La locanda di Caroline

LA LOCANDA DI CAROLINE.

Un Atto Unico di Bruno Di Mattei

Personaggi:

Duk Rellik Killer

Robert Il morto

Caroline Woc Proprietaria della locanda

Frank Meccanico

Jhonny Feiht Amico di Caroline

Vince Lo sceriffo

Registrata S.I.A.E.

Sezione O.L.A.F.

Con n. 0204364

La scena.

Sul fondo un banco da bar sui cui angoli sono poggiate alcune bottiglie di liquore.

Dietro al banco visibile un telefono. A sinistra un piccolo tavolo da bar con una

sedia. Sul tavolo una bottiglia di wisky ed un bicchiere. Al centro e in avanti, un

altro tavolo da bar con due sedie.

Il sipario si apre. Due uomini pronunciano le ultime battute di una lite furibonda. Quello vicino al bar allunga la mano dietro al bancone e la ritrae con una pistola con la quale spara due colpi. L altro uomo stramazza al suolo colpito a morte. L assassino si avvicina al cadavere e si inginocchia; tira fuori da una tasca una bibbia. Recita sottovoce alcune preghiere, legge un brano dalla bibbia poi si alza e rimette in tasca la bibbia.

Duk : Quando vuoi fare dei lavori sporchi, dovresti indossare sempre un

giubbotto antiproiettile, come faccio io. Non immagini neppure quante

volte mi ha salvato la vita.

(Lassassino cancella le impronte dalla pistola e la rimette al suo posto poi solleva il corpo del morto, lo siede nella sedia, gli distende il braccio sinistro lungo un lato del piccolo tavolo da bar e il destro piegato davanti a lui sul quale gli appoggia la testa; poi prende la bottiglia di wisky piena a met, ne spruzza alcune gocce qua e l sul morto, ne versa qualche sorso in un bicchiere e la deposita al centro del tavolo, il tappo poco distante... e ora il bicchiere ben stretto nella mano sinistra del morto... non resta che mettergli il cappello in testa in modo scomposto: tipico degli ubriachi. estrae dalla tasca una patente e un passaporto e li sostituisce a quelli del morto infilandoglieli nella tasca della giacca poi, con calma, dopo aver gettato un ultimo sguardo alla scena, esce dalla locanda.)

Dopo qualche secondo entra la proprietaria della locanda. E nervosa. Vorrebbe liberarsi dell uomo... lo scuote.

Caroline: Dai Robert... svegliati. Va a casa... la tua baracca t aspetta. Non

possibile... tutti i giorni la stessa cosa; ti ubriachi e mi dormi sul tavolo fino

a notte fonda. (Lo scuote di nuovo) Oh, al diavolo! (Passeggia

nervosamente come chi deve prendere una decisione. Poi si dirige dietro il

bancone, prende il telefono e compone un numero.) Hei, Johnny... sono

Caroline... ma si Caroline la bella... ti devo parlare di una cosa seria.

Devi venire subito... ma no domani, ora! Si tratta... (a voce bassa e con

circospezione) ... dell Ohio... Si, hai capito bene: Ohio! OK, tra un ora.

T aspetto.

Frank: (Si siede al banco.) Giorno Caroline. Versami da bere, ne ho proprio

bisogno. Quei bastardi... mi hanno interrogato per tutta la notte. Fai delle

stupidaggini in giovent e diventi colpevole per tutta la vita di ogni reato

che viene commesso nel raggio di 500 miglia.

Caroline: (Mentre gli versa da bere.) Di che parli, Frank? Hai di nuovo picchiato

tua moglie Ada!?

Frank: Io mia moglie non l ho mai sfiorata con un dito! Glielho ripetuto almeno un

centinaio di volte che io ormai rigo dritto. Non ho mai sentito parlare di quel

tizio... Perch credete tutti che picchio mia moglie... ogni volta la stessa

cosa: lei cade per le scale e tutti mi accusano di spingerla gi... Dammene

un altro! (Caroline versa) Il prete... ma chi lo conosce?! Sono 25 anni che

non salgo i gradini di una chiesa ... Lo so che anche tu credi alla storia delle

btte, ma io Ada non l ho mai picchiata.

