La lettera maledetta

Da Vigio e Anin,

La lettera maledetta

commedia comica piemontese

in 2 atti di

TREMAGI

La presente commedia tutelata dalla S.I.A.E.

(Autore iscritto con posizione n 103597)


Personaggi

Dante Manzoni, scritor DAN

Beatrice, soa fomna BEA

Adelchi, s fieul ADE

Angelica, soa fija ANG

Gioconda, colf (serva) GIO

Gennaro, garzon dl margh GEN

Ettore Casotti, dotor DOT

Elia Elio, amis dAdelchi ELI

Erika Pheltrinori, editriss ERI

SCENA:

Salotto-studio di casa Manzoni con scrivania e divano. Sedie, poltrone e mobili a piacere.

Lambiente rimane invariato nei due atti.

EPOCA:

Attuale.

Copione scritto tra il giugno ed il novembre del 1984

Rappresentato per la prima volta il 9 dicembre 1984 dalla Compana Teatral Carla S. di Torino

al Teatro Ideal di Nole Canavese (TO)


ATTO PRIMO

PROLOGO

(Dante, Erika)

(BUIO COMPLETO; ACCESA SOLTANTO UNA LAMPADA DA TAVOLO SULLA SCRIVANIA DELLO SCRITTORE)

DAN (LEGGE LA LETTERA DAMORE CON TONO DECLAMATORIO) Amore mio dolce, ti scrivo queste poche righe perch non ho il coraggio di esprimerti a voce tutta la mia adorazione. Non sopporto pi la tua lontananza da questo mio povero cuore devastato dal sentimento. S, lo so: la morale degli uomini vorrebbe ostacolare lunione delle nostre anime, ma vedrai che alla fine esse vinceranno. Sei per me pi importante della mia stessa vita. Tiamo, ti amo tanto, o grande, o unico, o insostituibile mio tesoro. Vediamoci presto... presto! Con adorazione, sempre a te vicino.

Scena I

(Dante, Erika e Gioconda)

(SI ACCENDONO LE LUCI; DANTE SEDUTO ALLA SCRIVANIA CON LA LETTERA A IN MANO ED ERIKA GLI SEDUTA DI FRONTE)

DAN (POSA LA LETTERA SUL TAVOLO; DI TANTO IN TANTO, DURANTE TUTTI I DIALOGHI, SI ALZER DI SCATTO E PASSEGGER DOLORANTE A CAUSA DELLE FITTE CHE LE EMORROIDI INFIAMMATE GLI INFLIGGONO, TORMENTANDOLO) E alora? Come cha l? Csa a j smija?

ERI (CON IRONIA) Bella... veramente molto bella... (SI ALZA) Posso farle per un appunto? Mi pare di notare un lievissimo difetto...

DAN Cha disa... cha disa pura, tta Peltrinori...

ERI Feltrinori!... Negli archivi della mia casa editrice, ricordo di aver letto un libro pubblicato nel 1926, di Leopoldo Manzoni, suo nonno, a titolo La lettera maledetta, la cui trama era tutta imperniata su una lettera damore che... non voglio insinuare fosse simile a questa... bens ho la certezza che era proprio questa!

DAN Beh, s, ma...

ERI (LO INTERROMPE) Nel 1952, Torquato Manzoni, suo padre, riusc ad impietosire mio padre e a farci pubblicare il libro Il ritorno della lettera maledetta, imperniato anchesso, ovviamente, sulla lettera in questione.

DAN I soma dacrdi, per...

ERI (INTERROMPENDOLO DI NUOVO) Adesso, io sono venuta qui disdicendo impegni importanti (SI SCALDA SEMPRE DI PI), ho risentito quelle frasi, languide e sdolcinate, che ormai conosco a memoria (QUASI URLANDO, FURENTE), non vorr mica convincermi a pubblicare un terzo libro riguardante quel foglio, magari dal titolo La lettera maledetta colpisce ancora?

DAN (PICCOLO PICCOLO, DOPO UNA BREVE PAUSA) No...

ERI (SOSPIRO DI SOLLIEVO) Ah, meno male...

DAN Pensavo... La lettera maledetta torna a colpire... (ERIKA LO SOTTERRA CON UNOCCHIATA; MOLTO DELUSO) No, eh?... (CERCA DI RECUPERARE) Per, in effetti, deve ammettere che coj doi liber a lhan rscontr un enorme successo di pubblico e di critica... e hanno fatto incassare na barca d sld a la soa ca editriss!

ERI (CERCA DI RIMANERE CALMA) Ammetto che il libro di suo nonno abbia avuto un buon successo... ma quello di suo padre stato solo pi un successo discreto... Ho proprio idea che a leggere il suo saremmo solo noi due! E le assicuro che io ne farei volentieri a meno!

DAN (OFFESO) Adess a esagera! Mi i son sicur che mia fomna, i mej fieuj e magna Cesira a lo lesero! (DANDOSI UN TONO ALTEZZOSO) E peuj cha guarda che mi i lo faso mach per vojutri, neh... perch se fosse solo per me, questa lettera poteva tranquillamente restare in cassaforte!...

ERI (STUPITA) In cassaforte?

DAN Perch? A la sa nen la stria?

ERI Che storia?

DAN Questa lettera maledetta di nome e di fatto!

GIO (ENTRA CANTICCHIANDO, CON IN MANO UNA RIVISTA, BORSETTA E VARIE BORSE DELLA SPESA) Buongiorno! (LE CADE LA BORSETTA, SI CHINA A RACCOGLIERLA, MA LE CADE ALTRO E COS VIA, A SOGGETTO)

DAN (ALTERATO) Ma it lhas fin d f d rabel? It vdde nen chi lhai da f?

GIO E con ln? Anche mi i lhai da f!

DAN E alora valo a f n cusin-a! (GIOCONDA ESCE BORBOTTANDO)

ERI Dicevamo?

DAN Dicevamo cosa?

ERI Ma lei diceva...

DAN E cosa dicevo?

ERI Diceva...

GIO (INTERROMPENDO ERIKA ED ENTRANDO CON LA RIVISTA IN MANO) Dicevo... l dotor a lha dime da deje sta rivista a soa fomna.

DAN E tam la daghe a mi? Butla l, an sla scrivana!...

GIO An sla scrivana? (LA BUTTA IN MALO MODO SULLA SCRIVANIA ED ESCE)

DAN Dicevamo?

ERI Dicevamo cosa?

DAN Ma lei diceva...

ERI E cosa dicevo?

DAN Diceva cosa stavo dicendo!

ERI Ah, s... Cosa stava dicendo?

DAN (DEMORALIZZATO) Im ricrdo p nen!

ERI La lettera maledetta...

DAN Ah, gi... la lettera maledetta!... I disa, tta Peltrinori...

ERI (SECCATA) Feltrinori, prego!

DAN Ma se n sl bijt a j la P davanti, mi i diso Peltrinori...

ERI S, ma dopo la P c anche lH... e quindi Feltrinori!

DAN Va beh... comunque i disa chi lhai tirala fra da la cassafrt perch, in effetti, speravo di ottenere lo spunto per un nuovo capolavoro. Questa lettera, per, a l sempre stita bin ser al sicur, perch tute le vlte cha lhan tirala fra, a l staje, come si suol dire, delle complicazioni... o adiritura dei drammi famigliari...

ERI Ma su, via... adesso non cerchi di impietosirmi con queste storie...

DAN Ma che storie e storie!... M nno, dp l sucss dl s liber, a l campasse gi dal pogieul a causa delle liti in famiglia! E m pare, sempre per colpa d cola litra, in preda ad un successivo tracollo finanziario ed affettivo, a l campasse gi da la fnestra!... Mach che chiel, p sfortun che m nno, a l gnanca rompusse nongia... perch a stasa al pian teren! Mia mama, alora, vist cha lera gnanca bon a massesse, a lha piantalo e a l scap con l masl!

ERI Ma allora questa lettera meglio richiuderla subito al sicuro e non tirarla mai pi fuori!

DAN A lera prpi ln chi vura f!

ERI Ma se la lettera non centra... perch me lha letta?

DAN Glielho gi detto: perch mi servita per trarre lo spunto per un nuovo romanzo! Infatti la trama gi pronta.

ERI Finalmente una notizia positiva. Veniamo al dunque.

DAN Per cominciare, ambientata in Lombardia, disoma an provincia d Cmo. Tutto basato sullamore tra due contadini che si vogliono sposare... ma questo matrimonio non sha da fare...

ERI (COMINCIANDO A CAPIRE DOVE VUOLE ARRIVARE, SI FINGE INTERESSATA, PRENDENDOLO IN GIRO) Bello, bello... e poi?

DAN Poi ci sono vari personaggi caratteristici del luogo che danno colore alla storia... un parroco che deve celebrare il matrimonio, ma che ha paura di farlo... una specie di capo mafioso che comanda il gioco... (RIPENSANDOCI) e gi... mach che antola a jera ncor nen la mafia... e poi non saprei neppure come chiamarlo...

ERI Beh... potrebbe chiamarlo lInnominato...

DAN (ENTUSIASTA) Ma s, che bel! LInnominato!... E poi ho ancora pensato a due figure losche... due briganti... che minacciano questo povero parroco...

ERI I Bravi!

DAN (SORPRESO) E no... sono cattivi, altro che bravi!...

ERI E come pensa di intitolarlo?

DAN Ma... non so... Magari I futuri sposi...

ERI No. I promessi sposi.

DAN Promessi? S potrebbe andare bene... Giusto!

ERI (SI FA TORVA ED ALZA LA VOCE) Sbagliato!

DAN (PERPLESSO) Perche?

ERI Perch lhanno gi scritto qualche anno fa, questo romanzo! Lhanno gi scritto! Ecco perch!

DAN Ah s?

ERI Ah no? Si capisce! Sono sicura!

DAN Ma guarda che sgaro! Quando penso a qualcosa di bello, scopro che qualcuno lha gi scritto!... Copioni!

ERI Ma perch non si siede alla sua scrivania e pensa a scrivere qualcosa di originale, di attuale, qualcosa di suo!

DAN Perch i riesso nen a st set...

ERI Perch? (DANTE LE SI AVVICINA CIRCOSPETTO E LE SUSSURRA QUALCOSA NELLORECCHIO; LEI NON CAPISCE) Eh?

DAN Emorroidi! (CAMMINA NERVOSAMENTE AVANTI E INDIETRO SUL PROSCENIO) Se mi i lavissa nen sto problema, a stora i lavra gi scrivne a dosen-e, d romanz! l dotor a dis cha l gnente, ma ntant le moridi a ij sento mi! E i riesso nen a trov la concentrassion per scrive!

ERI Beh, noi non pubblichiamo testi di medicina. (GUARDA LOROLOGIO) Quando avr trovato la concentrazione mi dia un colpo di telefono. Buongiorno. (ESCE)

DAN I sai nen sam dan p d problema le moridi o steditriss!

SCENA II

(Dante e Gioconda)

DAN (SI RILASSA, POTENDO STARE COMODAMENTE IN PIEDI) Ah, finalment!... Chi peussa avj un pch d soliev... Ste maledete rossle!... Ste frle cham lasso nen st set!... E peuj anche sta balorda, chas buta con le soe pretise... I son gi sagrin a basta sensa duvj pens dc al travaj! (GIOCONDA ENTRA, SEMPRE CANTICCHIANDO, E SPOLVERA QUA E L) St cito, chi lhai da scrive!

