La luna è un lampione

La luna un lampione

La luna un lampione
Una commedia sul senso della vita.
Altrui.

di

Alessandro Mauri



Atto I
Prologo

Palco illuminato da una fioca luce azzurra, un faretto sulla verticale, a rappresentare il lampione e la Luna.
La luce lentamente arriva a lambire i due attori in piedi sullasfalto di un vicolo.

Lui_ La nostra sentimentale amica, la Luna O un pallone appeso non saprei da chi, o una vecchia lanterna malconcia sospesa in cielo, a guidare questi poveri passanti verso il senso della vita, o persino
Lei_ Quante digressioni!
Lui_ Sentite anche voi? Qualcuno tenta sui tasti quel notturno squisito
La musica da usare per dar corpo alle proprie vacuit.
Lei( risentita)_ Vi riferite a me?
Lui_ Oh no, sono io ad esser vacuo Voi, mia cara, siete lumorista suprema, eterna nemica dellassoluto, indirizzate i nostri sentimenti vagantiIl vostro fare indifferente ed imperioso confuta nel tempo di un respiro le poetiche devianti.
Lei_ Siamo dunque tanto serie?

Applausi dai lati e dal fondo. Si bloccano, guardandosi vicendevolmente. La luce scema velocemente.

Atto II

SCENA I

Lei_ Vatti a fidare dei ragazzi!(Gridato istericamente nel buio)
Si accendono le luci sul vicolo, rumori inquietanti si odono in lontananza.
Lui e Lei si guardano attorno con apprensione.
Lei_ Sarebbe molto carino da parte tua spiegarmi dove dovremmo essere.
Non mi sembra di vedere la tua macchina nelle immediate vicinanze, e sono sicura di non essere passata di qui allandata
Lui_ (con evidente imbarazzo)
Lei_ Allora? Senti non dirmi che ci siamo persi, eh! Passino la serata da sfigata ed il viaggio tipo Annibala con gli elefanti su quel tuo macinino, ma questa proprio no
Lui_ Tranquilla, so perfettamente dove siamo
Lei_ Dove?
Lui_ Ehm
Arriva una voce dal lato destro del palco, non illuminato.
Pascal_ In soggiorno, ecco dove.
Entra Pascal, un barbone coperto di stracci dallaria furba
Lui e Lei indietreggiano impauriti, Lei si fa scudo di Lui.
E adesso siete finiti nel cesso.
Lei alza la gamba di scatto, nauseata, Lui si tura il naso.
Lui_ (Cercando di darsi un contegno) E lei chi sarebbe, scusi?
Pascal_ Chi sarei io? Chi sarei io? Ragazzo, io qui ci vivo: ci mangio, ci dormo e (indicando Lei) ci vado di corpo. Questa la MIA stazione di servizio, il MIO angolo di paradiso, la Mia casa dolce casa, capito? Sono mai venuto a spupazzare pulzelle a casa tua, io? NO! Ho mai infilato la scarpa nel tuo water dargento per pulirla sul divano del nonno? NO! Ti ho mai gridato nellorecchio mentre afflitto da una vita di eccessi ritempravi le tue membra nel sonno?NO, NO, NO! Perci le domande le faccio io, chiaro?
Ma dovera tua madre quando avrebbe dovuto insegnarti letichetta? Sotto il palo qui a fianco? Non ti hanno mai detto che buona creanza per lospite non rivolgere domande al padrone di casa prima di essersi presentato?
Lui_ Mi..MI scusi, noi non sapevamo che questa fosse casa sua, pensavamo fosse
Pascal_ Pensavate, pensavate, non farmi ridere: luomo ha smesso di pensare nel 35, quando hanno inventato il televisore, e la donna non ha mai cominciato, quindi
Lei_ Ma questo chi ?
Lui_ Temo sia il nostrouhmospite.
(Pascal annuisce soddisfatto)
Lei_ Eh no, diamine, questo no! Passino le poesie lette dal tuo amico sanfedista in crisi mistica, passi laria condizionata alla porchetta, ma il barbone sputa sentenze cheddiavolo! Fai qualcosa, no? Tiragli un pugno, che ne so, chiedigli con garbo di andare aff
(Pascal si avvicina e la batte sonoramente, prendendo alla sprovvista Lui)
Lui_ Ma che fa? (Trattenendolo)
Lei_ (isterica) Macomecosafamaseiscemoadargliancoradelleiastostronzodiunoetiragliunpugnosulgrugnoch(Pascal si divincola e la batte due volte; Lei ammutolisce e la scena sembra riacquistare equilibrio nel silenzio sbigottito di Lui e Lei)
Pascal_ C solo un sistema per trattare una donna isterica dopo che lhai battuta.
Pausa
Batterla due volte.
Lui_ In effetti funziona(si copre subito la bocca, guardando impaurito Lei)
Lei_ Ma come ti (Pascal le lancia unocchiataccia e Lei ammutolisce)





