La lettura del copione

LA LETTURA DEL COPIONE

Commedia in un atto

di PEDRO MUNOZ-SECA

(Traduzione autorizzata di G. Beccari)

PERSONAGGI

MELCHIADE DELLA RIVIERA

ROSITA

NICOLA

RAMON

Commedia formattata da

Un salotto bene ammobiliato. Un praticabile nel fondo e un altro ad ogni laterale. E' di giorno.

Melchiade - (in pigiama, seduto ad un tavolino, sul quale un campanello elettrico ed un vassoio d'argento con varie buste aperte) Vediamo. Non ce n' pi? S, questa di citt. (Prende dal vassoio una busta, l'apre, ne estrae un foglietto e legge la firma) Del signor Gabriele? (Legge) Che diavolo! Un altro dramma? Un'altra lettura? Questo insopportabile! Mi hanno letto undici commedie in questo mese e siamo al dodici. Una lettura al giorno! (Suona il campanello).

Ramon - (dal fondo) Signor avvocato?

Melchiade - Dite alla signorina che mi faccia il favore di venir qui: non possiamo uscire, oggi. (Ramon esce da destra) Ho da divertirmi! Nientedimeno che un dramma in cinque atti! E' naturale! Conoscono la mia passione per l'arte drammatica, sanno delle mie aderenze presso i capocomici, e tutti gli autori novellini si credono in diritto di venire ad importunarmi con le loro letture, come se io non avessi altro da fare! Ma l'ora di finirla!

Rosita - (vestita da fuori e con il cappello in testa) Che cosa dici, pap? Non usciamo?

Melchiade - Impossibile uscire, figlia mia; deploro doverti dare questo dispiacere, ma miscrive il signor Gabriele pregandomi di volere attendere dalle tre alle quattro un giovine che gli stato raccomandato e che viene a leggermi un dramma in cinque atti.

Rosita - Mio Dio! Un altro dramma! E si deve rimanere in casa per questo? Senti, pap, te lo dico sul serio: ci stiamo amareggiando la vita. Sono gi cinque notti che ho degli incubi, e dipende dalle cattive digestioni che faccio con questi drammi. Cos non pu seguitare.

Melchiade - Hai ragione, ma che cosa possiamo farci, Rosita? Io non posso disgustarmi il signor Gabriele; si riterrebbe offeso, se io...

Rosita - . Sarebbe meglio che i tuoi amici ti mandassero dei clienti, invece che degli scocciatori!

Melchiade - Dici bene. Sarei cos contento di difendere una causa!

Rosita - Non so perch ti sei iscritto nel Collegio degli avvocati.

Melchiade - E' vero. Due giorni fa ricevetti una lettera di Human, il procuratore generale, nella quale mi annunziava che sarebbe venuto a suo nome un signore ad affidarmi un affare d'importanza... Ma non venuto nessuno.

Rosita - Non si ricordano di te che per darti delle seccature. Ges mio! Cinque atti! E dover rimanere in casa! Senti, pap: bisogna che quel signore non ti legga il dramma.

Melchiade - Ma impossibile, cara! Come mancare all'impegno? Che cosa direbbe il signor Gabriele?

Rosita - Dica quel che gli pare! Io non voglio stare in casa per lui. Devi fare una cosa: sentiamo se sei del mio parere.

Melchiade - Parla.

Rosita - Ammetti che venga quel signore. Oh, non mancher di certo! Tu lo ricevi, o meglio lo riceviamo, perch cos mi distraggo; e quando sta per leggerti il copione, gli dici: Aspetti, signore, abbia prima la compiacenza di raccontarmi l'argomento . Sta bene egli risponder. E paff! Comincia a raccontarti la trama. E noi: Ma signore... questa situazione non drammatica... Questo non teatrale... Lo spunto quello di una commedia francese... . E ne citiamo una: magari a caso! ce Non c' originalit! . Qualsiasi cosa. Naturalmente il signore, sentendo che non piace la trama, non legge il dramma e se ne va. Anche noi possiamo uscire e tu fai egualmente una buona figura col signor Gabriele.

Melchiade - La tua idea mi sembra ottimae voglio seguire alla lettera il tuo consiglio. Sono sazio di tante letture,

Rosita - Cinque atti! Impossibile!

Ramon - (dal fondo) Signore.

Melchiade - Che c'?

Ramon - C' un giovine signore, in redingote, con un voluminoso rotolo di carte sotto il braccio, che domanda del signor avvocato.

Melchiade - -E' lui!

Rosita - E vestito di gala!

Melchiade - Dovr andarmi a cambiare anch'io.

Rosita - E' naturale!

Melchiade - (a Ramon) Fatelo passar qui. (Ramon esce) Vado a mettermi la redingote.