Caroline: Senti Frank, oggi non aria. Non mi va di ascoltare le tue storie. Quando

hai finito il tuo bicchiere tornatene alla tua pompa di benzina, da tua moglie,

dal tuo prete... insomma da chi vuoi tu, ma lasciami in pace!

Frank: Anche tu con questo maledetto prete. T ho detto che io non lo conosco. E l

ho ripetuto anche a quei due dell F.B.I. Io sono ateo e non conosco preti,

chiaro?

Caroline: (che alla parola F.B.I. ha avuto un sussulto) Hai detto F.B.I. Frank? Vuoi

farmi credere che in citt c l F.B.I. e che tu sei stato interrogato per tutta

la notte... da loro?

Frank: Ma se mezz ora che lo sto dicendo. Versamene un altro. Mi hanno

prelevato dallofficina ieri sera. Mi dicono che sanno che in citt deve

essere arrivato un tizio che loro chiamano il prete, si.. insomma un

killer che dopo aver ammazzato la sua preda recita delle preghiere perch

la sua anima possa arrivare purificata nell aldil e altre stronzate di questo

genere... un matto, insomma, che potrebbe essersi fermato alla mia officina,

che s per far benzina o perch aveva bisogno che si desse un occhiata al

motore e allora Su pensaci, Frank. Non hai notato nessuna faccia nuova,

un cliente nervoso o con fare sospetto.

Caroline: (Gli versa un altro bicchiere. Sempre pi interessata) E tu, Frank, Non hai

notato niente?

Frank: (Comincia ad essere un p alticcio) Sei il nuovo aiuto sceriffo? Ma Cristo

Santo, se ti dico che non ho visto niente di insolito, se ti dico che la sola

faccia strana che ho visto ieri entrata qui, in questo locale, nella locanda di

Caroline mentre io ero seduto davanti alla birra a farmi una pompa... cio

no... bh insomma hai capito.. e allora vai da Caroline a dormire e a me

mandami a domandare.. cio no... bh insomma hai capito, no?

Caroline: (Preoccupata.) Cos tu avresti detto allo sceriffo che lo hai visto entrare qui?

Frank, ma sei sicuro di quello che dici? Ehi, Frank, ma mi stai ascoltando?

Frank: (Porgendo il bicchiere.) Ma loro niente, glielo leggo in faccia che non mi

credono. Forse ho preso dei soldi e gli ho dato delle informazioni ... cosa

voleva sapere eh, dai Frank scaricati la coscienza cos ce ne andiamo tutti a

dormire. Credi che non sappiamo dei collegamenti che avevi con la malavita,

Frank? (Ormai quasi dormendo) Non so niente... alla locanda... da Caroline ...

da Caroline. (Crolla addormentato sul bancone).

Caroline: (Esce dal retro del bancone e passeggia nervosamente. Continua a

guardare l orologio. E molto preoccupata. Prende la bottiglia, due

bicchieri e va sedersi al tavolo libero. Si versa da bere.).

Johnny: (Entra e si avvicina a Caroline.) Tale e quale! Non sei cambiata di una

virgola Quanto tempo ? Otto? Nove anni?

Caroline: Quasi undici, jo! Anche tu sei lo stesso.

Johnny: Vieni qui, fatti abbracciare. (Si salutano. Johnny si siede e si versa da bere.)

Bei tempi abbiamo passato insieme! Da quando le nostre strade si sono

divise, le cose non sono state pi le stesse: grossi lavori, si ma niente pi

allegria, niente entusiasmo. Ma tu non mi ascolti. Dai raccontami tutto,

spara.

Caroline: Mi piacerebbe ricordare i vecchi tempi, Jo ma purtroppo sono siamo in

un brutto guaio e dobbiamo pensare qualcosa in fretta se vogliamo

Johnny: Aspetta, aspetta time out. Raccontami tutto dall inizio e con calma.