GIO A l la prima vlta chi vddo un a scrive da n p e sensa carta e matita!

DAN Finissla, chi deuvo pens!

GIO (IRONICA) Guardlo come a pensa... (E RIPRENDE A CANTICCHIARE E SPOLVERARE; MALDESTRAMENTE FA CADERE FOGLI, RIVISTE, SEDIE, SI AGGANCIA LA GONNA AI MOBILI E COS VIA, A SOGGETTO; SI PU UTILIZZARE DEL BOROTALCO DA SPARGERE SU LIBRI E MOBILI PER SIMULARE LA POLVERE)

DAN (PENSA AD ALTA VOCE) Alora... i pudra scrive n romanz... cha parla... ecco! (PRENDE NOTES E BIRO; GIOCONDA COMINCIA A CANTICCHIARE SUL MOTIVO DE LA MONTANARA E LUI SCRIVE) Lass... per le montagne... tra boschi... e valli dor... tra... laspre rupi... echeggia... (SI RENDE CONTO; A GIOCONDA, MINACCIOSO) E piantla, la malora! (TORNA A PENSARE) Alora... vddoma n pch... (GIOCONDA CANTICCHIA IL PASSATORE) Bel!... Questa ... la triste storia... di Stefano... Belloni... in tutta... la Romagna... (SE NE ACCORGE) Basta! Ancheuj a l nen giorn da scrive d romanz... Provoma con la poesia... na bela poesia da pior tant... (GIOCONDA ATTACCA CIMITERO DI ROSE) La mamma morta... io devo... partire... devo partire... e andar lavorar... (SI METTE QUASI A PIANGERE EGLI STESSO)

GIO (SE NE ACCORGE) Ma csa a l sucedje? Cs a lha, cha piora parej? (SI AVVICINA PER CONSOLARLO)

DAN (PIAGNUCOLANDO) Lasme perde... lasme perde...

GIO Ma no... Csa cha j?... Cha fasa nen parej...

DAN (ESCE TENENDOSI IL DERETANO) Am fan mal!

GIO (A TEMPO, RIPRENDE IL SUO LAVORO; AD UN TRATTO FA CADERE LA LETTERA MALEDETTA) Oh, la miseria! Come chas fa a f polid, con tuta sta carta per ij p? (LA PRENDE DA TERRA E LA LEGGE) Diav!... Soss, bel parej... a lo lasso n gir? l nno as rivoltera nt la tomba a vdde la soa lettera maledetta fra dla cassafrt, tuta strafogn!... Beh, butomla s. (LA INFILA TRA LE PAGINE DELLA RIVISTA PORTATA PRIMA) Almeno a s stira na frisa... Peuj ij la dari al grande letterato, quand cha sia calmasse. (SI RIMETTE AL LAVORO)

SCENA III

(Angelica, Gennaro e Gioconda)

(ANGELICA ENTRA IMBRONCIATA ED ABBATTUTA)

GIO Ciao, Angelica... Cs it fase gi aoss a stora dla matin?

ANG Ho dormito male. Malissimo!

GIO E come mai? Ti chit lhas da manca dla fanfara d jalpin per dsvijte...

ANG Eh... sapessi... i pensieri...

GIO (INDAGATRICE) Da quando in qua pensi invece di dormire?

ANG Da quando sono innamorata...

GIO Innamorata? E di chi?

ANG Beh... sai... Quellamico di Adelchi che viene a studiare qui... sai... Elia...

GIO Elia? Con cola facia?

ANG Come sarebbe a dire, con quella faccia? Ma lo sai i soldi che ha suo padre?

GIO Ah, gi... bellissimo! (SI FERMA) Ma Elia cs a jintra con ij pens chat lasso nen deurme?

ANG da un mese che gli faccio il filo... ma lui nemmeno se ne accorge. Pensa solo ai suoi libri. E poi deve essere allergico a qualcosa... Quando gli propongo di andare insieme al cinema o a prenderci un gelato, lui incomincia a sternutire a pi non posso! Una volta ne ho contati ventidue di seguito! E unaltra volta persino svenuto!

GIO Ma cs it am conte?...

ANG Eh, gi... proprio cos... sembra che sia allergico ai miei approcci... Non so pi cosa fare...

GIO E per tut soss it deurme nen? As ved prpi chit ses na pivla!... (SUONA IL CAMPANELLO)

GEN (GRIDA DA FUORI) Lattaiooo!

GIO (URLA VERSO LINGRESSO) I rivooo! (POI, AD ANGELICA) Ades it faso vdde mi... (ESCE E RIENTRA A TEMPO SEGUITA DA GENNARO)

GEN Indovinate che vho portato?

GIO (CANTICCHIANDO COME NELLA PUBBLICIT) La mozzarella...

GEN No, il caciocavallo. La mozzarella labbiamo finita ed ho pensato che il caciocavallo del paese mio vi avrebbe piaciuto assai di pi ancora.

GIO S... vente a set s, tac a mi... e dime quandi chit im prte a t pas... a vdde come cha l l caciocavallo da davzin...

GEN Ma che paese?...

GIO Come, che pas? Quandi chi saroma mari i ndroma bin al t pas, no?

GEN Mari? Ma chi? Ma cosa? Ma quando? Che ci stiamo a impazziare? Ma bisogna vedere le cose... i cosi... la casa... la chiesa... A Gioco...

GIO Come? It veule nen marime?

GEN Ma s... s...

GIO (SI FA MINACCIOSA) Perch sit im marie nen... it dstaco coj pchi cavej chit lhas ancora an sla bica!

GEN E va bene, va bene... (SI AVVIA) Adesso, scusate... ma ho ancora parecchie consegne che mi stanno aspettando. (ESCE FRETTOLOSAMENTE)

GIO It lhas vist? A l parej chas fa! I soma sempre noi, chi comandoma, ricrdatlo!

AG Ho capito tutto perfettamente! Non mi scapper pi!

SCENA IV

(Dante, Gioconda e Angelica)

DAN (ENTRA DECISO E SI AVVIA PENSIEROSO ALLA FINESTRA) Bja spinass, che nbia! As vddo gnanca le colin-e... (SI BLOCCA PENSOSO E, A POCO A POCO, SI ILLUMINA; INIZIA A DECLAMARE LENTAMENTE) La nebbia... (SI SIEDE ALLA MACCHINA DA SCRIVERE ED INIZIA A BATTERE IL TESTO) ...a... agli... agli irti colli...

GIO (INTERROMPENDOLO, SCONSOLATA) ...piovigginando sale...

DAN (LA GUARDA STUPITO, POI RIPRENDE A DIGITARE) ...piovigginando sale...

ANG (CON NONCURANZA) ...e sotto il maestrale, urla e biancheggia il mar.

DAN (DIGITANDO) ...e... sot-to... il ma-es... (SI INTERROMPE, GUARDA TORVO LE DUE, ESTRAE IL DATTILOSCRITTO, LO RILEGGE, LO ACCARTOCCIA E LO BUTTA VIA; POI, DOPO UNA BREVE PAUSA, INTIMA) Fuori! (GIOCONDA E ANGELICA SI GUARDANO, GUARDANO DANTE, SCROLLANO LE SPALLE ED ESCONO) I sai nen sam dan p d problema ste doe cha ciaciaro o le moridi!

SCENA V

(Dante e Beatrice)

BEA (ENTRA, CON ATTEGGIAMENTO IRONICO) Guardlo s, Hemingway! (DECLAMANDO) Ei fu, siccome immobile...!

DAN (PRENDE LO SPUNTO, COME ILLUMINATO) Bela, costa! (SCRIVE) Ei fu... sic-come... im-mo-bi-le... da-to il... (SI FERMA, ROVISTA TRA LE SCARTOFFIE SULLA SCRIVANIA, PRENDE UN FOGLIO E LEGGE) Ah, ecco!... A m smijava davila gi sentla... i lhai scrivla mach ier... (LEGGE) Ei fu, siccome immobile, dato il mortal respiro...

BEA (LO CORREGGE) Sospiro!

DAN Ecco, ln cha sonava nen bin!... Come a fa n moribond a respir? A sospira!... (CORREGGE A PENNA LO SCRITTO) I lava nen pensaje...

BEA Ci ha gi pensato un altro agli inizi dellottocento.

DAN (FINALMENTE SI RENDE CONTO DELLA PRESENZA DI BEATRICE) Cs it je fase ti ambeless?

BEA (SBOTTANDO) La Musa Ispiratrice, folaton! Possibile che tu non riesca a scrivere qualcosa che non abbia gi scritto qualcun altro? Potevi fare il falsario, almeno si guadagnava qualcosa!... A proposito di guadagni... Non dovevi chiedere un anticipo alleditrice?

DAN (OFFESO) S, i lhai ciamilo. (SI RIMETTE A SCRIVERE CERCANDO DI SVIARE)

BEA (SI AVVICINA INQUISITRICE) E allora?

DAN (FORZATAMENTE RISOLUTO) A lha nen damlo!

BEA (ARRABBIATA) Ma mai possibile che i soldi, in questa casa, debbano per forza arrivare tutti quanti solo dalle mie tasche? Stai tutto il giorno seduto a pensare... e le poche righe che scrivi non valgono niente o sono di seconda mano!...

DAN Ma proprio l, il punto! Stasand tut l d set a l vnme fra quel certo disturbo che tu ben sai... che am tormenta e am lassa nen concentr.

BEA Se ti da fastidio stare seduto, hai solo da scrivere in piedi! E poi, se ti fa tutto sto male, vai dal dottore, da Ettore, che sicuramente trover una cura adeguata!

DAN Tovlo, col-l!... Con tut ln cha lha da f... Ambulatri, ospidal, clinica, conferense, tennis, golf, equitassion... It ij telefone e it sente: (IMITANDO LA VOCINA DELLA SEGRETERIA TELEFONICA) Il dottor Casotti momentaneamente assente. Si prega di dire nome, recapito telefonico e motivo della chiamata dopo il segnale acustico. Sarete richiamati al pi presto. Peeet!

BEA E osi criticarlo perch lui cos preso dalle sue attivit? Almeno lui guadagna... ha una posizione di prestigio... si tiene in forma... Guarda il suo fisico... e poi guardati allo specchio!

DAN (OFFESO) E bin? Cs a j d divers tra mi e chiel? Second ti, chiel a l bon a scrive na poesia? O n romanz? E peuj, anche sas butissa a scrivlo, as capira gnanca cs a j scrit! (ESCE RISENTITO, SEGUITO DA UN CENNO DI STIZZA DI BEATRICE)

SCENA VI

(Beatrice, Gioconda e Dante)

BEA (SI SIEDE IN POLTRONA E SFOGLIA UNA RIVISTA BORBOTTANDO QUALCOSA CONTRO DANTE A SOGGETTO) Ma dimmi solo con che razza di incapace mi dovevo sposare!... E si comporta come se avesse ragione lui!... Riuscisse a scrivere uno straccio di romanzo... ma no!... Sembra proprio che il Dio Successo lo abbia guardato troppo bene in faccia!