Rosita - Ed io a levarmi il cappello. Uff, che noia!

Melchiade - Accidempoli al teatro!

Rosita - Non dimenticare quanto abbiamo convenuto fra noi.

Melchiade - = Non dubitare (Esce da destra).

Ramon - (dal fondo) Passi, signore.

Nicola - Grazie; mille grazie.

Ramon - Si accomodi; far l'ambasciata.

Nicola - Grazie. (Ramon esce da sinistra) Perbacco, che salotto di lusso ha questo avvocato! Si capisce subito che deve guadagnare molto. Credo che avr ricevuto la lettera con la raccomandazione di Human. Ah! Dio voglia che si occupi della mia causa e che la prenda a cuore; perch quello di cui ho bisogno un avvocato di coscienza.

Melchiade - Ai suoi ordini, signore.

Nicola - Servitor suo. Ho l'onore di parlare con l'avv. Melchiade della Riviera?

Melchiade - Per servirla.

Nicola - (stringendogli la mano) Molto piacere. Nicola Mhandas.

Melchiade - Si accomodi.

Nicola - Prima lei.

Melchiade - Grazie. (Si siede).

Nicola - Prego. (Si siede pure) Non so se il signore avr ricevuto una lettera, in cui...

Melchiade - (interrompendolo) Sissignore, poco fa. L'aspettavo; tanto vero che avevo intenzione di uscire ed ho rimandato.

Nicola - Lei molto gentile.

Melchiade - Grazie.

Nicola - Non c' di che. Ella sapr quale lo scopo che mi obbliga a molestarla.

Melchiade - Nessuna molestia. I miei amici mi considerano pi esperto di quello che non sia in queste questioni, mi onorano con le loro consultazioni, e rispettano il mio voto come sefosse una sentenza. Ma in realt non sono che un buon dilettante.

Nicola - Tanta modestia le fa onore.

Melchiade - La ringrazio.

Nicola - No, prego. (Che signore gentile!).

Melchiade - (Ma com' voluminoso quel copione!) Ebbene, s... Le faccio noto che... e ci si deve alla mia lunga pratica... io non ascolto mai una lettura.

Nicola - E' naturale!

Melchiade - Basta che mi si racconti la cosa, cio l'argomento.

Nicola - Comprendo, le bastano i dati principali; lei se ne rende conto e d il suo giudizio.

Melchiade - Precisamente.

Nicola - Di modo che a lei piace che le si esponga il fatto, come se fosse il racconto di un avvenimento.

Melchiade - O scena per scena, fa lo stesso.

Nicola - Scena per scena sarebbe impossibile, avvocato. Ci sono tante scene! Chi pu contarle? Saranno pi di mille. Ci vorrebbero pi giorni per esporle.

Melchiade - (Pi di mille scene?! ).

Nicola - Signor avvocato, il mio un semplice dramma di famiglia.

Melchiade - Le questioni di famiglia m'interessano pi di quelle sociali. C' in esse pi anima, pi delicatezza. Sono pi facili alla commozione. Si sentono di pi, insomma.

Nicola - Infatti, io ci ho sofferto molto.

Melchiade - Benissimo!

Nicola - Come?

Melchiade - Lo disse anche Orazio: Se vuoi piangere, devi tu provar dolore prima.

Nicola - S, s. (Non capisco!) Ebbene, se crede, comincer. (Si colloca il rotolo sulle ginocchia).

Melchiade - (precipitosamente) Niente letture! A parole; a parole.

Nicola - Ma io non leggevo.

Melchiade - Aspetti. Chiamer mia figlia che entusiasta come me di Orazio.

Nicola - Sta bene. (Ma che c'entra Orazio!).

Melchiade - (chiamando) Rosita! Rosita!

Nicola - (Strano! Ma perch chiama la figlia? Studier forse legge!).

Rosita - (da destra) Eccomi, pap.

Melchiade - (presentando) Mia figlia Rosita: il signor Mirandas.

- (Saluti. Si seggono tutti e tre; Nicola rimane nel mezzo).

Nicola - Mi dispiace moltissimo affliggerla,signorina, col racconto di questa triste vicenda...

Rosita - Che cosa dice, signore? Io non mi affliggo; anzi ci godo molto in queste cose.

Nicola - S?!

Rosita - Moltissimo; non vero, pap?

Melchiade - S, s.

- (Nicola si allontana un po' da lei).

Nicola - (Che cuore!).

Melchiade - (a Rosita con un certo tono burlone) Ti avverto che si tratta di un dramma di famiglia...

Rosita - Oh, sar bellissimo!

Nicola - No, signorina, non ha niente di bello. (Che ragazza insulsa!).

Melchiade - (come prima) Ci narrer, la trama, perch scena per scena impossibile: dice che ce ne sono pi di mille...