SCENA II

Lui e Lei imbarazzati e timorosi, Pascal li guarda con sufficienza.
Lui_ tra se e se E adesso? Mi ci vuole una frase deffetto, un po di determinazione, niente violenza, questo certo Non che questo tizio sembri pericoloso Bizzarro, certo Ma quasi con garbo Devo farmi venire qualcosa
Lei_ passandogli davanti, rivolta al pubblico e meditando a sua volta E adesso? Questo che mi batte e questaltro che lo lascia fare Stai a vedere che mi tocca fare luomo della situazione Stupida io, comunque, che mi faccio fregare da un paio di occhietti spiritati Se torno sana esco solo con le facce da merluzzo, che non saranno trascendentali ma danno garanzie, insomma E adesso vediamo cosa fa
Lui si aggiusta gli abiti, respira,
Lui_ quasi urlando Senta
Pascal_ Sovrastando la sua voce, con un moto improvviso, quasi di sfidaDimmi! 
Lui_ Bhe, signor barbone, vuovuole che le diamo qualcosa, che so, i soldi
Lei alza gli occhi al cielo, esasperata
Pascal_ di nuovo sereno ed ammiccante Dammi pure del tu, ragazzo. E chiamami Pascal, signor barbone cos pomposo
Lui_ S, bhe, grazie. Vuol, uhm, vuoi dei soldi da noi Pascal?
Pascal_ E chi non li vuole, i soldi? Ma che padrone di casa sarei se vi chiedessi laffitto senza neanche avervi fatto vedere la stanza? (Fa per rassettare alla meglio il vicolo. Lui e Lei si guardano spaesatI) 
Lui_ (spronato da Lei) Pascal, Pascal, veramente noi vorremo, come dire
Lei_ Andarcene.
Lui_ Ecco, andarcene, s, tornare a casa, trovare la nostra auto
Lei_ (al pubblico, con alterigia) Auto
Lui_ Che deve essere qui intorno
Pascal_(risentito) Andarvene? Di gi? Senza neanche aver fatto quattro chiacchere? Senza neppure aver bevuto qualcosa? (tira fuori da una tasca una bottiglia impolverata)
Lui_ Uh, no ti ringrazio, ma noi dovremmo proprio andare, adesso
Pascal_ Anche il cervellino esornativo?(indicando Lei)
Lei_ Prrrego!?
Pascal_ Male non ti fa di sicuro. Limportante pregare la persona giusta.
Breve pausa.
Lui_ TuTu non vuoi costringerci a restare, vero Pascal? 
Pascal_(sarcastico) Chi? Io? Figurati!! Mi piombate nel soggiorno di casa starnazzando e poi ve ne andate senza neanche dire ciao. Bel comportamento, bravi. Quale futuro attende il nostro grande paese se due giovani aitanti rifiutano persino di accogliere linvito di un povero vecchio
Lui_ Ma tu non ci hai fatto nessun invito, Pascal.
Pascal_ Quisquilie. Lo faccio adesso, vi invito a restare. Non tanto la ragazza, beninteso,
Lei_ Ecco, ci mancava solo il barbone frocio
Pascal_ Ma tu, giovanotto. Hai laria propria del vero spettatore. Faresti carriera in un teatro. In platea, chiaro.
Lui_ Grazie dellinvito, ma
Lei_ Ma adesso noi ce ne andiamo. Insomma, passi il localino senza musica diffusa, passino le portiere cigolanti, ma pure la presa in giro di un barbone matto(prende Lui per un braccio e lo trascina verso luscita) e con te facciamo i conti Lasciami arrivare a casa che faccio partire un giro di telefonate da sputtanarti per il resto della vita
Escono. Pascal si appoggia sorridendo al fondale, dove sembra sparire ingoiato dalle ombre.

