La iettatura

LA IETTATURA

LA IETTATURA

(A JITTATURA)

commedia brillante in tre atti di Rocco Chinnici

Personaggi

Peppe capo famiglia

Turuzza moglie

Carmelo compare

Minica comare

Concetta dirigente sindacale

Gna maruzza jiettatrice

Padre Ioacchino parroco del paese

Dottore

Carabinieri

Ragazzo fioraio

A T T O P R I M O

(scena: camera di soggiorno composta da misere cose)

PEPPE

(entra lamentandosi a cantilena mentre la moglie stira cantando un motivetto e si siede di peso su di una sedia) Aih! Aih! Aih! Aih! Porco di un demonio che mi sento stanco! Cos stanco come se avessi le ossa rotte! Aih! Aih!

TURUZZA

(Intenta ad apparecchiare la tavola, ironizza) Stanco! Stanco! Di cosa? Meno male che stai levandoti ora dal letto!

PEPPE

Meno male? Prima dovevo levarmi! Cosa ne sai te! Che sonno, che sonno, Turuzza!

TURUZZA

D, non vorresti darmi ad intendere che ora anche il sonno ti stanca?

PEPPE

No, no cara Turuzza! Non stato il sonno a stancarmi, ma ci che facevo durante il sonno! (tirandosi la camicia dalpetto come se fosse appiccicata) Toh, guarda! E che cos, neanche dormire si pu pi!?

TURUZZA

Insomma, si puo' sapere cosa hai sognato, per levarti cos strapazzato?

PEPPE

Ancora la schiena mi fa male; e le braccia le ho tutte rotte! Che nottata di zappare mi son fatto! Ma..., dimmi una cosa, tu niente hai sentito?

TURUZZA

Io? Che cosa dovevo sentire?

PEPPE

A don Arcangelo, il padrone della tenuta; comu gridava: "zappa Peppe! Zappa!" Ed io, per paura di essere licenziato, zappavo come un pazzo! Zappa Peppe! Zappa!

TURUZZA

Tu! Hai avuto paura di essere licenziato? Ma quando mai hai lavorato in vita tua? Mai!

PEPPE

Questo perch non sogni mai quello che sogno io; e allora si che vorrei vedere quello che faresti tu, dopo una nottata come questa!

TURUZZA

A dire il vero questultima ti mancava, il sonno! Peppe, ma lo vuoi capire che nella vita si deve pure lavorare?

PEPPE

Ancora? Ma guarda te! Le sto appena finendo di dire che mi sento tutto rotto e indolenzito per il lavoro, e lei: (ironico) "Peppe, nella vita si deve pure lavorare".

TURUZZA

Dio, guardatelo!Va bh, va bh ho capito! Non c pi sordo di chi non vuol sentire. (Si avvia aprendere i piatti e la pentola). Almeno vienimi ad aiutare a prendere i piatti, la pentola, i bicchieri, le posate

PEPPE

(Solo in scena) Oh! Oh! Oooh! Quante cose che si devono prendere! Ma come, le sto finendo di dire che non ce la faccio a muovermi e lei: i piatti, i biccheri, la pentola, le posate... (cammina per la stanza nervosamente, lamentandosi dei dolori; fischia muovendo le mani come per stare a significare che non gliene interessa niente) E che cos!

Turuzza

(Entra cercando di tenere tutte quelle cose; la pentola scotta) Peppe, Peppe! Aih! Aih! Sto bruciandomi! Il bicchiere, il bicchiere sta cadendomi! Corri, su!

PEPPE

(Muovendosi lentamente si tocca sempre la schiena indolenzita e, senza aiutarla per niente, le indica la tavola) Dico io, chi telo fa fare prendere tutte cose in una sola volta?

TURUZZA

Aih! Aih! Aih! Su, aiutami, aiutami! Aih! Il dito! Il dito!

PEPPE

(Senza scomporsi) E avanti, su, poggia qua! Posali sul tavolo!

TURUZZA

(Posa le cose e si guarda il dito mezzo bruciato) Aih! Tu guarda, che bolla mi si gonfiata!

PEPPE

(indifferente alle lamentele della moglie, alza il coperchio della pentola e annusa) Che odorino!

CARMELO

Peppe! Peppe!

PEPPE

(Va a guardare dalla finestra) Oh, Madonna! Sta arrivando uno buono! Pare che fossero chiamati a proposito.

TURUZZA

Chi , Peppe?

PEPPE

Chi ? Compare Carmelo pancia grande! Eh, s grande! (Toccandosi la pancia) Pi che stanza da pranzo! La si potrebbe chiamare Salone di trattenimento ah, Turuzza senti che facciamo, prima che si rimane a digiuno, sparecchiamo, togliamo tutto dal tavolo!

TURUZZA

(Prendendo la pentola) Cos, su due piedi? Quello sta per entrare! E dove li mettiamo?

PEPPE

(Additando sotto il tavolo) Qua! La pentola la mettiamo qua; il tavolo lo lasciamo apparecchiato; saccorger dessere di disturbo e subito far la via del ritorno.

TURUZZA

Di disturbo, dici? Il compare vedendo la tavola apparecchiata si siede! Altro che disturbo! (Bussano) Accomodatevi!

CARMELO

(Uomo di grossa stazza e con un enorme pancione. E stanco) Compare! Comare Turuzza! Aih, che mi sento stanco!

PEPPE

E siamo in due!

CARMELO

In due cosa, compare?

PEPPE

No niente..., cos; parlavo a mestesso. Chi gli ha sparato ed venuto a cadere qui?

CARMELO

Dicevo, compare, questa strada che porta da voi (facendo con la mano il gesto di salita), fa sudare! Fa uscire gli occhi dalle orbite!

TURUZZA

Lei pensa di essere ancora un galletto! Corre, corre e poi, gli anni non la reggono pi; ha una faccia come se lavesse tenuta a mollo al bicarbonato, e il cuore (indicandolo) lo sente? Tump, tump, tump, tump; le batte come fosse la campana del convento dei salesiani. Adagio deve andare, adagio compare Carmelo! Se no, cos facendo al galletto, tutte le piume gli cadono.

PEPPE

E poi, quale motivo la spingeva a correre cos veloce? Correva come se lavesse morso una suocera con la rabbia. Cosa le successo? Si sieda, su.

CARMELO

(Triste) Cosa mi successo? Eh, se sapeste!

PEPPE

Non mi allarmate adesso! (Toccandogli le spalle per rincuorarlo) Ci racconti, compare, quello che le capito? Com successo? Dove stato? Chi stato? Quando avvenne?

TURUZZA

Oh madonna! Non mi faccia venire un colpo! Parli compare, che le hanno fatto lo sfratto?

CARMELO

Magari fosse stato questo! (Guarda la tavola apparecchiata) Ma, voialtri...

PEPPE

Non se ne dia peso compare, parli, su! Non ci tenga sopra le spine. E poi, noi non mangiamo da cos lungo tempo che nella pentola vi saranno sicuramente le ragnatele.

CARMELO

(Comincia a sentire il profumo della pietanza preparata e va in giro per la stanza annusando) Che odore, cumpare! Sembra quello di pasta con le sarde e i finocchietti! Mi venisse un colpo, ma questi odori, quasi, quasi mi fanno dimenticare tutti i dispiaceri di questo mondo!

PEPPE

(Meravigliato) Compare, ma allora la sua tutta una falsa, altro che dispiaceri!

CARMELU

Una farsa, lei dice? Aspetti a farmi parlare e vedrete da voi.

TURUZZA

(Spazientita) E allora parli compare! Perch, se no, i dispiaceri a noi li fa prendere.

CARMELO

(Continuando a fare il suo giro per la stanza saccorge dellodore che proviene da sotto il tavolo e lo addita) Lho trovato compare, qua ! Ecco, da dove arrivava lodore!