Conosci le regole, no? Analizzare per pianificare. Ma per farlo, devo capire;

quindi tu adesso fai un bel respiro e poi mi racconti tutto con calma,

capito? concalma.

Caroline: Ok, Jo. (Dopo una pausa) Tre giorni fa entra un tizio e mi ordina da bere.

Mentre verso, lui si toglie il cappello e per poco non ci rimango secca!

(Rivive il momento, quasi senza controllo) Era Duk, Jo, te lo ricordi

Duk, Jo? Te lo ricordi quel figlio di puttana, Jo? Te lo ricordi Jo?

Eh, Jo?

Johnny: (Cupo in volto. In un attimo rivive un periodo della sua vita in una pellicola

Che scorre veloce nel suo cervello.) Duk?! Duk, eh? Quello

psicopatico, maniaco, bastardo! Per tutti questi anni ho sperato che

qualcuno avesse fatto quello che io non feci quando ne avemmo

l occasione: ammazzare quel lurido sorcio, squagliarlo in una vasca

dacido, togliere il tappo e vederlo scorrere attraverso il tubo di scarico,

gi, gi fino a casa sua: la fogna!

Caroline: Bene Jo! Vedo che te lo ricordi, come io ricordo che arrivasti appena in

tempo per fermarlo quando, dopo avermi violentata e torturata, stava per

uccidermi, te lo ricordi vero Jo?

Johnny: Me lo ricordo come il pi grande sbaglio della mia vita.

Caroline: Bene Jo. Insomma, per farla breve, mi dice che se la passa male, che

braccato dall FBI e che, in nome della vecchia amicizia, se voglio stare

tranquilla gli devo scucire 30.000 dollari Jo. Capito Jo? Trentamila dollari

insomma la sua parte dell ultimo lavoro quella che moll in cambio

della vita.

Johnny: Maledetto bastardo. Non glieli avrai dati, spero.

Caroline: Ha minacciato di denunciarci, Jo.

Johnny: Bene. Ci parler io e gli dar quello che si merita.

Caroline: Non puoi Johnny. Ho preso tempo. Gli ho detto che avevo bisogno di un

giorno per mettere insieme le svanziche e che gliele avrei portate al

vecchio arenile, a un paio di miglia da qui. Poi se n tornato al suo Motel.

Johnny: E allora che aspettiamo: andiamo l e lo eliminiamo!

Caroline: Non puoi, Johnny. Sul momento non sapevo che fare; poi ho pensato a lui

(indica il morto) Arriv in paese all improvviso, dieci anni f, spunt dal

nulla e nessuno sa qual il suo vero nome, n che stato un investigatore

e anche bravo a sentir lui Sai l alcool scioglie la lingua e la solitudine

favorisce le confidenze e cos una notte mi raccont tutto della sua vita.

E io della mia. Cos ieri sera siamo andati al vecchio arenile; Duk era

gi l; lui (il morto) mi ha coperto le spalle ed io gli ho infilato due confetti in

corpo.

Johnny: Finalmente una buona notizia, Caroline; ..e merita un goccio (si versa da

bere). Allora fine dei problemi. Morto il bastardo, niente problemi.

Ammazzato il sorcio, salvo il formaggio.

Caroline: Non cos, Jo. Purtroppo siamo stati, diciamo cos, disturbati e il corpo

ancora l e per giunta c l FBI in paese che sta cercando il nostro

amico.

Johnny: Sei sicura che cercano proprio lui?

Caroline: Al mille per mille! Quante persone conosci che pregano sul morto dopo

averlo ammazzato, Jo? Dobbiamo far sparire il cadavere prima che lo

trovi qualcun altro e dobbiamo ripulire la sua stanza: potrebbe esserci

qualcosa che ci accusa. Come vedi, su di lui (indica il morto), non posso

fare troppo affidamento.

Johnny: Va bene. Diamoci da fare. (Si alza e si prepara ad uscire. )

Caroline: (Si alza) Vieni, Jo, passiamo dal retro.