SCENA III

Dopo qualche istante rientrano Lui e Lei.
Lei_ Ecco, te lho detto che era dallaltra parte. Ma guarda che sfigato! Adesso ritroviamo quel cesso della tua macchina (si guarda attorno)- possibilmente senza ripassare da questo, di cesso- e mi riporti a casa. Passi la diatriba tra marxisti e liberisti, passino le ruote che ti fischiano in uscita dalle curve, ma perdersi proprio no, no!
Escono dallaltra parte.
Lui e Lei rientrano quasi subito. Lei seria, Lui un po titubante.
Lui_ Ma come fa a non incuriosirti almeno un poco? Muove le mani come fosse un politico...
Lei_ ...Ma puzza come pecoraro, accidenti a te! Politico! Ci mancherebbe solo laccattone presidente del senato! E non credere di salvarti la faccia cambiando argomento! Ormai quella te la sei giocata da un pezzo. Ma possibile che si finisca sempre qui?!
Riescono. Rientrano.
Lui_ ... Eppoi aveva questa vociona impostata imita la voce Dammi pure del tu ragazzo... Credi che abbia seguito qualche corso... Non so, canto, dizione...?
Lei_ Dico che avr lo scorbuto o cose cos. Vorrei vedere te, a vivere per strada.
E mi sa che se aspetto che ti torni il senso dellorientamento vedr tutti e due, a dormire nei vicoli... Almeno ci fosse qualcuno a cui chiedere...
Lui_ Risentito Cera qualcuno, ma tu...
Lei_ ...Qualcuno di rispettabile, intendo. O che non puzzi, o che non mi meni...
Ricompare Pascal, ingolla un sorso dalla bottiglia che sembra andargli di traverso costringendolo a tossire rumorosamente... 
Lei_ ...
Lui_ Direi che meglio non fare gli schizzinosi, no?
Lei_ Cosa fai, il cabarettista? Chiedigli dove siamo e andiamocene. O sposatelo se vuoi, basta che prima mi porti a casa...
Lui_ ...Uhm... Senti Pascal, non che per caso sai dov via Pillitteri, vero?
Lei_ Ma certo che lo sa, babbeo. Ha detto che vive qui, no?
Lui_ E l che ho lasciato la macchina, sono sicuro Sar qui attorno per forza, mica abbiamo fatto i chilometri a piedi! Di certo non avranno spostato la via solo per farmi un dispetto
Pascal_ Chi pu dirlo?
Lei_ Sento puzza di alcol
Pascal_ E che mi sono appena disinfettato lulcera.
Lui_ Pascal! Vuoi dirmi dove diamine mi hanno nascosto via Pillitteri?
Pascal_ Perch dovrei?
Lei_ E dagli dei soldi!
Lui_ Ti dar dei soldi, in cambio.
Pascal_ E cosa me ne farei?
Lei_ Non frocio, senile.
Lui_ Ma se un attimo fa mi hai detto che tutti vogliono dei soldi!
Pascal_ Ti ho chiesto chi non ne vuole, ed ecco la risposta: io!
Lui_ Ok, cosa vorresti in cambio dellinformazione?
Pascal_ ( gongolando) Questo il mio lampione, vedete? Non che mi muova mai molto da qui, ormai. Da quando lho trovato, intendo.
Quando uno trova il suo lampione, poi non ha pi bisogno di muoversi troppo
Lei_ Ma sei sordo? Ti ha chiesto di esprimere un desiderio; cosa diavolo vuoi?
Pascal_(ad alta voce) Un po di eleganza, innanzitutto, e cortesia quanto basta, ragazza!
Lei_(fingendosi spavalda) F..Fa il lord, adesso
Pascal_ Comunque vi propongo uno scambio, bambini
Lei_ Purch si faccia in fretta
Pascal_ Eh no, mia limpida, proprio qui sta il bello. Cosa me ne farei io, sereno conduttore di questo ricercato appartamento, della vile moneta? La mangerei? Ci dormirei forse sopra? La userei per motivi igienici? Siamo seri! Quando non si ha nulla non serve avere nulla. Pausa. 
Eppure anche i barboni hanno in uso delle propriet. Nulla che abbia un vero valore commerciale, sia chiaro. Cose eteree, fuori moda, daltri tempi, usurate dal calore altrui e mantenute nella quiete della strada da chiss quante mani prima di cadere in questemostra le mani I ricordi, ad esempio, i miei o gli altrui, non fa differenza, coi tempi che corrono ( e dove correranno poi; potevano fare con calma ed aspettare lautobus, che, tolte le persone che ci viaggiano, un mezzo molto signorile) ...O unanima, di quelle che si fa fatica a svendere: quelle dei politici, quelle degli artisti Anche quelle dei buoni perditempo, come quella di cui mi fregio 
Lei_ Senile? Questo proprio scemo
Lui_ Non capisco
Pascal_ In breve, miei giovani amici, il mio cruccio che da queste parti raramente si vedono dei buoni ascoltatori, disposti a regalare un poco della loro attenzione ad una sublime narrazione
Lui_ In parole povere vuoi che noi
Pascal_ In parole ricche, in cambio del modo per uscire da questo labirinto vi chiedo il bene pi prezioso di tutti i morituri: il vostro tempo.
Lei_ C qualcosa che mi puzza
Pascal_ Non farci caso, ho finito il dopobarba
Lui_ Daccordo Pascal. Accettiamo!
Pascal si strofina le mani soddisfato, inizia una specie di danza scozzese.
Lei_ E se io non volessi?
Lui_ Perch non dovresti accettare? Hai intenzione di passare la notte in mezzo a tutto questo?(come a richiamo, di nuovo si fanno sentire i suoni sinistri di cui sopra)
In fondo si tratta solo di stare qui seduti per un po a sentirgli declamare le sue storie
Lei_ Come nel locale di prima!
Lui_Come nel locale di prima.
Lei_ Non mi piace questo posto. Non mi piacciono i finali a sorpresa. Appena mi riporti a casa ti faccioTi faccio Ti faccio una cosa cos brutta che adesso neanche mi viene in mente, ecco! Stupida io ad accettare di uscire con te! Sarei gi a casa da unora se fossi uscita con Paolo. Con lui non capitano certe serate, una persona affidabile, lui! Un manzo, ma affidabile! 
Pascal_ Posso dedurre dal suo tono arrendevole che il vostro consenso plenario?
Possiamo considerare laffare concluso? Laccordo siglato? Il patto sottoscritto?
Si guardano tutti e tre brevemente.
Insieme_ E sia!