GIO Bond, madamin... i cercava prpi chila. Stamatin l dotor Cast a lha dame na rivista, disandme cha jera narticol che frse a janteressava. A l s. (LE DA LA RIVISTA ED ESCE)

BEA Oh, che tesoro! Ettore Casotti lunica persona che si interessa a me. Solo ieri gli ho chiesto delle pubblicazioni sulla magnetoterapia... e lui me le ha subito mandate. (SI FERMA UN ATTIMO A PENSARE) Che abbia un debole per me? (SORRIDE, POI SI RIPRENDE) Ma no... no, non pu essere... (RICOMINCIA A LEGGERE LA RIVISTA DI PRIMA, TROVANDO LA LETTERA A; LA LEGGE) Amore mio dolce, ti scrivo queste poche righe, perch non ho il coraggiuo di esprimerti a voce tutta la mia adorazione... (FINISCE DI LEGGERE IL RESTO SENZA DIRLO A VOCE, CON CRESCENTE STUPORE) Questa proprio non me laspettavo! (E SI LASCIA CADERE SUL DIVANO, ATTONITA; ENTRA DANTE E VA VERSO LA SUA SCRIVANIA; BEATRICE NASCONDE FURTIVAMENTE LA LETTERA SOTTO AD UN CUSCINO DEL DIVANO; CON FALSA INDIFFERENZA) Lo specchio ti ha portato consiglio?

DAN S a lha consigliame d f fra mia fomna!

BEA Scherza, scherza... ma intanto dalla tua povera testolina continua a non uscire un bel niente... ed io continuo ad aspettare... Ricordati che morto un papa... se ne fa un altro! (ESCE)

DAN (DOPO UN MOMENTO) Ah, i na peuss prpi p! A l na rba chi riesso p nen a soport! Na vlta o lutra i duvrai decidme a pij na decision... cha costa ln cha costa! (SI FERMA UN ISTANTE, SI GUARDA ATTORNO, FA UNA SMORFIA DI DOLORE E SI AVVIA ALLA SCRIVANIA) Ades a basta! Im decido bele subit! Ij telefono a Ettore. (PRENDE IL TELEFONO, COMPONE, ASCOLTA UN ATTIMO) Ocop. I lo sava, mi! A l sempre ocop!... (SI ILLUMINA) E mi i j scrivo! I son bin n scritor, no? (PRENDE CARTA E PENNA E SI SIEDE ALLA SCRIVANIA, MA SI ALZA SUBITO CON LA SOLITA SMORFIA; SCRIVE LA LETTERA DI MALATTIA O M RESTANDO IN PIEDI) Dallultima volta che ci siamo visti, la mia condizione fisica molto cambiata. Ti prego di farti vivo al pi presto, perch ho veramente bisogno di parlartene. Bisogna a tutti i costi porre riparo a questa mia situazione: temo che a causa di ci possa venir compromessa la tranquillit della mia famiglia. Vediamoci appena puoi. (POSA LA LETTERA SULLA SCRIVANIA ED ESCE)

SCENA VII

(Adelchi ed Elia)

ADE (ENTRA SEGUITO DA ELIA) Anche sa l mia sorla, fate gnun problema... A l na fija... e quindi it deuve guard gnun an facia!

ELI Eh, s... it parle bin, ades... fin chas na parla mach... ma peuj... Come i faso a esse sicur chat ciapa nen l nervos e chit im s-ciape nen l muso?... E peuj... it im dise d guard gnun an facia... A l prpi costass la facenda! Quand chi guardo toa sorela... e che chila am guarda mi... i riesso gnanca p a ten-e su la testa... ansi... a momenti im la faso fin-a adss! Pensa chi son cos timid, chi riesso a feme la barba con dificolt, perch i tribulo a guardeme fiss ant l specc!

ADE Ma fate furb, garola! Perch? Mi i jera nen timid, frse? Per na vlta i son dime: Adelchi! A l ora d piantla l da esse timid! E da ntlora i son p nen stit timid. A l cos facil...

ELI E, gi... A smija facil... Ma a l pa come... come... chit l da fum!...

ADE S, per ti chit fume nen!... Dai, ven s chit mostro mi, come chas fa. (ELIA SI AVVICINA) Ades, mi i faso ti... e ti it fase mia sorela.

ELI No, no, i peuss nen!

ADE E perch it peule nen?

ELI Perch im verggno...

ADE Ma d csa it deuve vergognete? Ij soma mach mi e ti... A j gnun...

ELI I soma gi trpi.

ADE Ades a basta. Fame nen vn ij givo. Set-te l an sl sof e guarda come chas fa.

ELI Ma mi i lhai gnun-e veuje da bas n fiulastron come ti... e peuj ij barbis a foro...

ADE It deuve nen bas gnun. A va bin? It deuve mach guard e basta. (PRENDE IN MANO IL PIUMINO) Prima rba ai va dle fior. Sconda rba, it avzin-e e it la salute da bin, dasandje le fior. Peuj it sete davzin a chila e it ij parle d nargoment chat pias.

ELI LUniversit a va bin?

ADE Ma s, s... tut ln chit veule. Peuj it j bute n brass an sla soa spala con... non challange... e peuj... pian pian... it la strenze a ti. Pian pian. A l prpi coll l ponto. It deuve f pian pian, con naturalssa. Peuj, quand cha l tac a ti, sempre con naturalssa, pian pian, it j daghe n basin... e peuj dpo, lassa f a chila, cha va bin!

ANG (CHIAMA DA FUORI) Adelchi!

ADE Oh, mia sorela! (ELIA SI ALZA DI SCATTO, AGITATISSIMO) Costa a l locasion bon-a! Date da f! (ESCE DI CORSA)

SCENA VIII

(Elia e Angelica)

ANG (ENTRA, CERCANDO ADELCHI) Adelchi!... (VEDE ELIA, RIMASTO IMMOBILE IN MEZZO ALLA SCENA COL PIUMINO IN MANO) Oh, Elia... (DOPO UN ATTIMO DI IMBARAZZO, RICORDA GLI INSEGNAMENTI DI GIOCONDA) Ciao, Elia... (SI AVVIA RAPIDAMENTE VERSO DI LUI ED ELIA NON SA PI COSA FARE; I DUE, IN MEZZO ALLA SCENA, DI FRONTE, SI SCRUTANO RESTANDO FERMI; IL PIUMINO RESTA TRA DI LORO A DIVIDERLI; DOPO UN ATTIMO ELIA ABBASSA LA TESTA, VERGOGNOSO, TUFFANDO IL VOLTO NEL PIUMINO, ED INCOMINCIA A STERNUTIRE; ANGELICA PRENDE IL PIUMINO E LO LANCIA LONTANO ED ELIA SEGUE LA TRAIETTORIA CON LO SGUARDO, STUPITO; ANGELICA COMINCIA A DARE PICCOLE SPINTARELLE AD ELIA, COSTRINGENDOLO AD ARRETRARE FINO A RICADERE SUL DIVANO, DOPODICH SI SIEDE AL SUO FIANCO)

ELI (DOPO UN ATTIMO DI IMBARAZZATO SILENZIO) Ciao... (E SI SPOSTA VERSO LESTREMIT PI LONTANA DEL DIVANO)

ANG (LO RAGGIUNGE A SALTELLONI E GLI SI APPICCICA CONTRO) Ciao...

ELI (PRENDE CORAGGIO) Beh... per setesse... i soma setasse... (SI ASCIUGA IL SUDORE) Lo sai che sto preparando la tesi di laurea? (ANGELICA GLI RIMANE APPICCICATA ADDOSSO, MA NON PARLA; LUI COMINCIA A FARE SCENA COL BRACCIO, GRATTANDOSI LA TESTA, GUARDANDO LOROLOGIO, ECC.; POI APPOGGIA IL BRACCIO SULLO SCHIENALE, DIETRO AD ANGELICA, MA LO RITRAE SUBITO; AL SECONDO TENTATIVO LO FA SCIVOLARE PIANO SULLO SCHIENALE; ARRIVATO A CINGERE LE SPALLE DI ANGELICA, CERCA DI RIPRENDERE FIATO) Sai che sto preparando la tesi?

SCENA IX

(Gioconda, Elia e Angelica)

GIO (ENTRA ALLIMPROVVISO; SUBITO ELIA SCATTA IN PIEDI E SI ALLONTANA DAL DIVANO) Oh, scuseme... Elia, a j Adelchi cha veul parlete per la scla.

ELI I vado subit! (SI AVVIA DI CORSA, MA SI FERMA PRIMA DI USCIRE; AD ANGELICA, TIMIDAMENTE) Beh... arvdse... (ESCE)

GIO Alora? Come a l ndita?

ANG Se non entravi proprio adesso, era meglio! Eravamo gi al braccio intorno al collo e poi sei entrata tu ed hai rovinato tutto!

GIO Ah, ma alora i jere a bon ponto!... Ai manca pch!

ANG Mah... ho i miei dubbi... Parla sempre di scuola...

GIO No, sta tranquila! Mla nen, cha va bin parej! (ESCE)

ANG (VA ALLA SCRIVANIA, SPULCIA DISTRATTAMENTE TRA LE CARTE DEL PADRE E TROVA LA M; LE DA UNO SGUARDO) Ah, mio padre! Lascia sempre tutto in giro! (METTE LA LETTERA NELLA TASCA DESTRA DELLA GIACCA DI DANTE ED ESCE)

SCENA X

(Gioconda)

GIO (ENTRA, SEMPRE CANTICCHIANDO, SPOLVERA E RIASSETTA; TRA I CUSCINI DEL DIVANO TROVA LA A) Ma guarda mach! Sta litra a l torna n gir!... Un d o lautr a va a fin cha la perdo! (LA METTE NELLA TASCA SINISTRA DELLA GIACCA DI DANTE)

SCENA XI

(Gioconda, Dante e Angelica)

(DANTE ENTRA PENSOSO E SI AVVIA ALLA SCRIVANIA)

GIO Mons Dante, i vora dije che...

DAN (LA INTERROMPE IN MALO MODO) Via! Fra! Lassme st, chi lhai da f! (GIOCONDA ESCE INTERDETTA; DANTE CERCA LA M) Ma as peul savej andoa cha l ndita a fin cola litra chi lhai scrivje al dotor? I son quasi sicur chi lava butala s, an sla scrivania... (LA CERCA A SOGGETTO SULLA SCRIVANIA, NEL CESTINO, SUL DIVANO E SOTTO LA SCRIVANIA)

ANG (ENTRA MENTRE DANTE SOTTO ALLA SCRIVANIA) Pap, cosa fai...

DAN (SOBBALZA SORPRESO E BATTE VIOLENTEMENTE LA NUCA SOTTO LA SCRIVANIA) Ahia! Porc... (ESCE DA SOTTO IL TAVOLO) Oh, bja fauss!... Ah, it ses ti... Cs ai suced? Cs it veule?

ANG (STUPITA) Ma cosa fai sotto la scrivania?

DAN Cs i faso? Che scrivania? Ah, la scrivania! Ehm... Cs i faso?

ANG Cercavi qualcosa?

DAN Quaics?... Ah, gi! S... i cercava... Cs i cercava?... E s, chi cercava... ma im ricrdo p nen csa... (SI FERMA A CAUSA DEL CONSUETO DOLORE EMORROIDALE) Ah, gi! I cercava na litra chi lhai scriv prima e chi lhai lass an sla scrivania!

ANG Ah, dici quella lettera! Lho trovata e lho messa nella tasca della tua giacca.