Caroline e Johnny escono. Frank si sveglia, si stiracchia, si stropiccia gli occhi.

Finisce di bere il wiski rimasto nel bicchiere. Si guarda intorno ed esce. Si spengono le luci per segnare il tempo che passa. Si accendono le luci mentre si sentono le voci di

Caroline e Johnny provenienti da fuori scena. I due entrano in scena.

Caroline: era l, Johnny, non posso sbagliare piegato su s stesso come un

maiale scannato.

Johnny: Forse scivolato nel fiume, magari con laiuto di qualche cane randagio o

un puma, chiss?!

Caroline: So che ce ne sono da queste parti. Comunque non stato trovato dallo

sceriffo, altrimenti lo saprebbe gi tutto il paese. Meglio cos. Forse non

verr pi fuori e siccome la camera era pulita, finalmente ce ne potremo

stare tranquilli per gli anni a venire.

Johnny: Hai ragione. Beviamoci su! (Versa da bere) Bh, tutto bene quel che

finisce bene, no? Stasera ce ne stiamo insieme in nome dei vecchi tempi

e domattina me ne torno a casa.

Caroline: Non ancora finita, Jo. Mi aspetto una visita. Quellubriacone di Frank

ha detto allo sceriffo di aver visto Duk che entrava alla locanda

Johnny: E allora verranno sicuramente a farti delle domande, ma tu sei sempre

stata brava a tirarti fuori da certe situazioni, no?

Caroline: E vero, ma sono fuori esercizio. Tutti questi anni vissuti come una persona

onesta, ti fanno perdere la grinta e la sicurezza di un tempo. Non ti

nascondo che non mi sento tranquilla, ho come un presentimento

Johnny: Rilassati. Io rester a cena, e anche se solo come spettatore, sar qui,

accanto a te Vedrai che troverai la forza di mandarli via soddisfatti.

Pensa a quante volte lo abbiamo fatto, eh Caroline? Sempre puliti come

angioletti. Non vorrai preoccuparti ora che quasi lo siamo davvero, no?

Caroline: Grazie Jho, davvero! Se non fossi venuto, credo che stavolta non ce l

avrei fatta. Hai sempre trovato le parole per darmi forza e te ne sono

grata.

Johnny: Non ci pensare ma ora va a preparare qualcosa. Mi viene in mente che

da stamattina che non metto niente nello stomaco, va!

Caroline esce per andare in cucina. Johnny si versa da bere. Beve qualche sorso. Si

spengono le luci. Quando le luci si riaccendono Caroline sta mettendo due piatti di

spaghetti? sul tavolo. Si siede. I due iniziano a mangiare.

Johnny: Era un secolo che non assaggiavo i tuoi spaghetti aglio e ohio, cos li

chiamavo io, te lo ricordi Caroline?

Caroline: E come potrei dimenticarmene; quando li mangiavamo il lavoro era andato

liscio e avevamo le tasche piene di grana. Poi arriv Duk e tutto cambi:

a lui gli spaghetti davano il voltastomaco, sembrava cos delicato!

Johnny: Ma, come lo conoscesti poi? Me lo sono domandato cos spesso! Tu te

lo ricordi, Caroline?

Caroline: Io ho sempre pensato che lo conoscevi tu, Jo, che fosse un tuo amico

dinfanzia o almeno, cos lui mi lasciava credere. Mi diceva sempre che

nel suo quartiere non si ricordava nessuno svelto di mano come te.

Johnny: Ma guarda che ti sbagli. A me raccontava sempre che da ragazzo non

aveva mai incontrato una scaltra e bella come te. Ma che figlio di

Ci ha sempre detto le stesse cose lasciandoci credere quello che

volevamo credere non ti ha mai detto che mi conosceva, ma che

non aveva mai conosciuto uno come me.

Caroline: e a te ha sempre detto che non aveva mai conosciuto una come me

Johnny: Insomma, si insinuato nella nostra vita !? e ha finito per rovinarcela !

Ma perch ? Perch ha scelto proprio noi. E stato un caso o eravamo il

suo obbiettivo?