SCENA IV

Inizia una allegra melodia. Lui e Lei si muovono goffamente sul palco alla ricerca di un posto dove accomodarsi. Trovano contemporaneamente un cartone; decidono di dividerselo. Lui timido, Lei seccata ma in qualche modo curiosa.

Termina la musica.
Pascal_ Innanzitutto sgombrate le vostre menti da quanto sapete o pensate di sapere: credete nella finzione e ridete della realt, perch qui sotto i vostri occhi un regista incoerente ha deciso di mettere in scena la pi bizzarra delle commedie: la vita!
Lei_ (sottovoce, allorecchio di Lui) Cos, una puntata di Star Trek o di Ai confini della realt? Ma cosa centra?
Pascal_Centra, chiaro, perch tutto quello che pu capitare fa parte della vita.
E ci che non fa parte della vita, mia cara, neppure lo possiamo immaginare.
Ma torniamo a noi: finzioni, realtsi guarda attorno..Questo lampione, ad esempio: guardatelo. cosa vi sembra?
Lui e Lei_ si guardano e con sarcasmo Un lampione!?
Pascal_ Ma perch non la Luna? E quella lass in cielo, allora? Forse solo un lampione, pure quello con il suo barbone sotto, decine di barboni, centinaia di barboni, considerando quanto alto Ma sto divagando

Luci. Sipario.

Atto III

SCENA I

La stanza di Rinaldo: alcune sedie, uno scrittoio, una poltrona. Il fondale una vetrata che d su di un cielo in tempesta. Sul tavolo fogli di quotidiano e un calamaio.
Luci azzurre, lampi. In scena Rinaldo e Tulle.
Rinaldo_Voliamo come le falene volano la loro vita di una notte, alla ricerca della limpida purezza, cadendo nello scherzo ben crudele dellardire umano.
Ma non un errore il mio, Tulle, dolce cuore; non stato il mio deviare dalle stelle nulla pi che un accettare, con colpevole solerzia, la bellezza della luce pi terrena del tuo lume, che persino fa sfiorire la decenza della Luna
Si avvicina per abbracciarla e baciarla con passione, lei si ritrae.
Tulle_ Parole, paroleCaro Rinaldo, non vorrete mica paragonarmi ad un lampione, spero
Rinaldo_ Ma quale eccelso lampione, sareste! Voi siete il prodotto delluomo che sfida lincoparabile bellezza del creato, ed io, come la farfalla notturna, sono ben lieto di scambiarvi con la LunaLei lo guarda stranita E solo una metafora poetica
Tulle_ Poesia!
Rinaldo_ Solo il delirio di un deviato, mia signora
T_ Un deviato, hai detto bene Quando vi deciderete a mettere la testa a posto? Neppure avete un lavoro decente
R_ Ma io sono un attore
T_ Attore!
R_ prendendo distrattamente un giornale Il migliore della citt, secondo qualcuno
T_ Neanche se foste il migliore del Paese! Bella logica da marionette, la vostra! 
Ditemi, ci sarebbe qualcosa che sapreste fare, oltre a declamare sciocchezze?
R_ Gi ne abbiam parlatoSo scrivere
T_ E cosa sapreste scrivere, di grazia?
R_ riacquistando sicurezza Poesie, racconti, storie fantastiche che scuotono lanima e fanno sentire
T_ Parole!
R_ Parole, certo, o segni; e ne invento i significati, e nuovi modi per usarle, ed arricchisco chi le legge
T_ Arricchire! Strano udire da voi tale verbo. Ma non si inventano nuovi significati, mio caro. Quelli che ci servono li abbiamo gi tutti. Non apriremmo certo le boutique ed i circoli di scacchi se ci mancassero i significati. E poi, giacch sembrate un po arrogante con la vostra tiritera, non vi sembra che dottori ben pi illustri affronterebbero il problema con fruttuosi risultati? 
R_ Ma lo fanno, appunto! Solo che
T_ Ma almeno non lo fanno in pubblico.
R_ Ma chi fa una scoperta ne scrive come pu: un dottore dentro un saggio, un poeta nei suoi versi, lo scrittore nei romanzi
T_ Poesie! Storie! Ma sentitevi! I numeri bisogna saper scrivere, come i finanzieri o gli armatori, non le storielleChe pensate di guadagnare scribacchiando mottetti?
R_ Non che uno pensi al guadagno Sono cose che si fanno cos
T_ Ha ragione mia madre! Non si pu parlare con gli artisti, non conoscono il valore delle cose! Lasciate che le pensino i ricchi certe frasette deffetto
R_ Mia cara, ma tu sei ricca
T_ Appunto! E voglio continuare ad esserlo. Non mi va di impegolarmi con omuncoli senza alcun senso pratico e senza uno straccio di prospettiva nella vita
R_ Ma mia dolcissima
T_ Mio carissimo, cos che vi spaventa nella vita?
R_ Le donne, temo
T_ Bene, dimostrate acutezza, ma dovrei ritenermi offesa: una ragazza di buona famiglia pura quanto basta per essere anche pratica
R_ E sar la purezza a spaventarmi
T_ Cosa mai pu spaventarvi nella purezza?
R_ La fretta.
T_ O bene A me spaventa il rumore di certe case popolari, invece, ed il rischio di finirci, a rovinarmi le mani col carbone della stufa ed i vestiti col rigetto degli infanti Pausa
MI dispiace, ho gi perso fin troppo tempo. Guardati: sei belloccio, intelligente
Se solo avessi un po di amor proprio Solo una donna pu capire quanto mi angoscia questo strano rimescolio che provo per te Lo accarezza sul viso
Io voglio solo il tuo bene, gioia mia, ed esser sicura che tu possa fare il mioQuasi in lacrimeChiedo troppo, forse?
Guarda lorologio. Riacquista in un istante il tono solerte di prima.
Ma ora devo proprio andare: questa sera sono invitata a casa di Astolfo, il figlio del duca Moresco, e ancora non mi sono messa a posto i capelli! Sono un disastro(si tocca i capelli perfetti) Esce di gran fretta. Addio, mio caroda fuori. Rinaldo allunga le mani, solo.

