La gelosia? … Può essere "supposta"!

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LA GELOSIA? … Può ESSERE “ SUPPOSTA”!

COMMEDIA BRILLANTE

In due atti

di

Kramer Moggia

Socio S.I.A.E.: autori n° 88397 – 31/12/ ’89 qualità D.O.R. autore parte letteraria

26041 CASALMAGGIORE ( Cremona) Via Cairoli, 93 tel, 0375 41110 cell. 3396821681

Kramer33@alice.it

PERSONAGGI:

CARLO        assicuratore

ANNA          sua moglie

EMMA          amica di Anna

SUSY            sorella di Carlo

GIORGIO    amico di Carlo.


CARATTERI DEI PERSONAGGI:

CARLO        età 45 anni. Geloso.

ANNA          età 30 anni. Persona con fantasia e sentimentale.

ENNA           età 35 anni. Piuttosto furba. Donna vivace, esuberante, cordiale.

SUSY            età 40 anni. Un po’ svanita.

GIORGIO    età 45 anni. Intraprendente.

LUOGO: casa di fronte al fiume Po.

EPOCA: attuale.

SCENOGRAFIA: salotto con vetrata rivolta al fiume. Porta di destra e sinistra. Mobili da salotto con televisione e radio.

TRAMA:       Carlo e Anna tornano da teatro dove hanno assistito alla tragedia di Romeo e Giulietta di Shakespeare. Anna, molto amante del teatro che frequenta regolarmente, benché sia fra le recite viste diverse volte, è sempre attratta dai dolci sentimenti di Giulietta verso Romeo. Il fatto che Giulietta abbia esposto sul suo balcone un vaso di fiori, come avviso  amoroso a Romeo, suscita la fantasia di Anna.

Mentre Carlo si assenta, Anna fantasticando nel ricordo del dramma appena visto sistemando il salotto, distrattamente  porta un vaso di fiori sulla vetrata e osservandolo fantastica. Carlo ritornando e vedendo in estasi la moglie, essendo di temperamento geloso, teme che la moglie abbia esposto  quel vaso come avvertimento al suo amante. Carlo che deve assentarsi per alcuni  giorni chiede ad un suo collega ed amico, , di seguire la moglie ed indagare sui suoi movimenti. Anna, racconta alla sua amica da sempre, che gironzola spesso per la casa, di essere stata seguita  costantemente dall’amico e collega del marito credendolo un suo spasimante, concede a lui la sua amicizia frequentandolo regolarmente. Carlo ritornando dopo alcuni giorni, sentendo dalla moglie suoi diversi comportamenti crede di essere tradito. Chiede quindi all’amico ragguagli sui movimenti della moglie. Giorgio ha redatto un rapporto che consegna a Carlo. Si scoprirà che Giorgio non solo è stato il corteggiatore di Anna, ma anche   la  sua spia  all’insaputa della stessa Anna.

Il dramma si risolverà con una buona paternale di Giorgio a Carlo. Carlo  ne sarà convinto.


ATTO  PRIMO

SCENA PRIMA: Carlo, Anna.

(Carlo entra da sinistra seguito da Anna)

ANNA    (d'improvviso, come seguendo il corso di un suo pensiero) Cosa vuoi che ti dita: a me le opere di Shakespeare affascinano. Io non farei altro che andarle a vedere tutte e  gustarmele.

CARLO Lo credo bene. Tu sei una maniaca del teatro…

 

ANNA   Se tutte le sere ci fosse uno spettacolo qui nel nostro teatro, io c’andrei. Non mi importa se le recite sono così … così. Naturalmente se sono ben recitate ed  il testo vale è ancor meglio.

CARLO Non è una novità ciò che dici.

ANNA   Io vado a vedere tutti gli spettacoli. Giusto per giudicarli. Uno spettacolo per criticarlo lo devi vedere. Non fare come PierAndrea  che senza vedere “La mandragola” di Machiavelli, solo perché è stata messa in scena dalla filodrammatica l’ha giudicata non dico infame ma poco ci mancava.

CARLO Quello lascialo stare. Solo perché la regia non l’ha fatta lui, ogni spettacolo della filodrammatica  che non porti la sua firma è indegno di giudizio.

 

ANNA   E ti sembra una cosa giusta?

CARLO        Direi proprio di: no.

ANNA   (fantasticando) Pensa a quella povera Giulietta che non può vedere liberamente il suo amante, solo perché le loro famiglie sono antagoniste. Ma che dico antagoniste: sono in perenne guerra. Solo perché un casato deve prevalere sull’altro.

.

CARLO Non meravigliarti. Ciò accade anche ora, anche se in modo diverso, magari più democratico ma pur sempre battagliero.

 

ANNA   Guarda solo in che mondo viviamo ora. Con tutti i forestieri che circolano per la nostra città.Che se devi uscire sola di sera non ti senti sicura… Meno male che il teatro è qui vicino.

CARLO (ironico) Puoi immaginare se non tirava in ballo il teatro....A proposito di stranieri. Ti sembra giusto che il cancello del giardino sia sempre aperto?

ANNA   Che c’entra?

CARLO Potrebbe entrare un ladro e nascondersi nel giardino.  Ecco... guarda... anche ora è   spalancato! Poi ci si meraviglia se svaligiano le case.

(Carlo accende la luce del lampadario centrale e si avvicina ad una scrivania su cui é posato un vassoio con la corrispondenza.  Mentre egli l'apre e legge le lettere, Anna si toglie il cappello, si ravvia con un gesto stanco i capelli guardandosi in uno specchio.  Resta un momento assorta, pensierosa, sognante)

ANNA - (d'improvviso, come seguendo il corso di un suo pensiero) Te lo immagini come era sognante lei pensando al suo innamorato? In che affannoso  stato si trovava il suo cuore in attesa del suo amore?

CARLO Ma di chi parli?

ANNA   Oh bella! di Romeo e Giulietta…

 CARLO (alzando le spalle) - Ma che vuoi che me ne importi di Romeo e Giulietta?! Ho altro per la testa!

ANNA    E' inutile! Con te non si può mai parlare di nulla! Sempre quelle tue maledette cartacce!

CARLO         Ma abbi pazienza! Mi hai fatto lasciare l’ufficio alle cinque, con tutto il daffare che ho, per farti accompagnare a teatro... Tutto un pomeriggio sprecato! Lascia almeno che recuperi adesso un po' del tempo perduto.

..

ANNA   (scontenta) - Ma sì! Ricupera... ricupera... (Gli volge le spalle e gironzola un po' per la stanza con aria annoiata mentre Carlo riprende a leggere le sue lettere.  Ripassandogli vicino lo guarda pensierosa e d'improvviso gli chiede) Tu saresti disposto a farmi la stessa corte?

CARLO (volgendosi sorpreso) Come?

ANNA   Domando se saresti disposto a dare la vita per me.

CARLO Come?

ANNA -  (con un piccolo gesto evasivo) - Niente!...niente!... Domandavo così!... Non ci badare! (Carlo la guarda perplesso e sta per replicare, ma in questo momento entra da destra Susy).

SCENA SECONDA: Carlo, Anna, Susy, Emma.

SUSY-   Ciao ragazzi!

CARLO (con tono severo) - Oh brava! Giusto te! Quante volte ti devo ripetere che bisogna chiudere il cancello del giardino e la porta della terrazza appena si fa buio?!

SUSY     Ma quante storie… per un cancello aperto…comunque stavo per chiuderlo.

 CARLO       Se lo si tiene chiuso è meglio.

SUSY      La tua amica...

ANNA   Oh… Emma…

SUSY     Sta salendo. Ah… eccola. (infatti, in questo momento entra Emma. E Susy esce)

ANNA   Buon giorno Emma. Ma è molto che sei qui?

EMMA   No... appena un quarto d'ora.  Ma non importa! Ne ho approfittato per dare un'occhiata alla casa, e fare quattro chiacchiere con tua cognata (Rivolta a Carlo) Ciao, Carlo!

CARLO Buona sera a te dolce Emma.

EMMA   (rivolta a Anna) Ma come è gentile con me tuo marito. Mi fa specie e nel contempo mi fa piacere.

ANNA   Mio marito quando vuole ci sa fare.

EMMA   Mentre vi aspettavo ho dato anche un’occhiata al nostro splendente Po del quale né siam tutti innamorati. Quante gite abbiamo fatto in barca e quanti spuntini sul greto del fiume.

ANNA   Ed il bagno di mezzanotte che facevamo …

CARLO Non dirlo a me che allo spuntare di mezzanotte ci spogliavamo e nudi ci tuffavamo nelle dolci acque.

EMMA   Eravate un po’ sporcaccioncelli, direi, specie nelle notti di luna.

CARLO L’acqua del Po non è tanto limpida da far trasparire i nostri (spiritoso) lineamenti.

EMMA   A proposito… sapete che ho perso altri tre chili?

CARLO         Perbacco!

EMMA    Tre chili in quindici giorni! Meravigliosa quella cura! (Ad Anna) Perché non la fai anche tu?

CARLO         Anna  non ha niente da perdere! Sta bene come sta!

EMMA    Tu sta zitto che di queste cose non te ne intendi! (Ad Anna) Quanto pesi?

ANNA    Non   so... non ricordo... Credo ( indicare il peso dell’attrice)

EMMA    Troppo! Devi calare! Io voglio arrivare a perdere ancora un cinque chili (Si passa le mani lungo i fianchi come per marcarne la linea) Ti piace questo tailleur? Me l'ha fatto la Longatti

ANNA    Carino!

EMMA     Ho trovato da lei un modellino che é un amore! Una specie di tunica molto accollata con le maniche a sbuffi e due piegoni a sghembo... (Si interrompe vedendo che Carlo con evidenti segni di malumore, raccoglie le lettere e si avvia per uscire). Te ne vai per colpa mia? Ti annoiano questi discorsi?

CARLO        (con un sorriso agro) – No, no... mi divertono. Ma ho da fare di là... (E si avvia ancora per uscire. Ma Emma lo ferma).

EMMA    Aspetta un momento, Carlo... ho bisogno del tuo consiglio...

CARLO        (fermandosi sulla soglia) - Che c’è?

EMMA    M'é venuta un'idea! Oh... non dire come al solito che é una sciocchezza! Un'idea bellissima, geniale...

CARLO         Sentiamo l'idea...

EMMA   Tu sai che a me piace giocare a carte, e quel ch’è peggio a soldi. E ben difficilmente si vince. Poi anche se nella prima serata le cose ti vanno bene poi continuando, la fortuna si rovescia e alla fine della suonata ti trovi con in mano un bel niente.

CARLO Non è una novità. Si dovrebbe avere la forza di smettere nel momento giusto.

EMMA   Sì. Ma qual è il momento giusto?

CARLO Quando in mano ti trovi un po’ di denaro.

EMMA   E dovrei così dimostrare di essere pusillanime?

CARLO Io direi semplicemente una persona sensata con un filo di sale in zucca. Beh… lasciamo perdere. Sentiamo l’idea.

EMMA   Tu che fai l’assicuratore non potresti inventare una polizza con la quale se ti trovi sul lastrico la Compagnia di Assicurazione ti da una mano?

CARLO Non dovrei dirlo proprio io; ma tu sai che le compagnie di assicurazione ti danno l’ombrello quando non piove. Tu sai il detto: lo Stato, le banche e le assicurazioni sono dello stesso genere delle sanguisughe.

ANNA   Sarà meglio che queste cose tu le pensi solo.

CARLO (a Emma) Dobbiamo ridere?

EMMA    (piccata) - Non c’è niente da ridere! Non é mica una spiritosaggine! E' una cosa seria!

ANNA    Ma Emma... vuoi scherzare?!

EMMA    Non scherzo affatto! Mi sembra una buonissima idea! Se venisse in mente a qualcun altro...

CARLO         Hai ragione! Non fartela rubare! Brevettala! Non avrai scambiato una compagnia di assicurazioni come una casa di tolleranza nella quale le donne squillo ti si gettano ai piedi. Magari con servizio a domicilio.

EMMA    Ecco... appunto... come le ragazze squillo! Del resto anche quella mi sembra un'utilissima istituzione...

ANNA    Ma che dici Emma?

EMMA    Ma certo! Utile, pratica, necessaria! Io non ci trovo proprio niente di scandaloso! E' un servizio di pubblica utilità che dovrebbe essere gestita dall'Ufficio dei Telefoni... come le chiamate dei taxi!

CARLO         Ecco! Brava.! Anche questa é una brillante trovata! Posso andare o hai qualche altra luminosa idea da comunicarmi?

SCENA TERZA: Anna, Emma.

EMMA   (alzando le spalle) – No, no... Per carità! Non voglio rubare il tuo tempo prezioso! (Carlo esce., Emma trae dalla borsetta un portasigarette).  Ero sicura che non m'avreste presa sul serio! Siete troppo antiquati! Vuoi?... Ah già... tu non fumi! Sei una donna senza vizi! A proposito... hai da prestarmi un po' di soldi?

ANNA    Ancora?

EMMA    Per forza! M’é andata male! Ieri sera ho perduto altri ventisette  euro..

ANNA    Ventisette euro ?... A pinacolo!...

EMMA    M'han fatto giocare a un euro  al punto! Speravo di rifarmi della perdita dell'altro ieri... Invece... una iella maledetta! Tutti quelli che giocavano con me davano il mazzo!

ANNA   (traendo dalla borsetta del denaro)  Per ora non ho che questo.  Ti basta?

EMMA   (cacciando il denaro nella sua borsetta) - Sì sì... Poi ti restituisco tutto in una volta!

ANNA    Ma scusa, Emma, non ti annoi a passare tutte le giornate a giocare?

EMMA    Tutte le giornate?! Non esageriamo! La mattina non gioco mai! Solo il pomeriggio e la sera... Che vuoi... mi diverto! Il tempo vola.  E poi é anche un'economia!

ANNA    Un'economia?

EMMA    Si capisce! Prima, quando non c'era la pinacolo non si sapeva che fare.  Ci si annoiava e per vincere la noia si passavano le giornate dalle sarte e dalle modiste! Invece adesso... I mariti dovrebbero essere grati alla pinacolo! Sai quanti conti di sarte risparmiati!

ANNA    Ah si! Questo é vero!

EMMA    E quanti guai di meno! Molto spesso le mogli tradiscono per noia! Ora la noia non c’è più! C'é il pinacolo! Ma tu non vuoi proprio impararlo?

ANNA  No, amica mia, non ci tengo, non m'interessa.

EMMA    Ma si può sapere che cosa fai tutto il santo giorno?

ANNA    Tante cose. Leggo, lavoro, vado a teatro quando c’è, altrimenti vado al cinema...Mi piace meno, ma è meglio di niente.

EMMA    Beata te! Io adoro il cinema, ma non ci vado quasi mai! Non ho tempo!

ANNA    Ieri abbiamo visto un film emozionantissimo... “Una finestra sul cortile”.

EMMA    Ah si! M'hanno detto che é molto bello Un giallo, é vero?

ANNA    No... non si può dire che sia un giallo E' drammatico e avventuroso.  Ci sono delle scene che fanno mancare il respiro. Uno in carrozzella perché, come si dice ora è un “ diversamente abile” dalla sua finestra vede scene di tipo amoroso e direi giallo rosa….

EMMA    Dimmi!

ANNA    La giovane sposa . C’é tutto un antefatto che racconta la sua vita, il dramma che l'ha separata dal marito...

EMMA    Dal marito?

ANNA    E’ già dal marito! Si tratta dell'altro... dell'ufficiale... di quello di cui è stata sempre innamorata e che credeva fosse morto ...

EMMA    E che invece é vivo?...

ANNA    Sì... ma questo é troppo complicato a spiegarsi.....La situazione drammatica é quando lei sa che é tornato, che l'ama ancora, che vuol vederla...Lei é combattuta fra l'amore e il dovere... Lui aspetta un segnale... una lampada accesa davanti alla finestra... Se vedrà il segnale verrà da lei...E' un momento angoscioso! Quel gesto rappresenta una svolta definitiva nella sua vita... quel piccolo gesto di accendere una lampada e di metterla davanti alla finestra può essere per lei l'amore... la .felicità... Ma lei esita a compierlo. Sa che lui é là che guarda ansioso nella notte... Può chiamarlo e sarà sua...può respingerlo e lo perderà per sempre! Immagina che situazione, Emma... Tu che avresti fatto?!...

EMMA    Io?!... Che c'entro io?!...

ANNA    Domandavo così... per curiosità! Pensa un po’... Se fosse possibile compiere un atto semplice e facile come quello di accendere una lampada o esporre semplicemente un vaso di fiori per avere l’amore, il vero... il grande amore... quello che vale tutta una vita! Questo film mi è piaciuto anche perché ha una relazione con Giulietta e Romeo, sai quando lei al balcone invoca la presenza di Romeo con parole che prendono il cuore.