DAN Ah... benne!... Fa l pias... mandme Gioconda... (ANGELICA ESCE; DANTE VA VERSO LA GIACCA MASSAGGIANDOSI LA TESTA) Giuda fauss, che beda! I lavri pa dstac quaiche quader?... (PRENDE IL FAZZOLETTO E SI TAMPONA) A sagna pa? (INFILA LA MANO NELLA TASCA DELLA GIACCA, NATURALMENTE NELLA TASCA SINISTRA, ESTRAENDONE LA A, MA NON LEGGE IL FOGLIO)

GIO (ENTRANDO) A lha da manca?

DAN Chi, mi?... Ah, s, s! I lhai da manca!... Va dal dotor Casotti e daje sta litra!

GIO (PARLANDO COME UNO SCHIAVO NEGRO) Subito, badrone massa! (PRENDE LA LETTERA A ED ESCE TRASCINANDOSI COME IN CATENE, CANTICCHIANDO UNO SPIRITUAL)

DAN Fa nen sempre la folaton-a!... I sai nen sam da p fastidi sta balenga o le moridi!

SCENA XII

(Dante)

DAN (ISPIRATISSIMO, COMINCIA A SCRIVERE) Era una notte che nevicava... No, no... a l trp frida... Era una notte... che... stissava... Come as dis an italian?... ...uggiosa... Era una notte uggiosa... no, a va nen bin... (SI ALZA MASSAGGIANDOSI IL DERETANO) Era una notte che... pioveva... e... a basta pa... a toca... carch n pch la man... a jera l vent, ecco... Era una notte che pioveva e che... tirava un forte vento... (SEGUITA CANTICCHIANDO IL NOTO MOTIVO E POI STRACCIA TUTTO) No. no! S ij soma nen! Come i faso a concentreme, con l dolor chi lhai?... (SI ALZA E VA A PRENDERE IL VOCABOLARIO) I deuvo trov nispirassion cham fasa compon-e quaics dimportant! Cham fasa sfond ant leditoria! (SFOGLIA A CASO IL VOCABOLARIO) Trovare... Mezzo... Vita... Oscuro... Cammino... Selva... Nostro... (COMINCIA A PENSARE E A COSTRUIRE LA FRASE) Nel cammino nostro, ritrovai la vita... no, no, no... Nella oscura vita del cammino... ehm... ehm... trovai... la selva... in mezzo... no, no, no... Nel mezzo... s, s... Nel mezzo del... cammino... della nostra vita... mi trovai... ecco... Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai in una selva oscura...

SCENA XIII

(Dante, Adelchi ed Elia)

(ENTRANO ADELCHI ED ELIA SALUTANDO A SOGGETTO)

DAN Ah!... Vn s! I lhai trov na neuva ida! Scot s! (LEGGE) Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai in una selva oscura...

ELI (CORREGGENDOLO) Per!...

DAN (SI INTERROMPE STUPITO) Eh?

ELI (RECITA) ...mi ritrovai per una selva oscura, ch la diritta via era smarrita.

DAN (ENTUSIASTA, SCRIVE) Bel!

ADE Ma... a m smija davej gi sent quaics dl gener...

ELI E i lo chrdo! A scla a lhan fane na testa parej, con la Divina Commedia!... (DANTE, AMMUTOLITO, SEGUE IL COLLOQUIO DISORIENTATO)

ADE Ah, gi! Ecco, cs a lera! La Divina Commedia, il capolavoro del Grande Giacomo Leopardi!

ELI (REDARGUENDOLO) Ma no! A lha scrivla Dante Alighieri!! It ricrde p nen? La Vita Nova... i Guelfi e i Ghibellini...

ADE (TAGLIANDO CORTO) S, s... i vora d chiel-l!

DAN (STRACCIANDO IL FOGLIO) Bja spinass! I nambrco mai un-a! (ESCE)

ELI (LO SEGUE, TENTANDO DI CONSOLARLO) Su, su, mons Dante... Csa a l sucedje? (ESCE ANCHE LUI)

ADE Chiss se n gir a j n sigart? (COMINCIA A CERCARE NEI CASSETTI, SULLA SCRIVANIA, POI NELLA GIACCA; TROVA NELLA TASCA DESTRA LA M, LA LEGGE AD ALTA VOCE E COMMENTA) Guarda mach, ste moridi maledte! A lo lasso gnanca travaj! Pr pap... Meno male chij son mi chij dago tante sodisfassion... (SI SIEDE SUL DIVANO)

ELI (RIENTRA) D, guarda che dp doman i loma lesame, neh... A l nen ora chi ripasso quaics?

ADE (POSA LA M SUL DIVANO E SI ALZA) I stasa prpi pensand chi ha tempo, non aspetti tempo! (GUARDA LOROLOGIO) I loma giusta nortta, prima d disn... andoma a fesse na gorissian-a a lImpera!

ELI (PROTESTA) Ma no!... I duvoma studi!

ADE Ma fa nen rije!... I soma bin prepar, per l scrit... It sas tut, ti! (ESCONO)

SCENA XIV

(Beatrice, Angelica, Gennaro ed Elia)

BEA (ENTRA E VEDE SUL DIVANO LA M) Ah, la lettera di Ettore! Meno male che ancora qui... credevo di averla nascosta meglio... (SE LA INFILA IN TASCA)

ANG (ENTRANDO) Mamma, per piacere, aiutami tu... Non riesco a concludere con Elia...

BEA Concludere?

ANG Ma s... concludere... Sai... Elia... ecco... con lui... difficile...

BEA Ho capito. (LE DA LA M) Dagli questa lettera. Con queste parole... vedrai... non potr pi dirti di no!

ANG Cosa c scritto?

BEA Non ci pensare! Anzi, non leggerla nemmeno! Dagliela cos com. una lettera di sicuro effetto sui cuori innamorati.

GEN (ENTRA AFFATICATO) Vho portato o latte!... Datemi una sedia...

BEA C il divano...

GEN Va bene... va bene lo stesso... da stamattina alle sei che sto a gir portando ingiro mozzarello, pecurino e caciocavallo!... Sapesse, sign... ce nho due piedi!... (SI TOGLIE LE SCARPE) Permette sign?

BEA Ma Gennaro!

GEN Eh, sapete com... (SI MASSAGGIA I PIEDI) Scusate se disturbo... ma non sapete mica dov Gioconda?

BEA Dovrebbe essere in cucina...

GEN Allora io vado... Sapete com... lei si vuole sposare... ed io...

BEA E tu?

GEN Ed io... Donna Beatrice bella! Il qui presente Gennaro un uomo libero! E libero vuole restare!... Salutammo, donna Beatrice! (SI ALZA E SI AVVIA SCALZO, POI TORNA INDIETRO E PRENDE LE SCARPE) Scusate, eh... ma... sapate com... (ESCE RAPIDAMENTE)

ELI (ENTRA, COMICAMENTE TIMIDO) Buongiorno, signora...

BEA Beh... io ho da fare in cucina. (IN DISPARTE AD ANGELICA) Dagli subito quel foglio e poi lascialo solo... Vedrai! (ESCE)

ANG Ciao, Elia...

ELI Eh? Ah... Oh... Beh... ciao...

ANG Ti ho scritto... ehm... una cosuccia... Leggila con comodo... poi mi dirai cosa ne pensi. (GLI CONSEGNA LA M ED ESCE)

SCENA XV

(Elia)

ELI (CONTENTO) Bon-a, lidea dl bijet... Almeno a venta nen guardesse n facia mentre as diso certe rbe... (COMINCIA A LEGGERE LA M, DAPPRIMA CON ENTUSIASMO, POI SEMPRE PI PREOCCUPATO E VIENE COLPITO DA CRISI DI STARNUTI; RILEGGE) ...La mia condizione fisica molto cambiata... (STARNUTISCE) ...porre riparo a questa mia situazione... (STARNUTISCE) ...compromessa la tranquillit della mia famiglia... (STARNUTISCE) Ma come a fa a esse ncinta, si lhai gnanca tocala?... (DOPO UNA SERIE DI ALTRI DUE O TRE STARNUTI, CADE DIETRO AL DIVANO, SVENUTO)

SCENA XVI

(Dottore e Adelchi - Elia)

DOT (ENTRA ESAGITATO) Come a l possibil che Dante a labia scriv na litra parej a mi? Dotor e amis d famija da vintetr ani! (LEGGE ALCUNI BRANI DELLA A) Nmo spos... con famija... fieul e fija... I lavra mai p pens cha fissa pass... an slautra sponda!... Che scheur...

ADE (ENTRANDO) Oh, ciao, Ettore! It lhas gi vist m pare?

DOT No, no e peuj no!

ADE Meno male! I vora parlete prima chit lo trovisse. It deuve feme n pias... T sas... pap a va p nen tant dacrdi con mia mare...

DOT I lo chrdo! (ELIA STARNUTISCE)

ADE (AL DOTTORE) Salute.

DOT (SORPRESO) Grassie...

ADE Ti it ses lnich cha peul giutlo, ant sto moment. It ses l s p car amis...

DOT Amis, s... ma mach fin-a a na certa mira, neh... (ELIA STARNUTISCE)

ADE Salute.

DOT Grassie...

ADE Per namis come pap, it deuve esse p che l dotor d famija... It deuve campte anima e crp, per salv la situassion!

DOT Con lanima, ancora ncora... ma con l crp... (ELIA STARNUTISCE)

ADE Salute.

DOT Grassie...

ADE It deuve assecond ogni suo volere. Ansi... deje ij tj servissi anche quandi che chiel a veul nen! It deuve cap cha l n moment pitst dificil...

DOT S, per, mi...

ADE Ansoma, Ettore! It ses namis o no? E alora guarisslo! (ESCE)

(ELIA STARNUTISCE; IL DOTTORE SI GUARDA INTORNO DISORIENTATO)

SCENA XVII

(Dottore e Dante - Elia)

DAN (ENTRANDO) Oh, ciao, Ettore! I lhai prpi da manca d ti.

DOT I lo sai.

DAN It lhas ricev la mia litra?

DOT S, s... i lhai gi ricevla.

DAN A l n problema grss...

DOT Dc per mi!

DAN I lhai prpi da bzgn d le toe prestassion. (CONTROSCENA A SOGGETTO DEL DOTTORE) I riesso gnanca p a st set!

DOT (ALLIBITO) An che sens? (ELIA STARNUTISCE)

DAN (AL DOTTORE) Salute.

DOT Grassie. Ma as peul savisse perch ti e t fieul i continue a stranu e a dime salute a mi?

DAN Cs it veule d con sn?

DOT Che se ti i t strane, i son mi chi deuvo dite salute!

DAN S, ma quand i t strane ti, i deuvo ditlo mi.

DOT A va bin. Ma ades it lhas bin stranu ti, no?

DAN Minmmi!... Ma... Ettore... i t staghe bin? It lavras pa pijate linflunsa?

DOT Ma it ses nen ti chi t strane?

DAN (TAGLIA CORTO, PER TORNARE AL SUO PROBLEMA) Ma parloma d rbe serie, dai! I lhai da manca dun t servissi...

DOT Mi i preferira contete na barzeltta...

DAN Ma che barzeltta, l!... Frsa! I deuvo mostrete mi csa chit lhas da f? (SI SLACCIA LA CINTURA DEI PANTALONI)

DOT Ma mi, verament... (GUARDA LOROLOGIO, MOLTO TURBATO) Ades i lavra napontament motobin amportant...