SCENA II

Rinaldo_ Lei sarebbe lampione che cerco? Quella stupida sirena mondana? Cos oscenamente egoista, cos inguaribilmente ottusa? Assurdo. Come pu chi insegue la Luna accontentarsi di un lampione cos cossconsolatoBello. Inutile.
Come si fa a non rimanere imbrigliati nelle male di quegli occhi? A non desiderare di toccare quelle spalle? A non sognarsi nella notte a strofinare il proprio petto contro il suo? Non si pu, ecco tutto. Conoscerla amarla, e questo quanto.
Ma proprio artista dovevo nascere, aduso a s aberranti pensieri?
Proprio artista, incapace di tenermi le mie idee in un cassetto come tutti, costretto a vomitarle prima che esplodano, stupida imprecisione escatologica, tragico capriccio della sorte?! Possibile che il corpo femminile sia la droga obnubilante della mente? E solo carne, dopo tutto. Come una mucca, come in una scatola ad annegare nella gelatina: carne.
Ma quale divino strumento lha scolpita, quella carne
Ma quale diabolico strumento lha scolpita, quella carne
Dun tratto, esplode un fulmine. Le luci vano e vengono. Rinaldo si appoggia al tavolo, colto da un malore.
Tornano le luci.
Dio mio, il cuore! Un dolore cosi forte, come se dovesse spaccarmisi nel pettoE un infarto, senza dubbioOddio, un infarto?! No, assurdo, perch proprio adesso? Perch proprio io? Mica pu morire cos, un innamorato
Mica pu morire cos, un attoreSembra riaversi Un dottore! Presto! Chiamatemi un dottore! UN DOTTORE PER LINFERNO! (cercando per il palco) Possibile 
non ce ne sia nessuno? Possibile che un uomo debba morire da solo? Mi sentite? Ho bisogno di un medico, per la Lira, un medicocaracolla, sfinito, sulla poltrona, Un medico, di grazia, un medicoAiutoDottore respirando affannosamente, in maniera grottesca, pi che tragicaPausa.
Dottore_ (dallingresso) Chiamato?
Si spengono le luci.