EMMA   Oh per carità, amica mia! Non usa più!

ANNA    Come non usa più?!

EMMA    Ormai è un'anticaglia fuori moda da mandare in soffitta tra la roba vecchia! Adesso per fortuna l'amore s’è modernizzato, s'é sveltito, s'è liberato di tutte le lamentele e i piagnistei! E' diventato una cosa rapida, pratica, divertente...

 

ANNA   Ma che cosa dici Emma?...

EMMA   Ma non ti sei ancora accorta che il telefonino ha sostituito tutte le forme di comunicazione dei tempi remoti ormai? Se ci fai caso persino le cabine telefoniche per le strade non ci sono più.

ANNA   E’ vero. Anche perché se le avessero lasciate sarebbe diventate piccoli ritrovi di fidanzati e ancor peggio di cassonetti rifiuto.

EMMA   (cambiando discorso)  Beh... come é finita la storia della lampada? Ce l'ha messa o non ce la messa?

ANNA    Sì... ce l'ha messa! Ma invece di arrivare lui...

EMMA    E' arrivato il marito?

ANNA   Sì! Come lo sai?

EMMA    C'era da immaginarselo! E le sta bene! Se invece di fare tanti tira e molla con la lampada gli avesse telefonato per un appuntamento, si sarebbero incontrati fuori e sarebbero stati tutti contenti: lei, lui e il marito!... Dì un po' ? C'era anche Carlo con te al cinematografo?

ANNA   Sì... c'era anche lui...

EMMA    E che diceva?

ANNA - Niente! Non ha visto niente! Se la trama di un film non gli interessa si mette lì comodo e pensa agli affari suoi.

SCENA QUARTA: Anna, Emma, Carlo.

(Sulla porta appare Carlo che si rivolge a Anna con tono irritato)

CARLO Mia sorella mi ha detto che c’è stata una telefonata…

ANNA   ( distratta) Sì, di un tale che sembrava avesse il fuoco nel sedere… diceva che era una cosa urgente…

CARLO E chi era?

ANNA   (c.s) Cosa vuoi che  sappia chi era…? Parlava tanto in fretta che mi sono persino stancata di ascoltarlo. Sembrava una furia.

CARLO (irritato) Ma ti rendi conto che quel tale poteva aver bisogno di me, magari per il mio lavoro? E ora che faccio?

ANNA   Richiamalo.

CARLO Mi sai dire come faccio se non so nemmeno chi è?

ANNA   (polemica) A parte il fatto che se combini il numero 4033 ti dicono di chi è stata l’ultima chiamata…

CARLO Proprio… hanno cambiato anche quello…

ANNA   Comunque il numero di quel tale l’ho scritto su un foglietto.

CARLO Ed il foglietto dov’è?

ANNA   E chi lo sa!

CARLO Beh… Ma ti rendi conto che…

ANNA   Quante storie per un foglietto di carta…Credo di averlo dato a Susy.

CARLO Questa poi… ( va alla porta e chiama Susy) Susy… Susy…E dov’è questo benedetto foglietto?

SCENA QUINTA: Carlo, Anna, Susy, Emma.

SUSY     (entrando) Eccolo.

CARLO Oh! Finalmente! Dove l’avevi “ intanato”?

SUSY     Me lo ha dato Anna senza dirmi cos’era… ed io l’ho buttato nel sacco della carta… sai che io sono ligia alla raccolta differenziata. (Susy da il biglietto a Carlo)

CARLO (con un’imprecazione solo gestuale, legge il numero, poi prende il telefonino dalla tasca e compone il numero) Pronto? Chi è? Ha ciao. Mia moglie mi diceva che mi ha chiamato un tale senza dirmi che eri tu…  …. E ti è sembrata una cosa urgente?... … Sì, capisco. Vengo subito. Certo che sarà una cosa lunga…. …. Penso che ci vorrà qualche ora… …. E’ un affare che non si può perdere… … Vengo subito. (rimette in tasca il telefonino)

ANNA   (preoccupata) Ma cos’è successo?

CARLO Un affare che mi preoccupa molto perché è piuttosto notevole.

ANNA   E devi andare subito?

CARLO (agitato) Direi di sì.

ANNA   Ma non mangi almeno qualche cosa prima di andartene?

CARLO Figurati se ne ho il tempo.

EMMA   (intervenendo) Anche quel disgraziato di mio marito, che gli venga il “cagotto” insieme alla sua bella, quando doveva far qualche cosa sembrava avesse il fuoco nel sedere…

CARLO Emma? Devi capire che un marito che ha seri impegni deve pur assolverli.

EMMA   Mi sa tanto che si sia impegnato maggiormente ad assolvere gli impegni di cuore, forse credo pochi, ma  quelli fisici molto di più.. Eh… caro il mio Carlone gli uomini hanno sempre quell’idea fissa qui. (indica la mente)

(Anna é uscita con Susy. Carlo comincia a scegliere delle carte che mette dentro a una cartella di pelle.

Ogni tanto consulta nervosamente l'orologio; fra sé, nervosamente)

SCENA SESTA: Emma, Carlo.

CARLO Spero che quelli abbiano un po’ di pazienza.

EMMA   (dopo un breve silenzio)  Senti, Carlone, mi permetti di darti un consiglio?.

CARLO        (a denti stretti) - Sì,Emma ti permetto tutto quello che vuoi! Ma fammi il piacere... finiscila di chiamarmi Carlone.  Che c'entra Carlone? Non sono mica un gigante! E poi mi sembra un vezzeggiativo anche un po’ da tonto.

EMMA    Ma caro...é un vezzeggiativo!... Io ho una passione per i vezzeggiativi... Anna la chiamo Annina... il mio povero deficiente  marito lo chiamavo Bobi, Bicci e Biribì... A te come vuoi che ti chiami? Carlino?

CARLO (snervato) - Ma no! Non chiamarmi per niente!... Beh... che cos'era questo consiglio?

EMMA (a bassa voce misteriosamente) - Quando torni a casa porta qualche cosa ad Anna...

CARLO        (sorpreso) Che cosa le devo portare?

EMMA    Non so... un regaluccio... un gingillo...

CARLO        (sempre più sorpreso) - E perché devo portarle un gingillo?

EMMA    Perché?... Perché alle donne fanno piacere certe cose... e in certi momenti... Tu mi capisci, e vero?

CARLO        (disorientato) - No... non capisco...

EMMA    Anna ha un'anima delicata e sensibile... Non dice niente... ma una donna le capisce al volo certe sfumature..

.

CARLO (preoccupato) - Ma quali sfumature? Che cosa c’è da capire? Che significa questo discorso?

EMMA   (abbassando ancor più la voce) - Significa che io ho l'impressione che Anna stia passando uno dei quei momenti in cui una donna ha bisogno di sentirsi circondata da molto affetto.. La trovo depressa. Li ho passati anch'io e ne so qualcosa! Mi ricordo che una volta quel disgraziato di mio marito mi ha portato tornando a casa di sera una collanina di coralli... Era una sciocchezzuola... Ma se sapessi quante cose ha salvato quella collanina di coralli...

CARLO (allarmato) - Ma che cosa c’è da salvare? Fammi il piacere... spiegati senza far tanti misteri!

EMMA   (accennando alla porta) - Zitto... zitto... eccola!

ANNA   (rientra portando un pacchetto ) Ti ho preparato un panino, visto che non ti puoi fermare per la cena…

CARLO Grazie. ( si mette in tasca il pacchetto)

SCENA SETTIMA:  Susy, Anna, Carlo, Emma.

SUSY     (entrando) Vai con la tua macchina?

EMMA   (intervenendo) Ho la macchina qui fuori, l’accompagno io.

CARLO Non è il caso che ti disturbi…

EMMA   Ma che disturbo… A meno che non ti fidi della mia guida. Sappi che ho conseguito la patente in una “scuola guida “ di tutto rispetto.

CARLO        Non ci manca altro che tu dica quel’è, giusto per fare un po’ di pubblicità in famiglia.

EMMA   Io vado Anna. Vuoi che venga a farti un po’ di compagnia?

ANNA    Magari! Perché non resti a cena?

EMMA    No... a cena non posso. Sono già invitata. Ma dopo... Credo che stasera non si combini nulla.  In ogni modo ti telefono più tardi...

ANNA    Va bene.

EMMA   ( a  Carlo) Ti aspetto giù.

CARLO (abbraccia la moglie) Ciao cara. Temo che farò molto tardi… non vorrei tornare addirittura nella mattinata di domani.

ANNA   Ciao Carlo, e fai dei buoni affari!

CARLO        (esitante, perplesso) - Che fai adesso?

ANNA    Che vuoi che faccia? Ceno e guardo la televisione.  Se viene la mia amica facciamo due chiacchiere.  Se no me ne vado a letto...

CARLO -      Brava! E mi raccomando chiudete il cancello!

ANNA   (accompagnandolo verso il fondo) Perché? Hai paura che mi rubino?

CARLO         Sì... scherza, scherza! Vorrei vedere che cosa faresti, se ti capitasse davvero di trovare un uomo in casa!

ANNA   (con una risatina ambigua) - Eh! Chi sa!... Potrebbe essere una piacevole sorpresa!

CARLO        (volgendosi vivamente) - Come?

ANNA    Se fosse un simpatico giovanotto!

CARLO        (osservandola un po' preoccupato) - Che vuoi dire?

ANNA   (Con una limpida risata)  Ma niente! Non vedi che scherzo! Va... va se no davvero fai tardi.

CARLO (vagamente sospettoso)  Hai molta fretta di mandarmi via!

ANNA   (sempre ridendo)  Ma no! Che c'entra! Non dire sciocchezze!

CARLO (abbracciandola ancora)  Addio, Anna.. (Fa l'atto di uscire ma si ferma ancora come colpito da un'idea improvvisa) Ti piacerebbe una collanina?

ANNA   (sorpresa) - Una collanina?

CARLO         Sì... una collanina di coralli...

ANNA    Coralli? Per carità! Non li posso soffrire!

CARLO (sconcertato)  Ah no?!.. (Si ode la voce di Emma che chiama da fuori).

EMMA - Spicciati, Carlo.

CARLO - Eccomi... eccomi... ciao, Anna! (E si affretta ad uscire. Anna, che é uscita anch'ella sulla veranda, guarda in basso verso il giardino... Saluta ancora con la mano.  Si ode il rumore di una auto che si allontana.  Anna rientra lentamente con passo stanco guardandosi intorno annoiata. Dal fondo entra Susy).

SCENA OTTAVA: Anna, Susy.

SUSY     Non dici che finalmente potremmo cenare?

ANNA   Per dirti la verità non è che abbia tanta fame. Ho mangiato dei sandwiches e mi é passato l'appetito! Che ne diresti se prendessimo un tè insieme?

SUSY     Perché :no. Tu stai calma che lo vado a preparare io. (Susy esce.  Anna fa qualche passo per la stanza pigramente.  Aggiusta dei fiori in un vaso, sfoglia distrattamente le pagine di una rivista. Si ode lo squillo del telefono).

ANNA   (parlando al telefono) - Pronto... pronto... chi è?.. Oh... ciao, Piera! Telepatia! Stavo proprio per telefonarti!... Si... ci sono andata ieri! Avevi ragione! Bellissimo!... Macché... ero con Carlo...Ho dovuto insistere perché mi accompagnasse... Che ansia!... che emozione mentre lei lo aspetta!... Zitta... zitta... io mi sentivo un brivido nella schiena!... Come?. Ma sì... saranno anticaglie, saranno romanticherie fuori moda, ma commuovono sempre!.Ti dirò: forse quella scena è stata recitata in modo avvincente.. L’indomani sono stata teatro con Carlo e nel rivedere “ Giulietta e Romeo”, ed in particolare quella scena in cui Giulietta attende al balcone Romeo ho provato la stessa emozione, anzi trattandosi della poesia di Shakespeare ne sono stata avvinta ancor di più; tanto che ancora ci penso e ci fantastico su…  . Continuo a rivivere quella scena come, se vi partecipassi, anzi,   addirittura come se io stessa fossi Giulietta… Non dirmi che sono un po’ pazzoide… … …. Hai ragione... hai ragione! Come?... Non doveva?... Eh già... si fa presto a dirlo!... Mettiti un po’ nei suoi panni... il sogno... il mistero... Quell'uomo era tutto per lei... era l'amore... (Susy rientra portando un vassoio col servizio del tè.  Comincia a prepararlo. Anna sempre telefonando) Ma no... non era lui che contava... era qualche cosa di più... non so come dirti... erano tutte le sue fantasie... tutti i suoi sogni che in quel momento... sì... ecco... appunto.  (rivolta a Susy) Poco latte! .... no... non dicevo a te!... Ma Sì! Carlo é uscito  per un impegno di lavoro, poco fa... sì... un impegno urgente urgente! Sì... d’accordo! Buonanotte! (Anna riattacca il ricevitore e si avvicina al tavolino su cui Susy ha preparato il tè)

SUSY     Ho portato anche dei biscotti… almeno prendi quelli.

( le due cognate, sedute al tavolino  prendono il tè)

ANNA   (osservando la cognata) Susy a volte mi preoccupi. Rimani sempre in casa… anche con tuo fratello ne parliamo… Hai già un’età che dovresti avere non dico solo le tue simpatie, ma addirittura un fidanzato…

SUSY     Oh… beh..

ANNA   Direi di: sì.

SUSY     Se ti dico la verità gli uomini non mi attraggono ste gran che…Anche perché vedi il loro comportamento. Prendi per esempio lo stesso film che ti ha quasi sconvolto… Un uomo che tradisce la moglie… che del suo antico affetto le è rimasto addirittura una ferita d’amore…

ANNA   Veramente mi sembra il  contrario. E’ lei che  tradisce il marito. Addirittura con questa tua ultima frase lo ammetti.

SUSY     Hai anche ragione. Avevo un’amica, che tu  hai conosciuto, alla quale ero affezionata in modo quasi eccessivo… da quando è venuta a mancarmi la mia vita ha preso una svolta… (con una triste ironia) Non sarà che il mio destino sia rivolto al convento? …Addirittura alle “carmelitane scalze”?

ANNA   Sì… adesso fai anche la spiritosa.

SUSY     Ora ho una nuova amica alla quale tento di  affezionarmi… ma il carattere… il modo di vivere… mah… Non mi sembra che potrei raggiungere quello stesso affetto che avevo per Angela.

ANNA   La vita è fatta di sbalzi che a volte sembrano insormontabili, ma la vita deve pur continuare. Sta a te, dare ad esse un indirizzo non dico felice ma almeno sopportabile. Faresti felici anche me e tuo fratello. Sai quanto ti voglia bene tuo fratello, anche se a volte le tue risposte  alle sue domande non siano  da primato.

SUSY     Cercherò di seguire i tuoi consigli.

ANNA   Ti ringrazio.

SUSY     Visto che del film che hai visto ne sei stata attratta, penso che anch’io andrò a vederlo. Ora telefono alla mia amica e le chiedo se vuol venire con me. Conoscendola, per l’affetto che mi porta, sicuramente ne sarà senz’altro felice. Quella pur di starmi vicino verrebbe con me in Alaska. (spiritosa) magari in Alaska, no. Fa troppo freddo…

ANNA   Vai e divertiti.

(Susy si alza e raccoglie i biscotti lasciando le due tazze da tè. Poi esce)

ANNA fa ancora qualche passo per la stanza con aria distratta, annoiata.  Accende là televisione, di cui non si vede lo schermo, ma si ode il resoconto di una competizione sportiva. Spegne la televisione e gira il bottone della radio. Si ode una musica dolce e sottomessa e una voce che canta. Anna resta in piedi presso l'apparecchio con lo sguardo fisso nel vuoto mentre un lieve sorriso le fiorisce sulle labbra. Trasale vivamente sentendo rientrare Susy, col cappellino e la borsetta con l'aspetto di un’elegante signorina.  

SUSY     (entrando) Vado.

ANNA   Ciao.

SUSY     Debbo chiudere il cancello?

ANNA   No lascia. Dovrebbe tornare Emma.

(Susy esce)

SCENA NONA: Anna, Carlo.

