La libettà

LA LIBETTA

Dramma in tre atti

di

Antonio Sapienza

La vicenda liberamente tratta dai noti fatti di Bronte del 2 agosto 1860.

Turi Lifo, gennaio 2019

Personaggi:

La Corte:

Il Presidente della Corte

Il Pubblico Accusatore

Il Cancelliere

Avvocato difensore dufficio

Gli imputati:

Calogero Gasparazzo

Nunzio Ciroldo Fraiunco

Nunzio Longi Longhitano

Nunzio Nunno Spitaleri

Nunzio Samperi

Nicol Lombardo

Testimoni:

Bottino, ufficiale postale

Sebastiana Spadafora (Nedda)

Giuseppa Pulvirenti (Pudda)

Una guardia giudiziaria.

Atto I

Sulla scena vi stata ricostruita, alla meglio, laula di tribunale. Scranno del Presidente, della Pubblica Accusa, del Cancelliere, seggio dellavvocato, difensore e gabbiotto dellimputato.

(Si suggerisce alla regia di fare effettuare agli attori, durante gli interrogatori, dei movimenti scenici atti a vivificare il dibattito).

Allapertura del sipario, ci sono in scena il Cancelliere e lavvocato difensore dufficio. Poco dopo il cancelliere dice ad alta voce.

Cancelliere In piedi, entra la corte.-

Entra in scena il Presidente della Corte, insieme alla Pubblica Accusa, e si siedono nel proprio scranno; ma mentre il Presidente rester seduto sul suo scranno per tutta la durata del processo, il Pubblico Accusatore si muover nellaula a seconda di come procede il dibattimento (e seguendo le eventuali direttive della regia e il talento dellattore).

Presidente Ludienza aperta. Cancelliere fate entrare il primo imputato-

Canc.- Che entri limputato Samperi Nunzio.-

Entra Nunzio Samperi, uomo di venticinque anni, dallaspetto fiero e deciso, incatenato e scortato da una guardia.

Presidente.- Che lavoro svolgete?-

Nunzio- Faccio il falegname.-

Presidente- Come vi dichiarate rispetto alle accuse mossovi?-

Nunzio- Colpevole per forza maggiore.-

Presidente.- La parola al Pubblico Accusatore.-

Pubblico Accusatore- Signor Presidente secondo quanto si evince dallistruttoria del delegato, dopo aver esperito le relative indagini in loco, e quindi sentito i fatti successi nel paesino etneo di Bronte, levarie testimonianze, questa Pubblica Accusa, chiede una condanna esemplare per limputato, certo Nunzio Samperi, per i reati ascritti: quale , il massacro, lomicidio, il vilipendio di cadaveri, il saccheggio e il furto aggravato. Pertanto Questa Pubblica Accusa chiede per il Samperi la pena di morte tramite fucilazione alla schiena.-

Presidente- Avvocato difensore, a voi la Pubblico Accusatore.-

Avvocato- Signor Presidente la difesa si rimette alla clemenza della corte.-

Presidente- Imputato, avete qualcosa da aggiungere?-

Nunzio Chi io?-

Presidente.- Si, voi. Cosa avete da dire in vostra difesa?-

Nunzio.- (guardando lavvocato) Ma non mi doveva difendere il signor avvocato?-

Presidente.- Lavvocato ha gi fatto la sua arringa. Adesso tocca a voi, se volete, dire qualcosa in vostra difesa.-

Nunzio- Bene, voscenza sa-

Viene interrotto dal cancelliere-

Canc. Si dice Vostra eccellenza.-

Nunzio Vostra eccellenza. Come dice voscenza, si. Dunchi, voscenza , in primis in primis, io e i miei compagni paesani, vorremmo sapere cosa significa veramente la parola Libett, che abbiamo sentito dire a destra e a manca per un anno intero, prima che arrivasse il generale Canibaldi-

Cancelliere - Eccellenza vorrebbe dire Garibaldi.-

Nunzio- Quello che dice voscenza, si! Allora, chi ce lo spiega? (guarda il Presidente, la pubblica accusa, il cancelliere, lavvocato, i quali si guardano tra di loro perplessi)-

Presidente.- Credo che dovr rispondere io. La libert una concessione che fa S.M. Il Re ai suoi sudditi: cio di dire liberamente se vogliono il Re o la dittatura di un generale. Nel presente tempo la libert la sta portando in Sicilia il generale Garibaldi. Cio libert di pensiero, di parola, di scritto ecc. ecc. Insomma, la libert una parola che ha un ampio significato che voi villani non potete capire. Procediamo, dunque!-

Nunzio- Ah, mi pareva no sapete, noi villani pensavamo, invece, che libett fosse , chessoio, oltre a essere liberi di parlare, di agire, anche di protestare, di essere pagati regolarmente, di avere diritti-

Pubblico Accusatore- Voi pensavate davere il diritto di massacrare chi aveva possedimenti ereditati dagli avi; chi ha accumulato un patrimonio col proprio lavoro; chi ha avuto il benessere studiando, istruendosi e intraprendendo una pubblica funzione; chi ha risparmiato per acquistare benessere ecc. ecc.-

Nunzio- Scusassi, ma chi fusse questo signor eccetera eccetera?-

Pubblico Accusatore- Non faccia lo spiritoso! Voi vi siete fatti giustizia sommaria, massacrando il prossimo.-

Presidente.- Imputato, la richiamo allordine. Ha finito il suo intervento?-

Nunzio- Voscenza ci a perdonari, noi villani non conosciamo la nuova lingua che viene di fuori, come dire litaliano. Io marrangio un poco perch studiai dai parrini-

Canc.-Eccellenza, se mi permette, parrino significa prete -

Presidente.- Grazie Cancelliere, la prego, anche per il futuro di avere la cortesia di tradurre il dialetto degli imputati.-

Canc.- Dovere.-

Presidente.- Imputato proseguite.-

Nunzio - Graziedunchi, arrivai fino alla terza elementare, e saccio firmare col mio cognome e nome. Ora viene fuori sta nuova parola: la giustizia. Ma chi cosa sta giustizia? E forse quella dei possidenti di fare prendere i poveracci a nervate dai propri campieri? O del parroco usuariu-

Canc.- usuraio-

Nunzio- che ci succhiava lanima? O dello sbirro che faceva giustizia solo per chi non aveva niente? A quella di don Antonio, il pretaccio, che si compr la gn Lucia che aveva tredici anni, e che ne face della poveretta carne di porco lordandola con la sua stessa sozzura?O della baronessa che ci succhiava il sangue e ingrassava? No, voscenza eccillenza deve scusare ma noi abbiamo fatto giustizia umana, con la libert promessa e non mantenuta.-

Pubblico Accusatore- Eccellenza Presidente, limputato cerca di giustificare i fatti orrendi appellandosi alla giustizia dei bruti. E intollerabile!-

Presidente.- Imputato, avete concluso vostro intervento?-

Nunzio- Io? Io avrei da riempire libri e libri di fatti, di soprusi, di violenze, di angherie, di malandrinerie, di prepotenze, di offese, che abbiamo ricevuto noi, i cosiddetti villani, i cafoni, gli zoticoni, in una parola i servi dei servi, i senzadiritti, i morti di fame e amen. No, niente amen, una parola do Signuruzzu

Cancelliere- Ges Cristo...-

Nunzio che niente ha a che fare con questa corte di ingiustizia.-

Presidente- La pubblica accusa pu incolpare, specificamente, il presente imputato di delitti o reatispecifici?-

Pubblico Accusatore Vostra eccellenza si.Per il luccisione del barone Fatuzzo, delitto commesso a sangue freddo, premeditato, gratuito e feroce, chiamo a testimoniare ilsignor Nunzio Bottino, ufficialepostale.-

Presidente Introducete il teste.-

Entra in scena il Bottino, un ometto tutto tic, che cammina a scatti.

Pubblico Accusatore- Signor Bottino, vuole riferire alla Corte quello che successe la mattina del 2 agosto 1860?-

Bottino- Sissignore, vostra eccellenza. Dunque ma sapete che non ricordo se fosse il 2 o il 3 di agosto?-

Pubblico Accusatore- (con sopportazione) Fu il 2 agosto, signor ufficiale postale (detto minacciosamente). Dunque?-

Bottino- Ah, si, ora ricordo, fu il 2 agosto 1860 certocerto. Posso andare ora?