SCENA III

Si riaccendono le luci. Il temporale sembra passato.
Rinaldo sofferente sulla poltrona, il Dottore che termina di auscultargli il cuore.
D_ Sembra tutto in ordine, ora, a parte il vostro evidente affanno, ovvio.
R_ Oh dottore! Nulla sar mai pi veramente in ordine, dopo quel che ho passato
D_ Lasciate che ve lo dica, mi sembrate in perfetta salute. Non si spiegano con nulla di fisiologico, le vostre urla di poco fa
R_ E evidente, allora, che lo strazio dellanimo ha inficiato il corpo
D_ Sorpreso e alquanto incuriosito.
R_ Io amo, mio malgrado. Io amo.
D_ Non mi pare sia una cosa sconveniente
R_ Oh lo , invece! Eccome! Soprattutto se si ama non riamati
D_ Chi non amerebbe un artista di chiara fama come voi?
R_ Una donna, ecco chi. Una furia delle feste da ballo, una erinni dei negozi alla moda, un triste angelo caduto sulla terra proprio nel salotto di un borghese.
Un triste, fantastico angelo
D_ Una gentildonna, a quanto posso capire
R_ Gentile e delicata dalla punta dei piedi allultimo dei capelli, fuorviata, come tutte le donne, dal luccichio delle cose terreneI soldi, la posizione, la rispettabilit
D_ E non sono cose che potete procurarvi, forse?
R_Ma cosa volete saperne voi? Siete un medico, un pilastro della nostra comunit, vi siete trovato addosso un mestiere con tanto di codice deontologico! Io invece, un povero inutile attore, uno scrittore senza neanche un numero nella testa, pensate un po la tragedia!
D_ Potreste, e lo dico come consiglio professionale, badate bene, cambiar mestiere
R_ Bel consiglio! Come se non ci avessi gi pensato. Come se non ci avessi pensato ogni notte da quando ho incontrato il mio diavolo in rossetto sanguigno!Ma cosa credete, che sia facile smettere di fare lartista? Che uno possa alzarsi la mattina e dirsi Bene, da oggi far il ragioniere, o il commercialista, o quello che , e gi a studiare a cuor leggero come se nulla fosse? Quello che faccio io non un mestiereE un destino, un porco, sporco destinoQualcosa che ti cresce qui (si tocca il petto) e lievita sino ad impedirti di respirare. Qualcosa che non puoi buttare fuori con un colpo di tosse o con uningiunzione di sfratto!
D_ Lo vedo bene, ora che me lo fate notare
R_ affrantoChe almeno voi lo vediate gi qualcosa
D_ Non solo lo vedo, ma sono convinto, ora, di potere senza ombra di dubbio diagnosticare il vostro male.
R_ Dottore, dite sul serio? Parlate, vi prego, non tenetemi sulle spine
D_ Ebbene, cercher di usare un linguaggio accessibile anche ad un profano come voi. Diciamo che il cuore di un uomo grande pressappoco cos (fa il gesto con le mani), nel vostro, fino a qualche tempo fa, cera solo una grande passione. larte, grande, diciamo per intenderci, come una mela cotogna, cos
R_ E quindi?
D_ Un istante. Poco tempo fa, appunto, si affacciato sul vostro pericardio il volto della bella di cui mi dicevate, grande, immagino, circa cos
R_ S, allincirca
D_ A questo punto assai facile tirare le sommeIl vostro non un disturbo sentimentale, una questione fisica: nel vostro cuore non ci stanno le donne ed il teatro, ma tutti premono per rimanere dove sono, e questo causa la vostra tabe
R_ Terribile! Ed esiste un linimento per tale male, dottore?
D_ Per la scienza occidentale, purtroppo, siete incurabile.
R_ AbbattutoChe almeno lo abbiate diagnosticato gi molto
D_ Per la scienza occidentale, ho detto, ma non per me
R_ Spiegatevi.
D_ Vedete, caro Rinaldo, siete pi fortunato di quanto crediate
R_ Lo sono?
D_ Lo siete. Recentemente ho avuto la fortuna di visitare loriente, patria di tutto ci che saggio, solo da poco contaminato dalla superbia europea
R_ Siate rapido, vi prego, sento il dolore, che ritorna
D_ S certo Laggi, vedete, hanno studiato i casi come il vostro, in cui un cuore solo non basta a contenere tutto lamore di un uomo Due donne, mi capite, o una donna e un uomo, una volta, mi stato riferito, persino per un cavallo baio
R_ Ah!! Tenendosi il petto
D_ OhE hanno scoperto questa esotica essenza (tira fuori dalla giacca una boccetta di liquido verde) che, mi stato garantito, estirpa il problema alla radice
Le luci si affievoliscono, i personaggi si guardano attorno smarriti.
In un angolo del proscenio, vengono illuminati Lui, Lei e Pascal. I primi sono seduti sul bordo del palco, il terzo in piedi dietro di loro.

SCENA IV 

Pascal_ Schiarendosi la voce Bene, gentile pubblico, mi dichiaro soddisfatto! Avete onorato il vostro patto come uso fare tra gentiluomini, ed tempo che io faccia altrettanto: non vi tedier pi con le insipide locuzioni
Lui_ Disorientato, guardandosi avanti e rimanendo seduto, come se il pubblico fosse Pascal, Ma Ma come? Non puoi
Pascal_ La vostra auto si trova ancora in via Pillitteri, che nessuno ha mai spostato da dove sempre stata, per quel che ne so, cio un centinaio di metri da quella parte, sulla sinistra. Potete andare, se volete
Lui_ Ma E la tua storia? ComeCome finisce? Non vuoi raccontarci il resto?
Pascal_ sorridendo sornione, rivolto al pubblico Sapevo di averlo scelto beneAi due personaggi, fingendo indifferenza, Diciamo che potrei anche finire il mio racconto, se davvero vi interessasse e me lo chiedeste
Lei fa per alzarsi spazientita, ma Lui la ferma, si fissano per un lungo attimo, dopodich Lei sorride e torna a sedersi
Se me lo chiedeste con gentilezza, insomma
Lui_ Ebbene, vorremmo che tu finissi il tuo racconto, Pascal. Per favore.
Pascal_ Tutti e due?
Lei_ Un po pi disinvolta Bh, oramai, minuto pi minuto meno Anchio vorrei sapere come va a finireE poi, MiMi PIACE sentirti parlare
Lui e Pascal sorridono.
Pascal_ schiarendosi la voce Dove ero rimasto?
Via il riflettore, tornano le luci sulla scena iii