PEPPI

(Adirato) Senta compare Carmelo, o ci racconta perch venuto, o se ne pu andare di corsa. (Lo prende dal colletto della giacca e lo va accompagnando fuori) Via, via! Prima che incomincio a darle delle grosse pedate sul sedere, vedete un p! Io (alla moglie) la consideravo il pi fesso del paese, invece ho limpressione che lei

TURUZZA

(A Carmelo che si era gi seduto) Si sieda, compare.

CARMELO

(Sempre con la voce piena di paura e piagnucolosa) Seduto sono, comare. (A Peppe) Mai mi sarei permesso di fare questo con voi, sulo che gna Maruzza...

PEPPE

Gna maruzza... Cosa? E parli, che se la mangino i corvi!

CARMELO

La Iettatura, la jittatura mi ha fatto!

TURUZZA

La Iettatura!?

CARMELO

Si, comare! E mi disse, forte e davanti a tutti: "Carmelo pancia grande, hai solo due mesi di vita"!

PEPPE

Nervo! Certo non bello sentirsi dire cos di punto in biaco, che si ha due giorni di vita.

TURUZZA

Va la, compare! Lei crede ancora a queste fesserie?

PEPPE

Certo! Cosa dice, compare? E poi non pu essere che gna Maruzza si sia sbagliata nel fare i conti?

CARMELO

(Quasi piangendo) Fesserie, dite? Questo perch voi ceravate. (Narra laccaduto)Attraversava la strada un gattino, bello, dal pelo lucido solo miao mormor, ricordo; e quella, guardandolo con locchio malefico grid: "muori, perfida bestia!" Sembr un tuono, una macchina, come fosse chiamata apposta, e zam! Mor il gattino. Queste non sono fesserie; due giorni ho comare, due giorni! Oggi e domani.

PEPPE

Sembra di sentire un tuono a cel sereno! Certo che non vorrei trovarmi nei suoi panni.

TURUZZA

(Rassicurandolo) Ma no, compare Carmelo! Questo stato solo un caso! Certo, sembra una cosa combinata, ma pur sempre un caso. Pu anche succedere che lei muore entro sta sera (Carmelo fa le corna), e allora, perch, perch lo ha detto gna Maruzza?

PEPPE

Compare, e io! Io cosa posso fare? Se potessi, no una mano, (senza essere visto fa segno di non volergliene dare proprio mano) due gliene darei, ma...

TURUZZA

Compare Carmelo, sa che facciamo? Mi venuta unidea

PEPPE

Giochiamo a nascondino?

TURUZZA

E smettila tu !

CARMELO

Comare, cosa facciamo?

TURUZZA

Lei, quando ha detto che devrebbe morire, questa sera?

CARMELO

(Facendo ancora le corna) E torna Prete e soffia, con questa sera! Stando ai conti... (come se facesse i conti), domani, domani alle 14 e 15.

PEPPE

Stai a vedere che il padre eterno non conta pi nulla? Ora invece di dire "pensa Iddio", si deve dire "pensa la gna Maruzza?" Queste donne, caro compare, andata a finire che con questo loro continuo emanciparsi, hanno scavalcato pure i santi!

TURUZZA

Tu, stai zitto! E senti invece quanto dobbiamo fare: vai alla camera del lavoro, al baglio, e cerca di Concetta lingua lunga, quella che dirige il movimento contadino del paese, dicono che ne sa una pi del diavolo, vediamo cosa ci consiglia per nostro compare.

PEPPE

(Meravigliato) Che cosa? Io, alla camera del lavoro? Sbaglio c!

TURUZZA

E possibile mai che quando con te si parla o si pronunzia la parola "lavoro", la testa ti diventa pi dura di un mattone?

PEPPE

E ci torna col lavoro! Io, ringrazziando a Dio (baciando a terra e in cielo), e baciando le mani a Maria Santissima, bisogno di cercare lavoro non ne ho proprio; c il vaglia della disoccupazzione che mi sostiene, solo che mi vergogno a sentirmi ripetere da contadini: "Sanguisuga! Sanguisuga! Sanguisuga!"

CARMELO

A volerci pensare, compare, non hanno tanto torto; non bello vivere sulle spalle altrui.

PEPPE

Guardate questo morto vivo! Ma come, sa che sta per morire e ha questi richiami di coscienza? (Al compare) Non vorrebbe farmi credere, ora, in punto di morte, che lei contento di avere lavorato?

CARMELO

Veramente..., no, non lo so!

PEPPE

Ecco! lo vedete? Non lo sa! E io, dovrei vivere col dubbio se giusto o no di lavorare? Ma quando mai, compare! Io devo essere tranquillo, quale dubbi! A quelli che dicono, come lei, che non giusto, pasienza, questa la democrazia, rispettare lidea degli altri; e allora lasciamoli lavorare, io no!

TURUZZA

Ma guardatelo, si sente pure democratico! Tu, per conto mio, la democrazia non sai proprio dove sta di casa; tu sei solo un demo Via! Via! Via! Togliti dai piedi e vai a chiamare Concetta. Perch tu sei diventato cos presuntuoso, petulante e un broccolo, da poi che ti sei messo a frequentare onorevoli e preti, che ti hanno promesso, ti hanno promesso, e poi che cosa hanno fatto? Niente!

PEPPE

Ma tu guarda! Il tempo ci vuole!

TURUZZA

Il tempo? Il cervello ci vuole! Mi dispiace per padre Gioacchino, si diceva dessere un santo, e invece s scoperto proprio come ti dicevo io, e tu, gran pezzo di broccolo, per quelle false promesse hai dovuto fargli persino il sacrestano, e a casa non mi sai nemmeno apparecchiar la tavola! (cerca di prendere qualcosa per tirargliela e Peppe esce di corsa)

CARMELO

(Dispiaciuto per aver creato quella situazione) Sentite, io me ne vado, mi dispiace che sono venuto ad attizzare il fuoco.

TURUZZA

Nemmeno per sogno! lei, compare, resta qua! Se dovesse morire per strada non voglio portarmi appresso questo rimorso; e poi deve venir Concetta, vedr che subito le fa riprendere colore. (Bussano) Chi ? Avanti!

MINICA

(Entra piangendo Carmelo come se fosse gi morto) Comaaare! Comare Turuuuzza! Dov, dov Carmeluccio mio? (non lo vede perch sdraiato dalla parte opposta)

TURUZZA

Comare Minica, non faccia cos.

CARMELU

(Con voce fioca) Qua, qua sono, Minicuccia mia.

MINICA

(Piangendo come se il marito fosse gi morto) Carmeeelo! Carmeluccio miiio! Per morto, per morto tho pianto; sei andato via, sei scomparso senza nemmeno dire una parola. Per strada ho incontrato mastro Filippo e mi disse che stavi recandoti da compare Peppe, "comera strano!" mi disse, "lho salutato e nemmeno mi ha risposto!" Se voi sapeste, mastro Filippo.

TURUZZA

Su, comare Minica, si dia coraggio che ha da sciogliersi questo incantesimo. (Guarda dalla finestra per vedere se viene Peppi ma...) Padre Gioacchino! Questa casa sta diventando un posto di pellegrinaggio, mah, staremo a vedere come andr a finire. (guarda la tavola apparecchiata e si ricorda della pentola sotto il tavolo) Mi conviene sparecchiare un p, tanto ho capito che per oggi abbiamo da digiunare (Santa Lucia). (Bussano) Avanti! (Entra padre Gioacchino mentre lei, sotto il tavolo, sta per prendere la pentola).

P. GIOACCHINO

(Stanco, con un fazzoletto in mano che, ogni tanto, si asciuga il sudore) E permesso, signora Turuzza? Pace e bene

TURUZZA

(Fa per alzarsi tenendo con le mani lapentola e sbatte la testa sotto il tavolo) Aih! Porco mondo...