DAN Di, alora! Va n pressa e torna! It dago mesora! d p i peuss pi nen spet. Dsbreuite mach! Mi i vado ddl a prepareme! (ESCE)

SCENA XVIII

(Dottore ed Elia)

DOT (SCONCERTATO) I lavra mai p pens da riv a trovme ant una situassion parej... (ELIA, RINVENUTO, SI ALZA IN PIEDI DIETRO IL DIVANO E STARNUTISCE, SPAVENTANDO IL DOTTORE) Calma!... S a j p gnun!... Ma mi i lhai nen stranu, quindi... a j quaidun!... Ma sa j gnun... coma a fa a essje quaidun?... E sa j quaidun... come mai s a j gnun?

ELI (SI AVVICINA) Cerea, dotor...

DOT (TRASALE) A j quaidun! (FINALMENTE VEDE ELIA) Ma da ndoa chi t s-cide?

ELI I lava prpi da manca d chiel...

DOT Nutr?... Perch? Cs it veule?

ELI (PARLA A NASO CHIUSO) I son pijame nalerga teribila! Cham daga quaics...

DOT Ah, s... (SI TOCCA LE TASCHE) Ma i lhai nen l ricetari da press... (VA ALLA SCRIVANIA, PRENDE UN FOGLIO E SCRIVE) Guarda... ln chai va per ti it lo scrivo s nsima. (HA SCRITTO SUL RETRO DELLA LETTERA A)

ELI (PRENDE IL FOGLIO) A dis cham far bin?

DOT A l prpi ln chai va per ti! Garantito al limone! (ESCE)

ELI Mah... speroma... (SI METTE LA A IN TASCA, COS ADESSO HA LUI LE DUE LETTERE)

SCENA XIX

(Elia, Adelchi e Gennaro)

ADE (ENTRA CON GENNARO) Ma perch la fai tanto lunga?... Sposala, no...

GEN E bravo!... Io non voglio! Voglio rimanere libero!

ADE E allora non sposarla!...

GEN E leredit? Questo il problema: le-re-di-t.

ADE Leredit?

GEN Leredit della nonna. Quella, due anni non li regge pi! E chi si piglia i soldi della vecchia... a posto!

ADE Allora sposala quando muore la nonna...

GEN Eccolo! proprio quello che voglio!... Solo che lei vuole sposarsi subito...

ADE Fate un compromesso...

GEN No... a me quelle cose di gruppo non piacciono manco per niente...

ELI (LI INTERROMPE) Gennaro, passi mica davanti alla farmacia?

GEN No, veramente no.

ELI Allora OK. (GLI DA LA M) Prendimi queste medicine, poi ti do i soldi.

GEN Perch non ci vai tu? (PRENDE LA M)

ELI Io e Adelchi dobbiamo studiare... e poi devo parlargli di una cosa molto importante. (GENNARO ESCE DI MALAVOGLIA, SALUTANDO A SOGGETTO)

SCENA XX

(Elia ed Adelchi)

ELI Adess i parloma n pch, mi e ti...

ADE Ma s, dai, i loma gi ripass tut ln cha jera da ripass...

ELI No, no, lassa perde la scla... i lhai da parlte d toa sorela...

ADE Ah, gi... Come a l peuj andita?

ELI Gnente d particolar... a l tut an sospis... anche perch a lha dame na litra chi capisso pch... scusa la mia ignoransa... (GLI DA LA A)

ADE (VIENE SUL PROSCENIO E LEGGE LA A, SOTTOLINEANDONE I PASSI SALIENTI) E alora? A m smija fin-a trp ciaira! Ansoma, cs it veule d p?

ELI Ma it rende cont? Mi i lhai gnanca tocala!

ADE E bin? Csa a veul d? Ormai la csa a l faita! (SORRIDENDO SODDISFATTO) E ti chit lave dime gnente... Bel amis chit ses!...

ELI (VISIBILMENTE ALTERATO) Ma come... i na sava gnente dc mi!

ADE Beh... la litra a smija bastansa ciaira!

ELI A mi a m smija nen tant ciair come chi loma fait!

ADE Ma perch? Csa i leve fait?

ELI Mi i lhai mach fait ln chit lhas dime ti...

ADE E alora? d csa chit precupe?

ELI Ansoma, Adelchi! It lhas ancor nen capilo che toa sorela a l ncinta? (STARNUTISCE)

ADE (RIMANE DI SASSO) Ma no!

ELI Ma s!

ADE Ma basta, l!... E come chi leve fait?

ELI A l prpi ln chi vurera savej! (STARNUTISCE PI VOLTE, POI SVIENE SUL DIVANO)

FINE DEL PRIMO ATTO


ATTO SECONDO

SCENA I

(Adelchi ed Angelica)

ADE (SEDUTO SUL DIVANO, TENTA DI CENTRARE UN CESTINO DI FRONTE A LUI CON LE CARTE DA GIOCO; POSSIEDE TUTTORA LA A) Ma figurte mach... Come a l possibil?...Mia sorela ncinta?... Ma se col torolo a lha gnanca l coragi d guardela n facia...

ANG (ENTRANDO) Ciao. Hai visto Elia?

ADE (INQUISITORE) Io s... e tu?

ANG Di... non fare lo scemo! Lhai visto o no?

ADE Certo che lho visto. Perch lo cerchi?

ANG Beh... devo trovarlo, perch... mi deve restituire una certa cosa...

ADE E se quella certa cosa ce lavessi io? Dimmi di che certa cosa si tratta.

ANG Uffa... solo un bigliettino!...

ADE Ma come? Scrivi lettere damore alle persone e poi pretendi che te le restituiscano?

ANG (CON ATTEGGIAMENTO OFFESO) Ehi! Come fai a sapere che era una lettera damore?... Comunque mamma me laveva solo prestata...

ADE Cosa centra la mamma?

ANG Cose da donne! Rispondi piuttosto alla mia domanda! Cosa ne sai tu della lettera?

ADE (COMPIACIUTO) Ne so pi di quanto credi... perch ce lho io.

ANG (RISENTITA) E come fai ad avercela tu?

ADE (IMITANDOLA) Cose da uomini! (LE DA LA A; ANGELICA LA PRENDE, OFFESA, E SI AVVIA; LUI LA FERMA, CON INTENZIONE) E... ha funzionato?

ANG Non lo so ancora...

ADE Come, non lo sai ancora?

ANG Beh... non lho pi visto, dopo che gli ho dato la lettera.

ADE Ma... cosa vi siete detti?

ANG Boh... le solite cose... ciao... come va... come stai...

ADE Nientaltro?

ANG Luniversit... la tesi...

ADE (RASSICURATO) Allora come pensavo...

ANG Perch? Cosa ti credevi?... cos timido...

ADE (IMPACCIATO) Mah... in giro si dice che tu... siete in due!...

ANG In due? Cosa vuoi dire?

ADE Insomma! mezzora che ci giriamo intorno!... Sei o non sei incinta?

ANG (ATTERRITA ALLIDEA) Incinta? Io? Ma sei scemo?

ADE Sicura?... Neanche un po?...

ANG Ma figurati!... Lo sapr bene, no?

ADE (SOSPIRA SOLLEVATO) Ah, beh... OK, puoi andare, adesso.

ANG D, guarda che me ne vado quando voglio io, eh!... (ESCE CON LA A)

SCENA II

(Elia ed Adelchi)

ELI (ENTRA MOLTO ABBACCHIATO) Ciao...

ADE Csa chit lhas? It ses malavi?

ELI Ma it lo capisse nen an che situassion chim treuvo?

ADE Ma pijtla nen...

ELI Come, pijtla nen? I son mi nt la bagna, pa ti!...

ADE Sta tranquil... i lhai parl...

ELI (LO INTERROMPE) Sta tranquil? I son anformame! It lo sas vaire cha costa na carossin-a al d dancheuj?

ADE Cerca da calmte... mi i sai...

ELI (C.S.) Calmte, calmte... it ses pa ti chit deuve sposte!...E ij mbij... lalgg... i duvri piant l j studi...

ADE Fa nen l rancin, va... chit ses pien d sld. A lo san tuti...

ELI It fase n pressa ti, a parl!... Quandi chit lhas spendje, it jhas p nen!

ADE It diso chit duvras gnanca tir fra na lira, per mia sorela.

ELI Perch? Ai buta t pare?

ADE No! Gnente dautut! Angelica a l nen ancinta.

ELI Ma no!

ADE Ma s!

ELI Ma come?

ADE Ma gi!

ELI Ma dai...

ADE Ma s capiss!

ELI Ma basta, l... E ti cs it na sas? A lese la litra a smijava p che evident!

ADE Ma che litra! Mi i lhai parl sinch minute fa con mia sorela... e a lha garantime cha j gnun cha speta e gnun cha riva! A lavr pijate n gir...

ELI Pijame n gir? Bel schers! (SARCASTICO) Ah, ah, ah! Che da rije! (ARRABBIATO) Mi staneuit i son famla n bianch!

ADE Ma no!

ELI Ma s!

ADE Ma come?

ELI Ma gi!

ADE Ma dai...

ELI Ma s capiss!

ADE Ma basta, l... passesse la neuit an bianch per n schers!...

ELI (INFUOCANDOSI) N schers motobin pesant!

ADE Euh, diao! It voreras pa pijtla per tut ln?

ELI Im la pijo e come! Ansi... sit vdde toa sorela, disje pura chas na cerca nautr da pij n gir!... Tra mi e chila... tut a l fin!... (TRAGICO) Per sempre!

ADE Ma sa lera gnanca ncamin!...

SCENA III

(Adelchi, Elia, Dante ed Erika)

DAN (ENTRA CON ERIKA) Mi i jassicuro che le poesie a fan ancora colp an sla gent...

ERI S, ma bisogna essere capaci a scriverle, le poesie. (VEDENDO ELIA) Ciao... Cosa ci fai tu, qui?

ELI Ciao, Erika... Sono compagno di studi di Adelchi, il figlio del signor Manzoni. E tu? Come stai? da un po, che non ci si vede, eh?

ERI Bene, bene... Beh, non ci vediamo dallultimo saggio che ti abbiamo pubblicato...

ELI Beh, sai... con luniversit...

DAN (STUPITO) Ma... iv consse?

ERI Se ci conosciamo? Lamico di suo figlio un giovane scrittore molto promettente. Ha gi scritto due romanzi e un saggio... e sono andati a ruba!

DAN Ah, s? Ma i lo sava nen... (SI AVVICINA AD ELIA) Ma brav... come mai chit lhas mai dimlo? (SUONA IL TELEFONO)

ADE (RISPONDE) Pronto?... S... S... S... S... S... S... S... S, s... S, qui... gliela passo... (AD ERIKA) per lei... la sua segretaria... (PORGE LA CORNETTA)

ERI (PARLA AL TELEFONO CON LO STESSO TONO DI ADELCHI) Pronto?... No... No... No... No... No... No... No... No, no... S. (RIATTACCA) Scusate... devo andare. Potrei chiamare un taxi?

DAN (MELLIFLUO) Ma no... tta Peltrinori...

ERI Feltrinori! Una volta per tutte!

DAN S, s, a va bin... I disa, tta Peltrinori, che a deuv nen ancomodesse... A la compagna me fieul...

ADE Mi verament i duvra studi...