Pubblico Accusatore- (sbuffando) Ma se non ha ancora testimoniato! Allora, ci dica quello che vide quel fatidico giorno.-

Bottino- Io eccellenza ero nel mio ufficio a compiere il mio dovere, quando venne un ufficiale della guardia civile e mi disse di telegrafare al generale Garibaldi che a Bronte era in corso una rivolta popolare, e che urgeva linvio dei soldati. Io cos feci e poi mi affaccia dalla finestrella che da sulla piazza e vidi quel signore che sventolava un fazzoletto tricolore. E subito ho pensato: E un rivoltoso e mi sono chiuso e sbarrato in ufficio.-

Presidente- E non ha visto altro?-

Bottino- Vostra signoria, e cosaltro dovevo vedere: cera la rivoluzi0one e un ammazza ammazza.-

Presidente- Vuol essere pi preciso?-

Bottino- Certamente eccellenza: Gridavanodobbiamo dividerci i beni del comune ,questi galantuomini ci hanno succhiato il sangue nostro, e lo devono restituire! Addosso ai topi!-

Presidente- Questo va bene, ma ha visto limputato qui presente trucidare qualcuno?-

Bottino- Beddamatri no! Per lo intesi dire dagli altri, quelli che si sono ammucciati e poi fuggiti.-

Cancelliere- si sono dati alla macchia...-

Presidente-(al Cancelliere) Grazie. (al teste) Dunque, cosa sent dire?-

Bottino- Che avevano scannato il barone e tutta la sua famiglia.-

Pubblico Accusatore- Basta cos, signor ufficiale postale.-

Presidente- Pu andare. La pubblica accusa ha finito?-

Pubblico Accusatore- Certamente eccellenza. Le prove sono state tutte esibite, e confermo la mia richiesta della pena capitale.-

Presidente- Imputato Samperi, vuol dire qualcosa prima che commini la sentenza?-

Samperi- Voscenza troppo buono con un povero Cristo. Io sono quasi analfabeta, ma sono riuscito a leggere questa carta qua. (tira fuori dalla tasca un volantino) , che se voscenza me ne da permesso vorrei leggere a questo tribunale.-

Presidente- Pu leggere, ma sia breve, non possiamo perdere altro tempo in ciance, la giustizia deve fare il suo corso velocemente.-

Samperi- Ecco cosa c scritto qui a firma del signor generale liberatore: Da Marsala add' 11 maggio del 1860. Siciliani, lora dellavostra riscossa arrivata, vi liberiamo dalla tirannide borbonica, e vi daremo la possibilit di nascere a una nuova societ, libera dalla miseria e dalle ingiustizie. Siciliani, vi promettiamo soccorso, libert e giustizia per tutti gli oppressori. Ecco eccellenza noi aspettavamo questo giorno, e il 2 agosto, saputo che cerano i garibaldini a Catania, abbiamo fatto la sommossa, che, purtroppo, come tutte le cose, ci scapp lo sbaglio: ci fu il morto! (concitatamente) Ma, per il barone, fu per legittima difesa, quello mi put la scupetta-

Presidente- E voi per la minaccia di una misera piccola scopa, accoppate un uomo?-

Cancelliere- Ehm, ehm, Eccellenza, scupetta un termine dialettale, vorrebbe significare schioppo. Scusi lintervento.-

Presidente- (in notevole imbarazzo al cancelliere) No, anzi. Riprendiamo, (allimputato) riprendete.-

Canc.-Dovere.-

Samperi- Grazie a voscenza. Come dissi, mi minacci con(rivolto al cancelliere) con lo schioppo? (il cancelliere fa cenno di si) il quale medesimo schioppo, per mia fortuna sincepp. Io respinsi ma il barone, che, purtroppo, arruzzul a terra e non si rialz pi..-

Cancelliere- Rovin per terra-

Samperi - arrovin a terra, proprio cos e arrovin a mia!-

Cancelliere- -ruzzol per terra e fu la mia rovina-

Samperi -( al Cancelliere) Proprio accuss, voscenza benedica. ( al Presidente) Quindi fu legittima difesa, dunque, e su tutto: sulla mia persona, sui nostri diritti, sulle nostre vite massacrate dal lavoro nei campi dei padroni che stavano al casino dei civili a grattarsi la pancia, in attesa di tornare a casa loro a mangiarsi il pane, prodotto dalle nostre fatiche. E stato un travaso- comu co mustu: nu passaggiu da na botte allaltra, un travasu di benessere, almeno questo era lintento-

Cancelliere- come per il mosto, un travasare da una botte a unaltra-

Avvocato- (al Presidente) Se da vostra eccellenza mi permesso di precisare, vorrei dire che limputato, durante la sua difesa, ha riportando, quasi pedissequamente, quanto, allo sbarco di Garibaldi, nei siciliani si erano accese molte speranze di riscatto sociale da partedei poveracci, infatti il 2 giugno aveva emanato un decreto in cui-

Presidente- Avvocato (minaccioso) conosciamo il decreto!-

Avvocato- Mi scusi eccellenza.-

Samperi - Ma che scusi e scusi, tutto vero. Ci hanno promesso mare e monti e ci consegnano al boia! E Voscenza lo sa bene, e sa bene che a Bronte- la famosa ducea di Nelson- (detta ironicamente) cera cattivo sangue fra la nobilt latifondista e i braccianti sfruttati-

Presidente- Basta cos. Si faccia uscire limputato.-

Samperi (uscendo accompagnato dalle guardie) Alla faccia della libbetta di parola.-

Presidente- Avvocato la diffido dintervenire quando interrogo un imputato. Se ha qualcosa da dire, lo dica quando le do la parola in difesa dello stesso. Ha capito?-

Avvocato- (moglio mogio) Ho capito, eccellenza Presidente, ho capito.-

Presidente- Si introduca il prossimo imputato.-

Cancelliere- Si introduca limputato Gasparazzo Calogero.-

Entra in scena Calogero Gasparazzo, un uomo alto e muscoloso, abbronzato, incatenato ai polsi e scortato da una guardia. Egli porta una coppola sulle ventitr, per far conoscere che un malandrino.

Cancellire- Imputato, scopritevi.-

Calogero- Perch, cchi semua chiesa?-

Canc.- Non siamo in chiesa, ma in un tribunale, e dovete scoprirvi lo stesso.-

Calogero- Mi devo scoprire? Io? No, e allora perch quei galantuomini, seduti la sopra, tengono il capo coperto e io no?-

Canc.- Quello il Tocco della giustizia.-

Calogero- E questa la coppola della malandrineria. C cosa?-

Presidente.- (sbuffando) Ma guardate questo bellimbusto.-

Canc.- (piano) Scopriteviper favore-

Calogero- Se per voi, fatto! ( e si scopre)-

Presidente- Alla buonora. Allora, ditemi in vostro nome.-

Calogero- (con aria annoiata) Mi chiamo Gasparazzo Calogero, detto Lillo, come mi conoscono tutti qua e nei dintorni.-

Pubblico Accusatore- Quando vi rivolgere alla corte dovete avere il massimo rispetto e riguardo, soprattutto se vi parla Sua Eccellenza il Presidente.-

Calogero- Volete forse dire che mi devo mettere addunucchiuni e a culo per aria?-

Canc.- carponi-

Pubblico Accusatore- Perdinci! Siete uno zoticone impertinente, irremissivo e irrispettoso verso la Corte!-

Calogero- Non capisco le vostre parole, ma, per il si e il no, ditele a vostra soru!-

Canc.- a vostra sorella-

Pubblico Accusatore- (sbalordito al Presidente) Ma Eccellenza, avete udito?-

Presidente-Ho udito! Gasparazzo, vi condanno a 2 anni di carcere per offese alla corte.-

Calogero.- Ma che bello! Vuol dire che dopo quando risusciter- dato che mi condannerete sicuramente a morte vuol dire che mi far i 2 anni di carcere. E se non risuscito, chi se li fa al posto mio? (e guarda la Pubblico Accusatore) so soru?-

Canc.- sua sorella-

Presidente- Vi condanno ad altri due anni di carcere per lo stesso motivo.-

Calogero- ( tra se) Bonu, v, qui va a finire che me accucchio trentanni e passa, e quannu moru, mai?-

Cancelliere - Ne accumulo trentanni e quando morir?-

Presidente- Grazie cancelliere. La parola alla difesa.-

Avvocato- Eccellenza, dato il numero degli imputati che devo difendere, vorrei avere pi tempo per leggere le carte processuali e sentire le testimonianze; poi, (consulta le sue carte ) perch questuomo non risulta tra gli assassini del 2 agosto -

Presidente- Questo proprio da vedere. E comunque, questa Corte, per la sua natura eccezionale, non ha a disposizione il tempo necessario, quindi voi vi dovete adeguare.-