P. JACHINU

(tossisce alludendo alla parolaccia) Ma... cosa fa con la pentola sotto il tavolo?

TURUZZA

Che faccio, che faccio, niente! Abbiamo due gattini, e, ogni volta che mangiamo, ci prendiamo dalla pentola quanto basta, e ci che rimane lo lasciamo sotto il tavolo.

P. JACHINU

(Meravigliato) Con tutta la pentola?

TURUZZA

Certo!

P. JACHINU

Ma...

TURUZZA

Ma quale ma! Siamo o no, tutti figli di Dio?

P. JACHINU

(Contrariato) Che centra! Far mangiare i gatti nella pentola, questa poi! Ditemi, sono andati via Carmelo e sua moglie Minica?

TURUZZA

(Ancora abbassata, intenta a toccarsi la testa indolenzita) Sono qui, sono qui!

P. JACHINU

(Abbassandosi per guardare sotto il tavolo) Dove? Non li vedo!

TURUZZA

(Ironica) Non penser di trovarli sotto il tavolo! Sono dietro di lei!

P. JACHINU

(Minica copre il viso di Carmelo) Donna Minica, ma...

MINICA

Vivo, vivo Carmeluccio mio, certo che se si dovesse verificare quanto detto da quella donna, ne vedrete delle belle; Me la mangio a morsi questa fattucchiera! E la Jettatura gli e la faccio io, con le mie mani, a questa tappinra!

P. JACHINU

Oh! Voi non le farete niente perch lhanno arrestata un momento fa.

TUTTI

Arrestata!

MINICA

Dentro, dentro devono tenerle certe donne, invece di lasciarle fare le fattucchiere. Se lavessero tenuta in carcere, o al manicomio, ora il mio Carmeluccio non sarebbe tranquillo e spensierato? E invece guardatelo, in lenta agonia e senza che noi possiamo far niente.

TURUZZA

No, comare Minica! Non credo, il rimedio a tutto c; e lei vedr che ora (a padre jachinu) glielo dica lei padre Gioacchino!

MINICA

Che cosa, il miracolo? Quale miracolo! Non ci credo.

P. JACHINU

Cooosa! Non credete ai miracoli? Sbagliate a dire questo! Anzi, proprio in questi momenti che bisogna avere pi fede, in questi casi che potrebbero avverarsi i miracoli

MINICA

Quale miracolo e miracolo, padre Gioacchino! Il miracolo lei lo ha avuto fatto, gna Maruzza; e le giuro per quanto vero Iddio che se non lavessero messa agli arresti, il suo cuore me lo sarei mangiato vivo! Lo vede? Questo miracolo!

P. JACHINU

Che Iddio vi perdoni per questa bestemmia; proprio vero, quando si tentati dal male sincomincia a perdere la ragione. (la rincuora appogiandole la mano sulla spalla). Su, coraggio donna Minica, io pregher per lui.

MINICA

Per lui? E per lei che dovete pregare, e bene anche, perch se le vostre preghiere non vanno a finire dritto in paradiso e quella donna esce di prigione, sta volta il miracolo difficile che possa ripetersi.

TURUZZA

Mah, va facendosi notte e Peppe ancora non viene! Non gli sar successo qualcosa? (Guarda dalla finestra) Ancora nessuno appare.

P. JACHINU

Io devo andare, ho la messa che aspetta. (Si avvicina a Carmelo e gli tocca il polso) Come batte piano! Sembra quasi... no, no! Non pu essere

MINICA

(Spaventata) Cosa, non pu essere, padre Gioacchino?

P. JACHINU

Niente, niente! Io vado in chiesa; ma... non dovreste portarlo a casa?

MINICA

E che ne s! (a Turuzza) Comare Turuzza, lei dice che si strapazza? (Piangendo) Povero Carmeluccio mio!

TURUZZA

Lo lasci stare! Non vede la faccia che ha? E pallido! E poi.. (a padre Gioacchino) Peppe a momenti dovrebbe essere di ritorno, lho mandato a chiamare Concetta lingua lunga

P. JACHINU

Chi! Concetta...?

TURUZZA

Si, padre Gioacchino.

TURUZZA

Quella donna un demonio! Se non fosse per i vecchietti e i bambini, proprio non saprei a chi dirla la messa, riuscita a trascinarsi dietro uomini e donne, li ha mobilitati tutti: chi nelle cooperative, chi a dirigere comitati di quartiere, insomma tutti a far casino! (facendosi il segno della croce) Che Dio li perdoni!

TURUZZA

Padre Gioacchino, io lho sempre detto: quella donna, o va allinferno, o va in paradiso, sono sicura che anche la sopra dar filo da torcere a diavoli e santi.

P. JACHINU

Ha contaggiato anche Turuzza a quanto pare. Io vado, i miei vecchietti mi aspettano (fa con la mano il segno della croce a Carmelo). Mi far sentire, che Iddio vi benedica (esce).

TURUZZA

Ha fatto bene ad andarsene, perch qua, se arrivava Concetta, a dibattito finiva! Lei, che quando ci son tonache sembra di vedere Sar per dico che ce ne vorrebbero cento di quelle donne, basta solo pensare che ci tiene un paese in fermento.

PEPPE

(Entra stanco e come se facesse un comizio, ha in mano un giornale di sinistra) Uguaglianza unificata cari compagni, benessere uguale per tutti cari compagni; (fra se) e sino qua ci siamo, cari compagni; ma... lavoro uguale per tutti, no! Eh no! Mia cara Concetta, qua non ci siamo pi, e che cos! Sempre lavoro, sempre lavoro; non basta quanto travagliata la vita!

TURUZZA

(Meravigliata per quel monologo) Peppe! Cos successo? Ti se dato alla politica? Uguaglianza, benessere, belle parole, ma... com finita? Dove sei stato? Lhai trovata Concetta?

PEPPI

Lho trovata, lho trovata! (Descrive la scena) Era come se stesse a fare un comizio; cera il salone pieno di persone: giovani, vecchi, donne, persone anziane dovevi sentirla, mentre parlava dal baldacchino; tutti sembravano incantati, statue, si proprio cos, (assumendo la posizione) statue! E quelle parole che pronunziava, ti lasciavano di stucco. Mi sembrato, appena entrato, cara Turuzza, di trovarmi dentro una chiesa, che silenzio! E non fu solo questa la meraviglia; credimi, sono stato cos preso da tutto quel silenzio che con la mano destra cercavo la fonte dellacqua benedetta.

CARMELU

Aih! Sto morendo!

MINICA

Madonnina mia aiuta il mio Carmeluccio! (Facendosi il segno della croce e baciando la madonna)

TURUZZA

Insomma, com finita? Viene, o no?

PEPPI

Viene, viene! Domani mattina, ma viene! E non adirarti, sai! Credi forse chio sia il tuo garzone? Tu guarda un p! Non basta che ubbidisco, faccio i servizi, il digiuno e che cos?! Pure i rimproveri, ora? Eh no! Qua, con questa Jettatura, troppa confusione si sta venendo a creare. (Al compare) Mi dispiace per lei compare Carmelo, ma, meno male che questa seccatura ha da durare soltanto di tre giorni.

TURUZZA

Zitto! Che dici?

PEPPI

Che cosa dico? Niente! Solo oggi e domani dico. Voi anche vedere che non posso pi nemmeno aprir bocca dentro casa mia? E finita pure la democrazia!

