LA LAMPADA DI ALADINO
PERSONAGGI:
Aladino
Jafar
Genio della lampada
Madre di Aladino
Jasmine
Re, padre di Jasmine
Spirito della sfera
Spirito dellanello
Due servi di Jafar
Banditore
Cortigiani
Ballerine
Coro
La folla
SCENA PRIMA
(Casa di Aladino. Aladino, madre, Jafar)
NARRATORE:
Cera una volta in Egitto un mago potente e malvagio di nome Jafar che voleva diventare il padrone del mondo. Costui, un giorno, venne a sapere dal Signore delle Tenebre, lo spirito della sua sfera magica, dell'esistenza di una lampada dai poteri straordinari, nascosta fra tre colline, e volle impossessarsene. L'unico modo per averla, per, era quello di farla prendere da un fanciullo innocente, all'oscuro della magia della lampada. Il mago part perci sul suo tappeto volante e viaggi fino ai lontani paesi dell'Oriente, dove conobbe un giovanissimo ladruncolo di nome Aladino. Il fanciullo era orfano di padre, la madre tesseva e vendeva le sue stoffe, ma erano poveri.
ALADINO:
Ah, che sonno! (Sbadiglia) Mammache si mangia oggi?
MADRE:
Che si mangia? Quando mai qui si mangia? Semmai potevi chiedermi: Mamma, digiuniamo anche oggi?
ALADINO:
Come ieri?
MADRE: Si, proprio come ieri! Se fosse ancora vivo il tuo povero padrechiss cosa penserebbe di teseduto tutto il giorno a sognare ad occhi aperti, buono solo a rubacchiare qualche banana e un ramo di datteri!
ALADINO:
Ma iocerco di tenere gli occhi molto aperti (si apre le palpebre con il pollice e lindice delle mani) per vedere qualcosa che cade dal cieloun uccelloqualche scarabeopipistrelli noi pipistrelli mi fanno schifo!
MADRE:
Eh, chi si contenta gode, figlio mio!
ALADINO:
Qualche braccialettoqualche anelluccioun orecchino(fa il gesto di rubare)
MADRE:
E poi li vai a barattare e dopo qualche giornodi nuovo morti di fame pi di prima!
ALADINO:
Vedi, madre, stanotte ho fatto un sogno: bussavano alla porta eappariva un gigante con un vassoio pieno di salsicce, di sformati, un delizioso cuscussentivo quasi lodore..e ad un tratto
MADRE:
Ti sei svegliato. Oh, Aladino, Aladino(Bussano) E chi sar? Da anni ormai nessuno bussa pi a questa portai poveracci come noi non interessano pi a nessuno. Aladinovai ad aprire che io non ce la faccioho la schiena a pezzi
ALADINO:
(Restando a letto) Ma tu sei pi vicina alla porta(Continuano a bussare. Aladino si alza innervosito) E va benevengo, vengo! (Apre e appare un ricco mercante di stoffe che si inchina salutando. Aladino risponde al saluto. Il mercante abbassa sempre pi la testa imitato da Aladino. Alla fine i due si danno una spaventosa testata e sono un po storditi)
MADRE:
(Tra s) Lho sempre detto io: tutti i mercanti hanno la testa dura, come il mio povero Mustaf. E anche Aladino non scherza.
JAFAR:
Aladino, figlio mio! (Lo abbraccia)
ALADINO:
(Allontanandosi , diffidente) Figlio..mio? Bada a come parli, sconosciuto di un mercante che non sei altro!
JAFAR:
Ehmvolevo direfiglio di mio fratello!
MADRE:
Ma Mustaf non aveva fratelli!
ALADINO:
S, vero! Mio padre non aveva fratelli! (Sta per aggredirlo)
JAFAR:
Ma notuo padre era un mio caro amicoeravamo come fratelli!
ALADINO:
(Sempre sospettoso) Ahho capitoun amico fraterno di papE come ti chiami?
JAFAR:
Il mio nome Jafar.
ALADINO:
E come mai ti fai vedere solo oggi, dopo dieci anni? Hai avuto altre faccende da sbrigare?