SCENA V

D_ EhmCome stavo dicendoQuesto liquido verdastro, estratto, mi stato detto, dalle piante che crescono sui pi inaccessibili dei picchi, che con tenacia si aggrappano alla roccia, ha la miracolosa propriet, per contrappasso, di strappare con solerzia le passioni dalla testa di un uomo
R_ Un filtro dellamore al contrario
D_ Una specie
R_ Ma io non voglio dimenticarmi dellarteE nemmeno del mio amore TulleE nonOh! Il petto! Quel dolore.
D_ Non lo volete adesso, perch entrambi i desideri si affollano l dentro, ma se uno ne uscisse, non ne sentireste la mancanza
R_ Come potete dirlo?
D_ E ragionevole pensarlo.
R_ Ragionevole Quale assurdit! Io morirei senza il teatro, e morirei parimenti senza le grazie diAh
D_ Potrei azzardare, e non vogliatemene, che la cosa accadrebbe comunque
R_ Ma quale delle due Quale delle due se ne andr?
D_ Dipende da voi, credo Quella a cui tenete meno, immagino Farebbe differenza?
R_ No, certo Come potrei scegliere, comunque
D_ Non potreste.
R_ Ma dopo che avr preso quel quella cosa Potr continuare a vivere normalmente?
D_ Che io sappia, nessuno mai morto dopo averla presa
R_ Nessun asiatico, intendete, nessun orientale
Ma se per noi europei fosse un liquido eseziale?
D_ SIGNORE! Non vedo che ci siano differenze fra gli uomini doriente e quelli doccidente!
R_ Non nel corpo, certo, n nelle capacit Ma voi stesso avete detto che quel mondo ben lontano da questo Il fatto che il loro linguaggio sia altro, che i nomi che usano siano estranei, che i segni che fanno ci appaiano nuoviNon la loro una realt discorde da quella che chiamiamo nostra?
D_ Ammetto che insinuate nelle mie certezze un dubbio
Ma questa filosofia, non scienza
R_ Dove inizia luna e finisce laltra?
D_Forse, e badate bene sottolineo forse, potrei credere che nella scienza ci occupiamo di problemi pi pratici: osservarli, studiarli, analizzarli, e quindi formulare ipotesi sulle loro soluzioni, ipotesi da verificare man mano con esperimenti adeguati, cercando la massima obiettivit come criterio generale e la massima riproducibilit dellesperimento come criterio euristico, in modo da potere effettuare stime ragionevoli.
La filosofia, per contro si occupa di ben pi alte questioni: Chi siamo Qual lessenza della cosaE lo fa per lo pi con un metodo deduttivo, ideando principi ispiratori.
Lei potrebbe contestare
R_ Che anche la filosofia, a volte, prende le mosse da problemi estremamente urgenti e concreti
D_ o che le due cose di cui parliamo sono state a lungo tempo una, come fu per Aristotele, e che perci dovranno avere una radice in comune, e allora mi chiedereste
R_ In quale anno, mese, giorno ed ora hanno cessato di essere il medesimo?
D_ Ed io non vi saprei rispondere, ma sono solo un umile dottore, non certo un pensator di professioneComunque, per quanto il mio sapere sia modesto, di certo vi chi sappia la risposta, e in questo sta la forza del linguaggio e del
R_ Proprio ci che ci separa dalloriente: il linguaggio e larroganza.
D_ Ritengo di essermi perso nelle divagazioni.
R_ Nulla di pi facile, per un uomo di scienza. Ebbene, bando agli indugi! Se comunque devo morire, almeno lo far in fretta
allunga la mano al Dottore, per avere la boccetta
D_ A ben pensarci, sarebbe meglio che io studiassi un altro po il contenuto di questa boccetta
R_ Dottore! Non c tempogli strappa la boccetta di manoPer Amore! 
Ci che deve essere, sia! stappa la boccetta e ne beve un lungo sorso. Pausa.
D_ Come sta? Cosa succede?
R_ Io Credo ARGHH! Tenendosi il petto. Cade sullo scrittoio con grande teatralit, alza una manoGOOD NIGHT, SWEET PRINCE, GOOD NIGHT! AND FLIGHT OF ANGEL SING YOU TO THOU DEATH! muore.
D_ correndogli accanto, auscultandogli il petto a pi riprese Quale forza evocativa, quale espressivit! Eppure Oh mio Non possibilealzandosi sconsolato
EmortoSi rende conto della gravit dellaccaduto, si guarda attorno, fugge via. 
Si spengono le luci.