F I N E P R I M O A T T O

S E C O N D O A T T O

scena seconda

Un letto con accanto dei candelabri. Minica seduta, col fazzoletto in mano, piange il marito che sembra non voler riprendersi. Turuzza passeggia nervosamente aspettando Concetta che tarda a venire)

_________

TURUZZA

Boh! Sono le dieci, e Concetta ancora non viene. Quasi anchio sto accorgendomi che per compare Carmelo oramai (facendo con le dita come per significare che sta morendo. Poi, si ricorda, guardando la stanza da letto, che Peppi dorme) E quello ancora dorme! Ma come si fa? Puru di suo compare si dimenticato, e che cos! E poi si alza dicendo magari che ha tutte le ossa rotte! Eh no! Cos non si pu continuare ad andare avanti, ora lo vado a buttare gi dal letto, perch questo, continuando a fare i suoi porci comodi ma quale lavoro! (ed esce)

CONCETTA

Permesso? Permesso, si pu? (Nessuno risponde ed entra, una giovane donna, veste indumenti che permottono di etichettarla politicamente a sinistra. Richiamata dai rumori che provengono dalla stanza da letto, non saccorge dei due, e si avvicina ad origliare alla porta).

PEPPI

(si sente Peppi cadere dal letto) Aih! Aih! Aih! Chi stato? Cos successo?

TURUZZA

Alzati, vieni qua!

PEPPE

Ah, tu sei? Un terremoto mi era sembrato, porcaccia della vacca!

TURUZZA

Lo capisci che tuo compare buttato in un fondo di letto, e aspetta che si fanno le quattordi e quindici per morire? E tu tu dormi!

PEPPI

Vero ! Lo avevo dimenticato! Pero, se tu sapessi quello che stavo sognandomi, sicuramente non mi avresti svegliato.

TURUZZA

Poverino! Cosa stavi sognandoti? Dove zappavi sta volta in montagna? Oramai li conosco tutti i tuoi sogni!

PEPPI

Quale zappare e zappare! Finalmente don Arcangelo stava consegnandomi la busta paga di tutte le giornate di lavoro che avevo fatte; e tu mi hai dovuto svegliare. Lavevo detto che don Arcangelo uomo fortunato, ma veramente sino a questo punto non lo credevo. Lo capisci? Mi hai fatto saltare la busta paga! Ora, quando lo ripesco a don Arcangelo?

TURUZZA

Cammina, cammina! Sei una falsa, sei!

PEPPI

(Entra in scena continando a parlare tra se e se mentre si aggiusta i pantaloni) Porcaccia della vacca, stavo prendendo la busta paga (si accorge di Concetta) Lei! Quando arrivata?

CONCETTA

Ora, proprio in questo momento, giusto il tempo di sentire dire: "busta paga" , ma finalmente hai trovato lavoro?

PEPPI

Si, veramente io...

TURUZZA

(Entrando) Oh, signorina Concetta! Proprio a lei stavo giusto pensando a mio marito lo lasci perdere; lavora, egli dice, da don Arcangelo, il possidente terriero, a zappare!

CONCETTA

E va bene, ma che importanza pu avere se zappa! Un lavoro vale laltro, basterebbe solo sapersi organizzare, ora la tecnologia sta motorizzando tutti e fra poco non zapper pi nessuno.

TURUZZA

(A Peppe) Lo vedi? Sei fortunato anche qui! Quantomeno non sentir pi dire che ti senti la schiena rotta per questo tuo continuo zappare.

PEPPI

(Contento, strofina le mani; fa come se avesse davanti un trattore vero, vi sale sopra, laccende e...) Ooom! Ooom! Minchione che fumata! Toglietevi, toglietevi di dietro che vi riempite di fumo! Ooom! (Le due si guardano meravigliate) Sapetecosa mi sento sopra questo trattore? Un Papa!

CONCETTA

Bh, un papa! Vedo che hai preso ben volentieri il lavoro dei campi, bravo, bravo!

TURUZZA

(A Peppi ancora intento a fantasticare sultrattore) Su, ora scendi da cavallo, non ti bastato? (A Concetta) Chi non lo conosce lo compra caro, ma chi lo conosce, sicuramente tirer nel prezzo! Allora, signorina Concetta, lei lo sa il motivo per il quale lho mandata a chiamare?

CONCETTA

Si, Peppe mi accenn qualcosa, ma... dove sta quello che dovrebbe morire?

TURUZZA

La, guardatelo! Sembra vivo, e sua moglie quasi le muore appresso. Boh! Vedete che gran guaio che s venuto a creare con questa iettatura!

CONCETTA

(Meravigliata) Oh, cristo! Dico io, si pu arrivare a questo?

TURUZZA

Cos successo?

CONCETTA

E assurdo che la mente umana riesca a concepire queste fesserie, questa si chiama superstizione, o meglio definita, in termini dialettali "ignoranza cieca"! Ma come si pu!

PEPPI

Si pu, si pu

TURUZZA

Tu stai zitto e ascolta! E allora che c, cosa si pu fare?

CONCETTA

Ci sarebbe da prendere un legno, ma un buon legno, o meglio ancora prendere un bastone con i nodi ed incominciare a dare colpi da veri cristiani, di sotto e di sopra, non solo a lui, ma anche alla moglie, che fra laltro sta pure dormendo. Su, Peppe, buttalo gi! Senza delicatezza, e sveglia quella donna che dorme. Per questo, quindi, sono venuta? E pensare che ho lasciato una riunione molto importante con dei giovani. Su, Peppe dai!

PEPPI

(Avvicinandosi al letto lentamente) Posso?

CONCETTA

Certo che puoi!

PEPPI

Ma... lo posso fare saltare in aria?

CONCETTA

Si, si dai!

PEPPI

(Ha unidea) Anzi, cosa ne pensa se... (parlandole allorecchio)

CONCETTA

No, lascia stare! Non giusto, sarebbe come prendersi gioco di loro.

PEPPI

Perch essi, nella loro ignoranza, non si stanno prendendo gioco di me? Lei certamente non pu saperlo, ma io le dico che dopo tutto questo, io, da ieri che non mangio; sto quasi abituandomi al digiuno.

CONCETTA

Ma loro non vogliono prendersi gioco di te, solo che, nella loro ignoranza, credono ciecamente a quanto gli stato detto da gna Maruzza

PEPPI

Peggio per loro!

CONCETTA

No, lascia stare

TURUZZA

(Non capisce) Insomma, si pu sapere cosa avete in mente di fare?

CONCETTA

No niente, dice se..., ma s, forse meglio, gli servir da lezione. (a Turuzza) Noi ci mettiamo di l (escono)

PEPPI

Bene, lasci fare a me, voialtri chiudetevi la porta, che se non muore per un verso lo faccio crepare per laltro. Devo fargli prendere un cacazzo! (A Carmelo) Aspettami bello! (Esce, rientra con un lenzuolo addosso, la falce della morte in mano; spegne la luce e, rimanendo in penombra, fa la voce come se venisse dellaldil) Carmeeelo! Carmeeelo! (Carmelo non sente, e grida secco) Carmelo!!!

CARMELO

(Si solleva dal letto spaventato, mentre Minica dorme) Chi ? Chi siete?

PEPPI

Come, chi sono! Lo hai dimenticato? Io sono, la morte! Mi hanno comandato dallalto per venirti a prendere

CARMELU

Ma io... Gi le quattordici e quindici sono? Io avevo ancora cose da sistemare su questa terra, non possiamo...

PEPPI

(Rimproverandolo) Come osi parlare cos alla morte?

CARMELU

(spaventatissimo) Ma io... veramenti... non capisca male la prego; io volevo solo...

PEPPI

Che volevi e volevi! Tutti cos quando state per morire!

CARMELU

Veramente avevo messo da parte, di nascosto a mia moglie, un po di soldi e li volevo donare alla chiesa.

PEPPI

Ecco! Questa la mentalit di voi miseri mortali, mettere sempre da parte e poi, quando troppo tardi, con la scusa di donare, volete comprarvi un posto in paradiso, e no! Il bene si fa quando si vivi, non ora che si a due passi dalla morte.

CARMELO

(Piangendo) Lho capito, lho capito! Come potevo pensare ad una morte cos, allimprovviso?