( Anna  resta ancora un momento assorta ad ascoltare il suono della radio. Poi lentamente si avvicina alla portafinestra, s'appoggia allo stipite e rimane immobile a guardare il cielo notturno limpido e stellato.  Il suono e il canto si spengono. Anna torna presso l'apparecchio da cui si ode ora il cinguettio dell'intervallo. Gira il bottone per interrompere la trasmissione. Si volge ancora a guardare verso la vetratain fondo spalancata nell'oscurità della notte.  Come obbedendo ad un misterioso impulso prende il vaso dei fiori  che é sul tavolino e va a posarlo sul davanzale della veranda. Attenua la luce del lampadario centrale. Tutto l'ambiente rimane in ombra;( luce sul vaso) Il vaso fa bella mostra si sé.  Anna siede sul bracciolo di una poltrona guardando come affascinata quel vaso di fiori. Trasale vivamente udendo lo squillo del telefono. Infastidita protende la mano stacca il ricevitore e parla) Pronto... Chi parla?... Ah... scusa, Emma, non avevo riconosciuto la tua voce... Come?... Ma sì, é aperto... non hai che da spingere... Ma che ore sono?... Già le dieci?... Ecco... appunto... mi sembra che ormai sia un po' tardi!...No...figurati!... Ma é che mi sento stanca e poi ho un gran mal di testa!... Non so... Mi e venuto cosi d'improvviso!... Sì... preferirei andarmene a letto... Scusa, amica mia, ma con te non faccio complimenti... Sì... grazie... a domani! Buonanotte!... (Riattacca il ricevitore.  Volge ancora lo sguardo verso il vaso di fiori che risalta sul davanzale nell'oscurità della notte come un richiamo.  Dolcemente si lascia scivolare nella poltrona, appoggia il capo allo schienale e resta così assorta, sognante con gli occhi socchiusi. Passa qualche istante, poi dalla porta di sinistra entra Carlocheguarda sorpreso il vaso di fiori sul davanzale. Si ferma sulla soglia vedendo Anna  sdraiata nella poltrona, con gli occhi chiusi, le braccia abbandonate sui braccioli, il volto atteggiato da un sorriso. Dall'espressione di stupore il suo volto passa ad un'espressione preoccupata e sospettosa).

CARLO         Anna!... (Anna sobbalza con un piccolo grido e lo guarda sorpresa e spaurita).

 

ANNA   Ah!.. Sei tu?!...

CARLO        (fissandola cupo) - Si... sono io!...

ANNA (balzando in piedi e sforzandosi di sorridere) - Mi hai fatto paura... Ma come? Sei già tornato?

 CARLO (posando la borsa) – Chi va a capire quel cliente. Ho cercato di fare in fretta più che ho potuto: Ma si vede che quello aveva ancor più fretta e se ne è andato. Comunque abbiamo fissato un appuntamento a Milano quanto prima.... Ma tu che fai, qui?

ANNA   (con disinvoltura) - Io?... Niente!... Non avevo sonno.... mi sono messa a leggere...

CARLO         A leggere? Al buio?

ANNA    Ma no!... Che buio!... Ho attutito la luce con la speranza che non entrassero le zanzare.

CARLO        (sospettoso, accennando alla lampada)  Ah!.  Le zanzare?... E quel vaso cosa ci sta a fare?

ANNA   (pronta) - Ah... quella l'ho messo là perché volevo innaffiare i fiori...

CARLO         A quest'ora?

ANNA   (nervosamente) - Ma sì... a quest'ora!...Che c’è di straordinario? Non c’è mica un'ora fissa per innaffiare i fiori!...Tua sorella se ne è dimenticata anche lei.

(Carlo, evidentemente poco convinto, getta ancora un'occhiata verso i fiori  poi le chiede d'improvviso).

CARLO         Dov'é il libro?

ANNA    Quale libro?

CARLO         Il libro che stavi leggendo...

ANNA   (Confondendosi) - Ah... é là... l'ho rimesso a posto... era tanto noioso...

CARLO         Che libro é?

ANNA    E' il coso... il coso... come si chiama? ...Oh che stupida!... Adesso ho dimenticato il titolo ... ma tu, piuttosto…

CARLO - Perché il cancello era ancora aperto?

ANNA    Il cancello... Non so... Ah sì... l'ha lasciato aperto Susy quando é uscita...

CARLO (stupito) - Susy é uscita?... A quest'ora?... Dov'é andata?

ANNA   Abbiamo fatto un certo discorso per cui ad un certo punto ha pensato di andare al cinema con la sua nuova amica. Dovresti essere contento… Quante volte ti sei lamentato anche tu perché se ne sta troppo in casa da sola.

CARLO         E tu te ne stavi qui sola con la porta e il cancello aperti?

ANNA    Ma sì! Che male c’è? Io non ho mica paura... (Cosi dicendo va a prendere il vaso di fiori e lo riporta sul tavolino.. Carlo segue con lo sguardo sospettoso tutti i suoi movimenti).

CARLO         Perché hai tolto il vaso?

ANNA   (con indifferenza) - Cosi... per niente...

 CARLO - Non importa! Rimettilo là..

ANNA   (turbata) - Perché?

CARLO         ( imperativo)  Rimettilo là, ti dico!

ANNA    Ma é una sciocchezza... non capisco.

.

CARLO         Sarà una sciocchezza, ma desidero così! (E poiché Anna esita incerta, prende egli stesso il vaso  e va a rimetterlo sul parapetto del davanzale). Lascia che questi fiori si godano il chiaro di luna. (Anna gli getta un'occhiata piena di sgomento.  Carlo va a sedere in una poltrona, incrocia le braccia e resta così a guardare verso la portafinestra come se attendesse qualcuno.  Un momento di silenzio.  Anna fa qualche passo per la stanza, poi, con gesto deciso, va a girare la chiavetta della luce, aumentando la luce del grande lampadario centrale.  Carlo, che l'ha osservata attento, si alza, e senza pronunciare parola, va a spegnere la luce)

ANNA   (con voce soffocata) - Perché hai spento?

CARLO         Perché mi piace di stare al buio.

ANNA    Ma viene la malinconia con questa oscurità...

CARLO         Niente affatto! Si sta benissimo! Del resto prima non ti piaceva stare al buio?

ANNA    (Imbarazzata) Sì... ma io...

CARLO         Ecco...e adesso piace a me! A proposito non doveva venire la tua amica a farti compagnia?

ANNA    Sì... ma poi ha telefonato che non poteva perché aveva la partita...

CARLO         Ah... capisco... (Si ferma ad osservare il tè preparato sul tavolino) Due tazze da tè... Aspettavi qualcuno?

ANNA    Ho preso il tè con Susy

CARLO         Ma se è uscita?

ANNA   Prima di uscire.

CARLO        E voi avete lasciato lì le tazzine?

ANNA    Ecco... appunto... (Carlo riprende posto nella poltrona nello stesso atteggiamento di attesa. Un altro momento di silenzio quasi angoscioso) Sei strano stasera! Ma si può sapere che cosa fai lì, seduto su quella poltrona?

CARLO        (Cupamente) - Niente! Aspetto.

..

ANNA    Che cosa?

CARLO         Non lo immagini?

ANNA    Io no... no davvero...

CARLO        (lentamente marcando le parole) - Aspetto precisamente quello che aspettavi tu.

ANNA   (con una risata nervosa)  Io aspettavo che mi venisse sonno per andare a dormire!

CARLO         Bene! E’ appunto quello che aspetto anch’io! (Un altro silenzio. Anna non può trattenersi dal gettare delle occhiate ansiose verso il vaso di fiori  sullo sfondo nero della notte).

ANNA   (scattando irritata) - Fammi il piacere, togli quel vaso!

CARLO         Perché?

ANNA   (esasperata) Perché... perché mi dà sui nervi...

CARLO         Ma ce l'hai messo tu...

ANNA    Si... va bene... ce l'ho messo io... Ma adesso non c’è ragione di lasciarlo ancora là... Fa venire il malumore... quella porta aperta... tu...

CARLO         Io?!...

ANNA    Sì... tu!... Che cosa ti sei messo in mente?... Che quel vaso di fiori  là... (Si ferma imbarazzata senza completare la frase).

CARLO         Avanti... continua... che cosa volevi dire?

ANNA   (snervata) - Niente... niente!... Non so...non capisco... Si direbbe quasi che tu sospetti che io...

CARLO         Che tu?...

ANNA    Ma si! Credi che non abbia capito?!...Queste tue arie da inquisitore... E poi tutte quelle domande... Sembra che voglia farmi un processo.

CARLO         Hai paura?

ANNA   (con una risata nervosa)       Paura io?!... Per carità. Mi fai ridere! E poi paura di che?... Avanti... sentiamo... parla chiaro... Che cosa pensi?... Che cosa credi?...

 

CARLO         Non penso nulla... non credo nulla!...

ANNA    E allora?

CARLO         Allora non capisco perché ti agiti tanto! Vedi come sono calmo io!

ANNA   (alzando le spalle) - Ma io non mi agito affatto! Solo trovo assurdo, ridicolo questo tuo atteggiamento! Che cosa vuoi fare? Hai intenzione  di passare tutta la notte qui?

CARLO         Te l'ho detto... non ho sonno!

ANNA   (volgendosi bruscamente)     E io invece sì! Buonanotte!

CARLO - Buonanotte!... (Anna esce da destra. Carlo, dopo averla seguita con lo sguardo, si avvicina all'altra finestra e, scostando appena la tendina, guarda verso il basso.  Poi torna a sedere nella poltrona e resta in attesa con lo sguardo fisso verso la portafinestra su cui si trova il vaso di fiori .La scena si oscura completamente. Breve intervallo. La scena si illumina vivamente. E' giorno. Il primo sole della mattina rende gaio l'ambiente.Carlo dorme sdraiato nella poltrona. Entra Susy che si avvicina a Carlo e lo scuote chiamandolo).

SCENA DECIMA: Susy, Carlo

SUSY     Carlo: svegliati. ...(Carlo si sveglia di soprassalto: apre gli occhi, sbadiglia, si stira infreddolito e indolenzito guardandosi intorno. D'improvviso ricorda e balza in piedi).

CARLO - Che ore sono?

SUSY - Le nove e un quarto.

CARLO (sorpreso e disorientato) - Le nove e un quarto?!... Le nove e un quarto?!... Dov’è Anna?

SUSY     Anna è ancora a letto. Sono andata a chiederle se voleva venire a far colazione.

CARLO … E ti ha chiesto di me?

SUSY     Si Carlo. Credeva che tu fossi ripartito questa mattina. Poi quando le ho detto che tu eri qui a dormire mi ha chiesto di venirti a svegliare.

CARLO Oltre di chiederti di venirmi a svegliare non ti ha detto nient’altro?

SUSY     Direi di no.

CARLO Grazie.

SUSY     Ora tolgo quel vaso dalla finestra. Non vorrei che fosse troppo in corrente.

CARLO (nervosamente) Fai quello che vuoi… (Susy va a togliere dalla finestra il vaso. e lo posa sul tavolino. . Si avvia per uscire. Carlo che l'ha seguita con lo sguardo)  Aspetta... (Susy si ferma guardandolo interrogativamente) Dove sei stata ieri sera?

SUSY     Anna ha insistito tanto che andassi a vedere quel film, di cui mi ha parlato ieri sera che  poi con la mia amica sono andata a vedere.

CARLO Allora sei stata tu a lasciare il cancello aperto.

SUSY     E’ stata Anna a pregarmi di lasciarlo aperto…

CARLO Anna?

SUSY     Certo.Ha detto che aspettava da un momento all’altro la sua amica Emma e le seccava di dover scendere per aprire...

CARLO        Ah... così ti ha detto?

SUSY      Sì... così...

(Carlo fa qualche passo per la stanza accigliato, con le mani incrociate dietro al dorso)

              Ora me ne vado. Mi sbaglio o ti sei svegliato male questa mattina. (mettendo la mano sulla fronte) Ah… già. Hai dormito sulla poltrona… Una posizione un po’ scomoda per un’intera notte.

CARLO (guardandola severamente) No… aspetta! Come mai sei uscita di sera che non lo fai mai?

SUSY     Non ti ho detto che quasi me lo ha imposto tua moglie… Mi ha chiesto di telefonare alla mia amica perché uscissimo insieme. Ma non c’è stato bisogno perché la mia amica era già qui.

CARLO (allibito) - E poi?

SUSY      Poi sono tornata verso mezzanotte... Ho visto dal giardino che qui era ancora illuminato. Allora sono entrata dalla porta dietro. Nel corridoio ho incontrato  Anna che mi ha detto: Non ti  far  vedere da Carlo e va a letto.

CARLO        (con voce rauca) - Ah...Cosi ti ha detto?

SUSY      Certo!

(Si ode squillare un campanello).

CARLO         Chi é che suona?

SUSY      E’ il cancello... (Si avvicina alla portafinestra per guardare in basso) Sì... é l’amica  di tua moglie

CARLO (Con malumore)         A quest’ora?!...

SUSY     (grida rivolta verso il basso) – Entra Emma... E' aperto... basta spingere!.

..

CARLO (a denti stretti) - Già! Si capisce! Aperto... sempre aperto!... Basta spingere! (Dopo qualche istante appare sulla veranda Emma elegante in un chiaro abito da mattina. Vedendo Carlo ha un moto di sorpresa).

SCENA UNDICESIMA: Emma, Carlo, Susy.

EMMA    Ciao Carlo... Ma come? Non eri partito?

CARLO Dovevo star fuori a lungo ma poi sono tornato. Ma tu come mai sei già in circolazione a quest’ora?

EMMA    Niente di straordinario! lo mi alzo sempre presto la mattina! Ho già fatto una doccia gelata mezz’ora di ginnastica e mezz'ora di passeggiata E' sveglia Anna?

CARLO        Sì... credo... (volgendosi ad Susy)  Per favore vuoi andare a vedere se Anna si è già alzata? (Susy esce).

SCENA DODICESIMA: Carlo, Emma, Anna.

EMMA - Come sta? L’ é passato il mal di testa?

 

CARLO -      Che mal di testa?

EMMA    Ieri sera dovevo venire a passare la serata con lei e invece...

 

CARLO         Sì... lo so... hai avuto una partita...

EMMA    No! Che  partita?!... Prima di venire le ho telefonato e Anna mi ha detto che aveva un gran mal di testa e che preferiva andare a dormire..

.

CARLO        (esterrefatto) - Ah!... Cosi ti ha detto?

EMMA    Sì... così! Mi ha scombinato tutta la serata! Ho finito per andarmene al cinematografo!

CARLO         Anche tu?

EMMA    Come anch'io?

CARLO (evasivamente)            Niente... niente!... (In questo momento entra Anna. E' ancora in vestaglia. Cerca di nascondere l'ansia sotto un'apparenza disinvolta).

ANNA    Ciao amica mia!

EMMA    Ciao Anna! Come ti senti adesso? Ti è passato?

ANNA    Che cosa?

EMMA   Il mal di testa!

ANNA   (in fretta, nervosamente) - Ma sì... certo che mi è passato!... (Si volge verso Carlo come se solo adesso si accorgesse della sua presenza) Buon giorno, Carlo.

CARLO (sostenuto) - Buongiorno Anna!

ANNA   (dopo una breve esitazione) Vai a Milano poi…?

CARLO Vedrò. Non appena fisseremo un appuntamento.

ANNA    Allora fai colazione ?

CARLO        Adesso vado a fare un bagno. (Volgendosi a Emma) Permetti?

EMMA   Fa caro... fa tutto il tuo comodo!

CARLO         Grazie! (Carlo esce.  Anna lo segue con lo sguardo finché è scomparso poi si volge a Emma con ansiosa impazienza).

ANNA   Che t'ha detto? Ti ha chiesto perché non sei venuta ieri sera?

EMMA    No... non mi ha chiesto nulla... Gliel'ho detto io...

ANNA   (ansiosa) - Che cosa gli hai detto?

EMMA    Che tu mi hai telefonato di non venire perché avevi mal di testa.

ANNA    Oh mio Dio! Non ci mancava che questa!

EMMA    Perché? Non è vero?

ANNA    Si, è vero... ma io gli ho detto invece...Ma che t’è saltato in mente d'andargli a dire...

EMMA    E come potevo immaginare?!... Se mi avessi avvertito...

ANNA    Ci ho provato... Ti ho chiamato stamattina presto, ma tu eri già fuori! Con questa tua mania di far la sportiva... di uscire all’alba...

EMMA    Ma perché non mi hai avvertito ieri sera quando ti ho telefonato?

ANNA    Già... è vero... sarebbe stato meglio!

EMMA    Ecco... vedi... E adesso te la prendi con me! Ma benedetta figliola, quando si dice una bugia bisogna saperla dire, bisogna prepararla, organizzarla con cura! E soprattutto bisogna mettersi d'accordo con le persone interessate. Eh... che diamine! Ma tu che gli avevi detto?

ANNA   Che non eri venuta perché avevi combinato una partita...

EMMA    E va bene! Non ti preoccupare! Te l’aggiusto io!

ANNA    (preoccupata) Oh!... Si trattasse solo di questo…

EMMA    Perché? Che è successo?