JAFAR:
Ero sperduto nel desertouna tempesta di sabbia mi ha fatto perdere la bussolaho trascorso tanti anni vagando tra le dune e le sabbiesenza acquan cibo
ALADINO:
Ah, allora hai proprio trovato la famiglia giusta! Vero, mamma?
MADRE:
(Sorridendo) Gi, proprio cosMa finisci la tua storia, amico.
JAFAR:
Alloravedo una cittin lontananza mi sembrava Jebellinmi avvicinoed eraun miraggio!
ALADINO:
Ma che sfortuna! E poi?
JAFAR:
Alloravedo unaltra citte pensostavolta ci siamo! E invece
ALADINO E LA MADRE:
(in coro) Era un miraggio!
JAFAR:
S! Un altro miraggio!
ALADINO:
(Con ironia) Cera un branco di miraggi! Ha ha!
JAFAR:
(Guardando Aladino con occhi minacciosi) Ma poiecco che davanti ai miei occhisi apre uno spettacolo incredibile
ALADINO:
Un altro miraggio!
JAFAR:
No! La grande, bella, accogliente, ricca citt di Jebellin!
ALADINO:
Beh, va bene grande, bella, accogliente, ma riccanon esagerare!
JAFAR:
Allora io arrivo in citt e la prima cosa che mi viene in mente Scusate, avete visto Mustaf? E un vecchio mendicante
ALADINO:
Sicuramente un nostro amico!
JAFAR:
Mi dice: Mustaf? Poveretto, morto! Ma poi sorride e mi dice: Per sua moglie e suo figlio sono vivi e stanno bene! E io allora comincio a saltare di gioia
ALADINO:
Evviva Mustaf che morto, non vero?
MADRE:
Aladino, sei il solito impertinente! (A Jafar) Continua, finisci la tua storia.
JAFAR:
(Con tono falsamente sommesso) Lultima volta che vidi Mustaf mi disse: Amico mio, se un giorno mi dovesse capitare qualcosa di brutto, ti affido mia moglie e mio figlio. Non li abbandonare. E quelle furono le sue ultime parole. Povero Mustafera cos imponente
ALADINO:
Imponentema se era un tappetto!
JAFAR:
(Cercando di rimediare la gaffe) Ma imponentedanimo! Con quei capelli lunghi che gli arrivavano fino ai piedi
ALADINO:
Fino ai piedi? Ma se era calvo?
JAFAR:
Ah, bricconcello! Lo sapevo! Aveva la parrucca! E quegli occhi azzurri come il cielo!
ALADINO:
Ma se li aveva neri!
JAFAR:
Appunto! Come il cielodi notte! Ha ha! Buona questa! (D ad Aladino una fortissima pacca sulla spalla.)
ALADINO:
(Infastidito) Spiritoso!
JAFAR:
Ma iofiglio mio
ALADINO:
Nipote!
JAFAR:
Ma ionipote miosono venuto per portarvi ricchezza, denari e benessere! (Aladino abbraccia Jafar e si butta ai suoi piedi. La madre comincia a pregare, inginocchiandosi e alzando e abbassando le mani)
ALADINO:
Ziozietto carocome sei bellograndefortecoraggiosoe tanto ricco! (Ogni parola che dice bacia la mano di Jafar)
JAFAR:
E adessomangiamo qualcosa! (Batte le mani ed entrano due servitori con pietanze e bevande. I tre mangiano e bevono allegramente) E da domani verrai a lavorare con me: farai il mercante di stoffe! Andremo al castello di Rampinzer domattina allalba! Su, servi, lavatelo, vestitelo e profumatelo! (Intanto la madre continua a mangiare)
SCENA SECONDA
(Castello di Rampinzer. Narratore, Aladino, Jafar, Genio della lampada, Spirito della sfera, Spirito dellanello)
NARRATORE:
Dopo un lungo cammino, si ritrovarono davanti a un castello gigantesco, situato fra tre colline.
JAFAR:
Ora, ragazzo mio, ti far visitare il castello pi bello del mondo! Tu per mi devi promettere che farai tutto ci che ti ordiner.