PEPPI

Come osi? Non lo sapevi! dobbiamo forse... fallo bandizzare? "Chi fratello degli esseri viventi, si ricordasse che domani fratello morto, e chi dimentica pagher la multa". Ecco, proprio cos; intanto, tu, lo hai dimenticato, quindi la multa!

CARMELU

E va bene, va bene, mi dica quanto la multa che voglio pagarla.

PEPPI

Pagare? Quale pagare! Pensi forse di trovarti al mercatino? Sbagli! Nel nostro mondo n si vende, n si compra

CARMELU

Ma io...

PEPPI

Silenzio! PerVisto che sono venuto in terra per portarti con me, posso solo farti il favore di fare recapitare ituoi soldi alla chiesa, se questo il tuo ultimo desiderio

CARMELU

Si, si! Dovete metterli, appena entrate nella chiesa grande, dentro la cassetta sotto ai piedi di santo Arcangelo

PEPPI

Ah, no! Questo no! A santo Arcangelo no, no no!

CARMELU

Come! Prima mi dice si, e ora La prego, il mio ultimo desiderio.

PEPPI

Non possiamo fare unaltro santo? Magari san Giuseppe!

CARMELU

No, la prego, quello il mio santo protettore.

PEPPI

E va bene, va bene; dimmi, i soldi, dove li tieni?

CARMELU

Tenga (dandogli una piccola chiave che teneva custodita al collo in una collanina), apra con questa il cassetto del comodino al capezzale del mio letto, e li che tengo i miei risparmi. Tutti, prendeteli tutti; ordinatemi, prima di tutto, una cassa e una corona di fiori e li fa recapitare in questa casa, presto per! Gli altri che rimangono li mette nella cassetta insieme ad un biglietto con su scritto: "il fu Carmelo pancia grande, dona, come segno di penitenza, i suoi sudati risparmi ai santi". (piange)

PEPPI

Piangi? Ma no, povero mortale! Devi essere felice, devi essere contento, ora, le pene, i dolori, i mali della vita svaniscono, il riposo eterno ad attenderti. Su, preparati a morire, ripasser a prenderti (ed esce ridendo)

CARMELU

Aih! Che mi sento strano (toccandosi un po' dappertutto); come se stessi diventando un pezzo di sughero. (cerca a tentoni la moglie) Minica, Minica! Dove sei? (Rialzare la luce).

MINICA

(Svegliandosi) Qua, qua sono, Carmeluccio!

CARMELU

La morte, la morte! Dov, se ne andata?

MINICA

Quale morte? (lo tocca) Come sei accaldato!

CARMELU

Qua era, qua! Siamo rimasti che a momenti ripassa.

MINICA

Chi? Di cosa stai parlando?

CARMELU

Minicuccia, devo confidarti un segreto

MINICA

Quale?

CARMELU

Ricordi quando spesso mi chiedevi: "dove vanno a finire i nostri soldi?" Ebbene... l!

MINICA

...L? La, dove?

CARMELU

Dentro il cassetto, e la chiave

MINICA

La chiave? Ecco, perch quel cassetto non lo potuto mai aprire!

CARMELU

Lho consegnata alla morte.

MINICA

Cosa stai dicendo?

CARMELU

Ha detto di prepararmi che ora ripassa a prendermi.

MINICA

(Incomincia ad insospettirsi) Ma... dimmi, questa morte era alta, magra, o pure era bassa chi somigliava? (Entra Concetta e Turuzza)

CONCETTA

Ma cosa dice?! La morte non ha somiglianza alcuna.

MINICA

Ah, lei ? Mi ha spaventata!

CONCETTA

Il suo volto unico, il suo, il vostro la morte un lunghissimo sonno, e al suo risveglio, avvenga esso fra un anno, un giorno, un secolo, dunque, ci si ritrova a dover recitare una nuova vita, ora da donna, ora da uomo, ora da essere immondo; sta a noi, risvegliarci da colti, ignoranti, savi, ingiusti, animali, vegetali ma... (a Minica) lei! lei, che ha fatto in questa vita per meritarsi appresso un dolce risveglio?

MINICA

Io... veramente...

CONCETTA

Lo immaginavo, niente! Dunque, ora che lo incominciate a fare.

MINICA

E cosa? Cosa?

CONCETTA

Prima di tutto deve incominciare ad aprire gli occhi.

MINICA

(Cerca di aprire gli occhi con le mani) Cos?

CONCETTA

E inutile, i vostri saranno solo dei ciechi risvegli, e allora io le dico che qualcuno un giorno la manger di certo per carota

MINICA

A me, per carota? Per carota? Non capisco. Che parlate difficile signorina Concetta. Lo so io invece dove devo svegliarmi.

TURUZZA

E dove comare, dove?

MINICA

Non certo al purgatorio, e con la mia stessa faccia, altro che carota!

TURUZZA

E suo marito? (Entra Peppi)

PEPPI

Compare Carmelo, lo so io dove va! E se voglio (toccandosi la chiave in tasca) lo faccio andare dritto dun colpo in paradisou; Lei, comare, si raccomandi a me, che se voglio non le faccio nemmeno mettere piedi al purgatorio.

TURUZZA

Zitto, Peppe!

MINICA

Lo lasci, lo lasci parvale. Lei? Perch lei, chi ?

PEPPI

(Risata ironica) Chi sono io? Io sono...

CONCETTA

Tu non sei niente, sei solamente uno che al suo prossimo risveglio, si trover ad essere... chiss, forse... un piccolo animale imbroglione.

PEPPI

Ah, no! Signorina bella, adesso mi sembra che lei stia urinando fuori il vaso da notte, e le ricordo che si trova dentro casa mia, e

TURUZZA

Eee... che cosa? LA signurina Concetta, senza che lo facesse apposta, ha voluto essere gentile chiamandoti piccolo animale, gran pezzo di somaro imbroglione

CONCETTA

Senti Turuzza, sentitemi tutti, e di pi a lei (a Minica) che voglio dire due parole. Io, mi trovo ad essere qua solo per delle idiozie, grossolana ignoranza per le quali voi (indicando Carmeol e Minica) ciecamente, e senza motivo alcuno, state sempre pi abbattendovi per un male che lui non ha, per un dolore che non c, e se presto non aprirete veramente gli occhi, tutto questo vi porter alla fine, perch... ricordatelo, lignoranza lunico vero male da curare, e lei, me lo lasci dire, dellignoranza ne proprio la rappresentanza!

MINICA

Lignoranza, lei dice? (Rivolgendosi a Carmelo) Diglielo, diglielo tu, com morto quel gattino!

TURUZZA

(Carmelo si prepara) Comare non pu essere che stato semplicemente un caso? (A Concetta) Nienti, dice che gna Maruzza, a un suo comando ha fatto morire un gatto schiacciato da unautomobile.

CONCETTA

Smettetela!

MINICA

Carmeluccio, che fai? Che cosa stai facendo?

CARMELU

Mi sto preparando, a momenti viene a prendermi la morte; siamo rimasti che devo farmi trovare pronto.

CONCETTA

(A Turuzza) Lo vedete? (Poi a Minica e Carmelu) E se io vi dicessi..., anzi, se ti dimostrassi che non stata la morte a passare, e che invece tutta una finzione, allora... allora dimmi, crederesti alle mie parole?

CARMELU

Eh, signorina Concetta! A dire il vero la immaginavo pi scaltra, invece vedo che non ha capito niente. Io, io ho visto un momento fa, con gli occhi miei, la morte; guardi qua (mostrando la collanina senza la chiave) la vede questa catinina? Qua, io tenevo una piccola chiave, e quella chiave sapete ora dov

TUTTI

Dov?

CARMELU

La morte, ce lha, la morte!

MINICA

Calmati Carmeluccio, calmati!

CONCETTA

(Scuote Peppe volendogli rimproverare lo scherzo) Ma quale calmati e calmati! Insomma lo volete capire ch tutta una falsa e che qualcuno vuol prendersi gioco di voi? Cosa devo fare per farvi capire che tutta una commedia!