ANNA    Una cosa assurda, ridicola, grottesca...Ti ricordi che ieri sera... (S'interrompe vedendo entrare  Carlo. Lo guarda con evidente apprensione).

CARLO        (indicando la borsa di pelle che è rimasta sulla scrivania) - La mia borsa... (Va a prenderla e si guarda intorno cercando con lo sguardo).

ANNA   (premurosa)  Cerchi qualcosa?

CARLO         L’elenco del telefono...

ANNA   (prendendolo sotto un fascio di giornali e porgendoglielo) - Ecco...

CARLO - Grazie... (Lo apre e comincia a sfogliarlo per cercare un numero)

EMMA   (per vincere l'imbarazzo del silenzio) - Stavo dicendo ad Anna che il vostro giardino è un incanto con tutte quelle piante fiorite,

CARLO        (seccamente, continuando a sfogliare l’elenco)  Sì... è bello...(lascia l’elenco telefonico sul tavolino)

ANNA    Adesso hanno cominciato a fiorire anche le gardenie... sono piene di boccioli... Vieni a vedere... (Le fa un rapido segno d'intesa e la trae verso la veranda. Scendono nel giardino. Esita un momento incerto, combattuto. Si avvicina alla portafinestra per assicurarsi che Emma e Anna non possano udirlo. Poi si avvicina all'apparecchio telefonico e compone il numero. Parla a bassa voce gettando ogni tanto un’occhiata verso la veranda).

CARLO Pronto… Chi parla? Ah… sei tu Giorgio. Avrei bisogno di parlarti. Debbo chiederti un favore…. … No, no… subito! Ho un impegno. Devo uscire…. Ecco… appunto… il più presto possibile! Va bene! Ti aspetto. … Grazie , a fra poco. Carlo riattacca la cornetta  ed esce da destra.. Per qualche istante la scena resta vuota. Poi alla veranda riappare Anna che sporge il capo guardandosi intorno. Si volge per fare cenno a Emma).

ANNA    No... non c'è... vieni... (Emma la raggiunge. Rientrano e avanzano caute. Anna si avvicina alla porta di destra, l'apre, ascolta un momento e la richiude) Dev'essere andato a fare il bagno...

EMMA   (che è rimasta presso la soglia) Ma dove avevi messo il vaso?

ANNA    Là... sul parapetto...

EMMA    Sì?

ANNA   Si... ... proprio come era nel film...Ho voluto provare...

EMMA    Che cosa?

ANNA    Non lo so nemmeno io... Un'idea che mi è venuta così... Adesso mi accorgo che era una stupidaggine! Ma ieri sera invece...

EMMA    Ieri sera ti pareva un'idea intelligente?

ANNA    Ma no... cerca di capirmi,  Ero sola in casa... una notte incantevole... la musica... il ricordo del film... Ho avuto la tentazione di provare il brivido... l'emozione dell'attesa...

EMMA    E c'era proprio bisogno d'andare a metter là quel vaso  per provare il brivido?!...

ANNA    Ho voluto immaginare d'esser io al posto suo... Un capriccio, una fantasia!... Ho messo la lampada, mi sono seduta su quella poltrona e ho aspettato...

EMMA    Chi?

ANNA    Nessuno! Ma ero commossa, turbata... Pensavo... se adesso dovesse giungere un uomo... un uomo che mi ama... un uomo che attende nella notte quel segnale d'amore... E mi pareva che quell’uomo esistesse veramente, che da un momento all'altro stesse per arrivare...

EMMA    E invece è arrivato tuo marito!

ANNA    Già! Mio marito! Io mi sono sentita agghiacciare! Sono rimasta come paralizzata... poi ho cominciato a balbettare confusa, smarrita come se fossi veramente colpevole...

EMMA    Ma perché? Se non facevi niente di male!

ANNA    Sì, è vero... non facevo niente di male... ma mi sentivo in colpa lo stesso! E, infatti, ero in colpa... sì... perché in quel momento lo tradivo col pensiero...

EMMA   (con un'alzata di spalle)  Lascia correre! I tradimenti di pensiero non contano.  Ma lui che ha fatto... che ha detto?

ANNA    Te lo puoi immaginare! M’ha tempestato di domande... Sospettava, ma non poteva accusarmi di nulla...

EMMA    E tu?

ANNA    Io cercavo di mostrarmi calma, disinvolta e invece mi confondevo sempre di più...

EMMA    Ma insomma come è finita?

ANNA    E finita che io me ne sono andata a letto e lui è rimasto tutta la notte qui ad aspettare...

EMMA    Aspettare che cosa?

ANNA    Il mio amante! Chi gli toglie ormai dalla testa che ieri sera io... (S'interrompe perché si ode lo squillo del campanello) Hanno suonato!

EMMA    Sì... mi pare... (Anna sta per avviarsi verso la veranda. Ma in questo momento entra rapido da destra Carlo.  Indossa ancora l'accappatoio da bagno e si sta asciugando la testa. Parla con tono concitato).

CARLO        (ad Anna) - Dove vai? 

ANNA   (fermandosi) - Hanno suonato al cancello...Volevo vedere chi è...

CARLO E’ per me… una visita per me! Mia sorella è già andata ad aprire. E’ il mio collega. Dobbiamo parlare d’affari. Se ci lasciate soli vi ringrazio.

((Anna  e Emma escono. Pochi istanti dopo appare sulla portafinestra, accompagnato da Susy, Giorgio)

SCENA TREDICESIMA: , Carlo, Giorgio. Susy  ( che poi esce)

CARLO (rivolto a Susy) Sorellina anche tu se non ti dispiace lasciaci soli.

(Susy esce. Carlo attende che ella abbia richiuso la porta, poi rivolto  a Giorgio a bassa voce).

CARLO Giorgio ti ringrazio molto di essere venuto subito. Sediamoci.

GIORGIO    Dalla tua telefonata mi è sembrato che ciò per cui  mi hai chiamato sia importante, almeno stando alla tua voce alquanto preoccupata.

CARLO Direi proprio di. sì.

GIORGIO    Dunque dimmi di che si tratta.

CARLO Si tratta di una situazione che mi preoccupa alquanto.

GIORGIO (sedendosi) Grazie. Dimmi!

CARLO Dunque… si tratta…

GIORGIO    Mi sbaglierò ma si tratta di una questione di carattere  intimo.

CARLO (sorpreso) Come lo hai capito?

GIORGIO    Basta vedere l’espressione del tuo viso.

CARLO Però…

GIORGIO    Quando viene da noi un cliente, per sottoscrivere una polizza, non credi che già abbia il terrore che qualche cosa possa accadere?

CARLO Direi proprio di. sì.

GIORGIO    Fa i conti che io sia un indagatore. Non possiamo certo assicurare il comportamento di una donna, ed in particolare di una moglie,

CARLO Il dito sulla piaga lo hai già messo. Si tratta di mia moglie.

GIORGIO    Mi sembrava di averci preso. Conoscendoti bene, sapendo quanto sei geloso. Tu sai che la gelosia è un sentimento doloroso che nasce da un desiderio di possesso esclusivo nei confronti della persona amata e dal timore, dal sospetto e dalla certezza della sua infedeltà. Perciò vedo anche nella gelosia un’alta percentuale di egoismo.

CARLO Non sapevo della tua cultura in questo campo.

GIORGIO    Forse, se ben ricordo, essendo tua moglie appassionata di teatro, potrebbe raccontarti  le pene di Otello per Desdemona. E’ arrivato persino ad ucciderla…

CARLO Ti prego di non andare oltre il seminato.

GIORGIO    La gelosia è il più grande di tutti i mali e quello che ispira meno pietà alle persone che lo provano.

CARLO (un po’ scocciato) E dalle…

GIORGIO    Ho capito. Tu dubiti dell’onestà di tua moglie. Temi che ti tradisca.

CARLO (scattando) - Ma non mi tradisce affatto!... Chi ti ha detto che mi tradisce?

GIORGIO Chi vuoi che sia stato? Il tuo difetto di marito geloso. Ormai ti conosco a fondo. Se io fossi un prete e tu peccatore, non avresti nemmeno bisogno di venirti a confessare perché dei tuoi peccati ne sono perfettamente edotto.

CARLO (scocciato) Fammi il piacere!?

GIORGIO Scusa Carlo… Ma con tutto il lavoro che ho lasciato incompiuto in ufficio… mi vuoi dire perché sono qui?

CARLO Allora tutto ciò che è stato detto fin qui, non ha lasciato traccia nel tuo cervello?

GIORGIO    Vediamo di andare al sodo.

CARLO Tu sai che debbo partire per quel’impegno che tu sai a Milano, e che mi dovrò assentare per qualche giorno.

GIORGIO    Se credi posso andare io.

GIORGIO    No, anzi, mi fa anche comodo. Mi da il  motivo di  svolgere ciò che nella mia testa ho programmato.

GIORGIO    E cioè?

CARLO        Ti chiedo di sorvegliare mia moglie.

GIORGIO    (seccato) Ma come ti permetti di chiedermi una cosa simile. Spiare tua moglie, che per inciso la ritengo un’ amica che stimo moltissimo.

CARLO                  E’ un piacere che chiedo ad un amico. Non vedo poi cosa ci sia di tanto strano…

GIORGIO    A me sembra una vigliaccheria sorvegliare la moglie di altri, di un amico per giunta. Povere mogli! Se ne vanno in giro tranquille, serene, sorridenti… Ed io dietro a spiarla per svelare il suo segreto ad un marito inspiegabilmente sospettoso. No… no… mi ripugna, mi disgusta…

CARLO        Ti rendi conto che il mio cervello sta impazzendo  e che, se non ho una certezza sulla fedeltà di mia moglie non posso vivere?

GIORGIO    Ma se hai la più fedele moglie del mondo…

CARLO        Ecco perché ti chiedo di dimostrarmelo!

GIORGIO    Io credo, anzi son convinto, che tu quasi quasi desideri che tua moglie ti faccia le corna per poter affermare che avevi ragione.  Questa mi sembra vera presunzione.

CARLO        (scocciato) Ma fammi il piacere!?

GIORGIO    Senti! Visto che mi sembri ridotto ad uno straccio; per calmare la tua preoccupazione e soprattutto per assecondare la tua presunzione vedrò di accontentarti. Non me ne volere, però, se sarò schietto e sincero.

CARLO        Non ti chiedo altro.

GIORGIO    Scusa. Ma non ti rendi conto che per seguire tua moglie debbo trascurare il lavoro?

CARLO        Perché?

GIORGIO    Come perché? Come faccio a sapere quando tua moglie esce per andare a incontrarsi con il suo ganzo?

CARLO        Giorgio fammi il piacere.  Non mettere per scontato che mia moglie abbia un amante. Io spero solo che ciò non avvenga. Anzi, spero che tutto ciò che temo sia frutto della mia fantasia.

GIORGIO    Per fare un buon lavoro dovrei mettermi, nascosto dietro l’angolo, e stare tutto il giorno lì ad attendere che tua moglie esca. Ma non ti rendi conto che in questo modo trascuro tutti il mio lavoro? Tutti i miei impegni?

CARLO                  Devi solo organizzarti. Gli eventuali appuntamenti con i nostri clienti li puoi spostare in ore opportune. Per esempio al mattino presto. Mia moglie si alza sempre tardi per cui sei sicuro che in quelle ore non esce.

GIORGIO    Così dovrei dire ai nostri clienti: mi scusi cliente se mi vedo costretto a chiederle un favore. Vorrei pregarla di fissare l’appuntamento al mattino presto, non troppo presto… magari dopo  l’Ave Maria, per impegni che non sto lì a raccontarle ma che sono semplicemente un problema di corna.

 

CARLO        Ma vuoi smettere di far lo spiritoso? Ma non ti rendi conto che mi stai offendendo? Ma non hai ancora capito in che stato d’animo sono?In fin dei conti è solo per pochi giorni.  

GIORGIO    Scusami. Ma uso espressioni eccessive per contrastare la tua gelosia che è altrettanto eccessiva. Giusto per farti tornare a vivere nella realtà. Una realtà in cui tua moglie, mi sembra, non abbia nulla di cui vergognarsi.

CARLO        Non vuoi capirla! Una donna che ti mette un vaso di fiori sul davanzale con il preciso intento di servirsene  come avviso segreto, che ti fa lasciare da mia sorella il cancello aperto mentre la convince di uscire con una sua amica, cosa che normalmente  non fa. Che telefona ad una sua amica, con la quale, tra l’altro, aveva un accordo perché venisse qui da noi, per dirle di non venire perché aveva il classico mal di testa delle mogli… Tutto questo non ti sembra che quasi ti dia una certezza della sua infedeltà? 

              

GIORGIO    Per tutto questo non ti ha dato una spiegazione?

CARLO        Certo. Ma una spiegazione incerta, classica di coloro che non ti dicono la verità.     

GIORGIO    Ma il vaso di fiori sul davanzale non ti dà l’idea del classico teatrale?

CARLO        Può anche darsi; è comunque vero che è un buon trasmettitore. Quando pensi che la sua amica mi ha dato una versione completamente opposta…

GIORGIO    Questo ti dimostra che non c’era un accordo fra loro. Secondo te, non pensi che due amiche se intendono imbrogliare un marito non mettano giù le carte a modo?  

CARLO        Questo è pur vero.

GIORGIO    Come mi sembra vero che tutto ciò sia campato in aria.

CARLO        Dì quello che vuoi, ma io ho bisogno di una certezza, e questa certezza tu, per favore, me la devi dare.

 

GIORGIO    E va bene!

SCENA QUATTORDICESIMA: Carlo, Giorgio, Emma, Anna, Susy.

 (entrano le tre donne, Giorgio da seduto si alza)

ANNA   (entrando) Scusateci. Eravamo in cucine ho avuto l’impressione di aver sentito chiudersi il cancello, per cui ho creduto che tu Carlo fossi solo. (rivolta Giorgio) Mi scusi Giorgio: non vorrei essere stata importuna.

GIORGIO    Si figuri signora. Anzi, non  me ne sarei andato senza porgere i miei omaggi ad una gentile signora, (rivolta a Emma e Susy)Mi scuso: a queste belle signore.

CARLO        ( rivolto a Giorgio, deciso) Bene Giorgio. Se devi andare, non ti trattengo, so quanto lavoro hai da sbrigare.

ANNA   (rivolta a Carlo) Beh, Carlo: non hai offerto nulla al tuo amico? Mi metti in imbarazzo. Una signora di casa certe attenzioni  non le può trascurare.

CARLO Veramente tu non c’eri.

ANNA   ( a Giorgio) Chiedo scusa. (rivolta a Emma) Emma: il signor Giorgio amico e collega di Carlo.(Emma e Giorgio si stringono la mano) ( a Giorgio) Mia cognata è inutile che gliela presenti perché la conosce.

GIORGIO    (spiritoso) Per dire la verità conosco bene anche la signora Emma, seppur è la priva volta che ci stringiamo la mano. Giorgio mi ha parlato di lei piuttosto spesso e direi, con simpatia.

EMMA   (rivolta a Giorgio, dubbiosa) Giorgio non ti facevo così gentile… Scherzavo.

SUSY     Noi in cucina abbiamo appena preso il tè. Posso andare a farlo per loro, a meno che un liquorino vada meglio.

GIORGIO    Non si disturbi.

CARLO        (deciso) Susy, Giorgio deve andare.

SUSY     Santo cielo. Non brucerà la casa. (ravvedendosi) Scusatemi: questa è una espressione che dato il vostro lavoro di assicuratori non è la più indicata.

GIORGIO    Beh… un bicchierino… (sedendosi)

(Susy va al buffet prende bottiglia e due bicchierini e serve)

(cercando di indagare) Venendo qui, passando dalla piazza, ho visto che vi sono molti negozi di abbigliamento  con “vendita in saldi”.

ANNA   Sì, infatti, penso che domani andrò a dare un’occhiata.

GIORGIO    Immagino che ci saranno anche code.

ANNA   Sì, ma credo che andrò nel secondo pomeriggio, quando la maggior parete delle donne sarà già impegnata in cucina.

GIORGIO    ( a Emma) Immagino che andrete insieme…

EMMA   Ah, proprio: no. Domani sono impegnata con altri amici per un terziglio di tutto rispetto.

GIORGIO    Ah, lo conosco quel gioco. (rivolto a Susy) E lei?

SUSY     E’ molto difficile che io mi muova da casa.

ANNA   Ha sentito che amiche che ho? Pazienza. Andrò sola. Anche perché quello è un momento della giornata che preferisco per fare quattro passi.