Caroline: Non arrovellarti il cervello, Jo. Tu e la tua mania di chiederti sempre il

perch di tutto. E sparito, finito, morto, che Dio labbia in gloria. Non ci

pensiamo pi. Beviamo un goccio alla nostra salute. (Bevono)

Johnny: (Si accende una sigaretta.) Hai ragione. Un bastardo di meno.

Entra lo sceriffo.

S. Vince: Buonasera Caroline. (A Johnny) Salve. (Johnny risponde con un cenno.)

Caroline: Ciao Vince. Un goccio?

S. Vince: Grazie, ma sono in servizio. Ascolta Caroline, stiamo cercando un uomo e

due giorni f potrebbe essere stato qui, alla locanda uno straniero uno

di citt. Si chiama Duk, Duk Rellik. Te lo ricordi per caso?

Caroline: Lasciami pensare laltro giorno hai detto? Si ! Mi pare proprio di si.

Aveva un cappello, una faccia mai vista da queste parti. Ha ordinato uno

scotch e poi mi ha chiesto di telefonare.

S. Vince: E non ricordi altro ? Se ha parlato con qualcuno o ha detto qualcosa che ci

pu essere utile non so, un nome o un indirizzo, eh ?

Caroline: Adesso che ci penso mi pare che al telefono ha nominato pi volte

Baltimora. Si, Baltimora. Ha detto proprio cos: Ci vediamo fra due

giorni a Baltimora. Ok Jenny. E tutto quello che ricordo.

S. Vince: Grazie Caroline, non speravo tanto. Ci sei stata davvero molto utile.

(A Johnny) Salve. (Lo sceriffo esce).

Johnny: (Ridendo soddisfatto) Sei stata grande, Caroline! Unattrice consumata

non avrebbe saputo far meglio. E avevi detto che eri arrugginita !!

(Dopo una pausa) Di un po , Caroline, e se ti dicessi di chiudere questa

baracca per rimettere in piedi la nostra vecchia societ ?

Caroline: Non scherzare, Jo. Dopo gli ultimi avvenimenti potrei anche dirti di si.

Johnny: Non scherzo affatto, Caroline. Io e te di nuovo insieme ! Quattro o

cinque lavoretti di quelli buoni e ce la spassiamo a Miami per gli anni

che ci restano da campare.

Caroline: E senza doverci guardare le spalle da nessuno. Sarebbe bello. Nuovi

nomi, una villa sulla spiaggia proprio come due nababbi in pensione.

Johnny: Pranzo e cena al ristorante, poltrire in spiaggia, dormire fino a

mezzogiorno

Caroline: Una crociera ogni tre mesi, massaggio e palestra due volte a settimana,

feste quando ne hai voglia

Latmosfera quasi di allegria che si sta creando, viene bruscamente interrotta dall

ingresso dello sceriffo che si avvicina ai due.

S. Vince: Scusami, Caroline, ma ti devo chiedere una precisazione: (Leggendo dal

suo taccuino) Hai detto di aver sentito il tizio che diceva Ci vediamo fra

due giorni a Baltimora. Ok Jenny.

Caroline: Ho detto proprio cos.

S. Vine: Ora ti prego di pensarci molto attentamente: Sei sicura di aver sentito

Jenny e non Johnny pensaci bene, fai uno sforzo. E molto

importante.

Caroline: (Cercando di mantenere il suo sangue freddo.) E difficile, Vince.

(Come ripetendo a s stessa.) Ok Jenny. Ok Johnny. Jenny. Johnny.

Non lo so, Vince sono confusa. Poteva anche essere Johnny, dopotutto

solo una vocale. Non lo so, Vince, non lo so. Mi dispiace.

S. Vince: Ok, ti credo, Caroline, ma ci dovevo provare. Tu mi capisci, vero? Ci sei

stata, comunque, molto utile. Ciao, caroline. (Si avvia per uscire. Fa alcuni

passi poi, improvvisamente, torna indietro).