Avvocato- Come dice Vostra Eccellenza.-

Presidente- E allora inizi larringa.-

Avvocato- La difesa si rimette alla clemenza della Corte.-

Presidente- La parola alla Pubblica Accusa.-

Pubblico Accusatore- Avete detto di chiamarvi Calogero Gasparotto, vero?-

Calogero- Gasparazzo, per voscenza.-

Pubblico Accusatore- Gasparazzo, bene. Quanti anni avete?-

Calogero- Trentadue a frivaru.-

Canc. - a febbraio-

Pubblico Accusatore- Trentadue? A febbraio?-

Calogero- Esattissimamente.-

Pubblico Accusatore- E che mestiere fate?-

Calogero- Cavvunaru.-

Presidentei- Come?-

Canc.- Eccellenza, significa carbonaio.-

Presidente- (assestandosi nello scranno) Continuate.-

Pubblico Accusatore- (girandogli attorno e squadrandolo) Carbonaio, quindi. (pausa per mettere a disagio limputato) Ma il carbone lo fate o lo commerciate-

Calogero- Chi significa? U cavvunaru fa tuttu, a chi crede voscenza ca' semu nto nord, unni-

Canc.- il carbonaio fa tutto, qua siamo nel nord, dove-

Calogero (che ha capito come funziona la traduzione, temporeggia) unni c chi fa e chi vende?Cca facemu tuttu nuattri-

Canc.- Qua facciamo tutto noi stessi-

Calogero- e a stento pigliano quello che ci serve per non morire di fame.-

Pubblico Accusatore- Esagerato-

Calogero- e allora ce lo spiego meglio a voscenza: U carvuni, non si trova in natura, che uno piccasu, passannu-

Cancelliere- il carbone, non si trova in natura, e per caso uno passando-

Calogero - che uno lo vede e se lo piglia. Quello un sogno di tutti i carvunari. Il carbone si fa con i rami degli alberi che il padrone del bosco ci fa pigliare facendosi pure pagare. Ci sono i campieri dei padroni che sorvegliano, e vonnu u pizzo-

Cancelliere - voglio la tangente, un tantum-

Cancelliere -a che ci pari a voscenza. Poi la legna bisogna accatastarla, coprirla con la terra, bruciarla, e aspettare che diventa carbone. A quel punto si raccoglie, si mette supra o sceccu -

Cancelliere -si mette nel basto dellasino-

Calogero- naturalmente chi ce lha, perch io me lo carico sulle spalle e si porta a casa-

Presidente- Come a casa? A casa vostra intendete?-

Calogero- A casa mia, e dove volete che lo porto in magazzino? Ma quello ce lhanno i signori ricchi, noi poverecci per abitazione abbiamo una casuzza di una stanza dove dormiamo tutta la famigli, le galline e la capretta, e, nel caso mio, dove in un angolo ci metto u carvuni...-

Pubblico Accusatore- che vendete ai clienti.-

Calogero- Ma allora non volete proprio capirlo che qui siamo in Sicilia, in un paesino perduto dove Cristo si dimentic le scarpe? A quali clienti, lo do ai poveracci come me, e ne ricavo una cavagna di ricotta, una manciata di fave, un pezzo di pezzo di pane nero.-

Pubblico Accusatore- Dunque fate il carbonaio-

Calogero- destate, dinverno faccio u nivaru-

Pubblico Accusatore- - Nivaru? E che razza di mestiere ?-

Calogero- A razza non la conosco, il mestiere quello del nivaru-

Cancelliere- il nivaru sarebbe il nevaiolo.-

Pubblico Accusatore- Bene, grazie cancelliere.-

Presidente.- E cosha a che fare un nevaiolo coi carbonari?-

Pubblico Accusatore Gi! Imputato ce lo fate sapere in cosa consiste questo misterioso mestiere?-

Calogero- Consiste ed , un mestiere misterioso (sfottente) molto misterioso, che noi carvunari ci tramandiamo dipadre in figlio e in spirito santo-

Presidente.- Adesso basta! La vostra condotta inaccettabile! Vi condanno ad altri tre anni di carcere per spregio alla religione cristiana.-

Calogero- (tra se) E sono gi sette. (poi al Pubblico Accusatore) Voscenza a sapiri che lo facciamo dinverno; e consiste in questo: prendiamo la neve che cade dal cielo sulla nostra montagna- gratis, per fortuna - la ammassiamo nelle grotte, che noi conosciamo, la copriamo con la paglia, e destate, quanu cc fa un cauru-

Canc.- quando fa caldo-

Calogero - che ammazza anche le cicale, la vendiamo ai catanisi, i quali sonu gente fine e arucati, e che, per rinfrescarsi, con la nostra nivi, si fanu le vippite-

Presidente- Cosa si fa?-

Cancelliere- direi che le vippite sarebbero i rinfreschi, le bibite, gli schiumoni, le granite, delle quali le popolazioni della citt, soprattutto destate, sono ghiotte.-

Presidente- Grazie, procedete.-

Pubblico Accusatore- E allora, visto che i guadagni da carbonaio, pi quelli della neve, non vi bastano, volevate prendervi la robba dei padroni? Non cos?-

Calogero- A parte il fatto che, con la nivi, ci prendevamo quattro soldi, dopo esserci rotte le braccia e congelate le mani, voscenza, al posto nostro, cosa avrebbe fatto?-

Presidente- Imputato la richiamo allordine!-

Calogero- Ma di quale ordine parla voscenza? Di quello dei padroni o dei braccianti? Perch se parlate di quello dei padroni, questo tribunale ne lesempio: ingiustizia! Se invece parlate di quella dei poveracci, devo pensare che lass, da dove viene voscenza, vuol dire che state in un altro mondo.-

Presidente- Vi siete appropriati dei beni altrui, dopo averli massacrati!-

Calogero- Voscenza non vuole proprio capire. Il massacro, come lo chiamate voi, ci fu e non ci fu. Ci fu, perch successe, non ci fu, perch se lo meritavano. Poi per la robba, non ci siamo divisi nenti di nenti! A me non toccarono neanche sette palmi di terreno per seppellirmi!-

Pubblico Accusatore- Questo parlare insopportabile, voi siete un sovversivo, rivoluzionario e massacratore! Non potete parlare cos! Non potete!-

Calogero- Non posso? E dov allora la vostra libbetta? Non avete detto che tutti possono parlare libberamenti? E perch allora io non posso? E che devo pensare? Che questa Corte abolisce la libbetta che Garibaldi ci ha portato?-

Pubblico Accusatore- Che non quella di fare massacri-

Calogero- a quali massacri! (pausa) Si, ci fu chi, si fece prendere la mano, chi si tolse una soddisfazione, chi subriac e non cap pi nulla. Ma non parlate di massacro-

Pubblico Accusatore- fu massacro, deliberato!-

Calogero- Fu una rivolta contro gli sfruttatori sanguesuga! (calmandosi) Voscenza a spiri che quannu arrivau

Canc.- Vostra eccellenza sa che quando arriv

Callogero-il battaglione dei garibaldini, se volevamo- s- che facevamo un massacro. Voscenza non conosce il paese, il suo territorio, e allora ce lo spiego io: il paese arroccato sulla montagna, e per raggiungerlo bisogna percorrere una trazzera che, a un certo punto, fa una specie di gola. Da sopra il paese avremmo potuto massacrarlo tutto il baldo battaglione di quellinfame di Bixio, facendo rotolare grossi massi su quei poveri soldatini. E vi assicuro che il massacro era bello e fatto! Ma non abbiamo voluto. Volevamo solo punire gli sfruttatori e succhiatori del nostro sangue, gli infami. Ma voi dite che abbiamo fatto male, abbiamo fatto una cattiveria, siamo stati feroci. Ebbene, per quanti secoli quelli sono stati cattivi, feroci e ingiusti nei nostri confronti? E comunque io personalmente non tolsi un capello a nessuno -come ben sapete -io a vostri soldi ci sputo sopra! Io volevo solo giustizia, finalmente!-

Pubblico Accusatore- Qui si giudica voi, non la storia! Eccellenza Presidente, per costui chiedo la pena di morte mediante fucilazione alla schiena.-

Calogero- Ah, cos, non hai neanche il coraggio di guardarmi in faccia, mentre ti sputo? Carogna! Tu e ddu cunnutu e sbirru di Bixio.-

Canc.- e quel cornuto e sbirro-

Presidente- Bastacos!Ludienza sospesa. Portate limputato in carcere!-

Calogero- (mentre viene condotto fuori, muovendosi malandrinarmente, e girandosi verso la Corte, grida) Ebbiva a libbetta! Qualunque sia!-

ATTO II

Stessa scenografia del precedente.

Cancelliere - In piedi entra la Corte.-

Entrano il Presidentee il Pubblico Accusatore.