ALADINO:
S, zio, ma io ho camminato per ore e sono stanco! (Si siede a terra e mette le mani dietro la nuca, rilassato) Equando si mangia? Ho una fame
JAFAR:
(Cambiando improvvisamente tono) Qui non si mangia! Si lavora! Alzati, poltrone dei miei stivali!
ALADINO:
Ehi, che maniere! Ho capito, va beneObbediscoMio signore(si inchina in maniera esagerata)
NARRATORE:
Entrarono dunque nel castello: li attendeva uno spettacolo delizioso. Allinterno c'era un Giardino delle Meraviglie, una sorta di Paradiso Terrestre. Aladino si ferm sulla porta e si addorment per qualche istante. Proprio in quel momento apparve al mago lo spirito della sfera che gli sussurr:
SPIRITO DELLA SFERA:
Sei arrivato nel posto giusto, sotto i tuoi piedi c la grotta dove rinchiusa la lampada magica. Tu per non potrai prenderla, manda il ragazzo!
JAFAR:
E come far ad aprire la grotta?
SPIRITO DELLA SFERA:
Qui c un foglio con una formula magica. Leggila e la grotta si aprir.
JAFAR:
(Correndo a svegliare Aladino) Presto, Aladino, svegliati! Tra poco diventerai luomo pi ricco del mondo!
ALADINO:
(Svegliandosi, con gli occhi fuori dalle orbite) Coco..cosa? Eche devo fare?
JAFAR:
(Mostrandogli un anello) Vedi questanello? Prendilo.
ALADINO:
Grazie! (Lo prende e se lo mette in tasca) Sai, dopo tanti anni, che strana sensazione! Nessuno mi aveva mai dato un anello.di solito nessuno si mai accorto di avermelo dato!
JAFAR:
Ridammi quellanello!
ALADINO:
E ti parevaFatti la fama e curcati! dicono in Sicilia! E va bene, ecco il tuo anello! (Lo getta a terra. Jafar lo raccoglie)
JAFAR:
Con questo anello entrerai nella grotta. Se ti troverai in difficolt, pronuncia per tre volte il nome di tuo padre e ogni ostacolo verr superato. Quando scenderai, vedrai vasi ricolmi di pietre e alberi parlanti incrostati di diamanti. Non devi toccarli. Va' dritto per la tua strada, scendi per una scalinata e di fronte a te troverai la lampada. Prendila e torna da me. Non temere, io ti seguir sempre con la mia voce, ora vai!
ALADINO:
Vadodove?
JAFAR:
Hai ragioneecco la formula magica: (legge) Inchi li tanchiinchi li tanchino! Li tanchi inchitilli tu!
ALADINO:
Ma che fai? Ti metti a parlare pure in siciliano, adesso? (La botola si apre)
JAFAR:
Scendi! (Lo butta dentro)
NARRATORE:
Cosi Aladino penetr nella grotta, segu alla lettera tutte le indicazioni, arriv alla lampada, la prese e torn indietro fino all'apertura della botola.
ALADINO:
Eccomi, zio, tirami fuori di qui!
JAFAR:
Figliolo, prima passami la lampada e poi ti aiuter a uscire.
ALADINO:
No, zio, aiutami prima a uscire.
JAFAR:
La lampada!
ALADINO:
No!
NARRATORE:
Il falso zio continuava a insistere per avere per prima la Lampada quando improvvisamente da questa si sprigion un bagliore accecante. Il mago conoscendo i poteri magici della lampada si spavent a tal punto che fugg e torn al suo paese. Ma contemporaneamente la botola si chiuse e il povero Aladino rimase prigioniero nella grotta; stordito da quanto era accaduto, il ragazzo pianse e si disper.
ALADINO:
(Cantando come il muezzin) Era megghiu chi arristava a Jebellincomu mi la passava bona dd! Ora m ziu dunn? Sta currennu comu nnariddu nta lu desertue iu sugnu cc nchiusucomu lu scravacchiu nta la stuppa! Aspetta un momentoma lo zio mi aveva dettoma che zio! Maledetto imbroglione! S! Di chiamare tre volte il nome di mio padre!: "Mustaf, Mustaf, Mustaf!
Ed ecco che allimprovviso apparve lo Spirito dellanello.