Rosita - Mille scene! (Ride) Non vede? Rido di gi!

Nicola - Lo vedo. (Che antipatica!).

Melchiade - Cominci pure, signor Mirandas.

Nicola - Ebbene... come lei avr gi supposto, io sono il protagonista di questo piccolo dramma.

Rosita - (Lo chiama piccolo!).

Nicola - Involontariamente comincio ad esserne il protagonista dal momento della nascita. Mia madre morta mettendomi al mondo.

Nicola - Ebbene... dopo tre mesi di vedovanza, mio padre commette la pazzia di riammogliarsi.

Melchiade - Male, signor Mirandas.

Rosita - Questo volgare; non mi piace.

Melchiade - Neppure a me.

Nicola - Ma a chi vuole che piaccia! Un uomo che dopo tre mesi di vedovanza!... E' vero che mio padre ha un carattere energico.

Melchiade - Ha molta parte nell'azione?

Nicola - In che azione?

Melchiade - Nel dramma.

Nicola - Oh, s!

Rosita - E come lo raffigura?

Melchiade - Sar un tipo scarno, suppongo, alto...

Nicola - No, basso e grosso ed ha un braccio pi corto dell'altro.

Rosita - Oh, questo molto brutto!

Melchiade - (Questo autore un idiota!).

Rosita - Di modo che, suo padre passa in seconde nozze.

Nicola - S ; e, fino dal primo giorno, la mia matrigna ha per me un odio profondo...

Rosita - Come accade sempre; anche questo molto volgare,

Nicola - Io vengo su a forza di busse. Ricordo una scena terribile, in cui la mia matrigna, armata di un bastone...

Melchiade - (interrompendolo) Signor Mirandas, questo non pu passare. Niente busse, niente bastonate. Sta male.

Nicola - Non vero? Accanirsi contro una povera creatura!

Melchiade - Bisogna che lei sopprima queste busse; niente bastone.

Rosita - S, le sopprima, signore; un buon consiglio.

Nicola - Ma...

Melchiade - Ricorra a un altro mezzo. E' preferibile che la sua matrigna lo ammazzi addirittura.

Nicola - Eh?

Rosita - Sissignore; preferibile.

Nicola - Che lei mi uccida? Ma... (Ma dove sono capitato?!).

Melchiade - E poi, in una commedia francese c' qualche cosa di simile.

Nicola - (Ma di che cosa mi parla questa gente?).

Melchiade - In ogni modo... continui, signor Mirandas.

Nicola - Dunque, siccome la mia matrigna non aveva un centesimo, concep l'idea di derubarmi del mio patrimonio.

Melchiade - Questo s che sta bene.

Nicola - (sorpreso) Come sta bene?

Melchiade - Si comincia a vedere qualche cosa.

Nicola - Quando raggiungo la maggiore et e mi rendo conto della mia situazione, vado da mio padre e gli chiedo la consegna del mio avere. Che scena quella, signor avvocato!

Melchiade - Questo non mal pensato. Una scena forte, s.

Nicola - Mio padre mi scaglia una bottiglia sulla testa.

Rosita - Mio Dio!

Nicola - La mia matrigna mi corre dietro furibonda.

Melchiade - Niente di tutto ci.

Nicola - - Ambedue mi martirizzano.

Melchiade - Non possibile, non possibile!

Nicola - Ma io la far convincere: guardi che cicatrice!

Melchiade - Ma...

Rosita - (E che c'entra la cicatrice?).

Nicola - Non basta: mi scacciano di casa, dalla casa che mia... e colui che nacque in una culla d'argento, si trova in mezzo alla strada, senza tetto e senza pane. Che situazione!

Melchiade - Benissimo! Questa situazione veramente bella... la culla d'argento... in mezzo ad una strada... senza tetto e senza pane...

Nicola - Come?

Melchiade - Mi piace!

Nicola - Avvocato: ma lei parla sul serio?

Melchiade - Lo metterebbe in dubbio?

Rosita - Ma l... lei ha un applauso.

Melchiade - Vero? L ha un applauso.

Nicola - Dove?

Melchiade - L, l!

Nicola - (Ma dove avr un applauso?).

Rosita - Seguiti che m'interessa.

Melchiade - S, continui.

Nicola - Nel vedermi in una situazione cos angosciosa, volli tirarmi un colpo di rivoltella, ma un amico fece in tempo a trattenermi la mano.

Rosita - Ah, molto originale!

Nicola - E siccome mi trovavo privo di mezzi, mi sono rivolgo ad un usuraio, chiedendo protezione. E qui termina il dramma.

Rosita - (sorpresa) Finisce qui?

Nicola - S. Che cosa ne dicono?