CARLO Cara. Non mi sembra  il tempo ideale. A quell’ora per le strade c’è gente che non mi dà grande fiducia. Forse nel primo pomeriggio…

GIORGIO    E’ vero. Infatti, i nostri clienti fissano l’appuntamento sempre verso sera, proprio dopo il lavoro.

ANNA   Non credo che alla mia età possa interessare  a qualcuno.

EMMA   (spiritosa) Questa è proprio una battuta che suscita un parere contrario.

GIORGIO    ( convinto) Che io condivido appieno.

CARLO ( a Giorgio) Ora proprio non ti tratteniamo più.

GIORGIO    E’ vero. Debbo proprio scappare. ( si alza, con un inchino saluta tutti e va verso la porta)

CARLO Ti accompagno.

SCENA QUINDICESIMA: Tutti, meno Giorgio.

(escono)

EMMA   Però, mica male il ragazzo.

ANNA   Sì. ed è anche gentile. Non lo conosco tanto perché non è da molto che lavora con Carlo.

EMMA   Direi che è anche simpatico e poi il fatto che abbia detto che tuo marito gli ha parlato bene di  me, mi ha fatto piacere. Sempre che sia vero, perché non credo di essere troppo simpatica a tuo marito. Vedi come quasi quasi si  offende quando  uso dei diminutivi nei suoi confronti.

ANNA   Non devi farci caso. E’ sempre preso così tanto dal suo lavoro da essere a volte un po’ scostante. Ma è il suo carattere.

EMMA   (rivolta a Susy) Visto che Giorgio non è sposato, perché non gli fai un po’ di corte?  Il ragazzo mi sembra abbastanza accalappiante… Poi anche la posizione sociale che ha mi sembra buona.

SUSY     Non è che gli uomini mi interessino tanto. Direi che sono abbastanza monotoni. Mi trovo meglio fra donne.

ANNA   La tua nuova amica com’è?

SUSY     Con lei mi trovo veramente bene. Ha verso di me certe attenzioni che mi fanno veramente piacere. Spesso stiamo davanti al televisore per ore trastullandoci piacevolmente.

EMMA   (con dubbio) Però…

ANNA   E quell’altra amica che avevi che fine ha fatto?

SUSY     Sì, Angela. Ti confesso che è stata una vera delusione. E Pensare che ero tanto legata a lei. Per questa nuova amica ti  dicevo che il carattere e il modo di vivere non mi convincevano molto…

ANNA   Sì, ricordo…

SUSY     …Beh ora che la sto frequentando mi accorgo di essermi sbagliata. Direi che ha un carattere avvolgente.

EMMA   Questa poi… E’ proprio un’espressione che non capisco.

SUSY     Ma, sì! Mi abbraccia, mi fa delle moine…Che ti dico la verità; mi fanno piacere.

EMMA   Le moine gli abbracci  li fanno i morosi alle morose…

SUSY     (scocciata) Ma è mai possibile che tu tiri sempre in ballo gli uomini…

EMMA   Scusa. Dicevo così per dire…

SUSY     Non perché è mio fratello. Ma Carlo che è un uomo non ti sembra eccessivo con la sua gelosia?

EMMA   Beh, anche le donne non sono da meno …

ANNA   Cosa c’entra ora la  gelosia di  Carlo?

SUSY     Ma non so perché mi è venuto in mente questo paragone. Forse perché parlando con questa mia nuova  amica, di Angela,  mi è sembrata gelosa. Quasi provava fastidio nel sentire quando esaltavo le sue virtù. Virtù che ora, pensandoci bene, si sono sfumate.

EMMA   Anche questa “virtù che sfuma” non la capisco.

SUSY     (nervosa) E’, sì. Sembrava così affezionata a me e poi un bel giorno mi ha piantata per andare con un’altra. Capirete che una persona ad un certo punto rimane delusa.

ANNA   Ma non mi hai detto che è andata ad abitare via?

SUSY     Sì, è anche vero.

ANNA   Perciò mi sembra logico che tu non la possa frequentare.

SUSY     Ma certo!

(Carlo entra)

CARLO Sarà meglio che vada a prepararmi per partire. Non ne ho una gran voglia ma è  un affare troppo importante.

EMMA   E’ simpatico il tuo collega…

CARLO Si, infatti.

EMMA   Più che simpatico; spiritoso. Aveva quel sorrisino sulle labbra come se stesse ripensando a ciò che, magari, vi siete detti. Magari una barzelletta.

CARLO Figurati se con tutto il da fare che abbiamo ci raccontiamo barzellette. Abbiamo parlato dei nostri affari.

EMMA   Guardava te, poi guardava tua moglie… Sarà una mia impressione… Forse vi vede una coppia felice, invidiabile.

ANNA   Ma come sei perspicace nelle tue osservazioni. Molto probabilmente voleva essere gentile.

EMMA   Sai che io a volte do i numeri.

ANNA   Infatti, non ci faccio più caso.

SUSY     (a Carlo) Vuoi che ti prepari  qualche cosa da portarti?

CARLO No grazie sorellina. (guardando la moglie con un’ espressione critica) Tu sei sempre gentile e premurosa.( cambiando tono, deciso)  Beh… Tolgo il disturbo (esce)

ANNA   Certo che Carlo non ha certo un carattere invidiabile.

CALA LA TELA SUL PRIMO ATTO

 

 

..

ATTOSECONDO

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA: Emma, Susy.

(La stessa scena del primo tempo. Emma  nervosa e preoccupata sta parlando con SUSY).

EMMA - Ma come?... Non capisco... M’ha telefonato stamattina che non si sentiva bene... che aspettava il medico... E venuto il medico?...

SUSI           Macché medico.    Non è venuto nessuno.

EMMA   Ma lei a che ora è uscita?

SUSY     Presto. Nel primo pomeriggio. Aveva molta fretta mi ha detto che doveva andare dal dentista.

EMMA   (meravigliata) Dal dentista così presto? Beh: è stata dal dentista tutto questo tempo? Ormai è sera. Dici che le faceva molto male il dente?

SUSY     (spiritosa) Direi che il dente non fa mai male semmai la gengiva. Comunque era allegra. Anzi, abbiamo fatto un buon pranzo. Sai che quando mi ci metto io ai fornelli sono una maga.

EMMA   Ma ieri non è rimasta tutto il giorno a letto perché aveva un po’ di febbre?

SUSY     Proprio per niente…... è uscita ieri mattina presto ed è tornata dopo cena... Ma non è stata a pranzo da te?...

EMMA  Da me?!... (Riprendendosi) Ah sì... è vero... Che distratta! Dicevo l’altro ieri...

SUSY      L’altro ieri è andata a colazione dalla vostra amica Mary...

EMMA    Ma allora è stata sempre bene in questi giorni?!...

SUSY      Ma sì! Benissimo!... (Udendo squillare il campanello) Ah ecco... hanno suonato... Dev’essere  lei..

EMMA (mentre Susy si avvia verso il fondo) - Oh finalmente! E’ lei?

SUSY (guardando in basso verso il cancello) - No... é lui... mio fratello! E arrivato adesso! (Mentre Susy scende nel giardino Emma borbotta fra sé preoccupata).

SCENA SECONDA: Susy, Emma, Carlo.

EMMA  Non ci mancava che lui adesso!... (Si ode un rumore di voci che si avvicinano e sulla portafinestra appare Carlo seguito da Susy. Emma gli va incontro con le braccia tese e con un sorriso falsamente cordiale) Ciao Carlo Che bello vederti di ritorno. ..

CARLO (con la stessa falsità) - Buonasera, Emma.. Sono  altrettanto felice di vederti... E Anna dov’è?

EMMA Dovrebbe essere qui a momenti... E’ andata a fare delle commissioni... Ma tu non l’avevi avvertita del tuo ritorno?

CARLO  No! Volevo telefonare, ma poi ho pensato di farle un’improvvisata...

EMMA  Bravo... bravo!... Chi sa come sarà contenta!... Si sentiva così sola durante la tua assenza! Proprio oggi mi diceva: Ma quando torna... quando torna?

CARLO Ah diceva così?

SUSY     Mi dai la valigia che te la porto in camera? (prende la valigia di Carlo ed esce)(Carlo si guarda intorno con aria vagamente sospettosa mentre Emma cerca di nascondere la sua preoccupazione sotto larghi sorrisi) E allora?

EMMA  Allora che cosa?

CARLO  Niente di nuovo durante la mia assenza?

EMMA  Macché! Il solito tran tran!... C’è stato un torneo di  pinnacolo.  Per un pelo non ho vinto il primo premio.!

CARLO  Peccato!... Sei stata spesso con la tua amica  in questi giorni?

EMMA  Spesso?!... Puoi dire sempre! Povera anima! Si sentiva spersa senza di te! Le ho fatto un po’ di compagnia!

CARLO  Bene... bene!... E la sera è rimasta sempre in casa?

EMMA  Ma certo! Dove volevi che andasse?... Alle dieci era già a letto!... Ma tu piuttosto, come mai sei stato fuori tanto tempo? Pareva che dovessi tornare dopo un paio di giorni...

CARLO  Si... volevo... ma sono stato costretto a trattenermi qualche giorno in più... Ma ho scritto ad Anna che avrei dovuto ritardare... Non te l’ha detto?

 EMMA  Sì sì... E come no?!... Se sapessi come è rimasta male, poverina!... Sperava che tu tornassi subito e  invece... Ma lo sai che voleva partire anche lei!

CARLO  Per andar dove?

EMMA  Per venire da te!

CARLO (lusingato e perplesso) - Ma no!...

EMMA  Ma sì! Ti assicuro...

CARLO Sarebbe stata una sciocchezza!...

EMMA  E’ appunto quello che le ho detto anch’io!... Ma adesso finalmente sei tornato e potrà riabbracciare il suo maritino!... Vedrai che da un momento all’altro sarà qui... Ormai non può più tardare...

CARLO Speriamo. Tu resti qui?

EMMA   Si, aspetto Anna.

CARLO Ho proprio voglia di rinfrescarmi. Se permetti ti lascio sola un momento.

EMMA   Certo.

SCENA  TERZA: Susy, Emma.

 (Carlo esce. Emma appare vivamente preoccupata. Si avvicina alla portafinestra per guardare in basso. Vedendo entrare Susy si avvicina ansiosa) Ma non hai idea dove possa esser tua cognata?l

SUSY - Mi sembra di avertelo già detto. Dovrebbe essere andata dal dentista.

 EMMA  Macché dentista... macché dentista!... A quest’ora avrebbe avuto il tempo di farsi cavare tutti i denti!... Che sia dalla nostra amica Mary?

SUSY  Non credo perché ha telefonato poco fa per chiedere notizie di lei... Anche lei credeva che fosse malata...

EMMA  Anche lei?! Prova a chiamarla potrà dirci... Lo sai il numero?

SUSY  Si...Quarantacinque centodieci (Va a staccare il ricevitore del telefono, ma subito riaggancia)          E’ preoccupato.

EMMA  (sorpresa)  Ma come occupato?! Se non hai nemmeno composto il numero!

SUSY  E’ occupato il nostro telefono. Sta parlando mio fratello  dalla camera da letto.

EMMA   Ah! Perché, i due apparecchi sono collegati?

SUSY   Certo..

EMMA   Per cui da questo apparecchio si sente tutto quello che dicono dall’altro?

SUSY   Per forza!... (Stacca ancora il ricevitore e subito lo riaggancia) Sta parlando ancora...

EMMA   Ma con chi parla?

SUSY   Ah, non te lo so proprio dire.

EMMA (avvicinandosi al telefono) - Fa sentire... (Stacca il ricevitore e ascolta.  Subito appare vivamente interessata per quello che ascolta.  Il suo volto assume un’espressione ansiosa e preoccupata. Susy fa l’atto di parlare, ma ella le fa imperiosamente cenno di tacere.  Ascolta ancora un poco attentissima poi riaggancia il ricevitore e resta un momento assorta, pensierosa. Lo squillo del campanello la fa sobbalzare ) Chi è che suona?

SUSY     Vado a sentire se mio fratello ha bisogno di qualche cosa.

EMMA   Dov’è l’elenco telefonico?

SUSY     Dovrebbe essere qui al suo posto.

EMMA   Qui non c’è.

SUSY     Mah… che l’abbiamo lasciato in cucina? ( sta per uscire)

EMMA   Lascia vado io.

SCENA QUARTA: Anna, Emma.

 (Mentre Susy esce da destra, Emma esce da sinistra. Per un istante la scena rimane vuota. Poi sulla portafinestra in fondo appare Anna. E’ un po’ affannata come se avesse fatto la strada di corsa e ha il volto acceso. Nell’entrare si toglie il cappello e si ravvia con la mano i capelli. Sta per uscire da destra quando lo squillo del telefono la ferma. Stacca il ricevitore e parla).

ANNA Pronto.... Ah sei tu, Mary?!... Hai ragione scusami!... Avevo provato a telefonarti a casa, ma tu eri già uscita... (In questo momento entra Emma con l’elenco del telefono in mano, che si ferma ad ascoltare mentre Anna che non s’è ancora accorta di lei, continua a parlare) Se sapessi quanto m’é dispiaciuto! Ma che vuoi... la nostra amica Emma  ha voluto per forza che l’accompagnassi a far delle compere..... n... no... domattina non posso perché devo  andare dalla sarta... Ti telefono io all’ora di colazione... si... non dubitare! Ciao cara e scusami ancora... Ciao ciao... (Anna riaggancia il ricevitore e nel voltarsi si trova di fronte Emma. Anna confusa) Oh, sei tu.

ANNA (cercando d’apparire disinvolta e parlando in fretta) - Scusami se non son venuta da te ieri... Ho provato a telefonarti, ma tu eri già uscita... Ma lo sai che cosa m’é capitato...ho incontrato Mary e ha voluto per forza farmi vedere il suo nuovo appartamento!... Io volevo andarmene, ma lei... aspetta ancora un momento... aspetta ancora un momento!... Lo sai com’é Mary!

EMMA (interrompendola seccamente) - Sì... lo so!... Piantala con Mary che non c’entra!... Ma che significano tutte queste bugie? (nervosa) Ah, andiamo bene. Se ti metti a raccontare bugie anche alla tua migliore amica, stiamo fresche.

ANNA  Bugie?!...

EMMA  Ma, sì!... Il dentista, la febbre, l’appartamento di Mary, le spese che sei andata a fare con me…

ANNA     (con aria infastidita) Va bene che siamo amiche, ma non ti sembra di esagerare con tutte queste tue domande? Sarò padrona, direi, di fare quello che mi pare..

EMMA   Scusami. Non volevo interferire nei tuoi affari, solo volevo sapere cos’hai fatto in tutti questi giorni… dove sei stata.

ANNA   (evasiva) In nessun posto... non ho fatto niente... Desideravo restarmene un po‘ sola... Ecco  tutto... Per questo ho inventato qualche scusa...

EMMA Qualche scusa?... Un cumulo di menzogne! Una più cretina dell’altra!... Ma almeno...

ANNA   Ma tu non senti il bisogno di avere una vita privata? Un modo di vivere che non ti debba  costringere a rendere conto a tutti?

EMMA   Io non sono “tutti”. Sono la tua amica. Che vuole il tuo bene e che se è necessario ti da consigli che sono sinceri. E se è possibile ti evita di fare sciocchezze.

ANNA   Oh, insomma…. Scusami.

EMMA   Vuoi sapere la novità? Tuo marito è tornato.!

ANNA   Tornato?

EMMA   Sì. Poco fa. Ora è in camera vostra. E’ andato a rinfrescarsi. E ha anche telefonato.

ANNA   A chi?

EMMA   A Giorgio, il suo collega.

ANNA   (preoccupata) Ah,  sai cosa si son detti?

EMMA  Non te lo so proprio dire. Mi sono preso lo sfizio di sentire quello che dicevano; visto che avete gli apparecchi telefonici in “condominio.”

ANNA   Ed allora?

EMMA  Ah, non te lo so dire… Parlottavano in un modo che mi sono venuti in mente quei messaggi che radio Londra trasmetteva durante la guerra.( cambiando tono)  In definitiva non mi hai ancora detto ciò che hai fatto in questi giorni. Spero che tu non abbia fatto delle sciocchezze.

ANNA   Non ho fatto niente di male. Ho avuto qualche appuntamento con Giorgio l’amico di Carlo.   

EMMA   Ma come è successo? Voglio dire: come mai lo hai incontrato?

ANNA   Beh, un giorno esco di casa…ma sì, il giorno dopo che Carlo è partito per le sue faccende. Me é sembrato di vedere Giorgio dietro l’angolo. Molto probabilmente stava venendo da qualche parte. Visto che oltre ad essere un collega di mio marito è anche un suo amico, ho creduto giusto andare a salutarlo.

EMMA   Certo.