DAN It lhas mai studi n vita toa e it veule ncamin prpi ancheuj? (GLI DA LE CHIAVI DELLAUTO) T, cipa!

ERI Beh... allora grazie... stato molto gentile... Ma non si illuda di corrompermi con questo. (AD ELIA) Ciao. Mi raccomando... fatti sentire, ogni tanto... Abbiamo bisogno di novit. (ESCE SEGUITA DAL RILUTTANTE ADELCHI)

SCENA IV

(Dante, Elia e Gennaro)

DAN It bive quaics?

ELI No, grassie... I soprto nen lalcol.

DAN Magara na gaseus?

ELI No, grassie... I lhai nen sj.

DAN Pan e salam?

ELI No, grassie... I lhai nen fam.

DAN Gnanca n bicer daqua? Un tch d borgo? Un bicer d vinapola?

ELI No, no, grassie... dabon...

DAN Come chit veule... It sas... i jera prpi n camin chi pensava... beh, tra colega... i peus ciamte colega, no?

ELI (TIMIDO E CONFUSO) Mah... cha fasa chiel...

DAN Dame dl ti, per pias... tra d noi...

ELI Beh... i sai nen si riesso...

DAN (TAGLIA CORTO) Sent s. I son an camin chi scrivo n romanz... bel, neh... prpi bel. Mach che... an manca col certo non so che... disoma... la prima pagina! Andoa col certo lui a deuv f la dichiarassion a cola certa lei...

ELI A ventera almeno savej la trama...

DAN Ma che trama e trama! Se i soma a la prima pagina, csa it pretende da mi? La trama a vnir peuj d conseguensa!

ELI Beh, s, ma... Ant s moment am pija mprepar...

DAN Come, amprepar? Nautor dl t calibro a peul nen esse amprepar! O pitst it lhas para chit frega jidje?... A mi am basta mach un cit posson... peuj it sas... con lesperiensa chi lhai...

ELI A l n pch dificil... (GENNARO ENTRA CON PACCHI DI FORMAGGI, LATTE, ECC.; SI METTE SUL FONDO E ASCOLTA, NON VISTO, PRENDENDO APPUNTI SU DI UN TACCUINO) Alora... Ij cavej a son na rba fondamental ant le dichiarassion. As pudra d parej: Vorrei specchiarmi nelloro dei tuoi capelli... che... come raggi di sole... fanno splendere il tuo... candido volto... e... ehm... e... che son mossi dal vento come... un campo di grano maturo...

DAN (ESULTA) Bel, bel! Ma it lo sas chit ses prpi frt?

SCENA V

(Dante, Elia, Gennaro, Beatrice e Angelica)

BEA (ENTRA, INTERROMPENDO DANTE) Buongiorno, Gennaro. (DANTE ED ELIA SI VOLTANO STUPITI VEDENDO GENNARO)

GEN Buongiorno, sign... sapete com... vho portato il formaggio...

DAN Ambeless a j gi trpa confusion! Ven, Elia... andoma ddl, chi soma p tranquij... (ESCONO TUTTI E DUE)

BEA Grazie, Gennaro... (PRENDE I PACCHI) li porto io, in cucina.

GEN Arrivederci, sign... (ESCE)

ANG (ENTRANDO) Mamma... ho qui la lettera che mi avevi prestato...

BEA Ah, s... Dammi qua... (SI SIEDE SUL DIVANO) Siediti. (APRE LA LETTERA E SI ASSICURA CHE SIA LA A; ANGELICA SI SIEDE VICINO A LEI) Allora? Cosa ne dici? Ti servita, la lettera?

ANG Mah... non lo so ancora... posso sapere da dove arriva? Un momento fa lho letta e lho trovata molto bella... romantica... appassionata...

BEA Ah... ehm... me lha scritta... pap... quando eravamo fidanzati... (LA METTE TRA I CUSCINI DEL DIVANO)

ANG Pap? Incredibile...

BEA Beh, sai... in giovent...

SCENA VI

(Angelica, Beatrice ed Elia)

ELI (ENTRA, VEDE ANGELICA E INCOMINCIA A STERNUTIRE) Buongiorno...

BEA Oh, ciao, Elia... (LI VUOLE LASCIAR SOLI) Mi venuto in mente... che ho da fare di l... Ah, gi! Devo portare il formaggio in cucina! (PRENDE I PACCHI ED ESCE)

ANG Elia... hai letto... ehm... la lettera che ti ho lasciato?

ELI (DISTACCATO) S. (STARNUTISCE)

ANG E... cosa... cosa ne pensi?

ELI Che non mi piace essere preso in giro. (STARNUTISCE)

ANG Come, preso in giro? Cera qualcosa che non andava?

ELI Cera qualcuno che non andava! (STARNUTISCE)

SCENA VII

(Elia, Angelica e Dottore)

DOT (ENTRA, INTERROMPENDO, CON ATTEGGIAMENTO AMBIGUO) Ciao, carini... Avete visto il mio amico Dante? (TRA S) Ma guarda mach csa cham toca f...

ANG (SBALORDITA) Mah... non so... Era con Elia di l... poi Elia venuto di qua... e pap rimasto di l...

ELI (ESTERREFATTO) S... era con me di qua... poi siamo andati di l... poi io sono tornato di qua... e lui... lui... ma ndoa cha l?

DOT Di l!

ANG Beh... se sa che di l... perch ha chiesto a noi dov?

DOT Oh, per piacere! Non scherziamo! Andate a chiamarlo, che ho bisogno di lui!

ELI Subit! (ESCE TIMOROSO ED ATTONITO, SEGUITO DA ANGELICA)

SCENA VIII

(Dottore e Beatrice)

DOT Sta comdia a ncamin-a a fesse pesanta! I veuj prpi vdde come cha ndr a fin sto trigo!... Oltretut, i lhai para che la vos a s spatara! Mi i lhai na reputassion, da difende!... I son mai mariame per esse liber d f tut ln chi vura... si perdo la mia chrdibilit, i son bele pan e fricass!

BEA (ENTRA) Oh, caro, caro Ettore! Che piacere, vederla qui, a casa nostra!

DOT Buongiorno, Beatrice... Cercavo suo marito...

BEA Ah, s... di l... Qualcosa da bere?

DOT No grazie... Non sopporto lalcool...

BEA Magari una gazzosa?

DOT Non ho sete, grazie...

BEA Neanche un bicchiere dacqua? Pane e salame? Un bicchiere di vino?

DOT No, no... davvero, grazie...

BEA (GLI SI BUTTA AL COLLO) Allora prendi me, dottor Kildare!

DOT (SBALORDITO, SI DIVINCOLA) Ma cosa fa, signora!... Io non posso...

BEA Taci! Conosco i tuoi sentimenti, gattone! (LO RINCORRE)DOT (LE SFUGGE A SOGGETTO, FRAPPONENDO UNA SEDIA O QUELLO CHE GLI CAPITA TRA LUI E BEATRICE) Per carit, signora... un po di contegno... c suo marito, di l...

BEA Mio marito non conta!

DOT Beh... ma s... posso capire... Lo credo bene, povera signora!...

BEA E allora? Che cosa aspetti, tigrotto!... Dopo le parole infuocate che mi hai scritto...

DOT Scritto? Scritto cosa?

BEA Scritto, s! Quella lettera infuocata che ho trovato nella rivista che mi hai mandato!

DOT (CADE DALLE NUVOLE) Ma che lettera? Io non ho mai scritto altro che ricette!

BEA Cosa?... E allora? Tutte quelle belle parole? Amore di qui... tesoro di l...

DOT Continuo a ripeterle che io non ho assolutamente scritto nulla di quello che dice! Forse lavr scritta qualcun altro! Io le ho mandato la rivista e basta...

BEA Qualcun altro? Ma allora tu... cio... lei...

DOT Io voglio solo parlare con suo marito! E in questa faccenda non centro niente! (ESCE TURBATO)

BEA Allora... se non il dottore... chi pu essere? La rivista me lha data Gioconda... e Gioconda senzaltro da escludere... Ma la rivista era sulla scrivania di Dante! (SI ILLUMINA) Dante? Allora lui, che mi ha scritto quelle dolci parole! E io che non lho mai capito!... (ESCE CHIAMANDO) Dante!...

SCENA IX

(Gennaro e Gioconda)

(SUONA IL CAMPANELLO; GIOCONDA ENTRA E VA AD APRIRE; RIENTRA A TEMPO, SEGUITA DA)

DAN Oh, Gioconda... come stai?

GIO Mah... it im vdde nen? I son s!...

GEN S, ti vedo... Guarda che sono andato in farmacia per conto di Elia e il farmacista non mi ha dato niente, perch il foglio che il dottore mi ha dato non una ricetta.

GIO Fa vedere... (PRENDE IL FOGLIO E LEGGE LA M, POI SE LA INFILA IN TASCA) Oh, miseria! A l staje neror!... (TIRA FUORI UNA SCATOLA DI ASPIRINA) Toh, daje sn, a Elia... a ndar bin listess! (MENTRE METTE IN ORDINE I CUSCINI DEL DIVANO, TROVA LA A; LA APRE E LA LEGGE) Ma a l sempre n gir, sta litra? (LA RIPONE SULLA SCRIVANIA DI DANTE)

GEN (SI ABBANDONA SUL DIVANO, GRATTANDOSI LA PANCIA) Ahhh...

GIO Dime n pch, ti... quand a l chi guardoma per ij mbij?

GEN I mobbi? E che stanno a fa?

GIO Ma i mobili, no? Quelli per la nostra casa!...

GEN Eh... va bene... c tempo... sai com...

GIO Ma che tempo e tempo! Sit im marje nen p che n pressa, it s-ciapo n ginoj!

GEN Ma che fretta c?... Ci vuole pazienza... La pazienza la virt dei forti!

GIO Altro che pazienza!... Sit lasso perde n moment, ti a la prima ocasion it im mle per quaiche scajtta!

GEN Ma figurati! Per chi mi hai preso? Non farei mai una cosa del genere! Non sono mica un Pulcinella! Uno che cambia faccia dal giorno alla notte!

GIO S... scrivme! (ESCE)

SCENA X

(Gennaro, Erika ed Adelchi)

ERI (ENTRA SEGUITA DA ADELCHI; GENNARO RIMANE DI SASSO, AMMALIATO, E LA OSSERVA DA CAPO A PIEDI) Uffa, che seccatura! Farmi perdere mezzora per una stupidaggine del genere!...

ADE Si figuri che seccatura per me, che sono rimasto mezzora ad aspettare in macchina! Il semaforo diventato rosso 48 volte, hanno attraversato la strada quattro nani, un cieco col cane e dodici donne in stato interessante. Prevedo che il prossimo anno ci sar un notevole incremento demografico.

ERI Sto male solo a pensare a quanti di quei bambini, non trovando lavoro, cercheranno di fare gli scrittori...

ADE Mi scusi... la lascio qui un attimo e vado ad avvisare pap che siamo tornati. con permesso... (FA PER USCIRE, MA VIENE BLOCCATO DA GENNARO)

GEN Ade, una parola, per favore... dimmi un po... sai com... cio... sai com... (INDICA ERIKA)

ADE Sai com... cosa?

GEN Ade... cio... dici che... possiamo o non possiamo?