Presidente.- Cancelliere fate introdurre il prossimo imputato.-

Cancelliere - Guardia il prossimo, limputato Spitaleri Nunno Nunzio!-

Entra una guardia che regge il braccio di un giovane incatenato.

Presidente.- (vedendolo giovane) Spitaleri, quanti anni avete?-

Spitaleri - Venti anni.-

Presidente. Avvocato, a voi la parola.-

Avvocato- Eccellenza, come potete osservare, siamo alla presenza di un giovane contadino, forse solo bracciante, il quale fu invischiato in questa rivolta per caso-

Presidente- Avvocato, accorci, questa Corte non ha tempo da perdere con la sua sociologia spicciola.-

Avvocato- Certo Eccellenza, sar bravissimo, ma mi permetta di fare testimoniare una persona?-

Presidente- A favore dellimputato?-

Avvocato- Eccellenza si.-

Presidente Vi concedo cinque minuti.-

Avvocato- Grazie Eccellenza. Chiamo a testimoniare Sebastiana Spatafora.-

Presidente- Introducete la teste.-

Entra in scena, sempre accompagnata da una guardia una contadinotta sulla trentina.-

Presidente.- Come vi chiamate?-

Nedda Mi chiamo Spatafora Sebastiana, ma tutti mi chiamano Nedda.-

Presidente.- Quanti anni avete e che mestiere fate.-

Nedda- Eccillenza, ho trentanni e faccio la criata.-

Cancelliere - la serva-

Presidente.- La serva a chi?-

Nedda- Facevo la criata serva per la buonanima della Baronessina-

Pubblico Accusatore- assassinata barbaramente dallimputato.-

Presidente (al Pubblico Accusatore) Prego, continuate voi.-

Pubblico Accusatore- Sebastiana Spatafora, per quanto tempo avete servito in casa della baronessa?-

Nedda- Avevo 14 anni quanto mi prese per criata, e ho servito fino alla morte della buonanima.-

Pubblico Accusatore- Bene, e visto che siamo entrati in argomento, riconoscete nellimputato qui davanti a voi uno degli assassino della baronessa?-

Nedda- Ngnorn!-

Cancelliere - signor no.-

Pubblico Accusatore- Comeno? Voi eravate presente quando il palazzo della vostra padrona fu preso dassalto, vero?-

Nedda- Gnorsi-

Cancelliere - Signorsi-

Nedda- ero prisenti.-

Pubblico Accusatore E come avvenne?-

Nedda- Nun venni cui?-

Cancelliere - Non venne chi-

Pubblico Accusatore- (spazientito) Come fu lassalto al palazzo.-

Nedda- Fu che i ribellati volevano scassare il portone del palazzo, i uardiani spararono che scupetti per difenderci, ma ddi diavuluni, togliendoci u battesimu, entrarono lo stesso.-

Pubblico Accusatore- E cosa fecero dopo?-

Nedda- Dopo si misero a rubare a spaccari a lazzariari tutto chiddu ca' caccapitava-

Canelliere -i diavoli senza battesimo, si misero a saccheggiare-

Nedda- e chistu ca' prisenti sarraffau nu cannnileri dargentu-

Cancelliere - e limputato sapproprio di un candelabro dargento-

Nedda- appoi nun lu vitti cchi-

Cancelliere - dopo non lo vidi pi-

Pubblico Accusatore- Non si un agli altri per massacrare il figlio della baronessa e poi la baronessa stessa?-

Nedda- Nonzi

Cancelliere-No-

Nedda Chiddi furunu i Mangiaficu, i Cappiddazzi, i Cucuzza e Jamma sicca-

Cancelliere- sono nomi e soprannomi di alcuni paesani-

Pubblico Accusatore.- (sconcertato, guardando le sue carte, al Presidente) Eccellenza nelle mie carte questi nomi non figurano.-

Presidente- Presumibilmente sono tra i fuggiaschi. Continuate pure con linterrogatorio.-

Pubblico Accusatore La Pubblica Accusa ha terminato. E chiaro che limputato ha partecipato ai delitti in questione!-

Presidente. Avvocato, a voi, brevemente.-

Avvocato- E inequivocabili che la teste ha accusato limputato di furto, ma lo ha scagionato dellomicidio.-

Pubblico Accusatore.- Non ha scagionato un bel nulla. Limputato era presente fatti, quindi correo! Anche per costui la Pubblica Accusa chiede la pena di morte.-

Avvocato- Ma io non ho concluso lintervento.-

Presidente.- Avvocato le avevo concesso il tempo necessario, che scaduto. Portate via limputato.-

Spitaleri- Ma come? Susa cos? Non ho il diritto di difendermi? Manculi Borboni avvissaru fattu accuss!-

Cancelliere - nemmeno la giustizia borbonica avrebbe fatto ci.-

Presidente.- Grazie cancelliere. Fate uscire la teste e limputato.-

Spitaleri, accompagnato dalla guardia esce protestando. Nedda segue a testa bassa.

Spitaleri- Marunnuzza mia, Marunnuzza bedda, iu sugnu nnuccenti, ju nun ammazzai a nuddu!-

Cancelliere - (mestamente) Madonna mia, Madonna bella, io sono innocente, io nonammazzai a nessuno...-

Presidente. (al cancelliere) Cancelliere, stare al vostro posto. Nessuno vi ha chiesto di tradurre tutto pedissequamente. Introducete quindi un altro imputato.-

Cancelliere Introducete limputato Longhitano Longi Nunzio.-

La guardia torna con Nunzio Longi Longhitano.

Presidente- Il vostro nome Nunzio Longi Longhitano?-

Longhitano -A servilla.-

Presidente- Et e mestiere?-

Longhitano - Venticinque anni e fazzu u giovani di barbiere dinverno, mentri nta stagioni fazzu u braccianti.-

Cancelliere -- faccio il giovane di barberia e in estate il bracciante-

Presidente- A voi Pubblica Accusa.-

Pubblico Accusatore- Longhitano, voi siete accusato di aver ucciso don Antonio Arciprete di Bronte.-

Longhitano - Cui? U porcu ca' tonaca?-

Cancelliere.- chi, il porco con la tonaca-

Longhitano- chiddu ca' saccattau a dda carusa di Luciuzza, pi fari li porci comodi so?

Cancelliere - quello che si compr la ragazzina Lucia per fare i porci comodi suoi-

Longhitano - quello che la fece sgravare quattro volte, e fece portare i picciriddi alla ruota del convento? Quel porco che mangiava a quattro quattro palmenti, ingrassava e scialava, sfruttando i suoi braccianti, e ricattandoli di lasciarli morti di fame se non gli portavano, durante lannata, una verginella nel suo schifoso letto, o meglio littra pi porci?...

Pubblic Accusa- Com che sapete tutte queste notizie?-

Longhitano- Nun dissi a voscenza ca' fazzu u giovani di barberi? Allora voscenza dice che chistu porcu stato ammazzato? Vuol dire che s fatta la giustizia di Cristo!-

Pubblico Accusatore- Allora voi avreste fatto la giustizia divina, uccidendolo?-

Longhitano - No, dissi solamente ca cu fu, fici la giustizia divina.-

Cancelliere - dissi che ci lo uccise fece la giustizia divina-

Pubblico Accusatore- ( al Presidente) Eccellenza, limputato non credibile, e lo dimostrer chiamando a testimoniare certa Giuseppa Pulvirenti.-

Entra una ragazzotta florida, accompagnata dalla guardia.

Presidente- Vi chiamate?-

Pudda Mi chiamu Pulvirenti Giuseppa.-

Presidente- Mestiere o professione?-

Pudda- La buttana!-

Mormorio tra i presenti.