Rosita - (Che dramma!).

Melchiade - Ma io non ci vedo l'interesse... non c' interesse...

Nicola - Nell'affare dell'usuraio? Questo poi!

Melchiade - Vuol dirlo a me? Me ne intendo di certe cose!

Nicola - Il 23 per cento! Vuol vedere? (Cerca fra le carte).

Melchiade - (alzandosi con orrore) No, no, per carit!

Rosita - (idem) Non legga, non legga!

Nicola - Ecco qui! Sono sei righe.

Melchiade - La prego.

Nicola - (leggendo) A Madrid, e in questo d 7 ottobre 1929, davanti a me, Raffaello Pedrera, notaro, ecc., sono comparsi il sig. Nicola Mirandas maggiore di et... . (Melchiade e Rosita ridono a pi non posso) Ma loro si stanno burlando di me?

Melchiade - Signor Mirandas lei non ha mai fatto rappresentare una commedia, vero?

Nicola - Io no.

Melchiade - Per questo si comprende. Lei crede che il pubblico possa buttar gi certe cose? Codesta una scrittura pubblica!

Nicola - Naturalmente.

Melchiade - E qui cominceranno a battere i piedi!

Nicola - Ma dove qui?

Rosita - Lo fischiano!

Melchiade - (Dio santo! Ma che avvocato questo?).

Ramon - (dal fondo) Signor avvocato? Questa lettera urgente.

Melchiade - (aprendo la busta) Con permesso.

Nicola - (Che sopprima le percosse... che sopprima la scrittura pubblica...).

Melchiade - E" di Gabriele; di Gabriele, signor Mirandas.

Nicola - Di Gabriele? (E chi Gabriele?).

Melchiade - (leggendo ad alta voce) Caro amico, non aspettare il mio raccomandato; si ammalato improvvisamente e verr un altro giorno a casa tua a leggerti il dramma . (Gli cade la lettera di mano).

Rosita - Ah! (A Ramon che sta per uscire) No! Non ve ne andate! (Ramon rimane sulla porta di fondo).

Melchiade - (Diavolo! Ma allora chi questo signor Mirandas?). (Guarda con sua figlia Nicola con sospetto).

Rosita - (piano a Melchiade) E questo signore, pap?

- (Nicola un po' allarmato).

Melchiade - (piano a Rosita) Deve essere uno di quei soliti scocciatori che vogliono leggere per forza, a tutti i loro parti teatrali.

Rosita - (idem) Che sfacciataggine!

Melchiade - (idem) Vedrai ora. (A Nicola) Di modo che, signor Mirandas, questo il suo dramma, vero?

Nicola - Sissignore. Le piace il soggetto?

Melchiade - Non mi piace, n posso tollerare che lei torni ad importunarmi con scempiaggini di questo genere!

Nicola - Signore!

Melchiade - Io non impiego il mio tempo ad ascoltare certe stupidaggini!

Nicola - Badi come parla!

Melchiade - Ramon, accompagna questo signore.

Nicola - Vale a dire che lei mi caccia fuori di casa?

Melchiade - (voltandogli le spalle) La riverisco.

Nicola - Me ne vado, ma ci rivedremo. Oh, se ci rivedremo!

Melchiade - Quella la porta.

Nicola - (dalla porta) Lo dir io al signor Human, il procuratore generale, che razza di avvocato lei. (Esce, spinto da Ramon).

Melchiade - Human, il procuratore generale? Ha detto Human?

Rosita - Mio Dio!

Melchiade - Allora, questo signore?...

Rosita - E' quello della causa!

Melchiade - Quello della causa!! (Esce, gridando come un pazzo) Signor Mirandas! Signor Mirandas!

Rosita - Signor Mirandas! (Va dietro al padre).

Melchiade - (dentro) Venga qua!

Nicola - (idem) Signore!

- (Rosita e Melchiade trascinano quasi Nicola in scena. Ramon lo spinge per di dietro. Nicola ha il cappello duro ammaccato).

Melchiade - Carissimo cliente! Ci scusi... E' stata una burla, certo di cattivo genere. Ramon, porta questo tubino al cappellaio, che lo rimetta a nuovo, mi raccomando...

Nicola - Ma...

Melchiade - Lei non si preoccupi. Rosita, un po' di cognac e dei biscotti. Presto!

Rosita - Subito.

Melchiade - Col desiderio che ho di una causa!

Nicola - (Sta fresco se crede che l'affidi a lui!).

Melchiade - Presto, Ramon! Rosita! Il cappello, i biscotti! Passiamo nel mio studio, signor Mirandas, e l mi racconter tutto per filo e per segno. Sar per me un piacere e un onore.

Nicola - (Ma questa una casa di pazzi!).

FINE

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