SPIRITO DELLANELLO:
Sono lo Spirito dellanello! Che cosa posso fare per te?
ALADINO:
Fammi uscire di qui e portami subito a casa mia!
SPIRITO DELLANELLO:
E sia!
SCENA TERZA
(Casa di Aladino. Aladino, madre, Genio della lampada)
NARRATORE:
Aladino immediatamente si ritrov tra le mura di casa sua. Raccont alla madre dello zio, della grotta e le consegn la lampada che aveva portato con s. La donna contempl quell'oggetto vecchio e polveroso e pens di dargli una pulita ma
GENIO:
Sono il Genio della lampada. Chiedetemi quel che volete e vi esaudir!
ALADINO:
Voglio mangiare!
NARRATORE:
In men che non si dica, apparvero piatti e vasellame ricolmi di ogni ben di Dio. Madre e figlio mangiarono a saziet e ne ebbero anche per i giorni a venire. Ma presto tutto fin. I poveretti per poter tirare avanti vendettero i piatti e i vasi d'oro. Ancora non sapevano di poter sempre ricorrere al Genio che aveva il potere di renderli ricchissimi. Passarono molti anni ... Nel frattempo il mago Jafar non si era rassegnato a rimanere senza la lampada e perci interrog la sua sfera, aspettando di sentirsi dire che Aladino era morto nella grotta. Ma la sfera gli rivel che Aladino non soltanto era vivo e vegeto ma era pure diventato un giovane bello e ricchissimo poich aveva scoperto i poteri della lampada. Il mago, furibondo, decise allora di tornare in Jebellin. E Aladino? Come abbiamo detto, era bello e ricco ma gli mancava una sposa.
SCENA QUARTA
(Casa di Aladino. Aladino, banditore, madre, Jasmine)
ALADINO:
Bei tempi, quando rubacchiavo banane e datterimi divertivo di pi. Adesso mi annoio a morte: Genio, voglio una porzione di lasagne al forno! Subito, padrone! E spuntano le lasagneSto qui tutto il giorno a pancia allaria e non succede pi nientesono solosconsolato
MADRE:
E ricco! Figlio mio, lho detto sempre: Chi si contenta gode! Per non posso pi vederti cos. Ora che finalmente ti sei fatto una posizione, potresti pensare a farti una famiglia!
ALADINO:
La mia posizione preferita questa: piedi in aria e sogni doro! In quanto alla famiglia, io sto bene cos e non ho nessuna intenzione di(Viene interrotto da un banditore che con un tamburo annuncia alla popolazione un editto del Re)
BANDITORE:
Sintiti sintiti sintiti! * Sta arrivannu lu carruzzuni cu la principissa di Jebellin! * Guai a cu saffaccia a lu finistruni! * Lu primu chi saffaccia lu boia ci tagghia la testa! * Lu secunnu chi saffaccia lu boia ci tagghia la testa! * Lu terzu chi saffaccia(La voce sfuma sempre di pi fino a finire del tutto)
ALADINO:
E voglio vedere che cosa mi succede se mi affaccio! Tanto non mi possono mica tagliare la testa, perch, se ci accadesse, il genio me la riattaccherebbe in un istante! (Si affaccia sorridente, ma quando vede la principessa resta come pietrificato)
ALADINO:
Madremadrenon c cosa al mondo pi bellae allora io adesso
MADRE:
Povero Aladino! Ti sei innamorato!
ALADINO:
Madre, io voglio sposare la principessa!
MADRE:
Ma non puoi! Il Re dar sua figlia solo alluomo pi ricco del regno!
ALADINO:
Ma io sono luomo pi ricco del Regno! Ho la lampadanon vero, Genietto caro?
GENIO:
(Parlando alla francese) Eh, padronesei stato colpito al cuorefreccia andata a segnocento punti!Testa andata fuori da controllosituazione molto delicatamamma non andare da reahi ahi ahi!
MADRE:
E va beneandr a palazzo a chiedere la mano della Principessa Jasmine.
ALADINO:
(Come ipnotizzato) Jasmine? Che nomeprincipesco!
MADRE:
Poveretto! cotto, stracottobiscottato! E porter con me il tuo ritratto.