Presidente- ( a Pudda) Voi dovete avere rispetto per questa corte.-

Pudda- E picch, cchi dissi? Voscenza mi dumann chi fazzu e ju ci arrispunnio cca virit.-

Canc. E perch, cosa ho detto? Vostra eccellenza mi ha chiesto cosa faccio, e io ho risposto: la prostituta-

Pudda- Esattissimamenti. Bravu u varvasaviu!-

Cancelliere - Esattamente, bravo il vecchio ...-

Presidente- A voi Pubblica Accusa.-

Pubblico Accusatore- Giuseppa Pulvirenti, conoscete limputato?-

Pudda- Voscenza si!-

Pubblico Accusatore- E dite alla Corte, nella notte del 2 agosto, cosa vi successe in cui era presente la persona che avete davanti?-

Pudda- Cui leccillenza Prisidenti?-

Pubblico Accusatore- Non fate la spiritosa e lirriguardosa. Potremmo farvi arrestare. Allora, mi riferivo allimputato presente.-

Pudda- Ah, iddu?-

Pubblico Accusatore- Lui. Allora?-

Pudda- Lui, iddu, allora(pensierosa) dda sira, intantu ca' marritirava a casa, doppu aver servito in casa del farmacista, buonanima, mancuit-

Cancelliere intanto che rientravo in casa mi molest -

Longhitano - Ma quale ncuit e molest, io volevo parlarle, la volevo mettere in guardia sulla situazione pericolosa io ci volevo bene a idda, nun lavissi tuccata mancu cu n ciuri-

Cancelliere a lei non lavrei toccata nemmeno con un fiore-

Pudda- Sfacciatu! Munziugnaru! Tu mi vulevi chiavari!-

Cancelliere - sfacciato, menzognero, tu volevi copulare -

Longhitano - Pi lanima dei murticeddi do priatoriu, ju mai e poi mai!-

Cancelliere-.- ... per le anime dei morti del purgatorio, io mai e poi mai-

Pudda- Ah, no? Bene, anzi, malissimu, pricch i to cumpagni nun la pinzaronu comu a tia!-

Cancelliere - i tuoi compagni fecero diversamente da te.-

Pudda- picch arrivarunu menzi mbriachi di sangu e di vinu e mi purtaruni nta stadda e a unu a unu come i cani bastardi, mi chiavarunu e mi chiavarunu, mi chiavarunu tutta la notti e mi lassanu menza motta!-

Cancelliere - La violentarono nella stalla, per tutta la notte, lasciandola mezza morta-

Pudda - e da dda sira fui la buttana do paisi. Si cuntentu testadichiuppuru?-

Cancelliere- e da quella sera fui la prostituta del paese, sei contento testa di legno?...-

Longhitano - Ma io non ti toccai mancu con un dito.-

Pudda- Ma nun maddifinnisti. Lasciamo perdere, vili scantulinu.-

Cancelliere - non mi difendesti, vigliacco cacasotto-

Pudda- (perdendo la baldanza iniziale) E iu puviredda, doppu chiddu ca' mi ficiru dassassini, doppo ca' me pattri mi jtt fora di casa, ca' vo fari? A vomoriri- cappoi era megghiu- e mi misi che caribbaddini, e addivintai a buttana do paisi.-

Cancelliere - dopo i fatti dovevo morire? E cos mi prostituii coi garibaldini-

Pudda- Eccu cu fui e cu sugnu ora. Grazie Canibaldi e grazia so libbett!-

Cancelliere - Ecco chi fui e chi sono. Grazie a Garibaldi e grazie alla sua libert.-

Pubblico Accusatore- (perplesso) Io ho finito.-

Presidente.- Avvocato?-

Avvocato- Eccellenza, ma la teste non ha detto nulla sulla morte dellarciprete. Che testimonianza sarebbe?-

Presidente.- Pubblica Accusa, volete interrogare la teste sul delitto in questione?-

Pubblico Accusatore.-Certo eccellenza. Dunque Giuseppa Pulvirenti, voi avete visto limputato uccidere larciprete?-

Pudda- Cui ju? E quannu mai.-

Cancelliere - chi io? Quando mai.-

Pubblico Accusatore Pulvirenti, siete sotto giuramento, dovete dire la verit e rispondere liberamente (sottolineando la parola)-

Pudda- Ma cchi voli vossia di mia? Na fausa tistimonianza? (indicando Nunzio) Chiddu sulamenti nomu scunghiurutu. Chiddu si scanta macari di lummira so.-

Cancelliere - Ma cosa pretende da me? una falsa testimonianza? quello solamente unosciocco, e si spaventa anche della sua ombra-

Pudda-(con disprezzo) non pi nenti fa u criato do varveri.-

Pubblico Accusatore- Eccellenza, denuncio la presente teste per renitenza alla testimonianza.-

Presidente.- Cancelliere a verbale. Lei Pulvirenti, imputata a piede libero e per adesso pu andare.-

Pudda- Ma quantu siti bboni cu mia lomini? Manco ai cani.-

Cancelliere - quanto siete buoni con me, detto ironicamente. Gli uomini? Non sono buoni neanche per i cani-

Presidente.- Avvocato?-

Avvocato- Non ho nulla da aggiungere alla testimonianza della teste. E per limputato mi rimetto allaclemenza della Corte.-

Longhitano - Ju a chidda ma vulevu maritari, ju ci vulevu beni. Ca vo fari contru ddi malasutati chini di vinu ca' vo fari, povuru di mia ca' vo fari-

Cancelliere - io la volevo sposare, le volevo bene. Mi sono lasciato trascinare nella rivolta, poi, cosa dovevo fare contro quegli scalmanati avvinazzati cosa potevo fare-

Presidente.- Portatelo via. Introducete il prossimo imputato.-

Cancelliere - Il prossimo: Lombardo Nicol.-

Entra Nicol Lombardo, stessa procedura degli altri imputati.

Presidente- Voi sareste Lombardo Nicol-

Lombardo- Lo sono Eccellenza.-

Presidente- E siete stato fino al giorno 10 agosto sindaco del paese di Bronte?-

Lombardo- Vero Eccellenza.-

Presidente- Pubblica Accusa, a voi.-

Pubblico Accusatore- Grazie Eccellenza. (cincischia un pochino) Signor ex sindaco, lo sapete che siete accusato dessere stato il sobillatore della rivolta di Bronte, il vostro paese che amministravate?-

Lombardo- Si, eccellenza, accusato, ma ingiustamente. Io, con la ribellione non centro per nulla.-

Pubblico Accusatore- Ah no? E non siete stato voi- quando il generale Garibaldi ha fatto il proclama del 2 giugno- a radunare la popolazione sotto il balcone del municipio, e di aver letto il proclama?-

Lombardo Era il mio preciso dovere di patriotae liberale, esultare per la liberazione dalloppressione dei Borboni. Vostra Eccellenza, al mio posto, da buon liberale e patriota, non lavrebbe partecipato ai suoi concittadini?-

Pubblico Accusatore- Se non vi dispiace, qui le domande le formulo io. Allora, data per buona la vostra iniziativa, casa avete fatto quando la folla ha incominciato a rumoreggiare - e poi a ribellarsi?-

Lombardo- Mi sono esposto e opposto alla loro violenza, esortandoli alla calma. Dicevo loro che la giustizia lavrebbe portato il Generale, e ci sarebbe stata poi la libert per tutti. Ma, i pi facinorosi volevano limmediata divisione delle terre dei latifondisti. Non volevano attendere altro tempo. Mi rinfacciavano dessere daccordo coi padroni, di tradire il popolo, dimpedire la ripartizioneimmediata dei suddetti latifondi, prima che gli arrivassero gli avvoltoi del nord. Insomma, scalpitavano, dicevano che li avevo traditi. Qualcuno mi minacci con laccetta sotto il mio naso. Non sentivano pi ragione! Erano inferociti dalla secolare tribolazione e della schiavit dei padroni. Erano ingovernabili, Eccellenza. Ed io ero impotente. Persa lautorit, senza gendarmi che furono uccisi o che fuggirono via senza un misero sostenitore, cosa dovevo fare? Miracoli? Eccellenza, le mie mani non sono insanguinate, sono innocente dei massacri e di tutte le violenze.-

Pubblico Accusatore- Voi lo pensate per davvero? Voi siete una persona colta e istruita, voi, dunque, credete di non essere colpevole dellinsurrezione armata? No, voi siete colpevolissimo, perch avete acceso la miccia e consentito il botto! Siete pi colpevole dei rivoltosi, perch non avete agito per frustrazione o per fame, ma per sete di potere. Infatti, volevate fare dimenticare alla nuova autorit il vostro passato borbonico e, a detta di alcuni, siete stato, da sindaco, altamente interessato dai privilegi che vi furono concessi. Voi avete cavalcato il malcontento e poi vi siete dissociato. Ma troppo dardi! Voi avete sulla coscienza tutti gli omicidi, i saccheggi e le malefatte. -

Lombardo -. Eccellenza, io vivevo della mia professione, sono avvocato- certo non di grido- ma mantenevo decorosamente la mia famiglia. Non mi sono appropriato ai mai di nulla, n mi sono state concessi privilegi di sorta.

Pubblico Accusatore- E il podere che avete a Biancavilla? E la masseria di Adern? Come le avete avute? E la figlia in collegio a Catania? Come la mantenevate? Eccellenza Presidente, questo imputato colpevole daver sibilato e spinto il popolo ignorante alla ribellione, al saccheggio e allassassinio. Chiedo per limputato la pena di morte tramite fucilazione alla schiena!-

Lombardo- No! No! Sono innocente! Non c sangue nelle mie mani! Ho le mani pulite! Pulite! Piet!-

Presidente- Avvocato?-

Avvocato- Mi rimetto alla clemenza della Corte.-

Presidente- Fate uscire limputato e portate il successivo.-

Lombardo esce, disperandosi.