Caroline: Che c, Vince ? Un altra domanda ?

S. Vince: Lubriacone ! Robert, o come cavolo si chiama. Lui sempre qui, no? Pu

darsi che abbia sentito qualcosa. (Si avvicina al morto.) Ehi, Robert,

sveglia !

Robert: (Non si sveglia, anche perch morto).

S. Vince: (Lo scuote.) Robert, svegliati, dannazione! (Lo scuote di nuovo.) Svegliati!

Dannato ubriacone. (Lo prende per una spalla e lo solleva per svegliarlo,

ma Robert crolla con la schiena sullo schienale della sedia, la testa

ciondolante allindietro, il cappello cade in terra. Dalla camicia spunta una

macchia di sangue.) Cristo! Ma questuomo morto!

Caroline e Johnny sono pietrificati. Luomo che fino ad un momento fa pensavano fosse un ubriaco che dormiva, un cadavere che gli ha tenuto compagnia fin dallinizio.

Lo sceriffo perquisisce il morto, tira fuori i documenti dalla sua tasca e li legge. Mentre legge i dati di Robert, unaria di stupore si disegna sul suo volto. Guarda Caroline e Johnny con sospetto, come chi ha in mano, improvvisamente, il bandolo della matassa

S. Vince: (A Caroline.) Che cosa successo qui dentro, Caroline? Ora, per

favore, dammi la tua pistola quella che tiene sempre dietro il bancone.

Caroline: Ehi, Vince, ti assicuro che io non ne s niente. Lavevo lasciato l, con la

sua bottiglia, come al solito. Che ti viene in mente, eh Vince?

S. Vince: (Tira fuori la pistola e si avvicina al bancone dove Caroline tiene la

pistola.) State seduti e tenete le mani sul tavolo. Bene in vista!

(Prende la pistola dal bancona e la annusa.) La tua pistola ha sparato da

poco, Caroline. (Ironico.) Sei stata al tiro a segno?

Caroline: Che ti viene in mente, Vince? Tu mi conosci, no? Che ti viene in mente?

S. Vince: No! Io non ti conosco Caroline. E ora ti dico che mi viene in mente:

Questo bravo ragazzo di Robert, anzi (leggendo i documenti), Duk

Rellik, detto il prete, stupratore, rapinatore e assassino, ma questo

credo che tu lo sappia molto bene, sembra che lavorasse con una donna,

una certa Caroline, che combinazione!, detta la bella e io credo che

quella donna sei tu e insieme a loro ci lavorava. (A Johnny) Come hai

detto di chiamarti, amico ?

Johnny: Non lho detto, sceriffo ma lei sta prendendo un grosso granchio. Mi

chiamo Johnny, Feiht Johnny.

S. Vince: ecco, appunto, Johnny il ladro. Un trio che ha fatto impazzire tutta la

polizia degli Stati Uniti. Avete fatto una rimpatriata c stata una

discussione, magari per vecchi rancori, e lo avete fatto fuori. Ecco questo

precisamente quello che penso, Caroline, dettaglio pi dettaglio meno.

Caroline: Ti prego, Vince, dammi retta. Quelluomo non non pu essere Duk, lo

conosci anche tu no lui Robert ! E Robert, Vince. Ti dico che era un bravo

investigatore me lo ha detto lui, Vince.

S. Vince: Io non ci casco Caroline. Nessuno in paese ha mai saputo chi fosse Robert

lubriacone. Ma ora sappiamo chi ! .E non solo lui. Avanti muovetevi.

Siete in arresto e domani lAmerica parler di voi. (Con orgoglio.) E di

me, naturalmente.

Caroline e Johnny escono, seguiti dallo sceriffo. Si spengono le luci. Si riaccendono le luci. Duk appoggiato al bancone con un bicchiere in mano. Guarda il morto.

Duk: Quando vuoi fare dei lavori sporchi, dovresti indossare sempre un

giubbotto antiproiettile, come faccio io. Non immagini neppure quante

volte mi ha salvato la vita.

Si spengono le luci. Sipario.