CARMELU

(Peppi capisce, ed esce lentamente in punta di piedi). Ma... veramente...

CONCETTA

Volete che vi mostri la morte?

CARMELU

No, quella no per carit!

CONCETTA

(Additando dovera Peppi) Eccola! Questa la morte, lo vedete? Ma... era qui poco fa!

CARMELU

Ah, pure lei poco fa lha vista! Ma ora ritorna, mi ha detto di tenermi pronto, anzi, vado a vedere che ora .

CONCETTA

(Ripete, con ironia, le parole di Carmelo) "Ora passa e lo prende"; e sta pure preparandosi, guardate. Pare che stia per andare a ballare; ora passa il cocchiere e... (si sente un rumore di carrozza e una voce che chiama dalla strada)

VOCE F.S.

Carmelo! Carmelo!

CARMELU

E me, me che chiamano! Qua, qua sono, sto venendo!

TURUZZA

(A Carmelu, mentre Concetta si avvia a guardare dalla finestra mentre sono tutti pieni di stupore) Dove sta andando?

VOCE F.S.

(A Concetta che si era affacciata dalla finestra) Eih, lei, senta! E qui un certo Carmelo? (Concetta annuisce) Mi hanno incaricato di portare una corona e una cassa da morto a questo indirizzo.

CONCETTA

Aspettate! (Sinforma) Ma... li avete ordinate voi queste cose? (silenzio).

CARMELU

Io, io lordinavu; ho detto alla morte di farli mandare qua, ma gia sono pagati. Prendeteli.

CONCETTA

(A Peppi, da poco entrato) E tu, tu non sai niente di tutto questo! Lo capisci che confusione si sta venendo a creare? Basta! Mi avete seccato, ignoranti (ed esce.)

TURUZZA

(Si affaccia dalla finestra) La cassa! E ora la cassa dove la mettiamo? I fiori! Li possiamo mettere qui che il compare ancora vivo? (Guarda peppi dubiosa) Senti, Peppe, dimmi una cosa, non facciamo...

PEPPI

Non facciamo, non facciamo! Non facciamo cosa? Io niente so! Anzi sai cosa faccio? Vado a chiamare padre Gioacchino, mi pare che si sta avvicinandi lora. (Odora Carmelo e si tocca il naso) Incomincia a fare un odorino cadaverico! (E scappa mentre Turuzza cerca dacchiapparlo)

TURUZZA

Vieni qua, gran pezzo di somaro! Vieni qua, ho limpressione che incominci ad abbagnarci il pane nella zuppa!

F I N E S E C O N D O A T T O

TERZO ATTO

(Scena medesima. Le donne, con le coroncine in mano, stanno ripetendo il rosario. Non si accorgeranno dei carabinieri che, dopo aver bussato entrano.)

TURUZZA

(Bussano) Santa Maria

MINICA

Ora pronobis

TURUZZA

San Miche Arcangelo

MINICA

Ora pronobis

TURUZZA

SantAmbrogio

MINICA

Ora pronobis

TURUZZA

(I carabinieri sono gi entrati e con loro, al centro, c gna Maruzza vestita alla zingaresca, tutta piena di ninnoli. Turuzza, li guarda e distrattamente continua il suo rosario.) I carabinieri

MINICA

Ora pronobis

TURUZZA

(Ricordandosi di aver visto i carabinieri, si allarma e lo dice alla comare che a sua volta rimane meravigliata e piena di paura). Comare, i carabinieri ci sono!

MINICA

I carabinieri?

CARABINIERI

Buon giorno, questa la casa... (guarda la stanza e capisce di non aver sbagliato casa e si rivolge al compagno) Si, sicuramente sar questa.. Ci risulta che in questa casa c un certo Carmelo, soprannominato "pancia grande", il quale, stando a quanto venne a dirci in caserma padre Gioacchino, pare che dovrebbe morire da un momento allaltro. (il carabiniere, essendo di origine veneta, fa una sua esclamazione) Urca! Firul, firul!

TURUZZA

Si

GNA MARUZZA

(Ridendo a crepapelle) Ah! Ah! Ah!

MINICA

Gran donnaccia di malaffare! Vieni qua! Qua devei venire che ti mangio a morsi. Grandissimo demonio! Ridi pure (cerca di prenderla e un carabiniere le si pone davanti)

CARABINIERE

Basta, si calmi! O sar costretto a mettere le manette anche a lei!

MINICA

A me, le manette? Qua, (indicando il marito) guardate! Lo vedete? Sta morendo; sta consumandosi come un mozzicone di carbone.

GNA MARUZZA

(Sempre ridendo) Ah! Ah! Ah! Sta morendo! Ah! Ah! Ah! (Dun colpo si trasforma, diventa seria, adirata) Sciocca! Credi forse che io possa avere queste doti? Far morire, a un mio comando, una persona, tanta gente? (Ritorna a ridere) Ah! Ah! Ah! O... fai finta? (Ancora seria)

MINICA

Pazza sei! Pazza!

GNA MARUZZA

(Calma e molto seria) Oh, donna! Che dubitar or voglio dellintelletto tuo; dimmi. cosaltro qui dentro tieni al posto del cervello?

MINICA

A me, queste cose! Qua, lo vedi qua, io tengo tanto di quel cervello che ne avrei pure da buttare! (Ai carabinieri) E voi niente le dite? Perch lavete condotta qui?

CARABINIERE

Adesso basta! Mi pare che stia esagerando un p!

GNA MARUZZA

(Adirata) Non toccatemi!!!

MINICA

(Impaurita, si mette la mano davanti a coprirsi il viso) Oh, madonna!! Cos, cos si mette quando fa la iettatura; non guardatela negli occhi! (I carabinieri si girano, mentre gli altri tengono la mano davanti agli occhI)

GNA MARUZZA

(Ride, e poi ancora seria) Nascondere il cervello allombra d una mano! Che cos? E niente! Solo un gesto, direte voi, vero? E invece no! E paura! La paura del niente! (Rivolgendosi a Minica) Oh, potessi io aver lo sguardo come tu dici, allora si, evacuerei dalle malerbe il mondo; le piante aride guarderei in faccia per rinverdirle, e a quelle come te che cervel non hanno quale piacere provar dovrei nel non guardarle; (ride) ah! ah! ah! Alzatevi, sciocchi! Ho le manette, guardate; o credete, forse, chio possa stregar col solo sguardo il mondo? (a Carmelo che tiene il viso sotto le coperte per paura di guardarla) Eih, tu! Perch tieni lo squarto tuo nascosto, credi forse di non esser visto? Guardami, oh citrullo! (Carmelo fa, col dito, segno di no) E invece si! Guardami ti dico! (La guarda con timore) Allora, dimmi! Pensi ancora che io son tale?

CARMELU

(Spaventatissimo) Veramente... io... non lo so

GNA MARUZZA

(A Minica e a Turuzza) E voi? A voi dico, donne! Che fate? Cosa han fato i miei occhi, e le mie mani; (si guarda le mani) oh, povere mani, che legate fostivo per i cattivi pensieri altrui. (Ai carabinieri) Ditemi: son forse insana di mente?

CARABINIERE

Veramente... , a noi personalmente... no, no no!

TURUZZA

No? Si invece!

MINICA

Al manicomio dovrebbero chiuderti, al manicomio!

GNA MARUZZA

(Ai carabinieri) Sono loro i pazzi! Si, loro! Guardateli. (Si avvicina mentre quelli si nascondono di nuovo il volto con le mani) Oh! Menti umane, che di suggestione fostivo solo colmi, ditemi: qual lo scopo della vita vostra? (silenzio) Ecco! Non lo sapete. E la vita, per voi, che cos? (silenzio) Solo umiliazioni ora provo; vorrei rimproverarmi desser nata nel monto dei miei simili. Vorrei gridare, far casino, ma... anche questo mhan tolto, si, mhan tolto anche il gusto di essere incazzata. (ai carabinieri) Vi prego, portatemi dentro, voglio stare in compagnia solo con me stessa. (Ed esce con i carabinieri)

TURUZZA

Acqua davanti, e vento di dietro e un malanno ad ogni metro!