Cancelliere - Fate entrare Nunzio Ciraldo Fraiunco.-

Entra Nunzio Ciraldo Fraiunco. Egli lo scemo del paese, veste di stracci, ma calza un berretto di garibaldino. Si guarda in giro con un sorriso ebete sulle labbra.

Presidente- (insofferente) Come vi chiamate?-

Fraiunco - (parlando strascicato) Voscenza non lo sapi? A mia mi caniusciunu tutti. Picchi fazzu ridiri a tutti.-

Cancelliere - Si chiama Nunzio Ciraldo Fraiunco...(sussurraro ) ed leso di mente.-

Presidente- Quanti anni avete?-

Fraiunco Cui ju? E cu sapi. Iu nasciii e cca sugnu-

Cancelliere - chi io? e chi lo sa, io nacqui e sono qui-

Presidente- Lo sapranno i vostri genitori-

Fraiunco - Me mattri morsi di cca a due anni, me pattri nun sacciu cu o cu fu.-

Cancelliere - mia madre morta, mio padre non lo conosco-

Presidente- Basta cos. Pubblica accusa a voi.-

Pubblico Accusatore- (in evidente imbarazzo) Voi Fraiunco, siete accusato daver incitato i sovversivi alla rivolta tramite la vostra tromba.-

Fraiunco.- (rivolto al cancelliere) Cchi dissi?-

Cancelliere - Che suonavi con la tromba la carica-

Fraiunco ( annuendo vigorosamente) Ngnurs! Ju ca' me trumma fazzu curriri i cristiani-

Cancelliere - Signors, io con la mia tromba faccio arrivare la gente-

Pubblico Accusatore.- E perch?-

Fraiunco Picch? picch mi piaci quannu ridunu e aaddivettunu.-

Cancelliere - perch mi piace che ridano e si divertano-

Pubblico Accusatore- E gridavate (leggendo con difficolt) : Populu i cappiddi guaddativi, lura do giudiziu savvicina, nuddu a mancari, intanto che suonavate la carica per assaltare il palazzo del baronale.-

Fraiunco - Ngnurs! U sintii diri a Cicciu Cucuzza e mu nzignai a mimoriaEra beddu da vidiri e da sintiri mentri sunavu forti forti e chiddi facevanu a muschetteria. Bellu.-

Cancelliere - signors, lho sentito dire a Ciccio Cucuzza e me lo imparai a memoria. Era tutto bello intanto che suonavoe gli altri sparavano.-

Avvocato- Eccellenza si faccia mostrare la sua tromba!-

Presidente- Non necessario.-

Avvocato- Eccellenza, quella trombetta era di latta! Non suonava, rumoreggiava e basta.-

Presidente- Non ce altro daggiungere!-

Pubblico Accusatore- Chiedo una severa condanna per limputato.-

Avvocato- (piano) Per lo scemo del paese.-

Presidente.- Portate via questuomo. La Corte si ritira per emettere la sentenza.-

Fraiunco- ( alla guardia di scorte) Cchera beddu u Prisidenti cu dda scurzetta nta testa, ci mancava u marruggiu pi pariri massaru Jesu davanti a la quarara.-

Presidente Cancelliere, cosha detto?Ha confessato?-

Cancellire- Non proprio Eccellenza, meglio lasciar perdere.-

Presidente- Cancelliere vi ordino di tradurre!-

Cancelliere- Come Vostra eccellenza comanda. Allora il Fraiunco da detto testualmente: Comera bello il Presidente, con il tocco in testa; gli mancava in nodoso bastone, per sembrare massaro Jesu, mentre fa la ricotta.-

Presidente- (piano al Pubblico Accusatore) Quello davvero scemo.-

Pubblico Accusatore- Gi. Che cosa siamo costretti a fare, Eccellenza-

Una guardia si avvicina al Cancelliere e gli sussurra qualcosa.

Cancelliere- (allibendo e avvicinandosi al Presidente) Eccellenza, eccellenza, mi hanno appena comunicato che Gasparazzo evaso!-

Presidente- (incredulo)Com possibile! E le guardie? E i soldati?-

Cancelliere- Li ha beffati con la scusa dandare a fare un piccolo bisogno corporale, poi ha colpito la guardia di scorta, lha disarmata ed fuggito da una finestra .-

Pubblica Accusa- Avr avuto sicuramente dei complici, interni ed esterni.-

Presidente- Lo prenderemo! Cancelliere fate avvisare della fuga il Maggiore Generale Bixio, fategli sapere che Gasparazzo armato, poi raggiungeteci in Camera di consiglio, per redigere la sentenza.-

Cancelliere- Subito Eccellenza. (esce)-

Presidente- ( alla Pubblico Accusatore) Andiamo. (escono)

ATTO III

La scena la camera di consiglio della Corte, al centro un tavolo con sP.A.se le carte processuali, a sinistra una finestra, oscurata da una grande tenda. A destra la porta dingresso e un armadio. Sedie sparse.

In scena ci sono il Presidente e il Pubblico Accusatore.

Presidente-(guardando lorologio) Si sta facendo tardi, fra non molto prevista lesecuzione, a cui non posso mancare.-

Pubblico Accusatore- (sedendosi) Speriamo che il Cancelliere arrivi presto, io sono stanco da morire; questo processo, cos veloce, mi ha stremato. (si pone in ascolto) Sento dei passi, sar lui.-

Entra il Cancelliere.

Presidente.- Alla buonora, eccovi qui.-

Cancelliere - LEccellenza vostra mi scuser. Ma ho dovuto attendere un poco perch il segretario mi doveva consegnareuna copia del proclama del generale Bixio, che sar diramato dopo lesecuzione. Eccolo. (sventola un foglio).-

Presidente.- Leggetemelo.-

Cancelliere - ( stentatamente) Abitanti della provincia di Catania!

Voi sapete gi che gli assassini, ed i ladri di Bronte sono stati severamente puniti - Voi lo sapete, e la legge! E la fucilazione segu immediata i loro delitti. Tutte le autorit dicano ai loro amministrati che il governo si occuper di apposite leggi e di opportuni legali giudizi pel reintegro dei deman - Ma dicano altres a chi tenta altre vie e crede farsi giustizia da s, guai agli istigatori e sovvertitori dell'ordine pubblico sotto qualunque pretesto. Se non io, altri in mia vece rinnover le fucilazioni di Bronte se la legge lo vuole.

Dalla sede, add12 agosto 1860.

F.to Maggiore Generale Nino Bixio

Presidente.- Affrettiamoci a stilare la sentenza. Cancelliere scriva: Add 12 agosto 1860, dal tribunale misto militare e civile- istituita a Catania, con determinazione ecc. ecc., stata emanata la seguente sentenza per gli imputati accusati del massacro, avvenuto in Bronte il 2 di agosto del presente anno

Il cancelliere ripeter, a bassa voce e velocemente,ci che scriver.

Presidente - Samperi Nunzio, indagato per saccheggio e massacro. Questa Corte, dopo aver fatto lexcursus delle le prove, inserite nel procedimento penale, lo dichiaracolpevole dei reati ascrittegli e condannato alla pena di morte tramite fucilazione alla schiena;

Spitaleri Nunno Nunzio, colpevole di saccheggio e di massacro. Vistoecc. ecc. condannato alla pena di morte mediante ecc ecc.;

Longhitano Longi Nunzio. Colpevole di saccheggio e massacro. Visto ecc. ecc. condannato ecc. ecc.;

Lombardo Nicol, colpevole di incitazione alla rivolta e correo di saccheggio e massacro e tutto ci aggravato dalla funzione pubblica alla quale era preposto. Visto e scorse ecc. ecc. condannato ecc. ecc.;

Fraiunco Ciroldo Nunzio, colpevole di incitazione al saccheggio e al massacro. Visto ecc. ecc. condannato ecc. ecc.-;

Cancelliere - (fermandosi e alzando il capo sbalordito) Ma Eccellenza, questo giovane incapace dintendere e di volere-

Presidente.- Anche parte delle vittime erano giovani e incapaci di intendere e di volere. Poi, siete pregato di attenervi alle vostre funzioni di verbalizzatore della sentenza.-

Cancelliere - (mogio mogio) Ai comandi.-

Presidente.- E me lo faccia subito firmare.-

Cancelliere - (affettandosi) Ecco Eccellenza. Firmi pure.-

Presidente.- Alla buonora. (firma) E adesso vada a portarlo al Generale Bixio per eseguire lesecuzione.-

Cancelliere - Subito Eccellenza. (esce immediatamente)-

Pubblico Accusatore E anche questincombenza scabrosa labbiamo assolta.-

Presidente.- Certamente! Bisogna dare lesempio. Altrimenti ci sar lanarchia! Per fortuna abbiamo qui un comandante militare di polso! Con lui non si scherza mica.-

Pubblico Accusatore Ha svolto altre missioni col Generale?-

Presidente.- Garibaldi? (il Pubblico Accusatore fa cenno di si) Certamente. Sono con lui dai tempi della repubblica romana.-

Pubblico Accusatore- Bei tempi, avrei voluto esserci anchio.-

Presidente. -Avr certamente loccasione di collaborare col nostro Condottiero; lItalia non ancora una Nazione, e la Campagna di liberazione non ancora finita.-

Pubblico Accusatore- Io spero ardentemente daverne una parte importante.-

Presidente- (guardandolo storto ) E chi lo pu sapere-

Rientra il Cancelliere.