ANNA   Si vede che lui non mi ha visto, perché è rimasto sorpreso, per dirla giusta, quasi colto alla  sprovvista. Sai come quando sei sopra pensiero che improvvisamente uno ti chiama e tu ti spaventi…

EMMA  Dillo proprio a me, che quando, di notte mi alzavo per andare in bagno, al buio, se mi incontravo con mio marito che aveva  gli stessi bisogni  - io poi che ho una fantasia che vedo tutto nero - prendevo certi spaventi…

ANNA         Lo credo bene. Beh, insomma come ti dicevo, dopo il primo momento Giorgio cambiando completamente atteggiamento come quasi fosse stato illuminato da chissà quale idea, mi ha stretto la mano e con molta cortesia mi ha espresso la sua gioia nell’incontrarmi.

EMMA       Penso che ti abbia fatto piacere.

ANNA       Certo. Mi ha chiesto se stavo andando verso il centro, io risposi di: sì, quindi mi ha chiesto se potevamo fare la strada insieme. Naturalmente io accettai.

EMMA   Ah, però! Mi sembra di sentire odore di bruciato. Mi sbaglierò…

ANNA   Ha voluto il caso che, proprio in quel momento cominciasse a piovere. Cosa vuoi ? Ci siamo infilati in un bar. Ha cominciato a fare delle avance che io ho accettato volentieri. Cosa vuoi che ti dica… mi sono sentita ringiovanire.

EMMA   Ti rendi conto di ciò che hai fatto? Pensi che un uomo corteggi una donna per il solo piacere della conversazione?

ANNA   Perché no?

EMMA   Quando un uomo sposato fa la corte ad una donna altrettanto sposata, l’unico motivo plausibile è sessuale.

ANNA   Beh, mi sembra esagerato.

EMMA   Due giovani hanno tutto un mondo da scoprire. Hanno una vita davanti per la quale debbono farsi una esperienza.  Il poter confidarsi per loro è già una gran cosa… Quando si abbracciano, abbracciano la giovinezza, la bellezza  per loro è già un appagamento… Hanno una vita davanti nella quale sperare…

ANNA   E’ pur vero tutto ciò che dici, ma è altrettanto vero che essere corteggiata è come un ritorno alla gioventù. Cosa c’è di più bello poter sognare? Poter rivivere momenti belli anche se sono una pura illusione?

EMMA   Ecco hai detto bene: è una pura illusione. Alla nostra età viene meno l’energia. Si fantastica in un vivere grigio, fatto solo di preoccupazioni che a volte sono esagerate proprio per la mancanza di energia che ti serve per attutirne la gravità…

ANNA   Perché  non vuoi che sogni?

EMMA   …Quante volte di notte, all’improvviso, ti svegli e presa da una qualsiasi inquietudine per un problema che devi risolvere e che pare enorme, e poi al mattino, ripensandoci scopri che era una sciocchezza.

ANNA   E con questo esempio cosa vuoi dimostrare.?

EMMA   Che la gioventù questi problemi non li ha.

ANNA   Ah, questo di sicuro.

EMMA   Mentre invece  la nostra vita è ormai arida. E allora cosa pensi, che Giorgio ti scriva poesie d’amore, che venga sotto il tuo balcone per farti una serenata? Ti chiede solo una sola cosa: il sesso. Che,se vogliamo,  alla nostra  età  è arido anche quello. E’ animato da spirito di conquista  che ha il solo scopo  di appagare la sua vanità di uomo… Di conquistatore dei miei stivali!

ANNA   Scusa Emma:  ma tu credi che noi tutte abbiamo uno stesso carattere? C’è chi è pessimista e chi non lo è. Io in questo momento mi sento ottimista ed il sentirmi corteggiata mi da un grande sollievo.

EMMA   (pensierosa) Ahimè: forse hai ragione. Ho messo addosso a te i miei cenci.  Direi che  la vita  con mio marito non sia stata delle migliori, per cui il pessimismo ha condizionato il mio modo di pensare.

ANNA   Purtroppo la vita matrimoniale non sempre porta gioia. Combinare i caratteri non è proprio semplice. Forse tuo marito sarà stato un tipo opprimente, il mio ha su di sé quel macigno che è la gelosia.. E tu sai che nella gelosia c’è più egoismo che amore.

EMMA   Ti dico la verità. Ciò che mi ha disturbato sono state le bugie che mi hai raccontato. Se non ti fidi della tua migliore  amica, di chi ti vuoi fidare? Vuoi fidarti di tua cognata? Direi proprio di no! Anche se è una donna; tiene più per il fratello. E’ ovvio.

ANNA   Lascia perdere Susy. Lei crede a tutte le bugie che le racconto, con la speranza che io creda alle sue.

EMMA   Perché? Che fandonie ti racconta?

ANNA   Ma niente. Nei giorni in cui Carlo è stato assente lei - che non è mai uscita- alla sera usciva e tornava a notte tarda.

EMMA   Beh… Ha un’ età che  se lo può permettere. Non dirmi che ha preso la palla al balzo quando io le ho prospettata l’idea di farsi corteggiare da Giorgio. Incontrandosi poi con lui.

ANNA   Quella gli uomini non li ha nemmeno nell’anticamera del cervello. Si è incontrata con la sua nuova amica. Evidentemente il farlo qui in casa sarebbe stato alquanto imbarazzante. Di giorno lo posso capire, ma di sera… anzi quasi di notte…

EMMA   E’ vero anche ciò che dici.

ANNA   E poi dico: non ti sembra di aver detto una stupidaggine?  Non penserai che Giorgio faccia il filo a due donne? Addirittura cognate.

EMMA   Non è la prima volta che uno tiene il piede in due scarpe. Però è vero. Ho detto una grande sciocchezza.

ANNA   Lo credo proprio.

EMMA   (cambiando tono) Ritornando alla realtà raccontami di Giorgio. Sappi però, che hai imboccata una strada, forse, al momento sognante, ma alquanto rischiosa. 

ANNA   Come ti dicevo; causa la pioggia, ci siamo rifugiati nel caffè.  Con la conversazione che diventava sempre più interessante, ed il corteggiamento che diventava sempre più avvolgente siamo giunti all’ora di pranzo.

EMMA   Figurati se un corteggiatore non ne approfitta per offrirti il pranzo. E’ prassi normale invitare la prossima vittima a pranzo. Infatti, a tavola si risolvono molti problemi. Guarda i politici quante colazioni di lavoro fanno…

ANNA   Per favore: lascia i politici dove stanno. Anzi, di che vadano a farsi friggere.

EMMA   Hai ragione. È un piccolo calembour. (cambiando tono)  Infatti, ti ho telefonato ma non eri in casa e non ricordo nemmeno cosa mi abbia risposto tua cognata.

ANNA   Ti dico la verità che durante il pranzo ci guardavamo negli occhi, tanto che non ricordo bene ciò che abbiamo mangiato.

EMMA   (rimproverandola) Veh, bimba: vedi di darti una mossa!

ANNA   Si vede che il dio Destino ha guardato giù, e ha creduto bene di cambiare il tempo. Da nuvoloso con pioggia che era si è  mutato in sereno.  

EMMA   Non dirmi che la colpa è del destino.

ANNA   Perché no!

EMMA   Oddio… Ho il vago sospetto che ora ci si addentri nell’arte teatrale.

ANNA   Infatti.

EMMA   Vedrai che ora ci sarà un rifacimento di “ Giulietta e Romeo”. Visto che è lo spettacolo che hai visto pochi giorni fa.

ANNA   L’hai detto! Mentre a tavola si parlava assimilavo le parole che ci dicevamo con quelle poetiche del divino Shakespeare.

EMMA   Figurati?...

ANNA   Visto che non avevamo un balcone a disposizione ci siamo accontentati  della passeggiata fra gli alberi che costeggia il fiume. Tu non puoi immaginare  in che stato poetico mi sono travata in quel momento. Credo di aver avuto in quel attimo l’età di Giulietta.

EMMA   E Romeo intanto cosa faceva?

ANNA   Francamente ero presa da così tanta dolce  fantasia che non so cosa dicesse.

EMMA   (rimproverante)  Ma ti rendi conto che stai dando i numeri?

ANNA   Hai ragione. Ma lascia che per un momento contrapponga alla gelosia di mio marito un’  infedeltà del tutto innocente.

EMMA   (decisa) Vediamo di abbandonare le nuvole e ritornare in terra, visto che tuo marito ci starà raggiungendo.

SCENA QUINTA: Carlo, Anna, Emma.( che poi se ne va)

CARLO (entrando) Anna!

ANNA     (ostentando un’eccessiva affettuosità) Oh Carlo! Finalmente! Cominciavo ad essere in pensiero! Ma perché non mi hai avvertito del tuo arrivo? Sarei venuta a prenderti alla Stazione...

CARLO   Ho deciso di partire all'ultimo momento...

EMMA     E ha voluto farti un'improvvisata!

ANNA     Sono tanto contenta che tu sia tornato!... Non vedevo l'ora... Sei stato sempre bene?

CARLO  Sì... benissimo... Abbiamo avuto molto da lavorare in questi giorni per risolvere tutte le questioni.

EMMA   Forse sarà opportuno che vi lasci soli a    “tubare”

CARLO ( a Emma) Come al solito sei gentile. Penso che avremo tutto il giorno  a soprattutto la notte.

EMMA   Dopo diversi giorni della tua assenza, un po’ di intimità con tua moglie penso che ti possa far piacere. Scusatemi, ma mi viene in mente quella volta che mio marito di ritorno dal periplo dell’isola d’Elba con i suoi amici dopo avermi abbracciato mi disse:” Vieni di là che ti debbo parlare…”

CARLO Ah, non ha mica perso tempo...

EMMA   …Per cui vi lascio. (esce)

CARLO Raccontami cosa hai fatto di bello in questi giorni.

ANNA   Cosa vuoi che abbia fatto? Nulla di straordinario. Sono stati giorni abbastanza monotoni. Salvo che per qualche uscita per far la spesa… Alla sera poi, visto che tua sorella usciva quasi tutte le sere, rimanevo sola alla televisione o al computer.

CARLO Questa è una novità. Mia sorella che esce.

ANNA   Infatti, da quando ha la sua nuova amica escono insieme.

CARLO E dove vanno?

ANNA   Penso a mangiare la pizza e poi magari al cinema. Per dire la verità la trovo un po’ cambiata, direi in meglio. Da quasi musona che era prima, ora è quasi sempre raggiante, specie prima di uscire. Mah, molto probabilmente la sua amica avrà su Susy un’influenza particolare alla quale tua sorella sottostà piuttosto volentieri.

CARLO Certo che alla sera in televisione c’è poco, ogni tanto anch’io in albergo la vedevo.

ANNA   Infatti. Mi  diverto  molto di più al computer.

CARLO A proposito di computer: prima di là l’ho acceso per vedere se era arrivato qualche e-mail per me, e ho notato che è stato  cancellato tutto ciò che c’era sulle preferenze della settimana.

ANNA   Sono stata io. C’erano tutte cose di nessuna importanza.

CARLO ( indagando con eccessiva curiosità, con un sorrisino ambiguo)  Non è che ci siano state cose che era bene io non sapessi?

ANNA   Mah… per piacere…

CARLO Non è che tu abbia chattato  con qualcuno? Magari con Romeo all’insaputa di Giulietta.

ANNA   Visto che l’hai buttata sull’arte,  direi che sarebbe più esatto  scomodare Otello. Il moro di Venezia non è il geloso per antonomasia? Mi sa che frequentiate la stessa parrocchia.

CARLO Addirittura!

ANNA   C’è solo un fatto: che per la canagliata   di Iago con sua moglie  Emilia,  Otello ha creduto Cassio il suo antagonista in amore. Mentre tu invece sorretto dalla tua fantasia sei andato a scegliere il mio amante al di là dei fiori sul davanzale. Spero di non fare la fine di Desdemona.

CARLO Tu, quasi quasi la metti sul ridere, ma non immagini come ho passato questi giorni.

ANNA   Lo posso ben immaginare. Certo che i tuoi stati d’animo sono da attribuirsi alla tua sola gelosia. Te li vai a cercare da solo.

CARLO Quella sera, del vaso di fiori sul davanzale, dovevi vederti che espressione. La stessa espressione che aveva  quella sera a teatro quando Giulietta al balcone sognava di Romeo. Solo che quella era una scena teatrale.

ANNA   La mia , invece, una scena reale. Ma, fammi il piacere Carlo!

CARLO A proposito si può sapere da dove vieni?

ANNA   Sei così innamorato di tua moglie che non ti sei nemmeno accorto di come sono in ordine i miei capelli.

CARLO Perché cos’hanno?

ANNA   Non vedi che sto tornando dalla parrucchiera? Non pensi che lo abbia fatto per te?

CARLO Ma se non sapevi nemmeno che io sarei tornato oggi…

ANNA   Guarda che la messa in piega dura più di un giorno.

CARLO Scusami.

ANNA   Certo che ti scuso. Non sono mica permalosa come te.

CARLO E’, che anche il lavoro mi ha preso anche troppo. Tant’è che sto aspettando Giorgio per parlarmene.

ANNA   (preoccupatissima) Come mai viene qui? Non lo potevi raggiungere in ufficio?

CARLO Beh, mi ha detto che far due passi gli avrebbero fatto bene. Comunque sarà qui da un momento all’altro.

ANNA   Intanto io vado di là a cambiarmi. (esce)

CARLO Va bene.  (mentre rimane solo appare molto preoccupato)

SCENA SESTA: Carlo Susy.

SUSY     Ma non c’era Anna?

CARLO E’ andata in camera nostra a cambiarsi.

SUSY     Ah…

CARLO ( indagando) Anna mi diceva che sei uscita spesso di sera, come mai? Visto che a volte mi sembri una suora di clausura?

SUSY     Anna ha insistito tanto perché uscissi… Veramente non era mia intenzione. Ma ha insistito tanto… Visto che ho una nuova amica  le ho telefonato e  poi sono uscita.

CARLO (dubbioso) Ma allora Anna è rimasta in casa o è uscita pure lei?

SUSY     (indifferente) Ah… questo devi chiederlo a lei.

CARLO E durante la mia assenza Anna è uscita spesso?

SUSY     Come al solito. Sai che la spesa la fa sempre lei. La sarta, la parrucchiera… come al solito. E poi senza di te dove vuoi che vada?

CARLO Beh, con le sue amiche non è uscita?

SUSY     Con Emma è uscita qualche volta. Però, il più delle volte sono rimaste in casa. Almeno così credo, perché io, piuttosto spesso sono uscita con la mia nuova amica.

SCENA SETTIMA: Carlo, Giorgio, Susy ( che poi esce)

(suona il campanello del cancello. Carlo va alla finestra e fa cenno di entrare)

CARLO Susy, per piacere, vai ad aprire il cancello a Giorgio.

SUSY     Va bene. Poi vi lascio. (esce)

(pausa. Come prima  Carlo è pensieroso)

GIORGIO    (entrando) Ciao Carlo. Finalmente sei tornato. Pensavo che tu rimanessi via più a lungo… invece…

CARLO       Ho cercato di sbrigare prima il lavoro per tornare. Puoi immaginare il perché.

GIORGIO    Cioè?

CARLO        Come perché? Non ti ho pregato, forse, di seguire  i movimenti di mia moglie?

GIORGIO    Ah, già. Certo.

CARLO       E allora?

GIORGIO    Direi che non ho proprio niente da raccontarti.

CARLO        Ma l’hai seguita o no?

GIORGIO    Certo. Come ti ho promesso. E ti dirò anche che  ho perso un bel po’ di tempo. Così il mio lavoro è in arretrato non poco.

CARLO       ( inquieto) Dimmi!

GIORGIO    (spiritoso, sedendosi)     Tutte le mattine mi dedicavo al mia nuova occupazione. Direi piuttosto presto, giusto per essere in tempo di seguire tua moglie quando sarebbe uscita. E ti dirò che evidentemente tua moglie non ha fretta di alzarsi al mattino, perché usciva  proprio tardi.

CARLO        Naturalmente poi tu la seguivi.?

GIORGIO    Certo.

CARLO        A parte la spesa che andava a fare, usciva per andare dalla sarta, dalla parrucchiera, con  le sue amiche…

GIORGIO    Certo. In quei casi ne approfittavo per andare a svolgere il mio lavoro ufficiale.

CARLO        Così tu la lasciavi?

GIORGIO    Secondo te. Io dovevo stare rintanato dietro l’angolo ad aspettare che uscisse…?  Hai un’idea del tempo che le donne perdono dalla sarta… dalla parrucchiera? A parte ai pettegolezzi cui le donne  tengono molto, non tieni conto anche del tempo che perdono in attesa del proprio turno? E le amiche: dove le lasci?