MINICA

(Si accerta s andata via) Finalmente se ne andata quel demonio! Pazza! Pazza e senza cervello! Dio! Dio! Comare prenda un po di sale che lo buttiamo per tutta la stanza. (Minica prende il sale ed incominciano a fare scongiuri sin da dove uscita Maruzza) Fuori malocchio e dentro buon occhio, fuori malocchio e dentro buon occhio, acqua calda e sugo di finocchio.

CARMELU

(Riceve anchegli un po' di sale di sopra e si lamenta) Aih! Aih!

TURUZZA

E basta comare, tanto se n andata. Vediamo, piuttosto a che punto il compare.

MINICA

Carmelo, Carmeluccio! Come stai? Parla!

CARMELU

Come vuoi che debba sentirmi in punto di morte. E come se fossi un pezzo di legno pieno di formiche. Senti, una cosa devo chiederti prima di morire.

TURUZZA

Compare, su, non faccia cos!

MINICA

Parla, comandami Carmeluccio mio. Dimmi cosa devo fare, non morire in pensiero.

CARMELU

Che ore sono?

MINICA

(Cerca lorologio e non lo trova) Non riesco a trovare lorologio! che ore sono, comare?

TURUZZA

(Va a guardare nellaltra stanza) Le tredici, le tredici e quaranta cinque sono!

MINICA

(Piangendo) Solo mezzora ci Carmeluccio mio! Mezzora e dopo non posso pi parlarti, non sentir pi il tuo respiro, la tua mano che maccarezza dimmi, dimmi cosa devo fare e muori tranquillo. (Turuzza la va a confortare)

CARMELU

Lasino, Minicuccia! Lasinello Attilio! Te lo raccomando, la mangiatoia, se non pulita, non mangia. E la capretta (quasi piangendo) Concettina bella! Non la vedr mai pi! Non farci capire che son morto. E per quanto ti rimane da fare, non dartene pensiero, fai solo quello che puoi.

MINICA

(Peppi, entra, aiutato dal parroco, una cassa da morto), Madre mia!!!

PEPPI

Piano, piano padre Gioacchino! Attento, una bella cassa, di prima categoria! E graffiarla porta sfortuna.

P. JACHINU

Peppi, smettila! Sfortuna, sfortuna! Tu credi, forse, che a Carmelo importi a questo punto della sfortuna?

PEPPI

(Guarda la cassa, poi va a prendere un metro) Caro padre Gioacchino ho la strana impressione che per mio compare, la sfortuna gia arrivata (prende le misure). Mi sembra un po pi largo della cassa (va a misurare Carmelo per lungo; il metro corto). Che cosa vi dicevo! Pure il metro ora! Per, misurando dai piedi sino allombelico e moltiplicando per due, e sottraendone la larghezza del torace, dovrebbe dare il risulato preciso della lunghezza cassa.

P. JACHINU

Smettila Peppe! (Peppi continua a misurare)

PEPPI

Smettila? Ora le faccio vedere. (Va a misurare la larghezza della cassa) Glielo dicevo! E pi largo della cassa. Scusate, facciamogliela provare a lui stesso a che siamo in tempo. (Misura ancora e fa conti.) Non dovevamo farla graffiare la cassa! Se no, deve viaggiare stando sul fianco e senza coperchio.

P. JACHINU

Peppi, dico! Ora, pregheremo tutti per lui, anche tu, vedrai, dopo il Signore ti riconpenser

PEPPI

A proposito, padre, mi sciolga un dubbio; questo Signore che lei dice, pensa che ci paga? Riuscir, col tempo a levarsi i debiti che ha con tutti?

P. JACHINU

Peppe! Come ti permetti? Renderai conto a lui di questo!

PEPPI

Ah! Ora capisco: un po a dare, un po ad avere

FIORAIO

(Entra un ragazzo, indossa una capanella, ed ha in mano un mazzo di fiori) Buon giorno a tutti. (guarda un po' tutti e nessuno risponde), Scusate, ma questi fiori dove li metto?

PEPPI

E cosa vuoi che ti dica. Non so! Intanto, portati questa cassa e gli dici al tuo padrone che la cambia perch piccola (la escono).

FIORAIO

(Rientrando con i fiori) Sentite, ma... i fiori, dove li metto?

PEPPI

Mettili la! (indicando Carmelo) Non vedi dov il morto!

CARMELU

(Il fioraio posa i fiori su Carmelo che si punge col fil di ferro attorno al mazzo) Aih! Aih! Mi son punto! Mi son punto!

FIORAIO

(Sentendo parlare il morto scappa terrorizzato) Aiuto! Aiuto! Il morto che parla! (Attraverser il pubblico gridando a soggetto).

MINICA

Dove, dove ti sei punto, vediamo?

CARMELU

Qua, qu! (mostrando la gamba) Guarda.

MINICA

Oh, pensa te! (si rivolge a Turuzza che stava parlando col parroco) Comare se lo trova un po di alcool e cerotto?

TURUZZA

Cerochi? Cerone?

MINICA

Cerotto!

TURUZZA

Credo di si! Aspetti che guardo.

P. JACHINU

(Avvicinandosi) Cosa successo, donna Minica?

MINICA

No, niente, i fiori forse il fil di ferro ma, padre gli pu fare infezione?

P. JACHINU

No, non credo!

PEPPI

Infezione! Sta morendo e pensa allinfezione? Eh, quanto siamo ipocriti; quando stiamo bene ci dimentichiamo che dobbiamo morire e litighiamo gli uni con gli altri, ci bastoniamo, cerhiamo di scavalcarci come animali, e ora, per un misero graffietto, cerchiamo lalcool, il cerotto, i ceroni eh, quanto siamo falsi e non ce ne accorgiamo.

P. JACHINU

Donna Minica, scostatevi che gli faccio fare una buona confessione. E allora, Carmelo dimmi, coshai commesso perch io possa assolverti dai peccati?

CARMELU

(Con voce tremula) Che cosa vuole che abbia commesso padre, niente! Sempre lavoro, lavoro e chiesa a non finire; e ora, lo vedete ora che premio sto ricevendo dalla vita?

P. JACHINU

Non dire cos, io ho pregato poco fa in chiesa per te, chiss forse sei ancora in tempo per un miracolo

MINICA

(Facendosi il segno della croce e baciando limmagine della madonna sulla parete) Santa Rita! Maria vergine! Fatemelo questo miracolo, vi prometto ceri e tanti viaggi a piedi scalzi sino al santuario (Carmelo si distende)

CONCETTA

(Entra col medico) Permesso?

TURUZZA

Entrate!

CONCETTA

Si pu? (Chiede a Peppe, facendo segno con le dita, se morto) Ma...

PEPPI

No, ma... oramai poco manca.

CONCETTA

Dottore, prego, vi dispiace controllare questo signore?

DOTTORE

(Meravigliato) Ma questo... sembra gi morto!

MINICA

(A Turuzza) Comare (piangendo), mi aiuti a sistemare il letto. (Lo sistemano; Peppi avvicina attorno al letto i candelabri che, con il lettuccio, si trovavano pronti in un angolo della stanza).

PREFICHE

(Dal pubblico arrivano, piangendo un gruppo di donne che vanno piangendo il morto. Era in uso sino agli anni cinquanta che si pagavano delle donne per aiutare alle famiglie a piangere il morto) Carmeeelo, quant era barvo Carmelo da vivo. Come mai morto cos giovane? Quanto era bravo Carmelo da vivo. Quante cose che sapeva fare Carmelo! Dove sei carmelo, non dovevi lasciarci

PEPPE

(Appena sotto il palco le donne sono chiamate da Peppe) Ma dove andate voi?