Cancelliere - Fatto. Il plotone gi pronto.-

Presidente. ( togliendosi la toga) Vado, devo presenziare alla fucilazione.-

Pubblico Accusatore- (come sopra) Vengo anchio.-

Presidente.- (vedendo che il cancelliere cincischia) Voi non venite?-

Cancelliere- Se vostra eccellenza me lo consente, non vorrei assistere alla fucilazione di un povero scemo del paese.-

Presidente.- (sta per ribadire, poi ci ripensa) Fate come volete.-

Pubblico Accusatore- Ah, eccellenza, e per quanto riguarda il Gasparazzo, che si fa?-

Presidente.- Per lui, purtroppo, non si complet liter previsto, ci penseremo dopo. Forse lo condanneremo in contumacia. Comunque, per il malandrino di paese, la sentenza pi consona dovrebbe essere una doppia fucilazione, pi lergastolo, se lo si potesse fare. Quello un diavolo fatto uomo. Se lo acciufferanno vorr assistere alla sua morte per impiccagione.-

Dalla tenda esce fuori Calogero Gasparazzo, che impugna il revolver sottratto alla guardia.

Calogero- Ma davvero? Non vorrei deludervi, ma, guardate, ne dovr passare ancora tanta acqua, sotto i ponti (con smacco) eccellenza! Intanto mani in alto e non vi muovete. Esci Pudda.-

Dalla medesima tenda esce Pudda.

Presidente.- Voi state commettendo un grandissimo errore e peggiorate la vostra situazione. Quello che state facendo un grave reato contro lAutorit Costituita!E anche voi signora.-

Pudda- (alzando le spalle) Tanto-

Calogero- Ma guarda un po, sono tutto cagato!-

Presidente- Volgare villano!-

Calogero- Come dice vostra eccellenza(strafottente). Intanto siete miei prigionieri.-

Presidente- Illegalmente!-

Calogero- Come dice vostra eccellenza(ironico).-

Pubblico Accusatore - (incredulo) Ma come avete fatto?-

Calogero- Fatto cosa?-

Pubblico Accusatore- Ad evadere.-

Presidente.- Gi, come avete fatto!-

Calogero- Con la forza dei disperati.-

Presidente.- Avrete avuto di sicuro dei complici.-

Calogero- Certo, eccellentissimo, i miei complici sono il popolo, la giustizia e la libert. Ma voi, oltre ad essere leccellentissimo presidente di una Corte fasulla, siete anche curioso, vero?Pudda, intanto lega le mani alla nostra Autorit Costituita, lEccellenza nostra (ironico). E anche al nostrissimo eccellente Pubblico Accusatore (ironico). Ah, vi avviso: non ho nulla da perdere, se gridate o tentate la fuga vi ammazzo! Capito!

Presidente.- (meravigliato, parlando fra se) Situazione insostenibile! Ma come stato possibile-

Calogero- ( che ha sentito) Volete dire evadere? Con la forza dei disperati, lho gi detto.Pudda glielo diciamo?-

Pudda- (facendo ancora spallucce) Ormai-

Calogero- E va bene, accontentiamo i nostri ospiti riveriti: (pausa poi rivolto al Presidente, con un sospiro) Allora quando, dopo linterrogatorio, mi avete rimandato al mio posto, ho chiesto dandare alla latrina; poi ho adocchiato Pudda - e voi sapete che i siciliani si parlano con gli occhi- allora le ho fatto capire: Pudda, distrai sta guardia. Lei ha eseguito perfettamente, con le sue arti di seduzione. Io ho mollato un cazzottone al mio custode, che si addormentato di colpo, gli ho preso la chiave delle catenelle, mi sono liberato, ho sottratto larma e mi sono nascosto qui dentro. Che nascondiglio migliore potevo scegliere di questo, ah? Intanto Pudda ha aperto una finestra e ha gridato che ero scappato da l, e le guardie mi stanno ancora cercando per tutta la citt.-

Cancelliere - E vero, sono tutti fuori, che lo cercano nei paraggi o al cortile per lo (disgustato) spettacolo.-

I due si lasciano legare docilmente. Il Cancelliere tende le sua mani, ma Calogero lo sbocca.

Calogero- Vossia no. Vossia deve redigere un verbale.-

Cancelliere - Che verbale?-

Calogero- Il verbale della sentenza che la Corte emaner ora!-

Presidente.- Di quale verbale sproloquiate? Il verbale della sentenza stato gi stilato e consegnato a chi di dovere.-

Calogero- No quello era il verbale della buffonata che avete inscenato nel processo. Ora farete quello che avreste dovuto scrivere, se, poco poco, aveste avuto amore per la Giustizia con la gi maiuscola! (deciso) Quella, in nome della quale vi vantate di aver agito, al processo -era solo vendetta! Non giustizia! Vendetta! (pausa) Voi, galantuomini, avete ingannato il popolo con le promesse, lo avete rabbonito con lidea di libert, volevate addomesticarlo per manipolarlo come vi piaceva. Ed ha reagito! Il popolo ha reagito. Certo reagendo avvengono fatti di sangue. Ma non siete proprio voi che predicate che la libert si conquista col sangue? Avete sbagliato tutto e volete la rivincita! (adirato) Cancelliere scrivete, e voi, perddio dettate!-

Presidente.- Ma quale rivincita! Lo sapete benissimo che ci fu la decimazione. Per il processo gli imputati furono, quasi presi a caso-

Calogero- E questo, per la vostra giustizia, giusto?-

Presidente.- Capitelo! Siamo in tempo di guerra! La campagna contro il Regno delle due Sicilie ancora in corso, perbacco!-

Calogero- E cosa prometterete se vincerete la vostra campagna? Ci che avete promesso ai siciliani?-

Presidente.- Ci sar lo Stato di diritto...-

Calogero- che si comporter come vi state comportando qui? Allora staremo freschi.-

Cancelliere - ( come per stemperare la tensione) Io sarei pronto.-

Calogero- Dettate, Eccellenza, dettate.-

Presidente.- Non posso. (pausa) Questo un Tribunale di guerra. Io sono un Colonnello, il Pubblico Accusatore un Capitano, lavvocato difensore dufficio, un tenente; solo il signor Cancelliere un civile e ci fu prestato dalla magistratura ordinaria: Questa una corte mista. (pausa) Come avete gi capito, tutto stato improvvisato. Il processo doveva essere immediato. Certo non ho avuto regolarmente tutti i verbali giurati dei fatti. Era impossibile dato il poco tempo a disposizione solo poche ore, diamine. Certo, lo ammetto, molti colpevoli si sono dati alla macchia e, momentaneamente, sono irreperibili. Si, vero, ve ne do atto, c stata fretta, quindi approssimazione (pausa) Ma i morti ci furono, eccome. Il barone, ucciso con un corpo contundente; il ricco epulone, morto con un colpo di scure alla testa; la guardia municipale ammazzata con il coltellaccio del macellaio; Don Antonio sgozzato. Lo speziale e il figlio uccisi a bastonate. Don Paolo, possidente, che tornava dalla vigna, seviziato;poi Neddu, il figlio del notaio, un ragazzo di dodici anni sgozzato insieme alpadre; e la baronessa, lanciata dalla finestra sul selciato e poi calpestata dalle megere che vi accompagnavano e vi aizzavano;e suo figlio maggiore, e ancora il figlio, piccoletto di pochi anni, calpestato dalle scarpacce chiodate dei rivoltosi. Basta! Non voglio pi rievocare quella strage! (pensieroso) Come lupi scannaste la mandria.-