SCENA VI

Si riaccendono delle fosche luci. Parte una musica tetra ma imponente. Rinaldo immobile su di un tavolo.
Entrano due strani infermieri biancovestiti, con maschere che ricordano becchi ricurvi, portando due pali fra cui steso un telone bianco.
Lo srotolano in modo da coprire Rinaldo alla sala, un riflettore posto alle sue spalle proietter la sua ombra sul telone. Esplosioni di luci simulano un fortunale.
Rinaldo inizia a muoversi e a dimenarsi in una danza inconsulta che terminer con la separazione dal suo corpo di Pascal, che quindi rappresenta il suo lato artistico, troppo forte per lasciarsi morire una volta scacciato dal suo petto.
Termina la musica. Le due ombre escono da dietro il telo, rinate.
Gli infermieri riavvolgono il telone in silenzio ed escono.

SCENA VII

Il nuovo Rinaldo, compito, si aggiusta il panciotto e si pettina con la mano; Pascal disorientato si stropiccia gli occhi
R_ Dunque eri tu. Non sei niente di eccezionale, in effetti.
Ma dov il medico? Quel genio, quel santo! Credo che lo inviter alle nozze Anzi no, gli far fare da testimone! Credo sia giusto, e comunque non vedo nessuno pi adatto alla bisogna! Ma prima devo chiamare Tulle, mi pare chiaro, ed i suoi genitori, per la domanda formale Molto da fare e cos poco tempo Le scriver una lettera, intantoSi mette allo scrittoioalza il foglioDunque Cento acri di terra, una trentina di metri quadri in un attico del centro, cinquecento sterline nella banca del regno S, c qualcosa che non mi suona molto bene, ma i concetti ci sono, direi B, meglio andareEsceOh, a proposito, mi sembra superfluo ricordarti di non farti trovare in casa quando rientrer Buon Dio, ma davvero eravamo la stessa persona? Pu!..Esce.
P_ Non era un complimento, vero?
Luci.

Atto IV

SCENA I

Lui e Lei seduti sul cartone al centro del palco, stanno ascoltando Pascal, che in realt non in scena.
Lui_ timidamente, sotto voce, Davvero ti piace?
Lei_ leggermente seccata S, e vorrei sentire, se non ti dispiace Passino i regali sotto le suole ed i capelli umidi, ma almeno vorrei ascoltare in pace
Lui_ C..Certo, scusami
Momento di imbarazzo
Lei_ Ma dove finito? Era qui un attimo fa, mi sono distratta un secondo
Si alzano cercandolo e chiamandolo a gran voce
Lei_ dopo qualche attimo cos E assurdo, oggi spariscono tutti
Lui_ ImpacciatoSenti, so che magari non stata la serata che ti aspettavi, e che di solito tu non passi serate cos, e che magari odi le serate come questa
Lei_ Vuoi dirmi qualcosa?
Lui_ Io Bh, lo sapevo che alla fine ti sarebbe piaciuto. Dovevi solo provare, ma poi a tutti piace sentire una bella storia
Silenzio imbarazzatoLui estrae un foglio dalla tasca
Ho scritto questo, pensando a te, a noi, ecco
Le porge il foglio..
Lei_ leggendo ad alta voce 
La bella di notte si apre alla falena, 
la nebbia striscia su dal mare;
Un grande uccello bianco, un niveo gufo,
Aleggia dallontano

Scoppia a ridere, Lui la guarda, stordito Voi uomini site tutti uguali! Lo accarezza e lo bacia sulla guancia, gettando a terra il foglietto Vivete sempre con la testa fra le nuvole, nelle frasi poetiche E vero, mi piaciuto sentire quella storia, ma era solo questo, una storia, niente di reale! Sei cos strano Il mio piccolo poeta Ride, abbracciandolo Ora portami a casa, che altrimenti chi lo sente mio padre domani Esce, trascinandosi dietro Lui.



SCENA II

Entra Pascal, dalla parte opposta, raccoglie il foglio e legge con passione
P_ La siepe era ancora coperta di fiori,
nessun petalo avvizzito per terra;
ma le rose selvatiche della tua ghirlanda 
erano sbiadite, e le foglie abbrunate.
Rientra Lui. Si guardano.
Lui_ Lei andata in macchina; dice che ha freddo
IoVolevo ringraziarti E presentarmi: sono Thomas, Thomas St
Pascal_ Perch me lo dici?
Lui_ Per educazione Lhai detto tu che lospite si deve presentare prima di
Pascal_ Parole, parole Le parole sono strumenti: possiamo prenderle, giocarci, storpiarle, usarne una o il suo contrario senza che in realt cambi nulla, se non la nostra percezione del mondo, ovvio Sono altre le cose a cui dar conto si tocca significativamente il cuore
Lui_ Non Capisco
P_ Al pubblico, con aria sorniona E chi dice che qualcuno ci debba capire qualcosa?
Luci, sipario, applausi.


FINALE

Luci di sala. Parte una marcia nuziale. Sfilano per lapplauso finale Rinaldo a braccetto con Tulle, il Dottore con i due infermieri, Lui e Lei, e infine Pascal, trascinando il regista e gettando il riso.


AM 23\07\2000

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