ADE Ah, beh... Basta provare... Tentar non nuoce! (ESCE)

GEN (SI AVVICINA AD ERIKA CON OSTENTATA NONCURANZA; LE GIRA ATTORNO, MENTRE LEI LO OSSERVA SOSPETTOSA, POI LE PORGE LA MANO) Permettete, signori... Sapete com... nessuno ci ha presentati... e allora... Gennaro. Sono il lattivendolo della famiglia Manzoni, sapete com...

ERI Ah, s... piacere. Erika Pheltrinori, editrice.

GEN Stavo guardando i vostri capelli... sapete com... I capelli sono... sono... (DI NASCOSTO, LEGGE GLI APPUNTI PRESI PRIMA) sono una cosa fondamentale...

ERI (IMBARAZZATA) Ma... in che senso?

GEN (LEGGE DECLAMANDO) Vorrei specchiarmi... nelloro dei tuoi... capelli che come... raggi di sole fanno... splendere il tuo candido... volto e che son mossi dal... vento come un campo di... grano maturo...

ERI (ESTASIATA) Bello, bello... e poi?

GEN E poi... sapete com... questo solo linizio! Con voi accanto potrei scritturare anche un poemico!

ERI (PERPLESSA) Scritturare un poemico?

GEN S, s... lo potrei scritturare anche a memoria!

ERI Perbacco... sono frasi bellissime... Magari un po da aggiustare... ma potremmo rivederle insieme, no?

GEN (LE PRENDE LA MANO) Rivediamo, rivediamo... (GLIELA BACIA)

SCENA XI

(Gennaro, Erika e Dante)

DAN (ENTRA ALLIMPROVVISO) Tta Peltrinori, meno male cha l torn!

ERI (INDISPETTITA) Pheltrinori!

DAN Ah, gi... tta Peltrinori... A l vnme fra na poesia... struggente, ma struggente... Oh, che struggente!... Cha scota s: (RECITA) Vorrei specchiarmi nelloro dei tuoi capelli che, come raggi di sole, fanno splendere il tuo candido volto e che son mossi...

ERI (INTERROMPENDOLO) Ma insomma! Non le bastano i grandi autori? Ora si mette a copiare anche i dilettanti?

DAN E csa i jintro mi? Se mai a l Elia cha cpia n gir...

ERI Ma che Elia? Mi faccia il piacere! (PRENDENDO GENNARO SOTTO BRACCIO) Andiamo, Gennaro... Andiamo in qualche posto pi tranquillo a scritturare il tuo poemico... (ESCE CON GENNARO)

DAN (SBALORDITO) Scritturare il tuo poemico? I sai nen sam dan p d problema sti doi garola o le moridi...

SCENA XII

(Dante)

DAN (VA VERSO LA SCRIVANIA E COMINCIA A ROVISTARE TRA LE CARTE; NE ESTRAE UN FOGLIO) Bla, costa!... chiss perch i lhai mai dslup sta trama... LEGGENDO) Na famija d petrolieri texani... pien d sld... Gei Ar e Sue Ellen... Pamela... Ah, gi... a lava dime Angelica cha lo dasa gi a la tele... (LO METTE VIA E TROVA LA A) Guardla s, la Lettera maledetta... I deuvo butla ant la cassafrt, prima cha fasa d dani... (SI FERMA PENSOSO) Come a l gi la combinassion? Dunque... 0114116885... no! Cost a l l m numer dl telefon... 06 per chi chiama da fuori Roma... ah, no... cost a l Pronto Raffaella... Epura a l segn da quaiche part... (CONTINUANDO A ROVISTARE SULLA SCRIVANIA, RIPIEGA LA A E LA POSA TRA I FOGLI) Speroma mach chi labia nen seralo ant la cassafrt... I sai nen sam da p d problema la memoria o le moridi... (ESCE)

SCENA XIII

(Dottore e Gioconda)

DOT (ENTRA CON ATTEGGIAMENTO AMBIGUO) Dante... Dantuccio... (CERCA INTORNO) Speroma cham vdda gnun...

GIO (ENTRA) Oh, cerea, dotor... Cha guarda la combinassion... i pensava prpi a chiel! I vura mach dije cha l staje n cit eror... Cola litra chi lhai daje, a lera nen per chiel... (GLI DA LA LETTERA M) A l costa la litra chi duva consegnje da part d mons Dante...

DOT (LEGGE LA M) Ma no!... A l nen possibil!... E mi i sara ndit l l per ruvinme la reputassion, tut perch vojutri iv confonde ij bijt?... (ARRABBIATO) Chai disa a Dante che la prssima vlta am telefona, almeno i podroma esse ciir!

GIO Euh, a va bin... Ma chas la pija nen con mi... (ESCE)

DOT (PENSOSO) A meno che... mmi, mmi... i lhai cap... Cola litra Dante a lava scrivila a Gioconda! A l chila cha lha nvert ij bijt! Come chi lhai fait a nen caplo prima? Da sempre la serva a l lamante dl padron... come da sempre il maggiordomo lassassino! (DIVERTITO) Gioconda e Dante... se as savissa n gir... Ecco ln cha vura d Adelchi quand a disa che s pap e soa mama a van nen dacrdi!...

SCENA XIV

(Dottore, Angelica, Gioconda ed Erika)

GIO (ENTRA SEGUITA DA ANGELICA) E pens che mi i lava mostrate come chit duva f... Che testassa!

ANG Io ho fatto come mi hai detto... ma qualcosa deve essere andato storto... Sai... tutti quei discorsi che mi ha fatto... incinta, non incinta... Dovrei essere io la prima a saperlo... Vero, dottore? Lei che se ne intende...

DOT (CADENDO DALLE NUVOLE) Eh?... Ah, s, s... it lhas rason...

GIO Ma le rbe a deuvo nen and strte! I soma noi chi dovoma feje nd drite!... Presmpi... quandi chat disa chit jere ncinta, perch chit lhas neglo? A j sempre temp dpo l matrimni a d la vrit!... A l vera, dotor?

DOT (DISTRATTO) Come?... Ah, s, s... a lha rason...

ANG Ma come? Prima da ragione a me e poi a lei?

DOT E gi... it lhas rason... (SCUOTENDOSI) Bin... ades i deuve scusme, ma i deuvo and a visit Dante. (ESCE DALLA PORTA SBAGLIATA)

GIO Dotor! Cha guarda che mons Dante a l ddl...

DOT (RIENTRA) Ah, s... a lha rason... (ESCE DALLA PORTA GIUSTA)

(SUONA IL CAMPANELLO; GIOCONDA VA AD APRIRE E RIENTRA CON ERIKA)

GIO Buongiorno, signorina... Il signor Manzoni di l. Devo andarlo a chiamare?

ERI Ma... io... veramente... sono venuta per vedere se cera il signor Gennaro...

ANG (A GIOCONDA) Cos tu saresti quella che fa andare le cose per il verso giusto, eh?

GIO (INASPRITA, AD ERIKA) E lei? Cosa vuole da Gennaro?

ERI (IRRITATA) E lei? Cosa vuole da me?

GIO (SDEGNATA, AD ANGELICA) Andiamocene! A l mai piasme trp, col Gennaro!

ANG (IRONICA) La volpe e luva! (ESCONO)

SCENA XV

(Erika, Gennaro, Dante e Beatrice)

ERI (TRA S) A sentire le poche frasi che mi ha improvvisato, sembra proprio un grande poeta... Speriamo solo che non abbia anche la memoria dei grandi poeti! Dovrebbe essere gi qui... (GUARDA LOROLOGIO)

GEN (ENTRA AFFANNATO; VESTITO IN MODO ELEGANTE) Ciao, Er! Sono in ritardo?

ERI (STIZZITA) S! Lappuntamento era per dieci minuti fa!

GEN Eh, sai com... le mozzarelle...

ERI Non mi interessano le mozzarelle! (SI CALMA) Limportante che ora tu sia qui...

GEN (LE PRENDE LA MANO E LA GUARDA ROMANTICAMENTE NEGLI OCCHI) Eri... che begli occhi che chai... sembrano due... due rubinetti...

ERI (SI SCUOTE) Rubinetti?

GEN Ma s... sai com... due rubini piccoli... che hai capito?... Due rubini che luccicano nella notte buia di agosto... ( MOLTO SODDISFATTO DELLA FRASE)

ERI Ma come... due rubini? I rubini sono rossi!

GEN E che ci posso fare io? Sarai raffreddata...

ERI (RIDE AMMIRATA) Che poeta sei!... La tua fantasia non ha limiti...

GEN (CON PRESUNZIONE) Eh, sai com... (LA RIPRENDE PER MANO)

BEA (ENTRA SEGUITA DA DANTE) S... ma non credevo che nel tuo cuore ci fosse ancora cos tanto amore per me...

DAN Sai... col passare degli anni... aumenta!... S a va a fin chi sai p nen andoa butlo... (A DISTANZA SI RIVOLGE AD ERIKA) Oh, buongiorno signorina... Cha labia passiensa, neh... i rivo subit (ERIKA NON LO CONSIDERA; CHIEDE A BEATRICE) Ma come mai Gennaro a l torna s? Come cha lha fait a intr?

BEA Gli ho dato una copia delle chiavi, cos pu portarci il latte senza problemi...

DAN Ades, per... a m smija cha na profita n pch trp, neh... (TORNA AL COLLOQUIO DI PRIMA) Sent un pch... mi i son prpi content chit se ncorztne... ma cs a l chat fa pens che mi i labia ncora tant amor per ti?

BEA Non fare il finto tonto... lho capito dalla lettera che mi hai fatto trovare...

DAN (STUPITO) La lettera? (ASSECONDANDOLA) Ah, s... I vora fete na sorprisa...

BEA (GATTONA) Dante... Dantuccio... Senti... Visto che c qua leditrice e sembra abbastanza... vulnerabile... perch non provi a chiederle un piccolo... anticipo?

DAN (IMPAURITO) Ma... it vdde nen cha l ocop... i veuj nen disturb...

BEA No, no... il momento giusto!... (LO SPINGE VERSO ERIKA)

DAN (TREMANTE) T-t... t-t... t-tta... (ERIKA NON SI VOLTA) Tta... ehm... i disturbo?... (GENNARO INDICA DANTE, INVITANDO ERIKA A VOLTARSI)

ERI (ESTASIATA E MOLTO GENTILE) S?...

DAN (IMPACCIATO) Tta... mi i pensava... se chila... a riten giust... cio... ehm... se lei fosse disposta...

ERI S?...

DAN Mi... cio... mia fomna... i pensava... senza impegno... cio... (RAPIDAMENTE) Cham daga nanticip!

ERI S?...

DAN (A BEATRICE) Frse a lha pa cap... (A ERIKA) Cio... i lavra da manca d sld! A lha capme? Gran! Verdon! Quibus!

ERI S... (PRENDE LA BORSETTA, NE ESTRAE IL LIBRETTO DEGLI ASSEGNI, NE COMPILA UNO, LO STACCA E LO PORGE A DANTE SENZA MAI VOLTARSI; POI TORNA A GUARDARE GENNARO ESTASIATA)

DAN (GUARDA LASSEGNO INCREDULO E SI AVVICINA TREMANDO A BEATRICE) Ma... ma... ma... guarda che d zero cha j!...

