e la spinge verso l’uscita di sinistra gridandole a tutta voce

                                                                                                       14

“Via….!!!!” (E ancora, spingendola letteralmente fuori scena) “Vai via…!!!!”

168 – MARCO – (E’ rimasto spiazzato dalla mossa di Giorgio: lo spintone in pieno petto gli fa per

dere l’equilibrio e cadere a terra ma la pistola gli rimane in mano. Spara: uno, due, tre colpi in ra-

pida sucessione)

169 – GIORGIO – (E’ colpito in pieno nella schiena. Senza un gemito, scivola lentamente a terra)

170 – MARCO – (Si rialza, avanza verso Marco, si inginocchia su di lui. Con livore) “Te la sei cer

cata…” (Lo apostrofa) “…maledetto ebreo…!!!”

171 – GIORGIO – (Sta morendo: lo guarda con commiserazione) “Povero stupido…” (Lo apostro-

fa con un filo di voce) “Hai appena firmato la tua condanna a morte…!!!”

172 – MARCO – (Ha un sobbalzo. Si rialza di scatto e scarica la pistola su Giorgio) “Muori…” (Urla schiumante rabbia) “…pidocchio schifoso…!!!!!” (Rimane fermo un istante, quasi tremando dalla rabbia. Poi si riprende: uscendo di corsa da destra, agitando il Fez/berretto come un trofeo) “KAMERADEN….KAMERADEN…..!!!!” (Urla a squarciagola) “Fermatevi, sono un fascista...!”

(Continua a urlare ormai fuori scena) “Un buon fascista…!!!” (Rafforza il discorso) “Ho appena uc

ciso uno sporco ebreo…!!!!”  

Un secondo dopo che la voce di Marco si è spenta, si riodono le voci da fuori scena, una da destra e una da sinistra

173 – VOCI DA FUORI SCENA – (UNA DA DESTRA E L’ALTRA DA SINISTRA, contemporanea

mente)

-FUOCO…!!!”

-FEUER…!!!”

Si odono due enormi esplosioni e la scena rimane poi ferma per diversi secondi. Poi, da sinistra, rientra in scena Marta accompagnata da un partigiano.

174 – MARTA – (Rientra in scena per prima: vede il cadavere di Giorgio, vi si ferma accanto im-

pietrita. Mormora solo) “Perché…?!?!?”

175 – PARTIGIANO – (Entra subito dietro di lei: Anch’egli nota il cadavere di Giorgio) “Mi scusi signora….” (Allontana leggermente Marta con delicatezza, poi si china a sua volta su Giorgio. Lo tocca, gli ascolta il polso) “No, signora…” (Scuote la testa desolato) “Purtroppo è morto da diverso tempo…” (Rialzandosi) “E non è l’unico…” (Indica a destra) “Da quella parte c’era un altro morto

…” (Spiega) “….seppellito dai detriti…!!” (Fa spallucce) “Con tutto l’esplosivo che è stato usato da entrambe le parti…” (Allarga leggermente le braccia) “….è un vero miracolo che questo buco

sia rimasto in piedi….!!!” (Gli appoggia leggermente una mano su una spalla) “Lei è uscita fuori per miracolo, mi creda…!!” (Allontanandosi a sinistra) “Ma ora venga via, signora…” (La esorta u

scendo da sinistra) “Qui non è sicuro…!!”

176 – MARTA – (Rimane ferma al suo posto, regalandogli un flebile sorriso intanto che esce. Con-

tinua a fissare Giorgio per alcuni istanti con un sorriso finalmente dolce sulle labbra, poi, lentamen

te, si siede accanto a lui, prende la sua testa fra le mani e comincia a cantare a mezza voce cullan-

dola dolcemente) “Fai la nanna bel bambino….fai la nanna mio piccino…!!!!”

                             -   F   I   N   E   -

 

        

     

Per contattare l’autore:

bandadeimisci@libero.it

Cell. 349.5254263

www.labandadeimisci.it

Atti: atto unico;

Attori: 4 (3 m – 1 f)

Durata: 35’ minuti circa

TRAMA: Nel 1944, a Genova, le forze alleate bombardarono il porto della città in maniera pesante. Durante il passaggio delle Fortezze Volanti Americane, esplose la Galleria delle Grazie, usata sia come rifugio antiaereo sia come Santabarbara delle truppe d’occupazione.

Nessuno seppe mai dire chi o che cosa fu la causa dell’esplosione che causò un cen

tinaio di vittime, tutte civili.

Qui vanno in scena tre sentimenti che, probabilmente, furono presenti in quegli ulti

Mi, estremi momenti fra coloro che occupavano la galleria: LA PAURA, LA FOL-

LIA, LA RASSEGNAZIONE.

Perché di fronte alla morte, non ci sono distinzioni…..

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