Calogero- Bella arringa difensiva, non c che dire. Bella! Dovevate fare lavvocato difensore!(pausa) Ma voi, e voi (indica il Presidente e ilPubblico Accusatore) avete condannato Nicol Lombardo per avere, secondo voi, prima istigato la folla, e dopodi non aver saputo fermarla. Ma, pensateci bene,voi (dispregiativamente) Autorit Costituita-come pomposamente vi pavoneggiate dessere- con indosso toghe e uniforme, avete commesso il medesimo atto! Avete istigato le masse- impreparate - con le promesse di libert e giustizia, e non avete saputo controllare la situazione, che, proprioa Bronte, vi esplosa fra le mani, come, del resto, fu per lo stesso Lombardo! Quindi siete colpevoli del medesimo delitto! Allora, ditemi granduomini, tra voi e lui, mi dite che differenza fa? Ne..ssu..na!Quindi, cittadini integerrimi, (molto ironicamente)che credete ancora dessere differenti dal Sindaco di Bronte, come la mettiamo? Allora, a seguito di quanto dimostrato, io vi accuso, in nome della giustizia dei piccoli, vi processo e vi condanno! Ora, subito, per direttissima! (pausa) Si, certo, potrei farlo, sima non lo faccio! Inveceadesso, in questo stesso contesto da voi istituito- la Corte marziale -rifaremo il processo da voi appena scandalosamente concluso, a carico dei cinque poveretti, comminando le vere pene, che essi effettivamente meritavano!-

Presidente- (con passione) No! no!Macch! (pausa) Che assurdit state vaneggiando! Noi abbiamo agito in nome della legge! In nome della responsabilit di chi deve governare, e secondo il codice militare, che , di per se stesso, molto semplificativo, data la sua natura specifica. Esso deve essere pronto, efficace, sicuro! Non si possono ammettere debolezze di sorta, n cavilli giuridici, ma agire decisamente, per incutere quel rispetto- o timore- necessario per una buona missione. Missione, Gasparazzo, la missione di fare dellItalia una nazione una, libera e giusta.-

Calogero- (ironico) Ah, belle parole, non c che dire. (poi minaccioso) Ma,come ho gi detto, per il caso specifico, ora tempo di rimediare alle storture del vostro processo,stilando la vera sentenza.-

Presidente.- Che volete dire? In che modo?-

Calogero- Che rifacciate ora -il processo, secondo vera giustizia, ecco cosa.-

Presidente.- Farneticate! Non mi prester mai a una simile pagliacciata.-

Calogero- Benissimo. Allora se voi non volete stendere la sentenza, al vostro posto lo stiler io. (molto ironicamente) Spero che non ve la prendiate a maleeccellenze vostre. Cancelliere, scrivete!-

Cancelliere - (Pazientemente) Sono pronto.-

Calogero- (passeggiando per la stanza) Allora, questa corte di giustizia giustizia? (breve pausa) Ma si, giustizia, per Nunzio Samperi, imputato di omicidio preterintenzionale, (fermandosi e guardando il cancelliere) quanto gli diamo?-

Cancelliere -( chino sui fogli) 10 anni e sei mesi di reclusione.-

Calogero- Bene, scrivetelo pure. Dunque, proseguiamo: per Nunzio Longi Longhitano, imputato correo di stupro, che pena comminiamo?-

Cancelliere - Due anni di reclusione.-

Calogero- Bene. E per Nunzio Nunno Spitaleri, imputato del furto di un candelabro?-

Cancelliere - Tre anni e dieci mesi di carcere duro.-

Calogero- E per Nicol Lombardo, imputato dincitazione alla rivolta?-

Cancelliere - Per lui tre anni di carcere con la condizionale.-

Calogero- E per quel povero Nunzio Fraiunco? Imputato di aver suonato la carica dei rivoltosi- (con molta ironia, guardando il Presidente) con la trombetta di latta e col sorriso da ebete sulla bocca?-

Cancelliere - Non luogo aprocedere, perchlimputato incapace dintendere e di volere! Punto e basta!-

Calogero.- Ehi, non incazzatevi signor Cancelliere, calma. Bene cos, adesso sottoscrivetelo, e, quindi fatelo firmare alleccellenzaPresidente e al Pubblico Accusatore.-

Il cancelliere esegue, ma il Presidente, sdegnosamente, si rifiuta di firmarla.

Presidente- Questa una buffonata! Io non firmo!-

Pubblico Accusatore- E neanchio.-

Calogero- Il vostro processo stato una buffonata! E firmerete!-

Presidente- (con arida di sfida) Mi minacciate?

Calogero- Firmate! Perddio!-

Presidente- In caso contrario che farete? Ci ucciderete?-

Calogero- Peggio! vi sputer in faccia.-

Presidente- (avanzando di un passo) Fate pure, eccovi il mio volto!-

Calogero- (pensieroso, poi di scatto) Ma che vada tutto al demonio! Che senso ha ormai? Voglio passare alla storia per aver accoppato una Corte Marziale? Voglio farelAngelo Centuno?( pausa lunga,passeggiando e poi voltandosi di scatto, quindi al Presidente) Siete coraggioso. Cancelliere, date qua, lo firmer io!-

Presidente.- (conciliante) E voi siete un uomo saggio, avete presa la giusta decisione... Peccato che vi siate schierato coi rivoltosi-

Calogero Chi ha a cuore la Giustizia e la Libert vera - lavrebbe fatto.-

Presidente Non fate sciocchezze. Voi Gasparazzo, siete un uomo ragionevole...

Calogero- ...e dalle con le lusinghe-

Presidente.- Non erano parole di lusinga le mie. Come non sono abituato ad adulare i miei superiori, n blandire i miei inferiori, cos non mi perito di lusingare i miei avversari; ma il mio dire voleva esseresolamente unasemplice e onesta constatazione.-

Calogero- Vi credo. (prendendo la sua sentenza e vagliandola) Per questa mia sentenza la conserver; e la custodir gelosamente. (la conserva nella camicia) Chiss se, in futuro, essa non possaessere utile a qualche magistrato, che non mastica tanto bene la vera Giustizia.-

Presidente Voi, con la vostra sentenza fantasiosa, pensate dipoter (cerca la parola giusta) No! meglio: Voi, siete un idealista, e pretendete troppo dagli uomini, che sono esseri fallaci per natura. Sapete il vecchio proverbio

Calogero- Errare humanum est-

Presidente Giusto. (breve pausa) Ora, vi prego di togliermi un grande curiosit: Voi siete arguto e vi esprimete troppo bene, per essere un carbonaio. E chiaro che siete una persona istruita.Dove avete studiato? Chi siete veramente?-

Calogero- (seccamente) Al Seminario! (poi lentamente) dove fui sodomizzato da una delle vostreAutorit Costituita: Il Rettore!Ecco chi sono! (quindi, accingendosi ad andarsene e mettendo in tasca il revolver) Ora credo che non abbiamo nientaltro da dirci. Signori, addio! Cancelliere, slegate le vostre Eccellenze. ( a Pudda)Jamuninni Pudda, lassamu lomini e i galantomini ai so rimorsi! (escono dalla finestra).-

Cancelliere - (traducendo sommessamente e annuendo) andiamocene Pudda, lasciamo gli uomini e i galantuomini ai loro rimorsi. (poi al Presidente) Eccellenza, vi slego le mani. ( esegue)

Entra lavvocato difensore.

Avvocato- Eccellenza, eccellenza. la sentenza stata eseguita... C stato, per, un piccolo inconveniente.-

Presidente- Cio?-

Avvocato Cio , insomma che il plotone desecuzione non ha sparato a Nunzio Fraiunco, il quale, vistosi illeso, immediatamente, s buttato in ginocchio, ringraziando la Madonna Annunziata daverlo risparmiato-

Pubblico Accusatore- E allora?-

Avvocato- Allorahaha dovuto ha dovuto giustiziarloil generale, in persona.-

Presidente- (pensieroso) Fraiunco eraera inginocchiato ai suoi piedi?-

Avvocato- Si, Eccellenza.-

Pubblico Accusatore-Bene, giustizia fatta! (ma vedendo che il Presidente lo guarda sdegnato, balbettando ) Beh, quasi scusi Eccellenza.-

Presidente.- (molto scosso, guardando la finestra e tentennando il capo, dice allo avvocato) Grazie Tenente, grazie.(poi al Cancelliere, che stava con la testa china, guardando il pavimento) Cancelliere, per favore, se anche voi siete daccordo, chiudete quella finestra. (indica la finestra dalla quale fuggito Gasparazzo, poi rivolto agli altri) Signori, vogliamo andare?-

Tutti escono, mentre, lentamente, il Cancelliere,annuendo, va a chiudere la finestra.

Sipario