BEA (GLI STRAPPA LASSEGNO DALLE MANI E LO GUARDA SODDISFATTA) Molto bene! Per oggi pu andare! (SE LO METTE IN TASCA) Questo il vestito di seta! (ESCE)

DAN Ma... e la macchina da scrive neuva? (ESCE SEGUENDLA IMPLORANTE)

GEN (GUARDANDO ERIKA NEGLI OCCHI) Che viso... che dolcezza... al suo confronto, il gorgonzola col mascarpone sparisce!

ERI Gorgonzola? Mascarpone?

GEN Eh, sai com...

ERI (GUARDA LOROLOGIO) Uh, che tardi! Devo andare in ufficio!

GEN Ma come? Di gi?

ERI Eh, sai com... Mi accompagni?

GEN Sai com... Ho solo la bicicletta...

ERI Allora vado a prendere un taxi. Mi raccomando... scrivi!

GEN Perch? Dove vai? Non ci vediamo pi?

ERI Ma no!... Scrivi il libro, le poesie, quello che vuoi, che noi pubblichiamo!... Ciao, Gennarino! (ESCE DI CORSA)

GEN Ciao, Er... Ma guarda un po a che punto sono arrivato!... Anche le poesie!... E adesso... che scrivo? (VA ALLA SCRIVANIA, PRENDE CARTA E PENNA) Na bella poesia dammore... (SI GUARDA LE MANI E SCRIVE) Le tue mani... sono piene... di fiori... bianchi... fiori bianchi come la ricotta... No, no... non va bene... Elia diceva che bisogna cominciare dai capelli! I capelli sono una cosa fondamentale!... (RIPRENDE) I tuoi capelli... color gialli... sono profumosi... anzi sono di un soave profumo di pecorino... Macch pecorino!... La gente comune non pu capire il linguaggio dei formaggi!... (TRA I FOGLI SULLA SCRIVANIA TROVA LA A) E questo cos? (LEGGE LE PRIME FRASI) Guarda un po... Questa lettera capita come la caciotta sulle orecchiette! (SE LA METTE IN TASCA)

SCENA XVI

(Gennaro e dottore)

DOT (ENTRA) Dante? (VEDE GENNARO) Oh... Cera...

GEN (SI ALZA IN PIEDI IMBARAZZATO) Buongiorno, dotto... Sapete com... Mi stavo riposando... Prego, dotto... si accomodi... (INDICANDO IL DIVANO) Faccia come fosse a casa sua...

DOT No, no, grassie... Mi i cercava mons Elia... I son trovame n saccia la ricta chi lhai scrivje per ij s maleur... A lha pa vistlo?

GEN Eh, no... Sapete com... un paio di mezzorette che sto a perlustrare... a controllare la situazione... sapete com, dotto... Io Elia non lho visto...

DOT Cha guarda, alora... cha fasa l pias... A passa pa da le part d ca soa?

GEN No... veramente, no...

DOT Alora a va bin! Meno male! Ij la lasso a chiel! (GLI DA LA RICETTA) Chai la sprza ntant cha passa! (ESCE SENZA LASCIARE IL TEMPO DI REPLICARE)

GEN (SEGUENDOLO) Ma io, veramente... avrei un paio di cosucce da fare... (ESCE)

SCENA XVII

(Dante, Beatrice e Gioconda)

DAN (ENTRA, SEGUITO DA BEATRICE) Guarda... it garantisso che con sta neuva ideja, la Peltrinori a pudr nen tiresse ndar! Ai surtir fra n romanz magnifich!

BEA Speriamo in bene! Comunque, quel poco che mi hai raccontato, convince anche me! Mi convince proprio! Mi sa che stavolta ci siamo!

DAN Ah, i son prpi sodisfit! Ij sotreri tuti, coi balengo cha lavo le mie stesse ideje!

BEA Dai, allora! Chiama subito leditrice!

DAN Sta tranquila!... I lhai gi ciamala... e a lha dime cha vnisa bele subit! (A GIOCONDA CHE ENTRA) Gioconda! I lhai fila, finalment! I son riessje!

GIO (ABBATTUTA) Ahhh...

DAN C t lhas? Come a l chit cante p nen?

GIO E cs a veul chi canta? Sedotta e abbandonata?

BEA C di mezzo Gennaro, eh?

GIO Eh, no... l problema a l prpi che Gennaro da n mes a j p nen... (MAI SCONFITTA) Mah... Chi non mi ama... non mi merita! A l pien l mond, d gadan come chiel-l!

SCENA XVIII

(Dante, Beatrice, Gioconda, Elia, Adelchi ed Angelica)

ELI (ENTRA SEGUENDO ADELCHI) Ma guarda che si studioma gnanca stassira, ij la foma nen a preparesse per temp, neh...

ADE Ma va l! Si dissa da ment a ti, i sara mach sempre an sij liber!... Perch i ndoma nen al cine?

BEA Ecco, buona idea! (A GIOCONDA) Perch non vai a vedere un bel film? Ti farebbe bene, svagarti un po... senza doverti dare troppi pensieri...

ADE (APPROFITTANDO DELLA COMPLICIT DELLA MADRE) S, s... ven con noi, chis divertoma! Peuj magara i ndoma dc a f quatr sut an discoteca!

GIO Verament... mi i son pa vaire bon-a a bal...

ELI Perch, mi i son bon?... Mi i vado a ca mia a studi!

ADE Ma va l! Quandi peuj chi se n mes a la baraonda, i vddrve cha j gnente d p facil che campesse n mes a la maraja e sbrasssse!...

(ANGELICA ENTRA E SALUTA A SOGGETTO; ELIA COMINCIA A STARNUTIRE)

ADE (SI AVVICINA AD ELIA E GLI TAPPA IL NASO PER FARLO SMETTERE; POI AD ANGELICA) D un po... vieni anche tu con noi?

ANG Dove?

ADE Si va al cinema e poi a ballare! Cos tieni un po di compagnia a questo imbranato!... E magari fate anche la pace! Anche Gioconda a l dij nstri!

ANG Beh... io sarei anche daccordo, ma... (GUARDA ELIA)

ELI (FA IL RISENTITO, MA NON CI RIESCE TROPPO) Mah... mi i lavra prefer and a studi... dgni mdo as peul prov... as sa mai... se son rose fioriranno...

ADE E sa son garfo?... Di, badla! (IN CONFIDENZA) Andoa chit la treuve nautra?

ELI Adess esagera nen...

SCENA XIX

(Dante, Beatrice, Gioconda, Elia, Adelchi, Angelica, Erika e Gennaro)

ERI (ENTRA SEGUITA DA GENNARO) Signor Manzoni, sono venuta appena ho ricevuto la sua comunicazione. Spero che sia una cosa veramente importante, stavolta!... Almeno tale da ripagarmi la multa che ho preso per essere passata col rosso! E spero bene per lei che sar una faccenda breve, perch ho ben altri progetti, per la mia serata!...

DAN (ENTUSIASTA) Ij giuro che dp chi lavri spiegaje l motiv... a vurer pijesse na multa al d!

ERI Forza, allora! Mi dica! E si dia da fare! Cerchi di sbrigarsi!

DAN Un romanz, tta! Un romanz! Tut m! Tut neuv! Tut personal!

ERI Prima mi spieghi di cosa si tratta, poi le dir io se non sar la sua ennesima rielaborazione...

DAN Impossibil! A peulo nen avilo gi scriv!... A lha present... Radici?

ERI Ecco, lo sapevo!

DAN No, no! Cha speta!... A lera mach nesmpi!... l m romanz a l la stria dla mia famija!... O almeno la stria d sti ultimi d... d ln cha l sucedje... della lotta della famiglia Manzoni contro la Lettera Maledetta... del fatto che finalmente abbiamo avuto il... sopravvento sulla sua maledizione e che ormai quel foglio tremendo non potr pi nuocere a gnun... I lhai gi fin-a l titol!

ERI (CONTINUA A MOSTRARSI MOLTO SOSPETTOSA) No...

DAN (CON ENFASI) ...La sconfitta della Lettera Maledetta!...

ERI (SI LASCIA CADERE SUL DIVANO, SCONFITTA) No...

DAN Ma cha guarda cha jintra gnente con jautri romanz...

ERI (SI ALZA IN PIEDI, MINACCIOSA, E GLI PUNTA IL DITO) Guardi... (POI DECIDE DI CALMARSI) Voglio darle fiducia ancora per unultima volta... Per adesso non ho voglia di parlarne. (GUARDA LOROLOGIO) tardi... devo andare fuori a cena.

DAN Ma che fra a sin-a!... A venta festeg l m liber! Fermve s a mang con noi e peuj i ndeve al cine e a bal con ij m fieuj e ij s amis... o ndoa chi veule!...

BEA S, s... buona idea! tutto pronto...

ERI Beh, non saprei... (GUARDA GENNARO, INTERROGATIVA)

GEN Ma s... va bene, va bene... sai com... costa sempre meno che al ristorante... (A BEATRICE) C la pasta?

BEA Certo che c la pasta!

GEN Occhi!... Allora per me... pasta, pomodoro e pecorino!

DAN Va bin!

SCENA XX

(Dante, Beatrice, Gioconda, Elia, Adelchi, Angelica, Erika, Gennaro e Dottore)

DOT (ENTRANDO) Permess? A jera la prta duverta e alora... Ma cs a l sta riunion? I seve tuti an assemblea? )DIVERTITO) I veule chi fasa lappello?

DAN Ettore! It lhas veuja d fermete a sin-a con noi? A j da festeg l successo dl m ultim best-seller!

DOT Magara... (PAUSA, POI CON CRESCENTE SOSPETTO) Non c mica un... secondo fine?

DAN (NON COMPRENDE LALLUSIONE) Cs it veule d?

DOT Gnente, gnente... lassa perde... A va bin, i aceto! (SI AVVICINA A GENNARO) D, Gennaro... Glielha data, la ricetta, a Elia?

GEN No... non lho ancora visto... (LO GUARDA) Adesso lo vedo! (VA VERSO ELIA) Elia, il dottore mi ha detto di darti questo foglio da parte sua... (CONSEGNA LA A E TORNA VICINO AD ERIKA)

ELI (MENTRE TUTTI A SOGGETTO SUL FONDO FANNO CROCCHIO, ELIA LEGGE LA A, SEMPRE PI SPAVENTATO; POI COMINCIA A STERNUTIRE) l dotor... ma a l nen possibil!... (STARNUTISCE FINO A SVENIRE; TUTTI A SOGGETTO LO SOCCORRONO, MENTRE)

CALA IL SIPARIO

FINE DELLA COMMEDIA

Lettera damore A

Amore mio dolce,

ti scrivo queste poche righe perch non ho il coraggio di esprimerti a voce tutta la mia adorazione.

Non sopporto pi la tua lontananza da questo mio povero cuore devastato dal sentimento.

S, lo so: la morale degli uomini vorrebbe ostacolare lunione delle nostre anime, ma vedrai che alla fine esse vinceranno.

Sei per me pi importante della mia stessa vita.

Tiamo, ti amo tanto, o grande, o unico, o insostituibile mio tesoro.

Vediamoci presto... presto!

Con adorazione, sempre a te vicino.


Lettera di malattia M

Dallultima volta che ci siamo visti, la mia condizione fisica molto cambiata.

Ti prego di farti vivo al pi presto, perch ho veramente bisogno di parlartene.

Bisogna a tutti i costi porre riparo a questa mia situazione: temo che a causa di ci possa venir compromessa la tranquillit della mia famiglia.

Vediamoci appena puoi.

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