NARRATORE:
A quel punto la madre and nel palazzo del Re per chiedere la mano di Jasmine, ma prima pass dal fruttivendolo per fare la spesa: non lavesse mai fatto!
SCENA QUINTA
(Reggia. Re, cortigiani, banditore, madre di Aladino, Jasmine)
BANDITORE:
(Battendo a terra tre colpi col bastone ogni asterisco) O Re Brif Biscotta e Man * c nna signura chi voli parlari cu vossa * E lu sapiti chi voli? * Si voli maritari a so figghia!
NARRATORE:
Quando i nobiluomini di corte udirono il motivo della sua visita scoppiarono in una sonora risata, ma il re li fece zittire e disse:
RE:
Buona donna, non sapete che quando si chiede la mano della figlia del re bisogna presentarsi con un regalo prezioso?
MADRE:
(Estrae dalla cesta un cavolfiore e lo porge al Re) Prego, Sirequesto un regalo prezioso
RE:
(Interrompendola bruscamente) Come osi offrirmi questo ortaggio puzzolente?
MADRE:
Ma lei, Sire, sa quanto costa oggi un cavolfiore? (Entra in scena Jasmine, correndo e saltellando allegramente)
JASMINE:
Padre, che succede? Chi questa donna? Che schifoun broccolo! (Guarda il ritratto di Aladino appeso al collo della madre) E chi questo bel giovane? Come si chiama?
MADRE:
Aladino, mio figlio.
JASMINE:
(Come incantata) Aladino (prende il broccolo e lo odora) Che profumo celestiale! Ogni fiore segno damore! Padre, voglio conoscere Aladino!
RE:
Non se ne parla nemmeno! Tuo figlio potr sposare mia figlia solamente se mi porter in dono dieci grandi pentole piene di cuscus trasportate da venti servitori. E un nuovo palazzo dovr sorgere accanto a questa reggia: sar la casa di Aladino e Jasmine, ma dovr sorgere in una sola notte! (Jasmine piange)
JASMINE:
Ma padre...
RE:
Taci! Se Aladino far tutto questo potr sposare la principessa.
NARRATORE:
E cos la povera madre torn a casa per raccontare tutta la storia ad Aladino.
SCENA SESTA
(Casa di Aladino. Aladino, madre, Genio della lampada)
MADRE:
(Rattristata) Figlio mio, tutto perduto!
ALADINO:
Madre, dimmi, che successo?
NARRATORE:
E allora la madre raccont tutto ad Aladino che rideva, rideva e rideva, mentre la madre si dava schiaffi e pugni e si disperavae Aladino rideva, rideva, rideva! Poi chiam il Genio della lampada e gli ordin tutte le cose che il Re gli aveva chiesto.
GENIO:
Ma padroneno problem! Asseyez-vous, che immediatamente tutto sar pronto! Oh Yes! Servitoriet voil! (Entrano alcuni servitori con le pentole) Cuscus! Et voilla maison! (Appare la casa: gi pronta!)
NARRATORE:
Naturalmente Aladino costru, grazie alla lampada, il palazzo in una notte, e il re ordin allora che le nozze fossero celebrate il giorno seguente.
BANDITORE:
Sintiti sintiti sintiti * dumani ci sar lu matrimoniu di lu giuvine Aladinu * cu la principissa Jasmine * Siti tutti mmitati ma un si mancia nenti * tantu vali chi vi nni stati tutti a la casa *
NARRATORE:
Il mago, nel frattempo, era arrivato a Jebellin: travestitosi da mendicante and a bussare alla casa della madre di Aladino, chiedendo da mangiare. La donna lo fece entrare ma il mago, approfittando della sua buona fede, rub la lampada magica e fugg. Si rec poi al palazzo dei due innamorati, si fece ricevere dalla principessa e le rivel che
SCENA SETTIMA
(Palazzo di Aladino e Jasmine. Jafar, Jasmine, Genio della lampada)
JAFAR:
(A Jasmine) Aladino ti ha ingannata! solo un povero diavolo! Lo sai chi ha creato le pentole e la casa?