PREFICHE

Abbiamo saputo di Carmelo che morto e si trova qui.

PEPPE

Carmelo, vero che si trova qui, ma non morto! Su, andate via adesso.

PREFICHE

Come! Non morto?

PEPPE

Direi proprio di no almeno per ora.

PREFICHE

E allora chi, abbiamo pianto? Andiamo, andiamo via, che possa crepar di botto! Andiamo a piangere massaro Ntoni che devessere pi di la che di qua..

DOTTORE

Ma smettetela! Lasciate che ne accerti lavvenuta morte (prende lo stetoscopio, gli tocca il polso, gli guarda gli occhi) Ma... tutum strano! Il cuore apposto, gli occhi..., si, sono un po' strabici, stanchi, ma niente di anormale. (a Concetta) Niente, autosuggestione

TURUZZA

Auto...chi?

PEPPI

Auto...cu?

TUTTI

(A Peppi) Che ha detto? Che ha detto? Autobus?

PEPPI

Quando mai! Sar, sicuramente, qualche nuova macchina della fiat, ne inventano tante!

TURUZZA

Se l fatta il dottore?

DOTTORE

(Pensando dessere chiamato) Signora, parla con me?

TURUZZA

No, niente, dottore, non stia a notarci. (Poi fa segno a Peppi di stare zitto)

MINICA

Dottore, e allora? Com finita?

DOTTORE

Niente, dicevo che suo marito ha solo una forte "autosuggestione", in parole semplici, s fissato su quello che gli hanno detto, ma, cos tanto che non fa niente per riprendersi, insomma non reaggisce pi.

CONCETTA

E allora, cosa ci sarebbe da fare?

DOTTORE

Sbloccargli la volont

TUTTI

La volonta?

DOTTORE

In poche parole, sarebbe bastato indurlo prima a ragionare

TUTTI

Ragionare?

PEPPI

Chi, mio compare? (Ride) Ah! Ah! Ah! Mi scusi dottore sa, se rido, solo perch vossignoria non lo conosce che dice questo, giustamente; ma sinformi con me che lo conosco da dentro a fuori, quello, quando si convince su di una cosa, basta!

DOTTORE

Ma, basta, cosa?

PEPPI

Comu basta cosa, dottore! Basta, vuol dire che come dice lui, insomma ha la testa pi dura di un ciaca (pietra).

DOTTORE

Una pietra, volete dire?

PEPPI

Una pietra, si! Un giorno si lev dal letto convinto che doveva diluviare...

CONCETTA

(il dottore non capisce e Concetta gli spiega il significato) Vuol dire che avr visto il tempo nuvoloso e pens allacqua.

PEPPI

Ma quando mai! (tutti seguono il discorso tranne minica che sta accanto al marito) il cielo dovevate vedere, non cera nemmeno una nuvola; pensai dun colpo che mio compare stesse incominciando a dare numeri. Non dovetti prendere anchio lombrello per non dispiacerlo! E la gente che incontravo: "Peppe di qua, Peppe di la!" Dottore, non c peggior cosa della fissazione.

TURUZZA

Fissazione, fissazione! E il gatto morto? Sicuramente era proprio quello che non ci voleva!

CONCETTA

Che gatto e gatto! Quello fu solo un caso.

TURUZZA

Certo, puo' essere...

PEPPE

Pu essere dici? E allura perch hai avuto paura di gnaGna Maruzza?

TURUZZA

Veramente... io... non lo so, non lo so!

P. JACHINU

Quindi venuta! E allora perch non le facevate schiacciare il malocchio? Io la mandai per questo!

DOTTORE

Padre, ma come? Non mi dica anche lei...

TURUZZA

Dottore dovevate vederla, mi farei tirar fuori locchio dalle orbite, se quella non diavolo vestito da donna!

DOTTORE

(a Minica) Senta signora, io, da uomo di scienza, posso solo dirle che suo marito non ha niente, si, vero, un po' abbattuto, ma ci dovuto alla situazione ch venuta a crearsi in lui; questo suo non reagire lo porter sicuramente... ma, chiss, deve per esserci un rimedio, cristo!

CONCETTA

E quale?

TUTTI

Quale? (si sente lorologio che suona tre colpi, le quindici, e tutti rimangono a guardarsi)

MINICA

Tre colpi? Ma sono le quindici! Comare Turuzza, lei, un momento fa, non mi ha detto le tredici e quaranta cinque?

CONCETTA

Ma si, certo! Certo! Dottore, voi che ora fate?

DOTTORE

(Guarda lorologio che teneva nel taschino) Volendo essere precisi, sono le quindici e due minuti primi, perch?

TURUZZA

Perch? Come perch! (a Carmelo) Compare Carmelo, compare Carmelo! (Silenzio) Madonna morto!

CARMELU

(Con voce fioca) Che c? Cosa volete, comare?

TURUZZA

Che possiate morire dun colpo! Che paura mi avevate messo!

CONCETTA

Ecco! Ecco cosa ci voleva! E ora?

TURUZZA

Signorina Concetta spiegatevi meglio, ora che cosa? Parlate?

CONCETTA

Lora legale! Le quattordici e quindici sono gi passate da unora, io pensavo che voi foste informati che questa notte hanno cambiato lorario, quindi...

MINICA

(A Carmelo) Carmeluccio, Carmeluccio mio! Il miracolo, il miracolo! (Al quadro della vergine, appeso alla parete) Grazie! Grazie!

DOTTORE

Ma quale grazie e grazie! Lei deve solo ringraziare il tempo!

TUTTI

Il tempo

DOTTORE

Quale miracolo e miracolo! Lora legale uninvenzione nostra, non dei santi. Ecco! cosa ci voleva: il tempo! Esso si burla di noi, ride, delle nostre idiozie, delle nostre usanze; costumi, mentalit, superstizioni. Si, ecco! Esso travolge, travolge, travolge...

TURUZZA

Signorina Concetta, ho capito bene? Mio compare non muore pi?

CONCETTA

Proprio cos, quindi dobbiamo brindare

PEPPI

Certo! Prendiamo i bicchieri, bottiglie, damigiane e facciamo festa, mio compare risolto! (A Carmelo ancora a letto) Compare Carmelo, si alzi che brindiamo!

CARMELU

(Un p sollevato dal letto) Quale brindare e brindare! Io devo morire.

PEPPI

Compare, allora lei proprio un broccolo! Non deve morire pi! Oramai il tempo passato, sono le quindici e qualcosa, quindi alzatevi.

CARMELU

Non ci credo, non ci credo!!

PEPPI

Dottore glielo dica lei anzi glielo fa vedere lorologio, perch questo duro a comprendere.

DOTTORE

Certo, (facendogli vedere lorologio) guardate! E lei dir di pi, lei non ha mai avuto niente, solo fissazione, quindi ora... (gli batte la mano sulla spalla come per rincuorarlo, mentre si sente la voce di gna Maruzza, voce che solo Carmelo a sentirla)

VOCE

Carmeeelo pancia grande! Hai solo due giorni di vita! (gli altri guardano meravigliati Carmelo che cerca nel vuoto la voce) Morirai alle quattordici e quindici!

CARMELU

(ha un attimo di esitazione, poi fa un gesto verso Concetta, ma che non era rivolto a lei) Teeeh!!!

PEPPI

Alla signorina Concetta? Ma... compare!

CARMELU

Donna di malaugurio!

PEPPI

Compare, parla solo? Unaltra ora ne ha preso!

CARMELU

(scendendo dal letto) Brindiamo, brindiamo che mi voglio ubriacare! (saltando come un pazzo dal letto mentre si va chiudendo il sipario)

S I P A R I O

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