CARLO        Così se lei usciva poteva andare dove voleva senza che tu la controllassi.

GIORGIO    Poteva anche essere. Credo, però, che dopo le visite ritornasse a casa.

CARLO        ( cambiando discorso) Ora che sono tornato, per i tuoi arretrati ti darò una mano. (riprendendo il tono lasciato) Così mi puoi assicurare che non si è incontrata con nessun altro.

GIORGIO    ( spiritoso) Si. Magari quello della finestra… Ma fammi il piacere!

CARLO       ( sentendo il fatto della finestra, corrugando la fronte per la ricerca di un pensiero) Che centra la finestra?

GIORGIO   Beh, ma non ti ricordi, la cronistoria che mi hai fatto il giorno prima di partire, quando mi hai dato l’incarico di pedinare tua moglie?

 CARLO                 Ah, già.Te lo chiedevo semplicemente. ( il suo viso si stende.) (Giorgio intento lo osserva incuriosito) 

GIORGIO    Ed io, semplicemente, ti dico che se non la pianti di “cervellottarti”  con questo tuo difetto, va a finire che impazzisci. E non parlo al collega, ma all’amico.

CARLO       (sconsolato) Come se fosse facile. Però un certo sollievo me lo hai dato.

GIORGIO    (incredulo a se stesso)   Se credi a questo, te ne racconta un’altra.

SCENA  OTTAVA: Carlo Giorgio, Anna.

ANNA   (entrando, falsamente  sorpresa)  Oh, scusatemi. Non pensavo che foste ancora qui. Mi è sembrato di aver sentito il cancello e che quindi foste usciti.

CARLO ( a Anna) Non saluti Giorgio?

ANNA   Certo. Buon giorno  Signor Giorgio.

GIORGIO ( alzandosi da seduto)       Buon giorno signora.

CARLO ( scherzoso) Beh? … Ma cosa sono tutti questi  salamelecchi? “Signor Giorgio…signora…”

ANNA e GIORGIO (insieme eccessivamente decisi)     Ci si vede così poco …

GIORGIO E poi cosa volete che vi dica: dare della signora ad una signora, anche se è la moglie di un mio amico, mi sembra una forma elegante e di stima.

ANNA   (a Giorgio) Non la sapevo cosi cerimonioso.

CARLO Giorgio quando vuole ci sa fare…

ANNA   Mi compiaccio.

GIORGIO    Grazie.

ANNA   (rivolta a entrambi) E le ultime novità?

CARLO        Non sto a dirti tutti gli appuntamenti di lavoro che ho avuto a Milano.

GIORGIO    (deciso) La mia occupazione in questi giorni è stata piuttosto intensa.

( Anna guarda Giorgio alquanto preoccupata. Carlo guarda Giorgio con  indifferenza)

Ma, sì. I’oggetto principale è stato il fuoco.

CARLO       Come i fuoco?

GIORGIO    Diversi clienti sono venuti in ufficio a denunciare sinistri di incendio. Chi una caldaia per corto circuito; chi il camino; un altro il pagliaio. Questo poi del pagliaio mi sa che” balli un po’ nel manico”. Credo che sia stata un’opera d’arte per rifare il tetto a nostro carico.

CARLO       Beh,  che certe denunce siano fasulle non è una grande novità.

GIORGIO    Come ripeto il fuoco ha dominato la scena.

ANNA   (tirando un sospiro di sollievo) (portando il discorso sul leggero) Visto il vostro lavoro, il fuoco ha un valore negativo. Vediamolo, invece, sotto una forma più romantica. Una torcia di fuoco vista lontano di  notte in un luogo deserto, non vi sembra che vi possa attrarre?

CARLO (indifferente) Io mi chiederei cosa ci sta a fare là quella torcia.

GIORGIO    Mentre io  sarei curioso  di vedere chi la sta tenendo. Magari è un invito.

ANNA   Un invito che potrebbe essere piacevole…

CARLO … O ambiguo.

GIORGIO    E’ proprio vero che ognuno secondo il proprio carattere da ad ogni situazione una propria interpretazione.

ANNA   Una interpretazione che può tradursi  in  speranza…

GIORGIO   …O ad una certezza.

CARLO        (scocciato) …O in un inganno!

CARLO        ( a Giorgio) Hai notato mia moglie? Lei traduce il tutto in un momento teatrale.

ANNA   … Che ha il suo fascino!

GIORGIO    Lo so bene…

(Anna guarda preoccupata Giorgio)

…Visto che accompagni a teatro tua moglie, l’indomani in ufficio mi racconti tutte le trame degli spettacoli che avete visto  ed i commenti critici di tua moglie.

CARLO        Infatti.

GIORGIO      (a Anna) Non essendo a casa suo marito non sarà andata a teatro, visto che l’ha sempre accompagnata?

ANNA          In queste sere son sempre rimasta in casa. Poi non c’è stato teatro in questi giorni.

CARLO        In compenso è uscita mia sorella.

GIORGIO ( a Anna) Ma nemmeno con le sue amiche?

ANNA          No. Mi sono annoiata davanti alla televisione. Naturalmente di giorno facevo le solite commissioni della donna di casa.

GIORGIO       E poi subito a casa?

ANNA          Certo!

GIORGIO               Ma che moglie perfetta che  hai,  Carlo…

 CARLO                (dubbioso) Sembra di. sì.

GIORGIO      Quando sei pronto parliamo dei nostri affari.

CARLO        Direi di, sì. Anzi facciamo una bella cosa: andiamo in ufficio ed intanto che facciamo quattro passi ne parliamo.

GIORGIO              Così io ne faccio otto: andata e ritorno. ( rivolto ad Anna) Signora le porgo i miei omaggi…sinceri.

ANNA   Che io contraccambio,,, di vero cuore.

(Carlo e Giorgio escono)

SCENA NONA: Anna, Susy.

(Anna dopo che si è alzata per salutare Carlo e Giorgio si risiede, e volge lo sguardo al davanzale sognando. Pausa.  Entra Susy)

SUSY     Se ne sono andati gli uomini?

ANNA   In questo momento. (curiosa) Immagino che tuo fratello ti avrà chiesto di dargli il resoconto dei giorni passati.

SUSY     Perché ti meraviglieresti del contrario?

ANNA   Direi di no.

SUSY     Si è meravigliato perché mi sono messa ad uscire con la mia amica, restando sorpreso.

ANNA   Naturalmente ti avrà chiesto di me?

SUSY     Certo. Molto probabilmente voleva sapere se eri uscita pure tu. Ma come facevo a saperlo? Infatti, gli ho detto di chiedertelo.

ANNA   Beh, lasciamo stare.

SUSY     D’altra parte, comunque sono uscita prima.

ANNA   Tuo fratello è così geloso che meno cose sa meglio è.

SUSY     Lo puoi dire.

ANNA   Anche perché gli spazi vuoti li riempie con la sua fervida pessima fantasia.

SUSY     Senti Anna. Se non ti dispiace ti lascio sola. Dovrei andare   in cucina. Oggi tocca a me preparare il pranzo.

(Anna ritorna a volgere lo sguardo verso il davanzale)

( per un attimo la scena rimane al buio)

SCENA DECIMA: Anna, Giorgio,

( scena vuota. Alla ripresa della scena squilla il campanello del cancello)

ANNA   (da fuori scena) Susy, vado a vedere io. (entra in scena e va al davanzale, si sporge) Entra.

(Giorgio entra in scena)

ANNA   (sorpresa e preoccupata) Cosa fai qui?

GIORGIO    E me lo domandi? Da quando è tornato Carlo non ci siamo più visti.

ANNA          Ci mancherebbe altro…

GIORGIO              Come? Ciò che c’è stato fra noi due non conta niente per te?

ANNA          E’ un momento della mia vita che vorrei cancellare.

GIORGIO    Non ti rendi conto di quello che dici?

ANNA          E tu non ti rendi conto che mio marito potrebbe venire da un momento all’altro?

GIORGIO     Questo no. Gli ho chiesto se, per favore, andava a risolvere una questione in città. Per cui possiamo stare tranquilli.

ANNA         Magari tu, forse. Io no.

GIORGIO    Volevo essere sicuro di vederti in tranquillità.

ANNA          Geloso com’è, ti rendi conto se comparisse da un momento all’altro?

GIOGIO       Non pensi che riuscirei a trovare una scusa qualunque? In fin dei conti siamo colleghi.

ANNA         E allora l’ufficio cosa ci sta a fare?

GIORGIO    Durante l’assenza di Carlo ci siamo visti ogni giorno, e non mi è sembrato che ti dispiacesse tanto.

ANNA         Certo che mi ha fatto piacere. Ma quelli sono stati giorni in cui la mia fantasia mi ha illuso di ritornare ai bei giorni della gioventù.

GIORGIO     Quella sera che son venuto qui, mentre tua cognata era assente, e che proprio tu mi avevi invitato, non ti ricorda nulla?

ANNA          Per piacere!

GIORGIO    Io voglio continuare a vederti… Ti rendi conto che quei giorni sono stati i più belli della mia vita?

ANNA          Ed invece per me i più illusi. Sì, è stata un’illusione piacevole e se vogliamo una specie di punizione alla gelosia di mio marito che, per dire la verità, stava diventando assillante.

GIORGIO    Se i nostri incontri avevano il solo scopo di punire la gelosia di tuo marito, ammetterai che il mio orgoglio di amante è fortemente deluso.

ANNA         Ti prego di non usare la parola “ amante” perché mi sembra eccessiva.

GIORGIO   Una persona che ti ama come la potresti definire?

ANNA         Dalle nostre parti quella parola ha un significato ben diverso.

GIORGIO    Certo che non ha il significato che Giulietta gli attribuiva.

ANNA          Giusto. C’hai preso bene. Proprio in quei giorni io mi sono sentita, mi sono illusa, di vivere con i dolci sentimenti  della bella veronese. Nella vita di una persona c’è sempre un momento che vuole allontanarsi dalla vita monotona per vivere giorni felici. E di quelli io ti ringrazio.

GIORGIO              Lo so che nella nostra intimità il balcone di Giulietta teneva separati i nostri corpi, ma non il nostro spirito, almeno da parte mia.

ANNA          Da parte mia è stato solo un sogno. Tu sai che i sogni all’alba scompaiono.

GIORGIO              Non certo il ricordo!

ANNA          Vediamo di analizzare obiettivamente, almeno da parte mia, il comportamento nostro in quei giorni. Lo ammetto. Mi sono fatta prendere dall’entusiasmo di vivere, anche se per pochi: giorni  felici. Giorni nei quali, lo confesso la mia fantasia   ha spaziato nell’etere più fantastico.

GIORGIO       In quell’etere hai trascinato anche me.

ANNA         Ma il vero motivo, il motivo reale è che volevo punire la gelosia di mio marito. Una gelosia assillante, illogica. Io mi chiedo: se una persona è gelosa; lo è perché teme che sia  discutibile un amore sincero? o è  perché viene messo in dubbio l’ egoistico possesso di un persona.

GIORGIO              Per quel che ne so, io essendo uomo, ritengo che  sia il timore di offendere il proprio egoismo. Se una donna veramente  ti ama non mette in dubbio la tua fedeltà.

ANNA          E ciò vale anche per noi donne a proposito dei mariti.

GIORGIO     Tuo marito ha messo in dubbio la tua fedeltà? Bene. Una certa punizione la deve pur avere.

ANNA          Mi sembra di avergliela data.

GIORGIO     Così tutto il nostro amore si riduce ad una vendetta.

ANNA         Infatti.

GIORGIO     Se tuo marito venisse a sapere di essere stato tradito, in un certo senso, proverebbe una certa soddisfazione nel constatare di avere avuto ragione. Appagherebbe la sua presunzione.

ANNA          Bravo.  Va glielo a dire così proverà quella soddisfazione.

GIORGIO    Si: fai dello spirito.

ANNA         Ti dirò che, in un certo senso, mi sento meglio. Il fatto di aver punito mio marito per la sua gelosia  attutisce di molto la mia scappatella.

GIORGIO    Ti prego di non chiamarla “scappatella”. Isentimenti nostri, in quei giorni, mi sono sembrati piuttosto veritieri.

ANNA         Ma non hai ancora capito che io amo ancora mio marito? E che se gli ho segnata la fronte un pochino è stata una semplice punizione alla sua vanità?

GIORGIO     Ti rendi conto che ti sei servita di me? Credi proprio che io non abbia un pochino d’orgoglio?

ANNA         Lui ha dubitato della mia fiducia ed io l’ho punito.

GIORGIO    Mi sento uno straccio. Ti sei servita semplicemente di me.  Mi hai illuso profondamente.

ANNA          Tu sei scapolo. Non devi rendere conto a nessuno. Per te io sono stata una avventura. Non ti ricordi il primo giorno che ci siamo incontrati, là sull’angolo di casa mia, come ti si è illuminato il viso, per la netta speranza di sedurmi?

GIORGIO    …E come mi è stato facile farlo?

ANNA          In quel momento non eri tu a sedurmi, ma il mio illudente sogno. (cambiando tono)  (pausa) Giorgio, ti prego. Abbiamo passato veramente giorni felici, per i quali io ti sono infinitamente grata. Tu nel mio cuore rimarrai come un dolce ricordo.

GIORGIO     Quando ci capiterà di incontrarci come pensi che sarà il mio stato d’animo?

ANNA          Pensi che anch’io rimarrò indifferente?

GIORGIO   (deciso) Va bene. Chiudiamo la parentesi su quel lembo di vita che abbiamo avuto insieme. Mettiamola in ridere, se a ridere riusciamo. Diciamo che abbiamo accontentato tuo marito nella certezza della sua gelosia. Chissà che non ce ne sia grato!

SCENA UNDICESIMA: Anna, Giorgio, Susy.

ANNA   Mi sa che dovrò farmi perdonare!

SUSY     (entrando e sentendo l’ultima battuta di Anna) Ecco un’altra che deve farsi perdonare.

(vedendo Giorgio) Oh Giorgio. E’ lei.? Pensavo che fosse tornato mio fratello.

GIORGIO  Suo fratello è in città. Penso che fra un po’ dovrebbe essere qui.

ANNA       Chi è che deve farsi perdonare?

SUSY         Ah, niente. Ero in cucina che guardavo  la televisione, che stava facendo la cronaca di della manifestazione dello “ Orgoglio Gay”.

GIORGIO           E cosa c’era di straordinario da farsi perdonare?

SUSY         Mi da fastidio il modo come si presentano.

GIORGIO           Come si presentano i gay?

ANNA       Se ne fanno un vanto. Sono truccati che sembrano pagliacci. Si abbracciano e fanno certe moine che proprio danno fastidio.

GIORGIO  E’ la loro festa, sanno di essere ripresi dalla televisione, e ne approfittano per fare spettacolo.      Magari lo fanno anche per aumentare il gruppo.

ANNA       (a Giorgio) E lei come fa a saperlo?

GIORGIO Non è una novità. Non è la prima manifestazione che fanno.

ANNA        Certo che se si comportano così non è che si facciano un gran onore…

SUSY         Appunto.

GIORGIO           Loro credono di essere nel giusto. Per dire la verità, sembra quasi che l’etero sia un genere ormai sorpassato.

ANNA       Infatti, nelle manifestazioni si sentiranno orgogliosi. .

GIORGIO Mi è capitato di entrare in un bar dove si svolgeva una loro festa e notando come loro si comportavano, con tanto entusiasmo, diciamo pure amore, non solo mi sono sentito fuori luogo, ma addirittura a disagio. Mi sentivo fuori luogo..

SUSY         Se una persona, purtroppo,  è nata dalla parte sbagliata non deve farsene un vanto. E’ un difetto che deve tenere per sé.

GIORGIO Se  questa persona sente quei particolari impulsi non sempre riesce a trattenersi.

SUSY         Infatti, non lo deve fare. Per lei è una cosa normale innamorarsi dello stesso sesso. Per lei quella attrazione è pari a quella delle persone normali. Ma no deve  farsene un vanto.

GIORGIO           Io credo che queste persone vadano comprese ed aiutate. Specie se sono brave persone che amano la propria famiglia.

SUSY        E’ una sofferenza doversi contenere… Non poter esprimere i propri sentimenti liberamente…

(suona il campanello del cancello)

SUSY        (va al davanzale, si sporge) Siamo qui, entra. ( a Anna) E’ la tua amica Emma.

SCENA DODICESIMA: Susy, Anna, Giorgio, Emma.

EMMA       (entrando, stupita nel vedere Giorgio) Oh, che bella compagnia! (rivolta a Anna) Come mai c’è anche l’amico di tuo marito?

GIORGIO ( a  Emma) Io sono in attesa del mio collega. ( si alza)

EMMA       Ah!