JASMINE:
Chi stato? Dimmelo! Sei cos brutto
JAFAR:
Sono stato ioe il Genio della lampada che in mio potere! (Esce da una tasca la lampada e la strofina) Genio, vieni fuori! (Appare il genio)
GENIO:
Molt piacer! Bonjour, mademoiselle! Vous tes trs belle! (Jasmine urla per la paura e sviene. Il genio si guarda in uno specchio e si aggiusta i capelli) Beh, non che poi sono tanto maleA pensarci bene, dovrei andare dallestetista(Guarda attentamente Jafar, dalla testa ai piedi) Per, anche tu, padrone, avresti bisogno di una bella messa a punto!
JAFAR:
Come ti permetti, insolente? Poche chiacchiere! Voglio che tu porti in Africa questo palazzo.
GENIO:
Subito, padrone. (Tra s, sottovoce) Com brutto sto padronequanto me sta antipaticoma che voi? Pussa via!
JAFAR:
(Con sguardo di fuoco) Dicevi?
GENIO:
Mio caro, affezionatissimo padronela casa sia portata in Africa! (Imitando la voce dello speaker) in partenza dal primo binario treno diretto per Luxor! Il signore servito! (Appaiono alcune palme nello sfondo e si intuisce che la casa gi si trova in Africa)
JAFAR:
E adesso fammi bellodevo conquistare il cuore della principessa.
GENIO:
(Tra s) Ah, che lagna che sei! (Forte) Profumo franceseChanel! Vestiti dorati(Lo guarda) Consalu comu vsempri cucuzza !
JAFAR:
(Mentre il genio gli spruzza addosso un po di profumo) Fai svegliare la principessa!
GENIO:
Drin drin drin(Non si sveglia) Ah, quant dura questa qui(Forte) Svegliaaaaaaa!!! (Jasmine non si sveglia. Sottovoce) Principessa(Jasmine si sveglia)
JASMINE:
(Sfregandosi gli occhi con le dita) Aladinodove sei?
JAFAR:
(Ridendo diabolicamente) Ha ha! Aladino morto!
JASMINE:
Morto? Oddio, non possibile! (Piange disperata)
JAFAR:
E allora tusposerai me!
JASMINE:
Noooo!!!
GENIO:
No! Ehm, cios! Ehcome no? (Altra risata di Jafar)
NARRATORE:
Che ne era intanto del nostro eroe? Quando il re, affacciandosi a una finestra, non vide pi il palazzo di fronte al suo e si rese conto che era sparita anche la figlia, accus Aladino di magia e lo condann a morte.
SCENA OTTAVA
(Reggia. Re, Aladino, cortigiani, banditore)
BANDITORE:
Sintiti sintiti sintiti * a li longhi e a li curti, a li sciancati e a li dispirati * oggi Aladinu fu cunnannatu a la morti * si lattrovanu ci tagghianu la testa * si lattrovanu
ALADINO:
(In ginocchio davanti al Re) Sire, ti prego, la testa no, la testa no! Lo dice sempre mia madre: Tu si che hai sempre la testa sulle spalle!
RE:
(Ridendo) Non ci credo! A chi vuoi darla a bere? Vedo gi la tua stupida testa rotolare a terra come un pallone di calcio! Dov mia figlia? Vigliacco, traditore
ALADINO:
Non lo so, ve lo giuro! Ma credo che ci sia lo zampino di Jafar! Abbi pietti pregodammi una possibilituna sola
RE:
(Dopo una lunga pausa) Tutti dicono che il Re un tiranno, un nemico del popolo, un dittatore spietato e crudele. Ma io sono anche magnanimo.
ALADINO:
Hai anche fame? Ma io non sono commestibile! Sono duro, amaroe puzzo come un caprone!
RE:
Idiota! Magnanimo vuol direvuol direvuol direInsomma, ti do una possibilit: hai cinque giorni di tempo per ritrovare mia figlia. Parti subito! Via! Altrimenti vedr la tua stupida testa
ALADINO:
(Anticipandolo) rotolare a terra come un pallone di calcio! Va bene, ho gi sentito questa storia. Via, pi veloce della luce!
NARRATORE:
Aladino vag per il mondo e al quarto giorno capit nei pressi della grotta della lampada. Gli venne in mente l'anello fatato: l'aveva ancora con s.
SCENA NONA
(Grotta. Aladino, Genio dellanello)
SPIRITO DELLANELLO:
Sono lo spirito dellanello. Comandami, padrone, e io obbedir ad ogni tuo ordine.
ALADINO:
Portami subito dalla principessa Jasmine
SPIRITO DELLANELLO:
Subito padrone. Metto il turboe via!
NARRATORE:
Aladino vol come un razzo mentre Jasmine e Jafar si preparavano al matrimonio, con grande gioia di Jafar e con grande dolore di Jasmine!
SCENA DECIMA
(Palazzo di Aladino e Jasmine. Aladino, Jasmine, Jafar, genio della lampada)
ALADINO:
(Entrando improvvisamente) Jasmine! (Jasmine sviene per lo spavento) Jasmine, svegliatisono io, Aladino!
JASMINE:
(Riprendendosi lentamente) Aladinofinalmente ti vedoin carne ed ossa!
ALADINO:
E di presenza sono ancora meglio! La foto del medaglione un po sfocata! Dov Jafar?
JASMINE:
Si sta preparando per le nozze.
ALADINO:
Ah, hai invitato anche lui al nostro matrimonio?
JASMINE:
Ma che nostro matrimonio! il suo matrimoniocon me!
ALADINO:
(Che non ha capito) Ah, con te? S? Auguri, auguri di(Si blocca improvvisamente) Eh? Con te? (Silenzio) Allora!? Calmanon perdiamo la testacalmaTu, quando viene Jafar, digli che vuoi vedere la lampada.
JASMINE:
Eh? Il brutto geniaccio orrendo? No!
ALADINO:
Devi farlo! Devi farlo per meper noi
JASMINE:
E va bene! (Rumore di passi. Si ode la voce di Jafar che canticchia) Eccolo che arriva! Presto, nasconditi dietro questa tenda! (Aladino si nasconde. Jasmine finge gentilezza) Jafar, caro mio, ma come sei elegante! Edimmi.dov la lampada magica? Vorrei vederla solo una volta.
JAFAR:
(Illuso, tra s) Si convinta! (A Jasmine, uscendo la lampada da una tasca) Eccola qui!
JASMINE:
E adessovoglio vedere il genio!
JAFAR:
E sia! (Accarezza la lampada e appare il genio. Si sente la voce di Aladino)
ALADINO:
Genio, trasforma Jafar in una moto da cross di grossa cilindrata e mettigli la quarta!
GENIO:
Subito, monsieur! Allorametti la chiave nel motoreaccendisalimetti le marcee via! Fermati solo quando finirai la benzina! (Improvvisamente Jafar comincia ad imitare il suono del motore che si accende, che parte e che inserisce progressivamente le marce, fa qualche giro nella casa e poi esce) E oratutti a casacon la casa! Oh yes! (Asciugandosi il sudore) Ammazzala oh, che giornata! E chi se la scorda pi?
NARRATORE:
E di Jafar non si seppe pi nulla per quasi cinquecento anni! Come ultimo desiderio Aladino chiese al Genio di trasportare il palazzo nel punto in cui era sorto. Era il quinto giorno: il re aveva ormai perso ogni speranza di rivedere la figlia. Ma ecco comparire il palazzo, e c'erano anche la fanciulla e Aladino! Le nozze vennero subito celebrate tra la festa e il tripudio generale.
BANDITORE:
Sintiti sintiti sintiti * dumani ci sar lu matrimoniu di lu giuvine Aladinu * cu la principissa Jasmine * Siti tutti mmitati ma stavota si mancia! * Eccomu si si mancia! * Fave caliate, tet e pugna n testa!
NARRATORE:
Questo, signore e signori, lOriente: giustizia, pace e concordia regnano sulle dune del deserto. La cattiveria viene sconfitta e chi si ama viene premiato e potr vivere felice per il resto dei suoi giorni. E lultima canzone ci accompagna alla fine del nostro viaggio: conquistiamo il mondo. Il mondo nostro! Il mondo di chi si ama.
F I N E
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