ANNA       Mi fa piacere che tu sia venuta.

EMMA       Dopo la tua telefonata ho sbrigato un po’ di cose e poi sono qui.

SUSY         Visto che è l’ora del caffè, se vi fa piacere vano in cucina a farlo.

EMMA       Direi che  è una buona idea. Siamo fra amici per cui non vale fare complimenti. ( si siede)

GIORGIO           Veramente io dovrei andare.

EMMA       Ci faccia compagnia almeno per il tempo del caffè.

ANNA      Certo che ci fa piacere. Ma il signore, immagino che abbia i suoi impegni. Non è come noi        che del tempo ne abbiamo anche troppo per spettegolare.

GIORGIO Detto da una signora il verbo “ spettegolare “fa un certo effetto.

EMMA      E’ già, perché e vero.

GIORGIO Va bene rimango, Tanto più che sono in compagnia di gentili signore. ( si siede)

SUSY        Vado. (esce)

EMMA      Giusto per spettegolare di cosa stavate parlando?

ANNA      L’argomento era” l’orgoglio gay.”

EMMA      Interessate. E come mai quell’argomento?

GIORGIO Alla signorina Susy il fatto che quei tali se ne facciano un vanto da fastidio.

ANNA      Tanto più che per mia cognata quello è un tasto che non ama toccare.

EMMA      E della sua amica non se ne sa niente?

ANNA      Mi sembra che vadano piuttosto d’accordo. Nei giorni scorsi è uscita piuttosto spesso: Ciò che non faceva in passato.

GIORGIO E’ indubbio che Susy sia una signorina assai a modo. Mi piace tanto.

EMMA      (intendendo di rimanere sola con Giorgio) Infatti ne stiamo approfittando. Andrei a darle una mano. Ma forse se via tu Anna, si trova a maggior agio.

ANNA      ( intuendo )Tu dici? Vado. (esce)

SCENA TREDICESIMA: Emma, Giorgio.

EMMA      Anna è una cara amica. Ci conosciamo, direi da sempre. Quando si è sposata non l’ho accompagnata io all’altare perché sono una donna, ma poco ci mancava. Fra le molte coppie che conosco, la  loro è  quella che si è  sempre mantenuta fedele.

GIORGIO E ai nostri tempi è già un’eccezione. Però, è anche vero che il mio collega è molto innamorato di sua moglie.

EMMA      Per certi versi anche troppo!

GIORGIO Direi che anche la signora non è da meno.

EMMA      Lo può dire. Direi che per la mia amica questo è un periodo piuttosto nero.

GIORGIO Come mai?

EMMA      Non è una novità che Carlo sia assillato dal morbo  della gelosia. Questo difetto procura alla mia amica grandi  disagi.

GIORGIO Lo credo bene.

EMMA      La stessa   indole  porta Anna a fantasticare spesso in presenza del marito, il quale non sempre la comprende ma molto spesso interpreta il suo comportamento come se rivolgesse il proprio pensiero su altri uomini.

GIORGIO …E stante il difetto per Giorgio è consequenziale.

EMMA      La mia amica vorrebbe navigare in un clima più sereno. A volte tramuta l’amore di suo marito in un assillante quanto egoistico eccessivo dominio.

GIORGIO Lo credo bene, e mi sembra pure di capirla.

EMMA      Anna sente il bisogno di un amore più sincero e temo che la sua fantasia la porti a cercare altrove. E ciò mi spaventa.

GIORGIO Chi fra le onde del mare teme per la sua vita, al giungere di un salvagente gli si aggrappa come ancora di salvezza.

EMMA      E quel che temo è;che chi glielo lancia ne voglia poi approfittare. E per lui, stante il disagio della naufraga, è quasi una conquista assicurata.

GIORGIO E’ pur vero che la sua saggezza dovrebbe aiutarla.

EMMA      E’ proprio il ragionamento  che può portare la mia amica a  calmare i suoi incubi con una vendetta. Una vendetta che certo non può portare nulla di buono.

GIORGIO Se la sua amica si serve del salvagente per punire il marito, non mi sembra che possa appagare il suo desiderio di vivere alcuni momenti di serena felicità. Per chi le lancia il salvagente sarebbe uno sconforto  per i suoi sentimenti che non è detto non siano sinceri.

EMMA      Durante l’assenza di Carlo in questi giorni Anna rimaneva fuori casa per ore. Non mi è stato difficile appurarlo, poiché spesso lei non  rispondeva al telefono. Susy stessa, d'altronde, me lo confermava.

GIORGIO Visto che non c’era il marito a tenerle compagnia avrà passato ore con le sue amiche. Non penso che lei sia l’unica amica.

EMMA      (con rimprovero) La prego Giorgio! Una persona con chi si confida sinceramente?

GIORGIO E’ ovvia che lo fa con l’amico.

EMMA      Appunto. Anna si è confidata con me. E non già per dirmi dove è stata e con chi è stata, ma sopratutto per chiedermi consigli. Perché nello stato in cui si trova non è facile per lei ragionare obbiettivamente.

GIORGIO Credo proprio che sia una fortuna per Anna avere un’amica come lei.

EMMA      Temo che con quella persona sia nata una relazione seria e ciò mi spaventa molto. Ancor più perché conoscendo a fondo la mia amica, quando si affezione ad una persona confida a lei tutta la sua intimità.

GIORGIO Non credo proprio che la sua amica sia caduta inconsciamente nel baratro della superficialità. Mi spiego meglio. Anna effettivamente in un primo momento si è lasciata andare al più affascinante impulso dell’amore. Ne ha provata gioia. Una gioia che è riuscita a trasmettere, direi proprio con facilità,  pure a lui. Ma la sua intelligenza, ahimè, la portata sulla via della saggezza. Il pensiero di allontanarsi da suo marito che lei sinceramente ama, l’ha portata a considerare quella sua scappatella come una punizione al  marito. Così ha potuto calmare la sua angoscia per quel suo piccolo tradimento.

EMMA      Credo che lei mi stia dando una gioia!

GIORGIO Appunto. Quello è un ricordo che si sta già allontanando!

EMMA      Ma che avvicina a me tanta contentezza!  

SCENA QUATTORDICESIMA: Giorgio, Emma, Anna, Susy.

(Susy entra in scena con il cabaret dei caffè, che dispone sul tavolino. Anna entra dopo di lei. Emma come vede Anna va ad abbracciarla. Anna con il solo gesto le chiede come mai… ha un dubbio, guarda Giorgio, il quale alzandosi  con la sola espressione dice che ha sistemato tutto. Anna  si rasserena. )

ANNA      ( a Emma) Come mai mi abbracci?

EMMA      Sono tanto felice!

SUSY        (spiritosa)Ecco serviti lor signori.

(tutti si siedono)

EMMA      ( rivolta ad Anna e Susy, sorridendo) Come mai avete tardato tanto?  Avete dovuto macinarlo?

 ANNA     Ci siamo messe a parlare e l’argomento è sembrato così interessante che ci siamo attardate.

GIORGIO Faccio il curioso. Quale sarebbe quel motivo?

SUSY        Non è una novità: il divorzio!

EMMA      Non è certo una  novità. Sembra che lo mettano negli annali del vivere comune del nostro secolo.

ANNA      Susy dice che è contraria. Se due si sposano, e si accorgono di aver sbagliato peggio per loro. I figli non ne debbono soffrire.

SUSY        Anna dice che se due persone non vanno più d’accordo è giusto che si dividano. Non è giusto che debbano soffrire per una vita intera. Gli stessi figli non ne beneficiano certo delle loro probabili continue liti.

EMMA      (a Anna) Proprio tu lo dici? ( stupita) Mah!

GIORGIO Questo è l’andazzo del vivere comune. Ai tempi dei nostri padri ciò non succedeva.

EMMA      ( lo ferma) Piano. Forse questo capitava nel  basso ceto. Non mi sembra che nelle alte sfere il divorzio sia  così condannato.

ANNA      E’ vero. La “ Sacra Rota” cosa ci sta a fare?

EMMA      Loro la scusa la sanno andare a trovare, con addirittura la benedizione superiore.

GIORGIO Al giorno d’oggi le cose sono cambiate di molto. Un tempo le mogli, non avendo un lavoro proprio, dipendevano dal marito, e schive  in casa.

EMMA      Piano. La mia mamma, per esempio andava a lavorare. Vada a vedere le fotografie del “Placato Oro” vedrà quante donne ci lavoravano.

GIORGIO Sì, Ma solo per poter mantenere la famiglia che aveva tanti figli. Vi ricordate Mussolini che premiava le famiglie numerose?. Lui voleva gli ottomilioni di baionette.   Ma lasciamo stare.

SUSY        Dato il loro lavoro, ora le donne possono essere indipendenti… e non sopportano più di essere sottomesse. Le donne non sono più schiave.

ANNA      E’ vero. Infatti, ora portiamo tutte i calzoni.

GIORGIO ( spiritoso) In un certo senso ci rimettete. Non potete più  far vedere le vostre belle gambe.

EMMA      Perché in spiaggia ci andiamo in tuta?

GIORGIO Sarà meglio  che io taccia. Combattere contro tre signore mi sembra una battaglia impari. Anzi è meglio che tolga il disturbo.

SUSY        ( guardando Giorgio) Perché non rimane. Non ha detto prima che mio fratello dovrebbe essere già qui? Se dovete parlare dei vostri affari c’è sempre lo studio.

SCENA QUIDICESIMA: tutti. (Susy poi esce)

CARLO    (da fuori) Ragazze, vedo che c’è la macchina di Giorgio, è lì?

GIORGIO (va al davanzale, si sporge) Sono qui con le tue donne.

(pausa)

CARLO    ( entrando,dubbioso) Come mai sei qui?

GIORGIO Ho pensato che ti saresti fermato a casa. Infatti, c’ho preso.

CARLO    ( dubbioso) E’ solo questo il motivo?

GIORGIO  Certo.

SUSY        ( raccogliendo le tazzine del caffè) Io vado in cucina.

GIORGIO Le hai fatte quelle commissioni che ti avevo pregato di fare?

CARLO    Certo. Mi sembrate in un simposio. E qual è l’argomento?

ANNA      Si discuteva sul divorzio.

CARLO    Bene. E proprio’ un argomento che può interessare.

EMMA      Perché, poi?

CARLO    Dicevo… Tornando a casa mi sono imbattuto in un mio amico. (rivolto ad Anna) Anzi, mi ha pregato di salutarti. Dice che ci ha visti stando in macchina, nei giorni  scorsi.

ANNA      Sarà un po’ difficile visto che tu eri a Milano.

CARLO    Infatti. Perciò mi chiedo con chi potevi essere.

ANNA      Non te lo so dire. Forse qualcuno che mi avrà chiesto qualche indicazione.

CARLO    No, anzi. Ha avuto l’impressione che ci fosse una gran confidenza fra voi due,  ecco perché ha creduto che quello fossi io. Tanto più che era un’ora insolita per le compere.

EMMA      Con un colpo d’occhio ne ha vite delle cose quel tuo amico.

CARLO    ( alla moglie) Mi meraviglio che tu non lo possa ricordare.

ANNA      ( guardando Giorgio, ma rivolta al marito) Non te lo so proprio dire.

CARLO    Di una persona che ti sta accanto con un fare confidenziale non puoi non ricordarlo. (dubbioso) A meno che tu non lo voglia ricordare di proposito.

EMMA      Oddio! ( a Anna) La fantasia di tuo marito comincia a correre.

CARLO    ( a Anna) Faremmo prima se tu me lo dicessi.

GIORGIO ( rivolto a Carlo) Non ti sembra di essere un po’ assillante?

CARLO    Senti chi parla?!

EMMA      Cosa c’entra poi Giorgio?

CARLO    Se non lo sa lui non può saperlo nessun altro.

ANNA      (verso il marito) Ma che discorsi fai?

GIORGIO Cara signora Anna: meglio di me non può saperlo nessuno poiché suo marito prima di partire per Milano, mi ha dato l’incarico di sorvegliarla anzi dirò meglio; di pedinarla.

ANNA      (rivolta al marito) E tu hai fatto una cosa simile?

EMMA      (rivolta ad Anna) E tu ti meravigli?

CARLO    (a Emma) Tu Emma fammi il piacere di non immischiarti.

EMMA      Se credi che io taccia ti sei già sbagliato.

CARLO    Dopo tutto ciò che è successo a proposito del davanzale di quella notte, come potevi pensare che io non ne avrei tratte le conclusioni? Dovevo partire per Milano, potevo partire con quel rospo che avevo nello stomaco?

ANNA      Ti armavi di fucile e mi facevi la guardia standotene a casa.

CARLO    Non mi sembra il momento di fare dello spirito.

EMMA      Anche se  non sarebbe a sproposito.

GIORGIO (a Carlo con deciso rimprovero)  Non ti rendi conto che chiedendomi quel favore, che definirei abbietto, hai offeso la mia dignità? Se ho accettato quell’ignominioso incarico l’ ho fatto perché mi sei sembrato fuori di testa e temevo che tu potessi fare qualche sciocchezza.

CARLO    Metti che poco ci mancava.

ANNA      Ti rendi conto come mi stai offendendo?

EMMA      Cosa ti puoi aspettare da uno che è tormentato dalla gelosia.

GIORGIO L’indomani pensando all’incarico che mi hai dato ed alla gelosia che ne è la causa, proprio per calmare il mio orgoglio offeso ho tramutato il tutto in una vendetta.

ANNA      (offesa) In una vendetta?

GIORGIO Mi son chiesto: se una persona   è gelosa l’unica cosa da fare è dargliene motivo. Perlomeno calmerà la sua presunzione di marito padrone. ( rivolto a Anna con amore) Lei Anna no solo per la sua bellezza, ma per il suo dolce carattere mi ha affascinato fin dal primo giorno che l’ho conosciuta. Essendo moglie del mio collega ma soprattutto del mio amico…

CARLO    Questa poi…

GIORGIO … Ho sempre trattenuto i miei desideri di conoscerla meglio.

CARLO    ( sprezzante) Hai sentito l’amico?

GIORGIO …Dovendola seguire cosa c’era di meglio che affiancarmi. E le assicuro Anna che l’ho fatto con un gran piacere, magari anche con un po’ di vergogna per l’atto non proprio nobile.

ANNA      In quei giorni, non so perché, ma sentivo un gran desiderio di evadere, di vivere momenti felici, di essere avvolta da tenero affetto.

EMMA      (rivolta ad Anna) Se tu credi  che gli uomini ti possano comprendere ti sbagli di grosso.

GIORGIO (a Emma) Io l’ho compresa.. Emma…

ANNA      Infatti, le dolci parole, l’amabile corteggiamento  di Giorgio mi ha affascinato.

CARLO    (esplodendo) Io scoppio.

GIORGIO (a Aldo) Calmati amico mio! Tua moglie ed io, ti assicuriamo:  non siamo andati oltre  le semplici espressioni di stima reciproca.

ANNA      ( al marito) Te lo assicuro. 

GIORGIO Se pur rimanendo nei limiti di dolci espressioni d’amore. Ci sentivamo in colpa.

ANNA      E’ vero ci siamo sentiti  in colpa. Io soprattutto, perché tua moglie ti ama, ma è stata offesa dalla tua eccessiva gelosia, per cui ha assolto il suo errore attribuendolo ad una semplice vendetta quei giorni. Quei giorni, lasciatemelo dire, di un illuso ritorno alla felice gioventù.

GIORGIO ( a Carlo)   Amico mio: dona ad  Anna giorni felici. A tua moglie che, ti assicuro, ti ama. Perdona anche me se sono andato oltre, ma anche per me sono stati giorni felici.  E vedi di fare uno sforzo nel buttare nelle ortiche quella tua gelosia.

CARLO    ( appagato) Se debbo dirvi la sincera verità, non è ciò che mi avete confidato ma come me lo avete detto. E’ nelle vostre espressioni del viso che ho colto la sincerità. Vi assicuro che, su una  scialuppa dell’amore  sto navigando su un mare piatto.

( Anna va ad abbracciare il marito, Giorgio fa un grosso sospiro, Emma va verso la ribalta, entra Susy)

SUSY        Anch’io avrei una notizia da comunicarvi : vado in cittàa vivere con la mia amica.

EMMA      Pensando a tutti i fatti che ci sono successi, direi quasi che sembra una commedia a lieto fine. E poiché una commedia è valida se ha una morale; se spinge lo spettatore a farci un pensierino, direi che la morale della faccenda sia:

OGNUNO DI NOI E’ STATO PAGATO CON LA SUA GIUSTA MONETA.

ANDIAMO IN PACE!

Casalmaggiore, lì 6 dicembre 2011, ore 18,50 sereno.

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